- 17 anni fa le piccole trasgressioni che rendono indimeticabile il tradimento tradire con... 20 0 19 anni fa
- 18 anni fa amore vederti...leggiadra nell'aria.....volteggiare.....intorno....a questo....amore.....ti riporta improvvisamente....su....su.....verso....limiti...mai...raggiunti.....e d.improvviso.....la luce....quella di un sole....mai...tramontato....sei....tu....amore....ti...ho...trovato.....rinasco....per...non...morire...piu...nel...tuo....ricordo........baci...dk 17 0 19 anni fa
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1 settimana fa
Alla Lussuria
Porgimi i tuoi occhi pieni di voglia
ed io saprò custodirli tra i miei ricordi più preziosi
porgimi le tue mani
ed io saprò accordarle sul mio e sul tuo corpo
lasciami i tuoi sguardi languidi
perchè possano cullarmi nella tua lussuria
lasciami le tue labbra turgide, col rossetto appena messo
di colo rosso fuoco perchè possano farmi impazzire di desiderio
ed accoglimi dentro di te perchè possa danzarti dentro per sempre
e
farti sentire tutto il calore più profondo.
Dischiudi lentamente le gambe
concedimi questi attimi di lussuria
e lascia che la mia lingua assapori il tuo nettare,
così caldo ed umido,
prendi parte al sublime atto di godimento estremo
e
assapora con tutta la tua passione i miei languidi baci, dirigi....comanda...ordina,
fa sì che tutto si pieghi alla nostra
e
alla tua volontà,
possiedimi di passione,
ubriacami col tuo sesso
esagerami di tormento
conquistami indossando solo camicetta
maliziosamente sbottonata quanto basta,
tanto da farmi intravedere il reggiseno che indossi
così, a mezza coppa trasparente con le spalline sottili
che metta ancora di più in risalato i tuoi rosei
e turgidi capezzoli pronti ad essere sfiorati
e leccati dolcemente!
La gonna al ginocchio che da seduta,
mi lascia intravedere le magnifiche calze velatissime,
quasi impalpabili che esaltano tutta la bellezza
delle tue gambe da carezzare,
da sognare
e sorrette da un reggicalze
e poi, le tue scarpe col tacco alto allacciate alla caviglia
che spingono ancora più in alto il tuo adorabile fondoschiena
tutto da ammirare e da assaporare.
La tovaglia è abbastanza lunga
tanto da permettermi di allungare la
mano sulle tue gambe
e farmi così sentire tutto il tuo calore,
la mia mano che piano piano solleva la gonna,
mentre, le mie dita cercano “vogliose”
il punto dove finiscono le calze
e inizia la tua morbida pelle liscia e profumata…
Lascia che tutto SIA
e INVENTA con me come vuoi GODERE.
21 1 19 anni fa -
1 settimana fa
Vorrei
Vorrei incontrarti
Vorrei sfiorare il tuo collo
per assaggiare le tue labbra
Vorrei avvolgerti in un caldo abbraccio
ed accarezzare tutta la tua pelle
Vorrei sentire il tuo profumo
mentre schiudo il tuo fiore
Vorrei darti il piacere
mentre lo raggiungo con te 15 0 19 anni fa -
1 settimana fa
STA CALMA, ORA VIRGINIA...
STA’ CALMA ORA, VIRGINIA
Che la scuola era finita già da tempo
E venivo di soppiatto tra i tuoi libri…
Tra le tue foglie secche in mezzo ai fogli
Come tra le tue gambe e in mezzo i tagli…
Portavi il mio segreto zuccheroso
Portavi il gioco e il fuoco
il graffio e il velo
E le calzette basse il pomeriggio
E le merende unte tra le dita
Gli sguardi carezzevoli e lascivi
Ed i giochicchi
…e gli scodinzolii
Poggiata un poco al fratellino cacacazzi
Un poco ai miei ginocchi ed ai sollazzi
Ubertosa di languori ed albeggii
E con il corpo pronto…
Il fiato svelto…
Le trecce sulla spalla ciondolanti
E poi solleva rattristato alle letture
che mi seguivi furba, solitaria
Sviottolando il matrio guardo punitivo
In fondo al corridoio mi spegnevi
Pareva cincischiassi ma eri certa…
E gli occhialucci al naso avvaporati
E straripavi ignobile ignominia
E la boccuccia docile retrattile
STA’ CALMA ORA, VIRGINIA…
Godi muta…
che nel farcirti abbondo trasalendo
e l’occhio corre livido ai boccheggi
a chi non vuoi che poi ti spenga e sopraggiunga
ora che stridula schiacciata al muro
le tue giunture fanno piega ma tu taci
…al ripulirsi ispidi
nell’indecorosa arte di negare
…e rimettere rossetto dove il sudore imperava
che le compagne già ti aspettano sornione
a rimpallare gli amorazzi del mattino
e smemorarsi linda
…e i banchi
…e i cessi
il fumo svelto.
ed i bidelli complici
le serpentine e i viottoli
a ritornare languida
ed accudirmi morbida
ed ai richiami di un gioioso nascondino
preferirsi e abbandonarsi
ad i tuoi occhi, il tuo pompino…
16 0 19 anni fa -
1 settimana fa
PASTO ALLA CATENA
PASTO ALLA CATENA
Come una piccola fame
Che all’interno prendi forma
Che nel tuo divincolare
Fai quel nome …e sillabando
Dall’interno dei canini e digrignando
Graffi le pareti della pancia mia
Come una jena annusa
…Il pasto alla catena
smuovi dalla ciotola impiccata
in attesa di processi e sassi
lasciandomi essiccare salutasti
e ricavai il tuo ghigno dagli infissi
sostavano caviglie nei tailleur
di piegoline e sviste che affastellano
e rinseccano
…sto pasto alla catena
come si parla di spigoli a descrivere
parlami e scalpella se tu assaggi
spremimi l’amore “in” dalla pelle unta
crollami traverso roccolando
pregai di pormi frana frantumando
ma abbisognare valle può stordire
che le mandibole ora tacciono smaniando
…il pasto alla catena
mi si fece appresso
e dissi: fatti pieno gengivale
riempimi gli spazi interdentali
occludimi se capita indigesto
che mappe interstellari non chiarirono
il boccone quando occlude a che obbedisce
…il big bang in bocca mi sostava e richiedeva
…il pasto alla catena
che freddava infido moncato
e mi tiranneggiava traboccando
leccai leccai il quacchero mancando
la museruola strinse prestanome
…e mi obbligai lanesco ammanettando
viti di torri eiffel che mi arruggivano
mi si sgranellano solinghe e qui grecalano
…il pasto alla catena
avermi nelle mani scivolando
che null’altro gioco appieno soddisfava
e regalarmi biglia di soppiatto
ed imprestarmi ruolo nascondino
che le pelli si slanavano incompiute
e quante sbucciature sdoganando
e quanti giocherelli richiedevano
…il pasto alla catena
che ho svilito al mio svanire masticando
leccai leccai il d’attorno ammobiliato
e mi rividi in rabbioline metallurgiche
e sindacando il senso, il labbro, il ferro
mi riportai alla cagna mani basse
mentre il wasabi risaliva il collo
nella sua nuca scaricai il corallo
18 0 19 anni fa -
1 settimana fa
LA STANZA BAGNATA
LA STANZA BAGNATA
Entrai in una sottile valanga
Che sommerse la mia anima.
Quando non sono questo gobbo che tu vedi
Io dormo sotto la collina dorata
Tu che vuoi conquistare pena
Devi imparare bene come cercarmi
E non stupirti se entrarono tutti
La stanza chiusa conserva gli odori
Quindi l’ombra d’ogni carezza
Ogni natica tesa
nel frastuono di zip veloci e sincere
di organi flaccidi incontro a quell’aria
ingoiati confusi da bocche e salive
Ora che per scherno mi colpisci al fianco
Mentre t’immergi per l’oro
Lo storpio che qui vesti e nutri
Non è morto di fame né di freddo.
Lui non chiede la tua compagnia
Non al centro, non adesso.
inscindibile il fiato accompagna
mordendo i rimorsi
mordendo le forme
all’interno di spigoli
schiacciati nell’angolo
mentre mi fido di occhi nemici
Non fosti tu ad innalzarmi
Sul piedistallo in cui io sono
Le tue leggi non mi costringono
Ad inginocchiarmi grottesco e nudo
Io stesso sono il piedistallo
Di questa turpe gobba che stai a guardare
E tu non puoi toccare
Con una mano così grave
La sua stella al di là del mio ordine
La sua nudità estenuata.
Nei cerchi della sua seta
Nei cardini delle sue cosce.
Tu che vuoi conquistare pena
Devi imparare cosa mi rende gentile
Le briciole d’amore che mi offri
Sono le briciole che mi son lasciato dietro
La tua pena non ha credenziali qui
E’ solo un ombra, un ombra della mia ferita
Mentre lego mandibole tese
sfilaccio pensieri impubiditi
Mentre farine risalgono braccia
Ridono dall’interno dittature vaginali
Plotoni lesti ad asciugare i liquidi
Ed il desiderio con la sua malombra
Io ho cominciato a desiderarti
Io che non ho credo
Ho cominciato a cercarti
Io che non ho bisogni
Dici che te ne sei andata
Ma posso sentirti quando respiri
Lasciandoti andare sul fianco
Nello spazio di sogni introiati
Ora ciondola stanza bagnata
Proseguio dei fiati ascoltati
Rivestendo e coprendo le armi
Non ti chiedi mai niente di noi
Non vestire gli stracci per me
Sentendo che tu non sei povera
toccarti vestendo curiosità
Quando sai di non essere sicura
Aprendo le vesti mi accorgo
…È la tua carne che indosso
17 0 19 anni fa -
1 settimana fa
IN BOLLA
IN BOLLA
C’è chi dimentica
C’è chi custodisce
Si può abitare l’infanzia
Come l’unghia abita la pelle
…e si può vivere di legni
in bolla
voltarsi di lato
le cose che fissando stanno
le cose che distanti fanno
abitare la fiducia in affitto
…come in un perfetto contratto
in bolla
…l’attraverso mancato
d’euforia assistita
al mittente reso ossuto
qui troneggia voltato
…e dibatte frequente
in bolla
…cozzano gli ossimori
e rifletto su liquidi opachi
che lambiscono i miei nervi tesi
inumidisco all’unisono del volo
…tranciato striscio
in bolla
…aggredito colando
concedo la resa al silicio
e cartilagini risposero al fuoco
nell’insensatezza della miscellanea
..conquistata e persa
in bolla
decelerando il battito
lascio ammarare il mio male
in un giorno qualunque
e mi faccio sorprendere lieto
…fingo sopraffazione
in bolla
il sangue con l’acqua
il sale al mio interno
confondo il pulsare nel bere
balbetto al solstizio morente
…danzante silenzio
di bolla
in bolla
mi affaccio alle paure radunate
secerno le difese delle bocche
comando io stesso il plotone
trasandato dall’usanza di morire
…di rado scodinzolo
di bolla
in bolla
abitando una mente mai mia
coscientizzavo la recisione dei gradini
e l’indesiderabilità dell’inquilino
che concedeva il conto e il suo razzismo
e grammi di mondo alle mie mani
di bolla
in bolla
accetto ora l’inutilità d’interrogarmi
ingurgito certezze ed olivette
insozzandomi in corazze glamour
mi convinco della tenerezza della pelle
…e mi lascio invecchiare
di bolla
in bolla
ordinate, vengono a trovarmi
le mie malinconia in fila per due
in un rifugio senza oblitero
al susseguire il rivoluzionare
…monto cassetti ove porre le bandiere
di bolla
in bolla
aspetto cresca il cespuglio
aspetto le crepe nei muri
aspetto i ritorni
e mi lascio ingannare malgrado
e penso…
che bella luce fai da qui
14 0 19 anni fa -
1 settimana fa
IL RANTOLO DEL SALVASLIP
IL RANTOLO DEL SALVASLIP
Mi accade di osservare
Mi accade di notare la cura
Come di te che pieghi le alette
Intorno alla mutanda linda
Intorno gli anelli di saturno
Rimandavano queste finzioni di luci
Sollevai lo sguardo
Nell’antica voglia di collidere
Negli urticanti paletti infissi
Ho male alla faccia
Nocciole nei palmi
La gioia rivisitava i luoghi
Ne è uscita…
Aristocratica e lieve
Sorniona e serafica
Lo schiocco sull’uscio
Concede il ripasso del tattile
Cosciente di catena corta
Nei contratti chimici
Anima e corpo sono alla pari
Su carta…
A latitudini terrene
Si lottava impari
…con rivali umiliati
La gioia non conosceva sconti
Abbisognava padroni
E diffidava…bocconi
Lascia le labbra
Davanti alla figa
E piegoline madide di noi…
Infilo la narice tesa
Respiro la tue mura
Gli odori mi parlano
indipendenti dalle labbra
nei giorni della rabbia
nei giorni della nebbia
scucita la noia dal fianco
scrollando le cellule morte
ritrovo i miei petali al suolo
nel riflesso del fiato
ascoltato all’interno
accucciato ricolo malgrado
pulviscolo attacca le guance
ci cammina traverso
facendo sentinella d’ognuno
nel turn-over del cerimoniarsi
ricadevo nell’infanzia prensile
richiosando meccanismo rettile
così la scoperta di me reimplose
e fu nella deflagrazione
che mi riconobbi infine
il commiato da me
i dolci vennero serviti caldi
fui abbellito ricordo malgrado
…e vennero a trovarmi linde
donne protette da certificatissimi salvaslip
ingabbiate da un finto tenersi pulite
incerottate nel cuore ancora che in petto
dietro un groviglio di cavi accidentali
venivo a sedere e rimanevo in piedi
venivo a parlare e liberavo silenzi
che agli angoli della bocca sostavano
facendosi scudo dell’aria traverso
si poteva accamparsi in segreto
amarsi in provincia, scodinzolando
nel diniego del suburbano ingrigirsi
nelle fermate d’autobus della mente
posti a sedere se ne contavano decine
mentre sbriciolavo sul lato inclinato
mi riappacificavo con la fine del mondo
tra i pezzi del puzzle dispersi e riconosciuti
potevo sostare aspettando il passaggio
20 0 19 anni fa -
1 settimana fa
AL SOLE D\'AUTUNNO
AL SOLE D’AUTUNNO
Lama di ciniglia
Lama di mollica
Tagliami di netto
Tagliane un pezzetto
Un dollaro a chi vince
Un dollaro a chi perde
Ascia o coltello…
Se ti prendo t’affetto
Se ti trovo …un morsetto
Correva la creatura di petali
Correva e le vedevo le spalle
Fino alle pianure della luna…
E tutti i luoghi attraversati riempivano gli zaini
Le dita moncate dagli uomini distratti
Sarebbero cresciute stavolta sul mio volto
Fino al giorno che non fossero cadute per me…
col mio gioco abbandonato all’angolo
ascia o coltello …amore lindo, amore unto
pistola al fianco scodellando
puntami le tempie disilluse
puntami la lingua secca in bocca
ti porto al fiume e t’uccido di morsi
recido i tuoi lembi tardivi all’ingoio
e ti lascio galleggiare lenta fino a riva
e ti faccio sposa di detriti e salnitro
vengo domani e ti raccolgo
fanciullo e boia nelle mani e nel vento
patibolo sfiorato in cento albe
sangue raccolto in cesti e cento piume
montata e smontata pari uguale
ti spezzo e ricresci
ti poto il fusto, poi il gambo…
le foglie tornano verdi, giocose …tue più di sempre
giardiniere di un orto visitato che ero ricco
mentre ne esco impoverito ed ingrigito
con cesti pieni degli autunni che attraversi
ed il ghigno recinta l’amore che provo
che fai sotto le stelle, chi vuoi dimenticare…
cola dalle mani l’asfalto delle strade che scegli
ho il rimedio e la condanna insieme
mentre tu stai …ed il coltello ti trapassa a scatti
fatti vicina mentre premo
fatti vicina mentre infilo
fammi vedere i denti mentre taglio e coli
e tienimi i fianchi mentre strappo
prometto di cucire svelto
prometto i tasselli nei posti
hai lama dentro te al completo
che ancora ridi e soffi sul petto
ti trascino al patibolo di cioccolata
ti poso leggera la testa di fragola
ti sciolgo per l’ultima volta i capelli
e carezzo il calore che conosco da sempre
mentre il boia mi ritorna nelle labbra
In una gabbia di ferro posa il tuo cranio
imbiancato dal sole e dalle pioggie
come ai malandrini era usanza mostrare
portare il miglio nelle dita al passaggio
così che i passeri vengano a trovarti
e mangino nell’alba dalle cave dei tuoi occhi
beccando in festa dalla carne morta
mentre si sollevano e cinguettano seminandoti nell’aria
il mio cavallo ha un moto di sberleffo
nitrendo all’aria batte zoccolo infangando
infila tutte le possibili pozzanghere
e disarciona complice maligno
cado al suolo maciullando il mento
mentre i passeri passano sul capo
lasciando cadere pezzetti di te
finalmente libera…
al sole… d’autunno 19 0 19 anni fa -
1 settimana fa
CORIANDOLO e NICHEL
CORIANDOLO E NICHEL
Sei solo una bestiaccia unta stasera
Hai solo ferite interessanti e ben visibili
E ti sto solo esattamente di fronte
E sfioro le tue guance di frumento
e non mi meraviglio se pianeti interi
si interrogano su come sarebbe essere te
quando ho smesso d’esser corpo era giorno
quando ho smesso d’esser corpo la voce pareva non bastare
le ulcere che mi inseguivano hanno zittito acide
in una lacrima ordinaria ti è parso d’infilarmi
spesso tu piangi senza ragione apparente
ed io che nel silenzio ascolto, conosco ogni tua frana
quando hai smesso di guarirmi…
quando hai abbandonato le mie vergogne
son tornato abitante invelenito e rattrappito
che il giallume delle dita segnava ogni tuo tocco
ed allora ho capito lo spurgare di certe lumache
ma nessun chardonnay potrà mai ripulirmi a fondo
conservo l’innocenza o la solitudine stasera?
E come ti chiamo stasera, piccina…?
Benvenuta quindi piccola morte carezzata
Donna dai mille capezzoli sfregati
Mentre mi racconti lo stratagemma mancato
Mentre aggiusto il mirino sul petto
Ti osservo tingerti la melanconia negli occhi
Che dentro appartengo già alle stanze che mi assegnerai
Nei merletti che trascuri mi rannicchio
Mentre obliteri le mani che decidi vicine
Fondo il quarto reich e ti sgozzo nel sonno
E la carne secca rotola via dalla carne fresca
Ed oggi dormo tranquillo nei capelli tuoi
Ed oggi mi poso senza vendetta apparente
slavato finalmente d’ogni fuga scalza
mentre la ragazza si nasconde dietro la donna
mi faccio frequentatore di locali infami
e ad alluci recisi piango dondolando
ho bisogno di un negro da picchiare di nascosto
quando l’amicizia finisce necessito una guerra
quindi aspetto che ti volti e ti sputo
mentre lasci gli anelli imbruniti
e ti lecco dagli occhi il mascara serale
e ti sposto le cinghia dal viso
porto i diamanti promessi stavolta
porto i complici dei corridoi spenti
porto il liquore che preferisco per sciogliermi
le pillole che ingurgito per sentirmi meno fesso
mentre nell’angolo ti costringo a ciò che non vuoi
ti faccio regina d’un reame di coriandolo e nichel 20 0 19 anni fa - 15 anni fa L\'analsex Blog riservato alla discussione sul piacere anale 25 0 19 anni fa
-
1 settimana fa
tuo
Mordimi...
...Toccami...
...Raggiungimi...
...Baciami...
...Voglio essere tuo...
...Prendimi
20 0 19 anni fa -
17 anni fa
Piacere
L'attesa del piacere è anchesso piacere...
22 0 19 anni fa - 12 anni fa my spaces poco di tutto e molto di niente 16 0 19 anni fa
-
7 anni fa
La scoperta
la prima volta che la mia dolce metà si è mostrata amante del cazzo extraconiugale è stato in uno splendido resort a 5 stelle dove ci eravamo recati
per un week end con due miei amici di vecchia data, la donna la conosco fin da bimbo il suo ragazzo di allora anche,
dato che betty la mia lei era un pò timida ed impacciata nell'eros; daccordo con la mia amica decidemmo di organizzare uno strip poker, fortuna volle
che bet nn conoscesse il gioco cosi non impiegammo molto a metterla in slip e reggiseno.
ci accorgemmo subito che il gioco laveva scaldata oltre ogni più rosea aspettativa per cui mezzi svestiti come eravamo ci trasferimmo sul lettone
matrimoniale posto nella stanza attigua, e li si comincio a ridere e scherzare tutti e 4 insieme più per il nervosismo che per l'eccitazione
da tener prersente che nonostante la mia amica popolasse
i miei sogni erotici sin dall'adolescenza io e lei non ci eravamo mai sfiorati neppure;
beh! che volete da giovane ero idiota e molto imbranato con le donne mi son rifatto dopo.
insomma ridi e scherza ad un certo punto la mia amica mi prende la mano e se la porta alla fica.... io un altro pò e collasso per la gioia e la sorpresa,
,,, non ho neanche il tempo di riprendermi o almeno cosi' ricordo, che il mio cazzo pronto ad esplodere si sta avvicinando alla sua topina,
mia mogle nel frattempo per nulla preoccupata si sta limonando il mio amico!!!?? anche qui non faccio in tempo ariprendermi che la mia amica
mi porta la mano??? a ad non ci posso credere vuole che tocchi il cazzo del mio amico cioe suo ragazzo cioè mio compagno di giochi no non quei giochi maiali!!!
ma cosa andate a pensare io sono un etero convinto... o no?
(ps lasciatemi giocare non voglio offendere nessuno per me quasi tutti i gusti sono da rispettare ma non chiedetemi di fare un blog politically correct)
bhe insomma non capisco cosa vuole da me, questo mi affloscia un pochino il membro... un pochino?? bhe un pò
ma la mia amica non molla sembra sappia bene quello che sta facendo lottiamo ancora un pò ma mi sto arrendendo e finalmente capisco!!!
vuole che guidi il cazzo fedifrago nelle intimità di mia moglie!!!
bhe d'altra parte il mio è come dire impegnato....
- seguirà.. dopo quella sera nè ho da raccontare ora vado a nanna se vi sembra che valga la pena seguitare saranno graditi incitamenti di tutti i tipi.... 23 2 19 anni fa - 7 anni fa mia moglie è una porca storie vere 16 0 19 anni fa
-
1 settimana fa
lei
Vorrei poter dir di lei
quello che non è stato detto di donna alcuna..... 17 0 19 anni fa - 15 anni fa tecnicolor dream tutto di tutto 14 0 19 anni fa
-
15 anni fa
Rapporto
tre anni con una schiava
non li dimenticherò
intensi pieni di reciproche attenzioni
innamorati
non è vero che non ci si può amare
giocare rispettare divertire
è finita e non me ne pento
il passato è un ricordo
il futuro tutto da vivere...
master non esclude fantasia poesia
o la facciata del superuomo...che tra parentesi
non sono
significa esserci...dare sicurezza...proteggere...
con decisione è vero ...ma il collare non esclude un fiore.. 23 0 19 anni fa