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STA CALMA, ORA VIRGINIA...

STA’ CALMA ORA, VIRGINIA



Che la scuola era finita già da tempo

E venivo di soppiatto tra i tuoi libri…

Tra le tue foglie secche in mezzo ai fogli

Come tra le tue gambe e in mezzo i tagli…

Portavi il mio segreto zuccheroso

Portavi il gioco e il fuoco

il graffio e il velo

E le calzette basse il pomeriggio

E le merende unte tra le dita

Gli sguardi carezzevoli e lascivi

Ed i giochicchi

…e gli scodinzolii

Poggiata un poco al fratellino cacacazzi

Un poco ai miei ginocchi ed ai sollazzi

Ubertosa di languori ed albeggii

E con il corpo pronto…

Il fiato svelto…

Le trecce sulla spalla ciondolanti

E poi solleva rattristato alle letture

che mi seguivi furba, solitaria

Sviottolando il matrio guardo punitivo

In fondo al corridoio mi spegnevi

Pareva cincischiassi ma eri certa…

E gli occhialucci al naso avvaporati

E straripavi ignobile ignominia

E la boccuccia docile retrattile

STA’ CALMA ORA, VIRGINIA…

Godi muta…

che nel farcirti abbondo trasalendo

e l’occhio corre livido ai boccheggi

a chi non vuoi che poi ti spenga e sopraggiunga

ora che stridula schiacciata al muro

le tue giunture fanno piega ma tu taci

…al ripulirsi ispidi

nell’indecorosa arte di negare

…e rimettere rossetto dove il sudore imperava

che le compagne già ti aspettano sornione

a rimpallare gli amorazzi del mattino

e smemorarsi linda

…e i banchi

…e i cessi

il fumo svelto.

ed i bidelli complici

le serpentine e i viottoli

a ritornare languida

ed accudirmi morbida

ed ai richiami di un gioioso nascondino

preferirsi e abbandonarsi

ad i tuoi occhi, il tuo pompino…

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