I racconti erotici più recenti
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Istruttore di pattinaggio
Sono passati più di 30 anni ma il ricordo è ancora vivo nella mia mente.All'epoca ero un ragazzo poco più che ventenne, non molto alto e magro, 1,72 per 67 kg, castano con gli occhi castani tendenti al verde, educato e abbastanza timido, un ragazzo tranquillo.Per una serie di circostanze fortuite quell'anno, con un gruppo di ragazzi della mia età, costruimmo uno skatepark sulla terrazza di un noto parco acquatico a Cesenatico e questo ci permise di ottenere una tessera omaggio per tutta la stagione.Nei fine settimana e per tutte le mie ferie passavo la mattinata in piscina e sugli scivoli, mentre il pomeriggio mettevo i pattini e impartivo lezioni di pattinaggio sulla terrazza, i miei allievi erano prevalentemente bambini dai 6 ai 10-12 anni che le mamme mi lasciavano per godersi un ora di libertà sotto al sole a bordo piscina.Alla sera il parco era preso d'assalto dai ragazzi delle colonie estive e dai loro accompagnatori, in oltre c'erano anche i primi turisti polacchi, un gruppetto di ragazze dai 16 ai 20 anni passava spesso la serata sui pattini.Noi " veterani dei pattini " eravamo ammirati dalle ragazze e a volte si riusciva a rimorchiare qualcuna per portarla in un angolo poco illuminato per limonare o al massimo palpare un paio di tettine in pieno sviluppo.Fra i miei allievi del pomeriggio c'erano due bambini di 6-7 anni vivacissimi che facevano lezione quasi tutti i giorni, le mamme erano due amiche quarantenni che a luglio e ad agosto dividevano un appartamentino in affitto da sole in attesa dei mariti che le raggiungevano il venerdì sera per poi ripartire la domenica pomeriggio.Una sera vidi arrivare alla pista di pattinaggio una delle due signore senza figlio al seguito, era vestita con dei pantaloncini da ciclista senza mutandine perché non si vedeva il segno dell'elastico ma in compenso si notava la forma del suo culo alto e sodo, sopra una t-shirt colorata dove un seno alto, generoso ma non troppo abbondante si muoveva ad ogni passo, mi avvicinai a lei e le chiesi dov'era il piccolo, rispose che era a casa con la sua amica ed era lì perché anche lei voleva imparare a pattinare.Durante l'ora di lezione spesso si aggrappava a me per non cadere, finiva sempre per strisciare le sue tette sul mio torace e a volte la sua mano finiva con una certa disinvoltura all'altezza dei miei pantaloncini.Finita la lezione mi disse di aver dimenticato i soldi nell'appartamento e che si sentiva in imbarazzo per non poter pagare la lezione, mentre ci spostammo verso il bar, le risposi che non doveva preoccuparsi e che avrebbe potuto saldare anche nei giorni seguenti, terminata la nostra bibita ci incamminammo verso uno di quegli angoli poco illuminati sperando in un palpeggiamento di quelle tette che mi avevano ipnotizzato per tutta la lezione ma raggiunta la scala antincendio fu lei a saltarmi addosso mettendomi la sua lingua in bocca ed instaurando un duello di lingue. Io risposi infilando la mano sotto la sua maglietta fino a raggiungere i suoi capezzoli irti e duri come chiodi, giocai con quelle tette molto più grandi e mobili rispetto a quelle che avevo fino a quel momento palpato.Improvvisamente sentii la sua mano entrare nei miei pantaloncini fino a trovare la mia erezione, mi accarezzò dalla base fino alla cappella per poi scendere di nuovo verso le palle che soppesò e strinse leggermente facendomi provare un brivido, si staccò dalla mia bocca per mettersi in ginocchio davanti a me, con entrambe le mani prese l'elastico e fece scendere pantaloni e costume contemporaneamente fino a metà coscia, quanto serviva per far uscire il mio cazzo.Rimase per un attimo ad ammirare poi iniziò a sfiorare con la lingua la mia asta per tutta la lunghezza, fermandosi sulla corona per poi ridiscendere giù fino alle palle che mise in bocca prima una poi l'altra, quel trattamento non era minimamente paragonabile a quello ricevuto qualche anno prima da una mia compagna di classe, mi mandò in estasi e da esperta qual era rallento e mi strinse alla base della cappella per evitare che venissi subito, poi riprese a depositare piccoli bacetti per tutta la lunghezza fino ad arrivare in cima e con una lenta ma costante discesa avvolse il mio uccello fino alla base con le sua labbra mentre la lingua sembrava impazzita, forse per inesperienza o forse per la carica erotica ma non riuscii a trattenermi e scaricai tutto il mio carico di sperma nella sua bocca che bevve con naturalezza fino all'ultima goccia.Si alzò percorrendo con la sua lingua il mio addome alzando la maglietta fino ad arrivare ad un mio capezzolo che prese fra i denti e strinse fino a farmi uscire un gemito di dolore, prese la mia testa fra le mani e mi spinse giù verso la sua grotta del piacere, abbassai i suoi pantaloncini e mi trovai davanti la sua figa depilata, con solo un triangolino di peli appena sopra il monte di venere.Stavo per inserire un dito ma mi ordinò di usare solo la lingua, leccai i suoi umori che colavano copiosi, trovai il clitoride ed iniziai a giocarci con la punta del naso mentre con la lingua lambivo le grandi labbra gonfie, lei guidava la mia testa nei punti che più la eccitavano fino a quando raggiunse l'orgasmo annegandomi e soffocando un lungo gemito mordendosi il pugno, si ricompose in fretta e scappò fra la gente, io tardai qualche minuto ad alzarmi, con le gambe molli raggiunsi la pista di pattinaggio ma lei era già sparita.Alcuni giorni dopo vidi la sua amica e mi disse che era tornata in città con il marito il giorno dopo, di lei non seppi più nulla ma rimase nella mia memoria come la donna che mi aveva fatto provare il miglior pompino della mia vita.
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3 ore fa
Writer,
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Ultima visita: 2 ore fa -
La collega
Il vino rosso scivolava nei calici mentre le risate attorno al tavolo si facevano sempre più rumorose. Luca aveva organizzato quella cena per riunire un po’ di amici della vecchia guardia e qualche collega, felice di staccare la spina dal ritmo frenetico dell'ufficio. Tra gli invitati c’era Paolo, collega di reparto brillante, simpatico e con la battuta sempre pronta.Nessuno al tavolo, però, poteva immaginare il segreto di Luca. Da mesi, Luca viveva una passione clandestina e travolgente con Loredana, un’altra collega dell'azienda. Conosceva ogni singolo centimetro del suo corpo, le sue zone più sensibili, il modo in cui i suoi occhi si velavano di desiderio e il suono soffocato dei suoi lamenti quando raggiungeva l'orgasmo.La serata scivolava via piacevolmente, finché Paolo, complice qualche bicchiere di troppo, piegò la schiena all'indietro e sfoderò un sorriso malizioso.«Ragazzi, dovete sentir questa,» esordì Paolo, attirando l'attenzione di tutti. «C'è una in ufficio... una tipa incredibile. Ci sto uscendo di nascosto da un po' di settimane.»Luca sorrise perplesso, prendendo un sorso di vino. Non sapeva che Paolo frequentasse qualcuna dell'azienda.«Dai, spara! Chi è?» incalzò uno degli amici, battendo il pugno sul tavolo.«Si chiama Loredana,» disse Paolo.A Luca si gelò il sangue nelle vene. Il cuore gli batté un colpo fortissimo nel petto, la gola gli si seccò all'istante. Cercò di mantenere un'espressione neutra, mentre dentro di sé esplodeva un mix bruciante di incredulità, rabbia e un'improvvisa, perversa scarica di eccitazione.«Loredana?» chiese un altro commensale, curioso. «Com'è? Racconta!»«Ragazzi, è una bomba atomica,» continuò Paolo, del tutto ignaro del legame tra la donna e Luca. «Ma la cosa assurda è che non l'abbiamo ancora fatto del tutto. C'è una tensione sessuale da impazzire. Ogni volta che ci vediamo la notte, finiamo sempre parcheggiati da qualche parte in macchina.»I commensali si sporsero in avanti, palesemente stuzzicati dalla piega piccante della conversazione. Luca, pietrificato, non riusciva a staccare gli occhi da Paolo.«In macchina?» chiese una delle ragazze al tavolo, ridacchiando. «E che fate?»«Si trasforma,» disse Paolo a voce bassa, assaporando l'attenzione di tutti. «Appena la tocco, divampa. Non facciamo in tempo a parlare che le infilo la mano sotto la gonna o dentro i pantaloni. È sempre, costantemente bagnata fradicia. Ieri sera le ho tolto gli slip: erano letteralmente inzuppati. Lei si mette a cavalcioni su di me, mi apre i pantaloni e inizia a masturbarmi con una foga incredibile, mentre io le infilo due dita dentro e la sento stringere, caldissima, scivolosa...»Un mormorio di approvazione e risate maliziose corse lungo il tavolo. Gli amici incitavano Paolo a continuare, assetati di altri dettagli.Luca ascoltava ogni singola parola. Conosceva fin troppo bene quelle reazioni. Quando Paolo descriveva il modo in cui lei arcuava la schiena o sospirava nell'oscurità dell'abitacolo, Luca rivedeva esattamente le espressioni erotiche di Loredana: le labbra socchiuse, il respiro affannato, quel rossore caldo che le saliva sul collo quando la brama prendeva il sopravvento. Sapere che un altro uomo le metteva le dita tra le gambe, sentendo il suo umore denso e profumato, provocò a Luca un groppo alla gola e una stretta violentissima al basso ventre. Il suo pene, traditore, si indurì istantaneamente sotto i pantaloni.
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6 ore fa
Luca2026,
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Ultima visita: 6 ore fa -
L'altalena dell'anima nuda.
Ho cinquant’anni, e porto dentro di me un’appetenza quasi sacra per le sensazioni.Le cerco, le assaporo...le inseguo con una devozione che il tempo ha reso soltanto più acuta e consapevole.Dentro di me abita ancora una bambina brada e luminosa, un’essenza intatta, ardente e indomita che gli anni non hanno sopito, ma hanno invece affinato in un fuoco più profondo e consapevole.È lei il nucleo segreto, l’anima primigenia della mia femminilità matura...la curiosità senza confini, il riso libero e irrefrenabile, la brama viscerale di toccare il mondo e di esserne toccata con tutta l’anima.È grazie a quella bambina interiore, selvatica e incantata, che sono diventata questa donna passionale, carnale e intensamente sensuale.La sua fantasia pura, il suo sguardo ancora vergine sul reale, mi ha permesso di conservare un abbandono totale, una capacità di dissolvermi nel piacere che poche donne della mia età osano rivendicare con tanta fierezza.Sento tutto con una lucidità quasi anacoreta...la pelle ha acquistato una reminiscenza sottile e vorace, i desideri si sono fatti più precisi e imperiosi, il piacere si è trasformato in un’arte raffinata e profonda.Ogni brivido diventa un incendio lento e devastante, ogni carezza una rivelazione del corpo e dello spirito, ogni abbandono un atto di sublime e carnale adorazione.È questa mocciosa che mi rende ancora affamata, ancora viva, ancora capace di trasformarmi in fiamma pura quando il desiderio mi reclama.Fine autunno...una di quelle notti che avvolgono l’anima in un manto di malinconia sensuale e di bellezza cadente.L’aria, fredda e umida, aveva una consistenza quasi vellutata sulla pelle, e portava con sé un bouquet ricco e inebriante...l’odore dolce e fermentato delle foglie macerate, la terra bagnata che esalava un profumo profondo e minerale, il sentore affumicato di legna lontana bruciata nei camini, e un sottofondo appena percettibile di castagne e muschio.Ogni respiro era un’intima carezza ai sensi.Il parco giochi giaceva immerso in un silenzio sacrosanto e cospiratore, illuminato soltanto dal bagliore caldo e tremulo di un lampione solitario.Quella luce dorata, quasi ambrata, si diffondeva con languida lentezza, creando pozze di chiarore morbido che contrastavano con le ombre vellutate e dense.Le altalene pendevano immobili come reliquie di un’infanzia remota, le catene arrugginite che sussurravano un cigolio lento, ritmico e ipnotico al passaggio del vento, come una nenia intima e proibita.Il suolo era un sontuoso, lussureggiante tappeto di foglie in tutte le sfumature del fuoco...rosso cardinale, rame brunito, ocra dorato, bronzo antico e tocchi disordinati di porpora violacea.Impregnate di rugiada notturna, brillavano debolmente sotto la luce del lampione, liberando un aroma pregnante, fermentato e leggermente dolce, un incenso terreno che saliva dalle zolle umide e si mescolava all’aria pungente.Ogni passo produceva un fruscio morbido e sensuale, come se la terra stessa mi accarezzasse le caviglie.L’aria gelida baciava la mia pelle con dita sapienti e impudiche, insinuandosi sotto il cappotto aperto, sfiorando le gambe nude sotto il vestito leggero, facendomi venire la pelle d’oca in onde lente ed estremamente deliziose.I colori autunnali si stemperavano nell’oscurità in una sinfonia calda, mentre le ombre lunghe delle strutture di gioco creavano forme sinuose e suggestive.Tutto, in quel luogo sospeso tra memoria infantile e desiderio adulto, sembrava permeato di una magia quieta, erotica e proibita...un tempio segreto dove l’innocenza e la carnalità potevano finalmente incontrarsi senza vergogna.Mi sedetti sull’altalena più grande, le mani strette alle catene gelide che mordevano piacevolmente i palmi con un freddo inebriante e vivo.Cominciai a dondolarmi lentamente, con un ritmo languido e ipnotico, gli occhi socchiusi, lasciando che il movimento cullasse il mio corpo maturo.Mi sentivo esattamente come quella bambina interiore...viva, audace, consapevolmente impudica, pronta a giocare nel regno del proibito con una libertà che solo l’esperienza e gli anni possono donare senza rimorso.Non lo udii arrivare.Il parco era avvolto in un silenzio, quasi irreale. Prima percepii soltanto il passo felpato e guardingo del suo cane, un’ombra silenziosa che annusava tra le foglie umide con calma animale.Poi, improvvisa e irresistibile, arrivò lui.Una presenza calda, magnetica, quasi sovrannaturale alle mie spalle.Non era solo un uomo...era una forza viva, un’emanazione di desiderio primordiale che fece vibrare l’aria intorno a me.Sentii il calore del suo corpo irradiarsi sulla mia schiena ancora prima che mi toccasse, come se la notte stessa si fosse condensata in una forma maschile densa di promesse e di pericolo dolce.Il cuore mi balzò nel petto con un battito violento e delizioso.Un brivido lungo e profondo mi attraversò la spina dorsale, scendendo fino al centro più segreto di me, dove già sentivo nascere un calore umido e urgente.Non ci furono parole.Non ne servivano.Il desiderio esplose tra noi come una vampa antica, silenziosa e devastante...un’intesa immediata, viscerale, quasi animale nella sua purezza.In quel preciso istante capii che quella notte il confine tra gioco infantile e passione carnale stava per dissolversi completamente.Le sue mani forti e sapienti scivolarono sulle mie spalle, scendendo lungo le braccia con una lentezza deliberata, quasi cerimoniale.Le dita premevano con giusta pressione sulla mia carne matura, trasmettendo calore e dominio al tempo stesso.Quando raggiunsero le mie mani ancora strette alle catene gelide, le avvolsero completamente, come a sigillare un patto silenzioso.Poi, con un gesto lento e intensamente erotico, sentii la benda di seta nera scivolare sugli occhi.La stoffa era fresca, liscia, quasi liquida contro le palpebre.La annodò dietro la testa con dolce fermezza, privandomi della vista in un istante che fu insieme di resa totale e di eccitazione vertiginosa.Il mondo esterno scomparve.Rimase soltanto un universo fatto di sensazioni pure e amplificate...il ritmo quasi perpetuo dell’altalena che mi cullava ancora piano, il cigolio ritmico e metallico delle catene, il suo respiro caldo e profondo contro la mia nuca, il profumo della sua pelle che si mescolava all’odore umido e terroso della notte autunnale.Il buio divenne un amplificatore sublime di ogni percezione.Con gesti sicuri, calmi e dominanti mi fece alzare leggermente.Poi, con una pressione autorevole sulla schiena, mi inclinò in avanti.Il sedile di legno dell’altalena venne posizionato con precisione sotto il mio ventre morbido e maturo, sostenendomi come un’amaca fredda e dura.Ero ora completamente piegata in avanti, una posa oscena e meravigliosamente esposta...il busto appoggiato sul sedile, il ventre premuto contro il legno gelido che contrastava con il calore pulsante della mia pelle, i seni liberi e pesanti, penzolanti sfiorando il bordo del sedile a ogni minimo movimento.Le gambe erano divaricate quanto bastava per mantenere l’equilibrio, i piedi che sfioravano appena il tappeto di foglie umide e scricchiolanti, mentre le mani rimanevano strette alle catene fredde, le nocche già tese per l’eccitazione.Il vestito era stato sollevato fino alla vita, arrotolato senza pietà, lasciandomi completamente nuda dalla vita in giù.L’aria gelida della notte mi accarezzava con crudeltà deliziosa ero già gonfia e umida, lambendomi, scivolando tra le cosce tremanti.Sentivo il metallo freddo delle catene mordermi i palmi, il legno ruvido del sedile premere contro il mio ventre e l’osso pubico, il vento autunnale che passava come una lingua fredda e impudica sulla mia intimità aperta.Ogni piccolo dondolio dell’altalena faceva oscillare il mio corpo in questa posizione vulnerabile e offerta, accentuando la sensazione di essere completamente alla sua mercé.Ero bendata, inarcata, esposta nel cuore di un parco giochi.Una posizione profondamente carnale, quasi sacrificale, che faceva fremere ogni centimetro della mia pelle, risvegliando la bambina impudica che ancora ardeva dentro di me.Sentii il suo corpo premersi contro il mio da dietro, solido, caldo e possente, come una forza primordiale che avvolgeva la mia carne matura.Teso, bollente e setoso scivolò lentamente tra le mie curve, sfregando con deliberata lentezza contro le mie pieghe già gonfie, umide e palpitanti, lasciando una scia di fuoco.Quando finalmente entrò in me, fu un affondo lungo, profondo e ineluttabile che mi riempì completamente, strappandomi un gemito prolungato, quasi un canto di resa estatica.La posizione era sublime nella sua oscenità...il sedile di legno sotto il mio ventre mi obbligava a restare inarcata come un arco teso, il bacino sollevato e offerto senza pudore.Ogni spinta faceva dondolare l’altalena in un ritmo ipnotico, creando un movimento ondulatorio che amplificava ogni sensazione fino all’inverosimile.Oscillavo avanti e indietro, mi penetrava fino al centro più sacro di me, toccando punti nascosti che facevano vibrare le mie pareti interne in contrazioni spontanee di piacere.Dentro di me tutto si dissolveva in un’estasi quiescente e luminosa.Lo sentivo scivolare e pulsare profondamente, caldo e spesso, strofinando contro le mie pareti vellutate con una precisione che sembrava divina.Ogni affondo generava onde di calore che partivano dal mio ventre e si irradiavano verso l’alto, lungo la spina dorsale, fino alla nuca, per poi ridiscendere in brividi eterei che mi facevano tremare le cosce.Il freddo tagliente del legno contro il mio ventre caldo creava un contrasto quasi mistico, mentre il metallo delle catene mordeva i palmi delle mani, ancorandomi a questa realtà carnale.I miei seni pesanti oscillavano liberi, sfregando i capezzoli turgidi contro il bordo del sedile a ogni dondolio, inviando scintille elettriche che si fondevano con il piacere profondo.Il vento autunnale, freddo e impudico, continuava a rasentarmi, aggiungendo un tocco gelido e bruciante che mi faceva contrarre ritmicamente intorno a lui.Sentivo ogni vena del suo membro, ogni pulsazione, ogni spinta che sembrava raggiungere l’anima stessa.Ero completamente aperta, esposta, penetrata nel cuore di un parco giochi deserto, bendata e inarcata come un’offerta vivente alla notte.Il piacere saliva in onde sempre più ampie e luminose, trasformando il mio corpo in un tempio di sensazioni eteree...la bambina selvaggia rideva di gioia pura dentro di me, mentre la donna matura si abbandonava a un’estasi profonda, consapevole e totalizzante.Ogni movimento dell’altalena, ogni affondo, ogni respiro caldo sulla mia nuca mi portava più vicino a una dissoluzione sublime, dove corpo, anima e fantasia diventavano una cosa sola.I miei gemiti si trasformarono in sospiri eterei, quasi trasparenti, come voci provenienti da un regno sospeso tra carne e spirito.Il piacere salì come una marea lasciva, antica e sacra...prima un calore itinerante e dorato che nacque dal punto più profondo in cui i nostri corpi si fondevano, espandendosi con lentezza maestosa nel ventre, per poi irradiarsi lungo la spina dorsale in onde seriche e potenti.Brividi intensi e delicati invasero ogni terminazione nervosa, facendo tendere i muscoli delle cosce, del basso ventre e della schiena in contrazioni dolci e quasi dolorose nella loro perfezione.Dentro di me tutto diventava luce e vibrazione.Lo sentivo pulsare, vivo e ardente, si strofinava con devozione alle mie pareti più intime, accendendo lapilli di estasi pura che si propagavano come stelle cadenti attraverso il mio corpo.Il dondolio dell’altalena trasformava ogni spinta in un’onda perenne di beatitudine, mentre il freddo del legno sotto il ventre, il metallo nelle mani e il vento sulla pelle nuda si fondevano in un contrasto sublime, quasi divino.L’orgasmo arrivò come una dissoluzione lenta, totale e mistica.Partì dal nucleo ardente al centro del mio essere, un sole interiore che esplose in cerchi di luce sempre più ampi, attraversando il bacino, il petto, la gola e la mente in un’estasi senza confini.Onde su onde di piacere puro mi percorsero, facendomi tremare in tutto il corpo...i muscoli più profondi si contraevano ritmicamente intorno a lui in una morsa calda, vellutata e pulsante, come se volessero accoglierlo ancora più in fondo, fondersi con lui.Un calore indigeno mi inondò completamente, lasciando la pelle d’oca, il respiro sospeso e l’anima spalancata in un lungo, silenzioso grido di gioia primordiale.L’ infante dentro di me danzava in mezzo a quel fuoco sacro, mentre la donna si abbandonava completamente, dissolvendosi nella trama del piacere.Lui non rallentò.Continuò a muoversi con una passione famelica, fluida e devota, prolungando il mio orgasmo fino ai limiti dell’umano, ogni affondo un nuovo battito di estasi.Fino a quando anche lui raggiunse il culmine.Sentii il suo corpo tendersi contro il mio, i muscoli delle sue braccia e del suo torace diventare duri come marmo, il suo respiro trasformarsi in un gemito basso, rauco e vibrante che sembrò provenire dal centro della terra.Con un’ultima spinta potente e tremante si abbandonò completamente dentro di me.Il suo seme eruppe in fiotti densi, caldi e abbondanti, riversandosi nel mio grembo con forza primordiale, colmandomi fino a traboccare.Ogni pulsazione, ogni getto caldo e denso era una benedizione carnale, un sigillo di possesso e di amore profondo che mi fece inarcare ancora di più contro di lui, tremando in una seconda, grandiosa onda di estasi condivisa.Restammo così, sospesi in quel momento eterno, uniti nella luce tremula del piacere, che parve sospeso fuori dal tempo, ancora profondamente uniti, dondolando piano nell’aria fredda e profumata della notte autunnale.I nostri respiri si fondevano in un unico ritmo lento, mentre il calore del suo corpo avvolgeva il mio come una benedizione.Il suo seme caldo continuava a pulsare dentro di me, colando lentamente lungo le mie cosce in un segno intimo e intenso di appartenenza.L’altalena cigolava piano, quasi cullandoci...Solo quando le sue dita, con infinita tenerezza e reverenza, sciolsero il nodo della benda di seta, il mondo tornò a esistere.Battei le palpebre, gli occhi umidi di piacere e di emozione.Mi voltai lentamente, ancora tremante, ancora piena di lui.E lo vidi.Era il mio uomo...con quello sguardo complice, profondo e colmo d’amore che conoscevo così bene.I suoi occhi brillavano di una luce calda e complice, ora arricchito da questa audace, bellissima complicità.Aveva compreso ogni sfumatura della mia fantasia più segreta.L’aveva accolta, nutrita e resa viva con una devozione silenziosa e assoluta.In quel momento, nel cuore di un parco giochi deserto sotto la luce tremula del lampione, la donna e la bambina che ancora ardeva dentro di me si sentirono finalmente intere, amate e completamente libere.E mentre le sue labbra sfioravano le mie in un bacio lento e profondo, la bambina dentro di me rise di una gioia pura, selvaggia e immensa...una risata che risuonò come una promessa di altre notti incantate, altri giochi proibiti, altra vita da vivere intensamente...
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9 ore fa
SilverRea,
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Ultima visita: 1 settimana fa -
Mutuo aiuto....
Cinzia è una collega di mia moglie e una nostra amica rimasta vedova molti anni fa. È una bela donna non appariscente ma carica di eros e sensualità e per essere una ultra cinquantenne ha un fisico da dieci e lode. Non ci siamo mai frequentati più di tanto però quando ci si vedeva ho sempre sentito una certa attrazione, ma ci si vedeva sempre in compagnia di mia moglie e quindi non si è mai andati oltre a battutine e doppi sensi. Negli anni ha avuto qualche compagno ma nessuna storia duratura. Lei vive in una casa indipendente con giardino, c'è sempre molto da fare e quindi non frequentando nessuno ha pensato di chiedermi se potevo darle una mano a fare dei lavoretti. Ovviamente io ho accettato, facendo un lavoro part-time ho del tempo libero da poterle dedicare e quindi ci siamo accordati che avrei iniziato in tarda primavera. Alla fine tra una cosa e l'altra mi sono presentato a casa sua a giugno inoltrato con tutti gli attrezzi necessari, ho iniziato a rimettergli in ordine il prato, la siepe , l'orto e riverniciato tutta la recinzione della casa. Quest'anno giugno sappiamo tutti il caldo che ha fatto e Cinzia circolava per casa vestita molto leggera, un po' per il caldo e forse anche perché essendo naturista è molto disinibita. Lavorando solo nei pomeriggi mi ci è voluta una settimana e ogni giorno a fine lavori lei insisteva nel volermi pagare. L'ultimo giorno di lavoro io sarei dovuto andare a cena con degli amici e quindi gli avevo chiesto se avrei potuto usufruire della doccia così da guadagnare un po' di tempo, mi disse che non c'era problema. Finito il lavoro mi sono portato il borsone in bagno, mi sono spogliato e mi sono messo sotto la doccia...ad un certo punto, mentre stavo finendo di sciacquarmi, ho sentito aprire la porta del bagno..."scusa...devo fare pipì...posso?" io un po' in imbarazzo ho risposto"...figurati...è casa tua". Il wc è molto vicino alla doccia quindi mi sono voltato dandole le spalle ma dopo qualche secondo dopo bussa sul vetro del box "voltati...ti voglio guardare..." io mi sono voltato...lei era nuda e si toccava... lì per lì ho provato un po' d'imbarazzo ma poi la cosa ha cominciato ad eccitarmi...ho iniziato a masturbarmi pure io...gli sguardi complici ogni tanto si incrociavano attraverso il vetro opaco della doccia e poi tornavamo a guardare ciò che stavamo facendo...abbiamo cominciato ad ansimare...per me era come vivere uno dei miei sogni erotici più ricorrenti...ho chiuso l'acqua e sono uscito dalla doccia. Lei mi ha guardato dritto negli occhi e senza smettere di masturbarsi mi ha detto "...ho pensato che forse questo pagamento lo avresti accettato...da come mi guardavi in questi giorni..." "...in effetti questo è un ottimo compromesso..." gli ho risposto. Mi sono avvicinato e me lo ha preso in mano...si sentiva che era un po' di tempo che non faceva sesso...me lo teneva stretto come se avesse preso una preda che inseguiva da tempo...si è seduta sul wc e me lo ha preso in bocca...leccava e succhiava lentamente...se lo gustava tutto da cima a fondo, con una mano le ho preso i capelli e accompagnavo ogni suo movimento con l'altra mano sono andato ai suoi seni...per me era una situazione del tutto inaspettata...ma l'atmosfera era carica di eccitazione, ogni pensiero razionale era svanito e mi son lasciato trasportare. Cinzia non smise un secondo di masturbarsi il ritmo divenne più frenetico...io ero al culmine...lei ebbe un orgasmo... questo mi fece impazzire...la volevo scopare ma non sono riuscito a controllarmi e venni pure io...fu la prima esperienza di pompino con ingoio... non ne ha lasciato nemmeno una goccia... continuando a leccarmelo mi ha guardato negli occhi "...tu non hai idea di quante volte ho immaginato di farti questo...ho sempre avuto un debole per te...ma non ho ancora finito...hai lavorato tanto e questo era solo l'acconto..." io sono rimasto senza parole...avevo già avuto altri rapporti extraconiugali ma non mi sarei mai sognato di averli con lei...rimasi piacevolmente scioccato. Dopo che ci siamo dati una sciacquata mi ha preso per mano e siamo andati in camera da letto...lei era molto sensuale...sprigionava sesso da ogni poro e questo mi aveva riacceso l'eccitazione, si stese sul letto come a dire fai di me ciò che vuoi, non mi son fatto pregare e mi sono messo al suo fianco...la baciai e con la mano cominciai a sfiorarle i seni...la pancia...il pube...le cosce e tornai sul monte di venere...era calda...la sfiorai solamente ed ebbe un sussulto di piacere...avevo una voglia pazza di sentire il sapore del suo umore quindi baciandola e leccandola scesi lentamente dal collo fino in mezzo alle cosce...le mie mani esploravano ogni centimetro del suo corpo...lei fremeva...mi sono soffermato all'inguine senza arrivare al dunque...lei era sempre più impaziente le sue mani sulla mia testa spingevano perché affondassi il colpo...ma volevo che aumentasse il suo desiderio...ci girai intorno ancora qualche secondo e poi arrivai al suo clitoride... l'ho leccato... l'ho succhiati...era bagnata e ho assaporato il suo umore...le ho allargato le sue labbra e l'ho penetrata con la lingua più che potevo...lei si contorse dal piacere fino ad avere un'orgasmo. "Adesso tocca di nuovo a me...mi piace il tuo sapore..." mi ha fatto sdraiare e me lo ha a preso di nuovo in bocca...questa volta ancora con più foga... è riuscita a farmelo diventare talmente duro che sembrava mi stesse per scoppiare... poi ha tirato fuori dal comodino un preservativo e me lo ha messo...si è messa sopra di me e ha cominciato a cavalcarmi...su e giù... lentamente poi si soffermava a strusciarsi...sentivo le contrazioni...il calore...mi stava facendo impazzire...io accompagnavo i suoi movimenti spingendo tutto quello che potevo... lei accelerava sempre più, sempre più...per un attimo ho pensato che me lo spezzasse dalla foga che ci stava mettendo...ormai eravamo fuori controllo...lei si inarcò all'indietro io mi irrigidii spingendo più che potevo venendo insieme a lei e a lungo...con spasmi che andarono avanti ancora qualche minuto dopo gli orgasmi. Lei si accasciò al mio fianco mi ha guardato "...sei soddisfatto della paga?" Io - "...mmmh...certo che sì...ma io questa la considero solamente la prima rata"Lei - "...Ah! E quante rate sarebbero?"Io - "Questo lo lascio decidere a te...quante e quando"Lei - "Ok ci sto" Mi alzai e mi rimisi nuovamente sotto la doccia...stavo facendo tardi all'appuntamento.Ci siamo ancora rivisti e penso che ci rivedremo ancora...rimanete sintonizzati...
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1 giorno fa
Fabermack,
60
Ultima visita: 7 ore fa
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