I racconti erotici più recenti
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Il dildo
Il pomeriggio di una di quelle domeniche inutilmente roventi, stupidamente accidiose, nelle quali non te la senti di prendere la macchina ed affrontare un'ora di coda per andare al mare e due per tornare né di andare alla piscina a pochi minuti da casa per trovarti poi tra musica alta, urla e bicchieri appiccicaticci di granite troppo dolci. Non fa per noi, non oggi. È da stamattina che ciondoliamo stancamente per casa, tempo dilatato che raccoglie il nulla, ed abbiamo passato ore nudi a letto a leggere e dormire. Sul fianco, ti guardo mentre sfogli poco convintamente una delle tue riviste che a volte per coscienza ti imponi di finire ogni settimana. Profumi di cotone e di sole, conosco la tua pelle centimetro per centimetro, potrei dipingerla se solo sapessi farlo; con il dorso della mano ti sfioro il fianco, senza una volontà, senza un'intenzione che non sia semplicemente quella di cercare un contatto che dia presenza, ma al tocco delle unghie hai un fremito, un brivido leggero che si diffonde come aria smossa da un battito d'ali. Mi avvicino e dove prima sono passate le mie unghie appoggio ora le mie labbra, piano, e mi sta venendo voglia di altro, di giocare col tuo corpo, di farlo fremere e vibrare col mio e per me, egoisticamente di farti credere di regalarti piacere quando quello che sto facendo è cercare puramente il mio. Smetto, per un attimo mi guardi perplesso chiedendoti cos'abbia in mente. Datti un momento e quella rivista cadrà dalle tue mani, credimi... Apro il cassetto del comodino, ne prendo uno dei nostri giocattoli... Nostri perché condividiamo anche quelli, il dildo che sto lubrificando mentre ti guardo negli occhi piace tanto a me quanto a te. Hai uno sguardo decisamente più interessato, ora, forse pensi il dildo sia per te... Sono carponi su di te, da lì tu vedi il mio culo ed il mio fiore bagnato mentre con la testa mi avvicino ai tuoi piedi; bella visione, lo so, tu sei già eccitato ma io devo ancora iniziare il mio gioco... Volto lo sguardo verso di te per coinvolgerti ancora di più, per farti eccitare ancora di più, per vederti morire d'attesa, e mentre ti guardo appoggio quel dildo lubrificato al mio culo e lo premo poco, quel poco che serve perché entri del tutto lasciando fuori solo la base. Tu non sai dove guardare, il tuo sguardo passa dai miei occhi che cercano i tuoi al mio culo ora pieno del dildo con cui vorresti giocare, ma te lo nego. È il mio gioco, ora. Lo accendo e mentre le prime vibrazioni mi danno i primi brividi lungo la schiena tu mi vedi stringere le natiche per sentirlo ancora più in me, più in profondità, per sentirmene più piena, come se fossi tu. Mi giro, sono ai piedi del letto, ora, sempre carponi, con i tuoi piedi davanti al mio volto. Ed un dildo che vibra in me e mi eccita, e tu lo sai. Ti bacio la pianta dei piedi come quando inizio a massaggiarteli, li adoro come adoro ogni parte di te, indistintamente. Li bacio con lentezza, con tutto il tempo, entrambi, e tra i baci aggiungo un paio di morsi leggeri ai tuoi alluci. Ti allargo le gambe ed inizio a risalire... Voglio baciarti centimetro per centimetro come a volte tu fai con me ed a ruoli invertiti rispetto ad ora ti vedo scalarmi piano ed il mio piacere straripa richiamandoti. E non c'è angolo che io non baci, non trascuro i malleoli, non salto le caviglie, mi fermo sulle ginocchia, e rallento sulle cosce. Mentre ti bacio le mie mani scorrono più in alto, cercano i tuoi fianchi, graffiano il tuo addome, trovano il tuo cazzo e lo sfiorano, lo stuzzicano, lo saggiano. Io con quel dildo sto impazzendo, ho bisogno di te. E tu stai iniziando a non resistere, a volere di più. Risalgo, ti annuso, mi piace il tuo odore. Mi eccita il tuo sudore di maschio pulito, sa di te. Ti lecco il perineo, ma ora per un attimo gioco sporco... Scendo un istante al tuo culo, lo lecco, ci infilo la punta della lingua, so che ti piace, so che la mia lingua nel culo ti fa impazzire quasi quanto il dildo sta facendo con me, per un momento proviamo le stesse sensazioni, siamo uniti anche in quello... Proseguo, il tuo cazzo è gonfio, mi chiama, ha già aspettato molto ed io, crudele, ti avevo detto di non toccarti. Nonostante mi piaccia guardarti mentre lo fai, nonostante io adori sapere che lo fai per me, ma non oggi, oggi gioco io... Lo lecco nella sua lunghezza mentre ti guardo, lo bacio, riverente, mentre arrivo alla vetta, bacio e titillo il frenulo, il tuo glande è lucido, lo bacio con l'amore con cui si dovrebbe sempre baciare il cazzo dell'uomo che si ama. Le labbra si schiudono, lo avvolgono, e mentre tu entri nella mia bocca e la lingua lo accarezza io cerco di trattenere un orgasmo che sta crescendo impellente ad ogni vibrazione. Non ne posso più, alle mie labbra, alla mia lingua si aggiungono le mie dita, ho bisogno di sentirti venire e di venire con te. Un paio di movimenti ancora e sento i muscoli delle tue gambe irrigidirsi, le tue mani tra i miei capelli e finalmente sul palato gli schizzi del tuo piacere e con il tuo il mio che libero come una belva da una gabbia troppo stretta, possente mi sconquassa, mi possiede, continua a montare e mentre ingoio il tuo sperma mi sfioro il clitoride e questo basta a farmi venire ancora, felice, stravolta, con in bocca il tuo sapore e sulle dita il mio... Spegnilo tu il dildo, per favore... Lascialo lì per ora...
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39 minuti fa
Mysecrets,
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online
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Mia e Andrea
Chiamatemi Mia. Spesso chi inizia un racconto lo fa con una breve descrizione, l'età, l'altezza, il colore dei capelli, le misure. Non mi interessa. Immaginami. Immaginami come vuoi, a me non importa, quello che mi interessa, e di questo sono certa, è sapere che sarai lì a leggere queste righe con una tua mano ad avvolgere il tuo cazzo o con due dita sul tuo clito in cerca di un orgasmo che non è arrivato, non ancora. Sì, ti posso dire che ho delle belle tette, non piccole, non enormi, proporzionate al mio corpo di ragazza attorno ai 23 anni, ed un culo che mette voglia di appoggiarci le mani, le labbra e non solo, ma l'importante non è tanto cosa hai ma le sensazioni che ti dà e che lascia agli altri. Piaccio. Agli uomini, a cui mi do senza remore, senza complessi, a condizione che rispettino le mie regole, i miei canoni non detti e non scritti, consapevole che nel mio gioco le regole le stabilisco io, financo il mio insindacabile diritto di violarle. Ed anche a qualche donna, perché l'attrazione, la passione, la sensualità tra donne è un territorio di delicatezza e languidi piaceri che nessun maschio, e solo pochi uomini eccelsi, riesce ad esplorare. Uno di questi uomini eccelsi vive tra le mie stesse pareti, ha iniziato anzi ad abitarle qualche anno prima che lo facessi io e da che io ricordi non c'è stato giorno in cui non sia stato presenza forte nella mia vita, è mio fratello Andrea. Lui prima di chiunque altro è il mio punto di riferimento, lui è la persona che so non se ne andrà, lui è il mio termine di paragone e lui è la persona a cui sono legata, da sempre, da un amore che va al di là del normale rapporto tra una sorella ed un fratello. Volete chiamarlo incesto? Chiamatelo come vi pare se vi aiuta, se vi fa sentire meglio avere delle definizioni che sorreggano i vostri schemi mentali all'interno dei quali stare; per me già tentare di incasellarlo è uno sminuirne la portata, uno snaturarlo, un non capirlo. Per me è solo, puro, Amore. Non starò qui, ora, a dire come tutto sia iniziato, avremo modo di parlarne, di parlare della mia prima volta con lui che è stata la mia prima volta in assoluto, del senso di protezione e serenità che mi dà, ma dell'ultima volta con lui, oggi, prima, che al pari di tante altre volte mi ha travolto al punto di voler condividere sensazioni che traboccano da un vaso che non le sa più contenere per non impazzire tenendomi tutto dentro.
Abbiamo dormito insieme, la scorsa notte, come spesso quando possiamo, nel suo letto nel quale entro in cerca di lui, del suo profumo, della sua pelle, del contatto con il suo corpo nudo come il mio, stretti nel minor spazio possibile non perché il letto sia piccolo ma perché ogni spazio tra me e lui è un abisso. E così ci siamo svegliati stamattina, alle cinque, quando fuori il mondo era ancora grigio e le sveglie erano lontane dal suonare, svegliati puramente dalla voglia di noi, di continuare quei discorsi a fior di labbra iniziati ieri sera, iniziati ogni sera ed a cui c'è sempre qualcosa da aggiungere. Gli sfioro le labbra con le mie mentre ancora dorme, scendo piano lungo il suo petto, lo scopro centimetro per centimetro come fosse la prima volta, lo stomaco, i fianchi, l'ombelico; incontro il suo glande, lo bacio, reagisce come speravo, è il mio primo sorriso della giornata, vedere il suo membro che si sveglia per me. No. Non voglio il suo membro, "membro" è termine neutro ed io non sono neutra, non ora, è di cazzo che ho voglia, del suo cazzo che ho bisogno, me lo chiede, lo pretende il mio corpo. Le mie labbra lo avvolgono e scendono fino a farlo entrare tutto in bocca, non è difficile adesso che non è ancora al massimo del suo splendore, lo succhio con calma, gustandolo e pregustandolo. Andrea si sta svegliando, è il suo risveglio preferito; mi appoggia le mani sulla testa, piano, non fa pressione, non impone tempi, non cerca di spingermi a scendere di più; sa di non averne bisogno, sa che non farei nulla che non dovesse piacermi e che adoro tutto quello che faccio, non c'è necessità di chiedere di spingermi oltre, ci vado da sola. Con le sue mani, con le sue dita tra i miei capelli cerca solo un contatto, un legame ancora più intimo come se le mie labbra intorno al suo cazzo dentro di me già non lo fosse abbastanza, come se ogni centimetro di pelle aumentasse la magia tra di noi. Mi chiede di voltarmi, di distendermi su di lui mentre continuo a succhiarlo, ed io eseguo già sapendo come i miei programmi di poco fa verranno stravolti. Avrei voluto sentire il suo cazzo scivolare in me, nel mio fiore bagnato, madido, grondante piacere, stringerlo e trattenerlo mente esplode il suo piacere nel mio profondo, invece docile mi giro, allargo le gambe e le metto ai lati della sua testa, la sua lingua a pochi centimetri dal mio clito, e già so che ad esplodere tra poco sarò io perché come mi succhia lui, come lui mi lecca, solo poche donne sono riuscite a farlo. Io cerco di concentrarmi sul suo cazzo, di finire la mia opera, di meritarmi i suoi fiotti di sperma sulla lingua ed in gola, ma durò poco, il tempo solo che lui inizi a farmi impazzire... Bacia delicato il mio clito, lo avvolge con le labbra, gli dà colpetti con la lingua ed io già sono sua, già un laghetto espande i suoi profumi nell'aria, già ansimo; mi bacia e si aggrappa con le mani al mio culo, lo stringe, lo allarga, e dopo averlo bagnato con la sua saliva e col mio piacere liquido nel culo mi infila un dito, piano per non darmi fastidio ma deciso ad andare fino in fondo, ed io esplodo; la sua lingua che continua a lapparmi e quel dito che poi diventano due sono troppo per resistere ancora alla serie di orgasmi che mi prendono forti intensi, pieni, che si espandono dal centro del mio piacere lungo la schiena fino alla mente e si fanno luce, e si fanno estasi, ed io a quel suo cazzo non riesco che a dare che qualche altro bacio mentre cerco di riguadagnare la realtà...
Credo di aver dormito qualche minuto, forse ha dormito anche lui. La sveglia non ha ancora suonato ma è quasi ora di alzarmi e prepararmi per andare in ufficio; vado in bagno, apro l'acqua della doccia, mentre aspetto qualche secondo che si scaldi mi guardo allo specchio, vedo i capelli sfatti, il viso stanco ma con un'espressione serafica, ed il seno pieno, bello, invitante, il ventre piatto anche se non scolpito... E più in giù il luccicore del mio piacere che cola lungo le cosce, dio quanto vengo, lo raccolgo direttamente dalla fonte con le dita e lo assaggio, come sempre, mi piace il suo sapore dolce e sono altre scosse lungo la schiena. Entra Andrea, mi abbraccia da dietro, tenero, protettivo, le sue mani sui miei seni che prima non aveva potuto toccare ma sento anche chiara, esuberante, la sua erezione spingere tra le mie natiche... Si stacca, si accovaccia e mi lecca da metà cosce in su e quello che era un rivolo si rifà fiume man mano che la sua lingua si avvicina e sfiora le mie labbra ed il perineo. E non si ferma, sale ancora quei centimetri fino all'ingresso tra i miei globi, spinge dentro la punta della lingua, mi aggrappo al lavandino per non crollare, le gambe non mi tengono... Andrea si rialza, mi guarda un istante nello specchio giusto un momento prima che io senta il suo cazzo entrare in me, profondo, largo, mi possiede ed io gli appartengo, tutta me stessa è concentrata lì, ora, non c'è altro che il mio allargarmi ed il suo penetrarmi. Che all'improvviso smette. Toglie il cazzo e mi sento vuota, svuotata, mi prende un momento di smarrimento, ma subito dopo lo sento ancora, poco più in su, sul mio culo che lo stava aspettando, che lo voleva, e mi spingo appena indietro mentre lui spinge appena in avanti, quello che basta perché entri in me e poi spinga ancora, ancora, ancora, fino ad essere tutto dentro, e lì cedo, cedo al piacere che mi sovrasta, cedo ai nuovi orgasmi che mi trascinano, cedo a lui che è il mio dio e che mi allarga, mi fa sua, mi scopa, mi usa per il suo godimento che è anche il mio finché lì, nel mio culo, non viene con le ultime spinte che sembrano ancora più profonde. Si ritrae, il suo piacere che cola si unisce al mio e lui li lecca entrambi, mescolati, e mi bacia con sulle labbra il sapore di noi... La sveglia suona ormai da un po', la spegniamo e mandiamo un messaggio ai rispettivi uffici, oggi sarà una giornata per noi...
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54 minuti fa
Mysecrets,
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online
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Le scopate abruzzesi!
Mi chiamo Mario, sono un over 60 di media statura, capelli bianchi, occhi scuri, fisico normale, né grasso, né magro. Da oltre 50 anni ho legato la mia vita a quella di Anna e da 44 anni siamo sposati. Mia moglie ha un anno meno di me, ma, fisicamente, cela bene la sua età, anzi, a vederla, è facile darle una cinquantina di anni. È un po' più bassa di me, con un fisico snello, il seno di una terza, che sta ancora su molto bene; ventre piatto, nonostante due gravidanze avute, però, da giovanissima, in contrapposizione ad bel culetto alto e tondo, posto al culmine di splendide cosce, lunghe e ben tornite. Siamo sempre stati una coppia libertina. L'anno prima di sposarci, già praticavamo lo scambio di coppia e, col passare degli anni, la nostra intesa è diventata sempre più disinvolta e molto solida. A mia moglie piace vedermi scopare altre donne e la stessa cosa vale per me nei suoi confronti. Le piace quando vede qualche femmina gode sotto i colpi del mio cazzo, che, nonostante l'età, è ancora ben duro. Sono dotato di un membro un po’ al di sopra della media, sia in lunghezza che in circonferenza e questo mi ha aiutato molto a soddisfare tante femmine, ma, ciò che vale di più, far godere molto mia moglie. Anna è una che non ama arrivare seconda e ogni occasione è buona per vivere un'esperienza nuova, una scopata particolare o un’emozione più forte ed intensa. In tutti questi anni, abbiamo conosciuto e stretto amicizia con tante persone ed anche con tante coppie; di recente, in occasione del ponte del 2 Giugno, siamo stati invitati da una coppia di amici abruzzesi a trascorrere qualche giorno insieme. Avevamo conosciuto Franco e Maria circa una trentina di anni fa, quando lui è venuto a lavorare nella mia città e nella mia stessa azienda e, per quindici anni, siamo stati oltre che colleghi di lavoro, anche molto amici. Tra le nostre donne era sorta una bella amicizia, oltre ad una notevole complicità e, quando casualmente un giorno, parlando con Franco, ho scoperto che anche a lui piaceva l'ipotesi di veder sua moglie scopata da un altro, ne ho parlato con mia moglie e li abbiamo invitati a cena; insieme abbiamo fatto provar la loro prima esperienza di scambio di coppia e, da quel momento in poi, per tutti gli anni a venire che sono stati nella nostra città, abbiamo passato insieme a loro serate bellissime.
Anche Franco è di media statura con il fisico leggermente in sovrappeso, ha perso un po' di capelli e per questo, quando si sono incanutiti, ha iniziato a tenerli cortissimi; ha occhi scuri anche lui e, soprattutto, un bel membro più o meno come il mio. Maria non è molto alta e, in un certo senso, è lo stereotipo della tipica bellezza mediterranea: mora dai capelli ricci, occhi scuri, seno di una quarta misura, ancora bella piena, fianchi leggermente morbidi ed il culo che è qualcosa che ti invoglia proprio a metterci le mani sopra, per quanto è bello e tondo. Non ha cosce molto lunghe, ma, in ogni caso, sono snelle e ben tornite. Già dalla prima volta che procedemmo allo scambio di coppia, ho avuto il piacere di iniziare Maria al rapporto anale e questo l'ha portata, con il tempo, a diventare una vera fanatica di questo tipo di piacere; in ogni occasione, ha sempre voluto il mio cazzo nel culo, anche se ne aveva un altro piantato davanti o in bocca. Anche lei, come Anna, ama esser al centro dell'attenzione e gode molto nel divertirsi a praticare esibizionismo, oltre a fare dei sontuosi pompini durante i quali ti succhia anche l'anima, ed ingoiare fino all'ultima goccia della crema che si aspetta di ricevere in bocca. Li abbiamo raggiunti sabato mattina e, dopo averci fatto lasciare i nostri bagagli in una camera della loro casa, siamo andati insieme a pranzo, dove abbiamo passato alcune ore a ridere, scherzare e raccontarci un po' delle varie esperienze vissute. Ho scoperto con piacere che anche dalle loro parti c’è una piccola spiaggia dove si può praticare il nudismo e Maria ha subito proposto, per la domenica mattina, di passare l'intera giornata in quel posto e farci conoscere alcuni amici loro, altre coppie, ma anche alcuni singoli, con i quali è capitato di giocare spesso. Prima del tramonto, ci hanno portato presso una spiaggia, dove abbiamo fatto un bel bagno ed assistito ad uno splendido tramonto, stando seduti sopra uno dei trabocchi, una specie di manufatto in legno, utilizzata per pescare mentre si sorseggia uno spritz. La sera, dopo cena, siamo andati a passeggio per il centro e, mentre gustavamo un gelato, abbiamo incontrato una coppia di loro amici, Peppino ed Emilia. Passeggiando insieme a questa coppia, un po' più giovane di noi, ho subito notato quanto Peppino fosse interessato a mia moglie, ma, soprattutto, era Emilia che sembrava molto desiderosa di conoscere bene mia moglie. Parlando, ho scoperto che i nostri amici avevano parlato di noi, tessendo le nostre lodi e questo li aveva davvero incuriositi non poco.
Abbiamo salutato questa coppia, dando loro appuntamento per il giorno dopo nella spiaggia nudista e quando siamo rientrati a casa di Franco e Maria subito la nostra amica ha abbracciato mia moglie e l'ha baciata in bocca; entrambe si son avviate nella loro camera da letto e, quando siamo entrati io e l'amico, loro erano già completamente nude e si stavano leccando avvinghiate in un 69 davvero sconvolgente. Istintivamente ho commentato la scena che stavo osservando:«Ehi, amico... ma non è che a Maria fosse passata la voglia del cazzo? Vedo che sta divorando la fighetta di mia moglie!»Lui si è messo a ridere.«No, Mario, sta tranquillo! A Maria il cazzo piace molto e… da quando ci avete detto che sareste venuti a trovarci, moriva dalla voglia di sentire il tuo dentro di sé e, soprattutto, di sentirlo ben infilato nel suo culetto. Coloro che invece ti stupiranno, saranno Peppino ed Emilia: lei è molto portata a leccare le tope e questa sua passione bisex, l'ha anche trasmessa a lui e, quindi, non stupirti tanto, se per caso dovessi sentire la bocca di Peppino, avvolgere il tuo membro!»Ci siamo spogliati nudi e buttati nella mischia ed abbiamo scopato le nostre donne in maniera molto soddisfacente, prendendole ripetutamente in doppia. Il giorno dopo ci siamo recati nella spiaggia nudista di Punta Le Morge e devo dire che, all'inizio, non è che mi abbia entusiasmato molto. Una sottile striscia di sassi a ridosso di un grosso muraglione, occupato, a dire il vero, da molte persone e, quando siamo arrivati, subito Emilia ci è corsa incontro e, dopo aver abbracciato mia moglie e Maria, ci ha guidati in un punto dove loro avevano già predisposto una coppia di ombrelloni ed alcuni materassini per poter star sdraiati sopra quei sassi abbastanza scomodi. Subito dopo, abbiamo fatto conoscenza con altre due coppie. La prima era Piero e Concetta, una coppia un po' più giovane di noi. Lei bionda con tette gonfiate artificialmente ed un paio di labbra a canotto, che ti invogliavano sicuramente a infilarci l'uccello in mezzo. Lui, un tipo simpatico, discretamente dotato, che ha subito indugiato con lo sguardo sul corpo di mia moglie. Poi abbiamo conosciuto Roberto e Paola, una coppia molto giovane, neanche quarantenne. Lei è una tipetta molto carina, dal fisico minuto, quasi a sembrare una ragazzina, con il seno piccolo di appena una seconda misura ed un culetto molto bello. Lui un tipo totalmente sottomesso alla moglie. Per tutta la giornata siamo stati insieme e la provocazione è stata continua nei nostri confronti.
Non potendo far nulla in spiaggia, ho notato con quanto impegno sia Paola che Concetta si siano divertite a far stare quasi sempre in tiro i nostri cazzi, mostrando le loro belle fighette umide dei loro umori, perché sempre offerte alla vista; al vedere quelle labbra rosa umide, ha fatto sì che avessimo duro in continuazione. Al tramonto, abbiamo ricevuto l'invito a passare il resto della serata a casa di Piero e Concetta, situata a pochi minuti di strada dalla spiaggia e così, dopo una ventina di minuti, siamo entrati in una splendida villetta situata su una collina, da cui si domina l'intera costa. Un bel posto, con un terrazzo rivolto verso il mare e sul retro un piccolo giardino, che offre una certa intimità, dove Piero ha subito acceso un magnifico barbecue e, stranamente, al posto dei soliti arrosticini di pecora, Piero ha messo sopra la griglia delle splendide spigole, alcune orate e dei gamberoni stupendi. Scherzando ho fatto notare questo dettaglio.«Strano! Mi sarei aspettato una distesa di arrosticini di pecora!» La risposta di Concetta è stata molto semplice.«Amico mio... a noi piace più... "stare a pecora", invece che mangiare le loro carni.»Abbiamo riso tutti al quel senso e, una volta cotto il pesce, ci siamo divertiti a mangiarlo, innaffiato con alcuni vini più buoni di quella regione. Uno, in particolare, ha suscitato di nuovo alcune risate. È stato Peppino che, tenendo in mano alcune bottiglie, mi ha chiesto quale preferivo bere. «Vuoi che apra un pecorino... o una "passerina"?»Ho sorriso e gli ho detto che la passerina era perfetta! A metà della cena, però, Emilia non ha resistito: ha preso mia moglie per mano e l'ha fatta sdraiare su un divano, poi si è inginocchiata tra le sue cosce ed ha preso a leccare la sua fighetta, facendola gemere di piacere. Si è dimostrata veramente brava, perché Anna ha goduto quasi subito; subito al gioco si è unita Paola, che ha preso a leccare e spogliare mia moglie. Il gioco è cambiato quando è arrivata anche Concetta, che ha preso le tre donne e le ha portate in camera da letto; allora anche noi maschi le abbiamo seguite e, una volta dentro, ho visto che mia moglie era stretta tra tutte e tre, che facevano a gara a leccarla tra le cosce, a succhiarle il seno e farsi leccare a loro volta. Ha goduto molto intensamente Anna e, dopo un po' che era rimasta passiva, ha preso a reagire e per prima si è messa a leccare Emilia, facendola urlare di piacere, soprattutto quando ha preso a succhiarle il clitoride ben pronunciato di quella puttanella, che, dopo aver goduto come una pazza, ha infilato le sue cosce in mezzo a quelle di mia moglie e, dopo aver fatto aderire bene la sua fighetta contro quella di Anna, ha preso a strofinarcisi contro, muovendosi su/giù, convinta di far impazzire mia moglie, che, non essendo nuova a questo tipo di gioco, ha risposto partecipando al meglio.
Ben presto le due donne hanno preso ad urlare di piacere, mentre Paola era venuta ad aprire i miei pantaloncini e, quando si è trovata il mio membro davanti alla bocca, già ben rigido, ho visto che ha sorriso, si è leccata le labbra e poi ha iniziato a farmi un meraviglioso pompino. Ben presto l'orgia è esplosa in tutta la sua sorprendente lussuria. Per più di tre ore, ci siamo divertiti a penetrare ripetutamente ogni femmina, sia in doppia ma, a volte, anche in tripla e, ogni volta che una di esse veniva farcita a dovere, Emilia correva subito a leccare i suoi buchi, per raccogliere la crema che sgorgava abbondante. Anche lei è stata ben aperta. Addirittura ho visto che Franco e Peppino, suo marito, l'hanno presa in doppia davanti, facendola urlare di piacere e poi, dopo averla farcita, è stata Maria che è andata a raccogliere la crema, che i due maschi le avevano riversato dentro. Alla fine, dopo che ci avevano spremuto come limoni, ce ne siamo andati e, tornando a casa, Maria commentava insieme a mia moglie di quanto si fosse mostrata troia Emilia. Siamo andati a dormire; all'alba, Franco ha proposto di passare la giornata in barca con un suo amico, che porta i turisti a fare delle escursioni alle isole Tremiti, che sono poco distanti dalla costa e così ci siamo ritrovati tutti e quattro dentro la barca di questo signore dall'aspetto alquanto singolare. Basso di statura, capelli e barba folta e bianca, fisico magro, ma, nello stesso tempo, nerboruto ed abbronzato. Appena usciti dal porto, Franco mi ha invitato ad indossare una muta da sub, perché io e lui saremmo andati a fare una piccola immersione, su una secca, posta vicino a una delle isole. Giovanni, il nostro skipper, è rimasto a bocca aperta, quando le nostre donne si son messe prima in topless e, appena arrivate in mare aperto, completamente nude. Io e il mio amico abbiamo riso sotto i baffi ed ho potuto anche constatare che il tizio doveva esser ben messo, perché i suoi pantaloncini erano gonfiati in maniera alquanto abnorme. Giunti sul punto dell'immersione, noi ci siamo tuffati in mare, lasciando lui insieme alle nostre donne. Siamo scesi ad una profondità che andava dai 20/25 metri, dove siamo rimasti ad ammirare questo piccolo pinnacolo di roccia, che risale dal fondo ed è ricoperto di ogni specie marina ed è abitato da una infinità di pesci.
Siamo rimasti circa una ventina di minuti ad ammirare lo spettacolo e poi, lentamente, siamo risaliti. Per motivi di estrema sicurezza, abbiamo anche fatto una breve tappa di decompressione a circa 5 metri dalla superficie e poi, quando siamo riemersi, ho visto mia moglie appoggiata al bordo della barca, che mi ha salutato con la mano e, mentre salivo lungo la scaletta, ho notato che dietro di lei c'era Giovanni, lo skipper, che la stava scopando. Mi ha sorriso mentre raggiungeva l'orgasmo e, osservando bene, ho visto che Maria era distesa sotto di lei e le stava leccando la fica, mentre il tizio da dietro la pompava, tenendola stretta per i fianchi. Per un attimo, l'uomo mi ha guardato rimanendo immobile, ma, quando ha visto che ho sorriso, ha ripreso a sbatterla con forza, facendola godere, mentre io ho iniziato a togliermi muta ed equipaggiamento.«Bravo, scopala così, per bene, che adesso arrivo anch'io per farla godere al massimo.»Lui ha sorriso mentre il mio cazzo è finito subito in bocca a Maria che, quando mi ha visto, si è sfilata da sotto mia moglie ed è venuta a infilarsi il mio cazzo tutto in gola. Anche Franco si è spogliato velocemente e lo ha infilato in bocca a mia moglie e, dopo un po', ha fatto distendere Giovanni ed ho visto che il tizio era veramente dotato di un membro molto grosso, non eccessivamente lungo, ma di notevole spessore, che è impazzito di piacere quando mia moglie si è seduta sopra di lui e si è infilata quel grosso randello, senza alcuna remora, dentro il culo, poi ha sollevato le gambe e, sorridendo a Franco, gli ha chiesto di scoparla.«Dai, vieni a mettermelo davanti: ho voglia di sentire i vostri cazzi dentro di me!»Naturalmente il mio amico non si è fatto pregare e glielo ha infilato dentro con due spinte decise; ho visto mia moglie aprir la bocca e godere subito. Il tizio, mentre continuava a sfondarle il culo, è rimasto veramente stupito.«Accidenti, Franco! Credevo che solo tua moglie fosse tanto troia da accogliere il mio cazzo nel culo, ma... questa zoccola è di gran lunga ancor più sfrontata; oltre al mio, si è preso anche il tuo davanti!»Franco si è messo a ridere.«Chi credi che abbia insegnato a questa troia di mia moglie a scopare in doppia? Sono stati loro che ci hanno fatto scoprire questo piacere! Anche se è ben aperta, questa puttana mi fa sempre impazzire quando la scopo e, come puoi sentire, sicuramente starà contraendo i muscoli anali per mungere il tuo membro come sta facendo con il mio, ben piantato davanti. Amico mio, questa è una troia di lungo corso, rotta ad ogni esperienza! Eppure scoparla è sempre qualcosa di infinitamente bello.»
Giovanni ha sorriso ed ha riconosciuto che era veramente molto piacevole sbattere mia moglie. Intanto anch'io mi ero disteso sul pavimento della barca e Maria mi stava seduta sopra, voltata di spalle, con il mio cazzo ben piantato nel culo. Ha preso a godere guardando mia moglie scopata dagli altri due.«Cazzo, ma sei proprio insaziabile?! Ieri sera sei stata capace di godere come una pazza con tutti e cinque i cazzi che ti hanno chiavato, ed ora sembra quasi che non vedevi un cazzo da settimane. Però piace molto anche a me il suo cazzo nel culo. Lo sai, Giovanni, è stato lui ad iniziarmi a prendere il cazzo in culo; sì, dai, così, sfondamelo per bene che vengo!»Ha avuto subito un forte orgasmo e, mentre stavamo godendo, abbiamo sentito un rumore di una barca che si avvicinava; Giovanni ha sollevato il capo e si è messo a ridere. «Franco, guarda tu chi viene a rompere le scatole?! E quel rompipalle di Antonino! Lui, quando vede la mia barca, diventa sempre più curioso, perché non è la prima volta che scopo con le turiste!»Franco mi ha guardato e mi ha chiesto se fosse un problema far avvicinare un altro; io ho solo sorriso e gli ho indicato mia moglie che, naturalmente, ha stretto solo le spalle e subito dopo abbiamo visto accostare alla nostra barca un piccolo gozzo, con dentro due persone, uno un po' più giovane dall'aspetto straniero, mentre l'altro era un anziano con una bella panza prominente e la testa completamente pelata. Sono rimasti un attimo a guardare e poi Giovanni gli ha detto di salire in barca a loro volta e subito dopo ha fatto le presentazioni; abbiamo scoperto che Faruk, il ragazzo giovane, era di origine marocchina. Sono rimasti un po' a guardare e poi è stata Maria che ha abbassato i pantaloni del ragazzo e si è trovata davanti alla faccia un bel membro, non eccezionalmente grosso, ma decisamente lungo; il ragazzo glielo ha subito infilato in gola. Invece Antonino si è avvicinato a mia moglie: prima ha preso ad accarezzarle il seno e poi le ha offerto il suo cazzo; ho visto che era un membro abbastanza nella norma, ma con una cappella un po' più pronunciata. Dopo esserselo fatto succhiare un po', il ragazzo lo ha infilato nella fica di Maria ed ha preso a scoparla molto velocemente, facendola godere quasi all'istante. Per una ventina di minuti, l’ha pompata come si deve e poi Antonino ha chiesto di prendere il suo posto; è venuto a scopare Maria, mentre il ragazzo si è avvicinato a mia moglie e lei, senza alcuna esitazione ha stretto il suo membro tra le dita della sua mano destra e poi se lo è portato alla bocca; ha preso a succhiarlo, facendolo quasi entrare tutto in bocca, suscitando così lo stupore del ragazzo.
«Cazzo, questa me lo ha quasi ingoiato tutto! Cazzo, come succhia! Così mi fa sborrare! Così... cazzo: sto sborrando!»Mi son messo a ridere, conoscendo la bravura di mia moglie nel succhiare cazzi e poi ho visto che lei lo ha segato, fin quando lui ha schizzato; allora lei lo ha tirato fuori dalla bocca e si è fatta ricoprire collo e seno di crema bianca. Lo ha spremuto bene e poi lo ha succhiato ancora un po'; vedendo che era rimasto duro, ha chiesto a Franco di poterlo accogliere dentro. Appena Franco è uscito, il ragazzo glielo ha infilato dentro ed ha preso a pomparla con un ritmo abbastanza veloce, ma mia moglie ha semplicemente sollevato le gambe e, pur continuando ad avere il grosso cazzo di Giovanni nel culo, ha stretto le gambe intorno al corpo del ragazzo e così facendo è stata lei a dettare il ritmo della chiavata. Ho visto che lui, dopo un attimo, si è subito adeguato e ha sorriso.«Bravo, così mi piace! Mi devi scopare lentamente, perché voglio sentire il tuo membro scivolare bene dentro il mio corpo! Quando sarai prossimo a sborrare, ti lascerò libero e mi potrai sbattere come vuoi, ma ora devi farmelo assaggiare per bene!»Antonino si è messo a ridere.«Hai sentito ragazzo come ti insegna a scopare questa splendida signora? Ho come l'impressione che lei sappia come si gestisce al meglio un cazzo!»Abbiamo continuato a giocare per una buona ventina di minuti, alla fine tutte e due le donne sono state ricoperte dalle nostre sborrate e, in particolare, Anna lo ha voluto su seno e collo. Dopo abbiamo fatto tutti un bel bagno rinfrescante e poi, sia Giovanni che Antonino, sono andati sottocoperta e nel giro di una quindicina di minuti, hanno allestito un piatto di spaghetti con il pesce che aveva già pescato Antonino. È stato un momento molto bello e divertente, durante il quale il ragazzo continuava a fissare sia mia moglie che Maria e, appena finito di mangiare, è stata proprio lei che ha succhiato il cazzo del ragazzo e poi se l'è fatto piantare bene nel culo, mentre mia moglie si è lasciata scopare da Antonino, che era troppo eccitato; infatti, dopo pochi minuti, lo ha tirato fuori e, contento, le ha schizzato addosso.«Che femmina fantastica! Maria, tu... voglio dire ti ho scopato tante volte e mi è sempre piaciuto, ma questa tua amica è davvero il massimo... non vorrei offenderti, signora, ma sei una gran troia!» Mia moglie si è messa a ridere contenta.«Offendermi? Veramente aspettavo proprio questo splendido complimento! Io adoro esser considerata e trattata da gran troia!»
Ci siamo messi a ridere, poi ci siamo avvicinati all’isola di San Nicola e siamo andati a fare una breve passeggiata per consumare un gelato e prendere un caffè. Siamo tornati che il sole stava già tramontando e, dopo esserci fatti una rinfrescante doccia, siamo andati insieme, con Roberto/Paola, Peppino/Emilia, a cena in un trabocco, dove abbiamo riso e scherzato per tutta la sera. Dopo cena, siamo andati a fare una passeggiata lungo le vie di Vasto e, mentre stavamo mangiando un gelato seduti al tavolo di una gelateria, è passato un signore che si è fermato a salutare Emilia; ho notato che ha indugiato con lo sguardo anche sulle altre donne. Subito la nostra amica ce lo ha presentato.«Amici, lui è Massimiliano, il mio datore di lavoro.»Si è fermato un attimo con noi e ho visto che ha scambiato qualche parola in maniera un po' più riservata con Emilia, poi, quando lei ha fatto un cenno d'assenso con il capo, lui si è rivolto a noi. «Mi piacerebbe invitarvi a casa mia: abito in fondo a questa strada, in quel palazzo che vedete laggiù, all'ultimo piano; io e mia moglie abbiamo un bel terrazzo, da cui si gode l'intera vista del lungomare!»Ho visto che Emilia ci ha guardato un attimo, poi si è girata verso mia moglie.«Sai, Anna, lui è sposato con Olga e.… insomma voglio dire tante cose io le ho imparate con lei ed avrei piacere che tu la conoscessi!»Abbiamo accettato e, dopo una decina di minuti, siamo entrati in uno splendido attico arredato congusto ed abbiamo fatto conoscenza della signora Olga, una bella donna alta, con un fisico abbastanza imponente, ma non grasso, con i capelli neri e gli occhi scuri. Il seno, di una quarta abbondante, era ben messo in evidenza sotto una camicetta bianca, dove si notavano i capezzoli ben prominenti e duri. I pantaloni bianchi modellavano bene un bel culo tondo, che rappresentava la giusta cornice ad un paio di cosce lunghe. Ci ha accolto calorosamente e poi, dopo averci offerto da bere, ci siamo seduti sul terrazzo: effettivamente sembrava di esser in riva al mare, per quanto lo spazio davanti a noi era libero e spaziava lungo tutta la costa. Le donne hanno parlato un po' tra di loro e poco dopo Emilia ha preso Olga ed ha iniziato a baciarla davanti a noi, che eravamo seduti su dei divanetti posti a semicerchio; quando le due donne si sono sdraiate nude ed hanno iniziato a leccarsi, mettendo in atto un favoloso 69, improvvisamente Massimiliano si è girato verso Peppino, il marito di Emilia e, con un tono molto deciso, lo ha fatto avvicinare a sé.
«Cornuto, cosa stai facendo lì? Qual è il tuo compito adesso?»Peppino si è avvicinato, ha abbassato i pantaloni di Massimiliano ed ha messo in evidenza un bel membro sia lungo che grosso e subito ha preso a succhiarlo e leccarlo, preparandolo adeguatamente fin quando non ha dimostrato tutto il suo notevole splendore. Si è girato verso sua moglie, che era sdraiata sopra Olga e, dopo aver aperto le chiappe del suo splendido culetto, si è rivolto a Massimiliano.«Ti prego sfonda il culo di questa troia!»Subito Massimiliano si è inginocchiato e ha infilato quel grosso randello nel culo di Emilia, che ha preso a godere stretta tra le sue mani e la lingua di Olga, che, da sotto, la stava letteralmente divorando. Una scena veramente molto eccitante e, soprattutto, incredibile, quando ho visto che Peppino si è inginocchiato dietro Massimiliano, che ha sollevato una gamba e lui si è messo a leccare le palle del toro che stava sfondando il culo di sua moglie. Massimiliano ha gradito.«Bravo, Peppino! Sei diventato un vero cornuto, molto servizievole! Non so se i tuoi amici hanno avuto il piacere di sentire la tua bocca sul loro cazzo, perché devo dire che sei diventato proprio bravo a farlo diventare duro!»Franco ha sorriso, poi si è alzato in piedi e si è avvicinato a lui e subito Peppino gli ha preso il cazzo in bocca; si è messo a succhiarlo, mentre Paola, insieme a Maria, si dedicavano al mio, succhiandolo a due bocche, mentre Anna si masturbava lentamente. Il tempo che Emilia ha raggiunto un forte orgasmo e subito Olga si è sfilata da sotto di lei ed è venuta a leccare la fica di mia moglie, facendola subito godere molto. Anna si è rigirata e le due donne si sono avvinghiate in un bel 69; questo ha fatto molto piacere anche a Massimiliano.«Emilia, avevi ragione: la tua amica è proprio una gran troia! Guarda come sta facendo godere Olga!»Intanto Roberto si è messo tra le cosce di Olga e ha preso a scoparla, mentre lei continuava a leccare mia moglie che, poco dopo, si è trovata davanti alla faccia il cazzo di Massimiliano, che aveva lasciato il culo di Emilia per infilarlo nella bocca di mia moglie, mentre Franco, dopo essersi fatto leccare da Peppino, lo ha infilato con un colpo solo tutto dentro Emilia. Anche Massimiliano si è complimentato con mia moglie per il fatto che si è infilata il suo cazzo tutto in gola, senza troppa fatica.
«Che bocca meravigliosa! A vederla non si direbbe, ma... cazzo me lo stai succhiando veramente bene! Continua così, che voglio sborrarti in bocca! Olga, amore, guarda questa troia come lo ingoia tutto!»Anna lo ha continuato a succhiare ancora un po' e poi lo ha tirato fuori; lo ha fatto distendere sul pavimento e gli è salita sopra, si è infilata quel grosso randello dentro, fino in fondo. «Ti farò anche sborrare nella mia bocca, ma prima lo voglio sentire dentro!»Lo ha cavalcato bene provando un paio di orgasmi, poi si è tirata di lato e lo ha preso in bocca; poco dopo lui ha cominciato ad urlare il suo godimento. Anna ha serrato le labbra ed ha ingoiato tutto, fino all'ultima goccia. Anche gli altri, a giro, me compreso, uno dopo l'altro abbiamo farcito la bocca o i buchi di quelle splendide troie, che poi si son divertite a leccarsi tra di loro. Siamo tornati a casa che era più dell'una di notte e, stanchi, ci siamo addormentati abbracciati. All'alba, dopo aver fatto colazione, abbiamo salutato i nostri amici e, mentre eravamo sulla via del ritorno, mia moglie ha detto che non era stata una cattiva vacanza: si era divertita davvero molto.«Dovremmo venire più spesso a trovare i nostri amici qui in Abruzzo!»Ho sorriso e le ho risposto che l'estate non è ancora iniziata.
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21 ore fa
baxi18,
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Una notte ad alto tasso (racconto autobiografico)
Una notte ad alto tasso (racconto autobiografico)
Per diversi anni, dopo la fine del mio primo matrimonio, ebbi la fortuna di vivere accanto a una compagna eccezionale. Eccezionale in tutto, ma soprattutto sotto il profilo sessuale. Con lei ogni incontro era un viaggio, una scoperta, una sfida continua ai limiti del piacere. Furono anni indimenticabili, un archivio di sensazioni che ancora oggi, a distanza di tempo, tornano a farmi vibrare la pelle. Tra tutti quei ricordi, però, ce n'è uno che brilla di luce particolare: una notte che cambiò per sempre il nostro modo di fare l'amore.
Avevamo deciso di concederci una vacanza in Abruzzo, lontani dal caos e dalla routine. La sera arrivammo in un albergo accogliente, immerso nel verde, ma la vera sorpresa fu il ristorante annesso: un posto unico, gestito da suore in abito scuro che si muovevano silenziose tra i tavoli, creando un contrasto surreale con l'atmosfera calda e profumata. Cenammo divinamente: piatti della tradizione, sapori autentici, e il vino che non smise mai di scorrere nei nostri calici, come un fiume rosso e caldo che scioglieva ogni tensione. Per suggellare la serata, ordinammo una grappa che sulla carta segnava ottanta gradi. Ottanta gradi di pura fiamma liquida, che però scendeva in gola con una dolcezza ingannevole, quasi fosse acqua di fonte. E fu proprio quella grappa, con la sua potenza nascosta, a fare da miccia.
Uscimmo dal ristorante leggeri, eppure pervasi da una frenesia sotterranea. Le mani si cercavano già lungo il corridoio dell'albergo, le dita che si intrecciavano, gli sguardi che si facevano più profondi, più umidi. Una volta chiusa la porta della camera, l'aria divenne elettrica. Una sensazione di allegria ebbrezza ci avvolse, mista a un relax profondo e a una voglia fisica che pulsava in ogni centimetro del corpo.
Lei, quella sera, era semplicemente uno spettacolo. La mia compagna aveva sempre avuto un gusto impeccabile, soprattutto nell'abbigliamento intimo, ma quella notte si era superata. Indossava un paio di tacchi a spillo neri che slanciavano le sue gambe perfette, avvolte in calze nere trasparenti reggicalze. Sopra, una guêpière di pizzo fine come ragnatela, che abbracciava il suo seno pieno e magnifico, e un reggiseno che ne esaltava la rotondità. Ogni curva del suo corpo sembrava disegnata da un artista, e io non potevo fare a meno di guardarla con un misto di ammirazione e desiderio bruciante.
Ci gettammo l'uno nelle braccia dell'altra. I baci iniziarono lenti, quasi esitanti, ma presto si fecero profondi, voraci, come se volessimo divorarci l'anima. Ma quella sera c'era qualcosa di diverso, una tensione inedita che rendeva ogni contatto più intenso, più carico di promesse. Lei mi spinse dolcemente sul letto e cominciò a scendere con la bocca lungo il mio corpo, lasciando una scia di fuoco sulla pelle. Quando mi prese in bocca, lo fece con un'avidità che mi tolse il respiro: la sua lingua giocava, esplorava, succube e padrona allo stesso tempo. Ma non si fermò lì. Con una lentezza studiata, scese ancora più giù, fino a sfiorare con la punta della lingua il mio buco, in un movimento circolare che mi fece sobbalzare. Lei era una specialista, conosceva ogni mappa del piacere, e quella sera sembrava volermi insegnare nuove geografie.
Poi risalì, lentamente, e con la bocca ancora umida mi avvolse fino in fondo, mentre il mio respiro si faceva sempre più affannoso. La voglia cresceva, inarrestabile, e io la presi, la girai, entrai dentro di lei con un movimento che era insieme deciso e carezzevole. Lei gemeva, si muoveva contro di me, e io sentivo il suo calore avvolgermi, stringermi, chiamarmi.
Fu in quel momento che accadde qualcosa di magico. Forse fu l'alcol, forse la grappa a ottanta gradi che aveva sciolto ogni residuo di inibizione, ma da quella notte in poi il nostro sesso non fu più solo fisico. Mentre ero dentro di lei, i nostri occhi si incontrarono e cominciammo a parlare. A raccontarci storie. Fantasie che prendevano forma nell'aria, scenari proibiti, situazioni piccanti in cui eravamo altri, eravamo tutto. La sua voce roca mi sussurrava all'orecchio dettagli che accendevano la mia immaginazione, e io le rispondevo con immagini sempre più spinte, mentre i nostri corpi continuavano a muoversi in sincronia perfetta. Era come fare l'amore su due piani: uno reale, di carne e sudore, l'altro onirico, di desideri inespressi che finalmente trovavano voce.
La notte si allungò, interminabile. Facemmo l'amore fino all'alba, alternando ritmo lento e profondo a scatti improvvisi e urgenti. Ogni orgasmo era solo una pausa, un respiro prima di ricominciare, più intensi di prima. Fu da quella sera che tutto cambiò. L'alcol aveva rotto un argine, e dietro si era scatenato un fiume in piena di perversioni e giochi audaci. Cominciammo a esplorare territori che fino ad allora avevamo solo sfiorato: dildo che diventavano prolungamenti di noi stessi, role play sempre più estremi, vere e proprie sceneggiature mentali che davano vita a film segreti mentre io la possedevo nel culo, cosa che lei amava con una passione che mi lasciava senza fiato. Capitava di restare dentro di lei per un'ora, due ore filate, senza soluzione di continuità, in un'immersione totale dove il tempo perdeva ogni significato.
La nostra forza, all'inizio, non era fisica ma mentale: erano le parole, i racconti, gli sguardi complici ad alimentare la fiamma. Poi, lentamente, la tensione si accumulava, il corpo prendeva il sopravvento, e i colpi diventavano più secchi, più rapidi, più profondi, fino a quell'esplosione finale che ci lasciava esausti eppure incredibilmente vivi.
Quei giochi di ruolo, quelle notti infinite, aprirono la strada a un'esperienza ancora più estrema, di cui forse, un giorno, racconterò in un altro mio scritto autobiografico. Perché certe storie, una volta vissute, chiedono solo di essere raccontate.
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1 giorno fa
NoteDiPassione,
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