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LA STANZA BAGNATA

LA STANZA BAGNATA



Entrai in una sottile valanga

Che sommerse la mia anima.

Quando non sono questo gobbo che tu vedi

Io dormo sotto la collina dorata

Tu che vuoi conquistare pena

Devi imparare bene come cercarmi



E non stupirti se entrarono tutti

La stanza chiusa conserva gli odori

Quindi l’ombra d’ogni carezza

Ogni natica tesa

nel frastuono di zip veloci e sincere

di organi flaccidi incontro a quell’aria

ingoiati confusi da bocche e salive



Ora che per scherno mi colpisci al fianco

Mentre t’immergi per l’oro

Lo storpio che qui vesti e nutri

Non è morto di fame né di freddo.

Lui non chiede la tua compagnia

Non al centro, non adesso.



inscindibile il fiato accompagna

mordendo i rimorsi

mordendo le forme

all’interno di spigoli

schiacciati nell’angolo

mentre mi fido di occhi nemici



Non fosti tu ad innalzarmi

Sul piedistallo in cui io sono

Le tue leggi non mi costringono

Ad inginocchiarmi grottesco e nudo

Io stesso sono il piedistallo

Di questa turpe gobba che stai a guardare



E tu non puoi toccare

Con una mano così grave

La sua stella al di là del mio ordine

La sua nudità estenuata.

Nei cerchi della sua seta

Nei cardini delle sue cosce.



Tu che vuoi conquistare pena

Devi imparare cosa mi rende gentile

Le briciole d’amore che mi offri

Sono le briciole che mi son lasciato dietro

La tua pena non ha credenziali qui

E’ solo un ombra, un ombra della mia ferita



Mentre lego mandibole tese

sfilaccio pensieri impubiditi

Mentre farine risalgono braccia

Ridono dall’interno dittature vaginali

Plotoni lesti ad asciugare i liquidi

Ed il desiderio con la sua malombra



Io ho cominciato a desiderarti

Io che non ho credo

Ho cominciato a cercarti

Io che non ho bisogni

Dici che te ne sei andata

Ma posso sentirti quando respiri



Lasciandoti andare sul fianco

Nello spazio di sogni introiati

Ora ciondola stanza bagnata

Proseguio dei fiati ascoltati

Rivestendo e coprendo le armi

Non ti chiedi mai niente di noi



Non vestire gli stracci per me

Sentendo che tu non sei povera

toccarti vestendo curiosità

Quando sai di non essere sicura

Aprendo le vesti mi accorgo

…È la tua carne che indosso

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