Successo
Tema scuro
Sito in Un Click!

Ottieni accesso rapido a nuovi appuntamenti e chat. Dettagli.

IL RANTOLO DEL SALVASLIP

IL RANTOLO DEL SALVASLIP



Mi accade di osservare

Mi accade di notare la cura

Come di te che pieghi le alette



Intorno alla mutanda linda

Intorno gli anelli di saturno

Rimandavano queste finzioni di luci



Sollevai lo sguardo

Nell’antica voglia di collidere

Negli urticanti paletti infissi



Ho male alla faccia

Nocciole nei palmi

La gioia rivisitava i luoghi



Ne è uscita…

Aristocratica e lieve

Sorniona e serafica



Lo schiocco sull’uscio

Concede il ripasso del tattile

Cosciente di catena corta



Nei contratti chimici

Anima e corpo sono alla pari

Su carta…



A latitudini terrene

Si lottava impari

…con rivali umiliati



La gioia non conosceva sconti

Abbisognava padroni

E diffidava…bocconi



Lascia le labbra

Davanti alla figa

E piegoline madide di noi…



Infilo la narice tesa

Respiro la tue mura

Gli odori mi parlano



indipendenti dalle labbra

nei giorni della rabbia

nei giorni della nebbia





scucita la noia dal fianco

scrollando le cellule morte

ritrovo i miei petali al suolo



nel riflesso del fiato

ascoltato all’interno

accucciato ricolo malgrado



pulviscolo attacca le guance

ci cammina traverso

facendo sentinella d’ognuno



nel turn-over del cerimoniarsi

ricadevo nell’infanzia prensile

richiosando meccanismo rettile



così la scoperta di me reimplose

e fu nella deflagrazione

che mi riconobbi infine



il commiato da me

i dolci vennero serviti caldi

fui abbellito ricordo malgrado



…e vennero a trovarmi linde

donne protette da certificatissimi salvaslip

ingabbiate da un finto tenersi pulite



incerottate nel cuore ancora che in petto

dietro un groviglio di cavi accidentali

venivo a sedere e rimanevo in piedi



venivo a parlare e liberavo silenzi

che agli angoli della bocca sostavano

facendosi scudo dell’aria traverso



si poteva accamparsi in segreto

amarsi in provincia, scodinzolando

nel diniego del suburbano ingrigirsi



nelle fermate d’autobus della mente

posti a sedere se ne contavano decine

mentre sbriciolavo sul lato inclinato



mi riappacificavo con la fine del mondo

tra i pezzi del puzzle dispersi e riconosciuti

potevo sostare aspettando il passaggio

Commenti