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Scopri storie avvincenti e audaci, piene di desiderio e immaginazione.
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Voglia di cazzo e tanti Auguri
- Amore, questa sera cosa mangiamo? - non saprei, non ho fatto in tempo per la spesa - cazzo... quindi adesso?? - non saprei, mangiamo fuori? - ma poi ci costa di più? - ma no, dai.... Se andiamo in una qualche fast-food addirittura risparmiamo. Prediamo un burger e ci danno pure la bibita con pochi soldi! "Gianna lo guarda furbetta e gli fa l'occhiolino" mentre Armando esclama: - Gianna, amore mio.... Mi sa che oggi non hai voglia di cucinare. Ogni volta hai delle scuse nuove vero??? - Emmmm... Ha ha, si lo ammetto, mi hai scoperta... - lo sai che poi dovrai farti perdonare vero??? - Certo tesoro mio... anzi lo faccio subito, prima mangio te e dopo un bel burger ripieno, slurp.... Vieni qui Armanduccio mio Amoooor!! - Gianna si lega i capelli, si avvicina con passo lento ma deciso verso armando, lentamente ma decisa si inginocchia di fronte a lui, apre la cerniera dei pantaloni e gli tira fuori l'uccello già bello duro.. -Voglio farti sentire quanto ti desidero, Armanduccio mio, sussurra lei con voce bassa Il burger può aspettare... non è il mio forte, è meglio il tuo cazzo... sia che rimandiamo la cena... ma iniziamo subito con il dessert.... Armando sorride eccitato, quel fare caldo di Gianna gli piace tanto. - Se il dessert sei tu, allora il burger può aspettare... Gianna inizia a leccare il cazzo che ha davanti.. caldo duro pieno di vene pulsanti.. Lo umidisce tutto con la lingua fino ad arrivare alle palle... che poi mette in bocca tutte e le succhia... poi torna nuovamente a strisciare la lingua su tutto il tronco e arriva alla cappella molto bagnata e prima di infilarlo direttamente in bocca gli dice -prima c'è una fame diversa da calmare... e lo inizia a succhiare tutto x bene. L'attesa x la cena era diventata molto, molto più dolce e piena di desiderio... Gianna se lo lasciò uscire dalla bocca e si fece passare la cappella sulle labbra, poi sollevò lo sguardo, con un sorriso malizioso sulle labbra. Le luci erano in penombra e rendevano la cosa ancora più intima ed eccitante .. Armando le accarezzò la testa dicendo -Sai che con te oltre alla fame di cibo c'è la fame di desiderio.. E le spinse di nuovo il cazzo fino infondo la gola... Poi Gianna si alzò lentamente, lungo tutto il suo petto.. - Lo so, amore. Ed è x questo che preferisco cominciare la serata così...a modo nostro... I loro corpi si avvicinarono, in un abbraccio e una voglia di perdersi uno nell’altro... I baci si fecero sempre più lunghi, più profondi, e le mani cercavano la pelle come se fossero affamate anche loro... Gianna era ormai attaccata a lui, le mani che cercavano la pelle calda sotto la maglietta, i corpi vicinissimi, il respiro che si faceva sempre più corto. Le labbra si erano ritrovate in un bacio profondo, affamato, mentre le dita di lui le stringevano i fianchi come se non volesse più lasciarla andare. Ma tutto ad un tratto, un rumore: "Driin drinn!" Il telefono di Armando vibra sul tavolo... un messaggio... "BURGER KITCHEN - ULTIMA CHIAMATA!" Chiudiamo alle 23:00. Ultimi ordini entro le 22:45! Gianna sbuffa piano, la fronte appoggiata al petto di lui. - Ma dai… sempre sul più bello… Armando guarda l’orologio -22:27...Se vogliamo mangiare qualcosa di decente, ci tocca uscire adesso... dice a malincuore, passandole una mano tra i capelli. Gianna si stacca lentamente da lui, ancora con gli occhi pieni di desiderio. - ok dai.. Andiamo..ma ricordati dove eravamo rimasti. Si aggiusta i capelli raccogliendoli in uno chignon morbido... Ti lascio con l’anteprima del dessert... ma il piatto principale, amore mio, lo serviamo appena rientriamo... Armando si sistema i pantaloni, ancora visibilmente tirati... - Ok, dai... andiamo a prendere sto panino maledetto... ma appena torniamo... -...niente più distrazioni, lo prometto Gianna di scatto gli dà un bacio veloce sulle labbra Poi, sorride dicendo - A menoche' tu non voglia essere servito direttamente sul tavolo del burger.. - Tentatrice. - Sempre.. Uscirono di casa in fretta, tra sguardi e risate... L’aria fresca della serata non raffreddava il fuoco che avevano acceso tra loro .. Anzi, lo tenevano vivo... in attesa di farlo esplodere dopo... Arrivano a destinazione, l'ascensore é rotto, quindi due piani di scale non glieli leva nessuno. Entrano.... la sala é molto grande. Ci sono poche persone, perlopiù coppie sui 45 come loro due... Appena arrivano, Gianna procede per gli ordini, mentre Armando dice di dover andare un attimo in bagno per un bisogno urgentissimo!! Il cazzo durissimo, gli fa male... I testicoli stanno per esplodere, é un tormento assurdo! L'interruzione del rapporto intimo con Gianna non ci voleva proprio.. L'intenzione sarebbe di mettere il cazzo sotto l'acqua gelida per calmare i bollori ed il dolore, quindi arrivato in bagno si abbassa i pantaloni tira fuori l'uccello e lo piazza sotto l'acqua gelida del rubinetto. - Niente da fare, dovrei semplicemente sborrare, non c'è la faccio più!! Armando inizia a segarsi sperando di risolvere il problema... Nel frattempo chiama Gianna al telefono... - Armandino, che fai? Io ho prenotato, ma ci saranno ritardi, almeno 30 minuti per essere serviti. Mi hanno assicurata che non ci cacceranno dal locale anche se si farà più tardi, ah ah ah!!! -Tesoro, ho urgente bisogno di te, mi raggiungi nel bagno degli uomini? -Ok mio amooorrr, hai dei pensierini piccanti? Ah ah ah!! Improvvisamente salta la luce, e armado si ritrova con il cazzo scoperto nel buio più totale.. Nemmeno il tempo di reagire, si sente lo scatto di una serratura-maniglia... Un cigolio di una porta... Poi silenzio!! Passi felpati, ed infine una carezza sul viso.. poi un calore avvolge la cappella umida ed una bocca inizia a scorrere avanti e idietro.. -Che meraviglia Gianna, stai giov-ando al mio benessere, sei proprio una Giov-anna .... Mpppfff ah ah ah!! che fai? Non ridi?? mmmmmm.... Magnifica.... Ti sento diversa, anche tu eri ancora carica di desiderio vero? -mmmmmmm...... -si mugola, mugola..... Aaaaah, che pompino celestiale... Ahhh, uuummmm... - Mmmggghh mmmmgh...mmmmmghhh....mmmmmghhh.... - Aaahh, fantastico, sto per godere, siiiii!! Aaaahhhhh!!! Caldi fiocchi di sborra schizzano violentemente... Lei inizia a leccare bene bene.... Armando al buio ha la testa rivolta verso il soffitto, quando improvvisamente torna la luce... Il tempo di guardare verso il basso e di gianna nessuna traccia, la porta dell'ingresso si chiude e Armando a stento riesce a notare la sagoma di un fisico alto e snello con capelli lunghi lisci e biondi che sparisce in un attimo... Si risistema senza capire cosa sia capitato, sciacqua il viso ed esce dalla toilette... Gianna lo aspetta pazientemente al tavolo giocherellando con i suoi capelli ricci castani e lo scruta interrogativa con i suoi enormi occhioni neri!! - che fai? Non sono venuta da te perché qui sono arrivati gli ordini e poi é andata via la luce, sono rimasta a fare guardia... Tu invece cosa volevi dirmi?? Armando la guarda, il cuore batte forte... Gianna è tranquilla, lui sembra strano. - N-niente balbetta, cercando di tranquillizzarsi - Volevo solo dirti che... beh, mancava poco che la fame mi facesse impazzire. Gianna ride, ma lo guarda attentamente... - Fame, eh? Mi sembra altro... - Cosa intendi? - Nulla amore, risponde lei, accarezzandogli la mano - solo che hai la faccia di uno che ha visto un fantasma... iniziano a mangiare... Armando non riesce a staccare gli occhi da una figura seduta poco distante.. una donna bionda, sola, che sorseggia una bibita e sorride... X un attimo, i loro sguardi si incrociano...e un brivido gli attraversa la schiena.... Gianna se ne accorge. - La conosci? chiede con voce calma...ma diretta... - No… o almeno credo.... - Strano...ti fissa come se ti conosce... Silenzio. Solo il vociferare del locale... Poi la donna bionda si alza, prende la borsa, e passa accanto al loro tavolo.... Lascia una scia del suo profumo.. Gianna la guarda fino all’uscita, poi torna a guardare Armando, con un sorriso. - Allora, amore… che mi volevi dire prima? Armando cercava di capire se ciò che ha vissuto era realtà o solo il frutto del desiderio che avevano interrotto.... - scusami, voglio capire... Ma tu perché non sei venuta in bagno? - te l'ho detto, era arrivato l'ordine e poi é andata via la corrente!! - quindi sei rimasta seduta qui tutto il tempo giusto?? - eh certo, te l'ho detto!! Ma perché?? Cos'hai??? - niente niente, ehm...... - Armando???? Ricordi il nostro patto? - heemmm, si ricordo... - ed in cosa consiste??? - il nostro patto dice che alla base del nostro rapporto, è impossibile mentire ad una domanda diretta qualunque esse sia!! - bravo... Quindi adesso ti farò una domanda diretta, ok? - hem.. hem... É difficile, non so, é imbarazzante, io.. Ecco!!! - Ok... Ecco la domanda diretta.... " COSA É ACCADUTO IN QUEL BAGNO"? - Uff, non so come.... Ma... Credo che qualcuno o qualcuna mi abbia ehm... Come dire, dunque, heemm.. - Ok, sei troppo agitato. Mangia il tuo burger, appena finisci l'ultimo boccone, mi racconti, ok? Armando rimase in silenzio x qualche istante...poi finirono di mangiare... Gianna lo guardava... Sapeva che lui stava combattendo con sé stesso, che da una parte voleva parlare e dall’altra scappare lontano... Lo conosceva troppo bene.. C'era qualcosa sotto - Allora? disse piano... - hai finito il burger… ora tocca dirmi la verità... Armando fece un respiro profondo e inizio a parlare... - È successo qualcosa di strano, Gianna. Quando sono entrato in bagno, la luce si è spenta all’improvviso.. e… ho sentito una presenza... Una donna...e non eri tu!! Mi ha toccato,Gianna ... mi ha…..si fermò, incapace di continuare... Gianna lo continuava a guardare... - quindi eri sicuro che fossi io, vero? E lui - Poi,quando la luce è tornata, tu non c’eri. E ho visto una figura… una donna bionda, che usciva dal bagno. Non ho capito se fosse reale o…se fosse solo una mia immaginazione... Un silenzio tombale si fece tra loro... Si sentivano le voci del locale sembravano lontane..ma erano li .. come ovattate... Gianna sorseggiò l’ultimo sorso di coca cola e poi disse con voce calma ma stuzzicante - E tu, Armando, vuoi dirmi che una sconosciuta è entrata nel bagno degli uomini al buio e…ti ha toccato e fatto altro? - Gianna, non so cosa sia successo davvero! Ti giuro che non so spiegarlo… io credevo fossi tu che mi faceva un bocchino.. Lei lo fissò e... - Forse dovremmo chiederlo a lei allora.... - A chi? Gianna fece segno con la testa verso la donna bionda che era dietro di loro.. Dopo poco si avvicinò al loro tavolo - Scusate se disturbo..Credo di aver dimenticato un foulard nel bagno voi l avete x caso visto? Gianna rimase in silenzio x qualche secondo... Il sorriso della donna bionda era malizioso...nei suoi occhi c’era qualcosa di strano..che metteva a disagio... Ad Armando il cuore gli batteva fortissimo.. Gianna, le rispose - No, non abbiamo visto nulla… vero, amore? Armando abbassò lo sguardo sul vassoio, le dita che si muovevano nervose sul bordo del bicchiere.... - N-no, nulla… mi dispiace… La donna sorridendo disse.. - Peccato… ci tenevo molto... Era di seta, rosso... Poi sorrise ancora, e si allontanò, lasciando dietro di sé quella scia di profumo intenso, dolce... Silenzio. Solo il rumore delle posate e delle voci lontane... non uscì nessuna parola... guardò verso l’uscita..e la donna era sparita... Gianna poi appoggiò la mano su quella di Armando - Tesoro… ascoltami bene. Se quella donna ti ha toccato… o ti ha scelto… c’è un motivo... Armando cercò di capire se lei fosse arrabbiata o se era solo curiosa, ma non riusciva a capirlo... - Gianna, ti giuro… io credevo fossi tu. Era buio, sentivo solo… -Lo so, tranquillo lo interruppe lei... - era una che aveva le tue stesse voglie solo che se le ha prese senza chiedere.. Lui rimase immobile... Gianna si alzò, lentamente, accarezzandogli la spalla.. - Vieni, amore. Torniamo a casa. - E il dessert? Disse lui, con un filo di voce.... - Oh, Armando ci sarà il dessert, tranquillo… Gianna e Armando camminavano verso la macchina in silenzio. Una volta saliti in macchina, Gianna guardò Armando - Sai, amore… non è quello che è successo che mi fa male. È il fatto che non volevi dirmelo. Lui la fissò, le mani sul volante tremavano.. - Avevo paura, Gianna. Paura che non mi credessi, paura di rovinare tutto... - Lo so...ma la verità… anche quando fa male, è sempre meglio della paura... Xché le bugie non proteggono.. avvelenano il rapporto piano, piano senza che te ne accorgi.. Armando abbassò lo sguardo. - Non volevo mentire. Solo…che non sapevo come spiegare qualcosa che nemmeno io capivo.... Gianna gli prese la mano. -non importa se era reale o no, se quella donna esiste davvero o è solo un frutto della tua immaginazione...o qualcosa che ti manca tra noi... L’importante è che tu non smetta mai di essere sincero con me. È l’unico modo x restare davvero uniti.... Lui la guardò, con un po' di sollievo e un po' di vergogna. - Hai ragione... la verità fa male... ma la bugia ancora di più... - E poi, Armando… se c’è una cosa che ho imparato, è che la verità, anche la più brutta... non distrugge mai due persone che si amano davvero. Invece le bugie sì.... Non servivano altre parole Ora la macchina a moto e si avviarono verso casa Guidano per circa 20 minuti, poi finalmente a casa, parcheggiano la macchina ed entrano... La luce é spenta... Gianna entra per prima al buio e percorre qualche passo... Armando invece é rimasto indietro per verificare ancora un volta che la macchina sia chiusa, poi entra a casa, preme l'interruttore della luce che lo abbaglia... - cazzo!!! Chiude gli occhi per un secondo mentre una voce: - prego signori, benvenuti... Volete procedere con i vostri ordini? Tra mezz'ora chiudiamo, grazie!! Armando allibito, di fronte a lui la donna bionda del pompino vestita da cameriera.. - scusi dove siamo?? - benvenuti al burger kithen signori, prego accomodatevi e fate il vostro ordine.. - Grazie mille Signorina... Poi rivolgendosi a Gianna.... Amore, ho un déjà vu. - cosa? - mi sembrava di essere già stato qui oggi.. - ma no, che dici.. siamo arrivati adesso, ti sarai confuso con l'altro giorno, ah ah ah. - Ok, quindi ci sediamo? - Si amore, io però vado un attimo in bagno a truccarmi, ok?? - Hemm, si certo tesoro, vai pure. Gianna entra in bagno ancora eccitata di casa, ma anche affamata di cibo.. va prima alla toilette a fare pipì, poi subito dopo a lavarsi le mani e rifarsi il trucco!! Poi.... Un cigolio, la porta si apre e si richiude... Uno scatto della serratura.. un profumo pervade l'aria, alle sue spalle, Gianna intravede tramite lo specchio, uscire dalla penombra un affascinante donna bionda. Gianna si volta e la guarda negli occhi... La sconosciuta ha uno sguardo ipnotico che annulla ogni sua volontà.. La donna, le passa un foulard di seta rossa intorno al collo e la tira verso di sé, poi la bacia dolcemente.. Gianna si ritrova in una dimensione irreale, non riesce a distinguere realtà e fantasia, ma le sue mani si muovono autonomamente cercando il corpo di lei. Allo stesso modo da e ricevere piacere.. entrambe non indossano le mutandine.. fanno l'amore li, in silenzio rotto da gemiti di piacere lunghi ed intensi, poi... Gli specchi sui lavelli si appannano mentre le due donne si avvinghiano regalandosi piacere reciproco, così come solo due donne sanno cosa fare e dove toccare. La voglia di cazzo c'è ancora, ma ora quello che veramente la fa stare bene sono quelle carezze misteriose di una donna sconosciuta che sembra conoscerla meglio di chiunque altro!!! Esplodono entrambe in un orgasmo lungo, intenso, avvolgente... Gianna chiude gli occhi godendo e assaporando quel piacere sublime che vorrebbe non finisse mai... Quando li riapre, la Venere bionda era sparita... La figa di Gianna è ancora calda e pulsante, mentre in bocca il sapore di lei... Si abbassa la gonna, un leggera sistemata al trucco ed esce dalla toilette confusa come non mai.... Armando é li che aspetta, le lo vede da lontano, l'ordine é arrivato. Sta parlando con una donna.... É lei... la bionda sconosciuta... "aspetto un po' in modo che lei vada via" pensa Gianna... Pochi minuti dopo Armando e nuovamente solo al tavolo e Gianna va a sedersi... - Armando, ascolta...... devo dirti..... - Dopo Amore, adesso mangiamo.... - Ok!! I due finiscono il loro pasto, poi Armando chiede dolcemente: - Cosa volevi dirmi amore? - In bagno mi é accaduta una cosa assurda, non so nemmeno se é quanto sia vero, ma ho avuto una esperienza sessuale con una donna! - Cosa? quando? In quei venti minuti che dovevi rifare il trucco? - Si, mi dispiace. - Non dispiacerti, raccontami tutto, e soprattutto dimmi cosa hai provato e cosa senti adesso... Gianna gli racconta tutto per filo e per segno. Poi Armando racconta a lei la sua esperienza di quella sera quando menzionava il deja-vu. Le racconta nuovamente ma che sicuramente lei non ricordava, che erano già stati li e che lui aveva beneficiato di un pompino da una signora bionda e sconosciuta, le raccontò ogni dettaglio. Gianna chiese: - é la stessa signora che parlavi prima al tavolo??? - credo proprio di sì! - cosa vi siete detti ? - in realtà ha parlato lei, ha detto solo questo, e cioè di finire quello che era iniziato stamattina poiché oggi é la nostra festa, oggi è il nostro venticinquesimo anniversario di matrimonio e lo avevamo dimenticato!! Ci ha fatto gli auguri ed é sparita!! Gianna e Armando si guardano teneramente negli occhi. È evidente che sono innamorati come non mai l'uno dell'altra e le parole non bastano per esprimere il loro desiderio... Gianna rompe il silenzio... "Credo che dovremmo andare immediatamente a scopare in quel bagno, ho voglia di cazzo, del tuo cazzo, e voglio prenderlo seduta sull lavabo con la gonna sollevata e le gambe spalancate!!! Armando rimase fermo, i loro sguardi si intrecciavano.. L’eco delle parole della bionda sembrava ancora vivo nell' aria....“Buon anniversariooo.” Per un istante nessuno dei due parlò. Si sentiva solo il respiro... Gianna fece scivolare le dita sulla tovaglia, fino a raggiungere la mano di lui. - Sai, forse non importa capire cosa è reale e cosa no...Forse dovevamo solo ricordarci cosa ci unisce davvero.... Armando fece cenno di si..con un sorrisetto...e si diressero in bagno... Tutti e due molto eccitati dal momento e dalla situazione... Andarono nel bagno grande dove vi era pure un lavandino e una base con fasciatoio... Chiusa la porta i due presero fuoco... Iniziarono con un bacio appassionato... Mani che accarezzavano daxtutto ed ecco che scesero giù, lei bagnatissima lui durissimo...l avvicinò alla base e la sollevò x farla sedere con le gambe aperte.... Aprí la cerniera e mise fuori il suo cazzo...dapprima passo la punta sulla fica umida e poi lo penetrò di colpo all interno,scoparono con passione vogliosi, colpo dopo colpo arrivarono entrambi all' apice...non ce la facevano più lui con le palle cariche.. lei piegò la testa dietro ed ecco con gemiti e fiato sempre più veloce arriva un orgasmo che le vibrava tutto il corpo. Ora toccava a lui ancora qualche colpo...e mentre lei gli disse -vaaii amoree sfondamiii.. ecco schizzi di sborra calda che la inondavano.. Ora rilassati si ricomponevano x poi uscire dal locale.. Nel frattempo che si aggiustavano scappa lo sguardo sul lavandino.. c’era un piccolo oggetto che nessuno dei due aveva visto prima, un foulard di seta rossa, arrotolato con cura, come un dono dimenticato. Gianna lo prese, e lo mise intorno al suo polso e uscirono in silenzio mano nella mano. Dietro di loro, nel riflesso della vetrina del locale, x un attimo si intravede una figura di una donna bionda...li guardava e sorrideva, ed ecco dissolversi nell’aria... A casa chiudon o il foulard in una scatola, insieme ad una foto del loro anniversario. E così, da quel momento il foulard rosso rappresentò x loro un unione più vero e sincero che mai ❤️
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9 mesi fa
3/5 - (1 Totale voti)
Varie
Un pensiero, poi una carezza...
È un desiderio che non chiede permesso. Sale lento, insinuante, come un veleno aromatico che si diffonde nelle vene. Prima un pensiero, poi una vertigine, poi sogni febbrili che si aggrappano alla pelle. Il corpo si desta, si tende, si fa strumento. I pori si aprono come boccioli notturni, pronti a ricevere la carezza della sera, la promessa lasciva dell’ombra. E si ribellano alla luce, si eccitano al contatto ruvido del giorno, come se il sole fosse un amante impaziente. Voglio sentire. Voglio fremere. Voglio che le mani si torcano, che le unghie scavino, che la schiena si inarchi come un arco teso. Voglio stringere le cosce, aggrapparmi a te, sentire la tua pelle contro la mia, il tuo respiro che mi incendia. Voglio i tuoi occhi neri, così neri da inghiottire ogni pudore, quando mi guardi mentre mi spoglio con lentezza studiata, oscillando tra civetteria e sfida. Il tuo respiro mi lambisce l’orecchio mentre le tue dita, come ladri gentili, dischiudono la mia camicia, liberano il seno, lo sfiorano con una tenerezza che sa di possesso. Le tue mani, larghe come promesse, si insinuano sotto la seta. La tua bocca, cartografa di desideri, disegna sentieri incandescenti sulla mia pelle, lasciando impronte che ardono. Desidero lambire ogni tua cicatrice come si accarezza un talismano. Le tue ferite, levigate come drappi di broccato, sono reliquie sacre. Le accarezzo, le bacio, le mordo con riverenza. Sono tue, dunque degne d’amore. Come potrei non amare ciò che ti compone? Ogni segno è un verso inciso nel poema del tuo corpo. Quando mi apri, lo fai con una ritualità che mi disarma. La tua saliva, posata con gesto antico, è la chiave che scioglie il mio sigillo. Mi prepari con la pazienza di chi conosce la potenza del proprio ingresso. Ti adagi su di me, mi ancori, mi baci mentre varchi la soglia. Vuoi zittirmi con la mano, ma io rido, ogni volta. “Shhhh”, sussurri. Ma che ascoltino. Che sentano quanto mi perdo in te. Mi volti, mi adagi sul tuo ventre, le ginocchia sollevate come un’offerta. Cambia il ritmo, la voce, il respiro, la spinta. Il sudore mi imperla, e tu lo assapori. Le tue mani scorrono sul mio ventre umido, tra i seni, sopra di essi. Il tuo naso affondato nel mio collo, il tuo respiro che si fonde al mio aroma. Mi hai detto che ti inebria, e da allora l’ho inciso sulla pelle. È il nostro modo di impazzire. Di cercare l’incastro perfetto, che forse non esiste, ma che vale la pena inseguire. E in quella bolla ci perdiamo, ci cerchiamo, ci incastriamo. Fino a crollare, nudi, esausti, sudati. Finché la brama non si riappropria di te. Quella pulsione primordiale e indomita. Quella che risale, a stille. Prima un pensiero, poi una carezza… - Silver Rea -
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9 mesi fa
4.5/5 - (6 Totale voti)
Varie
Il profumo del tè
Elena aveva imparato a godersi il silenzio. Le mattine erano il suo regno: la cucina piena di luce, la tazza di tè fumante, la camicia di seta che scivolava appena sulle spalle. Non cercava più di piacere a nessuno — e forse proprio per questo, piaceva più che mai. Quel giorno lui bussò in anticipo: il nuovo giardiniere, vent’anni meno di lei, con il sole addosso e un sorriso che non sapeva ancora nascondere. Lei gli offrì un bicchiere d’acqua, poi un secondo, solo per prolungare quel piccolo teatro di cortesie. Il tempo sembrava sospeso tra loro: il tintinnio del vetro, il profumo del tè alla bergamotta, il suo sguardo che le indugiava sul collo come una carezza invisibile. Non accadde nulla, eppure accadde tutto.Quando lui uscì, Elena rimase ferma, le labbra appena socchiuse, le dita che sfioravano il bordo del bicchiere ancora tiepido. Fu in quell’istante che ricordò cosa significasse sentirsi viva — non per qualcuno, ma per se stessa.
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9 mesi fa
3/5 - (2 Totale voti)
Varie
“Vizio: Abisso di Seduzione
Come un morbo voluttuoso, tu mi infesti. Non sei tocco, sei invasione. Non sei desiderio, sei eresia. Ti insinui come un sussurro sacrilego, e io non resisto: mi offro. Non cado, mi consacro. La tua presenza è un sacramento profano, e io sono l’altare che implora l’oltraggio.Ogni tuo respiro è un sortilegio che mi disgrega. Ogni tuo sguardo è una lama che mi incide. Eppure non fuggo. Ti invoco. Ti voglio come si vuole la febbre che consuma, il delirio che annienta. Spezzami. Dissolvi la mia compostezza. Frantuma le mie difese come vetro sotto il peso della tua fame.Fammi tua, ma non con grazia—con brama. Con l’urgenza di chi non cerca piacere, ma dominio. Portami là dove il controllo si dissolve come nebbia al sole, dove rimane solo carne e comando, dove la voce si spezza e il silenzio diventa imperio. Dove il mio tacere ti seduce più del mio corpo.Ti piace vedermi cedere? Attento. Ogni mia resa è un inganno, una trappola che tu stesso hai scelto. Io non sono preda: sono predatrice travestita da abbandono. E sotto di me non c’è terra. C’è solo un abisso che ti desidera quanto tu desideri me.Mi nutro dei tuoi abissi. Ogni mia resa è veleno che ti scorre nelle vene. Ogni mio sguardo trattenuto è un morso invisibile. Tu credi di possedermi, ma sei già mio. Sei il mio rito, il mio esperimento, il mio sacrificio.E mentre pensi di toccarmi, io ti sto già spezzando con il silenzio. Ti farò dimenticare il sapore della quiete. Ti farò credere che sia amore… ma sarà un rituale. Uno in cui il tuo cuore batte solo perché il mio volere lo consente.Sussurrami ancora. Fammi tua dannazione. Io sono il vizio antico, la fiamma che non consuma—che prolunga l’agonia del desiderio. E tu… sei cenere felice. Sei il residuo di un incendio che non vuole estinguersi.Ti farò mio non con carezze, ma con assenza. Ti dominerò non con parole, ma con attese. Ogni mio silenzio sarà un comando. Ogni mio passo indietro, una strategia. Ti farò mendicare il mio sguardo, e quando lo avrai, sarà troppo.Ti farò vibrare nel limbo tra estasi e tormento. Ti farò credere di essere il carnefice, mentre sarai il martire. E quando penserai di avermi, scoprirai che sei tu ad essere stato scelto. Non per amore. Per adorazione. - Silver Rea -
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9 mesi fa
5/5 - (1 Totale voti)
Varie
la prova del seno
La prova del seno, Si mette la sigaretta sotto il seno, se cade vuol dire che il seno è bello eretto. Se un po' moscio non cade, a me la sigaretta cade. L’ altra prova. Si dice che un seno perfetto entri in una coppa di champagne. Il mio ci entra perfettamente. Immaginate la faccia degli amici quando mi hanno sottoposta alla prova a una festa. Lo sapete adoro stare a seno nudo o addirittura nuda. Ricordo eravamo in un locale da ballo. Avevo un top fatto da me all' uncinetto ma mi dava fastidio e lo assestavo continuamente. Il padrone del locale, un nostro amico, mi ha consigliato di toglierlo. L'ho fatto. Ho proseguito la serata a seno nudo Un altro amico mi ha invitata a ballare un lento. Si è aperto la camicia. Che piacere sentire i miei capezzoli strusciare sul suo torace. Quasi subito lui lo aveva durissimo, lo sentivo appoggiato sul mio basso ventre. Sensazione piacevolissima. Mi sarei fatta scopare volentieri ma è mancata l' occasione.
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9 mesi fa
5/5 - (1 Totale voti)
Varie
Desideri in tarda eta capitolo 2
Erano passati dieci giorni da quella settimana.Una settimana di corpi sudati, culi presi, cazzi condivisi, gemiti e sguardi che non mentivano.Ma Aldo e Mirella non riuscivano più a tornare indietro.Ogni notte, mentre si accarezzavano nel letto, ogni tocco riportava il ricordo delle mani di Luciano. Delle sue dita che sparivano dentro, della sua lingua ruvida, dei gemiti di Mirella mentre veniva con un uomo che non era suo marito. E del piacere di Aldo, spettatore e attore, uomo e oggetto, nello stesso momento.Un messaggio arrivò una sera, mentre Aldo e Mirella cenavano nudi, sul balcone:Ho prenotato una spa solo per noi. Mezza giornata. Vapore. Oli caldi. Stanza relax. Nessun altro. Siete miei?”Luciano Aldo guardò Mirella. Lei stava già infilando le dita tra le gambe. La risposta era ovvia .Il centro era nascosto tra le colline. Marmi chiari, vetro satinato, luci basse, odore di legno e incenso.Luciano li accolse con una vestaglia leggera addosso e un sorrisetto sfrontato.Ho già fatto scaldare la sauna. E la stanza relax ha un letto matrimoniale. Ma prima, voglio vedere come gocciolate. Tutti e due.» Mirella si spogliò lentamente, il seno ancora pieno, capezzoli duri come bottoni.Aldo si tolse l’accappatoio, il cazzo già a metà dell’erezione.Luciano si avvicinò a lui. Gli passò la mano tra le cosce.Gli prese i testicoli, poi lo baciò sul collo.Ti voglio caldo. Voglio che lei ci guardi mentre ti preparo… e poi ti scopo.»Mirella si sedette sul bordo della vasca. Le dita tra le gambe, il clitoride tra due dita, e il respiro rotto.Entrarono nella sauna.Luciano fece stendere Aldo sul telo caldo.Prese un flacone di olio e glielo versò sulla schiena, poi sui glutei, poi tra le natiche.Respira. Rilassati. Mi hai preso dentro, ma non ancora con amore. Oggi… ti faccio godere anche da lì.Le dita di Luciano lo esploravano con calma, ma senza pietà. Lo apriva, Lo leccava, Lo massaggiava.Aldo gemeva, il corpo tremava, il cazzo toccava il legno caldo del lettino. Mirella si avvicinò.Si inginocchiò, e prese l’uccello del marito in bocca. Glielo succhiava mentre Luciano lo prendeva da dietro con un dildo in silicone. Aldo venne urlando. Il corpo vibrava. La gola di Mirella raccolse ogni goccia.Non hai idea di quanto ti amo così», gli disse lei, mentre lo leccava ancora, più piano. Passarono nella stanza relax.Il letto, morbido. Le candele tremolavano. Luciano stese Mirella al centro. Aldo si posizionò sopra di lei, le leccava i capezzoli. Luciano si inginocchiò tra le sue gambe, le aprì il culo con due dita, poi le leccò lì, con lentezza feroce.Ti ricordi come urlavi l’ultima volta? Ora voglio farti svenire.» Mirella gemette, la schiena si inarcava, il corpo teso come una corda. Luciano la sodomizzò mentre Aldo le baciava le labbra e le sussurrava: Guarda come ti prende, guarda com’è duro, Senti come entri tutta. Poi si scambiarono.Aldo si fece strada nel culo di sua moglie. Luciano davanti. Mirella, presa a sandwich, gridava, godeva, veniva schizzando sul ventre di Aldo.Luciano si sedette. Fece sedere Aldo sopra di lui. Lo prese in braccio. Lo penetrò da sotto.Mirella guardava, le gambe aperte, le dita dentro di sé. Dio quanto siete belli, due uomini veri, Due cazzi che si appartengono, Fatelo per me, E lo fecero, lenti, profondi, Uniti.Quando vennero, fu insieme, mentre le loro bocche si baciavano senza più alcun filtro .All’uscita, si rivestirono lentamente.Luciano si voltò e disse: Il prossimo passo… Voglio guardarti mentre vieni.Voglio che tu mi guardi… mentre ti scopo tua moglie… e poi te. E poi… forse… vi porterò una sorpresa. Una giovane. Una che ama i corpi maturi. Una che vuole imparare. Da noi. Da voi. Aldo prese la mano di Mirella.La strinse. Siamo pronti. La nuova ospite Desideri in tarda età.La nuova ospite,Il messaggio arrivò due giorni dopo la spa. Domani, ore 19. Portate solo voglia. C'è una sorpresa. Ha 28 anni. E ha chiesto lei di voi. Luciano Mirella lesse ad alta voce, mentre Aldo le massaggiava i piedi nudi con le labbra. La vista del suo corpo maturo, ancora acceso dalla giornata precedente, lo faceva fremere. Luciano aveva organizzato tutto: una casa isolata, affittata per il weekend, con pareti a specchio, un letto king size, e luci regolabili. Quando arrivarono, trovarono la porta aperta .Entrarono. Sul divano, gambe accavallate e un calice in mano, c'era lei.Alta, capelli neri e lisci, vestita con una camicia trasparente e senza reggiseno. Gli occhi scuri puntati su Mirella con evidente desiderio Lei è Nina. La nipote dell'estetista di Mirella. Ha sentito parlare di voi. Vuole imparare.Mirella e Aldo si scambiarono uno sguardo. Poi Mirella si avvicinò alla ragazza. Vuoi che ti mostri cosa succede quando due corpi maturi sanno cosa vogliono? Nina si morsicò il labbro, Si alzò, Aprì la camicia e la lasciò scivolare. Era perfetta, giovane, ma non ingenua, Si mise in ginocchio. Luciano guidò Aldo sul divano. Mirella si sedette accanto, le gambe divaricate. Nina si inginocchiò davanti a lei e iniziò a leccarla, guidata da sussurri e mani gentili. Luciano, alle spalle di Nina, la accarezzava, le sussurrava parole sporche mentre le apriva i glutei e la preparava con calma.Aldo osservava, poi si avvicinò a Nina. Le prese il viso tra le mani e la baciò con lentezza. Le mani scorrevano sui seni, sulla schiena. Mirella si inginocchiò dietro di lui. Lo accarezzò, poi si mise a leccarlo mentre lui veniva succhiato da Nina.Luciano prese Mirella da dietro, il cazzo duro che la penetrava a fondo. Guarda tuo marito. Guarda come gode mentre questa piccola troia lo prende in bocca. Nina si girò, eccitata, prese il cazzo di Aldo tra le tette e lo strofinò, poi si mise sopra di lui. Si fecero lenti, profondi. Il corpo giovane su quello maturo.Luciano fece sdraiare Mirella, la sodomizzò con forza mentre la leccava tra le gambe. Nina osservava, toccandosi, mentre Aldo si avvicinava per leccarla insieme a Luciano. Il letto tremava, i corpi si intrecciavano. Poi fu il momento del gioco con lo specchio. Mirella seduta davanti allo specchio. Nina sopra di lei. Aldo dietro la giovane. Luciano accanto, leccava le due donne mentre si masturbava. Nina godeva forte, a occhi chiusi. Mirella si guardava allo specchio mentre la lingua della giovane le faceva perdere il respiro. Luciano si mise dietro Aldo. Ora mi prendo anche te. Voglio che mentre guardi tua moglie e Nina che godono, tu venga con me dentro."E lo fece. Lentamente. Profondamente.Aldo gemeva, guardando nello specchio. Due donne che si baciavano, una lingua che entrava in una figa, due uomini che si prendevano. E poi il silenzio. Solo il suono dei corpi, dei liquidi, dei respiri rotti. Vennero. Tutti. Insieme. Luciano si pulì il sudore dal petto.— "Domani... vi porto in un club privato. E questa volta, ci sarà un'altra coppia. Matura. Ma dominante."Mirella si accese una sigaretta, Non voglio più limiti. Voglio solo godere, Finché ho fiato. E Aldo sorrise. Aveva trovato se stesso, Dentro e fuori.
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9 mesi fa
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DIVORAMI
Gerard un uomo di successo. Cinquantenne, elegante, alto.. capelli neri...occhi scuri..carnagione scura..un classico mediterraneo.. Imprenditore x tutto quello che riguarda l arredamento del futuro ,stile, forme, disegni estetica Vive da solo in un palazzo interamente di cristallo al centro di una città metropolitana.. Tutto nella sua vita era perfetto... la casa, il lavoro, i vestiti, e pure il cibo che mangiava... Una sera piovosa, annoiato da tutte le cose perfettine che facevano parte della sua vita decide di vedere un film. Ecco un titolo curioso..doppio senso! Non era il classico film simpatico da ridere giusto x passare il tempo ma un film serio.. Parlava di un tempo in cui c’era una dittatura. Un gruppo di donne veniva scelto per assaggiare il cibo del capo, per vedere se era avvelenato. Se il cibo era sicuro, il capo lo mangiava. Se c’era veleno... loro morivano... Quella sera, mentre la pioggia scendeva sulle pareti di cristallo del suo palazzo, Gerard restò fermo sul suo divano in pelle nera, gli occhi fissi sullo schermo... "Le assaggia-trici" era il titolo. Il film lo colpisce molto. Tensione, potere, paura, e sottomissione… Si rese conto che anche lui, nella sua vita, aveva sempre avuto il controllo. Tutti lo ascoltavano, tutti dicevano di sì. Nessuno gli diceva mai di no. In fondo, non era anche lui il “capo”? E quelle donne?… non erano forse simili alle persone che lo circondavano ogni giorno? troppo educate non lo sfidavano x niente...obbedivano e basta. Spense lo schermo prima dei titoli di coda... C'era silenzio.. Era pensieroso... Gerard restò proprio colpito. Quando finì, rimase seduto, a lungo. Quella notte Gerard non riesce a dormire... Si alza e va verso la vetrata..guarda la pioggia.. guarda la città silenziosa e bagnata. Nella sua mente, qualcosa lo turba ..una fantasia inizia a formare qualcosa... Assaggiatrici…eheh ma non di cibo!! Qualcosa lo eccitava, era l’idea del controllo..del rischio... dell’intimità di quando una bocca si apre e accoglie qualcosa. Quelle scene, quei pensieri... qualcosa, dentro di lui, prese fuoco... Pensò "E se cerco dieci donne?! Ma non x testare il veleno... Ma x assaggiare me..." Era una pura fantasia..un'idea piena di desiderio.. Voleva offrirsi, ma a modo suo... Voleva essere assaggiato... In tutto il corpo.. nella pelle, nel sapore, nell’odore.. Dovunque l importante che veniva assaggiato. Così comincio' a cercare nella sua città tra i social... Si mise davanti al PC... Con un foglio davanti e una penna e cominciò a scrivere... Dieci nomi gli servivano ..dieci donne.. Dieci assaggi Non dovevano essere perfette...ma dovevano essere diverse. Una madre, una vedova, una studentessa, una manager, una sconosciuta incontrata sul tram...ecc Ogni donna era un volto del desiderio. Ogni bocca, un tipo di fame diversa.. Il foglio era ancora bianco, la penna tra le dita. Gerard fissava lo schermo del portatile...era calmo ma il cuore gli batteva forte x la sua fantasia che stava nascendo Una fantasia nuova..diversa. . Un assaggio. Lui voleva semplicemente essere gustato, nel vero senso della parola... Essere desiderato.. toccato.. esplorato.. ma solo per qualche minuto.. Come si assaggia un vino particolare o un piatto diverso... Lentamente con attenzione.. con curiosità...con fame. Inizia a trovare e comincia a scrivere i nomi... - Clara una madre,una donna semplice, solare luminosa... - Viola una vedova, un nome malinconico... Lei molto elegante vestita di scuro. Il colore del lutto ma anche del mistero.. - Luna una studentessa, questa la più giovane, fresca sognante....ancora in fase di scoperte... - Elena una manager una donna forte, una donna classica che non ha bisogno di chiedere...una tipa tutta sotto controllo, ma anche un vulcano sotto la pelle.. - Katia . una sconosciuta sul Tram.. una donna rara.. ora c'è ora non più... in un attimo ricordi solo i suoi occhioni neri e il colore della borsa.. Nais una donna della notte molto sensuale, che puoi trovare ovunque... in un locale, dietro un banco, x strada.. - Mina la maestra di Yoga una donna piccolina.. agile, anche dolce... lei è vita è rilassamento...è respiro...ma viva sotto il silenzio. - Diana una pittrice..una donna artista,un po disordinata... lei è colore è disegno.. non si capisce mai se ti guarda o ti immagina... - Monia una donna muta.. non parla, ma sa il fatto suo. La sua voce è nel corpo, negli occhi... - Iris la tradita una donna con lo sguardo che ha visto tanto ..appare tranquilla....ma chissà.. Gerard scrisse tutte le donne cercate in ordine... Poi si alzò, andò in cucina, si versò un bicchiere di vino rosso e tornò sul divano. Il bicchiere brillava...il vino sembrava sangue con le luci che entravano da fuori che illuminavano dalla città. Lo bevve e chiuse gli occhi... Immaginando ciò che stava organizzando.. Sentì calore, sulle labbra sul petto... Sorrise era il vino che faceva questo effetto. Quella notte, finalmente, la sua fantasia stava prendendo forma..e lui era pronto a farsi assaggiare. Il giorno dopo vennero contattate.. Gerard era perfetto, come sempre... Solo in più aveva una nuova scintilla nei suoi occhi un’eccitazione assurda. Seduto alla sua scrivania di vetro trasparente, nel silenzio del suo appartamento di cristallo, aprì il portatile. Aveva già scelto le dieci...ora doveva solo invitarle... Apri il primo contatto...nessuna spiegazione particolare Solo un messaggio, uguale per tutte.. "Venerdì. Ore 21. Palazzo di cristallo.. ultimo piano. Una porta rossa. Citofona e sali. Non portare nulla. Solo la tua fame. G." Copia...Incolla...e Invia... Clara. Viola. Luna. Elena. Katia. Nais. Mina. Diana. Monia. Iris. Uno a uno, i messaggi partivano... E ora, non restava che aspettare... Aveva pure già scelto il luogo... Sempre in casa sua in una sala con una lunga tavola al centro... Luci in penombra. Al centro doveva mettersi lui. Nudo, ma non volgare. Steso come un cibo unico, doveva stare in silenzio..era solo offerto... Così arriva venerdì, le donne iniziano ad arrivare.. Nella sala d attesa le istruzioni Le donne dovevano entrare una alla volta. E poi c'era scritto - Assaggia a modo tuo...io non dirò nulla !! Lui era steso al centro della tavola...il suo corpo rilassato.. ma la sua pelle reagiva al minimo rumore..o al più piccolo respiro. Era lì, nudo, che aspettava. La porta si aprì. Ed ecco la prima Clara la madre si avvicina lentamente.. lo osserva lo guarda e le sue mani calde iniziano a toccare.. si piega e le sue labbra sfiorano la pelle, un bacio lento, piano... come se stesse baciando un neonato..sembra che mastica piano, come se assaporasse qualcosa.. lui si irrigidisce come si vergognasse.. Prende il barattolo che ha portato e immerge il dito dentro...è miele... Con questo disegna cerchi sul petto, poi li lecca con la lingua.. come volesse disegnare qualcosa..poi prende il cazzo tra le dita unte... Non cerca l erezione ma vuole sentire il suo calore.. poi se ne va lasciando sul corpo di Gerard un profumo dolce di miele.. Entra Viola la vedova.. è avvolta in abiti neri, tacchi lucidi, voce assente...appoggia la borsetta su una sedia , si toglie i guanti....le sue mani fredde... non lo guarda in faccia... apre la bocca e morde la sua spalla.. L’assaggio è violento, ma silenzioso...come chi gusta il dolore più che del piacere... Poi lecca l’interno coscia, e arriva vicino al suo membro ben in erezione quando gli prende il cazzo in bocca, non lo guarda.. A lui piace...geme... Poi smette..prima di uscire, passa una lingua sul livido che gli ha lasciato... Prende la borsa e se ne va senza dire nulla. Si apre la porta ed ecco Luna la studentessa.. entra con un sorriso timido, occhi curiosi.. si avvicina e traccia linee sul suo petto come fossero esercizi scritti sulla pelle Sale sul tavolo a quattro zampe, lo guarda da vicino in viso lo annusa con il naso,e con la bocca lo assaggia.. poi si ferma sul collo respira calorosamente eccitata... e poi apre le gambe e fa penetrare dentro il cazzo duro e lo cavalca a occhi chiusi come stesse facendo una materia sconosciuta... Con gli ormoni a palla arriva un orgasmo timido ma preciso...Si solleva, lo annusa di nuovo, e se ne va... Ha assaggiato tutto quello che le serviva. Ora è il turno di Elena la Manager... Si sentono i passi con i tacchi ... rumori sicuri sul pavimento... Sguardo freddo .. Si toglie l’orologio... non ha bisogno di chiedere nulla... Sa già cosa fare.. Si appoggia accanto a lui, poi comanda -Non guardarmi. e lui obbedisce. Lei gli lega le mani con una cravatta....la sua.... poi passa la lingua sul suo petto liscio e lo graffia ..con due dita, gli apre la bocca...e ci mette il suo dito... Fa in modo che lui assaggia lei... Gira il dito intorno alla lingua poi lo tira fuori e lo mette nella sua bocca... Poi lo scopa finché non arriva un orgasmo ... Ecco viene in silenzio senza gemiti poi si rialza e se ne va, senza dire una parola e senza girarsi. Si apre la porta ed entra Katia la sconosciuta del Tram Entra con un passo veloce, cappotto lungo, rossetto imperfetto... capelli disordinati gli passa accanto senza toccarlo... Scia di profumo forte..poi si ferma, lo guarda. Si piega, gli prende la mano e lecca sul palmo...come se leggesse un segreto..assaggia il suo destino.. Si siede sul bordo del tavolo e gli lecca due dita poi le succhia lentamente guardandolo Sale su di lui e lo cavalca girata di spalle, con il cappotto ancora addosso... Gli lascia tutto il cazzo bagnato e quando lei ha finito, si riallaccia il cappotto e dice solo - Grazie. E subito dopo entra lei Nais la donna della notte Tacchi alti, bel seno cosce lunghe... odore di sigaretta Non fa cerimonie...e sale direttamente sul tavolo, si siede sul petto di Gerard con le gambe aperte e inizia a fare movimenti circolari fino a bagnarsi i leggins e a bagnare lui poi si gira e con la bocca sfiora l'interno coscia, poi morde piano, lasciando un segno... lui si eccita... Si umidisce tutto il cazzo... Lei lo vede luccicante e con un colpo secco di lingua lo tocca e lo assapora...lo succhia un po'...poi - Sa di vita... dice solo questo! scende e svanisce nella penombra della stanza. È ll momento di Mina la maestra di Yoga Silenziosa, piccoletta.. capelli legati... cammina scalza... Si siede accanto a lui e chiude gli occhi....respira.... poi si avvicina...lo assaggia con l’aria, con il respiro prima sul collo, poi sulle gambe... Infine lo lecca dietro il ginocchio, un punto molto sensibile x lui...Il suo tocco è leggero quasi invisibile ma fa effetto. Assapora la sua energia... Poi, come una piuma, esce dalla sala...leggera leggera lasciandolo sempre più eccitato.. ha un cazzo che esplode duro con tutte le vene che pulsano... Si tocca il cazzo come vorrebbe masturbarsi x poi sborrare ma entra Diana la pittrice.. vestita colorata, spettinata, piena di anelli. Ha portato una piccola boccetta con un liquido..lo versa sulla pancia di Gerard. Ci passa la lingua. - Interessante sapore sussurra. Poi prende un pennello, lo immerge nel liquido e lo passa sul petto di lui. Assaggia col gusto e con l’arte. Prima di uscire, lascia un suo segno sul petto. Ora si apre la porta x Monia la muta... non fa rumore...non chiede e non guarda... Si avvicina e mette il suo viso sulla sua pelle, ascolta col tatto...annusa e assaggia con la bocca.. gli prende le dita e le morde delicatamente, uno a uno... non è fame, è un linguaggio....il suo modo di dire qualcosa.... Gerard la guarda e la capisce..assaggia con tutti i sensi che parlano.. Se ne va, senza fare alcun suono. Ma lui eccitato sente ancora la sua voce addosso... Ed infine Iris la tradita entra lenta con uno sguardo assente..Gli cammina intorno come una tigre..non tocca subito... aspetta...lo osserva... poi si siede accanto, prende la sua testa tra le mani e gli bacia la fronte...Poi la bocca e morde il lobo dell’orecchio, piano... Lui sente un brivido forte su tutto il corpo Iris non gli parla, ma lo colpisce...uno schiaffo, poi lo bacia.. gli graffia il petto, poi si siede sul suo volto. Lui non dice nulla. Lei geme forte... Piacere unito a rabbia...si lascia andare e gli viene sulla sua bocca.... Lui tutto bagnato..non c'è la fa più.. Lei si alza poi e con la sua voce decisa dice.. - Basta così .. Quando l’ultima porta si chiude, Gerard restò lì. Disteso.. con il corpo nudo...il respiro pesante gli occhi aperti. Aveva il cazzo ancora duro...il petto segnato...la pelle bagnata...la bocca piena del sapore di tutte le donne. Era stato assaggiato... come voleva lui. Si sollevò lentamente...e si mise in piedi di fronte al tavolo..il suo corpo tremava,era stanco... Ancora eccitato come se aspettasse un ultimo gesto quindi chiuse gli occhi...e cominciò a toccarsi. Ogni movimento che faceva era un omaggio... ogni carezza un ringraziamento... Si accarezzava lentamente, pensando alle dieci donne.. Le immaginava tutte, una dopo l’altra, le sentiva addosso e il piacere cresceva potente.. Nella sua mente ogni volto, ogni assaggio, ogni sapore....Le vedeva...tutte... Dieci bocche...dieci corpi intorno a lui....tutte insieme... Lo accarezzavano con la memoria... lo stringevano con il desiderio... Ecco che il respiro diventava piu pesante. Ogni colpo di mano, sempre più vicino all estasi..e poi… uno schizzo dietro l altro caldo, forte, violento. Lo sperma schizzò sul pavimento...tutto per loro.. Il finale perfetto...un omaggio alle dieci donne. Fuori, la città ancora bagnata di pioggia... Sul tavolo, restavano le tracce le impronte, le gocce,i segni…di tutte.. Lui non le cancellò... Prese una coperta e se la mise addosso come un mantello, e si sedette sul divano, bello rilassato con il corpo sfinito. La stanza sembrava più grande, vuota. Il suo corpo pulsava ancora...dieci bocche, dieci fame diverse, dieci linguaggi... Era finita questa fantasia? O era solo l inizio? Gerard aveva lo sguardo fisso, era pensieroso .. tutto ad un tratto sentì nascere dentro di sé un nuovo desiderio... Non riusciva a capire... Ma riflettendoci bene... Ecco ...si .. proprio così una nuova fantasia gli girava in testa... Ora voleva assaggiare lui. Non per possesso, ma per fame...Quella fame che aveva scoperto con le donne e che non conosceva prima... Adesso voleva esplorare lui, cercare, e scoprire... Ora non più il suo corpo offerto al centro di una tavola, ma la sua bocca curiosa, le sue dita calde , voleva assaggiare lui i sapori delle donne...voleva entrare in quelle bocche, sentire cosa nascondevano, cercare il sapore della vendetta in Iris, la dolcezza materna di Clara, la malinconia di Viola, la leggerezza di Luna è così via .. Voleva mettere la lingua dentro ognuna di loro... si era accesa in lui una nuova fantasia... Voleva capire personalmente con la sua pelle, con la saliva, con le sue mani. E ora voleva invertire il gioco... Così prese un altro foglio... un foglio nuovo...bianco... E con la stessa penna, scrisse “Ora tocca a me assaggiare.” Non più assaggiato ma assaggiatore. Gerard sorrise, il cuore gli batteva di nuovo forte era eccitato. La fantasia era rinata.
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9 mesi fa
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La fica ideale
“Sai, Francesca, io ho un mio ideale di fica dal punto di vista anatomico!”, esclamai tra il serio e il faceto.“Una fica ideale!?” commentò lei con una risata.“Si, certo!”, ribattei serioso, quasi infastidito dalla sua ironia che nascondeva un accenno di presa in giro.“Allora sentiamo, dai! Come sarebbe questa tua fica ideale?”, chiese Francesca con un tono fattosi improvvisamente serioso.“Beh, innanzitutto non deve essere troppo stretta e piccola!”, dissi.“Uhm! E poi?”, replicò lei, sempre più interessata.“Poi deve avere le grandi labbra che propendono leggermente verso l'esterno, ma non troppo, eh! Atrimenti mi ricordano le orecchie di Dumbo!”, precisai.“Le orecchie di Dumbo!!! Questa non l’avevo mai sentita!!!”, commentò con una risata divertita.“Eh sì, perché, quando lecco la mia fica ideale, le grandi labbra mi devono avvolgere il muso, dal naso fino al mento! E, poi, così le posso mordicchiare e ciucciare, e sentirmi un tutt’uno con lei!”, conclusi, ignorando il suo commento su Dumbo.“Beh, si capisce da ogni tua parola che ti piace la fica!”, esclamò lei, manifestando il proprio compiacimento.“Ah, e poi una fica così ti deve riempire la mano quando ce la metti sopra, magari infilandola nelle mutandine! Mi piace sentirla tutta aperta e morbida sul palmo della mano! Capisci cosa intendo?!”, domandai malizioso.“Eh, sì…penso di capire…”, rispose Francesca, ora eccitata.“Tu ce l'hai così?”, le chiesi di getto con tono provocatorio.“Eeehhh, chi lo sa?! Magari è proprio come la tua fica ideale, oppure no!”, esclamò, per poi aggiungere con voce melliflua: “Me lo dirai se arriverai ad infilare la tua mano dentro le mie mutandine!”.“Ah, beh…interessante!”, risposi cercando di dissimulare il groppo alla gola che quelle parole mi avevano provocato.“Ma, Andrea, dimmi: se io non avessi a tua fica ideale mi negheresti il piacere di sentire la tua lingua che ci gioca?”, chiese lei quasi supplicante.“Giammai, Francesca! Non potrei negarti nulla!”, risposi eccitato.“Comunque, il mio istinto mi dice che tu potresti averla molto simile al mio ideale!”, incalzai per rincuorarla.Due giorni dopo questa conversazione telefonica Francesca ed io ci incontrammo per un caffè.Non appena la vidi scendere dall’auto rimasi abbagliato: dal vivo era ancora più bella che in foto. Come mi aveva promesso, aveva indossato dei leggins neri attillati che mostravano due gambe e un fondoschiena favolosi, con una t-shirt larga che nascondeva, invano, un seno piccolo ma sodo.Sulle sue spalle scendeva una folta chioma riccia di capelli castani.Ma ciò che più mi colpì furono i suoi occhi, marroni con delle punte di verde che, illuminati dal sole, splendevano come due gemme sul suo viso.Era vestita in modo semplice, quella semplicità che da sempre mi attrae e che fa emergere tutta la femminilità di una donna.Ci accomodammo, ordinammo il caffè e parlammo del più e del meno come due persone che si conoscevano da tempo: c’era sintonia e complicità, non c’era alcun dubbio.In tutto il tempo insieme non potei fare a meno di scrutarla con discrezione, di osservare i suoi gesti, le sue movenze, il suo modo di guardare, di parlare.Mi piaceva tutto di lei.E furono tanti i pensieri osceni che riempivano la mia mente.Guardai l’orologio: ormai si stava avvicinando il momento di salutarci.“Allora! Vogliamo fare o no questa verifica?”, chiesi maliziosamente impaziente.“Beh, sì…sono davvero curiosa di sapere se la mia fica si avvicina al tuo ideale!”, rispose Francesca accondiscendente e con un sorriso sornione.“Bene, allora andiamo! Ti accompagno alla tua auto”, dissi alzandomi.Eravamo entrambi eccitati, era evidente.Francesca aprì la portiera e non appena si girò la baciai su quella bocca che bravamo sin dal primo momento che l’avevo vista.Le sue labbra avevano un buon sapore. Le nostre lingue si intrecciarono.Mi staccai e la baciai delicatamente sul collo, sotto l’orecchio destro, e percepii il delicato profumo della sua pelle. Ero inebriato. E lei era eccitata.“Fammi salire sul lato passeggero!”, dissi con tono perentorio.Lei non rispose ma il suo silenzio valeva come una risposta affermativa.Feci rapidamente il giro del veicolo e ci ritrovammo seduti l’una accanto all’altro.Ci baciammo nuovamente come due adolescenti al primo appuntamento.La mia mano si insinuò sotto i suoi leggins, dentro le mutandine.Le dita percepirono, con mia grande soddisfazione, una leggera peluria sul monte di Venere e, poi, leggermente più in basso arrivarono alle grandi labbra: il mio istinto ci aveva visto giusto, la sua fica, almeno al tatto, aveva tutti i requisiti giusti!La mia mano era piena della sua fica, bagnata.“Presumo che questa umidità non sia sudore”, esclamai mentre la baciavo nuovamente sul collo.“No, non è sudore”, rispose lei con un filo di voce, ansimante.Due giorni dopo Francesca ed io eravamo nella stanza di un motel, finalmente da soli, finalmente pronti a scoprirci.Appena entrati ci baciammo avidamente e non ricordo quanto tempo impiegammo a toglierci i vestiti. Lei era in piedi davanti a me, scalza, e con indosso solo l’intimo.“Beh, l’altro ieri ho usato il tatto…ora è il momento di usare tutti gli altri sensi!”, le sussurrai eccitato e voglioso.Lei mi guardò e, restando in silenzio, si sdraiò sul grande letto alle sue spalle.Rimasi qualche secondo ad ammirare quel corpo favoloso, che finalmente potevo esplorare e fare mio.Mi inginocchiai sul bordo del letto e presi con le mani il suo piede destro, portandolo sulla mia bocca per leccarlo. Poi la mia lingua iniziò a percorrere la caviglia, poi il polpaccio, il ginocchio, fino a fermarsi sull’interno coscia. Mentre baciavo delicatamente la sua pelle, fresca e vellutata, guardai il volto di Francesca per percepire le sue sensazioni: lei mi osservava in silenzio, i suoi occhi fissi sui miei movimenti, gustandosi il piacere che la mia lingua provocava su ogni centimetro della sua pelle.Mi ritrovai con la testa sul suo pube. Baciai la sua fica ancora protetta dalle mutandine.Con un movimento improvviso le alzai i glutei e gliele sfilai.Ora Francesca era sdraiata davanti a me, a gambe aperte, la sua fica al mio cospetto.“Finalmente posso ammirare questo spettacolo!”, esclamai.La mia vista confermò ciò che già aveva appurato il tatto: Francesca aveva la fica perfetta, la mia fica ideale!Indugiai con lo sguardo sul monte di Venere, ricoperto da una corta peluria nera, per poi studiare l’anatomia della fica: le grandi labbra, di un colore tra il rosa carne e il nero, spiccavano verso l’esterno come due piccole ali.Posai la mia mano destra sopra la peluria e con il pollice iniziai a massaggiare all’altezza del clitoride, lentamente, con movimenti circolari.Lanciai un ultimo sguardo in direzione del suo viso: i suoi occhi mi imploravano di farle sentire la mia lingua dentro di lei.Accolsi le sue silenziose preghiere e, infilando le mie braccia sotto i suoi glutei, le alzai il bacino e affondai la testa tra le sue gambe.Il mio naso strofinava il clitoride, mentre la mia lingua si divideva tra le grandi labbra, con movimenti lenti ma decisi. La mia bocca era piena del suo sapore. La mia saliva si univa al suo piacere che iniziava a manifestarsi.Improvvisamente il ventre di Francesca sussultò e in quel momento capii che il suo corpo mi stava chiedendo di farla arrivare all’orgasmo.Ora la mia lingua si infilava dentro di lei, mentre le sue grandi labbra mi avvolgevano dal naso fino al mento, esattamente come, secondo la mia teoria, avrebbe dovuto fare il prototipo della mia fica ideale!Le sue gambe mi stringevano sempre di più il dorso e lei iniziò a gemere di piacere.Era musica per le mie orecchie!Avrei continuato a donarle piacere, ad assaporare il suo sapore, a scoparla con la lingua all’infinito: ero completamente in estasi.Le mani sulla mia testa che premevano verso il basso mi avvisarono dell’imminente orgasmo e, allora, aumentai il ritmo delle mie leccate e dei miei baci.Francesca lanciò un urlo, mentre la sua testa si reclinava all’indietro e la sua schiena si arcuava: la mia bocca si riempii del suo nettare, dolce e saporito.Con un balzo mi staccai dalla presa delle sue gambe, ormai arrendevoli, e salii col mio corpo sul suo.La baciai sulla bocca per condividere con lei il suo sapore.Francesca era in trance, completamente sottomessa a me.La penetrai senza preavviso, ma con delicatezza.Il mio cazzo ora era dentro la sua fica, piena della mia saliva e dei suoi umori.“Scopami, ti prego, scopami!”, sussurrò lei ad un mio orecchio.“Si, ora ti scopo! – risposi - ma a modo mio! Voglio gustarmi a lungo questo momento! Voglio scoparti piano! Voglio portarti lentamente nuovamente all’apice del piacere!”.Lei mi guardava vogliosa, era ciò che voleva anche lei.Iniziai a scoparla adagio, infilando tutto il cazzo nella sua fica e lasciandolo lì, mentre col bacino roteavo, per poi tirarlo fuori e penetrarla di nuovo.Andai avanti così per un po’, mentre alternavo i miei baci sulla sua bocca, sul suo collo, sotto le sue ascelle. Scopandola in questo modo mi sentivo totalmente dentro di lei e completamente padrone del suo corpo: eravamo uniti nell’amplesso come un corpo unico!Sfilai il cazzo, mi inginocchiai e le alzai le gambe portando i suoi piedi all’altezza del mio viso.Ripresi a scoparla in questa posizione, tirando fuori di tanto in tanto il cazzo per strofinarlo dapprima sul clitoride e, poi, sulle grandi labbra; nel frattempo le leccavo le dita dei piedi mentre, dall’alto della mia posizione, potevo gustarmi le espressioni del suo viso, ormai paonazzo.“Cazzo, sì! Sto venendo, Andrea!”, esclamò improvvisamente Francesca inarcando la schiena.“Anche io, sto venendo anche io!!”, urlai di rimando.Francesca lanciò un urlo di puro godimento, mentre io, con una mano, tirai fuori il cazzo e riversai tutto il mio sperma sulla sua pancia con potenti fiotti.Restammo ancora così, io inginocchiato tra le sue gambe, in piena estasi post coito, che continuavo a leccarle le dita di un piede, mentre lei, sdraiata, con la bocca aperta e gli occhi socchiusi, si carezzava il ventre spalmandosi il mio sperma caldo.Guardai nuovamente la sua fica…eh sì…era proprio la mia fica ideale!
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9 mesi fa
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Bull Inside: La Milf Che Non Dice Mai Basta
Era da tempo che bramavo di scoparmi la moglie di un altro uomo, un vero oggetto di desiderio, e immaginavo lui a guardare, eccitato, o a partecipare a modo suo. Quel sabato estivo, finalmente, le fantasie si materializzarono tutte insieme. Trovai l’annuncio di una coppia, lei una milf di 45 anni con un corpo da urlo: tette sode, culo da urlo, gambe toniche, miniabito aderentissimo che lasciava poco spazio all’immaginazione. Gli scrissi il mio numero, e in pochi minuti mi rispose il marito, voce calda e sicura, propose un incontro in un Club Privè nel Lodigiano. Arrivato al club, li vidi parcheggiati. Lui sui cinquanta, tutto normale, ma lei… cazzo, lei era una troia pronta, con sguardo ardente e culo da mozzare il fiato. Appena entrati, il marito si perse tra altre donne, lasciandomi libero con lei. Ballammo e subito iniziarono gli strusciamenti: il suo culo si muoveva sul mio cazzo già duro come una trave. Le mani finirono tra le cosce: figa liscia, calda e senza mutandine. La troia era pronta. Mi tolse la camicia, mi portò al centro della sala, mi legò le mani al palo con la cintura e senza esitazione iniziò a leccarmi il cazzo con bava a fiumi. Poi fece segno a un’altra donna: iniziò il doppio pompino, due bocche affamate sul mio cazzo, lingue che mi leccavano palle e cappella. Gemiti, saliva, mani ovunque. La gente ballava attorno, ma noi eravamo il centro dell’orgia. Quando mi liberò, ci dirigemmo a una stanza privata, scura con luci soffuse. Lei mi si gettò addosso per un 69 da sogno: lingue che si intrecciavano, figa bagnata come una fontana, gemiti continui. Mi fermò, sussurrò all’orecchio: «Scopami… voglio sentirti tutto dentro.» La girai a pecorina, cazzo dentro fino in fondo, colpi decisi e profondi, finché esplose in un fiume di squirting copioso, bagnando me e il letto. Lei urlava e mi incitava:«Ancora… più forte… scopami come una troia!» Il marito si avvicinò, la baciò e le disse: «Io ho già goduto, adesso goditi questo ragazzo.»E uscì, lasciandoci liberi. Con noi si aggiunse l’altra donna. Si mise sopra la moglie e iniziò a leccarle la figa mentre io la scopavo da dietro. Lei gemendo e urlando come una pazza, si infilava le dita nel culo e si masturbava il clitoride, io pompavo senza controllo, la troia sudata e bagnata, un quadro di puro porno. Non resistevo più: mi sfilai e sborrai sulla schiena della troia a pecorina, schizzi ovunque, qualcuno anche sulla moglie, che ridendo disse:«Cazzo, sei esploso come un idrante!» Poi quella notte fu una notte indimenticabile, continuarono giochi di doppie penetrazioni, pompini simultanei, scambi di posizione da far impazzire. Squirt continui, orgasmi multipli, urla, schiaffi sulle chiappe, mani che massaggiavano tette gonfie e capezzoli duri. Il sesso era selvaggio, violento, eccitante, senza tregua. Alla fine, sudati, bagnati e completamente soddisfatti, ci rinfrescammo, bevemmo ancora qualcosa e ci salutammo con la promessa di rivederci. Quella notte non era stata solo sesso: era la realizzazione di un sogno perverso, di una fantasia estrema che avevo desiderato da sempre. Ma ora ogni tanto ci ritorno volentieri in quel privè.....
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9 mesi fa
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Bull Inside: La Milf Che Non Dice Mai Basta
Era da tempo che bramavo di scoparmi la moglie di un altro uomo, un vero oggetto di desiderio, e immaginavo lui a guardare, eccitato, o a partecipare a modo suo. Quel sabato estivo, finalmente, le fantasie si materializzarono tutte insieme. Trovai l’annuncio di una coppia, lei una milf di 45 anni con un corpo da urlo: tette sode, culo da urlo, gambe toniche, miniabito aderentissimo che lasciava poco spazio all’immaginazione. Gli scrissi il mio numero, e in pochi minuti mi rispose il marito, voce calda e sicura, propose un incontro in un Club Privè nel Lodigiano. Arrivato al club, li vidi parcheggiati. Lui sui cinquanta, tutto normale, ma lei… cazzo, lei era una troia pronta, con sguardo ardente e culo da mozzare il fiato. Appena entrati, il marito si perse tra altre donne, lasciandomi libero con lei. Ballammo e subito iniziarono gli strusciamenti: il suo culo si muoveva sul mio cazzo già duro come una trave. Le mani finirono tra le cosce: figa liscia, calda e senza mutandine. La troia era pronta. Mi tolse la camicia, mi portò al centro della sala, mi legò le mani al palo con la cintura e senza esitazione iniziò a leccarmi il cazzo con bava a fiumi. Poi fece segno a un’altra donna: iniziò il doppio pompino, due bocche affamate sul mio cazzo, lingue che mi leccavano palle e cappella. Gemiti, saliva, mani ovunque. La gente ballava attorno, ma noi eravamo il centro dell’orgia. Quando mi liberò, ci dirigemmo a una stanza privata, scura con luci soffuse. Lei mi si gettò addosso per un 69 da sogno: lingue che si intrecciavano, figa bagnata come una fontana, gemiti continui. Mi fermò, sussurrò all’orecchio: «Scopami… voglio sentirti tutto dentro.» La girai a pecorina, cazzo dentro fino in fondo, colpi decisi e profondi, finché esplose in un fiume di squirting copioso, bagnando me e il letto. Lei urlava e mi incitava:«Ancora… più forte… scopami come una troia!» Il marito si avvicinò, la baciò e le disse: «Io ho già goduto, adesso goditi questo ragazzo.»E uscì, lasciandoci liberi. Con noi si aggiunse l’altra donna. Si mise sopra la moglie e iniziò a leccarle la figa mentre io la scopavo da dietro. Lei gemendo e urlando come una pazza, si infilava le dita nel culo e si masturbava il clitoride, io pompavo senza controllo, la troia sudata e bagnata, un quadro di puro porno. Non resistevo più: mi sfilai e sborrai sulla schiena della troia a pecorina, schizzi ovunque, qualcuno anche sulla moglie, che ridendo disse:«Cazzo, sei esploso come un idrante!» Poi quella notte fu una notte indimenticabile, continuarono giochi di doppie penetrazioni, pompini simultanei, scambi di posizione da far impazzire. Squirt continui, orgasmi multipli, urla, schiaffi sulle chiappe, mani che massaggiavano tette gonfie e capezzoli duri. Il sesso era selvaggio, violento, eccitante, senza tregua. Alla fine, sudati, bagnati e completamente soddisfatti, ci rinfrescammo, bevemmo ancora qualcosa e ci salutammo con la promessa di rivederci. Quella notte non era stata solo sesso: era la realizzazione di un sogno perverso, di una fantasia estrema che avevo desiderato da sempre. Ma ora ogni tanto ci ritorno volentieri in quel privè.....
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9 mesi fa
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SCOPATA IN ASSENZA DI GRAVITÀ
Anno 2379 la terra ha quasi esaurito le proprie risorse, ed i massimi esponenti dello stato hanno deciso, di cercare nuovi mondi, al fine di garantire la continuazione della razza umana. L'astronave Gpount69 ha oramai lasciato il sistema solare da oltre 20 anni. Quando la nave partì, i suoi imbarcati erano poco più che adolescenti, ma adesso sono ragazzi e ragazze mature. Il loro compito sarà colonizzare nuovi mondi e comunicare al pianeta terra le coordinate e lo stato fisici dei pianeti vivibili. Il loro é lungo viaggio, irreversibile ed a senso unico che conduce verso l'ignoto. Sicuramente passeranno molte generazioni prima di giungere a destinazione, non sarà facile, e per questo le risorse vanno necessariamente ottimizzate al massimo dell'impossibile. Non sono permessi sprechi di energia fisica e proteici di nessun tipo.Anche per questo, fu stabilito che la riproduzione doveva avvenire solo tramite inseminazione in laboratorio, e solo se la fecondazione fosse garantita al 100% con esito positivo a lungo termine. Ovviamente i rapporti sessuali erano sia proibiti, ma anche sconosciuti come pratica di riproduzione, dalla maggior parte dei membri dell' equipaggio! Ogni mattina tutti i membri, sia passeggeri che dirigenti, e nessuno escluso, hanno l'obbligo di presentarsi nella grande sala bianca. Da lì poi a turno inizieranno il loro ciclo di routine giornaliera entrando nelle cabine di ottimizzazione. All'interno di queste cabine verranno sottratti i liquidi corporei di scarto, tramite evaporazione, condensazione e drenaggio evaporativo, quali fondamentalmente urina al 98% che verrà poi riciclata al 100%.Per il lavaggio corporeo un impianto simile, ricordava solo gli autolavaggi automatici che esistevano sulla terra nel ventesimo secolo, ma molto più complesso e sofisticato. L'obiettivo per il mantenimento di una simile colonia é quello di ridurre al minimo qualsiasi spreco, quindi tutti i liquidi sono convogliati nel grande depuratore per essere convertiti e riutilizzati anche a livello alimentare. Lo stesso dicasi per le palestre, dove l'idratazione e la deitratazione é controllata da un computer centrale che opera tramite aumento o diminuzione delle molecole di Co2 presenti nell'ambiente. Una volta che i membri dell'equipaggio sono disinfettati ed igienizzati, lo scanner analizza il fabbisogno energetico di ogni singolo elemento e stabilisce la composizione alimentare della pillola che dovranno assumere. Tale pastiglia sostituirà colazione pranzo e cena. Il resto della giornata sarà dedicato all'attività fisica ed all'istruzione, aspettando il giorno dopo per una nuova giornata identica alla precedente. In totale il numero dei colonizzanti si aggira sui 3000 membri, e se qualcuno dovesse ammalarsi e venire a mancare, sarà preventivamente sostituito tramite un sistema quantico per il controllo di nascite controllate. Le donne fertili vengono generalmente fecondate il prima possibile e la gravidanza ibernata al sesto mese. Katia é Sergio si occupano per l'appunto del reparto di fecondazione. Loro due sono i pionieri della missione, e quando vennero chiamati come ufficiali medici per questo importante compito, avevano rispettivamente 18 e 22 anni. Quindi nei loro ricordi più remoti, la fecondazione per la riproduzione seguiva delle procedure completamente animalesche, poco igieniche, e scarsamente sicure. É assurdo pensare che solo un secolo prima, gli esseri umani potessero toccarsi tra di loro e contaminarsi. L'astronave sfreccia a velocità enorme nell'universo, ma a loro sembra di essere fermi. Katia guarda fuori dagli oblò ed esclama..... - stelle.... Sempre e stelle, quando mai giungeremo alla terra promessa? Tu Sergio credi veramente che sarà un posto migliore? Voglio dire, come vivremo senza la nostra astronave??- perché mi chiedi questo?- non lo so, ricordo che da piccola nei primi anni della mia infanzia, usavamo mangiare alimenti grezzi, e che da questi sottraevamo i principi nutritivi. - si é vero, lo ricordo anche io, nella mia mente c'è come un eco lontano che riecheggia la parola mela, si ricordo..... La mela, era una sfera di piccole dimensioni, che ingerivo mordendo direttamente con i denti.- Io ho paura Sergio, vorrei ricordare quei momenti e quelle usanze, ma ne sono terrorizzata. La cosa più assurda era la procreazione. - Si, ho studiato qualcosa a proposito. Di nascosto ho hackerato lo storybook per avere accesso a vecchi file. Proprio quei documenti per la quale la consultazione é vietata dalla nostra legge. - sei pazzo? Potresti essere vaporizzato per sempre e riciclato per una cosa simile, te ne rendi conto? - si lo so, ma io dovevo sapere... dovevo ricordare....- e che cosa hai trovato? - documenti storici, ma anche vecchi filmati.... Vuoi vedere? - si mi piacerebbe....- allora a fine turno, invece di andare nella tua stanza, ti aspetto nella pressi della sfera del nucleo, corridoio 6 scala 9.- e se ci vedono? - tranquilla in quella zona non viene nessuno, é talmente vicino all'asse del rotore e la gravità artificiale talmente bassa che per salire le scale basta un solo salto. - Ok, ci vediamo a mezzanotte allora... Sulla Gpount69 il giorno e la notte non esistevano più da tempo immemore, ma era comunque stato deciso dai piano alti di conservare delle abitudini terrestri, che agevolassero il funzionamento della ghiandola pineale, ed il ciclo di 24 ore era quello più consono a tale scopo, come pure la forza di gravità, era stata sostituita artificialmente dalla rotazione centrifuga della nave. .............A mezzanotte la coppia si trova nel posto prestabilito. Sfera Nucleare 6.9Katia é visibilmente spaventata.. -Sergio.... Sergio......... Ci sei? - Sssstttt, sono qui, in penombra, vieni....- hai portato il file? - si, l'ho portato..... Ti faccio vedere.....Detto questo i due si siedono, Sergio tira fuori una specie di carta di credito dorata, la poggia a terra e sfiora un tasto touch. Un ologramma si apre proiettando l'immagine in dimensione naturale di due individui uomo e donna in piedi uno di fronte all'altra.Sergio chiede:- Sei sicura di voler vedere tutto? Ti avverto che una volta fatto non potrai più tornare indietro, e la vista di queste immagini ti tormenterà per tutto il tempo e per tutti i giorni avvenire. - Si, lo voglio, sono sicura..... - Va bene allora PLAY.Nel video l'uomo, capelli riccioluti e barba sul viso, é vestito in abito scuro. Ha un fisico atletico ed é alto, probabilmente fuori loro abituale standard energetico... La donna invece indossa un buffo abitio di colore rosa, ma é strano, poiché non ha la forma di pantaloni o tuta, bensì é molto largo e sembra vuoto al centro. Lei é molto bella, ha gli occhi chiari e capelli biondi e ricci.L'uomo si avvicina alla donna, e mette le mani sotto quel vestito toccandole le natiche, poi nel frattempo avvicina le labbra alla sua bocca e si uniscono in un movimento complice e coinvolgente. Con entrambe le mani lui continua a massaggiarle le natiche, poi china il volto sul petto e le bacia il seno ripetutamente. Di tutta risposta lei, si abbassa mentre lui resta in piedi, gli slaccia i pantaloni e li abbassa fino alle caviglie, poi massaggia lo slip di lui facendo aumentare vistosamente di volume il suo contenuto. Katia guarda con occhi increduli, e quando vede saltare fuori un cazzo duro e grosso sobbalza voltandosi verso Sergio e chiedendo se anche lui abbia quel coso così grande e se gli desse fastidio. Lui rispose: - Si, l'ho scoperto solo da pochi mesi.... Ovviamente c'è l'ho pure io, ma per farlo diventare così bisogna massaggiarlo con le mani, altrimenti rimane piccolo e non da nessun fastidio. - ma se ti fa fastidio grande, perché lo massaggi?- lo faccio perché é piacevole... Ora però , guardiamo il video e capirai tante cose da sola...Nel frattempo nel video si vede lei che bacia succhia ed ingoia quel cazzo voglioso e dominante, dai loro volti e movimenti non si capisce bene cosa provino, poiché entrambi chiudono gli occhi, muovono la testa e respirano affannosamente. Poi l'uomo, la prende, le sfila le mutandine e la fa adagiare su di un tavolino. Lei si siede a gambe bene aperte, lui le solleva la gonna e la tiene così, poi inserisce il suo viso in mezzo alle gambe.La bacia li in mezzo e lecca nelle parti intime con la lingua. Lei inizia a contorcersi e mugolare come se si sentisse male, ma Sergio aveva assicurato che andava tutto bene e spiegava man mano a Katia cosa stesse accadendo, quindi il video prosegui finché qualcosa di conclusivo stava per accadere. Katia osservava la donna in ologramma che inarcava la schiena ed urlava a gran voce che stava godendo come una pazza. Diceva che voleva sentirlo subito dentro ed essere scopata immediatamente, poiché non c'è la faceva più a resistere. A questo punto l'uomo si rimise in piedi, appoggiando la punta di quell'enorme cazzo sulla fica umida di lei accarezzandola muovendo la cappella su e giù, per poi affondare completamente in lei. -----------Katia alla vista di quella scena inizia a sentire qualcosa sotto la sua tutina bianca.... Un brivido, o forse calore misto a formicolio, la costringono ad aprire leggermente ed istintivamente le gambe, poi katia, si tocca.... Li, proprio lì in mezzo alle gambe. Seppur lo faccia con la mano inesperta, massaggiando piano e goffamente, il risultato é stranamente piacevole e continua aumentando la velocità. Anche la tuta di Sergio é gonfia, e lui di tanto in tanto si tocca e massaggia la sua parte intima, poi rivolgersi verso Katia esclama:- lo senti anche tu? Non saprei definirlo, ma di certo é un qualcosa per cui vale continuare a vivere!!Katia annuisce e si volta nuovamente verso il video. I due stanno letteralmente scopando alla grande, hanno cambiato posizione più volte e lui l'ha presa anche da dietro. Poi cambiano ancora posizione, lui si siede su di uno sgabello di legno Lei lo cavalca di sopra con le gambe bene aperte, mentre lo bacia e gli offre il seno. Allo stesso modo lui scandisce il ritmo sollevando, abbassando e schiaffeggiandola sulle natiche.Poi..... la vista di lei che si contrae ancora, mentre i due urlano e godono insieme in un unico orgasmo esplosivo. Dalla sua fica cola un liquido bianco e denso che scorre lungo l'asta di quel bastone di carne grosso e duro.... - che cos'è quello? Chiede Katia..... lo chiamano Sborra, ed é un liquido pregiato e ricco di energia - ma si può bere? - si, ho visto in altri video che le femmine lo ingoiano... - ma come fa ad uscire? - basta continuare a massaggiare il pene per alcuni minuti, poi ad un certo punto, é pronto per schizzare via e non lo ferma più nessuno. Ci ho provato solo una volta ed ho rischiato di farmi scoprire per poi essere denunciato e processato per dispersione di liquido pregiato. - stiamo rischiando grosso, se ci beccano..... ------------ Un rumore improvviso in fondo al corridoio costringe Katia e Sergio a spegnere in fretta e furia l'ologramma. Entrambi cercano una zona piu appartata, quindi decidono di andare nella sfera, li nessun guardiano andrà mai a controllare, poiché in quel luogo la gravità é zero. Aprono la porta ed entrano molto velocemente, quasi subito, iniziando a fluttuare nel vuoto. La sfera é grande come un edificio di 4 piani. Non esiste un sopra od un sotto. Stanno fluttuando all'interno di una grande sfera bianca e liscia. La loro eccitazione mista ad adrenalina é troppo grande, il posto troppo bello la sensazione di volare unica. Katia abbraccia Sergio e lo stringe forte a se..... - voglio cavalcare pure io, voglio essere scopata, non mi interessa di tutto il resto, sento il fuoco in mezzo alle gambe e sono tutta bagnata, fammi tua. - anche io sto esplodendo, non resisto più, voglio mettere in pratica questa assurdità irrazionale. Voglio entrare dentro di te. I due si avvinghiano in malo modo. Katia si aggrappa a lui con le gambe incrociate e sente il calore del suo cazzo premere contro il suo pube. Lei é tutta bagnata, il che é vietatissimo perché significa disperdere liquidi, ma in questo momento non le importa. Sergio le toglie i pantaloni della tutina bianca abbassandole completamente e fino le caviglie le zip che si trovano sui lati bordo coscia. La stessa cosa fa lei. Ora i pantaloni di entrambi fluttuano nel vuoto. Non é facile fare sesso in assenza di gravità, e tantomeno farlo per la prima volta. Katia abbracciata con Sergio lo tiene stretto a se incrociando le gambe. Sergio le scosta le mutandine di lato ed appoggia la punta del pene sulla sua vagina, così come aveva visto fare nel film. Poi sempre abbracciati tra di loro, Sergio da un leggero colpo di reni entra completamente in lei. Katia ansima, mentre Sergio inizia a muoversi lentamente. Il suo cazzo liscio e duro, entra ed esce molto lentamente da quel paradiso di emozioni. I due cercano il ritmo giusto per non strattonarsi troppo, così riescono ad evitare di orbitare troppo nella sfera. L'eccitazione é tanta, la paura ha lasciato posto alla passione ed al desiderio. I loro corpi continuano a fondersi in un valzer erotico. Katia ha raggiunto diverse volte l'orgasmo e si sente sfinita, mentre Sergio é riuscito a trattenersi per non disperdere il nettare pregiato. I testicoli stanno per esplodere e non riesce più a resistere. - Non ce la faccciooooo!!!! Devo sborrare, non resisto, devo farlooooooo.... - Nooooo, fermo...... Non puoi disperdere liquidi, aspetttaa, trattieni...... - non posso fermarmi, devo n scaricare, devo sborrare per forzahaaa. - allora lo ingoierò io, così non sporchiamo e nessuno troverà i liquidi dispersi... - Va bene, però prestoooooo!! Katia senza abbandonare la presa, si sposta per prendere il cazzo di Sergio in bocca ed ingoiare in suoi umori, ma purtroppo, ahimè non fa in tempo... Appena lo sfiora con la punta della lingua, Sergio urla..... - SBORRROOOOOOOOO!!! Katia si ritrova istantaneamente inondata da una valanga di bollicine di sperma che le accarezzano dolcemente il viso per poi andare a disperdersi ovunque ed in qualsiasi angolo. Katia e Sergio si guardano intorno e vedono centinaia se non migliaia di goccioline che orbitano ovunque come dei piccoli pianeti, o ancor'più stelle luminose. Avevano commesso un errore dato dall' inesperienza. Un piccolo dettaglio Qualcosa che non c'era nel film....... L'assenza di gravità !!!! I due amanti si guardano a lungo negli occhi fluttuando in quel posto meraviglioso, poi Katia dice a Sergio: - Qualsiasi cosa accada ne sarà valsa la pena.... !! Grazie per avermi fatta sen tire viva!!!
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9 mesi fa
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Un marito ciccione
Maurizio è un marito ciccione, un omone di cinquant'anni con il cazzo piccolo e una moglie che gli vuole bene anche se non è mai soddisfatta. I due non anno figli e Maurizio ama stare in casa solo con un paio di pantaloncini e ciabatte. Serena è una bella donna di quart'anni, curvy con un bel seno morbido e invitante. Quella sera lei vede il marito in poltrona che guarda la partita. Non è un'immagine sexy, ma lei ha voglia, anche se sa che non resterà soddisfatta. Maurizio la vede con quello sguardo a cuoricino, e desiderosa. A primo impatto lui dice che non è pronto e abbassa lo sguardo, come a volerla deludere. Ma Serena gli accarezza la testa, e gli regge i capelli stringendoli un po'. Poi si abbassa e lo bacia sul pancione, mentre con la mano gli accarezza l'interno coscia. Maurizio è contento ma non può fare molto, anche se il pistolino è dritto. Allora si alza in piedi, si toglie i pantaloncini e resta nudo con un bastoncino dritto tra le cosce. Serena si siede in poltrona e annusa quei pantaloncini che sanno di uomo. Maurizio la vede che annusa i suoi odori e si tocca quel pesciolino con solo due dita. Serena vorrebbe partecipare, ma Maurizio la ferma subito, purtroppo non riesce a durare, quindi, anche se si tocca da pochi secondi, deve finire da solo. L'unica cosa che può fare è godere mentre il getto del suo schizzo finisce addosso alla moglie. Serena si ritrova la maglia tutta sporca, da i pantaloncini a Maurizio e va a cambiarsi e a mettere la maglia a lavare.
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10 mesi fa
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L'Ammissione della Tentatrice
L’aria, in quei giorni, sapeva già di fine. Lo sentivo nel silenzio che si era fatto tra me e lei, in quel modo di evitarsi negli stessi spazi che un tempo erano stati il nostro rifugio. Credevo che il tradimento fosse la ferita più profonda, la cicatrice definitiva che avrebbe segnato la fine di tutto. Mi sbagliavo. Quello che è successo dopo, mentre cercavamo goffamente di raccogliere i cocci di ciò che era stato, non è stato che il prologo di una verità molto più oscura e contorta. Una verità che non riguardava solo un letto tradito, ma un gioco perverso i cui fili erano stati mossi da un’ossessione nascosta, un desiderio così bruciante da spingere qualcuno a distruggere la mia vita pur di avermi. Questo non è il racconto di come ho perso la mia ex. È il racconto di come l’amica della mia ex, l’artefice segreta di quella notte maledetta, mi ha mostrato che l’inferno può avere il sapore dolceamaro della vendetta e il caldo abbraccio della più pura lussuria. E tutto è avvenuto mentre ero ancora, “legalmente”, suo. Dopo giorni di messaggi infiniti, ci mettemmo d’accordo sull’ora ed il luogo. La vidi entrare e subito capii che non era lì solo per parlare. Tacchi alti, vestito stretto che lasciava intuire le curve, e quello sguardo che diceva più di qualsiasi messaggio. Si sedette davanti a me, sorrise e senza tanti giri iniziò: «Sai perché ho insistito tanto? Perché ti volevo da tempo. Ogni volta che la tua ex mi raccontava cosa facevate a letto… io mi bagnavo solo ad ascoltarla.» Mentre lo diceva, la sua mano era già sulla mia coscia. Saliva piano, sicura, e quando arrivò a stringermi il cazzo sopra i jeans trattenni un gemito. «Lo sapevo» sussurrò, mordendosi il labbro. «È duro solo a pensarci…» Io la guardavo, e dentro di me l’odio si mischiava al desiderio. «Non pensare alla tua ex stasera» mi disse, «pensa solo a me. E lasciati scopare come non hai mai fatto.» Appena saliti in macchina, perchè era venuta col treno ed io da Galantuomo, o da uomo oramai in preda a istinti “Animaleschi” mi ofrii per portarla a casa, Lei non perse tempo: si chinò e iniziò a sbottonarmi i pantaloni. Il suo sguardo era famelico. Tirò fuori il cazzo e lo accarezzò un attimo prima di ingoiarlo tutto in bocca, io tra odio verso me stesso ed il desiderio mi sentivo frastornato, perso in un qualcosa di Unico. Guidare diventò impossibile: la testa mi sbatteva contro il sedile mentre lei succhiava come una troia assetata. Lo prendeva fino in fondo, mi sbavava addosso, gemeva con la bocca piena. Le presi i capelli, la tirai su, ma lei mi leccò le labbra con un filo di saliva che collegava ancora la sua bocca al mio cazzo. «Portami a casa mia» ordinò, con la voce roca. «E fammi godere come un’ossessa.» Non feci in tempo ad arrivare che si era già risistemata il rossetto col dito, pronta a portarmi oltre. Appena chiusa la porta mi spinse contro il muro e mi baciò come una furia. Le mani dappertutto, vestiti che cadevano a terra uno dopo l’altro. La gettai sul divano e mi tuffai tra le sue gambe: la figa era già un lago. La leccai senza pietà, la lingua che affondava ovunque, mentre lei mi teneva la testa schiacciata urlando di piacere. «Sì, leccami la figa! Sporca la faccia di fica!» gridava, tremando. Le allargai le gambe al massimo e iniziai a leccarle anche il culo. Lei esplose: «Dio, nessuno me l’ha mai fatto così! Continua, ti prego!» Le infilai la lingua profonda, la sentii gemere come una pazza. Non resistetti più: la presi, la girai a pecorina e le infilai il cazzo tutto dentro con un colpo solo. «Ohhh sì! Spaccami!» urlò, sbattendo il culo contro di me. La scopai il più forte che potevo, col mio dito che giocava sul suo buco finché non lo infilai tutto. Lei si contorceva, gemeva come una troia in calore: «Prendimi il culo, fallo tuo!» Senza pensarci, puntai il cazzo e glielo spinsi dentro. Gridò forte, ma subito iniziò a muoversi da sola, godendo come non avevo mai visto. «Sì! Scopami il culo! Riempilo di sborra!» Venni con una forza che non ricordavo da anni, riempiendola completamente. Lei gemeva ancora, mordendosi le labbra. Quando crollammo sudati e distrutti, mi baciò piano e mi sussurrò: «Ora sai perché ho fatto di tutto per averti. Non sarà l’ultima volta.» Dopo quella notte con la sua amica, avevo la testa piena di domande. Lei continuava a scrivermi: «Parla con lei, non è andata come pensi. Meriti la verità.» Alla fine accettai. Ci incontrammo a casa sua: era agitata, camminava avanti e indietro, senza riuscire a guardarmi negli occhi. Io la fissavo freddo, le braccia incrociate. «Non volevo perderti» mi disse piano. «Mi sono lasciata trascinare. Non era amore, non era niente. E ogni volta che ti cercavo dopo… era perché ti volevo ancora.» La rabbia ribolliva, ma allo stesso tempo dentro di me il desiderio mi stava già tradendo. Indossava una maglietta larga, senza reggiseno sotto, e quando incrociò il mio sguardo lo capì. «Non dirmi che non mi vuoi più» mi sfidò, avvicinandosi lentamente. «Conosco ogni tuo punto debole…» Le sue mani erano già sul mio petto, poi scesero rapide a sbottonarmi i pantaloni. In un attimo ero duro tra le sue dita. «Lo sapevo» sorrise, «il tuo cazzo dice la verità, anche quando la tua bocca mente.» Mi baciò con una fame rabbiosa, e io cedetti. La spinsi contro il muro, le sollevai la maglietta e mi persi tra i suoi capezzoli tesi. Lei gemette forte, graffiandomi la schiena. «Scopami come quella notte che mi hai fatto urlare fino a farmi tremare le gambe» mi sussurrò all’orecchio. Non servì altro. Le strappai via la maglietta, la piegai sul tavolo e la presi da dietro senza pietà. Ogni colpo era rabbia e desiderio insieme. Lei urlava, spingeva il culo contro di me: «Più forte! Fammi male! Voglio sentire che mi possiedi ancora!» La girai, la sollevai sul tavolo e le misi il cazzo in bocca. Succhiava come una troia assetata, con gli occhi pieni di lacrime e la bocca sporca di saliva. Mi guardava dal basso, stringendosi i seni, gemendo con la bocca piena. La tirai su e la buttai sul letto. Le gambe spalancate, la figa completamente bagnata che mi supplicava. Le entrai di nuovo dentro con un colpo secco, e lei quasi urlò di piacere. «Sììì! Così! Non fermarti! Riempimi tutta!» Le presi le mani e gliele bloccai sopra la testa, mentre affondavo sempre più forte. Poi abbassai la mia bocca sul suo collo e la morsi. Lei impazzì: si alzò di scatto, mi salì sopra e iniziò a cavalcarmi come una furia. «Ti sei scopato la mia amica?» ansimava. «Sì.» «E ti è piaciuto?» «Da impazzire.» «Allora adesso goditela ancora di più con me!» urlò, aumentando il ritmo fino a farmi venire con una forza devastante dentro di lei. Crollammo sudati, esausti, senza parole. Lei mi accarezzò il petto e sussurrò: «Lo sai che non è finita qui, vero? Io ti voglio ancora. E ora che ti sei preso anche la mia amica… sarà guerra di chi ti scopa meglio.» Poi ci fu un evoluzione alquanto interessante... Non passò nemmeno una settimana. Una sera ricevetti un messaggio: «Vieni da me. Ci sarò io… e lei. Decidi tu se scappare o se vivere la notte più folle della tua vita.» Il cuore mi esplose in petto. Ero diviso tra rabbia, curiosità e un desiderio che bruciava più di tutto. Non resistetti: presi la macchina e andai. Aprii la porta e le trovai lì: la mia ex, in lingerie nera, e la sua amica, solo con un body trasparente. Mi fissavano come due predatrici. «Abbiamo deciso di non litigare» disse la mia ex con un sorriso tagliente. «Meglio usarlo insieme.» Mi si avvicinarono lentamente, una a destra e una a sinistra. Le loro mani mi spogliarono in pochi secondi, strappandomi i vestiti. Il mio cazzo era già duro e loro si inginocchiarono davanti a me, senza dire una parola. Una me lo succhiava con la bocca, l’altra si occupava delle palle, leccandole e stringendole. Io gemevo, impotente sotto quel doppio assalto. «Guarda come ti divori il cazzo» disse la mia ex all’amica, mentre glielo infilava sempre più in gola. «Sei brava… ma ora tocca a me.» Se lo presero a turno, succhiandolo, ingoiandolo, sputandoci sopra, facendolo brillare di saliva. Non resistei più: le presi entrambe per i capelli e glielo infilai a turno in bocca, scopandole la gola finché tossivano e gemevano insieme. Poi mi spinsero sul letto. La mia ex salì sopra di me, infilandomi il cazzo in figa con un gemito feroce. L’amica invece si mise sul mio viso, la figa bagnatissima che mi copriva la bocca. Mi obbligò a leccarla mentre io scopavo l’altra. «Sììì, leccami tutta! Voglio la lingua in fondo!» urlava, mentre la mia ex gridava di piacere cavalcandomi senza pietà. Le guardavo, entrambe sudate, i seni che ondeggiavano sopra di me, le urla che si mescolavano. Era puro delirio. Poi si scambiarono: l’amica si mise a cavalcarmi con forza, mentre la mia ex si abbassò a succhiarmi i capezzoli e a baciarmi con la lingua sporca della sua amica. «Lo senti?» mi sussurrò. «Stiamo distruggendoti. E non ti lasceremo andare finché non ci avrai riempite tutte e due.» Quando mi videro vicino a venire, la mia ex mi prese e lo guidò nel suo culo, mentre l’amica si sedette di nuovo sul mio viso. Io la scopavo forte nel culo, mentre la leccavo finché non tremava sopra di me. L’amica venne urlando, la mia ex mi graffiava il petto e mi implorava: «Sborra dentro di me! Riempi il mio culo di tutta la tua sborra!» Esplosi con un orgasmo devastante, riempiendola fino a farla urlare. Lei crollò sudata, mentre l’amica le accarezzava la figa ancora pulsante. Si sdraiarono entrambe ai miei lati, esauste ma sorridenti. «Sai cosa significa questo?» disse la mia ex, mordendosi il labbro. «Che non avrai più pace» aggiunse l’amica. «Ora siamo in due a volerti ogni volta che ci gira.» E io, stremato, capii che avevano ragione...... Per settimane andò avanti così. La mia ex e la sua amica mi chiamavano quando volevano, a qualsiasi ora. Un messaggio bastava: «Vieni subito.» Ed io correvo. A volte era a casa di una, a volte dell’altra, altre ancora in macchina, nei bagni di un locale, addirittura negli uffici vuoti dopo il lavoro. Era sesso duro, sporco, senza limiti. Mi usavano come il loro giocattolo preferito: a volte insieme, a volte da sole, ma sempre con la stessa fame che mi lasciava svuotato e felice. Ricordo una notte in particolare: ero appena tornato a casa stanco morto, eppure mi arrivò la chiamata. «Sali da noi subito.» Entrai e le trovai nude, già bagnate, con i sex toys pronti sul tavolo. Mi saltarono addosso senza neanche salutarmi. Mi legarono, mi presero a turno, mi succhiarono, mi scavalcarono, finché non ebbi più forza nelle gambe. Era eccessivo, quasi alienante. Eppure non riuscivo a dire di no. Poi conobbi Anna. All’inizio pensai fosse solo un incontro come tanti, un diversivo. Ma con lei era diverso: non c’erano catene, non c’era sfida, non c’era guerra di chi mi avrebbe spremuto di più. C’era dolcezza, complicità, e allo stesso tempo una passione autentica. Il sesso con lei non era solo sfogo, era unione. Mi guardava negli occhi mentre mi prendeva, e io sentivo qualcosa che con le altre due non avevo mai provato: pace. Più mi legavo a lei, più capivo che quel gioco a tre stava diventando insostenibile. Non era solo il fisico a crollare: era la mia testa. Le chiamate improvvise, la tensione continua, il dovermi dividere tra due donne che mi volevano a disposizione sempre. Un giorno, dopo l’ennesima notte in cui mi avevano letteralmente distrutto sul loro letto, decisi. Mi rivestii in silenzio e, mentre loro parlavano di cosa avrebbero voluto farmi la volta successiva, dissi chiaro e tondo: «Basta. Non posso più.» Si girarono sorprese, quasi incredule. «Come sarebbe a dire basta? Ti abbiamo dato tutto quello che volevi!» gridò la mia ex. Io le guardai negli occhi e risposi: «Era sesso, sì. Era folle, indimenticabile. Ma io ho trovato qualcosa che va oltre. E non posso più vivere come il vostro giocattolo. Mi sono innamorato di una Donna.» Ci fu silenzio. L’amica abbassò lo sguardo, la mia ex serrò la mascella. Poi, con un filo di voce, disse: «Allora vattene. Ma non dimenticherai mai quello che hai avuto qui.» Aveva ragione. Non avrei mai dimenticato. Quelle notti di eccesso, di sfida, di sesso senza confini rimarranno sempre scolpite dentro di me. Ma Anna… Anna era il futuro. Ed è con lei che ho scelto di restare. Con Anna tutto era un’altra cosa. Non c’erano giochi sporchi, non c’erano telefonate improvvise che mi ordinavano dove andare. C’era il desiderio puro, quello che nasce guardandosi negli occhi e sentendo il cuore battere forte. La prima volta che l’ho portata a casa mia, lei non aveva fretta. Non mi strappò i vestiti, non mi costrinse a nulla. Si avvicinò piano, mi prese il volto tra le mani e mi baciò come se quel bacio valesse più di mille orgasmi. Io ero già in erezione, ma per la prima volta da tempo non volevo solo sfogarmi: volevo sentire lei, assaporarla, farla mia in ogni modo. Ci siamo spogliati lentamente, senza fretta, con la tensione che cresceva ad ogni centimetro di pelle scoperta. Il suo corpo era caldo, morbido, eppure con quella forza che mi faceva impazzire. Quando l’ho sdraiata sul letto e ho iniziato a baciarle il collo, lei ha sussurrato il mio nome con una voce che mi ha acceso più di qualsiasi gioco perverso. L’ho leccata piano, partendo dal seno fino a scendere tra le gambe. Non servivano urla, non servivano ordini: i suoi gemiti bassi, dolci, veri, mi dicevano tutto. Era bagnata, pronta, e quando l’ho penetrata sentivo che non era solo sesso. Era appartenenza. Abbiamo fatto l’amore a lungo, cambiando ritmo, cambiando posizione, fino a perderci. Lei cavalcava il mio cazzo guardandomi negli occhi, e io le stringevo i fianchi come se avessi paura che sparisse. Ogni suo orgasmo mi trascinava più dentro di lei, e quando sono venuto l’ho sentito come un’esplosione che ci univa. Dopo non ci siamo addormentati esausti e vuoti, come con le altre. Siamo rimasti lì, sudati e intrecciati, a parlare, a ridere, a baciarci ancora. In quel momento ho capito che la differenza era enorme: non era più il sesso di un gioco sporco, ma quello che nasce dall’amore. Guardando indietro, so che quelle notti folli con la mia ex e la sua amica resteranno per sempre scolpite nella mia memoria. Sesso duro, estremo, senza limiti. Ma era un gioco destinato a bruciare in fretta. Con Anna, invece, ho trovato quello che non cercavo ma di cui avevo bisogno: un fuoco che scalda, non che distrugge. E così ho chiuso il cerchio. Non sono più il loro giocattolo.
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10 mesi fa
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Dietro la Porta Socchiusa
Il mio nome è Marco. Avevo Trent'anni, fisico solido, sguardo scuro. I "Fatti" iniziarono in una notte d'inverno, ma la miccia era stata accesa molto prima, sepolta sotto la routine rassicurante e asfissiante della mia relazione con Ginevra. Trentun anni, una bellezza da far male. Un metro e sessantacinque di curve perfette, seno orgoglioso, fianchi stretti e quei piedi. Dio, quei piedi. Un arco perfetto, un 36 da venerare. Il mio peccato segreto, il mio feticcio più oscuro. Tutto ebbe inizio a un cenone aziendale di Natale. L'aria era carica di alcol e falsa allegria. Alla mia destra, Ginevra. Alla sinistra, Daniela, una collega dal seno generoso e gli occhiali da intellettuale perversa. Di fronte, lui. Simone. Ventiquattro anni, lo sguardo giovane e famelico. E per tutta la sera, gli occhi di Ginevra non si staccarono da lui. Un'ossessione muta, palpabile. Il viaggio di ritorno fu un gelo tagliente, litigate sibilate, porte sbattute. A letto, schiena contro schiena. Il silenzio più assordante. La vita riprese, piatta, monotona. Fino a quella sera di febbraio. Vino rosso, luci basse, il calore del suo corpo sul divano. I baci si fecero più profondi, le mani più audaci. La conversazione scivolò sulle fantasie. "E la tua?" Le sussurrai contro le labbra, per gioco. "Simone?" La sua risposta non fu una risposta. Fu una detonazione. "Sì, sì, ridi pure. Ma scommetto che ti ecciterebbe vedermi con un altro." E mentre lo diceva, si spogliò, lentamente, i suoi occhi che non perdevano i miei. E cominciò a raccontare. A sussurrarmi all'orecchio immagini proibite di lei, posseduta, desiderata da un altro. La mia eccitazione fu una fiamma che divora tutto. Li quella sera scopammo come ossessi, con una furia che non provavamo da anni. Era solo l'inizio. Il martedì seguente, decisi di farle una sorpresa. Tornai a casa presto. Oltre la porta, un suono che riconobbi all'istante: il suo gemito, ma distorto dal piacere. Un piacere che non proveniva da me. Il cuore mi martellava in gola, un mix velenoso di rabbia e desiderio puro. La porta della camera era socchiusa. Spiai. E lì, sul nostro letto, Ginevra a pecorina, i fianchi scossi dagli urti di lui. Simone. La sua schiena sudava, i muscoli tesi. E lei, i miei piedini adorati contratti per il piacere, le dita che affondavano nel materasso. Rimasi lì, pietrificato, il pugno chiuso e il cazzo di marmo nei pantaloni. Poi entrai. Uno schianto. Lei si staccò da lui, lentamente, quasi annoiata. Lui si coprì con un gesto goffo, rivelando un'arma impressionante che le sue mani non riuscivano a nascondere. Ma furono i suoi occhi a paralizzarmi. Uno sguardo da troia nata, ebbrezza e sfida. I suoi occhi scivolarono dai miei giù, giù, fino al mio pacco teso. "Però lo vedi?" Sussurrò, voce roca. "Ti eccita. Guarda, ce l'hai durissimo." Mi coprii, un gesto ridicolo. "Perché?" Si alzò, un felino. Si avvicinò, il suo calore mi investì. La sua lingua, bollente, mi percorse l'orecchio, il mio punto debole. "Fammi essere la vostra troia, ora," mi sussurrò dentro l'anima. Mi spinse a terra, mi sfilò i pantaloni. Mi mise in ginocchio ai piedi del letto. "Ora," ordinò, con un sorriso da dea perversa, "segati e leccami i piedi mentre lui mi sfonda con quel cazzone." E io obbedii. Come uno schiavo. La lingua sui suoi archi plantari sudati, il suono umido dei loro corpi che si schiantavano, il suo gemito trasformato in un grido. Lui la possedeva con una forza brutale. La vide venirle, un tremito violento, poi lo spinse giù, sui suoi quattro zampe, e aprì la bocca. Lo ingoiò tutto, una cosa che non aveva mai fatto con me. Ingurgitò la sua sborra con un gemito di trionfo. Poi, accompagnò Simone alla porta. Tornò. Labbra gonfie, occhi fumosi. "Ora," disse, sfidandomi, "se sei un uomo, baciami. Senti che sapore ha il cazzo del tuo collega." Lo feci. Il sapore salato, proibito, mi ubriacò. Poi mi spinse sul letto, ancora impregnato di loro. "E ora scopami. Scopami mentre sono ancora piena di lui." Da quel giorno, niente fu più lo stesso. Almeno una volta a settimana, il nostro salotto diventava un palcoscenico per le sue performance. Spesso con Simone, il suo giovane stallone, di cui sembrava non poter fare a meno. Ma il gioco ha due facce. Ed è qui che entra in scena Daniela. La collega dagli occhiali a goccia e le labbra carnose, sempre impeccabile in tailleur grigio e camicetta bianca che lasciava poco all'immaginazione su quella quarta di seno prosperoso. Un giorno, all'ora del caffè, la sfidai. "Aperitivo, stasera?" Accettò. Uscii prima, un permesso. La seguii fino al centro commerciale. Parcheggio semi deserto, livello -2. Un'aria elettrica tra noi. Mi trascinò in un negozio di intimo. "Aiutami a scegliere," disse, una sfida negli occhi verdi. La seguii tra pizzi e seta, il cazzo una morsa nei pantaloni. Poi, nel camerino. "Marco, vieni. Dimmi che ne pensi." Scostai la tenda. Era una visione. In un body nero che era più ombra che tessuto, i suoi fianchi, il seno prigioniero del pizzo. Vedeva la mia erezione, il mio desiderio muto. "Siamo qui, peccato," disse, un ghigno. "La mia casa. Ginevra non c'è." Dissi la prima cosa che mi venne in mente, spinto dalla follia. Accettò senza battere ciglio. In macchina, la sua mano fu audace, si chiuse sul mio cazzo attraverso il tessuto, accarezzando, stuzzicando per tutto il viaggio. In ascensore, mi schiacciò contro lo specchio, la sua lingua in gola, le sue mani sui miei glutei. In casa, proseguì il gioco. "Non hai paura che arrivi la tua compagna?" "No." Risposi "Sei pazzo." Disse lei con un ghigno stampato sul viso poi aggiunse "E tu mi guardi le tette da sempre, porcello," rise, liberando i suoi capelli. Era vero, ma non pensavo se ne fosse accorta. Dopo un bicchiere di prosecco, e qualche battuta sconcia e provocatoria, finimmo in camera. Io che mi spogliavo freneticamente, lei già in ginocchio, che mi liberava dallo slip e affondava il viso tra le mie gambe. "Che buon odore," gemette, prima di ingoiarmi con una bocca esperta, vorace. Mi guardava, mentre lo faceva, gli occhiali appannati dal desiderio. La sollevai, la gettai sul letto. Il mio turno. Baci, morsi, leccate. Scesi lungo il suo corpo, divorando ogni centimetro. Le scostai le mutandine, bagnate, trasparenti. Il suo profumo, muschiato e floreale, mi stordì. La lingua trovò il suo clitoride gonfio e lei urlò, arcuandosi. Mi girò, in un 69 perfetto, disperato. Io che le leccavo la fica con foga, lei che mi succhiava le palle, il cazzo, spingendosi più in giù, fino a quel punto nascosto e verginale che nessuna aveva mai esplorato. Eravamo animali, persi in un vortice di sensazioni. Stavo per fermarmi, per girarmi e finalmente penetrarla, quando alzai lo sguardo... Sulla porta, immobile, c'era Ginevra. Non urlava. Non piangeva. Ci guardava, muta. Gli occhi sgranati, le labbra serrate in una linea sottile. E in quel silenzio, vidi brillare in loro non la rabbia, ma un barlume di eccitazione pura, feroce. "Oddio," esclamai io, fermandomi di colpo. Daniela smise di succhiare, spostò la testa per guardare. Il suo volto si irrigidì in un mask of horror. "Merda," sibilò. (Gli occhi di Ginevra, intanto, scendevano lungo il corpo nudo di Daniela, poi su di me, completamente in balia del piacere. Un sorriso lentamente, lentamente, iniziò a curvarle le labbra.) Rimaniamo immobili per un secondo. Poi Ginevra si morde le labbra, fa qualche passo avanti e dice: “Cazzo, Marco… non credevo avessi il coraggio. Bravissimo.” Daniela si blocca, imbarazzata. Ma Ginevra le si avvicina, le prende il viso e senza dir nulla la bacia sulla bocca. Io resto con il cazzo duro, che pulsa da paura. Vedere la mia compagna che bacia la collega che stavo per scopare… mi manda fuori di testa. Poi Ginevra mi guarda e dice: “Non ti fermare. Continua a scopala davanti a me.” Daniela con un ghigno da porca a sto punto, acconsente, mi giro, la bacio, in un nanosecondo sono dentro di lei e comincio a spingere, forte, Daniela urla, Ginevra la accarezza, a mia gran sorpresa le succhia i capezzoli. Dopo un po’, Ginevra si spoglia e si mette in ginocchio, ci guarda entrambi e mi dice: “Tiralo fuori. Voglio il suo sapore addosso.” Io estraggo il cazzo grondante di figa, Ginevra lo prende in bocca e me lo succhia fino in fondo, mentre Daniela geme accarezzandole i capelli. Io stavo per esplodere, ma Ginevra si ferma e ordina: “No. Oggi si gode in tre.” Si sdraia sul letto, gambe divaricate, la figa già lucida. Daniela la guarda, esitante, ma Ginevra la afferra e la trascina giù tra le cosce. Daniela inizia a leccarla, io nel frattempo guardando quel culo bello tondo, inizio a leccarle la figa ed il culo che era già bagnato , appoggio il cazzo e comincio a spingere, pian piano per poi entrare a colpi secchi. Lei godeva, mugolava, e Ginevra con la testa affondata tra le gambe. Io non resisto e cambio posizione: prendo Daniela, la metto a pecorina davanti a Ginevra, e mentre le entro da dietro, Ginevra le lecca la fica insieme a me. Le lingue si toccano, le urla riempiono la stanza. Il cazzo mi scoppia, sto per venire, e proprio in quel momento il telefono di Ginevra vibra sul comodino. Lo prende, lo guarda e sorride a squarciagola. “Indovina chi vuole venire a trovarci?” Simone risposi un’pò infastidito e un’pò compiaciuto.. Io e Daniela ci guardiamo. Lei arrossisce, io sento una scarica di adrenalina. Mezz’ora dopo, Simone è lì. Entra e senza nemmeno salutare si spoglia. Il cazzo enorme già mezzo duro, Ginevra glielo prende in bocca con una fame che non aveva mai con me. Daniela lo guarda ipnotizzata. Io non so se essere geloso o eccitato, ma il cazzo mi scoppia ancora. Ginevra ci organizza come una regista porno: “Daniela, tu succhialo insieme a me. Marco, vieni dietro e riempi questa fica.” E così ci troviamo: Daniela e Ginevra in ginocchio che gli succhiano il cazzo a turno, io che scopo Daniela da dietro mentre lei si ingozza di cazzo. L’aria è piena di gemiti, schizzi di saliva e umori. A un certo punto, Simone prende Daniela e la piega sul letto, le apre le gambe e glielo infila tutto dentro. Lei urla, la sua fica si allarga, io mi metto davanti e le sbatto il cazzo in bocca. Ginevra gode a guardare, si tocca i capezzoli, urla: “Sì, così, fate godere la vostra collega!”. Era un delirio: doppie penetrazioni, scambi, urla, sborrate ovunque. Daniela si prende in bocca la sborra di Simone, la ingoia e poi viene baciata da Ginevra che la lecca sporca. Io mi scarico dentro Ginevra, urlando come un animale. E alla fine restiamo tutti distrutti sul letto, corpi sudati, cazzi ancora duri che pulsano.Io guardo Ginevra, sfinito. Lei sorride, mi accarezza e dice piano: “Hai visto? Non sei più il mio uomo… sei il mio complice. E da oggi non torniamo più indietro.”
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10 mesi fa
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VI VEDO
Un profondo silenzio del reparto ,solo il bip bip regolare del monitor cardiaco, rompeva la pace che c' era in quella notte... Erano le 2:14 di notte... Sandra, infermiera di 32 anni, era al suo turno notturno.. Alta, capelli biondi raccolti con una coda bassa.. occhi azzurri e un corpo dalle curve abbastanza generose coperte dalla divisa bianca... Nonostante la stanchezza, aveva ancora quell'energia che la rendeva unica.. Dall'altra parte del reparto, c'erano studi medici dove Luca, un medico anestesista, stava compilando delle cartelle cliniche... Un uomo semplice, elegante, occhi scuri e voce calda..scuro di carnagione. X la sua collega Sandra solo tanta stima e un rapporto professionale. Ma quella notte qualcosa cambio'... quel rapporto bello sincero solo di lavoro si trasformò in una tensione strana... Erano le 2.43 quando Sandra bussò piano piano alla sua porta... Luca, alzò lo sguardo dalle cartelle, un po’ sorpreso.. - Avanti!! disse, un po' con la voce bassa, sicuramente x la stanchezza. Sandra entrò - Scusa se disturbo… posso? - Certo, entra!! lasciò la penna sul tavolo, e la guardava venire avanti verso di lui. Sandra, chiuse la porta alle sue spalle.. Aveva uno sguardo un po' strano,non era preoccupazione, nemmeno urgenza x qualcosa... Era xò strana!! - Volevo solo fare due passi, e prendere una boccata d’aria. È una notte troppo silenziosa... Lei lo guardava per qualche secondo in più del solito, poi si avvicinò ancora più alla scrivania. - Hai bisogno di una pausa? Lui si sporse all’indietro sulla sedia.. - Forse sì… Forse ci farebbe bene ad entrambi. Un attimo di silenzio... Dal corridoio, giungevano dei passi.. una paziente svegliata, che non riusciva a dormire... si era affacciata...era scalza..vestaglia leggera, aveva degli occhi grandi,scuri, assenti...era un po' trasandata capelli neri tutti crespi..viso pallido..un po' piccoletta di statura..e aveva un aria confusa...lei era Anna.. - Scusate se vi disturbo…ma non riuscivo a prendere sonno.. Oltre alla paziente confusa, uno sguardo un po' sfuggente e inquietante li fissava nell’ombra. Era Marco, un paziente psichiatrico ricoverato nel reparto da qualche settimana. I suoi occhi azzurri chiari erano lucidi e strani, seguivano ogni loro movimento con un’attenzione da far paura... Era un tipo gracile..capelli un po' lunghi e disordinati... Volto magrolino e molto pallido.. Un pigiama di una taglia più della sua... Marco non parlava, ma si notava un respiro un po' affannoso...era diciamo agitato...ma rimase immobile, appoggiato alla parete, all’ombra...quasi di fronte la porta di entrata. Sandra lo notò appena, uno sguardo così veloce... era troppo concentrata su Luca e sulla strana tensione che si era caricata quella sera...nemmeno la signora venne calcolata più di tanto...e infatti se ne uscì dalla stanza senza dire una parola e andava avanti e indietro nel corridoio semi buio.. La tensione tra i due saliva...sembrava come se qualcosa li attirasse tra di loro... quando ad un tratto Luca si alza di scatto come dovesse prendere una cartelletta dall' armadietto... Sandra si accorse che fosse solo una scusa x allentare un po' la cosa che si era creata tra i due... Così lo saluto' e uscì dalla stanza sotto agli occhi attenti di Marco e Anna che la seguivano in tutti i movimenti che faceva... uscì con passo lento... cercando di calmare quella sensazione che le pulsava dentro.... Si sentiva strana...non era solo attrazione ... Era come se quella notte, il silenzio, le ombre, gli sguardi...tra paura e stanchezza c era questa strana forte attrazione con tanta passione da dare e lo sentiva tutto da dentro....come volesse esplodere. Nel corridoio, Anna si era seduta su una sedia di plastica, guardava nel vuoto... come se volesse ricordare qualcosa. Marco invece era ancora lì, appoggiato alla parete.. Non si muoveva, quasi nascosto nell’ombra. Ma ora... stava sorridendo guardando Anna... Era una notte abbastanza strana... Intanto, Luca nel suo ufficio rimase per qualche secondo immobile vicino all’armadietto, la mano ancora appoggiata alla maniglia metallica....ed era molto pensieroso... respirava lentamente e non riusciva a capire perché quella semplice conversazione con Sandra l’avesse sconvolto tanto.... Aveva una strana sensazione dentro...ma forse era solo stanchezza. Poi,di colpo un forte rumore.. si girò di scatto... come se qualcuno avesse fatto scattare una serratura, o chiuso qualcosa con forza.... Aprì la porta del suo studio e si affacciò nel corridoio. — Tutto bene? Anna non rispose e Marco non c’era più... Sandra stava sistemando alcune flebo nella stanza degli infermieri... Faceva le cose in automatico e la sua mente pensava..non riusciva a togliersi di dosso quella sensazione... Tutto ad un tratto sentì un respiro,lento,vicino.... Ma quando si voltò non c'era nessuno. Si affaccio' al corridoio ma la porta era socchiusa... Lei xò l’aveva lasciata aperta completamente, ne era sicura...La pelle d’oca attraversava tutto il corpo... — C'è qualcuno?! disse..voleva fare la decisa ma la sua voce tremava.... Niente nessuno rispondeva solo silenzio....solo il solito bip bip di un monitor cardiaco in lontananza... Poi… un rumore che proveniva da una delle stanze in fondo al corridoio... Era una stanza pazienti... Luca a passo veloce andava in direzione del rumore... Sandra lo vide sbucare dall’angolo del coridoio e corse verso di lui.... — Hai sentito anche tu? chiese, con gli occhi spaventati Lui fece cenno di si Entrarono insieme nella stanza 7B, era la stanza di Marco...letto era vuoto,la finestra chiusa e le coperte sistemate...troppo sistemate... Sandra fece un passo avanti... — Non è possibile Luca… l’ho visto meno di dieci minuti fa... Luca si avvicinò al tavolo e c’era un foglio... Un disegno fatto a matita...un po' infantile ma inquietante. C'erano disegnate due figure, un uomo e una donna, dentro una stanza… e due occhi enormi che li guardavano dalla finestra... In basso, una scritta: “VI VEDO.” Uscirono dalla stanza con il foglio in mano... Lo sguardo dei due era fisso sul disegno, ma la mente era altrove... Il cuore batteva forte... sia x la passione che x la paura era un misto di sensazioni... Luca prese la mano di Sandra.. — Dobbiamo chiamare la sicurezza subito!!! — No… non adesso Luca. Si voltò verso di lei. Aveva gli occhi che le brillavano.. era il fuoco..era l adrenalina...tutto un miscuglio di cose che si erano accumulate a lungo. Non poteva più restare chiuso dentro di loro.. Luca si avvicinò di nuovo. Sandra provò a trattenersi… un secondo... due....tre Poi basta si lasciò andare... Il foglio scivolo' x terra Luca la prese per i fianchi, la spinse delicatamente contro la parete fredda del corridoio in un punto dove le telecamere interne non li poteva beccare.. Le loro labbra si cercarono con fame...Le mani si muovevano..la sua divisa si aprì lentamente e le dita di lui scivolarono sotto il tessuto...pelle liscia calda... Sandra andò con le mani sotto la camicia...sentiva anche lei il calore, la tensione dei muscoli, il battito del cuore... Era come se il mondo attorno a loro non esistesse più... Erano solo loro due.... Con la loro voglia.. Nel corridoio solo loro con i rumori della notte il bip lontano dei monitor, qualche respiro pesante dei pazienti... Con questi si univano i loro respiri che si facevano sempre più intensi... Corpi premuti tra loro , labbra che si cercavano, lingue che si baciavano con tanta passione...si mordevano.. le mani che esploravano i corpi Non c’erano più freni... La mano di lei nei boxer di Luca massaggiavano quel pezzo grosso di cazzo che voleva uscire... Era durissimo..si sentivano le vene e la cappella un po' umida... Anche lui aveva le mani dietro che accarezzavano le chiappe belle sode aveva il perizoma quindi tutto il culo era di fuori poi pian piano le mani scivolavano avanti sul pube bello liscio, poi scendeva sotto verso il clitoride duro...e piu giù fino a metterle un dito dentro...entrava cosi velocemente x com'era bagnata...poi due dita,poi tre...e faceva movimenti su e giù... A lei piaceva tanto si sentiva.. Poi inizia a fare movimenti circolari tra fica e clitoride ed esplode in un orgasmo che schizza x quanto tempo aveva trattenuto Ora lei tutta rilassata si abbassa facendo scendere pure i suoi pantaloni e mette fuori il travone dai boxer. Lui già con il massaggio di lei non riusciva a mantenere più... a momenti si sborrava nei boxer... Quindi lei inizia prima a leccarlo dalla punta...e poi lo succhia tutto fino in gola..e lo scopa con la bocca... Lo sente pulsare,lo sente caldo... Sente che sta x scoppiare... ed eccooolooo... che parte uno schizzo e da lì altri schizzi fino a riempirle tutta la bocca... Un orgasmo anche x lui trattenuto da tempo e tanto rilassante... Dalla bocca la sborra cola sul cazzo ancora in erezione.. Mentre i due si son rilassati con gli orgasmi avvenuti da lontano… due occhi guardavano... Marco era fermo nel suo angolo preferito, quello tra la scala antincendio e la parete, dove la luce d’emergenza non arrivava bene e dove nessuno lo poteva vedere... Sempre un po' nascosto come suo solito fare tra le ombre.... Aveva assistito a quella scena con uno sguardo strano...era voglia? Era eccitamento?era rabbia? Un misto tra passione trattenuta...paura...voglia di essere come loro... Guardandolo giù stringeva nella mano il suo cazzo e lo masturbava... Non l aveva mai fatto, ma vedendo i due gli era venuto duro e massaggiandoselo aveva scoperto di sentire piacere. Aveva un viso che sembrava gli stesse piacendo...e adesso? E proprio in quel momento…che si avvicinò Anna,anche lei eccitata...con la vestaglia aperta si sedette sugli scalini e allargo' le gambe si masturbava anche lei...Marco a sua volta si girò verso Anna che continuava a masturbarsi mettendo pure una bottiglietta dentro la sua fica Nel corridoio di nuovo silenzio... I passi di Sandra e Luca che dopo ricomposti si erano allontanati...era come se la scena di prima fosse stata solo un sogno, o un’allucinazione da entrambi..vista la stanchezza dei lunghi turni notturni... Si erano spostati nella stanza del controllo,dove c'erano monitor con la visione delle telecamere e guardavano soddisfatti gli altri due... erano ancora lì...che si masturbano eccitati guardandosi.... Un vento si sentii attraversare il corridoio e le scale...e fece arrivare il foglio con il disegno che era caduto a Luca..proprio di fronte ai due.. e tra eccitamento paura e tanta masturbazione ecco i due che scoppiano in un orgasmo entrambi nello stesso momento...lui che schizza guardandola e spruzza pure il foglio...lei che inclina la testa indietro e arriva il brivido del piacere allagando gli scalini... Gli occhi grandi di Anna ancora eccitata sembravano ora svegli, come nessuno mai l aveva vista.. era come se finalmente si fosse svegliata da un lungo stato di stand by... Marco dopo l orgasmo.. non tremava più... Aveva preso colore in faccia... Marco guardando sempre Anna si ricompone e si china a raccogliere il foglio dal pavimento,tutto macchiato di sborra Anna si alzò dalle scale si chiuse la vestaglia e si avvicinò lentamente a Marco , il cuore le batteva forte, ma non aveva più quella confusione da fare paura. - è il momento di andare via disse lei Marco fece cenno di si Prima di uscire xò andarono in stanza... Doveva fare una cosa...quando era pronto si avvicinò al letto vuoto,e mise sul cuscino un nuovo foglio. Aveva disegnato due figure che camminavano mano nella mano... Sotto un cielo stellato. E sotto scritto "Un Nuovo Inizio.” Nel frattempo Luca e Sandra che avevano visto tutto dalle telecamere si erano commossi.... Non potevano dire nulla a nessuno... Erano due che cercavano una nuova storia..come quello successo a loro,un desiderio tenuto dentro troppo a lungo. Con gli occhi puntati sulle telecamere guardavano Marco e Anna come si allontanavano insieme, mano nella mano..decisi e pronti a lasciare dietro di loro paure..fissazioni...e le loro ombre che li perseguitavano.. Senza nemmeno girarsi una volta, si avviarono verso l uscita Dalla sala controllo, Luca e Sandra li osservavano... Poi Luca si alzò di scatto, si avvicinò alla scrivania, e con un movimento abbastanza veloce staccò il cavo della telecamera che dava all entrata principale. Non ci penso' due volte era un gesto semplice, ma con un significato molto importante.. Libertá!! Sandra lo guardò....e non fece nessuna domanda capii subito... Solo un sorrisetto complice.. Intanto dalla finestra la luce dell alba entrava nella stanza...erano le 05:53. Stavano x finire il loro turno...era l' ultimo di tante notti e da domani entravano ufficialmente in ferie... meritate ferie...stavolta insieme stavano già progettando un viaggetto!!! Era un nuovo inizio pure x loro carico di passione...
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INCHIOSTRO SOTTO LE LENZUOLA
Michael e Jenny sono una coppia sposata che vive in un paesino sperduto in montagna, durante le lunghe invernate innevate rimangono bloccati nella baita per settimane con le loro provviste, e così decidono di scrivere storie erotiche da pubblicare. Poi nel rimanente tempo libero le mettono in pratica infuocando la baita di passione ed erotismo... Era il 5 dicembre,quando la prima neve scese... La prima neve è sempre un incanto vedere quei fiocchi scendere silenziosi e poggiarsi x terra.. Da lì Michael e Jenny sapevano che sarebbero rimasti soli per settimane, xchè una volta che iniziava, non finiva facilmente.. Nessuna macchina poteva più raggiungerli dove si trovava la loro baita. Isolati da tutti e da tutto... Nessun rumore di macchine caos della città... Si sentiva solo il vento tra i pini e lo scoppiettio della legna che ardeva nel camino... Ogni anno, un po' prima della neve iniziavano a riempire la dispensa...xchè sapevano che poi non potevano più allontanarsi da li Quest’anno era un po' diverso a Michael, venne un idea... Erano li a sorseggiare il loro te' Lui appoggiando la tazza fumante sul tavolo allungava la mano sfiorando le dita di Jenny, che sorrise dicendo... -Hai in mente qualcosa tesoro? Lui - Voglio scrivere una storia insieme a te, una storia dove metteremo in atto ciò che scriveremo... Jenny si alzò e andò nell altra stanza ...tornò con un diario con la copertina in pelle nera e due penne. Le penne non erano semplici penne biro, bensì penne di piuma d'oca da intingere nell'inchiostro. Infatti la scrittura fatta come una volta, comporta necessariamente pazienza e coordinazione, proprio quello che serve a loro due. - allora, che storia scriviamo? Ovviamente su basa erotica, ma la trama? - mia cara, la trama verrà da sé. - si, ma dovrà essere perversa per attirare i lettori giusto? - sarà perversa al punto giusto, in fondo dove inizia e finisce la perfezione? E poi dove sono i confini della moralità? - Ok ma poi ci saranno dei colpi di scena e lieto fine giusto??? - Non saprei.... La domanda é: cos'è un lieto fine? Forse rimangono tutti felici? Oppure dove i cattivi pagano? Anche lì non é chiaro. - vabbè allora che si fa? - mia cara prendi la penna, intingila nel calamaio, avvicinati al foglio, tocca con la punta la carta, e la mano inizierà a muoversi da sola scrivendo una prima parola da cui nascerà una frase e poi un racconto. - Ok, sono pronta. Jenny, fa come dice Michael, intinge l'inchiostro, avvicina la penna al figlio e lo tocca, poi con i suoi occhioni verdi fissa quello di Michael e sul foglio inizia una parola e poi una frase. La prima parola é: "AMORE" una parola semplice ma anche tanto complessa. AMORE per? AMARE chi?oppure Fare L'AMORE!!! con una parola così potente, il successo del racconto era assicurato... La prima parola scritta AMORE... E fu subito un attimo di pausa con il pennino ancora sporco d' inchiostro... poi dopo poco continuò a scrivere: "AMORE è il tempo che ci prendiamo per noi.. AMORE è l essere uniti.. AMORE è il silenzio che sappiamo ascoltare.. e poi... AMORE è il DESIDERIO e la PASSIONE che scalda i nostri corpi.. le anime.. Alzò lo sguardo,e Michael era lì... di fronte che la osservava come scriveva... Non disse nulla... Le tolse il pennino dalla mano, e le sfiorò il viso con le labbra... piano, senza fretta, con rispetto e desiderio... Lei chiuse gli occhi per un po'... Il cuore le batteva forte.. Poi Michael prese il pennino e senza dire nulla lo intinse nell’inchiostro... Era seduto accanto a lei, e scrisse “DESIDERIO è guardarti mentre scrivi di noi due, DESIDERIO è sentire le tue dita che tremano e non per il freddo...ma per quello che potrebbe accadere tra una parola e l’altra.." DESIDERIO è un bisogno ed una passione.. Jenny lo osservava in silenzio, era accanto a lui, il maglione un po’ scivolato su una spalla.... Lui scriveva deciso continuando “PASSIONE è quello che sta iniziando tra le righe e poi completeremo con la pelle, la nostra pelle che si unirá in un unico corpo... In quella stanza con il camino acceso si sentiva proprio l' eccitazione che saliva... Prese il pennino lei e... " È una storia che non finisce con l’ultima pagina.. ma ricomincia ogni volta che chiudiamo gli occhi e ci troviamo” Lasciò la penna nel calamaio e si voltò verso di lui... -vuoi continuare ancora Michael? E lui nemmeno la fa smettere di parlare fa scivolare le sue mani sulle cosce lentamente... Le dita, che prima tracciavano parole sul foglio con l’inchiostro, ora tracciano curve sulla sua pelle... pelle liscia e x quanto si stava eccitando Jenny le veniva la pelle d oca.. - Ora usiamo un altro tipo di linguaggio… poi dopo si può continuare a scrivere...le sussurrò Lei gli sorrise, e in quell’attimo non c’erano più parole, solo fiato, e tanto calore... - Vieni...... Alzati.. ho una sorpresa per te... Lei é bella come una gemma preziosa, la luce che irradia riempie la stanza di eccitazione perversa. - cos'hai in mente Michael? - ssssstttt... Andiamo nella suite.... I due percorrono la stanza principale, a sinistra dalla grande finestra la bufera imperterrita continua a sfogare la sua maestosità sui lunghi pini bianchi, mentre sulla destra un trofeo impagliato, una testa di alce con gradi corna sembra seguirli con lo sguardo.... In fondo, vicino alla porta in legno ce appesa una calda pelliccia sintetica ed in fondo della legna accatastata.. Michael prede alcuni piccoli tronchi belli duri di forma cilindrica e perfettamente circolari uno é particolarmente nero e liscio.... Jenny esclama: - Amore, quello non lo buttare nel fuoco, é così bello.. - Sei sempre la solita, ah ah ah..... Ti amo per questo. Ah ah ah.. Michael, si volta verso di lei e la guarda innamorato. I due si baciano con passione, si abbracciano e si stringono. Lo sguardo di Michael incrocia gli occhi grandi e neri dell'alce, guarda le sue lunghe ed immense corna, ha un sussulto e sente fremito percorrergli la schiena.... Stringe ancora più forte a se Jenny e le da un altro bacio prima sulla fronte e poi appassionato sulle labbra... Jenny si scalda e le loro bocche si muovono con forza, mentre le loro lingue si cercano e si ritrovano in un groviglio di passione scottante. Sono ancora lì, in piedi, fermi, poi Michael apre la porta della suite. - prego principessa - grazie mio principe - mi voglia rendere gentilmente i suoi nobili abiti? - ma certo, ne sarei lieta e non mi aspetterei altro.... Jenny si spoglia completamente, mentre Michael la aiuta con amore e dolcezza. Ora lei é completamente nuda. - Sei bella.... La tua bellezza é disarmante, non riuscirò mai ad abituarmici.. - e tu sei meravigliosamente bello e dolce, ti amo tanto, solo le stelle sanno quanto.. - Adesso stenditi amor mio, il lettino e pronto. Jenny si stende con la schiena sul lettino bianco, mentre con il viso rivolto verso il soffitto scopre che Michael aveva montato uno specchio in modo tale che lei potesse vedere mentre lui si accingeva a massaggiarla con unguento oleoso. Più in là, un altro caminetto fatto in pietra, dove una fiamma trepidante illumina la grande sauna con vasca piena di acqua calda e profumata.. Inizia lentamente a versarle l'olio sul corpo, partendo dalle caviglie per salire man mano sempre più su fino alla parte alta delle cosce, e poi ancora più in alto. Con una mano inizia a spalmare, mentre la seconda regge ancora l'ampolla. Fuori era tutto innevato..la bufera continuava coprendo qualsiasi cosa. Ma un colpo deciso alla porta interruppe la tranquillità creata nella suite.... TOC TOC TOC. Michael si voltò tutto ad un tratto...poggiò l' ampolla e coprí velocemente Jenny con una copertina poggiata sul letto. – Hai sentito Jenny anche tu? disse sottovoce Lei ancora un po' confusa tra piacere che stava provando e un po' sorpresa da quel bussare alla porta... Il cuore che batteva forte a tutti due per un motivo diverso dall istante prima... Michael si alzò, si coprí con un altra coperta avvolgendola intorno a lui e andò verso la porta... Quando aprì la porta, il gelo era impressionante...gli arrivò sul viso di colpo ma ancora più impressionante era vedere due persone infreddolite piene di neve... – Oh mio Dio... Che ci fate qui? Siete ancora vivi.... Entrate subito!!! Erano Eros e Sofia, una giovane coppia che stava facendo escursioni nella zona prima della bufera Si erano persi e girovagando già da un po' avevano notato il fumo che usciva dal camino.... Sofia tremante disse subito: -Scusateci... Non sapevamo dove andare e siamo rimasti bloccati Michael li aiutò a togliersi i giacconi ghiacciati. Le loro mani erano fredde e bagnate tremavano tanto. Jenny nel frattempo,era entrata... – Venite qui.... c'è il camino acceso ed una bevanda calda. Poco dopo Eros e Sofia si erano spogliati dei vestiti bagnati.... Ora seduti vicino al fuoco. Indossavano accappatoi caldi e morbidi, le guance arrossate, i corpi gelati... – Non avremmo mai immaginato di trovare qualcuno qui... disse Eros.. massaggiandosi le mani davanti al camino....x vedere se si riscaldava – Questa baita è il nostro rifugio d’inverno...spiegò Jenny e la suite, il nostro luogo speciale... E quest anno ci è venuta la bella idea di scrivere delle storie.... Storie piccanti x riscaldarci anche in questo modo Michael li guardò, e vide nei loro occhi un po' di curiosità... Poco dopo Eros e Sofia si erano spogliati dei vestiti bagnati, ora seduti vicino al fuoco. Indossavano accappatoi caldi e morbidi, le guance arrossate, i corpi ancora leggermente tremanti... ora silenzio nella baita si sentiva solo il rumore del fuoco e il vento fuori... Sofia ed Eros x com'erano stanchi si erano addormentati su un divano che era vicino al camino, coperti al caldo e contenti x l ospitalità Jenny e Michael li avevano sistemati con gentilezza nella loro baita, ma ora si potevano spostare nella suite...nella loro intimità... sentono dentro un carico di desiderio che è stato interrotto.... Jenny silenziosa ancora nuda sotto la copertina di lana...e Michael accanto a lei, Lui fissava la fiamma... – Mi manca sai disse Jenny.. -Cosa tesoro... – quello che stava per succedere prima... – Lo so… anche a me, rispose Michael, accarezzandole lentamente i capelli... – lo possiamo riprenderere sai ... Lo faremo diventare ancora più intenso. Che dici? Jenny si girò verso di lui....il suo corpo ancora voglioso ancora accalorato, il desiderio non si era spento...si era solo messo da parte in attesa... – E come? con due ospiti che dormono a pochi metri da noi? Michael si alzò lentamente e prese il diario con la copertina di pelle nera....lo aprì sul tavolo e ci appoggiò il pennino. – Scriviamo Jenny... È da qui che e' cominciato tutto. E se continuiamo...il resto verrà da se Jenny si alzò anche lei... facendo cadere la copertina.. e si avvicinò a lui completamente nuda... Seduta di fronte si guardarono ..l eccitamento saliva..le dita tremavano...Jenny prese il pennino e iniziò.. "INTIMITÀ Poi continuò INTIMITÀ è trovarsi anche quando il mondo bussa alla porta. INTIMITÀ è anche toccarsi con gli occhi... INTIMITÀ è sapere che davanti a qualsiasi cosa basta una sola carezza x riprendere tutto... Michael si mise a leggere lentamente... Poi prese lui il pennino e... Continuo' INTIMITÀ è poter aspettare.. INTIMITÀ è volerti qui mia... INTIMITÀ è sapere che anche nei prossimi giorni ci vorremo di nuovo, ancora, e sempre di più.... Poggiò il pennino e si guardarono...Jenny si avvicinò e gli baciò la fronte... – Abbiamo appena iniziato a scrivere ma ora basta... continueremo domani.... -o forse stanotte – rispose lui, accarezzandole la schiena...e facendole rabbrividire tutto il corpo morbido setoso liscio ancora un po' unto dall olio... – Allora Michael fai in modo che non mi addormenti… – Non ci penso neanche Jenny mentre le sue dita tornavano a riscoprire il suo corpo nudo sentivano come se fossero ancora nella passione di prima... Michael su Jenny, le sue labbra cercavano ancora una volta il profumo della sua pelle... Lei stesa sul letto... tutta nuda...la pelle calda x il fuoco e x il desiderio trattenuto.... Baci appassionati... Le lingue che si cercavano vogliose.. i corpi che scivolavano tra di loro xchè unto quello di Jenny... Sembravano due fiamme che si contorcevano tra abbracci e movimenti delle mani che scivolavano giocando vicino ai punti del piacere Le dita passavano dietro le ginocchia, lungo le cosce, in mezzo le cosce... poi più su, accarezzando i fianchi e poi internamente.... Jenny tratteneva il respiro...x non fare alcun rumore.. Quella tensione l' essere sentiti dagli ospiti li faceva impazzire... – Tieni gli occhi aperti Jenny... voglio che guardi tutto nello specchio, voglio che ti veda mentre godiamo di piacere... Jenny aprí gli occhi... Dal grande specchio sul soffitto si vedeva tutto ogni movimento. I loro corpi si stavano amando.. Avevano un carico di energia impressionante... Le mani di Michael facevano movimenti circolari, delicati... Dalle cosce di lei iniziava a colare tutto il piacere.. – Ancora, Michael…fa lentamente...mi fai impazzire.. Michael la baciò lentamente... prima sulle labbra calde..poi scese sul collo arrivò sulle tette e le lecco i capezzoli eccitati... lei provava un piacere immenso poi sulla pancia, e ancora più giù.... Lei sospirava silenziosa Quando lui arrivò sulla fica le lecco' prima il clitoride duro e poi tutta la fica fino a metterle la lingua tutta dentro. Stava tremando dal piacere Poi si girò e le mise in faccia il suo cazzo durissimo e umido e mentre lui le leccava la fica lei se lo infilo' in bocca...partendo prima dalla punta la leccava con movimenti lenti e circolari... Poi su e giù sempre vicino la punta... Si sentiva il calore della passione la cappella bella liscia e mentre con la lingua scendeva tutto il tronco sentiva pure le vene e infine lo infilo' tutto in gola fino a strozzarsi... Lui sospirava sempre più veloce stava godendo di piacere... Poi Michael si stese, e la fece salire sopra di lui.... Jenny scese dritta sul cazzo duro e lo fece infilare nella fica bagnatissima Cavalcava con delicatezza e Michael tenendo gli occhi fissi sullo specchio, vedeva tutto... i movimenti... le mani sul suo petto, i capelli che le scendevano sul viso sudato.... Il piacere cresceva sempre più fino al culmine come se da un momento all altro scoppiavano in un orgasmo spettacolare ma trattenevano x sentire il piacere ancora un po'.... Micheal si alzo' andò verso il diario e prese il pennino Jenny lo guardava e non capiva... – Stai scrivendo adesso? – Sì. Voglio immortalare questo momento....Tu sopra di me, bellissima.... Come non mai – E cosa scriverai? Michael cominciò "TRASGRESSIONE TRASGRESSIONE è toccarti quando non dovrei.... Pure con i vicini che origliano TRASGRESSIONE è guardarti godere nello specchio mentre altri dormono nell altra stanza TRASGRESSIONE lasciare ogni tanto la routine.. Jenny lo fissava, mordendosi il labbro...e quando lui si avvicinò aveva un mano il tronco di forma cilindrica nero e liscio che lei aveva già notato prima.. e con il consenso di lei.. la tirò al bordo letto le alzo' le gambe e glielo infilo' direttamente in fica bagnata scivolando subito dentro e scopandola un po' con il tronchetto... Entrava ed usciva bello liscio...ed era a momenti diventato tutto bagnato. A lei piaceva...ma poi all arrivo dell' orgasmo lo tolse e le mise il suo cazzo dandole le ultime botte di piacere... Mentre lei super eccitata aveva un orgasmo lui la seguí e sfondandola le schizzo fica pancia e arrivò pure sulle tette ... Michael si accascia momentaneamente su di lei, poi si stende di fianco con ancora il fiatone grosso... - sei magnifica, ti amo - ed io amo te..... Risponde lei continuando a spalmarei la sborra sulla pancia e le tette. I suoi umori misti allo sperma, il sudore e l'olio per massaggio cui era unta già da prima, danno un effetto durato e lucido come un miele caldo sulla sua pelle chiara.... I capezzoli sono turgidissimi ed il seno prosperoso e proiettato in alto. Il ventre piatto e le cosce perfettamente lisce e levigate risaltano ed accentuano le grandi labbra vaginali che pulsano ancora e lasciano intravvedere il clitoride appagato ma tuttavia ancora voglioso. In fondo, a pensarci bene... La notte é ancora lunga. Nell'altra stanza si ode un rumore... Un sospiro... Dei gemiti silenziosi, quasi strozzati... Michael e Jenny si guardano negli occhi con sorriso malizioso come se avessero capito tutto. Michael si alza e pecore alcuni passi per avvicinarsi alla porta che divide la sala principale dalla suite. Jenny segue con sguardo pieno d'amore il suo uomo mentre cammina e si ferma ad origigliare alla porta. Lui é bello... Anch'esso lucido e brillante nonostante la carnagione molto scura . Le natiche muscolose ne risaltano la forma e la bellezza del vero maschio. Spalle larghe, capelli rasati e quel tatuaggio simbolo del loro amore.. - Stttt... , guardo dal buco della serratura, credo che stiano........... hem.... Scopando..... - davvero? Wow, voglio vedere.. - non so, aspetta.. da qui non si vede nulla, ma si odono dei sospiri... - quindi? Non si vede nulla?? - ssstttt, no, nulla.... Ma forse se spostiamo quella mensola dietro la parete c'è un foro... - ok, però facciamo silenzio.. - si, ecco... Piano così, fatto!!! - voglio guardare, ti prego fai guardare me. Jenny avvicina l'occhio vicino al foro sulla parete e.. all'inizio l'immagine non era chiara, il tempo di adattare la pupilla, e.... Sofia stava cavalcando Eros.. Si muoveva molto, ma molto lentamente, mentre il pene di eros, un cazzo enorme, grosso lungo e duro scompariva completamente nel corpo di Sofia, per poi riapparire a tratti ed alternativamente nella sua maestosità. Sembrava quasi che una grossa enorme banana bianca stesse affondando in una torta al cioccolato fondente. I due si muovevano con movimenti e carezze che facevano percepire una grande complicità passionale, mentre anche Jenny e Michael guardavano eccitati dal buco raccontandosi a bassa voce quello che vedevano, e scambiandosi sorrisetti di complicità maliziosi. - Michael che ne pensi dei nostri ospiti? - mi piacciono molto, lui é un bell'uomo dalla pelle chiarissima, biondo con sguardo di ghiaccio, alto e muscoloso. Robusto fisicamente e con degli attributi di tutto rispetto. Lei invece é bellissima con quel contrasto di carnagione molto scura, sicuramente più piccolina e magra ma con un corpo da scultura, capelli ricci e neri ed occhi anch'essi neri come la notte. Si.. sono entrambi molto belli... - anche a me piacciono molto... pensi quello che penso io Amore?? - Si, penso la stessa cosa. Rispose lui guardandola nei suoi profondi occhi verdi e dandole un bacio sulla morbida labbra. - Ok, allora.... Speriamo che gli ospiti gradiscano e non si arrabino per andare via... - Spero proprio di no, mi dispiacerebbe vederli scappare nella bufera al freddo. Non dobbiamo spaventarli perché non conosciamo i loro gusti. - che fai inizi tu? - ok, vado.... Sono molto eccitata ed emozionata, il cuore mi batte a mille.... Non so se dire qualcosa o stare zitta e agire.. - vai tesoro, segui l'istinto... Domani avremo tanto nuovo materiale per la scrittura del libro.... Jenny tutta nuda ed ancora grondante dello sperma di Michael, apre lentamente la porta ed entra nella sala principale. I due amanti non le sentono arrivare perché i piedi scalzi contribuiscono a felpare il passo. Eros guarda le tette ed il volto di Sofia mentre lei ha gli occhi chiusi e cavalca quella mazza di carne. Jenny da uno sguardo all'alce ed a quelle splendide corna, poi volge lo sguardo verso suo marito che é rimasto seminascosto sul ciglio della porta per incrociarne lo sguardo e ricevere ancora una volta il consenso. Michael la incoraggia con un cenno. Molto molto lentamente Jenny arriva vicino ai due amanti, Eros la vede ma non dice nulla... Jenny si avvicina ancora allargando leggermente le cosce ed avvicinando la vagina verso il suo volto, mentre con le mani sfiora tocca ed accarezza il seno di Sofia... Sofia socchiude gli occhi, rallenta per un momento il movimento, la guarda in faccia, sorride divertita e la tira verso di sé baciandola. Ora la figa di Jenny é sul volto di Eros e lui dolcemente inizia a leccarla tintinnado il clitoride ancora intriso con il succo del marito. Sofia ha ricominciato a muoversi lentamente ed i tre sono coinvolti in un movimento sincrono molto suggestivo dove il corpo scuro di Sofia risalta maestoso come contrasto con gli altri due suoi amanti. Intanto Michael eccitato dalla scena, di stava masturbando masturbando dietro la porta socchiusa. Jenny lo cerca con gli occhi e gli fa cenno che é arrivato il suo turno. Michael si avvicina lentamente, Sofia lo vede e quando é abbastanza vicino allunga il nervo verso quel grosso membro scuro e lo afferra fondendolo con la sua mano ed iniziando masturbarlo scorrendo su e giù. Godono tutti, ma Eros e più fortunato, allora Michael in piedi sentendosi di parte si avvicina ancora di più verso il volto delle due donne porgendole il cazzo oramai nuovamente e fieramente duro. Sofia non si fa scappare l'occasione, inizia subito a leccare la cappella per poi farlo sparire nella sua gola con ingordigia, succhiandolo e masturbandolo con una mano, poi lo porge a sua moglie che lo prende e lo succhia solo come lei sa fare. Le due donne spompinano a turno Michael che é sempre più eccitato e vicino ad un nuovo orgasmo. Anche Eros non riesce più a resistere mentre scopa la sua donna e lecca la figa di Jenny. Come in una grande orchestra i ritmi accellerano gradualmente mentre i respiri e gli umori si confondono nell'unisuonono... Ansimando e gemendo...... Fino al..... Eros: "non c'è la faccio più, aaaaahhhhh sborro ooooooo" Michael: "Aaaaaahhhh anche iooooooooh.." Eros inonda la figa della sua compagna, mentre Michael viene direttamente in gola a sua moglie. Mentre le due donne esplodono entrambe in un orgasmo simultaneo di baciano condividendo il nettare di Michael... Quella notte non era peccato ciò che avevano fatto ma solo un intreccio di corpi e tanto desiderio, un’intesa tra le loro anime che avevano trovato un momento perfetto, nello stesso momento di passione... Nella baita ora c'è silenzio.. nella stanza si sente profumo di legna bruciata... Il loro sudore...olio e sesso.... Passa un po' di tempo e loro... sono ancora lì... stesi sulle coperte...sul tappeto... ancora nudi... un po’ sporchi...un po’ stanchi...ma tanto rilassati In questo modo si addormentano tutti... Al mattino Michael e Jenny si svegliano insieme, sotto le coperte... Dalla cucina si sentono le risate di Eros e Sofia... dove preparano caffè e biscotti...nessuno parla di ciò che era successo.... Erano li tutti 4 con il viso riposato e tanto soddisfatti a fare colazione..e chiacchierare un po'...la tempesta fuori si era addolcita... la neve non cadeva più... Sembrava tutto così nuovo e bello A quel punto Michael prese il diario con il pennino e scrisse “LIBERTÀ LIBERTÁ è scrivere ciò che si ha il coraggio di vivere... LIBERTÁ è non avere paura di dire all altro ciò che si pensa e che si desidera ... LIBERTÁ è anche la notte trascorsa nella baita, quando insieme abbiamo deciso che anche se eravamo in quattro...ci siamo sentiti in uno !!! Jenny gli sorrise, prendendo il pennino e continua... - E tutto questo… non è un racconto....è il 1 capitolo del NOSTRO romanzo... Intanto fuori la neve ricominciava a cadere....ma a loro non importava... nessuno x adesso voleva più uscire... Si avvicinano a loro Eros e Sofia e concludono scrivendo - entrare in una baita sconosciuta e scoprire di avere una cosa in comune con i proprietari...fame.. Ma non di cibo... di nuovo eccitata da' il pennino a Eros Eros con lo sguardo serio e affamato, chiude così il discorso.. - entrare in una baita sconosciuta e sapere che questa storia… non finisce qui...È appena cominciata E così si guardarono tutti sorridendo tra di loro... L inverno sarà lungo....e loro… non hanno ancora scritto il capitolo 2...
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LA CORNUTA
- Lucrezia, a che ora é pronto il pranzo? Dimmelo, perché devo organizzare il trasporto di domani e non so se faccio in tempo a mangiare a casa. - Che lo chiedi a fare? Tanto non ci sei mai, nemmeno quando non sei di turno... Sei sempre lo stesso, vai vai che é meglio, tanto lo so come va a finire. - Seee, vabbè. Ciao éh? Vado vado!, così non ti vedo. Stai sempre a gridare e lamentarti e meglio se vado via... Marzio, non é mai presente a casa con la moglie e lei é perennemente trascurata. Da quando sono nate le loro due figlie, é stato un disastro, la loro intimità é andata pian piano a sfumare, poiché Lucrezia doveva tenere a bada la casa e le bambine, mentre Marzio girava il mondo in camion per fare trasporti di linea oppure di zona. La loro intesa era sempre stata buona, ma poi tra impegni famigliari, stress e preoccupazioni lavorative, il loro rapporto era andato via via calando sempre di più, tanto che i loro tempi liberi non coincidevano nemmeno per caso. Anzi probabilmente i due cercavano volutamente di non farli coincidere. Marzio da bravo stronzo qual'é, scarica i suoi pensieri e lo stress scopando con tutto quello che trovava per strada. Prostitute, cameriere, segretarie di uffici di consegna, ecc. Il suo motto é sempre stato, l'uomo é cacciatore e la donna sta a casa a cucinare. Sua moglie Lucrezia e troppo ingenua per capire che lui la cornifica, o forse le fa comodo chiudere un occhio ed avere una sicurezza economica, e visto che con due bambine da crescere, Marzio é un padre stranamente premuroso. Meglio fare finta di nulla. Man mano che passano gli anni i rapporti tra Lucrezia e Marzio diventano stabili un po' come fratello e sorella. Tra turni di lavoro e stress quotidiano, la loro intimità é ridotta al minimo. Hanno tanti amici e compensano le loro mancanze emotive mangiando, pranzando e grigliando in compagnia. I loro amici, quasi prevalentemente di sesso maschile, sono tutti single, vedovi o divorziati e la poligamia per loro é la regola. Marzio non é da meno, solo che lui deve nascondere i suoi vizietti segreti alla moglie, ed anche con gli altri Recita bene la sua parte di falso moralista, e come ogni traditore, dopo la prima volta é tutto in discesa, quindi passa da scoparsi la mignotta a 1500 km di distanza fino a sedurre e scopare una amica di famiglia. Sonia, é una donna single con due figli ed accetta volentieri l'amicizia di marzio e Lucrezia. Lei divertente, scherzosa che ride sempre come una scema. Lui invece é divertente, scherzoso e rozzo come può esserlo un camionista che macina km su km e ne vede di tutti i colori ogni singolo giorno. Pian piano l'amicizia verso quel rozzo e brutto ceffo, si tramuta in qualche di diverso, piu inteso e passionale. Così un giorno che Sonia va a casa di Lucrezia per chiederle mezzo kg di farina, trova Marzio ad accoglierla. - Ciao Sonia.... Prego entra pure. - Ciao Marzio, Lucrezia é in casa? - Si certo, entra pure.... gradisci un caffè? - Si, grazie mille.... - ok lo preparo subito, non vai di fretta vero? tanto Lucrezia torna subito, é andata con il bus a salutare sua madre. - Veramente credevo fosse a casa.. - no, macché, anzi meglio così, meno sta a casa e meglio si sta! ah ah ah... - perché non state bene insieme? - macché, io non la sopporto più, stiamo insieme solo per le bambine, ma ormai il nostro rapporto é finito da tempo. -ma come mai? - guarda, sono un uomo distrutto che cerca di tirare avanti e fare finta di niente ma proprio non la sopporto. Mi rimprovera sempre di tutto. Tu la vedi allegra, ma in realtà é una belva anche con le figlie. Poi lo vedi anche tu, non si cura per niente e sono anni che non facciamo sesso. - Mi dispiace, anche io sono anni, ma per altri motivi. - eh purtroppo la vita é crudele, sai? da quando ti ho vista ho perso la testa per te, ma mi sono tenuto tutto dentro per vergogna. - che cosa??? io ti piaccio??? - si si, certamente, tu sei diversa, bellissima e carismatica. Poi si vede che hai la gioia dentro perché hai un hai un carattere solare. Sei bella fuori e bella dentro come nessuna potrebbe mai esserlo. Credo di essermi innamorato di te, anzi sono proprio cotto. Se solo il destino ci avesse fatto incontrare prima...... Ma purtroppo mi ritrovo con quella diavola malefica. - eh esagerato, guarda che stai parlando di una mia cara amica, e lei si fida di me. Ora dovrei andare a riferire tutto? - se ti va di ferirla fai pure.... - in realtà non me la sento di farla soffrire.. - ma certo, nemmeno io, e mia moglie, ma mi fa schifo. Lo vedi? Non si lava nemmeno, tu invece profumi di buono. - guarda, mi sento lusingata, ma questa conversazione é stata un errore non avrebbe mai dovuto esistere, avrei preferito non sapere nulla. Un rumore di cancelletto fuori, dei passi che salgono la scaletta, poi ancora qualche passo e... Si apre la porta, é Lucrezia..... - Heilà bei giovani che fate? Ah ah ah ah...... Perché siete soli? Ah ah ah ah...... Volevate scopare insieme??? Ah ah ah ah ah........ La risata diversa isterica, non é la prima volta. Lucrezia é così, se gli parte la risata non si ferma più, e guai ad assaggiare giusto una goccia di alcol, non la finirebbe per l'intera giornata.. Marzio é infastidito..... - eccola, di nuovo ubriaca fradicia... come al solito farà uno lap dance fuori in strada con il segnale stradale, mentre gli automobilisti che la vedranno avranno mal di pancia a vederla così racchia ah ah ah !!!! Lei ridendo le da uno schiaffo sulla spalla ed esclama, - approposito di mal di pancia sai dove ti mando? Al bagno! Ah ah ah ah ..... In realtà sembrano un bella coppia, ma Sonia adesso é in uno stato di disagio e trova una scusa per andare via. -Ciaooo, scusate, vado, i bambini a casa......... Lucrezia e Marzio potevano essere una bella coppia affiatata e felice, magari anche trasgressiva e complice, invece Marzio ha scelto la strada della menzogna e del piacere personale egoistico calpestando la fiducia delle persone che gli vogliono bene. Sonia, rimasta completamente turbata e confusa, non riesce a levarsi dalla testa le parole di Marzio. Sonia é molto arrabbiata e delusa con se stessa per i sentimenti contrastanti che prova. Decide di fare una doccia, e mentre l'acqua calda scorre lungo il suo corpo, Lei si tocca e si massaggia ovunque. Dapprima il seno, poi fianchi, ventre e pube, fino ad arrivare li..... Chiude gli occhi e nella sua testa si forma l'immagine di Marzio, così brutto cafone e rozzo, ma allo stesso tempo affascinante e sensuale. Le dita cercano la fica, esplorano in una spirale di piacere erotico e sensuale la zona del maggior piacere.. le dita vanno e vengono accarezzando e penetrando. Marzio nella sua testa la sta letteralmente scopando. Lui non c'è, ma é come se fosse lì. Lei sente le mani di lui grandi e callose che le strizzano i capezzoli e le massaggiano i seni , ormai Marzio é entrato nel suo cervello e non ne uscirà tanto facilmente. Il senso di colpa le fa bagnare di più la fica e la mano si muove più veloce, la mente naviga in un turbine di emozioni. Allarga ancora di più le gambe, le ginocchia tremano. Afferra una bottiglietta di balsamo, e la fa sparire quasi completamente dentro di lei . I movimenti divengono sempre più rapidi ed il respiro sempre più corto. Un brivido le pervade tutto il corpo, ansima, trema, ed alla fine gode in un orgasmo esplosivo. É passato tantissimo tempo dall'ultima volta che si é masturbata, ma non ricorda di aver mai avuto un orgasmo così intenso, nemmeno con un uomo. L'acqua inizia a raffreddare, e Sonia rimane paralizzata sotto la doccia pensando alle conseguenze di quello che aveva appena fatto e di quello che oramai era inevitabile. Sonia cerca di evitare Marzio e la sua famiglia. Anche quando vengono organizzate le solite serate tra amici per arrostite e cenette varie, lei rifiuta. Ma non può rifiutare il giorno del compleanno di Marzio. Lui compie 40 anni e Lucrezia che l'ha costretta a partecipare, organizza una festa a sorpresa per suo marito, sperando trall' altro di fargli una gradita sorpresa e cercare di ricucire al meglio il loro rapporto di marito e moglie. É una fredda giornata invernale, tutti gli amici ed i parenti sono nascosti al freddo nel giardino della casa di Marzio. Appena lui arriva trova la luce spenta, ed il contatore staccato. Entra al buio e cerca di fare luce con la torcia del telefonino. - Lucrezia, dove sei? Ce qualcuno??? Ragazze??? Lucrezia?????? Ouuuu, allora??? Lucreziaaaaa !!!!!!! Dalla porta sul retro erano entrati tutti, amici e parenti, ed in prima fila lei, Lucrezia !! - TANTI AUGURI A TEE, TANTI AUGURI A TE EEE.... Cantano in coro tutti. Bottiglie di spumante esplodono, stelle filanti, luci e musica. L'atmosfera famigliare ed amichevole non ha prezzo, Lucrezia ha fatto un buon lavoro. Marzio e felice, l'abbraccia e le da un bacio sulla guancia. Sonia guarda in disparte imbarazzata, mentre Marzio incrocia il suo sguardo e fa cenno con un sorriso di apprezzamento per la sua presenza. La serata procede con la massima spensieratezza e allegria, si é mangiato e bevuto bene, molti hanno ballato e tutti hanno fatto la loro bella figuraccia al caraoke. Marzio é felice e su di giri, l'alcol si é fatto sentire bene. Anche Sonia é alticcia, mentre Lucrezia che non ha bevuto affatto, inizia a ridere come una folle pazza ma in fondo divertente. Non la finisce più, e Marzio questa volta in preda ai vapori del vino scherza in un modo più pesante del solito insultandola ed offendendola malamente. Lucrezia corre in bagno a piangere, mentre Sonia la segue per consolarla. - dai su, non piangere, mica le ha dette sulserio quelle parole, non vedi che é ubriaco? - sigh sigh, questa sera lo volevo rendere orgoglioso di me, invece... Sigh... -ma dai su, sei una donna meravigliosa con un cuore enorme e colmo d'amore, lui lo sa e ti ama, ne sono certa.. - grazie amica mia delle belle parole, so che non é proprio così, ma mi fai sentire meglio perché sei un amica vera. Fatti abbracciare..... - vieni qui, stringimi forte anche tu..... Sei la persona più buona e dolce che abbia mai conosciuta, e non voglio assolutamente vederti soffrire mai. Anzi, adesso vado da quello stupido di tuo marito e gliene canto quattro.... - grazie, ti voglio bene.. - ti voglio bene anche io. Gli ospiti in salone sono a loro agio, chi fuma, chi guarda la televisione, chi gioca con il telefonino, e chi ancora canta al karaoke. - Marzio? Marzio? Scusate, Dove andato a finire Marzio? - bo? Deve essere uscito fuori nel giardino sul retro, forse é andato a spegnere la brace. - Marzio? Sei qui in giardino? Marzio????? - Ssssssttttt , sono qui, dietro l'albero di limone, vieni..... - ma che cavolo ci fai li??? - vieni..... - Ok, eccomi, che c'è? Nemmeno il tempo di dire un altra parola, Marzio le salta addosso e la bacia con passione... Sonia di tutta risposta risponde stringendolo a se ... Si baciano ed abbracciano con foga e desiderio. Lei gli slaccia la camicetta mentre lui le solleva la gonna . La spinge verso la parete le alza una gamba, ed in men che non si dica le infila dentro il cazzo giá pronto e duro.... Iniziamo a muoversi con foga mista tra passione e rabbia repressa... Lui continua a spingere colpi potenti nella figa di lei, facendola sobbalzare sulla parete mentre di tutta risposta Sonia agevola la penetrazione muovendo il bacino a tempo.... Anche la camicetta di lei é slacciata e i seni ballano e si muovono come per festeggiare anche loro quella bella giornata di passione repressa, finché Marzio accellera il movimento per poi fermarsi mugolando in silenzio..... Le inonda completamente le pareti della fuga di calda sborra, mentre lei geme di un piacere incontenibile.... Ancora due colpi e si accasciano lun l'altro abbracciati. In lontananza si ode Toto Cutugno al karaoke, mentre Lucrezia in bagno si é asciugata le lacrime e risistemato il leggero trucco. La sua amica del cuore le ha dato forza e coraggio. Da oggi le cose cambieranno, Lucrezia sarà una donna migliore e più presente per il suo dolce caro marito! Passano i giorni ed i mesi. Marzio continua a fare quello che faceva prima. Tradisce sia la moglie che l'amante con la più totale tranquillita e disinvoltura. Oramai ha trovato il giusto equilibrio per sentirsi un vero uomo. Sonia nel frattempo é diventata la migliore amica di Lucrezia, sono sempre insieme. In questo modo Sonia riesce a redimere mentalmente il suo brutale inganno verso chi si fida di lei. Marzio e Sonia si incontrano ovunque, c'è sempre il modo di farla sotto gli occhi di Lucrezia, anche quando sono tutti insieme a tavola, il tempo di andare a prendere la moka del caffè é più che sufficiente per un bacio o una palpata sulla vagina, come per lei di infilare velocemente la mano nei pantaloni di lui e accarezzare il cazzo duro. I loro incontri sono sempre più frequenti finché non litigano. Marzio ha stabilito che per esaltare il suo ego, Sonia deve essere solo sua, ma spesso si lascia sopraffare dalle emozioni. Quella sera dopo aver fatto l'amore in macchina, quando i finestrini erano ancora appannati dai loro respiri inizia una discussione piuttosto accesa.... - che cazzo guardavi tuo cognato??? Non ti sembra di esagerare con le confidenze???? - ma che dici, tu sei tutto malato, lo sai che voglio solo te, non stavo flertando proprio con nessuno. - Ah no? l'altro giorno allora perché non mi hai risposto ai messaggi ed invece eri online?? - ma come ti permetti a controllarmi, ti ricordo che se qui c'è una persona falsa sei tu, che scopi ancora con tua moglie, e quando la lasci, mai? Dicevi che puzza e ti fa schifo, ma io che sono la seconda scelta e quindi l'amante sono peggio di lei? Marzio non dice nulla, Sonia ha colpito nel segno, lui non vuole cambiamenti, vuole semplicemente tutto, e lei ora é stanca. Forse é ora di finirla con queste pagliacciate, scende dall'auto, sale nervosamente sulla sua e parte via sgommando... - sta stronza, ma come si permette? Ma che vada al diavolo, ne posso avere mille migliori di lei, ma che si cre............? Un boato immenso.... Tutto intorno a lui salta via.... Vetri..... Pezzi di lamiere.... L'orizzonte si capovolge... Le luci vanno e vengono... Il rumore, il rumore...... Ora silenzio..... Dolore..... Tanto... Tanto tanto dolore!!!! Stop. Marzio di risveglia in ospedale 15 giorni dopo. Al suo capezzale c'è Lucrezia. - come ti senti? Sei rimasto in coma due settimane..... (Gli dice con espressione dura e distaccata). Hai avuto un incidente... Sei passato con il rosso dopo che hai litigato con Sonia ed una macchina ti ha colpito in pieno... - cosa? Sonia? - si si lei, so tutto. - ma come? da quanto ? - da sempre.... Certe cose non si possono nascondere. Comunque Ho parlato con lei, é partita e non la vedrai mai più!!! Ho fatto di tutto per venirti incontro, ma nella tua testa ormai mi vedevi brutta racchia e arrogante, quando in realtà é tutto nella tua testa. - ma scusa, perché sei rimasta con me e non hai detto nulla? - ovviamente per le bambine, e poi in fondo in fondo tu eri lì e ci speravo ancora. Del resto un amante e solo l'opzione due, uno scarto, la valvola di sfogo che vale quanto una masturbazione, ma in realtà é con me che hai costruito la tua vita, e non con una fighetta illusa di essere migliore e di poter avere l'esclusiva. - Sigh!... hai ragione, mi dispiace tanto.. - anche a me.... Comunque sappi che il male che mi hai fatto é imperdonabile, ed io ti odio con tutta me stessa per questo! Ma il karma ha deciso che potremmo stare ancora insieme e che tu non infilerai più il tuo viscido cazzo in un altra vagina. - ma che dici? - semplicemente che.... sei diventato impotente. Cosa? - disfunzione erettile aggravata, giramenti di testa e sonnolenza sono il risultato della tua lesione alla colonna vertebrale.... - COSAAAAAAA??? - ci rivediamo a casa quando ti dimetti, CIAO - ma che cazzo, aspetta,.... Dottore dottoreeeeeeeeeee. Arriva una infermiera strafiga, capace di farlo rizzare ad un morto, e lui effettivamente si rende conto che quello che ha appena saputo é vero. - Signore, si calmi, perché urla? - voglio parlare con il primario. - mi dispiace, il primario a quest'ora non é disponibile. - mia moglie mi ha detto che sono diventato impotente... - si é vero, ma non si preoccupi, più in là potra fare un intervento per curare e ristabilizzare questo problema. -Ma, io adesso che faccio? - ringrazi il cielo di essere vivo. Adesso le faccio un iniezione per farla dormire, ok??? - no no, aspetti........ --------BUIO------- Passano gli Anni, Sonia é sparita nel nulla e finalmente Marzio ha ritrovato la felicità di vivere accanto al suo unico dolce vero amore Lucrezia, la madre delle sue splendide due figlie. Solita serata in comitiva con gli amici a casa loro, é stato tutto molto bello e divertente. Lucrezia non ride più come una scema, la sua era solo una difesa isterica ai tradimenti di Marzio, ora invece e tranquilla e rilassata. Gli amici sono andati via, sullo schermo della TV scorrono le immagini sulla chiavetta usb del loro matrimonio. I momenti belli riaffiorano. Entrambi sono tristi pensando agli anni persi, ma anche felici perché si sono ritrovati. - ricordi la prima notte di nozze??? Tu eri ancora vergine, ed io tanto imbranato, ah ah ah.. - si, é vero... Per l'eccitazione ti facesti una sega come riscaldamento e poi sei venuto in 10 secondi senza nemmeno toccarmi ah ah ah.... - ah ah ah, lo feci apposta, avevo paura di non essere all'altezza ah ah ah - che scemo ah ah ah ah. Chiacchierano, ridono, si sfiorano le mani, intrecciano gli sguardi e si uniscono in un lungo caldo e appassionato bacio quasi adolescenziale. Il loro amore in questi anni non era calato, ma solo sepolto in un turbine di emozioni pronto per riesplodere con passione repressa dagli anni. Le ragazze sono a letto. Marzio prende sua moglie, la fa sedere sul tavolo in cucina. Sposta qualche piatto di lato, la bacia tutta mentre le mani lavorano abilmente. - oh si, fammi godere... É da tanto che non ti sento così caldo..... - Ti amo, ti amo .... Voglio farti godere come meriti. Scende giù fino alle ginocchia, le alza la gonna e le toglie gli slip..... Poi pian piano la sua lingua si fa strada verso il boschetto del paradiso. Lecca le cosce e massaggia le caviglie. Le scarpe con tacchi a spillo sono rimaste ai piedi e la cosa lo eccitano tantissimo. Il pene é moscio, ma nella sua testa é come se fosse rigido... Con le labbra le bacia la fica mentre con il dito indice inizia a penetrarla lentamente, le lecca il clitoride e gli umori di lei agevolano l'introduzione del secondo dito, e poi il terzo... Il petting dura a lungo, anche perché adesso é nata una nuova consapevolezza del sesso.... Più lungo, senza fretta, senza paura di fare brutte figure. Il piacere é dare, e per dare non serve un cazzo duro, ma solo voglia di fare con tutti i mezzi possibili. Le gode tanto e viaggia con la mente in un mondo nuovo. Dopo il primo orgasmo ne arriva un secondo, poi un terzo, e poi ancora come se non ci fosse una fine... Marzio continua imperterrito ed anche lui raggiunge un orgasmo corredato da eiaculazione da cazzo moscio, ma.. Non era come lo immaginava. Qualcosa turba i suoi pensieri, pensando alle mille amanti avute, ora si doveva accontentare di un orgasmo tecnico? Marzio voleva sentirsi ancora uomo, e per farlo doveva fare un operazione complessa che trall'altro Lucrezia era contraria e già avevano litigato più volte per questo. Ancora una volta passano gli anni, finché Marzio sempre più frustrato é alla ricerca di nuove avventure che possano appagare la mascolinità perduta. Lucrezia si sente più amata e desiderata. Non sa che ora Marzio fa sesso virtuale su telegram con tutte le sue amiche che le sono state e sono tuttora vicine!!.. + Se la storia é piaciuta saremmo felici di ricevere dei commenti, al fine di migliorarci nel creare inventando contenuti nuovi e vari +
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10 mesi fa
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Varie
La mia figa sarà per sempre Tua 2
Il cazzo di Tom é duro come il marmo, ed in un colpo secco di reni glielo spinge tutto in profondità nell'ano fino a sbattere selvaggiamente i testicoli sul clitoride e sulla figa, mentre le inizia a pompare i culo lei vibra tutta e si trova a faccia a faccia con la sua stessa immagine nello specchio, immagine che inizia a baciare vogliosamente con quelle labbra rosso fuoco ormai slabrate. Tom continua come un toro infuriato, ansima mentre lei geme. Entrambi si chiedono se da fuori la porta qualcuno abbia sentito il grido dell'impalatura, si chiedono se in questo momento qualcuno fuori dalla porta stia origliando, ed il pensiero che sia così li eccita talmente che sentono l'orgasmo sopraggiungere come la furia di uno tsunami, ormai é vicino per entrambi ed inarrestabile. Esplodono entrambi nel più caldo ed avvolgente picco del godimento. Tina urla ancora una volta e Tom non é da meno mentre caldi fiotti di sborra entrano direttamente nell' intestino e nella pancia di Tina. Tom continua a pompare ed il suo maestoso cazzo si riempie di sborra lungo l'asta mentre continua ad entrare ed uscire per altri minuti, finché l'erezione non perde lentamente forza e potenza. A questo punto Tina si volta, lo mette in bocca e lo succhia per bene pulendolo con la lingua proprio come una brava massaia saprebbe fare. Che porca che sei Tina, esclama Tom. Ti Amo continua a dire, sei tutta la mia vita senza di te sarei perso. Sei la mia dolce Moglie, Vacca, Amante e Troia. Si, sei la mia stessa anima Ti amo e voglio stare e scopare sempre e solo con Te. Lei commossa e con gli occhi lucidi di gioia ed Amore ricambia la promessa di fedeltà del loro immenso amore e con la gioia nel cuore dichiara che la sua figa il culo e tutto il resto appartengono solo a Lui come L'amore che viene direttamente dal cuore. Si abbracciano e si baciano dolcemente. Tina ha ancora il sapore dello sperma in bocca e Tom é felice del fatto di aver mangiato fragole per Lei. Si sente bussare alla porta in modo piuttosto insistente e con forza. Si ricompongono al volo, aprono la porta ed una tizia capelli corti stazza marchiata vestito da uomo, scarponi con calze di lana rozze e brutte, voce grossa, inveisce arrogantemente conto Tom dicendo che quello é il bagno delle donne. Tom di tutta risposta dice che allora anche Lei ha sbagliato porta. Inizia una lite ad alta voce. Nel frattempo Tina per sdrammatizzare la situazione si sistema il trucco con estrema calma e raffinatezza, mentre dal culo le cola ancora lo sperma del suo unico grande amore Tom.
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11 mesi fa
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Varie
Chi é veramente Rebekka?
la strada era buia e lunga, quei rari lampioni rotti illuminavano a malapena la loro stessa presenza. il veicolo scassato che mi hanno dato all' autonoleggio farebbe pena anche ad un disperato che più disperato non si può. la scogliera lungo il margine della strada é pressoché invisibile, procedo a passo lento ma deciso, non posso mollare, ho sonno e la stanchezza é tanta.... il rumore di sottofondo dei ciotoli sotto le ruote ed il cigolio degli ammortizzatori mi rilassa a tal punto che le palpebre sembrano macigni. Decido di accendere la radio. in questi luoghi sperduti non si ha molta scelta di sintonizzare una buona stazione, quindi dopo un po' mi fermo su quella che ritengo più nitida. Dopo molti km intravedo una sagoma lungo il bordo strada, é una donna, mi fa cenno di fermarmi. Piacere Rebekka Salve, sono Paolo, ha bisogno di aiuto? Si grazie per favore se potesse accompagnarmi alla più vicina città. Gran pezzo di figa, una donna sulla quarantina alta, cosce infinite, non tanto magra, anzi piuttosto in carne, pelle scura, accento meridionale, seno almeno una quinta che lasciava ben poco all'immaginazione, abito stretto, fianchi piuttosto larghi ma sodi e torniti, occhioni neri e dei lunghi capelli mossi e anch'essi neri come la notte. Che ci fa qui nella notte tutta da sola? chiedo. Tesoro non vedi che sono una mignotta? che fai predi in giro? stavo solo lavorando, però poi ho litigato con uno stronzo che non voleva pagare, e quello di tutta risposta mi ha pure rubato il guadagno della serata e mi ha lasciata qui sola al buio e lontana da qualsiasi posto abitato. Mi dispiace signorina, vuole che l'accompagno dai carabinieri? no, grazie... me la caveró da sola come ho sempre fatto. Mi serve solo un passaggio, e se ti va per ringraziarti del favore, ti faccio un pompino, oppure quello che preferisci. La vidi molto stanca e la tristezza traspariva da dietro il viso... no grazie, ero di strada, non si preoccupi l'accompagno ugualmente le risposi, la feci salire e procedetti nella guida senza proferire ulteriore parola. Dopo 20 minuti di silenzio più assoluto... Lei inizia. So che mi giudichi perché sono una e magari mi rifiuti perché sono immorale e magari con delle malattie veneree, ma ti assicuro che ho un cuore ed un anima, ho delle passioni, mi piace dipingere e faccio questo lavoro perché dopo che ho scoperto che mio marito mi tradiva da anni con la sua segretaria si é pure incazzato, ed ha fatto in modo di buttarmi fuori di casa senza una lira ne diritti. Io non ho mai avuto una indipendenza economica, i miei genitori giù al sud quando hanno saputo che mi ero lasciata mi hanno sbattuto la porta in faccia dicendomi che una brava moglie chiude un occhio e magari due se il marito le fa le corna e fa finta di nulla...... ecco io...... , io non sono d'accordo. Sono una persona, e pretendo rispetto e sincerità, non si possono ignorare anni di tradimento da parte di un uomo che dice di amare un altra e se la porta a letto. Non tanto per il letto quanto più per il fatto di aver fatto tutto di nascosto ovviamente. Comunque non voglio annoiarti con la storia della mia vita, fatto sta che sono sola e senza soldi, per fortuna faccio un lavoro che mi piace, ma la storia di essere maltrattata e rapinata proprio non mi va giù Lei parlava e Lui ascoltava, era inusuale stare lì ad ascoltare le lamentele di una donna di strada, Paolo le aveva sempre viste come merce in vendita, ma stare lì ad ascoltare quella voce gli faceva capire che dentro quel magnifico corpo c'era una persona buona con un anima sofferente distrutta dal dolore della vita passata a subire bugie ed inganni da parte di colui cui aveva riposto la più completa fiducia. Lei ora era Rebekka, una donna che aveva separato la passione, il desiderio e gli impulsi della carne dall' emotività e dall'amore. In fondo alla strada c'è un lugubre autogrill, posso rifornirmi di carburante e magari mangiare un boccone penso tra me e me ...... Hem hem, Rebekka perdonami se ti zittisco un attimo mentre parli le dico sorridendo, ma ti piacerebbe se ci fermassimo un po' all'autogrill? Potremmo mangiare qualcosa, e poi sono veramente distrutto, guido da ore ed ore. Certo Pablo, fai pure se ti va, e scusami se parlo troppo, chissà che palle gonfie che ti ho fatto dice, e sbotta in una fragorosa risata ha ha ha ha ha .... Di tutta risposta io non rido, la guardo negli occhi con sguardo serio e dico convinto. Mi chiamo Paolo non Pablo... e ricominciamo a ridere entrambi a crepapelle come due scemi in auto. Lei é bellissima, le sue tette saltellano felici, e sembra che per un attimo le abbia cancellato quel velo di tristezza che traspariva dagli occhi fino alla sua anima triste e tenebrosa. Ci fermiamo all autogrill, il proprietario é un tipo strano, cicatrice sul viso tatuaggi sulle braccia palesemente fatti con ago e inchiostro di china, un sigaro puzzolente in bocca, camicia sbottonata e jeans strappati, magro, rugoso, capelli leggermente lunghi. Strano personaggio. Si occupa personalmente di mettere carburante al macinino, intanto si é mangiato con gli occhi il culo ti Rebekka, poiché la sua gonna é talmente corta che basta un minimo movimento per fare intravedere la figa senza mutandine. Mi sento un po' in imbarazzo al posto suo. Lei invece é tranquilla e serena, non ha vergogna, é libera e non deve dare conto a nessuno. Bull ci chiede se abbiamo bisogno di altro e che sono 76 euro di carburante. Chiediamo se c'è qualcosa da mangiare, quindi ci invita a sederci su di un tavolino piccolo ed in penombra vicino al retro bottega alle spalle dell'insegna laterale e dice che possiamo pagare dopo e che farà tutto un conto. Ok Rebecca, vuoi sederti? e le sposto la sedia per agevolare la seduta, Lei ringrazia e si siede da gran signora di classe. Ordiniamo del buon vino, o comunque il migliore del posto, mangiamo del pesce fresco appena cucinano, un sorbetto, della frutta ed un buon dessert. Chiacchieriamo come se ci conoscessimo da sempre parlando del più e del meno, fondamentalmente banalità, ma la notte prende vita, ci divertiamo e ridiamo tantissimo. Siamo entrambi ubriachi ed esausti, bull ci consiglia di restare a dormire lì piuttosto che mettersi alla guida ubriachi. Accettiamo e prendiamo la camera. Quella notte eravamo sfiniti, rimanemmo un' altra ora a ridere e scherzare stesi sul letto mentre guardavamo il soffitto, dopodiché si fa sentire pesantemente e cadiamo in un sonno profondo. Non ricordo esattamente quanto tempo dormì, fatto sta che ad un certo punto mi sentii come in un sogno, in una specie di enorme bolla di sapone con Rebekka al suo interno. Scostai leggermente la testa, sentivo ansimare ed il letto che si muoveva leggermente, tipo come fossimo su di una barca. cercando di capire cosa stesse accadendo un immagine sfocata del signor Bull nella nostra stanza, Rebekka con le gambe spalancate ed il gestore dell'immobile che se la stava scopando lentamente alla missionaria mentre lei dormiva. Se la storia piace pubblico la seconda parte
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11 mesi fa
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intesa parte 4
Quando tornò con il plaid lo stese per terra e ci sdraiammo sopra, eravamo in quota e ancora nudi. Seppur una bellissima giornata l'aria frizzantina e il venticello si sentivano. "Freddino", disse, e si avvinghio a me alzando la gamba sul mio cazzo che si era rilassato nel frattempo. La sua figa ancora bagnata era appoggiata alla mia gamba. comincio a muoversi sinuosamente strofinadola per bene e la sua gamba eccitava il mio cazzo che ha cominciato subito a risvegliarsi. Io cominciai a stuzzicarle le sue meravigliose tettine con le mie mani, erano piccole, ma avevano due chiodi turgidi che mi facevano impazzire, le infilai le dita in bocca e le chiesi di bagnarle per bene per poi tornare a eccitare i capezzoli, poi glieli leccai con tanta cura per poi succhiarli. Sentivo la sua figa sempre più bagnata, mi aveva innondato la mia gamba. Io e il mio cazzo tornato operativo in fretta cominciavano a non resistere più. "voglio entrare in te", le dissi. Lei sembrava non vedesse l'ora e mi disse "lo voglio tutto dentro, fai presto!". Volevo farla soffrire un po' farle desiderare ancora un po' di essere penetrata. La misi nella posizione del missionario, le strofinai il mio cazzo sulla figa e sul clitoride, le chiesi: "sicura? Lo vuoi?" e lei "si cazzo, si cazzo, scopami". Non glielo diedi ancora del tutto, le infilai dolcemente solo la cappella e poi lo tirai fuori. "così?" le chiesi. "No" rispose, "cosa vuoi? Devi chiedermelo!" le dissi. "scopami forte" lei. A quel punto mi spostai e le diedi una leccata partendo dal buco del culo al clitoride, quando lo raggiunsi mi prese per i capelli e mi schiacciò la testa contro forte e gemendo e contorcendosi urlò: "lo voglio dentro di me". Glielo infilai forte fino alle palle e cominciai a pompare più forte possibile. I nostri corpi sbattevano tra loro e godevamo entrambi di piacere, il suo ha cominciato a inarcarsi dal piacere, le presi le tette tra le mie mani prima e poi le misi oltre le spalle per tenerla ferma e spingere forte. Ogni tanto mi fermavo con il cazzo tutto infilato spingendo forte e strofinando il mio pube sul suo clitoride, mi godevo la sensazione di essere il più possibile dentro di lei e allo stesso tempo volevo eccitare il suo clitoride tanto sensibile, mi sembrava le piacesse molto infatti mi chiese di farlo ancora, aumentai la frequenza e la durata finchè non mi prese dalle natiche e aiutò anche lei a premermi forte su di lei, dopo poco urlò di piacere: "vengo cazzo, vengo" schiaccianndomi sempre più forte e cominciando anche lei a strofinarsi con forza., finchè non esplose in un fragroroso "siiiiiiiiiii". Il mio sguardo e la mia mente godevano di quel momento magico con questo corpo incantevole che si dimena di piacere e geme con lo sfondo di un panorama naturale incredibie. Io non ero ancora pago e penso anche lei, infatti quando la alzai sempre con il cazzo infilato nella sua vogliosa e fradicia figa non disdegnò. Mi alzai in piedi tenedola in braccio (era perfettamente picola e leggera), si avvighio con le gambe e io sollevavo e abbassavo dolcemente il suo corpo sul mio cazzo. Dopo averla baciata e leccata sul collo le sussurrai nell'orecchio "ti piace essere scopata in un posto incantevole all'aperto? Lo senti bene come ti sto scopando? Senti il mio cazzo che entra e esce dal tuo corpo? O preferivi una passeggiata sola?". "Non sento nulla, preferivo una cazzo di camminata da sola" gemendo di piacere con un ghigno simpatico. Le sorrisi e cominciai a scoparla piu forte possibile, stando in piedi e girandomi ogni tanto per cambiare il panorama, godevo all'inverosimile ero al settimo cielo. Stavo venendo, glielo dissi, mi rispose: " vienimi dentro, voglio sentirti fino in fondo". Il mio cazzo cominciò a pulsare, le gambe tremavano dal piacere finchè non esplosi e la riempii urlando di piacere. Lei non mollò la presa con le sue gambe avvinghiate al mio corpo e continuò su e giù aggrappata al collo finchè non venne nuovamente. Ci baciammo e ci sdraiammo sfiniti di piacere. "Piacere Pietro" le dissi, e lei mi rispose con il suo splendido sorriso: "piacere Francesca". La montagna mi piace sempre di più, pensai tra me e me. Continua
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11 mesi fa
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Intesa parte 3
Ero eccitato come non mai. La mia cappella stava esplodendo e il mio cazzo durissimo saltò fuori a molla dalle mutande quando me le abassò, vidi il suo volto compiaciuto dalle dimensioni e vogliosa di prenderlo in bocca si inginocchiò e con grande maestria cominciò a leccarmelo partendo dalle palle, risalendo per poi dedicare grande cura con lingua e labbra alla cappella. Ero in un posto spettacolare completamente nudo con una gran figa ai miei piedi che mi stava facendo godere a suon di leccate e succhiate il mio cazzo. Era un'artista, sapeva bene come far godere, dopo avermelo bagnato per bene di saliva, strisciava le sue labbra carnose sul lato fino ad arrivare alla cappella eccitandola con maestria con la sua lingua, lo prendeva in bocca di lato e in bocca lo premeva sulla sua guancia in modo che si vedesse la protuberanza da fuori, nel mentre mi toccava le palle avvicinandosi ogni tanto al buco del culo. Quando lo prese in bocca infilandesolo profondamente e guardandomi vogliosa negli occhi cominciai a non vederci più dal piacere. Sentivo il mio cazzo durissimo la cappella gonfissima e lei alternava un'infilata profonda in bocca a una sulla cappella che aveva uno scalino incredibile e lei se lo godeva tutto. È stato tutto cosi inaspettato, facile e veloce. Intesa completa! Dopo poco non ce la facevo più stavo esplodendo. Le dissi: "aspetta, mi fai venire. Fammi rifiatare che ci divertiamo ancora.". Lei non ci pensò un secondo e mi rispose che voleva farmi godere come ha goduto lei prima e continuò a spompinarmi finché il mio cazzo ha cominciato a pulsare di piacere, sentivo la sborra che montava, le gambe che cedevano. Esplosi e la riempii di sborra sul viso e tette che si spalmò con cura sui capezzoli mentre ci guardavamo intensamente negli occhi. Alzatasi in piedi la strinsi forte a me e sollevandola dal culo si avvinghiò a me e ci baciammo lungamente come due adolescenti. Finché non scese e balzellò tutta nuda come Heidi verso il suo zaino. Era uno spettacolo unico vedere questa splendida creatura sprizzare gioia anche con i gesti del suo corpo. Tornò con un plaid e lo stese li vicino. Continua
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12 mesi fa
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Intesa parte 2
... continua dal racconto precedente. Sorpreso e felicissimo della risposta positiva. Allungo le mani sul meraviglioso sedere marmoreo e la schiaccio contro di me e il mio pacco che comincia a ad agitarsi. Avvicinandosi le nostre bocche si sfiorano e ci baciamo intensamente con i corpi avvinghiati. Lei era piccolina, magra, fisico spettacolare, di viso non era bellissima, ma gli occhi verdi e il suo sorriso contagioso mi intrigavano quanto il suo corpo. La sollevai da terra e lei si avvinghiò con le gambe, ci spostammo strofinandoci reciprocamente tra le gambe poco lontano in una zona non visibile dalla strada. La feci scendere e trattenendomi dal strapparle o vestiti la ammirai in tutta la sua bellezza amplificata dal luogo e dal panorama. La riempii di complimenti dicendole quanto mi aveva intrigato già da lontano, nel frattempo cominciai a slacciare i suoi pantaloni, e a calarli insieme alle mutande. Era già fradicia, aveva una gran voglia di cazzo, ma prima di darglielo (trattenendomi con gran fatica) l'ho lasciata in piedi ad ammirare il panorama mentre gliela leccavo appronditamente. Stava godendo, gemeva e le gambe tremavano. Fino a quando e venuta trattenendo un urlo e, in un gesto incontrollato, mi sbatte così forte la sua figa fradicia sul mio labbro a tal punto da tagliarlo sul dente. Il mio cazzo era durissimo e, anche se era ancora in gabbia, lei se ne accorge. Con tanta foga mi spoglia, cosa che faccio anch'io e scopro il suo meraviglioso seno sodo con i capezzoli turgidi quasi come il mio cazzo che non vedeva lora di scoparla. Continua ...
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12 mesi fa
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Intesa
Una incredibile giornata infrasettimanale di ferie. Prendo la mia moto per godermi il nostro meraviglioso paesaggio montano dove solitamente non passa nessuno di martedì. Mi dirigo verso una strada sterrata e mi fermo in un punto panoramico per ammirare in tranquillità le spettacolari montagne visibili a 360 gradi. In mezzo al nulla a un certo punto si avvicina una camminatrice solitaria che si ferma poco lontano da me, anche lei per contemplare il panorama. Ha un bellissimo fisico e la mia mente comincia a fantasticare. La saluto e lei ricambia con un gran sorriso. "Meraviglioso qui, peccato che ci sono i motociclisti che vengono a dar fastidio" le dico. Lei risponde con un altro gran sorriso: "No, no. Non date fastidio...anzi" allora mi avvicino e facciamo due chiacchere introduttive. Mi ispira tanto sesso con quei jeans cortissimi e aderentidsimi sul suo culo scultoreo, la sua canottiera stretta sul suo seno abbondante che gridava: "fammi uscire!". Avrei voluto prenderla subito e cominciavo a intuire che anche lei fosse ben disposta. Non avevo molto tempo e la location era memorabile... O la va o la spacca. Le dico: "giornata fantastica oggi, ferie, giro in moto, posto incantevole, senza gente, solo una splendida ragazza come te! Sai cosa manca solo? Del sano e folle sesso all'aperto con te!". Ho pensato che mi sarebbe arrivata una sberla e se ne sarebbe andata incazzata, invece un po' imbarazzata mi guarda negli occhi e mi dice: "perché no?". Continua....
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12 mesi fa
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Manuela
Quella sera, subito dopo il tramonto, la luce calda del giorno lasciava spazio a un’ombra morbida, quasi complice.Manuela era sulla veranda, intenta a innaffiare le piante. Indossava un abito leggero, quasi trasparente, che lasciava intravedere la curva piena dei fianchi e l’eleganza naturale con cui si muoveva. Ad un tratto, in un gesto che sembrò casuale ma che non lo era affatto, si sfilò il vestito.Restò lì, seminuda, immersa nella penombra del giardino, mentre le gocce d’acqua che ancora uscivano dal tubo le scivolavano lungo le gambe. Rimasi immobile, nascosto tra le foglie del mio lato di siepe, incapace di staccarle gli occhi di dosso.Il battito del cuore era un tamburo impazzito nel petto.Sapeva che la stavo guardando.Ne ero certo.E il suo corpo sembrava danzare proprio per me. Fu un richiamo irresistibile. Attraversai il prato, superai la siepe con passi lenti ma decisi, e mi avvicinai alla sua veranda.Lei non si mosse. Mi attendeva. Quando fui abbastanza vicino, mi prese la mano e la posò sui suoi fianchi.La sua pelle era tiepida, morbida, vibrava sotto le dita.Mi attirò a sé con dolcezza e ci baciammo.Un bacio lungo, profondo, carico di una fame antica. Le sue mani cominciarono ad aprirmi la camicia con pazienza.La sua bocca scese lungo il collo, e più giù.Il mondo sembrava scomparso. Quella sera, subito dopo il tramonto, Manuela era sul retro della casa, intenta a innaffiare le piante rampicanti che si arrampicavano timide lungo la sua veranda.Indossava un vestito chiaro, leggero, e si muoveva con grazia naturale, inconsapevole – o forse no – dello sguardo che da giorni, da settimane, la seguiva con desiderio crescente. Poi accadde qualcosa di inaspettato.In un gesto lento, quasi teatrale, si sfilò il vestito.Rimase lì, esposta alla luce tenue della sera, il corpo avvolto solo da un silenzio che sapeva di attesa.Io trattenni il respiro.Era una visione che sembrava uscita dai miei sogni: vera, concreta, eppure così surreale da far tremare le mani. Fu in quel momento che capii.Non potevo più restare a guardare. Attraversai il confine invisibile tra i nostri giardini con il cuore che batteva come un tamburo.Lei si voltò appena, con un mezzo sorriso che non lasciava spazio a dubbi. Mi avvicinai e le presi il volto tra le mani. Le nostre bocche si cercarono subito, con la fame di chi ha desiderato troppo a lungo.I nostri corpi si sfioravano, si cercavano, come se ogni gesto fosse stato provato mille volte nella mia mente e ora si stesse compiendo davvero. Le mie mani esploravano con rispetto e adorazione, mentre le sue dita correvano veloci lungo i bottoni della mia camicia, disegnando traiettorie precise e sensuali.Mi guidava, ma con naturalezza. Mi accoglieva, ma con forza. Fu lei a prendermi per mano e a condurmi sul tavolo di legno della veranda.Mi guardò negli occhi, poi si lasciò andare sotto di me, con il corpo rilassato e gli occhi colmi di desiderio. Entrai in lei lentamente, tremando.Era la mia prima volta, eppure sembrava tutto perfetto.Lei mi accoglieva come se fossi sempre stato lì, come se sapesse esattamente cosa avevo bisogno di provare. Mi mossi con slancio, perso nella bellezza del suo corpo, nel suono del suo respiro, nel profumo della sua pelle.E quando l’ondata del piacere arrivò, fu come se tutto il mondo svanisse intorno a noi. Ma non eravamo soli. Mentre respiravamo all’unisono, ancora avvolti nell’estasi del piacere, qualcosa attirò la mia attenzione.Un movimento lento, impercettibile, proveniva dalla penombra dietro la veranda.Mi voltai appena.Lì, in silenzio, stava suo marito. Non sembrava sorpreso. Né arrabbiato.Era come se ci aspettasse, come se quella scena – il suo sguardo fisso su di noi, il suo corpo teso nell’ombra – fosse parte di un copione già scritto. Provai una vertigine sottile, a metà tra l’imbarazzo e l’eccitazione.E quella presenza inattesa non mi frenò.Anzi. Manuela mi guardò, come se mi leggesse dentro, e sussurrò appena:— Non smettere.E io non smisi. La feci girare con delicatezza, le mie mani sulle sue anche, guidandola a mettersi in ginocchio sul tavolo.Il suo respiro era caldo, spezzato, e il suo corpo si offriva ancora una volta con fiducia assoluta. Ripresi a muovermi in lei, più a fondo, più intenso.Ogni spinta era un nuovo passo verso qualcosa che non avevo mai conosciuto: il piacere vissuto senza freni, senza confini, osservato e condiviso da chi in teoria avrebbe dovuto esserne escluso. E invece no.Lui era lì, testimone silenzioso e partecipe.Manuela gemeva con crescente abbandono, e nel momento in cui il suo corpo si inarcò, attraversato dall’orgasmo, il marito si avvicinò.Si inginocchiò accanto a lei, la guardò con occhi che non contenevano rabbia, ma desiderio.Lei si voltò e lo accolse, senza una parola. Io restai in silenzio.Li osservai.La mia eccitazione, lontana dal diminuire, si trasformò in qualcosa di più profondo, più viscerale. Il giorno dopo la casa accanto sembrava già più vuota.Le finestre chiuse, il giardino silenzioso, il profumo dei fiori che lentamente lasciava spazio all’aria immobile di una fine che non era stata annunciata. Qualche giorno dopo, arrivò un camion.Due operai caricarono mobili, scatoloni, e oggetti che sembravano appartenere a un’altra vita.Manuela non si affacciò.Non salutò. Ma io sapevo.Quel gesto muto era la conferma che ciò che era successo non si sarebbe ripetuto, e che proprio per questo sarebbe rimasto impresso dentro me con una forza straordinaria. Non la rividi più.Ma la sua presenza è rimasta, come un’eco nei miei sogni, come una cicatrice dolce sulla pelle della memoria. Fu la mia prima volta.Il momento in cui, davvero, diventai uomo.Non solo perché avevo fatto l’amore, ma perché avevo vissuto qualcosa che sfidava ogni certezza, ogni convenzione. Quel giorno scoprii che il desiderio non chiede permesso.Che può nascere dove non lo aspetti, e coinvolgere chi pensavi fosse solo spettatore.E che ci sono esperienze che non puoi raccontare senza tremare, ma che ti rendono libero per sempre.|| Scritto da Clara Bellini per ScopatiMiaMoglie ||
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1 anno fa
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Il Pub
Ero in Sardegna per una breve vacanza, insieme a due amiche. Ci eravamo prese qualche giorno di relax, lontano dal lavoro, dallo stress e dai fidanzati. Avevamo visto un pub molto carino e piuttosto frequentato, e decidemmo di passarci la serata. Era caldo ma non troppo, una bella giornata di metà Giugno, dopo cena indossai la mia camicetta nera semitrasparente con sotto l’intimo nero di pizzo che mio marito mi aveva da poco regalato, e la gonna di jeans con un paio di stivali neri, mi rifeci un po’ il trucco e mi unii alle amiche. Entrammo nel pub che era piuttosto affollato, e decidemmo di sederci al banco, anche perché i tavoli sembravano tutti occupati. Chiedemmo da bere, io ordinai il mio consueto Gin Lemon. Ci servì un bel ragazzo, piuttosto alto, con i capelli corti neri e un bel paio di occhi marroni, più giovane di me, che fin dall’inizio mi guardò con un certo interesse. Le mie amiche se ne accorsero e cominciarono a farmi battutacce al riguardo, ma eravamo allegre e ci ridevo su volentieri. Bevemmo e ridemmo per un bel po’, conoscemmo qualche avventore più o meno simpatico, e il bel ragazzo che ci serviva da bere ogni tanto si fermava a scambiare qualche battuta con noi. Era simpatico e carino, e i suoi sguardi su di me non mi dispiacevano affatto, anche se quelle due streghe delle mie amiche mi prendevano in giro di continuo. A un certo punto ci portò di nuovo da bere, ma noi non avevamo ordinato un’altra bevuta. Lui ci disse che quelle le offriva lui, e allora brindammo a lui e continuammo a chiacchierare e scherzare allegre e spensierate. Io ero piuttosto allegra, avevo anche forse bevuto un po’ troppo, chiesi al tipo dove fossero i bagni, lui me li indicò, ma mi disse che siccome c’era molta gente erano sicuramente in condizioni disastrose, e visto che noi non eravamo del luogo, se voleva mi avrebbe fatto usare il bagno riservato. Io lo ringrazia, e lui mi accompagnò, il bagno era accanto a quelli per il pubblico, ma chiuso a chiave. Lui mi aprì, io lo ringraziai di nuovo sorridendogli e entrai per fare pipì. Quando uscii lui era ancora lì, per richiudere la porta. Il corridoio era molto affollato, e lui mi stava quasi addosso, io gli sorrisi di nuovo, appoggiandomi alla porta mentre lui chiudeva con la chiave. Lui ricambiò il sorriso, chinandosi per dirmi qualcosa ad un orecchio, vista la confusione. Non ci capii più niente, e un attimo dopo lo stavo baciando lì, nel corridoio affollato, appoggiata contro la porta. Accolsi con eccitazione la sua lingua nella mia bocca, e chiusi gli occhi abbandonandomi al bacio. Sentii la sua mano scendermi lungo la schiena, carezzarmi la natica e sfiorarmi la gamba, per poi risalire sotto la mia gonna. Ero eccitatissima, e lo lasciai fare, anche se eravamo in mezzo alla gente. Le sue dita mi scostarono le mutandine, le sentii insinuarsi tra le mie gambe, carezzandomi con delicatezza ma anche con decisione. Mi tirò a se, riaprì la porta del bagno privato e mi fece entrare, per poi chiudersi la porta alle spalle, e riprese a baciarmi e a toccarmi. Anche io passai all’azione, palpandogli il gonfiore dei jeans, sotto il grembiulino da barman. Glieli sbottonai e estrassi ciò che contenevano, massaggiandolo mentre continuavo a baciarlo. Mi fece voltare, io appoggiai le mani alla parete mentre lui mi alzava la gonna, sfilandomi le mutandine. Divaricai leggermente le gambe, e sentii la punta del suo grosso cazzo appoggiarsi sulla mia fica ormai umida, per poi penetrarvi con decisione. Mentre mi scopava da dietro mi apri la camicetta, tastandomi il seno con una mano, mentre con l,’altra cercava la mia bocca. Io gli ciucciavo le dita anche per evitare di fare troppo casino con i miei mugolii, anche se il rumore che veniva dal corridoio sicuramente copriva tutto. Lui affondava i suoi colpi con forza crescente, mandandomi in estasi. Sentivo il suo grosso cazzo dentro di me e mi lasciavo andare sempre di più. Mi accovacciai inginocchiandomi sul water, per permettergli di prendermi in maniera per lui ancora più comoda, lui mi teneva per i fianchi e spingeva forte, con un ritmo altissimo. Tentai di cambiare posa, ma lui mi trattenne, facendomi capire che voleva continuare a scoparmi da dietro, in quel modo, e allora lo assecondai. Sentivo i suoi lombi sbattere contro le mie natiche sempre più velocemente, lo sentivo grugnire e ansimare mentre mi sbatteva in quel modo, poi lo sentii pulsare dentro di me, e un attimo dopo uscì di colpo, e sentii i suoi schizzi sulla mia schiena, realizzando in un attimo che probabilmente mi aveva sporcato la gonna e la camicetta. Mi ricomposi, asciugandomi alla meno peggio, cercai di recuperare le mutandine, ma le aveva lui in mano: -Queste te le restituisco domani, quando torni…- Mi misi a ridere e cercai (poco convinta) di farmele restituire, ma lui se le mise nella tasca del grembiulino e uscì, e io dovetti tornare dalle mia amiche senza, e piuttosto imbarazzata per la mia assenza prolungata. Ovviamente la sera successiva tornai a riprendermele…
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1 anno fa
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"Accordi in Silenzio"
La sala era immersa in una penombra dorata, rischiarata solo da una lampada d’angolo. Al centro, il vecchio pianoforte a coda, lucido e imponente, sembrava aspettare qualcuno. Elena passò le dita sulla tastiera, accarezzando i tasti come si sfiora una pelle conosciuta. Indossava solo una camicia bianca di lui, troppo grande, le gambe nude ripiegate sullo sgabello. Andrea entrò in silenzio, alle sue spalle. Osservò per un istante quella figura che sembrava fatta di luce e pelle. Poi si avvicinò, senza una parola. Le sue mani si posarono sulle sue spalle, calde, pesanti, sicure. Lei non si voltò subito. Suonò qualche nota, lenta, vibrante. Il suono riempì la stanza come un respiro profondo. «Non ricordo questo pezzo», sussurrò lui, piegandosi a baciarle il collo. «Lo sto inventando adesso», rispose lei, chiudendo gli occhi. Le mani di lui scesero lungo le braccia di lei, intrecciandosi con le sue. La guidò nei tasti, mescolando musica e carezze, ritmo e pelle. Ogni nota sembrava nascere dal contatto, dal respiro che si faceva più corto, dal calore che cresceva tra i loro corpi. Quando Elena si voltò, lo guardò negli occhi come se anche quelli fossero uno spartito da leggere. Lui la baciò piano, con la stessa lentezza con cui si accorda uno strumento fragile. Il pianoforte continuò a suonare da solo, sotto le loro mani, mentre la notte li avvolgeva, fatta di musica, pelle e silenzi pieni di senso.
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1 anno fa
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“Accordi segreti”
La sala era vuota, tranne che per lei e per il primo violino. Le luci soffuse del teatro creavano un velo di intimità che nessuna partitura poteva scrivere. Marta, la giovane direttrice d’orchestra, alzò la bacchetta. «Proviamo il secondo movimento,» disse, ma la voce le tremava appena. Lui annuì, lo sguardo fisso su di lei più che sul leggio. Il suono del violino si alzò lento, carezzevole, come un respiro che cerca l’altro. Marta chiuse gli occhi, lasciando che la musica la avvolgesse come un abbraccio sottile. Dirigere così, con lui solo davanti, era diverso. Ogni gesto diventava dialogo silenzioso, ogni pausa un battito di cuore trattenuto. A un certo punto si fermarono. Il silenzio che seguì fu ancora più carico della musica. «La tua bacchetta... comanda anche l’aria,» disse lui con un sorriso lieve. Lei arrossì. «E tu fai parlare le corde come fossero pelle.» Si sfiorarono le mani per caso – o forse no – mentre riposizionavano gli spartiti. Poi tornarono ai loro posti, consapevoli che, da quel momento, tra gli archi e i fiati si sarebbe nascosto un accordo più profondo, impossibile da scrivere. Ma che avrebbe suonato, ogni volta, come un segreto condiviso.
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1 anno fa
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Opportunità Inaspettate-2- Piacere a 4 Mani
Tony ringhia di piacere, spingendo più a fondo nella sua gola. Vorrebbe inondarle la bocca, ma lo fermo. Voglio che continui ad essere eccitato e soprattutto voglio che si dedichi per il momento solo al piacere della moglie."Tony, vieni qui accanto a me, Rosa girati di schiena.”Tony si ritrae dalla bocca di Rosa e si sposta accanto a me, il suo membro ancora duro e pulsante. Rosa si gira sulla schiena, il petto ansante, la pelle arrossata e madida di sudore. I suoi occhi sono pieni di desiderio insaziabile.Mi chino su di lei e catturo le sue labbra in un bacio appassionato, assaporando il suo sapore. La sua lingua mi cerca io ne approfitto per succhiarla e farle conoscere la mia. Le mie mani vagano sul suo corpo, accarezzando i seni, pizzicando i capezzoli turgidi. Interrompo il bacio e le carezze per avvicinarmi al marito.“Tony, mi serve il tuo aiuto. Facciamo provare a Rosa un bel massaggio a quattro mani. Ti chiedo di toglierle i stivaletti e le calze.”Tony annuisce con entusiasmo alla mia proposta. Delicatamente afferra una gamba di Rosa e inizia a slacciare i lacci intricati dello stivaletto, liberando lentamente il suo piede. Fa scivolare via la scarpa, poi sfila con cura la calza, rivelando la pelle morbida e liscia. Ripete il processo con l'altra gamba, massaggiando dolcemente i polpacci e le cosce di Rosa mentre risale.“Bravo, ora ti faccio vedere quello che devi fare. Prendi con entrambe le mani un piede. Posiziona i pollici sotto la pianta e le altre dita sopra il dorso e cerca di fare pressione. Poi ti sposti di un centimetro e ripeti. Il massaggio va fatto su tutta la pianta del piede. Mi raccomando solo pressione, niente strusciamento. Continua fino a quando non ti dirò io di cambiare il piede.”Ritorno verso la testa di Rosa per dedicarmi al suo seno. Tony ed io ci scambiamo uno sguardo complice. Iniziamo a massaggiare il suo corpo in sincronia, le nostre mani che si muovono in una danza sensuale sulla sua pelle.Scaldo le mani strofinandole con energia. Poi prendo l’olio e lo verso sul palmo destro per poi distribuirlo anche sull’ altra mano. Appoggio i palmi delicatamente sotto i seni e inizio a massaggiare con movimenti circolari e lenti partendo dall’ esterno del seno. Mi muovo gradualmente verso il centro evitando per il momento i capezzoli. Con la punta delle dita applico delle leggere pressioni. Appena mi accorgo che i seni si sono ben scaldati inizio ad avventurarmi sulle aureole. I Capezzoli reagiscono così come i mugolii di apprezzamento che vengono emessi.Rosa si inarca sotto le nostre mani lussuriose, il piacere che si irradia attraverso ogni fibra del suo essere. I suoi gemiti riempiono la stanza, mescolandosi con la musica sensuale in sottofondo."Oh Dio, sì, proprio così..." sospira, abbandonandosi completamente alle nostre carezze. I suoi capezzoli sono duri sotto i miei palmi, implorando ulteriori attenzioni.Pizzico delicatamente i bottoncini rosei tra le dita, rotolandoli e stuzzicandoli fino a farla gridare di piacere. Nel frattempo, Tony continua il massaggio sui suoi piedi, applicando una pressione decisa sui punti giusti."Sei così reattiva, amore mio" mormora Tony con approvazione. "Il tuo corpo risponde così bene al nostro tocco."Alterno carezze leggere a tocchi più decisi sui seni di Rosa, adorando la sensazione della sua pelle morbida sotto le mie mani. Mi chino per prenderne uno in bocca, la lingua che turbina intorno al capezzolo eretto. Rosa affonda le mani tra i miei capelli, tenendomi stretto contro il suo petto."Sì, continua, non smettere..." mi implora, il piacere che le increspa la voce.Succhio e mordicchio delicatamente, passando da un seno all'altro, dedicando a entrambi la stessa attenzione focosa. Tony nel frattempo risale lungo le sue gambe con un massaggio sensuale, avvicinandosi pericolosamente alla sua intimità.Sotto il nostro assalto combinato di carezze e baci, sento Rosa che inizia a godere sempre di più. Il suo corpo è teso come una corda di violino, pronto a spezzarsi da un momento all'altro.Con un ultimo succhiotto deciso sul capezzolo e una carezza mirata sul clitoride da parte di Tony, la spingiamo ancora una volta nel vortice dell'estasi. Rosa grida il suo piacere, il corpo inarcato e scosso da spasmi incontrollabili mentre l'orgasmo la travolge.La guidiamo attraverso il suo infinito orgasmo con tocchi delicati, prolungando il suo godimento il più possibile. Quando infine crolla sul lettino, ansimante ed appagata, ci scambiamo uno sguardo trionfante."È stato un massaggio incredibile," sussurra Rosa, gli occhi annebbiati dalla soddisfazione post-orgasmica. "Voi due insieme...siete stati una combinazione letale."Mi alzo dal lettino e faccio un cenno a Tony. "Che ne dici di unirci a tua moglie sul letto? Sono sicuro che apprezzerà le nostre attenzioni combinate in una posizione più... intima."Tony sorride maliziosamente. "Ottima idea. Non vedo l'ora di vederla godere ancora e ancora tra le nostre braccia."Aiutiamo Rosa ad alzarsi, le gambe ancora tremanti per la forza del suo orgasmo. La conduciamo verso il letto king size, già preparato con lenzuola di seta nera.Rosa si sdraia languidamente al centro, i capelli scuri sparsi sul cuscino come un'aureola. La sua pelle è ancora arrossata e madida di sudore, ma i suoi occhi brillano di rinnovato desiderio.Io e Tony ci posizioniamo ai lati di Rosa, le mani che già vagano sul suo corpo caldo. Ci scambiamo uno sguardo complice, poi ci chiniamo contemporaneamente per baciarla - Tony sulle labbra, io sul collo.Rosa geme nella bocca di suo marito mentre la mia lingua traccia disegni roventi sulla sua gola. Le sue mani si aggrappano alle nostre schiene, tirandoci più vicino, il suo corpo che si inarca in una silenziosa richiesta di più.Facciamo scivolare le labbra sempre più in basso, baciando e leccando ogni centimetro della sua pelle di seta. Quando arriviamo ai seni, ci concediamo una sosta prolungata, torturandola con carezze lussuriose.Sotto il nostro duplice assalto, Rosa si contorce dal piacere, gemiti e sospiri incontrollati che le sfuggono dalle labbra. "Oh dio, sì, mi fate impazzire..." ansima, spingendosi contro le nostre bocche avide.Mentre Tony continua a dedicarsi ai suoi seni, io scendo lungo il suo ventre fino a raggiungere il suo centro pulsante. Con un sorriso malizioso, seppellisco il viso tra le sue cosce, assaporando la sua essenza. Rosa grida quando la mia lingua affonda tra le sue pieghe bagnate.I suoi fianchi si inarcano verso la mia bocca mentre Tony continua a torturarle i seni con baci e morsi delicati."Succhiami e laccami la figa, proprio così...non smettere..." geme Rosa, le mani affondate tra i miei capelli per tenermi fermo contro la sua intimità. La mia lingua danza sul suo clitoride pulsante, mentre infilo due dita dentro di lei, scoprendola con spinte decise. Trovo subito il suo punto G e inizio a massaggiarlo senza pietà, deciso a portarla nuovamente all'apice del piacere.Nel frattempo Tony risale lungo il suo corpo e cattura le sue labbra in un bacio rovente, soffocando i suoi gemiti sempre più forti. Le sue mani vagano ovunque, accarezzando e stuzzicando ogni centimetro di pelle a portata.Le mie dita scivolano dentro e fuori, sincronizzate ai gemiti di Rosa. La sua vagina è un vulcano pronto a eruttare per l’ennesima volta. Le mie impietose labbra catturano il clitoride e lo rendono prigioniero di un risucchio senza limiti.Sotto il nostro duplice assalto, sento Rosa iniziare a tremare incontrollabilmente. I suoi muscoli interni si stringono attorno alle mie dita, segno che l'orgasmo è ormai imminente.Intensifico la penetrazione, la lingua turbina selvaggiamente sul suo clitoride mentre le dita affondano più a fondo, colpendo quel punto magico con precisione implacabile. Con un ultimo grido strozzato, Rosa esplode in un orgasmo devastante, il corpo scosso da spasmi violenti di puro piacere. Continuo a leccare e succhiare, guidandola attraverso le onde del suo terzo e umido orgasmo, prolungando il suo godimento il più a lungo possibile.Quando infine crolla sui cuscini, ansimante e spossata, risalgo lungo il suo corpo e la bacio con passione, lasciandole assaporare la sua stessa essenza sulle mie labbra."Sei stata meravigliosa, amore mio, una vera porca" mormora Tony, accarezzandole dolcemente il viso. "Sei sempre più bella quando ti abbandoni al piacere."Rosa sorride languida, gli occhi annebbiati dalla soddisfazione. "Mi avete distrutta e ancora i vostri cazzi non hanno avuto soddisfazione."*******************************Seconda parte della storia di una coppia esibizionista conosciuta per caso qui su A69 e mi hanno chiesto di scrivere per loro una storia. Dopo alcuni messaggi ho subito iniziato a pensare come esaudire il loro desiderio. Ho perciò dato sfogo alla mia creatività e insieme all'aiuto di Angelica avete potuto leggere le prime righe di quest'avventura. Ho suddiviso in più parti il racconto e ognuna di queste potrebbe anche essere letta come una storia unica: protagonista è sempre il 'piacere' come annunciato da ogni titolo.Bene, ora tocca a voi giudicare se sono un genio incompreso o solo un tizio che si crede uno scrittore. Un voto, dai, non fate i tirchi! E se vi va, lasciate pure un commento, anche uno di quelli che fanno ridere.Scrivo queste storie perché mi piace farvi sognare, ma anche perché mi piace farmi un po' di pubblicità. Diciamo che sono un po' come un venditore ambulante di sogni proibiti. E sì, ho un debole per le donne, ma non sono fissato su un solo tipo. Anzi, mi piace sperimentare!Se vi va di far parte della mia cerchia di ammiratori (o complici), contattatemi pure. Magari insieme possiamo inventare o vivere(meglio) una storia ancora più pazza.Se vuoi, puoi contattarmi qui su A69 o su T G con lo stesso nickname, giorgal73, per proposte, suggerimenti, commenti o inviti a serate o club per creare la nostra storia.
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1 anno fa
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Varie
Mi succede spesso con le coppie...
Succede spesso con le coppie che al primo incontro mi viene richiesto di essere attiva con la lei di coppia e quindi metterla al centro delle attenzioni e casualmente qualche strusciatina al mio pene da parte del lui . Al secondo incontro è quasi matematico che mi viene richiesto di attiva per entrambi, lui vorrebbe provare a metterlo in bocca e farsi penetrare, fortunatamente per loro sono abbastanza versatile e duratura e li accontento entrambi. A volte sono penetrata anche dalla lei di coppia e questo mi fa felice nel dare alla donna la sensazione di scoparmi e dominarmi.. Per esperienza posso dire che ormai anche gli uomini etero sono curiosi su cosa si prova a toccare a un pene che non sia il suo.Apprezzo molto quando mi viene detto che con me viene spontaneo toccarmi, baciare il mio corpo liscio e fidarsi nel sentirmi dentro di loro. Si cari etero, se vi scopo rimarrete sempre etero ma con una esperienza in più. Che dire sono sempre in attesa di nuove emozioni e che spero di potervelo raccontare. Alla prossima Baci
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1 anno fa
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Varie
Vestigi di labbra
Il mio odore le dava le Vertigini...Era l'odore del sesso, uno stato puro di mie e sue tracce sulla pelle, Vestigi di labbra affamate, preziosi abbozzi di appartenenza, di piacere e tribolazione, così vividi e così transitori.L'odore dei sussulti bruschi, delle pause scorrevoli, delle sue urla spudorate.L'accarezzavo, prendendomi cura delle sue ferite,certo che come loro,anche io presto non ci sarei stato più.Mi cullavo in quella elagica malinconia, consapevole un futuro inesistente.accende una sigaretta in silenzio, ascolta i bramiti della sua anima, richiami rapaci.Si lascia coccolare dal suo stesso dolore.Non può salvarmi,non può salvare nemmeno se stessa.Si lascia alla vita, con le sue emozioni, la sua tristezza, la sua gioia e la sua passione che fluisce libera dentro di se, assapora ogni istante e non lascia nemmeno le briciole, vive, sempre alla massima intensità, esagera, come solo lei fa sempre, perché lei non sa vivere diversamente. - Silver Rea -
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1 anno fa
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Varie
Anale fatto bene
Prima che mi rendesse la sua piccola troia del culo, pensavo di detestare l'anal. Ora lo gestisco come un professionista e mi piace ogni momento! Circa cinque anni fa, uscivo regolarmente con un uomo di nome Roberto. Aveva i capelli neri, era alto sei piedi, aveva diversi tatuaggi, indossava occhiali nerd, aveva enormi muscoli, era ben scolpito ed emanava un'adorabile ma seducente goffaggine. Era dannatamente eccitante dopo le poche volte che avevamo scopato. A parte il fatto che riusciva a farmi squirttare sul letto la prima volta che abbiamo scopato, devo ammettere che sono una fanatica di un uomo che consuma la fica come un bambino cicciottello in un negozio di dolciumi. Potevo dire che stava trattenendo qualcosa dopo averlo scopato per un po'. Risposte alle domande Ho deciso di interrogarlo, "Cosa fa davvero alzare il tuo cazzo non appena ci pensi?" mentre aspettavo la mia prossima visita al suo piccolo appartamento da scapolo con una sola camera da letto. Dovevo conoscere i suoi desideri e aspirazioni più profondi. Sai, mi piace fare le cose più stravaganti per compiacere i miei amori, dato che sono una persona che ama compiacere gli altri per natura. Inoltre, gli ho assicurato che condividerlo con me andava bene. Roberto poi mi ha chiesto cosa ne pensassi dell'anal. La mia risposta è stata: "L'ho fatto diverse volte, ma non sono una grande fan, è sempre stato piuttosto scomodo, ma sono sempre felice di accontentare, perché il fatto di portare piacere all'altra persona è un grande stimolo per me, mi faccio venire le mutande per far gemere un uomo". Roberto poi mi dice che vorrebbe davvero adorare il mio culo e riempirmi con il suo sperma, e che probabilmente non ero mai stata scopata correttamente nel mio culo. Mentre stavo elaborando tutto questo, Roberto si alzò e entrò nel piccolo bagno di fronte alla sua camera da letto. Mi sembrava strano che si alzasse semplicemente e mi lasciasse sdraiata sul suo letto king-size, surriscaldata e sudata. Roberto tornò poco dopo, tenendo qualcosa in mano. Mentre mi offre un clistere, dice: "Avrai bisogno di usarlo, perché ti scoperò quel culo tutta la notte. Nuove scoperte Seguo le istruzioni come una brava ragazza. E se, come ogni volta precedente in cui sono stata sodomizzata, anche questa si rivelasse una delusione? Ero sia ansioso che estatico. Inserisco la punta nel mio culo, la premo in profondità e la spruzzo dentro di me mentre sono sdraiato a pancia in giù sul freddo pavimento del bagno. Ero pronto a consegnargli il mio culo dopo aver seguito le procedure per sbrigare la faccenda. Mentre salgo, Roberto mi fa cenno di andare sul letto. Indosso solo una maglietta, che lui mi infila sopra la testa. Per permettere alla sua testa di accedere facilmente a tutte le mie parti intime, ha messo un paio di cuscini in mezzo al letto e mi ha detto di sdraiarmi con i cuscini sotto il sedere, sollevando il mio fondoschiena. Mi morde e bacia delicatamente mentre mi accarezza le cosce su e giù. Ogni movimento sembra sciogliere la mia tensione. Mi rendo conto rapidamente che sta toccando la mia figa calda, umida e pulsante. Il suo dito scivola dentro la mia figa mentre inizia a fare pressione, stringendo e accarezzando. Inizia lentamente, dentro e fuori, e poi mi infila due dita dentro e inizia a usarle per scoparmi aggressivamente. Mi toglie il respiro e ansimo. Il suo dito sta iniziando a curvarsi un po' e a colpire il mio punto dolce. Non riesco a trattenere la sensazione calda nella pancia, così lascio uscire un enorme getto che colpisce il suo petto e lascia schizzi del mio sperma sul suo viso. Senza esitazione, infila la testa tra le mie gambe dopo aver tolto le dita. Roberto alza lo sguardo, il suo viso splendente mentre succhia e ingoia il resto dei miei fluidi. "Vieni qui così posso sentire il sapore della mia fica sulle tue labbra," spiego, e lui naturalmente lo fa. Si abbassa di nuovo e inizia a leccarmi il culo, delicatamente e a fondo. Mi sono reso conto che mi sta scopando con la lingua. Avere una lingua calda e piacevole dentro il mio culo è fantastico. Non passa molto tempo prima che prenda una bottiglia di olio lubrificante dal comodino. Roberto mi istruisce di "girarti e mettere il culo su e il viso in giù." Ancora una volta, seguo le istruzioni. Ho sentito un liquido caldo scorrere lungo la mia fessura dopo essermi messo in posizione. Poi inizia a toccare le mie natiche vigorosamente e profondamente. Lui passa le mani sulla mia fica e sul mio culo. Non vedo l'ora che arrivi. Inizia a concentrarsi sulla mia stella, il centro del mio culo. Per un considerevole periodo di tempo, preme contro il buco senza entrare, e poi inizia gradualmente a inserire la punta del dito dentro di me. Il mio culo vuole davvero essere punito e si sta divertendo un sacco. Alla fine, il dito di Roberto inizia a perforare il mio bordo più profondamente con ogni spinta. "SCOPAMI ORA," è quello che voglio urlare, ma lo sopprimo. Usa un dito per aprirmi e ne infila un secondo; si muove ancora lentamente, ma mi sta sicuramente scopando il culo. Questo continua per un po', diventando più difficile e veloce. Sento un grande cazzo spesso e caldo essere massaggiato su e giù per la mia fessura quando le mani si fermano bruscamente e c'è una pausa. Mi sta prendendo in giro! Fa male quanto desidero il suo cazzo. Perché non può semplicemente darmi quello che voglio? Ogni secondo sembra un'eternità! Rimuovo il mio chee
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1 anno fa
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Libidinoso rambutan.
...Il campanile sillaba enfatico gli attimi, composto, riesco a sentire il vello cedevole del tempo, mentre arrendevoli le mani sulla tua schiena, vanno a morire. Sono incerta se imbavagliare il silenzio, mentre cedo scomposta al piacere di spogliarmi, come dune sabbiose, nello scenario irreale di un sogno. La brezza del tuo odore, sandalo bruno rosso, rugoso, incide i timpani col sibilo, si propaga nell'aria, come un'eco sospesa, germoglia nel moltiplicarsi dei nostri ansimi. Nei dubbiosi attimi lenti, mi lascio col seno sul tuo sterno, premo esitante, respiro, adagio la testa, nell'incavo della tua spalla, un respiro vellutato, umido che sa di libidinoso rambutan. Estrema, questa sensazione penetrante di labbra servili e morbide, ebbre del più speziato dei rum, segnano la strada, verso il basso. Nel baciarti, i fiati, si aggrovigliano convulsi in ondeggi di sacra danza, come maestosi rami, risalgono su per il naso, la saliva bagnandoti il mento erompe giù per il tuo collo. Disarmati da uno scalpiccio, di sgargianti sete orientali, complici e ruffiane della voglia, che tende le redini alla foga di un amante, colpevole e felice, soddisfatta e insicura, libera ma traditrice. Serpente a cui non resisti...mordimi! Un brioso alito scivola fra le gambe, nel silenzio si contorce, slega e annoda, la fiamma di un fuoco Silver Rea
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1 anno fa
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Varie
Come faccio i pompini, Nadia
La maggior parte degli uomini da grande importanza al loro pene e testicoli, e questo è molto giusto, sono fonte di vita e di piacere. Io questo l’ ho capito molto tempo fa. Quando mi do a loro mi sento una sacerdotessa adoratrice di quella importante parte dei loro corpi. Per questo sono diventata bravissima a fare i pompini. Li faccio così. Prima di tutto lavoro molto i testicoli maneggiandoli succhiandoli e prendendoli in bocca e non li abbandono mai lavorandoli con le mani. Poi salgo lungo l’ asta con la lingua un po' su è giù leccando sempre. Arrivo sulla punta leccando accuratamente anche quella. Poi ingoio tutto il pene, facendomelo arrivare in gola il più profondamente possibile. Succhio come se fossi un aspirapolvere alternando leccate specie sulla punta. Quanto mi piace farlo. Quando sento che lui sta per venire faccio in modo di avere solo la punta in bocca in modo di assaporare lo sperma che arriva. Un po' sgocciola fuori. Non lo spreco. Dopo aver finito di leccare fino all’ ultima goccia lasciando il pene pulitissimo, raccolgo con le dita lo sperma sul mio viso e metto le dita in bocca leccandole. E’ splendido per me ma anche per lui. Abbastanza spesso mi fanno i complimenti per quanto sono stata brava.
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1 anno fa
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Per divertimento
Cerco ragazze su Roma.. Da conoscere uscire divertirci e poi chissà Cerco anche nuove esperienze eccitanti passionali.... Che ti facciano sentire quel brivido caldo. Spero sempre di poter incontrare una ragazza con passione piena di piacere con la quale dividere momenti unici di estrema passione... Con la quale passare una notte di follia pura dove non ci sono limiti al piacere e ne tempo fino a raggiungere il top di ogni orgasmo e piacere e allo sfinimento delle energie.... Amo da morire i preliminare soprattutto se sono io a farlo
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1 anno fa
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Dal punto di vista mio, Nadia
Dal punto di vista mio, Nadia.Leggendo quanto scrivo forse penserete che io sia unica. Non è così molte donne che conosco vivono il sesso così come me, con completezza e libertà, lo so perché con le amiche ci raccontiamo tutto. Certo vi sono anche donne che per creare un alibi con stesse fingono, per scopare fuori casa, l’ illusione del grande amore distruggendo il matrimonio. Non sanno che almeno nel sesso la monogamia non esiste. Altre non ingoiano o non lo prendono dietro non sapendo cosa si perdono. Mi fa piacere farvi un esempio di quello che fanno donne che conosco. La mia migliore amica rimane spesso in vacanza da sola. Il marito, molto preso dal lavoro, l’ accompagna e la va a riprendere, e lei coglie l’ occasione per farsi un amante. Un giorno mi telefona dicendomi che il suo ultimo passava da Roma a trovarla ma che era con il figlio del suo principale e per andare con lei era necessario che trovasse un’ amica disponibile per lui. Mi ha invitata e io ho accettato. Dopo cena siamo andati nella sua villa, suo marito era fuori per lavoro, arrivati a casa lei è andata al frigorifero, in cucina, per prendere una bottiglia di spumante. E’ tornata indossando solo il perizoma dicendo che il vestito era scomodo. Prima del brindisi mi sono spogliata anche io, tutta nuda. E’ stata una serata di fuoco. Ce li siamo anche scambiati. La vita ti fa crescere in base a quello che sei, all’ ambiente in cui sei cresciuta, alle amicizie etc. La mia famiglia era di mentalità molto libera La mia prima maestra di vita è stata mia madre. Lei era ed ancora bellissima. Aveva capito che per farsi strada in un mondo maschilista doveva usare il suo splendido corpo. Ha cominciato la sua carriera dandosi al suo Direttore Generale che l’ ha promossa dirigente. La portava con sè, trovando la scusa di avere bisogno di un aiuto, nei suoi viaggi di lavoro anche all’ estero. Lei, per farlo contento lo seguiva volentieri. Prendevano due camere anche se poi ne usavano una sola. In Italia, quando spariva, voleva dire che era con lui nella sua villa al mare. Succedeva sempre quando la moglie di lui era fuori. Mio padre, uomo di scienza, aveva sempre la testa fra le nuvole e non si accorgeva di nulla (o faceva finta?) innamorato come era ed è. Mia madre mi ha anche insegnato come affrontare il sesso, in pratica che se volevi ricevere piacere dovevi darne tanto attenta a cogliere i desideri del partner e precederli.L’ influenza delle amiche. Eravamo un gruppo di ragazza molto spigliate. Alle feste ci facevamo sbattere anche se difendevamo la verginità come un bene prezioso da spendere alla giusta occasione. Molte l’ hanno persa presto io ero piuttosto grandicella quando l’ ho fatto. Io ho imparato subito a fare i pompini (Così mi avevano soprannominato la “pompinara”, un po' forte vero, ma a me piaceva perché mi descriveva bene).Alcuni altri soprannomi e spigolature sulla mie amiche:- una era soprannominata “mutanda facile” tanto era facile per lei concedersi dopo aver perso, assai presto la verginità.- Di un’ altra dicevano è al secondo giro delle mura, per intendere che era già stata con tutti e aveva ricominciato dal primo.- La “sorca elettrica” per le sensazioni che trasmetteva scopando.- Un’ altre si era prostituita per gioco la prima volta. Poi era entrata in un giro di prostituzione ad altissimo livello. Ha fatto un sacco di soldi.Etc.Mio marito vi ha raccontato come sono arrivata ad avere il mio primo amante.Non sono stata mai innamorata di lui ma molto presa si. Per quanto la nostra relazione è durata a lungo, non riuscivo a fare a meno di lui.E’ stato fantastico lui mi scopava in tutte le posizioni, posti e luoghi. Quando dormiva a casa nostra la notte lo andavo a trovare con la complicità di mio marito, che si eccitava molto. Lui si alzava presto per andare a lavoro e io scendevo, dalla camera in cucina e mi piaceva fargli il pompino del buongiorno. Lui lo gradiva molto. Vorrei descrivervi come li faccio: comincio a leccare ed ingoiare i testicoli, poi con la lingua lavoro l’ asta e la punta, poi succhio come un’aspirapolvere. Debbo moderarmi per evitare che lui venga subito. Quando lui viene faccio in modo di avere solo la punta in bocca in modo di assaporare lo sperma che mi fiotta verso gola, ingoio tutto, poi lecco fino all’ ultima goccia e lascio il pene completamente pulito. Quanto mi piace e così piace anche a voi uomini. Lui mi diceva: come lo succhi tu non lo fa nessuna altra e ne aveva avute di donne, perfino una nostra amica che gli avevamo presentato noi. Vi dicevo che mi scopava in tutti i posti, sotto la doccia etc. Ricordo in particolare una volta alla finestra aperta, eravamo completamente nudi, quando una dirimpettaia si è affacciata e ci ha visti io le ho sorriso, lei ha risposto e la mia eccitazione è salita alle stelle. Quando eravamo nudi sul letto se riceveva una telefonata mi faceva segno con la bocca di succhiarglielo e io lo facevo. Fantastico. Lui aveva dato le chiavi a una vicina, studentessa e giovanissima. Ho fatto conoscere la mia bisessualità. Lei ha aperto e quando ci ha visto nudi sul letto voleva andare via. Io le ho detto che sapeva che eravamo amanti, le ho chiesto di rimanere e dispogliarsi per non farci sentire in imbarazzo. Si è sdraiata sul letto e io l’ ho baciata appassionatamente prima sulla bocca e poi ho leccato a lungo la sua dolcissima fichetta, l’ ho portata ad un orgasmo portentoso. Dopo lei si è rivestita e se ne è andata, molto soddisfatta. Una volta siamo andati in albergo e lui mi ha spogliata e iniziato a scoparmi in ascensore, sono entrata in camera nuda, peccato che nessuno mi abbia vista, mi sarebbe piaciuto. Adorava portarmi nei boschi. Io non avevo timore che ci vedessero. Succiarglielo in mezzo al verde era molto intrigante. Chi ha inventato il pompino era geniale. Lo puoi fare ovunque. Una volta glielo fatto in un distributore, allora il self service non era ancora diffuso, e il benzinaio mentre gli faceva il pieno mi ha sicuramente vista che eccitazione. La prima volta che sono stata con lui mi aveva accompagnata a comprare dei costumi. Dovevate vedere la faccia del commesso quando sono uscita dal camerino di prova, con solo il sotto, a seno nudo chiedendo loro: questo costume è adatto per il topless al mare?. Poi siamo andati nel suo appartamentino e lo abbiamo fatto. Lui è venuto subito e si è scusato. Ma subito dopo era di nuovo in erezione ed è durato moltissimo. Io speravo che non venisse mai. Io sono venuta diverse volte. Tornata a casa sono andata a cena fuori con mio marito. Avevo l’ abito assai poco abbottonato. Il seno esposto per la gioia del cameriere. Un giorno lui mi ha detto di amarmi io gli ho risposto di non amarlo ma felice di essere la sua donna e se voleva glielo dimostravo. Lui mi ha chiesto come e io gli ho risposto che ero pronta a farmi mettere incinta. Lui ha risposto magari. Un giorno l’ ho chiamata dicendogli che a metà settima sarei stata feconda e pronta a passare la notte con lui. Ho avvertito mio marito delle mie intenzioni e lui mi ha risposto che se mi faceva felice dovevo farlo. Sona andata da lui, ma stranamente non sono rimasta incinta, nemmeno con i tentativi successivi. Io e mio marito pensavamo che fosse sterile, poi si è sposata ed avuto un figlio dalla donna che ha sposato. I casi della vita. Uno degli ultimi episodi con lui che mi è rimasto impresso. Ci ha invitato a una festa elegante a casa di un suo amico Principe. Ho chiesto a mio marito di fingersi malato, volevo andarci sola con lui. L’ ho chiamato e gli ho detto che mio marito non stava bene e lui ha risposto che potevamo rinunciare. Io ho replicato che io potevo andare da sola con lui però doveva venirmi a prendere e l’ ha fatto. Io ero vestita con un abito lungo nero sopra terminante con due fascette che coprivano il seno. Sotto solo un perizoma. In macchina, dopo che ci eravamo avviati lui ha detto che si aspettava che mi fossi vestita in maniera più audace. Io gli ho chiesto di fermare la macchina e chiudere gli occhi. Ho sciolto le fascette e le ho riannodate incrociandole e il seno è rimasto nudo. Gli ho detto di riaprire gli occhi, lui ha dato un gridolino di meraviglia e ha cominciato a giocare con i miei capezzoli. Io gli ho fatto presente che mi stavo eccitando e di smettere. Però gli ho dato il mio rossetto chiedendogli di colorarmi un po' i capezzoli perché risaltassero meglio. Lo ha fatto. Arrivati siamo stati accolti dal Principe e da sua moglie. Lei mi portato in giro a conoscere un po' di gente. A seno completamente esposto facevo un figurone. Più tardi lei mi ha detto se volevo rimanere da loro per la notte e scambiarci i partner, dicendomi che lei era già stata con il mio e lo rifaceva volentieri. Ho accettato. Quella notte ho provato un pene “nobile”, esperienza indimenticabile anche questa. Vorrei raccontare alcuni episodi.Il mio primo rapporto donna donna.Avevo 24 anni, sposata da due, una sera durante una cena i giardino ho cominciato a parlare con una donna più grande di me. Passeggiando insieme mi ha fatto arrivare in un angolo buio del giardino. Lì mi ha baciata e poi mi ha spogliata, sdraiata sull’ erba mi ha coperta di baci leccandomela a lungo. Da lì in poi ho scoperto che a leccarla le donne sanno farlo molto meglio. Aveva intuito le mie tendenze. Ci sono stata un altro paio di volte ma lei era come un ape che cambia sempre i fiori e dopo un po' non mi cercata più. Dopo questa prima esperienza sono stata con altre donne. Nel sedere. E’ nato tutto per caso. Un pomeriggio mio marito mi ha telefonato dicendomi che portava un collega a cena. Avevano avuto un grande successo professionale e volevano festeggiare. Io ero abbigliata con un vestito di cotone a fiori, sotto solo il perizoma. Sopra era poco abbottonato. Durante la cena, forse perché avevamo bevuto molto, il discorso è finito sul sesso. Il collega di mio marito ha affermato che alle donne piace molto di più quando il pene è grandissimo. Io gli ho chiesto come facesse a saperlo. Lui mi ha risposto: semplice il mio è molto grande, 25 cm di lunghezza e 6 cm di larghezza accennando con le mani alle dimensioni. Io gli ho detto impossibile. Lui ha replicato misuralo se ho mentito farò la penitenza che vorrai ma altrimenti lo bacerai per ammirazione. Mio marito mi ha incoraggiato ad accettare la sfida. Sono andata a prendere un metro da sarta e, quando sono tornata, lui lo aveva sfoderato, era mostruosamente grande. L’ ho misurato ed era della dimensioni che lui aveva dichiarato. Io ero partita e invece di limitarmi a baciarlo ho iniziato un vero e propri pompino. Dopo un po' lui mi ha detto di spogliarmi che me lo voleva far assaggiare. Io l’ ho fatto e mi sono appoggiata al muro. Lui si è tolto i calzoni e i boxer, mi è entrato dentro e mi ha scopata meravigliosamente. Io ero distrutta e sono andata a dormire.Il giorno dopo lui mi ha chiamata al cellulare chiedendomi di andare a cena con lui e passare al notte insieme. Io ho accettato. Quando mio marito è tornato a casa ho scoperto che il numero del mio cellulare glielo aveva dato. Lui gli aveva detto che le sensazioni che gli avevo trasferito non le aveva mai provate, così intensamente, prima.Mio marito mi ha accompagnata da lui al ristorante. Durante la cena lui mi ha detto che quella sera me lo avrebbe messo anche dietro. Allora non lo avevo ancora fatto. Ho obbiettato che era difficile essendo il suo molto grosso. Lui mi ha fatto notare che non era il primo che apriva. Dopo siamo andati da lui. Mi ha scopata prima davanti. Poi è andato a prendere una crema dicendomi che serviva a lubrificare ma che era un po' analgesica, meno piacere ma anche meno dolore.Ha dimostrato di essere bravissimo. Prima ha messo dentro la punta e poi con un potente colpo di reni me lo ha messo su tutto. Io sono quasi svenuta dal dolore che si è presto trasformato in piacere puro. Comunque la prima volta fa male anche quando viene estratto. Il risultato è stato che il mio buchino ha ceduto completamente. Dopo quella volta sono larga anche dietro non come davanti però. Entrare in me li è facilissimo, anche se i muscoli interni sono rimasti inalterati, così quando lo do lui prova ancora il gusto della penetrazione. L’ indomani mattina è stato molto carino chiedendomi se mi faceva male. In realtà era solo un po' indolenzito. Poi ho chiamato mio marito e gli ho detto di essere ancora nuda ma che mi stavo per fare la doccia e che mi poteva venire a riprendermi. Ci siamo persi di vista lui è andato a lavorare in un'altra città, purtroppo. Mi sarebbe piaciuto essere sua altre volte. Il dopo cena.Un altro episodio bellissimo. Una sera un amico di mio marito, cuoco abilissimo, ci ha invitati a cena a casa sua, sua moglie era all’ estero per lavoro. Tutto buonissimo e tanto prosecco. Io ero già su di giri. Il nostro amico mi ha detto: hai mostrato il seno durante la cena ora facci vedere il resto. Io ho replicato metti la musica giusta e vi faccio uno spogliarello. Quando sono rimasta nuda lui mi ha fatto sdraiare sul tappeto, si è tolto pantaloni e boxer e mi ha penetrata. Mio marito era in visibilio. Sono venuta alla grande. Mi è rimasta voglia di lui. Qualche giorno dopo sono andata da mio marito dicendogli che volevo andare di nuovo con lui. Mio marito mi ha detto: vuoi che ti dia il suo numero di telefonino? Io gli ho detto di no e gli ho chiesto di chiamarlo per dirglielo. Tramite mio marito mi ha invita ad andare a cena e a passare la notte da lui. Tutto molto piacevole. Anche lui ha lodato il mio modo di farlo con la bocca. E’ stato scoperto dalla moglie e si è dovuto moderare e, quindi, per me storia finita. La scommessa del pompino.Eravamo ad una festa elegante. Io indossavo un camicetta di seta e una splendida gonna lunga. Un ospite, che era di passaggio da Roma, si è vantato di poter durare all’ infinito. Io gli ho detto che lavorandolo con la bocca lo facevo venire in meno di 5 minuti. Lui mi ha chiesto di farlo per vedere se ci riuscivo. Incoraggiata da mio marito mi sono tolta la camicette e a seno nudo, appena lui lo ha tirato fuori, ho cominciato a lavorarlo. Dopo poco, meno di 5 minuti, ho sentito le vibrazioni del pene che evidenziavano che lui stava per venire. L’ ho tirato fuori dalla bocca, continuando con la mano, perché tutti quelli presenti vedessero. Mi ha fiottato sul viso e sul seno. La cosa più carina è stata vedere la faccia degli altri ospiti, che non avevano assistito, mentre mi vedevano attraversare, la sala per andare in bagno a lavarmi, coperta di sperma. Lui è stato grande. Il giorno dopo mi è arrivato un grande mazzo di rose accompagnato da un biglietto che diceva “complimenti sei stata bravissima”. Peccato che non era di Roma, avrei potuto fare di più con lui.Nuda sotto.Una cosa che adoro è uscire nuda sotto il soprabito con solo con reggicalze e calze velate autoreggenti, nemmeno il perizoma . Mio marito adora che apra il soprabito in macchina, mostrando tutto. Una volta sorpassando un autocarro l’ autista ha visto tutto, per fortuna si è controllato. Se andiamo in un locale faccio in modo che la mia cosina sia in vista. Mi piace molto mostrarmi.Il privé.Avete mai avuto una esperienza in un privè, locali per il sesso libero. Noi ci siamo andati una volta un club molto esclusivo. Ci ha presentato una coppia amica frequentatori abituali. Molto elegante appena arrivi ti offrono della champagne. Poi ti accompagnano al tavolo. Li c’ è una luce verde che se l’ accendi vuol dire che si è pronti. Accesa la luce si è avvicinato un signore molto distinto e ben vestito che si è seduto vicino a me mi ha sbottonato la giacca palpandomi poi i seni e giocando con i miei capezzoli. Mi ha chiesto di seguirlo. Io mi sono tolta gonna e perizoma e l’ ho seguito. Lui mi ha portato in una altra stanza e mi ha affidato a un giovane nudo dicendo che mi avrebbe introdotta ai piaceri del posto così è stato. Una notte di sesso, infinita. Abbiamo sempre detto di tornarci, poi le disfunzioni erettili di mio marito sono aumentate e abbiamo rinunciato. La doppia penetrazione.Questa è una cosa che tutte le donne dovrebbero provare. E’ difficile che si realizzi perché gli uomini sono riluttanti perché i loro corpi e il loro peni possono incontrarsi. Voi uomini avete il terrore di un contatto omosessuale. L’ unica volta per me è stata così. Mi vedevo con uno, con cui ho perso i contatti, un pomeriggio a casa sua mi ha detto che un suo amico mi aveva vista e sbavava per me. Mi ha chiesto di poterlo invitare e io molto incuriosita ho detto di si. Lui è arrivato e si è spogliato. La prima cosa che mi ha colpita leccare tutti e due i peni contemporaneamente. Loro dovevano avere molta confidenza perché i loro sessi si toccavano. Poi lui mi ha chiesto di impalarmi con il sedere su di lui porgendogli la schiena. Dopo che era dentro di me mi ha allargato le cosce affinchè lui potesse penetrare nella vagina. La sensazione di essere completamente riempita è grandiosa. Immaginate che si prova quando loro vengono. Un fiume di sperma dietro e davanti. Ho interrotto la storia con lui perché cercava il grande amore, voleva che lasciassi mio marito per lui. Io cercavo solo sesso e l’ ho scaricato. La verifica.Una sera eravamo a cena da due nostri amici. Parlando lei ha esternato la preoccupazione che suo figlio più grande diciassettenne fosse omosessuale perché studiava, studiava e non aveva una ragazza. Io le ho detto di mandarlo, l’ indomani a casa mia, per potere verificare. E’ venuto da me, con la scusa di riconsegnarmi un libro che avevo prestato ai suoi genitori. Dopo un po' che eravamo seduti sul divano ho scoperto i seni o preso le sue mani e ho fatto in modo che li palpeggiasse. Ho notato che qualcosa si muoveva fra le sue gambe. L’ ho fatto alzare e gli ho sciolto i pantaloni e li ho abbassati insieme ai boxer. Mi sono chinata e ho cominciato a lavorare il suo pene con la bocca. E’ diventato subito duro. L’ ho portato in camera in camera da letto e ormai nudi gli sono salita sopra cavalcando fino in fondo. Una volta che mi era venuto dentro gli ho chiesto se gli era piaciuto e lui ha detto di si e io l’ ho invitato a tornare quando voleva per rifarlo. Subito dopo che se ne era andato ho chiamato sua madre e le ho detto che mi aveva scopata e che non doveva preoccuparsi. Lei era felicissima e mia ha ringraziato molto. Dopo un po' il giovane si è messo con una ragazza bellissima. Però far noi si era creato un rapporto molto carino. Lui lo dimostrava palpandomi dappertutto appena eravamo un po' defilati. Una ricaduta particolare. Suo padre come l’ ha saputo, non immaginando quanto fossi sempre pronta per il sesso, mi ha chiesto di andare a cena con lui. Dopo mi ha portata nel suo studio e io ho cominciato a fare il mio dovere con la bocca. Lui forse troppo emozionato non è riuscito a scoparmi. Io gli ho detto di non preoccuparsi che avremmo potuto riprovare. Dopo qualche giorno mi ha portato a pranzo al mare, mi ha regalato un body bianco di pizzo bellissimo e trasparentissimo. Mi ha chiesto di andare in bagno a indossarlo e io l’ ho fatto. Mi ha portato in albergo e li è riuscito a scoparmi con grande piacere per entrambi. Una sera a Milano.Io faccio l’ Arredatrice. A Milano avevo consegnato un mio progetto di un albergo che aveva riscosso molto successo. La sera sono andata a festeggiare cenando a “L’ Assassino” (ristorante che credo oggi sia chiuso, peccato). Dopo cena sono andata a chiudere i festeggiamenti al bar dell’ albergo prendendo una grappa. Un signore molto distinto, non più giovanissimo me lo voleva offrire e io ha avuto un lampo di genio. Gli ho detto che lo facevo per professione. Lui mi ha chiesto quanto volevo per passare la notte con lui. Gli ho detto 800,00 euro, ha accettato. Mi ha dato il badge della sua camere e mi ha detto di andare li ed aspettarlo mentre andava a prendere i soldi. Io sono andata. In camera mi sono spogliata rimanendo seminuda solo il perizoma addosso. Lui è arrivato ed era in visibilio guardandomi e ha messo i soldi vicino alla mia borsetta. Sono stata bravissima e ho risvegliato tutta la sua virilità. L’ indomani prima di lasciarlo gli ho detto che se passava da Roma poteva chiamarmi perché ero pronta per fare un’ altra marchette con lui e gli ho dato il numero del cellulare che uso solo privatamente. So che lo farà. Pensate che buffo avrei scopata gratis invece l’ ho fatto e ho anche guadagnato bei soldi. Fare la prostituta è intrigante. Ho capito meglio la mia amica che lo fa per professione. Lei mi ha proposto più volte di farmi entrare nel suo giro e forse lo farò. In Grecia.Siamo andati spesso al mare in Gracia. In questa occasione con due amici, delle nostre parti, che vivevano al sud, siamo andati in un grande isola, il tutto organizzato da un giovane che faceva l’ università dalle loro parti. Prendevamo il sole spesso nudi e nude. Io un po' spudorata lo prendevo a gambe aperte perché mi piaceva essere baciata lì dai raggi del sole. Il giovane, che fra l’ altro parlava molto bene l’ Italiano, doveva essere rimasto attratto da queste mie esibizioni e un giorno a pranzo mi si è seduto vicino e al momento opportuno mi ha messo una mano sulla coscia. Io gli ho sorriso e ho allargate le gambe perché potesse accarezzarmi lì. Lo ha fatto. Nel pomeriggio la mia amica, che sapeva delle mia disponibilità, infatti le avevo raccontato di avere un amante e lei aveva indovinato chi, mi ha detto che il nostro giovane amico voleva scoparmi. Io le ho detto che ero disponibile. Lei ha organizzato tutto. L’ indomani i nostri mariti avrebbero noleggiato una barca per andare a pesca e noi libere di agire. Mi ha accompagnata in una casetta in campagna dove lui mi aspettava. Arrivati lì la mia amica voleva aspettare fuori ma io le ho chiesto di rimanere perché mi piaceva che assistesse. Appena entrata mi sono spogliata e così ha fatto lui mostrando ancora una volta di essere ben dotato. Quel gigantesco pene me lo sono proprio goduto per succhiarlo ho dovuto aprire molto la bocca, quasi a slogarmela per quanto ce l’ aveva grande. Quando è entrato in me mi sono sentita totalmente riempita. Per vincere la sua riluttanza gli ho chiesto di venirmi dentro e lo ha fatto. Splendido essere inondata dai suoi fiotti e anche io ho avuto un orgasmo favoloso. La mia amica che aveva fatto delle foto mentre lo facevamo mi ha chiesto se volevo che le cancellasse e io gli ho detto di si ma prima di mandarle a lui in modo che avesse un ricordo del nostro incontro, da mostrare ai suoi amici. Una foto era particolarmente belle mentre lo avevo in bocca. Purtroppo, non è stato possibile creare una seconda occasione troppi pochi giorni rimasti. Peccato mi sarebbe piaciuto fare il bis. Mi sono detta lo farò se andrò al sud da loro. Ancora non è accaduto. In mare Eravamo andati al mare in una spiaggia per nudisti e ci siamo messi in un posto un po' appartato. Aspettavamo una coppia di amici ma ho visto arrivare solo lui. Tutta nuda mi sono alzata per fargli vedere dove eravamo. Lui ci ha raggiunto e mentre si spogliava ci ha detto che la sua compagna non era venuta perché quando aveva il ciclo era distrutta e ha aggiunto che io sarei bastata per tutti e due. Io gli ho risposto che bisognava vedere se loro sarebbe bastati per me. Lui dicendo te lo dimostro mi ha infilato, dopo averle inumidite, due dita nella fica, poi mi ha preso per mano e mi ha portato in acqua e mi ha messo dentro il pene andando fino in fondo. Scopare in acqua è meraviglioso credetemi. Nel pomeriggio, dopo esserselo fatto succhiare, ha voluto fare il bis ma sull’ asciugamano, venendomi dentro come piace a me. Mio marito si è limitato a guardare le due scene gradendole molto. Adora vedermi scopare con un altro uomo. La mia amante Ros…… e gli Arabi.Ros……. È stata a lungo la mia amante che però ho scaricato perché troppo possessiva, voleva che andassi solo con lei. Ricordo ad esempio le scopate nel suo giardino dove prendeva il sole nude incuranti degli affacci. Con lei ho capito definitivamente che le donne la leccano meglio degli uomini, forse perché sanno come una donna piaccia. Un week end, di fuoco a Londra e tanti altri momenti di sesso molto intriganti. Una sera quando mio marito è rientrato dal lavoro mi ha trovata vestita solo di un perizoma. Mi ha detto che era un grande spettacolo. E io gli ho risposto che non era per lui. Di rimando mi detto di saperlo e ha chiesto che intenzioni avessi. Io gli ho risposto che uscivo con Ros…. e con i suoi amici Arabi, Ros…. da uno dei due , più volte, quando insegnava nel suo paese. Lui mi ha augurato una serata di grandi scopate. Io gli ho detto che lo speravo perché avevo la cosina in fiamme. Lei è arrivata e siamo uscite. Con uno dei due avevo avuto già avuto un approccio. Eravamo andate a prenderlo e siamo andati, con la sua macchina, a una festa presso l’Ambasciata del suo paese. Al ritorno ero seduta, davanti vicino a lui. Ros….. da dietro si è sporta e mi ha sbottonato la blusa facendogli notare che bel seno avevo, dopo averlo messo a nudo. Lui mente lo palpava ci ha chiesto di salire. Ma io, anche se ormai pronta gli ho detto che ero troppo stanca ma che gliela volevo dare alla prima occasione. Quella sera è venuta, c’ era anche un suo amico, anche lui molto bella. Dopo una cena in un ristorante Egiziano siamo andati a casa sua. Abbiamo cominciato io e Ros…. spogliandoci a vicenda. Nude abbiamo lesbicato un po' e ci siamo date a loro. Molto bello, gli Arabi adorano metterlo dietro e io non ho avuto problemi a dare loro il sedere, sicuramente si sono accorte che lì sono piuttosto larga e accogliente. Tutte le donne dovrebbero provare il sesso con un Arabo sono bravissimi, sanno come farti impazzire di piacere cambiando spesso il ritmo. Adorano i pompini perché le donne Arabe, a loro detta sono riluttanti a farli. Li abbiamo incontrati altre volte prima che lui tornasse nel suo paese. In un locale. Bene ora mi conoscete meglio e potete capire perché voglio scambiare queste mie sensazioni in chat, cerco solo questo, vi prego non chiedetemi il numero di telefono o di venirvi a trovare come hanno fatto alcuni che non capiscono come si conquista una donna. Comunque se trovassi qualcuno che mi intrigasse potrei andare oltre.
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1 anno fa
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La deriva da novelli sposi (In viaggio di nozze) parte 1
Racconto 1 Viaggio di nozze. Ed eccoci qui....che bella Minorca. Erano anni che io e mia moglie, da due giorni, Anna volevamo volevamo venirci. Finalmente ci siamo sposati, dopo 5 anni insieme ho esaudito il suo desiderio. Devo dire che è splendido vederla così raggiante. Lei mi ha sempre amato da pazzi, probabilmente molto di più di quello che la amo io. E questo non per sminuire il forte sentimento che mi lega a lei. Minorca è stata una mia scelta. Sono un appassionato camminatore e informandomi ho capito che qui ci sono diverse spiaggie che si raggiungono a piedi. Poi sono tutte calette molto appartate per cui andava benissimo per noi che non amiamo la folla in spiaggia. La prima spiaggia che avevo scelto in realtà non era così lontana da dove si parcheggiava ma, grazie a google maps, avevo visto che alla fine di questa lunga lingua di spiaggia c'è una caletta che per arrivarci dovevi entrare in acqua per passare gli scogli che la dividevano dal resto. Parcheggiamo e ci incamminiamo. Che bella mia moglie sorridente e raggiante in quel momento di felicità. 3 km non dono pochi ma in 40 minuti ci siamo arrivati, passiamo con qualche difficoltà gli scogli e ci si apre davanti una splendida spiaggia senza nessuno....fantastica! Anna è super felice e ci posizioniamo con i nostri asciugamani lungo il bagnasciuga. Maggio è un mese fantastico per questi posti, e poi durante i giorni infrasettimanali ancora meglio. Il sole splende. Sono le 9 del mattino. L'orario perfetto per noi. "Lo sai che faccio amore? Non c'è nessuno e qui si può fare naturismo. Io mi spoglio". Le dissi allegro e come una persona che si sente gasata per la trasgressione che sta per compiere. Lei si mise a ridere: "sei libero di fare quello che vuoi amore. Qui non c'è nessuno". Facendomi una smorfia simpatica con la lingua. Detto fatto via tutto e mi metto a prendere il sole a fianco a lei. Passano nemmeno 10 minuti e la vedo alzarsi e spogliarsi a sua volta...grande amore! Che bella mia moglie. Fisico snello, seno piccolino, una seconda scarsa, ma gli dona anche perché non è molto alta. E poi fantastico...ben depilata per l'occasione. :P Era il primo giorno ed eravamo decisamente stanchi e vedo che lei si addormenta. Cavoli, quando dorme non la sveglia nessuno. Per fortuna dov'era stesa è arrivata l'ombra altrimenti sai che ustionata. Mi metto a leggere e nel mentre vedo spuntare da dietro gli scogli un uomo, sulla sessantina, decisamente corpulento e alquanto trasandato direi. Sicuramente non uno che può piacere ad una donna ecco. Mi fa un cenno di saluto non nascondendo che il suo sguardo cade verso il corpo nudo di mia moglie che, supina, dà spettacolo del suo seno e del suo sesso. Ignoro la cosa e con un cenno del capo saluto a mia volta. Tranquillamente si posiziona a circa 10 metri da noi e anche lui si spoglia completamente con una naturalezza che sembrava fosse una cosa normale per lui. Ad un certo punto mi alzo per andare a fare un giro, ero stanco di rimanere disteso, volevo sgranchirmi le gambe. Prendo il cellulare e faccio per avviarmi quando, riguardando mia moglie distesa e tutta nuda, non so cosa mi sia scattato dentro ma ho cominciato a farle qualche foto e un video...era talmente eccitante vederla così. Subito mi è venuto il mente del signore vicino a noi a cui non avevo dato peso. Mi giro verso di lui e lo vedo compiacente a godersi la scena sorridendo. "Che figura di merda ho fatto" ho pensato. Ricambio il sorriso un po' imbarazzato e mi avvio verso l'acqua. Il mare è ancora abbastanza freddo a Maggio ma questo non mi ferma e mi incammino rilassandomi spensierato.... ...spensierato sì, non pensando a che situazione avevo lasciato alla mia partenza. Mia moglie sola, nuda, addormentata con uno sconosciuto! Cazzo ho pensato, che idiota... Torno indietro ma, anche se avevo camminato solo 15 minuti, alla fine mezz'ora buona per tornare. Mi avvicino alla spiaggia e vedo una scena che mi ha fatto rabbrividire. Il vecchio in piedi, sopra mia moglie ancora addormentata, che con una mano si sta masturbando animatamente e con l'altra riprende la scena. Cazzo! Sì, cazzo! Il mio che mi era diventato duro maledizione! Volevo andare là e fermarlo ma la situazione con il mio membro che sembrava non approvare mi metteva in estremo imbarazzo. Che dovevo fare? Andare con il cazzo duro là ad allontanarlo? Non mi sembrava credibile la cosa. Mentre penso questo vedo l'uomo che, sempre riprendendo la scena, si abbassa a prendere la brasiliana di mia moglie e viene copiosamente nella parte interna di queste. Cazzo! Ma come si fa? E come mai non si sveglia? Mi viene un'idea! Le telefono. Io mi allontano un po' senza farmi vedere. Suona il suo telefono e si sveglia di malavoglia. Vedo che si mette seduta a cercare il telefono, guarda verso il mio posto e non mi vede. Ad un certo punto si accorge dell'uomo che, senza pudore, la sta riprendendo dal suo posticino. Anna ha un sussulto. Senza pensarci e di gran foga cerca di rimettere il bikini cominciando dal pezzo sotto e poi il reggiseno. Cazzo..si era messa il costume riempito con lo sperma di uno sconosciuto. intanto si era dimenticata del telefono anche perchè, senza accorgersene e nella fretta, aveva premuto il tasto di risposta...io sentivo tutto. Sento le grasse risate dell'uomo e vedo lei che si tocca il costume come si fosse accorta che qualcosa non va. Vedo lui che si alza e si avvicina, sempre riprendendola, e le dice "Buongiorno signorina. come va? bello stare nudi immersi nella natura vero?" e scoppia in una sonora risata. In Italiano? Pure sta sfiga cazzo... Vedo mia moglie imbarazzata che non sa cosa dire. "Le posso far vedere un video signorina? Guardi che è molto intrigante ed ha una protagonista superba; lei!" Mia moglie non spiaccica parola. Vedo che le si avvicina il cellulare e le fa guardare qualcosa. "Ecco vede? Diciamo che la ringrazio perchè mi ha fatto divertire e, come vede, eccitare molto. Guardi che bella prospettiva, il suo corpo nudo e il mio cazzo che viene lavorato per un finale come si deve" Sento mia moglie: "Ma è impazzito? Ma cosa ha fatto? Non si vergogna?" "Signorina, o signora visto che è sposata da qualche giorno, è colpa sua se è nuda e disponibile in una spiaggia così. Ma guardi che bel finale..guardi. Vede? Questo sono io che vengo, sempre grazie a lei, e ha visto dove? e la quantità?" Vedo mia moglie presa dal panico.. "Ora questa è lei al suo risveglio e guardi cosa ha indossato come prima cosa quando si è spaventata vedendomi...ahaahah" "noo..." sento mia moglie disperata. Vedo che con un gesto rapido si toglie e butta via la brasiliana rimanendo solo con il reggiseno. L'uomo ricomincia a riprendere e vedo che si sofferma nelle parti intime di mia moglie. "Devo dire che ne ho prodotto di sperma, guardi quanto ne ha cosparso e gocciolante. ahaahahah..." Mia moglie corre a prendere l'asciugamano e cerca di pulirsi. "Sono stato veramente fortunato sa, siamo nello stesso albergo e questa mattina, forse non ve ne siete accorti lei e suo marito, ma facevo colazione vicino a voi. Ascoltandovi ho capito che siete italiani come me, oltretutto siamo quasi compaesani. Ero curioso di vederla in costume per cui ho pensato di partire e venire nello stesso vostro posto. Mai avrei immaginato di creare una situazione così" Mia moglie: "Lei è un pervertito....." "si, forse, ma cosa ne pensa? Secondo lei, se tolgo l'audio da questo video e lo monto come si deve ci si accorge che sta dormendo o semplicemente sta aspettando il mio piacere? E suo marito cosa ne penserebbe? Sa, siete appena sposati, vi vedo felici e contenti. Vedere la propria moglie concedersi a uno qualsiasi in spiaggia...." Non potevo crederci. Una situazione assurda. E io continuavo come un coglione ad ascoltare nascosto e sempre con il mio fottuto cazzo in tiro. Maledetto! Anna: "Bastardo. Non voglio rovinare il mio matrimonio con Marco. L'ho sempre voluto ed ero al settimo cielo fino ad ora...che cosa vuole?" "Hmmm...cosa voglio. Bhè, vediamo, per prima cosa voglio che tu sappia cosa so di voi. Siete Marco e Anna, sposati da 2 giorni, avete 32 anni lui e 30 la mia musa delle seghe...ahahha. Ben portati comunque." Anna: "non posso dire la stessa cosa di lei" "Dici? Vabbè, vedremo se questo è importante. Comunque io mi chiamo Giovanni, ho 62 anni e sono proprietario di una farmacia a 10km da vostro paese. Te fai la maestra alle elementari vero? Lo so perchè ho guardato i tuoi social. Nome e cognome me l'ha dato quello dell'albergo che è mio amico". Cazzo, sapeva tutto di noi... Giovanni: "pensa, una bella maestrina con il video di lei nuda e segata su tutti i cellulari dei papà...ahahaahha. Ora vediamo di rispondere alla tua domanda; cosa voglio. In realtà ci devo pensare perchè, come ti ho detto, non mi aspettavo tutto questo. Facciamo così, per ora voglio farti solo una foto." Anna: "Ma senza volto" Giovanni: "hmmm.. ok. Ma come dico io. Ti voglio nuda quindi niente reggiseno. Poi visto che sei corsa a pulirti schifata voglio che riprendi in mano a brasiliana. Vedi che sborra ce n'è in abbondanza ancora? Voglio che la passi tutta nella figa; la voglio veder gocciolare. Poi ti metti a quattro zampe, gambe aperte e schiena e testa in giù. Farò la foto a dietro, figa in primo piano che sembra ti sia fatta venire dentro e tette sullo sfondo" Anna: "no, ti prego, il tuo sperma lì no..." Giovanni: "non ti ho mica detto di mettertelo dentro, basta che si veda fuori. dai che ce la puoi fare. Poi meglio che ti sbrighi che se arriva tuo marito divorzi subito....ahaahah" La cosa sta degenerando...cazzo devo intervenire. Sento Anna quasi piangere e vedo che, quasi un robot, si toglie il reggiseno rimanendo completamente nuda. Si abbassa a prende lo slip e, quasi schifata, fa scorrere lo sperma a coprire prima il monte di venere e poi intorno alle grandi labbra facendo attenzione che non tocchi l'entrata della vagina. Dando le spalle a Giovanni si mette a quattro zampe e abbassando il capo e la schiena e spone in modo indecente il suo sesso all'uomo che è in evidente sovraeccitazione. Giovanni: "E brava la maestrina novella sposina. Cazzo, se ti vedesse tuo marito ora chissà che direbbe.." Vedo Giovanni abbassarsi e fare la foto desiderata poi si alza e fa altri scatti di lato e con il viso.. Anna: "noo, niente viso bastardo.." Giovanni: "Ma dai, non preoccuparti...sei una modella praticamente. ahahaha. Bene, ora rivestiti o fa che cazzo vuoi. Lasciami il tuo numero di cellulare che mi farò risentire". Anna: "ti prego di lasciami stare ora, penso di averti accontentato." Giovanni: "Dammi in numero e quello giusto che ti richiamo subito per vedere se è giusto" A quelle parole ho messo giù la chiamata per evitare che scoprissero che avevo sentito tutto. Ora vedevo la scena, mia moglie che gli da il numero, lui che la richiama. Vedo che le da un bacino sulla guancia e le fa il cenno di andare. Mia moglie prende il telefono e mi chiama. Anna:" Marco, dove sei finito?" "Scusa amore sto tornando, dieci minuti e sono lì. Camminando lungo mare non i son accorto del tempo che passa, sono dalla parte opposta da dove siamo arrivati con la macchina" Anna: "io vado verso la macchina, non ti aspetto, non mi va di rimanere qui, prendo la mia roba e le chiavi e ci vediamo in auto" "ok amore, a dopo" Attendo sempre nascosto che lei se ne vada per poter prendere la mia roba e are il tempo al mio sesso di tranquillizzarsi. Dopo aver visto Anna dileguarsi oltre gli scogli rientro in spiaggia dove si trova la mia roba e l'uomo. Giovanni: "Ciao Marco!" Mi saluta così, con un sorriso beffardo che gli riempiva il viso. Giovanni: "Allora, dimmi, ti è piaciuta la scena ed hai ascoltato bene? Guarda che ti avevo visto e mi sono anche accorto del telefono della tua dolce mogliettina che era attiva la telefonata. Quindi non dirmi che non hai ascoltato!" "Cazzo, sei un bastardo" dissi irritato. Giovanni: "Mettiamola così, io sono un bastardo ma tu non meno di me visto che potevi evitare a tua moglie diverse umiliazioni" Cazzo se aveva ragione. Giovanni: "Comunque veniamo a noi, questa inaspettata situazione si sta evolvendo in modo inconsueto ma eccitante.. almeno per me. Ho deciso di giocare con voi e tu volente o nolente, sarai mio complice in tutto questo." "E perchè dovrei assecondarti!!?" Giovanni: "Vediamo...forse perché se tua moglie scoprisse che non hai fatto niente per evitarle tutto questo non ne sarebbe felice? Forse perché se le foto e i video girassero a qualche parte lavoro e dignità ciao ciao? Pensaci. Non hai molta scelta. comincia con il darmi il tuo numero di telefono" Come un automa lo assecondai. Giovanni: "Bene, ho anche il tuo Telegram, ti mando un po' di cose." bip bip bip...il mio cellulare comincia a ricevere messaggi. Giovanni: "Ecco un po' di foto della NOSTRA mestrina mentre fa la modella... che impersona una cagnetta a vedere. AHAHAH." Guardo le foto.....Anna era in una posa oscena e in quelle dove si vedeva il viso purtroppo non si poteva dire che non era lei. Giovanni: "Bene. Voglio che lei non venga a conoscenza che tu sai la situazione. Devi essere mio complice e basta. Farai quello che ti dico e asseconderai quello che penserò di far fare a lei. Ora puoi andare anche tu e fatti una sega sulle sue foto...ahaahah" Congedato e umiliato presi le mie cose e mi avviai verso la macchina........ ..continua... Mandateci feedback sul racconto. Se piace continueremo volentieri. Se avete spunti scriveteci.
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1 anno fa
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Le menti amano
Le menti amano ad occhi chiusi...Amano ovunque...Amano in letti di parole...In giacigli di emozioni...In talami di graffi…In covi di mugugni...In distese di morsi…Abissi di gesti creano tumulti impulsivi, fluttuano in tormenti di passione...Impetuosi, sollevano le menti quanto i corpi tramutandoli in sintonia primordiale...Due corpi e due menti generano desiderio.Quiete apparente...Putiferio di fremiti...Assillo di brividi...Languore di pelle.Maledettamente impudico...mi inguaini alle spalle...percepisco la tua essenza più intima...l’insospettabile indole che mi rende vulnerabile nel possederti va oltre ogni logica...Mi rendi incapace di oppormi ad ogni possibile resa, sottomessa, esplicitamente protagonista di fervida libidine.Nessun suono...Solo lo strusciare della pelle...Il tocco della tua bocca che dalla nuca, scivola avida e irruenta fino alla spalla, un brivido mi pervade ipnotico fino al centro del seno.Ti spingi nevrotico fino all’orecchio, stringi in un finto morso il lobo...Un goccio solitario di saliva si adagia sulla clavicola...Faccio per toccarla...Ma sussurrando mi dici...”lascia, faccio io!”.Mi giri, il tuo respiro caldo sulle mie labbra è la premessa di una lunga ed estenuante guerra…Chinando la testa raccogli con la lingua la goccia...che tramutata in rigolo si è distesa giù per il seno. Lo stuzzichi...Le mani, calde, le poggi sui seni dolcemente e mi spingi verso il muro…In gola un nodo che non scende, affino il respiro, mi baci...Segui il profilo del mio corpo...Le adagi sui fianchi...T’incolli addosso...Mentre le nostre lingue si rincorrono, sembra quasi una danza...Un miscuglio di sapori...Il cocco del mio burro cacao col tuo di caffè...Trasformano le lingue in fuoco...Ogni tocco...Ogni ansimo...Ogni fremito...Ogni mugugno è passione frenetica…Cerchi i miei polsi...Li porti sulla mia testa...Poi mi accarezzi nuovamente i seni col tuo viso...Pelle contro pelle...Mente contro mente...Corpo contro corpo...Ti sento scendere...Mi lecchi lentamente con fervido desiderio che i sensi brucia…T’inginocchi...la tua bocca mi spiazza sempre...In preda alla brama afferro la tua testa...Indecente ti blocco...E’ un preludio di ansimi...Di brividi...Di gemiti...I tuoi capelli le briglie delle mie voglie...Con calma affondi...Mi tormenti...La mia essenza il tuo sapore...I mie umori la tua esasperazione.Uno sguardo suggella i nostri spasmi che si lasciano saziare...Un impeto mi solleva...Le mie gambe ti avvolgono lussuriose...Sono attimi agognati da frenetica apnea...Il tuo invadermi...I miei primi graffi...Ti sento scalpitare ma il dolore è piacevole...Le spinte si susseguo incuranti del tempo…Il tuo sguardo incollato al mio...Mi brucia...Mi accende...Con ritmica lentezza ti sento nelle viscere più segrete...Ora è la resa...Istintivi rigoli sgorgano...Mordo la tua spalla...I nostri corpi in fiamme...E’ un morboso ritmo di battiti...Complici...All’unisono di un unico palpito...Disordine di fiati...Armonia di brama...Ci siamo persi e ritrovati in un cielo che vediamo solo noi.Silver Rea
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1 anno fa
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Il segreto della mia migliore amica
Marietta è la mia migliore amica. Fin da quel momento imbarazzante in prima elementare, quello in cui ho cercato di ammettere il mio amore per Damiano, lei mi è sempre stata vicina. Condividiamo tutto. Le lezioni, i pranzi e anche i segreti, ma non l'ho mai vista innamorarsi. È impossibile, lei è immune, non è mai stata a caccia di un ragazzo o a fissare un figo. A volte mi chiedo se sia umana o meno. Oggi è il mio compleanno, compio 19 anni, siamo al primo anno di università e Leanne ha deciso di venire a casa mia. È naturale, a volte inaspettato, ma è sempre la benvenuta. Alle 9:00 ho finalmente sistemato la casa, in stile aereo. Da grande voglio fare il pilota e Leanne lo sostiene. “Ehi, Eloisa!” Mi dice, entrando. “Stai bene!”. Arrossisco e mi giro a 360 gradi nello specchio. È un miniabito bassissimo con scollo a V, azzurro e super sexy. Mi chiedo perché l'abbia indossato. “Grazie mille! Entra pure!” Spalanco la porta e noto che Leanne indossa un crop top super trasparente. Non ha grandi tette, ma posso vederne la parte superiore. Anche la gonna è corta e le sue braccia sono più lunghe di quanto pensassi. Leanne vede che la sto fissando. “Ti piace?” Sorride ampiamente, i suoi bei riccioli castani rimbalzano. “È nuovo, ho aspettato il tuo compleanno. Ho anche un regalo per te!”. Mi passa un pacchetto decorato con brillantini e scintille, che metto subito in un angolo. “Lo aprirò quando ti sarai tolta quei tacchi”. Ci sta mettendo un'eternità e quando finalmente lo fa, fa uno spettacolo di chinarsi e metterli di lato. Credo di aver intravisto le sue mutandine. Leanne entra, stiracchiandosi. “Ok, gira la bottiglia - versione domande! Devi farlo il giorno del tuo compleanno!”. Ha in mano una bottiglia di Sprite, ancora non finita, e la posa sul pavimento. Regalo di sesso Dopo qualche giro, finalmente ci annoiamo e decido di aprire il regalo che mi ha fatto. Si scopre che è un vibratore e io strillo di gioia, perché ne desideravo uno da anni. L'unica cosa che in casa mia si avvicina a un vibratore è il mio spazzolino elettrico. “Provalo!” Leanne me lo mette praticamente in mano a forza. Mi tolgo le mutandine e appoggio il vibratore sul mio clitoride. Immediatamente sento lo stimolo. Lo premo più forte, desiderando così tanto l'orgasmo. “OMG è così bello!”. L'orgasmo aumenta e sento che mi sto avvicinando al punto. Ancora pochi secondi, ancora pochi secondi... “Sto venendo!!!” Grido e l'acqua mi esce velocemente. Leanne è davanti a me, spalanca la bocca e la raccoglie. “Mmmm.” Geme e inizia a leccarmi il clitoride. “È così gustoso”. Abbasso lo sguardo sconvolto: “Leanne, sei...”. Lei annuisce e inizia a leccare sempre più velocemente. Su e giù, su e giù. Muovendosi dentro, muovendosi fuori. “AHHH!” Un ringhio inizia a sfuggirmi dalla gola e inarco la schiena, volendo sempre di più. Quando vengo e ci baciamo appassionatamente. Guardo Leanne negli occhi: “Vuoi andare oltre?”. Lei fa un sorriso malizioso. “Ci puoi scommettere”.
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1 anno fa
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Assuefatta
Mi sovvieni segretamente in mente.Mi piace immaginarti a leggermi, per sprofondare in ogni sorta di limbo infernale, dove ti ricongiungerai a me con la voglia frenetica di appartenermi.Scaltra mi siedo in braccio. Poggio la mia mano destra sulla tua guancia, il pollice tremolante sulla tua bocca.Riesci a sentirlo?Accarezzandoti senza premere percorro la metà del labbro superiore, ogni singolo millimetro lentamente, salgo su fino allo zigomo, piano piano delicata quasi impercettibile, ti cullo con lo sguardo...torno alle tue labbra, apro la bocca, un cenno per chiederti accesso, la tua lingua si dedica a me, lenta mi abissa, accogliendomi. Semichiusa, vezzeggiando spudorata il mio dito morbido, si lascia dondolare dolcemente.La tua lingua irrora la mia pelle in un rincorrersi di attimi.Il dito umido scende sul mento e risale velocemente sulla tua fronte, con lieve forza ti spingo all’indietro, il collo si mostra lieve, poggio la bocca, lo percorro assuefatta dal tuo sapore, la tua pelle come spugna assorbe la mia saliva e ripasso la lingua segnando la prominenza sporgente del tuo pomo, impaziente risalgo alla bocca che come elisir disseta e preleva ciò che di te ho in bocca.Fulmineo mi afferri le spalle, ti fermi, mi guardi e ti dirigi con la bocca sul mio seno un leggero tepore mi paralizza, timido lo insidi esplorandolo, nel farlo porto indietro la testa ti offro quello che vuoi e il respiro si attorciglia con il tremolio del corpo come se stesse per compiere chissà quale impresa...indescrivibile la mia voglia risale per le braccia fino alle dita, le unghie in contrasto con le tue mani ti lacerano solcandoti le spalle...ti contrai nel dolore piacevolmente violento. Nel tremore mi fai alzare...mi giri, il tuo petto sulla mia schiena, risento la tue mani sul mio pube rilassato.Ti sento scendere fugace...mi irroro, discindi ogni pulsazione facendoti carico di ogni mio mugugno fermo in gola e ogni mio brivido che risveglia e anima la tua dannazione.Un tuo assennato lamento mi scuote, mi spingi in avanti...inginocchiandomi.Si concatenano i sospiri rubando la mia lasciva voglia di alzarmi, mentre le tue carezze ti conducono alla mia schiena, sfiori il mio tatuaggio...scivoli piano...chiudo gli occhi e ascolto i meati dei tuoi respiri inibiti da deboli fremiti e gaudenti brividi.Mi chiami per nome sussurrandomi all’orecchio “ti voglio”.Pochi secondi per baciarmi le spalle...m’inarco...sussurri nuovamente con tono più caldo “quanto sei bagnata?”Ti sento scivolare dentro, ti muovi senza uscire...ti sento sussultare...mi senti fremere. Capisci che sto per morire, trasudiamo tra un apnea e l’altra amandoci fino all’ultimo spudorato attimo.Impetuosi, dediti, arpionati ci doniamo alla più indecente delle nostre voglie...pochi secondi per arrenderci alla notte che baciandoci, sulla fronte, stringe gli ultimi istanti di noi. Silver Rea
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1 anno fa
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La ricerca di Sofia
Sofia, una giovane donna indipendente e appassionata, si sentiva insoddisfatta della sua vita sentimentale. Dopo una serie di relazioni fallite, aveva deciso di concentrarsi su se stessa e sulla sua carriera. Tuttavia, sentiva la mancanza di una connessione intima, senza le complicazioni di una relazione seria. Un giorno, mentre navigava online, si imbatté in un forum dedicato alle "scopamiche". Incuriosita, iniziò a leggere le storie e i consigli degli altri membri. Alcuni raccontavano di esperienze positive, basate sul rispetto reciproco e sulla comunicazione aperta. Altri, invece, mettevano in guardia sui rischi di fraintendimenti e delusioni. Sofia decise di provare. Creò un profilo sul forum, descrivendo chiaramente le sue intenzioni e i suoi desideri. In breve tempo, ricevette diverse risposte. Tra queste, una attirò la sua attenzione: un uomo di nome Marco sembrava condividere la sua stessa visione di un'amicizia intima senza vincoli. Dopo alcune conversazioni online, Sofia e Marco decisero di incontrarsi. La loro intesa fu immediata e la loro prima notte insieme fu intensa e appagante. Nei mesi successivi, si incontrarono regolarmente, costruendo un rapporto basato sulla fiducia e sulla complicità. Tuttavia, col tempo, Sofia iniziò a provare sentimenti più profondi per Marco. Si rese conto che la linea tra amicizia e amore era più sottile di quanto avesse immaginato. Decise quindi di parlarne con Marco, che però non condivideva i suoi sentimenti. Sofia si sentì delusa, ma non si pentì della sua esperienza. Aveva imparato molto su se stessa e sui suoi bisogni. Decise quindi di interrompere la relazione con Marco e di concentrarsi nuovamente sulla ricerca di un amore autentico. Morale della storia: La ricerca di una "scopamica" può essere un'esperienza gratificante, ma è importante essere consapevoli dei rischi e delle possibili complicazioni. La comunicazione aperta, il rispetto reciproco e la chiarezza delle intenzioni sono fondamentali per evitare fraintendimenti e delusioni.
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1 anno fa
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Freya07,
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Luna131,
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CoppiaCuckoldTs,
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