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Azzeramento
Varie
40 anni (parte seconda)
Lunedì 19 gennaio ore 10 di mattina Gli accordi sono chiari. Per quanto, presi in circostanze meno chiare per un rapporto di lavoro. Tipo il sedile posteriore della sua Corvette del 65. Ma Manari mi era sembrato un uomo di parola oltre a scopare da Dio. Particolare questo che mi aveva convinto ad affidargli la regia della mia gang bang. Per quanto, non ricordassi precisamente quando mi aveva estorto questa promessa. Forse, mentre mi succhiava il clitoride avidamente o forse mentre la mia fica succhiava il suo cazzo avidamente. Ma l'avidità in ogni caso centrava. Ne ero ragionevolmente sicura. Dunque, eccomi qui Five Season suite rouge. Dietro quella porta mia aspettava la mia personale celebrazione del traguardo dei 40 anni. Non avevo perso tempo a vestirmi, sotto la mia pelliccia di visone indossavo solo un paio di giarrettiere di pizzo nero e delle velatissime calze di seta. I tacchi a spillo delle mia scarpe preferite di pitone nero terminavano la mise, che mi era sembrata la più adatta allo spettacolo che mi preparavo ad interpretare da protagonista assoluta. Oltre quella porta tutta stucchi e dorature mia aspettavano Manari, una serie di sofisticate apparecchiature di ripresa, il mio champagne preferito e tre giovani uomini arrapati, che speravo mi avrebbero definitivamente restituito a me stessa. Troia nell'anima. Come ero sempre stata. Come desideravo ardentemente tornare ad essere. Sorrisi e spinsi la porta. Entrando nel primo giorno dei miei nuovi 40 anni. Ore 12.30 - L'aperitivo Sole a gennaio. In questa città di grattacieli e smog. Strano. Ma adatto. Molto adatto alla situazione. Mi allungo meglio sul divano divaricando per bene le cosce e lasciando scorrere lo champagne rosè lungo il mio corpo. Le gocce percorrono gli omeri scivolano sui seni, trattenute dai capezzoli eretti, da cui rotolano sul ventre verso il monte di venere che per l'occasione sfoggia una nudità totale nuova di zecca. Tra paia di giovani bellissimi occhi seguono il percorso della gocce come ipnotizzati. Il ronzio delle telecamere ormai è un sottofondo quasi accettabile. Sorrido. “Bene ragazzi - ammicco - direi che il momento giusto per un aperitivo. Venite a servirvi”. Non passano 30 secondi che tre lingue avide iniziano a seguire il percorso delle gocce sul mio corpo. Mi rilasso lanciando uno sguardo malizioso a Manari che semi nascosto dietro una delle telecamere osserva la scena con quello credo voglia sembrare un'aria professionale. Le lingue dei ragazzi sono calde, umide, alcune ruvide, alcune morbide. Tutte mandano brividi lungo la mia spina dorsale e spandono calore liquido nella mia fica. M'inarco per sentirle meglio. Marco, il biondino che assomiglia a Jud Low, ha una lingua lunga e ruvida che accarezza i miei capezzoli turgidi raccogliendo le gocce con accuratezza. Christopher, il nero sbarcato in città per sfondare nella moda, ne ha invece una morbida e corta ma maliziosa che esplora anche i recessi più nascosti tra la mia fica e il mio culo dove le gocce birichine possano essere andate a giocare a nascondino. Jem, infine, il piccolo giapponese genio dell'informatica e creatore di videogiochi, ha una lingua calda e sottile, guizza in bocca intrecciandosi alla mia con notevole ardore. Mentre il sapiente lavoro di lingua dei ragazzi mi porta sempre più vicina allorgasmo lancio uno sguardo allo specchio che occupa la parete di fronte al divano. La donna sensuale che si abbandona totalmente al piacere sono io. Finalmente di nuovo io. L'ultimo pensiero razionale prima che le onde dell'orgasmo mi travolgano e il sapore della mia sborra si mescoli allo champagne nelle bocche dei ragazzi che ora si abbeverano tutti alla stessa fonte. Riaprendo gli occhi mi trovo di fronte Manari impeccabilmente vestito con un completo grigio sotto cui però spicca la sua imponente erezione. Si accarezza leggermente la cappella sopra i pantaloni guardandomi. “Perfido bastardo - penso - sa benissimo che non posso fare a meno di volere anche il suo di cazzo. Ma non gli darò questa soddisfazione”. Ore 14.00 - il pranzo a base di frutta e cioccolato Banane, fragole, e poi cioccolato in molte forme e declinazioni. Osservo i vassoi posati sul tavolo del living della suite mentre Marco pompa con vigore nel mio culo e io succhio con altrettanto vigore lo splendido uccello di Christopher del cui culo si sta caldamente prendendo cura Jem. L'intreccio può apparire solo ad una prima impressione casuale. In realtà è perfetto e frutto di qualche ora di studio reciproco, delle reciproche preferenze in sostanza. Il cazzo di Marco ad esempio è perfetto per il mio culo, lo riempie come se questo vi fosse stato disegnato intorno. Sento la capella nelle viscere, e ondeggio incontro alle sue spinte ruotando i fianchi contraendo lo sfintere per sentirlo affondare con maggiore forza. La mia bocca è invece tagliata su misura per pompare il cazzo di Christopher alla perfezione. Lo accolgo con un solo movimento tutto fino in gola. La capella preme sulle tonsille quasi soffocandomi. Succhio lentamente cercando di adeguare il mio ritmo a quello con cui Marco mi sfonda il culo. Intanto Jem con notevole agilità e insospettato vigore pompa il culo di Christopher, che mio speculare alter ego gode doppiamente, come sto facendo io. Il fastidioso ronzio di sottofondo si fa improvvisamente più intenso. La voce di Manari irrompe sulla scena. L'uomo accarezza il mio corpo inarcato e offerto con lo sguardo e intanto: “Marco la signora è particolarmente sensibile in questo punto - spiega con un tono a metà tra il professore di liceo e il regista creativo di porno sperimentali, mentre con un dito mi sfiora la pelle delicata tra il buco del culo e la fica grondante - quindi visto che vogliamo zoomare sul suo orgasmo tu accarezzala lì e la ripresa sarà perfetta”. “Figlio di puttana, lurido bastardo penso mentre con un sorrisetto ironico si allontana e la pelle dove mi ha sfiorato mi brucia ancora come se mi avesse marchiata”. Fortunatamente è il pensiero di un secondo poi il vigore di Marco che segue alla lettera le istruzioni mi manda in orbita. Succhio con maggior intensità il cazzo di Christopher che è ormai pronto ad esplodere nella mia bocca…. E mi lascio andare stringendo il culo per prolungare l'orgasmo. La sborra mi cola in gola e nel culo. Mi ritrovo farcita di quel caldo vischioso e adorabile liquido. Meravigliosamente e potentemente farcita. Mentre i ragazzi usano le loro lingue per ripulirmi mi rilasso e lancio uno sguardo ironico a Manari, che credendo di non essere visto da nessuno si sta menando il cazzo con entrambe le mani con gli occhi incollati sulle lingue che scorrono sul mio corpo. “Ecco - penso - giustizia è fatta. Ah Ah Ah”. Ore 16.15 - il bagno Immersi nella vasca circolare colma di bollicine. I muscoli rilassati. Gli occhi chiusi. I corpi che si sfiorano sotto la schiuma. Lascio che il desiderio e la voglia fluiscono fuori da me, colmando con al loro sottile seduzione la stanza. Il desiderio si. Il desiderio di sentirmi ancora autenticamente troia. E la voglia si. La voglia di essere scopata, colmata di calda sborra in tutti i buchi, contemporaneamente. Blues… non poteva che esserci un blues come colonna sonora. Le note trasportano la mia voglia e il mio desiderio nell'aria. E poi. Una frazione di secondo dopo. Solo mani che cercano, bocche che succhiano. Denti che mordono. E cazzi che penetrano. E buchi che accolgono avidi. Sono impalata sul cazzo di Christopher i petti incollati con le ginocchia posate sul gradino della vasca e il culo che sporge offerto alla voglia e all'obbedienza di Jem che m'incula. Intanto Marco è uscito dalla vasca si è messo in ginocchio sul bordo e mi ha infilato l'uccello in bocca per farselo pompare. La mente invasa dal piacere di quella triplice e totale penetrazione che tanto avevo cullato di poter realizzare. Mi perdo nella totale perfezione del momento. E dimentico di essere mente, anima e cuore. E mi abbandono all'estasi di essere solo corpo. Puro sentire. Colmata. Completamente posseduta. Piena di potente e vigoroso piacere, che aumenta vertiginosamente con il passare dei minuti. Scopata. Nella bocca, nel culo, nella fica. Immobile nel godimento. Che aumenta ancora. Mentre i colpi si fanno più forti e, il cazzo di Marco mi affonda in gola soffocandomi. Liberata nel profondo della mia anima. Troia. Finalmente. Di nuovo. La mente vacilla mentre il corpo travolto dalle contrazioni esplode in un orgasmo devastante. E la sborra cola dalla mia fica, dal mio culo, dalla mia bocca. Riga le cosce, segna il ventre, marchia i seni. Travolta dalla potenza di quella gang bang. Di quella prima gang bang. Mi abbandono nella vasca mentre l'acqua scorre dove prima scorreva la sborra. Appagata. Veramente. Per la prima volta da tempo. La telecamera ronza vicino ai miei occhi chiusi. I ragazzi sono andati a farsi una doccia e io ho bisogno di un momento di quiete. Esco dalla vasca e mi avvolgo in un telo per asciugarmi rapidamente. Infilo le scarpe e cerco la mia pelliccia. Ho bisogno di fumare una sigaretta e andrò a farlo sul terrazzo della suite, contemplando le luci della città dall'alto. Aspiro il fumo con voluttà mentre il freddo non passa attraverso la barriera del mio visone e del mio sangue ancora bollente per il piacere appena provato. Passi. E una voce. Quella voce. “Allora tesoro - sorride ironico Manari mentre mi prende la sigaretta dalla bocca e fa un tiro - può dirti soddisfatta no? Dei miei servizi professionali intendo?”. Non resisto. So che sta cercando solo quello. Ma non resisto. Lo afferro per il bavero della giacca, lo spingo contro il muro, gli apro i pantaloni. Il cazzo svetta duro e rigido come un'asta. Lo afferro con la mano e inizio a pomparlo per bene mentre con lo stesso ritmo gli metto la lingua in bocca. Reagisce. Ovviamente. In un secondo inverte le nostre posizioni. Apre la pelliccia mi solleva una coscia mettendosela intorno alla vita e scivola fluido nella mia fica. E poi. Uno. Due. Tre colpi. Sempre più intensi, sempre più ravvicinati e frequenti. Ansimo mentre morde con ferocia un capezzolo. Affondo i denti nel suo collo e contraggo i muscoli della fica per succhiargli il cazzo dall'interno. Urla. “Troia. Lurida meravigliosa troia…”e sborra lava calda e gustosa dentro di me. Sorrido. “1 a 1. Palla al centro , bastardo”. Penso. Mi stacco. Chiudo la pelliccia e rientro nella suite. Il mio passo è ancora più leggero.
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1
20 anni fa
0/5 - (0 Totale voti)
Varie
40 anni (parte prima)
40 anni. Oddio. Come potevo compiere 40 anni. Era la realtà. Dovevo prenderne atto, per la prima volta nella mia vita non ero in pace con la mia età e con la fase vitale che stavo attraversando. Eppure ero sicuramente più bella, seducente, affascinante e padrona di me della ragazzina di 20 anni, tutta minigonne e trucco pesante, che era entrata in redazione con molta spavalderia e un pizzico di incoscienza. Ma ora quella data cerchiata di rosso sulla mia agenda non so perché ma invece di farmi pensare a feste e regali. Mi immalinconiva. Basta, ci voleva qualcosa di speciale. Dovevo regalarmi qualcosa che avevo sempre sognato ma per un motivo o per l'altro mai realizzato. Mentre, riflettevo su che tipo di regalo farmi…l'occhio mi cadde casualmente su un vecchio biglietto da visita che riportava solo un numero di telefono e la dicitura Dream Agency. Chissà. Magari rispondevano ancora e se così fosse stato. Forse sarei riuscita a ricordare i miei primi 40 anni come un traguardo del desiderio e non della memoria. Composi il numero con le mani leggermente tremanti. Dirn Drin Drin Drin gli squilli si inseguivano l'uno con l'altro senza che niente accadesse. Stavo per riattaccare quando…. “Si - Dream Agency - Ha una voglia da realizzare?” La voce al telefono sembrava quella di un uomo maturo e anche abbastanza affannato. “Salve sono Valentina Goia - la mia voce suonava incerta e venata di imbarazzo anche alla mie orecchie. Raddrizzai le spalle e mi ricordai che ero una donna libera con un legittimo desiderio. E abbastanza soldi e coraggio per realizzarlo.- e ho una voglia da realizzare. Una voglia particolare”. “Sono la nostra specialità signora non si preoccupi - rispose l' uomo al di là del filo- quando può passare da noi per i dettagli? Le potrebbe andare bene Lunedì alle 13? Siamo in via Arconati 12. Bene a lunedì”. Riappesi la cornetta stordita, segnando automaticamente l'appuntamento sulla mia agenda per il lunedì successivo. Lo avevo fatto veramente. O meglio avevo iniziato a farlo veramente. Non sapevo ancora se avrei avuto il coraggio di andare fino in fondo. Del resto negli ultimi anni avevo quasi smesso di coltivare il mio lato oscuro, completamente assorbita dalla carriera e dal mio ruolo di moglie e madre perfetta. Ma, quei maledetti 40 anni mi avevano riportato a galla ricordi e sensazioni che da tempo non provavo. E che, in passato, erano stati la linfa vitale del mio modo di essere. Mi ero accorta che non scopavo con un uomo che non fosse mio marito o il mio amante (lo stesso da anni ormai) da mesi. Per non parlare del tempo trascorso dall'ultimo menage saffico. Non ricordavo nemmeno più che sapore avesse una figa. No. Decisamente non ero più io. Era ora di dare una svolta e recuperare la vecchia Valentina. Lo dovevo a me stessa. Lo avrei fatto…avrei trascorso il giorno dopo il mio 40esimo compleanno. Il mio primo giorno da “splendida 40enne” per dirla alla Nanni Moretti nella suite Rouge del Five Season. In compagnia di una cassa di champagne cristal rosè e di 3 giovani uomini. Nessuno dei quali con più di 25 primavere. Si, mi sarei regalata una gang bang. Per la precisione 24 ore di ininterrotta gang bang. Meglio di qualsiasi filler al botulino o microlifting che dir si voglia. Ne sarei uscita rinata. Pronta per i prossimi 40 anni. Lunedì ore 13. Uffici della DreamAgency. Osservo la mia immagine riflessa nel vetro smerigliato della porta dell'agenzia. Mi sento come in quella canzone di Jovanotti in preda a vertigini che “non sono paura di cadere ma voglia di volare”. In realtà non vedo l'ora di spiccare il volo. Spingo la porta con mano ferma ed entro annunciata dal ticchettio dei tacchi a spillo dei miei stivali. Mi dirigo al banco della reception dove siede una splendida giovane donna che avrà al massimo 20 anni. Sento il mio corpo reagire a quella vista. Non mi accadeva da anni. I capezzoli mi si inturgidiscono sotto la stoffa sottile della mia camicia di seta e un calore liquido mi cola tra le cosce. Sorrido alla ragazza e soprattutto a me stessa. Quasi riconoscendomi nella mia pelle. Di nuovo io. “Ho un appuntamento con il signor Manari. Per le 13.” Dico alla giovane soffermandomi con lo sguardo, forse una frazione di secondo più del consentito, sulle sue labbra turgide mentre parla. “Prego signora, si accomodi il dottor Manari la sta aspettando. Da questa parte mi segua” - la giovane con un sorriso mi invita a seguirla lungo un corridoio. Osservo compiaciuta il dondolio dei suoi fianchi davanti a me. Gran bel culo - penso - ma il mio le da ancora dei punti. “Ecco si sieda pure. Il dottor Manari al raggiungerà subito”. “Grazie “ sorrido alla giovane leggermente imbarazzata dal mio sguardo ammiccante. E mi siedo accavallando le gambe mentre sento il filo del mio perizoma che mi scivola tra le chiappe solleticandomi il culo. Non faccio in tempo a cercare una sigaretta nella borsa che entra un uomo, molto piacevole ad un primo sguardo. Sulla cinquantina. Alto e snello. Un bel portamento e un gran bel culo, ancora sodo nonostante gli anni. Si siede rivelando due occhi azzurri intensi e indagatori. Mi fissa incuriosito e anche leggermente arrapato. Se non ho perso completamente il mio intuito. Dati gli anni di inattività pressoché totale. “Bene signora Goia - mi sorride con arguzia dietro le lenti chiare dei suoi occhialetti cromati - mi vuole raccontare qualcosa di più di questa voglia che vorrebbe l'aiutassimo a realizzare?” “Qualcosa di più? Beh non per sembrarle troppo diretta ma intendo regalarmi per il mio 40esimo compleanno una gang bang con tre bei giovanotti. Voglio 24 ore di sesso sfrenato con giovani uomini sempre pronti a soddisfarmi in ogni modo desideri. Naturalmente le voglio nella cornice adatta. E la suite Rouge del Five Season mi sembra perfetta”. “Benissimo - capisco e siamo senz'altro in grado di aiutarla mi sorride malizioso Manari - ma ho bisogno di qualche particolare in più circa i giovani uomini in questione a parte il numero”. “Certo - rispondo facendo scorrere il mio sguardo dai suoi occhi alle sue labbra fino alle petto e più giù sotto la scrivania - al massimo 25 anni, meglio se più giovani. Ben dotati, abili e disinibiti. Rigorosamente bisex. Intendo godermi lo spettacolo di due splendidi giovani uomini che si fanno il culo a vicenda. Ah disposti a farsi riprendere. Perché è ovvio che voglio che riprendiate l'intera durata dell'incontro, con delle telecamere montante in tutta la suite e, poi ne ricaviate un film di almeno un paio d'ore. Adeguatamente montato. Deve sembrare un filmato professionale. Un porno d'autore. Mi spiego?” “Assolutamente - la malizia negli occhi di Manari traboccava letteralmente - è stata chiarissima direi che manca solo un particolare: quando vorrebbe realizzare il tutto. “Il giorno dopo il mio compleanno - rispondo in tono ridente - dunque martedì 19 gennaio”. “Benissimo abbiamo tempo più che sufficiente per realizzare il tutto - conclude Manari alzandosi e venendo verso di me - naturalmente le verrà a costare parecchio. Ma non credo sia un problema vero?”. “No - rispondo alzandomi a mia volta e offrendogli il panorama completo dei miei seni gonfi con i capezzoli duri che premono contro il pizzo del reggiseno - non lo è affatto. Ma in ogni caso vorrei da lei alcune precisazioni e garanzie circa la discrezione e la tutela della privacy nell'erogazione dei vostri servizi”. “Che ne dice se ne discutiamo a pranzo? - mi sorride prendendomi sottobraccio e sfiorandomi in modo fintamente casuale un capezzolo mentre lo fa”. La troia cacciatrice che è in me esulta nel vedere che nonostante gli anni di inattività non ho ancora perso il mio tocco. “Molto volentieri - rispondo mentre la mia mente immagina quella bella testa china tra le mie cosce e la lingua ad accarezzare con prepotente violenza il clitoride - dove suggerisci di andare?” Nel chiederlo mi volto leggermente verso di lui in modo che i miei capezzoli turgidi sfiorino il suo braccio e alzo il viso verso il suo quasi ad offrire il collo i suoi denti e alle sue labbra. Sono scivolata nel tu quasi inconsciamente. Mi preparo ad azzannare la preda. Sorrido mentalmente di me stessa, mentre sento Manari spingermi contro la parete di fondo del suo ufficio e scivolare con le labbra e la lingua lungo l'arco del mio collo. M'inarco per assecondarlo e faccio scivolare le mie mani sul suo culo giusto per verificare se la prima impressione era stata quella giusta. Sodo. Muscoloso. Una meraviglia. Stringo e mi struscio contro il suo cazzo in erezione mentre lui m'infila la lingua in bocca e mi schiaccia con il suo corpo contro la parete. “Bene - ansima sulle mia labbra - sei veramente la troia spettacolare che sembri è?” “ Si - rispondo mordendogli il collo e aprendogli la lampo dei pantaloni per afferrare il cazzo e avvolgerlo nella mia mano come fosse già nella mia bocca - resta da vedere adorabile bastardo se tu sei in grado di scoparmi per bene come sembri promettere”. “Provvediamo subito, signora - sussurra ironicamente nel mio orecchio un minuto prima di farmi girare e schiacciarmi contro il muro con la parte superiore del corpo. Mi solleva la gonna. Strappa il filo del tanga. Ora il mio culo rotondo si offre impudico al suo sguardo. Mi afferra per i fianchi e sbam. Un solo colpo. Secco. Violento. La cappella che lacera il buco. Il cazzo, che mi affonda nelle viscere. La fica che si contrae e cola in risposta all'invasione del culo. Gemo…”Gran figlio di puttana lo sai usare bene il cazzo è… sfondami il culo dai”. Non parla. Sorride lo sento contro la pelle della nuca il riverbero di quel sorriso e aumenta la pressione degli affondi e la frequenza dei colpi. Contraggo il culo e lo sporgo infuori ruotandolo per sentirlo completamente immergersi in me. La fica gronda desiderio liquido e bollente, che mi riga le cosce. Lo sento farsi sempre più turgido e pulsante nel mio culo. Allora ruoto un'altra volta i fianchi e contraggo gli sfinteri come se volessi fargli un pompino a quel cazzo magnifico che mi colma totalmente. “AHHHHHHHH grandissima troia sborro. Te lo gonfio di sborra questo culo favoloso che ti ritrovi” - ansima nel mio orecchio. Spingo un'ultima volta indietro e mi abbandono all'orgasmo anche io, che mi attraversa tutta dal culo alla fica, al cervello. Restituendomi a me stessa. Troia nell'anima. Come sono sempre stata. Come sarò sempre. Crolliamo abbracciati a terra. Con qualche fatica ancora ansimanti ci districhiamo. Sorridendoci allegramente , mentre cerchiamo di ricomporci. “Beh come minimo -ridacchio guardandolo maliziosa riallacciarsi i pantaloni - visto che stavolta il servizietto te l'ho fatto io. Mi aspetto un generoso sconto sulle tue di prestazioni, o meglio su quelle della tua agenzia nella realizzazione della mia VOGLIA”. “Ah ah aha ah - mi sorride divertito di rimando - indubbiamente ti sei guadagnata lo sconto riservato ai clienti VIP, il tuo è stato un servizietto di qualità elevatissima. Complimenti”. Ricomposti, sorridenti e direi soddisfatti lasciammo l'ufficio diretti al ristorante. Peccato che siano già le tre del pomeriggio.
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5
20 anni fa
0/5 - (0 Totale voti)
Varie
Alessia
"Ciao, ti va se ci vediamo alle tre a casa mia per ripetere? Dai, cerca di venire, ho bisogno del tuo aiuto, sono molto indietro..." Anche questa mattina Alessia si è fatta sentire con un sms, come ormai puntualmente avviene da un mese a questa parte... Mi fa piacere vederla anche se ammetto che a volte è noioso dover spiegare tutto ad una persona che di voglia di studiare ne ha ben poca, ma forse la colpa è anche mia fin dai primi esami mi sono fatto, ingiustamente direi, affibbiare l'etichetta di "secchione"! E poi, diciamola tutta, è difficile dire di no ad una ragazza come lei. Alta 1.65, capelli nerissimi e occhio scuri da bella ragazza mediterannea, pelle liscia, forme al punto giusto e soprattutto un fondoschiena meraviglioso di quelli che catturano gli sguardi dei passanti. Una ragazza veramente fuori dl comune, molto simpatica e socievole, con una certa predilezione per le serate in compagnia passate a bere e fumare ma anche capace di trasformarsi in gonna e stivali, tiratissima quando usciva in discoteca. Si era fatta una fama di ragazza facile, quasi ninfomane, si diceva di lei che perdesse il controllo con un bicchiere di vino, che fosse passata con disinvoltura da un ragazzo all'altro, che a letto fosse una tigre... Voci di ragazze invidiose, pensavo, non mi sembrava possibile che lei fosse proprio così, non pensavo una ragazza così bella come lei, che poteva avere tutti, dovesse comportarsi in questo modo, le malelingue si scatenano sempre quando incontrano una ragazza così carina e piena di fascino. Ho sempre avuto un debole per lei, lo ammetto, del resto non era facile restare indifferenti di fronte ad una bellezza così. Per un pò ho anche creduto che... fosse stato possibile avere una storia con lei, ma purtroppo non è mai accaduto, un pò per la mia timidezza, un pò perchè vederla sempre tra le braccia di qualcun altro mi faceva star male, allora ho preferito non fissarmi troppo perchè ormai mi ero convinto che era difficilissimo per me entrare nelle sue grazie se non come amico. Eppure ricordo quella volta al parco a studiare, con i libri abbandonati sull'erba, io e lei persi in un discorso sul sesso che mi aveva eccitato fino all'inverosimile (quante volte mi ero masturbato ripensandoci!), oppure come quando le si intravedeva la peluria sotto i suoi short (mi sono sempre chiesto se lo avesse fatto apposta...) o i suoi sguardi maliziosi e i suoi continui e teneri abbracci in una serata passata in giro a scorazzare per i locali. Niente di tutto mi aveva smosso dalla mia timidezza, avevo troppa paura di lanciarmi e di perdere, se respinto, la sua amicizia, che per me stava diventando sempre più importante. Tra di noi sei era instaurato un rapporto splendido, fatto di lunghe chiacchierate, di confessioni e segreti che ci scambiavamo reciprocamente e di pomeriggi passati a studiare insieme intervallati da un caffè e da un pò di musica. Poi un giorno lei si fidanzò. Andrea era veramente un bravo ragazzo, lo conoscevo solo di vista ma sapevo che era un persona piena di cose da fare, sempre con il sorriso pronto. Finalmente ha messo la testa a posto dicevano le malelingue, anche io ero conento per lei, anche se, in fondo mi rodeva, perchè sapevo che tutti i miei sogni di poter stare con lei stavano svanendo. Con il tempo lei si faceva sentire sempre meno, anzi, ormai si poteva dire che lei mi chiamava solo quando era indietro con lo studio ed aveva bisogno di una mano con gli esami. La cosa un pò mi dava fastidio, un pò perchè mi sentivo sfruttato, un pò perchè lei era sempre meno disposta ad ascoltare le mie disavventure amorose (da povero sfigato) e le nostre chiacchierate si risolvevano in un monologo su quanto era bello, bravo ed intelligente il suo ragazzo! Non le sapevo dire di no, così quel pomeriggio arrivai alle tre in punto a casa sua per l'annesimo pomeriggio da passare suoi libri, ma la mia testa in quel periodo era altrove, preso da turbe erotiche e dal bisogno di avere una ragazza. Mi fece battere il cuore quando la vidi alla porta, bellissima, con un vestitino corto che ne risaltava le belle gambe, un provocante smalto nero e un filo di trucco che dimostrava quanto lei fosse naturalmente bella. "Non ci sono le mie coinquiline, oggi possiamo finalmente studiare in pace" mi disse. Il pomeriggio passò come sempre, poi alle sette arrivò il suo ragazzo che subito la abbracciò forte e le diede un bel bacio sotto i miei occhi che, devo confessare, in quel momento fremevano di invidia. Mi sentivo a disagio a stare lì, e anche lei notai non aveva più la testa giusta per ripetere così dissi "Io vado via, ci sentiamo domani..." Ma lei, in coro con il suo ragazzo mi invitò a restare a cena da con loro. Dopo qualche minuto di insistenza di accettare, così lei andò a preparare la cena e io rimasi con Andrea a chiacchierare del più e del meno in camera. La cena andò bene, innaffiata da bicchieri di vino che sembravano non finire mai... Così appena finito, ci stendemmo tutti e tre esausti ed assonnati sul divano a guardare un film. Il film non era un granchè, lo segui distratamente, ero turbato da Alessia, che non la smetteva di fare battutine maliziose al suo ragazzo e soprattutto dalla sua posizione... Si era infatti distesa tra di noi, tra le braccia del suo ragazzo e con le sue gambe, abbronzate e liscissime poggiate sulle mie ginocchia... Era una posizione veramente eccitante e in quel momento credo di non ricordarmi di averla mai vista così sexy e provocante. Quando con le sue gambe mi sfiorò il membro ebbi un sussulto, credo che lei si accorse della mia eccittazione, del resto sono abbastanza dotato e il pantalone che mi ero messo quella sera non era di certo utile a contenere le dimensioni del mio "pacco". Rosso di vergogna chiesi e richiesi di spostarmi su una sedia ma lei mi disse di no, che era scomodo e che non dovevo preoccuparmi perchè in fondo si poteva stare comodamente in tre sul divano. Più volte nel corso della serata mi sfiorò il membro, io morivo dalla voglia di tornare a casa per masturbarmi come non avevo mai fatto prima, ma, dopo il film, restai lì con loro a chiacchierare, "Dobbiamo finire questa bottiglia di vino" disse Andrea. Così ci ritrovammo a parlare di me, complice quello che avevo bevuto, li raccontai di come stavo male a stare senza una ragazza, di come mi avesse fatto soffrire la mia ex e di come pensassi tutto il tempo a lei (per fortuna non mi feci scappare nessun imbarazzante commento sulla mia morbosa per Alessia) e di come avrei voluto farmi una bella scopata ogni tanto, perchè in fondo me la meritavo dopo tanto studio! Il mio linguaggio colorito, li faceva ridere, specialmente Alessia, che mi aveva sempre conosciuto come il bravo ragazzo della porta accanto, sempre educato e composto, il classico "amico delle donne" insomma. Poi toccò a loro che mi rincuorarono, mi dissero di come la vita a volte prende svolte imprevedibili e che anche loro che stavano felicemente insieme ne avevano passate prima di tutte i colori. Il vino però aveva abbassato le mie resistenze e così mi uscì qualche lacrima parlando della mia ex ragazza, di come mi aveva lasciato e di come mi mancava ora che ero sempre terribilmente solo. Alessia si avvicinò, mi disse di non pensarci e mi diede un bel bacio sulla guancia mentre mi sussurrava che ragazzi dolci come me ce ne sono pochi in giro per sfortuna. Il discorso poi fortunatamente cambiò e così ci ritrovammo a parlare di musica, di film da vedere, di qualche nostro amico che non si faceva più sentire e di qualche ricordo dell'infanzia. Poi, come spesso accade quando si fuma e si beve tra ragazzi, ci ritrovammo a parlare di sesso... Io ero un pò in imbarazzo, Alessia invece con disinvoltura mi parlava di come lei e Andrea avessero una vita sessualmente molto attiva, e di tutte le esperienze che avevano già provato insieme. Vedendola parlare di "dimensioni", di sesso sotto la doccia o di fellatio in macchina mi tornarono in mente quelle voci che molte malelingue avevano messo in giro diversi mesi prima... E se fosse stato tutto vero? Andai in bagno, ero eccittato dai discorsi e dallo sguardo sensuale di Alessia e molto stanco perchè tra l'alcool e il fumo, si erano fatte le ore piccole. Tornai in camera deciso a prendere i libri per far ritorno verso casa ma... appena entrai mi trovai di fronte una scena inaspettata. Alessia si era infatti accasciata tra le gambe di Andrea e gli stava facendo un pompino con i fiocchi tra i mugolii del ragazzo comprensibilmente in estasi di fronte all'intrapendenza della sua ragazza. Rimasi di sasso, e di sasso manco a dirlo, rimase anche il mio cazzo, mai mi ero gustato una scena così eccitante a così pochi metri de me. Avevo voglia di fuggire via quatto quatto ma l'eccitazione mi prendeva sempre di più così rimasi sul ciglio della porta incapace di non guardare ma anche di dire qualcosa che potesse fermarli. Alessandra proseguiva con il suo leccellente lavoro di bocca, leccave le palle di Andrea risalendo piano piano, poi gli baciava la capella e ricominciava a succhiare vorticosamente per poi prendersi una pausa di nuovo. Sembrava una professionista, non avevo mai visto niente del genere! Poi, temendo evidentemente che il suo ragazzo stesse per venire, si alzò di scatto, si girò i capelli dietro le orecchie e si alzò il vestitino, lasciando scoprire delle forme meravigliose che erano decisamente meglio di come me le ero immaginate in tutti i miei sogni erotici. Aiutò Andrea a togliersi il pantalone, io, con la paura di essere visto, mi rifugiai dietro la porta, quando mi riaffacciai vidi Alessandra a cavalcioni su Andrea in preda ad una cavalcata furiosa. Lei mi vide subito, sapeva da sempre che ero lì, io timidissimo mi feci rosso dall'imbarazzo, lei mi sorrise, rallento il ritmo e mi invitò con le dita ad avvicinarmi. Inebetito non sapevo cosa fare, colmo d'eccitazione mi avvicinai a loro, guardai Andrea ma lui non sembrava neanche essersi accorto che stavo lì. "Stai tranquillo ...siediti..." Mi sedetti su una poltroncina sul letto lì accanto a godermi la scena, Alessandra ora prese ad urlare. "Sfondami Andrea... sono la tua puttana... ti amo". Le sue confuse parole erano un misto di eccitazione e porcaggine, io ero sul letto, stavo venendo solo a guardare i suoi seni al vento e a sentire i suoi mugolii. "Puoi toccarti se vuoi..." Era dura ma non raccolsi l'invito di Alessia, restai lì a godermi la scena ma l'imbarazzo mi frenava troppo per poter fare qualcosa che, fino a quel momento, avevo considerato come tipico dei cosiddetti "guardoni". Alessia era in preda ad un orgasmo furioso e così Andrea pochi secondi dopo le venne nella fica inondandola con il suo sperma. Lei si alzò, poi si chinò tra le guambe per raccogliere quello rimasto, fu una scena che non mi aspettavo, non avevo mai conosciuto e visto una ragazza che arrivasse a tanto. Poi risalì tra braccia di Andrea e lo baciò con forza, si baciarono per alcuni minuti poi le si alzò in piedi, guardò il suo ragazzo come a cercare un cenno di consenso e si diresse verso di me... "Ora tocca a te...te lo posso fare un regalo?" Prese a sbottonarmi i pantaloni... "Non devi vergognarti, qui sei tra amici e tra amici ci si aiuta quando le cose non vanno bene..." Lei rimase piacevolmente sorpresa dalle mie dimensioni, mi sembrò di capire che poche volte avesse preso un cazzo così tra le mani. Cominciò a farmi una sega mentre con l'altra mano mi carezzava la pancia e il torace, poi mi diede un bacio tupendo affondando la sua lingua. Aveva uno sguardo da porca e mi maledissi perchè lo avevo già visto altre volte ma non le avevo mai colpevolmente saltato addosso. Poco dopo staccò la sua mano e il mio cazzo scomparve lentamente tra le sue labbra quando lei cominciò a succhiare vorticosamente. Cercavo con lo sguardo Andrea ma non lo vidi, probabilmente era già da un bel pezzo che aveva lasciato la stanza. Alessia aveva un pò di difficoltà ad infilarsi in bocca un cazzo del genere, di diversi più grosso di quello del suo ragazzo. Mi stava facendo un pompino meraviglioso, io cercavo di resistere, ma era dura e lei si muoveva come un'assatanata su di me. Così le presi la testa e cominciai ad assecondare il suo movimento ondulatorio, praticamente la stavo scopando in bocca, stavo trattando una delle mie migliori amiche come la peggiore puttana ma questo a lei non dispiaceva, anzi... sembrava non aspettare altro che quel cazzo infilato in gola. Ebbi un sussulto quando vidi Andrea, "C'è posto anche per me?" A questo punto non ero sorpreso a non vederlo geloso, si mise dietro di lei e cominciò a stuzzicarle i capezzoli e il buchetto. Quando con la mano mi prese la base del cazzo venni copiosamente bagnandole tutta la facia con il mio sperma, forse non si aspettava che io venissi in quel momento lì così gli schizzi arrivarono anche sulle guance e nehli occhi di Alessia. Leccò tutto e con la sua lingua vogliosa cercava quel pò di sperma che le si era posato sulle labbra. Mi fece una carezza e mi sorrise, la sorrisi anch'io, mi aveva fatto un regalo straordinario! Andrea la girò, vedermi venire sulla faccia della sua ragazza doveva averlo eccitato non poco, così avvicinò il suo cazzo di nuovo alle labbra di Alessia. Io mi feci coraggio, mi tolsi i vestiti che avevo addosso e mi fiondai sulla sua fica. Manco a dirla era bagnatissima, presi poco poco a risalire con la lingua l'inguine, poi la leccai dolcemente e presi a giocare con il suo clitoride. Lei sembrava gradire, intanto continuava a spompinare il suo ragazzo, poi forzai il ritmo, la mia lingua dava dei colpi sempre più forti, la sua fica aveva un sapero splendido, avrei voluto mangiarla eccittato com'ero e sarei restato lì a leccare per ore intere. "Come sei bravo...fai ancora più forte adesso..." Mollò il cazzo di Andrea e smise un attimo di mugolare per sussurrare queste parole, fece poi scansare il suo ragazzo, mi prese la testa con le sue mani e, proprio come avevo fatto io prima con lei, la spinse con forza verso di me. Io andavo giù molto forte, lei urlava la raggiunse un orgasmo pauroso proprio nello stesso momento che Andrea, che nel frattempo si stava masturbando guardandosi la scena, le veniva sulle tette e sul collo. Poi mi toccò le spalle "Scopatela...non la vedi come è bagnata questa puttana, vuole provare il tuo bel cazzone" Mi feci strada dentro di lei, anche se era bagnatissima ebbi un pò di difficoltà ad entrare, appena lo feci lei urlò dal dolore, mi fermai, poi, ad un suo cenno affermativo, riprovai e cominciai a pompare ferocemente. Era sicuramente la più bella scopata della mia vita, Alessia era un sogno che si stava realizzando, il fatto che avessi scoperto che fosse una puttano consumata non me la faceva passare dalla testa, anzi... godevo ancora di più a spingere selvaggiamente dentro di lei. Lei mi urlava il suo piacere, io le venni dentro con lei avvinghiata alle mie spalle, subito dopo crollammo a terra esausti. Passò un minuto forse in cui rimanemmo tutti e tre in silenzio a goderci questo momento, poi le si alzò a andò a sciaquarsi. Incrociai il mio sguardo con quello di Andrea ma nessuno dei due sapeva evidentemente quello che dire forse perchè entrambi sorpresi dalla piega che aveva preso la serata. Alessia tornò in accapatoio fumando una sigarette si avvicinò a noi e ci invitò a sederci tutti e tre sul divano. "Perchè non me lo avevi detto prima che lì sotto nascondevi un tesoro?" Sorridemmo tutti e tre, Andrea versò del vino e Alessia prese a baciarmi, un bacio bello, lungo e appassionato, poi fu la volta di Andrea a cui lei non negò le sue labbra e la sua lingua. I o presi a baciarla sul collo e piano piano le sfilai l'accappatoio, la sua pelle aveva un profumo buonissimo. Si girò e mi diede un altrobaciò, Andrea completò l'opera da me avviata spogliandola completamente, poi la facemmo stendere a terra e prendemmo a riempirla di baci su tutto il corpo, lei ricambiava carezzando i nostri membri non appena le capitavano a tiro. "Così mi fate morire...e voi non vorrete che io muoia, giusto?" Guardò Andrea giusto un attimo poi mi sorrise e mi disse "Ti andrebbe di provare da dietro?" Io ebbi un attimo di smarrimento, "Non l'ho hai mai fatto?... Bhè, se vuoi ti faccio provare il mio culo..." Le dissi che non pensavo ad altro dal primo momento che le avevo notato il suo splendido fondoschiena, poi intervenne Andrea "Alessia, ma sei sicura?" "Si certo, è la cosa che più voglio in questo momento" Andrea la fece girare a pancia in giro e cominciò a baciarla e ad accarezzarle l'orifizio, io intanto mi ero messo davanti a lei e cominciò subito a succhiarmi il cazzo. Il suo ragazzo prese a leccarla, doveva piacerle molto visto l'affanno del suo respiro, poi Andrea mi invitò a farlo al posto suo, non fece in tempo a dirlo che mi fiondai tra le sue cosce, non avevo mai fatto niente del genere, era sempre stato un sogno, nessuna delle mie ragazze precendenti mi aveva mai concesso l'onore di stimolare in questo modo il loro buchetto. Credo di avermela cavata abbastanza bene, come mi venne suggerito le infilai un dito dentro, ci volle un pò per via delle sue contrazioni ma alla fine entrò dentro. Doveva fare spesso cose del genere visto la facilità con cui mi riuscì tale operazione. Poi Andrea prese un cuscino dal divano, lo infilò sotto la sua pancia e mi invitò a provare ad entrare ora dentro di lei. Non ci riuscii, ero eccitato come mai lo ero stato prima ma non c'era verso, le poche volte che le cose sembravano andare meglio dovevo fermarmi pe il dolore che provava. Alessia disse qualcosa al suo ragazzo, che andò via, io nel frattempo ripresi a leccarle il buchetto. Andrea tornò con dell'olio solare, lo spalmò sul culetto di Alessia e piano piano con le dita la stimolo nuovamente, feci anche io lo stesso poco tempo, Andrea si mise davanti e le tenne strette le mani, io mi chinai e dopo pochi tentativi, tirai un colpo vigoroso ed entrai dentro di lei. Urlò, le facevo male ma non riuscivo a fermarmi così le diedi altri due colpi vigorosi. "Calma, così me la spacchi...Amore stai tranquilla, rilassati..." Poco alla volta il mio movimento divenne più fluido lei assecondò quello che io facevo così in breve tempo raggiungemmo un buon ritmo. Andrea le diceva di rendersi conto di quanto era puttana ma che la amava anche per questo e che con un cazzo di quelle dimensioni nel culo sarebbe stata a posto per un bel pò. Le dissi che volevo aprirla come una mela, il suo respiro era affannoso, cercava di stimlarsi il clitoride ma aveva delle grosse difficoltà per via degli spasmi che l'orgasmo le stava procurando. Poi Andrea provò a tirarla un pò su per provarci lui, io la presi per le ascelle e premetti fortemente più volte sul suo culo, il mio cazzo era praticamene tutto dentro di lei. Venni così, tra le sue urla di dolore e piacere, mentre Andrea, eccitatissimo, non potette far altro che guardarsi la scena. Di nuovo ci trovammo stesi per terra, chiacchierammo un pò su come meravigliosa era stata questa serata, mentre Andrea asciugava amorevolmente il sudore dal vso di Alessia. "Forse i regalo me lo hai fatto tu..." disse lei, mentre si contorceva per il culo che a suo dire le faceva un male cane. Fumammo una sigaretta nella camera che era dappertutto cosparsa di odori di sesso. Poi decidemmo di andare a fare una doccia tutti insieme, prese mano nella mano sia me che il suo ragazzo ed entrammo nel box. Fu un'altra esperienza eccittante, Alessia era tra di noi in tutta la sua bellezza, le spalmavamo il sapone dappertutto e lei faceva lo stesso con noi, anzi, soprattutto con i nostri cazzi. Poi sotto l'acqua l'abbracciamo entrambi, lei baciava prima uno e poi l'altro, le nostre lingue non facevano che intrecciarsi, eravamo di nuovo tutti e tre eccitati con la differenza che lei aveva un rossore sul fondoschiena per via dell'amplesso di prima. Cercava i nostri membri, li desiderava più di ogni altra cosa al mondo e si vedeva, spegnemmo la doccia, lei si accascio, si mise sulle ginocchia e comincia a spugnettarci entrambi. Era fantastica, mentre succhiava il cazzo di Andrea toccava il mio e viceversa. Ci stava facendo impazzire, ci sapeva veramente fare, cercò anche di metterli entrambi contemporaneamente in bocca. Mi prese a fare un pompino stupendo, poi una sega, poi di nuovo un bacio sul cazzo, stavo per venire come intuivo stesse facendo Andrea, così smettemmo. Io la presi per i capelli, le tirai la testa indietro e mi masturbai velocemente, lei era lì, con la bocca aperta che aspettava il nostro seme. Le cospargemmo la faccia, sembrava la peggiore puttana, lei mandò giù i fiotti che le erano entrati in bocca e poi continuammo la nostra doccia insieme. Mano nella mano andammo tutti e tre a letto, con Alessia rigorosamente al centro pronta a regalare un bacio prima ad uno e poi all'altro. Quella notte non riuscii ad addormentarmi, ero abbracciato ad Alessia, e pensavo e ripensato a quella che avrei poi definito come la serata più bella della mia vita. Quando la mattina mi alzai, mi rivestii mentre loro ancora dormivano intensamente. Mi avvicinai ad Alessia, ancora eccittato da tutto quello che era successo in quella notte magica, le diedi un bacio sulla bocca, lei si svegliò, mi sorrise, io la salutai e le sussurrai "Grazie..."
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20 anni fa
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Prima esperienza lesbica
Ciao a tutti questa è la storia di una mia amica che ha voluto farmi pubblicare per rendervi partecipi delle sue emozioni che ha provato durante la sua prima volta………………………………Mi chiamo Marianna e ho19 anni, prima di tutto avviso che sono lesbica da sempre e che non ho mai avuto un ragazzo...mai in tutti in sensi. Volevo raccontarvi la mia prima esperienza lesbica che ho avuto nel periodo della terza media, nella quale ho coinvolto una mia cara amica che mi era sempre piaciuta, ma che però era etero...ora vi spiego. In terza media dovevamo fare una gita di 4 giorni, che valeva dire tre notti passate in hotel...e dato che le stanze erano da 2 o da 3...ho chiesto a questa mia amica se voleva stare con me in camera (lei non sapeva che ero lesbica) ed a accettato molto volentieri. Quando gli ho proposto la cosa non sapevo bene le miei intenzioni, era solo per avere un amica come compagna di stanza. Cmq la gita inziò e bene presto mi trovai ad affrontare la prima notte, io continuavo a pensare a lei e a seguirla in quello che faceva. Ben presto arriva il momento di andare a dormire...ci cambiamo per mettere i pigiami. eravamo entrambe sui lati opposti del letto che era matrimoniale, io mi spoglio tutta dandogli la schiena e mi metto il pigiama, mi infilo nel letto e vedo che lei si sta ancora infilando la maglietta del pigiama e vedo che ha tenuto su il reggiseno e penso anche le mutandine...la guardo e le dico:"non è scomodo dormire con la biancheria intima?"e lei "normalmente la tolgo ma sai...."la interrompo e gli dico "a me non dai fastidio mettiti pure comoda"lei rimane zitta e dopo mi dice "mmm...ok.. però mi cambio in bagno ok? sai non sono disinibita come qualcuno.." e mi sorride.così si infila in bagno.. e io sapendo che si stava levando reggiseno e mutandine, ho cominciato ad eccitarmi...mi infilai una mano dentro i pantaloni del pigiama e mi toccai,,,senti i peli un po' umidi e capi che mi ero eccitata un po' troppo per la situazione e cercai di calmarmi.. mi diedi il "contentino" leccando le miei dita.poco dopo lei usci dal bagno e mentre veniva verso il letto vidi che aveva appoggiato il reggiseno e gli slip dove c'erano i suoi vestiti e poi si mise sotto le coperte.. dopo di che ..entrambe decidemmo di spegnere la luce...ma non dormimmo subito.. parlammo un po' ..e mi disse anche "scusa se faccio la preziosa.. ma sai mi intimidisco come una bambina piccola...quando l'argomento è la "la bloccai di nuovo e gli dissi "ma si tranquilla.. forse sono io troppo disinibita.. è solo che ci conosciamo da tre anni e ormai sento un certa intimità tra noi due.. un po' come sorelle" e ridacchiamo insieme....poi continuo e gli dico"cmq hai un bel seno...più bello del mio" e lei subito preoccupata mi disse "lo hai visto?"e io "no no, prima eri in reggiseno e mi piaceva la sua forma e poi io ho una 2 e tu ...la 4 giusto? "e lei " si , la 4...cmq anche se è più piccolo non è brutto"e io "si hai ragione però il tuo è più bello" detto questo gli stringo poco poco il capezzolo sinistro...lei ci rimane male ma poi la sua risata si unisce alla mia gia iniziata.decidiamo di dormire.. io continuo a pensare che è nuda sotto il pigiama.. ma cerco di contenermi dandomi il contentino del sapore dei miei umori in bocca per calmarmi. poi sento che russa e capisco che dorme.. mi avvicino gli do un bacino sulla fronte e uno in bocca...poi subito mi sento in colpa e penso "Dai Mary--è una tua amica a lei non piaci ...stai ferma" così mi allontano da lei e cerco di dormire.. e decido che non devo fare niente...e così passa la prima sera un po' insonne. Il secondo giorno si è svolto tutto in normalità...ed eccoci arrivare al punto caliente.. la sera e la notte.tutto si è svolto alla normalità...sempre qualche incertezza da parte della mia amica su come andare a dormire.. ma alla fine è finita come la prima sera. durante la notte io non riuscivo a chiudere occhio.. l’idea di dormire con una ragazza bellissima accanto mi eccitava moltissimo, poi penso che fosse dovuto al fatto che fossero tutte emozioni nuove e mai provate, e quindi più eccitanti. sta di fatto che ero molto bagnata per l'eccitazione, e forse è stato un errore ma decisi che volevo baciare e toccare la mia amica...non mi importava che fosse etero...avevo troppa voglia di farlo. Così mi avvicino a lei, sentivo che dormiva profondamente, una mano la misi sotto la maglietta per toccargli i seni e i capezzoli, l'altra mano la misi direttamente nei pantaloncini e persi a massaggiare la sua "passerrotta" (mi piace chiamarla così), era molto pelosa,come me, e con l'indice gli passavo sulla fessura.. tra le labbra, Infine presi a baciarla delicatamente sulla bocca e gli passavo la lingua sulle labbra. In meno di un minuto si sveglio ansimando, ma non bado a chi la stava toccando, forse l'eccitazione ero molto forte, come ho detto solo le prime esperienze, e forse era ancora mezza addormentata e pensava che potesse essere un sogno, sta di fatto che inizialmente stette al gioco ansimando e muovendo il corpo in sintonia, dopo breve si accorse che ero io , una sua amica e sopratutto una donna che gli stava dando piacere,e così subito si prese male e mi disse " Mary che cazzo fai? lasciami..." e cerco di divincolarsima io ormai ero partita...rimasi zitta e presi a baciarle il collo insistevo con la mano sulla passerotta.. insistendo...era molto bagnata. lei cercava di divincolarsi.. ma io la bloccai...mi diceva di smetterla e intanto ansimava.. le bloccai le braccia,e gli dissi" lo so che ti piace...dai è bellissimo.. lasciati andare" e le misi in bocca le dita bagnate dei suoi umori...lei rimase ribrezzata e mi disse "schifosa...dai...per favore"....allora lei era troppo presa dall'eccitazione per potermi fermare.. così abbassai i pantaloni e infilai la testa fra le sua gambe...non avevo mai fatto una cosa del genere e non ero molto capace.. così leccai in giro e ovviamente sul grilletto....la mia amica parti quasi in estasi...ansimava molto e per paura che gridasse gli misi le dita in bocca e lei le ciucciava come un lecca, andai avanti a leccare fino a che lei si inarco sulla schiena e strinse le gambe...scoppiando in forte orgasmo che mi esplose in bocca....venni anchio senza bisogno di toccarmi.. l’eccitazione era alle stelle.il terzo giorno la mia amica non mi rivolse nemmeno uno sguardo, e se ne stava molto sulle sue, molti pensavano che stesse male, ma io sapevo che era rimasta turbata dalla notte precedente a causa mia. tutto il giorno prosegue con lo stesso ritmo, finche arriva la sera, ed entrambe ci ritroviamo in camera sole. lei senza dire una parola, si cambia in bagno e si infila sotto le coperte, lasciandomi stupita,pensavo che volesse che dormissi per terra o in bagno, pensavo che almeno mi disse qualcosa, ma niente. Così, senza pensare mi cambiai e andai a letto dando la schiena alla mia amica, ero decisa a dormire e basta, ormai avevo rovinato ogni rapporto con lei, pensavo che ormai mi odiasse. Così dormiamo, passa qualche ora, in cui avevo il pensiero fisso nel vuoto, e succede quello che non mi sarei mai aspettato, la mia amica si avvicinae mi abbraccia, dicendomi "nessuno mi aveva mai toccato in quel modo...e nessuno mi aveva mai dato piacere...baciami ti prego", detto proprio sinceramente ci rimasi di merda, nonmi aspettavo una reazione simile, la mia amica contraccambiava ciò che provavo, però io mi sentivo sempre in colpa e gli dissi che era meglio di no, e così fu lei a baciarmi, senza che io potessi dire o fare niente, io inconsciamente contraccambiai il bacio e fu molto intenso e bellissimo, poi lei mi prese la mano e la portò ai suoi pantaloncini e disse"toccami di nuovo" io lo feci...volevo toccarla ancora, era una voglia irrefrenabile, così mentre ci baciavamo, io la toccavo, poi presi la sua mano e la infilai nei miei slip, un po' come aveva fatto lei a me.. lei timidamente comincia un po' a muovere la mano sulla miapasserrotta, e nonostante i movimenti casuali, mi piace.. mi piaceva molto, andammo avanti per un po' baciandoci e toccandoci.. fino a che venimmo, prima lei poi io, in un forte orgasmo, poi finimmo per addormentarci in quella posizione.La mattina mi svegliai benissimo, ero alle stelle, la mia amica era gia in piedi, era in bagno che si lavava i denti, io mi alzai e la raggiunsi, l'abbracciai e la baciai sul collocome si fa tra innamorati, lei si girò e mi disse che voleva parlarmi, e anche li rimasi dimerda, chissà cosa voleva dirmi...e infine mi disse che mi ringraziava per i momenti di forte piacere e che era contenta di averli provati con una cara amica, mi ringraziava anche di avergli fatto scoprire il suo lato omosessuale, ma preferiva affrontarlo più avanti, quando sarebbe stata più grande e secondo lei più matura...insomma...brutti momenti.. voi che dite?
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20 anni fa
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Bagno in mare con vanessa
Io e Vanessa non ci vedevamo da quasi un anno. Facevamo entrambi lavori stagionali e i nostri impegni non ci lasciavano tregua, nemmeno d’estate. Sembrava che il destino ce lo facesse apposta: quando mi liberavo io lavorava lei; si liberava lei e lavoravo io; le poche volte che riuscivamo a trovare tempo entrambi accadeva sempre qualcosa per cui lei doveva disdire l’appuntamento poche ore prima. Lei si scusava e prometteva sempre che “si sarebbe fatta perdonare”, ma ormai mi ero rassegnato a sentirla sempre e soltanto per telefono e nemmeno ci speravo più di incontrarla di nuovo. Oramai l’estate volgeva al termine, agosto era finito e l’orda dei vacanzieri, finite le ferie, si stava ritirando dai luoghi di villeggiatura come il mare con la bassa marea. Pensai che era l’occasione buona per cercare entrambi un po’ di tempo da dedicare alla nostra preziosa amicizia e le mandai un messaggio sul cellulare chiedendole per l’ennesima volta se riusciva a trovare un pomeriggio libero per potermi incontrare. Mi spinsi addirittura oltre e, pensando che avremmo avuto tantissimo da raccontarci, le proposi di restare a dormire da me, nella mia casa al mare, così da avere a disposizione un giorno intero da passare insieme. La mia speranza era quella che, in 24 ore che le offrivo, lei ne trovasse almeno quattro o cinque da poter dedicare a noi. La sua risposta invece mi lasciò di stucco: accolse con entusiasmo la mia proposta e mi riferì che, avendo il giorno di riposo giovedì, se per me andava bene, potevamo trovarci già dal mercoledì pomeriggio appena finiva di lavorare. Mi riservai dal darle conferma con la scusa che mi dovevo organizzare gli impegni della settimana, ma in verità già lo sapevo che non mi sarei lasciato sfuggire tale occasione. Avrei fatto di tutto passare quel giorno con lei. Le telefonai per darle la conferma: - “Ohi, Vany!!! Volevo dirti che, anche se so che te ne sei già dimenticata e avrai già preso altri impegni, io per giovedì mi sono liberato e che se tu volessi…” - “ma che dici? Secondo te, me ne sono dimenticata? Quant’è che ti voglio vedere…! Ma hai visto questi impegni… ora accada cosa accada ci si trova e si va al mare, dopo ci si penserà!” Io con un pizzico di malizia risposi: - “Io ti sto solo dando la possibilità di sdebitarti per tutte le sòle che mi hai dato… non credere che sarà facile per te farti perdonare tutti gli appuntamenti che m’hai disdetto…” - “maddài… vedrai che sarò brava e me li farò perdonare tutti!” Siamo sempre stati ottimi amici, tra noi c’è tantissima confidenza e anche se lei è una ragazza carina, elegante e con due bei seni, io non ci ho mai provato perché mi sono sempre fatto le mie storie e non ho mai sentito il desiderio di provarci con lei. E’ “la regola dell’amico” - cantata dagli 883 – e non c’era bisogno di rovinare un così bel rapporto. Ero convinto che nelle sue parole ci fosse solo ilarità e nessuna malizia, comunque mi accordai per passarla a prendere il mercoledì pomeriggio. Aspettai sotto casa sua che si facesse una doccia, perché aveva appena finito di lavorare. Quando la vidi arrivare, con ancora i capelli un po’ umidi e scomposti, mi si illuminarono gli occhi: la vidi bellissima; probabilmente tutto questo tempo senza mai vederci stava amplificando la gioia nel vederla di nuovo. Ci salutammo con un forte abbraccio e un bacio sulle guance. L’aiutai a mettere nel bagagliaio la borsa con i vestiti e partimmo subito verso il mare, quasi senza parlare perché volevamo serbarci gli argomenti a quando saremmo arrivati. L’unica cosa che disse, dopo avermi fissato per qualche secondo, fu che mi trovava dimagrito e in ottima forma. - “grazie! Anche te non stai male. Certo si vedono i segni dell’età, non sei più una ragazzina…” - “ma che stronzo!... semmai sarò un po’ stravolta perché sono stanca…” - “scherzavo!!! È che non so cosa dire, non mi sembra vero che finalmente ci siamo ritrovati!” - “anche a me, non immagini il piacere che mi fa essere qui con te. Ci divertiremo…” - “a proposito, per cena come ci organizziamo?” -“no! Non organizziamo niente: quando ci prenderà la fame, qualcosa inventeremo. Vedrai che non si muore, fidati!” - “vabbè… ma io ho tante cellule da mantenere… se mi fai patire la fame poi divento cattivo” - “senza programmi è più bello, non voglio pensare a niente, solo a noi due. Ora se non ti dispiace vorrei dormire un po’ perché sono distrutta, tanto prima di arrivare un po’ di tempo ce n’è” - “va bene, ti sveglio io, basta che non inizi a russare!” -“si, è che so’!?” Sdraiò un po’ la poltrona, io accesi l’autoradio in sottofondo e due chilometri dopo già dormiva a sasso. Mentre guidavo ogni tanto mi distraevo per guardarla. Ancora non potevo credere che eravamo noi, io e lei in macchina insieme come ai vecchi tempi e che oltretutto stavamo andando al mare a passare un giorno intero insieme! Non ci sono strade principali per andare da casa sua al mare e lei si lasciava cullare dalle dolci curve. Il sole del tardo pomeriggio stava colorando l’atmosfera calda di un giallo surreale. Quando mi fermai all’incrocio per entrare sull’Aurelia lei si svegliò. -“Siamo già qui?” -“Tra sette minuti e quarantadue secondi siamo davanti casa!” Lei sorrise accarezzandomi la mano che avevo sul cambio. - “Allora: cosa vuoi fare?” – le chiesi – “io farei così: andiamo a casa, apriamo l’acqua, accendiamo lo scaldabagno, apriamo un po’ le finestre… e nel frattempo ci mettiamo il costume e facciamo subito una capatina sul mare, per aspettare l’ora di cena e goderci questi ultimi raggi di sole” - “approvo!” – rispose lei senza aggiungere altro. Arrivati a casa scesi le valige, aprii l’acqua e feci strada fino alla camera degli ospiti. Posai le valige sul letto e mi fermai a pensare a come avremmo potuto organizzarci per la notte, intanto lei era andata in bagno. Quando tornò lei le dissi: - “in questa casa, come sai, ci sono due camere: questa è quella con il letto più comodo. Di solito ci dormo io, qui c’è la mia roba…” lei non mi fece finire: - “va bene, tanto il letto è bello grande: perché bisogna sfarne due? Io non ho problemi a dormire insieme…!” Io rimasi senza parole, poi mi ripresi e fingendomi indifferente replicai: - “io poi… figurati! Ma se vuoi ti lascio sola e io vado nell’altra camera…” - “ma che dici? Almeno stasera prima di addormentarci ci si raccontano le cose… per me puoi restare! Anzi…” - “allora se è così… però ti avverto: io di solito non russo, ma se dovessi farlo non ti peritare a svegliarmi.” - “se dico di dormire non mi svegliano nemmeno le cannonate! Di quello non devi preoccuparti” Aprì la sua borsa, prese il costume e andò in bagno a indossarlo. Io mi spogliai in camera. Tornò indossando un bel bikini azzurro chiaro di quelli con i laccetti annodati sia dietro la schiena che ai fianchi. Prendemmo le bici, un telo da mare per uno e via! verso la spiaggia. Ci recammo sulla spiaggia vicina a casa mia, anche se era un po’ distante dal centro del paese. Era un mercoledì di settembre ed erano quasi le sette del pomeriggio: sulla spiaggia c’erano solo due pescatori e una famiglia di stranieri, probabilmente tedeschi. Sia avvicinava l’ora del tramonto e le increspature dell’acqua mostravano meravigliosi giochi di colore alternando il rosso acceso del sole con il blu intenso del cielo. Io non riuscii a resistere e stesi subito il telo sulla sabbia, poi mi spogliai e corsi nell’acqua. Era bellissimo: rispetto alla temperatura esterna l’acqua era piacevolmente calda. Dopo un tuffo e qualche bracciata mi misi “a pancia in su”, allargai le braccia e a gambe distese mi lasciai cullare dalle onde e trasportare dalla corrente per non so quanti minuti. Poi mi ricordai della mia amica! La sottile corrente di maestrale mi aveva spostato un centinaio di metri più a sud. Nuotai un po’ per risalire la fievole corrente, poi uscii dall’acqua e andai da Vanessa che si era sdraiata a leggere un libro. - “è bellissimo!” – le dissi – “non sai cosa ti perdi” Lei alzo il capo, mi guadò è mi chiese se non facesse troppo freddo. Io la rassicurai che l’acqua era tiepida, piacevolissima e la invitai ad entrare. Nel frattempo anche i bambini stranieri erano entrati in acqua e si stavano divertendo come matti. Forse vedendo anche loro riuscì a convincesi, ripose il libro, si alzò e mi seguì fino sul bagnasciuga. - “è fredda!” esclamò appena un onda le bagnò i piedi. - “dentro si sta da dio, credimi!” - “si, il problema è entrare…” non so cosa mi prese, forse vedendo i bambini tedeschi mi era venuta anche a me la voglia di giocare, il fatto è che senza pensarci tanto mi avvicinai a Vanessa e la presi in braccio. Lei si lasciò prendere senza opporre resistenza, accogliendo quel mio gesto anche lei come un gioco e mi mise le braccia attorno al collo. Al contatto del mio corpo bagnato le venne la pelle d’oca e sui triangoli del bikini color sabbia le vidi affiorare le forme dei capezzoli. Non potetti fare a meno di guardarli: ce li avevo sotto il naso! Entrai in acqua con lei in braccio e quando le onde le bagnavano la pelle ancora asciutta lei sussultava e si stringeva a me, appoggiando un seno contro il mio petto. Questo contatto mi stava eccitando e dovevo arrivare presto nell’acqua un po’ più alta per nascondere il bozzo che stava gonfiando tra le mie gambe. Quando fui immerso fino alla vita la lasciai scivolare dolcemente fino a farle toccare i piedi sul fondo e involontariamente le strusciai la mia protuberanza sulla coscia. Io cercavo di nascondere il mio imbarazzo, lei fece finta di niente e io mi convinsi che non se ne fosse accorta. Si immerse per bagnarsi anche la testa e poi, tornata su, iniziò a schizzarmi, come i bambini. Io risposi al gioco, e con soddisfazione le dissi: - “hai visto che non ci si sta poi tanto male!” - “te la farò pagare per quello che hai fatto!” e mentre diceva questo continuava a schizzarmi sempre più da vicino. Oltre a schizzarmi quasi mi picchiava! Mi dovetti voltare e “battere in ritirata” verso il largo, e lei sempre dietro, a inseguirmi. Quasi più non toccavo e lei, alta quei cinque centimetri più di me, ebbe la meglio e riuscì ad avvicinarsi tanto che il suo corpo sfiorava il mio. Io cercavo con gli occhi strinti di guardarla attraverso gli schizzi e di allontanarla spingendola per i fianchi, ma toccavo poco sul fondo quando la spingevo ero io che indietreggiavo! Lei mi girava intorno e di tanto in tanto i suoi seni mi sfioravano e le sue cosce venivano in contatto con il mio sesso, gonfio e duro dentro il mio costume. Tra uno schizzo e l’altro vedevo il suo bikini bagnato aderire alle forme dei suoi seni e durante quelli scuotimenti sembravano dovessero uscire da un momento all’altro. I capezzoli le trasparivano dalla sottile stoffa chiara, erano evidentissimi e la mia eccitazione cresceva. Non potevo più starmene lì impalato a subire. Pensai: - vuole giocare? E giochiamo! Me ne infischiai del mio “problema” e iniziai a rispondere con impeto ai suoi schizzi. Mi avvicinai anch’io e spesso i nostri corpi venivano a contatto. Lei era sempre più divertita e la sentivo cercare lei stessa il contatto fisico con il mio corpo. Ero ormai certo che sapesse della mia eccitazione perché non perdeva occasione per sfiorarmi il bozzo che tenevo tra le gambe. Nel farlo mi sbatteva con noncuranza i suoi promontori addosso, facendomeli ballonzolare sotto il naso e questo non placava certo la mia eccitazione! Improvvisamente si fermò di fronte a me, vicinissima, e mi prese i polsi con le mani tenendomeli stretti per evitare che io la schizzassi. Respirava affannosamente e non staccava gli occhi dai miei, era serie e sembrava stesse per chiedermi una tregua, mentre lentamente mi tirava con se dove l’acqua era più bassa. Mi illusi che fosse finita, invece sulle sue labbra si scolpì un sorriso diabolico come a dire “ti ho fregato!” e in un istante, con lo scatto un gatto che assale il topo, mi lasciò i polsi, si afferrò all’elastico del mio costume e buttandosi anche lei sott’acqua, me lo tirò giù fin sotto le ginocchia. Io cercai di reagire, ma più mi muovevo e più lei riusciva a tirarmi giù il costume. Non potevo scalciare perché il costume mi bloccava le caviglie e non volevo farle male tirandole una ginocchiata. Quando sentii che ormai non c’era più nulla da fare smisi di ribellarmi e mentre con un braccio cercavo di tenermi a galla e di riprendere l’equilibrio con l’altra mano cercai di coprirmi il pene e di nascondere per quanto possibile la vigorosa erezione. Lei riemerse tutta soddisfatta sventolando in mano il mio costume. Io cercai di recuperarlo ma non era facile, lei me lo teneva alto e io ero impedito perché lavoravo con una mano sola. Rinunciai e indietreggiai, immergendomi nell’acqua fino al collo. Di colpo mi venne in mente che non eravamo soli e mi sentii ancor di più in imbarazzo. Mi guardai intorno, ma la famiglia di tedeschi, con i bambini, non c’erano più. Il disco solare sfiorava la sottile linea dell’orizzonte e non avevo idea di quanto tempo fosse passato. Sulla spiaggia era rimasto un solo pescatore, lontano da noi, in direzione del paese. Pensai che, con il sole contro, anche se avesse guardato comunque avrebbe visto poco: solo le scure sagome di due ragazzi che giocano nell’acqua. Vanessa mi vide serio e preoccupato e, quasi dispiaciuta, si avvicinò per ridarmi il costume. Mi finsi imbronciato mentre lei si avvicinava con il mio costume in mano e ogni tanto abbassava gli occhi a spiarmi tra le gambe, ma io non mi mossi. Stavo covando la mia vendetta! Quando fu vicinissima si fermò e preoccupata mi disse: - “oh, scherzavo! ma che te la sei presa? Tieni…” e mi pose il costume. Io a quel punto non ce la feci più a fingermi serio: digrignai i denti e come un lupo che assale la sua preda mi buttai addosso a lei, sbilanciandola all’indietro. Finimmo entrambi sott’acqua e mentre lei annaspava per ritirarsi su io, incurante del mio sesso libero che le si strusciava addosso, le passai le braccia dietro la schiena e le tirai i lacci del costume. Invece che venirci un nodo (come sicuramente accade se lo vuoi togliere apposta) il fiocco si sciolse lasciando il bikini, legato solo al collo, a svolazzare nell’acqua e i seni liberi. Sotto l’acqua i suoi capezzoli rosa sulla pelle bianca risaltavano ancora di più e Vanessa cercava un po’ di coprirseli e un po’ di riprendere l’equilibrio. Io la lasciai fare, godendomi lo spettacolo di quelle belle tette che riemergevano e scomparivano nell’acqua. Rimasi in piedi davanti a lei che ancora inciampava e ricadeva all’indietro. Mi venne di abbassare lo sguardo a guardarmi il pene: come i seni di Vanessa, anche lui con l’effetto ottico dell’acqua aveva acquistato tutta un’altra dimensione: sembrava contorcersi per effetto delle increspature dell’acqua e la pelle piuttosto bianca lo metteva ancora di più in risalto. Quasi ne ero imbarazzato, ma ormai i freni inibitori avevano mollato. Vanessa era riuscita a rimettersi in piedi,si era voltata di spalle e a capo basso cercava di rifare il nodo con le mani dietro la schiena. Io mi avvicinai, pacificamente. - “vuoi una mano?” – le proposi - “se non combini altro danno…” - “te si e io no, eh? E poi sono gli uomini, gli stronzi?” - “dai, aiutami piuttosto!” e con le mani all’indietro fece per passarmi i laccetti. Con l’intenzione di aiutarla mi avvicinai per prenderli, ma non avevo previsto una cosa: la sporgenza che avevo tra le gambe! Il pene libero nell’acqua e sempre turgido arrivò a contatto con le sue natiche dondolando a destra e a sinistra. Quando sentii il contatto mi fermai imbarazzato, non sapevo se indietreggiare o meno, ma Vanessa, indifferente mi chiese: - “ma che fai? Dai, legami ‘sto coso!” Io non capivo: come poteva non essersi accorta di niente? Con l’arnese che dondolava e le sbatteva addosso iniziai ad annodarle il fiocco. Mentre lo stavo stringendo Vanessa si piegò leggermente in avanti e iniziò a premere il suo sedere contro il mio basso ventre. Dondolò un po’ i fianchi finché il mio pene non trovò spazio tra le sue natiche. Poi iniziò a muoversi sinuosamente strusciandosi contro il mio corpo. - “…continua…” - mi disse con voce bassa e sensuale - “mah… beh… io ho finito, il fiocco l’ho fatto” portando le braccia all’indietro mi posò le mani sui fianchi, quasi ad assicurarsi che non mi allontanassi, e continuò a muovere il suo culetto contro il mio pacco - “sicuro che hai finito? Io dico che c’è ancora qualcosa che puoi fare…” Io non sapevo proprio che pesci prendere (eravamo al mare!) e iniziai ad accarezzarle le cosce, poi salii fino ai fianchi che sentivo muoversi dolci e sensuali sotto le mie mani. Dai fianchi passai con delicatezza all’addome, giocherellai un po’ con l’ombellico e Vanessa sembrava gradire le mie carezze, perché continuava a muoversi con sempre maggior vigore. Ogni tanto la corrente ci sbilanciava, ma con qualche passettino laterale riprendevamo subito l’equilibrio. Mi feci più audace e dall’ombellico cercai di risalire verso i seni. Vanessa non si scompose: ci stava e le piaceva. Iniziai a palparle i seni da sopra la stoffa, con movimenti delicati dal basso verso l’alto, poi con la mano aperta ne tastai la consistenza. Sentivo le punte dei capezzoli solleticarmi il palmo delle mani. Vanessa si tirò un po’ su, lasciandomi i fianchi e portò le sue mani sopra le mie, sopra i suoi seni. Prese a guidarmi sul suo corpo e la lasciai fare, tenendo le mie mani morbide sotto le sue. Mi faceva scendere sul ventre fino sotto l’ombellico e poi risalire, con entrambe le mani fino al suo petto. Una, due volte, poi, prima di risalire al petto per la terza volta, liberò una mano e con movimento rapido si tirò su il bikini prima da una parte poi dall’altra e tornò di nuovo a guidare le mie mani si sui seni nudi, liberi di essere palpati dalle mie mani. Mi fece sfiorare i capezzoli con le dita. Anche le aureole erano gonfie e sporgenti, poi mi spinse la mano destra giù sul suo ventre, lasciando la sinistra a giocherellare con quelle morbide sporgenze femminili. Iniziò ad ansimare, aveva il corpo completamente a contatto del mio e la testa piegata all’indietro. Mi offriva la sua guancia, il suo orecchio, il suo collo e la sua spalla. Sfioravo la sua pelle morbida e bagnata con le labbra, leccavo dolcemente il sale che si era seccato sulla sua pelle. Dalla spalla salivo fino all’orecchio, poi scendevo, le baciavo la pelle, le respiravo sul collo e poi tornavo a leccare, lentamente, come un gelato che non si scioglie e che quindi vale la pena gustarlo con calma. Lei intanto aveva spinto la mia mano destra verso la sua femminilità più nascosta. Con il palmo appoggiato sul suo Monte di Venere da sopra il costume le accarezzavo il sesso. Sentivo sotto quel sottile strato di stoffa i suoi peli arricciolati che premevano e volevano essere liberati. Più sotto, le grandi labbra, le sentivo morbide e calde sotto la stoffa bagnata. Oramai Vanessa stava appoggiata a me con tutto il peso. Il sole era tramontato e il cielo da rosso era diventato viola. Le onde si erano placate e un silenzio surreale ci avvolgeva. Lei si muoveva lentamente su e giù sul mio corpo, poi portò di nuovo le sue mani sui miei fianchi lasciandomi piena libertà di esplorarla e di accarezzarla dove più mi piaceva. Feci risalire la mano e mi misi a giocherellare con i suoi seni; mentre le baciavo il collo andai alla ricerca dei capezzoli, turgidi e pronunciati. Li accarezzavo delicatamente con il palmo delle mani e poi me li facevo scorrere tra le dita. Lei ansimava e aveva ripreso a ondeggiare il culetto sul mio basso ventre. Il mio pene le si era insinuato tra le natiche ed era arrivato sotto la vulva. Scesi di nuovo con entrambe le mani e fermai la sinistra sotto l’ombellico, ad assecondare i movimenti del suo ventre. Feci scivolare la destra ancora più in basso e Vanessa accolse quella mia carezza divaricando un po’ le gambe. Sfiorai il monte di venere e mi fermai sul clitoride, gonfio sotto stoffa. Proseguii accarezzandole l’interno coscia, poi girai all’esterno e risalii. Insinuai la mia mano tra i nostri due corpi e mentre le mordicchiavo l’orecchio palpai la natica, poi scesi con decisione a metà coscia e la spinsi in avanti, a fargliela tirar su. Vanessa mi assecondò nel movimento e alzò la gamba, appoggiandosi più che mai al mio corpo. Scivolai con la mano sinistra sul suo monte di venere, accarezzando ed esplorando ogni centimetro di pelle che scorreva sotto, con la destra invece le massaggiavo delicatamente tutta la coscia, prima sopra, poi il fianco e infine sotto, poi risalii di nuovo fin sotto la natica. Il contatto con quel muscolo sodo mi faceva eccitare all’inverosimile e Vanessa sentiva la mia eccitazione crescere tra le sue cosce e sbatterle sotto la vulva. Accarezzai il suo culetto e mi spinsi verso l’interno, a cercare qualcosa di caldo, di invitante, di proibito. Scivolai sulla sua pelle fino a trovare la sottile stoffa del costume, ne seguii l’orlo fin sotto la vulva e provai piacere nello sfiorarmi io stesso il pene. Accarezzai la stoffa con le dita, poi giocherellai con un ciuffetto di peli che fuoriusciva. Vanessa stava ansimando. Godeva delle mie carezze. Feci scivolare la mano sinistra dentro il costume e percorsi lentamente tutto il monte di venere, attento a non tirarle i morbidi peli che sentivo scorrere tra le mie dita. Mi fermai con le dita sul clitoride, gonfio che faceva ormai capolino tra le grandi labbra. Intanto con le dita dell’altra mano accarezzavano la stoffa sotto la vulva, spostandola un po’ di lato ad ogni passaggio. Vanessa aveva perso il controllo. Ansimava e mi sculettava addosso come un’indemoniata. Non era facile tenere l’equilibrio con lei che si muoveva su una gamba sola, tenendosi per i miei fianchi, completamente appoggiata al mio corpo e la sabbia sotto i piedi che a volte affondava e dovevo saltellare per ritrovare l’appoggio. Sotto era un lago: sentivo i suoi umori caldi e viscosi che le uscivano dalla vagina e si mescolavano con l’acqua del mare. Con l’aiuto dell’altra mano le spostai la stoffa del costume di lato e scivolai con le dita tra le grandi labbra, che tenni scostate. L’altra mano aveva ora libero accesso al suo sesso. La percorsi delicatamente dentro con un polpastrello, separandole le piccole labbra, morbide e indifese, fino a sfiorarle l’ammasso carnoso del clitoride. Poi tornai sotto, lentamente, scivolando sugli umori caldi che ricoprivano la pelle delicata del suo sesso e si disperdevano nell’acqua salata. Vanessa era al culmine, la sentivo fremere, tremare, ansimare e contorcersi, abbassava ventre quasi a cercare il contatto, la penetrazione delle mie dita, forse anche del mio pene. Fu presto accontentata: mentre con il polso la sorreggevo sotto la natica destra, appoggiai le punte del dito medio e dell’anulare all’ingresso della vagina, calda e scivolosa, intrisa di piacere. Spinsi la mano un po’ più sotto e le dita entrarono. Le sentii avvolgere, quasi risucchiare dalle pareti calde e gelatinose. Iniziai a muoverle dentro, in senso circolare, poi dentro e fuori. Vanessa aveva gli occhi strinti, si mordeva il labbro per non urlare, tremava e non riusciva più a coordinarsi con i movimenti. Le appoggiai il mento sul collo e iniziai a mordicchiarle l’orecchio. Le sue mani si muovevano sui miei fianchi, sembrava cercassero prima i miei glutei, poi il mio sesso, poi di nuovo i miei glutei… non sapeva nemmeno lei cosa volesse toccare. Le sentii l’interno della vagina contrarsi, una, due, tre volte contro le mie dita, Vanessa ebbe qualche tremito, mi affondò le unghie sui fianchi tanto da farmi male. Quando fu rilassata sfilai delicatamente le dita dal suo sesso e tra le sue gambe si diffuse una sostanza calda e viscida, incolore, che andò a mescolarsi con l’acqua del mare. Mi portai le dita al naso sentii che profumavano di piacere femminile. Vanessa abbassò la gamba, io la lasciai e fece uno sbarellone che quasi cadde sott’acqua. Si voltò guardandomi con la faccia stravoltissima e mi abbracciò, ma fu un abbraccio freddo, sembrava che avesse più bisogno di essere sorretta che abbracciata. Il cielo ormai tendeva al blu scuro e sulla superficie dell’acqua, piatta come uno specchio, si riflettevano già le luci del paese. Anche l’ultimo pescatore se ne era andato. Vanessa si rimise a posto il costume, sia sopra che sotto e fece per uscire dall’acqua. Io la chiamai: - “Vany!...” -“Che c’è ancora, sarà tardissimo, abbiamo la pelle vizza… non credi che sia ora di uscire?” - “si, infatti… vorrei riavere il mio costume!” Lei sgranò gli occhi come dire: “Cosa? Il tuo che?” poi scoppiò a ridere. Per fortuna era tardi e la spiaggia era vuota. Dovetti uscire nudo, eccitato e tornare a casa con l’asciugamano legato alla vita e niente sotto. Eravamo pure in bicicletta! Mentre pedalavo i testicoli gonfi mi facevano male. Quella notte Vanessa ebbe molte cose da farsi perdonare…
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20 anni fa
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L\'aiutante straniera
Qualche mese fa, era estate, inizio di luglio, ero appena tornato da un viaggio di lavoro e avevo la valigia piena d’indumenti da lavare, solitamente li portavo in lavanderia, ma ero stanco di spendere un sacco di soldi quando potevo avere un’alternativa. Chiesi ad una mia amica se conosceva qualche ragazza o signora che poteva fare questo servizio a casa mia , usando la lavatrice e poi stirarla, dato che non mi mancava nulla. Qualche giorno dopo Monica , la mia amica , mi telefonò dicendomi che mi avrebbe mandato la signora che stirava a casa sua , mi disse che era brava e che non era per niente cara. Ci accordammo per il sabato mattina, e puntualmente arrivò, suonò alla porta e si presentò. Con un accento tipicamente dei paesi dell’est , mi disse che si chiamava Anna e che aveva una buona esperienza nel settore. Le dissi che se andava bene a Monica , avendo lei una certa esperienza, a me andava benissimo. Le spiegai ogni cosa e la lasciai al suo compito. Ero intento a sbrigare alcune faccende domestiche quando mi soffermai ad ammirare il suo corpo. Vista in quell’ottica appariva meno bella di quanto lo fosse realmente, ma s’intuiva che aveva un bel corpo e un bel viso. Il tempo trascorse in fretta e le sue mansioni terminarono facendo esattamente quello che avevo chiesto. Non scambiammo molte parole tranne quello di offrirle un caffè e chiederle le solite cose , di dove era , da quanto tempo si era trasferita in italia, ecc.ecc. Si era preparata per uscire quando mi chiese un favore. Mi disse che era leggermente in ritardo e che doveva arrivare a casa per un certo orario perché aveva un appuntamento. La invitai a salire in macchina e la rassicurai che non era un disturbo accompagnarla a casa. Mi fermai proprio sotto casa sua, si girò verso di me e con un sorriso a dir poco solare mi ringraziò. Le dissi che era stato un piacere e le domandai se andava bene per il sabato succesivo. Va bene , molto bene ci vediamo sabato prossimo solita ora. La settimana trascorse normalmente, anche se qualche pensiero frivolo lo avevo riservato ad Anna, dato che non era niente male. Stessa ora del sabato successivo, suonò alla porta , aprii e notai subito il cambiamento di abbigliamento, più succinto, i capelli raccolti con una coda lunga che scendeva sulle spalle. Anche il trucco era più marcato, ma si sa le donne se vogliono fare colpo hanno mille stratagemmi e lo fanno benissimo. Non mancai di farle i complimenti, e la guardai salire le scale mentre si dirigeva verso le stanze da letto per sistemare la camera e poi stirare la biancheria che era rimasta dalla settimana prima. La mattinata stava per volgere al termine quando Anna mi chiese se gentilmente la potevo accompagnare a casa perché una sua amica ukraina sarebbe venuta a trovarla per trascorrere il fine settimana da lei. La accontentai subito assicurandole che non avevo impegni ed uscimmo da casa. Saliti in macchina la gonna salì verso l’alto scoprendo due bellissime gambe, le guardai a lungo e feci strani pensieri. La guardai sorridendo e mentre stavo per dirle quanto mi piaceva , mi anticipò chiedendomi se volevo fermarmi qualche minuto che voleva presentarmi la sua amica. Accettai immediatamente e parcheggiata la macchina salì con lei verso il suo appartamento. Era piccolo ma arredato con gusto, pochi mobili ma tanti tappeti caucasici molto belli. Mi ero seduto aspettando che Anna si cambiasse e arrivasse la sua amica . Anna si presentò con un paio di pantaloncini rossi corti e una meglietta bianca con una scritta in russo, non portava il reggiseno e si vedeva, le tette erano favolose. I capezzoli duri e lunghi mi eccitarono , tanto che il mio uccello era già duro. Mi versò da bere , un succo di frutta con un po’ di vodka dentro, premetto che io sono astemio, sorseggiai dicendo che era molto buono ma che probabilmente non avrei continuato perché era abbastanza forte per me. Lo squillo del campanello spezzò l’atmosfera che si era creata, la sua amica era finalmente arrivata. Aperta la porta Anna si piazzò fuori sul pianerottolo a riceverla, finalmente apparve e si abbracciarono parlando nella loro lingua si dissero cose per me incomprensibili. Entrarono mano nella mano, Anna mi presentò julia, alta ben fatta , bionda , occhi chiari, bella donna, avrà avuto 35- 36 anni circa, tre baci come la tradizione vuole e ci sedemmo sul divano. Julia indossava un paio di jeans stretti e una camicia blu a maniche corte. Anna e julia si scambiarono battute nella loro lingua e ridendo mi chiesero se mi piacevano le donne dell’est. Risposi che se tutte le ragazze erano come loro sarebbe stato fantastico fare un viaggio dalle loro parti. Julia si alzò e andò nella stanza da letto, ritornò con un paio di pantaloncini corti e la camicetta semi aperta. Anna affermò che anche in italia c’erano donne molto belle, ma julia più maliziosa si avvicinò e mi chiese se non avevo mai baciato una donna ukraina. Risposi di no e che non avevo mai avuto modo di conoscerne una prima di allora. Julia non perse tempo si avvicinò e mi baciò sulla bocca, si staccò e disse cosa ne pensi? Stupendo dissi. Anna era seduta sulla mia sinistra e Julia alla mia destra. Si avvicinarono entrambe ed iniziarono a baciarmi, leccarmi, io ero accaldato sudavo, l’uccello era in erezione e non mi sembrava vero che stesse succedendo proprio a me. Anna iniziò a spogliarmi, mentre Julia non si staccava dalle mie labbra , la sua lingua non terminava di stuzzicare la mia, ed Anna che aveva pensato bene di spogliarmi , prese tra le sue mani il mio uccello e iniziò a farmi una sega. In ero in preda ad un turbine di sensazioni stupende , due donne , belle e meravigliosamente troie. Sino a quel momento avevo sempre pensato che certe cose succedessero solo agli altri, anzi a volte dubitavo persino che potesso accadere. Julia scivolò lentamente verso il mio ventre con la lingua, tolse l’uccello dalle mani d’anna ed iniziò un meraviglioso pompino. A quel punto entrambe se lo contendevano, era fantastico sentirsi due bocche e due lingue sul mio cazzo. Anna si tolse i pochi indumenti rimasti e successivamente spogliò del tutto l’amica. Eravamo tutti completamente nudi, ci alzammo dal divano e andammo in camera da letto. Anna e Julia si misero alla pecorina ed io da dietro iniziai a leccarle , ad intervalli infilavo la lingua nella figa di anna e le dita nella figa di Julia e viceversa. Anna si girò e mi disse di scopare la sua amica, che lei doveva fare una cosa , si allontanò un attimo e tornò con una banana bella grossa , aprì un preservativo e lo srotolò su quel frutto ancora verde da quanto era acerbo. Si avvicinò mi disse di allargare con le mani il culo di julia, così feci, mise un po di crema e lentamente la banana affondava nel suo bel buco. Presi a fotterla con vigore, e anna non fu da meno , il suo ritmo ad incularla era proverbiale. Godevo nel vedere tale situazione , al punto che stavo per venire. Tolsi l’uccello dalla vagina e dissi ad anna di togliere la banana che volevo riempire il culo di Julia del mio sperma. Il buco del culo era talmente dilatato che non feci alcuna fatica ad entrare, diedi 5-6 colpi e finalmente venni nel suo bel culo. Mi tolsi per riposarmi un attimo, quando anna e julia iniziarono a leccarsi masturbarsi,infilarsi la banana a vicenda, mi eccitai nuovamente e ripresi la mia opera che ancora non era terminata. Io non sono un super dotato, mi ritengo dotato ma allo stesso tempo posso affermare che funziono per parecchio tempo. Mentre loro si leccavano con un 69 mozzafiato, prima una e poi l’altra le scopavo , le inculavo, le leccavo, era un momento magico, sembrava non finire mai. Anna si voltò e mi disse che si stava divertendo molto e che avrebbe voluto continuare per ore. La assicurai che non ero ancora stanco ma che non sapevo se potevo continuare ancora per molto. Mi baciò e si mise con la bocca vicino al culo di julia, e disse che quando stavo per venire dovevo sborrare tutto il mio nettare nella sua bocca,perchè voleva ingoiarlo tutto. Ero quasi arrivato al dunque quando lo estrassi dal buco del culo di julia e lo infilai tutto quanto in bocca sborrando a più non posso. Stremato mi adagiai tra loro due , ero in uno stato di beatitudine, julia disse che sarebbe tornata anche la settimana prossima, e voleva assolutamente che io fossi presente perché voleva ripetere questa esperienza. Questo accadde ancora una volta e poi più, il gioco è bello quando è corto dicono e forse è proprio così, loro scomparvero come per magia, seppi poi che anna si era trasferita a bologna e non le rividi mai più.
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20 anni fa
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Incontro con coppia
Uno degli incontri molto piacevoli è avvenuto dopo scambio di corrispondenza, foto e chat, acquisita la fiducia necessaria, il marito desiderò farmela incontrare da loro. Appena arrivato mi chiese subito che ne pensavo della moglie dal vero, dopo averla vista nelle foto scambiate e se mi volevo divertire subito con lei che, anche se un po’ imbarazzata, si fece spogliare dal marito rimanendo solo in autoreggenti e perizoma, mentre lui eccitato continuava a chiedermi se mi piaceva. Lo dimostrai tirando fuori il cazzo duro e lui le disse subito di prenderlo in bocca , poi si mise da una parte a menarselo mentre me la scopavo in tutte le posizioni chiamandola troia e puttana , poi mentre la inculavo si avvicinò per sborrarle in bocca. Nell’ incontro successivo ha voluto anche fotografare e ha chiesto di uscire portando anche amici..
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20 anni fa
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A casa dell\'ex
Con il suo ex ci siamo ritrovati ospiti a cena e lei aveva indossato calze e reggicalze, con gonna corta che lasciava vedere le cosce e gli slippini.. Seduta con le gambe accavallate lui le vedeva le cosce e mutandine, lei si girava e la gonna saliva mostrando anche il culo. Mi sono assentato un po’ in bagno e al ritorno con una scusa l’ ho chiamata nell’ altra stanza per sapere e lei mi ha raccontato che l ‘ aveva palpata sulle tette e tra le cosce. Abbiamo continuato a bere, scherzare e parlare di sesso ed esperienze, lei un po’ alticcia si è tolta il vestito rimanendo solo con calze e reggicalze, poi si è inginocchiata prendendoglielo in bocca mentre la scopavo da dietro come piace a lei facendola godere come una troia, fino a sborrarle sul corpo, le tette e il culo.
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20 anni fa
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A tu per tu con una coppia bsx
A tu per tu con una coppia bsx Sono trascorsi diversi anni da quando è accaduto, ciò che sto per raccontare, e ancora oggi è più vivo che mai il ricordo di quell’incontro. Fu un’esperienza nuova e meravigliosa ma allo stesso tempo significativa per le mie abitudini sessuali, che da quel momento in poi cambiarono radicalmente il mio modo di pensare e agire. A quell’epoca ero una guida subacquea a phuket , in thailandia e spesso avevo gruppi di tutte le nazionalità che frequentavano il diving ove io lavoravo. Era un periodo che avevo molti gruppi dalla Germania e dall’Italia ed essendo alta stagione si lavorava molto, e quando arrivava sera non si aveva la forza di uscire e divertirsi. Capitava di tanto in tanto di accettare inviti , si andava a cena , in discoteca , qualche birra di troppo e la giornata seguente si pagava a caro prezzo. Un giorno arrivarono contemporaneamente due gruppi, uno tedesco e uno italiano, non erano molti come al solito , ma come spesso accadeva la confusione di più gruppi di lingua diversa c’induceva a qualche malinteso. Decidemmo insieme al mio collega di dividerci i gruppi e mantenere le stesse persone per l’intero periodo di vacanza. Tra questi una coppia veramente tosta della provincia di Reggio Emilia. Bravi sub ma anche molto belli, la lei era mora, occhi verdi e ben fatta, alta 1,70 con due gambe ben tornite. Lui alto 1,80 castano chiaro di capelli, occhi blu, sembrava un modello e devo dire anche simpatico, non se la tiravano per niente. Iniziammo così ad avere un rapporto ravvicinato , spesso aiutavo la sua compagna ad indossare l’attrezzatura e le mie mani più di una volta avevano il piacere di accarezzare la sua pelle , i fianchi, era una creatura stupenda. Non fu difficile per me azzardare qualche complimento e battuta sulla sua bellezza. Furono recepiti sempre con dei sorrisi e niente più. Una sera m’invitarono ad uscire con loro perché desideravano visitare l’isola di notte , nonostante la mia stanchezza accettai e dopo una cena tipica thai girammo per lungo e in largo l’isola. Fu una serata piacevole , soliti discorsi, domande a non finire e un argomento s’insinuò nella conversazione. Il sesso. Erano stupefatti per l’enorme presenza di prostitute in alcune zone e il gran flusso turistico di soli uomini in cerca di sesso a pagamento. Mi chiesero se avevo avuto esperienze di questo genere, risposi che fortunatamente non n’avevo mai avuto bisogno e che con il tipo di lavoro che svolgevo avevo mille occasioni di conoscere ragazze. Mi chiesero anche se non avevo mai fatto sesso con uomini, naturalmente risposi di no ed era vero. La serata terminò con l’arrivo all’hotel e stanco assonnato li salutai dirigendomi verso la mia stanza. L’indomani mattina, andammo al largo per la solita immersione e rimanemmo fuori tutto il giorno. Fu una giornata stupenda e la coppia , diventata amica , rimase per l’intero giorno vicino a me tempestandomi di domande. Forse si erano accorti che io provavo una certa attrazione per quel corpo che Francesca sfoggiava ogni giorno con costumi trasparenti, e non capivo se il loro atteggiamento era provocatorio o meno. Quel pomeriggio ebbi una erezione che a fatica riuscivo a nascondere e solo un tuffo in acqua calmò la mia eccitazione. Tornati verso la base , tutti fecero ritorno verso i loro alloggi. Io dovevo ancora sistemare le attrezzature e mi fermai sino a tardi. Finito il mio compito, feci una piccola passeggiata per rilassarmi e pensavo a quel che era successo nel pomeriggio. La mia testa di tanto in tanto elaborava certi discorsi di Paolo , il compagno di Francesca. E mi ricordai della domanda se non avevo mai fatto sesso con uomini. Devo ammettere che mi fece pensare molto a quell’interrogativo. Il buio della sera era ormai calato da una buona mezzora e mentre proseguivo a piedi il viale dei bungalow vidi una porta socchiusa , s’intravedeva una fessura di luce , preoccupato che qualcuno avesse dimenticato la porta aperta mi avvicinai, non sentivo nessun rumore , bussai e nessuno rispose. Allora entrai pensando proprio che gli ospiti avessero dimenticato la porta aperta. Sorpresa inaspettata, la coppia più bella dell’hotel era completamente nuda a giocare sul letto. Lei era seduta con il cazzo del suo uomo in bocca , lui in piedi dinnanzi a lei con le mani incrociate sulla sua testa. Chiesi immediatamente scusa e mi girai per andarmene, quando la voce di lei mi fermò e mi affermò che erano due notti che mi aspettavano. Io rimasi lusingato ma in pieno imbarazzo. Non sapevo cosa fare. Paolo mi disse di avvicinarsi a sua moglie e sedermi al suo fianco. Così feci. Francesca era veramente bella , si girò verso di me e mi baciò. La sua lingua iniziò a leccare le mie labbra , poi la mia lingua , ero estasiato e senza parole. Il marito era rimasto con l’uccello duro di fronte a noi e disse per me niente? Allora Francesca mi disse perché non provi a leccarlo e prenderlo tra le tue labbra. Mi avvicinai al suo membro lungo e duro, e molto timidamente iniziai a leccarlo. Sfioravo con le mie labbra il suo glande poi con dolcezza lo infilai in bocca ed iniziai un pompino che mi sembrò interminabile. Mentre spompinavo Paolo, lei s’inginocchiò ed iniziò a succhiare il mio uccello, fu un brivido dietro la schiena , fu bellissimo. Cambiammo più posizioni, il mio corpo era ormai nudo, ci leccavamo ci toccavamo ovunque, Francesca mi chiese di fare un 69 , mentre suo marito da dietro iniziò a scoparla mentre io leccavo la sua figa. Vedevo il suo uccello che entrava ed usciva e ad intervalli chi mi chiedeva di succhiarlo. Era fantastico, non avevo mai provato una eccitazione così violenta. Poi le parti s’invertirono ed iniziai a scoparla, mentre Paolo mi succhiava i testicoli. Preso dal gioco inebriante del sesso, inizia ad infilare nel buco del culo di Francesca un dito poi due , vedevo il buco dilatarsi, a quel punto tolsi l’uccello dalla sua vagina e lo infilai per bene nel suo delizioso forellino , entrò senza problemi, lubrificato lo era per bene, scopavo sempre più forte e i gemiti di piacere non si sprecavano, iniziai a dirle che era una gran troia e che mi piaceva sfondarle il culo. Il marito si era disteso sul letto e aspettava che la moglie si posizionasse in maniera tale da prenderne due, lei si staccò da me e si mise sull’uccello del marito mentre da dietro le infilavo l’uccello nel culo. Fu una doppia penetrazione incredibile. Stavo per venire quando mi disse che non dovevo togliermi, così fu le sborrai dentro tutto quanto il mio nettare. Suo marito ancora non era venuto e ci chiese di spompinarlo insieme , così un po’ io un po’ lei ci succhiavamo il suo cazzo . Poco dopo ci venne in bocca ad entrambi, sentivo il suo sperma che colava dalla mia bocca , era caldo e lei Francesca che mi baciava con la bocca piena di sperma leccandomi il viso. Avevo goduto come non mai , fu anche la mia prima esperienza del genere, ma non era finita. Ci lavammo e sdraiati sul letto mi chiesero se mi era piaciuto. Risposi che mai avevo provato una cosa simile ed essendo la prima volta non potevo che chiedere di meglio , due persone fisicamente belle e dotate dove si poteva sperimentare ogni tipo di cosa era a dir poco favoloso. Mentre si parlava Paolo si mise dietro di me , mi disse di mettermi alla pecorina , perché voleva leccarmi il buco del culo. Io mi prestai al gioco, e così feci, iniziò a leccarmi e m’insalivò così per bene che la lingua entrava ed usciva lasciando spazio primo alle dita che iniziarono ad allargarmi il buco, poi vista la dilatazione iniziò lentamente ad infilare il suo uccello. Fu un processo lento quasi indolore, il mio uccello era di nuovo duro e chiesi a Francesca di farmi una sega , si coricò e meglio di una sega iniziò a fami un pompino, avevo il culo pieno e il mio uccello nella bocca di sua moglie, ero completamente nelle loro mani , mi facevano godere come non mai, Paolo si tolse e mi chiese se volevo ricambiare , avevo il cazzo gonfio , stava per esplodere ma lui mi chiese di esplodere nel suo bel buco. Francesca iniziò a leccare il buco del culo di suo marito lo insalivò per bene, e mi chiese di penetrarlo. Lo infilai per bene sino in fondo, iniziai a pompare sino a quando i suoi gemiti e le sue parole mi dissero di sborrare tutto quanto dentro di lui. Francesca era con la sua bocca vicina alla mia e mi diceva , ti piace inculare mio marito, fottilo tutto, fallo godere, poi mi baciò , venni per la seconda volta ma dentro suo marito. A quel punto ero cotto, esausto , non c’è la facevo più. Francesca ci baciò entrambi e disse che era entusiasta di quest’esperienza. Anche lui mi ringraziò per la piacevole serata, andammo sotto la doccia e ci lavammo. Quel gioco non si ripetè più , né in thailandia e tanto meno in Italia. Dopo la loro partenza non ci sentimmo mai più ma il ricordo di quei giorni trascorsi insieme e l’indimenticabile notte di sesso complicità e giochi, resero quel periodo memorabile soprattutto per la memoria che difficilmente dimentica un’esperienza di questo genere.
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20 anni fa
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Varie
Un gioco con il vecchio
Lei indossa un'uniforme da cameriera, nera, abbottonata davanti, con grembiulino e crestina inamidata. Sotto, qualche volta mette un reggicalze bianco, altre volte dei semplicissimi slip bianchi da bambina. Il vecchio, ha dato a lei un nuovo nome nel gioco: Michela. In ricordo di una certa ragazza che andava a servizio in casa del nonno quando lui era piccolo. Il lecchino predilige essere il padrone: anziano, vecchio, un po' bavoso e grande porco, ben pochi possono eguagliarlo. La messinscena lo diverte proprio per il contrasto: più lui è laido, più l'innocenza e il candore della camerierina risaltano, più a lui (ma anche a lei) eccitante è il contrasto. Michela deve muoversi per casa, silenziosa, solerte. Il suo compito è di preparare la colazione, il caffè, il tè: qualunque cosa il maturo possa chiedere. Il vecchio padrone la guarda muoversi con occhi vogliosi, e pensa alle prossime mosse. Ben presto, quando lei passa a tiro, l'afferra e la stringe contro di sé, la obbliga a sedersi sulle sue ginocchia, le pizzica il seno. Michela si rialza vergognosa, ma la fiction insegna che non deve osare neppure, figuriamoci se provasse a contraddire il padrone, che continua a insultarla con oscenità impensabili e con gesta volgari. Quando passa le alza la gonna, le dà una manata sul sedere, cercando di penetrarla con le avvizzite dita nel maleodorante e peloso buco del culo. L'accordo è che lei possa sempre rialzarsi e scappar via, per dare a lui il piacere di riacchiapparla quando ripassa di lì. La donna mora con i lunghi capelli ricci, sa, però, che verrà il momento che il «vecchio» le comanderà di star ferma... E infatti il “bavoso” prolunga un po il gioco, ma poi ingiunge alla camerierina di non fare storie: la fa sedere su di sé, con la gonna alzata, e permette alle sue mani di frugare dappertutto, piegazzando il grembiule, spostando la frontierina, sbottonando i bottoni della divisa, facendo improvvisamente fuoriuscire un seno, ma ciò che colpiva in particolare era la visione dello stupendo capezzolo leggermente in rilievo. La lascia correre ancora un po', avanti e indietro dalla cucina, una cameriera scarmigliata e seminuda, prima di ingiungerle di andare in camera da letto, dove, senza tante storie, l'abbranca e la fa sua (il più delle volte mettendosi in posizione tale da vedersi riflesso con la sua «preda» nel vissuto specchio dell'armadio). Michela, eccitata anche lei dal contrasto immaginario della propria innocenza con la lascivia del vecchio, si lascia fare tutto..... Per lei, c'è il gusto di sgusciargli di mano tutte le volte che può (e quando giocano nella grande casa di campagna di lui, piena di stanze e di scale, questo rincorrersi diventa estremamente divertente), l'eccitazione della corsa, e dell'idea di «tener testa» al maturo brizzolato, e di essere poi «sopraffatta», trattata con forza e costrizione è la cosa …..che desidera in assoluto. C'è, in Michela che gioca a questa fiction, un compiacimento per la propria giovinezza e freschezza, un essere consapevole di una rara bellezza che l'altro «non merita».
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20 anni fa
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Complicità
Quando facevamo l’ amore, molto spesso, fantasticavamo di uomini megadotati che la sbattevano nei posti più strani e nelle situazioni più strane. Da allora, molto spesso ho immaginato una situazione che abbiamo deciso di mettere in pratica, ma che ho condito di alcuni particolari che vorrei si avverassero… Abbiamo deciso di incontrare al cinema quest’ uomo, ma il contatto, per Magda, doveva rimanere una sorpresa…finalmente vedo in web cam il cazzo che lei aveva sempre desiderato, grosso, molto grosso e lungo, ma attaccato c’ era una persona molto piacevole che, dopo un po’ di chiacchiere, decideva, su mia richiesta, di mostrarmi il suo uccellone. Gli confido che voglio un complice, che non vorrei si risolvesse con una semplicissima scopata…e lui si trova d’ accordo… L’ appuntamento è al cinema, dove lui troverà Magda seduta affianco a me, accanto a lei una poltrona vuota con la sua borsetta ad occuparla e lui può sedersi subito dopo…gli ho consigliato di tirare fuori il suo uccello e cominciare a masturbarsi non appena avessi aperto il cappotto di Magda…vedevo che lei tutto guardava tranne il film…quando mi si avvicina all’ orecchio e mi sussurra “posso togliere la borsa?” “Certo, puoi tranquillamente farlo accomodare affianco a te”…e intanto i suoi capezzoli erano ormai durissimi e la sua figa bagnatissima…dal momento che aveva solo delle autoreggenti e null’ altro. Lui sapeva che non doveva toccare, ma doveva far fare tutto a lei…e, dopo qualche minuto, sempre più arrapata…”posso fargli una sega?”…”troia, sono un cornuto, puoi fare quello che vuoi”…neanche il tempo di qualche su e giù con la mano e già vedo che si china per prenderglielo in bocca…”ora, visto che sei un cornuto, me lo porto in bagno e mi faccio scopare”…è tornata dopo una mezz’ oretta e il suo viso era ancora umido di sborra…lui non c’ era più. Non vedevo l’ ora di sapere…soprattutto da lui che mi aveva promesso, come aveva fatto anche per le chat conoscitive, che mi avrebbe scritto in posta…A casa mi masturbavo ascoltando tutto quello che era successo…ma il finale è stato ancora più arrapante…Magda non me lo ha mai detto, ma usciti dal bagno del cinema si erano scambiati i cellulari ed ora sia lui sia i suoi amici, se la scopano ogni volta che vogliono svuotarsi le palle…e io leggo, da buon cornuto, i racconti che mi mandano in posta, come le fanno il culo…
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20 anni fa
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La mia insegnante di inglese
La mia insegnante di inglese Tempo fa , dopo alcuni tentativi di studiare ed imparare l’inglese attraverso corsi più o meno costosi, decisi di cercare una ragazza di madre lingua che mi insegnasse l’inglese presso il mio studio. Alcune settimane più tardi la trovai e si presentò presso il mio studio. Era molto carina, bionda occhi verdi e carnagione molto chiara devo dire che era attraente. In quel preciso momento non ero interessato alla persona ma alle qualità di insegnante. Dopo le prime lezioni capii che era brava e feci due interi corsi con lei. Diventati amici iniziammo a frequentarci, qualche film in lingua originale, patatine e birra e tante chiacchere. La mia amicizia presto si trasformò in una passione nei suoi confronti, ma lei decise che la nostra amicizia era bella così. Una sera durante una delle nostre lezioni mi confidò che si era presa una cotta per un ragazzo che io non conoscevo, in quel momento ci rimasi male ma feci finta di niente e anzi dimostrai di essere contento per lei.Da quel momento in poi esisteva solo questo ragazzo che poi diventò il suo moroso. Un giorno volle farmelo conoscere ed io accettai. A volte l’amore è proprio cieco dissi dentro di me. Deluso di quanto stava accadendo non persi la speranza e decisi che avrei fatto di tutto per poterla un giorno avere tra le mie braccia perché la desideravo da morire. Pensai che un modo per attrarla dalla mia parte c’era e dovevo solo pronunciare una parola, solo una ,viaggiare. In agosto di quell’anno dovevo recarmi in thailandia x lavoro, e con la scusa che non ero ancora autosufficiente con l’ inglese la pregai di venirmi in soccorso, le dissi che avrei pagato viaggio e soggiorno e che le avrei fatto visitare il paese se mi accompagnava.. Invitata a seguirmi in questo viaggio , accettò immediatamente. Sapevo che avrebbe detto di si perché il suo desiderio di viaggiare era enorme e questo aveva messo da parte quel sentimento , certamente forte, nei confronti del suo ragazzo accettando anche qualche piccolo compromesso. Così arrivò il giorno fatidico, ci recammo all’aeroporto e finalmente decollammo verso la thailandia. A me non sembrava vero, averla tutta per me per un mese intero mi faceva salire l’eccitaizone. Durante il viaggio i miei pensieri sconfinavano nell’hard più spinto. La immaginavo nelle posizioni per me più eccitanti e più coinvolgenti. Speravo che i miei pensieri si trasformassero in realtà, ma i primi 10 giorni Furono esattamente il contrario di quanto avevo immaginato. La sua integrità morale non crollava, o almeno così sembrava, era impegnata con un ragazzo che lei diceva di amare e parlare di sesso con un altro uomo , in questo caso con me ,era fuori discussione. Ma A volte l’apparenza inganna ed è maledettamente vero, il suo atteggiamento nei miei confronti stava cambiando. Io ho sempre pensato che la donna in fondo non sia molto diversa dall’uomo, e l’esigenza di fare sesso appartiene ad entrambi nello stesso modo ma con tempi decisamente diversi. Il lavoro che dovevo svolgere era ormai terminato, così le proposi di trascorrere un paio di settimane su di un isola stupenda fuori dal circuito turistico all’estremo sud del paese a pochi km dal confine con la malesya. Accettò immediatamente, e cosi preparammo le valige e partimmo. Dopo un estenuante viaggio in treno arrivammo veramente molto stanchi. Ci consigliarono di recarci presso l’unico hotel del paese decente e pulito nei pressi del centro cittadino. Non era male ma era rimasta una sola stanza, che fare? Mi guardò e mi disse che x lei poteva andare, dopotutto era per una notte, e la stanchezza era troppa per pensare ad una alternativa. In un istante ci trovammo distesi sul letto, parlammo un po’ e alcuni istanti dopo decidemmo per una rigenerante doccia fresca, dato che il caldo era opprimente. Lei si spogliò chiedendomi di non guardarla, ma non fu così, mi girai proprio quando era completamente nuda ed era proprio come l’avevo immaginata , era una bella figa, con un culo stupendo. Il seno era una 4 abbondante meraviglioso. Lei si arrabbiò un po’ e si chiuse nel bagno. Io ero eccitato e pensavo che la stanchezza del viaggio poteva andare al diavolo. La desideravo da morire , il mio uccello era gonfio lo sentivo pulsare dentro nei pantaloni. Avrei voluto entrare in bagno e scoparla , ma allo stesso momento pensai, non posso rovinare tutto ora. Cercai di calmarmi e aspettai il mio turno. Io mi spogliai davanti a lei come nulla fosse e notai che il suo sguardo andò a finire proprio sul mio uccello , che preso dall’eccitazione era ancora in erezione. Non dissi nulla ed entrai in bagno, mi calmai e ritornai dopo una stupenda doccia ,a letto. Io sono abituato a dormire nudo sotto le lenzuola e la misi al corrente. Lei invece indossava un paio di mutande col pizzo e un reggiseno trasparente. Finalmente a letto , ci guardammo e scoppiammo a ridere. Parlammo un po’ e mi raccontava del suo stato d’animo nei confronti del suo ragazzo e ribadiva che non era giusto quello che stava facendo, ma in fondo dormire con un altro ragazzo non significava tradirlo. Io ascoltavo e la guardavo intensamente negli occhi, fintanto che le nostre labbra iniziarono a sfiorarsi, la mia lingua iniziò a leccare i contorni delle sue labbra carnose, mentre la mia mano iniziò a scendere verso il suo ventre. Solo l’elastico delle sue mutandine bloccarono la mia mano, poi con tocco deciso lo scostai e scesi verso la sua vagina, era completamente bagnata, calda , meravigliosamente morbida, strinse le gambe con forza, bloccò la mia mano con le dite immerse nella vagina, un gemito e una parola misero fine a quell’avvenimento. Mi accarezzò e mi disse che non era giusto. Mi chiese scusa e si girò dalla parte opposta e si mise a piangere. Cercai di farle capire che in fondo non era successo nulla, le parlai un po’ ma mi resi conto che morfeo l’aveva accolta tra le sue braccia. La mia eccitazione si placò con fatica , gli occhi iniziarono a bruciare dalla stanchezza e così mi abbandonai al volere della notte restando vicino al suo corpo con una mano sul suo sedere. Il giorno seguente fu splendido, escursione in un bellissimo parco, visita ad un tempio buddista , cibo esotico con tanta frutta tropicale e riposo all’ombra di un palmeto vicino al mare. Parlammo di quello che era accaduto la sera prima e mi chiese di rispettare la sua scelta, perché non era giusto tradire in quel modo la fiducia del suo ragazzo. La giornata stava per volgere al termine quando un temporale abbastanza violento ci colse all’improvviso, cercammo un riparo, ma ormai eravamo fradici, la tettoia di un di un vecchio casolare ci riparò sino al termine di quel violento nubifragio. Le strade erano allagate ed il nostro hotel non era proprio vicino. Riuscimmo a salire su di un bus che portava verso il centro della città e mentre si ritornava la presi x mano e la portai verso di me. La situazione era particolarmente eccitante ma dato che in thailandia non si possono manifestare pubblicamente attimi di intimità mi trattenni dal baciarla , ma la abbracciai forte verso di me e le sussurrai che mi piaceva tantissimo. Sorrise e mi diede un bacio sulla guancia. Arrivati all’hotel salimmo in camera e ci spogliammo, lei andò per prima sotto la doccia mentre io rimasi per qualche attimo sul letto a pensare se andare in bagno oppure no. L’eccitazione mi prese così tanto che avevo l’uccello duro come il marmo , aprì la porta ed entrai. Lei era stupenda tutta insaponata, non disse una parola ma mi fece spazio sotto la doccia. Iniziai a lavarle la schiena e lentamente scesi sul suo sedere, lo accarezzai e subito dopo infilai la mani tra le sue gambe , sentivo il buco del culo e la figa scivolare sulle mia mani, incominciai a strofinare delicatamente le dita sul clitoride e penetrarle la figa, mentre le dita dell’altra mano iniziarono ad allargare il buco del culo senza incontrare resistenza. La Sentivo ansimare sempre più intensamente e mi chiese di scoparla perchè non resisteva più. Presi il telefono della doccia e la sciacquai per bene, mi inginocchiai ed iniziai a leccarla, le alzai una gamba e infilai la mia lingua nella figa , mentre con il dito avevo penetrato il suo bel culo. Poi mi chiese di leccarle anche il buco del culo , le piaceva da morire. Ormai il mio uccello non resisteva più, mi alzai e la misi a 90 gradi, iniziai a scoparla mentre ilmio pollice entrava ed usciva dal suo bel buchetto del culo, venne una volta , due volte , a quel punto non resistevo più, sentivo che stavo per venire, ma il mio desiderio era di riempirle il culo di sperma. Tolsi il cazzo dalla figa e lo appoggiai sul suo buco e piano piano entrai con la cappella e poi con un colpo deciso entrai tutto quanto dentro , era stupendo ,le piaceva e mi disse che non accusava nessun dolore, iniziò ad ansimare e dirmi che dovevo sfondargli il culo che le piaceva tantissimo, non mi fermai un attimo sino al momento fatidico che venni anch’io e riempii il suo bel culo di sperma. Mi disse che le era piaciuto molto e mi baciò. Ci lavammo per bene e ci sdraiammo sul letto. Eravamo ancora nudi ed io che non mi spengo facilmente, le dissi che avevo voglia di leccarla ancora, lei mi apri le gambe ed iniziai un 69 da favola, iniziò a leccarmi succhiando anche le palle, poi si girò si mise sopra di me ed iniziò a scoparmi, ero immobile faceva tutto lei era fantastico, venne ancora e dato che io non ero ancora venuto mi fece un pompino interminabile, la sua lingua non dava tregua e le sue labbra succhiavano abilmente facendo scomparire quasi del tutto il mio cazzo nella sua bocca, percepivo dei brividi e capiva quando ero sul punto di sborrarle in bocca , e così il suo ritmo cambiava rallentando il fatidico momento dell’eiaculazione, finalmente , dopo un pompino interminabile le venni tutto in gola, non uscì una goccia dalla sua bocca , ingoiò tutto il nettare e mi baciò, la sua bocca sapeva di sperma e voleva condividere questo sapore con me , la baciai intensamente e la nostra serata si concluse con una cena thai altrettanto fantastica.
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20 anni fa
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Gli strani risvolti di una lunga amicizia
PRIMA PARTE La storia che sto per raccontare è una storia vera, che tuttora mi coinvolge. Non posso parlarne con nessun amico o conoscente, eppure smanio dalla voglia di raccontare questa mia vicenda, che da un lato mi angoscia un po’, e dall’altro mi fa sentire bene come non mai. Mi chiamo Stefano, e ho 38 anni, sposato da 2 anni con una splendida creatura con cui convivo da ormai 7 anni. Siamo felici e innamorati e non abbiamo mai avuto problemi di sentimento, e sono sicuro non ne avremo mai. Non avrei mai immaginato di essere in grado di tradirla, ma ciò che mi è capitato non so se chiamarlo propriamente tradimento…. Il mio migliore amico si chiama Daniele, e la sua donna è una deliziosa ragazza sui 30 anni, estremamente vitale e allegra, di nome Diletta: non alta, carina, viso ovale un po’ acqua e sapone, capelli a caschetto sul rosso, seno piccolo ma ben fatto, un bel culetto, molto intrigante, insomma, e non posso negare di averci fatto più di una volta pensieri belli spinti, su di lei. Siamo molto amici, usciamo spessissimo in quattro, e si può dire che la nostra sia una splendida amicizia, quasi fraterna. Tutto comincia nei primi giorni d' Aprile del 2004: una sera uscii con alcuni amici per una birra. Avevo telefonato anche a Daniele, ma era fuori città per lavoro. Bevemmo in un pub fino praticamente all’ora di chiusura, salutai gli amici e quando tornai verso la macchina ero piuttosto brillo. Stavo aprendo lo sportello quando mi sentii chiamare: -Stefano! Che ci fai in giro a quest’ora di notte???- Mi voltai e vidi Diletta che rideva. Era con un gruppo di sue amiche, un paio le conosco anch’io, alcune carine altre decisamente no. Ma lei era particolarmente carina, quella sera: stivali neri, calze scure, una gonna color vinaccia appena sopra il ginocchio, una camicetta un po’ scollata e un giubbino corto, di pelle. E il suo solito sorriso, che ha sempre un che di malizioso… -Cosa ci fai TU, in giro! Il gatto non c’è e i topi ballano, eh?!?- -Ma no, una banale uscita col mie vecchie amiche. E poi Daniele lo sa benissimo!- -Ok, certo, scherzavo….- e ci mettiamo a chiacchierare per un po’, nel parcheggio, finchè le amiche non decidono che è tardi. -Tu vai a casa, Stefano, adesso?- mi chiede Diletta –Se non ti scoccia, potresti accompagnarmi , così risparmio a Cristina un viaggio?- -Certo!- le rispondo io, -tanto sono di strada, ti riaccompagno io!- -Così saliamo in auto, continuando a chiacchierare allegramente. La strada è abbastanza lunga, dal centro della città a casa loro, e la chiacchierata è allegra; mi casca spesso l’occhio sulle sue belle gambe lisce, e noto (non senza una certa eccitazione) che indossa calze autoreggenti. Non è la prima volta che gliele noto: tante volte abbiamo cenato insieme, e il bordo di una autoreggente scappa spesso, da sotto una gonna… eppure stavolta, in macchina, la cosa mi sembra più intrigante, forse anche perché sono un po’ brillo… Finalmente arriviamo davanti a casa sua: -Che fai, vieni dentro a bere qualcosa?- Mi chiede lei. -No, grazie. E’ tardi, e mi sa che per oggi ho già bevuto abbastanza…- -E dai, Stefano! Ti offro una birra, tanto per chiudere la serata, e poi te ne vai, ok?- Sono un po’ contraddetto, ma cedo, così parcheggio ed entro in casa con lei. Mi siedo sul divano, lei prende due birre dal frigo e si siede accanto a me, riprendendo a chiacchierare. Io mi sento piuttosto imbarazzato, non è una situazione molto comoda: io seduto sul divano insieme alla donna del mio migliore amico, peraltro in una mise molto sexy, mentre il mio amico non c’è… Finisco la birra e decido di andarmene, ma lei mi ferma, appoggiandomi una mano su una gamba: -Aspetta, Stefano, che fretta c’è?? Tanto stanotte lo sai che Daniele non torna…..- Resto di sasso, ma un attimo dopo mi ritrovo con una mano sotto la sua gonna, a frugare avidamente per trovare il margine delle autoreggenti e oltre, e con la lingua nella sua bocca calda e sensuale. In breve ho il cazzo durissimo, e lei se ne prende subito cura succhiandomelo avidamente, e facendomi così scoprire che è davvero una brava pompinara. Io le infilo le mani sotto le mutandine, trovandola già fradicia di piacere. - Forza Stefano, scopami!- Non me lo faccio ripetere due volte: la scopo lì, sul divano, splendidamente troia con indosso solo le autoreggenti e gli stivali , e le vengo dentro, dato che lei mi rassicura di prendere la pillola. E poi la scopo di nuovo, sul letto, sborrandole sulla pancia, stavolta. E ancora una terza volta, a quattro zampe sul pavimento, stavolta penetrandole addirittura nel culo, vedendola dimenarsi e mugolare come una vera troia incallita! Non avrei mai pensato che fosse tanto troia! Alla fine mi abbandono esausto a terra, lei sembra avere ancora voglia, ma io non ne ho più, ed è molto tardi, quindi si ferma, e mi lascia riposare. Il tempo di riflettere, e io mi ritrovo a pensare: e ora? Che cazzo succede tra me e Daniele? E tra tutti noi, che cazzo devo fare??? Lei sembra leggere la preoccupazione nei miei occhi, e mi da subito una risposta che mi lascia allibito, ma anche sollevato, almeno in parte: -Tranquillo, Stefano! Non è successo niente, abbiamo solo bevuto una birra, no?- -Beh, veramente….- -No- insiste lei, -solo una birra, anche se io e te sappiamo che non è così. Ma lo sappiamo IO e TE. Solo io e te, e questo fa si che la cosa non si saprà mai, giusto? Io non posso farlo sapere a nessuno e nemmeno tu, sennò rovineremmo rapporti, amicizie, matrimoni…. E invece, facendo sesso io e te questo tradimento reciproco resta obbligatoriamente blindato, non credi?- Il suo ragionamento torna, e cancella in me parte del rimorso per aver tradito Daniele e anche mia moglie. -E in quanto a noi due?- le chiedo -Beh, noi due siamo sempre amici. Mica vorrai una amante, vero? Perché io non voglio rapporti sentimentali o robe varie, solo una serata di sesso!- La cosa mi lascia esterrefatto, ma anche un po’ affascinato dalla sua intraprendenza e dalla sua sincerità. Quindi la cosa sembra fermarsi lì: la settimana dopo addirittura ci troviamo di nuovo insieme tutti e quattro per una cenetta, e sembra proprio che niente sia cambiato. Io ogni tanto la guardo, ma lei sembra non accorgersene, o è bravissima a dissimulare. Tutto liscio, finchè una sera mi ritrovo nel solito pub a bere qualche birra con alcuni colleghi di lavoro: si tratta di quattro ragazzi di Bergamo, Marco, Massimo, Edoardo e Luca, che lavorano per la stessa ditta per cui lavoro io, e che stanno in città per alcuni giorni, in un appartamento che la ditta utilizza come foresteria quando appunto viene qualcuno da fuori. A un certo punto entra Diletta con le solite amiche, io ho un sussulto, ma vedo che lei mi saluta come al solito e poi si comporta in maniera assolutamente normale, così mi tranquillizzo: dopo tutto è vero ciò che ha detto, allora… solo una serata di sesso, nessuno strascico. Meglio così. Invitiamo le ragazze a sedere con noi, e loro accettano. La serata si fa allegra, i bergamaschi si dimostrano molto simpatici e espansivi, e le amiche ridono e scherzano volentieri. A una certa ora, le ragazze cominciano a dire che è tardi, mentre Diletta vorrebbe rimanere ancora, e cerca di convincerle a rimanere. -Ma se vuoi ti riaccompagniamo noi!- afferma allegramente Marco. -Buono Marco! E’ la donna del mio migliore amico….- -E noi mica glielo diciamo!- e tutti scoppiano a ridere. -Mica ho bisogno di essere riaccompagnata, io. Sono con la mia macchina. E’ che se loro se ne vanno, devo riaccompagnarle!- Fatto sta che alla fine le ragazze decidono di stringersi un po’ in una sola auto, liberando Diletta che resta con noi e continua a ridere e scherzare. Tiriamo tardi, tanto che arriva ora di chiusura, e praticamente ci sbattono fuori dal pub. -E adesso dove andiamo?- Chiede uno dei quattro colleghi -E dove vuoi andare?- Gli chiedo io, - A quest’ora è già tutto chiuso… -Beh, potremmo chiedere se ci lasciano prendere qualche birra e andare al nostro appartamento- propone, il bergamasco, e un attimo dopo si infila sotto la saracinesca del pub, per riuscirne qualche minuto dopo con un sacchetto pieno di bottiglie di birra, suscitando le risate di tutti. -Vieni anche tu, Diletta?- chiede uno di loro -Perché no?- risponde lei. Così saliamo sull’auto della ditta, in dotazione ai bergamaschi, un Voyager di quelli da otto posti, Io e Diletta sediamo dietro, insieme a Marco, e lei si siede in mezzo. Durante il tragitto, a un certo punto, sento una mano che mi accarezza la gamba. Mi volto e incrocio lo sguardo con quello di Diletta, che mi sta guardando col suo solito sorriso malizioso. Sento la sua mano salire, allora anch’io decido di carezzarle la coscia, scostandole la gonna per sentire il contatto liscio delle sue calze. Lei mi si avvicina, e mi ritrovo di nuovo ad assaporare la sua splendida lingua guizzante dentro la mia bocca. Lei mi carezza il rigonfio dei pantaloni, infilando le dita fra bottone e bottone, e io salgo con la mano, scoprendo con piacere che anche stavolta indossa le autoreggenti. Salgo ancora, cercando le mutandine, ma sussulto, trovando una mano. Guardo, e scopro che anche Marco,dall’altra parte, le sta accarezzando le gambe!! Arriviamo nell’appartamento, e Massimo mi dice: -Ehi, però non ce lo avevi detto che ti scopi la donna del tuo migliore amico!- -Infatti non è vero…- Ma lui mi ride praticamente in faccia. Io mi siedo su un divanetto, e lei viene a sedersi accanto a me, subito seguita da Marco, che non perde tempo per ricominciare a tastarla. Io allora mi occupo delle sue tette, liberandole dalla camicetta e scendendo a baciarle, mentre lei si mette a slinguazzare con Paolo. Non passa molto tempo che tutti cominciamo a prenderci cura di lei, spogliandola (io però propongo di lasciarle indosso gli stivali e le autoreggenti), palpandola dappertutto, leccandole la fica. Lei ricambia spompinandoci a turno, inginocchiata davanti al divanetto. La scopiamo a turno con lei che grida come una troia impazzita nei vari e rari intervalli in cui ha la bocca libera dai nostri cazzi. Siamo tutti eccitatissimi, e i bergamaschi ci vanno pesi, apostrofandola con frasi tipo “Ma quanto sei troia Diletta!” o “Avanti cagna, succhiami il cazzo!”, o ancora “Ti piace sentire il cazzo duro dentro la fica, vero puttana?”, e così via, ma lei non sembra offendersi, anzi sembra piuttosto eccitata dal turpiloquio. Mi sorprende vedere quanto sia troia, e mi sorprende ancora di più quando è lei stessa invitarci a sborrarle tutti quanti addosso. Non ci facciamo certo pregare, e a turno la riempiamo di sperma senza ritegno, schizzandole in faccia e nella bocca aperta, godendo ancor di più nel vederla fradicia e gocciolante come una troia da film porno! Ma lei non è certo arrivata al capolinea, e una volta asciugatasi un po’ alla meglio, torna alla carica, inscenando una sorta di ballo erotico sul tavolo, con il risultato che i nostri cazzi sono di nuovo duri! Allora ricominciamo a scoparle la bocca e la fica a turno, ma lei vuole di più. Nessuno di noi è molto esperto, e non è così facile fare una doppia penetrazione, ma ci proviamo tutti, con più o meno successo, chiavandole il culo come forsennati e riempiendola di carne fino all’inverosimile! Siamo andati avanti per un bel po’, riducendo oltretutto quel povero appartamento una schifezza, con schizzate dappertutto. Ognuno di noi l’ha chiavata più e più volte, quella notte, io mi sono fermato alle mie tre sborrate, di più non ce l’ho fatta, ma alle cinque di mattina, Massimo ancora se la stava inculando sul tavolo, tenendola per i capelli e ansimando come un porco, mentre Luca preparava il caffè. Sono tornato a casa esausto, facendo i salti mortali per non insospettire mia moglie, e deciso a chiamare Diletta l’indomani, forse per scusarmi, forse per chiederle che cazzo le era preso, non so. Fatto sta che lei mi ha preceduto con un SMS con scritto “Solo una birra, non dimenticartelo…” SECONDA PARTE Passano alcune settimane, ci vediamo un paio di volte per le nostre consuete serate a quattro, dove ci troviamo a casa nostra, o a casa loro, per ottime cene e tranquilli dopocena, e apparentemente nulla è cambiato. Almeno non in Daniele, non in mia moglie (loro non sanno nulla, logicamente), ma nemmeno in Diletta. Però in me qualcosa è cambiato, anche se senza strascichi: mi trovo in imbarazzo a cenare con loro, facendo finta di nulla, quando poi ogni volta che guardo Diletta , non posso fare a meno di rivedere l’immagine non riesco a togliermi dalla mente l’immagine di lei con il viso e i capelli grondanti sborra, sorridente e ancora vogliosa di cazzo; o quella di lei , a cavalcioni sul tavolino, la schiena reclinata, ormai stanca e quasi abbandonata sui propri muscoli, ma ancora disponibile, mentre Massimo di Bergamo la tiene per i capelli e le fotte il culo come un forsennato dicendole “Ti piace il cazzo nel culo, vero puttana? Lo senti il mio cazzo in corpo, puttana????” E tuttavia il tempo passa, arrivano i primi giorni d’estate, senza che niente accada, e io mi convinco che è stato solo un gioco senza strascichi. Lei non mi cerca, io non la cerco, non siamo amanti, e probabilmente siamo tornati ad essere semplicemente amici. Un giorno di metà giugno mi prendo una giornata libera, e verso le cinque del pomeriggio decido di fare un salto al negozio di un amico. Ci trovo anche Diletta, d’altra parte è un amico comune, e lei va spesso lì, anche se non lo sapevo. Chiacchieriamo un po’, poi io saluto, lei fa lo stesso e usciamo insieme. Indossa una stretta minigonna verde militare e una magliettina aderente, gialla e nera, un po’ stile teenager: non è proprio una delle sue solite mise sexy in autoreggenti e stivali, ma il caldo si fa sentire, e comunque la visione non è decisamente delle peggiori. Oltretutto deve anche essere uscita da poco dal parrucchiere, perché il suo caschetto rosso mogano è particolarmente brillante e ben pettinato. Ci dirigiamo verso il parcheggio dove abbiamo ambedue lasciato l’auto, chiacchierando del più e del meno. Io evito accuratamente ogni argomento che possa riportare alle nostre vicissitudini, e lei sembra proprio non avere vissuto niente del genere. -Hai visto? Hanno proseguito i lavori della pista ciclabile nei giardini- le dico, tanto per trovare un argomento. -Davvero?- dice lei, volgendo lo sguardo all’altro lato della strada, dove i giardini pubblici costeggiano il fiume, attraversati da una ciclabile. –Andiamo a vedere, ti va? Facciamo due passi!- -Ok, perché no?- dico io, tanto non è certo tardi, la giornata è calda, e tutto mi sembra a posto. Passeggiamo nei giardini, seguendo la pista. Non c’è molta gente, i giardini sono nuovi e non molti li conoscono, ancora. Lei è molto allegra, e io ancora una volta mi ritrovo ad apprezzare quel suo modo di essere così gioviale e sincero. -Ci sediamo un po’?- chiede lei, e senza aspettare la risposta si avvia verso una panchina, al bordo dei giardini, dove il fiume incontra un po’ di alberi. Mi siedo accanto a lei, e non riesco ad evitare di buttare uno sguardo alle sue belle gambe lisce, ben messe in mostra dalla minigonna che è piuttosto corta. Quando alzo di nuovo lo sguardo, mi accorgo che lei mi sta guardando, il suo solito sorriso intrigante e malizioso stampato sulle labbra. Poi reclina la testa, allargando le braccia sulla spalliera della panchina, e allargando leggermente le gambe, quel tanto che basta perché io possa intravedere il rosa fucsia delle sue mutandine di pizzo. Improvvisamente la mia eccitazione sale a duemila. Continuo a guardarla, allora lei si volta di nuovo verso di me: -Beh? Vuoi un invito scritto???- e reclina di nuovo la testa indietro. Non resisto, e comincio a baciarle il collo, lisciandolo con la punta della lingua e stuzzicandole il lobo dell’orecchio, mentre la mia mano corre sulle sue cosce nude, esplorando la sua pelle e la sua biancheria di raso e pizzo. -Certo, Diletta che hai sempre una gran classe, nella biancheria intima- dico, quasi senza accorgermene- -Ti piace? Cotton Club, me l’ha regalato Daniele…. Senti come è morbido anche il reggiseno!- Le alzo la maglietta, scoprendo un bel reggiseno fucsia a motivi floreali, che le da una splendida forma al seno. Le afferro le tette, cominciando a leccargliele e a baciargliele, mentre con l’altra mano le ho già superato le mutandine e la sto sditalinando. Lei comincia ad interessarsi alla patta dei miei pantaloni, la apre, ne tira fuori il contenuto con aria soddisfatta, poi si china su di me e ingoia il mio cazzo senza troppi complimenti. Io mi guardo attorno, eccitato ed imbarazzato: ci vedranno? C’è gente che passa, a una settantina di metri dietro le nostre spalle, lungo la ciclabile, sicuramente possono vederci. Ma chi se ne frega, un bocchino così ben fatto me lo lascerei fare anche in mezzo a Piazza del Duomo!!! E lei continua a succhiare, incurante dei passanti dietro di noi, e guidandomi con la mano libera per farsi stimolare la fica nel modo migliore. Io la accontento, mentre con la sinistra continuo a palparle le belle tette, prima di poggiarla sulla sua testa per cadenzarle a mio piacimento le pompate sul cazzo. Lei si alza e si siede incollo a me, ma io mi sento davvero un po’ troppo in piazza, adesso: -Aspetta! C’è troppa gente, qui…- -Ok!- Mi dice lei, - Vieni!- Si alza di nuovo, mi prende per mano e mi porta qualche metro più in là, dove tra gli alberi lungo il fiume troviamo un muretto di un rudere abbandonato. Non è molto alto, si vede la pista e i giardini, ma forse noi siamo al riparo dagli sguardi. Lei si sfila la maglietta e si alza la minigonna, il suo completino intimo rosa è eccitantissimo, addosso a lei, e io ho il cazzo durissimo! -Qui c’è meno gente, no? E allora scopami come si deve!!!- La faccio voltare e la fotto a gambe larghe, in piedi, con le mani sulle pietre del muretto, rubandole non pochi sussulti e mugolii. E’ caldo, io sono un bagno di sudore, e anche la sua pelle è lucida di sudore, e io le sborro dentro, copiosamente, chiudendo la scopata con un bacio perverso con tutta la lingua dentro la sua bocca. E anche dopo questa volta, solo il solito SMS e niente più contatti, stavolta per tutta l’estate, se non un paio di uscite in quattro, io, mia moglie, Daniele e lei. TERZA PARTE L’estate passa, tornano le prime giornate di autunno, e io di nuovo mi sono convinto che è stato un bel gioco, ma che adesso è finito. Lei non mi chiama mai, e io mi guardo bene dal farlo, e dopo cinque mesi, è ormai chiaro che era proprio tutto come diceva lei. E invece un bel giorno mi ritrovo una sorpresa che non mi sarei aspettato: è il 12 Ottobre, e mi arriva un SMS: “Che ne dici se ci vediamo per una birra, stasera?” Io rimango un po’ stupito, ma soprattutto perplesso, non me lo aspettavo, e il sottinteso mi sembra abbastanza palese.Tuttavia ho anche un po’ paura che il gioco diventi troppo frequente, fino a trasformarsi in relazione, quindi le rispondo che quella sera non posso perché ho già fissato con mia moglie. Ma dopo pochi minuti mi arriva un nuovo SMS, in risposta: “Allora dimmi tu quando: Daniele lavora la sera x tutta la settimana fino tardi.” Mi decido allora ad accettare, ma piu che altro per parlare con lei e spiegarle che forse è meglio smetterla. Così fisso per il giorno dopo, al solito Pub. Io arrivo prima di lei, fuori piove a dirotto, uno dei primi giorni di intensa pioggia autunnale. Mi siedo al bancone e ordino subito una birra, teso ma deciso a mettere in chiaro che è meglio darci un taglio. Lei arriva, e mi viene subito incontro, e io mi rendo improvvisamente conto che non sarà poi così tanto facile: indossa un impermiabilino bianco, corto, che apre subito appena entrata nel locale, rivelando un abitino corto ma non troppo, un po’ sopra il ginocchio, color verde oliva (che già altre volte le avevo visto, ma che stavolta appare particolarmente sexy), un paio di stivali marroni alti quasi fino al ginocchio e calze color carne. E’ truccata un po’ pesantemente, cosa un po’ strana, dato che sembra non truccarsi quasi mai: un rossetto piuttosto scuro, gli occhi impreziositi da un velo di colore… un po’ pesante, insomma, ma sta tutt’altro che male! Viene verso di me e si accomoda su uno sgabello, molto vicina a me, con le ginocchia attorno alla mia gamba sinistra. Noto che il movimento con cui si siede è fatto a regola d’arte per farmi intravedere che le calze color carne sono autoreggenti, che fanno appena capolino da sotto il bordo del vestitino. -Mi offri una birra, Stefano?- -Certo!- E ne ordino anche un’altra per me. Io provo ad affrontare subito il discorso, cercando di spiegarle che stiamo sbagliando, che tutto quello che facciamo non è giusto, che io sono innamorato di mia moglie e che voglio bene a Daniele, e che non voglio assolutamente essere coinvolto in una storia. Lei mi ascolta senza interrompermi, bevendo la sua birra e fissandomi dritto. Io continuo a parlare per venti minuti o forse più, senza che lei dica niente o quasi, finchè finisco gli argomenti e resto muto. -Mi vuoi dire che ti stai innamorando, Stefano?- mi chiede -No, non è questo… Sono innamorato di mia moglie…- -E allora hai paura di essere coinvolto e basta, giusto?- -Si, è questo il problema. Se anche cominciamo a invitarci per passare le serate, che può succedere?- Lei allora si alza in piedi, mi si fa più vicina, schiacciando il pube contro la mia coscia e dicendomi, quasi in un orecchio: -Allora puoi stare tranquillo! Sono le stesse cose che penso io…. Per questo preferisco farmi scopare da te, quando ho solo voglia di divertirmi…. Sbrigati a finire la birra, che te lo spiego meglio fuori!- Non ho le idee molto chiare, l’unica cosa che so è che Diletta mi ha di nuovo fatto diventare il cazzo duro come il marmo! Trangugio la mia birra, pago il conto, e usciamo dal pub, fuori piove ancora a dirotto: -Dov’è la tua macchina?- chiede lei -Qui davanti, nel parcheggio!- rispondo io, e le faccio strada.entriamo in auto, metto in moto -Dove vado???- -Dove cazzo ti pare!!!!- Non faccio a tempo ad uscire dal parcheggio che lei è già piegata su di me, ad ingoiarmi avidamente il cazzo mentre guido! Allungo la mia mano destra per sollevarle il dietro del vestito e le ripasso il solco tra le natiche, trovandole il buchetto del culo, e poi la fica, già bagnatissima. Lei si sfila il perizoma, per aiutarmi, ma senza smettere di succhiarmi il cazzo; io le sditalino la fica con due dita, infilandole contemporaneamente il pollice nel culo. E’ difficile guidare così, e mi fermo in un piccolo parcheggio, lungo la ferrovia. Per fortuna la mia Reanault è spaziosa. E permette un certo spazio di manovra, così la spingo sul suo sedile reclinandolo, e la fotto alla grande, lei a gambe larghe, gli stivali puntellati sul cruscotto, e io che con una mano le palpo le tette e con l’altra le sditalino il buco del culo, mentre il mio cazzo riempie la sua fica fino ad inondarla di sperma. Ma lei, come al solito, è tutt’altro che soddisfatta, e ricomincia subito a menarmelo, per farmelo tornare duro. -Odio la macchina! È troppo angusta!- mi dice lei, sorridendo -Beh, con questa pioggia, o andiamo a casa tua….- -No! Daniele non torna prima delle due, in questi giorni. Ma non voglio rischiare! Perché non trovi un posto un po’ più riparato dalla pioggia???- Mi viene in mente che poco più avanti, quella strada scende molto, passando sotto la ferrovia attraverso una grande arcata per poi finire lì, prima di una fattoria, un posto molto fuori mano. Metto in moto e mi dirigo lì, mentre Diletta continua a segarmi mordicchiandomi sul collo. Mi fermo sotto le arcate della ferrovia, al riparo dalla pioggia, e lei affonda di nuovo la sua bocca sul mio cazzo, pompandolo come si deve, poi apre lo sportello e scende dall’auto, liberandosi del vestitino che aveva indosso, e rimanendo con solo gli stivali, le calze autoreggenti e il reggiseno. Scendo anch’io, le vado vicino e la abbraccio da dietro, palpandole le tette, baciandola sul collo, e scendendo con una mano lungo la schiena fino a tornare a stuzzicarle il culo. La spingo un po’ avanti, allargandole le gambe, lei si appoggia con le mani sul cofano dell’auto, e la inculo, spingendo quanto più possibile il cazzo dentro di lei per sentire il rumore dei colpi forti dei miei lombi sulle sue natiche, sborrandole infine sulla schiena e sul suo splendido culo. Eppure, il giorno dopo, mi arriva il solito SMS: “Solo una birra, non dimenticarlo.” E di nuovo passano altri giorni, e altri sabato sera in quattro facendo finta di nulla, magari finalmente con un po’ di abitudine in più e un po’ di timori in meno. A fine Ottobre ricevo una sorta di bombardamento di telefonate: sono i miei colleghi bergamaschi; tre di loro devono tornare in città per alcuni giorni, e non gli dispiacerebbe organizzare un’altra seratina come quella di qualche mese prima. Io rispondo loro che non è come pensano, che quella è stata una situazione particolare, che lei era ubriaca….. Rimedio solo di essere preso in giro, e in un modo o nell’altro riescono alla fine a convincermi a fare un tentativo per invitare Diletta a cena. Allora, io, molto imbarazzato, provo a chiamarla sul cellulare, ma lei non risponde. Riprovo diverse volte, e alla fine mi risponde: -Beh? Mica vorrai violare il nostro patto?- aggressiva e quasi irritata, -Siamo abbastanza d’accordo sul non telefonarci, no?- -Scusa, Diletta, ma anche l’altra volta tu mi hai invitato con un SMS…- -E tu hai fatto un sacco di storie!- -Ok, hai ragione. Ti chiamo per un’altra cosa…. Ti ricordi i ragazzi di Bergamo?- Le spiego la faccenda, che tre di loro, Marco Massimo e Luca, vengono in città per lavoro la settimana successiva, e che avrebbero piacere di fare una cena insieme, magari in una semplice pizzeria… Lei, che non è decisamente una donna stupida, mi lascia finire, poi, dopo qualche secondo di silenzio, mi dice: - Ok, ma nei prossimi giorni Daniele è a casa, e non posso certo far tardi! Diciamo che io ho una cena con le amiche, ufficialmente. Ma saltiamo la cena,e magari vediamoci direttamente all’appartamento dell’altra volta, ok? Così posso tornare a casa a un’ora degna! Fissa e fammi sapere come e quando!- Inutile dire che il mio successo mi rende euforico, ma c’è un problema: dopo il casino fatto l’ultima volta, la ditta non ha messo a disposizione l’appartamento ai bergamaschi, stavolta. In albergo è impensabile, allora mi viene in mente che mio cugino, che si è trasferito da diversi anni, ha ancora un appartamento, in città, che usa quando torna a trovare i suoi, ogni tanto. Provo a chiamarlo, per chiedergli se mi presta l’appartamento per una sera. Lui ovviamente si insospettisce subito: -Cosa c’è sotto? Una donna, vero?- Non posso fare altro che spiegargli la faccenda, e lui, ridendo, mi dice: -Beh, io l’appartamento te lo presto più che volentieri, però come minimo penso che dovresti invitarmi….- Mi prende un po’ in contropiede, ma trovo una soluzione anche a questo: dovremo far finta che anche lui è un nostro collega, che però da anni non vive più in città. Mando a Diletta un SMS per chiederle se va bene per mercoledì, ma non nello stesso posto della volta precedente. Lei mi chiede a che indirizzo, perché preferisce raggiungerci lì. “Via Fabio Filzi, numero 118, ultimo piano, alle ore 20” Il mercoledì passo a prendere per tempo i tre bergamaschi, già belli carichi, e li porto a casa di mio cugino. Arriviamo, e mio cugino ci aspetta, ma c’è anche un’altra persona, un tipo un po’ più anziano di noi, sui 45 anni: -E lui????- Chiedo io -Lui è Roberto, un mio collega e grande amico! Mica ti dispiacerà, vero? Gli ho già spiegato che deve dire che noi siamo di Livorno….- Beh, ormai è fatta, non ci resta che aspettare, bevendo un po’ di birre e alcolici vari, tanto per caricarci un po’ e vincere la tensione e la timidezza. Finalmente suona il campanello. Diletta entra e saluta tutti, compresi mio cugino Claudio e il suo amico Roberto, che come promesso si spacciano per colleghi livornesi. Lei è splendida: si è di nuovo truccata un po’ pesantemente, con un rossetto scuro e carnoso e gli occhi accentuati da un bel rimmel e da un po’ di colore. Forse è stata dal parrucchiere nel pomeriggio, perché i suoi capelli sono curatissimi, un po’ più corti del solito, con un taglio un po’ all’olandese e di un bel color rosso mogano brillante. Al collo ha un nastrino nero con uno strano ciondolo quadrato, e sotto un cappottino verde lungo indossa uno dei suoi consueti abitini, rosso fegato, attillato e lungo fino al ginocchio, abbottonato sul davanti, con calze nere e i suoi stivali neri. Si toglie il cappotto e ci chiede se c’è qualcosa da bere anche per lei, e ovviamente tutti si affrettano ad offrirle qualcosa. La situazione è un po’ strana, stavolta nessuno è abbastanza ubriaco da fare la prima mossa, allora chiacchieriamo per un po’, con lei che scherza e beve la sua birra tranquillamente. Ma alla fine è lei che decide di muovere la situazione: appoggia il bicchiere vuoto, e senza troppi indugi si sbottona il vestitino e lo lascia cadere a terra, lasciandoci quasi a bocca aperta per la meraviglia:oltre agli stivali e a quello strano e sensuale ciondolo al collo, stavolta non indossa autoreggenti, ma uno splendido completo di pizzo nero a fiori, reggiseno, perizomino semitrasparente e reggicalze, ad esaltare il suo bel corpo candido..Sorride maliziosamente sedendosi sul tavolo, e in un attimo le siamo praticamente tutti addosso, accarezzandola e tastandola dappertutto, e contendendoci la sua lingua per assaporarla avidamente. Diletta si lascia subito andare, sdraiata sul tavolo, mentre le palpiamo le tette, la pancia, le gambe già divaricate. Mio cugino è il primo a chinarsi per assaggiarle la fica, leccandogliela mentre noi ci spogliamo rapidamente. Lei si gira a pancia sotto sul tavolo, e a turno, ognuno di noi le fa assaggiare il proprio cazzo, mentre dietro di lei mio cugino continua a leccarle la passera avidamente, tenendole le gambe divaricate. Nessuno si attenta a spogliarla più di così: è splendidamente troia, con i suoi stivali, il reggicalze e l’intimo nero “anche se le mutandine sono ormai già sparite, chiaramente). La chiaviamo tutti quanti, a turno, lei sul tavolo a pancia sotto, e noi da dietro, lo spettacolo è fantastico, e lei si rivela infoiata come non l’avevo mai vista, mugolando e gridando, e dopo aver provato ognuno dei nostri sei cazzi in fica, ci sorprende con una richiesta da vera puttana incallita: -Voglio tutta la vostra sborra in gola, Maiali! Avanti, fatemela ingoiare tutta!!- A turno le sborriamo dentro la bocca, rivoli di sperma le colano dagli angoli delle labbra, ma lei continua a succhiare e ingoiare senza fermarsi, tanto che non facciamo a tempo a sborrare che i nostri cazzi sono già di nuovo duri. Comincia la litania del turpiloquio, e anch’io stavolta mi ritrovo a chiamarla cagna, troia, e così via. Mio cugino si rivela particolarmente porco, e il suo amico non è da meno: sono loro a godersi la prima doppia penetrazione, senza nessuna difficoltà, dimostrando una invidiabile esperienza nel settore. Roberto, in particolare, che le sta affondando il cazzo nel culo, la tiene per le spalle, costringendola a inarcare la schiena, cosa che sembra piacerle moltissimo. Diletta si concede senza problemi a tutti noi, facendosi penetrare fica e culo da ognuno, con la bocca continuamente piena di cazzo e le mani impegnatissime! Andiamo avanti così per un bel po’, sborrandole tutti quanti addosso e in corpo più e più volte, ma voglio essere io, stavolta, l’ultimo a cedere! Alla fine , lei, esausta, si concede all’ultimo giro, abbandonandosi a pancia sotto sul tavolo, con le gambe divaricate, e a turno si lascia inculare in quella posizione da ognuno, chi più violentemente, chi ormai sfinito ma ancora con la voglia di sfondarle il culo chiamandola “vacca rotta in culo” e cose simili. Io aspetto l’ultimo turno, ho già sborrato tre volte, ma stavolta il mio cazzo ha retto bene ed è ancora duro: quando tocca a me e mi avvicino, vedendola ansimante, con tutta la schiena impiastricciata di sborra, e il buco del culo completamente dilatato e arrossato, avverto un misto di disgusto e di dispiacere. Ma dura un attimo: mi basta guardare i suoi bei lineamenti, con tutto il rimmel colato sotto gli occhi, e subito mi torna la voglia! Le afferro i capelli, con una mano, tenendola contro il tavolo con l’altra e le affondo il cazzo nel culo ormai sfondato. -E’ quello che volevi, vero Diletta? Sentirti troia come sei veramente, eh?- La sbatto con tutte le mie ultime forze, strappandole ancora qualche gridolino, prima di sborrarle per l’ultima volta dentro il culo. Non so con che coraggio sia tornata a casa, in quelle condizioni: mi sembra impossibile che Daniele non si sia accorto di nulla!!! QUINTA PARTE Passa diverso tempo, prima di rivedersi. Anche le nostre cene a quattro, per un po’ di tempo, non avvengono; un paio di volte mi vedo con Daniele, scoprendo di sentirmi molto meno a disagio. Mi sento sempre più consapevole che il gioco con Diletta non arriverà mai a nessuna implicazione sentimentale, anche perché ormai è chiaro, io e lei cerchiamo nei nostri piu o meno occasionali incontri quella perversione che in un rapporto sentimentale difficilmente può esistere: io per trattarla come non potrei mai riuscire a trattare mia moglie, e lei per fare tutte quelle cose che una donna non può chiedere al proprio uomo. Comunque passa del tempo, senza avere nessun contatto. Fino alla settimana dopo Natale. Io sono in ferie, e una sera fissiamo una cena insieme al gruppo dei vecchi amici. Daniele non c’è: il suo lavoro, specie d’inverno, lo porta spesso a passare diversi giorni fuori città, e in quei giorni è a Roma. Ci troviamo tutti quanti per una pizza ad una pizzeria di un circolo del tennis, e poi i più irriducibili di noi si trasferiscono al consueto pub, per chiudere la bella serata. Mentre parcheggio l’auto nella grande piazza davanti al Pub noto un gruppo di ragazze che chiacchierano. Riconosco Diletta, tra loro, e decido di andare a salutare. -Che fate di bello?- chiedo, dopo i vari saluti, baci e abbracci, visto che le conosco quasi tutte. -Siamo state a cena fuori per il compleanno di Patrizia. E ora si va a casa. E voi?- -Noi stiamo andando al Pub. Ci sono anche gli altri del vecchio gruppo…- -Allora vengo a salutare!- dice Diletta, -Anzi, Ti va di bere qualcosa con loro, Daniela?- chiede rivolgendosi alla ragazza accanto a lei, una ragazza piccolina, con lunghi riccioli castani, un seno bello prosperoso e gli occhiali, che non avevo mai visto, e tutto sommato carina. -Va bene, tanto sono tua ospite, decidi tu!- Diletta me la presenta come Daniela, appunto, spiegandomi che è una sua cara amica, meridionale, che ha approfittato delle feste di Natale per venirla a trovare e che, vista l’assenza di Daniele, adorme a casa loro. -Siamo senza macchina, ci riaccompagni tu, dopo, Stefano?- -Certamente!- le assicuro. Ci fermiamo per un’oretta al Pub, tra un brindisi e l’altro, poi gli altri amici se ne vanno, e allora anche noi ci dirigiamo verso casa, tutti e tre allegri e, specie le due ragazze, un po’ alticci. Giunti sotto casa di lei, Diletta mi invita a entrare per un po’. Non ci vedo nulla di male, vista la presenza di Daniela, e non ho molta voglia di tornare a casa, dopotutto non è nemmeno tardi, quindi accetto. Mi siedo sul divano, seguito da Daniela, mentre Diletta si preoccupa di prepararci da bere, offrendomi un Gin Tonic piuttosto carico di Gin, sia a me che a Daniela. Diletta si siede davanti a noi, e chiacchieriamo allegramente. Io mi alzo per guardare la bella collezione di videocassette e DVD del mio amico Daniele, che gli invidio sempre. Scopro che ha anche qualche film porno, e mi soffermo a guardare. -Vuoi mettere un film?- Mi chiede Diletta. -No, certo… sono solo curioso di vedere cosa avete, come sempre. Questi non li avevo mai notati…- -Beh, di solito li teniamo dentro l’armadietto….- risponde lei, sorridendo, -Ma se vuoi, mettine uno, dai!- -Che roba è?-chiede Daniela, con la voce un po’ impastata dall’alcool -Roba mooolto allegra!- le risponde Diletta, ridendo; -Dai, Stefano! Fai vedere che roba è a Daniela!- Io ne prendo uno, lo metto nel video registratore e accendo la tv, sedendomi di nuovo accanto a Daniela. -Hey! Ma quello è una cazzo!- esclama la ragazza, traballando, e noi scoppiamo a ridere. Guardiamo qualche scena, commentando, ridendo e scherzando, anche se un porno è sempre un porno, e guardarlo con due donne, un po’ di eccitazione la mette! Oltretutto Daniela sembra davvero piuttosto sbronza, seduta scompostamente sul divano, con la testa appoggiata alla mia spalla, e non posso fare a meno di buttarle generose occhiate all’abbondante scollatura. -Hai visto che belle tette che ha Daniela?- Dice Diletta, notando le mie sbirciate, e facendomi trasalire. -Già! Molto carina, la tua amica….- rispondo, tanto per dire qualcosa. -E allora perché non provi a scopartela? Sono sicuro che a lei non dispiace….- Resto di sasso, ma mi riprendo quasi subito: ormai niente più mi sorprende di Diletta! Provo allora a mettere una mano sulla gamba di Daniela, che mi sta sorridendo con aria piuttosto assente, un attimo dopo le sto frullando la lingua in bocca, mentre le palpo generosamente il seno, duro e abbondante la libero della maglietta, leccandole le tette e scostando il reggiseno per farle uscire. Diletta, seduta davanti a noi guarda, con il suo solito sorriso malizioso sulle labbra. Allora vado avanti, sbottono i pantaloni di Daniela e li sfilo, infilandole la mano tra le gambe e sentendo le mutandine già un po’ inumidite. Gliele scosto, stuzzicandole il clitoride per poi abbassarmi a leccarglielo, lavorando con le dita dentro la sua fica. La sento fremere, allora mi apro i pantaloni e le guido la mano sul mio cazzo, facendole capire di menarlo bene, e riaffondo la testa tra le sue cosce, mentre Diletta continua a guardare. Poi mi alzo in piedi, portando il cazzo alla bocca di Daniela, e tenendola per i bei riccioloni, le tiro la testa verso di me per farglielo ingoiare. Diletta si è slacciata i pantaloni e si è tolta la camicetta, rivelando quel suo bel reggiseno rosa fucsia, e si sta accarezzando la fica, seduta di fronte a noi. Io sono a mille! Scopo Daniela lì, sul divano, senza che Diletta però si avvicini. Forse stasera ha solo voglia di guardare… La mia scopata finisce con una bella sborrata sulla pancia e sulle tette della riccioluta amica, dopodichè mi siedo di nuovo accanto a lei, per riprendermi. Ma solo per poco, perché adesso Diletta si fa avanti: -Non crederai mica di aver finito, vero? Ora tocca a me- Viene verso di me carponi, prendendomi le gambe e affondando il cazzo, ancora bagnato, nella propria bocca. La scopo a pecorina, lei con le ginocchia a terra e il corpo appoggiato sul divano, mentre adesso è Daniela che ci guarda e si tocca. Provo a leccare le tette di Daniela mentre fotto Diletta da dietro, e lei si avvicina per avvantaggiarmi. Finisco per sborrare sulla schiena di Diletta, soddisfatto ma ancora eccitato, tanto che dopo pochi minuti mi trovo di nuovo a dedicarmi all’amica meridionale, chiavandola a terra, sul tappeto, tenendole le gambe alzate e spalancate. Comincio ad essere stanco, e la scopata finisce per rallentare di intensità, ma vengo anche stavolta, poche gocce che vanno a cadere sulle cosce di Daniela e sul povero tappeto di Daniele! A questo punto sono stanchissimo, ma Diletta non vuole saperne di ricevere meno della sua amica. Prova a stuzzicarmi il cazzo, che si rialza orgoglioso ai colpi della sua lingua veloce e allenata. Ma io non ne ho davvero più. Però non voglio deluderla, e allora mi decido a allargarle le gambe, infilando la testa dentro e leccando con voluttà, penetrandole la fica e il culo con le dita, profondamente e senza troppi complimenti. Lei geme, urla, si divincola tutta e alla fine la sento fremere nell’orgasmo, e mi rialzo per metterle la lingua in bocca, con la faccia tutta bagnata dai suoi umori. Me ne vado a casa, soddisfattissimo e barcollante. Meno male che mia moglie dorme già! SESTA PARTE Con l’inizio del 2005 credevo che i nostri incontri si sarebbero fatti più radi, fino anche a cessare. E invece nella seconda metà di gennaio ci siamo rivisti “per bere una birra”, come dice lei: 2 belle ma scomode serate terminate scopando in auto, senza particolari sorprese. I primi di febbraio lei mi chiama di nuovo, proponendomi di cenare insieme. Io, ansioso come sempre, mi insospettisco, temendo impreviste quanto indesiderate dichiarazioni sentimentali. Ma non posso certo rifiutare, così mi invento una cena con gli amici del calcetto per giustificarmi con mia moglie, e vado all’appuntamento. E’ una serata fredda e umida, ceniamo alla pizzeria King, lei indossa un paio di pantaloni attillati neri e un golfino di lana stile etnico color rosso mattone, ma è deliziosa anche così. Parliamo e scherziamo di tutto un po’, e i miei timori si rivelano infondati. Mi dice che Daniele è fuori città fino a fine settimana, così andiamo da lei per chiudere la serata. Mentre siamo ai consueti preliminari, Diletta mi fa una strana confessione: -Sai cosa mi piacerebbe? Avere qualche foto mentre faccio sesso…. Trovo che sia molto eccitante l’idea di essere fotografata- L’idea mi eccita all’istante. -Daniele non te ne ha mai fatte?- Le chiedo, malcelando l’interesse. -Si, ogni tanto. Ma io intendo mentre faccio sesso, non mentre faccio l’amore con lui…- Lei allora mi spiega il suo piano: mi dice che le piacerebbe che io organizzassi un’altra serata come l’ultima con i miei colleghi di Bergamo, durante la quale io dovrei occuparmi di fare un po’ di foto. -Però ci sono delle regole precise: Innanzitutto voglio solo uomini che vengano da fuori città e che non ci sia il rischio di conoscere, ma questo lo sai già. E poi, siccome non voglio correre rischi, dovrai essere solo tu a fare le foto, usando la mia macchina fotografica e basta, così sarò sicura che le foto le avrò solo io!- -Ma se le tieni per te, le foto, io che ci guadagno a farle??- -Il semplice gusto di farle. Non ti sembra abbastanza eccitante???- La sua malizia mi convince anche stavolta, e concludiamo la serata scopando a tutto spiano, sul tappeto e sul divano. Quando arriva l’ora di andarmene, lei mi dice: -Allora organizzi qualcosa, Stefano? Daniele tra 2 settimane parte di nuovo, e sta in Belgio per cinque giorni.- -ok, ci provo!!- Nei giorni successivi, la cosa diventa un’ossessione, non riesco a pensare ad altro. Chiamo mio cugino Claudio, ma lui purtroppo non è disponibile, e non se la sente di lasciarmi l’appartamento. Mi dice comunque che il suo amico Roberto sicuramente viene, se lo chiamo. Il problema diventa trovare un posto. Chiamo i colleghi di Bergamo, dicendo loro che sto organizzando un festino il giorno sabato 26, ma sono disponibili a venire solo Luca e Massimo (figuriamoci, quando si parla di porcate, lui non si tira mai indietro….), tutto sommato siamo quattro uomini, e non mi sembra certo male. Ma manca ancora il posto, e non so proprio dove e come fare. Alla fine sto per rinunciare, quando mi viene in mente una possibile soluzione: potrei provare a coinvolgere Tommaso, un collega di 45 anni della nostra filiale di Bologna, che ha una casa al mare, a circa un’ora da qua, e che spesso fa racconti generosi delle sue serate con puttane e donne varie. Lo chiamo, e lui accetta subito. A questo punto è tutto organizzato, ma l’idea delle foto mi intriga veramente, e vorrei trovare il modo di riuscire a tenerne almeno qualcuna per me. Però capisco anche lei, che non si fida ad avere sue foto compromettenti in giro. Penso a come potrei fare, e alla fine faccio un tentativo: telefono a Daniele, e con la scusa di voler comprare una macchina fotografica digitale, riesco a farmi dire che macchina fotografica hanno loro. Mi dice di averne due: una Vivitar, che lui usa quando va in giro perché piccola e comoda, e una Fuji. Allora vado in un negozio e compro una scheda di memoria per le macchine della Fuji, sperando che la cosa vada a buon fine. Così, sabato 26 febbraio, dopo aver detto a mia moglie che abbiamo organizzato una serata di poker con i colleghi di lavoro, e che quindi con ogni probabilità sarei tornato molto tardi ci troviamo come d’accordo: passo a prendere prima Roberto, e poi i due bergamaschi alla stazione. Diletta preferisce venire da sola, sono d’accordo che lei mi chiama appena arrivata in zona mare, così le spiego la strada, Noi quattro arriviamo a casa di Tommaso,e lo troviamo bello teso e gasato; ha pure portato un amico, un certo Carmine, sui 50-55 anni, che Tommaso ci presenta come gran puttaniere. Non è decisamente giovanissimo, e neppure bello, spero che Diletta non muova obiezioni… Siamo tutti gasatissimi, Tommaso ci offre da bere, e chiacchieriamo tra noi allegramente. La casa di Tommaso è carina, con una grande taverna, con un bel camino acceso, un grande divano a elle e un lungo tavolo di legno massiccio, per almeno otto posti a sedere. Finalmente il mio cellulare squilla: spiego la strada a Diletta, e dopo venti minuti, lei arriva. Indossa un cappotto stile trench, scuro, lungo fino al ginocchio. Sotto le si vedono le calze nere velate e i suoi consueti stivali neri con il tacco. Ha i capelli ordinatissimi, di un colore rosso molto brillante, con un taglio alla francese che le dona moltissimo, le labbra impreziosite da un rossetto carnoso ma vivace, il rimmel e un po’ di trucco sugli occhi, pesante ma non troppo, e il solito monile di forma quadrata al collo. Dopo i saluti e le dovute presentazioni, lei va subito al sodo, chiedendo: -Stefano vi ha già detto tutto, o no?- Rispondiamo di si, allora lei puntualizza: -E’ una cosa che faccio per sfizio, ma non voglio scherzi, ok? Solo Stefano deve fare le foto, nessun altro! E solo con la mia macchina fotografica. Se qualcun altro scatta foto, con cellulari o altre macchinette, me ne vado subito!- E mi consegna la sua macchina fotografica, che con mia grande soddisfazione è proprio una Fuji! Siamo tutti seduti sul divano, Diletta si slaccia il cappotto per toglierselo. Tutti rimaniamo impietriti, con Carmine che si lascia scappare un “…..sti cazzi!!!”, nel vedere che sotto il cappotto Diletta indossa solo il reggicalze e il completino di pizzo nero che già le avevo visto la volta prima! Uno spettacolo! Io comincio subito scattandole un paio di foto, e lei sta subito al gioco, mettendosi in posa e cominciando a muoversi davanti a noi in modo provocante. Comincia il giro dei pompini, con lei inginocchiata e noi seduti lì, in fila, sul lungo divano di Tommaso. Io mi alzo per fotografare, e senza farmi notare, provo a sostituire la scheda della macchina fotografica, continuando poi a scattare. Lei succhia i nostri cazzi avidamente, uno dopo l’altro, emettendo qualche mugolio di compiacimento, mentre noi ci scambiamo apprezzamenti sulla sua bravura. Dopodichè Carmine il puttaniere ci chiede aiuto per alzarla, prendendola per le ascelle e per le gambe, e adagiandola sul tavolo. Le allarga le gambe e si tuffa a leccarle la fica, mentre noi altri cominciamo a palparla e baciarla. Io mi dibatto tra scattare foto e tastarle le tette e le cosce, impegnatissimo. Carmine si dimostra in effetti un ottimo ed esperto puttaniere, voltandola su un fianco e scostandole le mutandine per scoparla sul tavolo, permettendo così a noi altri di arrivare più facilmente con i nostri cazzi alla bocca di Diletta. Le lasciamo indosso solo il reggicalze e gli stivali, scopandola a turno, con lei che ci incita a sfotterla forte ogni qualvolta ha la bocca libera dai cazzi per qualche secondo. Ci scambiamo frequentemente di posto, con lei sempre adagiata su un fianco che si lascia scopare senza sosta, la bocca e le mani impegnae con i nostri cazzi ormai durissimi. Massimo e Carmine si rivelano particolarmente accaniti nell’apostrofarla e nell’incitarla a comportarsi da troia, e lei sembra particolarmente scatenata dalla cosa. Io intanto continuo a scattare foto, sperando che nessuno si accorga che ogni tanto cambio scheda. -Che ne dici di fotografare questa troia mentre le sborro in faccia?- propone Carmine, e lei rincara: -Si, dai! Fotografami mentre mi venite tutti quanti addosso!- Carmine le esplode un fiotto di sperma abbondantissimo sul viso, mentre lei ancora si sta facendo scopare sul tavolo da Luca. La facciamo girare a pancia su lì, sul tavolo, e a turno le schizziamo il viso. Io continuo a scattare, facendole dei primi piani da brivido, e lei ride, ricevendo di gusto una bella doccia di sborra, che finisce per inzaccherargli tutta la faccia e i capelli. Le foto di lei con tutto il rimmel colato sugli occhi, intrisa di sperma sono eccitantissime, meglio di qualsiasi foto porno che avessi mai visto prima. Ovviamente la serata non finisce lì. Anzi, è proprio Carmine che continua a tenere l’iniziativa, da autentico vecchio porco: con lei ancora gocciolante di sperma, lui si sta già masturbando per farselo tornare duro, la prende delicatamente ma con decisione per un braccio, la fa alzare dal tavolo e la mette in ginocchio sul tappeto: -Ho bisogno delle tue labbra, bella troia…. Ingoiami ancora il cazzo, che così ti scopo di nuovo come piace a te.- Senza neanche aspettare risposta, le infila il cazzo tutto in bocca, spingendo forte: in cinque minuti siamo di nuovo tutti in tiro, neanche ci preoccupiamo del nostro sperma che si sta asciugando addosso a lei, da quanto siamo infoiati. Diletta, dal canto suo, sembra più impazzita di noi, e ingoia cazzi a tutto spiano, incitandomi a fotografare e invitandoci a scoparla di nuovo. La scopiamo di nuovo, e cominciamo a incularla a turno, sul tappeto, lei a quattro zampe e noi che senza alcun ritegno le passiamo dalla fica al culo alla bocca, a turno. Lei è scatenata, noi pure, con Carmine e Massimo che insistono nel chiamarla troia, puttana, cagna, e in ogni altro modo possibile, e lei che mugola come una vacca e chiede cazzi in continuazione. Roberto e Carmine la sottopongono a una doppia penetrazione da cardiopalma, sbattendola di brutto. Ognuno di noi, a turno finisce per sborrare di nuovo, stavolta a propria discrezione: chi nel culo, chi (come me) sulla schiena, chi di nuovo in faccia, chi come Massimo che le intima di aprire la bocca e le spara una schizzata in gola. La serata va avanti, rallentando di ritmo, ma non per questo di intensità: lei continua a farsi scopare come una troia, via via che ognuno di noi torna alla carica. Io vado in bagno, ma mi accorgo che Tommaso mi segue e entra in bagno con me. -Allora, facciamo i furbi, eh?- -Cosa intendi???- -E dai Stefano, non fare il finto tonto! Mi sono accorto del giochino che fai, con la macchina fotografica…. te le vuoi tenere tutte per te, o le spartisci anche con noi???- -Piuttosto distruggo la scheda, Tommaso! Lo so, faccio il furbo, ma non voglio che le foto girino. Lei è sempre una amica, e soprattutto la donna del mio migliore amico, non voglio rischiare di crearle problemi!- -Azz!!! Le vuoi davvero bene, si! Stai lì a buttarglielo nel culo come se fosse una troia da mille lire e la fai sbattere da tutti senza ritegno!!! E che bel rispetto, anche per il tuo amico…- -Senti, non ti ci mettere…. E in quanto a lei, non è colpa mia se è così troia, e se le piace così.- -Allora facciamo un patto: io non dico a nessuno delle foto, ma tu poi me le passi, ok?- -Neanche per scherzo! Poi le ritroverei a giro per tutta internet scommetto!!!- -Va bene, va bene…. Allora potresti stamparle e mandarmele stampate…. Io mi accontento. Sennò vado di là e ti sputtano! Ma fidati, non sono stronzo, e ho famiglia pure io…- Mi convince, e ci accordiamo così, senza far sapere nulla agli altri. Torniamo in sala, e Tommaso ridendo mi dice: -Dai Stefano, ricomincia a fare un po’ di foto a questa gran troia della tua amica Diletta! Non vedi che le piace essere immortalata mentre prende cazzi dappertutto?- Io sono un po’ incazzato, ma vedere Diletta che mi sorride, sdraiata a pancia sotto sul divano mentre Luca la fotte da dietro e Massimo le tiene i capelli per invitarla per l’ennesima volta a ingoiare il suo cazzo, mi fa subito eccitare di nuovo, e mi rituffo nei giochi. Andiamo avanti per un bel po’ ancora, chi più chi meno, scopandola, inculandola, sborrandole dentro e addosso, anche se sempre meno copiosamente, come logico. Verso le 3 di notte siamo tutti ormai esausti, tranne il 55enne Carmine, talmente porco da non riuscire a smettere di sbattersela: -Dai, fai un po’ di foto mentre finisco di sfondarle il culo, a questa troia!!- mi dice, sudato fradicio, mentre tiene Diletta ferma contro il tavolo, a pancia sotto e a gambe divaricate, spingendole il cazzo profondamente nel culo con un ritmo ancora bello alto, facendo un gran rumore e sculacciandola ogni tanto.Ma la foto che scatto è l’ultima, prima di esaurire lo spazio della memory card. E anche noi, a quel punto siamo esauriti. Ci salutiamo alla fine: per me è tardissimo, e devo tornare a casa e giustificarmi bene con mia moglie. Diletta si riprende la macchina fotografica e se ne va prima di noi. Il lunedì successivo mi chiudo nel mio studio, a guardarmi le foto che sono riuscito a tenermi: una quarantina di scatti fantastici, dove Diletta mi appare come una troia incredibile! Mi affretto a stamparle e a spedire le stampe a Tommaso, che il venerdi mi chiama per ringraziarmi e per dirmi che quando voglio lo rifacciamo! SESTA PARTE Ormai mi sto abituando alla situazione, finalmente. E la cosa mi piace: sapere che ho una amica che non mi può tradire, troia fino all’inverosimile, con la quale posso dare sfogo a un sacco di perversioni, visto che anche lei cerca questo in me, è fantastico! Ogni tanto mi ritrovo a riguardare le foto di quella splendida serata, e mi vengono in mente un milione di giochino proibiti. Ma non ho il coraggio di proporglieli, sono pur sempre un uomo piuttosto timido, tutto sommato. Nella seconda metà di Marzo io e Diletta usciamo di nuovo insieme. Le serate cominciano a farsi meno fredde, e la cosa non è male, per chi vuole fare sesso e non ha un posto dove andare. Così, dopo aver bevuto qualcosa in un locale in centro, ci spostiamo in auto. Lei mi spompina mentre guido, cercando un posto dove fermarmi, e io le carezzo le gambe avidamente, cercando con gusto il bordo delle autoreggenti sotto la gonna color sabbia. -Vai in quel posto sotto la ferrovia- mi suggerisce lei. Giunto sul posto spengo l’auto, mentre lei continua a spompinarmi generosamente, accomodandosi meglio sul sedile per permettermi di arrivare con le dita a scostarle il perizoma e a stuzzicarle la fica e il buchetto del culo. Siamo eccitatissimi entrambi, io accendo la lucetta interna dell’auto per rendere la cosa più eccitante, poi reclino il sedile, spingendola indietro, allargandole le gambe, e chinandomi su di lei per leccarle la fica ormai ben bagnata. La scopo pesantemente, con le sue gambe appoggiate al mio petto, e mentre scopiamo mi accorgo che un’auto si è fermata poco lontano: probabilmente un’altra coppia. Le vengo dentro, continuando poi a stantuffarla, per cercare di far tornare duro il mio cazzo. Lei allora cerca di mettersi su un fianco. La macchina è scomoda e angusta come sempre, ma la serata non è fredda, e forse si starebbe meglio fuori. Apro i finestrini ormai appannati, e mi accorgo che a qualche metro di distanza ci sono due uomini che ci stanno guardando, e che probabilmente (nella penombra è difficile vedere bene) si stanno anche masturbando. Io mi blocco un attimo: -Che c’è?- mi chiede lei. -Ci sono due uomini….. - le dico -Ma stanno venendo qui???- -No, ma ci stanno guardando….- -Beh, allora non fanno niente di male. Non ci pensare e fottimi ancora!- Allora io riprendo a scoparla, tenendole la gamba destra leggermente sollevata per arrivarle meglio dentro. Dopo un po’ lei si divincola un po’, facendomi capire che vuol cambiare posizione, e mettendosi a quattro zampe sul sedile. Comincio a scoparla da dietro, e noto che lei guarda fuori dal finestrino, per controllare dove siano i due guardoni, i quali adesso godono decisamente di un’ottima visuale. I due si avvicinano, fino ad arrivare a pochi centimetri dalla macchina, ma noi continuiamo a scopare, con Diletta che guarda i cazzi che si masturbano per lei. Uno dei due attenta qualcosa di più, infilando un braccio dentro la mia auto e cominciando a palpare le tette di Diletta. Lei sembra gradire le nuove attenzioni, ma non accenna a coinvolgerli diversamente. Provo a dirigerle la testa verso il finestrino, per vedere se ha voglia di ciucciare quei cazzi sconosciuti, ma dalla sua resistenza capisco che lei vuole limitarsi a farsi palpare. L’altro intanto ha imitato il suo amico, e le sta accarezzando il culo, penetrandolo poi con un dito. Io la scopo furiosamente, imbizzarrito dalla situazione, l’ennesima perversione da sfogare che diventa realtà. Il tizio che le sta palpando le tette esplode, schizzando di sborra il finestrino semiaperto, e a questa visione non resisto più, e anch’io sborro di nuovo, sfilandole il cazzo dalla fica per spruzzarle la schiena. I due se ne vanno lasciandoci di nuovo soli, con lei che si mette a ridere divertita e ancora eccitata. La riporto alla sua auto malvolentieri, ma ne sono costretto, vista l’ora. Un paio di settimane dopo lei mi invita di nuovo “a bere una birra”; io mi invento una partita di calcetto per mettere a posto mia moglie e la raggiungo nel solito Pub. Siamo ormai in Aprile, fa abbastanza caldo anche la sera, e lei indossa un curioso abitino di maglia rosso, con cappuccio e braccia scoperte, lungo fino al ginocchio. Sotto ha un paio di calze velate chiare e un paio di scarpe rosse col tacco. Beviamo un po’, io mi accorgo che lei ha particolarmente voglia, perché già nel pub mi sfiora spesso il rigonfiamento dei pantaloni, con sguardi maliziosi e accattivanti. Io le accarezzo una coscia, entrandole sotto il corto vestito, ed eccitandomi nello scoprire il lacciolino di un reggicalze. -Andiamo a dare un po’ di spettacolo da qualche parte?- Mi sussurra lei, in un orecchio. -Vuoi andare dove siamo andati l’altra volta?-le chiedo, con voce arrochita dall’eccitazione. -Beh, va bene….. Ma magari conosci un posto anche un po’ più frequentato….- Non capisco bene le sue intenzioni, e resto un attimo interdetto. -Ok, intanto andiamo, poi magari un posto ci viene in mente!- Suggerisce lei. Paghiamo, e ci mettiamo in auto, con lei che non tarda molto a stuzzicarmi l’uccello con una mano, mentre con la lingua inizia a prendersi cura del mio collo e del mio orecchio destro. -Che ne dici del parcheggio dei camion all’uscita dell’autostrada?- mi dice lei -Beh, quello mi sembra fin troppo frequentato, no?- -Appunto! Non ti sembra eccitante???- Si, mi sembra eccitante eccome, ma non glielo dico e mi dirigo direttamente verso l’autostrada, dove appunto c’è un grande piazzale adibito a sosta per i camion. Entriamo nell’ampio spiazzo, dove ci sono alcuni Tir parcheggiati, ma vista l’ora non sembra esserci anima viva. Spengo l’auto e mi dedico a palparle le gambe, mentre lei mi ha ormai aperto i pantaloni e si abbassa per assaggiarmi il cazzo, già duro da un pezzo. Abbiamo i finestrini aperti, e l’aria fresca primaverile sembra incitare i sensi, Lei sembra eccitatissima, e mi succhia il cazzo avidamente, mentre io la sditalino, sollevandole la gonna. -Accendi i fari!- mi dice lei all’improvviso, sollevandosi e guardandomi con un sorriso accattivante e quanto mai malizioso. Non so bene cosa abbia in mente, ma la assecondo, e accendo i fari. Diletta allora scende dall’auto e si mette proprio davanti alla luce dei fari, e muovendosi voluttuosamente si libera lentamente dell’abitino rosso, rivelando sotto di esso una delicata e sensualissima guepiere bianca. Io resto a guardarla, mentre continua a muoversi là fuori, interdetto tra l’uscire dall’auto e il continuare a godermi lo spettacolo. Lei viene allora dalla mia parte, aprendo lo sportello e accosciandosi davanti a me per ricominciare a spompinarmi. Io le palpo le tette, godendomi la vista di lei, in quella splendida guepiere, con il mo cazzo in bocca. Lei mi spinge di nuovo dentro, reclinando il seggiolino e salendomi a cavalcioni, con lo sportello che resta aperto. Guida il mio cazzo per farselo entrare nella figa e comincia a muoversi ansimando e gemendo. Il rumore di uno sportello che si chiude poco lontano mi mette in allarme, ma lei non smette, e anzi rincara la dose. Pochi secondi dopo scorgo la sagoma di un uomo vicino allo sportello chiuso, che ci sta guardando: Diletta si volta, lo guarda per un attimo, ma non smette di muoversi sopra di me, allora l’uomo prende coraggio, e si avvicina ulteriormente, infilandosi dentro al finestrino e cominciando a palpare le tette di Diletta. Io sono eccitatissimo, e incito Diletta a tenere un ritmo alto; il tipo fuori continua a tastarla, ma intanto si è tirato fuori l’uccello, e dopo esserselo menato per un po’, lo avvicina al finestrino e. presala per la nuca, tira Diletta verso di se. Lei stavolta non si fa pregare, e apre la bocca ingoiandolo con evidente piacere. Ben presto i rumori attorno a noi aumentano, e io vedo che altri due uomini si sono avvicinati all’auto. Ma io continuo a guidare i movimenti di Diletta tenendola per i fianchi, mentre altre due mani entrano dal finestrino e cominciano a tastarle le tette. Vedo l’altro nuovo arrivato che si infila nello sportello aperto e comincia ad accarezzarle il culo, e mi accorgo da un sussulto di lei del momento in cui lui le infila un dito nel culo. Lei adesso sta assaggiando anche il cazzo del nuovo arrivato, il quale sembra un po’ più rude del precedente, ma la cosa non sembra preoccuparla poi tanto. Ad un tratto uno dei due apre lo sportello, e mi sento letteralmente sfilare Diletta da sopra, lei ride divertita. Uno dei due è straniero, l’altro (quello più rude) meridionale, e subito piuttosto sboccato: -Iamm’ bellezza…. Vieni fuori che ci divertiamo un po’! Ti piace o’cazzo assai, eh?- Tenendola per un braccio la porta davanti alla mia auto, facendola inginocchiare, e spingendole il cazzo in gola. Gli altri due gli si mettono accanto, e anch’io mi precipito fuori, anche un po’ preoccupato. -Uè! E’ tua moglie sta troia??- mi chiede il camionista meridionale -E’ una mia amica….- gli rispondo, poco convinto -E allora manco ti posso chiamare cornuto- risponde lui ridendo, -Però sta troia di tua amica succhia il cazzo come una vera puttana! Se vede che ti piace la minchia, eh?- La fa alzare e girare, strappandole le mutandine senza alcun riguardo; le divarica le gambe, le fa appoggiare i gomiti al cofano della mia auto e comincia a fotterla. Noi tre guardiamo per qualche minuto, poi gli altri due si fanno di nuovo sotto, tastandola mentre lei si fa scopare da dietro. Ben presto ha di nuovo un cazzo in bocca, ma nel frattempo il numero di spettatori è aumentato: il rumore ha fatto arrivare altri tre camionisti. Il meridionale le sborra grugnendo sulla schiena, dicendole contemporaneamente qualcosa come “prenditi tutta sta’ sfaccimma, bella troiona” o qualcosa di simile. Un altro prende il suo posto quasi subito. Io resto lì a guardare, mentre Diletta si fa scopare pesantemente a turno da ognuno dei presenti, sul cofano della mia auto. Decido che è il mio turno, ma non me la lasciano scopare, e allora mi accontento di rimetterglielo in bocca, sborrando copiosamente quasi subito, riempiendole la bocca di sperma, che lei butta fuori dagli angoli della bocca. Questa cosa scatena una nuova azione da parte dei presenti: uno di loro la fa di nuovo mettere in ginocchio davanti ai fari, e a turno le bersagliano il viso e le tette con i loro schizzi, mentre lei ride soddisfatta, con rivoli di roba appiccicosa che le colano oscenamente dal mento e dai capelli. Sembrerebbe tutto finito, ma si fa avanti un grasso tipo con una maglietta rossa, pelato, che la solleva di nuovo, chiude lo sportello dell’auto, la mette con la testa e le spalle dentro il finestrino aperto, e comincia a chiavarla in piedi. Non soddisfatto le da una generosa leccata al culo, e poi le infila il cazzo in culo, spingendo a fondo e facendola quasi gridare. Ovviamente ricomincia la girandola, stavolta tocca anche a me sfotterle il culo, in quella fantastica posizione. Il suo sfintere è dilatatissimo, e quando sfilo il cazzo per sborrare, subito un altro prende il mio posto senza difficoltà. Lei si gode questa inculata multipla per almeno mezz’ora, cambiando posizione per mettersi più comoda accovacciata sul sedile posteriore, e ricevendo un’altra doccia di sborra sulla schiena e sulla sua bella guepiere bianca. Alla fine riusciamo a rimontare in auto e ad andarcene, lei oscenamente scomposta, con i capelli appiccicaticci e il trucco sfatto, che ride come una matta, e io quasi indignato da quanto è troia! La riporto alla sua auto, e le dico che avanti di questo passo rischiamo di esagerare veramente. -Mi sembra che abbiamo già esagerato- mi dice lei, ridendo di nuovo, -Ma se non esageriamo adesso, e soprattutto se non esageriamo io e te insieme, quando mai potremo farlo????- Mi sorride e se ne va. lasciandomi a pensare cosa altro può succedere la prossima volta….
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20 anni fa
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Come imparammo ad amare il dogging....
Avevamo deciso di passare la serata fuori: una cenetta a base di pesce in un ristorante vicino a Fiesole, e poi magari una birra in qualche Pub del centro, tanto per non tornare a casa troppo presto. Lei, mia moglie, era molto allegra, una di quelle serate in cui le leggi negli occhi la voglia di stare bene e divertirsi. Indossava una linguette color vinaccia con una camicetta nera semitrasparente che le ho regalato io, che lasciava intravedere l’intimo nero di pizzo. Un paio di stivali sopra le calze nere, un cappottino di jeans e il colore rosso dei capelli rifatti di fresco completavano la sua mise, tanto sexy da far venir voglia di rinunciare alla cenetta e chiudersi in casa fino al mattino dopo. Ma dopotutto, una visione così sexy, è anche giusto condividerla con altri, no? E allora meglio la cenetta, dove ci si può anche divertire a carpire gli sguardi più o meno irriverenti degli altri avventori nei confronti della tua consorte…. Spaghetti alla scoglio, gamberoni alla griglia, frittura di pesce, ben due bottiglie di vermentino, caffè e ammazzacaffè, e la cena è archiviata, con la testa che si è fatta più leggera per l’ottimo (e abbondante) vino, e lei che continua a ridere e scherzare, allegra e soddisfatta. Decidiamo di continuare la serata altrove, magari in un pub come avevamo ipotizzato, allora saliamo di nuovo in auto e ci dirigiamo verso il Green corner Pub. Mentre siamo in auto noto il bordo scuro delle calze sotto la sua gonna: reggicalze o autoreggenti! Non le indossa così spesso, e la cosa fa salire di un bel po’ l’eccitazione, tanto che mi ritrovo quasi automaticamente ad accarezzargli la gamba per constatare se si tratta di reggicalze. Risposta affermativa! Lei mi guarda con aria compiaciuta e intrigante, e io capisco che ha decisamente voglia di giocare. Entriamo nel pub, che è molto affollato, prendiamo due birre e ci sediamo su due sgabelli, in un angolo. Chiacchieriamo bevendo, ma il suo sguardo mi fa capire molte cose, e anche i discorsi che affrontiamo finiscono per trattare di sesso. Lei mi sfiora continuamente con il ginocchio, e io le tocco la coscia, cercando continuamente il bordo della calza per sentire la pelle liscia. Mi rendo conto che sono in molti a guardarci, ma la cosa mi solletica ancor di più, e finisco col salire su con la mano fino a trovarle le mutandine, scostandole leggermente per sentire la sua fica già umida. Lei sussulta leggermente, ma non fa nulla per scoraggiarmi. La situazione è bollente, verrebbe voglia di scoparla lì, sul bancone della birreria, ma non si può. Finiamo la nostre birre e ce ne andiamo, eccitatissimi. Saliti in macchina, lei non mi da neanche il tempo di mettere in moto, baciandomi a bocca spalancata e tastandomi il rigonfiamento dei pantaloni, sbottando subito la patta per afferrarmi il cazzo. Riesco a partire, con lei che mi accarezza il cazzo, e con la lingua mi stuzzica il collo e il lobo dell’orecchio. –Fermati da qualche parte!- mi dice, con la voce resa roca dall’eccitazione. Io non me lo faccio ripetere due volte, e cerco un posticino appartato dove parcheggiare: trovo un bel parcheggio nuovo, vicino ad un cimitero appena fuori dal centro abitato, scarsamente illuminato. Il mio cazzo è già nella sua bocca, quando ci fermiamo, e io mi affretto a sditalinarla, trovandola fradicia come non mai. Improvvisamente mi viene un’idea: mi ricordo di avere la macchina fotografica nel cruscotto! La tiro fuori e la accendo. -Che vuoi fare?- mi chiede lei, lasciava ed eccitata. -Immortalare quanto sei bella e sexy stasera.- le rispondo, e le faccio una foto. Lei si appassiona al gioco, mettendosi in posa come può nell’angusto dell’auto, liberandosi della gonna. Io continuo a scattare, eccitatissimo, e lei, all’improvviso, scende dall’auto, con indosso solo calze, reggicalze mutandine e reggiseno (e i suoi bei stivali neri). La cosa mi diverte tantissimo, e mi ritrovo ad accendere i fari dell’auto per fotografarla meglio, mentre lei inscena una sorta di show, ballando seminuda alla luce dei fari. Fantastico! Il mio cazzo è durissimo, e alla fine rivendica la sua parte: la vado a riprendere e la faccio sedere sul sedile, con lo sportello aperto, guidandole la testa con le mani per farle imboccare bene il mio cazzo. Lei mugola mentre mi spompina, io allungo la mano per toccarle le mutandine, ormai fradicie, e tornare a sditalinarla. L’unica cosa che mi dispiace è non poter fotografare: ci provo, ma non riesco a inquadrare, e allora appoggio la macchina fotografica sul tetto dell’auto, concentrandomi sul cazzo che affonda nella sua bocca. All’improvviso sentiamo un rumore, proprio dietro le mie spalle: mi volto, e mi accorgo che c’è un’altra auto, dietro di noi, dall’altra parte, che non avevamo visto, e che un uomo seduto dalla parte del guidatore ci sta guardando, col finestrino abbassato. -Ma c’è qualcuno là!- mi dice lei, allarmata, ma senza mollare la presa delle mani sul mio cazzo. -Si, ma sarà un’altra coppia- le rispondo, -Comunque se vuoi ce ne andiamo…- Lei senza rispondere riprende il lavoro di bocca, mandandomi in fuoco i testicoli e il cervello. L’idea che ci stiano guardano mi fa impazzire, e il vedere che mia moglie non si scompone davanti a questa novità mi manda in estasi. Però poi sentiamo il rumore di uno sportello che si chiude, seguito da un altro: mi volto, e scopro che non si tratta di una coppia, ma di due uomini, che adesso si stanno tranquillamente menando il cazzo guardandoci, appoggiati alla loro auto. -Vuoi che ci leviamo di qui?- le dico. -Secondo te che intenzioni hanno?- mi chiede lei, continuando a slinguazzarmi il cazzo. Io non le rispondo, e decido che ormai si deve ballare. I due tipi non si avvicinano, e allora ci tranquillizziamo. -Non ce la faccio più, scopami, amore!- mi dice lei, e io latiro su per farla alzare. -Rientriamo in macchina, però- aggiunge Allora reclino i sedili ed entriamo, aprendo i finestrini e chiudendo gli sportelli. Lei si accovaccia a 4 zampe sul sedile, e io da dietro comincio a scoparla, prima piano, poi sempre più forte, facendola ansimare e rubandole diversi gridolini. Io però sussulto quando mi accorgo che gli spettatori si sono avvicinati fino a pochi centimetri dai finestrini; d’altra parte hanno ragione anche loro, prima gli diamo lo spettacolo e poi glielo togliamo, mica è giusto! Ma non sembrano male intenzionati, si limitano a masturbarsi e a guardare, senza nemmeno fiatare. Anche lei li vede, ma continua farsi scopare senza scomporsi, anzi mi accorgo che sta guardando fuori dal finestrino, e che la sua eccitazione sta salendo. Anche uno dei due, probabilmente, se ne accorge, tanto che si avvicina ancora, infilando un braccio dentro l’auto e andando a palparle il seno senza troppi complimenti. Io ho un istinto di reazione, ma vedo che lei apprezza le nuove attenzioni, e allora lascio stare, godendomi la situazione. Ben presto lo sportello è aperto, io l’ho girata a pancia su, e la fotto mentre uno le palpa le tette e l’altro le accarezza una coscia. Non l’avevo mai vista cosi infoiata: ho sempre saputo che le piace essere troia, ma non così tanto!!! La vedo allungare una mano e cercare il cazzo del tipo che le sta palpando le tette, sostituendosi a lui nella sega; comincio a sperare di vederla ingoiare quel grosso cazzo sconosciuto, e vengo accontentato quasi subito! Le vengo dentro, ma sono così eccitato che il cazzo mi diventa di nuovo duro quasi subito, e allora continuo, sguazzando in una pozza di umori e di sperma con un piacere incommensurabile, mentre il secondo guardone le tocca il clitoride, pochi centimetri sopra il mio cazzo profondamente immerso nel suo corpo. Decido di dare a lui qualcosa di più eccitante da toccare, e la faccio di nuovo voltare a quattro zampe, così lui comincia ad accarezzarle le chiappe, scendendo con la mano fino allo sfintere anale e penetrandoglielo con facilità con le dita. Ormai l’auto è scomoda, ed è ridicolo avere remore: decido di uscire, guidando anche mia moglie fuori dall’auto: -Però non voglio essere scopata da loro- mi dice lei. Mi sembra un po’ difficile impedirlo, ma sembra che i due capiscano, e si limitano a darsi il cambio davanti a lei, che li spompina volentieri chinata in avanti mentre io la fotto da dietro, in piedi. Vedo un flash, e scopro che uno dei due si è impossessato della macchina fotografica. Andiamo avanti così per un bel po’, davanti ai fari di nuovo accesi dell’auto, con lei impalata dal mio cazzo mentre si gode i sapori nuovi dei due cazzi sconosciuti in bocca. Alla fine, quando sento che sto per venire, la invito (o meglio la spingo) a inginocchiarsi a terra, e a ricevere la mia sborrata sul viso. Lei apre la bocca avidamente, ma la mia sborrata non è così copiosa, visto che è la seconda. Però uno dei due guardoni mi si mette accanto, e decide di fare lo stesso e così anche il suo amico. Io resto lì a guardare la scena, mia moglie col viso imbrattato di sperma, eccitata e soddisfatta come raramente l’avevo vista prima! I due le fanno una carezza sulla testa, ci salutano sommessamente e se ne vanno, quasi fossero abituè di questo genere di incontri. Noi rimaniamo ancora un po’ lì, imbambolati a ridere e a baciarci, dopo averla ripulita un po’ alla meglio. Siamo tornati a casa, e abbiamo scopato di nuovo, tanto eravamo eccitati. Ma la scoperta di un nuovo gioco implica un nuovo stato di cose. E di esigenze!
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20 anni fa
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Il farmacista
IL FARMACISTA Quella che mi accingo a raccontare è una breve storia vissuta intensamente che inizia nel mese si Gennaio di questo anno e che oggi stesso ha un suo seguito. Il nome del protagonista per ovvi motivi e per la sua posizione sociale preferisco cambiarlo e lo chiamerò “ Elvio “ c. Ritornando ai fatti nell’ultima settimana di Dicembre mi telefona si presenta dicendo che questo numero lo aveva avuto da un suo amico che mi aveva incontrata e che era rimasto entusiasta dei miei giochetti e che gli aveva consigliato di incontrarmi. Gli chiesi il nome e lui me lo dissi lo conoscevo benissimo era un carissima persona che incontravo da quasi un anno gli dissi di salutarmelo . Dopo queste premesse mi disse che era una persona matura e che aveva superato da poco i cinquanta , aggiunse che era nuovo di questo ambiente di incontri , ma che aveva visto il mio Sito in rete ed era rimasto entusiasta e che il sogno era quello di poter vivere delle esperienze con una persona come me Le precisai come faccio con tutti che sono una escort , lui disse “non ci sono problemi lo so ed oltre tutto io cerco una donna come te… da sempre…! Mi chiese se ero disponibile per il pomeriggio risposi che avevo ospiti a casa per le festività e che preferivo far slittare il nostro primo incontro a dopo le festività di fine anno. Nella prima settima di Gennaio mi richiamò e mi chiese se ero libera in serata se mi andava potevo andare a trovarlo a casa . Detti la mia disponibilità e mi feci dare l’indirizzo dissi che sarei arrivata alle 20.30 . Alle 20.00 chiamai un taxi che mi lasciò sotto casa sua che si trovava in uno stabile di vecchia costruzione a circa 15 minuti di strada da dove abitavo io. Suonai al citofono e Lui mi disse di prendere l’ascensore e di andare al quarto piano. Giunta nel pianerottolo lo vidi sulla soglia di casa era una persona dal viso magro ma molto interessante alto e con un corpo ancora parecchio tonico anche se si intuiva l’età matura i capelli erano molto brizzolati . Mi fece entrare nei movimenti era molto agile e di certo si vedeva benissimo che curava il corpo . La casa era arredata con molta cura anche se piccola era composta da un piccolo salone una camera da letto la cucina ed una piccola stanzetta che lui usava come studio e per gli hobby. Mi disse che viveva da solo non si era mai sposato ma che nella sua vita aveva avuto molte relazione e che erano andate male in alcuni casi per colpa sua perché mi confessò che aveva sempre cercato una donna molto intelligente e nello stesso tempo spregiudicata e che sapesse dare ad ogni giorno di vita insieme un senso e non il solito vivere per abitudine acquisite ..!! Da parte ero vestita con un completino color panna ed avevo per la giornata fredda la pelliccia la gonna del completino era corta e scopriva le cosce ed avevo indossato un intimo blù con delle calze nere autoreggenti. Gli porsi la pelliccia che lui sistemo i un armadietto vicino all’ingresso e mi fece accomodare nel salotto Mi chiese se prendevo qualcosa da bere dissi di no ma presi un cioccolatino che era nel porta dolci sul tavolino del salotto. Elvio disse che aveva visto tutte le foto del mio sito e di alcune si era fatta una copia e le aveva stampate . Infatti andando nel suo studio vidi una mia foto in un quadretto a vetro appeso al muro la cosa mi sembro strana lo ringraziai per la considerazione che aveva nei miei confronti e sorrisi . Lui mi cinse per la vita e disse se permetti vorrei baciarti , non mi sembra vero di averti a casa mia ho sognato questo momento da parecchio e non mi sembra vero.. Risi e con piacere lo baciai sul viso aveva una pelle molto liscia lui mi strinse ed io risposi all’abbraccio.. Ritornammo nel salone mi chiese se era vero come si leggeva che ero ninfomane gli dissi di si e che per me il sesso è una componente importante della mia vita lo vidi ridere con piacere. Ero curiosa di sapere più cose della sua persona mi incuriosiva tanto la sua persona domandai dove svolgeva la sua attività professionale rispose che aveva due farmacie ma che le aveva date in gestione aggiunse che le aveva gestite per oltre 25 anni una la aveva avuta dal padre anche lui farmacista e la seconda la aveva rilevata 15 anni fa. Ora a 55 anni aveva deciso di dare una svolta alla sua vita dedicandosi solo a se stesso ai viaggi ed ultimamente la sua passione era il sesso e ridendo disse: ” ma non solo ora sono sempre stato un trasgressivo…anche da giovanissimo solo che non ho trovato mai al mio fianco una persona che seguisse le mie fantasie… ! “ A questo punto lui mi disse quasi confessandosi che aveva avuto delle esperienza bsx con degli amici e che anche questo modo di vedere il sesso le piaceva moltissimo. Ammisi che anche Gianni mio marito era bsx e che se in futuro gradiva avremmo potuto fare un’incontro a tre e confessai che i maschietti bsx mi piacciono ed anche tanto e dissi che anche io lo ero e da sempre. Lo vidi sorpreso ed aggiunse che non sapeva del fatto che Gianni fosse bsx in quanto sul sito non c’e’ alcuna foto che lo raffigura mentre fa sesso con dei maschietti. Gli confermai che lo era ed anche tanto e che spesso faceva degli incontri anche da solo con altri maschietti ma che lui era più sul passivo che sull’attivo . Lui rise andremmo d’accordo io sono sia attivo che passivo con i maschietti con una risata disse che era da provare un’incontro a tre con Gianni. Parlavamo con una certa naturalezza non aveva certo tabù sul campo sessuale ed anche se un autodidatta si intuiva che doveva essere un gran maialino. Si alzò e prese un brandy e sedutosi di fronte a me rimase per un attimo assorto poi come se volesse trovare le parole mi disse: “ tu pratichi la pioggia dorata ed i giochi di ruolo…?” Risposi di si ma che non bevo la pipì mi piace riceverla sul corpo ed anche farla per i giochi di ruolo risposi che li pratico ma detesto la violenza fisica troppo forte ma lascio spazio alle situazioni senza porre dei limiti . Lui mi disse che con il suo amichetto facevano il pissing tra di loro e che lui la beve e qui fece una dissertazione scientifica dicendo che la cosa era naturale e che moltissime popolazione avevano questa abitudine e che era una cosa che a lui in ogni caso piaceva. Più tempo trascorreva e più intuivo che avevo davanti un vero maialone . Parlammo ancora e mi raccontò di se poi alzatosi si sedette al mio fianco sul divano e mi accarezzo il viso mi disse che avevo un viso particolare che esprimeva la passionalità che avevo dentro lo ringrazia e lui sorrise… compiaciuto per il fatto che avevo gradito il complimento . Mi cinse per la vita e mi strinse a se e mi bacio prima sul collo e poi sulla bocca risposi al bacio con piacere era molto affettuoso e mi faceva tenerezza con i suo modi galanti ma nello stesso tempo decisi. Mi abbraccio forte e continuò baciarmi sul collo sulla bocca poi le sue mani accarezzarono le mie cosce e sentii che si muovevano in su fino all’inguine era come preso dal sacro fuoco della passione. Mi prese per la mano e mi porto in camera da letto lo seguii , era una camera non molto grande con dei mobili direi vecchio stile in noce ma tutto ben tenuto e direi molto pulito ed ordinato , il letto era in legno con una spalliera molto alta con dei disegni scolpiti. Mi sdraiai al suo fianco vidi per un attimo nelle sue mani come un tremore poi si lascio andare sentii le sue mani armeggiare con la lampo della mia gonna lo aiutai in pochi attimi era in perizoma e reggicalze ed il seno nudo . Mi bacio il seno e lo palpava e poi ritornava a baciarlo sembrava che volesse fare mille cose ma spesso in modo scoordinato. Mi girai verso di lui e gli slacciai i pantaloni in pochi attimi si spoglio era nudo sul letto voglio dire che la mia intuizione di donna era confermata il fisico era molto tonico e direi ancora parecchio muscoloso non c’era un filo di grasso , aveva un membro scurissimo ma veramente notevole in lunghezza . Lo accarezzai sfiorandolo con le mani e poi con la bocca cominciai a baciarlo con le labbra dando delle leccatina. Lo vidi ergersi nella sua maestosità era di certo notevole. Elvio mi tolse lo slip e vedendo la mia passerina completamente depilata mi disse che era divina e la accarezzò aveva tanta frenesia ma forse gli mancava come si dice la pratica…!! Mi bacio sul pube e poi sprofondo il viso nelle mie intimità succhiava in modo impetuoso a volte mi provocava dei fremiti di piacere ed a volte debbo ammettere che nella foga mi pizzicava facendomi un po male. Lascia sfogare la sua passione e poi dopo i primi attimi di furore cominciò a leccarmi tutto il corpo intuì anche che era un’amante dei piedi femminili infatti mi sollevo le gambe e si porto il piede in direzione della bocca e lo bacio e poi vidi che lo leccava all’inizio debbo dire mi creava un certo prurito ma poi lentamente vidi che la cosa mi faceva piacere. Vidi il membro sussultare temevo che godesse da un momento all’altro lui intuì il mio pensiero e disse rassicurandomi che seppur maturo riusciva ancora ad avere anche molti orgasmi …!! Non mi sbagliavo per il fatto dell’orgasmo infatti dopo pochi attimi mentre lo leccavo godette ebbi a mala pena il tempo di prendere il suo membro in bocca ma parte della sborra schizzo il mio seno ed il collo. Elvio prese con premura una tovaglia da bagno per ripulirmi dalla sua sborra lo ringraziai e lo baciai sulla bocca . Mi disse che avevo ancora il sapore della sua sborra e che la cosa gli piaceva tanto. Mi bacio ancora e lo vidi andare in bagno si sciacquò e torno con un vibro nero in morbido lattice con una cinghia da legare alla vita. me lo porto alla bocca e me lo fece leccare e poi volle che lo mettessi in bocca come se fosse un altro membro mentre lui mi leccava la passerina lo feci anche se non con eccessivo trasporto. Poi mi disse con tono deciso ora indossalo e scopami il culo lo desidero lui stesso mi strinse la cinghia alla vita e dal mio pube partiva un membro nero e grosso. Elvio si misi sul letto ed io mi misi dietro di lui appoggiai il glande di lattice sulle labbra de suo culetto e con stupore notai che era veramente tanto aperto di certo si faceva inculare da chissà quanto tempo lo penetrai a lungo e vedevo che le piaceva da matti si dimenava come una troia poi giratesi leccò il vibro sporco dei suoi umori e si rimise in posizione per farsi inculare lo penetrai nuovamente fin tanto che mi chiese di fermarmi si sdraiò sotto di me e mi leccò , questa volta la sua lingua sembrava un vortice mi succhiava con calma e debbo dire che in poco tempo ero eccitatissima lo pregai di continuare perchè ero sul punto di godere lui mi fece girare e mi penetrò in figa tentai di fermarlo perchè non aveva il preservativo ma non ci fu nulla da fare era come preso da un raptus mi scopo con forza sentivo le sue mani sui miei fianchi e con forza mi scopava alla pecorina il suo membro mi apriva tutta e debbo dire che ci sapeva fare ed anche parecchio stavo ancora per godere Lui estrasse il membro e mentre ero ancora alla pecorina mi leccò la figa aperta e la succhiava a differenza dei primi momenti mi sembrava un altro amante esperto e resistentissimo , dopo pochi attimi ebbi una stupendo orgasmo e mi lasciai andare sul letto per un attimo di pausa… Elvio si sedette al mio fianco e mi carezzava i capelli riavutami dall’orgasmo gli dissi che io facevo rapporti solo protetti e che senza facevo solo i rapporti orali. Lo vidi rabbuaiarsi e mi confessò che lui detestava i preservativi in quanto quando ne infilava uno il suo membro si rammolliva e non riusciva a far nulla..!! Mi disse in tono rassicurante che era sanissimo si alzò andò nella sua stanza e ritorno con una sequenza di esami che aveva fatto 20 giorni prima ed aggiunse che si teneva sotto controllo continuamente ed inoltre mi fece vedere il distintivo di donatore “avis “ con la certificazione dell’ultima donazione fatta la scorsa settimana . Cercai di fargli capire , che senza non ero tranquilla e non sarei stata me stessa inoltre gli dissi che nella foga mi aveva scopata senza neppure chiedermi se prendevo la pillola… ero un poco contrariata per questo. Elvio con un sorrisetto disse che sapeva che prendevo la pillola era una delle confidenze fatte dal nostro amico comune. La discussione rimase in uno stato di empasse che avrebbe potuto rovinare un’incontro ma lui con diplomazia si scusò e mi bacio sulla bocca poi con dolcezza mi strinse a se e sentii il suo corpo aderire al mio il suo grosso membro strofinarsi sul mio clitoride pilotato dalla sua mano. Mi accarezzava la schiena ed il culetto e con le dita vidi che giocava con le labbra del mio secondo canale temendo di fare una seconda gaffe mi disse se di dietro ero ok gli risposi di si che ero ben recettiva a questa mia frase introdusse un ditino nel mio culetto e comincio a penetrarmi ci sapeva fare notai che era molto delicato oltre tutto quella stimolazione associate al suo glande sul mio clitoride avevano risvegliato in me certe voglie per poco messe a placare dal mio primo orgasmo.. !! Portò il dito con cui mi stava lavorando il culetto alla mia bocca e me lo fece succhiare lo feci , cominciavo ad essere presa dai suoi giochi lui capì che aveva imboccato la strada giusta . Mi fece sdraiare e con la mano mi accarezzò la fica e poi con le dita continuò a giocare con il clitoride introdusse due dita dentro la figa e con la lingua mi leccava debbo dire che cominciai a mugolare e lentamente mi bagnavo tutto lui lentamente introdusse la mano quasi fino al gomito e la muoveva con lentezza di tanto in tanto la usciva e mi faceva leccare i miei stessi umori e poi lui stesso li leccava e subito dopo mi baciava mi piaceva da matti il suo modo di fare ed ero molto eccitata . Lo pregai di continuare lui disse che aveva voglia di bere la mia pipi che avrebbe voluto che lo spruzzassi mentre la leccavo gli dissi che ci avrei provato ma che non ero sicura di riuscirci con voe tranquilla e pacata mi rassicurò dicendo che era un maestro in questi giochetti e sapeva come fare per stimolarmi. Comincio a leccarmi e con un dito mi stimolava il clitoride e con un altro dentro la passerina la massaggiava all’interno con massaggi circolari. Poco dopo degli spruzzi di pipi calda gli riempirono il viso apri la bocca e bevve era eccitatissimo mi pregava di continuare a fargli pipi in bocca e lui continuava a massaggiarmi ed a bere , poi sollevatesi mi baciò sulla bocca sentii il sapore della mia pipi era eccitatissima ed anche Elvio lo era vidi il suo membro duro e turgido lo presi in bocca e lo ingoiai tutto lo pregai di farmi lo stesso servizietto Per tutta risposta fattami sdraiare mi penetrò ancora con forza si muoveva dentro di me come un forsennato mise le mie cosce sulle sue spalle e lui continuo a scoparmi vedevo il suo membro affondare nella mia figa aperta ero in estasi dal piacere , mi usava e questo a me fa impazzire , mi penetrava in modo sempre più a fondo cercai di divincolarmi per cambiare posizione mi bloccò le mani urlavo dal piacere vidi stravolgersi in viso e degli spruzzi caldi inondarono la mia figa si accasciò su di me sentivo il caldo della sua sborra invadermi tutta e lentamente colare dalla figa tra le cosce. Elvio estrasse il membro tutto umido di sborra e dei miei umori mi chinai per succhiarglielo ma lui mi disse che voleva bere dalla mia figa e infilò la testa tra le mie cosce e succhio avidamente era veramente un maiale più succhiava e più era felice di farlo quando aveva ripulito la mia passerina notai che aveva il viso sporco della sua sborra e dei miei umori lo baciai e con la lingua lo ripulivo con cura . Con il passare del tempo mi accorgevo che Lui si impadroniva della mia volontà e più mi sentivo la sua schiava pronta ad ubbidire ad ogni suo volere ero come ammaliata da lui ogni mio desiderio diventava secondario ed ogni mio movimento era sempre proteso a cercare di assecondare i suoi desideri perversi . Elvio si sdraio sul letto mi sdraiai accanto a lui appoggiando il capo sul suo petto era tenerissimo mi accarezzava il viso ed il seno , avevo una voglia di baciarlo di stringerlo a me mi girai e lo baciai a lungo lui rimase sorpreso da questo mio gesto e mi strinse forte a se mi accarezzava la schiena sentivo la forza delle sue braccia ed il calore della sua lingua che esplorava la mia bocca , mi guardo fissa in viso e mi disse “ ti amo sei la donna che ho sempre sognato di avere accanto “ , gli accarezzai il viso e le labbra lo guardavamo negli occhi sentivo in lui una passione intensa e debbo dire che anche in me sentivo un’attrazione profonda verso di lui a cui non riuscivo a dare una spiegazione logica provavo dentro di me piacere a stargli accanto mi ammaliava l’idea di essere sua , di saziare le sue voglie e le sue perversioni che infondo erano anche le mie . Elvio infatti era riuscito in poche ore a far risvegliare in me quella parti del mio essere che neppure io conoscevo , mi faceva paura tutto ciò avevo dentro di me un subbuglio di emozioni che solo poche volte avevo provato . Il fatto stesso che avevo accettato di fare sesso con Lui senza preservativo rendeva quel incontro diverso direi unico . Sentivo che in fondo forse era quello che desideravo ed anche se all’inizio il suo comportamento mi aveva creato una certa contrarietà , dentro di me forse in fondo era quello che cercavo una relazione diversa più intima più piena e senza rendermene conto mi ero lasciata andare ad essa proprio perché la desideravo ardentemente dentro di me . Il suo calore la sua passionalità , e la grande perversione che caratterizzava il suo essere la sentivo parte di me , ero certa che con difficoltà sarei riuscita a farne a meno ciò mi faceva paura ma nello stesso il fascino di un’esperienza diversa mi prendeva tutta . Non avrei mai pensato che a 44 anni in due ore la mia persona avrebbe avuto dei cambiamenti così radicali , ma mai come questa volta ero attratta così intensamente e mai come questa volte le mie passioni erano così forti. Con Gianni siamo sposati da una vita e come certo tutti i lettori sanno scambiamo da quasi 18 anni la nostra relazione direi che e’ unica in quanto oltre che sessualmente libera dai soliti schemi matrimoniali in tanti casi sia io che Gianni abbiamo vissuto delle esperienze intense anche dal lato affettivo , relazioni belle ed intense che senza dubbio ci hanno arricchito non solo come persone ma anche come coppia . Mai nessuna gelosia ha incrinato il nostro rapporto ma le persone che sono entrate nel nostro menage a due trasformandolo spesso a tre o qualche volta anche a quattro hanno approfondito il nostro rapporto ed hanno permesso sia a me che a Gianni di poter provare delle sensazioni nuove non relegate esclusivamente alla sfera sessuale ma anche ad un coinvolgimento affettivo di passioni e di trasporto interiore . Sia io che Gianni abbiamo vissuto intensamente queste passioni facendole nostre e debbo dire che mai come in occasioni di queste situazioni c’era tra di noi una complicità ed un trasporto totale l’uno verso l’altro. Ritornando ai fatti di questo racconto .. eravamo ancora sdraiati sul letto io pensavo a tutte queste sensazioni che pervadevano il mio intimo Elvio mi teneva stretta a se come se volesse impedire a quelle passioni che provava di sfuggire via. Nelle carezze di quegli attimi vedevo affetto e tensione interiore grande , ci guardavamo e lui di tanto in tanto mi sfiorava con le labbra la bocca e mi baciavo teneramente . Mi strinsi a Lui e lo accarezzai sul viso volevo dire qualcosa ma le parole non venivano fuori era come se il cervello le elaborasse ma al momento di concretizzarle in suoni e parole venivano ricacciate dentro , per la paura di dirle o con il desiderio di rielaborarle in forma diversa per renderle degne di quel momento unico… !! Elvio intuì il mio stato e le passioni che mi squassavano dentro in quei momenti mi bacio nuovamente e sentii le sue braccia stringermi ancora più forte sentivo il suo cuore battere tumultuoso sul mio petto ed il suo respiro , lo baciai e con un filo di voce guardandolo fisso gli dissi “ ti amo ma… “ quelle tre parole uscirono come un flebile respiro dalle mie labbra ma quasi subito avrei voluto ricacciarle dentro . Avevo paura di illuderlo sapevo che quella esclusività di passioni e di sentimenti che lui donava a me io forse non sarei e non avrei potuto donargliele in modo totale , amavo Gianni anche se volevo assolutamente vivere quella passione che avevo per lui . Elvio comprese il valore di quel “ ma .. “ e mi bacio sugli occhi ed accarezzandomi il viso disse “ so che tu sei sposata e so che ami Gianni ma quello che desidero è fare parte alla vostra vita avere le briciole del vostro amore e delle vostre passioni basteranno quelle solo quelle…. so di non poter chiedere di più …! “ Quella frase mi fece capire quanto grande era la sua sensibilità e quanta profondità interiore c’era in lui lo baciai con trasporto e questa volte le parole uscirono come un fiume dalla mia bocca come se dentro di me si fosse liberato qualcosa “ ti amo e sarò anche tua “ . Elvio si girò e sentii il suo corpo sul mio le sue mani stringevano le mie il suo membro non era ancora duro ma premeva contro il mio pube lo pregai di possedermi ancora , mi bacio mi chinai e lo succhiai con trasporto volevo ritornasse duro per poterlo sentire ancora dentro di me avevo un desiderio immenso di essere ancora sua . Lo sentivo crescere nella mia bocca quando raggiunse il turgore solito mi penetrò e mi possedette con forza come se fosse l’ultima facemmo l’amore per parecchio non so per quanto il tempo in quei momenti sembrava dilatarsi e svuotarsi di ogni valore , ogni parte del mio corpo era tesa a quel rapporto , cercavo di assaporare le sensazione intense che mi dava il suo corpo che ora per me avevano un valore ed una valenza diversa dal solo e semplice rapporto carnale era una comunione di anime e di sentimenti raggiunsi l’acme del piacere ed ebbi un orgasmo intenso che mi scuoteva tutta e proprio in quel momento sentii Elvio stringermi forte a se e godere ancora una volta la sua sborra calda mi inondava la figa mi muovevo per sentirla meglio per gustarne l’intima essenza ero sua perdutamente sua e dentro di me lo sapevo anche se non volevo ancora forse ammetterlo . Restammo per un tempo indefinito abbracciati senza proferire una parola ma ci guardavamo negli occhi e subito dopo ci baciavamo . Elvio mi confidò che era da mesi che non aveva un rapporto con una donna dopo l’ultima cocente delusione , ci alzammo dal letto sentivo la sua sborra colarmi ma non volevo sciacquarmi volevo che restasse più a lungo dentro era troppo bello e non volevo assolutamente perdere quelle sensazioni. Elvio mi disse se volevo andare in bagno per farmi una doccia gli risposi di no volevo portare con me la sua essenza mi prese per le mani e mi face sedere sulle sue ginocchia e ci baciammo quando mi alzai delle gocce di sborra mischiate ai miei umori del mio ultimo orgasmo inumidivano le sue cosce rise e con dito la raccolse e mi offri il dito lo leccai avendo cura di non succhiarla tutta infatti lui prese il dito e lo lecco ci guardammo in viso raggianti e felici perché in quei pochi movimenti c’era tutta l’essenza di quelle cose che ci accomunavano cioè la passione ed una profonda perversione interiore e l’infinito amore per il sesso , era come se ognuno di noi due avesse trovata in quelle ore l’altra metà perversa che mancava in noi stessi e che trova il suo completamento nel parter , solo che in questo caso l’anello era ancora incompleto mancava un pezzo ed era Gianni che avrebbe completato il nostro rapporto rendendolo unico e questo Elvio ed io la sapevamo . Vidi Elvio andare nel suo studio prese un pacchetto mi invitò ad aprirlo era un girocollo d’oro con un piccolo cuore al centro mi disse di accettarlo lo ringraziai e lo baciai ancora guardai l’orologio e vidi che erano le due di notte Elvio si rivestì e mi accompagnò con la sua auto sotto casa e prima di lasciarci mi disse ancora una volta “ ti amo “ risposi “ anche io … “ L’indomani quando Gianni tornò a casa era infatti fuori per un corso notò la collana al collo e mi chiese la provenienza notò in me dei cambiamenti e mi disse hai un viso che sembra sprizzare felicità con semplicità gli dissi “ sono innamorata…. ! “ . Gli raccontai tutta l’esperienza vissuta la notte e mentre raccontavo i fatti mi veniva naturale esprimere le emozioni intense che avevo vissuto lo vedevo sempre più illuminarsi in viso e sentivo che era felice per me gli dissi che Elvio desiderava conoscerlo e che anche io avrei gradito la cosa . Ci vedemmo dopo due giorni a casa nostra avendoio invitato Elvio anche su proposta di Gianni . Notai subito tra di loro che c’era un’intesa perfetta e scherzarono a tavola tutta la sera ed io ero sempre al centro delle loro attenzioni mi coccolavano e mi baciavano facemmo l’amore tutta la notte ed Elvio rimase a dormire da noi anche tra lui e Gianni oggi c’e’ un intenso rapporto e sono felice di vederli spesso far sesso insieme ed unirmi a loro nei loro giochi ma ogni tanto mi piace tantissimo solo guardarli . Ci vediamo spesso diciamo ogni momento che il lavoro lo rende possibile come d'altronde anche io passo tante notti a casa di Elvio quando Gianni e fuori per lavoro o lui viene da noi . Elvio sa che io faccio la escort e sa del mio modo di vivere il sesso libero e senza schemi e neppure condizionamenti e debbo dire che come Gianni , amandomi vive con piacere questo mio modo di vivere , d'altronde sia io che loro intimamente siamo simili ci unisce la perversione e la voglia di vivere ogni giorno come fosse l’ultimo e godere dei piaceri che il nostri corpi ci elargiscono e delle passioni che a volte ci attanagliano e che sempre cerchiamo di vivere con trasporto senza ripensamenti e senza la paura di far male all’altro sapendo che chi ci sta accanto gioisce delle nostre gioie e delle nostre passioni come se fossero proprie..!!
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20 anni fa
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Come mi piace amare il mio maschio
UN SOGNO UNICO PER TE ANCORA DA PROVARE E REALIZZARE… IN ATTESA CHE TUTTO SI CONCRETIZZI PRESTO…MOLTO PRESTO… Ti ho pensato molto, ho pensato a come potrebbe essere uno dei nostri segreti e discreti incontri dopo il primo di conoscenza, incontri di fuoco di una lunga serie visto la mia passionalità e fantasia... Vorrei tanto che tu arrivassi da me e mi trovassi sexy, truccata: Occhi in ombretto rosa, ciglia nere evidenziate e labbra rosso fuoco e in lingerie sexy da farti ululare e provocare solo alla vista un rigonfiamento nei boxer... Le tapparelle abbassate ove vi entra solo qualche spiraglio di luce che rend el’atmosfera calda, intriga di sensualità e sicurezza, il mondo e il suo casino fuori, e il paradiso qui, fra le mie, le nostre mura segrete…, la mia casa al semi buio, accogliente, con musica new age rilassante, profumo d'incenso, illuminata da candele posizionate in tutta la casa… Apro la porta, ti accolgo in punta di piedi dandoti un bacio e abbracciandoti, poi ti prendo per mano e ti faccio sedere sul mio divano che già conosci, i tuoi occhi che riflettono la luce delle mie candele, mentre ci parliamo e cerco di metterti a tuo profondo agio, cerco come sempre di provocarti ed eccitarti sculettando davanti a te, con i miei completini bianchi o neri, con indosso autoreggenti, un perizoma in pizzo, un abitino sexy tutto in pizzo nero con le mie spalle in evidenza o con una camicia dorata i lamé,,, i miei capelli biondi sciolti sulla schiena, accarezzarti sensualmente, mi inviti a sedermi sulle tue gambe e comincio ad accarezzarti il viso e il collo e dietro la nuca con le dita. Poi mi sdraio sul divano mentre con una mano mi accarezzi la testa e l’altra i miei fianchi quasi scoperti dal lacetto delle autoreggenti, io comincio a massaggiarti, con la lingua e la bocca provocarti brividi di piacere su tutto il corpo, cercando piano piano di slacciarti la camicia e prendere possesso del tuo petto…..che accarezzo e comincio a baciare dolcemente e poi voracemente intorno ai capezzoli già duri per l’eccitamento…. Ti lascia anadre dal piacere e ti appoggi allo schienale mentre continuo a sbottonarti e scoprire il tuo corpo in fremente volgia…. Poi dopo mi metto in ginocchio dietro di te e continuo a slacciarti la camicia piano piano mentre ti bacio sul collo e entrare con le mie mani sul tuo petto peloso e possente ed eccitarti e vedere che in mezzo alle tue gambe qualcosa si gonfia pian piano sempre di più, mentre mi avvicino e mi avvinghio sulle tue gambe e tu tieni in braccio come se fossi la tua piccola stella, la tua donna, la tu amante segreta, la tua proprietà, tutta tua. Guardandoti, prendo un mio paio di autoreggenti molto leggere e ti bendo gli occhi per qualche minuto, mentre sorridi eccitato, con i glutei mi siedo sul tuo uccello nascosto ormai voglioso di esplodere dalla cerniera, reggendomi con le mani sulle tue ginocchia, girarmi, inginocchiarmi e con la punta della lingua percorrere i lineamenti del tuo cazzo ancora nascosto sotto i vestiti, mentre mi accarezzi la testa e i capelli, e vederti fremere di voglia e di piacere nel volermi possedere e fare tutta tua....il tuo grande sogno è finalmente avverato. Poi prenderti per mano, e guidarti lentamente nella stanza del bagno. slacciarti i pantaloni e spogliarti dolcemente, lavarti la cappella, l'uccello e le palle quasi divertendoci a tale gesto intimo fatto da me… Inginocchiarmi poi davanti a te e asciugarti non con una salvietta, ma leccandoti e spompinandoti le palle e il cazzo con tutta la bocca e la mia lingua..., Sempre bendato portarti per mano in camera da letto, illuminata da candele, ti tolgo le amie calze velate dagli occhi e rimani abbagliato dalla mia camera da letto, lettone a baldacchino, pareti e soffitto azzurro con nuvole dipinte, stelle fluorescenti, e stelle appese… luci soffuse, candele accese e incenso. Ti spoglio totalmente, piano piano, facendoti sentire le mie mani leggere e sensuali che accarezzano i lineamenti del tuo corpo che diventa sempre più nudo.... Poi ti guido sul letto, ti faccio sedere e io in ginocchio prima davanti e poi dietro ti bacio la schiena, provocandoti forti spasmi di piacere e di pelle d'oca e lì continuo ad accarezzarti . Ti faccio sdraiare sul lettone a baldacchino, intorno le tende bianche che ci avvolgono, una stanza azzurra piena di nuvole dipinte e tante stelline fluorescenti illuminate da altrettante candele che si muovono al ritmo di musica rilassante che ti trasporta in mondi e pianeti lontani. Seduta sopra di te, con le mie mani ti accarezzo il petto leggermente, i fianchi le braccia le spalle, mi chino su di te e uso la lingua per disegnare tutti i lineamenti del tuo corpo che fremono dal piacere indurendo i capezzoli e provocandoti una forte pelle d'oca. Continuo con la bocca a baciarti ovunque il tuo corpo possa permettermi di arrivare, e con la lingua scruto ed esploro ogni parte e poro che ricopre il tuo corpo, partendo dai tuoi piedi, baciandoli tutti, e salendo con la lingua e con i baci lungo le caviglie, i polpacci, l'interno cosce pelose, dove mi soffermo a leccare e baciare vogliosamente, quale mio punto preferito del corpo umano del mio maschione, proseguo salendo e girando intorno e sotto agli organi genitali… La mia lingua poi pian piano si fa strada e ti lecca sotto le palle salendo con la lingua piano piano, molto lentamente fino alla cappella, girandogli vogliosamente intorno con la lingua e continuando con la saliva, a umidificare e a succhiare voracemente la tua cappella oramai umida, dura e pulsante, con la punta bagnata di pre-sperma, dovuta alla grande eccitazione da me accesa.. Sentire le tue mani sulla mia testa e fra i miei capelli, quasi a spingermi ad ingoiarti tutto, per farmi una cosa sola con te, mentre senti tutto il tuo cazzo nella mia bocca, la tua testa inarcata indietro dal piacere immenso. Tu ad un certo punto ti imbestialisci e fai uscire da te il maschione che io desidero, il toro da monta imbestialito, mi prendi con le tue mani e mi fai tua ovunque, mi sculacci, apri i miei glutei come fossero una pesca ti avvicini con la bocca e cominci a sputare sopra il buchetto leccandolo per bene e a lungo e infilandoci poi la lingua nella tua fighetta umida e vogliosa anche delle tue dita che una ad una entrano e scoprono il paradiso dei miei orgasmi che dolcemente mi farai provare. Dopo 15 minuti di penetrazione e ispezione anale con le dita e la lingua, mi prendi con le tue mani forte e mi sdrai a pancia in giù e ti sdrai sopra di me e ti abbandoni con il tuo corpo massiccio e imponente sul mio corpo nudo, fremente di piacere per il tuo calore… E mentre mi tieni le mani, sotto le tue intrecciate, cerchi di muoverti e cerchi di appoggiare il tuo pene durissimo e turgido, tra i miei glutei morbidi, quasi a volermi penetrare di colpo, quasi a volerti fare strada e prenderti ciò che mai e poi mai avresti sognato di avere tutto per te: la tua fighetta calda e tutta vogliosa di te. Sentire poi la tua cappella penetrarmi e uscire, ancora penetrarmi e poi uscire di nuovo, quasi a voler avere qualcosa a tutti i costi, fino ad una spinta decisa e forte, cosi nel diventare una cosa sola, tu dentro di me totalmente, a toccarmi l'anima; a prendermi tutta e tutto, ad essere totalmente tua. Poi dopo aver sentito il calore del mio corpo interno avvolgere il tuo membro caldo e pulsante dal piacere immenso, esci da me e ti sdrai sul letto a volto in su, io in ginocchio mi siedo su di te , voltandoti di schiena e penetrarmi di nuovo. Le tue mani sui miei glutei che seguono e guidano il mio movimento sussultorio, su e giù, pompandoti dentro di me, muovendo i miei fianci in movimenti vari prima sussultori e poi girando il bacino in moto circolatorio, per permettere alla tua cappella e al tuo duro membro di poter toccare tutto l'interno della mia vagina anale, oramai tua per sempre e in tuo pieno possesso, Inarcarmi indietro appoggiandomi totalmente con la schiena sul tuo petto e sentire il tuo membro dentro mentre ne godiamo appieno di questa meravigliosa posizione del kamasutra. Io mi alzo e mi dirigo verso il frigor, dove prendo una bomboletta di panna montata spray, mi aavicino salendo dai piedi de letto e comincio a spruzzarne due piccoli fiori sui tuoi capezzoli, e comincio molto lentamente con la lingua,a leccare il tutto, alla ricerca dei tuoi capezzoli… Poi scendo verso il tuo bel “cono gelato” eretto per la grande eccitazione e lo prendo in mano, e cospargo abbondantemente su tutta la cappella un mare di panna montata, che: prima lentamente, e poi voracemente mi appresto a leccare con avidità e fame di scoprire sotto la tua cappella calda e pulsante…. Ti chiedo dopo di aprire la lingua e sopra ci verso un fiorellino di panna, che io con la bocca e la lingua andrò a leccare, finendo poi a limonare e baciarmi con te, oramai preso da tutta questa calda e provocante eccitazione e trasgressione che solo io posso donarti. MI prendi poi ridendo e mi fai girare a pancia in su, dove le tue mani oramai preso possesso della bomboletta, mi sposti il perizoma, mi apri i glutei come se stessi aprendo una pesca, e spruzzi sul mio buchetto la panna, che comincerai a leccare voracemente per arrivare alla tua fighetta tutta bagnata della tua saliva.., e la tua lingua che vi penetra dolcemente e voracemente nello stesso momento. Ti bagni poi di saliva i pollici e l’indici e mi tocchi i capezzoli, mentre la tua bocca con i miei capelli sul tuo volto, cerca di baciarmi il collo, e io girandomi cerco di porgerti la mia lingua e la mia bocca, per baciarti e limonare con te vogliosamente. Mi rialzo e mi giro, roteando su di te, senza che il tuo membro esca dalla tua e mia vagina anale tutta bagnata e stretta dalla tua verga turgida, dura e pulsante. Ti tocco e accarezzo il petto mentre continuo a muovermi e penetrarmi di te, urlo, ansimo e grido dal piacere che mi provochi mentre dentro sento il tuo cazzo che mi tocca e massaggia la prostrata, Ti alzi di colpo e mi metti con forza alla pecorina, appoggiandoti con forza dietro di me e penetrandomi di nuovo con una foga animalesca ma dolcissimamente vogliosa di tanta meravigliosa carne da amare. Mi sbatti e mi penetri urlando dal forte piacere della sottomissione, che ti spinge a dirmi frasi e parole molto calde e decise, e ti lasci andare ad un torpiloquio frenetico e pesante per eccitarti e per farmi capire che sono tua, totalmente, solo tua. la tua amante, la tua piccola creatura da amare, ma sai che io per te sono solo la tua troia, la tua puttana personale, solo tua per sempre. Spingi sempre più forte sai che mi piace sentirti ansimare pesantemente, e tenendomi da prima per i fianchi e poi prendendomi per le spalle per darmi colpi più decisi che ti stanno sfiancando, mi butti sul letto e con forza prendi le mie cosce fra le tue mani, le porti all'altezza delle tue spalle e mi penetri di nuovo appoggiando le mie gambe sulle tue spalle, in modo da vedermi in faccia e penetrarmi totalmente. Mi penetri e penetri di nuovo tenendomi per le caviglie, con le gambe alte, spingi mi vuoi, mi guardi e godi nel vedermi girare la testa a destra e sinistra dal forte piacere mischiato al dolore che mi provochi per i grandi colpi che mi inferti. Sei oramai una bestia in calore, un matto che vuole, a tutti costi prendersi la mia anima, il mio corpo a tutti costi: vuoi farmi tua, solo tua e di nessun altro.. Mi stantuffi e sbatti il cazzo dentro nella mia fighetta anale su e giù per tutta la sua lunghezza, provocandomi urli e spasmi di piacere.. Ti tocco il petto. ti strizzo i capezzoli bagnando le dita con la saliva, e tu ti lanci sul mio volto sputandomi sul viso e sulla bocca, dandomi la tua saliva e poi limonando e baciandomi, ora siamo una cosa sola, le nostre bocche e lingue insieme e il tuo cazzo nella mia vagina anale. Ecco stai per venire, il dolore è fortissimo, stai svuotandoti pienamente di tutto quel liquido che per anni e mesi era rimasto dentro di te, perché mai aveva avuto cosi tanta sollecitazione ed eccitazione, mai provata nella tua vita. Dopo avermi penetrata e fattomi sentire all’interno del mio ano stretto tutta la lunghezza del tuo uccello duro e per bene, che usciva ed entrava.. usciva ed entrava sia nel culetto stretto che nella bocca, sentirti urlare e ansimare con gli occhi spalancati poco dopo : " cazzo sto venendo troia,, siiiii, si cazzo, che gran troia che sei, sei la mia puttana cazzo, sei solo mia,,,,, si godo cazzo, godooooo ahhhhhh.troia godooooo,ahhhhhhhhhg.. ti amo cazzo ti amoooo, che troia che sei,, sei mia siiiii ahhh." E godi, sborri e urli parole, il tuo sudore cade su di me, dai tuoi occhi a volte sbarrati e a volte aperti vedo il fuoco e la bestia che è in te, una bestia furiosa, e io in pieno suo possesso, chiusa nella mia gabbia. i tuoi colpi rallentano e ti butti ancora vibrante e frenetico con tutto il tuo peso su di me, cercando di non uscire, mentre accarezzo con le dita e le unghie la tua schiena sudante... Dopo questo, mi prendo cura di te asciugando il tuo corpo e baciandoti e leccandoti avunque, assaporando il tuo corpo ovunque, massaggiandoti e coccolandoti a lungo nel mio lettone parlandoci e magari ricominciando il tutto di nuovo…. Oppure dopo ti conduco sotto la doccia, ti insapono ovunque e ti lavo e sotto l'acqua in ginocchio comincio di nuovo a leccarti e succhiarti notando che la tua eccitazione sta riprendendo vita e ricomincia il gioco.........grazie alla mia bocca, alle mie uniche e introvabili attenzioni degne della tua Afrodite personale, della tua Gheisa, totale, e alla mia voglia di darti il massimo piacere terreno... che nessuna donna, mogli o fidanzata sa più dare, sapendo che hai da me tutto l’affetto sincero, il rispetto, la sincerità, l’onestà, la fiducia, la passionalità, la discrezione, la comprensione e quell’amore totale, unico, indissolubile, sovraumano che nessun essere umano, oggi, riesce più a donare agli altri…. Io voglio amare, amare e ancora amare, sapendo che la vita ha designato di non donarmi tale dono di cui sono ricolma come anfora fino al bordo…e inutilizzata e non condivisa con un uomo tutto per me. Un bacio a te Dolcemiele Grazie per avermi ascoltata.
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20 anni fa
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L area di servizio
L'area di servizio Tratto da i miei diari segreti autobiografici "Il meglio di me". Le mie vere esperienze sessuali IN USCITA NEL MIO PROSSIMO LIBRO. Inverno 1992 - L'area di servizio alle porte di Stradella era deserta, solo un Tir targato Roma. Da sempre attratto dai camionisti, sin dall’età di 7 anni, nella mia mente si affollavano quei miei primi sogni erotici dove mi sentivo posseduto e scopato di brutto in una di quelle enormi cuccette calde, sottomesso e amato follemente da un camionista massiccio, porco e molto villoso, e sopratutto in calore da giorni. Scendo dall'auto, la mia peugeot 205 grigia antracite e con una faccia decisa, espresione vogliosa di sesso e sprizzante sensualità, guardo il camionista dal finestrino e gli dico: "salve capo, lei è qua per riposarsi o per il piacere"? Mi risponde tranquillamente e con un sorrisetto strano: "Per tutti e due, perché"? Io, già eccitato e con la voglia di provocarlo e provarci mi butto... "io sono qui per trovare un bel cazzone sconosciuto umido da leccare e succhiare..." Risposta : "Davvero? Sei un tipo deciso vedo…che sa cosa vuole ! Bene, ho proprio voglia di un bel pompino... vai nelle toilette che chiudo il camion e ti raggiungo, ok?". Do un segno positivo e mi incammino. Intorno il vuoto, tutto facilità la mia voglia di fare l’amore con lui…. La toilette odorava di piscio, proprio da classica latrina d'autogrill..., entro nel bagno più pulito, quello degli handicappati, sempre pulito e più grande, sento i suoi passi entrare nel bagno, lo avviso della mia presenza in fondo al bagno con un leggero colpo di tosse, lo sento avvicinarsi, sento che apre le porte dei bagni per controllare la nostra solitudine totale, si lava le mani, dalla porta del bagno semi aperta noto che si guarda in giro per l'ultima volta e sorride guardandosi allo specchio con un sorriso quasi compiaciuto, furtivo... apre la porta, la chiude frettolosamente e mi spinge con forza nel bagno, mi sbatte contro la parete piastrellata e con le mani ancora bagnate e un braccio enorme e peloso mi tiene fermo per il petto alla parete. Con l'altra mano a fatica si tira fuori il cazzo... “niente male” esclamo, un cazzo scuro. nodoso, dalla cappella molto larga, un cazzo da urlo, di quelli che ho sempre sognato, una cappella di quelle mai viste, cosi grossa e rossa, a forma di un fungo che non vedo l'ora di ingoiare e succhiare voracemente. Il suo enorme cazzo e già duro, mi abbassa con forza prendendomi la testa con le mani, spalanca le gambe e si avvicina il più possibile a me, mi avvicina fortemente alla sua enorme verga dura... l'odore di maschio é molto forte, e questo mi eccita ancora di più... mi accuccio in ginocchio sotto di lui e lo prendo in bocca, forzato dalla sua mano che lo tiene dritto verso le mie labbra già spalancate e me lo spinge dentro tutto... "aaaaah" finalmente la troia che è dentro di me a vinto! Sono veramente un porco, anzi no: una super zoccola... sto ciucciando il cazzo di uno sconosciuto con un amore come se succhiassi il mio di cazzo. Lo lecco, lo bacio, gli passo la lingua sulle palle con una fame vorace che non pensavo di avere, con la punta della lingua salgo lungo la verga e giro intorno alla prepuzio che palpita tra le mie labbra... lo succhio, lo assaporotuto fino in fondo alla gola di nuovo e lo odoro... aaah, che profumo di sesso che emana dall'interno delle sue muscolose cosce pelose. Ha il buchino sulla cappella con già alcune gocce di sperma che lubrificano insieme alla mia abbondante saliva la mia bocca e le mie labbra vogliose di lui... bello, saporito, dolcissimo... L'odore dolciastro e salato nella mia bocca mi fa uscire di testa, non mi controllo più: sono in suo pieno controllo… Lui, ansima come un toro da monta in astinenza, il suo respiro polmonare e diaframmatico visto dal basso, mentre lo spompinavo, mi sembrava gli ingigantisse ancora di più quel petto che io nel frattempo avevo scoperto slacciandogli la camicia a quadri, accarezzandogli il folto e massiccio petto ricoperto da una coltre folta di peli ricci e neri umidi. Un torace da vero scaricatore, due capezzoli duri e un ventre scolpito che, mentre mi inferteva un colpo dietro l'altro, diventava sempre più duro sotto le mie mani che lo palpavano voglioso. Il suo movimento continuo verso di me, fa abbassare i suoi pantaloni. Gli abbasso tutti i pantaloni e lo slip blu fino alle caviglie, e gli tocco i glutei pelosi e duri che mi spingono con colpi decisi contro le piastrelle soffocandomi con tutto il cazzo in gola, tanto da farmi mancare il respiro. Di colpo mi dice : "posso scaricarmi dentro la tua gola o preferisci fuori, mia bella troia"? Io molto velocemente cercando di prendere fiato e far uscire il suo cazzo dalla bocca un attimo, gli dico "no aspetta", mi alzo e mi tiro giù di colpo i pantaloni della tuta e gli slip, mi giro contro la parete e gli porgo i miei caldi e accoglienti glutei... "dai sborrami sul culo, strusciami il cazzo e la sborra sul mio culo ti prego"... Dopo questa mia reazione il mio sconosciuto camionista esplode ancora di più d'eccitazione e appoggiandosi con tutta la sua massa corporea contro la mia schiena, strusciandomi il suo cazzo in mezzo alle chiappe mi spinge contro la parete infliggendomi colpi come se volesse penetrarmi senza darmi nemmeno il tempo di dire qualcosa... mentre mi bacia il collo e mi lecca le orecchie mi sussurra:”troia, sei una grande porca, sei la mia troia ora”.., i suoi colpi accennano a volermi penetrare e sento che la cappella si sta facendo già strada nel mio buchetto, dopo qualche minuto di forti spinte si abbassa e con le mani allarga i miei glutei con forza e comincia a sputarmi abbondante saliva e a leccarmi sul buchetto stretto infilandoci tutta la sua lingua. Il piacere era così immenso per me, così estasiante... sentire il suo naso e i suoi baffi penetrare alla base alta dei miei glutei e solleticare la mia pelle umida, mi dava un senso di grande piacere, e la sua lingua mi provocava spasmi ansimanti che cercavo di soffocare per non farmi sentire da eventuali clienti nel bagno. Dopo una decina di minuti di slinguamento, Luigi si alza davanti a me, mi gira di nuovo verso di lui, mi prende il viso tra le sue mani mi guarda negli occhi con una strana luce e mi bacia vogliosamente, le nostre lingue bagnate di saliva diventano una nella bocca dell'altro. Non mi sembra più sesso da parte sua, ma qualcosa di più, quello sguardo... mi ha detto tutto. Mi riprende per le spalle e mi gira verso il muro piastrellato, si prende la grande verga in mano, ci sputa sopra una abbondante mano della sua saliva e con forza e decisione di uno che sta per venire affonda il suo cazzo enorme nel mio culetto umido e dilatato dal suo slinguare. Il cazzo entra tutto d'un fiato, provocando in me un grande sobbalzo e urlo di dolore, subito soffocato dalla sua mano sulla mia bocca, i miei occhi sono chiusi, il suo ventre prende il via a colpi forti e decisi, da bestia umana incontrollabile, mentre il mio respiro si fa affannoso e soffocato dalle sue dita in bocca. Il piacere é forte, ormai il dolore si é trasformato ed é diventato godimento nel sentire di essere posseduto da quel grande cazzo nodoso che mi stantuffa dentro ad una velocità mai immaginata e provata. IL suo corpo massiccio mi spinge forte contro la parete, sento il suo fiato e i suoi sospiri contro il mio collo. Mi sussurra con voce forte: "ti piace farti scopare così vero puttana"?. Rispondo cercando di liberarmi dalle dita che succhiavo "Ti prego sbattimi, di più, più forte, scopami, fammi tuo, ora, ti prego..ti prego.". Convinto di quello che io desideravo, il suo marcare nel mio ano diventa ancora più veloce e deciso, sento un calore all'interno del mio ano diventare fuoco, il dolore alla prostata sotto i forti colpi diventa sempre più forte,ed io comincio ad urlare non so se di piacere o di dolore. In lui provoca un senso di forte eccitazione, (non so quanto tempo sia passato credo siano gia 30 minuti circa che siamo chiusi nel bagno) e spingendomi con decisione dice: "Ecco, sto per venire puttana, ti scopo, sei la mia puttana ora, vero che ti piace? eh?? sei la mia puttana, siiii, ti sbatto, cazzo, ti sbatto....cazzo, sei mio, cazzoooo.". Senza parlare faccio cenno di si con la testa tenuta contro le piastrelle dal suo petto, le mie mani sono bloccate dalle sue contro il muro, "Vengo cazzo vengo puttanaaaaaaaa vengooooooooo, cazzo vengooooo...ahhh ahhhhh....." ed ecco che quel cazzo enorme inonda il culo e il mio buco di sborra... incredibile, se l'avessi preso in gola mi avrebbe soffocato da quanto "sperma" caldo sentivo eiacularmi dentro. Come se non bastasse, dopo avermi riempito il culo a colpi decisi, Luigi mi rigira verso di lui mi costringe ad abbassarmi di nuovo e mi infila il suo cazzo in bocca finendo di svuotarmi quel mare di "latte caldo" nella mia bocca che aveva cercato di fermare stringendo il pene ala base con la mano. "Bevila mia puttana , bevila tutta, é tutta tua amore". Senza fare cenno di dissenso ingoio il suo cazzo e quello che resta della sua sborra, le sue mani fra i mie lunghi capelli mi spingono ad ingoiare quel cazzo enorme che non posso dimenticare ancora adesso. Finisco di leccargli la cappella e di pulirla con la lingua, cercando di deglutire tutto quello sperma schizzato anche sul mio viso e collo, e lui appena ripresosi mi prende, mi rialza, prende le mie chiappe e me le spreme con le sue forti mani... mi tocca, mi accarezza, mi spalma la sborra che fuoriesce dal mio buchetto infuocato e mi mette due dita in culo e con forza le spinge dentro... ha deciso di farmi venire ed ha capito perfettamente cosa mi piace: farmi stuzzicare il culetto e il mio punto (G). Adesso mi gira e mi obbliga a posare le mie chiappe contro le piastrelle fredde della toilette, mi blocca, mi tocca da tutte le parti, mi solleva la maglietta e mi stringe i capezzoli e mi dice "masturbati porca d'una troia" ! Mentre mi masturbo, Lui in ginocchio davanti a me , continua a penetrarmi con le dita nel culo, neanche un minuto passa e la mia sborra schizza e si posa sulla sua bocca aperta davanti a me e sul suo pizzetto brizzolato... mi dice "dammela tutta troia, ora sei mia" troppo bello ed eccitante tutto questo... Me lo succhia volendo a tutti i costi leccare fino all'ultima goccia del mio sperma e di quello che ha sul viso e sul petto. Si rialza, si appoggia con tutto il suo torace peloso, nudo e bagnato di sudore e del mio sperma a me, mi bacia profondamente e ci limoniamo, passandoci lo sperma di bocca in bocca, questo voleva, sentirsi una cosa sola con me… Si stacca dalle labbra mi guarda e mi dice all'orecchio: "certo che sei un bel porco depravato... una vera troia da scopare sempre, beh e meno male che esistono dei tipi unici come te... ciao io passo di qua una volta al mese e sempre di giovedì notte". Pulendoci a vicenda con i fazzolettini ci rivestiamo e sorridendoci divertiti mi dice:" se lo sapesse mia moglie..." sorridiamo ancora, gli do il mio bigliettino da visita, facendogli notare che abito vicino al casello e che posso tranquillamente ospitarlo anche per la notte e dargli la possibilità di farsi una doccia a casa mia se fosse di passaggio a Pavia verso Milano, Piacenza o Lodi, e di dargli tutte quelle cure servizievoli tipiche ti una geisha innamorata. Mi prende con una mano la testa, mi bacia a lungo sulla bocca e sulla fronte e se ne va per primo dal bagno... Dopo alcuni minuti, dopo essermi riordinato davanti allo specchio ritorno alla mia auto... tutto intorno é silenzio, alle pompe di benzina nessuno, all'autogrill solo una macchina parcheggiata fuori. Sono le 03,24 circa, a fatica sto in piedi e cammino senza più forza nelle mie gambe verso la mia macchina, lo saluto mentre lo vedo partire, non so cosa pensare di me stesso... e di quella esperienza che non dimentico... e che da dieci anni, una volta al mese torna a suonare il mio campanello nel bel mezzo della sera chiedendomi: "salve le ho portato il pieno di merce da scaricare"...
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20 anni fa
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Il tabaccaio
Questo più che un lungo racconto è un fatto che mi e' capitato la scorsa settimana . Da parecchi mesi mi trovavo spesso a comprare le sigarette in un tabacchino che si trova a meno di 50 mt dal posto dove lavoro. Il locale e' gestito da un signore sui 50 anni ( che per convenzione chiamo Carlo ) ..! Il tizio e' un tipo veramente simpatico e debbo dire molto gentile e sempre con la battuta pronta . Fisicamente non e' nulla di trascendentale fisico asciutto corporatura media . Vedevo che ogni qual volta entravo nel suo negozio faceva in modo di servirvi per ultima ( e la cosa a dir il vero a volte mi dava un po di fastidio...! ) ma appena era solo con me scherzava faceva battutine simpatiche cercava sempre di intrattenermi , in parole povere mi faceva come si dice generalmente " il filo "...!! Un giorno essendo prossimo alla chiusara per fine turno mi invitò al bar che si trova nei pressi per prendere un caffè con me era sempre galante ma senza essere invadente o provarci in modo palese. Sapeva che ero sposata ma di certo non sapeva delle mia seconda vita...!!! Ritornado ai fatti erano le 12.00 ed io ero andata al lavoro un'oretta prima perche' prima dovevo passare da una mia amica per consegnargli dei documenti e siccome abitava nei pressi di dove lavoro io decisi di fare la commissione quella mattina sapendo che Lei di sabato e' sempre a casa fino alle 15 . Ma giunta a casa sua suonai al citofono e non rispose nessuno provai a chiamarla al cell. mi rispose dicendomi che era a Verona da sua madre e che si scusava mi disse di lasciare i documenti al tabacchino dove si serviva anche lei che poi sarebbe andata a prenderli al suo ritorno. Mi affrettai temendo che chiudesse il tabaccaio ed infatti quando ero giunta di fronte al negozio Carlo stava per chiudere la saracinesca per la pausa pranzo. LO salutai e gli chiesi se potevo lasciare a lui la carpetta con quei documenti e riferii che la mia amica sarebbe venuta nel pomerigio a ritirarli. Carlo fu disponibile e premuroso riaprì il negozio e mi fece entrare prese la carpetta e la conservò accuratamente. Poi mi chiese se stavo andando al lavoro risposi che dovevo iniziare alle 13.30 e che mi sarei soffermata al bar a prendere un caffè per ingannare l'attesa infatti non mi conveniva ritornare più a casa. Carlo mi disse che se la cosa non mi dava fastidio voleva offrirmi il caffe' lui e che avremmo potuto fare tranquillamente quattro chiacciere senza la premura dei turni che avevo sempre. Lo ringrazia e ci sedemmo al bar che si trova a poche decine di metri dal suo negozio. Restammo al bar per pochi minuti poi Carlo mi disse se volevo fargli compagnia al negozio in quanto quel giorno la moglie era fuori dalle figlia e sinceramente non aveva voglia di prepararsi da mangiare da solo e nel retro negozio aveva un piccola stanza dove lui restava ogni tanto quando aveva delle cose da sistemare nel tabacchino . Mi disse che la aveva attrezzata con un mini cucinino ed un piccolo divanetto letto per le pennichelle estive .Dissi che non volevo essere invadente ma ero curiosa di conoscerlo meglio ( in realta' mi eccitava la situazione essendo per mia natura così ed essendo sempre tanto curiosa di vedere il modo di essere delle persone che mi stanno accanto ..!) Intuii dal modo di fare che le sue idee erano ben altre ma la curiosita' era forte e debbo dire la mia troiaggine come al solito prese il sopravvento...!! Entrammo lui chiuse la saracinesca alle sue spalle e restammo da soli nel negozietto mi disse di accomodarmi e dietro il bancone c'era una porta che lui aprì e portava in una stanzetta piccola con una finestra che si apriva in un cortile interno dello stabile dove aveva il negozio. Mi fece accomodare e mi chiese se desideravo qualcosa da bere risposi di no parlammo di amici comuni poi lui improvvisamente mi confidò che con la mia amica ogni tanto si divertivano .Sapevo che Marina era un tipo parecchio disinibito e che aveva avuto diverse esperienze da quando si era separata dal marito ma la cosa mi sorprese e tanto. Gli dissi che era strano in quanto ora aveva una relazione da mesi con Matteo e che mi sembrava un rapporto molto serio. Lui aggiunse che si la cosa era vera , ma che ogni tanto lo veniva a trovare in quella stanzetta. La cosa mi sorprese e non poco.. Sapevo che Marina era una donna calda la conoscevo da quasi 4 anni e sapevo che aveva avuto decine e decine di avventure e lei sapeva bene della mia doppia vita e del fatto che con Gianni scambiavamo e che io mi sollazzavo con i maschietti anche da sola ed a volte parlandone mi confidava che per certi versi mi invidiava , ma che lei si bloccava a fare queste esperenza di gruppo preferiva i giochi a due e con i maschietti che sceglieva lei e quando decideva lei.. ! Ma strano non mi aveva mai parlato di lui e non ne capivo il motivo anche perche' io gli raccontavo tutto e debbo dire la cosa sul momento mi fece incavolare mi sentivo come tradita. Carlo guardandomi in volto intui' il mio stato d'animo e mi disse vedi so che siete molto amiche ma lei si vergognava forse a confessargli la cosa per via del fatto che ti aveva detto che con il suo attuale compagno voleva costruire qualcosa di serio ma in realta'mi disse ti posso confidare che tra loro non va affatto bene lui e' donnaiolo e mi ha confidato che spesso la tradisce e lei ricambia la cosa debbo dire . Mi sentii come cadere dalle nuvole mi sembrava tutto strano e fuori dalla realtà . Carlo accese allora il portatile e mi fece vedere delle foto che avevano scattato in quella camera in cui si vedeva Marina in autoreggenti e con le tette al vento in posizioni direi provocanti. Carlo mi confido che era un gioco che lui gli aveva proposto e che lei aveva accettato di buon grado . Le foto le teneva lui . Piu' lo sentivo parlare e più la mia rabbia nei confronti di Marina aumentava mi sentivo tradita io raccontavo tutto di me e lei invece .... Mi ricordai pero' che la scorsa settimana sentendoci al cellulare mi aveva detto che aveva da raccontarmi qualcosa di nuovo ma che preferiva parlarne di persona ci dovevamo vedere oggi ma i fatti sopra citati avevano fatto saltare il nostro incontro..! Mi sedetti sul divanetto e Carlo mi disse che anche sul mio conto sapeva qualche piccola indiscrezione confidategli da un suo amico che spesso io incontravo capii dalla descrizione che era Robert un amico che mi veniva a trovare spesso e che era un patito delle pompe con ingoio che io le facevo anche di gusto perche' era un gran scopatore e ci sapeva fare a letto e direi tantissimo..! A questo punto mi sentivo scoperta e vedevo che lui sapeva sul mio conto tanto e quindi era inutile cercare di smentire la cosa gli confermai che era vero e che realmente avevo una seconda vita . Carlo mi disse che aveva voglia di provare anche lui la stessa esperienza con me la sua richiesta mi lascio' perplessa non ero pronta e non pensavo che si sarebbe esposto così tanto. Lo guardai in viso era rosso e si vedeva con una certa agitazione interna , ero spiazzata e non sapevo cosa dire e fare mi sentivo come in gabbia ma nello stesso tempo mi incuriosiva la situazione e mi eccitava proprio per la sua stranezza. Lui intui la mia perplessità e mi disse con la voce spezzata dall'emozione che da mesi mi desiderava e che aveva sognato decine di volte di fare sesso con me .. Risposi che lo avevo intuito dal suo modo di comportarsi quando entravo nel suo negozio . La situazione nella camera era uno stato di empasse guardai l'orologio e vidi che erano gia le 12.30 e gli dissi che dovevo andare . Carlo aggiunse che ancora se desideravo potevo restare anche perche' il mio ufficio era a due minuti da li rimasi indecisa... anche questo mio tentativo di tirarmi fuori da quella situazione strana era fallito ma forse era quello che in fondo desideravo .. Carlo si avvicino e mi disse in modo deciso se avevo voglia gli risposi che non sapevo che il tempo era poco e che magari ci potevamo vedere un'altro giorno con più tempo e senza la premura di dover andare al lavoro in parole povere con calma . Questa mia affermazione che era in realtà una confessione di disponibilita' lo fece decidere a passare alle vie di fatto , si sedette accanto a me sul divano e mi accarezzo le cosce ormai ero troppo eccitata per fermarmi , lo lascia fare la sua mano si insinuo sotto la mia camicetta accarezzandomi il seno ed i capezzoli turgidi per l'eccitazione..! In pochi minuti ero mezza nuda Carlo sembrava un'invasato in quei momenti era evidente che chissa' da quanto tempo sognava quel momento e di certo non gli sembrava vero che il tutto ora era reale...! Gli slaccia la cintura e vidi le forme del suo membro duro allo spasimo lo accarezzai e poi infilai la mano dentro gli slip aveva un membro veramente notevole mi inginocchiai e cominciai a succhiarlo con passione la situazione mi aveva fatto perdere la testa lo divorai fino a sentirlo in fondo alla gola come piace a me ( Gianni dice sempre che ho il clitoride anche in gola ..! ) i nostri giochi durarono meno di dieci minuti perchè Carlo eccitato mi venne in gola quasi subito ingoiai tutto e le leccai le ultime goccioline sul glande . Lo vidi felice ed estasiato ma con uno sguardo vidi anche che era le 13.00 e dovevo andare velocemente mi rivestii avevo una voglia di godere da matti ma il tempo non c'era era troppo tardi . Carlo mi disse che se desideravo potevamo continuare all'uscita alle 19.00 gli dissi di si e che lo desideravo ed anche tanto. Concordammo di vederci alle 19.oo e mi disse che avrebbe telefonato alla moglie dicendo che alla chiusura doveva andare da un'amico e che sarebbe ritardato un'oretta buona . La stessa cosa feci io con Gianni ma dicendo che aveva una sopresina che gli avrei raccontato al mio ritorno a casa. Quel giorno le ore di lavoro trascorsero veloci ed alle 19 ero gia fuori dal'ufficio mi diressi verso il negozio di Carlo che aveva lasciato la saracinesca mezza abbassata quando vidi che non passava nessuno mi fiondai dentro . Quesa volta non ci furono troppi preamboli Carlo si spoglio subito e la stessa cosa feci io fu un amante veramente superbo a vederlo dietro il bancone non avrei mai creduto che dentro quell'uomo c'era tanta passione e tanta calore ..! Mi scopò a lungo e debbo dire lecco tantissimo la mia passerina godetti quasi subito data l'eccitazione che mi ero portata dietro dal nostro incontro di mezzo giorno . Carlo mi penetrò a lungo gli piaceva da matti sentirmi mugolare dal piacere sotto i suoi colpi di reni che facevano sprofondare il suo membro dentro la mia passerina fradicia di umori facemmo sesso per quasi due ore alla fine andai in bagno e mi rivestii Carlo mi accompagno' alla fermata dell'autobus quando arrivai a casa dentro la mia borsa trovai un bigliettino con una sola parola " GRAZIE " e dentro un regalino per me ... !! Raccontai tutto a Gianni che quasi non credeva alle sue orecchie sentendomi raccontare la vicenda. Debbo dire che e' stata una bella esperienza forse per la velocita' per come si e' svolta e per l'imprevedibilita' della cosa. Ieri all'uscita dal lavoro alle 12.30 ci siamo visti ancora e siamo stati nella sua stanzetta dietro il negozio ed ancora una volta mi ha fatto godere ed ho bevuto il suo miele mi eccita la situazione con lui è sempre una cosa fatta in modo quasi frettoloso e di nascosto ( almeno per lui ..! ) tipo i ragazzini che debbono nascondere la marachella ai genitori... A n n A
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20 anni fa
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Un pomeriggio al parco....
Ieri pomeriggio si stava bene ed abbiamo deciso di fare un giretto in un parco del sud milano........c'era poca gente arrivati nel parcheggio abbiamo notato subito gli occhi di tre uomini addosso a noi...Flavia già vibrava aveva già capito che a breve avrebbe avuto 4 cazzi da lavorare........ci venne dietro uno solo...mentre gli altri 2 seguivano la situazione da lontano entrammo in un insenatura creata in 2 cespugli vicini ed il primo ragazzo ci venne vicino sbottonandosi i pantaloni e tirando fuori un membro duro....Flavia lo prese in mano menandolo nervosamente poi se lo avvicinò alle labbra facendolo sparire tutto.mi eccitavo vedendo anche gli altri due che ci venivano incontro facendo finta di non vedere ciò che stava accadendo....in breve tempo era mezza nuda con un manganello dietro uno davanti ed uno in bocca e con la mano menava il mio......penso che in un film non sarebbero stati capaci di girare una scena cosi' bella ed eccitante......il resto immaginatelo voi...........hanno goduto come dei matti i 3 porcellini, io mi sono goduto la scopata finale mettendola alla pecorina mentre con la bocca soddisfava il primo ragazzo che si era fermato per la seconda manche......insaziabile........Lei...... che dire un pomeriggio all'insegna della natura.....
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20 anni fa
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Grazie alla mancanza di coraggio
Sto vivendo in un mondo irreale e spesso mi pizzico per sentirmi vivo ; lo sono , comunque mi sembra di vivere da ubriaco : vedere girare nuda o quasi per casa la donna dei miei sogni , saperla disponibile e pertanto non avere il coraggio di possederla , sentire il suo calore e baciarla castamente senza osare di prenderla di buttarla a gambe all'aria e penetrarla fino in fondo all'anima mi fa fare una vita di merda . I miei ragionamenti finiscono sempre a parlare di sesso con la speranza che sia lei a propormi di fotterla , mi aspetto che da un momento all'altro allunghi la mano nella mia cintola e tirato fuori un cazzo duro da morire lo prenda in bocca e mi faccia godere o che venga a sedersi sulle mie gambe per infilarsi il mio cazzo nelle viscere mentre seminuda gira per casa ed io faccio finta di guardare la televisione , invece nulla ; lei risponde con monosillabi alle mie argomentazioni e tutto ciò che sa rispondermi è che le sembra un incesto vero e proprio se dovessimo consumare insieme noi due . Ma come incesto , quasi grido , non sei mia madre naturale e benchè tu mi abbia cresciuto considerandomi tale ed amandomi più che se fossi tuo figlio non vuol dire che sia incesto il nostro rapporto . La mia madre naturale è quella povera donnetta che curva sta portando a casa delle fascine mentre tu sei quella che mi ha dato tanto amore e mi ha salvato dalla miseria ed è per questo che voglio dedicarti la vita che mi resta e voglio godere con te di te e dentro di te . E poi l'incesto , quello reale è sempre stato praticato sopratutto dalle dinastie , da gente importante e se vogliamo essere fiscali anche la Bibbia lo contempla per spiegare il popolamento del mondo . Ed infine ci sono tanti nostri conoscenti che lo praticano senza per questo ritenersi peccatori . Sono questi i ragionamenti che faccio nella mente con mia madre ma senza avere il coraggio di esporli nella realtà . Ormai la relazione che continuo ad avere con Bruno , in ufficio , comincia a darmi fastidio sopratutto quando lui pretende di possedermi pensando di possedere mia madre della quale invoca spesso il nome ed a lei si rivolge con frasi volgari mentre me lo mette nel culo . Quando lo sento dentro mi eccito ma non riesco a godere e col cazzo duro torno finalmente a casa per abbracciare lei , per baciarle l'angolo della bocca e sentire la sua saliva , per palparle i seni e sentire i capezzoli indurire ed intanto lievemente come se non me ne accorgessi le appoggio sulle chiappe il cazzo che continua a crescere . Con lei mi sento protetto come una nave nel porto , mi piace affondare la testa sul petrto , baciarle il lungo collo che già mostra qualche piega per l'età e mi piace sbavare sulla spalla scoperta . Mi sembra di notare la sua gioia e la sua fierezza e mi pare che sia orgogliosa di ispirare voglia anche se solo a suo figlio . Credo che qualsiasi donna ami essere desiderata e mia madre è una donna come tutte le altre . Sapere di essere l'oggetto del desiderio sessuale di un uomo fino ad imbrattarle il corpo con le sue sborrate . Non ne ho la prova ma penso che lei sia sveglia quando vado in camera sua a spiarla mentre dorme e segarmi fino a sborrarle addosso . Io vorrei farla mia , vorrei penetrarla , sentire il calore della sua fica , fotterle il culo e baciarle le chiappe , vorrei farle ciucciare il mio cazzo e bere la mia sborra come io amerei bere i suoi umori ma non oso espormi ; ho paura di essere respinto ed allontanato e non poter più neanche spiarla di notte e così perdere il poco beneficio che ne ho . Quando quel giorno venne zio Ercole a visitarla lasciandola con un senso di depressione e per tirarsi su accettò che la mia mano la masturbasse e la facesse sentire ancora viva fu soltanto perchè mi considerò un oggetto fallico inanimato anche se mi procurò godimento giocando col mio cazzo che inanimato proprio non era . Non ne abbiamo mai parlato come se la cosa non si fosse mai realizzata e fosse solo frutto di un bel sogno . Quando ero bambino e non aveva nessuno che la trombasse mi chiamava a farle compagnia nel grande letto e mi pregava di infilarle la mano in fica alla ricerca di una supposta che vi era scivolata per errore ed usava così il mio braccino come un grosso cazzo per masturbarsi . Ed io ero felice quando la sentivo appagata . Finora non mi ha mai lanciato un segnale per farmi capire che il mio cazzo sarebbe ben accetto tra le sue cosce e dopo il bacio della famosa sera non si è mai ripetuta e benchè io le forzi spesso l'angolo della bocca alla ricerca della sua lingua non ha mai aperto per lasciarmi entrare . L'unica cosa che mi concede forse perchè ne gode in un certo senso anche lei è indossare la camicia rosa trasparente che le ho regalato al suo compleanno ed essendo sotto nuda come Eva sa e permette che io le ammiri il corpo non ancora sfiorito ed ai miei occhi uguale a quando era giovane . Di giorno indossa una sorta di vestaglia che è molto pratica e di sera , dopo che torno a casa indossa la solita camicia da notte lunga fino ai piedi e col collo aperto a V . Dopo cena , quando più nessuno viene a disturbare la nostra pace indossa , e spesso lo fa sotto i miei occhi , la camicia rosa ed io interpreto la cosa come un invito a visitarla di notte . Spesso vado nella sua camera dove trovo la luce del comodino accesa e siccome fa caldo ha la camicia raccolta sotto il seno e tutto il corpo in bella mostra per la mia gioia . E per quanto io sia gay il desiderio di lesbicare con una donna così esposta mi fa venire un cazzo duro fino a sentire male . Più di una volta è venuta a ripulirsi dello sperma tra i capelli o sul pelo della fica mentre ero in bagno a lavarmi e guardandomi attraverso lo specchio ha voluto significarmi che accetta questo mio modo di averla ed in questo modo non si può dire di aver consumato un incesto . Quando poi la sento pisciare accanto a me e la vedo infilare la mano per lavarsi la fica io vado in tilt ed ogni volta rischio di commettere uno sproposito , una violenza . Immagino di avvicinarmi e presale la testa tra le mani le metto in bocca il mio cazzo , tra quelle belle labbra che tanti cazzi hanno baciato e pompare e pompare fino a farla annegare nella mia sborra fino a vederla colare giù dalle labbra proprio da quell'angolo dove vado a cercare la sua saliva quando la bacio . E la fantasia vola ed il coraggio si allontana sempre più . Vorrei che mi chieda conto delle gocce di sborra tra i capelli che luccicano come perle per svelarle il mio modo di godere di lei ma invece nulla trapela dei suoi pensieri . Ed io mi tengo la voglia di lei in me e continuo a masturbarmi con rabbia e foga ed anche stasera si ripeterà il rito della camicia rosa ed ancora le sborrerò addosso mentre faccio finta di credere che lei dorme tranquilla e rilassata . .
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20 anni fa
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Una fantasia divenuta realta\'
Sono Monica, 40 anni bel fisico asciutto e sagomato. In altre parole tutte le curve al posto giusto. Da cinque anni convivo con un uomo di ben 17 anni piu’ grande di me. In questi anni di convivenza abbiamo trasformato l’attrazione sessuale vera e propria, che ci ha fatti conoscere, in un meraviglioso rapporto di intesa e complicita’. Ormai abbiamo raggiunto una perfezione nei nostri rapporti sessuali talmente elevata che ognuno di noi due conosce esattamene tutti i punti di soddisfazione dell’altro ed utilizza questa conoscenza per portarlo all’orgasmo in modo sublime. Come spesso accade in questo tipo di rapporto molto aperto ed attento, negli ultimi tempi abbiamo cominciato a parlare di fantasie erotiche. Lui, Marco, mi ha confessato che non gli sarebbe dispiaciuto avere un rapporto con me ed un’altra donna insieme, ma che sarebbe rimasta solo fantasia in quanto io non sono bisex. Da parte mia invece gli avevo detto che a me sarebbe piaciuto fare l’amore con un altro uomo davanti a lui per poi continuare con tutti e due, ma dato che Marco non aveva molto apprezzato l’idea anche io ero convinta che sarebbe rimasta una fantasia. Bene, mese di luglio, andiamo in vacanza in un villaggio turistico . Mare splendido, sabbia finissima, sole a volonta’ e tutti gli animatori che si preoccupano di non farti annoiare. Il primo giorno mentre eravamo in spiaggia, inquadriamo un bel ragazzo occhio e croce 32 / 35 anni talmente abbronzato da sembrare di colore, bel viso, muscolatura in evidenza quanto basta. Io scherzando, dissi a Marco che quel ragazzo me lo sarei fatto volentieri e lui, provocatoriamente, rispose che se avessi voluto farlo non avrei avuto alcun problema. La cosa fini’ li’ . La sera del secondo giorno decidemmo di andare nella discoteca del villaggio per sgranchirci un pochino. Marco mi chiese di mettermi qualcosa di caruccio. Dato che lo conosco da anni, gia’ so che quella frase significa letteralmente “vestiti sexy e provocante che mi piace vedere gli altri uomini desiderarti”. Detto fatto indossai un minuscolo perizoma bianco che aveva solo il tringolo di stoffa per coprirmi il pube con un piccolo ciuffetto di pelo e tutto il resto in sottile cordoncino. La visione di quel perizoma sulla mia pelle in genere ha per Marco un effetto devastante. Sopra un vestitino di colore turchese molto leggero con la schiena scoperta e sopratutto molto corto. La scollatura lascia intravedere due bei seni terza misura liberi, ancora ben sodi e molto abbronzati. Il bordo del vestito lascia scoperte due belle gambe lunghe, affusolate ed abbronzate Mi guardo allo specchio e mi piaccio veramente molto. Pochi uomini stasera potranno fare a meno di guardarmi. Quando mi vede, Marco, rimane senza fiato. L’effetto contrasto del colore turchese con la pelle abbronzata unito alla scollatura che copre molto poco il seno mi rende deliziosamente appetitosa. Infatti Marco ripresosi dall’effetto sorpresa confessa che con me vestita cosi sara’ molto difficile tenere lontano i maschietti. Lo conforto dicendogli che anche lui, abbronzato e con il suo bel fisico maschio non e’ niente male, anzi attira veramente molto. Andiamo in discoteca, appena entrati incrociamo gli occhi con il ragazzo del mattino. Indossa un paio di pantaloncini corti bianchi ed un maglietta turchese come il mio vestito che pongono in risalto la sua pelle scurissima. E’ un attimo, ma lo sguardo intenso di lui ed il nostro, altrettanto scrutatore, non lascia dubbi ci stiamo apprezzando a vicenda. Andiamo in pista a ballare e dopo un po’ ci ritroviamo in tre a scatenarci nella musica coinvolgente : io, Marco ed Aidan , questo il nome di quel ragazzo di origine egiziana. (ecco spiegato il colore scuro della pelle). Abbiamo fatto amicizia, alterniamo una bibita con il ballo finche’ il DJ decide di passare alle musiche lente. Aidan mi chiede se voglio ballare con lui, io guardo Marco che sorridendo mi fa un cenno di assenso e va’ a sedersi. Aidan mi cinge i fianchi con il suo braccio e con un gesto delicato ma deciso mi stringe a se. Balliamo strettissimi, e dopo qualche minuto io comincio a sentire gli effetti del mio corpo che si strofina sul suo. Il mio pancino percepisce qualcosa di molto duro ed anche..... di molto grosso. Ed Aidan non fa nulla per non farmelo percepire, anzi tenendo la mano quasi sul mio culetto mi stringe sempre di piu’, in modo da farmi sentire le sue doti al massimo. Intanto a cominciato a sfiorarmi il collo con le labbra, io getto uno sguardo a Marco e vedo che mi sta sorridendo. Ho capito, non ha intenzione di ostacolarmi. La musica cambia nuovamente ed Aidan mi prende per la mano e mi conduce verso il tavolino dove e’ seduto Marco. I suoi pantaloncini, anche se abbastanza larghi, lasciano intravedere la sua eccitazione. Arriviamo di fronte a Marco e fissandolo dritto negli occhi gli dico: - credo sia giunto il momento della mia fantasia ! -: Marco , senza dire una parola e continuando a sorridere, si alza , mi bacia sulle labbra, mi prende per mano e rivolto a tutti e due dice :- Andiamo nel nostro bungalow -: Percorriamo i pochi metri in un attimo, io sono molto eccitata in mezzo a due uomini : uno che conosco benissimo e mi piace da impazzire, l’altro sconosciuto ma altrettanto attraente. Entriamo , Marco si gira per chiudere la porta, io avanzo fin vicino al letto, sciolgo il nodo sul collo e mi lascio scivolare il vestito giu’ dai fianchi fino a terra. Sono rimasta con il perizoma bianco e le mie due belle tette con i capezzoli rosa turgidi di eccitazione, Aidan ha gli occhi pieni di voglia e quando Marco si gira, gli dice :- Monica e’ una donna stupenda, difficile resistere a questo meraviglioso spettacolo - : Marco lo guarda, intensamente con il suo sguardo penetrante e poi gli risponde :- Aidan, Monica ha voglia di te e forse anche di me, non dobbiamo deluderla. -: E’ il segnale di via che stava aspettando. Avvicinandosi si toglie la maglietta ed i pantaloncini, ho gia’ le sue mani sui miei fianchi. Appoggia le labbra sul mio capezzolo e comincia a martorizzarlo con la lingua. E’ proprio un bel ragazzo. Sento una delle sue mani scivolare verso il mio pube, mi scosta il piccolo triangolo di stoffa e comincia ad accarezzarmi il ciuffetto di pelo. Poi molto lentamente sento le sue dita che cercano la mia fessura. Sono al massimo dell’eccitazione, mi divincolo da lui e mi stendo sul letto. Marco si e’ spogliato e, rimasto solo con gli slip si e’ seduto su di una poltroncina. Mi guarda e mi dice :- Monica, aspetto di vedere il tuo meraviglioso spettacolo -: . Intanto Aidan si e’ tolto gli slip e si e’ venuto a stendere vicino a me. Non posso fare a meno di notare che ha proprio un bel cazzo. Dritto, abbastanza lungo ma sopratutto veramente grosso. Sara’ almeno cinque o sei centimetri di diametro. Lungo l’asta si notano le venature gonfie per l’erezione ed al di sopra svetta una bellisima cappella violacea. Se dovessi inventarmelo lo farei cosi’ !!. Non resisto ed allungo un mano per toccaglierlo. E’ duro come il ferro e la rugosita delle vene gonfie mi eccita ancora di piu’. Intanto Aidan si e’ girato mi ha sfilato il perizoma , e sta cominciando a leccarmi la fica. Lo costringo a stendersi sulla schiena, salgo in ginocchio su di lui e gli offro tutta la mia apertura di gambe mentre comincio anche io a fargli sentire la mia lingua facendola scorrere lungo la sua asta dritta come un palo telegrafico e che faccio fatica a prendere in bocca per quanto e’ grosso. La posizione che abbiamo assunto mi permette di vedere Marco seduto, che nel frattempo ha tolto anche gli slip. Anche lui ha il suo bel cazzo in erezione. Le sue misure sono un po’ piu’ normali di quelle di Aidan, ma so bene quanto e’ piacevole prenderlo. Mentro succhio il cazzo di Aidan e mi gusto la sua lingua che ora sta facendo un lavoretto prelibato alla mia fica, guardo Marco e gli strizzo un occhio. Lui si alza, si avvicina e lascia che io possa succhiare un po’ lui ed un po’ Aidan. Questa situazione mi sta facendo perdere il controllo perche’ non ho mai avuto due bei cazzi cosi’ a disposizione. Infatti dopo pochi minuti di questo giochetto mi lascio andare e vengo tra le labbra di Aidan con delle contrazioni tali che sento la sua lingua come un piccolo cazzo che mi penetra. Lui non molla la presa e continua a succhiarmi e leccarmi la fica per gustare tutti i miei umori. A questo punto Marco si costa e va a sedersi di nuovo, anche se il suo cazzo in tiro dimostra che ha una voglia matta di venire. Aidan si sfila da sotto di me mi fa stendere sulla schiena e posizionatosi in mezzo alle mie gambe, mi dice :- adesso voglio la tua fica -: Io non aspettavo altro, perche’ avevo una gran voglia di sentire quel bel cazzone dentro di me. Aidan, stando in ginocchio mi punta la cappella tra le grandi labbra e poi, con estrema delicatezza comincia a spingere per farlo entrare dentro. Nonostante i miei 40 anni ed un buon numero di cazzi provati, la fichetta e’ ancora bella soda e stretta. Infatti noto che anche se sono abbondantemente bagnata per l’orgasmo avuto, Aidan un po’ perche io sono stretta, un po’ perche’ lui e’ veramente grosso, fa una certa fatica ad entrare. Ma alla fine, lui che continua a spingere ed io che mi muovo sotto di lui per agevolarlo diventano ingredienti per un totale perfetta penetrazione. Sento le sue palle che mi battono sul buchetto del culo. Ho la testa completamente fuori. Sono nuda a letto con un bellissimo ragazzo che mi sta scopando davanti al mio lui e sopratutto, non avevo mai preso un cazzo cosi’ grosso. Mi sento riempita favolosamente. E poi Aidan, ha cominciato a scoparmi lentamente, come piace a me facendolo quasi uscire tutto per poi rispingerlo dentro fino a schiacciare il suo pube contro il mio. Sono talmente presa dall’amplesso che non mi accorgo che Marco, alzatosi, si e’ avvicinato e ci sta guardando . I suoi occhi mi parlano, capisco che anche lui vuole godere di questa situazione. D’altra parte la mia fantasia si e’ realizzata anche grazie a lui, quindi gli devo qualcosa. Fermo Aidan nel suo movimento lo faccio sfilare e mi metto a quattro zampe con la testa verso Marco. Aidan capisce e mi penetra di nuova da dietro, mi tiene i fianchi con le mani e ricomincia il suo lento scoparmi nella fica. Adesso lo sento anche di piu’. Intanto ho finalmente a portata di bocca il bel cazzo di Marco. Lo prendo in bocca comincio a fargli un pompino come li so fare io. Di quelli che ti fanno impazzire. La situazione sta raggiungendo il limite di tolleranza per tutti. Io , per la prima volta, sto scopandomi due maschi che mi fanno veramente impazzire. Tutti e tre percepiamo l’ansimare degli altri e come un magico sincronismo acceleriamo le battute fino a che , finalmente sento Aidan che esplode nella mia fica contemporaneamente a Marco che mi riempie la bocca. L’effetto di sentirmi riempire contemporaneamente la fica e la bocca mi scatena l’orgasmo piu’ completo e coinvolgente della mia vita. Sento Aidan che tenendomi saldamente per fianchi, mi spinge il suo cazzo in fondo per scaricarsi completamente dentro di me, intanto io con la bocca percepisco tutti i sussulti di Marco. Stremati, tutti e tre di adagiamo sul letto. Ho notato pero’ che mentre Marco si e’ rilassato, Aidan e’ ancora bello dritto e duro e mi sta guardando. Gli sorrido e lui mi dice .- Sei una donna meravigliosa, ho ancora voglia di scoparti.-: e senza aspettare che io possa rispondere qualcosa, mi sale sopra , mi penetra nuovamente, questa volta senza difficolta’, e ricomincia a scoparmi con quei movimenti lunghi e lenti di prima. Quel corpo scuro, sodo , quel bel viso ma, sopratutto, il cazzo che mi riempe davvero tutta, mi fanno eccitare di nuovo e ricomincio anche io a rispondergli muovendo il bacino in sintonia con lui. . Marco si e’ completamente rilassato e giace di fianco a noi. Questa situazione di avere lui di fianco a me ed io che sto scopando con un altro mi eccita nella testa facendomi toccare livelli di piacere infiniti. Siamo andati avanti cosi’ per un tempo che mi e’ sembrato lunghissimo, e di nuovo ho sentito Aidan riempirmi la fica del suo liquido caldo mentre io mi contorcevo sotto di lui nel terzo devastante orgasmo. Il giorno dopo, sulla spiaggia, io e Marco stavamo commentando la serata precedente con lui che mi faceva i complimenti per come avevo gestito l’incontro ed io che lo ringraziavo per avermi fatto provare quella esperienza meravigliosa. Ad un tratto compare di fianco a noi Aidan. Indossa un bel costume a slip che esalta i suoi attributi maschili che tanto mi hanno soddisfatto la sera prima. Ma, sorpresa sorpresa, non e’ solo. Di fianco a lui, mano nella mano una splendida ragazza creola, con un fisico da modella statuario. Indossa un piccolissimo bikini che fa risaltare due seni sodi pieni e rotondi e un culetto da urlo che sovrasta due gambe bellissime. Il colore scuro olivastro della pelle da il tocco di perfezione. Veramente una splendida ragazza. Aidan si avvicina e ce la presenta . Lei si chiama Hamia e’ etiope ed e’ la ragazza di Aidan, ha 26 anni e nella vita fa la hostess per una compagnia aerea. Superati i convenevoli di rito, Aidan ci dice che ha raccontato ad Hamia del nostro incontro della sera prima e che lei e’ rimasta molto incuriosita . Anche lei non ha mai avuto esperienze con piu’ uomini. Adesso il ghiaccio e’ sciolto e tutti e quattro ci comportiamo come vecchi amici. Infatti Hamia ad un certo punto ci confessa che anche nella sua fantasia troverebbe molto eccitante stare con due uomini. Io sono al settimo cielo perche’ intravedo la possibilita’ di far realizzare anche la fantasia di Marco , di stare con due donne. Prendo il coraggio a due mani e propongo a tutti di andare nel bungalow, anche se e’ mattina piena. Uno sguardo complice corre fulmineo tra gli occhi di tutti e scoppiando a ridere ci alziamo all’unisono per andare verso il bungalow. Appena dentro ci avviciniamo al letto ed in un attimo siamo tutti e quattro nudi. Hamia e’ veramente bella ed io che sono un po piu’ bassa e meno slanciata di lei mi sento in inferiorita’. Marco invece la sta mangiando con gli occhi. Hamia non perde tempo , si inginocchia davanti a Marco e comincia a succhiarlo con le sue labbra carnose. Io mi avvicino ad Aidan e gli pratico lo stesso trattamento non senza difficolta’ a causa delle dimensioni. In breve tempo Hamia porta Marco all’orgasmo facendosi venire in bocca e continuando a tenerlo tra le labbra fino ad aver raccolto l’utlima goccia. Aidan invece e’ ancora fresco ed arzillo. Io mi fermo un attimo dal pompino e rivolta a Marco gli dico :- siediti ed aspetta. Dacci il tempo per stancare Aidan e poi io ed Hamia ci dedicheremo completamente a te -: e nel dire questo mi giro verso Hamia con uno sguardo complice. Lei in piedi a gambe leggermente divaricate sorride e mi dice :- dai Monica distruggiamo questo ragazzetto e poi ci consumiamo il tuo Marco-: In un attimo siamo su Aidan insieme, Hamia gli prende il grosso cazzo e inginocchiandosi sopra lo fa sparire nella sua bella fichetta. Mi inginocchio anche io sulla sua bocca e mi abbasso quel tanto da permettergli di leccarmi la fica. Da quella posizione vedo che Hamia ha cominciato una danza con i fianchi facendo entrare ed uscire il cazzo di Aidan dalla sua fica. Io intanto faccio in modo che lui possa leccarmi a fondo, mentre lo accarezzo con le mani lungo tutto il corpo fino a toccargli il pube e la base del cazzo che compare e scompare dal ciuffo di peli di Hamia. E’ troppo anche per Aidan. Mugolando e tenendomi le mani sul culo si schiaccia la mia fica sulla bocca facendomi venire mentre lui sta riempiendo la fica di Hamia ormai anche lei all’orgasmo. Appena ci sciogliamo io ed Hamia ci rendiamo conto che il cazzo di Aidan e’ rimasto praticamente duro. E’ un attimo. Ci capiamo al volo. Ci scambiamo le posizioni e riprendiamo il gioco. Aidan sembra gradire perche’ sento che si indurisce ancora di piu nella mia fica. Raggiungiamo rapidamente un’altro orgasmo collettivo ed io sento il caldo liquido di Aidan che mi invade la fica fino in fondo. E’ venuto per la seconda volta. E ne ha avuto a sufficienza perche’, non appena ci allontaniamo si lascia andare in un sonno ristoratore. La nostra attenzione si rivolge a Marco, che per tutto il tempo e’ rimasto nudo sulla poltrona a guardarci mentre ci scopavamo Aidan. Hamia ,che deve essere una donna molto intelligente ed ha capito il gioco, si rivolge a Marco e gli dice :- Adesso, se vuoi, puoi soddisfare la tua fantasia di fare l’amore con due donne insieme. Mi piaci molto e sono pronta ad aiutare Monica a farti felice.-: E’ come aver dato fuoco alle polveri, Marco prende Hamia la fa stendere sul letto e comincia a leccarle la fica, ancora profumata degli umori della precedente scopata. Marco e’ un vero campione con la lingua ed Hamia dimostra di gradire molto perche’ mugula come un gattino. Io intanto strofino i miei due bei seni sulla schiena di lui. Ad un certo punto, Marco, come se solo allora avesse realizzato di avere due donne a disposizione, si stacca dalla fica di Hamia e rivolgendosi ad entrambe ci dice :- su , belle fiche fatemi un bel pompino in due che poi voglio scoparvi -: Ci mettiamo tutte e due in ginocchi e cominciamo a lavorare di lingua e di bocca. Quando Hamia lo succhia io lecco le palle viceversa. Marco e felice di questo trattamento, che ad un certo punto interrompe. Ci fa stendere sul letto di schiena, una sopra l’altra a gambe aperte. Io sono sotto e sento il bel culo di Hamia sulla mia pancia. Marco inizia una scopata stranissima , prima lo infila nella fica di Hamia le da’ due colpi lenti , poi lo toglie e lo infila nella mia facendo lo stesso giochetto per poi tornare ad Hamia. Sento Hamia mugolare di piacere per il trattamento che sto subendo. Anche a me sta salendo il livellodi eccitazione, finalmente Marco accelera il ritmo e viene schizzando verso le nostre due fiche aperte il suo liquido caldo. Ci fermiamo un attimo. Di solito Marco dopo essere venuto ha bisogno di un minimo di tempo per riprendere la sue erezione, questa volta invece noto che il suo cazzo e’ ancora bello dritto e sta guardando Hamia con lo stesso sguardo famelico di prima. La prende delicatamente facendola di nuovo stendere sulla schiena, le alza le gambe poggiandosele sulle spalle e...... delicatamente la penetra nel culetto. Hamia ha un sussulto subito seguito da gemiti di piacere. La cos mi meraviglia perche’ Marco non e’ mai stato un amante del sesso anale, anche se qualche volta lo avevamo fatto. Invece, dal modo come sta pompando nel culetto di Hamia sembra che abbia cambiato gusti. Nella mia testa l’eccitazione e’ di nuovo salita, ma non so come inserirmi tra i due, poi, decido di provare il lato bisex della vita. Mi inginocchio su Hamia e mi allungo fina ad arrivare alla sua fichetta. Vi sta cosi’ da vicino e’ proprio bella, piccola e carnosa e con un forte contrasto di colore tra l’interno rosa e l’esterno scuro della pelle. Le poggio la lingua facendola scorrere lungo la fessura. Hamia mi afferra le natiche e mi fa appoggiare la mia fica sulla sua bocca ed inizia anche lei a leccarmi. E’ proprio eccitante vedere il cazzo di Marco che entra ed esce dal culetto di Hamia e contemporaneamente leccarle la fichetta. Avevo dimencato Aidan. Evidentemente svegliatosi ha visto quello che stava accadendo e non ha resistito. Sento il suo cazzo grosso penetrarmi nella fica che continua anche ad essere leccata da Hamia. Per me e’ troppo, al dila’ di quello che potevo immaginare. Esplodo in un orgasmo meraviglioso, sento anche Hamia che comincia a contoncersi e venire sotto la mia lingua ormai affondata nella sua fica. Vedo anche il cazzo di Marco che pulsa violentemente riempiendo il culetto di Hamia di caldo seme. E non e0’ finita perche’ Aidan che ha percepito gli orgasmi di tutti, accelera i suoi colpi nella mia fica e mi riempie nuovamente con un fiotto di liquido . E meraviglioso sentirmi cosi riempita ed appagata. Dopo il nostro rientro a casa, abbiamo incontrato altre volte Aidan ed Hamia e sempre abbiamo trascorso delle meravigliose serate insieme. Cosi’ abbiamo realizzato le nostre fantasie, solo che , ho notato, che Hamia viene spesso anche da sola e non perde occasione per gustarsi Marco . Uhmmmm forse deve rifletterci ................. By Monica September 2005
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20 anni fa
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Iniziazione
la storia si svolge in una stanza di un non meglio precisato comprensorio, io ed un mio collega stavamo perdendo tempo dopo la pausa pranzo, ad un certo punto Max mi dice che ha un bel filmino da vedere, così potevamo passare quell'oretta in modo piacevole, chiaramente non non pensavo fosse un porno. Max mi aveva più volte confidato di essere gay, e per nulla attratto dalle donne, cosa che io non ritenevo affatto un problema dato che con me si era sempre comportato bene, fino a quel giorno !!!! film durante se lo tira fuori e comincia a masturbarsi, e mi dice di fare altrettanto.. non avevo parole, non mi ero mai trovato in una situazione del genere, come rapito dal suo pene (dimensioni enormi) comincio a farmi una sega anch'io, solo che mi sono ritrovato a guerdare il pene di max e non il film porno ed a provare una forte eccitazione per quel menbro grosso e duro... pensavo che il pomeriggio si concludesse con una bella goduta in compagnia e basta, ma mi sbagliavo ad un certo punto lui si avvicina e comincia ad accarezzarmi il seno masturbazione durante, io comincio ad avere voglia di toccarglielo ma tengo le mani sul mio per oura vergogna ma stavo piano piano scoprendo il piacere di stare con un altro uomo. max capisce tutto (vecchio volpone) e inizia a masturbarmi, così che mi ritrovo senza niente in mano e colgo l'occasione per afferrare il suo, al solo contatto quasi vengo, ma resisto, mi voglio gustare questa sensazione di far godere un uomo. sento l'odore del suo cazzo salire forte nelle narici, max mi spinge dolcemente la testa verso il basso ma non resiste e schizza, un pò sulle mie mani e qualche goccia sil mio viso...porca miseria mi è rimasta la voglia di prenderlo in bocca, e chissà quando ricapiterà di stare solo con lui.... devo organizzare qualcosa. ho i sensi in subbuglio, la bocca che sogna ed un certo prurito al culetto, ma cerco di non pensarci, sono scombussolato ma felice di questa nuova esperienza, e max lo ha capito . la storia continua (come potevo rimanere così ?) commentatela e ditemi se è il caso di raccontarvi i mesi successivi grazie FLAVIUS
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20 anni fa
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Varie
Beatrice stuzzicatrice
Beatrice quel pomeriggio era libera, così mi chiese se potevo passare da lei ad installarle alcuni programmi antivirus nel computer. Risposi che mi sarei fermato appena finivo di lavorare e così feci. Io e Beatrice ci conosciamo ormai da tanti anni e tra noi c’è un bellissimo rapporto di affetto e di amicizia; lei per me è come una sorella e io per lei sono il suo “fratellone” – come si diverte a chiamarmi. Quel pomeriggio mi viene ad aprire vestita con una maglietta di cotone sopra l’ombellico, molto aderente e un’ampia gonna di lino. L’estate era appena finita ma l’aria era ancora calda. Dopo il solito abbraccio di saluto e un casto bacio sulla guancia mi fa strada fino in camera sua dove ha la scrivania e il computer. Io le chiedo di accenderlo, poi mi siedo sulla sedia da ufficio (quella con le ruote) e mi preparo ad inserire il cd-rom con dentro i programmi che le avevo promesso. Lei prende un’altra sedia e si siede vicino a me. Mentre faccio le mie installazioni parliamo di tutto per una buona mezz’ora, però io sono più concentrato su quello che appare sullo schermo che non sulle sue parole e lei a un certo punto, un po’ seccata, dice che va a farsi la doccia che tanto non la considero. Si alza, cerca dei vestiti e poi dice: “guarda qui che casino c’ho in questa camera!” Io senza distogliere lo sguardo dal monitor le dico che camera mia è molto peggio. Lei sbuffa, poi mi si avvicina alle spalle e mentre sono concentrato nel mio lavoro mi struscia e mi preme della stoffa colorata sulla faccia. Io scuoto la testa: “ma che fai!?” E lei: “sono le mie mutande!” “ma che schifo!” “guarda che sono pulite!” “vabbè fa schifo uguale!” “ah si?..” e me le ristruscia bene bene in faccia con ancor più avidità. Io, scherzando le dico: “basta! Guarda che così mi eccito!” “per così poco? Ha’ detto fossero usate…” “ma io immagino il contenuto… beata questa stoffa!” lei mi toglie quel indumento dalla faccia e ride, mentre io mi concentro nuovamente su quello che stavo facendo prima. Sento alle mie spalle del movimento, e poco dopo lei rompe il silenzio: “chiudi gli occhi, però non li aprire! Tienili chiusi…” io eseguo, divertito, mantenendo la mano sinistra sulla scrivania e la destra sopra il mouse “diaaaa… ora cosa vorrai fare!?” sento dietro di me che mi si avvicina alle spalle e poi mi posa una mano sulla fronte per tenermi ferma la testa “stai fermo eh…” con la mano libera mi preme nuovamente un indumento appallottolato sulla faccia e comincia a stropicciarmelo tutto intorno, poi si ferma tenendomelo premuto sul naso. “c’è il cloroformio stavolta?” dico io scherzando, ma l’odore che questa volta sento è inconfondibile. Apro gli occhi e vedo il colore nero della stoffa: ho la conferma che non era l’indumento di prima. La reazione nei miei jeans è istantanea e il pensiero che ora Beatrice è dietro di me senza mutandine sotto la gonna, accresce la mia eccitazione. Mi libero da quella deliziosa trappola e mi ruoto con la sedia verso Beatrice che tutta soddisfatta mi dice: “guarda!” e con le mani mi tende davanti le sue mutandine di pizzo nere. Io allungo di poco le braccia e con le mani le afferro la coscia sinistra, un po’ sopra al ginocchio. “non le avrai mica…” e mentre dico questo faccio scorrere la mano sinistra su accarezzandole l’interno coscia. Mi aspetto una qualche reazione da parte sua: che lei si ritragga, o peggio ancora, che mi dia uno schiaffone. Invece no, anzi si avvicina ancora un po’ e sorridendo fa per soffocarmi di nuovo con le mutandine. Io mi spingo con le gambe e indietreggio di mezzo metro, finché non sbatto con lo schienale della sedia contro la scrivania. Lei si riavvicina, sorride e riprende a stropicciarmi sulla faccia il suo indumento intimo, ma stavolta con molta meno avidità, quasi con delicatezza. La mia mano intanto va sempre più su, scivola sulla sua pelle morbida centimetro dopo centimetro e sta tirando su anche l’ampia gonna di lino. Ci guardiamo sorridenti, senza dirci niente, complici di questa strana situazione. La mia mano poi arriva al capolinea e si appoggia sotto la sua vulva che sento nuda e calda. Lei si avvicina ancora e mi si piazza davanti con le gambe leggermente divaricate. Io sono ancora seduto sulla sedia da ufficio e la guardo dal basso all’alto. Lascia cadere l’indumento a terra, poi afferra la gonna per l’orlo e se la tira su, offrendomi la visione del suo sesso nudo, talmente vicino che quasi me lo sbatte in faccia. Resto ad ammirare quel rettangolo di peluria nera ben curata e sotto le grandi labbra, carnose, leggermente più scure, che racchiudono bello stretto il clitoride che fa quasi capolino. Io mi sento stordito, non so dove mi trovo, se sto sognando o se mi ha fatto male qualcosa che ho fumato ieri. Già, ma io non fumo! Lei mi risveglia dalla catalessi con un rapido movimento di ventre e mi sbatte il monte di venere contro il naso. I suoi peli neri, folti e ben curati, profumano di femmina. “…e ora che fai?” mi dice con aria di sfida. Io non trovo le parole, balbetto qualcosa poi lei lascia ricadere la gonna dietro la mia testa e mi ci imprigiona dentro. Improvvisamente mi trovo in un altro mondo: l’atmosfera è riscaldata dalla luce giallastra che filtra dal tessuto della gonna e nell’aria c’è un intenso e delicato profumo di femmina che mi inebria le narici. Sotto quella campana di stoffa ci sono solo io, le sue gambe e il suo sesso, così giovane, ben curato, invitante. Faccio scorrere le mani con sensibilità e delicatezza fin dietro le sue natiche, morbide e generose, le attiro a me e affondo il naso tra i suoi peli. Aspiro profondamente quel aroma inebriante di ragazza e con la ingua inizio a farmi strada sotto il monte di Venere, dove si nasconde il piacere. Al contatto della mia lingua vicino al clitoride Beatrice ha un sospiro, sussulta e cambia posizione: solleva la gamba destra e appoggia il piede sul bracciolo della sedia. Il suo sesso è gonfio e con quella mossa le grandi labbra si sono leggermente dischiuse. Io inizio a lappare più avidamente, sto letteralmente sbavandogli addosso. Rigagnoli della mia saliva le corrono lungo le grandi labbra e si mescolano con i suoi succhi. Scivolo con il bacino un po’ in avanti, sulla sedia, in modo da poterle entrare meglio sotto con la bocca. Usando la lingua come fosse una pennellessa raccolgo il cocktail di umori e saliva e lo spalmo su per il solco della vulva. Sento scorrere la sua pelle e il suo sesso sotto la mia lingua. Ormai le grandi labbra mi lasciano strada libera e la mia lingua scivola presto più su, accarezzando le piccole labbra fino ad arrivare al clitoride. Sento una mano di Beatrice che si appoggia sulla mia testa, quasi a bloccarmi in quella posizione, ma io non ci sto e torno giù, un po’ più sotto di prima e incollo la mia bocca sul suo sesso. Ho il naso nella sua vulva, stretto tra le grandi labbra tanto che devo respirare con la bocca. Spingo fuori la lingua e la insinuo nella vagina. E’ un lago, un fiume in piena. La mia lingua si muove morbida e delicata dentro la sua intimità, ne esplora ogni millimetro. Beatrice comincia ad ansimare e a dondolare il bacino. Così facendo il suo clitoride urta contro il mio naso e scatena una reazione a catena che la porterà presto all’orgasmo. Io ritraggo la lingua mi discosto un po’. Ho la gola secca per aver respirato con la bocca e mi disseto leccando gli umori e la saliva che le colano lungo le cosce. Mi lecco anche i baffi, intrisi dei suo delizioso cocktail di piacere. Lei sposta il bacino in avanti, a cercare di nuovo il contatto. Io ritorno un po’ su, le infilo la mano destra sotto la vulva e inizio a muoverla avanti e dietro, ad accarezzarle il sesso, caldo e fradicio. Beatrice si riprende un attimo e con entrambe le mani la sento accarezzarmi la testa. Mi avvicino ai suoi peli e inizio a baciarle il monte di Venere. Intanto la mia mano è completamente bagnata dei suoi umori, appoggio il dito medio all’ingresso della vagina e lo spingo delicatamente dentro. La sento emettere un sospiro di piacere. Dentro è calda e bagnatissima. Le esploro la parete frontale della vagina e mi soffermo a giocherellare in quelle due fossette appena sotto la radice del clitoride. Intanto sposto i miei baci più in basso, un poco alla volta. Beatrice ansima e inizia a muoversi, poi mi preme la testa con le mani e me la spinge più giù. Credo di aver capito dove vuole che vado, e inizio a baciargli il clitoride, lo bagno bene con la mia saliva e lo lecco, delicatamente, poi lo succhio, lo lappo, poi lo lascio riposare un po’ e ricomincio. Intanto il dito non si è fermato e ora anche la punta dell’anulare è sulla soglia della vagina. Estraggo il medio, e spalmo gli umori tutto intorno all’apertura, poi con delicatezza, mentre la mia bocca si occupa del clitoride, faccio scivolare dentro le due dita. Beatrice ansima e si dimena. Quasi faccio fatica ad assecondare i sui movimenti senza staccare la bocca dal suo corpo. Poi inizia ad urlare, respira affannosamente e con le dita nel suo sesso sento le pareti della sua vagina stringersi ripetutamente e le gambe tremarle. Cerco di tenere la lingua ferma sul suo clitoride, senza sollecitarlo, mentre Beatrice libera l’orgasmo, poi si rilassa e respira profondamente. Mi distacco e estraggo delicatamente le dita dalla sua intimità, tirandomi dietro un filo luccicante di umori. Nascosto sotto la sua gonna mi porto le dita alla bocca e lecco quel succo di femmina che mi manda in estasi. Quando Beatrice abbassa la gamba dal bracciolo e indietreggia, tenendo sollevata la gonna per farmi uscire, mi trova ancora a leccarmi le dita con la faccia tutta impiastricciata dei suoi umori. “ma che schifo!” esclama. Io la guardo, sudato, stanco e sorridente. Non so cosa dirle, poi lei si volta verso la porta “vado a farmi la doccia” e uscendo riaccoglie le sue mutandine pulite da sopra il letto. Io rimango lì seduto, con il mio sesso gonfio che preme contro i jeans. Lo sguardo perso nel vuoto. Poi mi riprendo quando sento lo scrosciare dell’acqua dietro la porta del bagno, mi ricompongo girandomi con la sedia verso il monitor e faccio per indietreggiare un po’, ma qualcosa blocca le ruote. Abbasso lo sguardo e vedo le mutandine nere di Beatrice che sono ancora lì per terra. Le raccolgo, le annuso di nuovo e vado verso il bagno dicendo a Beatrice “Bea, hai lasciato queste…” “cosa? Entra, la porta è aperta…” [continua?]
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20 anni fa
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Anita
E’ da molto che non incontro Anna, da quando un paio di anni fa, mi ha aiutato a iniziare Margherita, l’emozione mi ha preso alla gola quando ho sentito la sua voce al telefono, siamo rimasti in silenzio, poi solo poche, pochissime parole per spiegarmi quello che mi chiedeva di fare per lei, e ora sono qui, appoggiato alla macchina, in un parcheggio appena fuori dall’autostrada, un posto comodo per incontri frettolosi, scambi di merci, per brevi colloqui in cui ci si tocca appena, tutto si svolge in modo distaccato, freddo, quasi senza contatto reale. “chi è per te?” “è la mia compagna, Anita vive con me da sei mesi” “perché vuoi affidarmela?” “c’è qualcosa che ci separa, che non ci permette di comunicare altre un certo limite, lo sento, lei lo sente” “e io, cosa posso fare per voi?” “credo, credo che Anita debba fare quello che ho fatto io, tutto quello che ho fatto io, altrimenti ci sarà sempre un diaframma a separarci” “cosa le hai detto?” “poco, o meglio niente, ma il marchio che porto parla, parla da solo” “pensi che sia in grado di sopportare quello che hai voluto sopportare tu” “non lo so, ma io,……………….o meglio noi, non sopportiamo il nostro stato attuale, dobbiamo conoscerci fino in fondo e tu ci puoi aiutare, devi starle accanto come sei stato accanto a me, sorreggerla, condurla, spingerla, mai costringerla, se è come sento, farà molta fatica, ma alla fine arriverà dove sono stata io” “ti amo ancora lo sai?” non so perché mi sfuggano queste parole, non volevo, non dovevo dirle, Anna mi guarda mi accarezza leggermente la guancia “lo so, per questo ti affido Anita, vado a prenderla altrimenti potrei cambiare idea” la sua macchina è poco lontana, una decina di metri, c’è anche un uomo dentro, potrebbe essere anche solo un autista ad Anna non è mai piaciuto guidare, l’uomo scende, apre la portiera posteriore, ne esce una ragazza, giovane, alta, veste una gonna corta ma non troppo e un top senza maniche che lascia ventre e spalle scoperte, Anna la tiene per mano, la tiene ferma come per mostrarmela, il seno non è grande, ma sembra molto sodo, il fisico è quello di un corpo allenato ed in piena salute, il viso, il viso è serio, teso, labbra carnose ai limiti del volgare, occhi verdi quasi di gatto, capelli nerissimi lunghi e lisci, non porta gioielli, neanche orecchini, ora si avvicinano. “questa e Anita” nient’altro, altre parole sembra siano di troppo, cosa può dirmi ancora, raccomandarmi? Anna si allontana senza voltasi indietro, mi ha messo in mano un busta e mi a bacia sulle labbra, dopo aver baciato quelle di lei. Ora io e la ragazza siamo soli, sono rimasto qualche istante a guardare i fanalini della macchina di Anna che si allontanava, poi mi giro la ragazza è rimasta ferma ad aspettarmi “cosa c’è in questa busta” “i miei documenti, Anna non ha voluto che portassi altro, devi tenerli tu, io non devo avere niente, solo quello che indosso, no ho portato altri vestiti, ne gioielli, sotto non porto nulla, ha voluto che mi consegnassi più nuda possibile” “sali in macchina” sale senza parlare, rientro in autostrada, rimaniamo in silenzio, non accendo neppure lo stereo, ascolto il suo respiro, il suo odore, nulla deve distrarmi, non torno verso casa, ma non ho al momento meta, guido e basta, senza pensare verso dove, avevo preparato una specie di programma per ottenere quello che Anna mi aveva chiesto, ma ora mi rendo conto che non era che una fotocopia rivista e corretta di quanto avevo vissuto con lei anni prima, Anita è diversa lo sento devo farle percorre strade diverse, ma arriverà agli stessi bivi, agli stessi incroci e forse alla stessa meta. Conosco poco la città dove siamo arrivati, ma non mi ci vuole molto per trovare quello che cerco, cerco un albergo di infimo ordine, un Hotel Fiera, di una fiera che non esiste più, ricordo di un periodo florido che se ne è andato, il portiere ci guarda, lei una puttana io il cliente, come buona parte degli ospiti che accoglie, ma capisce subito che non può essere così, è troppo smaliziato, troppo esperto, resta dietro al suo bancone a guardarci mentre ci avviamo verso l’ascensore, a farsi domande a cui non ha risposte, sono io poco più tardi a dargliene qualcuna, chiedergli di procurami una Puttana, una Puttana per far divertire la mia ragazza, lui sorride, una nuova storia da raccontare ad amici e a qualche collega, una delle tante solo un pò più sordida delle solite. Ed eccola la Puttana, volgare e indifferente come deve essere, vesti minime e tacchi assurdi, rossetto scadente che sbava sul sesso di Anita, mentre su mia richiesta glielo sta leccando, gesti automatici ma sapienti, nulla ormai la stupisce, Anita si trattiene, il corpo ha scatti brevi, la sua pelle le sue membra si ritraggono per istinto, per ribrezzo spontaneo, ma torna a rendersi accessibile come le ho chiesto di essere, chiude gli occhi cercando di cacciare l’immagine che vede di se, ma il suo corpo sente, sente con forza, il respiro le si fa corto, allarga le gambe più di quanto serva all’atto che sta subendo , è un segno di resa, la puttana capisce, una sua mano ora può entrarle dentro e possederla, il ventre di Anita si contrae, mi infilo un preservativo, e mi accosto alle due donne, accarezzo il culo della puttana, e la fotto , ha la figa larga, come vuota, continuo a fotterla, aspetto l’orgasmo di Anita, so che arriverà e che sarà forte. “mettiglielo in bocca” sto porgendo alla Puttana il preservativo che mi sono appena sfilato “sei proprio un porco” “fallo e basta senza commenti” “contenti voi” Anita è ancora distesa sul letto, ha il corpo coperto di sudore, guarda la Puttana avvicinarsi, istintivamente gira la testa, mi avvicino la costringo a girarla dalla parte della Puttana, la bocca non ho bisogno di forzarla, l’apre da sola, la Puttana vi lascia cadere il preservativo dentro. “ora chiudila” Anita chiude la bocca, rialza di scatto il busto, sta per avere una crisi di vomito “fermati, trattieniti, calma, calma” Ha il viso paonazzo, il corpo scosso da sussulti, ma si calma torna a sdraiarsi, ha le gote gonfie come per evitare di toccare quello che la sua bocca contiene. “ora masturbati so che hai voglia di farlo, e evidente che l’orgasmo di prima non ti è bastato” lo fa, lo fa all’inizio con gesti incerti, poi via via lascia ogni controllo, e finalmente si fotte con la sua stessa mano, lo fa con violenta oscena determinazione, fino a venire un’altra volta, sputando il preservativo, la mia sborra e residui di vomito. La Puttana è rimasta a guardare, prende la sua borsa e si avvicina alla porta. “ascoltami piccola lascia questo porco, conosco i tipi come lui, non si accontentano mai, anche fare il mio mestiere e meno pericoloso di frequentare questa gente” ANITA 2 Anita si è lavata, e rivestita, siede silenziosa su una delle due sedie di legno della camera, sono sceso per fare colazione, lei non ha voluto muoversi, è scossa, impaurita, le ho portato del caffè, lo beve in silenzio, e mi guarda. “vuoi che chiami Anna e che venga a riprenderti?” “no” “vuoi andartene da sola? Posso darti dei soldi, non sei obbligata a tornare da lei” le pause di silenzio sembrano diventare una costanza nel rapporto che si sta sviluppando tra noi, la pausa non è molto lunga, ma è pesante e importante, forse definitiva “resto, andiamo avanti” “avanti? avanti sarà molto peggio” “lo so, ma prima con quella donna” “chiamala Puttana devi dare alle cose il loro nome, devi guardare quello che ti accade nella sua realtà, non velarlo, e tanto meno trasformarlo” sembra un animale braccato, scovato nel rifugio della sua tana “con la Puttana” pronuncia quella parola quasi con rabbia, quasi me la grida in faccia “con la Puttana ho goduto come non mi era mai capitato prima, neanche facendo all’amore con Anna, godevo a qual modo” “ti senti in colpa per questo?” “si, ma comincio a capire il modo con cui Anna si dava a me, sentivo che lei lo faceva con una libertà che a me non riusciva di avere” “con Anna facevi all’amore, con la Puttana hai fatto un’altra cosa, una cosa che pochi sanno fare, ti sei fatta animale e quel che più conta, hai goduto nel sentirti tale, se resterai, proverai cose che ti faranno male, male fisicamente e moralmente, proverai dolore e terrore, proverai ribrezzo, Anna è arrivata in un modo diverso dal tuo, non lo ha fatto per compiacere a nessuno erano cose che doveva e voleva conoscere” “non lo ha fatto per compiacere a te?” “no, io le ero solo al fianco per un caso fortuito, le sono stato vicino, lo sorretta quando le serviva un appoggio” “la rimpiangi?” “molto, anche se quell’esperienza mi ha rovinato, nulla può essere normale ora per me” “aiutare me ti farà male?” “è inevitabile” “e allora perché non ti sei rifiutato?” “perché come ti ho appena detto, ormai non provo più nulla in rapporti comunemente accettati, nulla che sia normale mi emoziona, ed io ho fame di emozioni, me ne drogo” “ma Anna riesce ad essere anche normale, o almeno cosi mi sembra” “lo so, lei è più forte, riesce a dominare quanto di oscuro ha acquisito, quando le serve lo usa, lo gestisce, altrimenti lo lascia nascosto e innocuo dentro di se” “Anna desidera che faccia delle cose,………………………… dice che solo dopo potrò avvicinarmi completamente a lei, conoscerla fino in fondo, ma non so quali siano queste cose, non ha voluto dirmele, ho capito che era diversa, appena lo incontrata, non ero mai stata con una donna, Anna non è Lesbica anche ora che è con me continua a vedersi con un uomo, quello che guidava l’auto, ma nonostante ad entrambe continuino a piacere gli uomini, ci siamo desiderate subito, indipendentemente dal nostro sesso, la prima volta che abbiamo fatto all’amore ha voluto che lo facessimo al buio, solo più tardi mi ha permesso di guardarla ed ho visto il marchio che porta, mi ha raccontato di essere stata marchiata con un ferro rovente e ferrata con anelli ai seni e al sesso, ma non mi ha detto altro, solo un mese fa mi ha parlato di te e del suo desiderio di farmi seguire la sua stessa strada, ho accettato dopo qualche giorno, quando ho capito che non potevo conoscerla in nessun altro modo, quindi andiamo avanti” “come? Non devo e non voglio essere io a indicarti strade da percorrere, non a questo punto, ci saranno dei passi a cui dovrai essere forzata, ma non sono ancora arrivati, quindi pensa, rifletti ” passiamo tutto la mattinata, assieme usciamo a comprarle qualcosa da vestire, niente di particolare, gonne molto più corte di quella che indossa, magliette aderenti e minime, e scarpe, sandali dal tacco molto alto, niente intimo, mi piace sentirla nuda accanto mentre camminiamo tra la gente, e percepisco che questo è un piacere che le crea stimoli continui. Anita 3 “Prostituirmi, credo che dovrei prostituirmi, vendermi agli uomini, provare a fare la puttana, sono sempre stata sessualmente molto recettiva, eccitabile, ho sempre provato piacere a mostrarmi ad essere guardata e desiderata, ma sono sempre stata molto protetta da chi mi era attorno, le situazioni volgari o pericolose mi hanno solo sfiorato, gli uomini con cui sono stata mi hanno sempre trattata molto bene, amata, potrei dire quasi adorata, anche Anna si è fino ad ora presa cura di me quasi fossi una sua sorella minore” “questo atteggiamento verso di te ti pesava? Ti infastidiva?” “no, assolutamente no, non mi ha mai pesato, per me era normale fosse così, ho due fratelli maschi molto più vecchi di me , uno di dieci l’altro di tredici anni, mi hanno da sempre coccolata, stravedevano per me, ho sempre frequentato i loro amici più dei ragazzi della mia età, ero la mascotte della loro compagnia, a quattordici anni hanno inevitabilmente cominciato a corteggiarmi, sono stata con qualcuno di loro, ma solo bacetti, carezze, niente di più, poi c’è stato Franco, il migliore amico di mio fratello maggiore, era bello e intelligente, e mi faceva sentire una principessa, con lui ho fatto all’amore per la prima volta, è durata un anno, tutto di nascosto, mio fratello non lo doveva sapere, gli avrebbe spaccato l muso geloso com’era, è terminata solo perché lui si è trasferito lontano, per lavoro, ed io ero troppo giovane ed insicura per seguirlo, i ragazzi che ho avuto dopo erano tutti sulla sua falsariga, colti, puliti, innamorati, alla Puttana invece facevo schifo, schifo perché mi abbassavo per compiacere a te a farmi fottere da lei. Almeno era questo che credeva stesse accadendo” “era così?” “solo in parte, lo facevo per Anna, e anche per piacere a te, ma c’ero anch’io in quella stanza d’albergo, ho aperto le gambe per farmi leccare meglio la figa senza che nessuno me lo chiedesse, il piacere che già provavo non mi bastava, con la Puttana per la prima volta mi sono sentita disprezzata, quando ho preso il tuo preservativo in bocca, credevo di morire, non riuscivo a gestire le mie sensazioni, il tatto il gusto, l’olfatto, ogni senso era sovraccarico, e sono letteralmente scoppiata, avevi ragione dovevo masturbarmi, fottermi, lo avrei fatto comunque anche senza il tuo ordine, in quel momento avresti potuto farmi fare qualsiasi cosa” “è quello che farai, forse prima di quanto pensi, comunque iniziamo da quello che hai scelto tu, ti venderai, venderai le tue prestazioni, come fossi una prostituta” Quello della prostituzione è un ambiente difficile e pericoloso, pieno di regole e di territori da rispettare, dove sono ora non conosco nessuno, potrei rivolgermi al portiere per trovarle dei clienti ma è anche lui legato certamente a qualche clan che interverrebbe per avere la sua parte, e molto probabilmente cercherebbe di trattenere Anita e di immetterla nel proprio giro, decido di lasciare l’albergo, e di ritornare verso casa, Anita non mi fa domande ma ha il viso teso, ha stento trattiene l’apprensione che cova dentro. Ci fermiamo sul piazzale di un grosso grill, è quasi notte alcuni Tir sono parcheggiati in disparte, anche l’autostrada ha i suoi padroni, ma siamo vicini a casa, e qualora servisse, potrei far intervenire qualcuno che conosco a proteggerla. “stai tornando dalle vacanze con il tuo ragazzo, ma sei ancora lontana da casa, vi hanno rubato tutto, soldi, documenti, siete senza benzina, avete fame, non puoi chiamare nessuno, nessuno deve sapere che sei andata in vacanza con lui, le vostre famiglie disapprovano in tutto e per tutto il vostro rapporto, per andare in vacanza con il tuo ragazzo, hai raccontato balle a tutti, anche alle amiche che ti hanno coperto con i tuoi genitori, ma non è la prima volta che fai sesso per soldi, lo hai fatto tre o quattro volte, la prima quando hai compiuto diciotto anni per una stupida scommessa, le altre così, per comperarti qualche vestito e per fare a lui un regalo, il tuo ragazzo è d’accordo, anzi la cosa lo eccita, mostragli la macchina, servirà a renderli più prudenti, digli che lui aspetta dentro” “perché devo raccontare una storia così, e non dire solo che sono una puttana e basta” “tutti i clienti vogliono sentire una storia dalla Puttane, una storia che permetta loro di credere che scopano non proprio con una prostituta, e questa è una storia verosimile, sta a te trovare il modo di interpretarla, se lo farai bene il cliente si comporterà bene, altrimenti si sentirà tradito e allora diventerà cattivo” “alla fine non dovrò fingermi una vera puttana?” “forse e meglio che ti pensino solo come una ninfomane in cerca di cazzi” “è questo che devo fare?” “io o scritto un brogliaccio, tu devi interpretarlo e quindi sta a te scegliere come” “quanto devo chiedere?” “di che ti servono almeno cinquecento euro, così non ti basterà fare un solo cliente e…………., prendi questi” le porgo una confezione di preservativi che ho preso nel distributore dei bagni, li prende è ancora incerta, titubante. “vai o ripartiamo e non se ne fa niente” li mette nella tasca dietro della mini di jeans che le ho fatto indossare, è cortissima, indecente, mentre prendevamo qualcosa dentro al grill la vedevo in evidente imbarazzo per come era scoperta, sentiva gli occhi di molti addosso, occhi che cercavano di scoprirla ancora di più di quanto gia non fosse, ma cammina lenta verso i grossi camion, è in una zona con molta luce, ma i suoi movimenti non sono più schivi, dalle macchine la guardano e lei si lascia, si fa guardare, e capisco da come si muove che questo le piace. Credo di aver dormito, da molto non guidavo così a lungo, sento la portiera aprirsi, Anita sale senza parlare. “possiamo andare?” il tono è quello di una richiesta, ma avverto apprensione e fretta, fretta di allontanarsi “com’è andata?” “possiamo parlarne più tardi, ti prego” Metto in moto e riprendo il viaggio, Anita guarda fuori, dalla parte del suo finestrino, non guarda mai avanti, non guarda mai verso di me, quando riprende a parlare lo fa con voce bassa, leggermente rauca “Mille! Ho fatto Mille euro” “più di quello che dovevi chiedere, come mai?” “lasciami riposare un pò ti prego” ritorna in silenzio, mi chiede solo di poter abbassare il sedile, per quasi un’ora sembra dormire, poi quando ormai comincio a riconoscere i luoghi vicino a casa, vedo che inizia lentamente ad accarezzarsi l’interno delle cosce, a salire verso il sesso, e torna a parlare “Il primo camionista quello sul camion rosso, voleva darmi solo cinquanta euro, io insistevo a dirgli che ne volevo almeno cinquecento perché quelli mi servivano, gli ho raccontato la tua storia, non so se mi abbia creduto, forse si, è stato lui a proporre di chiamare i sui colleghi negli altri camion per raggiungere la cifra, io ho tentennato, volevo tornarmene indietro, Prostituirmi con una persone mi sembrava accettabile, farlo con molti e forse contemporaneamente non mi sembrava possibile, ma lui ha insistito, mi ha garantito che li conosceva tutti bene, che erano tutti brava gente, gente pulita, i camion parcheggiati li vicino erano cinque, così mi sono ritrovata a raccontare nuovamente la stessa storia ad altre persone e a vendermi a loro, qualcuno sorrideva, furbo e diffidente, un paio sembravano volermi credere, non ci è voluto molto comunque ad accordarsi, che mi credessero o no, quello che offrivo andava bene a tutti” “ti stai masturbando?” “si, ho bisogno di farlo, stento a credere che sia accaduto, mi guardavo come da fuori, a tratti ero un’altra persona, poi tornavo ad essere io, li sentivo, li sentivo dentro, li sentivo addosso, e mi piaceva” “continua” “uno dei camionisti trasportava un container vuoto, siamo saliti tutti dentro, tutti assieme, non uno alla volta avevo insistito su questo punto ma loro non mi hanno ascoltata e hanno fatto a modo loro, mi sono spogliata e mi sono fatta dare i soldi, per la prima volta vedendoli tutti assieme la cosa cominciava a sembrarmi reale, non un incubo, una fantasia, non sapevo come comportarmi, mi hanno indicato un mucchio di vecchie coperte, mi ci sono sdraiata sopra a gambe aperte e ho aspettato, ha cominciato quello del camion rosso, all’inizio erano quasi gentili, ma io ero rigida non riuscivo a muovermi, la cosa li irritava, dicevano che sembravo una delle loro mogli, che dovevo muovermi, se non ero una bagascia almeno dovevo cercare di fingermi tale, ho cominciato a muovermi e a fingere in coinvolgimento che ancora non provavo, a simulare piacere, a sparlare ad ansimare, a gridare forte, da quel momento tutto è stato più semplice, ad un certo punto ho smesso di simulare, ogni mio gesto ogni mio suono è diventavo autentico, mentre uno mi fotteva, gli altri venivano vicino a guardare, non c’era molta luce dentro ma avevano delle torce elettriche che mi puntavano addosso, ho allungato una mano verso il più vicino, lo allungata fino a toccargli, a prendergli il sesso in mano, e tutto all’improvviso ha preso un altro ritmo, quelli che non mi stavano fottendo commentavano i miei movimenti, le mie pose, mi toccavano il seno, mi palpavano il culo, me lo mettevano in bocca, io non capivo più niente, mi giravano e mi rivoltavano come fossi stata di pezza, riuscivo solo a capire li volevo sempre dentro, che volevo prenderli anche nel culo, nel culo ero vergine, ma non glielo detto, me lo sono fatta rompere, dopo la terza o quarta scopata, il primo che mi ha preso da dietro, mi ha fatto male, poi è stato più facile, loro non si sono accorti di nulla, tanto erano infoiati” “è stato per il culo che ti hanno pagata di più? ” “no il culo non era nei patti, ma mi sono trovata ad un certo punto nella posizione giusta, e lo chiesto io, lo desideravo troppo, il mio culo lo hanno usato tutti. tutti più di una volta, quando hanno finito, mi sentivo come in albergo con la Puttana, avevo goduto, ma non ero ancora totalmente sazia, ho cercato di provocarli, ho detto loro che mi servivano altri cinquecento euro, mi guardavano, era ancora nuda, stesa a terra, loro si stavano rivestendo. Sembravano esausti, uno scuoteva la testa, ma gli altri si sono avvicinati, tutti erano venuti almeno un paio di volte, i preservativi che avevano usato erano li vicino a me, ne ho preso un paio tra le dita, ho ingoiato il contenuto, capisco che non avrei dovuto farlo, ma sono in gioco e credo che questo gioco non ammetta forme di prudenza, sentivo le cose che dicevano di me, sempre più volgari e sporche, uno di loro mi dice che per cinquecento euro dovevo farmi pisciare in faccia, visto che di sborra non ne avevano quasi più nelle palle, pensava che mi sarei rifiutata, ma mi andava bene, in quel momento mi andava bene anche quello, qualsiasi cosa purché sporca e anormale mi andava bene, confabulavano tra loro, non qui dentro disse il padrone del camion, mi hanno preso per le braccia e trascinata fuori, i camion facevano da barriera, e poi armai poche macchine si fermavano nel piazzale, avevano perso ogni rispetto, hanno continuato a trascinarmi senza lasciarmi camminare, l’asfalto mi graffiava i piedi e le gambe, mi hanno appoggiato con la schiena conto una delle ruote, io sono rimasta ferma ad aspettare che mi urinassero addosso, l’urina era schifosamente calda, come l’acqua che hanno preso da un cassone sotto il camion per farmi lavare quando hanno finito” quarto “dimmi la cosa più depravata che hai fatto fino ad ora?” Frolo, schifoso essere abbietto, ma è la materializzazione in sembianza umana del mio essere più nascosto, non aspetta, non attende, mette in un angolo la nuova preda “mi sono fatta pisciare addosso da un gruppo di uomini, prima mi sono fatta scopare, scopare per soldi da tutti, come una vera puttana” è arrogante Anita, Frolo irrita, ispira repulsione, ma esercita in molti un fascino orrido a cui è difficile sfuggire, i suoi modi brutali e rozzi provocano in Anita una reazione quasi violenta, gli sputa in faccia la sua recente esperienza con i camionisti certa di stupirlo, l’essere stata capace di tanto, la fa sentire abbastanza forte da tener testa a questo piccolo grasso, sporco essere umano, Frolo ride, ride e mangia, ha visto un piatto pieno d’uva e ne sta mangiando il contenuto, avido ed ingordo come sua abitudine, ha la bocca piena, le guance gonfie di chicchi ingoiati a manciate, le labbra gocciolano succo e saliva, ride lasciandosi sfuggire parte di quanto ha in bocca, mi infastidisce averlo in casa mia, ma amici comuni ci hanno avvertito che il suo Ristorante è controllato dalla Polizia, i suoi traffici danno troppo nell’occhio e gli è stato consigliato di usare prudenza, casa mia al momento non subisce nessun genere di controllo, malgrado le blasfeme abitudini. “pisciata addosso, ma che brava, pisciare in bocca alle ragazzine è uno dei miei passatempi preferiti ma, piccola puttanella, le cose che esigo dalle mie donne sono molto ma molto più schifose e violente, tu sei ancora una verginella, una bella carina timida verginella.” Frolo gira attorno alla ragazza la squadra la tocca come un mercante di vacche controlla la bestia che sta per comperare. “Addestro donne, ragazze come te, a sopportare violenza e dolore, a compiere ogni sorta di porcate, molte le portano da me, legate ed imbavagliate, altre vengono accompagnate dai loro amanti, io non faccio differenze, le schiaccio, le riduco a poltiglia, e poi le ricostruisco, corpo e mente per l’uso a cui sono destinate, non guardarmi con quegli occhioni spalancati, questo e solo il mio mestiere, addestrarvi a qualsiasi forma di sesso, farvi diventare animali da monta, esseri adattati a soddisfare persone ricche e particolari alla ricerca di qualsivoglia forma di piacere, senti come parlo bene, come parlo forbito, tratto con tanta bella gente, gente dall’apparenza lustra e fine, e ultimamente mi ingegno a parlare come loro. I miei fornitori mi portano una ventina di ragazze all’anno, la metà la scarto, troppo paurose, troppo fragili, crollerebbero subito e io avrei perso tempo per niente, alcune finiscono sul marciapiede a fare le puttane, le altre le addestro. L’addestramento ha i sui rischi, ti garantisco che il mio non è un lavoro facile, perdo due o tre ragazze durante questa fase, lascio a te immaginare cosa voglia dire perderle, quelle che restano rendono hai loro padroni e a me molto danaro, hanno imparato a sopportare il dolore, ha chiederlo come fosse una forma di piacere, sanno farsi cesso ad uso dei clienti, alcune si accoppiano con animali provandone anche gusto, o almeno così deve sembrare a chi le guarda, abbiamo una specie di contratto, se dopo cinque anni sono ancora vive, tornano libere padrone di se stesse, ma anche questo ha uno scopo, se non avessero questo sogno lontano, questa possibilità remota, si ridurrebbero a larve prive di cervello, e diventerebbero inutili bambole di carne da strapazzare senza gusto vero, tu sei una delle rare che viene da me a mani libere, senza essere stata ne rapita ne ingannata, tu come la tua amica Anna e le altre che mi ha portato il mio qui presente Amico, puoi scegliere, pensaci, ma renditi conto che le poche gocce di piscia che hai ingoiato non sono neanche un aperitivo di quello che ti aspetta” “Anna ha fatto veramente questo per cinque anni” ”no Anna non lo ha fatto per cinque anni, lo ha fatto per un periodo molto più breve, mesi ma lo ha fatto, per questo porta quel marchio, tutte quelle che lavorano per me devono essere marchiate e ferrate” “anche gli animali?” “cani, la tua amica Anna preferiva i cani” Anita è appoggiata ad un angolo della stanza, sembra quasi non reggersi in piedi, essersi fatta minuta, il viso è bianco, terreo, il corpo scosso da brividi “non ci credo, non ci voglio credere, è un incubo, è tutto un incubo da cui non riesco a svegliarmi, Anna non può pretendere, sperare che io faccia veramente questo” Frolo mi guarda perplesso, la reazione di Anita è di evidente rigetto, scuote la testa, ma avevo previsto quello che stava accadendo, o meglio lo avevamo preventivato, ho passato ore al telefono con Anna, parlando di quanto aveva fatto Anita e di come reagiva, pensando e valutando modi per rendere ad Anita possibile il passo che volevamo farle fare, in alcune telefonate abbiamo quasi concluso di lasciare perdere tutto, di non spingere la ragazza oltre, ma ora Anna è nascosta nella stanza accanto ascolta e vede tutto dietro ad un falso specchio, è ora Anna decide che è indispensabile il suo intervento. è entrata nella stanza senza quasi far rumore, si avvicina ad Anita, senza fretta, camminando lenta, la accarezzata, la trattiene a lungo tra le braccia, le mormora parole frasi, piccoli baci sulle guance, poi si gira e va verso Frolo. “ciao vecchio porco” “ciao cagna” “perché mi chiami così?” “perché la cosa sembra sconvolgere la tua protetta” “perché non sa che i cani sanno essere molto più dolci di certi uomini, ma tralasciamo i convenevoli, baciami e fottimi, anzi fottimi il culo” Anna si avvinghia a Frolo lo bacia in bocca, incurante che questa sia ancora piena d’uva, Frolo la fruga sotto i vestiti, sotto Anna non porta nulla, Frolo le scopre il culo, il culo marchiato, i due respirano forte, la stanza si riempie di rumori osceni, di grida represse, di odori forti, Anna apre i pantaloni a la camicia di Frolo, gli lecca ostentatamente la pancia gonfia e pelosa, si riempie la bocca del suo scroto, ingoia avida il sesso, ormai è nuda e si mette a terra, la faccia rivolta verso Anita il busto appoggiato al pavimento, il culo verso l’alto, verso Frolo, con le mani si divarica le natiche. “spaccamelo ora, maiale!” Anita assiste alla scena ferma nel suo angolo, quando tutto è finito Anna le si avvicina, è sudata, sporca di Frolo, e di me che non mi sono limitato a guardare. “se non vuoi andare con lui, puoi anche non farlo, e tornare a casa con me, hai visto e fatto già molto, e credo ora tu mi conosca per quello che sono stata, e per quello che ancora sono dentro, Frolo non ti serve più, vedrai, vedrai staremo bene assieme, meglio di prima” Anita sembra bloccata, quasi non ascolta le parole di Anna, guarda verso Frolo che si sta rivestendo e borbotta parole incazzate “ok,Vado con lui, mi fa ancora ribrezzo, è ho paura di quello che può succedere, anche tu Anna è il tuo amico ora mi fate ribrezzo, ma continuo ad amarti e credo di sentire qualcosa anche per Paolo, quindi non ho alternative, vado con lui, altrimenti scappo e fuggo da tutti voi, te compresa, ma voglio solo capire perché mi hai fatto questo, prima di andare” “perché?, perché io non posso più fare queste cose, ormai sono un personaggio conosciuto, i miei concerti mi occupano troppo tempo, e soprattutto prima o poi verrei scoperta e dovrei rinunciare a tutto, ma ho bisogno di rivivere quello che avevo fatto e posso farlo solo per il tramite di un’altra me stessa, per poter bilanciare le tensioni che mi scoppiano dentro, e ho trovato te, mi sono innamorata di te perché sentivo che eri l’unica persona adatta, lo so è un semplice egoistica motivazione per rovinare una ragazza splendida come te, ora scappa, scappa da lui, e scappa più ancora da me e da Paolo che siamo anche peggiori, siamo lupi travestiti da degne persone” “non posso fuggire, lo sai, lo sapete bene tutti e due, mi avete portato voi a questo passo lo avete reso inevitabile, ora mi invitate a scappare, ma è solo un modo per sedare il vostro senso di colpa, quindi Anna, non dirmi di scappare, non incitarmi a farlo non è quello che desideri, non sono arrabbiata, continuo ad essere innamorata di te anche ora, ora che mi rendo conto che mia hai spinto verso una strada senza uscita, ma ormai quello che ho fatto, e quello che mi è stato solo raccontato che dovrei fare, mi si è appiccicato addosso, è come un’ameba, mi si sta spalmando addosso, diventa ogni giorno parte di me, quindi sig. Frolo mi aspetti, vengo con lei” non dice altro segue Frolo quasi correndo, io e Anna la guardiamo salire nella sua macchina e allontanarsi. Quinto Anita è con Frolo da circa tre mesi, vado a trovarla spesso, due o tre volte alla settimana, faccio all’amore con lei o la scopo, a seconda degli umori che mi prendono, rivivo leggendo sulla sua pelle i segni delle sevizie a cui Frolo la sottopone, segni di corde strette a polsi e caviglie, segni di fruste, di sottili canne di legno flessibile, rivivo ogni colpo, quelli che le ho visto ricevere, quelli che io stesso le ho dato, e quelli a cui non presenziavo. Frolo è capace di un’accorta gestione di ogni situazione in cui mette le sue vittime, è incredibile come un essere così rozzo sappia capire le ragazze che gli si affidano, le porta dove vuole, o forse dove loro stesse desiderano andare, per ognuna inventa tecniche e tattiche diverse, Anita subisce l’effetto della vergogna, la vergogna diventa per lei una fortissima fonte di eccitazione, il suo addestramento al dolore e all’umiliazione è quindi sempre pubblico, un pubblico piccolo o grande a seconda del caso, anche quando viene prostituita, non viene ceduta mai ad un solo cliente per volta, ma sempre ad un gruppo, perché possa contemporaneamente essere usata come una puttana e osservata mentre si comporta come una puttana. Anita sprofonda inesorabilmente nell’inferno in cui l’abbiamo introdotta, ci sprofonda mescolando piacere e repulsione, tenta piccole ribellioni, cerca di opporsi, ma qualcosa nella sua natura la costringe a proseguire ad andare più a fondo, è forte molto più forte di quanto pensassimo, durante una “esibizione” dopo una serie violenta e molto lunga di colpi di frusta, sembrava sfiancata al limite del collasso, Frolo attento come sempre ha fermato chi la stava colpendo e gli ha consigliato di sostituirla con un’altra ragazza, Anita ha alzato la testa, sembrava rinata, ha urlato che continuassero pure, che poteva e voleva resistere ancora per molto, Frolo ha controllato la sua pelle i punti in cui si era rotta, a parlato con l’aguzzino, l’aguzzino a ripreso a colpirla con forza evitando di colpire le zone più danneggiate, colpendo per aumentare il dolore dove non c’erano danni evidenti, lei ad ogni colpo ripeteva quasi con calma di non smettere guardando lui ed il pubblico con sfida e disprezzo . Quella stessa sera è stata ferrata, il sesso e i capezzoli le sono stati forati, Frolo aveva tutto pronto aspettava solo il momento adatto, Anita è stata legata stretta fino a renderle le carni bluastre, i capezzoli le sono stati forati due volte una orizzontalmente per applicare un anello, l’altra verticalmente, dall’alto per passarvi una barretta chiusa da grosse sfere, le hanno tolto le corde per permettere al sangue di tornare a circolare, Anita aveva subito l’operazione in assoluto silenzio solo gli occhi pieni di lacrime lasciavano capire il dolore che stava provando, si e coperta il volto con le mani per qualche minuto poi si è messa da sola nella posizione adatta all’operazione successiva, quella che le avrebbe deturpato il sesso, ha rifiutato le corde, malgrado la sua determinazione questa volta Anita non riusciva a trattenere le urla, stavano usando una specie di punteruolo e dovevano esercitare molta forza per attraversare lo spessore di pelle e carne, ora ha una barra chiusa da un anello di un paio di centimetri di diametro che le attraversa il clitoride, ha tre anelli per parte, e uno alla chiusura del sesso vicino all’ano, un ultimo anello quello più evidente lo porta sulla bocca al labbro inferiore “per stimolare meglio il cazzo dei clienti quando li prenderai in bocca, e perché anche per strada pensino male di te” queste sono state le parole di Frolo mentre costringeva Anita a guardarsi allo specchio. “devo parlati” sono andato a Anita come armai d’abitudine in uno dei suoi giorni di riposo, abbiamo fatto all’amore in maniera insolitamente dolce, ora lei è tranquilla appoggia la testa sul mio petto, ascoltiamo della bella musica, tutto è calma e quiete apparente, abbiamo un pomeriggio intero solo per noi. “ho parlato con Anna, lei è d’accordo ha cercato di dissuadermi ma alla fine mi ha dato il suo consenso, ma voglio anche il tuo, ormai mi sento tua quanto mi sento di Anna” “cosa devi chiedermi di così importante?” “Frolo mi ha chiesto di diventare una delle sue ragazze?” “lo sei già anche se solo temporaneamente” “mi ha chiesto di diventare come le altre, di avere lo stesso impegno e di correre gli stessi rischi, impegno e rischi che non posso garantire fino a che gli sono ceduta in maniera così precaria, ora ha sette ragazze, una raggiungerà tra qualche tempo il diritto di andarsene, io dovrò sostituirla per i cinque anni che verranno” sapevo della intenzione di Frolo ma non ne avevo parlato ne con Anita ne con Anna “credi di farcela ad arrivare in fondo, Frolo non ti risparmierà nulla, per lui conta solo il danaro che produrrai” “chi sia Frolo ormai lo so bene, e a riguardo del danaro, abbiamo stabilito che tu ed Anna vi dividerete il quaranta percento di quello che produrrò, io ne avrò il venti, ma resterà vincolato per cinque anni, tutto il resto andrà a Frolo, passerò con chi di voi mi vorrà almeno una settimana al mese, potrete amarmi ma non seviziarmi in quei giorni dovrete lasciarmi riposare quanto possibile, sono e continuerò ad essere vostra, ma sarà Frolo a gestire la mia vita ed il mio lavoro” “Anna si è fermata più o meno al punto in cui sei arrivata tu, fermati è meglio per tutti” “non fare l’ipocrita, non farlo ti prego, mi vuoi bene ma so bene quello che vuoi da me,ormai non ho più niente da difendere, sento un’orribile desiderio di provare tutto, sono marcia, marcia dentro e mi piace esserlo, mi piace essere riconosciuta da gente marcia come te ma che non ha il coraggio che ho io, anche tu sei come loro, come quelli che mi comprano, o quelli che si limitano solo a guardarmi asciugandosi il sudore dell’eccitazione che riesco a provocare, mi piace vedere che vi sparate seghe furiose mentre io vengo legata, bastonata, torturata, mentre mi lascio umiliare bevendo la vostra urina, incontro i vostri occhi, mi ci vedo dentro, vedo la mia pelle rotta, le mie smorfie, ascolto le mie grida con le vostre orecchie, ingoio la vostra sborra, vi lecco il buco del culo e vi faccio da cesso, perché mi piace farlo, e purchè mi si veda farlo” Anita si è alzata dal letto cammina per la camera, è completamente nuda, ormai non la ricordo più con i vestiti addosso, ormai la vedo solo quando viene esibita o quando vengo in una delle case in cui con altre ragazze viene spostata di volta in volta per evitare ogni pericolo. “Alcune sere fa, tu non c’eri, ti cerco sempre tra la gente che guarda, Frolo mi ha fatto partecipare a una serata particolare, all’inizio eravamo io ed un’altra ragazza, una nuova che gli hanno portato da poco, deve ancora imparare molto, Frolo la fa dormire in camera con me perché le insegni e la convinca a rimanere, a me avevano legato le mani dietro la schiena, e legato i seni, stretti da corde fino a renderli viola, uomini di Frolo ci portavano da un uomo all’altro guidandoci con un guinzaglio, quello della ragazza era attaccato ad un collare, quello mio all’anello di uno dei miei capezzoli, me lo mettevano in bocca ma quasi non mi guardavano, quella sera dovevo servire solo a quello, a fare pompini, l’attrazione vera è arrivata poco dopo, si chiamava Sonia, e arrivata portando con se due grossi Cani al guinzaglio ed è subito stato chiaro che sarebbero stati loro i suoi amanti, me ne avevate parlato ma ancora non lo avevo visto fare con i miei occhi, continuavo a dire a me stessa che io non lo avrei mai fatto, cercavo di non guardare, ingoiavo cazzi e pensavo ad Anna, sentivo i rumori, sentivo i commenti di quelli a cui io e la ragazza continuavamo a fare pompini, poi uno dei cani a iniziato ad abbaiare, ho guardato verso il piccolo palco dove si svolgeva il vero spettacolo, Sonia aveva l’altro cane dentro e non riusciva a calmare quello che aspettava, l’uomo che mi teneva al guinzaglio mi ha dato uno strattone e mi a portato verso di loro, mi ha liberato le mani ed i seni, il dolore quando ti liberano il seno dalle corde è fortissimo, quasi svenivo, mi ha preso a schiaffi per farmi riprendere e mi ha detto di occuparmi del cane, gli ho detto che con il cane no non volevo averci a che fare, ma il pubblico come si dice ha sempre ragione, e quella sera il pubblico voleva i Cani, solo Cani e femmine umane usate per la loro monta, potevo limitarmi a tenere il cane calmo in attesa che Sonia finisse con il primo, la gente mi chiedeva di farmi montare, e io, e io quasi senza rendermene conto ho cominciato ad accarezzarlo, a toccarlo, la gente gridava, Sonia sembrava completamente fuori di testa, mi ha detto più tardi che quando deve farlo con le bestie si droga, altrimenti non ci riesce, quella sera aveva esagerato e aveva perso il controllo, dovevo continuare io quello che Sonia non era più evidentemente in grado di fare, ho preso in bocca il cazzo del cane che mi era stato affidato, no, non è stato come con i clienti, non lo è stato affatto, era devastante, tremavo, avevo la nausea ma continuavo a leccarlo, la gente gridava e applaudiva e più lo faceva più a fondo ingoiavo il sesso della bestia, dovevo farlo, ora volevo farlo, mi sono girata e lui mi ha montata da dietro, mi è entrato dentro con un colpo secco come fossi stata sua da sempre, lo sento ancora, se ci penso, ho lasciato che mi sfottesse e che mi venisse dentro, ormai ero io il centro dell’attenzione e questo mi esalta mi spinge oltre, ho allontanato Sonia, non era più in grado di gestire la situazione, e mi sono presa anche il suo cane, mi sono fatta fottere più volte, prima nella figa e poi nel culo, poi sono tornata a fare pompini a chi aveva ancora sborra dentro le palle, restando con Frolo dovrò farlo ancora con i Cani, probabilmente lo farò spesso, quando mi sarà chiesto sarò una troia da animali, la razza e le dimensioni saranno loro, i clienti a deciderle, è orribile ma lo farò ancora, e lo farò con passione e piacere, ma mi legheranno anche le tette e mi appenderanno al soffitto, Frolo si è divertito per ore a raccontarmi tutte le inevitabili varianti delle vostre fantasie, quando mi vedrai la prossima volta, sarò diversa, molto diversa da ora, porterò sulla fica ferri più pesanti, sarò marchiata, su una spalla e su una natica, ho scelto un marchio più grande di quello che porta Anna, più doloroso da subire e più evidente da esporre, mi farò tatuare su tutto il corpo, non tatuaggi belli e raffinati, ma tatuaggi che riporteranno scritte e disegni da latrina, cazzi, fighe aperte, bocche cche pompano, sarò un mostro, hai creato un mostro, no non dirmi di non farlo, non dirmi che la mia trasformazione sarà irreversibile, non me ne frega un accidente, quando avrò finito avrò venticinque anni, e ci penserò allora, un cliente, un chirurgo plastico, mi ha detto che i tatuaggi si possono anche rimuovere, deciderò cosa fare quando sarà il momento, ma potrei anche continuare e non liberarmi più.
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20 anni fa
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Varie
Grazie al pelo
Sono sempre più innamorato del corpo di mia moglie . Mi addormento immaginando di carezzarla dappertutto prima di farla mia e mi sveglio , dopo una notte agitata , come se fossi appena uscito dalle sue braccia . Spesso entra in bagno , la porta è sempre aperta , e viene a fare le sue cose mentre mi sto radendo o facendo la doccia . Il momento sublime è quando sento il rumore del suo piscio nel bidet e lo sciabordio dell'acqua mentre si lava la fica pelosa . Fica pelosa . Il pelo della sua fica sta diventanto la mia ossessione . Ho provato a spiarla mentre dorme ed ho notato alla fioca luce che giunge dal corridoio che qualche pelo bianco si affaccia tra le sue gambe e la rende più desiderabile e donna . Sono un maniaco del pelo inguinale : mi piace ammirare un bel cazzo che si erge superbo in mezzo ad una foresta di pelo scuro con la sua cappella rosea , più chiara rispetto all'asta ed i coglioni che pendono coi loro peli ispidi e 0che arrivano a nascondere un bel roseo buco di culo . Ciucciare il cazzo ben duro mentre inanello le dita coi peli ribelli che straripano in tutte le direzioni è un modo di sentirmi realizzato . E quando m i penetra da dietro ed il suo tappeto di pelo fa il solletico contro le chiappe è un modo di farmi sentire femmina e ritornare con la mente a Giulio che di ciò è stato l'iniziatore . Oh Giulio , amavo pettinarti il pelo del cazzo a forma di baffi e li ciucciavo con la mia bocca voluttuosa di femminuccia . La bocca che tu preferivi a quella di mia moglie ben più brava e ben più puttana . Ma la mia era la bocca di una vergine che da te fu resa donna e si sente tuttora tale malgrado un bel cazzo che si erge tra le cosce . A volte mi sento maschio : specie se osservo mia moglie mentre dorme ma più spesso e più volentieri mi fa piacere sentirmi donna e come tale desiderato e preso . In ufficio c'è Bruno che per tutto il giorno non fa che ripetermi che sono un'ottima donna da letto , una grande puttana e meritevole solo di suggere cazzi e prenderli nel culo . Sono orgoglioso di essere desiderato in tal modo e sono fiero di saper fare il mio lavoro a letto o quanto meno essere aperto ad ogni pretesa del maschio che con me si sente realizzato . C'è il portinaio del mio stabile che spesso , facendo finta di essere impegnato in cortile , mi aspetta e mi prende steso sul cofano dell'auto che ho appena parcheggiato in garage . Ha un gran cazzo , un cazzo enorme , di quelli che mi fanno eccitare al solo vederli e malgrado abbia una splendida brunetta per moglie e giovane gli piace ansimare aggrappato alle mie spalle mentre spinge con forza e vigore il cazzo dalla capocchia enorme che ogni volta mi fa soffrire l'entrata . Un altro al quale piace stare con me più che con sua moglie è il figlio del macellaio che fu già anni indietro amico intimo di mia moglie . La storia si ripete : suo padre immerse spesso il cazzo nella fica di mia moglie e provocò risentimenti da parte di sua moglie e suo figlio ama immergere il cazzo nel mio sfintere tutti i sabato pomeriggio dopo che ha sistemato il camion col quale fa il mercato rionale . Mi invita nel retro del negozio e qui tra mezzene di manzo e quarti di maiale fa il porco con me e mi usa in tutti i modi fino a riempirmi la bocca od il culo col suo sperma giallo e denso . A me piace da morire fare la gioia dei miei amici , di sentirli arpionarmi le chiappe per sfondarmi il culo con le loro proboscidi vogliose , mi piace sentirli affannosi sbavare dietro le mie spalle o gemere mentre li pompo ed inghiotto il loro succo e li sento invocare il mio nome come invocassero quello della dea dell'amore . Vedere il loro cazzi indirizzati verso il mio corpo vogliosi di entrarvi , di profanarlo e penetrarmi nel culo per scaricare la loro voglia e svuotare i coglioni ed essere preferito alle loro donne o amanti mi rende fiero e desideroso di fare sempre più la loro felicità e con la loro la mia . Mi abbracciano da dietro e si attaccano al seno e mi titillano i capezzoli mentre schiacciano i loro inguini contro le mie spalle per farmi sentire la durezza del cazzo che vogliono farmi entrare nel culo e spingono e spingono fino a che il loro randello non riesce a trovare la strada della fica che la natura mi ha affibbiato e posizionata in mezzo alle cosce dandole la forma di un buco di culo . E quando finalmente sento le capocchie dure dei loro cazzi solleticarmi la prostata il mio reagisce ergendosi con tanta voglia di sborrare . Ma , c'è un ma . Mentre vengo preso ed usato come una bambola del sesso il mio pensiero si rivolge a mia moglie e mentre vengo inculato non riesco a non pensare a lei e per questo spesso , molto spesso , ne godo mentalmente ma non fisicamente nel senso che non sborro anche se ho i coglioni che mi fanno male dalla voglia di svuotarsi . Godo con più voluttà quando mi masturbo nella penombra ammirando una parte o tutto il corpo di lei illanguidito dal sonno e la immagino nelle posizioni che mi piacciono di più . Qualche settimana fa è stato il suo compleanno ed io , egoisticamente , le ho regalato una camicia da notte rosa e trasparente , tutta trasparente e lei accettando di buon grado mi ha fatto notare che trasparente così non è conveniente alla sua età perchè lo spettacolo che può offrire il suo corpo esposto non sempre è piacevole . L'ho abbracciata con trasporto e sincerità e le ho fatto notare che per me il suo corpo è il più bello del mondo perchè è lei la donna più bella del mondo . Le si sono inumiditi gli occhi e con un leggero sorriso mi ha ringraziato ed ha ricambiato il bacio e l'abbraccio . Ha lasciato che le baciassi l'angolo della bocca dove vado spesso a cercare d'infilare la punta della lingua alla ricerca di una goccia di saliva da succhiare . Ero intento a guardare la televisione quando mi è comparsa davanti vestita della sola camicia e sotto la quale ho potuto ammirare il suo corpo nudo che benchè un po' sfiorito per gli anni è ancora molto , ma molto desiderabile almeno ai miei occhi . La luce era spenta ma quella che proveniva dal video era più che sufficiente a farmi ammirare il folto pelo che circonda la fica ed il seno che ancora sta su di suo . Era tra me e la fonte di luce e la sua silouette si stagliava netta ed ha mostrato il suo corpo praticamente nudo . Mi sono alzato in piedi perchè ha detto che la camicia l'aveva indossata solo per fare piacere a me e l'ho abbracciata ancora e le ho baciato gli occhi mentre con un mano le ho carezzato un seno . Lei mi ha stretto in vita e mi ha attirato a sè e ha capito che ero arrapato perchè ho tirato indietro il bacino per non farle sentire la mia erezione . Non erano ancora le otto e mezzo di sera che sorridendo mi ha detto di essere stanca e che sarebbe andata a dormire . Questa volta ho osato di più e le ho baciato le labbra chiuse e non ho fatto nulla per aprirgliele . E lei ha ricambiato , e mi è sembrato di gradire . Aveva ancora gli occhi lucidi ma stavolta non credo che fosse per l'emozione . Sono tornato a vedere la televisione senza seguire ciò che trasmetteva perchè tutto il mio pensiero era rivolto a lei ed immaginavo ogni sua mossa nella camera accanto . La vedevo andare in bagno , sedersi sul bidet e dopo aver pisciato lavarsi la fica pelosa . Sciacquava il pelo rigoglioso e lo carezzava e lo strofinava col telo per asciugarlo bene . Si guardava allo specchio , con le mani a coppa si aggiustava il seno portandolo su per poi guardarlo sconsolata cadere un po' più in basso di dove fosse la posizione ideale . D'altronde gli anni passano per tutti e lei sopporta stoicamente che la natura faccia il suo corso e civettuola si rammarica delle zampe di gallina accanto agli occhi o di qualche smagliatura o qualche capello bianco ma accetta tutto anche se malvolentieri però con pazienza e non si lamenta più di tanto e la vedo felice quando io le faccio le lodi malgrado questi difettucci . L'ho sentita quando si è messa a letto e accesa la lampada da notte dopo aver accostato la porta che mai viene chiusa . Avevo deciso che quella sera mi sarei preso godimento del suo corpo come altre volte , molte altre volte e sempre più spesso , avevo fatto . Trascorse più di un'ora prima che anch'io andassi in bagno e dopo aver a fatica pisciato , perchè una semierezione m'impediva di svuotare la vescica , indossai un tanga che davanti è molto stretto. E' un tanga da donna e riesce a malapena a nascondere il cazzo ma ne fa uscire i coglioni uno a destra ed uno a sinistra e dietro mi sega il buco del culo in due parti . Lo indosso quando vado ad incontrare un maschio o quando ho voglia di eccitarmi perchè sentire i coglioni scoperti mi fa sentire macho con un cazzo che sembra più grosso e duro . Lasciai come al solito la luce del corridoio accesa per fare ancora più chiaro nella camera più di quando non facesse la lampada sul comodino e vi entrai lasciando la porta spalancata . Il bel culo scoperto con le cosce dalla pelle liscia ripiegate e con la camicia avvolta sotto il seno . Una mano sotto la faccia addormentata come una bambina l'altra sotto il guanciale . L'ammiro con tenerezza e la desidero con impeto ma non posso osare di spaventarla e così perdere il privilegio di avvicinarla almeno mentre dorme ed espone il corpo nudo alle mie voglie . Ha la bocca semiaperta con le labbra accostate come se stesse per ciucciare un piccolo cazzo , almeno io la immagino sognare di fare sesso . A parte che sono convinto che se fosse stata lei a partorirmi non mi sarei certo tirato indietro e l'avrei desiderata carnalmente allo stesso modo di come la desidero adesso . Mi sono inginocchiato a pochi centimetri del suo splendido culo ancora sodo ed ho respirato il suo profumo . Vicinissimo alla fica della quale riuscivo a distinguere le grandi labbra ne ho bevuto gli effluvi , gli aromi sensuali ed ho avvicinato la lingua per suggere una delle perline di sudore che le brillano tra le cosce e mi sentivo svenire tanta era la voglia di lei , del suo corpo , della sua vagina concupita da tanti e da tanti penetrata , avrei voluto leccarle il buco del culo che tanti cazzi ha ospitato in gioventù e che tanti ne può ancora ospitare e vorrei morire mentre la inculo e magari il portinaio incula me . Sarebbe la più dolce delle morti . Stavo male dalla voglia e dalla consapevolezza di non poterla avere , il cuore batteva all'impazzata , il cazzo pretendeva di agire da solo ed entrare in quel posto umido ed accogliente nel quale ero riuscito ad entrare col braccio di bambino . Forse il mio ansimare , forse l'ho sfiorata non volendo forse il mio desiderio si è materializzato lei si è mossa mettendosi supina con le gambe sempre ripiegate . Pian piano si è rilassata fino a restare con le cosce aperte mettendo in mostra la fica aperta in tutto il suo splendore . Era in una posizione ginecologica come mai prima le avevo visto e sì che gliela avevo ammirata da vicino ma così vicino nè così aperta mai . Un enorme triangolo di vello nero la protegge alla vista ma in quella posizione la fica è aperta e rivela l'interno lucido coi suoi umori . Oh mamma , perchè non sei la mia amante ? perchè non ti svegli e mi dici che mi desideri e mi attiri a te e finalmente tu stessa mi risucchi il cazzo e mi fai godere nelle tue viscere . Oh come vorrei sborrarti in fica , ed in bocca no? e nel culo neanche ? tutti i buchi vorrei fotterti , sverginarti anche il naso e le orecchie se vergini sono ancora . Come può , chi ti ha avuto almeno una volta , non desiderare di averti per sempre ? e chiavarti e chiavarti e chiavarti fino all'ersaurimento . Il mio desiderio di te è talmente grande che per soddisfarlo darei venti anni della mia vita ed essere tuo coetaneo . In un attimo passano davanti ai miei occhi i cazzi che ho visto passare tra le tue cosce e sono tanti , e sono duri e sono vogliosi ma mai come il mio innamorato . Il cazzo mi fa male e non resisto , lo stringo tra le dita e sento la sborra che arriva , sento il fremito dell'uretra che si gonfia ed un getto enorme denso sfugge dalla cappella e si riversa , investe , inonda e abbraccia tutto il pelo della fica e con un mio gesto maldestro qualche goccia va a bagnarti i capelli che sparsi ti circondano la testa come un'aureola . Non è la prima volta che ti sborro addosso ed io so che tu sai di questa mia mania di fotterti così mentre dormi . Ed io so che tu lo accetti e non mi hai mai rimproverato segno che anche a te fa piacere essere desiderata , essere il fantasma dei miei sogni , essere la donna che mi faccia sfogare come se fosse la mia compagna . Ed io ti amo anche per questo . Resto incantato ad ammirare la sborra che ti lorda il pelo vaginale , la goccia che t'imperla i capelli e mi è parso che l'interno della tua fica sia più brillante per eventuale altro umore prodotto dalle tue ghiandole . Anche le tue labbra dischiuse mi sembra che sorridano ed immagino dietro di esse la lingua che amerei succhiare in un bacio voluttuoso . Chissà se hai voglia di me e di essere fatta mia e di sentire il mio cazzo ravanarti le viscere ed infine irrorarle col mio sperma . Io lo vorrei come suprema grazia . Vado in bagno a fare la doccia e dopo un po' sei venuta , guardandomi attraverso lo specchio come già altre volte ti sei lavata lo sperma senza parlare e con un fazzoletto di carta ti sei pulita la goccia di sborra sui capelli e sembrava una perla . In bocca , in bocca ti vorrei sborrare e poi risucchiare il mio stesso umore e la piscia vorrei bere , la tua piscia mentre la fai e sborrarti addosso tutta la mia voglia . Finita di pulirti ti sei girata verso di me ed hai avuto modo di vedere che il mio cazzo è più duro di prima malgrado io lavandolo cerchi di farlo ammosciare . E' duro per te mamma non per altri e non pensare che sono altri uomini che voglio , no , è te che voglio e pur di averti rinuncerei non so a che cosa . A venti anni della mia vita sicuramente .
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20 anni fa
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Nicole
Talvolta la scrittura è l'esorcismo per un livello di comunicazione improbabile. Rischioso se diretto. Retorico e da palcoscenico del ridicolo. Talvolta la scrittura è testimonianza di vissuto. Romanzo necessario e veicolo di emozioni. Ma ciò riflette unicamente il mio di pensiero. Ed il motivo di questo racconto. Tradito nelle passioni dal nick. Dall'ossessione di una somatica edipica che adoro. Da scenari di morbido al femminile. Talvolta la scrittura è uno spicchio d'anima. Incondizionata. Non pretestuosa. Talvolta la scrittura è l'auspicio di una condivisione. O un urlo di vita. NICOLECiò che mi ha colpito di Nicole è la naturalezza. La semplicità dei gesti. Delle parole. Disinquinate da infrastrutture accademiche e coscienza di ruolo. Che pur ricopriva malgrado il recente adattamento all’Italia. Quello sguardo di primavera. Le sue mani. Il ventre. Le dita che frugano senza chiedere…. Finche' il respiro non si rompe. Tradendo aspettative cercate: Da quell’abito rosso. Di cotone finissimo. Troppo stretto per non dire la verità. Generoso nel disegnare ventre sporgente e rotondo. Seni enormi. Pesanti. Sollevati da bretelle esauste che si stampano sulle spalle. Capezzoli gonfi. A graffiare il vestito ed il mio sguardo. Vita dolce e glutei imponenti. Incorniciati dal perizoma e sottolineati dalla violenza cromatica del tessuto: teso e quasi liso per la pretesa di fasciarne le forme. Cortissimo sulle cosce. Sui miei sensi. Per le mie mani. Malizioso e complice di uno sguardo profondo. Corvino. Sottolineato da capelli crespi e nerissimi sulla schiena. Da labbra cupe e carnose. Dalla carnagione olivastra e da portamento / gestualità che inondano la stanza di erotismo: intenso, solare, spontaneo e denso di latino-america.Quando si alza dal divano mi perdo nel suo profilo. Solleva il vestito. Appoggia gli avambracci allo schienale. Ritta, in ginocchio su di me. Mi accarezza il volto col busto. Danza col bacino a sfiorarmi il pube. Scopre i seni e mi immerge nel velluto: immenso oceano di tepore che tento inutilmente di afferrare con le mani. Nicole si appoggia alla mia bocca: non sento il peso ma l’impossibilità di muovermi. E la sua voglia di gioco. I capezzoli - duri come noci – mi lasciano lo spazio per respirare. Ma continua. Si strofina. Incolla la mia faccia al busto. Alle poppe. Al ventre. Scivola sul volto con agilità felina. Ma non si fa braccare. Allargo la bocca, tento di rubare il suo sapore con la lingua ed intuisco l’ombelico. Devo morderlo per non soffocare. E per farla ritrarre. Quando apro gli occhi è nuda. Orfana del rosso ma non del perizoma nerissimo che raggiungo. Mi stringe la mano fra le cosce: è fradicia. Calda. Il mio braccio è teso sul pube e le dita frugano strettissime.. fra quella morsa. Nicole mugola e ricomincia a danzare. Leggera. Come un’onda impetuosa. Guidandomi nel suo desiderio. Che diventa piacere, urlo liberatorio, rivolo fra le gambe, unghie … sul mio polso.Non ho il tempo di afferrarla. O forse mi diverte il gioco. La sua interpretazione. E quell’insospettata determinazione. Stordito dalle forme. Dall’odore di lei. Dalla complicità del suo sguardo intenso.Posso abbracciarla dai fianchi. Tentare di avvicinarla. Ma si gira. Offrendomi i glutei…. Ancora danza. Mani che stropicciano il ventre. Rapite dalle carni. Natiche che affogano labbra e saliva. Naso e bocca che scampaiono fra i perianali. Sfregando sul perizoma grondo di umori. Impossibile trattenerla. Sfuggirle. Emergere da quel delirio. Imprigionato da movenze impossibili. Rinchiuso nel suo lombo-sacrale. Sottratto dal refrigerio del suo piacere e condannato ad una tortura infinita. Probabilmente condivisa per come si distacca. Col volto bagnato mi è difficile fissarla. Silenzio….Rotto dall’affanno dei respiri. E da una tregua improbabile: si inginocchia fra le mie gambe. Avverto i seni sul pube e le dita che frugano tra pelle e camicia. Graffiano avide. Assetate. Mi sbottona in un attimo. La sua bocca si tuffa sul petto. La lingua a disegnare il contorno dei capezzoli. A sfiorare… Le labbra a fasciare. Succhiare. I denti a mordere. Ha deciso di farmi impazzire: sa dove dirigere le attenzioni e quali tasti suonare. Balla Nicole. Muovendo il bacino mentre mi fa volare. Accarezzandomi col ventre, coi seni. Trascinandomi nell’abbandono al suo palato. Non è un problema la cintura. Né ostacolo gli slip fradici di liquido seminale. Il pene libero è marmoreo. E la sua bocca uno shock elettrico.Lo sforzo per trattenere mi risveglia dall’estasi. La voglio.Mi allungo sul divano. Ho sete. Sete, SETE … Tanta sete. Capisce ed asseconda. Adoro il 69. E quei 95 Kg che non si sentono. Ma debbo sollevare il capo col cuscino. O non arrivo a placare l’arsura. Le sue cosce sono una sciarpa tiepida e liscia. Una seta rara. Che regala passioni e profumi umidi. Le natiche immense. Impossibili da trattenere, abbracciare, imprigionare: due nuvole imprevedibili. Sospinte dal vento in tempesta. Mordo quelle carni, succhio, penetro il suo corpo con la lingua. Col naso. La sento fremere, urlare di piacere mentre i capelli mi frustano il pene. E’ un delirio parlato. Che sa d’oceano. Di Spagnolo antico. Di musica ed anima.Devo afferrarle i fianchi con forza per domare il bacino. Per trovare un ritmo. Per spingermi più su. E stavolta mi segue. Il clitoride è gonfio e durissimo. Dolce da martoriare con le labbra. Da trattenere per attimi interminabili. Da rilasciare alla lingua. Ai sussulti. A parole mozzate. Ai pugni sul divano.Le narici scompaiono nella vagina. Inondate di lei. Le dita disegnano l’ano. E il mio bisogno di frugare tra quello spartito. La penetro delicatamente. E quell’urlo non è di fastidio. Imprigiono il clito mentre le mani si dividono per riempirla. Fino al piacere. Immenso, violento. Un fiume in piena che mi scorre sul collo. E che la fa cadere esausta fra le mie gambe.La specchiera del bagno è sufficientemente generosa per accogliere entrambi. Adoro abbracciarla da dietro. Ascoltare la pelle. Sollevare il seno per incontrarla sui capezzoli.Mi mostra con soddisfazione la sacca in pvc che avevo chiesto. L’adattatore e qualche altro gadget.Raccoglie ogni cosa, un telo doccia e quello sguardo diritto. Predispongo il divano e due sedie ai piedi del bracciolo soffice ed appena accennato. Un cuscino all’estremità ed il telo a coprire.Nicole è sui fornelli. Splendida ed armoniosa. Sicura nei movimenti mentre controlla l’acqua d’infusione. Mi avvicino e scorro con le mani alle sue. Sollevando le braccia fino alle maniglie dei pensili. Devo allargare le natiche per arrivare al buchino. Per pungerla con la punta della lingua. Per farla inarcare, mugolare. Voglio ancora il suo sapore. E a stento risalgo le cosce per cercarlo con le dita. Risponde subito. Bagnandomi fino al polso. E’ splendida. Col ventre morbido che accarezza il piano cucina. Mani appese e gambe semiaperte. Lucide di piacere fresco e saliva. Ansimante quando cerca la mia bocca. Ed impaziente…. Il liquido è pronto con un pizzico di bicarbonato. E’ sufficiente immergere la pentola nell’acqua fredda del lavabo per abbassare la temperatura.Nicole si avvicina al divano e mi offre i seni. Non potrei rifiutare e mi riempio il palato di velluto. La stendo sul divano. Talloni appoggiati alle sedie. Bacino comodo sul cuscino. E ancora seni. Enormi, pesanti e dolci. Calamite di fantasia. Lavati dalla lingua e dalla passione. Fino al gioco. A quei gadget.. Alle ventose di suzione che imprigionano capezzoli e fiato. In un bacio infinito. Stretto dalle sue mani che stropicciano. Impazzite di desiderio. Travaso l’emulsione nella sacca e fisso l’adattatore alla cannula. Appendo il tutto alla sedia e mi rituffo nella vagina. E’ fradicia. Ed il piacere cola fino all’ano. La penetro delicatamente per l’infusione. Mi risponde con un sussulto.In inginocchio. Fra le sue cosce a cercare il clito. Sfregando lingua e labbra su quel paradiso.La cannula scorre avanti/indietro. Rilasciando calore e volume. Le dita profonde nel suo corpo. Con pressione cadenzata alla regione vescicale. Nicole è in delirio. Stringe seni e cuscino quasi a strapparli. Si inarca mentre il liquido conquista il suo corpo. E’ tesa. Coi muscoli allo spasimo…..L’esplosione è intensa ed il piacere che sgorga interminabile. Per la mia sete; per il petto che strofina sulla vagina….Sfilo l’adattatore e rimuovo le ventose. Lei è persa. Abbandonata nel torpore. Immobile fra sapori e cuscini. La risveglio con una carezza al ventre. Un bacio. E ancora pelle.La sua bocca si schiude e cerca i miei capezzoli. Non so né potrei negare a nessuna quella pretesa …. Seduto. Con le dita sul petto ed il pene che scompare fra le sue labbra. Sto per scoppiare e lo sente … Ma evita di accelerare il mio piacere. Si ritrae lentamente. E torna su di me. Abbracciandomi coi seni. Danzando sul pube. Non potrei sopportare a lungo quel rimando…. Ma lascio fare.Nicole inarca la schiena. Allarga le natiche e guida il pene con le dita. Verso l’ano. Resto immobile. Col fiato rotto mentre siede lentamente.Immerso nel suo corpo. Nel vortice di uno sguardo da cielo terso. Stretto fra ventre e seni. Ricomincia a ballare. Rendendo rumore le parole. E carezza i sensi.Abbracciata ad un passo di vento. Lieve e discreto. Fino a sfiorarmi l’anima.Libera. Libero. Da noi. Dalle mani. Da quella stanza. Insieme e distanti da ciò che siamo; dai maquillage di scena. Dal bisogno di imprigionare attimi da foto ricordo.Insieme. Ad aspettare il piacere. E ciò che null’altro se non il silenzio potrebbe tradire. Non so quant’è durato. Né se sia importante descrivere un seguito. Ma talvolta in primavera mi soffermo a guardare il cielo. E se chiudo gli occhi ho ancora la sensazione di quel passo di vento. Della sua danza. Dei suoi profumi.Sorrido …. Accarezzando un piccolo segno di vita. E mando un bacio ad ovest.Adiòs Nicole, guìdate……
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20 anni fa
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Varie
Giulia
Considero questo strumento⁄spazio una vetrina. Un gioco curioso e semiserio. Occasione per paganerie. Verità (?!!), balle, sciocchezze, barocchismi retorici e banalità più o meno in saldo. Ma ciò che premette queste righe è uno spicchio di me. Autentico nell'immagine e nel racconto. Monco per ragioni di spazio. Per rispetto alla pazienza del lettore. E per qualsiasi equivoco su proselitismi NON cercati.Grazie per la pazienza.GIULIAIl vestito tradiva quanto promesso: 8^ di seno. Glutei imponenti. Ventre rotondo… Era proprio Lei: Giulia. Rossa dagli occhi di ghiaccio. 175 di eleganza e portamento. Voce suadente. Ed un maledetto senso dell’erotismo che rapiva attenzioni mal celate dalla mia ostentata oratoria/pacatezza. Incuriosito da quella pelle lentigginosa: insolitamente scura dati i capelli. Dalle sue mani lunghe ed affusolate. Dalle labbra umide e sufficientemente carnose per affettare qualsiasi pseudo-indifferenza.Giuly. Quella della chat. La Fetish-Woman misteriosa ed intrigante, compagna di nottate grondanti di sesso virtuale. Desiderata, attesa, insperata. VERA.Il tempo di un drink. Per me un’eternità. Per lei una doccia e qualche minuto di respiro dal viaggio. Il bagno la partorisce splendida. Maliziosamente avvolta da un accappatoio nero. Con lo sguardo filtrato dalla frangia ramata ed una scollatura voluta. Le mie mani sui suoi fianchi: morbidi. Vellutati e pastosi. Sui glutei sporgenti. Burrosi e sensibilissimi al tatto. Tra i seni rotondi ed elettrici. Non una parola: un gioco di labbra. Di mani avide. Ad esplorare con crescente desiderio cio’ che mille volte ci eravamo immaginati. Un gioco di sensi rotto dal tavolo. Dalle promesse che li’ sopra dovevano decidere tra sfrenata passione, avidita’ carnale o lento, sublime e lungo consumarsi di un viaggio condiviso. Nel gioco delle fantasie sovrapposte. Per un biglietto aperto. Ed un calendario incerto. Le sue natiche. Le mie dita. Un percorso di desiderio: fasciato dai glutei che ovattano i movimenti. L’ano umido e la vagina infuocata. Stropicciati dalle mani impazzite. Devo Rallentare. Frenare. Riprendere il controllo. In piedi. Dietro Lei. Appiccicati schiena petto. Col pene di marmo che scompare fra le sinuosità del lombo sacrale. Gli occhi chiusi: devo trattenere il respiro. Non posso lasciarmi andare.Giulia stringe le cosce ..Mi imprigiona il pube ed inizia a dondolare. Avanti, indietro, di lato. Col culo che mi accarezza il ventre. Non soffro di piaceri precoci. Tutt’altro.. Ma c’e’ mancato poco.A fatica mi sottraggo da quella goduria (solo per rimandarla)…. L’afferro con forza per i fianchi. Le mani affondano nelle carni e Lei ha un sussulto alla prima sculacciata. Ripeto con impeto crescente. Due, tre, quattro volte. Giulia mugola scomposta. Farfuglia improbabili lamenti….. Mi pongo di lato. E continuo nell’infusione.. Scivolando con le dita sulle grandi labbra. Numerosi colpi alle natiche. A palmo aperto. E la contemporanea penetrazione vaginale con indice e medio. E’ una danza di rumori, sensi, odori. Lei una nuvola armoniosa che trasuda erotismo. E così il suo culo rotondo, sporgente, a tratti immenso …. d’eleganza. Giulia chiude le braccia sotto i seni. Devo solo aprire le labbra. Lingua e denti accarezzano, strofinano. sfiorano i capezzoli turgidi. Si riempiono delle carni abbondanti e lisce. Succhio, la spremo. Apprezzo quel calore morbido che accarezza il palato. I suoi gemiti. La vagina fradicia che cola fra le cosce. Il buchino dilatato ed invitante.La sospingo sul tavolo. Stesa a pancia su. Cuscino sotto il bacino e talloni comodamente appoggiati a 2 sedie. Le cosce meravigliosamente divaricate schiudono ano, fica ed un fiume in piena. Ho una sete desertica. E quella broda è come acqua sull’arsura. La lingua penetra in profondità: mi gronda sul volto. Fino al collo. Contorcendosi dall’orgasmo. Succhio il clito. Come fosse un piccolo pene. Stretto fra le labbra, accarezzato dai denti, avvolto dalla saliva e dal desiderio. Due dita a penetrare. A premere verso l’alto, in corrispondenza della regione vescicale. Sempre più forte. La sento inarcare. Intravedo le sue mani strizzare i seni. Non ho altro tempo: Giulia urla il piacere sbattendo i pugni sul tavolo. Scomponendosi come un animale braccato. Regalandomi ancora il suo sapore.E’ il momento: la bendo con 1 foulard. Passo 2, 3, 4 giri di legaccio per ciascun polso. Tendo le braccia in alto, verso gli angoli opposti del tavolo - per annodare -.Stessa sorte per caviglie e cosce: divaricate e fissate fra sedie e sostegni. Lei non protesta. Forse gode di quanto sta per accadere. Posso osservare il suo respiro teso. I capezzoli turgidi.. La vagina umida.Un metro più in là la cucina: una pentola d’acqua, il gas e 2 bustine di camomilla per infusione. Preparo e torno da lei.Il pene fila liquido seminale fino ai piedi. Lo asciugo alla meglio con 1 scottex. Il resto lo fanno il volto e le labbra carnose di Giulia. Lo vedo sprofondare in bocca – mentre una bava cola dalla guancia -. Sento il calore umido della lingua e quel succhiare avido. Affamato. Voglioso. Le blocco la nuca con una mano e comincio a scoparla. Sublime quella penetrazione ripetuta. Una carezza che dura fino in gola. Non potrei continuare a lungo. Inizio a giocare. Scivolando con lo scroto sul collo. Sulla fronte. Sfiorando le labbra – che mi inseguono inappagate -. Fino al suo implorare. Ma non è quello che cerco. Né ciò che si aspetta.Spengo il gas. Immergo la camomilla e ricopro.Prendo 1 legaccio. Le alzo il capo e sfilo le estremità. Come una collana aperta sul petto. Uno dei lembi inizia ad avvolgere il seno alla base. 6, 7 giri robusti ed il nodo. Stessa sorte per l’altra mammella. Mi allungo sulla borsa ed estraggo cuneo anale e spazzola per capelli: denti in acciaio, impugnatura e dorso in legno, sagomato e liscio.Allargo le natiche e penetro l’ano. Giulia ha un sussulto. Ma non è di dolore. Il cuneo sprofonda senza resistenze ed inizia l’avanti/indietro. Lento e cadenzato. L’altra mano trascina la spazzola sui seni gonfi ed ipersensibili - per l’effetto legacci -. Mi soffermo sui capezzoli. Li batto con pressione crescente. Lei pare scoppiare. Urla frasi sconnesse. Grida il desiderio di piacere. Strattona vanamente braccia e gambe… Scivolo verso il ventre e giù. Sulle grandi labbra. Sul clito. Per ricominciare a salire, a disegnare il contorno di quelle poppe immense. Giocando il contrasto dorso e denti spazzola…. I seni sfogano turgidi sui capezzoli viola. L’ano si inonda di umori e sembra non accontentarsi dell’oggetto che lo stantuffa. Decido di smettere con le “carezze”. Afferro la spazzola a rovescio e penetro la vagina con l’impugnatura. Alternando il movimento col cuneo.Giulia è in delirio. Si inarca, muove quanto può il bacino. Schiude la bocca e sbotta in un orgasmo violento e lunghissimo, colando sul cuscino.Torno al fornello. Il liquido si è infuso e raffreddato al punto giusto. Prendo la sacca in PVC da 2000 ml. L’appendo alla maniglia del pensile sul lavabo. Avvito gomma/canula ed inizio a riempire. Apro il rubinetto per espellere l’aria e connetto la sonda: 20 cm di tubicino semirigido ed anallergico.Pongo l’aggancio del contenitore sulla sedia e mi avvicino all’ano di Giulia. Il dislivello è calibrato per un’infusione lenta: non voglio patisca fastidi che deconcentrano dal godimento.Schiudo le natiche con le mani ed accarezzo il buchino con la punta della lingua. E’ ancora fradicio. Non c’e’ bisogno di lubrificazione. La canula penetra in fondo. Lentamente. Apro il flusso e dopo qualche istante le contrazioni tradiscono la sensazione di tepore che si sta impadronendo del ventre. Giulia respira a fondo. E la canula scorre avanti/indietro dal culo. Non basta: riesco ad allungarmi fino alla borsa. Estraggo il vibra e la penetro dalla vagina. I movimenti si coordinano: lei mugola, si contorce ancora. Di tanto in tanto mi fermo e massaggio il ventre per distribuire il liquido. Continuo ad insistere lentamente… Giulia si perde. Si abbandona. Il respiro è rotto dal ritmo delle mani e dagli oggetti che scompaiono dentro lei. 15. Forse 20 minuti di infusione . Finchè mi implora di accelerare.. Di stringere i tempi. Di non torturarla più a lungo. La ignoro fin quando non si è bevuta quasi tutto. A quel punto le mani spingono con maggior decisione. Sempre più forte. E stavolta fino AL PIACERE DEFINITIVO. E’ fantastico vederla godere. Sentire che cerca il respiro. Notare che cola bagnandomi le mani. Con un rivolo a cui non so resistere. Estraggo lentamente la canula e la bevo. A lungo. Finchè mi disseta ancora. Ho il volto bagnato. Mi pongo al suo fianco. La libero dai legacci e dalla benda. Ha ancora gli occhi chiusi. Inizio a massaggiarle il ventre: dai lati verso il centro. Profondamente. Col palmo delle mani. Giulia mi afferra per un braccio e mi tira a se. Non dice nulla ma si fionda con la lingua a cercare le mie labbra.. Con le dita il pene..L’aiuto ad alzarsi. Continua a baciarmi.. A masturbarmi. Non posso più rimandare.La giro alla pecorina. Appoggiata coi seni al tavolo.- Devi andare al bagno - chiedo? Scuote la testa..La penetro da dietro stringendo le mani su quel fantastico culo. La vagina mi regala colature continue ai testicoli. Aumento il ritmo: impazzisco nel vedere quelle natiche sbattere sul ventre. Ed il rumore del liquido dentro lei. Che ancora gorgoglia. Sto per scoppiare e lo sente… Si ritrae un attimo. Gira il capo e mi fissa.. Prende il pene e lo impunta all’ano. Non potevo sperare di meglio: quel buchino era una carezza da scossa elettrica. Cerco di rendere la sensazione giocando a spanking coi glutei. Sottolineando ogni colpo… Forse 2 o 3 minuti di penetrazione. Ed il mio di piacere esplode interminabile. Unendosi al suo. Finchè mi ritraggo a sedere.. per consentirle di guadagnare il wc.Doccia, cena insieme e poche altre parole. Così è stato e si è ripetuto ancora.
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20 anni fa
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La festa in spiaggia
Questo racconto nasce da una mia fantasia erotica.... Mi chiamo Jessyca,ho 32 anni,sono sposata da 6 anni,non ho figli.Di lavoro faccio la parrucchiera,sono alta 1,68 peso 58kg,ho una 3a di seno sodo ed a detta di tutti la mia parte migliore...è...il fondoschiena...Mi dicono sia molto sexy,a mandolino,piuttosto sporgente e sodo.Insomma quello che tutti chiamano...un bel culo....detto papale papale..... Il mio matrimonio và avanti tra alti e bassi,come in molte coppie,e spesso l'abitudine prende il sopravvento. Di natura sono una donna molto calda..molto sensuale e passionale....se un uomo sà farmi scatenare...a letto divento una vera puttana e perdo ogni freno inibitore...vivendo il sesso in modo totale e senza freni. Era un periodo di stanca e con mio marito avevamo deciso di passare una serata fuori casa...in discoteca...per fare qualcosa di diverso..... Lui si preparò con cura...doccia...capelli...giacca...cravatta...era ancora un bell'uomo lo devo ammettere...anche se ormai per me era un'abitudine...ed io per lui diciamo che ero la stessa cosa. Io feci lo stesso e quindi mi preparai con cura....avevo optato per un abitino mooolto sexy....nero...di seta... scollatura abbondante,spacco anche lui generoso....schiena nuda...spalline finissime...tacchi a spillo da 8cm... E poi trucco e capelli perfetti... Completava l'opera un perizomino di pizzo nero ed un reggiseno molto push-up...che lasciava intravedere quasi i capezzoli quando mi abbassavo in avanti....Insomma guardandomi allo specchio effettivamente ero ancora una bella ficona e credo che entrando in disco ne avrai fatti girare parecchi...ed avrei fatto anche alzare parecchi di....hihihih...sapete bene di cosa parlo!!! Mio marito mi guarda e mi fà i complimenti...dicendomi:"mamma mia jessy....che fica 6 stasera...complimenti!!!" Lo guardo sorridendo...e gli rispondo che non è male nemmeno lui. Ordunque ero pronta...il mio marito-playboy anche....si parte per la disco.Salgo in macchina...lo specchietto riflette il mio viso...in effetti sono proprio una bella fica...chissà che successo avrò in disco stasera. Sono anni che non ci vado +...da quando sono sposata ci ho rimesso piede 2 volte...quasi quasi non ricordo + nemmeno come si fà a ballare! Arriviamo...piccola fila...c'è molta genete stasera,mio marito và alla cassa e paga...finalmente entriamo. Appoggiamo i soprabiti al guardaroba...mi levo il soprabito...noto subito che 2 ragazzi mi guardano...devo piacergli perchè uno non mi stacca gli occhi di dosso nonostante mio marito mi sia accanto...hihihi...segno che devo essere veramente sexy... Entriamo....un'atmosfera indiavolata ci accoglie..gente che balla a dx...gente che salta sui cubi a sx...mamma mia che casino..non ricordavo fosse così la disco...ai miei tempi! Una cubista seminuda è piazzata alla mia sx....ha solo un reggiseno ed uno minisplip...e porta stivali con tacchi altissimi...è molto carina....sotto i suoi piedi ci sono almeno 15 ragazzi che sbavano mentre lei sculetta e li fà impazzire da lì sopra...hihihih! Mio marito si tuffa nella mischia...il solito mitomane...tra poco sarà spompato e si adagerà sullo sgabello del bar...come al solito la serata la finirà lì....invece che standomi vicino e magari dicendomi di andare a casa a scopare per bene! Lo lascio alla pista ed al suo delirio...mi porto verso la sala dei lenti...un pò di pace per le mie orecchie...qui c'è un frastuono infernale che dopo 5 minuti ti rincoglionisce del tutto ed io invece mi voglio godere la serata...specie messa in ghingheri come sono.....Adoro passando con la coda dell'occhio vedere come faccio eccitare i ragazzi della disco....è una cosa che mi ha sempre fatto eccitare...vederli sbavare ed eccitare vedendomi...sapendo che glieli faccio indurire guardandomi...sono molto troietta in certe cose...nonostante sia sposata.... Eccomi nella sala lenti...resto lì qualche minuto...ci sono molte coppie innamorate che ballano...beate loro... io certe cose le ho scordate... Dopo qualche minuto sarà il caldo..sarà l'atmosfera....mi viene sete...e decido di tornare da mio marito per farmi dare lo scontrino della consumazione. Arrivo al bordo pista e non lo vedo dove l'ho lasciato...mi sposto al lato dx.....e.......una visione che non immaginavo poter ancora vedere!! Mio marito stava parlando con una...e la conversazione sembrava molto confidenziale!!Poco dopo ecco che lui allunga una mano...le cinge il fianco...lei si avvicina..e lui..come niente fosse inizia a baciarla!!! Hai capito che gran porco...lo lascio solo un minuto e si mette a limonare con la prima troia che incontra!!! Ero furiosa....mi avvicino piano piano..lei gli aveva già posato una mano sulla patta...mentre lui la baciava.. che gran troia!!!E lui come ci stava....il porco! Arrivo sul luogo del misfatto...lui si era già staccato e faceva l'indifferente...lei rossa in viso si stacca da lui... Io lo guardo e facendo finta di niente gli chiedo il biglietto per la consumazione.poi lo guardo e gli dico:"Amore... chi è lei?" e lui con tranquillità mi risponde:"ah...un amica che viene spesso allo studio per l'ICI...nulla di +" Ah...bene dico io..allora torno di là...bevo il drink...vieni? gli rispondo.No..vai pure...io ti raggiungerò + tardi.. mi risponde... Bene...dico io....fai il porco eh??Bene bene...hai trovato pane per i tuoi denti...ti ho beccato a fare il porco... meglio...ora posso fare la porca pure io...e ti assicuro che tra i due...chi è più porca sono io...stanne certo! Decisa a vendicarmi ed a venticare il suo piccolo tradimento...pensa i che la cosa migliore sarebbe stato il fargli un bel paio di corna...mi sarebbe bastato sorridere ad uno dei ragazzi in dico per ritrovarmelo addosso infoiato e con un cazzone duro pronto per me... Eh si...quando mi scateno lo sò...non ho freni....e se parlo di cazzoni vuol dire che vado su di giri e mi lascio andare....d'altronde era stato lui a volerlo comportandosi così! Vado al bar...mi bevo un gin tonic per calmarmi...Dopo pochi secondi ecco che un ragazzo si avvicina...giacca e cravatta... distinto...mi sorride e mi dice:"una signora carina come te...tutta sola a bere??" Lo guardo...è carino..sorriso simpatico.....potrei far finta di niente e se ne andrebbe dopo pochi secondi...ma la vendetta deve avere luogo...decido di rispondergli...in modo che sia lui a rimorchiarmi...in fondo è quello che voglio! "si....purtroppo...sola e annoiata..." gli rispondo... Musica per le sue orecchie...si presenta.Si chiama Antonio,ha 30 anni....e poi eccolo che attacca subito a testa bassa... mi invita ad un altro drink e dopo il drink mi ritrovo sul terrazzo della disco con lui molto vicino...Mi mette una mano sul fianco...inizia a corteggiarmi di brutto...insomma dopo 5 minuti mi schiocca un bacio in bocca ed inizia a limonarmi con passione....Mi piace molto Antonio..e poi ci sà fare...deciso ed irruento....lo lascio fare...in fondo era quello che volevo...Limoniamo un pò...inizia a frugarmi con le mani...me le ritrovo in breve sul seno..poi sulle cosce... infine sale dalle cosce ed inizia a palparmi il sedere...poi con rapida mossa mi ritovo la sua mano sotto lo spacco del vestito..un attimo ed è sopra il peri che ricopre la mia fica...mentre mi limona con foga con un dito scosta il peri ...pochi istanti ed il palmo della sua mano è sulla mia fica...un secondo dopo si accorge che già sono bagnata...segno che mi piace e sopratutto segno che sono in calore!! inizia a frugarmi la fica...un dito sul clitoride..uno nelle grandi labbra...vado nel pallone e inizio ad ansimare come una cagna in calore che vuole il maschio per la monta...Lui se ne accorge...dopo un secondo mi prende la mano e se la piazza sulla patta....sento sotto un gonfiore che sembra di marmo...mio dio com'è eccitato...e come lo sono io! Si accorge che stiamo dando scandalo....si ricompone...mi fà risistemare alla bene e meglio e mi dice:"dai vieni... usciamo da questa parte...seguimi...voglio restare un pò solo con te!" Lo seguo...era quello che volevo..e poi confesso che avevo una gran voglia...non era solo x vendicarmi di mio marito in fondo il suo era stato solo un bacio...almeno io avevo visto quello...ma per me era diverso...avevo una gran voglia di cazzo...e quel ragazzo mi aveva scatenato per bene..aveva fatto uscire la troia che è in me...e come dicevo poco sopra...se mi fanno scatenare divento la peggior puttana che ci possa essere...e lui ci stava riuscendo in pieno!! Arriviamo fuori....al buio lo seguo fino alla sua macchina...una station wagon...comoda e spaziosa...Apre lo sportello. entra e si leva la giacca...mi fà sedere sul sedile di dietro...già sò che vuol fare...e non vedo l'ora di ritrovarmelo addosso!!Mi siedo e dopo pochi attimi mi è addosso....slaccia la camicia...mi inizia a limonare di nuovo...mentre con una mano è già sotto il mio abito...eccolo puntare deciso alla mia fica di nuovo!!Questa volta è ancora + libero... un attimo e scosta proprio l'abito...mettendomi a nudo le cosce fino all'inguine...un secondo è sua la mano è dentro il perizoma....pochi istanti e mi ritrovo un dito nella fica...inizia a farmi un ditalino furioso...mentre mi limona da dio! Inizio a sbuffare...si accorge che stò godendo...eccolo abbassarmi le spalline...mi leva in un istante il reggi...mio dio...sono praticamente seminuda...ho la fica di fuori e le tette che ballano mentre mi stà facendo il ditalino.... Sono in calore...se ne accorge subito...dal mio sguardo e dai mugolii che emetto...Inizia a leccarmi il seno...lascia perdere per un attimo la fica e si concentra sulle tette....le lecca con voglia...inizio a godere molto forte.... sono in preda alla voglia + completa di un maschio che mi monti...Mi lecca con la punta della lingua i capezzoli.... mio dio com'è bravo...lecca così bene che in un attimo ho i capezzoli turgidi...duri come piccoli chiodi...Lo sò... sono ormai partita...e chi mi fermerà +??di qui a poco sarà lui a dovermi stare dietro...lo sò.....mi conosco..... infatti ecco che slaccio la sua camicia....inizio a leccargli il petto...pochi attimi e le mie mani sono sui suoi pantaloni...slaccio la cinghia...slaccio la zip...resta in boxer senza nemmeno accorgersene....hihihihi! Lo guardo un attimo negli occhi....legge che la puttana stà per scatenarsi...mi guarda e dice:"beh...jessyca...che vuoi fare??" Non gli rispondo...mi abbasso sui boxer e dal tessuto inizio a leccargli il cazzo....resta allibito per come sono brava.Pochi secondi dopo abbasso l'elastico dei boxer...ecco spuntare il suo cazzone...duro eretto...favolosamente pronto!! Lo riguardo negli occhi....ho il suo cazzo a 2 cm dalle mie labbra....lo guardo...resto immobile... Lui mi guarda...il silenzio regna nell'auto...poi prende coraggio e mi dice..."dai jessyca...leccamelo...fammi vedere quanto sei femmina e che voglia hai di cazzo...." lo guardo un istante...poi gli rispondo mentre mi avvicino alla sua asta...:"mmhh...non sottovalutarmi...potresti pentirtene e finire sfiancato con me...lo sai??" resta in silenzio...mentre io inizio a leccargli l'asta....ha un bel cazzone...non enorme ma piuttosto largo e sopratutto duro...molto duro...Lecco l'asta abbondantemente...insalivo quel cazzone per preparalo a prendermelo in bocca...la saliva me lo farà scivolare...e quando inizio ad andare su e giù con le labbra godrà molto nel sentirlo scivolare bene.....Antonio non sà che magnifica pompinara sia...ma avrà modo di accorgersene molto presto! Apro leggermente le labbra....appogiando appena la cappella...e resto lì....voglio sia lui a spingermelo in bocca.... adoro sentirmi schiudere le labbra e sentire la cappella che mi scivola in bocca...Infatti ecco che mi appoggia una mano tra i capelli...inizia a spingermi la testa verso il basso....mmhh...apro ancora un pò le labbra...la cappella e l'asta bagnati di saliva scivolano bene...ora...ed ecco che la cappella inizia a schiudermi le labbra....dopo poco ecco il glande...poi l'asta...mhh...chiudo gli occhi per come godo...mentre cm dopo cm il cazzo mi scivola in gola!! Lui emette un "OOOOHHHHHH........SSSSIIIIIII"....mentre io sento i suoi peli del pube vicini alle mie labbra...segno che l'ho preso tutto in gola...mmhh....stò godendo..se mi toccasse la fica ora si accorgerebbe che sono fradicia!! Inizio ad andare su e giù...la sua mano tra i capelli mi dà il ritmo quando scendo...mi ferma quando stò per risalire e mi rituffa verso il basso....dio che pompino...vado su e giù magnificamente...e lui se ne è accorto molto bene. Si è ammutolito...ora solo dei mugolii gli escono dalle labbra....mentre io continuo....lentamente...il mio pompino... Ora sà che pompinara sia...mi guarda mentre vado sù...ora lo guardo dritto negli occhi mentre metà del suo cazzone è nella mia bocca...lo guardo dritto negli occhi...mi aspetto qualcosa...infatti mi guarda e mi dice:"dio che favola... 6 una pompinara da sballo...mamma mia...che spettacolare bocchinara sei!!"..... Mhhh.....sapesse come godo quando mi dice così....sento chiaramente una scossa alla fica....mentre riscendo sull'asta fino alle palle...ohh....come lo prendo ...sento che quando affondo gode come un porco!!! Infine sento l'asta irrigidirsi...è vicino a sborrare....Mi fermo....alzo la testa e lo guardo...ho il cazzo piantato in gola...vediamo che decide il porco.... Mi mette una mano sul viso e mi fà alzare...mi bacia con passione....dicendomi:"dio mio...che femmina...e che puttana 6....tiri pompini da sogno...jessyca...sai?" Gli sorrido..e gli rispondo..."te l'avevo detto che non mi dovevi sottovalutare..." Mi leva il vestito...resto in perizoma...mi bacia con passione,sdraia i sedili..sembra una camera da letto ora la macchina!Poi mi fà sdraiare sul sedile,la schiena appoggiata al sedile dietro..come se fossi su un comodo materasso. Mi guarda un attimo..poi impugna l'asta...si avicina a me...un attimo e mi appoggia la cappella alla fica...mmhh..... Appoggia la cappella..dio come godo in quell'attimo...quell'attimo delizioso in cui stò per prendermi il cazzo nella mia fica è per me un momento di assoluto godimento...poi inzia a spingermelo dentro...ohhhhhh....mi penetra con dolcezza....pochi secondo e me lo schiaffa tutto nella fica..fino alle palle!!!inizia a baciarmi...mentre io mi muovo lentamente....adoro muovermi mentre mi scopano...partecipare alla penetrazione con piccoli movimenti...sentirmi il cazzo nella fica mi fà godere da subito!!! inizia a scoparmi...lo guardo con dolcezza...mi scopa bene il mio Antonio...mi guarda e mi bacia...mentre mi dà dei colpi sempre + decisi...fino a smuovermi...sento la fica bagnatissima...stò godendo molto...e lui se n'è accorto! Scopiamo per un pò....poi si ferma....sente che se và avanti ancora sborra...e si ferma un attimo.Poi ricomncia... colpo su colpo mi scopa con passione...io inizio a gemere e mugolare..segno che per me l'orgasmo è vicino!!! Improvvisamente una voce....non è Antonio...viene da fuori...è appena fuori della macchina!!Chi è? Antonio si alza...mi leva in un attimo il cazzo dalla fica...si mette davanti la camicia e resta immobile... il timore della Polizia si fà strada in noi.Sentiamo bussare...pochi istanti poi:"Antonio...sono Pietro...che cazzo stai facendo lì?" E' Pietro...dice Antonio...è mio fratello.....Apre lo sportello...io mi copro il seno e le cosce con l'abito. Lui guarda dentro e dice:"Antonio...sono 2 ore che ti cerco...hai tu i biglietti della consumazione e della disco!" lui annuisce e prende il biglietto dai pantaloni..glielo dà.Pietro mi guarda...è stupito...mi saluta:"ciao...io sono Pietro....il fratello di Antonio". Ciao dico io...sono jessyca...piacere.Pietro di rimando mi dice::"piacere mio...sei molto carina..devo fare i complimenti a mio fratello....mamma mia che sventola hai in macchina Antonio!!" Sorrido...antonio lo fà entrare...Stranamente non provo vergogna...nemmeno imbarazzo...anzi...mi sembra di conoscerli e di essere la loro donna...sono molti assomiglianti fisicamente...ed ora che è in macchina la cosa non mi dispiace affatto.... Pietro mi dà la mano..nel dargliela mi cade il lato del vestito che mi copriva un seno...resto con una tetta di fuori e lui immediatamente mi guarda con un senso di voglia...Gli stringo la mano...poi resto con la mano sulla gamba... il seno scoperto...non mi rendo nemmeno conto io del perchè l'ho fatto.Antonio in un attimo mi si riavvicina...mi bacia con passione...io gli dico:"amore..ma c'è tuo fratello!!!"E lui senza problemi mi risponde..."lo sò...ma abbiamo sempre diviso le cose tra di noi..sai....e vorrei dividermi anche una femmina ed una puttana spettacolare come te..con lui...." Arrossisco ma il sentirmi dare così con nonchalance della puttana davanti ad un altro invece che offendermi mi dà una violenta scossa erotica...che mi parte dal cervello e mi arriva alla fica...un attimo e sento chiaramente le grandi labbra bagnarsi...mio dio che voglia mi mettono addosso questi 2!! Pietro si avvicina...mi leva il vestito dal seno...mi guarda un secondo nel viso e poi inizia a succhiarmi un capezzolo...mamma mia...è la fine...la puttana che è in me riuscirà fuori e questa macchina tra non molto sarà un letto dove ci scateneremo come dei pazzi!!E mentre lo penso ho la fica che mi và a fuoco...un attimo e prendo in bocca di nuovo il cazzo di antonio...mentre Pietro senza scandalizzarsi + di tanto si spoglia davanti a me. Si leva i boxer...e mamma mia...mi schiaffa davanti al viso anche lui un bel cazzo...+ grosso di quello del fratello e deliziosamnete largo...eretto...pronto da prendere nella mia fica! Non perdo tempo...mi piazzo a pecorina dando la fica in faccia a Pietro...che dopo avermela leccata un pò si prende il cazzo in mano e me lo appoggia alla fica...mmhh...ancora quella splendida sensazione di sentirmi una cappella sulle labbra della fica.... dio come godo in qull'attimo!!Ecco...un colpetto ed entra...talmente sono fradicia non deve far alcuna fatica...pochi attimi e mi penetra....un "MMMMHHHH" mi esce dalle labbra...mentre spompino il cazzo di Antonio con una deliziosa lentezza...x godermelo in bocca per bene...da favolosa pompinara quale sono!! Antonio mi stà guardando...mentre vado su e giù con le labbra assecondando le spinte di Pietro che mi stà fottendo in un modo splendido....Alzo gli occhi e lo guardo mentre Pietro ad ogni spinta mi fà scivolare avanti ed indietro il cazzo del fratello...Dio come godo....sto tirando un bocchino delizioso mentre ho nella fica un gran bel cazzo che mi stà scopando divinamente....che gran puttana sono!! Ad un certo punto antonio è vicino...regge meno di Pietro che và avanti a scoparmi con godimento mio e suo... Esce dalle mie labbra e dice a Pietro di sdraiarsi...facendomi mettere su di lui....Mmmmhh....faccio io...pregustando quel gran bel cazzo piantato nella fica grazie al mio peso su di lui...Si sdraia...con 2 dita prendo la cappella e me la appoggio alla fica...poi lentamente scendo...mentre un ben distinto:"OOOOOHHHHHH.......SIIIIII" mi sfugge dalle labbra...Dio come mi impalo...sento cm dopo cm quel palo di carne che mi dilata la fica...ed un godimento intenso si fà strada in me. Antonio mi fà piegare in avanti...non capisco che vuol fare...mi mette quasi a pecorina mentre Pietro ora è quasi immobile dentro di me. Apre il bauletto del cruscotto e lo sento armamentare con qualcosa...Pietro mi inzia a baciare e limonare...mi disinteresso così di Antonio.Dopo un pò sento che mi stà toccando il buchetto...mi stà toccando il forellino del sedere! Inizio a sentire un senso di bagnato e di scivoloso mentre lui inizia ad aprirmi il culetto con le mani..."Ma che fai?" Lui mi risponde che è dalla discoteca che mi guarda il culo...che ho un culetto da sballo...perfetto..sodo..a mandolino...che è la parte + sexy di me...e che vuole scoparmelo.... Ma 6 matto? gli domando...Stà tranquilla...ti metto della vaselina per lubrificartelo... ora godrai per davvero...mi risponde...E poi mi dice: "apriti le chiappe con le mani...apriti il culo..dai puttana...fammi vedere quanto 6 troia e che voglia hai di prendere un bel cazzo duro tutto fino in fondo nel culo!!" Mmhh...le parole che dice hanno il solito tremendo effetto erotico su di me... Infatti una scossa micidiale arriva alla mia fica che anche Pietro sente...avendo il cazzo proprio lì dentro! Mi apro il sedere con le mani...offrendo il buchetto unto a lui...E di lì a poco ecco che la deliziosa sensazione di sentirmi la cappella sulle labbra della fica ora è diversa...sento la deliziosa sensazione di sentire la cappella appoggiarsi al mio buchetto...dio...mi stò facendo anche inculare!!! Pochi attimi...la cappella mi apre il forellino...è dentro...dio che godimento mi dà sentirmi dilatare il sederino... le mani sui suoi fianchi...Pietro che ricomincia a muoversi ed a scoparmi...un mix micidiale...inizio a sentirsi fare strada in me l'orgasmo!! Antonio mi comincia a penetrare dietro...sento il suo cazzone che scivola..scivola cm dopo cm nel mio culetto...la vaselina lo fà scivolare stupendamente nel mio culo... Un chiarissimo "OOOHHHH...SIIIIII...DAIIIII ENTRAAAA" mi esce dalle labbra...mentre piegata in avanti e con la testa abbassata...il viso ora è nascosto dai capelli mentre sento Pietro che mi scopa con forza ora...eccitato dal vedere il fratello che magnificamente e con passione mi stà inculando,in quel momento sento la mia fica ormai essere un lago di piacere.... Antonio và avanti ancora con pochi colpi...infine sento chiaramente le sue palle appoggiarsi alla mia fica...segno che me l'ha messo tutto dentro il sederino...Pietro sente la stessa cosa...avento il suo stupendo cazzone piantato nella mia fica...dio che roba...sono piena di cazzo sia in fica che nel culo...mamma mia come posso essere puttana se mi fanno esserlo!!! Pietro mi scopa con vigore..Antonio inizia ad incularmi davvero bene...colpi secchi...mi sento rompere il buchetto in un modo delizioso...dio che favola...godo come una pazza...inizio ad emettere tutta una serie di gemiti e mugolii..ad ogni colpo che mi danno in fica o nel culetto praticamente godo!!!Loro mi snetono godere come una cagna in calore ed a loro volta godono del mio godere...siamo travolti dal piacere...io splendidamente puttana x loro e loro meravigliosi stalloni che stanno sfondando una puttana rimorchiata da poco in discoteca!! Sono sdraiata su Pietro...ho il suo cazzone favoloso duro nella fica fino alle palle perchè col mio peso mi sono praticamente impalata su di lui...ho le mani di Antonio che mi serrano i fianchi ed il suo cazzone meravigliosamente piantato tutto anche lui fino alle palle nel mio culetto...doppiamente piena di cazzo...e non immaginavo di poter godere così...un delirio di piacere si fà strada in me...mentre i miei due stalloni mi stanno sfondando fica e culo a loro piacimento!!! Inizio a muovermi....voglio che vedano che razza di puttana si stanno fottendo...inizio prima a sculettare... poi muovo il bacino...in modo che i due stupendi cazzi mi si piantino per bene...ed inoltre così facendo me li godo tutti e due per bene!!Un "OOOHHH....CHE TROIAAAA....SEI..." sfugge a Pietro....che mi dà una serie di colpi nella fica... sentendomi muovere su di lui....Poi è la volta di Antonio..che sentendomi sculettare mi dice:"SIIII...GUARDA LA PUTTANA COME SCULETTA...LO VUOI TUTTO NEL CULO...FINO ALLE PALLE...EHHH...TROIA???" MMHH...Rispondo io..."FORZA...SFONDATEMI...DAI...CHE ASPETTATE...SCOPATEMI TUTTA...DAIIIII"...e con un gemito riabbasso la testa in avanti...paga di tanto cazzo in fica e nel culo... Sentendomi così tanto puttana....iniziano a fottermi con una foga ancor maggiore....in 2 colpo su colpo mi riempono di cazzo a + non posso....uno mi incula con colpi secchi e violenti...ho il buchetto sfondato e dilatato...dio che culo mi stà facendo...mi sento terribilmente rottainculo...mamma mia che voglia ne avevo..era da tempo che desideravo prenderlo nel culetto...lo confesso...e Antonio la voglia me la stava levando davvero in un modo stupendo! Pietro mi scopa la fica dandomi magnifici colpi di reni...un "SIIIIIII....VENGOOOOOO"....mi esce dalla gola... ed immediatamente la fica mi si bagna in un modo violento...Pietro sente il mio umore e gode del mio piacere dicendo che sono una vera vacca in calore...Ora vanno avanti a turno...prima Antonio..poi Pietro...mi fottono magnificamente... dopo un pò li sento vicini...stanno per godere....mi hanno scopata ed inculata a lungo...ed ora devono sborrare!! A questo punto la troia che è im me decide...Li faccio alzare...mi metto al centro in ginocchio...e li faccio mettere l'uno di fronte all'altro...i cazzi magnificamente eretti mi sono proprio davanti al nasino...è la posizione che adoro, quella che mi fà sentire splendidamente zoccola nei confronti dell'uomo!!Prima mi lego i capelli...mi faccio la coda... voglio che mi vedano mentre li farò morire con un pompino da sballo che tirerò ad entrambi....voglio che vedano che deliziosa pompinara sono!!Inizio a leccarli entrambi...passando da una cappella all'altra...spompino prima Pietro..poi apro le labbra e faccio uscire la sua cappella...per prendere subito quella di Antonio in bocca....mmhh....sapessero in quei momenti come godooooo...sono fradicia nonostante sia stata scopata ed inculata pochi istanti prima!! Spompino Antonio...poi apro le labbra e avvicinando le due cappelle una all'altra le slinguo entrambe...lecco il glande del primo all'unisono con il secondo...iniziano già a sbuffare...segno che li stò facendo godere come pazzi! Vado avanti così...prima uno..poi l'altro...deliziosi colpi di lingua all'asta di Pietro..poi è la volta di Antonio... lecco la cappella...spompino il 1°...poi lecco l'sta...spompino il 2°...piano piano li stò portando in modo magnifico alla sborrata....una stupenda doppia sborrata...mmhh....è il premio che desidero in modo delizioso e che già pregusto sono i fiotti caldi che questi 2 magnifici cazzi mi faranno sul viso...in gola...sul seno.... Pietro è al limite....la sborra inizia a premere...mi fermo...gli lecco per bene le palle...dio come sono piene... che favola...deve avere tanta di quella sborra....mmhh...lecco le palle e lo guardo...dritto negli occhi....mi guarda e mi dice..."mamma mia che troia sei......jessyca...ti abbiamo inculata...ti abbiamo scopata...e stai tirandoci un pompino da sogno...6 proprio una splendida puttana...lo sai??" Lo guardo dritto negli occhi mentre gli lecco il glande con la punta della lingua...poi sempre guardandolo gli rispondo: "si lo sò,sono una puttana....mi piace il cazzo e godo a farmi scopare è vero..."poi riprendo a spompinarlo facendolo sbuffare per come gli ho risposto sfrontatamente dandomi io stessa della puttana e per come lo stò facendo godere.... E' la volta di Antonio...lecco il glande anche a lui...lo sento che è vicino...ma è + resistente di Pietro...spompino l'asta...salgo alla cappella...infine lo guardo dritto negli occhi mentre il suo cazzo mi scivola in gola... "OOOhhhh....jessyca...che magnifica bocchinara 6...dio come sei brava...lecchi il cazzo divinamente...lo sai??".. mi dice.Lo guardo come ho fatto con il fratello...poi facendomi uscire il cazzone dalle labbra gli rispondo:"sono uscita dalla disco con te...e mi sono ritrovata 2 magnifici cazzi in fica ed in culo...ora li spompino...come puttana direi che me la sono goduta...noooo??" e riprendo il pompino....Affondo le labbra...ed anche lui mugola un sommesso OOOHHH per il piacere di quel delizioso affondo... Poi..come spinta da un senso di ancora maggior troiaggine inizio a spompinarli per bene...prima uno...poi l'altro... infine insieme...stò tirando un bocchino da sogno a due magnifici cazzi...e decido io quando sborreranno... Ecco che il mio su e giù aumenta...i cazzi mi scivolano in gola quasi insieme...in breve li porto sull'orlo della sborrata...se solo facessi ancora 2 affondi sborrerebbero all'unisono....Invece no...io li tengo in sospeso finchè non sono al limite...spompinandoli a turno...infine li guardo negli occhi insieme...un attimo...e gli dico:"dai...sborrate....fatemi vedere che razza di puttana sono!!" Rispondendo senza dire una parola Pietro mi caccia il cazzo in bocca e dopo pochi istanti viene...Antonio lo segue.. Io in un attimo metto i loro cazzi davanti a me....apro la bocca e appoggio la lingua alla cappella di Pietro...voglio sentire la sborra che gli esce dalla cappella e che finisce sulla mia lingua...sul mio viso...sul mio seno...come una stupenda puttana pompinara quale sono in questo momento.... Ecco che una forte scossa di un piacere intenso alla fica mi fà quasi tremare...mentre Pietro mi sborra in gola e sul viso... Antonio lo raggiunge dopo un attimo...inizia anche lui a sborrare...Abbandono subito il cazzo di Pietro...ormai svuotato e metto la lingua sotto la cappella di Antonio....Ooohh....eccolo....penso...deliziandomi degli stupendi schizzi di sborra che mi fà...Pietro ancora mi schizza sul seno e sul mio viso.... mentre Antonio mi caccia in gola dei getti di sborra magnifici...Dopo i primi schizzi eccolo sborrarmi anche lui sul viso...sulle gote...Metto le tette a coppa...ed ancora un piccolo getto di sborra mi centra il seno... Dio come godoooo!!Ho la fica un lago mentre la sborra mi cola dal viso....che magnifica puttana sono in questo momento... Pietro si accascia sul sedile esausto...seguito da Antonio dopo pochi secondi....Lecco i 2 cazzi ancora un pò... ingoio le ultime gocce di sborra che i loro cazzi hanno...Poi...esausta mi siedo sorridendo con uno sguardo di godimento...resto così in mezzo a loro...una goccia di sborra mi cola dal mento...un'altra mi scende dal nasino... mentre ho le tette belle impiastricciate di sborra...mio dio quanta ne avevano...mi sento il pancino pieno... sono sazia come se avessi mangiato un bue...ho fatto davvero una splendida ingozzata di sborra....che troia sono... dio mio se mi fanno scatenare divento veramente una zoccola micidiale!! Ci rivestiamo...mi pulisco con dei fazzolettini...Pietro esce dalla macchina per primo e torna nella disco...Io mi rivesto insieme ad Antonio..e dopo essermi rimessa in ordine ritorno nella disco con lui. Mi lascia il suo numero..io gli lascio il mio...poi sparisce nel casino lasciandomi al bar dove mi aveva conosciuta. Arriva dopo poco mio marito...sguardo da ebete ed un pò alticcio...come al solito. Dopo poco usciamo dalla disco...e lui candidamente mi dice: "jessy mica sarai offesa x quella spero?Non te la sei presa...vero???" Ma no...ma scherzi...dico io...andiamo a casa...che sono stanca! E lui:"stanca a forza di ballare?" Certo...e di che altrimenti? Sento nel pancino ed in bocca il sensuale sapore della loro sborra...in bocca il sapore di quei 2 splendidi cazzi e nel pancino pieno il gusto delle magnifiche sborrate che ho ingoiato... mamma mia che stupendi pompini gli ho fatto...che fenomale pompinara sono se mi ci metto..... E la fica ed il culetto ora sono sazi...ne ho preso di cazzo anche lì....scopata ed inculata in macchina da 2 sconosciuti come la peggior puttana del mondo.... E mentre torniamo verso casa mi addormento...spossata da quei magnifici stalloni che mi hanno fatto sentire deliziosamente puttana con tutta me stessa....
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20 anni fa
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Varie
Prima e, per ora, unica volta - 3^ parte(fine)
Carla stenta un pò a riprendersi da quell’orgasmo che l’ha letteralmente travolta, poi si alza e mi invita a prendere il suo posto sulla poltrona. Io prima di sostituirla nel ruolo di spettatore mi tolgo il preservativo e vado in bagno a lavarmi l’uccello: voglio essere già pronto quando sarà il momento di scopare questa splendida femmina. Appena ritorno dal bagno trovo Guido sdraiato sul letto con Carla a cavalcioni sul suo viso. Vederla offrire la sua fica succosa alla bocca di Guido, osservarla nella maestosità delle sue forme, ammirarne i seni dirompenti, i fianchi morbidi ed il culo ampio e sodo provoca una prima reazione al mio membro. Poi l’ascolto mentre dice a Guido: “Ho visto come ti è piaciuto succhiare il cazzo di Edoardo, Leccargli la cappella, per non dire di come hai goduto mentre ti inculava. Oh, si gemevi ad ogni colpo, lo incitavi a sbatterti più forte. E come hai schizzato quando sei venuto, ho ancora il tuo sperma sui piedi. Non ti avevo mai visto venire così. Ma ora leccami bene la figa, succhiami il clitoride, fammi arrapare allo spasimo, che voglio godere anche io con il suo uccello. Voglio farmi guardare da te mentre il cazzo che ti ha sfondato il culo sfonda anche la figa della tua mogliettina. Voglio vedere che ti masturbi, mentre tua moglie viene riempita e gode come una una femmina in calore. Voglio offrirmi a lui nelle posizioni più oscene. Io sarò la sua troia, gli svuoterò le palle fino al midollo e tu non potrai far altro che masturbarti e pensare a come era avere quello stesso cazzo nel culo. Voglio vederti godere mentre scopri che tua moglie è una troia e mentre desideri di avere ancora quel cazzo nel culo”. Beh, queste parole mi hanno fatto rizzare l’uccello in maniera quasi istantanea. Capisco che il mio racconto sta diventando veramente lungo, ma come ho detto è stata la mia prima, e fino ad ora unica, esperienza quindi mi comprenderete se vi dico che ogni secondo di quella sera è impresso nella mia memoria come un file in un CD-Rom. Al fine di non diventare troppo pesante e dover scrivere una 4^ puntata il resto del racconto sarà più stringato, ma se vorrete altri dettagli, basta chiederlo: io ricordo ogni secondo ed ogni particolare dei miei compagni di gioco. Insomma mi ritrovai trascinato da Carla sul letto, mentre Guido si era posizionato sulla poltrona, neanche a dirlo, a gambe divaricate e con il membro in mano. Prima di tutto ho giocato a lungo, con mani, bocca, e cazzo in mezzo alle sue tette: un paradiso che ogni cosa aviluppava. Ho cercato di sottrarmi alla spagnola di Carla in tempo per non venire subito, ma lei, afferrandomi per i fianchi, è riuscita a trattenermi e a farmi superare il punto di non ritorno: una sborrata colossale proprio su quelle grosse tette, finita strofinando la mia cappella sui maestosi capezzoli. In poco tempo Carla è riuscita a farmelo rizzare nuovamente, non è difficile per lei, le basta mostrare il suo corpo, le sue curve ampie e polpose e non vi è uccello che possa resistere. Appena pronto è stata lei ad mettermi il preservativo per poi impalarsi, infilandosi il mio cazzo nella sua caverna. Una figa generosa, calda e bagnata. Mi ha cavalcato con movimenti furiosi, mentre le mie mani la frugavano in ogni parte del corpo. Poi mi si è offerta alla pecorina. La vista delle mie mani sui suoi fianchi, della deformazione dei suoi glutei quando il mio bacino vi sbatteva contro, del mio cazzo che penetrava nel burro bollente della sua figa sono immagini che non dimenticherò mai più. Come la sensazione di esere dietro di lei, tenendola ben salda per le sue grandiose tette e montarla con foga devastante, mi lasciano il ricordo di una vera cavalla da monta. Lei che, al mio terzo orgasmo mi dice: “non credere che sia finita: da qui esci solo quando sei completamente spompato. Un nuovo preservativo e Carla che si impala da sola divorando il mio cazzo con il suo culo. Ed ancora questa splendida manza che mi monta con il culo, un su e gù furibondo, mentre si sgriletta selvaggiamente. Io esplodo sborrando nel preservativo dentro al suo culo, mentre lei urla di piacere, sconvolta e gode abbandonata alla piena furiosa del suo orgasmo che si manifesta anche con un piccolo e minuscolo getto di umori che le esce tumultuoso dalla figa. E mentre gode ha la forza di rivolgersi al marito vederlo mentre sborra e dirgli: ” spompati di seghe mentre io godooo” Poi una doccia per tutti e li riaccompagno alla macchina: la fine della serata
398
2
20 anni fa
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Varie
Splendida partita
Quando il suo ragazzo le propose di andare allo stadio per vedere la partita della sua squadra del cuore, la Juve, che arrivava a qualche chilometro da casa loro, Ramona non fece certo salti di gioia. Si, era contenta di accompagnare il suo boy, ma onestamente il calcio non la faceva impazzire. Allo stadio non c’era mai stata, non aveva mai vissuto un evento sportivo in diretta, non sapeva neppure come ci si doveva vestire in quelle occasioni. Decise di fare di testa sua: tirò fuori dall’armadio la minigonna di jeans che a lui piaceva tanto, talmente corta che se solo si piegava di un centimetro le venivano fuori le chiappette e un maglioncino rosa, di angora morbida e rasata che messo senza reggiseno faceva vedere bene i capezzolini che spuntavano da sotto. Da vera troietta qual è sempre stata, Ramona, dopo un profumato bidè, si mise adosso le mutandine più piccole che aveva, un perizoma nero trasparente con un triangolino mini davanti e il filo interdendale che le strofinava dolcemente sul culetto. Infine decise di mettersi degli stivali neri che la facevano sentire tanto porca. Dovevano andare a vedere una partita di calcio, ma lei non aveva intenzione di rinunciare alla sua femminilità. Quando lui arrivò sotto casa sua per prenderla, Ramona si mise a por sto con una spazzola i riccioloni neri e scese di fretta. Salì in macchina e lui non potè non notare le splendide cosce levigate che Ramona faceva ben vedere. Un bacio e via verso lo stadio. Nel tragitto lui non riusciva a staccare gli occhi da quelle gambe e da quella minigonna, fino a che non allungò la mano sotto le mutandine sfiorandole la fighetta pelosa. Ramona scoppiò a ridere, come al solito era riuscita ad arrapare il suo maschietto focoso e, come al solito, anche lei si era già bagnata la patatina. La giornata cominciava bene, ma era niente confronto a quello che doveva, inaspettatamente, accadere. Parcheggiata l’auto, Ramona e il suo boy, si diressero a piedi come tutti gli altri verso le entrate. Subito fu chiaro che si sarebbero dovuti mettere in fila ed attendere un bel po’ vista la marea di persone che si accalcavano per entrare. Bandiere bianconere, sciarpe, cappellini, i tifosi più scatenati già scandivano i cori, gli ultrà entravano proprio nel settore dove dovevano entrare anche loro. Le facce di quelli non erano proprio delle più rassicuranti, molti sembravano avanzi da galera, pieni di tatuaggi, orecchini, piercing, muscoli in bella evidenza, insomma facevano un po’ paura, ma visto che erano tifosi della Juve, non c’era nulla da temere. Piuttosto, Ramona, notò subito qualche bel ragazzo tra quei tifosi, in particolare alcuni ragazzotti alti e robusti con i jeans stretti e a vita bassa che facevano evidenziare un bel pacco sul davanti. La giornata era improvvisamente diventata interessante. Ramona prese per mano il suo ragazzo e si andò ad infilare dritta nella fila che attendeva di entrare. La porcellina già si pregustava le mani sul culo e le palpatine di quelli che le stavano dietro, lo strusciamento sulle sue tettine di quelli che le stavano davanti, insomma si era già eccitata come una troietta in calore. Quello che aveva immaginato fu niente rispetto a quello che accadde per davvero. Il gruppo di ultrà si accorse subito del prelibato bocconcino che stava a pochi passi da loro, così, uno alla volta cominciarono a circondare Ramona, spingendo via quelli che le stavano intorno, compreso il suo ragazzo che, sapendo come era eccitata la sua bimba, li lasciò fare con piacere. Gli animi si erano eccitati in tutti i sensi, gli ultras saltavano e gridavano a squarciagola stringendosi intorno alla Ramona. Lei si lasciò trascinare da tanto tifo e cominciò anche lei a fare festa con loro. Ormai non era più possibile tornare indietro, Ramona si sentiva infilare le mani dappertutto, le toccavano il culo, le strofinavano le tette, le strusciavano la patta dei pantaloni sulle sue cosce, qualcuno più audace, approfittando del caos, arrivò ad infilarle la mano sotto il gonnellino sfiorandole il pelo della passerina. Inutile dire che le sue mutandine erano ormai zuppe e bagnate all’inverosimile e i suoi capezzoli erano diventati così duri che sembravano dover bucare il maglioncino da un momento all’altro. Finalmente riuscirono ad entrare nello stadio, a dirigersi verso il settore a loro riservato: la curva. Il ragazzo di Ramona la prese per mano e si assicurò che tutto fosse a posto, lei con un sorriso languido e da vera maiala gli fece capire che stava andando tutto meravigliosamente bene. Per qualche attimo prima dell’inizio della partita tutto era tornato alla normalità, gli ultras si erano dati una calmata, Ramona come tutti si era seduta sugli spalti in attesa dell’arrivo sul campo dei calciatori. Ma, appena lo speaker cominciò ad annunciare dagli altoparlanti le formazioni delle squadre che entravano, tutti si alzarono in piedi e ricominciarono i cori e il tifo. La curva sembrava ondeggiare sotto i salti e la ola dei tifosi. Ramona, naturalmente, fu circondata e coinvolta nei balli e negli slogans che il capo ultrà ordinava agli altri di fare. In men che non si dica Ramona fu di nuovo messa in mezzo e nella confusione generale nessuno faceva caso alle mani di quei maschioni che la palpavano senza ritegno, alle patte gonfie di quelli che lei sentiva premere addosso, sul culetto, sulle sue cosce. La partita era entrata nel vivo e ormai la curva era diventata una vera bolgia, un caos indescrivibile. Proprio in quel momento successe quello che Ramona mai si sarebbe aspettata in uno stadio di calcio. Si sentì toccare tra le cosce da una mano che, questa volta, non si fermò a sfiorarla, ma continuò a frugare tra le sue mutandine, fino a quando non si sentì penetrare la fighetta da due ditoni ruvidi e grossi che cominciarono a stantuffarla avanti e dietro. Ramona cercò lo sguardo del suo ragazzo che aveva capito tutto, lui le fece segno di lasciarsi andare. Ramona cominciò a mugolare di piacere, ormai la sua figa si era inondata come un lago e le sue mutandine erano talmente inzuppate che erano ormai sparite all’interno della sua sorca pelosa. Pian piano quelli che le stavano intorno capirono che era il momento di approfittare di quella zoccola. Così Ramona si ritrovò in mano un paio di cazzi turgidi e nodosi che cominciò a menare come sapeva fare lei, era in piena estasi con tutte quelle mani addosso, con quei cazzi che odoravano di sesso selvaggio, quando all’improvviso si sentì spingere il busto in avanti. Si trovò piegata a novanta gradi e ancora prima di capire quello che stava succedendo sentì un bastone di carne che gli sfondava la figona bagnata. Mentre veniva pompata da dietro, un brutto porco, un anziano tifoso, un sessantenne dalla faccia di maiale che si era accorto di tutto quello che stava succedendo, si aprì la lampo dei pantaloni e in un attimo le piantò in bocca il suo uccellone gonfio. Il gruppetto che circondava Ramona aveva altro da fare che pensare alla partita e, uno dopo l’altro si alternavano chi a montarla da dietro, chi a farsi spompinare dalla porcona, chi a sbatterle l’uccello in mano per una sega. Ramona sentì fiottare un paio di cazzi sul suo volto e un altro paio gli sentì venire di seme caldo nella sua figa e sul suo culo. Alla fine almeno una decina di tifosi le avevano sborrato addosso, mascherandola di sperma appiccicoso la faccia e sporcandole il culo e la figa di crema viscida. Per fortuna, una volta sfogati e svuotati, i tifosi decisero che era tempo di dedicarsi alla loro squadra del cuore. Ramona ne approfittò per ripulirsi con dei fazzolettini di carta e ricomporsi. Si rifece alla meno peggio il trucco e fece appena in tempo a godersi il goal della vittoria della Vecchia Signora. La puttanella con un sorriso beato fece segno al suo ragazzo che la giornata allo stadio poteva fermarsi lì, che era meglio tornare a casa prima della fine della partita. Mano nella mano i due lasciarono gli spalti tra gli sguardi adoranti di quei tifosi che l’avevano inzozzata. Una volta a casa Ramona si mise sotto la doccia per ripulirsi per bene delle sborrate che aveva preso dappertutto, si mise nell’accappatoio e rientrò nella sua stanzetta. Appena varcò la porta vide il suo ragazzo nudo sul letto, con il cazzo in tiro come mai lo aveva visto. Non fece in tempo a dire nulla che lui le tolse l’asciugamano che la copriva e cominciò a montarla come una vacca, con una foga che mai aveva visto prima. Quando lui se ne andò a casa lei aveva preso il suo cazzo in tutti i buchi possibili, in particolare le era venuto due volte nel culo mentre le gridava: forza Juve! Ramona non ha mai capito se lui, quel porco, aveva organizzato tutto perché sicuro di quello che sarebbe successo!
348
1
20 anni fa
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Prima e, per ora, unica volta - 2^ parte
Appena entrati nella camera Carla inizia a spogliarmi, con lentezza e sensualità, prima la camicia, bottone dopo bottone. Le sue labbra sfiorano i miei capezzoli, la sua lingua saetta su di loro, poi si muove verso il basso, percorrendo con la sua bocca il mio addome. Con le mani mi afferra i glutei, stringendoli, tastandoli, per poi spostarle sulla cintura, fino ad arrivare alla fibia per aprirla. Sbottona i pantaloni, abbassa la cerniera e mi ritrovo di fronte a lei indossando solo i boxer. Le sue labbra si muovono sul mio inguine, poi le sento, attraverso il leggero tessuto dei boxer, percorrere il mio membro ormai turgido. Percorre l’asta con piccoli morsettini che mi fanno vibrare. Si alza, si gira di spalle e, con la stessa sensualità dedicata a me, inizia a spogliare il marito. Osservo le sue natiche proromenti e ben disegnate dal vestito, i fianchi morbidi, i suoi capelli rossi che si posano sulle spalle lasciate scoperte dall’abito. Non resisto, le sollevo il vestito accomapgnandolo con le mani lungo il profilo del suo morbido corpo. Glielo sfilo. Indossa calze autoreggenti, un perizoma con il triagolino che si posiziona ampiamente sopra il solco delle natiche, ed un reggiseno con spalline trasparenti. Tutto rigorosamente bianco. Ha un culo dirompente, ancora alto per la sua età. Vi appoggio le mani: è morbido, ma sodo. Lo stringo, lo palpeggio con forza, ne seguo le curve abbondanti, ma ben proporzionate: è invitante, terribilmente eccitante. Mi appoggio, premendo il mio uccello, ancora racchiuso dai boxer, contro il suo culo imperioso. La cingo con le braccia, tastandone i fianchi, la pancia fino ad arrivare al seno. Curve da perdersi. Le mie mani si insinuano sotto il reggiseno, affondano nella carne, ne tastano la consistenza, si stupiscono di tanto volume. La spoglio anche del reggiseno, poi le mie mani si aprono cercano, senza riuscirvi, di contenere i grossi seni. Continuano a tastare, palpare. Indice e pollice serrano il capezzolo, grosso, gonfio, prepotente. Carla intanto ha completamente spogliato Guido che, in piedi di fronte a lei, le strofina il membro eretto contro la pancia. Carla si gira verso di me. Posso finalmente vedere ciò che le mie mani avevano a lungo palpato: il suo seno. E’ una vista fantastica. Sono enormi meloni, lievemente adagiati verso il basso, ma con due grandissimi cerchi scuri al centro dei quali si ergono, prepotenti, i capezzoli di dimensioni da me mai neanche immaginate. Qualche lieve smagliatura appare nella parte superiore dei seni, ma quasi sfugge alla vista comparata con tanta maestosità. E’ più forte di me e ci affondo immediatamente il viso. Bacio, succhio, lecco preso dalla frenesia di non lasciarmi sfuggire neanche un milllimetro di tutta quella grazia imponente. Lei intanto mi abbassa i boxer e libera il mio uccello che fremendo si abbandona alle sue mani. Mi palpeggia l’asta, le palle, lo scroto, le dita si spingono fino al solco dei miei glutei. Incoraggiato muovo una mia mano verso il suo perizoma. Le mie dita camminano lente sopra la stoffa che racchiude il frutto più dolce. Sento il calore che esso emana. Gioco con le dita lungo il confine dell’indumento, incontro alcuni piccoli ciuffi di pelo. Poi la mia mano solleva la stoffa e arriva al contatto diretto con la sua caldissima fica. E’ carnosa, calda e i suoi petali sono già bagnati dalle prime gocce di rugiada. La mia bocca è sempre calamitata sui seni imperiali, ma ora freme vorebbe scendere per percorrere le sue labbra più intime, suggere nettare dal suo clitoride, che già le mie mani hanno percepito essere grosso e succoso. Ma Carla si stacca da me, mi fa sdraiare sul letto, mi afferra l’uccello alla base, e rivolta al marito lo invita a prendere posto fra le mie cosce. Guido si avvicina, e posa le sue labbra sulla mia cappella a lui offerta dalle mani di Carla. Sento la lingua vibrare alcuni colpi proprio sulla punta della mia cappella, là ove sono più sensibile. Le labbra di Guido percorrono tutta la mia asta, avvolgono le mie palle, le succhiano lievemente. Sento la lingua guizzare lungo lo scroto, spingersi più in giù fino a raggiungere il mio buchetto. Poi risale fino a muoversi, eccitante e languida, nuovamente sulla cappella. Le Labbra la avvolgono, la bocca si apre per accogliere il mio membro in tutta la sua lunghezza. La sento come un fodero attorno al mio uccello. Carla fa ruotare lentamente Guido, in modo che ora il suo cazzo si libra in aria proprio di fronte al mio viso. Lei lo guida dolcemente verso la mia bocca. Vi adagio le labra ancora serrate, poi le apro gradualmente fino a ritrovarmi la cappella di Guido in bocca. Per me è la prima volta, ma la sensazione è straordinariamente eccitante. Sento sulla mia lingua, sul mio palato, all’interno delle mie guance il contatto con la cappella calda e fremente. Sto accogliendo nella mia bocca il terminale del piacere di un altro uomo. Sento, sento, sento. Sento la mia bocca “piena”: inizio a succhiare. Sento il cazzo di Guido vibrare e reagire ad ogni mia sollecitazione. Sento il sangue pulsare sempre più forsennatamente nel membro turgido. Percepisco il sapore aspro e sensuale dello sperma pronto ad esplodere. Poi, sempre più a mio agio, inizio ad splorare altre zone. Lascio il membro di Guido che vibra in aria ed aviluppo con le labbra prima un testicolo e poi l’altro. Ci gioco a lungo. Poi scendo sullo scroto che percorro con ampi colpi di lingua. Con le mani separo i glutei e spingo la mia lingua fino al buchetto. Lascio abbondante saliva, in modo che un mio dito possa penetrare. Inizialmente non è facile: il buco è veramente stretto. Ancora saliva ancora giochi di lingua. Finalmente il dito penetra lentamente, ma completamente. Provo ad insere un secondo dito. Ancora una volta è difficile, ma poi sono entrambi dentro. Guido mi sta spompinando come ben poche donne sanno fare. Ogni suo colpo di lingua, ogni serrar di labbra mi causano un fremito. Capisco che non resisterò a lungo, il mio cazzo ha iniziato a fremere incontrollato, le prime ondate di piacere lo stanno attraversando. Mi stacco da lui, non è ancora il momento di venire. Mi sfilo e lascio Guido carponi. Mi posiziono alle sue spalle e con le mani afferro le sue natiche separandole il più possibile. Intanto Carla si è seduta su una poltrona. E’ quasi in posizione ginecologica: gambe divaricate e piedi appoggiati sul bordo del letto, proprio davanti al viso di guido. Ci guarda, rossa in volto, eccitata, con quel suo sguardo sensuale da divoratrice di uomini. Vedendola mi eccito ancora di più. Lei si alza, prende un tubetto di crema ed un preservativo dalla borsa. Si avvicina e cosparge il buco di Guido con una quantità abbondante di crema. Quindi apre il preservativo e me lo infila sul cazzo con la bocca. Poi torna sulla poltrona, stessa posizione, con una mano che “fruga” sotto al perizma. Io a questo punto non sono eccitato, ma decisamente arrapato. Spargo meglio la crema, infilo prima un dito poi un secondo. Li muovo lentamente e a lungo, le faccio roteare delicatamente, in modo che allarghino un pò di più il sentiero. Poi con una mano cerco di mantenere aperti i glutei e con l’altra appoggio la mia cappella sul buco di Guido. Riuscire a far penetrare la prima parte della cappella è difficile, mi aiuto in tutti i modi, Guido cerca di aiutarmi. Il mio cazzo perde lievemente di rigidezza. Ma poi sento le sue pareti che avvolgono la cappella. Rimango fermo in quella posizione per alcuni secondi. Afferro con entrambe le mani i fianchi di Guido e, lentamente, ma insesorabilmento, spingo addentrandomi millimetro dopo millimetro nel suo sfintere. Il mio cazzo è penetrato quasi completamente nel culo di Guido. Ancora una volta mi fermo per alcuni secondi. Poi un colpo deciso. Ora è infilato tutto. Assaporo questo momento. Per la prima volta il mio membro sta violando il culo di un altro uomo. Sento le sue pareti aderire meravigliosamente al mio uccello. Inizio a muovermi con cautela. Prima lentamente, con delicatezza, poi, man mano che il percorso si fa più comodo, aumento velocità e intensità dei movimeti. Vedo Carla quasi strapparsi il perizoma per poi massaggiarsi furiosamente la fica. Sento Guido gemere, e sono gemiti di piacere. Mi chino un pò di più su di lui per afferrgli il membro. Ora lo sto scopando veramente. I miei colpi sono sempre più intensi, le mie palle sbattono sul suo culo ad ogni affondo. Con la mano lo masturbo mantenendo lo stesso ritmo dei colpi. Carla appare stravolta in viso, non ansima, grida il suo piacere. Si rivolge a Guido dicendogli: “mi sta scoppiando la figa vedendo che godi mentre ti scopano”. Poi incita me:“dai scopalo, affondaglielo tutto nel culo, allargaglielo bene”. Parla con la voce rotta da continui gemiti. Sento il cazzo di Guido pulsare ritmicamente nella mia mano, poi percepisco lo scorrere impetuoso dello sperma lungo l’asta. Guido quasi urla: “sii, siii, più forte, fino in fondo ... goodoo .... vengoo”, poi emette gemiti fortissimi e dalla sua cappella esplodono alcunii getti violenti di sborra. Il suo orgasmo è talmente intenso e forte che un getto di caldo nettare si deposita su un piede di Carla. Io sento il suo culo contrarsi attorno al mio cazzo, vorrei tirarlo fuori, togliermi il preservativo e raggiungere Carla per sborrarle sulle tette. Ma mi sono spinto troppo oltre e vengo riempiendo il preservativo dentro al culo di Guido. Mentre noi godiamo Carla perde completamente la testa si affonda 2 dita nella figa muovendole all’impazzata, mentre con l’altra mano si serra quasi violentemente seno e capezzoli. Arriva a dire “... ti ha sfondato il culo e tu godi come una puttana...”, poi il suo “aaaahhhh” è praticamente un urlo che dura secondi mentre il suo corpo sussulta sulla poltrona, sconquassato ad un orgasmo furente. ------------CONTINUA--------------
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20 anni fa
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Varie
I quattro moschettieri
L’incontro che descrivo in questo racconto è avvenuto nel 2001, verso marzo. A quell'epoca avevamo un annuncio su un famoso sito di incontri erotici, dove c'erano alcune foto di Giorgia generosamente svestita accompagnate dalla descrizione del nostro profilo: "Coppia di Roma trentenne, lei carina, bionda, capelli lunghi, lui esclusivamente contemplativo e fotografo, accetta proposte erotiche da singoli carini, dotati, puliti, educati e disinibiti. Graditi gruppi e singoli di colore. Max pulizia e riservatezza. Non siamo mercenari". Ovviamente avevamo sempre la casella postale piena di e-mail, proposte oscene, foto esplicite, ecc. A molti di questi abbiamo risposto, e, come facciamo abitualmente dal 96 circa, ne abbiamo incontrati diversi. Quelli che ne hanno incontrato i gusti sono sempre rimasti tutti soddisfatti dalle grazie e dall’abilità di mia moglie. Questo incontro era nato da un'email che diceva pressappoco così: "Siamo un gruppo di sei amici, età compresa tra i 28 e i 35 anni, tutti rispondenti ai requisiti da voi richiesti. Giorgia ci piace moltissimo e vorremmo metterla al centro delle attenzioni. Se interessati scriveteci". Gli scrissi subito, chiedendo maggiori particolari e la risposta arrivò subito. Erano sei ragazzi tutti di zona Viterbo - Alto Lazio, con la passione per le coppie porche e le situazioni di gruppo. Garantivano bella presenza, come appurai dalle foto che mi augurai essere veritiere, massima pulizia ed educazione. Tutti avevano avuto già esperienze con diverse coppie. Ne parlai con Giorgia. L'esperienza per noi era relativamente nuova, perchè non avevamo mai incontrato un gruppo. Giorgia adora essere circondata da uomini e in diverse occasioni avevamo incontrato singoli che si propovano in due. In realtà avevamo anche trascorso serate in club privè dove mia moglie aveva giocato con più di due singoli, ma nel privè tutto rimane sempre su un piano abbastanza impersonale, per cui l'idea ci stimolò la fantasia e lei accettò di sentirli al cellulare. Chiamammo la sera dopo, mi rispose una voce maschile garbata e giovanile. Dopo qualche presentazione di rito lui mi chiese se e quando poteva esservi l'incontro. A quel punto gli passai mia moglie, e lei iniziò a chiacchierare e ridere con il giovanotto. Fissarono l'appuntamento ad un ristorante sull'Aurelia, fuori del raccordo, per il sabato appena successivo. Per il dopocena concordammo che la cosa migliore era recarsi in un motel, e io mi incaricai della scelta e prenotazione. Arrivato il sabato sera lei era un po' preoccupata, perchè avendo a che fare con un gruppo di sei uomini temeva di incontrare persone magari poco piacevoli se non peggio. La rassicurai dicendole che nessuno ci impediva di rifiutare di proseguire la serata fuori del ristorante o altro. Erano già le 19.00, lei fece la doccia poi la portai in camera da letto, dove lei doveva prepararsi. Era nuda, l'abbracciai e con una mano iniziai a stuzzicarle la clitoride, baciandola sul collo e mormorandole all'orecchio se era davvero tanto zoccola da farsi sei uomini tutti in una volta. Sentii gli umori della vagina inumidirmi le dita e lei sospirare di piacere sotto il tocco delle mie dita, con il pensiero proiettato sulla situazione che di lì a due ore si sarebbe concretizzata. Mi disse sottovoce che anche se non erano persone piacevoli in fondo andava bene lo stesso... Giorgia non volle esagerare con l'abbigliamento, come invece aveva fatto qualche volta in passato quando l'interlocutore era uno o al massimo due. Solo un mesetto prima si era divertita ad "aggredire" un interessante professionista di Roma con cui eravamo in contatto presentandosi all'incontro con una mini con spacco che non riusciva a coprirle il bordo delle autoreggenti ed una scollata camicetta trasparente per nulla in grado di nascondere l'inesistente reggiseni, col risultato che il poveretto ebbe serie difficoltà di concentrazione a condurre una conversazione minimamente intelligente prima che la serata trovasse giusto compimento nella camera da letto della sua casa al mare, dove il tipo sfogò finalmente tutti i suoi ardori tra le cosce di mia moglie. Stavolta invece l'idea di molti uomini la induceva alla prudenza e voleva evitare di provocarli in modo troppo spudorato, almeno all'inizio. Scelse un abitino nero morbido, aderente senza essere attillato. La parte inferiore terminava pudicamente appena sopra il ginocchio, nascondendo del tutto le calze autoreggenti. Scelse un paio di stivali rosso scuro che le permettessero di evidenziare comunque le gambe e le calze. Sopra l'abitino indossò una camicetta di seta blu scuro, con motivi argentati. Il reggiseno sexy a balconcino e mutandine di pizzo nero completavano l'intimo. Arrivammo al ristorante con una decina di minuti di ritardo sull'orario concordato. Giorgia era nervosa e imbarazzata e mi diede un paio di volte del porco per averla trascinata in quella situazione. Mi sarei quasi voluto divertire proponendole di annullare il tutto, ma non sarebbe stato giusto da parte mia sottovalutare la tensione ed il nervosismo che l'idea del primo impatto con un gruppo di maschi le procurava. Lei è una donna sensuale ed attraente, ma ha il pallino del peso superfluo ed il timore che la generosità delle sue forme non incontri il gusto dell'uomo/ini è sempre latente e la porta all'insicurezza. Entrammo al ristorante e chiedemmo del tavolo prenotato dal fantomatico signor "De Santis". Il cameriere ci condusse in una sala e subito vedemmo il tavolo con quattro uomini seduti a chiacchierare. Quando ci videro dirigerci verso di loro scortati dal cameriere e, riconoscendo subito Giorgia nonostante il viso censurato delle foto viste, si alzarono in piedi e vennero a stringerci la mano. Ci presentammo ed immediatamente scattarono per Giorgia una moltitudine di complimenti. Il viso dolce, il sorriso sincero e gli occhi azzurri evidentemente tolsero anche a loro eventuali dubbi circa quale tipo di persona potesse nascondersi sotto le "patacche" con cui, nelle foto di nudo inviate via e-mail, si censura il viso. Subito Felice, il "leader" del gruppo, con cui avevamo parlato per telefono, ci disse che si scusavano ma due dei sei amici non erano potuti venire, complici gli obblighi del sabato sera con moglie e fidanzate. Ammiccando a Giorgia le disse che avrebbero tentato di fare del loro meglio anche se in quattro soltanto, facendola ridere di gusto. Sciolta la tensione iniziale iniziai a studiare le persone che avevo davanti, mentre si iniziava una piacevole conversazione dalla quale ero più che felice di escludermi, lasciando mia moglie libera di iniziare a confrontarsi almeno verbalmente con i quattro amici. Erano quattro bei tipi: Riccardo, sulla trentina, abbastanza alto e ben proporzionato, Maurizio, il più timido, alto e abbastanza secco, con un naso pronunciato, Matteo, sulla quarantina, faccia un po' da mascalzone, e Felice, che era stato il più "bugiardo" sulla forma fisica, evidenziando nonostante la giovane età, trenta o trentadue anni, una pancetta appena pronunciata. Si iniziò a parlare del più e del meno e solo dopo che era arrivato il primo piatto iniziarono a rivolgersi a mia moglie in un modo più diretto, alternando complimenti a domande sempre meno "formali". Evidentemente la curiosità di cosa spingesse una coppia di coniugi dall'aspetto del tutto normale quale siamo noi due ad un tipo di esperienza apparentemente adatta solamente a gente "strana" si faceva sentire. Saggiamente i quattro uomini si dimostrarono solerti nel riempire il bicchiere di Giorgia più volte e nello stesso tempo mantenendo l'atmosfera allegra e spiritosa. Eravamo seduti ad un tavolo rettangolare stile taverna abbastanza grande, con un sedile a panca e schienale dal lato interno, fisso alla parete, dove io e Giorgia sedevamo vicini, e le sedie su quello esterno. Dopo il secondo piatto, quando vidi che lei era ormai completamente a suo agio mi alzai con la scusa di recarmi alla toilette, e, facendo in modo che Giorgia non potesse vedermi, feci cenno a Felice che poteva prendere il mio posto. Aspettai qualche minuto alla toilette, poi quando tornai vidi che i cinque commensali continuavano a chiacchierare allegramente e che Felice si era seduto al mio posto vicino a mia moglie. Come se nulla fosse mi sedetti all'ex posto di Felice il quale, abbassando un po’ la voce, le chiese se era soddisfatta della compagnia in cui era venuta a trovarsi. Giorgia si mise a ridere ed annuì senza problemi. Matteo le chiese se tutti loro le piacevano e si iniziò una specie di gioco nel quale lei doveva dire cosa le piaceva in ognuno dei quattro uomini. Il gioco andò avanti tra risate ed allegria e battute di spirito. Lei non voleva lasciarsi subito trascinare e prendeva in giro i quattro amici elencandone i difetti anzichè i pregi. Ma i quattro stavano al gioco senza il minimo problema e piano piano la misero piacevolmente alle corde. La conversazione cambiò progressivamente di tono, il sorriso di Giorgia si era fatto languido e rispondeva a voce bassa. Intuendo la situazione finsi di far cadere una forchetta e mi chinai sotto il tavolo, scostando la tovaglia. Come mi aspettavo, una mano di Felice stava accarezzando le gambe di Giorgia, appena sotto la gonna. Visto il mio indugiare nello sbirciare sotto il tavolo, Felice volle gratificarmi della visione della sua mano che risaliva tra le cosce di mia moglie. A malincuore tornai in una posizione normale. La posizione del tavolo permetteva simili manovre senza rischio di essere visti da altri clienti o dai camerieri. Allora Felice iniziò a porre a Giorgia domande sempre più dirette, finchè le chiese cosa indossava sotto il vestito. Lei tergiversò, ma i quattro uomini in perfetta sintonia insistettero in modo irresistibile per saperlo, finchè lei ammise di portare le autoreggenti. Lui chiese per quale motivo aveva indossato le autoreggenti e lei sorrise sempre più imbarazzata. Lui le chiese se per caso le aveva indossate per farli arrapare come dei tori e lei gli rispose laconicamente di si. Felice continuò chiedendole se aveva indossato o no le mutandine. Giorgia rispose che era ovvio che le indossava e per chi l'avesse scambiata. Allora Felice senza scomporsi le ribattè che glielo aveva chiesto solo a beneficio dei suoi amici, perchè lui già lo sapeva da un pezzo che lei portava le mutandine, visto che la sua mano gliele aveva già scostate da qualche minuto. Detto questo, appoggiò la bocca su quella di Giorgia, lei rispose al bacio ed iniziarono ad intrecciare le lingue. A quella vista Matteo si alzò dalla sua sedia e prese posto sulla panca accanto a lei, dal lato opposto a quello di Felice. La conversazione a quel punto ammutolì. La tovaglia che copriva le gambe di Giorgia risalì alquanto. Lei arrossì sorridendo al tocco delle mani di Matteo, interruppe il bacio e chiese ai due uomini che intenzioni avevano e se erano mica matti. Loro mormorarono qualcosa in risposta, poi Matteo le ribattè di non preoccuparsi perché da quella posizione nessuno poteva accorgersi di nulla. Giorgia si guardò attorno timorosa, ma nessuno effettivamente da quella visuale poteva accorgersi di queste manovre, e si rilassò. Fu Matteo quindi a baciarla e ad infilarle la lingua in bocca. I due le presero delicatamente le mani e le fecero abbassare sotto al tavolo e Giorgia si assestò sulla sedia, abbassandosi un pochino. Matteo smise di baciarla per non attirare troppo l'attenzione e le si strinse più vicino iniziando a mormorarle frasi che poteva udire solo lei. Giorgia ogni tanto alzava gli occhi su di me e sugli altri due, aveva il viso arrossato e rispondeva sempre di sì alle frasi che i due uomini le sussurravano. Rifeci la manovra della posata e ciò che vidi mi procurò un'erezione: Felice e Matteo le avevano fatto risalire la gonna fino agli inguini, lei teneva le cosce divaricate, lasciando che le mani dei due amici frugassero avidamente dentro le mutandine. Una mano di lei stava scappellando ritmicamente il cazzo eretto di Felice che svettava dalla cerniera lampo aperta, con l’altra massaggiava con decisione il pacco di Matteo, ancora civilmente rinchiuso. Riccardo e Maurizio, come me, fecero finta di doversi abbassare per non perdersi nulla di quanto stava accadendo. Commentarono quanto stava accadendo rivolgendo a Giorgia domande intime piuttosto spinte. Riccardo le disse di punto in bianco che impazziva per le donne che come lei adoravano il cazzo. Mi alzai per fare da "palo" e mi portati dalla parte di tavolo esposta verso l'esterno. Lei era tesa e non rispondeva. Frattanto il cazzo di Matteo era improvvisamente sbucato fuori dai pantaloni e la mano destra di Giorgia lo avvolgeva muovendosi su e giù. Al sopraggiungere di un cameriere feci cenno ai tre di ricomporsi, al che io, per evitare che la situazione degenerasse inutilmente nel posto sbagliato, proposi di trasferirci subito al motel. Pagammo il conto e ci avviammo alle macchine. Nel parcheggio Matteo ci venne vicino, infilò una mano sotto il vestito di Giorgia e iniziò a palparle spudoratamente il sedere dicendole che lui aveva il cazzo duro e se le andava di fare il tragitto fino al motel in macchina con lui. Le prese una mano e se l'appoggiò sulla patta dei pantaloni. Lei gli accarezzò l'erezione, poi mi abbracciò e mi appoggiò il viso contro il collo, lasciando che l'uomo proseguisse le indecenti manovre in mezzo alle sue chiappe e che io decidessi per lei. Anche Riccardo si avvicinò ed infilò le mani sotto la gonna di lei, palpandola davanti. Allora portai mia moglie nella parte più oscura del parcheggio e i quattro ci seguirono. La feci appoggiare con la schiena ad un furgone che poteva ripararci alla vista di chiunque. Matteo si mise davanti a Giorgia, le infilò le mani sotto la gonna baciandola in bocca. Riccardo e Maurizio la affiancarono e fu subito un groviglio di mani e di dita che frugavano mia moglie nelle tette, tra le cosce e nel culo. Le abbassarono le mutandine al ginocchio e lei li aiutò a sfilargliele del tutto. Matteo tirò fuori il cazzo che lei prontamente avvolse tra le dita. Giorgia si inginocchiò sull'asfalto e se lo fece mettere in bocca. Dopo poche ma avide ciucciate Matteo lo tirò fuori dalla bocca di lei imprecando ed uno schizzo di sperma la raggiunse sul viso ed i capelli. Subito Felice spinse Matteo da parte e avvicinò il cazzo al viso di lei, che senza esitare gli prese il membro in bocca. Mi rendevo conto che erano tutti troppo eccitati, e non mi andava che tutto finisse in quel posto, quindi ribattei che era meglio se ci muovevamo subito e che saremmo entrati nel motel separati. Erano pur sempre degli estranei e non avevo la minima intenzione di lasciare Giorgia sola in macchina con uno o più di loro. Arrivammo insieme al motel. Durante il tragitto io guidavo e lei rimase in silenzio ad occhi chiusi. Era febbrilmente eccitata, addirittura scossa, nemmeno si era preoccupata di pulirsi qualche filo di sborra che aveva tra i capelli. Andammo a chiedere la nostra camera , sbrigammo le formalità e salimmo in camera. Appena giunti in camera lei mi si gettò addosso infilandomi la lingua in bocca. Era sovreccitata in modo inverosimile. Mi disse che non vedeva l'ora che quei quattro maiali la violentassero. Io la respinsi con dolcezza, le accarezzai i capelli e mi resi conto che non aveva più le mutandine, perse sicuramente durante i minuti trascorsi al parcheggio. Poi la feci sedere sul letto e la baciai teneramente, senza foga. Dopo una decina di minuti squillò il cellulare, era Matteo, e mi comunicò il numero della loro stanza. Uscimmo dalla nostra stanza e percorremmo un tratto di corridoio fino al numero indicato: accostai l'orecchio alla porta e riconobbi le voci dei quattro uomini. Allora sbottonai la camicetta di Giorgia, le abbassai le spalline e sistemai il reggitette in modo da lasciare il seno scoperto con il capezzolo di fuori. Poi velocemente, con il timore che qualcuno passasse proprio in quel momento nel corridoio, le arrotolai l'abitino fin sopra l'inguine e lo fermai con una spilla da balia, in modo da lasciare la fica scoperta. La guardai, era uno spettacolo superbo, vestita ma con le tette di fuori sostenute dal reggiseni, la fica oscenamente esposta ed offerta, incorniciata in basso dal bordo delle autoreggenti ed in alto dal vestito arrotolato. Lei mi guardava inebetita dal piacere che provava a quel trattamento, perfino una prostituta professionista avrebbe avuto problemi ad entrare così conciata in una stanza con quattro estranei. Giorgia invece era allagata di piacere. Le diedi un bacio, bussai, aprii la porta e la feci entrare, richiudendole la porta alle spalle e rimanendo fuori. Sentii in "wow" generale e preparai la macchinetta digitale per scattare le foto. Entrai dieci secondi dopo di lei. I quattro moschettieri erano ancora vestiti e avevano fatto sedere mia moglie sul letto circondandola. La bocca di Giorgia era incollata a quella di Felice, gli altri tre la palpavano su tutto il corpo. Sul comodino, un portacenere colmo di preservativi. Lentamente le sfilarono i vestiti continuando a baciarla ed accarezzarla, poi la sdraiarono sul letto. Maurizio le fece aprire le gambe con le mani e si tuffò sulla fica iniziando a prepararla con la lingua. Riccardo era intento a spogliarsi, Felice continuava ad intrecciare la lingua con quella di lei mentre Matteo le palpava a piene mani le tette ed il culo. Mentre Matteo le toglieva il reggitette Riccardo le mise in mano il cazzo che lei iniziò devotamente a menare. Volevano toglierle pure le autoreggenti ma io li bloccai dicendo che le foto risultavano molto più eccitanti se lei avesse continuato ad indossarle. Appena Giorgia fu completamente nuda Matteo incollò a sua volta la bocca alla sua mentre Riccardo le palpava il culo continuando a farselo menare. Velocemente gli altri si spogliarono e la accerchiarono sul letto. Giorgia a turno baciò con la lingua i quattro uomini, con le mani iniziò un carosello di seghe, menando due uccelli alla volta e cambiando in continuazione mentre 8 mani esploravano il suo corpo e le frugavano ogni possibile intimità. Raramente l’avevo vista così eccitata, calda, disponibile e troia.... Maurizio iniziò a strofinare il cazzo nudo fra le natiche di mia moglie, e vedendo che lei spingeva il sedere contro il cazzo dell’uomo, gli ricordai che doveva infilare il preservativo. Maurizio desistette, ma Matteo si alzò in piedi, fece accucciare Giorgia e le appoggiò il grosso cazzo sulle labbra. Giorgia senza esitare prese in bocca la cappella dell’uomo iniziando a ciucciarla con impegno, al che gli altri tre si alzarono in piedi sul letto attorno a lei e il carosello di seghe diventò un carosello di pompe. Per un buon quarto d’ora a turno si alternarono ad infilare il cazzo nella bocca di Giorgia, che, in estasi, prodigava generose ciucciate e leccate, senza trascurare di passare la lingua su tutte le aste erette insalivandole, e riprendendosi la saliva mentre i cazzi sprofondavano insistenti nella sua bocca. Felice e Matteo riuscirono ad infilarle entrambe le cappelle tra le labbra costringendola ad un doppio pompino. Dopo essersi fatto lucidare l’uccello a forza di slinguate Felice prese Giorgia per mano, si fece passare un preservativo. Lei capì, si distese supina, allargò le cosce toccandosi le tette con le mani, e cominciò a supplicare i quattro porconi di scoparla e di chiavarla perché non ce la faceva più. E' un momento di estasi per me, contemplare mia moglie in queste occasioni, in cui la sua voglia di cazzo prende il sopravvento su ogni altro impulso e la sua femminilità e sensualità esce allo scoperto senza più freni... Felice fu il primo: si fece avanti, le appoggiò la cappella tra le labbra della fica, spinse, e il cazzo entrò come nel burro, facendola gridare di piacere. Frattanto Maurizio appoggiandosi alla spalliera le appoggiò il cazzo sulle labbra, che lei prontamente imboccò ed iniziò a spompinare. Sotto i colpi di Felice Giorgia riusciva, mentre succhiava, anche a segare il cazzo di Riccardo, mentre Matteo era occupato a "vestire" di lattice il proprio membro. Dopo una decina di minuti di vigorosa chiavata Felice estrasse il nodoso cazzo dalla fica di mia moglie tutto gocciolante degli umori di lei e fu il turno di Matteo. La semigirò su un fianco e le immerse senza tanti complimenti tutto l’arnese dentro la fica, fino in fondo al primo colpo. Lei non poteva uggiolare di piacere perché aveva entrambe le cappelle di Riccardo e Maurizio che le premevano sulla bocca gareggiando per entrare e per accaparrarsi i colpi di lingua. Matteo le diede qualche decina di sani e robusti colpi, poi estrasse il membro dalla passera di Giorgia. Non era riuscito a raggiungere la fica per primo, voleva essere almeno il primo a farle il culo. Giorgia adora prenderlo dietro e facilitò l’azione prendendo l’arnese di Matteo e appoggiandoselo sul buco del culo. L’uomo iniziò a spingere, lei mugolava, riuscì a spingere subito dentro la cappella, poi, con un paio di spinte decise tutto il cazzo sparì nello sfintere di mia moglie, strappandole sussulti di piacere. Contemporaneamente Riccardo con una mano iniziò a sgrillettarla. Matteo iniziò come un forsennato a picchiare l'uccello nel culo di Giorgia, finchè fu costretto a smettere per non venire subito. Venne il turno di Riccardo: le salì sopra, le fece aprire le gambe e glielo mise dentro la fica ormai decisamente allargata. Riccardo iniziò a martellarla di colpi, Giorgia con le mani segava i cazzi degli altri e ad ogni colpo emetteva un lamento di piacere. Il cazzo di Riccardo fece il suo dovere e mia moglie si lasciò andare al primo orgasmo, lungo ed intensissimo, sussultando e accompagnando con il corpo le spinte dell’uomo. Riccardo uscì e Maurizio si fece sotto. Lei era rilassata ma lasciò che Maurizio la scopasse ugualmente, godendosi comunque le spinte del quarto maschio. Lei era appena venuta, ma i quattro avevano ancora la pressione alta. Con i cazzi ben in tiro uno alla volta iniziarono ad alternarsi sopra di lei per non più di un mezzo minuto a testa mettendole il cazzo nella fica e lasciando subito dopo il posto al maschio successivo. Lo fecero con un tale vigore che Giorgia iniziò ben presto a godere di nuovo. Ormai lei era completamente partita, si sentiva completamente puttana e iniziò ad apostrofare i quattro uomini chiamandoli "porci" e "brutti maiali", e di darsi da fare di più. perchè non le bastava quello che le facevano, voleva che le dimostrassero di non essere delle mezze seghe. Fu il momento sicuramente più indecente ed esaltante ma anche il più delicato, perchè i quattro di rimando iniziarono ad insultarla pesantemente mentre la sbattevano con tutta la forza che avevano. Le diedero della puttana, della vacca, e lei continuava ad incitarli a spingere più forte e a farle male. A me non piaceva la piega che stava prendendo la situazione, quando Matteo le sbattè il cazzo nella fregna per la quinta o sesta volta dandole della "brutta cagna in calore" mi feci sentire da dietro con voce un po' incazzata e li invitai alla calma e moderazione. Felice allora le salì con le gambe sul viso e volle che lei gli prendesse le palle in bocca. Giorgia, mentre gli altri tre la lavoravano a turno tra le cosce spalancate, insalivò i coglioni all’uomo, leccandoli ed infilandoseli in bocca massaggiandoli con la lingua. Lo stesso servizietto se lo fece fare anche Matteo. Seduto sul viso di Giorgia e con i coglioni immersi nella sua bocca propose agli altri di dare alla puttana la lezione che meritava e di incularla a ripetizione. Le misero un cuscino sotto il sedere per rialzarle il bacino e a turno si misero le caviglie di lei attorno al collo affondandole brutalmente il cazzo nel culo e tempestandola di colpi di bacino. Andarono avanti credo più di mezzora con quel trattamento intenzionalmente sadico. Lei era inebetita dal godimento e dal piacere. Al termine la presero, la girarono e la misero a pecorina, con le mani le separarono le chiappe e vollero che fotografassi le parti intime di mia moglie, ordinandole di far vedere a suo marito che razza di puttana aveva sposato. La fica di Giorgia era usata ed arrossata, ma era il buco del culo ad essere uno spettacolo. Esageratamente dilatato e allentato dai quattro cazzi che vi avevano appena transitato con rabbia, lo si poteva aprire senza difficoltà sbirciando nell'orifizio. Fecero qualche minuto di break. Lasciarono Giorgia sul letto e bevvero acqua dal frigobar. Lei stava prona come se fosse assopita. Posai la macchinetta e le andai vicino. Le accarezzai i capelli con dolcezza, la baciai e le chiesi se era tutto a posto. Lei mi sorrise, ricambiò il bacio e disse che non si era mai sentita così bene in vita sua.... Felice e Matteo, i più intraprendenti, tornarono all'attacco e le dissero che ora volevano scoparla in doppia. La misero sdraiata supina, salirono sul letto inginocchiandosi accanto a lei uno per lato offrendole il cazzo. Giorgia da brava zoccola impugnò i cazzi e se li rimise in bocca per farglieli tornare duri. Quando i due ebbero raggiunto l’erezione desiderata Matteo si mise sdraiato, e Giorgia gli salì sopra, infilandosi nella fica l’arnese dell’uomo. Felice le andò dietro, le appoggiò la cappella sul buco del culo e spinse ma senza riuscire ad entrare, nonostante fosse mirabilmente sfondato. Allora la mia mogliettina provvide a soccorrere i due maschi in difficoltà. Si sfilò dalla fica il cazzo di Matteo e, libera dalla pressione dell'altro maschio, riuscì subito a farsi inculare da Felice. Con il cazzo di Felice ben inserito nel culo abbassò il bacino su Matteo, gli prese il cazzo e se lo guidò nella fica, dove entrò abbastanza facilmente. Il trio si assestò un momento poi i due uomini iniziarono a coordinare le spinte riuscendo a fottere Giorgia all’unisono: Felice spingeva nel culo e Matteo cedeva in fica, e subito dopo viceversa. Quell'indecente spettacolo durò almeno un quarto d'ora. Venne il turno di Maurizio e Riccardo a fare la doppia. Lei si disarcionò da Matteo e salì sopra Riccardo impalandosi sul suo membro, Maurizio le andò dietro e glielo sparò dritto dentro al culo con un colpo solo, dimostrandosi più abile di Felice. Dopo un bel po’ di minuti Giorgia venne una seconda volta. Urlò diverse volte senza riuscire a trattenenersi, e probabilmente riuscì a farsi sentire dalle altre camere, Maurizio e Riccardo sborrarono contemporaneamente dentro mia moglie. Estrassero con circospezione i cazzi dalla fica e dal culo di lei con i preservativi gonfi di latte bianco. Ma Felice e Matteo non sono ancora soddisfatti. Fanno scendere Giorgia dal letto, la mettono a pecorina, l’acchiappano per i fianchi e si concedono un altro giro di monta, infilandoglielo ormai senza distinzione dove capitava. Lei oramai cominciava a sentire anche dolore, ma continuava a godere visceralmente del fatto che quei quattro porci la stavano usando come una vacca da sfondare senza limiti. Matteo è sicuramente il più sadico del gruppo: propone a Felice di salire in piedi sul divano e ordina a mia moglie di affondare il viso tra le gambe dell'uomo. Mentre lei riprende a leccare, lui le va dietro, intenzionato a sottoporla al fist-fucking... infila le dita di una mano nella fregna e le dita dell'altra nel culo, tentando di penetrare con le mani il più possibile. Mi avvicino per badare che non le faccia del male, ma lei continua a godere. Nella fica la mano è entrata con tutte le cinque dita inserite dentro fino all'attaccatura, nel culo Matteo ha infilato completamente solo indice, medio ed anulare e spinge ritmicamente. Giorgia, nonostante sia ormai da anni una troia esperta e navigatissima, è davvero stremata ma anche i quattro sono belli cotti, scopano tutti da più di quattro ore senza quasi interruzione e non ce la fanno più. Decidono insieme di concludere. Giorgia accetta l'ordine di mettersi in ginocchio sul pavimento, i quattro davanti in formazione da rugby. Lei apre la bocca e tira fuori la lingua, i quattro, uno per volta, ci infilano il cazzo dentro. Tenendole ferma la testa si fanno letteralmente una sega dentro la bocca di lei. I ragazzi non sono sieronegativi certificati quindi lei non accetta di bersi le quattro sborrate. Un attimo prima di venire tirano fuori il cazzo e le schizzano lo sperma sulle guance, sulla gola e sulle tette. Quando tutti si sono scaricati lei è in ginocchio, ricoperta di sperma. E' il mio turno e le dò il simbolico colpo di grazia. Le infilo il cazzo in bocca e dopo poche stanche ciucciate le scarico in gola tutto il godimento accumulato quella sera. La nottata è finita. I quattro uomini ci ringraziano, si rivestono e se ne vanno, mentre Giorgia rimane seduta sul tappetino ai piedi del letto, con la fica, il culo e la bocca doloranti e insudiciata dalla sborra che le cola dappertutto, inzuppando l’unico indumento che indossa, le autoreggenti. Mentre va a farsi la doccia, pregustando ora di addormentarsi teneramente fra le mie braccia, mi fa: “Amore, meno male che non erano in sei….”
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20 anni fa
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In treno con un ragazzo
Mi chiamo Grazia, sono di Milano ed ho 48 anni, sono separata da tempo e questa che sto per raccontarvi è una storia vera che mi è capitata due settimane fa.E' sabato, sono in treno e mi sto recando a Venezia a trovare un'amica,, sul treno ci sono pochissime persone e nel mio scompartimento di prima classe sono addirittura sola, siamo più o meno all'altezza di Brescia quando decido di alzarmi ed andare nel corridoio a fumarmi una sigaretta.Senza voler essere presuntuosa posso dire di essere una bella donna, mora, capelli a caschetto, alta 1,68, abbastanza magra, un bel fisichino direi nonostante l'età, ma soprattutto sono molto orgogliosa dei miei due cavalli di battaglia, la bocca ed il seno.Oggi indosso un abitino sbracciato rosa, molto carino, aderente al punto giusto, allacciato sul davanti, con una generosa scollatura, adeguatamente riempita dalla mia quarta abbondante, valorizzata anco più dal reggiseno di pizzo bianco che mi unisce e spinge in alto i seniGli uomini mi piacciono parecchio, ed essendo libera, ho degli amici con i quali mi diverto a fare sesso, ma ciò che preferisco è essere guardata e desiderata, mi eccita da morire l'idea di "arrapare".Devo dire che grazie alle mie labbra carnose sempre evidenziate da rossetto rosso fuoco ed alle mie belle tettone (che ostento sempre con gran piacere) mieto eloquenti successi.Sto fumando la mia sigaretta guardando fuori dal finestrino, quando mi accorgo di essere osservata da qualcuno, mi giro e ad un paio di scompartimenti di distanza, noto un ragazzo molto giovane, lo guardo e non ci faccio più di tanto caso.Tenendo la sigarette tra le labbra, mi massaggio la schiena, facendo questo movimento, la inarco e di conseguenza vengono spinti in avanti i seni creando senza dubbio un profilo di notevole effetto, me ne rendo conto e mi rigiro verso il ragazzo, lo scopro con lo sguardo fisso e le guance rosse...Il seno ed il sedere, stretti nel vestito, devono averlo colpito !Sorrido da sola e penso alle due ore di noia che devo passare ancora in treno.A questo punto la mia indole porcellina salta fuori con un'idea...potrei divertirmi a giocare un po'...Rientro nello scompartimento, mi ripasso la labbra col rossetto, mi slaccio il bottone più alto del vestito, prendo la borsa ed esco.Due scompartimenti dopo, c'è il ragazzo seduto."Ciao! Ti spiace se mi siedo qui, il vagone è vuoto e da sola non mi sento tranquilla:""No ,no, si figuri si accomodi pure."Mi siedo di fronte a lui, vicino al finestrino.E' un bel ragazzino, dall'aria pulita.Dai Grazia !Ma di colpo la voglia di giocare con lui fa sparire tutti gli scrupoliMi sono messa gli occhiali scuri, sotto i quali spio le mosse del mio dirimpettaio, legge o meglio finge di leggere un libro e vedo benissimo che mi lancia degli sguardi, indirizzati soprattutto al seno che occhieggia dalla scollatura.Accavallo e scavallo le gambe con sapiente e studiata lentezza allo scopo di incuriosirlo e probabilmente sono anche riuscita a fargli intravedere i miei slip di pizzo bianco, il gioco comincia intanto a prendermi e mi rendo conto che piano piano l'eccitazione aumenta in me.Posso fumare ?" gli chiedo."Si, certo signora, non mi da fastidio:"Mi accendo una sigaretta ed inizio ad aspirare con fare voluttuoso, ripassandomi ogni tanto la lingua sulle labbra che il rossetto rosso lucido rende decisamente molto eccitanti.Il ragazzo ogni tanto alza gli occhi dal libro e imbarazzato, mi guarda la bocca.Spengo la sigaretta e fingendo di sistemarmi un sandalo mi chino in avanti mostrandogli lo spettacolo della mia scollatura.Rimango abbastanza tempo in questa posizione per permettergli di lustrarsi per benino gli occhi con la parte cospicua di tette che il pizzo bianco del reggiseno non riesce a contenere.Alzo gli occhi e li incrocio con i suoi, mi sta guardando sconvolto!Decido di rompere gli indugi."Che ti succede ? Cos'hai da guardarmi così?" gli chiedo con aria preoccupata."No, niente, mi scusi signora, mi scusi, non volevo!" mi risponde imbarazzatissimo."Cosa non volevi?" riprendo io."Non volevo guardarle ,li!""Li dove?" ribadisco."Nella scollatura!""Ah! Mi stavi guardando nella scollatura, come mai?""Signora, mi perdoni ancora, è stato più forte di me ,non ho resistito è bellissimo, lei ha un seno bellissimo!"Fatta! Il pesciolino ha abboccato, penso contenta tra me."Ah! Bene, ti ringrazio per il complimento, sei molto gentile, non pensavo che una donna della mie età potesse colpire un ragazzo giovane come te!" (Falsa!!!)Mentre gli dico questo, il mio sguardo, va a cadere in mezzo alle sue gambe che nel frattempo per la prima volta ha scavallato...mio Dio!Un notevole ed inequivocabile gonfiore appare sotto i jeans!Gli è venuto duro!!!La soddisfazione di avergli provocato l'erezione, aumenta l'eccitazione che comincia a pervadere il mio corpo...Mi soffermo un attimo a guardargli la patta ed improvvisamente sento i capezzoli indurirsi ed un piacevole umore bagnarmi la ciccia.Ma davvero trovi che abbia un bel seno?""Si, si signora! Deve essere sicuramente molto bello!" mi risponde imbarazzato."Come, deve essere! Allora hai dei dubbi!" gli rispondo con aria seria."No, no per carità, assolutamente, vedendolo dal vestito direi sicuramente di sì!""Pensavo che visto come mi guardavi nella scollatura, ti fossi reso conto bene di come fosse o pensi che sia tutto merito del reggiseno?" gli rispondo con una finta aria seccata.Il ragazzo mi guarda, rosso in viso, incapace di rispondermi, con lo sguardo fisso sulle tette che chinandomi in avanti ho portato a cinquanta centimetri dai suoi occhi."Scommetto che ti piacerebbe vederlo?" gli butto a bruciapelo."Come scusi?""Ti piacerebbe vedere il mio seno?" gli ribadisco perentoria ed ormai decisamente eccitata."Si, ma.. come..." l'imbarazzo pervade in lui."Secondo me sì" gli rispondo guardandogli inequivocabilmente l'uccello duro sotto i jeans.Mi alzo, vado sulla porta dello scompartimento, controllo che non ci sia nessuno, tiro le tendine laterali."Vieni", il ragazzo si alza, lo prendo per mano, (la mano è sudatissima), mettiti qui e controlla che non venga nessuno!"E' posizionato sulla porta dello scompartimento.L'idea di farmi vedere e di eccitare questo ragazzino mi ha ormai preso completamente, i capezzoli mi sono diventati così duri che sembra vogliano bucare il pizzo delle coppe e la figa è in un lago.Non mi è mai capitata una cosa del genere con un ragazzo giovane e tutto ciò comincia a piacermi, a piacermi molto...Il ragazzo è sulla porta dello scompartimento, io sono all'interno, contro il finestrino, di fronte a lui, mi sta guardando, mi guarda in un modo strano, mi sento desiderata da lui, gli guardo l'uccello sotto i jeans, dev'essere completamente in erezione, è venuta anche a me una gran voglia di vedere e toccare quel giovane cazzo.Inizio lentamente a slacciare i bottoni, mi apro il vestito e mi regalo ai suoi occhi in reggiseno e slip."Ti piaccio? Cosa dici, come vecchietta sono ancora passabile?"Gli occhi sbarrati del ragazzo sono più eloquenti di qualsiasi risposta, del resto gli slip sono molto trasparenti così come il reggiseno che lascia intravedere perfettamente i capezzoli."E'...è bellissima signora, bellissima....!""Sei soddisfatto? Mi sa di no, vero?" gli chiedo sorridendo in modo molto birichino.Togliermi il vestito è troppo pericoloso, potrebbe improvvisamente arrivare qualcuno per cui decido di sollevare il reggiseno...Le mie tette ormai libere, sobbalzano fuori, i capezzoli sparano in avanti duri ed eretti, sto cominciando a desiderare le sue mani su di loro..."Come ti sembrano ? Ti piacciono ?" gli chiedo con aria da mignotta."Cazzo, come sono grosse...!" mi risponde quasi balbettando.Mi avvicino a lui che è ormai completamente incantato a guardarmi, gli sono davanti. .."Vuoi toccarmele?"Non mi risponde, ma subito le sue mani tremanti ,avanzano verso i miei seni, me le appoggia dolcemente, quasi mi sfiora, un brivido mi passa per il corpo...Mi accarezza piano, con timore, poi comincia a stringere, mi passa sui capezzoli, sono bagnatissima....Di colpo me li stringe fortissimo poi con le mani a coppa mi schiaccia i seni con forza uno contro l'altro, inizia a palparmeli con una, completamente infoiato, mi fa male ma sto cominciando a godere, le mani di questo ragazzino che mi strapazzano le tette mi stanno facendo impazzire...Lo allontano un attimo, controllando che non arrivi nessuno, poi gli prendo la testa e la metto tra le tette, sento la sua lingua e la sua bocca inesperta sulla mia carne, baciarmi e leccarmi, mi prende in bocca i capezzoli, sono completamente partita..."Guardami!" Gli ordino perentoria.Lui alza la testa dal mio seno e mi guarda."Ti piace la mia bocca ?" gli chiedo mostrandogli con tutta la porcaggine che ormai è entrata in me le labbra rosse socchiuse."Siiii, è bellissima, invitante!""Cosa stai pensando guardando la mia bocca ? Cosa vorresti che ti facessi ,eh ?" gli chiedo vogliosa."Ma, non so, forse...""Forse ?"Non resisto più, la mia mano destra arriva al suo pacco.Sento subito un bel cazzo duro sotto la stoffa dei jeans, lo accarezzo e scendo a tastargli le palle, mica male il ragazzino."Signora la prego, non resisto, non resisto!" mi dice quasi implorante.Non posso farlo venire nei jeans...!Mi abbasso e comincio a slacciargli la cintura ,gli abbasso la cerniera, sulle mie labbra comincio a sentire quella strana sensazione che provo quando sto per prendere un uccello in bocca...Sotto i boxer azzurri vedo un bell'arnese ..."Vengo, signora vengo....!"Gli abbasso i boxer, lo prendo in mano, è morbido e caldo, faccio appena in tempo a vedere una bella cappella paonazza che intuisco che devo prenderlo subito in bocca...Come appoggio la labbra alla cappella un caldo getto di saporito sperma mi inonda la gola, ingoio subito la mitica crema e comincio a succhiare questo giovane cazzo... dopo un po' di stantuffate lo ripulisco perbene con la lingua e me lo gusto sino a quando non diventa molle.Ho la figa in fiamme....Rimetto l'uccellino del ragazzo nelle sue mutande, e come una brava mammina, gli chiudo la lampo e gli allaccio la cintura, lo guardo in viso ...è stravolto!Solo che adesso sono eccitatissima e voglio godere anch'io!Prendo la mano del ragazzo e la porto sui miei slip ormai inzuppati dei miei umori, schiaccio la sua mano sulla figa,, lui capisce le mie intenzioni, infila la mano negli slip e con un dito comincia a sditalinarmi...Muovo il bacino avanti indietro per prenderlo tutto fino in fondo."Infila un altro dito, amore, dai! Mettine due!"Subito il ragazzo obbedisce, sento l'orgasmo arrivare..."Si, dai che sto venendo, dai cosiì, cosìììì!"La scarica arriva, violentissima, quasi da piegarmi le gambe...Chiudo un attimo gli occhi per godermi questo momento, poi ritorno in me, mi sistemo il reggiseno, mi allaccio il vestito e mi risiedo. Il mio amante occasionale mi guarda compiaciuto, gli sorrido e mi accendo una sigaretta, dopo cinque minuti arriviamo a Venezia, prendo la mia borsa, gli do un bacetto sulla guancia ancora imberbe, lo saluto e scendo dal treno.Mica male come inizio del week-end!
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20 anni fa
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Prima e, per ora, unica volta - 1^ parte
Credo che in quanto sto per scrivere si possano riconoscere molti frequentatori delle varie “com” presenti in internet. Sono sposato, da più di 15 anni, ho un ottimo rapporto con mia moglie, ma dal punto di vista sessuale ho qualche tabù in meno rispetto a lei. Dopo anni di matrimonio il rapporto sessuale deve essere ravvivato e su questo concorda anche mia moglie, che, con me, si è spinta fino alle fotografie, al fotoscambio, ma già agli incontri in cam si è tirata indietro. Quindi sono rimasto solo con la voglia di spingermi un pò oltre, insomma come tutti dicono di trasgredire (anche se questo termine non mi piace molto, vuol dire tutto e niente, quindi assolutamente niente). Dopo molti tentativi di coinvolgere mia moglie e di farla spingere un pò oltre ho iniziato, circa un anno fa, a frequentare le “com” come singolo. Inizialmente cercavo singole o coppie, ma mi sono rapidamente reso conto che le singole forse non esistono mentre le coppie cercano principalmente coppie. Forse sarà perchè non ho più vent’anni, o forse perchè sono “solamente” normodotato, o forse perchè non posso ospitare e quindi propongo incontri in Motel, ma la verità è che, nonostante tutti i miei sforzi, contatti veri, con coppie vere “ZERO”. Dopo alcuni mesi si inizia ad allargare la disponibilità a viaggiare, io personalmente ho iniziato restringendo il campo alla sola provincia di Milano, per poi estenderlo alla Lombardia, fino ad arrivare ad includere Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Veneto. Una volta data la mia disponibilità anche a tutto il centro Italia mi sono fermato. A questo punto il desiderio di incontrare una coppia è tale che si prova a diversificarsi un pò. Ed allora non sembra più così improbabile l’incontro con una coppia con il lui bisex. Si sposta l’annuncio da “single” a single BSX”. La voglia di "trasgredire" è ormai talmente impetuosa che si includono anche singoli BSX e TRAV nelle possibilità di incontro. Forse io sono stato particolarmente sfortunato, ma dopo più di un anno comincio a pensare che questo “percorso” sia comune a molti single presenti nelle “comunity” di Internet. Se così non è ditemelo, la cosa mi rincuorerebbe e potrei pensare che il racconto che sto per iniziare non sia destinato a rimanere la mia unica esperienza vissuta attraverso le “comunity” di Internet. Lo scorso mese di Settembre, ho letto l’annuncio di una coppia di xxxxx lui 48, lei 46 che cerca singolo bsx per giocare con entrambi. I requisiti sono i soliti educazione, pulizia, riservatezza e fin qui ci siamo. Vogliono in singolo non invadente e anche qui ci siamo. Possibilmente sopra i 45. Qui ci siamo un pò meno, ma mi dico proviamo a contattarli lo stesso, non saranno 3 anni in meno a fare la differenza. Invio la mail. Mi rispondono (ma questo ancora non poteva significare nulla) sottolineando l’importanza della non invadenza. Mi spiegano che sono alle prime esperienze, anzi, con un singolo bsx assolutamente la prima, e che per l’equilibrio della loro coppia è importante non incontrare la stessa persona una seconda volta. Questo, secondo loro, dovrebbe evitare coinvolgimenti diversi da quelli legati al puro divertimento erotico. Rispondo che, ovviamente, non vi sono problemi e che se non vorranno più essere contattati io saprò scomparire così come sono comparso. Propongo loro l’incontro in un pub per poi, se tutti d’accordo, muoverci verso un Motel. Lascio il mio numero di cellulare dicendo che, se non si fidano, possono anche chiamarmi con il numero di telefono nascosto. Il pomeriggio successivo è Lei (che chiamerò Carla, ma non è il suo vero nome e a dir la verità non so neanche se quello che mi ha detto sia il suo vero nome) a telefonarmi (numero rigorosamente nascosto). Ribadsice che per loro la cosa più importante è la sicurezza che non cercherò di contattarli dopo che ci saremo incontrati. Poi entra un pò più nel dettaglio sulla fantasia che lei e Guido (anche questo nome è inventato) vorebbero realizzare. Mi confessa anche che, a dire il vero, è proprio lei la più interessata. Insomma Carla è fortemente eccitata dal pensiero di scopare con un uomo che poco prima si è fatto il marito. Io ovviamente rispondo che sono disponibile, e che ho una certa esperienza in situazioni analoghe e che tutto potrà svolgersi senza fastidiosi imbarazzi, e nell’assoluto rispetto reciproco. Parliamo ancora un pò, quindi Carla fissa l’appuntamento per le 20:30 del giovedì successivo in un bar dove fanno l’happy hour, così possiamo mangiare qualcosa e poi eventualmente proseguire la serata. Finita la conversazione mi sento eccitato dalla concreta possibilità che si prospetta, ma allo stesso tempo anche preoccupato e teso. Ho detto a Crala che ho una certa esperienza nei rapporti bsx, ma in realtà non mi è mai capitato di avere rapporti sessuali con più di una persona e soprattutto non ho mai avuto nessun rapporto con altri uomini. Arriva finalmente il giorno dell’appuntamento alle 20:30 sono nel bar stabilito, ma c’è talmente tanta gente che mi sembra veramente problematico riconoscere, dalla breve descrizione e dalle foto che ho visto (neanche una con viso “scoperto”), Carla e Guido. Dopo neanche un minuto mi si avvicina un signore sulla cinquantina, alto forse più di 1 metro e 80, appena qualche chilo di troppo. E’ vestito in stile “casual ricercato”, attira la mia attenzione e mi domanda: “sei Edoardo?”. Io rispondo di si e lui si presenta: “Ciao io sono Guido”. Mi accompagna ad un tavolino dove è seduta Carla. Si alza per salutarmi con un lieve abbraccio e due baci sulle guance. Lei è circa 1 metro e 70, gradevolmente formosa, seno abbondante, e fianchi pieni. Cappelli rosso mogano (almeno quel giorno) ed un vestito di lino leggero che ne fascia sensualmente il corpo. Non è certo quella che si può definire una bellissima donna, ma sicuramente è eccitante ed ha quello sguardo carico di sensualità e desiderio che mi fa impazzire più di ogni altra cosa in una donna. Ci sediamo, parliamo di vari argomenti, senza mai entrare veramente nel merito del motivo per cui siamo lì. Poi dopo poco meno di un’ora Carla si alza e dice ad entrambi: “io mi avvierei verso il proseguimento della serata, voi cosa ne pensate?”. Guido risponde che per lui va bene e che se io sono d’accordo loro salirebbero in macchina con me per raggiungere insieme il motel. Finalmente!!! Avevo superato l’ultimo esame, potevamo andare a divertirci!!! Con il cuore in gola li guidai fino alla mia macchina Guido salì davanti con me, mentre Carla si accomodò dietro. Se fino ad allora i riferimenti a quello che sarebbe successo quella sera erano stati evitati, appena iniziai a guidare Carla diede la prima svolta alla serata e rivolgendosi al marito disse “Guido, visto che questa sera accoglierai dentro di te il membro di Edoardo, perchè non incominci a verificarne forme e consistenza?”. Guido posò la mano direttamente in mezzo alle mie cosce, ed iniziò a muovaerla tastando il mio membro e le mie palle. Non ero mai stato toccato, anche se per il momento solo da sopra i pantaloni, dalle mani di un uomo: la sensazione era piacevolissima. La mano di guido si muoveva conoscendo benissimo dove per me era più eccitante soffermarsi, spingere o stringere: mi provocò un’erezione quasi immediata. Rivolto a Carla disse: “ a quanto pare non è indifferente al mio tocco, visto he è già in erezione. Guidai per circa un quarto d’ora prima di raggiungere il Motel e Guido nel frattempo, spronato da Carla, mi aveva abbassato la cerniera dei pantaloni, insinuando la sua mano all’interno fino ad arrivare a toccarmi da sopra i boxer. Percepivo la sua mano con maggior intensità, e sicuramente alcune piccole gocce erano gà arrivate sulla punta della cappella che, proprio in quel momento, Guido stava stringendo. Carla continuava a chiedere a Guido se gli sembrava di suo gradimento, se gli piaceva accarezzare e serrare il membro di un altro uomo, ma le uniche parole di guido erano: “è strano, ma molto eccitante ”. Arrivati al Motel sbrigammo velocemente la questione check in e ci precipitammo verso la camera. ------------------ CONTINUA ----------
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20 anni fa
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La prima volta senza slip 2
.... Cominciamo a passeggiare, nessuno intorno a noi nota nulla, ma io mi sento strana, M. mi abbraccia e camminiamo assieme, mi sento accaldata ed eccitata. Entriamo nel centro del paese, c’è un sacco di gente, non so perché ma mi sento osservata come se tutti sapessero, se tutti vedessero, mi stringo ancora di più a M. che mi chiede come va. Sono eccitata e preoccupata gli dico, lui ride sotto i baffi. Cominciamo a guardare le vetrine, mi scappa l’occhio c’è un signore dietro di noi, mi sta guardando, sono sicura guarda proprio me, forse in controluce lui ha visto. - Spostiamoci dai, quel signore mi sta guardando, in controluce mi vede che sono nuda, dia andiamo via di qua Ci spostiamo, il signore ci segue, sento i suoi occhi sul mio corpo, sono spaventata, si avvicina, sono spaventata ma eccitata, lui ci si affianca ma tira dritto, ffffffiu è solo un turista un po’ anziano in cerca di vino, spaghetti e souvenir ............ in fondo un po’ mi spiace. Ci prendiamo un gelato, M: vuole sedersi, ma le panchine sono tutte occupate, ci sediamo sul bordo di un’aiuola, M. si alza, si allontana, cosa fa? Ritorna, mi guarda, si avvicina e mi dice che lo spettacolo è meraviglioso. Porca vacca, mi posiziono meglio, lui ride e mi dice di non preoccuparmi, non si vedeva quasi niente. Mi guardo attorno, un gruppetto di ragazzi e ragazze vicino a noi ridono spensierati, non hanno visto nulla, ma c’è una coppia proprio di fronte a noi, il lui mi guarda fissa, non stacca gli occhi dalle mie gambe, la lei mi guarda ma con uno sguardo “cattivo” di rimprovero come a dirmi ........ mi sento in imbarazzo; M. mi guarda e mi dice se voglio andare via. - Si andiamo via dai, M si alza mi da la mano per aiutarmi e mi dice, - Fagli un regalo su? - Un regalo? A chi? - A quello li, indicandomi con la testa il ragazzo della coppia, è li che sbava, dai fallo, per me. Mi rialzo ma facendolo apro un po’ le gambe, sento gli occhi del ragazzo, salire sulle mie gambe ed arrivare li, mi sta guardando, ha visto, io mi sento calda ed imbarazzata ..... ma a lui cade il gelato dal cono. Andiamo via, di corsa, sono eccitata e felice, andiamo sul lungo lago. M vuole salire sulla murata del porto, c’è un via vai incredibile e per salire bisogna “scalare” delle pietre, per forza di cose devo far risalire un po’ la gonna e fare qualche mossa strana. M. è dietro di me, davanti a me gente che vuole scendere, un signore anziano con la canna da pesca in mano mi guarda negli occhi poi il suo sguardo scende e mi vede sotto mentre scavalco una pietra. Lo capisco perché sento i suoi occhi su di me, io arrossisco ma anche lui, allungo il passo, ma scivolo lui mi aiuta mi sorregge e mentre lo fa mi dice: “complimenti signora, grande spettacolo”. Mi vergogno, ma sono troppo eccitata, mi sento bagnata, i miei capezzoli sembrano due chiodi. M. da dietro mi aiuta. Quando siamo sulla murata, M mi si affianca e mi abbraccia, gli dico del signore, lui è eccitato, visibilmente eccitato, ma anche lui mi racconta, mi racconta che quando sono scivolata, lo spettacolo del mio sedere nudo è stato molto apprezzato da lui e da alcuni ragazzi che adesso sono dietro di noi. Non ce la faccio più, sento la mia eccitazione salire, i miei umori scendere sulle mie gambe, le mie guance sono rosse come non mai, mi fanno male i capezzoli, non ce la faccio più, dentro di me si alternano paura, vergogna, eccitazione. M. continua a parlarmi ad incoraggiarmi, ma non resisto, -- torniamo indietro ti prego, andiamo via, Nei miei occhi lui legge le mie voglie, la mia eccitazione. Voglio sentirmi toccata, voglio toccarlo, voglio baciarlo, voglio fare l’amore, voglio sentirlo dentro di me, ho voglia, una voglia forte, violenta, selvaggia, ti prego amore andiamo via. Mi fa scendere dalla murata andiamo verso il parcheggio, lungo la strada ci baciamo come due ragazzini, la sua lingua nella mia bocca, il suo cazzo appoggiato alla mia pancia, sulla mia gonna tracce di umidità, la mia fighettina è inzuppata, le mie cosce bagnate, non resisto. Arriviamo alla cassa del parcheggio c’è una coda infinita, no Dio mio no, non resisto lo guardo lui mi guarda, entriamo nel bagno in fianco alla cassa. È un bagno piccolissimo, che da direttamente nel parcheggio, quando entriamo la gente ci guarda insospettita, seccata, eccitata, invidiosa, non mi interessa, sento solo una voglia infinita. Appena dentro chiudiamo, lui mi alza la gonna, mi carezza dolce ma io lo voglio dentro subito, non servono preliminari gli abbasso i pantaloni e Lui è li pronto, duro caldo mi struscio contro, lui mi alza mi appoggio con la schiena al muro e lui entra dentro di me, forte, duro a fondo. È come una scossa, il mio corpo vibra, brividi partono dalla schiena scendono giù, si concentrano li, lui spinge forte, mi bacia, con una mano mi sorregge e con l’altra mi accarezza le tettine, mi strizza i capezzoli, mi fa male ma mi piace, è bello. Dai spingi forte forte fino in fondo, ooooooh che bello che bello, si può forte più forte. Oddio M vengo, vengo, vengo, vengooooo mi bacia per non farmi urlare e vengo, vengo subito, vengo forte, il mio corpo vibra, la mia testa vola, non c’è più ritegno sono solo carne, voglia, umori. Un’orgasmo lungo che mi fa tremare, che fa vibrare il mio corpo, vorrei chiudere M dentro di me, lo stringo forte tra le mie gambe. Che bello, ti amo ti amo ti amo M, lui mi sostiene, rallenta ma non esce, il mio corpo si sta rilassando. Non ce la faccio più, sono stanca, vuota, felice, lui è li con tutta la sua voglia ancora da sfogare, ma sono troppo stanca, M. mi guarda e sorride contento, capisce. - non preoccuparti, mi dice, adesso sistemiamoci un po’, andiamo a casa perché fra un poi figli tornano dagli scout e poi ........ stasera continuiamo. Ci sistemiamo un po’, ma è difficile togliere le tracce del piacere dal mio viso, dal mio corpo, dai miei vestiti. Fuori la gente ci guarda uscire, occhiate, commenti, sguardi invidiosi, di accusa, di complicità, di invidia chi lo sa, non mi interessa, non mi interessa niente. M. fa la coda alla cassa, io non sto lì con lui, mi avvio verso la macchina, mentre scendo nel parcheggio, sulle scale, incontro il pescatore a braccetto con una signora, forse la moglie, lui mi guarda mi sorride io gli sorrido, sono sicura che lui ha capito, forse anche lei, quando entro nella sala del parcheggio lui si gira e mi schiaccia l’occhio, mi fa piacere. M arriva, entriamo in macchina e ci avviamo a casa, sono stanca e felice mi appoggio a lui, il sole ormai sta scendendo ma è una serata bellissima, sembra che tutto attorno, la natura sappia della mia gioia perché tutto mi sembra più bello, felice, colorato, chiudo gli occhi e piano piano sento gli occhi chiudersi, l’ultima cosa che vedo è il bozzo di M, povero è ancora li tutto eccitato. È si mi sa che stasera sarà una bella sera, forse sarà meglio trovare una scusa per mandare i figli a dormire dai nonni, ma questa è un’altra storia, ci penserò dopo adesso ..…. la radio canta una musica dolce, i Pink Floyd mi avvolgono nel loro sogno, sono felice e penso che in fondo oggi non è stato un Sabato pomeriggio così noioso come credevo, ti amo M ti amo tantissimo. Ah, una cosa, non mi sono ancora rimessa le mutandine bisogna che me le metta prima di arrivare a casa sennò ....
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20 anni fa
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Varie
La prima volta senza slip
Sabato pomeriggio, settembre, fa ancora caldo, ma l’estate è ormai al termine. - Cosa facciamo oggi, in giro per centri commerciali? - Uffa che barba. Siamo soli, io A. e M., i figli sono impegnati, M. mi chiede: - perché non andiamo a fare un giro al lago? - Si dai si può fare, finisco di sistemare la cucina e mi preparo. Mentre faccio la doccia penso a noi, sposati da quasi 15 anni, due figli, posizione sociale discreta, una bella casettina, insomma cosa c’è che non va? La noia, l’apatia, da un po’ di tempo ci siamo chiusi, ci si annoia. Anche il giro di oggi al lago, arriveremo la, bisognerà mettersi in coda per parcheggiare, il centro sarà affollatissimo dopo qualche minuto lui comincerà a sbuffare e ……. Uffa, speriamo che non sia così, quasi quasi mi vesto sexy chissà che magari …. Mio marito comincia a chiamarmi: - sei pronta? Ci sei? Un attimo di pazienza, cazzolina, mi sto vestendo. Cosa mi metto? Allora gonna di lino, tipo etnico corta ma non troppo, mi piace è stretta stretta e mette in mostra il mio culetto dopo tutti i sacrifici fatti per dimagrire, rassodare,ecc. e poi, in contro luce, è quasi trasparente. Sotto un tanga micro, non voglio si vedano segni. Sopra reggiseno che mi aiuti un po’ perché insomma, le mie tettine sono un po’ scarsine, sensibili ma piccine, e camicetta da lasciare un po’ aperta, un filo di trucco, una collana di corallo che gioca sui miei seni, sandali aperti, una pettinata veloce ai miei capelli da maschietto e poi la prova specchio. Mmmmmm non male, interessante, carina, forse non sono ancora da buttare via, a quasi 40 anni mi sento bella, in forma, mi sento donna! Quando M mi vede, mi guarda, mi riguarda e fischietta felice, forse ho fatto colpo. Lui, come al solito non ha puntato sul sexy, bermuda maglietta xxl per coprire la pancetta e sandali. E’ un po’ così, con la sua calvizie, la pancia, i baffi ma mi piace, lo amo è il mio uomo. Partiamo in macchina, I Dire Straits, ci tengono compagnia. M continua guardarmi le gambe, guardando meglio i suoi bermuda, c’è un bozzo strano proprio là, mmmmm buon segno?!! Entrammo in tangenziale e M. comincia a complimentarsi con me dice che sono sexy e bella, io mi schernisco ma lui insiste e mentre guida comincia ad accarezzarmi una gamba, io mi metto a ridere ma mi sto eccitando, lui in risposta alle mie ritrosie mi dice che conosce un sistema per cui sarei sicuramente sexy, quale gli chiedo? - Togliti gli slip mi dice, nessuno vedrà nulla, forse, ma io e te lo sapremo e sarà un pomeriggio interessante. - Cosa ? Ancora la tua fissa di mostrare, far vedere, vedere le reazioni della gente? Tu sei fissato, mi vergogno, no non mi va!!! - Vedi ogni volta che proviamo a fare un passetto più in la, ti tiri indietro e poi mi dici che ti annoi, per forza!!! In fondo cosa ti costa? Non ti ho chiesto di metterti nuda in piazza o mettere foto su exibizioni!! È arrabbiato, cambia CD, adesso ascolta The Doors, è musica dura, ti entra dentro, parla di cervelli in tempesta, un po’ ha ragione, in fondo cosa mi costa? È un gioco, solo un gioco e poi me lo sta chiedendo lui, lui mi ama, non mi giudicherà male, anzi. Il rock è rabbioso, ma scalda, c’è silenzio in auto, entriamo in galleria, lo guardo, lui mi guarda, mi alzo dal sedile, infilo le mani sotto la gonna e …. in un attimo il tanga è nelle mie mani e glielo faccio dondolare sotto il naso. L’auto sbanda, lui è lì, così a bocca aperta, - ehi sta attento, guarda la strada!!! Lui rallenta, allunga una mano e verifica, controlla che davvero io sia nuda sotto la gonna, non sa più cosa dire e fare, deve guidare ma vorrebbe fermarsi, il suo pacco cresce di volume. È finita la galleria, il sole mi scalda le gambe, ma non c’è ne bisogno mi sento un caldo tutto attorno, lui è felice mi dice un sacco di cose dolci e belle. Usciamo dalla tangenziale, ed entriamo in paese, la coda, come al solito, macchine in fila gente a piedi a dx e sx, il primo parcheggio è esaurito, il secondo anche, ma lui non perde la pazienza, come al solito, va verso il terzo e intanto continua a d accarezzarmi la coscia e ad alzarmi la gonna, speriamo di arrivare presto se no mi spoglia in macchina. Il terzo parcheggio ha spazio, entriamo, scendiamo al 1 livello, al 2 secondo, lui ha le mani sul volante, lo guardo, guardo il suo bozzo è sempre li, allora decido di giocare e mentre lui guida io comincio ad accarezzarlo, è duro, eccitato, lui mi chiede di smettere, deve guidare, ma io non mollo mi piace sentire che è eccitato per me continuo ad accarezzarlo, lui sta facendo manovra per parcheggiare, fa fatica ma io continuo la mia opera alla fine riesce a parcheggiare. Vorrei continuare ma arrivano subito altre macchine allora mi fermo, tutti e due siamo accaldati nonostante il condizionatore, occhiata allo specchietto, radio in borsa, ci guardiamo, ho paura a scendere, l’idea di girare senza mutandine in mezzo ad un sacco di gente mi spaventa un po’. Lui mi guarda mi sorride, capisce mi incoraggia e poi mi bacia. - Sei bellissima, sei eccitante, oggi faremo diventare matto qualcuno mi sussurra nell’orecchio, il suo fiato caldo nell’orecchio mi fa venire i brividi. Apro la portiera, nella macchina accanto una signora sta scendendo, la mia gonna è stretta, nello scendere apro un po’ le gambe e la signora strabuzza gli occhi e poi si gira di la, oddio sono senza mutande!!! A. stai attenta a come ti muovi. ………. Continuo o è già troppo lungo così?
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20 anni fa
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Grazie morfeo
La convivenza con mia madre , madre adottiva , è sempre stata caratterizzata da amore e complicità . Ci siamo sempre amati come madre e figlio pur non essendolo ed io le ho sempre perdonato la brama di sesso che ha caratterizzato la sua vita e lei non ha mai commentato nè ostacolato la mia omosessualità . Omosessualità relativa perchè il mio desiderio di fottere una donna è pari al desiderio di essere considerato al pari di una femmina . Il massimo della goduria è quando chiavo una donna ed un cazzo m'incula . Lei si accorse di avermi come suo rivale quando Giulio , un aitante bracciante agricolo che veniva da noi più per lei che per fare il lavoro dei campi , si presentava nel suo letto alquanto spompato per essere passato da me . E fin qui accettò la cosa ma non accettò di dividere il cazzo di Giulio quando volle fare a mia sorella lo stesso servizio che aveva fatto a me . Un altro cazzo che divise volentieri con me fu quello di Vittorio , il camionista . Era un bell'uomo , somigliante a Raf Vallone , con la pelle leggermente più scura ed il cazzo quasi nero . Quando Vittorio si accorse che lo guardavo innamorato con la bocca sensuale e le labbra rosse e delicate di ragazzo mi si avvicinò e cominciò a strusciare sul braccio , mentre ero intento a fare i compiti , il bel cazzo duro che tante volte avevo spiato attraverso le sconnessure della porta far godere la mia mamma . Era un cazzo normale ma con una capocchia veramente larga e rossa mentre l'asta dura era quasi nera . I coglioni due palloni scuri che pendevano fino a metà coscia e che imparai a soppesare e titillare quando avicinava il cazzo perchè lo ciucciassi . La prima volta che li vidi chiavare insieme fu una sera mentre stavamo passeggiando in riva al mare a Manfredonia . Ci eravamo allontanati dal centro della città e ad un certo punto Vittorio mi diede dei soldi per andare a comprare dei gelati . Feci una corsa e quando tornai indietro li vidi stesi accanto ad una barca tirata in secca . Rimasi in piedi accanto a loro che continuarono la loro chiavata e nè mi mossi quando lo vidi tirar fuori il cazzo per sborrarle sulla pancia . Mia madre mi rimproverò , senza convinzione , di non aver aspettato in disparte che avessero finito . Da quella volta fui spesso testimone dei loro incontri e spesso Vittorio me lo fece toccare ancora impregnato della sua sborra mista agli umori di lei . Mia madre lo rimproverava del mio coinvolgimento e lui insisteva per farmi scuola . Dopo Giulio ero ormai un esperto di cazzi e da esperto glielo baciai spesso e lo ripulivo quando con le mie leccate lo facevo sborrare . Qualche volta mia madre aspettava in camera a cosce aperte un cazzo che si sfogava in me ed andava da lei spompato . Mai una volta che mi avesse rimproverato qualcosa . Dopo qualche anno gli subentrò Totonno , il calzolaio di casa , al quale interessava il culetto di mia sorella e non il mio . Durò poco perchè se mia madre era propensa a dividersi con me non accettava che altri rivolgessero le loro attenzioni a mia sorella . Il fidanzato accreditato per tutta la vita è stato zio Ercole , il fratello maggiore di papà, che mal tollerava le intrusioni di altri stalloni ma doveva abbozzare perchè , essendo sposato , non poteva bastare a sodddisfare una giovane vedovella sempre vogliosa di sesso . Si vede che dopo la morte di mio padre a mia madre si era svegliata una parte di sè che la rendeva insaziabile e sempre eccitata . Contribuiva a ciò anche il fatto che avevamo dei cavalli da monta ed era lei che si occupava dell'asino addetto a scaldare la cavalla che poi lo stallone avrebbe presa ed era lei che lo masturbava quando eccitato veniva allontanato per cedere il posto ad altri . Lo zio Ercole spesso mi portava sul carretto con lui e molte volte esibiva l'enorme cazzo venoso quando a gambe larghe si abbassava i pantaloni fin sopra le caviglie e si metteva a pisciare e lo carezzava fino a farlo diventare duro quindi lo rimetteva a posto . Oltre ciò non è mai andato e benchè mi brillassero gli occhi dal desiderio di toccarglielo non si è mai mosso in tal senso . Si mosse però verso mia sorella ed infatti , non so se col beneplacito o meno di mia madre , lui la rese donna . Ad un certo punto della mia vita feci l'errore , fino ad un certo punto , di mettere incinta una ragazza che prima di diventare mamma del bambino più bello del mondo condussi all'altare . Non l'ho mai amata ma le sarò sempre riconoscente che per merito suo la mia esistenza ha uno scopo : vivere per il frutto dei miei lombi . Il nostro legame non durò a lungo per colpa mia : non ho mai avuto il coraggio di confessarle la mia omosessualità . Un giorno rientrò a casa inattesa ed ebbe la sorpresa di trovarmi a letto mentre prendevo nel culo il grosso cazzo di Marco , il tubista del palazzo accanto . Non disse una parola nè volle sentirne da me , infatti mise in una valigia le mie cose e mi spedì da mia madre . Il grosso e bel cazzo di Marco dovette stupirla al punto di sostituirsi a me ed infatti ancora adesso fanno vita assieme . Tornai da mia madre che mi accolse come un reduce da una guerra e quando seppe che ero stato sorpreso tra le braccia di un uomo si meravigliò della reazione della madre di mio figlio . La sua sarebbe stata diversa e non sarebbe stato un cazzo entratomi tra le chiappe ad impedirle di amarmi se fossi stato il suo uomo . Erano anni che non affondavo il viso tra i suoi seni accoglienti e baciando le loro rotondità e sentendo l'odore dolce di femmina e la sensibilità dei capezzoli che si ergevano mi venne un cazzo duro di cui lei si accorse lasciando che andassi in bagno a sfogarmi . Era già qualche anno che zio Ercole non si faceva vedere , impedito forse dall'avanzare degli anni , e nè altri stalloni frequentavano la greppia di mia madre che alla fin fine era ancora una donna desiderabile anche se cominciava lentamente a sfiorire . La vedevo spesso girare nuda per casa come ai vecchi tempi e sopratutto mi eccitavo quando curva sulla vasca da bagno la preparava ed avevo lo spettacolo del suo bel culo all'aria e da dietro attraverso le cosce leggermente aperte le ammiravo il fiocco di pelo pubico che cadeva incolto . Lei ha sempre avuto tanto pelo ed anche adesso è molto eccitante con qualche pelo bianco che denuncia la sua età . Ed io l'amo allo stesso modo di quando ero bambino e l'aiutavo a cercare la famosa supposta mai rinvenuta . Una sera ero a letto quando lei è entrata in bagno a prepararsi . Si è tolta la camicia da notte lunga fino ai piedi ed ho ammirato il suo bel culo con le fossette da baciare . I seni ancora sodi anche se non duri quando lei si abbassa pendono e sembra che chiamino qualcuno a prenderli in mano per sorreggerli e carezzarli e si dondolano lascivamente mentre spande i sali da bagno ed il suo culo maestoso sembra sorridere mentre le chiappe aperte mettono in luce il buchino che ha ospitato tanti di quei cazzi ed ancora voglioso ; il fiocco di pelo che le pende mi fa immaginare una vagina rosea nascosta in mezzo ad un bosco che non chiede altro se non un dito curioso che si apra una via per raggiungere la porta del paradiso e qui entrare nel tabernacolo dell'amore che da tempo , da troppo tempo , non viene profanato .Porta del paradiso che le si scorgeva semiaperta tra le chiappe . Chiusi gli occhi e mi toccai il cazzo che trovai pronto e duro al godimento . Sotto le lenzuola i miei gesti dovevano restare nascosti ai suoi sguardi e cominciai un lavoro di sfregamento della capocchia . La sentivo tesa e dura e con tanta voglia di entrare in quel corpo che aveva ospitato tanti amici e che adesso era lì in attesa di qualcuno che non si faceva vivo . Ed immaginai la mia lingua farsi largo tra la peluria a difesa del tabernacolo , e la sentii entrare e suggere l'umido degli umori copiosi che le rendevano scivolose le pareti della fica tanto agognata e mi segavo , mi masturbavo fino a che un getto violento di sborra colpì il lenzuolo e m'imbrattò la mano . Aprii gli occhi e lei era lì a pochi centimetri ed aveva assistito al mio sfogo e sorridendo e ricordandomi di non esagerare tirò via il lenzuolo per lavarlo . Ci ritrovammo in bagno mentre io mi lavavo il cazzo e lei s'immergeva nella vasca . Non fu la prima volta che mi ero esibito senza provare vergogna e non fu l'ultima . Una volta , ero ancora un ragazzo , avevo sentito Giovanni , il fittavolo , farle delle proposte ed invitarla ad allontanarsi che lui l'avrebbe raggiunta . Giovanni era un suo amante occasionale e quando ne avevano voglia si accoppiavano come in cielo si accoppiano gli uccelli . Io me ne accorsi e li tenni d'occhio ; infatto dopo un po' mia madre si allontanò con una scusa e dopo qualche minuto segui Giovanni che fatto un largo giro la raggiunse dietro una pila di paglia che tanto comuni sono nelle campagne . Io da dietro un ciliegio li vidi giocare , poi lei prendere in bocca un cazzo che sembrava scoppiare dalla voglia ed infine lui la prese da dietro . Quando vidi che le era entrato nel corpo tirai fuori il mio cazzettino e cominciai a menarlo cadenzando il movimento della mano col movimento del cazzo di Giovanni . Avevo gli occhi fissi su quel cazzo che entrava ed usciva dalle viscere di mia madre e non mi accorsi che lei mi faceva segno con la mano di allontanarmi . E venni insieme a Giovanni e mi sembrò che fosse stato il mio il cazzo ad averla chiavata . E la mia sborra era indirizzata a lei e lei ridendo mi disse di essere più prudente e più discreto . Lei ha sempre saputo di essere spesso stata oggetto dei miei sogni bagnati e ad occhi aperti , di essere il mio oggetto del desiderio e continua tuttora ad esserlo . Spesso la penso durante tutto il giorno e la sera quando rientro corro da lei . A volte la trovo addormentata ed io mi avvicino al suo letto per ammirare il corpo raccolto tra le braccia di Morfeo . Una sera , era abbastanza tardi , tornai a casa ed in cortile fui avvicinato da un mio spasimante che ammira le mie forme ed il mio modo di muovere i fianchi . Mi considera una femmina a tutti gli effetti anche se ho un cazzo di dimensioni notevoli ; forse è proprio questo che lo attira a me e fa che mi desideri tanto . Io so di questa sua smania di avermi e quella sera decisi di accontantarlo ed accettai ad essere preso steso sul cofano ancora caldo della vettura . Mi mise a faccia sotto dopo che lo avevo ben bene ciucciato ed abbassatomi i pantaloni mi trafisse col suo signor cazzo . Mi riversò nelle viscere una tale abbondanza di sperma che mi pareva di annegare . Avevo voglia di godere ma non lo feci perchè pensavo di fare visita a mia madre e così fu . Entrai di soppiatto in camera sua e la trovai con la solita camicia da notte arritolata fino a metà coscia e con una coscia sotto e l'altra sopra le lenzuola in una posa lasciva , o quantomeno tale ai miei occhi . Alla luce che proveniva dal corridoio ammirai la sua pelle liscia e mi avvicinai per sentirne il suo profumo . Il cazzo mi era rimasto duro dal precedente incontro , lo tirai fuori assieme ai coglioni tutti impiastricciati dello sperma del mio amico . Mi masturbai immaginando che la mia mano fosse quella di mia madre e dopo alcuni potenti colpi le sborrai sulla coscia nuda . La sentii sospirare nel sonno e corsi a lavarmi . La sognai per tutta la notte ed al mattino per qualche minuto credetti che il sogno fosse stata la realtà . Furono tante le volte che mi masturbai mentre dormiva perchè in tal modo io potevo prenderla come volevo nelle posizioni che più mi aggradano . Una volta ebbi la fortuna di vederla dormire a pancia all'aria e col pelo ben esposto perchè lei dorme senza intimo con la sola camicia che quando fa caldo l'arrotola sulla pancia e lascia in bella vista la fica pelosa dei miei sogni . Sborrai e guidai il getto sul pelo pubico sperando che si svegliasse e m'invitasse a penetrarla dove da una vita sogno penetrare , invece nulla . Al mattino , mentre ero in bagno a radermi , lei mi venne vicino e senza parlare ma fissando i miei occhi atraverso lo specchio sollevò la camicia e lentamente si ripulì dello sperma essiccato che le imbrattava il pelo .
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20 anni fa
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Fantasie notturne
Era un sabato sera come tanti, uscivo come sempre dalla palestra per recarmi in piazza, dove mi accordavo con gli amici sul prosieguo della serata. Sarà stato il freddo, o la partita ma quella volta non trovai nessuno, decisi comunque di fermarmi, e scorsi tra le auto in sosta quella di una ragazza del gruppo, Erika. Nell’auto non era sola, riuscii a scorgere altre due ragazze, Lisa e Annarita, che sedevano rispettivamente una avanti e l’altra dietro. Appena fui visto le ragazze fecero di tutto per richiamare la loro attenzione, avvicinatomi , Erika abbasso il finestrino e mi chiese in modo molto cordiale di unirmi a loro, decisamente non era mia ambizione, ma comunque accettai anche perché non volevo passare la serata chiuso in casa. Con il mio arrivo ci furono dei notevoli spostamenti nell’auto, difatti Annarita passò avanti, mentre Lisa rimase con me dietro. Proposi di mangiare la pizza in qualche ristorante della zona collinare, così che dopo un po’ di discussione partimmo. Il locale era gradevole, e fortunatamente c’era poca gente così che la strana compagnia di quella sera passò quasi inosservata, chiacchierammo parecchio, e le ragazze si soffermarono con voglia disinibita sull’argomento “sesso”. Erika fu ad accendere la fiamma, che veniva continuamente alimentata dalle calde confessioni di Lisa. Fummo sbrigati velocemente dai camerieri, quindi una volta usciti decidemmo di fare un giro in auto, stranamente le ragazze proposero di proseguire per la zona collinare, ed essendo io in minoranza fui costretto ad accettare la loro proposta. Lisa presa dall’eccitazione mi si buttò letteralmente addosso, in un primo momento rimasi scosso, anche perché lei non era il mio ideale di donna, ma poi fui rapito da quella strana atmosfera che si era creata in auto e assentii alle sue voglie. La strada era buia, ogni tanto i fari di un auto illuminavano l’abitacolo, Erika accostò in una curva in cui c’era una piazzola, chiesi alle ragazze il perché di quella sosta, ma in un primo momento non vi fu risposta. Di questo non ne fui particolarmente preoccupato, anzi mi piaceva, anche se sui sedili anteriori c’era un bel movimento che non riuscivo a capire, aspettai con pazienza cosa stesse accadendo, mentre Lisa aveva poggiato la sua testa sulle mie spalle e con una mano mi accarezzava il petto e le braccia. Improvvisamente Erika si gira mostrando nella sua mano un paio di mutandine bianche, io la presi come uno scherzo chiedendo: “dove le hai prese?” la risposta fu immediata e decisa “tra le mie gambe”, rimasi li per li sconvolto ed eccitato per quell’affermazione, il mio fallo si era gonfiato subito e in modo evidente, tanto che Lisa mi disse : “hai proprio un bel cazzo” a quell’affermazione non ci furono risposte. Erika passò dietro, così io capitai tra le due protagoniste della serata, all’inizio sembrò un gioco ma poi gli animi si surriscaldarono. I capezzoli delle due ragazze erano turgidi e dritti, Lisa scoprì senza pudori la sua terza abbondante, e io preso ormai dall’eccitazione incominciai a leccare quei seni così ardenti di passione. La sentivo dimenarsi e mugolare di piacere, intanto Erika si dette subito da fare e sbottonò il mio pantalone, e da esperta meretrice tirò fuori il mio fallo, ormai già duro da parecchio, e se lo infilo con grande ardore in bocca. Lo succhiava con avida perversione, passando la sua lingua su ogni centimetro del mio membro, era un vero e proprio goduriame energico . Vi sarete sicuramente chiesi, è il terzo componente di questa strana orgia cosa stesse facendo, beh la lasciammo masturbarsi sul sediolino anteriore per tutta la serata. Ritornando a noi, le ragazze si erano sempre più impegnate, Erika si era tolta la maglia e il reggiseno, mentre la mia mano si era insinuata tra le gambe di Lisa, avevo la cappella completamente bagnata dalla saliva di Erika e anche le mie dita erano fradice dei dolci umori di Lisa. In un attimo mi ritrovai le due porche leccarmi la cappella, effettivamente era una sensazione strana ma molto piacevole, anche perché le ragazze facevano del loro meglio per scoparsi il mio fallo in quel modo. La prima a provare l’ebbrezza della penetrazione fu Erika, mi salì a cavalcioni, e preso il mio fallo in mano se lo infilò nella passera, fu un attimo intensissimo, che si sciolse man mano che la mia verga penetrava quella splendida fessura. Lisa mi incitava dicendo: “Sfonda la figa di questa troia “, e leccava gli orgasmi ormai continuati di Erika, ricordandomi che sarebbe dovuto arrivare anche il suo turno. La cosa durò per almeno un’altra ora, le ragazze attendevano con trepidazione il mio orgasmo, che effettivamente non tardò ad “arrivare” , esplodendo in tutta la sua potenza, così da inondare gran parte della tappezzeria dell’auto. Ci rivestimmo in fretta e ci accingemmo a giungere alle nostre case come se non fosse successo niente, o quasi… L’indomani fui svegliato dal telefono verso le dieci, ero distrutto, avevo le occhiaia e non riuscivo nemmeno a pisciare, feci una doccia sbrigativa e andai in piazza. Non trovai nessuna delle ragazze, così senza farmi vedere dagli altri, telefonai a Erika sul suo telefonino, rispose dopo parecchio, dicendomi che stava benissimo anche se era molto stanca, e che aveva chiamato in precedenza Lisa per rassicurarsi sul tutto. Tranquillizzatomi mi recai a casa per pranzare, e poi riposarmi un po’ sul letto, dovevano essere all’incirca le quattro del pomeriggio, quando arrivò un messaggio sul telefonino seguito da uno squillo di Erika. La porca mi invitava a casa sua, soli per cenare e … avrete sicuramente come me capito, decisi di andare anche perché la situazione era molto intrigante, le mandai subito un SMS dicendo che sarei arrivato verso le otto, e che lo spumante lo avrei portato io. Stranamente fui puntuale, forse sarà stata quella strana eccitazione, bussai al campanello, e dopo un po’ mi apri la porta , aveva un vestito da sera nero ricamato di pizzo, si notava, e come se si notava che la biancheria intima non faceva comparsa, e penso che non gli fu difficile notare il rigonfiamento nei miei pantaloni. Aveva preparato tutto nei minimi particolari, cenammo fuori, sulla grande terrazza che dava sul giardino, anche il tempo era dalla nostra, il cielo limpidissimo mostrava una miriade di stelle, anche perché la luna dava il suo ultimo quarto. Il cibo fu di mio gradimento anche perché si trattava di cose abbastanza leggere, non certamente cucinate da lei, chiacchierammo a lungo sul gruppo dei nostri amici e delle varie coppie che si erano formate di recente, ogni tanto una mano avanzava una carezza, ma non si era andati oltre. Parlando di musica, mi porto a far vedere il suo pianoforte , che si trovava al primo piano, nell’anticamera della sua stanza da letto, lei sedette e inizio a suonare una canzone molto melodica, e vista l’occasione direi anche molto romantica. Mi accomodai accanto a lei ed iniziai a baciarla sul collo, lentamente le mie labbra scendevano calde sul suo seno, scoprii i turgidi capezzoli e iniziai a succhiarli e a leccarli, Erika smise di suonare e si abbandonò completamente al mio impeto sessuale. Godeva in modo incredibile, sentiva ogni minima vibrazione e si eccitava, gettando di tanto in tanto dei gemiti da film porno, le mie labbra erano scese ancora più giù, gli alzai la gonna e baciai la sua passera bagnatissima. Ogni passata della mia lingua nella calda fessura la faceva palpitare e ormai i suoi orgasmi erano diventati ripetitivi. Leccata fino all’ultima goccia e mi preparai a penetrarla, ma lei mi fermo e mi disse: “ aspetta voglio prima succhiarlo”, così gli poggiai la verga tra le labbra, che succhio in modo impeccabile. Le presi la testa, e iniziai a schiacciarla contro il mio fallo in modo ritmico, lei stava al gioco inghiottendolo tutto, poi lasciata la presa incomincio a leccarlo come fosse un gelato partendo sempre dalle palle fino alla capocchia, e a segarmi. Passata la parte golosa penetrai Erika con un colpo violento, che gli fece schizzare dalla passera un bel po’ di liquido, che si andò a spiaccicare su le mie palle, da cui, lentamente gocciolò verso il pavimento, così da incrementare la mia eccitazione. Gli avevo infilato il cazzo ormai ovunque, ero esausto e anche lei era molto stanca, ma ancora vogliosa di un ultima emozione, fu lei che mi disse: “ora borrami in bocca” ,non me lo feci dire due volte, che poggiai il membro tra le sue labbra e iniziai a segarmi, mentre lei mi leccava il glande. Lo schizzo fu spaventoso, il mio cazzo sborrò per almeno un minuto, mentre la troia ingoiava i miei piaceri e la mia ultima fantasia notturna.
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20 anni fa
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Varie
Il sogno
Vi voglio raccontare un mio sogno della notte scorsa con protagonisti io la mia ragazza ma non solo……. L’inizio è un po’ vago, non ricordo esattamente i particolari ma ricordo che eravamo all’aperto, eravamo io e la mia ragazza davanti ad una specie di tavola, non so bene cosa fosse, e dall’altro lato vi erano in piedi una donna ed un uomo in divisa! Sembrava una specie di premiazione, come se mi dovessero consegnare un premio o cose del genere, La mia lei all’inizio non era li vicino a me ma arriva che io sono già li in piedi di fronte a quei due. Si avvicina, era vestita con una gonna lunga ed una maglia molto attillata e molto scollata che metteva ben in risalto i suoi prosperosi e magnifici seni (Ha una 4 abbondante) e parte li scopriva, non so come mai, non ricordo niente altro ma una volta li vicino a me mi confida candidamente e senza alcun pudore di non portare le mutandine; lo dice in un modo molto semplice molto naturale come se mi stesse dicendo una qualsiasi altra banalissima cosa, lo dice a voce abbastanza alta che anche i due di fronte a noi hanno potuto chiaramente sentire! Io rimango chiaramente di sasso di fronte a questa sua uscita e sorpreso sapendo anche come la pensa lei circa l’argomento!! (E’ molto pudica e non accetta nulla che sia minimamente trasgressivo) Lei si accorge del mio imbarazzo e dopo qualche attimo di surreale silenzio mi sussurra con voce un po’ più roca e provocante : “ Non ci credi?”……..” Vuoi sentire?” … guardandomi negli occhi con un sorrisino malizioso, malizioso che era del tutto nuovo per lei e che non avrei mai pensato potesse appartenerle! Anche queste frasi erano state chiaramente sentite da quei due di fronte a noi dall’altro lato del tavolo!!!! I miei sentimenti in quel momento erano un misto di incredulità di vergogna, di imbarazzo, ma anche di una incredibile e forte eccitazione, tanto che il mio cazzo immediatamente si è indurito ed allungato in tutta la sua massima erezione!! Mi eccitava il suo comportamento strano, del tutto nuovo ed inaspettato, la sua voglia di provocare e di eccitare, mi eccitava da morire quella parte di lei del tutto sconosciuta, che veniva fuori, e che non immaginavo potesse esistere! Comunque sia dopo alcuni istanti di imbarazzo e di stupore trovo il coraggio di rispondere :” Si…. certo che voglio sentire!!!”; allora lei con aria ancora più disinvolta e di sfida sii avvicina e con un gesto, prendendo con le due mani la sua gonna, mi invita ad infilare la mia mano sotto!!! Io ormai eccitatissimo come non mai; sentivo il mio cazzo scoppiare ed inumidirsi dentro i miei pantaloni al punto quasi da farmi male, perchè le mie mutandine non riuscivano più a contenerlo e strusciava contro i miei jeans. Non me lo sono fatto ripetere due volte e con la mia mano sono subito andato dentro, sotto la sua gonna, le ho accarezzato le gambe e piano piano sono salito su…su… fino al suo inguine, poi le mie dita hanno iniziato a incontrare la peluria della sua fica, segno inconfutabile che non aveva mentito!! Era davvero senza intimo!!; incredibile!!! Ma era veramente lei!!?? mi domandavo tra me e me, forse era uno scherzo!! Intanto le mie dita avevano superato la peluria ed erano arrivate sul suo griletto e poi sulle grandi labbra !!! Mi sono sentito a quel punto assalire da un calore incredibile l’eccitazione ormai era incontrollabile e sul suo viso era stampato un sorrisino di compiacimento e quasi di soddisfazione per la scommessa vinta! Mi sono soffermato sulla sua fichetta nuda solo qualche secondo il tempo di notare che non era bagnata segno chiaramente che non era ancora eccitata!! Una volta tolta la mano da quel meraviglioso posticino ( ricordo che la scena è avvenuta sotto gli occhi attenti di quei due protagonisti del sogno insieme a noi) lei capendo che mi aveva lasciato di stucco , senza parole, quasi a voler ufficializzare e sancire il suo trionfo pronucia a voce chiara : “ Allora…. Ci sono o no le mutandine?” …. Io a quel punto superato il mio stato di shock e di sorpresa ed in preda ad una eccitazione senza precedenti da non capire quasi più nulla ho risposto :”No non ci sono” e rivolgendomi ai due li di fronte ….” Volete sentire anche voi?”…… In quelle mie parole c’era tutta la mia eccitazione e la mia voglia di rifarmi nei suoi confronti per la precedente partita persa; ( in fondo lei aveva sfidato me ed ora io sfidavo lei)!!! La donna di fronte è quella che ha risposto per prima alle mia domanda e con un grosso sorriso malizioso ( doveva essersi eccitata nel vedere la scena di prima) si è lasciata andare un intrigante : “ Perché no..!!??” al quale ha subito replicato l’uomo con un : “ Si certo volentieri!!” Sentendo queste parole pronunciate dai due e notando la mia espressione di sfida ancora stampata sul mio viso; senza dire nulla e con aria decisa la mia lei sia avvicina alla donna e sorridendole le dice : “ Prego…” La donna solleva la sua gonna molto in alto, abbondantemente fin sopra il ginocchio, e con la sua mano va decisa decisa tra le sue gambe;( doveva essere molto eccitata), si sofferma qualche secondo, sicuramente più di quando abbia fatto io….!! Noto che dalla magliettina attillata della mia ragazza spuntano dei rigonfiamenti!!!… Sono i suoi capezzoli che si stanno indurendo ….. Sono molto diritti e duri!!!! Come dicevo passano qualche secondi, dopo di chè la donna leva la mano da sotto la gonna e con un sorriso smagliante dice: “ Uhaoo!!! è proprio vero ….. non porta le mutandine….!!, Laura ( così si chiama la mia donna) le sorride e si avvicina all’uomo in divisa; lo guarda negli occhi, come per supplicarlo di infilarle la mano tra le sue gambe, e lui subito l’accontenta…..: Le accarezza un po’, le gambe da sopra la gonna, sale nella tua fichetta massaggiandola, sempre da sopra,… i suoi capezzoli che erano tornati quasi alla normalità, tornano a indurirsi, le mani dell’uomo non si fermano e entrano sotto la gonna puntando decise e frenetiche tra le sue gambe, si soffermano anch’esse per qualche secondo; forse un po’ di più della donna; e noto ad un certo punto sul suo viso una certa espressione… ( Cavolo mi sa che le piace…..!!!!!) Io naturalmente ho assistito impietrito alla scena senza dire nulla, guardavo lei e notavo con quanta disinvoltura faceva tutto quello, guardavo le facce e le espressioni dei due che violavano le sue intimità , notavo la voglia e l’eccitazione stampate sui loro volti…… e ad un certo punto mi rendo conto che tutto questo mi stava eccitando come mai mi era capitato prima nella mia vita e che stavo sul punto di esplodere nonostante nessuno mi avesse toccato!!! Nel sogno poi la scena si interrompe e riprende con noi due ( io e Laura) a casa sua nel lettone dei suoi genitori, tutto era finito, e disteso ripenso a quanto successo, e decido di parlarne! Così lei chiedo di raccontarmi cosa è successo e cosa le hanno fatto quei due; lei con aria disinvolta e piena di mistero mi risponde : “ Beh!! Hanno sentito se avevo le mutandine!!” Io le domando :” Cosa ti ha fatto la donna?” Lei : “ Mi ha toccata che vuoi che mi abbia fatto?” Io : “ Come?” Lei : “ Vuoi i dettagli?” Io : “ Si voglio sapere tutto” Lei :” Va bene come vuoi” mi risponde con il tono tipico di chi pensa “ D’accordo lo hai voluto te” Detto questo comincia a raccontare :” Mi ha sollevato la gonna e con una mano è andata dritta dritta tra le mia gambe, mi ha accarezzato la fica e con il suo ditino ha premuto sopra il mio grilletto e me lo ha strusciato per qualche secondo tutto qua!!” Io : “ Ti è piaciuto?” Lei : “ Ma che domande mi fai stava solo controllando se avevo la biancheria ed è durato pochissimo!!” Io :” Eri Bagnata?” Lei :” No non lo ero” Io :” Allora perché i tuoi capezzoli si sono induriti che quasi bucavano la magliettina?” Lei :” Non lo so… non so cosa dirti è stato strano…” Io :” Ti è piaciuto vero” ribatto io con tono più deciso Lei :” Te lo ho detto è stato solo un attimo…. E comunque una sensazione nuova….” Io :” Ti sei bagnata vero..??” insisto ancora Lei :” Si… mi sono bagnata, non so come mai, ma quando ho sentito la sua mano sulla mia fica ho sentito un brivido incredibile, era molto dolce delicata le sue dita si muovevano sul mio grilletto con una tale dolcezza e delicatezza che mi hanno fatto provare un piacere incredibile!” Nel sentire queste parole un senso di rabbia mi ha invaso avrei voluto quasi colpirla con uno schiaffo ma a fare da contraltare a questo sentimento vi era l’incredibile erezione che ancora una volta era in atto dentro le mie mutande, il suo racconto dettagliato e passionale mi aveva indubbiamente eccitato…… Così ho continuato a farle domande per sapere sempre di più, per conoscere altri particolari……!! Io : “ Bene …. Ti è dispiaciuto che abbia tolto la sua mano?” Lei .” Come?… Non capisco!?” Io :” Avresti voluto che continuasse e non si fermasse?” Lei : “ Non lo so … in quel momento non ero in me … so solo che mi piaceva da morire quello che mi stava facendo… e non so se avrei avuto la forza di interromperla se avesse continuato!!!” Io :” E dimmi …. L’uomo cosa ti ha fatto invece!!?” Lei :” Lui mi ha accarezzato un pò da fuori, lo sentivo molto eccitato così una volta entrato sotto la mia gonna è andato dritto tra le mie gambe ed è immediatamente entrato col suo dito!!!” Io :” Entrato dove? … Come??” Lei :” Tutto dentro alla mia fica…. , ormai era bagnata ed eccitata e non ha avuto difficoltà..” Io ormai completamente eccitato volevo i particolari volevo conoscere ogni istante ogni sensazione così con voce ormai carica di godimento : “ Dai racconta” Lei :” Mi ha penetrata prima con un dito … poi immediatamente è entrato col secondo e a roteato dentro per qualche secondo!!” Io : “ Hai goduto!” Lei : “ Si ho sentito un calore incredibile salirmi su tutto il corpo e la mia fica sciogliersi sempre di più…!” Io : “ Come avresti reagito se lui avesse continuato?” Lei : “ Beh… sai a quel punto ero molto eccitata, non ero più in me … insomma ho desiderato che non togliesse quelle dita!” Io :” Chi ti ha fatto godere di più l’uomo o la donna?” Lei :” La donna è stata una sensazione strana del tutto diversa , imbarazzante mi ha colpita la delicatezza con la quale mi ha toccata, una delicatezza che credo solo una donna possa avere, mi sono immediatamente sentita avvolgere da un brivido di piacere incredibile nuovo, mai provato prima… l’uomo invece ha trovato una situazione già avviata insomma due sensazioni differenti…” Io:” Hai avuto tentazioni nei loro confronti.. .cioè sei stata tentata di toccarli o di fare cose particolari?” Lei :” Onestamente si… mentre la donna mi toccava ho avvertito un fortissimo desiderio di baciarla e di accarezzarle il suo splendido seno!!… mentre con l’uomo ormai ero in piena eccitazione e sinceramente ho avuto il desiderio di ….beh di … insomma … di prendere il suo cazzo tra le mie mani e tra le mie labbra!!” Io ero eccitatissimo nel sentirle raccontare le sue debolezze, del tutto nuove, e che non avrei mai immaginato potessero appartenerle; lei sempre così perfetta, sempre sicura di se, dei suoi principi morali,… eccola ora li di fronte a me, stesa nel letto che mi confida come se nulla fosse le sensazioni e le sue voglie provate poco prima per degli sconosciuti!!! Non ce la facevo più stavo di nuovo per venire nelle mie mutande senza che nessuno mi avesse toccato!!! Così mentre lei stavi ancora finendo il suo racconto mi avvicino e la accarezzo tra le gambe Prima da sopra i jeans ( Non so come mai ma adesso aveva i Jeans) poi inizio a sbottonare e lei subito va sul mio cazzo, anche lei sbottona e in pochissimi istanti ci ritroviamo nudi uno di fronte all’alta; le accarezzo la fichetta e scopro che è già un mare, i suoi racconti e il suo pensiero a quanto era successo la aveva fatta di nuovo bagnare tutta!! Anche Laura nota che il mio cazzo è eccitatissimo e bagnato, la cappella rossa e gonfia come quando è sul punto di non ritorno… così mi sorride e mi Domanda :” Quanto è successo ti ha eccitato vero..?” Ed io non ho potuto rispondere altro che un grosso e sincero : “ si da morirre” La mia risposta ha eccitato anche lei che si è buttata subito sul mio cazzo e lo ha preso tra le sue labbra, ha iniziato a leccarlo e baciarlo poi d’un tratto lo ha fatto sparire completamente nella sua bocca ed hai iniziato a succhiarlo velocemente ed avidamente .… su e giù su e giù… ma la mia eccitazione era ai livelli massimi così dopo pochi colpi non ho potuto trattenere l’orgasmo che è esploso violento dentro la sua bocca!! Laura non si è fermata ed ha continuato a leccarmi e baciarmelo ripulendolo tutto; dopo di che ha preteso che facessi godere anche lei!!! Cosi ho iniziato ad accarezzare la sua fica e a penetrarla prima con un dito poi con due , era ormai molto dilatata e bagnata così sono potuto da lì a poco entrare anche con il terzo dito e muovermi lentamente dentro di te mentre i tuoi gemiti e sospiri si facevano sempre più intensi. Dopo qualche secondo sono sceso con la mia lingua, ho iniziato a leccarle il grillettino mentre con le dita le toccavo ora il seno ora il buchino posteriore!!!! Da li a poco i suoi gemiti sono diventati grida e il mare ha invaso la mia bocca!!!!! Nel frattempo il mio cazzo era di nuovo durissimo e lei sempre più una furia. Mi sembrava incredibile era scatenata e mi ha implorato di chiavarla!! La ho presa in tutte le posizioni possibili e lei si è lasciata incredibilmente fare di tutto; ha voluto anche che la inculassi cosa che non aveva mai e poi mai accettato…Le sono venuto dentro e le ho riempito il suo culetto grassottello!!! Questa lettera la ho spedita via e-mail anche a lei e mi ha confessato di essersi eccitata molto leggendola ed ora non vedo l’ora di vederla e di mettere in pratica almeno la seconda parte del sogno!!! Beh per quanto riguarda la prima non credo sia possibile anche ad essere sincero non mi dispiacerebbe affatto vedere la mia donna….. beh insomma i sogni son desideri!!! O no!!?
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20 anni fa
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Varie
Una sera un po particolare e piccante in un locale
Io, lei e lo sconosciuto ... .. ecco siamo in locale di sera, in compagnia di alcuni amici. la musica, il fragore delle mille parole aleggiano nell'aria la lucidita' è minacciata dai numerosi drink che ci siamo bevuti ridiamo e scherziamo vivacemente con gli amici ti alzi e barcollando e ridendo ti dirigi al bagno per arrivare al bagno si deve percorrere un corridoio dalla luminosita' scarsa senza che tu te ne accorga io ti seguo quando siamo in corridoio mi avvicino a te e da dietro ti abbraccio e ti bacio il collo scoperto tu inclini la testa indietro e appoggiandola alla mia spalla la giri verso la mia le nostre labbra si sfiorano, sento il tuo respiro sulla mia bocca appoggio le mie labbra sulle tue e lentamente insinuo la lingua nella tua trovo ad accoglierla la tua lingua morbida vellutata ed umida le nostre lingue si intrecciano e si rincorrono intanto con una mano salgo lungo il tuo corpo ti sfioro la pelle da sopra l'abito, ti sfioro anche i capezzoli che affiorano accarezzandoti la pelle nuda delle spalle arrivo fino alle spalline dell'abito continuiamo a baciarci intensamente e fai finta di non accorgerti della mia mano che intanto si infila sotto le spalline e le fa cadere l'abito ormai libero cade ai tuoi piedi la tua pelle nuda con la luce oscura del corridoio prende riflessi spettacolari sembri rivestita di ambra le mie mani scivolano sul tuo seno e ti trattengono a me come se fossero un reggiseno sento i tuoi capezzoli inturgidirsi sotto i miei palmi tu in tutta risposta allunghi le braccia dietro a te e mi tocchi il pacco da sopra i pantaloni, senti il mio membro gonfio e duro dentro i pantaloni mi slacci i pantaloni ed insinui la tua affusolata mano dentro gli slip senti il mio cazzo caldo ed umido pulsare di voglia, e lo prendi in mano cominciando a massaggiarlo dolcemente come sai fare tu il tuo perizzoma rosa si sta inumidendo in mezzo alle tue gambe ora coperte solo dalle fini calze autoreggenti Mi tolgo i calzoni e gli splip e ti faccio appoggiare il petto al muro li vicino mi abbasso e con le mani ti faccio scivolare il perizzoma lungo le gambe e tu mi aiuti chinandoti in avanti e spingendo il culetto verso di me intanto ti bacio le natiche e poi una volta tolto il perizzoma tu allarghi le gambe invitandomi a baciarti piu' in profondita' aiutandomi con le mani ti apro bene le natiche e avvicino la bocca al tuo buchetto scuro comincio a leccarlo e poi con la punta della lingua lo penetro, sento il tuo gustoso sapore mi abbasso ancora un po e tu spingi piu' indietro il culetto cosicche io possa leccartela da dietro appena appoggio la lingua alle tue intime labbra, mi cola il tuo umore sulla lingua e nella bocca succhiandoti la passera lo bevo voracemente come un buonissimo nettare oramai la tua patatina e fradicia tra il tuo umore e la mia saliva, cosi' mi rialzo il mio membro spunta diritto, fiero ed impettito lo appoggio in mezzo alle tue natiche e te lo faccio sentire strusciare tu da vera troietta che sei, desiderosa di essere posseduta, lo prendi in mano e lo appoggi all'ingresso della fessura bagnata io allora lo spingo lentamente dentro di te oramai la cappella e' entrata, e sento le tue calde labbra che mi avvolgono la cappella spingo ancora un po il mio cazzo entra per tutta la sua lunghezza ed allora tu gemi dal piacere inarcandoti all'indietro fino ad appoggiarti a me comincio a muove il mio cazzo duro, dentro e fuori, dentro e fuori, dentro e fuori sempre piu veloce ti sbatto contro il muro e piegandomi un po sulle ginocchio te lo spingo fino in fondo, oramai il mio cazzo e fradicio del tuo umore e scorre dentro la tua passera che si è aperta come un fiore per accogliere il mio pene le tue chiappette spattono contro il mio pube ad ogni colpo che ti fa gemere dal piacere continuo così penetrandoti in figa da dientro, sbattendoti e spingendoti contro il muro, tu continui a gemere dal piacere e con le mani mi prendi i glutei e incalzando il ritmo delle mie spinte mi premi contro di te, come per non perdere neanche un colpo del mio cazzo. Mentre ti sto scopando giunge in corridoio un altro ragazzo, che alla vista di noi due che scopiamo si eccita immediatamente Non stenta un attimo ad avvicinarsi, e tu lo inviti con un cenno della mano Lui si avvicina e si cala i pantaloni, il suo membro ancora non completamente duro gli pende dal ventre Ti giri un po e chinandoti glielo prendi in bocca, mentre io da dietro continuo a pomparti per bene nella passerina Senti il suo cazzo gonfiarsi nella tua bocca, senti che prende forma e si indurisce tra le te labbra. Cominci a leccargli il cazzo e succhiarglielo mentre con una mano gli sorreggi le palle azzarezzandogliele In questa tua nuova posizione a 90, il mio cazzo entra ancora di piu' dentro la tua passera, sento di arrivarti fino in fondo ed ad ogni colpo emetti un mugugnio mistro tra goduria e dolore, il mio ritmo aumenta di frequenza mentre tu gli succhi il cazzo mi tieni tra le gambe sei assetata di sesso e vogliosa di godere come non hai mai goduto. sento la tua passera stringersi sul mio cazzo, segno che stai per venirmi addosso, vedo anche che aumenti il ritmo con cui stai mangiandoti il cazzo dell'altro Questo mi eccita ancora di piu' e anche io sento l'avvicinarsi dell'orgasmo sento il cazzo come se mi esplodesse ed ecco che ti vedo e sento godere, ti sento mentre la tua figa mi strizza il cazzo e ti sento mugugnare con il cazzo in bocca ti muovi furiosa con la testa e ti dimeni contro di me per il piacere che provi in figa mentre con la bocca continui a succhiargli il cazzo mentre l'altro si gode il tuo lavoro da brava pompinara vedo che sta per godere anche io sto godendo e sento le prime goccie di sborra fuoriuscire allora tiro fuori il cazzo e prendendolo in mano continuo a masturbarmi, appoggio il cazzo sul tuo culetto e sfregando le palle eccooooo... sto godendo ... e ti spruzzo fiotti di calda e bianca sborra sulla schiena, uhmmm che goduria spruzzarti addosso. Anche l'altro sta godendo e tu senti il suo sapore arrivarti in gola, spruzzarti lo sperma in bocca che poi lasci cadere a terra colandoti dalle labbra Abbiamo cosi goduto tutti delle tue doti e del tuo corpo i nostri respiri dapprima tutti affannati pian piano si calmano e ci godiamo quel momento di completo abbandono
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20 anni fa
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Luna131,
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