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Cinema
Qesta storia è vera, e non mi è successa solo una volta ma visto che mi piace è capitata più volte. Amo andare nei cinema a luci rosse, anche se ormai sono pochi, sedermi nelle ultime file e vedere cosa succede. Io adoro portare le autoreggenti sotto i jeans. Cosi sucede che spesso trovo chi ci prova. Una volta mi sono messo reggicalze, calze e perizoma e sono andato a vedere un film. Come sempre mi sono seduto nelle ultime file. Dopo poco tempo mi si avvicina un tipo, io resto impassibile, e inizia ad accarezzarmi una gamba. Poi si fà più audace e sale, sempre più su fino ad accorgersi che ho i pantaloni slacciati e il cazzo bello duro che esce dalla patta. Tutto eccitato cerca di andare oltre, e quando si accorge come sono sotto si infoia di brutto. Il risultato di questa esperienza è che si sono aggiunti altri bei maschioni e io ho potuto succhire e bere per un bel pò, per non parlare di come mi sono ritorvato il culo il giorno dopo... Dolorante ma felice...
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5
20 anni fa
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Varie
In scogliera
un giorno abbiamo deciso di andare al mare in un posto nuovo , era una scogliera che conoscevamo ma mai frequentata, dopo aver percorso un sentiero di accesso ci siamo accorti che in lontananza c'era gente man mano che ci avvicinavamo notavamo che erano uomini, e coppie ,e con stupore erano tutti nudi. non ci siamo formalizzati, anche perchè avevamo già deciso di prendere il sole in piena libertà, e la presenza di altri non ci disturbava. passando accanto ai singoli sentivamo i loro occhi su di noi e questo non ci procurava fastidio anzi,ad un certo punto katia mi dice che si voleva fermare su uno scoglio piatto sotto di noi, così prendendo posto ci siamo spogliati e abbiamo iniziato a prendere il sole. ad un certo punto katia mi disse se avevo visto il singolo che era sopra di noi, io gli risposi di no e anche se guardavo da quella posizione non lo vedevo, così chiesi dov'era lei mi rispose che lo aveva visto prima di scendere così dicendo mi incuriosì e facendo finta di guardare il paesaggio mi alzai e potei notare il ragazzo in questione. Era abbastanza giovane 30-35 anni fisico muscoloso ma non troppo, insomma un bel ragazzo, poi guardai più in basso,in mezzo alle gambe e notai il suo arnese( forse ho capito cosa voleva dire katia quando mi disse se lo avevo visto ) aveva un cazzo di notevoli proporzioni, era a riposo ma gli arrivava a metà coscia e io rimasi sbalordito dalla sua dotazione. Mi risedetti e dissi "l'ho visto" e lei mi rispose "bel ragazzo vero?", "già sopratutto quello che ha in mezzo alle gambe" dissi io "scemo" mi rispose e si girò a pancia sotto a prendere il sole tutta nuda. Le ore passarono e devo dire che ci sentivamo diversi occhi adosso, qualche singolo più audace faceva capolio e guardava se combinavamo qualche cosa ma furono tutti deusi,ma tutta questo era molto eccitante. La giornata andava finendo molte persone se ne erono andate e notai alzandomi che lì vicino eravamo rimasti noi e il singolo che ci aveva incuriosito al nostro arrivo,la cosa mi fece venire voglia di fare qualche porcata, così facendo finta di niente mi inginocchiai vicino a katia e iniziai a spalmarle l'olio solare sul corpo, quando iniziai a scendere verso il pube ben depilato lei inarcava la schiena e sospirava di voglia,ma subito aprì gli occhi e mi disse di smetterla perchè c'era troppa gente e non aveva voglia di dare spettacolo ma subito la rassicurai dicendogli che eravamo rimasti da soli, così si rilassò ed aprerse leggermente le gambe, questo mi faceva capire che potevo continuare, così iniziai ad infilarle le dita nella fica ormai grondante di umori e dopo essermi bagnato benele dita iniziai ad aprirle il culo come piace a lei.Dal canto suo mi prese il cazzo ed iniziò a succhiarlo a più non posso, ormai avevamo perso tutti i freni inibitori, così la feci girare a pecorina ed iniziai a scoparla, in quella posizione mi ritrovai a poter vedere il singolo che era sempre lì, così guardandolo gli feci cenno di avvicinarsi in silenzio. Paolo (così abbiamo scoperto che si chiamava) venne vicino senza fare rumore così katia per il momento non si accorse di niente,lui si sedette su uno scoglio lì vicino, lo spettacolo a cui assisteva lo gradiva molto in quanto il suo cazzo stava raggiungendo dimensioni equine. Continuando a sbattermela nella fica mi avvicinai all'orecchio di katia e le dissi che avevamo compagnia, fece un sobbalzo e si girò verso Paolo che era lì a due passi dal suo viso ormai con il cazzo duro che gli raggiungeva l' ombelico, a quella visione katia rimase di stucco per alcuni secondi poi girandosi piano piano stando attenta ad non farmi uscire dalla sua fica si mise davanti al singolo. Il porco si fece leggermente in avanti ed aprendo le gambe favorì la mia lei nel suo intento. Katia prese a leccare quel bastone di carne per tutta la lunghezza passando poi alle palle scendendo giù fino al buco del culo di Paolo io da dietro mi godevo la scena e vedevo che anche il nostro amico se la godeva. Ad un certo punto Katia si è girata verso di me e mi disse di infilarglielo nel culo che non ce la faceva più e voleva godere, così gli unsi bene il culo con un pò d'olio solare e glielo infilai in un solo colpo tutto dentro, lei ansimò spalancando la bocca così Paolo lo mise dentro fin che potè, era un momento magico lei si sentiva al massimo, io che la pompavo nel culo e il nostro amico casule che la pompava in bocca. Dopo dieci minuti venimmo tutti e tre quasi contemporaneamente prima katia che si fece una venuta che superò il minuto, poi Paolo che gli sborrò in faccia quasi un bicchiere di sperma poi io che gli sborrai in culo tutto quello che avevo
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20 anni fa
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Varie
Il buio
Il petalo di raso cremisi gli era arrivato in una busta grigio perla. La calligrafia elegante e rotonda sulla busta lo aveva colpito. L’inchiostro color seppia poi gli aveva fermato il respiro in gola. E ora stava lì con quel petalo delicato nell’incavo della mano senza il coraggio di girarlo e leggere cosa vi fosse scritto. Lei. Non poteva che essere lei. La dea. Afrodite, solo a sussurrare quel nome il corpo gli vibrava come una canna scossa dal vento. Ma doveva leggere. Erano passate settimane da quell’incontro magico e da allora lui non era più riuscito ad entrare in un bagno senza rivederla. Nuda di fronte a lui. I seni coi capezzoli eretti. Sfrontatamente orgogliosa della sua sensuale bellezza. Camera da letto. Il petalo non diceva altro, ma nella busta aveva trovato una chiave e un foglietto, grigio perla anche quello, su cui erano state vergate delle istruzioni precise: Venerdì 18 alle 22, Five Season Hotel suite rouge. Nella camera troverai tutto l’occorrente per prepararti. Non c’era firma. Ma Claudio non ne aveva bisogno. sapeva che era lei. Sofia. Sarebbe andato. Non aveva scelta, del resto non l’aveva mai avuta con lei. La voglia di lei era tale che se ne sentiva permeato in ogni cellula del suo corpo e la sua mente era torturata dal ricordo del suo calore e del suo profumo. Perché non era già venerdì? Venerdi 18 ore 22. Five Season Hotel. Suite Rouge. Buio. La stanza è attraversata da una sola lama di luce che taglia il buio. La lampada posta in fondo alla camera su un tavolino basso di cristallo ne è la fonte. Il letto sembra spiccare nella stanza. La sua struttura di ferro lavorato da mani abili brilla dove la lama di luce lo colpisce. Claudio è inginocchiato su un lato del letto. Nudo. I suoi polsi sono tesi in avanti bloccati dalle manette e fissati con una corda di seta alla testata del letto. Una fascia nera di raso gli avvolge la parte superiore del capo. Coprendogli gli occhi. Il culo dell’uomo spicca nella penombra della stanza. Bianco e luminoso. Silenzio. Totale intenso. Il respiro esce accelerato dalle labbra di Claudio. La sua mente è torturata dall’attesa di lei. Un’Attesa densa, corposa, invitante e seducente. L’attesa del piacere. L’attesa del dolore. Mescolati resi più intensi l’uno dall’altro. Spam. Un solo colpo secco. La porta della stanza si spalanca. Il corpo dell’uomo s’inarca verso quel rumore …mentre un sorriso gli si apre sul volto. Tic Tic Tic. Il rumore dei tacchi di acciaio di Sofia sul pavimento di marmo lucido della stanza penetra il cervello dell’uomo, pompandogli brividi di anticipazione su per le vene. - Mi piacciono gli uomini obbedienti - la voce della donna fende il silenzio, come un coltello penetra nella carne. Claudio si sente penetrato, violato da quella voce. Il suo respiro accellera. Il suo cazzo si tende. Il suo culo si contrae. Sofia si avvicina. E’ nuda ad eccezione dello strapon di lattice nero che le fascia il pube. Luce. La donna accende la lampada collocata vicino al letto rivelando sulla parete di fronte un grande specchio molato. Si osserva compiaciuta nello specchio. I seni alti coi capezzoli turgidi. Il ventre piatto. E lo strapon che spicca lucido ed eretto, laddove lei di solito è morbida, calda, accogliente. Afferra la testa dell’uomo per i capelli e lo libera della benda. Claudio la guarda. I suoi occhi s’incollano a quelli di Sofia nel riflesso dello specchio. Il sorriso si allarga ancora di più sul volto dell’uomo alla vista della donna e del desiderio potente che la domina. Tenendolo per i capelli Sofia fa scorrere le unghie laccate di rosso lungo la spina dorsale di Claudio, graffiandola e poi lecca i graffi alla ricerca del sapore del sangue. Il primo dei sapori dell’uomo che intende fare totalmente suoi. La donna scende con la lingua ad esplorare le natiche dell’uomo, le morde lasciando i segni dei denti nella carne. Nello specchio lo vede mordersi a sangue le labbra per non urlare la sua voglia. - E ora sentiamo se sei pronto per me - La voce della donna è secca e violenta nel silenzio. Mentre con un dito scivola nel culo aperto davanti a lei. A sondare la voglia. Un dito. E poi due. E poi tre. Claudio si tende all’indietro incontro a quelle dita che lo frugano come mai è stato frugato. La donna cola desiderio liquido sotto lo strapon. Ormai la voglia di entrare il quel culo, di sondarne a fondo l’intimità rovente la divora. - ORA - . La parola agisce come una frustata sui nervi tesi di entrambi. Sofia afferra i fianchi di Claudio vi affonda con le unghie e appoggia la capella dello strapon al culo dell’uomo, la sfrega sul buco. E poi un colpo secco di reni. Dentro. La sensazione è devastante. L’uomo urla per l’invasione desiderata e temuta spingendo i fianchi verso la donna, stringendo il culo. Sofia oscilla in avanti sui tacchi a spillo che luccicano. Esce ed entra cercando il ritmo della propria voglia di possesso. Claudio l’asseconda fremendo ad ogni colpo, rotazione, frizione che porta la donna un po’ di più nelle profondità del suo culo. Il silenzio ora è denso di umori, odori, sospiri e rotto dai gemiti e dallo sfregarsi dei corpi. Il dildo piantato nella fica di Sofia risponde colpo su colpo a quelli con cui lei affonda nella carne calda e accogliente del culo di Claudio. La donna gronda sborra calda e la sua fica si contrae ad ogni colpo. Nello specchio illuminato il cazzo dell’uomo svetta duro e fremente pronto ad esplodere tutto il suo piacere per il possesso della donna. Ancora un colpo. Sofia si ritrae e rifonda con violenza mentre l’orgasmo cola sulle sue cosce e sulle natiche offerte, violate dell’uomo. Il cazzo di Claudio esplode schizzando sborra sullo specchio. Mentre crolla sulla schiena di Claudio, Sofia sorride, lo stesso sorriso che illumina il volto dell’uomo. - Come secondo round non c’è male- Claudio non sa nemmeno lui come abbia fatto a trovare il fiato sufficiente nei polmoni per pronunciare quelle parole, ma con tono ironico prosegue – Sono certo che puoi fare molto meglio di così comunque… - Il corpo di Sofia sussulta scosso da una risata sulla schiena di Claudio e la stanza si riempie del ricco e liberatorio suono delle risa dei due.
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20 anni fa
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Varie
La mia coinquilina..
Mi sono trasferito in città da poco e all’inizio stavo in una casa in un residence che la ditta affitta quando per trasferimento un dipendente cambia città. La sistemazione era molto piacevole ovviamente ma di breve scadenza. Infatti si può rimane li solo per due mesi il tempo necessario per trovare una casa in affitto in città. I tempo era quasi scaduto e non avevo ancora trovato nulla, cercavo ma trovavo sempre stanze in case che assomigliavano più a vecchie stalle che ad abitazioni vere. Un giorno a mensa parlando con una collega le esposi la mia situazione e la mia disperazione perché alla fine ero sicuro che sarei finito in una topaia. Il giorno seguente la mia collega appena mi vede mi fa grandi cenni di andare da lei perché doveva parlarmi, entrato nella sua stanza mi disse: "forse ho trovato una soluzione hai tuoi problemi!" e un sorriso illuminò il suo volto "sono tutto orecchi" dissi con un punto interrogativo stampato sulla faccia "nel mio palazzo c’è una studentessa che affitta una camera, la casa è carina e anche la ragazza mi sembra molte gentile e una tipa tranquilla.. e poi l’affitto è bassisimo. 150 euro al mese.." "una ragazza? Sei sicura che non voglia un’altra studentessa? Mi è capitato più di una volta di fare dei viaggi per vedere casa e poi sentirmi dire, mi spiace ma solo ragazze.. quindi non vorrei fare un ennesimo buco nell’acqua" pensavo che la discussione fosse chiusa e invece." Ne sono certa, per due anni è stato da lei un suo collega di università, ora lui si è laureato ed è tornato a casa, quindi penso proprio che non sussista il problema" riluttante perché poco convinto della cosa accettati e prendemmo appuntamento per il giorno seguente. Il giorno dopo appena finito l’orario di lavoro mi recai a vedere la casa., la mia collega mi accompagno su e suonò il campanello. Ad aprire era una ragazza alta sul metro e settanta, capelli castano-rossi lunghi ma tenuti su da un mollettone, e occhialini da classica studentessa. Dopo le presentazioni la mia collega scesa al suo appartamento ricordandomi che ero invitato a cena da lei, Anna, questo è il nome della mia coinquilina, mi fece cenno di seguirla che mi avrebbe fatto vedere la casa.. appena girata l’occhio spermatozoico andò immediatamente a vede il fondoschiena della ragazza e quello che vidi mi piacque molto. Infatti nei suo pantaloni attillati bianchi della tuta potevo ammirare un bel sedere sodo e ben fatto, un particolare poi rese quella visione ancora più eccitante, non avevo visto il segno di nessun tipo di slip sel gluteo, pensa che non avesse le mutandine e ciò provoco uno stato di agitazione molto forte. Feci il giro della casa, vidi la mia stanza grande a dire il vero, mi mostro la sua stessa grandezza, e la cucina.. mentre eravamo in bagno si chino per raccogliere non capii ma cosa, ma quello che vidi mi fece impazzire.. chinandosi mi mostrava il suo bellissimo sedere ma non era solo quello che mi fece eccitare, aveva un piccolo buco nei pantaloni proprio alla cucitura del cavallo dal quale faceva capolino un ciuffo di peli scuri.. Ora ero certo che non portasse le mutandine.. mi eccitai e un gonfiore riempi i miei pantaloni… rimessasi in piedi la vidi guardare verso la patta dei miei pantaloni e notare il gonfiore, pensai a che figura di merda avevo appena fatto, ma i capezzoli duri che ora volevano quasi bucate la t-shirt bianca mi fecero capire che la cosa non l’aveva infastidita affatto… rimasi li un po immobile visto che la situazione era molto molto carica. Finimmo di parlare dei dettagli dell’affitto e devo dire fu molto duro, in tutti i sensi, perché non riuscivo a staccare gli occhi da quei capezzoli e avevo una gran voglia di liberarli da quella maledetta magliettina.
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20 anni fa
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Varie
Guasto alle tre
Erono le tre di notte quando ritornavo in macchina da una serata passata con gli amici. Percorrevo un viale pieno di alberi e la luce irradiata dalle lampade era molto soffusa. Ad un tratto l’auto si fermò. Mi accinsi a farla ripartire ma niente. Scesi ed apri il cofano ma non notai nulla di anomalo. Il cel era scarico. Ero perso di li non sarebbe passato nessuno. Ma non mi scoraggiai e passò una macchina e cercai aiuto ma non si fermo, ne passarano tante altre finchè una si accosto poco d’istante dalla mia. Mi avvicinai e quando andai per chiedere aiuto vidi al volante una donna sulla quarantina e un uomo che presupponevo che era il suo compagno al suo fianco. Lei era vestita con un abito blu e aveva un decoltè da far impazzire chiunque l’avrebbe osservato. Aveva una mini che intravedeva il perizoma e delle gambe bellissime. Viso da cerbiatta, occhi ammalianti. Tanti cattivi pensieri mi erono passati in quel momento, mi sarebbe piaciuta possederla, baciarla, averla. Comunque come se non fosse successo nulla chiesi se potevano portarmi verso un posto più vicino per telefonare. Lei guardò lui e lui acconsenti e salì in macchina. Io nello specchietto guardavo lei che venivo ricambiato da quello sguardo ammiccante. Ad un certo punto lui disse dopo esserci presentati. Perché non vieni a casa nostra così ci eviti di girare per trovare un cabina telefonica. Io avevo già il mio gioiellino che pulsava a sentire l’odore di quella donna. Mormorai qualcosa ma lui prese la parola e disse: ok, allora andiamo a casa nostra .Gia fremevo pensavo a qualche fantasie di quelle che si vedono sui siti internet. Lei mi guardava nello specchietto e io ricambiavo. Mi girava la lingua tra le labbra e io osservavo e pensavo a quanto avrei voluto prendere la sua testa e con le mani portarla sul mio affare per farmelo succhiare. Arrivati a casa loro, scesi per primo e a seguito scese lei con le sue lunghe gambe scollate. Chiuse l’auto e mi si avvicinò mentre Luigi ( così si chiamava quell’uomo ) faceva finta di non vedere. Mi toccò l’uccello e sentìì che era durissimo ed esclamò: lo sai cosa voglio vero!? Io : non saprei- risposi con aria imbarazzata ma senza togliergli la mano da li. Lei: voglio che mi scopi appena arrivi sopra con la complicità di Luigi. Io: Come con la sua presenza ? – a me invece la cosa mi eccitava tantissimo ed era quello che avevo sempre sognato di fare; lei: si con lui- intanto si era avvicinato e mi tocco sulla spalla per dire di salire sopra senza fare troppo commenti; Salimmo sopra e lei mi diede da tenere il suo cappotto. Aveva un culo da favola si vedevano i peli della sua fica che uscivano un po’ dal perizoma e mi sentivo eccitato. Appena aprimmo la porta ed entrai mi struscio il suo culo sul mio pisello e li non ci vidi più e l’afferrai baciandola e mettendo la mia mano tra i suoi seni mentre Luigi l’accarezzava e la cominciava a spogliare tirandogli giù la gonna o quello che secondo me era un lembo di stoffa mentre la portava verso il salotto ove c’era il camino acceso e un grosso divano molto capiente. Le tirai giù il reggiseno e vidi i suoi capezzoli turgidi dritti e il suo seno morbido. Lo palpai nelle mie mani lo leccai, lo succhiai, mentre ero sul suo lato destro mentre l’altro giocava con l’altra parte succhiadolo e cominciando a toglierle il peri insieme a me mentre mi toccava il pisello sbottonato dalle sue mani. Le toccai la patatina ed era tutta bagnata la sfioravo con le mani mentre si attorcigliava tutta. A un certo punto dissi che la volevo leccare, A me è sempre piaciuto leccare la fica della donna. Si corico sul divano mentre io mi accingevo ad aprirle con le mani le grandi labbra e piano piano l’apri tutta e allungai dentro la lingua per assaggiarla tutta la feci entrare dall’unica fessura che vedevo la mossi dentro e fuori la girai dentro mentre lei apriva sempre di più le gambe e cominciò a succhiare Luigi mentre si dimenava tutta e la sentivo gemere. Ma io non mi staccavo la leccavo volevo sentirla godere. Ad un punto gridò ma io continuai senza sosta, volevo sentire tutti i suoi umori e così venne dimenandosi tutta mentre l’altro la chiamava troia, e lei si eccitava maggiormente. Lei tutta godente disse .. li voglio sentire voglio essere riempita tutta li voglio tutte e due dentro. Di colpo si giro sul marito e gli salto addosso e cominciava a muoversi sopra mentre i suoi seni andavano su e giù e si picchiava il culetto con le mani dicendo.. sono un troia, sono la puttana vostra, tu fottimi il culo entra dentro schifoso!! Avevo il pisello duro ma vedevo il suo buchetto largo e mi piaceva e di colpo lo misi dentro. Si incastrò perfettamente lo muovevo in sintonia con l’altro mentre gli prendevo i capelli e gli dicevo: ecco il cazzo prenditelo tutto sei una lurida troia puttana… Ma non feci a dire tutto il vocabolario che le venni dentro nel suo culetto cosi tanto rotondo e sodo che di sicuro non potetti dimenticare per mesi e mesi. Era la mia prima esperienza trasgressiva ed è stata bellissima e ogni volta che passo da quella strada penso sempre a quella misteriosa sera e alla sue evoluzione. Saluti a tutti i lettori e le lettrici, questo è il mio primo racconto quindi siate magnanimi.
227
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20 anni fa
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Varie
Sesso violento con trav
avete mai provato la gioia di realizzare un vostro desiderio?è stupendo...circa 3settimane fa ricevo un messaggio.come sempre risp...da quel momento ci siamo scambiati diversi messaggi e finalmente ci siamo visti...sai la prima volta è brutto x me perchè mi vergogno a nn conoscere l'altra persona...ma fui messo subito a mio agio e così prendemmo un bel aperitivo e parlammo un bel pò...nei prex messaggi io avevo detto a lui che mi sarebbe piaciuto filmarmi...lui allora mi disse che era possibile se volevo...il cuore andava a 3000...mi diede appuntamento x sera e mi feci trovare..ero un pò impaurita..un filmino....con chi?arrivammo a casa e mi fece trovare degli indumenti in lattice....sn strafighi e credetemi risaltavano il mio corpo...arrivarono 2 suoi amici...ero truccata e vestita da super troia...mi fecero vedere la stanza e mi chiesero cosa avrei voluto fare...io risp tutto e così fù....franco accese la telecamera e cosi i 2torelli incominciarono a spogliarmi dolcemente e nulla faceva presagire la loro foga successiva...io li spogiai e vidi subito 2 super cazzoni...il regista disse che potevo iniziare...incominciai a baciare i loro membri e subito dopo incominciai a succhiare...ero un vortice eccitata dall'idea di essere ripresa....incominciarono a insultarmi e a trattarmi da schiava...leccai i loro orifizi e mentre succhiavo 1 l'altro incomincio a inumidirmi il buchetto...era davvero bravo...prima un dito poi 2 e poi 3....mi dimenavo come una pazza e avevo in bocca l'altro cazzo!muovevo il culetto pregustando l'impalata....nn aspettai molto...luca mi prese con forza i fianchi e mi penetrò tutta con forza...gridai come una pazza e lo tolsi dal culetto....ma lui incominciò a schiaffeggiarmi e mi disse che ero sua e dovevo fare tutto quello che volevano....e mi diede due ceffoni...capita la situazione nn dissi niente...ero un corpo senz'anima...mi riprese dai fianchi e mi penetrò di nuovo tutta di forza....senti ancora dolore perdevo anche del sangue....ma lui continuava e io ferma terrorizzata....fecero di tutto anche la doppia penetrazione....nn dissi una parola mentre mi scopavano e riprendevano...mi scoparono a turno e più mi scopavano più mi picchiavano...dopo alcune ore mi lavarono pure con la loro pipì...finito tutto mi rivesti e scioccata andai via.. ma perche nn posso vivere il sesso in modo libero e piacevole....perchè mi devo trovare sempre in queste situazioni...io voglio vivere la mia condizione di trav in maniera pulita facendo sesso in maniera porca si ma nn con questi picchi di violenza...che poi so di essere troia ma almeno trovassi persone che mi portino a fare determinate cose...un bacio
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20 anni fa
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Varie
Le terme
In una settimana di fine estate decisi di passare un bel w.e in compagnia per festeggiare il mio 37esimo compleanno , io ed il mio migliore amico prendiamo le nostre moto e ci portiamo verso la toscana,nei pressi del mare c'è una stazione termale di mia conoscenza e come prima tappa decidiamo di passare la giornata e la serata sul posto. Indossato il costume da bagno ci buttiamo nella calda acqua sorgiva termale contenuta in una enorme piscina all'aria aperta, dopo circa un'ora di bagno ci portiamo all'interno di una grotta dove c'è una cascata indicatissima per farsi massaggiare dall'acqua che scende impetuosa. Dopo qualche minuto che siamo sotto la cascata, entrano nella saletta due donne sulla sessantina, sono curate e probabilmente molto danarose lo si capisce dall'aspetto, sono ancora delle belle donne nonostante l'eta e inoltre da giovani dovevano essere anche delle gran belle fighe...restano in attesa che la cascata si liberi ma io ed il mio amico stiamo troppo bene li sotto e ci protraiamo parecchio, per questo motivo faccio un cenno di invito alle due signore ormai spazientite, inaspettatamente accettano. Si sistemano ambedue davanti a noi e,non so spiegarmene il motivo ma la cosa ha cominciato ad eccitarmi e con un sorrisetto di intesa scopro che anche il mio amico è in sintonia con me... Cominciamo a giocare, allungando un piede lo faccio passare sopra quello dellla signora davanti a me e con stupore scopro che lei non dice nulla allora insisto.. Forse non si è accorta penso con tutta quell'acqua che scende, mi avvicino e le appoggio il cazzo nel costume leggermente turgido sulle natiche e ancora non ricevo riscontro... A allora vado a fondo, sempre da dietro faccio passare un dito all'interno del costume e sento la peluria della figa al tatto, lei si volta di scatto e mi guarda con fare aggressivo e stupito ma non si sposta.... Nel frattempo noto che il mio amico sta facendo gli stessi giochini con l'altra donna. Che fare ora? La cosa è diventata davvero intrigante ma al tempo stesso è pericolosa... Inoltre è arrivata un'altra donna sempre della stessa età che ha capito tutto e ci osserva divertita da fuori, ma a me piacciono le cose pericolose ed allora procedo, abbasso il costume e il cazzone grosso e duro esce allo scoperto, comincio a farlo passare tra le gambe della signora che per tutta risposta porta le mani dietro e me lo prende in mano cominciando a segarmi,sono eccitato come una scimmietta e quando arriva il momento più bello le due donne con un gesto di intesa scappano via lasciandoci con i cazzi duri fuori dal costume mentre la signora arrivata dopo ci guarda scuotendo la testa..... Decidiamo di seguirle all'esterno nella piscina ma loro con sorrisetti ambigui si defilano ogni volta che ci avviciniamo,dopo circa un'ora di inseguimenti escono dalla piscina ed entrano nello spogliatoio per andarsene. Un cenno di intesa e decidiamo di seguirle sin dentro ,arriviamo che sono già nelle loro cabine a rivestirsi e noi spudoratamente le apriamo e con gesto felino balziamo all'interno, Magda, la donna che mi segava sotto la cascata indossa solo il reggiseno sopra due tettone enormi,non avevo mai visto il corpo di una donna di quella età e devo dire che inaspettatamente ho avuto una erezione prorompente.. Lei si abbassa e comincia a prendermi in bocca il cazzo con una naturalezza ed una delicatezza mai sentita prima,usa dei movimenti lenti e precisi passando il mio cazzo per l'intera lunghezza, dalla mia cappella salgono come delle piccole scosse elettriche.... Una sensazione mai provata prima con donne della mia età, mi lecca le palle e mi spompina con una classe incredibile, vengo.... Le inondo la bocca di sborra e lei avidamente continua a spompinarmi quasi non volesse mai smettere nella sua nobile arte... La sera stessa siamo fuori a cena tutti e quattro e la notte la passiamo insieme,sinceramente scopare magda non è stato il massimo, l'età si fa sentire ed i seni non sono più turgidi come una volta così come il corpo ma le sensazioni provate quando il mio cazzo entrava nella sua bocca appagavano tutto...il mio 37esimo compleanno è trascorso così, grazie a Magda...una splendida 55enne di Verona,ciao. Ps.. Sogno sempre di reincontrare una donna come Magda...se qualche donna si riconosce mi scriva.
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20 anni fa
0/5 - (0 Totale voti)
Varie
Voyeur per caso
Ho 35 anni. Ho una vita tranquilla dedicata al lavoro ed alla famiglia e ho sempre vissuto la mia sessualità in modo normale,almeno fino a due anni fa. Già, due anni fa ho vissuto un episodio che in qualche modo mi ha aperto gli orizzonti della sessualità ed ho iniziato, prima da solo, poi con mia moglie, a vivere nuove esperienze e a realizzare, fino ad oggi almeno in parte, le nostre fantasie. Mi trovavo a Firenze, ed una sera decisi di andare a piazzale Michelangelo per assaporare un po' di fresco in una calda serata estiva. Parcheggiai l'auto e mi avvicinai verso le panchine. Diedi un'occhiata distratta al panorama, accesi una sigaretta e mi sedetti rivolto verso il panorama. Fui distratto da una coppia che mi passò davanti. Lei era una bella donna, alta circa 1,60, indossava una maglietta bianca su una mini gonna di jeans che lasciava intravedere un bel paio di gambe, rese ancora più slanciate da un paio di scarpe bianche con un tacco alto e sottile. Lui la cingeva con la mano destra sul fianco, e passandomi davanti lasciò cadere vistosamente la mano sul fondoschiena, palpeggiandola con decisione. Scorsi che contemporaneamente mi guardò con un mezzo sorriso. Non capii sul momento cosa volesse significare. Voltai lo sguardo verso di loro e li scorsi entrare in un'auto. Nel salire sull'auto la signora fu molto generosa nel lasciarsi ammirare le gambe. Non fece nulla per evitare che scorgessi anche lo slip bianco. Ebbi la sensazione che anche lei, entrando mi lanciò uno sguardo accompagnato da un leggero sorriso. Mi alzai e fingendo di passeggiare mi avvicinai all'auto. Il finestrino del passeggero era aperto e scorsi la mano dell'uomo accarezzare le gambe della signora; percepii che avevano sentito i miei passi avvicinarsi e con stupore notai che l'uomo continuava con le sue carezze insinuando la sua mano fino agli slip della signora; lei dischiuse le gambe per permettere alla mano di scostare il lembo merlettato dello slip e di scoprire una enorme quantità di peli neri. Mi sentii scoppiare la testa, sentivo rigonfiarmi tra i pantaloni. Decisi di accendermi una nuova sigaretta e di affiancare l'auto dall'altra parte. Così mi avvicinai da dietro verso il lato del guidatore. La scena continuava, ma questa volta anche la mano di lei armeggiava tra le cosce dell'uomo, aprì la cerniera e gli tirò fuori l'uccello che maneggiava con sapienza. Non appena affiancai il finestrino la vidi inchinarsi con la testa sul suo uccello, e facendo questo gesto mi lanciò un'occhiata di compiacimento. Rallentai il passo ed ebbi modo di guardare la sua bocca che succhiava con gusto. Fu a quel punto che mettendomi le mani sul mio membro , mi appartai a qualche metro e lo tirai fuori. Avevano visto tutto, ma invece di fermarsi presero nuova energia. Lei si inginocchiò mostrandomi il suo generoso fondoschiena. A questo punto lui, guardandomi, le scostò il minuscolo perizoma permettendomi così di guardare la signora dal di dietro.
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20 anni fa
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Il patto
Forse era una pazzia. Ma, del resto, quando mai non c’erano state pazzie, colpi di testa e un continuo corteggiare il pericolo nella mia vita. Border-line - ricordo ancora – come mi aveva definito un vecchio professore del liceo. Aveva ragione. Mi è sempre piaciuto camminare sull’orlo del precipizio. Il pericolo mi manda brividi di piacere lungo il corpo. E dunque…. Nessuno stupore o meraviglia era possibile leggere sul mio viso mentre in un’assolata mattina di autunno mi dirigevo verso un bel bar del centro. Sorridevo accarezzando la borsa che tenevo a tracolla. Dentro era accuratamente conservata la pergamena che era alla base di quel sorriso. Il patto. Mi sentivo scossa da violenti brividi d’’eccitazione che si scioglievano in piacere liquido tra le mie cosce mentre ci pensavo. I capezzoli turgidi premevano contro la seta sottile della camicia da uomo che indossavo. Il patto. Il solo fatto di averlo firmato…mi aveva lasciato per giorni avvolta in una nebbia di eccitazione continua. E ora. Ora era finalmente arrivato il giorno. Il giorno in cui avremmo iniziato a verificare la tenuta del patto Il primo giorno del nostro gioco. Del gioco, che mi vedrà protagonista con un perfetto sconosciuto. Una follia appunto, anche e soprattutto per la natura del patto di una semplicità e durezza assolute. “I sottoscritti … liberamente e nel pieno possesso delle loro facoltà mentali stabiliscono che dal prossimo 22 ottobre fino ad esaurimento della sfida in atto NON rifiuteranno alcuna richiesta, ordine, o umiliazione a cui verranno sottoposti dall’altro di qualsiasi natura o genere esse siano (pubblica o privata, legale o illegale). Il primo che per una qualsiasi ragione rifiuterà di esaudire la richiesta dell’altro verrà considerato perdente dunque costretto a pagare il pegno stabilito, nei tempi e nei modi concordati tra le parti.” Mi ripetevo quelle parole assaporandone tutta la potenza devastante mentre a passo sempre più veloce raggiungevo il bar dove avrei guardato negli occhi finalmente il mio compagno di follia. Certo…non era veramente uno sconosciuto. Conoscevo la sua voce, le sue idee, il suo immaginario erotico così simile al mio. Il suo modo di sentire, vivere il piacere e la sua ironia. Ma in realtà non lo avevo mai visto…eppure. Eccomi li a tremare di desiderio folle e violento. Il desiderio di consegnare le chiavi del controllo totale sul mio corpo e la mia mente, nelle mani di un altro e, in cambio ottenere il controllo sul suo corpo e sulla sua mente. E la certezza interiore – quella che era la ragione più vera e profonda del mio sorriso – assoluta, schiacciante che lui seduto a quel tavolo, aldilà della porta davanti a cui mi trovavo provava la stessa identica cosa. Bene…lisciai una grinza inesistente sul tubino nero che mi fasciava i fianchi torniti e spinsi con decisione la porta dietro la quale si celava il mio uomo del destino. Non vedevo l’ora di leggere nei suoi occhi lo stesso miscuglio di desiderio e sorridente autoironia che illuminava i miei. Il locale era affollato e un cameriere che mi vide scrutare con lo sguardo la folla mi sorrise complice come a suggerire che avrebbe tanto voluto essere lui la persona che stavo cercando. Lo individuai al primo colpo. Era seduto rilassato ad un tavolino d’angolo e giocava in modo apparentemente casuale con una scatola di sigari. I suoi gesti erano misurati ma comunque carichi di un energia contenuta a stento. Un ‘energia che parlava di desiderio e di follia che mordono le viscere e invadono l’anima. La quiete prima della tempesta insomma. Sorrisi scrutandolo bevendo avidamente le forme del suo corpo con lo sguardo come la mia mente aveva in precedenza bevuto avidamente le sue parole. Mi avviai con un passo deciso fendendo la folla della pausa pranzo che si accalcava nel locale. Sollevò lo sguardo azzurro come il cielo ad incontrare il mio non appena arrivai al tavolo. Sorrisi guardandolo fisso negli occhi e sentii la forza del sorriso che illuminava quelle iridi azzurre avvolgermi e scuotermi fino alle viscere. Non ci eravamo ancora sfiorati, eppure la forza del desiderio reciproco era tangibile. Mi sedetti e nel farlo sfiorai con i miei seni gonfi dai capezzoli appuntiti il suo braccio. Sussultò come se si fosse scottato. Era diverso da come lo avevo immaginato. Ma la forza del suo sguardo no. La violenza trattenuta della voglia che vi vibrava dentro era esattamente come me le ero figurata, in quelle lunghe ore davanti allo schermo del mio mac. Gli afferrai la mano e intrecciando le dita alle mie iniziai a succhiargli la punta del pollice… “Sei splendida , seducente e vibrante come le tue parole non vedo l’ora di chiudermi in una stanza con te e gettare al chiave”. Lasciai che la sua voce mi accarezzasse la pelle mandandomi brividi di eccitazione in tutto il corpo e poi…Mentre il fuoco tra le mie gambe diventava incandescente e la fica si apriva per lasciare che il clitoride gridasse la sua voglia con forza, premendo contro la seta sottile del mio perizoma, lo afferai per una mano e m’incamminai decisa verso il retro del locale. “Tesoro andiamo a suggellare il nostro patto in modo adeguato” - gli dissi trascinandomelo dietro con sul volto dipinto uno stupore divertito e intrigato. “ Si…mia regina prigioniera”. Fu quasi un sussurro ma mi trasmise una scossa elettrica, che mi fece tremare da capo a piedi. Regina prigioniera, già, due parole che racchiudevano tutto il senso del nostro patto, del nostro gioco se poi era veramente solo un gioco…. Arrivai sul retro del locale, dava in un piccolo cortile, tipico delle vecchie case di ringhiera della mia città. Era deserto e anche scarsamente illuminato, la nebbia ovattava poi magicamente i contorni degli oggetti sfumandoli. Lo spinsi contro il muro e affondai la mia lingua nella sua bocca mentre le mie mani gli artigliavano il culo e lo premevano contro di me con forza. Mugolava nella mia bocca mentre le sue mani scorrevano avide sulla mia schiena sotto il cappotto e sollevavano con decisione l’orlo del tubino nero. Gli morsi la lingua con forza. Il suo cazzo reagì istantaneamente e… mi ritrovai nel giro di pochi secondi senza fiato, schiacciata contro il muro: le gambe divaricate, la gonna sollevata sulle cosce, il tanga lacerato e poi, le sue mani sui fianchi che scivolavano sul mio culo che sporgeva offrendosi. E il colpo violento. L'affondo totale che mi apriva. La capella nelle viscere. Piena finalmente. Colma di quell’uomo, che ora mi mordeva l’orecchio, e che avevo desiderato ferocemente per mesi. La fica colava di riflesso alle contrazioni del culo. Le mie urla. Improvvise. E subito soffocate dalla sua mano. “Godi piccola … godi da quella magnifica troia che sei…” La sua voce mi sussurrava incessante all’orecchio Spinsi con decisione il culo contro il suo cazzo. Ruotandolo. Assecondando le sue spinte. Sentendolo affondarmi nelle viscere e marchiarmi l'anima. Mentre io marchiavo al sua indelebilmente accogliendo il suo piacere fino all’ultima goccia, trattenendo il suo cazzo nel mio culo caldo fino all’ultima impercettibile vibrazione dell’orgasmo. Lì contro quel muro. All'aperto. In pieno giorno. Nel caos della città. Come immaginavo dovesse essere. Così era stato.
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20 anni fa
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Le avventure di francesca - capitolo 1
LE AVVENTURE DI FRANCESCA di GATTO LAP LAP Capitolo 1 Siamo in inverno, nevica da giorni a Parigi, e Francesca ha trovato lavoro in un albergo come cameriera per alcuni mesi di vacanza alla pari. La Direzione dell’Albergo le fornisce alloggio in una soffitta calda e confortevole, dove è stata ricavata la sua stanza. Francesca è contenta del suo lavoro, e si diverte particolarmente durante il servizio in cucina: il cuoco Carlo è un omaccione, grasso come il suo mestiere impone, molto scherzoso con lei e le due cuoche, Luisa e Marta che lo aiutano nel lavoro. Francesca, i primi giorni, non ha amato molto i suoi scherzi, ma col passare del tempo ha imparato ad apprezzare il suo ottimismo e il suo amore per le donne, che lo portano spesso a fare scherzi e battute grossolane sul sesso, provocando le risate delle due cuoche. Con Lei l'uomo non è mai andato oltre alle battute, ma probabilmente col passare del tempo avrebbe potuto anche cominciare ad allungare le mani, e questo pensiero mette in moto una strana sensazione nel cuore della ragazza: un misto di paura e curiosità. Pur avendo 21 anni ed avendo avuto già esperienze sessuali con diversi ragazzi in Italia, Francesca prova un poco di timore di fronte ai modi aperti e un po’ volgari di Carlo, un uomo maturo e non sposato sulla quarantina, certamente più esperto e smaliziato di lei. Al timore però si aggiunge anche un pizzico di curiosità: chissà quante esperienze ha avuto un tipo così aperto e pieno di vita, chissà quante storie d’amore e quanti ricordi…… La curiosità di Francesca riguardo i suoi nuovi colleghi di cucina non avrebbe dovuto aspettare molto: la sua attività lavorativa le avrebbe presto riservato esperienze molto “particolari”. La prima di queste esperienze ha luogo nel primo pomeriggio di un normale giorno lavorativo, al termine delle attività legate al pranzo dei clienti dell’albergo, quando oramai le sale sono vuote ed il ristorante silenzioso. Durante il pranzo dei cuochi in cucina, Marta inizia a prendere in giro Francesca a causa di una sua dimenticanza, dicendo che l’amore le ha fatto perdere la testa per un ragazzo francese molto carino, conosciuto alcuni giorni prima, con cui fra l’altro Francesca era uscita già un paio di volte. Anche Carlo e Luisa iniziano a provocare la ragazza, con aria di rimprovero ma nascondendo in realtà sorrisi e sguardi divertiti. Francesca, come spesso succedeva in compagnia dei tre cuochi, si rilassava, si confidava, e rispondeva con fare risentito alle provocazioni, divertendosi a fare il muso o fingendo un imbarazzo a cui nessuno credeva. Oggi, quasi per scherzo, le due cuoche, d'intesa, decidono di prenderla per le braccia e di bloccarla contro il tavolaccio della cucina, mentre il cuoco inizia a farle il solletico dappertutto … … poi, per gioco, le mani rudi dell’uomo le slacciano i pantaloni e li tirano fino a terra, lasciandola in mutandine piegata sul tavolo con il sederino esposto agli sguardi divertiti dei tre cuochi. Ridono tutti della situazione, come se Francesca dovesse pagare simbolicamente per la dimenticanza, ma lentamente le risate lasciano il posto al silenzio e la cosa diventa più seria, come se lo spettacolo offerto dalle mutandine di Francesca diventasse interessante per altri versi, al punto che nonostante le proteste di Francesca le cuoche continuano a tenerla ferma. Francesca si dimena, ma il gioco ha un po’ preso la mano al cuoco, che inizia a palpeggiarla sul sedere sodo ridendo con le cuoche, raggiungendo il bordo delle mutandine fino a stringere fra le dita e pizzicare, oltre la stoffa leggera, le labbra turgide della sua passerina. Le due cuoche si sono accorte dell’eccitazione del capo cucina,resa evidente dalla protuberanza sotto il grembiule, ma hanno anche visto che la ragazza non sembra così disperata delle carezze che sta ricevendo il suo sederino, quindi facendosi l’occhiolino, continuano a tenere ben ferma Francesca nella stessa posizione, e decidono di stare al gioco, per contenere l’irruenza del cuoco e per vedere come va a finire. La cuoca Marta, nascondendo un sorriso, osserva severa: “La nostra Francesca oggi ha dimenticato di lavare e pelare le carote, Luisa, come la mettiamo ?! Penso che abbia i pensieri troppo occupati dal suo nuovo amico del cuore … penso che debba imparare che prima viene il dovere e poi il piacere, non trovi?” Luisa, la più anziana, incalza con dolce fermezza: “Hai ragione Marta! Qui ci vuole proprio una lezioncina da ricordare! Carlo perché non prendi le carote che sono su quel tavolo? Faremo un giochino con Francesca, in modo che non abbia a dimenticare in futuro i suoi impegni di lavoro!” Il cuoco Carlo non crede alle proprie orecchie, non si fa pregare due volte e corre a prendere un cesto pieno di grosse carote appena arrivata dalla campagna, nodose e piene di peluria arancione, con tanto di folta chioma verde lunga almeno 60 cm e lo posa sul tavolo di fronte a Francesca, che incredula è ancora è distesa in avanti, trattenuta da Marta e Luisa …… “Cosa volete farmi? Siete diventati matti?” “No di certo ragazzina” risponde Carlo in tono ufficiale”stiamo pensando alla tua educazione professionale…non è vero Marta?” Marta prende il mattarello, lo avvolge in un panno, lo posa appena sopra il sederino di Francesca e, legandolo con un po’ di spago ai cassetti del tavolo, blocca i movimenti della ragazza. In questa posizione Francesca è obbligata a mostrare il suo sederino alle due cuoche ed a Carlo, che riprende a “massaggiare” la sua pesca rotonda e soda con le grosse mani. “Certo Carlo, tu tieni ferma Francesca e continua a massaggiarla con cura. Tu Francesca dovrai solo stare ferma e cercare di imparare la lezione. Se ti lascerai andare scoprirai che imparare cose nuove può diventare interessante!” Francesca non può credere a quello che succede, è indignata, eppure forse grazie alla stima che si era creata in quelle settimane di lavoro fra lei, Carlo, Marta e Luisa, non è spaventata al contrario si sente protetta da quelle persone quasi come una nipote che viene sgridata in modo bonario dagli zii … in quella posizione, appoggiata con il busto sul tavolaccio della cucina, con le gambe leggermente divaricate e le sole mutandine a coprire le sue intimità sotto gli sguardi di Carlo e le risate di Marta e Luisa, Francesca sente crescere sempre di più il calore tra le sue gambe, non riesce a tenere fermo il sederino sotto il mattarello e non può nascondere i segni dell’eccitazione: ormai le sue mutandine sono tutte bagnate. Luisa, intanto, sceglie tra le carote più grosse dal cesto tre esemplari di tutto rispetto, spesse almeno 4 centimetri, piene di peluria e nodi grossi come noccioline e complete di folti ciuffi di foglie, e le mette davanti a Francesca. “Adesso signorina faremo un gioco per tre volte. Tu dovrai indovinare quanto è lunga la carota che sceglierà uno di noi dal cesto e che appoggerà sulla tua fessura attraverso le tue mutandine. Se indovinerai potrai rimediare alla tua dimenticanza e “lavare” simbolicamente una ad una queste tre carote con la tua fontanella più segreta; se sbaglierai dovrai pagare pegno con una penitenza a sorpresa. Andremo avanti fino a che non avremo lavato tutte queste tre carote. “Vi prego! Vi scongiuro! Mi vergogno tanto, prometto che non mi dimenticherò più dei miei impegni di lavoro! Carlo ti prego!” Francesca si rivolge a Carlo con aria di innocenza, cercando di far leva sul suo ascendente femminile, ma inutilmente. Il buon Carlo è fin troppo preso dal sederino sodo di Francesca che continua a palpeggiare ansimando con foga sempre maggiore, fino ad arrivare a slacciarsi la cerniera dei pantaloni ed a dar sfoggio del suo manico in erezione, grosso almeno quanto la carota più grossa del cesto. Marta e Luisa, sono colte per un attimo di sorpresa a causa delle dimensioni del pene di Carlo, ma si riprendono subito …”Carlo, caro puoi sospendere il massaggio di Francesca e riposarti adesso! Potrai esprimere più tardi il tuo entusiasmo!“ interviene Marta “E’ giunta l’ora del primo indovinello!” Luisa preleva una bella carotona e la posiziona sulla calda fessura bagnata di Francesca, la muove lentamente su e giù sfregando le mutandine dal buchetto posteriore fino alla clitoride eretta e sensibile … Francesca inizia a muovere ritmicamnete il sederino, aprendo le gambe sempre più… “ahhh” ansima Francesca senza riuscire trattenersi “ahhhh!” mugola cercando di aprirsi sempre più alla carotona che le solletica la passerina ed il buchetto posteriore che comincia a rilassarsi ad aprirsi come il bocciolo di un fiore … La cuoca domanda “Dimmi dimmi marachella, quando è lunga questa bella carotella?”. Francesca ci pensa un po’, poi risponde decisa ”Trenta centimetri” “Mi spiace signorina” risponde Luisa con il metro da sarta in mano “Risposta sbagliata! Ora la prima penitenza a sorpresa!”, e da un barattolo di lardo sulla mensola prende un po’ di grasso con le dita, sfila le mutandine a Francesca e inizia a lubrificare il buchetto del suo sederino, che si apre e si rilassa completamente; Marta infila poi gradualmente e con ritmo una delle tre carote, piena di nodi e peluria ruvida … “ahhhi mi fa male!” Francesca stringe istintivamente le chiappe, ma la carota è ormai entrata ed il dolore iniziale scompare per lasciare posto prima al piacevole pizzicore della peluria ruvida della carota che Marta fa scorrere dentro e fuori, poi al piacere della penetrazione anale che cresce sempre più. Francesca ansima e si sente riempire tutta piano piano “ahhh Carlo… ahhh Marta… la sento tutta fino in fondo!!!”. Luisa intanto massaggia sapientemente la patatina di Francesca che viene improvvisamente ed a lungo, bagnandole la mano di umori caldi … che le colano lungo le cosce. Il godimento per Francesca è arrivato all’improvviso come un’onda travolgente, lasciandola appagata e piena di meraviglia: non aveva mai goduto così tanto prima d’ora. E’ forse la posizione provocante in cui si trova, esposta a culetto nudo e sottomessa alla volontà di Marta Luisa e Carlo, o forse il fatto di essere sottoposta ad una punizione da parte di persone adulte, con le quali Francesca ha sempre avuto un rapporto di reciproca stima, ma la sua eccitazione non scende, al contrario. Il primo orgasmo provocato dalla sapiente masturbazione di Luisa è stato come una liberazione, e la sua passerina ancora inviolata continua ad essere turgida, bagnata e pulsante sotto gli sguardi dei tre cuochi. “Francesca la risposta ha sbagliato e la prima carota ha ben lavato!” esclama Luisa mentre la ragazza ansima e riprende fiato dopo l’orgasmo “passiamo ora alla seconda, Marta tocca a te!”. Marta sceglie con cura la sua carota dal cesto e la posa sulla passerina della ragazza che dopo qualche istante esclama “Stavolta sono sicura: quaranta centimetri!”. “Anche stavolta ti sbagli Francesca!” le risponde Marta “La tua penitenza sarà ora data dalle foglie di questa turgida carota” e prendendo una delle due carote rimaste davanti a Francesca inizia a fustigarla con dolcezza sul culetto sodo “ ahhii, ahhii…” esclama Francesca mentre Marta continua a frustarla sulle chiappe, senza risparmiare il buchetto posteriore e lo spazio che lo separa dalla passerina tutta bagnata. Francesca muove il culetto agitandosi per sfuggire ai colpi, ma una strana sensazione di calore inizia a farsi sentire … piano piano il movimento del culetto rallenta e inizia a seguire il ritmo dei colpi leggeri di Marta … che sono tutt’altro che dolorosi, e solleticano la fantasia di Francesca, sempre più eccitata… A questo punto, ormai eccitate dal godimento della ragazza, le cuoca Luisa slaccia la patta di Carlo per succhiare la verga dura e nodosa come fosse un cono gelato e, dopo essersi raccomandata di far piano, la indirizza verso la fessura bagnata di Francesca, massaggiandogli le palle a dovere. L’enorme pene di Carlo entra lentamente nella patatina di Francesca che ansima e lo incoraggia mentre viene riempita completamente” Ahhh Mi piace Carlo, spingilo in fondo, ahhh Fino in fondo così! Ancora… tutto … così … hhh …!”. Carlo inizia pompare, incoraggiato da Francesca che ormai ha perso ogni inibizione ed è prossima al secondo orgasmo, fino a farla venire fra i sospiri e le urla di piacere sul tavolaccio della cucina, sotto gli sguardi di Luisa e Marta che si masturbano eccitate. Carlo estrae la verga ancora palpitante per schizzare abbondantemente nella fessura tra le chiappe della ragazza. Dopo alcuni minuti Francesca si rialza e Luisa le si avvicina massaggiandola e carezzando il sederino, ancora nudo e palpitante, e con tono scherzoso le dice “Allora, la nostra piccola Francesca ha capito la lezione di oggi?”, Francesca risponde “… non so come ringraziarvi delle cose che mi avete insegnato oggi, a presto!” e ritorna verso la sua camera, sperando in cuor suo che la lezione non sia finita così…
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20 anni fa
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Aaron
Mi chiamo Elena ho 28 anni, sono ragioniera in una ditta ed ho grandi soddisfazioni professionali essendo entrata come primo lavoro ed essendo oggi responsabile di tutta la parte amministrativa. Grazie al mio capo, alla mia testardaggine, a due master fatti in estate a Londra. Sono quindi indipendente, vivo da sola pratico molto sport nuoto tennis palla a volo. Sono 168 peso 58 kg capelli castani occhi azzurri ho la quinta di seno. Ho avuto qualche relazione in passato durata sei mesi, ma oggi preferisco avventure o week end, storie senza coinvolgimenti sentimentali, per me è molto importante fare sesso con un uomo molto muscoloso. In genere cerco fuori dell’ambiente in quanto non voglio maschi appiccicosi e che “per caso” m’incontrano al solito ristorante o pizzeria. Ho molti amici, amiche con cui ho solo un rapporto amichevole sportivo ma non sessuale. Ultimamente chatto per cercare qualcuno d’interessante, ma fin’ora non mi è capitato nessuno: sono tutti come tu li vuoi solo nelle foto poi quando fai un incontro realizzi che sono totalmente diversi. Il mondo maschile della Chat da molta importanza alla dimensione del cazzo e poco al fisico. Ho conosciuto Aaron in aereo, eravamo seduti accanto e vi confesso che ero stupita da quest’uomo alto, enorme e nero,con un viso piacevole ed un look distinto. Mi ha colpita con la sua gentilezza mai invasiva, ed uno spirito tipicamente anglosassone ma mediterraneo. Il volo di rientro dall’america ci ha dato modo di conoscerci e scherzare, lui è un caraibico studi in America funzionario di una multinazionale e viene in Italia per lavoro. Mentre aspettiamo i bagagli a Malpensa, mi chiede se ceniamo insieme a Milano, non ho voglia di andare fino a Milano, ed Aaron mi piace quindi gli dico”andiamo a colazione qui nei dintorni ” lui accetta con entusiasmo. Sono le 11,30 di sabato, quando ritiriamo bagagli e macchina, ci avviamo verso il Ticino, c’è un posto tranquillo dove si mangia bene. Durante la colazione continuiamo a parlare del mondo, del clima, di sport. Insiste per pagare lui il conto. Apro la macchina ed appena entriamo mi abbraccia mi bacia, io rispondo convinta e con entusiasmo, è la prima volta che bacio un uomo di colore labbra grandi e morbide, abbracciandolo mi rendo conto che Aaron è un fascio di muscoli e mi eccita molto. Decidiamo di andare da me, appena a casa dentro mi bacia e comincia a spogliarmi, io spoglio lui. Nudi, mi rendo conto che Aaron, non ha un grammo di grasso è un fascio di muscoli, i pettorali sporgono enormi da spalle larghe e fasciatissime, gli addominali formano una tartaruga perfetta,le gambe muscolosissime ed un cazzo grosso, enorme. Lui comincia a leccarmi tutta dai capezzoli, le tette, l’ombelico, mi prende per le ascelle mi alza mi mette a cavalcioni sulle sue spalle ed affoga la sua bocca nella mia figa mi bacia e lecca intensamente, sono fradicia ed eccitatissima mi riprende per le ascelle ed abbassandomi mi trovo la sua grossa cappella puntata sulle mie labbra sgocciolanti di saliva e umori. Mi sento slargare le labbra, mi penetra deciso e forte, lo sento duro dentro la mia figa. Le sue braccia imponenti mi sollevano e mi abbassano su quell’enorme cazzo. Comincio a sentirlo fortissimo, mi succhia i capezzoli , mi mangia le tette….vengo forte sul suo cazzo che s’indurisce di più. Mi porta in camera da letto sempre dentro di me come fossi un giocattolo, ha un fisico da bodybuilder ed è fortissimo, ci sdraiamo mi è completamente dentro, sento le sue mani dappertutto, sento tra le mani muscoli esagerati forti duri mi scopa fortissimo…godo ancora. Mi sta pompando fortissimo ogni colpo fino in fondo, vado in estasi sto venendo a ripetizione come una fontana. Mentre mi pompa gli succhio i capezzoli lecco i pettorali stringo le sue natiche contro la mia figa lo voglio tutto dentro. Si alza a squadra mi attacco con le gambe ai suoi fianchi le braccia al collo e lo scopo dentro la figa, determino il ritmo, lo sento enorme e duro si abbassa mi appoggia al letto e mi pompa furiosamente lo sento durissimo e grosso mentre continuo a venire lo sento inondarmi la figa, riempirmi con getti caldi e forti, mi rigira mi ritrovo sopra di lui mentre continua a venire e rimane durissimo continua a pomparmi forte. La mia figa cola sperma ed umori ma lui continua pomparmi duro, usa il cazzo delicatamente tiene tra le mia grandi labbra la grossa cappella, mi struscia il clitoride con il filetto poi tutto dentro fino alle palle……è fantastico continuo a venire. Lo sfila e me lo ritrovo in mezzo alle mie tette la cappella mi sfiora la bocca la lecco e la succhio forte. E’ un cazzo pieno di vene con una cappella grossa rosata infilo la lingua nel suo buchino Gli piace scoparmi tra le tette con un pompino ….viene nella mia bocca , ingoio la sua sbora e mi ritrovo la sua lingua in bocca a baciarmi leccarmi succhiarmi.. Mi lecca tuttala figa il culo le tette mi succhia i capezzoli e li strizza gentilmente tra i denti, mi lecca il collo mi succhia le orecchie sento che il suo cazzo di nuovo duro, lo struscio sul clitoride, mi piace tantissimo sentire il suo filetto contrastare il mio clitoride, Aaron fa strusciare tutto il suo cazzo contro il mio clitoride dal filetto fino in fondo, vedo il suo cazzo duro arrivare fino al mio ombelico. E’ veramente enorme, lo voglio subito tutto dentro mi penetra forte deciso fino in fondo godo appena mi tocca la radice. Sento le sue palle battere contro, lui mi rovescia sopra e mi scopa forte ma delicatamente, resta avvinghiato alla mia bocca, mi stringe le tette con delicatezza,è tutto dentro restiamo fermi lui dentro di me , la mia figa lo succhia avida.
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20 anni fa
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... la direzione ...
E’. Immaginalo. Lui e’. Concentrati e immaginalo, per ora, solo per quello che e’. Un polpastrello; appartiene ad un dito indice. Indica una direzione nei cartelli e nelle convenzioni. Ma riceve e provoca sensazioni tattili. Ora immaginalo. Piu’ concentrata. Di piu’. Socchiudi gli occhi. Ti si sta avvicinando; ma non riesci piu’ a metterlo a fuoco tanto e vicino al tuo occhio destro, tanto che istintivamente lo chiudi. Lui ti carezza la palpebra, poi la guancia, con un leggero movimento a spirale. Arriva alle tue labbra, gioca, indugia, poi gioca con la tua lingua, poi basta. Fugge rapido giu’, fra i tuoi seni. La camicia cede, i tuoi capezzoli cedono al fascino di un gioco misterioso sotto e fra i tuoi seni, l’ombelico, il pancino, il collo, gli incavi delle tue braccia e delle tue spalle, quindi interessante perche’ probabilmente diverso dal conosciuto. Non piu’. Ora e’ passato alla tua nuca, alle tue orecchie. A lungo, a lungo … ehi, purtroppo si e’ spostato. Sta tracciando lentamente ma decisamente una superlativa retta lungo la tua schiena, sembra abbia una direzione in mente (forse ha anche una mente). E’ arrivato dove voleva. Sembra ci siano molte cose da apprezzare nei dintorni. Ma pur indagando a fondo per lunghissimi minuti, senza pace e sosta, ritmicamente, mostra nuovi interessi. Il tuo reggicalze e’ di pizzo cosi’ elaborato e fine da sembrare un gioiello. Altri gioielli ai quali e’ interessato sono le tue calze di seta. Bordi e superfici vengono saggiati con curiosita’ mista ad una evidente conoscenza, anche se lui e’ caldamente percettibile. E presente, anzi multipresente (e’ strana come sensazione). Ora sale e tu sei sdraiata sul letto ormai da parecchio tempo. Ti aspetti, anzi ti auspichi che avvenga qualcosa … Lui indugia con le tue cosce, le tue anche, i tuoi fianchi, torna a giocare con le tue labbra, il tuo collo, la tua lingua e … Questa volta succede qualcosa di irreparabile, mai accaduto oggi con tanta gravita’: cade dentro le tue piccole labbra, ma non da solo. E’ accompagnato da altri 3 polpastrelli, che allargano la tua intimita’ ed approfittano anche di altre disponibili, vicine proprieta’ prive’ … continuamente freme, allarga, carezza, penetra, sfiora, suggerisce, accenna, forza e poi … vorresti sapere a chi appartiene il polpastrello? A qualcuno che conosci. Bene a fondo. All’individuo con il passamontagna che e’ entrato nella tua stanza quella notte in cui lo hai desiderato, quando hai lasciato volutamente la porta aperta … e che successivamente, per caso ha ascoltato le tue impressioni da cronista di quella speciale esperienza. Ha mani decise, curate, regolari quindi belle in un uomo. Ed anche una voce già sentita.
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20 anni fa
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Varie
L’appuntamento di carla.
Un banale parcheggio e’ il luogo stabilito, l’ora va bene per pranzare. Lei sale sull’auto di Marco, che e’ uguale a tante, cioe’ invisibile nella moltitudine. Lei ha un tailleur piu’ provocante, questa volta. La gonna corta non consente reggicalze, pensa lui. Scelgono un posto frequentato da gente che lavora in ufficio, anche se ha l’aspetto di una trattoria di campagna. Si raccontano cose di scarsa importanza, solo per ascoltare il tono di voce dell’altro. Qualsiasi argomento avrebbe scarsa importanza in quel frangente. Non sanno dire cose banali, in realta’ non sono concentrati sulla comunicazione verbale, perche’ sanno che cosa e’ importante fra loro. Non sazi ma di ottimo umore, decidono che e’ meglio andare. Carla e’ un po’tesa, lui potrebbe essere un pazzo, una persona pericolosa. Ma e’ troppo curiosa di sapere che cosa sta per succedere. Infatti c’e’ un motel di ottimo livello nelle vicinanze. Lei lo conosce, ma fa finta di esserne sorpresa e un po’ a disagio. Una volta in camera continuano a parlare di argomenti insensati, seduti sul letto sino a quando gli sguardi non si incontrano veramente. E’ a quel punto che avviene qualcosa. Le labbra si incontrano, anzi si incollano. Si spogliano reciprocamente con strani rallentamenti seguiti da accelerazioni. Ci impiegano piu’ del previsto a ritrovarsi seminudi, perche’ lui e’ evidentemente compiaciuto delle autoreggenti lunghe, una sorpresa nonostante la minigonna (questa volta e’ un’attenzione di Marco perche’ il segno sospetto della presenza di calze lo aveva notato mentre pagava il conto poco prima). Carla pensa che qualcosa di strano stia per accadere, ma nello stesso tempo non si fa eccessive illusioni, si e’ trovata altre volte in simili situazioni. Solo che Marco ha qualcosa di diverso; non riesce a mettere a fuoco “quale”, quindi una certa tensione esiste. Ed e’ a quel punto che Marco comincia a parlarle, anzi ad annunciare probabili azioni; ma sussurrando dentro le orecchie, circondandola di carezze ed abbracci forti. Lasciandola e guardandola da diverse angolazioni, per poi ricominciare a dirle delle frasi, anche incomprensibili, sempre dentro le orecchie, come se non parlasse con lei ma a qualcosa che e’ dentro di lei. Lei e’ seduta, indossa ancora perizoma e reggiseno, calze e scarpe. Lui le chiede di abbracciare il cuscino, faccia in giu’, perche’ deve massaggiarla. E’ a quel punto che simula di avere a disposizione olio di mandorle ed una sua segreta miscela di olii essenziali, usando saliva e carezze in sostituzione. E’ l’introduzione al loro prossimo incontro, le dice. La schiena, il collo, le radici dei capelli, molti angoli impensabili, le palme delle mani, le dita dei piedi, l’interno delle cosce e delle grandi labbra cominciano a fare conoscenza con Marco. Il perizoma e’ stato strappato in una frazione di secondo, fatto inavvertibile. Il reggiseno e’ sparito tempo prima, in un vago ricordo. Non insieme alle scarpe, che lei ha mantenuto per vezzo. Mentre si sta rilassando, a tradimento riceve con un colpo deciso il membro del maschio. Dopo un breve ambientamento, il rito che sembrava avere tempi rispettosi e programmati riceve un’accelerazione crescente. Carla si ritrova sopra di lui, ora; conduce il gioco con i colpi del suo bacino, mentre lui l’aiuta a mantenere un ritmo incalzante, a tratti parossistico. I capezzoli e i seni vengono carezzati con foga, con violenza perche’ i capezzoli si induriscono inizialmente per un po’ di dolore e anche troppo coinvolgimento. Mentre il buchino “dietro” di lei viene approcciato da un dito curioso; lei mostra una complice indifferenza all’intima provocazione, foriera di evoluzioni tematiche. Ora le bocche si cercano nuovamente, avide di passione sensuale. Lui continua a sussurrare frasi incomprensibili. Ma facendo piu’ attenzione Carla scopre che lui fantastica un dominio schiavizzante su di lei, le dice cose “porche” secondo i piu’, assolutamente complimenti e coccole scaturite da una passionalita’ realmente in atto secondo Marco. Carla decide di accettare quello strano lessico perche’ ne comprende la natura esclusiva, privata, ose’. Anzi l’aiuta a godersi le penetrazioni e la festa di liquidi che si sente fluire fuori, fra le cosce. Ora lei sente la voglia di venire, e prima di riuscire ad organizzarsi in un ragionamento di inibizione, scoppia in un orgasmo violento, liberatorio. A quel punto Carla capisce che sta accadendo qualcosa in Marco: lui le chiede fermezza, intensita’, concentrazione. E di restare immobile, con il membro fra le cosce. Specialmente fra qualche minuto, quando riprendera’ a muoversi dentro di lei. Lei dovra’ sopportare la tortura nei primi minuti, perche’ il movimento sessuale presto le procurera’ una nuova eccitazione, piu’ intensa, inconsapevole, interiore. Carla comincia finalmente a capire che ha incontrato un raro maschio tantrico, seriamente orientato alla ricerca del piacere e del miglioramento continuo del loro rapporto. Un ricercatore purissimo di energia vitale e di felicita’ nel rapporto tra uomo e donna. Cioe’ di Amore. La piacevole tortura continua per ore. Bevono e si nutrono di cio’ che trovano nel frigobar. La notte e’ ormai fonda, ma non riescono a staccarsi se non per brevi momenti di sfinimento, nei quali si conoscono meglio, parlano di aspirazioni, delusioni, successi. E ridono del mondo, perche’ finalmente vivono un momento in cui e’ possibile farlo. Ovviamente entrambi erano ufficialmente fuori casa quella notte. Il mattino li trovera’ avvinghiati e con meno di 1 ora di sonno in corpo. Ma molti lividi invisibili, per l’intensita’ delle penetrazioni e dei baci hardcore. Marco l’ha accompagnata alla sua auto, coperta di umidita’ della notte. La colazione insieme li ha fatti sentire coppia. Ma anche amanti segreti. Bellissimo. Eccitante. “Chiamami quando vuoi, tesoro!” esclama uno dei due per soddisfazione e voglia di complicità. Si, perche’ sta arrivando la voglia di rivedersi, di ri-collegarsi intimamente, già mentre si stanno salutando.
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20 anni fa
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Il sogno di carla
Carla vive a Milano, lavora a Milano, sogna a Milano. Sogna specialmente quando non dorme. La sua eccessiva sensibilita’ – deve essere per forza vero perche’ tutti le dicono la stessa cosa, specie chi dice di volerle bene, maggiormente chi le dice Ti Amo – le ha causato con evidenza dei danni. Non ha impacchettato nel senso convenzionale la sua vita. Ossia marito, figli, suoceri, vacanze organizzate, “convenscion” fra coppie sposate a causa di figli con ogni sorta di ricorrenze da festeggiare non appartengono al panorama di Carla. Colpa sua, e’ chiaro. Con tutte le storie che ha avuto. Con tutte le cicatrici che ha creato e si porta dentro. Poverina, peccato, non ha ancora trovato forse quello giusto, anche se ultimamente la storia con Giorgio sembra durare. Si sara’ stancata finalmente di fare la matta? “Ma Carla - lo dicono e se lo dicono tutti quelli che l’hanno conosciuta intimamente – quella si che era l’amante piu’ speciale, intensa, straordinaria che abbia mai avuto. Solo che era pazza, aveva reazioni strane, si rabbuiava o piangeva per niente. Si litigava per delle sciocchezze, e pensare le ho fatto un sacco di regali, la portavo in posti importanti, sai una grande fica attratta forse anche dal mio stile di vita, fra l’altro siamo stati spesso dove c’erano anche i Vip … no, non poteva funzionare. Ho ricordi speciali di lei, anzi mi piacerebbe sapere cosa fa adesso. Ma e’ stato meglio cosi’, anche se sul momento e’ stato terribile. Non sapevo piu’ come dirlo a me stesso e ad agli amici che mi ha lasciato cosi’, senza un motivo chiaro, di punto in bianco. Forse non sa neanche lei cio’ che vuole. Anzi e’ sicuramente cosi’. Infatti ormai credo stia per compiere 40 anni; ma non ricordo la data, beh era del Sagittario, quindi … no, non ricordo proprio.” Carla desidera, non sogna. Solo che lo fa a livelli incomprensibilmente alti per la media mondiale convenzionalmente censita dall’inizio della vita sociale in ambiente scuola, lavoro, amicizie varie, circolo sportivo, quotidiani, web, etc. Che cazzo desidera, tanto che nessuno riesce a capire cio’ che vuole, visti i risultati accumulati nei suoi primi 40 anni? Carla desidera cio’ che ha sentito dire esistere dai genitori, dai ragazzi che la toccavano, dai media, anche dai Baci Perugina, la piu’ planetariamente nominata delle parole: AMORE. Il problema e’ che Carla e’ una ragazza sveglia, che ha avuto problemi, anche economici e quindi un po’ per conquistare indipendenza reale (= sicurezza) un po’ perche’ come tutti e’ obbligata, lavora in una grande compagnia nel settore informatico. Ormai, in 9 anni ha fatto una certa carriera, tanto che le succede di avere rapporti di lavoro con alcuni Grandi Clienti, come Responsabile di supporto post-vendita. Orari allucinanti, spesso per problemi da risolvere con colleghi di oltreoceano per fortuna non le lasciano troppo tempo per pensare. Ma quando lo fa – perche’ le piace soffrire per rinforzarsi, dice lei – scopre di soffermarsi sempre di piu’ sulle vere ragioni del perdurare di infinite situazioni di insoddisfazione. Carla vuole vivere l’Amore nel senso piu’ intimo e completo di cui e’ capace. Solo che gli stereotipi diffusi, specie quelli occidentali, rifuggono e demonizzano il mettere in aperta discussione ricerche interiori che considerino la sfera sessuale come Punto di Partenza e non di arrivo per darsi energia e felicita’ (bagliori di luce, ovviamente, variazioni; la luce fissa non esiste in questo campo, gli occhi si abituerebbero e non vedrebbero piu’ le variazioni, che sono l’Energia reale). Secondo lei l’Amore parte dal DNA, poi da sensazioni chimiche sconosciute, poi ci si inventa ragioni razionali ed emotive, poi ci si accorge che i linguaggi parlati non funzionano piu’ perche’ qualcuno non ha interesse a Comunicare con l’altro e la Storia finisce. Ma Carla, tutte le volte che ha provato ad affrontare questi temi ha avuto sguardi increduli o piu’ spesso inespressivi. Per fortuna la rassegnazione non e’ un termine a lei conosciuto. Secondo gli altri per sfortuna. Giorgio, il suo partner, e’ un riferimento. Inamovibile ma gioviale, buono ed allegro, generoso e compatibile con ogni sua sfuriata, con un bel fisico per la sua eta’. Ma quel che piu’ conta un porto sicuro, una stabilita’ granitica negli orientamenti generali e nel suo modo di concepire la vita. Quel che piu’ conta? Carla vorrebbe … un sacco di situazioni “strane” … ma Giorgio lavora su altre frequenze, piu’ basse, piu’ lente. Il suo difetto principale e’ una differente velocita’ di pensiero e di azione. E poi e’ molto buono. Ecco cio’ che non va. Pero’ gli altri … le piace provocare gli uomini per gioco, ma crudelmente perche’ e’ troppo facile metterli in difficolta’, farli entrare in contraddizione appena aprono bocca. Ed anche se decide (ormai rarissimamente, troppe delusioni) di andare oltre, le situazioni scontate non si menzionano piu’. Banalita’, superficialita’, sesso rapido riciclabile da gettare nel contenitore rosso che tanto il camion “degli operatori ecologici” lo ritira domattina. Sei venuta? Sono venuto. Bene, la nostra storia funziona da Dio. Ti amo, mi ami, e’ chiaro. Stronzate, Carla ne ha la nausea, ma la forza interiore per cercare Amore e’ indomabile quanto il suo attaccamento alla vita, anzi meglio: e’ l’essenza della sua vitalita’ a prevalere. Cosi’ va avanti, con un po’ di malinconia e qualche risata, il superimpegno lavorativo, sociale, ma anche interiore. Vuole il Riscatto della sua vita, vuole almeno dire a se stessa che ci ha provato, se non dovesse riuscirci. La vita e’ breve, e puo’ esserlo piu’ di quanto convenzionalmente lo si creda. Capire che Esiste cio’ che si desidera e’ una grande cosa, forse piu’ importante del possesso di cio’ che si desidera. Di queste cose e’ convinta Carla. Per queste cose soffre ed ha sofferto. Ma la vita, quella lavorativa, oggi le riserva una delle cose piu’ sgradevoli: ultimo tentativo per recuperare un cliente con un potenziale molto interessante perche’ in costante crescita, specie di recente. Le ultime tre forniture di volume per quei computer di fascia SOHO hanno dato problemi di affidabilita’ enormi: difettosita’ nei dischi, compatibilita’ software, modem integrati troppo delicati, con guasti manifestati dopo poche ore di funzionamento. Il cliente ha chiesto un appuntamento “chiarificatore e per comunicare importanti decisioni”. Non era mai stata nella sede della Xxxxxx Sistemi SpA. A dispetto del notevole fatturato e’ di piccole dimensioni, un edificio moderno ma sobrio, difficolta’ di parcheggio, caldo. I collant probabilmente nel pomeriggio dimostreranno i loro limiti, ma ad un appuntamento dato a mezzogiorno con questo ordine del giorno Carla non poteva andare con aria informale. Tailleur quello serio, gonna piu’ lunga del solito e trucco operativo, leggero. Nulla di straordinario e fuorviante (indicherebbe scarsa concretezza a fronte di problemi reali), bensi’ massima concentrazione su di una partita forse gia’ persa. Non c’e’ l’Ing. Mazzucotelli come stabilito a riceverla, Amministratore e fondatore della Societa’, bensi’ il Dr.Marco Bezzi, strettissimo collaboratore in qualità di Direttore Commerciale ed autore delle ultime performance di crescita. Appena Carla comincia ad affrontare la situazione, si rende conto che i suoi punti di riferimento interiore hanno ricevuto un attacco da forze impari. Questo Dr. Marco la guarda negli occhi ma, anziche’ aggredirla come era scontato (situazione alla quale era pronta), comincia ad esplorare le cause possibili di tale scadente performance in un’azienda tanto importante quanto la multinazionale di Carla. Pur gia’ conoscendo di fama l’interlocutore come uomo di ghiaccio, protagonista di una recente ristrutturazione costata parecchi posti di lavoro (ha buttato fuori anche la sua amica Francesca, poverina!), Carla si aspetta qualche trucco, qualche frase dura. Niente, Marco parla con cordiale calma di problemi gravi, ma ricercando elementi positivi e costruttivi. Carla ascolta ma non sente … annuisce mentre affiora il Sogno quando meno doveva accadere … comincia a fantasticare perche’ quegli occhi le stanno parlando di altri argomenti. Il cattivo ragazzo Marco (deve esserlo davvero) la penetra subdolamente, chiedendole di parlarle di segreti inviolabili anche da se stessa. Lei si stacca da quello sguardo avvinghiante, lo sente troppo pericoloso, le fa paura. Ora tocca a lei confermare verbalmente le aperture di credito professionale elencate dalla controparte. Non riesce a guardarlo negli occhi, l’induzione alla deconcentrazione e’ troppo alta. Lui se ne accorge e la toglie di imbarazzo, distogliendo allora lo sguardo. Strano, lui accogliendola non le ha neppure offerto un caffe’. A quel punto Carla ha finito di confermare che tutti i problemi sono stati risolti nelle linee di produzione e che gli effetti dell’accaduto verranno bilanciati da una riduzione dei prezzi e da un bonus speciale costituito da … si ritrovano in piedi, l’incontro e’ ormai terminato. Positivamente, stranamente, paradossalmente. E come dopo un Sogno, Carla si ritrova a dare la mano ad una persona stra-ordinaria, diversa, magnetica. E sente un fremito giu’, si sente “strana” proprio li’ sotto. Se lo domanda, mentre lui interrompe di colpo i convenevoli, tace mentre la stretta della mano cresce, si fa piu’ decisa, quasi prepotente. Carla prova a sorridere, prova a fissare i suoi occhi, ma scopre di avvicinarsi nella sua direzione di qualche millimetro. Marco la sta penetrando con gli occhi. Le sorride mentre avvicina il suo viso, in una mossa certamente rischiosissima per lui. Ma sembra determinato a giocarsi la reputazione ed avvicina le sue labbra a quelle molto sensuali di Carla. In lei arrivano dubbi prepotenti in pochi decimi di secondo, spazzati immediatamente dalla sua vitalita’ cosi’ intensa da sembrare irrazionale, illogica anche a se stessa. A quel punto l’esplosione delle sensualita’ superiori dei due. Mentre il bacio ha una forza ed una grazia da gladiatori, le mani di entrambi si cercano, trovano bottoni e cerniere, abbracci e carezze erotici, percorsi indugianti di reciproca conoscenza dei punti piu’ eccitanti. Carla trova il membro di lui, lo accarezza senza estrarlo dai pantaloni. Lui compie cio’ che e’ necessario a questo punto: le dita che stavano facendo conoscenza superficiale con il suo clito cominciano a forare, strappare i collant. La gonna va su, la scrivania e’ vicina, lui la solleva e la pone su di essa. Il clito fa ora conoscenza della lingua di Marco, ma e’ un’apparizione che giudica troppo breve (dal suo punto di vista). L’azione e’ stata strumentale alla subitanea penetrazione dell’uccello di Marco, che prende a sprofondare la yoni di Carla con un ritmo variabile, facendola gemere e poi desiderare qualcosa a cui teme di dover rinunciare da un momento all’altro. Non c’era chiave nella porta, possono essere sorpresi, lui potrebbe venire subito e lei sentirsi usata per caso, anche se piacevolmente. Invece lui si ferma, la solleva e si sdraia sul parquet, mentre lei si gode il palo che l’ha infilzata e chiede di farsi strizzare i bei capezzoli durissimi. A quel punto e’ proprio Carla a condurre il gioco, con lui strumento di piacevole tortura, ed il gioco prosegue, prosegue e … ahhh, Carla non riesce piu’ a trattenersi e gode con un fremito ripetuto, stranamente piu’ lungo del solito. “Strano”, pensa “non lo conosco neppure, ora succedera’ qualcosa di negativo, vedrai”. Mentre si aspetta che lui cominci a godere. Ma non avviene. Invece comincia a stringerla, ad accarezzarla, a cercare una pinzatrice per aggiustare la gonna scucita vistosamente. Le chiede anzi se si sente bene, se e’ a suo agio nella situazione ed in quel preciso istante. Carla riflette: ovviamente no, abbiamo fatto una pazzia, forse evitabile, meglio aggiustarsi i vestiti al piu’ presto. A quel punto lui comincia a corteggiarla. Nel senso che definisce ne’ strano ne’ pazzo l’accaduto, ma semplicemente inevitabile. E le dichiara il suo interesse sincero, autentico, per una donna che ha risposto correttamente e naturalmente ad un discorso non scritto comunicato da Marco. La cosa DEVE avere un seguito, e’ chiaro ad entrambi, anche se entrambi sono gia’ impegnati, convivono, hanno menage e nuclei sociali costituiti, ufficialmente stabili. Stabiliscono di conoscersi meglio, che dovranno rivedersi, che e’ bene stabilire il giorno esatto quando sara’ possibile ad entrambi. Carla ha anche capito che non e’ stato un incidente casuale. Quel tipo avrebbe potuto incontrarlo in Metro, in Banca, in coda al Cinema, ma sarebbe successo qualcosa per forza. Ed ha capito che Marco riserba molte sorprese perche’ ha molti contenuti, e’ stranamente calmo, deciso, ha un fine determinato ma non riesce a focalizzarlo. C’e’ una strana Forza in lui. Della quale ha paura e quindi se ne sente attratta, come quando era bambina. L’unica cosa seria che puo’ fare e’ scoprirlo continuando il Gioco. Passano due giorni. Carla ha momenti di pausa nel lavoro che le consentono riflessioni sull’episodio perlomeno singolare. In un momento di simili fantasie squilla un SMS, da lui, che propone luogo e ora. Carla risponde solo OK, non ha il coraggio di aggiungere altro.
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20 anni fa
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T come treno, t come troia
Mia moglie Barbara ¨¦ rossa in viso, e non solo per via del riscaldamento molto alto. In effetti abbiamo ancora i giubbotti addosso, e lo scompartimento ¨¦ ben riscaldato. Un po¡¯ sar§Ñ la tensione, un po¡¯ magari anche l¡¯imbarazzo¡ insomma, ¨¦ una discreta vacca ma non deve essere stato facile dire quello che ha appena detto. Neanche per lo sconosciuto seduto di fronte a lei deve essere facile credere alle proprie orecchie: ha una faccia tra l¡¯incredulo e il divertito, continua a guardare alternativamente Barbara e me. Barbara, con le guance rosse, sembra una Heidi versione porno, ha gli occhietti furbi e un po¡¯ di lucidalabbra e l¡¯uomo davanti a lei probabilmente non riesce a convincersi di averla appena sentita pronunciare la frase: ¡°Le andrebbe di farsi fare un pompino?¡±. Io, quando ho sentito la frase, ho saputo che avevo perso la scommessa. La serata che abbiamo organizzato io e mia moglie Barbara fa parte delle nostre recenti corv¨¦es di sesso fuori dagli schemi: da un anno a questa parte ci stiamo concedendo trasgressioni che hanno sempre occupato le nostre fantasie, ma che prima non avevamo mai avuto il coraggio di mettere in pratica¡ e anche alcune a cui non avevamo mai pensato, come questa del treno, che per¨° ci piace molto e che ogni tanto rifacciamo. I giochi sul treno li abbiamo provati altre tre volte¡ il concetto, grossomodo, ¨¦ di parcheggiare l¡¯auto vicino alla stazione di Torino, in settimana, nel tardo pomeriggio; salire su un treno che ci porti in qualche localit§Ñ a 70 - 100 km dove cenare in pizzeria o trattoria, e poi tornare indietro con un treno regionale, solitamente poco frequentato, possibilmente l¡¯ultimo della sera¡ cercare uno scompartimento dove ci sia un uomo da solo (¡°anche due, se vuoi¡± le ho detto tra il serio e lo scherzo), che Barbara deve stuzzicare fino a combinarci qualcosa, possibilmente davanti a me, nello scompartimento, mentre io controllo che non arrivi nessuno e, se la situazione lo permette, mi sego beatamente... Sembra facile, ma in realt§Ñ lo ¨¦ un po¡¯ meno: c¡¯¨¦ molta gente che ha paura, istintivamente, di essere tirata in mezzo a qualcosa di pericoloso, soprattutto su un treno semideserto che fila tra le campagne piemontesi. Insomma, c'¨¨ un po' di diffidenza... La prima volta ¨¦ stata in primavera dell¡¯anno scorso¡ naturalmente Barbara ha girato mezzo treno, finch¨¦ ha trovato uno che fosse di suo gradimento, e finalmente l¡¯ha trovato. Un ragazzo sui 25 anni fisicamente abbastanza prestante, che ha raccolto con una certa sfacciataggine gli sguardi della mia lei¡ quando io mi sono allontanato di proposito, fingendo di andare alla toilette (questo mia moglie me l¡¯ha raccontato al ritorno dalla serata, mentre me la scopavo in preda a un¡¯eccitazione notevole), il tipo ha cominciato a toccarsi il pacco con ostentazione, reggendo con aria spavalda gli sguardi da zoccola di mia moglie. Quella sera ¨¦ andata bene, dicevo, soprattutto per essere stata la prima¡ il tipo era di gradimento di Barbara, aveva un uccello pi¨´ che discreto e sembrava molto fiero di guardarmi mentre lo metteva in bocca alla mia troietta, e particolare che interessa a quella porca di mia moglie, il sapore del suo sperma era molto piacevole. Quando ero tornato dalla toilette (dove ero rimasto alcuni minuti per dare il tempo alla mia troietta di provocare a dovere) Barbara aveva ormai avviato le cose nella direzione giusta, si era seduta vicino a lui, che ha avuto mezzo secondo di stupore quando io sono tornato, ma poi si ¨¦ subito messo a suo agio. Lei ha cominciato a tastargli il pacco, lui mi ha guardato un po¡¯ incerto, ma io gli avevo fatto una faccia come dire ¡°vai tranquillo¡±, e lui non si ¨¦ fatto pregare. In quel momento il treno si ¨¦ fermato a una stazione dove sono scese due persone e non ¨¦ salito nessuno. Neanche un minuto, il treno ¨¦ ripartito, Barbara ha palpato ancora un po¡¯ il pacco al tipo, poi ha stuzzicato maliziosamente la zip dei pantaloni, e credo che il tipo stesse gi§Ñ morendo dalla voglia¡ Io mi sono alzato e mi sono messo praticamente sulla soglia dello scompartimento, con le spalle al corridoio, in modo da potere controllare la situazione, ma anche da potere vedere le prodezze di mia moglie. Ho visto che lo scompartimento a sinistra del nostro e i due a destra erano vuoti¡ - Tranquilla, non c¡¯¨¦ nessuno¡ - ho detto piano Barbara ha abbassato la zip slacciato la cintura, sbottonato i jeans attillati; ha estratto il cazzo gi¨¤ duro del giovane e si ¨¦ messa a spompinarlo. Lui aveva un bel cazzo, abbastanza lungo e robusto, dalla pelle chiara, e aveva due coglioni gonfi e poco pelosi che la mia vacca ha leccato guardandomi ostentatamente. Poi, dopo avere lungamente spompinato con passione il cazzo del fortunato sconosciuto, si ¨¦ fatta una bella bevuta di sborra e ha continuato a succhiare, senza dare l¡¯impressione di volere smettere: le piaceva proprio quel cazzo¡ comunque il tipo non si ¨¦ lamentato troppo, l¡¯ha lasciata fare e poco prima di arrivare alla stazione successiva le ha sborrato in bocca una seconda volta, gemendo e sbuffando di piacere. Barbara si ¨¦ tirata su e ha dato al tipo un giornale per coprirsi (di pulirsi non aveva bisogno, lei ha bevuto anche l¡¯ultima goccia), ha aspettato che il treno ripartisse, e poi, mentre il tipo ancora si stava ricomponendo, si ¨¦ accosciata davanti a me e mi ha fatto un pompino dei suoi praticamente davanti al naso del tipo ancora ansimante; ha succhiato con foga selvaggia, portandomi rapidamente all¡¯orgasmo, e quando ha capito che c¡¯ero, ha aperto la bocca e tolto la mano¡ fa cos¨¬ quando vuole che io mi seghi schizzandole in faccia, e io naturalmente l'jo accontentata: me lo sono menato tenendo la troietta per i capelli, e le ho sborrato in faccia davanti allo stupefatto compagno di viaggio, uno schizzo dopo l¡¯altro, per poi chiudere la porta dello stabilimento dietro di me e potermi risistemare¡ Quella notte siamo tornati a casa infoiati come animali, Barbara ha voluto essere scopata in figa e nel culo, e secondo entrambi ¨¦ stata una delle nostre serate migliori¡ Ma questa sera il gioco ¨¦ diverso, scusate se ho divagato. Questa sera abbiamo fatto una scommessa: ci saremmo seduti in un scompartimento vuoto, e attendendo che qualcuno venisse a sedersi. Il primo uomo che si siede nello scompartimento Barbara dovr¨¤ abbordarlo esplicitamente. Non importa se ¨¦ giovane o vecchio, magro o grasso, e Barbara dovr§Ñ abbordarlo offredogli un pompino. Usando proprio questa parola: pompino. E il tipo dovr§Ñ farselo fare l¨¬ davanti a me... abbiamo messo questa clausola perch¨¦ la seconda volta che abbiamo tentato il gioco non ¨¦ riuscito, Barbara ha provocato diversi uomini che forse erano in soggezione davanti a me, e abbiamo passato la serata in treno senza combinare un tubo (poi quando siamo tornati alla macchina siamo andati a scopare in una zona di guardoni e Barbara ha smanettato uno sconosciuto in piedi fuori dall'auto, meglio di niente!). La terza volta, invece, l¡¯unico che ha abboccato era un uomo sulla quarantina, abbastanza distinto e curato nell¡¯aspetto, che per¨° si ¨¨ diretto verso il bagno strizzando l¡¯occhio alla mia troietta, pensando che io non me ne accorgessi, non capendo che tipo di gioco facevamo. Lei mi ha guardato con aria interrogativa, non sapeva se io avrei accettato¡ Io sapevo che quello ¨¦ il tipo di uomo un po¡¯ piacione che manda in visibilio le troiette come la mia, mi dispiaceva un po¡¯ non assistere, ma mi dispiaceva anche limitare nel gioco quella deliziosa succhiacazzi che ¨¦ la mia lei. - Vai e divertiti¡ - le ho detto strizzando l¡¯occhio. - Posso farmi rompere il culo? ¨C mi fa lei con un sorriso da sborrarle in faccia. - Mmmhh¡ se non te lo rompe troppo, che dopo voglio giocarci anche un po¡¯ io¡ Insomma, lei ¨¦ andata di l¨¤, si sono chiusi nel bagno, gli ha tirato fuori l¡¯uccello e lo ha succhiato fino a farlo diventare duro, poi gli ha dato un preservativo e si ¨¨ girata di spalle chinandosi in avanti, nei limiti del poco spazio. - Ha detto mio marito che puoi mettermelo dietro ma senza sciuparmelo troppo, che poi vuole farci un giro anche lui¡ - ha detto Barbara girandosi di spalle e abbassandosi la tuta sportiva (¨¦ una scelta di comodit¨¤, si abbassa e si rialza in fretta, e ci entra comodamente una mano). - Siete una bella coppia di porci, eh? - D§Ñi, mettiti il preservativo e fammelo sentire tutto¡ Lui ha frugato nel portafogli, le ha fatto vedere la tessera di donatore Avis¡ - Non preferisci senza quel pezzo di gomma? ¨C le fa, insalivandosi la cappella Lei si ¨¦ sfilata il pantalone della tuta da un piede e ha messo il ginocchio sul lavandino, gesto che valeva quanto un s¨¬. Lui le ha strappato le mutande, si ¨¨ abbassato e le ha messo la facci in mezzo alle chiappe, annusando e leccando il buco scuro e invitante; poi si ¨¨ rialzato, ha puntato e gliel¡¯ha messo nel culo spingendo con forza fino alle palle, iniziando subito a scoparla con foga animale, e venendole dentro in poco tempo (alla mia lei piace molto ricevere lo sperma nel culo) mentre lei gemeva e ansimava contro lo specchio, appannandolo¡ poi l¡¯ha fatta girare, si ¨¦ abbassato davanti a lei, le ha messo due dita in figa e l¡¯ha leccata con come un assetato a una fontana, facendola venire molto in fretta a sua volta. A lei quella terza serata ¨¦ piaciuta molto, dice che le piaceva l¡¯ambiente che la faceva sentire una puttana, e anche quel gesto delle mutande strappate, dice che quel sesso a perdere ci vuole, di tanto in tanto¡ come darle torto, anche io poco tempo fa mi sono lasciato fare un pompino con ingoio da un altro uomo, davanti all¡¯auto, mentre mia moglie, seduta sul sedile del guidatore, si faceva un ditalino guardando la scena... L¡¯unica cosa ¨¦ che a tutti e due quella terza sera in treno ha lasciato il rimpianto di non avere potuto giocare insieme¡ insomma, vedere un altro uomo che si incula la mia Barbara, che la monta con colpi decisi, mi arrapa moltissimo, forse anche di pi¨´ che vederla fare pompini (piccolo segreto: per reciproco accordo la figa ¨¨ solo mia), per¨°¡ insomma, mi piace guardare, e magari metterglielo in bocca mentre l¡¯altro le allarga le chiappe e glielo fa sentire tutto nel culo¡ Ecco perch¨¦, dicevo prima di divagare nuovamente, abbiamo fatto la scommessa: sarebbe stato il primo che capitava, sarebbe successo tutto nello scompartimento, e lei avrebbe dovuto trovare il coraggio di proporlo senza mezzi termini, usando la parola pompino, o espressioni analogamente esplicite. Quando ci si ¨¦ seduto davanti il primo passeggero, ho avuto sentimenti contrastanti. E' vestito in modo classico, un tipico impiegato sulla cinquantina leggermente soprappeso e con la faccia da brava persona, tendente un po¡¯ al fessacchiotto. Da una parte ero sicuro di vincere la scommessa, e questo mi faceva allettava non poco, ma dall¡¯altra pensavo che Barbara non avrebbe avuto il coraggio di abbordare un simile pesce lesso, che oltre a non piacerle magari era pure il tipo che ci denunciava. E se anche barbara avesse avuto il coraggio di abbordarlo questo si sarebbe scandalizzato oppure spaventato, e non si sarebbe concluso un tubo¡ La serata, tra l¡¯altro, non ¨¦ cominciata benissimo: nel primo scompartimento vuoto che abbiamo provato, dopo un po¡¯ ¨¦ arrivata una signora piuttosto matura che io mi sarei fatto (Barbara, che sa di queste mie fantasie, mi ha guardato con giocosa aria di sfida, come dire: vuoi provare tu?); siamo usciti e abbiamo cambiato scompartimento. Nel secondo, dopo un po¡¯ si ¨¦ seduta una filippina con due bimbe e un bimbo¡ altro cambio! Nel terzo arriva questo pesce lesso, Barbara ed io abbiamo ancora i giubbotti addosso, ci guardiamo come dire: ¡°lasciamo perdere?¡±. Io e lei siamo seduti uno di fronte all¡¯altra nei posti di mezzo, in un modo o nell¡¯altro il tipo si deve sedere di fianco a uno di noi. Si siede davanti a me e di fianco a lei. Poi lei si sbottona un po¡¯ il giubbotto, ¨¦ rossa per il caldo e per la vergogna (anche le zoccole come la mia, ogni tanto¡). Si sporge verso la rivista che lui sta leggendo, fingendo di sbirciare un articolo, lui si gira la vede a pochi centimetri dal proprio volto, forse ne sente il profumo, sicuramente ¨¦ in imbarazzo. Lei prende fiato, non credevo che lo facesse, ma in un attimo gli ha sussurrato: ¡°Le andrebbe di farsi fare un pompino?¡±. Lui mi guarda per un attimo, guarda lei, si sta chiedendo se ha capito male, ma quando risponde ci rendiamo conto che l¡¯apparenza spesso inganna. Io pensavo gli venisse un collasso, ma decisamente lo abbiamo sottovalutato¡ ha esitato solo il tempo di assicurarsi di non fare figure di merda, poi ha detto, con tono tranquillo: - Dipende¡ gratis o a pagamento? Prima che io possa rispondere, ¨¦ Barbara a farlo: ¨¦ sempre stata porcellina molto pronta di figa e di bocca, ma anche di cervello, se ¨¦ per questo¡ - 50 euro ti seguo in bagno, se invece ti piace il rischio te lo faccio gratis qui, a mio marito piace guardare¡ - Ma se arriva qualcuno? - Mio marito controlla e ci avvisa, nel caso ti copri con la giacca¡ - Beh, scusa, a me piace farmi guardare ¨C dice a sorpresa il tipo tastandosi il pacco ¨C e lui piace guardare, mi pare che convenga a tutti stare qui¡ Guarda Barbara con aria lasciva e continua a tastarsi il pacco, decisamente l¡¯avevamo sottovalutato. Come ti fregano le facce tranquille¡ Io comincio ad essere arrapato, il tipo evidentemente pure¡ Barbara dice: - D§Ñi, tiralo fuori¡ - Lo vuoi vedere? - S¨¬, fammelo vedere¡ - Vuoi che te lo metta in bocca? - Non vedo l¡¯ora¡ Lui si sbottona, lo tira fuori e comincia a segarsi lentamente, ansima piano... ha un cazzo niente male, non molto lungo ma tozzo, con un¡¯asta bella solida e leggermente curvata verso l¡¯alto, con la pelle pi¨´ scura di come si sarebbe detto guardandolo in viso. La cappella ¨¦ carnosa, molto scura, piacevole da vedere mentre sta per sparire nella boccuccia famelica di lei¡ Sempre segandosi con la sinistra, il tipo passa la mano destra dietro la nuca della mia puttanella e le tira la testa verso il suo uccello, che ora ¨¦ duro e dritto¡ La vacca apre la bocca, il cazzo le scivola fra le labbra, lui tira ancora la testa verso il basso, finch¨¦ il naso di mia moglie ¨¦ contro i suoi peli, immagino che la cappella di lui sia ormai contro le tonsille. Barbara tossisce. Lui la lascia andare un po¡¯, poi tira di nuovo e d¨¤ un colpo con bacino, gemendo per il piacere. Barbara tossisce ancora, poi dice: s¨¬, mi piace, fallo ancora¡ Io guardo intorno, non c¡¯¨¦ nessuno, mi tasto il cazzo duro attraverso i pantaloni, sono arrapato come una bestia¡ il tipo tiene ancora per un po¡¯ il collo di Barbara, spingendolo verso il basso e dando colpi di anche come se la stesse scopando. Lei ansima, io la conosco e so quanto le piace quel trattamento¡ Poi il tipo le lascia il collo e allunga la mano a toccarle il culo, insinua facilmente una mano sotto la tuta ma non riesce a fare granch¨¦. La mia vacca allora si inginocchia sul sedile, ora ¨¦ culo all¡¯aria, cos¨¬ riesce a spompinare meglio e allo stesso tempo riesce a farsi frugare meglio sotto le mutande¡ Lei ora pompa con brio, lui sente il buchetto ruvido del culo, lo stuzzica col dito, tira fuori la mano dal pantalone di lei si insaliva il dito¡ vedo che ha le mani tozze, le dita grosse, d¨¤i, penso, mettile un dito in culo¡. - Succhia bene la tua signora¡ - mi dice lui guardandomi, con la voce rauca per il piacere - E¡¯ una brava troietta, vero? Lei ansima per un attimo, pi¨´ forte, dice, e capisco che lui le sta infilando il dito nel culo. - D§Ñi, s¨¬¡ - Lo vuoi tutto? ¨C fa il tipo - S¨¬iii¡ vorresti incularmi? - S¨¬, ma adesso continua, che ti do il dessert¡ A queste parole lei pompa come una dannata, io sono talmente arrapato che do un¡¯occhiata in giro, vedo che non c¡¯¨¦ nessuno, rientro e chiudo lo scompartimento. Tiro le tendine, poi passo dietro a mia moglie, le abbasso il pantalone della tuta, tiro fuori il cazzo e sto per cominciare a scoparmela, quando sento annunciare una stazione, e dico agli altri che dobbiamo ricomporci. - No, ¨¦ la mia¡ - fa il tipo con voce lamentosa per il piacere che la bocca di Barbara gli sta dando¡ - che facciamo? Lui ¨¦ confuso, ma Barbara continua a spompinare come se non avesse sentito una parola. Fuori, in corridoio sentiamo i passi di qualcuno che si prepara a scendere. Il treno sta rallentando, Barbara invece accelera¡ lui le sfila il dito dal culo e la prende di nuovo per la testa, lei succhia come sa fare, pochi secondi, il treno rallenta ancora, lui ansima, ha un sussulto, e poi capisco che sta tirando una sborrata notevole in bocca a quell¡¯ingorda di mia moglie. Sento il rumore di lei che deglutisce, lui geme, lei d¨¤ le ultime smanettate e ciuccia ancora, si vedono le prime luci, il bacino di lui si decontrae, Barbara si sposta, fa schioccare la lingua in modo provocante e dice: - Niente male, eh? Una bocca pi¨´ puntuale di un treno! Il tipo si ricaccia l¡¯uccello lucido e ancora pulsante nei pantaloni, si sistema alla meno peggio e si lancia fuori dallo scompartimento. Si volta indietro solo un attimo, come se si ricordasse per un attimo qualcosa, ma non sa cosa dire¡ - Grazie, scusate se devo scappare cos¨¬, speriamo che ci si incontri di nuovo¡ -S¨¬ ¨C fa lei ¨C ma la prossima volta tocca a lui¡ Il tipo ¨¦ gi§Ñ andato, forse non ha sentito, e comunque non credo che avrebbe capito senza un minimo di spiegazioni¡ Il fatto ¨¦ che ¨C non ve l¡¯ho detto? ¨C i termini della scommessa erano i seguenti: se vinceva lei, come ha vinto, anche io avrei dovuto fare un pompino, eventualmente offrendo il bis tipo che lei aveva spompinato, che in questo caso per¨° ¨¦ scappato al volo¡ Se invece vincevo io¡ vabb¨¦, ma tanto la scommessa l¡¯ho persa, no? Barbara mi guarda e dice: - Allora? Che si fa? Manca ancora un po¡¯ a Torino¡ - Dobbiamo andare a cercare qualcuno che voglia farsi fare un pompino da me? ¨C le dico Lei ci pensa un po¡¯, poi mi risponde: - Ma, no, a pagare c¡¯¨¦ sempre tempo, e io i debiti di gioco non li dimentico¡ perch¨¦ invece non mi porti in bagno e mi fai sentire ancora un po¡¯ troia? - Muoio di metterti la lingua nel culo¡ - Solo la lingua? E si incammina verso il bagno, sculettando le fantastiche chiappe sode in mezzo alle quali, fra pochi attimi di impazienza, le pianter¨° l¡¯uccello.
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20 anni fa
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Varie
Quattro ragazzi per un travestito
Premetto di essere un travestito in privato, mi dicono bello, sensuale e da monta. Scrivo questa storia perché vorrei che una infinità di uomini si masturbassero eccitati per quello che hanno letto. Sono un ragazzo 25enne, ormai laureato, ma all’epoca dei fatti, che fra poco racconterò, ero uno studente universitario di scienze politiche, alla facoltà di Napoli, di anni 21. Però prima devo accenarvi a qualcosa che riguarda la mia adolescenza, premessa irrrinunciabile per una completa comprensione della mia storia. Sono stato e sono un ragazzo normale, fisicamente intento. Normale nel senso di non effeminato e insospettabile in questa mia natura celata. Normale quindi, ma pure carino, alto, prestante, fisico longilineo, però con un grande difetto in questa mia mascolinità, il culo. Ho un culo da donna, me lo dicono tutti, rotondo, sodo, che forma una perfetta attaccatura con le cosce, un culo insomma da prendere, da violentare. E’ stato il mio “ingombrante” culo da femmina ad aprire pian piano, già all’età di sedici anni, una voragine nella mia personalità sessuale apparentemente univoca. Passavo ore a fissarlo e mi eccitavo con ciò e finivo per masturbarmi. Vestivo il mio culo con perizoma, lo ingabbiavo in un reggicalze, lo valorizzavo con una sottoveste o baby-doll (cose che all’inizio sottraevo a qualche zia avvenente), tutto ciò al solo fine ripeto di masturbarmi. Non cercavo su riviste porno l’ispirazione per una sega, mi bastava guardare il mio culo. Ad un certo punto però ho sentito altro, un prurito sessuale nuovo, sconvolgente, assolutamente innato. La colpa o il merito (lascio giudicare a voi) è da attribuire ad un mio amico coetaneo. Allora avevamo diciott’anni ed eravamo in un negozio di profumi nei giorni precedenti a San Valentino, infatti lui doveva acquistare un regalo per la sua fidanzata. Senza accorgermene mi ero messo chino sul bancone della cassa, poggiato sui gomiti, la schiena inarcata e il culo inevitabilmente all’aria. Non era la prima volta che mi sorprendevo in queste posizioni, ma non destavano in me molta preoccupazione inconsapevole allora di quello che sarei diventato. Ad un certo punto sentii una forte pressione contro di me da dietro e allo stesso tempo sentii una punta più dura che premeva tra le mie natiche. Il mio amico in maniera molto disinvolta e intelligentemente equivoca me lo aveva poggiato sul culo. La sensazione fu sconvolgente, sembrava che il buco del mio culo si stesse bagnando, lubrificando per permettere al cazzo di entrare, ero a pecorina e sentivo che avrei potuto godere se fossi stato impalato come una troia. L’immaginazione non ebbe seguito reale, il mio amico non fu chiaro nel suo gesto ed io ero troppo influenzabile per fidarmi delle mie sensazioni, tant’è che tra Claudio e me non c’è stato mai niente. Al di là di questo per me fu la scintilla, gli albori di una nuova mia dimensione che solo ora, a distanza di tanti anni, vivo a pieno. Il passaggio mentale dal sognare di essere scopata tra le natiche e l’immaginare un cazzo tra le mani o in bocca fu brevissimo. Cominciai sempre più a sviluppare queste fantasie nella maniera in cui la mia indole mi dettava. Se fossi stato con un uomo volevo non solo riempirmi la bocca del suo cazzo ma anche bere la sua sborra. Speravo di essere scopata di fronte ad uno specchio, speravo in un cazzo enorme che a fatica entrava nel mio culo, tanto da farmi male…..ero estasiato dall’immaginare il cazzo che mi riempiva, dall’immaginare che il mio orefizio era allo stremo della sua dilatazione. Sognavo spesso un cinema dove fare un pompino durante la proiezione del film, in mezzo a tutti e sotto gli occhi di tutto. Immaginavo il mio uomo che mi prendeva ai fornelli oppure mentre facevo le pulizie. Mi piaceva l’idea di una troia, di una puttana, quelle vere che non si fanno pagare il cui solo interesse è sentirsi donna, nata per soddisfare gli uomini. A queste fantasie poi più in là aggiunsi alcune idee di sadomaso molto soft, mi sarebbe piaciuto essere tirata per i capelli quando fossi stata scopata a pecorina, o essere tenuta immobile con la testa per evitare che la mia bocca sfuggisse ad un caldo spruzzo di sborra. Ancora immaginavo di avere i polsi legati, o meglio ancora di essere stretta in uno di quei nodi che fanno del corpo un angolo retto e così essere distesa di fianco sul letto e prenderlo dietro. Con tutte queste fantasie la prima e più diretta conseguenza fu quella di curare il mio corpo, acquistavo creme, trucchi, lingerie, tacchi a spillo e parucche, mi depilavo. Volevo essere una troia insaziabile. Come per magia, questa sfrenata attività cerebrale si trasferiva sul mio culo rassodandolo ancora di più, quasi come che pensare di essere sfondata da nerchie violacee mi modellava il sederino da vera puttana in calore. Avevo una doppia vita insomma, ma non nel senso di vite separata, svesti una e indossi l’altra, ma nel senso che queste due vite mi accompagnavano ( e mi accompagnano) contemporaneamente senza soluzione di continuità. A scuola prima e all’università poi, indossavo (e indosso; ora al lavoro) reggicalze, perizoma, calze velatissime, sottovesti, tutto celato sotto panni maschili. Ancora un altro dato è interessante della mia adolescenza, fino ai 21 anni, data della storia che ancora non vi ho raccontato, un po’ di pazienza. Premetto che la scuola l’ho frequentata in un paesino di provincia, ecco perché la mia attività sessuale era nulla, lavoravo solo di immaginazione. Fino al momento in cui ho pensato di potermi divertire con pratiche masturbatorie un po’ sofisticate. Acquistavo chili di melanzane (nere e grosse; per la penetrazione è la cosa migliore dopo il cazzo e prima dei falli finti). Le fissavo in modo tale che inevitabilmente una mi finiva nel culo e l’altra nella bocca, in modo da avere le mani libere e potere assumere così ogni posizione. Ero la troia di due grossi cazzi che mi scopavano in reggicalze e tacchi a spillo. A volte mi masturbavo e mettevo la sborra sulle due melanzane, era eccitante, quei fiotti caldi su quella superficie nera, sembrava che stessi realizzando le mie più perverse fantasie, bere sborra e il culo rosso dalle dimensioni della melanzana. Continuavo così per ore, cambiando posizioni, alla fine ero sfinita e sentivo delle voci che mi dicevano, - quanto è puttana, scommetto che avrebbe preso due cazzi contemporaneamente nel culo-. Arrivo così ai 21 anni, baldracca, sfondata e mai sazia. Era una mattina universitaria come tutte le altre, corsi, amici e qualche caffè tra lo spacco di una lezione e l’altra. Indossavo sotto i jeans un reggicalze di pizzo nero e delle calze velate color carne con la riga verticale sul dorso delle gambe, la culotte era di colore nero doverosamente portata sopra al reggicalze (infatti pensavo che una troia non può essere scopata senza reggicalze, quindi in quelle occasioni doveva essere agevole sfilare lo slip), sopra avevo un corpetto anch’esso nero a tono col reggicalze. Aggiungo che era una giornata di inverno, e che i maglioni di lana e il freddo aiutano a indossare gli indumenti intimi. Nonostante la mia voglia di vivere una esperienza vera con cazzi di carne grossi e turgidi, stavo molto attento a non piegarmi troppo per paura che il perizoma saltasse fuori dai pantaloni. Ad un certo punto della mattinata andai in bagno, il bisogno era di quelli impellenti, di quelli che richiesero un accurato svestimento e susseguente rivestimento ( i bagni erano molto sporchi, avevo premura a che i miei vestiti toccassero da qualche parte). Sfilai la culotte e sbottonai il reggicalze per sfilare le calze sotto al ginocchio. Quando ebbi finito dovetti ripetere il rito all’incontrario. Avevo appena tirato su la culotte che un ragazzo entrò nel bagno senza bussare (le serrature erano rotte ed io mi ero distratto). La visione che gli si presentò fu quella del mio culo addobbato da cagna, infatti nel rivestirmi avevo dato le spalle alla porta. Fu un attimo, lui richiuse la porta in un istante ed io non riuscii a vederlo in faccia. Ero in preda alla disperazione, mi vergognavo, avevo paura delle conseguenze, il mio timore era di passare per il travestito della facoltà di scienze politiche. Era il primo contatto tra Federica (il nome che in seguito sceglierò per la mia parte femminile) e la realtà esterna. Rimasi in bagno per alcune decine di minuti, la cosa che più mi innervosiva era il non averlo visto in faccia, di non poterlo riconoscere per parlargli e di pregarlo di non dire niente. Quando uscii il bagno era deserto, anzi l’università era deserta, raccolsi le mie cose e andai a casa (un appartamento in affitto). Quelle successive sono state le ore più brutte della mia vita, non sapevo che fare, tant’è che per tre giorni successivi saltai tutte le lezioni. Il giorno che mi decisi di ritornare in facoltà ero convinto a metterci una pietra sopra, sarebbe stata la mia parola contro la sua, del resto a scienze politiche avevo avuto contatti con ragazze e non sarebbe stato difficile sostenere la mia tesi di ragazzo eterosessuale. Passarono due giorni senza che mi accorgessi di qualcosa di strano, i miei amici erano normali ( del resto poteva essere anche uno di loro) fino al punto in cui ho pensato di essermi potuto sbagliare, magari quel ragazzo che credevo mi avesse visto aveva solo percepito la presenza di una persona nel bagno e si era subito ritirato senza vedere alcunchè. Invece no, non mi sbagliavo. Una mattina di ritorno in aula studio e riaprendo il testo di diritto pubblico c’era un biglietto che diceva: – ciao, hai un sedere da favola, ti ho vista nel bagno l’altro giorno e ti ho tenuto d’occhio in quelli succesivi… mi intrighi fino al punto da farti una proposta. Abito in un appartamento che dà su via Duomo, insieme ad altri tre compagni, tutti desiderosi di conoscerti. Non siamo bellissimi ma credo che a te interessino le dimensioni, uno con un culo e con vestiti così non può non sognare di essere rotto in culo. Riflettici ora stesso e lascia la tua risposta nel testo e recati di nuovo al bar. Se accetti, allora potremmo divertirci, se no stai sicuro, il tuo credo sia un segreto e con me puoi stare tranquillo- Immaginate voi le mie sensazioni, la troia aveva fatto centro, ero eccitato desideroso di dire si, perché no, il solo pensiero che quel bastardo mi aveva pedinato tutti quei giorni mi faceva inumidire il culo e sbavare dalla voglia. Poi sarebbero stati quattro, mamma mia quattro cazzi tutti per me, in un appartamento in cui sicuramente vogliono che sia vestita da puttana, mai avevo osato immaginare tanto. Al pensiero di cosa avrei potuto fare in quell’appartamento la vista mi si offuscò. Al di là del sesso, c’era l’aspetto di vestirmi, truccarmi, camminare in mezzo a persone vere in tacchi a spillo ( cosa che oramai mi veniva naturale). Avrei potuto liberare ogni fantasia, dalla cameriera sexy ad uno stupro di gruppo. Correvo troppo con la fantasia, bisognava riflettere fare la cosa giusta. E avevo poco tempo, mi era stato detto di decidere subito e dovevo farlo. Bisognava ponderare i pro e i contro (se fosse stato uno scherzo per farmi uscire alla luce?), ma non riuscivo ad essere lucido, come potevo. Scrissi di pugno un biglietto: - spero di potermi fidare di te, la tua, la vostra proposta è il meglio che potessi immaginare, a te la prossima mossa- Uscii dall’aula e andai verso il bar, ero rigido, avrei voluto guardarmi intorno, ma temevo che avrei fatto un passo falso e rovinato tutto. Per non dilungarmi, quando tornai c’era un indirizzo e un appuntamento e un –non mancare puttana- L’appuntamento era per la sera seguente, sabato sera, trascorsi le ore facendo acquisti, rosetto, phard, smalto, una parrucca bionda per il resto possedevo già tutto. Mi rimaneva solo una cosa da fare, un bel clistere per pulirmi l’ano per evitare brutte sorprese. Mancava mezz’ora, uscii di casa e cinque minuti prima delle 9 suonavo al portone dei quattro. Il bello fu che non ci fu nessuna sorpresa, erano davvero tre ragazzi in un appartamento non bellissimi ma carini, vestiti bene e profumati. Mi si presentò il mio osservatore sconosciuto, era il più grande di età, aveva 25 anni e fu lui a mettermi a mio agio. I toni e le parole erano dure (sembrava ci fosse uno accordo tra di loro, e io fui felice che lo rispettassero, significava che gli ero piaciuto): - vuoi cambiarti puttana?- -come dobbiamo chiamarti, troia?- -ti basta troia?- feci cenno loro di si, tremavo dal piacere, dalla situazione, ero una cagna in calore che non riusciva manco a parlare. Andai in bagno e mi vestii in modo eccitante, non troppo volgare, ma da signora di classe, da mantenuta, da signora il cui marito le organizza sesso di gruppo a sua insaputa. Quando mi videro rimasero letteralmente di stucco. Cominciammo col parlare del pìù e del meno, come in un comune gioco di ruolo dove ognuno faceva la propria parte alla perfezione. Ad un certo punto mi presero e mi portarono in una stanza dove per terra c’era un grande materazzo, mi ordinarono di inginocchiarmi senza svestirmi. Loro intanto si erano posizionati attorno a me in piedi, mi trovavo circondata e la mia bocca era a misura di quattro cazzi. -sbottonaci i pantaloni e ti raccomando, troia, fai in modo che che la tua bocca no rimanga mai senza cazzo- Cosi feci, quando li tirai fuori uno ad uno erano profumati e già in parte rigonfi, due sembrarono mastodontici e con una cappella che io avevo solo immaginato, gli altri due erano normali, ma no li disdegnai nemmeno per un momento. -come sei brava, allora sei esperta, sei un puttanone di quelli che ti succhiano pure l’anima- ear sempre il più grande a parlare. Davo il meglio di me, due in bocca e due che me li tiravo con le mani, estasiata da quello che mi capitava e che mi sarebbe capitato. Non mi fermavo mai, i cazzi diventavano sempre più grossi ed io non trattenevo quei geminti strozzati perché la bocca era piena di cazzo. Continuammo molto, il tempo per far drizzare quattro cazzi senza farli sborrare. Mi ordinarono di alzarmi e di togliermi la gonna e la camicetta, poi quando lo videro mi dissero di levarmi il perizoma. Rimasi in corpetto che era un tutt’uno col reggicalze, tacchi a spillo, e faccia da troia con la bocca insaporita da alcuni segnali di eiaculazione. Uno si sdraiò per terra col cazzo all’aria, si mise un preservativo e mi disse di salirgli a cavalcioni sopra, in altre parole ero inginocchiata sul suo cazzo e tutti e due formavamo due linne perpendicolari. Lo guardavo in faccia mentre si apprestava ad affondare il suo fendente, gli altri erano un po’ in disparte, quasi come avessero ricevuto l’ordine di stare lontano fino a che non mi avrebbe inculato pensando che sarebbe stato lungo e problematico. Il mio culo però fece poca resistenza, era come lubrificato, e la sensazione di quel mio primo cazzo in culo fu paradisiaca, mi sentivo piena come un dolce alla crema, andavo su e giù in un ansimare chiaro e forte. -ragazzi datevi da fare, questa è più aperta di puttana cinquantenne- Uno mi si mise davanti in piedi (l’altro col cazzo enorme, uno era già nel mio culo) e disse – fai un bel pompino altrimenti ti sbatto fino a domattina- non avete idea che forza ha il ricatto nella mia condizione di troia e schiava. Altri due me li ritrovai in mano, a menarli con le mani. E’ la condizione più bella che avessi mai provato. Anche a loro piaceva infatti iniziarono un turpiloquio senza precedenti. -prendile la testa- uno suggeriva all’altro -fargli entrare pure le palle- e ancora – vacca meriteresti già una doccia di sborra- continuammo così finchè ognuno non avesse ricoperto tutte e quattro i ruoli di quella stupenda posizione. Passammo i cucina. -ti piace alla pecorina, eh?- Ero come drogata (per modo di dire), in completa balia di quei quattro, oramai mi trascinavano per le braccia, mi afferravano i capelli, mi strattonavano come un oggetto. Uno di loro mi premette forte sulla schiena tando da farmi cedere sul tavolo, ero alla pecorina il mio primo desiderio, mi resi subito conto che le mie pratiche solitarie erano lontane anni luce dalla realtà, quando sentii penetrarmi dietro era la sensazione delle sensazioni, era la posizione mia naturale, lo prendevo tutto, sembrava che pure i coglioni stessero entrando. Poi quel cazzo in bocca che mi arrivò di schianto fu l’apoteosi, gli altri due guardavano il mio profilo di puttana sottomessa, i tacchi a spillo mi slanciavano in modo perfetto, il reggicalze era la ciliegina sulla torta. Dopo tre o quattro colpi bene assestati e la bocca piena di cazzo, mi sentii svenire, stavo eiaculando, ma come, senza stimolazione? Pensai. Stavo arivando come fanno le donne, fu il coronamento di un sogno. -guardate la puttana ha sborrato, è ora- E’ ora? Ora per cosa? Non feci in tempo a pensarlo che mi ritrovai seduta sulla sedia e quei quattro che si sparavano una sega a 10 cm dalla mia faccia. -ti va così? Eh, ti va?- Non risposi, aprii la bocca e cacciai la lingua. Prima dell’onda di sborra sentii solo –mamma, questa è proprio troia- Dopo di questo ci calmammo, mi fecero i complimenti e mi dissero che potevo lavarmi. Mi fecero una ultima proposta: -ti va di dormire con noi? Uniamo due materazzi per terra- Dissi di si però al solo patto che fossi tornata a casa per un momento per prendere nuovi indumenti intimi, per la notte, dissi: -se devo dormire con voi da donna, non posso rinunciare ai miei vestiti- Uno di loro si offrì di accompagnarmi. Durante la notte, a turno mi svegliavano chi per un pompino, chi per chiacchierare. Trascorsi là l’intera domenica e molti altri giorni.
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20 anni fa
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Il giovedì universitario
Ho già scritto una storia nella rubrica orgie, quindi questa ne costituisce il seguito.Il racconto precedente è intitolato “Quattro ragazzi per un travestito”.Sono meravigliato ( ma forse è la specialità di internet) del numero di persone che in un solo giorno hanno letto il mio primo racconto, meravigliato e eccitato all’idea di quello che ho potuto suscitare…. Ecco dunque la continuazione.Vi dicevo del mio primo week-end da vera donna, due giorni e una notte di autentica passione e troiaggine da parte di mia.Quando domenica sera uscì da quell’appartamento ero come rotta, non riuscivo a camminare, mi bruciava il culo, dovevo leggermente allargare le gambe per poter dare i passi… per fortuna avevo fatto una doccia poco prima che aveva calmato in parte i mie bruciori. Anche in quel momento non avevo rinunciato al mio abbigliamento femminile, calze autoreggenti bianche, slip bianco trasparente e una sottoveste dello stesso colore che aderiva alla schiena e si inarcava sulle natiche ( un po’ come quella di colore celeste che indosso in una delle mie foto su A69). Il sabato sera quando ero uscita accompagnata da uno dei miei “violentatori” mi ero preoccupata di prendere non solo l’occorente sexy per la notte ma anche quello per il giorno successivo, quando ti sborrano adosso in quattro ci vuole un intero guardaroba!Ero quindi per strada, una troia ambulante, sembrava che tutti mi guardassero, sembrava che si vedesse solo la mia femminilità, solo il mio culo sotto quello slip trasparente.Ma un segno realmente visibile di quei giorni passati da puttana c’era e forse nel mio intimo decisi inconsciamente di non rimuoverlo (tant’è che sotto la doccia me ne dimenticai). Parlo del rimmel agli occhi… insomma camminavo per strada con un filo di mascara che solo dopo a casa mi resi conto di avere, forse per questo mi sentivo tutti gli occhi addosso. Altri giorni sarebbe stato un motivo di assoluto imbarazzo e di forte preoccupazione, ora pensavo che quel rimmel poteva essere un segnale non verbale capace di comunicare il mio fine settimana da femmina. Volevo che, chi mi guardava, sapesse dei due giorni trascorsi in quell’appartamento, volevo per questo che si sentisse legittimato a inveirmi contro chiamandomi puttana o a farmi qualche gradito apprezzamento.Una volta a casa ripensavo agli ultimi momenti passati in quella dei quattro. All’uscio della porta mi venne ad accompagnare solo il più grande , quello che per intenderci aveva organizzato tutto, quello che poi aveva convinto gli altri tre. Mi disse – hai una bocca stupenda, posso darti un bacio per salutarti?- fino a quel momento non avevo mai pensato al bacio, quello bocca a bocca. Non era nelle mie fantasie da donna, o meglio da troia, una come me bacia il cazzo , ma la bocca? Fu uno stordimento che durò poco, perché lui disse – allora Federica, posso baciarti?- Federica era il nome che loro avevano scelto per me quello stesso giorno, ed io a quelle parole portai la bocca in avanti, pronunciando le labbra e baciai Giuseppe ( questo il suo nome). Lui in maniera più audace passò la sua lingua sul mio labbro inferiore, dopodichè mi disse – adesso puoi andare, sai ancora di sesso-.Non ci dicemmo più niente, non un appuntamento, non un cenno al fatto che ci saremmo potuti rivedere, quando pensavo ciò ero già per strada a camminare con fatica.A casa poi, quella sera, mi dedicai interamente a me, feci di nuovo una doccia calda e mi misi delle creme e degli olii per calmare i bruciori e rassodare la pelle….. avevo comunque sempre la sensazione di avere un cazzo piantato nell’ano. Ora più di prima, ero legittimata a sentirmi donna, di guardare il mio culo allo specchio, di guardare gli uomini sapendo di poterli fare impazzire.Dovetti aspettare martedì, se non ricordo male, per rivedere Giuseppe alla facoltà.Mi chiamò subito in disparte e mi disse – senti, ho una idea, e tu non puoi dire di no- -dimmi- dissi io. -sai che qui ogni giovedi fanno festa gli universitari, lo sai, vero?--certo- risposi-allora ci andiamo insieme, io, Emanuele (era l’altro suo coinquilino col cazzo grande) e (questo lo disse ridacchiando) Federica-Non capii subito cosa volesse intendere, o meglio speravo che non si trattasse di quello, cioè di uscire per strada e andare in discoteca vestita da donna. Speravo di no perché non avrei saputo come dire di no.Lui continuò come se io avessi già capito e accettato tutto.-allora, io sono della provincia di Avellino e torno a casa giovedì mattina dopo che ho fatto un esame, ritorno a Napoli in serata con la macchina e ti passo a prendere, tu intanto ti prepari come una vera donna, e ti raccomando devi superare te stessa, e insieme noi tre andiamo in discoteca-Non si fermò a questo.- gli unici tuoi due problemi secondo me, mi riferisco a se riesci a passare per donna, sono i capelli, non puoi andare in giro con una parrucca finta, e il seno che non hai poi per il resto credo non ci siano problemi-E cominciò un elenco che faceva notare un acuto spirito di osservazione, io ero nel fattempo come in un paradiso di sicurezza e eccitazione, il mio uomo si preoccupava di tutto, io dovevo solo eseguire.-depilati anche sulle braccia; smaltati le unghie con un colore non troppo appariscente, preferibilmete lucido; cerca di sfoltirti un po’ le sopracciglia, ma non troppo altrimenti poi il giorno dopo si nota; indossa una gonna più lunga del normale di colore nero, con sotto calze nere; scarpe chiuse, il tacco a spillo va bene, visto che ci sai camminare; giovedi poi ti porto un bel cappotto da donna, lo prendo da mia madre, e una sciarpa così la tieni stretta sul collo; il trucco deve ssere più naturale possibile ed elegante; sotto poi metti quello che vuoi….ah, indossa una maglietta nera a mezzemaniche con il collo alto;--non ce la posso mai fare- dissi io – è da pazzi!- ero però eccitata come una cagna.Lui non si scompose, come se si aspettasse un mio iniziale rifiuto e mi disse due cose – non preocuparti, innanzitutto vengo con la macchina quindi sono esclusi bus e camminate a piedi, poi ricorda che una discoteca è l’ideale le figure non si distinguono chiaramente, lì potrai dimenarti come vuoi. Aggiunse, non preoccuparti penso a tutto io.Mi convinse. E lui si preoccupò veramente di tutto.La cosa più importante, anche economicamente (da quanto traspariva era un figlio di papà) che fece, fu acquistare una parrucca vera, la prese usata però su un giornale che a napoli mette in contatto persone che vogliono acquistare cose di seconda mano. Era stupenda, capelli lunghi castano scuro, un po’ mossi… Un’altra cosa che ricordo fu che eravamo sotto carnevale, approfittando della festa acquistò un seno finto di silicone, a questo punto avevo veramente tutto.C’era solo un ultimo problema, dovevo vestirmi a casa loro e così facemmo.Quella sera, verso le otto, Giuseppe era sulla autostrada che porta a napoli, io facevo la doccia in un clima di totale eccitazione, da uomo posso dirvi, che una puttana quando sa che quella sera sarà sicuramente scopata ( per forza doveva capitarmi) si fa la doccia con una sensualità straripante, il contatto col sapone provoca stordimento, l’acqua calda sembra essere del nettare di sborra che ti scende sulla schiena e scompare fra le natiche. Sentii bussare, -dimmi Emanuele- era l’unico inquilino in casa.-apri la porta, Giuseppe sta per arrivare, e ha detto che devo darti una ripassata-Ripassata? Voleva scoparmi nel bagno, il pensiero della mia pella liscia e profumata, ancora bagnata e i vapori della doccia mi fecero dire – cosa? Vuoi scoparmi?-- voglio solo un pompino veloce -.Uscii dalla doccia, presi una asciugamano e la avvolsi attorno a me coprendo pure i capezzoli, con un’altra ci fasciai la testa come se avessi dovuto raccogliere lunghi capelli bagnati, solo a quel punto aprii la porta.Quando Emanuele mi vide, disse che l’asciugamano messa sul corpo in quel modo era stupenda, lasciava intravvedere solo un po’ di culo, mentre era stretta sulla vita.-inginocchiati, e vedi di farlo bene-Era il mio primo pompino fine a se stesso, nel senso che non avrebbe avuto un seguito.Il pompino fine a se stesso era una delle mie più grandi fantasie, perché ci ritrovo molto della mia personalità da troia, è veloce, praticabile in luoghi insoliti, sei inginocchiata davanti a lui, sei impegnata solo nel dare soddisfazione, lui può fare quello che vuole mentre tu glielo fai ( se ci riesce) come ad esempio farsi la barba, leggere un giornale. Tu sei una troia piegata alla sua volontà e alla sua mazza.Con Emanuele non ero inginocchiata, il dorso delle mie cosce poggiava sul dorso dei polpacci.Mentre lo spompinavo, mi toccavo l’orefizio del culo, mi penetravo col medio della mano sinistra.L’altra mia mano seguiva i movimenti della mia bocca. Quando succhiavo, la destra era ferma sulla base del suo pene, quando lo baciavo o gli leccavo le palle allora gli sparavo contemporaneamente una sega. Lo volevo tutto, nel senso tutto in bocca, fino a quei coglioni gonfi e grossi ( mi piaciono i coglioni grossi), così acchiappavo con le mani le sue natiche e spingevo in un senso e con la testa nell’altro. Sentivo l’istinto involontario del rigurgito ma non mi ritaevo indietro, buttavo gemiti strozzati già in gola. Lui fece il resto, mi afferrò i capelli e non mi permise di muovermi da quella posizione, avevo un cazzo fino in gola. –fermati puttana, stai ferma stai ferma….- lo ripeteva sempre più anzimando.Stava sborrando, e lo stava facendo direttamente nel mio esofago.Ingoiai per la prima volta lo sperma, con loro quattro mi ero limitata a farmi sborrare in faccia.Ad Emanuele per la prima volta fecero un pompino con ingoio, aveva poco meno di 20 anni.Lui disse poi – muoviti troia, mica vuoi far aspettare l’altro tuo uomo?-Io, da brava schiava, mi andai a preparare.Appena ebbi finito( smaltai anche le unghie dei piedi nonostante non si vedessero) sentii entrare nell’appartamento Giuseppe. Dopo poco andai in cucina dove loro mi spettavano. Mi dissero che ero quasi perfetta, c’era un solo problema, si vedeva il mio cazzo da sotto la gonna attilata.-cosa porti sotto?- mi chiese Giuseppe-Un perizoma, l’ho comprato per stasera- risposi-Mi dispiace, ma devi metterti qualcosa di pìù avvolgente davanti, ce l’hai?-Pensai ad una culotte, e così feci.Il cappotto che mi portò, era bellissimo, si stringeva in vita con una cintura, insomma non nascondeva il mio culo.Indossai la sciarpa e dei guanti, le uniche cose scoperte che si vedevano di me erano le caviglie e i polpacci e naturalmente la faccia leggermente nascosta dalla sciarpa.-ecco così sei perfetta- mi dissero quasi in coro.Poi Giuseppe aggiunse – ora togliti il cappotto e la sciarpa, ancora è presto per uscire, fammi vedere come sembri e come ti muovi una volta in discoteca-Così feci, camminai su e giù per il corridoio per mostrare che coi tacchi a spillo me la cavavo, mi feci trasportare da una musica immaginaria alzando le braccia all’aria e incrociandole sopra la testa,loro mi osservavano e facevano commenti reciproci. La gonna che indossavo era aderente da togliere il fiato, ma non era corta, non si vedevano le ginocchia, arrivava appena sotto di essi.Ad un certo punto, Giuseppe si mise dietro di me e seguiva il movimento del mio bacino. Sentivo quel pacco enorme che cresceva sul mio culo, non posso dire che mi fece eccitare perché erano più di due giorni che ero all’apice della eccitazione..-muoviti troia- mi diceva, io chinavo la testa sulla sua spalla in modo da porgergli il collo. Era avvinghiato a me, non mi faceva respirare.-Emanuele, vieni qui, mettiti davanti a questa puttana, così balliamo in tre- in un attimo mi ritrovai tra due uomini, sentivo i cazzi sia dietro sia davanti.-ringrazia che non voglio rovinarti il trucco, altrimenti ti passavo il mio bastone sulla tua faccia- disse Emanuele.-senti Emanuele- aggiunse Giuseppe- il culo questa troia non l’ha truccato, diamole un assaggio di quello che le spetta-Fui presa con violenza, mi trascinarono sul davanzale della finestra che dava sulla via principale. Mi ordinarono di mettermi a pecorina, anzi mi ci misero loro, della finestra erano chiusi solo i vetri, non le persiane. Chiunque difronte avrebbe potuto vedere la scena, ma nemeno il tempo di preoccuparmene che sentii tirarmi giù la culotte e lacerarmi il culo. Emanuele mi stava scopando tra le natiche impegnandosi pure a tenere su la gonna.Ansimavo come una femmina, dicevo porcate tanto era l‘eccitazione.Avevo i palmi delle mani poggiate sul davanzale con le unghie appena smaltate, le braccia erano rigide e mi slanciavano il corpo non in un perfetto angolo retto. Il resto dello slancio, con il culo a misura del cazzo di Emanuele, me lo davano i tacchi a spillo.Non so se avete mai avuto modo di vedere un cazzo che entra ed esce dal culo (io a volte mi sono filmato), beh, quando esce, la carne elastica dell’orefizio si vede, è lucida, vivida per lo sfrecamento del cazzo, attillata fino allo spasmo, quasi come se tentasse di non lasciare andare il pene che entra.Mi scopò in quella posizione molto a lungo, io emettevo dei gemiti di piacere.-non ho mai sentito una donna fregnare così, brutta sgualdrina, ora lasciala a me- disse Giuseppe che intanto si era fatto crescere il cazzo fra le mani.Si sedette su una sedia e mi ordinò di accomodarmi sopra al suo uccelo dandogli le spalle.Loro stavano attenti a non toccarmi il trucco, penso sia questa la ragione per cui l’altro non mi mise il cazzo in bocca.Mentre giuseppe mi scopava, dissi ad Emanuele di avvicinarsi. –voglio almeno tirarti una sega-Feci in tempo solo a dare un paio di smanacciate, perché Guseppe oltre a smettere di incularmi ordinò di smetterla perché avremo avuto modo di continuare.Quando mi ricomposi erano le 10, ed ero più eccitata di prima.Alle 10 e qualcosa per la prima volta uscii di casa completamente travestita, entrammo subito in auto direzione discoteca.Giuseppe mi disse solo una cosa prima di scendere, di essere disinvolta, e di non proferire parole, e mi assicurò che sarebbe andato tutto bene.Quando scesi dall’auto mi accorsi che c’era una folla esagerata, sollevai la sciarpa fino a coprire il naso, e presi Giuseppe sotto braccio, Emanuele ci seguiva subito dietro.Con mio grande stupore mi rendevo conto di incrociare sguardi maschili, poi dopo Emanuele mi dirà che addirittura alcuni ragazzi si giravano per guardarmi il culo.Una volta entrati stavamo come sardine in scatola, almeno nel corridoio che portave alla pista.-togliti il cappotto, e resta con il foulard- ordinò Giuseppe.Da quel momento in poi, fu l’eperienza più eccitante che ebbi mai fatto… sentivo sfiorarmi da mani sul culo, sentirmi dire - bona , dove vai- , persone che mi ballavano vicino….soprattutto quando Giuseppe mi disse di andare in pista da sola.Ringrazierò Giuseppe tutta la vita per quello che ho provato quella sera.La cosa più bella è che potevo muovermi come una donna in mezzo a tutta quella gente, per esempio quando andai con Emanuele a prendere qualcosa al banco delle consumazioni, non esitai un attimo ad accennare la pecorina poggiando i gomiti sul bancone.Era tardi quando decidemmo di andare. Fui io ad insistere, avevo voglia dei loro cazzi.Quando entrammo in macchina, Giuseppe che si accingeva alla guida, mi disse di sedermi dietro con Emanuele. Così feci, appena partiti, Giuseppe imparti un altro ordine – spompinalo fino a che non senti fermare la macchina.Finalmente era giunto il momento di comincaire a sfogare l’eccittazione che tutte le palpate della serata mi avevano dato.Mi coricai sul sedile posteriore su un fianco, poggiato sul gomito sinistro. Sbottonai i pantaloni di Emanuele e infilai la mano per far uscire quell’uccello. Fu un pompino lento e lungo, cadenzato. Rimanevo per minuti con la bocca piena di cazzo senza muovermi e senza che lui si muovesse. Mi tolsi la gonna, finalmente ero in reggicalze di pizzo nero ( un regalo di Giuseppe), continuavo a prendere in bocca il cazzo del suo amico, a baciargli il pube e le palle, anzi quella sera mi accorsi che mi piaceva prendere le palle in bocca e succhiarle, di passarci e ripassarci la lingua sopra.Qualche volta che poi mi sono filmata, mi sono accorta di eccitarmi quando vedevo la protuberanza sulla guancia, segnale inconfondibile che scopavo un cazzo con la bocca.Fu eccitante pure quando Emanuele con le mani mi afferrò la testa tenendola ferma, e facendo lui i movimenti su e giù. Fu travolgente, la mia bocca come una fica con due grosse e carnose labbra vaginali.La macchina si fermò in un posto scuro e deserto, era già tutto organizzato da Giuseppe, in pratica non saremmo andati a casa, mi avrebbero scopata in macchina in un posto dove amoreggiano le coppiette.Quella notte, la posizione che mi sconvolse di più, fu quando mi dissero di poggiare le ginocchia sui sedili anteriori, uno per ogni sedile, con la faccia però rivolta verso il lunotto posteriore.-ecco brava, ora inarca verso il basso la schiena tra i due sedili fin quando puoi-Cercate di immaginare, ero cul culo all’aria, poggiato sulle ginocchia e con la testa ad un piano molto inferiore a quello del culo, in pratica la mia bocca era a misura del cazzzo di chi si sarebbe seduto dietro, mentre il mio culo era di chi si sarebbe inginocchiato come me sui sedili anteriori.La cosa più eccitante era poi la morsa che i due sedili esercitavano sui miei fianchi.Mi sentivo costretta, imprigionata, in balia di loro due.Ma fu una mossa di Emanuele a lasciarmi senza fiato, mi passò una fune, uno spago, non ricordo bene, sui fianchi, lo fece scivolare sotto la leva del cambio e diede uno strattone potente facendo un primo nodo sulla schiena e poi un altro ancora.Quel bastardo mi aveva legata, immobbilizzata alla pecorina, riuscivo a muovere solo la testa, le braccia mi servivano per alleviare il dolore della corda.Ero insomma legata alla leva del freno a mano, nella oscurità della notte si vedeva solo il chiarore del mio culo rotondo, sodo e voglioso.Con mia grande sorpresa e approvazione, cominciarono col sedersi entrambi sul sedile posteriore.-prendili nella tua calda bocca, marchia i nostri cazzi col tuo rossetto da troia-Non potevo fare granchè, non riuscivo a muovermi, ma questo era quello che loro volevano. Nel momento in cui un cazzo mi finiva in bocca, difficilmente, senza il loro volere, riuscivo a ricacciarlo fuori. -per quanto sei puttana, dovresti stare così tutta la notte- mi dicevanoIn quel momento sentivo piacere misto a paura, a dolore, a vergogna perché provavo pure eccitazione.Poco dopo Emanuele venne dietro, e diede un colpo violento per deflorarmi l’ano.Io cadevo sotto ogni colpo, non riuscivo a proferire parola, né ansimavo in maniera chiara, i miei erano mugolii, quei pochi che riuscivano a filtrare dalla mia bocca piena di cazzo e di liquido preeiaculatorio.Emanuele sembrava posseduto, dava dei colpi talmente forti che mi sentivo svenire.-puttana, ti scopo il culo, prova a liberarti se ci riesci, guarda è tutto dentro…..-Mi stava facendo male, ed io non riuscivo a dire niente, come se non bastasse, Giuseppe mi teneva per i capelli in modo che avessi sempre il suo cazzo dentro la bocca.Ad ogni colpo nel culo emettevo un mugolio, sentivo le natiche squarciate come da una grossa spada…. Sentivo dolore si, ma tanto piacere tant’è che arrivai…Il mio cazzo sborro tanto che sembrava una fontana.- troia fottuta, mi hai sporcato la macchina, puttana, adesso meriti di essere sbattuta ancora più forte, dai Emanuele, facciamole vedere chi comanda-da quel momento cominciò la cosa più bella che fino ad allora avessi mai provato: da un lato c’era Emanuele che mi rompeva il culo, e dall’altro all’unisono e con una cadenza costante, Giuseppe mi scopava la bocca, teneva la mia faccia stretta nelle sue mani e premeva giù quando Emanuele affondava il colpo, e tirava su quando Emanuele si ritirava.Nell’arco di un minuto, venivo riempita e svuotata di cazzo per circa 30 volte.Il risultato finale lo si ha solo se si considera che i minuti furono dieci o poco più.Mi riempirono la bocca e il culo di sperma e mi lasciarono così, con i cazzi che si sgonfiavano tra le mie membra, per almeno mezz’ora.Tornammo a casa loro, feci la doccia e ci adormentammo sfiniti, erano quasi le sei.
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20 anni fa
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La telefonata
Luca era felice di possedere il numero di telefono di Laura. L’incontro nel parcheggio di Linate l’aveva lasciato molto piacevolmente impressionato. La classe ed il temperamento di quella donna non potevano lasciare indifferente nessun uomo al mondo. Decise di chiamarla alle 10 del mattino, in piena attivita’ lavorativa. “Luca, ciao, tesoro …”- inizio’ -“Prima di tutto devo farti una domanda: sei sola nel tuo ufficio?”. “Si, Luca. E’ bello sentirti cosi’ presto. Perche’ me lo chiedi? Se ci fosse qualcuno che poteva sentire la nostra conversazione te l’avrei fatto capire comunque.” “No, non e’ per questo. E’ invece per fare un gioco, subito. Anzi, abbiamo pochissimo tempo. Ti chiedero’ di fare qualcosa, se non sei d’accordo dimmelo immediatamente. Perche’ comincia da adesso. Slaccia solo 2 bottoni della camicetta e scopri la tua spalla destra. … Ok. … Ora devi baciarla dove ti e’ possibile, ma con trasporto, con le labbra, usando molto la lingua ………la spalla la vorrei tutta bagnata… …………………………………………………………… ………………………………………………………………… ……………………………………………………………………. Bene. Mano sinistra, dito medio. Il polpastrello sfiora la tua spalla bagnata, si intinge di umido, si sposta verso il basso, sul capezzolo. Li’ indugia, poi sfiora tutto il tuo seno attraverso movimenti casuali, semicircolari, sensuali. ……………………………………………………………………………………………………….. Quando ritrova il capezzolo, si fa aiutare dalle altre dita che hai inumidito e lo bentratta un po’…………………... sino a bagnarti dentro per cio’ che stai ascoltando del tuo corpo ……… con l’altra mano sfila la camicetta e continua a toccarti il capezzolo ….. adesso immagina di vederti allo specchio e guardati quanto sai essere bella ………. Per oggi solo un bacio telefonico, Laura, ti chiamero’ presto”. Clic.
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20 anni fa
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Sorpresa in aeroporto.
SORPRESA IN AEROPORTO. Linate, 9 di sera con il solito catino di nebbia. Da Fiumicino Luca e' partito con il solito ritardo, ma dopo mezz'ora di attesa nel cielo di Linate il dirottamento su Malpensa viene accolto con delusione tragica. Le auto nel parcheggio di Linate sono la prima meta da raggiungere, per questo i taxi scarseggiano per i troppi passeggeri esasperati dal ritardo imprevisto. Luca si lascia convincere a dividere il taxi con una certa Laura (capelli rossi, aria riservata, seriosa, ma elegante). Gia' in autostrada, a Castellanza, nota che lei distrattamente avvicina le snelle e flessuose gambe nella sua direzione. Sul momento pensa di essere pieno di stupide fantasie, ma quando lei distratta sottopone la presenza di un bordo in pizzo sulle calze cosi' elegantemente messe in mostra e' chiaro che Luca comincia ad avere pensieri e problemi. Le preoccupazioni positive arrivano realmente quando lei chiede se sarebbe cosi' gentile da accompagnarla alla sua macchina, una volta in parcheggio, data la tarda ora. Lui acconsente, ma quando lei lo bacia con una passione da amplesso, il problema sul tavolo e' ormai chiaro. Prima si avvicinano all'auto di lui, e' la piu' vicina. Entrano e scoprono di avere fretta di mordersi e lei di ricevere con molta decisione e calore, anche prima del previsto. Lui sembra durare, ma poi si ritrae improvvisamente perche' la situazione e' anche troppo stimolante e coinvolgente (non vuole arrivare subito come un ragazzino). Laura non si scompone, anzi gli prende in mano la situazione e ingoia avidamente e ripetutamente lo scettro dubbioso. Questa volta sorpreso davvero Luca perde drammaticamente il controllo, e la festa si svolge in 20 secondi solo per lui. Blatz!!! Vergogna. Laura a quel punto compie un gesto ancor piu' grandioso, nonostante il dramma (malignamente provocato, l’abbiamo capito, pero’ …). Gli mette in mano il suo biglietto da visita, sussurrandogli nell'orecchio queste parole: adesso che hai sbagliato devi sdebitarti, chiamami presto solo sul cellulare perche' voglio da te esattamente tutto quello che mi merito! Laura dimostra cosi’ di sapersi pappare il cervello di Luca. E Luca capisce di essersi imbattuto in un grossissimo problema, di quelli che la notte non e’ piu’ un’amica se Laura non c’e’. Cedere ad un dominio di questo genere puo’ essere da paradiso, a patto di saper ricambiare pan per focaccia. Una donna cosi’ simpatica e’ imperdibile, quindi Luca dovra’ dimostrare chi e’. Guai ad annoiarla o a lasciarle per troppo tempo l’iniziativa. Si sentirebbe sola quando fa l’amore con Luca, proprio mentre deve sentirsi portata per mano nel Paese delle Meraviglie. E Luca sa come. Ormai da oltre un anno, la prende e lei lo riceve a fondo quando meno se l’aspetta, per lunghe ore senza che il marito di Laura sospetti alcunchè ...
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20 anni fa
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Luogo insolito
ciao, racconto volentieri la mia avventura.....la scorsa settimana a peschiera borroemo...la zona vicino alla pista di linate(di cui non ricordo il nome) ..zona cimitero. Era un giovedi notte ...circa le 24.....quando ..tornando da milano..decido di farmi un giretto in qst parcheggio..... Arrivando...noto solo qualche macchina....ma nientedi interessante...cosi parcheggio , psengo le luci e attendo qualche minuto.... Dopo circa 10 minuti.....mentre ammiravo gli aerei in pista..vedo avanzare una stangona verso la rete davanti a me. Si appoggia alla recinzione...facednomi ammirare le lunghe gambe avovlte da collant neri....una mini gonna molto mini....... Accendo i fari per ammirarla meglio......e noto una gran faccia da zoccola......era un bellissimo trav.... . Accortasi delle mia gioia...inizia a sfilare davanti a me....alzando la gonna....e facendomi ammirare il suo gran bel culone avvolto in un misero perizoma...... Giuro....non ci capivo piu nulla......ero eccitatissimo........cosi sono scesa dall'auto....e ho iniziato a giocare con lei......Dopo qualche preliminare....lo caricata in auto come una vera zoccola... e poi vi alscio immaginare che cavalcata... Finalmente la zona si è popolata come i vecchi tempi
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20 anni fa
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Il bagno
Osservo il mio corpo riflesso nello specchio della cabina armadio. Stivali neri, alti qualche cm sotto il ginocchio con un tacco a spillo di acciaio, le magie di Cesare Paciotti, per un congruo corrispettivo riesce trasformare una calzatura da puttana, in una squisito capolavoro trendy. E, poi, risalendo con lo sguardo, calze di seta lievi come un soffio sostenute da un reggicalze sottile di pizzo nero. E poi…niente altro ovviamente, il mio cornetto portafortuna di brillanti pende nel solco tra i seni, liberi. Afferro la pelliccia di visone che ho buttato su una sedia della cabina armadio e la stringo in vita con la cintura rialzando il bavero intorno al collo. Scendo le due rampe di scale che mi separano dal taxi di corsa nonostante i 10 cm di tacco a spillo degli stivali che non semplificano certo l’andatura…Ma l’adrenalina e l’eccitazione scorrono come una droga inebriante nella mie vene, da quando ho preso al decisione di abbandonarmi all’istinto e di farti una sorpresa. Salgo sul taxi di volata. Un lembo della pelliccia si solleva scoprendomi la coscia fino a quasi il gancio della giarrettiera. Il sorriso sul volto del taxista nel salutarmi si allarga istintivamente. Sorrido di rimando pensando al tuo di sorriso. Mi accomodo e accavallo le gambe. Perché non sperimentare con il taxista l’effetto del dubbio? Del resto il taxi è buio all’interno e l’autista potrà aver il sospetto, ma non la certezza della mia nudità. Accavallo e riaccavallo le gambe un paio di volte. Gli occhi dell’autista sono incollati allo specchietto retrovisore. Mentre gli do l’indirizzo del tuo ufficio sento che l’eccitazione si fa fuoco liquido tra le mie cosce e un calore diffuso soffonde di rossore la mia pelle. Abbasso il bavero della pelliccia e l’autista ha un sussulto mentre i suoi occhi salgono dalle gambe al solco tra i miei seni. Giocherello con il cornetto di brillanti mentre il suo sguardo si fa avido e il sospetto diventa quasi certezza nella sua mente. Sorrido. Il taxì è già arrivato. Mentre il mio sguardo osserva l’ingresso del palazzo tutto vetri del tuo ufficio. Mi chino in avanti per porgere i soldi della corsa al taxista e gli regalo la visione del mio seno con il capezzolo turgido che si staglia deciso sotto la pelliccia. Scendo avvertendo lo sguardo dell’autista che mi segue avido. Entro nel palazzo. Sorrido al portiere che mi si avvicina sollecito e gli do il tuo nome. Mi indica un ascensore cromato tutto vetri anche lui. Mi avvio sorridendo nel pregustare lo stupore dei tuoi occhi. Quinto. Sesto. Settimo piano. L’ascensore corre mentre il desiderio cresce dentro di me. I capezzoli sono ormai così turgidi da provare fastidio anche per la morbida pressione della pellicia che li copre appena. La mia fica cola voglia liquida da quando sono scesa dal taxi. Il sangue ribolle. E la mente..la mente sorride soddisfatta. Ottavo piano. Scendo. Percorro il corridoio coi pavimenti di marmo lucido, cullata dal suono ticchettante dei mie tacchi. Ti vedo al di là della porta a vetri, che separa l’open-space dal corridoio. Gesticoli animato parlando al telefono poi sollevi lo sguardo e distrattamente ti volti verso il corridoio. Ti sorrido. Mentre vedo il tuo corpo irrigidirsi e, il tuo sguardo diventare incandescente. Apro il bavero della pelliccia in modo che tu possa vedere il solco dei seni e iniziare a capire. Un tuo collega mi osserva incuriosito. Sento il suo sguardo avvolgermi di domande inespresse. A fatica sposto lo sguardo da te a lui e gli sorrido. Entro nell’open space e sempre sorridendo mi dirigo verso di lui. La sua scrivania è la prima dopo l’ingresso. Mi appoggio coi palmi della mani sulla scrivania mi chino leggermente in modo che il suo sguardo contempli i miei seni turgidi e assolutamente liberi sotto la pelliccia. E….”Mi scusi credo di essermi persa, cercavo la toilette delle signore di questo piano, mi può aiutare ?” sorrido ammiccante al tuo collega mentre con la coda dell’occhio non ti perdo di vista. Sei agitato, confuso e soprattutto eccitato. Fremi nell’attesa della mia prossima mossa. “Certo signora in fondo al corridoio prima porta destra, vuole l’accompagni?” Il tuo collega ci prova. Ovvio. E’ anche un bell’uomo. Ma io sono qui per te. Voglio il tuo cazzo. Ora. Subito. Violentemente a fondo dentro di me. “Grazie credo di poterla trovare da sola adesso”. Rispondo lentamente e sorridendo al tuo collega. Mi raddrizzo. Ti guardo intensamente. Mi volto e esco senza dirti una parola. Conto mentre mi avvio lungo il corridoio stretto e illuminato al neon. - Uno – hai posato la cornetta del telefono che ancora avevi in mano. - Due – hai spento il cellulare sulla scrivania – - Tre - ti sei avviato sorridendo verso la porta dell’open space - Quattro - sei uscito e con passo rapido stai percorrendo il corridoio verso la toilette - Cinque - sei entrato nella toilette delle signore con un sorriso ambiguo sul volto. - Sei – la porta del bagno che ho scelto si spalanca con forza Ti afferro per la cravatta e ti spingo contro il mio corpo nudo, la pelliccia giace in un mucchietto insignificante ignorata ai miei piedi, le mie mani scorrono avide sul tuo culo, mentre il tuo cazzo si modella perfettamente contro il calore bollente della mia fica. Silenzio. Solo il nostro respiro rotto e i gemiti soffocati. Abbasso la zip. Il tuo cazzo scatta fuori libero. Non c’è traccia di biancheria sul tuo corpo. Sorrido mentre affondo i denti nella tua spalla. Mi aspettavi dunque....le tue dita affondano nel calore umido della mia fica, affondo le unghie nel tuo culo mentre inizi a muoverle. Spingendoti contro di me con lo stesso ritmo che tu stai usando per farmi impazzire. Esplodo rapidamente sulla tua mano. Sorridi. Maledetto bastardo, mentre lecchi le dita bagnate dal mio piacere guardandomi dritto negli occhi. Mi giro appoggiandomi con le mani alla parete e strusciando lentamente il mio culo morbido e la fica colante contro il tuo cazzo duro. Mi afferri per i fianchi. Ecco ora sei esattamente dove volevo tu fossi. Sorrido io ora. Mentre con un colpo di reni, fluido, mi riempi il culo . Mi mordo le labbra per non lasciarmi sfuggire un gemito e spingo indietro il culo per assecondare le tue spinte. Mi tieni solidamente per i fianchi e mi scopi il culo con rabbia, voglia e feroce possesso. Mi lascio prendere godendo ogni istante di quella furia. Alimentandola anzi: ruotando il culo, assecondando le tue spinte stringendo i muscoli per sentirti affondare meglio nelle mie viscere. Esplodiamo insieme. La mia sborra mescolata alla tua mi cola per le cosce e riga le calze.... Ti stacchi. Senza una parola. Il cazzo ha la capella ancora umida di sborra. Lo reiserisci nei pantaloni. Ci guardiamo. Raccogli la pelliccia da terra e mi aiuti a reindossarla. Sono avvolta dall’odore del nostro piacere mescolato. Le tracce segnano il mio corpo e il tuo nello stesso modo. Ancora silenzio. Sorridi sfiorandomi la labbra con un bacio. Esci dal bagno. Riprendo a contare mentre mi rifaccio il trucco davanti allo specchio del bagno… - 1 - Esci dal bagno con un sorriso soddisfatto stampato in volto - 2 - Percorri il corridoio con passo elastico godendo dell’odore del mio corpo che ancora ti avvolge - 3 - Entri nell’open space strizzando l’occhio al tuo collega della prima scrivania a destra - 4 - Ti siedi alla tua scrivania e non puoi fare a meno di inspirare dalle tue mani l’odore della mia fica che vi è rimasto incollato - 5 - Guardi l’ora sul display del cellulare che hai appena riacceso 14.40 - 6 - Sono passati solo 10 minuti ma la tua giornata ha cambiato colore e… sapore - Esco dal bagno, percorro lentamente il corridoio, passo davanti alla porta a vetri dell’open space sorridendo e strizzando a mia volta l’occhio al tuo collega della prima scrivania destra. Entro in ascensore e sorrido. Anche la mia giornata ha cambiato sapore. Ora ha il tuo, penso, mentre lecco lentamente le mie dita che portano ancora tracce del nostro piacere mescolato.
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20 anni fa
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La crociera
****************************************************************************************************** QUESTO RACCONTO E' FRUTTO DELLA FANTASIA DI RICCARDO E DI JESSYCA ******************************************************************************************************* TITOLO: La crociera “ Il pezzo seguente è scritto da Riccardo” Era uno di quei periodi neri per la mia vita, sai quando non riesci a capire molte cose e ti senti un po’ depresso, avevo bisogno di stare un po’ da solo per riflettere su di me, insomma volevo rendermi conto se la mia vita era quella che volevo, oppure era solo una conseguenza di scelte fatte da giovane con incoscienza e soprattutto senza il senno di poi. Decido allora di fare un bel viaggio, vado in agenzia da un amico e chiedo proprio a lui cosa mi consiglia, Riccardo se ti vuoi rilassare ti consiglio una bella crociera nel mediterraneo e poi guarda mi è arrivato proprio adesso il fax che stanno facendo delle offerte, ok allora prenota, voi siete due adulti ed una bimba, no Francesco vado da solo, quindi un solo adulto, mi stai prendendo per il culo? No! Vado da solo hai capito bene. Chiedo quanto viene, pago e me ne vado. Dopo qualche giorno mi chiama per avvisarmi che è arrivato la conferma di prenotazione con il biglietto, passo a ritirare il tutto il pomeriggio dello stesso giorno. Arriva finalmente il giorno della partenza, vado al porto mi avvicino alla banchina dove è attraccata la nave, consegno il biglietto, salgo a bordo e cortesemente mi indicano dov’è la mia cabina. Arrivo nella cabina aggiusto le mie cose ed esco a prendere un po’ d’aria, fa molto è normale siamo alla metà di Luglio, la giornata è bella il mare calmo insomma ci sono tutti i presupposti per iniziare bene questa crociera, sono molto tranquillo e rilassato, guardo il mare ed intanto penso al motivo perché mi trovo lì. Finalmente salpiamo, vedo il porto allontanarsi sempre più, non ci credo ancora dopo dieci anni di matrimonio con una moglie possessiva finalmente un po’ di libertà, è solo mezza giornata che sono solo e mi sento già meglio, finalmente avevo ritrovato la grinta e l’energia di qualche anno fa, mi sentivo un altro avevo una gran voglia di divertirmi. Vado a cambiarmi e con gran fretta torno sul ponte dove cerano due belle piscine con molta gente che già stava facendo il bagno, non ci pensai due volte ed immediatamente appoggio il salviettine su una sdraio e mi tuffo, rimango una mezzora buona in acqua poi esco per prendere un po’ di sole. Sono sdraiato con gli occhi chiusi quando ad un certo punto sento: E’ occupato? Apro gli occhi e vedo una ragazza pressappoco della mia età, molto carina, bionda e con un bel fisico. Io rimango li fermo come un cretino, incredulo di quello che mi sta succedendo, allora lei mi ripete la domanda: E’ occupato oppure no ? Io mi riprendo subito, no è libero. Lei con la sua vocina molto sensuale mi dice un grazie che mi fa incuriosire non poco, rimango in silenzio ed ogni tanto la guardo è davvero una bella gnocca, noto che porta la fede al dito, e devo dire che la cosa un po’ mi dispiace, avrei voluto provarci vista la sua bellezza. Non parlo, intanto il tempo passa ed arriva l’ora di pranzo, raccolgo le mie cose vado a farmi una bella doccia mi vesto in maniera sportiva e vado al ristorante. Sono seduto da circa dieci minuti, quando vedo entrare proprio lei, si avvicina ad un cameriere chiede qualcosa e vedo che indica proprio il tavolo dove sono seduto io. Indossa un abito molto aderente e tra l’altro anche molto corto, cammina verso di me guardandomi e sorridendo, si avvicina e mi dice: penso proprio che questo sia il mio posto. Io da gentil uomo mi alzo e faccio accomodare prima lei poi mi risiedo, la cosa strana è che il tavolo è per due, infatti come vi avevo accennato prima lei porta la fede, a quel punto mi viene spontaneo domandargli : scusa porti la fede ma tuo marito non c’è ? Lei risponde con aria misteriosa : No, questo viaggio l’ho vinto con una ditta che mi fornisce i prodotti, ed era solo per una persona così sono venuta da sola. Ricky : Comunque piacere io mi chiamo Riccardo per gli amici Ricky, e tu come ti chiami ? Jessy : Io mi chiamo Jessyca per gli amici Jessy. Ricky : Che lavoro fai? Jessy : La parrucchiera, ho notato che anche tu porti la fede ? Ricky : Si ma mia moglie non c’è. Jessy : Bene, così non rischiamo con scenate di gelosia. Jessy: Io e mio marito non andiamo molto d'accordo in questo periodo...sà le solite crisi del 7° anno...siamo sposati dal 98... Jessy: senti già che siamo casomai ordiniamo...io prendo un roast beef e del vino rosso....tu? Ricky: Abbiamo gli stessi gusti anche per me del roast beef e del vino rosso “novello” “Il pezzo seguente è scritto da Jessyca” Iniziamo a mangiare ed il vino rosso scalda le anime...sono piuttosto eccitata...ho davanti a me un uomo che mi piace...lo scemo di mio marito fuori dai piedi.. insomma una situazione decisamente hot......Finito il pranzo mi inviti ad una passeggiata sul ponte. Ti seguo curiosa....Di lì a poco finiamo nell'area dietro le hall del 4° piano....il + alto della nave....proprio un bell'angolino nascosto che sicuramente conoscevi....non mi ci hai certo portata per caso... Mi fissi con intensità...ti avvicini a me che sono appoggiata alla balaustra. Pochi attimi e mi sei addosso....ti appoggi a me e il mio abito attillato fa si che io senta come sei eccitato...mentre tu puoi sentire il mio sesso così vicino....tremendamente vicino.. separato solo da un sottile strato di cotone e dal mio perizoma così tanto mini...al tuo! Mentre mi baci il collo inizio a sentire quella voglia terribile che si scatena in me in situazioni come questa.... Inizi a strusciarti a me mentre mi baci...sento il tuo sesso appoggiato deliziosamente alla mia micina...ti strusci apposta per farmelo sentire...mentre le tue labbra e la tua lingua sono incollate alle mie...frulli la lingua nella mia bocca stupendamente...sono partita...inizio a scendere con la mano sui tuoi pantaloni...cercando la zip che schiude il tuo cazzone...ormai lo chiamo così...quando mi parte la voglia divento anche piuttosto porca! Scendo lentamente la zip...tu continui a limonarmi stupendamente...mentre con una mano ti sei fatto strada nel mio scollo...hai una mano sulle mie tette e stai strizzandomi con decisione un capezzolo...la cosa mi fà godere come una pazza.... Infilo la mano nel tuo pantalone..la zip calata non mi ostacola...pochi secondi e sono al tuo slip....una piacevole sorpresa mi attende....mi ritrovo...abbassando lo slip...un superbo cazzone duro...sei decisamente e stupendamente ben messo! Inizio a farti una sega...mentre tu hai abbandonato le mie tette per puntare decisamente alla mia fica...intrufolandoti sotto il mio abito eccoti al mio peri...lo scosti con due dita e inizi a toccarmi con dolcezza la fica..che scopri già bagnata dei tipici umori prodotti dalla voglia che una femmina in calore così dimostra.... mentre mi limoni inizi a titillarmi il cli...facendomi ansimare e godere come una pazza...io ti stò segando magnificamente...sento che anche tu inizi a gemere....mentre l'asta pulsa nella mia mano... Mi guardo intorno furtiva..non c'è nessuno...ho una voglia da impazzire....pochi secondi e mi inizio ad abbassare....mi inginocchio lentamente fino a ritrovarmi il tuo fantastico cazzone duro davanti al nasino...dio che favola 6....ho una voglia di leccarlo che mi fà diventare scema! Tu mi guardi dall'alto...i nostri sguardi si incrociano...mentre tu mi domandi:"jessy...che fai...?" Mi vedi avvicinare la mia bocca al tuo cazzo....ho le spalline dell'abito che tu mi hai abbassato...le tette sono fuori...l'immagine ti crea ancora maggiore eccitazione...mentre inizio a leccarti la punta...dandoti un brivido di piacere...ma la cosa è reciproca...un violento brivido di godimento lo sento anche io...mentre inizio a leccarti il glande...a tette nude..sul ponte della nave...con mio marito chissà dove....la cosa mi eccita da morire! Insalivo l'asta....tu godi come un porco...la mia lingua lecca le tue palle sode....sei piuttosto in astinenza...dalla durezza e dalla pienezza delle tue palle deve essere molto che non vieni...la cosa mi dà ancora + godimento...adoro sentirmi sborrare per bene sul viso ed in gola...dopo aver fatto uno stupendo pompino.... Inizio ad andare con le labbra delicatamente chiuse sull'asta...su e giù...il cazzone mi scivola per bene tra le labbra....salgo e scendo dolcemente...la saliva lubrifica l'asta....inizio a gemere e mugolare per il godimento che provo....ho un cazzone stupendo in bocca...stò facendo un pompino che mi fà godere come una pazza....la fica mi freme dal piacere che provo...tu mi guardi in estasi...stai godendo molto....lo vedo.... “Il pezzo seguente è scritto da Riccardo” Godo come non mai mi sta facendo un pompino da favola, ho le palle piene di sborra che voglio scaricare nella sua bocca, ma voglio resistere il più possibile, non mi avevano mai succhiato il cazzo così divinamente e poi anche lei meritava di godere. Mentre continuava a spompinarmi vedo arrivare della gente, immediatamente arretro di un passo sfilando il cazzo dalla sua bocca e mi ricompongo, e lo stesso fa lei, si aggiusta al meglio e ci spostiamo. Gli sussurro nell’orecchio che ho voglia di lei, ma da vera troia mi dice anch’io ho voglia di te ma voglio farmi desiderare quindi rimandiamo tutto a stasera. Passiamo una buona parte della giornata insieme, ridendo e scherzando ma il mio pensiero è sempre occupato da un chiodo fisso, riprendere da dove c’eravamo fermati. Arriva quasi l’ora di cena, ci diamo appuntamento al ristorante, vado a farmi una doccia, mentre sono sotto l’acqua penso al pompino che mi stava facendo sul ponte della nave ed immediatamente la nerchia diventa dura, le palle mi fanno male, l’eccitazione e tale da farmi venire il desiderio di farmi una bella sega.Prendo in mano il mio randello e comincio e segarmi molto lentamente per poi aumentare il ritmo, mi fermo di colpo e penso, è da tanto che non mi faccio una sega, se sborro adesso ne avrò meno per lei così interrompo la masturbazione e a fatica esco dalla doccia e mi rivesto in maniera elegante ma sportiva allo stesso tempo. Esco dalla mia cabina e mi dirigo al ristorante, entro e mi vado a sedere al mio tavolo, lei non è ancora arrivata, è normale le donne si fanno sempre attendere. Dopo quasi mezzora che la sto aspettando arriva, indossa una mogliettina molto corta ed aderente, si nota che non porta il reggiseno, si intravedono i capezzoli duri che lasciano l’impronta sulla maglietta, la gonna molto corta aderente segue la forma dei suoi fianchi e un paio di sandali allacciati con delle stringhe di cuoio sul polpaccio. Nel vederla così vestita mi torna immediatamente nella testa il ricordo di quel pompino interrotto, l’eccitazione sale, l’asta diventa dura e immediatamente sento un brivido che corre lungo la schiena. Cerco di restare calmo, ordiniamo mangiamo e dopo cena ci dirigiamo sul ponte a guardare il mare, la serata è bella e c’è la luna piena, un venticello scompiglia Jessyca tra i capelli, rendendola ancora più attraente, mi avvicino alle sue labbra con le mie e inizio a baciarla, lei non si oppone e si lascia andare, ci baciamo per una decina di minuti poi le chiedo di andare nella mia cabina. Lei sorride, ehi non correre prima ci divertiamo un po’ poi se te lo meriti…………. Ok, cosa facciamo? Andiamo un po’ in disco e poi vediamo. Va bene, vai avanti tu, fammi strada. “Il pezzo seguente è scritto da Jessyca” Arriviamo in disco...la pista è piena...tutti scatenati in un ballo sfrenato...mi butto in pista e tu mi segui subito... La musica è latino americana...mi piace molto..inizio a ballare sculettando e muovendo dolcemente i fianchi...in breve ho 4 o 5 maschiotti che mi ronzano intorno...ricky ha un bel da fare a tenerli a bada...hihihi! Il trucco giusto..i sandali che mi slanciano ancora meglio il sedere...le cosce nude abbronzate....i capelli sciolti e mossi mi fanno sembrare ancora + fica di quello che sono....e poi mamma mia...anche il resto diciamo fà la sua figura....la mini...e la maglietta aderente esaltano le mie forme....ballo con dolcezza ed il mio sederino splendidamente fatto a mandolino la fà da padrone...ho gli occhi di molti appiccati al mio culetto...che splendidamente muovo sculettando con piccoli scatti a dx e sx.... Le tette sode mi ballano su e giù...i capezzoli ogni tanto spuntano dalla maglietta...me ne accorgo e rialzo le spalline...tu hai gli occhi fuori dalle orbite....per come sono tremendamente fica in questa situazione..... Mi metti le mani sui fianchi da dietro...ed inizi a ballare con me....tirandomi a te....io ti lascio fare...pochi attimi e sento chiaramente il tuo pube appoggiarsi al mio sedere...mi tieni stretta stretta....ballandomi dietro....Mi giro e ti schiocco un bacio in bocca....mmh....la mia lingua inzia a limonarti....qualche secondo e sento chiaramente il tuo cazzone che preme sul mio culetto.....dio che voglia hai! ti lascio fare...tu ballando mimi come se mi stessi inculando....inizio a sentire caldo..la situazione è terribilmente erotica...hai un cazzo duro da far paura e me lo stai facendo sentire molto bene sul sedere....spingi come se volessi bucare la mia mini!sento che cerchi il mio buchetto....se fossimo in cabina non avrei avuto scampo...me lo sarei ritrovato duro tutto nel culetto...e ti confesso che la cosa mi andrebbe da morire!! finisce il pezzo...ti prendo per mano e mi dirigo verso l'uscita....voglio rinfrescarmi le idee e sbollirti la voglia..ma sarà dura.... Usciamo...una piccola passeggiata e siamo di nuovo sul ponte...grosso modo dove eravamo oggi.....Mi appoggio alla balaustra....un attimo e mi sei addosso...mi baci con passione....appiciandoti a me....di nuovo sento il tuo splendido cazzone duro..questa volta mi premi decisamente sulla fica...mamma mia...6 terribile! Inizi a limonarmi con voglia....la tua lingua si incolla alla mia....le tue mani mi frugano sotto la mini...trovi il perizoma...lo scosti...lasciandomi la mini leggermente alzata davanti.....ti lascio fare..sono troppo presa da te....e poi stò godendo della situazione...e parecchio.... Velocemente ti abbassi la zip...mentre continui a limonarmi magnificamente...metti la mano dentro...una frazione di secondo e lo tiri fuori...nemmeno il tempo di capire che fai e sento la tua cappella appoggiarsi alla mia fica....dio mio...mi vuoi scopare lì...sul ponte!Con una mano prima mi avevi scostato il peri.....ora invece appoggi con decisione la cappella alla mia fica...strusci un pò...trovi le grandi labbra...sono già fradicia...non ci metti molto a capirlo....ti assesti con le gambe e lentamente inzi con colpettini dolcissimi a penetrarmi....Dio che favola 6....mi stai scopando sul ponte....ma lo fai con una dolcezza meravigliosa...mentre con la lingua continui a limonarmi! Colpetto dopo colpetto ti prendo....l'asta entra lentamente nella mia fica....cm dopo cm prendo il tuo splendido cazzone tutto nella fica....mentre ti bacio con passione.....Dopo meno di un minuto....sento le tue palle sode che si appoggiano alla mia fica...dio...me l'hai messo tutto dentro....stupendoooo....mi sento pienissima...mentre tu continui a limonarmi.... Mi stacco dalle tue labbra....ti guardo dritto negli occhi....e ti dico:"dio ricky...6 stupendooo...mi hai presa tutta senza nemmeno farmene quasi accorgere.....ho un cazzone da sballo piantato nella fica...lo sai?" mi sorridi e lentamente inizi ad andare su e giù..facendomi uscire un gemito....mentre ti rimetto la lingua in bocca....lasciandomi scopare stupendamente in piedi lì sul ponte..... “Il pezzo seguente è scritto da Riccardo” Sarà la situazione, sarà la brezza del mare che ti accarezza le gote e ti scompiglia i capelli che ti rendono ancora più bella ed eccitante al mio sguardo, rendono la scopata ancora più intensa, il movimento altalenante della nave accompagna il mio movimento ormai o preso il ritmo e ti pompo con foga e passione. Ad un certo punto ti accorgi che non siamo soli c’è un'altra coppia sul ponte,mi fai notare la situazione, io mi blocco un attimo, tu ti avvicini con le tue labbra al mio orecchio e mi sussurri “ dai facciamogli vedere quanto siamo porci” e mi inciti a riprendere a scoparti. Cominci di nuovo a mugolare di piacere, ma stavolta con voce più alta in modo che la coppia ormai vicino a noi senta quanto stai godendo, mi volto verso la coppia che ormai è a pochi metri da noi, i nostri sguardi si incrociano, lui ha uno sguardo soddisfatto ma nello stesso tempo invidioso lei invece sembra schifata dalla situazione, io continuo a scoparti, la presenza di quei due mi fa eccitare ancora di più, sento la sborra ribollire nelle mie palle e ti annuncio il mio orgasmo, tu mi supplichi di resistere ancora qualche attimo, rallento il ritmo e la forza delle pompate in modo da allontanare l’orgasmo, gemi come una puttanella, stai godendo come una vacca, sbrodoli, hai la figa che gronda di piaceri. La lei della coppia che ci sta guardando prende il marito per un braccio lo tira per portarlo via da lì, ma il marito non si muove e come pietrificato, ha lo sguardo fisso continua ad osservarci, tu te ne accorgi ed alzando un po’ la voce dici: Scommetto che piacerebbe anche a te farti una scopata simile. Lui non risponde ma con la testa fa un cenno che lascia capire benissimo la sua risposta, lei si arrabbia con il marito che rimane lì immobile a fissarci. Tu capisci la situazione e rivolgendoti a lei dici: Non ti incazzare con lui è normale che ci guarda, molto probabilmente non lo soddisfi abbastanza e quindi cerca il piacere guardando altre coppie che scopano, in maniera diversa dal solito. Lei ora è su tutte le furie, e senza pensarci due volte ti risponde: Senti puttanelle, troia e succhia cazzo, non sono fatti che ti riguardano di come scopiamo noi e poi mi fate solamente schifo. Tu replichi dicendo: ci scommetto che non ti sei mai fatta inculare, e tanto meno ti sei mai fatta sborrare in bocca. Lei: certo che no! Certe schifosate io non le faccio! Jessy: Scusi la signora certe schifosate non le fa, bhè sai che ti dico, penso che tuo marito certe schifosate le farebbe eccome se le farebbe. Il marito non parla, io continuo a scoparmi Jessyca e lei mi annuncia il suo orgasmo, è un orgasmo molto intenso tanto da farla urlare. La signora dice al marito dai andiamo lasciali fare questi due depravati, il marito non sembra intenzionato ad andarsene, ma lei con insistenza lo allontana. Tu da gran puttana che sei la chiami: Aspetta santarellina c’è una cosa che voglio farti vedere così impari a far godere tuo marito, ti abbassi apri lentamente la bocca e avvolgi lentamente l’ asta con le tue labbra, pompini come non avevi mai fatto prima con dolcezza e sensualità, forse per far vedere alla signora come ti piace succhiare un cazzo, ti fermi un attimo mi guardi in faccia e dici: dai Ricky fagli vedere come mi sborri in bocca. Nel sentirmi dire così non resisto più ed inizio a schizzare, ti spruzzo in bocca quattro o cinque fiotti di sborra calda, poi continuo a sbrodolare, che sborrata fantastica, tu ti alzi e ti avvicini a lei aprndo la bocca e mostrandogli come hai raccolto tutto il mio seme in bocca. Lei ti guarda con aria schifata, tu lo ingoi e le dici: non sai cosa ti perdi, poi con aria soddisfatta ti volti e ritorni vicino a me. Ci ricomponiamo, rimaniamo lì sul ponte abbracciati a guardare il mare poi mi guardi e cominciamo a limonare ancora. Dopo quasi un quarto dora ci stacchiamo, tu sei molto bella e mi fai eccitare di nuovo, ma ho tutto il cazzo ancora indolenzito, ti propongo di andare in disco a fare ancora un po’ di pazzie. Tu accetti ma prima di rientrare mi guardi dritta negli occhi e mi baci dicendo: Sei fantastico hai assecondato i miei desideri avrei voluto trovarti prima sicuramente mi sarei sposata con te, e non con quel pesce lesso di mio marito, ma tu credi che sono una puttana? No Jessyca, non sei puttana sei troia è ben diverso, penso che una donna o un uomo in certi momenti non deve mettere freno alle sue fantasie, solo perché ha vergogna, ma deve lasciarsi andare hai suoi desideri più nascosti, solo così può trovare quello che cerca nel sesso. Passiamo tutta la notte in disco, ormai è l’alba dopo una notte così ci vuole un po’ di riposo decidiamo di andare a dormire qualche ora ci diamo appuntamento per il pranzo, prima di salutarci tu con un sorriso malizioso mi dici:Stavo pensando, perché oggi non ci sediamo al tavolo con la coppietta che ci ha visto scopare sul ponte, secondo me la lei ha una gran voglia di farsi scopare da te? Ricky: E cosa te lo fa pensare? Jessy: Da come ti guardava, si vedeva lontano un chilometro che ti desiderava, fidati sono una donna, e certe cose le donne le capiscono. Ricky: Mi stai proponendo di fare una cosa a quattro? Jessy: Perché non ti andrebbe? Ricky: Certo che mi andrebbe. Jessy: Ok allora oggi ci sediamo con loro, fai fare a me e vedrai che non te ne pentirai. “Il pezzo seguente è scritto da Jessyca” andiamo a mangiare nella sala da pranzo della nave....molti tavoli pieni...ad un certo punto adocchi la coppietta del ponte..lui ti sorride molto caldamente...lei abbassa la vista al tuo passaggio...Ti fermi e chiedi se c'è posto al loro tavolo.Lui immediatamente dice di si...mentre lei sbuffando replica:" ma con tutti i tavoli che ci sono...proprio qui si deve mettere??" Tu sorridi e ti siedi...dicendomi:"Ricky mettiamoci con i nostri amici...scambiamo 2 chiacchiere....no?" Ci sediamo e ci presentiamo....Io mi presento per primo:piacere sono ricky...lui mi dice di chiamarsi Claudio...Jessyca si presenta a sua volta alla lei che scocciata dice di chiamarsi Antonia. Dopo poco rompiamo il ghiaccio con un brindisi...finalmente Antonia sorride...e Claudio non smette di mangiarsi con gli occhi Jessyca. Il vino...lo spumante...i liquori alla fine del pasto rendono l'atmosfera molto + delicata e intima...e permettono alle due donne che prima erano nemiche di fare quell'amicizia che è ovvia per potersi conoscere intimamente....Ecco che infatti Jessyca chiede ad Antonia il perché di quel suo atteggiamento puritano...Le domanda: "Anto...mi dici perché prima eri così schifata dal mio pompino?E' una cosa che fà godere lui e fà godere molto anche te...se non lo sai..." Ed ancora...:"e guarda che anche essere inculate dal proprio uomo provi un godimento stupendo....ti senti completamente sua...e lui gode forse di più che a farlo normalmente con la fica...se non lo sai.. chiediglielo..." Antonia sorride e dice che ha ricevuto un educazione religiosa molto rigida...e questo l'ha resa un pò moralista e molto retrograda.... Jessyca le sorride e le dice che ci pensa lei a farle passare certe strane educazioni.... Poco dopo ci alziamo dal tavolo...Jessyca ed Antonia spettegolano sulle attrici sexy...io e Claudio parliamo della vacanza e delle nostre rispettive donne.... Riandiamo sul ponte...e da lì parte l'invito per l'ultimo bicchiere nella cabina di Claudio ed Antonia. Entriamo...io mi siedo vicino a Ricky e Claudio vicino ad Antonia. Sarà stato il bourbon… sarà stato il limoncello..mi riviene voglia...inizio a baciare con dolcezza il collo di Ricky...mentre la fica mi si bagna dalla voglia.... Claudio mi guarda come ipnotizzato....morirà dalla voglia di provare una vera troia come me...non quella suora rivestita di Antonia....Antonia osserva la cosa stupita ma a questo punto anche divertita...credo stia cominciando a capire cosa si è persa in questi anni di castità... Inizio a limonare Ricky che sembra ancora + voglioso di prima...eppure ha sborrato da poche ore...ma la voglia che gli metto lo ricarica come non mai....allungo una mano alla sua patta....ha già il cazzo duro come marmo...mmhh.... “Il pezzo seguente è scritto da Riccardo” La cosa mi eccita molto, tiro fuori il mio cazzo e lo porto immediatamente alla bocca di Jessyca, Antonia rimane immobile, me non mi sembra poi così schifata come lo era stata in precedenza, anzi sembra guardare con interesse come Jessyca mi succhia l’asta. A quel punto Jessyca si allontana da me, prende Antonia per mano e la fa avvicinare a me, dicendogli: ti piace il cazzo del mio uomo? Antonia: Si, è anche più lungo e più grosso di quello di mio marito. Jessyca: A si! E allora perché non lo succhi per bene come stavo facendo io. Antonia si avvicina con la bocca al mio pene ormai duro come un palo di ferro, apre leggermente le labbra e comincia a darmi dei col pettini alla cappella la cosa mi piace molto, poi pian piano se lo infila in bocca e comincia a pomparmi, Jessyca la guarda e le dice:Non sei proprio come me a fare i pompini ma con un po’ di esperienza vedrai che impari. Antonia risponde: bhè per essere la prima volta mi sembra che non vado molto male? Ricky: No di sicuro mi stai facendo un bel pompino. Claudio non parla forse è scioccato nel vedere la moglie che succhia il cazzo di un altro uomo, resta immobile steso sul letto a segarsi, io mi accorgo che lui si sta masturbando ed invito Jessyca a fargli un pompino dei suoi, lei non se lo fa ripetere due volte e immediatamente si avvicina a Claudio e comincia a spompinarlo. Antonia guarda la scena e sembra apprezzare molto, infatti aumenta l’intensità del pompino che mi sta facendo, godo come un pazzo, sono ormai vicino all’orgasmo, vorrei scaricarle in bocca tutto il mio sperma, ma voglio scoparmela quella santarella, gli sfilo la nerchia dalla bocca e la faccio stendere sul letto a gambe aperte. Mi stendo sopra di lei e comincio a limonare, appoggio il mio cazzo contro la sua figa ormai bagnata, faccio una leggera pressione giusto per farglielo sentire che c’è ma non la penetro. Inizio a baciarla sul collo, lei ansima e si muove con il bacino per farmi entrare dentro di lei, ma io sto molto attento a non farlo scivolare dentro, voglio farglielo desiderare il più possibile in modo che lo desideri più di ogni altra cosa al mondo. Continuo a baciarla e scendo fino al seno, inizio a titillargli i capezzoli con la lingua, sono duri e grossi, ne prendo uno in bocca ed inizio a mordicchiarlo,lei inizia a godere di più, e mi supplica di scoparla, io continuo a non dar peso alle sue suppliche. Scendo ancora continuando a leccarla mi soffermo un attimo vicino all’ombellico poi ricomincio a scendere, inizio a leccargli l’interno coscia, lei si muove e ansima, sta godendo, tra poco perderà ogni freno inibitore e diventerà la più peggiore delle troie, la cosa mi eccita da morire, mi volto per vedere cosa stanno facendo Jessyca e Claudio, vedo che stanno già scopando, Jessy è a pecorina e Claudio le sta dietro, la sta pompando lei gode e ansima e lo incita a spaccargli la figa. Antonia mi chiama dicendomi: Dai Ricky non pensare a quello che fanno loro pensa a farmi godere voglio essere la tua troia. Nel sentire quelle parole mi eccito ancora di più, le porto la mia cappella davanti all’apertura della micina e dopo avergliela strusciata un po contro le grandi labbra la infilo in quella fessura vogliosa, lei emette un sussulto di piacere, apre ancora di più le cosce per agevolare la mia penetrazione, la sua figa è talmente bagnata che mi ritrovo con tutta l’asta dentro di lei, ha gli occhi socchiusi e dice delle parole a bassa voce io non riesco a capire il significato, allora le chiedo: Cosa stai dicendo? Lei mi risponde dicendomi: Ho detto che questo è un vero cazzo non quel cosino che si ritrova mio marito. Ricky: Stai godendo come una vacca, allora ti piace il cazzo e io che pensavo fossi una santarellina. Antonia: Si, sto godendo come una troia in calore, ho tutta la fica piena di cazzo, voglio che mi scopi a più non posso, dai sfondami con il tuo cazzone, fammi sentire donna dai ti prego voglio farmi spaccare tutta. Ricky: Se vuoi sentirlo tutto allora girati a pecora che ti scopo da dietro. Antonia: Io mi giro ma mi devi promettere che non mi inculi. Ricky: Ti prometto che per adesso non ti inculo poi vediamo. Antonia: Non solo per adesso, sempre non mi devi inculare ok? Ricky: Comincia a girarti, poi vedrai che ti faccio anche il culo e tu non ti rifiuterai. Antonia: Va bene però se mi inculi fallo piano sono vergine. Si posiziona a pecora io mi metto dietro di lei e molto lentamente entro nella sua figa ormai dilatata,comincio a pomparla e lei asseconda il mio movimento andando avanti e indietro, aumento il ritmo delle pompate e la forza con cui spingo, mugola e dice cosa da vera troia. Mentre la sto martellando guardo Jessyca che ora è sopra a Claudio, lo sta cavalcando, gode molto anche lei, continuo la mia scopata con Antonia e continuo a guardare cosa fanno gli altri, vedo che Jessyca prende la borsetta e tira fuori un tubetto di vaselina, lo apre e si unge per bene il buchetto, poi si alza fa uscire il cazzo dalla figa lo appoggia al culo e si impala lentamente, sta ferma un attimo in modo che il suo buchino si dilati per bene poi comincia a fare su e giù, Claudio gode tantissimo, la prende per i fianchi per accompagnare il movimento di Jessyca, anche lei gode e ogni tanto le scappa un gridolino di piacere. Io continuo a guardare la scena, e faccio notare anche ad Antonia che il marito si sta inculando Jessyca, ma lei niente sembra proprio che non voglia farsi sverginare il culo. Senza che Antonia mi veda faccio segno a Jessyca di passarmi la vaselina, apro il tubetto lo avvicino allo sfintere di Antonia e ne verso un po’, lei sente un liquido che gli cola sul buchetto e mi chiede: Ricky cosa stai facendo? Niente non preoccuparti ti ho solo messo un po’ di vaselina, così se ti viene voglia di prenderlo in culo sei già lubrificata. Antonia: Non se ne parla nemmeno di farmi scopare il culo, sono vergine ed ho paura che mi fa male. Ricky: Non preoccuparti che farò molto delicatamente, ti sverginerò il culo con delicatezza e vedrai che poi sarai tu a supplicarmi di spingere più forte. Non risponde segno che ha una mezza idea di prenderlo in culo, continuo a scoparla tenendola per i fianchi, poi comincio a stuzzicargli il buchino ( preda da me tanto ambita) con il dito, lei subito contrae i muscoli stringendolo, allento un po’ la pressione per farla rilassare, in modo che il buco si dilati nuovamente,come mi accorgo che si è rilassata comincio di nuovo a spingere con il dito, stavolta però lei non contrae i muscoli ed il mio dito entra nel suo culo. Continuo a scoparla in figa e a sditalinargli il culo spingendo sempre più in fondo il dito, ora è tutto dentro e comincio a muoverlo in avanti ed indietro, lei apprezza molto questo movimento e comincia a godere come una cagna. Mugola e ansima, muove il bacino per agevolare la penetrazione sia del mio cazzo nella sua fica e sia del mio dito nel suo culo. Dopo qualche minuto che stiamo scopando così si avvicinano Jessyca e Claudio. Jessyca: Dai togliti che adesso se la scopa un po’ il marito, ormai e bella calda l’hai preparata bene. Io mi tolgo da dietro ad Antonia e Jessyca fa stendere sul letto Claudio gli prende in mano il cazzo e fa salire sopra la moglie facendola piegare in avanti. Comincia a spiegarle come cavalcare il marito per sentirlo di più, quando ad un certo punto mi fa segno di posizionarmi dietro ad Antonia, io capisco subito vuole che gli infili la nerchia in culo mentre il marito la scopa in figa. Sono dietro Jessyca impugna il mio cazzo e lo dirige dritto verso il culo di Antonia, io gli apro le natiche per godermi tutta la scena, Jessyca mi fa segno di cominciare a penetrarla, appoggio la mia cappella gonfia, di colore violaceo allo sfintere e comincio a spingere. “Il pezzo seguente è scritto da Jessyca” Antonia sente la cappella sul buchetto...ma resta in godimento...non dice nulla...di lì a breve la scena è favolosa...Ricky inizia a penetrarla mentre il marito la fotte divinamente nella fica...Mi godo la scena da spettatrice...magnifica Antonia...faceva la santarellina ed invece ha 2 cazzi uno in fica ed uno nel culetto...e gode come una pazza!! Ricky entra lentamente...Antonia si piega in avanti...bacia con passione il marito...mentre Ricky con colpetti decisi le stà spaccando il sederino...mhh... Le mani sui fianchi di Antonia...il lento movimento di bacino di Ricky che la penetra con dolcezza...ed ecco che finalmente l'ha preso tutto in culo....la signora....!!Dopo poco se ne accorge ed inizia a sbuffare e mugolare come una pazza....piena di cazzo com'è! Si alza con la testa ed inizia a muoversi con i fianchi...agevolandoli entrambi nello scoparla....hai capito la signora...e dava a me della puttana!!I capezzoli sono gonfi e dritti...segno che stà godendo moltissimo...e dal viso la cosa è ben visibile...ogni tanto si passa la lingua sulle labbra per come gode....è davvero una donna molto calda...e pensare che voleva negarsi tutto questo piacere!! Il marito è vicino a venire...diminuisce i colpi nella fica della moglie...mentre Ricky la stà inculando magnificamente...colpi secchi..decisi...ogni tanto Antonia si lascia andare a degli urletti tra il dolore ed il piacere in fondo era vergine ed ha preso un bel cazzo nel culetto....è sverginata di brutto ora la signora!! Poco dopo ecco che il marito con una serie di mugolii le sborra nella fica....lei resta su di lui qualche istante....la sborra le cola dalla fica sul pube del marito...mhh....la voglia si rifà strada in me...ma sono curiosa di vedere Ricky quando verrà. La martella ancora....lei stupendamente a pecorina si gode la monta...mentre il marito scivola in avanti lei appoggia le ginocchia al letto....restando magnificamente a culo in fuori...senza parlare fà vedere a Ricky come lo vuole tutto...mette ancora di + il sedere proteso verso di lui per far si che la scopi ancora meglio...mentre abbassa la testa sul cuscino mostrando i magnifici capelli sciolti. Ricky non si fà attendere troppo....il sederino di Antonia è ben stretto e lo fà godere molto...pochi colpi e finalmente sborra...A quel punto io lo invito ad uscire dal culetto di Antonia....mi metto in ginocchio davanti a lui ed apro le labbra....pochi istanti e ricevo la cappella gonfia e vogliosa di Ricky che in un attimo inizia a sborrarmi sulle labbra e sulla lingua...delicatamente appoggio la lingua al glande e mi godo una sborrata stupenda....rapidi schizzi densi e caldi mi scivolano in gola...mugolo come una puttana sentendolo sborrarmi così...Lui gode moltissimo...me ne accorgo dai versi e dai rantoli che fà.Poco dopo lecco le ultime gocce dal suo magnifico cazzone...mentre si appoggia al letto sfinito. Deglutisco con un sommesso "MMMMHHHH" i densi schizzi....il pancino è pieno del suo seme....ne aveva tanta il porco ed io adoro finire un pompino con l'ingogio...fà parte del mio essere tremendamente puttana se mi ci metto! Antonia resta sdraiata sul letto....sfinita da quella monta deliziosa....il sedere all'aria..il buchetto dilatato...placata e decisamente soddisfatta....ora anche lei come me è una rottainculo...ma devo dire che da come godeva la cosa le è piaciuta un casino!Il marito anche lui ha goduto come un porco..io credo che vedere la moglie inculata nella sua cabina lo abbia eccitato non poco...ecco perchè quando è venuto godeva così tanto... “Il pezzo seguente è scritto da Riccardo” Sono steso sul letto, mi sento sfinito ho goduto come un porco, era da tempo che non mi facevo una scopata simile, guardo Jessyca, che è stesa al mio fianco, poi mi volto e vedo che Antonia non c’è mentre Claudio si sta rivestendo. Poi noto antonia che esce dal bagno con aria molto soddisfatta. Jessyca: Anto, mi sembra che ti è piaciuto farti rompere il culo, o sbaglio? Antonia: Mi è piaciuto eccome, d’ora in poi ogni volta che farò sesso mi farò inculare di brutto. Jessyca: E facevi la santarellina, anche se dalla faccia si vedeva che si nascondeva una troia da far paura. Le due andarono avanti la conversazione mentre io e Claudio ci eravamo già rivestiti, usciamo dalla cabina e diamo appuntamento al bar alle signore. Dopo quasi un’oretta arrivano tutte e due noto che Antonia indossa un abbigliamento molto sexy, si avvicinano e Jessyca dice: Le ho prestato qualcosa io ormai si deve vestire da troia, ha dimostrato di esserlo e quindi…… Scoppiamo in una risata e brindiamo. Nei giorni seguenti abbiamo fatto sesso ancora tutti insieme, ma purtroppo come tutte le cose belle c’è un inizio e c’è una fine e questa è la fine della crociera. FINE Questo racconto è stato scritto da due amici virtuali una donna e un uomo, ci siamo conosciuti quasi per caso nel web ed è nata questa splendida amicizia, tutt’ora ci scambiamo e-mail con i nostri desideri più nascosti, le fantasie più strane e le nostre esperienze di vita di coppia. Un grazie a tutti coloro che anno letto il nostro racconto. Per commenti scrivete ai seguenti indirizzi di posta elettronica :
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20 anni fa
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Capodanno in discoteca
============================================================================ PREMESSA: QUESTI RACCONTI SONO SOLO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA E QUINDI NON SONO REALI. ============================================================================ CAPODANNO IN DISCOTECA. Era la sera del 31/12/2005 ed io e mio marito eravamo ancora piuttosto indecisi.Ci avevano invitati ad una cena in un ristorante degli amici....altri ci avevano dato appuntamento alla disco LA BAIA DEI PIRATI...ed altri ci avevano invitati a casa loro per un brindisi della mezzanotte.... Io ero piuttosto eccitata...avevo comperato un abitino scollato molto sexy...lasciava quasi completamente la schiena nuda...fin quasi al sedere...e davanti un ampio scollo decisamente sexy faceva da contralto al vertiginoso stacco che mostrava la schiena nuda....Un paio di scarpine con tacco a spillo,un perizomino rosso di buon augurio sarebbero stati il tocco finale...decisamente ero una gran fica e la serata mi sarebbe piaciuta di sicuro...Messa così in tiro dovunque sarei andata avrei fatto faville....hihihi! Un buon bagno caldo...poi una crema per il corpo...infine trucco...capelli ben in piega...rossetto...dopo 1 ora di preparativi ero pronta.Mio marito vedendomi uscire sgranò gli occhi...dicendomi:"Cazzo jessyca...che strafica sei... mamma mia....stasera ti dovrò stare appresso se non voglio che qualcuno ti violenti!" Ridacchiando risposi che mi ero messa solo un pò in tiro per capodanno....e nulla +... Riguardandomi un'ultima volta allo specchio notai che senza reggiseno l'abitino faceva con gran facilità uscire una buona parte del seno...addirittura se saltellavo facevano capolini i capezzoli...la cosa mi eccitò ancora di +... la mia troiaiggine prendeva il sopravvento in certe situazioni...ed il pensare che ballando avrei mostrato il seno avrebbe eccitato sicuramente diversi ragazzi presenti nella disco...mettendomi così al centro dell'attenzione....cosa che mi piaceva e parecchio....La troia che era in me e che avevo a lungo controllato...sentivo bene che quella sera aveva voglia di scatenarsi.....e la cosa non mi dispiaceva affatto..anzi....Tutto sarebbe stato possibile ma solo una volta messo da parte l'ingombro di mio marito.... Decidemmo di andare alla BAIA DEI PIRATI...una disco distante una 50ina di km da casa nostra...l'estate è la meta preferita dei vacanzieri e l'inverno aperta solo per le grande occasioni...tipo capodanno appunto.Lì ci attendevano gli amici che avevano prenotato un tavolo per la serata.In macchina mi guardai allo specchietto...ero perfetta...trucco giusto...abitino perfettamente aderente...capelli lisci...insomma stavo veramente bene.Mio marito guidò con calma ed alle 11 eravamo lì. Salutammo gli amici...ci accomodammo al tavolino..eravamo in 6...3 coppie...e dopo i soliti convenevoli aspettammo la mezzanotte.Allo scoccare ecco il rito del brindisi...gli auguri...i cin cin..baci abbracci...le solite cose....Io aspettavo invece che si scatenasse la frenesia della disco per lanciarmi in pista....con quell'abitino avrei creato lo scompiglio ed in breve sarei stata messa in un cerchio di uomini eccitati nel vedermi ballare così sexy... Dopo poco il DJ lancia i primi dischi...l'atmosfera si inizia a scaldare...la gente si butta in pista alla grande...mio marito è al tavolo che discute di calcio...politica...le solite rotture di palle....Io lancio un occhiata alla moglie di Piero...uno dei 3 mariti delle 3 coppie presenti al tavolo e gli dico:"si và a ballare??" Lei annuisce...ci alziamo e dopo poco siamo in pista!Il ritmo è elevato...eccoci impegnate in un latino americano...inzio a sentire la musica entrarmi nel sangue...e con quella anche altre voglie si fanno lentamente strada in me.Dopo poco ne ho addosso un paio...che si strusciano via via mentre il ritmo avanza...il mio abitino mostra generosamente il seno e il profondo scollo posteriore mostra quasi lo spacchettino iniziale del mio sedere...e la cosa manda in estasi queli che mi ballano intorno! Dopo qualche altro ballo di Dance ecco che la mia amica molla...non è allenata a stare molto in piedi...io che sono parrucchiera invece in piedi ci stò dalla mattina alla sera e quindi reggo a meraviglia.Mi lascia sola....non chiedevo di meglio... ecco che il primo dei miei fans si fà sotto...guardandomi si avvicina e mi dice:"sei strepitosa...lo sai?Hai un abitino che è uno schianto...6 la + bella fica della disco..lo sai?" Lo guardo...non è brutto...anzi...piuttosto carino...con un bell'abito...e poi quella faccia da schiaffi che in genere mi eccita...quello sguardo quasi a dire:"dai puttana....lo sò ti piaccio...non tirartela e lasciami fare...."...ed in genere in questi casi la puttana che è dentro di me...nel mio lato oscuro...inizia a uscire allo scoperto. Gli sorrido....e gli rispondo:"grazie...diciamo che per una serata speciale mi sono messa un pò in tiro...tutto qui" Lui mi sorride e con una mano mi cinge il fianco per iniziare una salsa scatenata...Lo guardo dritto negli occhi....il mio pensiero è di quelli che non lasciano scampo...ho voglia di cazzo e questo è il mio tipo....Lui sembra leggermi nell'anima...di lì a poco inizia a stringersi a me...in un modo lento ma costante...Mi avvicino al suo orecchio e gli sussurro:"guarda che al tavolino c'è mio marito...non strafare....almeno non ancora....." La lampadina gli si accende negli occhi...molla la presa e inizia a ballare + lentamente e meno da assatanato..io gli sorrido facendogli capire che la cosa mi andrebbe e non poco. Lo lascio un attimo in pista...dicendogli..."Aspettami..vado a vedere che fà mio marito" Arrivo al tavolino e lo trovo un pò alticcio...diversi giri di grappe...spumante e mirto lo hanno messo un pò sull'intontito... hihihi...non chiedevo di meglio...gli amici parlano scherzano...ed io mi rituffo in pista...dove c'è chi mi aspetta e non solo per ballare. Rieccolo...sorridendo mi riabbraccia e avvicinando le labbra al mio orecchio mi dice:"approposito..mi chiamo Davide...e tu?" Io jessyca gli rispondo...Altro sorrisetto malizioso..e poi mi fà:"vieni al bar...ti offro il cin cin di capodanno...se ti và" Gli rispondo di si...mando però avanti lui per non dare nell'occhio....faccio il giro largo sgusciando via senza farmi vedere dal tavolino dove sono gli amici.Pochi attimi e sono al bar...lui mi aspetta già.Mi offre un gin lemon...beviamo con calma parlando del + e del meno...Lo guardo negli occhi....voglio fargli capire che ho voglia di sesso...che sono lì non certo per il gin lemon o per sentire che lui fà il meccanico in un officina e che è fidanzato con una di MILANO..... Mi fissa..pochi attimi...e capisce che cosa il mio sguardo gli dice.....Jessyca ti và di vedere la terrazza?Vieni...è uno spettacolo il mare questa sera......Mi prende la mano...lo seguo in silenzio....Apre una porta in ferro e poco dopo siamo su una veranda chiusa da vetri...divani che credo d'estate facciano parte di un sala privè...e dalle vetrate ora chiuse si vede benissimo il mare... Resto lì affascinata dallo spettacolo....quando sento che con dolcezza mi abbraccia da dietro...poi le sue labbra sul mio collo...mi stringe con passione e inizia a leccarmi il collo lentamente...Mi giro ed in un attimo incontro le sue labbra....un lungo bacio appassionato...mentre sento che inizia a prendere confidenza con il mio corpo.... Mentre limoniamo con passione lui si accorge che il mio vestitino mi lascia ben poco coperta...allungando una mano mi esce un seno...intrufolandosi nello scollo posteriore in un attimo ho l'altra sua mano sul mio sedere!! Mi abbassa le spalline....il seno è scoperto..inizia a leccarmi i capezzoli mentre mi fà appogiare alla spalliera del divano...io stò perdendo ogni inibizione....Davide mi piace e sono parecchio su di giri! allungo una mano verso i suoi pantaloni....cerco la zip.....eccola scendere in un attimo....intrufolo la mano cercando il suo cazzo....scosto la camicia...mi infilo nel suo boxer...eccolo....duro e magnificamente eretto....Lo tiro fuori dai pantaloni....e resto sorpresa...ha un gran bel cazzo....splendidamente eretto e piuttosto lungo...sicuramente oltre 20cm...ho l'acquolina in bocca!! Lo faccio appoggiare al divano...spostandomi...lo guardo dritto negli occhi mentre lentamente piego le gambe...inginocchiandomi davanti a lui....Gli slaccio la cintura...facendo cadere i panta ai suoi piedi...poi gli calo i boxer....mugolando dalla voglia.....Pochi istanti e mi ritrovo un cazzone da sogno in erezione davanti al nasino...non chiedevo di meglio...un bel ragazzo e con un gran bel cazzo...mmhh....decisamente il capodanno comincia bene..... Lo guardo dritto negli occhi ancora una volta....lui a sua volta mi guarda...incrociamo gli sguardi...un attimo di silenzio...poi mi dice:"dai...lo sò che lo vuoi...è da quando eri in pista che l'avevo capito...hai voglia di cazzo stanotte...vero jessyca??" Si gli rispondo...è vero...e tu mi sei piaciuto subito....così scanzonato e così porco.....sai? E lui mi risponde a tono:"dai puttana....guarda che cazzo ti faccio leccare....fammi vedere se sai fare un pompino...dal viso e dal vestito giurerei che sei una gran troia....ma la prova del nove è da come mi farai il pompino...." Io sempre in ginocchio lo guardo e con un sorrisino beffardo gli rispo...."beh...te ne accorgerai....secondo me resisterai ben poco....sappilo....." Dopodichè inizio a leccargli lentamente l'asta....leccatine leggere..colpettini di lingua...ha un cazzo superbo...duro...piuttosto largo e con una cappella da sballo....Lecco piano piano tutta l'asta...un filo di saliva la ricopre...lo sento respirare e dei piccoli gemiti gli escono quando lecco...segno che è sensibile.Infine mi insalivo le labbra...l'asta è già bagnata...ora la farò scivolare in bocca....Socchiudo le labbra...appoggio la cappella alla lingua e lo guardo ancora negli occhi...lui è come stregato da quell'immagine...io...una bella fica....gli stà a tette di fuori.....in ginocchio e con il suo cazzone davanti alle labbra...decisamente gli sembrerò una magnifica puttana in quel momento.....Lentamente mi infilo il cazzone in bocca....mentre un MMMMHHHH di piacere mi esce dalle labbra....stò godendo come una troia nel sentirmi quel cazzone da sballo in gola! Cm dopo cm me lo mando in gola....la cappella quasi mi soffoca...ma lo voglio prendere tutto....voglio arrivare a posare la punta del nasino tra i peli del suo inguine....Ancora pochi cm e ci sono...OOOOHHH.....MMMHHHH....ecco...l'ho preso tutto in bocca....che cazzo...mi soffoca quasi...è strepitoso! Arretro la bocca e ne faccio usicre qualche cm...e poi comincio ad andare su e giù con le labbra....lentamente salgo fino alla cappella e poi riscendo fino a oltre metà asta...mmhh.....che favola di cazzo ha questo ragazzo!!Inzia a sbuffare....sento che stà godendo molto.... se lui mi potesse toccare sentirebbe che ho la fica fradicia dal godimento...tirare un pompino così mi fà godere come una vera puttana da strada! Lecco le palle...sode e dure...piene di sborra....rilecco l'asta arrivando fino alla cappella....poi mi fermo....Guardandolo gli chiedo:"beh...che ne dici?sono brava?" Lui mi guarda dall'alto...e mi risponde....."dio jessyca....che straordinaria pompinara che sei...mamma mia....sei favolosa!" Lo guardo e ridacchiando riprendo il mio pompino....lecco il glande....socchiudendo le labbra mi spingo in gola il cazzone....lentamente riprendo il mio su e giù...Sento che gode...ma non immagina quanto stia godendo io...ho la fica un lago e se uno adesso me lo mettesse dentro avrei un orgasmo magico dopo 2 o 3 colpi!!! Mi ferma....mi fà alzare....mi abbraccia con dolcezza e mi inizia a limonare con passione....poi mi gira...mi appoggia alla spalliera del divano...mi alza il vestitino sulla schiena facendomi restare a pecorina appoggiata al divano.Uno specchio davanti al divano riflette la nostra immagine...Pochi attimi e mi scosta il perizoma...per un attimo mi guarda la fica....poi me lo cala ai piedi....io lo vedo dallo specchio....eccolo che impugna il cazzo avvicinandosi a me...sento la cappella che si ferma un secondo sulle labbra della mia fica....un attimo dopo con un paio di colpi decisi mi penetra...facendomi sfuggire un deciso:"AHHHHH.......SIIIIIIIIIII!!!" Entra in me....altri 2 o 3 colpi per spingermi il cazzo fino in fondo....ora mi sento la fica piena....mmmhh....mi ha penetrata con decisione e senza tanti preamboli....si ferma un attimo per assestarsi con le gambe...mi poggia le mani sui fianchi...Poi mi guarda nello specchio....il solito sorrisetto scanzonato...mentre mi dice..."che troia...sei....hai la fica fradicia di voglia per avermi tirato il pompino....vero??" Lo guardo mentre inizia a scoparmi...mi dà dei colpi dolci ora....dopo avermi penetrata con forza...lo sento tutto dentro di me mentre gli rispondo:"si...ero fradicia di voglia...e tu me la stai levando...sei stupendo...scopami davide...scopami tutta...." Inizia a scoparmi con dolcezza....le mani sui fianchi non stringono + di tanto...lentamente spinge fino in fondo....sento le sue palle appoggiarsi alla mia fica....poi lo ritrae un pò...e poi ricomcia a spingermelo dentro....un movimento molto dolce...mentre mi guarda nello specchio con passione. Sono appoggiata alla spalliera del divano....mi stò godendo una monta deliziosa...quando sento bussare alla porta....Davide immediatamente esce da me...si rialza i panta...io mi rimetto giù il vestitino....mentre lui chiede:"CHI E??" Davide siamo io e Giulio....si sente rispondere da dietro la porta.....Stavamo chiedendo dove fossi finito...e sapendo che spesso vieni qui a fumare una sigaretta volevamo sapere se eri qui....almeno ci allunghi 2 MARLBORO che siamo rimasti senza... Davide apre la porta per rassicurarli....entrano un secondo,,,gli dà le sigarette....Giulio lo guarda e gli chiede:"ma sei con una signora....perbacco...scusaci per l'intrusione!"Mario...l'altro dei due mi guarda con gli occhi sgranati....deve aver pensato:"guarda che fica ha preso davide....cazzo!!" No...non è nulla...stavamo chiaccherando....risponde Davide. Giulio guarda ai miei piedi e vede il perizomino rosso mio....un attimo e capisce che cosa stavamo facendo.....Io arrossisco e faccio finta di nulla....mentre anche Mario si accorge del mio perizoma alla caviglia. Giulio prende Davide da una parte....e parlottano un pò...pochi istanti e chiamano anche Mario....io non riesco a capire che cosa stà succedendo....Infine si avvicinano tutti e tre....Davide mi stringe la vita baciandomi con passione....poi si avvicina al mio orecchio e mi dice:"jessyca...si sono accorti che stavamo scopando...hanno visto il tuo perizoma...mi chiedevano se potevi far vedere anche a loro che razza di puttana sei....." mentre parla mi spinge verso il basso....pochi istanti e risono in ginocchio...mentre davide si slaccia i panta e mi schiaffa nuovamente il cazzone splendidamente eretto di nuovo davanti al nasino....Ma questa volta non è il solo....Mario senza proferir parola si è abbassato anche lui i pantaloni...un secondo cazzone....leggermente + piccolo del precedente svetta vicino alla mia guancia! Li guardo un istante....la voglia che ho è tantissima.....ormai la puttana che ho a lungo tenuta a bada è fuori...prima era solo un assaggio....ora di cazzo ne ho quanto ne voglio.... Senza dir nulla inizio a spompinarli...prima uno e poi l'altro....lecco le cappelle con voglia...la troia che è in me ormai non la fermo +...si è scatenata e la fine è segnata...finirò a scopare di brutto con tutti e 3!! Spompino quei 2 cazzi con godimento...mugolando e godendo come una puttana....quando ecco che anche giulio si avvicina...si cala gli slip....e mi sbatte davanti agli occhi il suo cazzo....una cosa da sogno...+ grosso e lungo di quello di davide....spalanco gli occhi per il godimento....sarà almeno 3 o 4 cm + lungo di quello di davide...mio dio...è strepitosamente dotato!! Mi mettono in cerchio....ho 3 cazzi da sballo da spompinare....lecco la cappella a giulio che da solo mi riempie la bocca...che cazzo da sogno.....Poco dopo davide mi ripiazza a pecorina sul divano....questa volta mi leva il vestitino..resto in tacchi a spillo nuda....perfettamente in tenuta da troia quale sono!! Davide mi risbatte il cazzone nella fica....un mugolio sommesso mi sfugge....mentre giulio dal davanti del divano mi sventola il suo magnifico cazzone davanti al nasino....poi si avvicina e me lo sbatte in bocca....stò prendendo 2 cazzi magnifici...non male per la serata di capodanno! Mario si sega....guardandomi così presa....ma sò che non gli basterà di certo.... Poco dopo la situazione cambia....Davide si sdraia sul divano...mi prende e mi fà calare sul suo cazzone....mi impalo lentamente guardandolo negli occhi...voglio che veda che razza di puttana sono.......Impugno il cazzone di davide....e mentre lo guardo dritto negli occhi appoggio la cappella alla mia fica...lentamente scendo su quel cazzone...socchiudo gli occhi e mi lascio sfuggire un ben deciso:"AHHHH....SIIII....TUTTOOOOO....." Sento le aplle di davide sulla mia fica....me lo sono preso tutto fino alla radice....mmhh....inizio a godere sul serio ora....Davide inizia lentamente a scoparmi di nuovo...prendendomi per i fianchi mi muove su e giù...ad ogni colpo lo prendo fino alle palle nella fica....non immagina come godo quando lo sento fino in fondo dentro.... Poco dopo giulio si avvicina....inizia a leccarmi la schiena....poi scende....mi abbassa lentamente in avanti il busto ed inizia a leccarmi il buchetto del sedere....dio che bello...sento la sua lingua rasposa che lentamente mi schiude il buchetto.....la saliva entra nelle pieghe del buchetto....mi sento bagnare dentro per com'è bravo a leccarmelo...... Dopo qualche minuto si inizia a bagnare la cappella....mi prende per un fianco con la mano...appoggia la cappella al mio culetto....Mi volto di scatto e gli dico:"ma che fai?Sei pazzo?Hai un cazzone troppo grosso!!" Stai tranquillla mi risponde lui.....una puttana come te vedrai come gode....lasciami fare.....E poi senti...hai un culo da sogno...spettacolare..a mandolino.....perfetto....sporgente....bello sodo...non mettertelo in culo sarebbe un delitto.....credimi....un culo come il tuo è difficile da vedere.... Mi rigiro....mentre davide per distrarmi aumenta il ritmo della scopata....mi poggia una mano sulla spalla e spinge in giù...infilandomi tutto il cazzo nella fica...fin quasi alle palle!!Godo molto da quella penetrazione...ormai ho deciso di lasciarli fare quello che vogliono....mi stanno trattando da perfetta puttana...e la cosa mi eccita terribilmente! Poco dopo sento ben distintamente la cappella di Giulio sul mio buchetto del culetto.....Piccoli colpi...decisi..continui....sento il buchetto schiudersi....un senso di piacere misto al dolore si fà strada in me....mentre lui và avanti piano piano....un colpo dopo l'altro....colpi lievi...delicati...ma continui....... Sento la cappella entrarmi dentro....un ben deciso:"OOOOOOHHHHHHH........" mi sfugge dalle labbra....mentre Giulio mi dice."che brava puttana sei....dai...piano piano te lo dò tutto...." E così è...piano piano...rispinge ancora...dolcemente....sento il suo cazzone scivolarmi dentro....il buchetto si dilata...si allarga sotto i suoi colpi....mi sono appoggiata a davide che mi stà limonando con passione....le noste lingue si intrecciano mentre giulio continua ad incularmi lentamente..... Mugolo...gemo....davide se ne accorge...ma continua a limonarmi...ormai sono in mano loro....e se devo essere sincera mi stanno facendo godere come una pazza!! Giulio và avanti...ormai l'ho preso tutto nel culetto...sento chiaramente le sue palle sulle labbra della mia fica...ed infatti un "AHHHHHHH.......siiiiiiii....l'hai preso tutto...troia!!!" gli esce dalle labbra mentre si assesta nel mio sederino ormai pieno di un cazzone da urlo..... Inizia a muoversi...bagna il buchetto del mio sedere dilatato da morire con altra saliva e poi inizia ad andare su e giù....mi incula con dolcezza....mentre davide ha ripreso a scoparmi dopo essersi fermato un pò per permettere a giulio di penetrarmi per bene..... Mi alzo appena appena con il busto.....mentre giulio mi stà inculando con maggior forza ora...colpi secchi...decisi....sento il buchetto dilatarsi....ho nel sedere un cazzone da sballo....sarà largo almeno 15cm e lungo + di quello di davide...mamma mia...che vacca mi stanno facendo diventare questi ragazzi!!! Ad occhi chiusi mi godo la scopata di Davide...che con forza riprende a fottermi....giulio mi stà inculando con passione....stò godendo come una pazza.....quando ecco che sento davanti alle labbra una cosa che conosco molto bene.... Apro gli occhi e mi ritrovo il cazzo di Mario....che in un attimo mi sbatte in bocca il suo cazzo duro..... Mi guardo per un attimo nello specchio.....sono piena di cazzo....mamma mia!!!che capodanno coi fiocchi.....scopata...inculata...e spompino un terzo cazzo....sono una gran puttana...lo ammetto! Davide và avanti ancora un pò...è molto che regge...alla fine inziia a fremere...e di lì a poco gemendo mi sborra nella fica....godendo come un pazzo mi schizza in fica diversi copiosi getti di sborra....mentre viene mi limona con la lingua....godo molto nel sentirmelo sborrare dentro..... resta così quanlche secondo poi lentamente esce da sotto...lasciandomi a pecorina con giulio....Mi stà facendo morire....giulio...mi incula con una forza stupenda..colpi continui..martellanti...mi stringe i fianchi con forza...ora poi che non ha + l'impedimento di davide è libero di muoversi....mi tiene sotto a pecorina e mi stà montando nel sedere come un vero toro! Godo molto...un pirmo accenno di orgasmo si fà strada in me....sento che stò per venire!!Giulio và avanti ancora....ancora colpi...mi schianta il sederino con quel suo cazzo da primato....ancora colpi...infine inizio a vibrare....sento un formicolio alla fica...infine vengoooooo!!Un "OOOOOOOOHHHHHHH......SIIIIIIIII......AAAAAAAHHHHHH" mi esce di getto dalle labbra.....mentre la fica mi si bagna terribilmente!!! giulio se ne accorge...e fermandosi un attimo mi dice:"che troia sei...+ uno ti incula e + godi!!sei proprio una puttana di razza...lo sai??" ahhh...siiiiiiii...è vero.....rispondo io.....mi stai facendo impazzire....lo sai?Mi stai sfondando letteralmente il culetto...ma stò godendo come una vacca alla monta...lo sai??? Lo specchio riflette la mia immagine.....mi guardo e mi vedo con i capelli smossi dai colpi di giulio...ho uno sguardo dove si legge il mio stupendo godimento.....sono sbattuta a pecorina....le braccia appoggiate alla spalliera lasciano libere le tette che sbattono sotto i colpi di giulio.....ho un cazzo da sogno ben piantato fino alle palle nel culetto....ed un altro..massimo...che ogni tanto mi mette il cazzo in bocca per farsi tirare un pompino..... Mi guardo pensando a che razza di puttana sono....inculata...scopata e a fare pompini a tre ragazzi appena conosciuti in discoteca la notte di capodanno....e mio marito è di là brillo che sonnecchia....solo una puttana sarebbe capace di tanto!! I pensieri lasciano il posto al godimento...sento il culetto in fiamme sotto i colpi di Giulio....imperterrito mi incula con passione... và vanti ancora un pò....poi lo sento vicino....Si pianta per bene con i piedi....mi stringe per bene i fianchi ed inizia a darmi colpi a ripetizione...violenti...mi scuote tutta cacciandomi quel suo paletto di carne sempre + dentro nel sederino....una serie di colpi fortissimi preannunciano l'orgasmo....Inizio a gemere con lui....il dolore di quei colpi...il culetto che mi si stà sfondando per bene...il godimento di sentirmi un cazzone del genere tutto nel sederino fanno si che nel momento in cui giulio mi sborra nel culetto anche io ho un secondo meraviglioso orgasmo!! Sento gli schizzi di sborra di giulio arrivarmi profondi nel pancino...mentre di nuovo la fica mi cola dal piacere che ho provato....un orgasmo magnifico...e questa volta quasi anale.....Inizio a gemere....."SSIIIIIII.....OOOHHHHHHH.....SIIIII.....VENGOOOOOOO!!!"....ed i miei gemiti si mescolano a quelli di Giulio che mi stà sborrando nel culetto tutto il suo piacere....Mi giro e lo guardo...è stupendo...il viso stravolto dal piacere... mi guarda con passione....mentre con gli ultimi colpi mi fà sentire quel suo strepitoso cazzone fino in fondo nel sederino...in quegli attimi mi sento profondamente sua...mentre gli ultimi fiotti di sborra mi inondano il pancino... "Che magnifica zoccola sei jessyca.....hai goduto e sei venuta mentre ti stavo venendo nel culo...sei proprio una gran troia...godi e vieni anche quando ti inculano!!" mi dice giulio in un ultimo sussulto di piacere. Si rilassa un attimo appoggiandosi a me...mi bacia il collo....mi giro e gli offro le labbra....ci baciamo con passione per qualche istante....Poi Giulio lentamente mi sfila quel suo grosso cazzone dal sedere....mi sento come svuotare il pancino mentre lui esce..... Massimo si fà sotto....non mi lascia nemmeno il tempo di riprendermi che già mi mette il cazzo in bocca....vuole godere anche lui..... Sono stanca....mi hanno scopata...inculata....ma ho ancora la forza di far morire questo ragazzo....in fondo ha saputo aspettarmi e poi lui non mi ha nemmeno scopata! Lo spompino con dolcezza...lentamente lecco l'asta....lecco le palle e la cappella...affondo le labbra dolcemente...mi guarda mentre lo spompino...mi tocca le tette che dolcemente ballano al ritmto del mio su e giù con la testa....lo sento che gode nel vedermele ballare.....Ancora pochi affondi...in breve lo porto all'orgasmo.....con pochi gemiti mi sborra in gola....piegando le gambe per come l'ho fatto godere.....Un "MMMMHHH" soffocato di godimento mi sfugge.....ogni volta che mi sento sborrare in gola godo...ed anche con lui è stato così....Rapidi fiotti di sborra mi arrivano sul palato..sulla lingua...calda...densa...godo molto nel sentirmela scivolare in gola....lecco la cappella mentre il cazzo gli si affloscia tra le mie labbra....Alla fine tutti e tre si rivestono....sono esausti...ed io con loro....Mi passano dei fazzolettini di carta....mi ripulisco la fica...il culetto...mamma mia com'è sfondato!!!Giulio mi sorride dicendomi che ho davvero un gran bel culo....a mandolino..sporgente....e che ha goduto molto a rompermi il culetto.....Conclude dicendo che sono una puttana di razza....ho preso in culo un gran bel cazzone ed ho goduto come una troia....difficile trovare puttane come me....La cosa mi eccita ancora di +....adoro essere considerata una puttana....specie da sconosciuti.... Ridono tutti e 3 mentre io sorridendo mi rivesto......che troia sono stata....puttana in un modo pazzesco!! Mi rimetto in sesto i capelli....rimetto su il vestitino..il peri....mi sistemo per bene...come se non avessi fatto nulla...I 3 ragazzi piano piano escono dalla terrazza....uno alla volta si rimescolano alla folla della disco...resto sola con davide..che mi bacia ancora. Mi lascia il suo numero del telefono cellulare...dicendomi che mi vuole rivedere...che gli piaccio troppo...che prova qualcosa x me.... Lo bacio con dolcezza....gli rispondo che lo chiamerò.....mi è piaciuto molto...sia lui che gli altri.... Riappaio in pista....mi ributto nel ballo......come se nulla fosse..... Qualche minuto dopo ecco Piero..uno dei 3 amici del nostro tavolo....Mi dice che mio marito si sente poco bene...ha vomitato al bagno perchè ha bevuto troppo..... Lo portiamo alla macchina...io Piero e la moglie di Piero....salgo e mi dirigo verso casa...Mio marito dorme tra i fumi dell'alcool....tra 20 minuti lo metto a letto.... Che capodanno...mamma mia....il dolore che sento al culetto mi ricorda la splendida serata passata in quella terrazza....e le gocce di sborra che mi colano dalla fica sono il segno che non è stato un sogno ma la splendida realtà della troia che posso essere se ci mi metto e se ne ho la voglia!! JESSYCA Per commenti e giudizi scrivete a:
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20 anni fa
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Beatrice sotto la doccia ...rilassatrice
Questo è il seguito del racconto «Beatrice stuzzicatrice». Riepilogo della puntata precedente: Vengo invitato a casa della mia amica Beatrice per risolverle un problema con il computer. Mentre sto lavorando le mi stuzzica strusciandomi sulla faccia un paio di mutandine. Poco dopo mi mette la gonna in capo e gode delle mie attenzioni. Sfinita dall'orgasmo si ricompone e va in bagno a farsi la doccia. Mentre mi rimetto a lavorare sul suo computer la sedia si incaglia sulle sue mutandine lasciate sul pavimento. Le raccolgo e mi accingo a portargliele in bagno. Se non lo avete fatto, vi consiglio di leggere prima l'episodio precedente. Vi piacerà ;-) Tanti auguri per un felice 2006 e buona lettura! ---- BEATRICE SOTTO LA DOCCIA ...RILASSATRICE ---- Aprii lentamente la porta ed entrai. L’aria calda e umida mi invase, il bagno era spazioso, pulito e c’era tanta luce che entrava da una grande finestra, velata e diffusa da una tenda gialla piuttosto fine. La stanza era del colore giallo dei girasoli, un rivestimento di piastrelle bianche si alzavano per un metro e mezzo di altezza e quelle più alte erano decorate con motivi orientali di colore verde e azzurro, in tono con il pavimento. L’atmosfera era calda e misteriosa per quel velo di nebbia che il vapore caldo della doccia aveva creato. A sinistra un armadietto, poi il lavandino con sopra una grande specchiera incorniciata da tante minuscole lampadine accese, più distante il bidet e il water. Nell’angolo a destra, l’acqua scrosciava e tra i vetri opachi del box doccia la sagoma confusa di Beatrice traspariva in una macchia di colore scuro e rosato. Mi chiedevo se quei vetri fossero opachi per il vapore dell’acqua calda o perché erano fatti in quel modo. Il pensiero che in quella macchia di colore vaga e indefinita ci fosse il corpo nudo della mia amica, bagnato, abbronzato e sensuale mi fece muovere qualcosa dentro i pantaloni, allora cercai di distogliere lo sguardo e non pensarci. Senza muovermi dalla soglia della stanza le dissi, a voce piuttosto alta per sovrastare il rumore della doccia: «Hai dimenticato un pezzo: dove te le metto?» «Ma che hai lasciato la porta aperta? Mi sembra di sentire freddo» Non era la risposta alla mia domanda, comunque feci un passo avanti e mi chiusi la porta alle spalle. Mi venne da pensare: “come ha fatto a sentire freddo chiusa nel box doccia con l’acqua calda che le cade addosso?” Mi avvicinai alla doccia e le ripetei la domanda: «Dove te le metto le mutandine?» «Lì, sul panchetto dove ci sono anche gli altri panni, vicino al lavandino… l’hai visto?» Detti una rapida occhiata intorno nella stanza e sotto il lavandino vidi un groviglio informe di panni sopra qualcosa che sembrava, a vedere dalle gambe che uscivano, il panchetto che mi aveva detto. «Ah, si!» risposi incamminandomi in quella direzione. Tenevo l’indumento appallottolato nella mano e prima di lasciarlo cadere sopra gli altri panni lo stesi, ammirandolo un’ultima volta. Tra la biancheria disordinata sopra il panchetto riconobbi la gonna di lino e il reggiseno di pizzo nero e rimasi a contemplarlo fino a quando mi sentii chiamare da Beatrice: «Miki!» - silenzio - «MIKI!!» ancora più forte. «Ohi, che c’è?» risposi avvicinandomi verso il box doccia. «Ah ci sei sempre! Pensavo fossi andato via…» «No, ma ora vado, c’ho il computer che sta facendo la scansione l’antivirus…» «Me lo fai un favore fra che sei qui? …mi insaponi la schiena?» «Eh?» risposi perplesso. «Sì dai… fra che ci sei ti sfrutto!» «Poi ti rimetto tutto in conto… eh!» reclamai fingendomi sacrificato. «Mammamia come sei sfaticato!» Mi avvicinai. Solo una lastra di vetro mi separava da lei, una lastra opaca di minuscole goccioline d’acqua che velavano l’immagine del suo corpo e io tornai ad immaginarne le forme, suggerite dai colori rosati della carne e da quello più scuro dei peli pubici che confusi trasparivano attraverso il vetro. Qualche goccia più grossa si distaccava pesante dalle altre e scendeva giù lasciandosi dietro una scia limpida dalla quale la forma confusa di quel corpo acquistava dettaglio e nitidezza. Mi avvicinai ancora un po’ e bussai con il dorso della mano sul box doccia. Beatrice fece scorrere un vetro sovrapponendolo a un altro e rimase voltata di spalle. Con il braccio sinistro si copriva il seno e con la mano destra, quella con la quale aveva aperto, prese la spugna insaponata e me la pose. «Aspetta – le dissi – sennò faccio il bagno!» indietreggiai di qualche passo e mi abbassai per togliermi le scarpe e i calzini, mi arrotolai un po’ i pantaloni bene sopra le caviglie e tornai a posizionarmi dietro a lei appoggiandomi con la mano sinistra al vetro della doccia. Presi la spugna, lei si scoprì la schiena portandosi i lunghi capelli in avanti, poi si mise la mano davanti a coprirsi il pube. Iniziai a insaponarle le spalle, la spugna scorreva liscia sulla sua pelle morbida e bagnata. La insaponavo come faccio quando lavo la mia automobile: “scarabocchiandole” la schiena con la scia di sapone che la spugna si lasciava dietro ogni volta che la strizzavo un po’ di più. Scarabocchiavo e cancellavo, scarabocchiavo e cancellavo di nuovo, andavo in alto intorno al collo e le spalle, poi scendevo fino alla vita e ai fianchi. Lì i miei occhi si posavano sempre sulla forma biancastra lasciata dal costume dopo l’abbronzatura. Impressa sul suo culetto ne metteva in evidenza le forme tonde e sode delle natiche. Non potevo più guardarlo perché avevo già i pantaloni gonfi e le guance rosse di lieve imbarazzo, sentivo addosso un calore che non era dovuto solo all’acqua, che calda scrosciava sul petto di Beatrice, ne percorreva il corpo e le cadeva ai piedi, rimbalzando in tante piccole gocce che arrivavano a bagnarmi i piedi. «Gratta! Più forte!» mi ordinò risoluta. «Diobòno! – esclamai – ora ti gratto io per bene!» replicai malizioso e le premetti la spugna dietro le spalle, con decisione e forza tanto che lei si sbilanciò in avanti, senza spostare i piedi distese le braccia e si appoggiò alla parete della doccia, finendo con la testa sotto il getto dell’acqua. «Ah… bene!...» sospirò con l’acqua che le cadeva sui capelli scuri, le scendeva sulle spalle e delicatamente le accarezzava tutta la schiena fino a insinuarsi tra i glutei e correre lungo le gambe fino ai piedi. Io rimasi fermo, ad aspettare che tornasse nella posizione di prima. «Dai, continua, perché ti sei fermato?» «Mi schizzo tutta la maglietta così!» «Levatela, te la rimetti dopo. Che hai freddo?» «Allora aspetta…» mi abbassai un po’, allungai il braccio e appoggiai la spugna ai suoi piedi, nel piatto della doccia; mi allontanai, tolsi la maglietta e la lanciai in direzione dello sgabello, mandandola a finire sopra le sue mutandine, feci per tornare alla mia opera e rimasi senza fiato nel vedere che Beatrice si era appoggiata con entrambi i gomiti al portaoggetti di fronte a lei, attaccato alla parete della doccia, ma nel fare questo si era piegata con il busto ancora di più in avanti e aveva sporto il sedere verso di me, si faceva cadere l’acqua dritta sulla colonna vertebrale subito dietro il collo. Teneva le gambe strette e diritte e suo culetto ritto invitava ad essere preso a morsi. Mi avvicinai fingendomi indifferente, ma il mio corpo non lo era affatto e lo sentivo stretto dentro i miei slip, con il sangue che mi martellava dentro le tempie e scandiva un misterioso conto alla rovescia. Mi abbassai a raccogliere la spugna, percorrendole con la faccia, a pochi centimetri di quota, la coscia destra, dalla natica fino alla caviglia. Avvertivo il calore e il profumo della sua pelle. Raccolsi la spugna e alzai lo sguardo. Lei era voltata a sinistra, con la tempia appoggiata alla parete della doccia. Le vidi i seni liberi penzolare dal suo petto, e la punta scura di un capezzolo far capolino dalla rotondità del seno destro. Risalii perlustrando le sue cosce e tra le natiche intravidi timida la carnosità della vulva, strinta e scura come il baule di un pirata che conserva il suo tesoro adagiata sul fondo buio di un abisso. L’acqua che le scorreva addosso accentuava le forme perfette del suo corpo e le rendeva la pelle lucida come la porcellana. Ripresi a strusciare la spugna con forza sul suo corpo; aggrappato con una mano fuori dal vetro, mi allungavo sopra di lei per arrivare alle spalle e poi scendevo giù, ai fianchi, alla vita, a sfiorarle il sedere e di nuovo su, scarabocchiandole il corpo di schiuma biancastra. Beatrice aveva la testa appoggiata e gli occhi chiusi, era rilassatissima. «mmh… Bello!...» sospirava ogni tanto. Fare forza sulla spugna con il braccio teso era faticoso. «Ohiohi che fatica! Aspetta un attimo…» dissi con il fiato corto, più per l’eccitazione che per lo sforzo fisico. «No, dai, continua…» mi implorò Beatrice senza scomporsi, con la testa oltre lo scrosciare dell’acqua e gli occhi sempre chiusi. Cambiai braccio e ripresi a lavorare. Ogni volta che scendevo non potevo fare a meno di contemplarle il fondo schiena, ed ero incantato dalle due fossette ai lati della colonna vertebrale che risaltavano sul suo fisico asciutto. Provai a farmi un po’ più audace e passai una rapida spugnata sulla zona superiore del sedere, dove finiva l’abbronzatura e la pelle iniziava ad essere bianca. Nessuna reazione. Al giro successivo di nuovo un’altra spugnata, un po’ più ampia quasi da disegnarle la rotondità delle natiche. Di nuovo niente. Beatrice era completamente assopita e rilassata. Ogni tanto sospirava e ondeggiava un poco i fianchi, da lì capivo che era ancora viva (e che le piaceva)! Dopo altre tre o quattro passate complete, dalle spalle allo stacco delle natiche e ritorno, volli rischiare e, una volta vicino, decisi di compiere un giro completo della natica sinistra. Questa scivolò tonda, liscia e soda sotto la mia spugna e Beatrice non si scompose. Salii un po’ e ridiscesi subito, prima che fossi arrivato alle spalle. Le detti di nuovo una spugnata sulla natica e ci misi un po’ di forza, per essere sicuro che se ne accorgesse. Di tutta risposta Beatrice sospirò con un leggero mugolino di piacere. Spostai la spugna sull’altra natica e iniziai a massaggiare anche quella. Accarezzare con la spugna quel culetto così perfetto, esposto e bagnato mi aveva provocato un’imponente erezione che premeva contro la stoffa dei miei calzoni e quasi ne soffrivo. «Ti piace così?» chiesi a Beatrice. «…sì...» rispose lei con un filo di voce sommesso dallo scrosciare dell’acqua. Le percorrevo la schiena premendole con la spugna lungo la colonna vertebrale, su fino alle spalle, poi scendevo disegnando delle ampie S fino al sedere, un massaggio fugace alle natiche e poi di nuovo su, contandole tute le vertebre del corpo. Serpeggiavo con la spugna mentre salivo, a volte anche mentre scendevo e lei assecondava i miei movimenti ondeggiando con il sedere e con i fianchi. A un certo punto la vidi liberare un braccio e scendere con una mano lungo il corpo, accarezzandosi languidamente; divaricò un po’ le gambe mentre ondeggiava e le vidi le dita della mano far capolino tra le cosce. Presi ad accarezzarle il sedere con entrambe le mani, con una tenevo la spugna, con l’altra le massaggiavo la natica a mano nuda. Beatrice mugolava e ansimava per il piacere che provava mentre il suo braccio si muoveva e scomposto sotto il suo corpo. Continuando ad accarezzarle le natiche mi accovacciai piegandomi sulle ginocchia. L’acqua le scorreva intorno ai fianchi e le scivolava sul sesso. La sua mano agile e esperta lo perlustrava giocherellando con le grandi labbra, le apriva e le stringeva, l’una all’altra, intrufolava qualche dito e ne percorreva il canale fino al clitoride. Con una mano insaponata e la spugna stretta nell’altra, scesi con le carezze dalle natiche alle cosce. Beatrice ondeggiava e piegandosi sulle ginocchia mi sbatteva il sedere in faccia, mentre continuava a darsi piacere con la sua stessa mano. Le massaggiai un po’ le cosce, poi lasciai cadere la spugna e risalii di nuovo sulle natiche con entrambe le mani nude. Le guardai tra le gambe il frutto proibito, gonfio di piacere e rimasi a contemplarlo per qualche istante. Dalla posizione della sua mano e dal movimento delle dita intuivo che si stesse titillando il clitoride. Afferrai con dolcezza le natiche e gliele scostai verso l’esterno, mettendole in mostra il buchetto e l’ingresso della vagina completamente bagnato e parzialmente aperto dalla pelle tirata. Ogni tanto un rigagnolo d’acqua partiva dalla schiena e si insinuava nella stretta valle, accarezzava con dolcezza l’ano e le bagnava il fiore, gocciolando a terra dalle grandi labbra ricoperte da una leggera peluria nera che il rigagnolo d’acqua metteva in risalto arricciando i peli in piccoli ciuffi scuri e bagnati. Mi avvicinai ancora di più alla sua intimità e mosso dall’istinto e dal piacere allungai la lingua tastandone con la punta il sapore. Beatrice sembrava non essersi nemmeno accorta di quella soffice carezza, tanto era assorta dal suo dolce accarezzarsi. Lo feci di nuovo, intrufolando il naso tra le natiche divaricate e affondando un po’ di più la lingua nella sua candida ferita. Stavolta avvertì il mio gesto e mugolando spinse il sedere verso di me. Io accolsi l’invito e con la faccia ormai bagnata dall’acqua e forse non solo da quella iniziai a lapparla avidamente tra le labbra del sesso, come un leone assetato davanti una pozza d’acqua fresca. Con le mani le tenevo i glutei ben divaricati e intanto lei si stuzzicava il clitoride con movimenti veloci e esasperati delle sue dita. Le sue urla di piacere si confondevano con lo scrosciare dell’acqua e la sua vagina colava umori caldi e appiccicosi sulla mia lingua ruvida che si faceva strada dentro di lei, tra le grandi labbra gonfie e carnose e quelle più piccole, indifese, rosse e congestionate dal piacere. I suoi movimenti divennero poi scomposti, faticavo a mantenere il contatto con il suo sedere e quasi mi si sedeva sulla faccia quando affondavo la lingua. Iniziò a gridare più folte, a ripetizione, a tremare. Sentii le dita della sua mano toccarmi il mento come a cercare la mia bocca, poi due si fecero strada seguendo la mia lingua e entrarono dentro. Entravano e uscivano velocemente mentre io le leccavo e ogni volta che uscivano le sentivo umide e fradice d’umori. Sentivo il delicato profumo del suo piacere diffondersi intorno a me tra il profumo del bagnoschiuma, poi affondai nuovamente la lingua, le sue dita la seguirono e venne, urlando e tremando. Rimase immobile. Il silenzio era rotto solo dallo scrosciare dell’acqua e dal nostro respiro affannato. Mi distaccai dalle sue natiche, lasciandole per qualche secondo l’impronta rossa delle mie mani. Mi tirai indietro e rimasi seduto sul pavimento ad ammirarla. Lei stette immobile, con le dita dentro al suo sesso, poi piano piano le sfilò tirandosi dietro un luccicante filo di umori, accostò le gambe e si ricompose. Chiuse l’acqua e il silenzio divenne quasi imbarazzante. Io avevo i pantaloni fradici per gli schizzi d’acqua e il sesso gonfio. Lei si voltò coprendosi con un braccio il seno e con la mano il pube. «Sei bellissima» riuscii a dirle con un filo di voce. Lei era rossa in viso «mi prendi l’accappatoio attaccato alla porta?» chiese molto seria. Mi alzai, con un po’ di difficoltà. I muscoli delle gambe mi facevano ancora male per la scomoda posizione di prima e i jeans bagnati mi allegavano alle cosce impedendomi un po’ nei movimenti. Presi l’accappatoio, bianco, molto ampio, e glielo portai. Lo aprii, lei si voltò e la aiutai ad indossarlo. Se lo chiuse, fece un nodo al cordoncino in vita e si voltò verso di me, scrutandomi dal capo ai piedi per poi fermarsi a guardarmi i pantaloni. «Guarda come ti sei bagnato…» mi disse, con la faccia triste e lo sguardo basso, l’aria dispiaciuta come se si sentisse in colpa. «No, fa niente… fuori è ancora caldo. Asciugheranno.» «Togliteli che te li asciugo con il fon, si fa prima» replicò tenendo sempre lo sguardo basso sopra i miei jeans. Avevo la sensazione che guardasse proprio lì in mezzo, sul bozzo che premeva dentro la stoffa e mi sentii in imbarazzo. «no.. non importa, davvero. Piuttosto… te, tutto bene?...» «e te? …tutto bene te?» mi chiese fissandomi negli occhi sorridendo sotto i baffi. La sua domanda mi trovò impreparato e balbettai una specie di risposta: «io? Io… sì, non so cosa dire… non mi aspettavo questa cosa…» «sicuro che stai bene? Mmmh…» Insistette mordendosi maliziosamente un labbro mentre si avvicinava lenta verso di me. Io non capivo, o non volevo capire. Beatrice si fermò vicinissima in piedi davanti a me, sentivo il suo fiato sulla mia faccia. Mi guardò dritto negli occhi e appoggiò le dita della mano sul mio petto. Pensai che volesse spingermi più lontano, invece fece scivolare la sua mano giù lungo il mio corpo, sotto le costole, sugli addominali, mi sfiorò l’ombellico e si fermò alla cintura dei pantaloni. Mi guardò di nuovo negli occhi e mi ripeté la domanda: «non credi che questi pantaloni vadano un po’ asciugati?» Il suo sorriso malizioso cancellava ogni dubbio circa le sue intenzioni. Senza distogliere lo sguardo dai miei occhi iniziò a slacciarmi la cintura aiutandosi anche con l’altra mano, poi la sfilò dai pantaloni e me la mise intorno al collo. Sentii la fibbia fredda sul mio petto accaldato e ebbi l’istinto di muovermi. «sta’ fermo!...» mi sorrise lei con aria da furbetta. Ritornò a occuparsi dei bottoni sganciandoli lentamente uno ad uno senza abbassare lo sguardo. Io le accarezzavo dolcemente le braccia. Intrufolò una mano sopra la stoffa dei miei boxer, tastando a mano piena il mio attributo. Io imbarazzatissimo ero diventato rosso e stavo immobile, cercando di controllare la mia eccitazione. Lei esclamò con aria sorpresa: «mmh…! Hai anche gli slip umidi…» e con aria da mamma che rimprovera il bambino capriccioso aggiunse: «Dovremmo asciugare anche quelli!» «non sono slip – riuscii a malapena a dire – sono boxer» e fu la cosa più intelligente che mi venne in mente di dire per nascondere il mio imbarazzo. «Ah, si? Fammi un po’ vedere…» e scese ad inginocchiarsi davanti al mio sesso. «pessima risposta!» pensai tra me e me. E nel vedere lei così vicina al mio sesso e sentire le sue mani che mi abbassavano piano piano i pantaloni mi fece diventare il pene duro come non mai, e premeva nella stoffa tanto che si poteva vederne la forma come fosse stato nudo. Quando mi ebbe portato i pantaloni alle caviglie, risalì con le mani, accarezzandomi dolcemente le gambe fino alla vita, poi mi accarezzò con il naso il pene da sopra la stoffa. Ridiscese abbassandomi di qualche centimetro l’elastico dei boxer, fino a farmi uscire un po’ di pelo nero, poi mollò la presa e iniziò ad accarezzarmi avidamente i glutei, a stringerli, ad affondarci le unghie mentre mi guardava con la faccia all’insù e un ghigno aggressivo ed eccitato. Si tirò su di scatto e mi comandò: «Sfilati per bene i pantaloni.» Io obbedii senza replicare, alzai la gamba sinistra e liberai la caviglia e il piede dalla stoffa dei jeans; lo stesso feci con la gamba destra. Lei dette un calcio ai pantaloni e li fece volare fin sotto al lavandino. Allungò le mani a prendere gli estremi della cintura che avevo intorno al collo e mi tirò violentemente vicino a lei. Eravamo così vicini che sembravamo in procinto di baciarci, invece si rimise in ginocchio, fece nuovamente scivolare le sue mani lungo il mio corpo fino all’elastico dei boxer. Li afferrò e con un movimento deciso me li calò fin sotto le ginocchia liberando il mio membro che la colpì in faccia. «Accidenti! – esclamò – e questo non sarebbe un problema? Non posso mandarti a casa in questo stato: che figuraccia ci faccio se i tuoi ti scoprono in bagno a masturbarti? Penseranno che ho fatto la porca, che te l’ho fatto diventare duro… No! Non devono pensare questo di me… Dobbiamo prendere provvedimenti!» Parlava da sola, contemplando la mia erezione. Io ero imbarazzatissimo, fermo, immobile, respiravo calcolando ogni millimetro cubo di aria che tiravo nei polmoni. Alzò lo sguardo verso di me, mi puntò il dito contro e mi disse con tono autoritario: «Non ti preoccupare: vedrai che la tua amichetta sa come far fronte a certe emergenze e ti salverà!» Detto questo avvolse il mio pene turgido con la sua morbida mano e iniziò a masturbarmi. Faceva scorrere indietro la pelle scoprendomi in buona parte il glande, lo contemplava eccitata, poi lo rivestiva e lo scopriva di nuovo. Era violaceo e lucido per alcune gocce di sperma che avevo sentito uscire dopo le precedenti erezioni. Con l’altra mano mi accarezzava la natica e la coscia. Io le accarezzavo i capelli ancora bagnati e il mio sguardo si insinuava nell’ampia scollatura dell’accappatoio e ogni tanto riuscivo a intravederle i seni. «Ti piace?» mi chiese improvvisamente alzando lo sguardo. «Si.» Risposi secco, sorridendogli e accarezzandole più amorevolmente la testa. Dopo la mia risposta aumentò il ritmo e mise più forza nel movimento della sua mano, che mi tirava la pelle fino alla base dell’asta, il glande si scopriva interamente e il frenulo tirava quasi a farmi male, sempre più violenta e sempre più veloce. Mentre godevo di quella sua attenzione, scesi con le mani lungo il collo e le aprii la scollatura dell’accappatoio, facendoglielo scivolare dalle spalle. Beatrice si ritrovò con i seni esposti che ballonzolavano con i movimenti cadenzati del suo braccio. Alla vista di quelle forme e dei suoi capezzoli scuri e turgidi sentii un colpo al basso ventre e un calore crescermi dentro. L’orgasmo stava per esplodermi dentro come un serbatoio di benzina nel quale è appena stato gettato un fiammifero acceso. Volevo avvertirla che stavo per venire e darle il tempo di spostarsi. «Bea…» bisbigliai con aria sofferente cercando di trattenerlo il più possibile. Lei si interruppe un attimo lasciandomi scoperto il glande, tirò fuori la lingua colandoci sopra un po’ di saliva e lo fece sparire dentro la sua bocca. Tenendo le guance strette iniziò a pomparmi sincronizzando il movimento della testa con quello della mano che lavorava sulla parte dell’asta rimasta fuori dalla sua bocca. A sentire il calore della sua bocca avvolgermi il glande ormai troppo sensibile, non riuscii a resistere e dopo pochi secondi l’orgasmo si liberò in me con una serie di sussulti incontrollabili e pompando fiotti di seme caldo dentro la sua bocca. Tremai sulle gambe emettendo un rantolo liberatorio e con gli occhi chiusi le accarezzai dolcemente la testa. Finito tutto. Aprii gli occhi e la guardai. Lei aveva ancora il mio sesso nella sua bocca e mi guardava con gli occhi all’insù, poi se lo sfilò piano piano tenendo le labbra strette e lo lasciò adagiarsi nella sua posizione naturale. Si alzò guardandomi e andò a sputare il mio seme nel lavandino. «Ma quanto ce ne avevi?!» disse dopo essersi sciacquata la bocca, guardandomi dal riflesso dello specchio. «E’ colpa tua!...» risposi sorridendo soddisfatto. Beatrice era quasi dispiaciuta: «Scusa ma non mi andava di ingoiare, non l’ho mai fatto…» «No, ci mancherebbe… mi sarebbe bastato anche venire in un fazzolettino…» «Le cose o si fanno per bene o niente!» replicò orgogliosa della sua prestazione voltandosi verso di me. L’accappatoio le era scivolato ai gomiti e si era aperto. Io la guardai con ammirazione. «Sei niente male!» le dissi. Non capì subito, ma quando si guardò addosso e realizzò di essere nuda si coprì voltandosi in fretta. Scoppiai in una sonora risata. «Dopo quello che abbiamo fatto ti vergogni a farti vedere nuda?» «Che c’entra?! Un po’… sì!» e si ricompose l’accappatoio addosso. Io mi tirai su i boxer e mi avvicinai verso di lei. La presi delicatamente per le spalle e la feci voltare. «Ti voglio bene» le dissi guardandola negli occhi, e ci abbracciammo teneramente.
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20 anni fa
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Luana e fabio
LUANA E FABIO(1) Fabio, un ragazzo algerino, trentEnne alto 190 cm per circa 80 kg. Un armadio di ragazzo proporzionale è il suo cazzo, la sua forza fisica e la sua voglia di sesso. Precoce ma ripetitivo, sempre in tiro e abbondante. Lui dice basta quando tu non ce la fai più… quando sei stremata ed esamine. Ti assicuro che da sotto di lui puoi uscire anche con una costola rotta. E successo! L'ho sconosciuto tramite un annuncio scritto dietro ad una porta di un cesso pubblico sull'autostrada Napoli Roma. Allora abitavo ai Castelli e lui ad Ardea quindi non molto lontano. Ti confesso che al primo incontro vado sempre un po' insicura (sarà cosi anche per l'altro). Ci sarà… gli piaccio… mi piacerà… sarà un bell'incontro, sarà un delinquente… etc. Gli fisso un appuntamento in un posto non eccessivamente isolato e abbastanza illuminato sulla via Nettunense all'altezza di Valmontone, non lontano da casa mia e non molto lontano da casa sua. Aspetto che scende prima lui dalla macchina… cerco di inquadrarlo e farmene un'idea prima che fisica (quella me la sono fatta subito, era bello e possente) del tipo di persona… è un bravo ragazzo… posso fidarmi… Abbasso il finestrino… "Ciao bella (mi squaglio), posso darti un bacio? (mi liquefo) S'infila con la testa nel finestrino, mi lascio fare… Intanto per valutare non tanto le sue dimensioni (oddio se ci sono anche quelle non è male) ma il suo interesse, gli metto la mano sulla patta… indossa una tuta abbastanza ampia il suo cazzo non è durissimo ma è a metà strada e ti garantisco… anche la mia dolce e soave mano ha faticato ad afferrarlo. E' fatta! Penso. Con modo da femmina troia apro la portiera della macchina, mi faccio precedere dalle mie bellissime gambe velate da collant neri autoreggenti, un vestitino cortissimo nero… lui mi osserva con molto interesse e intanto con la mano si posiziona qualcosa in continuo crescendo perché nella vecchia posizione stava scomodo. Quando il suo sguardo arriva al mio viso, con tratto da troia, faccio scorrere lentamente la mia lingua sul mio labbro superiore… i suoi occhi brillano e le sue mani fremono e suppongo il suo cazzo scoppia. Chiudo la portiera dietro le mie spalle e mi appoggio alla macchina, mostrandomi molto femminile, remissiva e docile. Noto che quest 'atteggiamento lo eccita. Attimi di sguardi incrociati, scrutamento reciproco, imbarazzo, ma convinta che in entrambi il pensiero era (da parte mia "prendimi " e da parte sua "sarai mia "). Rompe il ghiaccio lui… "Posso abbracciarti", con voce flebile e smielata: Fabio Sisia abbracciami! Mi abbraccia con forza, passione, mi spinge contro la macchina, sento il suo enorme cazzo sotto il mio seno (finto), mi faccio avvolgere immergendomi tra le sue forti e robuste braccia (lui cm 190 io cm 174), sento una sua poderosa gamba immersa in mezzo alle mie cosce… riesco a mala pena a dargli un bacio sul collo… al mio smack mi stringe ancora più forte. Penso è fatta gli piaccio e mi strapiace. E ' ancora lui a riprendere la parola, deciso e sicuro di se, aveva capito che tremavo e fremevo per lui: "Luana ti voglio subito, sarai mia!". Dolcemente e con qualche battuta di ciglia gli dico: "Si', Fabio… anche io ti voglio! Ma non qui". Riprende: Non oso chiederti di andare a casa tua e io non ti posso ospitare, seguimi, conosco un posto appartato e tranquillo… ci vado ogni volta che devo scopare, non è molto lontano da qui… sull'Ardeatina". "Ok ti seguo!". Lo seguo! Ci fermiamo in una strada dietro ad un casetta dell'Enel da dove si vedono scorrere le macchine sull'Ardeatina. Erano circa le 22.00, piena estate, caldo d'aperta campagna… ideale per una buona e sana scopata. Ferma la macchina, fermo la macchina. Gli vado incontro e ci fermiamo tra la sua e la mia macch ina. Mi dice: "Tranquilla, qui non viene mai nessuno e poi stai con me!" Mi piace il suo fare… sicuro di se di quello che vuole e di quello che mi può offrire. Mi prende di peso e mi fa sedere sulla parte anteriore della mia macchina, metto i miei tacchi a spillo sul paraurti, si curva su di me… sento il suo cazzo proprio tra i miei glutei… duro, poderoso e prepotente. Mi bacia su collo sul viso, in bocca, la sue mani tirano su il mio vestito, rimango in tanga. Le mia mani tentano arrivare al suo cazzo che è incollato al mio sedere… non ci riesco, si rende conto si raddrizza e si scosta, tento di tirare giù la tuta, il cazzone e fuori dagli slip per più della metà e qui permettimi una pausa per una sommaria descrizione. Dico sommaria perché in fondo i cazzi sono tutti uguali, può variare la grandezza,la robustezza, ma ti assicuro quello che varia e chi lo porta e noti la differenza solo quando lo senti in mano, in bocca, in faccia, dentro. Comunque sarà stato un 22x18 (non esagero) dritto, con una cappella proporzionata ma bella grande. Faccio fatica a prenderlo in mano, si accorge: con la mano sinistra mi afferra ad un fianco e mi tiene incollata alla macchina, con la mano destra si abbassa la tuta e tira giù gli slip. Svestito il fratellone, sposta il filo del mio tanga, lo riposiziona tra i miei glutei e va su e giù, mi bacia mi accarezza, mi avvolge. Ad un tratto si ferma (quasi mi spaventa) e mi dice: "Mettimi il preservativo, voglio scoparti… voglio farti sentire femmina… ". Si allontana di qualche passo scendo da quella posizione, tento di abbassarmi perché voglio sentire in bocca quella mazza enorme, mi dice: "No adesso no, se cominci di bocca me ne vengo subito… bagnami solo con la lingua la cappella " cosa che faccio (e come potevo non farlo) mentre con una mano gli accarezzo una gamba mentre con l'altra cerco di prendere le palle… enorme, sode in una mano non c 'entravano. (Perché abbiamo solo due mani, in certi momenti ce ne vorrebbero, forse, dieci per toccaretutto quello che c 'è da toccare). Prendo la mia borsettina con tutto l 'occorrente… preservativo, fazzolettini umidificati e l'immancabile lubrificante. Quasi inginocchiata, davanti a quella statua, gli metto il preservativo a fatica mentre le mani afferrate, le mie spalle mi stringe a sé. Cerco di lubrificare bene il cazzo, mentre sento il mio culetto stringersi ma con il desiderio profondo di accogliere quella prepotente creatura, mi blocca: "Fermati, altrimenti mi fai venire… la prima vengo subito…" Dal tono della voce, maestosa e maschile, e dalle parole capisco che ci sarà un seguito e quindi devo fare di tutto di non eccitarmi troppo e soprattutto di non venire. Apro il mio tubetto di lubrificante mi faccio cascare un po' di gocce sulle dita e lo spalmo sul buchetto. Mi rendo conto che non è abbastanza, provo a prendere altro lubrificante… Mi ferma con una mano e con l'altra mi tira giù il tanga. Mi dice: Non mettere troppo lubrificante, altrimenti diventi troppo larga… "Che scopata è se non ti spacco il culo, ti faccio male e poi ti faccio godere ". Gli dissi: "Guarda sono una donna, non una vacca da scannare" quasi ribellandomi e pensando al dolore… Mi disse ancora, con tono maestoso, convincente, ma nello stesso tempo persuasivo, mentre la sua mano mi accarezzava il viso: "Guarda che una scopata è un inizio di dolore con un finale di piacere! Credimi ti piacerà… ne vorrai ancora e mi cercherai ancora!". Quasi sconcertata e confusa dissi: "Speriamo… " "Girati, ti voglio prendere alla pecorina ". Docilmente come una pecora che non sa se va al macello o in un prato d 'erba fresca. Mi aiuta a posizionarmi con le ginocchia sul paraurti, l 'addome sul bordo del cofano e la braccia distese. A dir poco tremavo, ma ero rilassata e serena, cosciente di stare sotto un esperto, consapevole e sicuro di volermi fare male ma di darmi tanto piacere e dolcezza. Si pianta dietro di me, con la mano sinistra afferra la mia mano, la stringe e la tiene ferma sul cofano; con la mano destra accarezza i miei glutei (massaggiandoli), piano piano con l 'indice scende fino al mio buchetto, gli gira intorno con il polpastrello, lo massaggia, piano lo fa entrare, mi scopa per qualche attimo con l 'indice (forse per scrutare la posizione e l 'elasticità). Sento togliere il dito e avvicinarsi qualcosa di veramente enorme, l 'appoggia dolcemente, (non c 'è rudezza) nel suo fare intanto con l 'altra mano, posizionato il cazzo davanti al buco, si libera e mi afferra l 'altra mano. Continua dolcemente, sento il suo respiro sul mio collo e al mio orecchio (una cosa che m 'inebria e mi fa uscire fuori di testa) Spinge dolcemente fino al punto di allargare il buco ma non entra, aspetta che mi rilasso, mi sussurra parole dolci all'orecchio e mi chiede se lo voglio. Gli dico: "Si… si, si, lo voglio (gli potevo dire di no!) non ce la faccio più lo voglio…" Mi muovo, cerco di alzarmi con il busto, con il suo torace, mi spinge sul cofano. Mi chiede: "Sei pronta?, dimmi che mi vuoi… dimmi che vuoi godere…" Il mio respiro e le mie parole diventano affannose, gementi. Con la sua bocca mi morde il lobo dell'orecchio, mi sento penetrare anche dal suo respiro… sono in estasi con la cappella piantata davanti al mio buco del culo… Mi sento i polsi stringere… sento…il ventre rilassarsi… in un colpo solo, fermo, deciso e forte mi apre ed entra con tutta la sua potenza. D'istinto mi stringo, mi dimeno, mi tiene ferma, urlo, mi pesa sul corpo, sento urlare anche lui insieme a colpo sferrato da una macchina potente e sicura. L'urlo reciproco è unisono. Il dolore mi fa perdere i sensi… ma non fino al punto di non sentire niente… Sento una enorme mazza dentro di me, tutto il peso del suo corpo sopra di me, il respiro, di un leone fiero con la sua preda tra i denti, nel mio orecchio, i polsi stringermi da due mani che sembrano tenaglie, una voce fiera che mi dice: "Come stai Luana…?" ed io con una voce pregna di dolore e di piacere rispondo: "N o n p o t r e i s t a r m e g l i o…!" In effetti non è stata una frase di circostanza: cosa c'è di meglio che essere posseduta da un maschio bello, dotato… ma soprattutto posseduta da una persona che ti desidera… che desidera darti il massimo del suo piacere e averne altrettanto da te. In più la giusta dose di rudezza e dolcezza maschile. Da lui e da questa penetrazione ho imparato che in fondo un atto sessuale e soprattutto infierire e ferire: in fondo un coltello (cazzo) che s'infila in una ferita (bocca, figa, culo), la bellezza dell'infierire e ferire dipende da come lo si fa. Un violentatore infierisce e ferisce soltanto; un amante infierisce e ferisce con passione e dolcezza. Dopo la mia affermazione d'enorme benessere, continua a muovere il suo bacino, con dolcezza e determinazione, mentre sento, con enorme piacere, la mia cavità anale svuotarsi e riempirsi. Il ritmo si fa sempre più frenetico e deciso, i colpi sono sempre più forti e profondi, il mio dolore si fa sempre più misto a piacere fino a diventare solo piacere. Mi auguro che hai provato questo piacere o che hai fatto provare questo piacere… non puoi chiedere di più… Intanto il suo respiro diventa sempre più intenso, il suo peso diventa sempre più pieno, il mio corpo attutisce in pieno i colpi, il povero cofano nella macchina non so… Il suo respiro diventa un lamento di piacere ed io lo accompagno con parole dolci e d'incitazione, il mio corpo vorrebbe seguire il suo ma non ne ho il tempo… appena fuoriesce me lo risento di nuovo dentro e sopra. I suo lamento comincia ad essere urla che coincide con la fine del colpo sferrato e in quel preciso istante non posso che attutire il colpo (non ho via di scampo) la mia bocca emettere un lamento di piacere, il mio cervello e il mio corpo liberare scariche d'energia. Le sue urla sono sempre più frequenti i suoi colpi sempre più profondi… Sono stremata… Mi stringe più forte, bloccata come sono (mani e bacino sul cofano) non posso che godere e predispormi nel miglior modo possibile ad accogliere il frutto del suo piacere dentro di me. La sua stretta è sempre più forte sento sopra di me un animale che scarica tutta la sua forza e la sua energia dentro di me… Il suo corpo ormai freme e mi avvolge, il suo respiro e affannoso, le sue parole sconnesse, il suo cazzo e più duro, i colpi sono forti e decisi, ad un tratto "Luana vengo… vengo… Luana sei mia… Luana… prendimi tutto… " sento lo sperma che attraversa la sua uretra, lo sento scorrere sulle pareti del mio ano prima frequente e poi a fiotti e lui che cade sopra di me, mi morde sul collo, (stramazzo di piacere, urlo) è doloroso è il massimo della goduria. In un attimo mi allenta la mano riesco a sfuggirgli mi aggrappo al tergiacqua che spezzo… (ma che me frega…). Ha scaricato dentro di me non solo il suo cazzo, il suo succo, il suo desiderio, la sua passionalità, la sua forza, la sua potenza, la sua mascolinità, ma soprattutto il suo amore… I suo colpi rallentano ma non si fermano, le sue mani mi accarezzano la testa, il collo, la schiena, il bacino, mi prende il bacino lo attira a se… I suoi movimenti diventano più lenti, più sinuosi, soavi…è soddisfatto! Il leone ha ferito la sua preda con l 'arma della sua regalità… e felice perché ha dato tutta la sua energica potenza alla sua femmina. La sua vittima è ferita e felice di aver accolta l 'arma del suo feritore, consapevole di aver dato tutta se stessa al suo maschio. Il suo corpo è adagiato sulla sua vittima, con il cazzo ancora duro dentro la sua femmina, con le mani accarezza i capelli (parrucca) gira la testa e si perde in un lungo bacio di tenerezza. Qui i pensieri e le parole si perdono nella spossatezza dei corpi e nella pace dei sensi. La sua cavalcata è stata breve, intensa e devastante, si ritira e dentro il mio ano fa in tempo ad entrare una brezza leggera e rinfrescante. Mi gira, mi abbraccia e si perde, ancora, in un bacio, intenso, profondo e ristoratore… Non so quanto è durato… Di classico in questo primo round c 'è stato soltanto la sigaretta che dopo aver acceso la sua, accende anche la mia, e dopo averla accesa con le sue mani stringe la mia (non è stato il solo a farlo anche altri ragazzi arabi me lo hanno fatto - sarà un gesto affettuoso della loro cultura). Abbiamo parlato per circa mezzora, a me piace sempre chiedere della provenienza, cultura, usi e costumi, storia, è un modo di capire, condividere, acculturarsi, è una forma di viaggiare, studiare… -------------------------------------- Vuoi conoscermi, vuoi comunicare con me:
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20 anni fa
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Lo scrigno della dea
Accidenti a me… e al momento in cui avevo deciso di scegliere un nick dalle suggestioni classiche per entrare in una chat erotica…se non lo avessi fatto…ora non mi sarei trovata in quelle strane circostanze…BEH veramente forse non mi sarei trovata proprio in quelle..ma in altre circostanze “strane” sicuramente si…E’ INEVITABILE…. Ma …Afrodite Dea mitologica del Piacere non può incontrare per la prima volta il suo AMANTE in uno scenario meno che perfetto…la Divinità ha i suoi prezzi!!!!!! Così ho trovato un posto perfetto discreto ma elegante…con tutti i confort necessari ma…non poteva bastare ..dovevo incarnare perfettamente la dea dei tuoi sogni…e per farlo mi ci voleva…UN ‘IDEA…e una più PERFETTA E IMPROBABILE INSIEME di quella che mi accingevo a mettere in pratica non avrei potuto trovarla… Si …ormai conoscevo i tuoi gusti e le tue fantasie e quelle che ancora non conoscevo…le avrei conosciute presto…così avevo preparato accuratamente lo scrigno della dea…un piccolo bauletto che avevo scovato in un negozietto di cristalli a Praga…e lo avevo riempito di piccoli lembi di seta rosso rubino e su ciascuno di essi avevo scritto un luogo o il nome di un oggetto…ti avrei fatto scegliere un petalo e poi ti avrei chiesto cosa volevi che ti facessi in quel luogo o con quell’oggetto… Naturalmente mi ero preparata con cura per l’occasione….indossavo un tubino nero di seta aderente e lungo al ginocchio con una scollatura rotonda davanti e sostenuto da sottili bretelline che s’incrociavano sulla schiena nuda fino quasi alla base…era chiaramente un vestito che non prevedeva altro…oltre ad un paio di sandali dorati col tacco a spillo e il cinturino alla caviglia… Avevo deciso di aspettarti in camera… e avevo messo al centro del basso tavolino di mogano del salottino lo scrigno della dea…io invece mi ero seduta sulla comoda poltrona di pelle rosso scuro,lo stesso colore delle mie labbra e delle mie unghie.. La stanza era in penombra…e la luce rendeva dorata la pelle nuda delle mie gambe…la prima cosa che avresti visto entrando….le noti struggenti del mio blues preferito permeavano l’aria… e anche se tu non eri ancora lì un caldo languore aveva già iniziato a diffondersi in tutto il mio corpo… Clack…il rumore inatteso della chiave che girava nella toppa mi aveva mandato un fiotto di adrenalina su per il corpo rendendomi improvvisamente consapevole dei capezzoli inturgiditi che premevano contro la seta sottile del vestito e dell’umido calore tra le mie cosce accavallate…Finalmente....la mia mente non sembra capace di concentrarsi su altro che su questa parola mentre tu entravi nel mio campo visivo e lo chock della conoscenza reale lasciava per un momento paralizzati entrambi… I tuoi occhi percorrevano avidamente il mio corpo…scrutandolo per vedere se la tua immaginazione gli aveva reso giustizia e a giudicare dal bagliore intrigante che li accendeva…mi sembrava fossi soddisfatto della realtà, come del resto lo ero io… “Ciao…tesoro… - .sussurrai scavallando lentamente le gambe in modo che dalla tua prospettiva lo spettacolo fosse….inequivocabile – ero qui tutta sola ad aspettarti e ho avuto un’idea, perché non prendi il mio posto in questa comoda poltrona che ti spiego…” Mentre parlavo mi ero alzata lentamente e ti avevo raggiunto sfilandoti la giacca e prendendoti per mano ti avevo sospinto leggermente verso la poltrona e mi ero poi girata e chinata per sollevare lo scrigno della dea dal tavolino…il movimento aveva fatto aderire alle mie natiche la seta leggera del vestito fugando ogni dubbio residuo sulla nudità del mio corpo al di sotto di esso. “Sono appena arrivato e…mi stai già facendo impazzire….” - le parole ti erano uscite quasi contro voglia dalla labbra in un sussurro roco che mi aveva acceso al pelle nuda della schiena di brividi di desiderio… “E siamo solo all’inizio tesoro – ti avevo risposto mentre mi raddrizzavo e aprivo il coperchio dello scrigno della dea offrendotelo – ora scegli uno dei petali nello scrigno e dimmi cosa c’è scritto sopra…non te ne pentirai..è una promessa” “Idromassaggio…ma cosa?????” avevi domandato intrigato tuo malgrado da questo modo di condurre il gioco tra di noi… “Ora ti spiego tesoro- avevo sussurrato sedendomi sul tuo grembo e riposando lo scrigno della dea sul tavolo…lo scrigno è pieno di petali con nomi di oggetti o luoghi che si trovano in questa stanza… ora tu mi devi dire che cosa vuoi che faccia esattamente da sola o con te o anche solo a te nel luogo che hai scelto… e poi lasciarti andare al piacere”. La stretta delle tue mani sulla mia vita si era improvvisamente rafforzata e, tu mi avevi baciato appassionatamente frugandomi la bocca con la lingua quasi cercando di capire dove fossi disposta ad arrivare e poi rialzando la testa mi avevi detto: “Voglio due cose…mentre mi rilasso nella vasca prima voglio vedere come ti dai piacere.. e poi quando sarai arrivata al limite dell’orgasmo voglio che tu venga da me a scoparmi come entrambi desideriamo da molto…” Un calore incandescente e liquido mi si era diffuso tra le cosce mentre parlavi…mi ero alzata e prendendoti per mano ti avevo condotto in bagno…le mie mani prudevano dalla voglia di spogliarti, ma…”No..faccio da solo…sono ansioso di godermi lo spettacolo – mi avevi detto –in un minuto eri rimasto nudo e senza darmi il tempo di contemplarti come avrei voluto eri entrato nella vasca mettendoti comodo. Mi ero allontanata di qualche passo, voltando le spalle alla vasca, e avvicinandomi ad una comoda poltrona rivestita di seta dorata collocata li vicino…avevo afferrato le spalline dell’abito e le avevo fatte scorrere dolcemente lungo le braccia,.scoprendo lentamente la schiena e la base delle natiche e poi le avevo fatte scivolare più giù finchè il vestito era caduto ai miei piedi e tu avevi potuto godere della vista del mio corpo ormai totalmente esposto al tuo sguardo. Mentre sentivo che il tuo respiro si era fatto improvvisamente più accelerato mi ero avvicinata alla poltrona e girandomi mi ero seduta sul bordo a gambe larghe, guardandoti negli occhi con intensità avevo sussurrato: e ora goditi lo spettacolo…”. Quindi appoggiandomi comodamente allo schienale avevo iniziato a passare le unghie scarlate di una mano lungo l’interno della coscia…mentre con l’altra mano tormentavo uno dei capezzoli appuntiti…pizzicandolo e graffiando l’areola con la punta dell’unghia. Sentivo i tuoi occhi seguire con avidità i miei gesti e il rumore del mio sangue mi riempiva le orecchie…mentre la temperatura nella stanza saliva, avevo fatto scivolare un po’ più su la mano che giocava sulla coscia, alla ricerca del mio clitoride gonfio e spingendo in avanti il bacino le mie dita avide avevano finalmente incontrato il morbido calore, iniziando subito a premere su di esso con lievi movimenti rotatori che mi mandavano brividi di piacere lungo la schiena. “Penetrati con le dita..voglio vederle sparire nella tua figa bellissima – l’ordine pronunciato bruscamente…mi aveva scosso nel profondo…e senza fermarmi a riflettere avevo obbedito penetrandomi con tre dita e muovendole avanti e indietro velocemente mentre dalle mia gola uscivano ansiti di piacere…”Sono vicinissima all’esplosione” - ero riuscita a sussurrare mentre…interrompevo il torrido massaggio a cui mi ero dedicata per riportare al mia attenzione totalmente su di te… “Vieni qui e scopami ma prima dammi le tue dita voglio gustare il sapore del tuo piacere – reagendo al comando sussurrato con voce resa roca dalla passione…mi ero sfilata rapidamente i sandali e mentre ti offrivo le mie dita mandide del mio piacere mi ero seduta a cavalcioni su di te nella vasca accogliendo dentro la mia figa bollente la tua asta turgida: “OHHHHHH” – un sospiro di puro piacere mi era sfuggito dalla labbra alla sensazione di pienezza che avevo provato sentendoti a fondo dietro di me – ma non potevo indugiarvi dovevo muovermi e cosi’ sostenendomi con le mani al bordo della vasca e con le punte erette dei seni che sfregavano contro il tuo petto avevo iniziato a muovermi scivolando su e giù sulla tua asta sempre più turgida e dura, dapprima lentamente poi man mano che il piacere aumentava sempre più velocemente alla ricerca dell’appagamento finale. Ormai eravamo sempre più vicini al punto di rottura e, tu assecondavi i miei movimenti inarcando il bacino per venirmi incontro e spingerti ancora più a fondo nel mio calore. Mi fermai bruscamente con solo la cappella trattenuta all’interno dalle contrazioni del mio utero e m’impalai di nuovo e mentre l’orgasmo esplodeva in me senti il tuo cazzo riempirmi di sborra mentre le nostre labbra si cercavano e le nostre lingue s’intrecciavano freneticamente…. Non so come trovai la forza di staccare per un momento le labbra dalle tue e di sussurrarti all’orecchio.” …E questo è solo l’inizio”.
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20 anni fa
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Gli inizi - parte terza
quando arrivai alle scuole medie finì il periodo di affidamento alla mia vicina e i miei mi diedero le chiavi di casa. finite le lezioni tornavo a casa, scaldavo il pranzo che mia madre aveva preparato, facevo i compiti e poi andare in cortile a giocare con gli altri bambini. noi maschietti eravamo divisi in gruppi, le bande, e i gruppi erano assolutamente gerarchici, c'erano i capi che erano quelli più grandi e decidevano a cosa si giocava e poi gli altri, e quando i capi non c'erano venivano fuori i secondi, poi i terzi, i quarti, non era una gerarchia esplicita, consapevole, si procedeva automaticamente in ordine di "carisma" e di forza fisica e le dispute gerarchiche si risolvevano con zuffe alle quali il gruppo assisteva come testimone per sancire la superiorità del vincitore. inutile dire che io, un po' perchè ultimo arrivato, un po' perchè effettivamente poco carismatico, un po' per scarsa prestanza fisica ero nelle ultime posizioni della gerarchia, avevo sotto di me solo i più piccoli di età o di fisico. ciascuna banda aveva il proprio covo, la "base" che era il luogo dove ci si ritirava per regolare i conti o per partire verso spedizioni punitive contro le altre bande. c'erano chiaramente i giochi soliti, noi maschietti giocavamo con le biglie, a nascondino, figurine, le biciclette, naturalmente c'era il pallone, a volte si giocava con le bimbe alla campana o a rincorrersi, le bambine invece erano un unico gruppo, e ciascuna di loro aveva un flirt con un maschietto, di una o banda piuttosto che di un'altra, e questo flirt poteva durare un pomeriggio o diversi mesi. poi c'era la "cantina buia" per dirla alla baglioni, che nel nostro caso era una zona di campi e prati incolti con alcune cascine abbandonate. di notte lungo le strade che costeggiavano questi campi si potevano vedere le prostitute che si appartavano con i loro clienti, ma di pomeriggio erano praticamente i nostro regno. i giochi più divertenti si facevano li, quando si riusciva a convincere una bambina a venire alla base della propria banda. le basi delle bande più forti erano nelle cascine abbandonate, quelle più piccole si dovevano accontentare di costruire di solito sotto un albero nelle parti incolte, una capanna con i materiali che si trovavano abbandonati in giro o che venivano rubati ai contadini della zona. lungo i cigli della strade capitava spesso di trovare riviste pornografiche, e quando capitava queste venivano raccolte e portate nella base della banda di chi le aveva trovate e costituiva il bottino di ciascuna banda, bottino che era spesso causa di battaglie fra le bande. così nacque la mia passione per la pornografia, io con un altro bambino andavamo spesso nella nostra base (una capanna) a sfogliare quelle riviste e a masturbarci. vedendo quelle scene con pompini, inculate, sborrate, mi venivano in mente i giochi che facevo con massimo solo qualche mese prima e presto convinsi il mi amico a fare gli stessi giochi, così cominciammo a spompinarci a vicenda, a infilarci le dita nel culo finchè non cominciammo ad incularci. all'inizion erano i pompini la cosa che ci piaceva di più, godevamo come matti e ingoiare non era mai un problema visto che entrambi sborravamo pochissimo, ma anche incularci presto cominciò a piacerci molto, i nostri cazzetti ci scivolavano dentro anche se avevamo i culi molto stretti, e dopo pochi colpi ci sborravamo dentro con piccoli rantoli di piacere, finchè non successe che ci sorpresero due dei capi della nostra banda. erano i due più grandi, avranno avuto 15-16 anni (io ne avevo una decina) e quando ci sorpresero io stavo inculando il mio amichetto (mi pare che si chiamasse ale). chiaramente si misero subito a prenderci in giro pesantemente ma poi cominciarono a realizzare che potevano approfittare della situazione, e così mi trovai coinvolto nella prima orgia della mia vita. ci incularono entrambi dopo aver preteso due pompini. i loro cazzi erano molto più grossi dei nostri, niente a che vedere con quelli dei giornali, ma erano di dimensioni adulte per così dire, con i peli e tutto il resto, rispetto ai nostri che erano coperti da un cespuglietto di peletti biondi sembravano enormi, ma avendo entrambi il buco del culo ben lubrificato dalle nostre reciproche sborrate, non avemmo problemi a prendere dentro i loro arnesi. l'inculata si estese un po' a tutti i componenti del gruppo che, essendosi sparsa la voce, cominciarono a pretenderla come atto di sottomissione da parte di chi era inferiore a loro per rango. in realtà non era una novità assoluta, noi sapevamo che già altri ragazzi di altre bande si inculavano a vicenda o inculavano i "sottoposti", ma nel nostro gruppo divenne quasi un rito di iniziazione per tutti i nuovi. diventò anche un modo per coinvolgere le bambine nei nostri giochi, a volte la usavamo come regola per le bimbe che flirtavano con noi e addirittura qualcuna fu sottoposta anche ad una serie di inculate/scopate in successione da tutto il gruppo, tanto che una di loro prese nel culo tanta di quella sborra che alla fine si accovacciò e la cagò fuori mischiata alla merda. ma non fu la sola, capitava anche che qualcuno venisse punito per sgarbi all'interno della banda con una inculata multipla e ricordo che una volta toccò anche a me. la situazione si stabilizzò presto, i capi inculavano chi volevano, e ciascuno degli altri si inculava uno dei suoi inferiori fino a un ragazzino (salvatore) che invece lo prendeva nel culo da tutti. con questo io andai anche oltre. era uno dei pochi inferiore a me per rango e io mi vendicavo su di lui tutte le volte che inculavano me. in realtà a me non dispiaceva essere inculato, anzi, e anche se ero uno dei pochi che durante l'inculata si masturbava e godeva, sono sicuro che anche a molti altri sentirsi aprire il culo piacesse, ma il tacito accordo era questo: essere inculati era umiliante e faceva male, bisognava rifiutarsi, opporre resistenza ed accettarlo alla fine solo sotto minaccia di pestaggio, quindi tutti subivamo con rabbia, vera o supposta (bel gioco di parole vero?) sfogandoci poi quasi immediatamente con il primo che avevamo a tiro, e in questo gioco io che invece godevo a farmi inculare non potevo permettermi di darlo a vedere, e siccome lui spesso mi sfotteva facendo notare a tutti che io mi segavo mentre lo prendevo nel culo, per non passare per frocio o addirittura sotto di lui come gerarchia lo punivo duramente e gli facevo fare cose che andavano ben oltre quello che il gruppo accettava come punizione. un giorno il capo in persona mi stava inculando, io ero a terra e mi gustavo il suo cazzo che mi apriva il culo menandomi furiosamente con gli occhi chiusi, finchè, sentendo lui che mi lanciava il cazzo nel culo mugolando per gli ultimi colpi dell'orgasmo, non venni rumorosamente anche io, ma quando ansimante riaprii gli occhi vidi lui che mi guardava ridendo. il capo lo mandò a cagare e se ne andò pulendosi il cazzo, io invece mi tirai su e senza nemmeno sistemermi i pantaloni lo aggredii costringendolo a terra. lui rideva e diceva che avrebbe detto a tutti che mi piaceva prenderlo nel culo e che mi menavo per non fare capire che era l'inculata che mi faceva godere. ero veramente spaventato che questa cosa diventasse di dominio pubblico, avevo terrore di diventare il frocetto del gruppo, lui si divincolava e cercava di liberarsi, cercò anche di mordermi ma io ero più grosso e più forte di lui e riuscii a colpirlo. lui si arrese, si mise a piangere e mi giurò che non lo avrebbe mai detto a nessuno, ma io ero troppo terrorizzato da questa eventualità per credergli, dovevo avere uno strumento di ricatto. gli ordinai di stare giu, gli misi il culo in faccia e gli ordinai di leccarmelo. lui piangeva chiedeva pietà continuando a giurare che non avrebbe detto niente a nessuno ma io lo colpii di nuovo, e lui cedette, cominciai a sentire la sua lingua che mi lambiva il culo, si manteneva sulle chiappe ma io gli ordinai di leccarmi il buco stortandogli i polsi, così lui non ebbe scampo e cominciò a leccarmi il buco. mi piacque molto, ci presi gusto e cominciai a spingere ordinandogli di continuare, così mi resi conto che gli stavo cagando in faccia la sborra del capo, lui piangeva, io continuavo a stortargli i polsi e a tenerlo giù finchè non sentii la merda premere per uscire dal culo, la paura si era trasformata in rabbia e tanto era stata la paura tanto era adesso la rabbia, gli cagai in faccia con cattiveria, volevo umiliarlo come mi ero sentito umiliato io vedendolo ridere di me mentre godevo. scaricargli la mia merda in faccia mi fece lo stesso effetto di un orgasmo, passai da una rabbia cieca e cattiva ad una sensazione di calma spossata, lo lasciai e mi alzai. lui piangeva, aveva conati di vomito, si sollevo e la merda gli scivolò via dal volto lasciandolo con grosse chiazze. io mi rimisi a posto e gli intimai di non dire niente a nessuno di quello che aveva visto altrimenti avrei detto a tutti che gli avevo fatto mangiare la merda. lui piangeva e sputava, si puliva il volto con le mani e poi se le guardava piene di merda. gli tirai lo straccio con cui mi ero pulito il culo e me ne andai dicendogli che avrebbe dovuto pulire tutto prima di andare via. ma n
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20 anni fa
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Gli inizi - parte seconda
massimo era da sua nonna perchè la madre e il padre si stavano separando, la cosa andò avanti per un paio di mesi ma poi finì e mi ritrovai di nuovo da solo e con la voglia di fare giochi che da solo non potevo proprio fare. cominciai a masturbarmi diverse volte al giorno e il mio cazzo cominciava a somigliare sempre di più a quello di massimo, finchè si scappellò completamente, ed io ne ero molto fiero anche perchè nel frattempo stava anche crescendo e si stava coprendo di peletti chiari che mi facevano essere ancora più orgoglioso. non c'era il cazzo di massimo da succhiare, e non c'era neanche la sua mano che mi stringeva le palle, ma questo potevo farmelo anche da solo e così giorno dopo giorno, esplorando sempre di più le mie zone erogene mi accorsi che se mi toccavo il buchetto del culo avevo delle erezioni sconvolgenti. cominciai a toccarmi in modo sempre più mirato, fino a cominciare ad infilarmi un dito dentro. poi cominciai a bagnarmi il buchetto per lubrificarmi prima di sditalinarmi e quando si asciugava mi ciucciavo il dito per bagnarlo di nuovo, e fu così che sul mio dito cominciai a sentire il sapore del mio culo. quando me ne accorsi la sola idea mi sconvolse, mi faceva sentire un essere sporco, impuro, un animale come i cani che avevo più volte visto leccarsi il culo. ma la cosa mi faceva raggiungere stati di eccitazione incredibili e continuai a farlo, anzi cominciai ad usare la penna, la mia bic che usavo a scuola, la ciucciavo e la usavo per sditalinarmi il culo per un po per poi cicucciarla di nuovo per sentirne il sapore. la mia penna presto prese ad odorare del mio culo costantemente, ed io anche in classe la annusavo, la ciucciavo e mi eccitavo e spesso andavo in bagno per ravvivarne l'odore. un giorno capitò che giocando come al solito mentre studiavo, la penna toccasse qualcosa nel mio culo, non capii subito cosa, sentii che muoveva qualcosa in profondità nella mia pancia, era una sensazione molto forte perchè la penna da sola non mi dava molte sensazioni essendo molto sottile, ma quello che toccò era molto grosso, era uno stronzo e quello di cui venne fuori sporca la penna era indubbiamente merda. aveva un pezzettino di merda attaccato al tappino di plastica sul fondo e una serie di rigature marroni che la percorrevano per i 4/5 cm che mi ero infilato dentro. non rimasi molto impressionato per la cosa, più che altro ero incuriosito, in fondo giocavo con il mio culo e c'era da aspettarsi che prima o poi potesse capitare qualcosa del genere, pulii la penna con la carta igienica e tornai alla scrivania. l'odore della mia penna era cambiato, adesso si sentiva chiaramente odore di merda e mentre un brivdo mi prendeva la infilai in bocca per sentirne il sapore. era amara, non somigliava a nulla che avessi mai assaggiato, e non mi sembrava così tremenda. ormai ero partito per la tangente, mi infilai ancora la penna dentro, andai a cercare lo stronzo e ci giocai godendomi i movimenti che sentivo nella pancia. quando la tirai fuori era un po' più sporca di prima, la merda sul tappino era una spece di cappuccio che ricopriva anche i primi 2 cm dello stelo e le strisce marroni erano più spesse e più lunghe. osservavo la penna e notavo le differenze fra gli odori che sentivo prima con la penna pulita e quello che sentivo adesso con la penna sporca di merda. l'odore di merda era forte, ma sotto sentivo ancora l'odore del mio culo che mi piaceva e mi faceva eccitare e in un istante mi misi la penna in bocca. la merda era solida, asciutta, non sentivo nessun sapore e per quanto cercassi di bagnarla assorbiva tutta la mia saliva, l'unica sensazione notevole era l'odore, un odore di merda netto che però sembrava a basso volume. ne staccai un po' con i denti per sentire meglio il sapore e sentivo questo piccolo grumo solido, quasi spugnoso che diventava sempre più morbido, poi la merda si cominciò a sciogliere, aveva assorbito un sacco di saliva e adesso me la rendeva piena del suo sapore. era molto più amara di quanto non fosse stata la penna prima, un amaro che invadeva tutta la bocca e che mi affrettai a sputare. avevo assaggiato la mia merda, e ne avevo anche sicuramente inghiottita un po'. la cosa non mi sconvolse più di tanto e fu il preludio di tanti altri miei giochi solitari.
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20 anni fa
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Variazioni
Pensavo alle variazioni. Una degli aspetti migliori della musica e della vita. Ci pensavo mentre sotto lo scroscio rinvigorente della doccia mi raggiungevano ovattate le note di uno degli ultimi blues composti da Gizzie Gillespie. Musica struggente, che penetra dentro e si riverbera facendosi sangue e desiderio nello stomaco prima che tra le cosce. Musica che provoca la mente e, lascia l’anima sempre un po’ inappagata. Perché continui desiderare. E il blues è la poesia delle variazioni musicali, il trionfo dell’improvvisazione seducente e sensualmente anarchica. Perfetta per il mio stato d’animo. Guido, infatti, era tornato all’attacco. E io come al solito mi ero sentita divisa tra la rabbia e la voglia. Quell’uomo mi teneva sulla corda come nessun era riuscito prima di lui. E stavolta, subdolamente, era arrivato persino a fare leva sul mio perfezionismo, che mi impediva di impiegare personale non totalmente all’altezza nella realizzazione dei sogni della nostra esclusiva clientela. La Dream Agency era ormai diventata una delle punte di diamante del settore in Italia e pensavamo già di allargarci con alcune filiali in città strategiche in Europa. Questa volta Guido….tamponavo le cosce con la spugna morbida dell’accappatoio mentre pensavo al mio uomo e al calore incandescente dei suoi occhi quando gli avrei posto le mie condizioni per dirgli di si. Avremmo fatto quella “speciale” verifica del talento del candidato. Ma…gli sarebbe costato caro. E già l’idea della riscossione del prezzo mi mandava brividi di eccitazione lungo il corpo Variazione numero 1: Guido e il bel trans Sorridevo accarezzando le gambe tornite e abbronzate di quel sorprendente e sensuale transessuale che qualche giorno prima aveva fatto irruzione nella sede della mia Agenzia e affascinato Guido, il mio uomo. Lola era diventata un’ossessione. O meglio il vedermi scopare con Lola era diventata un’ossessione per Guido. Gran bella donna Lola. Proprio il genere che piace a me. Curve ben distribuite e armoniche, un culo scultoreo (ah l’irrisistibile fascino dei Caraibi) e quel colore ambrato della pelle che contrastava divinamente con due occhi verdi come le foreste pluviali del suo paese di origine. Lola era il mio tipo di donna, con in più quell’inaspettato optional che, veramente, rivelato lasciava senza fiato. Proprio come ero io in quel momento mentre intrecciavo la mia lingua con quella di Lola sul cazzo svettante di Guido, incapace di staccare gli occhi da un altro cazzo svettante. Quello di Lola. Ci staccammo da Guido ansimanti e con i visi coperti di schizzi di sborra. Ci ripulimmo voracemente a vicenda e poi … Variazione numero 2: Le frustra…azioni di Guido Esitavo. Lo ammetto. La frusta era legata a brutti ricordi adolescenziali. Era sempre stata il mio punto debole. Non riuscivo a concepire di usarla se non occasionalmente, nonostante l’incredibile piacere che mi dava farlo. Per questo la proposta di Guido..mi aveva lasciato in preda ad una bruciante indecisione. Io non volevo una slave. Non amavo le ragazzine 20enni con un’aria da efebo denutrito. Ma Guido si….erano la sua passione. Una fanciulla da educare a colpi di frusta perché imparasse a darmi piacere. Ma…francamente avrei preferito un fanciullo. Non sapevo ancora quanto rapidamente avrei cambiato idea. Entrai nella suite rosa del Carlton eccitata mio malgrado, anche se in se l’affermazione può sembrare assurda. Me ne rendo conto. Lo spettacolo mi paralizzò. Una fanciulla splendida con il volto di un angelo e un corpo fatto per indurre in tentazione, stava implorando Guido di frustarla mentre gli leccava con sapienti colpi di lingua la capella e solleticava il suo culo infilandogli dentro le punte malandrine delle sue dita. Lo sguardo di Guido mi trapassò con la forza di una coltellata e m’inchiodò alla parete. Ansimai mentre mi strappavo i vestiti di dosso e… Variazione numero 1: il crescendo Spinsi la bocca di Lola verso la mia fica gocciolante mentre mi chinavo per meglio raggiungere quel cazzo svettante tra due cosce lisce e morbide quasi più delle mie. Il movimento portò il mio culo giusto all’altezza della bocca di Guido che inserì la lingua nel buchetto e la fece vibrare… Mugugnai inghiottendo fino alle palle il cazzone di Lola che mi premeva con la capella in gola mentre quelle lingue sapienti si muovevano con perfetta e istintiva sincronia dentro il mio corpo, rendendomi impossibile resistere oltre alla marea del piacere che montava impetuosa dalle mie viscere, su per la schiena fino ad esplodermi devastante nella mente. Staccai la bocca dal cazzo di Lola e urlai in preda all’orgasmo. Il corpo vibrava mentre quelle lingue insistevano a non darmi tregua e la forza che mi aveva travolto stava lentamente ritirandosi quando…Spam. Due colpi potenti, sincroni e fluidi. E mi ritrovai colma. Boccheggiai in un misto di passione e desiderio e iniziai ad ondeggiare il bacino, per assecondare ora i colpi di Guido nel culo ora quelli di Lola nella fica. Lanciai un’occhiata allo specchio…ma l’immagine riflessa non rendeva ragione del piacere assoluto che mi stava attraversando il corpo in quel momento. Voltai la testa verso Guido, i suoi occhi ardevano mentre fissava Lola che Variazione numero 2: andamento lento Ricambiai lo sguardo di Guido. Lentamente mi avvicinai e sollevai la testa della ragazza con una mano afferrandola per i capelli. Strattonai con forza e le infilai la lingua in bocca cercando il sapore di quel dannato bastardo del mio uomo. Lo trovai ma mescolato a qualcosa di dolce. Mi addolcii quasi di riflesso, istintivamente anche io mentre la ragazza reagiva al bacio e intrecciava la mia lingua alla sua. Le sue mani scorrevano sulla mia schiena e cercavano la solidità delle mie natiche mentre io le tormentavo i capezzoli con le mani. Volevo succhiare il latte da quei capezzoli come Guido lo succhiava dai miei. Switc. Improvviso bruciante il colpo della frusta sferzò i nostri corpi intrecciati. Sussulttammo l’una nella bocca dell’altra senza accennare però a staccarci. Spinsi Chiara, questo era il nome della creatura efebica che si abbandonava con voluttà tra le mie braccia, sul letto e le misi la fica in faccia mentre affondavo avidamente la mia lingua nelle sua. Eravamo di traverso sul letto con i culi offerti alle frustra…azioni di Guido. Switc. Ancora la frusta colpì mentre il piacere mi attraversava il corpo e bevevo avidamente quello di Chiara. “Cazzo - urlò la mia mente - come diavolo fa a sapere quando stiamo godendo e a colpire proprio in quel momento”. Il dolore si mescolava al piacere dell’orgasmo nella bocca di Chiara e colavamo ambedue abbondante sborra che scorreva lungo le cosce. Incrociai lo sguardo avido e bruciante come la frusta di Guido. Una frazione di secondo e ci ritrovvamo sferzate dalla sua lingua che leccava avidamente dalle mie cosce e da quelle di Chiara la sborra colante, mescolata al sangue che gocciolava dai segni delle frustate. Cercai la bocca di Chiara e… Variazione numero 1: all that jazz Lo afferrò per i capelli e gli insinuò la lingua in bocca. Si baciarono avidamente mentre esplodevano nel mio corpo trascinandomi in un orgasmo devastante. Forse il più intenso che mi fosse mai capitato di provare. Crollammo sul letto in un groviglio di corpi e di umori che credo fosse l’essenza stessa dell’erotismo. Guardai Guido. I miei occhi gli dissero tutto senza bisogno di parlare. Comprese…non avevo cercato quella variazione, il capovolgimento totale…l’improvvisazione anarchica del sax su un tema jazz perché lui non la voleva con la stessa intensità con cui io al desideravo. Avrei aspettato. Non molto. Ma lo avrei fatto. Ma la prossima variazione sarebbe stata All that jazz, sarei entrata nel suo culo sodo e rotondo mentre la sua bocca s’impadroniva del cazzo di Lola e lo accoglieva nelle sue calde umidità come il suo culo morbido accoglieva me. Scopato. Totalmente posseduto da due donne. Usato come una troia da due troie. Il sublime incarnato. La prossima volta. Tra poco..Guido, tesoro mio. Variazione numero 2: andante con brio La bacio con avida dolcezza a cui lei risponde intensamente. La lingua di Guido diventa sempre più insistente man mano che si avvicina al centro della nostra voglia. Ci giriamo in modo da offrirgli le fiche avide e ancora grondanti del precedente orgasmo. Gioca con le mani e con la lingua sui nostri corpi. Spinge violentemente le dita dentro le nostre fiche offerte, spalancate alle sue voglie. Ci guarda inarcarci contro quelle dita e le muove con sapienza e cattiveria autentica. Tenendoci sul filo, provocandoci. Lo destesto e lo adoro come solitamente mia accade in questi momenti. Guardo Chiara che si abbandona totalmente al piacere che la mano di Guido le sta procurando… sorrido di me stessa e mi lascio andare anche io. L’orgasmo ci coglie contemporaneamente. Violento. Apro a fatica gli occhi per guardare Guido che sorride sornione leccandosi le dita, bagnate dal nostro piacere. Ci raggiunge a letto abbracciando entrambe. Mi rannicchio nell’incavo della sua spalla cercando al mano di Chiara con cui intreccio le dita, scivoliamo nel sonno. Appagati finalmente. Variazione finale: paso doble “Sono perfette Guido - sorrido mentre lo guardo fare irruzione nel mio ufficio con la consunta energia – e lo accolgo con questa frase che so lo spiazzerà. Mi diverte non rendergli facile l’esistenza – “Entrambe credo possano sicuramente entrare a far parte in pianta stabile del nostro staff” - mentre continuo a parlare decantando le virtù di Lola e Chiara mi alzo e girando intorno alla scrivania do il modo a Guido di notare come lo chemisiere di seta che indosso, accarezzi perfettamente le mie curve e soprattutto come sia facile sfilarmelo: basta sciogliere il fiocco che lo chiude su un fianco. “Hai ragione – mi sorride ironicamente di rimando – e intanto con una mano chiude la porta dell’ufficio e con l’altra scioglie il fiocco del mio vestitino - ma credo sia opportuno che pianifichiamo il loro impiego con cura e dunque urge una riunione ai vertici. Privatissima “. Lascio cadere lo chemisiere e rimango vestita solo di un minuscolo perizoma di pizzo nero, le autoreggenti e gli stivali di Dior che hanno un tacco a stiletto vertiginoso. Spingo Guido su una sedia. Slaccio lentamente i bottoni dei suoi pantaloni di velluto blu e m’impalo con esasperante lentezza sul suo cazzo svettante. Mi afferra per i fianchi e mi tira giù impaziente. Boccheggio per il piacere di sentirmi riempita totalmente. Guido mugola mordendomi il collo. “Allora dicevamo – riprendo cercando di dare alla mia voce un tono professionale – intanto mi muovo ritmicamente sul suo cazzo. Su e giù, con un ritmo costante e un’intensità crescente – come intendi utilizzarle al fine di mettere al massimo in luce le loro notevoli capacità?” “Stronza – la voce di Guido è un sibilo – mentre per assecondare le mie spinte solleva i fianchi affondando fino alle palle nella mia fica calda – scegli tu come impiegarle..non m’interessa e ora…in un secondo mi ritrovo schiacciata con la schiena contro la porta a vetri del mio ufficio con le gambe sollevate e il corpo di Guido che mi martella di spinte. Urlo quando l’orgasmo mi attraversa facendomi tremare come una foglia e affondo le unghie nelle spalle di Guido che si lascia andare e mi riempie di sborra calda la fica, avida del suo sapore. Ci stacchiamo scossi ma appagati e maliziosamente Guido mi chiede, raccogliendo il mio perizoma da terra: “Tesoro ma è proprio necessario che tu lo indossi?”.
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20 anni fa
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L\'aereo per granada
Pensavo al patto. Mentre sull'aereo che mi portava a Granada il chiacchiericcio dei soliti colleghi si mescolava alle raccomandazioni delle hostess ripetute in tre lingue a scanso di equivoci. BC i privilegi della professione. L'unico vantaggio della Business sono le poltrone più comode e il fatto che è spesso semi vuota e dunque puoi abbandonarti alle tue personali divagazioni senza poi troppi testimoni. Pensavo al patto si. All'uomo con cui l'avevo stretto. Alle sue mani che forzavano la mia fica e il mio culo ad aprirsi per accoglierlo, firmando così nel piacere e nel dolore - intensamente mescolati - la nostra alleanza o forse la nostra sfida. Pensavo al patto e a quello sguardo a quella voce dura vibrante che mi richiamava all'ordine in macchina, quando qualche sguardo femminile marchiava con il termine sbagliato l'esibizione di desiderio e bellezza a cui lui mi aveva sospinto. Sospinto si. Perché, in realtà, io volevo quell'esibizione. E ne avevo goduto ogni secondo. Non vi ero stata costretta. L'avevo voluta dal primo momento quando il mio corpo aveva tremato all'incontro con il suo…di anticipazione e voglia. Quando la malizia dei miei occhi e della mia voce aveva fatto eco alla sua. Pensavo alla follia mentre l'aereo si allontanava dal freddo autunno settentrionale per volare verso il caldo quasi africano di Granada. Caldo si. E sole e luce. Un flash. La mente attraversata improvvisamente da un'immagine. Il corpo di rimando attraversato da un brivido quasi simultaneo. I capezzoli improvvisamente doloranti. Nuovamente. Come quel giorno. In quella camera. Stretti da quelle dita. Fino a far sgorgare il latte. Le gocce bianche sul suo petto e, la meraviglia di quell'evento. Le labbra avide che succhiano. I seni avidi che si protendono verso le labbra. “Desidera qualcosa da bere signora “ La voce squillante della hostess mi riporta su quell'aereo bruscamente. Tra il chiacchiericcio dei colleghi e il solito frullatore di impegni che questi viaggi comportano. Sorrido vaga ad un collega seduto un paio di file più in là dal lato opposto dell'aereo. Sposto la mia attenzione sulla hostess… e dico” si grazie un bicchiere di vino”. Ho bisogno di qualcosa di forte. Frizzante e preferibilmente bianco. Penso in tanto che l'hostess con solerzia mi serve. Sorseggio il mio prosecco cercando di recuperare un minimo di compostezza professionale. O meglio quel minimo di compostezza che ci si aspetta da me. La follia è sempre stata un mio segno distintivo e nel mondo di uomini che frequento per la mia professione è diventata anche una delle ragioni del mio successo. Sento la forza dello sguardo del collega della fila opposta sulla porzione di seno che la mia camicia bianca sbottonata lascia intravedere. I capezzoli sotto il tessuto leggero del pizzo bianco del reggiseno si inturgidiscono. “Ah Ah Ah Ah” la risata echeggia con forza nella mia mente. Potente e ironica. Sorrido o meglio rido di me e della natura così visceralmente sensuale del mio ego. E' un bell'uomo il collega indubbiamente. E ho sempre pensato che prima poi lo avrei scopato. O meglio ci saremmo scopati. Ma ora… dovrei avere un minimo di decenza. Ma il mio corpo sicuramente non ce l'ha. La mia mente forse si o forse un residuo di moralità cattolica mi spinge a pensare di doverla avere. Mah con un'alzata di spalle affogo istintivamente gli ironici dubbi nel prosecco. Le due ore di volo sono passate in un attimo. Infilo la giacca di pelle nera sopra la camicia e raddrizzo la piega dei miei pantaloni. Mi alzo cercando di ricordare in quale cappelliera la hostess abbia riposto il mio bagaglio a mano. “E' qui” - la voce del collega voyeur mi raggiunge penetrando nel mio isolamento mentale - “Grazie” - rispondo con un sorriso e mi avvio verso di lui che con galanteria imprevista ha già tolto la mia valigia dalla cappelliera e guardando i miei stivali con il tacco a spillo se n'è impadronito intenzionato a restituirmela solo nella hall dell'aeroporto di Malaga. Lo raggiungo facendo ticchettare i tacchi degli stivali che non sono stati proprio studiati per donne che camminano come faccio io… con falcate lunghe e ravvicinate. “Daniele aspetta - esclamo mentre nel tunnel che ci porta in aeroporto lui tiene la sua sacca a tracolla e spinge il mio trolley con l'altra mano - lo afferro per il braccio e lo induco a fermarsi. “Aspetta - ripeto leggermente ansimante - sei stato veramente carino ma posso farcela da sola”. Mentre dico questo mi abbasso cercando di afferrare la maniglia del trolley e lui fa lo stesso tirando verso di se. L'impatto è inevitabile. Ci urtiamo e ci solleviamo ridendo e con il fiato corto. I suoi occhi mentre mi guardano sorridenti parlano di lenzuola aggrovigliate e di corpi nudi intrecciati. I nostri. Sostengo il suo sguardo mentre un mezzo sorriso mi attraversa il volto. Afferro la valigia mi volto e..”Andiamo dai che Brambs e Cicero se la staranno già raccontando alle nostre spalle…ahahhahah… e anche senza motivo. Per il momento.” Daniele sorride o meglio sogghigna di rimando “ Beh mia cara se lo dici tu mi fido. In ogni senso e in ogni circostanza…”. Dopo veniamo travolti dal tour de force degli impegni previsti dal nostro programma e mi ritrovo senza un momento per me fino al tardo pomeriggio in albergo mentre mi preparo per la cena di gala che seguirà alla conferenza Drinnnnnnnnnn…lo squillo del telefono rompe inaspettato il silenzio ovattato della mia suite. Esco gocciolante di schiuma dalla vasca idromassaggio mi avvolgo in uno dei morbidi accappatoi di ciniglia dell'albergo e mi avvio a rispondere “Scommetto che sei nuda e coperta di schiuma - la voce di Daniele suona seducentemente ironica attraverso la cornetta. Getto un'occhiata veloce all'orologio mancano ancora un paio di ore alla conferenza…”Beh perché non vieni a verificarlo di persona?” - gli sussurro e riappendo. Lascio cadere l'accappatoio. Vado a togliere la sicura dalla porta della suite. Porto in bagno una bottiglia di vino, con due bicchieri e mi riimergo nella vasca. Passano forse 5 minuti e un rumore di passi risuona sul parquet della stanza. Il clic della serratura che scatta e poi frusci di vestiti tolti in fretta. Sorrido e riempio i bicchieri di vino portandomene uno alle labbra. “Magnifica visione” - sorride Daniele entrando in bagno e recuperando uno dei bicchieri prima di raggiungermi nella vasca -. “Anche tu ne offri una niente male” - dico sollevando il bicchiere in un brindisi ideale. Beviamo quasi indugiando nel pregustare quanto avverrà di lì a poco. Posato il bicchiere sul bordo della vasca Daniele insinua le mani sotto la schiuma e trova quasi subito quello che cercava…il centro umido caldo e scivoloso della mia voglia. M'inarco contro quelle dita che mi frugano ansimando mentre con il piede accarezzo il suo cazzo giù duro e pronto alla battaglia. Ci avvinghiamo. Lingue intrecciate. I miei seni schiacciati contro il suo petto. Le mie gambe che lo avvolgono. La punta della sua cappella turgida che preme sulla mia fica morbida. Pochi cm ci separano. Ondeggio incontro alla sua spinta e mugolo di piacere per l'invasione nella sua bocca. Iniziamo ad ondeggiare e uno incontro all'altro. Rispondo alle sue spinte assecondandole e sostenendole. Spingendo a mia volta. Si stacca dalla mia bocca per scendere a mordermi il collo. Affondo le unghie nelle sue spalle e m'inarco all'indietro per sentirlo affondare riempiendomi la fica. Aprendomi. Squarciandomi per il suo desiderio. Ansima. “Dio sei stupenda. Una piccola meravigliosa e perfetta troia” . Sorrido. “ Si…- cerco di articolare mentre stringo il suo cazzo duro come il marmo con i muscoli interni della fica quasi facendogli un pompino - una troia che adora i bastardi del tuo genere”. Ho appena finito di articolare le parole che le contrazioni sempre più intense dell'orgasmo mi travolgono. Mi rendo vagamente conto che Daniele mi sta seguendo nell'estasi. Avverto la sua voce che un minuto prima di affondarmi i denti a sangue nel collo urla ”SIIIIIIIIIIIII…..”. L'orgasmo si abbatte violento su di noi. Quando la sua forza scema… ci ritroviamo nella vasca di quell'albergo di Granada abbracciati e sorridenti. Con solo 20 minuti prima dell'inizio della conferenza. Daniele mi lancia uno sguardo malizioso e scoppiandola ridere dice: ” Beh arriveremo in ritardo...almeno stavolta avranno qualcosa di concreto di cui ..sparlare”.
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20 anni fa
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Varie
Schiava del tuo harem
Ieri mentre riposavo e ti desideravo ho immaginato tutto questo... Tu sei il mio sultano che invita a cena 6 o 7 trafficanti di schiave intorno a un bel cus cus e mentre bevete vino io e le altre ancelle danziamo per voi la danza del ventre e dei sette veli... io avanti a tutti, la più bella, la rossa e bianca creatura perfetta e sensuale...tua preferita... tu sai che io danzo per te perché voglio essere desiderata da te, per rimanere la tua preferita, perché so che il tuo pene diventa turgido per me come per nessun’altra, perché sai che a me piace davvero... ti diverte vedere sbavare i tuoi ospiti... farli morire di desiderio e sapere che sarai solo tu a godermi Ed io da buona schiava accondiscendente al suo padrone ad un tuo cenno mi sdraierò in mezzo ai cuscini sui tappeti... L’aria è spessa di incensi, di afrori, di spezie...mentre la musica continua ipnotica e lamentosa a tormentare i tuoi ospiti e i loro cazzi sotto le tuniche sgargianti per farti impazzire, comincio a rotolare ondeggiando in una danza che mette in mostra le mie curve i fianchi, le cosce, giocando con i veli, lasciando intravedere....carezzandomi lieve dappertutto..... Finchè gli occhi di tutti sono rossi di sangue e il tuo cazzo è gonfio di vanità e di potere: loro vorrebbero affondare nella mia carne come bestie ma sei tu il predestinato che sfogherà i suoi lombi fra le mie cosce, nel mio ventre, nella mia bocca, nel mio culo.... tu lo sai che ti desidero..che voglio te...che voglio compiacerti gratificarti, giocando con te.... Ad un altro tuo gesto mi sporgo più avanti con il pube e scopro il mio sesso spalancando le cosce...carezzandomi piano con un dito il clitoride, nella vagina, il buchetto del culo... il mio volto è in delirio mi piace far impazzire tutti quei cazzi mi piace sentire che quei maschi sono ridotti a pezzi di burro sciolto guardando sbavando per la mia fica rossa... Li guardi.... le bocche aperte, ansimanti, sudati per il contenimento dato dal rispetto verso la tua casa, la tua donna e godi sapendo che sono tua che tutto questo è per eccitare te, non loro che diventano strumenti del piacere solo per noi due. Finalmente prenderò il tuo cazzo tra le labbra per inumidirlo bene e metterlo nel mio buco più stretto e godere insieme come animali... So che nessuno può farmi niente se tu non vuoi, e protetta mi lancio in gesti languidi, femminili...quando tu inviti i tuoi ospiti a leccarmi la fica offrendogli il sapore della tua favorita come gesto di ospitalità... Con mille inchini verso di te, tutti si alzano rapiti, circondandomi... io continuo la mia danza erotica... so che tra poco molte bocche inumidiranno la mia fica..la prepareranno per te... e spalanco bene le gambe accogliendo la prima testa che affonda sul mio sesso... Sei eccitatissimo... Sai che se uscissi dalla stanza, tutti si scaglierebbero su di me sfondandomi da tutte le parti..sai che io tremo all’idea che mi lasci da sola in balia di tutti quei cazzi ormai gonfi fino al parossismo... Sai che temo se ti allontani per andare con un’altra ancella se non sarò perfetta, eccitante e gentile con i tuoi ospiti... Sarebbe la tua punizione... Farmi scopare da tutti quei cazzi che non amo, privandomi del tuo di cui vado pazza e di cui sono ingorda... Così per soddisfare ogni tuo desiderio mi lascio andare cercando di eccitarmi con quelle lingue che affondano rudi e maschie nella mia vagina, lasciando che ti ecciti a vedermi eccitata dalle loro mani che accarezzano il mio ventre, il mio seno, il mio culo... Sto impazzendo di voglia e anche loro sono sempre più presi da me, ma mi è vietato toccare il loro cazzo, è vietato succhiare, scopare, se non il tuo cazzo... Ormai sono gemente... Le lingue si avvicendano con ritmi diversi, tocchi diversi, delicatezza, poi forza, poi guizzi rapidi, altre che ti stuzzicano lente e languide lingue nella vagina lunghe come piccoli peni... Altre delicate come piume che si alternano l’una all’altra fino a non farmi capire più nulla... Intanto gli ospiti hanno tirato fuori dalle tuniche i loro cazzi e li maneggiano sperando che tu, impietosito e complice con la loro voglia, mi dia il permesso di soddisfarli... Mi senti gemere Sai che è il segnale che non ne posso più, che ti voglio, che sono pronta, bagnata di umore e di saliva, che voglio godere, urlare e mi trattengo per te solo per te... La musica continua a cullare il desiderio di tutti, quando ti alzi e con un semplice gesto del braccio, scansi tutti da me piantandoti davanti ai miei occhi... Quando ti vedo finalmente mi lancio contro il tuo pube con la bocca cingendoti i fianchi... Strofino il viso, la bocca sulla tua tunica e sul tuo turgore... Ansimo e inginocchiata davanti a te, apro le tue vesti e lo prendo tra le mani, lo percorro con la lingua guizzante, afferro la punta fra i denti e lo succhio avida.. Tu mi tocchi le natiche, mi infili un dito nel culo sentendomi fremere e affondare tutto il tuo pene nella gola per reazione... Lo voglio.. Lo voglio ...Dentro.. dentro Lo sai, lo senti da come mugolo supplicante... I tuoi ospiti continuano a masturbarsi i cazzi adagiati sui cuscini Ci guardano e soprattutto guardano me, la tua voglia di me.. Invidiano la mia dedizione, la mia smania per te Fai un gesto e due ancelle vengono a spogliarti delle tuniche, del turbante mentre continuo a darti piccoli baci sul cazzo Quando sei finalmente nudo, afferri i miei capelli e mi volti di schiena, in ginocchio e piano piano mi fai assaggiare la punta nella vagina... Stai fermo, sono io che spingo all’indietro, che lo voglio ingoiare dentro, e tu ti ritrai e poi ti riappoggi.... Mi tocchi i capezzoli, mordi le spalle, lecchi le natiche, poi vedi che mi sto toccando il clitoride e solo allora affondi agganciandomi verso l’alto, prima fermo nel fondo mentre urlo e solo quando l’hai infilato tutto cominci a muoverti piano... Gli ospiti stanno impazzendo e tu impazzisci sapendo che tutti quegli occhi mi guardano, che vedono quanto sono porca, che farebbero qualsiasi cosa per essere piantati dentro Dove solo tu ti trovi... Sono brava a compiacerti So che deve piacermi quello che piace a te, che devo godere nel darti piacere, anche quello di fare la troia davanti a tutti affinchè tu possa godere oltre che di me anche del potere, dell’invidia degli ospiti, del privilegio ostentato di avere tutta per te quella fica stretta e rossa... Senti che godo dentro, che mi dilato mentre acceleri i colpi di reni e affondi sempre più.. Mi dimeni sotto di te, mi tocco la fica, i capelli schizzano da un lato all’altro delle mie spalle, tu mi cavalchi senza pietà e a lungo e una serie di orgasmi mi percorrono la schiena, il ventre mi escono dalla bocca urlanti. Intanto gli ospiti cominciano a gemere, a sborrare e tu li vedi tutti quei cazzi che schizzano per me tutta sborra che il mio padrone ha avuto pietà di non farmi ingoiare. Sentendomi pronta, con il pene bagnato del mio liquido di femmina, esci dalla fica e in un colpo solo entri nel culo fino alle palle.. Urlo tra il dolore e la gioia, finalmente piena proprio lì dove sono più porca, più troia, dove è peccato, è sporco, è vietato e mentre ti muovi piano, toccandomi il clitoride comincio un lunghissimo orgasmo che il tuo ritmo guida e spinge accelerando fino al parossismo fino a farmi tremare tutta, fino a sentire lo sfintere che pulsando ti stringe il cazzo con piccoli colpi come baci di piacere, e solo allora scarichi i reni in una furia dentro me inondandomi il culo di sborra calda... Ci accasciamo goduti. Tu ansimi e io tremo in tutto il corpo. Gli ospiti sono inebetiti dalla tua furia e dall’inatteso spettacolo offerto. Le ancelle si affrettano affaccendandosi con tuniche fresche, brocche di acqua di fonte, detergendo la tua fronte e il sesso. Ti guardo fiero, sono tua, ancora tremo...
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20 anni fa
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L\'autostoppista
Erano le 2 del pomeriggio del 7 agosto, una giornata caldissima afosa, quasi da far mancare il respiro, ed io ero rimasto in panne con la mia auto in una strada quasi completamente deserta e con la batteria del cellulare andata a puttane. Così decido di prendere la roba dalla macchina, chiuderla e di incamminarmi sperando di raggiungere al piu presto un abitazione. Non ce la feci piu, mi fermai sotto un albero vicino al ciglio della strada e mi misi a fare l'autostop, che cosa ridicola! Non passava quasi nessuno e quelle poche macchine che passavano non si fermavano...ma quando mai qualcuno da aiuto ad un autostoppista!! Si erano ormai fatte le 4 e qualcosa quando ad un certo punto vedo una macchina mettere la freccia ed accostare...aprì il finestrino, dentro c'era una coppia, non li guardai nemmeno in faccia sentii solo le loro parole e gli chiesi se potevano darmi un passaggio...nell'attesa della loro risposta e nel dire grazie, la prima cosa che mi cadde all'occhio era il misero vestitino che portava lei, sapete...uno di quei vestitini corti, estivi, leggeri che volano al vento, poi i suoi sandali uno qua e uno la, e i suoi piedini nudi, di cui uno appoggiato sul sedile, con lo smalto rosso...mi sorridevano...erano delle persone molto accoglienti. Salii dietro, mi sedetti dietro al sedile di lei e iniziammo a parlare...i nostri nomi, provenienza, lavoro, vita, ecc ecc, insomma iniziammo a fare conoscenza...mentre parlavamo lei abbasso quel coso per proteggersi dal sole dove c'è lo specchietto (scusate ma non so come si chiama!)...quello che inizialmente riuscii a vedere dallo specchietto che rifletteva era la sua bocca, con il rossetto rosso...due labbra infuocate...poi lo alzo un po e vedevo i suoi occhi che mi guardavano mentre parlavamo...notai anche che non aveva le spalline del reggiseno, quindi non lo aveva e cosi mi chiesi anche se aveva gli slip, poi tra me e me pensai...bahhh basta! e continuammo a parlare...lei sembrava molto giovane...una bambina..aveva solo trent'anni ma la cosa mi sconvolse, mi piacciono le donne grandi, mi piace possederle e fargli provare qualcosa di nuovo e giovane, ma ero stanco e pensavo a tornare a casa...vedevo loro che si guardavano negli occhi e si sorridevano...io mi ero accasciato sul sedile e mi ero messo ad ascoltare la musica...vedevo lei che si muoveva sul suo sedile ma non riuscivo a capire cosa stesse facendo, poi vidi lui che le disse qualcosa..abbassai subito il volume per ascoltare quello che dicevano ma feci in tempo solo a sentire lei che diceva "Prendi la strada che facciamo di solito"...iniziai ad avere un pò di timore ed iniziavo a non fidarmi piu...presero una strada sterrata che attraversava i campi...lui accelerava sempre di piu allontanandosi velocemente dalla strada principale e perdendosi nei campi...a quel punto tolsi subito le cuffie e gli chiesi dove stavamo andando, lei mi risponde "Non preoccuparti, è una strada privata che facciamo di solito per tagliare"...lui sorrise...eravamo in aperta campagna...lei disse a lui di fermare la macchia...poi disse "Finalmente"...non riuscivo a capire...abbasso il suo corpo verso le gambe del marito e vidi il marito che poggiò le sue mani sulla testa di lei...capii subito quello che stava succedendo...mi ero seduto in mezzo...tra i due sedili, ma non riuscivo a vedere nulla...vedevo solo la testa di lei fare su e giu...mi stavo eccitando, sentivo il mio cazzo crescere dentro i pantaloni...quel pompino sembrava interminabile...lo faceva lentamente, facendo uscire forti rumori dalla bocca e dall'espressione di lui credo che glielo abbia succhiato davvero forte...quando fini si rialzò...mi guardava mentre con la lingua si leccava le labbra ed allungò una mano tra le mie gambe...ce l'avevo duro...abbassò la cerniera e con la mano entrò dentro i pantaloni...mi fece sedere un pò sdraiato in modo da poter arrivare con la bocca sul mio cazzo e anche per me iniziò un interminabile momento di piacere...me lo succhiava lentamente...mi richiudeva la cappella, poi teneva le sue labbra strette e andava giu...mentre andava giu mi apriva la cappella e sentivo tutte le sue labbra fare pressione e poi quando la cappella finiva di aprirsi lei continuava ad andare giu per prenderlo tutto in bocca...il marito la accarezzava sulle gambe, sulle cosce..le leccava i piedini, andava sotto il vestitino mentre lei instancabilmente me lo succhiava...gemevo e respiravo forte...ero morbida argilla tra le sue mani, ma non tutto rimane morbido tra le sue mani...mi sentivo ed ero completamente suo, mi convincevo sempre di piu che il mio cazzo le piacesse, lo leccava con voglia, con foga...la sua saliva colava...il marito la fece fermare per evitare che io venissi...scendemmo dalla macchina e si spogliarono completamente nudi..lei non aveva gli slip...evidentemente doveva esserseli tolti in macchina quando la vedevo muoversi...aveva un paradiso tra le gambe...pelosa al punto giusto...il marito la stese sul cofano della macchina, le allargò le gambe e glielo mise dentro scivolando senza fatica dentro di lei...doveva essere bagnata fradicia...lei mi invitò a segarmi e così iniziai a segarmi vedendo quei due che scopavano...lei avvinghiata a lui e lui che se la faceva con passione succhiandole le dita dei piedi...stavo scoppiando, mi avvicinai a lei e le misi il cazzo vicino alla bocca...non arrivava molto bene a succhiarmelo, mi prese solo la cappella...in questo modo provavo un piacere immenso..vedevo il marito penetrarla sempre piu velocemente e poco dopo venì sul suo seno...lei si alzò dal cofano e si stese sul prato invitandomi a prenderla...il marito era fermo li, appoggiato alla macchina a segarsi...lei chiuse gli occhi, allargò le gambe e mi disse "Fammi tua"...stava aspettando che la penetrassi...ma non lo feci...andai con la testa tra le sue gambe...iniziai a leccarla sull'interno coscia per farla soffrire...la leccavo intorno alle labbra ed intorno al clitoride senza sfiorarle la fica...il suo liquido colava dalle sue labbra...sentiva la mia lingua accanto alle labbra e intorno al clitoride...non ce la fece piu e mi disse "Succhiamela"...le allargai piu che potevo le labbra...misi la mia bocca contro la sua fica ed iniziai a succhiargliela forte, tanto che gridava, ma non poteva sentirla nessuno...il marito ci guardava, ma per me non esisteva...stavo facendo quella donna mia...gliela succhiavo forte...la mia lingua la penetrava e la leccava dentro...mi accarezzava tra i capelli e con la lingua spingevo sempre piu in fondo..ricordo il suo sapore squisito, le sue labbra mordibe...la sua fica calda...mi disse "Vieni su di me"...mi misi su di lei...la prima cosa che fece fu quella di stringere fortissimo le sue gambe a me...la vidi con le lacrime agli occhi...mi disse "Mi ha fatto male, voglio essere tua, fammi tua, coccolami"...strinse ancora di piu le gambe dietro di me, io me la abbracciai forte quasi fosse mia moglie ed iniziai a penetrarla lentamente ma in fondo...sentivo la sua fica che mi accoglieva e mi stringeva...come se mi stesse aspettando..."Cosi mi piace, fammi tua, prendimi, sono tua!" ripeteva...il mio cazzo diventava ancora piu duro dentro di lei...sentivo quella donna completamente mia...per me era come se stessimo facendo l'amore e non semplicemente sesso...me la baciavo, stringevo e coccolavo...iniziavo ad aumentare il ritmo, lei si bagnava sempre di piu...sentivo il mio cazzo tutto bagnato...la penetravo con forza fino in fondo, ma non le facevo male...il mio cazzo le accarezzava il clitoride ogni volta che entrava...continuammo a fare l'amore finche lei non gridò forte...venimmo tutti e due nello stesso istante...le venni dentro...era felice, contenta, mi sorrideva e rimanemmo abbracciati per qualche minuto...poi ci rivestimmo, il marito non disse una parola, lei in macchina si sedette dietro con me e ci abbracciammo...mi lasciarono a casa e poi...mi svegliai da quel sogno bellissimo!...peccato era solo un sogno stupendo...mi alzai, mi feci una doccia e quando aprii la cartella per prepararla trovai una cosa...gli slip della donna del sogno con un biglietto con su scritto...Grazie Angelo Mio, un Bacio da Venere... --------------------------------------------------------------------------------
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20 anni fa
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Varie
I nuovi condomini
I nuovi condomini -------------------------------------------------------------------------------- Erano arrivati da poco nel mio palazzo, una coppia molto elegante, fine, diciamo per bene, lui posato, lei una bella donna, elegante, femmile e con qualcosa che mi smuoveva tutto dentro, si vedeva che era piu grande di me di molto, a me questo eccitava, sentirmi completamente suo a sua disposizione. Ogni notte li sentivo sotto la mia camera mentre lo facevano, sentivo i suoi gemiti, anche se molto piano, sentivo anche quando il letto sbatteva contro il muro, ed ogni mattina quando andavo a scuola facevo di tutto per scendere nello stesso orario nel quale scendeva lei e la guardavo dalla punta delle dita dei suoi piedi che avrei leccato per ore, fino al viso soddisfatto dalla notte, e facevo pensieri strani, pensieri sulle posizioni in cui l'aveva fatto, mi immaginavo lei con le gambe allargate, mi immaginavo la sua fica bagnata, il cazzo del marito che le entrava, oppure lei inginocchiata a succhiarlo...e tutto ciò mi eccitava, poi dopo tutti questi pensieri tutto finiva con un sorriso e poi un ciao. Spesso capitava di tornare allo stesso orario, un giorno prendemmo l'ascensore insieme, io e lei soli, aveva la scollatura che quasi le uscivano le tette di fuori, mi fa "Ce l'hai la ragazza?" io le risposi no e lei "Come mai?" ed io le risposi che volevo solo vivere la mia giovinezza divertendomi...lei "Bravo fai bene, mi piacciono i ragazzini che vogliono divertirsi!"...quando disse quest'ultima frase pensai "Si, sono il tuo ragazzino...fammi tuo schiavo" poi si abbasso e si tolse le scarpe perchè diceva che con i tacchi tutta la mattina le facevano male i piedi, io pensai "Poveri piedi, mettimeli vicino alla bocca che ci penso io" poi l'ascensore si apri e ando nel suo appartamento, io salii ancora un piano e poi andai a casa. Mi aveva eccitato da morire, tanto che andai subito in bagno per segarmi al pensiero dei suoi piedi. Una domenica mattina mi viene a suonare a casa e mi fa "Tu sei giovane, ne capisci di computer?" io le risposi di si e così mi portò di sotto a casa sua, mi fece vedere il problema e mi misi al lavoro...mi sentivo a disagio, avevo paura, la sentivo parlare con il marito, poi ridere, poi da uno scorcio di una porta li vidi avvinghiati contro l'armadio, si toccavano solamente...io finii, lei dopo di un pò tornò e mi chiese quanto era, io logicamente le dissi nulla, ma lei voleva ricompensarmi per il disturbo, così andò in camera a prendere il portafogli...torno dopo qualche minuto...completamente priva dei suoi vestiti con addosso i soli slip...mi fa "Ho qualcos'altro di meglio per ricompensarti"...si mise davanti al marito, si inginocchiò, gli sbottonò i pantaloni, glielo prese in mano e poi in bocca...nulla mi eccita piu di una donna inginocchiata a succhiarlo...lei mi stava eccitando, il marito la prendeva per la testa e la spingeva contro di lui...dalla bocca di lei uscivano dei rumori, io ce l'avevo duro, mentre lo succhiava al marito mi guardava e poi mi sorrideva...poi fece andar via il marito, si mise contro il muro e mi disse..."Mi piacciono i ragazzini come te...scopami"...mi avvicinai a lei mettendole con forza una mano tra le gambe sulla fica e prendendole con i denti un capezzolo, avevo paura di farle troppo male ma lei mi diceva "Di piu"...con la mano sulla fica spingevo forte tanto che un mio dito era entrato a meta insieme agli slip...il suo capezzolo lo sentivo durissimo sotto i miei denti, il marito non lo so dove fosse, sapevo che ci guardava, forse ci avrebbe ripresi con una videocamera per rivedere la moglie, ma non mi importava, ero troppo eccitato e lei mi faceva impazzire, si giro di schiena e si sposto gli slip, mi disse "Ti piace il mio culetto?" mi abbassai i pantaloni e glielo misi davanti al buco del culo, per me era la prima volta dietro e non sapevo come sarebbe stato e come bisognava spingere quanto forte..insomma dietro non sapevo farlo...si mise a pecora, con le mani si allargo il culo...e...il suo buco era gia aperto...iniziai a penetrarla dietro...poi lei tolse le mani e sentii tutto il suo culo sul mio cazzo, era stretto, lei si mise in bocca uno straccio o qualcosa per non urlare, stavo gia per venire cosi glielo tolsi ma lei si inginocchiò subito e me lo prese in bocca...con il mio bacino spingevo contro la sua testa e con le mie mani spingevo la sua testa contro il mio bacino...sapevo che non lo era ma in quel momento l'eccitazione portò a dirglielo.."Succhialo troia"...quando le dissi così era come se mi stesse risucchiando tutto, mi sembrava un pò violenta ma era la sua voglia, mi prese e mi spinse sul letto, venne su di me, me lo prese in mano e se lo mise nella fica...mi cavalcava come fossi il suo stallone, sentivo la sua fica fino alla fine, entrava tutto...lei godeva, ansimava...capii cosa voleva...la presi di forza, la stesi sul letto, poi le allargai le gambe fino a farle male, mi stesi su di lei mettendo le mie braccia sotto le sue ginocchia in modo da impedirle di chiuderle le gambe...poi glielo misi di forza tutto dentro...si stringeva alle mie braccia, ansimava e godeva forte...io andavo sempre piu veloce..la sua fica era morbidissima e bagnata, scivolavo dentro di lei...ero completamente suo o lei completamente mia...non lo so, ma quella donna mi eccitava troppo...le venni dentro prima che lei venisse...mi guardò mi sorrise e disse "è normale, tu sei giovanissimo, io piu vecchiotta di te, è normale che ci metto piu tempo ma mi hai soddisfatta ugualmente, mi sono sentita la tua troietta" mi tolsi da sopra di lei, andai in bagno a pulirmi e a rivestirmi...quando tornai in sala vidi il marito in un altra stanza...era come dicevo...si stava gia rivedendo il cassetta, ma non me ne importava, io volevo lei ma mi sentivo deluso di non averla fatta venire...mi accompagno alla porta tutta nuda...mi prese la mano, la mise sulla sua fica, me la fece toccare e ansimò poi mi disse "quando vuoi lei è qui per te"...io le risposi "certo va bene" e me ne andai...sentendola chiamare il marito e dire "Tesoro vieni a letto?" e con il cazzo nei pantaloni di nuovo duro...Racconto tratto da un'idea di Marte&Venere --------------------------------------------------------------------------------
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20 anni fa
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Anniversario con regalo
Anniversario con regalo -------------------------------------------------------------------------------- Era il giorno del nostro anniversario e lavorammo tutti e due quel giorno; per la sera avevamo in programma una cena in un ristorante. Io ero già a casa, lei tornò verso le 5, bella come sempre, alta 170 occhi blu oceano, capelli bellissimi lunghi castano chiaro, magra, una quarta di seno, sedere piccolo e sodo, cosce sode, mani e piedi curatissimi, con la sua solita gonna, maglietta e tacchi a spillo. Appena chiuse la porta di casa la misi con una spinta contro la il portoncino, le accarezzai le cosce alzandole un pò la gonna ed iniziai a baciarla sulle labbra e sul collo, sentivo che le piaceva perchè con una gamba si avvinghiava a me e mentre mi baciava il suo respiro cresceva; spinsi un pò il mio bacino contro il suo e dalla sua bellissima e sensuale bocca usci un dolce gemito di piacere: "Ah!". Mi fermai lì, mi raccontò un pò la giornata e poi andò a farsi una doccia. Finalmente uscita dalla doccia (dopo tre ore come tutte le donne!) andò con l'accappatoio in camera a prepararsi ed io entrai in doccia, mi asciugai, mi vestii con l'abito elegante che avevo preparato in sala e la attesi mettendomi sul divano a guardare la tv. Dopo non so quanto tempo uscì dalla camera, sentivo il rumore dei tacchi avvicinarsi...si fermò davanti la porta della sala e vi si appoggiò...la mia descrizione ora sarà sicuramente inutile perchè per capire bisognava solo esserci..capelli pettinati di classe, contorno degli occhi nero con sfondo blu come gli occhi, rossetto blu, vestito da sera a mezza coscia, schiava blu, gioielli in oro bianco e pelle lucida...mentre era ferma sulla porta non disse nulla, volle farsi ammirare, sapeva che l'avrei ammirata molto, così le feci un sorrisino e andammo al ristorante. Arrivati ci sedemmo in un tavolo con la tovaglia lunga fino a terra, un pò buio ed isolato, parlavamo del piu e del meno quando ad un certo punto sentii un suo piede salirmi lungo la gamba e saliva sempre di piu, il primo pensiero che mi venne fu "Ma come avrà fatto a togliere lo stivale senza farmene accorgere?!" Tralasciai questo particolare e mentre mi sorrideva mi parlava sempre del piu e del meno; arrivò il cameriere per prendere l'ordinazione e lei si divertiva ancora di piu ad accarezzarmi con il suo piedino che mi piace da morire e si divertiva a provocarmi e a farmi sentire in imbarazzo davanti al cameriere. Ordinammo gli antipasti, subito dopo il cameriere torno e ci portò il cestino del pane con i grissini, ne aprì un pacco e ne prese uno, lo mise in bocca e...in quel momento era come se me lo stesse leccando, lo faceva entrare tra le labbra strette e poi lo leccava con la lingua; ad un certo punto lo mise sotto il tavolo, dopo un pò mi diede il grissino a me e mi dice "Mangialo". Appena lo morsicai lo sentii bagnato dalla sua saliva lasciata prima, ma quando iniziai a gustare sentii un altro sapore...non potevo crederci, aveva messo il grissino dentro di lei per farlo bagnare, poi mi disse "Abbassati un attimo sotto il tavolo"...lo feci, lei accavallò le gambe e vidi una cosa che lei prima di quella sera odiava...era senza perizoma e per di piu senza peli, si era depilata, due cose che lei mi diceva che non avrebbe fatto mai, quella sera fu la prima volta che lo fece. Cenammo, io cenai con il suo piede che continuamente mi accarezzava, ma stranamente non parlammo mai di quella situazione che c'era, parlammo sempre di altre cose, come se fossimo in quattro, due fidanzati a cena e due fidanzati vogliosi, passionali, eccitati. Dopo cena tornammo a casa...appena chiusi la porta mi prese per mano, mi porto in camera, mi spoglio completamente lasciandomi in boxer, sembrava impazzita, nessuno dei due parlava, mi stese sul letto e mi legò con delle sue calze che prese da un cassetto, lei prese dei vestiti dall'armadio e ando in bagno...usci con un vestito da notte trasparente nero molto corto e un intimo trasparente nero, qeusta volta si era messa anche il perizoma...subito dopo accese lo stereo con la canzone You Can Leave Your Hat On, salì su un tavolinetto della camera ed inizio a ballare, ad accarezzarsi dappertutto e mentre si accarezzava le piaceva...finita la canzone si mise in piedi sul letto sopra di me...iniziò lentamente a far scendere le bretelline del vestitino, poi lo lasciò scivolare tu, mentre era su di me con il suo piedino si divertiva a mettermi le dita in bocca e poi scendeva fin sopra i boxer, mentre faceva questo si slacciava il reggiseno e lo lasciò cadere sulla mia facca, dopo di chè scese dal letto, si mise contro il muro davanti a me, si girò con le spalle verso di me ed iniziò ad accarezzarsi e si girava avanti e indietro sempre con le sue mani sul seno o dentro il perizoma, poi andò un attimo via, torno in camera...aveva qualcosa tra le mani, non so cosa perchè aveva la mano chiusa...si sedette su una poltrona accanto al letto, le gambe le appoggiò sui poggiabraccia della poltrona...le aveva allargate tantissimo, così tanto che il perizoma le era andato tra le sue carnose labbra, lo spostò del tutto...potevo ammirarle la fica in tutta la sua bellezza...era depilata, allargata tantissimo e bagnatissima, così tanto che il liquido brillava con la luce...aprì la mano con la quale aveva preso qualcosa...aveva qualcosa incastrato tra le dita ma non riuscivo a capire cosa, sembrava piccolo...si mise il palmo sulla fica ed inizio un gemito incredibile da capogiro e lei non riusciva a stare ferma, lasciò quel qualcosa dentro di lei e tolse la mano...era un cubetto di ghiaccio...che era dentro di lei e molto rapidamente si scioglieva e l'acqua gelida correva lungo il suo interno coscia, una volta sciolto si diede un paio di schiaffetti sulla fica e poi ne prese un altro...tornò di corsa, mi mise il cubetto in bocca e di scatto si sedette con la fica sulla mia bocca, spingeva così tanto contro la mia bocca che quasi soffocavo, io le muovevo il cubetto dentro di lei e lei mi teneva per la testa...una volta sciolto continuai un pò a leccargliela e a morderle il clitoride poi si tolse, si mise apposto il perizoma che prima aveva spostato e poi mi chiese di chiudere gli occhi, io lo feci...iniziai a sentire sulle labbra qualcosa di morbido...aprii la bocca e tirai fuori la lingua...era il suo capezzolo, ormai durissimo, glielo leccai e succhiai con le labbra...quando sentii che stava per spostarsi glielo presi con i denti e glielo tirai e lei: "Ah!"...poi glielo lasciai e si tolse...sentii un'altra cosa sulle labbra, stavolta un pochino piu dura...gliela leccai..era il suo gomito, e così continuo per le sue dita, per quelle dei piedi e per le sue labbra...poi lentamente inizio a scendere con la lingua, leccandomi dal petto...scese sempre di piu, molto lentamente, mi accarezzò sui boxer e poi mise una mano dentro, mi accarezzava lentissimo e mi faceva soffrire, poi mi tolse i boxer, con la sua mano faceva su e giu sempre molto lentamente e quando la sua mano era giu faceva un giro completo con la lingua intorno alla mia cappella e poi si fermava, e continuò così per un pò...non ce la feci piu, mi liberai delle calze con le quali mi aveva legato e la stesi sul letto, ora comandavo io...mi misi su di lei...tra le sue gambe sentiva il mio cazzo durissimo che la accarezzava tra le labbra, lei respirava forte, gemeva, ma io la baciavo sulle labbra, gliele leccavo e poi gliele baciavo, poi lentamente scendevo sul collo con la lingua e andavo dietro l'orecchio, poi sulla spalla e giu lungo il braccio...sulla sua mano, succhiai tutte le sue dita, poi risalii lungo il braccio...mi fermai sulla sua ascella gliela leccai e poi continuai a scendere, iniziavo a salire sul seno...mi avvicinai al capezzolo...le strusciai con le labbra sul capezzolo, poi con le mani le strinsi il seno e con la lingua le leccavo intorno ad un capezzolo, lentamente, poi glielo leccavo sulla punta, e poi intorno, all'improvviso glielo presi in bocca e glielo succhiai forte e mentre glielo succhiavo glielo leccavo con la lingua e prima di lasciarlo lo presi con i denti e glielo tirai...urlo forte e mi diceva "Ti voglio"...scesi lentamente con la lingua lungo il pancino, passai sopra l'ombelico e poi continuai a scendere, piu scendevo e piu respirava forte e piegava la testa...scesi e arrivai al bordo del perizoma, mi spostai con la lingua e continuai a leccarla tra le gambe accanto al perizoma, vicino alle labbra, poi mi spostavo sull'altro lato passando sul perizoma e sulla fica e la leccavo ancora accanto al perizoma...allargò le gambe tantissimo, voleva che la leccassi...vidi il suo perizoma andare tra la fica e le labbra uscire fuori dal perizoma.......scesi con la lingua piu giu lungo l'interno coscia, poi la gamba e poi sul piedino...le leccai tutto il piede, tutte le dita...poi lentamente tornai su con la lingua lungo la gamba...all'altezza dell'interno coscia gemeva...arrivai vicino la sua fica e mi fermai, gliela guardavo...gonfia, con le labbra al di fuori del perizoma, carnosa...lei sentiva il mio respiro che l'accarezzava, il suo perizoma era completamente bagnato...la presi per le cosce...presi il suo perizoma con i denti e glielo tirai giu...mentre lo facevo scendere sentiva tra le labbra i miei movimenti e il mio respiro, mi bagno tutta la bocca...aveva le gambe allargate al piu non posso...la fica era gonfissima con le labbra aperte...misi le mie dita accanto alle labbra...poi spinsi le mani una contro l'altra, in modo da far avvicinare e chiudere le labbra e...........all'improvviso gliela presi tutta in bocca...tutta, gliela presi e succhiai forte in modo da fare da ventosa con la mia bocca...e mentre stavo così la mia lingua passava in mezzo alla fessura dal basso verso l'alto fino al clitoride...tirava forte le lenzuola, gemeva, ansimava, si muoveva tutta...poi mi fermai e feci il contrario...con le dita gliela allargai tutta, era così bagnata che il liquido le colava, stava bagnando tutte le lenzuola..mentre gliela tenevo larga e gliela guardavo la vidi storcere la bocca, stringere i denti, aggrapparsi forte al cuscino e trattenere un grido, allorchè mi spaventai, dopo qualche attimo un forte schizzo usci dalla sua fica...non potevamo crederci, è una donna che fa parte di quella piccola percentuale di donne che eiaculano!...finito lo schizzo continuava ancora a muoversi e a tremare, quando si calmò un pochino mi disse di aver raggiunto l'estasi totale e di provare una sensazione fisica di piacere e star bene...gliela tenevo allargata, e mentre era allargata rimisi di nuovo la mia bocca come da ventosa...gliela succhiai con tutta la mia forza...così forte che il suo liquido veniva nella mia bocca...non venne in questo caso...ci alzammo dal letto...mi misi dietro di lei, la portai contro lo spigolo di un tavolo e le feci entrare lo spigolo dentro di lei, la misi contro il muro e le dissi "Inginocchiati e succhiamelo"...lei lo fece subito, me lo prese con mano forte, una dura impugnatura, inizio a baciarmelo e a leccarmelo, io volevo che me lo succhiasse e cosi la presi per la testa e la spinsi contro di me...ora gridai io...la spinsi troppo veloce contro di me e non fece in tempo ad aprire le labbra e cosi sentii tutte le sue labbra accarezzarmi con pressione che mi aprivano la cappella...io le tenevo la testa, lei continuava a succhiarmelo, a succhiare solo la cappella..lo prendeva tutto...dalla sua bocca uscivano mugolii, rumori della saliva, della lingua, quelli del mio sperma che usciva...quando si fermo mi inginocchiai io, le presi una gamba e gliela feci appoggiare sulla mia spalla, poi anche l'altra gamba, non toccava a terra, era in braccio sulle mie spalle...spinsi subito la mia testa tra le gambe e la mia lingua come un fulmine dentro la fica, tutta dentro a leccargliela, muovevo la mia lingua dentro di lei...poi le prendevo il clitoride e glielo succhiavo, poi mordicchiavo...mi disse "Sto per venire"...mi alzai...me la presi in braccio, lei avvinghio le sue gambe dietro di me...stavo per entrare quando mi dive..."Voglio che mi fai male amore"...la penetrai di colpo, piu in fondo che potevo...lei grido, poi disse "Oh si", la penetravo con velocita, forza, voglia, passione, amore...sentivo il suo liquido che mi bagnava e mi permetteva scivolare dentro di lei...il suo respiro ormai era affannosio...non gemeva piu, ma urlava, io facevo lo stesso, sentivo i suoi capezzoli duri sul mio petto, le sue unghie dietro la mia schiena, stringeva i denti per trattenere un urlo...poi non resistette piu...grido forte...dalla sua fica usci una grande quantita di liquido...la stavo ancora penetrando e così usci con velocita e schizzo dappertutto...sentii la sua fica restringersi, stringersi intorno alla mia cappella...vuoi che sia la velocità del liquido che passava ai lati della mia cappella, vuoi che sia la sua fica che si restringeva, venii insieme a lei...rimasi dentro di lei per molto...ci stendemmo sul letto...per la prima volta il nostro orgasmo era durato piu del normale, il mio circa cinque minuti, il suo circa quindici...quel dolce e soddisfacente tremolio dell'orgasmo e quella sua uscita continua di liquido la accompagno per ben quindici minuti...per quindici minuti la sentivo gemere e tremare, me la stringevo forte, lei piangeva dalla gioia, stava benissimo, voleva essere stretta forte e coccolata, sorrideva...insomma tanti sarebbero le sensazioni da dire...ERAVAMO IN PARADISO...ci addormentammo abbracciati...da quella sera a 8 mesi nacque Gianluca e due anni dopo Lorelay...sono la nostra vita e viviamo solo per loro... --------------------------------------------------------------------------------
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20 anni fa
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40 anni il finale
Le Tre di notte. Guardo il led della sveglia, proiettato sulla parete della camera da letto della suite. Mi districo dal groviglio di gambe, corpi e bocche che occupa l'enorme letto e mi avvio verso il salotto. Ho bisogno di un bicchiere d'acqua e di un minuto di solitudine. Certo anche una sigaretta potrebbe non essere una cattiva idea. Il ronzio delle telecamere ad infrarossi mi segue tutto sommato confortante. Raggiungo il salotto e accendo una piccola lampada su un tavolino. Prendo una bottiglia d'acqua dal carrello e ne bevo a canna la metà. AH. Bene ora una sigaretta, il visone e una bella passeggiata sul terrazzo. Detto fatto esco sul terrazzo. La brace rossa di un altro fumatore illumina il buio dello spazio affacciato sui tetti della città. Strano mi sembrava dormissero tutti. Beh mi siedo avvolta nella pelliccia su una delle sdraio allineate lungo al parete di fondo del terrazzo e accendo al sigaretta. Voglio solo starmene in pace a fare un bilancio del mio regalo di compleanno. E di come ha rovesciato la mia anima e, rivoltato la mia immagine di me. Accuratamente costruita in anni di sapiente mascheramento. Ora sono nuda, invece. Nuda nell'anima come nel corpo. Di fronte a me stessa. E sono libera di essere quello che ho sempre desiderato e saputo di essere. Libera di seguire la mia vocazione esistenziale. Libera di essere Troia. Ma ho bisogno di quiete per metabolizzare la mia rinnovata vocazione e la mia ritrovata libertà. E non sembra che l'avrò ancora per un po' almeno. Dalle ombre emerge Manari.Tra tutti proprio l'ultima persona che avevo desiderio di vedere. L'uomo getta la cicca della sigaretta per terra e si ferma a pochi centimetri dalla mia sedia….:”Fatica prendere sonno..strano dopo tanto esercizio appagante? Mi chiede ironico ma forse con una nota di struggente malinconia che non gli avevo mai sentito. “Riflettevo - rispondo con sarcasmo - sono capace di farlo anche se forse ti stupirà questo…” Gli do del Tu tanto da domani sarà fuori dalla mia vita e io libera di godermi la mia vocazione. “Davvero? Beh non ho mai dubitato di questo - risponde - forse soltanto degli esiti poco ortodossi e spesso pericolosi delle tue riflessioni” Si è seduto sulla sdraio accanto a me le sue mani mi massaggiano i piedi freddi. “Pericolosi per chi? - chiedo guardandolo negli occhi. Vorrei riuscire a capire almeno una volta dove vuole andare a parare con chiarezza. Ma poi cosa m'importa? Carpe Diem….è sempre stata la mia filosofia di vita. “Per me le tue riflessioni, le tue decisioni, il tuo culo, la tua fica, le tue tette divine sono pericolose PER ME. - riprende dopo qualche minuto di silenzio teso, mentre le sue mani scivolano sotto la pelliccia alla ricerca di una delle sue bollenti ossessioni - E solo per me. Perché io adoro il tuo essere TROIA ma non riesco a non desiderare di essere tuo complice…” Mi blocco all'istante. Cazzo - penso possibile che quest'uomo riesce sempre a dire la cosa più giusta e quella più sbagliata nella stessa frase? E quelle mani poi come faccio ad essere lucida con quelle mani che mi accarezzano con maestria la pelle delicata all'interno delle cosce. “Senti - ansimo con la voce rotta dal desiderio - non capisco dove sia il problema? Vuoi essere mio complice? Mi pare che tu non sia stato altro in queste 24 ore… e credimi io ti ho trovato un complice intrigante e stimolante. Molto stimolante”. “ Non mi basta e non credo basti nemmeno a te - la voce di Manari diventa un sussurro mente infila un dito, uno solo nella mia fica che si contrae come se avesse ricevuto un ordine non appena il dito la invade. Io voglio tutto il tuo corpo, la tua mente e la tua anima e soprattutto voglio godere del tuo essere Troia con te… “ L'infinita saggezza del corpo - sorrido mentalmente di me - la mia fica ha già capito e ammesso quello che ancora io faccio fatica ad accettare. Voglio questo dannato adorabile bastardo nella mia vita e nella mia fica. Meglio a partire da subito. M'inarco verso le dita che intanto sono diventate tre e poi quattro e poi sento la mia fica allargarsi ad accogliere anche il quinto dito. “Vedi la tua fica mi vuole, e tu?” sorride il bastardo mentre affonda la mano tra la mie cosce e la chiude a pugno dentro di me. Sussulto, inarcandomi travolta dall'orgasmo e ansimo con voce rotta:” Anche io ti voglio…nella mia fica e nel mio culo, nella mia testa e nella mia vita”. Due mesi dopo Gran bello culo - penso - mentre seduta dietro alla mia scrivania nuova di zecca osservo la giovane fanciulla in piedi di fronte a me. Nuovo ufficio, nuovo lavoro, responsabile creativa della Dream Agency, nuovo amante o meglio complice di avventure. I miei primi 40 anni mi hanno regalato una svolta niente male è…. E ora anche questo piacevole impegno di selezionare la mia nuova assistente. Ho giusto in mente un paio di requisiti……”Senta mia cara - inizio a dire quando la porta si apre ed entra Guido ( Manari proprio lui si !!!!!) “Valentina, tesoro veramente vorrei ricordarti che avevi un impegno per pranzo con me…dobbiamo provare quella nuova pasticceria in centro..ricordi..per quel cliente. Mi lascio afferrare la mano e trascinare fuori…da quel pazzo scatenato del mio nuovo…. CAPO.
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20 anni fa
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La nostra prima volta che abbiamo fatto una esperi
Eravamo a Palermo per le solite compere ma la sera avevamo deciso di stare lì per andare a mangiare qualcosa e poi ritornare a casa,oggi mi avevi stupito perché volevi fare l’amore da qualche parte a Palermo,di solito tu non hai queste fantasie ma a me andava più che bene. Cmq dopo il grande hamburger al mc’donalds decidesti di farmi un regalo e cercammo un posto appartato ed eccitante,non lo avevi mai fatto e mi hai stupito che volevi scegliere un posto all’aperto per fare l’amore,girammo un po’ zona Mondello a mare entrammo in una strada abbastanza buia che dopo il casino che c’èra a mondello,non si poteva immaginare che era zona lidi pure lì ma intanto c’era un cartello su scritto, ai lidi,credevo di andare a finire di nuovo in un solito lido libero dove c’era un sacco di gente a fare falò ma per nostra sorpresa siamo arrivati in un posto buio ed isolato attorniato solo da pochi alberi,era un parcheggio non asfaltato proprio in riva al mare,mi sembrava di nuovo le solite scemenze siciliane,che centrava un parcheggio lì proprio davanti al mare e tutto attorno il nulla ,però era suggestivo quel posto è molto romantico(era fatto apposto per chi volesse fare l’amore,vedi vedi i Mafiosi politici Siciliani . decidesti di fermarti lì perché ti sembrava tranquillo,più felice di mè non c’èra nessuno. Però nessuno nessuno non si può dire che c’èra perché a poche centinaia di metri c’erano due macchine una accanto all’altra con la luce Troiette inculate I migliori video clip e database di foto sul genere anal, e non solo. » anal sex accesa e una punto verde proprio vicino l’acqua che bagnava addirittura le ruote di quanto era vicino, ma sempre con la luce accesa,noi spegnemmo la macchina e restammo proprio al buio,fino lo schermo della macchina era spento e solo un filo di musica si sentiva a malapena,per primo restammo lìi immobili,ti sentivi insicura di restare lì ma infondo ognuno si faceva i fatti propri e a noi non ci vedeva proprio nessuno perché restammo posteggiati vicino all’entrata di quella specie di parcheggio vino ad un salice piangete,le sue foglie ci cullavano e noi dentro la macchina,la curiosità ci assale di scoprire che stessero facendo quelli nelle altre macchine,certe volte vedevamo qualche coscia alzarsi,o qualche testa,capimmo subito che erano lì per il nostro stesso scopo,ci stupimmo poi di una cosa strana arrivarono una coppia con un grande motore di quelli potenti,si fermarono pure l’oro davanti la spiaggia già bagnata dall’acqua proprio accanto quella punto verde, uscì un tipo che saluta il lui della coppia con un bacio sulla guancia e la lei con uno in bocca, fino a qui tutto normale ma quando vidimo che i due lui iniziarono a toccare la lei in modo molto provocatorio ci rendemmo conto che normale non era affatto, erano lì al chiaro di l’una tutti e trè illuminati soltanto dalla luce dell’interno della macchina,ad un tratto uscì un altro tipo da quella punto poi,vidimo che i due uomini della macchina si appoggiarono al motore posteggiato e l’altro lui della coppia invita la sua ragazza a inginocchiarsi davanti ai due uomini mentre lui iniziò a toccarsi il coso dietro la sua lei che iniziò a toccare i due e a prendergli i cosi in bocca, per prima restammo in silenzio tutti e due a vedere quella scena perversa (secondo te :-) , ma troppo bellissima per me,dato che a me piace lo scambiamo,o meglio ho fantasticato di farlo, comunque iniziai ad eccitarmi un pochetto,per prima tu mi dicesti di non essere sicura di voler fare l’amore sapendo che c’erano altre persone all’infuori di noi che scopavano in un modo particolare, ma decidesti di stare lì a guardare a quelli, girammo la testa e guardammo un po’ quello che stava succedendo sulle due macchine posteggiate vicino, non si vedeva quasi niente, si capiva solo che c’èrano due coppie ognuno sulla propria macchina, credevo che stessero facendo l’amore uno accanto all’altra per eccitarsi a vicenda. Cmq l’eccitazione mi stava salendo sempre di più nel cervello,vedevo che anche tu stavi sentendo un po’ di caldo in più come infatti ti togliesti quella giacchettina ce avevi sopra le spalle,anche sé c’era davvero caldo quella sera, iniziai a baciarti prima sulla guancia e poi sul collo fino a quando ti girasti a baciarmi in bocca,le nostre lingue roteavano dentro le nostre bocche,i baci diventavano sempre più caldi e appassionati,inizio ad accarezzarti un po’ prima sulla guancia e man mano scendo prima sul petto mettendoti la mano dentro il reggiseno,poi scendo sulla pancia per andare a finire rigorosamente lì, sugli slip,mi accorsi che erano già bagnati,ti sorrisi e ti dissi nell’orecchio” è porcellina che sei ti sei già eccitata hee” tu ammiccasti con un cenno della testa e scambiasti il mio sorriso ma subito continuasti con quelle linguate intense. Avevo una voglia matta di guastare quella fighetta così bagnata,volevo quel liquido sulla mia lingua per gustarne più possibile e sentire quel buon odore che emanava, ti chiesi se potevo scendere un po’ lì, subito acconsentisti, ogni tanto vedevamo passare qualche persona piedi che non si capiva dove andassero perché lì oltre il niente non potevano trovare, cmq ormai non ci interessava più niente perché eravamo travolti di passione intensa, uscii subito dalla macchina vidi a quelli che ormai si erano lasciati andare sulle cose più porche,mi eccitavo sempre di più e mi infilai subito dalla tua parte della macchina,tu tirasti tutto indietro il seggiolino e lo chinasti un po’ all’ingiù per restare bella comoda mezza sdraiata con le coscie aperte davanti al mio viso,ti avevi già alzato la gonna bianca e tolto le mutande ormai fradice,bella e pronta,io mi infilo davanti a te,un po’ strettino ma vicino vicino alla tua fighetta,inizio così a gustarmi quel ben di dio,e tu a godere da matti,ma senza chiudere gli occhi perché volevi guardare cosa stavano combinando quelli della moto che ormai erano diventati dei contorsionisti,tra le svariate e strane posizioni,tutti i tre maschi che si fottevano quella bella troia in calore,era piena di quei stalloni,dietro davanti e bocca,godevi come una matta, io ormai stavo esplodendo ma continuai a leccare avidamente la tua fighetta buonissima,ad una tratto accendesti la luce della macchina,restai scioccato della tua mossa,non potevo mai immaginare quella reazione da parte tua,mi guardasti ma non dicesti niente,io invece ti dissi”brava la porca esibizionista” e continuai a leccare sempre più freneticamente la tua figa bagnata tu invece guardavi diritto in un modo molto molto porco agli altri che avevo girato la testa verso di noi, guardavi e ti toccavi il seno,ogni tanto chiudevi gli occhi per godere al meglio e lasciarti andare,non c’è la facevo più mi alzai scesi dalla macchina e mi sedetti di nuovo sul mio posto,era arrivato il tuo turno,dovevi succhiarmelo come mai avevi fatto,come infatti restai pure lì stupito,sempre con la luce accesa iniziasti a farmi un pompino mai visto prima con una foga incredibile,ci avevi preso poi il gusto e continuavi,sentivo di venire ma volevo resistere. Un toc toc sul tetto della macchina all’improvviso ci fece restare scioccare, guardammo dal finestrino,lei ci guardava come se non stavamo facendo niente, era una donna sulle 3540,molto ben vestita abbastanza intrigante ,si presentò,si chiamava Carmen,sembrava ispirare fiducia,ci disse “non volevo disturbarvi nella vostra opera d’amore ma è da un po’ che io e mio marito vi osserviamo da là dietro e dato che c’èra la luce accesa, abbiamo pensato di partecipare se vorrete e se vi và?” Restammo muti tutti e due,tu ancora con la mano sul mio cazzo ma mi guardavi imbarazzatissa, senza smuovere un muscolo,lei vide che restammo di stucco come infatti ci disse” scusate l’imbarazzo che vi ho procurato ma siete stati anche voi a invitarci dato che avete la luce accesa in un parcheggio di scambisti è così”, io subito le dissi che la luce accesa l’abbiamo fatto solo per farci vedere un po’ come esibizionisti dato che come vedi qui c’è un casino di persone che fanno cose perverse,era solo per eccitarci un po’ ma nient’altro,non potevamo pensare che la luce accesa della macchina significava invitare a fare gruppo, cmq dopo un po’ venne anche il marito vicino a sua moglie davanti la macchina,era un uomo sulle 40 ma molto giovanile,un fisico possente e sembrava molto curato e simpatico, mi guardò a me mi disse ” allora niente?” toccò una tetta a sua moglie e si misero a ridere,sembravano davvero simpatici,ma dopo un po’ si scusarono e andarono dicendoci che andavano a fare la stessa cosa pensando a noi,per un po’ restammo muti a guardarci,ma dopo pochi secondi come simultaneamente dissimo “proviamo?” tanto chi ci vede qui. “vacci tu” mi dicesti,non me lo feci dire due volte,anche sé quella donna mi sembrava un gran bella porca e andai vicino la loro macchina e vidi che già lei era all’opera con il coso di suo marito mentre lui le accarezzava la fighetta, mi eccitai subito vedere quella scena,loro mi guardarono e si misero a ridere e dissero “ vi siete convinti vero? Metti la macchina accanto la nostra”,così feci, posteggiai a un metro e mezzo della loro macchina e aprimmo i sportelli sia dietro che avanti,,il centro tra le due macchine con quelle portiere aperte era proprio come una stanza semichiusa, la donna prese da dietro una coperta grande e la distese a terra nel centro,si vedeva che erano esperti in queste cose,io non ci sarei mai arrivato di aprire le portiere di tutte e due le macchine per creare uno spazio tutto chiuso,loro addirittura avevano un monovolume quindi le portiere erano ancora più grandi e non si vedeva proprio niente, ci dissero”vi sentite al sicuro adesso?” con un sorrisino imbarazzato ammiccasti per dire sì,lei guardò tè mentre si sedette nel centro della coperta già con le la gonna levata e solo le mutante messe,ti chiese “dai ragazzina siediti accanto a me dai facciamo eccitare i nostri uomini per un po”,Oddio eri come se imbalsamata,ma restai sorpreso perché uscisti dalla macchina ancora con la gonna all’insù e la fighetta al vento perché senza mutande.ti sedesti pian piano accanto la donna,un po’ intimorita perché capisti quello che Carmen voleva fare con tè, la guardasti con occhi dolcissimi con un po’ di paura e imbarazzo e dicesti poche parole “ma io non l’ho mai fatto con una donna”. ,dai piccola non preoccuparti sarà bellissimo. Iniziò con l’accarezzare il tuo bel viso,aveva una mano vellutata,chiudesti gli occhi mentre scese a poco a poco con la mano sul tuo collo,ti fece sdraiare sulla coperta,eri per prima impietrita ma vedevo che con gli occhi chiusi facevi fare e ti stavi rilassando sotto quelle carezze di una mano esperta e candida come quella,slaccio la camicetta,restando soltanto con il reggiseno e la camicetta tutta aperta e nient’altro addosso,vedevo nei miei occhi quella scena,ero stupito e entusiasto e sempre più eccitato dal vederti nelle mani di quella bella ragazza o signora, dopo un po’ iniziò a darti piccolissimi baci prima sul collo,pensavo che voleva baciarti in bocca per slinguazzarti ma lei fu molto delicata e non lo fece,continuava a darti piccoli bacetti su tutto il corpo, dopo pochi minuti di vedere che iniziavi a contorcerti un poco dal piacere,facesti una smorfia bellissima,era arrivata sul punto più bello,piano ti fece allargare le gambe per baciarti l’interno cosce per poi uscire la sua calda e umida lingua,vedevo che iniziavi sempre più a scaldarti, la lingua di Carmen sfiorò il clitoride che era già bagnata come un lago,iniziasti a smuoverti,si vedeva che godevi come una pazza ormai,non avrei mai creduto di assistere quella scena fantastica nella mia vita, e specialmente che eri tu nel centro di quella coperta con un’altra donna mi eccitavo e stavo esplodendo ,volevo partecipare al più presto, ma feci fare tutto a lei, continuava a leccarti e leccarti ancora le prendesti la testa tra le tue mani per stringerla alla tua fighetta per arrivare fino in fondo con la lingua ma ad un tratto lei si tolse il resto che aveva addosso e si mise su di tè con tutto il corpo ma al contrario, che spettacolo a vedervi in un 69 fantastico, secondo me neanche tu avresti creduto che stavi facendo l’amore con una donna,ma vedevo che ti piaceva, alzasti poco poco la testa per assaggiarle la sua figa che era rasatissima e abbastanza chiusa,leccavi sempre più intensamente,ad un tratto,il marito che si chiamava Giorgio, iniziò a menarsi il cazzo per farlo diventare duro subito,così mi guardò e mi fece cenno che toccava a noi,feci la stessa cosa,così lui si alzò e si mise sulla moglie e la penetrò da dietro mentre tu eri ancora all’imprese a leccarle la figa, mi misi io ginocchio invece vicino la tua faccia,ti presi la testa e te l’avvicinai sul mio cazzo, iniziasti un pompino fantastico, eravamo un gruppo tutto unito,era incredibile vedere quella scena inusuale per noi, il mischiarsi di corpi diversi era fantastico,non avrei mai creduto di vedere te nel centro di altre persone,ero entusiasta di te,ti lasciavi sempre più andare, così la donna si tolse dalla sua posizione per mettersi a pecorina e farsi montare meglio il culetto da suo marito, io invece ti penetrai davanti,la tua figa era così bagnata che neanche mi sentisti bene bene ma eri ugualmente eccitata e volevi che ti montassi con forze,restammo a fare l’amore per diversi minuti, Giorgio mi disse dai Marco vieni che voglio fare un regalo a mia moglie,per primo guardai te ma tu acconsentisti perché il tuo orgasmo lo avevi già avuto la prima volta, mi misi sdraiato sotto Carmen e lei si impalò sul mio cazzo,mentre suo marito la continuava a montare come una cavalla da dietro,pochi secondi ti sedesti sul mio petto con le spalle a Giorgio e Carmen con la fighetta all’aria per farti leccare la figa da me,cambiammo di nuovo posizione, ti sedesti su di me e facemmo l’amore senza nessun’altro e lo stesso fecero loro due,era anche bello sentirti anche solo mia,ma l’esperienza che stavamo facendo era trasgressiva e molto eccitante quindi dopo un po’ capisti che era toccato anche il tuo turno di prenderne due uomini dentro te,come infatti Giorgio lasciò perdere sua moglie e si alzò con il coso erettissimo,tu continuavi a cavalcare su di mè ma sapevi che tra poco ti entrava dentro con il suo coso grande da dietro,avevi paura ma anche lì carmen era esperta come infatti bagnò un po’ il tuo buchetto del culo e infilò per prima un dito per allargarlo un po’,man mano allargava arrivò a mettercene anche tre in una volta, iniziava a piacerti finalmente godere un po’ da dietro, è poi arrivò quel arnese grosso che pian piano ti entrava dentro,era grosso e ritto, per prima chiudesti gli occhi per il dolore fitto ma poi entrò e iniziasti ritmicamente a godere ,avevi due bei pezzi di carne dentro di tè,e tutti per te e tu eri trasformata in una troia in calore per l’occasione,ti sentivi una lurida porca che godeva,godeva e godeva ancora e ancora,avevi goduto così tanto che una cosa del genere non ti era mai capitata e neanche a me,oltre sognarmela non avevo fatto,e vedere te così mi rendeva soddisfatto ed emozionato. Arrivammo alla fine dopo 2 ore di scopare come i pazzi,e come un film porno preciso,Carmen ti chiese a te di metterti in ginocchio accanto a lei per segarci un po’ davanti a noi due ognuno il pene del partner in bocca,ma bastarono pochi colpi di bocca che vennimo quasi in contemporanea con Giorgio, ognuno sul viso della propria partner,Carmen fece l’esperta anche quella volta continuando a leccargli la cappella fino a l’ultima goccia mentre lo sperma le colava dalle labbra di quanto cen’era molta, ti guardava come da sfida come infatti non ti d’asti sotto e iniziasti pure tu a leccarmelo avidamente tutto per asciugarmelo per bene, bevesti per la prima volta il mio seme,ero soddisfatto e sempre più innamorato di te. Ci alzammo,Carmen tolse la coperta da terra mentre noi ci rivestimmo tutti, in quella occasione scoprimmo dei nuovi amici, e io….io ero talmente contento sulla tua prestazione,ero felicissimo e stupito da quelle tue potenzialità da vera troia che hai avuto,sei stata magnifica. Da quel giorno ci siamo aperti sempre di più e le scopate che potemmo fare con Giorgio e Carmen furono immense,peccato però che dopo che loro si trasferirono a Roma per lavoro,non ci siamo più azzardati ad avere altre esperienze trasgressive,anche con l’annuncio messo su questo bel sito,ma ancora quelli giusti non l’abbiamo trovati,è si ragazzi e ragazze questa fù la nostra prima esperienza, non sappiamo di preciso ancora cosa cerchiamo,anche sé siamo molto selettivi e diffidenti delle persone (purtroppo) ma leggete il nostro annuncio su questo sito così ve ne rendete conto, o scriveteci su
[email protected]
Cerchiamo coppie non over 45 oppure singole bsx e chissà forse forse (ma non ne sono ancora tanto sicuro) singoli per mettere la mia piccola Fede al centro dell’attenzioni per farla sentire porca come le volte con Giorgio e Carmen,Ciao belli se leggete questo nostro racconto scriveteci tanti baci da Marco e Federica (Siciliani siamo;-)
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20 anni fa
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Varie
40 anni parte quarta
Ore 21.30 La personale lezione di obbedienza di Manari Immersa nella vasca idromassaggio con un flutè di champagne in mano. Sorseggio il liquido rosato mentre mi rilasso. Muscoli. Testa e Sesso a riposo. La stanza è in penombra e colmata dalle note del mio blues preferito. Appagata? Forse. Non del tutto in ogni caso. Ma Soddisfatta si. Almeno, per quello che riguarda la gang bang. Tutt'altra storia è Manari. Quell'uomo è una vera e propria spina nel fianco. Un tormento. Intrigante e incessante. Quasi evocato dalla forza dei miei pensieri. Lo sento entrare nella stanza ancor prima di vederlo. La forza della sua Voglia di me è tale che la percepisco anche nel silenzio. Violenta e potente. Non apro gli occhi. Vigile. In attesa della sua prossima mossa. Io so già quale sarà la mia, comunque. Quell'uomo ha bisogno di una piccola lezione. Una piccola e deliziosa, per entrambi, lezione di obbedienza. E' la fica che fa girare il mondo. Ed è meglio che lui inizi a ricordarselo. Almeno in mia presenza. Avverto il suo tocco. E' lieve. Mi ha solo sfiorato un capezzolo. Ma è come se una scossa elettrica mi avesse attraversato il corpo. La fica mi si contrae. E i capezzoli svettano turgidi entrambi a pelo dell'acqua. Si china alle mie spalle e mi morde il collo scivolando con la lingua verso l'orecchio. Cerco le manette che ho nascosto nell'acqua e lo attiro verso di me per baciarlo e soprattutto indurlo a mettermi le mani sui seni. Mentre succhio la sua lingua avidamente, mi sposta le mani sui capezzoli. “Bingo - penso sorridendo intimamente - e faccio scattare le manette sui suoi polsi. Mentre è ancora stordito esco dalla vasca e lo spingo verso una poltrona di pelle nell'angolo della zona bagno con una corda di seta cremisi fisso le sue braccia ammanettate ai braccioli della sedia. Mi allontano e mi asciugo rapidamente con un telo. Lo guardo è chiaramente furioso. Almeno apparentemente. In realtà nel fondo dei suoi occhi si legge qualcosa di altro. Una sorta di compiaciuta soddisfazione per gli sviluppi della situazione. “Bene - sorrido ironica guardandolo - direi che siamo nelle condizioni ideali per la nostra piccola lezione di obbedienza”. Mi avvicino a lui. La mia fica è a 30 centimetri dal suo viso. Ne avverte il profumo. Ne sente il calore. Infilo due dita nelle sue calde profondità e gli sfioro le labbra con la mia voglia liquida. Mi allontano di nuovo. “Ah Ah Ah - rido maliziosa guardando Manari il cui cazzo già svetta attirando il mio sguardo come una calamita - Ti piacerebbe è…. Niente da fare. Ora io chiamerò qui Christopher. E lo userò come un gigantesco dildo di carne. Mi prenderò il mio piacere da lui e lo farò a pochi centimetri da te e dalla tua voglia. Voglio vederti imprecare, supplicare, insultare dalla voglia di fottermi, per la voglia assoluta di essere al posto di Chris. Di essere il mio giocattolo vivente. Ma potrai farlo solo nella tua mente. Non un fiato dovrà uscire dalle tue labbra. Altrimenti… assaggerai la frusta”. In quel momento entrò Christopher che mi abbracciò da dietro iniziando a stringere i miei capezzoli con forza mentre io mi strusciavo contro il suo cazzo con il culo in tensione per la voglia di essere aperto. I miei occhi non lasciavano un secondo Manari mentre Chris mi faceva piegare a 90 gradi con le braccia appoggiate sui braccioli della poltrona dove l'uomo era seduto. La mia bocca era pochi millimetri dalla sua. Quando Chris con un unico movimento fluido e potente mi riempi il culo. Affondai la lingua nella bocca di Manari scopandogli la bocca con lo stesso ritmo con cui il giovane nero stava fottendomi il culo. I miei seni con i capezzoli duri come il marmo strusciavano sulle spalle di Manari. Assecondavo i colpi di Chris spingendo il culo all'indietro con sempre maggiore frenesia: l'orgasmo stava per travolgermi. La mia fica colava sborra sulle ginocchia e i piedi di Manari. Al vertice del godimento morsi, cercando il sapore del sangue, la lingua di quel dannato bastardo e lui di rimando con rabbia mista ad una voglia travolgente morse la mia. Il sangue invase le nostre bocche. Mi staccai lanciandogli sguardi omicidi e deglutendo il sangue. Liquidai Chris con un cenno della mano e misi il culo in faccia a Manari, ordinando secca: ”Ora ripuliscimi per bene con la lingua se no giuro maledetto figlio di puttana che una decina di frustate non te le toglie nessuno”. Un lampo nei suoi occhi feci appena in tempo a coglierlo mentre mi voltavo. E poi la sua lingua che mi accarezzava lenta e potente il culo. Percorrendo con la punta il solco tra le natiche indugiando sul buco. Raccogliendo le tracce della sborra sparse anche lungo le mie cosce. “Dannato stronzo mi stava eccitando di nuovo. Ero già pronta per un altro giro di giostra. Dio lo odiavo e lo adoravo contemporaneamente. Non era possibile spezzarlo” I pensieri sempre più confusi e tumultosi mi invadevano la testa mentre non potevo fare a meno di abbandonarmi alle cure di quella lingua. Venni ancora su quella lingua, in quella bocca che mi accarezzava selvaggia la pelle tenera tra la fica e il buco del culo. Venni maledicendomi ogni secondo. Ad ogni contrazione un po' di più. Sorrideva il bastardo dopo. Un sorrisetto compiaciuto. “Ecco mia cara. 2-1 per me direi o se preferisci poker d'assi” sogghigno con voce roca. “Ah. Non cantare vittoria. Mio caro c'è ancora la piccola questione della tua punizione - sorridevo compiaciuta mentre accarezzavo il manico del frustino con una mano. Una punizione secondo la legge del contrappasso. Ti è piaciuto farmi godere mio malgrado bene…. Ora è il tuo turno”. Mi allontanai di un paio di passi e appoggiandomi al bordo della vasca m'infilai il manico del frustino nella fica e iniziai a muoverlo selvaggiamente. Intanto mi leccavo le labbra e fissavo il suo cazzo. Che suo malgrado oscillava verso di me, con la cappella gonfia e lucida. Potevo vedere le vene pulsare mentre affondavo il manico del frustino sempre più nella fica. Ma stavolta eri lui a dover sborrare. Sfilai il frustino dalla mai fica e gli girai intorno con un unico movimento glielo infilai nel culo. Sussultò urlando e sborrò all'istante. Senza riuscire a fermarsi. Mi concessi una risata soddisfatta e…: “Colore mio caro o se preferisci 2 a 2 palla al centro”.
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20 anni fa
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Risposta ad un\'amica
Ciao amore mio, lo sai cosa mi è venuto in mente se fossi stata lì con te assieme a Venus ? Ora te lo racconto: anche tu avevi fatto la doccia e ti sei fatta trovare in accappatoio. Io mi ero vestita con un vestitino nero aderente molto corto e senza biancheria intima sotto. Mi sono avvicinata e ti ho baciata sulla bocca, ti ho aperto l'accappatoio ed ho cominciato a strusciarmi sul tuo corpo continuando a baciarti con voluttà. Le tue mani sono scese giù, mi hai sollevato il vestitino aderente ed hai cominciato ad accarezzare la prugnetta, come al solito già abbondantemente bagnata. Anche la tua sentivo che si stava sciogliendo. Non c'era tempo per andare in camera eravamo già in trans erotica; per cui giù sul tappeto del salotto ! Abbiamo cominciato con un bel 69 che è servito per bagnare ben bene le nostre due ostrichette e per "dissetarci" reciprocamente. Il tuo miele è molto inebriante, così asprigno e denso! In una pausa del 69 mi sono sdraiata sul tappeto mi sono mesa un cuscino del divano sotto la testa ed un altro sotto il sedere ed ho divaricato le cosce finché potevo. Mi trovavo in una posizione veramente lasciva. Con un filo di voce ti ho detto: "Dai sfondami ben bene". Tu ti sei inginocchiata al mio fianco all'altezza del mio ventre. Con la mano sinistra hai cominciato ad allargare le grandi labbra della prugnetta mentre con la destra hai cominciato a masturbarmi lentamente e dolcemente con il medio e l'indice entrando ed uscendo rapidamente. Poi ha raccolto le dita a cappuccio ed hai cominciato l'operazione di penetrazione totale. Il cuneo delle tue dita che entravano dentro di me mi hanno provocato un primo orgasmo che ha contribuito a lubrificare l'area. Sentivo che stavi entrando sempre più inesorabile dentro di me. Ad un certo punto ti sei fermata, le 4 dita principali erano già entrate fin quasi all'altezza del palmo; tu eri visibilmente eccitata per quello che mi stavi facendo. Io stavo solo godendo a più non posso, sentivo delle fitte, ma il piacere era notevolmente maggiore. Non volevo che smettessi, così in pieno orgasmo ti ho detto "Siii...entrami tutta" , e tu hai cominciato a roteare le dita dentro la mia intimità esplorando ogni anfratto e procurandomi una serie ininterrotta di fitte e di piacere. Non so quanto liquido ho scaricato; quando la mano è uscita ho provato una strana sensazione nel sentire la passerina che cercava di recuperare la sua forma di riposo; una dolce sensazione di rilassamento mi ha invasa. Tu avevi la mano malandrina completamente inzuppata dei miei umori come se fosse uscita da un barattolo di grasso. Con fare osceno hai cominciato a leccarti le dita grondanti mentre con l'altra mano hai continuato a masturbarti. Poi hai voluto che anch'io leccassi i miei umori impiastricciati sulle tue dita. E' stato bellissimo. Io ero esausta; ti ho detto che non ce la facevo a renderti il servizio; "Non ti preoccupare", mi hai detto "basta che mi asciughi la fica con la tua lingua" Così ti sei messa con la gambe divaricate e la tua fichetta grondante schiacciata sul mio viso. Ho bevuto tutto il tuo miele. Abbiamo finito sdraiate una accanto all'altra esauste e con la convinzione di essere sempre più porche e sempre più lesbiche e tutte bagnate fradice siamo andate nel bagno a lavarci un po'... Oh che pensieri mi fai venire in mente ogni volta che ti sento !!!! Ciao amore mio . Ti abbiamo lasciata addormentata sul letto e siamo andate a giocare di la... Poi dopo un po' Venus ha sentito la tua mancanza. E' tornata da te e si è stesa accanto a te, alle tue spalle, tutta nuda, del suo colore ambra. Si è avvinta a te ed ha cominciato ad accarezzarti, a farti sentire le punte dei suoi seni sulla schiena. La sua mano sul tuo culetto, si apre un varco e cerca la tua fica. Insinua un dito e comincia a muoverlo. Ti bacia sul collo, ancora assonnata ti muovi appena, si ode un leggero mugolio uscire dalla tua bocca. Venus sentendo che ti stai bagnando si fa più audace e sfiora il tuo fiorellino posteriore. Ti penetra dentro, lo sente stretto. Allora viene davanti e tu apri gli occhi. La vedi finalmente così bella, così atletica, un animale da piacere, il tuo piacere. La sua bocca cerca la tua e tu non esiti. Il suo bacio è lungo, delicato, profondo. Il suo corpo aderente il tuo. Ti sente fremere e corre ai tuoi seni. La sua bocca, i denti, tutto adopera per farli indurire e succhiarne i capezzoli. Aumenta il tuo affanno. Scende furtiva fra le tue gambe, mentre le sue mani ti accarezzano il corpo. Ora comincia leccarti. La sua bocca prende tutta la tua fica, ti aspira... Sente che ti piace, insiste con la lingua sul clito, lo tormenta fino a farlo ergere tutto, quasi un piccolo fallo. Poi si dedica al tuo buchino... Lo lecca e lo avvolge con la sua lingua. Ti penetra con la lingua, vuol sentire le tue contrazioni. Ti piace, si sente che ne hai voglia... Venus prende il vibratore e piano lo appoggia alla tua fica, lo spinge all'interno e lo accende. Senti le scosse, ti muovi all'unisono. Poi ti penetra col dito nel culetto. Lo tira fuori e lo lecca tutto... Ti penetra con due dita, poi con tre, infine con tutta la mano. Sei piena di lei che ti fa sentire porca. Gemi e ti muovi senza controllo. Venus ti sta inculando con la mano e riempiendo la fica col vibro... E' brava, veloce, ti piace... La vuoi tutta fino in fondo, lei non se lo fa ripetere e ti scopa, ti possiede, ti riempie fino a farti venire. Un lungo, lento, ma inesorabile orgasmo ti scuote, ti sfinisce. SSSSSSSSSIIIIII, AAAAAHHHH, sono le uniche cose che riesci a dire..... La lingua di Venus si disseta alla tua fonte del piacere... Ti lecca tutto il succo senza farne perdere neanche un po'... Poi vuole il suo piacere. Si colloca fra le tue gambe, fica contro fica. Tu stordita, senti ora la sua fica contro la tua. Lei si sfrega, geme e mugola, in pochi attimi viene. Sei felice, anche lei lo è... Hai fatto una conquista.... Ti bacia e ti lascia nel letto ormai esausta e beata.
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20 anni fa
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40 anni parte terza
Ore 19 Lezione di obbedienza E ora - pensavo mentre tranquillamente distesa sul divano mi accarezzavo pigramente la fica ancora vogliosa - Ora ci vuole qualcosa che ho sempre desiderato. Un giochino particolare. Così pensai ad una cosa che avevo visto appesa nell'armadio. Si era stata sicuramente opera di Manari, un fulgido esempio di bastardo assoluto quell'uomo, ma dovevo ammettere almeno con me stessa di adorarlo per questo. Così mi alzai e ondeggiando completamente nuda sui miei tacchi a spillo mi diressi verso la camera da letto. Nell'armadio. Avvolto in metri di carta velina, coronata da un fiocco sfavillante di raso rosso. Eccolo li. Il completo da domina con tanto di strapon e frustino. Il lattice lucido di zip e legacci ammiccava dalla velina seducente e accesso di mille riflessi, quasi chiamandomi. Quell'uomo era deciso a mettermi K.O con la dimostrazione della sua capacità di leggermi dentro in modo perfetto. E va bene gli avrei dato il suo spettacolino e poi una piccola privata personalissima lezione di obbedienza tutta per lui. Strappai quasi con violenza la carta velina e il fiocco di raso afferrando avidamente il corsetto di lattice e accarezzando con lo sguardo il dildo svettante dello strapon. Il corsetto era perfetto mi fasciava come un guanto seguendo la curva dei seni. Dietro era chiuso da una rete di stringhe che finivano in un laccio che pendeva tra le natiche. Davanti dei gancini di metallo cromato tenevano accostati i lembi creando una profonda scollatura a v. Le bretelle finivano in un collare che serrava il collo. Sostitui rapidamente le mie giarrettiere di pizzo con quelle in lattice e agganciai le mie calze di seta. Sfilai le mie scarpe e indossai quelle con il tacco di acciaio e il cinturino di cuoio alto che avvolgeva le caviglie procuratemi da Manari. L'immagine che rifletteva lo specchio era splendida. Mi sentivo potente, seducente e assolutamente troia. Afferrai il frustino e lo strapon e con delle ampie falcate andai in salotto. I ragazzi sedevano nudi e silenziosi sul divano. Mentre una poltrona di cuoio rosso era stata spostata di fronte a loro e, mi aspettava. Manari semi nascosto nuovamente dalle telecamere mi fissava con uno sguardo ironico e un sorrisetto compiaciuto sul volto. Mi fermai di fianco alla poltrona. Sollevando un piede, posandolo sul bracciolo mentre sfioravo con le mani il frustino, quasi accarezzandolo. Guardavo i ragazzi negli occhi lentamente senza l'ombra di un sorriso. Le note del blues riempivano di atmosfera la stanza che era illuminata in modo da lasciare quasi in ombra me e sotto una luce potente i ragazzi. “Bene - iniziai a dire con una voce fredda e dura - quella di stasera sarà una lezione che non dimenticherete. Una lezione preziosa ma anche…dolorosa. Si dolorosa. Ma il confine tra il dolore e il piacere è sottile molto sottile. Ora verrete legati, ammanettati ai polsi e alle caviglie e poi io mi prenderò cura di voi. Ampiamente cura”. Mentre i ragazzi venivano ammanettati mi sedetti sulla poltrona e spalancando le cosce infilai il manico del frustino nella fica iniziando a masturbarmi violentemente davanti ai loto occhi. La reazione fu immediata. I corpi dei ragazzi si tesero nell'eccitazione. I cazzi svettarono imponenti, ondeggiano verso di me. Affondai il manico in tutta la sua lunghezza nella fica e mi abbandonai all'orgasmo ricoprendo di sborra il frustino. Dopo qualche minuto sfilai il frustino della fica. E con passo deciso mi diressi verso i ragazzi: Bene - scandii - prima regola IO SONO IL VOSTRO CIBO E LA VOSTRA ACQUA…. Stasera vi nutrirete della mia sborra e vi disseterete con la mia pipi. Ad iniziare da ora. Così dicendo mi avvicinai a Marco che era il primo della fila e gli apri la bocca a forza infilando il manico nella sua bocca e obbligandolo a leccare la prima parte del frustino. Affondai un po' di più il frustino nella bocca di Christopher che l'aveva già spalancata, pronto a leccare. E Lo affondai tutto nella bocca di Jem che fini di ripulirlo restituendomelo lucido. Mi voltai facendo schioccare il frustino contro il pavimento e cogliendo con la coda dell'occhio in un angolo Manari che si menava furiosamente il cazzo eccitato oltre il limite dalla scena. Era solo l'inizio. Mi sedetti sulla poltrona spalancando nuovamente le cosce e :”La mia fica ha bisogno di attenzioni, in modo particolare voglio che mi succhiate il clito tre minuti ciascuno, non un secondo di più o di meno. Chi sgarra verrà punito. Jam partiamo da te”. Il giovane giapponese riusci con precisione tutta orientale a succhiami sapientemente per esattamente tre minuti. Lo seguirono Marco e Christopher che preso dall'entusiasmo avvertendo tra le labbra le contrazioni del mio orgasmo, non si fermò in tempo. E venne punito. Severamente. Lo frustai 5 volte obbligandolo a chiamare ogni volta la frustata successiva con voce più tremante. Colai sborra sui segni rossi delle frustate. Dopo. E vidi il ragazzo sorridere. “Seconda regola - ripresi dopo che Christopher ebbe ripreso il suo posto - DOVRETE AVERE SEMPRE IL CAZZO IN EREZIONE IN MIA PRESENZA. Chi non rispetterà questa regola verrà ancor più severamente punito rispetto alla regola precedente. E ora signori - conclusi allacciandomi lo strapon e accarezzando il dildo lucido come se fosse un cazzo vero…. Siete pregati di voltarvi. Intendo farvi il CULO”. Contemplai quella distesa di magnifici culi offerti alla mia voglia e dopo aver provveduto a sciogliere i ragazzi dalle manette. Spiegai loro cosa volevo. Ci saremmo disposti in circolo ognuno di noi avrebbe inculato e sarebbe stato inculato contemporaneamente da un altro. Li lasciavo liberi di scegliere la disposizione del cerchio. In ogni caso io avrei tenuto lo sguardo incollato a quello di Manari perché non ci fossero dubbi su chi stessi prendendo in quel momento e perché. Ci disponemmo e mi trovai tra Christopher e Jem. Avrei preso il culo di Jem e il cazzo di Christopher. Affondai nel piccolo culo del giovane giapponese con forza sentendomi immediatamente avvolta dal calore della sua carne. E dalla morbidezza. Ad ogni colpo il dildo affondato nella mai fica rispondeva con una scarica di vibrazioni, mentre il mio culo veniva riempito totalmente dal cazzo di Christopher snello e potente perfetto in quell'occasione. Presto le note del blues nella stanza furono coperte dai gemiti e le parole inarticolate che uscivano dalle nostre labbra. Fissai Manari a lungo. Vibrava, si tendeva, leccandosi le labbra con la lingua, accarezzandosi il cazzo come se fosse lui dentro il mio culo o io dentro il suo. Mentre vibravo nel doppio orgasmo del culo preso e del culo dato lo vidi sborrare. Mi leccai le labbra avidamente. Capì al volo e si portò le dita sporche di sborra alle labbra leccandole con voluttà come avrei fatto io. Sorrisi. Veramente appagata solo in quel momento.
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20 anni fa
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Un favoloso fine settimana
Sono appena rientrato, fuori è quasi buio, ma non accendo nessuna luce, mi dirigo verso la veranda, le sue finestre danno sulla città, della quale ho una vista perfetta. Da qui la via che porta alla stazione sembra un albero di natale, ci sono molte macchine parcheggiate in seconda fila con le quattro frecce accese. Guardando il mondo da qui mi sento un piccolo dio, una giornata cosi non capita tante volte nella vita e la mia soddisfazione è giustificata. Appoggio la testa al vetro della finestra, è freddo, ripenso a quali sono le tappe fondamentali che mi hanno portato a questo successo, rapidamente, la scuola, le amicizie, le persone che mi hanno reso quello che sono. Già, Simona, devo subito chiamarla, sarà contentissima anche lei. Sollevo il vecchio telefono a disco, l'ho recuperato in casa di mia nonna, stava per essere buttato, ma a me piace, adoro stare al telefono passeggiando per casa trascinandomi dietro la prolunga, e faccio il numero. "Pronto" "Ciao Caterina, sono Giacomo come va?" "Bene, Simona è sotto la doccia, ti faccio richiamare a casa?" "Si grazie, dille che sarò a casa ancora per un'oretta, ciao." "Va bene, ci vediamo, a presto." Vado in camera e mi levo il vestito, scarico la posta elettronica e confermo a Carlo l'ora dell'uscita serale. Appena mi scollego arriva la chiamata di Simona. "Ciao amore, come va?" "Tieniti forte ho un notizione: oggi, dopo pranzo, Riccardo mi ha chiamato nel suo ufficio, e mi ha fatto un lungo discorso sul futuro del progetto al quale sto lavorando anche io, mi ha detto che l'azienda crede molto in questo nuovo processo produttivo e che per renderlo esecutivo secondo loro ci vuole una persona con delle capacità notevoli. Io mi aspettavo che mi chiedesse un parere da collaboratore esterno quale sono, un'indicazione, e invece mi ha chiesto se voglio essere assunto per passare alla guida del progetto." "Ma come, ti fanno passare da collaboratore esterno a capo progetto? È fantastico! Sei contento?" "Si molto, so che non si sente, ma ti giuro che mi sento benissimo, si sta avverando tutto quello che avevo sperato, i miei sforzi e le mie fatiche stanno dando i loro frutti. Mi sento fortissimo, e un po' lo devo anche a te." "Allora se sai cosi bene di essere in debito con me perché non vieni a trovarmi questa sera?" "Mi spiace, ma ho già preso un impegno con Carlo e poi sono un po' stanco per farmi tre ore di macchina tra andata e ritorno, domani vorrei essere in forma per il mio primo giorno da capo progetto." "OK, ci sentiamo domani sera cosi ti dico le mie intenzioni per il week-end?" "Si, perfetto ti chiamo verso le dieci?" "Ah, no, mi stavo dimenticando che domani sera esco con le mie amiche, ti chiamo io prima di uscire cosi vediamo di organizzare qualcosa, bisognerà festeggiare!" Sono le otto quando Simona mi chiama: "Ciao, allora com'è andato il primo giorno da dominatore?" "Benone, ho dovuto leggere un po' di scartoffie, ma sono tutti felici della mia assunzione. Hai pensato al fine settimana?" "Si, avevo una proposta da farti, perché non vieni a B. per il week-end? Caterina torna a casa, e noi potremmo stare qua in santa pace. E poi avevo voglia di fare un giro allo spaccio aziendale, mi hanno detto che sono arrivati i nuovi prodotti." "Io non so bene a che ora finirò domani sera, ma vedo di liberarmi e appena posso monto in macchina e vengo a B." "Ti aspetto per cena, ciao." "Passa una bella serata." Sono stanco morto e il pensiero di dovermi fare da cena mi fa ribrezzo, mi sdraio sul divano e accendo la TV, in fondo non ho tanta fame. Dopo un po' mi sento perseguitato, è una di quelle sere dove ogni donna che appare sullo schermo ha una carica sessuale incredibile, per fortuna dopo un po' mi addormento e mi risveglio solo a mezzanotte. Faccio un giro sui canali del satellite, ma non trovo niente di interessante, allora tento la carta Telegiulia, un canale sul quale ultimamente trasmettono film porno soft per bene. Trovo quello che pensavo, nel film una segretaria viene per cosi dire ammaliata dal dirigente di turno. È divertente, ma la stanchezza si fa sentire anche se sento qualcosa di rigido nei boxer, e decido di andare a letto. La mattina mi alzo e preparo la borsa per andare da Simona, non voglio tornare a casa, perderei un sacco di tempo. Alle sette esco dall'ufficio, faccio uno squillo a Simona e mi metto in macchina, c'è traffico sulla tangenziale, la solita coda, ma un bel CD e il pensiero di passare due giorni solo con Simona mi fanno restare sereno. Finalmente alle otto e venti sono sotto casa sua a B., parcheggio poco distante dal portone, anche se l'appartamento è in centro, a quest'ora non ci sono problemi di solito. Percorro veloce i duecento metri che mi separano dalla cena, suono e salgo le scale dove trovo Caterina. "Ciao Giacomo, buon fine settimana io torno a casa dai miei, se vieni a trovarci una delle prossime settimane possiamo vederci con più calma." "Veramente non so se potrò venire, ma vedrò di fare il possibile." "Ecco! Vedi di farlo." Appoggio la borsa nell'ingresso e bacio Simona che mi sta aspettando. "Ciao Giacomo, la cena è pronta." Mangiamo parlando del più e del meno, ci raccontiamo le cose che abbiamo fatto durante la settimana e cosi il tempo passa in fretta, arrivano le undici e siamo ancora seduti a tavola. "Simona, andrei a farmi una doccia." "Vai pure, io intanto metto a posto in cucina e dopo possiamo fare qualcosa, vuoi uscire?" "Sinceramente non ne avrei tanta voglia, guarderei un po' di TV e poi andrei a letto, usciamo domani, va bene?" "Certo!" Mi alzo da tavola e vado in bagno a farmi la doccia, come al solito passo un sacco di tempo a far scorrere l'acqua sulla schiena, anche perché la doccia della casa di B. di Simona ha una pressione tale che sembra proprio di essere massaggiati. Quando esco dalla doccia il bagno è pieno do vapore e apro leggermente la porta per farlo uscire, accendo l'asciugacapelli e lo uso per asciugarmi dappertutto. Mentre mi guardo allo specchio nudo, mi accorgo che Simona sta sbirciando dalla porta, faccio finta di non essermene accorto, passo una mano sul mio pene e mi accarezzo, Simona sta sempre guardando e dallo specchio riesco a vedere che si è fatta ancora più attenta, mi accarezzo facendo attenzione alla mia posizione, tento di farmi vedere il più possibile, la mia eccitazione si fa presto evidente, gioco con il mio membro, gli faccio raggiungere la lunghezza massima massaggiandomi dolcemente, mi passo la mano in mezzo alle gambe, mi piace pensare a Simona che mi guarda, mi eccita e credo che anche lei si stia toccando, mentre mi guarda. Ormai sono asciutto, spengo l'asciugacapelli ed esco dal bagno, fuori dalla porta trovo Simona, che si è cambiata, si è messa una camicia da notte che ha la sola funzione di velare la sua nudità, è bianca e le arriva fino a metà coscia. "Guardiamo un po' di televisione, Giacomo?" Anche se la voglia di fare l'amore è tanta lascio che Simona mi porti in soggiorno, ci sediamo sul divano uno affianco all'altro, io nel frattempo mi sono infilato i boxer e dei pantaloni che uso per stare a casa di solito e chiedo a lei di spalmarmi della crema sulla schiena. Mi fa girare con la schiena verso lo schermo, non mi oppongo, tanto non c'era niente di interessante e Simona stava girovagando per i canali. Le sue mani incominciano a passare con ampi movimenti dalle spalle al centro della schiena, mi rilasso e sto quasi assopendomi quando il volume della TV che era bassissimo si alza improvvisamente. Voltandomi verso lo schermo vedo che Simona è rossa in faccia, accenna un sorriso ma evita che i nostri sguardi si incrocino, due donne sullo schermo stanno facendo l'amore con l'ausilio di un fallo doppio. "Sembra che si divertano molto, non ti pare Simona?" "In effetti, sembra che stiano avendo un bell'orgasmo." Ora sono rivolto verso lo schermo e do le spalle a Simona che mi massaggia rimanendo seduta alla mia sinistra, aggiunge altra crema sulla schiena, passa alla zona lombare e scende sempre più vicina al bordo dei pantaloni, infila un mano sotto i pantaloni e anche sotto i boxer, prende il mio sedere tra le mani e lo accarezza, prima lentamente e poi con più forze ed energia, facendo scorrere le unghie lunghe sulla pelle. Mi sollevo dal divano e Simona fa scendere i miei vestiti lungo le gambe, mi lascia nudo. Con una leggera pressione della mano mi invita a rimanere sollevato ed ad allargare le gambe, non mi oppongo e sposto i piedi per fare quello che mi ha indicato, la sua mano raggiunge il pene che pur non essendo in erezione è diventato ben più grande del normale. Le mani di Simona sono ancora piene di crema, le passa sul mio buco e lo unge esercitando una leggera pressione, la guardo, e capisce dalla mia espressione che può continuare se lo desidera. Con un gesto deciso infila due dita della sua mano destra dentro me, provo un po' di dolore, ma la sensazione di riempimento mi fa eccitare e cosi prendo in mano la mia erezione. Mi masturbo lentamente mostrandole il mio membro in tutta la sua grandezza. Continuiamo a dedicare attenzioni al mio corpo per qualche minuto, nel quale mi sembra di essere sul punto di provare un orgasmo più di una volta. "Adesso voglio massaggiarti io." Simona esce da me, si alza e io mi siedo, prendo la crema e la distribuisco sulle sue gambe, parto a massaggiarla dai piedi, e risalgo un po' alla volta fino ad arrivare sotto la camicia da notte, ridiscendo mentre lei esprime tutto il dispiacere per il contatto mancato, si sta eccitando e quando la mia mano ritorna vicino alla vagina sento che è talmente bagnata che i suoi umori stanno scendendo lungo le gambe. Massaggio il suo sesso con entrambe le mani e vi introduco due dita, con la mano bagnata inumidisco anche l'ano, Simona si piega porta le mani sulle natiche e le allarga, l'invito è chiaro e la penetro anche dietro. La mia erezione è ancora viva, anzi visto lo spettacolo che stiamo facendo io e Simona la voglia di averla completamente diventa sempre più forte. Infilo la mia testa fra le sue gambe fino a trovarmi con la bocca davanti alla vagina, la lecco e ne gusto il sapore, il mio pene è grossissimo, duro e ha la punta violacea, faccio uscire le mie dita da Simona, e mi metto dietro lei, bagno il membro passandolo in mezzo alle sue gambe, lo appoggio all'ano, lei ripete il gesto di prima e io con un colpo deciso la penetro. Sento i muscoli che si ribellano e vogliono farmi uscire, ma non riesco a scivolare e l'unico effetto che ottengono è quello di eccitarmi maggiormente. Simona si deve appoggiare al tavolino che ha davanti perché le mie spinte la fanno barcollare, con una mano sfioro il capezzolo del suo seno destro, con l'altra massaggio il clitoride. Dopo poco Simona smette di essere passiva e fa il possibile per essere penetrata completamente, spingendosi contro il mio bacino, arrivo ad essere totalmente in lei e mentre vengo dentro lei, giunge anche il suo orgasmo che la fa urlare come mai aveva fatto. Per uscire da lei devo aspettare che il mio pene torni alla grandezza normale, intanto Simona scherza sulla nostra posizione. "Non pensavo che mi sarebbe piaciuto cosi tanto avere il tuo membro dentro me, là dietro, è diverso dalle altre volte in cui mi penetravi con le dita. Mi è piaciuto molto, e per essere stata la prima volta che lo facevamo seriamente non ho neanche sentito malissimo." "Probabilmente l'averti penetrata qualche volta con le dita ti ha permesso di raggiungere una certa elasticità." Quando apro gli occhi, vedo Simona che mi sta fissando: "Hai dormito bene, Giacomo?" Si avvicina e mi bacia sulle labbra. La abbraccio, la stringo forte a me e ci riaddormentiamo per qualche minuto. "Cosa facciamo oggi amore?" "Dobbiamo andare a festeggiare questa sera, e prima mi piacerebbe fare un giro in centro, guardare qualche negozio, magari possiamo andare a cercare quei jeans che avevi visto sul giornale. Io non ho bisogno di comprare niente, ma se troviamo qualcosa di bello…" "Bene, usciamo verso le quattro!" Passiamo il resto della mattinata tra il letto e le faccende di casa, aiuto Simona a fare le pulizie ed a mettere in ordine. Verso ora di pranzo Simona riceve una telefonata e mi dice: "Era Elisa che mi chiedeva se posso accompagnarla nel primo pomeriggio in un negozio dove ha visto una cosa che vorrebbe comprare, ma le serve un mio parere. Ti dispiace se ci vado da sola? Ci si potrebbe incontrare verso le quattro e mezza in centro." "Per me va bene, ma si può sapere cosa andate a comprare?" "No, Elisa mi ha detto di tenermelo per me. E poi lo sai che non mi piace che ti intrometti nei miei affari, quando lo riterrò opportuno ti dirò tutto." Pranziamo velocemente e mentre Simona si prepara per uscire mi sdraio sul divano a sonnecchiare invogliato dalla stanchezza residua e dal caldo che per fortuna non manca mai in questo appartamento. "Amore, Giacomo…. Io esco, ti chiamo quando mi libero così mi raggiungi." Con gli occhi ancora chiusi, ricevo il bacio di Simona, e annuisco continuando imperterrito il mio dormiveglia. Sono le cinque quando esco dalla casa, è buio ma non freddissimo. Mi avvio verso il luogo dell'appuntamento con Simona, che in realtà dista circa quindici minuti a piedi. Per strada è pieno di gente, sono tutti intenti nello shopping prefestivo, che mi ha sempre infastidito, ma dopo pochi passi sono già perso nei miei pensieri: la cena di questa sera. In lontananza vedo due ragazze molto appariscenti davanti a me, noto che molti ragazzi si girano a guardarle e rimango stupito quando avvicinatomi, scopro che sono Simona ed Elisa. La mia ragazza è vestita con colori vivaci, ma è Elisa, che non avevo mai visto prima ad attrarre l'attenzione di tutti. Il suo viso è splendido, molto curato, sembra quasi una divinità; indossa un piumino lungo che tiene slacciato, cosicché si nota tranquillamente la cortissima gonna che lasciar intravedere ad ogni passo il pizzo delle calze autoreggenti. Elisa risulta anche simpatica e non se la tira per niente, anche se rimane con noi non più di cinque minuti. Quando ci lascia Simona sembra molto contenta, evidentemente si sono divertite; entriamo in un negozio di abbigliamento per uomo. Ci separiamo quasi immediatamente, ma quando sto per entrare nel camerino per provarmi un paio di pantaloni Simona arriva con le braccia piene di vestiti da farmi provare. I pantaloni scelti da me le piacciono e dopo comincio una specie di sfilata, prima una camicia blu cangiante, molto bella, poi provo una maglietta a maniche lunghe aderente, quando la faccio vedere a Simona lei comincia a ridere. "Cosa c'è che non va? L'ho messa storta, mi sta così male?" Lei mi risponde sottovoce: "No, te lo dico dopo." Continuo a provare altri vestiti e alla fine compro due paia di pantaloni, un paio di jeans e la camicia che mi aveva proposto Simona. Una volta usciti finalmente scopro la ragione della risata: "Quando ti propongo qualche vestito mi immagine che ti possa stare bene, ma alle volte il risultato è nettamente superiore alle aspettative, stavi benissimo con quella maglietta sembravi un'altra persona e mi faceva ridere vederti così cambiato. La cosa assurda è che non te ne accorgi, ma cambia anche lo sguardo che hai negli occhi, si vede quando indossi qualcosa che ti fa sentire bene." Ormai è tardi, e ci dirigiamo verso casa, dove ci facciamo la doccia e ci prepariamo per uscire. I miei abiti sono nella camera di Caterina, mi metto un paio di jeans con la camicia blu appena acquistata e vado in camera da Simona: "Vado bene così?" Quando ho finito la domanda mi accorgo della sua inutilità, lo sguardo di Simona è eloquente, e i vestiti appoggiati sul letto lasciano presumere che sarà una serata formale. Torno in camera di Caterina, e mi metto un completo grigio scuro. Sono piegato per allacciare le scarpe quando entra in camera Simona, che si ferma davanti a me: ha un nuovo paio di stivali, neri di pelle; il tacco è molto alto, circa dieci centimetri, squadrato e stretto e arrivano fin sotto il ginocchio. Indossa una gonna al ginocchio, di raso che le cade benissimo, e dei gemelli neri molto scollati, ha messo attorno alla vita una catena dorata che la rende ancora più sensuale. Il trucco non è per niente pesante, ma valorizza molto i suoi lineamenti, dando luce al suo viso incorniciato dai capelli scuri. "Devo essere COSÌ bello stasera?" "Non preoccuparti, tu sei sempre bellissimo, e con questo vestito mi piaci da matti." Usciamo di casa e per fare le scale Simona si appoggia a me per non cadere, quando entriamo in macchina mi guarda negli occhi e con uno sguardo riesce a farmi capire che mi ama e che sono la persona per la quale vive. "Mi fai felice, Giacomo. Tutti i giorni." Ci baciamo e partiamo alla volta del ristorante che si trova fuori B. di qualche chilometro. Il posto che Simona ha scelto è molto bello, glielo ha consigliato Caterina che ci va spesso col suo ragazzo che anche la scorsa settimana è passato da B. a trovarla. Mi ingelosisco pensando che magari ci possa essere stato qualcosa tra Simona e Pietro, ma mi passa subito. Durante la cena parliamo di Caterina e in generale delle amiche che Simona frequenta a B., finendo a parlare di Elisa. "Oggi pomeriggio mi ha chiamato perché voleva andare a comprare dell'intimo un po' strano, ma si vergognava da sola. Ha una nuova conquista sotto mano e aveva in progetto una serata speciale in casa, così voleva lasciarlo a bocca aperta." "Mi sembra già molto bella, cosa voleva comprare per valorizzarsi? Perché si vergognava tanto?" "Ecco, voleva prendere un reggicalze e delle calze con la riga, ma pensava di fare la figura della puttana ad andare in un normale negozio di intimo, così io l'ho accompagnata e la signora è stata molto gentile. Ha subito capito qual era il problema e ci ha rassicurate, dicendoci che lei vende molti articoli come reggicalze guêpiere e calze, e che le persone che le acquistano non sono così strane, anzi, spesso sono donne insospettabili che a loro volta si vergognano. Insomma ha fatto apparire la cosa come se fosse normalissima, pensa che ci ha fatto vedere che anche lei indossava delle calze col reggicalze, ma né io né Elisa ci eravamo accorte di nulla. C'è stata molta complicità, ci siamo divertite e non ci lasciava andare più via." Il racconto stava divertendo anche me, forse Simona sta creando intorno a se un gruppo di amiche che l'aiuta a vivere meglio la nostra lontananza durante la settimana. In più le sue amiche sono belle e frequentano bella gente, che non mi dispiace affatto. Dopo alcune grappe, saldiamo il conto ed usciamo dal ristorante che è nella piazza di un borgo, per arrivare alla macchina dobbiamo passare in un vicolo quasi buio, non c'è nessuno per le strade e noi siamo stati gli ultimi clienti del ristorante ad uscire. Appoggio la mia mano sul sedere di Simona che emette un suono di piacere. "Per aiutarmi a camminare meglio con questi stivali dovresti appoggiarla un po' più in basso quella mano." Porto la mia mano sotto il sedere e la massaggio tra le gambe, Simona appoggia la schiena contro il corrimano, apre il giaccone e allarga leggermente le gambe. "Forse dovrei darti qualche lezione in casa su come vanno usati questi stivali, non pensi?" "Quello lo puoi fare domani, adesso continua a fare quello che stavi facendo mentre camminavo. Toccami ti prego." Le mie mani fanno salire la gonna per liberare le gambe che Simona allarga il più possibile. Risalgo all'interno delle cosce e scopro che non sono fasciate dalle autoreggenti, ma da u paio di calze molto lisce che non avevo notato perché nascoste dagli stivali e dalla gonna. Mi avvicino piano alle labbra gonfie, è chiaro che la mia lentezza la sta esasperando, ma so anche che è una fonte di piacere. Scosto il perizoma e bagno due dita del succo di Simona, la sfioro prima e poi spingo con più decisione, sposto le dita verso il buchetto, inumidisco anche quello e intanto la penetro davanti col pollice. L'indice è puntato sull'ano, ma non sapendo se Simona ha voglia di essere penetrata anche dietro, aspetto che sia lei a dirmi qualcosa, e non spingo. Improvvisamente sento che lo sfintere si allarga e Simona si lascia cadere sull'indice. Mi muovo lentamente dentro lei, sia davanti che dietro, i piacere che sta provando la fa mugolare e mi da una gioia immensa. "Giacomo, nessuno mi sa far godere come fai tu!!! Sto venendo." Le contrazioni dei muscoli sono fortissime, tanto da provocarmi dolore; devo aiutare Simona a stare in piedi perché l'orgasmo sembra privarla di tutte le forze. Esco da lei, mi abbraccia e ci dirigiamo verso la macchina. Allungandomi una salvietta mi dice: "Tieni, pulisciti la mano, non puoi sapere già di donna nel locale dove andiamo ora" e mi fa seguire le indicazioni per un paese vicino. Quando parcheggiamo nel piazzale non ho ancora le idee chiare, Simona non mi ha voluto dire niente e durante il viaggio si è sistemata il trucco e le calze, provocandomi un'evidente erezione, che persiste fino a quando arriviamo alla porta del locale. Ci impiego tre secondi a realizzare che si tratta di un night, i manifesti appesi alle pareti sono eloquenti e la ragazza alla cassa in topless, non lascia molto spazio a diverse interpretazioni. Lasciamo le giacche al guardaroba ed entriamo nella sala dove, su una passerella si svolgono gli spettacoli, un signore in giacca e cravatta ci porta ad un tavolino in seconda fila. Simona deve averlo prenotato visto che intorno è tutto occupato. Mi sento a disagio, sono già stato in posti come questo, ma mai con la mia ragazza, e la sua presenza mi imbarazza, so che desiderava assistere a uno di questi spettacoli, ma mi preoccupo per quello che possono pensare le persone che ci sono attorno nel locale, non vorrei che la scambiassero per una che lavora li. Le ragazze che stanno ballando e spogliandosi sulla passerella scendono tra i tavoli per l'american tour, passano tra i tavoli e quando un cliente le chiama si fanno infilare i soldi nel perizoma e gli concedono il loro corpo per qualche istante. "Allora cosa ne pensi? È come pensavi che fosse?" "No, è meglio. Pensavo che l'ambiente fosse molto squallido e fosse pieno di affamatoni che sbavano appena vedono una tipa. Hai visto quella ragazza alta coi capelli neri a caschetto?" "No, ero intento a guardare le facce dei clienti, mi fanno ridere quelli che sventolano i soldi in aria per chiamare le ragazze, c'è chi lo fa con classe e chi non ne ha per niente." "Ecco la ragazza che dicevo io è quella che fa lo spogliarello integrale ora. Ti piace?" In effetti, sulla passerella sta passando una ragazza bellissima, il suo modo di spogliarsi è molto sensuale e mi eccita, ogni tanto mi giro a guardare le reazioni di Simona che pare interessata quanto me. "Se devo essere sincero non trovo nulla fuori posto in lei." "Vorresti toccarla?" "No, io ho te, non ho bisogno di toccare nessun'altra." "Se non fossimo assieme e se non fossi davanti a tutte queste persone faresti del sesso con lei?" "Credo proprio di si!" Lo spettacolo continua, fino a quando la ragazza si spoglia completamente e simula un amplesso con un fallo di plastica enorme. Ordiniamo un paio di drink a testa, che surriscaldano l'atmosfera, sarei pronto ad andare a casa a fare l'amore con Simona per tutta la notte. Il deejay annuncia l'inizio di un nuovo american tour, le ragazze scendono tra i tavoli e si avvicina a noi proprio quella che avevamo notato poco prima, Simona senza che me ne accorgessi ha estratto dalla borsetta bordeaux alcune banconote, e le sta sventolando, fa cenno alla ragazza di chinarsi perché vuole parlarle, le infila una banconota nella calza; io non sento niente, ma quando la ragazza si rialza annuisce e mi guarda. Gira intorno al tavolo, mi appoggia le mani sulle spalle e mette la mia testa tra i suoi seni, sono enormi, probabilmente artificiali, ma bellissimi. Mi volto verso Simona e tento di chiederle scusa con uno sguardo, ma non sembra arrabbiata. Le mani della ragazza passano sulle mie gambe fino ad arrivare a cingere il mio membro che ormai è duro. Purtroppo finisce tutto nell'arco di trenta secondi, guardo la ragazza farsi toccare da altri uomini nella sala, ma prima della fine Simona la richiama e infilandole altri soldi nelle calze le dà ulteriori istruzioni. Dandomi la schiena si siede sopra le mia gambe, io poso le mani sulle sue ginocchia e risalgo fino al sesso allargando le sue gambe, si appoggia con la schiena a me, abbandona la testa sulla mia spalla e mi morde un orecchio. Si rialza, si gira e questa volta si siede guardandomi in faccia, mi obbliga a leccarle il seno, mentre mi cavalca strofinando il perizoma contro i miei pantaloni gonfiati dal mio membro. Quando finisce la musica e si alzano leggermente le luci lei è ancora li, rimane su di me, fino a quando non arriva l'uomo che ci aveva portati fino al tavolo, che le intima di andarsene. Sono sconvolto, la ragazza è bellissima, ma non so bene cosa passi per la mente a Simona. "Mi sembra di poter affermare che ti sei divertito negli ultimi 10 minuti?!?!?" "Eh, si…" rispondo imbarazzatissimo. "Anche lei ha gradito molto, te ne sei accorto?" "Sinceramente non credo che cambi molto per lei tra un uomo e l'altro, l'importante è che la paghino." "Giacomo, l'hai fatta godere. Te lo assicuro, quando si è alzata aveva il perizoma bagnato e poi hai visto anche tu che si è fermata più delle altre, non credo che lo abbia fatto per farmi un piacere." "Non so, sicuramente sa come prendermi." "Io vado un attimo al bagno, ti ritrovo quando torno o ti fai rapire da una di queste belle?" "Faccio il possibile per restare qua fermo, ma non posso giurarti che ci sarò quando torni." Simona si alza, non riesco a toglierle gli occhi di dosso, è molto elegante, sensuale ma per niente volgare, ha classe. La vedo tornare dopo qualche minuto, si avvicina a me e mi chiede di seguirla. Usciti dalla sala principale, ci fermiamo davanti a una porta gialla, che si apre dopo pochi secondi. Saliamo una rampa di scale ed entriamo in una stanza nella quale ci sono due sedie e un divano sul quale ci sediamo. Ci abbracciamo e ci baciamo, non so bene cosa facciamo li, ma sono un po' brillo e neanche me lo chiedo. Sono immerso nella sua scollatura quando si apre la porta ed entra la ragazza di prima, ci saluta e ci presentiamo, lei si chiama Alexa. Simona si sposta, deve aver organizzato uno strip privato per noi due, infatti, mi trovo in breve con i seni di Alexa tra le mani, le tolgo la sottoveste e rimane con il perizoma, gli stivali e le calze, si siede sopra di me, allargando le gambe, mi fa succhiare il suo seno e poi avvicinando la sua vagina alle mie labbra scivola con le mani tra le mie gambe, in un secondo apre la cerniera dei pantaloni e ne estrae il mio membro in erezione. Passa la punta sul suo perizoma e godo al contatto con il tessuto liscio, mi giro verso Simona, ha sollevato la gonna, ci sta guardando e masturbandosi con le mani e con la catena che portava in vita, anche Alexa si gira e la nota. Si alza, le si avvicina, inizia a leccarla tra le gambe e con mio stupore Simona si eccita ancora di più. Mi avvicino anche io a Simona che appena può prende tra le labbra il mio pene e comincia a succhiarlo avidamente, mentre Alexa le tocca i seni. La sua lingua si muove sempre più velocemente, la penetra e si ritira, Simona allarga le gambe e si sposta in modo da farsi penetrare il più possibile, mentre continua a succhiarlo. Il suo respiro si fa affannoso smette di leccare il mio sesso per riuscire a godersi l'orgasmo che le sta procurando Alexa, io mi godo la scena osservando la mia splendida ragazza fare sesso con un'altra donna, una fantasia che mi ha sempre eccitato molto. I capezzoli di Simona sono turgidi, sono una tentazione troppo forte, non resisto e li accarezzo con la lingua, Simona viene, stringe la testa di Alexa tra le gambe e lascia uscire dalla bocca dei gemiti che mi eccitano. Una volta liberatasi della presa delle gambe di Simona, Alexa si sdraia sul pavimento e mi invita a raggiungerla, mi sdraio su lei, facendo in modo che il mio membro vada ad occupare lo spazio tra i suoi seni, colma le sue mani coi seni e inizia a massaggiarmi, mentre con la lingua stuzzica la punta. Simona ci guarda seduta a fianco di Alexa, dopo un po' si avvicina timidamente al mio membro, si intromette nel rapporto che stiamo avendo io e Alexa, lo prende in bocca, lo succhia, poi lo offre ad Alexa che con le labbra circonda la punta che ormai è violacea, la sua lingua ci gira attorno. Sto impazzendo dal piacere, fremiti continui percorrono la mia schiena e raggiungono il mio cervello, vengo dentro la bocca di Alexa, quando la apre per lasciarmi uscire, del liquido cade sui suoi seni e Simona si affretta a leccarlo, le loro bocche si avvicinano si guardano negli occhi, Simona si gira per cercare il mio assenso e si baciano; l'ultimo brivido percorre la mia schiena quando Simona pulisce con la lingua tutto il mio sesso. "Mi sono divertita molto con voi, solitamente non facciamo sesso in questo locale, ma mi avete fatto eccitare appena vi ho visti e non ho resistito. Siete bellissimi insieme." Io e Simona ci guardiamo negli occhi, sorridiamo, nonostante la situazione non sia normale, nessuno dei due ha dubbi sui sentimenti che ci legano. "Grazie Alexa, credo che Giacomo non ti dimenticherà tanto facilmente, ma guai a te se me lo rubi." "Ciao Alexa, sono contento che tu ti sia divertita." Usciamo dalla stanza, scendiamo le scale e rientriamo nel locale che ormai si sta svuotando, ci avviamo verso l'uscita, prendiamo le giacche e saldiamo il conto, Alexa non ci ha fatto mettere in conto lo strip privato. Usciamo dal locale e raggiungiamo la macchina ci sediamo, ci baciamo e incominciamo a ridere, ci siamo regalati delle sensazioni bellissime in questo week-end. "Sono felice che ti sia piaciuto il mio modo di festeggiare." "Mi piace da matti quando mi stupisci, ti voglio bene."
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