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Le sue gambe per tutti 2002
In macchina Paola sul sedile di dietro si agita non riesce a stare ferma. Dallo specchietto che ho spostato inquadro le sue gambe eleganti con le autoreggenti il cui bordo è appena coperto dalla gonna blu corta e la spiritosa maglia a zip dello stesso colore. Marco non fa mistero di gradire molto e si volta spesso a guardarla mentre lei continua a fare domande dimostrando assieme curiosità e nervosismo. “Stai tranquillissima Paola ho capito perfettamente . Pino mi ha spiegato tutto quello che non vuoi e la vostra fantasia. Mi ha detto pure di Amburgo…” “Appunto. Togliti dalla testa quell’esperienza. Niente di simile. Hai capito bene?”. “Paolaaaa. Ma ti devi fidare. Non sono cretino. Te lo ripeto per l’ennesima volta: nessuna penetrazione, tu non farai nulla,e io farò da filtro severissimo e spiegherò tutto. Però con un’eccezione finale non è vero? “ Paola ride. “Ma daiiii: Pino te l’ha detto? Sai quali sono i limiti anche per te? “ “Devi proprio credere che io sia stupido. Io potrò usare le mani e solo quelle. Giusto?” “E solo alla fine, quando lo dico io” “Devo firmarti un contratto o ti basta la parola?” Ridiamo tutti mentre Marco al volo e con ritardo mi fa imboccare una strada stretta. Guido con calma . Non ho fretta perché sono diversi anni che parliamo di questa nostra fantasia, e mi voglio godere la preparazione e l’ eccitazione. Oltre l’età mia moglie è davvero carina. Il trucco nasconde qualche ruga attorno agli occhi ma per il resto è sempre molto bella e desiderabile con quelle lunghe ed eleganti gambe fasciate (nonostante sia caldo) dalle autoreggenti. Anche qualche chilo in più non le sta male. Il mio amico e complice mi fa cenno di accostare: Il club non è distante e non c’è parcheggio. Ora Paola ha smesso di parlare e ridere e sembra in tensione. Marco fa strada, ci precede mentre io prendo mia moglie sottobraccio e la sorreggo sui tacchi insolitamente alti per lei e che le rendono complesso tenere l’andatura sul pavè. L’ingresso del club è nascosto, anonimo, al campanello del portone Marco dice qualcosa che sembra una frase concordata. Scendiamo due rampe buie e squallide e Paola mi guarda con terrore. “Ma Marco dove cazzo siamo?”. “Tranquilli, tranquilli vedrete quanto è bello dentro”. Ed in effetti alle spalle dell’impettito signore che ci apre sfavilla subito un clamoroso e fuori luogo ingresso rosso e oro ,con tende, colonne dorate, specchi, divanetti in stile. La luce soffusa, come la musica, non ci impedisce di apprezzare comunque un luogo elegante e raffinato soprattutto quando entriamo nell’enorme sala centrale. Marco e uno degli uomini che ci hanno accolto, ci accompagnano ad un tavolino con quattro poltroncine poco distante dal moderno bancone del bar. Nella sala c’è parecchia gente. La si intuisce più che vedere. Un paio di coppie ballano al centro della pista attraversata da fasci di luce che ruotano lentamente. Ci sono degli uomini seduti ai bordi che osservano, altri gruppi nascosti nella penombra, tutto molto normale, come una discoteca degli anni 70 con i lenti. Un cameriere porta 3 bicchieri ed un bottiglia di Ferrari. Faccio per estrarre il portafoglio ma Marco mi frena: “stasera siete ospiti”. Paola ha accavallato le gambe: il bordo dell’autoreggente fa capolino impertinente ma lei sembra ancora a disagio. Tutt’altra persona rispetto a quella che non più di tre notti fa mi ha letteralmente al solo pensiero di poter realizzare quella sua fantasia di tanto tempo fa. Sembra incerta e tesa. Anche Marco se ne accorge e ribadisce :” Paola nessun obbligo, quando cambi idea… puoi andartene semplicemente, ok? “ Mia moglie annuisce sorridendo. Marco ricambia il sorriso: “Io comincio ad andare in giro, comincio a sondare il terreno…mi permettete?”. Si alza senza attendere risposta e si dirige verso un gruppetto di persone . Scompare nella penombra. Paola mi mette la mano sulla gamba facendo un cenno del capo verso la nostra sinistra. Una donna, non distinguo l’età ma le gambe scoperte sono quasi accecanti quando il fascio di luce le colpisce, seduta in mezzo a due uomini sul divanetto ne sta baciando appassionatamente un uomo mentre l’altro si preoccupa di tirare su finchè è possibile il poco della gonna che resta a coprire lo slip. Il lui della coppia che balla ha la mano sul sedere della compagna. Un giovane, sulla trentina,si avvicina a noi, armato di un sorriso ammiccante: ci chiede se può sedersi al tavolo. “No grazie” gli dico con educazione. E’ perplesso, si blocca mentre già stava scansando la seggiola, guarda Paola, dentro la scollatura, le calze. Torna ad osservare me quasi sorpreso. Alza la mano destra in segno di scusa, spegne il sorriso e gira i tacchi. “Fai colpo vedi?” Dico a mia moglie. “ E’ molto buio Pino” si schernisce lei ridendo. Allungo la mano sulle sue gambe, la carezzo e sento la reazione e quando la mano supera il bordo autoreggente elastico. La pelle sembra avere un guizzo. Con delicatezza proseguo sino al borgo dello slippino che ha indossato per l’occasione. La sfioro e le provoco un altro sussulto. “Come va?” le sussurro. “Bene, bene…ma aspetta”. Cambia posizione sulla poltroncina. Beviamo ancora, Paola è già al terzo flut quando Marco torna. “Venite vi faccio vedere”. Ci alziamo e lo seguiamo attraversando la pista. Ora le coppie sono due e uno dei due cavalieri ha la mano sotto la gonna della sua dama avvinghiata a lui. Entriamo in un corridoio dalla luce ancora più fioca. Sulla destra dietro un pesante tendaggio che Marco sposta, un varco che da in una stanzetta piccola. Un letto al centro con copertina vintage a righe bianco e verdi, un paio di seggiole, un abat jour rosso ed un grande specchio alla parete che riflette il tutto. Non bellissima per la verità ma non importa. “Se volete questa è la vostra postazione. Fate con comodo. Torno tra poco per sapere se devo o no proseguire”. Da una pacca sulla spalla a Paola, torna a scansare il tendaggio ed esce. Restiamo fermi con un sorriso acerbo e stampato. Ci guardiamo, poi Paola mi abbraccia e mi bacia. “Allora, andiamo via o…?” Mia moglie fa quello sguardo malizioso che 24 anni fa mi fece sciogliere: due passi indietro e si slaccia un po’ la slip del golfino. Un attimo e la gonna scivola sulle calze come se non aspettasse altro. Le autoreggenti sono belle, non molto alte come piacciono a me, sotto indossa un completino rosa, mini slip che faticano molto a contenere, reggiseno elegante. Per farsi ammirare da me si ferma un attimo e si inginocchia sul letto in slip e golfino slacciato. “Può andare?” cmo chiede poggiando il ginocchio sinistro sul letto e il piede destro sul materasso in una posizione strana che mi consente di ammirare calze e slip? Poi al mio cenno di ammirazione si sfila anche il golfino ed il reggiseno. Paola a seno nudo, in slip e autoreggenti, il delicato girocollo che le ho regalato, e di siede sul letto. Bella. Mi siedo anche dall’altra parte. Lei chiude gli occhi mentre accarezzo i capelli, le bacio la fronte, le sfioro con le dita il seno. Le mormoro le frasi che so che lei gradisce anticipandole quando accadrà. Quando la mano sinistra valica il monte di venere sugli slippini e da sopra la sfiora tra le gambe la sensazione di umido che percepisco non consente dubbi sulla sua reazione. Continuo a sussurrarle piano qualcosa, le sfioro ancora i capezzoli, lei è sempre ad occhi chiusi e si stende. Le divarico con la sinistra le gambe. Ubbidiente segue la spinta della mia mano e il suo braccio destro finisce piegato sotto la testa a mo’ di cuscino. Con la sinistra ora lei si sfiora da sola sulla stoffa rosa. Così la trova Marco che fa capolino dalla tenda: lei neanche lo vede . Ha ancora gli occhi chiusi. Ci scambiamo uno sguardo d’intesa. Lui riscompare. Ancora due minuti di frasi con Paola il cui respiro ora si è fatto più pesante mentre si tocca sempre sopra gli slippini e la tenda torna ad aprirsi. Marco è con due uomini. Uno ha l’età nostra, fisico un po’ appesantito ma discreto, non molto alto. L’altro potrà avere una trentina d’anni, capelli ricci. Uno dei due accenna ad un buonasera. Paola apre gli occhi, la mano istintivamente copre il seno nudo. La tranquillizzo continuando a carezzarle la fronte. Paola li guarda ma non si muove: divarica di più le gambe. Il silenzio nella stanza è surreale tanto che il rumore delle cerniere che scendono sembra sovrastare il vago sottofondo musicale che giunge dalla sala. I due si avvicinano, entrambi dalla stessa parte del letto. Paola li guarda con un sorriso e non distoglie lo sguardo da quei due membri emersi già turgidi : uno bianco, stretto, lungo e dritto guidato dalla mano giovane e decisa. L’altro più scuro,tozzo e leggermente ricurvo verso il basso. Non bello secondo me. Le due mani iniziano il lavoro che evidentemente conoscono bene. Il più giovane con il pene lungo, si avvicina, mette un ginocchio sul letto, mi guarda come per chiedere il permesso, io annuisco. La destra impugna il membro con la sinistra con studiata delicatezza con il medio scansa il bordo dello slip che peraltro già faceva intravedere molto. Nonostante la penombra la peluria di Paola si staglia nettamente così come le labbra dischiuse della sua vagina bagnata. Vibra di piacere mia moglie quando nella manovra lui, e credo non sia casuale, esita e con le nocche della mano tocca più volte il fiore dischiuso. L’altro ha appoggiato la punta del suo pene ricurvo sulla coscia , a contatto con la calza. La mano che lo masturba imprime anche un lieve movimento a strisciare il glande sul bordodell’autoreggente. Paola guarda tutto con attenzione fremendo. La sua mano interviene a tenere più scansata la mutandina in modo che ora il lungo pene bianco possa essere in direzione della vulva sfiorandola dall’alto ma non toccandola ed il movimento della mano dell’uomo si fa forte e deciso. Il più anziano mugola, l’altro ansimando ripete “bella bella” e la mia eccitazione mi porta a slacciarmi i pantaloni per liberarla. Paola per un attimo non segue più i due, me lo guarda già deciso ed eretto, sorride e fa un espressione come per dire…accidenti, bravo, e la mano che aveva sotto la testa la allunga per carezzarmi i testicoli. Non mi tocca la verga, solo sotto. Gli altri due hanno ormai un ritmo sfrenato e l’ansimare denuncia la vicinanza del momento. Paola si inarca scansa lo slippino per scoprirsi il più possibile, quando il lungo cazzo sussulta e lo schizzo bianco denso la centra prima sull’inguine, il secondo sulla mano, il terzo sulla stoffa e solo il quarto cola finalmente tra le labbra roventi,umide e spalancate. La visione dello sperma sulle sue mutandine, tra le sue gambe mi eccita tremendamente. Mentre lui sta ancora spremendo il succo abbondante, con un sibilo della bocca l’altro comincia la lasciare una striscia bianca, umida, odorosa sulla gamba velata di Paola e la punta dell’uccello che continua ad emettere linfa bianca la spande e la distribuisce premendola sulla calza. Paola ha tirato su la testa per osservare bene. Lascia il bordo dello slip e la mano strofina ( toccando per un attimo involontariamente il membro più tozzo quasi subito rilassato) prima la calza intrisa e colante, poi con forza si precipita tra le gambe a mescolare con movimento rotatorio, a strofinare la crema bianca che nel movimento forsennato si rapprende, quasi solidifica quando due dita di mia moglie intrise penetrano nella vulva e i sussulti e quasi l’urlo soffocato confermano il primo orgasmo. Il secondo dei due è appena uscito dalla stanza che Paola sta continuando a carezzarsi con le mutandine tornate al loro posto intrise e odorose. Ora si volta e mi fa cenno di volerlo in bocca. Mi avvicino a lei e la sua lingua ha appena iniziato il movimento circolatorio di approccio quando Marco entra con altri tre uomini. Paola li guarda sott’occhio ma ha iniziato a suggere e leccarmi e non mi abbandona. Trema di piacere intravedendo i tre che stavolta si tolgono i pantaloni e gli slip con Marco che si siede sulla seggiola ad osservare sorridendo. Due sono ragazzi, avranno non più di 27-28 anni, uno è sulla quarantina un fisico clamoroso ed un uccello gigantesco uno dei più grossi che abbia visto. Gli altri due a confronto (e anche il mio, scomparso nelle fauci di una Paola che ora è percorsa da brividi) sembrano scherzetti. I due più piccoli salgono sul letto costringendo Paola a scansarsi: uno da una parte e uno dall’altra. Le aprono ancora di più le gambe con delicatezza per consentire al terzo di mettersi in ginocchio tra le cosce spalancate ma nessuno accenna a cose non concordate. Solo uno dei due scansandole bene la mutandina per guardarle la fica spalancata e impregnata, indugia quasi per caso un po’ sul clitoride. Ma non ce ne sarebbe bisogno perché mentre le quattro mani la preparano Paola ha un sussulto ed un secondo orgasmo mugolato sul mio uccello nella sua bocca, tesissimo, sul punto di non resistere più. Uno le tiene scansato lo slip mentre entrambi si segano forte con le cappelle lucide a una decina di centimetri dai peli e dalla vagina spalancata e colante di Paola. L’altro con quel suo uccellone, in ginocchio tra le cosce di mia moglie, osserva uno stupendo panorama da quella posizione e fa scorrere lentamente la sua mano lungo l’asta lunghissima e con la punta violacea. I fremiti di Paola, il suo piacere e la scena cui assisto superano la mia resistenza. Un primo incredibile, sconvolgente orgasmo giunge a valanga improvviso scaricando un fiume nella bocca di mia moglie e facendomi urlare. Lei è brava, ingoia come sempre ma non ce la fa tutta insieme ed un rivolo bianco esce dalle labbra serrate attorno al mio glande mentre è percorsa da scatti strani e la sua mano corre tra le gambe. Proprio nel momento in cui prima uno e poi l’altro dei due membri, a distanza di pochi secondi, scaricano sui suoi peli, sulla mano, sulla fica il loro torrente a fiotti. Spremono, stringono, gridano mentre il filo bianco denso si mescola, schizzi giungono all’ombelico, sulla coperta a strisce. E la mano frenetica di Paola scava tra le sue gambe esce ed entra con due tre dita intrise, si passa sulla pancia torna sul clitoride ormai lamentandosi, con il mento colante il mio sperma uscito dalla bocca. E’ il momento in cui il grosso calibro sceglie per avvicinarsi di più alla fica con le gambe sempre più spalancate dall’aiuto di quattro mani . Per un attimo temo voglia penetrarla, faccio per intervenire ma in quel momento uno schizzo enorme, potente partito da non più di 10 centimetri dai suoi peli scavalca tutto e lascia un tratteggiato bianco sino al seno di mia moglie. La seconda potente bordata centra addirittura il capezzolo e Paola con la mano zuppa se la massaggia su tutti e due i seni come colta da raptus. Quando gli altri schizzi la investono con millimetrica precisione tra le cosce tenute spalancate e sollevate dagli altri due e il rivolo riempe il suo desiderio oscenamente dischiuso , la mano di Paola ci affonda morbida dentro, con un flop rumoroso che precede di pochi istante il turbinio del nuovo acme sconquassante del suo piacere. Trema ora come in preda a convulsioni sul letto ,zuppa di crema bianca ovunque. I tre non dicono nulla. Si rivestono ed escono con Paola che ha ancora gli occhi chiusi e la mano tra le gambe . Il mio pene è di nuovo in tiro ma la lascio riprendere fiato. Con delicatezza le sfilo gli slip diventati zuppi di sperma e con un odore intensissimo. Paola aiuta sollevando il bacino ma non aprendo gli occhi. Torno vicino a lei. Le sfioro con il dito il seno bagnato, guardo le sue eleganti calze nere ora a chiazze. I peli maditi. Entrano altri due ragazzi. Anche Marco si alza dalla seggiola, dove lo avevo dimenticato. E’ nudo. Si è spogliato senza che me ne accorgessi. Giustamente viene ad incassare la sua parte e da buon bisex è eccitato due volte. Paola è sfinita quando lui le scansa la mano che teneva serrata tra le cosce. Troppo stanca per fare qualcosa ed allora inizio la mia sega sul suo seno, sul viso mentre lei ad occhi sempre chiusi, ha messo le mani dietro la testa in balia nostra totale. Marco le si siede accanto dalla parte opposta alla mia. I due si sistemano vivino alla gambe iniziando a masturbarsi con la punta dei loro membri diretta sulle calze. Il nostro amico la sistema con gentilezza con le gambe aperte. Poi prende in mano il suo considerevole arnese e con l’altra le massaggia la pancia, l’ombelico, i seni spandendo e massaggiando lo sperma ed i residui dei 5 uomini che le sono venuti addosso. Quando ormai il ventre di Paola è omogeneo e lucido e la sua mano grondante, scende a prendere la sua ricompensa. Non ha problemi a penetrare Paola con tre dita producendo un rumore fortissimo che denuncia come le manovre di Paola e la potenza degli schizzi abbiamo fatto “il pieno” tra le gambe di mia moglie. E Marco va ancora più dentro, indugia titilla. Penetra con forza con due , tre, persino quattro dita mentre Paola è tornata a mugolare e si prepara all’ultimo sussulto raschiando il fondo delle sue riserve. Gli altri due guardano e seguono l’azione con movimento frenetico. Non ha limiti nella sua esplorazione Marco, lo vedo bene : la lubrificazione è tale che le due dita che penetrano dietro scivolano senza alcuna resistenza . A quella scena di Paola penetrata dietro dalle dita di Marco in una mare di sperma vengo a fontana sul suo volto e i suoi seni senza che mia moglie abbia la forza di fare altro che emettere un nuovo lamento e iniziare un lungo lento profondo godimento seguendo con il corpo i movimenti della mano del nostro amico. Gli viene nelle dita con il residuo barlume di forza mentre Marco assesta gli ultimi colpi al suo turgido pene e dopo essersi messo di fianco a mia moglie con il glande a contatto del capezzolo, la innaffia ancora con i primi due schizzi che giungono anche addosso a me dall’altra parte e poi completa sulla sua pancia, sul viso, sui seni . L’ultimo zampillo cade sulla sua bocca dischiusa in un lungo lamento. La sua lingua istintivamente lo cattura. Nel momento in cui gli altri due si liberano della loro liquida eccitazione irrorando le calze di Paola ormai bianche e nere. I due finiscono bene, spremono le ultime gocce mentre noi crolliamo sul letto a fianco a Paola. Il sonno non era previsto. Ma quando riapro gli occhi e vedo tutti e due addormentati capisco dalla patina secca sul corpo di Paola che abbiamo dormito almeno una ventina di minuti. In piedi davanti alla tenda c’è un signore anziano che si masturba in silenzio guardando Paola ancora a gambe spalancate. Esita dopo aver visto che mi sono svegliato. Gli sorrido per fargli capire che può. Solo pochi secondi, poi si avvicina timido, furtivo, con la punta del pene ai piedi di mia moglie e il seme cola silenzioso senza schizzi tra le dita inguainate dalle calza. Paola ancora dorme. L’uomo mi lancia un’occhiata di ringraziamento e fugge via. Più tardi, sotto la doccia dietro la stanza, mentre massaggio il suo bel corpo e lo pulisco con il profumato bagno schiuma e lei ancora stanca mi abbraccia e mi bacia appena può, in quel momento, capisco che meglio non potevamo interpretare quella nostra antica fantasia.
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15 anni fa
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Varie
....Tra sogno e realtà....
.....Ogni mattina mi risveglio con un fremito di piacere,tu mio segreto destrier che ogni notte ti impossessi dei miei sogni, liberando con essi le mie più intime e segrete fantasie...tu ke con il tuo far affascinante ti sei avvicinato a me regalandomi ciò che di più bello non potevi...a voi miei cari lettori racconterò un sogno o forse sarà realtà?!non lo sò a voi la scelta.....: ...Era una sera come tante...camminavo al chiar di luna...un leggero soffio di vento ke mi scompigliava dolcemente i capelli e il suono delle onde ke si frantumavano negli scogli con la loro irruenza...assorta nei miei pensieri assaporo la bellazza e la tranquillità di ciò che mi circonda...alzo lo sguardo e in lontananza vedo un gruppetto di ragazzi e ragazze che parlano tra loro...tra i diversi volti colgo il suo sguardo intenso,profondo con quei occhi verdi come uno smeralodo che parlano da soli...mi avvicino a lui, lo prendo per mano e lo porto via con me...iniziamo a correre contro il vento,ridendo come due ragazzini....ad un tratto cado e lui sopra di me...mi sposta con le mani i capelli dal viso,prende le mie labbra e inizia a baciarmi prima dolcemente poi sempre con più intensità...le mie mani ke lo abbracciano iniziano ad accarezzargli tutto il corpo..poi lo sposto e salgo sopra di lui inizio a baciargli il collo...le orecchie...e piano piano scendo gli tolgo la camicia e inizio a leccargli tutto il torace...lui con la sua mano mi toglie la maglietta e inizia ad accarezzarmi lungo la schiena,slacciandomi il reggiseno...poi mi accarezza i seni e inizia a succhiarmeli prima uno poi l'altro....scendendo poi più giù liberandomi della gonna inizia a sfiorarmi e a toccarmi nel mio punto più segreto...mentre la mia mano scende slacciandogli i pantaloni e liberando così il suo bel cazzo...inizio ad accarezzarlo prima con la mano poi scendo con le labbra....d'improvviso sento una mano non conosciuta tra le mie gambe mi volto e vedo lei,la ragazza dagli occhi blu...prendo la sua testa e l'avvicino alla mia cominciando insieme a leccarglielo...mentre lui inizia a toccare entrambe nella nostra più totale intimità...fino a qnd io prendo lei e inizio a giocarci mentre lui ci guarda eccitato e si masturba nel vedere noi...poi lui mi prende a pecorina e inizia a penetrarmi,mentre io continuo a leccare lei....e iniziamo un gioco pieno di intesnsità e complicità...fino a quando non esplondiamo insieme nel piacere più intenso....
3521
1
15 anni fa
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Varie
VOGLIA DI CAREZZE
L'impulso veste sfacciatola mia nudita'fortuito non e' il pensierogia' pregusto sapordi pelle bagnata.VOGLIA di carezzeoltre quella sogliache senza vergognaha accolto ogni tua venuta.VOGLIA di carezzeVOGLIA di certezzechiudo gli occhiassaporo l'istante.VOGLIA audace VOGLIA di perderminella fragranza del piacere inconsciodove l'ultimo sussultomi parli di te.
3870
3
15 anni fa
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Varie
Un cameriere... fedele
"Ci si potrebbe fare un film con tutta questa luce, sembra di essere in pieno giorno". "Che hai detto Pino?" Paola esce dal bagno con la matita degli occhi in mano, il suo legantissimo vestito nero corto, il collant scuro. "No, dicevo della luce in questa stanza di albergo, è abbagliante, sprecata". "A me piace, ci si vede finalmente, le camere in genere sembrano mortori". Torna in bagno a finire di prepararsi per la cena. Cinquanta anni quasi dei quali 26 trascorsi assieme e ancora mi piace, la desidero come i primi giorni, muove in me quelle sensazioni selvagge che vanno dalla profonda tenerezza all'osceno desiderio puro. Avventure condivise, spesso al limite (ed oltre) del rischio, fantasie, tutto appartiene al nostro mondo speciale, quello che ora me la fa desiderare e che sembra metterci automaticamente in sintonia. "Paola - quasi urlo - sei bellissima stasera posso farti delle foto? Vieni qua?" Si affaccia sorridente dal bagno. "Come sarebbe a dire stasera? E le altre sere?". Non aspetta la mia risposta non la vuole. Con passo volutamente lento scivola sulla moquette e si siede sul letto accavallando le gambe verso di me che inizio a scattare come se fosse una diva. "Splendida, splendida, che cosce che hai" le ripeto come in trance scattando a ripetizione con la mia digitale mentre lei assume pose, dischiude le gambe, cambia espressioni del viso. "Faresti arrapare chiunque così " le dico nella frenesia. Il gioco ci cattura al punto tale che il cameriere che ci porta lo spumante e gli stuzzichini in camera che abbiamo chiesto per un aperitivo intimo, deve bussare due volte. Mi precipito alla porta ancora con la digitale in mano e gli apro. "Mi scusi lo champagne che aveva ordinato..." Veramente è spumante ma fa niente. "Prego prego" , spalanco la porta e mi scanso per far passare il carrello che spinge. La cosa curiosa è che non si ferma nella piccola stanza di ingresso ma si dirige deciso verso la camera da letto dell'appartamentino salutando con grande cortesia Paola che è ancora sul letto nell'ultima posa, una gamba a terra l'altra sul materasso e cosce (e non solo) splendidamente mostrate. Ma mia moglie non è donna che si imbarazza, anzi se si rende conto che la provocazione centra l'obiettivo diventa un diavoletto. Così quando il giovane cameriere entra spingendo il carrello non muove un muscolo rispondendo con un buonasera mieloso e da gatta all'ammirato e sorpreso saluto del ragazzo. Lo seguo ad un paio di metri e rido alle sue spalle guardando Paola che restituisce la complice occhiata quando lui concentrandosi su ben altro che sulla guida del carrello (con secchiello di ghiaccio e bottiglia in bilico) si schianta contro lo spigolo del letto rischiando di rovesciare tutto. Imbranato ed imbarazzato chiede scusa sei volte mentre con gesti volutamente lenti estraee la bottiglia dal cestello continuando a spiare le gambe di Paola che, figlia di buona... ora ha messo entrambe le gambe sul letto mostrando di essere a suo agio con il vestitino che "casualmente" è molto tirato su e sotto lo sguardo sorpreso, ammirato ed indagatore del cameriere ormai calamitato. Stenta ad aprire il tappo, forse lo fa apposta per perdere tempo mentre ormai nei suoi occhi leggo chiaro il grande interrogativo che lo sta opprimendo: ce li ha o non ce li ha gli slip sotto il collant? Continua a far finta di trovare difficoltà ad aprire la bottiglia. "Lasci pure a me, non si proccupi" provo a dirgli. "No no, faccio subito, non voglio agitarla" mi risponde senza neanche il pudore di distogliere lo sguardo dalle cosce di mia moglie. Paola ed io ci guardiamo. Scatta quella magica intesa, quel gusto della provocazione e della trasgressione, quell'istinto animale che ci ha sempre accompagnato. Un impercettibile cenno della testa ed è come se avessimo fatto discorsi di ore, come se all'unisono avessimo rivissuto le tante fantasie e esperienze di questi anni. "Vuol sapere se li porto?" chiede sfacciata al cameriere mentre dischiude ancora di più le gambe. Proprio nel momento in cui il tappo cede con un colpo soffocato ed un pò di schiuma bianca esce dal collo della bottiglia. "Come? "-balbetta. Poi finalmente mi guarda con un pò di inquietudine ma si tranquillizza vedendo il mio sorriso. " Mi deve scusare signora, ha ragione, ma è talmente bella che per uno come me che ama soprattutto guardare lei è una visione straordinaria. Mi perdoni l'ardire ma non posso fare a meno di guardare qualcosa di meraviglioso, e si me lo chiedevo proprio" risponde con inattesa sicurezza. Paola ha preso il via e passa al tu. "Davvero ami guardare? Ma io adoro farmi guardare! Vero Pino" ed io annuisco sempre sorridendo anche mentre lei si gira in modo che lui possa vedere bene le cosce ormai del tutto scoperte. "Come ti chiami?" Poggia la bottiglia dopo aver versato, quasi nei bicchieri , lo spumante. "Luca, signora" "No. Sono Paola. Allora Luca ti piace guardare le gambe delle donne e delle signore mature?" "Ma lei, scusa Paola, tu sei straordinaria non matura. Si adoro guardare, tutto, mi piace più guardare che fare per la verità". Paola ride." E sai stare al tuo posto vero?" Lui annuisce. " Che ne dici Pino sarà vero?". Mentre mi avvicino a Paola e mi siedo accanto a lei , lui continua a giurarlo. "Verifichiamo subito" gli dice Paola indicandogli lo spazio ai piedi del letto e facendo segno di sedersi con il palmo della mano aperto battendo sul materasso . Lo fa precipitosamente proprio ai piedi di mia moglie che si sistema meglio e mi guarda. Il gioco è avviato. L'aiuto, le tiro ancora su il vestito mentre lei mi agevola inarcandosi davanti a lui e spalanca le gambe. Il collant scuro con la riga della cucitura in mezzo ora con tutta quella luce non nasconde più l'assenza degli slip. Il profilo della peluria, le grandi labbra dischiuse si intuiscono chiaramentee lui sospira facendo "mmmhhh" e chinandosi in avanti a guadagnare ancora qualche centimetro. Continua a guardarla li, affascinato, ripetendo bella, bella come un disco rotto quasi singhiozzando quando passo ripetutamente la mia mano tra le cosce di Paola aiutando e causando l'ulteriore apertura sotto il collant. Si strofina sui pantaloni prima impercettibilmente poi più convinto dopo avere osservato la nostra mancanza di reazione. Paola ansima un pò quando gli chiede se a lui piace anche vedere tutto, il nudo, e non solo la cosa velata. Il ringhio che ottiene di risposta è sicuramente un si. "Signora... no Paola, scusa, potrei...?" Indica il grosso rigonfiamento dei pantaloni. Lei sorride. Annuisce. Mentre le sto sfilando i collant lui si è calato in un batter d'occhio pantaloni e slip. Ora il suo coso scuro svetta libero. Notevole, leggermente arcuato, glande libero mentre la sua mano lentamente lo percorre tutto da sopra a sotto con movimenti profondi. Paola lo guarda con attenzione, divertita scvolando un po sul letto verso di lui mettendo ma gamba alla sua destra e l'altra praticamente appoggiata sulle sue spalancata e nuda a meno di un metro da quegli sguardi che sono una penetrazione. La accarezzo sul clitoride, la dischiudo ulteriormente, la penetro appena con le dita per sentire la sua eccitazione e poi comincio il movimento rotatorio sul clito con la punta delle dita stando attendo a non coprire la visuale del nostro amico che ora si masturba a ritmo sostenuto continuando a dire "mamma mia, mamma mia che bello" . Andiamo avanti così per qualche minuto mentre Paola ora sotto le mie carezze si inarca e sento che non è distante dall'orgasmo e lui ha guadagnato ancora qualche centimentro tanto che la sega se la sta facendo con il suo coso divenuto enorme a non più di 50 centimetri dalla fica di mia moglie ormai oscenamente allagata. "Bravo Luca, bravo" gli dice e scivola sul letto ancora di più verso di lui costringendomi a togliere la mia mano proprio nel momento in cui mi senbrava stesse per venire. Ha lo sguardo annacquato dal piacere quello che conosco bene, quello che consente di fare tutto. Si tocca da sola ora. "E ti piace davvero tanto Luca?" gli chiede. "Si tanto singhiozza lui" "E non la vorresti toccare? ti piace solo guardarla?" Nel frattempo mi sono alzato, mi sono spogliato anche io perchè sento di non essere molto lontano dal piacere e mi avvicino a paola stando in piedi vicino al letto. Lei allunga la mano e me lo prende masturbandolo lentamente. "Magari potessi, certo che vorrei toccartela" sta dicendo lui ma è inutile dirlo perchè ormai Paola è talmente scivolata verso di lui che quando la sua mano scende in basso sulla sua asta mentre si sega in pratica le nocche si inumidiscono nel sesso di Paola che gode a quei colpi. "Stai per venire Luca?" gli chiede con il tono eccitato e da gatta. Lui annuisce, è rosso in viso, il suo glande paonazzo scompare e ricompare dal suo pugno ormai a contatto tra le cosce di mia moglie. "Su Luca, piegalo bene, allora vediamo se sei bravo: mettimi la tua punta, solo la punta dentro e continua a masturbarlo. Non devi assolutamente scoparmi. Solo la punta dentro e ti faccio venire dentro di me , vuoi ? Così non corriamo il rischio di sporcarmi il vestito" Diabolica. Ed io che sto sul punto di venire le chiedo mentre il cameriere esegue la complicata manovra resa difficile dalla durezza del membro. Paola sorride. Smette di toccarsi si tira su sui gomiti e mi fa capire che posso metterlo in bocca e venire li. In piedi esegui mentre lei si avvicina al bordo del letti e lo prende circondando con le labbra la mia cappella. Vedo così chiaramente il grosso membro di Luca sul quale continua a scorrere la mano piegato e la punta scompare nella vagina di mia moglie che la muove appena. Questione di pochi secondi. Luca ansima rantola, impreca mentre un onda bianca esce dalle gambe di mia moglie colando sul letto e riempiendo il suo desiderio e a quella vista esplodo nella sua bocca. Lei stringe le labbra ingoiando bene tutto, stando attenta a non far colare nulla sul vestito, trattenendolo e leccandomelo a lungo mentre lui continua a sussultare con la punta del suo membro infilata tra le gamge allagate di Paola che solo a questo punto allunga la sua mano sul clitoride, toccando sperma di lui e membro ancora dentro e viene urlando masturbandosi due volte di fila e la seconda proprio mentre il cazzo del cameriere ritirandosi esce da lei portandosi dietro un ulteriore denso fiotto che allaga il lenzuolo. Nessuno parla. Solo Paola sembra a suo agio. Lui si riveste ripetendo grazie, grazie duecento volte. Recupera l'aspetto ufficiale. Si avvicina al carrello. "Scusatemi, un attimo" va a svuotare i bicchieri nel lavandino del bagno. "Sarà diventato caldo" commenta versando nuovo spumante e non facendo caso a Paola rimasta così nuda e bagnata. "Prego signora, questo è più fresco" le dice con un sorriso malizioso ed allusivo a quanto già bevuto da Paola. "E se uscite mi permetto di farvi rifare la camera con lenzuola pulite" aggiunge con fare professionale. Paola fa cin cin cone me, lo invita a bere anche lui prendendo uno dei bicchieri di carta. Si è pulita e asciugata con il lenzuolo che è tutto macchiato. Lo guarda e mi strizza l'occhio. "No Luca - lo chiama per nome ma ora gli dai del lei- non rifaccia la camera. Ora andiamo a cena e quando rientriamo voglio queste lenzuola, voglio dormire qui con questo odore. E' un odore che adoro, che mi eccita. Mi scusi ma sono così, mi piace e mio marito lo sa bene". Sorride annuisce, si inchina e esce dalla stanza un po' sconvolto. "Bene Pino, usciamo? Ho un certo appetito" dice Paola. Si, rido, ho visto.
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15 anni fa
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L'ingegnere 2
Stavamo proprio parlando di noi e del periodo di pausa interrotto solo da un paio di rapide comparse in cam solo per saluti e dal mio incontro con Andrea e Anna. Sono stato io da loro una ventina di giorni fa a spiegare, a cercare di far comprendere che la nostra è una pausa momentanea. Per loro noi siamo l’unica trasgressione, la perfezione dell’amicizia coniugata alla sensualità e al “proibito” senza problemi di tensioni e gelosie. Proprio mentre parlavamo di questo, tranquilli, senza figli, la scampanellata è arrivata ad interrompere il lusso di parole e pensieri, forte inaspettata. All’ora di cena nella nostra casa di campagna non è cosa comune. Intanto perché pochissimi sanno dove sia il nostro “buen ritiro” e poi perché Paola ed io non siamo abituati a ricevere qui visite senza preavviso. Ci guardiamo sorpresi e mi alzo per andare a vedere. Tutto potevo attendermi tranne questo: alla porta, sorridente e ossequioso persino a distanza, Giorgio, l’ingegnere ex socio del nostro studio, anzi per meglio dire l’ex titolare del mio studio. Mentre mi avvicino per aprire il cancello di ferro scorre nella mia mente come un film la storia vissuta poco più di un anno fa e che qualche problema di coppia ci ha creato ( vedi ingegnere1) ndr. La sua proposta indecente a me e a Paola per le quote della società, quella due giorni assurda che ci aveva causato un profondo turbamento e che forse per la prima e unica volta aveva rischiato di incrinare qualcosa. Poi il burrascoso e successivo confronto con lui e l’altro socio, e la sua uscita dalla società, dallo studio di cui era il fondatore. Non solo sorpreso ma anche seccato da questo suo ripiombare dopo una decina di mesi di assoluto silenzio, nella nostra vita. Scelgo però la strada della cordialità. Gli apro e stringo la mano che mi tende. “ Che ci fai qui Giorgio?” “ Ti disturbo? Se vuoi vengo in un altro momento, ma avrei bisogno di parlarti. Anzi, di parlarvi. C’è anche Paola? Ho visto la macchina…” Lo guardo preoccupato. Decido di essere sincero e diretto. “ Scusami Giorgio se sono brusco. Se vuoi parlare con me nessun problema. Con Paola credo che tu non abbia niente da dirti. Quello che avevi da dirle e da farle è finito un anno fa e se vuoi saperla tutta abbiamo…” “Deciso di non avere più incontri di quel tipo. Lo so. Ho trovato e letto sul vostro sito, che ho scoperto per puro caso, tutto. E ti prego, di questo devo parlarti, dammi un secondo” Resto quasi fulminato. Ha trovato il nostro sito e chiaramente si deve essere riconosciuto nella storia con ampi dettagli che Paola ha messo on line sia pure cambiando i nomi. Gli faccio cenno con la testa di seguirmi. Mia moglie è intanto venuta sulla porta di casa e da distante, pur senza poter ascoltare, segue il nostro colloquio. E’ sorpresa e poco entusiasta anche lei nel dare la mano a Giorgio ed un occhiata interrogativa a me. “Stavate cenando?” fa lui con educazione entrando. “ A quest’ora in genere capita” gli rispondo freddo. “ Scusate, scusate tanto ma vi scongiuro di starmi a sentire e poi magari mi mandate a quel paese, ma per favore…” Gli indico la poltroncina. Io e Paola ci sediamo di fronte. “Da quando ho lasciato lo studio – inizia con evidente imbarazzo – e dopo quella storia con te… “Quale storia? – interrompe mia moglie – nessuna storia, solo un momento di sesso come tanti” “ Si si, scusa, quel momento, insomma, la mia vita è iniziata a cambiare. L’incontro con la vostra sensualità mi ha fatto capire di cosa avevo bisogno e così dopo aver cambiato settore di lavoro, come sai Pino, ho anche iniziato a cambiare il modo di vedere il mio rapporto con una donna. La vostra esperienza, la vostra coppia è diventata per me un punto di riferimento ma non è per niente facile trovare quella condivisione. Ci ho provato più volte ma senza essere mai capito. Insomma, un po’ alla volta sono rimasto sempre più solo preferendo internet, i filmatini, i racconti, alle serate fuori. Così navigando, chattando e parlando ho scoperto il vostro sito. All’inizio credevo fosse uno dei tanti di coppie immaginarie o di escort truccate ma poi quando ho letto il racconto l’ingegnere non ho avuto dubbi e vi ho riconosciuti. Ho letto la nostra vicenda, letto e riletto e dopo una prima reazione stizzita ho iniziato a leggere tutte le altre. E se posso essere sincero è diventato il mio vangelo erotico: ogni vostra storia è stata la mia compagna di quest’anno di notte, di giorno e invidiavo ( lo dico sinceramente) le vostre esperienze, mi vedevo con la mia ipotetica ed introvabile donna nelle vostre situazioni e se posso dire tutto , insomma, siete diventati i protagonisti unici delle mie fantasie e della mia sessualità manuale, l’unica che mi rimane”. “ Scusami ma questo credo siano fatti privati che non dovresti riferirci, tanto più che se dici di aver letto tutto non c’è bisogno di commenti… Annuisce. Si ferma. Respira profondo. “Sentite: quella storia sul lago, nell’albergo con i guardoni, è la cosa più eccitante che mi sia mai passata per la testa. Mi sono sfinito, è diventata un’ossessione, unita al ricordo di quel momento che mi hai concesso, cara Paola, mi ha portato, perdonami se lo dico, lo so che non dovrei, ma devo dirlo per farvi capire, a farmi 5-6 seghe al giorno. Insomma , non fate quelle facce, volevo solo dirvi che sono arrivato al punto di star male, ma veramente. Ogni giorno, ogni notte, sul letto a leggere e pensare e quando ho capito che veramente avevate chiuso con esperienze con i singoli, quando ho visto che non ha più aggiunto racconti, ho iniziato a svalvolare”. Paola lo scruta con freddezza. “Ma perché ci dici questo ?” “Siete liberi di non crederci. Non è la bellezza di Paola ( particolare ed intensa ma certo non unica) ma la sua carica, la sua esperienza, la sua capacità di trasmettere cose che non ho trovato in nessun’altra donna. Quei momenti vissuti con lei che io so essere irripetibili che dovevano quasi essere un fatto di puro orgasmo, sono diventati l’icona e il riferimento di tutta la mia vita erotica. Insomma sono intrappolato e impazzito per voi anche se so che avete smesso con singoli” “Appunto Giorgio, se lo sai perché sei qui? E perché ci dici queste cose?” “Ecco, io volevo sapere se è vero, se davvero avete smesso se proprio…” Paola sorride e lo interrompe. “Assolutamente vero,abbiamo chiuso”. “Capisco. E vi comprendo. Ma io sono malato di voi. E voglio dirvi lo stesso quello per cui sono venuto qui. Poi se volete vado via. Paola ricordi il mio camper, quello che ti era tanto piaciuto la volta che vi ho invitati a cena? Bene, non riesco più ad usarlo, non ho più tempo ne voglia. Sarebbe per voi invece un mezzo ideale per fare belle vacanze tu e Pino, ovunque vogliate: ricordi è grande, 6 posti, modernissimo. Bene a me non serve più, ve lo regalo, è vostro, ve lo intesto anzi, prima ve lo intesto poi… il tutto solo e soltanto perché la tua mano Paola, ancora una volta, l’ultima, sostituisca la mia. Ti sto chiedendo, vi sto chiedendo una sega e …la conclusione nella tua bocca, come quella volta, ma senza ingoio se non vuoi, insomma una cosa che ho letto che Pino ha fatto con la vostra amica dopo che avevate deciso di smettere con i singoli, quindi tu Paola pareggeresti. Tu Pino ovviamente se vuoi potresti restare in camera a controllare il rispetto di quanto detto, solo questo, in cambio del camper, vi prego, vi scongiuro, sono fuori di testa e sono stanco di sognare che la mia mano sia la tua e poi ogni volta rileggo quello che hai scritto sul mio uccello grosso, su quello che ti piaceva, ogni volta immagino sogno, vi prego…” E’ rosso in viso, quasi piange dall’emozione e dalla vergogna. Siamo inebetiti ed imbarazzati ma io anche arrabbiato. Sto per mandarlo al diavolo ma Paola interviene prima di me dandomi un’occhiata.“ Sai Giorgio, gli dice con tono sommesso, mi dispiace proprio. Tante volte ho pensato che queste nostre esperienze avrebbero potuto creare problemi agli altri, illusioni o ansie. E d’altra parte avevamo pensato di renderle pubbliche proprio perché magari potessero aiutare qualcuno a goderne. Però nel caso tuo mi pare stia diventando un problema. Mi spiace risponderti come sto per fare ma per chi mi hai preso? Pensi davvero che quella cosa accaduta tra di noi un anno fa sia stata in relazione alle quote della società? Era solo un momento, una nostra fantasia, sai quando una donna vuol provare come si sente quando lo fa in cambio di qualcosa? Mi spiace deluderti ma anche quello era in se un gioco e non un interesse, un gioco che ho già fatto, che non mi ha dato le sensazioni che volevo o che pensavo e che ovviamente non rifarei più. Che poi come dici tu sia stata piacevolmente attratta dalla tua dotazione è assolutamente vero ma nell’ambito di quel gioco di coppia, di un momento che come hai letto non è stato l’unico. Quindi la mia risposta, molto cortese nonostante tutto, è no grazie” Piomba il silenzio nella stanza. Lui respira profondo, guarda me, di nuovo Paola (cercando anche di sbirciarle sotto il vestitino leggero) scuote la testa. “Ok, capisco. Vi capisco ma non sono riuscito a farvi comprendere che… si ferma, sembra mancargli il fiato prova a parlare ancora ma dalla bocca esce solo un singhiozzo, un respiro strano quasi un rantolo che si trasforma in un attimo in un pianto disperato. Senza dignità crolla sulla poltroncina nel momento in cui cercava di rialzarsi e con il viso tra le mani non sembra riuscire a frenare i singhiozzi lasciandoci di stucco. Non finge, sta davvero soffrendo per il desiderio represso, per la figura fatta. “Scusatemi, scusatemi riesce a balbettare, ma io non so cosa mi abbia preso” Conosco bene quel tipo di reazione: è segnale di profonda depressione e di un problema psicologico forte. Si alza di nuovo dalla poltrona di scatto, fa due passi asciugandosi il volto con le mani e cercando di guadagnare la porta, ma barcolla, si appoggia al tavolo , piega le gambe, si regge a stento. Mi alzo di scatto per sorreggerlo perché mi da la sensazione che stia per svenire. Lo aiuto a rimettersi sulla poltrona mentre Paola gli versa un bicchiere d’acqua. “ Bevi, su calmati, bevi un attimo”. Butta giù due sorsi poi restituisce il bicchiere a mia moglie con uno sguardo di desiderio che non credevo possibile e che Paola intercetta. Mentre lui cerca di calmare il respiro e riprendersi, mia moglie mi fa un cenno che non capisco. Prende la seggiola e si avvicina sedendosi accanto a lui in una posizione che scopre le gambe e che certo per uno nelle sue condizioni non è ideale. “Cos’è che ti piace così tanto, perché vorresti che te la facessi io, perché questo desiderio secondo te?” gli chiede con voce sensuale che mi fa comprendere dove vada a parare ( ormai la conosco). Balbetta, non sa rispondere, torna a piangere mentre non stacca gli occhi dalle gambe di mia moglie. Lei allunga la mano e la poggia sul suo ginocchio. “ Senti Giorgio, hai detto che in fondo Pino con Anna… ed è vero. Io ti propongo una cosa. Ora vieni di la, se Pino è d’accordo, ti stendi sul nostro letto, ti riprendi , i calmi. Ti spogli, ti facciamo vedere una cosa che ho in mente di chiedere a Pino di fare davanti a te perché mi hai fatto venire voglia, ma non ti tocchi. Guardi solo. Poi faccio quello che mi hai chiesto, non voglio nessun camper né niente, ma solo che sparisci per sempre dalla mia vita. Non ti devi mai più far vedere e tieni presente che faremo una denuncia per stalking se in qualche modo ci ricontatterai. E’ anche un po’ colpa mia questa tua situazione e voglio aiutarti ancora una volta ma poi mi prometti che vai da uno psicologo e scompari “ . Sgrana gli occhi smette di frignare. “ Dici davvero Paola? Ma è bellissimo, incredibile, non so come ringraziarti ma Pino tu sei d’accordo? Pino davvero è possibile? Guardate qua, solo il pensiero” e mostra un clamoroso rigonfiamento nei pantaloni. “Si si Paola va benissimo, faccio quello che vuoi”. Condivido la scelta di Paola perché ho rivisto nei suoi occhi il lampo di quel desiderio che da tempo non vedevo. E’ lei che si alza, tende la mano all’ingegnere e lo trascina letteralmente con dolce sicurezza verso la nostra stanza facendomi segno di seguirla. “ Mettiti steso sul letto ma di traverso, con la testa verso il bordo, in slip” Lui sembra un pugile suonato. Come un automa si slaccia i pantaloni, si sfila la maglietta nera, resta in boxer e calzini e si stende sul letto come gli ha ordinato Paola. ’ eccitato e si vede benissimo dal rigonfiamento e sembra un bambino in attesa di un premio. Paola si sfila il vestitino e resta in reggiseno e slip .Si avvicina a me. “ Giorgio guarda” Si inginocchia davanti a me dopo avermi trascinato accanto al letto a pochi centimetri dal nostro ingegnere che guarda e ubbidisce a Paola quando gli ordina di mettere le mani dietro la testa . Paola mi spoglia nudo. Non sono in tensione ma questo per lei non è un problema. Me lo prende completamente in bocca iniziando a roteare la lingua come sa fare bene seguendo con i movimenti delle labbra, della lingua, dei denti, l’inturgidirsi graduale del mio membro. Guarda me, guarda lui mentre con la bocca ora avvolge e fa avanti indietro lungo l’asta mentre l’enorme membro di Giorgio non è più contenuto dai boxer ed emerge imperioso.Il lavoro di Paola prosegue davanti a lui che mugula. Paola estrae il mio membro dalla sua bocca. Rivedo il lampo perverso che le conosco. Continua a masturbarmi con le mani mentre gli dice che ora, mentre lui dovrà restare sempre con le mani dietro la testa, lo farà assistere ad una penetrazione dietro che lui ama tanto, dovrà guardare ed invidiare Pino che pio farlo quando vuole, ma prima dovrà collaborare alla lubrificazione e dovrà leccarle il buchino. Si toglie la biancheria, si gira dando il viso a me e la schiena lui che ha la testa sul bordo del letto. “Leccamelo e bagnalo Giorgio, da bravo, apri la strada a mio marito” gli ordina quasi sedendosi sul suo volto. Sento il rumore della sua lingua che bagna umidifica il buchino ( e non solo a sentire il rumore che degli umori di Paola) mentre il suo uccello ora svetta deciso piegando la resistenza dei boxer. Lei inizia ad agitarsi e godere di quella lingua ubbidiente e ne asseconda il movimento. “ Si anche dentro su” gli ordina voluttuosa. Attende a lungo Paola. Lascia che la lingua la esplori a fondo. Quando si sente pronta si stacca.“ Pino ora mettimelo dietro” e fa una cosa inattesa. Si volta verso lui, allarga le gambe in modo che la sua testa scivolando sul bordo del materasso sia tra le sue cosce e si china sul letto posando le sue braccia tese sui fianchi di lui, chinandosi con il viso verso il suo uccello che libera dall’impaccio dei boxer con due rapidi movimenti delle mani senza però neanche sfiorarglielo. Ha il viso a pochi centimetri dall’enorme randello e mi offre il sederino abbondantemente bagnato dalla saliva. La penetrazione dietro è facile facile con quell’aiuto. Solo un attimo di cautela mentre lui si lamenta e dice “che bello che bello” e poi comincio a pompare piano. Paola gode molto e lo provoca, gli ripete più volte di quanto sia bello il suo uccello che libero si muove come impazzito cercando u n contatto con le mani di mia moglie o con il suo viso che non arriva. Da quella posizione, a pochi centimetri, lui vede bene il mio penetrare dentro mia moglie che quando accusa il colpo di penetrazione scende un po’ finendo con il mettergli la fica in bocca. Lo intuisco dal rumore degli umori e della sua lingua che li fruga e li accoglie. La lecca insomma mentre vede che la inculo. Una situazione che esaspera la sua e la mia eccitazione. Sento che non posso trattenermi a lungo e lo dico a lei. “ Si Pino vienimi dentro, e tu Giorgio guarda come se lo gode mio marito”Non serve altro. Mi scarico ad ondate dentro mia moglie spingendo dentro fortissimo sino in fondo strappandole un lamento. Quando esco poco dopo un lungo filo bianco esce e cade sul viso dell’ingegnere. Paola che è venuta un paio di volte sul suo volto completamente bagnato si stacca dalla non comoda posizione. Prende fiato. “Aspetta e non toccarti” gli ordina.Va in bagno e poco dopo torna con la boccetta del sapone liquido neutro. Giorgio ha recuperato la normale posizione sul letto, le mani sempre dietro la nuca , l‘enorme uccello ballonzolante con i movimenti dei muscoli. Mia moglie lo guarda a lungo. Io mi siedo ai piedi del letto. Nuda, si stende di fianco accanto a lui ma con i piedi verso il suo viso, le gambe leggermente divaricate in modo che possa guardarle la fica. Versa qualche goccia di sapone liquido sull’asta del membro durissimo e finalmente glielo prende in mano facendolo sospirare. “Eccolo qua questo bell’uccellone che si fa tante seghe per me, vediamo tutta questa voglia, su ora te la sto facendo davvero io, vedi? – lo incita Paola - come te lo tocco, te lo scappello bene bene fino in fondo e poi lo scorriamo in su e poi giù di nuovo, guarda come diventa rossa la cappella…” Mia moglie lo sfida, gli racconta quello che fa, gli parla della sborrata che dovrà essere enorme, ma solo quando lo dirà lei, ed intanto lo masturba lentamente su e giù dicendogli di come lo sente duro, di come reagiscono le sue palle al contatto dell’altra mano, torcendo lievemente il movimento mentre scende la lunga asta. Lui quasi urla ad ogni colpo chiede il permesso ti togliere una mano da dietro la nuca per metterla tra le sue gambe ma lei glielo nega. “No devi stare così: le tue mani hanno lavorato tanto, lo hai detto, tu , e dovranno fare ancora tante seghe, vero? Ora riposano e faccio io”. Giorgio ha troppo desiderio: dopo neanche due minuti di questo lavoro si capisce che è pronto. Qualche goccia già appare sulla punta. Paola stringe forte la base per rallentare. Lo lascia mentre lui urla quasi di continuare. “Non venire, trattieniti. O non te tocco più” ordina cattiva. Passa un minuto di assoluta immobilità e silenzio irreale. “Pino guarda, vieni vicino” . Si mette in ginocchio sul letto tornando a prenderlo con presa forte con la mano destra e scappellandolo con violenza, facendogli male. Si china. Lo strofina qualche istante sulla guancia, e l’enorme cappella sembra fuori luogo accanto al viso piccolo di mia moglie. Poi lei con uno sforzo notevole apre la bocca e circonda con le labbra il glande stringendolo mentre la mano riprende a fare su è giù lungo l’asta. Paola mugugna quando lui urla che sta per venire per fargli capire che puo’ farlo. E’ un urlo quello suo e da vicino vedo chiaramente la pulsazione del canale sulla lunga asta quasi violacea e immagino la violenza degli schizzi e l’abbondanza perché Paola pur senza lasciare la presa ha come un singhiozzo ( segno che lo sperma è arrivato in gola) ed è costretta a fare uscire un fiotto bianco che scivola lungo il membro. Ancora qualche lento movimento poi si stacca. Vi volta verso di me. Apre la bocca per farmi vedere che è completamente piena di seme bianco , poi si avvicina a lui che ansima e la guarda perplesso. Fa vedere anche a lui che ha la bocca piena. Torna ad avvicinare il viso sul suo uccello rimasto turgido e gli fa scivolare sul cazzo tutto il contenuto denso che scende a fili e grumi. Una sborrata enorme. Il suo membro è immerso nella schiuma bianca. Allora Paola si issa sul letto, gli ordina di stare ancora fermo, si mette a cavalcioni di lui e appoggia la fica sul membro bagnato senza metterselo dentro. In quella posizione , tenendosi la mano davanti, si strofina, preme si agita sul suo cazzo schiacciato dal suo peso sino a venire lei così. Fredda e scatenata. Riprende fiato. Sembra un'altra quando rialzandosi gli chiede :“ Piaciuto, soddisfatto?” “Un sogno, una cosa straordinaria risponde lui” “Bene, allora senza neanche andare in bagno rivestiti così come sei e scompari. Ricordati che si ti fai vedere ti denuncio e mi raccomando, vai dallo psicologo lo dico per te. Ora Pino – aggiunge abbracciandomi – abbiamo davvero chiuso i conti ma… da quello che vedo (e stringe in mano il mio cazzo di nuovo duro) il lupo perde il pelo ma non il vizio, vero? Poi penso a te” e ride di gusto tornando in bagno dove si chiude dentro. Giorgio si riveste a testa bassa, incurante di bagnare gli slip. Non dice neanche una parola, neppure ciao, prima di sparire mentre Paola canticchia sotto la doccia.
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15 anni fa
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L'ingegnere 1
Ma come sono fatte signora? Sono una cosa spettacolosa, buonissime”. L’ing. Giorgio Roberti, bell’uomo, una quarantacinquina di anni, mi guarda sorridente e soddisfatto pulendosi le labbra con il tovagliolo con un gesto elegante e composto. “Squisita questa pasta e poi così, in piccoli timballi, davvero eccezionale. Mio caro architetto hai tutte le fortune di questo mondo: bella e brava in cucina, capisco perché te la tieni stretta stretta da 24 anni” Pino sorride e mi fa l’occhiolino. La cena con Roberti l’ha fortemente voluta lui perché dopo 4 anni di lavoro intenso nel suo studio questo progetto di diventarne socio sembra finalmente sul punto di concretizzarsi. Sorrido mentre mi versa del vino e assume un’espressione più eloquente delle parole. “ Grazie ingegnere, glielo dica a Pino così capisce a fondo la fortuna che ha” e rido cercando di non esagerare. Lo osservo mentre ripone la bottiglia dopo essersi versato il terzo bicchiere colmo. Colto, simpatico, la gradevole conversazione però via via si riscalda in proporzione con il vino che mi sembra gradisca molto. Così racconta di se, dei suoi due matrimoni falliti ( l’ultimo appena qualche mese fa) e finisce per andare sul privato, sul personale. Ci racconta delle visite ad un privè con la sua seconda moglie, del sogno erotico spezzato da un uomo più giovane di lei che se l’è portata via e singhiozza mentre ricorda i momenti più belli. E’ quasi un monologo. Pino ed io ci guardiamo con un pizzico di ansia perché il discorso sembra essere finito anni luce lontano dalla quota che dovremmo pagare per entrare in società. Mangia, beve, ride, ricorda, sbircia nella mia scollatura composta e sguardi vagano anche sulle mie gambe appena coperte dal tovagliolo che ha la funzione di rimediare alla gonna troppo salita. Gli occhi ora sono lucidi: al dolce il suo elegante eloquio è un po’ strascinato mentre Pino apre la terza bottiglia . “ Voi si che siete fortunati ” conclude alla seconda fetta di dolce e al decimo bicchiere. “Vi volete bene, si capisce subito, siete complici e sono convinto che da come ti fa le foto (il passaggio al tu mi coglie di sorpresa) anche molto complici e compiaciuti. Vero?” Afferma mentre si volta verso le foto appese alla parete e allunga la sua mano sul tavolo stringendo per un attimo la mia per riceverne conferma. Lo lascio fare poi mi alzo per sparecchiare. Pino sta già rispondendo che è vero, che quella della fotografia è una sua passione e che per i miei 50 anni l’altro giorno mi ha regalato un calendario fatto con le foto mie di nudo artistico che ha voluto farmi per dimostrare che alla mia età posso ancora competere e dire la mia in fatto di sensualità. Lo fulmino con lo sguardo. Come gli è venuto in mente? Ora lui attaccherà la tiritera… Ed invece con mia grande sorpresa si fa serio. Si ferma, versa altro vino, e cambia inaspettatamente discorso attaccando quello dello studio e della proposta di Pino. Ne approfitto per guadagnare la cucina e portare i piatti ma non mi perdo una battuta. Pino è bravo a spiegargli il progetto e le motivazioni ma dubito che lui possa stare a sentire: sostituire il socio che sta per andare in pensione acquisendo il 33% non era quello a cui in questo momento Giorgio pensava. Ma un architetto socio e dell’esperienza e della capacità di Pino non sarebbe da escludere. “ Pensavo di acquistare io la quota” afferma pensieroso “ma se ne può parlare. Avevi in mente una proposta, una cifra?” Pino mi guarda. Torno a sedermi accanto all’ingegnere. “Sai com’è Giorgio, qualcosa da parte abbiamo messo proprio per una prospettiva simile e poi pensavo che il resto magari si potrebbe fare con la percentuale dei dividendi futuri…” Ci pensa. Scuote il capo facendoci gelare il sangue. Allunga di nuovo la sua mano prendendo la mia. “Paola scusaci, ti stiamo annoiando con questi discorsi. Pino, ma insomma… stavano parlando delle foto e del calendario, Che dici Paola posso vederlo, muoio dalla voglia” Come volevasi dimostrare. Ora è difficile dire di no. Pino sorride, sbofonchia qualcosa ma subito si alza e va in camera a prenderlo . Io in cucina a fare un caffè. Cinque minuti dopo lo sta sorseggiando sul divano, seduto di fronte a me che sono in poltrona, e Pino a fianco che gli illustra le caratteristiche tecniche di ogni singola foto del calendario. A giudicare dalle occhiate dirette alle mie gambe non mi pare che l’interesse sia per l’effetto tale dei tali dell’obiettivo, la luce calda, l’inquadratura. Sembra molto colpito. Poi arrivato a ottobre lo chiude di scatto. “Va bene – dice con voce impastata ancora più di prima – basta così per me : è troppo. Nelle mie condizioni, a digiuno a mesi… Paola complimenti sei splendida”. Ringrazio con un sorriso e con il tentativo di tirare giù la gonna di qualche centimetro dato che ormai non fa proprio più mistero della direzione dei suoi sguardi. Chiede a Pino qualcosa di “buono” per digerire l’ottima cena e le stupende foto. “Devo dimenticare il mio digiuno, le mie delusioni” afferma con un sospiro. Qualche istante dopo con bottiglia di grappa e bicchiere vicino si è già addentrato in racconti molto personali, molto intimi. I suoi giochi con Franca ( la seconda moglie), la prima invece frigida e scontrosa, il suo disperato autoerotismo sino a che negli ultimi mesi la depressione lo ha attanagliato al punto tale da non avere più reazioni, non riuscire più neppure a sfogarsi in qualche modo. Sembra sul punto di piangere e di crollare, effetto collaterale del troppo alcol assunto. Riempie ancora il bicchiere. Lo lascio ora indagare con la sguardo sotto la mia gonna sollevatasi perché mi sono seduta in poltrona con la gamba sotto, come piace a me. Guarda pure, ingegnere, se ti può consolare. Mi compiaccio di aver messo lo slippino bianco traforato. Occhi lucidi e smarriti tra le mie cosce, espressione triste, sembra non ascoltare neanche le parole consolatorie di Pino. Poi si scuote. Si volta verso di lui, poi dalla mia parte, ancora verso lui. “ Mi dovete aiutare voi” dice tutto di un fiato. “Dimmi pure Giorgio” fa premuroso Pino. “Ho una proposta” formula lentamente dopo un attimo di pausa, “una proposta indecente che posso fare solo a degli amici ed ad un futuro socio perché so della vostra sensibilità e della vostra complicità e che saprete valutarla per quello che è”. Avverto un certo disagio. Pino lo incoraggia a parlare. Ci dice che da mesi non riesce ad avere una erezione degna di questo nome che la depressione avanza, che solo noi possiamo capirlo e che l’ansia lo sta uccidendo. “ Ti cedo volentieri la quota della società Pino, gratis, ma se mi date… una mano” “Dimmi pure” “Ecco… quelle foto di Paola, tua moglie così carina e così matura e così sensuale, sono le uniche cose che mi hanno dato un brivido da giorni e giorni. Da mesi. Non vi offendete, non insultatemi , non ve lo chiederei se non fossi un uomo disperato e fragile in questo momento . Te la regalo,Pino, la quota. Ma in cambio, ecco, in cambio vorrei tre cose. Una sega, un pompino ed una scopata con tua moglie. In tre giorni diversi, magari. Se non ci riesco perché non mi funziona più , non fa niente, e rimane la cessione della quota e tu Pino, se vuoi, puoi scegliere anche il luogo, anche qui a casa tua, ma ecco ti pregherei di non stare nella stessa stanza perché per me sarebbe difficile. Incazzatevi pure ma capitemi. E’ una proposta indecente, me ne rendo conto, ma mi pare di aver intuito che siete liberi, che avete qualche esperienza e quindi , insomma, scusatemi, ma è così”. Restiamo a bocca aperta perché tutto avevamo pensato tranne che a questo. Mi volto verso Pino che invece che incazzarsi sembra solo sorpreso e sorride; mi interroga con uno sguardo e annuisco. Non è certo la prima volta per noi ma questo l’ingegnere porcellino non lo può sapere: ma certo è la prima volta per…uno scopo che non sia solo il piacere ed il nostro gioco. “ E lo metteresti per iscritto? Sai, scusa la domanda, ma ho la sensazione che la tua tristezza ti abbia portato a bere un po’…” Pino appena finito di parlare si alza. Anche lui si tira su : “ Ok, dammi un foglio di carta facciamo un contratto privato , tua moglie testimone , ma non ce ne sarebbe bisogno, lo sai. Sono un po’ allegro ma non ubriaco e quando dico una cosa è quella.” Mentre Pino cerca il foglio lui si avvicina alla poltrona e mi chiede scusa. “ Lo so Paola che non è bello ma sono proprio alla canna del gas, aiutami”. Annuisco. Mi alzo, mi avvicino e gli faccio una carezza sulla testa. “ Ma vuoi cominciare oggi? Ora?” “Magari, se hai voglia ,se pensi… sono un po’ alticcio e forse non ci riuscirò ma mi avete fatto venire voglia e vorrei cogliere il momento”. Mi dirigo in camera mentre lui si siede al tavolo con Pino per scrivere. Entro in camera, prendo lo speciale lubrificante che Pino ha comprato al sexy shop per noi, mi tolgo camicetta e reggiseno, resto con la gonna e gli slip e mi sistemo sul letto. Passano una decina di minuti, sento le voci di la poi Pino e Giorgio compaiono sulla porta. “ Caspita Paola che bei seni! Piccoli ma sodi. Complimenti, proprio straordinari non certo di una cinquantenne. Ma sono veri?” “Autentici e miei. Vieni qui dai e spogliati, cominciamo con la sega?” “ Si”. Fa qualche passo nella camera, si volta imbarazzato verso Pino. “ Scusa, permetti?” Pino fa un passo indietro,si gira, torna in salotto e Giorgio accosta appena la porta, non la chiude. E mi fa l’occhiolino. “Se vuole così può controllare… ogni tanto” La sbornia sembra smaltita d’incanto. Si sfila i pantaloni in un lampo, la camicia e i calzini : resta in slip grigi , di marca, molto ben riempiti a giudicare da fuori, un bel fisico, non troppo peloso, spalle larghe. Niente male. Gli faccio cenno di stendersi sul letto accanto a me. Lo fa con un sospiro. La sua mano accarezza la mia schiena mentre con curiosità sollevo l’elastico delle mutandine e sbircio all’interno. Il voluminoso riempimento dello slip mi appare già rigonfio a metà. Grosso, uno dei più grossi che abbia mai visto in questo stato di mezzo e anche i testicoli sono poco pelosi e grossi, penso, mentre finisco di sfilargli l’indumento. Lui ne approfitta per mettere la mano sotto la gonna e tastarmi un po’ il sedere. Mi metto in piedi sul letto e sfilo la gonna restando in slippini. Poi mi siedo sui talloni accano a lui steso. Prendo il lubrificante. Mentre me lo verso sulle mani lui allunga la sua tra le mie cosce e scandaglia lo slip. “ Un po’ eccitata sei anche tu Paola vero? Sento che…” Lascio che le sue dita esplorino sotto, che entrino appena dentro di me mentre inizio a massaggiare il lubrificante sul suo uccello. Comincio sotto le palle, sollevando l’asta ancora turgida a metà, con una mano, prendendola delicatamente tra due dita, e massaggiando con la destra sotto, prima l’attaccatura poi lungo la verga. Lo ungo con lentezza, scappello bene con le due mani la punta, avvolgo il glande con la mano ben unta in modo che scorra bene, mi sistemo meglio allargando le cosce mentre lui mi chiede se posso togliermi lo slip in modo che la visione della fica possa aiutarlo. Eseguo. Torno a mettermi nella posizione che preferisco avendo cura di tenere le gambe divaricate mentre le sue dita frugano ormai padroni della mia umidità spalancata. L’uccello sviluppa sotto le mia mani tutta la sua lunghezza. Straordinaria! Sarà almeno 24-25 centimetri, largo il doppio o quasi di quello di Pino, e drittissimo, senza curvatura. Un piacere autentico sentirmelo scorrere tra le mani. Le uso tutte e due: altro che impotente, questo è un missile. Inizio piano con un movimento lento e profondo: una mano carezza le palle e lo tiene alla base, l’altra sale e scende tenendolo stretto stretto, avendo cura di tirare su la pelle bene, sino a coprire il glande, poi piano piano, ruotandola leggermente per dare una piccola torsione, in giù, lento profondo sino a che non vedo ( mi sono chinata verso questo totem per osservarlo da vicino, venti centimetri dal mio viso) il filetto tirare, farsi più bianco, e il buchino sulla punta allungarsi, flettersi. Ma non accelero il movimento della mano. Lento, circolare, in torsione, profondo. Lui mugula e guarda il soffitto , agita le sue dita dentro di me mentre il suo coso svetta sempre più turgido ed imponente nelle mie mani facendomi desiderare di averlo altrove. La mia mano lo tasta, lo soppesa, lo scopre e lo ricopre godendo di quelle vene blu, della pelle che ricopre la testa e lo riscopre . Alzo per un attimo lo sguardo dall’imperioso palo di carne e vedo che la porta della camera ora è dischiusa: Pino è li che osserva. Gli sorrido e faccio un espressione del viso come a dire: hai visto che roba? Giorgio non può vederci, ha la testa rivolta verso dietro, gli occhi chiusi. Pino sorride e annuisce e intuisco che il movimento della sua mano dietro la porta è verso la sua patta. Il mio lavoro continua lento e profondo. Su, giù. Mi avvicino alla punta la strofino per un attimo sui capezzoli. Lui si lamenta non stop, sento la tensione ma non cambio ritmo. Poi sento l’eccitazione aumentare. Allora decido. La mano destra stringe forte attorno il suo cazzo e scappello decisa verso il basso. La sinistra carezza i pochi peli, le palle, sotto, sfioro il buchino dietro e mentre tengo ben tesa la pelle ed il filetto senza più muovere, lo stimolo un po’ dietro. Il mugulio diventa un lamento costante. Tiro più forte il filetto e lascio la mano alla base con il grande scoperto, il filetto tesissimo che soffre come se volessi strapparlo ma non mi muovo. Avvicino il mio volto all’albero maestro che svetta ora imponente. Sono a pochi centimetri ne sento l’odore inconfondibile, afrodisiaco,. Odore di cazzo. Il filetto è lì, bianco, teso che si porta dietro la piegatura del glande. E’ più forte di me. Faccio saliva in bocca, arricchisco la mia lingua, mi chino e lo inumidisco bene con la punta della lingua come a dargli frescura e sollievo nella sofferenza che gli sto causando, tirandolo ancora più forte. Poi quando la lingua, mentre lui ulula, ha completato la funzione umidificatrice, inizio a soffiare piano per fargli sentire il fresco. Soffio e lui quasi piange implorandomi di continuare la sega e sento che starebbe per venire. Troppo presto. Lascio tutto. Lo stringo forte alla base lasciando che la pelle della sua asta recuperi la posizione mentre la punta si appoggia sulla mia guancia. Lo lascio qualche istante così mentre lui prega e intanto la mano destra stringe forte la base perché so che così si può fermare l’irreversibile processo dell’orgasmo. La sua mano nella mia fica è impazzita. Me la godo e penso che ora è tempo che io venga prima di lui. Guardo Pino affacciato alla porta: vedo i suoi occhi languidi e mi abbandono all’orgasmo nella mano di chi ha pagato il mio ed il suo piacere. Vengo senza ritegno stringendogli alla base il cazzo e urlando. Lui smette di lamentarsi e dice “ Oh Paola sono contento” ma non fa in tempo a completare la frase perché con coscienza e responsabilità e adorazione del suo totem di carne pulsante il mio lavoro è ripreso. Piano piano. Su . Poi giù profondo. So che ho guadagnato solo pochi secondi. Pino è ormai nella stanza. Il suo membro è fuori dai pantaloni e lui lo tocca nervoso. Non è durissimo come quello di Giorgio. Gli faccio cenno di avvicinarsi per vedere meglio. Lo lascio di nuovo per interrompere il percorso verso la discesa... Il lungo uccello di Giorgio vaga pulsante sulla sua pancia alla ricerca di quella mano avvolgente che invece gli indugia sotto, tra le palle. Non ho dubbi: faccio in modo che il mio dito penetri appena in lui per stimolarlo dall’interno, da dietro. Istintivamente si ritrae poi si rilassa e lascia fare. So che pochi colpi basterebbero. Il dito dentro, lo agito a dovere trovando risposte in fibrillazioni del suo membro. Lui urla ora. Mi decido. Mi accoccolo. Gli levo la mano che è tra le mie gambe e la accompagno sopra la sua testa. Scivolo un po’ sul letto. Riprendo in mano l’uccellone e torno a masturbarlo profondo e lentamente strisciando la punta sulla guancia. Lui inarca la schiena io scappello con violenza e lascio di nuovo la pelle giù , ferma immobile, il filetto tiratissimo sento le pulsazioni e sento,avverto il superamento del punto di non ritorno. Non mollo la presa. Mi avvicino di nuovo con la bocca al filetto sofferente: l’odore di sperma ora è fortissimo mentre gli lecco il filetto . La punta della lingua segue la carne tremula e tesa allo stesso tempo faccio con la lingua un percorso dall’alto in basso, poi il ritorno mentre sento l’altra mano che spingendo forte dentro di lui avverte le prime contrazioni dell’orgasmo. Non provo neanche a staccarmi: il primo fiotto bianco e denso esplode dal buchino e fa una ventina di centimetrri in alto e ricade sui miei capelli. Non mi muovo. Il secondo è un’esplosione , un lancio. Molto più di mezzo metro, forse, altissimo e frammentato e si spande sul mio viso, le coperte, il suo petto mentre ho ripreso ora il movimento rapido della sega per spremergli tutto. Sono 4, 5, 6 gli schizzi lunghi e densi che scivolano colando sulla mia mano, imbrattano il mio volto e le mie labbra mentre lui urla senza ritegno e Pino alle mie spalle sborra piano sulla mia schiena e sento il calore del suo sperma scendermi giù sino alle natiche. Non posso dedicarmi a lui devo finire con coscienza e dedizione di spremere Giorgio e il mio movimento continua a seguire gli impulsi e ad estrarre sperma per troppo tempo chiuso all’interno della sua frustrazione, Me lo lascio colare senza imbarazzo sul volto, sulla labbra assaporandone una goccia con la lingua, sulle braccia, sulle mani sui seni, sui capezzoli dove strofino la sua arma di distrazione di massa, che emette le ultime gocce e dove la sua mano, ora frenetica, stringe, tasta, spalma nervoso il suo nettare abbondante e denso in un movimento frenetico che rende, sulla mia pelle, ricotta la crema bianca che mi pervade ed invade ovunque. Aveva ragione: mesi senza un orgasmo e si vede : lascio in un tempo interminabile che tutto di scarichi sul mio corpo offerto, le mie mani, il mio viso sino a che i sussulti di tutto il suo essere non li sento attenuarsi nella mia mano che stringe potente e padrona il suo timone del piacere, via via sempre meno turgido. E non lo mollo e lo dirigo sicura nel porto tranquillo, sino a che non si ormeggia quieto con un sospirone ed un ultimo brivido. Solo allora lo lascio. Mi volto bacio l’uccello di Pino, gocciolante, rimasto inerte e sorpreso accanto , e mi dirigo verso il bagno per farmi una doccia. Mi pare che la prima clausola del contratto sia stata rispettata. Quanto torno avvolta dal mio accappatoio rosa, trovo mio marito ed il suo neo socio ancora sul letto.Pino in slip e maglietta, l’altro ancora nudo ed una serie di fazzolettini usati sparsi sul letto come in un prato dopo un concerto rock. Mi siedo ai piedi del letto accogliendo con un sorriso i complimenti untuosi di Giorgio che sta raccontando come una cosa così non gli sia masi successa. “Un’artista, una straordinaria esperta, qualcosa di inimmaginabile” ripete. Si sente a disagio dopo quanto fatto ed emesso nel pensare che aveva dubitato della sua mascolinità. Faccio un altro giro di Grappa e parliamo con confidenza sul aletto del lavoro, del sesso, di qualche nostra esperienza, del suo passato. Ora è tutto più facile. Quando Pino gli racconta dell’esperienza di Amburgo superando secondo me il limite del consentito lui quasi trattiene il respiro. Nudo com’è non può nascondere che la parole di Pino gli facciano un effetto particolare. Quando Pino gli racconta del momento in cui fui presa dai tre attori il monumento all’eros che Giorgio ha tra le gambe torna a svettare orgoglioso. “Pino senti, è contro il mio interesse ma se potessi usufruire del pompino ora che ne diresti?” Mio marito mi interroga con un’occhiata. Non ho problemi. Annuisce. “Ma andiamo di là” Si alzano e torniamo in salotto. Fa strano vedere giorgio nudo con la cenciola, il batacchio vagante passeggiare sui tappeti del salotto dove non molto prima il cerimonioso ingegnere si era curvato elegante in un accennato baciamano. Si siede sulla poltrona seguendo le indicazioni di Pino che si accomoda sul divano. So cosa intende. Mi sfilo l’accappatoio. Mi avvicino a Giorgio e mi inginocchio innanzi alla poltrona spalancandogli le gambe e mettendomi in mezzo. Metto l’accappatoio sotto le ginocchia perché sia più morbido il pavimento. Faccio accomodare bene l’ingegnere sullo schienale facendolo rilassare. Inizio a riprenderglielo in mano. E lo sollecito a raccontarmi la cosa che mentalmente lo eccita di più. Ad occhi chiusi , mentre gli tormento con le mani le palle ed il membro , mi narra dell’incontro al privè quando sua moglie fu presa da uno sconosciuto e ne bevve lo sperma facendogli prima vedere la bocca piena. Mentre racconta il missile torna in missione, alto, duro, deciso verso il soffitto, grosso e arrogante. “Chiudi gli occhi ora Giorgio, rilassati e pensa a quel momento”. Mi chino piano piano sul suo enorme trofeo. L’odore di sperma ora è chiaramente forte ma mi piace Inizio a leccarne i residui solidificati alla base dell’asta e risalgo con la lingua sino a sopra, lo guardo bene, lo lecco come un gelato. La mano lo apre, gli tira giù la pelle, la lingua segue il movimento . Quando tirandolo il buchino si apre un po’ non ho esitazioni e la punta delle mia lingua quasi cerca di penetrarlo con dolcezza accogliendo con piacere la goccia salata che emerge piano dalla pressione. E il momento. Il glande è grosso, mi sforzo di aprire bene la bocca e di dare carnosità alle labbra e lo avvolgo alla punta per poi scendere un po’ e lasciare che il profilo della grossa testa sia avviluppato e scompaia tra le mia labbra mentre la lingua rotea sulla punta. Lui geme. Pino si avvicina e si siede su una seggiola vicino. Respiro con il naso l’odore dei suoi peli umidi dello sperma di prima. Prendo fiato. Scendo ancora un po’ con la bocca avvolgente lungo l’asta. Mi fermo un paio di centimetri oltre: sento il suo cazzo già riempirmi la bocca così,la lingua che non trova spazio per muoversi attorno. Molto di più non potrò. La mascella è indolenzita quando lui istintivamente mi mette la mano sulla testa spingendo in basso. Guadagno u n altro paio di centimetri ma il suo cazzo è in gola e avverto lo stimolo del vomito che trattengo a stento con gli occhi che piangono dallo sforzo. Mi ribello e mi sollevo. Il cazzo mi esce dalla bocca lasciando tra il mio mento e la sua punta lunghi filamenti densi di saliva e di liquido seminale. “Fermo Giorgio, sta fermo o ti vomito addosso” lo minaccio. Ad occhi chiusi annuisce. Si stende, un po’, la sua mano si stringe al mio seno destro mentre lo riprendo in bocca. Giungo sino al punto di prima, poi stringendo con labbra e persino appena con i denti risalto lungo l’asta. Salgo, sino alla punta, sino a che non mi esce dalla bocca con la lingua che cerca ancor il pertugio stretto, e poi di nuovo dentro lentamente, stringendo avvolgendo e mordicchiando. Mi sollevo a cercare la migliore posizione: in pratica sono a “pecora” mentre il movimento della mia bocca lungo l’albero del frutto proibito continua ad essere regolare. Sono così concentrata su quel movimento, sul quel lavoro, su quel odore ed il sapore delle prime gocce che quasi mi sorprendo nel sentire che Pino,che mi stava toccando dietro, improvvisamente mi penetra approfittando della mia posizione. Il suo cazzo scivola nella fica spalancata senza problemi distraendomi per un attimo, dandomi una spinta diversa dal movimento che stavo facendo ma poi, dopo qualche istante, riesco a metabolizzare quella spinta, ad usarla per il piacere mio e per massimizzare il movimento della bocca. Quando sento che il mio ritmo è giusto i colpi di Pino si fanno frenetici e decido di concedermi anche stavolta l’orgasmo. Mentre lui mi scarica dentro vengo pensando che sono quasi 20 anni che non viviamo più così una situazione in tre che avevamo escluso di ripetere. Ma mentre penso i sussulti che invadono la mia bocca quasi ferma mi richiamano al dovere. Torno a fare su è giù stringendo le labbra e roteando la lingua. Giorgio rantola. Mi aiuto appena con la mano perché è troppo lungo: un tocco leggero mentre la bocca stringe sulla punta e il primo sussulto è quasi contemporaneo ad uno schizzo violento che non riesco a parare del tutto con la lingua perché non l’aspettavo così presto. Arriva quasi in gola, mi fa sussultare ma non mollo. Sono costretta ad ingoiare il primo schizzo per non soffocare. Gli altri tre o quattro li gestisco nella bocca ma sono densi, un gusto più amaro di quello di Pino e di Andrea (il lui della coppia che incontriamo) un sapore non piacevole ma lo lascio in bocca facendolo colare fuori piano lunga la verga non appena ha finito le contrazioni e mi ha riempito la bocca. Lasci ancora qualche secondo perché anche Pino capisca ( ma non ci sono dubbi con le urla di Giorgio al momento dell’orgasmo) ,e lo tiro fuori facendo colare tutto il resto e asciugandomi la bocca con la mano. Mi alzo senza guardare nessuno dei due e torno in bagno a sciacquarmi la bocca e lavarmi viso e denti. Indugio un po’ in bagno. Quando esco sono tutti e due rivestiti che devono acqua o grappa, non riesco a capire. “Va bene?” chiedo con fare di sfida. “ Straordinaria, Paola, una cosa che non mi sarei mai sognato di vivere. Una maestra”. “Bene”. Mi siedo. “E come rimaniamo per il terzo pagamento?” Sorride.”Ma proprio non ti è piaciuto neanche un po’?” chiede spavaldo. “Sono cose mie. Ma in genere preferisco, sinceramente, avere rapporti senza secondi fini. Comunque va bene così. Quando vuoi scopare?”. Osserva Pino, poi sembra incerto. “ Io propongo: mercoledì sera o da me o da voi va bene? Così ho tempo di preparare il contratto e prendere appuntamento con il notaio giovedì”. Pino ride. Ci pensa. “ Beh sai, scopare è un’altra cosa per noi. Tu insisti ad essere solo con Paola?” “Pino, sino ad ora ci sei stato mi pare, ma la scopata me la fai fare tranquillo?” Intervengo. “ Ok Giorgio, allora facciamo così: giovedì mattina andiamo dal notaio, firmiamo, e la sera vieni qui e ci facciamo questa scopata. Io e te da soli e Pino lo mandiamo a cinema. Anche lui un prezzo al mio utilizzo lo deve pur pagare no?Va bene?”. Giorgio non fa una piega: annuisce, sorride,si alza, mi viene incontro e fa di nuovo il gesto di baciarmi la mano, fa un cenno di saluto a Pino e se ne va. Sicuro e arrogante. “Sei sicuro Pino? Te la senti di andartene?” Fa di si. “ Mi pare che ne abbiamo già parlato: la web cam nascosta è collegata, tu sai che io dal mio ufficio vi guardo e quindi puoi stare tranquilla. Il contratto da notaio è regolare e sono socio al 33% e questo stronzetto neppure immagina dell’accordo che ho preso con l’altro socio: lui e il suo disperato bisogno”. “Ma se ti fa incazzare perché hai accettato?” “Paola non avevamo sempre detto che volevi fare una esperienza a pagamento? E poi mi pare che sia dotato al punto che certo non è sembrato ti dispiacesse troppo. Voglio proprio vederti stasera” “Senti Pino, hai ben capito o occorre rifare il discorso?” “Perfettamente. Sono d’accordo. Se si deve fare fallo bene e goditi una scopata. Solo sesso certo, e credo che lui abbia argomenti interessanti”. “L’ho fatto tante volte no? Con Andrea ed Anna, ad Amburgo, non credo sia una novità: tutto bene? Mi fai stare tranquilla?” Mi abbraccia e mi bacia. “Ma certo, dai, finiamo questa storia e poi ci divertiamo noi. Vado in ufficio a vederti”. Fa per uscire, poi torna indietro e mi solleva la gonna scoprendo il reggicalze senza slip. “ Ubbidiente sino all’ultimo eh?” fa con ironia. “ Stronzo, c’eri anche tu quando l’ha chiesto no?” . “Ok, ok, ma mi raccomando: scopa solo sul letto ed una volta sola”. “Beh questo dipende da me! Se mi piace stavolta lo scopo tutte le volte che voglio ,chiaro?” Ridiamo complici. Scuote le testa ma so che ha timore. Quando chiude la porta alle sue spalle un certo disagio lo avverto. Giorgio seduto sul divano sta finendo la sigaretta e guardando con attenzione come mi ha chiesto sotto la mia gonna mentre scoscio davanti a lui. Così si vuole scaldare. Solo guardando. “Bellissima, continua a ripetere, bellissima” “Vuoi farlo qui in salotto?” chiede. “ No vieni in camera. E scegli la posizione”. “ Posizione? Perché una? Chi ha messo limiti?” “Abbiamo detto una scopata…” “Certo, d’accordo, ma mai specificato una posizione: in una scopata finchè non vengo ci possono essere tutte le posizioni che vogliamo”. “Ok va bene – rispondo seccata alzandomi – andiamo e finiamo questo mercatino”. Non dico parola in camera mentre lui si spoglia nuda ed io resto con calze e reggicalze come chiesto da lui. “ Vieni Paola stenditi a apri le gambe che ti preparo” “Questo è fuori contratto” obietto mentre però eseguo e mi metto stesa spalancando le gambe in una posizione certamente felice per la web cam nascosta. “ Ti lecco un po’. Non fare storie, lo faccio per te non credo tu sia abituata a prenderlo così grosso” Non rispondo ma so che ha ragione. Se non fossi ben lubrificata con quel coso gigantesco che già è in tiro potrei essere devastata. Lascio che si apra le gambe, poi con la testa verso i miei piedi si mette a cavalcioni del mio corpo nella posizione del 69 ma resta sollevato con le natiche. Dalla posizione posso vedergli le palle gigantesche ben attaccate al corpo in un sacco stretto e compatto e l’asta ben tesa enorme e tremante mentre si china tra le mie gambe per iniziare a leccarmi. Penso a cosa starà pensando Pino… La sua lingua è lunga e ispida. Insiste da maestro sul clitoride, a lungo, duella con lui, lo circuisce, dialoga, lo lusinga, lo spatola. Non riesco quasi a tenere spalancate le gambe, mi verrebbe di stringerle per catturare quel lungo serpente caldo e umido che mi strappa stridii di piacere. Ora quote, notaio, Pino sono già cose lontane. Mi lascio andare e sento il lusso caldo dei miei umori spalancare le grandi labbra proprio nel momento in cui lui ti tuffa ben dentro la sua lingua a raccogliere il liquido, la sua ispida barba del mento a raspare là dove poco prima leccava procurandomi un lieve dolore che diviene estasi di piacere. Mi accorgo di urlare e di agitarmi sulla sua bocca solo dopo che sento la gola secca . Scende da quella posizione: deciso si volta, con una sola mano mi afferra le caviglie sollevandomi le gambe ben in alto come fossi un capretto: unite, tese, con la sola mano enorme che cinge con forza le mie caviglie. Si mette in posizione. So che tra poco lo sentirò dentro. L’altra mano fruga un attimo, verifica, poi sento la sua punta avanzare tra le labbra spalancate. Non è gentile, non è prudente come Pino e come Andrea. E’ un colpo deciso profondo violento quello con il quale sento l’attrezzo giungermi subito alla pancia strappandomi un grido che è di dolore al 10% e di immenso piacere per il resto. Si agita con forza dentro di me: un colpo violento, una specie di strana rotazione, poi estrae lentissimo la spada e ripiomba dentro con violenza, incurante del fatto che ormai la mia testa ad ogni colpo sbatte contro la testa del letto. Ma il piacere mi toglie il fiato, non posso non gridargli ancora dai, ancora anche se so che Pino sta vedendo. Con le gambe tese in alto, una forza sconosciuta va avanti un tempo che non credevo : “lascialo un attimo dentro ti prego ora” gli dico all’ennesimo affondo. La mia mano corre al clito, lo sento dentro , sono piena, posseduta e vengo così una prima volta. Sorride mentre mi abbassa le gambe e quasi fossi una bambola e mi solleva di peso prendendomi per il bacino. Mi gira senza commenti e mi mette a quattro zampe con il sedere verso il bordo del letto. Si alza in piedi, aggiusta con decisione l’altezza e la piega delle mie gambe (proprio verso la web cam penso) e si mette alle mie spalle. Per un attimo temo che voglia trasgredire, non stare ai patti e sarebbe davvero troppo per me con quel coso immenso. Poi sento la sua mano riaprire la vagina e fare strada all’imperatore. Ancora una volta un colpo secco ma stavolta ancora più profondo e doloroso perchè ora le sue mani stringono i miei fianchi e mi tira a se con violenza mentre spinge come se fossi un flipper . Un meraviglioso flipper e spero che non vada in game over proprio ora che sento di saperlo accogliere tutto, di essermi spalancata di godere della sua forza della sua violenza di desiderare tanto di sentirlo scaricare dentro di me. Conto mentalmente i colpi come se potessi calcolare il momento del suo orgasmo. Dopo i 48 non riesco più perché dolore alla pancia e piacere ovunque mi confondono mentre la sua mano sotto scivola, stringe il clitoride proprio nel momento che serviva per farmi esplodere in un nuovo sconquassante orgasmo urlato. Rallenta, si ferma. Mi rifila una sculacciata violenta mentre il palo è ancora ben dentro. Sobbalzo. Il dolore è forte quanto inatteso il colpo ma non mi dispiace, Neanche quando ripete l’operazione dall’altra parte. E poi ancora, ancora, e ancora : sento le natiche in fiamme e le agito con il pilastro piantato sino in fondo. Il dolore ora è fortissimo perché continua a picchiare e proprio quando sto per urlargli basta senza neanche che lo avessi sentito e preparato giunge il mio terzo orgasmo che fa tremare tutto il corpo e mi fa crollare su letto pancia in sotto senza energie. Ma lui ancora non è venuto. Sono sudata e sconvolta e sento l’odore del suo corpo ugualmente sudato mentre si stacca, fa il giro del letto e si stende supino. “ Su Paola, sopra” ordina. “Aspetta di prego, fammi riprendere ce l’ho in fiamme mi fa male, fammi riposare, non ne può più” “Poche storie, su i patti sono patti, devo venirti dentro . Avanti,cavalca”. Mi scuoto. Mi tiro su a fatica, mi gira la testa. Mi metto lentamente a cavalcioni. Lui armeggia con la mano lo mette in punta, usa la saliva ma quando il suo cazzone fa per entrare sento un dolore insopportabile. “ No fermo, urlo, è troppo irritata mi fa male, per favore” e salto giù dal letto. “E’ troppo grosso Giorgio, ti prego, mi hai spaccata”. “Ma io devo venirti dentro non mi lascerai così a metà?” “Faccio con la bocca? È dentro ugualmente dai?” “No quello già fatto. Devo venirti dentro i patti sono patti. O me la fai scopare ancora o vuol dire che ti vengo dentro dietro”. “Dietro? Ma sei matto? Questo è impossibile con quel coso, persino Pino stenta. No dietro proprio no, mai detto”. Ride. “Solo perché Pino non sa fare bene. C’è una tecnica speciale che ho dovuto imparare considerate le mie dimensioni e tu hai il lubrificante no? Comunque come vuoi. Mettiti il lubrificante davanti e fammi venire dentro di te su cavallona”. Come in trance,con le gambe piegate dalla stanchezza ubbidisco ma il contatto del solo lubrificante all’interno della mia vagina in fiamme mi provoca dolore. “No, credimi Giorgio, Davanti non posso proprio”. “Ok, ci penso io”. Si alza mi solleva letteralmente prendendomi in braccio e mi mette stesa sul letto a pancia in sotto. “No Giorgio, davvero dietro no. Pino si incazza”, “ E noi non glielo diciamo. Oppure non si incazza affatto e mi ringrazia perché così ti insegno una tecnica nuova e troverà la strada più aperta la prossima volta. Ora sta zitta e fai quello che dico”. Non ho forze per reagire ma so che se il dolore sarà troppo forte fuggirò. Lascio che mi spalanchi le gambe, che le sue grosse mani mi spalmino tutto il lubrificante che possono sulle natiche, nel solco, dentro ,senza riguardi con il dito che entra e esce ordinandomi di rilassarmi. Sale sul letto e si stende su di me. “ Ora Paola io faccio una manovra speciale: lo ruoto piano piano a destra e sinistra come se fosse un punteruolo. Tu devi spingere come se non lo volessi, come se lo volessi cacciare fuori, come quando devi andare in bagno insomma, capito? E con forza” Annuisco ormai totalmente in mano sua. Avverto il suo coso tra le natiche, durissimo, lo sento armeggiare e spingere deciso provocandomi fastidio ma resto immobile. “Ora “ mi dice ansimando. Faccio come mi ha chiesto e neppure due secondi dopo sento una fitta forte, una solo, ed un flop come quello di una supposta e il palo che scivola nel lubrificante dentro facendomi appena un po male ma scuotendomi dal piacere. Urlo più per il godimento che dal dolore. “Brava Paola: dopo lo diciamo a Pino che razza di cazzone hai preso nel culo. Ora te lo sborro dentro tutto”. So che Pino sta vedendo e non posso trattenermi. “ Si dammelo, dai, ancora, sborrami dentro” dico a Giorgio sollevando le natiche mentre lui abbandona il suo peso su di me e le sue mani guadagnano il clitoride sotto. Sento benissimo l’enorme turgore, il glande muoversi dentro avanti, indietro, poi due colpi più forti che mi fanno urlare e l’affondo: è tutto nel mio intestino, ne distinguo la forma, la durezza lo sento nella pancia e avverto con chiarezza il suo pulsare improvviso mentre fermo così ha le contrazioni dell’orgasmo. Riesco a contare gli schizzi dentro: quattro, cinque, ancora un brivido, il calore del suo liquido che mi invade. Poi la marcia indietro mentre le sue dita stringono il clito e il lungo movimento di uscita mi provoca l’ultimo orgasmo. Sono dolorante, a pezzi, senza fiato. Neanche ad Amburgo mi ero sentita così. Lui va in bagno. Io non riesco a muovermi. Forse per qualche minuto persino mi addormento. Quando torno in me lui è in slip e mi chiede se voglio un caffè e mi fa i complimenti: “ Grandiosa Paola, la più bella scopata della mia vita”. E che sia piaciuta tanto, troppo, anche a me è evidente. Mi alzo a fatica. Raggiungo il bagno mentre sento colare fuori il suo nettare. Qualche istante dopo, ancora nuda, in trance, lo raggiungo in cucina mentre ha preparato già il caffè. Me lo offre. Pino avrà visto tutto e credo che questa sera dovrò discutere con lui. Ma se lo merita Anzi: mentre lo guardo, non appena posata la tazza, ho un nuovo fremito. “Aspetta Giorgio”. Prendo lo strofinaccio, lo piego a terra assieme alle presine delle pentole: mi inginocchio e lo tiro verso di me tenendolo per la natiche. Gli calo con un movimento brusco gli slip. Senza che possa fiatare il suo strumento ancora moscio è nella mia bocca, interamente a farmi sentire il gusto del sapone con il quale si è appena lavato e delle gocce di sperma che ancora escono. “ Questo è fuori contratto” ride. Agito la testa con il suo uccello in bocca che si sta inturgidendo. Ci metto le ultime energie che possiedo. Quasi mi strozzo quando riconquista la sua potenza ma non mollo. Cinque minuti, non di più quando stringo le labbra attorno e accolgo in gola tutti i suoi schizzi bevendo sino all’ultima goccia, esattamente nel momento in cui entra Pino in cucina. Il mugolio di Giorgio non mi ha fatto sentire il rumore della porta. Lo vedo sott’occhio ma finisco il mio lavoro con coscienza. “ E questo Paola cos’è? L’omaggio della ditta” Il suo tono è risentito. Giorgio allarga le braccia come per scusarsi. Mi alzo asciugandomi le labbra con la mano e uno dei tovaglioli da cucina. Lo faccio lentamente e guardandolo in modo che possa capire,senza ombra di dubbio che è venuto e ho bevuto. Lo guardo decisa. “ No Pino, è un bellissimo pompino con ingoio che mi andava di fargli dopo che mi ha fatto godere da matti. A volte caro mio i contratti hanno delle postille non viste e non considerate. Fai attenzione la prossima volta che mi usi. E se ti sta bene è così e se non ti sta bene è così lo stesso”. Rimane di sasso, poi fa di si con il capo e sorride. Si avvicina , mi bacia sulla fronte, e mi da una sculacciata piano sulle natiche ancora molto arrossate. “ Ok dai Paola, hai ragione. Vatti a fare una doccia, metto alla porta questo mio nuovo socio e chiudiamo qui una cosa che … non esiste, vero Paola?”. Rido. “Di cosa parli Pino ? Successo nulla, Giorgio? Qualcosa che dovrei sapere?” L’ingegnere scuote la testa. “ Niente, cosa dovrebbe essere successo? Sono venuta a prendere l’ultima rata della quota”. Si tira su lo slip e si avvia verso la camera a recuperare i vestiti. Quando lo intravedo rivestito sono appena uscita dalla doccia e stento ancora a stare in piedi. “E comunque Pino, se posso, lo sento dire a mio marito, sei fortunato. Una moglie così è un sogno” Lo so, lo so risponde mio marito ma solo dopo avergli chiuso la porta alle spalle.
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15 anni fa
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Varie
All'ultimo banco 1977
“Certo Paola che questa storia di Amburgo è incredibile mi ha eccitato persino sentirtela raccontare” “ Amica mia, pensa a me che l’ho vissuta ma credimi non è tutto oro ciò che luccica. Gli effetti collaterali non piacevoli per metabolizzare l’esperienza ci sono stati”. “Immagino, posso capirlo. Ma senti non fraintendermi, ma quando hai scoperto questa tua, come dire, questa tua…” “Ah Ah Simona, vocazione? Non so. Il primo segnale vero e proprio forse l’ho avuto a 17 anni al Liceo “ “Me lo devi raccontare dai” “ Avevo litigato con il mio ragazzo: avevo appena 17 anni come ti ho detto, mi sembra in secondo liceo classico. Lui, in macchina, improvvisamente mentre ci baciavamo, me lo aveva fatto vedere tirandolo fuori grosso e duro e io mi ero arrabbiata molto. C'ero rimasta così male e così turbata che per giorni avvertii una specie di nausea e decisi di lasciarlo. Ma qualcosa mi aveva colpito dentro. Per giorni e giorni sognai quell’ immagine, il suo membro duro, scuro. Poi realizzai: avevo in realtà voglia di vederlo, e soprattutto di vederlo venire come lui aveva detto (durante la nostra litigata) aggiungendo che lo faceva spesso da solo, di scoprire quel misterioso meccanismo . Era una cosa che improvvisamente mi affascinava ma ovviamente avevo paura delle conseguenze. E poi non avrei potuto cercarlo ora che ci eravamo lasciati e dirgli… ok fammelo vedere, fai davanti a me, ti pare?” “ Ah certo, Paola, ed allora: sei davvero forte” “Beh, non avevo idee chiare. Mi stavo arrovellando (e masturbando quasi tutti i giorni al pensiero, te lo confesso) quando una volta in classe un mio compagno fece un pesante apprezzamento che in genere mi mandava in bestia sulle mie gambe, le mutandine o qualcosa del genere”. “E cosa ti disse?” “ Non ricordo la frase esatta: ma la sostanza era che siccome ,come tutte in quel periodo, avevo la gonna corta lui voltandosi mi guardava spesso le gambe e gli veniva duro”. “Però, intraprendente”. “Ma no, aveva anche lui 17 anni e faceva il bulletto ma di sesso non sapeva nulla. Ma quella volta invece che rifilargli uno schiaffo o fare la scandalizzata lo guardai negli occhi e gli chiesi se davvero sarebbe stato capace di masturbarsi davanti a me. Magari all'ultimo banco spiegandogli sinceramente il perché di questa mia strana richiesta. Lui in un primo tempo credeva scherzassi, rimase a bocca aperta ed imbarazzato ma poi riprese colore quando capì che facevo sul serio. All’ora di disegno ( la prof era sempre fuori) siamo andati all'ultimo banco. Io tirai un po’ su le gonne per fargli vedere le gambe perchè lui mi aveva detto che dovevo aiutarlo. Avevo chiarito che non volevo toccamenti e che non glielo avrei neanche sfiorato: volevo solo assistere a quello che lui aveva mille volte detto. Così, rispettoso, l'ha tirato fuori senza chiedere nulla di più. Era più piccolo di quello del mio ragazzo ma molto carino, meno aggressivo. Ha cominciato a farsi una sega piano piano guardandomi le gambe e le calze incurante del fatto che nell'altra fila si potesse vedere. io lo incoraggiavo, e gli facevo i complimenti. Era diventato rosso in viso combattuto gtra l’eccitazione e la paura di essere scoperto. Io gli aprivo le gambe, ero arrivata a fargli vedere lo slip, ma lui era proprio a disagio e non riusciva a venire. Stava quasi male. Vergognandosi quasi, in violazione dell’accordo, mi chiese allora almeno di sfiorarglielo. Provai a dirgli di no ma mi faceva pena, stava proprio male, era nervoso ed allora mi decisi con un po’ di paura a mettere la mia mano sul suo membro. Ma come toccai la base arrivarono getti di liquido bianco così lunghi che uno finì sui capelli della compagna che stava davanti. Non ti dico che casino successe!” “ Immagino !” “Ovviamente ci andò di mezzo lui ed io feci la scandalizzata, la vittima. Ma quello che era successo all’ultimo banco dopo poco fece il giro di tutta la scuola. Da una parte mi piaceva questa fama dall’altra stava diventando pesante perché erano in molti ad avanzare pretese, alcuni persino minacciando di dirlo ai miei. In classe però mi capitava spesso di avere voglia e un altro mio compagno mi chiese di fargliela fare anche a lui e lo fece con tale dolcezza che non potei direi di no. Da allora, da quella volta feci fare una decina di seghe davanti a me a diversi ragazzi. Erano tutti ubbidienti e rispettosi: quando volevo venivano all'ultimo banco, lo tiravano fuori in cambio solo di una sollevata di gonne . Una volta ho consentito ad uno di toccarmi tra le gambe ma sopra i collant ed una volta, l'ultima, l'ho finita io la sega perché proprio non riusciva a venire. Insomma fu come sul dirsi… il banco di prova” “ Ah Ah Paola ma sei tremenda!” “ A fine anno avevo imparato tutto sui meccanismi del piacere maschile : i rimisi con il mio ragazzo durante l’estate e … questa volta ero preparatissima”. “Seghe d’estate, appassionate…ah ah mi pari Zucchero” “Già ma non solo. Ormai con lui in macchina si faceva sempre così: toccamenti, baci poi gli consentivo di leccarmela e di farmi venire ma senza nessuna penetrazione se non quella della sua lingua. Una volta però mi disse che ero bravissima a fare le seghe ma che avrei anche potuto ricambiarlo con la bocca. Rimasi interdetta ma ormai avevo confidenza e gli chiesi di insegnarmi. E così feci il mio primo pompino ( per la verità più leccata che altro) proprio a seguito di quegli esperimenti in classe”. “ E come lo facevi venire?” “ Simona poi sono io perversa eh? Vuoi sapere se mi veniva in bocca? No. Quello lo imparai molto più tardi, con Pino. Glielo baciavo, lo prendevo in bocca delicatamente tra le labbra, al massimo attorno al glande, ma poi finivo con la mano e lui non si azzardava neanche a proporlo. Solo una volta accadde che un improvviso schizzo colpì le mie labbra mentre mi stavo ritirando ed istintivamente tirai fuori la lingua assaggiandolo”. “Però, questo è forte. E lui?” “Eccitatissimo. Dopo mi chiese che cosa avevo provato, se disgusto o altro. Mentii, gli dissi di si che mi aveva nauseato. Ma in realtà mi era piaciuta la cosa e piaciuto il sapore”. “ Peccato – ricordo che commentò – perché se questa cosa ti piacesse avresti in ginocchio tutti gli uomini”. Molto dopo scoprii che aveva perfettamente ragione!
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15 anni fa
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All'ultimo banco 1977
“Certo Paola che questa storia di Amburgo è incredibile mi ha eccitato persino sentirtela raccontare” “ Amica mia, pensa a me che l’ho vissuta ma credimi non è tutto oro ciò che luccica. Gli effetti collaterali non piacevoli per metabolizzare l’esperienza ci sono stati”. “Immagino, posso capirlo. Ma senti non fraintendermi, ma quando hai scoperto questa tua, come dire, questa tua…” “Ah Ah Simona, vocazione? Non so. Il primo segnale vero e proprio forse l’ho avuto a 17 anni al Liceo “ “Me lo devi raccontare dai” “ Avevo litigato con il mio ragazzo: avevo appena 17 anni come ti ho detto, mi sembra in secondo liceo classico. Lui, in macchina, improvvisamente mentre ci baciavamo, me lo aveva fatto vedere tirandolo fuori grosso e duro e io mi ero arrabbiata molto. C'ero rimasta così male e così turbata che per giorni avvertii una specie di nausea e decisi di lasciarlo. Ma qualcosa mi aveva colpito dentro. Per giorni e giorni sognai quell’ immagine, il suo membro duro, scuro. Poi realizzai: avevo in realtà voglia di vederlo, e soprattutto di vederlo venire come lui aveva detto (durante la nostra litigata) aggiungendo che lo faceva spesso da solo, di scoprire quel misterioso meccanismo . Era una cosa che improvvisamente mi affascinava ma ovviamente avevo paura delle conseguenze. E poi non avrei potuto cercarlo ora che ci eravamo lasciati e dirgli… ok fammelo vedere, fai davanti a me, ti pare?” “ Ah certo, Paola, ed allora: sei davvero forte” “Beh, non avevo idee chiare. Mi stavo arrovellando (e masturbando quasi tutti i giorni al pensiero, te lo confesso) quando una volta in classe un mio compagno fece un pesante apprezzamento che in genere mi mandava in bestia sulle mie gambe, le mutandine o qualcosa del genere”. “E cosa ti disse?” “ Non ricordo la frase esatta: ma la sostanza era che siccome ,come tutte in quel periodo, avevo la gonna corta lui voltandosi mi guardava spesso le gambe e gli veniva duro”. “Però, intraprendente”. “Ma no, aveva anche lui 17 anni e faceva il bulletto ma di sesso non sapeva nulla. Ma quella volta invece che rifilargli uno schiaffo o fare la scandalizzata lo guardai negli occhi e gli chiesi se davvero sarebbe stato capace di masturbarsi davanti a me. Magari all'ultimo banco spiegandogli sinceramente il perché di questa mia strana richiesta. Lui in un primo tempo credeva scherzassi, rimase a bocca aperta ed imbarazzato ma poi riprese colore quando capì che facevo sul serio. All’ora di disegno ( la prof era sempre fuori) siamo andati all'ultimo banco. Io tirai un po’ su le gonne per fargli vedere le gambe perchè lui mi aveva detto che dovevo aiutarlo. Avevo chiarito che non volevo toccamenti e che non glielo avrei neanche sfiorato: volevo solo assistere a quello che lui aveva mille volte detto. Così, rispettoso, l'ha tirato fuori senza chiedere nulla di più. Era più piccolo di quello del mio ragazzo ma molto carino, meno aggressivo. Ha cominciato a farsi una sega piano piano guardandomi le gambe e le calze incurante del fatto che nell'altra fila si potesse vedere. io lo incoraggiavo, e gli facevo i complimenti. Era diventato rosso in viso combattuto gtra l’eccitazione e la paura di essere scoperto. Io gli aprivo le gambe, ero arrivata a fargli vedere lo slip, ma lui era proprio a disagio e non riusciva a venire. Stava quasi male. Vergognandosi quasi, in violazione dell’accordo, mi chiese allora almeno di sfiorarglielo. Provai a dirgli di no ma mi faceva pena, stava proprio male, era nervoso ed allora mi decisi con un po’ di paura a mettere la mia mano sul suo membro. Ma come toccai la base arrivarono getti di liquido bianco così lunghi che uno finì sui capelli della compagna che stava davanti. Non ti dico che casino successe!” “ Immagino !” “Ovviamente ci andò di mezzo lui ed io feci la scandalizzata, la vittima. Ma quello che era successo all’ultimo banco dopo poco fece il giro di tutta la scuola. Da una parte mi piaceva questa fama dall’altra stava diventando pesante perché erano in molti ad avanzare pretese, alcuni persino minacciando di dirlo ai miei. In classe però mi capitava spesso di avere voglia e un altro mio compagno mi chiese di fargliela fare anche a lui e lo fece con tale dolcezza che non potei direi di no. Da allora, da quella volta feci fare una decina di seghe davanti a me a diversi ragazzi. Erano tutti ubbidienti e rispettosi: quando volevo venivano all'ultimo banco, lo tiravano fuori in cambio solo di una sollevata di gonne . Una volta ho consentito ad uno di toccarmi tra le gambe ma sopra i collant ed una volta, l'ultima, l'ho finita io la sega perché proprio non riusciva a venire. Insomma fu come sul dirsi… il banco di prova” “ Ah Ah Paola ma sei tremenda!” “ A fine anno avevo imparato tutto sui meccanismi del piacere maschile : i rimisi con il mio ragazzo durante l’estate e … questa volta ero preparatissima”. “Seghe d’estate, appassionate…ah ah mi pari Zucchero” “Già ma non solo. Ormai con lui in macchina si faceva sempre così: toccamenti, baci poi gli consentivo di leccarmela e di farmi venire ma senza nessuna penetrazione se non quella della sua lingua. Una volta però mi disse che ero bravissima a fare le seghe ma che avrei anche potuto ricambiarlo con la bocca. Rimasi interdetta ma ormai avevo confidenza e gli chiesi di insegnarmi. E così feci il mio primo pompino ( per la verità più leccata che altro) proprio a seguito di quegli esperimenti in classe”. “ E come lo facevi venire?” “ Simona poi sono io perversa eh? Vuoi sapere se mi veniva in bocca? No. Quello lo imparai molto più tardi, con Pino. Glielo baciavo, lo prendevo in bocca delicatamente tra le labbra, al massimo attorno al glande, ma poi finivo con la mano e lui non si azzardava neanche a proporlo. Solo una volta accadde che un improvviso schizzo colpì le mie labbra mentre mi stavo ritirando ed istintivamente tirai fuori la lingua assaggiandolo”. “Però, questo è forte. E lui?” “Eccitatissimo. Dopo mi chiese che cosa avevo provato, se disgusto o altro. Mentii, gli dissi di si che mi aveva nauseato. Ma in realtà mi era piaciuta la cosa e piaciuto il sapore”. “ Peccato – ricordo che commentò – perché se questa cosa ti piacesse avresti in ginocchio tutti gli uomini”. Molto dopo scoprii che aveva perfettamente ragione!
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15 anni fa
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La ragazza della squadra 1980
Andrea e Anna sono rilassati e piacevolmente stanchi come noi del resto. Quella sensazione che ormai conosciamo bene, un misto di eccitazione appagata e piacere della trasgressione, ci ha accompagnato come avviene sempre dopo le nostre notti in quattro, sino a tavola in questo sabato festivo. Abbiamo tutti molta fame e quell’euforia interna della condivisione intima sembra quasi trasparire tanto che spesso ho la sensazione che gli altri possano capirlo. Pino sorride e mi stringe la mano appoggiata sulla tavola. Stanca e persino un po’ indolenzita (ovunque) anche se stavolta è stata Anna forse quella più coinvolta dalla nottata di questo nostro incontro ( il decimo mi pare di aver contato). E’ lei che parla a nastro, che sorride ad ogni battuta, che sembra essere stata colta da raptus del buon umore nonostante loro, come noi, abbiano dormito non più di due o tre ore dalle 7 in poi quando sono tornati della loro stanza. Come sempre avviene ignoriamo nei nostri discorsi quanto accaduto nella notte: i commenti, le considerazioni, le facciamo o per email oppure tra noi donne. Gli uomini sembrano stare su un altro pianeta. Questo è il motivo per cui sono sorpresissima dall’improvvisa uscita di Andrea che attendendo il secondo ( dopo due piatti di raviolini con salsa alle noci) , improvvisamente si rivolge a Pino con una domanda stranamente intima. “ Sai – gli chiede – mi piacerebbe sapere perché queste situazioni con voi mi piacciono così tanto e che cosa scatta nella mia mente che con altri proprio non avviene tanto che mi darebbe molto fastidio se Anna avesse esperienze diverse. Ma con voi è un’altra cosa, sembra logico, naturale. Di Paola penso di aver capito molto dai racconti sul sito e da quelli che ci avete fatto, ma di te so pochissimo. Come ti sei accorto, com’è cominciata per te? E’ stata Paola la prima che…? Ho letto nel vostro libro di una certa Marina che stava con te prima di tua moglie, ma è realtà o fantasia?” Pino prende il bicchiere di vino, propone un brindisi alla nottata perfetta appena trascorsa, e poi sembra pensarci un attimo dopo aver posato il bicchiere. “ Dai Pino per Paola sappiamo com’è cominciata, la vocazione in classe ma tu come hai iniziato?” insiste. “Beh se volete sapere forse tutto è iniziato anche prima di Marina, anzi proprio nei primi giorni che andavo con Marina quando cioè eravamo ai primi baci e alle prime carezze. Era il 1979 ma è una storia lunga…” “ Raccontaci dai, anche se Paola si sarà stufata di sentirla” “Per la verità non credo che Paola conosca l’antefatto che forse poi causò i primi turbamenti e le sperimentazioni disastrose con Marina. Forse di questo non ne ho mai parlato, non so perché” Guardo Pino molto incuriosita. Non so a che cosa si stia riferendo ma è sempre molto stimolante scoprire qualcosa di nuovo , qualcosa del tempo in cui non ci conoscevamo. Lui prosegue dopo uno sguardo di intesa con me. “ In quel periodo, come forse sapete, giocavo a calcio: sono sempre stato un giocatore di tecnica modesta ma di grande temperamento, generosissimo in campo e in tutte le squadre nelle quali ho giocato sempre a livello di prima e seconda categoria, finivo proprio per questo mio carattere per farmi voler bene dai miei compagni di squadra. Nel ‘79 avevo 19 anni, ed ero stato finalmente aggregato in pianta stabile alla prima squadra dopo un paio di anni nella Juniores. Ero ovviamente tra i più giovani e molto ben voluto da Lucio, il capitano, 33 anni un buon passato, qualche presenza anche in serie B, grandi piedi ma mobilità molto ridotta. Lui mi voleva sempre a fianco perché io correvo e coprivo anche per lui. Insomma era nata una bella amicizia tra lui me ed un altro ragazzo, Simone, 23-24 anni difensore centrale, un ragazzone robusto e simpatico, un classico grosso e buono. Spesso stavamo assieme anche al di fuori del calcio: lui, il capitano, scapolo impenitente, mille e nessuna ragazza, io ai primi passi come vi dicevo con Marina (che tutti giudicavano piuttosto bella) e Simone con la sua Annalisa, una morettina sveltissima e divertente, sempre in mini, molto carina una ventina di anni, femminista arrabbiata. Non ricordo esattamente come iniziò il discorso ma credo da una battuta sulle dimensioni non proprio notevoli degli attributi di Simone, credo, fatta proprio da Lucio che invece aveva una protuberanza asinina. Sotto la doccia, lo sapete, i ragazzi di quell’età non parlano di altro. Avevamo finito l’allenamento e quelle battute avevano intristito e fatto incazzare Simone. Ci aveva salutato in fretta ed in modo distaccato ed allora fui io a corrergli dietro nel parcheggio del campo per chiedergli se aveva piacere di farsi una pizza, solo noi tre. Quella sera Simone era davvero giù di corda e qualche bicchiere di birra in più gli tolse tutti i freni inibitori e la riservatezza che aveva assunto negli ultimi tempi. Così ci raccontò del suo difficile rapporto con Annalisa. La ragazza oltre che femminista era anche ninfomane. Lui diceva “aperta” ma era la stessa cosa. Insomma, a lei un solo uomo non bastava. Era di quelle della serie il corpo è mio, lo gestisco io, è la donna che sceglie, non posso pensare ad una vita con uno solo, l’importante è riportare le esperienze all’interno della coppia, il mio corpo non ti appartiene, dobbiamo sceglierci tutti i giorni, dal confronto ne usciamo più forti e tutta quelle serie di frasi che sapete, forse voi un po’ meno perché siete tanto più giovani di noi…” “ No Pino, conosciamo conosciamo” interviene sorridendo Andrea. “ Bene, per farvela, breve lui parlava ed io e Lucio ci scambiavamo occhiate di intesa: insomma la ragazza era chiaramente di quelle alla costante ricerca di avventure, di quelle che la rivoluzione sessuale dell’ epoca aveva liberato nei loro desideri reconditi. Cosa che posso dire ora ma che allora mi sembrava affascinante e eroticamente sconvolgente. Ricordo che guardavo Lucio e Simone quasi a bocca aperta mentre parlavano con naturalezza di cose che io ancora facevo fatica a pronunciare. Soprattutto quando Simone ammise che la dimensione non proprio record del suo pene era stata oggetto di valutazione da parte della sua ragazza. In pratica gli aveva detto che non è certo il numero di centimetri che poteva creare un rapporto affettivo o condizionarlo ma che lei comunque avrebbe avuto bisogno di altri uomini e che le sue fantasie, la sua voglia, proprio non le consentivano di pensare alla fedeltà come uno stile di vita. Se hai problemi o riserve mentali dillo subito perché vuol dire che non possiamo stare assieme. Non posso né mentirti né escluderti da una parte così importante della mia vita. Voglio che tu sappia e non voglio essere costretta a dire bugie, gli aveva detto. Tra il perderla certamente e subito e il condividerla, Simone non aveva avuto dubbi : aveva accettato anche perché per sua stessa ammissione lo aveva trovato divertente. Il fatto che lei fosse tanto desiderata, tanto corteggiata gli piaceva e soprattutto lei , correttamente, diceva a tutti che con loro si trattava solo di sesso ma che amava solo lui. Poi alla quinta o sesta birra ci aveva raccontato che recentemente erano andati oltre: lei non si era solo limitata a raccontargli le sue avventure ma gli aveva chiesto di poter portare a casa di Simone, in una giornata in cui i genitori erano fuori, l’ultima sua conquista per stare assieme tutti e tre. E lui aveva accettato vivendo questa prima esperienza a tre con scarsa soddisfazione per lui ( emozionato e turbato ) ma tantissima per lei che alla fine gli aveva confessato di amarlo alla follia! Non vi dico che turbamento la cosa mi avesse causato anche perché, non in questi termini, un po’ di esibizionismo l’avevo avvertito anche in Marina, la mia ragazza”. “ Quindi quello che è scritto di Marina sul libro è stato poi vero? chiede Anna incuriosita ed eccitata” “ Si Anna, tutto vero. Ma si riferisce ad un periodo successivo, un anno dopo questo episodio che ti racconto. “ Dai Pino continua, vogliamo sapere” ribadisce un Andrea eccitatissimo nonostante la nottata sia stata (pensavo) abbastanza esaustiva con lui e i suoi 5-6 orgasmi! “ Insomma lui iniziò con voce impastata dalla birra a raccontarci cosa aveva fatto quella sera in tre ma più che altro cosa aveva visto dato che la sua partecipazione era stata molto… manuale. Insomma quella sera andai a casa con una erezione mostruosa e mille pensieri per la testa: alcune cose che ci aveva detto Simone non le sentivo sbagliate, non si sembrava una cosa impossibile e sotto molti aspetti era tutto eccitante. Ricordo che pensai alla festa cui eravamo andati alcuni giorni prima io e Marina , lei con una vertiginosa mini nera che non nascondeva lo slip e io mi ero arrabbiato con lei ma in realtà gli sguardi di tutti sulle sue gambe mi avevano inorgoglito ed eccitato. Ora lo capivo”. “ In fondo è quello che è successo a noi quando vi abbiamo conosciuto “ interrompe Andrea. “Certo, è abbastanza normale lo so, ma allora ne rimasi sconvolto. Insomma la situazione di Simone era quella. E non vi dico quindi gli sguardi ed i pensieri quando dopo questa chiacchierata ci capitò di andare in 5 o in sei a mangiare fuori con Marina e Annalisa: sapendo quello che la sua ragazza faceva mi sentivo eccitato solo a guardarla. Qualche tempo dopo al termine di una partita che avevamo vinto in trasferta per 1-0 con rete proprio di Lucio festeggiando negli spogliatoi avevamo tutti una strana euforia. Devo dire che la nostra era una squadra piuttosto giovane e di bei ragazzi e credetemi, Paola e Anna, che almeno 3 o 4 ( Lucio compreso) meritavano di essere visti sotto le docce per una dotazione rispetto alla quale anche io ero… ridicolo” “Mmmhhhh e hai gli indirizzi ancora?” chiede Anna divertita e ammirata. E pensare che certo ad Andrea non mancano i centimetri…come del resto a Pino. Ne sento ancora gli effetti questa mattina. “Per la verità non ricordo neanche i cognomi – continua Pino- So solo che tra risa, battute grevi e allusioni l’atmosfera si era scaldata e quando Lucio, Simone ed io uscimmo per ultimi dagli spogliatoi il nostro amico confessò che Annalisa gli aveva chiesto della squadra, dei bei ragazzi e gli aveva confessato il desiderio di entrare negli spogliatoi di disporre di quei ragazzi, di guardarli nudi sotto la doccia. E da quando Simone, stando al gioco, gli aveva raccontato delle dotazioni di alcuni, era diventata una fantasia fissa dei loro momenti erotici. Ricordo che in quel periodo avevamo i primi rapporti completi con Marina e che anche lei aveva di queste fantasie e la cosa quindi mi colpì ed eccitò moltissimo. Lucio però aveva accolto molto seriamente questa confidenza e gli rispose dopo qualche minuto di silenzio che se lui lo voleva… si poteva fare. Credo che poi si sentirono più volte a telefono sull’argomento, sino a che fui informato di un progetto. Eravamo alla fine del campionato, mi pare fosse metà maggio. Certamente era la penultima partita in casa. Il mister aveva l’abitudine di fare la riunione subito dopo la partita, prima di dare il via alle docce, parlava due minuti presenti i dirigenti e poi se ne andava con loro. Lucio, di gran lunga il più esperto, aveva organizzato tutto con un gruppo di sei o sette (più me) . Avremmo dovuto tardare dopo il discorso, uscendo in campo a fare qualche corsettina defaticante, a bere il the, insomma prendere tempo in modo che gli altri uscissero prima alla spicciolata e restare negli spogliatoi solo noi, il gruppo informato. Inutile dirvi che quella partita la perdemmo di brutto: era come, disse il mister facendoci quasi scoppiare in una risata, avessimo la testa altrove. Annalisa era venuta alla partita. Simone gli aveva proposto la cosa con grande prudenza ma lei aveva accettato subito con entusiasmo. E potete immaginare : seduta sugli spalti, carinissima, gambe scoperte, era stata il pensiero fisso di molti di noi durante il match. Andò tutto come previsto e dopo una mezz’ora dalla fine della partita ci ritrovammo negli spogliatoi solo noi, con la squadra avversaria e i nostri compagni non al corrente che erano andati via tutti. Il custode aveva dato a Lucio le chiavi per chiudere l’impianto che gestiva la nostra società. Quindi nessun rischio. A quel punto non parlava più nessuno e l’eccitazione era palpabile nell’aria e…visibile nei fatti mentre si andava sotto la doccia. Quando già la nebbiolina del vapore stava invadendo la stanza Simone rientrò nello spogliatoio con dietro Annalisa sorridente e sfrontata. Tanto sfrontata da meritare un applauso spontaneo da noi tutti. Quattro o cinque ( me compreso) eravamo ancora sotto la doccia e lei, civetta e divertita, si affacciò restando a lungo a guardarci. Faceva anche qualche commento scherzoso. Poi si mise a sedere sulla panca accanto a Simone ad osservarci tutti. Una donna nello spogliatoio con noi tutti nudi era una sensazione incredibile. Lucio ruppe gli indugi: si avvicinò a lei chiamando un altro ragazzo , il portiere, anche lui dottissimo. Senti Annalisa, le disse, secondo te chi è che ce l’ha più bello? I due si misero nudi davanti a lei seduta sulla panca con le gambe accavallate e con una scosciata che non lasciava dubbi. Rideva, assunse un’aria da esperta e senza alcun imbarazzo prese con entrambe le mani i due grossi membri già turgidi ma che ancora pendevano. Vediamo un po’, disse, iniziando a palparli, a guardarli da vicino mentre Simone si preoccupava di sollevarle la maglia mostrando a tutti i seni piccoli e con i capezzoli scurissimi e appuntiti. Il massaggio di Annalisa in pochi secondi causò una clamorosa erezione di entrambi ma anche noi non eravamo insensibili. Chiedendo il permesso a Simone Lucio si chinò e prese letteralmente in braccio sollevandola dalla panca. Vieni con noi dai, facciamo gioco di squadra, disse ridendo a stendendola sul lettino dei massaggi che avevamo messo al centro degli spogliatoi. La gonna, la maglia e lo slippino bianco sparirono in un secondo grazie ad uno schema perfettamente applicato da una decina di mani. Lei era proprio bella: un folto ed ordinato cespuglio nero faceva da contorno ad una delle più belle fighe che avessi visto, e le mani di noi le aprirono le gambe con dolce prepotenza per poterla osservare da vicino. Aveva più di dieci mani addosso che esploravano, toccavano, stringevano, e lei non sapeva come dividersi toccando un po’ tutti quelli che aveva a tiro ed ansimando sempre più forte. Simone si chinò tra le gambe della sua ragazza per leccarla per primo, mentre io ed un altro avvicinammo i nostri membri tesi alla sua bocca. Non se lo fece ripetere: cominciò a spompinarli entrambi un po’ uno a destra e po’ l’altro a sinistra, agitandosi e mugolando. Dopo un po’ di questo esercizio Lucio capì che la posizione non era delle più felici. Si fece strada nella selva di mani che ormai penetravano in lei dappertutto e la fece scendere dal lettino mettendola prona, pancia in basso e lo splendido sederino in fuori. E da bravo capitano diede l’esempio: la penetrò senza alcun problema infilandogli il grosso membro in fica da dietro in quella pecorina strepitosa. L’altro, quello che aveva iniziato il confronto, si mise davanti mettendoglielo in bocca. Non erano tempi in cui esisteva l’aids, le malattie veneree erano una cosa di cui si parlava ma che erano così lontane, per cui nessuno aveva in mente i preservativi e Simone ci aveva detto che lei prendeva la pillola. In quella posizione Annalisa ne prese tre in fica , uno dopo l’altro, sino alla sborrata, dentro, un paio gli venirono in bocca anche se lei non ingoiava e faceva uscire tutto pur continuando a succhiare e poi alla fine Lucio tornò a stenderla sul lettino in modo che finisse con la bocca me ed un altro mentre uno riuscì ad arrampicarsi sopra scopandola sul lettino nel mare di sperma che le usciva. Simone ed un altro ancora (o altri due, non ricordo) le vennero ancora sui seni e sulla pancia masturbandosi con l’aiuto delle sue voraci mani. Sembrava la dea Kalì , Annalisa, con mani che arrivavano ovunque e non avevano paura di niente. Una autentica dominatrice. Alla fine rimase cinque minuti sul lettino, piena di sperma, addosso, sul viso, sui capelli, dopo aver avuto sette o otto cazzi a disposizione. Simone la prese in braccio e la portò sotto la doccia dove tornammo anche noi sudatissimi. Una sensazione pazzesca quella di fare una doccia con una ragazza nuda tra di noi. Lei si fece insaponare dal suo ragazzo, si fece lavare tutta con atteggiamento dolcissimo e stavolta remissivo, baciandolo ogni tanto, poi dopo un po’ si mise in ginocchio davanti a lui prendendoglielo in bocca davanti a tutti. Fu un pompino bellissimo mentre l’acqua scendeva sul corpo di Simone, sui suoi capelli. Lei fu appassionata e coscienziosa. Praticamente lo teneva tutto in bocca ( le dimensioni lo consentivano) e quando Simone la avvertì con ingenua educazione che stava per venire lei strinse ancora di più la bocca annuendo e mugolando facendogli capire che lui si, l’avrebbe ingoiato tutto. E così fece senza fare una piega raccogliendo il secondo applauso, senza fare uscire una goccia, tanto che capimmo che tutto era finito dagli ultimi lamenti di Simone. Si alzò per mettersi un attimo, ancora, sotto il getto ridendo e guardandoci come se ci stesse sfidando e chiese al suo ragazzo l’accappatoio. Nessuno più parlava se non lei che mentre si asciugava con il phon commentava e chiedeva i nomi dei compagni di squadra come se stesse dando le pagelle con l’assoluto dominio della situazione. Io ero sconvolto e profondamente turbato dall’eccitazione nonostante fossi già venuto. Come tutti del resto. Queste cose all’epoca ancora non si usavano o comunque non se ne sentiva parlare. Si tolse l’accappatoio, si rivestì rapidamente e contenta e giuliva ci salutò come dopo una cena aziendale uscendo per mano con il suo ragazzo. Non la vedemmo più, né alle partite, né con Simone che venne ancora ad un altro paio di allenamenti e poi l’anno dopo cambiò squadra. Quella nella quale andò, però, la stagione successiva retrocesse. Chissà perché. Seppi che poi che il nostro ex compagno sposò Annalisa ma ne perdemmo le tracce. Ecco questo fu l’inizio di riflessioni e sensazioni che poi portarono me e Marina a sperimentare qualche trasgressione e qualche situazione che voi conoscete e che per la verità fu disastrosa perché eravamo troppo immaturi”.
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15 anni fa
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L'odore dei fiori 1989
Gli occhi socchiusi , l’odore dell’erba, del fiore di cipolla. Lo stradello ripido là dove compie la grande curva, si inoltra in questa specie di paradiso fresco, un muro di cespugli che sembrano sbarrare con tenerezza la strada verso questa piccola radura verde , prato spontaneo, colori, margherite bianche e gialle e tanti di questi fiori di cipolla selvatica. Le ginestre sono più su , altezzose, nobili e fitte. Questi sei metri che portano ad un piccolo prato scosceso nascosto dai fitti cespugli sono un dono prezioso. A mezz’ora da casa l’angolo dei pensieri, il mondo che io e Pino scoprimmo tanti anni fa , quando per la prima volta facemmo l’amore qui sull’asciugamano per poi rotolandoci sull’erba. Sensazioni mai dimenticate quando sognavo, quando credevo che tutto sarebbe stato meraviglioso. Quanto tempo fa ? Una vita, tre lavori, due figli fa, mille sbagli, e ora mi avvicino pericolosamente ai 40 anni che pesano, improvvisamente. Non ho motivi seri per essere così stanca e depressa, lo so. Ed allora solo questo posto mi consola e offre un filo d’ombra alla mia anima arsa. Lui lo sa, mi conosce, attende silenzioso e paziente che il momento mi passi. Quella passione, quella curiosità che ci aveva unito e stimolato si è persa prima nei pannolini, poi nelle febbri, poi nei problemi economici, infine nelle tante cose che accadono a tutti. Ed io che pensavo che a noi non sarebbero mai successe. Passerà, ha detto Pino. Lo so. Ma è dentro di me che la fiamma non si alza, che tutto mi sembra piatto. Le mani sul prato a strappare fili da odorare ad occhi chiusi, la gonna leggera sollevata a cercare frescura per le mie gambe accaldate , gli occhi chiusi per lasciare entrare quel filo d’azzurro intenso tra le ciglia appena sollevate per godere del dolore causato dalla luce accecante. Riflessioni, sonno, stanchezza mentale, tristezza, e soprattutto ansia. Non mi sento più in grado di nulla, di amare di piacere, di vivere. Pensieri duri e persino rumorosi. Tanto rumorosi che non mi sono neanche accorta del giovane (certo meno di trent’anni) che ha forzato il muro verde ed è penetrato nella “mia” radura e mi guarda con curiosità e sorpresa. Asciugamano sotto braccio , fermo in piedi, sconcertato, incerto. Poi il mio immobilismo lo conforta. Avrei potuto e dovuto ricompormi, tirare giù la gonna a coprire gli slippini praticamente all’aria, ma sarebbe stato un gesto goffo e timido che non mi sento proprio di fare. Non mi è venuto spontaneo coprirmi e non l’ho fatto. In fondo qui è come si fossimo al mare che non abbiamo, una specie di spiaggia in collina per chi ama l’abbronzatura ma non pensavo che altri conoscerlo questa piccola radura. Torno a stendermi chinando la testa da un lato, occhi socchiusi come prima, tra le palpebre e le ciglia lo osservo, lo percepisco. Cerca un punto meno scosceso , stende l’asciugamano ad un paio di metri da me, spostato sulla mia destra, torna a guardarmi per un attimo, sembra indeciso, poi rassicurato dalla mia immobilità, inizia a spogliarsi, guardandomi di tanto in tanto. Maglietta, calzoncini, e ancora uno sguardo, un attimo di esitazione, e improvvisamente con gesto deciso, si sfila anche lo slip restando nudo senza neanche tentare di coprirsi. Un bel corpo, muscoloso ma non troppo, senza troppi peli sul petto ma ben concentrati là dove lo sguardo non può che essere attirato dal cospicuo chiarore che emerge dalla foresta nera. I pensieri di prima svaniscono. Me lo godo tra le ciglia, contenta di potermi concedere questa visione che sa di “ libera trasgressione” mentre lui si volta, mi mostra glutei piccoli e molto atletici, poi si stende, pancia in sotto, testa verso le mie gambe che sono restate scoperte e dischiuse a sentire lo stimolante soffio del vento sull’inguine sudato e sullo slip traforato, ostacolo effimero al suo sguardo ora fisso e costante. Proprio lì, lo sento. Non una parola, solo sguardi che indagano e frugano, tra due sconosciuti che sembrano distanti eppure forse inseguono gli stessi pensieri. E faccio una cosa che non mi sarei mai sognata di poter fare. Ad occhi chiusi conscia di essere osservata, senza alzarmi, sfilo la maglietta ( sotto non ho niente) poi, facendo arco, la gonna e senza esitazioni anche lo slip. Nuda come lui. Mi ristendo quieta, disturbata solo dal tambureggiare del cuore emozionato e sorpreso dall’improvviso sforzo ma soprattutto da tanto ardire e…senza mio marito. I suoi sguardi li sento graffiare l’interno coscia, li avverto insolenti e insistiti, e non mi oppongo. Anzi impercettibilmente mi giro verso lui, piego le gambe e le dischiudo offrendogli una visione completa e chiara mentre sento un diverso calore assieme al vento che gioca sulla vetta delle mie emozioni , penetrare laddove si stanno aprendo percorsi per me quasi dimenticati, in questi ultimi tempi, di piacere. Schiudere. Il pensiero, la fisicità del pensiero mi trascina, si impossessa della mie sensazioni, di proibiti sogni che riguardavano proprio sconosciuti, quasi sempre controllati gestiti da mio marito e per una volta privi di catene e del bisogno di comunicarli. Come se questa cosa risvegliasse una parte di me assopita e della quale, ora lo capisco, sentivo la mancanza. Intravedo ancora che si è messo in ginocchio per sistemare meglio l’asciugamano verificando che la potenza , la forza e l’attrazione della mia idea oscena hanno preso forma e consistenza in lui. Forma che desidero improvvisamente, che sento dominante e dolcemente brutale , che vorrei possedere, toccare, amare, persino mangiare, ben sapendo però che non farò nulla di tutto questo. Sola, nuda, con uno sconosciuto che indugia a guardarmi tra cosce dischiuse che non ne vogliono sapere di conservare un pizzico di riservatezza. Immobile ed in tumulto. E’ il vento, la brezza appena tiepida, a sollecitare il mio piacere, a verificare la mia eccitazione laddove niente più ostacola il fresco contatto tra aria e umidità sempre più intensa e scandalosa e che non posso e non voglio frenare. Il sole regala calore a zone che non l’hanno mai conosciuto e il soffio lenisce lo strano “tocco caldo”. Mi abbandono così senza difesa e senza alcun timore pudico a sguardi e pensieri per me sino a poco fa distanti. Mentre sto godendo della mia inattesa piccola perversione, sento scorrere sul mio volto un’ombra. Una nuvola? Percepisco un movimento ma qualcosa mi impedisce di verificare la genesi di quell’improvvisa eclisse. Sia quel sia, niente che possa sacrificare la mia immobilità e il piacere della pudicizia violata. Così quando sento la mano dello sconosciuto poggiarsi lieve ma decisa sul mio monte di venere il sussulto che mi causa mi pare niente di fronte all’immediato tormento che mi infliggo imponendomi l’immobilità, l’estraneità alla sua manovra come se il corpo non fosse il mio. Lui sfiora i peli con il dorso della mano, verifica l’umidità sudata dell’inguine con la punta del dito risalendo poi su e sfiorando con il palmo la fonte del mio calore interno. La sua mano mi possiede. Con insolita delicatezza, ruba i miei pensieri più riprovevoli e li convoglia in un solo punto, dove la carezza si fa insistita e sapiente, penetra senza forzare, esplora senza voler conoscere ma solo per darmi qualcosa, per condividere il piacere di un tocco dolce e assurdo. Mi arrendo. Stendo le gambe dischiudendole e non riuscendo più a trattenere il lamento che so di emettere ma non sono in grado di sentire. Non cambia ritmo, non chiede altro. La sua mano ignota è quanto desidero ora, quello che serviva. Senza prepotenza ma con determinazione insiste a cercare quella cosa che sa essere ormai diventata il mio unico obiettivo. Il piacere, quell’orgasmo liberatorio che solo in questo modo, da una mano sconosciuta, non porterà con se rimorsi, vergogne e paure: mi piace, me la godo. Cosa c’è di più naturale accettare di piacere ad altri, sentirlo materialmente? Punto i talloni, mi inarco, spalanco gambe e cedo alla potente forza estranea che ora mi avvolge senza più segreti e senza più dolcezza per farmi esplodere in un urlo violento e selvaggio che mai mi è capitato di emettere mentre i sussulti catturano la sua mano stretta tra le mie cosce che vibrano. E resta così un istante o un’ora, lui. Non lo so. Tutto il tempo di sentire i muscoli che si rilassano di sentire la sua mano umida abbandonare la profondità dove ha saputo scovare un piacere nuovo e regalarmelo. Ho sete. Ma anche tenerezza e riconoscenza. Sembra pago, non fa altro. Lui si stende sull’erba accanto a me. Lo vedo ora ansimare e vedo l’eccitazione che lo ha catturato e la forza della sua passione che provoca violenti sussulti, tensione dolorosa evidente e straordinaria nella sua eleganza e nella sua irruenza. Non penso neppure a quello che sto facendo. Stavolta sono io a scattare in ginocchio e lui a tenere gli occhi chiusi senza una parola, senza un commento, solo un sibilo tra le labbra quando mi impossesso io della sua arma di piacere e ora, lo sento, di dolorosa tensione, quando le mie dita lo cingono con forza e senza neanche l’ombra della vergogna mi sistemo in modo da poterlo osservare vicino. Niente ritegno o paura. Mai visto così al sole e al vento nelle mie mani tanto desiderio, mai odorato così forte il sentore di maschio, mai stata così avida nel tirare giù la sua pelle, nel denudare il vertice del suo potere e lasciarlo qualche istante così , per osservarlo bene, per godere dei piccoli sussulti del suo corpo, per accompagnare con l’altra mano una carezza lieve che scende sino alle rotondità inferiori strette e compatte nella pelle indurita e irrobustita dall’eccitazione della carezza. “Mi sento Regina, maitresse e signora di un piacere che sento prendere sempre più corpo tra le mie mani, tiranna e padrona di un corpo bello e ignoto totalmente affidato alla mia carezza e al potere del palmo della mia mano. I movimenti sono dettati dall’anima e dall’eccitazione che avverto, guidati dai suoi sospiri. Ora sfioro, ora torno a coprire con le mani il simbolo della sua sottomissione sempre più protesa verso il cielo. Copro e poi riscopro, magari con forza, con uno scatto prima, poi lentamente a scendere e ancora a salire la scala del suo ultimo tratto di piacere. Solo quando sento tutto il suo corpo appartenermi e dipendere da me, fremere grazie alla stretta della mia piccola mano dai capelli ai talloni, solo quando vedo i muscoli delle gambe contrarsi ed il respiro farsi più veloce e i pettorali disegnare strane linee, solo in quel momento sento che posso avvicinare il viso, usare la guancia lisca a lenire la sua tensione mentre la mano sa da sola come compiere movimenti sino a pochi istanti prima ignorati. La forza del suo sogno erotico esplode con un urlo identico al mio, libera fiumi di emozioni dense e ricche di piacere che accetto ovunque, fronte, capelli, viso, labbra, mentre le mie mani si fanno dolcissime e tenere per raccogliere gli ultimi spiccioli del suo tremore. Solo sospiri e due urla tra di noi. Si rilassa lentamente mentre continua lenta la mia carezza e immagino le mie dita immerse nella schiuma di un mare lontano e di cui stranamente avverto ancora il sapore salato (e di mandorla) tra le mie labbra. Solo quando lo sento chetato mi alzo e lascio la presa divenuta dolce, interrompo il movimento lento che aveva accompagnato gli ultimi rantoli e sospiri. Non apre gli occhi. Spero che non lo faccia perché in questa posizione si vede quel po di pancia e la cellulite che mi riportano alla mia realtà e spezzerebbero l’estasi. Ma lui resta immobile mentre mi pulisco il volto ed i capelli con il mio asciugamano, indosso lo slip, rimetto la gonna, la maglietta e senza dire una parola mi avvio verso la siepe che nasconde lo stradello . Mi volto. Il sole ed il vento hanno avuto subito la meglio su quella schiuma che tanto piacere ci ha regalato. E’ ancora steso immobile, bello e sconvolgente come questo momento fuori dal tempo e dalla realtà. Mi sento diversa, serena.. Qualcosa dentro di me è cambiata. Gli spedisco un bacio, affidato al vento mentre l’odore del fiore di cipolla si mescola con l’odore forte di quella schiuma catturata dalle mani in un folle pomeriggio d’estate. Ho bisogno di tornare a casa, di riprendere con mio marito quel discorso interrotto, di dirgli che ci sono spazi miei che posso scegliere di condividere con lui e che però da lui non dipendono. E so che lui lo accetterà. Lo amo per questo, mi sto dicendo, finalmente sollevata.
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15 anni fa
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Quel viaggio in treno 1986
Le ultime immagini di me che esco dalla doccia nuda, che mi avvolgo nell’accappatoio e che poi scherzando verso la telecamera di Pino lo apro e lo chiudo sono appena passate nel televisore. Fa uno strano effetto vedermi, osservare gli occhi lucidi e soddisfatti di mio marito guardarmi con quell’aria ansiosa di chi attende un verdetto. “Belle riprese, si hai ragione, non sto male” ammetto,” ma che voce strana che ho!”. “ Non stai male Paola? Ma sei una fica stratosferica, uno splendore per una donna che ha fatto due figli, l’ultimo un anno e mezzo fa! Non dimostri affatto 31 anni, credimi” Rido compiaciuta, questi complimenti mi fanno sempre piacere anche perché vuoi per le gravidanze, l’allattamento, i problemi e tutto il resto da qualche anno non abbiamo più ritrovato quella curiosità e quella passione che pure avevano caratterizzato l’avvio del nostro rapporto che sembrava indirizzato in modo diverso, specie dopo l’esperienza con Mario. Ora con l’acquisto della telecamera sembra si stia risvegliando qualcosa con questi filmatini sexy a nostro uso. Mi bacia sul collo, allunga le mani sul seno. Lo lascio fare assecondandolo e “constatando con mano” che rivedere il filmato lo ha eccitato. “Ti fa un bell’effetto, vedo” “ Si, non ne posso più” confessa gettandosi sul letto con quell’espressione di supplica che gli conosco bene e che significa “aiutami”. Mi siedo accanto, lo palpo sulle gambe, lo stomaco, sui pantaloni e lascio che il suo desiderio si concretizzi sotto il jeans, negli slip assecondandolo con la pressione e lo sfregamento della mie dita. Da tempo facciamo l’amore in silenzio. I primi tempi parlavamo, ci raccontavamo tutto, le fantasie, i sogni. Ripercorrevamo (favoleggiandole) le nostre esperienze personali ,quelle prima di stare assieme, poi quella con Mario esaminata passo passo, ripetuta all’infinito, arricchita e commentata. Poi dopo il primo figlio più niente. Dolcezza, tenerezza, silenzio e pensieri muti. Si perché io immaginavo, lui pure, ne sono certa, ma ognuno per se. Quando lo sento agitarsi sotto la mia mano mi decido a slacciargli i pantaloni, faccio scivolare giù la lampo, glieli tiro giù sino a metà coscia e poi ho un’idea guardandogli le robuste cosce da calciatore, quegli slip bianchi che appena contengono denunciandone comunque esattamente la forma, il suo membro. Lo lasciò così, senza spogliarlo ulteriormente e continuo il massaggio sopra la stoffa che non nasconde né la durezza né il calore né il desiderio. Tocco con il palmo della mano sfregando e schiacciando, stimolo la punta con i polpastrelli, poi torno a strofinare avanti ed indietro facendo pressione e di tanto in tanto stringendo l’asta attraverso la stoffa. Sembra sorpreso, si aspettava la solita sega, un po’ frettolosa, quella del “dai ti capisco, vieni presto” come la definisce lui. Proseguo lo speciale massaggio con calma olimpica, senza alcuna fretta. Poi mando in frantumi il silenzio con una domanda secca” Perché? Perché Pino ti piace vedermi nei filmini più di quello che sembro piacerti dal vivo?” e continuo il mio lento lavoro di palpamento e sfregamento. “ Ma non è vero Paola. Mi piaci tantissimo, lo sai “ e mentre risponde mi metto in modo che possa guardarmi sotto la gonna allargando un po’ le gambe. “Ma vederti li…” “ Vedermi lì che significa Pino per te, su dimmelo senza problemi. Voglio che torni a raccontare, a dirmi quello che pensi, su ” “Mi piace perché immagino di mostrarlo… ad altri, di condividere con tanti l’eccitazione che tu susciti e di pensare che in fondo tu sei mia, stai con me, e che sono io che posso averti e gli altri che possono desiderarti ed eccitarsi”. L’ammissione rende ancora più turgido il suo pene nello slip. Il mio movimento e le sue dimensioni gli fanno far capolino dall’elastico laterale. Mi fermo un secondo, lo sfioro, poi premurosa torno a coprirlo e proseguo nell’insolito lavoro” “ Paola ma che fai, non me lo seghi? Chiede lui incuriosito, non vuoi che…” “Certo, ma lo faccio così, voglio farti venire negli slip in questo modo, pensi di farcela? Voglio farlo immaginando a quello che ha fatto quel ragazzo in treno il mese scorso quando andavo a Bologna…” “Quale ragazzo, quale treno, quando, cosa?” sobbalza ed io sorrido mentre gli premo ancora di più il cazzo dentro lo slip, quasi sino a fargli male e poi lascio e lo sfioro sul tessuto con la punta delle dita avanti e indietro strappandogli un lamento e movimenti del bacino. “Ricordi che sono andata all’ università in treno?” “Certo, ma non mi ha detto niente, perché?” “Perché è un po’ che non parliamo e aspettavo il momento giusto. Avevo la gonna nera, quella abbastanza lunga, e siccome era caldo ho messo le autoreggenti color carne, quelle che piacciono a te. Lo scompartimento era vuoto,completamente. Chi va da Parma a Bologna a quell’ora con un locale? Mi sono seduta e mi sono messa a leggere un libro”. Percepisco l’ansia del suo respiro la gelosia e l’eccitazione che si trasforma in dimensioni impressionanti ed inusuali sotto la mia mano che tasta, spinge, esplora sempre e solo sulla stoffa ricacciando tutte le volte dentro la punta prepotente del glande che ogni tanto emerge dall’elastico che non ce la fa più a contenerlo. “Alla prima fermata è salito un ragazzo, giovane, avrà avuto 20-22 anni. Era molto carino ma gli ho dato solo un’occhiata distratta e ho continuato a leggere. In un primo tempo si era seduto nell’angolo vicino alla porta, poi quando il treno si è mosso è venuto a sedersi di fronte a me vicino al finestrino nella direzione opposta di marcia. Ma ho continuato a non farci caso. Come ti ho detto era molto caldo e avevo la gonna appena tirata su sulle ginocchia. Continuavo a leggere da qualche minuto quando mi sono accorta che lui guardava fisso le mie gambe. Da quella posizione poteva vedere bene parecchio…sotto”. “Mmmh Paola, che porca. E cosa hai fatto?” “ Vuoi sapere tutto tutto?” Singhiozza dal piacere e glielo stringo bene.” Si, tutto” “Va bene, vediamo se davvero godi nel pensare al piacere degli altri mentre mi guardano. Quando mi sono accorta istintivamente ho fatto per tirar giù la gonna ma in una frazione di secondo ho realizzato che li sul treno, con la gente che passava ogni tanto nel corridoio, il controllore, non poteva accadere niente di male. E il movimento che era partito per coprire le gambe… diventato l’occasione per tirare ancora di più su la gonna”. “ E lui?” “Ha capito che era un autorizzazione a guardare e ha cominciato a passarsi la mano sui pantaloni. Allora ho accavallato le gambe scoprendole del tutto ,tenendole appena larghe in modo che potese vedere bene le autoreggenti, oltre il loro limite e le mutandine” “Cosa portavi porcella?” “Mutandine normali, bianche. Facevo finta di continuare a leggere ma sott’occhio guardavo lui agitarsi e strofinarsi così…(e faccio più forte sulle mutande di mio marito) e dopo qualche istante si è slacciato i pantaloni, aperto la zip, e si è infilato la mano dentro continuando a strofinare sugli slip azzurrini che aveva e che vedevo benissimo così come intuivo chiaramente la forma del suo pene”. “Ma l’ha tirato fuori?” “No appunto, ha continuato a toccarsi così ma senza tirarlo fuori. Forse aveva paura delle gente,della mia reazione, ma io ormai era bagnata, mi capisci vero, avevo voglia che lui mi guardasse tra le gambe e godevo del suo frenetico strofinarsi . Continuavo a far finta di leggere ma ormai lo guardavo con piacere ed ogni tanto i nostri sguardi si incrociavano ed io annuivo incoraggiandolo. Ecco vedi ce l’aveva come te ora e io glielo guardavo sai ?” E strofinando sento il membro di mio marito pulsare e prepararsi all’esplosione. “ Ad un certo punto lui ha detto piano: sei bellissima, posso venire? Voleva la mia autorizzazione e approvazione esplicita. Era un giovanissimo te l’ho detto. Ho ancora allargato le gambe e gli ho risposto sin con il capo e subito dopo gli ho detto: si, fai pure ma tiello dentro. Non devi farlo vedere nudo ad una signora, vieni negli slip così davanti e me e solo dopo quando hai fatto tutto e hai sborrato bene bene le tue mutande… vengo li e te lo guardo”. “Non ci credo Paola, non ci credo dai non è vero , non l’hai fatto” la sua eccitazione, u n misto di gelosia e ossessione e vicina al parossismo. Glielo stringo forte per rallentare ma sento che ormai ha imboccato la dirittura di arrivo ed allora inizio a strofinare forte sulla stoffa. L’elastico cede e fa avanti e indietro su e giù sul suo glande che esce. No, così non va bene: glielo rimetto dentro e riprendo.”Su Pino, cverto che l’ho fatto: tranquillo sborra dentro lo slip come ha fatto lui. Lo guardavo, sai e lui sfregava fortissimo e dopo poco ha soffocato un lamento e ha tenuto stretto stretto il suo membro che vedevo chiaramente avvolto dalla stoffa celestina delle mutande e una macchia di bagnato piano piano si è allargata dalla punta macchiandolo tutto, ecco bravo così come te ora, bravo vieni e fammi vedere come inzuppi tutto” la mia mano ora strofina sul bagnato dello sperma di mio marito che esce a fiotti dentro il suo slip. “ E poi, poi, mi chiede- mentre viene tremando – cosa hai fatto?” “Le promesse Pino si mantengono. Mentre ancora stava singhiozzando mi sono alzata mi sono avvicinata a lui, in un attimo mi sono chinata: lui aveva slacciato i pantaloni. Piano piano ho preso con le mani, tutte e due il suo elastico che nel frattempo si era bagnato e ho sollevato lo slip tirando verso di me e guardandolo dentro. Aveva un bellissimo membro, sai, grosso e duro che stava ancora sussultando ed emettendo un filo bianco immerso com’era in una mare di schiuma sui peli scuri e nello slip. Ho guardato sai, lo vedevo mentre dalla punta usciva ancora un filetto di seme e con la punta delle dita l’ho sfiorato così” e sollevo l’elastico di mio marito che ha riversato un fiume di sperma nel suo di slip e immergo i polpastrelli nel liquido sfiorandogli la punta e carezzandolo strappandogli un altro brivido. Finisco il massaggio bene a Pino aiutandolo a far uscire le ultime gocce. “Ecco vedi, ribadisco, ho fatto così e poi siccome avevo le dita bagnate sai cosa ho fatto davanti a lui”. “Dimmi Paola “ gorgoglia lui. “Ho fatto così – mento” e porto le mie dita piena si sperma di Pino alla bocca leccandole con gusto. Urla, ora, ruggisce mio marito, se lo riprende in mano ancora durissimo , si masturba furiosamente ed io sorpresa con il dito indice ancora in bocca gli carezzo le palle”. “ Si Pino gli ho fatto così, ho fatto vedere che mi leccavo il suo sperma che aveva bagnato le mie dita e glielo guardavo tutto duro pieno di sbor…” non faccio in tempo a completare la parola che Pino schizza violento nonostante sia appena arrivato due minuti fa. “Bravo , bravo, così dai lo incoraggio” sei bravo : sai mi piaceva guardarglielo e farmela guardare e ho resistito alla tentazione di farmela toccare, di mettermelo dentro. Ma avevo voglia, te lo confesso”. Ora è ansimante e sfinito. Mi sa che è iniziata una nuova stagione per noi.
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15 anni fa
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Varie
L inizio di una porca/o :-)
8 Anni fà, decisi finalmente, grazie questo sito, di mettere in pratica i miei desideri, ovvero farmi possedere da un maschio. Fin da piccolo ho stuzzicato il mio sedere con penne, mate e quando fu più largo, con cetrioli, zucchine e carote, travestendomi con intimo di mia madre e inculandomi davanti allo specchio, immaginando un uomo dietro di me. Poi dalla maggiore età, fin a qualche anfà, non ho più avuto tante occasioni per farlo. Ma ad un certo punto, convivendo, ho iniziato a travestirmi con perizomi, Reggicalze della mia ex. Quando mi sono lasciato ho iniziato a depilarmi ed a pensare a quanto sarebbe stato bello esser scopato a pecora da un uomo. Così venne la prima occasione in cui una trave mi inculò e godetti talmente tanto che iniziai ad aver fantasie su maschi. Mi immaginavo con uno dietro che prendeva i miei fianchi ed uno davanti che me lo metteva in bocca. Così é arrivate il giorno che diedi appuntamento da me ad uno del sito e questi mi disse di farmi trovar con una tuta e sotto reggicalze, perizoma ed autoreggenti in pizzo e così feci. Ero emozionato e quando suonò alla porta, immaginai quel che sarebbe successo dopo. Entro, e subito mi girò toccando il mio bel culo ed appoggiandosi con il Cazzo già in tiro. Io con la tuta sentivo tutto ed iniziai a strisciarmi, mettendo il suo Cazzo proprio nel solco. A quel punto mi tirò giù la tuta e mi mise subito un dito dentro ed io feci un grosso sospiro ed allungai le mani che andarono a prender un pezzo di carne notevole. Avevo voglia di sentirlo nel culo ma mi obbligò ad abbassarmi e prenderlo in bocca. Era talmente bello che iniziai a toccarmi davanti ed a mettermi due dita dietro facendo un ditalino. Lui si eccitò e mi mise a pecorina sul letto e cominciò a metter la lingua nel culo ed io gli spingevo le chiappe in faccia. Subito dopo me lo appoggiò ma non volle entrare. Voleva lo aiutassi ed allora mi spinsi piano piano verso il suo bacino facendolo entrare piano piano e da quel punto in poi, mentalmente sapevo che sarei x sempre stato una porca. Mi scopò talmente bene, sborrandomi sopra il culo, che dall'eccitazione iniziai a leccarlo tutto sporco di sperma, fino a pulirlo ben bene. Mi sentivo aperto e felice e da allora ebbi rapporti frequenti, anche se sono bsx ed una bella donna mi fà il suo effetto...cercatemi. Bacio ;-)
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15 anni fa
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Spiaggia...
ero in spiaggia distesa sul mio asciugamano azzurro e nero...all'ora di pranzo, quando il sole caldo brucia la pelle...il mio costumino bianco faceva risplendere la mia pelle dorata...finchè una voce forte, e due grandi ombre hanno rovinato la mia pace... ho aperto gli occhi e sorpresa ho ritrovato fermi davanti ad i miei piedi la coppia di amici che frequentavo ogni tanto...lei con un seno enorme sorretto da un balconcino che non riusciva a contenere il tutto, tanto che i grandi capezzoli facevano capolino dalla scollatura. lui con i suoi capelli raccolti in una coda stretta di capelli neri e ricci...il suo costumino verde, orribile a vedersi, mostrava i suoi attributi fin troppo strizzati, come se da un momento all'altro volessero esplodere... in un momento eravamo già seduti vicini a chiacchierare dello spettacolo che la natura ci mostrava. lei, con la solita delicatezza, cominciò a toccarmi sotto il costume, come se le persone che passavano di li fossero invisibili. sapevo che tutto ciò li eccitava tantissimo...la nostra complicità ci rese audaci.. le mani di lei erano sempre più insistenti ed io oramai arresa alla libidine, bagnata , morbida, arrendevole non mostravo più nessuna resistenza e mi aprivo alle sue dita esperte...lui godeva delllo spettacolo passandosi la mano insistentemente sul suo pene ormai turgido.. decidemmo che continuare a stare li era ridicolo, perchè non avremmo mai potuto continuare nei nostri giochi... presi tutte le mie cose li segui al loro lido che era poco distante...avevano una cabina dove c'erano mille cianfrusaglie dentro, dal canottino dei bambini ad una piccola doccia, sgabelli, palette, secchielli...feci sedere lei a gambe larghe con il costume spostato e con le mani le allargai le grandi labbra fino che il clitoride gonfio fu a portata della mia lingua...la succhiavo e la leccavo con gusto mentre lei cominciava a mugulare e a stringermi le mani nei capelli..lui eccitato dal guardarci era nell'angollo, mi ammirava, con una mano si toccava il cazzo ormai completamente eretto e fuori dal costume e con l'altra spingeva la mia testa ad affondare nella fica di sua moglie...mi staccò da lei e voglioso mi mise in bocca tutto il suo cazzo duro pigiandomi e pregandomi di prenderlo tutto...con le mani insistevo a masturbare lei che ormai colava come una fontana...si alzò in piedi ed i due si dividevano la mia lingua prendendomi per i capelli e portandomi dalla loro parte a piacimento...lui si sdraiò per terra non molto comodo ed io sopra a cavalcarlo mentre sua moglie in piedi si allargava la fregna per farmela leccare meglio...poi fu lei a sdraiarsi con la schiena sul pavimento e mentre lui se la scopava con forza io le sedevo a gambe aperte sulla faccia e la soffocavo con il mio sesso voglioso...lei leccava e succhiava con abilità saffica ed io gemevo dalla goduria...la mise a pecora e la inculò son tutto il suo cazzo spingendolo dentro fino a farci entrare quasi le palle..ed io seduta la tenevo per i capelli spinta a succhiarmela e la comandavo dicendole quando doveva succhiare, quando leccare e quando toccarmi e lei obbediva...lui si mise in piedi e noi come due schiave in ginocchio a bocche aperte ad aspettare la sua sborra che non tardò a venire...lo leccammo fino all'ultima goccia, ci succhiammo le lingue per non perderne il sapore...fuori la gente passava......ci ripullimmo un pò e tutti e tre uscimmo dalla stanzetta sudati, stravolti ma, soddisfatti..una corsa in acqua a fare un bel tuffo...la giornata scorse tranquilla finchè arrivò la sera e tornammo a casa...promettendoci di ritrovarci il prima possibile
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15 anni fa
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Il sederino dello svedese
Due anni fa sulla spiaggia incontrai un ragazzo molto giovane forse 18 anni, svedese. Parlava inglese ma io lo parlo poco. Lo guardavo da giorni, in vacanza con la sua famiglia. Fisico scultoreo ma non palestrato. Biondino, chiarissimo di carnagione. Bel viso rosa da ragazzino. Costumino attillato che afceva sognare. Sedotto per alcuni giorni alla fine abbiamo fatto amicizia pur non capendoci molto. Una tardo pomeriggio, chiacchierando, ci avviamo verso la parte alta della spiaggia, un po' selvaggia, con le dune, arbusti e cespugli. Lì lo tento e chissà, sarà forse il fascino mediterraneo o il fatto che io fossi parecchio più grande di lui...accontente. Ciò che mi attraeva erano quei glutei scolpiti, marmo bianco. Volevo sperimentarli, toccarli. Lo sdraio a pancia in giù e senza pensarci troppo gli abbasso il costume. Lui si gira di scatto per ritirarsi su il costume ma glielo impedisco facendogli segno: "un attimo solo ti prego!" Si fa ancora più rosso ma mi lascia fare. I glutei un po' contratti dall'imbarazzo, lisci come seta, bianchi e senza peli come quelli di un bimbo...che meraviglia. Glieli apro ma lui fa resistenza, si vergogna è palese. Insisto e riesco ad allargare quello spettacolo!!!! Ano rosa privo di peli, perfetto. Lui stringe e inarca la schiena. Dice: No no no!!! Ma mi lascia fare. Gli sfioro l'ano, lui stringe. Vedere la sua vergogna mi intenersice ed eccita nello stesso tempo. Gli sono a cavallo sulle gambe. Gli lecco l'ano tenendo dura la lingua lui geme. Si muove. Vado di fretta perchè il posto non è ben nascosto. Senza pensarci troopo, molto lentamente appoggio sfiorandolo il dito sull'ano. Lui contrae, si muove , ansima. Gli infilo il dito. Irriggidisce le gambe, stringe i glutei. Si agita, allarga e stringe. E' tutto sudato, imbarazzato ma gode. Ad un certo lo punto lo chiama la madre da sotto la spiaggia. Lui si irrigidisce più di prima sente la voce della madre avvicinarsi. Vuole andare via ma il mio dito nell'ano, stretto nella morsa dei suoi glutei non ha intenzione di uscire, è troppo bello. Quando la madre si avvicina sfilo il dito di scatto, lui geme e si alza di scatto sulle ginocchia, si tira su il costume e tutto rosso in viso mi manda un bacio con la mano e scende giù di corsa. Non l'ho più rivisto, non so neanche il suo nome ma il calore del suo ano strettop intorno al mio dito e qual belvedere di glutei perfetti resterà inciso nella mia memoria.
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15 anni fa
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Quello strano gioco 1996
Giulia e Lucio (amici di vecchia data ) ci avevano invitato alla festa di compleanno di lei. Eravamo sei coppie più Luciana che come al solito si aggrega da quanto è separata. Tredici a tavola? Per Lucio impossibile. Così all’ultimo istante era arrivato quello lì, il responsabile di tutto secondo me, sulla quarantina, fisico da atleta, un po’ brizzolato esperto di taekquondo e amante di un sacco di cose strane. Strano anche il suo nome : Duccio. Il classico stronzetto, insomma, che deve fare colpo a tutti i costi. Ma siamo stati bene durante la cena. Chianti e lambrusco in coda , ammazzacaffè insomma eravamo su di giri tutti e abbiamo cominciato con le barzellette che , manco a dirlo, avevano in Duccio l’assoluto protagonista. Paola aveva bevuto qualcosa come tutti, e rideva quasi sguaiata (come in genere non fa) alle barzellette più sconce e più sceme. Già. Poi da lì le battutine, le foto a cosce scoperte delle donne tra mille risate, i racconti, persino le fantasie, insomma si stava riscaldando l’ambiente ma mai e poi mai potevo immaginare quello che sarebbe successo. Non ricordo chi lo disse per primo (ma tendo a credere ovviamente che sia stato proprio lui) ma comunque mentre andava il terzo giro di caffèsport si discuteva se le donne “lo riconoscono” dentro , se cioè al buio saprebbero riconoscere quello del marito tra tanti. Eravamo seduti, ricordo, qualcuna in modo, come dire, non proprio composto, l’atmosfera insomma era strana. La discussione si animò molto con scommesse e strane opposte certezze. Non mi sfuggivano nonostante fossi brillo o quasi, i toccamenti. Ad un certo punto e questo fu chiaramente Lucio (il padrone di casa) a farlo, venne fuori la proposta : perché non proviamo. Una follia strana, un’eccitazione ed un imbarazzo che ricordo palpabile. Ma lui andava avanti. Era appena arrivato a casa loro un maxi frigorifero , di quelli enormi con dispenser davanti. Lo scatolone era grandissimo e ancora nel ripostiglio. Tra urletti scandalizzati e le donne che piangevano dal ridere la proposta era quella di sorteggiare una delle presenti farla entrare nello scatolone e praticare una bella apertura in modo che potesse uscire solo il posteriore. In effetti era abbastanza grosso da contenere una donna chinata. Gli uomini che aderivano si sarebbero alternati brevemente senza parlare cercando di , si, insomma penetrarla per qualche istante. Era ovviamente importante che ci stesse anche il marito. Ridevamo come matti e cercavo di far capire che si trattava di un gioco impossibile : primo perché brilli come eravamo c’era il rischio molti non sarebbero riusciti in una situazione così strana e poi perché tra il giocare ed il fare moltissimi e moltissime non avrebbero aderito. Ma oramai la situazione era degenerata. Solo una coppia che conoscevamo poco si era tirata fuori pur aderendo moralmente mentre Luciana ovviamente senza marito, non avrebbe partecipato al sorteggio e da lì vi lascio immaginare l’ilarità, le battute. Arrivò lo scatolone con le donne che scherzavano facendo vedere di essere molto interessate ma ero convinto che il gioco si sarebbe fermato molto prima. “Sia ben chiaro- sentii con mia grande sorpresa lucio dire- solo davanti ,una penetrazione normale , insomma in fica, e non più di sessanta secondi per uno non è un orgia è una scommessa” . Non mi avevano affatto ascoltato sulla “scarsa prudenza”per noi maschietti che rischiavamo una brutta figura. Soprattutto per il marito della “fortunata” come avrebbe reagito? Mentre stavo ancora facendo il grillo parlante del gruppo vedevo Paola molto divertita e con lo sguardo che le conoscevo quando parlava delle sue fantasie (questa era proprio , se non i questi termini, una di quelle che mi aveva confessato) . E si andava avanti Comparve un mazzo di carte. Asso di bastoni ( ma che fantasia eh?) tra altre 4 carte da mescolare ognuna avrebbe scelto la carta e quella che avrebbe preso l’asso sarebbe entrata nello scatolone. Si continuava a ridere e scherzare. Non sembrava possibile realizzare davvero il gioco. Carte sul tavolo, la scelta Luisa! L’asso di bastoni a Luisa. Ma candidamente confessò: Aveva giocato sino a quel momento perchè si divertiva ( visto? lo sapevo) ma non poteva. Aveva l’assorbente. Propose facendo scoppiare un’altra risata sfrenata con gente che si rotolava a terra, di farlo con le mani. No, non era quello il senso. Allora nuova estrazione e stavolta tra le quattro restanti più la lei della coppia che si era chiamata fuori in un primo momento. Paola ! Asso di bastoni proprio a Paola (considerata da tutti chissà perché, la meno intraprendente e la meno spregiudicata). Altre risate, e lei che mi gela dicendo”va bene andiamo avanti”. Sentivo una strana sensazione. Le gambe molli, un’eccitazione diversa, quasi sofferta, nonostante le nostre esperienze, ma anche un senso di profondo fastidio alla bocca dello stomaco. E nonostante tutto, una certezza: non ce l’avrei fatta in quella situazione. Non si sarebbe lui predisposto. Sempre ridendo dissi che era impossibile perché non potendo io scadeva il gioco. Arrivarono cuscini e insulti divertiti e Giulia la più scatenata di tutti disse chiaramente: “ se non ce la fai non fa niente, Paola dovrebbe dire che non ha riconosciuto in nessuno quello del marito e poi chiamando le altre a sostegno disse “ vorrà dire che ti daremo una mano tutte no? “. "Su aggiunse- fuori dalla stanza gli uomini tranne Lucio "che doveva preparare lo scatolone. Aspettammo una decina di minuti tra risate e la strana ansia che mi aveva preso. Ero convinto in cuor mio che si trattasse di uno scherzo che Paola si sarebbe tirata indietro. Così quando Giulia ci fece rientrare quasi non volevo credere ai miei occhi. La stanza era in penombra, una musica sottofondo, due delle donne presenti in slip reggiseno e autoreggenti ( Giulia ovviamente per prima) e al centro lo scatolone dal quale biancheggiava senza ombra di dubbio (e del resto non era tra le presenti) il culetto nudo di Paola. In effetti visto così non era niente male. Non rideva più nessuno. C’era una stranissima atmosfera. Mi girava la testa, stavo male. Ma sentivo anche un singolare formicolio. Non lì. In testa. Giulia raccomandò a tutti gli uomini di non aprire bocca. L’unica che scherzava e aveva un tono di voce tra il brillo e l’eccitato era Paola che da dentro lo scatolone diceva cose che non registravo. Le rispettive mogli si avvicinarono ai mariti per iniziare a toccare e dar loro una mano. Io rimasi un po’ indietro a inseguire sensazioni e pensieri . Lucio era in poltrona che sorrideva un po’ inebetito e fu Giulia ad avvicinarsi a me sorridendo e accarezzandomi il viso e chiedendomi: “ vediamo se ci riesci, posso aiutarti io? e così dicendo aveva messo la sua mano dolcemente sulla mia patta. Ora la musica copriva il silenzio e qualche mugolio. Ero eccitato, vedevo l’irreale sedere di Paola nudo uscire dalla scatola e Giulia che mi aveva slacciato i pantaloni e lo accarezzava con tenerezza, toccandolo piano piano con i primi effetti già evidenti. Luciana che si era sacrificata per Duccio doveva aver fatto un lavoro straordinario perché dopo neanche due minuti proprio lo stronzetto si avvicinò alla scatola esibendo un’erezione notevole. “Questo Paola è il numero uno” sentenziò forte Lucio. Sentii un tuffo al cuore strano ( chissà perché) nel vedere il membro di Duccio , sicuramente più grosso del mio ed eccitatissimo avvicinarsi a quel sedere così asettico e irreale nudo in mezzo la stanza, cercare per qualche istante la strada e penetrarla con facilità, fu davvero una sensazione assurda. Paola doveva essere eccitatissima. Avvertii chiaramente il suo lamento e capii che l’uccello di Duccio scivolava dentro senza nessuna resistenza. Anzi, nonostante la musica percepimmo chiaramente il rumore degli umori di Paola . Un pugno allo stomaco! Sentii quello e persi subito l’erezione che Giulia aveva faticosamente provocato. Duccio si muoveva lentamente , Paola mugolava cercando di non farsi sentire dentro la scatola, Giulia mi sorrise, mi sussurrò all’orecchio “ su dai tranquillo ” e dopo aver dato uno sguardo a suo marito per cercarne l’approvazione tacita si chinò e prese in bocca il mio cazzo, con leggerezza, quasi con rispetto, sfiorandolo prima con la lingua, avvolgendolo piano piano con le sue labbra carnose. La reazione fu immediata, ripresi subito quota proprio mentre Lucio diceva “ ok basta così” avanti il secondo . Si presentò Marco, la moglie lo accompagnava nei pochi metri che lo separavano dalla scatola tenendo per mano il suo membro, fuori dei pantaloni aperti, ricurvo verso l’alto. Il sedere di mia moglie ora si muoveva con voluttà. La penetrò con slancio mentre Lucio diceva questo è il numero due. Giulia ora muoveva la sua bocca lungo la mia verga circondandola quasi con affetto con le sue labbra. Sentivo la sua solidarietà la sua eccitazione, allungai una mano e le sfiorai un seno , lei gradì e allora lo presi con decisione in mano scansando il reggiseno nel momento in cui accadde l’imprevisto. Paola si lementava dentro la scatola, muoveva il sedere, era eccitatissima mentre Marco la penetrava e lui soffocando un singhiozzo lo tirò fuori improvvisamente prima dei 60 secondi e trattenendo un gemito lo prese in mano e schizzò sul sedere di Paola. Un lunghissimo getto, il primo si infranse sul cartone facendo persino rumore, gli altri colarono sul suo sedere e sul pavimento”. Ahiiiii – disse Lucio – questo non vale… zitti tutti lo stesso” Marco era imbarazzato, Paola, invece era chiaramente venuta. Lo capii dalle contrazioni forti e dai sussulti delle natiche. Luciana prese in mano letteralmente la situazione. Si precipitò su Marco afferrandoglielo, dirigendo gli ultimi schizzi sulle terga di Paola e spremendolo come ad una mungitura. Poi con un paio di tovaglioli provvide ad asciugare Paola che continuava a mugolare senza più fare neanche le battute spiritose e pulì anche a terra. No Paola non avrebbe scelto numero due : sapeva quanto io fossi più lungo nel venire. Questo pensiero mi esplose dentro sorprendendomi mentre Giulia aveva estratto dalla sua bocca il mio membro in forma splendida e mi tirava verso la scatola. Me lo teneva in mano e lo fece sino a pochi centimetri dalla fica di mia moglie che riuscii a vedere spalancata come poche volte dopo i due membri presi . “Questo è il numero tre disse forte Lucio” Trovai la strada con incredibile facilità nonostante la posizione, sentii lei accomodarsi, spostarsi per essere penetrata meglio spingendo il bacino verso il membro che penetrava con desiderio: la sua fica era un lago. Mi domandai come avrebbe potuto riconoscerlo. Penetrai sino a fondo la prima volta sentendo che contraeva i muscoli che lo “voleva sentire bene”. Prendeva la sfida sul serio. Lo lasciai fermo qualche secondo, poi diedi due colpi violenti, improvvisi, profondi quasi dettati da quella rabbia che in fondo sentivo un po’ nello stomaco ma che ormai era stata travolta dall’emozione e dall’eccitazione. Quando Lucio disse “ Ok stop” si sembrava di aver appena iniziato, di aver dato si e no tre quattro colpi” . Mi staccai con difficoltà, sentii un “flop” a segnalare l’eccitazione di lei che aveva proprio i n quel momento cominciato a muoversi forte e lei che commentò “eh nooo. Proprio ora…” Segno che, come avevo intuito stava per venire di nuovo. “ Zitta tu, la dentro” le disse ridendo Lucio. Mi allontanai, Giulia venne subito da me, mi accompagnò alla poltrona “Vieni , mi disse” senza che avesse a quel punto alcun obbligo e solo allora mi resi contro che Luciana stava nell’angolo della stanza a masturbare Duccio il primo che era stato con Paola. Claudio con la moglie dietro si avvicinò rapidamente alla scatola e mi sostituì con facilità. “ Quattro “urlò Lucio” . Vidi di sfuggita un membro estremamente simile al mio . Entrò di slancio e cominciò a pompare con velocità, decisione, forza . Neppure dieci secondi e Paola si lasciò andare in un siiii lunghissimo muovendo il sedere all’impazzata venendo una, due volte. Mia moglie è multi orgasmica e sembrava non smettere mai. Giulia comprensiva me lo aveva ripreso in mano, sentii la sua bocca vicino al mio orecchio dirmi “su rilassati vieni pure non ti preoccupare” masturbandomi un po’ più forte e guardando Paola muoversi e godere con il quarto cazzo preso; non resistetti un secondo di più e venni non pensando neppure di sporcare vestito o poltrona. Venivo con contrazioni violente soffocando i singulti mentre Giulia nell’orecchio mi incitava eccitandosi “si su daiii, così, tutta, su Pino non ti preoccupare, dai su è bello, bravo, bravissimo , guarda Paola che troiona come gode, suuuu dai” e mentre diceva così con la sinistra prese la mia mano che era poggiata sul bracciolo e se la mise tra le gambe sugli slip ormai fradici che scansai per inserirle un dito ed aiutarla a venire anche lei mentre mi teneva forte l’uccello che continuava ad avere contrazioni continue e sussulti ormai senza più sperma che scivolava sulla mia pancia, sulle copertine. Stringeva fortissimo le gambe Giulia mentre veniva e Giorgio, l’ ultimo si avvicinava alla scatola. La sua erezione era imponente . “Questo è il cinque commentò la voce di Lucio un po’ affannata “ Penetrò con qualche difficoltà , forse perché lei aveva leggermente cambiato posizione, si aiutò con le mani , cosa che Lucio redarguì “ abbiamo detto niente mani” ricordò. Una volta dentro si mosse con lentezza, io lo vedevo appena nello stato di post orgasmo che stavo provando , con Giulia che non lo aveva lasciato e anzi sembrava piacevolmente intenta a giocare con il mio cazzo bagnatissimo e ora molto meno eretto scivolando sullo sperma. Ok basta tempo scaduto sentenziò Lucio in un silenzio irreale. Paola non commentò. Giorgio andò verso la moglie che comprensiva lo portò sul divano a finire mentre Lucio che lo aveva tirato fuori e che era chiaramente venuto da solo (forse mentre Giulia stava con me) accese le luci dicendo ok Paola puoi ricomporti ed uscire. Giorgio protestò debolmente ma la moglie affrettò i movimenti” e fu zittito dall’applauso dei presenti che accoglieva l’apertura della scatola. Paola né uscì fuori con un sorriso, seminuda per un attimo mentre si tirava giù la gonna il volto stravolto ma con una curiosa luce. Era bellissima per me, a dispetto dei suoi quasi 45 anni . Le autoreggenti, quell’espressione un po canagliesca che aveva nel girare attorno lo sguardo con un gesto di sfida divertita cercando subito il mio volto. Ero rimasto sulla poltrona. Lei appena mi inquadrò si slanciò verso di e prima che mi alzassi mi si abbattè violentemente addosso abbracciandomi e baciandomi. Si accorse dei pantaloni bagnati, ci passò sopra la mano tenendola lì e sussurrandomi all’orecchio “ mi pare che non ti sia dispiaciuto eh?”. “Ah se per questo neanche a te" risposi. Uno sguardo intenso tra noi due, una risata e un lunghissimo bacio suggerì un altro grande spontaneo applauso dei presenti. “ Zitti, zitti allora Paola , 5 bottiglie di champagne , Don Perignon , pagato dai presenti se indovini. Chi era Pino dei cinque che ti hanno scopato ?” Paola si stava finendo di allacciare la gonna nel silenzio. Guadagnò il centro della stanza. La musica si era spenta e tutti aspettavano. Lei finì di riassettarsi la gonna, sembrava analizzare gli uomini, soppesarli, da consumata attrice come mai avevo pensato lasciò qualche secondo di suspense. “ Avevo ragione io –disse- sin dall’inizio. E’ difficilissimo riconoscerlo dalle forme” ( la sbornia mi era improvvisamente passata e sentivo il cuore in gola, ero emozionato, pendevo come tutti dalle sue labbra) “Ma- aggiunse girando lo sguardo verso di me- prima devo dire una cosa onestamente. Pino, scusa, mi è piaciuto tanto questo gioco lo ammetto, però non lo rifarei . Perché...- e lasciò passare qualche secondo – “perché ho capito una cosa. Pino era sicuramente il NUMERO TRE” disse attendendo poi qualche secondo che finissero applausi e gridolini di sorpresa. “Perché è l’unico dei cinque che ha fatto l’amore con me e non mi ha solo penetrata, anche se per pochi secondi. No la forma non l’ho riconosciuta , sono sincera, ma dopo pochi secondi che l’avevo dentro ho capito che era lui. Si volse verso di me : “Pino, mi disse, ti amo tanto”
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15 anni fa
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Quei due sulla spiaggia 1997
“Ma quando è successo , in vacanza?” “Si Anna, il mese scorso” “Ma ci sei stata, dico hai fatto…rapporti intendo” “Ma no, dai lo sai. Quello no, però, certo ci siamo andati molto vicino” “Dimmi tutto” “Prova ad immaginare: erano quasi le venti, le piccole onde si infrangevano a ritmo regolare come un cuore a riposo. Il sole stava calando lentamente in mare dando il via ad uno di quei tramonti che in Versilia sono straordinari con le nuvole che prendevano già sfumature di tutti i colori . A pancia in sotto sull’asciugamano blu prendevo gli ultimi raggi di sole con Pino accanto, in un angolo riservato della spiaggetta, una caletta nascosta oltre una piccola fila di scogli che la divide dalla spiaggia più grande, romantica e tenera. Una brezza tiepida mi carezzava piacevolmente la schiena e riusciva anche a soffiarmi un piccolo brivido tra le gambe che avevo leggermente dischiuse . Non avevo il reggiseno,come sai quando vado in spiaggia, ma la cosa non era certo fuori luogo sia perché non c’era proprio più nessuno, sia perché ero stesa a pancia in sotto e potevo così godermi tranquillamente quella carezzevole sensazione di fresco dopo una giornata di calura intensa. Voltandomi verso Pino che era steso di schiena accanto a me, non potei fare a meno di guardare verso giù il suo costume piuttosto piccolo ed elastico che disegnava il profilo del membro, se non turgido, già consistente. Non male Pino per i suoi 44 anni. Appena un po’ di pancia (quando altri ne hanno molta di più) e sempre molto attivo e fantasioso”. “Ah Paola, non lo dire a me: sai che tuo marito mi stuzzica e ti invidio ” “Ah Ah, chi lo sa Anna se prima o poi… a forza di vedere foto. Va beh torniamo in Versilia. Provavo una specie di tenerezza affettuosa e per questo allungai la mano per una strizzatina malandrina e affettuosa sul suo costume mentre lui aveva gli occhi chiusi e quindi, non aspettandoselo, fece un balzo ridendo. Gli mollai un bacio sulle labbra e tornai a stendermi nella stessa posizione di prima. Una straordinaria vacanza piena di bei momenti , di sesso e di fantasie. Nottate roventi e per fortuna l’aria condizionata dell’albergo… ci ha aiutato. Mentre pensavo alle nostre fantasie, con quella incredibile capacità di intuire che ha Pino, senti la sua mano cercare di farsi spazio tra l’asciugamano e la coscia e agevolai il suo movimento. Piano piano la mano riuscì a giungere al bordo interno del costume iniziando un massaggio leggero leggero, esattamente al centro, sopra il costume con il dito indice, lentissimo, esercitando una lieve pressione piacevole alla quale mi abbandonai quasi subito per godere liberamente del tocco. Pino roteava il dito, cercava (sempre sopra il costume) il clito, poi faceva pressione quasi spingendo un po’ la stoffa tra le mie grandi labbra che già si andavano inumidendosi e schiudendosi. Una sensazione molto eccitante. Pino proseguiva sempre più sicuro avvertendo il mio piacere . Le sue dita allora hanno scansato il bordo del costume per incunearsi sotto e giungere al bottoncino con il polpastrello e poi viaggiare tastando la mia sempre maggiore umidità. Ormai medio ed indice andavano e venivano sotto il costume penetrando ogni tanto leggermente facendomi capire dal tocco provocante che ormai la sua intenzione si era via trasformata .Ora intendeva farmi un ditalino e non era la prima volta che accadeva in spiaggia. Mi sistemai meglio per alzare un po’ il bacino e fare più spazio alla sua mano tra le mie gambe, guardai un attimo schiudendo gli occhi verso il suo costume e ora il suo cazzo faceva quasi capolino dall’elastico. Mi sistemai pronta a godere, richiusi gli occhi, allungai anche io la mano poggiandola sul suo costume e lo lasciai proseguire. La carezza si faceva sempre più decisa e profonda ma non mi aspettavo lo sviluppo improvviso che ci fu. Pino si tirò su e io feci per fare altrettanto ma lui mi disse di stare giù a occhi chiusi e di aprirli solo quando l’avrebbe detto lui. Sono abituata ai suoi giochi strani e quindi lo lasciai fare. Sono sempre molto piacevoli. Ha fantasia. Lui si tirò ancora più su piegandosi verso il mio sedere, togliendo la mano di sotto per iniziare una carezza piacevole sotto il costume sulle natiche. Il vento entrava nello slip così spostato e il piacere aumentava. Lui carezzò i glutei, li stringeva, alzava il bordo dello slip e poi d’un tratto in modo sorprendente iniziò a tirarlo giù . Va bene che era una spiaggetta isolata ma forse esagerava. Provai ad oppormi con dolcezza ma lui decisissimo mi disse di stare ferma ed ubbidire. Feci ponte per farmi sfilare lo slip. Nuda, completamente nuda, a pancia in sotto gli occhi chiusi , Mi allargò con dolce fermezza le gambe e riprese il lavoro di carezze non trascurando neanche dietro. Toccava, dischiudeva. Ovunque e poi con l’altra mano (ormai le usava tutte e due) passava in mezzo al solco tenendo con due dita divaricate la zona che poi sfiorava con l’altra mano”. “Mamma mia Paola, mi stai a far venire una voglia! Me lo presti?” “Stava diventando un piacere sconvolgente perché ero bagnata ed oltre alle sue carezze quella del vento era sempre più piacevole. Il massaggio andava avanti da diversi minuti e mi stavo preparando a concentrarmi per un orgasmo quando Pino lo interruppe chiedendomi di voltarmi sulla schiena ma sempre ad occhi chiusi. Nel fare la manovra, però, confesso che per cercare di vedere…il suo uccello a che punto fosse, gli occhi li ho aperti e per poco non mi ha preso un colpo. A non più di un paio di metri da noi, in direzione dei miei piedi, quindi tra noi e il mare , su un asciugamano erano due ragazzi, sotto i trenta sicuramente, stesi a pancia in sotto, appoggiati sui gomiti che non perdevano uno solo dei nostri movimenti. Tentai di coprirmi subito stringendo le gambe e cercando il costume ma Pino con forza, sorridendo, mi spinse con la schiena giù ribadendo..” Chiudi gli occhi e lasciami fare” aggiungendo che conosceva la mia fantasia che proprio la notte prima gli avevo confessato e che mi avrebbe fatto godere come una troietta. E così dicendo tornò con decisione ad aprire le mie gambe schiudendole in modo quasi eccessivo davanti agli sguardi di quei due ragazzi. Avrei anche voluto ribellarmi ma lui in quella posizione aveva ripreso il massaggio lì e non ce la feci ad oppormi. Stesa occhi chiusi immaginavo il desiderio dei ragazzi che da non più di due metri da quella posizione potevano vedere tutto, anche perché mio marito non risparmiava nulla. Ogni tanto correggeva la posizione della gambe divaricandole, allargava le labbra della fica. Stavo godendo in modo incredibile ma volevo vedere. Mi tirai su appoggiandomi dietro con i gomiti e piegando un po’ le gambe. I due ragazzi ormai erano a un metro e mezzo. Uno seduto aveva il cazzo fuori del costume e si stava masturbando (un cazzo strano, storto in giù) e l’altro aveva la mano dentro il costume. Mi misi a guardare tutti e tre mentre pino continuava a masturbarmi e a bloccare con lo sguardo uno dei due, il più intraprendente, che voleva avvicinarsi ulteriormente. Anche mio marito con l’altra mano si segava”. “Paola se continui così vengo qui al bar. Che situazione!” “ Pensa Anna, una mano di Pino nella mia passerina a toccare e mostrare, e l’altra a segarsi e quei due ad un metro da me che guardavano. Il più carino, quello che aveva la mano nel costume si mise in ginocchio abbassandosi lo slip e tirando fuori un considerevole cazzone. Pino continuava a masturbarmi e io godevo e stavo per venire. Mio marito però mi impose di aspettare. Lasciò la mia passera, si alzò, venne a inginocchiarsi vicino a me offrendo il suo uccello alla mia bocca. “Fai vedere come bevi” mi disse secco. Sapevo che stava per venire e infatti feci appena in tempo a prenderlo in bocca. Lo schizzo addirittura iniziò mentre stavo con le labbra appena sulla cappella, io sempre appoggiata sui gomiti. Mi riempì la bocca in un istante ed era talmente tanta che faticavo ad ingoiare ed infatti un rivolo colò fuori causando una vistosa reazione da parte di quello che si stava masturbando in ginocchio che iniziò a farlo furiosamente. Pino lo guardò sorridendo e gli disse “Vieni qua e sborra sul suo seno” ordinò prendendo il mio seno sinistro e sollevandolo come per offrirglielo. Non l’avevo mai fatto ma lui sapeva essere una mia fantasia. Non reagii quando il ragazzo si alzò si avvicinò quasi di corsa continuando a masturbarsi avvicinò il suo cazzone strofinandolo al mio capezzolo durissimo. Si segava e guardava fisso tra le gambe e Pino a quel punto ha avuto pietà di lui e gli ha fatto di si con il capo. Così mentre si segava il ragazzo mi ha messo la mano tra le gambe in modo un po’ ruvido, violento, entrando subito dentro con due dita quasi in contemporanea al suo fiotto. Un primo schizzo lunghissimo finito quasi tutto sul mio asciugamano, poi gli altri, 5, 6 densi bianchi tutti diretti da lui sul capezzolo con qualche schizzo giunto anche alla mia guancia. Stavo li immobile a sentire colare quel liquido caldo quando l’altro dal cazzo storto arrivò scansando brutalmente il suo amico e mentre io ormai stavo venendo senza ritegno nella mano del primo con singhiozzi sul mio seno e anche sul viso sono arrivati altri schizzi . Seni, pancia, spalle, capelli, bocca .ero tutta piena di sperma che quattro mani, quelle dei due ragazzi, spalmavano e massaggiavano ovunque. Ormai godevo torcendomi del contatto ma quando uno dei due, non so chi, ha varcato con le dita la porta più stretta del mio piacere il gioco sui interruppe bruscamente. Sentii Pino ordinare…"basta andate ora basta, su". E dopo un attimo di esitazione le mani abbandonarmi. I ragazzi si allontanarono quasi di corsa come se avessero rubato qualcosa. Io sfinita dagli orgasmi lasciai che il vento asciugasse il loro sperma addosso mentre Pino con l’asciugamano mi ripuliva con dolcezza il viso e i seni. Sfinita ma con un’esperienza incredibile e folle da rivivere con Pino per notti e notti…
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15 anni fa
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L'ultima barriera 2010
“ Ciao Pino, sono Giuseppe, Giuseppe di Como” Resto per un attimo interdetto. Non credo di avergli dato il cellulare normale al quale è arrivata la chiamata e la sua voce mi causa un certo disagio qui in ufficio. Sto lavorando ad un paio di progetti importanti e gli chiedo di richiamare tra un’ora e lui si scusa e mi chiede di potermi incontrare, qui a Parma, sarebbe disposto a venire lui magari al ristorante per dirmi una cosa che potrebbe essere molto interessante. Concordiamo una chiamata più tardi e sento subito Paola per sapere se è stata lei a fornirgli il numero. “ Si Pino, dopo una chiacchierata in messenger, mi ha detto che era molto importante e ho pensato che dargli il numero non era un problema dopo quello che abbiamo vissuto. Ma credi che torni alla carica per quella coppia con il lui cuck che poi non abbiamo incontrato?” “Ah se non lo sai tu, Paola, certamente ne so meno di te”. Ho finito di lavorare tardi ,come sempre in questi giorni e con Paola andiamo a farci una pizza. Lei si presenta molto carina, fresca come non farebbero pensare i suoi 50 anni suonati, vestitino leggero un po’ scollato e corto, una specie di lungo shalle turchese, come sempre non nasconde le gambe quando si siede e provoca il consueto brivido di piacere in me quando vedo la sua disinvoltura, la mancanza di ipocrisia, il suo piacere nel constatare di essere stata notata e guardata. Chiacchieriamo piacevolmente, lei ricorda con fare eccitato l’incontro con Giuseppe sul lago di Como, mi confessa che anche oggi ha usato lo speciale vibratore che le ho regalato e che mi ha pensato intensamente rileggendo i racconti della nostre storie, chiacchierando con gli amici in messenger”. “ E’ un momento di tensione erotica, Paola?” “ Si forse si, vado a periodi e oggi… ne ho visti parecchi” Rido di cuore condividendo la sua eccitazione. Mi sono sempre chiesto cosa abbia Paola di speciale per gli altri uomini che a centinaia, a migliaia, sembrano disposti a masturbarsi in cam davanti a lei che guarda senza mostrarsi e fa vedere loro solo foto. Di mia moglie ho sempre amato la sua onestà intellettuale ed erotica. Lo ha sempre detto che il membro maschile le piace, che ama più vedere un uomo che si masturba pensando a lei che magari fare avventure. Il piacere di mostrarsi e di vedere l’effetto che provoca, nell’ammirare tanti, tantissimi membri turgidi che crescono, si innalzano, fremono, vengono spremuti sapendo che lei li guarda è un gioco al quale non resiste. “ Quanti ne hai visti venire oggi amore? E quali foto hai mostrato?” Ride maliziosa e cerca sotto il tavolo la mia gamba risalendo sino alla patta per un rapida carezza. “Una decina,direi, dalle 19 alle 20, un paio davvero molto belli (uno mai visto) e per le foto quelle ultime dell’incontro di due mesi fa con Anna e Andrea”. Addenta un pezzo di pizza mentre la mozzarella fumante cola da un lato. La recupera con la lingua con un gesto tanto istintivo quanto sensuale. “ Sai Pino, siamo proprio fortunati ad essere così come siamo e amarci da tutti questi anni. Quasi la gente non ci crede quando legge delle nostre avventure e non conosco molte altre coppie che resistono a questo tipo di scelta che è rischiosa, senza dubbio”. Annuisco. “ Vero, per questo dico che occorre sempre la giusta misura se no quando si va troppo oltre si finisce per provare quelle sensazioni non proprio ideali di Amburgo”. “Si lo so hai ragione. Però perché quando facciamo l’amore proprio tu tiri fuori spesso il ricordo della germania mentre dall’altra stanza guardavi me … con quei tre? Se è tutto così negativo come dici, perché quel momento ti eccita così’ tanto?” e ride ancora con gesto malizioso. “ Si va beh, fai la spiritosa: è meglio non rinvangare quel momento Paola: piuttosto che pensi possa volere il nostro guardone preferito? Mi ha sorpreso la sua richiesta di colloquio. Sai che sono sempre in allerta” “Ma no Pino, credo che non sia niente di particolare. Oggi su messenger era pieno di attenzioni e di complimenti per me e per te mi ha fatto tanto domande su di noi, su quello che facciamo quando siamo soli, e mi ha chiesto di vedere foto mie e tue assieme ed era eccitatissimo…” “Ah perché anche oggi ovviamente si è masturbato davanti a te in cam…” “Beh , certo, lo sai, per lui è proprio un bisogno. Da quando ci siamo incontrati poi dice che se ne fa 4-5 al giorno pensandoci”. Il discorso poi si sposta sui figli, sul lavoro, sui problemi quotidiani e l’eccitazione iniziale si dissolve mentre sorseggiamo e ci finiamo una bottiglia di Franciacorta. Solo a casa l’effetto delle bollicine e dei discorsi iniziali, torna a farci il consueto effetto. Mentre stiamo facendo l’amore la stimolo a raccontarmi le sue fantasie del pomeriggio, quando si è masturbata con il vibratore e ancora una volta lei esperta e audace, sa come scatenare il mio piacere parlandomi della sua voglia di mostrarsi a tanti uomini affamati ed impossibilitati a toccarla. E’ una di quelle serate particolari dove Paola non ha limiti ed esprime tutta la sua libido. Giuseppe sembra imbarazzato ma anche eccitatissimo mentre il cameriere si allontana dopo averci portato i caffè. “ Mi dispiace davvero che non ci sia Paola , Pino” “Te l’avevo detto che oggi non poteva: immagino che ti dispiaccia” e sorrido. “No, non per quello che pensi : è sempre bello vederla però è che stavolta ho da farvi una proposta e contavo di parlarne anche a lei ma forse è meglio così”. “ Di pure, non ho molto tempo” “Senti, ho una idea che ho sviluppato e creato con il gruppo di amici di Fan di Paola che sai che ho creato persino su Facebook anche se li bisogna essere molto coperti se no ti chiudono”. “ Si lo so, me l’ha detto Paola, carina l’idea”. “Bene. Allora ascolta. Hai la percezione di quanti siano quelli che adorano Paola e darebbero chissà che cosa per vederla, solo vederla dal vero? Ho visto che il vostro sito di racconti ha più di 55.000 visite, ricordo i tempi dell’altro sito vostro che aveva 300.000 visitatori, e poi tutti quelli di messenger etc etc. L’esperienza meravigliosa che mi avete concesso di vivere a Como, nel mio albergo,mi ha fatto capire tante cose. Innanzi tutto la bellezza e la sensualità del vostro gioco, la potenza delle fantasie di Paola e anche il fatto che a te piace proprio mostrala e saperla,per così dire, apprezzata. E so a memoria tutte le vostre storie e i vostri racconti e quello che mi ha colpito tanto è stato quello di Amburgo”. “Beh, il più discusso, proprio l’altro giorno ne parlavo con Paola” “ Si lo so. E so anche che ti è costato davvero tanto. E mi diceva Paola che da tempo avete un sogno, un viaggio di due settimane tra Norvegia e Danimarca”: “ Si è vero, ma è troppo costoso in questo momento di crisi che anche nel mio studio si sente ma non vedo il nesso con Amburgo”. “Aspetta ti spiego tutto. Io vorrei proporvi una cosa simile ad Amburgo ma solo in chiave guardare. Una cosa stupenda: 24 ore di esibizione dove Paola sarebbe a disposizione di un gruppo sceltissimo e certificatissimo di guardoni doc scelti tra persone di un certo livello, tra i fans di Paola, tra amici sicuri tutta gente certa con servizio di sicurezza privata messo a disposizione da me per vostra tranquillità. Il tutto nel mio albergo, chiuso al pubblico per 36 ore, a disposizione solo del gruppo di una cinquantina di persone che pagherebbero solo il costo reale di stanza, pranzo cena, e alla fine vi offrirebbero il viaggio che volete che mi pare costi quasi 18.000 euro. Tutto sotto il tuo controllo. Che ne dici ?” “Dico che sei un po’ svitato, Peppe. Intanto noi non facciamo niente “in cambio di qualcosa” avrebbe un sapore antipatico…” “ Ma con l’ingegnere però…” interrompe. Lo guardo male anche se so che ha ragione.”E’ un’altra cosa. E comunque da non ripetere” “ Ma sarebbe solo un viaggio, niente soldi, ma soprattutto io sono convinto che sarebbe la realizzazione di un tuo desiderio forte e di quello suo. Pensa che roba: cinquanta persone, sceltissime,selezionate, tutte a disposizione vostra. Una cosa mai vista. Che solo lo stile che ha Paola può consentire. Il momento finale, l’apice, il sogno impossibile, non dovreste fare niente, penso a tutto io dai certificati medici ai contatti: voi dovete solo godere di questa situazione e andarvi a fare il viaggio”. “Senti Giuseppe, ti ringrazio, capisco lo spirito, ma proprio non mi pare il caso” “Lo so che ora detto così ti sembra assurdo ma ti prego parlane con Paola, vedi che io non ho detto nulla a lei prima di parlarne con te, se non altro perché mi piacerebbe sapere che reazione vi suscita questa idea”. “Ok, glielo dico certamente, ma no credo che se ne farà nulla”. Mi alzo gli do la mano e lo congedo facendo finta di non vedere quel suo sguardo malizioso e voluttuoso. “Si Pino, concordo, so perfettamente tutto quello che mi vuoi dire e che razionalmente sostieni ma come vedi… tu sostieni una cosa e quello (e indica il mio slip rigonfio) dice il contrario”. “Che la cosa mi ecciti mi sembra ovvio. Ma che sia opportuna…” “Certo che non lo è. Opportuno è un termine così misurato, così poco trasgressivo che niente di ciò che abbiamo fatto era opportuno. Anche il fatto che aumentano le smagliature, il giro vita, e diminuisca la tonicità dei seni e dei muscoli non è opportuno e che tra poco non avrò più voglia a 51 anni di farmi vedere da nessuno. Dico solo che è una cosa che ci piacerebbe ed è bene non negarselo. Pensiamoci… e siccome vedo che tu lo stai facendo ora ti aiuto a rifletterci”. Paola scende dal letto, prende l’olio per massaggi, poi mi sfila lo slip facendo emergere tutta la “dura”verità. Qualche goccia sul pene, qualche altra sulle mani e comincia con la lentezza che sa essere sconvolgente una meravigliosa sega commentata, immaginando, suggerendomi scenari e situazioni, immedesimandosi e interpretando le mie e le sue fantasie tramite il profondo, scivoloso e riflessivo movimento anche a torsione della sua mano sull’asta durissima. Per un tempo infinito come l’eccitazione causata dalle sue fantasie sulla proposta di Peppe. Mezz’ora dopo, levandosi la maglietta percorsa dai miei getti bianchi ed asciugandosi il viso ha ancora quell’espressione impunita e provocante che mi conquistò 27 anni fa. “A giudicare dalla potenza e dall’altezza degli schizzi, Pino, mi pare che la proposta sia accettata, o no?” mi dice sorridendo. “Lo sai Pino, è un mese che sto preparando la cosa in tutti dettagli,da quella sera che mi avete detto di si. E’ tutto pronto ed esattamente come mi avete chiesto. Tranquillo. Te lo giuro e avrete sempre a disposizione due guardie giurate con le quali potete parlare solo voi, i loro numero di cellulare ve li ho mandati, ma stai tranquillo non serviranno” Peppe balbetta dall’eccitazione “e vedrai che cosa ho preparato in albergo, è tutto fantastico”. Ci vediamo domani mattina allora”. Posteggio l’auto nel cortile seguendo le indicazioni di Giuseppe prodigo di inchini e di complimenti e non ha tutti i torti. Paola quando scende dalla macchina farebbe colpo su chiunque: ha un collant in rete bianca e gonna bianca molto corta e certo non si sfora di stare composta, camicetta azzurra annodata sull’ombelico che scopre generosamente il reggiseno dello stesso identico colore, ha scelto le extension ieri dal parrucchiere per cui,come in alcune delle sue foto più apprezzate, ha capelli lunghi con qualche ricciolo, che le ricadono sulle spalle e con i suoi occhi verdi regalano una sensazione straordinaria per una cinquantunenne. E negli occhi ha quella luce perversa che si accende quando stiamo per vivere qualcosa di speciale. Peppe ci fa strada e dietro di noi le due guardie giurate certo a conoscenza dei dettagli della storia a giudicare dai loro sguardi divertiti. In corteo entriamo così in albergo, attraversiamo la hall e ci dirigiamo nella stanza della colazione anche se sono ormai le 10,30. Entriamo nella saletta nel momento in cui una quindicina di uomini ed una donna stanno facendo colazione. Si alzano tutti e si avvicinano premurosi per salutarci. E’ tutto un complimento a Paola: tre o quattro li riconosco come frequentatori della cam, tra loro Franco il linguista di Bologna, e l’unica donna è Federica, la lei un pò lesbo di una delle coppie con le quali giochiamo in cam. Si sente in obbligo proprio lei di abbracciarci con trasporto e di fare da portavoce ufficiale dell’accoglienza imbastendo una conferenza su quanto stia bene mia moglie con i capelli lunghi. Proprio lei mentre Peppe ci fa portare caffè e brioche ci consegna, con un quasi imbarazzato applauso dei presenti, una busta di plastica grande di un’agenzia viaggi. Sono i biglietti e le spiegazioni del nostro viaggio. Poco dopo in camera Peppe ci riassume il programma e le regole. La nostra camera sarà aperta con le guardie giurate all’esterno. Nel senso che chiunque potrà entravi e guardare ciò che desidera chiedere ma ovviamente saremo liberi di aderire o meno alla richiesta. Non potranno restare in camera più di 15 minuti ciascuno e non più di tre persone alla volta. In Piscina e al centro benessere la partecipazione è libera e Paola potrà scegliere di fare ciò che vuole. Unico vincolo stasera dopo la cena la sala riunioni è stata trasformata in un privè con letto al centro e lì sarà il momento clou ( ma senza altro obbligo che quello di mostrarsi un po’) e proseguirà, da quello che ho capito, anche durante la notte in camera. Insomma 24 ore al servizio del pubblico di guardoni ma con la possibilità di scegliere come. Si inizia alle 12, tra dieci minuti dunque, e si finisce con il pranzo di domani. Ci consegna l’elenco dei nomi e i certificati per l’aids e la mancanza di malattie. Ovviamente – aggiunge – è solo una precauzione perché nessuno si aspetta di fare l’amore con Paola o di avere contatti. Però si sa, questo mondo è imprevedibile e se Paola avesse voglia e fantasie almeno sta sicura. Quando il nostro albergatore esce dalla stanza Paola si precipita tra le mie braccia incollando la sua bocca alla mia e appiccicandosi addosso a me. “Non senti che atmosfera Pino, non hai visto come mi guardavano tutti?” Annuisco. E’ un po’ il momento finale di una lunga storia di provocazioni e di erotismo iniziata su internet tanti anni fa. Quello che in sostanza ci ripete Franco, il primo ad entrare educato e ossequioso nella nostra stanza assieme a due che non conosco, un ragazzo sui 30 anni, alto biondo, un signore sulla cinquantina, fisicamente ben messo, che dice di essere un grande ammiratore di Paola tramite il nostro vecchio sito. Mentre si presentano Paola è seduta sul letto e la gonna non copre molto ma lei lo sa. Il più giovane ha la lampo dei pantaloni aperta e dopo pochi istanti allunga la mano. Franco si scusa ancora ma dice di aver parlato con questi due a colazione della sua esperienza nel vedere Paola in bagno e che vorrebbe… Nessuno fiata, l’imbarazzo è pesante e Paola da par suo lo risolve. Si alza dal letto stringe la mano a tutti e tre e dice loro che dopo il viaggio per venire a Como ha bisogno di fare pipì ed una doccia e che ovviamente possono vedere. Il giovane diventa paonazzo e si slaccia i pantaloni calandoseli imitato dagli altri due. Paola li guarda sorridendo. “Su ragazzi, anche quelli” dice loro indicando gli slip ed il boxer di Franco. I tre membri gia’ in tiro emergono quasi surreali bianchissimi tra le pareti rosse della stanza. Paola mi fa un cenno e annuisco.Si toglie le scarpe, slaccia la gonna e rimane qualche istante davanti a loro in collant e slippini. Con incredibile naturalezza si toglie la camicetta mentre i tre in piedi si masturbano lentamente come scimmiette. “Su venite, anche tu Pino” e si dirige in collant, slip e reggiseno in bagno sfiorandoli nel passaggio vicino a loro, godendo del loro desiderio. Entro nel bagno grande per ultimo.Franco è vicino a Paola in piedi davanti al lavandino a guardasi nello specchio come se non ci fossero, gli altri due si sono seduti a chiappe nude sul bordo della vasca con i loro membri in mano. Molto bello e grosso quello del giovane. Normali gli altri. Paola si gira verso di loro, li guarda negli occhi, si cala il collant e un istante dopo lo slip sempre come se fosse sola. Emerge la sua peluria rada e ordinata segno che oltre che dal parrucchiere è andata anche dall’estetista ieri. Si sfila tutto. Si avvicina al water, si siede appoggiandosi però con la schiena dietro aprendo le gambe molto più del necessario e spingendo in avanti il pube. Resta così qualche secondo. Il tempo necessario per il cinquantenne per rantolare e un filo di sperma nonostante il disperato tentativo di stringerlo e ricacciarlo indietro appare sulla punta del suo pene e inizia a scivolare lungo le sue dita serrate. Paola lo incoraggia: “ Tranquillo, vieni tranquillo, avrai modo di farlo durare poi” lo incoraggia mentre lo schizzo del secondo getto si solleva appena dalla punta nel momento in cui mia moglie inizia a fare pipì davanti a quattro uomini ( me compreso) senza alcun ritegno anzi allargando bene le gambe perché possano vederne i dettagli. Neanche a metà dell’operazione e giungono quasi simultanei gli altri due orgasmi. Lo schizzo di Franco è potente, si innalza una quarantina di centimetri prima di inondare il pavimento scuro. Il giovane viene ansimando con ondate abbondanti e dense che scorrono lungo la mano, l’interno della coscia e giungono a terra. Paola prosegue sorridendo e li incoraggia. Stacca un pezzettino di carta igienica per pulirsi mentre tutti e tre sussultano ancora con le mani piene di sperma. “Mi faccio una doccia ora scusate” e tutti si scansano, buffissimi con il pene ancora nella mano piena di sperma cercando di evitare le macchie sul pavimento e sgattaiolando fuori del bagno. Li accompagno in stanza dove frettolosamente si vestono senza neanche pulirsi ed escono di corsa dalla stanza e altri tre fanno subito dopo il loro ingresso. Sento l’acqua che scorre. Si presentano a me. Uno lo conosco, è nostro storico ammiratore, una quarantina di anni, il secondo è straniero, sui 30 anni, un ingegnere marocchino la pelle appena più scura , titolare di un impresa, amico di Peppe per i quale ha ristrutturato l’albergo. Il terzo occhi bassi, sembra imbarazzato e si presenta non guardandomi negli occhi. Sui 35-36 anni, moro, bel fisico ma quasi completamente calvo. Dico loro che Paola sta facendo la doccia, che se vogliono possono mettersi in libertà e andare a vedere anche se il box doccia non è perfettamente trasparente. Il più timido non se lo fa ripetere due volte: si spoglia completamente mettendo in evidenza due grossi tatuaggi colorati ed un pene notevole ancorché in stato di riposo. Il nostro ammiratore si limita invece a tirarlo fuori mentre il marocchino si sfila pantaloni e slip dimostrando che quel che si dice dei suoi connazionali non è una leggenda. Ha un cazzo lungo e scuro, uno dei più grossi che abbia visto. E mi spogli oanche io perché la tensione ora la avverto. Il più timido, nudo, si infila in bagno. Lo seguo per prudenza. Gli altri si siedono su poltrona e seggiola davanti al letto aspettando. Il tatuato, corpo scolpito dalla palestra come so peraltro che non piace a Paola l’ha salutata mentre lei è ancora dentro la doccia e si siede sul water osservandola nelle trasparenze del box. La guarda e si masturba furiosamente assolutamente non infastidito dalla mia presenza. Si accorge dello slip di mia moglie sul lavandino. Mi fa un cenno eloquente, con una espressione di quasi sofferenza. Lo vorrebbe prendere. Faccio di si con il capo. Rapidissimo lascia per un attimo il suo pene che ondeggia in aria e agguanta lo slip nel momento in cui Paola apre il box. Bellissima. Nuda e bagnata, i capelli lunghi sui seni, gli occhi ammirati subito sul membro dell’uomo che ha portato lo slippino al naso e poi, dopo un altro sguardo interrogativo, vi ha avvolto il suo pene. Paola gli sorride, prende l’accappatoio mentre lui si sega furiosamente con lo slip attorcigliato al membro, e si asciuga con calma ad accappatoio aperto ad un metro da lui. L’orgasmo non lo vediamo :lo sentiamo dal rantolo e dal lamento mentre stringe fortissimo la punta del suo grande membro negli slip di mia moglie che ne contengono gli schizzi. Paola sorride: mentre lui ancora agita la mano e le mutandine zuppe gli si avvicina e gli fa una carezza sul capo senza capelli chinandosi per deporre un bacio sulla punta della testa incurante di essere sfiorata tra le cosce dalla sua mano ancora in movimento.” Bravo amico mio” gli dice procurandogli un ulteriore brivido. Si ferma, allunga la mano verso di lui. “Su ridammi le mie mutandine ora” gli ordina. E come se fosse fulminato da una corrente a 30.000 volts. Ondeggia, sgrana gli occhi, mi guarda, osserva di nuovo Paola quasi a forza,come se fosse la pinza di un braccio meccanico, stacca la sua mano dal pene e stringe gli slip gocciolanti e li porge a Paola che senza fare una piega li prende in mano. Li avvicina al naso. “Umhh che buon odore che ha il tuo sperma” gli dice mandandolo in catalessi. “Dopo me le metto” ed esce dal bagno. Saluta gli altri due già al lavoro. “ Vieni Pino” ordine, ora ho voglia”. Si avvicina al letto, e vede il membro scuro enorme. “ Complimenti” dice all’ingegnere straniero e fa un passo verso di lui chinandosi un po’ a guardarlo. “Bello davvero” ripete e inaspettatamente per me e per lui allunga la mano e glielo cinge stringendolo anche se riesce appena a agguantarne la metà. Segue il movimento della mano dell’uomo due o tre volte su è giù. “E’ pure molto duro Pino ,sai, nonostante sia così grosso e poi ” ma non fa in tempo a finire il concetto che un lunghissimo zampillo bianco si innalza con una contrasto fortissimo dalla cappella scura appena contenuta dalla mano di mia moglie che ridendo la ritira senza poter evitare però di essere cosparsa dal secondo schizzo. “Dai bravissimoooo, così, lo incita Paola” mentre si asciuga la mano sull’accappatoio e il primo rientra in camera a recuperare i suoi vestiti. Paola mi fa cenno di mettermi sul letto battendo il plamo della mano sulla copertina rossa mentre escono di due che sono già venuti facendo entrare un altro, un signore elegante molto educato. Paola lo saluta e gli indica la poltroncina appena lasciata vuota dal marocchino e con qualche macchia. Lui ringrazia con un gesto si spoglia come se stesse andando a letto mettendo i pantaloni ripiegati ordinatamente sullo scrittoio e si siede incurante delle macchie. Paola si è sfilata l’accappatoio. E’ nuda e si mette davanti a loro a gambe aperte. “Vieni Pino… facciamogli vedere”. Mi fa un gesto inequivocabile. Mi avvicino sapendo di essere ormai al limite dopo questa partenza incredibile del nostro tour per guardoni. Paola non esita: si mette il cuscino sotto la testa e me lo prende decisa in bocca ingoiandolo quasi per metà. Poi aiutandosi con la mano che tiene i testicoli imprime subito il movimento giusto mentre la lingua mi carezza la punta. Ogni tanto si stacca da me e solleva il capo per controllare la situazione : i due nostri ospiti sono ora in piedi vicinissimi al letto che scrutano chinati tra le gambe spalancate di mia moglie commentando la sua figa e la sua abilità nel pompino mentre si segano con decisione. La porta della stanza è aperta e c’è tramestio nel corridoio. Un altro uomo in mutande entra prima timido poi deciso, e si mette ai piedi del letto strofinandosi sullo slip già molto gonfio. Un paio si affacciano appena alla porta della camera. I tre dentro stanno per esplodere, si capisce. La sensazione del loro godimento mi scuote e non resisto più. Lei mi guarda e annuisce con gli occhi . Lo estrae dalla bocca, lo guarda, lo lecca poi guarda gli altri. “Pino vienimi in bocca su” mi incita a voce alta. Quando le labbra circondano la mia cappella è un attimo: il primo schizzo parte deciso nella sua bocca. Lei stringe forte con le labbra e prosegue nel movimento appena accennato con la testa. Gli schizzi si susseguono nella sua bocca mentre la mia mano la tocca tra le gambe allagate avendo cura di aprire ulteriormente le grandi labbra già spalancate. Paola non molla:un rivolo di sperma esce da un angolo della bocca. Anche lei è vicinissima all’ orgasmo sotto la mia mano. Mi distacco le si tira su un po’ sui gomiti guardando i tre che ora si masturbano furiosamente. Apre un po’ la bocca,fa vedere che è piena del mio sperma: sorride e la richiude ingoiando ed il momento in cui il primo lancia i suoi strali densi sulla copertina rossa senza poter evitare che il secondo lancio giunga esattamente sui peli di mia moglie mentre la sto masturbando. Il contatto tiepido la fa sobbalzare e venire urlando, stringendo le cosce quasi stritolando la mia mano. Si lamenta e urla senza ritegno. Quando i sussulti finiscono torno ad aprile bene le gambe.” Falla vedere bene Paola, lascia che ora godano di te” i due che da tempo si masturbavano si avvicinano chinandosi sul letto senza smettere il movimento sulle loro verghe paonazze. Io tengo aperte le gambe di mia moglie, le dischiudo bene la vulva, li invito a guardarla dentro . Sono vicini e famelici ma nessuno osa sfiorarla. Loro no ma i getti di sborra quasi contemporanei hanno meno rispetto e piombano sulla sua pancia, tra le cosce, sulla vulva aperta e sulla mia mano che la dischiude. Paola mugola e io senza ritirare la mano la massaggio ancora sul clito aiutato dallo speciale lubrificante bianco. Viene ancora mia moglie dicendo cose oscene che preferisco non registrare. Lei respira ansimando e chiude gli occhi stanchissima. I tre si rivestono in silenzio e io mi stendo accanto a mia moglie carezzandole i seni. Apre un occhio e mi sorride: “riposo ora?”. Le dico che può anche dormire. Mentre mi alzo per andare in bagno a prendere un asciugamano per pulirla incrocio altri due che entrano in camera silenziosi. Al mio gesto di fastidio che invita ad aspettare ,alla calma, si scusano ma non escono. Ricordo il regolamento. Aperti a tutti, per essere spiati anche nei momenti di relax. Prendo l’asciugamano in bagno e quando rientro i due sono seduti sulle poltroncine con gli occhi incollati su mia moglie ancora nuda e aspersa, distesa sul letto a occhi chiusi. La asciugo e la pulisco tra le gambe e sulla pancia come fossimo soli decidendo di ignorare i presenti. Le si scansa e mi fa posto e quando mi stendo vicino a lei allunga la mano e me lo prende stringendolo. “ ma possiamo riposare anche se ci sono quelli, vero?” mi chiede ad occhi chiusi. Le dico di stare tranquilla e di non pensarci. Le si mette un po’ sul fianco tenendomelo sempre in mano e si accoccola vicino a me ma le gambe le dischiude egualmente per facilitare la visione ai due entrati da poco che silenziosamente si stanno toccando. L’eccitazione la forza dell’orgasmo, i sensi placati ci fanno davvero dimenticare la situazione e sento il suo respiro farsi prima regolare poi profondo e mi accorgo di scivolare anche io nel sonno. Quando posso aver dormito? Mi sveglio perché disturbato da un movimento che mi sembra il terremoto. Sobbalzo sul letto prima di ricordare e realizzare e una frazione di secondo dopo capisco che il movimento sussultorio è dovuto alla masturbazione di un uomo sui 40 seduto sul letto ai piedi dalla parte di mia moglie che è sveglia e lo guarda tenendogli aperte le gambe e toccandosi per lui. Si volta e mi guarda con tenerezza: “ Sei già stanco Pino? Qui si lavora. Ah ah, è mezz’ora che dormi” Nella stanza è un andirivieni. Peppe, il titolare dell’albergo, entra già nudo e con il suo membro svettante. “Fantastica fantastica ripete” mentre mia moglie allunga il piede e infila la sua punta sotto i testicoli di quello seduto sul letto che continua a segarsi carezzandole il piede e la caviglia con l’altra mano. “Pino toccami ancora” mi chiede “ma senza togliergli la visuale”. Ora mentre le sfioro con la punta delle dita i peli e la figa offerta alla visione di tutti, mi metto in ginocchio accanto a lei che prende con la sinistra il mio membro strofinandoselo sul capezzolo e masturbandolo. Guarda Peppe e lo invita senza neppure chiedermelo. Lui si mette dall’altra parte, nella stessa mia posizione, e Paola afferra decisa anche il suo cazzo e comincia a masturbare anche lui. I due membri duellano con i suoi capezzoli mentre l’altro ai piedi del letto con un lamento soffocato le viene sul piede e le sta massaggiando sulle dita, la pianta, la caviglia il suo sperma. Peppe ed io veniamo praticamente assieme coprendole di schiuma i capezzoli, facendo scorrere i rivoli nel canale tra i seni, schizzandole ovunque la nostra voglia senza che Paola lasci la presa contemporanea con le due mani mentre io affondo tre dita in lei e agito per portare anche lei al piacere che giunge immediato mente come impazzita lascia i membri e si strofina sui seni sulla pancia, sul viso la doppia schiuma bianca. “ Peppe ora però capisci che ci deve concedere un attimo di riposo sul serio”. Annuisce. Si rialza, raggiunge la porta spalancata della stanza parlotta con qualcuno. Poi finalmente siamo soli anche se la porta resta aperta. Nella stanza un odore di sperma fortissimo, ovunque macchie, una pozza addirittura proprio all’ingresso segno che gli amanti dello spiare di soppiatto hanno seguito numerosi e silenti. Aiuto Paola a farsi una seconda doccia, poi ci stendiamo sul letto. “Come ti senti amore’” “Io benissimo – mi risponde – ma tu? Qualche ripensamento, qualche crisi, o valutazione negative? Va bene davvero? Proseguiamo? “ Le faccio di si con il capo . “ Se sta bene a te e ti piace per me va bene. Ho la sensazione che sia … la sequenza finale” . Mi abbraccia. Poi sale nuda stesa su di me a baciarmi. Il suo peso è dolcissimo e rassicurante. Credo che ci appisoliamo così. Mi sveglia lei, forse dopo un’oretta, carezzandomi il petto mentre si è messa su di me a cavalcioni strofinando i sessi. “Voglio far l’amore con te,adesso” mi dice piano e con la mano cerca il mio uccello non ancora al massimo per infilarselo. L’aiuto nella manovra non proprio semplice ma dopo pochi istanti, quando riesco ad entrare dentro di lei l’eccitazione delle sue parole ora d’amore ora di lussuria riprende il sopravvento. Iniziamo a far l’amore: la tengo per i seni che stringo dolcemente e spingo lento e profondo dentro di lei come so che le piace. Lei si china verso il mio petto . “ Piano, piano dentro sino in fondo mi sussurra” Ci abbracciamo avvinghiati dando spazio alla nostra istintiva intesa con movimenti miei e suoi che sono sintonizzati da 27 anni di amore e slancio. Mentre la penetro e le carezzo le natiche improvvisamente mi rendo conto della presenza in stanza di due ospiti. Silenziosi e evidentemente eccitatissimi. Ci guardano in piedi davanti alla testata in fondo al letto. “Che culo, che culo” mormora uno dei due che poi mi chiede lamentoso di farglielo vedere bene. Paola si accorge anche lei in questo momento della loro presenza e la stretta dei muscoli pelvici mi conferma che non le dispiace di stare in quella posizione davanti a loro mentre la scopo. “ Continua Pino, continua” mi sibila nell’orecchio. Il mio movimento dentro di lei si fa più deciso a scatti profondi mentre le mie mani corrono dietro e con dolcezza ma decisione le divaricano le natiche in modo che dalla loro posizione possano vedere bene i dettagli. “ Su Paola, ti tengo tutta aperta, ti scopo davanti a loro e gli faccio vedere il tuo buchino” le sussurro nell’orecchio. Lei emette un grido, mi mordicchia il lobo, si agita ma mi aiuta a tenerla aperta. “ Ti prego, ti prego” di dice in trance erotica, digli di toccarmelo un po’ mentre mi penetri”. “Vuoi che ti tocchino il buchino? “ Si ti prego, ti prego, ora, diglielo tu” replica con un soffio di voce nel mio orecchio. Mi scanso appena, inquadro l’uomo più vicino al letto. Gli chiedo il nome. “Luca allora devi fare una cosa ora. Avvicinati a noi e toccale piano le natiche e il buchino mentre la scopo”. “Davvero posso?” risponde incredulo Paola si agita come un ossesso sul mio pene dentro di lei. “Su sbrigati che sta per venire non vedi”. Si avvicina, continuo a scopare mia moglie e lui si china lasciando lì uccello duro che si appoggia al fianco di mia moglie involontariamente. La sua mano corre sulla natica facendo sussultare Paola e giunge dove sto tenendo divaricato. “Dai toccala li, piano piano e se proprio vuoi, puoi anche sentire com’è stretta”. Paola urla al contatto della punta del suo dito. Mentre lui carezza facendo quasi piangere lei aumento i colpi e la penetrazione. E’ sul punto di venire e si trattiene: affondo deciso e lo lascio tutto dentro immobile lasciando a mia moglie il compito di fare i movimenti giusti: improvvisamente sento lei esplodere in un ahhh prolungato nel momento in cui avverto chiaramente sul mio pene il dito di lui ormai tutto dentro di lei dietro che si muove a solleticare il suo ed il mio orgasmo che giungono come una esplosione. Sudati e uniti ci teniamo stretti in questo abbraccio con il fiatone mentre il nostro guardone estrae il dito e prendendosi una liberà non prevista si avvicina alle natiche di Paola e termina la sua sega con la punta a pochi centimetri dai glutei. Gli schizzi fanno un lieve rumore ricadendo sulla pelle di mia moglie mentre il liquido caldo le scorre tra le natiche e giunge sino ai miei testicoli. Paola torna a stringere me dentro e ad agitarsi a contatto con lo sperma. Anche l’altro incoraggiato dal nostro silenzio si avvicina e dopo un paio di colpi sulla sua asta stranamente ricurva in avanti, le sborra sul sedere e Paola a questo nuovo contatto si agita di nuovo e arriva subito ad un nuovo orgasmo. La terza doccia della mattinata stavolta avviene senza spettatori . Paola chiude la porta del bagno per asciugarsi i lunghi capelli umidi e si prende venti minuti di relax. Dal frigo della camera prendo un paio di bottigliette d’acqua dopo essermi vestito mentre scambio due parole con un simpatico e giovane avvocato che si è prima affacciato dalla porta, ha chiesto il permesso ed è entrato in camera mentre Paola stava ancora in bagno. Mi spiega come lui sia un guardone doc, sin da ragazzino, come la sua passione sia proprio quella di vedere le donne vestirsi e spogliarsi e mi chiede se puo’ restare senza dare fastidio. Quando lei esce dal bagno non si sorprende neanche più di trovare un uomo seduto sulla poltroncina. Ha un atteggiamento lucido ( contrariamente a quanto accadde ad Amburgo) e perverso, come se sentisse che è l’apoteosi, il gioco finale. Con naturalezza si toglie l’accappatoio guardando l’ospite nuda. Gioca con i capelli sui seni e gli sorride. Poi come se non ci fosse infila il perizoma ( insolito per lei) e il collant a rete, il reggiseno, la camicetta dopo essersi guardata allo specchio ed infine la piccola gonna mentre il nostro ospite è seduto in slip dopo essersi calato i pantaloni e si strofina con una certa forza senza estrarlo. Paola si aggiusta il collant tirando su la gonna, si guarda ancora allo specchio e alla fine si siede sul letto con le gambe verso il nostro ospite che continua il suo strofinio. Gli rivolge la parola, si informa, e nel frattempo non copre le gambe. Anche lei nota che il suo slip bianco non è molto rigonfio segno di una erezione non completa. Glielo chiede premurosa : “Non ti piace qualcosa?” Lui fa cenno di no e spiega che non riesce mai ad avere una erezione totale per questo fa così sullo slip. Mia moglie lo incoraggia, si alza dal letto, si avvicina alla poltroncina per farsi vedere bene le gambe, si tira un po’ su la gonna, e poi chiedendogli permesso allunga la mano tastando il pene non del tutto duro attraverso lo slip mentre lui si agita .Lo tocca, lo palpa con la punta delle dita, lo stringe, lo esamina e più volte gli chiede se proprio non viene duro neanche così. Ma lui è un segaiolo e questa iniziativa, penso, proprio lo disturberà. “E fai così per venire?” gli chiede mentre strofina con il palmo della mano premendo forte sulle mutande mentre lui è affascinato dalla visione del collant e la guarda sotto la gonna. Non risponde, continua ad agitarsi sino a che improvvisamente mette la sua mano su quella di lei trattenendo il fiato. Un’ampia macchia bagnata inizia ad espandersi sullo slip bianco con Paola che gli sorride e si complimenta con lui con dolcezza e sensualità. Sembra percorsa da una strana forza, totalmente priva di freni inibitori ma capace di trasmettere eleganza e passione. Mi abbraccia e mi bacia: “Pensi che per ora possa bastare? Quanti ne sono venuti sino ad ora, hai contato?” Rido. “Non so, forse una decina quelli che abbiamo visto e qualche altro di nascosto; un buon inizio direi anche se un po’ oltre le righe e il pensato… ma tu cosa senti, cosa provi?” “ Mi sento strana, hai ragione. Stranamente libera e forte e con una certezza, amore. Godiamoci tranquilli e senza pensieri questa giornata perché dentro sento che è l’ultima del nostro lungo gioco. Il punto di arrivo delle trasgressioni e dei sogni. Da domani voglio solo stare con te, godere delle nostre tenerezze, delle nostre fantasie e dei nostri ricordi ma senza più altri, neanche Anna e Andrea. Solo noi a godere di noi. Sei d’accordo tesoro?” L’abbraccio forte di nuovo. “ Certamente. Hai ragione, credo che con oggi si possa dire di aver provato tutto e di esserci molto divertiti. Chiudiamo qui, condivido perfettamente, stasera e stanotte i fuochi d’artificio finali”. Scendiamo al bar dell’albergo a prendere un aperitivo. Ci sono cinque o sei avventori che ci salutano con affetto e reverenza. Paola sembra ringiovanita di 20 anni: una sicurezza mai vista, una dolcezza ed un’eleganza straordinarie che incutono rispetto anche a chi, come quel marocchino, ha finito da poco di vederla nuda e di masturbarsi davanti a lei. Diretta e accattivante: mai ipocrita. Chiede all’ingegnere mulatto se ha piacere di prendere l’aperitivo con noi. Lui aderisce con sorpresa ed emozione. Parla dell’albergo e della bellezza della vetrata sul lago, si informa sulla storia di lui, e nel pieno discorso gli dice con lo stesso tono che usava per descrivere il centro benessere, che raramente ha visto un membro come quello suo e gli fa i complimenti di fronte ad un barista che fa finta di niente ma che è esterefatto. Padrona assoluta della situazione, capace di incutere soggezione con la sua eleganza, consapevole e contenta che la sua posizione sullo sgabello alto, scopra interamente le gambe agli sguardi degli altri presenti che non si fanno certo pregare. Mai vista così tranquilla, così sicura e così pervasa da una luminosa bellezza senza età. Entriamo nella sala da pranzo come fossimo sulla croisette del festival di Cannes . Peppe ci viene incontro sorridente. “Venite, avete un posto speciale” La lunga sala è ad elle: girato l’angolo al centro della parte più lunga un tavolo posto su una specie di rialzo probabilmente fatto fare apposta immerso tra fiori e piante e alcuni scalini di legno per raggiungere la piattaforma piuttosto ampia. “Un trono per la regina” commenta soddisfatto mentre una quindicina di persone ai tavoli applaude Paola che sorridente sale. Ci sediamo al tavolo che ha vicino il cestello del ghiaccio con lo champagne. Da quella posizione sollevata, gli avventori hanno una visuale interessante della gambe di mia moglie che perfettamente conscia si siede in punta di seggiola non stando certo attenta a coprirsi. A servire tutto il pranzo è personalmente Peppe e si tratta di un menù di altissimo livello consumato con una commistione di piacere della tavola e di sottile eccitazione sollecitata dagli sguardi di tanti alla ricerca dello spiraglio tra le cosce di Paola che generosa come sempre regala ogni tanto qualche emozione. Al bar, dopo pranzo, fanno a gara a stare vicino a Paola, a chiacchierare con noi, a chiedere, far vedere foto di anni fa di mia moglie prese e stampate dal vecchio sito, a raccontarci aneddoti e situazioni che mia moglie ha suggerito loro. Qualcuno tenta addirittura di strapparle un autografo su una foto che Paola però rifiuta con un sorriso cortese di concedere. Peppe ci propone di passare nella sala verde, una piccola sala auditorium perché molti vorrebbero porci domande, fare una specie di incontro pubblico asl quale certo non ci sottraiamo. Io e mia moglie ci sediamo sulle poltroncine davanti alle 6-7 file di seggiole, una trentina di posti quasi interamente riempiti da tutti uomini e l’unica donna del gruppo che ci viene a salutare con calore. Paola accavalla le gambe e sembra in quel momento l’inquadratura di una telecamera sul pubblico che segue una partita a tennis, quando si vedono le teste all’unisono girare a destra e a sinistra a secondo della direzione della pallina che non si vede. Tutti gli occhi si abbassano per seguirne i movimenti. Paola incrocia le gambe regalando tutti i centimetri di coscia possibili. Iniziano le domande, sulla nostra storia, sulle nostre esperienze riportate nel sito, sui problemi e qualche volta ci portano esperienze personali anche dolorose. Un colloquio sereno, piacevole, senza limiti o ipocrisie. Insomma, considerando che qualcuno ha chiaramente bevuto un po’, pene al pene e vino al vino. Schietta diretta, Paola usa termini chiari e parole non equivoche, dà qualche consiglio (ma a lei chiedono più che altro curiosità ed a me consigli…) racconta, descrive, ammette pi ù volte il suo piacere nel vedere i membri maschili tanto che la prendono in parola ed almeno 7 o 8 emergono dai pantaloni. Quando le chiedono di raccontare di Amburgo lei infiocchetta, aggiunge e aumenta la sensualità della cosa consapevole di aver avviato una sega molto collettiva con l’unica eccezione di Federica che si tocca palesemente sui pantaloni mentre con l’altra mano gioca con il membro del marito. Quando le domande vanno sul seno con qualcuno che ipotizza un intervento correttivo chirurgico, lei ride di cuore. “ Ma come mi sarei fatta una plastica lasciando la mia scarsa seconda misura? E poi come potete vedere, è un po’ sceso “ e si slaccia la camicetta sfilandosela, si toglie il reggiseno restando così a torso nudo in gonna e collant a vita bassa davanti a tutti. E’ un fioccare di fazzolettini e mugulii poco dopo. Sulla porta ,come sempre, le due guardie giurate due ragazzoni assolutamente corretti e turbati (come intuisco dal loro sguardo). Mentre usciamo un signore ci ferma sulla porta. “Secondo voi – ci chiede con un tono quasi aggressivo- perché Paola che è si una bella signora ma non certo la più bella di internet, non una strafica, ha tutto questo successo e questi fans impazziti nonostante l’età?”. Faccio per rispondere e snocciolare la mia teoria nonostante il tono non proprio ossequioso della domanda quando Paola con un gesto della mano mi interrompe. Sorride al suo interlocutore, lo prende per mano e chiedendomi scusa un attimo e di attenderla due minuti, lo trascina a sedere su una delle seggiole dell’ultima fila , ne prende un’altra e gli si siede di fronte. Mi avvicino per sentire incuriosito. “Vedi amico mio, me lo chiedo tante volte anche io – gli dice scosciando in modo evidente e calamitando l’attenzione dell’uomo e poi mi sono convinta che è la mia normalità e la mia schiettezza. Ho sempre detto che se per uomo sembra naturale desiderare di vedere nuda una donna, guardarle tra le gambe come stai facendo tu ora, è vero anche il contrario e, ad esempio, ora mi sto chiedendo come ce l’hai e se ti faccio effetto. Ho sempre ammesso che a me piace vedere un bel cazzo turgido, e mi sembra di avere gli stessi diritti di un uomo. Non l’ho mai nascosto e aiutato tanti a seguire i loro sogni per il piacere di farlo”. “Io non ce l’ho bello, è piccolino” risponde lui colpito. Gli sorride, gli accarezza il ginocchio. “Su amico mio, vediamolo allora, può darsi che non sia così” e lo guarda in viso. “Ma qui, ora, vuoi vederlo davvero?” e si guarda in giro. “Dai su lo hanno fatto in tanti prima, non hai visto? Fammelo vedere” Esita, poi si slaccia la cinta e apre il pantalone restando seduto. “Dai timidone, vieni qui” Paola lo tira verso di se costringendolo ad alzarsi e tirandolo di fronte a lei, aprendo le gambe in modo che lui possa avvicinarsi meglio. Decisa finisce lei di aprire i pantaloni e glieli cala con gesto deciso mentre quattro o cinque attorno si fermano a vedere, incuriositi. Poi piano piano prendendo il bordo dei boxer a fiori con due dita sia a destra che sinistra sull’elastico, tira giù, lo spoglia nudo. Una fitta peluria nera emerge assieme ad un pene che sta ergendosi, certamente non grosso, ma elegante, ben proporzionato. Paola si avvicina a guardarlo, delicatamente con due dita ne afferra un lembo di pelle per sollevarlo appena causando un ohhhh dei presenti ed un mugolio dell’interessato. Lo solleva, lo abbassa, lo risolleva e quando lo lascia è duro e svettante anche se non lunghissimo. “ Invece è carino ed elegante e ne puoi andare fiero, e mi piace” gli dice tirandogli su improvvisamente i boxer ed alzandosi. Poi allungando di nuovo la mano sulle sue mutande: “Ora hai capito perché tutti questi sono qui per me?” e ride di gusto lasciandolo di sasso e con i pantaloni calati avviandosi verso la porta, dopo avermi preso per mano e ricevuto l’applauso divertito dei presenti. Strepitosa. Questa Paola mi fa un po’ paura: sembra un’altra non solo per quei lunghi riccioli biondi che le cadono sulle spalle ma perché ha un fascino perverso particolare che domina non solo il folto gruppo di suoi fans guardoni, ma anche me e la situazione quasi grottesca in cui siamo. Un’altra donna rispetto a quella titubante ed eccitata di Amburgo o di quella vendicativa con l’ingegnere. Cìè serenità, consapevolezza, sensualità e maturità nel suo provocare ed essere provocata. Una forza magnetica che mi rendo conto rende del tutto inutile la presenza delle due guardie giurate: nessuno oserebbe fare qualcosa che lei non voglia. Così come quando con ferma calma comunica a Peppe che i tanti segaioli in attesa di un pomeriggio sul tipo della mattinata dovranno aspettare: passeggiata sul lago per mano io e lei scattando foto e rilassandoci. Rientriamo ( attesissimi) alle 17 e andiamo in piscina. La “tribuna” è gremita. Chi nudo, chi in costume, Federica in slip e grossi seni scoperti. Paola regala sorrisi e si spoglia. Si tuffa con naturalezza in acqua, salvando i capelli dentro una cuffia. Quando emerge si stende su un lettino accanto a me, pancia in sotto, con le gambe rivolte verso la gente che si avvicina, si siede persino per terra per guardarla meglio. Qualcuno si masturba, altri guardano solo. Federica di avvicina e le chiede qualcosa chinandosi vicino al suo orecchio. Mia moglie ride. Annuisce. Mi chiama vicino e si volta sul lettino stendendosi di schiena. Mi chiede di avvicinare il mio al suo. Federica le si siede accanto e mi fa un cenno. “Pino fai quello che vuole lei, così diamo qualcosa da vedere, no?” La mano destra della nostra amica va a carezzare i peli ordinati di mia moglie e l’altra scansa bruscamente il mio slip tirandomelo fuori mentre il marito di Federica si avvicina ai piedi di Paola, le dischiude le gambe e si siede di spigolo sul lettino tra di loro masturbandosi e guardando ora la mano di Federica che esplora Paola e ora l’altra mano della moglie che mi masturba. Paola chiude gli occhi e si abbandona qualche istante al massaggio intimo della nostra amica poi mi guarda compiaciuta vedendo la mia erezione nella sua mano. Intorno si è fatto un capannello di uomini con il pene in tiro che si toccano e mugulano. Paola li guarda uno per uno e sorride. Federica che le sta facendo un ditalino profondo con due dita ed il pollice che sfiora il clitoride le estrae dalla vagina bagnate e le lecca avidamente. Si china ancora all’orecchio di Paola che sorride.” Ok, le dice piano” Fede si alza decisa ballonzolando i suoi grossi seni. Scansa il marito. Lo prende letteralmente per l’uccello e lo trascina accanto a Paola mentre mia moglie mi guarda e tira il mio verso la bocca. Lui ed io ci sistemiamo ai lati di Paola in modo che lei ruotando la testa possa leccare ora il mio ora il suo. A nostra amica con fare deciso le spalanca bene le gambe e si tuffa con il viso a cercare con la lingua la fessura ed il clitoride e si incolla con la bocca alla fica di mia moglie che intanto spompina senza fretta ( come fossero due gelati da gustare) me ed il marito. Lui non ce l’ha grossissimo e non mi stupisce ad un certo punto vederlo sparire totalmente nella bocca di Paola che tiene il mio con la mano. Poi in quella posizione lascia che la lingua di Federica fibnisca il suo percorso e lamentandosi con la bocca piena le viene sulle labbra stringendola tra le cosce. Capisco che lui sta per venire dai movimenti che fa e sono turbato. Paola non sembra volerlo lasciare uscire dalla bocca. Sto èquasi per dirglielo quando Federica si tuffa e prende in bocca il mio. “Sborrami in gola Pino” urla fuori di se mentre alcuni degli spettatori lasciano odorose scie di sperma sulle gambe di Paola, sulla schiena di Federica, per terra. Faccio appena in tempo a percepire l’ansimare del marito di Federica e vedo lo sperma bianco colare dalla bocca di mia moglie che continua cingere il suo uccello ma stando ben attenta a non ingoiare, facendo colare tutto senza però lasciarlo con le labbra. Stringe invece forte Federica al mio primo sussulto, mi prende le palle e mi guarda negli occhi facendomi l’occhiolino per farmi capire di venire senza problemi. Nonostante sia la 3° volta in giornata sento lunghi rivoli riversarsi nella sua bocca ed in gola. Allungo la mano mentre vengo scansandole lo slip, abbassandolo dietro, penetrando in lei con due dita mentre mi sta ingoiando e lasciando che qualcuno le venga sulla schiena e sulle tonde natiche. Paola,con la bocca piena di sperma che sapientemente non toglie lasciando che si scateni l’eccitazione dei guardoni attorno, mi osserva soddisfatta. “Bravo porcellino mio, ti è piaciuto eh?” e allunga la sua mano estraendomelo dalla bocca avida di Federica che fugge via ridendo. Si mette a sedere sul lettino. Si asciuga la bocca, il mento e il collo con la mano. Attorno a noi altre tre o quattro impegnatissimi. “Ok ragazzi, facciamo stop. Lasciamo qualcosa per stasera no? Ubbidiscono. Solo uno, cicciotello, quello che ci ha fatto vedere la collezione delle foto di Paola scaricate dal sito, la scongiura. “ No, no , ti prego, sto per venire, è un sogno, ti prego…” Scuote la testa poi con il palmo della mano gli fa segno di mettersi seduto accanto a lei sul lettino. La pancia quasi copre il non maestoso uccello che continua a segare freneticamente. Paola dolce e comprensiva gli mette una mano sulla coscia. “ dai, allora, sono nuda, vicino a te, e come mi dicevi tante volte su messenger, ti guardo da vicino mentre sborri. Vedi, guarda, te lo sto guardando “ e così dicendo si china verso di lui. Basta appena che accenni al movimento che la piccola cappella scura stritolata dalla sua mano si riempe di liquido bianco che cola lungo la mano. “Bravissimo, così, dai, fammelo vedere tutto “dice Paola senza sfiorarlo. Due minuti dopo siamo incredibilmente soli e Paola mi invita in acqua in piscina. Ci bagniamo nudi abbracciandoci. Paola avverte una certa mia tensione. “Tranquillo Pino, è solo l’ultima te l’ho detto, liberati anche tu, fai quello che ti piace quello che poi non farai più, sentiti non giudicato e tranquillo. Io non credo ti sia dispiaciuto davvero vedere che lui mi è venuto in bocca, so che ti piace, pensa solo che è l’ultima avventura e quindi non ci potrà essere un precipizio come temi sempre o una assuefazione. Le regole sono fatte per essere cambiate, no? E stavolta le cambiamo assieme e ti chiederò altre cose prima di chiudere”. Mi abbraccia strusciandosi in acqua. “Non ti fa schifo se ti bacio, vero?” mi dice provocatoriamente allungando la sua lingua che sa ancora di sperma nella mia bocca. La cena si svolge tranquilla sulla falsariga del pranzo con Giuseppe e Franco che si sentono i più intimi che fanno a gara per essere gentili. Franco all’antipasto si avvicina con una mazzo di rose rosse ed un biglietto. Paola ha scelto un elegantissimo vestitino nero con spacco laterale, spalle nude sulle quali ricadono i lunghi capelli ricci biondi e Franco non riesce proprio a trattenere un meritato complimento: “ Paola è per te, sei una dea stasera, la dea del piacere”. Ringrazia, gli da un bacio sulle labbra che lui proprio non si aspettava. Poi torna composta a sedere, appoggia i fiori sulla seggiola vicino legge il biglietto e me lo porge. “ Un piccolo omaggio al grande sogno di tutti dal linguista speciale: non dimenticare l’ultima nostra chattata e il più grande desiderio…” Fa la misteriosa quando la interrogo per sapere quale sia. “ te lo dirò al momento opportuno se vuoi… ma dipende da te ovviamente”. Peppe dopo il caffè ci da appuntamento alle 22 nella sala conferenze trasformata e ci dirigiamo in camera sempre seguiti dalle due guardie del corpo armate. In ascensore salgono con noi e Paola attacca discorso. Gli chiede a bruciapelo cosa pensano di quello che sta succedendo. Uno sorride e sostiene che non deve pensare che è pagato per proteggerci e basta. L’altro invece ammette che non ha mai visto qualcosa di simile e che è eccitatissimo. Mia moglie sorride compiaciuta. “Sentite, dice loro mentre si stanno mettendo a destra e sinistra della nostra porta, ora abbiamo mezz’ora. Su venite dentro”. La guardo stupito. Lei ride. “Pino dai, hanno… delle belle pistole questi ragazzi” che non si fanno ripetere l’invito. Paola apro il frigo bar e offre loro un bottiglietta di spumante che cortesemente rifiutano. Li invita a sedersi sul letto l’uno accanto all’altro. Io mi siedo in poltrona con una strana inquietudine. Mai vista mia moglie così. Si pianta innanzi a loro e si sfila dalla testa il vestito nero. “Se no si macchia” dice con disarmante malizia e sincerità. Resta in slippino nero e autoreggenti. “Su toglietevi tutto sotto” li incita con disarmante semplicità. E’ il caso di dirlo perché due secondi dopo i pantaloni e gli slip sono sul tappeto accanto alle pistole. Sono due bei ragazzi, ben dotati anche se non ancora eccitati. Paola si inginocchia accanto al letto davanti a loro due seduti sul bordo. Prende in mano tutti e due,ognuno in una mano. “Dopo tutto quello che avete visto non avete voglia?” gli chiede mentre piano piano li masturba facendoli lentamente crescere in consistenza. Le due mani percorrono in sintonia le verghe ormai rigide. Paola in silenzio li guarda, osserva me, poi avvicina il viso ora all’uno ora all’altro. “Pensate di poter venire così ?” chiede premurosa. Troppo lunga l’osservazione e l’eccitazione della lunga giornata: non ha finito la frase che lunghi getti si innalzano da quello che Paola masturbava con la destra. Lei lascia l’altro, con la sinistra gli tiene i testicoli e con la destra finisce la sega senza badare al fatto che lo schizzo le è finito sulla spalla e sul seno oltre che aver poi impregnato entrambe le mani. Finisce bene mentre l’altro se lo tiene. Mi chiede dei fazzoletti mentre sta ancora spremendo bene. Si asciuga le mani senza alzarsi dalla scomoda posizione. “Tocca a te,su “ Gli fa aprire, spalancare le gambe e si mette in ginocchio in mezzo appoggiando con un gesto straordinariamente erotico il volto sulla sua coscia nuda a dieci centimetri dal grosso uccello con i lunghi capelli che sono persino sulla punta del suo uccello che ora masturba con la destra mentre la sinistra tiene i testicoli. Una posizione così erotica che viene durissimo a me. Quando avverte l’ansimare, però, si tira su, torna a mettersi in ginocchio e lo incoraggia. I getti , sei o sette da quello che vedo, li dirige verso il ventre della guardia giurata. “ Una mitragliatrice questo bell’uccello, non una pistola”, commenta soddisfatta carezzando con la punta delle dita il tantissimo sperma sulla sua pancia e sui peli. “ Soddisfatti?” chiede ad entrambi. “ Ora ce la fate senza problemi ad assistere alla conclusione della serata?” Loro forse, io molto meno. I due si rivestono ed escono dopo avermi fatto, chissà perché, una marea di complimenti. Paola si lava e si mette a posto capelli e vestito. Le chiedo come possa avere ancora voglia. “E’ l’ultimo Pino, dai, l’ultima notte e ho certe idee…” Ingoio saliva preoccupato. Siamo in ritardo di un quarto d’ora quando entriamo nella sala conferenze appena illuminata da una serie di lampadine rosse. Al centro un enorme letto, forse due matrimoniali attorno al quale decine di seggiole occupati da un’ orda famelica che spaventerebbe chiunque ma non Paola. Un applauso esplode come se fosse una spogliarellista al suo ingresso. Mi tira per mano. In piedi davanti al letto chiede e ottiene attenzione e silenzio. “Vi ringrazio tutti, vecchi e nuovi amici – dice – per questa che è una conclusione del mio percorso. Dopo stasera non mi vedrete più in messenger e chiuderemo siti e quant’altro”. Un nooo ed un mormorio di disapprovazione sottolineano il passaggio. “C’è un momento per tutto –prosegue Paola- e anche un momento per cambiare. E’ una mia, una nostra decisione chiara e serena ma prima…” attende qualche secondo, prima ho mantenere diverse promesse. Esplode un applauso. “ Solo che- prosegue – stasera farete quello che dico io . Alcuni li chiamerò altri staranno a guardare. Non posso farlo con tutti quindi sarà così. Chiaro?” La guardo ammirato. Mai vista una sicurezza così sfrontata ma non ho capito dove voglia arrivare. “Ora vi dirò cosa faremo questa sera e lo rivelo anche a mio marito che per una volta non sa nulla. Siete qui per guardare, vedermi, masturbarvi, lo so. Ma inizieremo con un mio vecchio sogno . Io mi metterò su quel letto appoggiata a mio marito, che mi carezzerà il volto, e la testa, ma mentre chi vuole guarda sceglierò dieci di voi che dovranno ritardare i loro automassaggi, per toccarmi come e dove volete (tranne il viso) tutti assieme. Voglio venti mani addosso. Non avrete limiti se no quello di non farmi male e di non togliermi le calze e voglia che mi facciate venire più volte ma senza fretta e con dolcezza”. Scoppia quasi un boato. Poi quando ve lo dirò io quelli che lo hanno fatto potranno masturbarsi su di me venendomi dove volete, ovunque, ma assolutamente senza penetrazione e senza alcun ulteriore toccamento. Se non rispettate questa mia regola i miei due amici ( ed indica le guardie giurate) mi porteranno subito via ed il gioco finisce li. E’ chiaro ? ve la sentite di assicurarmi che sarà così? Mi pare che è molto più di quello che era stato concordato no? Siete d’accordo? Il si che segue è una specie di urlo. “Pino seguimi e fai quello che dico: ricordati ultime ore poi sarai tu a disporre e saremo solo noi per sempre” mi sussurra all’orecchio. Mi fa spogliare nudo come del resto sono già nudi molti nella stanza. Mi fa mettere seduto a capo del letto con le gambe parallele alla spalliera di bambù. Si sfila tra gli ohhh il vestito e resta in slip e autoreggenti. Si mette sul letto anche lei. Attorno si riuniscono in tanti. “Ora scelgo te, lui , ancora te…” Paola indica e tocca quelli attorno. “Chi ho scelto qui accanto a me e gli altri a guardare, ok?” So che a guidare la scelta è stato il suo particolare gusto per l’avambraccio e le mani. Adora guardare quello ( oltre che…) in un uomo. Si stende e appoggia la sua testa sulle mie gambe con i capelli che mi fanno solletico tra le cosce e la nuca quasi appoggiata ai testicoli. Chiude gli occhi quando le metto una mano sulla fronte. “ Cominciate” ordina chiudendo gli occhi. Il gruppo si stringe attorno a lei . Venti mani si allungano dolcemente su mia moglie. Le aprono le gambe, le toccano i piedi, l’interno coscia le braccia persino abbandonate lungo il corpo, le mani, si allungano sui seni e collaborano nel carezzare, stringere appena il capezzolo subito turgido, esplorare tastando ovunque, la pancia, e si infilano subito sotto lo slip. Si litigano lo spazio tre o quattro mani e dalla m ia posizione lo spettacolo è così eccitante da star male. Tre o quattro mani le sollevano di forza il bacino quasi strappandole le mutande e spalancandole le gambe. Ora le mani fanno a turno come guidate da una occulta regia: seni, cosce, piedi, e si alternano toccandole il monte di venere, il clitoride, penetrando dentro di lei con diversa dite perché il rumore degli umori lo percepisco più forte dei mugolii loro di quelli di Paola che si abbandona totalmente alle loro mani. Sollevarla , scansarla,aprirla sembra uno scherzo per tute quella mani senza volto. Quando diverse mani le abbrancano le gambe alzandole verso di me in modo da scoprire anche il sedere, capisco che l’esplorazione collettiva non avrà limiti. Federica compare dal nulla con una bottiglietta di olio , evidentemente l’avevano concordato. Si fa largo tra le mani vogliose e versa gocce tra le gambe di mia moglie e dietro. Ora Paola è in preda a sussulti. Ha mani che le stringono i seni, che le carezzano i piedi rovesciati verso di noi e uno dei suoi sollevatori si mette in bocca l’alluce di Paola. Almeno tre quattro mani sono tra le sue gambe. Una si preoccupa di stringere con due dita il clitoride gonfio, altre dita entron oe escono dalla sua intimità andando sino in profondo, un altro si è impossessato del buchino più stretto e la penetra anche li, e si vede benissimo il dito che va profondo, indugia, esce e lascia posto al dito di un'altra mano che alterna questo ditalino anale a due. Mentre altri la tengono, la esplorano, la aprono. Paola resiste agitandosi cinque minuti, apre gli occhi cerca il mio viso, vedo il piacere folle nel cupo del suo sguardo,non è in grado di fare nulla con le sue mani e le sue braccia anche loro prede di carezze e toccamenti e strisciando la testa sul mio pene divenuto durissimo si abbandona al primo orgasmo. Urla mentre viene ma non smette di agitarsi e di dire “ancora ancora”. Nella poca luce percepisco dai movimenti nella stanza che già molti hanno ceduto. Gli orgasmi di paola sono a raffica suggeriti da mani che sembrano aver sempre saputo dove esplorarla, dove prenderla, dove violentare con dolcezza la sua intimità. Viene almeno 5 volte in mano a tanti uomini come non ha mai neppure sognato, incapace di muoversi e di reagire. Poi si irrigidisce. “Basta, dice con una voce roca- ora voi”. Non guardo neppure chi sia, il volto di chi si avvicina. Per una decina di minuti mentre accarezzo Paola sulla fronte e sulle guance, vedo solo avvicinarsi cazzi piccoli, grandi tutti in tiro che esitano qualche istante poi scaricano ora gocce lente che cadono sull’ombelico, sui peli, sui seni, sui piedi, sulle calze quasi calate dalla famelicità delle carezze, ora schizzi prepotenti che percorrono l’ inguine, piovono sulle irritate grandi labbra spalancate, fanno il coast to coast dei seni, inondano le guance con lei che tiene la bocca e gli occhi serrati sottoponendosi a quella pioggia calda. La sua mano ora masturba il mio e anche io non posso fare ameno di venirle sul viso e sul collo suggerendo una via che un altro paio di cazzi si preoccupano subito di ripercorrere. Paola è completamente immersa nello sperma dal volto ai piedi come tante volte aveva sognato. Se lo spalma addosso, tra le gambe viene ancora appiccicosa e soddisfatta. Poi urla a tutti di fermarsi di smetterla. Federica accorre con accappatoio e asciugamani umidi e la pulisce per quello che può. Paola è sfinita e respira a fatica. Piomba il silenzio nella stanza. Qualcuno in un angolo prosegue il suo lavoro. C’è persino un po’ di tensione sin oa che Paola riapre gli occhi, un po’ a fatica si mette seduta sul grande letto, guarda attorno e sorride. “Bravi, niente male, niente male” dice a tutti e scoppia un’ovazione. “Pino portami di sopra”. Si alza chiude l’accappatoio impregnato si avvicina a Franco che era tra i prescelti iniziali, parla con lui qualche istante ed indica qualcosa. Poi mi chiede di accompagnarla in stanza. Una doccia di quasi venti minuti. Così Paola scarica la tensione per la sua prima gang band, il fuoco d’artificio finale che mi ha eccitato e sconvolto. “Sei arrabbiato con me Pino?” chiede mentre esce dal bagno con l’asciugamano a turbante e l’accappatoio. Si stende accanto a me sul letto. “No , un po’ provato forse, ma non arrabbiato”. “Ah bene - dice con espressione del viso spiritosa e improvvisamente furba- perché non ho ancora finito” “ Non ci credo! Non sei soddisfatta? Ma sarai venuta 20 volte oggi, non sei sfinita?” Fa quasi con la mano, sorride ancora mentre si asciuga e ripete “Dai un po’ di pazienza, è l’ultimo ultimo, fai quello che ti dico? Poi più niente solo tu! Dai se vuoi ancora darmi spazio… tra un’ora vengono in camera…per favore” Non le rispondo neanche e mi stendo sfinito a riposare. E’ la volata finale ma dopo 27 anni chissà perché sento che farei bene a temerla e non le chiedo nulla. La stanchezza può più del dubbio e dell’eccitazione. Quando riapro gli occhi Paola sta ancora dormendo accanto a me la mezzanotte è passata da venti minuti. Poi realizzo:a svegliarmi è stato un ticchettio alla porta. Io sono in mutande, Lei si è appisolata con gli slippini e basta ma non mi pare il caso di andare per il sottile. Mi alzo traballante dal sonno e vado alla porta. Ci sono 3 persone che stento a mettere a fuoco. Franco è quello che entra deciso seguito da Peppe con 6 bicchieri a calice e dietro l’ingegnere mulatto che ha in mano due bottiglie di champagne e un ragazzo moro, un po’ tarchiato che avevo avuto modo di vedere appena arrivati, uno di quelli che era venuto ad idrante . Franco si affretta a spiegare che è stata lei a organizzare la cosa vedendo la mia faccia stupita. Entrano tutti e Paola si sveglia chiedendo che ore sono. Ora di chiudere tutto, le dico con un pizzico di polemica. Lei mi indirizzano sguardo severo. “ Eravamo d’accordo,no, per una volta , l’ultima dirigo io “e li ho invitati io. Qualcosa in contrario? “ Sfrontata e aggressiva anche seminuda sul letto davanti a 5 uomini. Ma del resto quello che ha vissuto stasera basterebbe per una vita. Peppe sta lodando mia moglie e lo Champagne che ha portato non necessariamente in questo ordine, Franco ha negli occhi una luce perversa, lo straniero e l’altro sono silenziosi ed in disparte. Beviamo e brindiamo alla stupenda serata anche se mi sento a disagio e non so perché. Mi attendo qualcosa di strano. Paola ha ricaricato le pile e sta commentando la giornata con gli altri. Mi siedo accanto a lei sul letto a sorseggiare lo champagne e le chiedo cosa altro possa desiderare e cosa le passa per la testolina. Beve un'altra lunga sorsata. Poi mi spinge giù sul letto e mi bacia con passione. “Amore mio, mi fai fare tutto quello che voglio per l’ultima ora di trasgressione? Voglio fare alcune cose che sono sicura ti piaceranno ma devi dimenticare le tue paure, le tue ritrosie e dare ascolto all’istinto. Pensa… è l’ultima”. Non posso resistere. “Che hai in mente, me lo dici?” “Esattamente ciò che hai sempre desiderato e non hai mai osato chiedere” Mentre gli altri devono ancora mi sale a cavalcioni e mi sfila lo slip iniziando a massaggiarmelo strofinandosi. Quando vede che inizia a fare effetto scivola da un lato, me lo prende in mano mentre gli altri si avvicinano. “Sai Pino, ora in 4 mi scoperete venendomi dentro in un ordine che ho in mente e mi verrete dentro tutti e Franco alla fine mentre tu lo aiuterai, mi leccherà tutto. Ma tu dovrai essere come voglio io e collaborare, per una volta, l’ultima e poi tutto sarà finito. Vedi che ti piace l’idea?” “Ma Paola questo lo avevamo escluso…” “Ma Pino questo è quello che tu vuoi veramente. Su ora levami gli slip e preparami al cazzo di questo ragazzo. Voglio che me la apri tu per lui, che mi prepari”. Agisco quasi sotto choc e l’assecondo. Le tiro giù lo slip, mi metto seduto sul letto e lei dandomi la schiena viene tra le mie gambe. “Su Pino, ora lui mi scopa: preparami”. La tocco, le apro bene le gambe mentre il ragazzo si sistema tra le sue cosce con lo svettante cazzo bianco, tutto rasato. La accarezzo tra le cosce, le apro le grandi labbra e la penetro con un dito sentendo quanto è già bagnata. Gli altri sono tutti nudi. “Ti ricordi Pino quanto sborra lui? E’ un fiume e ora mi verrà dentro la figa e mi farà godere sai” mi dice aggressiva e sfrontata. Ubbidisco in trance allargandole ancora la figa mentre lui si sistema e si avvicina. Ora le è quasi sopra. Inevitabile. Tolgo l mano. Sento e vedo il suo cazzo farsi largo, poi il rumore degli umori di Paola fa comprendere che è penetrato dentro di lei mia moglie inizia a muovere il bacino stringendomi la mano. Si lamenta, dice cose oscene, lo incoraggia a scoparla forte. Il Ragazzo suda, ha il volto stravolto, segue il ritmo dei colpi mentre mia moglie gode tra le mie braccia la sua penetrazione. “vedi Pino come mi scopa, vedi come va a fondo?” singhiozza tra un sospiro e l’altro. “Su tienigli tu le mie gambe aperte così mi arriva più in fondo” mi sollecita I colpi si fanno più forti. Conosco bene mia moglie: so che sta per godere ma così per lei è difficile. Infilo la mano tra lei e il suo scopatore sino a raggiungere il clito. Solo così lei viene. Si agita, urla chiede a lui di venirle dentro. Sento la tensione del suo corpo e di quello del ragazzo poi la mia mano in mezzo ai due corpi percepisce chiaro prima l’orgasmo di Paola, poi le spinte con le quali il lunghissimo e copioso orgasmo di lui le inonda vagina e utero. “Coosììì” urla lei, “ora su, svelto Peppe, scopami tu dentro il suo sperma”. Il ragazzo si ritira di scatto e prima che me ne renda conto è Peppe che ha già infilato il suo nella sua vagina. Inizia la penetrazione con uno strano rumore che denuncia come la sborrata precedente abbia già riempito mia moglie. Ma non si ferma. Paola mi incita a tenerla aperta e Peppe già molto carico la scopa con forza. Le alza le gambe a squadra senza uscire da lei e mi chiede di tenergliela così. Eseguo. In questa posizione vedo chiaramente il cazzo di Giuseppe entrare dentro e ad ogni stantuffata un filo di sperma bianco esce e cola sulle gambe. Paola si abbandona al mugolio ma sento che non ce la fa a venire ancora. Lo asseconda ma soprattutto guarda me. “ Guarda Pino, guarda bene come mi sta scopando e come anche lui mi sborra dentro” Mi avvicino ancora. Peppe da ancora due colpi profondi, lo lascia tutto ficcato dentro tanto che vedo i suoi testicoli urtare sul sedere di lei e poi sobbalza venendole dentro. Sta ancora probabilmente scaricandosi quando Paola mi dice piano: “ Ora tu amore, vieni dento di me così piena di loro” .Senza capacità critica ubbidisco: la tensione del mio uccello è ora insopportabile. Peppe si toglie da lei portando fuori un fiotto di crema che le scorre tra le natiche e gli altri due mi sostituiscono nel tenerle le gambe. Prendo il posto di quei due, lo infilo come fatto migliaia di volte i quella fica stupenda che ha ma la sensazione è completamente diversa. Il mio cazzo no trova neanche un po’ di resistenza. Affonda con uno squish inquietante in un mare di liquido denso. Non riesco quasi a sentire le pareti della sua vagina, Difficile sborrare così, quasi non avverto nel mare di liquido denso, il movimento. Provo a scoparla ma è come se no sentissi nulla. “ Mi Sa che così non ce la faccio a venire sai” le dico piano, “Non mi devi sborrare tu, lo fai sempre – mi risponde- volevo solo che lo mettessi nella mia fica allagata. Ora Pino fai quello che ti dico, quando esci”. “Sai, il più bel cazzo che ho visto oggi è quello suo” e indica ,il marocchino mentre la sto ancora penetrando. Ora Pino fai una cosa. Glielo prendi tu in mano e me lo metti tutto dentro. E’ enorme e anche così bagnata devi aiutarlo”. “ Ma Paola che ti piglia? Sei pazza?” “Fallo Pino ti prego. Voglio che glielo prendi in mano tu e voglio che sia tu a mettermelo e spingerlo dentro di me, sino in fondo, lo voglio tutto ma guidalo tu”. Affondo ancora qualche colpo mentre l’ingegnere mulatto si avvicina al nostro letto e gli altri due tengono ancora sollevate la gambe di mia moglie. Sono indeciso. Nessuno parla. Lui è ad un passo da me con quel suo arnese scuro, lunghissimo, teso che tiene alla base, come ad offrirmelo. Paola mi guarda. Mi stacco da lei e ancora un rivolo di sperma denso segue la mia uscita. “Fai presto” mi dice mettendosi la mano a chiudere le labbra spalancate. Esito ancora un attimo poi allungo la mano. Per la prima volta in vita mia tocco un altro cazzo. E’ molto più grosso della mia presa. Non è durissimo, probabilmente come tutti quelli di questa dimensione penso, ma la sensazione è davvero strana. Mi scanso mentre lui prende il mio posto e la mia mano guida il suo arnese. Nella manovra ho la sensazione che perda un po’ di tensione. Istintivamente faccio qualche colpo su e giù sulla sua asta facendo scorrere la pelle in basso. Dirigo la punta del suo uccello tra le cosce di mia moglie che toglie la sua mano. Controllo in modo che la grossa cappella punti il buco con precisione e tolgo la mano spingendolo sulla schiena a fargli capire che può penetrare. Non è delicato. La prima spinta è forte e decisa e lo sguish che sentiamo tutti della penetrazione tra sperma e aria è fortissimo e Paola sobbalza tra piacere e dolore. E’ entrato per oltre meta’ ,lo vedo bene, quando si ferma, estrae qualche centimetro e affonda nuovamente con più decisione. Dai lati della vulva spalancata e tesa attorno al grosso pistone esce ancora liquido bianco che però lubrifica il movimento. La seconda spinta è decisiva: il grosso cazzo scompare tutto nella fica di mia moglie che urla dal piacere. “ E’ grosso Pino, grosso, tanto grosso e glielo hai toccato anche tu” farnetica e ripete forte. “ Guarda come lo prendo amore mio guarda come sono brava” e si inarca per andare incontro alla penetrazione. Ora senza problemi lui stantuffa i colpi che le fanno perdere il lume della ragione. So come le piace e metto la mano una decina di centimetri sopra il pube spingendo in dentro. Questa manovra avvicina il punto G e lo stimola e a lei piace sempre tanto ma nel farla avverto chiaramente la lunghissima asta scorrere dentro di lei. E’ una sensazione strana e nuova. I colpi profondi le fanno anche male, lo avverto. Deve essere lei a guidare. Allora le dico che mi piacerebbe vedere lui sotto e lei sopra. Senza uscire lui prima si stende su di lei e poi la gira . Ora è con la schiena sul letto e lei si tira su a cavalcioni e si china verso il suo petto. La abbraccia e la cinge in un movimento che mi infastidisce perché Paola sembra accettare con estremo piacere quel gesto . Piegata così scivolo verso i loro piedi per vedere da dietro, da vicino e ce l’ho a pochi centimetri l’enorme coso che entra ed esce: in quella posizione non è tutto dentro e Paola con il suo movimento evita che i colpi duri che lui infligge possano farle male. Agita il sedere. Tutti si avvicinano a guardarla tranne Franco che le tocca i seni. Le carezzo le natiche mentre la sta scopando e sta godendo tanto. Il suo piacere aumenta. Vado più deciso. Il buchino dietro è quasi chiuso dalla grossezza del membro che la penetra in vagina. Stento molto persino a trovarlo ma gli umori e lo sperma non rendono poi difficile la penetrazione del mio dito medio dentro. Lo agito appena dopo che l’ho infilato tutto. Sento chiaramente il grosso glande scorrerle dentro e spingendo in basso posso persino fare pressione sul membro che la sta scopando provocando una evidente reazione in entrambi. I colpi aumentano come i rantoli, i lamenti le urla di lei. Ecco… affonda ancora e lo fa per ficcarglielo dentro tutto e restare qualche secondo tutto infilato. Sento che è il momento e agito il dito dentro il culo di mia moglie strofinandolo sulla grossa verga che sento pulsare. Lo sperma che scorre e le contrazioni dell’orgasmo le sento chiaramente con il mio dito come il piacere di Paola. Urla ad ogni ondata e si abbatte su di lui che l’abbraccia stringendola al suo petto mulatto. Accompagno con il dito gli ultimi sussulti. Il membro è ancora ficcato nella fica di mia moglie ma ora sembra più sgonfio ma ancora talmente grosso da fungere da tappo. Non resisto alla tentazione anche se so che è difficilissimo. Apro le gambe di lui mi metto dietro, punto il mio cazzo sul buchino di lei che ho appena lasciato. Provo a spingere. “Pino mi fai male così non entra…” si lamenta. Non la sto a sentire. “Adesso tesoro ti inculo mentre lui sta ancora dentro di te e stai buona buona. Tu tiella così “ordino al marocchino. Esegue. La stringe catturandola e costringendola a restare ferma. La mia cappella spinge con forza, Paola si lamenta ma poco dopo con un ahia di lei, la strada è trovata ed entro deciso, tutto dentro di lei. “ Mi fa male è troppo grosso il tuo, troppo grosso quello suo “ si lamenta lei “Beh la tua parte di piacere l’hai presa no, rispondo deciso, ora se soffri un po’ va bene : ti voglio inculare mentre sta dentro di te: ricordi l’hai detto tu, è l’ultima volta possiamo fare tutto”. Tra dolore e piacere Paola torna a lamentarsi. Dopo qualche istante di manovra sento che anche lui torna a muoversi dentro di lei. Difficile sintonizzare i movimenti ma io sono troppo teso. Ancora qualche colpo e mi scarico dentro nel più complesso e profondo rapporto anale mai avuto con Paola. Lei non ha goduto. “Ora tutti e due uscite, presto” ordina mentre è ancora penetrata da entrambi che ho una promessa da mantenere”. Mi tolgo e Paola scivola via (impressionante l’asta di lui che esce piena di liquido). Si tiene la mano sulla fica e si butta sul letto di schiena piegando le gambe ed allargandole. “ Dai Franco, ordina, avevi detto che mi avresti ripulita tu se mi avessero sborrato in tanti dentro. E’ la tua occasione”. Il nostro esperto linguista non se lo fa ripetere. Si precipita mentre Paola spalanca le cosce. La sua Fica è apertissima, piena di seme bianco di tre uomini che le sta uscendo a fiotti e anche da dietro esce un filo. La lingua di Franco copre la scena. Inizia a leccarla con coscienza e passione e lei se la gode. Mi siedo sul letto vicino a lei carezzandole il viso, i seni, il pube mentre il capo di Franco è stretto ed incollato tra le sue cosce. Le dico che è stata bravissima e che ora deve godere profondo. E’ stanchissima,sconvolta, non riesce. La Lingua di Franco fa ricorso a tutta la sua abilità ma ci vuole quasi un quarto d’ora perché mia moglie stringa i pugni e inizi a muoversi andando incontro alla sua bocca proprio mentre in stanza entra Federica in slip e reggiseno seguita dal marito. Entrambi bisex non possono che ammirare e apprezzare la situazione. Paola finalmente viene nella bocca di Franco che dovrebbe aver ingoiato parecchio a giudicare dall’espressione. Peppe, il Marocchino e il ragazzo che durante l’esercizio di Franco hanno ripreso a masturbarsi si avvicinano al letto. Paola non ha più forze. I loro schizzi sul suo corpo quasi non li avverte. Il ragazzo ancora una volta la inonda sui seni, il marocchino preferisce i peli del pube, Peppe le viene sulla pancia. E’ finita penso. Finalmente finita anche se le ultime manovre mi hanno dato ancora qualche brivido. I quattro escono dalla stanza dove restano solo Federica e il marito. La nostra amica sta carezzando il corpo di Paola pieno di sborra, la tocca tra le gambe spalancate che lasciano ancora uscire crema bianca nonostante la lunga cura di Franco. Non la eccita, la massaggia in modo rilassante. Mia moglie immobile respira forte. “Sei soddisfatta amore, possiamo chiudere qui finalmente?” le chiedo. Si tira su sui gomiti. Mi guarda. “Non ancora” aggiunge sibillina. “Ti piace Federica?” Mi chiede a sorpresa. “Certo è molto giovane e carina”. Lancia uno sguardo di intesa con l’amica e con lui. “Devi sapere Pino che lei non ha ancora mai dato il sederino al marito. Vero?” Entrambi annuiscono. Interviene lui:” non è che lei non voglia ma come sai siamo bisex :ebbene tutte le volte che ci proviamo, sarà perché ho in mente altro quando tento di fare quello, non ci riesco, perdo tensione”. “Ora Pino li aiutiamo noi, vuoi?” “certo se posso, se possiamo…” “Oh certo che puoi , Pino, basta che lasci fare a me” dice con un tono equivoco “ Sei stato così bravo prima a incularmi nonostante avessi dentro quel bastone che credo non avrai problemi con questo” e così dicendo rigira Federica e le tira giù lo slip iniziando a massaggiare i glutei trasferendo tra le sue natiche lo sperma che ha ancora addosso a mo di lubrificante aggiungendo la sua saliva. Poi mentre lei si finisce di spogliare ed il marito si siede in fondo al letto, Paola si alza, va alla valigia verde e prende l’olio lubrificante del suo vibratore speciale. “Vedi Pino, te la preparo io”. Senza alcun problema le versa qualche goccia, le apre le natiche la tocca dietro e, non mi sfugge, anche in fica proprio lei che non ha mai voluto. Il massaggio di Paola è eccitante e lei lo gradisce . Il marito è li che guarda e se lo tocca e Federica mi chiama vicino e inizia a toccarmelo stesa a pancia in giù mentre Paola prosegue nel suo lavoro. “Però non capisco come possiamo aiutarli così” aggiungo mentre Fede mi masturba con piacere. “Non è che mettendolo dentro una volta si apra una strada e poi il problema ho capito che è lui, no?” “Guarda Pino che non è la prima volta che Federica lo prende dietro. L’ha già fatto, non con suo marito, ma l’ha già fatto vero?” Lei annuisce mentre si allunga e mi tira verso se per portarsi alla bocca il mio membro sotto gli occhi del marito eccitatissimo. “E allora?” “Pino ,dammi retta, non fare domande ed ora faglielo, su, ti aiuto io” Fede si tira su e si mette il cuscino sotto per sollevare il bacino poi torna a stendersi. Le vado dietro e le faccio allargare bene le gambe. Ha un culo tondo e sodo, bellissimo ed un buchetto già aperto dalle carezze di Paola che prende il mio pene in mano e lo dirige. Con la sinistra le dilata il buchetto con la destra appoggia la mia cappella. “Spingi Pino su “. E’ un attimo, più facile persino che con Paola. La capella sparisce subito e l’asta affonda profonda nelle sue viscere con le che allunga la mano per sentire, per toccarsi il clito. “Bravo Pino, così, ti piace il suo culetto? Dai fattela bene lentamente” Affondo e mi ritraggo ma sinceramente non capisco. Paola ora ha messo la mano sulle mie natiche e spinge assecondando il mio movimento. Poi mi sfiora, le divarica cerca il mio di buchino e lo tocca facendo entrare la punta dell’indice come fa spesso. “Bravo Pino, così”. La carezza dietro di Paola è insistita. Poi sento l’olio tra le mie natiche ed il suo dito che penetra profondo dietro. “Vero Pino che ti piace così mentre la inculi?” “Si Paola certo, quello che vuoi” le dico nel furore del momento. E in quell’istante mi rendo conto che il marito di lei non è più sulla seggiola a guardare e che si è avvicinato alle mie spalle al letto. “Ecco Pino continua così, ora li aiutiamo” “Cioè?” “Non lo intuisci? Ma dai, tu così fantasioso…”e il dito ora si agita dentro di me “No, che devo fare?” “Inculare sempre federica, starle dentro finchè ti dirò di farlo ma nel frattempo anche suo marito… in qualche modo è come se le fosse dentro perché…. Ora te lo mette dentro a te”. “Paola ma sei scema?” Mi fermo nel movimento e sento che sto perdendo l’erezione. “No Pino, io credo che essendo l’ultima cosa che facciamo anche tu debba provarlo. Hai fatto lo spiritoso prima, hai detto che dovevo prenderlo nonostante quel pezzo di palo che avevo davanti e non credo che avrai difficoltà a prendere tu un cazzo come quello suo che è la metà del tuo. E per lui sarà come inculare la moglie. Lo farà a te mentre tu lo fai alla moglie. Tu fai l’ultima esperienza che ci manca, io mi eccito da morire a vederti e finisce qui. Su non fare storie mi sembra che una cosa tu me la debba, no? Dai senza storie, Continua con federica”. La nostra amica intanto sta per godere e si agita. Mi concentro su di lei e torno a pomparla piano mentre Paola mi accarezza sempre li. Non posso non accettare, ha ragione. Non sarà la fine del mondo. Spesso lo ha fatto con il vibratore. Pochi istanti e sento la mano di Paola allargarmi mentre intuisco che l’altra sta dirigendo il cazzo di lui. Il contatto lo sento un istante dopo. Mi sembra tutto tranne che duro,uno strano oggetto moscio e tondo che si appoggia tra le mie natiche. Ora Paola gli dice di spingere e mi tiene i glutei allargati. Sento un po’ di dolore appena, più un fastidio, e un attimo dopo la sua verga entra dentro di me quasi con uno schiocco che mi fa sussultare. “Bravo Pino, bravissimi tutti e due” vedi - dice a lui – Pino ce l’ha tutto nel culo di tua moglie e tu in quello di mio marito. Bravissimi così ora fate” Paola si tocca, mugula come Federica mentre il suo membro lo sento benissimo dentro di me con una sensazione che ammetto non essere molto diversa da quella del vibratore ma forse… più piacevole. Paola si tocca spinge lui sul sedere, incita lei. “Paola, fa lui dopo pochi istanti, non ce la faccio sto per venire,che devo fare?” “Bravo. Vieni dentro su mentre Pino ora sborra il culo di tua moglie. Fatelo assieme su, provateci, regolatevi voi no?” Accellero qualche colpo ma non è facile con lui dietro. Poi accade tutto con incredibile semplicità. Sento i suoi colpi più profondi e la contrazione del suo orgasmo, il liquido caldo dentro e nello stesso istante sento che sto venendo nel sedere di Federica. Urliamo tutti e tre quasi assieme mentre Paola si mette la mano di lui tra le gambe e con quella viene anche lei. “Bravissimi, perfetto,perfetto “ ripete mentre sganciamo il trenino e mi sento un pervertito. “Ora andate per favore” dico secco. Passo quasi venti minuti in bagno sotto la doccia e nel bidè. Tanto che Paola bussa per sapere se tutto va bene. Quando esco è sul letto con il baby doll. “Ora sei soddisfatta, abbiamo chiuso?” “sei arrabbiato amore, ti ha fatto male? Scusami ma lo desideravo tanto, volevo vederlo una volta, volevo che provassi anche tu. Ti prego, dai, chiudiamo qui” e mi tende le braccia. Le sorrido. Ora inizia un’altra storia Mi metto accanto a lei. Sono le tre e mezzo di notte. Quasi le quattro del primo giorno di un’altra storia nostra che sarà dolce e diversa e piena di ricordi eccitanti.
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15 anni fa
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Varie
Titanic 1997
Lo sapevo che anche noi ci saremmo caduti come tutti. Questo film prima ancora di vederlo mi sta antipatico. ne parlano troppo. Ero abbastanza stanca dopo una giornata di lavoro e l'invito al cinema proprio non ci voleva ma Pino ci teneva... Francesca e Luca (quel noioso con i suoi problemi) sono già tre volte che ci chiamano e noi sempre a dire no. Eccoli. Per fortuna manca poco all'inizio così non si parla. "Costicchia oggi andare al cinema,eh?" " Beh non c'è tanta gente, siamo proprio gli ultimi a vederlo". Brutta sala, brutto film, e tra tanti posti liberi proprio dietro ad uno alto. "Scusa Francesca , ci cambiamo posto, sei più alta io proprio non vedo niente così" Figurati se voleva stare vicino a Luca, e poi io qui in mezzo ai due uomini evito di parlare con Francesca e già è qualcosa. Senti che sonoro,trema tutto. Esagerato. Mi da fastidio. E mi ingombra il giubbino sulle ginocchia. Uffa e poi guarda che cavalieri, tutti e due che invadono il mio posto su questi divani strani dal bassissimo bracciolo. Ed io le mie braccia dove le metto? Ho caldo sulle gambe. Mi tiro un po’ su la gonna rosa, già cortina così sto più fresca. Ma Luca con questo gomito però. Ma che fa? sembra che si strofini al mio braccio. Ma dai. Non può essere! Ma che fa? La mano morta con me? Ora tolgo il braccio di scatto. Ora esagera, gliene dico due. E perchè mai dovrei farlo? Quel contatto inatteso non mi dispiace in fondo. Ora lo lascio fare, voglio vedere che intenzioni ha. Forse non è così imbranato come dice Laura . Beh questo mi pare troppo:le sue dita stanno sfiorando il ginocchio sotto il giubbino. Mi sorrido da sola. Pino ha sempre detto che questa situazione poteva essere intrigante con uno a cinema, ma con Luca proprio non ci pensavo. E va bene:fai pure. Anche piu' su, vedi ho schiuso la gambe. Mannaggia ai collant! Mi dispiace Luca, più di così non ce la faccio ad aprirle e non c'è passaggio, inutile che cerchi ho i collant. Bravo, per, continua, spingi così, dai, va bene, non vedi, non senti che mi piace? Sapessi come sono bagnata Luca, strofina,spingi,fai piano però. Pino ...ha capito. Mi guarda strano. E ora? Ho il cuore in gola. Ah, però. Ora tocca anche lui l'altra gamba. allora è d'accordo, non si arrabbia. Attento Pino, se vai più su incontri l'altra mano. Mi sa che dietro ci vedono. Mi volto un attimo. No,sono tutti impegnati a vedere quei due che scopano in macchina, figurati se guardano me. Vai su Pino , ecco , contatto tra le mani, senti cosa sta facendo Luca. Esitazione del nostro amico ma ora assieme lavorano bene d’intesa. No no, sto stringendo le gambe perchè mi piace non voglio mandarvi via. Su ,su , su, ancora, spingete, si assieme,così bravi ,bravissimo Pino tu si che mi conosci , ecco ecco su. Ahhhhh. Incredibile sono venuta così. Trattengo a fatica il respirane mentre le mani ttra le mie gambe duellano ancora e si complimentano per il risultato. Mi riprendo. Forse dovrei fare qualcosa, se lo aspettano, se lo meritano. Allungo anche io una mano, sotto la giacca di Luca che è piegata sulle sue gambe. Senti qui. e guarda che porco...i pantaloni già aperti. Ma che slip, porta Luca. Gli infilo la mano dentro e sento il contatto caldo con il suo membro durissimo. Mmmh. Senti come batte,e come è già pronto. Per fortuna secondo Francesca che ha dei problemi. E' scomoda questa posizione, posso solo accarezzarlo e mettergli le mie dita attorno alla sua punta. Senti come si muove. Strofino più che segarlo, sulla punta. Lungo l’asta. Bravo così. Lo guardo un attimo in viso: fa finta di guardare il film ma è in apnea. Sento le pulsazioni: questo sta già per venire. Che faccio? Ma dai, si. E’ giusto. Strofino ancora un po’, accompagno i suoi sussulti, gli lascio la mano dentro, cerco di avvolgere la punta del suo membro con le dita. Va bene puoi venirmi in mano Luca. Sono eccitata da morire e Pino che mi tocca ancora, ha capito che sto facendo. Mi piace... Eccolo, eccolo, bravo, così, un po’ più veloce,su fammelo sentire in mano, stai tranquillo non la levo, inutile che me la tieni, ecco, dai, dai... Bravissimooo. Ma quanto ne è ? Su bagnamela tutta. Ancora schizzi, ma quanti? Avrai gli slip pieni, la mia mano non può contenere tutto. Bravo così. Tranquillo non la levo subito non me la tenere, la lascio li a sentire il caldo umido del tuo sperma il cui odore adesso percepisco chiaramente. E Pino ? Fammi sentire come ce l'ha ora che fa finta di guardare il film. E' ancora duro ma non al massimo. "Pino - gli sussurro all'orecchio- ho la mano negli slip di Luca tutta bagnata...mi è venuto in mano" . Ma guarda che porco. Ora si che ce l'ha duro, ecco, riesco a stringerlo: su anche tu,è giusto, vieni nella mia mano, dai su vieni. Eccoooo. Bravo....bravo. Ora però Pino "dammi un fazzoletto" Luca sembra immobilizzato. Cerco di estrarre la mano dai suoi pantaloni, e di asciugarla. Chissà perchè Luca sorride mentre quei due stanno annegando nell'acqua gelata ed io sono alle prese con 'sto casino. Sono anche io annegata in un mare di sperma con le mani piene. E cos'è sta pietra che la vecchia getta in acqua? Non ci ho capito nulla di questo film anche perché non l’ho visto. Però sto bene, mi sento bene. Butto per terra i due o tre fazzoletti che Pino mi ha passato mentre i due uomini accanto a me fanno strane acrobazie sul divano per ricomporsi. Ora quasi mi vergogno a guardarli in faccia. Le luci si sono accese e che corsa che hanno fatto per coprirsi con le giacche sui pantaloni. Avranno fatto un disastro. Sarà difficile per Luca spiegarlo. Ah ah. Francesca si alza ha le lacrime agli occhi...che romantica. Lei non si è accorta di niente. Bello? , si bello,molto bello. Lui però non mi convince, non mi sembra nella parte . Mi pare come dire, frettoloso." E Luca evita di guardarmi. "Però, non è stato male, davvero non è stato male,vero Luca? " " Il film,ovvio,il Film...cosa se no”
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15 anni fa
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Le foto nel parco 2005
Vanno bene questi slip pino per le foto all’aperto? In reggiseno autoreggenti e mutandine mi mostro a mio marito e lo osservo. Insieme da una vita eppure ancora eccitati come la prima volta soltanto al pensiero di qualche foto sexy al parco in questa stupenda mattinata festiva di novembre. Qui in Calabria sembra un’altra stagione rispetto a Parma. Tre giorni di lavoro ma anche uno spazio per noi, mi aveva promesso e stamane è di parola. Mi guarda con malcelato desiderio . Mi affaccio alla finestra del nostro albergo a 200 metri dal parco: a quest’ora di domenica non c’è proprio nessuno. Situazione ideale. Lui prepara la digitale mentre indosso l'abitino nero corto, le scarpe basse dorate. Scendiamo abbracciati. In ascensore mi bacia teneramente. Nonostante siano le 10 della mattina fuori si sta meravigliosamente bene. La ghiaia del vialetto che conduce all’interno del parco scricchiola rumorosa sotto le nostre scarpe e da quasi fastidio. Ho paura che riveli la nostra presenza in questo paradiso verde che sembra essere riservato a noi e qualche uccello che fischia. Come innamorati alle prime uscite: dieci passi un bacio. E lui che mi sussurra che si sente porcellino ed in gran forma…e che farà foto fantastiche. Camminiamo per mano nei piccoli viali tappezzati di aghi di pino. Non lui. Gli alberi dico (e ridiamo complici alla battuta) . Poi un piccolo spiazzo con quattro panchine bellissime, a coppie l'una di fronte all’altra. Pino annusa l’aria, come se andasse ad odore, ne sceglie una. “Dai Paola, togliti il soprabito e scatena le tue pose. Poi stasera facciamo morire di invidia i nostri amici su internet”. Mi siedo, tiro un po’ su la gonna, Pino inizia a scattare a raffica . Socchiudo gli occhi perché il sole riverbera tra le foglie. Ma non sono gli occhi quelli che vuol fotografare ora. Pose strane, maliziose, da dietro , lui quasi stesso per terra, e poi le frasi eccitanti che mi dice. Sono un po’ su di giri. Dopo un quarto d’ora di scatti il languore è tanto forte a farmi chiudere a lungo gli occhi. E quando li riapro mentre sono con le gonne praticamente tutte tirate su per poco non mi prende un colpo. Alle spalle di Pino ( che non si è accorto) dietro la panchina si è materializzato un signore che sembra una statua di sale, immobile quasi abbagliato dal bianco dei miei slip sui quali ha fissato gli occhi. Pino nota il mio sobbalzo si volta. “Da quanto è qui?” gli domanda . Lui sembra realizzare solo ora. Balbetta qualcosa, fa un passo indietro. Poi ripete “Un po’, un po’ è così bella e affascinante, scusatemi”. Pino gli sorride. Mi guarda. Intesa senza parole. “Le piace guardare” chiede? “No. Per la verità mai fatto. Anzi. Solo che ..” esita di nuovo, si avvicina alla panchina, si appoggia come a cercare sostegno. “Solo che sono solo da qualche mese, mia moglie mi ha lasciato, e non faccio nulla da così tanto che mi sembrava un sogno”. Ridiamo. Mio marito gli indica la panchina vuota. “Se vuole continuare a sognare per noi va bene. Si sieda li ma solo guardare”. Non se lo fa ripetere. Pino riprende con nuovo vigore e l’eccitazione di farlo davanti ad uno spettatore fa effetto su tutti e due. Il signore seduto non perde uno scatto, si è infilato gli occhiali persino, e la mano è sul pantalone a strofinare. “Apri Paola, scansa un po’, su falla vedere” Pino è fuori giri. “Dai ora il seno..e continua”. Poi si volta verso l’uomo che ormai si tocca in modo evidente: “Lei vuol vedere qualcosa di particolare?” Lui sempre più sorpreso non sa cosa dire. “ Beh fate voi” sembra spaventato, ma poi si lancia. “Ci sarebbe una cosa, un sogno mio, non so se chiedere. Potete mandarmi a quel paese se volete e se è troppo”. “Tranquillo” gli rispondo io intenerita da quell’espressione e da quel desiderio che ora si nota attraverso i pantaloni. “ Dica pure”. “C’è un mio antico sogno, sin da ragazzo. Vorrei tanti potermi … ecco, capito NO? Potermi masturbare davanti ad una donna che fa pipì a pochi metri da me. Ma non mi insultate”. Guardo Pino. Sembra contrariato. Ma alza le sopracciglia come dire fai tu. Mi alzo in piedi. Guardo fisso negli occhi il nostro uomo, spaventato, timido e in tensione per il desiderio. Lo sguardo non lo abbasso, alzo la gonna ma tiro giù lentamente gli slip bianchi facendoli scorrere lungo le autoreggenti. Li poggio sulla panchina. Mi avvicino a lui, un paio di metri. Pino fotografa. Alzo bene la gonna e mi faccio vedere nuda con le autoreggenti. Lui si stringe verso il poggia braccia di destra della panchina mentre mi avvicino, quasi avesse paura. Non smetto di guardarlo. Sembra incerto e spaventato. “ Su vediamo come fai. Non ti preoccupare, puoi farlo liberamente” e indico con il mento il gonfiore dei pantaloni che sta strofinando. Si slaccia la zip. Lo estrae grosso e rosso, ricurvo verso avanti, non un bel cazzo a dire la verità, ma non importa. Poggio il piede destro sulla panchina spalancando le gambe e piegandomi leggermente in avanti. Lui si masturba freneticamente. Appena un secondo e comincio a farla . Lui ha gli occhi incollati, fissi tra le mie gambe. La sua mano fa avanti ed indietro lungo l’asta. Pino scatta. Non ho ancora finito di fare pipì davanti a lui che uno schizzo altissimo, 30-40 centimetri verso l’alto, scaturisce dal suo pene. L’uomo rantola, dice frasi sconnesse, urla “fammela vedere fammela vedere” e un violento e fastidioso(per me) ”pisciami addosso” finale che non mi aspettavo sulle ultime gocce contemporanee agli ultimi spruzzi del suo sperma bianco e denso che gli cola sulle mani e sui pantaloni dopo aver imbrattato la panchina. La voglia mi colpisce. Mi metto la mano sulla fica bagnata spingo e vengo subito anche io. Tiro giù il piede e la gonna. Senza dire niente con lui che ce l’ha ancora in mano torno alla panchina a riposarmi un attimo. Pino sorpreso ha smesso di fotografare. Ansima anche lui. “Però Paola” commenta. Il nostro uomo continua a toccarselo . Non si è ridotto molto. E’ ancora teso. “Grazie, grazie, stupendo” continua a ripetere come in trance. “Siete meravigliosi”. “Già, dice Pino, ma qui c’è uno che è rimasto…a secco”. Mi siedo sulla panchina di fronte al signore. Guardo entrambi. “ Lei ha ancora voglia?” chiedo allo sconosciuto. “ Si magari” risponde eccitatissimo. Ci penso un secondo, vedo Pino che si tocca da sopra i pantaloni. E come spesso mi accade la fantasia supera la ragione. “Ok dico. Pino tiralo fuori e vieni qua che offriamo un supplemento al nostro ospite che però…” mi alzo prendendo lo slip che era sulla panchina. Sta a guardare mentre ti faccio un pompino che ti sei meritato e si masturba con i miei slippini. Li sborra bene bene e poi sa…che li indosserò così per tutta la giornata. Va bene? A tutti e due?” Il si dell’uomo è un rantolo di desiderio. Pino mi guarda scuotendo il capo ma ha già il cazzo fuori. Consegno lo slip al nostro amico sconosciuto che se lo avvolge attorno al cazzo. Torno alla panchina di fronte, tiro su bene la gonna spalancando le gambe in modo che possa vedere. Pino si avvicina, in piedi accanto a me . Gli tiro giù un po’ pantalone e slip e inizio a prenderglielo in bocca. Lentamente. La lingua prima attorno, la mano sulle palle, poi solo la punta guardando un po’ Lui rimasto in piedi davanti a me un po’ l’amico che ha ripreso a segarsi con il mio slip. La bocca avvolge il membro di mio marito che ha “sofferto” molto prima con le foto poi con l’esibizione. Lo sento durissimo e pulsante. So che non resisterà molto. Allargo meglio le gambe vedendo il movimento frenetico dell’altro. “Posso avvicinarmi un po’” chiede. Con il cazzo in bocca faccio un cenno lieve con il capo. Si alza senza smettere di segarsi. Si avvicina a non più di un metro e si china un po’ a guardami la fica, a guardare il cazzo di Pino che scivola nella mia bocca. Un gesto che scatena il finale. Pino non resiste. Il primo schizzo forte è improvviso e mi arriva in gola. Ingoio a fatica. Gli altri quattro o cinque li trattengo in bocca mentre la lingua fa il suo lavoro finale. Lo sconosciuto è paonazzo in volto, vedo il mio slip stretto tra la mano e attorno l’uccello rosso e ricurvo che fa avanti e indietro a ritmo vorticoso. Lui quasi piegato sulle gambe. Lascio uscire Pino dalla mia bocca. Un sottile rivolo di sperma cola dalle labbra. Guardo il nostro uomo. Negli occhi. Gli apro la bocca per farla vedere piena di sperma. Poi la chiudo, ingoio. Riapro nel momento in cui il primo schizzo arriva sulla mia coscia sporcando l’autoreggente prima che lui possa mettere bene il mio slip davanti a prenderne gli altri. “Scusami, scusami, ripete tra un rantolo e l’altro indicando con il capo la strisciata bianca sulla mia coscia in evidenza sulle calze nere. “Su tranquillo” gli dico. “Finisci bene”. Ha gli occhi stravolti dalla libidine e dalla gratitudine. Mi viene istintivo allungare la mano, prendo il posto della sua sul mio slip, finisco io di strizzarlo aiutandomi anche con l’altra mentre lui urla dal piacere e dirigo le ultime gocce che scendono all’interno del mio slippino ormai zuppo. Proseguo qualche istante il massaggio sul suo cazzo che ancora freme. Quando sento sotto la mano allentarsi la tensione vorrei smettere ma vedo Pino, che non avevo più seguito, che sta per venire una seconda volta . Si sta segando in piedi. Lo guardo, gli sorrido. “ Ecco Pino, guarda” lascio il cazzo dello sconosciuto, mi alzo dalla panchina e con un po’ di fatica inizio ad indossare gli slip. “ Ecco vedi Pino, sentissi che odore e ora lo indosso e me la bagna tutta , vedi? Mmmmhhh” lo tiro su bene sento tra le gambe il tiepido della sperma ancora non freddo. La mia eccitazione è a mille. Prendo la mano dello sconosciuto rimasta inerte lungo i fianchi, la porto tra le mie gambe sullo slip: “ vedi Pino, guarda, ora vengo mentre mi tocca lui”. Io e mio marito veniamo assieme. Quasi impazziti. I suoi schizzi finiscono per terra, io quasi svengo sulla mano robusta del signore tra le mie gambe che fruga incerta ma che mi sostiene con forza. Sorrido soddisfatta: niente male. Lui si ricompone. Dice qualcosa sui pantaloni macchiati ma poi ringrazia ancora e praticamente fugge. Tiro giù la gonna, indosso il soprabito. “Basta foto vero? Andiamo in albergo dai” dico a mio marito. Dobbiamo finire e mi devo fare una doccia. Mi sento , come dire, un po’ appiccicata tra le gambe” e rido ancora assieme a lui. Ci attende un bel pomeriggio.
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15 anni fa
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Amburgo,scuola di sesso 1999
Vincenzo all’inizio sembra imbarazzato quando, dopo che la mia amica ( a fine cena) è riuscita a portare il discorso sulla sessualità, sui cambiamenti e le mutate esigenze odierne (trovando un Pino molto attento), Miriam inizia a raccontare della loro incredibile esperienza. Non entra nei dettagli, certo, ma è evidente che non vedeva l’ora di comunicare quanto le è successo. Così ci parla di questo posto ad Amburgo, una specie di luogo del desiderio folle. Talmente esclusivo e ben frequentato che è difficile anche avere un appuntamento e talmente costoso che senza il giusto approccio mentale e la convinzione… conviene andare una settimana ai caraibi: si risparmia parecchio e si evitano problemi. In sostanza prende le mosse da un incrocio tra le associazioni che realizzano giochi di ruolo ( quelli che io ho sempre considerato cretini che si vestono da soldatino o da miliziani del quinto secolo) e i club privè più esclusivi passando attraverso una delle più grandi case cinematografiche europee esperta in film erotici. La fusione di queste tre cose ha partorito un luogo in grado di realizzare (se ti accettano, se è plausibile e se ne hanno la possibilità) una tua dettagliata fantasia ricreando l’ambiente, la situazione che immagini e l’esperienza che desideri. Il tutto con assoluta garanzia di pulizia, serietà, professionalità e con un pizzico di inventiva. La trasgressione che hai sempre sognato, insomma, garantita, sicura e in un ambiente di lusso controllatissimo. Era stato Vincenzo, in uno dei suoi viaggi in Germania a sentirne parlare. C’è la massima riservatezza attorno a tutto questo, ma li è perfettamente legale. Ristorante,albergo, centro benessere, e quasi un set cinematografico, bellissimi ragazzi e ragazze e tutti molto sani e professionali se si puo dire così: un luogo al quale per accedervi occorre la presentazione e la garanzia di uno dei soci che lo ha già frequentato e soprattutto una somma che varia dai settemila anche ai ventimila euro per due giorni a secondo di ciò che chiedi e ti piacerebbe vivere. Pino è scettico e critico: “Ma scusate quando è così allora perché non un semplice club privè o trovare su internet coppie che hanno desideri simili. E’ molto meno costoso e più facile e poi il desiderio degli altri è autentico”. Miriam sgrana gli occhi. “Mi meraviglio di te Pino. Sarebbe come… ecco come se tu dovessi andare da Roma a Mosca. Puoi andarci con volo aereo in prima classe, autista nell’auto che vuoi tu che ti accompagna all’aeroporto, con cena e champagne in volo, oppure in seconda classe ferroviaria nei vecchi scompartimenti. Sempre a Mosca arrivi, è la stessa cosa sotto il profilo della destinazione, ma non noti una sottile differenza?” Poi Miriam accenna a sommi capi alla loro esperienza e lo fa con gli occhi lucidi dall’eccitazione. Tanto basta per rovinarmi la serata. “Tu dici che io non ho capito niente di te?” Ha un’aria strana Pino mentre sorseggia il caffè che gli ho appena portato come tutte le mattine seduto sul letto. “Come? Perché?” “ Pensavo a quello che ha detto Miriam l’altra sera, che mi sono perso qualche puntata circa il livello di nostra, di tua soddisfazione. Davvero non ti seguo più?” Mi siedo accanto a lui. Provo ad abbassargli il ciuffo dei capelli piegato dall’ennesima notte agitata: dorme male, russa, si agita. Certo a vederlo così, col cerotto sul naso, il pigiama blu con le uova a tegame stampate, la barba lunga non scatena pensieri proibiti. Ma anche io non devo essere uno spettacolo. Guardo verso la grande specchiera dell’armadio che avevamo voluto posizionare ( ormai tanti, troppi anni fa) proprio perché così ci avrebbe consentito di “guardarci”. Indico con un cenno della testa lo specchio a Pino: “ Tu cosa vedi li?” “Un armadio” e sorride. “ Appunto. Questo è il problema. Tu vedi un armadio perché non vuoi vedere il dettaglio, la specchiera e, riflessa, l’immagine di quello che siamo ora.” “ E cosa siamo noi ora secondo te? Per me una bella coppia di mezza età che sta bene assieme, che ha vissuto i momenti intensi ed esperienze uniche”. “Ma che magari quella fantasia, proprio come l’abbiamo pensata tante volte, non l’hanno mai fatta” “Paola sei perversa! Adorabile ma perversa. Ho capito. Mi informo”. Il plico dalla Germania è arrivato dieci giorni dopo la presentazione che ha fatto Vincenzo all’organizzazione del centro il cui nome tradotto significa “Sogni privati” e che in tedesco non so né scrivere ne pronunciare. Una documentazione in due lingue, persino depliants e foto, ma anche l’avvertenza che avremmo dovuto completare i moduli con il nostro “sogno da realizzare” nei dettagli indicando anche ciò che non vogliamo assolutamente, inviare all’ultimo istante, una volta accettati, la certificazione medica con data non anteriore a 15 giorni la nostra visita ad Amburgo e che comunque dopo tutto questo la presentazione del preventivo e l’accettazione potevano non significare nulla se qualcosa nella certificazione sanitaria non fosse stata chiara. Sembra un mutuo invece che un gioco trasgressivo. La cosa più divertente, penso mentre stiamo rispedendo i documenti, è stata la compilazione del nostro “progetto”. Ci siamo fatti risate incredibili, abbiamo modificato la storia almeno dieci volte, e Pino mi ha più volte accusato (ridendo) di essere troppo spregiudicata. L’attesa, il piacere di fantasticare, spesso e volentieri sono superiori poi alla realtà, all’esperienza. Avrei voluto che passassero mesi e mesi prima della risposta dalla Germania. Abbiamo così tanto fantasticato, giocato e scherzato su questa cosa che quando da Amburgo è arrivato il plico di risposta ci siamo restati quasi male. Spesso, come ho detto, l’attesa della trasgressione è meglio della trasgressione in se, soprattutto… quando a mettersi in mezzo è un preventivo come quello che ci hanno spedito. Folle! Quasi 15.000 euro. Ne discutiamo anche ma alla fine concordiamo. Non si può. Una specie di doccia gelata sia sui nostri sogni Ma quando una cosa è destinata… non c’è valutazione razionale che tenga. Neanche dieci giorni dopo il gran rifiuto il 19, 65 e 80 storici numeri nostri che Pino ha sempre giocato (senza fortuna) decidono…che dobbiamo andare ad Amburgo. Uscendo assieme proprio sulla ruota di Roma ci regalano qualcosa come diecimila euro. Un piacevole imprevisto che all’unisono leggiamo come segnale di un destino generoso e nella circostanza lussurioso e Amburgo torna ad essere un progetto stimolante al quale prepararci al meglio analizzando bene il tutto prima di effettuare il consistente bonifico bancario che chiedono come anticipo (il 60%) . Quando ci comunicano la data del week end “della fantasia proibita” sembriamo due bambini tra l’eccitato e lo spaventato Pino torna in palestra. Nonostante siano mesi e mesi che ne parliamo, che fantastichiamo su questo momento, nonostante le discussioni, i progetti, ora sono proprio emozionata. Non posso negarmelo. Il taxi che gira sicuro per queste sconosciute vie interne di Amburgo è condotto da un arabo che ha fatto una strana espressione quando Pino gli ha dato l’indirizzo. Gli ha indicato un numero civico abbastanza lontano da quello dove dobbiamo andare, proprio per evitare battute o commenti. Durante il tragitto quasi sussurriamo ma ci scambiamo occhiate di incoraggiamento. Istintivamente mi tiro un pò giù la gonna corta ( quella che mi ha regalato mio marito) dopo aver incrociato lo sguardo del tassista nello specchietto. Che buffa questa reazione: tra poco mi vedranno nuda in parecchi e mi vergogno se sbircia sotto le gonne. “Sicura? Vuoi che torniamo indietro?” Faccio no con la testa. Una possibilità così originale e stimolante potrebbe non offrirsi più un’altra volta .Mentre entriamo sono presa dal panico. Ho un’esitazione, Pino se ne accorge e si ferma. “Possiamo solo mangiare se vuoi, e ce ne andiamo, ok? Non ti preoccupare per i soldi: non ce li avevamo prima della vincita e non ce li avremo dopo” Il cameriere si avvicina, capisco che ci chiede se siamo in due ed indica un tavolino accanto al caminetto. Non è freddissimo fuori ma il calore è piacevole anche perché sudo freddo. E’ tutto come ci hanno descritto. Anche la reception piccola in fondo al locale. C’è odore di fumo e di wrustel e tanto imbarazzo tra di noi. Pino continua a chiedermi“Vado?” scaricando su me la sua tensione, la sua paura. Annuisco. Si avvicina alla signorina al bancone. Da qui non sento ma deve avergli detto la frase convenuta perché lei gli fa un sorriso clamoroso, esce dal bancone, viene dalla mia parte per salutarmi con una cordialità eccessiva per il carattere di questa gente. Ci alziamo, attraversiamo la stanzetta con 4 tavolini (tutti vuoti) e varchiamo un passaggio a vetri dietro il banco reception. Un piccolo corridoio, poi una stanzetta sulla quale si apre la porta di un lussuoso ascensore del tutto fuori tono con il resto. La signorina dice una frase che non capisco e sorride, mi chiede qualcosa ma continuo a non capire e ricambio solo il sorriso. In genere in queste circostanze si parla del tempo, no? Faccio cenno di strofinarmi le mani sulle braccia, come dire “che freddo”. Annuisce. Doveva essere proprio questo il senso della sua frase. L’ascensore, rosso, con una grandissima specchiera, sale, lentamente, ma sale. Così come la mia inquietudine. Ci mette tanto. Quando le porte si aprono mi sembra di essere entrata in un altro mondo. Un ingresso ampio, velluti e divani eleganti, tutto arredato con stile, luci soffuse, musica dolce in sottofondo, un piccolo bar sulla sinistra. La signorina ci fa cenno di seguirla. L’uscio di apre automaticamente, facciamo qualche metro in un corridoio ed entriamo nella stanza dove ci attende un uomo elegante che fa cenno di accomodarci sul divano. E’ l’amministratore. Parla un buon italiano, ha un modo di fare tranquillizzante e ci chiede di firmare il contratto e di saldare come concordato la somma dopo l’invio della nostra sostanziosa cauzione. “Benvenuti nella nostra scuola di sesso” ci dice sorridendoci. La signorina vi accompagnerà nella vostra stanza dove troverete la divisa della scuola e le istruzioni. Tra un’ora vi attende il preside e poi la prima lezione. Un nostro collaboratore vi verrà a prendere nella stanza e vi accompagnerà”. Si alza, ci stringe la mano e seguiamo la signorina sino alla stanza lungo un corridoio sul quale danno non più di tre porte. La nostra conduce ad una stanza enorme, tutta in rosso e oro, un letto con baldacchino bellissimo, con materasso smisurato, quasi doppio rispetto ad un normale matrimoniale, e un salotto retrò. Sul cuscino la lettera, in Italiano, con le istruzioni. Pino me le legge. Ogni cinque righe si ripete che potremo recedere in qualsiasi momento fermo restando che il pagamento non sarà restituito né totalmente né parzialmente. Seguo le indicazioni e trovo nell’armadio la divisa della scuola. Per me una specie di grembiule a scacchi cortissimo, con slippini e reggicalze, calze bianche; completino grazioso e provocante: è come non avere nulla addosso. Niente reggiseno hanno detto. L’uomo che ha bussato alla nostra porta è un bel ragazzo, moro, vestito in modo molto essenziale e… molto attillato, soprattutto nelle zone più interessanti. Ci accompagna nella stanza del “preside” per la verità un po’ troppo giovane per esserlo (ma che stiamo a badare ai dettagli? ) E’ severo. Ma soprattutto è italiano. Un attore penso. Ha delle carte davanti a se e le esamina dopo aver detto in modo brusco di sederci. Mi dice che non vado bene, che anche Pino è scarso, che abbiamo bisogno di impegnarci e di seguire con molta attenzione le lezioni del pomeriggio, del dopo cena e di domani mattina. Solo facendo ciò che diranno i nostri insegnanti possiamo evitare la bocciatura. La seggiola sulla quale siamo seduti davanti alla scrivania è molto alta e scomoda. Le mie gambe non toccano terra. “Ad esempio Paola” mi dice quasi urlando, è questo il modo di sedersi? Cosa le hanno insegnato? Non lo sa come ci si siede davanti al preside?” . Per un momento sentirgli dire il mio nome mi fa effetto e poi ricordo una delle regole lette da Pino. Balbetto un, mi scusi, quasi divertito, poco nel ruolo, e dischiudo le gambe come c’era scritto. “ Ma che fa? Sorride?” mi riprende sempre più arrabbiato. Si alza dalla scrivania, gira attorno arriva vicino a me, con rudezza mi spinge verso lo schienale un po’ inclinato della seggiola al quale non mi appoggiavo. Con l’altra mano, con forza, apre di più le mie gambe praticamente sono in slip dato che il reggicalze già non era coperto dal microgrambiule. “ Così deve stare davanti al preside” ripete. Aggiusta ancora le gambe, fa finta di tirare su il bordo delle calze, poi deciso mette la mano sullo slip, tra le gambe. “ Mi faccia sentire”, ordina secco ignorando il salto che faccio sulla seggiola al contatto della sua mano. Mi coglie una vampata di strano calore mentre lui senza neppure un attimo di esitazione con il dito scansa gli slip e penetra con decisione senza preavviso,senza delicatezza. Pino guarda stupito. “Sentiamo bene” ripete. Il dito esplora dentro frenetico senza alcun rispetto né cautela. Vede – dice a mio marito- Paola, non è abbastanza pronta nelle reazioni. Senta anche lei Pino”. Mio marito sembra colpito da un pugno ma ha lo sguardo eccitato delle nostre fantasie. Si alza. Mi sfiora appena. “ Ma no, replica con timidezza, mi pare anzi che…” “ Ma cosa dice? Proprio non sapete nulla” replica il nostro docente tirandomi con durezza un braccio e costringendomi ad alzarmi dalla seggiola. “ Siete proprio incapaci : vi dimostro io quello che deve accadere…e come deve reagire”. Si siede sulla seggiola dove stavo. “Venga qua Paola, qui accanto , stia ferma” mi ordina. Ubbidisco quasi in trance, presa da un desiderio incredibile, folle. Mi fa mettere davanti a lui che siede in punta di seggiola, ma mi gira con la schiena verso di lui. “Poggi le mani sulla scrivania” Eseguo. “ Pino senta qua” . In quella posizione non c’è bisogno di alzare il grembiulino. Mi abbassa lo slip ben sotto il bordo delle calze. Sento un dito prepotente ed indagatore che torna a separare le mie labbra e si insinua con decisione roteando, muovendosi forte provocandomi un piacere che mi piega le gambe. Insiste sempre più forte e profondo . E dopo poco invita mio marito a verificare anche lui e proseguire alternando le dita. “ Ora vede Pino, così va meglio”. Senza vergogna, ansimo, vado incontro alle dita di entrambi che mi prendono, quasi impazzisco quando uno dei due, non so chi, varca anche l’altro cancello. “Ferma” mi dice “ Stia ferma e buona”. Il massaggio interno prende un ritmo che piano piano mi travolge. Sento la sua esplorazione, anche la sua eccitazione, il crescendo , e decido di lasciarmi andare a quelle mani sfacciate e violente. L’orgasmo arriva poco dopo, fortissimo, sconvolgente, mi piega le gambe mentre Pino assiste. “ Bene, bravi, questa prova è sufficiente, ma dovrete ancora applicarvi molto. Potete andare a lezione ora”. Fuori la porta il nostro accompagnatore ci ha accolto con cortesia e ci ha portato sino al bar che avevo visto entrando. Non parla italiano ma ci fa capire quasi a gesti, sempre più enigmatico, che possiamo prendere qualcosa e riposare un attimo. Pino mi prende la mano: occhi lucidi forse per l’eccitazione non soddisfatta; quasi trema, sembra persino affaticato. “Tutto bene?- mi chiede con voce strana” Si benissimo, molto meno difficile di quello che mi aspettavo questo approccio e mi sento stranamente determinata, decisa a prendermi ciò che in Italia non accetterei mai. Stavolta il tragitto è un po’ più lungo, saliamo una scalinata, poi una tenda e dietro una porta. Entriamo : la luce non è molta, forse lievemente colorata, ma l’ambiente riproduce una piccola classe. La lavagna, la cattedra, sei banchi singoli e a fianco della cattedra un lettino da massaggi. Alle pareti, al posto della cartina geografica foto porno d’autore. Tre dei banchi sono occupati, due ragazzi ed una ragazza , vestiti come noi. Sulla cattedra un’altra ragazza , in piedi, come se stesse sostenendo un’interrogazione. Seduta sul piano della cattedra una signora molto bella, 35 anni al massimo, mutandine rosse che si vedono chiaramente sotto la gonna nera cortissima, ampia scollatura. “L’insegnante” ci indica i banchi. Sembra un film Io e Pino ci siamo dentro. Tra sogno e realtà. Neanche il tempo di accomodarmi sul banco a me assegnato che il mio “ compagno” dietro allunga le mani e slaccia il fiocco dietro il collo che mi teneva il grembiule. Resto interdetta, faccio come un gesto per evitare che cadendo avanti scopra il seno, ma in un italiano molto teutonico la professoressa interviene. “ Signorina Paola che fa? Si copre? Lasci fare” . Mi blocco mentre il “compagno” mi tira giù i lembi del grembiule scoprendomi i seni. Mi sento a disagio perché tutto è così freddo… “La signorina Paola – commenta la prof – si vercogna, racazzi”. La risata che scoppia è corale. Si volta verso l’alunna che era in piedi. “Lei e Ghunt accompagnatela , dobbiamo farle capire…” Il ragazzo dietro e l’alunna che era in piedi si avvicinano. Mi prendono per mano, mi costringono ad alzarmi e mi conducono verso il lettino. I seni scoperti mi creano fastidio ballonzolando nel camminare davanti a tutti ma non oso fare movimenti per coprirmi. Con decisione mi fanno stendere e mi aggiustano il cuscino. Appoggio la testa mentre lui, prima di sistemarmi le gambe aperte e piegate, mi sfila lo slip. Lei alza bene e mi sistema sulla pancia il grembiule, senza sfilarlo, lui mette a posto calze e reggicalze, poi spingono il lettino con le rotelle più vicino alla classe in modo che le mie gambe aperte, spalancate direi, siano nella loro direzione. Nuda e offerta in modo osceno e devo ammettere eccitata perché non ho la minima idea di quello che sta per succedere. “Ecco signorina, lei sequirà questa lezione così e ccapirà che non bisogna mai vercognarsi di mostrare. Bene racazzi state attenti a lezione”. Comincia a parlare di tecnica della fellatio. Parole in italiano e tedesco si confondono, mima alcuni gesti con un vibratore che ha preso da un cassetto della cattedra, mi guarda spesso per essere sicura che sto seguendo.E’ incredibile: stare nuda così ora non mi imbarazza più. La posizione è scomoda, questo si, ma piano piano sento che mi stimola sapere di avere degli sguardi fissi li tra le mie gambe. Penso all’eccitazione di Pino che non riesco a vedere in questa posizione…ai nostri discorsi. l’insegnante va al banco di Pino.” Visto sua moglie come sta diventando prava? Si è fatta guardare bene bene, senza muoversi” e si china su di lui strofinando la mano sul pantaloncino che non nasconde, anzi evidenzia, la sua eccitazione. “ Brigitte..su” ordina "abbiamo un problema". Prende Pino per mano e lo accompagna in cattedra , in piedi, a fianco a me . La ragazza chiamata, si avvicina. “Ora facciamo interrocazione orale” mi spiega e “tu guarda come si fa”. Brigitte si inginocchia sulla pedana su cui è la cattedra, tira accanto a se Pino, e gli abbassa il calzoncino. Il desiderio che mio marito aveva compresso sin dall’incontro con il preside esplode in tutta la sua forza. Lei guarda l’insegnante, con la destra lo accarezza e al cenno della prof si avvicina con la bocca iniziando a leccarne la punta. “Tu cuarda e impara” mi dice mentre vedere il membro di Pino nella bocca di un’altra mi fa impazzire, e l'essere bloccata su questo lettino aumenta il mio piacere per un motivo che non so spiegare. La lingua della bionda Brigitte , il calore, gli sguardi , l’atmosfera assurda di un miraggio erotico e la coscienza che invece lo sto vivendo davvero. Pino ansima e sussulta quando la bocca di lei si spalanca e lo inghiotte un po’ , e un altro po’, e ancora dentro come non credevo possibile si potesse fare. Gli occhi della ragazza sono lucidi dallo sforzo . Il naso di lei tocca ormai il pube di mio marito. Resta così ferma, poi lentamente risale facendoselo uscire dalla bocca millimetro dopo millimetro stringendo con le labbra, e poi arrivata a metà torna ad inghiottirlo. Tre o quattro volte, profondo, come mai visto e certo io mai fatto. Il desiderio mi manda fuori di testa. Lo fa uscire dalla sua bocca, torna a giocare con la lingua, poi capisce che Pino è provato, si stacca lo guarda negli occhi dal basso, con la mano stringe la base per rallentare. Si volta verso l’insegnante che annuisce. Le sue labbra tornano ad avvolgerlo, decise e morbide e cominciano un movimento molto meno profondo ma più veloce con il capo mentre la mano resta ferma tenendolo alla base. E’ la bocca che si muove, le labbra che avvolgono, umidificano, la lingua che sfiora e ripassa. Non resisto più, allungo la mano tra le mie gambe perché so che Pino non resisterà molto. L’insegnante vede il mio gesto e mi riprende. “Qui non si fa nulla da soli, chiaro!”. “Kurt, pensaci tu” . Kurt l’unico moro del gruppo, si alza dal banco e si avvicina a me. Non so cosa abbia intenzione di fare ma qualunque cosa…andrà bene. Gira leggermente il lettino, blocca le ruote. Così sono vicinissima a Brigitte che continua il suo movimento di labbra e lingua mentre Pino ormai mugula, e cerco di non guardare in basso verso il mio “ compagno di scuola” e di concentrarmi solo su mio marito. La bionda rallenta e accelera quando improvvisamente sento tra le mie gambe la lingua ed il viso di Kurt. Una sensazione diversa, strana, fortissima. Mi è sempre piaciuto essere leccata. La sua lingua spatola, allarga, penetra con la punta e torna a spatolare, la sua bocca si strofina, spinge, la barba punge sul clitoride, impazzisco quando i denti delicatamente lo stringono. Urlo, senza rendermene conto, quando vedo il membro di Pino pulsare, agitarsi un attimo e la bocca di Brigitte fermarsi nel suo movimento con le labbra che lo avvolgono ancora più strette attorno alla punta, immobili e la mano che finalmente piano piano esegue un lieve movimento sull’asta. Pino ansima, io non resisto quando vedo dopo qualche istante il seme bianco sgorgare dalle labbra di Brigitte e colare lentamente sul pavimento, prima un filo, poi quasi una cascata mentre la sua bocca con labbra meno serrate, riprende il movimento lungo il membro. Vengo anche io, tremando, nella bocca di Kurt che è bravissimo, capisce il movimento che deve fare, esegue la giusta pressione con il viso e nel momento dell’orgasmo, sconvolgente, istintivamente allungo le mani infilo le dita nei suoi capelli corti e lo stringo a me. Ho il fiatone e ancora voglia, e mi sembra di uscire di senno mentre la bionda non smette di suggere, leccare, e prosegue come se nulla fosse successo. E succede l’inevitabile. L’ho sempre saputo, sin dall’inizio che sarebbe accaduto, ne abbiamo parlato, era la cosa che forse a Pino convinceva meno, ma era scontata. Kurt si alza, si asciuga la bocca bagnata da me con il dorso della mano, si cala il calzoncino, mette le mani sui miei fianchi sistemandomi meglio tirandomi verso il bordo del lettino, solleva le mie gambe mettendosele a squadra sulle spalle si avvicina e io vedo per un attimo il suo membro, grosso, bianchissimo ( quello di Pino è molto più scuro) molto largo e soprattutto molto dritto, avviarsi verso... Un contatto e lo sento penetrare in me senza alcun problema, scivolare con incredibile facilità senza fretta, forse senza passione, ma grande, quasi fresco, sino in fondo, centimetro dopo centimetro. Scopata da un altro davanti a tutti. Mi lamento, urlo di piacere alle prime botte forti e decise, ha un modo di fare che non ho mai provato. Osservo per un attimo lui, il suo volto in piedi davanti a me mentre le mani aiutano a tenere alte le gambe, guardo mio marito che è uscito dalla bocca di Brigitte e che si è avvicinato a me. Incrocio i suoi occhi nel momento in cui Kurt affonda con decisione il colpo e mi fa sussultare. Allungo la mia mano a cercare quella sua . Me la prende si avvicina di più, mi accarezza i capelli e guarda il mio corpo sconquassato dai colpi, mi accarezza il viso, prendo le dita di Pino in bocca quasi a soffocare il lamento come se non volessi fargli vedere e capire tutto il piacere che provo. Quando sento il tedesco aumentare ancora (non pensavo fosse possibile) il ritmo dei colpi capisco che sta per arrivare al suo culmine, che mi riempirà. Ora mi sembra immenso. Lo stringo forte con i muscoli quando lui, dopo un grido, lo affonda tutto, e resta immobile. In quel momento comprimendo i muscoli, lo sento pulsare e avverto le sue spinte ed il suo lamento, le sue incomprensibili frasi mentre sussulta. Godo anche io senza vergogna due volte, una dietro l’altra, senza sapere se sto parlando, urlando, piangendo.Quando il cuore si calma un attimo, allungo la mano verso Pino e sento che la sua eccitazione è frenata, compressa, sofferta . Quell’istante dura un’eternità. Kurt si stacca da me. Lo sento uscire, lentamente, ancora turgido e quando mi abbandona addirittura si sente uno strano rumore. Ormai sono in stato confusionale e senza più forze. E’ calato uno strano silenzio. Pino è vicino a me si china e mi chiede come sto, parlando piano. Una delle ragazze arriva con un paio di asciugamani piccoli, bagnati, odorosi di lavanda e mi pulisce tra le gambe. Pino mi aiuta a tirarmi su dal lettino; mi siedo mentre uno dei ragazzi mi mette a posto il grembiule e lo riallaccia dietro. La testa gira tantissimo. Nella stanza è rimasto solo il nostro accompagnatore iniziale. Ci invita a seguirlo e torniamo in camera. Appena entrati il telefono: ci avvertono che la sera è tutta per noi e le lezioni riprendono domani con l’esame di maturità. Ci guardiamo, torniamo ad abbracciarci. “Sei una porcona davvero, mi dice Pino, ma cazzo non potevi far finta che ti piacesse un po’ meno?” Ridiamo di cuore di questa complicità. “ Secondo me, gli dico, eri geloso”. Mi guarda mentre sta regolando il getto e la temperatura della bella doccia. “Hai ragione, ammette, molto. Anzi mi ha dato fastidio soprattutto quando ti ha... Ma ora che ci penso… vieni qui”. Mi tira a se, nudi come siamo ci abbracciamo ancora e finiamo assieme sotto la doccia. La prima. Perché poi ancora bagnati, sul letto, facciamo l’amore in un modo incredibile, nuovo, senza fantasie, senza parlare di quello che è accaduto ( anche se sento che dentro c’è e ci eccita) in modo dolce rilassante, piacevole. Tra venti minuti scenderemo a cena e forse sapremo qual’è la sorpresa ma non la temo più. Pino comunque sta rileggendo tutto: c’è in effetti scritto che la sostanza delle nostre fantasie sarà rispettata ma che l’organizzazione si riserva di apportare piccole modifiche o varianti che potranno da noi comunque essere rifiutate. E la descrizione della nostra fantasia centrale ( il cinema) : e mi chiedo domani come intendano realizzarla. Quest’ansia, questa curiosità che si sposa alla mia incredibile, totale , insolita disponibilità a provare tutto mi eccita di nuovo in modo incredibile. Unica perplessità che ripeto a Pino: nessuno qui usa il preservativo. Vero è che si perderebbe molto, ma… Lui mi fa rivedere i certificati, le foto, ribadisce che con quello che costa questo “gioco di ruolo erotico” ha tutte le garanzie possibili. Ma quello dei due più turbato, più scosso anche se fa finta del contrario è chiaramente lui. Lo capisco, vorrei stargli vicina e non vorrei neppure scendere a cena: mi piacerebbe dire al nostro impeccabile accompagnatore, accorso al campanello, di andarsene, ma siamo in ballo …e balliamo: alla fine so che in realtà non voglio perdermi neanche un minuto di questa avventura. Ci accompagna al bar dove ci offrono l’aperitivo. Per cena non ci sono vincoli di vestiario : ho deciso di indossare la gonna bianca, non troppo corta, quella maglia con il traforo diagonale che scopre una parte del seno. Pino ha scelto giacca e cravatta. La sensazione più bella e consolante è sicuramente questa: qui nessuno giudica, non importa come si è. La cena è straordinaria: champagne per pasteggiare, piatti di alta cucina italiana, servizio impeccabile. Mangiamo il giusto (anche perché le porzioni sono tutto tranne che abbondanti). fiutiamo il caffè (tanto non lo sanno fare) e seguiamo nuovamente l’accompagnatore nella sala lettura. Ci sono libri, riviste, una tv accesa dove trasmettono un film sexy in tedesco, e poltrone comodissime. Siamo in attesa li, sprofondati, da 5 minuti quando arriva lei. Senza grembiulino quasi non la riconosco. Elegantissima, tacchi alti, vestito corto nero molto fasciante quella che Pino direbbe “una fica da infarto” . Ci metto un po’ a realizzare, anche per il trucco pesante ed il rossetto, che è Brigitte, la “nostra compagna di scuola” l’esperta dell’arte orale. Si siede (senza badare troppo a coprire le gambe ed il resto) sul divanetto davanti a noi. Anche lei parlicchia italiano e inglese . In qualche modo ci spiega che ci sono 4 coppie ed un singolo in questi giorni, che hanno un grossissimo impegno e ci chiede se tutto sino ad ora ci è piaciuto, se va bene, se abbiamo bisogno di altro, se la scuola ci è servita e piaciuta. Sorride, anzi ride per qualsiasi frase dica Pino, anche a sproposito, ma mi rendo conto che le hanno detto di fare così…ed evidentemente di mostrare molto per come siede e accavalla continuamente. Elegante e carina si congeda dopo aver dispensato scosciate e sorrisi. Wurstel, uova, bacon, dolci a volontà, un caffè schifoso (ma anche la possibilità di richiederne uno espresso) , sguardi complici ed incuriositi delle 3-4 coppie che incontriamo a colazione (tra le quali quella che avevamo già visto). Nonostante l’ora (sono le 7,30 ) sembriamo tutti molto…svegli . E’ stata una notte attiva ed intensa per noi due e capisco perché hanno consigliato a Pino di prendere la pasticca di viagra che abbiamo trovato in camera. Mentre addento con voracità il dolce ripenso ai discorsi di ieri sera e di questa mattina in attesa del fatidico appuntamento delle 8,30 in stanza. Ci hanno detto che troveremo le nuove istruzioni in camera dopo la colazione. Dovrei essere eccitatissima ma come ho confessato questa notte a Pino qualcosa non mi convince. Sanno di plastica queste emozioni costruite e dipinte da noi stessi. E’ tutto così facile, scontato, diretto, brutale, scientifico. Se si tocca qui reagisce così, se si fa così avviene questo. Programmato e confezionato. Quella sensazione di perversa trasgressione delle sue (delle nostre) fantasie che rendeva affascinante l’attesa e eccitante persino scegliere l’aereo e immaginare, ha lasciato il posto a certezze quasi androgine. Ho persino timore di quanto ci aspetta. Non so se più timore di affrontare qualche altro esercizio ginnico delle nostre parti più erogene o di dire a Pino di andar via, di fare basta. Brigitte tra le cose che ci ha detto ha affermato che è stamane il giorno clou e quelli di ieri solo assaggi. Ho una chiara idea del gioco che ci attende, in fondo è un nostro prodotto, ma devo aver nascosto da qualche parte la mia euforia e non riesco a trovarla. Torniamo in camera sempre accompagnati dalla sfinge, come ho soprannominato il tizio, e sul letto troviamo la busta e nell’armadio gli abiti. Oggi niente grembiule dunque. Per me un vestitino rosa corto, piccolo spacco, cinta e scollatura. Niente calze (strano) e perizoma. Pino invece ancora in calzoncini elasticizzati ( sono fissati questi tedeschi) e maglietta. Niente slip. Le istruzioni si limitano a dire che la giornata inizierà con un colloquio con il “preside”, e ripete che se qualcosa non va bene del programma preparato possiamo cessarlo in ogni momento e che alla fine siamo invitati al pranzo di arrivederci. Nessun dettaglio, nessuna spiegazione. Quando la sfinge bussa, l’attesa si è fatta pesante. Lo seguiamo e nel preciso momento in cui varchiamo la porte della presidenza tutti i miei pensieri si dissolvono, la sensazione di disagio scompare e mi sento determinata e … troia. Si, me lo dico sorridendomi dentro, un ultima giornata da troia per fare quello che mai ho fatto prima e mai rifarò dopo. Stringo la mano a Pino, gli faccio l’occhietto, lui risponde confortato e rassicurato uscendo anche forse dal medesimo tunnel di pensieri. Stavolta il preside ci accoglie in un salottino. Lui e un signore più anziano accomodati in due poltrone io e Pino sul divano.Torno nel ruolo: sedendomi ricordo di non coprire le gambe. La lezione..è servita e del resto ora mi fa piacere mostrarmi senza dover pensare se posso o meno piacere. Sono così, punto; e stando agli sguardi ripetuti di entrambi le mie gambe non dispiacciono per niente. Il tono stavolta non è affatto da “cattivo”. Ci spiega che è davvero il direttore del posto, ci illustra un po’ di storia, che peraltro conoscevo già dal materiale che ci avevano inviato, e si preoccupa di sapere se tutto sta andando bene e che cosa abbiamo da rilevare. Ricorda l’assoluta serietà, sono tutti attori (spesso di set hard) ma professionisti puliti, sanissimi, controllatissimi ogni giorno e sottolinea con orgoglio molto bravi ad interpretare i desideri. Si, Pino ammette, lo abbiamo visto. Ma… ecco il ma. Si alza, va alla scrivania, prende una cartella. Consulta qualche carta. La nostra richiesta di fare tutto assieme è proprio assoluta? Ribadisco subito di si. L’altro signore non parla italiano e si rivolge in tedesco al direttore. Faremo assolutamente ciò che vi piace, ribadisce lui, ma prima di tornare al gioco ed all’esperienza che ci attende questa mattina, vuole solo fare un rilievo tecnico-psicologico. Il signore accanto è un consulente-psicologo, che segue i clienti e prima di rituffarci nel gioco voleva discuterne con noi. Lui in tedesco ( con traduzione quasi simultanea del direttore) ci dice che pur comprendendo appieno il senso della nostra scelta e condividendola ritiene che almeno per qualche istante dovremmo dividerci, essere soli, avviare una situazione singolarmente. Secondo lui la nostra reciproca dipendenza, molto forte, ci impedisce di esprimere liberamente i desideri, ci frena, nella voglia di compiacere soprattutto l’altro senza dedicarci davvero a noi stessi ed alle fantasie individuali e che la gelosia naturale e positiva che abbiamo ci lega troppo a schemi prefissati, bloccando così la piena espressione del nostro piacere. Il discorso, ammetto, non è del tutto sbagliato, ma essere lasciata sola o lasciare solo lui in mano a quelle… sinceramente mi crea disagio. Continua a parlare, l’altro a tradurre, noi a pensare e guardarci. La proposta del direttore è questa: gran parte del gioco da noi suggerito si svolgerà assieme ma ci sarà un momento in cui ci separeranno per poi ricongiungerci dopo venti minuti. Ma saranno importanti secondo lui e anche divertenti. Non sono molto convinta, faccio qualche obiezione e lui risponde con cortesia,ricordando che decidiamo sempre noi, che i momenti importanti saranno vissuti assieme. Il direttore mi assicura che saranno davvero solo 20 minuti e che in qualunque momento potrò chiedere che Pino possa tornare, e che questo garantirà il pieno successo del “gioco” portandomi ad esprimermi come altrimenti non farei. Mi dice che proprio io sembro la più condizionata e preoccupata e quindi la più frenata.Alla fine accettiamo. Ci chiede se la fantasia centrale la vogliamo confermare anche ora e se lo spirito è sempre quello (disinibirsi, imparare ed aprire nuovi orizzonti.. legge nella nostra relazione). Confermiamo. Si alzano, ci salutano e la sfinge riparte in testa al gruppo. Riprendiamo l’ascensore ma ci fermiamo prima del piano della stanza. Dopo un altro corridoio entriamo in una specie di mini cinema, tre file di poltrone (che sono un divano unico senza divisioni ) posti come banchi universitari , una cattedra sul palco con alle spalle lo schermo. Sfinge ci indica il posto, quasi centrale, fila di mezzo io, Pino invece fila più su , proprio sopra la mia posizione. Pochi istanti e iniziano ad arrivare: sono sei o sette persone; riconosco qualcuno della classe di ieri, alcuni ragazzi nuovi tra i quali una specie giocatore di basket piuttosto bello e altissimo, una donna carina che sembra una casalinga-studentessa; le persone si siedono (un paio di ragazzi sulla mia fila ma distanti 3-4 metri) ed entra quello che dovrebbe essere una specie di professore universitario. Estrae dei fogli da una cartella ed inizia a parlare in un italiano molto improbabile (ecco questo potevano farlo meglio) e in un inglese molto duro che stendo a capire. Comunque la lezione è sul non limite della fantasia , sulla piena accettazione della immaginazione dell’altro, e sulla totale libertà di espressione. Un filmato annuncia, chiarirà il concetto. Si sposta si attenuano le luci, mentre lui invita tutti a prendere posizioni più centrali per seguire meglio. Parte il filmato ovviamente in tedesco, mentre il buio scende sulla sala. I due ragazzi ora sono vicini a me, uno a destra ed uno a sinistra mentre Pino ha accanto la casalinga ed un altro tizio, il giocatore di basket mi pare. Davanti ho un paio di studenti ed una “collega”. Cerco di concentrarmi sul filmato che sembra non diverso da un filmino porno anche se il tono dei commenti (incomprensibili) è più didattico. Tutto quasi banale ma dura solo qualche istante. I due si avvicinano ancora e quasi all’unisono allungano la mano sulle mie gambe . Dire che non me l’aspettavo sarebbe sciocco. Lo avevo scritto io. Mi appoggio bene sullo schienale comodo, mi giro verso Pino ma vedo che anche la casalinga deve aver fatto qualche avance perché intuisco uno strano movimento e ne ho la conferma dal sorriso ebete che mi rivolge e che vedo nonostante il buio. Lascio fare ai due studenti. Dischiudo le gambe decisa a gustarmi quanto faranno. Le mani esplorano le cosce, non perdono molto tempo a risalire sino al perizoma e senza problemi con sincronia lodevole, lo varcano. Uno lo solleva, l’altro infila la mano e cominciano a toccare, a due mani . Allungo le mie verso i miei vicini: hanno anche loro i calzoncini senza slip e non mi vergogno nell’andare diretta a sentire se quelle manovre hanno fatto effetto. Li tocco. Quello a sinistra è già molto eccitato, quello a destra lo sta diventando e lo sfioramento della mia mano lo aiuta. Senza sapere come mi ritrovo con due cazzi in mano che masturbo delicatamente. Mi volto ancora a cercare il viso di Pino per vedere se sta guardando, se ha capito. Lo intravedo appena un attimo perché l’altro, quello che stava sopra di me, si affaccia e allunga le braccia infilando le mani nella scollatura e iniziando a palparmi i seni precludendomi la vista di mio marito. Ma ora l’effetto di quelle sei mani sul mio equilibrio sta iniziando a farsi sentire. Comincio ad ansimare, a perdere lucidità mentre mi sento tastata, violata, travolta e circondata. Quando quello a sinistra allunga la mano, mi prende la nuca per tirarmi a se verso il basso facendomi capire che vuole che io … ho solo un attimo di paura ma poi mi faccio trascinare. Provo a fare come Brigitte: lo circondo con le labbra, lo lecco, poi più profondo, ancora di più… lui spinge sulla mia testa e questo non mi piace, quasi soffoco, provo a fargli capire che così non va, che devo fare io, stringo un po’ con i denti, lui molla, riprendo piano piano, ha un sapore strano, un odore diverso, ma sa di buono di pulito. Non so se Pino mi vede: questa del cinema era decisamente una delle nostre fantasie raccontate ma uno dei due doveva essere lui… Quasi sino fondo ecco, penso, e non ne ho neppure il tempo di compiacermene: vuoi per la masturbazione prima, forse per la situazione e la penetrazione delle mani dell’altro che mi fa muovere ritmicamente, sento che sta per esplodere. Provo a risalire lungo l’asta, ma lui sta lamentandosi in tedesco, sembra essere senza controllo e le sue mani premono forte la mia testa; anche se le labbra non lo stringono più mentre cerco di estrarlo dalla bocca, arriva violento improvviso lo schizzo senza quasi preavviso. Questo non l’avevo scritto, non l’avevo chiesto. Ma non mi nego l’eccitazione che provo mentre l’altro ha dita dentro di me e sto per venire anche io, ristringo le labbra, riprendo il movimento lento lasciando che avvenga l’ormai inevitabile. Lo schizzo denso, il primo, mi è arrivato quasi in gola, gli altri li lascio scorrere fuori, pazientemente , continuando lentamente il su e giù finchè lo sento pulsare, ma senza ingoiare. Mentre sta finendo arriva anche il mio orgasmo nelle mani del ragazzo. Mi tiro su con la bocca bagnata cerco subito Pino. Ha visto e capito ma la lei è stesa sulle sue ginocchia e sta per concludere il suo lavoro. Rido, mi asciugo lo sperma sulle labbra davanti a lui perché capisca e sembra reagire infatti. Ma non faccio in tempo a vedere la reazione: l’altro “studente” quello che mi toccava, mi tira verso se e mi trascina fuori dal banco in modo che non ammette repliche. Capisco che siamo al momento clou, quello annunciato della nostra separazione per 20 minuti. Il ragazzo mi tiene per mano, quello che era dietro mi raggiunge e mi prende letteralmente in braccio passando il braccio sotto il mio sedere. Come avevo visto è molto alto e ha una notevole forza. Mi solleva con facilità ed io temendo di cadere gli metto le braccia intorno al collo. Faccio in tempo a vedere ancora Pino con la lei accanto che si solleva pulendosi la bocca . Chiudo gli occhi mentre il mio rapitore scende le scalette seguito da altri due e dirigendosi verso quello che sembra un bagno del cinema-aula. Ora sento davvero di poter fare tutto. Uno dei ragazzi, quello cui ho fatto il pompino, apre la porta davanti a noi ed entriamo in una stanza, non un bagno. Al centro un grande letto ed una specchiera enorme su due lati che mi consente di vedere tutto quello che avviene. E’ così che “mi vedo” piena di voglia e fuori di testa, adagiata sul letto con i tre che attorno a me mi spogliano in un secondo. Completamente nuda di fronte a tre uomini sconosciuti. Senza delicatezza uno mi spalanca le gambe e si tuffa con il viso a leccarmi. Quello che mi ha preso in braccio, si spoglia nudo e avvicina al mio viso il più grosso membro che abbia mai visto, un po’ ricurvo, largo, impossibile per la mia bocca. L’altro mi tocca i seni e si porta la mia mano sull’uccello che ha perso la tensione. Tre uomini per me, eccola la fantasia finale, ma senza Pino che doveva essere uno dei tre. e mi chiedo se lui sappia, mi veda, capisca che stia facendo… Non capisco più nulla, non penso più a niente. Quello grosso si stende accanto a me, gli altri due mi sollevano letteralmente, di peso, mi mettono a cavalcioni: non so come ma quel coso enorme mi penetra di slancio, con forza, dandomi una sensazione fortissima, mi sento piena come non sono stata mai e tanto eccitata, e quando l’altro mi porge il suo in bocca sento che non posso più pensare. Mani ovunque, perdo il senso dell’ orientamento e la capacità di oppormi e di ragionare. Quando sento che mi sollevano come fossi senza peso, mi piegano in avanti e avverto qualcosa di bagnato e unto tra le natiche capisco che non ho più la capacità di discernere di oppormi e che del resto voglio solo essere in mano loro. Niente attenua questa specie di effetto droga, neanche il dolore che provo fortissimo per qualche istante, neppure il pensiero di qualcosa di molto,troppo intimo che raramente sento di poter concedere.Due volte penetrata,assieme, violata con ondate di dolore forte e di piacere che si e travolgono l’ultima diga del mio pudore, mi sento sballotata, usata, pressata tra due corpi, mani, bocca, sedere, gambe, si muovono senza controllo e tutto precipita verso un tunnel in fondo al quale, lo sento, potrei perdere conoscenza. Ora non riesco più a capire dove sono e cosa sto facendo: solo un piacere folle che sconvolge la percezione del mio essere. Le idee si confondono come la nozione della realtà, del tempo, mentre provo orgasmi a ripetizione. Non so quanto sia passato quando torno a realizzare di essere stesa sul letto. Uno dei tre mi guarda quasi preoccupato: sono svuotata e dolorante. Mi alzo sui gomiti appena in tempo per vedere Pino entrare con la sua “casalinga” dalla porta. Ho un tuffo al cuore: non ho più pensato a Pino in tutto questo! Aveva ragione il tizio psicologo, qualcosa in me è scattato in modo differente. Provo tenerezza e senso di colpa. Pino si avvicina . E’ nudo. Turbato, molto turbato. Non mi abbraccia, non mi chiede nulla: pretende la sua parte. Sono stanca, sfinita, ma non posso rifiutargli niente. Ho uno strano sapore in bocca, mi fa male il collo e la mascella, ma stavolta Brigitte sarebbe fiera di me. Cerco di farmi perdonare da Pino e so che stiamo concludendo il gioco come avevamo chiesto. Mi rilasso. Gli altri si siedono vicini, una ,due mani mi toccano, saggiano la mia pelle, la mia intimità piena, intrisa e appiccicosa così come tutto il mio corpo, i seni, il viso. Uno dei tre ha ancora qualcosa da spendere: fa da solo, vicino a me, poi al momento giusto lo appoggia sul mio seno e sento il suo calore scorrere dal cappezzolo, le ondate umide sul collo, sul mento. Pino con un urlo inonda la mia bocca e stavolta sto attenta a non mollare la presa, riapro gli occhi per guardarlo mentre ingoio e lui mi accarezza la fronte. Sono in un mare di sperma e la mia mano sguazza sulla pancia, sui seni, tra le gambe spalmando freneticamente ovunque tutta quella crema bianca che sotto il mio intenso strofinare si rapprende, si solidifica. Vengo ancora nelle mani di non so chi e crollo. Mi addormento subito. E credo per diversi minuti. Quando riapro gli occhi non c’è nessuno e mio marito mi accarezza e mi sta pulendo ovunque con un asciugamano tiepido e profumato. “Scusa amore, gli dico, ho goduto tanto, come mai”. Non voglio mentire. “ ma non lo vorrei rifare”. “ Ho visto sai? Ho visto tutto. Quello specchio dall’altra parte consente di vedere cosa accadeva qui”. Ed ero la, pronto ad intervenire se ne avessi avuto bisogno se mi avessi chiamato ed ero con un paio di signorine niente male che si occupavano di me. Ma ho visto che non hai avuto bisogno del mio intervento. Però… non pensavo fossi capace di fare tutte queste cose” “Perché, amore, che ho fatto? Sai che non ricordo quasi nulla?” “ Diciamo che non ti sei fatta mancare niente ma posso dirti una cosa sinceramente? Facciamo basta ora e per sempre?” “Si Pino, certo”. La sfinge entra in quell’istante: ci porge due accappatoi e ci indica una porticina. E’ un bel bagno con una grande doccia. Fatico a mettermi in piedi, Pino e l’altro devono sorreggermi ed accompagnarmi .Sono indolenzita ovunque e non riesco a mettere a fuoco le sensazioni che provo. Ho solo voglia di stare sotto l’acqua per tanto, tanto tempo, di sentire le mani di mio marito che passano dolcemente la spugna lavando, pulendo, portando via i residui di questa pazzia. Mezz’ora forse, entrambi sotto la doccia. Poi avvolti nell’accappatoio seguiamo la sfinge fuori della porta. Nella stanza-cinema ci sono tutti. Dal preside ai ragazzi, a Brigitte che ci accolgono con uno scrosciante applauso. Sembra il set di un film. Passiamo in mezzo a loro e risaliamo in camera senza commentare. Avremo tempo e modo per metabolizzare questa esperienza “Pino tu cosa provi ora?”. Ci riflette un secondo, sembra incerto. “Posso dirti che non lo so? Molta solidarietà e complicità con te, un desiderio nei tuoi confronti forse più forte di quello che pure ho sempre avuto, ma avverto anche una totale confusione mentale. E’ strano, perché in fondo avevamo quasi pianificato noi il gioco e tranne qualche variante è successo grosso modo quello che pensavamo…” “Variante? In che senso?” “Beh il fatto che siamo stati soli per quasi mezz’ora, il tuo forte coinvolgimento emotivo, una reazione strana da parte mia…” “Strana? Vero hai usato il termine giusto. E’ strano. Io non ricordo quasi niente di quei 20 minuti solo l’inizio, ero in stato confusionale è tutto annebbiato: non è che mi hanno dato qualcosa, che c’era qualcosa nell’aria? Non ricordo cosa ho fatto. Me lo dici?”. “Beh Paola, intanto non sono stati 20 minuti ma quasi quaranta. I tre sono venuti almeno un paio di volte ciascuno e da quello che ho visto ovunque. E forse uno da quello che ho capito anche in bocca e hai ingoiato tutto se non ho visto male”. “Ma dai impossibile, non ricordo! Quando?” “ Non prendermi in giro. Come non ricordi? E’ stato quando in tre ti hanno presa contemporaneamente. E non mi dire che non ti è piaciuto”. “ Posso dirti la verità Pino? Libero di non credermi. Non ricordo. Credo che mi sia indiscutibilmente piaciuto sotto il profilo fisico, che sia andata al di là di ogni barriera e di ogni possibile immaginazione ma direi che non lo vorrei rifare, ho bisogno ora di dolcezza, di te, di normalità”. Al pranzo di arrivederci, di cui avrei fatto volentieri a meno, andiamo per mano. Un paio di coppie non ci sono. Il direttore spiega che hanno interrotto il gioco e sono andate via. Succede qualche volta, ci dice. Le bollicine dello champagne le sento nel naso, scendono per la gola, e ci regalano quel tocco di allegria che rende frizzante il pranzo e ci fa dimenticare il retrogusto amaro della nostra avventura, anche e soprattutto perché in due ci facciamo fuori quasi due Pommery! Siamo su di giri, quindi, quando la sfinge ricompare e ci dice che il direttore vuole salutarci. Lo seguiamo ancora sino alla stanza del primo colloquio. C’è anche lo psicologo. Ci sediamo sul divanetto ma stavolta sto attenta a farlo in modo composto nonostante l’alcol in circolazione. E’ il solito discorso: spero che sia andato tutto bene, la casa si congratula, l’omaggio (un braccialetto d’argento per me un portafoglio per Pino) la comunicazione che dovessimo tornare avremmo diritto allo sconto del 50% e il 2% dei ricavi per ogni cliente che presentiamo. E questo illumina anche la genesi della vicenda, il perché Miriam (così attenta agli affari nonostante la sua notevole disponibilità economica) ci tenesse così tanto a raccontarmi tutto e l’insolita disponibilità di Vincenzo che non è mai stato così cordiale e cortese come in quella circostanza di qualche mese fa! Togli l’interesse …
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15 anni fa
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Fantasia o realtà???
Ho di nuovo necessità di scrivere le “mie memorie”. Quando so che per un po’ non vedrò il mio Lettore, mi prendono le crisi e la voglia di scrivere si fa incontenibile. In più è un periodo di forti tensioni famigliari. Papà ancora in ospedale (ho ricevuto proprio ora un sms da mamma che lo dimettono domani), incomprensioni con mia mamma e relativi mutismi. Periodo nerissimo con Luca. La scorsa settimana non ci siamo ne sentiti (nemmeno per sms) ne visti. La conclusione è che non mi è mancato quasi per niente. Sono stata proprio bene da sola, dovrei farlo più spesso. Ho deciso di dargli un’altra possibilità però, e nel fine settimana ci vediamo. Non ho molta spinta, l’unica cosa che mi da un po’ di carica è che andiamo in montagna, e ormai sono quasi ad una crisi d’astinenza da boschi e prati. Adoro la mia montagna. Come dicevo, è un periodo particolare, anche a causa di queste tensioni, sento più che mai il desiderio di evadere, di cambiare. Sono molto recettiva ai complimenti maschili e, sinceramente parlando, mi sento un po’ troia in questi giorni. Non che faccia chissà cosa, anzi, è solo che i miei pensieri danno ampio spazio alle fantasie, soprattutto quelle erotiche. Hanno aumentato i miei pensieri diciamo “particolari” due fattori. Uno è l’esperienza che ho avuto la scorsa settimana e l’altra un libro (The Surrender), che, senza volerlo, è inerente all’esperienza avuta. Il tutto è successo giovedì scorso e la cosa mi ha a dir poco stravolto sessualmente parlando, per lo meno per come sono fatta io e per come ho sempre visto alcune cose. Il mio Lettore è passato a trovarmi. Ha detto “o oggi o chissà quando riusciremo a farlo”. Infatti tra ferie mie e ferie sue, il tempo a disposizione, che già normalmente è scarso, è veramente esiguo, praticamente nullo. A Lui piace il mio fondoschiena. Ritengo che sia un amante del fondoschiena in generale ma anche se non lo fosse, il mio sicuramente gli piace. Tempo fa gli avevo promesso che prima o poi gli avrei permesso di “entrare dalla porta di servizio” (per copiare un termine usato nel libro di cui sopra). Qualche settimana fa avevo provato a concedermi ma il dolore è stato troppo forte ed ho preferito abbandonare, momentaneamente, l’idea. Giovedì scorso, invece, e senza dovermi neanche troppo convince, il Lettore ci ha riprovato e, anche se nuovamente ho sentito un gran male, questa volta dalla porta di servizio ci è entrato eccome. Sinceramente come prima volta, oltre al male, non ho provato un gran che. Ma il sapere che a lui piace, mi ha reso felice e soddisfatta. Sono convinta che proverà altre volte ad entrare da quella porta e da parte mia mi impegnerò a soddisfarlo il più possibile anche se, devo essere sincera, l’essere scopata da Lui mi fa impazzire mille volte di più. Vorrei aprire una piccola parentesi per evitare strani equivoci (e so di averlo ribadito diverse volte, ma non si sa mai, giusto per essere chiari, anche se ripetitivi) Anche se nell’ultimo periodo l’aria tra me e Luca è un po’ tesa, lui è e rimane l’uomo con il quale vorrò trascorrere il resto della mia vita. Sessualmente parlando non ci sono problemi, il desiderio c’è (anche troppo da parte sua) e si fa regolarmente sesso. La mia “storia” con il Lettore è un capitolo particolare della mia vita e al momento faccio fatica a rinunciare a questo piacere e tutto ciò non va ad interferire con la mia storia con Luca. Bene ora posso concentrarmi solo ed esclusivamente sul mio Lettore. Dicevo... essere scopata da Lui mi fa impazzire. Mi può prendere in qualsiasi posizione e luogo (anche il più scomodo) che non fa differenza. Starei li per ore pur di essere scopata, e all’infinito. In altre occasioni ho avuto modo di raccontare quello che mi piace di lui ma vorrei far finta di non averlo mai fatto e che questa sia la prima volta che lo racconto. Amo le sue mani sul mio corpo, quando prende il mio seno o quando le mette sul mio didietro. Oltre ad essere piacevoli sul corpo sono belle da vedere. Mi capita spesso di guardarle, soprattutto mentre guida. Adoro i suoi baci anche se in realtà non ci baciamo molto. Forse il bacio è considerato un gesto ancor più intimo del far sesso e allora si evita per non rischiare di entrare troppo nell’intimo. Anche nel film “Pretty Woman”, Julia Roberts non vuol essere baciata da Richard Geer per evitare coinvolgimenti sentimentali. Spero solo non mi consideri una donna di strada il mio Lettore.... Ad ogni modo, i pochi baci dati mi sono piaciuti molto e mi piacerebbe che quella bocca esplorasse anche zone al di fuori delle mie labbra. Più di una volta gli ho detto che mi sarebbe piaciuto sentire la sua bocca sui miei seni, sulla mia schiena. E poi io sono un’amante del sesso orale. Potrei perdere i sensi nell’essere leccata nella mia parte intima. Scherziamo sempre sul fatto che lui ha risvegliato in me la parte più porca, ma più vado a vanti e più mi rendo conto che è una Santa verità. Non concepivo il tradimento ed ora sto tradendo, e, anche se qualche rimorso nei confronti di Luca ce l’ho, la cosa mi piace molto. Ho sempre detto “mai e poi mai dalla porta di servizio” e lui è entrato. Il mio seno e la mia vagina poche volte si fanno toccare, ma le sue mani sono riuscite anche in questo. La masturbazione era un mezzo tabù. Non che non mi sia mai masturbata ma lo facevo raramente. Ora invece..... Lui si è trasformato in tutte le mie fantasie che pensavo sarebbero rimaste tali per sempre. E’ come quando uno guarda un film porno e dice “anch’io avrei quelle fantasie e mi piacerebbe soddisfarle..” ma poi per pudore non si mette mai in pratica nulla o quasi di quello che si è visto. Con lui lo farei veramente senza problemi. Mi sento la sua troia, la sua attrice da film porno. Se lui chiedesse io esaudirei tranquillamente. Posso urlare una cosa?? Lettore, ti prego, chiedimi quello che vuoi e farò tutto, ma proprio tutto quello che desideri, ma soprattutto continua a scoparmi come hai fatto fino ad ora. Lui mi fa venire in mente le cose più assurde, quelle, veramente, da film porno. Rapporti in tre, indifferentemente due uomini con una donna o un uomo con due donne. A tal proposito si sono scatenati anche desideri lesbici. Nel caso a lui poi potesse piacere, non esiterei a baciare un’altra donna o a far sesso con lei davanti a lui. Il tutto è eccitante, molto eccitante. Se me lo chiedesse riuscirei anche a guardarlo mentre fa sesso con un’altra donna (anche se la cosa mi renderebbe un po’ gelosa, perchè si sa, io SONO gelosa. Sono esclusivista e monogama nelle mie cose). Sono stata in montagna lo scorso week end. Ho fatto pace con Luca. Ovviamente abbiamo fatto l’amore. Mi è piaciuto. Ho goduto. Ma poi, quando ci siamo dati la buonanotte, chiudendo gli occhi ho ricominciato, con la fantasia, a rifare l’amore, ma con lui, il mio Lettore. Dio che bello, come mi è piaciuto. Peccato fosse solo fantasia. Chissà quanto dovrò aspettare per essere nuovamente scopata da lui. La prossima volta voglio che mi sfondi con il suo pene. E poi voglio succhiarglielo fino a consumarlo e fino a quando lui non mi urlerà “basta”. L’ho già detto quanto mi piace succhiarglielo? E’ buono. Mi rende vogliosa, lo succhierei e poi ancora e ancora un’altra volta. E poi ancora perché è veramente buono. E se me lo vorrà mettere nel didietro, che lo metta pure e che goda come non mai. Il venerdì siamo andati in montagna, come dicevo, ma siamo rimasti a casa di Luca perchè casa mia non era stata ancora aperta e sistemata. Sabato mattina sono andata su e ho fatto le pulizie grosse. Ho aperto l’impianto dell’acqua, tutto ok. Ora la mia casa è a posto ed utilizzabile. Mentre ero sola nella mia casa, il mio pensiero è andato a Lui. Più di una volta gli ho detto che mi sarebbe piaciuto portarlo a casa mia, anche perchè per la prima volta avremmo potuto fare sesso senza nessun problema, senza il rischio che qualche avvocato o telefonata rompesse l’atmosfera da film porno. La mia mente ha nuovamente fantasticato. Immaginato che in un giorno d’estate ricevevo un suo messaggio dove mi diceva che mi sarebbe venuto a trovare. E allora via con la fantasia. Sdraiati in un prato. In passato, con il mio ex, era uno dei luoghi preferiti per far sesso (non avevamo una casa dove andare). In completa libertà, assolutamente e completamente nudi in mezzo alla natura. Nel centro di un prato o a ridosso di un bosco. Con il sole caldo sulla pelle e l’aria tiepida e meravigliosa della montagna che ti sfiorava il corpo e ti fa venire i brividi .... Quella è libertà. Io amo stare nuda. Starei sempre nuda. Sfogo il mio desiderio quando vado a letto. Anche nelle notti più gelide d’inverno io dormo completamente nuda. Sono passate ormai due settimane dall’ultima volta che l’ho visto e che abbiamo scopato. Da un lato è stata meno dura di quello che credevo dall’altra, dal lato sessuale, è stata durissima. Molto dura. Ultimamente mi scopava una volta a settimana e io ci avevo preso gusto. Molto gusto. Perchè vorrei sapere ogni cosa di lui? Le sue abitudini, come dorme, come mangia, i suoi hobbies, come e quante volte fa sesso con sua moglie. Cosa gli piace fare (sessualmente parlando). Perché gli piace il mio fondoschiena... Ultimamente ho un po’ la fissazione sul mio didietro. Forse perché Lui è riuscito a violarlo? Fatto sta che, ripeto, anche se so che patirò un male della Madonna, non vedo l’ora che me lo rimetta un’altra volta, e poi ancora e ancora e ancora.... Ma poi che mi scopi scopi scopi scopi........ Quando ho letto “The Surrender” non vi dico l’eccitazione e la voglia che mi è venuta. Preciso che in questo libro si parla solo di sesso anale. Mi ha aperto nuovi ulteriori orizzonti. Ma ora lui è in ferie e poi ci andrò io e chissà quando ci vedremo e se ci rivedremo. Eh si, perché non è detto che quando rientrerà al lavoro avrà ancora voglia di vedermi ma soprattutto di scoparmi. Io spero di si perché ormai è diventato il mio pane (o pene) quotidiano, il mio sostentamento, la mia ricarica. Ieri, dopo diverse settimane, ho fatto un pompa a Luca. Se devo essere sincera mi piace di più farle al mio Lettore le pompe. Comunque una buona pompa non si disdegna mai. In questo week end ho pensato molto a Lui. Ho voglia di vederlo. Molta voglia. Credevo mi avesse preso in giro, di solito lo fa. Deve essere veramente in ferie anche questa settimana. In realtà non l’ho cercato per niente in questi giorni, ma mi aspettavo di vederlo in giro tranquillo tranquillo. E invece.... La prossima settimana, partendo io mercoledì, rimarrebbe solo martedì come giorno disponibile per incontrarlo, in quanto anche lunedì sono impegnata.. Non credo di essere così fortunata da riuscire a vederlo proprio martedì. Una bella trombata me la sarei fatta volentieri. Ne ho proprio voglia. Il fatto è che se martedì non riesco a vederlo forse se ne riparlerà a fine luglio. Se poi, anche a fine luglio sarò sfortunata e non riuscirò a vederlo, andremo a settembre. AIUTO!!! Tre mesi senza essere scopata dal mio Lettore! Ok, ok, si sopporta tutto alla fine, ma vi assicuro che è, e sarà molto dura non vederlo e non scoparlo per così tanto tempo. D’altra parte o così o così, non si può fare altrimenti. E’ in queste occasioni che mi vien da dire che sono proprio sfigata (nelle piccole cose). Ho sempre detto che l’amante non me lo sarei mai fatto perché va contro ai miei principi ma ora che ho cambiato idea, e la cosa mi piace pure tanto, ne ho trovato uno che non è mai libero e quindi non lo vedo mai! Oggi sarebbe stata una giornata ideale per scopare. Fuori un gran caldo e in studio una brezzolina grazie al condizionatore. Studio completamente deserto. Claudia via con l’amante, Sandra al mare, Stefania a vagabondare e Claudio... Boh? Che bello poter sentire il suo pene che entra dentro di me, non importa dove, se dalla porta principale o dalla porta di servizio, l’importante è che entri. E dentro e fuori e ancora dentro e ancora fuori. Lui che afferra le mie tette e le strapazza. O che picchietta il mio fondoschiena e lo afferra con le due mani e poi spinge, spinge spinge.... Vorrei masturbarmi. Oggi mi sono tolta il reggiseno perché il caldo mi faceva sudare troppo. Ora sono con le tette al vento sotto la maglia larga. Sento i capezzoli che si rizzano. Mi guardo. La maglia fa intravedere l’eccitazione. Potrei masturbarmi in tutta tranquillità, non c’è nessuno in studio. Non escludo che tra poco lo farò. Lo farò e penserò a te, mio Lettore, che tanto mi fai godere. Ahhh che bello masturbarsi. Soprattutto in un ufficio deserto. Molto eccitante. Tra l’altro mentre mi masturbavo mi sono accorta che la mia immagine era riflessa nella porta a vetri vicino alla mia scrivania. Non vi dico i pensieri.... Altri pensieri mi sono venuti alla mente riferiti alla masturbazione. Domani andrò in montagna e mi sono venute in mente tutte le volte che l’ho fatto in quel luogo. Una sensazione meravigliosa. C’è sempre la temperatura ideale in montagna. L’arietta fresca e leggera che ti accarezza (un po’ come quando si fa l’amore in un campo) il fruscio delle foglie del bosco di fronte alla mia finestra che ti rilassano. Il mio lettone che mi ospita in tutta la sua comodità. Una libidine.... L’Italia ha vinto la partita contro la Repubblica Ceca. Un po’ di patriottismo ci vuole anche in questi momenti. Anche perché mentre mi masturbavo avevo come sottofondo il commento del cronista della partita. Per oggi ho finito. Mancano 3 giorni a lunedì e quindi al suo rientro..... MI MANCHI. Ora vorrei fare un po’ la ragazzina del tipo..”ma chissà se anche lui ogni tanto mi ha pensato e se ha pensato alle nostre scopate fugaci qui in studio....O se gli sono mancata un pochino....” Ma tanto non avrò mai risposta. Ciao eccomi di nuovo a scrivere: Non so se lo sai ma sono stata 12 giorni in ferie in Sardegna. Sono stata molto bene. Io non amo molto il mare, ma la Sardegna fa caso a se. Anche con Luca è andata bene. Per lo meno non abbiamo litigato ed abbiamo appianato gli ultimi dissapori. In Sardegna è successa una cosa. Una notte ho sognato Gianluca. Ora il sogno non lo ricordo più ma ricordo molto bene la sensazione che ho avuto la mattina appena sveglia. Avevo una gran voglia di vederlo e di stargli vicino. Gli ho mandato un sms. Lui mi ha risposto che quando tornavo dovevamo assolutamente trombare perché era stanco solo di immaginarlo. Al mio rientro gli ho detto che ora ero a casa e che aspettavo la sua chiamata. So che non andrò mai a letto con Gianluca. Sono stata molto innamorata di quel ragazzo ed ho paura che andando a letto con lui si risveglino alcuni sentimenti. Non è il caso. Forse è meglio solo continuare a fantasticare... Comunque l’essersi messi d’accordo per un eventuale incontro mi ha fatto fare un sogno molto erotico ieri notte, direi piuttosto pornografico. Era presente anche il mio Lettore. Ora vi racconto il sogno (ambientato a casa mia in montagna, ovviamente) Io ero sdraiata nuda sul mio letto, Gianluca mi teneva immobile le braccia come se io dovessi scappare e mentre mi bloccava mi leccava e baciava su tutto il corpo. Mi piacevano molto i suoi baci e la sua bocca sulla mia pelle. Mentre sfiorava i miei capezzoli. Poi, dolcemente, è sceso nelle mie parti intimi e anche qui le sue labbra e la sua lingua hanno dato il meglio di loro... O se ci ripenso...Poi mi ha penetrato ed abbiamo iniziato una danza fantastica culminata con il più grande dei piaceri. Ma la cosa più eccitante è stata che mentre noi facevamo l’amore, il mio Lettore ci guardava e anche lui si eccitava e godeva.... Che bello sarebbe se accadesse veramente. Come detto più volte, è una delle mie fantasie più ricorrenti. E chi meglio di Gianluca e il Lettore? Sono le persone che più mi eccitano in questo momento... Questo sogno ha causato un po’ di turbamento, infatti mi sono svegliata subito dopo. Ma ero eccitata. Troppo eccitata. E allora mi sono masturbata e ho goduto veramente. Credo di essermi ammalata. Credo di avere la stessa malattia che aveva Michael Duglas. Dipendenza da sesso. Sinceramente non credo di essere arrivata ai suoi livelli ma vi assicuro che spingo molto. Di fatti non mi era bastato il sogno di ieri e nemmeno la masturbazione.... No! Oggi sono andata a fare una lampada. Chissà che non riesca a mantenere quel poco colore che ho ottenuto in 12 giorni di mare.. Per la prima volta l’ho fatta senza slip (il reggiseno quello l’ho tenuto, il mio seno è troppo delicato per sopportare uno stress tale). Mi stuzzicava l’idea di essere praticamente nuda in quello stanzino sapendo che nel “loculo “ accanto c’era un ragazzo. E’ entrato mentre anch’io entravo nella mia “doccia”. La mia mente è corsa subito al Lettore ed ho iniziato a fantasticare. Pensavo che poteva esserci Lui al posto dell’anonimo ragazzo. E così, pensa che te pensa, sono finita per masturbarmi anche all’interno della lampada. Molto bello. Particolare. “Godevole”. Sta per finire un’altra settimana. Ancora una da sopportare e poi dovrebbe rientrare dalle ferie il mio “Amante”. Avremo a disposizione una sola settimana prima che vada in ferie io. Non è detto che ci si riesca a vedere. Lo spero. Ho voglia di scopare. Ma di scopare con lui. Non sono in astinenza di sesso. Con Luca lo faccio sempre regolarmente. Sono in astinenza di Lui, del Lettore. Ti prego, vienimi a cercare, ma soprattutto vienimi a trombare. Ne ho bisogno. Bisogno fisico. E’ trascorsa l’ultima settimana delle sue ferie, siamo a venerdì. Questa è praticamente volata, per fortuna. Nel fine settimana andrò in montagna. Parto questa sera. Avrò modo di ricaricarmi come si deve in modo da affrontare la settimana entrante nel migliore dei modi e sarò fresca e riposata per il mio Lettore. Anche se sono praticamente certa che non lo vedrò. Perchè non si vorrà far vedere....(?) Ma io sarò pronta. Avrò le mestruazioni, ma sarò pronta. Per lui sono sempre pronta, ultimamente. Vediamo se dovrò affidarmi agli scritti o sarò soddisfatta della realtà.
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15 anni fa
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Un pomeriggio in studio
Bologna, 10102009 Questa mattina mi sono alzata con uno strano pensiero in testa. Sono arrivata a Bologna. Avevo una strana eccitazione, non capivo il perché. Ho fatto i miei regolari giri (posta, banca, e varie cose personali) e poi sono rientrata in studio. Non stavo più nella pelle, ero agitatissima ed eccitatissima. Guardavo sempre l’ora sperando arrivasse la pausa in fretta. Ho iniziato a preparare la roba per tempo, non volevo arrivare in ritardo “all’appuntamento”. Sono andata in bagno e mi sono messa le autoreggenti. Ho fatto qualcosa per far passare il tempo, ero sempre più agitata e smaniosa. Poi sono tornata in bagno e mi sono tolta reggiseno e canottiera. Sono rimasta solo con la maglia e niente più. Il tempo non passava mai e i vari componenti dello studio si alternavano ad entrare ed uscire. Sempre più agitata..... Poi alle 12.30 finalmente la pausa, potevo preparami praticamente del tutto, dovevo solo aspettare che lo studio si svuotasse. Prima è uscito Sandro. Verso l’una meno 10 è uscito Claudio. Ero sola. Ho spento le luci. Sono tornata in bagno e mi sono tolta gli slip e mi sono messa la minigonna. Sono tornata nella mia stanza ad aspettare. All’improvviso è rientrato Sandro. Lo sapevo, non posso restare in pace un minuto. Per fortuna è andato via dopo 5/6 minuti. Mi sono nuovamente rilassata. L’agitazione ha ricominciato a salire, il battito ad aumentare, senza parlare dell’eccitazione. Sento nuovamente infilare le chiavi nella porta. Eh no eh, ce l’hanno tutti con me. Questa volta era Stefania. Ho cercato di stare il più nascosta possibile, avevo la minigonna ed i tacchi. Sandro non ci avrebbe fatto caso, ma Stefania, avrebbe notato tutto e si sarebbe insospettita. Ho approfittato di una sua telefonata per correre nello studio di Emma e rimettere i jeans. Sotto ero ancora senza slip. Ero completamente nuda ed eccitata. La fortuna sembrava essere dalla mia parte, anche Stefania era passata solo per prendere delle cose e poi se ne sarebbe andata subito dopo. Uscita Stefy sono nuovamente corsa a rimettermi la minigonna e a togliere gli ingombranti jeans. In gonna senza slip si sta veramente comodi, peccato che sia la stagione fredda e non è conveniente andare in giro nuda. Non sentivo neanche il freddo da tanto ero eccitata. Pensavo, ora suona, lo so che ora suona. Quando apre la porta non gli salto addosso, non fa per me, ma lo prendo per mano e lo rinchiudo nella stanza di Emma. Poi lo faccio sedere, gli slaccio i pantaloni e mi ci siedo sopra. Gli farò capire che sotto la gonna ed alla maglia non ho niente. Sono pronta, oggi sono pronta. Ora suona, vero che suona? Ma il tempo passa e nessuno suona. Peccato. Ho aspettato, ingannato il tempo e nel mentre l’agitazione e l’eccitazione salivano. Oh se oggi ero pronta, mi sarei concessa volentieri.... Le 14 sono arrivate inesorabili e nessuno è passato a trovarmi. Ripeto peccato. E ora? Ero nuda ed eccitata. Non ho resistito. Mi sono tocca, masturbata. Ho goduto. Più volte. Quando i “calori” si sono calmati mi sono tolta la gonna e nuda ho camminato verso il mio armadietto. Ho preso gli slip ed il reggiseno e me li sono messi. Ho rimesso gli scomodi jeans, la canottiera e la maglia. Sono tornata al mio posto ed ho iniziato a lavorare. Nessuno è venuto a trovarmi.........
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15 anni fa
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Salotto speciale 2011
“Raffinata e cerebrale”: così aveva scritto nella sua e mail quella che si firma “ Sex Madame de Staël , la signora di Modena che stiamo aspettando qui al bar . Paola parla molto, come raramente fa, sembra su di giri e questo mi fa piacere. Dopo le ultime esperienze della scorsa estate ed un paio di incontri con Anna e Andrea ( anche con loro c’è rilassamento) è subentrata tra noi una specie di pausa sensuale. Succede a tutti, e siccome era contemporanea e considerando il tipo di esperienze vissute non ci è dispiaciuto affatto passare qualche mese a godere solo di noi, dei pensieri e dei ricordi. Però poi è arrivata lei. Solo un paio di gambe ( eleganti nonostante i 56 anni che dichiara) nella fotina di messenger, il rifiuto di qualunque approfondimento visivo , le lunghe chiacchierate in chat con Paola e con me sull’erotismo e sulle esperienze riportate nel nostro sito (e le tante sue domande curiose) qualche accenno al suo salotto erotico ,come lo chiama, fatto di testa e di desiderio e non di invadenza corporea. Niente foto ma ha voluto parlare a voce con noi, per telefono. Ha una voce giovanile e nello stesso tempo calda e avvolgente, gattona e accogliente. Che cosa voglia da questo incontro, però, non ce l’ha voluto dire. Forse per questo la nostra curiosità è aumentata giorno dopo giorno e quei racconti che ci ha inviato denunciano una grande cultura, una straorinaria vena di sensualità e grande fantasia. Una coppia Raffinata e cerebrale, ci ha detto, “che mi piacerebbe conoscere meglio, di persona, e alla quale vorrei fare una proposta del tutto nuova in grado di farvi conoscere una frontiera che non sospettate”. L’attesa dura dieci minuti più del previsto; quando “Sex Madame de Staël” al secolo soltanto e semplicemente Maria Grazia , arriva non ci delude. Bella signora, capelli ordinati, cappotto nero lungo sotto il quale indossa una gonna sobria, appena sopra il ginocchio, gambe eleganti con calze scure, mani curatissime e trucco discreto. Elegante in tutto, nel modo di salutare, di accavallare le gambe, di gesticolare controllandosi. La conversazione è diretta piacevole, amichevole. Dopo un paio di battute su qualche chilo in più che so di aver messo su e lo stile e la bellezza di Paola e dei suoi occhi, ci spiega che non è assolutamente corporeo il suo interesse. Potremmo essere bellissimi o bruttissimi senza che questo possa cambiare la sostanza di ciò che lei ha colto nella nostra vita e nei nostri scritti: una capacità assoluta di vivere la sensualità in modo intelligente e cerebrale, però ancora troppo condizionata (sostiene) dalla carnalità dell’approccio. Ci racconta del su percorso, del suo “ salotto” dei tanti contatti (migliaia e migliaia) con uomini e donne che avevano bisogno di altro che un sostituibile membro eretto o di un buco da penetrare. La parola, lo sguardo, la situazione, il contatto, la confidenza, lo spogliarsi delle inibizioni e non dei vestiti: questo secondo lei rende indimenticabile l’erotismo nella massima forma possibile per il genere umano. La fisicità dell’atto assorbe, contamina, porta direttamente all’istinto animalesco facendo sparire la sublimazione del pensiero sensuale, la soddisfazione del più importante organo erotico che possediamo, il cervello. E che ci creda veramente è tangibile: il suo sguardo avvolge, accarezza, ammicca, lo strofinio delle sue gambe penetra dentro facendo passare in secondo piano persino la sgradevole musica di questo locale. “ Pronti al grande salto” ci dice : noi siamo ad un passo da quel qualcosa che lei possiede e che rende il convegno di amorosi sensi e l’amore nutrito dalla coppia qualcosa di quasi sovrannaturale. Paola la segue in silenzio rapita, io cerco di comprendere dove voglia parare ma mi sento a mio agio, come se questi discorsi fossero miei. “Fiducia e considerazione” , la sensualità dell’affidarsi e di credere : questa la chiave per entrare nel paradiso del suo salotto , questo ci chiede senza altre spiegazioni che non siamo quelle fornite dalle sue parole, trasmesse dai suoi occhi, dalle sue e mail. Noi gli ospiti del prossimo incontro sensuale-culturale, i protagonisti, l’oggetto del desiderio e dei desideri sapendo che non ci saranno ammucchiate, contatti sessuali , che non ci sarà bisogno di preservativi o analisi per godere della nostra essenza dei nostri desideri e di quelli degli altri liberati da tutto il fardello del sesso da fare per giungere al sesso da pensare, solo affidandosi alle sue scelte. Sto per rispondere che dobbiamo parlarne e pensarci nello stesso attimo in cui Paola allunga la sua mano a prendere quella di Maria Grazia per dirle “ Ok senza dubbio , ci stiamo” senza neppure guardarmi, senza neppure consultarmi. Cosa assolutamente insolita per lei e per noi, segnale che sta seguendo il proprio istinto che, ho imparato, ha quasi sempre ragione. I dettagli sono importanti- ha detto ieri per telefono – a partire dal vestirsi. Non in modo volgare, ma neanche castigato. Deve essere un primo contatto con il pensiero degli altri, un modo di proporre la propria sensualità senza essere aggressivi, senza voler imporre la propria. Paola è andata apposta a comprare autoreggenti color carne, una gonna nera a pieghe una maglietta di cashmere nera e bianca appena scollata. Elegante e sensuale lo è stata sempre ma osservandola prima di uscire come stavolta mai: ha qualcosa dentro di diverso, qualcosa che trasmette su una insolita lunghezza d’onda. Maria Grazia ci riceve in uno studio piccolino e ricco di fascino: un paio di sculture , un grande dipinto di una donna nuda di spalle ( che potrebbe essere lei qualche anno fa) colori rilassanti. Ci spiega in cosa consisterà il suo salotto: noi saremo gli ospiti a disposizione per l’intera serata o nottata. Niente è proibito e quindi teoricamente neppure l’amplesso ma la condizione è che siano trascorse almeno tre ore dall’inizio del salotto ma è considerato un fatto negativo da tutti. In sostanza dobbiamo capire che sono cose che possono accadere, potrebbero, e questa possibilità reale è quella che deve alimentare la fantasia e il desiderio. Se avvenissero davvero rapporti sarebbe un ritorno al passato, un passo indietro. Ci chiede se afferriamo la differenza tra il “poter accadere” e “l’accadere” e le sue implicazioni. Sino a qui ci arriviamo. Per il resto il linguaggio del corpo, la postura, i dialoghi…tutto libero. Persino il “toccare se stessi” è ovviamente naturale se uno ha voglia di farlo, ma toccare solo il proprio corpo e non quello di altri è segnale di rispetto, di cultura del se e non di imposizione ad un altro od un'altra. Anche qui il discorso è chiaro: non è vietato farlo, allungare le mani o venir toccati da altri o altre, ma sarebbe una ricaduta, un livello inferiore. Il resto sarà il piacere del confronto,della confidenza nostra e di altri, l’ascolto delle altrui fantasie e la comunicazione aperta delle nostre a fare il resto. Non c’è bisogno di altro. Ci conduce per mano ,entrambi, a sottolineare la confidenza voluta, verso il salotto grande. Tre divani, due poltrone a cerchio, qualche poltroncina negli angoli, un camino acceso, una luce diffusa e discreta. Indica a Paola una delle due poltrone , a me il divano vicino. Lei si siede a diversi metri di distanza sull’altra poltrona di fronte sempre sorridendo e chiedendoci cosa gradiamo da bere. Sul grande tavolinetto al centro vino, liquori, acqua, tartine di vario tipo. Si mette comoda scoprendo un po’ le sue leganti gambe e Paola pochi istanti dopo la imita mentre lei, dopo aver suonato un piccole campanello, ha iniziato a parlarci della nostra doppia avventura con l’ingegnere chiedendomi che cosa mi abbia dato così tanto fastidio. Il suo sorriso e l’accoglienza a me destinate si allargano a una giovane coppia ( sulla trentina ) appena entrata, ad un signore elegante con i capelli bianchi di età indefinita, ed un altro paio di suoi amici che in silenzio sono entrati nella stanza e si sono seduti indirizzandoci appena un cenno di saluto con la testa senza interrompermi. Strano che stia parlando così facilmente del mio disagio di fronte a sconosciuti ma l’ambiente sembra sostenere queste confidenze. Paola ascolta, interviene, risponde alle domande prima discrete poi più intime della padrona di casa e degli altri che via via entrano in sintonia con la storia. La lei della coppia inizia a raccontare una sua fantasia prendendo spunto da una frase di Paola, lui, il marito credo, la guarda con desiderio. E’ una fantasia tutto sommato banale, fatta di dolce e concordata violenza, di essere offerta a sguardi e desideri ma non nasconde nulla dei dettagli che vorrebbe vivere in questo suo sogno che riferisce con tale capacità evocativa da far pensare più ad una avventura vissuta che ad un progetto. L’atmosfera si riscalda subito. Uno degli uomini presenti inizia a fare i complimenti all’eleganza di Paola ed alle sue gambe che meritano di essere guardate. Meglio. Paola ringrazia e si sposta sulla poltrona e la gonna si alza di parecchio. Il bordo delle autoreggenti è ormai fuori ma del resto anche le altre non nascondono. Lui confessa di aver cercato il nostro sito dopo aver saputo del nostro ingresso nel salotto e dopo qualche domanda intima cui Paola risponde senza vergogna o esitazione passa a raccontarle una sua fantasia che lo tormenta sin da piccolo, e quello che farebbe volentieri a mia moglie. Sul suo racconto si innestano anche gli interventi degli altri che arricchiscono di particolari, di ipotesi, di suggerimenti. Ora le gambe di Paola sono esposte come i suoi slip : non scosciata in modo plateale , seduta in modo composto ma senza ipocrisia. Sa di essere guardata la, che gli occhi cercano i passaggio e non fa nulla per opporsi. La mia erezione è fortissima come quella degli altri da quello che posso intuire. L’uomo della coppia ad un certo punto chiede il mio parere un suo desiderio ricorrente che la moglie non soddisferà mai perché ha paura ed è giusto che sia così, però lui ce l’ha e gli piace pensarlo e mi chiede se nelle nostre avventure abbiamo vissuto qualcosa di simile e come reagirei se Paola lo facesse. E’ una storia da cuck, da guardone della moglie, di sperma altrui e di umiliazione. Non appartiene al mio vissuto né alle mie fantasie anche se qualche volta ci siamo andati vicino ma sentirla esposta così con passione e semplicità diretta crea in tutti una forte eccitazione ulteriore. Mentre sta raccontando la moglie lo guarda, fa in modo che lui capisca che gli sguardi di tutti sono tra le sue cosce ormai aperte,e gli appoggia la mano strofinandola appena sui pantaloni. E’ un attimo e le ultime parole del suo racconto sono strozzate dal singulto dell’orgasmo che lo fa sussultare sul divano. Respira forte, chiede scusa, si alza e seguito dalla moglie abbandona la sala mente entrano altri due uomini, un ragazzo sulla trentina ed un signore più anziano, circa la nostra età. Ora Paola è al centro delle domande e dell’attenzione: le guardano le gambe, le raccontano quello che desiderano, le chiedono cose e dettagli, propongono immagini le più assurde e svariate con una naturalezza disarmante. Uno, quello con i capelli bianchi, le chiede consigli per avvicinare la moglie al mondo della trasgressione e poi confessa a mia moglie che forse i problemi sono dovuti al pene troppo piccolo. Guarda la signora maria Grazia, chiede a Paola e a lei se può mostrarlo ed avere un parere. Madame sorride e fa un gesto cordiale aprendo le mani, come a dire: puoi fare come vuoi se non invadi la sfera degli altri, e lui incoraggiato si alza calandosi pantaloni e slip. L’erezione dovuta ai discorsi lo fa scattare fuori deciso: un membro normalissimo una quindicina, di centimetri al massimo 17, piuttosto largo. Paola lo commenta tranquillizzandolo ,Madame lo guarda con curiosità e gli chiede di avvicinarsi a lei per farselo vedere bene. Quello aspettava e capisco che si tratta di un esibizionista dal modo in cui si toglie scarpe, pantaloni e slip e si precipita davanti alla poltrona di lei che lo esamina con attenzione con lo sguardo ( ma deve averlo visto altre volte) e scuote la testa. Uno dei presenti inizia a raccontare a Paola di quanto gli piacerebbe farselo vedere da lei e di come vorrebbe vederla nuda e scansarle quelle mutandine bianche sta ammirando. Madame continua in silenzio a scrutare la verga del suo ospite e poi dice a Paola di guardarlo bene lei “ Mi sembra che sia interessante ma troppo largo che dici Paola?” le chiede invitando l’uomo a posizionarsi davanti a mia moglie che scavalla le gambe e si tira su dallo schiena per guardarlo ancora da più vicino. Lui è li in piedi davanti a lei a pochi centimetri dal suo volto. L’erezione ha una strana curvatura in basso. E’ dritto per dritto ma leggermente curvato in basso. Lui continua a parlare della moglie, della sua voglia di essere guardato, di far guardare la moglie e dei problemi del suo pene tenendo le mani dietro la schiena come uno scolaretto. Paola chiede permesso alla signora e dopo un cenno di assenso allunga la sua mano prende l’asta con due dita e la solleva per guardarla sotto. Lui interrompe il discorso per u n sospiro profondo e mentre Paola gli sta esaminando la base comprende che è al punto di non ritorno. Non lo masturba: lo tiene semplicemente con due dita, accenna solo da quello che posso vedere, ad un lieve scappellamento tirando appena giù la pelle mentre il liquido bianco inizia ad uscire dalla punta lentamente,senza schizzi, scivolando lungo l’asta , lo scroto, le cosce bagnando le dita di mia moglie e scivolando a gocce grosse anche sul tappeto. “Sei il solito frettoloso” le dice comprensiva Madame, scusandosi con Paola e spiegandole, mentre mia moglie coscienziosamente non lo abbandona e finisce con lievi movimenti, che Luigi è un amico caro e che soffre un po di eiaculazione precoce come abbiamo potuto vedere ma che stavolta è stato sin troppo bravo e che spera che a Paola non abbia dato fastidio questo fuori programma. Mia moglie è troppo presa dall’atmosfera e dalla tensione erotica. Lascia la presa mentre lui si allontana e davanti agli altri fa una cosa del tutto inaspettata. Si lecca le dita asperse di sperma! “ Dicevi invece tu?” chiede all’uomo che le stava raccontando quello che le avrebbe fatto e lo interroga con malizia finendo di leccarsi le dita. Non resiste. Si porta la mani sui pantaloni ancora chiusi e viene anche lui strofinando ed io sono ad un passo dal farlo anche io guardando gli slip di mia moglie e quelli di madame offerti in modo altrettanto generoso. Basterebbe che mi toccassi e verrei anche io dopo tutti questi discorsi. I due escono lasciando il posto ad un altro signore ed una coppia anziana. I discorsi proseguono: è tutto un immaginare, un raccontare, un chiedere a Paola dettagli erotici, un condividere le fantasie che gli uomini hanno su mia moglie, le cose che le vorrebbero fare , le cose che vorrebbero facessero le loro compagne. Il tono è calmo, come se si stesse parlando di calcio, ma l’eccitazione alle stelle. Quando il ragazzo dice che si è fatto tante seghe sulle foto di Paola nel sito e che darebbe chissà cosa perché mia moglie lo guardasse mentre se ne fa una pur non essendo la cosa più erotica che ho sentito, sento che sono ormai al punto prima di venire. Madame chiede a Paola se possiamo accontentare il giovanotto e quando lei risponde certamente aprendo le gambe meglio per farsi vedere, senza neanche toccarmi vengo nelle mutande. E’ un orgasmo insolito, fortissimo, totale, inaspettato: Sento il liquido caldo abbondante scivolare ovunque e il respiro affannoso tradisce ciò che mi è successo. Madame mi guarda soddisfatta. “ bello vero godere così?” “ Ora tocca a lui “ e indica il giovane che si sta masturbando dopo aver estratto un grosso pene. Lo fa con lentezza incurante del fatto che la signora seduta accanto a lui lo guardi con tenerezza e inizi a raccontare a Paola un’esperienza vissuta molti anni fa. La sega è lunga. Altri intervengono come se il ragazzo non stesse facendo nulla, una situazione surreale che mi eccita di nuovo sentendo il bagnato e l’appiccicaticcio nelle mutande. Paola, guarda ascolta, commenta, risponde poi ad un certo punto le vedo gli occhi lucidi che conosco, il fremito della voglia. “Madame io dovrei…” “Masturbarti, venire di già Paola? “ “Si, non ne posso più io sono una che…” “ Che viene molte volte, si lo so ho letto, e per questo non apprezzi. Vedi Paola il multi orgasmo è una bella cosa ma devi imparare a resistere. Ascolta ancora i racconti e le fantasie, non ti toccare, dammi retta, poi ci penso io… fidati” Mia moglie mi guarda quasi chiedendo aiuto ma ubbidisce. Torna a sentire ,rispondere,ascoltare di cazzi che la vorrebbero, di piccole e grande perversioni, di leccate di ore, di sperma che la riempe senza che nessuno stia mimimamente pensando di farlo. Trema a trattenere l’orgasmo, la capisco mentre il ragazzo spruzza densi fili davanti alle sue mutandine ed un altro si alza con una vistosa macchia sui pantaloni. “Ti prego Maria…sussurra paola” “ Ancora un attimo amica mia, le dice, abbi pazienza, resisti. Guarda questo amico mio che ha tanto bisogno di essere rassicurato” Il quarantenne che era seduto dietro nella poltroncina si alza e si cala i pantaloni. Ha un coso enorme, duro e dritto, sarà almeno 23-24 cm e piuttosto largo, sul genere di quello dell’ingegnere e il pensiero mi crea una fitta tra le gambe costringendomi finalmente a toccarmi da sopra i pantaloni. L’uomo si avvicina a Paola : se conosco mia moglie sta morendo dal desiderio di toccarglielo, prenderlo in bocca e ovunque con la voglia che ha caricato. Paola si volta verso di me quasi per chiedere aiuto mentre il grosso pene è vicino a lei . “ Maria .. ora ti prego , posso?” quasi implora La nostra ospite si alza. “Aspetta. Non ti toccare. I nostri ospiti meritano qualcosa di più , no?. Ei pronta a farti fare una cosa pur di venire?” “Si ma se subito perché se no vengo così senza toccarmi” “ Paola calma. Ora verrai, davanti ai nostri amici, ma in un modo che sentirai del tutto nuovo. Tranquillizzati e aspetta. Il membro grosso è li con lui che lo tiene e fa lentamente avanti ed indietro facendo diventare paonazza la cappella. So che Paola lo vorrebbe , lo guarda con insistenza ma ubbidisce. Madame si avvicina alla poltrona di paola.ù “ Alzati un attimo Paola”. Ubbidisce quasi in trance. Lei le alza la gonna decisa e con gesto sicuro le sfila gli slip zuppi. La fa risedere. Prende di peso una sua gamba e la mette sul bracciolo della poltrona facendo cenno di fare altrettanto con l’altra e le tira su bene la gonna. Ora è nuda davanti a tutti oscenamente aperta con le sue eleganti autoreggenti e la peluria curata e rada del pube esposta. Le grandi labbra della figa sono spalancate e bagnatissime . ” Non venire paola e non ti toccare. Vedrai, scoprirai una cosa. Intanto i nostri amici possono avvinarsi a te e guardare bene come sei diventata la sotto con i loro racconti ,con le floro fantasie le loro parole. Tuo marito si sta masturbando sai? “ e mi fa cenno di farlo liberamente,. Gli uomini presenti e persino la signora si avvicinano, si chinano ad osservare mia moglie da vicino tra le gambe ,nessuno osa toccare, tutti la guardano bene e si allontanano. L’uomo accanto a lei,quello con il cazzo grosso è ormai in sega e decido di avvicinarmi anche io per vedere liberandomi di pantaloni e slip bagnati. Mentre la guardano tutti così aperta e lei si lamenta pregando di farla venire Madame fa i complimenti al mio cazzo e poi le rammenta i racconti le confidenze. “Ora Paola devi essere brava. Sarò io a farti venire, voi state qua attorno e guardatela bene e tu Pino guarda e dimmi se tua moglie ha mai fatto così. Si inginocchia tra le sue gambe spalancate. La mano destra lentamente si avvicina al suo monte di venere. “Paola no n venire, fallo solo quando te lo dico io, fai uno sforzo” Mia moglie annuisce e in quel momento l’uomo dal cazzo grosso si allontana “aspetta paola le ripete Maria Grazia. Le esplora i peli con la mano, con le dita completa la schiusura delle grandi labbra, e a quel contatto mia moglie sta per esplodere. “Aspetta aspetta ancora Paola. Le stringe forte la figa un attimo. Torna ad aprirla. Prende il clitoride diventato enorme con due dita e comincia a carezzarlo stringendolo forte procurandole dolore e piacere tanto che inizia a lamentarsi forte. La mano sinistra di maria Grazia si fa strada. Due dita scompaiono dentro la vagina di Paola che sta per esplodere. “No, aspetta aspetta ancora” le ordina stringendo ancora forte il clito. Tutti sono chinati a guardarla La mano di maria grazia continua a penetrare dentro Paola.Incredibilmente con facilità enorme l’intera mano le scompare dentro : un fisting che Paola non ha mai fatto. La mano è tutta dentro sino al polso mentre continua a tormentare il clito con l’altra. Paola urla quasi ma di piacere. “Ora facciamo vedere agli amici come è un orgasmo così ben preparato, uno solo. Ti leverò la mano e tu sei libera di venire” La estrae di colpo, tutta bagnata e strofina forte. E’ un attimo. Paola urla come raramente l’ho sentita ed incredibilmente un spruzzo, un getto forte di suoi umori, le esce dalla vagina , si contorce, si agita, urla ancora si dibatte a gambe spalancate, poi le chiude di scatto e crolla sulla poltrona svenuta, letteralmente svenuta ,nel momento in cui vengo anche io sulle sue gambe seguito da qualche altro che non vedo. Mi preoccupa a vederla così priva di sensi e mi precipito ma Maria Grazia chiede a tutti di allontanarsi e con garbo le carezza il viso con piccoli colpetti . “Tranquilli, la prima volta fa così per le persone più sensibili, ci dice . Paola sembra ancora priva di sensi sulla poltrona le gambe leggermente dischiuse. Continua con la destra a carezzarle il viso mentre la sinistra rialza la gonna che aveva abbassato e inizia un piccolo massaggio circolare tra le gambe zuppe , i peli intrisi e la poltrona macchiata. Paola si muove sospirando . “Brava,amica mia, brava, un grande orgasmo ora puoi venire ancora davanti a tutti come piace a te poi l’uccello te lo darà casa tuo marito ma pensa a tutti quelli che ti hanno desiderato, pensa alle cose che volevano fare di te a come ti hanno guardata spalancata, dentro, a come hai ubbidito e ti sei prestata alle loro fantasie, brava Paola vienimi di nuovo piano, piano, in mano così” Lei continua il massaggio tra le cosce di mia moglie strofinando appena senza penetrarla e paola respirando più forte la aiuta assecondando con il bacino il movimento e puntando i piedi a terra. E’ questione di pochi movimenti, so che il secondo orgasmo di Paola arriva subito, quasi a scaricare la tensione e il suo “ahhhhh” stringendo le cosce attorno alla mano di lei , è il segnale della fine. Almeno credo Due minuti dopo mia moglie è di nuovo seduta composta sono rimasti in tre o quattro nel salotto. Paola le conferma di non aver mai goduto così tanto e Madame spiega come questa volta il piacere sia venuto dal cervello. Ci rivestiamo tutti, ancora un paio di chiacchiere e ci salutiamo con affetto dandoci appuntamento ad una prossima occasione. Mi bacia con passione appena scesa la prima rampa. “Che meraviglia Pino” mi dice mentre sobbalzo perché a noi si è avvicinato un uomo che era nascosto nella penombra. “Scusatemi . ci dice – vi prego, scusatemi- ripete. E’ l’uomo dal cazzo grosso che in effetti è ancora più grande e ancora fuori dai pantaloni. “Vi supplico, vi supplico, io non ce la faccio a venire con una sega e la mia signora non vuole che…” Dunque è lui il marito di Madame. La teoria dell’amore cerebrale funziona , ovunque e per tutti, meno che per il marito. “Ti ho desiderato in un modo folle, mi scusi anche lei- dice a me- ma mi è parso di vedere che anche tu Paola lo desideravi. Mia moglie la penetrazione me la fa fare pochissimo ed io …” piange quasi dal desiderio represso. “ ma come…? Ma ti pare” prova a rispondere Paola che però è calamitata da quell’enorme coso “ Aiuto, aiuto. Non ne posso più . Lo so che è assurdo ma …ti voglio, ti voglio, un sol oattimo” Sto per rispondere malamente ma ancora una volta Paola mi precede. “ Pino io ne ho voglia, lui ne ha bisogno, mi aiuti?” “ Vi prego vi prego” insiste “ Ma dove…? Come? “ chiede paola che intanto ha allungato la mano e glielo tocca. “ Di qua” urla quasi lui con entusiasmo. Scende ancora una rampa, infila una porticina sulle scale, ci conduce per un breve corridoio ed entriamo in una stanza completamente vuota con una poltroncina vecchia al centro. “ Così così si agita lui in preda ad un raptus” Mi fa sedere sulla poltrona. Sembro anche io in trance non capisco . Guida Paola bruscamente a fianco della poltrona, la fa piegare sino a riversarsi sulle mie gambe con il sedere in fuori . “Posso Paola, posso penetrarti?” Lei si alza la gonna in questa improvvisata pecorina con i l suo viso sulle mie gambe. “Pino toglimi lo slip tu e aiutalo, ce l’ha grosso” Glielo sfilo mentre lui si sistema alle sue spalle. E’ ancora bagnatissima da prima quando le passo la mano tra le natiche per insalivarle un po’ la vulva. Gliela dischiudo con la mano destra mentre lui impaziente con la punta del suo grande cazzo scansa la mia mano per iniziare a penetrarla. Sento il desiderio di Paola mentre vedo la lunga verga entrare dentro di lei a scatti. Qualche secondo e Paola mugugna forte quasi mordendo il mio pantalone e stringendomi le gambe mentre lui ha iniziato a scoparla avanti e indietro lentamente sino in fondo. Vedo il grosso cazzo penetrarla ed uscire e le tengo appena dischiuse le natiche per facilitare la penetrazione profonda in una posizione in cui lui in pratica rischia di cadere su di lei. Quando aumenta il ritmo dei colpi infilo il mio dito medio nel buchino di mia moglie, sino in fondo. Così sento benissimo il grosso membro scivolare dentro di lei, allargarla, muoversi con forza. Pochi istanti e percepisco il piacere di Paola che però no n sembra in grado di arrivare all’orgasmo e i primi sussulti del suo grosso cazzo. “ Scusate, ma posso…?” “Venirle dentro? Completo la frase. “Si posso?” “Su sborra senza problemi. Riempimela” A queste parole Paola viene, nel momento in cui sento con il dito infilato dietro i lunghi schizzi scaricarsi dentro mia moglie . Un orgasmo lungo e silenzioso . Appena ha finito di scaricarsi si stacca e fugge via balbettando. Paola ride, si rimette in piedi. Un fiotto di sperma le esce dalla vagina e cade a terra. Poi prosegue a scivolare una lunga cascata bianca tra le sue cosce. Usa le mutandine per pulirsi, poi senza dire niente, le avvolge in un fazzolettino le mette in borsa e finisce di pulirsi con un altro fazzolettino. Mi bacia toccandomi l’uccello divenuto durissimo. Andiamo a casa amore mio, ti devo molte cose non ti pare: lui ha bisogno di cure.
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15 anni fa
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Ad una festa
ero andata a quella festa con mio marito per cercare un pò di svago in una fredda serata invernale.La casa non era molto grande ed eravamo in troppi la dentro ma, di bello c'era un camino che donava un atmosfera calda e accogliente..mio marito conosceva tutti e fra salutare la gente e intraprendere noiose conversazioni io mi ritrovavo spesso accanto al fuoco del camino sola finchè.....appoggiato ad una poltrona c'era un uomo con i capelli brizzolati molto corti, alto, spalle larghe, grandi mani...un viso sereno con piccole rughe d'espressione ai lati degli occhi scuri che mi guardava. Ero attratta dal suo sguardo e mi creavo in testa mille storielle più o meno erotiche...sognavo lui che mi seguiva in bagno e chiudeva la porta dietro di noi per poi appoggiarmi al muro e farmi dolcemente scivolare in ginocchio per poi farmi succhiare avidamente il suo pene duro e eccitato...oppure che mi portava alla finestre dove tutti potevano vederci e spostandomi lentamente il vestito scorreva le sue grandi mani tra le mie cosce, fino a trovare il mio reggicalze e giocherellare con l'elastico per poi salire su fino ad accorgersi che non avevo nulla se non il mio sesso bagnato e desideroso di essere penetrato non solo dalle sue dita ma, besnsì da altro...e mentre mi creavo pensieri in testa il tipo si avvicina veramente a me e sfiora le dita della mia mano... mi guarda come se avesse letto tutti i miei pensieri, come se in quella stanza ci fossimo solo io e lui e non preoccupandosi di essere visto si porta alla bocca la mia mano e mi bacia le dita e le lecca facendomi venire i brividi per tutto il corpo...poi con gentilezza mi trascina via senza una sola parola, senza spiegazioni ed io lo seguo perduta nel sua vibrante magia. Non mi porta verso il bagno, neppure vicino alla finestra..ma, in una cameretta da ragazzina, tutta piena di pupazzi di vari misure, di poster, di foto...senza chiedermi nulla mi gira di schiena e mi fa salire sul letto appoggiando le ginocchia su un soffice piuminio azzurro. Con le mani mi fa inclinare la schiena finchè il mio seno non è sdraiato sul letto...e lui alzandomi la gonna del tutto inizia a leccarmi le cosce poi ancora più su fino ad arrivare all'apice del mio piacere ormai bagnata, colante di lussuria desiderosa solo di essere penetrata la succhia. ne beve i liquidi..rialzandosi lo tira fuori e mi penetra con forza facendomi sbattere la faccia sul piumino, sempre più forte con tutto il suo cazzo dentro...mi fa godere..le sue mani arrivano alla mia bocca e mi fa succhiare le sue dita...quando arriva all'apice del piacere mi gira e infilandolo tutto in bocca mi prende per i capelli e me lo fa succhiare, leccare fino a che la sua sborra calda mi riempie la bocca, la gola e scivola giù gustosa sulla mia lingua....non so quanto sia durato mi è sembrato tantissimo..ci riassettiamo al meglio, mi bacia con passione , mi riprende per mano e torniamo alla festa senza che nessuno si fosse accorto di nulla....era successo veramente con uno sconosciuto...affascinante, eccitante....ci siamo rivisti ma, non è più successo nulla e va benissimo così altrimenti si sarebbe sciupata la sensualità del momento e sarebbe diventata rutine...è stato bellissimo..un segreto da portare dentro l'anima........
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15 anni fa
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Amore...
Accendi! Il sorriso birichino lo poi conservare per dopo, adesso partiamo! E te accendi. Hai la testa un po’ piegata quasi a voler vedere la marmita ma io so….e sorrido. Ho messo i pantaloncini jeans, quelli corti corti e anche un po’ larghi…..e te vuoi seguire le mie cosce che circondano la sella… M etto il casco osservando di nascosto le tue gambe e il tuo nervoso sul gas mi fa sorridere ancora. Salgo su e ti abbraccio da dietro. Apro un altro po’ le gambe per venirti più vicino e sento lo sguardo tuo, sei te che mi fai fare cose oscene, io sono nata brava ragazza. Ridi. Come ridi te muovendo un po’ la testa … E parti…. Mmmmm, aria che ci sfiora, mondo che ci chiama e noi voliamo… Apro bene le mani e le intrufolo sul tuo petto…. Vorrei sentirti il cuore che batte…come senti te il mio. Una curva forte. Piano scemo, ma te fai il fatto tuo. Pur se morissi adesso, è come se muoio volando con te. Il vento che cambia direzione mi manda dietro l’odore tuo. Quel misto di odori da sballo che esce a tratti dal tuo collo che si piega. Sono pazza di te, sono prigioniera di te, sono perché ci sei te… Vola tutto, palazzi, strade, città, vola perfino il mare con la mia indifferenza addosso. Il mio mondo mi sta d’avanti, lo stringo forte e mi guida….il mio mondo è sotto questo giubbino nero che abbraccio. Ti fermi e la moto si spegne. Stiamo in un aria di servizio. Togliamo i caschi e ti guardo. Non dici niente; non dico niente. Ti abbraccio forte forte e i cuori scoppiano. Amore….
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15 anni fa
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30 minuti
Lo sai che ti amo ma adesso proprio ho bisogno del tuo corpo….mmmmm, vorrei appiccicarmi a te, vorrei essere lì solo per un bacio, uno di quei baci che mi succhi l’anima….. Non ho voglia di parlarti. Parleremo dopo, con la sigaretta del dopo. Non c’è la faccio a resisterti. Cazzo, chi sa com’è strofinarti a te adesso….magari in un posto pubblico dove più di tanto non ne puoi…. Te che mi vedi ridendo dal alto dei tuoi occhi mmmmm, cerchi di capire fin dove va il mio gesto, io che ti esco d’avanti e ti fermo il passo, ti metto le mani sotto il giubbino e attraverso la cintura. Ma non te l’ho dico che ho voglia di te. Tanto lo sai. E sai anche che se mi piglia sta voglia, ho urgenza ad averti. Stregone d’uomo! Che mi baci il collo e sussurri qualcosa, Dio, ho la tua testa, le tue labbra al collo……. Ti attiro per mano cercando un insegna del bagno, diavolo d’aeroporto quant’è grande! E non fare il pigrone e mi sorridi cosi. Cammina più veloce; ho aspettato talmente tanto. Odio il tuo sorriso! Dipendo da quello per ciò LO ODIO! Lo zaino fa un colpo secco sul pavimento del bagno. Ho tutte le mani e il corpo per te; diventi serio in un colpo. Lingua, mani, gamba tua……perché si sogna cosi a lungo per dei secondi? Oooooohhh, il tuo è un calore divino. Se no come faccio a sentirlo migliaia di km lontano? Il tuo corpo che mi segue, mi bacia, mi scopre, mi prende, s’impossessa di me….tutta me! L’eccitazione tua sta lì da tanto e io sono bagnata già prima di partire ma i corpi nostri che s’intrecciano cosi non ne vogliono sentire. Ci sono delle parole lì in mezzo, parole dette e sentite. In un attimo ti tiri indietro. Lontano da me. A guardarmi. Dio com’e difficile non averti addosso quanto sei d’avanti a me! Ti attiro con forza al muro dove ti aspetta la bocca mia, il fuoco che mi copre di rossore. Basta! Basta amore, prendimi! Ci vuole poco e stai dentro di me. Ooooooh che muoio adesso! Non ti vedo gli occhi, mi prendi da dietro poggiata al muro ma ti sento il fiato che esplode, mi va in testa e diventa il mio padrone. Un colpo, due, i miei capelli che vano su e giù, le tue mani che mi stringono il bacino. Tutto tuo amore, tutto! E te diventi bestia. Scopami, per favore! Sento il tuo cazzo che non ne ha abbastanza, sento te che mi sbatti e mi attiri, sporgo il mio culo che stringi fino a farmi male e ansimo……… Ti voglio, ti amo ti …………. E vengo. Non vedo niente, non sento niente. Un qualcosa che possiedi solo te e mi fa morire……. Stronzoooooo…… Mordo le labbra secche per non gridare, m’inarco la schiena in una specie di pianto e te impazzisci. Non c’è più ritmo, non c’è più niente. Solo questo desiderio selvaggio al di fuori di noi……. La tempesta si è placcata e io mi specchio aggiustando qualcosa ma più che altro spiandoti. Sei bellissimo! Maledetto, pure se non parli, che quando parli poi….. Quella che ho dentro doveva essere la pace, è invece è una tristezza dolce….mai come ‘sta volta sono dipesa da qualcuno….ed è solo l’inizio….
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15 anni fa
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Varie
Car sex
Mi hai fatto attendere, sono all'autoporto , vestita come tu mi hai chiesto, da troia come vuoi tu, con calze velate, reggicalze ,tacchi a spillo, sono uscita così di casa con il rischio che qualche vicino mi vedesse e questo ha aumentato l'eccitazione,sono salita in macchina e mi sono direta al luogo dell'incontro, sono qui che aspetto e nel frattempo si avvicinano altre macchine per capire o meno la mia disponibilità , ma io aspetto te, mi mandi un sms che stai arrivando e nel frattempo passa un auto dei carabinieri e questo mi preoccupa non poco sempre mista a l'eccitazione, poi finalmente arrivi, mi guardi scendere dalla macchina e salire sulla tua, mi osservi e mi dici di essere stupenda, ti soffermi sulle mie gambe , belle lunghe affusolate e incominci a toccarmi , mi infili le tue mani dappertutto, mi fai toccare il tuo meraviglioso cazzo per farmi capire quanto sei eccitato, il lo tiro fuori lo tocco e come ipnotizzata mi abbasso per leccarlo,ingoiarlo , succhiarlo è meraviglioso farsi riempire la bocca da lui, poi mi chiedi di scendere di camminare , scendo cammino e mi dirigo dalla tua parte e mentre tu sei seduto da fuori della macchina mi abbasso e me lo riinfilo in bocca e riprendo a succhiarlo, poi mi fai sedere su di te me lo fai sentire avvicinare al mio buchino voglios, ma siamo scomodi rimandiamo questo ad un altro momento, ritorno al mio posto , ti impossessi delle mie gambe, mi lecchi da sopra le calze tutta la coscia, è eccitantissimo, mi lecchi il mio didietro sono eccitatissima, adesso voglio che tui goda, allora lo riprendo in bocca e incomincio a succhiarlo , con un ritmato su e giù ti sento in estasi , mi dai della puttana, mi dici che sono la tua troia , anzi michiedi se voglio esserlo, ti di co di si, che voglio essre la tua troia che farò tutto quello che mi ordini e dopo poco sento la tua crema riempirmi la bocca , continua a succhiare voglio che scarichi tutto il tuo seme e gustarlo ora la prossima volta voglio essere tua
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15 anni fa
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Varie
IL "PIPINO" BISOGNOSO DI CONSOLAZIONE
" Pipino " ,non ti avvilirese vivi più da larva che da antenna.Questa è la legge!Tu non mi puoi chiederedi sventolare sempre il tuo vessillo.Basta! Non accusareil sangue esploratore baldanzosose ad ogni rude e saporoso orgasmosegue la danza lenta della morte.Rispetta queste regole indominabili !!! CON IRONIA DA CIP
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15 anni fa
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Varie
Vietato
Vietato, vietato, alt , stop. Dove vuoi andare, cosa vuoi?..sento il gelo nelle ossa, sarà il freddo di questi giorni. Non voglio pensare che sia questa donna, fastidiosa ed invadente quanto più è assente. Dio, ho voglia di essere blasfemo. Mica è giusto cazzo, vaffanculo all'onestà. Tuo , mio, sua.Ma 'sta roba che ho dentro mica ha padroni! Mica la governo col timone, sbanda da sola. Fanculo, ti voglio. Ho il cazzo che mi scoppia, surrogato impaziente all'amore impossibile. Bastaaaaaa m'hai reso schiavo. Sei mica bella, no sei orribile, hai i capelli troppo neri e la bocca che fa schifo, troppo perfetta. Quando ridi. Ti riempirei di schiaffi. E' insopportabile. La voglia di stuprarti e di sputarti addosso tutto il mio ...il mio...il mio che? Lascia stare l'amore. Roba da adolescenti, roba da poeti falliti. Non c'arriva, non c'è mai arrivata la poesia a centrare il bersaglio. Basterebbe una canzone dalle parole assurde, anzi le più assurde che esistano, come queste che scrivo, per farti tremare? Cosa voglio di te che non ho? Tutto. Voglio le tue mani, voglio il tuo corpo crocefisso sopra il mio letto, ed io a pregarci sopra. La tua voce dolce che mi sussurra nel buio e mi sveglia per fare sesso, solo sesso perchè il resto l'hanno messo in cassaforte le fate buone. Giro in tondo, batto i piedi, stringo i pugni e tremo. Batto i tasti, drogato di te, senza ragione, senza speranza. Niente è stato, niente sarà. Basta crederci, ed io non ci credo, non ci credo. C'è solo un occasione, ed il tempo che passa porta consiglio, ed i proverbi l'hanno inventati per consolare le anime storte, ed io sono storto come un ramo d'ulivo. Fuoco su questo legno!! Cerco d'abbandonare i pensieri, ma i pensieri non abbandonano me, maledetti, perche dentro ci sei te. Tremo, le mie mani tremano, duecento battute al minuto, a scorticarmi la pelle, per farti uscire dai miei pori. Ma tu sei bella, troppo bella nei miei ricordi ed io ti amo insanamente. Innamorato ignorante che non sa cos'è l'amore, mai saputo e non lo voglio sapere. Ma io t'ho avuta, e vivo tremando.
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1
15 anni fa
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Varie
Serata al prive’
Ciao!!! Spero di fare cosa gradita rendendo partecipi tutti gli amici di DESY di una nostra avventura vissuta e per me intrigantissima in una delle nostre visitine al club privè Paradise di Sanremo. Una sera Alex ha deciso di giocare non nel solito classico modo… mi ha voluto far esibire da sola per provocare altre situazioni conseguenti all’esibizione e penso che molti si ricordino ancora adesso di quanto accaduto quella notte… personalmente mi eccito ancora adesso a ripensarci e scrivere quelle situazioni createsi principalmente per la fantasia di Alex... Praticamente siamo entrati nel locale e dopo esibizioni soft tipo accavallamento di gambe seguite da “sbadate” aperture seduta sul divano… Alex mi ha sussurrato all’orecchio di sfilarmi lentamente e con sensualità le mutandine (che stranamente quella sera avevo indossato…) affinchè molti potessero notarlo, e di andare a consumare al bar... in piedi o seduta sugli sgabelloni al banco, lui si sarebbe goduto la scena di quanto prevedeva sarebbe successo, consigliandomi in ogni caso di non girarmi qualsiasi cosa fosse successa e lasciar fare a chi si sarebbe avvicinato. Era sicuro che qualche cosa di intrigante doveva succedere visto che come sempre indossavo collant aperti alla fighetta e reggiseno aperto con capezzoli in bella vista… e particolare da non trascurare indossavo gonna cortissima che nascondeva poco all’immaginazione specialmente con certi movimenti… Per arrivare al bar ho dovuto attraversare il locale, al mio passaggio mi sentivo scrutata dai clienti seduti e non vi nascondo che provavo un grande piacere… e girandomi verso Alex ho visto un suo chiaro cenno che andavo bene e che era tutto molto ok… Arrivata a destinazione e mentre mi gustavo un Moito appoggiata al banco ho messo il piede sul poggiapiedi dello sgabello, la gambina alzata permetteva a chi era seduto sui divani vicini di vedere che sotto la gonna ero senza mutandine... e mi piaceva intuire quali sarebbero stati i loro commenti intrigati dalla vista panoramica. Mi sono istintivamente girata l’ultima volta verso Alex come per avere la sua approvazione per poi seguire il suo consiglio, e anche se era lontano ho notato che apprezzava moltissimo la situazione che si stava creando. Difatti dopo pochissimo ho intuito movimenti alle mie spalle di persone che si alzavano, e dopo pochi istanti ho iniziato a ricevere leggere carezze sul culetto... passavano tutti casualmente dietro di me palpandomi e strusciandosi contro... sin che un signore più intraprendente mi ha infilato una mano sotto la gonna passandomela direttamente sulla fighetta stringendola e tirandomi le labbrine… io come indicatomi da Alex l’ho lasciato fare… Dopo qualche minuto di manovre si è appoggiato al banco al mio fianco. Io continuavo a sorseggiare la bibita come se nulla fosse successo e che stava per succedere… perché avvicinatosi a contatto mi ha infilato la manina questa volta davanti accarezzandomi fighetta e interno coscie… io guardavo il barista e il barista non sapeva più dove guardare! Siamo stati così circa 5 minuti… poi appena ho terminato di bere ho scostato lentamente la mano del signore e mi sono avviata al divano dove Alex mi aspettava... e con la coda dell’occhio ho notato diverse persone seghuirmi. Sedutami a fianco di Alex ho iniziato a toccargli il giocattolo... la scena a giudicare dalla sua eccitazione era senz’altro piaciuta moltissimo! Mentre lo accarezzavo ho sentito al mio fianco il contatto di una gamba contro la mia… era l’uomo che mi aveva palpato al bar!!! E altri che avevo visto la e poi a seguirmi erano seduti di fronte a noi. Il signore al mio fianco ha iniziato ad accarezzarmi la schiena… Alex allora mi ha fatto aprire un pochino le gambine... per fargli capire di farsi più intraprendente... difatti poco dopo ho sentito la sua mano appoggiarsi sulla gamba e accarezzarmi, prima sopra e poi scivolare in mezzo alle cosce concludendo la corsa a palparmi la fighetta sditalinandomi delicatamente... Nel frattempo Alex tenendomi le gambine sempre più aperte mi ha tirato fuori le tettone mettendosi a leccare sukkiare la tetta e il capezzolo dalla sua parte... invitando con gesto della mano il vicino a dedicarsi all’altra tettona e tutti e due con le mani si alternavano sulla fighetta. Sentivo le dita entrarmi nei buchini umidi, io ero in trance a occhi chiusi e labbra aperte... Aperti un istante gli occhi ho visto che davanti a noi i signori spettatori si segavano intrigatissimi!!! Mi faceva piacere sapere di eccitare tanti uomini così assieme. A quel punto il signore vicino mi ha preso la manina portandosela sul suo giocattolo ancora nei pantaloni... Alex vista la scena mi ha “consigliato” di tirarglielo fuori e di segarlo bene... cosa che ho immediatamente fatto... dall'eccitazione mi sukkiava il capezzolo che sembrava volesse staccarlo! A quel punto Alex mi ha messo in mano anche il suo cazzo che sembrava stesse per scoppiare e li segavo tutti e due gemendo e bagnandomi tantissimo. Notando la situazione si sono avvicinate 2 o 3 coppie per assistere più da vicino, mi guardavano e mi sorridevano compiaciute... Penso di aver raggiunto infiniti e stupendi orgasmi… In quel momento il signore vicino che stavo segando ha skizzato moltissima cremina calda... anche un pochino sulla mia gamba e la cosa mi ha fatto piacere. E come ciliegina sulla torta e a coronamento di una fantastica serata/nottata… mentre eravamo rilassati sui divani dopo almeno 3 ore di intense emozioni, è arrivato il titolare del privè a offrire un brindisi a noi, ai signori singoli e alle coppie spettatrici... carino no? E tutti ci hanno ringraziato… Alla prossima... Barbara e Alex
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15 anni fa
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Varie
Serata in car sex
Un caro saluto agli amici di DESY che ci hanno contattato… State per essere partecipi del racconto di una nostra seratina in Liguria. Il tutto RIGOROSAMENTE reale… scrivendo e ripensandoci mi ritrovo con la fighettina bagnatissima… e rigodo! Durante le vacanze io e Alex abbiamo deciso di ritentare una intrigante serata in car sex e quindi abbiamo contattato un signore di ottima presenza precedentemente conosciuto sul web tramite messenger. Dopo averlo contattato telefonicamente per concordare data luogo e ora, la sera prevista per l’incontro e appena terminata la cena Alex mi ha fatta preparare “ad ok” per le uscite mondane in exhib… mi ha fatto indossare intrigantissima lingerie che mi aveva acquistato a Parigi… sotto la gonna corta di seta leggera e con spacchino collant effetto stivale aperti alla fighetta e culetto… reggiseno aperto ampiamente ai capezzoli con sopra una giacchina molto decolletè con un solo bottone… i capezzoli strusciando contro la stoffa diventano belli turgidi e ad ogni semplice movimento si sarebbero proposti alla vista di chi mi osservava attentamente mentre la passerina era “a vista” ad ogni minima apertura o accavallamento delle gambine (naturalmente senza mutandine…) ideale per le esibizioni che Alex tanto gradisce… e io non disdegno, anzi… All’appuntamento nel luogo prestabilito abbiamo fatto salire il nuovo amico a bordo, e siccome il nostro automezzo dispone di tre posti anteriori ci siamo così disposti: Alex alla guida, io in mezzo e l’amico alla mia destra… Fatte le presentazioni di rito e incassati i primi graditissimi apprezzamenti a me e alla mia mise… siamo partiti per un giretto in città che aveva lo scopo di rompere il ghiaccio. Ci ha pensato Alex che poco dopo ha iniziato ad infilarmi la mano sotto la gonna allargandomi piano piano le gambine accarezzandomi contemporaneamente la fighetta e mettendola in mostra alzandomi “casualmente” la gonnellina… Inutile dirvi che poco dopo ho sentito altre manine arrivare ad accarezzarmi gambine e fighetta (che si stava bagnando abbondantemente…) e sempre circolando per la città dopo pochi minuti il nostro gradito ospite ha preso la mia gambina destra accavallandola tra le sue per potremi palpare e accarezzare più agevolmente… Poco dopo è salito ad aprirmi la giacchina per essere comodo ad accarezzarmi le tettone e i capezzoli oramai turgidissimi... accarezzava le tette strizzandomi e tirandomi di tanto in tanto con garbo i capezzoli. A questo punto tra un mio gemito e l’altro Alex si è avvicinato all’orecchio suggerendomi di iniziare ad occuparmi, per il momento almeno da sopra la patta, del “giocattolone” dell’amico già visibilmente in tiro… l’intrigo più grande di tutta la storia era che le persone per strada al nostro lento passaggio potevano intuire e godere delle nostre manovre erotiche… L’atmosfera saliva molto in fretta di temperatura e cresceva anche il feeling, era giunto quindi il momento opportuno per dirigerci ad un parcheggio che l’amico ci aveva precedentemente consigliato. Giunti sul posto e parcheggiato in mezzo ad altre auto, ci siamo messi comodi. Alex mi ha fatta girare a gambine larghe con la fighetta a portata di mano dell’amico in modo che potesse accarezzarmi e palparmi agevolmente… e prendendomi contemporaneamente in mano le tette le porgeva invitandolo a leccarmele ed a sukkiarmi i capezzoloni. Era veramente un partner validissimo e attentissimo, mi accarezzava con maestria la fighetta allargandola e penetrandola con le ditine… tirava le labbrine titillando il klito…, senza trascurare le tette che mentre le sukkiava strizzava con voluttà e dolcezza come volesse mungerle… non smettevo di godere gemendo e raggiungendo quasi subito un primo orgasmo fantastico! Mentre gemevo e urlavo che stavo godendo mi sono ritrovata con il cazzo durissimo dell’amico in mano ed ho iniziato a segarlo strizzandolo e accarezzandogli le grosse palle… lui mi sussurrava paroline intriganti e dolcissime alternate ad altre più eroticamente forti… e intuito che era prossimo a godere e skizzare ho afferrato con la sinistra il cazzo di Alex che si strusciava sulla mia gambina sinistra per segarli contemporaneamente… Sentivo i loro cazzi pulsare tra le mie dita… mi sditalinavano a turno ansimando e incitandomi a godere apostrofandomi in ogni modo… e dopo poco li ho sentiti pulsare e skizzare tanta calda cremina sulle mie gambine aperte e sulla pancina provocandomi il quarto piacevolissimo e appagante orgasmo! Si proprio il quarto lunghissimo orgasmo in circa 3/4 ore di palpate, sukkiate, sditalinate e dita che si infilavano da tutte le parti! Ci siamo quindi abbandonati abbracciati sui sedili, estasiati e svuotati di energie… E’ stata una notte straordinariamente e cerebralmente intrigante passata ancora in giro con le loro manine che si infilavano da tutte le parti e giocavano con la fighetta, il culetto e le tettone oramai in totale exhib poichè mi avevano levato la giacchina... una notte che ci ricorderemo sempre con immenso piacere! Alla prossima... Barbara & Alex
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15 anni fa
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Varie
La mia prima volta in asooluto fù con un uomo
Avevo 16 anni fisico sportivo e non avevo ancora avuto esperienze sessuali. Mi piacevano le ragazze e mi piacciono ancora , Durante l'estate amavo andare a pesca lungo il fiume e un giorno molto caldo si avvicinò un uomo alto , magro in pantalincini corti , si sedette e mi chiese informazioni sulla pesca. Risposi che non era giornata giusto per rispondere e continuai a fare il mio interesse. Lui si sedette un po più in la e comincio a frugare nella borsa che portava con se tirando fuori delle riviste porno. Leggeva queste riviste e mi disse" vuoi leggerne una" la cosa mi incuriosì , accettai l'invito e cominciai a sfogliare una rivista dove bellissime ragazze si esibivano in tutte le maialate possibili. La foto che mi colpì maggiormente fu una donna che pisciava in bocca ad un ragazzo. La cosa mi eccitava e vidi l'uomo vicino a me che si tolse gli slip e si menava il cazzo guardandomi. LA cosa mi lascio di stucco quasi non ruiscivo a muovermi fino a quando lui venne vicino e mi tottco sul pacco accorgendosi che era in tiro. "Perchè non lo tiri fuori e ti spari una sega anche tu?" mi slacciai i pamtaloni e cominciai a segarmi guardando le foto senza accorggermi che l'uomo si avvicino mi sposto la mano e continuò lui la sega, mi piaceva da morire farmi segare ma quando avvicinandosi con la faccio al mio cazo se lo mise in bocca cominciando ad andare su è giù con la testa non resistetti più e sborrai in bocca a quel l'uomo che mi fece il primo pomino della mia vita. Sborrai moltissimo , lui mi ripulì per bene con la lingua tutta l'asta e si alzo segandoso davanti a me invitandomi a ricambiare il pomino ma io rifiutai . Lui si rivestì e ringraziandomi mi disse " domani sono di nuovo in questo posto se vuoi ti rifaccio un pomino" e se ne andò. Stetti tutta la sera pensando il da farsi ,il pompino era stato troppo bello e l'indomani ero di nuovo sul fiume. Lo vdi arrivare mi sorrise si spoglio subito , mise una coperta che aveva portato con se e mi invitò a sdraiarsi vicino a lui. Mi avvicinai con paura , mi tolse la maglietta, le scarpe , i pantaloni gli slip e rimasi nudo con il cazzo in tiro. Perse i vestiti e li getto indietro mi fece stendere , alzare le braccia e cominciò a leccarmi i capezzoli e quando scese sul cazzo chiusi gli occhi gustandomi quel bel pompino. Sborrai subito in bocca come la volta precedente . Aprii cgli occhi e lui sorridemdomi mi disse " ti è piaciuto" feci con la testa un cenno di si. Lui alzandosi mi mise il cazzo davanti alla faccia invitandomi a scucchiarlo e come l'altra volta mi rifiutai pensando di farla franca. Lui fece un fischio e da dietro il cespuglio comparve un'altro uomo sui 40 anni con i miei vestiti in mano e una macchina fotografica. " adesso se non fai quello che ti diciamo queste foto fanno il giro del paese e tu vai a casa nudo" Divenni rosso in volto e scoppiai a piangere pregando che mi lasciassero andare ma dopo avermi tranquillizato che non avrebbero fatto niente di quello che avevano minacciato mi dissero" devi solo accontentarci come abbiamo fatto con te" si avvicino di nuovo con il suo cazzo alla bia bocca sentivo l'odore del cazzo pisciato ma mi sforzai e lo presi in bocca e cominciai ad andare su è giù con la testa. La cosa era molto più facile di quello che pensavo e dopo un po anche l'odore era sparito ,l'amico dell'uomo si era spogliato e si sparava una sega . Ad un certo punto anche lui si avvicinò e mi mise il cazzo in bocca mentre l'altro cominciava a spompinarmi di nuovo. La cosa mi eccitava e persi contegno quando sentii la lingua slinguettarmi il buco posteriore stavo per venire ma l'uomo smise di toccarmi . Ad un certo punto ero tutto eccitato e sentivo il cazzo in bocca pulsare mi prese per la testa boccandomela mentre l'altro mi blocco da dietro , ero indifeso e bloccato senza potermi muovere e l'uomo che mi stava scopando in bocca gridò" bevi troia bevi" tentai di spostare la testa ma non ci riuscivo e all'improvviso mi schiaccio il cazzo in bocca sentii la sborra calda riempirmi la bocca tentai di spostare quel cazzo ma dovetti ingoiare la maggior parte . Rimasi scoccato e pensai che fosse finito tutto ma vidi l'altro segarsi di brutto , mi guardò e mi disse" lo fai da solo il pompino o dobbiamo farti come prima" senza fiatare mi avvicinai e lo presi in bocca questa volta mi sborrò sualla faccia e poi me lo fece pulire. Ora tocca a te mi dissero , mi fecero sdraiare e mentre uno mi spompinava l'altro si sedesste con il culo sulla mia bocca e mi ordinò di leccarlo cosa che feci facendomi venire delle fori contrazioni di vomito in quanto si sentiva il fote odore di culo sporco. Stranamente quando stavo per sborrare la cosa mi eccitava e comincia a leccare quel culo odoroso con avidità fino a quando venni alla grande. Si alzarono mi baciarono con la lingua e se ne amdarono invitandomi se volevo a ritornare in quel posto due giorni dopo. Ci pensai un po ma ritornai sempre da loro per un anno fino a quando li trasferirono ( erano militari ) mi insegnarono tutto diventai il loro giocatolo e da allora mi piacciono sia la figa che i cazzi.
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15 anni fa
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Incontro al buio ( seconda parte)
Tornò a casa ancora incredula dell’accaduto. Si era concessa a quello sconosciuto e per la prima volta in vita sua aveva avuto orgasmi multipli; pensava fossero solo fantasie fino a quella sera, adesso, sapeva che si potevano avere anche nella realtà. Era stata posseduta. Riempita come mai nessuno era riuscito a fare Evidentemente, lo sconosciuto aveva capito i suoi desideri più reconditi e aveva portato alla luce i suoi pensieri proibiti. L’aveva accarezzata e toccata nei posti giusti e, al momento opportuno l’aveva domata facendola sentire una femmina con la F maiuscola. Sotto la penetrazione di quel cazzo duro, lei, si era lasciata trasportare e adesso, sfinita, stava sul divano a pensare alle sue richieste” - Ps domani mettiti il reggicalze che troverai nel primo cassetto; sopra mettiti il vestito che troverai nell’armadio: per ora non ti serve altro, basterà il mio cazzo a riscaldarti… Quelle frasi l’avevano eccitata e intimorita nello stesso tempo: sapeva che se fosse andata all’incontro vestita come voleva lui, avrebbe significato mettersi alla sua mercè; nello stesso tempo, quell’uomo, era stato l’unico a capirla interiormente. Si guardò nello specchio, vide uno sguardo stanco ma soddisfatto, strinse le cosce voluttuosamente ripensando a come era stata presa e in quel momento, decise che voleva scoprire quale fosse il suo limite sessuale. Aveva letto molto di lui e dei suoi racconti, sapeva che era un insaziabile ricercatore del piacere sessuale e, sapeva che voleva tutto dalle sue donne, si trovò a rabbrividire pensando a cosa le avrebbe chiesto di fare e a cosa le avrebbe fatto, la mano scivolò tra le cosce calde e s’insinuò tra le labbra bagnate. Il suo corpo aveva deciso per lei, lei, doveva solo assecondarlo… La notte. Era passata insonne: si stava guardando allo specchio e tremava come una foglia al vento. Le sembrava impossibile che la persona riflessa fosse lei, non si riconosceva in quella donna lussuriosa e sensuale. “Dio mio cosa sto facendo”… Rassettò per l’ultima volta il vestito, con le dita seguì il proprio corpo e tocco le stringhe del reggicalze per essere sicura che tutto fosse a posto, poi, s’incamminò verso il suo desiderio, arrivò alla porta, poi, terrorizzata che qualcosa non andasse, corse di nuovo allo specchio per ricontrollare che tutto fosse a posto. Sentiva le gambe deboli e un leggero umido tra le cosce, mentre andava incontro al suo demonio. Se avesse visto un'altra al suo posto, avrebbe pensato che era drogata, ma, la realtà, era che quell’uomo le era entrata dentro come mai nessuno, “in tutti i sensi” penso sorridendo. L’aveva trattata come l’ultima delle troie, eppure, a lei era piaciuto un casino. Entrò nell’albergo e si presentò alla recepcion, un uomo sulla quarantina con una faccia da depravato, alzò appena lo sguardo, fece un sorriso truce, probabilmente pregustando quello che sarebbe successo nella stanza numero duecentoventitre, dove lei stava andando e, senza parlare, gli mise in mano la chiave della porta. Era frastornata: era ovvio che era un’abitudine consueta: lei, era solo l’ultimo anello di una catena. il continuo di un gioco perverso. Abbassò lo sguardo vergognandosi delle occhiate insistenti del portiere e si diresse veloce verso l’ascensore che portava al suo destino; le sembrò di essere nuda in quei pochi metri che dividevano l’atrio dall’ascensore; immaginò il guardiano che vedeva i suoi slip infinitesimali, il reggicalze… Quando entrò dentro l’ascensore, si sentì molto sollevata, poi, pensò a dove sarebbe andata di li a poco e un brivido misto tra paura e piacere, gli percorse tutto il corpo. Scese al terzo piano di quello squallido hotel, cercò il numero duecentoventitre e lo trovo proprio alla fine del corridoio di destra; la porta era logora e consumata, come gli stipiti, ormai privi del colore naturale. Si sentì improvvisamente sporca e fuori luogo, decise di scappare via proprio nel momento che la porta si apriva: lo sguardo deciso e tagliente dell’uomo, insieme al ricordo di come era stata selvaggiamente posseduta, la bloccarono. - Entra! Non disse altro In mano aveva una leggera striscia di seta rossa: lei pensò a cosa sarebbe servita, fantasticò sul proseguo della situazione ed eccitata, entrò a scoprire il suo lato erotico nascosto… Era in mezzo alla camera, nuda, completamente nuda: lui, l’aveva bendata e l’aveva fatta spogliare, prima il vestito nero a cui, dopo interminabili minuti, era seguito il reggicalze e lo slip. Aveva freddo sulla pelle e caldo nello stomaco: era stata condotta su una poltrona e fatta sedere, ora, aspettava irrequieta la prossima mossa; sapeva che lui gli era davanti, ne percepiva la presenza. Riconobbe l’odore del sesso maschile e capì, sapeva cosa sarebbe successo, ansiosa e golosa, cercò di mettere fine a quella sofferenza: aprì le labbra e facendo girare la lingua sulle stesse fece capire che era pronta a riceverlo in bocca. Uno schiaffo violento la fece trasalire; - Ti dico io cosa fare! Un attimo di panico, poi, la consapevolezza di non sapere cosa fare; - Scusami… Un altro schiaffo; - E non ti ho detto di parlare! Adesso, era veramente nel panico: una lacrima bagnò le seta rossa, era una lacrima di umiliazione, non di dolore; - Tieni le cosce aperte al massimo, voglio guardarti bene! Lo fece in silenzio e, mentre lo faceva,s’accorse di quanto fosse bagnata e pronta per lui. Una mano accarezzò le piccole labbra e giocò col clitoride: cercò di rimanere fredda e impassibile come lui le aveva chiesto, si morse le labbra nel tentativo di non gemere, ma, quando qualcosa di grosso e freddo s’appoggio alle grandi labbra, ruppe la promessa; - Mio Dio…che cosa è? Un terzo schiaffo le ricordò il regolamento appena imparato; Hai ancora molto da imparare… Sentì la vagina allargarsi e qualcosa di untuoso entrare in lei: si allargò al massimo per facilitare l’entrata e aspettò inquieta che l’oggetto estraneo finisse il suo percorso. Aveva capito cosa stesse profanando le sue intimità, quando poi, cominciò a vibrare emettendo un ronzio amorfo, cercò d’adattarsi. Dopo minuti che sembravano ore, si ritrovò spossata a urlare il suo piacere: in realtà non poteva urlare, perché, mentre il fallo di plastica continuava a fare il suo dovere tra le sue cosce, la sua bocca, era stata riempita dal sesso vero dell’uomo. Era una sensazione nuove e incredibile. Quello sconosciuto le leggeva nella mente: tantissime volte si era trovata a godere nel suo letto immenso pensando a quella situazione indecente, anche se nei suoi pensieri gli uomini erano due, non uno più un vibratore… Venne riportata alla realtà dal liquido caldo che le scaldava il palato, cercò di concentrarsi sul ritmo che le era stato imposto dalle mani dietro la nuca del suo “ torturatore” e si lasciò andare a un piacere esplosivo. Il pensiero che potesse dominare con la propria bocca quel ragazzo maniaco del sesso e nello stesso tempo essere posseduta senza pietà, le provocarono un’esplosione di sensazioni esasperate che fluirono in un orgasmo indicibile. Ci vollero diversi minuti prima che tornasse nella normalità delle cose. Venne liberata di tutto quello che la bloccava e si ritrovò al buio; Sentì l’uomo parlare; Adesso esco: se deciderai di contattarmi, sappi, che pretenderò ancora di più da te, ti userò per raggiungere il mio piacere senza preoccuparmi del tuo. Non disse altro. Le mise un biglietto in mano e uscì. Aspettò qualche minuto, poi, barcollando cercò i suoi vestiti. Mise del trucco sul viso, le sembrava si vedesse lontano un miglio, il piacere che aveva provato, quando le sembrò di avere nascosto bene la lussuria provata, uscì e prendendo l’ascensore, si sentì pronta per essere spogliata mentalmente dal portiere. Chissà se sarebbe mai tornata in quell’albergo…
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15 anni fa
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Donne e alfasud
La padrona mi ha chiamato: "Franfausto - Nome inventato - Sei pronto per una serata di trasgressione satanica e smodatamente oscena?" Quando la padrona chiama Franfausto striscia ai suoi piedi di corsa, altrimenti mi fa sentire la lingua tagliente della Sua frusta. Monto in macchina, e accendo la mia Alfasud "rosso fuoco". Mentre l'Alfasud corre veloce tagliando la pianura padanoveneta, sento la mia erezione che si fa fastidiosa. Essa pulsa e sbatte contro il bordo del volante. Provo un perverso piacere nel misto veloce, nel sentire il volante che sfrega con forza la punta del mio pene! Al casello di Verona la fila sembra infinita. La fredda voce metallica della macchina del pedaggio mi fa sentire nuovamente uno schiavo. Schiavo di tutto, del sistema, della vita, del mondo. Sono umiliato, devo correre dalla mia Mistress. E nel mentre mi trastullo il pisello, stringendolo tra la cintura di sicurezza lievemente consunta, il coprisedile perlinato mi fa sentire così vulnerabile. Quelle perline mi ricordano i grani su cui a breve la Mia Signora mi farà inginocchiare a leccarglieLa. Effettuo un inappuntabile parcheggio ad esse con fare umile. Se Le urtassi la Sua Mercedes, la mia punizione sarebbe indicibile, ma sotto sotto mi piacerebbe rischiare l'urto e sentire già la sua mano che freme di rabbia. Affondo il pedale del gas. Sento le farfalle dei carburatori aprirsi e l'alfasud ringhiare. Lascio di botto la frizione con la stessa violenza della frusta che mi colpirà. Le lamiere si piegano e gemono e io con loro di piacere. Lei mi guarda dalla finestra, rigida, austera. Trovo la porta socchiusa. Mi lascio il portone alle spalle e salgo a testa bassa. Entro e subito riconosco le dolci note dei Sister of Mercy di sottofondo sovrastate dalla sua voce - calda, suadente - "Le regole le sai. Non mi parli, ti guardi la punta dei piedi e prima del mio orgasmo ripeti..." E' inutile che lei vada avanti, tanto so già cosa devo ripetere: "Tu sei la prima e l'ultima, tu sei l'alfa e l'omega". Mi indica la lavanderia alla mia destra e mi fa cenno di entrare - di là c'è già tutta la mia roba. Come l'ultima volta, mi spoglio nudo, e stiro i miei abiti. Immagino che lei sia in sala a masturbarsi dolcemente con il manico del frustino mentre guarda Truffaut. Finito di stirare, indosso la mia maschera antigas, e mi applico due piccole croci di nastro isolante sui capezzoli, con sadica metodicità. Esco in silenzio, e mi guardo la punta dei piedi. "In ginocchio, leccami i piedi e taci: merda" Mi inginocchio e scosto il giusto la maschera. Lei è seduta su una poltrona bassa, e solleva dolcemente le sue Superga giallo senape. Lecco e pulisco tutte le zigrinature delle suole. Con gentilezza le sfilo le scarpe e le scopro i piedi e noto che le unghie sono piuttosto lunghe ma curate. "Tagliamele" Sento il terrore dentro di me. Umilmente affermo "Non ho di che tagliarle". "Mordile e spezzale. E poi manda giù" Finita la cura della Mia Padrona, la sua capricciosa volontà passa ad altro. Scarta un mon cheri, e se lo incastra tra le grandi labbra. "Togliti quella maschera, e striscia sino a me: poi lecca il dolce come se non ci fosse un domani, cane affamato, e senti dietro di te i colpi dell'artiglieria tedesca a Verdun ". Eseguo. Passati un pò di minuti di intenso piacere, la fame della padrona torna a farsi sentire: mi solleva la testa con dolcezza sussurrandomi all'orecchio "Fai schifo. Non ti meriti nulla da me, se non gli scarti". So già cosa mi attende e mi avvicino a sguardi basso al tavolo di iroco che occupa un lato della sala. E' una pesante lastra, rigida e scura, mi ci sdraio sopra. La sento fredda sotto la mia schiena. Lei si mette in piedi, a gambe divaricate sopra di me e sento la Sua sublime pioggia dorata che mi investe e mi lascia sporco come la mia anima perversa. La Padrona si china fino quasi a toccarmi con la sua fica e inizia a masturbarsi. Vorrei scoparla, ma le regole non lo permettono. La sento gemere di piacere, mentre le sue dita la solcano leggermente, suonando il suo clitoride come fosse il Moog di Jean Michel Jarre. I suoi assoli di piacere mi scuotono nell'intimo, sento il suo orgasmo che cresce sempre di più e il suo dominio psichico su di me, suo schiavo. Lei è al culmine e la precedo nella litania: "Tu sei la prima e l'ultima, tu sei l'alfa e l'omega" "Tu sei la prima e l'ultima, tu sei l'alfa e l'omega" "Tu sei la prima e l'ultima, tu sei l'alfa e l'omega" La padrona è soddisfatta e mi permette di andarmene, senza assaggiare la Sua frusta. Come sempre sento la mia delusione e so già che tra pochi giorni vorrò tornare. Il mio pene geme dalla delusione, emettendo un flebile suono come una trombetta da stadio scarica (groan). Senza neppure parlarle, mi rivesto e senza guardarla torno in strada. So già che la Padrona mi richiamerà quando sarò pronto. Salgo in macchina e l'eccitazione mi coglie dopo poche centinaia di metri, obbligandomi a una sosta a bordostrada. Inizio a masturbarmi con la stessa ferocia con cui strattono il cambio per passare dalla terza alla quarta marcia della mia Alfasud. L'eiaculazione mi coglie dopo pochi secondi, schizzando il mio rispetto per Lei sul cruscotto. Svuotato da ogni sentimento, lustro il curscotto con la stessa passione con cui le vorrei aprire il culo, lo detergo con un profumo all'arancia come se fosse vaselina e lo sfrego con la pelle di daino come se lo sculacciassi. Mi rigetto sull'autostrada tagliando la pianura padana, ripensando tra me e me: "Tu sei la prima e l'ultima, tu sei l'alfa e l'omega" "Tu sei la prima e l'ultima, tu sei l'alfa e l'omega" "Tu sei la prima e l'ultima, tu sei l'alfa e l'omega"
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15 anni fa
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La vicina insistente
Era una giornata normale come altre ma io mi svegliai con una voglia di sesso che non provavo da tempo. Quindi presi il mio pc e inniziai la mia ricerca in internet il primo accesso su desiderya un paio di contatti ma giustamente nessun incontro con cosi' breve tempo, e la voglia aumentava... che fare forse contattare una proffesionista.... squallito anche se sorse era la soluzione piu' veloce a questa voglia che mi attanagliava cervello e testicoli. Alla fine decido per la vecchia amica federica la masturbazione che mai delude e mai dice no. Cosi' inizio la navigazione tra i vari siti che riproducono video hot gratuitamente quando sento suonare il campanello..... Disastro!!!! chi mai sara' mi chiedo e sopratutto come nascondere l'ecitazione?!?!?! Idea apro affaciandomi solo con la testa. Chiedo chi fosse e sento la voce della mia vicina..... Uffi no proprio lei e' cosi' pesante e' una donna sulla 50ina forse meno non molto alta con un bel fisico anche se penso che sia il modo di vestire che valorizzi la sua figura in piu' ha una parlantina.... altro che ecitazione questa mi smonta alla grande, apro metto fuori la testa, lei mi saluta dicendomi che ha un problema non una finesta che le e' arrivata una carta dall'amministratore che la sera prima la macchina non le andava tanto bene e se sapevo dirle il perche' mi chiede di entrare e io gli rispondo che stavo per andare a fare le doccia ma lei insite solo due minuti mi dice ma conoscendola.... INSISTENTE!!! la accontento e apro ma mentre lo faccio mi accorgo che la mia eccitazione e' ancora ben visibile ormai e' troppo tardi spero proprio che non faccia caso ma e' difficile, infatti dopo pochi istanti complice anche che appena entrata senza dirle nulla si era accomodata sul divano avendo cosi' lo sguardo all'altezza giusta. si alza subito di scatto l'imbarazzo si taglia con il coltello senza guardarmi mi dice: "scusa non sapevo che eri in compagnia pensavo fossi solo" "ed e' cosi'" gli dico io. Alla mia risposta lei alza la testa e mi guarda diritto negl'occhi dicendomi che se volevo restare solo se ne sarebbe andata subito. Non ci misi tanto a darle la mia risposta..."e no hai insistito ad entrare e ora insinto.... ora non vai da nessun'altra parte che qui" lei sorride e si avvicina io le prenbo la testa tra le mani prima la bacio e poi la spingo dolcemente verso il basso lei sa benissimo cosa voglio e con mio stupore la vedo muoversi benissimo cone una donna che lo fa piu' spesso di quanto immagino. Non ci metto molto a venire ed ad innondare la sua bocca lei cerca di ingoiare ma la quantita' che le invade la bocca e' tale che le trabocca dagl'angoli. La guardo e le dico di perdonarmi ma che non ero riuscito a fermarmi lei risponde che a lei non e' dispiaciuto e che ora toccava a me. Si spoglia e io le dico "cazzo non credevo che fossi cosi' sotto quei vestiti" inizio a baciarle il seno ancora soto nonostante i suoi 49anni e poi scendo lungo il ventre per poi fermarmi e ripartire dai suoi curatissimi piedi e risalire lungo le cosce per l'interno coscia per finire sulla sua fighetta profumata e gia' umida. La lecco e la sditalino fino a farla finire intanto la mia eccitazione prende vigore nuovamente e sto per penetrarla quando lei dice. "No per oggi basta cosi' altrimenti rischio di non vederti piu' invece cosi'....." Accetto la sua decisione. Si riveste e mi saluta. Ora spero proprio che abbia bisogno nuovamente di me e non vedo l'ora......
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15 anni fa
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Oscar23
Circa venti giorni fa , su questo sito ho letto il racconto di oscar23 dal titolo "Marina". Il racconto mi ha molto turbata , e l'ho riletto varie volte nel corso della giornata, mi sembrava realmente vita vissuta, tutto così spontaneo e sincero. Dopo averlo letto per l'ennesima volta verso le 10 di sera provo a contattare Oscar23 tramite Desiderya. Gli faccio i complimenti per il racconto , gli dico che mi è piacuto tantissimo e niente di più. Verso mezzogiorno del giorno sucessivo trovo la risposta nella mia posta personale, dove mi rassicura che il racconto e vero e dove si presenta in maniera più approfondita e chiededomi se possiamo prendere un caffè assieme. La cosa mi stuzzicava e approfitto della mezza giornata di chiusura del negozio chiedendoli se per lui andava bene il centro commerciale Campo Romano a Schio Mi risponde che va bene e mi lascia il cellulare Ci incontriamo al bar del centro commerciale vero le 16 , lui è vestito casual , distinto , sulla cinquantina ,circa 180 cm , insomma così come si era descritto . Io per l'occasione indossavo un bel gonnellino corto e tanga, maglietta tacchi 10 e capottone che copre tutto Ci salutiamo , bacio di rito e incominciamo a parlare di noi. Io gli racconto dove lavoro e delle mie ultime vacanze in montagna per natale . Lui mi parla della california . Solo un piccolo acenno alla storia di Marina Usciamo assieme , incomincia a scendere il buio e ci avviciniamo alla sua macchina. Una bella mercedes sportiva di colore nero, interni in pelle, una cosa Super. Mi chiede di salire , per evitare il freddo. Salgo e rimango meravigliata , mancavano solo i ferrero rocher..... Oscar si avvicina e mi bacia sulla guancia ed anch'io rispondo con un bacetto , sento le sue mani sulle mie gambe , belle calde , la pressione mi sale , con una vampata improvvisa., Ci baciamo e allungo anch'io una mano , caspita è enorme . Deve avere un supercazzo penso !!! Lui mi fa scendere le calze e comincia da accarezzarmi la patatina, la sento tutta bagnata , non ragiono più . Gli slaccio la patta , lui fa scendere i pantaloni e ....... ed è veramente bello,,, un cazzo da film porno , eretto, turgido con una capella rossa da impazzire. Mi avvicino con la bocca e comincio a succhiare quella meravigliosa cappella. Lo sento godere , io apro le gambe le lui mi accarezza in modo superbo , mi alzo e Oscar incomincia a leccarmi , una linga calda appassionata ... non resisto più vengo...vengo ... vengo.... Lui si rialza e capisco che è il mio momento , glielo riprendo in bocca e dolcemente lo porto al massimo , sino a che di schianto viene . Ci rimettiamo a posto , ci salutiamo ma entrambi con il sorriso sulle labbra e una soddisfazione profonda Esperienza bellissima ....... A proposito mercoledì prossimo ci reincontriamo nel suo appartamento per un aperitivo.... ma mi sa che non finirà li !!!!!
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15 anni fa
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Festa da amici
Dopo molto tempo siamo tornati a una delle feste che organizza un nostro amico, oltre a noi c’erano altre cinque coppie e altrettanti singoli, ci siamo divertiti ridendo e scherzando tra un bicchiere durante durante la breve cenetta e molto gustosa che aveva preparato il padrone di casa, l’atmosfera intanto si era riscaldata, due delle coppie erano già andate nella camera da letto seguite da quattro singoli, mentre noi eravamo rimasti in soggiorno a parlare con un coppia amica e un ragazzo particolarmente simpatico. Mi siedo sul divano, Nadia si mette accanto a me sorseggiando il suo immancabile bicchiere di spumante, è eccitata si vede che ha voglia di giocare, così riagganciandosi ai discorsi fatti poco prima, si alza e si avvicina al ragazzo che poco prima aveva tanto decantato le doti di una sua amica in una particolare pratica, anche lei vuole mostrargli la sua bravura nel fare i pompini, si inginocchiata davanti a lui gli tira fuori il cazzo, lo guarda estasiata dalle dimensioni davvero notevoli anche a riposo, dopo averlo soppesato comincia a spompinarlo, inizia a fargli un pompino davvero da favola, percorre più volte il cazzo in tutta la sua lunghezza fino allo scroto è particolarmente presa dalla voglia di succhiare un cazzo cosi grosso. La lei dell’altra coppia intanto si stava dando da fare con me e aveva iniziato a farmi un pompino, mentre suo marito tirato fuori il suo cazzo lo porgeva a mia moglie, con le mani lei stringeva i membri alla base, senza riuscire a chiudere il pugno tanto erano grossi, con la bocca spalancata ingoiava a turno quanto più cazzo possibile facendosi arrivare a volte la cappella fino in gola, spalancando ancora di più la bocca aveva anche cercato di succhiare i due cazzi contemporaneamente, suscitando un pò di ilarità generale. Si rialza dalla scomoda posizione e si siede sul divano accanto a me, io sono impegnato in un 69 con la lei dell’altra coppia, ma non posso fare a meno di guardare la mia donna, si spoglia abbassandosi l'abito e afferra di nuovo i due cazzi tra le sue mani alternandoli tra una sega e una leccata il gioco si trascina così per alcuni minuti, uno dei due si impegna a lappargli la figa, la fa sdraiare con il culo a bordo divano e le infila direttamente il suo cazzo dentro la figa, la foga con cui si sta gettando tra le tue cosce la fa ansimare. E così, mentre uno la scopa di figa l’altro non perde tempo a impegnare la sua bocca. I mugoli delle due donne riempivano la stanza, mentre leccavo la figa dell’altra cercavo comunque di guadare Nadia, mi piaceva vederla, la foga e la condizione di estrema eccitazione non tardò a farmi venire. Avevamo terminato il primo round di giochi sul divano, propongo a Nadia di trasferirci nella camera da letto che si era liberata, due dei singoli più dotati ci seguono lei si sdraiata, le sue gambe leggermente piegate e aperte con le bellissime scarpe che indossava, il suo sesso accogliente esposto, pronto la rendevano irresistibile, mentre lei leccava i cazzi dei due uomini veramente notevoli che a fatica prendere in bocca, io le baciavo e leccavo la figa, uno dei si era infilato il profilattico si era avvicinato a me per reclamarla. Mi scosto, le alzo le gambe afferrandola per i tacchi delle scarpe, la tengo bene aperta in quel modo per offrirla al suo cazzo, lui la penetra senza alcuno sforzo, nonostante le dimensioni, mentre spompina l'altro cazzo, vedo l'espressione soddisfatta della mia lei, che istintivamente inarca il bacino sino a che non lo ha tutto dentro, il ragazzo entra ed esce da lei dapprima lentamente per un paio di volte, come per provarla, dalla mia posizione vedo il membro che sparisce dentro lei, è talmente grosso che quando esce è ancora avvolto nella labbra della sua vagina, lucido dei suoi umori, quando il cazzo la penetra Nadia con le mani cinge il bacino del ragazzo per tirarlo e sentirlo ancora più dentro, per sentirlo nella pancia, nello stomaco, quasi in gola, come se non le bastasse ancora, come se ne volesse ancora di più. Inizia a pomparla con un incredibile irruenza, è fantastico sentire la sua voce che geme mentre ha un altro dentro di lei la fa godere. Si sta facendo scopare con gusto, le sue tette dondolano a ogni affondo, i suoi gemiti sono una colonna sonora eccitantissima, lei ansima non so se sta godendo ancora ma sicuramente le piace molto, le sue mani sono strette sul culo del ragazzo come a guidarlo come a trattenerlo dentro di lei, continua a scoparla a un ritmo forsennato per alcuni lunghi minuti, è sudato come un maiale, si ritrae per prendere fiato. Mentre il secondo preparato dal suo lavoro di bocca si infila il profilattico, ne approfitto per gustarmi nuovamente la sua figa gonfia ancora dilatata dal cazzo appena preso è bagnatissima, un vero lago di umori, con la mia lingua le sfioro le grandi labbra della figa aperta, penetrando in esse per assaporare il nettare che fluiva, mi piace il suo sapore, il profumo della sua fica dopo che ha goduto è una cosa che non mi perderei per nulla al mondo, le infilo il mio cazzo mi piace sentire quando è larga. Qualche affondo per sentire come è accogliente, ma quando il ragazzo si avvicina, mi scosto e gli lascio il posto, non posso competere con tali dimensioni, le apro le gambe e offro nuovamente la sua sua figa a un altro uomo, mi piace da morire farla usare ad altri uomini, fargli provare il meglio e vederla godere. Il suo cazzo è ancora più grosso del primo, non lunghissimo ma davvero grosso, come una lattina di coca di quelle strette e lunghe, mentre si fa strada e lo vedevo aprirle la figa, era davvero enorme, vedere quell’enorme asta di carne penetrare il suo corpo era davvero una libidine. L'arnese si era fatto strada tra le sue cosce ed era entrato tutto, l'uomo stava pompando a più non posso, facendo mutare l'espressione da una smorfia di dolore ad una di piacere, Nadia ansimava, era davvero troppo grosso e troppo irruente, dopo qualche minuto è costretta a chiedergli di smettere. Si siede sul letto e inizia a fargli un pompino da manuale e se lo stava godendo. L’uomo ebbe un sussulto e la mia porcellina fece appena in tempo ad allontanarsi che un fiume di sperma zampillò fuori dal cazzone con vigore sul suo seno. E’ stata ancora una volta magnifica, quattro cazzi presi in figa in una sera che porca... splendida ed eccitante. Mentre si riveste la bacio per sentire l’odore degli altri uomini sul suo corpo il miglior profumo che possa indossare.
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15 anni fa
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Festa a casa di amici
A volte, quando possiamo, andiamo a casa di nostri amici che organizzano feste private trasgressive, lo fanno spesso, quasi ogni settimana, di solito ci sono una quindicina di coppie e qualche singolo fidato, si mangia in compagnia, si ride, si scherza e poi ci si diverte a modo nostro. A Nadia piacciamo molto queste feste, si trova a propio agio, riceve sempre molti complimenti sia dagli uomini che dalle donne, lei è proprio quella che si definisce una bella donna, aggraziata, intelligente ed educata, simpatica, signorile, ha un bel fisico e un viso dolce e seducente. In queste feste e in particolare quando si crea la giusta atmosfera si gioca alla grande, con mio grande piacere per lei è diventata una prassi quasi normale prendere i cazzi di più uomini nella stessa serata, al di la dell’avvenenza del maschio di turno quando ha di fronte un membro duro, la sua fica si bagna da sola e lei non si tira certo indietro. Nadia era in tema alla serata che richiedeva un nude look, sotto il cappotto indossava solo una sottoveste piuttosto trasparente e un paio di stivali neri di pelle a coscia alta, con tacco a spillo, molto sexy, niente intimo, come sempre, faceva intravedere tutto, durante il rinfresco, aveva riscosso più volte gli sguardi eccitati dei maschietti presenti, che ogni tanto le sollevano il vestitino per ammirare la sua fighetta nuda e depilata. Molte delle coppie non erano arrivate o avevano disdettato all’ultimo momento, le poche presenti non si conoscevano ed erano restie a iniziare, insomma la serata rischiava di andare buca, le coppie non legavano e nemmeno i maschietti prendevano l’iniziativa. Mi spiaceva sprecare una serata così, sono talmente poche le occasioni che abbiamo per uscire, proposi a Nadia di andare nella stanza da letto e iniziare a giocare noi due, lei mi seguì, probabilmente la pensava allo stesso modo. Sedendomi sul letto al suo fianco, le abbassi il vestitino scoprendole i seni e accarezzandoli per poi stringerla fra le braccia palpandola, denudandola la baciavo in bocca slinguandola, sentivo crescere il suo desiderio di essere posseduta e di darsi completamente, con la mano scesi verso la figa, era già bagnatissima. Nuda, distesa sul letto con il vestitino arrotolato sul ventre e i soli stivali addosso era davvero molto eccitante, il suo corpo aveva eccitato i singoli che ci avevano seguito, pronti a possederla e tre si erano già spogliati e uniti a noi sul letto. Mentre tre uomini la accarezzavo io le tenevo una mano, lei da buongustaia si era subito dedicata al ragazzo più giovane e carino, preso il cazzo in bocca cominciò a spompinarlo e leccarlo, capivo cosa voleva e cosa la eccitava, cosi mentre lei faceva la troia gli altri la toccavano dappertutto io le sussurravo quanto l’amavo quanto mi piaceva e quanto desideravo fosse troia quella sera. Intanto con il suo sapiente lavoro di bocca, fece venire dopo pochi minuti il ragazzo, lo sperma... era talmente tanto che dovetti passargli un fazzolettino per permettergli di sputarlo e non soffocare. Mi baciò per farmi sentire il sapore della sborra e tornò subito a leccare altri 2 cazzi, avevo voglia di vederla scopare, le allargai le cosce, lei lasciò fare, offrendo la vista della sua figa spalancata e vogliosa ai ragazzi. Un ragazzo, piuttosto carino e prestante iniziò subito con la bocca a lavorarsi la sua fichetta, sentivo lei sospirare grazie al sapiente lavoro di lingua, il ragazzo era eccitatissimo, si infilò il profilattico, le accarezzò le cosce e iniziò a scoparsela, i colpi la facevano sussultare e ad ogni affondo le sue tette sobbalzavano.. il cazzo la riempiva bene e lei ansimava e sospirava a ogni affondo, nelle mani aveva altri due cazzi che smanettava con vigore, mentre io l’accarezzavo e seguivo tutta la scopata, la baciavo sulle tette sul ventre per vedere meglio, mi piaceva da morire vedere il cazzo che affondava e usciva dalla sua figa lucido di umori. Sentii una vampata di gelosia mista ad un senso di desiderio e di passione per quel cazzo che la stava chiavando! Ma tutto ciò che volevo fare era di guardare. La frequenza dei colpi che il ragazzo sferrava con il suo cazzo alla fica di moglie cresceva intensamente, il giovane ansimava sempre più forte, le gambe di mia moglie erano alzate e serrate attorno alla sua schiena ed al suo culo e lo attirava a sè ad ogni colpo, il suo orgasmo esplose nella sua fica con potenza. Il ragazzo era quasi dispiaciuto dall’essere durato così poco ma il corpo di Nadia lo aveva eccitato troppo e non era riuscito a controllarsi. Nadia non era ancora venuta, uno dei singoli era tornato a leccargli la figa, lei ansimava, i suoi mugolii erano soffocati dai due cazzi che stava spampinando, continuò a leccarla fino a farla godere e si fermò a malincuore solo quando lei le spinse via la testa. Aveva goduto e aveva bisogno di risistemarsi un attimo, mi lasciò solo con i singoli che si complimentarono con me per la bellezza e le prestazioni di mia moglie, era andata in bagno e a cercare una lei di un’altra coppia per darle una mano, ma erano tutte già impegnate, quindi tornò sola poco dopo. La stavamo aspettando tutti nudi e con i cazzi ancora duri, Lei si sdraiò, riprese subito in bocca due cazzi un’altro le all’allargo’ le gambe e dopo averle leccato la figa, si stava sistemando l'uccello e cominciava a penetrarla. Nadia per un attimo si ferma e mi osserva, cerca di dirmi qualche cosa (solo dopo mi ha detto che non voleva farsi scopare da quello perché non gli piaceva, ,ma però gli dispiaceva dirgli di no) il cazzo gli esce dalla bocca, ma è una questione di pochi secondi. Intanto il nuovo cazzo la penetra, lei torna a socchiudere gli occhi e a spompinare il cazzo. L’uomo cominciò a darsi da fare dentro di lei e immediatamente lei cominciò a reagire di nuovo, il corpo di Nadia era tutto un fremito, e lo vedevo sobbalzare sotto gli ultimi, forsennati e veloci colpi dell'uomo, gemette e spinse il suo cazzo completamente dentro di lei, tirandola saldamente verso di sé per i suoi fianchi finché non si svuotò completamente, scolando le sue palle dentro di lei. Alla fine lo tirò fuori con il profilattico pieno di sperma, lei giaceva sul letto, le sue gambe spalancate, la sua fica completamente aperta e slargata, ero incredibilmente eccitato da questa scena erotica. Avevo una terribile voglia di scoparla mi mesi al suo fianco e infilai il cazzo nella sua fica calda e grondante di umori, mi piaceva da morire infilarmi dentro di lei dopo che ha preso altri cazzi, baciandola sul collo mi sembrava di perdermi in una nebbia densa, il suo profumo inebriante misto all’odore del sesso che impregnava la stanza era terribilmente eccitante. Avrei voluto scoparla a lungo ma bastarono solo pochi colpi per farmi venire. Nadia era esausta, nonostante ci fossero ancora dei pretendenti decise di smettere per quella sera...
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15 anni fa
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Un'altra serata con due singoli
Qualche mese dopo la sua prima Gang, abbiamo telefonato ai ragazzi che avevamo già incontrato, con loro si era trovata bene, erano stati davvero carini e simpatici, così ci siamo accordati per una nuova serata. Organizzammo per il prossimo sabato sera, dopo cena. Io ero in tensione, all’idea di vederla nuovamente giocare con due uomini non stavo più nella pelle, lei era apparentemente tranquilla, ma allo stesso tempo si notava che era eccitata, si era messa una gonna nera corta, un top scuro e ai piedi delle deliziose scarpe nere con la zeppa e il tacco a alto che si abbinavano bene alle calze parigine, unghie rosse d’ordinanza, niente intimo, era davvero deliziosa! Arriviamo a casa dei ragazzi verso le 21:30, ci accolgono molto calorosamente, “La nostra bella Sorcina” “E’ un bel po’ che non ci si vede” “Vedo che sei più bella che mai…” ci fanno accomodare nel salotto per due chiacchiere, versano da bere, parliamo non so per quanto di tutto un pò, e a poco a poco il discorso va alla serata precedente Marco è il primo a farsi avanti abbraccia Nadia e inizia a baciarla sulla bocca, mi da sempre un pò di fastidio vedere che la baciano in bocca, ma a lei piace tanto. Paolo intanto con una mano aveva iniziato ad accarezzare le cosce, facendo salire la gonna scopre la figa depilata e già visibilmente eccitata, “vedo che non hai perso le buone abitudini sempre senza mutandine” con l’altra abbassa il top scoprendole il seno, la sua mano s’insinua fra le sue cosce. "come sei bagnata, hai proprio voglia di cazzo questa sera” Si inginocchia e inizia a baciarla in mezzo alle cosce, le loro lingue le loro bocche succhiano tutto quello che trovano, tette, capezzoli, clitoride, le sfilano la gonna. "Sei sempre più bella" Marco alzandosi si sbottona i pantaloni ed estrae il suo arnese … "senti come è duro…” “Dai prendimelo in bocca…” Nadia lo guarda compiaciuta sorridendo … poi inizia a succhiarlo … “Dio mio … come sei brava … sei fantastica …” anche lei pare apprezzare … sta dando del suo meglio … la sua bocca bacia avidamente, lo ingoia, lo assapora. Trovo tutto questo estremamente eccitante, vedere la mia lei succhiare il cazzo di un altro mentre un altro ancora le lecca la figa … ancora una volta la mia fantasia che si realizza … Lei è eccitatissima da quella lingua che le passa su ogni centimetro del suo sesso, allarga le gambe tanta è la voglia dei loro cazzi. “Dai andiamo sul letto … che ti scopiamo a dovere” prendendola per mano si avviano nella camera da letto.. Nadia si sdraia è nuda, se non per le calze e le scarpe, che la rendono ancora più arrapante, le gambe e le braccia aperte, rivolge la fica verso di me, che rimango sulla porta, mentre i due si spogliano, mi piace vederla così spalancata, così disponibile per due uomini. Paolo la tiene per le braccia e gli fa succhiare il cazzo, mentre Marco le lecca la figa per un pò, poi le sale sopra e inizia a scoparla, mentre lei continua il lavoro di bocca con l'altro cazzo, leccando tutto fino alle palle. La frequenza della scopata cresce intensamente, Marco ansima e ruggisce sempre più forte, vedo le sue palle, che battono contro la sua fica, brillano per il sudore e per i liquidi che la fica di mia moglie rilascia. Le gambe di Nadia alzate si serrano attorno alla sua schiena ed al culo di Marco lo attira a se ad ogni colpo, ansimando raggiunge il primo orgasmo, fremendo di piacere. Io all’ingresso della stanza osservo estasiato scattando qualche foto, la mia eccitazione è oltre ogni limite… "sei una donna eccezionale... sei un gran porca” “tua moglie è incredibile, mi sta facendo un pompino eccezionale” dice Paolo Lei lo prende in bocca con una spinta erotica non avevo mai visto, continua a lavorare il cazzo fino a che una serie di schizzi e forti pulsazioni dissetano la sua sete di sperma, il piacere di un pompino coll’ingoio è quasi insopportabile, non lascia uscire neanche una goccia e lo ripulisce per bene. Intanto che Paolo si riprende Marco smette di scoparla, si gira per leccargliela, dandogli il su cazzo da leccare improvvisa un sessantanove spettacolare, Nadia con un facendo di baci … arriva a quel grosso uccello … lei è sotto, gli bacia prima la cappella … sale ancora, leccando le palle … lo scroto e il buchetto del culo … sono senza parole … non pensavo che mia moglie fosse così porca … solo nei migliori film porno lo avevo visto fare. "Cazzo Nadia, sei tremenda, così mi fai impazzire" esclama Marco, lei sorride divertita Paolo che si era già ripreso, e steso accanto a loro, “Ne vuoi due insieme come la volta scorsa?” interrompe il 69 e sorridendo senza proferire parola, si sistema sul cazzo svettante di Paolo, facendoselo scomparire nella figa poi si china su di lui baciandolo in bocca, per agevolare l'ingresso del secondo, Marco punta la sua cappella all'ingresso della figa di mia moglie già occupata dall'altro cazzo per agevolare il secondo, lei si spinge all’indietro per farli entrare insieme e senza difficoltà riesce ad averli entrambi dentro. “La tua Nadia, è davvero una gran troia, guarda come le piace farsi scopare con due cazzi in figa, dai fai qualche altra foto” è talmente bagnata che i cazzi escono un paio di volte, poi prendono il ritmo giusto muovendosi insieme. Vedo la sua faccia che si contrae, sta iniziando ad assaporare il piacere di essere troia, come se volesse farmi capire, quanto le piace godere, quanto le piace far godere i maschi. Messi insieme hanno un diametro incredibile, vedo le labbra della sua figa si stringersi attorno ai due cazzi, geme come una cagna in calore colando nettare a volontà. In mezzo a quei due corpi la sua pelle è lucida di sudore lei si muove ansimando tendendo ogni muscolo per provocare il suo e il loro piacere, Marco, dopo alcuni colpi possenti, gode mentre è ancora dentro fica. Rimangono fermi qualche istante, con lui ben piantato dentro poi esce con il profilattico pieno di sborra “Che fica fantastica ha tua moglie scoparla con due cazzi è una libidine” “dai Alex non vuoi provare, vieni a provare! Non vorrai lasciarla con un cazzo solo in figa" Non me lo faccio ripetere infilo il mio cazzo nella sua figa bagnatissima e ormai slargata assieme a quello di Paolo, è talmente bagnata, è un sensazione così strana sentire il contatto con l’altro cazzo dentro la sua figa, ma all'idea sono cosi eccitato che non duro molto bastano pochi colpi e vengo. Mi scosto mentre Paolo la fa sdraiare sul letto per godersela da solo, riprende pomparla con colpi terribili, fa uscire il cazzo quasi completamente dalla fica per poi ripiombargli dentro accompagnato dal movimento dal bacino di mia moglie entrava fino alle palle, lei con la bocca aperta, geme soddisfatta a ogni affondo, con un ultimo colpo poderoso Paolo inarca la schiena per spingersi completamente dentro e viene con un rantolo di piacere, il suo sesso è ancora dentro di lei, lei si gode compiaciuta le mie ultime pulsioni del cazzo dentro la sua fica, mentre le loro lingue si incrociano. Si solleva lentamente e si toglie il profilattico pieno di sborra. Siamo sfiniti e soprattutto Nadia non ne può più. Dopo qualche minuto i due si rivestono e si riavvicinano a mia moglie che è rimasta nuda, la palpano ancora, le accarezzarono i seni, uno per ciascuno, Paolo si abbassa per prenderle in bocca un capezzolo e lo stuzzica con le labbra, Marco invece le prende l'altra mammella strizzandola un pò. "No ragazzi basta non ce la faccio più" Si alza e va in bagno per darsi un risistemata. "Alex tua moglie è davvero fantastica! La bocca poi… la usa in modo incredibile!", "E poi Il suo modo di darsi", "La senti completamente tua… anche se sai che non è così", "Cazzo che bella vaccona che hai, se ne trovano poche di donne così" La serata lasciò tutti particolarmente soddisfatti ma anche stremati per la lunga cavalcata, in particolare la figa di Nadia aveva proprio bisogno di una pausa. Finisce di rivestirsi salutiamo i ragazzi e torniamo alla macchina. Ritornando ripenso a quanto è stata fantastica, tranquilla e controllata nella vita quotidiana, nelle serate trasgressive si trasforma, l’ho portata ad esplorare un po’ tutto quello che un uomo e una donna possono fare a letto, oltre a fantastiche scopate in tutte le posizioni, per non parlare dei pompini, oppure quando esce senza le mutandine, anche al lavoro, l’idea che lei sia sempre completamente nuda sotto la gonna mi fa impazzire. Fa ancora fatica a raccontarmi le sue fantasie, spesso io sono spudorato e amo descrivele situazioni piccanti, ma lei ogni tanto fa in modo di realizzarle… Racconto vero scritto da Alex mio marito
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15 anni fa
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Varie
Primo incontro con due singoli
Il percorso è stato lungo, tanti discorsi, molte indecisioni, ma era tempo che desideravo vedere mia moglie Nadia giocare con due uomini, da un paio di anni facevamo scambio di coppia ma l'idea di vedere lei sola giocare con più uomini mi eccitava moltissimo, una sera mi ha detto che voleva provare. Così abbiamo cercato tra i vari annunci e risposto ad alcuni, la scelta è poi caduta su un gruppo di singoli, ci siamo accordati per una serata "soft" con solo due di loro, non se la sentiva di fare subito le cose in grande è ancora combattuta fra il piacere che sente crescere e il dubbio di non farcela. Il fatidico sabato dell'appuntamnto era arrivato, il pomeriggio lei va dal parrucchiere e dall'estetista, per farsi ancora più bella, per uscire non sa cosa mettere prova mille vestiti ma nessuno va bene, alla fine si decide mette un tubino nero, reggiseno di pizzo, parigine nere con scarpe coordinate, niente intimo... pronta all'uso... se la serata dovesse svolgere per il meglio... mentre si prepara, sono nervoso, insicuro, ripenso alla prima volta che l’avevo baciata tanti anni prima, alle cose che avevano scoperto insieme, alle gioie assaporate, alla gelosia che avrei provato, nel vederla sola con altri, ho la tentazione di fermare tutto ma è troppo il desiderio di vederla giocare con due uomini. Non so il perchè ma non ho mai accettato o preso in considerazione l'incontro con un solo uomo mi darebbe fastido troppo intimo troppa competizione tra me e lui, meglio due o più di due. Quando arriviamo all'appartamento io sono tesissimo, ma non lo do a vedere, ho il cuore che batte all'impazzata, lei sembra invece abbastanza tranquilla, entriamo, l'ambiente è soft, luci soffuse, candele, musica di sottofondo, i ragazzi sembrano tipi a posto, puliti e molto gentili, ci offrono da beere, iniziamo a parlare del più e del meno per fare conoscenza, sono davvero simpatici e la conversazione è piacevole, io sono seduto sulla poltrona, Nadia sul divano con uno dei due, non passa molto tempo che il ragazzo accanto le bacia il collo e le abbassa il vestito facendo uscire il seno inizia baciarlo, lei sorride compiaciuta e lo lascia fare, l'altro si inginocchia davanti aprendole le gambe, la sua eccitazione si percepisce nell’aria, Nadia inarca la schiena sollevando il sedere per far salire il vestito è senza intimo e scopre la fighetta perfettamente depilata, è molto eccitata, nella penombra si intravede il lucido e vischioso liquido che la bagna,, quando lui avvicina la bocca lei inarca il bacino, per agevolarlo e porgergli le grandi labbra. Il ragazzo appoggia la punta della lingua al centro della vagina, Nadia allunga la mano in avanti a cercare a tentoni l’altro membro, lo fa con naturalezza, probabilmente nel pensiero l’aveva già fatto , ma nella realtà è la prima volta con due uomini. Trova il pene, già duro, fa scorrere la mano abbassandone la pelle, ha voglia di assaggiarlo, è sempre stata brava con la bocca e lo vuole dimostrare anche ai nuovi amici, lo porta alla bocca e con la stessa naturalezza inizia succhiarlo avidamente. Il ragazzo che la stava leccando inserisce prima due poi tre dita nella sua figa bagnatissima, si alza, mette il profilattico e comincia a penetrarla, entra lentamente con movimenti prima leggeri poi sempre più forti, Nadia si sente scopata fino in fondo, incomincia a godere della situazione, ha gli occhi chiusi, la osservo attentamente per cogliere ogni minimo segnale del suo corpo, il suo respiro, diventato profondo, e ogni mugolio dalla sua bocca, nonostante la situazione, non provo gelosia, anzi desiderio, eccitazione, ammirazione per lei. I due ragazzi la colmano di "complimenti" e apprezzamenti, mai banali, mai ripetitivi a volte forse un pò volgari ma di circostanza, lei gradisce quelle attenzioni discrete e puntuali. Il ragazzo continua per un po’ poi si ferma e lo toglie, si spostano in camera da letto per stare più comodi, li seguo, uno si sdraia a pancia in su e Nadia si siede sopra, arriva a poggiare la vagina dilatata sul glande, ma prima avvicina il viso a quello di lui e cerca la sua bocca. Le labbra si uniscono in un lungo bacio, le lingue si incrociano e si scambiano i rispettivi sapori. Lei sa che mi da fastidio, considero il bacio una cosa molto intima, ma probabilmente lo ha fatto apposta, provo un certo fastidio, ma fa parte del gioco. Dopo qualche istante allontana il busto da lui e il sesso del ragazzo scivola dentro di lei sino a scomparire completamente nella sua vagina, si pone eretta ed inizia a salire e scendere con le natiche tese nello sforzo, quando il membro esce è lucido di umori tanto è bagnata dentro, non so spiegare le mie emozioni ma vedere entrare e uscire dalla sua vulva quel membro, vederla piena di lui, mi piace da morire. Desidero che non si fermi, voglio vederla godere, finalmente dopo tanto tempo mi sta mostrando quanto sa essere femmina e quanto il suo intero essere è votato al sesso, è magnifica... è magnifica quando scopa, anche se lo fa con altri, posso vedere come è realmente senza che i miei sensi siano obnubilati dal piacere che sa donarmi il suo corpo. Quello che mi stupisce e che non è per nulla imbarazzata, anzi è eccitata, forse troppo eccitata a giudicare da quanti umori lascia sull'asta di carne che scorre dentro di lei. Mentre il suo corpo violato è languidamente adagiato sul cazzo di un altro ragazzo, succhia e stimola senza pietà il glande dell'altro. Il suo respiro è pesante è vicino all'orgasmo, si muove più veloce e decisa, dopo un lungo ma soffocato gemito, quasi provi vergogna, scende per prenderlo completamente dentro e si ferma limitandosi a contrarre ritmicamente il bacino, ansima, sta godendo, il suo corpo vibra, trema per le emozioni intense provate, si rilassa per qualche istante. Ricomincia a muoversi per cercare il piacere del ragazzo che la sta penetrando si muove velocemente offrengogli il suo corpo accogliente e stupendamente eccitante, sa che il ragazzo non può resistere a lungo, come se percepisse il suo stato, dopo un affondo deciso, lui viene rumorosamente, lei si blocca per farlo godere mentre è ancora nel profondo del suo ventre. Qualche secondo di pausa e si sposta per far uscire il ragazzo con il profilatto pieno del suo piacere, lui lo toglie e Nadia lo prende in bocca e lo ripulisce. I due ragazzi sembrano un team affiatato, i giochi sono ricominciati, si alternano per darle il massimo piacere, per farla godere di nuovo, stimolano insieme i luoghi più segreti del suo corpo, cambiano posizione più volte si alternandosi tra la sua bocca e la sua vagina, le combinazioni possibili sono moltissime e tutte producono in me brividi inaspettati. Uno dei ragazzi le viene in bocca, lei ingoia tutto avidamente, mi piace da morire vederla assaporare lo sperma. Tutto in lei risponde alla passione dei due, ogni minimo timore è svanito, ha una naturale e totale disponibilità, mentre il compare la penetra davanti, l'altro cerca di insinuarsi dietro, ma riceve il suo rifiuto, lei stessa propone di metterne due davanti. Sono estasiato dalla sua affermazione!! il ragazzo non se lo fa ripetere, sente la pressione del secondo cazzo aprirla, respira affannosamente e cerca con delle piccole spinte di favorirne la penetrazione, e talmente bagnata e dilatata che lentamente ma senza difficoltà si insinua assieme al primo nella sua figa, Nadia si lascia sfuggire un gemito, difficile dire se di piacere, dolore o piuttosto di sorpresa, iniziano a scoparla in due con movimenti lenti e brevi. La penetrazione dei due cazzi non è facile, escono e rientrano un paio di volte, suscitando un pò di ilarità generale, vedere quei due cazzi uniti che si contendono la figa di mia moglie è uno spettacolo che non mi perderei per nulla al mondo, trovano la giusta posizione e iniziano a muoversi in modo più coordinato ritmico, il suo corpo risponde, più che un godimento fisico penso sia soprattutto mentale più forte e profondo del solito, proveniente dal cuore più che dal clitoride, il fatto di prendere due cazzi in figa è una cosa molto trasgressiva, si sente troia e vuole esserlo, per me, per lei, per godere ancora… E' completamente andata al piacere, la bocca leggermente aperta e con una smorfia molto particolare, incrocio il suo sguardo, mi lancia un sorrisetto, come per incitarmi a guradarla, per cercare la mia approvazione, come per dirmi mi volevi troia, va bene così, è soddisfatta, orgogliosa di se, della sua femminilità del suo essere donna. Vedere due cazzi che penetrano la figa della propia donna non è cosa da poco ho il cuore che batte a mille si così è veramente la porca che desidero. Uniti nel piacere, le parole di apprezzamento piuttosto pesanti dei due ragazzi si confondono ai suoi gemiti, che spettacolo!!! Mi unisco a loro giochiamo con lei in tre, mi alterno a uno dei due cazzi, è molto bello ed eccitante per tutti. Sento di amarla più di prima, sono estasiato felice per l'enorme quantità di emozioni che avevo potuto vivere guardandola. Spero presto mi chieda di ripetere l'esperienza magari aumentando il numero dei singoli. Racconto vero scritto da ALEX mio marito
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Freya07,
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