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Un appuntamento trasgressivo – terzo episodio
L’amicizia con Roberto e Nicoletta continuò dopo quel primo incontro per molto tempo. Poteva capitare di passare il pomeriggio e/o la notte in loro compagnia. In una delle diverse occasioni di incontri, dopo aver passato il pomeriggio e tutta la sera insieme, esausti per la lunga maratona di sesso, ci eravamo addormentati tutti e tre sul grande letto. La mattina successiva, all’improvviso, una piacevole sensazione si diffonde nel mio corpo mentre mi risveglio lentamente dalla fase di sonno profondo. Il mio pene è duro come una roccia. "Che succede? Che ore sono?" penso ancora assonnato nella mia mente. Guardo alla mia sinistra e vedo Nicoletta che giace nuda accanto a me. Alla mia destra, vedo Roberto inginocchiato tra le mie gambe che mi sta succhiando il cazzo duro e geme compiaciuto. Il sole splende e illumina la stanza attraverso la tenda semiaperta e i miei occhi si girano di riflesso verso l'orologio. Dico stizzito a voce alta: "Cazzo è tardi, ho dormito troppo, sono già le 7:30, a quest'ora dovrei essere già in viaggio per l’ufficio". Come se fossi stato morso da una tarantola, scrollo di dosso Roberto completamente stupito e, in preda al panico, mi infilo frettolosamente i vestiti. Chiedo scusa a Roberto e Nicoletta dicendo loro: “Devo andare via immediatamente sono molto in ritardo.” Lei, per il trambusto da me fatto, ora è sveglia e sta appoggiata alla testiera del letto piuttosto confusa: "Cosa è successo, perché tanta fretta?" dice con un filo di voce, nella confusione e la fretta non sento nemmeno. Una volta rivestito, mi avvio per andare via cercando di spiegare la mia fretta: “Scusate ma è già troppo tardi. Oggi ho una riunione importante a cui non posso mancare, devo scappare.” Arrivato nella sala riunioni, saluto frettolosamente la persona seduta accanto a me dopo aver preso posto. “Ciao Alberto, non ti sei perso niente. Come sai parla molto ma non dice niente di interessante." Leone è un tipo simpatico e rilassato con i suoi modi divertenti. Lo stimo perché pur essendo giovanissimo e alle prime armi è molto competente sul lavoro. Mi guardo intorno, mi rilasso un po’, lascio che la noiosa dissertazione del Direttore prenda il sopravvento. Rifletto sul giorno andato. Mi rivengono in mente tutti i momenti passati con i miei amici, esperienza molto erotica quella della sera precedente ... continuo a scuotere la testa quasi incredulo per la fortuna avuta nel far parte della loro vita sessuale. "Cosa stai pensando, sembri totalmente da un’altra parte?" Mi dice Leone sorridendo. Risposi: "Non sono nelle corde giuste, sono molto distratto questa mattina.” Leone: “Rilassati e stai attento così da evitare problemi con il capo, ti sta guardando da quando sei entrato." "Sì, Leone, giusto, sono solo un po' in confusione oggi." "Ok Alberto," dice e mi mette una mano sul braccio, "se mai hai voglia di chiacchierare, sono un buon ascoltatore." “Grazie, magari qualche volta potremmo andare a bere una birra insieme." "Non c'è di che, Alberto, ma ora è meglio tornare dal nostro noioso dottor Bla Bla Bla." Nella tarda mattinata, la riunione volge al termine, il Direttore distribuisce ancora alcuni documenti e ci chiede di leggerli attentamente. Tutti i partecipanti dopo i suoi tortuosi monologhi hanno abbandonato la sala delle riunioni e si sono avviati alle loro rispettive stanze. Leone mi saluta con una stretta di mano e dice: "Ciao, Alberto, spero che tu possa rilassarti un po’ dopo tutte queste stupide chiacchiere." Risposi: "Cercherò di distrarmi un po'. Ci vediamo." La sera, uscendo dal lavoro prendo un taxi, voglio tornare al più presto per rivedere i miei amici che avevo abbandonato senza una vera spiegazione. Era già sera tardi, dopo una giornata faticosa, non avevo voglia di chiudermi a casa e andare da Nicoletta e Roberto immaginavo sarebbe stato molto più piacevole. La massiccia porta di legno si apre e Roberto mi saluta con un veloce bacio sulla guancia: "Entra, Alberto." mi accoglie e mi fa entrare nella grande sala, "Prima di tutto, siediti e rilassati. Vuoi qualcosa da bere? Come è andata oggi? " «Con piacere, Roberto, se hai una birra fredda la bevo volentieri. Oggi sono piuttosto annoiato, una giornata come questa richiede un certo livello di sopportazione che non ho più. Dov'è Nicoletta? Volevo scusarmi anche con lei per questa mattina, sono scappato via senza una adeguata spiegazione." "La mia Nicoletta si è presa una pausa, questo pomeriggio è partita con la sua amica Teresa per il fine settimana benessere in una Hotel con Spa. Ha detto che dovremmo prenderci cura di noi da soli per questi due giorni." Roberto sorride compiaciuto. Nella mia mente passano diversi pensieri: “Probabilmente aveva voglia di concedersi un momento per sé stessa. Le sue vibrazioni erotiche mi mancheranno.” Penso anche che abbia voluto togliersi di mezzo per lasciare campo aperto a Roberto. Lui, quasi per giustificare Nicoletta, disse: “Come sai, entrambi abbiamo un rapporto molto aperto e onesto l'uno con l'altro. Ognuno di noi asseconda l'altro nelle sue scappatelle." Pensando a Nicoletta con la sua amica, il mio piccolo si è svegliato tra i pantaloni e preme pesantemente contro il tessuto: "Wow, Roberto, è molto bello quello che dici, quindi vi raccontate tutto sulle vostre relazione di sesso non avute insieme?" E lui: “Si, certamente, in fondo è solo desiderio fisico di sesso sfrenato e indecente, desiderio del cazzo di qualcun altro, di un corpo attraente di una donna che ti desidera senza inibizioni. Questo non ha niente in comune con l'amore, noi ci amiamo incondizionatamente.” Poi. Continuando, disse: “Se ti va, puoi restare qui con me in questi giorni." Risposi: “Per me è ok, mi piacerebbe molto. Dovrei farmi una doccia prima di andare a letto, oggi è stata veramente dura come giornata. Hai degli asciugamani per me?" "Certo, ne troverai un po' nel bagno sullo scaffale all'angolo." In bagno mi tolgo i vestiti, il mio cazzo sussulta mentre mi levo i boxer e mi infilo nell’ampio piatto doccia ed inizio a insaponarmi generosamente. Ne ero quasi sicuro, quando la porta della cabina si aprì e Roberto si presentò dietro di me nudo, non rimasi sorpreso. Lui chiese lascivamente se potesse entrare. Senza nemmeno aspettare la mia risposta, iniziò a massaggiare la schiuma sulle mie spalle. Mi manipolava delicatamente il collo e la schiena e poi, spostando le sue mani calde, anche il petto. Sentivo il suo grosso pene rigido che si spingeva tra le mie natiche e le sue mani che si muovevano verso il basso, accarezzando il mio corpo. Tenevo le braccia appoggiate alla parete e inarcavo la schiena e spingevo il sedere verso di lui, allargando un po' di più le gambe. Un brivido piacevole mi prese quando raggiunse l'interno delle mie cosce e poi mise una mano sulle mie palle e l'altra avvolse il cazzo ormai duro come una roccia. Molto lentamente e con delicatezza, Roberto tirò indietro il mio prepuzio e mi accarezzò il frenulo con il dito. Di seguito, la mia verga viene energicamente accarezzata dalla sua mano. Senza liberare la mia asta dalle sue mani, Roberto si rannicchia dietro di me. Mi viene la pelle d'oca mentre lecca delicatamente il mio culo, partendo dalla parte posteriore, che copre di baci caldi, fino alla base del sedere, e danza intorno tamponandola con la sua lingua appuntita. Forti emozioni mi travolgono, cedo ai miei bisogni animaleschi, Roberto fa di tutto per farmi impazzire. La sua lingua si insinua profondamente tra le mie natiche. Il mio pre-sperma inumidisce il mio glande, Roberto lo raccoglie e lo strofina con piacere sul mio cazzo, io gemo di lussuria mentre cerca di trovare la mia apertura posteriore con la lingua: “Uhmmm … auchhhh … bellissimo mi fai morire.” Dico con la voce rotta dall’emozione. All'improvviso l'ha fatto, la punta della sua lingua è rimasta bloccata nel mio retto. Il suo piccolo sostituto del cazzo mi scopa devotamente nella mia fessura e cerca di spingermi sempre più in profondità, intuitivamente mi allungo un po' più verso di lui. Un orgasmo fenomenale si sta preparando: “Vengo … vengo … vengooooo!” Il "punto di non ritorno" è stato superato, le mie grosse palle si induriscono ancora un po' e lo sperma inesorabilmente risale verso l'alto. Comincio a urlare forte e lo riverso nella sua mano che mi masturba, il mio cazzo schizza lo sperma violentemente. Lui riesce a prenderne una parte, il resto schizza sulla parete e scorre lentamente verso il piatto della doccia. Dopo un violento orgasmo il mio cazzo si calma lentamente, pulsa solo leggermente nella sua mano, Roberto masturbandomi fa uscire ancora qualche goccia di seme che sta perdendo la sua durezza. Mi ha completamente prosciugato, crollo debolmente contro la parete. Si porta alla bocca lo sperma che ha in mano e se lo lecca dalle dita con abbandono. “Alberto, sei un po' più rilassato di prima?" mi chiede Roberto con la bocca ricoperta di sperma. Sorride soddisfatto mentre si mette in bocca l’ultima goccia. "Andiamo a letto, penso che adesso potrai dormire bene e ricaricare le batterie per domani." Così facemmo, senza perdere tempo andammo a dormire nel grande letto. La mattina dopo, quando mi sveglio, Roberto sta coccolato dietro di me, mi divincolo dalle sue braccia nel modo più discreto possibile e vado in bagno per fare una doccia veloce, lavarmi i denti e pettinarmi i capelli. Al ritorno nella stanza da letto, do a Roberto un piccolo bacio sulla guancia, anche lui adesso è sveglio e mi dice: "Mi è piaciuto molto ieri sera." "Ci penso io a te oggi." gli sorrido. Fin dal primo incontro con Roberto sapevamo entrambi che eravamo destinati a fare del sesso insieme. Come diceva sempre Nicoletta, Roberto ha sempre desiderato l'avventura e la spontaneità nei rapporti con il proprio sesso. Questi due giorni insieme sarebbero stati l’occasione perfetta per lasciarsi andare. Io ero sempre lo stesso con cui aveva fatto sesso insieme a Nicoletta. Stavamo godendo dell'atmosfera dopo il risveglio e una sana doccia. Facevamo colazione quando mi sono avvicinato a lui e ho sussurrato: "Andiamo,” prendendogli la mano “ritorniamo in stanza da letto." Roberto sentì un brivido elettrico scorrergli nella schiena mentre io lo trascinavo verso il corridoio che conduceva al letto. Una volta dentro, l'atmosfera cambiò, l'aria era allo stesso tempo carica e intima, e le ondate di emozione che si riversavano tra noi erano fitte. Le sue mani tremavano leggermente mentre mi toglieva la maglietta. Roberto non riusciva a distogliere lo sguardo dal mio corpo. Anche lui si tolse tutto, e presto le nostre labbra si unirono mentre ci godevamo la libertà dello stare soli. Mi tolse i boxer, svelando la mia erezione gonfia e pulsante. Roberto si inginocchiò e fece scivolare la mia verga nella sua bocca, gli occhi chiusi per il piacere mentre il calore inondava i suoi sensi. Le sue mani correvano su e giù per il mio corpo mentre gemevo di piacere. Roberto si stava godendo ogni secondo, ma voleva di più. Si allontanò, con la faccia arrossata e gli occhi scintillanti. Io sorrisi, presi la bottiglia di lubrificante e cominciai a distribuirlo sul mio pene. La vista del movimento per ungermi la verga era troppo per Roberto. I suoi occhi mi mangiavano avidamente mentre si preparava al piacere. Io sorrisi di nuovo, e ben presto ci siamo posizionati sul bordo del letto. Scivolai lentamente dentro Roberto che giaceva supino sul letto, con le gambe spalancate e il bacino ben alzato per mettere in mostra il suo bel buco del culo. Posizione che permetteva ai nostri due corpi di potersi accoppiare facilmente e consentire agevoli movimenti tra di loro. Roberto sussultò e gemette mentre gli riempivo il culo: “Si … si …. mi piace averti dentro … si scopami in profondità, fottimi senza fermarti, fammi godere.” Io mi assicurai di mantenere il ritmo lento e stuzzicante. La nostra passione cresceva ad ogni spinta e Roberto mi avvolse le gambe attorno, stringendomi a sé ed emettendo gemiti intensi mentre il suo piacere aumentava. Sentì i suoi muscoli tendersi mentre spingevo, percepivo che era vicino al limite del piacere mentre tenevo il passo costante con un ritmo veemente. Alla fine, le ondate di piacere divennero troppe e Roberto ed io ci lasciammo andare entrambi in una beata liberazione, gridando insieme in una perfetta unità di passione scaricammo il nostro seme, io dentro di lui e lui sul mio ventre. Rimanemmo insieme, in quella posizione, per qualche secondo ancora dopo l’eiaculazione. Era stata una scopata piena di passione e intensità, sapevamo entrambi che quella non sarebbe stata l’ultima. Dopo ci ricomponemmo, ci siamo rivestiti e, quella mattinata la passammo facendo una lunga passeggiata rigeneratrice. Rientrati a casa, Roberto disse: “Ora prepariamo qualcosa per pranzo. Non sono molto capace, ma ci sono delle pizze surgelate in frigo, le infiliamo nel forno caldo, ti va?" Accennai con la testa un sì e preparammo le pizze. Mangiammo in silenzio, la pizza surgelata non è proprio il massimo. A fine pasto, dopo una bella birra fredda, Roberto disse: «Ci sediamo in salotto a bere un amaro?” Io gli risposi: "Prima mi faccio una doccia veloce, poi vengo da te." Ho deciso di viziarlo oggi e ovviamente di compiacermi del suo corpo sexy... Torno dal bagno indossando solo un paio di boxer, il mio pene è già semi duro. Roberto, ancora vestito, mi sorride compiaciuto: "Vuoi sederti accanto a me?" Senza dire una parola, mi siedo. Lui aveva preparato due bicchieri di amaro. L’alcol sicuramente alleggerisce l'atmosfera e mi aiuta a rilassarmi ancora di più, deciso, lo spingo orizzontalmente, non senza togliergli il bicchiere di liquore dalla mano. Non c'è segno che voglia difendersi dalla mia azione. Lo afferro sotto la cintura dei pantaloni. Lui solleva il suo dolce culetto per consentirmi di toglierlo. Oggi indossa dei boxer e la mia mano lo accarezza lungo i contorni del suo enorme cazzo semirigido. La sua reazione è evidente, la verga si muove verso di me irrigidendosi. Le mie dita scivolano nell'ampia apertura della gamba. Accarezzo le sue grosse palle. Basta una leggera pressione per suscitargli il primo gemito. Con entrambe le mani sfilo i boxer di Roberto, il suo cazzo ormai rigido, si mostra in tutta la sua grande figura allungandosi con forza verso di me. Gli dico: “Roberto, dovrai raderti? I peli stanno già crescendo sul tuo ventre. Sono bravo nel radere." La proposta erotica viene accolta con favore da Roberto. Senza attendere oltre, scompaio nel bagno per prendere gli utensili necessari. Schiuma da barba, rasoio, acqua calda e un grande lenzuolo dalla sua camera da letto. Lo faccio sdraiare sul lenzuolo e gli strofino il cazzo compreso lo scroto e il buco del culo con la schiuma da barba. Dopo aver cosparso tutte le sue arti intime di schiuma, gli sollevo con le dita il cazzo eccitato per arrivare con attenzione a tutti i peli fastidiosi, sto molto attento nei movimenti poiché questa regione è estremamente sensibile. Con le mani gli allargo le gambe in modo che possa arrivare ai lati dei suoi testicoli. Lo strofino delicatamente sul glande e sul frenulo. Questa sensazione lo fa gemere profondamente e insistentemente, il suo ventre si muove verso di me tanto che devo stare attento con il rasoio per non ferirlo. "Roberto, per favore, metti i piedi sul divano." Gli dico. Lascio che il cazzo pulsante mi scivoli via dalle dita per poter accedere meglio al suo bel buco del culo. Con una mano libero questa regione sensibile da tutti i peli. Lo faccio aprendo la fessura con due dita per avere un migliore accesso con il rasoio bagnato. Lo sciacquo con spugnate di acqua tiepida e lo tampono con l’asciugamani. Lascio scorrere generosamente la mia saliva sul piccolo foro e lo massaggio delicatamente. L'indice bagnato comincia a girare intorno al buco e mi muovo lentamente. Roberto urla dal piacere, era molto eccitato non riesce più a controllare il suo orgasmo e, senza alcun preavviso, mi schizza in faccia un fiotto di sperma. Il primo getto mi colpisce l'occhio e poi la punta del naso. Istintivamente mi tuffo sul suo cazzo eiaculante, lo infilo in profondità nella mia bocca dove può finalmente sfogarsi. Il glande di Roberto si contrae ancora un po' e secerne le ultime gocce, che raccolgo sulla lingua. La mia bocca con il suo sperma caldo dentro scivola sulla sua asta dura altre volte prima di ingoiare il suo carico. La tensione che aveva avuto Roberto per tutto il tempo della rasatura crolla, lui è profondamente soddisfatto. "Il tuo sperma ha un sapore delizioso," sorrido a Roberto mentre rilascio dalla mia bocca il suo pene sempre più rimpicciolito, non senza prima spremere un'ultima goccia dal glande e succhiarlo con piacere. Lo ripulisco con l’asciugamano. Bevo un piccolo sorso dal bicchiere di amaro. "Il mio dessert" gli sorrido lascivamente. “Wow Alberto, è stata pura follia, grazie, grazie, grazie per questa fantastica esperienza. Sei un vero talento naturale, non avevo mai sperimentato un orgasmo così intenso senza una vera penetrazione ma solo con un gioco sensuale." "Non ho ancora finito con te. Ora ti voglio scopare ben bene!" Roberto non si sforza minimamente quando lo spingo sulla pancia in modo dominante. Ora giace prono completamente nudo davanti ai miei occhi eccitati. Comincio a massaggiare delicatamente le spalle di Roberto e la base del collo. Conquisto la sua schiena, che si allunga comodamente verso di me. Lui giace davanti ai miei occhi lucenti come una statua. Metto il cuscino spesso sotto la parte inferiore del suo corpo e il suo sedere si solleva e si mostra in tutta la sua bellezza. “Che spettacolo divino!” Le mie mani calde scivolano pazientemente sulle sue natiche. Roberto geme dolcemente tra le sue braccia, che ha messo sotto il viso. Massaggio delicatamente le sue natiche, che si protendono così teneramente e con desiderio verso di me. Contrariamente alle sue aspettative, ora comincio a massaggiargli i piedi. Roberto si contrae brevemente per la sorpresa, ma rimane pazientemente e in attesa nella sua posizione. Risalgo lentamente l'interno delle sue cosce. Gli allargo le gambe e lui si fa guidare godereccio. Il mio glande in attesa rilascia tonnellate di goccioline, la mia cappella è completamente bagnata dal pre-sperma. Accarezzo teneramente i suoi testicoli sodi e glabri e allargo leggermente le sue natiche con entrambe le mani. La sua dolce apertura giace indifesa davanti a me e per un attimo mi godo questo spettacolo fantastico. Roberto si offre a me con sottomissione, pieno di fiducia e di aspettativa sfrenata. Penso: “Desideri il mio cazzo duro? Sono qui per dartelo!” Le mie mani allargano il suo sedere un po' di più, il suo foro aperto si contrae mentre lascio che la mia saliva vi scorra sopra. Uno spettacolo pazzesco, sto muovendomi speditamente con lussuria. Ancora una volta ho lasciato scorrere lo sputo sul buchetto. Voglio sentirlo, assaporarlo, la mia lingua si infila nel suo culo e lecca dolcemente la sua rosetta affinché possa accogliermi meglio. Con immensa pazienza la punta della lingua penetra e lecca avidamente tutto. Torno indietro. Con l'indice bagnato traccio una scia calda dall'estremità dei suoi testicoli fino al retto che si contrae selvaggiamente. Probabilmente la regione più sensibile di ogni uomo. Roberto geme ad alta voce mentre il mio indice bagnato entra lentamente nel suo culo e supera l'anello con leggera resistenza. Lascio che il dito ricurvo circoli dolcemente dentro di lui. Il suo sedere si solleva improvvisamente verso il mio indice, i suoi gemiti diventano più forti, più selvaggi, i suoi movimenti diventano più impulsivi. Il secondo dito nel suo culo lo fa esplodere, Roberto urla di piacere e improvvisamente rilascia i suoi umori sul lenzuolo. Lui ha le contrazioni, urla, sussulta. Tende ritmicamente tutti i suoi muscoli, le mie dita sono letteralmente intrappolate nel suo culo, che stringe ritmicamente nella follia del suo fenomenale orgasmo. Il suo culetto si muove e si agita dal piacere. La tensione lentamente si attenua e Roberto si lascia cadere quasi in trans sul cuscino. Voglio usare il mio pene gocciolante per raggiungere finalmente l’orgasmo. Non ho bisogno di lubrificante per la sua penetrazione, poiché le mie abbondanti quantità di saliva sul suo dolce buco e il precum sul mio glande forniscono la lubrificazione necessaria. Al primo tentativo il mio glande riesce a superare l'anello interno del suo buco. Che sensazione. Il caldo culo di Roberto lo avvolge. Il mio cazzo è al settimo cielo. Mi spingo avanti millimetro per millimetro, il mio pene sembra stretto in una morsa viscida. Roberto ha una corporatura perfetta e un culo bellissimo. Senza alcuna ulteriore resistenza significativa penetro fino a far battere le mie palle, il culo di Roberto mi accoglie sottomesso e si spinge con veemenza verso di me. "Alberto fottimi, fottimi, fotti il tuo Roberto, io appartengo a te..." urla nel cuscino sotto di lui. Un'immagine pazzesca, il suo culo stretto proteso verso di me, il mio cazzo incastrato dentro di lui fino in fondo alla radice. Lo lascio per un momento fermo dentro di lui, poi incomincio a penetrarlo ritmicamente con forza. Devo rallentare i movimenti, altrimenti verrei subito, era troppo eccitante la situazione. Lui: "Alberto, fottimi il culo, fottimi la testa ... prendimi con forza … lo voglio tutto dentro!" Con colpi lenti e profondi penetro nel suo culo, massaggiando leggermente le sue natiche divine che si protendono verso di me ad ogni spinta. I miei sensi si immergono in una dimensione strana, la mia mente vaga oltre, infilo interamente il mio cazzo dentro di lui e mi ritorna in mente la sua dolce metà che non c’è oggi. Sento i miei testicoli contrarsi forte, il mio sperma vuole essere rilasciato con forza bruta nel suo culo. Afferro le natiche di Roberto in modo quasi brutale e inizia a pompare con maggiore vigore, sono pronto per venire. Un'infinita soddisfazione personale mi travolge mentre inondo Roberto con il mio sperma caldo. Colpo dopo colpo, il mio cazzo esplode e si svuota nel suo culo. Mugolando, Roberto si spinge sulla sua verga schiacciata sul lenzuolo sotto di lui. Rimango esausto sulla sua schiena per quella che sembra un'eternità, il cazzo ricoperto di sperma ha perso la sua durezza e sta uscendo dal sedere di Roberto. Completamente spossato, mi giro sulla schiena per allungarmi sul lenzuolo. Roberto si rannicchia contro il mio addome e prende amorevolmente il mio piccolo in bocca. Con invidiabile devozione libera il mio cazzo dai residui della nostra scopata. La bottiglia di amaro è ancora lì, accanto a noi, Roberto succhia il mio cazzo inerte e io mi verso e bevo un sorso di liquore. Roberto continuava a succhiarmi amorevolmente il cazzo. Allargo le gambe per facilitare il suo lavoro e lo lascio fare. Il mio pene rialza la testa in aria compiaciuto dalla bocca calda che lo stimola. "Hmmm, delizioso." mormora mentre prende il mio cazzo sempre più in profondità, fino alla radice e continua dicendo: "Posso succhiarti di nuovo?" I suoi grandi occhi mi guardano dal basso. Roberto lascia scorrere tonnellate di saliva sul mio cazzo ormai di nuovo duro, lui sa che mi piace particolarmente. La sua bocca scivola delicatamente su e giù sul mio tronco. I rumori che ne derivano provocati dal suo sputo mi fanno ribollire. Le mie mani si posizionano sulla sua nuca e lo avviano al ritmo che mi fa godere di più. Intuitivamente premo profondamente la sua testolina sul mio tubo e questa gli affonda in gola con uno schiocco. Roberto ansima, ha le lacrime agli occhi quando lo rilascio indietro. Per la gioia, o semplicemente ero troppo in gola? I suoi occhi avidi e vitrei mi dicono che vuole di più. Ancora e ancora metto la sua bocca bagnata sulla mia verga pulsante, che è già sul punto di scoppiare di nuovo. Roberto annuisce leggermente, indicando che lo vuole profondamente. Entrambe le mani gli artigliano la testa e lo tirano su di me, il mio glande pulsante preme in modo dominante nella sua gola e in pochi secondi esplodo. Spinta dopo spinta, pompo il mio carico di sperma nella bocca di Roberto. Lui ha un forte conato di vomito per quanto la sua situazione lo consente e vuole liberarsi dalla mia dura presa. Dopo quella che sembra un'eternità, gli libero la testa dalle mani e lui cade di lato, completamente esausto. Saliva mescolato al mio sperma escono dalla sua bocca aperta e malconcia. Roberto sussulta con veemenza, i suoi occhi sono socchiusi. Si sta lentamente riprendendo dalla mia scopata in gola. “Oh, cavolo Alberto, penso che sia stato il pompino più brutale ma anche più hot della mia vita! Voglio che questo sogno non finisca qui ora." Accarezzo la sua dolce testolina in modo quasi comprensivo. "Ho bisogno della tua mano che mi guidi, puoi usarmi come una troia, come la tua puttana ogni volta che ne hai voglia, Alberto." Il mio cazzo semiduro, adagiato di lato, è ancora viscido e bagnato. Con l’indice raccolgo i residui appiccicosi delle nostre secrezioni e glieli porto alla bocca. Roberto mi guarda con i suoi occhi azzurri di profonda devozione e li lecca con entusiasmo. "Grazie, Alberto," esce dalla sua bocca, mentre dalla sua posizione sottomessa mi guarda profondamente e infinitamente grato. All’improvviso, senza nessun preavviso, si aprì la porta dell’ingresso ed entrarono Nicoletta e Teresa. Nicoletta disse: “Carissimi come va? Noi non ci siamo trovati bene nell’hotel e abbiamo deciso di ritornare in città. Voi cosa avete fatto?” poi vedendoci continua “Oh cazzo, lo vedo cosa avete combinato!!! Ve la state spassando alla grande coppia di porconi.” Risponde Roberto: “Oltre quello che vedi, non abbiamo fatto nulla di particolare, questa mattina siamo andati un po’ in giro a fare due passi e poi siamo rientrati a casa. Di pomeriggio abbiamo fatto, come vedi, del gran sesso. E voi?” Rispose Teresa: “Anche noi ci siamo date da fare, abbiamo fatto molto sesso!” Non era la prima volta che Nicoletta portava a casa una sua amica “particolare”. Teresa era poi una vecchia conoscenza di Roberto, tante volte era stata ospite loro. Si può dire che erano molto in intimità. Si comprese quanto fossero amici quando Roberto la salutò. Infatti, dopo essersi avvicinato, prese il suo viso tra le mani e la baciò sulla bocca come se fossero amanti, e disse: "Cavolo, sei bellissima, sei veramente in forma, una gran bella figa." Nicoletta sorrise all’uscita del suo compagno. Teresa, senza nessun indugio, rispose al suo bacio avvolgendo le sue braccia sul suo corpo nudo, si abbracciarono l'un l'altro e lasciarono che le loro mani vagassero liberamente l'una sull’altra. Mentre si baciavano ed esploravano a vicenda, Nicoletta disse: “Lui è Alberto, un nostro caro amico.” Teresa si voltò verso di me e con un grande sorriso disse: “Piacere di fare la tua conoscenza. Nicoletta mi ha parlato molto di te. Ora posso affermare compiutamente di conoscerti meglio.” Poi sorride maliziosamente vedendomi completamente nudo. Io risposi con un grande sorriso e con un classico: “Il piacere e mio.” Poi aggiunsi, “Anch’io ho sentito parlare di te da Roberto e Nicoletta, spero di poter approfondire oggi la tua conoscenza.” E lei: “Sicuramente, oggi sarà il giorno giusto per conoscerci meglio.” Alle sue spalle c’era Nicoletta che iniziò scherzosamente a strofinare il suo ventre teso contro la sua amica. Si comprendeva da quel piccolo movimento cosa intendessero alludere Nicoletta e Teresa … la giornata si stava prospettando in modo molto interessante … ma questa è un’altra storia…..
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2 anni fa
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Varie
Mi fa scopare dal collega superdotato.
Mi chiamo Stefania e sono sposata da sei anni con Luca, dopo due di fidanzamento. Sono alta 1,70, mora, occhi scuri, bocca ampia e labbra carnose, una buona terza di seno ed un bel culo a mandolino, che attira tante attenzioni. Luca è un marito fantastico. Ha un bel fisico che cura molto, facendo sport, in particolare il padel: sport che pratica assieme a tre suoi colleghi di lavoro, Diego, Claudio e Fabio. Sessualmente parlando, ha una discreta dotazione, diciamo un po’ sopra la media, ma niente di particolare. La cosa che lo rende speciale è il fatto che, a letto, è un gran porco! Quando ci siamo messi insieme, avevamo già fatto le nostre esperienze e, fin da subito, il sesso è stato un elemento base per la nostra unione. Con lui mi sento libera di esprimere le mie fantasie e lui mi asseconda in tutto. Lui stesso è un grande scopatore, instancabile e fantasioso. Gli piace farmi vivere delle fantasie e, per realizzarle, si è procurato un invitante vibratore che ci fa compagnia nelle nostre scopate. Luca mi scopa nel culo col suo cazzo durissimo, mentre col vibro mi sfonda la fica ed io godo come una maialina. Una sera, mentre eravamo a letto, intenti ad eccitarci per una ennesima scopata, lui mi ha fatto una domanda che mi ha colto impreparata. «Che ne diresti se, al posto del vibratore, ci fosse un cazzo vero? Un maschio molto dotato che te la sfondi tutta?» Resto di sasso, lo guardo negli occhi e prendo atto che sta dicendo sul serio. «Sì… cioè io... sì, mi piacerebbe, ma non saprei con chi farlo. Non credo sia così facile trovar qualcuno e, per di più, super dotato.» Lui sorride e mi racconta che la sera prima, mentre faceva la doccia nel nuovo impianto sportivo riservato al padel, ha potuto notare che due suoi amici, Diego e Claudio, sono ben messi, ma il super dotato è Fabio. A suo dire, avrebbe un cazzone enorme. «Sono sicuro che, eretto, supera i venticinque centimetri, con uno spessore di non meno conto.» Mentre parla, mi penetra e continua ad elogiare le doti equine del cazzo del collega ed io mi vedo simile ad una cagna in calore, che gode nel sentirsi esortata a realizzare quella sua certa idea. «Prova ad immaginare di averlo nel culo, mentre io ti scopo!» Chiudo gli occhi e immagino quel bastone dentro di me, mentre mi infila il vibro nel culo. Sbrodolo immediatamente e godo in maniera così repentina da restarne stupita io stessa. Lui se ne compiace e mi dice che, se intendo provare questa esperienza, lui è pronto ad assecondarmi: vorrebbe invitare Fabio una sera a cena da noi. Mi sento molto eccitata all'idea e la sera, quando Fabio arriva, mi trova ancora molto indecisa. Luca mi ha fatto indossare un tubino molto leggero che lascia poco all’immaginazione. «Complimenti, Luca! Tua moglie è proprio una bella donna!» I suoi complimenti sortiscono l'effetto di farmi rilassare. Ceniamo e ci divertiamo tra battute e doppi sensi, che si fanno sempre più spinti, anche grazie a qualche bicchiere di vino, che lentamente scioglie i freni inibitori. Avverto sempre più spesso lo sguardo di Fabio indugiare sul mio corpo; naturalmente la cosa mi eccita. Finito di cenare, ci spostiamo sul divano e, mentre mi avvicino per offrir loro il caffè, Luca mi mette una mano sul culo. Fabio guarda, sorride e, senza scomporsi, fa una battutina un po’ spinta. «Un bel culo così, lo accarezzerei anch’io!» Luca mi guarda, io sorrido e ribatto. «Se vuoi, puoi accomodarti!» Mi giro verso Luca ed offro il mio culetto alle attenzioni di Fabio, che gradisce e subito fa scomparire ogni remora. Così, mentre Fabio mi tocca il culo, mio marito mi massaggia le tette. Poi la mano di Fabio scende sotto il vestito e si trova a verificare che non indosso l’intimo. Mi squadra da capo a piedi compiaciuto, ed io mi eccito ancor di più. «Accidenti! Ma questa porcellina è nuda sotto! Che troia! Fantastica! Luca sei davvero molto fortunato!» Senza nessun indugio, inizia a masturbarmi la figa, ormai ridotta ad un lago di umori. Luca si apre i pantaloni e mi trovo il cazzo di mio marito davanti al viso. È eccitatissimo! Intanto Fabio, mentre con una mano mi continua a massaggiare la figa, si apre i pantaloni a sua volta e, quando Luca mi fa girare, mi trovo davanti al viso il tanto decantato palo di carne del collega. È davvero un cazzo enorme! Fabio è in piedi, mi fa inginocchiare e me lo pianta in bocca. Io mi metto d'impegno a succhiare quel bastone che sembrava lievitare sempre più nella mia bocca; era diventato il doppio di quello di Luca. La cappella a mala pena riusciva a passare tra le mie labbra. Fabio mi ha fatto i complimenti e poi si è rivolto a Luca. «Sei davvero un'esperta succhiacazzi! Luca, quando mi hai invitato a cena, avevo immaginato che tua moglie volesse il mio cazzo. È accaduta la stessa cosa con la compagna di Claudio, la scorsa settimana; anche lei ha gradito la mia super minchia! Dai, bella troia, succhia che dopo ti sfondo e potrai vedere quanto lui ne sarà contento!» Naturalmente io succhiavo con dedizione, senza fermarmi. Luca ha suggerito di spostarci in camera e subito ci siamo spogliati; solo allora ho potuto constatare che Fabio era un bell’esemplare di maschio, dal fisico scolpito e dal cazzo davvero super. Luca mi ha subito infilato il cazzo dentro la fica, mentre io continuavo a gustarmi il sapore di Fabio in bocca. Ho avuto un rapido orgasmo e poi si son dati il cambio. Mi ha fatto distendere supina, ho spalancato le cosce e lui ha appoggiato la grossa cappella fra le labbra della mia ostrica, già fradicia di succhi e, lentamente, ha affondato quel paolo tutto dentro di me. Al sentirlo entrare è stato come esser sverginata per la seconda volta. L’ho sentito penetrare tutto dentro, fin in fondo. Mi ha dilatato con impegno e subito ho iniziato a godere. Mi sbatteva come un toro scatenato. Ho raggiunto un altro orgasmo, che ho urlato sfilandomi il cazzo di Luca dalla bocca. «Vengo! Sì, dai che vengo! Godo! Mi fai impazzire! Dai, ancora, continua!» Naturalmente non si è fermato. Mi ha sollevato le gambe in alto, ha fatto spostare Luca che mi guardava estasiato e poi ha preso a sfondarmi con colpi tremendi, che mi hanno procurato altri tre orgasmi in rapida successione. Poi abbiamo cambiato posizione. Mi ha preso da dietro. Ha infilato la sua poderosa verga tutta dentro ed io ho inarcato la schiena per reggere l’impatto. Mi son sentita quel palo tutto dentro in tutta la sua innaturale lunghezza. Mi ha afferrato per i fianchi ed ha iniziato a pomparmi, mentre mi assestava delle potenti sculacciate sulle chiappe, acuendo il mio piacere. «Vacca, ti sfondo! Guarda, Luca, come si monta una vacca come lei! Questa il cazzo lo adora e, stai sicuro che, questa sera, ne avrà una bella razione! Ora però voglio farle anche il culo!» Ho subito avvertito un brivido che era un misto di paura/piacere nel pensare di ritrovarmi con quella trave nel culo, ma devo ammettere che desideravo provarla anche lì. Mi ha fatto provare un ennesimo orgasmo, poi ha puntato la cappella durissima al mio buchetto e, con fatica, mi ha infilato tutta l'asta, fino in fondo. Ho sentito il suo corpo aderire al mio ed ho realizzato di averlo ospitato tutto nel mio culo. «Piano! Ti prego, fa piano! Mi piace, dai muoviti, ma piano!» All’inizio era doloroso, ma, dopo le prime pompate, ho iniziato a godere intensamente, mentre succhiavo il cornuto di mio marito. Mi sembrava di esser impalata. Lo sentivo nello stomaco ed ho iniziato a godere anche così. «Sì, dai! Godo! Accidenti: mi fai godere di culo? Dai, che vengo!» Ero sconvolta! Mai avevo avuto una simile esperienza e stavo realmente andando ai pazzi, da quanto mi piaceva. Dopo l’ennesimo orgasmo, Fabio ha chiesto a Luca di sdraiarsi supino, mi ha fatto impalare sul suo cazzo dandogli le spalle. Sentire il suo cazzetto nel culo, dopo che lo aveva ben dilatato Fabio, mi ha quasi fatto sorridere, poi Fabio mi ha infilato davanti ed ha preso a pomparmi come un pazzo. Ero sconvolta dal piacere e, in delirio, lo incitavo. «Sì, dai, più forte! Dai, spingi… spingi non ti fermare! Spaccami tutta!» Travolta dal piacere che mi trasmettevano quei due cazzi dentro di me, godevo come una forsennata, senza soluzione di continuità. Forse la forte eccitazione, oppure il fatto che mi stava inculando mentre davanti un altro cazzo mi sfondava la fica, proprio come avevamo fantasticato tante volte, ha fatto sì che Luca mi sborrasse nel culo. Mi ha riempito di sborra, per poi sentirlo diventar moscio. Si è sfilato e mi ha lasciato fra le braccia di Fabio, che sembrava un toro infuriato; non perdeva un colpo. Ha continuato a montarmi con quel cazzone durissimo. Lo alternava in ogni buco, cambiando foro non appena ne godevo. Poi, alla fine, anche lui mi ha sbarrato dentro. Quando si è sentito prossimo alla schizzata, mi ha guardato e chiesto: «Dove la vuoi?» Io gli ho sorriso e l’ho esortato ad inondarmi il ventre. «Dai, vieni! Sborrami dentro! Sei un toro stupendo e ti voglio tutto dentro!» Mi ha fatto godere di nuovo e poi ha urlato il suo piacere, mentre mi farciva con tutta la sua crema bollente. «Eccomi, troia! Sborro! Ti vengo dentro!» Un attimo dopo, avevo la fica tutta piena della sua sborra. L’ho lasciato svuotarsi in me, poi l’ho preso in bocca e, prima di leccarlo, mi sono girata verso Luca. «Adesso, cornuto, se vuoi che ti lasci la possibilità di scoparmi ancora, lecca tutta la sua sborra dalla mia fica!» Mentre sentivo la lingua di mio marito che lambiva, succhiandole, le labbra della mia fica farcita dal piacere dell'altro, ho preso quel magnifico palo tutto in bocca. Nonostante avesse appena goduto, era ancore un cazzo di tutto rispetto ed io l’ho omaggiato suggendolo con la mia lingua, per raccogliere fino all’ultima goccia di quel nettare, di cui era ricoperto. Poi Fabio si è rivolto ad entrambi: «Tu sei una troia stupenda. Chiavarti è stato, oltre che un onore, un vero piacere e, quanto a te, cornuto, non ti lamentare se in seguito lei ne vorrà ancora, perché è questo il risultato che si ottiene quando si fa provare un cazzo come il mio ad una troia stupenda come tua moglie.» Poi si è rivestito, mi ha salutato, ribadendo che ci saremmo rivisti perché aveva in mentre un certo progetto, che mi vedeva coinvolta. Ora sono in trepidante attesa, perché questa sera Fabio verrà a cena da noi, assieme a due suoi amici che, da quanto mi ha promesso, sono dei veri tori da monta, dotatissimi e Luca vuole ancora provar la gioia di esser trattato da cuckold: gli piace segarsi, mentre ammira la moglie godere alle prese con altri cazzi. Oddio hanno suonato!
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2 anni fa
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Un appuntamento trasgressivo con una coppia– secondo episodio
Dopo quel fantastico incontro avuto con Marco, ho ripensato spesso alle sensazioni provate, alla piacevole complicità avuta con lui. Quella esperienza aveva fatto maturare, dentro di me, una nuova fantasia, figlia di quel giorno. Mi ritrovavo spesso a pensare come sarebbe stato fare sesso con una coppia con entrambi bisex o quantomeno con lui bisex. Immaginando questa nuova situazione e ripensando al sesso fatto con Marco mi diventava duro, evidentemente la situazione mi eccitava molto. Decisi di rientrare nel sito di incontri per iniziare a chattare con coppie con tali caratteristiche. In una di queste mie incursioni sul sito ho accolto un invito a chattare da una coppia dal nome utente "Coppia fantastica bisex ". Nel mio subconscio, credo, che l’idea di fondo fosse: “La prima volta è andata alla grande perché non provare ancora e magari allargare gli orizzonti”. Ero molto curioso e volevo provare. Quindi decisi di mettermi in relazione con questa coppia di possibili amici. Dopo alcune e-mail, ci siamo dati un appuntamento su WhatsUp per parlare un po’ tra di noi. Lo scopo era solo di fare conoscenza e valutare le eventuali affinità. Dopo una breve chiacchierata, loro mi hanno accennato quale fossero le loro intenzioni. Stavano cercando qualcuno che si unisse a loro per fare sesso in totale libertà e divertirsi insieme. Ho messo subito in chiaro che ero nuovo a tali situazioni in quanto stavo ancora esplorando questa mia nuova fantasia sessuale. Ero troppo timoroso per dire che avrei voluto sentire un cazzo duro in bocca perché non ero ancora sicuro se fossi stato in grado realmente di farlo o mi sarei tirato indietro nel momento decisivo. Ma ancora una volta ero così eccitato che ho pensato: “Perché non allentare la tensione. Fai la loro conoscenza … poi si vedrà cosa potrà nascere. Puoi sempre fermare tutto.” Loro mi hanno proposto di incontrarci dal vivo ed io ho accettato ben volentieri. Roberto (la sua compagna si chiamava Nicoletta) durante una lunga conversazione online mi disse: “Perché non ci incontriamo, chiacchieriamo un po’, beviamo qualcosa e poi si vedrà. Se vuoi puoi venire a casa nostra. Non stabiliamo nulla a priori, ma valutiamo la nostra compatibilità. Per noi è possibile anche oggi pomeriggio.” Proposta che io ho accettato molto volentieri. L’appuntamento era ormai preso, quel pomeriggio, visto che abitavamo a poca distanza, mi sono preparato e mi sono avviato verso l’indirizzo indicatomi. Il mio cuore ha iniziato a battere forte mentre mi avvicinavo a casa loro. La distanza era breve, la loro casa era solo a pochi minuti a piedi dalla mia. Pensavo tra me e me lungo il tragitto: "Fanculo, cosa stai facendo … torna indietro. Non posso farlo! Cosa succederà? E se sono delle persone violente?" Poi, per amore della trasgressione e per un certo arrapamento che in quel periodo avevo, ho messo da parte questi pensieri e ho continuato a camminare nella direzione giusta, anche se una certa ansia pervadeva il mio corpo. Prima che me ne rendessi conto, stavo entrando nel vialetto di una bellissima casa con giardinetto. Per calmarmi ho cominciato a fare profondi respiri, il pensiero di andare via era ancora presente nella mia mente. Li avevo già avvisati con un messaggio che ero quasi a casa loro. Arrivato davanti la loro porta di casa, li vedo all’ingresso ad aspettarmi. Penso: “Ora non posso più tornare indietro, vediamo cosa nasce, in fondo tutto può fermarsi a livello di amicizia e nulla più.” Entrando in casa ci scambiamo dei saluti e i soliti convenevoli. Come è ovvio che sia, nell’area serpeggiava un certo imbarazzo. Nicoletta disse: “Carissimo, ben venuto a casa nostra. Siamo molto contenti di averti qui con noi.” Io risposi: “Il piacere è mio, avevo proprio voglia di fare la vostra conoscenza, non vi nascondo che sono molto agitato, credo sia evidentissimo.” Roberto disse: “Non ti preoccupare, è normale essere agitati quando si incontrano persone che non si conoscono bene. In fondo anche noi lo siamo un po’. Abbiamo tutto il tempo che ci serve per fare conoscenza e poi si vedrà cosa potrà nascere tra di noi.” Quelle parole hanno avuto l’effetto di tranquillizzarmi, mi sentivo finalmente un po' più rilassato. Mi hanno fatto accomodare in una grande sala dove erano presenti diversi divani, un pianoforte a muro e dei mobili in stile classico. Il tendaggio era particolarmente curato. La casa era arredata in modo molto singolare, sicuramente realizzata da un esperto di arredamento. Infatti, nella chiacchierata successiva, quando abbiamo approfondito la nostra conoscenza, Nicoletta mi disse che svolgeva la professione di Interior Designer. Roberto, invece, lavorava in una grande azienda di telecomunicazioni come esperto di cybersecurity. Ci siamo seduti in salotto e, per sciogliere un po' la tensione, mi hanno offerto un cocktail che avevano già preparato. La prima cosa che notai è che in presenza erano ancora più interessanti che online. Nicoletta era una donna molto bella, dalla figura snella, con dei seni ben proporzionati. Guardandola da vicino il suo volto era armonioso e con grandi occhi verdi molto profondi. Era vestita con un tubino nero che lasciava intuire le sue sensuali forme. Si poteva intravedere la langery, molto sexy e sicuramente di pizzo nero. Roberto era molto alto e ben strutturato fisicamente, la sua presenza scenica faceva trasparire grande autorevolezza e una sicurezza da far invidia. Dal rigonfiamento dei suoi pantaloni si poteva constatare che, molto probabilmente, aveva un bel pacco lì davanti. Bevevamo e parlavamo di noi, delle nostre amicizie, del nostro lavoro e di tante altre cose, ma non abbiamo toccato, per un lungo periodo, il tasto “sesso”. Probabilmente complice il cocktail alquanto alcolico, all’improvviso senza nessun accenno premonitore, Roberto disse: “Cosa ne pensi di fare del sesso con noi, in fondo è anche per questo che ci siamo incontrati oggi.” Sia io, sia Nicoletta, siamo rimasti per un attimo sorpresi dall’uscita di Roberto, poi lei disse: “Ha ragione, mi pare giusto parlare anche di sesso, in fondo la tensione e l’imbarazzo iniziale si sono dissolti … vero Alberto?” Risposi: “Si è vero, mi sento molto più tranquillo, appena arrivato ero agitato, ve ne siete accorti anche voi. Ora sto bene, non so ancora cosa sarò in grado di fare, ma il desiderio di provare nuove sensazioni e nuove emozioni c’è dentro di me. Poi voi siete delle persone molto belle e seducenti. Quindi se vi va, io ci sto!!!” Roberto, ricollegandosi a quanto detto, aggiunse: “Noi siamo molto trasgressivi, come ti abbiamo accennato online, tutti e due siamo bisex attivi e passivi. Ci piace il sesso in tutte le sue forme. Non abbiamo, pertanto, limiti. Siamo assolutamente contraria alla violenza. Non ci piace e non la pratichiamo né, tanto meno, lo facciamo agli altri.” Risposi: “Ottimo, credo che la base di partenza sia comune. E che tutti e due siete bisex mi intriga ancora di più.” Dopo queste mie parole, loro hanno proposto di trasferirci nella loro camera da letto. La stanza era alla fine di un lungo corridoio. Mi avvio con la consapevolezza che ormai non potevo più tirarmi indietro. La camera da letto era arredata anch’essa in modo molto elegante, vi era un letto king size veramente bello. Appena dentro loro, d’intesa, piano piano, iniziarono a togliermi i vestiti. Prima il maglione, poi la camicia, rimasto a petto nudo Roberto ha iniziato a massaggiarmi le spalle e il petto mentre Nicoletta iniziava a slacciarmi le scarpe e ad aprire la cintura dei pantaloni. Mi sentivo avvolto dalle loro attenzioni, sensazione splendida. Rapidamente rimasi in boxer che con maestria veniva tolto da Nicoletta facendomi rimanere con il cazzo penzolante tra le gambe. Dopo essere rimasto nudo, loro due, iniziarono a spogliarsi l’un l’altro. Li osservavo attentamente, erano una coppia molto bella e molto ben fatta fisicamente. Oltre ad aver intravisto e immaginato sotto il vestito il corpo di Nicoletta, ora lo vedevo nudo. Lei maliziosamente per farsi guardare interamente, fece un lento giro di 360 gradi. Aveva un seno splendido, più grosso di quello che potessi attendermi. Su come una roccia e con l’aureola dei capezzoli molto grande. I capezzoli erano già turgidi e molto consistenti. Le gambe di Nicoletta erano perfette e mettevano in mostra un pube con dei peli ben definiti che lasciavano intravedere le labbra rosa della sua figa e il suo grosso clitoride. Il culo era molto sodo e ben fatto. Nicoletta sicuramente attirava sessualmente qualsiasi uomo o donna. Roberto, una volta denudato da Nicoletta, metteva in mostra il suo bel corpo e, soprattutto il suo enorme cazzo ancora penzolante tra le cosce, aveva le parti intime depilate, comprese le enormi palle. Il suo culo era strepitoso, sodo e molto pronunciato, molte donne lo avrebbero voluto avere così. Lui lo metteva in mostra con molta enfasi. Dopo che si sono spogliati, Roberto mi ha chiesto di distendermi sul letto. Non appena l’ho fatto, ho sentito una fantastica e calda sensazione di velluto attorno al mio cazzo, Nicoletta si stava dando da fare su di me. Rimasi sdraiato con gli occhi quasi chiusi per godermi il fantastico pompino che stavo ricevendo. Nella stanza echeggiavano i rumori prodotti dalla bocca e dalla lingua di Nicoletta. Mentre mi godevo la sua bocca calda e l’intrepida lingua che scendeva fino alle palle per poi risalire, mi è venuto in mente che avevo perso di vista Roberto. Cominciai a guardare intorno nella stanza e lo vidi seduto sopra la mia testa ad osservare la sua partner che mi succhiava. Guardando più attentamente il suo corpo snello e tonico intravedo il suo cazzo ormai duro come una roccia, lui lo accarezzava masturbandoselo. Un cazzo fantastico. Lungo almeno 22 centimetri, forse anche più, con una buona circonferenza. Vene grosse che spuntavano ovunque. La cappella aveva una forma quasi perfetta. Grossa e totalmente scappellata. Gli chiesi, tra un gemito di piacere e l’altro, mentre Nicoletta mi pompava: “Ho visto che sei circonciso. Non che la cosa mi dispiaccia ma solo per curiosità, quel è stata la ragione per cui lo hai fatto?” Roberto mi rispose: “Non sono circonciso per questioni religiose ma da ragazzo è stato necessario operarmi per la rimozione chirurgica del prepuzio, la piega della pelle che copriva l’estremità terminale del mio pene era quasi chiusa, il glande non riusciva ad uscire fuori.” Chiesi: “Com’è, molti dicono che migliorino le prestazioni sessuali.” E lui: “Si è vero ma ogni cosa è sempre personale. La condizione della circoncisione porta il glande ad essere meno sensibile, quindi ci sono aspetti positivi, duro di più, e negativi, diventa duro con più difficoltà. Ma come vedi, questo problema io ora non ce l’ho!!!” In effetti il suo cazzo era dritto e duro come una roccia. Quella vista mi fece venire l'acquolina in bocca, come se stessi guardando una succulenta cena. Allora, senza rendermi conto di quello che stavo facendo, allungai una mano e gli afferrai il cazzo. È stata una così bella sensazione sentire quell’enorme verga nella mia mano. Tutto si svolse in un modo così naturale, senza imbarazzo da parte mia. Mentre stringevo le mie dita attorno al suo bellissimo cazzo lo feci avvicinare a me per prenderlo in bocca. Finalmente la fantasia che mi frullava in testa fin da quella prima esperienza con Marco poteva essere esaudita. Girando la testa di lato, avvolgo lentamente le labbra attorno al glande sentendo che mi riempie completamente la bocca. Faccio roteare la lingua intorno alla cappella assaporandone la carne viva e godendone ogni centimetro della sua verga. Poi comincio a lavorare con la mia bocca per infilarlo fino alla base del suo cazzo. Vengo fermato in questa operazione dalla lunghezza della sua asta che mi colpisce in fondo alla gola quando ancora non sono nemmeno a metà della sua lunghezza. Le mie guance sono tese cercando di infilare quell’enorme cazzo nella mia bocca. Volevo così tanto andare più fino in fondo ma non potevo. Quindi, risalgo lentamente fino alla punta, godendomi il gusto delizioso del suo pene e ascoltandolo gemere. Sentivo Nicoletta ingoiare il mio cazzo giù per tutta la gola dopo averlo leccato in lungo e in largo. Sensazione bellissima che mi ha mandato in estasi. Ero arrapato come non mai, una donna mi stava facendo un bellissimo pompino ed io lo facevo ad un altro uomo, situazione mai vissuta prima di quel momento, ma eccitantissima. Avevo immaginato innumerevoli volte di avere un cazzo in bocca, immaginavo la sensazione di soffocamento che doveva provocare e la goduria di sentire un altro godere del tuo lavoro su di lui. Queste sensazioni mi conducevano a volere che Roberto sparasse il suo carico di sperma in fondo alla gola. Notai che lui ha cominciato a gemere e vibrare sotto l’effetto del mio andare su e giù per la sua asta, quindi ho aumentato la velocità. Assicurandomi di mantenere una buona suzione sul suo cazzo e di usare la mano per muovere su e giù la restante parte del suo lungo pene che non riuscivo a ficcare in bocca. Potevo sentirlo respirare più pesantemente ad ogni movimento delle mie labbra. Ero in paradiso. Mi sentivo come il collegamento tra loro due, entrambi traevano piacere da quanto stavamo facendo, amavo questa sensazione. Ho iniziato ad avvicinarmi all’orgasmo, ero pronto a inondare la bocca di Nicoletta con il mio sperma ma non volevo che quella goduria finisse. Cercai di trattenermi e di durare ancora un po' così da poter sentire il piacere del pompino che mi stava facendo e tenere ancora quel cazzo duro come la roccia sepolto nella mia bocca. In quel momento ho sentito qualcosa colpirmi in fondo alla gola. Dei violenti spruzzi di sperma mi hanno riempito la bocca, era la prima volta che assaporavo il seme di un uomo, il sapore leggermente salato era piacevole. Per catturarlo tutto, spinsi la testa del cazzo più il basso che potevo nella gola. Ero riuscito ad ingoiare quasi tutto il suo seme, una parte colava lungo il mio mento. La mia bocca si era riempita di sperma, dal cazzo di Roberto continuava ad uscirne, sembrava che non si fermasse più. Quella sensazione di lui che esplodeva nella mia bocca mi ha mandato oltre il limite e ho scaricato un enorme carico di sperma nella bocca di Nicoletta. Lei ha inghiottito abilmente ogni quantità del mio seme mostrando quanta più esperienza avesse mentre io lottavo per non perdere una goccia di quello di Roberto. Alla fine, il suo cazzo smise di pulsare e il carico smise di riempirmi la gola. Rendendomi conto che Roberto non aveva nessuna intenzione di lasciare la mia calda bocca non mi rimaneva che continuare a succhiarglielo e leccarglielo. Non potevo perdermi niente di quella ricompensa dolce e salata che mi ha pompato in gola. L'ho leccato tutto lasciandolo bello e pulito. Volendo andare avanti e fare di più, mi sono alzato nel tentativo di chiedere cos'altro potevamo esplorare vedendo il cazzo di Roberto ancora in erezione. Sono andato a prenderlo in mano chiedendomi in quale altro divertimento potessimo dedicarci. Roberto era molto alto e snello, sospirò mentre massaggiavo la sua verga. Poi, si girò e si posizionò sul letto a quattro zampe. Vidi che aveva in mano, passatogli dalla sua compagna, un tubetto di gel. Ho immaginato a cosa potesse servire. Gli chiesi: “Che intenzioni hai? Vuoi che ti fotta il culo? Non vorrei farti male. Starò attento e lo farò con delicatezza.” Lui rispose: “Non ti preoccupare, fai tutto con molta calma e senza nessuna violenza ed andrà tutto bene. Intanto lubrificami e lubrificati abbondantemente.” Presi molto gel e ho iniziato a spargerlo nel buco del suo culo, poi con un dito ho iniziato a massaggiarlo ed a far scorre il gel all’interno del suo ano. La sensazione che provavo era molto piacevole. Mi attirava massaggiarlo con le dita ma anche evitare qualsiasi suo eventuale dolore. Una forte vibrazione godereccia mi pervadeva. Per migliorare la lubrificazione del suo ano ho inserito due dita con molto gel. Sentivo che questo movimento dentro di lui gli piaceva, lui gemeva e diceva: “Mhmmmmmm! Come sei bravo, Mi piace quello che stai facendo.” Anche io provavo sensazioni che non avevo mai avuto e, devo dire, erano molto piacevoli. Certo le dita della mia mano non erano sicuramente grossi come la mia verga. Lubrificai la mia cappella con altro gel e, quindi, la appoggiai sul suo buco. Spinsi il mio pene leggermente per aprire la via e, pian piano, superai il primo ostacolo, ero entrato dentro di lui. Un rumore strano si sentì nell’aria, oltre al suo gridolino di dolore. Sicuramente era da molto che non veniva inculato. Il dolore per l’allargamento dell’orifizio anale si faceva sentire e lui lo manifestava con dei lamenti. Ma resistette alla tentazione di lasciar perdere. Io per aiutarlo ad abituarsi alla presenza del mio cazzo dentro di lui, rimasi per qualche secondo fermo, questo per far adattare il suo buco alla dimensione della mia cappella. Non fu più così sopportabile per Roberto quando tentai di infilare il mio cazzo più in profondità nel suo culo. Lui disse: “Aaargh … Aaaaahh … Aaaahhh … fai piano, sento molto dolore, ti prego fai lentamente.” Obbedì e mi fermai per qualche secondo, poi ripresi lentamente il mio movimento di penetrazione. La sensazione di pienezza che sentiva nel culo era veramente eccitante per lui. Gli piaceva quello che provava e lo diceva: “Si … si … siiii! È meravigliosa la sensazione che provo. Infilalo dentro con movimenti lenti. Spingi fino in fondo. Fottimi, sbattimi anche le palle nel mio didietro!” Pian piano dall’intenso dolore che percepiva per l’apertura dell’ano, passò a sentire sensazioni di piacere. Grugniva tutta la sua goduria accarezzandosi il cazzo mentre il suo culo veniva riempito dalla mia verga. Non riuscendo più a reggere le mie spinte si sdraiò sul letto. Gli infilai un cuscino sotto la pancia e ripresi a trapanargli il culo. Il letto tremava mentre lo cavalcavo con una certa intensità, le mie profonde penetrazioni facevano sbattere le mie palle sul suo didietro. Per la stanza si propagavano oltre ai gridolini di piacere anche il rumore inconfondibile di tale attività. Davanti a me vidi Nicoletta che si toccava il clitoride mentre si godeva lo spettacolo. Era piuttosto eccitata da ciò che stava vedendo, disse: "Hai bisogno di più lubrificante?" e afferrò il tubetto di gel per rendersi utile. Sorrisi e ritirai il cazzo dal suo buco del culo. Nicoletta lo baciò e poi aggiunse altro gel sul suo culo, cosa di cui lui fu molto grato. Quindi spinsi di nuovo il mio cazzo dentro, questa volta senza nessuna esitazione o delicatezza. "Grazie, tesoro." disse Roberto, facendo l'occhiolino a Nicoletta mentre riprendevo a scopargli il suo culo. La sua schiena era inarcata per via del cuscino, io gemetti profondamente mentre il mio cazzo riempiva di nuovo il buco del culo di Roberto. Pensai: “Stasera sarai con il cazzo a pezzi ma ne è valsa la pena, è stato meraviglioso fino ad ora provare queste forti sensazioni.” "Mi sto godendo il tuo culo?" dissi a Roberto, gemendo mentre il mio cazzo continuava a trapanarlo in lungo e in largo. Nicoletta annuì continuando a masturbarsi. Poco dopo feci mettere Roberto di nuovo a quattro zampe sul bordo del letto, mi posizionai in piedi, divaricando leggermente le gambe per abbassarmi un po’ per poter infilare meglio la mia asta. Nicoletta, seduta nelle vicinanze, si masturbava il clitoride e si infilava due dita dentro la figa mentre guardava. Dopo un po', decise di rientrare in azione. Nella posizione che aveva assunto Roberto, aveva notato che il suo cazzo era diventato duro mentre lo scopavo. Leccandosi le labbra, si coricò sotto di lui dicendo: “Mmhhhh, lo voglio tutto per me!” afferrò il suo cazzo e lo accarezzò. Io ne fui a dir poco sorpreso e guardai Nicoletta. Sorridendo, lei fece l'occhiolino e poi si spinse ancora più giù sotto di lui e prese il suo cazzo in bocca. "Wow, continua Nicoletta, che bello!" disse sospirando Roberto. Lei annuì e massaggiò inoltre le mie palle e il mio cazzo che trapanava il culo di Roberto. Ero molto eccitato dalla situazione e pompavo con maggior vigore il mio cazzo in profondità nel suo culo, facendolo gemere ancora di più, dicendogli a denti stretti: "Prendi il mio cazzo, goditi anche quello che Nicoletta ti sta facendo, oggi è il tuo giorno!" Poi continuai: “Il tuo culo e dannatamente stretto, sento le pareti del tuo sfintere stringermi spietatamente il cazzo … la sensazione che mi provoca è meravigliosamente intensa.” Come aveva detto in precedenza Nicoletta, Roberto ama avere trapanato il buco del culo. Non gli importava se a scoparlo fosse una donna con un strap-on o il cazzo di un uomo. A lui piaceva aver infilato qualcosa di duro e poi darci dentro. Dopo aver scopato il suo culo per un po', lo tirai fuori. "Mhmmmm, sì, è bello, ma ora voglio altro. Mi piacerebbe scopare Nicoletta." Dissi. Lui sospirò quando il mio cazzo lasciò libero il suo buco del culo. Roberto era dispiaciuto della cosa e disse: “Una volta che ti sei allontanato ho sentito una sensazione di vuoto, l’effetto piacevole che la tua presenza dentro di me mi provocava prima già mi manca. Ma se vuoi farti Nicoletta non ho nulla in contrario, anche a lei piacerà averti dentro” Nicoletta, senza partecipare alla discussione, continuava a succhiargli e leccargli la verga. Io mi spostai in piedi sul letto, poi mi posizionai davanti a lui. Li sotto c’era Nicoletta, in posizione supina, mi inginocchiai e le allargai le gambe e cominciai a scoparla per bene nella figa. Roberto ormai era pronto per venire. Nicoletta continuò a pomparlo con forza finché non gli ha fatto raggiungere l’apice del piacere e, quindi, l’orgasmo. Ingoiò fino all'ultima goccia del suo sperma. "Mmhhhh, avevo bisogno del tuo cazzo in bocca” disse, guardando Roberto. Sorridemmo tutti. Qualunque cosa avevo in mente prima dell’incontro con i miei due nuovi amici è stata da loro esaudita in quella camera da letto. Ma ancora il pomeriggio di sesso non era finito. Continuai a pompare dentro la figa di Nicoletta con tutta la mia energia, lei si masturbava il clitoride ansimando e dicendo:” Scopami con forza, dammi tutto il tuo cazzo, lo voglio dentro di me. Sto arrivando.” Dopo non molto la sentì irrigidirsi e, quindi, scaricare in un sussulto di piacere tutto il suo orgasmo, dicendo: “S … si … siiii … godo … non fermarti sto godendo … Mhmmmm.” Dopo quella violenta scarica di adrenalina, Nicoletta si alzò e fece sdraiare sul letto Roberto, si misi a cavalcioni su di lui. Poi posizionò il suo cazzo ancora mezzo moscio nella sua figa umida e calda. Nicoletta sorrise, accarezzandosi le chiappe mentre accolse il suo cazzo dentro di sé cominciando a cavalcare il bastone che pian piano ridiventava duro. Disse: “Facciamo che il divertimento continui ... ho ancora voglia di cazzi!” Lui rispose: “Sono di nuovo pronto e caldo, eccomi qui tutto per te cara." Lei si stava godendo l’enorme cazzo di Roberto incastrato nelle labbra della sua figa. Io ammiravo lo spettacolo. Roberto sapeva esattamente cosa volesse Nicoletta e sorridendo disse: “Credo che la mia donna voglia anche il tuo di cazzo e se la conosco bene vuole che la scopi nel culo. Lei ama le doppie!” Io risposi: “Qualunque cosa desideri la signora, per me, è un ordine. Sono qui pronto per lei.” Prendendo il gel lubrificante, mi sono preparato per un divertimento ancora più intenso. Roberto sorrise, accarezzando le tette di Nicoletta mentre lei cavalcava il suo bastone. “Wow … lasciamo che il divertimento continui ... roba veramente calda, eccomi qui." dissi, accarezzandomi il cazzo mentre guardavo Nicoletta cavalcare Roberto. La giovane e sexy donna sembrava divertirsi come non mai con quel grosso cazzo incastrato nella sua figa. Ammiravo il bellissimo sedere di Nicoletta. Sorridendo, mi misi un po’ di gel e poi mi posizionai dietro di lei con le gambe aperte per superare quelle di Roberto. Voltandosi velocemente, Nicoletta mi rivolse un sorriso intrigante e un cenno di assenso con il capo. Poi si piegò in avanti mostrando il suo didietro completamente aperto e stimolante. Esiste un invito migliore? Quindi, allargai le sue chiappe e infilai il mio cazzo duro dentro il suo buco del culo. Scivolò dentro quasi senza ostacolo, eravamo tutti e due ben lubrificati. Trovai difficoltà ad affondare i colpi per via del fatto che lei aveva già dentro nella figa l’enorme cazzo di Roberto. Sentivo perfettamente la sua presenza. Cosa che mi eccitava tantissimo. Lei con movimenti lenti del bacino ha spinto la verga di Roberto più in profondità nella sua figa. Gemeva appassionatamente mentre veniva cavalcata dai due cazzi duri. Nicoletta, donna molto esuberante, è una vera scopatrice selvaggia. Lei urlava dal piacere mentre noi due muovevamo i nostri cazzi ... e la loro energia ... nei suoi buchi. Era evidente che stavamo godendo da matti tutti e tre, nella stanza riecheggiavano i nostri gemiti di piacere, soprattutto quelli di Nicoletta che stava godendosi l’intensità del rapporto a tre come non mai. Raggiunse il climax prima lei. Con un urlo di goduria che rimbombò per tutta la stanza disse: “Si … si … siiiiiii!!! Godo … godo di nuovo … continuate vi prego continuate … mhmmm!!!” Sentimmo il corpo di Nicoletta cominciare a vibrare e irrigidirsi. La sua figa e il suo culo si contraevano stringendo i nostri cazzi in un caldo e potente abbraccio. Nel frattempo, io spingevo il mio pene più in profondità nel suo sfintere. Gemevo appassionatamente mentre cavalcavo il suo culo. Prima di quel pomeriggio non pensavo di sopportare l'intensità e la durata di un rapporto così entusiasmante. Eppure, mi stavo rivelando come un esuberante è vero scopatore di culi. Urlavo di piacere mentre inondavo Nicoletta con il mio sperma. Mi stavo divertendo come non mai. Roberto, quasi in contemporanea stava venendo, tirò fuori il suo cazzo dalla figa di Nicoletta e, alzandosi verso di me, mi esplose tutto il suo seme sulla faccia e sul mio petto. La sua sborra scorreva sul mio corpo e sulla schiena di Nicoletta. Eravamo tutti e due impasticciati dalle nostre secrezioni e da quelle di Roberto. Pienamente soddisfatti del sesso fatto ci siamo adagiati sul letto. Percepivo la sensazione di benessere che emanavano i due miei nuovi amici ed ero loro grato profondamente per avermi accolto nella loro relazione e di avermi fatto far parte. Dopo un pomeriggio pieno di sesso, io mi sono rivestito e dopo averli salutati con un caldo abbraccio sono andato via. Roberto e Nicoletta mi salutarono chiedendomi: “Carissimo sei d’accordo di rifare nei prossimi giorni un altro pomeriggio insieme”. Io risposi: “Certamente, sono assolutamente felice di rivedervi, rimarrò in trepida attesa del vostro invito”. Molte persone perdono i contatti con amici perché questa è la vita. Con Nicoletta e Roberto feci di tutto per assicurarmi che ciò non accadesse e che la nostra amicizia eroticamente interessante potesse durare nel tempo.
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2 anni fa
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Varie
Adoro far ingelosire mio marito.
Mi chiamo Angela, ho 29 anni, sono alta m. 1,75, bionda, occhi azzurri, seno di una bella terza molto piena, bocca ampia con labbra carnose, che stimolano a mettervi un cazzo in mazzo, ventre piatto, culo alto, tondo e sodo, ben aperto, fica semi depilata, perché ho lasciato un piccolo triangolo di peli sul monte di venere, cosce lunghe e snelle. Sono sposata con Marco da tre anni ed abbiamo un bimbo piccolo di un anno. La gravidanza ha fatto emergere un aspetto di me che prima non conoscevo: mi piace farmi corteggiare e scopare in presenza di mio marito. Nella vita di ogni giorno, sono una moglie fedele ed una mamma premurosa, in realtà, nella privacy, mi piace far la troia ogni volta che se ne presenta l’occasione. La cosa che però mi fa davvero impazzire è far sesso con qualcuno, quando mio marito è in casa e si gode lo spettacolo. Certo non son cose che capitano tutti i giorni, ma, in certi periodi dell’anno, mi sento particolarmente troia e soprattutto incline a rapporti di sesso con altri uomini. In passato, abbiamo discusso di questa mia propensione ed abbiamo concluso che il mio è proprio un bisogno fisico, quello di far sesso con altri. Ci son certe donne che, come me, non si accontentato di un uomo solo nella vita. Personalmente ho preferito metter in chiaro questa cosa fin da subito e lui, devo dire, non ha mai censurato questo mio comportamento, mostrandosi, al contrario, abbastanza accondiscendente. Certo, le prime volte, forse non è troppo felice, ma oggi ci godiamo quei momenti come evasione dalla routine quotidiana. Ricordo bene la nostra prima volta in cui ho chiavato davanti a lui. Eravamo in vacanza e sono stata rimorchiata da un bel signore sulla quarantina, molto elegante e distinto. Mi ha corteggiato per l'intera sera al bar del villaggio, sempre sotto lo sguardo di mio marito, che mi aveva lasciato campo libero. Quando mi ha proposto di spostarci nel suo alloggio, io ho rifiutato, ma gli ho proposto di venire lui nel mio. Ho fatto un cenno a mio marito, che ha subito capito, e ci ha preceduto nel nostro bungalow. Appena entrati Carlo, il tizio che mi aveva corteggiato, ha visto mio marito e, per un attimo, è rimasto frastornato, poi ci ha scherzato su. «Ottimo scherzo! Mi scuso se l’ho importunata, ma farmi trovare suo marito in casa è il modo più elegante per farmi capire che sono stato stupido a non aver considerato che una bella donna come te potesse esser sposata. Mi scusi, signore, tolgo il disturbo e complimenti a sua moglie: oltre che molto bella, è anche molto spiritosa.» Marco l’ha bloccato dicendogli: «Nessuna botta di spirito. Se intende giacere con Angela, l’unica condizione che pongo è di assistere all'amplesso. Lei è libera di giacere con chi vuole, ma sempre con me presente, quindi: prendere o lasciare. Le assicuro che io sarò il più invisibile possibile, anche se sempre presente.» Lui, dopo un attimo di pura incredulità, mi ha guardato e io ho annuito; allora ha pensato bene di non porsi alcun problema. Mi ha abbracciato e baciato, poi, lentamente, mi ha spogliato e fatto impazzire con mani e bocca, fin quando, a mia volta, l'ho denudato, ritrovandomi davanti un gran bel cazzo. Non troppo lungo, giusto, ma di un buono spessore. L’ho preso in bocca e me lo son gustato fin tanto che lui mi ha disteso e mi ha infilato quel paletto tutto dentro. Ho subito preso a gemere e ad esortarlo a chiavarmi forte. «Sì, così, spingimelo dentro! Mi piace, dai! Scopami forte! Amore, guardami come godo fra le braccia di questo nuovo amico.» Ha preso a pomparmi con un bel ritmo sostenuto, fatto di colpi lunghi e profondi. Ogni tanto variava la velocità, ruotava il bacino facendomi sentire il cazzo, che mi dilatava per bene. Ho avuto due orgasmi, per poi farmi mettere su di lui, impalata su quel cuneo che mi trafiggeva tutta. Mi son girata verso mio marito, che, in silenzio, si segava piano. Ho visto il suo bel cazzo, perché anch'egli è ben dotato, stretto nella sua mano che faceva su e giù seguendo il mio ritmo e, allora, ho goduto, facendolo felice. «Sì, amore, guarda come faccio la troia per te! Guardami: sono una troia! Dai, Carlo, dì a mio marito quanto pensi che sia troia!» Lui ha sorriso e mi ha accontentato. «Mio caro amico molto cornuto, Angela è davvero una gran troia! E' bellissimo chiavarla e tra poco te la farcisco tutta!» Mi ha sollevato le gambe ed ha preso a sbattermi dal basso, con colpi così violenti e forti, che sobbalzavo sul suo cazzo alla maniera di un'amazzone, per poi ricadervi sopra, consentendo che mi si infilasse sempre più a fondo. «Vengo! Sto godendo da matti! Dai, vieni anche tu! Sborrami dentro! Lo voglio sentir tutto, fin in pancia!» Lui non è durato molto di più e si è svuotato tutto dentro di lei. «Adesso vengo! Angela, sborro! Guarda, cornuto, come te la riempio tutta!» Ho sentito caldi spruzzi di sperma riversarsi dentro di me, per poi colar fuori dalla mia fica aperta. Son rimasta per un momento immobile, fin quando lui non ha finito di pomparmi dentro il suo piacere e poi son andata in bagno. Al ritorno, Carlo si era rivestito e ci ha detto che gli sarebbe piaciuto rivederci per giocare ancora. Marco ha solo detto che non vi erano problemi, se anche a me fosse piaciuto. Una sola precisazione: durante il girono non mi doveva importunare, ma lasciarmi libera di passare la giornata come volevo, senza alcuna ingerenza. Lui ha accettato e, per tutta la settimana, abbiamo scopato ogni sera. Dopo che lui se ne andava, Marco mi possedeva come un pazzo furioso e io godevo di più con lui, piuttosto che con l’altro. È strano, ma il mio piacere è rafforzato se so che Marco mi guarda mentre faccio la troia, per poi chiavarmi a quel dio biondo. Solo così ho la percezione di sentirmi troia per lui e son felice di suscitare la sua fortissima gelosia, che si traduce in scopate selvagge. Da allora, lo abbiamo rifatto diverse volte: ogniqualvolta se ne presentava l’occasione. L’ultima è stata con due uomini, che mi hanno fatto la festa non meno di due giorni fa. Il tutto è avvenuto a casa nostra, davanti al cornuto. Li ho soddisfatti entrambi ed ho goduto davvero tanto e bene. Tutto è successo per puro caso. Sono andata a comprare un frigo nuovo da sistemare nella nostra taverna, appena ristrutturata. Ovviamente un frigo non entra nella macchina e quindi ho programmato la consegna con Luca, il giovane e bellissimo ragazzo che lavora nel negozio. «Non si preoccupi, signora; le porteremo il frigo domani pomeriggio alle 15:00» Sono arrivati in due, il giorno dopo. Bravissimi nel consegnare ed installare posizionandolo proprio dove lo volevo io, nella taverna. Indossavano delle magliette con il logo del negozio, quanto mai attillate, che modellavano i pettorali muscolosi e potenti; quella vita mi ha portato a desiderare di portarmeli a letto. E coì ho fatto: me li son portati a letto! Essi avevano già capito tutto, da come mi ero presentata. Quasi completamente nuda, con la scusa che ero appena uscita dalla doccia. Hanno portato il frigo giù nel seminterrato, dove abbiamo realizzato una piccola, ma funzionale cucina. Ho chiesto loro di sistemarlo nel posto migliore e, nel mentre vi provvedevano, mi son fermata a controllare, seduta su di uno sgabello. L’accappatoio in micro fibra si è aperto, mostrando che non indossavo mutandine. Allora è intervenuto mio marito, che, ricorrendo ad un doppio senso, ha ricordato ai ragazzi, che me lo dovevano mettere esattamente dove lo volevo io. Luca e l'altro, di nome Sergio, si sono scambiati un'occhiata e subito hanno capito che quella frase non era riferita al frigo. Io mi son spostata e piegata più volte, indicando loro dove era la presa di corrente e Luca si è avvicinato a me e, fingendo di dover vedere dov'era posizionata, mi ha appoggiato da dietro un bel pacco, duro ed abbastanza voluminoso. Io mi son girata ed ho sorriso. «Ecco lo voglio esattamente qui! Son sicura che ci starà benissimo! Naturalmente se lei ha altri posti da proporre, io sono disponibile ad accettare ogni suggerimento.» Lui ha sorriso e ha detto che non c'erano problemi, che me lo avrebbe messo in qualunque posto desiderassi! Ho visto i suoi occhi brillare nel pronunciare queste parole. In pochi minuti lo hanno collegato alla rete domestica e poi, a quel punto, mio marito ha suggerito di offrir loro qualcosa. Mi son girata verso di loro e, facendo in modo che l'accappatoio si sciogliesse e mostrasse il mio splendido fisico, ho detto loro che era disposta ad offrire qualsiasi cosa. Luca mi ha guardato e mi ha cosa intendessi per “qualsiasi cosa". Non ho aggiunto altro, mi son solo inginocchiata davanti a lui ed al suo amico ed ho subito messo le mani sui loro rigonfiamenti. È intervenuto ancora una volta mio marito e, avvicinatosi, ha messo un braccio sopra le spalle dei due ragazzi. «Perché non andiamo di sopra, che staremo di sicuro molto più comodi?» Io ho sorriso e, sculettando come una troia, sono risalita lungo le scale prima di loro e, appena giunta in cima, prima di entrare nella nostra camera da letto, ho lasciato cadere per terra l'accappatoio. L’ha raccolto mio marito, entrando in camera assieme a loro due, che in un tempo brevissimo, si son spogliati nudi completamente, mostrando il loro fisico ben scolpito, ma, soprattutto, due belle verghe fra le gambe. Quello di Luca era sicuramente il più lungo, mentre quello di Sergio, il suo collega, era molto più dotato in circonferenza. Mi son inginocchiata di nuovo davanti a loro ed ho preso tra le mani quelle due splendide mazze, che sentivo pulsare calde e dure, nello stesso tempo. Dopo aver dato un paio di colpetti con la lingua sulle punte, ho infilato in bocca quello di Luca, suscitando il suo stupore. «Accidenti! Sei proprio brava ad ingoiare! In genere fanno tutte e un po' di storie, asserendo che è troppo lungo, mentre invece tu lo hai imboccato senza fare una piega, come una vera succhia cazzi!» Mi son sentito orgogliosa e anche mio marito è intervenuto. «Tranquillo, Luca! Vedrai che non è brava solo a prenderlo in bocca!» L’ho spompinato a lungo, gustandomi il piacere di sentire quella splendida verga che scivolava lungo la mia gola e la punta del mio naso che andava a sbattere contro il suo pube. Poi mi son dedicata a quello di Sergio. Lo sentivo grosso fra le mani, al punto che le mie dita non riuscivano a congiungersi; mi son girata e gli ho dato una bella leccata sulla cappella, poi, lentamente, un po' alla volta, ho cominciato a farlo penetrare tutto in gola. Anche lui si è stupito del fatto che riuscivo a fagocitare la sua mazza. «Cavolo! Sei riuscita ad infilartelo tutto in gola? Accidenti, che troia che sei!» Ero un brodo fra le cosce. Sentirmi dire che erano soddisfatti per il fatto che avevo una ottima capacità orale, mi ha fatto bagnare ancor di più. Mi son alzata e sdraiata sul letto, con Luca che si è messo al rovescio e subito mi ha infilato la testa fra le cosce. Ho sentito la sua lingua scivolare lungo le pieghe della mia ostrica già fradicia, poi lui che indugiava sul mio clitoride e poi scivolava giù, in basso, fino a raggiungere la mia rosellina anale. Ha eseguito una lunga stimolazione, che ben presto mi ha portato ad avere un orgasmo molto intenso. Anche Sergio non è rimasto inattivo. Si è inginocchiato davanti alla mia faccia e, mentre io mi gustavo con piacere la lingua di Luca, lui ha ripreso ad infilarmi il suo splendido randello direttamente in bocca, muovendo il bacino avanti e indietro, quasi a scoparmi la gola, lasciandomi assaporare il piacere di sentirmi dilatare l'esofago. Grazie alla bravura di Luca, ho raggiunto un orgasmo che mi ha fatto vibrare e tremare tutta, ma, soprattutto, mugolare a bocca piena. Sergio allora si è sfilato dalla mia bocca e, dopo essersi sdraiato, mi ha invitato a salir su di lui ed infilarmi dentro quel totem di carne dura e vibrante. Ho sentito la punta farsi strada tra le pieghe della mia ostrica e le pareti della vagina dilatarsi, mentre lui scivolava sempre più in fondo. È stata una cosa lenta, senza fretta, che mi ha permesso di assaporare il piacere di sentirmi slargare da quella mazza, così voluminosa. Mi son sentita piena e, nello stesso tempo, ben aperta. Ho iniziato a muovermi su e giù, assaporando il piacere di sentirmi sfondare ogniqualvolta il mio corpo aderiva al suo. Intanto Luca, si è inginocchiato dietro di me e, mentre osservava quel che facevo con Sergio, ho sentito che, con le dita, mi stava lubrificando il buchetto. Quando ho capito che Sergio era ben piantato dentro la mia fica, mi son sdraiata sopra di lui ed ho portato ambedue le mani ad aprirmi le chiappe. Giratami, ho guardato Luca, invitandolo a fare ciò che aveva in mente. «Ti prego, entra piano, mi piace molto prenderlo nel culo, ma non ho mai fatto una doppia! Voglio godere nel sentirmi riempita dalle vostre due splendide verghe.» Lui ha lasciato colare un po' di saliva lungo il solco delle mie natiche e, con la punta del suo randello, l'ha spalmata sul mio buchetto e poi ha cominciato a spingermelo dentro. Ho sentito lo sfintere dilatarsi ed accogliere il suo scettro tutto dentro. È scivolato piano, senza fretta, facendo in modo che i miei muscoli anali si adattassero all'intrusione, permettendo così che mi penetrasse tutto dentro, fino in fondo. Quando il suo corpo ha aderito al mio, ho capito che lo avevo inglobato tutto nel culo! Lui è rimasto immobile, lasciandomi il tempo di abituarmi a quella poderosa intrusione. Ho fatto un bel respiro, poi mi son girata e l'ho pregato di chiavarmi per farmi godere. «Vi sento! Mi avete riempito tutti e due i buchi e, adesso fatemi godere! Voglio sentirmi la vostra troia! Amore, guardami. Guarda come questi due splendidi maschi, stanno sfondando ogni buco della tua cara mogliettina!» Mio marito si è avvicinato; aveva il cazzo in mano e ho visto lo sguardo stupito di Luca, che ha commentato ciò che vedeva. «Accidenti! Adesso capisco perché ti son entrato facile nel culo! Guarda che cazzo si ritrova tuo marito? Lo credo bene che sei ben aperta nel culo e capisco anche perché sei diventata così esperta a farti sfondare la gola!» Poi si è sollevato un po' sulle gambe ed ha iniziato a limare il mio buchetto, alternando il suo movimento a quello di Sergio, che, dopo avere inarcato le gambe, ha preso a sbattermi da sotto. Era un bel gioco di squadra. Uno entrava e l'altro usciva, stantuffandomi alla perfezione. Mi hanno pompato bene ed a lungo, per oltre una ventina di minuti; io ho avuto una serie di orgasmi, sempre più intensi e forti, che hanno portato il mio corpo a vibrare, a tremare, scosso da fremiti di piacere incontrollato. Poi, ad un tratto, ho sentito che il ritmo era cambiato di colpo. Adesso mi pompavano sempre più forte, fin quando il primo ad arrivarmi dentro è stato Luca. «Vengo! Accidenti Ti sto sborrando nel culo! Che meraviglia! Sei davvero una splendida troia, rotta in culo!» Un istante dopo, ho sentito un'ondata di calore riempirmi l'intestino. È rimasto dentro, scaricando tutta la sua semenza, poi si è sfilato e me l'ha presentato davanti alla bocca, per farsi pulire il cazzo, ancora intriso dei miei succhi anali. Anche Sergio ha cambiato ritmo. Ha cominciato a sbattermi dal basso sempre più velocemente, fin quando, con un grugnito, mi ha inondato Il ventre. «Ci sono anch'io! Eccomi, vengo! Ti sborro dentro!» Anche in questo caso ho sentito un'ondata di calore riversarsi nella mia vagina. Mi son spostata, sempre tenendo in bocca la splendida verga di Luca e, un attimo dopo, anche Sergio mi ha presentato il suo da pulire; mi son resa conto che, nonostante avessero già sborrato, le due verghe erano ancora ben dure e pronte ad un nuovo assalto. Io non mi son tirata indietro. Questa volta è stato Luca che si è sdraiato supino, mi ha fatto salire su di sé e farmi impalare sul suo scettro, che aspettava dritto e teso verso l'alto. Me lo son lasciato scivolare dentro e l'ho sentito arrivare ben bene, fino in fondo. Essendo più lungo, è arrivato a battere con la punta contro il fondo e questo mi ha provocato una scarica elettrica, che si è subito propagata per tutto il mio corpo. È stata una cosa molto intensa, che mi ha fatto immediatamente raggiungere un orgasmo. «No! Non è possibile: vengo ancora! E' pazzesco! Mi stai facendo godere all'istante!» Nonostante i precedenti orgasmi, son venuta immediatamente. A quel punto Sergio ha preso posto dietro di me ed ho sentito che ha appoggiato la punta del suo randello fra le mie chiappe. Ho portato le mani dietro, rimanendo sdraiata con il mio corpo schiacciato sul petto di Luca e anche con lui ho dilatato le natiche per agevolare l'intrusione. È stato qualcosa di diverso rispetto all'altro, perché ho sentito quel grosso membro cominciare a farsi strada all'interno del mio intestino. Essendo più grosso di spessore, mi son sentita aprire e lentamente scivolare quella grossa mazza dentro di me. Lui è stato veramente bravissimo! Ha fatto tutto in maniera molto lenta e delicata, dando tempo al mio sfintere di adeguarsi alle sue dimensioni. Quando ho sentito il suo corpo sbattere contro le mie chiappe, ho capito che me lo aveva messo tutto nel culo! Non che se ne fosse bisogno, perché mi sentivo completamente sfondata! Anche in questo caso, son rimasti immobili, lasciando che il mio corpo si adattasse alle loro dimensioni e, poi, hanno preso a pomparmi, anche in questo caso, con un sincronismo quasi perfetto. Essendo Sergio più grosso, si è mosso più lentamente, mentre Luca, dal basso, mi sbatteva facendomi subito raggiungere due orgasmi, in rapida successione. Mi hanno scopato bene per circa una mezz'ora, scambiandosi per due volte la posizione. Alla fine, dopo aver goduto ripetutamente, mi son venuti tutti e due in faccia. Grondavo dei loro schizzi di sperma ed ho iniziato a leccarla come so fare io: si trattava di una gran dose di sborra e non ho voluto perdermela. Ero molto felice, perché una stupenda doppia penetrazione come quella l'avevo sognata da tempo ed ora era divenuta una realtà. Mio marito, sebbene presente, non è intervenuto, ma è rimasto a guardare per tutto il tempo e, alla fine, mi ha fatto un applauso, per quanto son stata brava nella mia perversione. Sfinita mi hanno lasciato distesa sul letto e se ne sono andati. Subito dopo, mio marito mi ha scopato con cieco furore, dettato da un'incredibile gelosia. Mentre mi sfondava con il suo cazzone, mi ha detto di tutto. «Troia! Puttana! Sei una vacca sfondata! Adesso sei contenta che ti hanno spaccato culo e fica in contemporanea? Dimmelo troia! Dimmelo che li volevi insieme, perché il mio non ti basta più! Sei una zoccola rotta in culo e troia!» Godevo nel sentirlo così furioso e possente, mentre mi spaccava il culo a colpi di cazzo durissimo. Ho goduto di un altro vero orgasmo. Sì, con lui ho sempre un piacere MOLTO diverso da quello che provo con gli altri. Con gli altri godo, ma con lui provo piacere! Adesso, per un po’ di tempo, me ne starò tranquilla, ma, appena, si presenterà una nuova occasione, non me la lascerò sfuggire: voglio ripetere la doppia, che mi ha letteralmente sconvolto ed è piaciuta moltissimo anche a lui.
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2 anni fa
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Varie
Ho una moglie davvero troia!
Mi chiamo Daniele, ho trentasei anni e sono sposato con Anna, che ha la mia stessa età. Sono di media satura, moro, occhi scuri e un fisico normale. Lavoro come contabile in una grande azienda di trasporto merci. Anna invece lavora come impiagata in un ufficio demaniale. Sessualmente parlando, penso di esser nella media come dotazione, mi piace scopare mia moglie che, però, è sempre più esigente in fatto di sesso. Sembra che a lei, che è una bella donna, alta, bionda, occhi chiari, quarta di seno, bocca ampia idonea ai pompini che fa benissimo ed un bel culo sempre pronto a ricevere il mio cazzo, non soddisfi più il sesso che facciano fra noi. «Uffa! Mi annoia la solita scopata! Vorrei emozioni nuove. Tu sei bravo, ma io ho bisogno di sentirmi un po' più troia.» Queste parole mi hanno chiaramente messo in allarme: dovevo, in qualche modo, cercare di neutralizzare la possibilità di ricevere delle "corna" senza saperlo, così le ho avanzato delle proposte piuttosto accattivanti. «Vuoi che lo facciamo con un’altra coppia o, meglio, con un lui?» Era un sabato mattina, entrambi liberi dal lavoro, distesi a letto, quando le ho fatto questa proposta, mentre la chiavavo. «Promettimi che, quanto prima, mi farai godere due cazzi insieme!» Ho acconsentito, pensando che lo stesse dicendo in quanto eccitata e che, come al solito, più tardi, sfogata la libidine del momento, la cosa sarebbe finita nel dimenticatoio. Era già successo che si era eccitata all’idea di trovarsi fra più maschi, ma poi, venuto meno il momento erotico, tutto era rimasto relegato a fantasie da letto, dovute alla momentanea eccitazione. La sera siamo andati a spizzicare qualcosa ad una sagra paesana che si svolgeva in riva al lago, distante una mezz’ora da casa nostra. Già prima di partire, mi era apparsa alquanto strana. Si era vestita e preparata con cura. Indossava una mini nera molto corta, che le fasciava il culo, modellandolo in maniera davvero molto sensuale. Sopra aveva indossato una camicetta bianca che lasciava poco all’immaginazione, perché allacciata da due soli bottoni, senza celare alla vista il reggiseno bianco, molto sottile, che le gonfiava i seni spingendoli in alto, in bella mostra. Mentre stavamo spiluccando qua e là, mi ricordò la promessa che le avevo fatto al mattino. L’ho guardata ed ho cercato di capire se il suo fosse uno scherzo o meno. «Ma sei seria? Guarda che ti prendo in parola e, se poi ti tiri indietro, mi fai dispiacere ed arrabbiare.» Lei mi ha guardato intensamente e mi ha riferito che, al solo pensiero, l'aveva già tutta bagnata. Ho allungato una mano al di sotto del tavolo e gliel'ho infilata sotto la gonna: era bagnatissima e priva di mutandine. «Mah, allora sei davvero decisa?» Lei mi ha rivolto un sorriso malizioso ed ha annuito. Poi ha appoggiato la sua mano sulla patta dei miei pantaloni ed ha potuto verificare che anch’io ero eccitato all'idea. «Porco, anche tu sei molto eccitato! Che razza di maiale ho sposato, se si eccita al solo pensiero che io voglia scopare un cazzo diverso dal suo? Sei un vero porco!» Le ho piantato gli occhi fissi sul viso per carpire ogni più piccola espressione, mentre le chiedevo come intendeva agire. Lei ci ha riflettuto un attimo, poi si è girata verso la pista da ballo, dove un'orchestrina suonava musica live. «Forse è meglio che io vada in pista da sola, cosi mi sarà più facile rimorchiare un bel ragazzo per realizzare il nostro progetto.» Si è alzata ed ha percorso il breve tratto fino a raggiungere la pista da ballo. L’ho seguita con lo sguardo, sempre prestando molta attenzione a chi le si fosse avvicinata. Poteva sembrare semplice, ma non lo era per niente per una coppia sposata trovare un altro cazzo, in mezzo a tutta quella gente; fin da subito ho notato che a lei tanti non erano di suo gradimento. Anna si mostrava molto selettiva: dopo aver rifiutato molti inviti a ballare, si è diretta verso il bar. Ho visto che un ragazzo le si è avvicinato, offrendole qualcosa da bere e lei ha accettato. Il giovane l’ha invitata a sedersi ad un tavolino, dove era già seduto un altro uomo, sicuramente più adulto di noi. Era un uomo molto distinto, grande, che subito ha carpito l'interesse di Anna, dicendole delle cose che la facevano ridere, per poi accettare anche di ballare con lui. Li ho guardati volteggiare in pista. Il tizio sapeva ballare molto bene e Anna era davvero divertita. Ero eccitato al pensiero che, dopo, Anna intendeva scopare con qualcun altro. Ero preso in queste mie riflessioni, quando lei, con un cenno, mi ha chiesto di avvicinarmi. Mi son seduto con loro, il cuore mi batteva forte, il cazzo mi scoppiava nei pantaloni. Si son presentati: Andrea era il giovane, di circa 30 anni e Piero, il più grande, di circa 50, che si è rivolto a me: «Anna mi ha riferito ogni cosa e mi sento di dire che sei davvero fortunato ad avere una moglie bella e solare come lei!» Il tempo di finire i drink che avevano davanti e Piero ci invitò tutti a casa sua: viveva da solo e la sua abitazione era a pochi passi da dove ci trovavamo. Ho scrutato il viso di mia moglie: i suoi occhi brillavano di felicità e lussuria. Era eccitata e, sicuramente, aveva la figa bagnata. Non potevo deluderla ed ho subito acconsentito. Appena usciti dalla piazza ed incamminati per il piccolo vicolo che conduceva alla sua abitazione, Piero ha abbracciato Anna stringendola a sé e le ha detto qualcosa mentre la baciava sul collo. Lei si è girata e mi ha guardato con un sorriso ammaliante. Dentro di me ho pensato che finalmente mi era chiaro che Anna era una gran troia! Appena entrati in casa, Piero ed Andrea hanno iniziato a spogliarla e baciarla in bocca. Piero ha suggerito di accomodarci in camera da letto per star più comodi. In camera ci siamo spogliati tutti velocemente ed ho notato, fin da subito, che il cazzo di Piero era quello più grande in tutto, sia in lunghezza che in circonferenza. Grosso e maestoso, svettava potente da far brillare gli occhi di Anna, che mi ha guardato laccandosi le labbra. Quello di Andrea era forse un po’ più lungo del mio, ma di uguale spessore. Subito Anna è stata fatta distendere supina, a cosce aperte, sul letto e, mentre Piero ha iniziato a leccarle la figa, Andrea le ha messo il cazzo in bocca. Lei ha preso subito ad ansimare e gemere dal piacere; non ha perso tempo a fargli uno dei suoi stupendi bocchini. «Brava, troia, succhia!» Piero la leccava, infilandole le dita in figa, Anna sembrava un'altra, era eccitatissima e li incitava a scoparla ed a farla godere. «Sì, sfondatemi tutta! Sono la vostra troia! Su, che vi voglio tutti!» Ero incantato da questa trasformazione. Stentavo a riconoscere mia moglie. Poi si è messa a pecorina e, mentre Piero la scopava da dietro, lei continuava a succhiare il cazzo di Andrea. «Che bella porcona! Ti sfondo tutta, zoccola!» Vederla alle prese con due cazzi era una scena molto arrapante, che avevamo immaginato tante volte, ma mai realizzata. Ora mi sembrava di vedere un film porno, da quanto lei era coinvolta e ne godeva. Mi son avvicinato e le ho messo il mio cazzo vicino alla bocca, lei succhiava avidamente tutti e due i cazzi, mentre Piero la sbatteva con colpi ben assestati. Lei non faceva altro che gridare di piacere. «Sì, ancora più forte! Vengo! Godo!» Ha preso a godere di un orgasmo infinito e sempre più intenso. Ci siamo messi d'impegno a scoparla a lungo. Le abbiamo fatto provare molti orgasmi, alternandoci a penetrarla in tutti i buchi: bocca, figa, culo. Quando ero convinto che avesse saziato la sua voglia, avendoci fatto venire in abbondanza in ogni suo buco, lei, non contenta, si è girata verso Piero e gli ha ricordato quanto le aveva promesso, lasciandomi non poco sorpreso. «Adesso mantieni la promessa e fammi la doppia!» L’ho guardata stupito e lei si è resa conto che aveva parlato senza riflettere; io ero davvero stupito, incredulo: lei e Piero erano d’accordo?! Dopo un attimo di incertezza, Piero si è sdraiato supino, Anna si è impalata sul suo cazzo ancora durissimo e si è sdraiata su di lui. Lui l’ha afferrata per i fianchi spingendola un po’ in alto e mettendo bene in evidenza il suo bel culo. Andrea le si è misso dietro e, prima ha bagnato il buchetto con della saliva, con la mano se ne è messa anche un po’ sulla punta del cazzo, per poi appoggiarlo al buco. L’ha penetrata spingendolo lentamente dentro di lei, che ha preso subito a gemere e godere. «Sì, cazzo, come vi sento! Spingi... piano! Sì, dai, spingimelo tutto dentro!» Lui le ha lasciato qualche istante per adattarsi alla penetrazione, poi entrambi hanno iniziato a scoparla, come due tori scatenati. La sfondavano e Andrea le dava delle sonore sculacciate, mentre affondava il cazzo dentro il suo culo. «Tieni, troia! Senti come ti sfondo il culo? Dai, godi, puttana! Era questo che volevi no?» Lei gridava di piacere. Era sconvolta e urlava, mentre la pompavano senza ritengo. «Sì, così! Su, sfondatemi! Rompetemi tutta! Vengo! Adesso, vengo!» La guardavo in preda ad un misto di rabbia e piacere immenso. Ero straordinariamente eccitato nel vedere quella scena di lei così puttana, che godeva tantissimo; il cazzo mi è ridiventato subito duro. Mi son messo davanti a lei e gliel'ho infilato in bocca per farmi fare un ricco pompino. «Succhialo, puttana! Sei una troia! Intanto adesso succhialo, che ti voglio sborrare in gola, zoccola!» Sembrava impazzita! Mi ha succhiato il cazzo come un'indemoniata, mentre loro le sfondavano i buchi sempre più velocemente. Le son venuto in bocca. lei ha serrato le labbra ed ha ingoiato tutto, leccando fino all’ultima stilla. Poi è stata la volta di Andrea, che le ha riempito il culo di sperma. «Eccomi, troia! Adesso ti sborro in culo!» È rimasto immobile, piantato a fondo dentro di lei, che ha goduto ancora nel sentirlo sborrare. Poi anche Piero le è venuto dentro, ma davanti. «Adesso tocca a me, puttana: senti come ti inondo la figa, troia?» Siamo rimasti in silenzio per un lungo istante. Solo il rumore dei nostri respiri ansanti era percepibile nella stanza. Lei si è sciolta dal loro abbraccio e mi ha guardato con occhi da maliarda; poi ha abbassato lo sguardo e mi ha dato la spiegazione che attendevo, parlando sommessamente. «Lui è Piero, il mio nuovo dirigente. Da quando è arrivato qui, mi ha fatto una corte spietata. Avrebbe voluto subito portarmi a letto, ma gli ho detto che non era possibile perché ero già fornita di un cazzo e mi bastava. Lui non si è arreso ed ha insistito, dicendo che una bella donna come me non poteva accontentarsi di uno solo, ma, come minimo, ne doveva avere due. Tu, da tempo, insistevi per farlo in tre e, così, ho architettato questa messa in scena. Questa sera eravamo d’accordo per vederci qui, ma non sapevo che lui avrebbe portato un amico. In gioco vi era il fatto che, se mi fosse piaciuto farlo in tre, lui mi avrebbe dovuto far provare una doppia penetrazione. Il resto lo hai visto da te. Ora, però, mi rendo conto d'averti tradito, per cui sono pronta a pagarne le conseguenze.» La guardo senza sapere se incazzarmi o adorare questa stupenda femmina. È Piero che rompe” l’impasse" ed aggiunge: «Se fossi in te, una donna così me la terrei ben stretta. Ti ha fatto godere, ha reso reale una tua fantasia e, in più, ha dimostrato di esser capace di ammettere un errore. Ero convinto che tu ne fossi al corrente, ma, in ogni caso, non può non riconoscersi quanto sia eccezionale!» Guardo mia moglie mentre loro si allontanano per andare in bagno. Resto un attimo a riflettere sul fatto che la mia bella mogliettina è una gran troia, le sorrido, ci rivestiamo e ci salutiamo. Piero, sulla soglia della porta, le dice una cosa che mi fa quasi ritornare il cazzo durissimo. «Se, per caso, lui dovesse lasciarti, sappi che io ti accoglierei a braccia aperte. Se invece ti tiene, qui sarete sempre i benvenuti!» È iniziato così un cambiamento radicale della nostra vita matrimoniale e, soprattutto, sessuale.
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2 anni fa
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Nicole la mia schiava parigina e inizio castità forzata
Nicole è una ragazza francese di origine italiana. Mi scrive una mail il sette di giugno dicendo che è da sempre una mia grande lettrice, ma che solo ora si è sentita pronta a fare il grande passo e a contattarmi. Per provocazione le chiedo di mostrarmi la merce, cosa che le ho chiesto per metterla in imbarazzo e vedere se è veramente una sottomessa, o una delle solite folgorate sulla via delle sfumature di grigio, a posteriori credo che l’avesse capito essendo una persona molto intelligente. La sua risposta mi lascia abbastanza basito oltre a mandarmi le foto mi dice che è pronta e disponibile a fare qualsiasi cosa le ordinerò. E’ una ragazza abbastanza alta, un seno non grandissimo anche se comunque porta una terza misura, un bel sederino. Le dico allora che comunicare la mail non è che sia tanto comoda e che su whatapp o telegram sarebbe più comodo. Lei mi dà immediatamente il suo numero di cellulare chiedendomi di scriverle subito, che è impaziente di diventare la mia schiava anche se è fidanzata, ma non le interessa. Nella foga però mi dice però una cosa da cui si denota che dalla lettura dei miei racconti non ha colto quello che mi piace di più ordinare, infatti mi dice che si masturba spesso fino anche a tre volte al giorno. Le scrivo subito su whatapp dicendole che sono esigente e che come prima cosa dovrà pulire il water con la lingua, lei dice che è una cosa che un po’ la disgusta condividendo l’appartamento con altre persone, ma che obbedirà. A questo punto le ordino dieci giorni di castità forzata e di depilarsi completamente la passerina, lei mi risponde che prenderà subito appuntamento con l’estetista per depilarsela e che per lei sarà dura non toccarsi in quanto le piace masturbarsi spesso. Mi dice poi che domani è il suo compleanno e che viene il suo ragazzo dall’Italia e che sicuramente vorrà scopare, ma le rispondo che essendo in castità forzata non può farlo, ma può far godere lui, ma non viceversa lui non può toccarla. Lei anche se controvoglia mi dice che obbedisce. Il ragazzo non prende affatto bene la cosa e contrariato dal fatto di essersi fatto un viaggio dall’Italia a Parigi per trovare la sua ragazza che non lo fa neanche scopare la molla. La sera dopo capita un fatto che rischia di stroncare il nostro rapporto, essendo fuori a un compleanno di un amico le rispondo che non posso occuparmi di lei e non la prende bene dicendo che come lei mi ha dato serietà come schiava io le devo dare serietà come padrone e che non vuole più essere una mia schiava e si limiterà a masturbarsi sui miei racconti come aveva fatto prima di contattarmi. Capisco subito però che in realtà ciò non è vero e che dice questo solo perché si è sentita trascurata, per un paio di giorni mi manda messaggi in cui mi tiene il broncio, fino a che mi dice che avevo ragione io e che si era sentita trascurata, voleva farmelo capire. Io le dico che va bene, ma deve chiedermi scusa in ginocchia e la castità sarebbe stata di quindici giorni e non più di dieci. Il pomeriggio successivo mi scrive un messaggio in cui dice che si è svegliata con il lenzuolo tutto bagnato dai suoi umori, che si sente mentalmente assoggettata a me e per fortuna aveva i pantaloni perché le cadevano gli umori lungo la gamba. Le difficoltà di Nicole sono ogni giorno superiori in quanto facendo la baby sitter per arrotondare si mette inevitabilmente in certe posizioni con le gambe andando a stimolare parti sensibili, cosa che rende ancora più difficoltoso resistere alla castità. Almeno due, tre volte al giorno mi dice che questa prova le sta facendo passare le pene dell’inferno, ma vuole farcela per soddisfare il suo padrone, oltre che nel timore per quella che sarebbe la punizione se non ce la facesse. Per vedere se effettivamente sta rispettando la castità forzata le chiedo di farmi vedere le mutandine che indossa e mi mostra degli slip completamente impregnati di umori, poi mi dice che questa sera prima di coricarsi leggerà lo stesso qualcuno dei miei racconti anche se sa di farsi del male non potendosi toccare. Il giorno dopo la cosa si fa sentire quando è seduta con le bambine su un tavolo avrebbe voglia di incrociare le gambe per darsi un po’ di piacere, ma riesce a resistere e a non farlo. La sera va a letto presto senza leggere racconti erotici, sperando di dormire meglio della notte precedente. La mattina però non sta affatto bene si sveglia con un raffreddore accentuato, ma dopo aver preso dei farmaci nel pomeriggio le passa subito, torna ad eccitarsi e mi dice che ogni volta che le scrivo o mi sente è felice e si eccita subito. Nei giorni seguenti non ci sono sussulti si abitua alla castità forzata, anche se soffrendo arriva però un momento particolare quando deve andare dall’estetista per fare la manutenzione alla depilazione della passerina. L’estetista era una ragazza di 22 anni, molto gioviale che parlava con lei del più e del meno in tranquillità, ma l’imbarazzo è venuto quando per qualche istante le ha toccato il clitoride e si è accorta di quanto era bagnata e allora le ha fatto un sorrisino ammiccando.
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2 anni fa
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Una scopata all’autogrill.
Sono Silvana, ho 32 anni, mora, capelli a caschetto, occhi marroni, bocca ampia ed un bel culo tondo e sodo. Porto una terza di seno, che fa ancora un figurone. Sono sposata da quattro anni con Piero, un bel maschio che mi scopa bene e, nonostante ciò, pur non essendo una che tradisce il marito facilmente, devo dire che, in 4 anni di matrimonio, una scappatella con un bel ragazzo me la ero già concessa. Questo è stato possibile perché mi sono accorta che anche mio marito mi aveva cornificato con una badante che assisteva mia suocera e, quindi, mi son sentita libera di concedermi qualche sporadica e veloce avventura ogni volta che ne avverto il bisogno. Mi reputo una persona che ha la ferma convinzione che, nella vita, bisognerebbe fare un po’ di esperienze anche fuori dalla sfera coniugale, sia per una questione di una più profonda autostima, ma anche perché, ogni tanto, una novità rende il rapporto coniugale più forte. Eravamo in viaggio verso il Gargano, dove avremmo trascorso una decina di giorni di puro relax, dopo un intenso periodo lavorativo e anche molto impegnativo, come genitori di una bimba di due anni. Dopo tre ore di viaggio, ho chiesto a mio marito di fare una sosta. Eravamo quasi a metà mattinata, ero vestita leggera, avevo una gonnellina che copriva il perizoma nero con sopra una maglietta che evidenziava i miei seni liberi da ogni costrizione. Il sudore aveva bagnato la maglietta ed i capezzoli erano ben in evidenza. Mio marito ci aveva scherzato un poco. «Sembri una puttanella pronta a farti montare.» Quella battuta mi aveva eccitato talmente tanto che, prima di arrivare nell’area di sosta, mi ero piegata sul suo cazzo e gli avevo fatto un pompino, facendolo sfogare nella mia bocca. «Accidenti, mi stai davvero facendo morire. Dai, che sborro!» Ovviamente la bambina dormiva tranquilla dietro, ben assicurata al seggiolino e io ero rimasta con una voglia pazzesca, che speravo ben presto di togliermi; non vedevo l'ora di arrivare in hotel per sfogarmi. Quella fermata in autogrill era provvidenziale, volevo sciacquarmi la bocca e darmi una rinfrescata per proseguire il viaggio. A mio marito non piace l’aria condizionata e già il caldo cominciava a farsi sentire. Appena giunti nel parcheggio, gli suggerisco di restare con la bambina, mentre io vado a rinfrescarmi ed a prendere qualcosa per spezzare la mattinata, mentre lui, appagato e soddisfatto dal mio lavoretto di bocca, mi sorride felice e mi dice di fare con calma. Lo credo bene che è soddisfatto, sono proprio una bravissima succhiacazzi, virtù che lui apprezza notevolmente. Entro nel ristoro e, per prima cosa, cerco il bagno. Per raggiungerlo devo attraversare tutto il locale e passare davanti agli scaffali che espongono divere cose, che vanno dal mangiare ai giornali. Mentre butto uno sguardo distratto ai giornali, vedo un camionista che sbircia, non visto dai clienti nel salone, una rivista porno e, istintivamente, i miei occhi cadono su lui e subito dopo sulle foto porno. Lui si gira e mi spoglia con lo sguardo. I suoi occhi sono penetranti e carichi di lussuria; capisco benissimo cosa pensa, mentre mi vede lì con la mia gonnellina ed i seni a vista con i capezzoli che rischiano di bucare la stoffa. Cerco di distogliere lo sguardo da lui, ma è come se ci fossi rimasta ipnotizzata. Restiamo a fissarci per un tempo lungo, senza che nessuno di noi due dice nulla, poi, con uno sforzo enorme, mi stacco dai suoi occhi e vado in toilette. Vi è pochissima gente, fortunatamente i bagni sono puliti e così mi infilo nell’ultimo, quello più in fondo al locale. Faccio per chiudere la porta, quando sento una mano forzarla e vedo il mio camionista che entra e la chiude dietro di sé. Resto immobile, stupita dal gesto inaspettato, ma, nello stesso tempo, quasi sperato. Senza dir nulla, le sue mani afferrano decise i miei seni, mentre comincia a baciarmi in bocca. La sua lingua entra prepotentemente nella mia. Il gesto è così deciso come la sua prepotente fermezza, le mani mi strizzano i capezzoli ed il bacio cosi impetuoso, mi provocano subito un orgasmo violentissimo, che subito mi fa aprire le gambe, nell'attesa di esser scopata come l’ultima delle troie. Lui mi appoggia alla parete, mi alza la maglietta e libera il mio seno nudo. Subito prende a leccare e mordere i capezzoli, facendomi impazzire di piacere, mentre le sue mani scendono sotto la mini e mi sfilano il perizoma. Vedo che si abbassa i pantaloncini corti che indossa e, senza far altro, mi fa mettere una mano dentro. È così che faccio la conoscenza con una verga davvero unica, durissima, di notevole spessore ma anche abbastanza lunga; devo faticare per impugnarla. Quando la estraggo, trovo conferma a quanto ho percepito con la sola stretta nella mano. Mi rendo conto che è esageratamente grosso, mai preso un cazzo cosi nella mia vita. Solo l’idea di averlo dentro, mi porta quasi ad avere un altro orgasmo. Mi abbasso e lo porto alle labbra, lui geme e mi invita a succhiarlo. È enorme non entra nella mia bocca. «Brava leccalo e succhialo che poi ti sfondo!» Ci gioco un po', ma lui non ha intenzione di perder tempo; mi fa sollevare una gamba e la appoggia sul water, io lo afferro e porto quella meraviglia a contatta della mia fica, che sta già schiumando; poi metto le mani sul suo culo ed aspetto. Lui prende le mie natiche e mi penetra con un solo affondo, rude e violento, e mi lascia senza fiato. Le pareti della vagina sono ben lubrificate dal primo orgasmo avuto e, nonostante questo, fatico nel sentirlo penetrare dentro di me. È davvero un cazzo esagerato e, pur essendo, bella larga e pronta, sento quel cazzo che si fa spazio a fatica. Incomincia a scoparmi senza ritegno. Sento il mio corpo spinto contro la parete del bagno e il dolore iniziale lascia il posto al piacere. Si spinge tutto dentro di me e quando le sue palle sbattono conto il mio culetto, emetto un gemito, che lui prontamente spegne con un bacio. Continuo ad appoggiare le mani alle sue natiche per sentir spingere dentro di me quell'arnese stupendo e, quando lo fa quasi uscire, per poi infilarlo di nuovo tutto dentro, mi fa godere tantissimo. Ho un orgasmo continuo, repentino e sempre più intenso, roba da svenire. Non riesco più a fermarmi e lo assecondo nei movimenti, mentre ogni singola mia cellula è travolta dal piacere ed i muscoli vaginali operano al meglio per accoglierlo facendomi, nello stesso tempo, sentire assurdamente riempita. Sono esausta e sfinita dalla repentina serie di orgasmi provati, mentre lui sembra esser infaticabile: non è ancora venuto! Lo guardo negli occhi e lo supplico di concludere. «Dai, vienimi dentro, sono protetta e vedi di farlo in fretta: c’è mio marito che mi aspetta in macchina.» Lui mi guarda e sorride con un ghigno beffardo. «Aspetterà!» Poi riprende a scoparmi con più veemenza. Mi morde i capezzoli sino a farmi male e, ben presto, riprendo a godere senza che la mia mente possa pensare ad altro se non ad impazzire per il piacere che sto provando. Godo urlando il mio piacere nella sua bocca e lascio che lui faccia quello che vuole. Lo prego ancora una volta di venire, ma lui imperterrito continua a scoparmi, senza pietà. Mi sento bruciare la fica come non mi era mai successo. Quando lo tira fuori, valuto che è molto più lungo di quello di mio marito che, una volta, per gioco, avevo misurato ed arrivava a circa una ventina di centimetri. Ora però mi meraviglio di come posso tenerlo tutto dentro di me, senza esser uccisa. Poi, quando lo affonda di nuovo tutto dentro, sbattendomi le palle sulle mie chiappe, ho solo il fiato per emettere un nuovo gemito, presto seguito da un altro e, infine, da un ulteriore orgasmo. Lo estrae e mi invita a succhiarlo per farlo sborrare. «Non riesco a venire, ho scopato troppo poco, prendilo in bocca e fammi venire.» Mi rendo conto che è passato troppo tempo e devo, in ogni caso, porre fine al gioco. Mi piego veloce e cerco di prenderlo tra le labbra, ma sto scomoda: il luogo è troppo angusto per un bocchino fatto bene, non riesco a farlo entrare in bocca tanto è grosso per circonferenza e allora capisco perché mi brucia così tanto la fica. Gli prendo solo l’inizio della cappella e comincio a succhiarla, lui continua a incitarmi di prenderlo tutto in bocca, ma, non ci riesco. Lui si spazientisce, mi fa alzare e mi fa piegare con le mani appoggiate al coperchio del water, si mette dietro di me e rapidamente me lo rimette nella fica da dietro e riprende a pomparmi con un ritmo fortissimo. Mi prende il terrore che volesse mettermelo nel culo. Mi scopa violentemente e sento la fica che mi brucia ancor di più. Lo sento che si appoggia alla mia schiena, mi prende le tette e stringendole mi da un paio di colpi, che quasi mi sfondano, poi, finalmente, sborra dentro di me. Un getto caldo riesce a riempirmi tutta e a farmi godere ancora una volta. Resto sfinita appoggiata al muro, mentre lo sento che si svuota dentro di me. Sento la sua sborra colare giù per le gambe e mi sembra che stia pisciando da quanta ne esce. Lui rapidamente tira su i pantaloncini, rimette dentro la sua proboscide ed esce, come se non fossi mai esistita. Aspetto un attimo per riprender fiato e ritornare ad assumere un aspetto normale. Velocemente mi pulisco con della carta e poi esco. Solo ora mi rendo conto che mi son fatta scopare in uno squallido bagno e, per questo, mi sento una perfetta idiota, ma, nello stesso tempo, penso a quanto ho goduto sotto i colpi di quel cazzo esagerato e mi ritorna la mia autostima. Esco dalla toilette e noto lo sguardo lascivo di una donna che, evidentemente, deve aver capito cosa abbiamo fatto. Torno nel locale, dove acquisto in tutta fretta qualcosa. Salgo in macchina, mio marito riparte ed ironizza sul fatto che ho impiegato tanto tempo. «Che cazzo hai fatto in tutto questo tempo? Ti sei fatta una scopata con qualcuno?» Io, con le cosce doloranti e la fica gonfia e tumefatta dallo sforzo affrontato, gli ricambio il sorriso e rispondo nello stesso tono. «Sono dovuta andare in bagno ed ho trovato gente in coda. Purtroppo non ho avuto l'occasione di darla a qualcuno, però, se mi fosse capitato, chissà...?!» E mentre lui sorride alla mia battuta, io giro lo sguardo e vedo il mio camionista che esce e passa a poca distanza da noi. Lo guardo e lui mi sorride sornione. Poi chiudo gli occhi e stringo forte le cosce, tentando di riprovare a sentire la verga di quello sconosciuto dentro di me.
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2 anni fa
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Gode solo se la guardo mentre me la montano.
Mi chiamo Stefano e, fra pochi giorni, avrò 62 anni. Sono di media statura, ma con il corpo ben curato che non dimostra gli anni dell’età anagrafica. Mantengo molto allenato il mio fisico, facendo come minimo un’ora al giorno di nuoto. Porto i capelli molto corti per mascherare un principio di calvizie e, sessualmente parlando, ha una dotazione oltre la norma, sia in lunghezza che circonferenza. Di professione sono architetto e da 25 anni sono sposato con Anna, che ha 15 anni meno di me. Anna è una donna bellissima, che cura il suo corpo in maniera maniacale. È alta un metro e ottanta e ha una capigliatura nera e lunga davvero splendida. In effetti non ha nemmeno un capello bianco. Nei suoi meravigliosi 45 anni, lei ha sempre mantenuto il suo fisico in perfetta forma e, anche la gravidanza, non ha in nessun modo intaccato la sua bellezza. Il suo seno è una quarta, bella tonda, che sembra frutto di un lavoro di un chirurgo estetico, mentre è naturale al 100%. Il suo ventre è piatto ed ha un culo bello tondo, sodo ed alto, che sormonta due cosce stupendamente lunghe e ben affusolate. La sua bocca è ampia e le sue labbra sono carnose. La nostra storia è cominciata quando suo padre, un facoltoso imprenditore specializzato in lavori edili stradali, contattò lo studio dove io lavoravo come architetto, per chiedermi di realizzare un progetto molto particolare: voleva una magnifica villa per la sua figlia ventenne. È stato in quell’occasione che ho conosciuto Anna e il fatto di stare sempre una accanto all’altro nel progettare quella sua nuova dimora, ci ha fatto innamorare. Sono rimasto affascinato dal fatto che, nonostante fosse così giovane, aveva un carattere forte, determinato, e molto sicura di sé. Nello stesso tempo, era la donna più dolce del mondo, quando stava al mio fianco, perché anche lei era rimasta affascinata dalla mia sicurezza e, soprattutto, dal modo gentile e molto educato con cui la trattavo. Dopo poco tempo, siam finiti a letto insieme. È stata una notte di sesso sconvolgente, dove lei ha dato prova di tutta la sua esperienza. La sua bocca era qualcosa di travolgente, ingoiava il mio cazzo fino alle palle, cosa che mi ha veramente fatto impazzire di piacere e la sua fica era qualcosa di assolutamente unico: una superba fonte da dove sgorgava nettare in continuazione, aveva orgasmi a ripetizione, senza soluzione di continuità. L’unico suo neo era di aver ancora il culetto vergine, ma, dopo il primo anno di matrimonio, sono riuscito a farle apprezzare anche quel nuovo tipo di piacere. Perdere la sua verginità anale è stato un momento veramente molto bello, dove io ho dato sfoggio a tutta la mia abilità nel preparare quel foro ad esser iniziato a nuovi piaceri. Per prima cosa, l’ho scopata fino a sfinirla e, una volta sazia e rilassata, ho iniziato a preparare il suo buchetto, lavorandolo con lingua e dita, lubrificandolo in maniera molto abbondante e così, quando le ho spinto dentro la cappella del mio cazzo, lei ha avuto solo un breve attimo di bruciore, quando ho varcato la soglia dello sfintere, per poi lasciarle il tempo di abituarsi, così da farle provare solo piacere. Ne è stata così felice che, per molto tempo, oltre ad una bella scopata, preferiva anche farsi inculare con forza e vigore. Tutto questo è proseguito fin quando non si è ritrovata incinta e, anche dopo, non ha disdegnato di concludere una bella scopata, con un orgasmo forte appagante mentre sentiva me che le inondavo il culo. I nostri anni di matrimonio sono stati sempre bellissimi. La nostra vita sessuale è stata un crescendo di emozioni e di intense scopate molto appaganti. A questo va aggiunto che ho sempre apprezzato gli sguardi che altri maschi le rivolgevano, indugiando sulle sue forme e, dentro di me, ne ero inorgoglito. Lei, però, non ha mai fatto niente per provocare situazioni di quel tipo e anch’io non afferravo bene le sensazioni che provavo nell'avvertir piacere per quell'involontario esibizionismo. La svolta avvenne circa cinque anni fa, durante il matrimonio di mio nipote. In quell’occasione Anna era semplicemente magnifica. Il suo abito era asimmetrico, con un top sagomato che le accarezzava la figura e sottolineava il punto vita, mentre le varie lunghezze del vestito davanti si aprivano liberamente sulle gambe, leggere e svolazzanti, lasciando intravedere le forme attraverso un discreto nude look. Ai piedi calzava delle décolleté nere tacco 12, legate alla caviglia con un cintino. Dopo la sposa era la donna più bella della festa. Durante il ricevimento, una simpatica orchestrina suonava per intrattenere gli ospiti e molti maschi erano venuti al nostro tavolo per invitarla a ballare. È stato quello il momento in cui, osservando mia moglie stretta fra le braccia di altri uomini, improvvisamente, mi si è aperta la mente: quella cosa mi faceva impazzire di piacere! Quello che mi mandava ai pazzi era il fatto che mi rendevo conto che molti di loro, in maniera più o meno velata, strusciavano il loro inguine gonfio, contro il ventre di mia moglie. È stata una sensazione incredibilmente forte, contrastante, ma che, nello stesso tempo, mi ha procurato una eccitazione così forte che ho dovuto faticare molto, per mascherare il grosso bozzo che avevo sul davanti dei pantaloni. Ricordo che quella sera, dentro il nostro letto, l’ho scopata in modo bestiale. Sembrava insaziabile. La sbattevo con un vigore ed una passione così forte, che quasi non mi sembrava vero. Dopo anni, mi sembrava di scopare mia moglie come nei primi tempi di matrimonio. Sembrava insaziabile. La sbattevo con un vigore ed una passione tale che quasi non mi sembrava reale. Nella mente mi folgorava l’idea di immaginarla sotto un altro maschio che la pompava con estremo ardore. Questa cosa è andata avanti per alcune sere e, poiché, come già detto, Anna è una donna intelligente, ha notato subito questo rinnovato ardore nei nostri amplessi. Dopo una ennesima scopata, in cui l’ho sentita godere bene ed a lungo, mentre eravamo abbracciati a farci le coccole, con la sua voce dolcissima mi ha esternato le sue osservazioni. «Amore, lungi dal lamentarmi, ma, in questi ultimi giorni, sento che il nostro sesso è ritornato ad esser quello focoso, intenso, degli anni passati. Ripeto, non che mi dispiaccia, ma a cosa son dovuti questi rinnovati momenti in cui mi scopi con un ardore e vigore tanto sconvolgente? Dimmi che non è frutto di pasticche o altri aiuti chimici, di cui tanto si parla. Non voglio che tu metta a repentaglio la tua salute, per farmi godere ancor di più.» Ero certo che, prima o poi, se ne fosse accorta e, fissandola negli occhi, non senza un minimo di imbarazzo, ho cercato le parole giuste per spiegarglielo. «Tranquilla, amore, non faccio uso di nessun tipo di viagra o altre sostanze simili, ma diciamo che c’è qualcosa, nel mio rapporto con te, che mi eccita oltremodo. È una cosa che non so spiegarti per bene e, soprattutto, non vorrei esser frainteso o che le mie parole ti offendessero e, in qualche modo, poter creare problemi fra noi.» Lei si è sollevata dal letto e guardandomi fisso negli occhi, con aria un po’ impaurita, ha preteso che le spiegassi meglio. «Ti prego, amore, non farmi stare in ansia. Noi due ci siam sempre detti tutto senza nulla nascondere, quindi, ti prego, apri il tuo cuore e dimmi cosa ti crea questo strano stato di imbarazzo e, nello stesso tempo, di forte eccitazione.» Fatto un profondo respiro, ho cercato di dosare le parole, mentre vedevo i suoi occhi carichi di profonda attesa. «Sono sempre stato fiero della tua bellezza e, orgogliosamente, ho sempre osservato le persone che ti ammiravano, ma alcuni giorni fa, quando siamo stati al matrimonio, è successa una cosa strana che, in un certo modo, faccio fatica a spiegarti, perché io stesso provo difficoltà a spiegare anche a me stesso. È successo mentre ballavi ed io ti guardavo; molti dei maschi che ballavano con te, ecco… qui mi diventa difficile spiegarlo, in breve, mi eccitava vedere come essi strofinavano il loro pacco duro contro il tuo ventre. In qualche modo, la cosa mi ha eccitato tantissimo, perché, in quel momento, ho pensato quanto sarebbe stato bello vederti mentre godevi sotto i colpi del cazzo di un altro uomo. È questo che sconvolge la mia mente in questi giorni; mi eccita così tanto che, come hai potuto notare, ti scopo con rinnovato ardore, perché, nella mia mente, immagino che quello che ti sta facendo godere non sono io, ma un altro.» Mi guarda per un attimo sbalordita, poi abbassa gli occhi e, dopo avermi baciato, la sua voce ha assunto il tono di un flebile lamento. «Comprendo appieno le tue sensazioni, perché, ti sembrerà strano, ma in un certo modo anch’io mi sono sempre sentita inorgoglita quando altri maschi mi osservavano e alcuni, in maniera non troppo velata, mi facevano capire che avrebbero fatto carte false pur di avermi nel loro letto, ma, fino a qualche giorno fa, anche a me era sembrato solo un gioco piacevole e niente di più. Invece anch’io, mentre ballavo con quei maschi, mi sono eccitata moltissimo nel sentire i loro sessi duri premere contro il mio ventre. La cosa, in sé e per sé, non mi dava particolare eccitazione, non era il cazzo che premeva che mi eccitava, bensì ben altra cosa e molto particolare: godevo del fatto che tutto avveniva mentre tu mi guardavi! Mi eccitava sapere che mi guardavi, mentre venivo trastullata da quelle verghe. Anch’io non so dare una spiegazione a questa strana sensazione, ma ammetto che, mentre ora mi scopi in maniera così sconvolgente, a volte chiudo gli occhi ed immagino che sia un altro maschio che mi sta sbattendo, mentre tu sei lì' e mi osservi; questo fatto mi eccita e mi fa godere in maniera incredibile.» Essere guardata da me. Quel fatto di farlo davanti a me, ha in qualche modo illuminato il lato oscuro del gioco, che ancora non avevo percepito. Lei lo faceva per esser guardata da me ed io ne godevo nel guardarla. È stata la svolta della nostra vita. Quella sera siamo stati tutta la notte a parlare delle nostre sensazioni, delle emozioni, del piacere che questa strana sensazione ci regalava. Non era tanto il desiderio di interagire con altri maschi il fulcro del nostro piacere, ma il fatto di farlo mentre io la guardavo o, meglio, mentre lei lo faceva sapendo che io la stessi osservando. Di colpo la nostra vita sessuale è cambiata radicalmente. Non è che ci siamo buttati allo sbaraglio, al contrario, abbiamo pianificato situazioni, momenti, per il nostro piacere che, poi, si sono rivelate essere di un erotismo sconvolgente. Lentamente ho preso a farla esibire in posti e luoghi dove nessuno ci conosceva, facendola indossare abiti un po’ più corti e tacchi sempre più alti e questo, naturalmente, la faceva eccitare così tanto che a volte eravamo costretti a fermare l’auto e scopare direttamente sul sedile, perché l’eccitazione era talmente elevata che nessuno dei due riusciva a resistere fino a casa. Per tre anni, questo gioco ci ha letteralmente fatto impazzire. Poi, circa due anni fa, poco dopo la laurea di mio figlio, anch'egli in architettura, siamo andati una settimana in vacanza io e lei da soli, in Croazia. Appena giunti ci siam resi conto che su quelle spiagge, star nudi era qualcosa di assolutamente normale e, se all’inizio, è stata un po’ titubante, anche Anna, alla fine, ha accettato di prender il sole nuda. Naturalmente vederla desiderata da altri maschi che si masturbavano per lei, mi ha eccitato ancor di più ed una sera, mentre eravamo seduti in un piccolo ristorante, un uomo seduto al tavolo accanto al nostro, per tutta la serata ha continuato a fissare mia moglie con occhi carichi di desiderio. Quella sera non so cosa mi abbia preso, ma, usciti dal ristorante e visto che lui continuava a seguirla con lo sguardo, anziché andare verso il centro della città, mi sono diretto verso il porticciolo e, giunti all’estremità del molo, in una zona abbastanza buia, con lui che ci aveva seguiti a distanza, ho chiesto ad Anna una cosa che, in un primo istante, l'ha abbastanza sconvolta. «Perché non provi a giocare con lui qui, adesso, davanti a me?» Lei mi ha guardato certamente sorpresa, poi si è girata verso il tizio che era a poca distanza da noi e, con un cenno, l’ha fatto avvicinare. Giunto a breve distanza da noi, lei si è inginocchiata davanti a lui e, in un attimo gli ha estratto il cazzo dai pantaloni, abbastanza lungo ma non troppo grosso. Sempre guardandomi fisso negli occhi, ha preso a leccare e segare quel tizio che gemeva in maniera decisamente soddisfatta. Anch’io avevo il cazzo in mano e Anna alternava la sua bocca tra il mio e quello dell'altro. È stato lui il primo a venire con un grido quasi soffocato, schizzando il suo seme sul viso di mia moglie. Dopo averlo spremuto bene, l’uomo ci ha rivolto un inchino e se n’è andato. Allora io ho sollevato mia moglie e, dopo averla appoggiata al muretto, ho preso a scoparla come una puttana. «Troia! Puttana! Senti come me lo fai diventare duro quando fai la zoccola con un altro?» Lei era eccitata in maniera da non credere. «Porco, maiale! Ammettilo che ti è piaciuto da morire vedermi succhiare quel cazzo e, soprattutto, vederlo che mi copriva la faccia di sborra. Sei un maiale! Sei un porco! E adesso voglio che mi scopi, facendomi sentire quanto hai gradito che io faccia la puttana per te.» Sono venuto dentro di lei, inondandole il ventre con una sborrata da produzione industriale. Il giorno successivo, siamo andati in una piccola spiaggia, dove abbiamo fatto la conoscenza di Mario, un singolo molto simpatico ed educato. La sua età era di poco superiore alla nostra, ma il suo modo garbato ha saputo conquistare la nostra simpatia. Abbiamo passato l’intera giornata a parlare con lui e ci siam resi conto che era molto esperto, sia in esibizionismo che nel gioco che avevamo da poco scoperto. «Stefano, devi capire che il potere della mente è di gran lunga più forte di qualsiasi viagra esistente al mondo. Una donna bella come Anna è già, in sé per sé, qualcosa che eccita la fantasia di ogni maschio per la sua prorompente bellezza; se poi aggiungi che fra di voi c’è una stupenda complicità, è assolutamente normale che il vostro gioco ecciti anche altri in maniera così travolgente. Son sicuro che il passo successivo sarà quello di volerla veder far sesso con un altro uomo e questo sarà il punto di svolta del vostro rapporto. In quel momento dovrai decidere se continuare ad interagire con lei o fare il cuckold sic et sempliciter.» Ho riflettuto molto sulle sue parole e soprattutto sul fatto che non mi sentivo ancora pronto per esser un cuckold. La cosa che invece mi faceva impazzire era la sensazione provata quando Anna aveva preso in bocca il cazzo di quello sconosciuto, la sera prima. Una emozione così forte che al solo pensiero mi veniva duro come il marmo. Quella sera siamo andati a cena insieme a lui ed Anna era davvero molto intrigante. Indossava un abitino non troppo lungo, nero, con spacco laterale, la scollatura, non troppo esagerata, lasciava intravedere un reggiseno di pizzo, con sotto un perizoma quasi invisibile, trucco leggero, capelli mossi, scarpe dal tacco 12. Mario quando l’ha vista, le ha esternato tutti i possibili complimenti e la sua forte ammirazione. Durante la cena, ho fatto in modo di lasciarli soli e questo ha rafforzato un po’ la loro tresca, così, quando siamo usciti, lui ci ha invitato nel suo appartamento, a bere un liquore che fanno da quelle parti. Una volta in casa, io ed Anna ci siamo dati uno sguardo d’intesa e, mentre eravamo tutti e tre seduti sul divano, a sorseggiare il liquore, io ho allungato una mano ed ho accarezzato le cosce di mia moglie, che si è girata verso di me e mi ha baciato in bocca, mentre schiudeva le gambe. Lui è rimasto ad osservarci in silenzio e, solo quando io, con uno sguardo intesa l’ho invitato ad allungare le mani su di lei, ha preso a risalire la coscia di mia moglie, accarezzandola lentamente per vagliare la sua reazione. Anna si è staccata da me, mi ha guardato dritto negli occhi e quando io le ho fatto un cenno di assenso, si è girata verso di lui e l’ha baciato in bocca. È stato un momento sconvolgente! Ho sentito qualcosa di strano dentro di me, un misto di piacere, eccitazione, gelosia, paura e profondo orgoglio. I due hanno limonato per un po’, mentre lui ora le accarezzava la fica da sopra il sottile tessuto del perizoma. Io mi son alzato e inginocchiato fra le cosce di mia moglie, le ho sfilato lo string e subito ho preso ad affondare la mia lingua fra le valve della sua figa. Il profumo del suo piacere era qualcosa di inebriante, che mi stordiva, e quando la mia lingua, ha preso a scorrere lungo lo spacco della sua figa ed è risalita su, fino a quel bottoncino duro e molto sensibile, lei ha serrato di colpo le gambe, bloccando la mia testa ed ha cominciato a gemere, mentre continuava a baciare Mario. Il suo corpo ha preso a vibrare, a tremare in maniera sconvolgente, mentre ora le mani di lui le carezzavano il seno e ne stimolavano i capezzoli, facendola gemere ancor di più, mentre la mia bocca veniva riempita per la prima volta da un orgasmo. Ho bevuto quel piacere fino all’ultima goccia, mentre mia moglie continuava a tremare e gemere di piacere sotto le nostre mani. Ad un tratto ci siamo staccati, lei si è alzata in piedi davanti a noi e, con fare lento e molto lascivo, ha fatto cadere per terra tutti i suoi indumenti, rimanendo meravigliosamente nuda. L’abbiamo imitata in un attimo e tutti e tre nudi ci siamo portati sul letto e, sdraiati di lato a lei, abbiamo preso a baciarla e carezzarla facendola godere moltissimo. Mario si è rivelato un uomo molto esperto e anche lui ha fatto godere Anna, leccandola avidamente fra le cosce, mentre lei si infilava la sua splendida verga tutta in bocca. Anche lui ha una bella dotazione ed ho provato molto piacere nel vedere con quanta abilità mia moglie se lo spingeva giù per la gola, strappandogli gemiti e, dopo che lei ha goduto sotto i colpi della sua lingua, lui si è staccato ed ha sfilato il cazzo dalla bocca di mia moglie, mentre si complimentava per la sua bravura. «Caspita! Ha una bocca che è qualcosa di superbamente meraviglioso!» Per un lungo istante siamo rimasti tutti e tre immobili. Entrambi tenevamo il cazzo in mano, teso e duro, ma sembrava che nessuno di noi due fosse pronto ad andare oltre. Ho fissato Anna negli occhi e vi ho letto il desiderio di non fermarsi, quindi mi sono girato verso Mario e appoggiando una mano sulla sua spalla l'ho invitato a scopare mia moglie. «Dai, prendila tu! Voglio vedere mia moglie godere sotto i colpi del cazzo di un altro uomo.» Lui ha guardato Anna, le ha sorriso, poi si è inginocchiato fra le sue cosce e dopo aver spennellato più volte la grossa cappella lungo le labbra della fica di mia moglie, che, già fradicia di umori, teneva le cosce aperte, pronta a riceverlo, lui lentamente le è scivolato tutto dentro. Quando ho visto il corpo di Mario aderire a quello di mia moglie e la bocca di lei spalancarsi senza emettere nessun suono, dentro di me ho provato una forte eccitazione, che quasi mi ha fatto godere all’istante. Finalmente vedevo i miei sogni realizzati e finalmente vedevo esattamente quello che volevo vedere: mia moglie scopata da un altro maschio! È stato qualcosa di sconvolgente. Lui ha preso a pomparla movendosi con un ritmo abbastanza veloce e cadenzato. Lei ha preso a godere un orgasmo dopo l’altro e, ad ogni orgasmo che raggiungeva, girava il suo sguardo verso di me. Ad un tratto ha allungato le mani e ha preteso la mia presenza accanto a sé. Inginocchiato di lato alla sua testa, ho visto il suo viso sfatto dal piacere e poi la sua mano si è sollevata, ha afferrato il mio membro e l’ha portato alla bocca. Ha preso a succhiarlo per un po’, fin quando Mario si è sfilato da lei e l’ha costretta a girarsi in ginocchio; posizionatosi dietro di lei, ha preso a penetrarla tenendola per i fianchi, mentre io, sdraiato davanti a lei, le offrivo il mio cazzo da succhiare. Ad ogni affondo di lui, lei riceveva tutto il mio cazzo in fondo alla gola. L’abbiamo sentita godere ancora altre volte, fin quando lui, dopo un ennesimo orgasmo, si è sfilato da lei ed ha cominciato a schizzare sopra la sua schiena, ricoprendola di sborra. Anch’io, non ho resistito a quella visione così forte e le ho riversato in bocca tutto il mio piacere. Siamo rimasti sdraiati in silenzio per alcuni istanti, poi lui si è complimentato con Anna per la sua potente carica erotica. Dopo esserci dati una ripulita, siamo usciti e tornati al nostro alloggio; appena dentro, senza che nessuno dei due dicesse nulla, ci siamo immediatamente spogliati e sdraiati sul letto; abbiamo cominciato a scopare come se tutto il piacere provato prima non fosse mai esistito. È stata una scopata lunga, intensa e molto appagante. Ho sentito Anna godere ripetutamente, mentre la sbattevo come un toro scatenato. Alla fine le ho riversato in corpo tutto il mio piacere e, sdraiati di lato, siamo rimasti abbracciati. Il sonno ci ha sorpresi e all’alba eravamo ancora abbracciati. Lei si è svegliata un attimo prima di me, ho sentito la sua bocca baciare la mia, e scendere giù lungo il mio corpo fino ad impossessarsi ancora del mio sesso che è subito diventato duro. Sono rimasto un po’ stupito dalla mia repentina erezione, mentre la sua bocca continuava ad indugiare lungo l’asta ed a succhiare le palle, facendomi gemere di piacere. Quando si è resa conto che ero all’apice dell’erezione, mi ha spinto a sdraiarmi supino e, di colpo, è salita su di me e si è impalata sulla mia verga. Ha preso a ondeggiare avanti/indietro offrendomi il suo splendido seno da succhiare e da godere. I suoi ripetuti orgasmi hanno rotto il silenzio della stanza e, alla fine, stremata, prima ancora che io avessi raggiunto l’orgasmo, si è sdraiata su di me. La sua voce, resa languida dal piacere, ha riempito di gioia il mio cuore. «Ti amo! Ti amo come non ha mai amato nessuno in vita mia e poi, son contenta di passare la mia vita sempre così, in maniera così tenera, con te. Ieri sera ho provato un’emozione indicibile quando mi hai offerto a lui e, nello stesso tempo, ho goduto tantissimo nel vedere te che mi osservavi mentre scopavo con lui. È stato qualcosa di veramente sconvolgente, ma non tanto per il fatto che Mario è sicuramente un attimo amante, bravo nel far godere una donna ed un ottimo stallone da monta o perché mi ha chiavato in maniera molto appagante, quanto per il fatto che tutto è avvenuto sotto i tuoi occhi pieni di lussuria. È qualcosa che mi manda ai pazzi veder il tuo viso che si illumina nel vedermi godere, mentre lui mi sbatte con furia e mi scopa come una troia. Grazie, amor mio. Grazie perché mi regali queste emozioni così belle e intense.» Stretta a me, l’ha baciata e spintala di lato, ho preso a scoparla come un toro scatenato. Ero così eccitato che mi è bastato poco per riversarle in corpo tutto il mio piacere, proprio nello stesso istante in cui anche lei raggiungeva un ennesimo orgasmo. Soddisfatti siamo rimasti abbracciati e, con le lacrime agli occhi, ho esternato il mio piacere. «Non devi ringraziarmi, perché è una cosa che abbiamo voluto entrambi. È stato un momento, anche per me, così intenso e sconvolgente che, al solo pensiero, come vedi, godo all’istante. È stato veramente bello vederti godere sotto i colpi della sua verga, mentre ti sbatteva come una troia e, soprattutto, è stato meraviglioso schizzare nella tua bocca nello stesso istante in cui lui ha preso ad eruttare sulla tua schiena. Io ti amo e questo per me è solo un gioco, che spero che in nessun modo vada ad intaccare il nostro amore, il nostro rapporto e la profonda fiducia e stima che ho nei tuoi confronti. In qualunque momento dovessi ritenere che il nostro rapporto possa esser in pericolo, interromperemo senz'altro il gioco, perché l’unica cosa che dobbiamo perseguire è la tua felicità, il tuo piacere ed il tuo amore.» Abbiamo trascorso il resto della settimana in compagnia del nostro amico ed abbiamo fatto sesso ancora altre volte con lui, sempre sotto il mio attento sguardo. Estasiato, ha ammirato Anna godere sempre di più. Tornati nella nostra città, abbiamo potuto constatare che Mario non abitava molto lontano da noi e così abbiamo ripetuto altre volte quel gioco. Spesso e volentieri, Anna ha voluto esser posseduta in doppia da noi, cosa che l’ha fatta godere in maniera incredibile. Poi, circa un mese fa, avevamo programmato di passare una serata insieme, ma all’ultimo momento ho avuto un impegno e tutto è stato rinviato. Alcuni giorni dopo, mentre parlavo con Anna per riprogrammare quel nostro nuovo incontro con Mario, che ormai era diventato il nostro bull di fiducia, ad un tratto, dentro di me, è affiorata un’idea un po’ strana che le ho subito esternato. «Forse non avremmo dovuto rinunciare a quella serata. In fondo di Mario mi fido e ho piena fiducia in te, quindi avresti anche potuto andar da sola e passare la serata con lui.» Questa nuova idea mi ha procurato un’erezione incredibile e lei non ha potuto non mostrarsi sorpresa. «Perché avrei dovuto accettare di passare la serata con lui, da sola? Ogni volta che siamo stati insieme è sempre stato molto bello, perché tu mi guardavi mentre godevo con lui, quindi, perché ora vuoi che io lo faccia da sola?» L’ho guardata ed ho notato un certo velo di preoccupazione nei suoi occhi, quindi ho cercato di rasserenare la sua mente. «È vero, quello che dici è esattamente quello che abbiamo sempre fatto. È per questo che, forse, questa volta avremmo dovuto sperimentare qualcosa di nuovo. Potrebbe esser interessante vederti il giorno dopo e sentire te che mi racconti tutto ciò che è avvenuto con lui, senza la mia presenza. Tutto questo nasce dal fatto che ho piena fiducia sia in lui che in te, soprattutto perché questo nasce dal desiderio di vedere cosa succede se sei lontana dal mio sguardo. È una cosa che non abbiamo mai fatto e, quindi, potrebbe esser interessante sperimentare.» Lei mi ha guardato un po’ titubante, poi, ha si è tuffata in un’attenta riflessione su come avrebbe potuto essere un’esperienza completamente nuova da vivere. Ieri sera, per la prima volta, è uscita da sola e lui era fuori ad attenderla; insieme se ne sono andati, mentre io son rimasto in casa, sconvolto da una montagna di pensieri. Avevo sensazioni molto contrastanti. Un misto di gelosia e piacere, mi hanno procurato un’erezione sconvolgente e mi sono masturbato, pensando a lei che, in qualche modo, era a sua completa disposizione e questo mi faceva impazzire. Ho vissuto una notte insonne, immaginandola in mille modi e mille posizioni ed ora che la vedo tornare, son curioso di sapere da lei quali sensazioni ha provato. Appena dentro, mi rendo conto che il suo sguardo non è esattamente felice e mi liquida velocemente, dicendo che è stanca e che, dopo aver riposato un po’, mi racconterà tutto. Passo delle ore sui carboni ardenti e, quando lei si sveglia, mi bacia, mi abbraccia e guardandomi dritto negli occhi, le sue parole sono qualcosa di veramente sconvolgente. «Mario è una persona stupenda, capace di farmi godere molto e intensamente. Aveva in programma una serata veramente stupenda, durante la quale mi ha esibito e masturbato davanti ad alcune persone, che si sono segate per me e mi ha anche scopato sotto lo sguardo estasiato di un altro uomo, che mi ha sborrato sui piedi. Il resto della serata lo abbiamo passato in casa sua, prima sotto la doccia e poi nel suo letto, dove, ripetutamente, mi ha posseduto facendomi godere moltissimo. Questo sicuramente ti farà molto felice, ma non fa felice me. È stato molto bello, intenso e, per certi versi, anche molto appagante, ma è mancato l’elemento più importante di tutta la serata: il tuo sguardo. Senza i tuoi occhi addosso, io non godo. Sì, fisicamente raggiungo l’orgasmo, urlo e strillo di piacere, ma nella mia mente, nel mio cuore, nel mio esser troia per te, mi mancano i tuoi occhi. Senza i tuoi occhi io non sono niente, non sono appagata da nulla. Ti prego, non chiedermi mai più di ripetere una simile esperienza. Io godo, se vedo che ammiri il mio esser puttana. Raggiungo l’orgasmo quando leggo il piacere nei tuoi occhi e mi sento troia quando tu accarezzi il mio corpo, mentre un altro mi monta e mi spacca in due.» Alcuni giorni dopo, ne abbiamo riparlato con Mario e anche lui ha convenuto che il gioco è bello se siamo tutti e tre insieme ed io, di questo, sono così immensamente felice che ho abbracciato mia moglie e proprio non so se, in futuro, ripeteremo quest’esperienza. Per il momento son felice ed appagato per tutto quello che insieme siamo capaci di donarci.
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2 anni fa
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Un appuntamento trasgressivo con un uomo
Nelle fasi del passaggio dall’adolescenza alla gioventù non ho mai considerato gli uomini come possibili partner sessuali, né tanto meno ho mai considerato di poter fare sesso con qualche ragazzo. Nella età adulta, più per desiderio di conoscere ma anche per una certa motivazione di ordine sessuale, avendo del tempo libero a disposizione e non avendo nessuna relazione con una donna, sono stato attratto dal mondo gay. Per curiosare sono entrato in un famoso sito di incontri. Immagino che il mio processo di pensiero sia stato: "Sono abbastanza carino, forse posso semplicemente farmi fare un pompino e far sparire questo arrapamento che ho". Ero ancora abbastanza giovane ed avevo bisogno di far sfogare il mio cazzo e la mia mente. Devo ammettere che l'attenzione che ho ricevuto dai ragazzi che ho contattato e conosciuto online è stata una bellissima sorpresa e una pregevole sensazione. A molti di loro piaceva davvero il mio uccello, le sue dimensioni e la circonferenza. Ovviamente non pensavo che il mio sesso fosse qualcosa di entusiasmante, lo ammetto, in fondo non era eccezionalmente lungo anche se abbastanza grosso. Molti altri avevano un approccio più dolce e socievole. Molto coinvolgente ed interessante. Navigare nel sito è stato piacevole e, pertanto, ci sono rimasto per un po’ di tempo. Continuavo a diventare sempre più incuriosito dalle proposte di incontri che qualche ragazzo mi offriva, l’idea di provare questa nuova esperienza, diversa da quelle fatte fino a quel momento, incominciava a farsi strada nella mia mente. Alla fine, dopo qualche tempo, ho ceduto alla mia inquietudine e ho deciso di accettare l’invito di un ragazzo ad incontrarci dal vivo. Online si faceva chiamare Marco. Quell’invito a conoscerci ha fatto scattare qualcosa in me, nella mia mente si è formata l’idea che fare sesso con un uomo potesse essere molto interessante, in fondo siamo tutti un po’ attratti dalle situazioni ambigue. Mi ricordo ancora perfettamente come si è svolto e cosa è successo in quell’incontro con Marco. Ci siamo dati appuntamento per fare conoscenza e valutare il nostro feeling davanti un bar del centro della città, molto frequentato quindi molto anonimo. Marco, un ragazzo dalla carnagione molto chiara, alto circa un metro e ottantacinque, molto magro, dall’aspetto normale. Sicuramente non frequentava una palestre, il suo fisico era tonico ma non palestrato. Non faceva trasparire minimamente il suo interesse sessuale per gli uomini. Portava i capelli lunghi ed aveva gli occhi di un verde scuro molto intenso. Era, come si dice in genere, “un bell’uomo”. Dopo aver parlato forse per un'ora delle nostre esperienze di vita e del nostro lavoro, ho capito che potevamo passare ad un livello superiore di conoscenza, a qualcosa di più “intimo”. Lui era della stessa mia idea, un buon feeling era nato tra di noi. Quindi gli chiesi: “Se sei d’accordo, possiamo continuare la nostra conversazione in un luogo più tranquillo, casa mia non è molto distante da qui. Possiamo raggiungerla a piedi in pochi minuti.” Lui rispose con un sì entusiastico, ed aggiunse: “Mi piacerebbe molto, ho voglia di approfondire la nostra conoscenza.” Pertanto, siamo usciti dal Bar e ci siamo avviati. Mentre andavamo verso casa abbiamo continuato a parlare amabilmente delle nostre amicizie e dei nostri desideri. Io ero estremamente nervoso ma ormai non potevo tirarmi indietro, stava arrivando il momento di trasgredire. Entrati in casa mi sono assicurato che tutto fosse ok, che lui si sentisse a proprio agio. L’ho invitato a sedersi sul divano ed abbiamo continuato a parlare affabilmente. Io ero un po’ in tensione perché mi preoccupavo per il mio nervosismo, immaginavo che potesse impedire al mio cazzo di diventare duro. Gli ho offerto da bere, mentre parlavamo e sorseggiavamo una birra fredda, il mio cuore batteva all’impazzata, ero veramente agitato per la situazione. Lui se ne accorse e, per stemperare la tensione, incominciò a parlare di sé, di come, prima dell’incontro, avesse fantasticato su di me. Marco, con voce calma, disse: “Fino ad ora, tutto quello che avevo ipotizzato si è concretizzato nella realtà, ora spero che tutto il resto dei miei sogni su di te si possano avverare. Credo, se accadranno, che non te ne pentirai.” Quindi mi chiese: “Se sei d’accordo, possiamo spostarci nella stanza da letto, li potrò mettere in pratica quello che ho in mente e, spero, di esaudire anche i tuoi desideri.” Senza proferire una parola mi alzai, gli indicai la stanza e, facendo strada, ci avviammo. Quando fummo dentro lui si sedette sul letto scrutandomi con uno sguardo eccitato. Ho pensato: "A questo punto non posso più scappare, ora è il momento". Quindi, dopo aver slacciato e tolto le scarpe, mi abbassai lentamente i pantaloni e restai solo con i boxer. Il mio cazzo era ancora semiduro, prima che me ne accorgessi lui, con una mano, a iniziato ad accarezzarlo abbassando l’indumento intimo. Ho provato a rilassarmi, preoccupato che il mio nervosismo impedisse al mio cazzo di stare sull'attenti. Mentre tentavo di rilassarmi chiudendo anche gli occhi e facendo un respiro profondo, sentivo le mani di Marco palpeggiare la mia verga e le mie palle con delicatezza. Stimolazione che ha avuto l’effetto voluto, il mio cazzo si è indurito e, quindi, si è sviluppata una erezione notevole. La sua mano lavorava su di esso in modo impagabile, lo scappellava e poi stimolava le mia palle massaggiandole e stringendole con la mano. Una volta completamente eretto, Marco ha iniziato a leccarlo e a succhiarlo. Ho sentito qualcosa di meraviglioso e caldo avvolgermi lentamente il cazzo. La mia risposta immediata fu dei gridolini di piacere: “Bellissimo, mi fai morire, la tua bocca è caldissima, la tua lingua è divina.” Il mio cazzo era duro come una roccia. Sentivo la sua lingua girare intorno alla cappella con un vortice di sensazioni bellissime che non riesco a descrivere a parole. Quindi allungai la mano e la appoggiai sulla parte posteriore della sua testa desiderando entrare completamente dentro di lui. Spinsi leggermente e lui colse il suggerimento e ingoiò ogni centimetro del mio cazzo. Sentivo il suo naso appoggiarsi appena sotto l’ombelico. Ero completamente in paradiso. La sua bocca sembrava velluto, così morbida e calda mentre faceva il suo lavoro muovendosi su e giù sul mio cazzo. Le sensazioni che provavo mi fornivano l’idea che, in fondo, un pompino fatto da un uomo non era così diverso da quello di una donna. È stato fantastico e ho capito che aveva senso quello che avevo cercato. All'improvviso mi è venuto in mente che non avevamo mai parlato se accettava la mia sborra in bocca o se l'avrei dovuto tirata fuori la verga prima dell’orgasmo. Sentendo avvicinare sempre di più l’apice del piacere, gemendo, gli dissi: “Ooohhh. Siiii mi fai impazzire. Sei veramente bravo, sto per venire, vuoi che lo tiri fuori dalla tua bocca”. Queste sono le uniche parole che sono riuscito a dire. Lui, per tutta risposta, aumentava la velocità e, maneggiando più intensamente le mie palle, lo spinse più in profondità dentro la sua bocca. Stavo perdendo il controllo. Ero in paradiso. Ho iniziato a sentire delle vigorose contrazioni e il mio orgasmo fu così forte che ho dovuto appoggiarmi al letto per evitare che le mie gambe si piegassero. Ho avuto uno degli orgasmi più intensi che ricordi, probabilmente, per via della situazione che al momento mi sembrava molto strana. Era stato un pompino tra i più goderecci che abbia mai avuto. Dopo aver ingoiato il mio sperma, lui ha ripulito tutta la cappella leccandola, sensazione splendida e piacevolissima. Quando si è allontanato da me ho iniziato a tirarmi su il boxer, Marco si alzò, e ci sedemmo sul letto. Io ero completamente appagato e Marco, dall’espressione del suo volto, faceva trasparire tutta la sua soddisfazione. Come un fidanzatino alla prima esperienza, gli chiesi: “Ti è piaciuto? A me tantissimo, mi hai fatto provare sensazioni bellissime e molto intense.” Lui risposte: “Certamente che mi è piaciuto, era quello che volevo. Ma non pensare minimamente che sia finito qui, ora viene il mio turno. Voglio godere anch’io!” Rimasi interdetto, cosa intendeva con “ora viene il mio turno, voglio godere anch’io?” Quindi gli chiesi: “Spiegami, cosa pensi possa succedere ora?” Marco, per tutta risposta, si alzò sul letto dicendo: “Ora te lo faccio vedere.” Iniziò, con movimenti lenti, a togliersi la camicia, quindi, si sfilò i pantaloni e, in ultimo, lo slip rimanendo completamente nudo. Aveva un fisico, anche se non palestrato, molto armonioso. Quello che mi ha colpito di più era l’enorme cazzo che gli pendeva d’avanti, molto carnoso e dalla circonferenza impressionate. Doveva essere lungo più di 22 centimetri. Rimasi colpito dai suoi movimenti molto eleganti e sensuali. Lui si avvicinò chinandosi e riprendendo in bocca il mio cazzo semi duro. Le sue labbra scivolavano sul glande, con le mani mi stuzzicava le palle e il buco del culo. Un pensiero strano mi è passato per la mente rispetto i suoi propositi, quindi gli chiesi: “Quali sono le tue intenzioni … per caso mi vuoi fare il culo o vuoi che ti succhi il cazzo? Io non l’ho mai fatto e non penso al momento di essere pronto a farlo.” Marco, per tutta risposta: “No … no, non è quella la mia intenzione. Giocavo con il buco del culo per stimolarti una erezione possente e da quello che vedo ci sono riuscito. Le mie intenzioni sono altre ora le vedrai.” Ero di nuovo così eccitato guardandolo mentre Marco faceva lentamente scorrere le dita dentro e fuori e su e giù per il mio didietro. Poi, ogni volta che si appoggiava con le labbra sulla cappella e si infilava dentro la verga sembrava dire: “Sì paziente, ora ti faccio vedere cosa ti aspetta.” Dopo avermi stuzzicato per diversi minuti, alla fine ha spinto il mio cazzo dentro in profondità fino alla gola, l’intera asta era scomparsa dentro, continuando a stuzzicarla con la lingua. Ho scopato lentamente la sua bocca potendo vedere la lussuria sul suo viso e l'anticipazione di tutto quello che avrebbe fatto dopo per farmi impazzire dal piacere. Lui mi guardò, sorrise e lo tirò fuori completamente, poi, girandosi e inginocchiandosi sul letto, posizionò il culo di fronte a me. In ultimo, tirandosi indietro, lo appoggiò sul mio cazzo. Ero molto perplesso ma, allo stesso tempo, molto eccitato. Il cazzo era così duro che mi faceva quasi male. Non era la prima volta che penetravo un culo, lo avevo fatto tante volte con una mia ragazza che amava essere inculata. Ma con un uomo era la prima volta. Marco lanciò un urlo di incitamento: “Dai fottimi, lo voglio tutto dentro il tuo cazzo. Scopami il culo e poi vienimi dentro, lo voglio tutto lì il tuo seme.” Io cominciai a spingere il mio cazzo nel buco, era stretto e poco lubrificato; quindi, lo massaggiai con la punta del mio pene per un po’ per passargli qualche goccia di pre-sperma. Poi, con una pressione più forte, spinsi per aprirgli il buco. Con mia sorpresa fu facile e accolse in mio cazzo dentro con un caldo invito. Marco gemette ed io iniziai a scoparlo prima molto lentamente e non in profondità, poi con più velocità e forza. Continuai così per molti minuti, con una mano lo tiravo dai lunghi capelli e con l’altra lo tenevo dai fianchi. Al tatto aveva una pelle vellutata e bella da toccare. L’ho preso, con le due mai dai fianchi e lo tiravo a me. Poi ho cominciato a rallentare e a spingere la mia verga in profondità dentro di lui. Marco apprezzava questa mia mossa, e disse: “Si, si …. Siiii! Continua così mi fai morire. Dai mettilo tutto dentro, ti sento … ti sento … ti voglio … riempimi il culo di sperma!!!” Una volta che ho ripreso un po' di velocità nello scopare il suo culo, e con la profondità di penetrazione che avevo intrapreso, Marco ansimava e si contorceva dalla goduria. Ho notato che per accompagnare il mio movimento e per eccitarsi di più si masturbava il cazzo con intensità crescente. Il suo pene era ormai duro e dall’aspetto massiccio. Ho continuato a scoparlo fino a quando lui ha raggiunto l’orgasmo, con un fremito poderoso ha urlato la sua soddisfazione ed ha schizzato il suo sperma sulle lenzuola del letto. Una volta che Marco ha raggiunto l’orgasmo, mi sono sdraiato e gli ho chiesto di mettersi a cavalcioni. Lui l’ha fatto e poi ha diretto il mio cazzo verso il suo buco del culo. Ha iniziato a cavalcarmi con una forza ed intensità eccezionale. Stavo impazzendo dal piacere e il mio secondo orgasmo si avvicinava sempre di più. Io lo incitavo: “Dai, infilalo tutto, sto godendo da matti, fammi venire ora … prenditi tutto il mio sperma!” Le mie membra hanno iniziato a vibrare, la mia verga stava fremendo e non poteva più trattenersi; quindi, arrivò violento il primo spruzzo e poi un altro, e via così, il mio seme inondava le sue viscere. Raggiunto l’orgasmo, siamo rimasti distesi sul letto per alcuni minuti, uno accanto all’altro, senza dire una parola. Eravamo completamente soddisfatti ed esausti. Dopo qualche tempo, lui si alzò dal letto dicendomi: “Sono stato meravigliosamente bene con te. Ho goduto ogni singolo momento passato insieme. Spero che sia lo stesso per te.” Io risposi: “Assolutamente sì, sono totalmente soddisfatto del nostro incontro, non potevo chiedere di più.” Marco, piano piano, si rivestì, lo accompagnai all’ingresso, ci salutammo e andò via. Quella fu l'unica volta che lo incontrai, non ci vedemmo più di presenza. Però, quell’incontro, ha creato una breccia nella mia mente che mi ha portato spesso a ripensare a quanto è successo tra me e Marco. Mi ha condotto ad avere una visione totalmente diversa nei rapporti con il mio medesimo sesso. Forma mentis differente da quella in precedenza avuta che in futuro mi ha portato a creare rapporti di amicizia particolari con altri uomini.
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2 anni fa
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Varie
Così mi ha disinibita.
Mi chiamo Anna, ho quarantanove anni, anzi, fra due mesi, cinquanta e sono sposata con Carlo, che ne ha due più di me. Sono alta 1,70, capelli biondo naturale, occhi azzurri, fisico slanciato, seno di una buona terza misura, un culo a mio avviso non troppo bello, ma che rappresenta il culmine di gambe lunghe e ben tornite, bocca normale con labbra non troppo sensuali. Sono, a mio giudizio, una donna come tante. Lavoro in un istituto scolastico, come vice direttore. Nel mio ambiente di lavoro, siamo solo quattro donne ed i restanti nove elementi sono uomini di varie età, dal preside che è il più anziano, sfiora i sessanta, al docente più giovane, che ne ha trentotto. Fra noi c’è una certa armonia, anche se, a volte, bisogna proprio aver tanta pazienza con i maschi, che sembra aver nella testa solo una cosa: il sesso! Io non sono affatto un tipo provocante, né tanto meno una che cerca di farsi notare. Ho un buon rapporto con mio marito, con cui vivo serenamente. Abbiamo un figlio che, dopo la laurea in ingegneria elettronica, vive e lavora in un’altra città. Carlo è il classico marito, alto un po’ più di me, moro, anche se cominciano a vedersi i primi capelli bianchi, occhi scuri, con un po’ di pancetta, ed è sempre allegro e solare: sa mettere tutti a loro agio, in ogni situazione. Lavora come impiegato comunale e non sono sempre stata sicura della sua fedeltà: a volte ho preferito lasciar perdere per non creare dissapori all’interno della coppia. Sessualmente parlando è un porco, che ha trovato in me scarsa complicità in quanto poco propensa a fantasie strane. Quando l’ho conosciuto, venivo da alcuni amori giovanili di scarsa importanza e, per me, lui è stato il primo ed unico vero amore. A letto lui vorrebbe tanto di più, ma io sono molto retriva ed indecisa su cosa concedergli, specie se si parla di sesso anale, che non ho mai voluto provare. Anche con il rapporto orale non do il massimo: lo prendo in bocca e lo succhio un po', poi, quando lui viene, lo sputo sempre. Capisco che la mia scarsa collaborazione possa averlo portato a cercar donne più troie e, su questo, non ho mai voluto indagare più di tanto. Con l’avvicinarsi delle vacanze estive, Carlo mi ha chiesto di cambiare la destinazione dove trascorrere due settimane di assoluto riposo. Generalmente andiamo sempre in riviera ed optiamo per la pensione completa. Io distesa al sole e lui che passeggia e parla con i vicini di ombrellone. Dopo quattro ore di nave ci siamo ritrovati in Corsica. Fin da subito mi è piaciuta l’idea di visitare questa terra, di cui avevo sentito parlare, ma, appena arrivata su una spiaggia, ho capito il motivo per cui lui l’ha scelta. Il 90% delle donne distese al sole erano nude ed il restante erano in topless. «Carlo, dove siamo capitati? Non penserai che io mi metta nuda?!» Lui mi sorride e, dopo aver piantato l’ombrellone e fatta distendere su di un telo, mi si avvicina e mi bacia sul collo. «Tranquilla, qui a nessuno importa se sei nuda o vestita, nessuno ti osserva e, in più, siamo così lontani da casa, che, quand'anche fossi nuda, nessuno sa chi sei.» È questo che mi sussurra dietro la nuca, dandomi bacetti sul collo, ben sapendo che, quando fa così, mi riduce a non negargli quasi nulla. Mi fa distendere a pancia in giù, mi spalma la crema sul corpo e, con un gesto rapido, mi sgancia il reggiseno. Provo ad obiettare, ma lui, con fare calmo e sereno, mi convince a lasciarmi andare. Dopo aver indugiato a lungo anche sulle mie natiche, facendo scomparire il costume nel solco dei glutei, mi fa rigirare. Cerco di coprirmi i seni, ma lui, con estrema delicatezza, mi convince a lasciarli liberi. Mi distendo ed inforco i miei occhiali da sole, giusto per celare un certo imbarazzo che sto provando. Lui continua a spalmar la crema e, quando lo fa sui seni, il gesto diventa un vero e proprio palpeggio, che alla fine mi eccita ed i miei capezzoli gonfi e duri lo dimostrano platealmente. Scivola verso il basso e, alla fine, dopo una mia breve e inutile resistenza, mi sfila anche gli slip. Sono nuda! Subito mi sento avvampare le guance. Mi vorrei rigirare e ma lui, con fare deciso, mi costringe a restare supina. Avverto una strana sensazione di eccitazione nel restar nuda in mezzo alla gente che, apparentemente, non si cura di me, né di noi. Devo ammettere che le sue parole mi hanno instillato dentro una strana sensazione, un certo desiderio di capire se ancora riesco da attirare l’attenzione di maschi sconosciuti, perfetti estranei che non mi conoscono e non già le solite persone con cui ho rapporti di lavoro e da cui ho sempre ricevuto complimenti e, spesso, anche proposte non troppo velate. Osservo, attraverso gli occhiali scuri, le persone intorno e vedo gente rilassata, distratta, che pensa solo al proprio benessere e questo mi tranquillizza e rilassa abbastanza. Dopo un po', Carlo si alza e va a far il bagno. Mi invita a seguirlo, ma io, per l’imbarazzo che provo, non accetto e resto sola, mentre osservo lui che, allontanandosi, guarda le femmine distese al sole. Sento una punta di gelosia e mi metto a guardare tutt'intorno, per analizzare i vari maschi nei pressi della mia postazione. Tre sono decisamente da scartare "a priori", ma due mi sembrano dei magnifici esemplari di maschio. Uno in particolare, mi sta osservando in maniera alquanto eloquente e con una certa insistenza. Si trova a poca distanza da me. Lo osservo meglio e noto che è già in erezione, la cosa mi stupisce e, nello stesso tempo, mi eccita. Mi sento osservata ed i suoi gesti, lenti e precisi, mi indicano che si sta toccando per me e la cosa mi esalta ad un punto tale che divarico appena le gambe e mostro parte della mia micetta, con il suo triangolino di pelo perfettamente curato. Non amo depilarmi totalmente, perché questo genera dei problemi e si rischia di contrarre verruche, cosa capitata ad una mia collega più giovane, che ne ha sofferto molto. Lui percepisce lo scopo del mio movimento e, allora, accentua ulteriormente la masturbazione, evidenziando un sesso decisamente lungo ed anche bello grosso. Fingo indifferenza, mentre, in realtà, mi sto eccitando moltissimo. Il ritorno di Carlo interrompe per un momento il suo muover la mano sul sesso, che, adesso, è un vero e proprio palo di carne, ben teso ed eretto. Il gioco non è sfuggito a mio marito che, con un sorriso sornione, si siede vicino a me e mi accarezza i seni. Il suo gesto non sfugge a quel maschio, che riprende subito a masturbarsi in maniera palese. «Come vedi risulti ancora esser un bel bocconcino, molto appetibile, che suscita interesse.» Lo guardo incuriosita, cercando di capire dove vorrebbe andar a parare, e lui, con il sorriso di chi la sa lunga, mi sfiora il sesso. Lo fermo e lo guardo contrariata. «Adesso non esageriamo! Non vorrai offrire uno spettacolo davanti a tutti.» Lui continua a sorridere e scuote il capo. «Davanti a tutti no, ma se fossimo soli, o quasi, accetteresti di giocare con me?» Lo guardo sorpresa e, nello stesso tempo, incuriosita. «Cosa intendi per giocare? Non vorrai far sesso davanti a sconosciuti?» Lui mi bacia sul capezzolo destro e mi sorride compiaciuto. «Sarebbe una cosa tanto terribile? Non credi che darebbe una bella scossa al nostro rapporto, che, da un po’ di tempo, è entrato nella "routine". Sono certo che non ti farebbe male un poco di autostima: prender atto che riesci ancora ad eccitare un maschio, mi è sembrato che non ti è dispiaciuto, quindi, se lui ci osservasse mentre ti scopo, non credo che gli dispiacerebbe tanto.» Lo guardo, senza rispondere. Mi rendo conto che questa sarà una vacanza molto diversa dalle solite. In fondo è da un po’ di tempo che, mentre facciamo sesso, lui mi parla di certe sue fantasie che coinvolgono altre persone e, in particolare, un maschio ben dotato, non diverso dal nostro vicino, che adesso si sega molto lentamente, cercando di capire se può interessarmi. Per essere un bel maschio lo è, eccome! Mi chiedo se mai riuscirei a far sesso con lui e questo mi mette una certa ansia addosso, che cerco di nascondere dietro gli occhiali. Passiamo buona parte della giornata distesi al sole e, quando vado a fare il bagno, mi sento molto osservata e, stranamente, la cosa mi eccita. In acqua, Carlo mi accarezza e mi fa raggiungere un orgasmo che mi sconvolge, perché tutto accade sotto gli sguardi di tanta gente e la cosa mi ha eccitato tantissimo. Mentre mi distendo di nuovo al sole, vedo il nostro vicino che mi fa un cenno di saluto con il capo, e Carlo, che lo ha notato, gli si avvicina e si mettono a chiacchierare a bassa voce. Poco dopo lo invita sotto il nostro ombrellone, anche perché sono le 14:00 ed il sole picchia forte. Si chiama Luca e, fatte le presentazioni, Carlo, per meglio conoscerlo, lo invita ad illustrarci i posti che val la pena di visitare nei paraggi. «Ci sono molti posti dove prendere il sole in santa pace: qui è bello, ma troppo affollato; se volete, domani vi posso accompagnare in una spiaggetta che, per arrivarci si deve percorrere un sentiero un po' lungo, ma, alla fine, il posto ripaga del sacrificio.» Luca ci racconta che abita in una città vicina alla nostra. Scapolo, ha trentasette anni e lavora in una banca come impiegato. Si rivela da subito una persona molto simpatica, educata, cortese e attenta nei miei confronti. Immediatamente si stabilisce un certo feeling tra noi quando il discorso cade sul sesso. Fra una risata e una battuta anche un po' osé, la situazione si fa incandescente e io avverto forte il suo sguardo su di me, accompagnato da quello compiaciuto di mio marito. Allora decido che andrò di nuovo a far il bagno. Carlo declina l’invito e Luca si offre di accompagnarmi. Ci incamminiamo in silenzio verso la battigia e una volta dentro l’acqua, lui mi si avvicina e, insieme, nuotiamo verso il grande scoglio che emerge, appena poco distante dalla riva. Lì giunti, ci appoggiamo alla roccia e, quando un’onda mi fa perdere la presa, è lui che mi afferra deciso e mi ritrovo fra le sue braccia, girata di schiena: è quello il momento in cui avverto nel solco delle natiche il suo palo perfettamente in tiro. Resto un attimo immobile, ma poi mi allontano. Sentire quel contatto mi ha provocato un certo imbarazzo: sembrava come se lo avessi cercato. Dentro di me sono fortemente combattuta: una parte di me vorrebbe goderselo, ma la parte più pudica e razionale, non mi permette di lasciami andare. Quando torno a distendermi al sole, vedo lo sguardo d’intesa che si scambiano mio marito e Luca. Passiamo il resto del pomeriggio a crogiolarci al sole e, al tramonto, mi rendo conto che siamo rimasti da soli sulla spiaggia. Carlo si guarda intorno e poi, lentamente, si avvicina a me. Sento le sue mani sul mio corpo, mentre Luca ci osserva in silenzio, con il suo membro ben in tiro: sembra stia aspettando il momento giusto per interagire con noi, mentre io, al contrario, sono molto tesa, come se fossi stritolata in una situazione che non mi fa rilassare, anzi, mi innervosisce. Carlo mi accarezza e mi vuole baciare, ma quando io mi giro e rifiuto le sue labbra, lui rimane immobile, un po’ stupito, mentre Luca interviene prontamente, avendo di certo capito il mio disagio. «Perché non torniamo a casa, ci facciamo una bella doccia e andiamo a mangiare il pesce in un bel posto che conosco?» Carlo lo guarda e capisce che non è il caso di insistere. Insieme ci incamminiamo verso le rispettive case e, quando siamo in camera, lui mi stringe a sé e mi bacia con dolcezza. «Scusami se ho esagerato in spiaggia, credevo che ti saresti lasciata andare. Va bene così, sono solo stupito dal tuo rifiuto. Dopo un pomeriggio di provocazioni, ero certo che avresti approfittato a goderti il momento. Ti amo e non voglio forzarti a far nulla che non ti va.» Lo guardo e mi rendo conto che sono nella confusione più totale. Ho voglia di godere, ma non son sicura di esser pronta a quello che vuole lui. Mi stringe a sé e, sotto la doccia, quando mi passa le mani sul collo e sulla schiena, non resisto al desiderio di sentirlo dentro di me. Mi giro, apro le gambe e lui mi penetra con decisione. Lo sento entrare tutto, fino in fondo, e godo subito. Mi stringe a sé. Mi spinge contro la parete della doccia e mi chiava con colpi decisamente forti. Vengo, ma continuo ad assecondarlo, andando incontro al suo corpo con il movimento del bacino; lui mi afferra per i fianchi e mi sbatte come un tappeto. Godo e lo incito a scoparmi, sempre più forte. «Dai… sei … meraviglioso ... ancora.» Lo sento pomparmi sempre più forte, poi, improvvisamente, resta immobile dentro di me ed esplode in un orgasmo travolgente. Viene e mi inonda il ventre di seme bollente, che sento schizzare in profondità. Mi bacia con passione ed impeto. Sento il suo corpo tremare e stringersi a me, che impazzisco per il piacere che provo. Mi guarda compiaciuto e poi, mentre ci asciughiamo, mi sorride divertito. «Sono piacevolmente compiaciuto di sentirti veramente calda e vogliosa. Credo che in parte sia merito di una giornata diversa dal solito e anche del fatto che, oltre me, un altro maschio ha mostrato di desiderarti.» Lo guardo e sorrido, annuendo al suo discorso che trovo perfettamente corretto. «Non mi stupirei se, alla fine di questa vacanza, tu riuscissi a chiavare con lui e me insieme.» Lo guardo scuotendo la testa, lui ride sostenendo che non è il caso di porre limiti alla provvidenza. La sera prosegue con Luca che ci porta in un bel posticino, dove, fra un piatto e l’altro, sono in due che mi coprono di complimenti ed attenzioni, mentre io non riesco a liberarmi dal ritegno che mi assilla e, quando la serata volge al termine, vedo come un velo di delusione nei loro occhi, convinti che avrei accettato di finire il gioco in camera con loro. Luca ci saluta e ci dà appuntamento per il giorno dopo, per andare in spiaggia. A letto, quella sera, Carlo lascia che sia io a parlare ed a chiarirgli che ancora non mi sento libera e che deve aver pazienza. Forse lo dico più a me che a lui. Dentro di me ho una grande incertezza: ho paura di sperimentare un gioco nuovo, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero. Paura di scoprire che il nostro rapporto è cambiato, che potrebbe piacermi e, forse, intaccare l’amore che ho per lui o, che diavolo ne so, ho solo paura! Ho solo incertezza e molta confusione in testa. Il giorno dopo, percorriamo un tratto di strada bianca e poi, giunti in un piccolo parcheggio, lasciamo la vettura e ci incamminiamo per circa venti minuti su un sentiero appena accennato e giungiamo ad una piccola spiaggia di sabbia bianca e finissima, tipo Caraibi. In tutto sarà una striscia di una cinquantina di metri di spiaggia, chiusa fra due enormi costoni di roccia. Anche davanti, nel mare, presenta una corona di rocce che ne impediscono l’accesso, quindi, per raggiungerla, si deve per forza percorrere quel sentiero. Non c’è nessuno e, piantato l’ombrellone e stesi i nostri teli, ci esponiamo al sole. Luca, con la complicità di Carlo, mi spalma la crema sulle spalle e poi, lentamente, copre tutto il mio corpo, fino ad indugiare fra il solco delle natiche, senza forzare; poi scende in basso, fin alle caviglie. Per tutto il tempo che ho sentito le sue mani su di me, il mio corpo si è, gradualmente, rilassato e, quando mi chiede di girami supina, onde procedere allo stesso trattamento anche sul davanti, non oppongo resistenza. Le sue mani scorrono libere su di me e mi provocano un lento e graduale rilassamento, che mi porta, lentamente, ma inesorabilmente, a sentirmi a mio agio. Comincio a godere sotto il tocco di quel lieve spalmare che, ora, è diventato un vero e proprio massaggio erotico, anche senza mai portare le mani sul sesso, ma indugiando molto sui seni ed accarezzando le cosce e tutto il resto del corpo. Sento dentro di me un languore che si sta trasformando in un piacere sottile e molto intenso, ma instillato con pacatezza e delicatezza. Sento che mi sto bagnando e quasi spero che le sue dita si intrufolino dentro il mio corpo; istintivamente schiudo un po' le gambe, quasi ad invitarlo, mentre Carlo ci osserva e si masturba piano il cazzo, ora diventato duro e teso. Mi sono quasi spinta a prender la mano di Luca per metterla sulla fica, che ora reclama il suo piacere, quando dal sentiero sentiamo provenire delle voci; poco dopo, sopraggiunge una coppia, con due ragazzine molto piccole: avranno al massino una decina di anni. Il sopraggiungere di due minori, ci fa subito desistere dal continuare il gioco. La coppia ci fa un cenno di saluto e si sistema un po' più distante da noi. Lui è un bel maschio sulla quarantina, alto e ben piantato, non grasso e con una dotazione che, a riposo, sembra ben messa, lei, nonostante le due gravidanze, sfoggia un fisico da sincera invidia. Ventre piatto e seno bello tondo, avrà al massino trentacinque anni, capelli biondi e corti, labbra carnose e mani con dita lunghe e sottili. Ci osservano un attimo, poi si distendono al sole e si mettono a leggere, quasi ignorandoci. Per scaricare la tensione erotica che ho accumulato con le carezze di Luca, mi alzo e percorro il bagnasciuga, dove le due ragazzine stanno raccogliendo conchiglie. Le guardo e devo riconoscere che son belle come la madre. Gioco un poco con loro, le porgo delle conchiglie e sento che non parlano la nostra lingua, poi, alle mie spalle, si materializza la madre. Ci rivolgiamo un breve sguardo, lei mi sorride e poi va verso il mare ed io, quasi senza un reale motivo, la seguo e ci mettiamo a nuotare dirette alla corona di scogli, fin quando non arriviamo dove la scogliera è più piatta. Un attimo di respiro, lei si avvicina e si presenta. «Piacere di conoscerla, mi chiamo Helen, sono olandese, ma ho vissuto per tre anni in Italia e mi dispiace di aver interrotto il vostro gioco.» Mentre parla, guarda, come me, verso la riva, dove ora i nostri uomini sono in piedi e si stanno parlando. «Piacere, mi chiamo Anna e non si preoccupi più di tanto; non ha interrotto nulla che non si possa riprendere.» Lei mi sorride e continua a parlare. «Adoro questo posto, ci veniamo tutti gli anni, è qui che abbiamo concepito le nostre figlie. Vieni che ti faccio vedere una cosa unica.» Riprende a nuotare verso la grande scogliera che sta poco distante e, arrivata nelle vicinanze, mi fa cenno di immergermi. Prendo una bella boccata d'aria e mi immergo con lei, che mi prende per mano e, appena sotto la superficie, si apre una grande caverna invisibile da fuori e poi subito riemergiamo: lì dentro ci si presenta uno spettacolo indescrivibile. Ci troviamo dentro una grotta appena sotto il pelo dell’acqua ed il sole, che dalla superficie la illumina, fa un effetto quasi simile alla Grotta Azzurra di Capri, solo che qui il colore è di un verde smeraldo bellissimo. Nuotiamo fino ad una lastra di granito appena sul pelo dell’acqua e mi giro per ammirare lo spettacolo che è così bello da togliere il fiato. Seduta con lei vicino che mi guarda, con un gesto lento, mi scosta i capelli bagnati dal viso. Il suo gesto è una carezza dolcissima, che mi lascia alquanto stupita, per poi vedere le sue labbra avvicinarsi alle mie. Sento il suo respiro così vicino che, quando mi bacia, mi sembra di non aver più il mio. Mi bacia con tantissima dolcezza, sento uno strano languore scorrere dentro di me: non ho mai vissuto un'esperienza simile, ma non mi dà alcun fastidio. Non mi sento né tesa, né preoccupata, e nemmeno in imbarazzo; mi sembra come se avessi atteso da sempre di vivere questa emozione. Le sue mani scorrono sul mio corpo. Mi accarezza dolcemente, poi mi fa distendere e, lentamente, scorre su di me. Le sue labbra ora si impossessano dei miei capezzoli, li succhiano e mordono, procurandomi un piacere sconvolgente, che assaporo da immobile e passiva. Sento scorrere liberamente il piacere dal corpo al cervello e poi scendere libero fra le mucose del mio sesso, che si sta bagnando oltremodo. Quando la sua bocca raggiunge il mio monte di Venere, tendo il mio corpo alla disperata ricerca della sua bocca. Mi apre le gambe, si tuffa fra le pieghe della mia carne bollente, che desidera solo sentire la sua bocca. Mi lecca, affondando la sua lingua come un serpente dentro il mio corpo, che reagisce con poderosi fremiti. Godo e gemo in un lungo grido liberatorio; è come se avessi atteso questo momento per sentirmi viva, libera ed appagata. Mi sento come se avessi ricevuto una fortissima scarica di corrente. Tremo e cado in preda a convulsioni che scuotono tutto il mio corpo, per poi, di colpo, restare immobile, svuotata nella mente e nel corpo. Ho avuto un orgasmo sconvolgente che mi ha fatto venire, godere, fino allo stremo delle forze. Le sue mani, adesso, si insinuano dentro di me, allora sollevo la bocca e mi trovo con le labbra sulla sua fica, appena coperta da una leggerissima, e quasi invisibile, peluria bionda e, nonostante, la mia totale inesperienza, mi metto a leccare e succhiare il suo clitoride, in modo da restituire almeno un po’ del piacere ricevuto. Lei abbassa un poco il proprio corpo e sento che asseconda le mie leccate con un movimento lieve ma dolce, abbandonandosi ai fremiti che le provoca il contatto della mia bocca; si muove in maniera da accogliere il piacere che si merita. Mi scopa con due dita piantate dentro di me. Sbatte con il palmo della mano contro il mio bottoncino gonfio e teso e mi fa venire di nuovo. Godo e intensifico la mia leccata per farla godere insieme a me. All’improvviso sento il suo corpo che si tende, viene insieme a me, che sono travolta da un nuovo orgasmo. I nostri corpi vibrano, scossi dal piacere. Poi, lentamente, lei si rigira e le nostre bocche si incontrano, mentre ci guardiamo con occhi estatici di languido piacere. È un attimo e siamo di nuovo avvinghiate in un abbraccio: le labbra si cercano e, quando si trovano, si uniscono in un bacio carico di passione. Sento la sua lingua entrare nella mia bocca e cercare la mia, con cui intreccia una danza erotica che ci travolge nella passione che proviamo. Un bacio lungo, erotico e carico di trasporto che, quando finisce, sembra come se da sempre avessimo desiderato farlo. Scivoliamo di nuovo nell’acqua ed usciamo fuori. Appena riemerse, la luce del sole è quasi un fastidio rispetto alla penombra della caverna. Giunte a riva, usciamo mano nella mano e vedo lo sguardo stupito di mio marito e Luca, che sorridono contenti. Hanno spostato gli ombrelloni vicino alla scogliera ed io e lei ci mettiamo sedute con le spalle rivolte alla roccia, mentre i tre maschi si siedono quasi in ginocchio, a semicerchio, con le spalle rivolte verso il mare. Ci osservano e lei, che è con la spalla appoggiata alla mia, mette una mano sulla mia coscia e, lentamente, mi accarezza, mentre io resto immobile, con gli occhi appena socchiusi, quasi a godere di quel momento. I maschi si stanno eccitando. Mi è chiaro, dal leggero spiraglio tra gli occhi socchiusi, che il gioco, iniziato dentro la grotta, ora si sta replicando qui fuori, ma ci sono le ragazzine che giocano sul bagnasciuga e che, sicuramente, non ci permetteranno di poter fare grandi cose, anche se vedo il marito di Helen, di nome Franz, che, adesso, ha una bella erezione al pari degli altri, e mi osserva con curiosità, quasi a voler capire se, e dove, può spingersi. La mano di lei è scivolata fra le mie gambe, che ho appena divaricato, e anche la mia mano, adesso, scorre sullo spacco umido, avvertendo che l’eccitazione sta prendendo una piega molto piacevole. Con un'occhiata d’intesa con Helen, Franz si alza, va verso il mare e porta entrambe le figlie a far il bagno. Resto un attimo sorpresa, ma non ho il tempo di reagire, che il piacere adesso è aumentato per l’aggiunta della mano di Luca che si è insinuata fra le mie gambe e, poco dopo, si distende e sento la sua lingua che mi lecca e si insinua fra le pieghe della mia micetta bagnata. Anche mio marito si distende e, dopo uno sguardo verso il mare, dove gli altri sono spariti in direzione della scogliera, si tuffa con la bocca sulla fica di Helen, che gradisce il gesto e subito divarica ancora più le gambe, per meglio facilitare il servizietto che lui le sta donando. Sono stupita e, nello stesso tempo, avverto uno strano senso di calore: mi sembra di arrossire, e non mi sento a mio agio. Non capisco cosa mi stia prendendo, ma a veder mio marito a far godere un’altra donna, scatena in me un senso di rabbia, un misto di gelosia e furore. Capisco che è stupido, stiamo giocando, eppure mi fa ingelosire e, quasi con impeto rabbioso, mi sporgo in avanti e prendo il cazzo di Luca in bocca. Non lo succhio, né lo lecco, lo tengo solo in bocca, quasi con rabbia, poi di scatto mi alzo e vado verso il mare, lasciandoli basiti a guardarmi. Carlo si solleva di scatto e mi raggiunge, cingendomi da dietro ai fianchi, mi bacia sul collo. La sua voce è pacata e dolce. «Tranquilla, piccola. Va tutto bene. Sta calma, credevo che ti piacesse e non mi ero reso conto che poteva ingelosirti quello che facevo all'altra. Tranquilla, non è successo nulla e va tutto bene.» Ho gli occhi pieni di lacrime. Mi sto dando della cretina, stupida, e solo la dolcezza delle parole del mio uomo mi fanno tornare sui miei passi. Quando mi siedo di nuovo fra loro, Helen mi bacia e mi sussurra che va tutto bene; anche lei, la prima volta che ha visto Franz con una altra donna, ha sentito uno strano dolore al petto ed ha reagito anche peggio di me: si è alzata ed è andata via, lasciandoli tutti attoniti. Le sue mani mi accarezzano lentamente in modo da farmi riprendere la serenità smarrita. Restiamo un poco in silenzio, fin quando si odono le voci delle ragazzine che escono dal mare, seguite dal padre e vengono a mettersi sui teli, distese accanto a noi. Helen e Franz si scambiano una breve occhiata e, con un cenno del capo, si scambiano un tacito messaggio: adesso è lui che ci invita visitare la caverna sottomarina. Carlo e Luca si mettono subito in piedi vicino a lui, mentre lei mi guarda sorridendo e mi invita a seguirli, onde godermi il momento. Comprendo per bene le sue parole. In breve ci troviamo tutti e quattro a nuotare verso la scogliera, dove Franz ci mostra una sporgenza, indicando il punto esatto dove immergerci per accedere alla grotta. Un attimo dopo riemergiamo dentro quella meraviglia, che è ancor più brillante a causa del sole a picco. Io e Franz ci dirigiamo subito verso lo scoglio piatto in fondo, mentre Carlo e Luca restano un attimo ad ammirare la bellezza del luogo, poi ci raggiungono e si siedono vicino a me. Carlo si è seduto dietro di me, mi abbraccia da dietro ed afferra i miei seni, mentre mi bacia alla base del collo. «Amore, lasciati andare e vedrai che sarà bellissimo.» Mentre mi massaggia i seni, io, istintivamente, socchiudo le cosce e subito Luca ci si infila in mezzo e la sua lingua prende a scorrere lungo lo spacco della mia ostrica, rinnovandomi l’eccitazione che avevo prima. Anche Franz si dà da fare: in piedi, vicino a me, avvicina la sua verga alla mia bocca. In un attimo, mi trovo stimolata fra le cosce, vellicata sul seno da mio marito e, ora, ho questa splendida verga da succhiare. Faccio un profondo respiro e mi lascio andare. Sono travolta dal momento. Ho un orgasmo così intenso che, quando urlo il mio piacere, la voce viene amplificata dalla grotta. Luca, dopo avermi fatto godere, si inginocchia fra le mie cosce e, con un affondo deciso ma lento e dolce, spinge la sua verga tutta dentro di me. Mi sento subito riempire e dilatare e, nello stesso tempo, aumento il risucchio al cazzo che ho in bocca. Dopo aver affondato questo palo di carne dentro di me, Luca si muove con un ritmo più sostenuto e il piacere totale travolge il mio corpo. «Continua, ti prego! Mi fai impazzire! Vengo!» Sono scossa da un orgasmo intenso e Luca mi abbraccia, mentre sto ancora godendo; poi si sdraia sotto di me ed io mi ritrovo impalata su di lui. Sento ancora il piacere scorrere lungo il mio corpo, quando avverto la presenza di un altro membro che preme fra le mie natiche. Mi volto e vedo Franz che, con la complicità di Carlo, si appresta a violare il mio culo. Mio marito tiene le mie natiche aperte, mentre l'altro, dopo aver fatto colare un po’ di saliva lungo il solco, appoggia la sua verga contro la mia rosellina e, stranamente, resto passiva, accettando questa ulteriore penetrazione che, sicuramente, mi squasserà. Sento del fastidio quando lui mi penetra e anche Luca si rende conto che sono a disagio, per questo inarca un po’ le gambe e comincia a sbattermi dal basso. Il piacere che provo nel sentire il suo cazzo scorrere dentro di me, allevia il fastidio che provo per l’altro nel culo. Carlo si abbassa, mi guarda negli occhi e mi bacia con passione. «Amore, sei meravigliosa! Godi, non aver riserve, assapora appieno il momento che stai vivendo.» Franz si sincronizza con Luca e, insieme, ora mi pompano in maniera intensa e profonda. Sono scossa da un nuovo orgasmo, ancora più forte del precedente al punto da stordirmi. Carlo mi osserva e, quando vede che il piacere riduce il mio viso ad una maschera, avvicina il suo cazzo alla mia bocca. «Dai, amore! Succhia anche il mio cazzo! Ti voglio piena, riempita in ogni buco, perché desidero che provi il massimo del piacere!» Non capisco più nulla. Sono stordita dal piacere e, nello stesso tempo, vengo scossa da un’insolita frenesia erotica, che mi spinge a provare cose mai fatte. Mi lascio sbattere da questi tre maschi che mi fanno impazzire di piacere ed urlo e godo fin quando, stremata, crollo sdraiata sul petto di Luca. Carlo fa un gesto agli altri due e, in un attimo, mi ritrovo sdraiata a terra, con loro tre intorno che si segano velocemente e, all’improvviso, il mio corpo viene ricoperto da copiose sborrate. Quando l’ultima goccia è uscita da quei membri poderosi, a turno, ciascuno me lo presenta alla bocca per farselo pulire. Sorridono tutti e tre, compiaciuti, mentre io sono ancora stordita dal piacere provato. Luca e Franz si tuffano verso l’uscita della caverna, mentre Carlo resta abbracciato a me. «Amore mio dolcissimo, mi hai finalmente regalato un'emozione bellissima che desideravo vivere da tempo. Vederti fra le braccia di questi due maschi, mi ha fatto impazzire di gelosia e di piacere. Non so spiegarti quale delle due è stata più forte, ma ti assicuro che è stata un’esperienza assolutamente stupenda.» Lo guardo mentre mi stringe e mi abbraccia ancora ricoperta del seme che mi hanno schizzato addosso, poi mi bacia e, quando ci stacchiamo, lo guardo dritto negli occhi. «Anche per me è stata una cosa sconvolgente. Ho provato una profonda gelosia nel vederti fra le braccia dell'altra e non sono certa che sia una cosa che vorrò ancora vedere. Diversamente, mi son sentita molto coinvolta nel saggiare questa esperienza, durante la quale ho provato sensazioni molto contrastanti. Era bello esser al centro delle attenzioni di più maschi e, nello stesso tempo, ho provato un senso di disagio nel farlo davanti a te. Spero di riuscire a capire se desidero ancora provare queste sensazioni, oppure sia un’esperienza che deve finir qui.» Lui mi abbraccia, mi bacia e mi dice che, qualunque sia la mia decisione, sarà sempre al mio fianco. Torniamo sulla spiaggia e passiamo il resto della giornata insieme agli altri. Anche durante la vacanza siamo stati ancora insieme ed abbiamo di nuovo fatto sesso tutti insieme e, di nuovo, ho provato quella forte gelosia nel vedere mio marito fra le braccia dell'altra, mentre vedevo lui gioire nel vedermi scopata da altri maschi. Tornati alla vita di tutti i giorni, non ho più voluto ripetere questa esperienza, anche se, dentro di me, mi sento inorgoglita nel vedermi desiderata da altri uomini e, poiché amo mio marito, sono certa che, prima o poi, accetterò di nuovo a farmi stringere fra le braccia di altri, sotto il suo sguardo incantato.
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2 anni fa
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Le nostre piccole trasgressioni.
Mi chiamo Matteo, ho ventisette anni e convivo con Giulia che ne ha ventisei. Io sono alto un metro e settanta, fisico asciutto, ma non palestrato ed ho una dotazione fra le gambe, che va ben oltre la media, anzi, credo che in lunghezza, sia decisamente molto oltre. Giulia è una ragazza dal corpo stupendo, alta quasi quanto me, gambe lunghe e ben affusolate, con un culetto stupendo, viso bello e sguardo solare, ma il suo punto di vera forza è il seno. Lo adoro. Una quasi quarta o, se vogliamo, una terza al massimo, che sta su sfidando tutte le leggi di gravità. Lei lo valorizza con reggiseni che lo gonfiano e lo innalzano ancor di più e, a volte, il suo decolté rende satelliti tutti i maschi che incontra, perché si girano ad ammirarla. La nostra storia è nata quattro anni fa e, dopo due, ci siamo trasferiti per motivi di lavoro, in un’altra città. Vivendo in un contesto diverso e privo di amici, ma solo per lo più conoscenti, ci ha portato a dar sfogo alle nostre fantasie erotiche. Fin da subito, abbiamo capito che per noi il sesso era qualcosa di speciale. Da quando ci siamo trasferiti, è stato un continuo crescendo di emozioni. All’inizio era un po' restia ad assecondarmi, ma, da quando si è resa conto di quanto le piace esser ammirata, le cose vanno sempre meglio. Uno dei nostri giochi preferiti è quello in cui la faccio vestire con una mini molto corta, autoreggenti, tacchi altissimi ed una camicetta con il reggiseno extra push-up, che evidenzia ancor più quella meraviglia di seno che si ritrova e poi la faccio camminare davanti a me, distanziata di pochi metri e mi godo lo sguardo allupato e voglioso dei maschi che sbavano al suo passaggio. La sera, poi, nel nostro letto, è sesso a sfinire, eccitati dalle situazioni che, in aggiunta a quelle vissute, immaginiamo avrebbero potuto crearsi. Un sabato pomeriggio, abbiamo deciso di andare a cena fuori. Lei, sempre molto provocante, era seduta accanto a me in auto, quando, lungo il viale, abbiamo visto delle prostitute; allora lei mi ha chiesto, se fossi stato capace di andare con una di loro. L’ho guardata, cercando di capire dove volesse arrivare e lei, sollevando ancora un po’ la mini e scoprendo le gambe, mi ha detto che avrei potuto immaginare lei, che era salita in auto con me, come una puttana. Ho trovato un parcheggio deserto, ho reclinato il suo sedile, lei si è tolta il perizoma e mi sono messo a scoparla, come un pazzo, eccitato da quella fantasia. Non c’è voluto molto tempo per farla godere e, quando lei ha urlato il suo piacere (lei quando gode urla tantissimo e forte) sono venuto dentro di lei, inondandole la vagina con un fiume di sborra. Ci stavamo pulendo con dei fazzolettini, quando ho visto due auto entrare nel parcheggio e, presi dalla paura, ce ne siamo allontanati di gran carriera. Giunti al ristorante, lei, nello scendere dall’auto, si è accorta che non aveva rimesso l’intimo. Ho insistito perché non lo indossasse e, alla fine, siamo entrati. Lei era decisamente tesa, quasi convinta che tutti, dentro il locale, potessero accorgersi che era nuda, sotto. Invece, dopo un poco, si è rilassata e la serata è stata molto bella e divertente, con me che la stuzzicavo e, alla fine, quando siamo usciti, eravamo molto eccitai entrambi, così siamo tornati a casa a scopare da matti. Questa intensa emozione ci è durata un bel po’ e lei l’ha voluta ripetere diverse altre volte, rendendo questo gioco uno dei nostri preferiti. Passato qualche mese, in un week end abbiamo deciso di andare in un hotel in montagna, dove c’era anche una bella SPA. Quando siamo arrivati, il povero concierge si è trovato davanti agli occhi il suo splendido seno e questo l’ha mandato nel pallone. Era confuso, eccitato, ed ha pure sbagliato la chiave della nostra camera. Appena in camera, Giulia ha voluto farsi una doccia e io, eccitato da quanto successo poco prima, ho iniziato a scoparla dentro la doccia. Lei era molto calda e vogliosa, e mi son messo a fantasticare con lei su situazioni eccitanti, che avremmo potuto goderci in questa vacanza. Ero talmente eccitato, che son venuto sulle sue tette e viso. Ci siamo trasferiti sul letto e, mentre la scopavo, ho notato che la nostra camera aveva un finestrone enorme, che dava direttamente sulla piazza del paese. Immediatamente l’ho sollevata e fatta appoggiare nuda contro la vetrata: dall'esterno, chiunque, alzando lo sguardo, avrebbe potuto veder noi, che stavamo scopando. Ero elettrizzato dal fatto che contro il vetro i suoi meravigliosi seni erano schiacciati e dilatati. Lei, tutta nuda, con le braccia in alto appoggiata alla vetrata ed io dietro, che, ad ogni affondo, le appiccicavo le tette al vetro. Mi ha sconvolto anche il fatto che lei godeva come una pazza, per l’insolita situazione e per il fatto che ci potessero vedere. Dopo aver goduto, sfiniti, ci siamo distesi sul letto e, senza accorgercene, ci siamo addormentati per circa due ore. Al risveglio, lei ha indossato un costume molto striminzito e siamo andati sul retro dell’hotel, dove c’era una piscina di acqua calda e, quando lei è entrata, tutti i maschi si son voltati ad ammirarla, stimolando ancora la mia eccitazione. Siamo rimasti a giocare fra noi sotto lo sguardo voglioso di diverse persone, fin quando abbiamo deciso che era ora di andar a cena. Giunti in camera, l’ho convinta a vestirsi osé per la cena al ristorante dell’albergo e lei mi ha accontentato. Ha indossato un top molto sottile, che sortiva l’effetto vedo non vedo e, senza reggiseno, era una favola. Una mini molto corta, con autoreggenti e tacchi molto alti, completavano il suo outfit. A cena il povero cameriere era quasi impazzito ogni volta che si avvicinava al nostro tavolo: iniziava a sudar freddo e lei si divertiva a provocarlo, accavallando spesso le gambe. La serata è poi proseguita in un pub, dove c’era tanta di quella gente che beveva e rideva di gusto; lei ha attirato gli sguardi di molti maschi, che passavano spesso davanti al nostro tavolo, dove io mi divertivo a stuzzicarla con una mano fra le sue cosce. Eccitata al massimo, mi ha letteralmente trascinato in camera e mi ha scopato come una furia selvaggia e, alla fine, il suo urlo, soffocato da un mio bacio, è stato indicativo del suo massimo appagamento. Il mattino seguente, al risveglio, lei mi stava facendo una delle sue meravigliose pompe e, quando mi ha portato al massimo dell’eccitazione, ho cominciato a pomparla. Eravamo quasi all’apice del piacere, quando sentiamo bussare alla porta per la colazione in camera e lei, nuda com'era, ha indossato una vestaglia velata ed è andata ad aprire. Si trova davanti il cameriere della sera precedente, che, quando la vede, a momenti rovescia tutto il carrello. Lo fa entrare e poi, dopo che lui ha preparato la colazione, lei fa per dargli la mancia, ma lui la rifiuta, dopo aver dato un ennesimo sguardo al suo meraviglio seno e, con un sospiro, se ne va. La trascino a letto e la scopo facendole immaginare che mentre io la sfondo dietro, lei abbia in bocca il cazzo del cameriere. Gode come una pazza, urla, mentre mi inonda il cazzo: il suo è stato un orgasmo, come non l'aveva mai avuto. Passiamo la giornata alla SPA fra bagni, giochi eccitanti e molti occhi di maschi che sbavano nel vedere lei che li provoca spudoratamente, mentre io sono eccitato da paura. La sera, in camera, mentre ci vestiamo è tutto un continuo di provocazioni, che mi portano ad un livello di eccitazione elevatissimo, e lei per giunta si veste da vera troia. Una mini veramente esagerata, autoreggenti che si intravedono, niente intimo, né sotto, né sopra, una camicetta quasi trasparente che metteva in evidenza i capezzoli ben eccitati e dei tacchi da diciotto che le inarcavano il culo e lo rendevano assolutamente desiderabile. Quando entriamo nel ristorante, si sente solo il rumore dei tacchi. Tutti i maschi la guardano e sbavano. Le donne presenti la trafiggono con occhiate di chiara invidia, io sono al settimo cielo. Arriva il nostro cameriere, che non le stacca gli occhi di dosso e lei fa di tutto per una ennesima provocazione. Appena ordinato, lei mi invita a seguirla nel bagno e, appena entrati, mi spinge contro il muro e mi estrae il cazzo durissimo: sono molto eccitato da tutti i giochi fatti in giornata e se lo infila in gola, lo succhia come una pazza. Mi godo la pompa, mentre mi accorgo, con la coda dell’occhio, che dietro la porta c’è il nostro amico cameriere, che ci sta spiando. Lo faccio presente a lei che mi sorride e prosegue a pomparmi ancor più forte, fin quando non le arrivo in gola. Serra le labbra e lo ingoia tutto, poi ce ne torniamo in sala e quando lui ci reca le portate, lei gli fa gli occhi languidi e lui è sempre più impacciato. La serata termina sempre nel pub dove, alla fine, la devo trascinar fuori altrimenti me la scopano come minimo in sei. La mattina, sempre come l’altra volta, mentre scopavamo, bussano alla porta e lei, sempre con la vestaglia trasparente, va ad aprire e si ritrova davanti il solito cameriere. Lei, che dalla sera prima mi aveva confessato che oggi avrei avuto una sorpresa, sale sul letto, mi toglie il lenzuolo e inizia a segarmi. Il cameriere si gira e guarda la scena: resta come folgorato, ma lei si abbassa e me lo prende in bocca, sempre guardando il poveretto. Io, che mi sto eccitando come un porco, decido che voglio vedere fin dove è capace di arrivare; perciò faccio un cenno al tizio e lo invito ad avvicinarsi. «Tiralo fuori e segati.» Lui mi guarda stupito, poi esegue e sfodera un bel cazzo lungo e duro. Lei mi guarda stupita e mi succhia come una pazza, poi allunga una mano e lo afferra, mi guarda, cercando il mio consenso e, quando le perviene il mio cenno, capisce che può osare. Lo sega e mi succhia, poi gira il capo ed assaggia anche il suo per un attimo. Il poveretto resta in parte basito, poi prende a segarsi velocemente e, alla fine, schizza nella sua mano, mentre io le inondo la gola, eccitato da tanta porcaggine. Dopo l'evento, lui se ne va e noi dobbiamo far i bagagli per il ritorno. Il gioco è stato molto provocante, ci ha fatto eccitare per un bel po’ di tempo nei mesi a venire. Abbiamo immaginato tutti i possibili sviluppi di quella situazione ed io mi sono eccitato molto, al pensiero che lei, in fondo, aveva succhiato, anche se per un attimo, un altro cazzo. Ogni inizio stagione, maggio o giugno, andiamo al mare in una riserva naturista, dove, per raggiungerla bisogna far molta strada a piedi, per questo è poco frequentata. Noi ci andiamo per prender un po’ di sole, per non farci vedere bianchi quando andiamo nelle spiagge affollate. Spesso è frequentata da gay e, ogni tanto, anche qualche coppia nudista. Lo scorso giugno siamo andati in settimana e c’era poca gente. Lei si è messa in topless: a me piace tanto vederla con le tette al vento, alla luce del sole. Per tutto il giorno è stato uno stuzzicarci continuo, poi, quando erano le 17:00 e anche l’ultimo uomo che era più vicino a noi stava andando via, passandoci davanti, io mi son fiondato su di lei: avevo una voglia tremenda. Eravamo rimasti quasi soli, c’era altra gente, ma era lontana e quell'uomo stava andando via. Iniziamo a toccarci e lei mi ha subito tirato fuori il cazzo, me lo sega un po' e poi se lo mette in bocca, mentre quell'uomo, nell'incamminarsi di tanto in tanto si voltava per guardarci. Gli era chiaro che stavamo per scopare e si è messo a spiarci spudoratamente. Iniziai a scoparla con lei sdraiata ed io sopra. L’ho scopata e fatta godere diverse volte, poi l’ho messa a 90°, ma, per la troppa eccitazione son venuto. Era sconvolgente scoparla mentre lui ci guardava ed ero certo anche che, dietro le dune, doveva esserci qualcun altro che ci spiava. Il tizio che stava per andarsene, si era fermato e si stava segando e, quando son venuto, ho visto che godeva anche lui. Era una situazione sconvolgente sapere che ci stavano spiando e la cosa ci piaceva tantissimo: per la prima volta, abbiamo fatto il bagno nudi ed abbiamo ripreso a scopare in acqua, fin quando non son venuto nella sua bocca e sulle sue tette. Quando siamo usciti e ci stavamo rivestendo, lei mi ha dato un bacio e mi ha assicurato che la prossima estate sarebbe stata una di quelle indimenticabili ed io non aspetto altro.
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2 anni fa
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La collega
Voglio raccontare una mia esperienze avuto che ancora dopo anni ne conservo un ricordo indelebile. Io giovane 21 anni ho trovato lavoro come custode di una palestra , il lavoro mi piaceva perché ero a contatto con la gente , ho fatto anche parecchie amicizie nelle ore serali , il mercoledì sera veniva un gruppo che erano quasi tutte donne erano pochi gli uomini . Tra tutte le donne ho iniziato a fare amicizia con Daniela una donna sui 45 anni ma ancora in forma non so se per la ginnastica o altro fatto sta che lei era tra le prime ad arrivare e poi si fermava a parlare anche una volta finita la ginnastica. Sono venuto a sapere da lei che era sposata senza figli suo marito era responsabile in una ditta, spesso andava anche in trasferta , con lei avevo creato una bella amicizia era solare sempre curata così mi veniva d’istinto farle i complimenti lei poi ci scherzava , fatto sta che una sera dopo che ha finito di fare ginnastica e se era fermata a parlare io scherzando gli dissi …. Daniela ma come fa dopo la ginnastica ad essere ancora in ordine non ha un capello fuori posto !!!! e lei questa sera non ho fatto ginnastica sono venuta per andare fuori di casa , mio marito mi ha fatta arrabbiare , ed io pronto beh adesso torna a casa e fate pace dai sotto le coperte , lei mi guarda e di risposta lei Paolo non farmi dire brutte cose , che brutte cose scusi Daniela???? Paolo vuoi sapere cosa gli ho detto ? Che sarà mai di così brutto da non poterlo dire…. gli ho detto che non la vede più per un mese io scoppio a ridere e scherzando le rispondo beh allora la può dare a me (ho pensato adesso mi arriva uno schiaffo) invece no Paolo avrai ragazze più giovani di me , perché lei che ha che non hanno le giovani signora Daniela ? Poi non sarà mica vecchia è nel fiore dei suoi anni . Paolo sei sempre gentile lo sai , Daniela venga qua che le offro un caffè dopo questo complimento , nel frattempo tutti erano andati via siamo rimasti io e Daniela , mentre si beveva il caffè la guardavo e poi per scherzarci …. ma come fa a non darla per un mese crescono le ragnatele poi e bisogna toglierle e lei quando avrò le ragnatele vengo da te a farle togliere , meglio non farle crescere e darle aria Daniela non crede (la provocavo volevo vedere la sua reazione) si avvicina e rimango sorpreso nel sentirmi dire tu sei bravo a non farle crescere? Signora Daniela può sempre mettermi alla prova andiamo in palestra a fare ginnastica non ho finito la parola che sento la sua mano sul pacco , Paolo come mai è già così ? Sono di carne e certi discorsi mi fanno salire gli ormoni , mi avvicino la stringo a me e la bacio sulla bocca. Daniela spegnamo le luci qui fuori andiamo dentro che siamo più tranquilli , entriamo in palestra prendo un tappeto la metto a terra la faccio distendere poi mi metto di fianco inizio ad accarezzarla dietro la testa poi scendo sulle spalle, lei si lasciava fare apro la cerniera della giacca della tuta porto la mia bocca sui seni lì bacio i capezzoli iniziano a inturgidirsi lei con la mano va sotto i miei pantaloni lo accarezza da sopra i boxer io con le mani vado sotto il reggiseno prendo il capezzolo tra le dita e la bacio scendo con la mano verso il basso accarezzo l’interno coscia Daniela inizia a gemere mi dice di continuare la bacio lei infila la lingua a cercare la mia mi dice che gli piace di non smettere con la mano vado a sentire la fica se è bagnata. Era bagnata le dico Daniela alzati vieni con le mani tieniti alla spalliera prima però le ho tolto la tuta era con il reggiseno e perizoma, lei con le mani sulla spalliera le tolgo reggiseno e perizoma allarga le grande io vado sotto e lecco la fica e tengo i capezzoli tra le dita ansima adesso la fica è fradicia infilo un dito poi due e faccio su e giù ha un orgasmo con le dita bagnate vado nel buchetto dietro mi dice di fare piano entro con un dito lo muovo piano dopo poco mi dice che vuole il mio cazzo in bocca ci distendiamo sul tappeto in un 69 entro con la lingua Daniela ha il mio cazzo in bocca lo prende tutto fino in fondo stuzzico il clitoride con la punta della lingua e infilo un dito dietro poi due mi dice che adesso vuole il mio cazzo dentro la faccio salire sopra a smorzacandela così da poterlo sentire tutto fino alle palle con le mani gli accarezzo i seni lei mi cavalca avverto Daniela che sto per godere fa uscire il cazzo e lo prede in bocca con le mani le tengo la testa mentre lei su e giù sento che sto per godere le tengo ferma la testa le vengo in bocca la ingoia tutta lascia il mio cazzo e mi bacia sento il sapore del mio piacere siamo rimasti un po distesi e abbracciati poi ci siamo alzati rivestiti ed è arrivato il complimento da parte di Daniela, Paolo sei bravo a non far crescere le ragnatele, questa è una serata stupenda e ne seguiranno altre mi hai fatta impazzire tanto Paolo. PS.ha mantenuto la promessa perché per sei mesi una volta alla settimana i nostri corpi si sono uniti.
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2 anni fa
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Adesso lo voglio rifare!
Mi chiamo Stefania, ho 29 anni e sono sposata con Marco che ha la mia stessa età. Siamo stati fidanzati per cinque anni e, poi, abbiamo deciso di sposarci, dopo che entrambi ci eravamo assicurati un buon posto di lavoro. Economicamente parlando siamo una coppia tranquilla, abbiamo come tante altre coppie il nostro bel mutuo da pagare, ma grazie al nostro lavoro ben remunerato, possiamo anche permetterci di fare una vita abbastanza agiata. Sono alta un metro e settanta, capelli neri a caschetto, occhi scuri, bocca abbastanza ampia, che piace tanto a mio marito, soprattutto quando ci infila il suo bel cazzone. Terza di seno, ventre piatto e un bel culo, anche se giudico i miei fianchi un po’ troppo ampi, e questo del mio aspetto non mi soddisfa tanto. Marco è un bel ragazzo: anche lui moro, occhi scuri, fisico abbastanza asciutto, amante di diversi sport, che gli permettono di mantenere una buona condizione fisica. Sessualmente parlando, quando ci siamo conosciuti, ognuno di noi aveva fatto le sue esperienze e, fra di noi, l’intesa sessuale è stata subito completa e appagante. Lui ha un’ottima dotazione, un po’ sopra la media e, in ogni caso, è un buon amante a letto: ama molto eccitarmi, sia con le mani che con la lingua, per poi penetrarmi a lungo, pompandomi dolcemente, fin quando io non ho raggiunto diversi orgasmi e, a quel punto, lui si sente appagato e mi riversa nel ventre tutto il suo piacere. Circa un mese fa, mi ha un po’ sorpreso, quando mi ha proposto una storia a tre con un altro uomo. Non pensavo che mio marito potesse avere questo tipo di fantasie e, istintivamente, ho rifiutato, in parte, certamente, per il timore di confessare che l’idea mi piaceva e non poco. Poi, una settimana fa, si presenta l’occasione per vivere questa insolita esperienza. Di passaggio nella nostra città, c'è un vecchio amico di Marco, che io ho visto solo una volta, nel giorno del nostro matrimonio, in quanto egli lavora e vive in un’altra città. Luca è arrivato a casa nostra nel tardo pomeriggio del sabato e, dopo aver lasciato il bagaglio nella camera degli ospiti a lui riservata, siamo usciti tutti insieme per andare a cena al ristorante, dove entrambi si sono prodigati per farmi trascorrere una serata allegra e divertente. Dopo il ristorante, siamo andati a ballare in una discoteca e, fino a tarda notte, ci siamo divertiti tutti e tre. Prima di tornare a casa, li ho visti parlottare a bassa voce tra loro e, poi, una volta pronti a partire, Marco mi ha chiesto di mettermi alla guida, perché, a suo dire, aveva un po' esagerato con l'alcool. Mentre guidavo, Marco, che era seduto dietro di me, ha iniziato ad accarezzarmi il seno, mentre Luca, che mi era a fianco, osservava la scena con molto interesse. Mi sentivo eccitata, ma, nello stesso tempo, un po’ indecisa per la presenza del nostro amico, che mi guardava con occhi carichi di desiderio. Arrivati in casa, ci siamo seduti sul divano per fare un ennesimo brindisi e, dopo aver bevuto il classico bicchiere della staffa, Marco mi ha preso da dietro e, baciandomi sul collo, ha cominciato ad accarezzarmi dolcemente, facendomi illanguidire per il piacere che stavo provando. «Luca, che ne pensi di mia moglie? È di tuo gradimento? Credi che insieme saremo in grado di farle toccare le vette dell'estasi, che vorrei provasse, stretta fra le nostre braccia.» Mentre parlava, Marco ha allungato le mani e mi ha sollevato la gonna, facendola salire lungo i fianchi e mostrando a Luca i miei indumenti intimi e, soprattutto, reggicalze e autoreggenti, che avevo indossato per l’occasione, assieme a delle scarpe tacco 12. Mentre venivo esposta e mostrata, avvertivo un misto di imbarazzo, ma, nello stesso tempo, ero eccitata da questa insolita situazione, che era venuta a crearsi fra noi. Allora ho deciso che volevo vivere in maniera completa e appagante questa nuova esperienza, così ho proposto di andare in camera nostra, per stare più comodi. Mentre eseguivo un eccitante spogliarello, essi si sono denudati velocemente ed ho potuto ammirare la splendida dotazione che svettava, dura e maestosa, sull’inguine di Luca. Uno splendido cazzo, più lungo di quello di mio marito e, sicuramente, con una circonferenza maggiore della sua, che mi ha subito fatto bagnare fra le cosce. Avvertii un dolce brivido scorrermi lungo la schiena, al solo immaginare di esser penetrata da quella colonna di carne. Poi Luca mi ha abbracciato da dietro ed ho sentito quella splendida verga insinuarsi nel solco delle natiche, instillandomi altri brividi di intenso piacere, che Marco accoglieva in bocca in quanto si era inginocchiato davanti a me, leccandomi la fica. Ho goduto subito e un lungo gemito è promanato dalla mia bocca, mentre il mio corpo ha preso a tremare, scosso da brividi lascivi. Con indosso le sole autoreggenti, mi hanno fatto sdraiare sul letto e subito hanno iniziato ad accarezzarmi e baciarmi tutto il corpo. Ero un oggetto nelle loro mani, uno strumento che loro suonavano a piacimento, facendomi vibrare di piacere. Mi hanno letteralmente divorato la fica e, contemporaneamente, le loro dita hanno cominciato ad esplorare ogni orifizio, portandomi sempre ad un livello di piacere così intenso, che ho chiuso gli occhi ed ho lasciato che le loro mani, le loro bocche, brucassero liberamente sul mio corpo. Ad un tratto ho sentito il cazzo di mio marito premere sulle mie labbra e, dischiusa la bocca, l’ho accolto dentro, iniziando a leccarlo e succhiarlo con ingordigia. Luca, intanto, si è inginocchiato fra le mie cosce e, afferrata la sua splendida verga, mi ha fatto scorrere la cappella nello spacco della fica, che era ridotta ad una fonte di continui umori: fino a quel momento non avevo mai provato niente di simile; poi, ha iniziato a penetrare e, con due affondi decisi, l’ho sentito tutto dentro di me. Quando la punta ha battuto sul fondo della fica, ho provato un misto di dolore/piacere che subito mi ha provocato un ulteriore orgasmo: ho urlato a bocca piena, in quanto Marco mi aveva spinto il suo cazzo tutto in gola. Ero in estasi completa! Sentivo quel membro pomparmi con un ritmo molto sostenuto e, nello stesso tempo, succhiavo avidamente il sesso di mio marito, che mi sembrava sempre più gonfio e pronto all’orgasmo. Lui deve essersi reso conto di esser prossimo al piacere e, dopo averlo estratto dalla mia bocca, ha cominciato ad accarezzarmi i capezzoli con la cappella, strofinandomela sui seni. Stavo godendo ripetutamente ed ero ormai presa dal delirio erotico, quando ho iniziato ad incitarli a scoparmi con più vigore, a sfondarmi la fica con un ritmo sempre più veloce. Dopo l’ennesimo orgasmo, Luca è uscito da me ed il suo posto è stato preso da mio marito, mentre ricevevo in bocca ancora quel suo splendido palo di carne, ricoperto dei miei stessi umori. L’ho leccato e succhiato, cercando di ingoiarne quanto più possibile, mentre Marco ora mi scopava in maniera forsennata. Mi sbatteva velocemente, pompandomi con forza e facendomi godere di nuovo, così, dopo l’ennesimo orgasmo, si è sfilato da me; mi ha rivoltato per poi penetrarmi di nuovo da dietro, tenendomi stretta per i fianchi; intanto Luca continuava a scoparmi la bocca, tenendomi la testa ferma e muovendo il bacino con una lentezza esasperante: me lo spingeva tutto fin in fondo alla gola. Poi si è allungato su di me e le sue mani hanno raggiunto la mia fica; ha iniziato a masturbarmi, mentre Marco, ancora da dietro, mi scopava come una furia. Ho goduto di nuovo, con un orgasmo ancora più forte e devastante del precedente, al punto che sono quasi svenuta; allora Marco si è sfilato da me ed ha lasciato il posto a Luca, che si è inginocchiato dietro e, con un affondo deciso, me lo ha infilato tutto, fino in fondo. Ho spalancato la bocca, nel sentire quel membro che scorreva tutto dentro di me fino in fondo, mentre Marco si è sdraiato sotto di me ed ha iniziato a leccarmi il clitoride, ritrovandomi così il suo cazzo davanti alla bocca. Sentire la sua lingua che stimolava ancor di più il mio bottoncino, mentre Luca mi pompava con un ritmo molto sostenuto, mi ha fatto di nuovo arrivare all’orgasmo e, dopo l’ennesimo urlo di piacere, ho abbassato la testa e mi sono infilata in bocca il cazzo di mio marito. Ero stordita dal piacere. Ho succhiato con forza quel membro, mentre mi sentivo ancora scorrere nel ventre l’altro, che, ad ogni affondo, penetrava sempre più dentro di me, fin quando ho sentito il suo corpo aderire al mio e, allora, mi sono resa conto che lo avevo tutto dentro. Dopo avermi portato all'ennesimo orgasmo, Luca ha allungato le mani e mi ha afferrato i seni, tirandomi in alto e facendomi inginocchiare davanti a lui, che, dopo avermi abbracciato, si è disteso trascinandomi sul suo corpo. Mi sono ritrovata a gambe aperte, con lui che, inarcate le gambe, mi pompava dal basso, permettendo così a Marco di inginocchiarsi fra di noi e, tenendo il cazzo in mano, con quello ha cominciato a martellarmi il clitoride. Era sconvolgente sentire quei colpi in quel punto sensibile del mio corpo, che non smetteva di giungere a nuovi godimenti per il tramite di quelle sollecitazioni. Poi, ho sentito la punta del cazzo di mio marito appoggiarsi fra le labbra della mia fica: l’ho guardato, cercando di capire quali potessero essere le sue intenzioni, e, nei suoi occhi, ho letto il forte desiderio di spingermelo dentro. Ho subito avuto un brivido di paura e stavo per dirgli di non farlo, quando lui, invece, con una spinta decisa, mi ha infilato dentro più della metà del suo cazzo. Mi sono sentita aprire, dilatare, tendere le pareti della vagina, che comunque l’ha accolto al suo interno, lasciandomi profondamente stupita: avevo due cazzi in fica! Questa presa d'atto, mi ha mandato ai matti, ma subito ho ripreso a godere, come se, fino a quel momento, non l'avessi già fatto. Mi scopavano entrambi in rapida successione, insieme dentro e insieme fuori, per poi riaffondare di nuovo contemporaneamente dentro di me. Ho goduto e urlato il mio piacere con tutto il fiato che avevo in gola, poi, sfinita, mi sono lasciata cadere inerte su di loro, che, aumentato il ritmo, poco dopo mi hanno inondato il ventre con un'ingente quantità di sperma, che è sgorgata dalla mia vagina, completamente dilatata, slabbrata, aperta, da quei due cazzi che mi avevano fatto letteralmente impazzire. Marco, si è sfilato e si è sdraiato di lato, mentre io sono scivolata fra lui e Luca, che mi ha baciato sulla guancia, complimentandosi con me per la splendida performance. «Complimenti, sei stata veramente speciale! Prenderne due dentro la fica come hai fatto tu, non è da tutte e tu, amica mia, sei veramente una gran troia! Marco, sei molto fortunato ad avere una moglie così esuberante!» Li ho guardati entrambi, ed ho appurato quanto fossero ebbri di felicità; nello stesso tempo, anch'io mi sentivo al settimo cielo. Avevo goduto così tanto che quasi non mi sembrava vero e, nello stesso tempo, la bocca di Marco ha preso a baciarmi il collo, dietro la nuca, facendomi vibrare di nuovo; quella stimolazione è stata avvertita anche da Luca, che ha preso ad accarezzare ancora il mio corpo, insinuando di nuovo le dita nella mia fica non ancora chiusa, da cui continuava a sgorgare il loro seme. Li ho guardati, non senza meraviglia, ed ho cercato di capire le loro intenzioni. «Ragazzi! Ragazzi, calma! Non mi direte che avete ancora voglia? Vi prego, fermatevi, altrimenti non rispondo più di me.» Era vero, nonostante avessi già goduto in maniera così intensa, sentire di nuovo quelle loro mani scorrere sul mio corpo, mi stava procurando altro piacere, ancora più intenso, che mi ha letteralmente stravolta. Incuranti delle mie parole, hanno continuato ad accarezzarmi e, a turno, mi sono ritrovata davanti alla bocca i loro membri ancora turgidi e, dopo averli succhiati e leccati, alternandoli nella mia bocca, ben presto erano pronti per una nuova battaglia. Intenta a succhiare il cazzo di Marco, ho sentito Luca posizionarsi dietro di me e, dopo aver a lungo infilato due dita nella fica fradicia del loro piacere, ho sentito che utilizzava quei succhi per lubrificarmi il culo. Ho subito intuito le sue intenzioni e, decisa ad accoglierlo anche in quell'orifizio, mi sono posizionata in maniera da rendergli più agevole l’operazione. Lui, dopo aver affondato ripetutamente la sua splendida verga all’interno della mia vagina farcita di sperma, l’ha tolta, puntandola con decisione sul mio buchetto, che sotto la pressione di quella cappella dura e vogliosa, si è aperto lentamente, lasciandolo scivolare tutto dentro di me. Mi è sembrato come se qualcuno mi stesse infilando una spranga nel culo, tanto mi sembrava lungo quel cazzo che mi stava penetrando. Lui, con delicatezza, ma risoluto, è affondato tutto dentro di me e quando il suo corpo ha aderito al mio, mi ha afferrato per i fianchi e per l’ennesima volta si è sdraiato trascinandomi su di sé. Quando Marco, si è posizionato fra le sue cosce, ho realizzato che per l’ennesima volta avrei provato un’altra esperienza indimenticabile: una doppia penetrazione. Sentire il membro di mio marito, incunearsi nella mia vagina, mi ha subito fatto godere e, quando hanno iniziato a pomparmi, ho urlato subito un ennesimo orgasmo. Mi hanno scopato in doppia, per un tempo che a me è sembrato infinito, facendomi raggiungere diversi orgasmi e, soprattutto, sono rimasta sconvolta quando Luca ha chiesto a mio marito di scambiarsi di posto. Praticamente, sentirlo di nuovo nella vagina, mentre mio marito mi pompava il culo, mi ha fatto ancora urlare di piacere. Questa volta, mi hanno scopato a lungo ed a fondo, strappandomi continue urla finché credo di essere svenuta, perché mi sono ritrovata nel letto, con loro due che, inginocchiati ai lati, mi stavano osservando con aria preoccupata. Una volta tranquillizzati sul mio stato di salute, entrambi hanno preso a segarsi molto velocemente e, in breve, il mio ventre, i miei seni, il mio viso è stato ricoperto dagli schizzi del loro piacere. Mi sentivo più che lusingata nel vedere il mio corpo imbrattato del loro seme e, nello stesso tempo, ho provato un lungo brivido che mi ha scosso tutto il corpo e, psicologicamente, mi sono sentita veramente troia e felicemente appagata. Sfiniti, siamo rimasti tutti e tre sdraiati sul letto e, all’alba, ho sentito le mani di Luca che continuavano ad accarezzare il mio corpo. «Accidenti! Mi hai scopato per tutta la notte e, adesso, hai ancora voglia di me?» Lui mi ha sorriso e, dopo avermi dato un bacio sulle labbra, ha continuato ad accarezzare il mio corpo, mentre la sua voce risuonava nel silenzio della stanza. «Stefania, sei una femmina talmente seducente che proprio non riesco ad esser sazio di te. È stato così bello averti questa notte ed ora, al solo pensiero che tutto debba considerarsi finito, mi fa venire ancora voglia e non oso staccarmi da te.» Poi, senza aggiungere altro, ho sentito il suo membro che, da dietro, andava di nuovo ad insinuarsi fra le pieghe della mia fica, ancora abbondantemente ricolma di succhi, certamente di quelli che mi avevano riempito e che ancora colavano da essa. Ha ripreso a scoparmi in maniera lenta ma determinata, con affondi lunghi che, ben presto hanno iniziato a farmi godere di nuovo. Stavo per urlare il primo orgasmo, quando improvvisamente mi sono ritrovata in bocca il cazzo di mio marito, duro e teso. L’ho succhiato con forza, mentre Luca mi scopava sempre più velocemente e ben presto, ho sentito entrambi riversare dentro di me il loro piacere. Il primo ad arrivarmi in bocca è stato Marco, che mi ha schizzato il suo piacere fin dentro la gola, seguito immediatamente da Luca che, con due affondi decisi, è rimasto ben piantato dentro di me, mentre la mia vagina veniva inondata dal suo piacere. Mi hanno lasciato stremata nel letto, mentre loro sono andati a farsi una doccia e preparare la colazione. Ho chiuso gli occhi, mentre sentivo il mio corpo ancora scosso dai brividi di piacere appena provato e, dentro di me, ho avvertito forte il desiderio di provare ancora una volta, questa straordinaria esperienza, così forte quanto appagante, che, spero, mio marito mi proponga di viverla ancora molto presto e, semmai,
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2 anni fa
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Sesso a tre in un sera estiva
Sesso a tre in un sera estiva Questa è un'esperienza personale che ha significato molto per me. È successa in un momento della mia vita in cui avevo bisogno di fiducia, di una spinta e dell’aiuto che gli altri ti possono dare per superare un momento di crisi. Subito dopo la rottura con la mia donna, sono andato in vacanza. L’unica cosa da fare quando sei triste. È quasi sempre curativo distrarsi dalla ex, passare un po' di tempo piacevole da solo e, se dovesse accadere, fare nuove amicizie. Ero sull'isola di Stromboli, un luogo splendido frequentato da tante persone interessanti. Uno degli ultimi giorni della mia permanenza sull’isola, nel tardo pomeriggio, nella spiaggia di Ficogrande, la mia attenzione fu attratta da un uomo dalla pelle scura sdraiato al sole. Ho immaginato che venisse da un’altra parte del mondo, si distingueva sicuramente tra i bagnanti. Mi ricordo di averlo guardato e di aver pensato: "Wow, è così sicuro di sé, ha un'aria molto distinta!" Arrivato sulla spiaggia, ho sistemato il mio telo vicino a lui. Ci siamo scambiati un cenno di saluto. Dopo un po’ che ero sdraiato al sole, per via della mia innata curiosità, presentandomi, gli chiesi da dove venisse. Pur non conoscendo perfettamente l’italiano, aveva capito la mia domanda e mi rispose: "Vengo qui in vacanza dal nord America, precisamente da Brooklin, New York. Il mio nome è Robert” aggiunse “conosco un po’ l’italiano in quanto mia moglie lo è di origine. I suoi genitori sono arrivati in America proprio da Stromboli” Dopo questo breve accenno abbiamo iniziato a parlare. L'atmosfera tra noi era fantastica e abbiamo chiacchierato speditamente, discutendo delle nostre vacanze e della vita. Dopo circa 20 minuti, ci ha raggiunti sua moglie. Lei ha catturato immediatamente il mio interesse. Una donna molto bella, un corpo splendido dalle forme sinuose, un viso perfetto con degli occhi dal colore verde molto intenso. Ma quello che ha attratto maggiormente la mia attenzione è stato il seno bellissimo, grande e sodo, se ne vedono poche in giro così perfetti. Guardandola, nella mia mente da singolo quasi sempre arrapato, il mio primo pensiero è stato: "Fai di tutto per abbracciare questa donna, anche solo per salutarla quando se ne andrà! Così sentirai quelle enormi tette premute contro il tuo petto!” La donna del mio nuovo amico aveva la pelle molto chiara e lunghi capelli castani che le scendevano sulle spalle. Il suo modo di fare era molto amichevole, direi quasi caldo e coinvolgente, come quello di suo marito. Appena arrivata si è tuffata nella nostra conversazione e noi tre abbiamo continuato a chiacchierare e ridere per più di un'ora, finché il sole non ha cominciato a tramontare. La maggior parte delle spiagge dell'isola sono molto assolate tutto il giorno. La stragrande maggioranza dei bagnati, però, lasciano la spiaggia molto prima del calare del sole. Anche noi abbiamo sentito il sole pian piano calare all’orizzonte, il panorama era splendido. Prima che sopraggiungesse il buio, il marito ha voluto fare un ultimo bagno il mare, quindi, si è allontanato. Siamo rimasti soli io e Grace (così si chiamava la moglie di Robert) la mia mente eccitata correva. Guardando la gente andarsene, Grace mi ha chiesto: "Alberto, quali sono i tuoi programmi per la serata?" Ho pensato velocemente …. l'atmosfera era così bella, andavamo così d'accordo .... dovevo provarci, quindi dissi: "A dire il vero, sto aspettando che la gente se ne vada, così posso fare il bagno nudo di sera." E lei: "Oh … wow," fece una pausa, "mi piacerebbe, non l’ho mai fatto, meno che mai di sera." Il mio cervello è esploso. Immediatamente ho gridato dentro di me: "Devo far sì che ciò accada!" Robert tornò e Grace sollevò l'argomento senza esitazione: "Alberto vuole fare il bagno nudo questa sera, che ne dici? Ci aggreghiamo?" Lui ha risposto velocemente: "Sembra bello! Perché no! Facciamolo!" Non potevo credere alla mia fortuna. A quel punto il sole era quasi tramontato ed era diventato piuttosto buio. Le luci delle case che si affacciano sul mare, anche se abbastanza lontane, rischiaravano un po’ la spiaggio. Camminammo insieme lungo la riva verso la spiaggia di Punta Lena, lontano dalle poche persone rimaste in spiaggia. Quando ci siamo fermati, ci siamo riuniti per fare un piano. C'era ancora della gente lungo la spiaggia, anche se lontane forse potevano vederci. Grace suggerì: "Forse potremmo entrare in acqua e poi toglierci i costumi da bagno? Tenerli in mano e basta?" Io e Robert non eravamo d'accordo. Dissi: "Oh no, così non va bene! Voglio entrare in acqua completamente nudo e libero! Se volete possiamo raggiungere la spiaggia in zona Piscità, li è possibile fare il bagno nudi, è frequentata anche da nudisti." E lei: "Ok, andiamo e facciamo lì il bagno.” Raggiuta la spiaggia Grace disse: “Voi due entrate per primi a mare e poi entro anche io." Abbiamo annuito mentre lei aggiungeva: "Mi divertirò a vedervi entrare in acqua". Pensai: “Oh mio Dio ... adoro questa donna.” Sia Robert che io abbiamo accettato il suo piano e ci siamo subito tolti il costume ed abbiamo fatto una breve corsa verso l’acqua con il batacchio moscio penzolante tra le gambe. Entrammo in acqua e ci voltammo rapidamente per vederla unirsi a noi. Mi ero già tuffato nudo con delle amiche e le avevo viste correre verso l'acqua, proteggendosi le tette con una mano e il pube con l’altra, urlando: "Non guardare!". Grace non fece così, si tolse prima la parte superiore del bikini mostrando il suo splendido e prosperoso seno; poi, rapidamente si sfilò la parte inferiore dello stesso e rimase totalmente nuda, senza nessun imbarazzo o richiesta particolare. Si avvicinò all'acqua ed entrò lentamente per abituarsi alla sua temperatura, quindi, si mosse verso di noi. Non coprì mai il suo corpo, permettendoci di guardare la sua stupenda silhouette e, soprattutto, il bellissimo seno. La sua eleganza e totale disponibilità è stata una grande sorpresa per me! Si unì a noi e, tutti e tre, ci avvicinammo tra di noi. Le onde del mare erano un po’ alte e ci tenevamo per mano formando un triangolo, questo per evitare di essere spinti o travolti. Stavamo ridendo e scherzando, ci sentivamo così bene e totalmente disinibiti ... fare il bagno nudi di sera era veramente elettrizzante, bisognava provarlo. Le onde spingevano molto. Grace, essendo più bassa di noi, aveva gli schizzi d'acqua fino al mento; quindi, ha iniziato a trascinarci verso acque meno profonde. Dovevo attirare l'attenzione di lei in qualche modo, ed ero a pochi centimetri da quei seni meravigliosi che non riuscivo a smettere di fissare, con le mani che non vedevano l'ora di toccarli ... quindi ho detto: "Per te nuotare non deve essere difficile; hai questi fantastici dispositivi di galleggiamento." Frase terribile. Lo so. Che razza di idea mi è venuta in mente? Sono imbarazzato dal mio comportamento e dalla totale mancanza di eleganza, ma dovevo dire qualcosa. In qualche modo, non ha riso di me e non ha scosso la testa con delusa incredulità. Invece, alzò le mani per stringere e sollevare le tette, mi guardò e disse: "Oh, ti piacciono?" "Li adoro." ho risposto velocemente "Sono incredibili! Il seno più bello che abbia mai visto!" Ancora una volta, era giunto il momento di spingersi oltre e provarci, "Posso toccarli?" Grace guardò Robert per avere conferma: "Oh, non lo so, per te va bene caro?" "Per me va bene se tu lo vuoi," le assicurò il marito "penso che si possa fare. Voglio toccarle anch'io." "Mmmmm, bene! Mi piacerebbe, ci sto volentieri." disse con aria sognante, tendendo la mano a ciascuno di noi. Mi sono avvicinato per primo, mettendo la mano sulle sue tette. Erano enormi, incredibilmente sode. Avrei volute portarmele alla bocca, leccarle e baciarle mentre ne tastavo la consistenza. Ho le mani grandi, ma non riuscivo a coprire un seno. Mentre accarezzavo prima una poi l'altra, Robert si è unito a me e siamo rimasti fianco a fianco, ognuno con una tetta e vagando con le mani attorno al suo corpo. Lei ha messo le mani sulle nostre spalle e ha lanciato un gemito di apprezzamento. Si crogiolava nell'attenzione come una dea che riceve la sua giustificata adorazione da tutti gli uomini intorno. È stato un momento perfetto e mi stavo eccitando moltissimo. Lei cominciò a far scivolare la mano lungo il mio corpo, finché non trovò il mio pene ormai fatalmente duro. Il mio cazzo puntava verso l'alto lungo il mio corpo, penso che in quel momento ogni grammo del mio sangue scorresse lì. Ho appoggiato la mia asta sul corpo di Grace, sembrava essere molto colpita, dirigendo su di esso la sua attenzione. Anche Robert sembrava attratto dalla situazione e, prima che me ne rendessi conto, lei stava accarezzando il cazzo di entrambi, facendo scorrere le mani su e giù, stringendoli, testandone la durezza. Grace afferrò saldamente il mio cazzo, usandolo come maniglia per trascinarmi in acque meno profonde: "Vieni con me, Alberto" mi ordinò. È stato allora che ho capito che sarebbe stato un bagno a mare molto eccitante. Grace è una donna è eccezionale ... la situazione era straordinariamente sexy! Una volta che i miei fianchi furono molto sopra la linea di galleggiamento, lei si chinò e prese il mio cazzo in bocca, succhiandomi intensamente e leccandomi lungo tutta l'asta. La sua bocca calda era incredibile con l'acqua fresca intorno a me, ho apprezzato questo momento inaspettato e perfetto. Robert ci seguì nelle acque poco profonde e guardò sua moglie succhiarmi il cazzo, massaggiandole la schiena con le mani. Poi anche lui si accucciò accanto a lei e riprese ad accarezzarle le grosse tette. Fino a quel momento non avevo mai considerato di potermi trovarmi in quella situazione, ma non ho esitato, l'atmosfera sembrava quella giusta. Grace con il mio cazzo in bocca lo succhiava con intensità. La sua bocca era meravigliosa, lei si crogiolava nell'attenzione simultanea di due uomini. Non lo avevo pianificato, ma mi sono subito sentito a mio agio mentre entrambi, io e Robert, riversavamo l’attenzione sul magnifico corpo di Grace. Lei giocava con me, succhiandomi il cazzo e facendo scorrere le mani su tutto il mio corpo, finché non diventammo troppo freddi e decidemmo di uscire dall’acqua per andare ad asciugarci. Mentre ci asciugavamo, ognuno di noi sembrava sorpreso e felice di questa svolta spontanea degli eventi. La mia mente ripensava: non mi aspettavo di essere coinvolto in rapporto a tre, volendo preservare questa esperienza perfetta così com'era, anche in considerazione del fatto che l’indomani loro sarebbero andati via dall’isola, pensai che forse sarebbe stato meglio concludere lì la serata. Quindi dissi: "È stato fantastico incontrarvi e fare la vostra conoscenza, mi sono divertito moltissimo, grazie mille per tutto. Non voglio approfittare di voi oltre quindi vi saluto e vi auguro una buona serata!". "Oh certo, siamo molto contenti di aver fatto la tua conoscenza," rispose Grace, "è stato molto divertente." Ci siamo salutati abbracciandoci. Mi rivestì e raccogliendo le mie cose mi accinsi ad allontanarmi. Mentre stavo per farlo, sentì Grace che, richiamando la mia attenzione, mi diceva: “Ti andrebbe di cenare con noi? Casa nostra non è molto distante da qui, io e Robert, abbiamo pensato che sarebbe bello concludere la giornata insieme.” Risposi senza esitazione: “Certamente, ne sarei felicissimo, se mi indicate casa vostra, prima passo dall’hotel per farmi una doccia e poi vi raggiungo.” Rientrato in hotel ho fatto una rapida doccia, mi sono vestito e sono andato velocemente verso la loro casa. Lungo il tragitto mi sono fermato in un bar ed ho acquistato una bottiglia di passito di malvasia delle Lipari. Arrivato a casa loro, una tipica casa eoliana con terrazzo vista mare, ho bussato e sono entrato. Robert mi ha accolto invitandomi a sedermi sul terrazzo e mi ha detto: “Grace si sta facendo bella, tra non molto si unirà a noi.” Io risposi: “Più bella di quanto lo era oggi è impossibile. È una splendida donna, molto elegante e, se posso, sexy.” Appena dette queste parole, si è profilata la figura di Grace dalla casa, bellissima come mi ricordavo. Indossava un vestito bianco di lino, molto trasparente e niente altro addosso. Rimasi con la bocca aperta a quella vista, nella mia mente sono passati, in pochi attimi, tutte le cose che avrei voluta fargli. Il mio cazzo già era duro e pulsava mentre la guardavo avvicinarsi. Il suo corpo prorompente, racchiuso nel morbido lino implorava attenzione. Oltre al seno, potevo vedere la stretta striscia di peli pubici ben disegnata. Nell'angolo della terrazza, seduto tranquillamente, suo marito si gustava la scena del mio quasi imbarazzo. Era evidente, a lui quella situazione lo attirava e attendeva che ci potesse essere un seguito più intenso. Chiaramente l'idea di un altro uomo che scopasse Grace lo eccitava, era chiaro dalla sua espressione mentre ci osservava. Grace ci invitò a sederci nell’ampio tavolo dove già era tutto organizzato per la cena. Ci sedemmo e brindammo al nostro incontro con un buon calice di vino bianco freddo. La cena continuò tra sguardi e battute più o meno esplicite. Il vino svolgeva benissimo il suo ruolo fornendo quel grado di allegria necessario in queste occasioni. Dopo cena, io e Robert, ci sedemmo nel grande divano della terrazza, Grace si sedette davanti a noi in una ampia poltrona di rattan. L’ho vista accostare il vestito e scoprire interamente la sua bella figa. Si vedeva che era molto eccitata per la situazione e che era sua intenzione essere intraprendente. Infatti, allargando le gambe e scostando il vestito, iniziava a massaggiarsi la figa e poi il clitoride, era una visione bellissima e molto eccitante. Era evidente dalle smorfie del volto e dai gridolini di goduria che, se avesse continuato, avrebbe potuto raggiungere un piacevole orgasmo anche da sola. Robert, nel frattempo, si accarezzava il cazzo. L’area era elettrizzante, Grace, prendendo l’iniziativa, disse: “Entriamo dentro casa, li saremo più tranquilli e lontani da occhi indiscreti, vi va?” Le parole di Grace non lasciavano adito a incomprensioni rispetto a cosa ci attendesse, era evidente cosa voleva dire. Io risposi: “Certamente, per me va benissimo se Robert è d’accordo.” Robert annuì con un “Si” convinto. Entrammo dentro casa. Grace, prendendomi per mano, fece strada per la loro stanza da letto. Poi con movimenti rapidi, ci svestì entrambi, lasciandoci nudi. Iniziò da Robert sfilandogli prima la maglietta e poi i pantaloncini con tutti gli slip. Poi con movimenti molto sensuali, mi sbottonò la camicia e abbassando i pantaloncini e i boxer scoprì il mio cazzo già in tiro. Quindi, si sedette sul letto e continuò quanto stava già facendo in precedenza nella veranda. Sembrava pronta per l'orgasmo autoindotto e totalmente bagnata dai suoi umori. Robert le si avvicinò, la fece girare di spalle e inginocchiare sul letto, con il suo grosso cazzo, fece in modo di sfiorarle le labbra della figa e il suo clitoride e, poi, la penetrò facendo aumentare i gridolini di piacere e l’attesa dell'orgasmo. Mi stavo godendo lo spettacola con il cazzo completamente in tiro. Grace ha lanciato un'occhiata verso di me, invitandomi. Quando la raggiunsi prese in mano il mio cazzo. Era duro e pulsante ed era bagnato di pre-sborra. Lo accarezzò, facendo trasudare altro liquido dalla punta luccicante. Sorrise mentre le mie mani scivolavano dentro il suo vestitino ed accarezzavano i suoi grandi seni caldi. Trovai i grossi capezzoli già duri ed eretti. Lei gemette al tocco e accarezzò con maggiore intensità la mia verga. Nel frattempo, Robert la cavalcava impetuosamente. Quando lui rallentò per un attimo, lei mi fece salire e sedere sul letto davanti a lei, si abbassò, e prese in bocca il mio pene. Subito dopo disse: “Ha un sapore divino.” Con la sua lingua lo sfiorava mentre lo assaggiava e lasciò che il nettare salato stuzzicasse le sue papille gustative. La mia mano cadde sui suoi capelli mentre la testa di lei oscillava su e giù lungo l’asta. Grace mi stava facendo un pompino meraviglioso, faceva scomparire la mia asta per intero dentro al sua bocca, succhiava e leccava il mio cazzo con una intensità da vera esperta della fellatio. La situazione era esaltante, Robert che la scopava da dietro e io che le scopavo la bocca. Grace si godeva alla grande i due cazzi in contemporanea. Non passò molto tempo prima che la sua bocca calda che scivolava su e giù sul mio cazzo venisse riempita da grossi getti di sperma fino giù nella gola. Lei soffocò leggermente per la quantità di sperma. Era molto, più di quanto avesse mai immaginato. Ha ingoiato tutto quello che poteva prima di continuare a masturbarlo per far sgorgare tutto il seme. Quando ebbe finito, sorrise, alzò lo sguardo e vide suo marito che osservava entusiasta mentre la scopava alla pecorina. Lei gemette mentre le mie mani accarezzavano i suoi seni e massaggiavano il suoi capezzoli. La situazione era meravigliosa e potevo sentire le sue imprecazioni di piacere che le facevano contorcere il corpo. La sua figa era in fiamme mentre Robert la possedeva, lei con una mano si massaggiava il clitoride per aumentare il piacere dell’orgasmo che stava pian piano maturando. All’improvviso, con un gemito di piacere, Robert urlò: “Godo … godo … sto venendo … mmmmmhh!!!” Nello stesso tempo si sentì Grace, con un urlo acuto, dire: “Si … si … siiiii … vengo … vengoooo!!!” Nell’aria risuonavano i loro gemiti e le loro parole di soddisfazione. Una volta calmati, Robert ritrasse il suo cazzo da dentro Grace e si adagiò sul letto, mentre Lei mi accarezzò di nuovo, sentendo il mio cazzo completamente in erezione, era ancora pronta a goderselo di nuovo, era instancabile. Lei, togliendosi il vestito, si l’alzò per svelare completamente i suoi grandi meravigliosi seni, vi infilò il mio cazzo al centro, tra le due poppe, e iniziò a massaggiarlo. Una sega spagnola, da brivido. Con un movimento molto particolare, chinando il capo, ad ogni su e giù fatto nel suo seno, leccava la mia cappella fiammate. Dopo un po', con una voce sensuale, disse: “Voglio sentirti dentro di me. Voglio sentirlo spingersi in profondamente dentro di me. Voglio cavalcarti spingendo il tuo cazzo avanti e indietro nella mia figa.” Mi spinse indietro dolcemente, si posizionò sul letto in modo da offrirsi alla pecorina per essere montata. Osservò suo marito che prendeva in mano il suo cazzo mentre ci guardava, e gli disse: "Perché te ne stai li, avvicinati. Mi piacerebbe avere anche il tuo di cazzo." "Non volevo essere una distrazione." Robert disse avvicinandosi a lei. Guardò suo marito avvicinarsi e iniziò ad accarezzare il suo grosso cazzo. Nella posizione assunta da Grace avevo una visione perfetta della sua figa e Il suo bel culo. Lei era pronta, una vista molto sexy ed era lì a mia disposizione. La sua figa era ricoperta da un morbido monticello di peli ben rifinito. Le sue labbra brillavano per le secrezioni già avute e il suo clitoride sporgeva dalla vulva. Presi il cazzo e lo guidai fino all'apertura. Lei gemette mentre strascicavo il mio pene lungo le sue labbra bagnate e il suo clitoride. Mi concentrai sul clitoride e feci roteare il mio cazzo attorno ad esso, stuzzicandolo, facendole un massaggio che dai gridolini di Grace evidentemente era bel accolto. Lei mosse i fianchi come se cercasse di spingerlo dentro di sé. Cedetti alla tentazione, afferrandola dai fianchi, spinsi dentro lentamente la mia verga. La figa era calda e bagnata, sembrava di morbida seta, avvolgeva il mio cazzo completamente. Gemette mentre lo spingevo più in profondità. Poteva sentire il mio cazzo riempirla, aprendole le viscere mentre mi muovevo su di lei. Guardò suo marito, i suoi occhi osservavano il suo volto mentre gli accarezzava il cazzo. Era duro e rigido come la roccia, dall'aspetto forte e quasi osceno mentre lo pompava eccitata. Lui la guardò e amò l'espressione di piacere lussurioso sul suo viso. Le sue labbra erano socchiuse e i suoi occhi sbattevano le palpebre mentre io spingevo il cazzo avanti e indietro dentro di lei. Adesso avevo entrambe le mani sui suoi fianchi e la stavo scopando più velocemente, mantenendo un ritmo sostenuto e facendola gridare e gemere forte. Il letto tremò quando alzandomi un po’ di più la tirai più stretta a me spingendo il mio cazzo più in profondità che potevo. Lei gridò, venendo forte. Sentivo ogni parte del suo corpo formicolare e tremare mentre l'orgasmo l’attraversava. La sua figa esplose mentre mi sporgevo in avanti e mi muovevo dentro di lei, spingendo il mio cazzo duro in profondità. La sua vagina tremava, pulsava e si contraeva. Sensazione meravigliosa. Si girò e mi guardò mentre il suo orgasmo raggiungeva il culmine. Poi tornò a guardare Robert e gli fece un cenno per prendergli la fava più in profondità in bocca. Gli occhi di Robert si spalancarono quando sentì le sue labbra morbide e calde accoglierlo. La guardò e annuì soddisfatto della situazione. Robert si rilassò e si godette la moglie mentre gli succhiava il cazzo. Era davvero una situazione erotica mentre lei gli ciucciava il cazzo e un altro uomo se l’era scopata da dietro. Nella stanza risuonavano i rumori del cazzo dentro la figa e quelli prodotti dalla bocca di Grace che succhiava voracemente il cazzo di Robert. Si potevano percepire i nostri gemiti di piacere. Robert venne all’improvviso con un profondo grido gutturale, le scaricò enormi getti di sperma caldo in gola. Lei prese ogni goccia del suo sperma e lo deglutì proprio mentre io emettevo un forte gemito e le penetravo profondamente. Sentì lo sperma caldo schizzarle dentro, riempiendola e riscaldandola mentre la pompavo tenendola per i fianchi, la sua figa si contraeva e stringeva come una morsa il mio cazzo, sensazione inimmaginabile di goduria. Lei venne di nuovo proprio in quel momento e si avventò suo cazzo duro di Robert e alle sue palle, gli umori miei e di Grace si mescolavano e uscivano dalla sua bellissima figa. Crollammo sul letto, eravamo tutti esausti e respiravamo affannosamente. Robert si sdraiò e sospirò. Sorrise a Grace. Sembrava contento e felice. Il suo sorriso diceva tutto. Non l'aveva mai reso infelice in camera da letto. Le è sempre piaciuto il loro sesso, ma l'espressione sul suo viso oggi era diversa. Era più realizzato e soddisfatto. Gli piaceva quello che vedeva. Amava la vista di lei che baciava il suo cazzo ora flaccido mentre giaceva tra le sue gambe. Io mi sono seduto sul letto e ho detto: “Mi piacerebbe bere qualcosa!” Robert con voce calma disse: “Se ne avete voglia, possiamo aprire la bottiglia di passito e poi facciamo un altro giro. Cosa me pensate?” Io sorrisi. Ero pronto al nuovo round. Grace annuì con un sorriso. Bevemmo il passito e chiacchierammo tranquillamente per un po’, nessuno di noi si era rivestito. Nella discussione tra un bicchiere e l’altro abbiamo parlato anche della situazione a tre che avevamo vissuto. Robert e Grace mi spiegarono che era stata la loro prima volta che facevano sesso in tre, anche se da tempo Robert aveva il desiderio di creare le condizioni affinché qualcuno facesse l'amore con sua moglie assieme a lui. La loro vita sessuale era lungi dall'essere noiosa. Era ancora abbastanza eccitante per loro, ma Robert aveva trovato la fantasia emozionante e amava l’idea di guardare Grace con un altro uomo. Lo eccitava al punto che Grace lo aveva sorpreso più volte a guardare film porno Threesome. Più bevevamo, più diventavamo lussuriosi, e presto Grace si sedette accanto a me sul letto e mi accarezzò la coscia. Aveva un buon odore mentre faceva scivolare la mano lungo la mia coscia e sopra il mio monticello pubico fino al mio cazzo. Lo accarezzo per tutta la sua lunghezza. Poi si abbassò e lo prese dentro la bocca e lo succhiò, sentendolo balzare sotto il suo tocco e diventare ancora più rigido e grosso. "Oh cazzo," gemetti mentre lei mi pompava e stringeva la mia asta con una mano e massaggiava le mie palle con l’altra. La mano di Grace era morbida e calda e le sue dita avvolgevano il mio cazzo. Lei sorrise, mi sputava sul cazzo, lasciando che la saliva gorgogliante colasse su di lui e sotto le sue dita. Lo accarezzò, ricoprendo il mio cazzo duro finché non si mosse fluidamente sotto il suo tocco. I suoni emessi mentre pompava riempirono presto la stanza, facendo sì che Robert si eccitasse ed avesse una nuova erezione. Grace lo guardò. I suoi bellissimi occhi sembravano brillare di desiderio e lussuria. Pompò più velocemente, si sporse in avanti e lo infilò per intero dentro la sua bocca, toccando il fondo fino alla gola. Sentivo le sue labbra morbide e calde per tutta la mia asta, facendomi gemere. "Che ne dite se vi faccio divertire di nuovo entrambi?" chiese Grace, guardando Robert. Robert smise di accarezzarsi il cazzo e guardò verso di me e disse: "Io dico che ci puoi provare." Grace emise un piccolo grido di eccitazione e si inginocchiò. Fece segno a noi due di avvicinarsi e poi fece scivolare le mani sui seni, massaggiandoli lentamente prima di fermarsi sui propri capezzoli irrigiditi. Li pizzicò delicatamente e li tirò prima di abbassarsi ulteriormente e far scorrere le mani sul suo morbido monticello. Lei grondava di eccitazione quando le sue dita trovarono la figa e il clitoride. Era bello far scorrere le dita contro di esso e poi di nuovo mentre guardava i due uomini puntare i loro cazzi verso di lei. Grace li prese entrambi in mano e li accarezzò ciascuno lentamente. Quello di Robert era duro e ricoperto di pre-sperma dopo essersi masturbato. Quello mio era ormai all’apice della sua consistenza. Lei poteva sentire il calore emanato da entrambi i membri rigidi mentre li accarezzava lentamente. Fermò la sua attenzione sul precum di suo marito, si avvicinò e lo leccò. Era salato e dolce allo stesso tempo. Robert amava il modo in cui la punta della sua lingua leccava e premeva contro la piccola fessura in cima al cazzo. Più pre-sperma fuoriusciva più lei succhiava. Robert le mise una mano dietro la testa mentre lei si muoveva avanti e indietro su di lui. Grace per cambiare cazzo si allontanò da Robert e continuò ad accarezzarlo mentre prendeva la mia verga in bocca. Assaggiò la mia erezione e sentì il nettare salato esplodere sulle sue papille gustative. La sua figa pulsava per l'eccitazione. Il suo clitoride desiderava essere toccato. Aveva bisogno di attenzione. Per lei succhiare due cazzi era più che erotico. Ha dovuto trattenersi per non venire, era eccitatissima quando la sua lingua assaporava le nostre cappelle. I suoi occhi sbatterono le palpebre assaporando il caldo delle nostre verghe. Vedendola dimenarsi mentre mi pompava, diedi un colpetto sul braccio a Robert per catturare la sua attenzione. Robert guardò dove io stavo indicando. Poteva vedere quanto era bagnata sua moglie. Stavano gocciolando umori dalla sua figa. Sul lenzuolo sotto di lei si era formata una piccola pozzanghera. Robert annuì. Grace però sorrise e attirò entrambi gli uomini più vicini a sé. I due cazzi si toccavano mentre lei li prendeva entrambi in bocca allo stesso tempo. Li succhiò, leccando le due verghe fino in fondo. Dopo un po' si tirò indietro e guardò suo marito, sembrava confusa, poi si sollevò e mi fece cenno di unirmi a lui e ci disse: “Voglio che tutti e due insieme mi scopate, voglio provare una doppia.” Non avrei mai potuto immaginare che quella sera poteva essere così intrigante e sessualmente completa. Mi sdraiai sul letto mentre Grace si metteva a cavalcioni e guidava il mio cazzo dentro di lei. La mia calda asta rigida le riempiva la figa. La tenni stretta, attirandola a me mentre suo marito le si avvicinava da dietro. Aveva preso del lubrificante e ne stava spremendo una quantità generosa sul cazzo e se lo accarezzava dappertutto finché non era liscio e pronto. "Oh, Robert ... ti voglio tutto dentro!!! disse Grace, sentendo le sue dita invadere il suo stretto retto mentre la lubrificava con abbondante gel. "Oh cazzo, sì, Robert, ti prego riempimi il culo, vi voglio tutte e due dentro di me!" Guardai Grace mentre il suo viso passava dalla beatitudine totale al vedere i suoi occhi spalancarsi e poi chiudersi stretti mentre Robert fece scivolare il suo cazzo duro nel suo culo stretto. All'inizio strinse i denti mentre il dolore di avere il buco del culo aperto la attraversava. La sua espressione passò dal dolore al piacere mentre sia io che Robert la scopavamo a turno. Era in paradiso mentre entrambi facevamo scivolare i mostri cazzi duri avanti e indietro dentro di lei. Il suo clitoride, per la posizione acquisita, strusciava pesantemente sul mio ventre, cosa che le stava creando le condizione per una esplosione di piacere che non aveva mai provato prima. Ondate di dolore e piacere la travolsero. I suoi capezzoli facevano male perché erano così duri e rigidi. Li presi tra le mani uno alla volta e li accarezzai mentre lei veniva cavalcata da entrambi. Grace gridò di goduria per tutto il tempo della doppia scopata che stava ricevendo. Sentiva come se il suo corpo fosse in fiamme mentre entrambi i cazzi la battevano. Le sensazioni di goduria che provavo erano inimmaginabile, sentivo il corpo di Grace su di me e la sensazione della sua figa sul mio cazzo ma, anche, la presenza del cazzo di Robert dentro di lei per l’esigua separazione tra sfintere e vagina. Probabilmente le stesse sensazioni li provava Robert. Sentì Robert venire per primo. Getti caldi del suo delizioso seme le schizzarono le viscere. Il suo stesso orgasmo la faceva contrarre e tremare. La sua figa esplose di sensazioni e lei sollevò i fianchi. I movimenti dei fianchi di lei sul mio cazzo fecero sì che raggiungessi il mio apice e arrivai velocemente ad un orgasmo violento e travolgente. Mi irrigidì mentre sputavo sperma caldo dentro di lei. Il culo e la figa di Grace erano incantevoli e si prendevano il carico di seme di entrambi. Robert la teneva ferma mentre stava ancora nel suo culo stretto. Poi, si alzò sulle gambe, guardò in basso mentre il suo cazzo flaccido ed esausto, pendeva tra le sue cosce. Diede un leggero schiaffo al sedere di sua moglie e crollò accanto a noi due sul letto Lo sperma caldo che l’aveva riempita e riscaldata incominciava ad uscire dai suoi buchi mentre giaceva distesa sul letto. Tutti e tre respiravamo affannosamente, ognuno cercando di riprendere fiato. Ci appisolammo sul letto, Grace era sdraiata tra di noi. Passammo quasi l’intera notte a dormire su quel letto. La mattina successiva, dopo aver fatto colazione ci salutammo. I miei nuovi amici sarebbero partiti il giorno stesso per rientrare a casa loro. Era stata lo loro ultima sera a Stromboli, sicuramente non l’avrebbero dimenticata presto. Da quella sera non ci siamo più visti, ci siamo sentiti spesso tramite chat o video chiamate. Purtroppo, la loro vita era in tutt’altra parte del mondo, ma, ancora oggi, penso spesso a loro.
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2 anni fa
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Varie
esperienze che ti cambiano la vita
Ci sono notti in cui non riesco a dormire che mi vengono fantasie strane voglie, e queste voglie o fantasie prima o poi devono essere esaudite.Così non riuscendo a dormire il mattino seguente mentre sono al lavoro con un bel po' di sonno mi metto a cerca questo desiderio che ho, ovvero essere lo schiavo zimbello il loro gioco quello che sia di due trans.Inizio a far una ricerca qui in provincia molte trans escort e sinceramente arrivato a non dormire per questa cosa mi sono detto i soldi non fanno la felicità e poi se fossero anche 100/150€ dico pace ma almeno non mi tormenta più sta cosa. Inizio a far un giro di telefonate subito nei paesi limitrofi al mio e man mano allontanandomi sempre di più, dicendo che sono passivo che avrei voluto farlo con due trans se avessero potuto fare sta cosa per me ovviamente pagando.Una mi da lo spiraglio di salvezza ovvero doveva sentire la sua amica se le andava bene l'idea; non ci potevo credere mi ha chiesto se mi poteva richiamare dopo qualche minuto perché ovviamente doveva sentir la sua amica. dopo una mezz'ora ricevo la telefonata della vita era lei mi diceva che erano d'accordo ma il fatto che dovevo passare a prendere una di loro e andar a casa dell'altra, e che problema c'era... Nessuno. In pausa pranzo corsi subito a casa doccia doccia interna un bel perizoma e il tubo del lubrificante salgo in macchina chiamo la trans mi dà l'indirizzo così la potevo passar a prendere. Arrivato sotto casa gli faccio uno squillo, esce dal portone e non credevo che fosse così bella capelli neri corvino, una camicetta rossa che lasciava a vedere un bel decolte un jeans attillato e una sneakers bianca ci presentiamo due baci sulla guancia e mi chiede se sono pronto risposta "ovviamente, sono nato pronto" e allora vai mi guida da questa sua amica che si trovava a pochi km da lei.Suona il citofono e salimo al 4 piano entriamo in casa lei era con un vestito tipo quelli estivi molto blandi leggeri e infrarido capello ricciolo e carnagione mulatta ci presentiamo i soliti due baci. Una volta salutati decisi di fare un po' il giullare o meglio far scendere la tensione mi guardai un po' in giro subito chiesi di andare in bagno e poi se mi potevano preparare un foglio una penna e due sacchetti di carta o qualsiasi contenitore, entrambe si guardarono un po' stranite come dire che cosa vuole fare questo ma poi la proprietaria di casa dice va bene e mi indicò il bagno, entro in bagno e cercando di far il più veloce possibile mi sono messa nel mio culo il tubetto della Durex con il perizoma che me lo teneva dentro e chiuso tutto dal pantalone passato questo tempo uscì loro erano al tavolo mi avevano preparato il foglio di carta la penna e due barattoli vuoti mi son seduto anchi e presi il foglio che ne ho fatto tante striscioline su ognuna volevo che ognuno di noi scrivesse una pratica sessuale che le piaceva che voleva realizzare oppure sperimentare, inizia io e le cose che volevo erano bareback, fisting, pissing, creampie anale, doppia penetrazione, pompini, ne feci il più possibile per aver più chance per far qualcosa che potesse piacermi a me tutti quelli sulle pratiche sessuali finirono in un barattolo mentre nell'altro andavano i nomi delle due trans con cui iniziare la pratica. Una volta finito mi alzo dalla sedia ed esclamò che ne dite di metterci più comodi e nel frattempo far un bel caffè?? Mi rispondono bell'idea la padrona di casa fece la mossa di alzarsi ma la fermai subito dicendo stai comoda e mettiti comoda la cucina e li e non ci vuole una scienza a trovare il caffè e la moca, così mi alzo mi sono messo comodo ovvero sono rimasto in perizoma e il tubetto della Durex che mi allargava le chiappe mentre ero in cucina anche loro si mettevano più "comode" ovvero la padrona di casa, che aveva il vestito è rimasta in reggiseno mentre la sua amica tolti i jeans e camicetta aveva delle autoreggenti verde fluo con il piede tagliato entrambe avevano il loro cazzo a penzoloni si sono risedute e si stavano massaggiando il loro cazzo ognuno il suo. Io nel frattempo piega un po' di qui cerca il caffè accendi il gas ero ritornato al tavolo dicendo ora che siamo comodi si può estrarre a sorte il biglietto, ovvero dovete estrarre tre biglietti a testa da questo barattolo ovvero quello delle pratiche sessuali e uno dai nomi totale 6 biglietti più un nome, il primo fu creampie anale a seguire benda bareback webcam pissing e doppia penetrazione, alcuni scritti io altri no e sinceramente mi preoccupava un po' il lato webcam.La moca era salita così ci siamo presi il caffè, e una volta finito dico e ora dove iniziamo mi guardano e mi dicono non sarà uscito ma senza un pompino i nostri cazzi non diventano duri, nessun problema sposto la sedia e vado sotto al tavolo inizio dalla padrona di casa che a sua volta si sposta con la sedia così da dar il mio culo alla sua amica lo prendo in bocca senza usar le mani sento che man mano cresce mentre la sua amica mi sposta il filo del perizoma da aver così in bella vista il tubetto della Durex me lo toglie e lo rimette dentro e gli dice guarda che e bello accogliente e io mentre mi dedicavo al cazzo con la bocca mi scappa una mezza risata. La trans con il cazzo in bocca si alza e mi dice andiamo a metterci più comodi così mi alzo entrambe avevano una erezione pazzesca due cazzi enormi uno più grosso dell'altro non sapevo piu quale dei due fosse più lungo o più largo comunque portarono in camera si buttarono nel letto una prese in perizoma che aveva sul comodino e me lo mise sulla testa da coprirmi gl'occhi metre l'altra si tolse la calza e mi lego il perizoma in modo che non potesse muoversi o togliere sento una che scende dal letto dicendo ora accendiamo la webcam e andiamo sul mio sito preferito e io potendo ancora parlare dicevo no se mi riconoscono? ma nella mia testa mi dicevo amen meglio una vita felice che una vita di rimpianti e lei mi rispose alla mia domanda "cosa è uscito dal barattolo webcam mi dispiace ma le regole le hai dettate tu...Sentivo il mouse che clicca a più non posso la sua amica nel frattempo mi schiaffeggiava il culo con il cazzo ero in preda ad eccitazione paura e voglia il mix perfetto per farmi uscire il tubetto della durex dal culo e sedermi sul quel cazzo enorme entro in un colpo solo giù fino in fondo sentivo le sue palle attaccate alle mie lei chiamo "teso" la sua amica che diceva accipicchia aspettarmi no? Vai con la diretta ora e cominciamo ero in ginocchio la trans era dietro e mi stava iniziando a scopare mentre l'altra mi ha messo il cazzo in bocca me lo faceva arrivare in gola tra saliva e liquido del cazzo ero bagnatissimo. La trans che avevo il cazzo in bocca dice ora tocca me così si tolse l'altra e mi penetrò l'altra ero a pecora così quella che prima avevo in culo si sdraio davanti a me e mi mise il cazzo in bocca, succhiavo quei cazzi come se non ci fosse un domani come se fosse l'ultima esperienza della mia vita dopa una decina di minuti che sembrava che il mio culo fosse mezzo anestetizzato quella che avevo in culo lo tolse e mi disse dai siediti su di lei ovviamente entro a briglie sciolte, lei dicendomi "ora prendo la webcam vediamo quante visualizzazioni facciamo Non avevo la piu pallida idea di cosa stava facendo mi ha messo la mano sulla schiena da spingermi quasi a far uscire il cazzo della sua amica mi punto il suo e io con tono un po' preoccupato dicevo guarda che non entra e lei mi disse non ti preoccupare ché piano piano entra. Così un po' alla volta mi sono trovato due cazzi nel culo un bel po' di male ma sopportabile di testa perché avevo due cazzi nel culo che mi scopavano. Però loro era un bel po' stretto così tanto che nel giro di pochi minuti una delle due aumento il ritmo dicendo di resistere che stava godendo pochi secondi dopo una stretta di chiappe con le mani e un urlo di piacere una mi aveva riempito il culo fino all'altuma goccia, si tolse mi rimaneva ancora un cazzo da far godere. La trans che si era tolta si alzò dal letto mentre la sua amica mi stava scopando mi tolse la benda con il perizoma, finalmente vedevo qualcosa girai subito la testa verso il PC mi vedevo ero su un sito ed ero in diretta aveva messo la webcam sul mio culo forse da far vedere la doppia penetrazione un po' eccitazione del momento inizia a cavalcare piu veloce la trans sotto di me e lei mi diceva piano che vengo pianooooo così da farla godere e non ci mette molto che anche lei mi sborro dentro. La trans che era venuta prima mi chiese cosa vuoi imbuto o doccia?? Io gli domandai per cosa? La risposta "per il nostro piscio" o mio dio ero stremato non sapevo manco come alzarmi e così ho detto fai te.... Così uscì dalla stanza andò in cucina tornando con l'imbuto in mano mi giro e me lo ha messo in bocca prima una e poi l'altra hanno pisciato mi hanno riempito non solo la bocca ero estasiato da quel momento una volta scaricato la loro vescica siamo andati in cucina per una sigaretta e saldare in conti tiro fuori tre pezzi da 50€ entrambe si guardano e ridono una di loro prende i soldi e mi dice di baciarle il cazzo così diedi un bacio ma nel frattempo mi ha messo i soldi nel culo arrotolati mi diceva dai ora vestiti e andiamo a far un aperitivo così fu stato così con i soldi nel culo ancora pieno di sborra mi rivestii perizoma pantaloni ecc andai con loro a fare aperitivo e una volta finito tutto andavo a casa a togliere i 150€ e farli asciugare tanto per la benzina andavano bene
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2 anni fa
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Ho pareggiato i conti con due maschi!
Mi chiamo Daniela, ho 47 anni e sono sposata con Giacomo che ha la mia stessa età. Abbiamo un figlio, che da tempo ha lasciato la casa paterna per vivere la sua vita in compagnia di una bella ragazza, che fra non molto ci renderà nonni. Sono alta 1,70, capelli neri, occhi scuri, labbra abbastanza carnose, un bel seno di una terza abbondante ed un bel culo tondo al culmine di gambe lunghe ed affusolate. Mi piace molto curare il mio aspetto e, per questo, pratico molti sport. Mi reputo donna molto attraente, cui piace poter godere tantissimo e in questo mio marito ha sempre avuto un ruolo di primo piano, essendo un bel maschio dal fisico ben curato e con una bella dotazione, che sa usare benissimo. È stato proprio questo dettaglio che ha scatenato in me il desiderio di pareggiare un torto subito da lui. Per un certo periodo sono stata assegnata dal mio ufficio presso una sede distaccata e questo comportava restar fuori casa per alcuni giorni della settimana. Lui, il fedifrago, ne ha approfittato per scoparsi due puttanelle che lo intrigavano molto. Avevo avuto il sentore delle corna casualmente, alla cena della piscina dove lui si reca per insegnare il nuoto ad un gruppo di bambini ed avevo notato come le mamme se lo bevevano con gli occhi. Quando feci notare la cosa a mio marito, lui sembrò cascare dalle nuvole. «Ma che dici? Dai, non esser gelosa! Sono solo due persone che mi ammirano per la pazienza e la costanza con cui alleno i loro figli.» Non l’avevo bevuta. Un pomeriggio, dopo l’ufficio, quando sapevo che lui doveva esser in piscina, sono ritornata a casa e ho visto la sua auto parcheggiata davanti al nostro villino. Ho atteso e l’ho visto uscire con una delle due signore più giovani di me. Ho ingoiato il rospo, ripromettendomi di pareggiare il conto. Non soddisfatta, ho continuato a seguirlo altre tre volte ed ho potuto verificare, senza ombra di dubbio, che il porco mi aveva cornificato anche con l’altra mammina, e non solo con quella, anche con un’altra un po’ più grande delle altre due. Ho masticato amaro per un po’ di tempo, cercando la soluzione al problema, ma non mi veniva in mente nulla che mi desse soddisfazione. Il divorzio? No, troppi casini! Sputtanarlo? Anche peggio! Poi, come spesso succede, la soluzione ti si rivela quando meno te lo aspetti. Nell’ufficio distaccato, che dirigo, sto istruendo due ragazzi di circa una trentina di anni, che dovranno esser trasferiti, una volta resi idonei, in sedi all’estero e, fra di loro, ho notato che vi è una buona complicità, ma, soprattutto, entrambi mi corteggiano in maniera particolarmente carina, velata, soft quel tanto che basta per farmi sentir lusingata, ma non aggredita. Con loro, a breve, avrò portato a termine il mio compito e, una volta salutati, non ci vedremo più; quindi, nel mio intimo, ha preso forma una certa idea di vendetta: andare a letto, per la prima volta nella mia vita, con due uomini assieme. Riconosco che forse esagero; qualcuno potrebbe pensare che io sia una poco di buono, che si comporta da donna di facili costumi, che ha ideato una cosa del genere solo, ed esclusivamente, per vendetta, ma... ebbene sì, voglio divertirmi con due maschi contemporaneamente, cosi da pareggiare il conto con il marito fedifrago, almeno in parte. Questa idea mi si è insinuata nella mente con forza, inducendomi a realizzarla. Non mi reputo una donna pronta a prostituirsi, ma mi va di vivere questa esperienza per sentirmi davvero bene, in pace con me stessa e con la mia coscienza, che mi stimola a far la troia quel tanto che basta, per ottenere la mia vendetta. Per realizzare il mio progetto, ho organizzato quanto segue: dopo il conferimento dell’idoneità, li ho pregati di raggiungermi nella stanza del mio albergo, per il definitivo saluto di commiato. Appena arrivati, mi son fatta trovare coperta dal solo accappatoio, cosa che ha provocato in loro uno sguardo d’intesa. Erano stupiti nel vedermi cosi discinta, io che mi ero sempre mostrata piuttosto morigerata, attenta e severa, ora apparivo ad essi come una puttana che riceve i suoi clienti. Avevo le farfalle allo stomaco. Ero tesa e, nello stesso tempo, molto eccitata. Li ho guardati e poi, con voce un po’ alterata dall'emozione, gli ho parlato: «Ok ragazzi: adesso che ho smesso i panni della vostra istruttrice, mi dovete convincere che siete idonei per il lavoro che dovrete svolgere. Voglio che mi dimostriate d'esser anche all'altezza di tenere alto il cliché del maschio italiano, molto virile e sempre pronto a scopare, perché sarà così che vi vedranno nei paesi dove andrete a lavorare. Voglio però che mi assicuriate che tutto quanto accadrà qui sarà tenuto nel più assoluto segreto.» Mi giurano che nessuno ne verrà mai a conoscenza e io li invito a spogliarsi. «Benissimo! Era quello che volevo sentir da voi. Adesso spogliatevi e non mi risparmiate nulla! Voglio essere trattata da vera puttana!» Si danno uno sguardo da veri maiali e, in breve, ci troviamo tutti e tre nudi. Essi mi guardano con ammirazione e noto che hanno due verghe di tutto rispetto. Luca, il più grande di età, lo ha più lungo, rispetto a Marco, che invece lo ha molto grosso. Inizio ad accarezzarli entrambi. Luca si prodiga a leccarmela, mentre, a mia volta, mi adopero a far un buon servizio orale a Marco. Mi eccitano alternandosi nella mia bocca, mentre le dita delle loro mani si intrufolano nei miei buchi. Inizio a godere, mentre mi rivolgono parole vergognose e mi promettono di sfondarmi tutta. «Sì, dai, puttana! Succhialo che poi, oltre alla bocca, ti sfondo anche il culo! Dai, troia, ingoialo!» Ero in completa estasi! Era la prima volta che facevo e ricevevo un simile trattamento. Quattro mani infilate dappertutto, mi facevano sentire strana, ma anche molto elettrizzata. Stavamo godendo tutti insieme come porci, senza un minimo di ritegno: essi si alternavano a darmi piacere, mentre io ricambiavo, dimostrando quanto gradivo quelle loro attenzioni, continuando a godere senza mostrare stanchezza. Ero in ginocchio sul letto e Luca, da dietro, mi ha penetrato: l’ho sentito entrare tutto, fin in fondo. Mi ha afferrato per i capelli per farmi inarcare la schiena e mi ha montato come una vacca. «Tieni, troia! Lo senti tutto dentro? Te la spacco questa fica, puttana!» Mentre lui mi pompava da dietro, continuavo a prendere Marco in bocca e a muovermi in sintonia con loro; devo dire che la cosa mi eccitava tantissimo, al punto da esortarli a scoparmi più forte. «Sì, dai, spingimelo tutto dentro! Dai, così! Dai, che vengo! Cazzo, vengo!» Mi son resa conto che avere due uomini che ti fanno godere assieme è un’esperienza davvero unica, che ti rimane impressa nella mente, e dentro i tuoi buchi, per sempre! Dopo avermi fatto godere da pazzi, Luca ha cambiato posizione. Si è disteso supino e con il cazzo ben ritto mi ha invitato a sedermi su di lui. Mi ha fatto girare di spalle e, quando ho appoggiato il mio corpo al suo, con una mossa rapida, ha indirizzato la sua verga verso il mio culo. Per un attimo son rimasta immobile, mentre lui, sollevate le gambe, me lo ficcava dentro. «Apriti, troia! Lasciati sfondare questo culo!» L’ho sentito entrare deciso, anche se delicatamente. Ho abbassato il mio corpo e mi son seduta su di lui con il suo cazzo ben piantato nel culo. «Piano! Fa piano, che me lo dilati tutto!» Lui mi ha afferrato per i fianchi e mi ha trascinato distesa su di lui. «Zitta, zoccola! Non sarò io a dilatarti. Sentirai quando vi entrerà Marco, come te lo aprirà. Adesso solleva le gambe, che ti facciamo impazzire.» Ho visto Marco inginocchiarsi a cavalcioni delle sue gambe, per poi puntare la sua verga fra le labbra della mia fica. L’ho guardato alquanto dubbiosa e l’ho implorato a non prendermi davanti. «No, dai, non può entrare: sei troppo grosso, inoltre ho Luca dietro. Mi spaccherete!» Lui mi ha sorriso e poi lo ha infilato lentamente dentro di me. Mi sentivo aprire e dilatare da quel palo duro che, inesorabilmente, entrava deciso, fino in fondo. Quando il suo corpo ha aderito al mio, ho avuto un orgasmo devastante. «Vengo! Oddio, mi fate venire! NON CI CREDO! VENGO!» Ho provato una sensazione unica nel sentire il mio corpo fremere dal piacere come mai in vita mia. Sconvolta da quel piacere così particolare, li ho esortati ancora a chiavarmi e farmi morire di piacere. «Sì, dai, scopatemi! Godo! Bravi, ecco, ormai sono la vostra puttana! Sfondatemi tutta!» Ho preso a godere come non mai, mentre loro mi scopavano con sincronia e, dopo un numero infinito di orgasmi, si sono scambiati di posto. Marco si è disteso sotto e mi ha infilato il suo grosso cazzo nel culo. Mi è sembrato ancor più grosso e mi ha fatto anche un po’ male, ma non ho avuto modo di pensarci, perché già Luca mi stava sfondando la fica. Ho ripreso a godere come una pazza, incurante delle grida di piacere che emettevo e che saranno state udite tutt'intorno. Anch'essi erano soddisfatti per le forti sensazioni che stavamo provando ed erano pronti a venire. Mi hanno guardato e io gli ho sorriso, intuendo il loro desiderio. «Sì, ragazzi, vi voglio dentro! Mi dovete riempire tutta perché, poi, la faccio leccare a quel porco bastardo di mio marito. Dai, riempitemi!» Increduli, hanno proseguito a pomparmi, finché sono esplosa in un ultimo orgasmo, che è stato da stura anche al loro, riempiendomi entrambi i buchi con il loro seme. «Sì, ora! Sborro! Senti come te la riempio tutta, troia!» Al grido di Luca, Marco è rimato immobile e lo ha lasciato svuotare dentro di me. Poi, mentre l’amico si sfilava, mi ha fatto metter di lato e, con colpi davvero devastanti, mi ha farcito il culo. «Eccomi: dopo avertelo sfondato, ti riempio il culo di sborra!» Ho sentito un'ondata di calore invadermi il retto. Mi sembrava che non finisse più. Intanto Luca me lo aveva di nuovo infilato in bocca. «Succhialo e fallo restar duro, che ho ancora voglia!» Non potevo sottrarmi, perché effettivamente ce l'aveva ancora molto duro. Marco, dopo essersi svuotato, si è sfilato e Luca mi ha spinto distesa, a gambe aperte, e mi ha chiavato mentre leccavo il cazzo del suo amico, intriso sia dei miei che dei suoi umori. Luca sembrava indemoniato. Mi scopava con una velocità pazzesca e mi urlava che ero una puttana, una troia, la sua zoccola, tutta da riempire. Io godevo così tanto che, ad un certo punto, credo di aver perso i sensi. Infatti, quando son tornata in me, essi mi guardavano un po’ preoccupati. Gli ho sorriso e li ho esortati a sborrarmi ancora in bocca. Si sono inginocchiati ai miei lati e, segandosi velocemente, mi hanno ricoperto la faccia di sborra. Ne ho leccata tanta e ingoiata molta; alla fine loro mi hanno abbracciato soddisfatti e compiaciuti per la verve dimostrata fino a quel momento. Soddisfatta, mi son rivestita, li ho salutati e son tornata a casa. Lì ho trovato mio marito ad aspettarmi, avendolo avvertito che, al ritorno, avrei avuto qualcosa da mostrargli. Lui incuriosito mi ha accolto e cercava di capire cosa avessi di così importante da mostrargli. Allora l’ho fatto metter seduto sul divano, mi son spogliata nuda e gli ho detto: «Ho scopato con due maschi che mi hanno fatto impazzire di piacere. Come puoi vedere, sono ancora ricoperta del loro seme. Questo, almeno per il momento, pareggia i conti con quelle due puttanelle che ti sei scopato, mentre ero via. Ma, da questo momento in poi, ogni volta che tu mi tradisci, io me ne trovo altri due e me li scopo. Tieni presente che sono ancora in perdita, perché tu ne hai scopate una terza e, quindi, decidi: o la smetti di farmi le corna oppure rassegnati ad averne anche tu, a iosa.» Mi ha guardato, ha sgranato gli occhi. Era incredulo, stupito. Mi son avvicinata, ho afferrato la sua testa e l’ho spinta contro il mio ventre. «Leccami, cornuto! Goditi il sapore della sborra di cui son piena!» Ero sorpresa dalle mie stesse parole, ma lo son rimasta ancor di più, avendolo visto pronto ad obbedirmi e prendere a leccarmi, come avrebbe fatto un cagnolino. Dopo avermi ripulita tutta, in ogni anfratto del corpo, mi ha distesa e chiavata come un pazzo scatenato. Era troppo eccitato. Infatti, appena mi ha penetrato, è venuto. Mi ha fissato negli occhi e le sue parole sono state come miele per le mie orecchie. «Va bene, mia piccola troia. Se vuoi scopare con altri maschi, per me va bene, ma ad una sola condizione: che io sia presente e che, dopo, ti lasci scopare anche da me. Prendere o lasciare!» Non serve dirvi cosa ho scelto, vero? Vi dico solo che, da quel giorno, la nostra vita è diventata davvero più estrosa, piena di sorprese e, adesso, ce la godiamo insieme, senza alcun tabù.
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2 anni fa
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Visita dal nutrizionista. parte 2
Vi voglio raccontare una nuova esperienza che ho vissuto, come raccontato nella parte 1, mia moglie, pur avendo un fisico in linea, sta facendo una dieta seguita da un nutrizionista, in vista della prossima estate. Alla prima visita mia moglie ha voluto essere accompagnata, cosa che io ho fatto con piacere e, sapendo che le avrebbe preso le misure, oltre che a pesarla, ho approfittato dell'occasione per "giocare", infatti in quell'occasione, il medico ha notato che mia moglie si è presentata vestita in un certo modo, e anche lui né ha approfittato, basta pensare al fatto che per pesarla, gli ha fatto togliere anche il reggiseno, lasciandola praticamente solo con il perizoma. Io credo che se una donna va a fare una visita da un medico indossa uno slip, invece mia moglie indossava un perizoma, tra l'altro anche trasparente, e il dottore, secondo me, ha colto il messaggio, stando al gioco, ovviamente il tutto con la complicità di mia moglie. Come stavo dicendo, al primo appuntamento siamo andati insieme, mentre poi a quelli successivi mia moglie è andata da sola, fino all'appuntamento di ieri che, dato che ero libero, l'ho accompagnata, e la cosa mi intrigava già, e non solo a me, infatti mia moglie mi stuzzicava dicendo che stavolta mi sarei divertito ancora di più, con il suo amico dottore (mia moglie per scherzare, per stuzzicarmi, per farmi eccitare, sapendo che provo piacere in queste cose, lo chiama: il mio amico dottore). La prima volta le ho chiesto io di indossare il perizoma trasparente invece del classico slip, questa volta invece è stata lei a mettere direttamente uno di quei perizomi minuscoli e trasparenti, dicendomi che ultimamente ci è andata sempre cosi. Alla visita, dopo le classiche domande, il dottore le ha chiesto di spogliarsi per riprendere le misure e pesarla, e lei ridendo gli dice: "come sempre ?", dicendomi che ogni grammo è importante, continuando a ridere, per dirmi poi: "stai tranquillo il dottore oramai è mio amico e mi fa sentire a mio aggio, con lui non ci sono problemi". Cioè io vedevo a mia moglie completamente nuda sulla bilancia, del tutto rilassata e chiacchierona con il medico, con il quale spesso ridevano insieme per niente. Poi ha iniziato a prendere le misure, e ho notato che mia moglie non era per niente tesa e imbarazzata come la prima volta anzi, agevolava il medico nel suo lavoro, allargando le gambe, alzando le braccia, mi guardava e faceva di tutto per mettersi in mostra, in più occasione si è chinata per grattarsi la parte bassa della caviglia, mostrando ancora meglio i glutei che per via del movimento si allargavano, non ho francamente capito se lo faceva per finta o meno, tanto che ad un certo punto il dottore, scherzando dice a mia moglie: "il solito ciuffo che mi guarda", e si fanno una gran risata, si stava riferendo al ciuffo di pelo che mia moglie porta sopra la figa, agguantandolo con tre dita e tirandolo un pò, allorché si mette in bocca un pelo che gli era rimasto in mano, mi guarda e mi dice: "sua moglie è molto birichina", e mia moglie per tutta risposta mi guarda, sorride e poi dice al medico: "anche a loro" stringendo tra le sue mani le tette, e il medico senza tentennare le da due baci sui capezzoli, e mia moglie le dice: “hanno fatto le monelle”, e il medico si riavvicina con la bocca e le mordicchia i capezzoli facendoli diventare turgidi. Io ero rimasto meravigliato per quello che stavo vedendo ma allo stesso tempo enormemente contento che mia moglie, dopo tanta mia insistenza, si stava lasciando andare con naturalezza a questi tipi di giochi che tante volte gli ho implorato di regalarmi; cosi con un lento movimento avvicino la sedia, sulla quale ero seduto, verso la bilancia posizionandomi quasi alle sue spalle e appoggio una mano sul suo sedere facendola scivolare sotto le chiappe arrivando a toccare la fica di mia moglie, toccando il clitoride e allargando le labbra, contemporaneamente il medico mi guarda come per chiedere il mio consenso e posiziona entrambe le sue mani sul culo di mia moglie, la quale gli prende la mano destra e gliela porta davanti, sulla fica, e io gli lascio il posto. Il medico la stava masturbando davanti a me, e sentire mia moglie gemere cosi tanto, mi ha fatto impazzire cosi tanto che all’improvviso mi tiro giù i pantaloni uscendo il mio cazzo, mia moglie si gira e me lo prende in bocca, con il risultato di aversi chinata, mettendosi a pecora, davanti al medico, offrendogli il sul meraviglioso culo, il medico infila una mano nella tasca del camice, tira fuori un preservativo, che lo calza in pochi secondi, e appoggia il suo cazzo sulla fica di mia moglie prendendola da dietro, e con un rittimo costante glielo infila tutto dentro, continuando a scoparla ad una andatura costante, ad ogni singola botta mia moglie, che nel frattempo mi stava spompinando, emetteva gemiti di puro piacere, poi si ferma e mi dice: “ora sei contento, perché questo quello che mi hai chiesto tante volte”. All’improvviso arrivo ad una abbondante sborrata liberatoria, mia moglie (come già fa qualche volta nella nostra vita privata) ingoia tutto, mi guarda senza dire niente e dopo avermi sorriso mi abbraccia, ma io sentivo ancora il medico dimenarsi dietro di lei, quindi restiamo cosi, abbracciati, io seduto e mia moglie piegata in avanti, continuando a sentire le spinte decise che gli dava il medico, e sentivo anche molto chiaramente mia moglie anzimare, fino a quando anche lui viene, tira fuori il cazzo e con fare quasi furtivo si allontana andando nell’altra stanza. Rimasti soli io e mia moglie, rapidamente ci rivestiamo, e dopo averci adeguatamente ricomposti. Mia moglie mi prende per mano e mi porta verso la porta, usciamo andando via senza neanche salutare chiudendoci la porta alle spalle. Non ho capito se anche quest’ultima parte, ovvero il finale, è stata improvvisata o mia moglie aveva già spiegato al medico il nostro modus operandi, cioè noi due dopo essere arrivati all’orgasmo, preferiamo tagliare di netto, è come se all’improvviso, dopo che l’eccitazione è arrivata ai massimi livelli e poi crolla a seguito dell’orgasmo, ripiombiamo all’improvviso nella quotidiana realtà, prendendo coscienza di quello che abbiamo appena fatto, dettato da una precedente eccitazione quasi fuori controllo, riprendendo il normale controllo di noi stessi.
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2 anni fa
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Bull maturi per moglie porca.
Mi chiamo Carlo, ho 36 anni e da dodici sono sposato con Fabiola. Siamo stati fidanzati per tre anni e poi ci siamo sposati. Quello che voglio raccontarvi e avvenuto circa cinque anni fa. All’epoca Fabiola era una donna carina e ben messa. Lo è anche adesso, ma allora, anche se due anni prima aveva partorito il nostro primo figlio, aveva mantenuto un fisico ben tonico. Belle tette di una terza abbondante, culo proporzionato e la gravidanza aveva avuto il merito di riempirle le forme, rendendola davvero formosa e concupiscente. Il suo esser sempre molto curata, a partire dall'abbigliamento, alquanto disinvolto, con gonne molto sopra il ginocchio, camicette scollate o magliette attillate, la rendevano oggetto del desiderio di molti maschi. Io, a quel tempo, ritenevo di esser un bel maschio, dall’aspetto curato ed in forma, oltre che sessualmente dotato e resistente. In quel periodo, dopo la nascita di nostro figlio, avevo casualmente scoperto che mi eccitavo molto quando notavo che qualcuno guardava mia moglie in un certo modo al mare e, semmai, tentare addirittura di abbordarla. Avevo percepito da tempo che avevo piacere a vederla concupita. A seguito della complicità raggiunta con mia moglie, ella stessa si è resa conto di quanto questo gioco mi eccitava e, perciò, si divertiva a civettare, provocando qualcuno per godere delle mie reazioni. In una di quelle volte, in cui fu realmente abbordata da un distinto signore, che le avanzò delle chiare proposte di sesso, tutto mi apparve più chiaro: quel gioco mi piaceva ed ero più che orgoglioso aver al fianco una donna per cui altri sbavavano. Lei aveva capito quanto mi eccitassi e, per questo, non perdeva occasione per riferirmi quello che le dicevano gli uomini, quando le passavano accanto. «Sai, il tizio con i baffi mi ha detto che mi avrebbe leccato la fica a sangue, per poi sfondarmi ogni foro, riempiendolo di crema!» Nel sentire quelle parole mi eccitavo moltissimo e la scopavo con rinnovata energia, senza ben sapere se tutta quella euforia fosse dovuta al fatto che le avevano avanzato delle proposte, o perché già la immaginavo a gambe aperte, mentre si faceva chiavare da un porco, che la sfondava tutta. Questo gioco è continuato anche immaginando che lei realmente venisse rimorchiata e poi sbattuta nei modi più vari e nei posti più insoliti. Tutto questo, però, era sempre rimasto un pio desiderio e basta. Tutto finiva dopo aver goduto e non superava l'uscio della nostra stanza. Un giorno eravamo al parco con nostro figlio e notammo il comportamento un po’ insolito di una coppia. All’apparenza, sembrano due giovani con passeggino ed un signore di mezza età che poteva benissimo esser un famigliare, tipo padre o suocero, tanto per intenderci e, fin qui, nulla di strano. Ma l'anomalia fu che, ad un tratto, ci siamo accorti che avevano cambiato atteggiamento: credendosi ben occultati da un grosso cespuglio, ora era il giovane a reggere il passeggino, mentre, un po’ in disparte, il tizio maturo e la ragazza si davano da fare con lei in ginocchio che gli succhiava il cazzo. Un piccolo muretto, impediva loro di vederci, ma non era sufficiente ad impedire a noi di sentirli parlare, in specie lui, che si faceva spompinare. «Brava, puttanella, succhiamelo per bene, che poi ti sborro in bocca; così potrai andar a baciare il cornuto, che non vede l'ora di sentire nella tua bocca il sapore della mia sborra. Appena mi sarà possibile, vengo a casa e ti scopo davanti a lui!» Per non farci notare, ci siamo allontanati e li abbiamo aspettati un po’ più lontano, vicino ai giochi per bambini. Dopo una ventina di minuti, ci hanno raggiunto, ma il signore maturo non era più con loro. Approfittando del fatto che la loro bimba giocava assieme a nostro figlio, abbiamo un po’ socializzato, scoprendo che i piccoli frequentavano lo stesso asilo. Marina e Piero, i loro nomi, si sono subito rivelati molto simpatici e cosi ne è sorta una bella amicizia. Le donne hanno preso a contattarsi fra di loro e, dopo una settimana, sono anche uscite da sole, per fare dello shopping. Io ho chiesto a mia moglie di indagare su quello che avevamo sentito e visto al parco e, allora, lei ha avuto la bella idea di far venire lui a casa nostra con la piccola, mentre loro due erano fuori a far compere. «Così, mente io mi lavoro lei in giro, tu puoi indagare con lui e cercare di comprendere lo scopo di quel loro gioco.» Una volta che le donne sono uscite, io e lui ci siamo messi parlare, mentre i bimbi giocavano fra loro. Lo stuzzico un po' e lui mi sorprende molto di più di quello che mi aspettavo. «Bella donna tua moglie! Oggi, con la mia, sembrano due sorelle! Chissà quanti se le fileranno e le molesteranno.» Lui mi sorride con un’aria tranquilla e mi risponde: «Non so la tua, ma alla mia piace esser filata e molestata! A lei piace esibirsi e civettare; da come è vestita tua moglie, credo che si troveranno presto circondate da maschi, che le vorrebbero scopare e non mi stupirei più di tanto se qualcuno ci riuscisse!» Lo guardo e mi fingo preoccupato. «Ma dici che potrebbero scoparcele? Cioè, voglio dire, a te non darebbe fastidio?» Lui mi guarda e mi conferma quello che già sapevo. «E che fastidio dovrebbe darmi? Lei è una bella fica ed ha il diritto di farsi una bella scopata, se le capita. Poi me lo racconta, perché fra noi non ci sono segreti. Ma tu, non hai mai pensato che ti potrebbe metter le corna? Immagino che ci resteresti male, no? Quindi, meglio saperlo e poi, alla fine, è anche eccitante trovarla bella piena del seme di un altro maschio.» Lo guardo e mi rendo conto che lui ha già realizzato tutto quello su cui fantasticavo da tempo. «Sì, certo che mi farebbe arrabbiare; per questo la esorto a farlo alla luce del sole, ma ancora non ci son riuscito. Tu, come hai fatto? Sai, mi eccita saperla desiderata, ma lei si blocca ed evita che il gioco proceda oltre.» Mi racconta che ha trovato una persona matura, discreta, che si è preso la briga di disinibire al massimo sua moglie. «Devi trovare un “bull”, un toro che la monti e la chiavi per bene. Deve godere molto e, a questo scopo, la persona matura è molto meglio. Hanno dalla loro l’esperienza e la porcaggine che le spinge ad esser delle troie scatenate. Solo così, puoi riuscirci.» «Ma tu, non temi il confronto? Se lui fosse più bravo e la scopasse meglio?» Lui mi guarda meravigliato. «Ma è proprio questo che voglio! La deve scopare meglio e più di me, altrimenti che senso avrebbe a mandarla con lui? Deve farla sentire una troia! Solo così sono felice d'esser cornuto! Credimi, esserlo è la cosa più bella del mondo! Saperla che sta scopando, mentre tu sei a casa ad aspettarla, è una sensazione davvero unica, speciale. Mille pensieri, mille domande, affolleranno la tua mente: cosa starà facendo? Si starà divertendo? Poi, quando torna a casa e ti racconta quanto e come ha goduto, e senti che è stremata e la trovi ripiena del seme di chi te l’ha montata a dovere, ti assale improvvisa la voglia di leccarla tutta! Tutto questo non ha prezzo e non si può raccontare così, a cuor leggero; bisogna viverlo, per capire a fondo quanto possa esser bello.» Nel sentir le sue parole, mi sento sempre più rammaricato. «La fai facile tu! La mia fa ancora tante storie e poi, dove lo trovo questo “bull”, come lo chiami tu? Non posso certo proporre, al primo che passa, di scoparmi la moglie?» Lui mi guarda, ci pensa un attimo ed aggiunge: «Forse ne potrei parlare con Mario, quello che si scopa mia moglie. Lui ha degli amici molto validi e lui stesso è un bel toro da monta, che, ogni due giorni, viene a scopare la mia.» Cerco di capire il metodo di selezione per trovare un valido strumento per trovarmi con le sospirate "corna". «Come si fa a scegliere un buon maschio per la moglie?» Lui mi risponde e subito noto una notevole competenza. «Il bull per la moglie deve avere i requisiti giusti. Dev'esser abbastanza prestante, ma senza sovrastare me come uomo, al massimo, potrà anche umiliarmi mentre la scopa, ma tutto dev'esser limitato in un quadro ben definito. Lui se la scopa, perché sei tu a permetterlo: è questo il perno principale intorno al quale ruota tutto.» Mi son reso conto che forse era ora di spronare mia moglie a trovarne uno. Più tardi, al rientro, le donne ci raccontarono di esser state abbordate da diversi tizi che avrebbero voluto scoparle, ma, a nessuna delle due, erano andati a genio i soggetti da cui erano state avvicinate. La serata si concluse e se ne tornarono a casa. Ne letto, quella sera, dopo l'abituale scopata, ci siamo messi a confronto; anche a lei, Marina aveva raccontato più o meno le stesse cose, aggiungendo che, in effetti, c’era stata una cosa che, al ritorno, non aveva riferito a Piero: si era fatta una scopata extra con il titolare di un negozio, in cambio di un bel paio di sandali, piuttosto costosi. Per non coinvolgere mia moglie, l’aveva fatto quando Fabiola l’aveva lasciata sola, per entrare in un super mercato, a prender cose necessarie per casa. Aveva fatto in fretta e, rientrando nel negozio di scarpe, l’aveva vista appartarsi con il proprietario e, allora, lei era andata a fare un giro; qui, aveva avuto un incontro interessante che, in qualche modo, aveva dato la stura al suo comportarsi da troia. Era stata avvicinata da un tizio che, di vista, già la conosceva, perché portava la nipotina all’asilo di nostro figlio. Due chiacchiere, poi un caffe. Nel sentir questo, subito l’ho pregata di raccontarmi tutto nel dettaglio. «Pasquale, così si chiama, mi ha detto di avermi notato all’ingresso dell’asilo e subito gli ero piaciuta molto. Non aveva mai avuto occasione di riuscire a parlarmi, in quanto io, lasciato il bimbo, scappo al lavoro. Ha presso a coprirmi di complimenti e, poiché era un bell’uomo, sulla cinquantina, molto ben portati e, sapendo Marina impegnata con il tizio, mi son permessa di alimentare un po' il gioco. Dopo il caffe, mi ha espresso il desiderio di conoscermi meglio, in modo più discreto e riservato. Gli ho ribadito che ero in compagnia di una amica, ma, se si accontentava, avremmo potuto appartarci un po’, giusto per capire se eravamo compatibili. Appena giunti nel parcheggio sotterraneo, lui ha spostato la vettura in un luogo più appartato ed ha iniziata a toccarmi i seni, poi mi ha infilato una mano fra le cosce. Ero emozionata e molto eccitata, ma non volevo far tardi con Marina, quindi gli ho aperto la patta e mi son trovata davanti un gran bel cazzo. Era parecchio lungo, ma il suo spessore mi ha davvero sorpreso. «Dai, succhialo. Prendimelo in bocca, che ti regalo una copiosa dose di crema prelibata.» Mi son abbassata e gliel’ho preso in bocca. Lui mi ha messo una mano sulla testa, imponendomi il ritmo della pompa. L’ho succhiato per un poco, ma poi son arrivati dei ragazzi con delle auto, che facevano dei caroselli nel parcheggio per far stridere le ruote e, allora, ho sospeso tutto e l’ho lasciato dicendogli che sarebbe stato il caso di rivederci con più calma, magari a casa nostra. Gli ho dato il mio numero di cellulare e son tornata da Marina che, proprio in quel momento, usciva dal negozio con un'aria un po’ sbattuta.» Il racconto mi ha fatto subito drizzare il cazzo e me la son scopata di nuovo, con grande soddisfazione, perché già la immaginavo a cosce aperte, sotto il corpo di Pasquale. Il giorno successivo, nel pomeriggio, abbiamo portato nostro figlio dai nonni con una scusa ed abbiamo aspettato che arrivasse Pasquale. Ho detto a mia moglie che, essendo la prima volta, sarebbe stato il caso di lasciarli soli, così da dar modo ad entrambi di rompere il ghiaccio più facilmente. Quando è arrivato, era come me lo aveva descritto mia moglie: sui 50 anni, fisico asciutto, brizzolato. Ho visto lo stupore nei suoi occhi nel trovarmi in casa, ma io, dopo un breve saluto, con una scusa, mi son dileguato. Son sceso giù in garage e, dopo una decina di minuti, non ho resistito e, pian piano, sono risalito su; erano in camera nostra. Non so come lei fosse riuscita a convincerlo, ma erano seduti sul letto e stavano ancora giocando. Fabiola, semi nuda, si lasciava leccare e strizzare seni e capezzoli, mentre lei gli scappellava il cazzo con una mano e, con l'altra, gli reggeva i coglioni. Si son denudati completamente ed ho potuto ammirare, da uno spiraglio della porta, che lui aveva davvero un bel cazzo, di media lunghezza, ma grosso. Si è disteso e lei glielo ha preso in bocca ed ha iniziato a succhiarlo. Lui ha preso a gemere ed incitarla. «Dai, puttanella, che, per ora, ti sfondo la gola, ma poi anche la fica!» Per effetto del sapiente lavoretto di mia moglie, il cazzo di Pasquale è diventato grosso e nodoso, con una capocchia enorme. Fabiola l'ha messo in mezzo alle tette e con la lingua lo leccava. Il gioco però è durato poco, perché lui l’ha messa sotto, distesa supina, si è inginocchiato fra le sue cosce aperte e glielo ha infilato dentro, con una spinta decisa. Ho visto i seni sobbalzare in alto, da quanto decisa è stato la spinta. Ha preso a pomparla con vigore, mentre lei ha iniziato a godere e ad elogiarlo per come la scopava. «Si, bravo, che toro! Mi stai spaccando la fica! Dai, più forte, fammelo sentire tutto dentro, ancora più a fondo! Vengo!» Ha iniziato a godere a ripetizione. Lui, dopo alcuni orgasmi, ha cambiato posizione. L’ha presa e girata a pecora. Le ha infilato il cazzo tutto dentro, fino alle palle, ed ha iniziato a stantuffarla da dietro, reggendola per i fianchi. «Prendilo tutto, troia! Te la fondo tutta, questa fica! Ti spacco in due!» Le dava dei colpi bestiali. Vedevo i seni oscillare avanti/indietro, ad ogni affondo. Lei godeva come una vacca. «Sì, dai, vengo! Scopami forte! Così, vengo! Vengo!» L’ha fatta godere ancora poi, non soddisfatto, si è disteso supino e l'ha fatta impalare su di sé, girata di spalle. Vedevo mia moglie rivolta a me con il cazzo di lui tutto dentro la fica. Lei si rimirava nello specchio dell'armadio, le tette sballottavano, mentre lei faceva su/giù, sull'asta di Pasquale. Ha goduto ancora e allora lui l’ha rimessa nella posizione iniziale: mia moglie a cosce spalancate e lui che, finalmente, le ha sborrato in pancia. «Sborro, troia! Ecco, ora te la inondo di crema! Ora!» Ho visto i suoi glutei contrarsi più volte ad ogni scarica di sborra, che le riversava dentro; ne ho contate sei. È rimasto disteso di lato, accanto a lei che, dopo che era uscito, gli ha preso il cazzo in bocca e glielo puliva. Lui si è girato verso la porta e mi ha chiamato. «Dai, entra, cornuto! lo so che sei lì a spiarci! Dai, che ho un bel lavoretto da farti fare.» Un po’ titubante sono entrato. Avevo il cazzo durissimo e mi faceva male. Ho guardato mia moglie che mi ha sorriso mentre si levava quel cazzo dalla bocca. Lui mi ha fissato e poi mi ha chiesto di fare una cosa, che non avrei mai pensato di fare. «Dai, pulisci! Lo so che lo desideri! Lecca la sua fica grondante del mio seme! Dai, che a tutti i cornuti piace farlo! Il marito di Marina mi aveva detto che parla con te e mi indicava dove avrei trovato tua moglie e, quindi, so che tu lo vuoi fare, perciò fallo e bene!» Lo guardo sorpreso, ma, poi, mi inginocchio fra le cosce di mia moglie, vedo la sua fica slabbrata, gonfia, tumefatta e oscenamente dilatata. Dal suo interno cola un rivolo bianco e, con un po’ di incertezza, lo lecco. Ad un tratto, sento la mano di lui che mi schiaccia la bocca sulla fica. «Lecca, cornuto! Dai, devi abituarti a questa pratica! Questa vacca di tua moglie mi piace, perciò verrò periodicamente a chiavarla.» Ho leccato e mi è piaciuto. A mia moglie lui era piaciuto molto e si sentiva soddisfa dal suo modo di farla godere, al punto che, da quel giorno, ha preso a frequentare casa nostra. Solitamente veniva due volte a settimana: il mercoledì pomeriggio ed il venerdì sera. Io, sempre più succube sia di lui che di lei. È successo anche di averlo nel nostro letto per una notte intera, con mia moglie che si eccitava come una porca a vedermi segare, mentre lei si faceva riempire la fica. In una occasione o due, mi ha spompinato, mentre lui la fotteva a pecorina, schizzandola sulla schiena. Era diventato un vero rapporto quello tra noi, coppia sposata, ed un bull. Aveva il permesso di sborrare liberamente dentro di lei e, ad un certo punto, anche di uscire con lei, quasi fossero una coppia, la sera, mentre io restavo a casa ad aspettarla, prendendomi cura del bimbo; quando tornavano, scopavano come ricci, mentre io guardo la Tv. Oppure veniva a cena e restava per la notte e, al mattino, spesso scopavano di nuovo, prima di lasciarsi. Quando capitava che mia moglie sospendeva la pillola, usavano i preservativi che avevano comprato e che tenevano nel nostro comodino. In quelle occasioni, a volte lui la prendeva a pelle, senza venirle dentro. Tremavo per il timore che potesse mettermela incinta, anche se ne ero terribilmente eccitato. Io, qualche volta, la scopavo alla domenica, con lei che mi provocava. «Ti conviene scoparmi il culo, perché davanti, ieri sera, Pasquale mi ha slargato cosi tanto, che il tuo non lo sento! Dai, cornuto, che ti stai divertendo anche tu, no? Non era questo che volevi?» In effetti il culo ancora non l'aveva dato a Pasquale, perché temeva di sentir troppo male, dal momento che era dotato di una capocchia enorme. Per più di un anno, si è ripetuto questo nostro gioco, poi lui si è trasferito molto distante da noi e, con lui, è tutto finito, non prima però di averci fatto conoscere Ezio. Costui era un suo amico di circa una sessantina d'anni. Aveva il cazzo un po’ più lungo di quello di Pasquale, ma della stessa circonferenza e, in più, possiede una qualità che, a me e mia moglie, piace tantissimo: ha due palle enormi come serbatoi, che schizzano una quantità enorme di sborra. E non è finita qui. Con lui, abbiamo allargato il nostro giro di conoscenze, prendendo a divertirci con altri suoi amici maturi che, regolarmente, vengono a casa, a montare mia moglie tutti i venerdì e lei, regolarmente li spompa e li fa tornare a casa, completamente svuotati. Li adora! Sì, mia moglie ha scoperto che la eccitano particolarmente gli uomini maturi. Lei afferma che quelli giusti impiegano un po' di tempo per farlo duro, ma, poi, si rivelano più resistenti. Si è iscritta ad un sito per coppie che vogliono scopare con i singoli ed ora se li sceglie lei, con delle nerchie sempre molto grandi. È diventata una gran porca ed ha sempre più sete di sborra; meno male che i suoi amanti la riempiono "ad abundantiam", perché è così che lei ne gode.
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2 anni fa
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Varie
..solo una ...
Ma poi ,era fine Aprile,un caro amico ci lasciò la sua casa all’isola d’elba e decidemmo di andarci a stare in teoria fino a luglio,finche non ci sarebbe poi andato lui con la,la casa era in una zona poco abitata,un paesino molto piccolo,vicino al mare ,era una meraviglia,il posto,l’aria,ma c’era quel non so che di “non vita” determinata dal covid che rendeva tutto surreale.La mattina facevamo colazione fuori e andavamo a prendere le briosche a un bar a gestione ,quasi sempre c’era Marco al bancone a servire .il figlio di 32 anni ma che ne dimostrava 10 in meno ,a vederlo come prima impressione non trasmetteva nulla che facesse pensare al sesso,e io ,da attenta osservatrice degli esseri umani in generale,ero abituata a scrutare bene i dettagli.Eravamo tutti con la mascherina e con l’ansia di seguire tutte le regole imposta dal governo,meno male che almeno andavamo a fare delle bellissime passeggiate ,al mare o nelle campagne e il lavoro al computer era meno stressante sapendo che poi ,fuori,c’era una natura meravigliosa.Ma nonostante questo cambiamento io non ebbi nessun segno di ripresa dell’attivita’ sessuale,anzi ,a dire il vero ,non era neanche la mia preoccupazione principale…finche…Una mattina al bar vedo Marco zoppicare ,gli chiesi cosa gli era capitato,lui mi disse che aveva una strana infezione al piede,io gli dissi che avendo lavorato in uno studio medico e come estetista ,gli avrei potuto dare un’occhiata,lui mi disse di non preoccuparmi ma due giorni dopo mi chiese se avevo qualche disinfettante perche’ non stava bene, io gli dissi di farmi vedere il piede allora lui si sedette sopra a al tavolo, io su una sedia di fronte,quel giorno aveva iniziato a fare caldo,io indossavo un vestitino a fiori bianco e blu,ero senza reggiseno ,non avevo previsto di fare l'infermiera,poi essendo vicino al mare e col caldo che andava ad aumentare,stava diventato piu’ consueto vestirsi leggeri,ma da quella posizione piu’ alta dal tavolo, Marco mi sbirciava dentro il vestito e mi guardava le tette anche in modo palese,io facevo finta di niente,afferrai il piede e lo avvicinai a me,piu’ in mezzo alle mie gambe,lo tenevo in mano e scrutavo,gli dissi che c’era da disinfettare e da applicare una crema,cosi gli dissi di venire casa nostra nel pomeriggio per effettuare la medicazione.Marco era un ragazzo moro,sembrava avesse un bel fisico sportivo,insomma era anche molto giovane ,ed e’’ bassino di statura,forse non arriva a un metro e sessanta,poco piu’alto di me,ma assolutamente proporzionato ,sembrava ,solo un po timido.Cosi’ lui si presento’ da noi e io lo medicai,la mattina dopo mi disse che iniziava ad andare meglio,io gli dissi di tornare anche in quel pomeriggio per almeno altri 4 giorni.Cosi iniziammo anche a parlare del piu’ e del meno,il terzo pomeriggio Marco si sbilancio’,mi disse :” sai che non avevo notato quanto sei……..”cosa?”gli chiesi io.....e lui …”e…che con questa cavolo di mascherina non ti rendi conto bene,caspita complimenti ,sei proprio una bella ragazza…” …e io arrossiii,lo ringraziai per la “ragazza”.gli dissi che ero molto piu’ grande di lui ,e lui non ci credeva,pensava io avessi 3235 anni,e io “seeee….magari!!...” e poi gli svelai che avevo 46 anni,e lui ci rimase di merda….”ma che cazz…non e’ possibile,hai un corpo di una 30enne,sei stupenda ..".. parlava e nel mentre mi guardava come se mi dovesse mangiare,io avevo indosso un pantaloncino che mi esaltava il fondo schiena e un top aderente,quando gli afferrai il piede e gli spalmai la crema non potei non notare quale grossa sorpresa avesse lui tra le gambe,gli si gonfio’ il pisello a forza di parlare del mio corpo, le mie tette si muovevano mentre gli spalmavo la crema e cosi’ dovetti scoprire che aveva un pisello da pornoattore,vista la sua statura(che non vuol dire niente)non avrei mai immaginato una cosa del genere,gli si vedeva la forma sotto il pantaloncino di stoffa leggera e aderente,cavolo,era un bastone di notevole dimensione,..lui si accorse della cosa e tento’ immediatamente di coprirsi con le sue mani…mi chiese scusa,non si era accorto del fatto che si vedesse…io non so come mi venne ma feci una battuta poco felice,gli dissi,non ti preoccupare,non fa niente,al limite dopo ti andrai a fare una sega…Marco disse “,,ma che dici!!?!!...” io non mi faccio le seghe!..mi resi conto di aver detto una stronzata,ma poi mi sorprese con la frase successiva ..”beh! in realtà ieri me la sono fatta …e che tu ,con quelle tette mi fai eccitare…”..“cazzo”...che avevo combinato…non sapevo che rispondere e come uscirmene da quella situazione imbarazzante…lui si sentiva molto a suo agio con me a tal punto da poter dire certe cose nonostante la sua timidezza"allora oggi te ne farai un’altra…” gli dissi ripensando anche delle seghe che si faceva mio marito guardando le mie foto…”dai,ci vediamo domani,ultimo giorno ,in teoria,sei praticamente guarito.Lui mi ringrazio’ e mi disse “ok,grazie! allora a domani”Sentivo che qualcosa era cambiato,anche in me,mi sentivo diversa,un piu’ ..boh!non saprei dire..ma ne parlai subito con Luca,gli raccontai tutto e mentre lo raccontavo sentivo finalmente vita "là sotto”..senza dire ancora niente a mio marito,ma lui non rimase sorpreso,disse che si era accorto da un po che Marco mi “mangiava con gli occhi”..e io gli dicevo che era cosi’ piu’ giovane di me che proprio non avevo minimante considerato questa probabilita’,Luca mi disse che secondo lui Marco non vedeva l’ora di farmi e che era molto arrapato,beh,io mi eccitai’ e gli risposi ”..mi sa che mi sono bagnata,e lui sbarrò gli occhi..”veramante!!!!dai non ci credo…finalmente! “ io mi sedetti sopra le sue gambe in modo da fargli sentire la mia patata,lui aveva il pisello duro e me lo infilo’ subuto,quasi per non perdere quel momento,io avevo una voglia pazzesc,con la mente fantasticai di “Marco”,cominciavo attiva come una volta ,era passato troppo tempo e quella nuova prima volta mi fece ricordare quanto era bello fare sesso,non vi dico mio marito quanto era felice per il mio “ritorno”.“luca,pero’ devo dirti che da sotto il suo pantaloncino ho visto che ha un bastone al posto del pisello,ero li di fronte a medicare il piede,era impossibile non notarlo”,Luca mi disse,”non sono geloso,e’ troppo giovane per essere in competizione,se guardare ti fa bene alla mente sono contento anzi visto anche i tempi che corrono.Il giorno dopo non andai al bar ,mi sentivo un po in imbarazzo ,poi sapevo che comunque il pomeriggio il ragazzo sarebbe venuto da noi ed ero curiosa ed eccitata ,Luca mi disse di stare tranquilla e di non esagerare con le provocazioni ,gli andava bene che io mi eccitassi all’idea pero’ poi non voleva che io andassi oltre,invece,con la scusa del caldo esagerai ,mi misi la mia minigonna nera che usavo per andare al mare e la canottiera bianca che mi disegnava il seno e nel caso che mi fossi eccitata mi si sarebbero visti indurire anche i capezzoli,Luca quando mi vide mi disse “noooo!! e’ esagerato cosi!!...dai,e’ un chiaro messaggio di richiesta di sesso !no,dai mettiti almeno una maglietta diversa….ma arrivo’ Marco,e non feci in tempo a cambiarmi…sorrisi a mio marito che accetto’ quella “sfida”,Marco quando mi vide ebbe un attimo di smrrimento,mi saluto’ in modo impacciato,io invece gli chiesi come stava andando col piede ,poi ci mettemmo come alsolito,lui seduto sul tavolo e io piu’ in basso su una sedia,solo che con la minigonna,ero coperta al limite della patata,da sopra lui non mi avrebbe visto le mutandine ma ben presto mi eccitai anch’io e non riusci a non farmi venire i capezzoli duri,ma facevo finta di niente,Marco ,che era molto spontaneo e ormai aveva una certa confidenza,disse “il piede va bene,anzi e’ guarito,pero’ se ti vedo cosi’ mi fa male qualcos’altro,” io mi misi a ridere,gli dissi di non esagerare ,che non stava vedendo nulla di particolare per cui stare male….lui mi disse “stavolta si che mi faro’ una sega…” io risi di nuovo e gli dissi ..”ehhhh,esagerato,per cosi poco,allora se vedi una donna nuda che fai?...”...lui rispose,,”se vedessi te nuda non so cosa ti potrebbe succedere!! ..”...guardando i suoi pantolonicni ,gli dissi ..”vedo..vedo..che sei sensibile a certi argomenti…dai,ok….tutto apposto,ora sembra guarita bene l’infezione,mi raccomando non camminare a piedi scalzi ovunque…e ora ti puoi fare anche una sega!....e lui “ ..”qui?..davanti a te?”..e io “nooo,scemotto ,a casa tua!!”...ridevo e mi divertivo molto ma ero ormai bagnata e avevo u po di affanno per il solo pensiero, non vedevo l’ora che se ne andasse ,infatti appena chiuse la porta andai da Luca ,gli presi la mano e gli dissi “senti!”..avevo la patata stra bagnata e di nuovo scopammo con una voglia da adolescenti,mi scopo’ molto forte,sul tavolo dove era Marco, Luca mi diceva “..ma se ti fa eccitare cosi’ invitalo piu’ spesso,lui ti guarda e io ti faccio!..peccato allora che non verra’ piu’..! e io presa dalle sue parole e dall’eccitazione e dal fatto che mi scopava,sussurrai “sai che voleva farsi una sega davanti a me…stavo per dirgli di si ma avevo paura che dopo non arei resistito e mi sarei fatta scopare..” Luca era sempre piu’ eccitato,gli piaceva che dicessi quelle cose e io ero frastornata,dopo mi resi conto che le fantasie non erano piu tali ma desideravo che diventasse realta’,cioe’ ,volevo vedere Marco farsi una sega davanti a me.Finita la concitazione della scopata,ci rilassammo un po,sul letto,con l’aria condizionata,Luca era nudo e sudato ,io ero con i vestiti addosso,non era stato neanche necessario spogliarmi..e Luca…disse “beh! se ti fa questoe effetto e io ho questi benefici per me e’un sogno,allora ,sai che c’e’ …se vuoi,se ti fa eccitare ,stuzzicalo ancora…Incredibile la vita,chi l’avrebbe detto,mio marito accettava quella cosa,uscivamo da un anno di astinenza e non era mai successo prima ,cosa che ci aveva molto spaventato,ora avevo ritrovato la “chiave “ per il mio risveglio e Luca non voleva perdere quella opportunita’.Marco ci venne a trovare il giorno dopo,nel pomeriggio,alle due,io gli dissi subito,con un fare sbrigativo,”vediamo?”..ma va bene,non c’e’ nulla da preoccuparsi”..ma quando alzai la testa il suo pisello era gia’ dritto sotto i pantaloni,e scoppiai a ridere.” ma..Marco…ma non e’ possibile che…!!!” lui si mise le mani sopra ma anche il palmo della destra sul tronco e faceva piccoli massaggi al suo pisello…” e che cavolo,solo perche’ mi sfiori mi tocchi il piede con le tue mani mi succede questo??”...e io,”pensa se ti prendo il pisello in mano!!secondo me vieni appena te lo sfioro”..lui sentondomi parlare in quel modo,tento’ la sua mossa ,mi chiese”..dai,me ne posso fare una davanti alle tue tette?...e risposidi istinto “ma che dici,sei impazzito?..e poi qunto ci metti a venire???”..lui si scuso”..mannaggia,scusa e che ,mamma mia ,che figa che sei..”...allora io senza dire nulla…guardai dritta verso il pisello.poi gli dissi,dai,se ci metti poco pero ..” lui non se lo fece ripetere,si tiro’ giu’ il boxer,se lo prese in mano,duro e grosso come non so che cosa e inizio’ a masturbarsi davanti a me..non credevo a miei occhi,stava succedendo sul serio…io gli dissi..”aspetta un’attimo,devo andare in bagno..” invece andai nell studio dove c’era Luca e gli spiegai sottovoce…” c’e’ Marco di la che vuole farsi una sega davanti a me….io sono..eccitata, dopo pero’ scopiamo..” E luca…” ecco lo sapevo che andava a finire cosi,.. se gli permetti di farsi una sega davanti a te sta sicura che quel pisello finira’ dritto nella tua patata ..” e io “noo,ma no,vuole solo farsi una sega e poi lo mando via”...e Luca,dopo svariati secondi di attesa”.......va bene,se questa cosa ti serve per eccitarti…facciamola”..…io andai in soggiorno emozionata ,li trovai Marco seduto ancora sul tavolo ad aspettarmi,”eccomi” ..gli dissi..e lui si ritiro’ fuori il pisello dando x scontato che aveva avuto il permesso di farlo e ricomnicio’ a segarsi,”me lo prendi in mano un po tu?”..e io “no!!” ma poi allungai le mani sulle suo cosce e lui me le porto’ sul suo pisello ,ero curiosa di senitre nelle mie mani un cazzo diverso,erano anni che ero con Luca e che non toccavo un pisello che non fosse il suo…Porca miseria quanto era grosso..”no ,no ,no,non devo pensare questa cosa..” dicevo tra me e me,si perche’ gia’ mi stavo immaginando come farmi fare”...meno male,che lui mi mise la sua mano sulla mia ,e aumentanto i ritmo della sega mi venne subito,spruzzando addosso…tantissimo,mi fece una doccia praticamente..lui si scuso’ per non essersi trattenuto e per essere venuto sopra di me…io ero esterefatta..gli dissi di vestirsi e di andarsene…appena chiuse la porta mi raggiunse Luca che mi piego’ a 90 sul quel tavolo e io gli dissi..” dai,Luca,se aspettavi ancora un po mi avrebbe presa Marco…”Erano mie parole che mi facevano eccitare molto, e cosi ancora sesso,avevo cosi tanta voglia che non capivo come avessi fatto a stare un’anno senza fare l’amore…..”e adesso che si fa?”..domandai io….Luca Rispose con un bel boh!...Questa cosa era troppo eccitante ,era un peccato interromperla ma dovevo mettere in conto che non avrei resistito ancora molto e presto avrei ceduto il mio corpo ,ero troppo “debole” per resistere,al suo prossimo approccio ero sicura che mi avrebbe scopata di sicuro,quindi c'era da capire come affrontare la situazione…" e’ sicuro che lui cerchera’ di avere tutto da te,cerca solo di resistere il più possibile..,mi voglio godere questa situazione e approfittarne finché si puo’…poi vedremo"disse Luca.La mattina dopo siamo andati al bar ,ci siamo seduti al tavolo a abbiamo fatto colazione,io avevo messo una canotta che mi faceva vedere le tette dai lati e questa cosa sapevo che avrebbe attirato Marco che puntualmente mi fece i complimenti per quanto ero bella e disse a Luca che era fortunato,non immaginate quanto quei complimenti mi fecero piacere,ero diventata un lago di piacere e non so che mi prese,chiesi a Marco dove potevo lavarmi le mani,lui mi accompagno’ in cucina,non c’era nessuno,poi mi spinse dentro uno stanzino ,mi mise subito la mano sul mio culo,io anziché arrabbiarmi gli abbassai la tuta del lavoro e glielo presi tutto in bocca,era gia’ molto duro ,e il pompino forse duro’ 10 secondi,poi mi rialzai e gli dissi”mi devo lavare le mani,senza dirci nulla tornammo al tavolo.Quando lo raccantai a mio marito un po si arrabbio’ ma subito dopo facemmo tanto sesso che per tutto il giorno ci sentimmo “pieni”.Passarono alcuni giorni ,io non cercai mai volontariamente di ritrovarmi da sola con Marco e per una settimana non successe nulla,ma nella nostra testa c’era e come .abbiamo vissuto la settimana di “rendita” con i ricordi di quel pomeriggio,poi la domenica mattina andammo a fare colazione al bar e puntualmente arrivo’ lui,io gli chiesi,ma tu non sei mai in ferie?non vai mai al mare ,sei sempre qui?...lui rispose che era a casa lunedi e martedi mattina perche’ tutti i giorni doveva lavorare perche’ erano sempre aperti con la crisi che c’era…poi chiese a noi se andavamo da qualche parte,io gli dissi che avevamo voglia di andare alla scoperta di quache bella spiaggia,lui chissa’ che film si fece nella testa e subito ci propose di accompagnarci in un posto molto bello e poco frequentato,Luca accetto’ e io pure,cosi ci andammo la mattina dopo di lunedi che Marco non lavorava,sara’ che il ragazzo non faceva sesso o neanche una sega da qualche giorno ,ma era proprio arrapato,andammo con la sua macchina,appena 15 minuti per arrivare ed effettivamente il posto era bellissimo…” vedete qui?” ci spiego’ Marco,”in tempi normali non avremmo mai trovato parcheggio invece,eccoci qua noi e altre due auto parcheggiate…”..probabilmente le auto dei proprietari del chioschetto giu’ in spiaggia.Arrivati giu’ prendemmo da bere ,faceva caldissimo,credo 30/32 gradi, io mi avvicinai al mare e l’acqua era abbastanza fredda e mi sentivo al tatto subito rigenerata,con l’immancabile inturgidimento dei capezzoli che Marco non si fece scappare,beh! io mi slaccia subito il pezzo sopra e rimasi in topless, e mi sentivo la regina in mezzo a loro due,Luca si lamento’del fatto che io potevo e loro no,certo non si poteva stare completamente nudi.Dopo un po che prendevamo il sole,io noto una canoa “chissa se le noleggiano” dissi ad alta voce,,” Certo che si,perche’ vi piace andare in canoa?”....chiese Marco,a me piaceva si,e non ci ero mai andata e mi sarebbe piaciuto provare.Fu un’dea fantastica,prendemmo una canoa 3 posti, io mi misi al centro,Luca d’avanti e Marco dietro e cosi’ iniziammo a pagaiare,c’era un misto di profumi di mare ,scogli,e il sole iniziava a essere molto caldo,avevamo tutti e tre il cappellino e grazia all’acqua che schizza va dai remi si stava molto freschi.Andavamo molto veloce,con la canoa fai tanta strada in poco tempo,ci eravamo allontanati tanto dal punto di partenza e un certo punto vediamo una piccola cala ,molto piccola ,decidiamo di andarci,era proprio piccolina in mezzo a due scogliere, ma con una spiaggettina di sabbia bianca al centro ,troppo bella e così intima,era lunga neanche ⅚ metri di larghezza e alle spalle avevamo forse 4 metri di spiaggia prima dell’altissima scogliera .Comunque sbarcammo li, portammo in nostri zaini con il pranzo e i teli da mare,ci mettiamo li da soli,la sensazione ere di stare su un’isola deserta,eravamo solo noi tre e un sacco di cormorani neri che svolazzavano sugli scogli,rimanemmo li per circa un’ora ,tra un tuffo nell’acqua azzurra e cristallina che sembrava una piscina ,poi sopraggiunse la fame e mangiammo un panino,appena finito ,giusto il tempo di rilassarsi dieci minuti che Luca volle proseguire il viaggio sulla canoa,cosi raccolta tutto il nostro “bagaglio” risalimmo e via verso il mare aperto.Ma dopo circa 10 minuti si intravedeva una piccola isoletta di scogli e man mano che ci si avvicinava scorgemmo una piattaforma dove ci si poteva fermare,l’isolotto era stra abitato di uccelli vari,soprattutto i soliti cormorani,quando fummo vicini pero’ molti semplicemente si spostarono un po piu’ in la ma non sembrava fossero spaventati della nostra presenza,poi una volta scesi fu una meraviglia,avevi la sensazione di essere tu e la natura,lontano da tutto ,e tranne noi stessi non c’era la benche’ minima presenza di un mondo civilizzato …quella sensazione unita al fatto che ero con mio marito e Marco mi provoco’ una forte eccitazione,e credo che anche loro due si sentissero cosi,infatti Luca,che era l’unico che poteva prendere una iniziativa del genere,disse”ragazzi, in questo posto non e’ consentito stare con i vestiti…”e allora si tolse tutto, via il boxer e la maglietta ,rimase completamente nudo col pisello leggermente in erezione,poi guardo’ Marco e gli disse”..dai ,che aspetti,non ti vergognerai mica?’..lui guardo’ me come per cercare il mio consenso i segno di rispetto ,,”ma non posso con te presente”...Luca gli disse di non preoccuparsi di nulla,quel piccolo paradiso andava vissuto allora Marco si convinse e si spoglio’ anche lui,io gli guardai il pisello e da moscio non sembrava cosi grosso ma iniziavo pericolosamente a eccitarmi tanto che tentennai a spogliarmi perche’ avevo la sensazione che si sarebbero accorti,allora le feci lentamente e cercando di nascondere qualcosa con le braccia e le maniDai facciamoci una foto..disse Luca..e io non volevo,era troppo imbarazzante ma poi…poi Marco tiro’ fuori la sua piccola fotocamera professionale e disse che avremmo avuto delle foto “serie”..quindi trovo un posto dove posizionarla e con autoscatto a raffica scattava una foto ogni 5 secondi ,ognuno si metteva nella posizione che voleva ,una serie di 7 foto molto divertenti,solo che tendevano a nascondere le parti intime..Poi ci preparammo per una seconda”sessione”,stavolta Luca era piu’ vicino a me e disse anche a Marco di stare vicinissimo a noi e poi a una certo punto io ero in mezzo e piano piano Marco dietro di me e Luca davanti attaccati in una sorta di sandwich…sentivo i piselli sul mio corpo,quello di Luca si era gonfiato e non lesinava a farmelo sentire sulla pancia,quello di marca era “educatamente ancora molle e sentivo la carne sulle mie natiche,inutile dire quanto gia’ fossi bagnata…Poi la fotocamera scatto’ le sue 7 foto e quando le andammo a vedere sul piccolo display Luca era ormai col pisello dritto,disse “embhe!che volete..e’ la natura..”Poi un’altra sessione ,stavolta Luca dietro di me ad abbracciarmi e Marco davanti…”mamma mia ,pensai come avrei fatto a resistere a non fare cavolate ,ma Luca mi anticipo’,mi mise le mani sulle tette e nel mentre Marco era appiccicato a me …sentivo a quel punto che anche lui si stava eccitando…e io non ho piu’ resistito,ho preso il suo pisello in mano,che si ingrossava sempre piu’ ,allora mi sono chinata ,e poi ho afferrato anche quello di Luca e ho detto “finalmente la foto che desideravo fare”loro hanno riso e Luca ha detto “fai quello che vuoi,tanto qui non ci vede nessuno”...dicendo cosi’ sblocco’ la situazione e ci siamo fotografati in molte posizione erotiche senza mai sfociare nel porno,ci siamo baciati anche sulle labbra …”Io pero’ ero stremata stra stanchezza e voglia di scopare repressa ,chiesi di ritornare in quella spiaggetta a dieci minuti da li perche’ mi volevo stendere,cosi ci siamo rivestiti e siamo tornatiUna volta risistemati i teli Luca si spoglio’ completamente e si stese giu’,poi mi aiuto’ a slacciarmi il pezzo del costume di sopra e quindi mi sfilo’ il sotto,poi mi disse “vieni qui che ti spalmo un po’di protezione solare,io gli diedi la schiena ,ero stesa sul fianco destro ,in mezzo a loro due ,Marco si tolse il costume e si giro’ verso di me per guardami ,e io ero nuda con le tette bianche a pochi cm di distanza da lui ,cosi indietreggiai verso Luca fino a far aderire il mio culo col suo pisello e quando inizio’ a spalmare la crema sul braccio,spalla e sul fianco,sentii”qualcosa “ indurirsi ,non dovetti fare altro che indirizzarlo sulla patata e “ciaf” dentro!..poi seguito da un mio sospiro di piacere…era ora!liberta’ di scopare davanti a Marco che si eccito’ moltissimo,gli venne duro e incomincio’ a segarsi,Porca troia quanto godevo,gli afferrai con la mia mano il pisello ,era troppa invitante ,non potevo non approfittare della situazione per infrangere qualsiasi barriera pudica e poter fare liberamente qualsiasi cosa….. infatti sono venuta subito!! ,troppo troppo presto…. ,mentre Luca mi baciava il collo e mentre stringevo il pisello di Marco…il quale ,dopo che io mi ero “calmata” mi fa:”...e io?..niente?...”io rispondo facendo la gnorri :” niente cosa?”Marco “:...dai,fammi fare anche a me…sto andando in depressione con tutte queste seghe..”io : eh!ma …devi chiedere il permesso a Luca…Luca : ..che centro io…la patata e’ tua…..!io : “dai ,vieni qui,ti aiuto io ..”Altro che aiuto,andai dritta con la bocca , io ero bella nuda davanti a lui,gli ho messo una mia gamba appoggiata su di lui facendogli intravedere anche un po delle mie parti basse,lui si e’ infoiato e poi mi letteralmente spruzzato addosso non so quanta roba ,e mi sono dovuta andare a fare il bagno..Beh fu tutto molto bello ed estremamente eccitante,non mi sarei mai aspettata di trascorrere una giornata del genere e il merito fu sicuramente per buona parte di Marco che ci aveva portato in quel posto paradisiaco oltre che per la sua stessa presenza .Al ritorno,eravamo ormai da soli in macchina,io dissi a mio marito una cosa che mi passò per testa,tanto per provocarlo :” …sai,dopo una giornata cosi bella…beh,un regalino a Marco sarebbe meritato ,noo?...un’infilatina ci stava, “...e Luca…”non se ne parla neanche ,e’ gia’ tanto quello che gli fai fare…!.io:”...si,e’ vero’,ma almeno una se la meriterebbe pero’Luca :” NO!!!”Io ..”..dai…mi sto bagnando di nuovo solo al pensiero…e poi, lui e’ timido,se non gli dai il permesso tu lui non avra’ mai il coraggio di provarci”Luca..”non gli daro’ mai il permesso di scopare mia moglie,se proprio vuole deve avere il coraggio di provarci da solo… se la deve guadagnare …e se lo vuoi tu…ovviamente”Che per me voleva dire “si”...percio’ mi convinsi che era solo questione di tempo,…”ma con tutto quello che ha fatto,cioe’,mi ha fatto diventare una….boh,una troia tutta per te?..non sei contento?...e poi ,dai.si vede che ci tiene a noi…”luca :“ si ,perche non ha niente da fare e ..ti vuole solo scopare, fin dall’inizio….La sera ci guardammo con calme le foto che avevamo fatto in quella giornata,erano molto erotiche ma in verita’ eravamo talmente esausti e sazi che poco dopo ci addormentiamoIl giorno dopo Luca pose la questione se far vedere quelle foto a Marco,non sapevamo cosa fare e le risposta ci arrivo’ da sola ,quando si esauri’ quella carica sessuale accumulata durante quella giornata al mare.Fu lo stesso Marco che ci chiese :” ma quelle foto?...mi piacerebbe vederle…”..io dissi che mi vergognavo ma sotto sotto volevo che le vedesse,Marco disse “..ma si,appena ci organizziamo vieni da noi che le guardiamo insieme..”..e con questo fu chiaro il messaggio che non gliele avremmo fatte avere a lui ma che poteva solo guardarle in nostra presenza,non si sa mai..Cosi quello stesso pomeriggio Marco ci invito’ a casa sua,lui era da solo,disse che aveva uno schermo bello grande e che avremmo apprezzato di piu’ le foto,io non persi l'occasione per fare una battutina scema ma provocante .”..certo ,piu’ e grande piu’ godi!!” ,Luca ironizzo’ e concluse.."..e certo ..!le dimensioni contano,altro che..!Cosi,subito dopo pranzo,prima che ci piombasse addosso il sonno andammo 10 minuti da lui ,disse Luca,si sarebbe trattato di poco,invece successe il pata-track!!io arrivai con la solita minigonna nera e top rosso senza reggiseno,faceva caldo,come mi sarei dovuta vestire!!..ci sedemmo davanti alla scrivania,Marco preparo’ un caffe’, si accese il computer,credo che lo schermo fosse un bel 32 pollici che in effetti rendeva molto bene,Luca era seduto vicino a me,e quando iniziarono ad arrivare le foto in cui eravamo nudi, io immancabilmente sentii un caldo umido nella patata e inizia a bagnarmi talmente tanto che dovetti mettermi la mano sopra ,ma non fu proprio una mossa azzeccata perche’ il contatto con la pelle mi fece eccitare ancora di piu’ e mi ..masturbai un pochino ,Luca vedendomi in quella situazione disperata ne approfitto’ e disse “..ma perche’ non ci mettiamo comodi sul letto cosi nessuno sta in piedi?”....e gia’...troppo comodi,ma io non ci capii piu’ niente ,una volta a letto io mi misi a pancia in giu’,Luca invece disse che mentre vedevamo le foto mi avrebbe fsatto un massaggio ,certo,col pisello dentro la patata,ma io avevo talmente voglia che lascia fare tutto quello che volevano,vedevamo le foto e nel frattempo Luca mi sollevo’ la minigonna e non ebbe problemi aa penetrarmi in un attimo,quindi mentre mi scopava io chiesi a Marco di avvicinarsi ,per non escluderlo dal gioco,gli abbassai il boxer e afferrai il pisello con la mia bocca finché non fu grosso e duro ,mi girai a pancia in su e Luca si sposto’ di lato,invitai Marco in mezzo alle mie gambe e lui stavolta un impacciato mi chiese “ ma davvero?”....e poi finalmente gli feci usare quell’arnese dentro di me,gli dissi “..dai.vieni,qui…vediamo se riesci a farmi venire…”e cosi ,nella classica posizione del missionario mi scopo’ per la prima volta in quell’estate,appena il suo pisellone mi penetro’ sentii’ un calore nuovo,una sensazione diversa,era probabilmente il sapore della trasgressione,io gli misi le mie mani sul suo culo super sodo e lo accompagnavo nei movimenti ,il tempo che ci metteva a fare su e’ giu’ mi sembrava lunghissimo e quando arrivava in fondo io emettevo un piccolo suono di godimento che non riuscivo a trattenere ,e poi gli dissi a un’orecchio mentre mi faceva,”alla fine c’e’ l’hai fatta brutto stronzetto”…e lui disse una cosa bella ,”...si,mi sento in paradiso,non pensavo fosse cosi bello..”Luca mi disse che eravamo davvero eroticii da vedere ,tutti edue depilatissimi,il pisello di Marco che entrava e usciva facendomi godere…..poi Luca disse”Marco,lasciamela un po a me..” e cosi continuai con mio marito,che mi prese da dietro mettendo in mostra le tette e lui davanti e me e che mi leccava e mi baciava,indescrivibile,un sensazione troppo forte che mi lascio’ ubriaca per tutta la giornata.Ora che Marco mi aveva avuta tutta come avremmo continuato?Il giorno dopo ,a mente piu’ serena,cosi almeno credevo,io e Luca cercammo di analizzare un minimo l’accaduto,lui inizio’ col dire “..penso che dovremmo darci una calmata”..e io risposi “ credo che ve la daro’ ogni volta che vorrete,il fatto di essere presa e usata per fare sesso mi fa andare fuori di testa…”Luca non disse nulla,mi bacio’ e basta!Marco era incredibile,beh era anche molto giovane percio’ aveva una energia pazzesca,tutte le volte che mi vedeva ,fosse stato per lui ,mi avrebbe scopata ma io giocavo un po a “tirarmela”,a volte facevo la difficile e loro due si arrapavano ancora di piu’ ,a volte avevo voglia io e trovavo il modo per fare sesso,mi piacciono molto le sveltine ,breve e intenso,cosi posso farlo anche piu’ volte al giorno,quando mi va,e poi il fatto di avere due uomini e’ un vantaggio,mi piaceva fare sesso cosi’ ,solo per voglia o per attrazione fisica,senza nessun coinvolgimento sentimentale tra me e Marco,Sesso x sesso e basta,come quella mattina che Marco venne da noi, io ero al computer e lui mi inizio’ a toccare il collo e poi le braccia fino alle tette e nel mentre io mi toccavo sotto finche’ lui non mi fece alzare da quella sedia mettendomi a 90 e scopandomi da dietro mentre io teroicamente lavoravo al pc,oppure quella volta che andavamo in macchina,di sera in un locale e prima di arrivare,ci siamo fermati in una campagna dove non cera nessuno e abbiamo scopato in piedi appoggiati alla macchina perche’ non abbiamo resistito fino a dopocena ,Luca da dietroe Marco davanti, e fu pazzasco e quando arrivammo al locale mi tremavano le gambe e quasi non riuscivo a stare in piedi,Marco era eccittao per tutta la cena e al rientro in macchina,mentre Luca che era gia’ esausto e guidava ,Marco mi porto’ sul sedile psteriore con lui e me ne fece di ogni,forse mi fece venire 3 volte ,mi scopava lentamente gustandosi ogni attimo e tutto il contatto dei nostri corpi nudi…..sembrava non essere mai sazio,mi diceva “...cazzo cazzo!!mi fai un effetto che non capisco,ti scoperei tutta la notte,,”....e infatti gli proponemmo di rimanere a dormire da noi perche’ non volevamo che quella magia che si era creata finisse subito…..Rimanemmo sull’isola fino a settembre,saremmo dovuti rientrare a Milano a Luglio ma il nostro amico e la sua quell’anno non si spostarono da Milano quindi prolungammo la permanenza per altri due mesi,io invece ci sarei rimasta a vivere su quell’isola…ma non si puo’ avere tutto…Con Marco durante quel periodo ci furono giorni in cui non ci si vedeva per diversi motivi,io a volte preferivo stare da sola ,c’erano giornate in cui mi piaceva stare nuda in casa nel mio spazio,mi piaceva fantasticare e poi vivere nella realta’ quelle fantasie,alcune volte Luca e Marco mi portavano in giro per l’isola senza una meta’ ben precisa ,e io ero il loro oggetto del desiderio..quella fu un'estate indimenticabile
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2 anni fa
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Varie
Una sera di sesso con una amica
Per la nostra giovane età io, Alberto, e la mia ragazza, Teresa, eravamo entrambi nuovi a giochi di sesso più “intriganti”. Nel nostro rapporto c’è stato sempre il desiderio di provare cose nuove, in particolare, lei spesso diceva di voler sperimentare il tocco e il corpo di un'altra donna. Questa sua idea spuntava sempre nei nostri discorsi durante e dopo il sesso. Giocando un po’ cercavamo online le possibili partner. In uno dei tanti profili visitati abbiamo individuato una donna che racchiudeva in sé tutte le nostre fantasie, sembrava perfetta per entrambi. L’abbiamo contattata prima con e-mail e, poi, con lunghi incontri online tra chat e videoconferenze, abbiamo stretto una buona conoscenza tra di noi. La donna di circa 32 anni, si faceva chiamare online Anna, probabilmente non era il suo vero nome, ma poco importava. Vivendo in città distanti tra di noi non sembrava semplice riuscire a conoscerci in presenza. Anna, avendo la possibilità di prendersi una pausa dal lavoro per una breve vacanza, e poiché aveva sempre desiderato visitare Taormina, decise di prendere una stanza per il fine settimana in un hotel della cittadina. Il suo volo sarebbe dovuto arrivare in aeroporto in giorno prestabilito alle 14:00. quindi abbiamo concordato di incontrarci nel suo hotel per le 20:00. Quel giorno, il nostro breve viaggio in auto verso l'hotel è stato snervante. Ero nervoso e potevo dire che anche Teresa lo era! Abbiamo parlato con questa donna online per diversi mesi, ci siamo scambiati foto, ci siamo visti ed abbiamo giocato in cam e ora, finalmente, la stavamo incontrando. Durante il tragitto avrei voluto parlare con Teresa dell’incontro che avremmo fatto da lì a poco, ma non sapevo come iniziare l’argomento. Teresa era così sexy! Aveva sistemato i suoi capelli lunghi in un modo tale da mettere in luce il suo bel volto e i suoi occhi verde scuro, il trucco e le unghie erano perfetti, il tubino che indossava aveva una scollatura molto profonda e lasciava intravedere le sue gambe con i collant autoreggenti. Come al solito indossava dell’intimo molto sexy, reggiseno a balconcino in pizzo che conteneva a malapena il suo bel seno sodo e un perizoma coordinato molto piccolo con fianchetti laterali molto sottili. Avrei voluto accostare e saltarle addosso proprio lì, ma avevo così tanti pensieri che mi passavano per la testa che sicuramente avrei avuto problemi ad avere una erezione. Avremmo trovato il feeling giusto? Le ragazze avrebbero stabilito un legame in presenza come era successo online? Chi fa cosa, a chi e quando? Tutte queste domande mi affollavano il cervello, così ho deciso di accendere la radio dell’auto nel tentativo di calmare un po' la mente. Arrivati al parcheggio dell’hotel sentivo la tensione cresce in me, guardando in volto Teresa era evidente che anche lei aveva una certa tensione. Le chiesi: “Tutto ok? Se non sei convinta possiamo anche non entrare in hotel e tornare indietro.” Lei mi rispose dopo un sospiro: “Al contrario, non vedo l’ora di conoscere la nostra amica. Ho tante cose che voglio sperimentare se a te va bene?” Risposi: “Certamente, mi va bene, voglio proprio vederti all’opera.” La prendo per mano mentre scende dall'auto e ci dirigiamo verso la porta d'ingresso. Una volta entrati, chiediamo al receptionist di telefonare nella stanza 319 della nostra amica. Lui, una volta contattata, mi passa il telefono. Anna, senza dilungarsi in chiacchiere, ci invita a salire nella sua stanza. Andiamo all'ascensore e quando le porte si chiudono, non posso trattenermi dal chinarmi e dare un bacio a Teresa. Arrivati al piano raggiungiamo la camera. Mi sento come se quasi non riuscissi a respirare mentre mi avvicino alla porta della stanza e busso. Prima che possa riprendere fiato, la porta si apre ed eccola lì. Lei è lì di fronte a entrambi con indosso un sexy body nero e nient’altro. Come avevamo visto online era una bellissima donna, molto sensuale e con un corpo splendido: lunghe gambe, seno sodo e un lato B da favola. Quello che più mi ha colpito erano le sue splendide labbra, molto carnose. Mi giro verso Teresa e lo sguardo di gioia che traspare dai suoi occhi mi fa quasi venire una erezione. Entriamo nella stanza, Anna ci invita a sederci su un divanetto mentre lei si siede sul letto. Per rompere in silenzio imbarazzante che si era creato, lei incomincia a farci delle domande su di noi: “Da quanto tempo vi conoscete? Chi di voi è più intraprendente nel sesso? Ecc. ecc.” Dopo poco tempo la tensione iniziale si era dissolta, parlavamo di noi come se ci conoscessimo da sempre. Mentre chiacchieravamo, potevo vedere le donne incrociare i loro sguardi, potevo capire dall’espressione del volto che Teresa si stava eccitando. Anche Anna sembrava attratta dalla mia ragazza, si guardavano intensamente l'una con l'altra. Prima che me ne rendessi conto, Anna si è alzata dal letto, si è avvicinata a Teresa e le ha dato un lungo e sensuale bacio. Mi scappo un: “Oh, mio Dio!!!” Era una delle cose più sensuali che avessi mai visto. Anna preso Teresa per mano e l'ha condusse sul letto. Una volta li, iniziò a baciarla con passione. Potevo sentire il mio cazzo che iniziava a crescere mentre la guardavo togliersi i vestiti. Teresa abbassando il tubino, si è slacciata il reggiseno mostrando il suo seno sodo e bellissimo. Anna ha iniziato a leccargli e succhiagli lentamente e delicatamente i capezzoli. Lei disse: “Ora capisco il tuo entusiasmo quando parlavi del seno di Teresa, è veramente bello ed ha una pelle morbidissima, di velluto. Mi fa impazzire baciarla. Mi immagino già giù come sia delicata e morbida.” Ero così eccitato che sono quasi caduto dal divanetto su cui ero seduto. Anna, con una certa malizia, si è tolta il body e, prima di spogliarsi del tutto, si fece accarezzare e baciare il seno da Teresa. Ero in paradiso. Seduto lì a guardare due bellissime donne che si baciano e si leccano le tette a vicenda! Anna ha fatto sdraiare la mia ragazza, gli ha tolto le scarpe, gli ha sfilato il tubino e le autoreggenti. Gli ha scostato il perizoma e ha iniziato a leccarle la figa in modo lento e sensuale. Sentivo il rumore dei colpi di lingua di Anna sul clitoride, sentivo i gridolini di piacere di Teresa, si diffondeva nella stanza l’inconfondibile odore di due corpi che fanno sesso. Tra una leccata e un dito inserito in profondità nella figa rovente di Teresa, Anna disse: “Avevo ragione, la tua figa è bellissima, il suo profumo è inebriante e non mi staccherei da qui per nessuna ragione al mondo. Sei bellissima.” Proprio mentre le stava facendo raggiungere l'orgasmo, Anna mi fece cenno di unirmi a loro. Mi sono sdraiato sul letto accanto e ho leccato le tette della mia ragazza e i suoi capezzoli mentre Anna continuava, dopo avergli fatto scivolare via il perizoma, a leccarle il clitoride ed a infilarle la lingua dentro la figa umida. I gemiti e i contorcimenti di Teresa mi hanno stimolato un'erezione in piena regola. Dopo pochi minuti del nostro lavoro, Teresa con un lamento di piacere e con un tremore per tutto il corpo, ha raggiunto un orgasmo potentissimo: “Si … si … siiiiiiii!!! Mi fate morire, continuate …. vi prego continuate …. Oooooohhh …. Vengo! Vengo! …”. Il mio cazzo stava per scoppiare dentro i pantaloni, Anna se ne è accorta e ha iniziato a massaggiare il rigonfiamento. Mentre lo faceva, Teresa dopo essersi ripresa dall’orgasmo, si è seduta sul letto e mi ha tolto la maglietta mentre la nostra amica mi ha abbassato i pantaloni per mettere in mostra la mia erezione. Teresa ha iniziato a baciarmi appassionatamente mentre Anna ha iniziato a leccare e succhiare il mio cazzo duro come la roccia. Loro due mi hanno fatto sdraiare e Teresa ha cominciato a leccarmi il capezzolo sinistro mentre Anna mi succhiava: “Oh mio Dio! Mi state facendo impazzire!” Dopo che Teresa ha lavorato un po' sui miei capezzoli, si è avvicinata al mio cazzo e ha iniziato a condividere il pompino con Anna. Sentire due lingue che lavoravano sulla mia asta mi ha fatto eccitare così tanto che ho dovuto concentrarmi al massimo per non venire immediatamente. Teresa, prendendo l’iniziativa, ha fatto stendere Anna e ha iniziato a ricambiare la leccata del clitoride. La mia attenzione si è spostata su Anna, ho iniziato a leccare e succhiare i suoi capezzoli mentre le massaggiavo la parte posteriore della testa. Dopo aver leccato i capezzoli per un po', mi sono mosso e mi sono posizionato in modo da poter leccare la figa della mia ragazza mentre lei si lavorava Anna. Faceva molto caldo, oltre all’eccitazione per la situazione anche il clima incideva nell’aumentare le nostre temperature. Teresa mi ha chiesto se volessi “assaggiare” la nostra amica; quindi, mi sono spostato e mi sono messo in posizione in modo che entrambi le potessimo leccare la figa e il buco del culo. Teresa aveva preso posizione e, prima un dito e poi con due insieme, ha trapanato, dopo averlo inumidito con la lingua, il suo buco del culo. Mentre le leccavo il clitoride sentivo le vibrazioni del corpo di Anna, era sempre più eccitata. Con le mani le stuzzicavo i capezzoli duri e prospicenti. Ad Anna evidentemente la cosa piaceva particolarmente, era tutta un tremore e un insieme di mugolii gli uscivano dalla bocca: “Si, si continuate così, è meraviglioso quello che fate, sto arrivando ….. sto venendo …. Siiiiiiii!!! Con un sussulto improvviso del corpo è arrivata all’orgasmo e, cosa che non avevo mai visto ha iniziato a spruzzare del liquido dalla sua figa, inondando il mio volto e il letto. Una vera e propria eiaculazione, un liquido denso e biancastro simile allo sperma. Avevo sentito parlare dello squirting, ma non di questa forma di eiaculazione femminile. Come ci ha spiegato successivamente Anna, è una forma rara di espulsione di liquido da una donna durante o prima di un orgasmo. La cosa ha molto eccitato Teresa, lei a quel punto voleva sentire il mio cazzo dentro di lei, mi ha fatto mettere supino sul letto, ha posizionato Anna sopra la mia faccia in modo tale che le potessi continuare a leccare e succhiare la umida figa e, quindi, ha iniziato a cavalcarmi. Mentre lei mi cavalcava, Anna accarezzava e stuzzicava i suoi capezzoli baciandola appassionatamente in bocca. Teresa mi ha cavalcato finché, all’apice del piacere, ha urlato per un orgasmo impetuoso: “Si …. siiiii …. Vengo! …. vengooooooo!!!!” Le sensazioni che provavo erano incontrollabili e con un urlo di piacere intenso dissi: “Vengooooo! ….. vengoooo! …. non fermatevi vi prego, sto impazzendo … godooo!!!” Con un vibrare del corpo ho inondato la figa di Teresa che, come gli avevo chiesto, non si era fermata dopo il suo orgasmo. Anna continuava a baciare e accarezzare Teresa. Lei, dopo ver assaporato il mio sperma caldo, è scesa dal mio cazzo dicendo: “Cara, ora è il tuo turno, devi assaporare la sua verga, se ti va.” Lei, senza aggiungere nulla, per prima cosa ha preso in bocca il mio cazzo ancora pieno di sborra e semi duro, con una maestria eccezionale lo ha leccato e succhiata per cui, in pochissimo tempo era di nuovo in erezione. Quindi, saltandomi addosso, ha iniziato a cavalcare il mio cazzo mentre Teresa mi baciava e mi mordicchiava il collo e i capezzoli. Poi si è rivolta verso Anna ha iniziato a baciarla e a succhiarle le tette mentre lei mi cavalcava. Sentire la sua figa andare giù e su per la mia verga mi stava portando ad un nuovo orgasmo, gli ho chiesto di rallentare per far durare di più la mia erezione. Lei per tutta risposta, con una mossa che non pensavo potesse fare, si girò di spalle e, allargando le bellissime e sode chiappe, appoggiò il suo buco del culo sul mio cazzo e disse: “Voglio sentirti dentro il mio ano, voglio godere con il tuo cazzo dentro il mio culo. Sfondami ti prego!” Invito che non potevo non accettare, con un movimento del bacino, inarcando la schiena, spinsi il mio cazzo nel suo buco. Con una certa meraviglio notai che, al contrario delle sesso anale praticato con Teresa, la resistenza alla penetrazione era molto labile e il mio cazzo è penetrato quasi facilmente dentro Anna. Era evidentemente una pratica sessuale da lei molto usata. Lei al contatto del mio cazzo dentro il suo ano ha iniziato ad andare su e giù con una forza impressionante. Teresa ci osservava con un volto che faceva trasparire tutta la sua eccitazione. All’improvviso, anche per la masturbazione che lei effettuava sul suo clitoride, con un urlo di goduria che è riverberato per tutta la stanza, Anna ha raggiunto un intenso orgasmo: “Ooohhhhh! …. Godo! ….. godooooooo! …... sfondami il culo ti prego vienimi dentro!!!” Sentivo le pareti del suo sfintere stringersi e vibrare per un tempo lunghissimo. Il suo volto faceva trasparire tutta la sua goduria del momento. Una volta venuta, rimase sul mio cazzo dicendo a Teresa: “Voglio farlo venire dentro di me se per te non è un problema, voglio sentire la sua sborra scaldarmi il culo.” Teresa con un cenno del capo annuì. Anna iniziò a cavalcarmi con una intensità che mi lasciavano poco tempo prima di godere. Saltava quasi sul mio cazzo fino a quando, prima che me ne rendessi conto, sono esploso in un orgasmo così intenso che pensavo che il mio cuore si sarebbe fermato. Dissi: “ Vengo! vengoooo! Dai continua fammi morire dal piacere.” Dopo queste parole il mio cazzo ha inondato di sperma il culo di Anna, come lei aveva chiesto. Dopo un po' si è alzata e assieme a Teresa hanno continuato a leccarmi e succhiarmi il cazzo. Una mi leccava l'asta mentre l'altra mi mordicchiava le palle e succhiava la cappello. Sensazione eccezionale. Dopo che ci siamo tutti calmati, ci siamo adagiati nel letto per rilassarci con me al centro che li abbracciavo entrambi. Prima che ci addormentassimo per un breve sonnellino, l'ultima cosa che ricordo è stato guardare il soffitto e pensare: "Wow, non pensavo potesse essere così intenso il sesso con due donne!" Dopo questo breve incontro non avemmo più la fortuna di stare insieme ad Anna in altre occasioni, la distanza purtroppo non ha consentito una relazione duratura, ma il ricordo di quelle poche ore trascorse insieme è rimasto impresso per lungo tempo nelle nostre menti.
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2 anni fa
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Varie
Il mio ragazzo è bisex.
Mi chiamo Rita, ho 24 anni, di media statura, mora, capelli corti a caschetto, occhi scuri, un seno non troppo grande, appena una seconda, un bel culetto e le gambe non troppo lunghe, ma ben proporzionate al resto del corpo. Da due anni, sono fidanzata con Lucio, un bel ragazzo di due anni più grande di me. È più alto, biondo ed occhi azzurri, fisico molto scolpito. È il personal trainer in una palestra e, fra le gambe, ha anche una buona dotazione. Da quando siamo insieme, non mi ha mai dato motivo di esser gelosa. Ovvio, con il suo lavoro, ci sta che qualche bella puledra voglia scoparselo, eppure lui non mi ha mai dato motivo di dubitare sulla sua fedeltà, nulla! Così è sorto in me il sospetto che fosse bisessuale. Lui non mi ha mai detto niente, eppure, il presentimento l’ho avuto, soprattutto dopo che un pomeriggio ho avuto modo di usare il suo computer per emergenza e mi si è aperta una pagina web di un sito gay. Inizialmente ho pensato potesse esser una pubblicità indesiderata, poi, sfogliando la cronologia, ho notato diversi siti del genere, ma non ne ho parlato con lui, almeno non subito. Mi son messa ad esplorare le varie pagine e i video che ho visto, non solo mi hanno eccitato, ma dentro di me è maturata l’idea di provare insieme un'esperienza diversa, più coinvolgente. Una sera stavamo facendo sesso, ho pensato che avesse provato piacere se gli avessi leccato l’ano e così ho fatto. «Sì, bravissima! Dai, continua che mi piace!» Il suo cazzo era durissimo! Mi sembrava anche più grosso del normale e, dopo che mi ha scopato, mi son girata e gli ho offerto il mio culetto. «Dai, mettilo nel culo! Voglio che me lo sfondi per bene!» Mi ha pompato a lungo, poi quando è venuto ha goduto tantissimo. Dopo esserci rilassati, io ho ripreso a succhiargli il cazzo ancora molle, ma che è diventato durissimo, appena gli ho infilato un dito nel culo. Mi son convinta che il suo più grande desiderio era quello di averlo pieno. Ho sollevato lo sguardo e lui, con un po’ di imbarazzo, ha preso a mugolare di piacere. «Accidenti, mi fai impazzire! Dai, non ti fermare!» Allora ho aggiunto un secondo dito ed ho preso a scoparlo velocemente, mentre continuavo a succhiargli il cazzo, che è esploso nella mia bocca. «Sento che ti piace avere il culo stimolato da un dito e mi chiedevo se ti piacerebbe scopare con un ragazzo. Involontariamente ho trovato nel tuo computer delle pagine di video gay e mi son eccitata all’idea di te che ti fai inculare davanti a me.» «Sì, è vero, mi piacerebbe molto, anche se non ho mai avuto il coraggio di parlartene. Una sera, in palestra, due si sono scopati a vicenda, convinti che non vi fosse nessuno. Quella scena mi ha eccitato e, da allora, sento il desiderio di provare una simile esperienza, ma, per amor tuo, non l’ho mai realizzata e nemmeno te ne ho parlato, in quanto ero convinto che a te potesse dar fastidio se mi facessi sfondare il culo da un bel maschietto.» Gli ho sorriso, baciandolo, e poi gli ho chiesto se aveva in mente qualcuno con cui fare una simile esperienza. Lui ha stretto le spalle ed ha ammesso che gli sembrava piuttosto complicato trovare qualcuno con cui scopare, in considerazione che non avrebbe voluto coinvolgere nessuno di quelli che conosceva. Avrebbe preferito una cosa più intima e discreta. Inoltre era sempre deciso a vivere questa esperienza solo e sempre con me, ora che mi ero detta disponibile. Ci ho riflettuto un po' e poi gli ho detto che conoscevo un bel ragazzo, che lavorava nel bar sotto il mio ufficio e sapevo per certo che era gay. Volendo lo avrei potuto contattare e cercar di capire se fosse interessato a partecipare ad una cosa del genere. Lucio mi ha abbracciato e mi ha detto che gli sarebbe davvero piaciuto. Il giorno dopo, ne parlai con Daniele, il barista. «Sai ho una persona che vorrebbe provare una prima esperienza bisex, ma vorrebbe che tutto avvenisse, oltre che in mia presenza, anche in modo dolce e quanto mai discreto. Tu saresti disponibile a fargli vivere una simile esperienza?» Daniele mi sorrise e poi, sottovoce, mi diede la sua disponibilità. «Certo che sono disponibile. Non sai quanto mi piace iniziare un maschio al piacere bisex. E poi, se ci sei anche tu, la cosa mi eccita di più. Faccio credere a tutti che sono gay, ma, in realtà, sono un bisex anch’io e se c’è da leccare una bella patatina, non mi tiro indietro.» Ci siamo accordati per vederci la sera dopo a casa sua, pronti a goderci questa esperienza. Lucio sembrava un po’ nervoso e, appena entrato e fatta la conoscenza di Daniele, ha accettato il drink che ci ha offerto. Lo ha bevuto tutto d’un fiato, per poi guardarmi con l’aria un po’ smarrita. Forse non era molto convinto, cosi mi sono inginocchiata davanti a lui e gli ho subito succhiato il cazzo. Lui era seduto sul divano, di lato a Daniele e, allora, l'ho esortato a fare la stessa cosa al mio amico. «Dai, succhialo anche a lui!» Dopo un attimo di incertezza, glielo ha tirato fuori ed è rimasto stupito da quanto fosse grosso e lungo, sicuramente più del suo. «Accidenti che bella mazza che hai!» Io ho avuto un fremito fra le cosce e mi son bagnata al pensiero di averlo dentro, e la stessa cosa deve aver pensato il mio ragazzo, perché ha iniziato a spompinarlo per bene; intanto continuavo a farlo anche io su di lui e mi sembrava che anche il suo fosse lievitato. Dopo un po', Daniele ci ha inviato a spostarci in camera da letto e, in un attimo, ci siamo trovati, tutti e tre, nudi sul letto. Ho visto lo sguardo di Daniele compiaciuto allorché quando mi son sdraiata nuda sul letto e poi lui si è inginocchiato dietro Lucio ed ha iniziato a lubrificare il suo culetto. Ha applicato della crema, mentre Lucio continuava a succhiargli il cazzo. Anch’io mi son avvicinata e, per un po', l’ho preso in bocca: era enorme! Poi Daniele mi ha chiesto di sdraiarmi sotto Lucio e di succhiargli il cazzo, mentre lui mi avrebbe leccato fra le cosce. Un bel 69 caldo, per godere tutti insieme. Una volta che ci siamo posizionati, Daniele ha appoggiato il suo palo al forellino del culo di Lucio e poi, inesorabilmente, glielo ha spinto tutto dentro. All’inizio, Lucio ha provato un leggero fastidio, ma subito dopo ha goduto tantissimo, come un porco. «Piano, cazzo, come sei grosso! Mi stai aprendo in due! Fa piano che mi piace! Dai, continua!» Daniele l’ha afferrato per i fianchi e, se all’inizio ci andava giù piano, man mano lo sbatteva sempre più forte. «Che bel culo stretto! Te lo sfondo tutto! Ti spacco!» Naturalmente più gli dava colpi sempre più forti e più lui mi leccava. Alla fine gli son esplosa in bocca e lui mi è venuto sulla lingua, mentre Daniele continuava ad affondare il cazzo nel culo del mio ragazzo con sempre maggior ritmo. Veder scopare Lucio, mi ha eccitato e, nello stesso tempo, mi sentivo un po’ gelosa. Però era bellissimo veder quel cazzo che lo stantuffava e, ogni tanto, con la lingua, andavo incontro a quelle sue palle belle gonfie, finché è stata la volta di Daniele di godere. Lo ha tirato fuori, si è girato e gli ha presentato il cazzo in bocca. «Dai, bevi e ingoia la sborra del primo cazzo che ti ha sfondato il culo!» Ho visto Lucio stringere la cappella fra le labbra e ricevere in bocca tutta la crema che Daniele gli scaricava ad ogni schizzata. Poi lui mi ha guardato ed io l’ho baciato e mi son sentita ricevere in bocca un po’ di quella crema, che ho assaporato con piacere. Siamo rimasti distesi e poi abbiamo parlato un po': Daniele gli ha detto che anche a lui sarebbe piaciuto sentirlo nel culo, cosa che Lucio ha fatto, dopo che io e Daniele gli abbiamo fatto di nuovo tirare il cazzo. È stata una bella serata. Credo che Lucio non abbia mai goduto tanto, così abbiamo deciso di ripetere questa esperienza: compreremo uno strap on, così potrò sfondarlo anche io. Inoltre Daniele ci ha detto che, la prossima settimana, sarà ospite, a casa sua, una coppia molto speciale: lei, una trans bellissima con la sua compagna, una lesbica fantastica! Non vedo l’ora di vivere anch’io questa nuova esperienza.
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2 anni fa
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Varie
Con le corna mi scopro bisex.
Mi chiamo Paolo, ho 48 anni e da circa 25 anni sono sposato con Daniela, che ha 45 anni. Sono di media statura, un po’ calvo e con un principio di pancetta, dovuta all'attività lavorativa sedentaria: sono un impiegato di banca. Daniela è una bella donna. Cura molto il suo aspetto con lunghe camminate e molto sport in generale. Un po’ più alta di me, bionda, occhi chiari, un gran bel seno generoso ed un culo tonico e alto. Circa tre anni fa, ho iniziato ad accusare problemi cardiaci, di natura genetica. La terapia intrapresa, ebbe a compromettere la mia virilità: non avevo più un'erezione tale da far godere mia moglie. Sapendo quanto a mia moglie piacesse scopare, questo fatto mi ha fatto sentire inutile come compagno di letto, ma lei, da vera innamorata, ha accettato di dover rinunciare alla sua vita sessuale. Non tollerando questo stato di cose, ritenendolo ingiusto per il suo equilibrio psicofisico, le ho proposto di sostituirmi con un altro uomo. «Trovati un maschio che ti faccia godere, così, almeno tu, puoi ancora usufruire del piacere del sesso.» Come risposta, mi fu detto che non era interessata. «Cosa?! Ma scherzi o sei serio? Non mi interessa. Sto bene così!» Nonostante tutto, con una mia paziente azione di convincimento, alla fine son riuscito a farle capire che aveva bisogno di divertirsi un po'. «Va bene, ci penserò! Anzi, pensaci tu, visto che lo vuoi quasi più di me!» In effetti sembrava proprio così. Ne abbiamo parlato ed abbiamo persino stabilito un certo percorso, che ci avrebbe portato ad incontrare la persona prescelta e ciò che le sarebbe piaciuto fare con lui. Insieme abbiamo esplorato molti siti di incontri e, alla fine, la scelta è caduta su di un tizio, di nome Marco, di 40 anni, perché lei non voleva che fosse troppo giovane. Lo abbiamo contattato e, dopo qualche telefonata ed una video chiamata, in cui lei ha potuto ammirare il candidato, abbiamo deciso di incontrarlo. Daniela si era sentita intrigata dalla bellezza di Marco. «È un uomo più giovane, molto bello, con cui sarà molto piacevole parlare.» Non essendo mai stata con un altro uomo oltre me, quando abbiamo deciso di incontrarlo il sabato successivo, lei era piuttosto tesa e spaventata. «Mi sento brutta e inadeguata: pensi che sarò di suo gradimento? E se non dovessi piacergli?». Ho dovuto tranquillizzarla. «Stai tranquilla! Sei una bella donna e, quindi, non hai motivo di preoccuparti: vedrai che gli vai benissimo. Se poi lui non dovesse rispondere alle nostre aspettative, pazienza: ne troveremo un altro.» Abbiamo deciso di incontrarlo in un bar, a poca distanza da casa nostra. È arrivato puntuale e si è presentato. «Piacere, Marco. Complimenti, sei davvero molto bella, meglio di quanto si poteva immaginare.» Subito l’atmosfera si è stemperata e Marco che, all’inizio era un po’ teso, ha subito messo Daniela a suo agio. Li ho osservati e, dentro di me, morivo dalla voglia di vedere questo maschio prender mia moglie. Dopo un drink, ci siam resi conto che per noi era la persona giusta e, essendo anche noi graditi a lui, lo abbiamo invitato a casa nostra. Una volta giunti, li ho lasciati soli, adducendo che dovevo controllare una certa cosa sul mio pc. Avevo sentore che fossero già sufficientemente complici. «Andate pure in camera, che arrivo. Controllo una mail e vengo da voi.» Ho ricevuto un sorriso, soprattutto da lei, che era tutto un programma, e si son diretti lì. Ho aspettato circa 15 minuti ed ho guardato dentro. Daniela aveva il suo cazzo in bocca. Era il cazzo più lungo e grosso che avessi mai visto. Mia moglie riusciva a prender in bocca solo la punta. Ho avvertito un brivido lungo la schiena ed uno strano dolore nel petto. Vedevo mia moglie che ora, per davvero, mi faceva cornuto. Lo so: ero stato io a volerlo e ne ero consapevole, ma ciononostante provavo un dolore fortissimo e, nello stesso tempo, mi sentivo più che felice. Lei avrebbe goduto ed io ne sarei stato contento e partecipe. Marco le ha lasciato tutto il tempo di assaggiare per bene il suo membro, poi l’ha girata, si è sdraiato su di lei ed ha iniziato a baciarla. Ho notato con quanta passione si son baciati. Si stavano baciando come avrebbero fatto degli amanti di lunga data. L’atmosfera era incandescente. Avrei dato non so che per avere, a mia volta, una buona erezione, ma non si è mosso nulla nelle mie mutande. Dopo un po', l'ha girata. Lui era disteso supino, lei era al suo fianco, continuando ancora a baciarlo. Lui le ha sussurrato qualcosa. Lei ha guardato me e poi lui ed ha annuito con la testa. La voce di Daniela ha rotto il silenzio della stanza. «Amore, avvicinati e leccagli il cazzo!» L’ho guardato con un attimo sgomento. Non ho mai fatto niente del genere prima, ma il pensiero mi eccitava, anche se solo nella mia mente. Daniela ha ribadito il suo ordine. «Entrambi desideriamo vederti succhiare il suo cazzo!» Mi son passati per la testa, 1000 pensieri, di ogni genere, ma la cosa principale a cui pensavo, era di esser incluso in quel gioco di sesso. Sono andato subito sul letto, mi sono sdraiato accanto a loro ed ho preso il suo cazzo in bocca. Dopo un istante di incertezza, l’ho afferrato e ne ho sentito la consistenza: era durissimo. Il suo cazzo era grande, molto grande e ne ho accolto in bocca quanto più potevo. Loro hanno ripreso a baciarsi e mi guardavano, mentre io mi lavoravo bene la verga dell'amante di mia moglie. Poi lui mi ha fatto smettere. Ha afferrato Daniela, l'ha fatta distendere supina e, con un movimento veloce, si è posizionato fra le sue cosce aperte ed ha fatto scivolare il cazzo nella fica bagnata di mia moglie. All'inizio lei ha emesso un piccolo grido, poi un gemito, che si è trasformato rapidamente in un mugolio di piacere. «Oooooh, uuhhhmmmmmm! Piano! Mi sfondi! Sì, dai, mi piace!» Ha iniziato a sbatterla ed aumentava il ritmo sempre di più. Potevo vedere il suo enorme cazzo entrare e uscire dalla fica stretta di mia moglie. Ha preso a farla godere in continuazione. Lei era sconvolta e godeva, incitandolo a scoparla sempre più forte. «Sì, dai, così! Mi piace! Dai, vengo! Ancora, vengo!» Ha cambiato posizione. L’ha presa e fatta sistemare su di sé. Impalata su quella verga, Daniela ha goduto molto intensamente. Poi hanno cambiato di nuovo posizione: lui l'ha fatta sistemare carponi, mi ha ordinato di mettermi sdraiato sotto di lei, con la bocca sulla sua fica, mentre lui la prendeva da dietro. Così potevo vedere quella enorme verga entrare e sfondare la fica di mia moglie. Lei ha avuto un altro orgasmo e, a quel punto, lui ha dato dei colpi fortissimi, duri e veloci, fino a che è rimasto immobile, piantato dentro di lei. Stava sparando il suo sperma dentro di lei. Sembrava non finire mai, continuava a venire e venire. Poi si è sfilato ed una cascata di sborra è colata dalla fica slabbrata di Daniela ed è finita anche sul mio viso. Ho aperto la bocca e l’ho leccata con piacere, mentre lui si è disteso accanto a lei. Hanno ripreso a baciarsi, mentre io ripulivo tutto la crema che sgorgava da quella voragine, che era diventata la fica di mia moglie. Mi son tolto e loro hanno ripreso a toccarsi ed eccitarsi, come se non esistessi. Poi lui mi ha detto di succhiarlo di nuovo. Questa volta l'ho fatto, senza nessuna esitazione. Mi piaceva. Ero ebro di paciere, seppur con il cazzo moscio, la cosa mi eccitava moltissimo. Succhiami il cazzo, impotente e cornuto. Lo abbiamo capito che ti piace e allora, datti da fare. Ho ripeso a svolgere il mio compito succhiandolo avidamente, segandolo con molta destrezza. Ad un tratto lui si è irrigidito, ha guardato Daniela e poi mi ha sborrato in bocca. «Accidenti! Succhia quasi meglio di te! Sono sicuro che con voi due mi divertirò tantissimo! Non saprei dire se sei più zoccola tu o lui!» Mi ha riversato una bella quantità di crema in bocca, tanto che non son riuscito a contenerla tutta. Ho iniziato ad inghiottirla, aveva un sapore agrodolce. Non volevo perder nulla ed ho continuato a deglutire, finché non l’ho ingoiata tutta. È stato meraviglioso. Da quella prima volta lui è diventato il bull fisso di mia moglie e, da allora, tutti insieme, giochiamo bene. Mi hanno sempre permesso di pulirla dopo che lui ha finito di schizzare il suo sperma dentro di lei. Lei lo adora ed io sono l'uomo più felice del mondo.
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2 anni fa
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Sesso con l'infermiera
Un infortunio al ginocchio capitato durante una partita, dopo vari controlli mi costringe a un piccolo intervento chirurgico: niente di grave, roba da tre o quattro giorni in ospedale. Appena arrivato iniziano con prelievi e domande di rito. E qui inizia il viaggio…. arriva Francesca, infermiera di circa trent’anni. Moooolto carina, capelli lunghissimi neri raccolti in una coda di cavallo. Ha occhi neri, svegli e profondi ed emana una sensualità pazzesca. Penso che non è proprio il momento di notare certe cose e cerco di rilassarmi… Mi dice che prima dell’intervento dovrà depilarmi per motivi igienici e pratici… lì per lì annuisco senza darci peso. Dopo circa mezz’ora rientra con la macchinetta e inizia a rasarmi le gambe, poi più sù fino all’inguine. Io mi irrigidisco, lei sorride e mi dice “non preoccuparti, sono abituata, non ti faccio male e non te lo sciupo!” Sorrido anch’io imbarazzato. Me lo prende in mano, quasi lo soppesa (per fortuna sono in una stanza singola) e pian piano, con una delicatezza mai provata, mi depila tutto intorno al cazzo, palle comprese, fino all’ombelico, e succede… Si rizza, e non poco, mi sa che son diventato rosso fuoco e invece diventa sempre più duro. Sono senza parole…. è davvero un erezione da guinness…con una vocina fioca riesco solo a dire …”scusa, scusami davvero tanto”. Resto a bocca aperta e la osservo mentre continua… lei alza lo sguardo, mi fissa e me lo prende in mano e lo stringe…”Hai un bel cazzo Marco! Ora pensiamo all’operazione, poi ne riparliamo”. Sarà anche un luogo comune, ma l’idea dell’infermiera, in un ambiente ovattato, è davvero una delle situazioni più eccitanti. Davvero non me l’aspettavo! Poi mica sono bellissimo, forse ho un fisico atletico, ma niente di che. Certo ho il cazzo grosso, lungo e grosso, ma non credo basti quello, poi sono sposato, ho mille problemi col lavoro (come tutti) eppure, nonostante mi debba anche operare, adesso non riesco a pensare a nient’altro… Mi sveglio dall’anestesia, Francesca è lì. “Buon giorno Marco, come ti senti?” “Completamente rintontito, ma bene, un po’ di dolore al ginocchio” “È normale, adesso ti daremo antidolorifici e un pizzico di morfina” Le ore passano veloci nel dormiveglia, passa il chirurgo e mi assicura che l’operazione è perfettamente riuscita, fra tre giorni mi rimandano a casa. Francesca ogni ora passa a controllare, mi dice cose carine, mi prende in giro e mi fa ridere. Non so perché ma oggi si intravedono particolarmente le sue forme sotto gli abiti da lavoro, ha due tette grosse e ritte e un culo tutto da mordere, non secco, non palestrato, un culo vero dove perdersi. Viene a salutarmi prima del cambio turno. “Mi sono fatta cambiare il turno, così domani faccio la notte “Si avvicina, mi bacia sulla fronte, poi scende e ci troviamo faccia a faccia a pochi millimetri, prendo coraggio, allungo una mano e le prendo la vita tirandola a me, la bacio sulla bocca, a lungo, sento che la apre e tira fuori la lingua, facciamo una pomiciata pazzesca, roba da adolescenti. Se ne va, mi tasta il pacco e trovandolo duro sorride. “A domani” La notte è infinita, fra dolori e il pensiero di Francesca mi addormento all’alba. Al mattino sto meglio e sono affamato, inizio a smaltire l’anestesia e tutto il resto del cocktail. Fra analisi e visite la giornata scorre via veloce. Ed eccola che arriva: ho quarantadue anni ma adesso mi sento un diciottenne alle prime armi. Sempre più bella e tirata, continuano gli ammiccamenti e i sorrisi. Verso l’una di notte entra in camera, mi dice di stare tranquillo che si è messa d’accordo con le colleghe. Si siede sul letto e iniziamo a baciarci, le lingue in gola, le mie mani la esplorano. Si spoglia, è ancora più bella di come immaginavo. Si sdraia accanto a me e ci masturbiamo a vicenda. Io me lo sento gonfio e duro, lei è bagnatissima. Si gira e facciamo un sessantanove storico. La lecco tutta, il clito, le grandi labbra, le infilo la lingua nel buco del culo. Lei me lo sta ingoiando mentre mi massaggia energicamente le palle. Si volta e continua a succhiarlo mentre si infila due, tre dita dentro da sola. Adesso ci muoviamo con più naturalezza e armonia, i baci e le carezze si alternano a morsi e strizzate di capezzoli. Mi mette la in bocca quelle mammelle enormi e perfette. Le succhio a lungo. Le piace! Si alza e prende dalla tasca i profilattici… “Ho preso gli XL…” Sorrido mentre lo calza… Si siede sopra di me… Ci sputa e lo avvicina… È caldissima, infuocata. Lo infila fino in fondo e inizia a cavalcarmi con energia, andiamo avanti e mi chiede se riesco a prenderla a pecorina. In equilibrio su una gamba e con lei a pancia in giù sul letto. Che spettacolo! La lecco ancora e inizio con dei colpi più forti alternati a movimenti più lenti. Mi dice che viene, mi fa impazzire Leviamo il profilattico e continuiamo col sessantanove finché viene nuovamente. Anch’io le esplodo in gola. Restiamo fermi in quella posizione continuando a leccarci… Poi si mette accanto a me. Parliamo sottovoce. È il momento delle coccole…non sento più dolore o fastidio al ginocchio. È passata un’ora credo. Mi lascia riposare… La mattina dopo sono in condizioni pietose, dolori ovunque, passa il chirurgo. Mi trova stranamente la gamba affaticata, mi consiglia di restare qualche giorno in più in osservazione…OTTIMO!!!!!!!!
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2 anni fa
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L'ho fatto cornuto con un vecchio amico
Mi chiamo Claudia una donna di 48 anni, di media statura, mora, occhi scuri quarta di seno, ventre abbastanza piatto, cosce lunghe ed un bel culo a mandolino; sono sposata con Luigi da vent'anni. Siamo professionisti con istruzione universitaria ed abbiamo una vita abbastanza normale. Circa un mese fa però, è avvenuto un fatto che ha cambiato la nostra vita ed è questa la storia che mio marito ha voluto raccontassi. Prima di conoscere e sposare Luigi, ho frequentato, per circa un anno, un altro uomo, Marco. Era alto e muscoloso, aveva i capelli chiari, decisamente biondi, e dolci occhi scuri, insomma un bell'uomo. Il suo aspetto particolare non passava certo inosservato e, soprattutto, era molto ambito dalle donne, perché la sua dotazione era decisamente fuori dal comune. Marco ha, fra le gambe, un membro lungo circa 24 cm. con una circonferenza davvero notevole, che sapeva usare benissimo e, con lui, una donna poteva provare la differenza che c'era tra gemiti di passione e grida di dolore, oltre ad essere un amante formidabile. Quando facevamo sesso, Marco mi faceva sempre venire più volte. Non credo ci sia mai stata un'occasione in cui anche lui non sia venuto almeno tre volte, con enormi quantità di sperma. La nostra storia ebbe a durare circa un anno, perché il nostro scopo era rivolto al solo sesso senza vincoli, né legami di sorta, e, di quel periodo, dentro di me, ho tenuto un bellissimo ricordo che ancora conserva con piacere. Dopo un po' di tempo che io e Luigi stavamo insieme, dopo aver fatto sesso avevamo preso la simpatica abitudine di parlare, raccontando le storie di persone con cui avevamo fatto sesso prima di incontrarci. I nostri racconti erano sempre abbastanza ricchi di dettagli, trovando questo gioco particolarmente eccitante. Luigi amava molto conoscere certe storie nei minimi dettagli, insomma si eccitava a sapere delle mie scopate con Marco. Più di una volta, mi ha confessato che, se mai avessimo incontrato Marco, avrebbe voluto diventare suo amico e sarebbe stato contento se anch'io avessi, in qualche modo, ripreso la nostra amicizia. Alla fine, mi ha confessato anche che per lui sarebbe stato molto bello, se una sera fossi tornata a casa e gli avessi raccontato di aver scopato ancora con Marco. Naturalmente questo era solo un suo desiderio, anzi una sua fantasia, e tale sarebbe rimasta perché l'amico, da tempo, si era trasferito in un'altra città, molto distante da noi. Tutto questo avveniva nei primi anni di matrimonio, poi, con il passare degli anni, i nostri discorsi sulla fantasia di vedermi scopare con Marco si sono diradati e la nostra vita ha preso a scorrere sui binari della assoluta normalità e il sesso tra noi, anche se buono, non è vigoroso come una volta. Un mese fa, ho partecipato ad un convegno in un hotel di una grande città, non lontana la casa mia. È stato un convegno molto noioso, cui, però, ho dovuto partecipare obbligatoriamente, e si sarebbe protratto per l'intera giornata, che mi sembrava non voler mai finire. Mentre tornavo dal pranzo di lavoro, percorrendo uno stretto corridoio, un uomo è uscito da una porta laterale e mi è quasi venuto a sbattere contro. Giusto il tempo per scusarmi della appena evitata collisione e sono rimasta scioccata: ero faccia a faccia con Marco! Anche lui si mostra non meno sorpreso di me ed abbiamo iniziato a parlare, riferendoci l'un l'altro di ciò che era accaduto in tutti questi anni di lontananza. Gli ho parlato di me, dicendogli che era sposata da quasi una ventina d'anni e che avevo due figli. Lui mi ha detto che, da poco, si era di nuovo trasferimento nella nostra regione e che aveva casa a circa una trentina di km da casa mia; che era presente in città, perché stava organizzando una manifestazione per un grosso partito politico, che avrebbe avuto luogo fra qualche giorno. Mentre parlavamo, ho notato quanto fosse ben vestito e che era ancora attraente come sempre. Il suo fascino, il suo carisma, non era per niente cambiato, anzi, con il tempo, era cresciuto ancor più. Mentre lo ascoltavo, mi son resa conto che i ricordi, che la sua presenza faceva emergere in me, mi stava facendo bagnare fra le cosce in maniera tanto copiosa da esserne veramente stupida. Così mi sono ritrovata ad usare un tono più civettuolo, un linguaggio decisamente più sensuale, che mi ha portato ad avere un atteggiamento abbastanza languido e sensuale, direi proprio molto disponibile. Mi sentivo di nuovo profondamente attratta da quel maschio che, in passato, mi aveva fatto veramente impazzire. Anche Marco stava inviando segnali inequivocabili di ampio gradimento e, mentre in me aumentava l'eccitazione, la mente si è rifiutata di pensare ad altro che non fosse il desiderio forte di avere ancora quel maschio dentro di me. Siamo andati avanti per un po' a parlare e Marco, alla fine, ha sorriso e ha detto che non gli riusciva di non pensare alle volte in cui eravamo stati insieme. Senza nessuna remora, anzi proprio da sfacciata, gli ho confessato che ci stavo pensando anch'io, con ciò aprendo alla possibilità di divertirci come ai vecchi tempi, prendendo una strofa. Senza pensarci su due volte, gli ho detto di sì. Ho aspettato nel corridoio per quelle che sembravano ore, mentre Marco prendeva la stanza. Ricordo di aver pensato che, in quel momento, indossavo l'intimo meno sexy che possedevo, mentre mi sarebbe piaciuto poter sfoggiare un intimo molto più erotico. Quando stavo con lui, mi ero sempre vestita con un intimo molto sexy, cosa che aveva sempre apprezzato. Mentalmente ho preso ad elucubrare com'era far sesso con lui e, soprattutto, quanto fosse bello. Mentre ci avviavamo verso l'ascensore, ricordo di aver pensato che avremmo potuto imbatterci in qualcuno che ci conosceva, però, nello stesso tempo, la cosa mi eccitava in maniera così forte da farmi quasi tremare le gambe. Quando le porte dell'ascensore si son chiuse, Marco mi abbraccia e mi dà un lungo bacio, carico di passione. Mi ha trasmesso una sensazione di calma assoluta, facendomi sentire scevra da ansia, perché l'unico intento che volevo tracciare era quello di appagare l'eccitazione che mi stava facendo bagnare in maniera incredibile. Appena entrati, la porta si è automaticamente chiusa dietro di noi. Mi son resa conto che ero sola con Marco e stavo per realizzare la fantasia che era non solo mia, ma anche di Luigi. Stavo tremando e son sicura che Marco se ne sia accorto. Mi disse di rilassarmi, mi avvolse tra le braccia e mi baciò appassionatamente. Sdraiati sul letto, ci siamo abbracciati ed abbiamo cominciato a baciarci avidamente, quasi a voler recuperare il tempo perso e così ho dimenticato di aver paura, di esser tesa, e mi sono lasciata andare fra le sue braccia. Marco mi ha sbottonato la camicetta ed ha lasciato che la mia mano vagasse fino al suo inguine. Il suo cazzo era grosso e duro come lo ricordavo e l'ho accarezzato da sopra i suoi pantaloni. Lentamente Marco mi ha tolto la camicetta, poi mi ha fatto alzare in piedi e mi ha slacciato la gonna, lasciandola cadere per terra. Ero un po' imbarazzata, mentre mi trovavo di fronte a lui; ero consapevole che due gravidanze avevano lasciato il segno sul mio corpo, rispetto alle volte che mi aveva visto nuda e, forse, non ero più attraente come poteva ricordare. Lui, invece, incurante di ogni cosa, ha continuato a denudare il mio corpo ed ha provato molto piacere nel vedere i miei seni liberi, che ha subito preso a baciare, succhiandomi i capezzoli duri. Mentre godevo delle sensazioni che mi dava la sua bocca sui miei seni, ho preso a denudarlo e, una volta sfilati i suoi indumenti, mi sono trovata davanti al viso il suo bellissimo fallo enorme, grosso, teso e duro. Mi apparve enorme proprio come lo era la prima volta che lo vidi. Ne ho subito preso la punta in bocca e l'ho succhiata, mentre accarezzavo l'asta. Gemette e chiuse gli occhi e, mentre succhiavo e leccavo quel bel cazzo, gli carezzavo le palle. Mi leccai la punta del dito e gliela spinsi delicatamente nel culo: sapevo che lo adorava. Mi ha lasciato fare per qualche minuto, poi mi ha sollevato e dopo avermi completamente denudata, mi ha adagiato sul letto e mi son ritrovata lì con la figa bagnata in attesa, mentre lui era in piedi sopra di me con il suo cazzo duro che gli ondeggiava davanti. Lo, non vedevo l'ora di sentirlo volevo dentro di me, ma tornando con la mente al passato, mi son ricordata che lui non me l'avrebbe dato subito, perché era sua consuetudine farmi godere a lungo e bene, con la lingua, prima di penetrarmi. Marco ha usato magnificamente la sua lingua per stuzzicare il mio clitoride e sondare, sia il mio culo stretto che la figa. Era conscio delle sue capacità a farmi godere a lungo e, mentre mi massaggiava il clitoride con la lingua, ha fatto scivolare il dito indice nella mia figa. Ha iniziato con un movimento avanti/indietro lento, ma continuo. È stato meraviglioso! Dopo un paio di minuti, mi ha inserito un secondo dito e, dopo averlo abbondantemente bagnato, l'ha tirato fuori dalla mia figa ed ha iniziato ad inserirlo nel mio sedere. Ben presto mi son ritrovata con un dito in figa ed uno nel culo, mentre lui insisteva con la lingua sul mio clitoride. Non c'è stato molto tempo prima che raggiungessi un orgasmo forte e intenso, che ho urlato con tutta la voce che avevo in corpo. È stato bellissimo e non ho dato importanza al fatto che qualcuno potesse sentirmi godere così forte. Mi ha lasciato assaporare per un lungo istante tutto il piacere provato e, per fare questo, ci siamo sdraiati sul letto, coccolandoci, finché non mi son ripreso. Volevo ricambiare il piacere provato, ma il cazzo di Marco era troppo grande per entrare in bocca per un pompino e, sicuramente, questo non lo avrebbe soddisfatto alla stessa maniera di come avevo goduto io. Abbiamo ripreso a baciarci e lui mi ha fatto stendere supina, così, quando si è posizionato fra le mie gambe, ho visto il suo splendido membro avvicinarsi alle labbra gonfie e bagnate della mia figa. Per un attimo, ho provato la stessa sensazione di panico della prima volta che abbiamo scopato, chiedendomi se non fosse troppo grosso, ma, subito dopo, questo pensiero è stato archiviato dalla mia mente, consapevole che la mia figa aveva già partorito due figli. Lentamente ho sentito la sua grossa cappella entrare dentro di me e la fica tendersi per permettere l'intrusione di quello splendido membro. All'inizio ho provato un leggero fastidio, quasi dolore, e guardandolo negli occhi, con la bocca spalancata ed un filo di voce, l'ho pregato di infilarlo subito tutto dentro, perché volevo passare il prima possibile dal dolore al piacere. Per un istante mi sono sentita dilatare completamente e, nello stesso tempo, infilare da quell'enorme palo di carne viva, che si stava incuneando dentro di me. Pensavo di esser al limite della sopportazione, quando, d'improvviso, un'ondata di piacere ha invaso il mio corpo, e i muscoli della vagina si son così rilassati, che ho iniziato subito a godere con quello splendido membro che ora scivolava liberamente dentro e fuori, procurandomi, ad ogni affondo, un'ondata di piacere sempre maggiore. Sentivo il suo corpo muoversi con estrema decisione, mentre faceva scivolare con lentezza il suo grosso cazzo dentro e fuori dalla mia figa, ormai più che dilatata. Non riuscivo a controllare i miei orgasmi e lui mi fece venire velocemente, continuando a pomparmi con forza. Lo abbiamo fatto in molte altre posizioni, ma sono stata felice che si sia ricordato quanto mi piace sentirmi inondata dalla sua sborra, quando mi scopa da dietro. Ero impaziente di sapere quando mi avrebbe fatto inginocchiare sul letto e posizionato dietro di me, tenendomi per i fianchi e me lo avrebbe piantato ancora tutto dentro, pompandomi nel ventre con quella splendida trave, fino in fondo. Ad un tratto si è sfilato e, dopo avermi fatto girare, ho sentito quella splendida cappella spingersi con forza dentro la mia fica, completamente dilatata, per continuare ad affondare finché non è giunto completamente dentro: a quel punto ho emesso un lieve gemito, a conferma del piacere che stavo provando. Mi ha pompato per diversi minuti, finché non ho iniziato a venire una seconda volta. Quando si è reso conto che stavo venendo, il ritmo di Marco è aumentato e, piantatosi profondamente in me, ho avvertito con estremo piacere che mi riempiva di sperma. Adoravo sentire la sua calda sborrata che mi inondava completamente la vagina. Siamo rimasti a lungo abbracciati, poi mi son chinata ed ho preso in bocca quello splendido membro che, anche se aveva appena goduto, deteneva ancora le sue dimensioni e, lentamente, usando tutta la mia capacità di esperta pompinara, l'ho fatto tornare di nuovo duro, così da farmi scopare ancora. La seconda sborrata l'ha indirizzata sui seni, mentre la terza l'ho voluta in bocca. Nel venir via, dopo che io e Marco ci siamo scambiati i nostri recapiti telefonici, ho deciso di non farmi la doccia e mi sono semplicemente rivestito. Era una sensazione particolare sentire le mie mutandine bagnate dallo sperma di Marco, che, continuando a colare, le stava inzuppando in maniera incredibile. Quando ci siamo lasciati, ho ripreso la via verso casa ed ho iniziato a pensare a come comportarmi, quando sarei rientrata. Quando Luigi è tornato a casa, essendo soli, l'ho pregato di venire con me nella nostra stanza perché avevo una sorpresa per lui. Una volta in camera, ho detto a Luigi che avevo incontrato un vecchio amico al convegno e lui mi ha guardato, cercando di capire di chi si trattasse. Quando gli ho detto che avevo rincontrato Marco, lui mi ha chiesto, con esitazione, come erano andate le cose ed ho avuto la sensazione che aveva paura della mia risposta. Gli ho detto che avevamo parlato per un po' e poi avevamo deciso di prendere una strofa. Lui mi ha guardato sorpreso e, per un momento, ho pensato che sarebbe andato su tutte le furie. Per un lungo istante è rimasto in silenzio, poi i suoi occhi si sono illuminati, e, memore del fatto che Marco era stato per tanto tempo una nostra fantasia, mi ha guardato e mi ha pregato di spogliarmi completamente. Sdraiata sul letto, voleva sapere tutto quello che era successo nei minimi dettagli. Mi son tolta i vestiti e, quando mi sono tolta le mutandine, ha visto l'inguine ricoperta dello sperma di Marco e, così, dopo avermi attentamente osservata, mi ha fatto allargare le gambe per permettergli di guardare bene. Ero un po' imbarazzata, ma, allo stesso tempo, molto eccitata. Ha passato il dito nello sperma che ora scorreva lungo il mio sedere e mi disse che trovava la mia figa molto aperta. Gli ho detto che avrebbe dovuto vedere cosa c'era dentro non meno di un'ora fa. Si è spogliato completamente ed il suo cazzo era estremamente duro; gli ho raccontato del mio incontro con Marco, senza omettere nessun dettaglio, anzi specificando quanto era stato bello, quando Marco mi aveva, ripetutamente, inondato il ventre con il suo piacere. Quando ho finito, si è alzato e mi ha messo il suo cazzo in faccia, dicendomi che era il suo turno. Gli ho preso il cazzo in bocca e l'ho succhiato, finché non è venuto. Ci son voluti circa trenta secondi! Nonostante il rapido orgasmo, non passò molto tempo prima che fosse di nuovo duro e ha voluto metterlo dentro per vedere quanto Marco mi avesse allungato. Ho allargato le cosce e lui mi ha penetrato immediatamente. Ha pompato dentro e fuori per un minuto e mi ha detto che non riusciva nemmeno a sentire il contatto con le pareti della fica, da quanto trovava aperta la mia fica, così si è alzato e mi ha presentato di nuovo il suo cazzo duro in faccia: voleva che succhiassi via la sborra di Marco. Leccare di nuovo il suo cazzo, intriso degli umori della mia fica e della sborrata di Marco, mi ha davvero eccitata. Dopo alcuni istanti, Luigi mi ha guardato con occhi un po' strani e, poiché ho dovuto convenire con lui che la mia fica era ancora troppo dilatata per il suo cazzo, mi ha chiesto di girarmi, perché voleva fottermi il culo. Era un po' titubante, perché anche se il cazzo di Luigi non è delle dimensioni di quello di Marco, è pur sempre una verga di tutto rispetto e sentirla nel culo, non è cosa facile. Mi sono rigirata e, dopo che lui ha abbondantemente lubrificato il mio culo usando lo sperma di Marco, che ancora colava dalla fica ed averci inzuppato nuovamente il suo cazzo, ho sentito la testa del cazzo di Luigi contro il mio culo. Ho urlato quando me l'ha spinto dentro, con un affondo secco e deciso. Ho cercato di aprirmi il più possibile, perché ho avuto la sensazione che desiderasse proprio farmi male, quasi a volermi punire per aver fatto la puttana, senza aver chiesto il suo permesso. Ho gridato di dolore, mentre lui mi penetrava completamente. Non mi ha dato il tempo di abituarmi alla penetrazione e sapevo che mi stavo preparando a pagare il prezzo per la mia gioia pomeridiana. Mi ha pompato con forza e mi ha invitato a masturbarmi per alleviare il dolore, mentre lui mi ha schiaffeggiato forte sul culo e, mentre mi scopava, ho iniziato a godere, eccitata dal fatto che, in qualche modo, ora lo stavo facendo con il mio marito e mi stavo preparando ad esser sborrata da un secondo maschio, nello stesso giorno. Sentivo dentro di me un piacere immenso, era davvero bello sentirmi, in quel momento, come una vera puttana. Il mio orgasmo ha provocato anche quello di Luigi, che mi ha riempito il sedere con il suo sperma, dopo di che si è sdraiato sopra di me, respirando pesantemente. È rimasto dentro di me fino a quando il suo cazzo non è diventato morbido e ho usato i muscoli dello sfintere per espellerlo. Siamo rimasti sdraiati sul letto a coccolarci a lungo, mentre dentro di me ero ancora scossa dalle forti emozioni provate durante il giorno. Il giorno dopo, mentre facevamo colazione, Luigi mi ha confessato che gli sarebbe piaciuto vedermi scopare con Marco e, mentre me lo diceva, ho visto il suo pacco crescere in maniera esponenziale. L'ho guardato un attimo e, consapevole del fatto che prima o poi doveva pur avvenire, se non altro per gratitudine a mio marito, che aveva accettato che sua moglie lo avesse cornificato a sua insaputa, mi sono inginocchiata davanti a lui e gliel' ho preso in bocca, non prima di avergli detto di immaginare che, mentre lo stavo succhiando, l'altro, Marco, mi sfondava la fica. È durato meno di 10 secondi!
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2 anni fa
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Una pausa pranzo molto speciale
Qualche tempo fa ho conosciuto per via della mia attività lavorativa Antonio. Un uomo alto e ben messo fisicamente. In breve tempo abbiamo stretto una buona amicizia. Nelle nostre lunghe conversazioni a pranzo si parlava di tutto, dalla politica ai nostri hobby, dalle nostre esperienze professionali alla vita di tutti i giorni. Come accade normalmente tra amici, pian piano, le conversazioni hanno toccato anche questioni della sfera personale e intima. Parlare della nostra vita privata ci portava, per qualche minuto, lontano dalle tensioni che inevitabilmente erano presenti nella nostra attività professionale. In una di quelle pause pranzo, tra le tante chiacchiere, mi è scappato di dire con un certo tono entusiastico: “Sai, la mia donna è brava nel sesso, ieri sera mi ha fatto un bellissimo pompino”. Lui, trasecolato ma fortemente incuriosito dalla mia uscita, mi chiese: “Un pompino completo, con l’ingoio?” Gli risposi: “Si, certamente!!! Perché mi fai questa domanda?” Era evidente che la cosa lo incuriosiva. Come ha avuto modo di spiegarmi sua moglie gli aveva sempre negato questo piacere, spiegandomi: “Ovviamente mi succhia il cazzo ma nel momento in cui percepisce che sono pronto per venire, si tira indietro e completa con le mani. Modalità che mi ha sempre lasciato un po' frustrato.” Qualche tempo dopo, in un’altra occasione durante il pranzo, mi divertivo a raccontargli le bizzarrie sessuali che spesso la mia focosa donna mi proponeva. Era evidente come lui si interessasse maggiormente ai miei racconti quando facevo riferimento al sesso orale. Ad ogni mio racconto era palese il suo arrapamento, era visibile dal suo pantalone il bozzo del cazzo. Condizione che lo metteva un po’ a disagio. La mattina dopo quando sono arrivato al lavoro, mentre prendevamo un caffè insieme ha ammesso che si era masturbato pensando a quello che gli avevo raccontato. In quel momento mi è venuta un'idea. Alcune volte, io e la mia donna, lasciamo la telecamera accesa durante il sesso, tempo fa avevamo immortalato alcune nostre prestazioni sessuali. Ho chiesto ad Antonio: “Ti andrebbe di vedere la mia donna in azione su di me in un filmato? Ti potrei far gustare le immagini di un ottimo pompino. Lei non rientra oggi a casa per pranzo è da certi suoi clienti in provincia; quindi, ci possiamo andare nella pausa pranzo.” La risposta non si è fatta attendere ed è stata ovviamente affermativa. A mezzogiorno in punto mi venne incontro nel parcheggio, salimmo in macchina, ed andammo a casa mia, distante pochi minuti. Arrivato a casa ho collegato velocemente la telecamera alla TV mentre lui si sedeva sul divano, ho scelto un filmato in cui Giulia mostra chiaramente le sue doti di succhiatrice di cazzi e sono andato a sedermi accanto a lui sul divano. Appena iniziata la visione ho notato formarsi un enorme rigonfiamento nei suoi pantaloni, Antonio stava sbavando. Dopo alcuni minuti di quella “tortura” ha finito per dirmi che avrebbe dovuto sfogarsi prima di tornare al lavoro. Io stesso ero molto accalorato sia nel vederlo in quello stato di eccitazione sia per le immagini che scorrevano sulla TV e, istintivamente, senza pensarci ho messo la mia mano sul rigonfiamento dei suoi pantaloni e ho afferrato il suo cazzo duro attraverso il tessuto. Lui mi ha guardato con un aria un po' sorpresa ma era così eccitato che non ha fatto nulla per fermarmi. Anzi, con un gemito di piacere, strinse la mia mano sul suo cazzo manifestando così tutto il suo apprezzamento. Vedendo che non opponeva resistenza alle mie carezze, ho avuto un desiderio irresistibile di andare oltre. Occasionalmente, in precedenza, era successo in alcuni incontri sessuali tra Giulia, me ed altre coppie o con singoli, di andare oltre ai canonici rapporti tra sessi. Situazioni nate e vissute in presenza di entrambi, sempre in coppia con la mia donna. Non ero mai stato da solo con un altro uomo. Quelle esperienze avevano fatto nascere in me il desiderio, nel caso in cui si fossero presentate le condizioni ottimali, di provare a fare sesso da solo con un partner maschile. Antonio mi piaceva sia come amico sia come uomo. Il suo fisico e i suoi modi mi avevano sempre affascinato, non nego che qualche volta avevo fantasticato su di lui. L’idea di offrire ad Antonio il piacere che la sua donna gli aveva sempre negato mi eccitava, allora mi sono alzato e mi sono inginocchiato davanti a lui, tra le sue gambe. Lui mi ha chiesto incredulo: “Cosa stai facendo? Ne sei sicuro?” Gli risposi: “Non lo so ancora, però la situazione mi eccita, lasciami fare e semplicemente goditi il momento se ti va.” Antonio, anche se non completamente convinto, ha accettato la mia proposta e da quel momento mi ha assecondato. Quindi, gli ho slacciato i pantaloni e tirato giù la cerniera. Lui ha alzato il bacino in modo tale da facilitarmi nel togliergli i pantaloni. Con un rapido movimento ho liberato il suo cazzo e le sue palle anche dello slip. Aveva un'erezione formidabile e senza esitazione ho afferrato questo bellissimo cazzo ed ho iniziato, lentamente, a masturbarlo. La reazione di Antonio era evidentemente di piacere, a quel punto, spinto da un desiderio incontrollabile, ho preso il suo glande in bocca. Le sensazioni che provavo erano molto forti, il grosso cazzo di Antonio riempiva completamente la mia bocca, il sapore dello stesso era veramente intenso e profondamente piacevole. Lui ha cominciato a gemere, ho sentito le sue mani prendermi la testa. Ero in ginocchio con il cazzo del mio amico in bocca e le sue due mani spingevano la mia testa avanti e indietro lentamente, ero totalmente sottomesso al suo volere. Dopo un po’, in estasi per il piacere provato, mi ha afferrato la testa con ancora più forza e ha iniziato ad infilarmi furiosamente il suo cazzo, mi trapanava la bocca con molta intensità. Ho sentito il suo respiro diventare sempre più rapido e i suoi gemiti sempre più forti. Il suo cazzo si irrigidiva ancora di più e, contraendosi vistosamente, mi sparava un enorme carico di sperma dentro la bocca. Io mi affrettavo ad assaporarlo e, quindi, ingoiarlo fino all'ultima goccia. La cosa evidentemente lo aveva talmente gratificato che, dopo aver preso fiato, mi ha detto: “E’ la prima volta da tanto tempo che mi è stato fatto un pompino completo. Il primo in assoluto con un partner uomo. Mi è piaciuto molto e ti garantisco che se ci fosse la possibilità di replicare lo rifarei ben volentieri.” A quel punto gli ho detto: “Se vuoi non è finita qui, se ti va passiamo nella stanza da letto e continuiamo”. Lui non ha perso tempo ad accettare la mia proposta. Raggiunta la stanza da letto, mi sono spogliato completamente mostrando il mio didietro ad Antonio. Era un esplicito riferimento a cosa mi attendevo che lui facesse. Sentivo il suo respiro affannato mentre gli voltavo le spalle. La mia idea evidentemente gli piaceva. Ero completamente nudo e un po' paralizzato da un certo imbarazzo. Ero troppo emotivamente coinvolto per avere un’erezione, al contrario della prima esperienza del pompino, ora il mio cazzo era totalmente moscio. Riflettendo alla situazioni in cui mi ero messo penso: “Cosa ci faccio qui così messo? Sono sicuro di volerlo fare?” Dietro di me c’è Antonio e immagino che mi stia guardando. Giro la testa verso lo specchio posto di lato all’armadio, vedo il mio riflesso. Il riflesso di un uomo alto, abbastanza in forma ma, allo stesso tempo, vedo Antonio più alto di me e anche un po' più muscoloso con il cazzo enorme in bella vista. Era in piedi davanti al letto, ormai completamente nudo, e perfettamente in tiro. Lo vedo che si avvicina e sento il suo respiro caldo sulla schiena. Siamo entrambi nudi e il calore dei nostri corpi sono percepibili da ognuno di noi. La sua mano si ferma sul mio sedere. Un contatto infuocato, deciso. Adesso ha entrambe le mani sui miei fianchi. Non posso crederci. Sento tutto il suo corpo sopra al mio. Mi accarezza la schiena. Ora il suo viso è contro la mia schiena. Le sue braccia mi circondano e le sue mani avanzano sul mio corpo. Percepisco il calore del suo bacino contro le mie natiche, tra le quali si vuole insinuare qualcosa di duro e caldo. Gemo di piacere, sono in paradiso, il contatto fisico mi scalda anche l’anima. Articolo debolmente qualche parola: “Fai l'amore con me, ma ti prego si gentile all’inizio, non voglio che ci sia violenza.” Lui mi gira la testa e, con un gesto eloquente oltre che con le parole, mi fa capire che rispetterà tutte le mie indicazioni su come fare sesso insieme. Per rendere meno dolorosa la penetrazione gli chiedo di prendere nel cassetto del comodino il gel lubrificante che utilizza spesso la mia donna in queste situazioni. Lui si allontana per qualche secondo e ritorna con in mano il tubetto del gel. Visivamente il suo cazzo sembra più in tiro prima, i suoi muscoli sono tesi, mi stringe, sento il suo vigore su di me. Mi fa adagiare sul letto. Sdraiare a pancia in giù sopra un cuscino. In quella posizione mi sento vulnerabile, ma la cosa mi eccita. Le mie gambe sono divaricate, i miei piedi sono oltre il bordo del letto. Immagino che abbia una vista perfetta delle mie natiche e del mio buco. L’attesa mi far trepidare. Lo sento avvicinarsi sempre di più il momento del contatto carnale. Lui è sul letto, appoggiato sugli avambracci. Emetto un gridolino: “Oooohhhh!” al contatto delle sue mani calde sul mio sedere, lui mi allarga le natiche. Me ne scappa un altro: “Mmmmm!” quando la sua mano con il gel lubrificante si insinua tra le mie pieghe più intime. Mi massaggia lentamente e sento crescere la voglia. Ho impazienza di lui, voglio che mi riempia, che me lo infili nel culo, che mi penetri con tutta la sua verga e, poi, mi inondi di sperma. La sua mano scorre lentamente sul buco del culo e sulla mia pelle, con grande dolcezza, come la migliore tortura, le sue dita mi penetrano l’ano per lubrificarlo. Movimento che mi procurano un piacere intenso. Dopo avere cosparso il suo cazzo con del gel si posizionò completamente sopra di me. Una sensazione di tranquillità e di rilassamento mi pervade, sono felice e completamente coinvolto. Finalmente, con movimenti lenti, tenta di entrare dentro di me. Sento il suo glande premere dolcemente. Si fa strada delicatamente dentro di me. Ecco, mi penetra, una sensazione di dolore intenso misto a calore mi fa uscire dalla gola un grido. Spinge un po’ di più, il suo grosso cazzo duro mi fa male, urlo dal dolore. Lui mette la sua mano sulla bocca, per soffocare il mio lamento, e dice: “Tranquillo, non urlare, come ti ho promesso ti fotterò con calma e delicatezza, ti piacerà! Vedrai!” Con queste sue parole mi rilasso, i muscoli ora sono meno tesi e, pian piano, tutto cambia, il dolore è presente ma mi sento più tranquillo e le fitte gradualmente lasciano il posto al piacere e inizio a gemere per l’appagamento. - Oooohhhhh, aaaahhhhh, per favore fai piano ... mmmmm ... non fermati ... continua ….. siiii …. ancora …. sì, sì, sì … mi piace ….. uuuhhhhh ... mi fai impazzire!!! E lui, di rimando: “Siiiii, ti piace? Sei una meravigliosa troia, hai voluto provare il mio cazzo oggi? Te lo darò tutto!” dice schiaffeggiandomi i glutei. Pian piano mi riempie il culo con il suo pene e, dopo esser tutto dentro, inizia a pompare delicatamente. Io resto fermo per godere della sua presenza dentro di me. Il dolore diminuisce e lui continua con più ardore a scoparmi. Mi penetra, pian piano, aumenta la velocità e la profondità. L’inculata è iniziata con piana soddisfazione di tutti e due. “Voglio che mi scopi … che mi scopi e mi infili tutto dentro il tuo cazzo!” urlo, mentre lui è già completamente dentro di me. Continuo dicendo: “Fottimi forte! Sempre di più.” Nel pieno dell'estasi, abbandono ogni decenza, ogni moderazione, tutto ciò che desidero è che lui mi scopi ma, soprattutto, che mi inondi con il suo seme. La sensazione di piacere che provo nel far godere il partner è una delle mie aspirazioni più forti nel fare sesso, sia essa una donna o un uomo. Lui si sdraia sopra di me, le sue braccia mi tengono stretto, le sue ginocchia bloccano le mie gambe. Continua a muoversi dentro di me, lentamente, delicatamente, esce da me, per assestare meglio il prossimo colpo. Dopo, continua a scoparmi. È troppo bello!!! Lui continua a cavalcarmi per un tempo che sembra lunghissimo. Sono completamente preso dal piacere, sudato e nell'affamata attesa del suo seme. “Riempimi il culo di sperma! Inondami!” gli grido. Lui ansima al ritmo delle spinte, a volte più veloci, a volte più lente. Il suo cazzo è così duro che mi fa male eppure voglio che continui, voglio che il suo martellare duri e la sua eiaculazione sia abbondante. Sento che a breve verrà, non è più molto lontano dal godere. Antonio dice: “Aaaaah! Dai! Dai! È così bello scoparti! Adoro il tuo culo!” Gli rispondo: “Mmmmm, fottimi ancora! Vienimi dentro!” Sento le sue spinte sempre più febbrili e l'attesa cresce. Sta per venire. Mi riempirà del suo nettare. Lo sento. Il suo cazzo ha spasmi mentre gli sfuggono gemiti acuti. Sento vibrare tutto il suo corpo. Crolla sopra di me dopo aver sfogato tutta la sua voglia e tutto il suo seme dentro il mio culo. Mi sento soddisfatto, vibrante, felice, mentre mi rilasso. Lui si adagia sulla schiena. È appagato, felice, sereno. Mi confessa: “E’ stato proprio bello venirti dentro. Mi sono goduto tutti i momenti della scopata, sei una meravigliosa troia.” Gli salgo sopra. A cavalcioni sulle gambe. Il mio pene ora è duro. Gli accarezzo il suo cazzo e le palle con il mio pene, è molto eccitante e piacevole. Ma ho qualcos'altro in mente. Mi alzo e vado indietro ancora un po'. Lui capisce, alza la schiena e si mette seduto sul letto. Gli ho concesso il mio ano, ora tocca al mio cazzo, è in trepida attesa di attenzioni. Antonio comprende la mia necessità e stringe le sue mani lungo la mia asta. Il piacere che mi provoca è amplificato anche dalla sensazione bellissima che mi procura il suo seme ancora dentro di me e che scende, pian piano, dal mio ano ogni qualvolta contraggo i muscoli. Lui mi masturba con una dolcezza incomparabile e il suo liquido comincia a fuoriuscire ancora più copioso dalle mie chiappe. È così bella la sensazione che provo che Il mio cazzo è così duro da farmi male. Sono pronto ad esplodere, presto verrò anch'io. Mi sposto posizionandomi di nuovo sul suo ventre, strofino velocemente il cazzo su di lui e lui con le sue mani mi aiuta in questo movimento. Vengo all'improvviso, il mio cazzo vibra sotto la pressione dei getti di sperma. Gli inondo la pancia e il petto. Attendo che tutto il mio seme sia uscito, facilitato dalle sue mani. Dopo lo abbraccio e ci adagiamo sul letto. Condividiamo il contatto dei nostri corpi con il mio sperma tra di loro. I nostri cazzi ormai mosci si adagiano uno sull’altro. La sensazione che provo è di estremo piacere. Dall’espressione del volto si comprende che anche Antonio prova le stesse sensazioni. Soddisfatto, dopo un poco, mi stendo accanto sul letto. Eravamo tutti e due appagati e rilassati, giacevamo sul letto totalmente sereni. Antonio, con un filo di voce disse: “Sono completamente soddisfatto, non avrei mai immaginato di poter godere così tanto con un altro uomo. Non avrei nemmeno immaginato, prima di oggi, di poter esser contento nel segare un altro e nel condividere il suo seme senza nessun problema. È stato un bellissimo momento.” Io risposi: “Anche per me è stato molto intenso oggi, ho goduto pienamente. Anche io non avrei mai immaginato che dalla nostra amicizia potesse nascere tutto questo. Ora ne sono estremamente felice e pienamente appagato.” Non vi era imbarazzo tra di noi, quello che era successo si era svolto in modo naturale e molto partecipato da parte di tutti e due. In quella pausa pranzo avevamo fatto diversamente dal solito. Ci eravamo nutriti di altro, di sesso non di cibo. Una volta ricomposti dopo una rapida doccia, siamo tornati al lavoro. Lungo il breve tragitto di ritorno, ci siamo ripromessi che altre pause pranzo del genere ci sarebbero state in futuro.
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2 anni fa
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Orgia per mia moglie in un convento.
Mi chiamo Paolo, ho 35 anni, sono di media statura, moro, occhi scuri, fisico ben curato e forgiato da anni di nuoto. Da sei, sono sposato con Silvia, mia coetanea, alta, mora, capelli ricci, occhi azzurri, bellissimi, fisico snello, ventre piatto, un gran bel seno di una quarta misura, bocca ampia e labbra carnose più che adatte a far pompini, cosa che adora, ed un culo da favola, alto, sodo, tondo, che culmina al di sopra di gambe lunghe e snelle. Stiamo assieme da più di dieci anni: lei era reduce da due storie finite in quanto i suoi ex erano di un'assurda e pericolosa gelosia. Infatti a lei piace molto esibirsi, provocare, indossando spesso abiti succinti, privi di reggiseno e tacchi alti. Se per quelli questo suo abbigliarsi era motivo di farli impazzire di gelosia, a me, al contrario, provoca un'eccitazione da sballo e, essendo ben dotato, la scopo a bestia, con reciproca soddisfazione. A noi piace il sesso libero, fatto in modo che si possa sempre ricavare il massimo piacere da ogni situazione che viene a crearsi. Una di queste si è presentata quasi per caso. Lo scorso giugno, dovevo recarmi per lavoro nel Montenegro. Avendo solo due giorni impegnati, ho chiesto a Silvia di accompagnarmi, così da prolungare il soggiorno per un'intera settimana, in modo da visitare quella terra da noi poco conosciuta, ma di cui avevamo sentito parlare molto bene. La domenica sera siamo giunti a Podgorica, la capitale, ed abbiamo preso possesso di camera ed auto, messe a nostra disposizione. Il mattino successivo, mentre ero intento ad assolvere ai miei impegni di lavoro, Silvia ha fatto un bel giro per la città e, alla sera, mi ha raccontato che, pur non parlando il serbo, lingua ufficiale di quello stato, aveva preso atto che più di un maschio se la sarebbe scopata, in virtù del fatto che era andata in giro con indosso quasi nulla. Una mini troppo corta, sandali a zeppa e un top molto sottile, che a stento copriva seno e capezzoli, irti per l'emozione nel vedersi concupita. Quella rivelazione mi ha eccitato così tanto, da non potermi trattenere dal chiavarla all'istante. Il mattino successivo, dal momento che sarei stato impegnato solo per un paio d'ore, lei ha approfittato per recarsi in un'agenzia turistica per assumere informazioni su cosa visitare. All’ora di pranzo, ci siamo ritrovati ed abbiamo concordato un programma di escursioni, da poter fare nei giorni a seguire. Fra i vari itinerari suggeriti, abbiamo deciso per uno che consisteva nel percorrere una strada che sale in montagna, ed ammirare il panorama delle due valli sottostanti, fino a raggiungere la sommità, dove era ubicato un vecchio monastero. Iniziamo la salita e ben presto restiamo attratti, ad ogni tornante, dalla bellezza mozzafiato del panorama, che, più si sale e più è impareggiabile. Ci fermiamo in alcune piazzole per immortalare quello spettacolo offerto dal posto ed io non perdo l’occasione di riprendere anche Silvia che, per l’occasione, indossa un leggero vestito estivo, con una gonna svolazzante e leggera, che le arriva appena alla coscia. La stoffa della parte superiore di quel vestito a mala pena copre i seni liberi, su cui spiccano, in tutta la loro pretenziosità, dei capezzoli duri, appuntiti, che invitano a farsi succhiare. Se a quanto descritto si aggiungono i suoi piedini nudi, ben curati ed offerti alla vista da sandali a zeppa, in modo da stimolare l'istinto feticista che alberga in ciascun maschio, oltre al suo culo stupendo e ben definito da quella mise, il quadro è davvero completo. Noto che Silvia si sente eccitata da quel nostro gioco e, alla terza foto, mi tira contro il perizoma che si è sfilato di sottecchi; è fradicio dei suoi umori vaginali, indice di una crescente eccitazione che sicuramente dovrà, in qualche modo, esser sfogata. Un tornante dopo l’altro, arriviamo alla sommità della montagna. Ci fermiamo davanti una piccola edicola con una madonnina: lo spettacolo che ci si presenta, ci lascia senza parole per la bellezza che offre. Mi giro e vedo che, a poca distanza da noi, dopo un vasto prato verde, c’è la costruzione di un antico convento, posto a ridosso di un costone roccioso. Di lato, un boschetto di querce offe frescura; ci avviciniamo, avendo notato una fontanella vicino ad una quercia, che sembra secolare. Sul prato, ci sono dei ragazzi vestiti con sai da monaci, che giocano a pallone. Il nostro arrivo suscita il loro interesse e, quando siamo in prossimità della fontanella, troviamo sedute su di una delle due panchine due persone, anch'esse vestita da monaci. Sembrano aver più anni di tutti noi. Uno ha i capelli bianchi e l’altro è calvo. Silvia vede la fonte, mi informa che vorrebbe dissetarsi, ma non sa se l’acqua è potabile. Il monaco con i capelli bianchi si gira, sorride e poi le risponde: «Le assicuro che non solo è potabile, ma è anche bella fresca! Come vede sgorga direttamente dal cuore della montagna!» Ci mettiamo a ridere, stupiti di sentir parlare la nostra lingua. Mi avvicino a loro, mentre lei, per bere, si piega, mostrando le cosce in tutta la loro sensualità. La cosa ha suscitato l’interesse di alcuni dei ragazzi, che si avvicinano a loro volta, con il pretesto di bere, mentre, in realtà, osservano più da vicino mia moglie, che, guarda caso, non fa nulla per sottrarsi a quegli sguardi, cosi bramosi. Il frate si presenta: dice che si chiama Petar e parla la nostra lingua perché, essendo francescano, ha studiato nel nostro paese. L’altro si chiama Milian. Chiedo chi siano i giovani che giocano sul prato e lui mi dice che sono dei seminaristi all’ultimo anno del corrispondente liceo, diciottenni, o poco più; insomma pronti per il diploma. Ho notato che spesso si voltavano, più che altro distratti dalla presenza di mia moglie che, nei suoi 35 anni, è pur bella soda, con un paio di cosce appena coperte da un vestito leggero, una bocca carnosa e uno sguardo da cagna; chiaramente rappresentava una tentazione troppo forte per esser ignorata. Lei, poi, seduta sulla vasca in pietra della fonte, si faceva vento usando la gonna che, sollevata, mostrava a tutti che, sotto, era nuda. Era palpabile la loro eccitazione dalle tonache gonfie sul davanti. Lei, ormai decisa a divertirsi con quei giovani stalloni, in piena tempesta ormonale, ha cominciato ad aprire e chiudere le cosce, ritmicamente. Mi son reso conto che il gioco si stava rendendo molto interessante per tutti. Era chiaro che voleva provocarli, ma voleva solo limitarsi a questo o sperava di farsi scopare da qualcuno di quei ragazzi, che adesso stavano letteralmente impazzendo? Dopo essersi scambiati una occhiata fra loro, Petar e Milian si son girati verso di me, che li ho fissati negli occhi e, fra di noi, ci siam detti tutto, mentre osservavamo il comportamento sempre più provocatorio di mia moglie. A tutti e tre è stato chiaro che la troia li voleva, ma... li avrebbe soddisfatti tutti e dieci, compresi i due frati seduti con me sulla panchina? Milian ci ha inviato a far un giro dentro il convento, giusto per farcelo visitare. Dopo aver attraversato il chiostro, tra l'altro bellissimo, siamo entrati in una sala grande, dove erano accumulati vari paramenti, stoffe, anche di un certo pregio, una sull’altra per terra. La sala era piuttosto buia, nell’ombra il viso di Silvia sembrava quello di una diavolessa, rossa in viso, accesa dal desiderio di vedere quei giovani intorno a lei, ansiosi di possederla. Leggeva, nei loro occhi, l’oscena voglia di riempirla dappertutto del loro seme. Avvertiva il loro ansimare, che si confondeva col suo. Petar mi ha dato un’altra occhiata e poi ha messo un braccio attorno al corpo di mia moglie. «Questi ragazzi sono ad un punto del loro cammino di formazione spirituale, che è necessario comprendere in cosa consista il peccato, e tu mi sembri la persona giusta per farglielo capire: credi di esser abbastanza libidinosa da reggere il loro vigore di giovani maschi? Dico questo perché, dopo che io e Milian ti avremo scopato, ti daremo in pasto ad essi tutti, affinché pecchino per poi espiare le colpe, imparando cosa si prova nel peccato. Sarà una bella esperienza per loro, ma sicuramente anche per te. Però, se pensi di non esser in grado di reggere questi dieci giovani maschi, a cui si aggiungeranno altri quattro che ora sono in cucina, allora puoi sempre tirarti indietro e nessuno ti dara fastidio; ti lasceremo andare senza aver nulla da rimproverarti. In tutto saremo sedici maschi, che ti avranno fin quando non saranno sazi e spremuti fino all’ultima goccia, quindi, pensaci bene, perché dopo non avremo nessun riguardo per te!» Per un attimo, ho temuto per mia moglie. In passato, avevamo fatto una gang con tre o, al massimo, quattro maschi, ma qui erano esattamente quattro volte di più. Lei ha fatto un sorrisetto malizioso e poi si è leccate le labbra, lentamente, mentre mi ha chiesto di sfilarle il vestito. «Spogliami, che adesso insegno a questi giovani cosa significa peccare!» In un attimo era nuda dinanzi a quei giovani, messi in cerchio intorno a lei, che l’ammiravano. I suoi seni gonfi e turgidi, le sue cosce calde e lisce, il suo monte di Venere coperto da una peluria nerissima e il suo bellissimo culo sporgente, riempivano gli occhi dei seminaristi, che percorrevano quelle curve con uno sguardo avido e lascivo. Mi son seduto su una poltrona lì vicino ed ho fatto un cenno a Petar, che si era spogliato, imitato dalla maggior parte dei ragazzi. Era un uomo sulla cinquantina, ma forte, alto e ben messo fra le gambe, con una verga di notevole spessore, anche se non troppa lunga. Ha cominciato a carezzarle seni e capezzoli, che si son subito induriti al tocco. Ha baciato in bocca mia moglie, limonando a lungo con lei, mentre con le mani le strizzava i seni. L’ha accarezzata piano, lungo le curve dei fianchi, mentre lei mi guardava con uno sguardo da cagna in calore. Il mio pene era già duro e me lo tenevo tra le mani, ma non mi segavo ancora. Intanto Milian si è messo dietro e, nudo pure lui, le strusciava il cazzo nel solco delle natiche; lei ha preso a gemere, mentre i ragazzi tutti, o quasi, ben messi, si accarezzavano i cazzi e guardavano in silenzio la scena altamente erotica. «Sì, bastardi datemi i vostri cazzi, che ve li spremo io! Adesso vi farò peccare molto e dovrete pregare tantissimo, per ripulire le vostre anime, dopo avermi chiavato! Datemi i vostri cazzi! Li voglio!» Petar l’ha fatta distendere a terra sul mucchio di stoffe ed ha preso a leccarla, mentre l’altro le ha infilato il suo randello in bocca. Ha detto qualcosa nella loro lingua, ma era chiaro che si gustava il lavoretto di bocca a cui Silvia lo stava sottoponendo. Ho visto che lei ha avuto un primo orgasmo, che ha mugolato a bocca piena, per poi farsi subito possedere da Petar, il quale le ha spalancato le cosce e l’ha penetrata senza riguardi. Il suo membro, durissimo, è entrato a fondo, fino alle palle, stantuffandola con ferocia animalesca. «Vacca, ti sfondo tutta! Adesso ti apro in due, poi ci divertiremo a sfondarti ogni buco!» Ho visto il suo cazzo entrare ed uscire rilucente degli umori suoi e di mia moglie, che ansimava, si contorceva e gemeva dal piacere. «Sì, porco, sfondami! Fammelo sentire tutto dentro! Vedrai come li faccio peccare i tuoi angioletti!» Mentre lui la pompava con vigore, Milian si è fatto succhiare il cazzo che era più lungo di quello che la scopava, per poi dire una frase che ovviamente non ho capito; un attimo dopo, ho intuito quale fosse il senso delle sue parole. Milian si è disteso supino e Petar ha fatto sistemare mia moglie sopra di lui, ben impalata sul suo cazzo e, appena le è entrato bene in corpo, l’ha fatta spalmare su Milian per poi posizionarsi dietro di lei: era ovvio che ora l'avrebbero sottoposta ad una doppia fica/culo. Il tempo di sputare sul buco del culo di Silvia e poi, con una spinta vigorosa le è penetrato nel culo! Lei ha emesso un gemito, subito soffocato dal cazzo di uno dei giovani, che si è unito al gioco, infilandole la propria verga in bocca. «Ehi, piano! Me lo spacchi tutto, però mi piace: cerca di far piano, bastardo!» Lui ha fatto un ghigno quasi sadico, prima di replicare alle sue parole. «Zitta, troia! Hai il culo cosi aperto, che sembra di averti preso davanti! Ma puoi star tranquilla, che te lo slargheremo tutto!» Ha preso a pomparla con forza, mentre Silvia intanto riceveva in gola la prima razione di sborra dal giovane che, evidentemente, troppo eccitato, non aveva retto il gioco. Lei ha avuto un orgasmo, che non ha potuto urlare, perché il cazzo appena sborrato era stato sostituito da un altro. Ho visto però il suo corpo tendersi e godere, in quanto scosso dal piacere; poi è stata la volta di Petar, che le ha farcito il culo, con un grido rauco. «Eccomi, vacca! Ti inondo il culo, cosi gli altri ci scivoleranno meglio e tu ne godrai di più!» Le ha dato dei colpi violenti ad ogni schizzata e poi si è sfilato. Milian, allora, ha preso a sbatterla con più vigore, fin quando anche lui le è venuto dentro. Una volta finito, lo ha estratto afflosciato, ma soddisfatto. Un rivolo di crema bianca è sgorgato fuori dalla fica slabbrata di mia moglie. È stato solo un attimo, perché un altro cazzo l’ha penetrata immediatamente. Poi si è girato trascinandola con sé, offrendo il culo a chi lo voleva e subito si è scatenata la ressa per accaparrarselo, ma Milian, con un ordine secco, li ha richiamati all'ordine. Cosi a gruppi di tre, hanno perso a fotterla contemporaneamente. Lei ha iniziato a godere in continuazione, senza soluzione di continuità, e li esortava a scoparla più forte. «Coraggio, angioletti, fatemi godere! Datemi i vostri cazzi! Vi spremerò come limoni, ma fatemi godere!» L’hanno posseduta in doppia, tripla e poi uno dei giovani, dopo che tutti erano già venuti anche più di una volta, si è sdraiato supino e, seguendo le indicazioni di Milian, le ha messo il cazzo in fica con lei girata di schiena, a gambe aperte. Un altro si è inginocchiato e l’ha penetrata a sua volta. Per un attimo pensavo fosse una normale doppia fica/culo, ma il grido di Silvia mi ha tolto ogni dubbio: le erano entrati in due, davanti! «Bastardi! Vi piace sfondarmi tutta, vero? Allora fatemi godere ancora di più! Ancora più forte!» In breve si è fatta un altro giro con due cazzi nella fica, che l’hanno devastata e riempita di sborra. Ero convinto che fossimo alla fine, ma invece, dopo che i giovani erano sazi e svuotati fino all’ultima goccia, si son fatti di nuovo avanti Milian ed il giovane che, per primo, le era venuto in bocca. Questa volta è stato Milian a mettersi supino ed inculare Silvia, poi, tenendole le gambe aperte ed alte, ha fatto sì che anche il giovane le entrasse nel culo assieme all’altro. «Tieni, cagna! Adesso sei davvero sfondata!» Le ha urlato Petar. Con immenso stupore ho visto Silvia sorridergli e poi incitarli a fare di meglio. «Tutto qui, porci? Pensavo che ne avrei avuto di meglio!» Lui ha fatto un ghigno e poi Milian le ha rotto il culo, a colpi di cazzo fin quando ho visto il corpo tendersi e scaricare nel retto di mia moglie, ormai più che sfondato, ingenti schizzi di crema, che è debordata fuori. Entrambi le son venuti nel culo, riempiendo il suo intestino. Tutti gli altri poi, a giro, le hanno anche schizzato addosso, finché si son svuotati tutti, stremati di ogni energia. Allora mi son avvicinato e l’ho vista abbandonata, distrutta; aveva la bocca ancora piena del loro seme, giovane e caldo, le cosce erano imbrattate, i peli della fica brillavano di sborra, i seni coperti da schizzi bianchi e densi. Lei mi ha sorriso, poi ha sollevato la mano ed ha afferrato anche il mio cazzo durissimo. Lo ha portato alla bocca e, dopo averlo succhiato con forza e segato a lungo, mi ha fatto sborrare sul suo viso. Le ho schizzato addosso una enorme quantità di sborra, pensando a quanto si era dimostrata troia la mia giovane mogliettina, a quanto aveva fatto godere quei giovani che la guardavano ancora ammaliati dalla sua immensa libidine. Anche Petar si è avvicinato e, segandosi, le ha spruzzato addosso ancora un po’ di sborra, benedicendola. «Brava, troia! Con questi schizzi, ti purifico dei tuoi peccati da puttana che ha indotto questi giovani al peccato; adesso dovranno espiare le loro colpe, sempre con il ricordo della tua smodata lussuria!» Ho visto un sorriso di compiacimento sul volto del monaco, mentre le schizzava addosso le ultime gocce. Poi Milian le ha dato una mano a rialzarsi e l’ha accompagnata a darsi una ripulita. Malferma sulle gambe si è appoggiata a me e siamo ritornati alla nostra auto. Sulla via del ritorno le ho chiesto se si era divertita. Lei mi ha sorriso e mi ha detto, con un fil di voce, una cosa che mi ha fatto sorridere. «Non ho mai goduto tanto in vita mia! Dovremmo farli più spesso questi pellegrinaggi!» Poi si è girata e si è addormentata stremata. Io ho pensato che, forse, in fondo, aveva ragione.
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2 anni fa
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La mia ragazza trombata dal muratore.
Mi chiamo Paolo, ho 24 anni, sono di media statura, un po’ in sovrappeso, ma non grasso, insomma un ragazzo come tanti. Da sei anni, sono fidanzato con Valeria, una ragazza mia coetanea, mora, capelli a caschetto, con mèche bionde, fisicamente molto arrapante. Scura di carnagione, tette piccole con capezzoli piccoli ed una fica talmente nera e pelosa da farmi girare la testa. Lei in realtà non è una ragazza pudica, cioè, a letto, ci sa fare. È brava a succhiare il cazzo e ingoiare, lo prende in fica con molta disinvoltura, ma non potevo immaginare che mi avrebbe tradito alla prima occasione. Fra di noi il sesso non mi sembrava fosse così scarso, altrimenti avrei fatto diversamene. Di recente abbiamo iniziato dei lavori in casa e, grazie ad un muratore, che, guarda caso, me lo ha consigliato mia suocera, in quanto aveva già fatto dei lavori a casa loro, ho scoperto le corna, che porto da non so quanto tempo. Un giorno, a causa di un imprevisto, sono ritornato a casa un po’ prima del solito e, lungo il tragitto, ho incontrato sua madre che mi ha comunicato che Valeria non era a casa, perché aveva casa sossopra per i lavori e, siccome lei studia, se ne era andata da un’amica. Appena giunto davanti alla mia abitazione, noto però la sua macchina sotto casa. Incuriosito mi son fermato a riflettere e son salito in casa, ma non si sentiva alcun rumore di lavori in corso o cose del genere, e mi assalirono dei dubbi. Così decisi di entrare in casa per vedere se era tutto a posto. Entrai molto silenziosamente e mi accorsi subito di piccoli lamenti, soffocati, che venivano dalla stanza di Valeria. Mi avvicinai alla porta ed i lamenti erano sempre più chiari. Era Valeria che stava godendo, ma con chi, dato che io non c'ero? Forse si stava masturbando? Non aprii la porta, ma mi misi a guardare nel buco della serratura e riuscivo solo a vedere una sedia. Decisi allora di passare dall'altra parte della casa, usando la scala a chiocciola che si affaccia sulla finestra della camera. Vi arrivai, ma la tapparella era abbassata, ovviamente, ma c'era un piccolo spiraglio da cui guardare. Mi misi a spiare e mi si gelò subito il sangue addosso: Valeria stava facendo un pompino ad un signore sulla quarantina che, dal modo in cui era vestito, sembrava proprio il muratore. Lo mangiava e lo succhiava con avidità, lo masturbava e lo leccava di nuovo. Era veramente assatanata e anche l'operaio se ne accorse, al punto che, senza avvisarla, le esplose in faccia. «Che succhiacazzi! Sei davvero molto esperta! Tieni, sborro!» Lei si arrabbiò, ma non tanto per la sborrata, quanto perché lei non era venuta. «Sei proprio un coglione! Hai pensato solo a te ed io non son venuta; adesso, come si fa? Io ho voglia di cazzo!» Lui con voce ancora rotta dal piacere, le disse come avrebbe rimediato. «Sei una gran troia, proprio come tua madre! Adesso vedrai come farò a farti godere! Adesso ti lecco un po', e vedrai che ti porterò al piacere.» E, senza aggiungere altro, le tolse il reggiseno e le strappò le mutandine. Alla visione della sua fica, piena di riccioli neri, lui si eccitò nuovamente, quasi all’istante. «Questo sì che me lo fa venir duro! Guarda che fica pelosa e umida; adesso ti scopo.» L’ha distesa e poi si è messo a leccarla. Lei ha subito iniziato a godere e, poco dopo, è venuta, ma intanto a lui il cazzo era di nuovo tornato duro e, messala a pecorina, prese a penetrarla. Lei godeva come una matta e, per non strillare dalla goduria, teneva una mano sulla bocca. Io, a dir la verità, ero in estasi nel veder Valeria come se la godeva. Da qualche tempo, mentre la scopavo, per eccitarmi di più, fantasticavo proprio sulla possibilità di vederla scopata da un altro, ma le mie erano solo fantasie. Lui l’ha pompata a lungo e bene, con lei che ha goduto almeno tre volte. Era ancora in estasi, quando lui ha rivolto le sue attenzioni al suo meraviglioso culetto, dove io non ero mai riuscito ad entrare. «Adesso vediamo questo culetto, se è stretto o se c'è entrato qualcuno!» Lei ha subito cercato di opporsi, ma lui non ha desistito. «No! Ti prego, il culo no! Non l'ho dato a nessuno; mi farebbe male il tuo coso nel culo: è troppo grosso!» Nel sentire quelle parole, il porco se ne sentì ancor più allettato. «Ma che bello! Un culetto vergine! Appoggia la testa sulla testiera del letto, che ora ti faccio impazzire; hai un po' di vasellina o del lubrificante?» Lei lo guardo smarrita. «No! No.…ti prego no...non mi è mai servita la vasellina, perché non l’ho mai voluto nel culo!» Il porco allora ha sputato molta saliva sul buco vergine di Valeria e poi ci ha infilato un dito. Lei lo supplicò di far piano, usandole delicatezza. «Così... bravo, fermati un po'... haiiia! Piano!» Il porco, con un mezzo ghigno, ha replicato. «Lo vedi che ti piace? Ma questo era il dito, ora sentirai la punta del cazzo, quindi, rilassa i muscoli che spingo!» Gli ha appoggiato il cazzo al culo e, senza dire una parola, glielo infilò dentro con tanta forza che la mia Valeria emise uno strillo di dolore. «hhaaiiii! Che male! Che male! Toglilo mi fa troppo male, mi brucia! Mi stai spaccando il culo! Toglilo!» Il tizio se n'è ben guardato a toglierlo ed ha preso a stantuffarla con sempre più regolarità. Valeria ha iniziato a godere come una vacca, incitandolo a sfondarla tutta. «Sì, dai, così! Dai, più forte, sfondami il culo! Dai, penetra la tua vacca! Sì, mi sento la tua vacca sfondata! Che bello! Lo sento tutto dentro l'intestino! Me lo sento in pancia!» L'uomo, udendo quelle parole, si è messo a ridere. «Lo sapevo che eri una troia! Anche a tua madre è piaciuto subito nel culo! Sei davvero una troia come lei! Cazzo! Non resisto è troppo stretto! Sborro! Te lo sborro tutto questo culo sfasciato!» Con un grugnito da vero porco, è venuto copiosamente nel suo intestino e si è accasciato sopra di lei. Rimasero in quella posizione, lui con il cazzo nel culo di lei, per circa 5 minuti, fino a che si tolse. Mentre si ripulivano, Valeria gli disse: "Domani voglio lo stesso trattamento!" Li ho visti baciarsi appassionatamente. Sconvolto per quello che avevo scoperto, sia per Valeria che per quella zoccola di mia suocera; me ne sono andato e son tornato dopo circa 20 minuti. Quando lei mi vide, mi salutò con un sorrisetto malizioso. Mi buttò le braccia al collo e mi bacio in bocca, la stessa bocca con cui aveva pulito il cazzo del muratore. «Ciao, caro, come è andata al lavoro?» Le ho detto le solite banalità e lei, con un sorriso da vera troia, mi ha comunicato, usando un doppio senso, quanto fossi cornuto. «Oggi mi son proprio stancata; ho aiutato l'operaio per tutto il giorno. Mi ha fatto fare un culo così!» L’ho guardata ed ho avuto subito un dubbio: ma, allora, quella che avevo visto, non era l'unica scopata di quel giorno! Allora, quante corna avevo già in testa?
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2 anni fa
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Un viaggio in barca
Amo stare a mare, ma non in spiaggia. Preferisco stare su una barca per gustare la sensazione di libertà che mi provoca. Possiedo un piccolo cabinato con cui, assieme alla mia compagna Carla, facciamo spesso delle gite giornaliere lungo la costa, occasionalmente, anche di più giorni. Godo quando il fresco vento marino mi accarezza. Mi piace la sensazione di libertà quando sono all’ancora in una spendita costa non raggiungibile da terra. Anche le cose più semplici hanno un gusto diverso, inaspettatamente migliore che altrove. Spesso sto seduto nel pozzetto, all’ombra del tendalino, ascoltando della buona musica e mi lascio trasportare in un profondo mondo di pensieri dal dondolio delle onde. Carla invece ama fare lunghi bagni di sole, possibilmente nuda. In molte occasioni abbiamo organizzato giornate a mare con i nostri amici Mario e Teresa. Si parte di mattina presto, si raggiunge la meta predefinita e poi si ritorna in serata. Una lunga giornata tra mare e sole in totale libertà. Le nostre belle donne sono amanti del sole. Possono, pertanto, senza nessun problema, fare lunghi bagni di sole con le tette al vento indossando solo il pezzo di sotto del costume. In una delle tante uscite in barca, Mario e Teresa, hanno lanciato la proposta di fare una gita più lunga, di alcuni giorni, raggiungendo le isole vicine. Una sorta di camping nautico. Proposta accettata ben volentieri da noi, con l’avvertimento che non sarebbe stato semplice gestire la convivenza in barca visto che la stessa aveva una sola cabina, anche se abbastanza grande, e uno spazio sottoponte di poppa non molto comodo che, però, permetteva l’alloggiamento di altre due persone per la notte. Spazi non separati da nessuna chiusura. Certamente le dimensioni della barca non avrebbero concesso privacy. Mario e Teresa accettarono ben volentieri le limitazioni che la barca poneva. Organizzammo il viaggio, comprammo tutto il necessario per i pranzi e le bevande. Il giorno concordato partimmo di mattina presto per raggiungere il luogo prescelto per il primo approdo. Arrivati in tarda mattinata, ci ancorammo e passammo una bella giornata di sole e bagni. Le donne sul grande prendisole di poppa, come al solito in topless e io e Mario sulla prua della barca. La giornata passò tranquilla tra bagni a mare e pranzo e cena. La sera tardi, dopo cena, totalmente soddisfatti della bella giornata trascorsa insieme, ci coricammo in cabina. Tutto si era svolto normalmente, senza nessuna complicazione e senza ostacoli. L’indomani tirammo su l’ancora e partimmo per la seconda tappa del nostro viaggio tra le isole. Raggiunta la nuova meta ci ancorammo dove erano presenti già altre barche. Era un’insenatura bellissima, dal mare azzurro e cristallino, molto vicina all’abitato dell’isola. Restammo lì per l’intera giornata tra sole e bagni. La vita in barca era stata splendida, favorita da un tempo bellissimo, tra di noi quattro si era creato un ottimo feeling, cosa indispensabile visto le dimensioni non certo grandi della barca. Stavamo tutto il giorno in costume e gestivamo gli spazi e la vita a bordo in modo efficiente. In fondo ci conoscevamo da sempre e non è stato difficile trovare una linea comune di condotta. Dopo cena e una bella e lunga chiacchierata accompagnata da un buon vino bianco freddo andammo a riposare in cabina. Prima di addormentarci Carla mi sussurra piano piano all’orecchio: “A volte vorrei che fossimo solo noi due”. La guardo perplesso. Dopotutto abbiamo iniziato questo viaggio insieme ai nostri migliori amici solo il giorno prima. Lei continuò cercando di spiegarsi meglio: "Questa notte mi piacerebbe fare sesso, ma non è possibile se siamo in cabina con loro due. Nel pozzetto è ugualmente impossibile, ci sono le altre barche vicine." In effetti eravamo in quattro in un piccolo spazio immerso nella poca luce della luna con tante altre barche intorno. "Mario e Teresa non se ne accorgeranno nemmeno se ci accarezziamo un po'." le rispondo e inizio a baciarle il collo. Lei mi lascia fare e si gode i baci. Ne approfitto per accarezzarle il seno e i baci diventano più caldi. Le mie mani trovano la via verso i suoi bellissimi capezzoli. Li accarezzo e poi li stuzzico. Anche attraverso il reggiseno riesco a sentirli grossi e duri. Voglio di più. La mia eccitazione difficilmente può più essere controllata. Tocco la sua figa per qualche secondo. Sento che è bagnata anche attraverso il perizoma. Lei, forse per un senso di pudore, mi allontana la mano. "Non qui, tesoro. Questo mi mette a disagio. Se ne accorgeranno." "Oh, no di certo," dico con la massima calma possibile "stanno già dormendo". A poca distanza da noi, infatti, non si sentiva più nulla dai nostri amici. "Goditi le carezze e non gemere troppo forte." Le sussurro con un sorriso e le slaccio il reggiseno. Le sue tette ora sono libere e ben visibili. Carla ha la pelle molto morbida e i suoi capezzoli sono quasi sempre duri. La mia mano si incunea dentro il suo perizoma riappropriandosi della sua figa ancora più umida di prima. Con il mio massaggio al clitoride l'eccitazione di Carla aumenta notevolmente. Ora lei respirando ansima. I miei movimenti diventano più veloci e lei inarca la schiena per offrirmi il contatto del suo culo sul mio cazzo già in erezione. Ormai i suoi seni luccicano sotto il chiaro di luna che entra dall’oblò posto sul tetto della cabina. Il pensiero che ci possano essere altri occhi che ci vedono mi fa eccitare ancora di più. Cerco di controllare con discrezione se Mario e Teresa dormono davvero. Sono sorpreso nello scoprire che non è così. Abbracciati, si scambiano ardenti baci. Per un breve momento pensai di aver sorpreso Mario a guardarci. La mia eccitazione continuava a crescere. Spingo il perizoma in basso. Il corpo abbronzato di Carla diventa sempre più nudo e visibile. Il mio dito cavalca impetuoso il suo clitoride, alterno con l’accarezzare le labbra della sua figa. Lei, un po’ titubante, mi tiene forte la mano, poi però la lascia di nuovo libera di operare. Le tolgo lentamente il perizoma, cosa che lei mi lascia fare. Ora è completamente nuda sotto la luce della luna. Le mie dita entrano dentro la sua figa, è bagnata dall'eccitazione e calda come non mai. Non riesce più a trattenersi, è eccitata e totalmente presa dal piacere. Ora si sentono i suoi lamenti anche se volontariamente silenziati. È evidente che sta arrivando il suo orgasmo. La penetro con il dito e noto come tutto il suo corpo comincia a tremare. Mi fermo per un attimo, lei mi guarda con un misto di supplica ed eccitazione chiedendomi di continuare. Le sussurro all'orecchio: "Lo farò per te, ti voglio sentire fremere e godere". Lei a questa mia affermazione esita un attimo e guarda verso la coppia di nostri amici che si trovano vicinissimi a noi. Le prendo la testa e le chiedo, guardandola negli occhi: "Vuoi che continui?" Noto come l'eccitazione sta riprendendo il sopravvento sul suo corpo. Lei annuisce. Il corpo nudo di Carla è visibile in tutto il suo splendore alla luce della luna che penetra dall’oblò. Ha raggiunto da poco i 36 anni, ha una figura formosa che incorona la sua femminilità. Gambe bellissime che aprono la strada a un fondoschiena con i glutei sodi. Vedo che Teresa e Mario adesso hanno smesso di baciarsi e ci dedicano tutta la loro attenzione. Possono ammirare il corpo nudo della mia donna, che ora è inerme in balia del loro sguardo. Carla non si è nemmeno accorta di essere osservata. Non riesco più a trattenermi e mi tolgo velocemente lo slip. Sento gli occhi dei nostri amici sul mio cazzo duro. Mi sdraio sul suo corpo caldo e la penetro nella fica bagnata. Provo una sensazione ancora più forte del solito. Carla geme e si guarda intorno imbarazzata. Ora nota, per la prima volta, che loro due la guardano. Quella vista sembra aver portato anche la sua eccitazione all'estremo. Lei continua a guardare i nostri amici vicino a noi mentre io le scopo la figa. Si sente nella piccola area il suono inconfondibile della penetrazione del mio cazzo dentro di lei. Lo scenario sembra fare eccitare anche loro. Teresa e Mario cominciano a spogliarsi e a ricoprirsi di caldi baci e profonde carezze. Riesco a intravedere le tette piccole e sode di Teresa che si adattano perfettamente al suo corpo snello. Poi ci mostra la sua figa completamente rasata. La sua figura sembra ancora più giovane di quanto suggerirebbero i suoi 32 anni. Mario si presenta anche da un lato del tutto inaspettato. Essendo un po’ in sovrappeso la pancetta nascondeva nel costume da bagno la vera natura del suo cazzo, ora quel rigonfio si manifestava in tutta la sua splendida consistenza. Grosso e duro come una roccia. Teresa ha potuto godersi la vista del cazzo di 20 cm di Mario. È strano rivelarsi così a una coppia amica che si conosce da tanti anni. All'improvviso condividi le tue cose più intime. Sentì la mia donna gemere per l'eccitazione. Si sente nella cabina lo schiocco del mio cazzo che penetra la sua figa bagnata. Anche nella poca luce della cabina si può vedere perfettamente il mio cazzo completamente eccitato e duro, come la figa rasata di Carla e come le sue labbra si spalancano durante la penetrazione. Condividere tutto questo spinge l'eccitazione a livelli senza precedenti e ti muove a fare cose a cui non avresti nemmeno osato pensare prima. Allora le sussurro all'orecchio: "Li facciamo venire da noi? Li stanno molto stretti." Mi avvicino a loro. Carla mi segue. E dico: “Venite da noi, lo spazio è maggiore e staremo bene in quattro.” Dal loro atteggiamento si capiva immediatamente che non aspettassero altro. Quindi ci siamo riuniti tutti nel letto armatoriale. Carla, in modo molto malizioso, si appoggia con una gamba alla murata della barca. In questa posizione apre completamente le gambe e si intravede la figa nella sua interezza. Gli chiedo di girarsi e la penetro da dietro. Teresa e Mario ora hanno una visione diretta della sua figa e del mio cazzo. Mario si sdraia sul letto e intravede le gambe aperte e si gode la vista di Carla mentre Teresa si lavora il suo cazzo duro con le sue labbra sensuali. Accecato dall'eccitazione, senza accorgersene, Mario afferra le tette della mia donna, che ondulano e seguono il ritmo delle mie spinte. Lei sussulta sotto il tocco di una mano sconosciuta. La situazione è così eccitante che devo concentrarmi per non venire immediatamente. Affascinato dalla situazione, spingo il bacino di lei più vicino alla faccia di Mario. Ora può osservare da vicino il mio cazzo che si infila nella figa di Carla. Dopo qualche minuto di spinte, Carla indietreggia leggermente. Pensavo che fosse perché tutto stava diventando troppo per lei. Invece, il suo movimento era funzionale ad altro. lo scopo era per consentirle di chinare la testa verso Mario. Le loro labbra ora sono molto vicine l'una all'altra. All'improvviso lui gli afferra la testa e gli dà un lungo bacio. Mario e Carla flirtano tra loro da un po'. Giocano spesso con i controsensi e con gli sguardi complici. Ora lei ha colto la palla al balzo per coronare questo suo desiderio di trasgressione. Il bacio non è passato inosservato neanche a Teresa. Entrambi li guardiamo. Il silenzio teso della stanza era rotto solo dal suono di lingue che si incrociavano. Una situazione del genere può condurre a due risposte molto diverse: o inizia una grande discussione o l'eccitazione del momento continua a crescere. Teresa, senza pensarci su, si avvicina a me, i suoi occhi costantemente concentrati sui due che si baciano. La sua mano calda afferra il mio cazzo e lo tira fuori dalla figa della mia donna. Lei mi guarda lussuriosa e si inginocchia davanti a me e mi lecca voracemente il glande. Poi il mio cazzo scompare nella sua bocca calda. Operazione che mi fa gemere. Adesso siamo noi ad essere osservati dagli altri due. Sento lo sguardo di Carla su di me e Teresa. L’incertezza sembra avvolgere la stanza, eppure non ho mai avuto la sensazione, nemmeno per un secondo, che qualcuno possa avere una reazione negativa sulla situazione che stava nascendo. Piuttosto, la cabina era impregnata da quella sensazione di benessere che da potenza ai nostri desideri sessuali. Teresa pompa davvero bene e l'intera area risuona dei rumori che il suo succhiare provoca. Si odono anche i gemiti di piacere della mia donna. Quando guardo, vedo che la testa di Mario è scomparsa tra le sue gambe e la sua lingua la sta portando sull'orlo dell’orgasmo. Lei mi guarda e mi dice: "Scusa tesoro, ma voglio sentire Mario dentro di me, non riesco più a trattenermi." L’eccitazione della situazione, la pompa di Teresa, le parole di Carla mi portano ad esplodere in un orgasmo potentissimo e schizzo una grande quantità di sperma nella bocca di Teresa. Lei deve fare uno sforzo notevole per accogliere l'intero carico. Il seme bianco cola dagli angoli della bocca. Lei chiude gli occhi, il suo viso si irrigidisce un po' e alla fine ingoia tutto il mio sperma. Quando poi mi presenta la sua bocca vuota, mi rendo conto per la prima volta che l’avevo sempre considerata erroneamente una donna poco stuzzicante. Teresa sembra dare nuova forza al detto “L'acqua cheta rovina i ponti”. Carla e Mario hanno seguito tutto. L’eccitazione di Carla sembra toglierle ogni controllo sui limiti naturali della sua lussuria e così dice: "Per favore, fottimi Mario. Lo desidero da così tanto tempo." Una fitta mi attraversa e mi dà nuova eccitazione. Io e Teresa ci sediamo di lato sul letto e guardiamo Carla che allunga il sedere verso di noi. Mario ci guarda mentre si posiziona dietro di lei e la penetra lentamente. In quel momento vedo il cazzo del mio amico che penetra la mia donna. Lei geme ad alta voce: “Dio che bello sentirti dentro, era da un po’ che lo desideravo.” La mia eccitazione continua a crescere e non mi resta che toccare Teresa. La mia mano scivola sulla sua figa. Sono sorpreso di vedere quanto sia bagnata. Quando le mie dita la penetrano, sento quanto è calda e morbida la sua figa. Lei non riuscendo a nascondere la sua eccitazione mi abbraccia e mi bacia. Mentre il suo bacino cerca di seguire il ritmo delle mie dita dentro di lei, posso osservare come Carla, cambiando posizione, cavalchi il cazzo del mio amico. Non mancano nemmeno i baci sensuali. In questo momento tutto il corpo di Teresa trema. La guardo alzare gli occhi al cielo prima che tre violente spasmi accompagnino l'orgasmo attraverso il suo corpo sudato. Soddisfatti, ci abbracciamo e ci sdraiamo tra le gambe aperte di Mario in modo da avere una visione diretta del suo cazzo nella figa di Carla. Mi colpisce di nuovo la strana consapevolezza che sto guardando la mia donna fare sesso con qualcun altro. Noto che ci sono già le prime tracce di liquido che cola sul suo cazzo. Un mix tra i suoi umori e quelli di Carla colano e lubrificano il loro scopare. Mario prende dai fianchi Carla e la fa mettere alla pecorina per trapanarla da dietro. Infila il suo cazzo dentro di lei e continua a scoparla. Dopo poco aumenta la sua penetrazione, il suo cazzo e le sue grandi palle scompaiano quasi completamente dentro Carla inumidendosi con la densa miscela cremosa. Stranamente è solo in questo momento che mi rendo conto che Mario sta per venire nella figa della mia donna. Nessun preservativo separa i due. Scaricherà tutto il suo seme in lei. Non riesco quasi più a respirare a causa di quanto sono arrapato. Teresa e io guardiamo i suoi movimenti diventare sempre più veloci e profondi, accompagnati da gemiti che riempiono la cabina. Vediamo proprio davanti a noi come il suo sacco si contrae e lui schizza lo sperma in profondità nella mia donna. Un sentimento di paura si diffonde dentro di me. Ho paura di quello che succederà dopo. Ma non potevo aspettarmi l'indescrivibile eccitazione che provavo e che, sicuramente, provavano tutti gli altri. Mario dopo qualche attimo tira fuori il cazzo dalla figa di Carla, è visibilmente ricoperto di sperma. Deve essere stato un carico incredibile. Carla resta ancora in posizione alla pecorina. Prima che potessi capire, Teresa mi tira direttamente sotto la figa aperta della mia ragazza e inizia a baciarla e, alternativamente, a baciarmi appassionatamente. All'improvviso sento qualcosa di caldo sulla guancia. Solo adesso mi accorgo che lo sperma di Mario cola su di noi dalla figa di Carla. Vorrei spostarmi di lato, ma Teresa mi tiene stretto. Un'altra goccia le cade sul viso e si fa strada dalla guancia. Vedo una grossa goccia di sperma formarsi sulla figa della mia donna. Cade e atterra direttamente sulle nostre bocche. Oggi non riesco più a spiegarlo, ma la pura lussuria mi ha attraversato. Teresa può vederlo nei miei occhi. Lei continua a leccarle la figa e il clitoride ricoperti di sperma. I miei occhi seguono increduli lo spettacolo che mi si presenta. Incapace di trattenermi per l’eccitazione mi masturbo. Il mio cazzo è già duro come non mai. Con estremo piacere sento le dita di Teresa avvinghiarlo masturbandolo mentre le sue labbra si avvicinano al mio viso. La sua lingua mi lascia prendere nuovamente parte all'azione e mi porge un miscuglio di sperma e succo della mia donna. Tutto il seme della precedente scopata si mischia nelle nostre bocche. Le forti sensazioni che mi provocano le mani di Teresa, la sua lingua e il suo corpo mi fanno impazzire dal piacere, in poco tempo la mia già rigida erezione diventa sempre più insostenibile. Guardo verso Mario che tutto rilassato si gode la vista della sua donna che si prodiga su di me. Vedo Carla serena e con un sorriso eloquente stampato sul volto. Tutta la situazione mi spinge sempre più verso l’orgasmo. In poco tempo, dopo un mio sussulto di piacere, partono gli spruzzi di sperma che vanno a colpire la pancia e le gambe di Teresa. Carla non si fa pregare e piegandosi in avanti inizia a leccare sia la pancia di Teresa sia il mio cazzo, recuperando quasi tutto lo sperma da me spruzzato. Avendo la figa di Teresa a tiro non si lascia scappare l’occasione di stuzzicare il suo clitoride con intensi movimenti della lingua. Ero in estasi quando una folata di fresco vento mi ha riportato dal mondo dei pensieri al presente. Tremando ancora per l'eccitazione, guardo quello che sta avvenendo davanti a me e Mario. Carla sta leccando e succhiando in lungo e in largo il seno e i capezzoli di Teresa, con le dita masturba con intensità il suo clitoride. Improvvisamente un gemito di Teresa si propaga nella cabina, le sue membra vibrano sotto l’impulso del piacere. Carla l’aveva fatta godere intensamente. Eravamo tutti appagati sia sessualmente sia per la complice intesa che si era creata tra di noi. Giacevamo sul letto stanchi ma sinceramente soddisfatti. Quel viaggio per mare ci ha portato verso le isole che volevamo visitare, inoltre ci ha condotto anche ad un rapporto di coppia, o di coppie, diverso da quello fino a quel momento sperimentato. Sicuramente più libero sia mentalmente che sessualmente. Non avremmo mai pensato che potesse accadere, forse, in fondo in fondo, lo speravamo. Sappiamo solo che quel viaggio in barca, oltre a far spingere l’amicizia tra noi ad un livello che non pensavamo di poter raggiungere, potremmo definirla come complicità sessuale pienamente realizzata, ci ha fatto conoscere un lato della nostra sessualità che era presente ma non pienamente espresso. Quel viaggio continuò per i giorni successivi tra mare, sole e sesso. Al nostro rientro ci ripromettemmo che le belle ore passate insieme non sarebbero state le ultime ma che il nostro rapporto di amicizia e complicità doveva continuare anche sulla terra ferma.
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2 anni fa
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Maestro e schiava
Mi chiamo Sandra, ho 43 anni, sono alta, bionda e con gli occhi chiari. Ho un bel seno, una 3° piena, un ventre piatto ed un bel culo a mandolino, che sovrasta cosce lunghe e snelle. Da ventitré anni sono sposata con Riccardo, un bel maschio un po’ più alto di me, capelli biondi, splendidi occhi azzurri e dal fisico ben scolpito da anni di nuoto. Ci siamo conosciuti ad una mostra e, subito, non sembrava fosse scoccata la scintilla fra noi due. Son rimasta incuriosita per il fatto che lui non ha cercato di portarmi subito a letto. La cosa mi è sembrata un po’ strana, in quanto, fino a quel momento ero sempre stata corteggiata per uno scopo ben preciso: scoparmi! Invece lui mi corteggiava in maniera garbata ed elegante, creando situazioni piuttosto romantiche, come cene in luoghi da favola, fiori e tante attenzioni senza apparire interessato al sesso. Una sera, dopo circa due mesi che ci frequentavamo, mi ha portato nel suo appartamento e lì ho capito il motivo. Per lui il sesso, diciamo convenzionale, non era piacevole; a lui piaceva la dominazione. Son rimasta un po’ stupita, perché ero avulsa da questo modo di vivere la sessualità. Lui, con calma e tanta pazienza, alla fine mi ha istruito e, da quel momento in poi, ci siamo dati al nostro gioco preferito: padrone e schiava. Col tempo abbiamo affinato tecniche ed esperienza e, adesso, lo pratichiamo solo quando scatta in noi il desiderio di giocare. L’ultima volta è stato due sere fa. Eravamo a tavola e, mentre stavamo consumando la nostra cena, ci siamo scambiati il nostro speciale sguardo d'intesa. Nella nostra mente, sapevamo che entrambi, in breve tempo, ci saremmo trasformati in persone completamente diverse dal normale, con desideri e bisogni non visibili all'esterno, ma da esser condivisi solo da noi. Dopo aver finito di lavare i pochi piatti e ripulire il disordine provocato dal pasto, andammo in soggiorno per rilassarci e leggere. Riccardo era in piedi accanto al caminetto, quando entrai nella stanza. Vidi le fiamme tremolanti proiettare la sua ombra nera, alta e dalle spalle larghe contro il muro, netta contro il bianco dell'intonaco. In quel momento ho sentito un'ondata di desiderio di esser stretta dal suo abbraccio confortante. Mi avvicino lentamente al punto in cui è posizionato, dondolando i fianchi con estrema delicatezza. Gli chiedo se stasera finirà di scrivere la sua relazione amministrativa (lui è un dirigente di banca), ma mi sorride sornione e mi risponde che gli restano solo poche pagine, e che la finirà domani sera, quando sarà maggiormente in grado di concentrarsi su quell'argomento, perché, al momento, ha altri propositi che gli frullano per la mente. Lo guardo e sorrido. «Potrei sapere quali sono le cose che ti distraggono dal tuo prezioso lavoro?» Lui mi guarda e mi risponde in modo allusivo. «Per prima cosa, tu! Tutto quello che desidero in questo momento sei tu, con i tuoi capelli morbidi e lucenti, che ondeggino dolcemente nel calore del fuoco, e la tua bellissima figura sinuosa. Tutto quello cui riesco a pensare in questo momento, è ciò che desidero fare al tuo corpo, assaporandolo, toccandolo e facendolo vibrare.» Io, in risposta, a questa dichiarazione di intenti, elimino la distanza tra noi, cementando il mio corpo al suo. Alzo la mano ed afferro una manciata dei suoi folti capelli biondo chiaro, avvicinando la mia bocca al suo orecchio, così da potergli sussurrare quello che è il mio desiderio. «Voglio che tu mi mostri i tuoi desideri, piuttosto che parlarne semplicemente; voglio che tu mi rapisca, mi tocchi e mi riempi completamente.» Bacio velocemente le sue labbra lisce e carnose, facendo saettare la mia lingua dentro e fuori. La mia lingua tocca a malapena la sua, per poi uscire di nuovo. Gli sfilo il blazer scuro dalle spalle larghe, lasciandolo cadere sul pavimento con un leggero fruscio. Facendo un passo indietro, sbottono lentamente la sua camicia bianca con colletto, sentendo il cotone fresco sotto le mie dita sensibili. Gli tiro fuori le braccia dalle maniche, prendendomi il tempo per ammirare la sua pelle abbronzata e dorata, sentendomi provocata dai suoi muscoli sodi e increspati. Comincio a far scorrere le mani su spalle e schiena, sentendo il sangue che scorre nella sua carne. D'improvviso conficco in quella carne le mie unghie affilate, facendola sanguinare. Potevo sentire la calda umidità, iniziare ad abbellire le mie punte delle dita. Ansima rumorosamente e poi, senza preavviso, mi strappa completamente la maglietta, lasciando il reggiseno, che fascia ancora il mio seno. Mi afferra il sedere, portandomi abbastanza vicino, perché le nostre labbra si incontrino di nuovo. Con una mano ancora aggrappata ad una guancia, mi sgancia il reggiseno e me lo toglie completamente, lasciandolo cadere sul pavimento. Comincia ad accarezzarmi leggermente la schiena con le sue mani ben curate, facendo scorrere le unghie lisce su e giù per la mia schiena, mi provoca un formicolio che si sviluppa laddove tocca. Comincio a sentire una pulsazione nel profondo, il mio battito accelera, anticipando il piacere che mi procura. Mi premo contro la sua carne, sento la sua durezza prendere forma. Premuto contro il mio basso ventre, si contrae e divento sempre più consapevole del mio desiderio. Decido di liberare la sua virilità da questi abiti costrittivi. Gli sbottono i pantaloni blu scuro, aprendo la cerniera così, lentamente, per stuzzicarlo ed i pantaloni cadono a terra, lasciando solo i suoi boxer che ancora trattengono la sua virilità. Geme piano, mentre infilo la mano nei boxer, stringendolo forte. Con una luce subdola negli occhi, afferra l'orlo inferiore della mia gonna corta di pelle nera, facendola fermare intorno alle caviglie. Adesso indosso solo un paio di autoreggenti nere; afferro l'unico capo di abbigliamento rimasto sul suo magnifico corpo e tiro a terra i suoi boxer di seta blu scuro. La sua prorompente virilità è finalmente libera. Mi raggiunge e cerca di afferrarmi; schivo la cattura e fa una risatina divertita, riempiendo la stanza di allegria. Mi sculaccia scherzosamente il culo ed io rido allegra. Poi do il via ad un dispettoso inseguimento per casa. Scappo agilmente, lui mi segue spensierato, mentre corro silenziosamente nella nostra camera da letto. Mi guardo indietro, gli faccio un sorriso e raggiungo la stanza; salto nel nostro immenso letto, rintanandomi sotto le coperte. Riccardo entra silenziosamente, come se stesse inseguendo la sua preda; nota una collina distorta sotto la trapunta. Si avvicina e getta indietro la spessa coperta, scoprendomi come una palla stretta. Mi sdraio sulla schiena e poi scoppio a ridere; inizia a ridere anche lui e sentenzia la sua vittoria. «Ti ho trovato, dolcezza, ora sai cosa faccio con una bellissima donna sdraiata sulla schiena, nel mio letto, hmm? Vediamo un po’?» Rispondo scherzosamente. «Niente!» Salto giù dal letto, sorprendendolo, mentre riprende l'inseguimento. Attraverso la stanza a passi veloci per raggiungere la porta, ma il mio amore ha ripreso la calma e si ritrova proprio dietro di me, mettendomi le braccia intorno alla vita e tenendomi stretta. Posso sentire il suo cuore battere sulla mia schiena, mentre appoggia la testa sulla mia spalla destra. Mi sussurra, con una voce piena di desiderio, quasi gemendo: «Adesso, mia piccola puttanella, dove pensi di scappare ancora? Quando entrambi abbiamo impulsi molto intensi e bisogni da soddisfare proprio in questa stanza, non ti puoi sottrarre a ciò che ti meriti! NO! NO!» Mentre parlava mi ero resa conto che il suo pene duro premeva sulle mie natiche, con la punta che sfiorava appena il mio ano. Ho iniziato a strusciare il mio sedere sul suo cazzo teso e duro. Mi solleva e mi mette piegata a 90, davanti al letto. Comincia a passare la lingua sulla mia schiena. Mi lecca dalla base della nuca e poi giù, lungo le vertebre della spina dorsale. Gioca su di me con la lingua e anche affondando leggermente le unghie nella mia pelle, provocandomi brividi in tutto il corpo. Con una mano scende fin sotto e, improvvisamente, pizzica il mio clitoride gonfio, tra le sue dita spesse e forti. Sussulto e gemo, sorpresa di trovarmi così eccitata e pronta, affinché lui mi penetri nel profondo. Gli afferro subito la mano e la spingo più in basso, schiumavo di desiderio. Prende l'iniziativa e infila il dito medio nella mia vagina fradicia, entrando e uscendo, ruotandolo e inclinandolo, per darmi quanti più brividi di piacere possibili. Si ferma e tira fuori da me il suo dito ormai fradicio e, in un istante, mi piega e spinge il suo cazzo nella mia figa, riempiendomi completamente. Arrivo quasi al culmine, proprio in quel momento; è così estasiante averlo dentro di me. Mi afferra per le spalle ed entra ancora di più, gemo di piacere, sentendolo far eco a me. Mi raddrizza e inizia a spingere con un'intensità che non sentivo da parecchio tempo. Poi si abbassa abbastanza per affondare i suoi denti aguzzi nel mio collo; ho come uno spasmo e crollo in estasi. Poi spinge magnificamente ancora qualche volta, per poi tirarsi fuori, lasciandomi perplessa. Poi mi prende in braccio e si avvicina al letto, adagiandomi delicatamente sul materasso. Rotolo sulla schiena, le gambe divaricate, il petto che si alza e si abbassa, le palpebre che sbattono, respiro affannosamente. Mentre inarco la schiena, in un'ondata di desiderio, gemo in modo allettante e gli chiedo: «Vieni, ti prego! Ti voglio sentir dentro: voglio che godi nel mio ventre!» Lui non risponde, ma sale velocemente sul letto e si posiziona sopra di me, penetrandomi ancora una volta nel profondo. Inarco la schiena, facendo alzare il seno fino al suo viso. Prende rapidamente uno dei miei capezzoli rigidi in bocca e lo morde con forza. Un'onda oceanica di dolore, misto a piacere, pervade il mio corpo, generando un fantastico orgasmo che mi scuote tutta. Gemendo ed ansimando, inarco la schiena, appoggiando i fianchi sul materasso, piacevolmente cedevole. Urlo ad alta voce, mentre possenti ondate di piacere si infrangono su di me; i miei muscoli si contraggono dentro di me, tremo mentre sento il piacere scorrere lungo tutto il corpo. Continua a spingere, mentre è prossimo ad un potente orgasmo. Un brivido prende il controllo del suo corpo, i suoi gemiti stridenti echeggiano in tutta la stanza, mentre si unisce a me nel mio orgasmo. Il suo seme si riversa dentro di me, il liquido caldo che sgorga non fa altro che aumentare il mio piacere. La gioia comincia a diminuire, le onde diventano sempre meno impetuose, finché i nostri corpi non si calmano ed il nostro respiro ritorna normale. Dopo qualche minuto di riposo, Riccardo si stacca da me, tira fuori il suo pene ancora rigido, disturbando la mia armoniosa beatitudine. Mi rivolgo a lui scherzosamente. «Adesso dove pensi di andare, mio signore? Forse da qualche tua amante secondaria? Se è così, portala qui, così potrà unirsi a noi nella nostra alcova» Gli rivolgo un sorriso malizioso, facendogli capire che lo sto solo prendendo in giro. Lui risponde semplicemente con un sorriso e si avvia verso il soggiorno. Mi alzo dal letto; prendo il mio pareo di raso rosso sangue e lo avvolgo intorno a me, mentre lo seguo. Lo guardo mentre si aggira per il corridoio: il suo passo leggermente spavaldo, mostra i suoi muscoli finemente tonici che si increspano sotto la pelle scintillante, sul sedere. Lui gira a destra nel soggiorno, mentre sta sistemando la legna nel fuoco, io entro nella stanza e, silenziosamente, mi avvicino alle sue spalle. Proprio mentre mette l'ultimo pezzo di legno e ripone l'attizzatoio al suo posto, prendo un giornale arrotolato dal cestino della carta e gli do una pacca sul sedere. Si limita a ringhiare contro di me, ma dalle mie labbra rosee sfugge una risatina. Riccardo mi guarda e, all'improvviso, un'espressione piena di perverso desiderio attraversa il suo viso. «Ne vuoi ancora, eh, puttanella? Penso che tu abbia ancora voglia e allora ti darò tutto ciò che vuoi, ma, questa volta, sarà come lo vuoi davvero, ora che abbiamo soddisfatto i nostri impulsi piacevoli, lo faremo per soddisfare le nostre perversioni.» Annuisco, mentre la mia mente viaggia verso il luogo dei miei reali desideri, impulsi e bisogni interiori. Il luogo dove risiede il dolore piacevole prende il sopravvento e regna dove io sono la schiava e lui il mio padrone. In un istante, Riccardo è di fronte a me e mi strappa il pareo color sangue, lasciandomi nuda. Premendo il suo corpo contro il mio, il mio padrone afferra saldamente una manciata dei miei capelli biondi, tirandomi la testa indietro e mordendomi violentemente su un lato del collo, forando la pelle al punto da farlo sanguinare. Il dolore esplode nel punto in cui ha affondato i denti nella mia carne, ma gemo di piacere perché è provocato da un dolore davvero intenso. È il dolore che desidero da giorni, che riempie gloriosamente tutto il mio corpo, facendomi rabbrividire e tremare. Mi lascia andare, allontanando la mascella dal mio collo. Mi prende in braccio, si porta verso il centro della sala, camminando silenziosamente sul pregiato tappeto. Si inginocchia a terra e, con un solo movimento, mi scaraventa violentemente a terra, mettendomi una mano attorno al collo. Sostituisce la mano con il ginocchio sinistro, esercitando una pressione sul mio collo. Mi dimeno e mi contorco, gemendo piano, gli occhi che roteano all'indietro nella mia testa. Lui allarga le mie gambe, strettamente serrate, scoprendo una vulva gonfia e pulsante. Si allunga verso uno dei nostri mobili della sala e, da uno dei cassetti, tira fuori le pinze per i capezzoli, diversi pezzi di corda e una candela rosso brillante. Applica immediatamente con attenzione le pinze per i capezzoli, provocandomi un dolore mozzafiato, che mi riempie il petto. Grido intensamente, il dolore si trasforma in un insolito inaspettato piacere, mi dimeno, inarco la schiena e schiaccio i fianchi sul pavimento. Il mio Maestro mi urla. «Smettila di muoverti per un istante o dovrò metterti in catene, mia sporca lurida puttana? Ora chi è lo schiavo e chi è il padrone, qui?» Grido, la mia voce risuona di dolore. «Io sono la tua schiava, tu sei il mio Padrone e sono sotto il tuo controllo. Picchiami, schiaffeggiami, mordimi, ma puniscimi e fai di me quello che vuoi. Ho bisogno di soffrire. Sono stata una cattiva ragazza ultimamente e desidero il dolore che solo tu puoi procurarmi!» Lui urla di rimando. «Non hai ancora smesso di muoverti, come ti avevo ordinato. Ora sai cosa ti farò: lo sai vero?» Mette la candela accanto al caminetto acceso, per usarla più tardi. Mi dà uno schiaffo pungente sulla guancia. Con movimenti rapidi, lega entrambe le mie caviglie alle gambe del tavolo, allargandole. Prende i miei piccoli polsi nelle sue grandi mani e poi li lega assieme ad un gancio posto in basso, nella pietra del camino in mattoni. Il mio adorato padrone decide che la cera è sufficientemente calda per provocarmi un'agonia straziante. Lui ansima leggermente, la candela comincia a far gocciolare cera calda, rosso sangue, su ogni centimetro della carne pallida e morbida all'interno delle mie cosce. Le prime gocce mi colpiscono le cosce, grido con angoscia. La mia schiena si inarca e i miei fianchi si sollevano in aria, il mio clitoride sfiora la sua bocca; lui me lo morde dolcemente. Il mio grido riecheggia nella stanza. Mi tortura per dei lunghissimi minuti e poi, quando ho raggiunto un orgasmo intenso, lui mi guarda e parla con voce dolce, dicendomi: "Penso che possa bastare con queste cose". Mi sfugge un sospiro mentre il mio benevolo marito rimuove le pinze dai miei capezzoli pulsanti. Poi mi scioglie i polsi e mi toglie le legature dalle caviglie. Mi siedo, mi inginocchio, le nostre labbra si incontrano e posso assaporare debolmente il mio stesso sangue nella sua bocca, mentre esploro la sua bocca deliziosa. I nostri corpi sono strettamente intrecciati insieme, posso sentire il battito del suo cuore, attraverso il corpo. I nostri fianchi iniziano a sfregare l'uno contro l'altro. La nostra eccitazione è al massimo da settimane, lui duro come una pietra ed io caldo e umida. Gli sussurro dolcemente all'orecchio «Torniamo nella nostra camera da letto, così possiamo sdraiarci entrambi, su qualcosa di morbido.» Lui annuisce. Ci alziamo entrambi e ci facciamo strada lungo il corridoio, sbattendo contro i muri un paio di volte, perché non vogliamo lasciare andare le labbra dell'altro. Raggiungiamo il nostro letto, ci cadiamo sopra. Ad un tratto lui riprende improvvisamente la sua espressione di Padrone. Sentendomi schiava, gemo, anticipando la sua mossa; si avventa su di me e, con un unico gesto, penetra e spinge dentro di me la sua massiccia virilità. Nello stesso momento, sussultiamo forte, nella sensazione di esser un tutt’uno. Comincia a pompare, dentro e fuori, all'inizio lentamente, ma solo per pochi minuti. Poi il ritmo si fa più veloce e più forte, affermando il suo dominio ad ogni colpo. Comincio ad incontrarlo, colpo su colpo. All'inizio i nostri fianchi si scontrano, poi riusciamo ad avere un ritmo, accelerando man mano sempre più velocemente, sempre più forte. In un lampo di follia, conficco le mie unghie affilate nella sua schiena muscolosa e sudata. «Quante volte ti ho detto di tenere le tue sporche mani lontane da me, stronza?» Mi dice con un ringhio quasi animalesco. Mi dà uno schiaffo forte e pungente sulla guancia; che mi fa vedere le stelle. Mentre mi afferra i polsi, stringendoli forte, me li blocca sopra la testa. Gemo e parlo stordita. «Oh, mio Dio! Ho visto le stelle con quello schiaffo!» Riccardo fa un sorriso soddisfatto, mentre continua a sbattere la sua erezione nella mia vagina calda e gocciolante, e lo fa sempre più veloce e più forte, io gemo e mi contorco sotto di lui, implorando di esser portata all’apice del piacere, che inizia a gremire la mia insaziabile ostrica, ripiena della sua portentosa verga. Poi, di colpo, si sfila, mi gira velocemente; inizia a trascinare le unghie sulla mia pelle, affondando le sue unghie affilate nella carne morbida della mia schiena. Sussulto, mentre mi penetra di nuovo proprio mentre sento che il piacere inizia a prendere il sopravvento. Ma lui inizia a spingere in modo lento e ritmico, invece del ritmo forte e veloce che desidero e tutto quello che posso fare è sdraiarmi a faccia in giù, aspettando il mio piacevole dolore, che solo lui può darmi. Sussurro implorante: «Perché mi prendi con tanta delicatezza? Fammi male, così da godere forte!» Risponde, affossandomi la testa fino a farmi mancare il respiro, spingendomela con forza sul letto. «Ti prenderò così piano o forte, se tu me lo chiederai, per favore, sporca puttana!» Gemo, con l’eccitazione alle stelle! «Sono una cattiva ragazza! Sono una sporca puttana ed ho bisogno di esser punita, Maestro. Dimmi cosa devo fare o puniscimi! Ti prego, Maestro, dammi solo dolore!» Il Maestro non risponde immediatamente, ma continua a seguire quel ritmo lento e snervante. All'improvviso si ferma e si sdraia su di me; il suo cazzo è ancora dentro di me, il suo peso schiacciante mi conforta. Con una voce bassa e intensa, inizia a sussurrarmi all'orecchio. «Voglio infilare il mio cazzo duro nel tuo culo caldo e stretto. Che tu lo voglia o no, senza che provengano lamenti o piagnucolii dalla tua lurida bocca.» Esito, perché voglio qualcos’altro. Ho bisogno di sapere quale meraviglioso dolore ha in mente il mio Maestro, con le sue parole dure e il suo stretto abbraccio: le unghie e le mani afferrano e costringono il mio corpo. Il mio Maestro rileva la mia esitazione, rileva il tremore del mio corpo, e dice dolcemente: «Ti amo e ti amerò sempre!» Poi scivola di lato e si mette supino. Io mi metto a cavalcioni su di lui, afferrando il suo pene duro, lo inzuppo per bene nella mia figa sbrodolante. Mi posiziono, rilasso lo sfintere e, scivolando lungo la sua asta, percepisco la sua erezione riempirmi completamente: sospiro di piacere. Mi chino e lo bacio, le nostre labbra si incontrano. La lingua è pronta a invadergli la bocca. La spingo nella sua bocca, le lingue si incontrano e, immediatamente, iniziano a duellare. I nostri corpi si toccano strusciandosi e provocandosi, aggiungendo ancor più sensazioni al bacio. Aspiro completamente la sua lingua nella mia bocca; la mordo con forza, sentendolo contorcersi sotto di me. Lo sento gemere, mentre inizio a muovere i fianchi, su e giù, la sua verga dura scivola dentro e fuori, dentro e fuori dal mio buco di culo, caldo e stretto. Sento che inizia il dolore, il che significa che il piacere non è molto lontano. Il meraviglioso dolore inizia a diventare più intenso, man mano che il ritmo accelera. Ho lasciato andare la sua lingua; afferra forte una crocchia dei miei lunghi capelli biondi, mi tira indietro la testa, avvicina le labbra al mio orecchio, e mi sussurra parole di fuoco. «Ti piace questo, ti piace il mio cazzo duro che pompa dentro e fuori al tuo culo stretto, spingendoti fino alla soglia del piacere? Dimmelo troia!» I gemiti e le urla che volevo regalare al padrone, mi restano in gola, perché, all’improvviso, mi mette entrambe le mani attorno al collo, stringendolo in modo alternato. Stringe e lascia, poi stringe di nuovo facendomi provare brividi lungo la schiena. Faccio fatica a respirare, ma mi esce comunque un gemito dalla gola, che tradisce il mio piacere. Con voce flebile, simile ad un sussurro, riesco a dire: «Non ce la faccio più a respirare, amore mio; lasciami andare la gola!» Il mio Maestro ribatte duro. «Devi esser punita, mia dolce puttana, per l'insolenza che hai appena commesso, dicendomi cosa fare adesso! Sei una stupida puttana!» Mi lascia il collo, ma mi dà uno schiaffo tremendo; con la faccia che mi pizzica, vado a baciarlo. Mi schiaffeggia ancora, ancora e ancora, facendomi venire le lacrime agli occhi. Riccardo percepisce l'umidità scintillante agli angoli dei miei occhi; li bacia via, usando le labbra per asciugare le lacrime salate. La sua voce è piena di affetto, mentre mi parla: «Ti ho davvero ferito, amore mio? Se è così, mi dispiace.» Rispondo, con la voce tremante di passione. «Sì, mi hai ferito, ma il dolore che mi porti è parte del motivo per cui ti amo.» Faccio una pausa nel mio discorso, faccio un respiro profondo e ricomincio a parlare. «Desidero il dolore, ho bisogno di soffrire e tu me lo dai in maniera davvero sconvolgente. Mi dai un dolore ed un piacere struggente. E, oltre a te che mi dai dolore, ho voglia di ricevere la tua verga dentro di me. Tu ami chi sono. Adoro come riesci sempre a farmi ridere. Adoro il tuo umorismo e i tuoi sorrisi, ma, soprattutto, ti amo per quello che sei e non mi aspetto mai che tu cambi: voglio che resti sempre te stesso.» Sorride perplesso a quella mia dichiarazione d'amore. Comincia a spingere di nuovo, i miei occhi roteano all'indietro e la mia schiena si inarca. I miei fianchi incontrano i suoi colpi più forti e procediamo più veloci. La pressione sta crescendo dentro di me, tendendo ogni muscolo. All'improvviso esplode: è una sensazione deliziosa che mi riempie tutta, facendomi gemere e sussultare, urlare e godere. Posso sentire il suo sperma riempire ogni spazio disponibile dentro di me, aumentando solo l'estasi che riempie il mio corpo. È stato come sempre: un amplesso forte, intenso e carico di sensazioni violente e dolci, come solo lui mi sa regalare, quando si comporta con me da Maestro che insiste ad istruire la schiava riluttante che ama esser punita. Mi abbraccia da dietro, ci raggomitoliamo a forma di cucchiaio e scivoliamo in un sonno ristoratore.
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2 anni fa
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Visita dal nutrizionista.
Quella che vi racconterò è una storia realmente accaduta. Qualche giorno fa, con mia moglie siamo andati da un nutrizionista, perché, come dice lei, l’estate arriverà all’improvviso e non si vuole far trovare impreparata. Il giorno della visita, era la prima volta che andavamo da questo medico, chiedo a mia moglie di scegliere io l’abbigliamento e l’intimo da mettere sotto, dato che per pesarla e prendere le misure già sappiamo che la farà spogliare. Alla mia richiesta, mia moglie ha facilmente acconsentito perché già sa cosa ho in mente, e l’idea piace anche a lei. Inizio con il dire che ho scelto che non indossasse vestitini o gonne ma dei jeans, in modo da evitare che poi restasse con i collant indossati, invece sfilandosi i jeans e il maglioncino è rimasta con il solo intimo. Mia moglie si è ritrovata davanti al medico in reggiseno e perizoma, accuratamente scelto da me, ovviamente ne ho scelto uno bianco trasparente che lasciava trasparire tutto, lei ha un esile triangolo di pelo, e guardando bene si intravedevano anche le labbra della sua figa. Il medico ha fatto una serie di domande a mia moglie sulle sue abitudini alimentari, per poi passare alla misurazione del suo peso corporeo e alle varie misure delle principali parti del corpo. Il medico ha iniziato a prendere le misure a mia moglie che indossava reggiseno e perizoma, ma dopo essersi accorto che il perizoma era trasparente ho avvertito in lui una certa titubanza, forse imbarazzo, parlava guardandoci in faccia come se volesse prendere tempo, come se fosse indeciso, ma a questo punto intervengo io, che mettendola sullo scherzo, gli chiedo se mia moglie riuscirà prima dell’estate a rassodare le cosce e le gambe, dandogli delle pacche a mo di scherzo sul culo, toccandola davanti al medico, il medico sta allo scherzo dicendo che va quasi bene già cosi, che ha un bel corpo, e riprende con le misurazioni. A questo punto, eravamo più a nostro agio, tanto che mia moglie nel mentre si slaccia il reggiseno e lo lascia scivolare per poi darlo a me, si rivolge al medico dicendogli: cosi non gli da fastidio per misurarmi, ma il medico non si scompone più di tanto, le risponde solo con un gran sorriso. Ora mia moglie era rimasta con le tette al vento, mostrando i suoi capezzoli che erano diventati turgidi, forse per il freddo, forse per l'imbarazzo o forse perchè si stava eccitando. Il momento che più mi è piaciuto è stato quando le ha misurato la circonferenza delle cosce, perché si vedeva distintamente che il dottore, senza farsi nessun problema, come se non si capisse, le guardava il perizoma, e dato che era trasparente le stava guardando la figa. Dettaglio importante da dire è, che mia moglie a casa nell’indossare il bianco perizoma, aveva fatto in modo di mettere la figa in risalto, cioè dopo aver indossato il perizoma si è piegata sulle gambe allargandole tirando per qualche istante le labbra della vagina, per far sì che “ingoiassero” la parte iniziale del perizoma, che consiste in un sottile lembo di tessuto.
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2 anni fa
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Varie
Mi hanno scopato davanti a lui.
Mi chiamo Marina, ho 29 anni, sono di media statura, mora, occhi neri, fisico morbido, ma non grasso, una bella quarta di seno, un bel culo alto e sodo, che sormonta due cosce snelle e ben tornite. Da sei annui son sposata con Mattia, coetaneo, alto quanto me, moro fisico snello, insomma siamo una coppia come tante, che lavorano e si divertono quando possono, senza crearsi tanti problemi. A letto, Mattia non è il massimo, mentre io vengo da un passato piuttosto libertino, fatto di scopate e bocchini elargiti soprattutto in gioventù, ma poi, da quando mi son legata a lui, non l'ho più fatto, ho voluto esser leale nei suoi confronti, anche se il sesso che facevo allora, mi manca molto e mi dava molte soddisfazioni. Mi piacevano i cazzi duri e molto resistenti, se poi erano anche grossi, erano sempre ben accetti. Invece con Mattia il sesso si esaurisce dopo soli dieci, massimo, quindici minuti. Sapevo che lui era così e l'ho accettato, perché il sentimento che provavo allora e provo ancora oggi, non mi stimola a tradirlo, sebbene, di recente, ha preso a farmi dei discorsi strani sul sesso fatto con altri. Io, quando me lo ha detto, l’ho guardato con espressione davvero sorpresa ed interrogativa, ma, nello stesso tempo, molto preoccupata. «Ma stai scherzando? Dico: non ci riesce di farlo fra noi, se non qualche volta proprio quando la voglia ci divora, e tu vorresti aggiungere altre persone nei nostri amplessi? Secondo me stai dando di matto! Il caldo ti ha dato alla testa!» Poi, eri sera, Mattia mi chiama a casa, dopo la sua classica giornata di lavoro, e mi chiede di preparare due cosette da mangiare al volo per cena, perché più tardi sarebbero passati da noi Nico, Fabio e Andrea, per far una partita con la nuova playstation 5, ultimo acquisto di mio marito. Sono un po’ irritata perché mi mette a parte di queste cose sempre all’ultimo momento: mi desse almeno il tempo di organizzarmi. In fretta e furia, preparo qualcosa ed eccoli qui, comodi e pronti a sfidarsi con il nuovo gioco di guerra, che ha acquistato mio marito. Potrebbe stupire che, a 29 anni, giochi ancora con la Play, ma lui lo fa da sempre, assieme ai suoi tre inseparabili amici. Solo di recente, ha acquistato questo nuovo modello e perciò sono da noi, altrimenti l'avrebbero fatto una sera a casa di ciascuno. Sono a conoscenza che, anche se non le conosco, le mogli dei suoi amici mal sopportano queste serate passate con la Play; però, in cambio, anche esse possono poi andare, con il marito al seguito, a far shopping con loro, senza che il consorte abbia nulla da ridire, anzi si offre di portare gli eventuali pacchetti degli acquisti fatti. Sono ancora in cucina a preparare degli stuzzichini, che è poi quello che a loro fa piacere, e già li sento imprecare nelle varie fasi del gioco. Fa caldo, son tronata di corsa dal lavoro, giusto il tempo di una rinfrescante doccia veloce e mi son subito messa a preparare ciò che mi aveva chiesto; quando arrivo nel salone con dei popcorn e delle olive, qualche pizzetta e salutare sia mio marito che i suoi amici, mi rendo conto che il mio è un abbigliamento quanto mai succinto. In effetti indosso una vestaglietta molto sottile e totalmente trasparente. Mattia mi guarda e mi sorride sornione, senza che la cosa lo faccia innervosire, anzi, mi fa delle battute davvero spinte. «Accidenti, ragazzi, la mia mogliettina questa sera è proprio provocante!» I suoi amici squadrano, dalla testa ai piedi, le mie forme, contenti della splendida visione che offro loro. Io, dal canto mio, come ogni volta che ci sono loro, mi tiro in disparte in cucina, dove ho l’altro apparecchio televisivo e mi guardo qualche film, o me ne vado a letto. Li lascio al loro gioco, poi, quasi per caso, mi rendo conto che in sala è sceso uno strano silenzio. Poco dopo mi ritrovo Andrea che, con la banale scusa di bere, è venuto in cucina. I suoi passi sono cosi silenziosi, che non mi accorgo di lui, ma sento una mano che, dolcemente, mi carezza la natica sinistra e la voce di un uomo che mi sussurra all’orecchio una cosa che mi stupisce e, nello stesso tempo, mi manda fuori di testa. «Accidenti! Speravo proprio di vincere io questa sera e mi son impegnato al massimo. Sai, da tempo, fra di noi giochiamo e chi perde è fuori, solo chi vince ha il diritto di cercare di scoparsi la moglie di chi ci ospita a casa sua. La prima volta, è stato proprio tuo marito a far questa proposta e lui stesso si è scopato mia moglie. Poi, ha vinto Nico e si è fatto quella di Andrea; la volta successiva è avvenuto il contrario, cioè lui si è scopato quella di Nico. Io speravo proprio di vincere questa sera, perché, quando ti incontriamo al supermercato assieme a Mattia, lui mi fa un sorrisetto quasi ironico, per essersi scopato mia moglie, mentre tu, con quel visino ingenuo, ma vestita e conciata come una gran puttana da strada, son certo che assecondi il gioco di tuo marito, che ci gode a metterti in mostra; di sicuro anche a te piace che gli uomini ti guardino, ti fissino e si costruiscano nella mente le peggiori porcate sul tuo corpo. Insomma hai piacere che gli si drizzi il cazzo al tuo passaggio e sapessi adesso quanto avrei voglia di scoparti.» Dopo quest’ultima frase, Andrea mi preme ancor più forte sul culo e mi fa sentire la sua vibrante erezione, strusciandola sulla mia coscia. Mi sento eccitata e, nello stesso tempo, molto irritata per esser usata come un trofeo e, a mia insaputa, anche fatta "cornuta". «Ma tu pensi che io sia come tutte le altre? Chi ti dice che io sia disponibile? E poi, le altre, cosa hanno fatto quando ve le siete scambiate? Non credo che nessuna abbia avuto nulla da obiettare. E poi, voi dove eravate, mentre il vincitore, riscuoteva il suo premio?» Lui mi sorride quasi ironico, mentre ora sento che mi sto eccitando nel sentire quella grossa verga premere contro il mio culo. Mi stupisce anche la sua risposta. «Non ci crederai, ma ciascuno di noi aveva già fatto opera preventiva di convincimento con la propria consorte e, anche se con qualche titubanza, alla fine, ci sono state tutte, mentre noi eravamo in sala a continuare a giocare, come se nulla fosse successo in un'altra stanza. Aggiungo che tu, fra tutte, sei la più bella, la più provocante. Sei quello che ogni uomo sogna; una donna di classe, raffinata, intrigante, con modi garbati e, nel contempo, una gran troia, golosa di altri cazzi.» Le sue parole mi lasciano stupita e orgogliosa. Qualsiasi donna vorrebbe sentirsi fare questi complimenti, dolci e forti allo stesso tempo. Mi rendo conto che, a differenza delle altre tre, mio marito non ha fatto molta opera di convincimento, anzi per niente e, adesso, decido di prendermi una piccola rivincita. Mi appoggia al mobile della cucina, ma io lo blocco. «No! Non qui e non così: seguimi! Preferisco farlo come dico io, altrimenti non se ne fa nulla!» Lo prendo per mano e ritorno in sala. Gli altri, per un attimo, restano in silenzio, mi guardano ed aspettano la mia reazione, che non tarda a venire. «Se devo esser un trofeo da esibire e donare al vincitore, voglio esser esibita davanti a tutti! Dai, Andrea, fa vedere come mi scopi davanti ai tuoi amici ed a quel coglione di mio marito.» Lui ha un attimo di esitazione, poi guarda verso Mattia che resta un po’ stupito, poi con un sorriso beffardo, mi si avventa letteralmente addosso. Ci mette un secondo a denudarmi e la sua lingua mi ricopre di bava tutto il corpo: accidenti, che foga! «Finalmente! Ho atteso tanto questo momento ed avevo proprio voglia di chiavarti. Non mi aspettavo di farlo davanti a lui, ma questo non fa che aumentare la mia libidine ed il piacere di farlo. Ti voglio far impazzire!» Non resto passiva, anzi mi metto subito all’opera; gli slaccio i pantaloni, mentre lui già geme, pensando a quello che la mia bocca gli regalerà fra poco. Apro la patta e vi infilo una mano dentro; mi trovo davanti una bella mazza, già dura, abbastanza lunga e di notevole spessore. È un bel cazzo, come non è ho visti tanti, di cosi belli. È pulito, profumato e, dopo averlo ammirato per un po', lo lecco sulla cappella bella rossa e lucida, per poi affondarlo tutto in bocca, fino alle palle. Lui adesso geme senza ritengo. «Sì, che bocca! Accidenti, che gola profonda! Che troia succhiacazzi è tua moglie! Dai, così, mi fai impazzire!» Mentre lo tengo in bocca, con lo sguardo spazio intorno e vedo che, adesso, tutti mi guardano e, sia Nico che Fabio, hanno il cazzo in mano. L’unico a guardarmi stupito e incredulo è mio marito. Mi sento un lago fra le cosce e ora lo voglio dentro, così mi sollevo, mi sposto di un passo e mi inginocchio sulla poltrona, davanti al divano, dove stanno tutti e tre; mi giro a guardare Andrea, che non esita e mi si mette dietro, in piedi, con il cazzo in mano e me lo appoggia alla vagina fradicia di umori, che si dilata e lo lascia scorrere dentro, tutto fino in fondo. Mi sento dilatare e riempire nello stesso tempo. Me lo spinge tutto dentro, fin in fondo, facendo aderire il suo corpo al mio; poi mi afferra per i fianchi ed inizia a pomparmi con un ritmo lento, ma assiduo. Esce quasi del tutto, per poi affondarlo ancora tutto dentro, facendo sbattere la punta sul fondo della mia vagina che, ad ogni colpo, mi trasmette una scarica di piacere tale da farmi godere all'istante. Sono sbattuta, chiavata e, intanto, Nico si è alzato per veder più da vicino; lo guardo, è in preda ad una libidine tremenda, senza controllo, lo faccio avvicinare dell’altro lato della poltrona e gli prendo il cazzo in mano. È una bella verga anche la sua e, dopo un momento che ne ho saggiato durezza e consistenza, lo porto alla bocca ed inizio a succhiarlo. Un grido di piacere esce dalla sua bocca, mentre io lo ingoio tutto. «Caspita, che bocca bollente! Lei sì che sa succhiare un cazzo! Dai, così, che mi fai impazzire!» Ora mi sento un pollo allo spiedo. Un cazzo dentro da dietro ed uno in bocca, che mi chiavano con un sincronismo perfetto Ho un orgasmo che mi fa mugolare a bocca piena; chiudo gli occhi per non dimenticare questo momento ed imprimere nella mia mente queste sensazioni davvero particolari. Quando riapro gli occhi ho anche l’altro cazzo di fianco a me, pronto per esser succhiato. Quello di Fabio non ha nulla da invidiare agli altri. Lungo abbastanza, ben dritto e con la cappella molto rossa e grossa. Me la avvicina alla guancia ed io mi sfilo l’altro e la lecco, con il risultato che adesso anche lui mi fa i complimenti. «Bravissima, così, dai, succhia! Accidenti che bocca! Che bocca, dai ingoia» Intanto Andrea mi scopa sempre più forte ed avverto che non reggerà a lungo. Mi stantuffa e mi porta ad un ennesimo orgasmo, che grido a bocca piena. «Sì, dai, così… dai, così… più forte! Più forte che vengo! Dai, vengo! Vengo!» Mi sento scossa da un'ondata di piacere e mi rimetto il cazzo in gola; lo succhio come se non ci fosse un domani. Nico non può reggere al mio servizietto di bocca e mi regala la sua crema direttamente in gola. «Dai, così, sborro! Cazzo, mi stai succhiando anche l’anima! Dai, sborro!» Densi schizzi di crema prelibata mi inondano la bocca e la gola. Ingoio e pulisco tutto, poi mi giro e, mentre prendo quello di Fabio in bocca, Andrea mi sbatte con forza e mi scarica dentro un getto di sborra bollente, che percepisco inondarmi del tutto la vagina. «Vengo! Cazzo, sborro pure io adesso! Tieni! Senti come te la farcisco!» Lo sento scoparmi convulsamente, scosso dal piacere, poi si sfila, mentre io ricevo in gola quella di Fabio che, molto eccitato dal gioco, non ha retto molto. Li pulisco entrambi e poi, sfinita, me ne vado in bagno. Sento delle voci confuse, mentre, seduta sul bidet, mi lavo. Poco dopo, arriva Mattia e mi guarda in silenzio. Intuisco che se ne sono andati e lui non sembra trovare le parole per dirmi qualcosa. Faccio un bel respiro e poi mi alzo, mi avvicino a lui e scopro che ha il pacco durissimo. Mi guarda ed abbassa gli occhi. Io mi inginocchio davanti a lui, gli estraggo il cazzo e glielo prendo in bocca. Lo pompo sempre più forte, come una dannata, e lui non resiste molto; alla fine se ne viene nella mia bocca. Ingoio anche la sua crema, poi mi sollevo e lo bacio in bocca. Per un attimo cerca di sottrarsi, ma io gli tengo la testa bloccata fra le mani ed insisto finché accetta e ricambia il bacio. Dopo di che lo guardo negli occhi, lui mi sorride in cerca di una conferma, che arriva puntuale. «Mi è piaciuto, lo voglio rifare e, se è possibile, anche con le mogli dei tuoi amici, quindi pensa ad organizzarle una serata di questo tipo, altrimenti, la prossima volta che vengono a giocare qui in casa, io esco e vado a scopare con il primo che passa.» Ora mi guardo allo specchio, mentre sento suonare alla porta; sono i suoi amici, con le mogli: questa sera, chi sarà il trofeo da esibire?
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2 anni fa
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Volevo essere fatto cornuto.
Mi chiamo Fabio, ho 35 anni, sono bassino, un po’ stempiato e con un po’ di pancetta. Da nove anni sono sposato con Costanza, una bella donna, più alta di me, con curve morbide, ma non grassa; inoltre è molto simpatica e solare. Ha un bel seno grosso, una quinta misura ed il culo con due belle chiappone, che mi eccitano molto. Fino a poco tempo fa, ero convinto che fosse una brava donna, leale, fedele, invece, casualmente, ho scoperto che è una vera troia. La nostra vita coniugale è sempre viaggiata su canoni di assoluta normalità. Lei è una donna bella, appariscente, carina e le piace vestire alla moda. Le piacciono i vestiti che lasciano trasparire un po’ le sue grazie: pantaloni a vita bassa, che le permettono di far vedere il filo del perizoma che indossa. Da qualche tempo, durante i nostri rapporti sessuali, abbiamo iniziato a giocare di fantasia. È avvenuto causalmente e, parlando, abbiano fatto delle ipotesi, che ci hanno eccitato tantissimo e poi, da lì, sempre più intrigati da questo gioco, abbiamo allargato i nostri orizzonti ed immaginato che potrebbe esserci un qualche bel giovane che la scopi. Questa fantasia mi eccita molto, soprattutto a sentirle dire che le piacerebbe avere un altro cazzo «Sì, porco. lo sai che mi piacerebbe avere un altro cazzo, più lungo e più grosso del tuo!» Naturalmente assecondo il gioco e le rispondo che mi piacerebbe se mi facesse cornuto. «Sì, amore, fammi cornuto, mi piacerebbe che scopassi con un altro; l’importante è che poi mi racconti tutto.» Una volta però sfogati i nostri istinti sessuali, nella realtà lei mi confessava che non aveva il coraggio di fare una cosa del genere. «Come faccio? Mi vergogno! No! Con uno sconosciuto, mai!» Poi una sera, parlando delle nostre esperienze passate, è emersa una storia di cui non ero a conoscenza. «Quando avevo appena 15 anni, Luca, mio cugino, quello sposato che ha due gemelline, allora ne aveva 19 e si faceva far le seghe da me e, più in là, mi insegnò a fargli dei pompini.» Appena ho preso atto di ciò che diceva, il mio cazzo è esploso: le son salito sopra e l’ho scopata come un pazzo furioso. Dopo, quando ho dato sfogo alla mia eccitazione, ho deciso che dovevamo provare. «Ma stavi parlando di Luca, quello che fa il falegname?» Lei annuisce. «Molto bene! Mi hai detto che con uno sconosciuto non lo faresti mai, quindi con lui potresti provarci? Chiamalo e digli che abbiamo bisogno di fare un lavoro in casa. Ti vestirai in modo da farlo arrapare ed il resto verrà di conseguenza.» L’indomani, in mia presenza, lo chiama e lo prega di venir da noi per vedere se si può fare un lavoro. Naturalmente, mentre lo aspetta, vedo che si prepara a riceverlo: docciata e ben profumata, si veste con una minigonna, perizoma e reggiseno. Ai piedi, mette scarpe da zoccola, dal tacco alto e sottile. A solo guardarla mi viene il cazzo duro ed una voglia di scoparla da non credere, ma lei mi ha respinto sorridendo con malizia. «No, mio caro, oggi no! Oggi devi accontentarti di guardare me. Dai, vatti a nascondere nel solaio, che sta arrivando.» Mi nascondo dietro la porta delle scale, che portano in soffitta, ed aspetto. Dopo una ventina di minuti, arriva Luca. Lei fa finta di chiamarmi e io le rispondo che sono nell’impossibilità di raggiungerli, che lei sa bene di cosa avevamo bisogno e, perciò, poteva bastare che fosse lei ad illustrare cosa c'era da fare. Dal mio nascondiglio, avevo un’ottima visuale sui luoghi dove si sarebbero trattenuti. Li spiavo con il cazzo in mano. Lei gli mostra i lavori e poi gli offre un caffe. Vedo lui letteralmente preso da lei: se la mangia con gli occhi. «Sei bellissima! Più passa il tempo e più diventi bella!» Mia moglie cerca di svilirsi facendo un po’ di scena, ma intanto civetta con lui. «Sei un adulatore! Ora non sono più come un tempo: ho qualche smagliatura, guarda le cosce, vedi? Non son più, cosi belle!» Lui, visibilmente eccitato, insiste con i complimenti. «Ma non scherzare! Sei stupenda! Magari mia moglie fosse come te! Dopo il parto è lievitata ed è diventata il doppio di quello che era prima!» Costanza finge di non credergli, ma si vede che si sente lusingata. «Dai, non scherzare, che una donna è portata a credere a certe cose!» Lui allora cambia tattica. «Ti ricordi che splendidi pompini mi hai fatto da ragazzina?» Mia moglie annuisce e lui insiste a rinnovarle i ricordi. «Ti piacerebbe tornare a qualche tempo fa? A quando ci divertivamo insieme?» Costanza lo guarda e non dice di no, ma nemmeno sì. «Luca! Dai, smettila, che dici? Ora sono sposata!» Luca però è eccitato e le si avvicina. «Vieni, Costanza, guarda come mi hai fatto eccitare!» Lui lo tira fuori e a Costanza sfugge un'esclamazione di stupore. Poi le si avvicina e la esorta a prenderglielo in mano. «Vieni, Costanza, prendilo in mano: ricordo che avevi appreso bene come fare.» Ho visto mia moglie raggiante di felicità. «Che bello! È un cazzo stupendo! Lo voglio in bocca! È bellissimo!» Lui, con ormai l'eccitazione alle stelle, la incitava a succhiarglielo. «Dai, succhialo! Dai, Costanza, succhia! Sì, brava! Lecca la cappella!» Lei, altrettanto eccitata, non smetteva di provocarlo. «Porco, ti piace, eh? Dai, porco, scopami! Facciamo cornuto mio marito!» Lui le rispondeva per le rime. «Sì, troia, mi fai impazzire! Adesso te lo infilo tutto dentro!» Io ero così eccitato che ho sborrato subito, ma, a sentire che chiavavano, mi è rimasto duro. Lei, nel sentirlo dento, è come impazzita di piacere e non smetteva di elogiarlo. «Sì, tutto dentro! Che bello! Com’è grosso! È anche più lungo e grosso di quello di mio marito! Sì fottimi! Scopami tutta!» La pompa bene ed a lungo, facendola godere diverse volte, poi sento che lui è pronto a venire. «Sto per sborrare! Apri la bocca! Sì, ingoia la sborra, come facevi ai vecchi tempi!» Vedo che glielo prende in bocca, lo succhia come un'idrovora ed ingoia tutta la crema. Lo fa così bene, che a lui resta il cazzo duro. Lei è ormai fuori controllo: dalla forte eccitazione che l'ha assalita, gli chiede di farle il culo. «Dai, fammi il culo! Lo voglio tutto dentro, fino in fondo!» Lui ne è subito entusiasta. La fa girare in ginocchio sul divano, si abbassa e le lecca il buchetto per un po', poi le appoggia il cazzo sopra e glielo affonda dentro: che bello veder mia moglie con il cazzo di un altro nel culo. Lei cerca di aprirsi il più possibile, mentre se lo sente arrivare in fondo. Dopo qualche istante, comincia a godere come una maiala. «Aaaiiihh, fa piano: è grosso! Fa piano! Sì, così, ma piano! Sì, lo sento tutto! Che bello! Sì, dai, che mi piace! Dai scopami il culo più forte! Dai, fammi sentire il tuo cazzo fino in gola.» Lui la sbatte e lei gode come una troia da strada. Resto stupito da questo dettaglio e mi rendo conto che, forse, non è la prima volta che le succede. Quando lui è al culmine, mia moglie mi stupisce ancora: lo esorta a schizzarle la crema dentro. «Costanza sborro! Sto venendo!» Lei si gira e lo invita a riempirla davanti. Lui si ferma un attimo, glielo sfila dal culo e scarica tutta la sua broda dentro la fica di mia moglie, che gradisce alla grande. «Eccomi, sborro! Ti riempio la fica!» «Sì, porco, riempimi tutta!» Restano un attimo immobili, poi lei lo fa rivestire in fretta. «Dai, rivestiti e vai; fra poco torna quel cornuto di mio marito!» Lui la bacia in bocca e poi le chiede di rivederla. «Ci rivedremo? Ti voglio scopare ancora!» Lei gli sorride compiaciuta. «Certo che si rivedremo! Adesso che ho assaggiato di nuovo il tuo cazzo, lo voglio ancora e con maggior frequenza. Dai, che poi ti faccio sapere: ora vai!» Si salutano e lui va via. Esco dal mio nascondiglio e la vedo che mi aspetta. Era in mutandine, io mi inginocchio e gliele abbasso; vedo la sua figa con un rivolo che le cola fuori. Avverto subito il desiderio di leccarla: ora ero lì a leccare la sua fica ricolma della sborra di suo cugino e lei mi incitava a farlo. «Dai, cornuto, lecca la sua sborra! Porco, ti piace la sborra del toro che mi ha montato così bene?» Ero sconvolto da quanto ero eccitato. «Sì, mi piace. Te la leccherò sempre, purché continui a farmi cornuto, come hai fatto oggi, per la prima volta.» Lei mi ha schiacciato testa e bocca sulla sua fica e mi ha risposto: «Bravo, lecca! E' vero, sei cornuto, lo sei da tanto tempo, perché le corna te lo ho fatte fin da quando ci siamo sposati, ma, temendo che potessi arrabbiarti, te l'ho nascosto facendo un po’ di manfrina, ma, da oggi, mi chiaverò mio cugino tutte le volte che ne ho voglia, facendomi sempre farcire cosicché, leccandomi, potrai godere anche tu!» E' così che ho scoperto di esser già un gran cornuto e lei, da allora, scopa con il cugino ed io la spio di nascosto, per poi leccarle la fica imbrattata di sperma. Finalmente son riuscito a coronare il mio sogno di esser cornuto, anche se lo era già, ma senza saperlo.
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2 anni fa
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Finalmente mio marito ha scoperto quanto sono zoccola!
Mi chiamo Lucrezia, ho 43 anni, sono alta 1,70, capelli castani lunghi, occhi scuri, bocca ampia, labbra sensuali, seno di una buona 4ª abbondante, curve morbide arrotondate e con un bel culo tondo e sodo. Sono sposata da vent’anni e mi piace tradire mio marito, il quale è troppo impegnato dal lavoro per accorgersi delle corna che gli crescono in testa. Lui in testa ha solo tre cose: il lavoro, il golf, e le sontuose corna che ogni mese provvedo a render lucide e ben ramificate. Ho un amico fisso che mi accompagna sempre, quando incontro i miei amici di letto. Piero, questo il suo nome, è uno splendido cinquantenne in perfetta forma, con una meravigliosa dotazione che mi fa sempre godere da matti. È talmente porco che qualche volta ne resto stupita anch'io dopo tanti anni. Sono circa una decina di anni che ci conosciamo. È stato lui ad iniziarmi al piacere di scopare senza protezione. È avvenuto tutto in maniera casuale, dopo circa un anno che mi faceva letteralmente impazzire, un giorno mi ha proposto di scopare insieme ad un suo amico fidato e sicuro. Al momento di prendere il cazzo dentro, ci siamo accorti che avevo un solo preservativo e, poiché lui lo conoscevo già da tempo e mi fidavo, abbiamo dato il preservativo al suo amico. Ho goduto tantissimo con entrambi, ma la cosa sconvolgente è stata quando Piero mi ha riversato dentro una quantità industriale di sborra. Sentirmi allagare la vagina da quell’ondata di calore, è stata un’esperienza che mi ha letteralmente sconvolta. Da quel momento in poi ho sempre voluto scopare a pelle. Piero è diventato il mio bull fisso e, poiché mi piacciono gli uomini più giovani di me, soprattutto se ben dotati, li accolgo dentro di me solo se sono certificati, cioè donatori di sangue, con i quali scambio relative analisi prima di entrare nel motel e da essi adoro farmi godere dentro, liberamente, senza preservativo, anche più di uno alla volta. Per realizzare le nostre stupende scopate, affitto un bungalow in un motel, poco fuori una uscita dalla tangenziale. Con il proprietario della struttura, ho come stipulato un contratto: io telefono, lui mi fa trovare disponibile uno dei suoi locali sempre pulito e discreto e, in cambio, come pagamento, una volta al mese mi faccio scopare da lui, senza negargli nulla. In bocca, in culo o in fica, lui può godere di ogni mio orifizio, ma con un piccolo dettaglio: poiché si tratta di una vera e propria marchetta, da lui pretendo sempre il preservativo, perché di lui non mi fido, ma in più la cosa mi fa sentire intimamente puttana. È solo una sensazione mia, legata proprio all’utilizzo del preservativo. Una delle ultime maialate, che mi ha fatto veramente andare fuori di testa, è avvenuta circa una settimana fa. È avvenuto tutto casualmente, una mattina in cui ho visto arrivare il tecnico che doveva aggiornare il software del mio computer. A differenza delle altre volte, che si presentava un signore anziano e alquanto svogliato, improvvisamente mi son trovata davanti uno splendido maschio. Era un bel ragazzone gentile, educato e quando si è avvicinato alla mia scrivania, è rimasto piacevolmente colpito dal mio outfit. Quel giorno indossavo come sempre una gonna corta, le mie immancabili autoreggenti ed una camicetta bianca che, quando l’ho visto, mi ha indotto ad aprire un altro bottone, per evidenziare ancor più il mio seno. Poiché io ero seduta e lui in piedi accanto a me, ho accavallato le gambe e questo gli ha permesso di vedere il pizzo delle mie autoreggenti, mentre lo sguardo continuava a trattenersi nel solco dei miei seni. Mi son girata verso di lui e, all’altezza dei miei occhi, c’era il suo pacco che si stava gonfiando in maniera davvero esponenziale. Stranamente quella mattina indossavo le mutandine che, a vedere quella lievitazione istantanea di qualcosa che doveva esser veramente notevole, si sono inzuppate all’istante. Lui, dopo un attimo di piacevole stupore, mi ha fissato negli occhi ed ha esordito in maniera molto garbata, facendo ricorso ad un poco velato doppio senso. «Buongiorno, signora, dovrei inserire qualcosa, qui.» I nostri occhi si sono incrociati e mi son sentita veramente sciogliere dal languore della sua voce calda e sensuale. Ho fatto un piccolo sospiro, mentre continuavo ad ammirare quel pacco che ora sembrava voler strappare la stoffa dei jeans. «Non c’è problema. Però voglio che lei faccia una cosa: ora inserirà pure qualcosa qui, ma domani mattina andrà a farsi un bell’esame del sangue e, appena avrà il risultato con dati precisi e sicuri, mi chiamerà in quanto le fornirò la password per inserire un’altra cosa in altri posti!» Lui mi ha guardato ed ha sorriso in maniera un po’ maliziosa e, dopo essersi seduto, si è girato per ammirare il mio culo da dietro, mentre mi allontanavo dalla scrivania. Ha lavorato alacremente sul mio computer, senza mai staccare gli occhi né dallo schermo né dalla tastiera e, dopo circa due ore, è venuto da me per salutarmi. «Signora, io quello che avevo da inserire, l’ho fatto ed ho constatato che tutto funziona a meraviglia. Ora farò quanto lei mi ha chiesto e poi mi metterò di nuovo in contatto con lei.» L’ho guardato con l'aria di chi si aspetta qualcosa di importante e, mentre si allontanava ho potuto ammirare il suo splendido fondoschiena, che mi ha provocato ulteriori brividi di piacere. Il pomeriggio del giorno successivo, ricevo la sua chiamata. «Signora Lucrezia, sono Luca, il tecnico di ieri, le ho inviato sulla mail i risultati delle mie analisi ed ora mi aspetto di conoscere quale sia la password, per poter inserire programma che dovrò aggiornare con lei.» Mi son messa a ridere, mentre aprivo la mia posta elettronica. Effettivamente aveva delle analisi perfette e così gli ho dato appuntamento per il pomeriggio del giorno successivo, precisando che non sarei stata sola, ma avremmo messo in atto un gioco di due uomini con una donna: prendere o lasciare. «Nessun problema! Un doppio innesto di dati, manderà sicuramente in sovraccarico il suo sistema, ma, stia tranquilla, riuscirò a controllare l’afflusso in maniera tale che lei non abbia nessuna ripercussione sul sistema operativo.» Ho riso ancora per la sua sfacciata, ma simpatica, ironia. Il pomeriggio del giorno successivo mi sono ritrovata all’interno del solito bungalow assieme a Piero, che subito ha cominciato a scaldarmi, facendo scorrere le sue mani in ogni dove sul mio corpo, ma io tendevo a quel bel cazzone che tanto mi aveva irretito qualche giorno prima e che il giovane mi ha letteralmente sbattuto davanti al viso. Della lunghezza di una ventina di cm., la sua peculiarità era nello spessore: molto largo! Appena ho visto l'attrezzo, non ho resistito: mi son messa cavalcioni su di lui e l'ho inglobato in fica, impalandomi su quella trave, fino alla radice. «Oddio, è enorme! Questo mi apre in maniera incredibile! Fantastico! Mi sento così piena e, nello stesso tempo, letteralmente sfondata!» Mentre urlavo il mio piacere, Piero aveva appena finito di spogliarsi che io avevo già sbrodolato su quel palo, urlando per l'orgasmo. Ho notato che era rimasto un po' male e, poiché non mi andava di prenderlo nel culo, anch'egli me lo ha messo in fica, da dietro, facendomi urlare per un bel po', non saprei per quanto, ma di sicuro per una buona mezz'ora: avevo due cazzi, belli grossi e duri, che mi pompavano la fica, resa sempre più larga. «Bellissimo! Mi state spaccando in due! Spingeteli più a fondo! Ancora più dentro! Li voglio sentire fin dentro l’anima!» Godevo e strillavo ad entrambi affinché spingessero più a fondo possibile. Essi ovviamente mi accontentavano e, più spingevano, più io strillavo per gli orgasmi che si succedevano in continuazione. Ho perso il conto di quante volte ho goduto. Era un orgasmo infinito senza soluzione di continuità. Sfiniti ci siamo fermati per qualche attimo, ma io provvedevo a tener alte le aste dei miei amici, con delle vigorose pompe ai due cazzi in contemporanea, che ha ulteriormente meravigliato Luca. «Accidenti, come succhia! Questa troia ne prende due in bocca con una disinvoltura impressionante! Deve aver succhiato tanti di quei cazzi da averne perso il conto!» Per gratificarlo dei complimenti che mi aveva rivolto, ho aperto le cosce e l’ho esortato a donarmi una bella leccata di fica, dove lui si è inebriato dei miei umori. Poi abbiamo ripreso a scopare in uno dei miei modi preferiti: li ho fatti mettere sdraiati supini, uno accanto all'altro, da bravi fratellini e me li sono scopati a turno, cavalcandoli: in ogni momento avevo un cazzo in fica e l'altro in mano o in bocca, prima l'uno poi l'altro, poi di nuovo il primo e così via, per cinque/sei cambi ciascuno. A quel punto ero così eccitata che li avrei preso anche in culo, ma ero esausta per esser stata chiavata da quelle grosse mazze in fica. Alla fine non ne potevo più, mi son messa sdraiata supina, ho aperto le cosce quanto più potevo ed ho chiesto il gran finale con una copiosa sborrata. «Dai, Luca, adesso scopami e sborrami dentro tutto il tuo piacere!» Lui mi ha penetrato, perché era davvero al limite e, dopo poco, mi ha schizzato dentro una sborrata che mi ha allagato la fica. Ho sollevato le gambe e l’ho bloccata dentro di me, mentre contraevo i muscoli vaginali; ho preso a mungere quel cazzo, strizzandolo fino all’ultima goccia con la fica. Ciò non è sfuggito al giovane stallone che ne è rimasto veramente affascinato. «Caspita, che meraviglia! Ti sento contrarre i muscoli vaginali ed ho la sensazione quasi mi stessi facendo un pompino con la fica! Sei veramente straordinaria!» Poi l’ho liberato dalla mia presa e l'ho lasciato scivolar fuori, così Piero, nel vedere quel ben di Dio che colava fuori, mi si è accostato e me l'ha leccata a fondo e per bene. Questa è una cosa che mi sconvolge da morire. Non solo perché Piero mi fa godere con la lingua quando lecca tutto ciò che sgorga dalla mia fica, appena farcita dall’altro maschio, ma anche per la particolare sensazione che provo, quando sento la sua lingua scorrere fra le pieghe della mia fica: in quei momenti, chiudo gli occhi e immagino che sia mio marito che fa il suo dovere di perfetto cornuto a leccarmi la fica. È solo una sensazione, un desiderio che covo dentro di me da tempo, che è capace di donarmi piaceri di una intensità tale da farmi raggiungere un nuovo orgasmo. Vedermi godere mentre ero leccata da Piero, ha stupito anche Luca, che mi aveva presentato il cazzo alla bocca, dopo la sua copiosa sborrata. «Accidenti, che porca! Ti fai leccare la fica che ti ho appena farcito! Ma la cosa sconvolgente è che ci stai godendo ancora!» Ho sollevato gli occhi e gli ho sorriso, annuendo mentre continuavo a ripulire il suo cazzo. Un attimo dopo, anche Piero, che aveva le palle gonfie, mi ha penetrata e mi ha fatto godere con un'abbondante sborrata, proprio in fondo alla fica e come piace a me. «Eccomi, Lucrezia! Sborro! Senti la mia sborra che ti riempie?! Ora!» Nonostante la mia fica fosse completamente slabbrata dalla notevole verga di Luca, ho provato molto piacere nel sentire Piero che mi scopava freneticamente. In effetti il suo cazzo è più corto di quello di Luca e anche di minor spessore; pur rimanendo sempre una splendida verga, ha una sua particolare conformazione: è ricurvo verso l’alto, una specie di banana che, quando mi penetra, mi stimola la parte superiore della vagina e questo mi provoca un orgasmo davvero potente e diverso da tutti gli altri che, in genere, come anche Luca, mi dilatano o mi sfondano per la loro lunghezza. Lui invece accarezza la mia vagina in alto e questo mi fa letteralmente impazzire. Appena Piero si è svuotato dentro di me, rimanendo ancora diversi istanti immobile, affinché lo gratificassi con le mie contrazioni vaginali, in modo da spremerglielo anche a lui, una volta uscito, mi si è inginocchiato di lato per farselo ripulire dalla mia bocca; allora ho rivolto lo sguardo verso Luca e, aprendo le cosce, l'ho invitato a leccare, come aveva fatto Piero. Ho letto nei suoi occhi un che di stupore, un lieve imbarazzo, mentre declinava l’invito. Ci son rimasta malissimo! Fino a quel momento mi era piaciuto tutto di lui, ma, il fatto di non gradire di leccarmi, come aveva fatto Piero, per ricambiare, in qualche modo, il piacere che gli avevo dato, mi ha deluso oltremodo. Piero, che mi guardava, ha intuito la mia delusione e, prontamente, si è offerto di farlo lui, ma io ho rifiutato. Ho notato che Luca aveva intuito il mio disappunto e cercava, in qualche modo, di porvi rimedio, ma, dal mio punto di vista, il gioco era rotto. Con un sorriso forzato, ho detto ad entrambi che era ora di andare, perché si era fatto tardi. Ho indossato il mio tanga, aggiungendo un piccolo salva slip, perché volevo che la sborra mi restasse dentro il più a lungo possibile. Tornata a casa, trovo il maritino che è appena tornato dalla sua partita di golf e, stranamente, aveva voglia. Non potevo proprio perdere un'occasione così rara. Così gli ho messo la fica in faccia e, mentre gli scolavo in bocca la sborra dei miei amici, mi ha chiesto come mai ero così fradicia di umori. «È tutto merito tuo, amor mio, mi ha fatto eccitare l’idea che tu sia rientrato con la voglia di far l’amore con me e quindi ti sto sbrodolando in bocca!» Lui, contento, ha ingoiato tutto con avidità, provocandomi un intenso orgasmo al solo pensiero che non stava facendo altro che leccare la sborra che un altro mi aveva riversato dentro, per, infine, scoparmi felice e contento, come solo i mariti cornuti sanno fare, regalandomi la terza sborrata della serata. Ero proprio convinta di meritarmela a conclusione delle due eccezionali sborrate ricevute da due maschi tanto generosi. Poi ebbe a verificarsi un fatto assolutamente imprevisto. Due giorni dopo, appena rincasata, lui mi stava aspettando e appena giunta al suo cospetto, mi ha guardato con occhi duri e cattivi. Senza dir nulla, mi ha afferrato per i polsi e mi ha immobilizzato, stringendomi a lui e facendomi sentire il suo cazzo duro e gonfio. Ammetto che mio marito è abbastanza dotato e, sentirlo premere contro la mia fica, mi ha, in qualche modo, eccitato. Dopo di che sono rimasta strabiliata dalle sue parole. «Sei una zoccola! E adesso te lo dimostro!» Senza aggiungere altro, mi ha fatto girare e, distesa sul tavolo della cucina, ha sollevato la gonna e, poiché non avevo indossato l’intimo, ha estratto il cazzo già duro e, con un solo affondo, me lo ha spinto tutto nel culo. «Fa piano! Mi fai male, così, a secco!» Lui mi ha assestato due sonore pacche sul culo, mentre proseguiva a sfondarmi come un forsennato. «Stai zitta, zoccola, lo so che hai il culo rotto e la fica completamente spanata!» Mi ha pompato per un po’ e poi, all’improvviso, mi ha afferrato per i capelli e, dopo essersi sfilato da dietro, mi ha fatto inginocchiare e mi ha infilato il cazzo tutto in bocca! «Succhia e bevi zoccola! Sei una puttana! Una baldracca sfondata!» Un attimo dopo mi ha riversato in gola tutto il suo piacere ed io l'ho ingoiato fino all’ultima goccia. Ho intuito che doveva aver scoperto qualcosa e così, dopo avergli ripulito il cazzo a dovere, mi son alzata e, con ancora una buona dose di sborra in bocca, ho afferrato la sua testa e l'ho baciato con passione. Lui ha risposto al bacio infilando la sua lingua nella mia bocca e insieme ci siamo gustati il sapore di quel nettare. Quando mi sono staccata da lui, l’ho guardato e lui, continuando a tenermi abbracciata a sé, con occhi completamente diversi, mi ha fissato e mi ha chiarito ogni cosa. «Questa mattina, è venuto il tecnico del computer e raccontava ad un mio collega di come si era scopato una troia insieme ad un altro e, quando ha proceduto alla descrizione della zoccola che si erano fatti insieme, lì per lì, non ho prestato molta attenzione, ma quando ha detto che aveva una piccola voglia, a forma di cuore sopra la chiappa destra, ho capito che stava parlando di te. Così mi son avvicinato ed ho chiesto ulteriori dettagli, fingendomi particolarmente interessato. Dopo qualche insistenza, mi ha raccontato di come ti sei fatta scopare da lui e da un altro, con due cazzi nella fica e ti sei fatta riempire di sborra. Quando gli ho chiesto in che giorno era avvenuta la monta, allora ho capito che, quando sei tornata a casa, quella che stavo leccando era la loro sborra. Son corso in bagno a farmi una sega, per quanto ero eccitato. Ho capito che la zoccola, di cui stavano parlando, eri proprio tu e questo mi ha mandato letteralmente ai matti. Non immagini da quanto tempo avevo voglia di chiederti di cambiare qualcosa nel nostro rapporto, ma non ero certo che il cambiamento potesse avvenire in maniera così repentina e, in ogni caso, son felice che tu sia una gran zoccola, così da potermi divertire anch’io, con te.» L'ho baciato ed abbracciato forte, con le lacrime agli occhi, e gli ho promesso che non lo avrei mai più tenuto all’oscuro circa le mie avventure. Mi ha chiesto di partecipare ai miei incontri e di poter essere attivo nei giochi o, anche solo da spettatore, ed io, intimamente, son felice di sapere che finalmente mio marito abbia scoperto la mia indole da zoccola.
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2 anni fa
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il piacere della sorprea
Un sito esplicito..un profilo interessante..malizioso....un contatto con il lui di coppia...che ha un unico obiettivo...rendere regina la sua signora...appassionata..piacente...sorridente...meravigliosamente provocante e sensuale... abbiamo chiacchierato a lungo...ipotizzando diversi scenari....seduzione e malizia...provocazione e sensualità...lei donna donna donna..intensamente femmina....sacerdotessa del piacere..che ama godere e far godere.. lui sapiente regista....intenso organizzatore e tessitore di situazioni... qualche scambio di foto...di video..che evidenziano passione e desiderio..che magnificano i sensi purtroppo la geografia non aiuta...ma in qualche modo si riesce ad organizzare una situazione maliziosa... lui propone a lei una serata fuori..senza una meta precisa....ma dagli occhi e dal tono della proposta lei intuisce che sarà una serata eccitante... piena di emozioni e di sorprese... "ma perchè non indossi le autoreggenti e quella gonnellina che piace tanto a me?" le dice lui..."tanto non fa cosi freddo"... "va bene amore" risponde lei.... ha capito che sarà una serata di passione ...quindi indossa le autoreggenti...non indossa l' intimo..perchè intuisce che potrebbe essere strappato dalla foga erotica del proprio compagno sale in auto....senza chiedere nulla di più.... si fida ciecamente del proprio uomo...non ha bisogno di chiedere...dove andremo o cosa faremo lei sa perfettamente che l' attenzione del proprio uomo nei suoi confronti è senza remore..senza se e senza ma... iniziano a correre per le strade di montagna..la montagna che entrambi amano immensamente.... la velocità è moderata..non vi è fretta...e in ogni caso bisgona guidare con prudenza... lui le carezza la gamba....e con le dita bordeggia il profilo dell' autoreggente...alternando i polpastrelli tra pelle e nylon... "ma dove stiamo andando ..." pensa lei..ma naturalmente no chiede nulla... anche lei allunga la mano sulla coscia del suo uomo che sta guidando...e con dita sbarazzine....raggiunge la patta...e sente un turbamento incisivo... "uhmmm....che voglia di slacciare la patta e prenderlo in bocca....adorare lo scettro del mio piacere..." ma non lo fa...si limita a tamburellare sopra la patta... apprezzando che il turbamento si fa sempre più duro..insistente...erotico... la serata è piacevole..un po fredda...ma cmq piacevole....lei sa che non avrà freddo lei sa che il suo uomo vuole solo il suo piacere.... e che uno dei suoi piaceri più elettrici e intensi è godere all' aria aperta... sentirsi sua ..completamente sua in mezzo alla natura... dopo un po di chilometri...l' auto devia verso un parcheggio...a lei sconosciuto... un posto intimo....riservato... la macchina si ferma... "amore...ti ho portato qui..perchè questo è un posto tranquillo e voglio goderti fino in fondo..." dice lui si volta verso di lei e la bacia intensamente....con lingua saettante...profonda..liquida ..vibrante eravamo giò d' accordo su luogo ed ora...io ero già li ....con l' auto spenta..un po discosto per non creare imbarazzo... li vedo da lontano vedo che hanno spento l' auto...io e lui eravamo d' accordo sul come fare.... si stanno baciando con avidità e intensità rare... lui ha già le mani sotto la gonnellina... lei è eccitata.....bagnata...travolta dal desiderio... mi avvicino lentamente.....con l' auto sempre a fari spenti... lei ha un sussulto....si blocca....percepisce che non sono soli... "amore...non ti preoccupare.....è una persona che conosco"...dice lui cercando di tranquillizzarla... un pizzico di imbarazzo....da parte di lei....ma lui le riprende la nuca ..la porta verso di sè e comincia a ribaciarla con fervore... quelle parole e quel gesto le rendono di nuovo tranquillità.. nel suo intimo lei sa che con il suo uomo è sempre al sicuro... e lei sa che lui sa quanto le piaccia farsi ammirare... riprende a baciarlo con intensità.. lascia che le mani del suo uomo esplorino i seni... è bagnata come non mai.. gli slaccia la patta e fa uscire il suo scettro...duro..forte prepotente che comincia a carezzare con delicata malizia... ...io scendo dall' auto..voglio ammirare meglio quell' universo di eccitazione e travolgente desiderio ...mi avvicino alla porta con delicatezza....senza essere invasivo... ho già il cazzo duro...durissimo...mi eccita da morire la situazione da sotto la giacca...mi carezzo delicatamente...da sopra i pantaloni sono vicino alla porta...vedo benissimo la situazione dal finestrino lei percepisce la mia presenza....mentre con le mani continua a sfiorare il cazzo di lui...si volta...mi guarda... uno sguardo malizioso...ama il fatto che io la stia ammirando... e dopo aver appurato che stavo guardando la loro intimità.... la sua energia..la sua voglia di esibizione...si spinge oltre... con la bocca si avvina alla punta del cazzo del suo amore...e la infila completamente in bocca... quasi senza respirare... e si inginocchia sul sedile con la gonna un po alzata...per farmi ammirare il suo saper essere femmina..provocante e provocatoria... inizia a succhiare come se non fosse un domani e con l' altra mano solleva di piu la gonna... vuole farmi vedere che ha le autoreggenti e che non indossa l' intimo... sono eccitatissimo... tiro fuori il cazzo dai pantaloni..in piedi accanto al finestrino e comincio a carezzarmi.... direttamente..senza piu pudore.... dopo un po lei si volta....mi guarda... vede che mi sto carezzando... apre il finestrino e mi dice... ciao ...mi chiamo Laura....tu chi sei... io imbarazzzato per la situazione le rispondo..."sei bellissima ed eccitantissima..." "ma povero.." dice lei ..."ti sei turbato....avvicinati un po..." mi avvicino e prende il mio cazzo delicatamente in mano allungando il braccio dal finestrino... lo porta alla bocca...e inizia succhiarmelo... "vi voglio entrambi....voglio godere di voi..e voglio vedere che mi desiderate...che siete eccitati per me"... scende dal' auto....e invita il suo uomo a scendere... in piedi accanto all' auto....alza la gonna da dietro.... e struscia il suo culo meraviglioso sulla punta del cazzo del proprio uomo che è in piedi dietro di lei..... lui appoggia la punta del cazzo tra le cosce e inizia sfregare lentamente..fradicio del suo desiderio... mi dice di avvicinarmi.....mi prende il cazzo in mano....e lo struscia su di lei...punta con punta che si toccano... si diverte a farci strusciare su di lei...e mi bacia con avidità... una donna che si sente femmina...desiderata e desiderabile..una principessa con due cavalieri dedicati al suo piacere... il suo uomo che si struscia da dietro...mentre il complice la bacia con passione mente lei ha il suo cazzo in mano...e fa toccare le due punte.... è inverno..ma l' atmosfera è caliente....non si sente il pungere della stagione... ..stacca la bocca dal complice e incita al suo uomo di scoparla..di prenderla da dietro... "scopami amore....mettimelo dentro ti voglio sentire tutto...muoviti con veemenza come solo tu sai fare..." si abbassa un po per offrire meglio la sua figa fradicia al cazzo del suo umo che non perde un attimo e la imbuca.... con forte prepotenza.....mentre lei approfittando della posizione si abbassa ancora di piu..e prende il mio cazzo in bocca... i colpi del suo uomo..profondi e incisivi....si riverberano su di me...ad ogni suo colpo i mio cazzo le si pianta in gola... e per gestire meglio i movimenti..per non perdere un millimetro di cappella grossa e turgida....con le due mani mi prende le palle...e l' asta del cazzo....per spingerla ancora piu in fondo... sono stordito dal piacere..non riesco a muovermi....le mie mani inerti lungo il corpo la testa reclinata avvolta dall' intensità emozionale ....sento la sua lingua..la sua bocca..le sue mani sul mio cazzo....come se ci conoscessimo da sempre donna provocante..donna assetata...donna malizia..donna passione...donna donna donna...meravigliosamente femmina non vuol perdere un istante del piacere che sta provando ....sento i colpi del cazzo del suo uomo che si infrangono su una figa gronda di eccitazione..senti gli schizzi del desiderio ..un profumo intenso di femmina poi improvvisamente si ferma..si blocca.....e dice al suo uomo..."amore...ti amo...grazie per questa sorpresa...ma adesso voglio che mi guardi mente il tuo amico mi scopa...voglio che ammiri il mio piacere..." ...mi offre la schiena...si inarca ancora di piu...e mi dice.."scopami..." mente con le mani allontana il suo uomo ...lo appoggia verso la macchina e gli dice ..."toccati che voglio vedere che ti piace il mio piacere..." il suo uomo..con il cazzo durissimo....quasi stupefatto e sorpreso della iniziativa della propria donna si appoggia alla macchina e comincia a masturbarsi lentamente... mentre vede la propria femmina...godere...godere del cazzo straniero che ha in figa..godere del fatto che il suo uomo la guarda ...godere del fatto che è all' aperto..il luogo che ama di piu ...colpi lunghi profondi la prendo per i fianchi per sbatterla con maggiore determinazione con maschia intensità... un piacere assoluto... sento il suo corpo vibrare... mi cola l' essenza del suo piacere e della sua eccitazione sulle cosce... poi non paga di scosta...e dice.. "voglio bere di voi....dopo aver goduto con i miei due uomini singolarmente....voglio ammirarvi mentre raggiungete l' orgasmo..." si accovaccia....con una mano continua a pastruganre la figa fradicia...mentre con l' altra alternativamente avvicina i nostri due cazzi alla faccia...alla bocca..alla lingua... li prende in bocca uno alla volta.... uno lo infila in gola.. l' altro continua a masturbarlo "come state..." ci chiede..."siete pronti a sborrare?" noi impietriti ed eccitatissimi...rispondiamo di si... e lei "...venitemi in faccia....voglio vedere i flutti di sborra che mi inondano la faccia..la bocca..le labbra.." noi due come se conoscessimo da sempre ..acceleriamo nel movimento..avviciniamo la punta alla sua bocca....e come se fossimo un corpo solo..un solo uomo con due cazzi.....contemporaneamente le schizziamo la faccia... lei avida di sborra.....con la lingua raccoglie i succhi che non le sono finiti in bocca...sorride... con le labbra raccoglie le ultime gocce dalle punte dei nostri cazzi... e come se avesse mangiato il dolce piu buono che esita...si lecca i baffi copiosamente... la mano con cui si trastullava la figa..la avvicina alla sua bocca e lecca anche di se... storditi...soddisfatti....stravolti..quasi attoniti..io e il suo uomo ci ricomponiamo... la guardiamo..il suo volto radioso..appagato... ci sorride.. le sorridiamo... allungo la mano e mi presento..."piacere oscar..." THE END
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2 anni fa
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Il colloquio di lavoro.
Mi chiamo Paolo, ho 27 anni e sono sposato da tre con Silvia. Lei è una donna bellissima. Ha la mia stessa età. Bella, mora, alta, magra, una terza di seno, un culetto a mandolino al culmine di cosce lunghe e snelle. Fra di noi c'è un bel rapporto, ma quello che è capitato giorni fa ha dato una luce nuova a tutta la nostra storia. Io l’amo da morire e voglio sempre la sua felicità. Sta ultimando un master, ma le hanno proposto un colloquio di lavoro. È consapevole che, essendo un posto ben remunerato e di una certa importanza; sa benissimo che sarà dura, ma non vuole perder l'occasione. Farà di tutto per avere quel posto, ne sono convinto. Una sua amica ha già fatto il colloquio e le ha detto che la persona che incontrerà è un uomo molto attraente, sicuro di sé, autoritario, che sa il fatto suo. Mentre me lo dice, ridacchia, come se, sotto sotto, ci sia qualcos'altro. Sono anche convinto che lei non mi abbia detto tutto quello che le aveva riferito l'amica. Fin da subito, ho capito che c'è qualcosa di particolare, perché la vedo che si sta vestendo in modo molto ricercato: lingerie nuova, autoreggenti, tubino nero. Trucco leggero come piace a lei e, mentre lo fa, sorride, mi guarda con i suoi occhi dolci e mi illanguidisce così tanto, che non le rifiuto nulla. Mi sento il cuore in tempesta; sono certo che, per avere il lavoro, è disposta a tutto, anche a tradirmi. Di questo me ne sono convinto durante il tragitto che abbiamo fatto insieme verso l'appuntamento. Mi ha chiesto di accompagnarla in macchina ed io, da bravo maritino, l’ho accompagnata. Lungo il percorso, lei ha continuato a dirmi di quanto sia importante per lei sentirsi realizzata come donna, sotto tutti gli aspetti. Che il nostro amore non è in discussione, ma che ha bisogno di altro: sentirsi realizzata dal punto di vista lavorativo. Desiderava vedersi apprezzata per le sue capacità in quel campo, sentirsi adulata e, a volte, anche se sfruttata, di sentirsi in ogni caso necessaria. Siamo arrivati, l'appuntamento è nella hall di un hotel a cinque stelle. Dentro di me ho pensato che non avevano badato a spese. La vedo tesa. Si gira verso di me e mi parla con tono alquanto ansioso. «Senti, facciamo così: se c'è qualcosa che non va, ti chiamo e ti faccio sentire come vanno le cose. Così che tu possa valutare se venirmi in aiuto; ok?» Sono alquanto indeciso, ma non glielo dimostro e, anzi, cerco di rassicurarla. «Sta tranquilla! Credo che non ce ne sarà bisogno; ma, nel caso, corro da te! Vai e...in bocca al lupo!» Appena pronunciato questa frase, mi rendo conto che andrà davvero in bocca ad un lupo, ma sono consapevole che la mia donna ha le palle per gestire la situazione. Sono abituato a vederla sempre sicura di sé e mi fa strano questo suo malumore. La vedo camminare sui suoi tacchi, muovendo le anche mentre entra nell'hotel e penso che mia moglie sia davvero una bella fica. Ho deciso di rimanere lì, in macchina e mi sposto per aver una migliore visione dell'hotel: noto che alcune camere hanno la luce accesa, altre sono al buio. Sono completamente all'oscuro su cosa stia succedendo lì dentro! Augusto. Mi chiamo Augusto, 55 anni, top manager di un importante gruppo finanziario. Sono un bell’uomo, alto oltre la media, capelli brizzolati, occhi scuri, dall’aspetto imponete, massiccio, duro. Sono alla ricerca di una nuova collaboratrice, da quando, un mese fa, un facoltoso cliente mi ha portato via Elena, la mia più fidata e preziosa collaboratrice. Il tizio se ne è invaghito e l’ha veramente comperata a suon di soldoni, che lei non ha rifiutato. Ora ne sto selezionando altre, ma fino a questo momento ho solo conosciuto delle puttanelle senza palle, mentre a me serve una davvero motivata, capace, sveglia, ma, soprattutto troia! Sì mi serve troia e scaltra, perché nel nostro lavoro la scaltrezza e la spregiudicatezza, anche nel saper aprire le cosce è fondamentale, in quanto il settore finanziario è un mondo di squali, senza scrupoli. Ora sto aspettando quest'ultima candidata. La vedo camminare nell'androne e avvicinarsi alla reception per chiedere informazioni. Io son seduto su una delle poltrone lì vicino. Bella mora, alta, magra, una terza di seno e un tubino nero che rileva le curve giuste del suo corpo. L'addetto alla reception le fa un cenno verso di me; lei gira la testa e mi sorride. Mi alzo e le vado incontro. «Piacere, sono Silvia.» Stretta di mano come da prassi. «Piacere, sono Augusto. Le posso offrire un drink o un caffe?» La invito al bar per bere qualcosa e parlare di lavoro. Lei accetta ben volentieri. Durante il nostro aperitivo, le spiego quali dovrebbero essere le sue mansioni. «Il suo incarico, all’inizio, è lavorare dietro una scrivania per fare lo screening dei potenziali clienti e segnalarli a me; poi raccogliere tutte le informazioni possibili su di essi, per infine contattarli, affinché investa nelle azioni che noi gli proponiamo. Certo, all'inizio, non le sarà facile, ma se vuole il posto ed il relativo stipendio, molto lauto, ce la deve metter tutta.» Lei continua a dirmi che sta ultimando gli studi, ma vorrebbe iniziare a lavorare, anche per raccogliere maggior autostima per sé stessa. «Certo che sono disposta ad impegnarmi fin da subito, anche se sto terminando gli studi, ma voglio lavorare per sentirmi utile ed impegnata al massimo.» Mentre l’ascolto, le guardo le labbra e già sogno il momento in cui le vedrò strette attorno al mio cazzo. Non ci posso far niente. Quando trovo una donna così, la mia fantasia galoppa. Lei si accorge che c'è qualcosa che non va e mi chiede se va tutto bene. «Scusi, ci sono problemi? Va tutto bene?» Io mi scuso e le dico di continuare, sorridendo. Proseguiamo la nostra piacevole conversazione, nella quale spaziamo dal lavoro alla vita privata. Scopro che è sposata non solo dall'anello al dito, ma anche dalle sue parole. «Ho notato la fede al dito, è sposata da molto tempo? Ha figli?» Lei sorride e mi ribadisce che è sposata da tre anni e mi fa di capire che il suo rapporto, almeno fino a questo momento, non sarà un pericolo per la sua carriera. Le dico che, per far carriera, una donna deve saperci fare e deve esser molto disponibile. «Certo, nel nostro ambiente, una donna che vuol far carriera, deve esser sempre disponibile e far sì che il cliente, con ogni mezzo, si convinca ad investire con noi.» Lei lo sa benissimo e mi dice che ne aveva giusto parlato con una sua amica, cui avevo fatto il colloquio la settimana prima. Mentalmente penso a "chi sarà?" lei mi dice il nome. «La mia amica Federica mi ha parlato molto bene di lei.» Nel sentire il nome ripenso alla splendida serata passata con la sua amica biondina. Anche con lei ho consumato un aperitivo e poi il clima si è riscaldato, finendo in camera mia, dove ci siamo lasciati andare ai piaceri della carne. Una biondina con occhi da cerbiatta, che mai avrei pensato si sarebbe trasformata in una vera troia, a letto. Pompino, figa e culo, non si è fatta mancare niente, l'amichetta. Mi fingo preoccupato. «Oh, mio Dio, chissà cosa le avrà raccontato la sua amica!?» Lei mi guarda e ride divertita. «Mi ha raccontato tutto, ma non si preoccupi; capisco perfettamente la mia amica: lei è un bell'uomo e, poi, dopo un bicchiere, lei si lascia andare, abbandonando completamente ogni freno inibitore.» La osservo continuando a fingermi stupito. «Ah no? A me sembrava capisse molto bene la sua amica biondina e non mi è sembrata che cadesse dalle nuvole!» Ci facciamo una risata e la nostra chiacchierata prosegue mentre vengo compiaciuto da notevoli accavallamenti di gambe, che le fanno risalire il tubino sulle cosce; le risate in libertà si susseguono con movimenti più disinvolti da parte sua verso di me, che comportano una maggiore vista del suo fantastico decolté. Sembra ubriaca, ma sa perfettamente cosa fare, sa che, per avere il posto, dovrà esser più brava della sua amica. Paolo. Sono in macchina da un'ora e mezza. Continuo a controllare il cellulare, che non suona. Da una parte son contento, mentre dall'altra sono un po' preoccupato, perché mi vengono in mente i suoi occhi ed il suo sorriso, mentre si vestiva; quel sorriso che era tutto un programma su cosa volesse far intendere riguardo alla sua determinazione. Augusto. Siamo ancora seduti al bar. Lei inizia a farmi domande molto personali, a cui rispondo tranquillamente. Parliamo delle ferie e di come lei sia riuscita a non farsi marcare il corpo da alcun segno: sbarazzina, mi mostra la spalla nuda. Le piace la libertà, ma le piace anche il controllo. Mi appoggia una mano sul ginocchio, mentre mi parla, e il calore della sua mano si espande lungo la mia coscia, entrando nei miei boxer e facendomi avere un'erezione. Ancora le guardo le labbra e ancora le immagino strette attorno alla mia cappella. «Ops, scusami! Non volevo…» Finge di esser stata invadente, passando perentoriamente al tu e, sorridendo, guarda prima me, negli occhi, e poi la mia patta. I miei pantaloni non nascondono la mia sensazione di calore e si intravede perfettamente la mia eccitazione. Mi scuso e lei sorride maliziosamente: sa benissimo di esser riuscita nel suo intento. È consapevole che io la desidero ed anche lei, a questo punto, desidera me. Passato l'attimo di imbarazzo e confusione, parliamo ancora un po' di lavoro e, tra le varie cose, le dico che visto che mi sembra molto sveglia, vorrei, se ha ancora un attimo di tempo, che guardasse delle carte nella mia camera. Silvia. Ho subito intuito che mi vuole portare in camera per scopare e, per vero, sono disposta anche a questo. Devo solo far capire a mio marito, che sono decisa. Guardo l'orologio e gli assicuro che non c'è nessun problema. E qui mi scatta l'idea: ho sempre voluto coinvolgere mio marito in queste mie fantasie. Mi è sempre piaciuto trasmettergli la sensazione di poter esser fatto "cornuto". Fargli capire come vorrei esser trattata a letto, usata, goduta e trattata da puttana, mentre lui mi scopa con tutta la tenerezza possibile, quasi a temere di farmi male, mentre io voglio sentirmi "troia". Mi alzo dal divano tenendo la mano nella borsetta e, così, faccio partire una chiamata, mentre ci dirigiamo verso l'ascensore. Paolo. Sento il cellulare che suona, vedo la sua foto fatta al mare. Rispondo e sento dei rumori, poi sento un campanello e la sua voce, che, parlando mi informa; ascolto in religioso silenzio. «Lei mi dice che il posto potrebbe esser mio se riuscissi a farle capire quanto ci tengo? Da come sono determinata ad adattarmi ad ogni situazione?» Impallidisco. Mi rendo conto che sono nell'ascensore. Silvia. Continuo a tenere aperta la comunicazione con mio marito, che non sa che, io, in ascensore ho allungato le mani sulla patta di lui e gli ho palpato il cazzo, che si è indurito di colpo al solo tocco. Lui non è sorpreso e risponde alla mia domanda, che sicuramente farà impazzire mio marito che ci ascolta. «Con questa sua constatazione, son sicuro che, se la mette così, le probabilità che il posto sia suo direi sono notevoli. Certo dovresti mostrare di esser molto brava!» Lui sente chiaramente la sua voce e capisce che deve esser successo qualcosa. Paolo. Sento il rumore delle porte dell’ascensore che si aprono, sento i passi nel corridoio. Una porta che si apre. Altri passi. La porta si chiude, ascolto. Augusto Entrati in camera le nostre lingue si avvinghiano. Lei mi toglie la giacca in fretta. Io mi sfilo le scarpe e le abbasso il tubino, scoprendole il seno perfetto. Le bacio i capezzoli turgidi, mentre lei mi slaccia la cintura e mi apre i pantaloni. Le sue mani vogliose corrono sui miei boxer, abbassandoli. Si china, solleva lo sguardo, compiaciuta nel trovarsi davanti la mia verga grossa e dura, di ottime dimensioni, inizia un pompino spettacolare. Le prendo la testa tra le mani, lei alza gli occhi verso di me e mi guarda, mentre me lo succhia impugnandolo per bene. Finalmente le sue labbra sulla mia cappella! Mi complimento con lei. «Bravissima signorina, ecco l'esame orale cui volevo si sottoponesse! Brava, continui a usare la lingua su ogni argomento!» Paolo Ecco le parole che ho sentito; sono rabbrividito all'idea che lei lo stia facendo. In cuor mio sapevo che sarebbe successo. Ho sempre saputo che, con una donna come lei, le corna erano da tener in conto, mi stupisce solo che siano arrivate così in ritardo. Sento i suoi gemiti di piacere, non so cosa fare. Sono certo che lei ha tutto sotto controllo e la cosa mi eccita. L'idea che lei sia in una camera a scoparsi uno sconosciuto, mi fa eccitare. Il mio cazzo si indurisce nei jeans, mentre ascolto, e ci passo la mano sopra. Augusto. Mi godo la pompa e la incito a continuare. «Continua a succhiare, non ti fermare! Succhiami bene, che poi ti faccio io un bel servizio!» Le parlo mentre mi siedo comodamente sul letto. Lei rimane solo con gli slip, inginocchiata davanti a me, che ormai sono nudo. Poi si alza e mi appoggia il seno sul cazzo duro, iniziando una favolosa spagnola, guardandomi negli occhi. Mi piace, ma io voglio di più e anche lei. Mi alzo, baciandola e le tolgo gli slip; la sbatto sul letto, le apro le gambe e inizio con dita e lingua a prendermi cura della sua passerina rasata e ridotta ad un lago. Non bado al fatto che, mentre ho la testa tra le sue gambe, lei prende la sua borsetta, ansimando. Silvia. Adesso è giunto il momento di far capire a mio marito che indietro non si torna: o mi accetta così o lo lascio. Controllo il cellulare; è ancora acceso. Attacco la chiamata. Poi di nuovo un’altra chiamata: una video chiamata. Lo lascio in una modalità che lui possa avere una buona visuale. Paolo "tu...tu...tu..." caduta la linea? Improvvisamente non sento più nulla. Mi sto chiedendo cosa sia successo, quando ecco di nuovo una chiamata: una video chiamata. Rispondo e resto a guardare in silenzio. Vedo la testa di un uomo tra le gambe di mia moglie, poi il cellulare si gira e vedo il suo viso, mi fa segno di far silenzio e vedo dai suoi occhi che la cosa le piace molto. Appoggia il cellulare sul comodino e riesco perfettamente a vedere la scena. Non ce la faccio più: sono troppo eccitato, apro la zip, abbasso boxer e me lo tiro fuori, segandomi. Augusto. Le parlo e lei ansima e geme. «Ti piace così, vero? Ne vuoi ancora?» Non mi risponde, ma le sue mani sono sulla mia testa e spingono verso la sua ostrica umida. Le mi dita si alternano tra quella fessura ed il suo culetto, mentre la lingua non dà tregua al clitoride. Poi la faccio girare a pecorina e continuo a leccare. Mi alzo in piedi e la penetro. Lei ansima di piacere. «ooh…sì! Finalmente.... un bel cazzo duro dentro di me!» La domino. «Zitta! Una troia deve solo ansimare! Devi farmi sentire come ti piace il cazzo del capo, perché non sarà né la prima né l'ultima volta che lo prenderai così!» Miagola come una gatta in calore. «Sì, mi piace! Mi piace molto! lo sento molto grosso che mi apre e mi dilata tutta! Dai, dammelo ancora a fondo!» Paolo. Sono queste le parole che escono dalla bocca di mia moglie. La vedo perfettamente che si tocca i capelli, mentre quell'uomo la sta prendendo da dietro. Vedo perfettamente il suo viso e i suoi occhi e continuo a segarmi, pensando a quanto lui sia più maschio di me. Mi sento umiliato, ma anche felice di aver una moglie così bella e puttana. Guardo in silenzio e mi sego al loro ritmo. Augusto. Mentre la scopo a pecorina, lei inarca la schiena, si alza, gira la testa verso di me e ci baciamo. «Vieni, dai, fammi sentire il tuo calore dentro.» Le sorrido e scuoto il capo. «Non voglio venir subito e dentro. Ti voglio godere ancora e poi voglio anche il tuo culetto.» Lei gode al solo sentirmi dire queste cose. «Sì, dai, sfondami anche il culo! Lo voglio anche lì. Voglio sentirlo tutto dentro! Dai, fammi sentire che sei un vero toro da monta!» Sentirmi dire che lo vuole nel culo e che la sodomizzi, che le faccia sentire chi comanda, mi eccita di più e allora non mi faccio pregare due volte. La faccio abbassare, inumidisco con la saliva il suo buchino e, piano piano, le spingo dentro la mia cappella. «Sì, dai, ma fa piano, che me lo spacchi! Però dai, che mi piace! Sfondami il culo!» Urla di piacere. Il buchino è stretto, ma una volta entrato, riesco agilmente a spingere con più facilità fino in fondo. La sfondo e la monto come un toro scatenato. Lei allunga le mani e si tocca il clitoride, mentre le affondo il cazzo nello sfintere. Gode e urla di piacere. «Vengo! Mi fai godere, porco, vengo!» La sento urlare di puro piacere. Sento che il suo respiro si fa sempre più affannoso e poi viene. La sento godere di piacere. Mi sfilo dal culetto, la faccio girare e glielo infilo dritto in bocca; lei lo accoglie tutto. Ha l’aria stanca, ma lo vuole: vuole la mia crema! Si aiuta con le mani e continua la splendida pompa che aveva iniziato entrando in camera. Le vengo con un fiotto di sborra che le finisce in faccia e in bocca. Lo raccoglie con le dita e lo assapora tra le labbra, poi lo ingoia, come una vera troia. Sono soddisfatto, ma sono sfinito. Ho deciso che la ragazza ci sa fare molto più della sua amichetta, ma forse le prenderò entrambe per avere delle alternative. Paolo. Vedo lo schizzo di sborra che entra perfettamente nella bocca di mia moglie e il mio schizzo che finisce sul cruscotto. Son venuto con lui, ma non c'è mia moglie a ripulirmi: lei sta ripulendo un altro. Augusto. Siamo ancora distesi sul letto. Sono soddisfatto, mi è piaciuta, mi giro verso di lei e, sorridendo, le comunico la mia decisione. «Ottimo esame! Direi che ci rivedremo presto, signora, perché la prova è ampiamente superata!» Mi fa un sorriso compiaciuto e mi conferma quello che volevo sentirmi dire. «Ne sono molto contenta e vedrà che, insieme, miglioreremo sempre più. So esser molto brava ad apprendere e mi voglio impegnare per fare in modo che lei sia molto fiero di me! Voglio esser la sua miglior collaboratrice!» Le do un bacio sulla fronte e le dico che la camera è a sua disposizione. Prendo i miei vestiti e mi trasferisco attraverso una porta nella stanza accanto, a farmi una doccia. Paolo. Appena si chiude la porta, lei prende il telefono e mi parla. «Sei ancora lì?» Sentire la sua voce ancora rotta dal piacere, mi emoziona. Balbettando le rispondo. «… sì... sono ancora qui… ma... ma... io...» Devo riconoscere che è stata dura, ma lei mi sprona. «Ma, cosa? Dai, non fare lo stronzo! Anzi, vieni su che ti aspetto: terzo piano, stanza 311» Esco di corsa dalla macchina e entro; passo velocemente davanti alla reception e salgo al terzo piano, stanza 311, non busso neanche ed entro; la vedo ancora distesa sul letto, che si sta toccando. «Avvicinati, dai, vieni qui. Ti è piaciuto, vero?» Sono sconvolto, ma tanto eccitato; lei vede che i miei jeans sono schizzati. «Ti sei segato, vero? Ti è piaciuto esser diventato cornuto? Dimmelo?» «Sì. Mi è piaciuto molto e son felice per te che hai trovato un vero toro da monta, che ti farà godere più di me!» Lei sorride un po’ ironica, apre le braccia e mi invita fra di esse. «Allora adesso vieni qui e baciami!» L’abbraccio e la bacio in bocca e, facendolo, mi accorgo che la sua bocca ha un gusto strano: che stupido, è il gusto dello sperma dell'altro; un sapore a me sconosciuto, al quale mi dovrò abituare presto. Lei si apre e si offre a me. «Bravo, cornuto, ora leccamela, perché voglio godere anche con te!» Mi chino fra le sue cosce. La vedo ancora ben dilatata, a conferma del fatto che, da quanto ho visto, il toro lo ha bello grosso e la lecco come mai avevo fatto prima. Lei gode di piacere, mi tiene le mani sul capo e mi accarezza la testa; avverto la sensazione che mi stia lucidando le corna appena spuntate, ma che, col tempo, diventeranno sempre più forti ed abbondanti.
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3 anni fa
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Varie
Mi scopo il collega
Mi chiamo Anna, ho 27 anni, sono alta 1.70, mora, capelli a caschetto, occhi neri, bocca ampia, labbra carnose ed un bel seno di una terza piena. Fisicamente sono longilinea, ventre piatto, bel culo alto e sodo, cosce lunghe e snelle. Da cinque anni, lavoro come impiegata in una ditta molto importante e, fra le regole che ci ha imposto la direzione, vi è quella di non intessere relazioni con i colleghi. Poi, un anno fa, mi hanno trasferito in un nuovo ufficio con un incarico molto prestigioso. Mi son trovata in coppia con Mario, un bel maschio di 36 anni, sposato. Alto, biondo, dal fisico ben curato e, nonostante le restrizioni, fin da subito ha cominciato a corteggiarmi, prima discretamente, poi sempre più apertamente. Fra noi è cominciato un vero e proprio gioco della seduzione. Io lo provocavo e lui che, reso impotente dall'osservanza del regolamento, soffriva ogni giorno di più. Naturalmente anche lui ci andava giù pesante, nel confessarmi di come mi avrebbe lasciata "sofferente" e come mi avrebbe "scopata, lasciandomi senza respiro", ma, nel contempo, temeva per davvero che una notte con me, avrebbe potuto rovinarlo personalmente e professionalmente. Il rischio era notevole per entrambi, ma per lui molto di più, in quanto, da poco promosso, rivestiva la posizione di quadro dirigente. Alla fine sono stata proprio io a convincerlo a venire da me per un weekend, mentre sua moglie era fuori città. Lo avevo cotto a puntino. «Ti devo avere! Cazzo, non ce la faccio più! Devo per forza entrarti dentro.» Il venerdì, mentre andavo via dal lavoro, gli ho proposto di venirmi a trovare a casa, alle 19:00, lasciandogli l'indirizzo: intimamente contavo le ore fino al suo arrivo. Ho pianificato ad arte nella mia mente, tutte le cose che gli avrei fatto quella sera. L'ho accolto alla porta, quella sera, con il mio miglior top nero ed una gonnellina pari colore, tacchi alti ed autoreggenti, come gli avevo fatto immaginare più volte, inventando un eventuale incontro con lui ed ho subito notato che il suo cazzo si era drizzato al massimo ancora chiuso nei pantaloni «Ben venuto, accomodati!» L'ho portato in salotto, giusto per bere assieme un bicchiere di vino. Abbiamo fatto un paio di sorsate, parlando del più e del meno, ma non ha indugiato molto a ficcarmi la lingua in bocca, mentre mi accarezzava i capelli. Mi sentivo così bene nel sentire le sue mani addosso, che quasi dimenticavo che questa era la nostra prima volta insieme. Mi aveva descritto così tante volte come mi avrebbe accarezzato, toccato e fatto eccitare, che, adesso, nel provare certe sensazioni, mi sembrava troppo naturale, ovvio ed intimo; ero molto rilassata e pronta a godere con lui. Sapeva tutto di me, gli avevo parlato a lungo di me. Gli avevo raccontato della mia adolescenza. Di come avevo scoperto il sesso ed il piacere che provavo nel farlo con dolcezza ed intensità. Nel mio gioco di seduzione., gli avevo descritto tutti i dettagli della mia vita sessuale, tutte le cose che adoravo mi fossero fatte, insomma gli avevo rivelato la mia vera natura di troia a letto. Spesso mi chiedevo come fosse il suo matrimonio: ero convinta che gli mancasse qualcosa. Adesso, però, mentre mi tirava a sé e continuava a baciarmi, l’ho guardato negli occhi con curiosità. «Allora, ti trovi a tuo agio qui con me? Hai abbandonato fuori dalla porta tutte quelle regole che limitano tanto i nostri desideri?» Avevo a lungo immaginato questo momento e volevo che anche lui si sentisse a suo agio. Non volevo che lui potesse pentirsi per avermi chiavato, perché sapevo che quell'amplesso avrebbe, di certo, cambiato i nostri rapporti. Rinvolsi uno sguardo penetrante nei suoi occhi e percepii tutto quello che avevo bisogno di sapere, ma che lui tenne comunque a precisare. «Sono consapevole che ci stiamo imbarcando in qualcosa di folle, ma, se usiamo il cervello lì fuori, qui dentro possiamo far tutto quello che vogliamo. Qui siamo io e te, fuori io sono il tuo dirigente e ti striglio, anche se non ce ne sarebbe motivo. Chiaro?» Ho annuito, mi sono appoggiata a lui e l'ho baciato con passione, mentre gli sbottonavo la camicia con una mano. Ho fatto scorrere le mie dita sul suo petto, per, infine, sbottonargli i pantaloni. Riuscivo a percepire la dimensione ed il calore del suo membro al massimo dell'erezione, mentre vi passavo sopra la mia mano nel tirargli giù i pantaloni. Ho sempre avuto la sensazione che fosse molto dotato, ma ora, finalmente, avrei avuto la conferma e, spero, anche il piacere di accoglierlo dentro. Ero già un lago ed anche cosi in ansia di sentire quel cazzo dentro di me, che ho fatto in modo di prolungare il piacere il più possibile. Lui era in trepida attesa di vedere come mi sarei comportata nel realizzare quel desiderio a lungo represso, che sapeva avrei voluto durasse per sempre; per qualche motivo, volevo qualcosa di più di una semplice oscena chiavata con lui. «Rilassati e lasciami fare.» Adesso, con una mano nei suoi pantaloni, ho iniziato a carezzargli il cazzo, sfiorandolo con le unghie, ed ho sentito qualcosa di gran lunga grossa e dura. Ho impugnato la sua verga e le dita non riuscivano a cingerlo completamente, tanto era grosso. La bellissima sensazione di tenerlo in mano, mi ha fatto bagnare ancor di più. Era così caldo e duro, che ho desiderato prenderlo subito in bocca. Ho finito di spogliarlo e poi mi sono inginocchiata davanti alle sue gambe; ho estratto la sua dotazione decisamente bella, lunga oltre la media e grossa; molto grossa, con una bella magnifica cappella rossa, lucida. Ho preso a leccarglielo piano, dalla punta alla base. Lui ha preso a gemere dolcemente, mentre si abbandonava indietro ad occhi socchiusi. «Sì, brava, così! Sei magnifica! Dai: mi fa impazzire esser leccato.» Io, molto lentamente, gli ho preso il cazzo in bocca, dapprima solo la punta, poi, pian piano, quasi fin in fondo. Quella verga era decisamente enorme e, a mala pena, riuscivo ad ingoiarla tutta, ma volevo che lui capisse che aveva a che fare con una troia davvero speciale, perché così volevo apparire in quel momento per lui: la sua troia! Ho tenuto la verga a lungo infilata in bocca e lui ha preso a gemere di piacere, elogiando il mio pompino. «Sì, bravissima! Cazzo, sei stupenda! Quella stronza di mia moglie riesce appena a metterselo fra le labbra! Dai, ingoialo tutto, che mi fa impazzire!» Sentirgli dire queste cose, mi ha fatto quasi venire all’istante. Continuavo a scivolare, su e giù, sul suo cazzo, mentre con una mano, adesso, gli carezzavo le palle grosse e, sicuramente, piene di crema, che anelavo bere in gran quantità. Ho intensificato la suzione per farlo sborrare e lui ha cercato di resistermi, ma io avevo troppa voglia di bere il suo piacere di maschio. «No, dai, così mi fai schizzare subito! Cazzo, sei tremenda! Mi fai sborrare! No! Cazzo, vengo!» Ho serrato le labbra sul glande e mi son fatta una fantastica bevuta di crema dolcissima, mentre lui letteralmente impazziva fra le mie labbra. «Sei fantastica! Mi fa impazzire sborrare in bocca ad una donna! Quella zoccola di mia moglie non me lo ha mai fatto un bocchino con l’ingoio, nemmeno a pagamento!» Sono venuta con lui! Ho avuto un orgasmo che ho mugolato a bocca piena. L’ho leccato e succhiato facendolo restare bello duro e lui mi ha fatto alzare e L'ho portato in camera da letto e mi ha disteso a cosce aperte; mi ha strappato via il perizoma, per poi infilare la sua lingua nella mia ostrica assurdamente piena di umori. Ha presso a leccarmi in maniera divina ed io ho avuto un nuovo repentino orgasmo. «Sì, dai, sei meraviglioso! Oddio, mi fai già venire! Dai, che vengo! Sì, ora!» Ho serrato le cosce, imprigionando fra esse la sua testa, mentre la sua lingua proseguiva a percorrere, in lungo e in largo, la mia fica. Era sconvolgente! Di cazzi ne ho presi ed anche tanti, ma sentirmi leccare così, non mi era mai capitato. Mi ha latto godere da pazzi, poi mi ha spogliato nuda e si è disteso supino, mi ha trascinato su di sé, ed io mi sono impalata su quella verga maestosa, che mi ha riempito fin dentro l’anima. Ho chiuso gli occhi, focalizzando ogni mia sensazione sulla pienezza che avvertivo nel ventre, poi ho iniziato ad oscillare avanti/indietro, con lui che, sollevate le mani, ha afferrato i seni e me li strizzava, impastava, provocandomi altre dolcissime sensazioni. Era sconvolgente! Ho iniziato a godere senza più rendermi conto di quanto: un orgasmo finiva ed un altro iniziava. Si stava davvero concretizzando il nostro desiderio: una chiavata bellissima, senza fine! Dopo aver goduto fino allo stremo, mi sono spalmata sul suo petto. Lui mi ha accarezzato a lungo, poi si è sfilato da me e mi si è messo affianco. L’ho guardato e gli ho sorriso. Questa era la sua notte; voleva essere lui ad avere il controllo della situazione, realizzando tutte le fantasie che aveva ipotizzato in questi ultimi mesi. Sapeva bene che gli avrei consentito di far cose che, con sua moglie, non avrebbe mai potuto; perciò mi son messa in ginocchio, voltandogli le spalle. Era l’invito più sconvolgente che si aspettava da me: gli stavo offrendo il culo, nella piena consapevolezza che sua moglie non l'avrebbe mai fatto. «Brava! Adesso ti sfondo il culo! L’ho talmente desiderato, che quasi non mi sembra vero! Questo tuo meraviglioso culetto mi ha sempre fatto impazzire !» Io l’ho guardato e, con movenze da maliarda consumata, l’ho invitato a goderselo. «Sì, lo so che lo vuoi, porco! Ho notato quante volte ti sei eccitato ad immaginare di mettermelo nel culo! Sono certa che quella puttana di tua moglie non te lo dà, quindi, dai, sfonda il mio e fammi godere anche di culo!» Lui, però, da porco consumato, ha indugiato ancora un po'. Si è inginocchiato dietro di me, afferrandomi i seni e baciandomi la nuca con tutta la passione possibile, provocandomi ulteriori gemiti di piacere, poi, ha allungato una mano davanti, in basso, fino ad arrivare alla mia ostrica: ha preso a titillare il mio clitoride. Non poteva non sentire quanto mi bagnavo ancora ad ogni suo tocco e, alla fine, sono stata costretta ad implorarlo. «Porco, scopami! Dai, mettilo dove vuoi, ma scopami! Ti voglio dentro!» Bruciavo dal desiderio e lui mi ha infilato la sua grossa verga da dietro, nella fica, procurandomi un fremito di piacere lungo tutto il corpo. Per un po' mi ha stantuffato la vagina fradicia di umori e poi, dopo averlo inzuppato per bene, me lo ha appoggiato allo sfintere. Io, impaziente, ho dato una spinta all’indietro, facendomelo penetrare completamente nel culo. L’ho sentito entrare e dilatarmi meravigliosamente. «Sì, così, porco, sfondami! Cazzo, come sei grosso e duro: mi fa impazzire sentirlo tutto dentro nel culo! Dai, ancora più a fondo!» Mi ha penetrato il culo con due affondi molto decisi. Poi mi ha afferrato per i fianchi e mi pompato come un folle. Sentivo il suo corpo, sbattere contro il mio e mi sentivo devastata per il piacere che provavo. A sua volta anch'egli era sconvolto: godeva da matti a sfondare il mio culo. «Sei una gran troia rotta in culo! Cazzo è meraviglioso sfondarti il culo! Bellissimo! Te lo spacco tutto!» Mi ha pompato il culo a lungo. Ha portato di nuovo una mano sul mio bottoncino e mi masturbava, mentre mi chiavava con un impeto selvaggio. Ho allungato una mano, portando le mie dita sulle sue, per poi spingerle dentro di me, implorandolo di non smettere. «Sì, cosi, devastami tutta! Sei meraviglioso! Dai, che vengo ancora! Dai, fammi impazzire!» Lui non si è risparmiato: io godevo come non mai, mentre il suo cazzo, che ora sembrava ancor più grosso, mi dilatava esageratamente; intanto continuava a scoparmi con spinte poderose e profonde. Ero di nuovo all’apice del piacere; il suo ritmo accelerava ad ogni affondo, mentre io gli andavo incontro, spingendo il culo all'indietro, contro di lui. Gridavo, ogni volta che tirava fuori il cazzo quasi del tutto, solo per poi sbattermelo di nuovo dentro, strappandomi un grido di piacere ad ogni infilata. Continuò a scoparmi il culo senza pietà, fino a sentire quel bellissimo membro pronto ad esplodere nel profondo del mio, ormai più che dilatato, culetto. Ho desiderato averlo di nuovo in bocca, per gustarmi il sapore della sua crema. «Dai, sborrami dove vuoi, ma sappi che ne voglio parte anche in bocca! Ti prego, fammi bere ancora il tuo piacere.» Lui mi ha dato altre spinte molto vigorose, poi, con un grugnito da vero maiale, mi ha riversato nel culo uno schizzo bollente di sperma. «Sì, così, dai sborrami in culo! E' bellissimo!» Un attimo dopo l’ho sentito sfilarsi ed una strana sezione di vuoto mi ha sorpreso, poi mi ha fatto girare e mi ha schizzato il resto del suo carico appiccicoso, su faccia e collo, ricoprendomi tutta di sperma bollente. Famelica, gli ho divorato le ultime gocce del suo dolce liquido, mentre me ne spalmavo il resto su tutto il corpo. Con uno sguardo da maliarda, l’ho indotto a leccarmi la fica irrorata del suo sperma, poi ho preso a massaggiargli il cazzo, ormai moscio, facendolo scorrere sulle mie tette, rese appiccicose dal suo piacere. Dopo di che l'ho baciato ed egli ha risposto con passione, limonando con me che avevo ancora la bocca ricolma dei suoi umori. Soddisfatto, mi ha guardato, esprimendo tutto il suo compiacimento. «Sei una troia meravigliosa! Sei esattamente come avevo immaginato. Ribadisco quello che ti ho detto prima: in ufficio sarai oggetto di bei cazziatoni, ma, qui dentro, sarai tu a dominare, se mi vorrai ancora.» Gli ho fatto fare una vigorosa doccia, per non lasciare residui o odori che avrebbero potuto compromettere il suo matrimonio, poi l’ho lasciato andare, ben consapevole che era solo la nostra prima volta e che, di sicuro, ce ne sarebbero state molte altre, in futuro. Nell'accompagnarlo alla porta, gli ho fatto capire che ho apprezzato ogni minuto passato con lui e, dopo sei mesi, lui ha divorziato e, adesso, siamo una coppia fissa, pronti a darci tutto il piacere possibile, senza remore o timori. Lui mi ha detto che, finalmente, aveva trovato la donna della sua vita e che, per nessuna ragione al mondo, se la sarebbe lasciata sfuggire.
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3 anni fa
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Ho fatto cornuto e felice mio marito.
Mi chiamo Chiara, ho 32 anni e da cinque sono sposata con Marco, che ha un anno più di me. Sono alta, ho un bel corpo snello e ben curato, il seno, di una terza piena, bocca ampia, labbra carnose e un bel culo a mandolino. Con Marco siamo stati fidanzati da una vita e, a letto, sono stata sempre e solo con lui: fra noi il sesso era davvero bello ed appagante. Marco, però, da circa un anno, nell'intimità, mi diceva che avrebbe voluto farmi scopare da un altro maschio. Io non mi sbilanciavo, ma devo riconoscere che la cosa mi eccitava da morire, anche se, pur nella fantasia, non avevo pensato di andare oltre. Col passare del tempo, Marco, mio marito, si faceva sempre più insistente, cosicché dalle fantasie eravamo passati a veri e propri inviti a farlo cornuto. Io che ero andata a letto solo con lui, ero sempre più eccitata e incuriosita all’idea di provare un cazzo diverso. È chiaro che eravamo ancora indecisi a trasformare quelle fantasie in realtà e ne parlavamo solo nei momenti di sesso; lo avremmo considerato come un gioco: il nostro gioco! Poi, una volta, in preda all'eccitazione e dopo la sua ennesima proposta di farlo cornuto, mi feci stranamente audace acconsentendo a quelle che erano pur sempre le sue intenzioni. «Dai, va bene: facciamolo! Facciamo questa pazzia, così, alla fine, sarai contento!» Eravamo in prossimità delle ferie estive e, quindi, decidemmo che, una volta in vacanza, avremmo fatto in modo di conoscere altra gente, con cui avremmo potuto creare la giusta atmosfera, per vivere questa esperienza. L’occasione si presentò proprio la prima sera che eravamo in vacanza; eravamo nella discoteca del villaggio turistico. Tra noi i patti erano chiari: una volta entrati, ci saremmo separati. Io avrei ballato con mi invitava e mi sarei fatta abbordare da chi mi piaceva, poi, prima di passare all'azione, ci saremmo dati l'ok, affinché entrambi fossimo resi coscienti dell'inizio del gioco Il patto era, però, che avrei potuto fare tutto quello che volevo, ma non ci avrei scopato. In fondo mi sembrava un compromesso equo. Era arrivata la fatidica sera, ci preparammo per andare, eravamo nervosi ed eccitati, allo stesso tempo. Optai per una mini bianca trasparente. Un intimo molto minimale: un perizoma quasi invisibile ed un reggiseno nascosto sotto il top, ancora più sottile. Ai pedi dei sandali dal tacco alto a zeppa, che mi evidenziavano ancor più il culo. Una volta entrati in discoteca, ci separammo come da accordi. All'inizio, mi sentivo spaesata, impaurita, poi feci una bevuta e cominciai a ballare da sola. Ben presto, mi ritrovai in mezzo ad un codazzo di ragazzi, che cercavano, in qualche modo, di attirare al mia attenzione, ma nessuno mi interessava. Un po’ delusa, tornai al bar e, qui, i miei occhi incrociarono quelli di un lui biondo, occhi azzurri, abbastanza muscoloso. Indossava dei pantaloni bianchi ed una camicia che ne modellava il torace, rendendolo stupendo. Si avvicinò, mi sorrise e, poi, dopo essersi presentato, mi prese per mano e mi invitò a ballare. Luca, il suo nome, mi chiese con chi fossi e inventai che ero con una amica, che, però, si era appartata, lasciandomi sola in pista. Iniziammo a ballare in maniera sempre più coinvolgente, permettendomi di farlo eccitare subito. Mentre ballavo, guardavo in lontananza mio marito, che mi spiava, e la cosa mi eccitava da morire. Pian piano, Luca iniziava a farsi più audace e iniziò a strusciarmelo sul ventre; devo dire che, da quel che sentivo, prometteva abbastanza bene! Ero già tutta bagnata. Mi strusciavo al suo cazzo e, nel mentre, fissavo Marco negli occhi, che si era avvicinato, fingendo di ballare. Era una sensazione bellissima. Dopo un po' Luca, mi chiese se mi andava di uscire dalla discoteca; voleva scoparmi e io non desideravo altro, ma mi ricordai degli accordi presi con mio marito. «Aspettami all'uscita, saluto la mia amica e ti raggiungo.» Subito cercai mio marito e, appena lo vidi, gli andai incontro, baciandolo con passione, per fargli capire quanto fossi eccitata; gli chiesi se fosse d'accordo a che il gioco proseguisse o se preferiva che mi fossi fermata; nel chiederglielo gli toccai il cazzo, accertando che era durissimo: mi è bastato come risposta. «Vedo che il tutto ti sta facendo divertire? Non te ne pentirai; aspettami sveglio in camera, porco!» Lui mi fissò negli occhi ed io lo lasciai di colpo, decisa a vivere questa mia prima avventura. Lui mi ha ricordato l'unica condizione che mi aveva posto, ma io son corsa via, facendo finta di non sentire. Trovai Luca ad aspettarmi e ci recammo in camera sua; ci divertimmo alla grande e poi ho raggiunto mio marito nel nostro bungalow. Appena entrata, ho trovato mio marito che mi aspettava a letto, sveglio ed eccitato. Impaziente, mi chiede subito come fosse andata. «Allora com’è andata? Dai, racconta!» Io, soddisfatta, ma non ancora sazia, l’ho sconvolto. «Benissimo... senti tu stesso!» E lo bacia in bocca, con ancora il sapore di qualche minuto prima, quando aveva ingoiato lo sperma di un altro. Lui, davvero molto eccitato, mi ha esortato a raccontare tutto nei minimi dettagli. Io Iniziai a segarlo, nel mentre raccontavo. «Siamo andati nel suo bungalow e, appena dentro, abbiamo iniziato a baciarci. All'inizio ero alquanto in imbarazzo, un po' freddina, ma lui ha iniziato a mettermi le mani da per tutto, provvedendo anche a sfilarmi la camicetta. A quel punto, l'ho fatto anch'io e, con la mano, sono scesa tra le sue cosce ed ho iniziato a toccargli il cazzo da sopra i jeans. Marco, ero troppo eccitata, non vedevo l'ora di poterglielo vedere: sai bene che non ho mai visto un altro cazzo, tranne che il tuo. Fremevo, così gli ho sbottonato i pantaloni e glieli ho tolti. Era in mutande, col suo cazzo che cercava di uscire. Allora subito l'ho preso in mano, ma non l'ho tirato fuori, volevo gustarmi l'attesa, e così, prima l'ho segato da sopra le mutande, mentre lui mi levava il resto degli indumenti, riducendomi con la sola biancheria indosso. A quel punto, gliel'ho tirato fuori.» Marco fremeva curioso. «Dimmi: ce l’aveva più grosso del mio?» Io ho continuato il racconto. «Sì, era enorme, Marco! Era fantastico, già scappellato, faticavo a stringerlo in mano, da quanto era grosso. E poi era durissimo!» Al solo ricordo, me ne sbrodolavo e mi son resa conto che avevo esagerato nel descrivere quel cazzo meraviglioso, intanto, per la descrizione che ne avevo fatto, è successo che Marco ha schizzato. Ripulii il suo sperma con la bocca, ma, da quanto che era eccitato, il suo cazzo rimase dritto. Egli, allora, mi ha esortato a proseguire il racconto. «Dai, porca, non ti fermare: continua il racconto!» Così ripresi a masturbarlo, mentre continuavo a raccontare i dettagli che lui voleva sentire. «Appena l'ho visto, non ho resistito. Mi son chinata e l'ho preso subito in bocca. Ci entrava a malapena, avevo la bocca spalancata, da quanto era grosso e duro. Non ti offendere, amore, ma il tuo non l'avevo mai sentito così duro!» Marco è visibilmente sconvolto, ma eccitatissimo. «Ok, ho capito era un bel cazzo; ma poi?» «Poi l'ho leccato tutto e provato a farlo entrare in bocca; lo sai, con te ci riesco, ma del suo ne rimaneva un bel pezzo fuori. Poi, non ho resistito, lo volevo sentire in fica, ero troppo eccitata, ero ridotta ad un lago.» Vedo lo stupore sul suo volto. «Ma non hai ceduto, vero? Hai tenuto fede ai nostri patti?» Lo guardo e riconosco la sua ansia, nell’attesa della mia risposta. «Amore, avrei voluto resistere, ma quel cazzo era così bello e grosso da invogliarmi sempre più a sentirlo dentro. Luca il tempo di indossare il preservativo, e mi ha presa, mentre ero in piedi e me l'ha spinto tutto dentro, sbattendomi contro il muro. A quel punto mi ha detto: "Cazzo che fica stretta! Te la sfondo tutta!" Nonostante fossi un lago, ha dovuto dare tre, quattro colpi, per farlo entrare! Oh, amore, so bene che eravamo d'accordo che avrei dovuto conservare per te la mia vagina, ma non ce l'ho fatta a resistere.» Leggo una leggera delusione nei suoi occhi, ma mi rassicura e mi invita a continuare il racconto. «Tranquilla, amore, è il nostro gioco: sapevamo a cosa andavamo incontro. Certo che sei proprio porca! Ma dimmi: ti è piaciuto sentirlo tutto dentro?» Io ero indecisa se esser sincera, ma decisi di giocare correttamente. «Ammetto che i primi colpi mi hanno fatto un po' male, ma, poi, amore, ho goduto tantissimo. Lo sentivo nella pancia, mi sentivo riempita come non mai. Amore, è stata la prima volta che provavo qualcosa del genere, non che il tuo non mi faccia godere, anzi, lo sai che mi piace da morire il tuo cazzo, vero? Ma sai anche che per me era una novità, una scoperta, perché, in realtà, di te sono soddisfatta.» Vedo che fa una piccola smorfia, ma cerca ancora di tranquillizzarmi. «Tranquilla, amore; sono consapevole che con me ti diverti. Dai, continua, che è successo, dopo?» Io, tranquillizzata, proseguii nel racconto con assoluta sincerità. «Mi ha sbattuto sul letto, mi ha aperto le gambe ed ha iniziato a chiavarmi in maniera decisa. Mi dava dei colpi forti, a ritmo incessante; ero in estasi e sono venuta subito, ma, amore, posso esser sincera?» Marco mi guarda ed annuisce. «Certo, amore, che lo devi essere: è il nostro gioco!» Rasserenata, continuo. «Ho avuto un orgasmo, mai provato prima! Cioè, non volevo venire subito, ma non ce l’ho fatta: un orgasmo profondo mi ha scosso per oltre un minuto. Avevo ancora voglia, lui non si fermava e continuava a spingere forte; io ero come inebetita dal piacere, non capivo più nulla. Lui, oltre ad esser munito di un cazzo meraviglioso, aveva anche una gran resistenza. Amore, ti ho sempre pensato, per tutto il tempo che è durato il nostro gioco, ma lì mi son scordata anche di te; godevo troppo, ero come soggiogata! Appena svaporato l’effetto del primo orgasmo, son venuta di nuovo! Questa volta in maniera meno forte, ma sempre molto intensa.» Leggo lo stupore sul volto di Marco. «Come di nuovo? Due orgasmi di seguito? Io, in tutti questi anni, non ci sono riuscito mai, porca! Sei davvero una gran porcona!» Cerco di minimizzare, per non ferirlo oltre. «Amore, sarà stata la situazione o le sue dimensioni, non lo so, ma sta di fatto che non ne avevo mai abbastanza! Poi gli ho chiesto di avvertirmi quando sarebbe stato pronto a venire, perché non volevo sprecare il suo sperma nel preservativo, e così me lo ha messo in bocca e, amore, mi ha schizzato in bocca!» «Bevi, troia! Bevilo tutto!» Mentre glielo racconto, lo vedo sempre più eccitato e curioso. «Era tanto? Che sapore aveva?» Decido di non inferire. «…mmh, buono, ma preferisco il tuo e, comunque, lo hai appena sentito anche te.» E nel dire queste parole, lo guardai negli occhi, con aria da porca, e continuo a ringraziarlo. «Grazie, amore, per avermi regalato un'esperienza così particolare! Sei il mio amore dolcissimo!» Mio marito non ha resistito al desiderio di scoparmi. «Ok, va tutto bene, ma ora scopa con me.» Ovviamente ero ancora eccitata, soprattutto a seguito del racconto appena fatto, e gli montai sopra, mi misi il suo cazzo dentro, che non faticò a penetrarmi, da quanto ero ancora dilatata. Mio marito se ne accorse. «Accidenti: ma ti ha slargato a dovere? Vedo che stasera Il mio cazzo sguazza alla grande dentro di te?!» Eccitata gli ho replicato. «Te l'ho detto, amore, che era enorme!» Lui, più scatenato di me, mi ha rivolto una domanda. «Dimmi, porca: ti farebbe piacere aver qui Luca adesso, a scoparti con me?» Ancora in preda al piacere, non ho saputo mentire. «Amore, sì, mi piacerebbe avere due cazzi contemporaneamente!» Lui, sempre più curioso. «Dimmi, porca, dove lo vorresti, adesso, il suo cazzo?» Ormai, partita del tutto, ho risposto ancora con molta sincerità. «Amore, il tuo in bocca, ma, sotto, quello di Luca, perché, almeno per stasera, la mia passera è abituata al suo uccello: mi ha dilatata davvero tanto e fatta impazzire!» Nel sentire le mie parole, mi ha sborrato all’istante, ma a me non interessava più di tanto, perché, almeno per quella sera, ero sazia. Il giorno dopo, in spiaggia, abbiamo incontrato Luca. Dopo un attimo di imbarazzo, ci siamo messi a parlare e lui ha capito che eravamo una coppia libera. La sera lo abbiamo avuto a cena e, poi, entrambi mi hanno scopato alla grande. In verità Marco ha più guardato che scopato, perché appena mi metteva il cazzo in bocca, schizzava a raffica. Io mi son fatta sfondare anche il culo da Luca, che mi ha fatto godere per i restanti cinque giorni, sempre di più. Dopo quella volta, però, non abbiamo più ricercato altre esperienze così, ma spesso, quando Marco mi scopa, Luca entra nelle nostre fantasie e, devo dire, che godiamo tantissimo. A me piacerebbe rifarla una simile esperienza, ma ho capito che a mio marito la cosa lo mette a disagio e, quindi, non gli chiedo nulla, anche se dentro di me, a volte, quando lui mi scopa, chiudo gli occhi e do spazio alla mia mente, immaginando di esser sotto un maschio poderoso, che mi sfonda e mi fa godere davvero tanto. Devo solo farlo capire a lui e fargli tornar la voglia di avere delle belle corna in testa. Chissà, forse la prossima estate...?
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3 anni fa
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Varie
Il mio adorabile cuckold.
Mi chiamo Angela, ho 36 anni, sono di media statura, capelli castani lunghi, occhi scuri, un seno abbastanza florido di una buona quarta misura. Il ventre è abbastanza piatto, nonostante abbia avuto una gravidanza ed ho un bel culetto a mandolino, che piace tanto a mio marito, che, regolarmente, me lo visita con la sua splendida verga. Da undici anni sono sposata con Carlo, un bel maschio più alto di me, dal fisico asciutto ma non palestrato, dagli occhi scuri, braccia forti e mani grandi: è anche ben dotato Stiamo insieme da 15 anni e, quando ci siamo conosciuti, io avevo già fatto qualche esperienza con dei fidanzati, ma ero ancora vergine, anche se, in bocchini, mi consideravo un'artista. Lui era fidanzato con una ragazza molto più grande, che aveva fama di esser una che apriva le cosce facilmente e, facendo leva su questo fatto, son riuscita a farlo litigare con lei per poi mettersi con me. Fra di noi il sesso è stato subito molto bello e intenso. Lui è molto bravo a letto, ama molto i preliminari e mi porta al piacere, prima ancora di possedermi. Dopo la mia verginità di fica, con calma si è preso anche quella anale. Un certo cambiamento, nel nostro modo di divertirci a letto, è avvenuto durante la gravidanza, circa sei anni fa, quando abbiamo deciso di avere un figlio. Fortunatamente le cose sono andate tutte nel verso giusto e, insieme, abbiamo procreato una splendida bambina che oggi ha quasi sei anni. Come ho detto, in quel periodo, quando la mia pancia cresceva e ogni volta che mi specchiavo, mi sembravo una balena, lui per ridarmi autostima, inventava sempre dei giochi nuovi, molto piacevoli. Si inventava di esser uno sconosciuto che, vedendomi nuda, mi accarezzava e mi toccava, dicendomi che mi desiderava, perché ero già pregna e, se mi avesse scopato in quello stato non se ne sarebbe accorto nessuno. Erano solo giochi, però, io ricordo che mi eccitavo talmente tanto che, alla fine, scopavamo come due bestie in calore. Dopo la nascita di nostra figlia, per i primi anni, le cose sono tornate un po’ come prima, ritornando al nostro sesso sempre ottimo ed appagante. Poi, forse, la stanchezza, forse, la routine, o semplicemente la consapevolezza che allungando una mano, ottieni quello che desideri, le cose sono un po’ cambiate. Il piacere di scopare con lui è rimasto sempre molto forte, ma non vi era più quella eccitazione che esisteva in passato. Sì, lui continuava ad eccitarmi, leccandomi in ogni dove; poi lo sentivo entrare dentro di me, e mi portava all’apice del piacere, finché non mi riversava dentro tutto il suo piacere, smettendo con l'incantesimo. Avevo compreso che il tempo era nostro nemico: tutto era diventato meccanico, ovvio e, alla fine, non riuscivo più a goderne. Anche lui doveva esser giunto alle mie stesse conclusioni, così, una sera, a letto, ne abbiamo parlato in maniera serena e pacata. «Amore, non si può più andar avanti così. Il sesso fra noi è diventata solo ginnastica, mi rendo conto che forse sto invecchiando e che magari a te possano piacere di più ragazzine giovani.» Lui mi ha guardato con stupore, poi ha scosso il capo e mi ha assicurato che non era interessato dalle ragazzine; al contrario, era sempre più innamorato di me ed era per questo che si sentiva responsabile del fatto che tra noi il sesso fosse diventato troppo scontato. Parlando, mi è venuto in mente il gioco che si faceva durante la gestazione e cosi gli ho chiesto se era interessato a riprenderlo e, magari, far in modo che si potesse renderlo ancor più eccitante. «Ricordi quanto ti divertivi ad inventare situazioni molto eccitanti, dove io ero sempre trattata da puttana. All’inizio mi infastidiva non poco, ma poi, con il passar del tempo, ho iniziato a prenderci gusto e ad elaborare delle mie fantasie. Una di queste, la più ricorrente, era quella di giocare con altri uomini. Non sono in grado di spiegarlo, ma il pensiero di esser al centro delle attenzioni di altri uomini, mi fa bagnare tantissimo.» Appena finito di parlare, Carlo mi guarda e sorride. «Ma lo sai che le inventavo per te, ma, poi, mi immedesimavo al punto da eccitarmi tanto anch’io! Una volta, mentre ero al lavoro, ti ho chiamato e non mi hai risposto, così ho immaginato che potessi esser impegnata a chiavare con un altro! Mi son dovuto nascondere in bagno e farmi una sega, da quanto ero eccitato! Nemmeno io me lo so spiegare, ma questo pensiero, fantasia, mi sconvolge al massimo!» Abbiamo continuato ad esternare i nostri desideri, le nostre fantasie, poi mi ha scopato con rinnovato ardore che, davvero, non provavo da tempo. Da quella sera, abbiamo preso ad inventare situazioni, imprevisti e giochi mentali, così forti, che, se colti dall’eccitazione, in qualunque posto ci trovavamo, eravamo costretti a scopare per placarla. Addirittura, un pomeriggio, vito che ci stavamo stuzzicando da inizio mattina, ci siamo sentiti colti dal raptus, mentre eravamo a camminare sul percorso verde e lui non ha perso tempo: mi ha scopato in piedi, mettendomi appoggiata ad un albero. Ero così sconvolta, che ho urlato forte al punto da richiamare l’attenzione di una persona che, un po’ titubante, si è avvicinata e quando si è reso conto che stavamo scopando appoggiati alla pianta, si è messo ad osservarci. Presi dalla libidine, nessuno di noi si è limitato, o ha fatto più di tanto per nasconderci, o smettere in quello che stavamo facendo, e il tizio, un uomo di circa 50anni, si è messo lì a guardarci, mentre se lo menava piano, nascosto dietro un arbusto. Non son riuscita a vedergli il cazzo, ma la cosa mi ha sconvolto moltissimo e lo stessa è successo a mio marito. Quando è venuto, me lo ha urlato in faccia: «Angela! Angela! Sborro! Amore, vengo!» Mi ha farcito con una sborrata colossale. Ci siam puliti alla meglio e poi siamo scappati, nella direzione opposta a quella dove si trovava il tizio che ci guardava. Per circa un mese, abbiamo ripensato a quella situazione, fantasticando su eventuali sviluppi. Una delle cose che mi faceva impazzire era che spesso Carlo, offrendomi il cazzo da succhiare, ipotizzava: «Te lo immagini se quello ti si fosse avvicinato e te lo avesse messo in bocca? Per vero avrebbe anche potuto scoparti, dopo di me. Accidenti, amore, è sconvolgente solo a pensarla, una cosa del genere.» Ammetto che anche a me questa fantasia sortiva lo stesso effetto; ma, poi, una volta gli ho rivolto una domanda: «E se succedesse davvero? Voglio dire, se dovesse realmente capitarmi di fare una scopata con qualcuno, tu come la prenderesti?» Lui ci ha pensato un poco, poi mi ha guardato negli occhi e la sua voce era turbata dall’emozione. «Non lo so! Lo vorrei e, son certo che mi eccita da morire, ma non saprei cosa dirti. Dovrei trovarmi davanti al fatto compiuto, cosi non avrei il tempo di riflettere e, allora, sono certo che ne ricaverei tantissimo piacere!» Ci rifletto un po' anch'io e giungo alla conclusione che, tanto, quella cosa non avverrà mai, quindi inutile farsi seghe mentali. Passa un po’ di tempo e un giorno mi è capitata una cosa che ha dato una svolta imprevista alla nostra esistenza. Un sabato mattina, che ero andata a far un po’ di spesa, dopo aver accompagnato la piccola all’asilo, entrai trafelata in casa e vi trovai ancora Carlo, che era pronto per uscire, ma si era trattenuto a parlare in video conferenza con dei colleghi di lavoro. Mi avvicino e, dopo essermi assicurata di aver chiuso il collegamento, l'ho guardato stravolta. «Ti devo parlare: si è verificata una cosa incredibile!» Lui mi guarda preoccupato. «Che ti è successo? Dai, parla, non tenermi sulle spine!» Io sollevo la gamba destra e la appoggio alla sedia su cui è seduto. «Metti una mano nelle mie mutandine. Guarda bene, cosa noti? Cosa senti?» Lui alza la gonna, abbassa le mutandine ed osserva: sono bagnate e me ne chiede spiegazione. «Ma che diavolo è successo? Ti sei fatta la pipì addosso?» Io lo incalzo. «Sei sicuro che sia pipì? Guarda meglio!» Lui non sembra convinto e perciò passa una mano sulla stoffa della mutandina e si rende conto che la sostanza è viscida e appiccicosa. «Non sembra pipì, vero? Prova ad annusarla o assaggiarla e dimmi cosa ti ricorda?» Lui ancor poco convinto, mi fruga con il dito fra le pieghe della mia ostrica fradicia e poi l’annusa, l'assaggia. «Ma? Sento il tuo odore che è quello predominante, ma dal sapore direi che è sborra! Ma chi ti è venuto dentro?» Lo guardo rapita e gli racconto tutto ciò che è successo. «Dopo aver accompagnato la bambina all’asilo, sono andata in quel nuovo supermercato che hanno costruito nella zona nuova. Sono entrata ed ho iniziato a girare fra i vari scaffali, quando, d'un tratto, mi son accorta che c’era un uomo che mi seguiva. All’inizio, pensavo trattarsi di un fatto casuale, invece mi son resa conto che mi stava seguendo, osservandomi con attenzione. Faccio la mia spesa, prendo le poche cose che mi servivano e poi, sempre seguita da lui, vado alla cassa. Quando ho recuperato le mie cose e mi son avviata verso l’uscita, lui mi si è avvicinato e mi ha fatto una domanda: “Scusi signora, ma lei è Angela?” Lo guardo e cerco di capire perché conoscerebbe il mio nome, ma non mi riesce di focalizzare nessuna occasione che possa farmi capire perché questo signore, che non conosco, mi chiami per nome. In ogni caso, annuisco e lui, sempre camminando al mio fianco, prima si scusa asserendo che non era sua intenzione mettermi in imbarazzo, ma non gli sembrava vero di avermi rincontrato. Io lo guardo e cerco di capire dove potessi averlo incontrato, ma ancora non riesco a far mente locale, su nessun evento che potesse riportarmi alla mente la sua faccia. Lui, intanto, sorride e mi copre di complimenti. Inizia a dirmi quanto son bella, affascinante, e che, dal giorno che mi ha vista, non faceva altro che desiderare di incontrami. Io cerco di tagliar corto, perché proprio non riesco a ricordarmi la sua faccia. “Grazie, ma devo andare, ho fretta.” Lui però insiste nel volermi offrire un caffe lì, nel bar adiacente al centro commerciale. Accetto, perché mi sembrava scortese rifiutare, ma, a questo punto, ero stuzzicata nella mia curiosità a cercar di capire dove, come e quando, l'avessi visto. Entriamo, ci sediamo ad un tavolino e ordiniamo. Dopo aver ordinato i caffè, vedo che mi osserva e, alla fine, incuriosita, gli chiedo dove ci saremmo visti. Lui fa un mezzo sorriso ironico, poi, mentre sta per rispondere, arriva la cameriera con le bevande. Prendo la tazzina in mano e, mentre sorseggio, lo guardo: mi rendo conto che ha un aspetto simpatico, galante e che, fisicamente, è anche un bell’uomo. Prima di finir di sorseggiare il caffè, mi fermo un attimo e lui si presenta. “Mi chiamo Franco; ci siamo visti una mattina vicino ad una pianta. Per esser più precisi, tu e tuo marito eravate vicini alla pianta, mentre io ero un po’ più distante, seminascosto da un arbusto.” Lo guardo sbalordita! Lui sorride e continua a parlarmi con calma. “È stata una scena stupenda e di un erotismo unico. Vedere come godevi, sotto i colpi di tuo marito, mi ha eccitato in maniera incredibile, inducendomi a mettere in atto una delle seghe più belle della mia vita. Mi hai eccitato così tanto, che ora mi piacerebbe potermi appartare con te da qualche parte e far sesso. Non mi riesce di non pensare di chiavare una bella donna come te!” Io l’ho guardato stupita ed ho avvertito dentro di me una strana voglia, che mi ha indotto ad annuire. Ero desiderosa di vedere il suo cazzo; da quella volta con te, non facevo altro che pensare a quell'uomo che ci guardava e quanto avesse potuto godere nel guardarci. Ci siamo alzati ed abbiamo raggiunto la sua auto, una grossa BMW X 4 e, ti assicuro che, a salirci si mi ha veramente eccitato. Ci siamo allontanati velocemente dal parcheggio e, superato lo svincolo della tangenziale, si è arrampicato su per una collina, fino a giungere e fermarsi in un piazzale, davanti ad un campo di ulivi. Fermata l’auto, mi ha fatto passare sul divano posteriore e, ti assicuro amore, sembrava di trovarmi su quello di casa nostra. Appena seduta e chiusa la portiera, lui mi ha messo una mano dietro la nuca e, senza alcun cenno, mi dà un bacio sulla bocca. La sua lingua si insinua nella mia bocca con prepotenza ed autorità. Gioca con la mia, facendomi eccitare moltissimo. Le sue mani prendono a scorrere sul mio corpo, mentre io sono ormai preda di una fortissima eccitazione. Inizia a palparmi il seno da sopra la camicetta, poi scende giù ed infila una mano fra le mie cosce. Mi sbottona la camicetta, allunga le mani dietro la mia schiena, mi sgancia il reggiseno e prende a giocare con i capezzoli, che trova già turgidi. Mi spinge all’indietro e incomincia a succhiarmeli, facendomi gemere di piacere. Mentre sta facendo questo, si slaccia la cintura dei pantaloni, che abbassa insieme agli slip, mentre riprende ad accarezzarmi sotto la gonna. Afferra le mutandine e le fa scorrere fin giù alle caviglie, sfilandone una per potermi tenere a cosce aperte. Mi piace moltissimo la sua bocca sul mio seno e sento l’eccitazione aumentare all'inverosimile. Ho voglia di lui, ho voglia di scopare con questo maschio così autoritario, che sta godendo del mio corpo a suo piacimento. Si stacca dal mio seno, poi si tira su e mi guarda negli occhi: con tono autoritario, mi impartisce un ordine ben preciso. «Adesso succhiami il cazzo, troia! Voglio un bel bocchino da te.» Sono eccitata, ma, nello stesso tempo, un po’ intimidita da questa situazione, indecisa esito per un attimo a guardare quel bel membro che avevo tanto desiderato di vedere fin dalla prima volta e che ora è lì, duro e pronto, a farsi succhiato dalla mia bocca. Lui nota la mia esitazione e, con tono ancor più perentorio, mi impone di succhiargli il cazzo, continuando a tenere la mano dietro la mia nuca; mi stringe i capelli e mi spinge la testa sopra il suo pene. Apro la bocca e subito lui me lo infila dentro, fino a farlo penetrare giù per la gola. È un bel cazzo, grande e grosso, ed ha una cappella a forma di fungo, più grossa rispetto all’asta. Dopo un po' che me lo ha tenuto premuto nella gola, fin quasi a soffocarmi, toglie la mano ed io prendo a leccarlo tutto, facendo su e giù con la testa. Lo accarezzo con una mano, mentre con la lingua continuo a leccarlo e, quando lo riprendo in bocca, lo sento ingrossare ancor di più. Gli succhio la grossa cappella, poi scendo giù, lungo l’asta, e gli lecco le palle; lui geme dal piacere e si complimenta con me per il lavoretto di bocca che gli sto facendo. “Ero certo che fossi una gran troia! Mi stai succhiando il cazzo in maniera fantastica!” Ho continuato succhiarlo ancora per un po’, poi mi tolto camicetta e gonna. Non ho fatto niente per fermarlo, anzi l'ho assecondato fino a trovarmi completamente nuda davanti a lui. Mi allarga le cosce, si allunga su di me ed appoggia la grossa cappella fra le pieghe della mia ostrica, più che fradicia e, lentamente, prende a spingermelo dentro: lo sento scivolare dentro centimetro per centimetro, sempre più in profondità. Mi tiene le gambe sollevate e, dopo l'inizio delicato ed amorevole, ha preso a chiavarmi come un forsennato. Ho avuto un rapido orgasmo, allora lui ha aumentato la foga. Mi ha baciato ed io rispondevo al bacio, perché ero in piena libidine, il tutto mi aveva travolto all'eccesso. Ha continuato a pomparmi per circa una ventina di minuti, sempre con molto vigore, provocandomi orgasmi continui, poi, mi ha guardato negli occhi, e la sua bocca si è incollata alla mia: le nostre lingue si rincorrevano furiose, ho sentito un forte calore che saliva dal ventre, fino al cervello: mi è venuto dentro, senza quasi che me ne accorgessi. Siamo rimasti immobili per un lungo istante, abbracciati, mentre sentivo che il suo cazzo scivolava fuori da me. Mi ha offerto dei fazzolettini per pulirmi ed io, solo in quel momento, ho realizzato che avevo fatto una cosa talmente incredibile, da sembrare incredibile. Mi son rivestita e lo stesso ha fatto lui. Al che, gli chiedo di riportarmi alla mia auto. Lungo il percorso, siamo rimasti in silenzio e, quando sono scesa, lui, nel salutarmi, mi ha detto che se avessi voluto rivederlo, lo avrei trovato al supermercato, in quanto ne è proprietario. Sono letteralmente fuggita via, perché, in quel momento, ho realizzato che ti avevo tradito. Mentre tornavo a casa, ho cominciato ad avvertire una sensazione di bagnato tra le cosce, del resto mi aveva sborrato dentro una gran quantità di sperma. Solo allora, mi son resa conto di tutto questo. Ora vorrei sapere che idea ti sei fatto di me: sei arrabbiato?» Carlo resta in silenzio. Mi osserva, poi scosta di nuovo le mutandine e passa ancora la mano sulla mia fica ancora intrisa del seme di quel maschio. Ad un tratto, scatta in piedi, mi prende per mano e, quasi di corsa, mi porta in camera da letto, mi spoglia completamente e mi prende con forza. Lo sento entrare in corpo come un ariete impazzito. Mi stringe per i fianchi, mentre mi tiene inginocchiata sul letto e mi scopa con colpi fortissimi, devastanti. È una monta furiosa quella cui mi sottopone ed io comincio a godere e incitarlo a scoparmi, ancora più forte. «Sì! Sì, amore mio, sfonda questa puttana! Non è altro che quella troia di tua moglie, che ti ha appena cornificato! Scopa più forte! Fammelo sentire tutto, fino in gola!» Lui sembra un animale impazzito e mi sottopone a questa monta quasi animalesca, finché sento anche il caldo del suo sperma che mi riempie il ventre. Mi inonda con un grido quasi disumano. «Puttana, eccomi, ti sto sborrando dentro! Troia, ti riempio! Sei una puttana! Sei una troia che ha appena fatto una marchetta, ma sei il mio più grande amore!» Sono ancora così eccitata per tutto quello che è successo, che le sue parole non fanno altro che procurarmi ancora un orgasmo. Sfiniti, ci distendiamo uno accanto all’altro. Lui mi stringe, abbracciandomi da dietro, ed appoggia il suo mento sopra la mia spalla. La sua voce calma è rotta dall’emozione. «È stato qualcosa di sconvolgente, ciò che mi hai raccontato: in fondo era quello che avevamo ipotizzato in più occasioni e che, oggi, finalmente, si è realizzato. Allo stato, avverto, dentro di me, emozioni contrastanti, ma tutto è stato così eccitante che voglio chiederti solo una cosa: lo rifarai ancora, vero? Voglio dire: tornerai ancora da lui a farti chiavare come una puttana, per poi tornare a casa bella piena del suo seme? Dimmi che lo farai!» Mi son girata e l'ho baciato in bocca. Mi son stretta a lui e gli ho ribadito quanto lo amavo, mentre ammettevo che la prospettiva da lui suggerita mi intrigava da morire. Da quel giorno, son diventata una troia pazzesca: non mi riconosco più; adoro farmi scopare e riempire da altri maschi. È così che lui è diventato il mio adorabile cuckold.
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3 anni fa
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Vacanza indimenticabile in egitto.
Qualche estate fa siamo andati con mia moglie in vacanza in Egitto, in uno di quei villaggi multinazionali con la formula all inclusive. La vacanza è durata una settimana, e siamo andati noi due da soli, liberi da tutti e da tutto. Durante tutta la vacanza abbiamo “giocato” in più occasioni, dando sfogo alla nostra voglia di esibizionismo ogni volta che ne abbiamo avuto voglia e occasione. Un pomeriggio abbiamo deciso di fare una sauna, entrando abbiamo trovato già due giovani coppie straniere, che abbiamo capito non conoscersi tra loro, le rispettive donne erano coperte da asciugamano, e quando cambiavano posizione sono riuscito a sbirciare che erano nude, quindi anche mia moglie si è tolto il costume e si è coperta con l’asciugamano, ma dopo tutte le donne si erano messe con il seno scoperto, anche mia moglie, coprendosi appena la parte intima di sotto. Un’altra situazione che si è creata è stata quando una sera siamo usciti per andare in città, visitando il tipico centro dove vi sono innumerevoli artigiani di ogni tipo, uno in particolare ci ha colpito, cioè quello che faceva i tatuaggi henne, di cui mia moglie è stata sempre incuriosita ed attratta, quindi siamo entrati trovando un signore che sapeva parlare solo in arabo, superati i limiti linguistici mia moglie si è adagiata su una specie di lettino, e il tipo ci ha mostrato una specie di catalogo per scegliere il disegno da fare, ma quando mia moglie si è alzata la lunga e larga gonna che indossava mostrando il punto esatto dove voleva essere tatuata, il signore posa il catalogo e si mostra ancora più interessato con un bel sorriso stampato in faccia, praticamente mia moglie voleva essere tatuata tra l’inguine e la parte bassa del pube, cosi il tipo si posiziona davanti a mia moglie e inizia la sua opera partendo dall’inguine destro, dicendogli in arabo di tenere un po' spostato il perizoma che gli impediva di lavorare liberamente, così dopo sposta di qua e sposta di la, gli dico a mia moglie: ma perché non lo togli che gli da fastidio a tatuare? Tanto siamo da soli e poi sposta di qua e sposta di la ha già visto quello che doveva vedere, che poi chissà quanto può coprire un perizoma! Cosicché lei alza il sedere e si sfila le mutande, restando con la gonna alzata alla vita e completamente nuda dall’ombellico in giù. Ora il signore lavorava liberamente, senza che si fosse più di tanto scandalizzato della mossa improvvisa di mia moglie, anzi la posizionava al meglio per agevolare la sua opera, che partiva dall’inguine e si spostava attorno all’attacco delle labbra vaginali, posizionandola come se fosse un ginecologo. All’improvviso, in quella piccola bottega priva di anticamera e con la sola porta chiusa senza mandata, entrano due signori del posto, che parlando in arabo stavano chiamando il tatuatore, trovando mia moglie con le gambe spalancate e il tatuatore all’opera. Mia moglie fa un solbazzo e di istinto chiude le gambe, anche io rimango sorpreso, ma il tatuatore ci tranquillizza, continuando a parlarci sempre e solo in arabo, facendoci capire che era tutto ok, che non ci dovevamo preoccupare, rassicura soprattutto mia moglie, invitandola a riposizionarsi come prima, ora gli appoggiava le mani sulle gambe invitandola, con le mani a stendersi e aprire le gambe, e poco dopo si fece convincere, con i due che nel frattempo si erano seduti poco distanti. Riepilogando, vi era mia moglie sdraiata con la gonna alzata fino all’ombellico, senza intimo, con le gambe divaricate, con un signore che disegnava attorno la figa e altri due soggetti seduti che guardavano, dato che nel locale non vi erano telecamere e nessuno aveva un cellulare in mano, con mia moglie abbiamo lasciato che tutto ciò continuasse. Solo dopo che il tatuatore finalmente aveva finito il suo lavoro, che tra l’altro devo dire che era venuto veramente bello, abbiamo capito perché quei due erano entrati (sicuramente la porta chiusa era il segnale che dentro vi era un cliente) e che cosa stavano aspettando, praticamente dopo il tatuaggio, si erano alzati e avvicinandosi a mia moglie, le stavano offrendo un massaggio mostrando una bottiglietta di olio di argan, facendo con la mano il segno di 5 (sicuramente volevano dice che costava 5 euro), mia moglie con un chiaro accenno di testa accetta, e mentre si sfilava la gonna mi chiede se era il caso di mettere lo slip ma … uno dei due tipi gli stava già versando l’olio addosso, cosi lei resta sdraiata senza perizoma, anzi si toglie anche la maglietta, mostrando le tette, ora giaceva sdraiata completamente nuda, davanti a tre uomini, con due dei quali le stavano facendo un massaggio a quattro mani. Uno dei due massaggiatori stava massaggiando la parte superiore del corpo, prestando maggiormente attenzione alle tette di mia moglie, praticamente insisteva soprattutto sul seno, tanto che la mia lei aveva i capezzoli turgidi, evidentemente si stava eccitando. Mentre l’altro massaggiatore stava massaggiando la parte inferiore del corpo, facendo scorrere le sue mani lungo le cosce di mia moglie, spingendosi insistentemente fino all’interno coscia, sfiorando sempre di più la figa di mia moglie. Inutile dire che stavo mostruosamente godendo, la vista di quello che stava accadendo sotto i miei occhi mi provocava molto piacere, ma guardando la figa di mia moglie, mi accorsi che anche lei si stava divertendo, tanto che le stava sgocciolando sul lettino, segno che era eccitatissima e, conoscendola, feci la mossa che sapevo l’avrebbe fatta scattare … Mi alzai, mi avvicinai a lei e, con due dita le toccai, strofinandogli il clitoride, improvvisamente lei emise un forte gemito, che sorprese gli uomini che la toccavano, chiuse gli occhi e allungò la mano verso il pisello di quello che le stava più vicino, che immediatamente si alzò la lunga veste e tirò fuori un cazzo turgido, e mia moglie con una mossa repentina si girò e lo prese in bocca, iniziando uno spettacolare pompino. L’altro massaggiatore prima mi guardo, come per chiedermi qualcosa, e subito dopo senza proferire parola, come se il mio silenzio lo avesse incoraggiato, tirò fuori il suo cazzo e salendo sul lettino si posizionò alle spalle di mia moglie, e lo appoggio sulla figa e con movimento cadenzato e continuo, faceva aventi e indietro con il bacino, ed io a distanza ravvicinata vedevo distintamente quel cazzo uscire dalle labbra della figa di mia moglie e riaffondare, per poi uscire e nuovamente rientrare, praticamente la stava scopando a dovere mentre lei stava spompinando l’altro.
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Varie
Mia nipote fa la escort.
Mi chiamo Mario, ho 51 anni, sono alto 1.85, capelli brizzolati, occhi scuri, fisico un po’ in sovrappeso, ma non grasso. Diciamo che ho un po’ di pancetta, dovuta al lavoro sedentario che svolgo: sono direttore della produzione di una grossa industria dolciaria. Da 16 anni sono vedovo, da quando, cioè, un grosso tir, condotto da uno straniero, distrusse la vettura su cui viaggiava mia moglie, uccidendola sul colpo. Da allora non ho più voluto legami. Di donne ne ho scopate e ne scopo ancora molte, perché sono considerato un bel maschio, anche in considerazione della notevole dotazione che so usare proprio bene. Vivo in un appartamento di una palazzina, nella zona nuova della città. Ho una sorella più piccola di due anni, sposata, che abita in campagna. Lei ha due figlie; la più grande si chiama Enrica, ha 27 anni ed è già sposata e vive all’estero, mentre l’altra, Giusy, la più giovane ha da poco compiuto 25 anni e studia in un’altra città. È una bella ragazza, alta, mora come la madre, occhi scuri, un bel seno di una 3a piena, un bel ventre piatto, un culo alto e tondo, molto bello. Per puro caso, a motivo di lavoro, mi trovo nella città dove studia questa mia nipote. Sono alloggiato in un grosso hotel molto rinomato e, a sera, mentre sto cenando, sento due signori che stanno parlando, nel tavolo vicino al mio, di un locale dove è facile rimorchiare giovani studentesse che, con quattro spiccioli, si fanno scopare. Tutto il giro è gestito dal barista di nome Max: annoto il nome del bar e quando lo cerco su Google Maps, vedo che è a poca distanza dal mio albergo. Ho voglia di scopare e allora, dopo cena, mi reco al bar e cerco Max. Mi si presenta un tizio dai capelli bianchi e, quando gli chiedo se ha modo di farmi divertire un po', lui, dopo un attimo di incertezza, mi chiede quanto sono disposto a pagare. Io ribadisco che, se il gioco vale la candela, i soldi non sono un problema. Mi chiede cosa voglio ed io ribadisco che ne cerco una giovane, al massimo sui 20/22 anni, possibilmente carina e con delle belle tette, molto spudorata e disinibita. Lui mi chiede una certa somma ed io acconsento. Mi chiede in quale albergo alloggio e che camera. Gli fornisco le indicazioni e lui fa una telefonata, dopo di che mi dice di andare in camera mia ed aspettare. Pagherò alla ragazza l’importo pattuito. Ritorno in albergo, e mi siedo sul letto a guardare la tv e, dopo circa una ventina di minuti, sento bussare. Mi alzo, vado ad aprire e resto quasi di sasso: ho davanti la escort che ho prenotato, ma purtroppo si tratta di mia nipote! Lei mi fissa, mentre io, dopo un attimo di esitazione, la prendo per un braccio e la trascino dentro. «Giusy?! Che cazzo ci fai tu qui?» Lei è ammutolita. La guardo e quasi non la riconosco. Indossa una parrucca bionda, una mini molto corta plissettata, da scolaretta, una camicetta bianca con un fiocco al collo, autoreggenti e tacchi alti. Sta con gli occhi bassi in silenzio. Poi solleva lo sguardo e mi parla quasi sussurrando. «Ma zio, tu che ci fai qui? E perché hai chiesto una di noi?» Io la guardo e le rispondo a tono. «Non funziona così! Io sono vedovo ed ho il diritto di scopare chi voglio, meglio se pagata, cosi non sorgono complicazioni, ma tu, piuttosto, che ci fai qui? Da quando ti vendi? Se lo scopre tua madre ti ammazza!» Lei mi guarda con occhi supplichevoli. «No, ti prego, sta zitto! Non dirle nulla! Farò tutto quello che vorrai! Tutto, senza alcun limite, ma, ti prego, taci con i miei!» La guardo e mi rendo conto che ho davvero tanta voglia di scopare, da esser tentato a chiavare anche con mia nipote. Le faccio altre domande. «Spigami come hai cominciato. Voglio sapere tutto dal principio.» Lei si calma e mi racconta che ha cominciato da poco, da quando si è trovata a corto di soldi e una sua coinquilina gli ha suggerito Max; allora, di tanto in tanto, si presta, ma solo quando lui non ha altre a disposizione. Mentre parla io la guardo e la immagino che fa la puttanella; intanto il mio cazzo si gonfia nei pantaloni. Lei se ne accorge, si avvicina e mi elargisce qualche moina. «Ma... zio, vedo che le mie parole ti hanno fatto effetto? Senti, perché non metti da parte il fatto che sono tua nipote e, senza farti tanti scrupoli, mi dai una bella ripassata, dal momento che ne ho davvero voglia. Sai, a volte, lo faccio solo perché mi fa piacere scopare con degli sconosciuti; ci godo tanto che, alla fine, essi se ne compiacciono. Dai, lasciami provare anche con te. Son sicura che non te ne pentirai.» La guardo con un'insolita eccitazione. La stringo fra le braccia e la bacio. «Sì, va bene, tu sei la mia nipotina puttanella e sono davvero onorato di conoscerti in un contesto come questo: mi hanno parlato bene di te. Max dice che ci sai fare molto.» Lei si struscia come una gattina in calore. «Sì, zio, me lo dicono in tanti, che sono proprio una bella puttanella. Adesso te lo dimostro. Sai, mi eccita molto l’idea di scopare con te. Da sempre ti ho immaginato come un bel maschio e mi son masturbata spesso, pensandoti. Ho poi notato che hai una certa confidenza con mamma, che ti adora.» La guardo eccitato. «Spogliati per lo zio. Fammi vedere quanto sei bella!» Lei si spoglia lentamente, mostrando un corpo da urlo. La guardo estasiato. Ammiro le sue grazie. «Sei stupenda! Che belle tette che hai! Da brava, fammi vedere la fighetta!» Lei si muove con fare da consumata troia. «Come... subito? Leccami un po’ le tette, prima. Dai, toccami.» Io sono molto eccitato. «Va bene lo faccio, ma tu fammela vedere, che il cazzo mi cresce di più così come la mia eccitazione.» Lei si avvicina e mi invita a denudarla completamente. «Sì, porco! Dai, toglimi il perizoma, mentre mi succhi le tette. Dai, che sto già sbrodolando!» Le sfilo il sottilissimo indumento già fradicio e poi la faccio distendere sul letto. Allungo bocca sui suoi capezzoli e succhio: la sento gemere di piacere. «…ooohh! Sì, dai, non smettere che mi piace tanto! Oh mio dio, come sei bravo, zio, succhiameli: sì, dai che mi fai impazzire!» Mi godo il suo piacere. «Sì, ti lecco e succhio queste tette meravigliose! Che bei capezzoli hai! Te li divoro! Sei proprio una bella puttanella! Adesso metti una mano dentro i miei boxer e senti cosa ci trovi dentro.» Lei mi aiuta a spogliarmi velocemente e, quando affonda le mani nei miei boxer, leggo sul suo viso uno stupore infinito. «Mamma mia, che cazzone che hai! Ma sei davvero uno super! Fammi sentire come sei eccitato! Come sei duro, zio! Che gran bel cazzo che hai!» Lo afferra e se lo porta alla bocca. «Ti piace il mio cazzone? Sei già fradicia, troietta? Fatti leccare tutta, mentre me lo ingoi!» Con un po’ di fatica, riesce ad infilarselo in gola e la cosa m stupisce. «Brava, puttanella! Così ingoialo tutto, fino in fondo!» Le spingo giù la testa, ma poi mi rendo conto che la zoccoletta sa il fatto suo: se lo infila giù per la gola, senza troppi complimenti. Lo lavora di lingua lungo tutta l’asta e poi succhia la cappella. «Zio, hai un cazzo stupendo! Mi piace molto! Senti come mi fai eccitare? Son già un lago! Leccami bene, che dopo te lo succhio tutto!» Affondo la lingua nella sua ostrica gocciolante. «Piccola troietta, hai un miele stupendo, dolcissimo! Te la divoro!» Lei gode come una pazza. «Si dai, ancora! Dai, non smettere, continua così! Mi fai godere! Sì, mi fai godere!» Io sono scatenato. «Smettere? Fossi pazzo? Te la spacco tutta!» Gode, poi mi fermo, la rigiro. «Adesso facciamo un bel 69: voglio leccarti mentre me lo succhi! Ti metto anche due dita nel culo!» Impazzisce! «Sì, così, masturbami con le dita! Sì, dai, zio, anche mentre mi lecchi! Sì… sì, mi piace! Dimmi: ti piaccio cosi porca?» Sbrodola senza ritegno. Io la incito a succhiarlo ancora più forte. «Dai, succhialo, che te lo pianto dentro.» Lei è scatenata. «…ooohhh sì! Sì, dammelo da succhiare! Sì, dammelo tutto! Mi fa impazzire il cazzo in bocca!» Glielo spingo tutto in gola. «Prendilo tutto! Giù, tutto in gola, fino alle palle! Dai, che voglio sentire la tua lingua giù, fino al culo! Leccami anche il culo!» È davvero scatenata. Mi lecca le palle ed il buco del culo. Poi ha un orgasmo, che la travolge. «Vengo! Dai, continua, che mi piace! Dai, mi fai godere di più, così! Vengo! Ancora... vengo!» La faccio godere e poi la scopo. «Brava, così, godi, puttanella! Godi che ora te lo metto dentro! Sei una gran bocchinara! Chissà quanti ne hai succhiati, per esser cosi brava!» Lei è in delirio. «Sì, è vero, zio; me lo dicono tutti che sono una brava succhiacazzi! Ne ho succhiati davvero tanti, zio; mi piace tantissimo succhiarli!» La metto distesa sotto di me e le entro dentro. La sento stretta e lei gode quasi subito. «Dai, che ho voglia di esser chiavata! Sei grosso! Mi apri tutta! Dai, spingilo tutto fino in fondo! Mi fai godere!» Le affondo il cazzo tutto dentro. Gode mentre ora la pompo con vigore e colpi molto ben assestati, profondi. Solleva le gambe e le annoda dietro di me. Gode e urla di piacere. «Si dai scopami! Si ancora scopami! Scopami forte! Fammelo sentire tutto! Sfondami tutta! Che bel cazzo duro che mi spingi dentro! Vengo!» La sbatto come un pazzo scatenato. Sento il mio orgasmo montare e le assesto altri due colpi fortissimi e appena la sento godere di un nuovo orgasmo le inondo il ventre con una generosa sborrata. «Zio vengo! Dai mi fai impazzire! Vengo!» La seguo a ruota. «Eccomi ti sborro tutta! Lo senti come tre la farcisco la fica troia! Sentimi! Ora sborro!» Le scarico dentro lunghi getti di crema. Lei mi serra le gambe dietro per paura che esca. Poi pero mi fa sfilare si tuffa rapidamente sul mio cazzo. Lo prende in bocca e lo succhia come una furia scatenata. È così brava che mi ritrovo ancora il cazzo duro. «Ma sei davvero bravissima! Continua che te lo rimetto dentro.» Lei mi sorride e poi mi sale sopra e si impala sulla mia verga che svetta alta e dura. «Brava prendilo tutto dentro. Cosi stai sopra che lo senti arrivare tutto in corpo. Te la sfondo tutta!» «Si bravo! Spingilo in alto … ooohh si lo sento tutto! Grazie zio che mi fai godere! Dimmi sono la tua troietta vero? Si bravo! Così bravo! Dai fai godere la tua nipotina troia! Dai zio si fammi godere! Sbattimi forte...ooohhhh si mi fai godere zio… mi fai godere! Vengo!» Mi cavalca mentre io sollevo le mani e gli afferro i seni e li strizzo fra le dita. «Lo senti puttanella te lo spingo dentro tutto fino in fondo! Ti sto sfondando con colpi durissimi! Te la spacco! Godi che poi ti faccio anche il culo, ma prima ti sfondo questa fica da troia che ti ritrovi!» Lei gode io allungo il capo e imprigiono un capezzolo fra i denti e lo succhio e lo mordo con forza. Urla e gode e poi si accascia sfinita su di me. «Si così mi fa impazzire! Lo senti come colo e come godo! Mi hai sfinito! Bravo! Sei un vero toro!» La guardo stupito. «Ma come sei già sfinita? Una puttana che dopo alcuni orgasmi è già a terra? Mi stupisci!» Lei mi guarda con occhi carichi di ammirazione. «Il punto è che di solito loro vengo quasi subito o poco più! Cavolo! Tu mi hai sfinito e sei appena venuto una sola volta, mentre io almeno cinque! Non è la stessa cosa no?» La guardo e rido di gusto. «Ok adesso girati che ti voglio fare il culo! Ti metto a pecora e ti sfondo anche io culo!» Lei mi sorride compiaciuta. «Bravo mettimelo anche nel culo che mi piace molto! Mi piace il tuo cazzo dentro zio! Sfondami il culo!» Lo appoggio lo spingo dentro con un colpo solo. Urla di dolore e piacere e le assesto anche due sonore sculacciate che la fanno godere anche di più. Le sfondo il culo con la stessa intensità con cui le faccio il culo rosso a sculacciate. La doppia azione ha come risultato che lei gode e urla di piacere. «Sì, dai, lo voglio tutto dentro! Ancora, sculacciami, ancora! Dimmi che sono la tua nipotina troia, mentre mi sculacci e mi inculi! Dai, spaccami il culo! Sfondamelo tutto!» La sbatto e me la godo, mentre lei urla di piacere. «Dai, zio, continua che godo! Dai, che vengo! Mi fai morire di piacere!» Sono super eccitato, al di là di ogni immaginazione. «Sei una vera troia! Sì, lo sei di gran lunga, anche più troia di tua madre!» Gode, poi si gira e mi guarda; fa un sorriso da vera porca. «Sono a conoscenza del fatto che sei lo stallone di mia madre! Ma, dimmi, sei contento che sia troia anch'io? Che lo sia più di lei?» In quel momento mi rendo conto che, nella foga, ho detto cose da non svelare, ma, ormai, la frittata era fatta. Mi sento prossimo ad un nuovo orgasmo e le affondo il cazzo nel culo con più vigore. «Sto per sborrare di nuovo. Adesso voglio riempirti la bocca!» Lei mi supplica di inondarle il culo. «No! No, zio, ti prego! Voglio che mi vieni dentro al culo, godo di più così!» La sbatto e poi, dopo che la sento urlare di nuovo, le inondo il culo provocandole un ennesimo orgasmo. «Eccomi! Godi, troia! Senti come te lo farcisco questo culo rotto!» Lei delira di piacere. «Sì, così mi fai godere da impazzire, zio! Sei meraviglioso! Bravo riempimi il culo e dopo fammelo succhiare.» Le scarico una buona dose di crema nel culo, poi lo ritiro e subito lei lo prende in bocca, pulendolo alla perfezione. Sfinita si sdraia con il capo sul mio petto. «Mi hai davvero sconvolto! Ero nel bar, quando sei entrato, non mi hai visto, ma io ti ho riconosciuto. Lo scorso anno ti avevo visto scopare mia madre, la sera del ferragosto, sulla spiaggia: allora avevo visto il manganello che ti ritrovi fra le gambe. Quando hai chiesto a Max una puttana, io gli avevo già mandato un messaggio e mi ero proposta. In effetti sapevo che c’eri tu questa sera in questa camera d’albergo. Ti volevo. Fra tre mesi, finisco di studiare qui e torno a casa; se lo vuoi, vorrei esser la tua puttana, al pari di mia madre. Ti prego non privarmi mai del tuo meraviglioso cazzone, perché ne morirei. In cambio sarò la tua puttana, al tuo completo servizio. Mi potrai concedere a chi vuoi, ma senza farmi mancare il tuo meraviglioso strumento.» Le ho sorriso e poi lei se n'è andata. Da allora è la mia escort di fiducia. A volte la faccio montare dai miei amici e lei ne gode tantissimo, anche se cerca, in tutti i modi, di non far capire a sua madre, che è lei più puttana fra le due.
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