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La regina del car sex.
Mia moglie si chiama Mara, ha 36 anni, alta, occhi marroni, sguardo intrigante, mora, capelli mossi, fisico longilineo, un bel culo alto e sodo: insomma una bella donna da godere appieno. Io sono Adriano, 37 anni, alto, moro, occhi scuri, fisico longilineo e robusto, ma non palestrato. Sessualmente parlando, Mara oggi è una donna molto calda ed anche alquanto porcella, anche se con ancora qualche limitazione. Stiamo insieme da oltre una dozzina d'anni e, da sette, siamo sposati. Quando l'ho conosciuta, veniva da una storia lunga, iniziata in giovane età, che poi si era appiattita al punto che con quel fidanzato la noia era diventata tale che, alla fine, si erano lasciati, perché sembrava non avessero più nulla da dirsi. A letto Mara non era molto esperta. Lo prendeva in bocca senza troppa enfasi ed anche scopare era alquanto monotono per lei, infatti con lui non aveva mai provato il piacere del rapporto anale. Invece tra noi è stato subito sesso molto fantasioso e, soprattutto, molto intenso, vissuto anche in condizioni, a volte, particolarmente eccitanti. Dopo il matrimonio, il nostro rapporto si è stabilizzato in un crescendo di emozioni e sensazioni, che ci tenevano sempre in eccitazione. Avevo accarezzato una fantasia divenuta ricorrente, che mi intrigava molto: consisteva nel fatto che potessimo far sesso mentre qualcuno ci guardava o, addirittura, vederla giocare con il cazzo di un estraneo. Già, bello, ma come fare a dirglielo!? Con lei queste cose non le avevamo mai prese in considerazione. Certo, in casa, avevamo fatto sesso in tanti modi, in piedi, sulla lavatrice mentre vibrava, oppure in cucina, o in qualunque altro posto della casa, ma non era mai capitato che avessimo potuto coinvolgere un'altra persona. Mi sarebbe piaciuto molto far questo gioco con lei, ma temevo un netto rifiuto, così mi son lambiccato il cervello a cercare la soluzione adatta. L'idea era quella di prendere un porno, attraverso il quale poterla introdurre in argomento. Più d'una volta avevamo guardato un porno assieme, perché ci dava lo spunto per giochetti nuovi, e così, una sera, noleggiai un dvd la cui trama riguardava una coppia cui piaceva farsi guardare e che, alla fine, si lasciava coinvolgere in un'orgia con guardoni o con altre coppie. Mentre stavamo guardando il film, Mara aveva cominciato a succhiarmi il cazzo (lei oggi è molto brava a far pompini). Così decisi di sondare un po’ il terreno. «Amore, ti piacerebbe se, in questo momento, ci fosse qualcuno a vedere mentre me lo lecchi? Sei così eccitante che son certo lo faresti impazzire.» Lei ha sollevato lo sguardo, ha sorriso e, con la bocca piena del mio cazzo, rispose: "si". È mancato poco che non le sborrassi in bocca. A letto, poi, abbiamo scopato come pazzi! Era calda, sembrava che questa fantasia l’avesse eccitata tantissimo, ma non le ho chiesto altro, per non tirare troppo la corda. Il sabato sera successivo, stavamo tornando a casa in auto, ed era circa l'una di notte. Avevo già pianificato tutto: volevo scopare con lei in un posto dove c'erano dei guardoni; per l’occasione avevo coinvolto un mio amico, cui avevo fatto un identico favore, spiando lui e sua moglie, e che sapevo che a lei era gradito, perché lo trovava simpatico, ma, ovviamente, senza dirle niente. Quindi lasciai la strada principale e mi diressi verso un parcheggio un po’ defilato, ma illuminato da qualche lampione. «Ma… amore: dove vai?» Le rispondo in tono di scherzo. «Tesoro, ho voglia di far l'amore con te, subito. Sento che non resisto!» Mi ha sorriso, scuotendo il capo. «Ma, amore, forse saremmo stati più comodi a casa, nel nostro lettone?!» Le ho sorriso. «Ma dai, facciamo una cosa diversa!» Sembra convinta e, dopo aver parcheggiato, cominciammo a baciarci. Ben presto ci togliemmo i vestiti, rimanendo nudi. Ci baciavamo e toccavamo, portando alle stelle la nostra eccitazione. Lei cominciava a bagnarsi ed io, a quel punto, cominciai a leccarle la fighetta, parzialmente depilata e gonfia per l'eccitazione. Sapevo che presto si sarebbe fatto vivo il mio amico e, quindi, indugiavo il più possibile. Dopo qualche minuto che la leccavo, ho sentito che lei si tirò su con il bacino e lo vide, spaventandosi. «Amore, fermati! Amore, c'è un uomo che ci guarda!» Ho sollevato il capo ed ho riconosciuto il mio complice. «Amore, sta tranquilla! È tutto a posto! E poi: non era quello che ti sarebbe piaciuto provare l'altra sera? Sta tranquilla, vedrai che sarà solo una cosa molto piacevole.» Lei allora si tirò su, guardò quell'uomo sui 45 anni, senza riconoscerlo a causa dell’oscurità, (mentre io ero certo che fosse lui per il fatto che, avvicinandosi, teneva entrambe le mani in tasca), poi, sorridendo, ha finto d'esser adirata. «Sei un porco! Mi hai portato qua, apposta!» Si è avventata sul mio cazzo ed ha preso a leccarlo. L'uomo si era avvicinato, fino ad arrivare ad un metro dall'auto. Lei leccava il mio cazzo con una foga diversa dal solito, lo leccava da sotto fino alla cappella, poi lo faceva sparire per metà nella sua bocca, facendo più rumore del solito. Nel frattempo avevo esposto il suo culetto allo sguardo del guardone, che non aveva esitato a tirarsi fuori l'uccello. Lei non se ne accorse subito, ma quando si tirò su e si girò, si trovò il cazzo dell'uomo a dieci cm. dal viso; premetto che avevo di proposito lasciati aperti i finestrini. Lei restò per un attimo interdetta a guardarlo. Sapevo che l'amico era ben messo e, quindi, ho osato. «Amore, perché non glielo tocchi?» Lei, dopo un attimo di esitazione, lo prese in mano e cominciò a fargli una sega: mamma mia, che eccitazione! Mi posizionai sul suo sedile e la feci salire sul mio cazzo. Il mio complice si nascondeva il viso con una mascherina, di quelle bianche usate al tempo del covid, e lei non lo ha guardato più di tanto, era troppo interessata al suo cazzo. Così, mentre la scopavo, lei teneva il cazzo dell'uomo in mano. Lui ha iniziato a toccarla dappertutto ed a strizzarle le tette, come avrebbe fatto con una troia. Speravo che, eccitatasi, si sarebbe determinata a prenderglielo in bocca, ma ciò non avvenne. Lei prese a segarlo sempre più velocemente, fino a che lui non venne. Al solo vederle lo sperma di un estraneo nella mano, mi riempì di eccitazione e, comunque, mi ritenni soddisfatto. Il complice, come da accordi, si allontanò e noi continuammo a scopare. L’ho vista contenta e mi ha chiesto, se mi fosse piaciuto. «Amore, ti è piaciuto? Sei contento?» Ero molto contento, ma, eccitato, ho alzato un po’ la posta. «Sì, sono molto contento, però, son sicuro che puoi far di meglio, perché tu sei la MIA troietta!» Tenni a sottolineare quel "mia": non volevo pensasse che il mio cederla a qualcun altro, potesse farla sentire umiliata. Stavo quasi per venire via, quando mi accorsi che una persona si stava avvicinando; era un ragazzo sui 30 anni, carino e, forse, era già da un po’ che ci guardava, perché teneva aveva il cazzo in mano. Lo feci notare anche a lei. «Abbiamo un altro spettatore! Dai, giochiamo ancora un po’! Dai, che ci divertiamo!» Lei guardò il ragazzo e mi sembrò le piacesse al punto da sconvolgermi. «Ok, giochiamo, se va bene a te? Ma adesso sarò io a metterti alla prova: vediamo se sei sempre contento della tua troietta!» Mi fece sedere sull'altro sedile e sorrise al ragazzo che non si lasciò scappare l'occasione. Si avvicinò e lei gli disse: "sali dietro". Lui salì subito e lei saltò dietro. Glielo prese in mano, trovandolo bello grosso e mi ha esortò a guardarlo. «Accidenti! Sono stata proprio fortunata: guarda che bel cazzo!» In effetti era un bel cazzo lungo e, soprattutto, grosso, con una cappella bella pronunciata. Lei lo prese e cominciò a leccarlo. Il ragazzo era in estasi ed io pure. «Che troia! Come succhia bene! Ancora, continua!» Non l'avevo mai vista così avida di cazzo. «Brava, amore, succhialo bene!» Il pompino durò cinque minuti, in cui, più volte, mi rivolse il suo sguardo, mentre con le labbra avvolgeva quella grossa cappella. Poi salì sul cazzo del ragazzo: che spettacolo! Impalata su quel cazzo, che era più grande del mio. Ho sentito i suoi gemiti di piacere: «Ooooohh, sì! Sapessi come mi sfonda!» Dopo averla scopata così, lei si è messa a pecora e lo ha esortato a prenderla da dietro, ma lui le propose di uscire dall'auto e lei acconsentì. Si appoggiò sul cofano dell'auto e lui cominciò a scoparla come un toro. Avreste dovuto vedere quanto godeva lei. «Bello! Mi sfonda tutta! Sì, ancora! Vengo!» L'ho vista venire un paio di volte durante quella chiavata, mentre il ragazzo la rivoltava in tutte le posizioni possibili. Intanto io guardavo eccitatissimo e mi segavo. Poi, mi ha fatto quasi sborrare all’istante! «Adesso dai scopami il culo!» Cazzo! Non l'avevo mai sentita chiedere questo; a me l'aveva dato solo qualche volta, ma, a quel punto chiamò anche me. «Avvicinati, che ti voglio. Mettiti sul cofano.» Mi fece appoggiare sul cofano, si mise sopra di me, prese il mio cazzo e se lo infilò nella sua fighetta ed aspettò che l'altro la penetrasse nel culo, così da farsi prendere in doppia. Che troia: non avrei mai pensato potesse diventare così sfacciata! Potevo guardarla in viso, ma lei si girò verso di lui. «Dai, rompimi il culo! Mettimelo tutto dentro!» Vidi il ragazzo avvicinarsi e iniziare a premere quella grossa cappella contro il buchetto della mia donna. Ad un certo punto, lei ebbe uno spasmo, aprì gli occhi e mi guardò. Poi cacciò un urlo di piacere: l’aveva aperta. «Oddiooo! Mi spacca il culo!» Lei aveva un'espressione di dolore e di piacere. Avevo il cazzo che scoppiava. Che spettacolo! Stavo scopando mia moglie nella fica, mentre un estraneo le scopava il culo, e lei godeva come una troia. «Vengo! Mi squartate, ma sto godendo! Vengo!» Nel frattempo, altri due uomini si erano avvicinati e si stavano segando. Lei li guardava e godeva; a quel punto, io venni e lei mi sorrise. «Amore, sento che me la riempi tutta, sì, che bello!» Mi son sfilato ed ho visto lei che, dopo aver chiavato ancora un po’ con quel ragazzo, gli ha chiesto di sborrare. «Adesso voglio sentire che vieni anche tu!» Subito dopo ha preso a segarlo velocemente, mentre glielo leccava. Lo masturbava che era un piacere a vederla giocare con la lingua su quella cappella ed assaporarla con ingordigia. In un paio di minuti il ragazzo venne. Ma, mentre stava per venire e lei stava per ritirare la testa, lui gliela bloccò e le venne in bocca. «No, troia, devi berla tutta: su, ingoiala!» Che eccitazione! Ero sconvolto! Mara non aveva mai osato ingoiare la mia crema, ma adesso non si faceva scrupoli ad ingoiare quella di un estraneo. Ha fatto la faccia un po’ schifata, ma è stata costretta a berne buona parte, mentre un po’ le colò sul corpo nudo, esondando da un angolo della bocca. Doveva esser tanto lo sperma che le era stato inoculato, perché la vidi ingoiare più volte, mentre il ragazzo aveva spasmi di piacere e, ad ogni spruzzo, spingeva il suo cazzo nella gola di mia moglie. Lei però lo ha pulito tutto e, subito dopo, lo ha guardato in faccia. «Sei un porco bastardo! Ma ti ringrazio per avermi fatto godere! Hai un gran bel cazzo!» Ho avuto come l’impressione che non fosse contenta per averla costretta ad ingoiare. Con la lingua, si leccò lo sperma che era sulle sue labbra e si avvicinò agli altri due uomini, sulla quarantina e li finì con due seghe, alternate a qualche leccata. Questa volta i due le vennero sul corpo, sulle tette e qualche schizzo le finì anche sul suo bel viso. Dalle tette, lo sperma le colò giù lungo il corpo. Che serata! Mara si ripulì un po’ dello sperma e venne verso di me, che ero rimasto esterrefatto da tutto quel gioco fuori programma: non mi sarei mai aspettato un simile comportamento da parte sua. Mi rivolse un sorriso particolarmente malizioso. «Allora? Sei contento? Ti è piaciuto? Sono abbastanza troietta?» L’ho abbracciata e baciata. Sapeva di sborra, ma ero contento. «Sì, sono molto contento! Sei stata magnifica, ma resti MIA!» Lei ebbe a confermare. «Certo, sono e resterò sempre tua, ma con la voglia di far ancora la troietta: va bene?» Mentre tornavamo a casa, le sentivo indosso l'odore di sperma e, a casa, abbiamo ancora scopato. Da allora è diventata la regina del car sex.
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Varie
Giulia e l’amico sconosciuto
Quando ho conosciuta Giulia, casualmente in un bar che frequentavamo tutti e due, sembrava una ragazza così tranquilla, non lasciava per nulla intravedere la sua forte personalità. Era una dominatrice nata. Ho scoperto su di me che, per quanto riguardava il sesso, quello che voleva se lo prendeva senza nessun tentennamento. Giulia è una donna alta circa un metro e sessantacinque, molto magra ma dalla silhouette invidiabile per via di un bel seno sodo e dei fianchi pronunciati. I capelli lunghi castano scuro racchiudevano un volto bellissimo dove sovrastavano degli occhi verde scuro. Convivevamo ormai da diversi mesi. Era sempre lei nel fare sesso a prendere l’iniziativa, gestendo il rapporto in modo quasi dittatoriale. Non avevo mai avuto una donna con tale personalità e la cosa mi piaceva molto, ero gestito da lei ma ne tiravo fuori una grande soddisfazione, soprattutto sessuale. Lei dominava ma si concedeva sempre con molta soddisfazione da parte mia. Molte volte, dopo aver fatto sesso, parlavamo di noi e di cosa ci sarebbe piaciuto fare per incrementare la nostra storia. Lei dichiarava sempre che le sarebbe piaciuto molto avere un altro uomo a letto insieme a noi. Il sesso in tre l’eccitava. Io non le avevo mai dato l’impressione di essere contrario alla cosa, anche se non mi pronunciavo esplicitamente. Mi sono reso conte in seguito che dovevo invece esprimermi sulla questione, negando qualsiasi mio eventuale interesse. Una sera, dopo essere rientrato da un viaggio di lavoro, molto stanco, sono andato in bagno a fare una salutare doccia. Quando sono uscito dopo la doccia, lei mi sorprese con una novità a dir poco sconvolgente. Nudo com'ero, dopo essermi asciugato, entrai nella camera da letto. Stranamente era quasi completamente buia, vi era solo una fioca luce che proveniva dal bagno. Giulia era al centro della stanza ed indossava una vestaglia nera di seta molto corta e sexy. Una presenza strana apparve davanti a me, ho notato nei pressi della tenda della finestra una sagoma scura, vi era qualcuno all’interno della stanza oltre Giulia. Pensai “C'è qualcuno nella nostra camera da letto? Forse ho le traveggole, chi sa cosa ho visto? Impossibile sono le ombre della tenda che hanno creato quell’immagine!!!” Invece era proprio così. Mentre stavo ancora guardando con una certa ansia la sagoma, ho sentito Giulia prendermi le braccia e posizionarle dietro la schiena e, repentinamente, mettermi qualcosa di freddo attorno ai polsi. Erano delle manette di cui non conoscevo l’esistenza. Gli chiesi: ”Cosa stai facendo? Cosa sta succedendo qui? Chi è quella persona?” Lei mi disse solo: “Stai sereno, è tutto sotto controllo.” mi superò e scomparve nella semioscurità finché non accese la luce tenue di una lampada. A quel punto, la sagoma davanti alla finestra ha preso forma. Sono rimasto stupito quando ho visto un uomo molto alto, ben fatto e nudo in piedi davanti a me. Giulia mi sorrise ed esclamò: "Sorpresa!!!" dando le spalle allo sconosciuto. Un uomo nudo era in piedi dietro la mia donna poco vestita. Era una situazione che non mi sarei mai aspettato di vivere quella sera. Lei aggiunse con un tono calmo ma fermo: “Lui è Raffaele. Lo conosco da diverso tempo, siamo stati insieme per un po’. Ci siamo incontrati casualmente l’altro giorno e gli ho parlato del mio desiderio di farmi scopare da un altro uomo davanti a te. E lui ha accettato di farlo. Sei contento della bella sorpresa?" Rimasi interdetto e la fissai incredulo dicendo: “Fino ad ora questo desiderio era esistito solo nelle nostre fantasie. Non immaginavo che sarebbe successo così, all’improvviso. Soprattutto senza conoscere il lui e senza nemmeno averne parlato prima.” “Lo sai come sono in fatto di sesso,” lei rispose “se voglio una cosa faccio di tutto per realizzarla. Questo è quello che voglio e, rivisto Raffaele, ho pensato che fosse la persona giusta e il momento per farlo.” Lei sciolse la cintura della vestaglia, la aprì leggermente e la nudità di Giulia era quasi completa. Ho visto parte del suo seno, l'ombelico e la zona pubica. Dietro di lei c'era un altro uomo alto e ben messo. Quella vista mi fece irrigidire il cazzo velocemente. Raffaele, senza dire nulla, si era avvicinato a Giulia, le sue mani stavano già armeggiando per tirare via la vestaglia dalle sue spalle. Subito dopo la fece cadere a terra. Lei era lì nuda, con lo sconosciuto, anche lui nudo, dietro di lei. Sembrava impossibile, ma il mio cazzo era diventato ancora più duro. Le grandi mani di Raffaele si posarono sul suo corpo nudo, lei chiaramente stava godendo di quel tocco. Alzò gli occhi al cielo e ruotò il bacino strofinando le chiappe sul cazzo del nostro nuovo amico. Raffaele con le mani le accarezzava i fianchi, si spostava sullo stomaco e infine si fermava sotto i seni. Poi le sue mani afferrarono le tette di Giulia, massaggiandole. Lei, con trasporto, ha appoggiato la testa all'indietro, gemendo. Posò la nuca sull'ampio petto dell'uomo mentre lui lavorava sui suoi seni. Giulia allungò una mano e gli afferrò il cazzo, che era già enorme anche da flaccido, e iniziò a segarlo. Con una mano l'uomo si è infilato tra le sue gambe, lei le ha subito allargate e si è lasciata palpare. Io ero lì come spettatore non potendo fare null’altro visto le manette che mi legavano i polsi dietro la schiena. Il pre-sperma luccicava sul mio glande a causa della mia eccitazione. “Ti piace … vero? Vedo che ti ecciti! Il tuo cazzo è su!”, disse Giulia e all’improvviso si liberò dalla presa di Raffaele. Si avvicinò al letto e vi strisciò su. Accovacciandosi a quattro zampe, ha sporto il culo verso Raffaele e mi ha sorriso. Rimase lì con il sedere alzato finché l'uomo non si avvicinò a lei, si inginocchiò davanti al letto e cominciò a leccarla. Le pupille di Giulia ruotavano in tutte le direzioni e lei gemeva come non l'avevo mai sentita prima: “Oh … sì … così mi piace … continua non ti fermare, infilami la tua lingua in tutti i miei buchi, leccami anche il clitoride.” Io mi sono spostato per avvicinarmi a loro, vedevo un altro uomo che leccava il culo e la figa della mia donna e non potevo far altro che guardare. Dopo un poco Giulia si gettò di spalle sul letto. Si allungò gemendo e presentò il suo corpo nudo a Raffaele. Lui non si è fatto pregare, è salito sul letto, ha allargato le gambe di Giulia e le ha leccato la figa. Estremamente arrapata, Giulia abbassò la testa, che ora penzolava oltre il bordo del letto. "Vieni qui Luca" gemette piano. Io mi inginocchiai davanti a lei, guardandola in faccia. Lei disse: «Voglio che tu lo guardi mentre entra in me.“ Raffaele era completamente su di lei. Le sue mani le afferrarono i fianchi, risalirono dallo stomaco fino ai seni, massaggiandoli. Il suo enorme pene sfiorò il clitoride di Giulia e lei gemé di lussuria. Allora Raffaele prese in mano il suo grosso cazzo venato e lo strofinò sulla vulva bagnata di Giulia. Su e giù. Su e giù di nuovo. Ogni volta il glande brillava un po' di più. Giulia sembrava essere completamente prese dal godimento. Poi il mega cazzo è scivolato tra le labbra della sua figa e ha trovato subito l'apertura bagnata. La cappella scomparve dentro di lei e Giulia urlò dall’eccitazione. Senza preavviso, il grosso cazzo è scomparso completamente nella sua figa. Così è successo che un altro uomo stava scopando la mia Giulia, ed era ancora più eccitante di quanto immaginassi. Avrei voluto masturbarmi, ma avevo le mani legate dietro la schiena. I due hanno scopato davanti a me. L'ho sentita gemere e i suoi lamenti di piacere riempivano la stanza. Vedevo il suo volto eccitato e la sua bocca che sbavava dalla lussuria. Dopo un po’ Giulia mi tirò a sé e mi sussurrò all’orecchio: “Leccagli il culo. “ “Cosa?” risposi “Devi leccargli il culo!!!” lei mi intimò. “Ma …” Stavo per chiedere spiegazioni ma lei mi ordinò in modo perentorio: “Niente ma, devi farlo. Io voglio così!!!” Continuando disse: “Ti prometto che esaudirò un tuo desiderio, ora tu esaudirai il mio. Leccagli il culo mentre mi scopa!” Sorpreso, cercai di alzarmi in piedi, cosa che non era così facile con le mani legate. Poi ho fatto il giro del letto e mi sono inginocchiato dietro l'uomo nudo. Lo vedevo scopare, andare su e giù sulla mia donna con forza ed energia. Vedevo il modo in cui le sue palle schiaffeggiavano il suo culo e il modo in cui il suo cazzo le riempiva completamente la figa. Giulia aveva allargato le gambe più che poteva, accogliendo l’enorme membro che la stava scopando. Le piaceva tanto quel movimento dentro di lei e lo faceva sentire con i suoi gridolini di compiacimento. Poi ho guardato il sedere dell'uomo, che faceva continui movimenti di spinta. Si contraeva ad ogni movimento. Erano troppo strette le chiappe per poter vedere il suo ano. "Lo stai già leccando?" volle sapere Giulia. Guardai pensieroso il culo, per fortuna senza peli, poi tirai fuori la lingua e leccai la fessura tra le due chiappe. Lui ha aiutato il mio compito e, rallentando i movimenti, ha aperto un po’ le chiappe mostrando il buco del culo. Ho cercato di raggiungere l'ano con la punta della lingua e, quindi, ci ho infilato dentro la lingua mentre lui si dimenava. Aveva un sapore pulito, aveva appena fatto la doccia. Così ho potuto godermi la mia indesiderata escursione nel territorio omosessuale. Ho infilato la lingua più che potevo. Lasciandola girare, leccando il suo buco. Ho notato quanto lui fosse eccitato a questa mia azione. Avrei voluto prendere in mano il mio cazzo grondante di piacere, ma le manette me lo impedivano. Mentre la mia lingua ruotava nel buco del culo dell'uomo, il suo sedere si muoveva continuamente avanti e indietro. L'ho sentito scopare Giulia, diventando tutt'uno con loro. Non potermi toccare il cazzo è stata una benedizione: sarei venuto immediatamente se l'avessi toccato. Ma Giulia all'improvviso ha sentenziato: "Dai, ora dopo averlo lubrificato, fottilo nel culo!" "Cosa?" ho esclamato con orrore. "Devi fottergli il culo!" In cosa mi ero cacciato? Vedere la mia donna scopare con uno sconosciuto poteva anche andare bene, era un suo desiderio. Ma, ora avrei dovuto scopare un uomo? Avere un rapporto sessuale con un ragazzo? “Cosa stai aspettando? Mettigli il tuo cazzo nel culo!" mi impose lei. "Giulia, io non ho mai scopato un uomino e poi sborrerei in un batter d'occhio, sono troppo eccitato. " "Ottimo. Spruzza il tuo seme nel suo culo. Vai avanti, o vuoi il suo di cazzo nel tuo di culo? Tanto per lui è uguale, lo conosco da tempo ed è pronto a tutto … è un bisex versatile." Quella cosa enorme che aveva Raffaele non sarebbe mai potuta entrare nel mio culo vergine senza fare danni irreparabili. Quindi mi sono alzato. Posizionato dietro di lui ed allungai il mio membro eretto verso il culo. Non appena il mio glande ha toccato la pelle nuda dell'uomo, sono quasi venuto, ma sono riuscito a trattenermi. Respiravo pesantemente. Ho sentito la mia donna gemere a quella visione, l'ho vista mentre veniva scopata. Mi sentivo stordito dalla lussuria. Tutto girava e sembrava surreale. Ho osato quindi provare a scopare il culo di un altro. Mi sono inginocchiato e ho spinto il cazzo giù per le natiche di Raffaele. Ho visto un fiotto di pre-eiaculatorio uscire dal mio glande, scorrere lungo il mio cazzo e gocciolargli sul culo. Ho immaginato che questo avrebbe favorito la penetrazione. I suoi movimenti selvaggi ora sono più lenti per consentirmi l’approccio. Ha immediatamente distribuito il precum sul mio cazzo e ha massaggiato delicatamente anche il suo buco del culo. Mi sono appoggiato su di lui in modo da allineare il mio cazzo al suo buco. Allora la mia Giulia è uscita da sotto Raffaele, che rimase accovacciato a quattro zampe. Giulia si inginocchiò accanto a me e mi disse: “Perché non te lo scopi … dai ficcalo dentro, lui lo sta aspettando.” “Tesoro, è un uomo. Non è facile per me … è la prima volta, non so se riuscirò a sborrare dentro di lui.” "A sì? Non me ne ero accorta … è un uomo … ma dai!!! Certo che è un uomo ma ha anche un bel buco del culo!!!" Ha dato uno schiaffo al sedere di Raffaele, poi gli ha allargato le natiche. Giulia ha afferrato il mio cazzo e lo ha posizionato contro il buco di Raffaele. L'uomo ha spinto indietro il sedere e Giulia ha spinto il mio addome in avanti. Allora il mio cazzo e scivolato facilmente nel buco del culo, immagino che avesse già preso tanti cazzi prima del mio. Mentre lo penetravo, lei mi incitava: “Dai fottilo … mettigli tutto il tuo cazzo nel culo … sbattilo come una troia.” Con questo incitamento e per il piacere che provavo ho preso a fottere il culo di Raffaele con movimenti ampi e veloci. Lui che fino a quel momento era rimasto quasi completamente in silenzio a iniziato ad ansimare e ad incitarmi: “Si … si … fammi godere … sbattimi come una troia … scopami il culo e tu Giulia succhiami il cazzo.” Ho continuato con una intensità che non immaginavo potessi fare. Nel frattempo, Giulia si era accovacciata sotto Raffaele ed aveva preso in bocca il suo grosso cazzo pompandolo alla grande. Con una mano teneva le mie palle ed accompagnava i miei movimenti. Dopo una lunga cavalcata, ho sparato il mio sperma direttamente nel culo con un forte gemito. Il mio corpo vibrava per l’orgasmo avuto: Si … siiii … godo … godo!!!” Giulia sorrise. "Vedo che sei venuto, quindi ti è piaciuto il culo di Raffaele?" volle sapere. Annuii esausto. “Bene, ora tocca a Raffaele e a me.” Giulia mi allontanò mentre ancora gocciolava il mio sperma dal suo culo e si adagiò con la schiena sul letto per farsi scopare da Raffaele. Avevo pensato che il gigante stesse finendo di trapanare la mia Giulia nella figa invece, si è inginocchiato davanti a lei, sorridendo, ha spinto indietro le gambe di giulia alzandola in modo da poterla penetrare nel culo. Ho spalancato gli occhi e ho mugolato: "No, no, no! Non se ne parla nemmeno. Ha un cazzo troppo grosso, ti sfonderà. Ti farà male.” Loro due si sono limitati a sorridere senza dire nulla. Giulia si è accarezzata il culo e, poi, prendendolo in mano, ha massaggiato il suo buco con il cazzo di Raffaele. Ho urlato. "Giulia, per favore, non farlo!" Ma lei si limitò a sorridere. Poi ha afferrato il cazzo di Raffaele e lo ha spinto dentro il suo buco del culo. Ho supplicato ancora, ma invano. Raffaele ha infilato il suo bastone nerboruto nel culo. Questa volta lei ho urlato dal dolore mentre quella grossa verga la penetrava: “AAARGH … cazzo fa veramente male. AAAAH! … AI! … Spingi ma fai attenzione, non andare lateralmente ma dritto per dritto, sento che mi sta spaccando tutto.” Le ha deflorato il culo. Seguendo il suggerimento di Giulia, ha iniziato lentamente a fotterla, poi, dopo un po’, ha velocizzato i suoi movimenti aumentando la profondità della penetrazione con forza. Sorridendo, Giulia mi passò una gamba sopra le spalle per costringermi ad avvicinarmi e vedere tutto da vicino. Adesso si stava facendo scopare e vedevo da vicino come quel grosso cazzo le stava violando il culo. Si vedeva la fessura del suo ano, dai margini increspati, entrare e uscire attaccata alla verga di Raffaele. Un immagine che non avrei mai immaginato di vedere così da vicino. La vidi madida di sudore, vidi lei e Raffaele scambiarsi baci durante la sua monta. Dopo una intensa cavalcata lui è venuto, sparando la sua crema dentro lo sfintere di Giulia. Ha continuato a cavalcarla finché non è arrivata anche lei. Per tutta la stanza risuonavano i gemiti dei due. Urla di goduria che impressionavano per la loro forza. A quel punto Raffaele ha tirato fuori il cazzo ancora di una dimensione ragguardevole. Giulia ha afferrato il cazzo di Raffaele e spingendomi dalle spalle lo tenne davanti al viso dicendo: “Raffaele fai assaggiare il tuo sperma a Luca, è da tanto che ho questo desiderio.” L'uomo ubbidì e mi ha sparso il suo sperma sul viso fin dentro la bocca. Non lo volevo ingoiare e ho fatto in modo da accumularlo sull’esterno del viso, sulle mie guance. Qualche goccia arrivò anche dentro e mi colò lungo gli angoli della bocca. Giulia le ha leccate e mi ha dato un bacio. Ci siamo baciati con lo sperma dell'altro sulle nostre lingue, e soprattutto, nella mia bocca. "È stato bello", ha detto Giulia “mi ha fatto male al culo ma ne è valsa la pena, era quello che volevo.” Poi aggiunse: “La prossima volta, con Raffaele o con qualche altro, sarai tu a farti fottere il culo, e non è un suggerimento ma un ordine a cui tu obbedirai, vero?” Io lasciai cadere la cosa facendo l’indifferente. Anche se dentro di me pensavo: “Questa donna è impossibile da fermare, quello che vuole, prima o dopo, lo otterrà.” Dopo un po’ Raffaele andò via e noi ritornammo alla nostra routine di tutti i giorni.
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1 anno fa
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Varie
Adesso sono sua.
Mi chiamo Angela, ho 25 anni, sono alta m. 1,70, occhi chiari, capelli castani lunghi fino alle spalle. Ho dei seni di una terza misura che somigliano a due splendidi pompelmi, tondi e sodi, con capezzoli piccoli. Il fisico è snello, perché mi piace molto correre e mantenermi in perfetta forma. Il sedere è alto, tondo e abbastanza prominente, posto alla sommità di due cosce lunghe e ben tornire, di cui vado molto fiera. Sono studentessa della Facoltà di Architettura e, da 15 anni, sono orfana madre. Ho sempre vissuto con Gianni, mio padre, che, oggi, ha 45 anni, è uno splendido maschio, alto, dal fisico asciutto, con delle braccia muscolose e forti, tra le quali mi sento molto protetta quando mi stringe a sé. Ha capelli neri, anche se le tempie iniziano ad imbiancarsi quel tanto che basta per conferirgli un fascino che non sfugge alle donne. Tra noi due c’è sempre stata una gran sintonia, mi ha cresciuta da solo, senza l’aiuto di nessuno, sono la sua regina. Avevo dieci anni quando è morta mamma e lui mi ha visto diventare ragazza, adolescente e ora donna, una bella donna. È stato un padre, un amico, un confidente, che ha sempre avuto molta attenzione nei miei riguardi. Ha sempre tenuto a bada lo sguardo degli uomini che mi desiderano, ne intuisce la voglia e i suoi stessi amici, scherzando, glielo dicono.«Gianni, tua figlia è veramente bella! Se non stai attento, un giorno arriverà qualcuno a cogliere questo splendido fiore!»Lui, quando sente queste parole, fa la faccia brutta, quasi adirata, anche se, dentro di sé, è perfettamente consapevole che, ormai, non sono più una bambina. Capisco che lui vorrebbe proteggermi, vorrebbe non vedermi mai soffrire, mi vorrebbe sempre felice e sorridente e sono consapevole di questo. Vedo in lui il mio modello di maschio perfetto, il mio uomo ideale lo immagino come lui. È capace di corteggiare le donne e lo sa fare bene, ama farle sentire al centro dei suoi pensieri, al centro del suo mondo, è un adulatore e ne ha piacere; ha avuto donne molto belle al suo fianco, ma, fino ad oggi, nessuna è durata molto a lungo. Ho sempre pensato e sperato che potesse avere di nuovo una donna cui accompagnarsi, fin quando, da alcuni mesi, ha preso a frequentarne una. Si chiama Stefania, è più piccola di lui di due anni ed è alta, bionda, bella, occhi chiari ed un bel seno, che è sicuramente una quarta abbondante. Ha un bel fisico tonico, con un bel culo prominente, posto al culmine di cosce lunghe, che lei valorizza indossando sempre calze velate e tacchi alti. A lui piace molto al punto da mandarle sempre dei fiori, la porta a cena fuori, a ballare, al cinema. Vedo che si divertono molto insieme. Quando entriamo in argomento, lui me ne parla da innamorato, da uomo perso per lei, solo lei, nessun’altra che lei. Non vivono assieme, non ancora, però lei spesso si ferma a dormire a casa nostra. Poi una sera è avvenuto un fatto che ha, in qualche modo, cambiato tutto. Erano giorni che lui lavorava più da casa che dallo studio, uno degli studi di architettura più rinomati della città e questo, in qualche modo, ci rendeva felici perché ci permetteva di passare molto tempo assieme. Facevamo colazione assieme e ci viziavamo a vicenda. Ormai sono cresciuta e con lui ho una confidenza più simile a quella di un amico, piuttosto che di un padre. Non ho nessuna vergogna di girare per casa in vestaglietta o slip e maglietta, e lo stesso vale per lui. Poi, un venerdì sera, è arrivata Stefania. Si cena tutti assieme, prepariamo da mangiare e si instaura quasi una gara. Tra noi c’è sempre stato molto rispetto, lei non mi ha mai dato l’impressione di volermi allontanare da mio padre e, anche se non so perché, avverto una lieve gelosia nei suoi confronti. Non ho mai provato un simile sentimento per nessun’altra conquista di mio padre. Ora, però, quei baci, quelle carezze, li vorrei per me. Mi sorprende questo pensiero e mi sconvolge oltremodo. È una cosa che mi scuote, mi provoca una sensazione ed un'emozione molto forte e contrastante, che provo improvvisamente, mentre mi preparo per uscire. Devo andarmene, perché mi sento a disagio. Volutamente evito entrambi. Lui se ne accorge, ma io non gli do il tempo di approfondire.«Ciao, esco con gli amici. Tornerò tardi. Buona serata.»Scappo di corsa da casa. Fuggo per non vederla tra le sue braccia che lo bacia e si stringe a lui. Sono gelosa: è pazzesco, ne sono convinta, ma è la verità. Passo la serata a distrarmi, anche se non ci riesco molto. Quando parcheggio la macchina in garage, sono le tre passate e salgo le scale in punta di piedi. «Dai, toro, scopami più forte! Sei magnifico! Che toro! Che cazzone grosso che hai e come mi sfonda! Ancora… ancora… PIÙ FORTE!»Lui, le chiede di cambiare posizione. Prima la scopa tenendola sopra, poi la fa mettere sul bordo del letto e poi, ancora, le chiede il culo. Quando mi accorgo che lei, a sentirlo nel culo, gode come una maiala, improvvisamente avverto una vampata di calore addosso, sento di bagnarmi. Mi sto eccitando, sento il piacere scorrere dentro di me, fino ad inzuppare il mio perizoma. Ascoltarli mi ha fatto quasi godere, senza toccarmi. Allargo le gambe, sposto il perizoma e mi tocco tra le cosce. Ho la testa appoggiata al muro, le gambe allargate e con la mano mi sto ravanando la fica, con gusto. Assecondo il movimento delle mie dita al rumore del letto, che mi fa impazzire. Mugolo di piacere, ma non mi sentono, sono troppo presi dal loro piacere. Socchiudo gli occhi e lavoro di fantasia. Immagino mio padre nudo, immagino il suo cazzo, lo vedo affondare in lei. Immagino i suoi baci, le sue mani strizzarle i capezzoli e poi, insieme, raggiungere l’orgasmo. Allora subito mi alzo, mi sfilo il perizoma fradicio e, a piedi nudi, tenendo le mutandine in mano, vado in assoluto silenzio verso il bagno, a luce spenta. Nello stesso istante si accende la luce; è mio padre, che, completamente nudo, con il cazzo ancora duro, ancora eretto, sta uscendo dalla camera e va anche lui verso il bagno. Restiamo per un lungo istante immobili a guardarci, senza proferir parola. Io glielo guardo, quasi con insistenza. È bellissimo! Un super cazzo! Lungo e grosso, reso lucido dagli umori di Stefania. Poi mi riprendo dallo stupore e, dandogli un bacio sulla guancia, gli auguro buonanotte. Vado direttamente in camera e, sfinita, mi stendo sul letto, addormentandomi. L’indomani è sabato, non devo andare all'università. Ho sonno e decido di restare a casa. Nel dormiveglia, ripenso alla notte. Ripenso a loro due che avevano scopato e goduto; rivedo mio padre nudo e mi eccito. Sento subito la mia lumachina che prende a schiumare. Per un momento mi pento di questo insano pensiero, ma il piacere è più forte. Adesso lo vorrei qui con me, nel mio letto. Vorrei godere con lui. Vorrei sentire il suo cazzo che mi apre, mi riempie e mi scopa forte, come ha fatto con lei. Vorrei sentire i gemiti di piacere che prova nello scopare me. Improvvisamente lui bussa alla porta. Entra e si siede sul letto. Io sono di spalle, vorrei evitare il suo sguardo, siamo sempre stati sinceri l’uno verso l’altro, gli ho sempre confidato tutto, ma questa nuova situazione mi spiazza. Il fatto di continuare a desiderarlo mi sconvolge e non riesco a levarmi dalla mente questi pensieri. Appoggia una mano sulle lenzuola, sulla gamba, mi chiede se sono sveglia. Faccio cenno di sì e lui, accarezzandomi, accarezzando la sua bambina, mi dice che sta per uscire.«Amore mio, ti ho lasciato la colazione pronta. Come mai sei rimasta vestita?»Mi giro, sedendomi sul letto.«Ero stanca e avevo troppo sonno, che mi son addormentata all'istante.»Ci fissiamo per un lattimo. C’è davvero molto imbarazzo tra di noi, in questo momento. Sta per dirmi qualcosa, ma io lo precedo, con un bacio sulla guancia, ringraziandolo per la colazione e poi scappo via, rifugiandomi in bagno. Ho paura di non riuscire a controllarmi. La mattina passa con me che, pigramente, giro per casa, restando in slip e maglietta. Accendo il pc e, senza volerlo, mi ritrovo in siti porno, con video a tema incesto. Li guardo senza pudore. Mi eccitano, mi fanno perdere il controllo di me stessa. Sprizzo adrenalina da tutti i pori. Mi masturbo furiosamente e vengo, godo, una, due, tre, cinque volte. Perdo il controllo di me stessa. Guardo e vedo madri con figli, soprattutto padri e figlie e su questi ultimi mi soffermo, per guardarli con maggior interesse. Non provo nessuna vergogna, vedo loro e immagino me con mio padre; ora avverto questo desiderio irrefrenabile: voglio averlo! Lo voglio! Lo desidero con tutta me stessa. Mi sconvolge e mi eccita da morire questo pensiero Decido di cucinare per lui, così, quando torna per pranzo, gli faccio trovare tutto pronto.Canticchio allegra e civettuola, faccio la micetta, strofinandomi casualmente, facendogli notare quanto sia donna. Voglio che non mi veda più come la sua bambina, ma come una donna pronta per lui. Faccio in modo che la camicetta che indosso gli lasci intravedere il seno, bello, tondo, sodo. Mi piego in avanti, così che possa vedere il mio culetto, perché indosso un esile perizoma, infilato volutamente tra le natiche nude. Mi sento in calore. Ora voglio solo che mi scopi, non penso ad altro. Lui lo nota. È chiaro che nota tutto, ma fa finta di nulla. Non può, non vuole far nulla. Mi ignora: è mio padre! Non dice nulla, ma nei suoi occhi leggo il suo turbamento, ma stavolta lui ragiona per entrambi. Di colpo esce di nuovo e mi dice che rientrerà dopo cena; ha appuntamento con Stefania. E io? Sento i miei ormoni impazziti che reclamano piacere, ho bisogno di godere, ma non da sola. Chiamo Marco, un amico di università, che ogni tanto mi aiuta nello studio e, a volte, ci siamo anche abbandonati a scopare, solo per il gusto di godere; non c’è assolutamente nulla di più tra di noi. È un bel ragazzo, coetaneo, abbastanza porco e, quando gli dico che ho bisogno di lui, che son giù di morale, mi invita a casa sua, che dista pochi minuti dalla mia. Lo raggiungo e appena entro, mi strappa i vestiti di dosso. Mi butta sul letto e mi scopa, mi dà piacere per tutto il pomeriggio. Godo, ma, nella mia mente, non è con lui che sto scopando. Penso che sia mio padre e non lui, che mi sfonda; immagino che le sue mani siano quelle paterne. La sua voce, il suo corpo, e anche il cazzo, come si somigliano nella mia mente. Poi, me ne vado. Ho scopato, ma non sono soddisfatta. Mi sento inquieta. Mi cambio, esco a fare jogging e quando torno mi faccio una doccia calda, per poi addormentarmi sfinita, sul divano. È notte fonda, quando lui torna. Si appoggia sul divano e mi accarezza il viso, cerca di svegliarmi con la sua solita dolcezza.«Ehi, piccola! Dai, che ti porto a letto, come facevo quando eri bambina. Ti prendo in braccio, vuoi?» Allungo le braccia e le aggrappo al suo collo, le sue mani sul mio corpo mi danno piacere, tanto piacere. Sento le sue dita sul mio culetto, appoggio la testa al suo petto e la bocca al suo collo, lo bacio piano. Lui è un uomo intelligente, conosce le donne, le sa ascoltare e certamente ha capito qualcosa. Sul letto, mi si siede di fianco, la vestaglietta lascia le gambe scoperte, il seno in bella vista. Mi guarda contento.«Piccola mia, ormai sei una donna e...devo dire, una bella donna!»Gli sorrido ed appoggio le mani sulle sue. Anche lui sorride, ma si vede che è un po’ in ansia.«Amore mio, tu non devi esser gelosa di Stefania. Tu sarai sempre al primo posto, per me! Ti assicuro che nessuna donna sarà mai più importante di te!»Giro lo sguardo e lo abbasso. Lui prende il mio viso tra le sue mani e mi fissa in silenzio. Lo guardo con un’aria di sfida.«Allora, dimostramelo! Dai, dimostrami che ci sono solo io: coraggio, che aspetti?»Mi guarda, ho come l’impressione che ora sia debole, indifeso, in forte imbarazzo, perché non ha il coraggio di ammettere di aver intuito quello che voglio da lui.«Ma… cosa mi chiedi? Come te lo devo dimostrare?»Per un istante, un solo rapido istante nel quale non riesco a pensare, non voglio pensare, ma agire. Mi metto a cavalcioni sulle sue gambe e lo bacio.«Gianni, amami, amami. Fammi tua!»Lui mi evita e si sposta di lato. Io insisto e lui, con un gesto repentino, mi butta sul letto, mi rialzo, e lui, con uno schiaffo, mi dice di smetterla.«Smettila! Come fai a non capire che non si può?»Mi brucia la guancia; è la prima volta che mi dà uno schiaffo, ma non demordo. Sono inginocchiata sul letto, la vestaglietta è ora completamente aperta e, sotto, non indosso nulla. Lo guardo ancora, cerco il suo sguardo. Lui, adesso, mi guarda, ma ora non cerca i miei occhi. Vedo che mi esamina tutta, i suoi occhi si stanno riempiendo di me e la sua bocca, appena dischiusa, mi sta già assaporando. Esita, tentenna, è combattuto con sé stesso, mentre io mi levo la vestaglietta. È sconvolto mentre mi ammira, perché mi son alzata e sono di fronte a lui, nuda, calda, indifesa, completamente offerta a lui. La mia voce lo sconvolge.«Sei mio padre; che male può esserci nell’amarci? Perché tu mi ami, vero?»Non risponde, mi prende tra le braccia e le sue mani scendono giù dietro, mi afferrano il sedere ed inizia a baciarmi. Mi divora la bocca, la lingua, le sue mani sono tra le mie cosce e il mio umido tra le gambe lo «Siamo due pazzi, lo sai vero? Lo sai, bambina mia, che siamo pazzi? Dopo questo, nulla sarà più come prima e non si potrà più tornare indietro. Ne sei consapevole anche tu, vero?»Lo spoglio, gli strappo via la camicia, slaccio i pantaloni che cascano a terra. Sono in preda ad una frenesia incontrollabile.«Ti voglio: adesso ti voglio, papà! Voglio amarti tutto. Voglio esser tua, fin in fondo. Solo tua.»Mi stende sul letto e nudo si sdraia sopra di me. Mi bacia ancora, mi stringe a lui, prende le mie mani e le intreccia forte tra le sue. La sua bocca passa sulle orecchie, sui lobi, sulla nuca a leccarmi. Adesso anche lui è sconvolto dal desiderio. Mi desidera quanto io desidero lui. Si stacca dal mio corpo, si abbassa e mi bacia il seno. Le sue mani li afferrano, li strizza, li lecca e succhia.«Amore, sei bellissima! Sei sempre stata il mio sogno proibito! Ho cercato di resisterti, ma non ce l’ho fatta! Adesso ti voglio anch'io!»Scivola sempre più in basso. Si mette tra le mie cosce, che io spalanco. Mi guarda per un istante e appena sento la sua bocca posarsi sulla mia micetta, godo all’istante!«Oddio mi fai venire subito! Ora! Vengo!»Gli ricopro il viso del mio miele, che la sua lingua raccoglie e ci si disseta. Mi muovo, stringo le gambe e mi strofino contro il suo viso, contro la sua barba di qualche giorno. Non parliamo, le parole non servono; ora sono i nostri corpi che lo fanno per noi. Lui si stende di fianco a me e mi accarezza, mentre la mia mano cerca e trova il suo cazzo. Com’è duro, com’è bello, lo guardo e lo meno, tiro indietro la pelle, guardo la sua cappella, tocco con le dita le palle gonfie, piene. Mi abbasso con la testa, arrivo a trovarmi il suo splendido cazzone davanti alla bocca, poi, con la lingua, lo assaporo, lo lecco tutto. Si rigira e di nuovo si insinua tra le mie cosce. Se io godo, lui mi restituisce il piacere. È un godimento continuo. Sento che si gonfia di più nella mia bocca, ora me lo spinge più dentro. Anche lui non resta inattivo, mi fa godere di nuovo. Sono brava, sono porca, lo faccio impazzire. Me lo sfila diverse volte dalla mia bocca, non vuole venire, non ancora. Lo supplico di scoparmi.«Prendimi! Ti voglio! Dai, non fermiamoci, papà! Adesso fammi tua! Fai godere la tua bambina, dai… fa godere la tua donna…ti prego… ti voglio dentro!»Mi viene sopra tra le gambe e, preso il suo cazzo in mano, lo strofina lungo lo spacco.«Come sei bella! Sei bellissima, accidenti! Mi fai fare una pazzia! Non ragiono più! Non mi fai capire più niente! Il mio cervello è spento! Ti voglio! Mi stai sconvolgendo!»Spingo il bacino verso l’alto e mi spingo incontro a lui. Lo sento entrare tutto, fin in fondo! Mi sfonda! Mi apre tutta e poi godo subito, all’istante.«Mi fai… sì! Dai, che vengo! Vengo! Era ora, ti sento tutto dentro!»Lui mi monta, è un toro, uno stallone, come lo avevo sentito e immaginato quando chiavava Stefania. Lo sento dentro completamente. Il suo corpo sbatte contro il mio, i suoi coglioni sbattono contro le mie chiappe. Geme di piacere, anche lui. Ora sta scopando una donna, la sua donna. Sono la sua carne. Troviamo il giusto ritmo. È un orgasmo, senza soluzione di continuità, che ci regala adrenalina, eccitazione, sempre più forte. Siamo consapevoli di aver superato ogni limite ed ora vogliamo godere sempre di più. Cerca la mia bocca, mi bacia, mentre continua a scoparmi senza sosta. Urlo di piacere nella sua bocca. Gli mordo le labbra, ci divoriamo a vicenda. Mi fa godere all’infinito e poi lo sento pronto a venire. Mi sente godere e, per l’ennesima volta, cerca di sfilarsi, ma lo blocco dentro di me.«Resta lì, dentro di me! Vienimi dentro! Sono protetta!»Mi sborra dentro. Lo sento scaricarsi con degli spasmi di piacere. Ad ogni spasmo, un getto. Ne conto quattro, cinque schizzi di sborra calda, che mi riempiono la vagina.Siamo esausti, senza fiato, lui si distende di fianco a me e, mano nella mano, ci addormentiamo. L’indomani, quando mi sveglio, lui è già andato in studio, al lavoro. Sono appagata, corpo e anima, mi sento beata, felice.Quando vado in cucina, trovo un biglietto sul tavolo.“Alla mia bambina, alla mia donna, al mio amore più grande, con tanto amore!” Un cioccolatino e una rosellina bianca.Inizia così la mia vita dedicata a lui.Da oggi in poi, non ci saranno altre donne nella sua vita: gli basto io! Chiudo per un attimo gli occhi e penso: adesso voglio un figlio!
1906
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1 anno fa
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Varie
Io e dina la nostra prima volta
Io e Dina siamo sposati da trent'anni ma all' epoca dei fatti eravamo appena sposati da due anni,io sono stato sempre vivace nel rapporto mentre Dina era all' apparenza più tranquilla ma forse per questo più troia di quanto non sembrasse, comunque durante i nostri rapporti sessuali più volte coinvolto dal momento intenso gli avevo proposto di fare l, amore con un altro uomo e se io potevo assistere,l, occasione venne a metà ,nel senso che un giorno mentre lavoravamo nello stesso albergo venne un cliente che solitamente era accompagnato da belle donne ,ma questa volta era solo ,Dina diceva sempre che Renato: il nome dell' ingegnere era proprio un bell,uomo e che se non era sposata ci avrebbe scopato molto volentieri,hai visto è solo gli ho detto io in preda all' eccitazione,vai a bussargli dicendo se ha bisogno di qualcosa,io mi nascondo nella camera a fianco e voglio ascoltare cosa fate ,dai amore è la nostra occasione,Dina era titubante non voleva rovinare il nostro matrimonio ma io la persuasi ,deve essere solo sesso le dissi ,una scopata e basta fai finta che lo stai sognando,Mia moglie si lascia convincere e va a farsi un bide e mettere delle mutandine piu sexy,rimani qui tu però mi raccomando per qualsiasi motivo ti faccio un cenno battendo sul muro,che ne so come reagisce e poi se vuole cose strane , Tranquilla amore vedrai che è un uomo così a modo e poi ha 50 anni tu appena 24 si comporterà bene vedrai ,Dina un po' impacciata gli bussa , ingegnere sono Dina le fa in modo gentile,mi chiedevo se aveva bisogno di qualcosa sa l,ho vista da solo questa volta , Renato gli risponde con garbo avendo intuito cosa potesse volere,si signora avevo bisogno di un altro cuscino ,glie lo vado a prendere,e cosi dicendo dopo due minuti si ripresenta con il cuscino , Renato le apre e Dina varca la porta chiudendola e dicendo ,gli sistemo un po' il letto ingegnere e facendo la gatta si mette a 90 gradi in modo che Renato potesse guardare il suo culo e le cosce ,mia moglie indossava dei pantaloncini corti che facevano intravedere le sue cosce sinuose ,fu in quel momento che Renato gli tocco il culo ,Dina che bel culo che hai mi viene voglia di mangiarlo ,oh Renato non faccia cosi ,ma lui ormai arrapato gli era addosso e la strinse fra le braccia,ho voglia di fare l, amore con te ,mi piacerebbe ma mio marito torna fra poco e se ci scopre ,Dai guarda come sono messo e si tira fuori il cazzone duro che svettava prepotente in tutta la sua virilità Renato mamma mia che cazzo che hai ,non ho mai visto dal vivo un arnese cosi ,Dina glie lo ha preso in mano mentre lui le sfilava i pantaloncini e le mutandine la bloccava vicino al muro ,la sua fica pelosa e bagnata era in vista e Renato la prese di colpo vicino al muro alzandole una gamba e poggiandola sul letto,lì in piedi la prese in fica con dolcezza prima e poi gli sbatteva dentro il cazzone ,mia moglie gemeva come una puttana in calore ,siii Renato sbattimi dammelo tutto e lui eccitato ,ohhh sii piccolina senti quanto cazzo ti do ,godo Renato godo come sei bravo a fare l, amore ,e lui dopo averla chiavata la mette a pecorina,ti voglio prendere da dietro e gli mise il cazzone in pancia in quella posizione,io ascoltavo tutto nella camera a fianco e mi ero masturbato ed ero venuto non appena Renato glie lo aveva messo dentro,Renato grido di gioia sborrroooooo e venne sulla schiena di Dina poi prese le sue mutandine neree gli ripuli la sborra ,amore gli fece tienile in ricordo di questo giorno ,voglio che le fai vedere a tuo marito,da uimo esperto aveva capito che io li stavo ascoltando
1899
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1 anno fa
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Varie
Sesso in tre in una lunga serata di giugno
Dopo quella prima volta con Tommaso, e successivi altri incontri sempre con lui, per un lungo periodo non accadde nulla con altri singoli. Gli impegni con il lavoro e il trasferimento nella nuova casa avevano completamente assorbito, sia fisicamente sia mentalmente, me come anche Camilla. La casa che avevamo affittato era molto carina ed aveva un bel giardino riservato. Eravamo in bella solitudine, nessun vicino di casa se non alcune altre abitazioni ma distanti da noi. Fu Camilla a gestire l’arredamento della casa e anche quello del giardino. Infatti, fu lei ad avere l'idea di mettere un letto per esterno da giardino proprio nella parte più riservata dello stesso. Aveva creato un’area di relax molto bella e accattivante. Non avevo immaginato a cosa altro potesse servire oltre che a prendere sole in totale libertà e comodità. Vivevamo una vita intensa, il lavoro, gli impegni, gli amici lasciavano poco tempo a tutto il resto. Spesso ricordavamo i momenti belli passati con Tommaso e la nostra fantasia viaggiava in alto. Ogni qual volta che lei ricordava con nostalgia le serate in tre, le dicevo: "Per quel che mi riguarda, mi piace guardarti scopare con un altro uomo. Mi eccita vederlo farti godere ma anche come tu riesci a farlo arrivare al settimo cielo e farlo venire dentro di te, anche a me piace il sesso in tre". Lei confermava di essere ben disposta, l’idea le piaceva molto, ma era consapevole della difficoltà di trovare un partner affidabile e riservato, doveva essere quello giusto non uno tanto per farlo. Anche io ero consapevole che non era facile trovare un amico da inserire nel nostro ménage. Non insistevo più del dovuto ogni qualvolta lei aveva dei dubbi sui possibili partner che incontravamo. Camilla affermava che amava quando due uomini si dedicavano a lei, e che l’idea di farlo di nuovo era molto vivo in lei. Una sera, in particolare si lasciò andare ad alcune affermazioni che mi hanno colpito, disse: "Voglio essere scopata in tutti i modi possibili, senza limiti. Voglio godere di tutta la sborra che riesco a tirare fuori dai miei compagni di letto". Poi, con mia sorpresa, aggiunse: "La prossima volta voglio farlo al tramonto. Quel momento magico appena prima del tramonto. Voglio che mi guardi mentre mi scopano sul grande letto fuori, in giardino". Continuando, divenne propositiva dicendo: "Sai che giorno è dopodomani? Il solstizio d’estate!" Fece una pausa, poi aggiunse: "Che ne dici, potremmo invitare Enrico per una piccola festa, una serata insieme, per guardare il tramonto nel giorno più lungo dell'anno?" Enrico è un nostro amico conosciuto casualmente in una festa di compleanno. Un simpatico ragazzone di 35 anni dalla carnagione bruna e dal fisico molto ben strutturato. Dopo aver fatto conoscenza ed aver passato quasi tutta la serata a parlare tra di noi, ci siamo rivisti in molte altre occasioni, anche in gite giornaliere fuori città. Lei lo aveva invitato diverse volte a casa nostra per cene o pranzi domenicali. Enrico aveva sin dal primo incontro flirtato con Camilla, quasi sempre con discrezione. A volte, per via delle libagioni eccessive di alcol, senza inibizioni o tabù, andava sul pesante. Oltre alle parole, spesso, vi erano stati allusioni provocanti e momenti con contatti fisici molto spinti tra Camilla ed Enrico. A lei piaceva molto Enrico, non le davano nessun fastidio le proposte, spesso spinte, che lui lanciava, anzi. Le sue risposte erano anch’esse sempre molto esplicite e provocanti. Sembrava ben disposta ad accettare le sue avance e ben predisposta a farci sesso. Quando, tra di noi, parlavamo di lui, lei affermava: “Mi piace Enrico, è molto sexy, credo che le piaccia anche io, oltre ad apprezzamenti verbali nei miei confronti, a volte, la sua mano scivola in modo indiscreto su di me, io non do seguito alla cosa ma nemmeno lo fermo. Credo, inoltre, sia ben fornito lì sotto, le poche volte che abbiamo ballato ho sentito un pacco niente male.” L’idea di Camilla di invitarlo a casa per la sera del solstizio mi andava bene, in fondo era un amico che conoscevamo abbastanza e con cui avevamo trascorso diverso tempo insieme. Alla sua idea risposi senza perplessità: "Possiamo organizzare, mi va … Tramonto? Non è quello che guarderò se la serata diverrà più intrigante, te lo prometto." Camilla, prendendo l’iniziativa, telefonò a Enrico e lo invitò, gli disse: “Carissimo che ne dici se dopodomani sera la passiamo insieme? Se vieni preparo la cena e il dopo cena in giardino a guardare il tramonto … cosa ne pensi?” Lui accettò immediatamente. Aggiunse al suo sì, inoltre, non smentendo sé stesso, una frase allusiva sul sesso, lo faceva spesso a mo’ di scherzo: “Va bene la cena ma a me interessa soprattutto il dopo, questa volta non mi scappi, mi piacerebbe poter avere un approccio con te di altro tipo, un po’ più sensuale, cosa ne pensi?” Lei rispose: “Si vedrà, se ci sai fare ci potrebbe essere una bella sorpresa per te.” L'immagine di Camilla che veniva toccata dal nostro ospite balenò nella mia mente sentendo la telefonata. I due giorni prima della cena passarono velocemente. Camilla, quel pomeriggio, si preparò per la cena oltre che con un make-up particolarmente accattivante, anche con un peculiare taglio dei peli pubici. Si era depilata completamente le labbra della figa, lasciando dei peli solo nella parte sovrastante. Aveva visto delle foto online che l’avevano colpita e si era ripromessa di rifarsi quel taglio alla prima occasione. Completò la sua opera indossando un vestitino molto sexy. Un tubino molto stretto e trasparente che non lasciava nulla all’immaginazione. Non indossò il reggiseno ma solo un piccolissimo perizoma in pizzo che copriva a malapena i peli del pube. Enrico arrivò molto presto nel pomeriggio, come avevamo concordato. Ci sedemmo nella veranda per parlare e bere qualcosa. La serata iniziava nel migliore dei modi. Poi, poco prima del tramonto cenammo in veranda. Camilla aveva preparato una cena con delle pietanze non molto complicate ma sicuramente d’effetto. Un risotto allo scoglio e poi un piatto di crudità di pesce, tra cui anche ostriche ed altri frutti di mare, tutto accompagnato da un buon vino bianco freddo. Per dessert un sorbetto al limone e vodka chiuse la cena. Dopo qualche chiacchera ci siamo trasferiti, su suggerimento di Camilla, nel lettone in giardino. Eravamo tutti rilassati, ridevamo e ci godevamo il momento di relax. Col senno di poi, ricordo gli sguardi scambiati tra Camilla ed Enrico, soprattutto quanto lei fosse euforica e spensierata. Ci stavamo godendo un bicchiere di grappa Amarone fredda e, per tutto il tempo, gli occhi di Enrico continuavano a incrociare quelli di Camilla. Lei era distesa sul lettone con la schiena appoggiata su dei grossi cuscini, il leggero vestitino che indossava copriva a malapena il perizoma lasciando completamente scoperte le gambe. Enrico le stava accanto ed io ero seduto sul bordo del letto osservando loro due. In seguito, Camilla mi disse di aver sentito lo sguardo di Enrico sul suo corpo: "Era come se sapesse quanto fossi bagnata sotto il vestito. Come se stesse immaginando tutti i modi in cui mi avrebbe fatto godere". Dopo diversi minuti che eravamo lì distesi ad assaporare la grappa, Enrico chiese a Camilla se fosse possibile avere dell’acqua. Lei, annuendo con un cenno della testa, si alzò per andare a prenderla dentro casa. Enrico l'aveva seguita con gli occhi per tutto il tragitto fino dentro casa, una volta che lei era lontana da noi mi disse: “Luca, lo sai che mi piace da morire Camilla, sia come amica sia come donna. Sono molto legato anche a te, sto benissimo quando siamo insieme. Però, c’è un però che mi assilla e ne vorrei parlare prima con te. Senza mancarti di rispetto e perdere la tua amicizia, a cui tengo molto, devo dirti che sono completamente preso da lei e vorrei farci sesso, sempre se tu mi dai il tuo consenso, altrimenti resta tutto come è ora.” Io, dopo un attimo di riflessione, risposi: “Non devi chiedere a me se puoi o meno scopartela, lei è libera di scegliere con chi fare sesso ovviamente sempre con me presente e partecipe, è stata sempre una sua prerogativa la libertà sessuale, io non le pongo limiti. Quindi chiediglielo esplicitamente, parlane con lei. So che lei è ben disposta nei tuoi confronti e non credere che lo sia con tutti i maschi che le girano intorno.” Enrico fu rincuorato dalla mia risposta e, dopo un sospiro di sollievo, si alzò e raggiunse Camilla dentro casa mentre io rimasi seduto fuori a godermi la visione della notte che lentamente scendeva, assaporando gli ultimi sorsi della mia grappa. Raggiunse Camilla in cucina dove stava riempiendo una brocca di acqua fresca con del ghiaccio, entrò e si fermò a pochi centimetri di distanza da lei. Un improvviso brivido di eccitazione percorse la schiena di Camilla quando si trovarono uno di fronte all’altro. L'elettricità tra loro era densa e lei poteva sentire i suoi capezzoli prendere vita, eretti sotto il sottile cotone del suo vestito. Sapeva che anche lui poteva vederli. Lui allungò la mano e la toccò, afferrandole, una ciocca di capelli. Poi, lasciandola scorrere tra le mani, le accarezzò il volto facendola sussultare. La sua mano scivolò più in basso, sfiorandole leggermente dal seno alla curva del sedere. Gemette mentre lui le stuzzicava lentamente la punta delle dita lungo l'interno delle cosce, lasciandole librarsi sul punto inzuppato del suo tanga, quasi toccandole la figa. Le loro bocche si sfiorarono e lei sentì il cazzo di Enrico premerle contro attraverso i pantaloni. Enrico con un filo di voce le disse: “Ho parlato con Luca, volevo avere il suo assenzo prima di provare a coinvolgerti in qualcosa di più di una semplice chiacchierata. Luca mi ha risposto che dovevo parlare con te, che solo tu puoi decidere se andare oltre. Ormai sei nella mia mente, vorrei fare sesso con te in tutti i modi che tu vorrai, ovviamente senza escludere Luca. Cosa ne pensi? Ti piacerebbe farlo?” Camilla, dopo qualche secondo rispose: “E’ da un po’ che ci penso, anche io ne ho parlato con Luca. Certo che mi andrebbe, l’idea di essere posseduta da te e Luca insieme mi eccita da morire. È molto tempo ormai che non faccio sesso con due uomini insieme, il sesso in tre mi attira immensamente. Pertanto, certo che mi piacerebbe stare con te e Luca. Questa serata è stata organizzata anche affinché questa possibilità potesse diventare una realtà.” Lui, per tutta risposta, le spostò di lato il perizoma e le toccò le morbide labbra della sua figa e di seguito il clitoride. Il corpo di Camilla fu percorso da un brivido di piacere, un gridolino di approvazione e di desiderio gli uscì dalle labbra. La figa di Camilla aveva inondato di umori la mano, inzuppandogli le dita. Era rimasta senza fiato per qualche istante, poi baciò Enrico avidamente, la sua mano scivolò sul suo cazzo duro massaggiandolo attraverso i pantaloni. Quindi si sistemò il perizoma e il vestito, prese la brocca d'acqua, e con Enrico mi raggiunse fuori in giardino. Sedutasi sul lettone in giardino, Camilla mi disse: “Enrico mi ha detto tutto. Io sono d’accordo come già sai. Se non aveste nulla in contrario mi piacerebbe fare sesso qui in giardino, è una location che mi piace molto.” Si vedeva negli occhi di Enrico una luce particolare mentre annuiva con un cenno della testa, ed io annuì allo stesso modo dicendo: “Come desideri tu mia padrona … noi siamo qui per compiacerti e soddisfare tutte le tue fantasie.” Sorrisero tutti e due. Senza dire una parola, con l’aiuto di Enrico, sfilammo il vestito che indossava Camilla. Seduto accanto al suo corpo quasi nudo, i seni turgidi, i capezzoli eretti, la baciai sulle labbra, ancora con il gusto della grappa che avevamo bevuto prima. Feci scivolare lentamente la punta delle dita sulle curve dei suoi seni e dei suoi fianchi mentre lei gemeva dolcemente. Sapevo quanto fosse eccitata, potevo quasi assaporare il suo desiderio di sesso. La guardai contorcersi soddisfatta sotto il mio tocco. La baciai dolcemente e poi le feci scorrere le mani lungo l'interno delle cosce verso la sua figa umida, e le dissi: "Camilla ... ti ha fatto bagnare così tanto solo l’idea di stare con Enrico?" "E si … sono molto eccitata!!! La situazione è invitante!!!" ammise con un sussurro. Lasciai che la punta delle mie dita sfiorasse appena il suo clitoride, e lei ansimò e tremò visibilmente. Mi afferrò la mano e la fece passare tra le gambe, appoggiandola contro il suo monte di venere inzuppato e spingendo le mie dita nella sua fessura fradicia di umori. Enrico che fino a quel momento era rimasto inattivo, in ammirazione dell'intesa che c’era tra me e Camilla, si avvicinò posizionandosi dietro di lei. Si abbassò lentamente la cerniera dei pantaloni e li sfilò. Quindi, fece scivolare via anche gli slip. Questo movimento di Enrico ha ipnotizzato Camilla soprattutto quando tirò fuori il suo grosso pacco. Rimanemmo entrambi sorpresi e impressionati dalle sue dimensioni. Il suo cazzo oltre ad essere molto lungo era notevolmente grosso. La cappella, dalla forma perfetta, sovrastava una stanga veramente bella e impressionante. Una ondata di piacere comparve sul viso di Camilla mentre lui faceva scivolare lentamente, dopo averla fatta mettere di fianco ed averle alzato la gamba destra, la sua verga pulsante nelle labbra della sua figa. A quel tocco lei gemette dolcemente e disse: “Wow, che bell’arnese. Se è già così impegnativo esternamente figuriamoci quando lo metterai dentro, non vedo l’ora di potermelo gustare tutto. Mi fai quasi paura per le dimensioni ma è stupendo, voglio sentirlo tutto dentro di me.” Il mio cazzo pulsava mentre lo guardavo far entrare quella verga enorme nella sua figa viscida. Enrico si muoveva lentamente dentro e fuori di lei, assaporando ogni spinta. Lei si è girata verso di me, mi guardava con un volto pieno di goduria, i nostri sguardi si incontrarono e si incrociarono. Venivo catturato dalla bellezza del suo volto mentre il cazzo di un altro uomo la riempiva e la scopava nella figa. Tra un gridolino e l’altro Camilla disse: “Wow Enrico … non ti facevo così possente, il tuo cazzo è veramente grosso, lo sento dentro di me e una forte sensazione di piacere mi fa perdere la testa.” Lui spingeva dentro tutto il suo cazzo. Ogni penetrazione Camilla l’accompagnava con un gridolino di piacere: “Argh … come è grosso, sento la figa allargata e piena come non mai. Wow … che bello averti dentro.” Lei si contorceva tutta quando Enrico la fotteva in profondità, con maggiore forza e velocità. La sentivo ansimare e godersi tutto il cazzo. Contemporaneamente lei mi stava portando al limite dell’orgasmo accarezzando il mio cazzo con le sue mani, mi stava portando fino all'orlo dell'esplosione masturbando la mia verga con una intensità crescente. La fermai indietreggiando, desiderando che quei momenti potessero durare più a lungo. Mi abbassai sul suo seno ed iniziai a baciarle e leccarle i capezzoli, mentre con le dita portai indietro la pelle che le copriva il clitoride e lo massaggiai intensamente dall’alto verso il basso. Il suo piacere cresceva a ogni spinta, il suo orgasmo aumentava dentro di lei mentre Enrico la prendeva da dietro. Io contribuivo con il mio lavoro di lingua e con le dita. Lui, ad un certo punto, si fermò e lo tirò fuori per un secondo, poi lo fece entrare di nuovo dentro di lei con una spinta incredibile. Esclamò: “Wow … che meravigliosa figa. Arg … mi cattura il cazzo in un modo indescrivibile. Si … sì …. mi ero immaginato mille volte tutto questo ma mai così bello ed intenso.” Camilla sobbalzò gridando mentre quel grosso membro la penetrava con forza, sbavava e gli gocciolava la saliva dalla bocca per la goduria che provava. Io le stuzzicavo tette e clitoride, in simbiosi con i movimenti di Enrico, ogni spinta generava in lei piacere e bisogno di interagire con urli e apprezzamenti: “Si … Siiii … è meraviglioso averti dentro … continua così. Anf … Yum … fammi godere dei tuo cazzo dentro … tutto dentro di me. E tu, luca, leccami il capezzolo tutto intorno e poi, con la punta della lingua stuzzicalo. Vai su e giù sul clitoride, aiutami nel farmi godere, tra non molto vengo, lo sento crescere in me l’orgasmo!!!” Lui le teneva sollevata la gamba mentre la scopava, ansimando per il movimento le accarezzava le cosce e le baciava il collo. Camilla mi guardava con un luccichio negli occhi, un misto tra estasi e compiacimento: “Vedi che piacere può darmi!!!” sembrava dire. “Vedi il suo grosso cazzo pulsare dentro di me? Guardalo come mi martella, proprio nel modo in cui ho bisogno di essere scopata.” Le stuzzicavo il clitoride con la punta del dito mentre lui continuava a spingere dentro di lei il suo cazzo. I gemiti di Camilla riempivano l'aria della notte. I miei sentimenti in quei momenti erano estremamente contrastanti, passavano dal piacere estremo nel vedere Camilla godere della situazione, all’invidia pressante della prestazione che il nostro amico stava avendo con lei. Gli invidiavo il suo cazzo e la forza che gli consentiva di farla godere così tanto. Questi pensieri durarono pochi attimi nella mia mente e tutto fu sciolto dallo sguardo di Camilla, lei mi comunicava con forza la sua gratitudine e la sua ammirazione nei miei confronti per quello che le consentivo di fare ed avere, oltre al fatto che la sentivo mia, solo mia. Confermava questa mia sensazione in ogni suo gesto. Enrico era solo l’oggetto del suo desiderio come un vibratore ma non il suo amore o la sua passione. Le luci che Camilla aveva sistemato con cura in giardino e intorno al letto si accesero al tramonto. Illuminavano il suo splendido corpo e quello del suo amante che la stava scopando. Angolo rischiarato mentre l'oscurità si infittiva intorno a noi. Mi alzai e mi avvicinai lentamente al punto in cui Camilla appoggiava la testa sui cuscini mentre Enrico continuava a montarla muovendosi dentro di lei. Avevo il cazzo duro come una roccia, ero teso come le corde di un violino, scoppiavo dal desiderio. Lei osservando il mio movimento comprende quali fossero le mie intenzioni, si separa momentaneamente da Enrico per posizionarsi sulle ginocchia girandosi verso di me con la testa, mi guarda e con un movimento delizioso prende per intero il mio cazzo dentro la sua bocca, infilandoselo fin giù nella sua gola. Con quel movimento, lei mette ben in vista il suo fondo schiena, era un invito perfetto, posizionata con i fianchi per aria affinché Enrico la potesse prendere da dietro alla pecorina. Le accarezzai teneramente il volto mentre lui scivolava dentro di lei, assaporando di nuovo la sua figa, seppellendo il suo grosso membro dentro. Ci fissiamo negli occhi io ed Enrico, senza dire una parola ma di comune accordo, accarezzavamo amorevolmente Camilla. Lei lanciava dei gemiti di piacere. Sono in estasi, il mio cazzo pulsa, e lei se ne accorge e lo fa scivolare tra le sue labbra prendendosene cura, la morbida carezza della sua bocca e della sua lingua mi inonda di goduria. Mi accarezza con le mani le palle mentre Enrico la scopa da dietro più forte e veloce. I suoi baci diventano più selvaggi mentre il suo orgasmo aumenta, Enrico si muove ritmicamente con movimenti lunghi e armoniosi, il suo sguardo è fisso mentre nell’area della sera si propaga il rumore del ventre di Enrico che batte sul fondoschiena di Camilla. Il suo corpo veniva attraversato da brividi e tremori violenti, si sentono per tutto il giardino i suoi lamenti di piacere: “Argh … Si … Siiii … Vengo … Vengoooo … non fermarti ti prego Enrico.” Respirava affannosamente, poi, sorridendo e gioendo incitava Enrico e me a fotterla con intensità mentre assaporava l’ultimo tremore del suo orgasmo. Enrico le accarezzava il corpo con ancora dentro di lei la sua verga. Sarà anche venuta, ma ci sono ancora due cazzi pieni di sborra da far godere. Pertanto, mi muovo per andare verso Camilla, desideroso di avere il mio turno per scoparla, Enrico comprende e si sposta di lato per farmi entrare in ballo. Mi lasciai cadere sulle lenzuola calde e la mia compagna si mise a cavalcioni della mia erezione, affondando lentamente la sua fica gocciolante su di essa. Era più bagnata di quanto l'abbia mai sentita, stantuffava, saltando sul mio membro gonfio e duro come una roccia. Mi cavalcava mentre fissava negli occhi Enrico che ora era davanti lei, baciandolo si muoveva su e giù su di me. I suoi gemiti aumentarono di intensità, sentivo che iniziava a crescere in lei, con mia forte sorpresa per la velocità, un altro orgasmo. Esplodeva di nuovo in lei un orgasmo potente e vibrante, un'ondata di umidità si propagava sul mio cazzo e la sua figa si contraeva con spasmi sulla mia verga. Per l’eccitazione non riuscivo più a contenere il mio di orgasmo, esplodendo dentro di lei, sentivo il calore del mio sperma inondare la sua vagina e il mio cazzo. Lei alzandosi lo tirava fuori e io le accarezzavo la vulva mentre il mio seme caldo scivolava lentamente fuori. Stava baciando con trasporto Enrico mentre sentiva gli ultimi fremiti del mio orgasmo. Una volta scesa da me, dandomi un bacio affettuoso rivolse le sue attenzioni verso Enrico. Non ha ancora finito con lui, da ora in poi sarà il suo momento, Camilla farà di tutto per soddisfarlo e fargli raggiungere un amplesso per completare il primo giro della serata. Mentre Camilla si sdraiava supina sul letto alzando le gambe e mettendo in bella mostra la sua figa, Enrico si posizionava su di lei. Le cosce di Camilla erano inondate ancora del mio sperma mentre lui scivolava dentro con il suo cazzo. Immaginavo cosa dovesse essere la sensazione che lui provava, far entrare il cazzo dopo che un altro uomo l’aveva appena scopata e riempita di sperma. Fantasticavo quanto dovesse essere morbida, calda e deliziosa la sua vagina. Questi pensieri fecero sì che il mio cazzo iniziasse di nuovo a drizzarsi. La guardavo mentre un altro uomo le dava piacere e, per un momento, sembrava che la notte più corta dell'anno durasse una eternità. Continuò a fotterla con movimenti prima lenti e poi veloci per un tempo lunghissimo. Ansimavano entrambi quasi all’unisono quando, con un urlo più intenso, Enrico esclamò: “Ohhh … vengo … vengo … sì … sì …” Si irrigidì e, quindi, tirando fuori la sua verga, venne sul ventre di Camilla, inondandolo fino quasi al seno. Fu scosso da un orgasmo lungo e potente con il quale svuotò tutto il suo seme su Camilla. Poi, dopo essersi adagiato accanto a lei, disse; “Immaginavo che potesse essere bello scopare con te, ma non così bello. Ho provato sensazioni di una intensità tale da sconvolgermi. Mi è piaciuto tantissimo stare con voi due.” Ci rilassammo per un attimo distendendoci nel letto, eravamo pienamente soddisfatti di quanto avevamo vissuto fino a quel momento. Il cielo su di noi era splendido. Quel silenzio incantato fu interrotto da Camilla che con voce ferma disse: “Mi piacerebbe che mi scopaste in due, uno nella figa e l’altro nel culo. Vorrei provare con due cazzi insieme dentro di me. Vi va di farlo?” Siamo rimasti tutti e due, io ed Enrico, sorpresi da quelle parole. Enrico non se lo fece ripetere due volte, anche a me l’invito piaceva molto. Lo avevo sognato più volte ma non avrei mai immaginato che potesse chiedere lei di farlo. Ero sorpreso ed eccitato. Anche se la serata era calda una certa umidità era presente nell’aria. Il letto esterno era eccessivamente inumidito. Camilla propose di rientrare in casa ed andare nella nostra stanza da letto dicendo: “Andiamo dentro, credo che staremo meglio sul letto di casa.” Per noi due la cosa andava bene, quindi ci alzammo tutti e, seguendo Camilla, andammo dentro fino alla stanza da letto. Arrivati Enrico si distese supino sul letto e fece salire Camilla sopra la sua verga con la schiena rivolta verso di me. Iniziarono loro due a scopare sotto il mio sguardo attento. Poi, mi avvicinai alle spalle di Camilla e iniziai a stuzzicarle il buco del culo, cercando di inumidirlo per lubrificarlo. Avevo preso nel cassetto del comodino il lubrificante intimo che utilizzavamo generalmente. La mia iniziativa piaceva a Camilla, infatti mi incitava a continuare dicendo: “Dai Luca, inondami di lubrificante e infilami le dita nel culo, mi eccito da morire.” A lei piaceva farsi manipolare il didietro, tra un gridolino di compiacimento e un altro, disse: “Si, si … continua così Luca, mi fai eccitare alla grande, ficcami dentro anche più di un dito ma, poi, voglio il tuo cazzo, voglio sentirvi dentro tutti e due.” Dicendo questo saltellava sulla grossa verga dura e possente di Enrico. Ho continuato ad inumidire le mie dita con il lubrificante e ho infilato prima due dita nel culo di Camilla, e poi tre muovendoli su e giù dentro lo sfintere. A queste stimolazioni lei vibrava e ci incitava: “Vai così, continua … Enrico muovilo dentro la figa, fammelo sentire per tutta la sua lunghezza. Datemi piacere insieme … sono la vostra troia … voglio essere scopata da tutti e due.” Era in estasi, tutta questa situazione le piaceva da matti. Anche Enrico era infoiato come un tricheco e ci dava dentro con forza nella figa di Camilla. Dopo aver giocato e lubrificato con le dita il buco del culo di Camilla è arrivato il momento di infilarle il cazzo. La posizione era perfetta, Camilla, piegandosi in avanti sul petto di Enrico aveva messo in bella mostra il suo orifizio anale. Lei facilitava i nostri movimenti per poterci consentire di fare sesso in due. Quindi, mi sono sistemato un po’ più in alto di lei, ho appoggiato il mio cazzo sul suo buco ben lubrificato e spingendo con una certa forza l’ho infilato giù per il suo sfintere. All’inizio solo una parte, era effettivamente molto stretto per la presenza dentro di lei già della verga di Enrico. Anche la posizione non favoriva i miei movimenti, stavo quasi sospeso su di loro in un equilibrio precario. Camilla era decisamente un'amante della penetrazione anale. In molte altre occasioni me lo aveva dimostrato praticamente. Però, la presenza di un altro cazzo nella vagina, per giunta grosso come quello di Enrico, le creava qualche difficoltà. Infatti, disse: “Piano Luca, vai piano dagli il tempo di adattarsi. Enrico fermati per qualche secondo, facilita Luca nella penetrazione del mio sfintere.” Lei percepiva una dilatazione estrema che le dava un certo fastidio. Quindi ci diresse in modo magistrale per superare l’impasse. Enrico vedeva negli occhi di Camilla la sua eccitazione mentre si faceva scopare sia il culo sia la figa; quindi, la incitò a farsi penetrare da entrambi: “Dai Camilla, facci godere dei tuoi orifizi, trasforma questo momento in qualcosa di indimenticabile, fatti fottere da tutti e due, fatti penetrare in profondità, ho una voglia matta di godere tutti insieme.” Era la prima volta che aveva due cazzi in contemporanea nei suoi buchi, e la cosa l’eccitava tantissimo. Pertanto, superò l’iniziale difficoltà muovendosi prima sul cazzo di Enrico, facendolo entrare tutto dentro, e poi chiedendomi di spingere la mia verga tutta dentro di lei: “Dai Luca, è il tuo turno spingi il tuo cazzo dentro di me.” Ansimando aggiunge “Fammi godere come una troia in calore.” Lei era eccitata, io ero in attesa di questa sua richiesta, cosa che attuai immediatamente, spinsi con forza il mio cazzo che si fece strada dentro di lei. Sentì il suo sfintere catturare completamente la mia verga, la sensazione della presenza del cazzo di Enrico nell’altro canale aumentava la mia lussuria. Percepivo la sua presenza, come lui la mia. Si sentiva per aria un insieme di gridolini, manifestazione di goduria e sospiri di piacere che coprivano l’insieme dei nostri corpi accaldati e sudati. Enrico sbatteva il suo cazzo dentro Camilla. Io, lentamente, infilavo il mio cazzo nel suo buco del culo. Per tutto il tempo Enrico la guardava negli occhi. Lui in modo duro, quasi prepotente la penetrava. Io spingevo dentro di lei con velocità crescente la mia verga. La penetravo in profondità, le conficcavo il cazzo nel culo senza fermarmi un attimo. Camilla sembrava ipnotizzata mentre veniva penetrata da noi due. Urlava, sorrideva senza controllo, piangeva per il piacere provato. Si sentiva in tutto al centro del suo universo di goduria sessuale. Dopo una lunga cavalcata lei è venuta. Ha avuto un orgasmo violento, esclamò: “Si … siiiii …. Continuate non fermatevi, sto arrivando, sento dentro di me tutti e due e sto godendo come non mai. Continuate a fottermi sto arrivando …” Concluse le sue parole dicendo solo un “Siiiiiiiii” prolungato con una violenta vibrazione di tutte le sue membra. Potevo sentire il suo sfintere vibrare e stringere il mio cazzo in un modo incredibile. Credo che la stessa sensazione fosse stata percepita anche da Enrico. Camilla era completamente in estasi e pienamente soddisfatta. Restavamo noi due da compiacere. Era tanto in estasi che avrebbe fatto qualsiasi cosa per soddisfarci. Ho subito messo alla prova questa teoria chiedendole di succhiare il cazzo ad Enrico mentre io continuavo a prenderle il culo. Lei ha obbedito con molto piacere. Si alzò dal cazzo di Enrico, si mise a quattro zampe davanti a lui. Faccia in giù e culo in su, le natiche si aprivano mentre riceveva il mio cazzo dentro. Era diverso da come fatto prima, avevo maggiore possibilità di movimento per scoparla bene nel culo. Poteva prendere tutta la lunghezza del mio cazzo dentro. Stava ululando e si contorceva mentre spingevo il mio cazzo nelle profondità delle sue strette chiappe. L'ho scopata tenendole i fianchi, ho spinto forte dentro di lei. Mi ha fatto un bel regalo, potevo vedere lei che succhiava e andava su e giù sulla grossa verga di Enrico, a mala a pena riusciva a farla entrare in bocca ma non per tutta la sua lunghezza. Allo stesso tempo io le scopavo il culo con una intensità che mi mandava in estasi. Ho continuato a ficcarle dentro il mio cazzo, deliziandomi con le sue urla attutite perché soffocate dal cazzo di Enrico. Erano i lamenti più eccitanti che avessi mai sentito. Mi stimolavano così tanto che venni. Spruzzai il mio seme caldo dentro Camilla. Giù dove non splendeva il sole. Mi era piaciuto così tanto che urlavo la mia gioia. Pensavo tra di me: “Camilla è un giocattolo meraviglioso. Una drogata di sesso di prima categoria. È una grande e bella donna. E non mi stanco mai di scopare con lei.” Fui interrotto in questi miei pensieri dai gemiti di piacere di Enrico, le stava sparando in bocca tutto il suo seme: Si … sì … vengo, vengo … non ti fermare succhiamelo e leccamelo ancora e ancora. Pompalo tutto, ingoia il mio seme.” Lei continuò a succhiarlo e leccarlo fino all’ultimo fiotto di sperma, raccogliendo con le mani anche quello che le colava dalle labbra, ingoiando fino all’ultima goccia, poi disse: “Meraviglioso, il tuo cazzo è stupendo e la tua sborra gustosissima. Mi è piaciuto molto farti godere in bocca.” Ci distendemmo sul letto, appoggiati con lei al centro. Eravamo tutti e tre sfatti ma soddisfatti. Il sesso fatto era stato intenso e super piacevole. Avevamo immaginato di realizzare una bella serata ma mai con questa intensità e soddisfazione. Enrico si era dimostrato un partner perfetto, sempre pronto alle stimolazioni ma, allo stesso tempo, rispettoso nei nostri confronti. Una scoperta meravigliosa. Siamo stati tutti bene ed eravamo felice per esserci divertiti molto. Camilla, in particolare è riuscita a soddisfare la sua voglia segreta. Avere due uomini in contemporanea dentro di lei. Esperienza cercata e trovata con il massimo della goduria possibile. Nei giorni successivi abbiamo parlato tra di noi della bella serata trascorsa con Enrico. Camilla era entusiasta del sesso fatto e mi confermava che avrebbe molto gradito farne di altri incontri con il nostro amico. Io ero d’accordo, in fondo mi era piaciuta molto la serata trascorsa insieme. Le parole di Camilla che mi sconvolsero, ovviamente positivamente, furono quelle dette poco dopo: “Il prossimo incontro, però, ti chiederò di invertire le posizioni, nel culo voglio il cazzo di Enrico, devo provare a farmi fottere da lui, voglio provare il suo di cazzo.” Rimasi sbalordito da questa richiesta, non immaginavo che Camilla potesse bramare ad avere un così grosso cazzo tra le sue chiappe. Però, visto che era un suo desiderio, cosa potevo fare io se non tentare di farlo avverare.
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1 anno fa
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Un trio imprevisto.
Da qualche tempo il mio sogno ricorrente era quello di avere un incontro a tre. Io e un amico che condividevamo la mia donna scopandola insieme. L’idea di mettere al centro dell’attenzione di due uomini la mia lei mi eccitava tantissimo. Pensavo tra me e me: “Devo essere un vero pervertito! Eccitarsi nel guardare il cazzo di un altro uomo che scivola dentro e fuori dalla bocca, dalla figa e dal culo della tua donna non è del tutto normale, Però mi attira molto, almeno nei miei pensieri e nei miei sogni.” Non so spiegarlo, ma solo il pensiero del cazzo che martella la figa di Camilla mi eccita. Sarà stata la mia naturale tendenza ad essere un cuckold. Ne avevo parlato con lei, ma nulla nella sua risposta mi poteva far presagire quello che poi in realtà, tempo dopo, è successo. Vi racconto la nostra prima volta. Nella previsione di un trasferimento di città per via di un nuovo lavoro abbiamo iniziato a cercare un appartamento dove traslocare. Abbiamo trascorso alcuni weekend nella nuova città a cercare casa e alla fine abbiamo individuato un appartamento. Il broker con cui avevamo appuntamento per vedere l’appartamento non si è presentato, quindi, abbiamo deciso di girare per il complesso per farci una idea almeno delle aree comuni. Un uomo, più o meno della nostra età, vedendoci girare a vuoto si è avvicinato e ci ha chiesto se potesse aiutarci: “Buon giorno, sono Tommaso, cercate qualcuno, posso aiutarvi in qualche modo?”. Noi ci siamo presentati, Camilla e Luca, quindi gli abbiamo spiegato che ci sarebbe piaciuto vedere un appartamento da affittare nel complesso, però, l’appuntamento con chi doveva farcelo vedere era fallito. Lui, per tutta risposta, ci disse: “Se volete, posso mostrarvi il mio in quanto è del tutto simile a quello che volete affittare.” Senza pensarci molto, abbiamo accettato l’invito. Entrati dentro casa di Tommaso, lui ci ha guidato per il suo appartamento e, in effetti, ci è piaciuto. Dopo averci fatto visitare la sua casa chiacchierando amichevolmente, ci ha invitato a sederci nella sua sala da pranzo e ci offerto da bere. Io e Camilla abbiamo accettato ben volentieri, in fondo quel pomeriggio lo avevamo dedicato interamente alla visita dell’appartamento e non avevamo altro in programma. Ha preparato alcuni drink e, seduti al suo tavolo, abbiamo parlato degli inquilini che vivevano nel complesso. La maggioranza delle persone che vi abitavano, almeno per lo più, erano coppie giovani, lui era uno dei pochi single che vivevano in quel complesso. Chiacchierando amabilmente, sembrava che ci conoscessimo da tanto tempo, dal pomeriggio siamo rimasti da lui fino a sera, i drink continuavano a scorrere e stavamo tutti iniziando a essere piuttosto allegri. Camilla dopo tanto bere ha avuto la necessità di andare in bagno, ha chiesto il permesso e si è allontanata. Quando siamo rimasti soli, Tommaso, mi ha detto: “Se posso, volevo dirti che hai una compagna davvero carina. Direi veramente sexy.” Ho fatto un cenno di assenso. Camilla aveva 31 anni, alta circa 1,65, pesava circa 54 chili, aveva un seno molto bello e decisamente sodo, lunghi capelli scuri, volto molto bello ed espressivo, occhi di un verde scuro molto intenso. Insomma, una gran bella ragazza Lui, insistendo su Camilla, mi disse: "Devo essere sincero, ho notato che sotto il vestito il suo seno è nudo, ed è veramente bello. Non usa mai reggiseno?" Sono rimasto un po’ interdetto dal riferimento al corpo di Camilla, ma senza dare l’impressione che la cosa mi avesse infastidito, gli risposi: "Non sempre, però con certo abbigliamento non usa il reggiseno, in fondo non ha bisogno di supporto, il suo seno è bello sodo e sta su da solo. Non hai idea di quanto siano belle le sue tette quando è senza vestiti.” Lui è rimasto colpito positivamente da questa mia risposta, forse si aspettava una mia alzata di scudi. Camilla tornò dal bagno, un po’ barcollante e ridendo con la sua classica risata da brilla. A quel punto le nostre chiacchere passarono da un livello formale a uno molto più libero ed esplicito. Lui ci fece molte domande su di noi, sul sesso e sulla relazioni che avevamo con gli amici e amiche. Camilla in preda ai fumi dell’alcol rispondeva con molta sincerità e in modo esplicito. Tra una chiacchera e l’altra, tra un bicchierino e l’altro, Tommaso ci ha chiesto se volessimo vedere un film e noi, senza pensarci su molto, abbiamo accettato. Infondo era un modo per passare la serata. Aveva un grande divano davanti la tv e ci siamo seduti tutti e tre. Ha avviato un film che era già pronto e ha abbassato le luci. Ci aspettavamo un film “normale”, magari un best seller recente ma, invece, già dal titolo si capiva che si trattava di un film porno. Il titolo della pellicola era: "Non mi basta mai. Due cazzi sono meglio di uno". Questo ci ha colto un po' alla sprovvista e sorpreso. Camilla mi ha guardato e ha scrollato le spalle, come dire che per lei andava bene guardare quel film. La pellicola è iniziata con due uomini che parlavano con una donna. Sono andati tutti e tre in una stanza di un motel e hanno incominciato a baciarsi, toccarsi e spogliarsi. Entrambi gli uomini avevano dei cazzi di buone dimensioni ed era evidente come Camilla li osservava attentamente, con gli occhi spalancati. Mentre entrambi gli uomini hanno iniziato a baciare e toccare la donna, Camilla scusandosi si è alzata perché doveva riandare in bagno per una “certa cosa che doveva fare”. Si alzò e si allontanò senza specificare altro. Probabilmente voleva rifarsi il trucco, pensammo sia io sia Tommaso. Quando se è allontanata lui mi ha chiesto: “Il film va bene? Non volevo mettervi in imbarazzo ma credevo che vista la situazione potesse interessarvi andare oltre tra di noi.” Io gli risposi: "Non ho nessun problema a vedere il film e andare oltre … immagino che sia lo stesso per Camilla ... ma dobbiamo chiedere a lei e poi vedremo". Camilla, dopo pochi minuti ritornò e si sedette tra di noi sul divano. Tommaso ha fatto ripartire il film, gli uomini avevano iniziato a succhiare e baciare tutto il corpo della donna. Uno le succhiava il seno e l'altro scivolava giù per iniziare a leccare la figa. Camilla sembrava completamente catturata da quello che vedeva, si dimenava sul divano eccitatissima, così colsi l'occasione e le girai il viso verso di me e la baciai. Le sue labbra si aprirono e la sua lingua roteava nella mia bocca, poi iniziò a succhiarmi la lingua mentre ci baciavamo. Con la mano le sollevai top per accarezzarle i seni. Continuammo a baciarci dimenticandoci di Tommaso accanto a noi. Le accarezzavo con insistenza i suoi capezzoli duri. Ora gemeva e si contorceva sul divano. I suoni che provenivano della TV la riportarono con i piedi per terra e si rese conto della presenza di Tommaso accanto a noi. Mi fermò e diventò rossa per l’imbarazzo. L'alcol aveva fatto il suo effetto rimovendo tutti i tabù, mi guardò interrogativamente come per dire: “Cosa stiamo facendo? Dove ci porterà questa situazione?” Guardò di nuovo verso la TV e vide che gli uomini sullo schermo erano davvero presi dalla donna. Uno la stava scopando nella figa e lei stava succhiando il cazzo dell'altro. Camilla, alla visione di quelle immagini, ebbe dei brividi che le percorsero tutto il corpo, poi respirò profondamente e disse: "Chissà come sarebbe? Sembra una bella situazione da provare" Io risposi: "Tesoro, possiamo scoprirlo ora se vuoi! Credo che Tommaso sia d’accordo." Si voltò a guardare il nostro ospite che era seduto lì accanto a godersi lo spettacolo e gli disse: "Vorresti baciarmi e scopare? Vorresti provare a farlo in tre?" Tommaso rispose immediatamente: “E’ quello che penso di fare da quando vi ho invitati a casa mia!” Non aspettò un secondo e posò le labbra su quelle di Camilla. Potevo vedere le lingue roteare e la sua mano che stava andando sotto il top per cercare i suoi capezzoli. Poi le fece alzare le braccia e le tolse il top lasciandolo cadere a terra. Prese un seno e io l'altro e iniziammo a leccarli. Le massaggiava e poi pizzicava i suoi capezzoli, situazione che stava facendo impazzire dal piacere Camilla. I baci di Camilla passarono da lui a me, ognuno di noi due si divertiva a toccarla. Dopo qualche minuto, la feci alzare e le slacciai i jeans sfilandoglieli. Tremava tanto dal desiderio e la sua figa aveva bagnato il perizoma come non mai. Il padrone di casa era in estasi e, con movimenti lenti, le tolse il perizoma lasciandola completamente nuda. Sia io che lui respirammo l'aroma del suo dolce sesso. Io la feci sedere di nuovo sul divano e, sia io che Tommaso, ci mettemmo in piedi di fronte a lei e slacciammo entrambi i pantaloni e li lasciammo cadere prima di toglierli. Entrambi avevamo cazzi eretti sotto le mutande. Lei allungò le mani e, come aveva fatto Tommaso con lei, afferrò entrambe le nostre mutande e le tirò verso il basso togliendocele. I nostri cazzi erano proprio lì davanti alla sua faccia. La verga di Tommaso era veramente impressionante, lunga e nerboruta come non ne aveva mai visti Camilla. Mi guardò e disse: "Potremmo anche provarci a fare sesso in tre, cosa ne pensi? Mi piace molto quello che vedo". Annuii e lei prese immediatamente il cazzo di Tommaso in bocca mentre iniziava ad accarezzarmi. Faceva fatica a farlo entrare per quanto fosse grosso, provò a succhiarglielo iniziando a leccare tutta la grossa cappella, poi passò a leccargli tutta l’asta fino alle palle per risalire su e infilarselo in bocca. Si propagava per tutta la stanza il rumore della pompa che gli stava facendo, la vista di quella operazione e i rumori conseguenti mi eccitavano da morire. Tentò di farlo scivolare più in profondità che poteva, ma viste le dimensioni non riuscì a contenerlo tutto, allora si aiutò con la mano accompagnando il movimento su è giù della bocca. Dopo una lunga sequenza si fermò e andò verso il mio. Se lo infilò in bocca fino alla gola senza nessun problema, succhiava e leccava con una intensità tale che feci fatica a non sparare tutto il mio sperma immediatamente. Ci succhiò entrambi e ci leccò le palle con una foga che non avevo mai visto e provato in precedenza. Tommaso fermò Camilla dicendoci: “Se vi va, possiamo andare in camera da letto, li staremo più comodi.” Lei smise immediatamente di succhiarci. Lui e io le afferrammo le mani e lui ci condusse lungo il corridoio fino alla stanza da letto. Quando fummo dentro, Camilla si sdraiò completamente nuda sul letto, totalmente esposta a me e al nuovo nostro amico. Lui si inginocchiò sul letto mentre lei ricominciava a succhiargli il grosso cazzo. Io le allargai le gambe e mi infilai tra di loro. Cominciai a leccarle la figa dal buco del culo al clitoride. Potevo sentire la sua eccitazione iniziare e crescere dentro di lei, si stava eccitando alla follia sul letto mentre gli succhiava il cazzo. I gridolini di piacere, soffocati dalla verga che aveva in bocca, si propagavano per la stanza e si percepiva quanto fosse eccitata per quella situazione che si era creata. I suoi gemiti di piacere preannunciavano l’avvicinarsi del suo orgasmo. Alzai lo sguardo e vidi le sue labbra prendere il cazzo di Tommaso, il modo in cui le sue labbra si arrotolavano e il cazzo si infilava nella bocca, ancora e ancora, era veramente entusiasmante per me e, credo, anche molto per lei. Tommaso la incitava a continuare. Era una situazione veramente infocata ed io ci davo dentro a leccare e succhiare il suo clitoride. Con le dita le massaggiavo la figa e il buco del culo, movimenti che lei gradiva moltissimo. Sentii le sue cosce strusciarsi e schiacciare il mio viso mentre in lei esplodeva un orgasmo violentissimo e lungo. I suoi gemiti erano veramente potenti mentre lui ritraeva il suo cazzo dalla sua bocca. Anche Tommaso, dopo pochi secondi, masturbandosi il cazzo, raggiunse un orgasmo liberatorio e le spruzzò il suo sperma prima sulla faccia e poi su tutto il petto. Lo sperma bianco gli scivolava sul viso e Camilla, ancora eccitatissima, aiutandosi con la mano, lo portò alla bocca e l’ingoiò. Si accasciarono entrambi sul letto mentre io stavo ancora leccando la figa di Camilla. Mi fermai dopo i loro orgasmi, le afferrai i fianchi e la girai sulle ginocchia e sui gomiti. Lei obbedì senza esitazione. Le infilai il mio cazzo dentro la figa e, lentamente, iniziai a scoparla. Accompagnava ogni mio movimento con repentini suoi movimenti del ventre. Le sensazioni che provavo erano indescrivibili. Durante la scopata le infilai un dito nella sua figa bagnata per lubrificarlo e, poi, lo posizionai all'ingresso del suo buco del culo. Lei sentì la punta e spinse indietro il suo culo ancora con maggiore energia. Tommaso ci osservava con interesse mentre scopavo lentamente la figa di Camilla e, con il mio dito, il suo culo. Lei accompagnava, per tutto il tempo, ogni mio movimento gemendo. Dopo alcuni minuti, raggiunsi anche io l’orgasmo, venni spruzzando la mia sborra dentro la figa di Camilla continuando a massaggiarle anche il culo. Lei si compiaceva di tutto quello che avevamo fatto. Mi pregò di non tirare fuori il dito dal suo culo perché disse: “Mi piace da morire, però vorrei dentro qualcosa di più grosso.” Compresi a cosa si riferiva, feci segno a Tommaso di avvicinarsi. Lui aveva osservato attentamente mentre la scopavo e le toccavo il buco del culo. Tommaso voleva unirsi al mio lavoro ma gli dissi: "Camilla ci chiede qualcosa di più stuzzicante, fottile il culo non con il dito ma con il tuo cazzo, a lei piacerà sicuramente". Camilla annuì con una apprezzamento per la mia iniziativa dicendo: “Si lo voglio, lo voglio tutto dentro, infilamelo nel culo Tommaso, fammi godere come una troia.” Tommaso prese un po' di gel lubrificante e se lo spruzzò sul cazzo, poi ne cosparse in abbondanza sul culo di Camilla e con un dito lo fece scivolare dentro. Quindi, appoggiò la cappella del suo cazzo contro il buco del culo, fece dei movimenti per massaggiarlo con delicatezza prima di infilarlo dentro. Lei si contorceva mentre lui le infilava il glande nell’ano. Evidentemente era troppo grande e grosso il cazzo di Tommaso. Gemette molto forte e all'improvviso lui lo spinse tutto dentro, facendola urlare. Quando iniziò a scoparle il culo, lei si calmò e rispose ai suoi movimenti. Ero seduto lì e guardavo mentre il cazzo di Tommaso entrava e usciva dallo sfintere di Camilla, visione bellissima. Stavano scopando e lei mi chiese: "Vieni da me così posso succhiarti il cazzo". Andai davanti a lei, mi afferrò e inghiottì il mio cazzo in profondità nella sua bocca. Eccoci in una terra di fantasia. Di una mia fantasia. Lei in ginocchio con un cazzo in bocca e uno nel culo. La scopata continuò a lungo e lei ritirò il mio cazzo e ansimò mentre ricominciava a venire. Tommaso e io capimmo cosa stesse per accadere. Lui aumentò la penetrazione dentro il culo di Camilla facendogli raggiungere un potente orgasmo. Le urla di goduria di Camilla, di una violenza inusuale, riempirono la stanza. Quasi in contemporanea Tommaso gli spruzzò il seme dentro di lei. Io poco dopo, venni sul suo viso e sulle sue labbra. Camilla crollò e ci sistemammo tutti sul letto cercando di riprendere fiato. Parlammo per un po’, Tommaso voleva che prendessimo in affitto l’appartamento così da poter diventare vicini di casa. Dopo un po' ci siamo alzati, ci siamo vestiti e siamo tornati a casa pensando cosa era successo e quanto potesse essere divertente condividere il sesso con un altro partner. Non ci siamo trasferiti nell’appartamento del complesso di Tommaso, ma ne abbiamo trovato un altro molto vicino. Gli incontri con Tommaso si sono susseguiti per un lungo periodo di tempo, insieme abbiamo esplorato tutti i meandri di un rapporto libero tra due uomini e una donna.
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1 anno fa
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Varie
Storie di sesso tra ragazzi, ragazze e …... - terza parte
Quando siamo rimasti soli io e Martina ci siamo abbracciati e abbiamo bevuto del brandy. Dopo un po’ lei mi ha detto: "Questa sera mi sono divertita molto. Tu sei stato fantastico! Mi è piaciuto in particolare quando mi hai leccato la figa dopo che Francesco mi ha scopato. A te quale momento ti è piaciuto di più? Ti ha appagato la combinazione di Francesco e me?" "Sì, anche a me è piaciuto leccarti. Sono rimasto sorpreso da quanta sborra è uscita dalla tua figa, si vede che era proprio carico." Quasi interrompendomi, Martina mi chiese: “Che sensazioni hai avuto quando mi scopava? Eri davvero d'accordo con quello che è successo.” "Non all'inizio. Anche se l'ho organizzato io, quando stava per infilarti il cazzo volevo fermarlo. Ma dopo che lui è entrato nella tua figa, è stato molto bello vedere la soddisfazione e il piacere nel tuo volto, è stata una situazione molto eccitante. In fondo mi è piaciuto che ti scopasse." "È stato bello anche per me, poi ha scaricato della bella sborra. Beh, sai, l'hai leccata tutta dalla mia figa. Ti ringrazio ancora per averlo fatto. Spero che possa accadere di nuovo, mi piace il sesso orale dopo esser stata scopata. Se Francesco partecipasse di nuovo, cosa ne pensi? Potrebbe essere divertente fare sesso di nuovo insieme. Mi ecciterebbe molto guardarti mentre gli scopi il culo. La prossima volta potrebbe leccarmi la figa mentre lo inculi. Cosa ne pensi?" Risposi: "Sì, credo che mi piacerebbe. Lo sai, come ti ha detto, lui è più interessato ai ragazzi ma con te l’ho visto sotto una luce diversa, si vedeva che ti scopava con gusto. Martina sei ancora la mia ragazza, giusto?" "Assolutamente. Però, ogni tanto, ripenso ai giorni in cui avevo due ragazzi nel mio letto e mi piacerebbe rifare quelle serate. Francesco ovviamente ha bisogno di un po' di esperienza ma sembra abbastanza avventuroso. Poi ha quel grosso cazzo che mi piace. Non ero sicuro che volesse scoparmi. Però poi ci ha dato dentro alla grande. Con lui che scopa con me, ti succhia e si fa scopare il culo potrebbe essere una bella situazione con un bisessuale. Potrebbe essere una bella aggiunta alla nostra relazione. Ma non andrebbe oltre. Tu sei il mio ragazzo.” Dopo una breve pausa, aggiunse: “Oh, e visto che stiamo parlando di altri all’interno del nostro rapporto, ti ricordi che ho detto che ho avuto una relazione con una ragazza per un lungo periodo. Bene, mi ha chiamato e vuole vedermi di nuovo. A quanto pare, ha rotto con l'altra amica e le manca il sesso. Si chiama Alessandra. Comunque, le ho detto che avevo un ragazzo fisso. Alessandra è una che ama entrambi i sessi e penso che forse sarebbe divertente aggiungerla al nostro letto. Cosa ne pensi?" "Dio, Martina, non riesco quasi a stare al passo con quello che sta succedendo. Certo, sarebbe eccitante guardare voi due. Lei si lascerebbe scopare da me? E tu me lo faresti fare? " "Oh, ne sono sicura che ti scoperebbe. Si è portata diversi ragazzi a letto. Non credo di essere gelosa nei suoi confronti, quindi si, lascerei che te la scopassi. Una volta io e lei ci siamo divisi un ragazzo. Alessandra è alta, gran bel corpo e molto carina. Ti piacerebbe." "OK, che ne dici se ci incontriamo per pranzo o cena da qualche parte e vediamo come va. Se nasce il feeling giusto ci organizziamo." Alessandra era proprio come descritta: una focosa ragazza pronta per il sesso. Aveva un fisico tutto proporzionato anche se snello. L'ho spogliata con gli occhi per tutta la sera. Martina continuava a guardarmi con un sorriso malizioso. Sapeva che approvavo la sua amica. Dopo cena andammo a casa di Martina, entrati mi disse: "Luca, Alessandra e io faremo una doccia insieme e poi giocheremo. Solo noi due per ora. Ma vogliamo che tu guardi. OK?" Dopo la doccia, si posizionarono sul letto. Alessandra soffocò Martina di baci e poi le succhiò e le mordicchiò il seno. Le leccò, massaggiò e accarezzò il suo corpo con calma. Era sensuale guardare una ragazza che dava amore a un'altra ragazza. Alla fine, Alessandra raggiunse la sua figa. Mettendo una mano sotto il sedere di Martina, la incoraggiò a inclinare la figa verso l'alto mentre allargava le gambe. Le labbra della figa di Martina si aprirono come delicati petali di un fiore. L'umidità luccicava sulle sue labbra. Mi piaceva guardare la tecnica di Alessandra. Stava facendo l'amore con la figa di Martina. Sesso lento e tenero. Martina si contorceva e si dimenava mentre Alessandra la mordicchiava. Disse cose senza senso mentre afferrava la parte posteriore della testa di Alessandra e la tirava tra le sue gambe. Con un urlo di goduria la mia ragazza venne. Dopo un minuto per riprendersi, Martina ricambiò la cortesia, iniziò a leccare lentamente il corpo di Alessandra. Le sue gambe erano quasi del tutto chiuse, la sua figa le sue labbra erano celate all’interno delle sue cosce, Martina le allargò delicatamente con le mani e poi infilò la punta della lingua nella sua fessura. Per fare questa operazione il sedere di Martina era in aria con l'ano e la figa esposti. Ero tentato di avvicinarmi da dietro e ficcarle il cazzo nella figa, ma decisi che la loro riunione sessuale non doveva essere interrotta. Martina continuò a leccare su e giù la sua figa; quindi, si posizionò con la bocca sul suo clitoride. La sua lingua si stampò su di esso leccandolo e succhiandolo insistentemente. Alessandra si contorceva e lanciava dei lunghi gemiti di piacere. Martina con le dita della mano le scopava la figa. Dopo una lunga attesa, all’improvviso, dopo un urlo che riempì tutta la stanza, Alessandra raggiunse un orgasmo violento e prolungato. Dopo qualche secondo, ci furono molte risate e lunghi abbracci tra loro due. "Ti è piaciuto guardare?" mi chiese Martina. "Sicuramente. State così bene insieme. Quanto tempo è passato dall’ultima volta?" "Quasi un anno. Troppo, vero Alessandra?" "Si, un tempo enorme. Si è vero, tra noi c’è una intesa sessuale perfetta, stiamo così bene insieme." Martina con un fare quasi impertinente disse: "Alessandra, ti va di scopare con Luca?" "Sì, certamente. Credo che sia giusto far godere anche lui. Quindi se non vuoi pensarci tu, volentieri lo faccio io. Spero di poter prendere tutto il tuo cazzo, Luca. Martina ha detto che è grosso. Fammelo vedere." Mi spogliai in fretta, il mio cazzo sporgeva duro come una roccia. "Oh, ragazzo, quello che vedo mi piace. Non lo so, Martina, la mia figa potrebbe non essere abbastanza aperta per reggerlo? Sai, non ci sono stati molti cazzi lì dentro ultimamente. Credo che ci proverò se tu sei d’accordo. Ma Luca, devi promettere di andare molto piano e fermarti se te lo dico. OK?" Si è sdraiata supina sul pavimento sopra il tappeto, con il sedere per aria, e ha appoggiato la testa sulle mani. La sua figa era ancora luccicante per la saliva di Martina. Ho appoggiato il mio cazzo sul suo buco e l'ho strofinato lentamente su e giù. "Aspetta, Luca. Ecco del lubrificante", mi passo Martina. Ne ho spalmato un po' sulla sua figa e sul mio cazzo. Poi mi sono rimesso in posizione e, sotto lo sguardo attento di Martina, ho spinto la testa del mio cazzo nella figa lubrificata di Alessandra. Senza particolare difficoltà la cappella è scomparsa dentro. Ho continuato a stantuffare lentamente, ogni volta andando un po' più in profondità. "Dio, dove sta andando il suo cazzo?" ha esclamato Martina "È quasi completamente nella tua figa". "Va bene," ha risposto Alessandra "tutto quel lubrificante ha aiutato. Fottimi, Luca". La sua figa era molto stretta. Mi muovevo lentamente avanti e indietro, guardando le sue labbra vaginali spingersi dentro e fuori, a ogni colpo. Volevo che avesse un orgasmo, ma non ero sicuro che ci sarei riuscito. Pensavo che le piacessero solo le ragazze, ma non era così. I gemiti di piacere che lanciava dicevano tutt’altro. Tutto mi portava a pensare che non avrei dovuto preoccuparmi. Le piaceva il mio cazzo. Per aiutarla a godere di più, Martina sdraiatasi di lato a noi, le massaggiava il clitoride con movimenti lenti ma continui. Cosa apprezzata molto da Alessandra. Andavo avanti lentamente, su e giù prima con brevi colpi solo con il glande, poi con colpi più lunghi sino a far sbattere le palle con il suo didietro. Ad ogni spinta più profonda sentivo la sua figa che mi cingeva il cazzo con una intensità bellissima, lei ansimava e si masturbava i capezzoli delle tette. "Martina, se altri ragazzi fossero stati bravi anche solo la metà del tuo, avrei rinunciato alle ragazze! Luca è così bello. Mi stai facendo impazzire, mi stai stantuffando dentro come non avevo mai provato. Vai un po' più veloce, mi sto avvicinando a godere. Ti prego Martina, non ti fermare, massaggiami il clitoride, mi piace da morire." Pochi minuti dopo raggiunse l'orgasmo che le fece tremare tutto il corpo e io, lasciandomi andare con gli ultimi colpi dentro di lei, la seguii riempendo la sua figa del mio sperma. Le sue e le mie membra vibravano sotto l’effetto dell’orgasmo, la sua figa si contraeva sul mio pene con una intensità meravigliosa. Appena lo tirai fuori, Martina afferrò il mio cazzo e leccò i nostri succhi combinati. Dopo, passò alla figa di Alessandra, leccandola voracemente. Subito dopo ci abbracciammo e ci accarezzammo tutti e tre. I mesi successivi furono come una fantasia notturna che si avverava. Martina e io scopavamo regolarmente. Tutte le volte che stavo da solo con lei il mio obiettivo era di farle raggiungere più orgasmi possibili. Lo stesso faceva lei nei miei confronti. Giuseppe si univa a noi ogni tanto. Martina si divertiva a guardarmi essere succhiato da Francesco ma, soprattutto gli piaceva quando lo scopavo. Gli piaceva molto anche scopare insieme, io dentro di lei e lei che succhiava Francesco o al contrario. Alcune volte ci voleva insieme dentro di lei. Situazione che la portava a godere in modo molto vibrante. Alessandra quando era in città si univa a noi due. Anche lei era spesso nel nostro letto. La mia situazione preferita era scopare la sua figa mentre lei si lavorava con la lingua Martina. Altre volte ero io a leccare Martina mentre Alessandra mi succhiava il cazzo o mi cavalcava. Spesso, preferivano giocare tra loro mentre io le guardavo seduto su una sedia a masturbarmi. Alessandra era così sexy e la amavamo così tanto entrambi. Nella mia vita non è capitato mai più di avere una attività sessuale così intensa e soddisfacente.
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1 anno fa
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Varie
Storie di sesso tra ragazzi, ragazze e …... - seconda parte
La sera dopo, avevo un appuntamento con Martina. Abbiamo cenato in una piccola pizzeria e siamo rimasti un paio di ore a parlare. Dopo cena, tra una chiacchera e l’altra, lei mi chiese: "Luca, esci con un'altra ragazza?" "Perché me lo chiedi?" risposi un po’ disorientato. "Sembra che noi ci stiamo vedendo seguendo una specie di programma. Io in certi giorni. Qualcun’altra in certi altri giorni. Mi piaci molto e ho bisogno di sapere se ho concorrenza." Pensai: “Uh, oh. Come faccio a tirarmi fuori da questa situazione?” Decisi di essere sincero e le dissi: "Beh, sì, è vero. Mi vedo con qualcuno che conoscevo da molto prima che ci incontrassimo." "Oh." Lei rimase interdetta. "Ma non è quello che pensi. Beh, sì, lo è. Dio, penserai il peggio di me. Ma ti spiego meglio. Non c’è un’altra ragazza ma il mio amico con cui faccio sesso." "Vuoi dire che tu e lui siete amanti?" "Non proprio, lui mi succhia il cazzo, a volte lo scopo. È solo sesso. È mio amico ma di certo non lo amo." Ci fu una pausa prima che Martina riprendendosi rispondesse. "Capisco. Quindi scopi lui e poi scopi me. Una situazione piuttosto piacevole per te." Ero mortificato, la scoperta che sono un pervertito per il buon senso comune mi teneva in tensione. Immaginai che per noi fosse la fine. Continuò Martina: "Oserei dire che sono sorpresa. Mi ero preparata pensando che avessi un'altra ragazza. Non mi aspettavo che fossi gay. Ti sei comportato così bene con me, di sicuro mi hai ingannato." "Non lo sono. Mi ecciti. Mi fai venire il cazzo duro. Mi piace scoparti. Mi piace molto stare con te. Penso di essermi innamorato di te. Non sono gay." "Eppure..." "Lo so. Non riesco proprio a spiegarlo. È mio amico e facciamo del sesso tra di noi. Ma non lo amo. Non lo bacerei mai. Le cose sono successe e basta e mi fa stare bene quando lo facciamo. È solo una questione fisica. Non come tra noi." "Lui sa di me?" "Oh, sì. E penso che sia geloso. Mi ha chiesto di te e della nostra intimità e io gliel'ho detto." A quest'ora Martina e io saremmo normalmente a letto, a scopare. Non ora. Questa era una conversazione seria. "Luca, giusto per farti sapere, non sono turbata per quello che mi hai detto. Sono totalmente sorpresa ma non turbata. Devo essere onesta con te. Ti ho detto che mi piace il sesso. Ho avuto una relazione con una ragazza. Una del mio liceo. Abbiamo fatto tutte le solite cose che le ragazze possono fare insieme. Ci siamo divertite e anche quello mi è piaciuto. Non ho mai avuto un vero fidanzato prima di te, ma sono andato a letto con un certo numero di ragazzi. Ho anche avuto due ragazzi insieme, godendo di due cazzi in contemporanea. Mi sono fatta scopare sia la figa sia il culo. E per quanto riguarda il sesso tra ragazzi, li ho persino incoraggiati a giocare tra loro mentre guardavo. Quindi vedi, per quanto io sia sorpresa di sentire del tuo amico, ho i miei segreti e non mi scandalizzo per nulla. Ma voglio che tra noi sia un rapporto sincero. Quindi cosa farai con il tuo amico?" "Non lo so. A quanto pare, è un po’ geloso del fatto che noi stiamo diventando una coppia. Dopo tutti questi anni da migliori amici, questo potrebbe farci rompere." "Oltre all'amicizia, cosa ne pensi del sesso?" "Mi piace farlo. Mi fa stare bene quando mi succhia. Ma non è come con te." "E il sesso anale?" "Lo abbiamo fatto solo una volta, proprio l’altro giorno. È stato lui a volerlo fare credo per incrementare il nostro rapporto. Non è stato facile ma poi si è abituato alle mie dimensioni e gli è piaciuto, almeno così ha detto dopo. Il suo culo era molto stretto, sono venuto dentro ed anche lui ha eiaculato quasi in contemporanea. Però lui non mi scopa il culo né io lo pompo, non mi interessa la cosa." "Perché no?" "La prima volta che ho provato a farlo ho dovuto fermarmi perché non mi è piaciuta la sensazione provata, forse mi vergognavo un po’ e quindi non ho continuato. Il suo cazzo è più o meno delle stesse dimensioni del mio e a lui non interessa particolarmente avere le mie attenzioni, almeno così a me è sembrato, non ne abbiamo mai parlato." "Ma se la situazione cambiasse, ti piacerebbe provare. O se avesse un cazzo più piccolo, vorresti essere scopato?" "Non lo so. Non ci ho pensato. Poi chi lo sa, si dovrebbe creare la condizione particolarmente sensuale." "Cosa ne pensi di condividere con lui una serata di sesso? E se il tuo amico avesse la possibilità di scoparmi? Ti andrebbe o no? Hai detto che ha anche un bel cazzo. Potrebbe piacermi provarlo." "È mio amico e faccio sesso con lui, ma guardarlo infilare il suo cazzo dentro di te? Non lo so." "Beh, potrebbe anche non essere interessato a scoparmi. Parlane con lui se vuoi e vedi cosa ti risponde, in fondo sa tutto di noi." Il giorno dopo, quando ho incontrato Francesco, iniziai il discorso dicendogli: "Francesco, ti ho mai mostrato una foto di Martina? Eccone alcune che ho scattato di recente." Le foto mostravano Martina in varie fasi di uno spogliarello. Ne ho scelte alcune particolarmente provocanti. Nell’ultima lei era completamente nuda, con le tette e la figa in bella mostra. "Dio, è bellissima! E ti ha lasciato scattare queste foto? Non si arrabbierà perché me le hai mostrate?" Dissi: "Al contrario, è lei che voleva che tu le vedessi." "Cosa? Non ci posso credere. Le hai detto tutto di noi? Perché vuole che io le veda?" "Le ho raccontato tutto di noi. Le cose che facciamo insieme. Dice che ha visto altri ragazzi scopare tra loro e che vorrebbe guardare noi. Le ho detto che hai un grosso cazzo. Ha detto che vuole che tu faccia sesso con lei, che tu la scopi." "Non ci posso credere. Per te va bene?" "Sì. O meglio, non sono completamente convinto ma tu e io siamo amici e penso che sarebbe divertente per noi tre stare insieme. Cosa ne pensi?" "Certo che mi piacerebbe. Allora cosa vorrebbe fare con noi due?" "Vuole guardarci insieme, poi tu le scopi la figa. E poi, forse, ti fotto nel culo. Credo che questo sia un programma che potrebbe interessarle." "Non ho mai scopato una ragazza prima e non voglio sembrare uno incapace." "Anche lei è stata la mia prima e mi ha aiutato a iniziare. Il resto mi è sembrato naturale. Non avrai problemi." "Beh, se non ti dispiace condividere la figa della tua ragazza, ribadisco, ci sto." Venerdì, due giorni dopo, era il giorno. Quando ci siamo incontrati Francesco era molto nervoso ma Martina lo ha subito tranquillizzato spogliandosi e aiutandolo a spogliarsi. Guardandolo nudo davanti a sé, Martina gli disse: "Hai un cazzo molto bello, Francesco. Luca ha detto che era delle stesse dimensioni del suo ed è così. Quindi non vedo l'ora di sentirti dentro di me. Ma prima voglio che tu succhi Luca.” Francesco si è inginocchiato tra le mie gambe. A questo punto aveva perfezionato la sua capacità di succhiare cazzi e sapeva esattamente come farmi eccitare. Con Martina che guardava ci sono voluti molti minuti prima che mi eccitassi a tal punto e gli svuotassi tutto il mio sperma in bocca. "Non devi venire Francesco," ha avvertito Martina "Voglio il tuo cazzo nella mia figa." Ammonì mentre si sdraiava sul divano. "Vieni qui, Francesco. Metti il tuo cazzo dentro di me." Lo tirò a sé e si strofinò la punta su e giù per tutta la fessura. "Ti senti bene? Ti sentirai ancora meglio tra un momento." Guardai il cazzo del mio migliore amico spingersi nel suo buco. Francesco stava perdendo la sua verginità con la mia ragazza. Martina rispose alle sue spinte, la sua figa divenne rossa e gonfia. Il suo cazzo era ricoperto di un liquido schiumoso mentre si tirava fuori e poi si rimetteva dentro. Con un grido spinse in profondità la verga di Francesco: "Ecco fatto, tesoro, riempi la mia figa con la tua crema. Il tuo cazzo è così grosso. Riesco a sentire che stai schizzando." Con dei gemiti di piacere Francesco venne dentro Martina dopo una serie di affondi molto intensi. Rimase dentro di lei per qualche istante. Poi tirò fuori il suo cazzo mentre la figa si spalancava e lasciava scivolare fuori un rivolo di sperma. "Martina, è stato fantastico. Grazie per avermi fatto scopare. Non pensavo potesse piacermi tanto." Martina sorridendo a Francesco mi disse: "Ora, Luca. Lecca la mia figa. Fammi venire. Voglio godere anche io." La sua fica era ancora dilatata e tremolante, i succhi uscivano. Ho pensato “che diavolo, ora saprò che sapore ha lo sperma di Francesco. Ora posso assaggiarlo mischiato con gli umori di Martina.” Mi sono infilato tra le sue gambe divaricate. Le sue labbra gonfie erano leggermente separate, un po' dello sperma di Francesco usciva. Ho spinto la punta della mia lingua tra le sue labbra, assaporando i risultati del loro accoppiamento. "Riesci a sentire il suo sapore?" "Sì, credo di sì. Ma sento anche il tuo." Ho ripreso a leccare dal clitoride alle labbra della figa, spingendo poi la mia lingua più in profondità. "Spingerò fuori un po' di sperma, leccalo e non ingoiare, voglio che tu me lo mostri." Ho visto un grumo bianco emergere e l'ho leccato. "Fammi vedere. Mostrami la lingua. Oh, ne hai un sacco. Dio, è sexy. OK, ora ingoia." Pochi secondi dopo che ho ripreso a leccare con una certa intensità il clitoride, prima intorno e, poi, con la punta della lingua stuzzicandolo, Martina è venuta con violenza ed intensità, urlando dal piacere con brividi che le percorrevano tutto il corpo. La sua figa pulsava e lei mi strinse la testa tra le gambe, praticamente soffocandomi. "Accidenti, sei così bravo. Sei il mio stallone!" esclamò. Si sdraiò sul divano con un sorriso soddisfatto. "Siete stati così bravi. Francesco, te la sei cavata davvero bene per la prima volta. Ora hai solo bisogno di una ragazza con cui esercitarti." "Grazie. Sei così sexy. La tua figa era fantastica. Molto meglio di qualsiasi pompino che mi è stato fatto fino ad ora. Sono rimasto sorpreso da quanto mi sia piaciuto." "Allora ti sei ricreduto sui tuoi desideri sessuali?” chiese Martina. "Beh, sono attratta da Luca e da quello che facciamo insieme. Guardo gli altri ragazzi e i loro genitali. Quando mi ha invitata a unirmi a lui, ero molto titubante. Potevo fare sesso con te e venire, questo per me era nuovo e mi stuzzicava. Me la sono cavata bene, eh, cosa ne penso? Non so ancora decifrare le mie sensazioni, ti posso dire che con te sono stato bene e che se mi chiedessi di rifarlo non ci penserei due volte, ma la voglia di cazzo mi rimane sempre.” Francesco, mentre rispondeva alle domande di Martina, si rivestiva e dopo qualche minuto ci ha salutato, doveva andare via perché aveva un impegno. Ci siamo abbracciati e siamo rimasti d’accordo che ci saremmo sentiti presto.
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1 anno fa
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Storie di sesso tra ragazzi, ragazze e …... - prima parte
Era un periodo molto turbolento della mia vita sessuale. Mi dividevo tra la mia ragazza, Martina, e il mio amico Francesco. Facevo del gran sesso con tutti e due. Dividevo le giornate della settimana avendo cura di poter incontrare sia l’una che l’altro. Francesco sapeva di Martina. Lei invece era completamente all’oscuro della complicità sessuale che avevo con Francesco. Per me era molto difficile renderla partecipe del nostro segreto. Tra un appuntamento e l’altro con Martina rimanevano giorni liberi per poter incontrare Francesco. Quindi ci organizzavamo sempre. Ad ogni incontro lui mi chiedeva come andavano le cose con Martina, io ero molto sincero non gli nascondevo nulla. In effetti lei era una ragazza fantastica. Ci divertivamo sempre quando eravamo insieme. Francesco mi spronava a parlarne: "Sembra una ragazza molto interessante per quello che mi racconti." "Si, è così, è molto carina e molto sexy. Penso che tu sia un po’ geloso viste tutte le domande che mi fai?" "Non proprio, finché continuiamo a vederci, a divertirci insieme capisco che ti possa piacere fare sesso con lei. Ma a proposito, cosa hai fatto l’altro ieri? Raccontami qualcosa dei vostri incontri." "Lei, tanto per iniziare, mi succhia il cazzo. L'ha fatto più o meno come lo fai tu." - Non ho detto che i suoi pompini erano sicuramente più eccitanti, anche perché poi prevedono un seguito molto interessante - "A lei piace molto avere leccata la figa. In questo modo raggiunge sempre un orgasmo violento. Ogni volta che lo facciamo è veramente divertente, soprattutto quando viene tra urla e gridolini di piacere. Gioca con il mio cazzo fino a farlo diventare duro come una roccia e poi scopiamo. Anche così, se presto un po’ delle mie attenzioni a lei, raggiunge un orgasmo molto intenso." "Beh, è molto interessante quello che mi racconti." "Mi piace tutto quello che facciamo. Mi è piaciuto in particolare scopare la sua figa." "Meglio del mio pompino?" chiese Francesco. "Sì. Devo essere sincero con te. Le sensazioni che provo sono veramente molto intense." A quel punto Francesco, un po’ pensieroso, disse: "Penso che dovremmo provare qualcosa di nuovo tra di noi. Ci ho pensato. La scopata nella figa e quella nel culo dovrebbero essere simili. Che ne dici se mi scopi nel culo? Poi puoi decidere cosa ti piace di più." Sospettavo che ci fosse dell'altro. Francesco era geloso, risposi per compiacergli: "Potrebbe essere divertente. Ma pensi di poter prendere il mio cazzo? Non sei mai stato scopato nel culo e il mio cazzo è abbastanza grosso." "Voglio provarci. Ho comprato un dildo molto realistico, un po' più piccolo del tuo cazzo. Immagino che, se riuscissi a farlo entrare e a farmi sciogliere, potremmo provare poi con la tua verga. Cosa ne pensi?" Annuì con un cenno della testa. Francesco tirò fuori il dildo e del lubrificante. Si sdraiò a pancia in giù, posizionò un cuscino nel ventre per far alzare un po’ di più il suo culo, le gambe divaricate, l'ano in bella mostra. Spalmai del lubrificante sul dildo e, con un dito, nel buco del culo di Francesco. Lo massaggiai a lungo facendo penetrare il dito con il gel lubrificante anche dentro. Poi, gli appoggiai la punta nell'ano. Spinsi delicatamente ma penetrò a malapena. Evidentemente Francesco non era per nulla rilassato e la tensione lo portava a contrarre i suoi muscoli anali. "Non credo che ci entrerà. Non riesco nemmeno a far entrare la punta. Ti devi rilassare, pensa ad aprire il buco non a chiuderlo." "Spingi di nuovo un po’ più forte. Continua a premere … prova! Sono pronto!” disse Francesco. Spinsi con maggiore intensità e il suo ano si aprì e la maggior parte della cappella del dildo entrò dentro il suo buco. Continuai ad accarezzare il suo sfintere con il dildo, ogni volta che provavo entrava un po' di più. Un minuto dopo tre quarti del fallo erano dentro. "Aspetta, Luca. Non andare più in profondità. È troppo grande. Sento molto dolore e una sensazione di pienezza molto strana." Ho tirato indietro il dildo ed ho accarezzato il suo buco, poi l’ho spinto di nuovo dentro e il suo sfintere esterno si aprì un po' di più. Ho spinto forte e la maggior parte del dildo è penetrata. "Oh, Dio. Mi stai facendo il culo a pezzi con quella cosa. Tiralo fuori, per favore." "No, hai detto che volevi che ti scopassi. Come farai se non riesci a prendere questo dildo." L'ho tirato un poco fuori e poi ho spinto lentamente fino all'impugnatura. Giuseppe alla fine si è calmato mentre lavoravo delicatamente il dildo. Il suo culo ha gradualmente accolto la penetrazione. "Sei pronto per il mio cazzo?" gli chiesi alquanto eccitato dalla situazione. "No, Luca. Voglio farlo ma mi farebbe troppo male ora. Continua a fottermi con il dildo. Forse la prossima volta potremo farlo." Continuammo per un po’ fino a quando, con mia grande soddisfazione, Francesco mi fece uscire il dildo, si alzò da quella posizione, si girò e prese in bocca il mio cazzo ormai duro e teso come le corde di un violino. Mi fece un pompino meraviglioso con ingoio, poi, ci ricomponemmo e ci salutammo dandoci appuntamento per l’indomani. Il giorno dopo, quando ci siamo rivisti, come voleva Francesco, ho preso il suo culo di nuovo con il dildo. Francesco si posizionò in ginocchio sul letto, appoggiò la testa sul materasso lasciando in bella vista il suo buco del culo già lubrificato dal gel. Ha detto: “E’ ancora dolorante ma il dildo oggi dovrebbe penetrare e scivolare più facilmente.” Io mi posizionai proprio dietro di lui, già nudo e con il dildo in mano. Con accortezza lo appoggiai sul suo buco e lo spinsi dentro. Effettivamente scivolava su e giù senza nessuna difficoltà, sentivo Francesco che ad ogni movimento lanciava dei piccoli sospiri di piacere, evidentemente la cosa gli piaceva. Il suo cazzo era in erezione e faceva bella mostra tra le sue gambe. Le palle erano enormi e sode. Dopo un po’ di questi movimenti, senza chiedere, ho tirato fuori il dildo e, dopo aver lubrificato ben bene il mio pene, ho appoggiato rapidamente la testa del mio cazzo sul suo buco. Lui ha preso fiato mentre lo penetravo delicatamente, ha trattenuto il respiro provando a non irrigidirsi ma, inevitabilmente, un grugnito per i dolore gli uscì dalla bocca. Evidentemente le dimensioni maggiori del mio pene gli avevano accentuato la sofferenza. Infatti, mi chiese di tirarlo fuori e di continuare con il fallo finto. Ho ignorato la sua richiesta e ho spinto più a fondo. Il suo culo era decisamente più stretto della figa di Martina. Era così stretto che quasi faceva male. Lui, in una prima fase mi supplicava di tirarlo fuori e lasciarlo riposare un po’. Ma io ho perseverato anche in preda a una folle sensazione di piacere, quindi ho continuato a penetrarlo. Nella stanza si diffondeva il rumore del mio ventre che sbatteva contro il suo fondo schiena, rumore eccitantissimo. Io ansimavo sia per l’azione che effettuavo sia per il piacere che provavo. Francesco dopo le prime incertezze e richieste di fermarmi, sempre con maggiori gemiti di piacere, ha iniziato ad incitarmi a penetrarlo: “Mi fai morire dal piacere, infilalo tutto dentro e trombami alla grande. Scopami il culo come se fosse la figa della tua ragazza, fammi godere.” Dopo una lunga cavalcata, gli ho sparato lo sperma in profondità nelle viscere. Quando l'ho tirato fuori, il suo ano era spalancato e un fiotto di sperma gocciolava fuori. Dopo essermi ripreso, dissi: "Dio, Francesco, spero di non averti distrutto il culo, sembra tutto dimesso." "Spero di no. Fa male ma ho goduto del tuo cazzo come un porco. L'hai fatto entrare fino in fondo?" "Ogni centimetro. Sbattevo le mie palle sul tuo culo." "Dammi un minuto. Devo riprendermi! Sono venuto anch’io, l’eccitazione e la sensazione di piacere che provavo era così grande che sono venuto quasi all’unisono con te." Scopare il culo del mio amico mi era piaciuto veramente, per me andava bene fermarsi un po’. Anche il cazzo di Francesco era ormai moscio dopo l’orgasmo. Ma anche se fosse stato su, duro, lui non aveva nessuna intenzione di continuare a fare sesso. Ci ricomponemmo e dopo aver chiacchierato un po’ andai via non prima di chiedere a Francesco come andavano le cose nel suo didietro. Lui mi ha rassicurato che aveva dei dolori ma che erano tranquillamente sopportabili e che, in ogni caso, ne era valsa la pena farlo. Sicuramente era una esperienza che gli interessava particolarmente fare.
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1 anno fa
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Un vero amico (i racconti di tom e samantha)
L'altra sera, mentre ero comodamente seduta in salotto, a vedere la tv, vedo il mio Tom che prepara amorevolmente qualcosa da bere per noi due, mentre mi racconta di aver incontrato nel pomeriggio un amico che non vedeva da tanti anni, conosciuto prima ancora di conoscere me. Poi, porgendomi un bicchiere di caffè con ghiaccio, si siede al mio fianco sorseggiando il suo caffè. Gli chiedo, curiosa, di continuare il discorso riguardo al suo amico e mi dice di averlo conosciuto in palestra, quando erano ventenni ed è nata tra loro una grande amicizia, durata quasi dieci anni ed interrotta perchè costretti a trasferirsi in città diverse per motivi di lavoro. Per questo desidera sapere da me se io sia d'accordo ad invitarlo a cena da noi una di queste sere. Si chiama Francesco. Io gli dico subito di sì e penso, tra me e me, che la cosa potrebbe essere anche intrigante. Il mio Tom è sempre stato molto geloso di me e non ha mai voluto invitare a casa nostra nessun amico, ma di questo evidentemente si fida moltissimo, inoltre conosce le mie fantasie erotiche, che sono anche le sue e sospetto che abbia qualcosa in mente, il birbantello. Se qualcosa bolle in pentola lo scoprirò presto. Oggi a pranzo Tom mi dice che ha nuovamente incontrato il suo amico Francesco, che, di passaggio nella nostra città, alloggia momentaneamente in un albergo e, mentre mi fa vedere alcune foto di loro due in palestra, scattate a quell'epoca, mi riferisce che questa sera Francesco verrà a cena da noi. Io annuisco distrattamente mentre la mia attenzione è concentrata su quelle foto dove non posso fare a meno di ammirare il bel fisico atletico e attraente di Francesco che mi fa già pregustare la presenza di quell'ospite prima del suo arrivo. L'ora dell'appuntamento si avvicina, Tom ed io abbiamo preparato una buona cenetta per tre, semplice e gustosa ed io comincio a prepararmi per ricevere l'ospite. Devo fare colpo su di lui, così mi infilo una giacca blu aderente su camicetta bianca un po trasparente e intimo bianco, gonna blu fin sul ginocchio, autoreggenti e scarpe con tacco. All'ora concordata Francesco arriva puntuale presentandosi con scatola di cioccolatini. Mi è simpatico, ha un atteggiamento spontaneo e solare e un fare accattivante. Ci accomodiamo in sala da pranzo e lui si sistema di fronte a noi due, per meglio guardarci mentre si parla. Intanto che io comincio a servire, loro due parlano della loro vecchia amicizia e così vengo a sapere, tra una risatina e l'altra, che a quei tempi dormivano nella stessa stanza d'albergo ed insieme andavano a "caccia" di ragazze. Infatti noto una particolare intesa tra loro due. Più tardi, mentre Tom è in cucina, Francesco comincia a farmi i complimenti per la casa e per il mio abbigliamento, e mentre faccio la civettuola, togliendomi la giacca, lui continua con i complimenti soffermandosi sul mio fisico e lodando il mio sorriso, le mie gambe, il mio seno e sopratutto il mio lato B. Mi piacciono i suoi complimenti che mi fa sentire anche un po eccitata e comincio a percepire nell'aria qualcosa che mi dice che la serata mi riserverà alla fine una bella sorpresa. Comincio a sentire un pò di caldo e distrattamente, senza dare nell'occhio, mi sgancio un bottone della camicetta, in modo da lasciar intravedere parte del mio seno prorompente, che non passa inosservato allo sguardo attento e malizioso di Francesco. La serata continua fra risate e battute a doppio senso, fatte a turno da tutti e tre, mentre ci raccontiamo i ricordi dei nostri primi amori di gioventù. Durante una pausa, Francesco si allontana per andare in bagno ed il mio caro Tom ne approfitta per chiedermi se la serata è di mio gradimento e come mi sembra Francesco. Io gli rispondo che mi sto divertendo e che il suo amico è amabile, un'adorabile canaglia e faccio notare che anche lui, Tom, stasera ha un'occhietto birichino ed un fare intrigante e accattivante. A questo punto gli chiedo di dirmi che cosa ha in mente per stasera e cosa devo aspettarmi ancora. Lui mi dice che se io avessi voglia di giocare un po con loro due potrei farlo benissimo, poichè questa serata è un regalo per me. Infatti avevo espresso da tempo questo desiderio e il mio adorabile Tom ha pensato bene di esaudirlo stasera. La cosa mi eccita tantissimo. Ora sarò io a guidare il gioco. Alla fine della cena, ci alziamo per accomodarci in salotto per un caffè e noto che i due birbantelli mentre mi passano davanti mi toccano col braccio il seno, facendo sembrare il gesto involontario, ma so bene che l'hanno fatto apposta. Poco dopo, in cucina, mentre sto piegata in avanti vicino al lavello, sento passare alle mie spalle prima uno e poi l'altro e con la scusa del passaggio stretto li sento strusciare sul mio sedere. A questo punto decido di dare il via alle danze. Vado un momento in bagno e mi tolgo il reggiseno, mi riabbottono la camicetta lasciando ben in vista le mie belle tette con i capezzoli già turgidi ed esclamo ridendo: "Adesso voglio gustarmi le vostre carezze, porcellini, datevi da fare". Tom mi bacia sulla bocca mentre Francesco comincia a leccarmi e baciarmi dolcemente i capezzoli. Con le loro azioni delicate, armoniose ed afficaci, mi stanno mandando fuori di testa, questi due, mentre continuano a massaggiare, succhiare e leccare dolcemente seni e capezzoli, a turno. Decido di eccitarli ancora di più, così mi alzo e mi sfilo la gonna, rimanendo in mutandine, autoreggenti e camicetta tutta aperta. Mi piego in avanti su di loro, baciando sulle labbra prima Tom e poi mi sposto baciando anche Francesco e intanto intravedo un gonfiore nei loro pantaloni che mi dice che i loro peni stanno per esplodere. Continuo a baciare sulla bocca Francesco mentre sento le mani di Tom che da dietro mi sfila le mutandine e sento poi la mano di Francesco accarezzarmi dolcemente l'interno coscia, dall'altra parte sento anche la mano di Tom fare la stessa cosa e le due mani salgono insieme fino a toccare la mia "morbidosa" già tutta bagnata. Una mano cerca di penetrarmi mentre l'altra mi massaggia il clitoride. Sto già impazzendo di piacere. Intanto con le mie mani tasto i "birilli" e comincio a slacciare le cerniere dei loro pantaloni; mi accorgo che non hanno mutande e vedo subito schizzare fuori quelle due aste carnose che non vedono l'ora di penetrare in qualche mio buco caldo e umido mentre ardo dal desiderio di ingoiarmele. A quel punto invito i miei due stalloni ad alzarsi e mettendomi davanti a loro e dando loro le spalle afferro con la mia mano destra la mazza di Tom e con la sinistra quella di Francesco e me li porto nella stanza da letto per continuare a divertirci più comodamente. Arrivati là ci togliamo di dosso gli ultimi indumenti e ci buttiamo sul letto tutti e tre completamente nudi. Mi accorgo che il mio Tom ha preparato su di un tavolino vicno al letto una ciotola di panna, un'altra con crema di cioccolata, una ciotola con ghiaccio e un secchiello con spumante. Io mi spalmo un po di panna sul mio seno e sui capezzoli e sdraiandomi dico: "chi vuol favorire?". Francesco si fa avanti per primo ed inizia a "pulirmi" con la lingua seno e capezzoli ed ogni tanto me la infila in bocca. Io gradisco eccitata sia la panna che la sua lingua calda e umida dal dolce sapore di panna. Tom intanto mi spalma un pò di cioccolata sulla mia figa già bagnata e comincia a leccare dolcemente, solleticando il mio clitoride. Sento la mia eccitazione alle stelle. Poi vedo che i due maschioni, dopo un'occhiata di intesa, si scambiano di posto, così che Francesco scende leccandomi lungo tutto il corpo fino ad arrivare laggiù dove fino a poco prima la lingua di Tom esplorava l'interno della mia figa, continuando il lavoro interrotto. Tom, invece, conoscendo i miei gusti, intinge il suo bel cazzo nella cioccolata e lo porge vicino alla mia bocca, io comincio a lavorarmelo, mi fa impazzire di piacere avere in bocca il cazzo col gusto di cioccolata. Tom lo sa bene, è una cosa che facciamo spesso. Intanto Francesco con la sua lingua mi sta facendo raggiungere il primo orgasmo, mentre trattengo in bocca il pene di Tom che non voglio mollare fino a che non mi riprendo da quel primo orgasmo. Francesco è una frana, ci sa fare con la lingua. Appena mi riprendo vedo Francesco intingere il suo pene nella panna e capisco che anche lui vuol provare il piacere di ricevere da me un bel pompino. Lo merita, per l'orgasmo che mi ha fatto provare e mi metto d'impegno a succhiare quel pene bianco e dolce di panna, ma prima mi sistemo su Tom che intanto si è sdraiato e infila la sua grossa verga nella mia vagina. Continuo a tenere ancora un pò nella mia bocca il pene di panna di Francesco mentre sento il cazzo di Tom che va sù e giù nella mia figa calda e fradicia. Mi sto eccitando nuovamente come una pazza e quella posizione mi fa venir in mente qualcosa che ho già provato tempo fa e che mi ha lasciato un bel ricordo e cioè una doppia penetrazione. Come se i due porcellini mi avessero letto nel pensiero, vedo Francesco infilarsi il profilattico sul suo uccello, poi da dietro comincia a lubrificarmi e massaggiarmi dolcemente l'ano, e dopo aver lubrificato anche il suo pene, comincia ad infilare prima un dito e poi due, sempre dolcemente, io non sento nessun dolore, ma solo una gran voglia di ricevere nel mio sederino quell'uccello ancora caldo e duro. Tom da sotto si ferma un po per dare l'opportunità a Francesco di infilarmelo lentamente e interamente. Io mi abbraccio a Tom offrendo il mio di dietro a Francesco e favorire così l'ingresso nel mio ano del suo voglioso uccello e comincio a sentire un gran calore che mi eccita tantissimo. Sento che i due peni, entrati totalmente, riprendono il loro ritmo insieme, quasi sincronizzato, mentre uno entra l'altro esce e viceversa, ed io mi sento scoppiare dal piacere, un piacere mai sentito, vorrei che non si fermassero mai, finchè dopo un po, col ritmo che aumenta sempre più sento che sto per godere ancora ed infine urliamo di piacere tutti e tre, mentre raggiungiamo insieme l'orgasmo, ansimando e stringendoci a vicenda in quel amplesso paradisiaco. Io mi sento schiacciata da quei due corpi caldi e ansimanti, mentre mi sento piacevolmente invasa dal calore del loro sperma all'interno dei miei meandri vogliosi mentre continuo a godere, e quando sentiamo placato il nostro ardore cadiamo sul fianco, senza forze, soddisfatti. E' stato bellissimo. Loro mi baciano a turno sulla bocca ed io corrispondo con piacere. Andiamo tutti e tre a farci la doccia. Poi tutti e tre ci sdraiamo sul letto, esausti, ma sazi di piacere, mentre ridiamo pensando a quello che abbiamo fatto e già sento in me risvegliarsi il desiderio di riprovare nuovi orgasmi. Tom intuisce subito che la serata potrebbe ancora continuare e riempie tre coppe di spumante ben freddo offrendole a noi. Brindiamo insieme e dopo una seconda coppa noto i peni dei miei due arzilli giovanotti nuovamente eretti, pronti per una nuova performans. Ridendo mi sdraio nuovamente sul letto guardandoli con un sorriso malizioso e curiosa di vedere cos'altro hanno in mente, mentre una nuova voglia cresce in me. Vedo che prendono dei cubetti di ghiaccio dal tavolino e, posizionandosi ai miei lati lasciano scivolare lentamente e dolcemente sul mio corpo quei cubetti ghiacciati provocando in me brividi di piacere mai provato. Io sussulto al contatto di quelle gocce fredde mentre sento in me il fuoco divampare. Francesco si adagia su di me per un 69 e comincia a leccarmi nuovamente la vagina e clitoride mentre mi mette in bocca il suo cazzo caldo e duro che io accolgo con immenso piacere col desiderio di farlo godere ancora. Con mia grande meraviglia vedo il mio Tom prepararsi a fare qualcosa che non gli ho visto mai fare prima. Si mette il preservativo e dopo averlo unto ben bene vedo che comincia a lubrificare anche il sederino di Francesco, che è sopra i miei occhi. Questa è una nuova esperienza che mi fa eccitare tantissimo, vedere da vicno il cazzo di Tom entrare nell'ano di Francesco mentre quest'ultimo mi lecca la figa e tiene nella mia bocca il suo cazzo. Tom conosce bene i miei gusti e questo è il secondo regalo che mi fa stasera. Mentre comincio a sentire che Francesco sta per farmi raggiungere un altro orgasmo e mentre sento nella mia bocca il suo pene gonfiarsi, vedo la verga di Tom spingere nell'ano di Francesco e scivolare lentamente tutta al suo interno. All'improvviso i movimenti di tutti e tre si fanno più rapidi, vedo l'asta di Tom scorrere velocemente avanti i indietro nell'ano di Francesco, la lingua di quest'ultimo mi sta facendo impazzire dal piacere mentre il suo pene, gonfio al massimo, va su e giu nella mia bocca e sento che sta per godere. Dopo un po vengo presa da convulsioni per l'orgasmo raggiunto e faccio appena in tempo a togliere dalla mia bocca il pene di Francesco che mi spruzza tutto lo sperma sul mio petto, mentre vedo Tom fermarsi col suo pene dentro l'ano di Francesco facendomi intuire che anche lui ha goduto. Rimaniamo immobili così, non so per quanto tempo, questa volta veramente esausti. Andiamo a farci una seconda doccia e dopo di che ringrazio Tom con un bacio appassionato sulla bocca per il bel regalo di stasera, mentre penso a come ricambiargli la sorpresa, ma di questo ve ne parlerò la prossima volta. Samantha.
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Corna impreviste.
Mi chiamo Marcella, ho 27 anni, sono di media statura, bionda, occhi chiari, un bel seno di una quarta misura a goccia, con i capezzoli ben rivolti verso l'alto, un bel ventre piatto, fianchi stretti, ed un culo prominente che tanto piace ai maschi, posto al culmine di due magnifiche cosce lunghe e ben tornite. Da sei anni sono sposata con Paolo, un bel maschio abbastanza ambito dalle donne, perché ha un fisico ben scolpito anche se non palestrato, con addominali in bella mostra, braccia forti e, caratteristica migliore, ha tra le gambe un gran bel giocattolo, che spesso e volentieri mi fa divertire fino allo stremo delle forze. Ci siamo conosciuti e fidanzati molto giovani, a 17 anni e, dopo quattro, abbiamo deciso di sposarsi. Siamo una bella coppia che ha un'ottima intesa, anche sessuale, e diversi amici con i quali usciamo e ci divertiamo molto. Paolo ha ereditato dal nonno paterno, una splendida casa colonica, appena fuori la città, posta a metà di una collinetta, che la rende panoramica. L'abbiamo perfettamente ristrutturata e, nel retro della casa, abbiamo ricavato una magnifica piscina, dove entrambi amiamo prendere il sole, anche nudi, in considerazione del fatto che è ben protetta alla vista di elementi indiscreti. Ultimamente, gli impegni di lavoro sono stati talmente intensi e stressanti, da farci avere un calo di libido riducendolo ad un rapporto alquanto scarso e poco soddisfacente. Non ho mai pensato di tradire mio marito e quello che è successo è stato qualcosa di assolutamente imprevisto. Da un po' di tempo, dopo che nella zona c'erano stati alcuni furti, Paolo ha deciso di far installare un sofisticato sistema di allarme. Naturalmente me ne ha parlato e io sono stata perfettamente d'accordo su quel tipo di protezione, ma, dopo una stressante giornata di lavoro (sono un'impiegata che si occupa del recupero crediti per un'azienda), passata a discutere con vari debitori, ho deciso di tornare a casa. Stanca e stressata per il lavoro, ma, soprattutto per il gran caldo che in questa estate sembrava aver superato ogni limite tollerabile, avevo deciso che era il caso di svagarmi un po' e, quindi, me ne sono andata via in anticipo e son tornata a casa, con in testa una sola cosa: spogliarmi e fare un bagno in piscina. Sono entrata dall’ingresso posteriore, dove c'è il garage e, senza nemmeno entrare in casa, mi son spogliata nuda, consapevole del fatto che il luogo è ben riparato da occhi indiscreti e mi son tuffata subito in acqua. La sensazione che provavo era estremamente appagante; finalmente potevo crogiolarmi nel fresco abbraccio di quelle acque limpide e cristalline, senza alcun pensiero. Ho allungato una mano verso il bordo, ho preso un materassino per godermi un piacevole momento di relax, baciata dal sole. Finora sono sempre stata una persona che non ama mettersi in mostra o provocare i maschi, anzi tutt’altro e, consapevole della mia intimità casalinga, ho assaporato subito il piacere che mi derivava da quella condizione. Ero ad occhi chiusi, in piena beatitudine, quando ho sentito, all’improvviso, un colpo di tosse, come se qualcuno in imbarazzo stesse cercando di schiarisci la voce, per manifestare la sua presenza. Ho alzato la testa di scatto e…non potevo crederci: c’era un operaio, sulla scala, che si stava occupando di montare dei sensori alle finestre. Son rimasta paralizzata dalla vergogna. Solo allora mi son ricordata che Paolo aveva consegnato le chiavi ad una ditta specializzata, perché credeva che entrambi saremmo stati fuori per tutto il giorno. Ero in grandissimo imbarazzo nel trovarmi completamente nuda di fronte ad un perfetto sconosciuto. «Accidenti! Mi scusi se ho interrotto il suo lavoro!» Ho farfugliato, in preda ad una confusione totale. Subito dopo, però, per la prima volta, ho provato sensazioni contrastanti: era qualcosa di molto strano, mai capitato. Una parte di me suggeriva di scappare in casa a nascondermi, mentre l’altra parte mi faceva sentire intrigata da questa situazione, al punto da eccitarmi non poco. Sono stata sopraffatta da un insano desiderio di sfrenata lussuria. Potevo controllare lo sguardo di quell’uomo, senza esser vista, grazie agli occhiali da sole che indossavo. Vedevo che spesso lanciava occhiate maliziose e vogliose verso di me e questa cosa faceva emergere la mia indole da puttana e godermi una scopata all’insaputa di mio marito. Una improvvisa, quanto oscena voglia di cazzo, che mi ha travolto al punto da togliermi quasi il fiato. Ero eccitatissima. Avevo i capezzoli così duri da farmi male. Non avevo mai pensato, fino a quel momento, di far le corna a Paolo ma, quella situazione mi stava eccitando al di là di ogni immaginazione. Era un imprevisto non voluto, ma così eccitante, che ho deciso di sfruttarlo al massimo. Ho iniziato a provocarlo per verificare la reazione che avrebbe avuto. In maniera molto naturale e, fingendo indifferenza, ho iniziato ad accarezzarmi delicatamente seno e capezzoli con una mano, mentre, molto lentamente, facevo scorrere l'altra sul mio interno coscia, aprendo leggermente le gambe per fare in modo che, dall’alto, il tipo, potesse vedere la mia figa rasata e vogliosa. Ormai in preda alla lussuria più sfrenata, ho deciso di trasformare questo gioco erotico in qualcosa di più provocante e licenzioso. Ho voluttuosamente messo due dita in bocca per lubrificarle, prima di infilarmele lentamente nella figa, già fradicia di umori ed iniziare una masturbazione in piena regola. Il tizio, a questo punto, ha smesso del tutto di lavorare ed ha preso a strofinarsi il pacco al di sopra dei pantaloni, pacco che, a distanza, si presentava ben gonfio. Si è girato ed ha guadato dentro la finestra; per un attimo son rimasta sorpresa non capendo cosa stesse facendo, ma poi si è di nuovo voltato verso di me e, senza nessuna esitazione, ha aperto la lampo dei pantaloni e ha subito messo in mostra un cazzo bello grosso e duro, che ha preso a segare dinanzi al mio corpo nudo. Eccitata da far paura, ho abbandonato ogni pudore o remora ed ho aperto ancor di più le gambe, iniziando a masturbarmi con foga, senza nessun ritegno, emettendo anche dei gemiti di piacere. «mmhuuummm… sì, bello! Che bel cazzone! mhuuumm…» Il tizio, dopo avermi sentito gemere, è sceso dalla scala, si è spogliato mentre si avvicinava al bordo della piscina, in cui si è poi tuffato, ormai completamente nudo e mettendo in evidenza un bel cazzo davvero grosso come spessore, molto di più di quello di mio marito. Si è avvicinato, mi ha sorriso, mi ha appoggiato al bordo della piscina e, subito dopo, era tutto dentro di me. Mi ha sollevato le gambe, facendomele artigliare saldamente dietro la sua schiena; ha iniziato a scoparmi con una voluttà mai vista prima. Ormai ero travolta dal piacere e l’ho incitato: «Sì, porco, scopami! Dammelo tutto! Sì, dai, più forte!» Lui mi ha fissato ed ha sorriso. «Hai una fica stretta, come piace al mio uccello, che adora dilatare e sfondare fiche da troia, come la tua! Sei la padrona di casa più sexy e troia che abbia mai visto e, adesso, sta sicura, puttana, che ti scoperemo fino a stremarti.» Per un attimo non ho realizzato il senso delle sue parole, fin quando ho sentito un tuffo ed un altro maschio si è unito a noi: erano in due. Non ho avuto il tempo di dir nulla che l’altro mi ha presentato alla bocca un bel cazzo grosso, non troppo lungo, ma di notevole spessore, e io, dopo un attimo di esitazione e in preda alla sfrenata lussuria, l’ho accolto tra le labbra, succhiandolo. Ero sconvolta. Mi son resa conto, in un barlume di lucidità, che stavo tradendo mio marito e, per giunta, con due perfetti sconosciuti: pazzesco! Per un attimo, ho provato sensi di colpa. Poi, però, non ho avuto tempo per ripensamenti, perché sono stata travolta da un orgasmo che mi ha fatto urlare a piena voce. «Vengo! Ancora, che vengo! Mi fai godere!» Mi ha lasciato godere, poi si è sfilato, lasciando posto all’altro, che mi ha infilzato con un solo affondo. L’ho sentito tutto dentro e mi stava davvero dilatando, avendo un fallo di spessore più grosso dell’altro. Ha preso a chiavarmi con una violenza quasi animalesca, ho goduto subito anche con lui. L’altro allora si è messo dietro di me e, mentre io godevo, ho sentito la punta che cercava di entrarmi dietro; ho avuto un attimo d'incertezza e mi son girata, ma, nello stesso momento, lui mi è entrato tutto nel culo. «Piano, me lo sfondi! Fa piano, che mi fai godere!» È vero; ho avuto un orgasmo istantaneo, quando ho sentito due cazzi dentro di me. Hanno preso a pomparmi molto bene e ben sincronizzati. Ho avuto altri due orgasmi e poi, insieme, mi hanno farcito i buchi. Ho sentito il mio corpo invaso dal loro piacere e son quasi svenuta, per quanto ho goduto. Essi, dopo essersi svuotati, si son sfilati, sono usciti dall’acqua e si sono rivestiti; son tornati al lavoro senza dire una parola, come se tutto quanto non fosse mai accaduto. Son rimasta, per ancora qualche istante, immobile, quasi incredula da quanto era appena successo, ma poi ho deciso che sarebbe stato meglio rientrare in casa e rivestirmi, perché, di lì a poco, sarebbe tornato Paolo. Appena il tempo di mettermi una vestaglia leggera, da casa, che di colpo è apparso mio marito. Mi ha quasi sorpreso, perché non l’avevo sentito arrivare e mi ha lanciato uno sguardo un po’ strano; ha sorriso in un modo un po’ nervoso. Ha parlato con i due ragazzi ed essi, poco dopo, se ne sono andati ed io non li ho più visti. Appena usciti, Paolo mi ha preso per un braccio e mi ha trascinato in camera da letto. L’ho guardato senza capire, ma lui mi ha quasi strappato di dosso la vestaglia, mi ha messa piegata sul letto e di colpo mi ha penetrato con durezza. «Ma che fai? Fa piano! Che ti prende? Sei impazzito?» Mi ha dato una sculacciata fortissima e poi mi ha risposto duramente. «Taci, puttana! Ho visto che ti sei fatta sbattere da quei due maschi! Sei una troia! Una zoccola sfondata! Adesso, mentre ti scopo, giurami che lo rifarai ancora, giuralo, ora!» Ero sconvolta. Ho dovuto fare uno sforzo notevole per capir quello che voleva. «Ma sei pazzo? Ma tu… mi stai chiedendo di…cioè vuoi che io faccia ancora cosa?» Lui mi ha urlato ancora addosso. «LA PUTTNA. DEVI FARE ANCORA LA ZOCCOLA, COME HAI FATTO POCO FA CON QUEI DUE. Hai capito?» Ero sconvolta, ma molto eccitata. «Va bene lo farò, ma perché vuoi che lo faccia? Non sei arrabbiato per le corna che ti ho appena fatto?» «Arrabbiato? No, cazzo, no! Sono molto eccitato e voglio vederti ancora far la troia con altri, per poi scoparti, come faccio ora. Se accetti, questo sarà il nostro patto!» Non solo ho accettato, ma lui si è organizzato per farmi trovare sempre dei bei cazzoni, che mi hanno mandato in estasi. E pensare che avevo avuto dei sensi di colpa: che stupida!
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1 anno fa
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Buongiorno
Non pensare al sesso non farebbe al caso tuo, nella vita l'importante è capire quale sia la propria posizione e la tua e' ai miei piedi, sei pronto a ridicolizzarti e ad assecondare ogni mio desiderio e capriccio ? Non sarai valido ma sarai utile, con il tempo imparerai a fartelo bastare.
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1 anno fa
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Varie
Una coppia amica (i racconti di tom e samantha)
Penso a Martina e Luca, una coppia conosciuta un mese fa, al mare. Una sera, dopo aver cenato insieme, in albergo, ci siamo ritrovati tutti e quattro sul lettone della nostra stanza. Io e Martina eravamo al centro del letto. Tom, il mio stallone, vicino a me e Luca al fianco di Martina. L'eccitazione ha cominciato a invaderci, lentamente la mano di Tom ha iniziato ad accarezzarmi e scoprire il mio seno e baciarlo, mentre Luca faceva la stessa cosa a Martina. Ormai eravamo tutti in preda ad una tale eccitazione che dopo 5 minuti eravamo nudi sul letto. Tom iniziò a leccarmi il clitoride facendomi avere orgasmi uno dietro l'altro mentre Martina mi leccava i capezzoli e Luca le leccava la figa facendo godere anche lei. Eravamo tutti presi in un vortice di passione. I nostri gemiti non si fermavano, era un continuo godere, poi decisi di girarmi e mettermi a pecorina, lasciando a Tom la libertà di sfogare la sua eccitazione dentro di me, Martina mi imitò e si mise anche lei in posizione accanto a me, aspettando Luca e dopo un attimo un nuovo improvviso gemito collettivo dava inizio ad una nuova carica di libidine, venivamo sbattute io e Martina avanti e indietro dai nostri stalloni, con lo stesso ritmo, le loro mani strette sui nostri fianchi, sentivo entrare e uscire dentro di me violentementequalcosa mai sentito prima che mi faceva gridare e ansimare per il piacere, a tratti, ad ogni colpo. A un certo punto girai la testa verso Martina e alzai gli occhi per guardare dietro di lei, volevo vedere l'espressione di Luca, ma il mio sguardo incontrò quello di Tom, rimasi per un attimo quasi senza respiro per la sorpresa, i nostri due porcelloni si erano scambiati di posto a nostra insaputa, ma la scoperta non mi dispiacque, anzi, mi eccitò ancora di più e Martina, che lo aveva notato prima di me, mi sorrise compiaciuta e visibilmente eccitata. Continuavo a guardare Tom che sbatteva Martina mentre sentivo quel pistone caldo di Luca che vibrava violentemente gli ultimi colpi, prima di godere dentro di me. Alla fine crollammo esausti e di addormentammo insieme abbracciati, tutti e quattro, sognando il nostro successivo gioco erotico. Al nostro prossimo racconto. Tom e Samantha.
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1 anno fa
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Un regalo per lui (tom e samantha)
Tom mi dice che sono sempre più vogliosa e sexy e il mio corpo invitante lo manda in estasi. Spesso si avvicina alle mie spalle per abbracciarmi dolcemente e le sue mani immancabilmente scivolano lentamente sul mio caldo seno esuberante, scoprendolo e accarezzando i capezzoli sempre turgidi mentre, chinata leggermente in avanti per favorire le sue intenzioni, sento la sua eccitazione dietro di me che cresce e vorrebbe farsi strada tra i meandri più caldi e ingordi del mio corpo che già freme e arde dal desiderio di abbandonarsi ai più arditi e lussuriosi giochi erotici, fino a impazzire di piacere. Lui sa che mi piace essere presa alle spalle e so che gli piace tanto il mio sedere rotondo e sodo, che sogna spesso di penetrare, cosa che gli concedo ogni tanto, ma a parte questo sa inventarsi nuovi giochi per sorprendermi e soddisfarmi. Tra un orgasmo e l'altro le nostre fantasie galoppano all'unisono, mentre immaginiamo situazioni sempre nuove e stuzzicanti. Lo guardo avida, appena uscito dalla doccia. Mi avvicino a lui per aiutarlo ad asciugarsi mentre continuo ad accarezzarlo ed ammirare il suo fisico atletico, vedo già nel suo sguardo accendersi quella luce di desiderio, gli tolgo di dosso ll'accappatoio umido e si sdraia sul letto, nudo, noto subito il suo pene eretto, gonfio...non resisto alla tentazione...mi sfilo velocemente la vestaglia e lo slip e mi chino nuda su di lui e appoggio piano le mie labbra su quella verga carnosa, calda, profumata, con l'intenzione di regalargli un orgasmo, lo sento già mugulare..., lo inumidisco con la mia saliva e lo faccio scivolare lentamente nella mia bocca... Continuando ad andare su e giù con la mia testa mi sdraio su di lui e metto sulla sua faccia la mia figa, umida, eccitata, sento la sua lingua accarezzarmi il clitoride, me ntre le sue mani mi allargano le chiappe e cercano di penetrarmi l'ano con un dito inumidito degli umori della mia figa, la mia eccitazione è alle stelle, sento che sto per raggiungere l'orgasmo, mi concentro affinchè possiamo godere insieme e appena sento la sua cappella gonfia e pronta ad espellere tutto il suo piacere, con un ultimo colpo trattengo nelle mie labbra chiuse quel gonfiore, decisa a non mollarlo, lasciandomi andare alle mie convulsioni orgasmiche mentre sento esplodere nella mia bocca quel nettare cremoso e caldo che con avidità ingoio lussuriosamente. Rimaniamo così per un po con la sua lingua nella mia figa, fino ai miei ultimi spasmi e quando sento il suo pene floscio lo mollo, lo vedo scivolare via dalla mia bocca e lo accarezzo con le mie labbra leccandolo e succhiando piacevolmente l'ultima goccia del suo sperma ancora caldo. Un pompino così non lo faccio spesso, ma a volte, come ora, sento una particolare voglia pazza di gustarmi fino in fondo quella essenza cremosa, specie quando ha un buon sapore, così faccio felice anche lui. In fondo lo merita, è il mio stallone, sempre pronto a soddisfare i miei desideri. Alla prossima, il mio nuovo racconto. Samantha.
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1 anno fa
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Ho soddisfatto tre maschi.
Mi chiamo Anna, ho trentadue anni e sono single convinta. Sono alta m. 1,70, occhi marroni, capelli neri e lunghi, bocca con labbra carnose, che sono state definite perfette per i bocchini, che amo fare in maniera davvero speciale; quarta di seno, ventre liscio e gambe lunghe e ben tornite, che confluiscono in un bel culo tondo e sodo. Lavoro nel pubblico impiego ed ho una reputazione di "zoccola", di cui vado davvero fiera. Mi piace il cazzo e non me lo faccio mancare quando capita a taglio, anche se non disdegno qualche bella leccata di fica, in specie se fatta da qualche amica sposata. Giusto venerdì scorso ero a cena con Silvia, una di queste amiche, per festeggiare la sua promozione; lavora come infermiera e da poco è stata promossa caporeparto. Con lei vi erano tre suoi colleghi: Piero, che avevo già conosciuto, anche se non intimamente, ma da fonte sicura so esser ben dotato, Luca, un ragazzo dal fisico snello e Marco, il più grande dei tre, che sospetto si scopi la mia amica, che, seppur sposata, non disdegna anche lei qualche botta fuori casa. Era una serata tranquilla, allegra, con brindisi di congratulazioni e scherzi e battute di ogni tipo, quando lei è stata chiamata per un'emergenza: suo figlio più piccolo, affidato ad una baby sitter, il marito al lavoro, era caduto e si era procurato un bel bernoccolo. Impaurita è subito accorsa per assicurarsi delle reali condizioni del piccolo, così mi son ritrovata da sola con tre bei maschietti. Mentre finivamo di cenare, la mia amica mi ha contattato, informandoci che tutto era sotto controllo e che lei, ormai, sarebbe rimasta a casa; io, se lo volevo, potevo godermi la serata. Ha sottolineato il fatto “del godere”, alludendo ai tre maschi che lei sapeva esser molto interessati a me. Una volta tranquillizzati, abbiamo ripreso i nostri discorsi alquanto birichini, perché incentrati sul rapporto uomo/donna. È emerso che Piero è attratto dalla donna che sa rendersi molto complice con il partner e, soprattutto, disponibile a giocare in assoluta libertà. Ho sorriso e ho chiesto a Luca cosa invece apprezzava in una donna. «Il culo! Deve esser come il tuo, bello, sodo e, spero, ben aperto!» È stato quanto mi ha risposto, con un sorriso da vero porco e tanta voglia. Per Marco, invece, una donna deve saper essere versatile, romantica e dolce, ma anche in grado di sapersi adattare ad ogni esigenza. Li ho guardati e sono giunta alla conclusione che, in qualche modo, ognuno di loro mi avrebbe scopato per un diverso motivo, ma per la mia mente correva il dubbio: sarei riuscita a soddisfare tutti e tre? La risposta me la potevano dare solo loro, così, mentre stavamo consumando il dolce, ho chiesto a loro tre se avevano qualche idea per completare la serata. Si sono dati un'occhiata e mi hanno fatto notare che erano venuti con la mia amica e, in ogni caso, sarei stata io a doverli accompagnare alle loro auto, quindi ho chiesto se volevano venir da me, per un digestivo. Naturalmente la cosa è stata subito accolta con entusiasmo. Giunti a casa, li ho fatti accomodare sull’ampio terrazzo, prospiciente il mio appartamento; da lì si gode una bella vista sulla città sottostante e, nel mentre, ho aperto una bottiglia di mirto e una di limoncello, ben ghiacciate. Abbiamo fatto qualche brindisi, poi ho messo della musica dolce, melodiosa ed essi, a turno, hanno ballato con me. Indossavo un vestito bianco di lino, abbastanza trasparente, sotto cui si intravedeva il mio intimo costituito da un perizoma, ormai infilato fra le natiche, mentre davanti divideva in due la mia fica, già grondante umori. Sentivo le loro verghe premere contro il mio corpo e poi, d'un tratto, mentre ballavo con Luca, Piero, da dietro, si è appoggiato con il cazzo durissimo fra le mie natiche e mi ha afferrato i seni, facendo scendere la parte superiore del vestito e così ha potuto slacciare il reggiseno, facendo subito schizzar fuori i miei seni, in tutto il loro splendore. Ho sentito le sue mani che hanno stretto con vigore i miei capezzoli, la sua bocca sul mio collo, dietro la nuca, il suo respiro caldo, mentre mi baciava e continuava a premere il membro contro le mie natiche. Anche Marco si è avvicinato e, piegando un po' il capo in avanti, si è impossessato con le labbra di un mio capezzolo ed ha iniziato a succhiarlo, stringendolo un po' tra i denti; quella carezza mi procurava un misto di dolore/piacere, che tanto mi sconvolge. Stretta tra di loro, sentivo i loro sessi premere contro il mio corpo, mentre ormai la mia lumachina schiumava in maniera incontenibile. Ho baciato Luca in bocca e la sua lingua si è insinuata tra le mie labbra, andando alla ricerca della mia, con cui ha iniziato una danza erotica sconvolgente. Ero tutta un fremito. La voglia si è impossessata del mio corpo e così, dopo essermi un attimo staccata da lui, li ho guardati tutti per un attimo e, con un sorriso ammiccante, li ho invitati a seguirmi. «Ragazzi ho un comodo letto! Che ne dite di provare se è in grado di contenere la nostra passione?» Mi hanno seguito tutti insieme e, appena varcata la soglia della camera da letto, ho sfilato il mio ormai inutile vestito e son rimasta con il solo mio perizoma, ormai oscenamente inzuppato dei miei stessi umori, che sgorgavano copiosi. Mi son girata ed ho visto che loro erano quasi completamente nudi e, soprattutto, ho avuto la conferma di ciò che avevo immaginato: ero davanti a tre splendide mazze lunghe, dure, con delle belle cappelle, grosse e rosse. Senza nessuna esitazione, mi son inginocchiata tra di loro e subito mi son ritrovata con quei membri duri e pulsanti, che si presentavano alla mia bocca in modo da farsi assaggiare. Ne ho accolto uno in bocca, quello che mi sembrava il più grosso e, sollevando lo sguardo, ho visto che apparteneva a Piero; lavorandolo bene con la lingua e le labbra, ho iniziato a coprirlo di saliva, facendo scorrere la bocca lungo la sua grossa asta, dove erano ben evidenti delle grosse vene, che lo rendevano ancora più voluminoso. Con le mani ho impugnato gli altri due e, in nessun caso, son riuscita a congiungere le dita per il notevole spessore che avevano le altre due verghe. Ho sentito un'ondata di piacere colare ben oltre il mio perizoma, ormai zuppo da far schifo. Ho continuato a scivolare su e giù lungo la splendida asta, fino ad arrivare a due grosse palle, di sicuro ricolme di crema prelibata, che avevo intenzione di gustare, fino all'ultima goccia. Le ho assaporate in bocca, una per volta, facendo gemere di piacere Piero. Poi sono risalita fino alla punta e lui mi ha messo una mano sulla testa, spingendomi il suo scettro nella bocca, con lo scopo di farlo penetrare nella mia gola. Un movimento lento, ma deciso ed ha lasciato a me la scelta di decidere, quanto infilarne in gola. Al terzo tentativo, la punta del mio naso è andata a sbattere contro il suo corpo, suscitando il suo profondo stupore. «Accidenti, che gola profonda! Sei una splendida succhia cazzi! Meravigliosa! Una delle pochissime donne che siano mai riuscite ad ingoiarlo tutto!» Ho sbrodolato di piacere nel sentirmi definire "succhia cazzi", ma soprattutto mi son sentita molto orgogliosa, per esser riuscita là dove altre avevano fallito. Gli ho lasciato assaporare il calore della mia bocca per un po' e poi l'ho sfilato, passando a dedicarmi agli altri due, ripetendo la stessa operazione ed infilando anche questi fin in fondo alla mia gola. Dopo di che mi hanno sollevato di peso e sdraiata sul letto; Luca mi ha sfilato il perizoma e, prima di metterlo via, lo ha portato alle labbra ed ha assaporato il miele, di cui era ricoperto. «Profumo di cagna in calore! Sei fantastica!» Un attimo dopo, la sua lingua è andata a lappare tra le pieghe della mia ostrica; ha cominciato ad ingurgitare il nettare che da essa sgorgava. Io, intanto, avevo la bocca piena del membro di Marco, mentre Piero continuava a brucare i miei capezzoli, torturandoli con morsi dei denti. Ho avuto il primo orgasmo! Il mio corpo si è teso come un arco e ho preso ha sussultare scossa da fremiti e brividi di piacere, che ho urlato a bocca piena. Poi è stato Luca il primo che, inginocchiato tra le mie cosce, ha appoggiato la sua splendida verga sullo spacco della mia fighetta, che pulsava pronta a riceverlo. È scivolato tutto dentro fino in fondo. Ho sentito la cappella sbattere con forza sul fondo e questo mi ha provocato un'ondata di piacere, che ha scosso di nuovo il mio corpo con un nuovo orgasmo. Ha preso a fottermi lentamente, mentre io continuavo a dedicarmi agli altri due, alternandoli nella mia bocca. Il tempo di raggiungere un ennesimo orgasmo e lui mi ha abbracciato e, ruotando su sé stesso, si è sdraiato sotto di me, che mi son ritrovata su di lui, impalata sulla sua splendida verga. Giusto il tempo di assaporare bene quel palo di carne ben piantato nel mio ventre, che Piero mi ha fatto spalmare su di lui e, inginocchiatosi dietro, ha appoggiato la sua bruciante cappella contro la mia rosetta e, con una spinta decisa, mi è penetrato tutto dentro l'intestino. Mai provata una sensazione di quel tipo; mi son sentita piena come un bignè, riempita da quelle due enormi verghe, che mi stavano devastando i buchi, ma, nello stesso tempo, hanno sconvolto la mia mente, procurandomi ondate di piacere che mai avevo provato fino ad ora. Come ho detto, sono una troia che ama il cazzo, ma questa era la prima volta che mi trovavo a gestirne tre nello stesso momento. Sconvolgente! Meraviglioso e intenso il piacere che stavo provando; era qualcosa di assolutamente nuovo per me! Mi son sfilato il membro dalla bocca e, sconvolta dal piacere, li ho incitati a farmi impazzire. «Scopatemi più forte! Fatemi impazzire! Sfondatemi tutta! Voglio vedere! Più forte!» Non si sono risparmiati. Hanno preso a pomparmi senza sosta, alternandosi nei miei buchi a rotazione e siamo andati avanti per tre ore, durante le quali ho perso il conto di quante volte son venuta, mentre loro mi hanno farcito ogni buco, almeno una volta ciascuno. È stata la prima e più bella orgia, che abbia mai fatto! Alla fine, ho chiesto loro se possedevo tutte le qualità che essi cercavano in una donna e, con mia sorpresa, hanno risposto che incarnavo la donna dei loro sogni. Piero mi ha detto che ero stupenda nel mio modo di succhiarlo e molto troia, cosa che lui ha apprezzato molto. Luca ha detto che avevo un gran bel culo, meraviglioso e molto accogliente, cosa che lui si aspetta di trovare in una donna. Marco è rimasto stupito della mia versatilità e disponibilità nel partecipare ai giochini che mi avevano proposto, e di come ero riuscita a tener testa a tutti e tre. Dopo quella volta ci siamo rivisti molte altre volte e, in più di una occasione, ha partecipato anche Silvia, la mia amica, ed entrambe siamo state prese e godute in ogni buco, da loro tre, oltre da Marcello, un quarto loro amico che, oltre ad esser anch'egli ben dotato, ha in più il dono di avere una fervida fantasia, che ci ha portato a godere di tante situazioni particolari, da lui create. Mi sento troia, felice e ne vado fiera.
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1 anno fa
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A casa dei suoi
La mia ex viveva con i suoi genitori (età intorno ai 45), noi eravamo poco più che 20enni. Un giorno lei era a lavoro, quindi io ero rimasto a casa. Suo padre anche era fuori per qualche commissione, la sorella era fuori città. In casa c'era solo la madre, una bella donna: non molto alta, capelli rossi appena sotto il collo, occhi castani, seno normale e culetto sodo da fitness. Una vera milf insomma, e dopo averle sgamato le foto osé sul pc era diventata il mio sogno proibito. Come nei più classici dei film porno, il volersi scopare la madre della propria ragazza. Ecco, per me era quello, l'oggetto del mio desiderio, a volte ormai ne ero ossessionato.Ogni volta che potevo, specialmente quando ero da solo, frugavo nei suoi cassetti della biancheria intima: mutandine, perizomini trasparenti, autoreggenti, corpetti, tacchi alti e vestiti eleganti. Non ho mai trovato giochi erotici, peccato. Annusavo le sue mutandine, mi masturbavo leccandole, inumidivo con la mia saliva il filo del perizoma. E dopo aver sborrato, le rimettevo a posto, sapendo che quando le avrebbe indossate, la mia saliva le avrebbe toccato la figa e il buchetto. L'idea mi eccitava molto. A volte le ho lasciato qualche mio piccolo peletto pubico nel risvolto delle mutandine. Mi faceva sentire porco, volevo sentirmi il suo schiavo e volevo anche possederla.Quel giorno quindi eravamo in casa solo io e lei, io impegnato a cazzeggiare al pc, lei intenta a preparare il pranzo. Indossava qualcosa di casual, da casa insomma: magliettina e una gonna jeans fino al ginocchio, e sandali con la zeppa. Ogni tanto andavo in cucina a bere dell'acqua e le guardavo sempre le gambe, era un giochino perverso per me nel quale volevo coinvolgerla, ma non sapevo fin dove potevo spingermi, ne avevo paura. Conoscevo la figa di quella donna, l'avevo vista aperta nelle sue foto, poco pelosa e carnosa, ma non potevo dirglielo. Cazzo quanto la volevo.Decido di raffreddare i bollenti spiriti e di andare a farmi una doccia, glielo dico, e mi chiudo nel bagnetto di servizio. Era un bagno stretto, con lavandino, lavatrice water e in fondo la doccia ampia quando lo spazio tra i due muri, e una piccola finestrella per il vapore della doccia. Essendoci la lavatrice, c'era anche il bidone della biancheria sporca: era sempre una manna dal cielo. Ci trovavo mutandine e collant, perizomi, sia della madre che della sorella (altra troietta da sogno erotico...). In quel periodo estivo anche i costumi da bagno usati. Ce n'era uno molto stretto, con un reggiseno a triangolo e una mutandina che le lasciava scoperto gran parte del culo. Lo aveva messo il giorno prima in cui eravamo stati a mare. Dopo aver annusato i perizomi della sorella, ed essermi eccitato un po' con il costume della madre che mi ero passato inevitabilmente sul cazzo duro, rimettendo tutto a posto mi accorgo che il lavandino perde acqua. Poca in realtà, ma sotto si stava formando una piccola pozza d'acqua.Sovrappensiero, ero nudo dato che stavo per entrare in doccia, indosso l'accappatoio, apro la porta e chiamo la madre della mia ex: "Vieni a vedere, mi sembra che qui ci sia il lavandino che perde acqua". Lei mi raggiunge e incuriosita mi chiede di indicarle meglio cosa avessi visto. Così le faccio capire che sotto il lavandino si stava formando una piccola pozza d'acqua, e la vede anche lei. Mi dice "Mah, strano, sarà qualche guarnizione. Quando torna mio marito glielo faccio vedere. Vado a prendere uno straccio". Si allontana un attimo per recuperare uno straccio per asciugare sotto il lavandino. Come vi dicevo, lo spazio non era molto per i movimenti in quel bagnetto. Dopo poco quindi torna, io ero fermo lì vicino, lei si avvicina a me per mettere lo straccio sotto il lavandino e si piega un po' sulle gambe, dando a me la sua visuale di una milf a pecora. Io che in quel momento ho ricordato ciò che stavo facendo prima di chiamarla, ho avuto uno spasmo quasi incontrollato.Il cazzo mi è tornato duro sotto l'accappatoio e l'ho toccato un paio di volte per sistemarlo, sperando che non si notasse il gonfiore. E senza accorgermene ho fatto un piccolo movimento nella sua direzione, mentre lei era intenta ad asciugare. Forse volevo farle sentire quanto ce l'avessi duro per colpa sua. Fatto sta che lei, rialzandosi fa un movimento tale da toccarmi con il culo il mio cazzo duro, strusciandosi praticamente contro l'accappatoio. Io resto impietrito (anche perché più duro di così sarei esploso), lei si rialza velocemente e si gira verso di me di scatto, guardandomi negli occhi. Sguardo fisso, nessuna espressione nel volto. Io avevo gli occhi sgranati, cazzo duro, e non emisi parola. Qualche secondo che ricordo come un'eternità, e un silenzio che profumava di porco. L'aveva sentito, duro su di lei, aveva capito forse che volevo possederla. D'istinto il mio cazzo si mosse, un sussulto, succede a volte, i maschietti sanno di che parlo. Abbassò lo sguardo e vide il mio gonfiore, prepotente, sotto l'accappatoio. Tutto in 10 secondi. Non fiatò, si girò, chiuse la porta del bagno e tornò in cucina.Io ancora in trans, dopo qualche altro secondo, mi tolsi l'accappatoio, entrai in doccia, e le dedicai una delle più belle sborrate.
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1
1 anno fa
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Varie
L'intrus* (parte 1)
Come detto, io e la mia ex eravamo scambisti, e lei era bsx. Ci eccitava molto tanto da arrivare anche allo scambio separato. Ma andiamo per gradi... Ne parlavamo ogni tanto, del tipo "mi immagini con quella, o con quello? e tu immagini me? ti piacerebbe?" e cose simili. Ovviamente era tutto un eccitarsi reciproco, a parole siamo tutti bravi ad accettare le cose. Finché non ci capitarono 2 occasioni: questa è la parte 1 del racconto... Festa in spiaggia di sera, compleanno di una nostra amica. La mia ex aveva turno a lavoro serale, quindi non sapeva poi se ci avrebbe raggiunti o meno (difatti poi non arrivò). Io ero lì a bere, ballare, divertirmi con gli altri. Tra gli invitati, c'era una tipa con la quale ogni tanto avevamo avuto un rapporto a 3 (farà parte di un altro racconto, non temete!). In pubblico ovviamente cercavamo di non dare mai nell'occhio, ci limitavamo ad un rapporto di normale amicizia, anche se c'era sempre quel non so che che ci stuzzicava e spesso si voleva andare oltre. Quella sera, mancando la mia ex, non c'erano i presupposti perché accadesse qualcosa. Mi sbagliavo. Passata la mezzanotte, fatti gli auguri, e bevuti un po' di cocktail e birre, si decise di fare il bagno di notte. Il mare era una tavola e la situazione era divertente e allegra. Si entra in acqua in 6 o 7, non tutti volevano farsi il bagno. Tra questi c'ero io e la nostra amica. Andiamo un po' al largo, comunque si toccava il fondo, quando uno dei ragazzi più ubriachi, essendo al buio, si toglie il costume e inizia a sventolarlo in aria ridendo e scherzando... la situazione diventa comica, tutti iniziano ad imitarlo, anche quelle amiche e amici più timidi. L'alcool ha anche alcuni pro a volte. Noi maschietti più scemi fingiamo di rubare il costume alle ragazze, ma tutto fatto nella goliardia più tranquilla. Io però guardavo lei, la nostra amica, aveva tolto lo slip, e io anche non avevo il costume, e man mano, con quel poco di luce che ci concedeva la luna, ci guardavamo con la coda nell'occhio e ci si avvicinava l'un l'altro. A poco a poco, i ragazzi si diressero verso riva uscendo dall'acqua, si vedevano a malapena. Io restavo lì, lento nel ritornare, e lei faceva lo stesso, finché abbastanza vicini non iniziammo a scherzare con l'acqua e ad avvicinarci... Fu lì che le dissi "Vieni qui..." e la strinsi a me, facendole sentire il mio cazzo già duro, che premeva sulla sua gamba. D'istinto lei cerco con la sua mano sott'acqua il mio cazzo, e lo prese con forza chiedendomi "Che vuoi fare?". Io senza troppi complimenti le dissi "Questo..." e la presi a cavalcioni, facendole attorcigliare le sue gambe al mio corpo, uno di fronte all'altra. Le puntai il cazzo sulla figa, che nel frattempo avevo iniziato a sgrillettare con le dita, era calda. Lei gemeva, e in un attimo mi infilò la lingua in bocca, mentre io attendevo solo un suo segnale. Mentre io, camminando arrivai un po' più al largo, in cui miei piedi toccavano e l'acqua l'avevo appena sul petto, lei si staccò un attimo dopo quel bacio appassionato, e ansimando ancora disse "Scopami!". Non ci pensai due volte, e con il mio corpo che vibrava ancora al sentire quell'ordine, le infilai il mio cazzo duro dentro la sua figa calda come burro fuso... La sbattevo, ci baciavamo, il mio cazzo dentro la sua figa e le lingue intrecciate, e l'acqua di mare che ci inebriava. Mi disse "Non mi sborrare dentro", le risposi, "Tranquilla, girati ora...", e si girò dandomi le spalle. Volevo il culo, e le puntai il cazzo lì, ma mi disse fermamente di no. Così semplicemente la iniziai a scopare "a pecora" mentre con una mano le tenevo la gola, e con l'altra la sgrillettavo. Mi incitava, le piaceva, stava godendo. Quando ad un tratto... Dalla riva arrivarono urla "Oh ragà, ci siete? Andiamo??", i nostri amici ci stavano invitando ad uscire. Forse sgamati o forse no, io risposi con un ironico "Ok, arriviamo...", e lei scoppiò a ridere. Verbo azzeccato. Ma va bene così, fummo interrotti sul più bello, ci baciammo ancora, rimettemmo i costumi e uscimmo, maliziosi come mai, senza badare a commenti qualora ci fossero stati.
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1 anno fa
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L'inizio
Incipit: tutto quello che leggerete nei miei racconti sono mie vicende personali realmente accadute. C’è stato un periodo in cui, con la mia ex compagna, eravamo scambisti e lei bsx. Per noi il mondo dell’eros era un piacevole svago, e incontrare coppie o singole una intrigante realtà. Non c’erano taboo tra noi, il sesso e l’eros ci piacevano in tutte le sue forme, eravamo di mentalità aperta a 360°. Una volta eravamo soli in casa dei suoi, genitori giovani, e noi poco più che ventenni. Stavamo lavorando al pc, quando ad un certo punto apro per errore una cartella del padre: foto osé dei genitori, bellissime. Lui un bel uomo, ben dotato anche, lei in pose erotiche, gambe aperte con poca peluria… io strabuzzai gli occhi, la mia ex arrossì sorridendo… ci eccitammo, e scoprimmo che frequentavano un sito di videochat erotica. È così che nacque tutto tra noi, e ne seguimmo il percorso. Iniziammo a giocare in quella videochat, e da lì scoprimmo qualche sito di incontri (tra cui anche Desiderya). Ci piaceva entrare in sintonia con altre persone, appagate da questo mondo come noi. Lei era bsx, quindi cercavamo principalmente coppie con lei bsx. Io ero affascinato da quanto era sensuale e porca lei, a suo agio tra lingue di alte donne e di altri uomini, tra leccare una figa pulsante o un cazzo duro, per poi baciare me e farmene assaggiare i sapori. All’inizio non scambiavamo, era più che altro un gioco soft. Ma poi l’eccitazione prese il sopravvento e iniziammo a giocare con coppie con scambio completo. E non solo. Mi appassionavano le sue voglie bsx, ogni tanto aveva “strane idee” nel volermi vedere in giochi soft con altri uomini. Non ci volle molto per accontentarla, io ero più che altro attivo: le piaceva vedermi mentre un uomo insieme a lei o alla compagna mi masturbava o mi spompinava. E onestamente piaceva anche a me. Non ho mai penetrato, non è mai stato di mio interesse. Giocavo soft, e andava bene così. Una volta, successe che incontrammo altre 2 coppie (conosciute qui su Desy) a casa di una di queste. Eravamo tutti presi bene, c’era chi scopava da una parte, chi succhiava dall’altra, chi godeva gridando, fregandosene dei vicini… Ad un tratto, io ero impegnato con una lei di coppia, mentre la mia ex era con l’altra coppia. Mi stava segando divinamente mentre slinguazzava un po’ me e un po’ il marito. Eravamo presi bene, avevamo bevuto un po’ di vinello, quando ad un certo punto lei guardò me e poi guardò il marito e… mentre continuava a segarmi, con l’altra mano prese la mia e me la portò sul cazzo duro del marito e mi disse “vai, vai tranquillo…”. Lui sorrise, io mi eccitai molto, lei scese a spompinarmi eccitata mentre guardava la mia mano, e io iniziai a segare dolcemente il cazzo duro del marito. Mi sentivo strano ma eccitato, e d’impulso mi voltai a guardare la mia ex: era a pecora mentre l’altro tipo se la stava scopando alla grande mentre lei leccava la figa bagnata della compagna, e incrociò il mio sguardo: si eccitò non poco, iniziò a farsi sbattere più forte e mi sorrise come a dire “divertiti!”. Mi piaceva segare quel bel cazzo duro e sentirlo pulsare nella mia mano, mentre la moglie mi stava spompinando, e mentre la mia ex si stava facendo scopare a pecora mentre leccava una figa. Una visione ancora molto chiara nella mia testa, seppur siano trascorsi più di 10 anni...
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1 anno fa
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Il compleanno della sua amica
Eravamo giovani, lei aveva già le sue forme da ragazza, io ero in piena crisi ormonale. Mi eccitavo segretamente quando in bagno trovavo i suoi perizomi, le mutandine, i reggiseni, i collant… Lo facevo anche con la lingerie di mia madre, ma con quelle di mia sorella, tutto era più eccitante. Dalla biancheria sporca, spesso, prendevo i suoi perizomini e li annusavo, li vedevo macchiati a volte, e mi eccitavo, masturbandomi al solo pensiero di vederla indossarli. Sborravo copiosamente, a volte anche all’interno delle mutandine, provando a pulire ma tanto li avrei rimessi nella biancheria sporca. Ogni tanto, capitavano fugaci visioni, magari mentre lei era intenta a prepararsi per uscire e quindi andava avanti e indietro seminuda tra il bagno e la sua camera, e io fingevo di passare casualmente in corridoio, per vederla ed eccitarmi poi nella mia stanza. Lei mi guardava ma faceva finta di nulla, era abbastanza normale che stessimo in intimo in casa mentre ci si preparava. Si era messa in tiro quella sera, era il compleanno di un’amica: gonna nera sopra il ginocchio, collant color carne, tacchi neri, camicetta bianca un po’ scollata e giacca. Una coda di cavallo che raccoglieva i suoi lunghi capelli castani e un filo di trucco. Era una gran figa. Mi chiese di accompagnarla, non guidava ancora, e poi a fine serata di andare a riprenderla. Le dissi ovviamente di sì, mi eccitava già solo l’idea di continuare a guardarla. Nel tragitto in macchina non perdevo occasione di guardarle le gambe e i tacchi, mi stava eccitando, avevo pensieri che mai avrei pensato di poter rivolgere a mia sorella. Ho avuto la sensazione che ogni tanto se ne fosse accorta, perché si teneva la gonna in modo che non si alzasse o si sistemava la camicetta che nei sobbalzi della strada ogni tanto lasciava intravedere il reggiseno. Arrivammo a casa della sua amica, uscì mostrandomi quel bel culetto che aveva, e mi disse con un sorriso “Ti avviso io quando puoi venirmi a prendere, ok?!”. Le feci cenno di sì, le sorrisi anche io e ci salutammo. La guardavo allontanarsi mentre sculettava, chissà forse lo stava facendo apposta? Non lo so. Attesi di vederla entrare e tornai a casa, molto eccitato. Verso mezzanotte e mezza mi chiamò, chiedendomi di andarla a prendere. La sentii piuttosto su di giri, d’altronde era una festa di compleanno. Arrivai da lì a poco, mi aspettava già fuori, capelli sciolti, giacca in mano, camicetta appena più sbottonata di come la ricordassi, e quel solito bel culetto con gambe incrociate ad attendermi. “Ciao!” mi disse sorridendo… “Ciao” le risposi sorridendo anche io, “tutto ok? Com’è andata la festa?”. Soliti convenevoli del caso, ma una cosa mi era balzata agli occhi, aveva un po’ bevuto, lo si sentiva nell’aria di alcool che emanava. “Mah, tutto ok, sai come sono queste feste, si balla, si beve, amici che ci provano…” e mentre lo diceva mi guardava e rideva. Io la ascoltavo divertita, d’altronde è più piccola di me di qualche anno, e ci ero passato anche io. Un po' di radio in macchina nel tragitto, abbassa il finestrino e si accende una sigaretta. Le dico “dai oh, non in macchina, rimane la puzza poi”, e lei per tutta risposta, con un sorriso malizioso, mi fa “Ah, questa cosa di me non ti piace, eh?!”. Ci rimasi di sasso. Mi aveva sgamato? Credo proprio di sì, cioè, è l’unica cosa a cui pensai. Non fiatai più per tutto il ritorno, e lei si fumò la sua sigaretta, compiaciuta. Entrammo in casa, i miei erano ancora fuori essendo un sabato sera. Avviandosi verso camera sua barcollava un po’, sarà stato l’alcool della festa in contrasto con i suoi tacchi, entra in camera e si lancia di petto sul suo letto. Con gli occhi socchiusi mi fa “Mi aiuti a mettere il pigiama, sto un po’ sfatta”… io non riuscivo a credere alle mie orecchie. Iniziai a sentire il mio cazzo avere una improvvisa seppur lieve eccitazione. Mi avvicinai, era sdraiata di viso sul cuscino e mi dava le spalle, non poteva vedermi. Mi sedetti alla sedia bassa li vicino, la aiutai a togliersi i tacchi lentamente, ne sentivo l’odore, e mi stavo eccitando sempre di più. I movimenti dei suoi piedi e delle sue gambe mentre glieli toglievo mi stavano facendo impazzire. Mentre poggio i tacchi per terra si era sbottonata la camicetta e con un gesto me la porge, restando di spalle, mostrandomi la schiena con il reggiseno attaccato e la chioma di capelli che lateralmente dava sul letto, senza mai guardarmi. Con un gesto lento si avvicina con la mano alla cerniera della gonna e mi dice “mi aiuti a sfilarla?”, e nel dirlo inarca un po' la schiena, mostrandomi la rotondità di quel culetto che tanto avevo desiderato nei miei pensieri più perversi. Io non ci stavo capendo più nulla, avvicinai la mia mano alla sua quasi tremante, e le tiro giù la cerniera, che le allarga la gonna in vita, pronta ad essere tolta. Lei lascia andare la sua mano sul letto e con un gesto mi fa un cenno come a dire “fai tu che non c’ho forze”. Io le abbasso la cerniera, mi alzo e la cingo con le mani, provando (o facendo finta) a non toccarle il culo, ma era impossibile. Le sfilo pian piano la gonna, godendo non poco di quella visione che mi si stava presentando: i collant color carne su quel culo meraviglioso che bramavo, che lasciavano intravedere il suo perizoma nero sottile tra le natiche, con qualche pizzo qui e lì. Lei inarca ancora un po' il culo e quasi ordinandomelo mi dice “toglimi i collant”. Non ce la facevo più, capivo lo stato di ebrezza in lei, ma il mio stato di eccitazione ormai era agli sgoccioli. Sentivo il cazzo premermi sulla patta dei jeans, ero arrapato e duro. Con i pollici mi frappongo tra l’elastico dei collant e quello del perizoma, lungo i suoi fianchi, prendendo per errore su un solo lato anche il perizoma, ed inizio a sfilarle i collant. Lei capisce che il gioco sta diventando pericoloso e con una voce un po' più seria mi redarguisce con un “Solo i collant!”. In quel momento ho capito che era comunque vigile, e che mi stava davvero provocando, non era per nulla fuori di sé, anzi. A quel punto, per stare al gioco le rispondo “Ok, come preferisci” e le sfilo tutti i collant liberandole le gambe e quei piedini che farebbero la felicità di qualsiasi feticista. D’istinto le porto al mio naso, l’avevo fatto un sacco di volte quando le trovavo nella biancheria sporca per assaporarne l’odore. Lei sente il mio inspirare e maliziosa mi dice “ti piace il mio odore?”, ed io “sì, molto, e anche la visione”. Non avrei mai creduto possibile una mia frase del genere davanti a lei, ma ormai ogni freno inibitore era saltato, da parte di entrambi. Tant’è che lei mi risponde così: “Se c’è qualcosa che vorresti fare ora, falla, e resterà tra noi”. Non potevo crederci, era un desiderio perverso che stava diventando realtà. L’istinto animale e primordiale mi ordinava di scoparmela a pecora selvaggiamente, c’era odore di sesso nell’aria. Mi soffermai sul suo culo inarcato, mi avvicinai col viso, annusando ed odorando lì dove il perizoma solcava di più, tra la rosetta del suo culetto e quella figa rigonfia di voglie. Con la punta del naso le toccai una natica lì vicino ed inspirai forte, sentendo in lei un lieve gemito, e le risposi semplicemente “Ok”. Quell’odore di figa bagnata mi aveva inebriato, e decisi di realizzare quei desideri che avevo sempre fantasticato: mi sedetti ancora accanto a lei avvicinandomi al suo corpo il più possibile, mi abbassai e poi tolsi jeans e mutande, lasciando svettare il mio cazzo duro e pulsante, che lei non poteva vedere perché era girata dall’altra parte, e continuando ad annusarla iniziai a segarmi dolcemente, beneficiando di quegli odori, umori e visione. Sì, mi stavo segando davanti al culo nudo e racchiuso in un perizoma di mia sorella, e ad ogni mio sospiro, sentivo anche lei vogliosa gemere un po’. Ad un tratto vidi nuovamente la sua mano muoversi, come ad invogliarmi, ad avvicinarmi. E la mia mente non perse tempo: mi avvicinai con il mio cazzo duro, e glielo misi in mano. Gemette appena e lo strinse forte, e vidi l’altra sua mano andare verso le sue parti basse. Io avvicinai la mia alla sua mentre me lo stringeva e la accompagnai in una sega dolcissima, insieme, mentre con l’altra mano le accarezzavo la schiena e il culo. Fu un qualcosa di celestiale, mia sorella mi stava segando e io la accompagnavo, mentre lei si masturbava senza essere vista. Avvicinai l’altra mia mano all’altra sua, lei all’interno del suo perizoma, io all’esterno: era fradicia. Mi inumidii un po’ le dita, annusai e leccai i suoi umori, era tutto così peccaminoso e porco, e piacevole e dolce. Sentii il mio cazzo indurirsi pronto a venire, provai a rallentare il ritmo delle nostre mani per goderne al meglio, ma non servì a molto: le lasciai il controllo, e la sua mano mi fece sborrare in maniera abbondante un po' sulla sua schiena, un po’ per terra, e un po’ sul suo letto. Colava la mia sborra tra le sue dita, la sola visione di quella scena, ancora mi aiuta nei momenti di solitudine. Mi chiese un fazzoletto, glielo porsi, tutto senza guardarmi mai. Si pulì la mano e mi disse “Beh, buonanotte ora, vai, metti che tornano mamma e papà”. Io ero ancora inebriato da tutto quanto, fui solo capace di dirle “Ok, vado, buonanotte”, e me ne andai in camera mia. Ancora in preda a quell’orgasmo, ancora con il fiatone. Ancora con la voglia e la speranza che, magari in un altro momento, avrei potuto osare di più da quella insolita e piacevole nuova scoperta. L’incesto con mia sorella.
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1 anno fa
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La mia prima esperienza con la peretta
questo è il racconto di come è nata questa passione.. particolare.... La mia prima volta Era l’estate del 1988, In quel periodo ero fidanzato con una ragazza 22 anni del mio paese da circa un anno, io a quell’epoca avevo 21 anni. I nostri rapporti in quel periodo si limitavano al petting in particolar modo alla masturbazione. Arrivammo ad un punto del nostro rapporto che cercavamo entrambi qualcosa di diverso. Difatti un giorno dopo aver fatto sesso, preso l’argomento fantasie sessuali gli chiesi se durante in nostri rapporti poteva tenere in mano la peretta poiché come oggetto mi eccitava da pazzi……lei mi affermò che non ci sarebbero stati dei problemi, l’unica cosa era che non la possedeva, Cosi eccitati come non mai andammo in farmacia, entro lei (io fuori che mi gustavo la scena) chiese una peretta con cannula bianca numero 12 da circa 450 ml. In macchina mentre rientravamo a casa dei genitori, con una domanda secca mi chiese “ Cosa ne dici se la peretta la tenessi in mano…. ma per fartela?” Ed io “ ma sei sicura?, non saprei!” Lei “ sai è da quando ero bambina che desidero farla a qualcuno, mi eccitava vedere mia madre somministrare la peretta ai miei fratelli” Per un paio di settimane non riuscivo a dormire, pensando a tutta la situazione. Manco a farlo apposta si presentavano situazioni certo non favorevoli per mettere il tutto in pratica. Pochi giorni dopo, i suoi genitori andarono per una visita improvvisa a parenti, quindi lasciarono un biglietto alla mia ragazza con il pranzo pronto. Non le sembrò vero mi avvisò subito per telefono dicendomi “Preparati che stasera ti faccio la peretta!“ disse euforica. Io li impietrito, è vero che da bambino ne avevo subito tante, però per sesso era diverso sentivo una sensazione di paura ed eccitazione. Verso le 17.00 mi presentai a casa sua, la trovai in minigonna e stivali lunghi con una maglietta trasparente, mi afferrò per mano e mi disse “dai vieni” E aggiunse “sembri terrorizzato, sappi che io vado fino in fondo, anche se tu avessi cambiato idea, oggi ti farò la peretta lo stesso!!” Io lì senza riuscire a dire niente, e forse niente potevo aggiungere alla bellezza della situazione, la segui in cucina. Arrivati in cucina lei comincio a mettere su l’acqua per la camomilla, ne mise circa due litri. Appena calda mise le bustine di camomilla e disse “adesso aspettiamo che raggiunga la temperatura giusta”. Difatti appena raggiunta la temperatura giusta prese la peretta esercito una forte pressione togliendo l’aria e la lascio andare in modo di aspirare il liquido, dopo di che punto la cannula in su fece uscire uno schizzo di liquido per poi riemergere la cannula nella camomilla. Prese tutto l’occorrente e mi porto in camera già sistemato con asciugamani e un telo di plastica sotto, mi fecce spogliare mi mise a pancia in giù e tiro giù le mutande, lei si tolse la maglietta e il reggiseno restando solo con le mutandine e quei fantastici stivali lunghi, sentii finalmente il suo indice che esplorava il buco, praticando un messaggio misto a solletico fino ad infilarlo, subito dopo tolse il dito e appoggio la cannula che con dei strani movimenti riuscì ad inserirla tutta dentro. A questo punto mi disse “ adesso viene il bello sia per te sia per me!” Senti il liquido caldo irrompere dentro, dallo specchio dell’armadio vidi lei che premeva con due mani con forza deformando in un’attimo la peretta per poi spremerla fino all’ultima goccia Lei mugolando dal piacere mi disse “ e bellissimo sentire lo spruzzo della peretta! “ In questa maniera mi fecce tre perette, l’ultima mista con aria. “ adesso il liquido lo devi tenere almeno un quarto d’ora! “ Nell’attesa del quarto d’ora prese il mio pene in mano comincio ad andare su e giù e leccandolo con la punta della lingua, dopo un quarto d’ora con quella piacevole tortura, andammo in bagno e cosi mi scaricai con un getto di camomilla impressionante, subito dopo arrivo lei con la peretta e mi disse con tono di comando “ chinati un po’ in avanti!!” Infilò la cannula e mi prese il pene in mano, e inizio un giochetto alternando il movimento della mano destra sul pene con i colpetti della sinistra sulla peretta provocando schizzi ripetuti fino a farmi raggiungere un orgasmo sconquassante, in contemporanea con lo svuotamento completo della peretta grazie alla forte pressione esercitata della sinistra. Finita la peretta ci mettemmo a letto per rilassarci con lei che si fumava una sigaretta, immancabile dopo il rapporto. Questi giochi ci accompagnarono per sei bellissimi anni. Gianni
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1 anno fa
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In italia al lavoro
In Italia storia 1 Storia vera, un po' romanzata, i nomi e i posti sono di fantasia, sarò molto sintetico, ambientato nel 2018 Lavoro in una multinazionale, un giorno in ufficio entrò Marina, sui 40 anni io 10 di più, magra alta, non bellissima ma un bel fisico, poche tette, era una che quando passava la guardavano, era del ufficio amministrazione, la conoscevo solo per qualche chiacchera in mensa ma non avevamo mai avuto rapporti diretti, visto che ero solo iniziò a parlare, prima sulla ditta, del suo ufficio e poi di cose in generale, io non avevo molto lavoro e incominciai a raccontarle storie della nostra ditta facendola ridere, poi mi disse che aveva sentito Lucia, che lavorava nel suo ufficio e che mi salutava, io sorrisi ma non dissi nulla, con Lucia scopavamo anni prima, lei era di un'altra città sposata, veniva nella nostra ditta una settimana al mese, quando veniva scopavamo perché lei stava in un appartamento offerto dalla ditta, poi aveva cambiato lavoro e ditta, non viaggiava più e ci sentivamo solo sporadicamente per gli auguri, tra noi c’era l’accordo di non rivelare mai a nessuno la nostra tresca. Poi finito l’orario di lavoro andammo verso il parcheggio auto e continuammo a discutere, nel bel mezzo della discussione disse “Io lo so che con Lucia scopavate, me lo ha detto lei, e mi ha detto che con te si è trovata benissimo un ottimo amante, sicuro e fidato” poi aggiunse “certo eravate due ottimi amanti, tutti e due sposati con figli, niente coinvolgimenti, la migliore situazione e per me facevate bene” non stava bleffando, sapeva cose che solo Marina poteva dirgli e poi mi ricordai che erano ottime amiche, risposi “si vero ci siamo divertiti e non ci sentiamo in colpa ”poi aggiunsi subito“ anche io e te potremmo diventare amanti” lei fece una faccia di sorpresa (pensai subito di aver esagerato) ma poi vidi subito che cambiò espressione il che mi fece capire che era questo il suo scopo, non si aspettava di aver raggiunto così presto. Fece finta di pensarci, poi disse “sì… si può fare” adesso era molto più sicura di se, io rilanciai “niente innamoramenti solo sesso, niente telefonate kilometriche, solo messaggi, voglio la libertà di fare tutto, scopare, pompini, leccate di figa, sborrate, ho avuto anche una frequentazione nel mondo fetish, mi piace, ma solo pratiche soft, tu puoi anche dire di no, per il rapporto anale non lo cerco e non sono ossessivo, per rispetto verso la mia donna lo faccio solo se me lo chiedono, se a te non va non te lo chiederò mai” Lei ci pensò un po' poi disse “però… la cosa mi piace da morire, sono stanca di fare la brava ragazza, voglio essere anche troia, si voglio che mi insegni anche il fetish di te mi fido, mi piace lo sperma in bocca e fare pompini, io sono una Dracula di sangue bianco, per il rapporto anale mi piace ma ogni tanto e voglio che tu quando lo vuoi fare mi prendi e mi inculi cosi di brutto, anche se urlo, solo così mi piace… io con mio marito abbiamo solo rapporti tradizionali e rari, per questo cerco altro” Visto che passavano i nostri colleghi dietro di noi, se solo ci avessero sentito, andammo in un locale a prenderci un aperitivo e a festeggiare. La discussione continuò lei disse “siamo anche fortunati, la mia madrina è anziana e sola ed è in una RSA, solo io ho le chiavi di casa sua, ed è una casa singola, è l’ideale… e poi dopo 2 figli ho avuto un problema alle ovaie, sono sterile, puoi anche non usare il preservativo” Io dissi “ bene, così ci possiamo anche tenere dei vibratori e Sex Toy (grazie alla mia amica di Londra ero diventato un esperto)…come ce l’hai la figa ? pelosa o depilata” lei si mise a ridere “adesso è pelosa, ma stasera mi depilo” io dissi “bene, importante che sia ben curata…stasera quando ti depili mi mandi una foto di come è venuta, ok ?” lei rimase a bocca aperta, poi sorrise maliziosa e disse “va bene… te la mando…cavolo Marina mi aveva detto che eri vulcanico… va bene per la foto…non vedo l’ora che mi chiavi e che mi fai tutto quello che vuoi, cavolo sono già eccitata…” Io risposi “si …vedi sei troia…ma sei la mia troia” nel parcheggio la limonai, infilai la mano nelle sue mutandine e con l’indice del dito glielo infilai su per la figa, lei si abbandono e gemette, era bagnatissima ma smisi subito perchè ogni tanto passava gente. Ci mettemmo d’accordo per venerdi, nel pomeriggio, in auto il mio cervello incominciò a frullare idee, pensai a Lucia che non mi aveva detto niente ma sicuramente si erano sentite, pensai che anche se abitava in altra città e se Marina fosse stata d’accordo in futuro potevamo chiamare anche lei, mi eccitai pensando a tutte e due che mi leccavano in cazzo, sì si poteva fare, mi misi l’indice in bocca e assaporai il sapore della figa di Marina.
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1 anno fa
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Una scappatella di mia moglie.
Mi chiamo Paolo, ho 38 anni, sono alto 1.80, occhi scuri, capelli neri, spalle larghe, fisico ben modellato. Da 10 anni sono sposato con Ester, una bella donna bionda, di 36 anni, alta quasi quanto me, con un bel corpo dalle curve morbide, ma non grassa. Ha avuto una gravidanza e il suo seno è cresciuto, rimanendo sempre e comunque ben sodo; il suo culetto è diventato ancor più tondo e le sue cosce sono lunghe e ben tornite. Ci conosciamo da quasi una quindicina d'anni, perché frequentavamo lo stesso gruppo di amici e, man mano, abbiamo scoperto di star bene insieme, così, dopo quattro anni di fidanzamento, ci siamo sposati. L'arrivo di Lucilla, nostra figlia, ha cementato ancor più la nostra unione, che già poteva contare su una intrigante complicità di coppia. Ester, a letto, è una vera bomba erotica, le piace tutto del sesso, bravissima nell’orale ed anche nell’anale. Quando ci siamo conosciuti, lei aveva avuto solo qualche amorazzo di poco conto e solo un vero fidanzato che, per due anni che era durata la loro storia, le aveva insegnato diverse cose sul sesso, ma, soprattutto, l'aveva iniziata ai piaceri del sesso anale, anche perché lei aveva voluto mantenersi vergine. Durante gli anni del fidanzamento, e fino al periodo della gravidanza, Ester ha sempre accettato che la fantasia facesse parte dei nostri giochi erotici. In più di un'occasione, abbiamo fantasticato di possibili avventure, sia di lei con un altro, sia di me con un'altra donna, ma, come spesso accade, queste fantasie restavano relegate al solo momento, senza venir mai fuori dalle pareti domestiche. Sono un tecnico informatico che lavora per un'azienda che si occupa di sicurezza. Le banche sono le nostre migliori clienti e per esse elaboriamo sofisticati sistemi informatici; poiché sono considerato abbastanza esperto, quest'anno, per una serie di circostanze ed all'ultimo minuto, ho dovuto rinunciare alle ferie, perché di tre colleghi addetti a questo settore, uno ha avuto un grave incidente e l'altro ha raggiunto l'anzianità per la pensione. Per non compromettere le ferie di mia moglie, lei ha raggiunto, insieme a nostra figlia, sua sorella, che ha affittato una villa con piscina, insieme alla cugina di suo marito ed ai suoi suoceri, in una splendida isola del Tirreno. Le ho accompagnate al traghetto e, dopo aver salutato mia moglie, ho fatto qualche battuta con lei. «Meravigliosa creatura! Sono consapevole che sei una gran bella donna, che viaggia da sola con una bambina e, quindi, di certo sarai oggetto delle attenzioni di tanti maschi, quindi, ti prego, nel caso tu volessi cedere alla tentazione, ti chiedo solo di esser onesta con me e di raccontarmi ogni cosa.» Dopo un attimo di stupore, mi ha dato un piccolo pugno sul petto e subito ha messo in chiaro le cose. «Calmati, maschione! Non ho intenzione di cedere a nessuna tentazione, perché vado in vacanza con mia sorella, i suoi suoceri e mia figlia, mentre tu resti a casa da solo, quindi fa bene attenzione, perché, se mi accorgo che qualche cagnetta è venuta a rosicchiare il mio osso, quando torno te lo taglio!» Ci siamo messi a ridere e poi ho atteso che la nave partisse prima di tornare in città. La sera ci siamo sentiti a telefono. Mi ha subito raccontato che sono tutti impazziti per Lucilla e che la coccolano e ci giocano, così lei è libera di rilassarsi a bordo piscina. Le ho detto che mi mancava. «Lo sai amore che mi manchi? Dimmi, come sono i suoceri di tua sorella? Non me li ricordo bene. Inoltre, la mia dolce mogliettina ha ricevuto qualche complimento per il suo nuovo costume da bagno? Non credo che un bikini di classe, che mette in mostra gambe e culo, possa passare inosservato.» Lei si è messa a ridere. «Mi hanno dato tutti una buona occhiata, ma è tutto finito lì e ti assicuro che è meglio così! Forse il mio costume è un po’ troppo audace per il contesto nel quale mi trovo.» Due sere dopo, mi ha raccontato che, durante il giorno, alcuni amici di Alessia, sua cugina, una splendida ragazza di 24 anni, erano venuti a casa ed era stata riempita di complimenti da un ragazzo, Andrea, di appena 25 anni che, a quanto pare, le aveva dichiarato che, per essere una signora, era molto sexy, in special modo con il bikini nuovo. Eccitato, le ho chiesto di esibirsi un po' di più. «Dai, giocaci un po'! In fondo che hai da perdere? Sei sempre tu a fermare il gioco, se non ti va!» Lei mi ha rimproverato. «Ma ti vuoi dare una calmata? Sono in vacanza con persone che non conosco e non mi metto a fare cazzate, solo per farti eccitare. Fatti una bella doccia gelata, che è meglio!» Ero convinto che tutto sarebbe finito così. Due sere dopo, mi ha raccontato che Andrea era stato in piscina con lei la sera prima, durante una festa. Lui le si era avvicinato da dietro in acqua e le ha aveva messo le mani ai fianchi, così per farle uno scherzo. Era rimasta quanto mai sorpresa, anche perché era piuttosto alticcia, quasi ubbriaca, quindi non gli ha allontanato le mani. Lui doveva aver interpretato quel comportamento come un invito ed ha allungato una mano sul suo inguine, prendendo a massaggiarlo. Lei lo ha lasciato fare per un paio di secondi, poi, di colpo, ha realizzato quello che stava facendo e subito si è allontanata da quell'approccio, così esplicito. «Mi dispiace che sia successo. Ero un po’ stordita dai troppi bicchieri di prosecco bevuti, ma ti assicuro che è stato solo un approccio innocuo, che non si ripeterà più!» Forse perché ero troppo eccitato e mi mancava, la esortai a divertirsi con lui, senza lasciarsi coinvolgere molto. Ebbi anche a chiederle che aspetto avesse Andrea. «È un bel ragazzo, alto, prestante, biondo, occhi chiari, un bel fisico, con l’aria di uno che sa di piacere. Ha un bel pettorale, grandi braccia ed un sorriso magnetico.» «Allora, dai, divertiti a stuzzicarlo! Dai, fammi sognare!» Lei ha riso di me e mi ha ripetuto di darmi una calmata, tanto non sarebbe successo nulla! La sera dopo, nel giorno prima del rientro a casa, mi ha chiamato sul tardi. Mi ha comunicato l’orario di arrivo del traghetto, ma ho percepito che aveva un tono di voce sommesso, quasi preoccupato. «Ester, c’è qualche cosa che non va? Ti sento preoccupata. Dimmi, che è successo? Lucilla sta bene?» Lei ha fatto un profondo respiro e poi mi ha risposto. «Sì, la piccola sta benissimo: sono io che non sto bene.» Le ho chiesto cosa l’affliggeva e lei non mi ha risposto subito. «Sto bene, ma dovremmo parlare io e te da soli, guardandoci negli occhi.» Ho insistito, ma lei non ha aggiunto altro. «È una cosa che ci riguarda, ma non solo noi: anche Andrea. Ma ne voglio parlare a voce con te.» Son rimasto in silenzio ed il cazzo mi è esploso negli slip. Ho fatto mille supposizioni, ma nessuna era certa e quindi ero sconvolto, ma anche molto eccitato. Il giorno dopo, l’ho aspettata al traghetto e, appena scesa, mi ha baciato. Era un po’ preoccupata, ma io l’ho rasserenata. «Sta calma: non ci sono problemi, ok? Poi ne parleremo con calma tra di noi.» Ha abbozzato un mezzo sorriso e poi siamo andati a casa. La sera, nel nostro letto, mi ha raccontato tutto. «Ieri mattina, mia sorella ha portato Lucilla ed i suoi figli, al parco giochi, poi a pranzo da McDonald’s e mi ha invitato a rilassarmi, di godermi al massimo l’ultimo giorno di vacanza. Andrea era a casa con sua cugina ed è andato a fare una nuotata. Sua cugina è dovuta uscire per una commissione non sapendo che io era ancora in casa, ancora a letto: era convinta che fossi con i piccoli e mia sorella, quindi, a casa, eravamo rimasti soli, io e Andrea. Quando mi son alzata, ho trovato Andrea in bagno, che si stava cambiando. Non sapeva che fossi lì e, quando sono entrata, l’ho sorpreso nudo, mentre si asciugava.» L’ho guardata e mi ha fatto un mezzo sorriso. Ero piuttosto eccitato e un po’ ansioso allo stesso tempo. «Vai avanti, continua.» «Ho visto bene Andrea e son rimasta piuttosto sorpresa dal suo cazzo alquanto grosso e dalle palle pelose. Quando mi ha visto, ha sorriso. “Buongiorno, bella signora!” «Io son rimasta immobile a fissare il suo cazzo. Ho visto che aveva preso ad aumentare di volume, crescere e crescere: era molto grosso. Lui mi si è avvicinato, mentre io ero immobile, stregata da quel membro cosi grosso: il doppio del tuo! Mi ha preso una mano e l’ha messa alla base dell’asta e io, come uno zombie, ho preso ad accarezzarla, su e giù. Lui ha emesso un sospiro profondo e si è appoggiato al lavandino. Poi ha sollevato le mani e le ha messe sulle mie spalle, spingendomi giù ed inginocchiarmi, cosa che ho fatto senza esitazione. Ho preso il suo grosso cazzo in bocca e l'ho succhiato, facendolo gemere di piacere. “Oooohh, sì, finalmente! È da quando ti ho visto che ho desiderato sentir le tue labbra sul mio cazzo! Dai, bella signora, fammi sentire come succhia una bella milf come te!” «Ero stregata, inebetita da quella mazza che, a mala pena, riuscivo ad accogliere in bocca! Era enorme! Ho abbassato ancora un po’ la testa e gli ho succhiato le grosse palle pelose. Erano gonfie e piene di crema, la mia fica era un lago: credo di esser venuta senza toccarmi!» “Sì, brava, così si lecca un cazzo! La sentivo che eri un'esperta! Mi fa impazzire sentirmi leccare le palle!” «Dopo un po', mi ha sollevato e ha iniziato prima a baciarmi forte, poi, toltami la maglietta ed i pantaloncini del pigiama, è stato lì ad ammirarmi per qualche secondo.» “Che gran fica! Sei davvero una bella topa! Accidenti quanto sei soda e sensuale! Ti voglio!” «Subito dopo si è avventato sui miei capezzoli, già appuntiti e duri.» Eravamo distesi ed ho notato che mia moglie, mentre parlava, si era eccitata mentre raccontava la sua avventura. Le ho chiesto di continuare, lei mi ha guardato con uno sguardo languido e poi... «Dopo il seno, è sceso giù prima sull’ombelico, sempre continuando a massaggiarmi i seni. Poi è sceso ed ha trovato il mio "cespuglio d'oro", così l’ha definito.» “Bellissima! La tua fica, ricoperta da questo magnifico vello biondo, rende l'idea di un vero e proprio "cespuglio d'oro"! Me la voglio divorare tutta!” «Mi ha fatto appoggiare al mobile del bagno e si è dedicato al mio clitoride, che, come sai, sporge quando sono eccitata ed io, in quel momento, ero al massimo dell'eccitazione! Mi ha leccato e son venuta quasi subito. «Sì, dai, continua! Mi fai impazzire! Dai che … dai che …che vengo! Vengo! Non ti fermare!» «Ero sconvolta! Eccitata e non capivo più nulla, volevo solo godere! Lui però ha continuato a leccarmi, fin quando non son venuta due volte e si è gustato tutto il mio nettare; poi mi ha fatto adagiare distesa sul pavimento, si è allungato su di me e me lo ha messo dentro con una sola spinta, decisa e vigorosa. L’ho sentito entrare tutto in maniera tale da dilatarmi e riempirmi di colpo.» “Senti, bella troia, come ti sfondo? Sei il mio sogno! Era da tempo volevo scoparmi una signora, una come te che il cazzo se lo sa godere.” «Ha portato le mani sotto di me, mi ha afferrato e stretto per le natiche e mi ha dato un bacio molto passionale! Lo sentivo scatenato e molto vigoroso nello scoparmi. Ho avuto due orgasmi molto ravvicinati e, quando anche lui è giunto al culmine, nell'accorgermene, gli ho chiesto di non sborrarmi dentro. «Esci! Non venirmi dentro! Schizzami in bocca o dove vuoi, ma non dentro!» Lui mi ha guardato un po’ stupito, ma poi è uscito ed io mi sono sollevata: in quel momento lui mi ha ricoperto viso e seno di sborra. “Tieni, bella troia! Prendi la mia crema in faccia, puttana!” «Mi ha fissato mentre mi copriva di sborra con un sorriso davvero compiaciuto.» “Grazie per aver realizzato una delle mie più belle fantasie: scopare una donna madre e moglie, sexy come te!” «Io ho allungato una mano ed ho spremuto il suo cazzo, fin quando non è uscita anche l’ultima goccia, poi mi son alzata e mi son infilata nella doccia. Lui è rimasto un attimo a guardarmi, poi è entrato nella doccia con me. Ha iniziato ad insaponarmi e questo mi ha eccitato di nuovo, ma anche lui era tornato duro.» “Scusami, ti ho trattato da troia, ma non lo sei! Sei una bella donna ed io un cretino. Credevo che, sembrando un duro, mi sarei divertito di più, invece avrei dovuto trattarti con più dolcezza!” «Tutta un’altra persona! Di una dolcezza unica! Ero stupita ed eccitata da questa nuova situazione al punto che, senza pensarci su due volte, ho afferrato il suo cazzo durissimo e me lo son messo di nuovo dentro, lasciandomi scopare nella doccia, come se quanto appena successo non fosse mai esistito. Mi ha fatto godere ancora per due volte, poi si è sfilato ed io mi son inginocchiata e gli ho fatto dono di un pompino strepitoso; questa volta, però, ho deciso di ingoiare il suo sperma fino all’ultima goccia. Era abbastanza buono, leggermente salato, ma buono. «Adesso vattene. Non voglio che qualcuno scopra tutto questo e spero che sarai un galantuomo, senza far parola con nessuno!» Lui mi ha sorriso e dato un bacio. “Sta tranquilla, saprò esser assolutamente discreto! Ti ammiro come donna e come madre e non metterò mai a repentaglio la tua reputazione! Per me la cosa finisce qui! In futuro, se ti incontro di nuovo, non farò nulla che possa metterti in imbarazzo! Grazie, sei stata meravigliosa, esattamente come immaginavo!” «Subito dopo se n’è andato ed io sono scesa in piscina, dove circa una decina di minuti dopo, mi ha trovato Alessia. «Ciao, hai visto Andrea?» Son rimasta per un attimo stupita e l’ho guardata; le ho detto di non aver visto Andrea e di non saper nemmeno che fosse in casa. Lei si è messa in costume e siamo rimaste tutta la giornata insieme, a prendere il sole. Mia sorella è tornata nel pomeriggio ed i bimbi erano contenti ed emozionati per esser stati al parco giochi. Andrea è ricomparso a sera; a cena si è comportato con me come se nulla fosse successo. Sono dispiaciuta di essermi lasciata andare con quel giovane, perché non vi era motivo: oggi sarei tornata e tu mi avresti fatto godere come sempre, del resto. Mi dispiace amore, ma la tua dolce mogliettina non ha saputo resistere al desiderio ed alla voglia di farsi scopare, dopo solo due settimane di astinenza. C'è una cosa però che devi sapere: lui non mi è venuto dentro ed io, in questi giorni, sono nel periodo di massima fertilità e spero di non esser rimasta incinta. È una cosa a cui ho pensato dopo, a mente fredda, e non so come gestirla. Adesso ho il timore che potrei esser incinta di lui. Lo so che è una remota possibilità, ma non è da escludere.» L'ho guardata dritto negli occhi, poi le ho dato un bacio e l'ho tranquillizzata. «A lui hai detto solo di non venir dentro, però non gli hai precisato che non eri protetta, giusto?» Mia moglie annuisce e allora io continuo. «Se sei rimasta incinta, sarà un nostro segreto, altrimenti andremo avanti come sempre abbiamo fatto. Voglio solo sapere una cosa: ti è piaciuto? Hai goduto molto con lui?» Ester mi guarda in faccia, sorride ed annuisce, poi mi bacia e allora anch'io l'ho baciata, l'ho abbracciata, sono salito su di lei e l'ho trovata completamente bagnata. L'ho penetrata fino in fondo ed ho cominciato a sbatterla, facendola godere molto e, alla fine, le son venuto dentro! Lei è rimasta un attimo sorpresa quando ha sentito che mi svuotavo dentro di lei, poi mi ha abbracciato e baciato con le lacrime agli occhi. Stranamente non è rimasta incinta ed abbiamo ripreso la nostra vita di tutti i giorni, anche se, ogni tanto, la sera, mentre facciamo sesso, il nome di Andrea compare nelle nostre fantasie. Non lo abbiamo più rivisto e, dopo quella volta, mia moglie non ha più voluto vivere nessun’altra esperienza come quella, adducendo a pretesto che non usava precauzioni, ma, da tre mesi, ormai prende la pillola. Chissà che non mi faccia provare di nuovo il piacere di sentirmi fatto "cornuto"
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1 anno fa
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Varie
Fior di loto.
Sono Roberto, autista di bus da noleggio da diversi anni. La storia che voglio raccontare è successa circa tre anni fa. Il mio lavoro mi piace perché mi porta in giro per l’Europa, con turisti di tutto il mondo; in genere la guida ti dice dove devi andare, mentre tu devi solo esser concentrato a guidare il bus. Le guide, in genere, sono donne, ma anche tra i passeggeri a volte c’è qualche fica in caccia, quindi di avventure ne capitano spesso e molte, ma la volta in cui conobbi Yoko fu tutta particolare. Il mio capo mi dice: domani carichi a Roma dei turisti giapponesi; andrai in Toscana, Umbria e Venezia. Mi affida il programma e via. Il giorno dopo, all’aeroporto di Fiumicino, carico cinquanta piccoli giapponesi e la loro guida, Yoko, una fighetta molto carina. Mi prende in disparte e mi chiede se conosco i posti dove andremo: è la prima volta che viene in Italia. Parla quasi bene la lingua, ma vuole far bella figura e chiede il mio aiuto. Mi diventa subito simpatica e decido di star dalla sua parte. Mi fa morire dal ridere quando mi chiama "Lobelto", l’erre, per lei. non esiste. Si scusa facendo inchini, tutti ti salutano sempre con l’inchino. Il resto del gruppo è composto per lo più da persone anziane, molto educate e tranquille, tranne quando siamo in viaggio. Scattano foto a tutto e due tipette mostrano di interessarsi un po’ a me, ma la presenza continua di Yoko non lascia molto spazio. Il viaggio è tranquillo: da Roma andiamo in Toscana, risalendo la penisola passiamo prima per Tarquinia. Qui Yoko dimostra tutta la sua preparazione teorica, tanta, ma anche la scarsa conoscenza pratica. In questo sono io a venirle incontro, lei fa una bella figura ed io guadagno “punti.” Poi procediamo in su, verso Viterbo: altri punti per me. Mi piace, è molto simpatica e assolutamente inesperta di trasporti turistici italiani, ma fa di tutto per imparare e per questo non propone nulla se prima non mi ha consultato. Pranzo sul lago di Bolsena e via verso il nostro albergo a Chianciano. Lì sarà la base da cui ci muoveremo nei prossimi giorni. Arrivati quasi a sera, per le innumerevoli soste per scattare le solite mille foto al secondo, ci ritroviamo per la cena. Tutti mangiano, poi vogliono girare per la cittadina, nonostante siano stanchi per il viaggio. Io consiglio a lei serata libera: domani avremo molto da girare e vedere. Le chiedo, poi, se vuol vedere un posto speciale che io conosco lì. Lei mi guarda con aria incuriosita, accetta. Le chiedo di mettersi una comoda tuta e prendere costume e accappatoio, che la porto a far il bagno in un posto che pochi conoscono. Poco dopo torna e andiamo. Percorriamo circa dieci minuti di strada a piedi, e ci inoltriamo dentro una stradina di campagna. Dopo esser discesi lungo un viottolo, ci troviamo sotto una rupe. Dalla roccia, a metà costone, sgorga un piccolo rivolo d’acqua calda, sotto c’è un laghetto che di notte, con la luna piena, è di una bellezza da mozzare il fiato. Ci spogliamo e, solo allora, mi comunica di non aver il costume; io la guardo e dico: «Non fa nulla, siamo solo io, te e due coppie immerse nel lago. È notte, chi ti vede? Hai l’intimo? Lascia quello, se proprio vuoi.» Ci spogliamo ed entriamo in acqua, la temperatura è perfetta, né troppo calda, né fredda. Si rilassa, mi viene vicino e mi sussurra. «Lobelto è stupendo, mi piace tanto; mi licolda un posto vicino casa mia a Osaka. Glazie, mi ci voleva ploplio.» Ne rido, mi fa morire ed intenerire. Le sto molto vicino permettendo che i nostri corpi si tocchino. Quando penso che sia il momento di provare un qualche approccio, vengo disturbato dal passaggio delle due coppie, che salutano e se ne vanno. Allora gioco la carta "cascata". La conduco più avanti, fino al costone roccioso, passando dietro l’acqua, c’è un punto dove la roccia ha una rientranza e forma una specie di grotta, proprio dietro il flusso dell’acqua, che, vista da dietro, con la luna piena in controluce, produce un effetto magico. Lei si tiene vicino a me, la magia del posto, la voglia reciproca di toccarsi, il desiderio. Me la ritrovo fra le braccia. Le nostre bocche si uniscono in un bacio dolcissimo, ma appassionato, che non lascia dubbi. Le mie mani iniziano ad esplorare il suo corpo. I suoi seni sono piccoli, ma molto sodi, duri, i microscopici capezzoli attirano la mia attenzione. Le tolgo l’intimo, è nuda, mi appoggio ad una roccia piatta dietro di me. Attiro il suo corpo su di me, che, in proporzione, è il doppio del suo. Mi fa morire. Le sue mani mi esplorano dappertutto. La sua bocca è inarrestabile, mi bacia e succhia, le mie mani arrivano al suo sesso. La sua fica è ricoperta da un pelo liscio, stupendo, le insinuo un dito dentro, è strettissima, lei intanto ha scoperto il mio cazzo. «Ma è … ma è enolme!» Esclama stupita. Veramente, non che io sia un super dotato, ma ho comunque quasi una ventina di centimetri ed una discreta circonferenza, ma a lei è sembrato enorme. «Non ho mai fatto l’amole con un uomo eulopeo. I giapponesi son più piccoli.» Parla con voce rotta dall’emozione. Io intanto ho cominciato a toccarla e la voglia prende il sopravvento. Lei si comincia a scaldare. «Sì… sì… uhumummmmmm...» La sento eccitata. Mi accarezza il cazzo che, nel frattempo, è diventato veramente grosso e duro. Mi sollevo dall’acqua e le permetto di prenderlo in bocca. Lo guarda estasiata. Si mette a leccarlo, non riesce ad inserirlo in bocca: è troppo per lei. La faccio alzare, le sollevo le cosce, mi abbasso e inizio a passar la lingua su quel pelo liscio e morbido; insinuo la lingua dentro, e sento che comincia a gemere di piacere. «Sì … Lobelto …SI'…huummmm…» Vado avanti fino a quando, di colpo, si irrigidisce e mi regala un primo stupendo orgasmo: viene scuotendosi tutta. «Godo!... Lobelto… Mi fai molile (あなたは私を死なせます= Mi fai morire) Poi pronuncia alcune parole nella sua incomprensibile lingua, ma credo fossero dovute al piacere che provava. Mi sollevo, mi giro, mi metto con la roccia alle spalle, la faccio salire sopra me. Lei si posiziona sopra il mio cazzo, ed io inizio a strusciarlo lungo lo spacco della sua fica; lei esita, ma è eccitatissima. «Ti plego: fa piano.» Delicatamente inizio a far entrare il mio cazzo, lei si apre al massimo. Non è vergine, ma comunque entro lentamente. Sento le pareti della fica aderire perfettamente al mio cazzo. È stretta, sembra un guanto. Apre la bocca, la vedo quasi urlare, mi muovo molto lentamente, mi rendo conto che per lei non deve esser facile. Anche per me era la prima volta che mi scopavo una giapponese e cercavo di esser più dolce possibile. Lei mi guarda, sento il mio cazzo arrivare in fondo. Ne rimane fuori circa meno della metà. Resto fermo, voglio che adegui la sua vagina alla mia presenza; mi guarda, mi fa cenno d’assenso con la testa; allora esco e rientro in lei. «Sì…Piano … sì…mi piace sì…dai…» Incomincio a pomparla di gusto, è strettissima. Il mio cazzo resta mezzo fuori, se spingo oltre, sento il fondo della sua fica. Quando lo faccio, lei ha una smorfia di dolore. Mi metto più basso, lascio a lei la possibilità di metter i piedi per terra, così potrà calibrare la penetrazione a suo piacimento. Lei intuisce e incomincia uno stupendo su e giù. Viene a ripetizione e, dopo l’ennesimo orgasmo, si distende sfinita sul mio corpo, avvicina la sua bocca alla mia. Mi parla con un filo di voce. «Lobelto, mi fai molile!» La guardo e le rispondo con un sorriso. «Veramente io non ho ancora cominciato!» Mi guarda stupita: la giro, la metto di nuovo sulla roccia e comincio a pomparla con un ritmo più accelerato. Gode urlando e il rumore dell’acqua copre i suoni; infine le scarico dentro una sborrata interminabile. Lei, per il piacere mi conficca le unghie nella schiena, mi bacia con passione. La sua lingua cerca la mia e restiamo abbracciati dentro l’acqua per un tempo interminabile. Una volta usciti, siam tornati in albergo che era tardissimo: il giorno dopo, lei mi ha parlato in disparte. «Glazie, ho plovato con te quello che vuol dile fale l’amole. Spelo che nei giolni a venile, vollai ancola il mio colpo.» Non potevo desiderare amante più calda, appassionata e vogliosa di lei. La scopai tutte le sere e, prima di partire, volle che la prendessi anche nel culo. L’ho rivista due anni dopo; mi buttò le braccia al collo e mi stampò un bacio in bocca, davanti a tutto il gruppo. «Lobelto, mi falai molile ancola?»
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1 anno fa
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Doppia prima volta
Dopo una serata al pub con gli amici, stavo rientrando a casa un po' brillo e mentre cerco di infilare la chiave nel cancello, vedo passare una in bicicletta... Capisco subito che si tratta di una trans, ci guardiamo a lungo... Poi mentre ancora cerco di aprire il cancello la vedo tornare indietro... Ci riguardiamo a lungo, ma nessuno dice niente... Inizio a pentirmi di non averle detto niente, quando torna ancora indietro e si ferma davanti a me. All'epoca dei fatti avevo 24 anni alto biondo con gli occhi azzurri, magro e muovevo i primi passi nel mondo della bisessualità... Solo qualche incontro soft con un ex compagno di classe... Ma morivo dalla voglia di provare anche il sesso completo. Tornando a noi, quando si ferma la guardo meglio, capelli castani lunghi unghie lunghe seno non molto grande un tubino colorato stretto che mostrava il fisico mascolino e dei sandali dorati con tacco basso. Si capiva chiaramente dai lineamenti che era una trans, non era particolarmente femminile... Mentre la guardo, in italiano ma con chiaro accento brasiliano mi chiede: Ti piace u cazuu??? Vuoi fare l'ammore??? Sono eccitatossimo... Le rispondo di si ma che non ho soldi... Lei mi dice di non preoccuparmi che non vuole soldi, vuole solo divertirsi. Mi chiede se possiamo andare da me, ma purtroppo vivendo ancora coi miei genitori non posso, ma se si accontenta possiamo andare in garage, lei annuisce e quindi la guido all'autorimessa. Entriamo, accendo la luce, richiudo la porta per evitare sorprese e la guardo. Decisamente non è molto femminile, ma la cosa ma non mi crea problemi... Hai un profilattico? le chiedo e lei prontamente ne estrae uno dalla borsetta. Nel garage c è solo un vecchio tavolo a cui appoggiarci, mi ci avvicino e abbasso in un colpo solo slip e pantaloni... Ed eccolo li il mio cazzetto abbattuto dall' alcool che fa triste mostra di se moscio moscio... Lei non sembra farci caso e avvicinandosi inizia a sagarmelo lentamente... Poi avvicina le labbra alle mie... Resto un attimo impietrito... Avrà qualche malattia? Sarà sicuro baciarla... Ma questa volta l' alcool gioca a mio favore e vincendo i miei dubbi iniziamo a baciarci sempre più appassionatamente. Infila l'altra mano sotto la mia maglietta e inizia ad accarezzarmi il petto. Wow situazione supereciitatante... Ma il cazzetto si muove appena... Inizio anch'io ad accarezzarla, le abbasso leggermente il vestito in modo da scoprire i piccoli seni e inizio a giocare con uno dei capezzoli... Sembra apprezzare infatti un piccolo gemito le esce dalle labbra, prendo coraggio e con l'altra mano le scopro le natiche e gioco un po' col filo del perizoma, prima di stringere forte una natica e iniziare a far scorrere un dito lungo il solco... Tu piacee? Le sento chidermi. Annuisco e mi abbasso a leccarle il capezzolo turgido, è bello duro e non resisto, le do un piccolo morso... Ahii... Fa piano... Mi dice.. Allora riprendo a leccarlo e succhiarlo. Poi lei mi fa alzare e mi sfila la maglietta e si toglie il tubino ormai ridotto ad una fascia intorno alla vita... Ci guardiamo, io ho i pantaloni calati alle caviglie e le scarpe, lei un microperizoma ed i sandali. Ci abbracciamo ed i nostri corpi accaldati e un po sudati si uniscono, ci strusciamo l'uno all'altra, ci baciamo, le nostre lingue si attorcigliano ora in una bocca ora nell'altra, le sue mani mi accarezzano la schiena ed i glutei, le mie le allargano le natiche e gioco col suo orifizio... La spingo verso il basso e lei alternando baci e carezze scende lentamente verso l'inguine... Mmm è bravissima... Il piacere che mi da è indescrivibile... Il mio cazzo finalmente reagisce e si erge fiero e duro libero dall'alcool. Mi bacia il pube, mentre con una mano mi masturba, con l'altra tra le gambe mi accarezza il culo... Ohhh siii brava... Mmm... Così dai continua... Con un dito mi accarezza l'ano... Lo preme leggermente... Il mio cazzo stilla copioso presperma sintomo di quanto tutto questo mi piaccia... Dai siii continua... La incito a continuare... Lei alza lo sguardo e mi chiede: Tu piace in culo... Siii siii continua... Si ferma un attimo per togliermi scarpe e pantaloni... Sono completamente nudo, sento il freddo pavimento attraverso la pianta dei piedi, un bel contrasto col calore che pervade il resto del mio corpo. Con una mano raccoglie il piacere che continua a sgorgare dal mio uccello e poi la inizia a passarla sul mio ano... Mentre con l'altra riprende a segarmi l'asta lentamente e facendomi allargare un po le gambe con la lingua inizia a leccarmi e poi succhiarmi le palle... Wowww se continua così vengo... La fermo... Riprendo un attimo fiato... Aspetta... Metto il preservativo e le dico di succhiarmelo... Lei non aspetta altro... Si avventa vorace sul mio cazzo eretto e lo fa sparire tutto in bocca... Sento la cappella scenderle giù in gola... Mmmm siii siii daiii mmmm siiii La incito a continuare... Lei alterna leccate all'asta e al glande ad immersioni ora in bocca muovendo la lingua ora a pompini profondi in gola... Sono in estasi... Sento appena le sue dita che hanno ripreso a giocare col mio orifizio anale... Poi un po' di pressione... Una scossa di piacere ed il mio ano è deflorato dal suo dito... (Devo dire che anche da solo masturbandomi ogni tanto mi divertivo a sditalarmi con una o due dita). Ma lei è bravissima... Ad oggi il miglior pompino della mia vita... Va avanti così per un altro paio di minuti quando la fermo... Ti voglio... Voglio il tuo culo... Lei mi chiede se ho del lubrificante... Cazzo no... In garage nn ce l'ho di sicuro... Poi mi viene in mente che mio nonno tiene le bottiglie di olio d'oliva... Le dico di aspettare e prendendone una gliela mostro... Lei la guarda annuisce e sorride. La faccio voltare e l'appoggio a novanta gradi sul tavolo... La costringo a divaricare molto le gambe in una posizione sicuramente scomoda e forse un po' dolorosa... Che a lei non sembra però dispiacere... Faccio un passo indietro per godermi lo spettacolo... Solo un perizoma a filo le copre ridicolmente il culo, ed i sandali dorati col tacco che contrastano col pavimento scuro... Mi chino e spostando il filo del perizoma inizio a far scorrere la lingua lungo il solco delle natiche... La sua pelle è liscissima... Sento il salato del suo sudore, il suo odore... Se possibile sono ancora più eccitato. Le sfilo il perizoma, la riporto a gambe larghe e mentre con una mano inizio a giocare col suo cazzetto moscio con la lingua percorro il tratto che va tra le palle e l'orifizio anale indugiando su questo, leccanddone la rosellina e facendo leggera pressione con la punta della lingua. La sento ansimare... Questo gioco piace anche a lei... Continuo un altro po poi inizio a leccarle le palle e con un dito la penetro... Gemiti e mugugni iniziano ad uscirle dalla bocca... Mi alzo... Le verso un po' di olio tra le natiche e lo vedo scorrere verso l'ano... Ci strofino contro il mio cazzo... E dopo un paio di passaggi le punto deciso la cappella contro l'ano... Mi preparo ad una certa resistenza... Che non c'è... Quindi in un colpo solo il mio cazzo affonda per metà dentro di lei... Un gridolino le scappa dalla bocca... Ma non mi fermo e finisco per immergerlo tutto nelle sue viscere... Lo tolgo e la ripenetro completamente... La sento gemere di piacere... Inizio ad alternare colpi decisi a lente penetrazioni, il caldo delle sue viscere avvolge il mio cazzo... Inizio a penetrarla con forza dando profondi colpi violenti... Ohhhh siiii cazzu che bello... Ohhh si continua... Mmmm... Si scomame... Dopo un po' inizia a parlare in portoghese... Non capisco cosa dice... ma dai gemiti capisco che sta godendo... Si solleva un po' dal piano del tavolo per accarezzarsi con una mano un seno e con l'altra il cazzo... Le afferro le natiche e dopo averle dato un paio di ceffoni forti riprendo a fotterla con gusto. Sto per venire... Un paio di scosse di piacere mi attraversano l'inguine... Siiii siiii vengooo... Godddooo... E sento il mio cazzo espodere!!! Mi accascio su di lei e tenendo il preservativo sfilo il cazzo dal suo culo... Vedo l'orifizio un po' dilatato dal passaggio del mio cazzo che lentamente si richiude... La pelle mulatta lucida di sudore ed olio. Lei si risolleva... Ci guardiamo ansimanti... Sorridiamo felici... Lei indicando il suo membro che si sta ammosciando mi dice che ha un altro preservativo... Mi avvicino e mentre con una mano inizio a toccarglielo e a scappelarglielo la bacio infilandole la lingua in bocca. Sento subito il suo membro indurirsi... Con le mani mi spinge verso il basso e subito mi ritrovo in ginocchio davanti a lei col suo membro eretto davanti alla mia faccia... Mi prendo un secondo per guardarlo... Non è molto grande ma è completamente depilato, di un colore un po' più scuro della sua pelle... Dopo averlo baciato qua e la, le infilo la protezione ed inizio a succhiarlo, non sono bravo come lei, non ho molta esperienza... Mi sfilo le chiedo scusa ammattendo le mie manzanze... Lei mi sorride... Mi afferra la testa con le mani e la guida verso il cazzo, apro la bocca e la lascio fare... Con le mani le afferro i seni e glieli accarezzo... Le inizia a scoparmi la bocca prima lentamente muovendolo dentro, poi sempre più con foga e in profondità... Saliva mi cola dalla bocca sul mento... Non mi avevano mai scopato la bocca... Ma scopro che mi piace tantissimo... Si ferma... Lo tira fuori e mi dice: Lo vuoi in culo??? La guardo... Si... Ma non l'ho mai fatto.. Ti piascera... mi rassicura. Mi fa alzare e distendendomi sul tavolo a pancia in su lascia sporgere il mio culo e mi fa alzare la gambe... Mmmm la guardo mettere un po' di olio sul preservativo e spargerlo su tutta l'asta... Fremo per l' attesa... Guardo le mie gambe larghe e il mio cazzo moscio che ha ripresto a stillare piacere per l'eccitazione... Lei si avvicina e con le dita lubrificate mi accarezza l'ano e lo penetra per lubrificarlo bene... Sospiro di piacere... Quando pare soddisfatta del lavoro... Mi dice di spingere come quando vado in bagno e di rilassarmi... Eseguo... Spingo... E sento l'ano dischiudersi... Poi sento la punta del sue pene che ci si appoggia e fa pressione... Una breve scossa di dolore e il glande è dentro... Non è stato poi così traumatico come avevo letto in alcuni racconti... Sento il suo cazzo farsi strada lentamente nel mio culo... Poi sento le sue palle e il suo inguine appoggiarsi a me... Eccolo tutto dentro... Inizia lentamente a toglierlo... Sinceramente non sento tutto questo piacere... Resto li a gambe larghe e la guardo... Lo toglie e lo rimette... Altra fitta... Fa così un paio di volte... Poi lo inizia a muovere dentro... Inizio ad avvertire qualcosa... Poi afferrandomi dietro le ginocchia inizia a muoversi più velocemente e con più decisione. Ecco ora lo sento bene quel cazzo non troppo grosso che mi scopa affondando dentro di me... A volte lo ruota dentro... Altre volte lo infila tutto in un colpo e li mi strappa sempre un sussulto di dolore misto a piacere... Poi è solo piacere... Inizio a gemere sempre più forte... Ohhh.... Mmmm... Sssiiii... Dai... Siii... Scopami così... Siii dai... Forte... E lei: Tu piasce??!!! Io la guardo negli occhi e sinceremante le dico: Siiiii da morire.... È più bello in culo che davanti.... Continua... Non ti fermare... Lei riprende a stantuffarmi con sempre più foga... Ogni colpo è una scarica di piacere... Un gemito che mi esce dalla bocca... Non resisto... La incito a scoparmi come le troie nei film porno e lei non fi fa pregare... Mi sfonda per altri 10 minuti e poi esplode di piacere dentro di me... La vedo fermarsi e sfilare il cazzo dal mio culo... Sento l'ano che torna a chiudersi... Sfinito abbasso le gambe doloranti e mi massaggio il cazzo fradicio spargendo il mio presperma tra i peli pubici e poi succhiandolo avidamente dalle mie dita. In silenzio ci rivestiamo, la guardo salire sulla bici e andarsene. Mentre rincaso penso ke non ci siamo nemmeno detti i nostri nomi e che non ci siamo nemmeno scambiati il cellulare... Ma forse è più bello così...
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1 anno fa
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Sesso ad arte
L’aria entrava dalla finestra spalancata. Le tende svolazzavano svelando un cielo tetro e carico di nuvole nere. L’appartamento, all’opposto, era sobrio, ma gioioso. Qualche quadro colorato alle pareti ed oggetti raccolti accuratamente per il mondo da mobilio utile, il che rendeva il posto un insieme armonico di cose. Il divano rosso spiccava in mezzo al soggiorno con giusto sopra una rappresentazione di un quadro di Klimt. Sotto il quadro, sopra il divano, c’eravamo noi. Guardavo me entrare ed uscire da lei assaporando ogni centimetro di piacere. Era supina, le gambe aperte, la testa poggiata su un cuscino di lato. Mi lasciava andare e venire in lei come se fossi il suo stesso respiro. E lei per me, come ossigeno, rigenerava la mia vita. Il vento sussurrava in una lingua che non conosco, ma portava buone notizie. Era l’esempio per me da seguire, per noi, muoverci come il vento… Le mie mani eran salde, sul suo sedere, non per aprirla di piu, ma per averla di più, non ci si stanca mai della felicità. Le vene del mio pene erano chiaramente distinguibili malgrado la poca luce ed il mio colore scuro. Ero pieno di orgasmi goduti e di orgasmi da venire. Il predente mi offriva un tocco di passato, un scorcio di oggi, e promesse bagnate per domani. Continuai a fissare il sedere poderoso che tenevo sotto le mie mani e continuai a penetrarla seguendo il ritmo del vento; che poi cambiò. Diventò di colpo una bufera. Ed allora girai Malù, e la guardai negli occhi. Era stupenda. Me la ricordavo di oltre vent’anni fa… La mia Malù che mi era rimasta nella testa. Il tempo e la vita a volte allontanano le persone, ma i piaceri, quelli veri, non si dimenticano mai, purtroppo perché rari. Con Malù, era stato feeling a prima vista, feeling a primo bacio, feeling a primo atto sessuale. La baciai in macchina, la spogliai nel violetto, e sulle scale la presi. Ridevamo in silenzio, eccitati come due collegiali, e facemmo l’amore per tutta la notte, dormimmo qualche ora, ci svegliammo e facemmo l’amore tutto il giorno. Era naturale per noi godere, eravamo felici di farlo, e poi, ci perdemmo. Erano passati oltre vent’anni, ma la realtà non era cambiata. Eravamo due artisti del sesso… Malù si mise a carponi davanti a me seduto. Con l’unghia, mi accarezzò le palpitanti vene del cazzo, poi prese a massaggiare i miei testicoli, per poi riprendere con la mano a masturbarmi. Col rovescio del piede, le masturbavo il clitoride gonfio. Poi, si alzò, e si sedette sopra di me di un colpo. Chiuse gli occhi e rovesciò la tesa all’indietro. Sembrò che non respirasse per un pò, poi, sempre con gli occhi chiusi, cominciò a muoversi in modo circolare. La sua figa era perfetta. Almeno per il mio cazzo. Una leggera crema bianca si stava formando sulla base del mio cazzo. Man mano, iniziò a colare sulle palle mentre sentivo la vagina di Malù che si contraeva ed i spasmi che la pervadevano. Anch’io tremai. Tremai di goduria. Diverso dall’orgasmo, é un stato intimo nei totale felicità, di riempimento dell’anima e dei sensi. La alzai e la portai sul tavolo. Scartai due sedie e la poggiai aprendole le gambe e misi i suoi piedi sulle sedie. Cosi potevo guardarla mentre le penetravo. Lei mise due dita sulle sue grandi labbra e le apri di piu tenendole cosi. Guardava e sembrava affascinata. Nel suo sguardo sentivo ciò che vedeva ed era magia. La magia é la ragione per cui non l’avevo mai dimenticata. Malù ed io prendemmo una doccia ed andammo a riposare un po in stanza. Non riposammo. Aveva un fisico spettacolare. Il suo fondoschiena contro di me mi fece venire di nuovo un erezione. Quando lei lo senti, sfregio ancor di poi il culo contro di me. Fino a che presi la mia verga e gliela infilai con molto dolcezza fino in fondo. Poi ci muovemmo piano fino a che la senti irridersi per poi esplodere. Malù si alzò e mi sali sopra. Sembrava indemoniata. La sua carica erotica era incredibile e mi rendeva un uomo felice. Aveva la mani sul mio petto ed andava giù e su ad una velocità allucinante. Sembrava una figa vibrante, uno di quei macchinari sessuali di cui non capivo la funzione. Malù aveva in se il fuoco dell’amore, dote di pochi, anzi, pochissimi. Ad un certo punto, la girai, le alzai le gambe, le apri, e mi infilai in lei. La sua figa era gonfissima, rossa, e palpitante. Mugugnò mentre le entravo dentro. La presi molto piano sputandole spesso. Aveva finito i liquidi tanto aveva goduto. Le pères le braccia e le indicai di tenere les stessa le gambe aperte mentre con le dita la masturbava e con l’altra mano usava la mano come un vibratore nella sua figa. Di tanto in tanto, cacciavo il cazzo e glielo sbattevo sul clitoride. Nel giro di poco tempo, un getto caldo mi colpi in pieno e dovetti scartarmi per evitare di essere completamente bagnato. Malù urlava mentre squirtava a getti andando anche oltre il letto. Mi misi di parte misi la mano sul suo clitoride masturbandola vigorosamente. Urlò ancora piu forte mentre un altra serie di getti andarono a colpire quasi il muro di fronte. Il sesso pensai, decisamente é un arte. E Malù era un grande artista.
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1 anno fa
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La mia prima volta in tre... parte 1
Prima volta a tre... Parte primaQuesta è la vera storia della mia prima volta a tre con Mario un mio collega d'ufficio e Carlo un suo amico.Mio chiamo Mimmo e all'epoca dei fatti avevo 26 anni, biondo occhi azzurri alto e dall'ossatura fine. Lavoravo con Mario un uomo di 55 anni sposato con prole... Ma dai modi un po' equivoci... Infatti tra i colleghi si vociferava che fosse bisessuale. Anch io lo sono ma lo nascondo molto bene e all'epoca ero all'inizio delle mie esperienze... Qualcosa di soft con un... E solo una volta mi era capitato di prenderlo in culo con un trans... Ma magari questa ve la racconto un'altra volta.Comunque già da un po' Mario mi stuzzicava... Chiedendomi aiuto per il computer e accarezzandomi le cosce mentre ero li... La cosa mi eccitava tantissimo e quindi lo lasciavo fare...Un tardo pomeriggio poco dopo che l' ultimo collega se ne era andato Mario viene alla mia postazione e inizia a lamentarsi del lavoro... Io gli do un po' corda continuando a lavorare mentre lui si appoggia resta in piedi vicino a me... Ad un certo punto mi fa:Comunque te lo devo proprio dire... Sei proprio carino... Ma non capisco se il cazzo ti piace davvero o ti diverti a flirtare e basta...Io interrompo il lavoro e lo guardo un po' interdetto dalla sia schiettezza, ed anke eccitato dalla situazione...Ci guardiamo negli occhi e lui tirando fuori il cazzo moscio dalla patta me lo avvicina al viso e mi diceDai su fammi vedere se sei una troietta o meno...Ho il cazzo durissimo nelle mutande che gocciola piacere (quando mi eccito produco tantissimo pre sperma)... Sono sorpreso dalla sua richiesta ma troppo eccitato per tirarmi indietro... Cosi un po impacciato (come detto non avevo molta esperienza) con le mani gli accarezzo le palle da sopra i pantaloni ed inizio a baciargli il glande.Mario sospira soddisfatto ed io prendo coraggio inizio a leccargli il cazzo dal fusto alla cappella ed indugio con la punta della lingua sulla cappella... Non è ancora turgido manon manca molto così lo prendo in bocca e inizio a succhiarlo e a muovere la lingua... Lo sento inturgidirsi nella bocca... Non è gigantesco... Direi un po' più che normale e con una cappella bella grande... Mentre inizio il pompino lui mi ferma... Si scosta e a si abbassa i pantaloni e gli slip... Ora vedo bene le sue palle gonfie ed il cazzo duro con i peli pubici un po' ingrigiti vicino ad altezza dei miei occhi.Sento il mio cazzo duressimo negli slip ormai fradici di piacere...Lui si avvicina si mette in piedi attaccato alla mia poltrona tra le mie gambe mentre io sono ancora li sedutoTroia ti piace succhiare? Ti piace il cazzo in bocca...Io annuisco soltanto... Lui mi afferra la testa con le mani e mi infila tutto il cazzo in bocca... Lo sento in gola... Faccio fatica a respirare... Provo ad allontanarlo... Ma il suo cazzo resta piantato nella mia gola... Quando penso di soffocare lui lo toglie... Esce coperto di saliva e fili della stessasi staccano dal suo glande e mi colano sul mento... Giusto il tempo di riprendere fiato e mi ritrovo nuovamente impalato da quel cazzo duro e il glande che mi scende in gola... Lo tiene li e qnd inizio ad avere dei conati lui lo toglio... Ho le lacrime e tossisco e ho tutta la saliva che mi cola lungo il collo...Mi guarda... Questo gioco gli piace e piace tanto anke a me...Ti piace proprio il cazzo e vedo che ti piace farti scopare... Bene... Bene... Finiamo il lavoro...Tra me e me penso ok ci siamo adesso mi mette a pecora sulla scrivania e mi incula... Non vedo l' ora...Ed invece mi ritrovo nuovamente il cazzo in bocca... Questa volta però non lo lascia dentro lo infila tutto fino a che il mio naso non affonda nei sui peli pubici e poi lo toglie... Lo muove... Mi fotte la bocca come fosse una figa fradicia ed infatti sento la mia saliva bagnarmi abbondantemente la camicia... Dopo un po' inizia ad ansimare e mugulare... Poi dopo un paio siiii prolungati sento il suo cazzo fremere e due fiotti caldi scendermi direttamente in gola... Me lo lascia in bocca poi mentre si sta ammosciando lo tira fuori e mi ordina di ripulirlo bene... Lo succhio subito avidamente... Un' ultima leccatina e mentre ammiro il mio lavoro soddisfatto del risultato Mario si riveste e chinandosi verso di me mi bacia appassionatamente poi si scosta e guardandomi mi diceSei proprio una brava troia. Domani mi vedo con un amico vieni anche tu ti divertirai...Il giorno passo la mattinata tra i miei soliti dubbi pre appuntamento e l' eccitazione dell' attesa... Verso mezzogiorno mi arriva il messaggio di Mario con il luogo e l' ora dell' appuntamento... Sto quasi per inventare una scusa per non andare... Quando vedo le mie dita digitare ok e premere invio. Sospiro... Ormai è fatta aspetto l' ora di prepararmi sempre più eccitato, poi doccia e clistere, mi infilo una tuta e vado. Arrivato trovo Mario ad attendermi nel parcheggio, mi dice che Carlo viene a Rimini ogni tanto per lavoro e che alloggia in un albergo di un suo amico che ora è chiuso per l' inverno. Arrivato Mario mi presenta Carlo un sesamtenne in buona forma fisica abbronzato (sicuramente lampade) molto più bello di Mario (che onestamente non è un granché).Saliamo in camera di Carlo è una matrimoniale con un armadio con specchi sul fianco ed un bagno con vasca. Mentre mi guardo attorno Carlo ci invita a spogliarci... Sono il primo a restare completamente nudo col cazzo duro e la cappella lucida di umori... Mario è a torso nudo mentre Carlo è ancora vestito, mi afferra per un braccio e mi fa girare su me stesso per guardarmi bene... Si complimenta con me per il mio fisico e per i miei tatuaggi, poi dandomi una pacca sul culo mi invita a sdraiarmi sul letto.Mi sdraio a pancia in su e mentre mi masturbo li guardo spogliarsi, mentre Mario si spoglia Carlose la prende con calma e mi guarda... Mi studia dai piedi alla testa. Poi finalmente Mario si viene a sdraiare su di me anche lui completamente nudo col cazzo mezzo moscio ed inizia a baciarmi con passione poi con una mano inizia ad accarezzarmi il petto per poi farla scivolare lentamente sulla mia pancia e poi tra i peli del pube... Poi sposta la mia mano ed inizia a masturbarmi... Abbassa la testa e inizia a leccarmi e succhiarmi un capezzolo dandogli ogni tanto qualche piccolo morso... Inizio a gemere e ansimare di piagere sotto le cure di Mario... E vedo Carlo che si gode la scena toccandosi il cazzo da sopra i pantaloni.Poi Mario torna a baciarmi e lo perdo di vista... Con la mano libera gli accarezzo la schiena mentre col piede gli accarezzo la gamba... Poi sento che anche Carlo sale sul letto, fa spostare un po Mario e si mette tra le mie gambe divaricate e mi accarezza le cosce per poi salire all' inguine, lo sento ma non posso vederlo perché Mario continua a baciarmi...Sento Carlo prenderle il mio cazzo in mano e masturbarlo...Guarda questa troietta com' è fradicia chissa che buon sapore ha... Dice, poi me lo scappella tutto, tirando verso il basso... Mi fa male... Provo a divincolarmi ma col peso di Mario sopra sono bloccato... Poi Carlo molla la presa e inizia a succhiarmi e spompinarmo con grande maestria... Ci sa fare... Riprende a segarmi oniziando a giocare con i miei testicoli e l' interno coscia... Alternando carezze a baci e leccate... Mario intanto si è seduto sui talloni vicino alla mia faccia e si gode lo spettacolo... Torturando i miei capezzoli alternando carezze a dolorose strizzare e tirate...Fammi vedere il culo dice Carlo... Nn so cosa intenda... Ma lui prende l' iniziativa e mi spinge le gambe in alto con le ginocchia sul petto...Ordina a Mario di tenermi fermo e lui dopo avermi bloccato le braccia sedendoci sopra mi afferra le caviglie e mi blocca col culo in su... Oscenamente esposto... Sono eccitatossimo... Vedo il mio cazzo durissimo e Carlo che abbassa la testa tra le mie natiche.Sento che inizia a baciarle mentre con una mano mi sega e con l'altra mi accarezzaun po' ovunque.. inizio a gemere di piacere... Quando inizia a leccarmi il solco tra le natiche nn riesco a trattenere mugolii di piacere. Ora la sua lingua gioca col mio buco... Mmmm... Siiii... Daiiii... Mmmm... Continua... Non ci posso credere sono io che parlo???!!! Sono proprio una troia penso mentre godo...Lo prego di continuare e lui nn si fa certo problemi... Inizia a penetrarmi con la lingua!!! Diooo è fantastico non resisto inizio a gemere piu forte... Arriccio le dita dei piedi dal piacere e continuo ad implorarlo di non smettere... Vedo Mario sopra di me che guarda Carlo darmi piacere mentre lui mi strofina il cazzo turgido contro la testa...Carlo stacca la bocca dal mio culo fradicio e mi diceDai troia ti voglio vedere sborrare prima di iniziare a chiavarti... Dai godi... Godi... Troia... Fammi vedere come sborri!!!Mi penetra con due dita... Solo un piccolo dolore... Il mio culo ben lubrificato non offre quasi resistenza... Lo sento infilarle dentro e poi fuorli... Divaricarle per aprirmi il culo... Ruotarle quando sono dentro.... Lui continua a segarmi velocemente... So che non durerò molto... E infatti dopo poco in un crescendo di gemiti e mugugni inizio a gridare... Nn posso farne a meno... Ohhh siiii daii.. siiii... Mmmm.... Cosiii siiii.... Mmmm... Daiiii.... Sento finalmente le scosse di piacere investirmi il bacino ed il mio sperma caldo schizzarmi copioso sul petto e sulla faccia...Mario lascia andare lentamente le gambe e mi ritrovo sdraiato a gambe larghe tra i due uomini che mi guardano soddisfatti dello spettacolo che gli ho offerto.Carlo sta ancora masturbando il mio cazzo facendo cadere le ultime gocce di sperma sulla mia pancia.Mario raccoglie un po di sperma con le dita e mi costringe ad aprire la bocca per succhiarle... Non posso oppormi e quindi succhio le sue grosse dita coperte dal mio sperma... Mi piace il sapore della mi sborra e quindi le ripulisco ben bene... Il gioco gli piace perché ne raccoglie ancora e mi rimette nuovamente le dita in bocca...Carlo invece giochicchia col mio cazzo ormai moscio e mi spalma la sborra su tutta la pancia... Finalmente Mario mi libera le braccia e mi mandano in bagno a darmi una lavata... Mi alzo e vado in bagno... Sento lo sguardo di Carlo seguirmi voglioso...Mi siedo sul bidet mi lavo e torno in camera... Sono tutti e due seduti sul letto che si masturbano... Finalmente posso vedere il cazzo di Carlo... Niente male... Rispetto a Mario è più sottile ma più lungo... Mmmm resto un attimo li a guardarli e poi vado verso il letto voglioso di sentirli dentro di me...Spero che questo racconto vi sia piaciuto. È il primo che scrivo... Se piace vi racconterò il seguito.
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1 anno fa
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Sempre a cosce aperte!
Mi chiamo Giulia, ho 46 anni, sono di media statura, bionda naturale, occhi chiari, un seno opulento di una buona quarta misura, un bel culo alto e tondo, posto al culmine di due cosce lunghe e ben tornite. Sono seduta al bar e sto aspettando quel cornuto di mio marito, che deve venirmi a prendere. Mentre sorseggio il mio caffè, la gonna si è un po' alzata e le mie splendide cosce, fasciate da calze autoreggenti, sono in magnifica mostra. Un bel signore, più o meno della mia età, se ne gode la vista e mi sorride alquanto con fare sornione. È un bell'uomo e quel suo osservarmi mi provoca una certa umidità tra le mie gambe e, tutto sommato, penso che, se lui si proponesse, potrei anche accettare di far sesso con lui. Dentro di me penso che, tutto sommato, nella vita sono stata alquanto fortunata. Ho vissuto in un quartiere di una grande città e, fin da ragazza, dai 16 anni in poi, il sesso mi è sempre piaciuto al punto che, a soli 18 anni, ero già la puttana del quartiere. Penso, tra me e me, come sarebbe stata diversa la mia vita se non avessi incontrato mio marito e mi avesse dato dei figli. Lui è un uomo molto comprensivo, poco dotato sessualmente, ma di immense vedute. A lui piace sapermi libidinosa con tutti e vive le corna come un piacere, non come una umiliazione. Per lui è una grande gioia aver una moglie bella e di facili costumi. Giusto ieri sono andata a trovarlo in fabbrica, è un industriale che produce materiali ricavati dal riciclaggio della plastica e, appena entrata, l'ho trovato insieme a due clienti che, quando mi hanno vista entrare, son rimasti a bocca aperta. Indossavo una gonna abbastanza corta, attillata, di colore scuro, che modellava il mio provocante culo. Sopra avevo una camicetta di seta, aperta fino all’incavo del seno, sostenuto da un reggiseno che sollevava al meglio le tette. Sotto la minigonna, solo un sottilissimo, quanto microscopico perizoma e, ai piedi, tacchi altissimi. Sapevo che erano nuovi clienti e, in ballo c'era un'enorme commessa, che mio marito voleva in qualche modo aggiudicarsi, avendone già parlato nei giorni precedenti, così mi son presentata lì per dargli il mio contributo. Appena entrata lui ha fatto le presentazioni. «Miei cari signori, questa splendida signora è mia moglie Giulia! Amore, lui è Antonio e l’altro suo fratello Giuseppe. Amici è a vostra disposizione!» Ho visto lo sguardo che si sono scambiati i due e, poiché ero in piedi davanti a loro, ho guardato mio marito che mi ha fatto un cenno con il capo, mentre si è avvicinato alla porta e l'ha chiusa a chiave. Mi son avvicinata ad essi, li ho guardati in faccia ed ho allungato la mano, impugnando il cazzo di Giuseppe. Questi, dopo un attimo di incertezza, mi ha messo subito una mano tra le gambe, mi ha spostato il sottilissimo perizoma e, in un attimo, mi son ritrovata due sue dita in fica, che me la trastullavano alla grande; allora mi son data da fare anch’io. Mi ha masturbato per un po' e poi mi ha fatto inginocchiare, mentre mio marito mi guardava in silenzio. «Inginocchiati troia, che adesso ti faccio vedere con che cazzo hai a che fare!» Subito mi son trovata davanti un gran bel cazzone! Grosso, con la punta ricurva, che mi ha riportato alla mente quello che, a circa diciassette anni, mi aveva rotto il culo. Un cazzo che ti rompe il culo, provocandoti una perdita di sangue che è dapprima doloroso, ma poi ti inondata di immenso piacere, tra sperma e sangue che usciva dal mio buchino, diventato una voragine che non potei più dimenticare! Questo porco aveva anche una vaga somiglianza con quello del mio ricordo, quindi ho aperto la bocca e subito dopo lo tenevo tutto infilato in gola! «Brava, puttana, succhialo bene che te lo pianto in culo!» Mi ha afferrato la testa e mi ha scopato con forza la gola. Ho avuto subito un orgasmo! Adoro esser dominata ed usata con brutalità! Dopo essersi divertito a scoparmi la gola, mi ha fatto sollevato e girare, in modo da farmi appoggiare alla scrivania. Ha sollevato la gonna e me lo ha piantato con forza in culo. «Troia, te lo sfondo! Ti spacco questo culetto meraviglioso!» Io ho voltato lo sguardo e gli ho sorriso, mentre il suo cazzone è entrato senza alcuna difficoltà nel culo. «Dici? Parli così perché non sai quanti cazzi sono entrati lì dentro, prima del tuo!» Lui mi ha guardato con una certa curiosità. «No, non lo so, ma dimmelo lo stesso, troia!» «Almeno una cinquantina, e tutti grossi e duri!» Ha sorriso. «Si sente che sei aperta almeno quanto il traforo del Monte Bianco. Allora vuol dire che il mio sarà il cinquantunesimo e ti aprirà ancor di più!» Ho girato lo sguardo ed ho visto mio marito sorridere contento. Intanto anche Antonio ha tirato fuori il suo ed ho visto un VERO SUPER CAZZO! «Ma… accidenti, quello sì che è un cazzo!» Me lo ha parato davanti alla faccia e stentavo a credere che fosse reale. Una bestia enorme! Lungo circa venticinque centimetri e dello spessore del mio polso. «Apri al bocca, troia, che ti svergino prima la gola e poi la fica e, se resti viva, anche il culo!» Ho avuto un orgasmo immediato. Ho visto lo stupore negli occhi di mio marito. Ho spalancato la bocca e lui mi ha davvero devastato la gola. Lo sentivo enorme! Più lo spingeva dentro in profondità e più mi bagnavo. Ad un tratto, quello nel culo è venuto. «Sborro, cagna! Te lo farcisco per bene, così lui potrà incularti meglio!» Avevo avuto un orgasmo, ma avevo la bocca così piena da non poter urlare. Subito si è sfilato e, dalla voragine del mio culo, è fuoriuscita un'abbondante quantità di crema, che mi è colata tra le cosce. Un attimo dopo mi hanno fatto mettere di lato sulla scrivania e il mostro di Antonio mi è penetrato tutto in corpo. Lo ha spinto dentro con un affondo deciso e potente, senza farne restare un solo millimetro fuori. Lui stesso ne è rimasto sorpreso. «Accidenti, com’è sfondata questa vacca! Guarda, Giuseppe, lo ha preso tutto dentro!» Ho sentito la mia fica piena di quel cazzo fino all’inverosimile; poi ha preso a pomparmi forte e quel movimento mi toglieva il respiro. Intanto Giuseppe mi si è messo davanti ed ha infilato il suo cazzo ancora duro nella mia bocca. Mio marito ci guardava allibito, incredulo di come lo stavo accogliendo tutto dentro. Adesso ero piegata in due a farmi chiavare da quel mostro che mi sventrava la fica, mentre avevo in gola l’altro che sembrava non aver ancora sborrato. Ero sconvolta dal piacere al punto che ho preso a spompinare di brutto; ormai non ero più presente a me stessa. Senza alcun preavviso, Giuseppe mi ha riversato in bocca un vero mare di sborra, sebbene quel cazzo fosse già venuto poco prima; era talmente tanta che non son riuscita ad ingoiarla tutta. «Manda giù, troia! Senti come ti inondo la gola? Voglio riempirti lo stomaco!» Ho cercato di ingoiare, ma un po' di sbroda mi ha sporcato camicetta e reggiseno. Nel frattempo Antonio, preso dal piacere, mi ha riempito la fica anche lui di tantissima crema. «Tieni, vacca! Senti come si riempie una troia come te?» Ho sentito un'ondata di calore invadermi la vagina e lui, mentre schizzava, lo ha estratto e, tenendomi ferma, me lo ha puntato al culo e spinto dentro, mentre proseguiva a schizzare. Ho sentito lo sfintere dilatarsi e ho urlato di dolore. «Aaahiii! Cazzo, fa piano che mi rompi!» Mi ha mollato una sculacciata che sembrava un pugno da quanto era dura. «Zitta, vacca! Ti sei vantata di averne presi tanti e di più grossi; ora puoi dire di aver il culo rotto! Adesso ti faccio godere di culo!» È vero! Poco dopo, mentre me lo stantuffava, ho avuto un orgasmo devastante! È stato così forte che le gambe mi hanno ceduto e lui mi ha sorretto, appoggiandomi alla scrivania. Poco dopo, ho ricevuto un clistere di sborra nel culo. Quando se ne è uscito, son crollata in ginocchio stremata. Ridendosela, si sono ricomposti, mentre mio marito mi ha accompagnato al bagno dove, seduta sul water, ho evacuato di tutto da quella voragine che era diventato il mio culetto. Naturalmente l’affare è andato in porto e oggi ho fatto shopping a spese di mio marito che sto ancora aspettando. Un po’ annoiata, mi giro e vedo il mio simpatico signore che indugia con lo sguardo sul mio corpo. Mi alzo, gli faccio un cenno con il capo e me ne vado alla toilette, seguita da lui. Appena dentro, mi inginocchio, gli tiro fuori un bel cazzetto, non troppo grosso, ma di buone dimensioni e glielo succhio di gusto. Lui mi vorrebbe scopare, ma io ho ancora i buchi in fiamme e così invento che ho le mestruazioni; allora si accontenta, si fa per dire, di un bocchino. Lo succhio e mi diverto un po'; poi mi sborra in bocca una buona dose di crema, che fatico un po’ ad ingoiare. Subito dopo, esco, vedo mio marito e salgo in auto con lui, che mi chiede dove fossi finita. «Ho appena fatto un bocchino a quel signore che ora sta uscendo dal bar! Me lo son gustato fino a farmi sborrare in bocca.» Lui mi guarda con un’aria di finto rimprovero. «Ma è possibile che non posso lasciarti un momento da sola? Mi stai facendo cornuto in continuazione: sei diventata insaziabile!» Gli sorrido. «Tesoro, non preoccuparti che poi lo succhio anche a te! Non puoi ancora scoparmi, perché ho i buchi spanati da quei due di ieri, ma direi che è convenuto, no? In fondo il contratto ci farà guadagnare tanti soldi, quindi, che differenza fa se faccio una scopata in più o in meno? Tanto, sempre a cosce aperte sto?!» Lui ha sorriso ed ha dovuto riconoscere che era tutto vero.
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Metti una sera per caso...
Mi chiamo Sandro, ho quarantacinque anni e di professione sono un autista di bus turistici. Nella mia professione, di gente se ne incontra tanta e di avventure ne capitano facilmente. Si trova la signora annoiata che vuole divertirsi, la ragazza in cerca di esperienze, la guida a cui piace il conducente e così via. Ho incontrato anche dei gay, ma son sempre riuscito ad evitare di avere dei rapporti con loro, tranne alcune volte, in cui io scopavo la signora e il lui mi succhiava o leccava il cazzo, dopo aver goduto con la moglie. Una sera, sono andato a far due passi in una cittadina del nord, quando, in un bar, incontro una ragazza bellissima, era stupenda, perfetta, un po’ troppo e questo mi ha insospettito non poco. L’ho osservata attentamente, parlava e scherzava con due ragazzi e mi son reso conto che si trattava di un trans. Era perfetta, mi ha affascinato la disinvoltura con cui lei si muoveva in mezzo a loro, la padronanza dei movimenti, nonostante indossasse tacchi altissimi, era fantastica. Mi son reso conto che, nonostante tutte le mie esperienze, non conoscevo nulla di questo lato dell’eros, in questo genere di trasgressione, mi ero sempre chiamato fuori, dovevo colmare questa lacuna. Con l’ausilio del mio netbook prima, e del tablet poi, ho incominciato a cercare nei siti specifici un contatto, volevo saperne di più. Lentamente ho cominciato a scambiare messaggi con gente che amava travestirsi, trans e gay più o meno convinti. Dopo un certo dialogare ho cominciato a stringere amicizia con una trav del nord, del Veneto, in particolare. Con Jolanda, questo il suo nome, mi son subito trovato a mio agio. Bellissima, attenta nei dettagli e particolari, ha suscitato subito la mia curiosità. Le foto postate sul suo profilo mi hanno eccitato e, più di una volta, le ho dedicato delle seghe monumentali: mi faceva impazzire vederla scopare con altri maschi o mostrare le sue forme sconvolgenti. Tre giorni fa mi chiama il mio capo r mi dice che dovrò portare un gruppo di persone a vedere le ville palladiane, lungo il Brenta. Mi è sembrato un regalo del destino. Ho contattato la mia amica e ci siamo scambiati i numeri di cellulare. «Appena hai un momento libero, vorrei vederti.» Questa è stata la mia richiesta, che poi era anche il suo desiderio. Parto la domenica mattina, arriviamo a Mila: albergo e via per visitare le ville. La chiamo, ho il programma in mano e, la sera, sono libero, lei pure. Decidiamo di vederci alle venti e trenta, davanti al mio albergo. Rientro in camera dopo aver cenato, mi faccio una doccia, mi vesto e m’incammino alla volta dell’appuntamento. Sono emozionato come un sedicenne alla prima cotta. La vedo arrivare con la sua auto, scende, ci stringiamo la mano; io sono sorpreso dalla sua bellezza e dalla disinvoltura con cui mi parla. Salgo con lei in macchina. «Hai qualche idea?» Mi chiede. Io sono così eccitato che non riesco nemmeno a ragionare; la guardo, il cazzo mi si gonfia nei pantaloni. «Trova un posto tranquillo, che ti voglio!» Mi sorride. S’incammina verso la periferia, la guardo e divento sempre più eccitato. Le sue mani, dita lunghe e unghie laccate di rosso, la mini che sale, scoprendo delle cosce stupende, fasciate da autoreggenti con pizzo, la sua bocca ampia e labbra che promettono fuoco! Arriviamo in un residence, lei prende una camera a ore: c'è solo un letto con bagno, ma non siamo venuti per ammirare il mobilio. Appena dentro, s’inginocchia e mi tira fuori il cazzo, se lo infila in bocca, senza dire una sola parola. Un lungo gemito esce dalla mia bocca. È sconvolgente come se lo infila fin dentro la gola. Lecca e succhia abilmente la cappella, lo ingoia tutto, sebbene io non abbia un grissino. Sono quasi venti cm. e di buona circonferenza. Ammetto che non ho mai avuto tanto piacere nel sentirmi succhiare così. Mi spoglia, mi denuda in un attimo, mi fa distendere sul letto e riprende a leccarmi; è tremenda, sono vicinissimo a sborrarle in gola, ma non voglio. Dopo un momentaneo disorientamento decido di riprendere le redini del gioco; mi rigiro, bagno due dita e prendo a massaggiarle il culetto. Lei sente la carezza e si rilassa: «humuhmmmum … sì... Dai, preparami il culo, che lo voglio!» Riprende a leccare. Sputa saliva sul cazzo per lubrificarlo per bene. Le infilo un dito dentro, poi due, tre, geme, la sento dilatarsi, si eccita, mi supplica. «Dai, toro…sì…montami…sono la tua vacca, pronta!» Non resisto, la voglio! In un attimo m’infila un preservativo che srotola con la bocca, questo mi eccita ancor di più. La rigiro, prendo le sue caviglie e le porto in alto, oltre le mie spalle, appoggio la cappella al suo buchetto, lei si apre, l’infilo in un sol colpo. «aahhhhiiii … Piano! Me lo spacchi! Sì…spingi...sì…mi piace, dai…adorabile bestione, sfondami tutta!» La prendo per le gambe e la sbatto di gusto. Le infilo quasi tutto il palo dentro, ma quando sono quasi in fondo, gli do un colpo secco e lei impazzisce. «Sì…che toro! Sì, sfondami! Mi piace…più forte, dai…» Geme, si masturba e gode, senza ritegno. La pompo di buona lena, sento la sborrata imminente; lei se ne rende conto ed avanza una richiesta. «Aspetta… sborrami in faccia... in bocca!» La pompo ancora un po', poi esco, strappo letteralmente il preservativo e mi presento davanti al suo viso. Mi sego, ma lei infila la cappella dentro la bocca e la stringe fra le labbra: è troppo! Le metto una mano sulla testa e la scopo in bocca. Mi bastano pochi colpi e schizzo nella sua gola tutta la mia sborra. «Vacca…SBORRO! Sì ... bevi!» I primi due schizzi le inondano la gola, poi se lo toglie e si lascia schizzare il resto sul viso. La sborra le copre un occhio, lei la prende con le dita e se la porta alla bocca, prende il cazzo e lo pulisce senza sprecare nemmeno una goccia del prezioso nettare: è fantastica! Restiamo un momento distesi l’uno accanto all’altro, il respiro è corto, lei si sposta in basso e riprende il mio cazzo in bocca: è ancora turgido. Lo succhia con estrema maestria, mi succhia le palle, lecca il mio culo, insinua la lingua dentro, mi provoca emozioni e piaceri mai provati. Ben presto, mi rendo conto che non mi sta solo facendo un pompino: quel suo fare è dedizione totale al cazzo. Lo adora! Lo succhia come se fosse la vita, lo venera. La sua esperienza va ben oltre il semplice atto sessuale, lo strofina sul viso, ne raccoglie le ultime gocce di sborra e se le porta alla bocca. Deve trovar fantastico sentirlo crescere e indurirsi di nuovo fra le sue labbra; probabilmente le dà una carica erotica sconvolgente. Molte donne l’hanno succhiato, ma non come lei. Mi eccito di nuovo, la rigiro, infilo un nuovo preservativo e la faccio salire su di me. S’impala ed inizia un sali/scendi, che presto la fa godere di nuovo. «Cavolo! Ti sento tutto dentro! Godo! Godo! Sei tremendo…mi sfondi!» Si masturba lentamente, sembra attendere il momento giusto per godere, la rigiro di lato, con la coscia alzata sopra la mia spalla, la sbatto con impeto e forza; gode ed aumenta il ritmo della masturbazione: è decisamente pronta a godere. «Si…toro! Dai, che VENGO! SI' …VENGO!» Incomincia a schizzare, mi rendo conto che pure io son di nuovo pronto a regalarle l’ennesima sborrata. Sfilo il cazzo, tolgo il preservativo, mi presento davanti alla sua bocca. «Dai, vacca: ingoiami il cazzo!» Le ordino in tono deciso e duro. Afferro il capo con entrambe le mani, infilo il cazzo dentro la sua calda bocca e comincio a scoparla velocemente, spingo sempre più in fondo alla sua gola. Lei cerca di assecondare la mia furia, ma sono in preda a un raptus di pura follia erotica. «Succhia, dai, ingoia anche le palle! Così! Bene!» Lei apre al massimo la bocca e cerca di dare un seguito a quanto richiesto; non so come, ma ci riesce: la punta della sua lingua lambisce il mio scroto. Per render ancora più perversa la mia richiesta e la sua totale sottomissione, le chiudo il naso, non le consento di respirare mentre ha tutto il cazzo in gola. Resiste un po', poi m’intima di togliermi, ma io resisto ancora un momento in più. Lei ha dei conati di vomito, mi sorride, è estasiata. «Cosi …mio toro, fai impazzire la tua vacca schiava!» Senza aggiungere altro si rimette il cazzo in fondo alla gola, torno a chiuderle il naso, la sento succhiare e quando m’intima di uscire, esito ancora un momento in più, sono al limite, ho voglia di sborrare, le libero il naso, ma non la bocca, le spruzzo il primo schizzo direttamente in gola, poi la lascio di colpo, sferzandole il viso con il rimanente della sborrata. «Che troia…ti copro di sborra!» Lei è in estasi. Si prende ogni spruzzo sul viso, poi, con estrema libidine raccoglie fino all’ultima goccia. Pulisce perfettamente ogni minimo residuo e, sfinita, si distende vicino a me. Restiamo qualche minuto in silenzio, durante il quale lei mi ha sempre tenuto il cazzo in mano, quasi avesse paura che potesse sfuggirle. In silenzio, i nostri corpi si erano detti tutto quello che c’era da dire. Ci rivestiamo e lei mi riaccompagna all’albergo; non so se la sera dopo avrò tempo, ma ci diamo appuntamento per pranzare insieme il giorno dopo. Il mio gruppo è impegnato in una mini crociera con pranzo su un burchiello, quindi sono libero. L’indomani si presenta nei panni di un normalissimo uomo. Pranziamo insieme, parliamo di mogli (lui è sposato come me), di figli, crisi, calcio, politica, come due amici senza mai una parola o un riferimento alla sera precedente e questo mi ha fatto moltissimo piacere. La sera avevo da lavorare e non siamo stati insieme, ma son tornato a trovarla e lei è venuta a trovare me. Le ho organizzato un bellissimo bukkake, con sei maschi, ben pieni. È stato magnifico vederla appoggiare il capo su di una sedia, mentre era seduta in terra, per ricevere tutta la sborra sul viso. Si è masturbata ed ha goduto; in quel momento, per ringraziarmi, mi ha preso per mano, è entrata in bagno con me solo, ha appoggiato il capo alla vasca e mi ha chiesto: «Pisciami sul viso: è una cosa che lascio fare solo a chi ha un posto privilegiato nel mio cuore.» Le ho letteralmente innaffiato tutta la testa. È stato cosi che la mia sessualità si è allargata ed è cambiata in una sera, per caso.
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La lezione di sub
Mi chiamo Giulia, 32 anni, sono alta 1.65, occhi marroni, capelli castani, una bella bocca con labbra carnose, il seno è un po’ piccolo, quasi una terza scarsa, gambe lunghe e snelle al cui culmine figura un bel culetto tondo, alto e sodo. Convivo con Federico da parecchio tempo. La nostra è una relazione felice, ma io sono sempre in cerca di qualcosa che renda il nostro rapporto più bello e stimolante. Federico, sessualmente parlando, si può dire che ha una buona dotazione, nella media, ed è anche bravo a far sesso al punto da portarmi sempre all'orgasmo, anche se, nel suo modo di far sesso, è molto tradizionalista. A lui piace pochissimo o niente il sesso orale, non mi ha mai chiesto di far sesso anale ed è per questo motivo che, ogni tanto, avverto la necessità di concedermi qualche piccola trasgressione, per poter, in qualche modo, compensare questo suo modo, alquanto routinario, di vivere il sesso. Lavoro come impiegata in un'azienda e fra le varie regole che vigono nel mio lavoro c'è quella di dover completare le ferie inderogabilmente entro il 31 marzo. Così mi son ritrovata una settimana di ferie arretrate da dover smaltire comunque ed ho chiesto al mio compagno di prendere anche lui una settimana di ferie e di andarcene assieme da qualche parte con il nostro camper e trascorrere una settimana di assoluto relax. Ovviamente lui ha subito bocciato la mia proposta adducendo a motivo il fatto che non intendeva sprecare una settimana di ferie per star in giro in un periodo in cui la stagione è alquanto mutevole e le attività turistiche sono ancora in fase di preparazione per l'estate a venire. Molto dispiaciuta dal suo rifiuto, dopo una breve discussione, nella quale nessuno di noi due ha voluto recedere dalla propria decisione, ho preso il mio fedelissimo Westfalia e ho deciso di partire in direzione sud. Consultando le varie opzioni, ho visto che c'era una buona offerta di biglietti per il traghetto per l'Isola d'Elba, così ho deciso di girare quell'isola, proprio in virtù del fatto che eravamo fuori stagione e, quindi, avrei potuto servirmi di spiagge meno affollate e visitare i vari paesetti, por niente affollati. Giunta al porto di Piombino, dopo aver acquistato il biglietto ad un prezzo veramente stracciato, ho messo il mio veicolo in fila al posto d'imbarco.Mentre i vari spazi si andavano riempiendo da tante auto, altri mezzi, soprattutto di imprese che si recavano sull'isola per lavoro, la mia attenzione è stata attratta da una persona che stava seduto proprio sopra la bitta, cioè quell'enorme sporgenza dove legano le navi, situata davanti al mio veicolo. Un uomo, dell'età apparente di una sessantina di anni, se ne stava tranquillamente seduto a leggere un giornale. È stato proprio questo dettaglio che ha attirato la mia curiosità, in quanto oggi la maggior parte della gente consulta il proprio cellulare, mentre invece lui leggeva tranquillamente un quotidiano, come se fosse seduto al tavolo di un bar. Incuriosita da questo dettaglio, mi son avvicinata e, fingendo di guardare l'orizzonte, ho dato una sbirciata alle notizie che stava leggendo. Stranamente era l'ultima pagina, dove c'erano le inserzioni che riguardavano gli affitti. Anche questo dettaglio mi ha colpito, perché anche in questo caso la maggior parte delle persone consulta il proprio smartphone. Lui, per un attimo, ha sollevato lo sguardo ed i nostri occhi si sono incrociati; quando mi ha sorriso, non ho potuto resistere alla tentazione di instaurare un dialogo con lui.“Buongiorno, mi scusi se la disturbo, ma lo sa che lei è davvero particolare!”Lui mi ha guardato alquanto stupito.“Buongiorno anche a lei e, mi scusi la curiosità; dove sarebbe questa particolarità?”“Ribadisco che mi scuso per la mia sfacciataggine e per averla disturbata, mi chiamo Giulia e son rimasta sorpresa dal fatto che la maggior parte delle persone consulta il proprio smartphone sia per leggere il giornale che per consultare le pagine degli affitti come sta facendo lei! Capisce che rappresenta, al giorno d'oggi, un'anomalia?”Lui si è messo a ridere veramente di gusto.“Accidenti! Ora che me lo fa notare, son d'accordo con lei! Sono davvero una mosca bianca! A proposito, io mi chiamo Mario ed è un piacere conoscerla, signorina Giulia! Purtroppo io non amo molto il cellulare e credo che quello che ho in tasca sia obsoleto, quasi da collezione! Io lo uso solo ed esclusivamente per telefonare o ricevere telefonate, tutto il resto mi sembra assolutamente inutile!”L'ho guardato veramente incuriosita!“Se è così, lei è veramente una mosca bianca! Non capisco come possa fare a meno di tutta la tecnologia e le agevolazioni che offre un buon telefono.”Lui mi ha risposto con tono alquanto pacato.“È molto semplice! Basta semplicemente continuare a fare come facevamo prima! Ma d'altronde io son vecchio, lei è molto giovane e quindi non può capire questa differenza. Inoltre, nel mio lavoro, è sufficiente avere un telefono per chiamare e per ricevere, tutto il resto è assolutamente inutile.”Sempre più incuriosita gli ho chiesto quale fosse la sua professione.“Sono un istruttore di immersioni sub. Mi sto recando all'isola, per prepararmi all'inizio della stagione. Quest'anno però voglio trovare da dormire in maniera diversa da quella che offrono i vari villaggi turistici, perché c'è sempre tanta confusione e, invece, a me la sera piace star in un posto tranquillo. Come mai una bella ragazza come lei, viene sull'isola fuori stagione?”Sono rimasta sempre più affascinata da quest'uomo.“Lei mi sta dicendo che la tua professione è quella di insegnare alle persone ad andare sott'acqua?”Lui ha annuito.“Lei ha mai fatto immersioni?”Ho riflettuto un attimo sulla sua domanda e poi gli ho risposto in maniera molto sincera.“Faccio molti sport, ma non ho mai fatto immersioni e, sinceramente, la cosa mi affascina molto. È molto difficile imparare ad andar sott'acqua?”“No! Ci sono delle ferree regole che vanno rispettate, partendo sempre dal presupposto che noi, in fondo al mare, siamo gli alieni che visitano un altro pianeta e, di conseguenza, bisogna comportarsi in modo da non suscitare l'ira delle creature che lo abitano. Inoltre, non rispettare le regole, può comportare di commettere errori e, in fondo al mare, gli errori si pagano con la vita. Detto questo, se uno fa le cose nel modo giusto, è l'esperienza più bella che si possa mai vivere nella vita. In fondo al mare, c'è il silenzio assoluto, e l'unico rumore che si sente è quello del suo respiro, il rumore della vita!”Ero veramente affascinata ed ho chiesto ulteriori informazioni.“Sarebbe bello provare, ma credo che sia molto costoso.”“Non necessariamente. Si può noleggiare tutto il necessario per una buona immersione, al massimo, direi, che la cosa più intima è la maschera. Poi, se l’esperienza piace, uno si attrezza un po’ per volta.”Lasciamo il nostro discorso perché sta arrivando il traghetto e, in quel momento noto il fatto che lui non ha un mezzo di trasporto, quindi gli offro un passaggio a bordo del mio Westfalia; lui accetta volentieri e, il tempo di imbarcare il veicolo, ci rechiamo sul ponte e mi viene offerto un caffè. Mentre facciamo la traversata, gli spiego la mia idea di voler girare un po' l'isola; noto che lui ascolta con attenzione, poi, quando ho finito di esporre le mie intenzioni, mi fa una insolita proposta.“Potresti fermarti un giorno nelle vicinanze del villaggio, il tempo che io mi organizzo, poi potremmo caricare quattro bombole e tutto l'equipaggiamento necessario per fare un corso e, anziché farlo usando la barca, potremmo utilizzare il tuo camper per girare insieme l'isola e fare delle immersioni nei posti più belli che già conosco. In cambio della tua ospitalità, ti offro il corso gratuito.”Lo guardo e, per un attimo, resto a valutare le sue parole.“Ma, veramente… Voglio dire: accetteresti di farmi un corso da sub gratuito?”“Generalmente non è possibile, ma, in questa stagione, il villaggio dove io ho la di immersione è in fase di allestimento per l'estate, quindi non avrei molte cose da fare e potrei anche dedicare una settimana di tempo a te, facendoti fare delle immersioni nei luoghi più belli dell'isola e, nello stesso tempo, potremmo completare tutto l'iter necessario al conseguimento del primo livello del brevetto di "open water”.Sono stupita di me stessa! In un attimo ho accettato di passare una settimana con questo maschio sconosciuto, dall'aspetto così particolare. Ha un bel fisico, alto, muscoloso, già ben abbronzato e, con una certa aria di mistero che mi ha subito intrigato. Ho seguito il mio istinto ed ho deciso di vivere questa avventura particolare, così insolita per me. Sbarcati, raggiungiamo la penisola di Lacona, dove è situato il villaggio, nel quale egli ha la di sub.Appena giunti, lui parla con la proprietaria, una bella signora e le spiega le sue intenzioni; immediatamente lei mi indica un parcheggio adiacente, dove posso sistemare il mio camper, senza recare fastidio. Ho notato l'occhiata che mi ha dato la signora, quando lui gli ha detto che avremmo passato una settimana insieme in giro per l'isola con il camper e il suo mezzo sorrisetto mi ha in qualche modo portato a riflettere che, probabilmente, non era affatto stupita del fatto che Mario avesse fatto una nuova conquista. È stata proprio questa sensazione che ho provato mentre lei mi guardava. Sistemato il camper, l'ho raggiungo alla e, per prima cosa, lui mette subito a caricare delle bombole e poi mi fa misurare una muta, alcune pinne, calibra la cintura dei pesi in base al mio peso corporeo e, infine, per la prima volta, vedo un gruppo di octopus. Lui mi spiega come alle bombole viene collegato ed usato un erogatore, dove viene appeso quello di emergenza e poi mettiamo tutto l'occorrente sopra un carrellino, per poterlo portare direttamente al camper. Tra una cosa e l'altra si è fatta l'ora di pranzo; lui, quando siamo nel camper e, con il mio aiuto, cucina velocemente un piatto di pasta davvero semplice, ma buonissimo. Nonostante fossimo all'interno del mio veicolo, sembrava che lui ci avesse sempre abitato, per la disinvoltura con cui si muoveva e la rapidità con cui ha cucinato. Il pomeriggio mi lascia nel camper, perché, con la signora, deve andare a svolgere delle pratiche, di cui non so con precisione cosa sia, quando torna, però, vedo che sul collo ha una leggera macchia di rossetto. Ho il sospetto che la pratica che doveva svolgere, sia stata sicuramente quella di scopare con la signora. È incredibile, per un attimo, sono stata quasi gelosa! Quest'uomo mi affascina e, nello stesso tempo, mi intimidisce la sua incredibile padronanza di sé, determinazione e, soprattutto, il suo modo di guardarmi, che, in qualche modo, mi domina. Dopo aver sistemato tutto, passiamo un paio d'ore insieme, e coglie l'occasione per impartirmi la prima lezione teorica, su come ci si immerge. Giunta l'ora della cena, si fa prestare l'auto dalla signora e mi porta a mangiare in una pizzeria non molto lontano, dove, quando entriamo, lui viene salutato simpaticamente sia dal cameriere che dal proprietario, che, nell'indicarci il tavolo, mi dedica un profondo inchino.“Benvenuta, signorina! Anche se è accompagnata da questo vecchio pirata, lei è comunque la benvenuta!»Lui si mette a ridere e, seduti a tavola, consumiamo una pizza buonissima, che lui mi offre e, durante tutta la cena, ho potuto ammirare le sue bellissime mani, con le dita lunghe, che lui, gesticolando di continuo davanti alla mia faccia mentre parlava, ha fatto sì che mi intenerissi al punto da farmi inumidire le mutandine. Provo una strana sensazione con lui e, sempre più mi sento affascinata dal suo modo di parlare, dal suo gesticolare, dal suo modo di manifestarsi abbastanza colto e, nello stesso tempo, munito di una semplicità disarmante. Quando torniamo al camper, lui mi lascia e poi, mentre entro dentro, vedo che riporta le chiavi alla signora e, sicuramente, rimane a dormire con lei, perché non lo vedo più venir fuori. Mi sdraio nuda nel letto del mio camper, chiudo gli occhi e immagino le sue mani che mi accarezzano e, sempre immaginando che sia lui, porto le mie dita sui capezzoli, lì strizzo e mi accarezzo la farfallina, che non perde tempo ad emettere umori. Mi sorprendo a desiderare che quel maschio possa esser qui con me, che mi accarezzi e mi faccia eccitare tantissimo. Ho un orgasmo intenso, che mi fa godere molto. Una volta raggiunto l'orgasmo, dentro di me riaffiora per un attimo la Giulia di sempre, quella seria, quella che convive con Stefano, quella che ha bisogno di vivere una nuova avventura. All'alba sento bussare alla porta e me lo trovo davanti, che indossa dei semplici pantaloncini corti, una maglietta sotto cui si intravedono dei pettorali sicuramente vigorosi.«Buongiorno, Giulia! Hai già fatto colazione?»Io veramente sono ancora in pigiama e lo invito un attimo ad entrare, dicendo che sarò pronta fra pochi minuti. Lui allora mi dice che va alla a prendere altro materiale e poi, una volta partiti, faremo colazione lungo la strada. Dopo pochi minuti, inizia la mia avventura con lui. Mi fa dirigere verso Porto Azzurro e, appena giunti in paese, facciamo colazione. Siamo seduti al bar e, mentre stiamo consumando un cappuccino con brioche ed un caffè, lui, d'improvviso, viene salutato da una signora molto bella.«Ciao, Mario! Allora, sei tornato? Hai già riaperto la di immersioni? Quest'anno vorrei fare il corso di fotografia subacquea!»Lui sorride cordialmente, e poi le dice che sarà operativo dalla prossima settimana. La signora guarda me, poi si gira verso di lui e fa un mezzo gesto con il capo, quasi a voler sottolineare che chi l'accompagna è un po' troppo giovane! Sono quasi infastidita da questo continuo esser giudicata da altre persone, mentre lui sembra proprio che tutto ciò lo lasci indifferente. Una volta allontanati dal paese, arriviamo sulla spiaggia di una miniera e, una volta parcheggiato il camper seguendo le sue indicazioni, ci mettiamo seduti fuori e lui ad illustrarmi la teoria, spiegandomi attentamente tutto quello che faremo poi, una volta in acqua. È un insegnante scrupoloso e attento e, più di una volta, mi sento i suoi occhi addosso, che scrutano il mio corpo. Dopo più di un'ora di teoria, lui, prima mi fa indossare una muta, poi prende una bombola e ci spostiamo vicino all'acqua. Dopo averla fissata ad un Jacket, mi fa anche montare il gruppo Octopus e, fatti tutti gli opportuni controlli, indosso quell’equipaggiamento che, al momento, risulta esser pesantissimo. Insieme a me entra in acqua e subito mi rendo conto che appena l'equipaggiamento arriva in acqua il suo peso scompare completamente. Mi spiega tutte le tecniche di respirazione, addirittura mi insegna come si toglie l'acqua da una maschera, restando in immersione cosa che, secondo me, era assolutamente impossibile. Per più di due ore continuiamo a metter in pratica tutta la teoria che mi ha spiegato e, alla fine, è molto soddisfatto del risultato. Quando risaliamo a bordo del camper, lui si offre di cucinare un'ottima carbonara e devo ammettere che era la prima volta che ho mangiato questo piatto, che conoscevo già abbastanza bene. Il pomeriggio restiamo all'ombra, mentre lui continua a darmi lezioni teoriche: mi spiega come poi le metteremo in pratica durante le immersioni. Continuo ad esser sempre più affascinata da quest'uomo e, quando ad un certo punto lui dice che per oggi di teoria ne abbiamo fatta abbastanza, mi invita a fare il bagno.“Giulia, questo posto ha del fiabesco, è meraviglioso e, soprattutto, è del tutto deserto; ti sembrerà strano, ma, in questo punto, c'è una sorgente sottomarina calda che rende l'acqua, in questo periodo, più calda del normale e fare il bagno qui è qualcosa di veramente unico. La cosa ideale sarebbe farlo nudi.”Lo guardo veramente sbalordita e, nello stesso tempo, affascinata e incuriosita dalla sua proposta. Lui rimane un attimo immobile in attesa di vedere cosa decido di fare e, stranamente, senza nessuna riflessione, faccio cadere il mio costume e, vedo che i suoi occhi brillano di piacere nel vedere il mio corpo nudo e quando lui abbassa il suo, mi trovo davanti, per la prima volta, il suo splendido membro in posizione di riposo. È un bel cazzone lungo, di sicuro lo è molto più di quello di Federico e, anche se in posizione di riposo, noto anche che ha un considerevole diametro. Sento un lungo brivido lungo la schiena, perché ho provato una immediata sensazione di averlo dentro di me e la cosa mi fa bagnare; così, per non darlo a vedere, entro subito in acqua e, come ha detto lui, avverto la temperatura decisamente più calda. Al mattino non lo avevo notato perché indossavo la muta, mentre invece ora che il mio corpo è nudo ed è avvolto dall'acqua del mare, sento addirittura con piacere che bagnarsi in questo posto è veramente qualcosa di magico. Nuotiamo un po' fino a raggiungere un piccolo scoglio che emerge vicino alla riva e lì, una volta raggiunto, lui si ferma dietro di me ed io resto immobile, perché so che adesso lui proverà a mettermi le mani addosso, ed io non aspetto altro. Sono immobile, voltata di spalle, in attesa di sentire il contatto del suo corpo, che, però, stranamente, non arriva e questo mi lascia quanto mai sorpresa. Mi giro, vedo che lui sta nuotando di nuovo in senso opposto, mentre io ero già pronta a farmi masturbare da lui. Un po' delusa prendo a nuotare di nuovo verso riva e, quando esco fuori, lui è appoggiato ad una roccia a farsi riscaldare dal sole. Mi avvicino a lui, lo guardo con desiderio, mentre lui sembra assolutamente tranquillo, rilassato, quasi a voler ignorare i segnali che gli sto trasmettendo. Ho voglia di lui, di sentir le sue mani meravigliose sul mio corpo e, soprattutto, il suo splendido membro dentro di me. Mi appoggio alla roccia vicino a lui, sento il sole che ci scalda, tutto è silenzio intorno a noi, resto ad occhi chiusi, nella speranza di sentire all'improvviso le sue mani sul mio corpo. Dopo esserci un po' scaldati al sole, gli propongo di farci una doccia, ma lui suggerisce un'altra cosa.“No, non lo faremo ora; questa sera ci sarà una bellissima luna piena e, fare il bagno a mezzanotte, con l'acqua calda del mare e la luna piena, è qualcosa di incredibilmente magico, e romantico!”Se voleva stupirmi, c'è riuscito alla grande. Prepariamo una cena semplice, leggera e la consumiamo stando fuori del camper, al fresco e, ad un tratto, lui prende alcune radici di piante che sono lì vicino, accende un piccolo falò tra alcune pietre e subito l'atmosfera diventa veramente magica. Sorseggiamo del liquore, mentre parliamo di tante cose e mi rendo conto che sono sempre più affascinata da quest'uomo così colto e, nello stesso tempo, così incredibilmente semplice. Sento crescere forte il desiderio di averlo e, nello stesso tempo, mi piace prolungare ancora più questa attesa, perché mi rendo conto che questo aumenta ancora più il piacere che ne ricaverò quando lui deciderà di farmi sua. Mi son resa conto che è lui a dirigere il gioco e, sicuramente, saprà quando è il momento per farmi impazzire. Ad un tratto, da dietro il monte, spunta una fantastica luna piena, come non avevo mai visto in vita mia. È enorme, bella, lucente e rischiare la notte; lui si alza in piedi e comincia a spogliarsi ed io capisco che è giunto il momento, così lo imito e, poco dopo, siamo insieme nell'acqua, che risulta esser veramente tiepida, e meravigliosamente avvolgente. Stiamo nei pressi di una vecchia miniera di ferro e, allora, vedo che con la luce della luna, l'acqua sembra brillare. È come se il mare fosse pieno di lucciole, mentre sto osservando questo strano fenomeno, improvvisamente sento lui che, da dietro, mi abbraccia; la sua bocca mi bacia sul collo, dietro la nuca; sento subito il suo membro durissimo premere contro il solco delle mie natiche.“Finalmente! Ti sto desiderando da tanto! Ti prego fammi impazzire!”Le sue mani stringono i miei seni e le sue dita torturano i miei capezzoli, facendomi gemere di piacere. Poi, la sua mano destra scende giù lungo il mio corpo e, mentre con l'altra continua a torturare un mio capezzolo, le sue splendide di vita si infilano tra le pieghe della mia ostrica e sento che lui le lascia scorrere lungo tutto lo spacco, mentre mi tortura il bottoncino, stringendolo tra le dita: io sono tutta un fremito per il piacere.Porto le mani dietro la schiena ed afferrò quello splendido membro, sento che le mie dita non riescono a cinger quel grosso randello, che ora è veramente al massimo della sua tensione. Ad un tratto mi solleva, mi prende in braccio e, fatti pochi passi, mi adagia sul bagnasciuga e, mentre, nella schiena, sento il mare che con il suo tepore scalda i nostri corpi, lui si inginocchia tra le mie cosce mi prendi un piedino e mi succhia ogni singolo dito sempre fissando i miei occhi che adesso brillano di piacere. Ripete la stessa cosa con l’altro piede e questo mi eccita tantissimo che quando la sua lingua prende a risalire le mie cose e arriva alla mia figa, sono già fradicia e la sento scorrere lungo tutta la mia intimità, procurandomi ondate di piacere in continuazione.“Oh, sì, godo! Meraviglioso, non ti fermare! Leccami tutta! Ti prego, fammi impazzire che mi piace da morire!”È un vero demonio con la lingua. Scuote il mio corpo con due orgasmi in rapida successione, come non mi era mai capitato, poi si allunga su di me, sento la sua enorme cappella che va a premere contro le labbra della mia lumachina, che cerca, in qualche modo, di accogliere quel grosso randello, che ora, sicuramente, la farà schiumare! Lentamente scivola dentro di me e sento le pareti della vagina che si aprono per accogliere quell'insolito diametro e, nello stesso tempo, lo avvolgono come un guanto e, quando arriva in fondo, sento una scarica elettrica che parte dal cervello, percorre tutto il corpo e si trasforma in un orgasmo che mi fa tremare in maniera incontrollata.“Oddio, vengo! Mario, mi fai godere! Vengo! È bellissimo! Non ti fermare, ti prego! Non ti fermare, che vengo! Mi fai venire! Vengo!”Non ha neanche cominciato a scoparmi, che già ho raggiunto tanti di quegli orgasmi che, a confronto, quelli provati con Federico sono niente. Rimane immobile piantato dentro di me e poi comincia a stantuffare dentro e fuori quel suo enorme cilindro, che ora il mio corpo riceve perfettamente in tutta la sua lunghezza e dimensione. È un orgasmo continuo. Vengo senza soluzione di continuità, perché non riesco a capire dove finisce un orgasmo e ne comincia uno nuovo, e poi un altro ancora: sono scossa da un piacere folle che urlo a squarciagola nel silenzio della notte, illuminata da una fantastica luna piena. Una volta soddisfatto il suo ego, mi afferra e mi rigira; mi ritrovo sopra di lui, impalata su quella colonna di carne, che ora sento arrivare tutta, fin dentro lo stomaco. Spalanco la bocca, ma non riesco ad emettere alcun suono.Lui solleva le mani, afferra le mie mammelle e prende a torturarmi i capezzoli, facendomi urlare ancora più di piacere. Sono sconvolta e, nello stesso tempo, affascinata dalla facilità con cui quest'uomo mi ha portato al limite della follia! Sfinita, mi adagio sul suo corpo e sento il mio cuore che batte come un tamburo impazzito.“Bellissimo! Unico! Mario, sei fantastico! Nemmeno pensavo che esistessero maschi come te!”Lui, con una mano, solleva il mio mento, mi guarda negli occhi e sorride un po' sornione.“Ma già sei sazia? Voglio dire: non hai più voglia di godere? Io mi sono appena scaldato!”Lo guardo veramente sbalordita.“Già sazia? Ma ti rendi conto che son venuta in continuazione non so quante volte! Mario, io non sono abituata a tutto questo! Con il mio compagno non ho mai provato tanti orgasmi tutti insieme in una sola volta! Lui ha un modo di far l'amore con me completamente diverso. Ma, soprattutto, il suo modo di fare è talmente semplice e ripetitivo, che questa sera mi sembra veramente di esser su un altro pianeta!”Lui mi sorride, poi mi sdraia di lato, prende un capezzolo in bocca e continua a succhiarlo, facendomi impazzire. Ad un tratto si rigira e mi invita a fare con lui un meraviglioso 69, al quale non mi sottraggo per nulla al mondo. Mi trovo davanti alla bocca quel meraviglioso scettro che mi ha fatto impazzire di piacere, che profuma del mio odore di femmina, anzi troia, che ha goduto molto! Sì, in questo momento, mi sento proprio una gran troia. Tra le braccia di questo maschio, mentre mi infilo il suo enorme cazzone giù per la gola, mi sento veramente un'altra donna, ma una donna che approvo in quello che sta facendo, che accetta e vuole che tutto sia esattamente così. A fatica mi tengo in bocca il suo splendido randello; lo succhio come se non ci fosse un domani. Lui, dopo aver assaporato a lungo il miele che sgorga dalla mia lumachina, con la punta della lingua, va lambire anche il mio buchetto: ho un sussulto e lui si ferma.“Giulia, se ti infastidisce evito di sfiorare il tuo buchetto.”Mi sfilo il suo splendido membro dalla bocca e gli rispondo.“Non è che ne sono infastidita, è che il mio compagno non ama il rapporto anale, come non ama nemmeno farsi succhiare l'uccello, come sto facendo a te adesso. Per lui sono tutte pratiche che non gli sono gradite e che, perciò, non mi permetto di fare. Mi piacerebbe molto prenderlo nel culetto, ma ho paura che, con il tuo notevole cazzone mi farai parecchio male.”Lui mi rigira, mi guarda dritto negli occhi e poi sorride.“Giulia, come in tutte le cose, conta la preparazione. Ho apprezzato molto il tuo lavoro di bocca, ma è evidente che non sei pere niente un'esperta. Per quanto concerne il rapporto anale, se mi concedi la possibilità di far un'ottima preparazione, ti posso assicurare che, dopo, sarai tu a chiedermi di farlo ancora.”Gli sorrido e lo lascio fare; mi abbandono al suo tocco. Lui mi gira, mi mette in ginocchio davanti a lui; con la bocca va ad incollare le sue labbra sulla mia rosellina e la sua lingua ruota in continuazione cercando di insinuarsi dentro il mio buchetto. È sconvolgente la piacevole sensazione che mi dà; mi rilasso, mentre sento che lui, ogni tanto, infila delicatamente un dito dentro, spingendo la saliva più in profondità possibile. Continua questo gioco per un tempo che a me sembra lunghissimo, durante il quale mi rilasso così tanto da desiderare proprio che il suo grosso membro penetri tutto dentro il mio culetto. Si solleva e, quando sento la punta che si appoggia contro la rosellina, faccio un profondo respiro e mi rilasso, mentre lui spinge lentamente il suo meraviglioso gioiello dentro di me. Sento che mi apre, mi dilata. Più che dolore sento il fastidio di questa intrusione, ma nulla che non sia facilmente sopportabile. Porta una mano davanti e comincia a masturbarmi; il piacere che provo mi fa completamente dimenticare il fatto che lui mi sta sfondando il culo. Mi rendo conto di averlo tutto dentro, solo quando sento il tuo corpo che aderisce al mio.“Brava, Giulia! Lo senti che te lo sei preso tutto dentro? Adesso rilassati, che ti porti il paradiso.”Faccio un bel respiro profondo e poi sento le sue mani che mi afferrano per i fianchi; ora prende a limare dentro e fuori il mio buco, che si rilassa, lo accoglie con gioia e comincia a regalarci sensazioni sempre più belle e profonde.“Mario, Mario, è bellissimo! Mario mi stai facendo godere! Non è possibile che mi fai godere di culo così velocemente! Pazzesco! In tante dicono che provano dolore quando lo prendono nel culo, mentre, al contrario, io sto già impazzendo di piacere. Continua così, ti prego, sfondami il culo!”Mi fa godere ripetutamente, poi solleva le mani, afferra i miei seni e mi trovo in ginocchio davanti a lui, mentre il suo splendido membro continua a devastare il mio buchetto. Dopo aver goduto ripetutamente, lui me lo toglie dal culo, si sdraia supino e poi mi invita ad accoglierlo in bocca.“Come ti ho detto è tutta una questione di preparazione; adesso vieni, fammi vedere quanto riesci ad esser brava a fare un bocchino!”Quasi intimidita dalle sue parole, ancora stordita dal piacere provato, mi inginocchio davanti a lui e, dopo aver impugnato con entrambe le mani il suo scettro, mi concentro molto sulla punta e lo succhio, lo lecco e poi scendo giù lungo l'asta, fino alle meravigliose palle, che sono enormi e certamente piene di tanta crema prelibata, che ora ho voglia di bere tutta, fino all'ultima goccia. Quando comincio a pompare, lui appoggia una mano sul mio capo e detta il ritmo della pompa; alla fine, il suo corpo si tende e subito mi arriva in bocca la prima ondata di una copiosa sborrata, che ora lui mi sta regalando.“Bevi, fantastica puttanella! Adesso è giunto il momento di dissetarti! Fai un buon lavoro e non perdere neanche una goccia.”Serro le labbra e ingoio quella crema prelibata, che lui mi sta riversando in bocca; più ne ingoio e più ne ricevo, fin quando, sbalordita lo guardo un attimo negli occhi e lui, sorridendo, mi dice che la devo ingoiare tutta, perché è molto nutriente e mi fa bene. Mi viene quasi da ridere nel sentir le sue parole, ma serro le guance e mando giù ancora altre due generose ondate di crema. Alla fine, lecco fino all'ultima stilla e poi, quando me lo toglie dalla bocca, vedo che è ben pulito e lucido; lui se ne compiace.“Brava! Avevo immaginato che potessi esser una brava succhia cazzi, ma non avrei mai pensato, che fossi così fuori allenamento. Certo, se il tuo compagno non ama questo tipo di giochi, devi proprio amarlo molto se resti con lui, perché sei una splendida femmina da letto, che andrebbe montata, quotidianamente, in ogni buco e riempita, come ho fatto io questa sera, minimo per due volte al giorno. In ogni caso, se avrai il piacere di passare con me questa settimana, te ne farò fare una bella scorpacciata di queste chiavate che per un pezzo te ne sentirai appagata.”E così è stato. Ho passato con lui tutto il resto della settimana e lui mi ha chiavata, inculata e sborrata in figa in continuazione.Posso dire di aver preso tanto di quel cazzo da farne veramente una bella scorpacciata. Inoltre ho imparato anche a ciucciare bene l'erogatore e questo mi ha comportato di ottenere anche un imprevisto brevetto da sub.
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1 anno fa
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Varie
Il nostro gioco preferito.
Mi chiamo Lara, ho 32 anni, sono alta 1.70, bionda con i capelli a caschetto, occhi verdi, fisico slanciato e snello, con un bel seno di una terza misura abbondante, ventre piatto ed un culetto a mandolino posto al culmine di gambe lunghe e dritte. Da sette anni, sono sposata con Luca, un maschio di 3 anni più grande di me. Più alto di me, moro con gli occhi azzurri, capelli ricci, un bel fisico scolpito e, tra le gambe, una splendida dotazione, molto oltre la media, sia in lunghezza che in circonferenza. Siamo una coppia che ama il sesso, soprattutto se fatto in maniera non convenzionale. Diciamo che amiamo molto creare situazioni in cui, a volte, coinvolgiamo anche altre persone, al fine di raggiungere il massimo del piacere. Uno dei nostri giochi preferiti è quello di uscire la sera separatamente e incontrarci in un determinato locale, come se fossimo due perfetti sconosciuti e, a quel punto, scatta il nostro gioco che, spesso, ci permette di renderne partecipi anche altre persone. Una di queste volte è avvenuta lo scorso autunno, quando, per motivi di lavoro, mio marito si è dovuto recare in un'altra città e, avendo io delle ferie ancora da smaltire, ho deciso di seguirlo per trascorrere qualche giorno insieme a lui, ma, soprattutto, per vivere qualche nuova e interessante esperienza, in quanto, negli ultimi tempi, non avevamo avuto molte occasioni per dar sfogo alla nostra vena libertina. Giunti in città, abbiamo passato la giornata separati, perché lui era impegnato nel suo lavoro, mentre io mi son dedicata un po' allo shopping. Ho girato per negozi e, poiché indossavo un outfit alquanto intrigante, costituito da una minigonna in pelle nera, una camicetta bianca, stivali col tacco alto che mi arrivavano al ginocchio e, sopra la camicetta, un giacchetto di pelle nera, era ovvio che ero oggetto delle attenzioni di parecchi maschi. Naturalmente ho rinunciato a tutte le lusinghe ed ai complimenti che mi venivano rivolti, perché, un aspetto del nostro magnifico rapporto, è costituito dal fatto che a noi piace farlo insieme. Luca non mi ha mai tradito singolarmente con un'altra donna e nemmeno io l'ho mai fatto con un altro uomo. Spesso e volentieri abbiamo giocato sia con uomini che con donne, ma sempre insieme, sempre sotto l'attento sguardo del partner ed è questa la cosa che mi intriga di più. Per me è fondamentale sapere che lui mi sta guardando, mentre faccio la svenevole con un altro. Sentire che mi sta guardando, esaminando, apprezzando o criticando la mia prestazione, è qualcosa che mi fa veramente bagnare al solo pensiero. È la nostra intesa complice, che ci rende così uniti e, nello stesso tempo, così perversi. Infatti non è mai uno dei partner a decidere quale tipo di gioco intraprendere, perché, a volte, ci alterniamo e, spesso e volentieri, sono proprio io a creare le situazioni, che però lui elabora. Per la maggior parte delle volte, si tratta di cose che nascono spontanee dentro di noi e ci basta un'occhiata per decidere se metterle in pratica, oppure rinunciare. È questa nostra intesa mentale che mi fa adorare quest'uomo in maniera veramente unica. Con lui ho vissuto momenti così intensi che, se dovessi confessare quale tra essi sia stato il più bello, non riuscirei nemmeno a fare una graduatoria: sono stati tutti molto belli e intensi! La sera, dopo aver cenato in uno splendido ristorante, lui mi ha preso per mano e mi ha condotto in un locale alquanto intrigante. Era un semplice topless bar, con un simpatico pianista che suonava melodie "ever green". Appena entrati nel locale, ci sediamo al bancone. Io indosso un sottilissimo tubino nero elasticizzato, che sembra una seconda pelle per quanto è stretto e modella il mio corpo, evidenziando al massimo le mie curve. Calze nere velatissime e, ai piedi, scarpe con tacco e plateau proibitivo, da 18: mi aveva voluto molto appariscente quella sera. Ho capito subito che aveva in mente qualche sua idea ed ho deciso di assecondarlo passivamente, perché avevo voglia di sentirmi usata dalla sua fantasia e dai suoi desideri. Son seduta su di uno sgabello ed il vestito è salito un po' troppo su; il pizzo delle calze si vede benissimo. Ha ordinato dei drink e finge di non conoscermi. Mi parla con voce molto calda ed io mi lascio accalappiare. Tra un sorso e l’altro mi racconta delle barzellette ed io rido mentre lui, ogni tanto, mi accarezza la gamba. Lentamente sale dal ginocchio fino all'orlo cortissimo del vestito. Poi si fai più audace e si china a baciarmi e leccarmi il collo. Mi provoca e vuol vedere se sto al gioco. Mi sento osservata e già questo mi eccita, mentre ora la sua mano sale sempre di più. Indugia quasi a farmi desiderare di sentir le sue dita dentro di me. Divarico sempre più le gambe, lui scosta il perizoma sottilissimo ed io mi lascio penetrare. È pazzesco! Siamo in un bar, con tantissima gente, e lui mi masturba davanti a tutti, con una disinvoltura che mi sconvolge. Infila uno dito tra le labbra della mia vulva già fradicia, gira e rigira il dito dentro di me e, quando lo toglie, me lo infila in bocca, per farmi assaggiare il mio stesso sapore. È dolce, profuma di cagna in calore, perché è così che adesso mi sento: una cagna in calore! Lecco con avidità il dito, succhiandolo quasi fosse un membro. Assaporo il mio miele di cui è ricoperto e questo mio sapore mi eccita ancor di più! Siamo cosi presi dal nostro gioco, che non facciamo caso al fatto che il tizio, seduto accanto a me, non si è perso nulla dei nostri maneggi e si è gustato tutta la scena. Lo guardi e gli sorridi, io non mi volto. Mi sento le gambe tremare per l’adrenalina che sento scorrere dentro il mio corpo, eccitato al massimo. Gli fai un mezzo sorriso e poi mi trascini a ballare nella piccola pista, creata tra i tavoli. Lui si sposta più vicino per seguirci con lo sguardo. In pista mi abbracci da dietro. Le tue mani scorrono lungo il mio corpo, mi accarezzi i fianchi, le gambe. Mi stringi e sento, sullo spacco del mio culo, il tuo membro durissimo. Già questo mi fa sbrodolare! Il tipo al bar non resiste. Si avvicina, mi guarda e tu mi offri a lui. Mi fai girare, perciò, adesso, sul culo sento il membro di lui e sento che ce l'ha già duro e grosso. Ti guardo meravigliata, tu capisci che quello che sento mi piace. Mi tieni stretta a te, mentre lui mi accarezza le gambe ed arriva al perizoma, che sente fradicio, sorride e ti parla all'orecchio e, dopo che tu hai annuito, mi prendi per mano e ci avviamo tutti e tre verso l’uscita dal locale. Appena fuori mi fai spostare nel vicoletto di lato, quasi buio, e anche se fa freddo, tu mi sussurri all'orecchio di succhiarglielo, come solo io so fare. Lui sorride, lo tira fuori e tu mi fai inginocchiare. Mi trovo davanti al viso una bella verga dura, lunga come la tua e, forse, anche più grossa di spessore. Senza tanti complimenti lui me lo sbatte in bocca con forza. Metti una mano sulla mia nuca e detti tu il ritmo, oltre a quanto ne devo ingoiare. «Succhialo, troia! Fagli sentire come sei brava!» Sentirmi dare della troia, mi fa quasi venire in quella situazione. Lo succhio e lo lecco come so che piace a te, ma vedo che lo stesso effetto fa a lui. Quasi non resisto più e decido che voglio anche il tuo, lo tiro fuori e succhio, prima te e poi lui forte, fino in gola, fino a strozzarmi e voi ne siete più che contenti. «Che brava succhia cazzi che hai, amico! Davvero un'esperta bocchinara!» A quel punto lui ci propone di spostarci a casa sua, che dista pochi passi da li. Accetti e lui ci fa strada; mentre andiamo, si presenta e dice di chiamarsi Mario. Lo guardo e vedo che è un bel maschio sui 45 anni, ben portati. Pochi minuti e siamo in casa sua; subito lui ci indica la camera da letto. Appena dentro, sei tu a dirigere il gioco. «Spogliati nuda! Lascia solo tacchi, calze e perizoma, che ti fanno apparire ancor più troia di quanto tu non sia!» In un attimo, sono nuda. Mario si avvicina a te e ti suggerisce qualcosa, che io non sento, ma tu annuisci e, subito dopo, fanno la comparsa una benda e delle manette. Mi blocchi i polsi dietro la schiena e mi bendi gli occhi, poi mi ordini di inginocchiarmi. Me lo fate succhiare a turno. Ci prendo gusto e comincio a leccare e a succhiare, prima uno, poi l'altro, poi insieme. Il fatto di averne due in bocca, stupisce Mario. «Che spettacolo! Questa troia sa davvero succhiare il cazzo! Anzi i cazzi: è capace di prenderne due per volta?!» Lecco e succhio con molto impegno. Sento la saliva che comincia a colarmi lungo il mento e questo mi eccita ancor di più; mi spinge a succhiarvi con maggiore impegno e voi ne siete entusiasti. «Che troia! Che bocchinara! Davvero una splendida succhia cazzi da sballo! Se continua così, le sborro in gola!» Sentire Mario esser al limite, mi eccita ancora di più. Sento i miei umori colare lungo le cosce e la mano di uno di voi che mi masturba e strizza le tette. Poi mi sento sollevare, vengo messa a quattro zampe sul letto. Mi scende la benda, ma tu non te ne curi, anzi, la togli del tutto. Mario si posiziona davanti a me e tu dietro. Subito ho il suo cazzone infilato in bocca e tu mi penetri con così tanta forza che vengo spinta in avanti e sbatto con il viso sul corpo di Mario, ritrovandomi con il suo cazzo tutto in gola. Mi sculacci con forza. Poi lui ti passa del gel e tu mi prepari il culo, per sodomizzarmi. Lo sai che ho sempre bisogno di una accurata preparazione per godere di culo e tu, a questo, vi procedi con molta cura, quasi maniacale. Mario ti offre un cuneo e tu sorridi, quasi come se lui ti avesse letto nel pensiero. Mi prepari l'ano con dita e lubrificante, poi, con calma, mi infili il cuneo in culo! Mi sento piena! Davanti ho un cazzo in gola, sento il tuo nella fica che mi sfonda e, adesso, ho anche il culo pieno! Godo senza poter urlare e tu ridi divertito. «Così si tratta una troia come te! Devi esser piena in ogni buco!» Godo come una maiala! Di colpo tu ti sfili, mi togli il cuneo, non senza provocarmi un ennesimo brivido di piacere e poi dici a Mario di sdraiarsi supino; lui esegue e vedo il suo cazzone che svetta lungo e duro. Mi fai impalare su quella trave che mi arriva fin nella pancia. Il tempo di averlo tutto dentro, che sento il tuo che forza il mio sfintere che non impiega molto a cedere e, un attimo dopo, sei all'interno del mio intestino con tutto il cazzone ancor più duro. Mi sento completamente riempita, mentre mi scopate in doppia con un sincronismo così perfetto, che sembra lo abbiate fatto da sempre! Sono sconvolta, godo ed urlo il mio piacere. «Vengo! Mi fate godere! Vengo! Sì, mi fate impazzire! Siete due maiali!» Tu intanto mi dici che non ti basta ancora. «Godi, vacca! Questo è solo un assaggio! Ti darò in pasto a dieci maschi che dovranno sfondarti tutta, dilatarti ogni buco; sei una troia tutta da godere!» Sbrodolo come una fontana. Solo immaginare di esser in mezzo ad un simile branco di maschi, mi fa quasi svenire dal piacere. Mario mi sfonda con il suo cazzone e poi ti chiede se può irrorare il mio ventre. «Questa vacca è fantastica! Vorrei riempirla di sborra: sono pronto; quando vuoi!» Ti sento soddisfatto. «Ancora un orgasmo e poi le diamo da bere a questa puttana! La deve ingoiare tutta!» Dopo avermi fatto godere ancora, vi siete sfilati ed io mi son inginocchiata a terra, a bocca aperta. Mario si è messo davanti a me e me lo ha infilato in bocca, con te che lo incitavi a scoparmi ancora la gola. «Bravo, scopala in gola questa troia! Dai, sborrale in bocca e riempila!» Il tuo tono duro, la sua irruenza nello spingermi il cazzo con forza dentro la bocca, sentirmi così usata, mi hanno procurato un nuovo orgasmo, mentre lui mi ha inondato la gola. «Bevi, troia! Ingoiala tutta! Tutta la devi bere!» Mi ha riempito la bocca per due volte; poi lo ha impugnato e, segandosi, mi ha coperto viso e seno della sua crema. Poi è la tua sborra che mi arriva in faccia. Schizzi del tuo piacere mi colpiscono come frustate e si perdono tra i miei capelli, il seno e la bocca. Quella che mi è arrivata in bocca, la ingoio, gran parte la raccolgo con il dito e lecco fino all'ultima goccia che sgorga dai vostri cazzi ormai esausti e ben svuotati. Ti guardo, vedo che sei fiero di me e questo è il massimo del mio piacere; poi mi sollevi, mi baci e mi porgi i miei vestiti. In un attimo sono pronta. Non mi lavo, voglio sentirmi sporca del vostro piacere il più a lungo possibile, in ricordo del magico momento che ho vissuto con te: per sempre, indimenticabile!
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1 anno fa
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Varie
Finalmente sono cornuto e contento.
Mi chiamo Luigi, ho cinquantotto anni e sono sposato che Livia che ne ha undici meno di me. Sono alto uno e settanta, in sovrappeso e ho un bel principio di calvizie. Non sono certo un adone, ma ho una certa simpatia, sono dolce e affettuoso, non troppo dotato sessualmente. Accontento quasi sempre mia moglie facendola godere prima con mani e bocca, poi con una penetrazione che la porta ad un ennesimo piacere solo quando sta sopra di me. Livia è una bella donna nel fiore degli anni. Alta uno e ottanta, mora, seno tondo e florido una quarta piena che sfida la legge di gravità, ventre piatto, non ha mai partorito, io sono sterile, culo tondo e sodo che sormonta delle gambe lunghe e ben tornite, bocca ampia e labbra carnose molto sensuali. Quando ci siamo conosciuti lei veniva da una brutta storia con tizio manesco e violento e l’ha fatta innamorare la mia dolcezza e la serenità che le ho trasmesso. A letto è un vero portento. Brava con la bocca, fa delle pompe fantastiche, scopa con molta passione e lo prende in culo con estrema disinvoltura. Ama vestire bene, con eleganza e ama anche essere molto sexy, indossare le autoreggenti e i tacchi vertiginosi, tutte cose che il precedente compagno le imponeva con la forza e che lei adesso fa per me per puro piacere. Lavora come impiegata alle Poste e ha sempre mezza giornata libera. Io invece lavoro presso una ditta di contabilità aziendale. Nel mio settore siamo in tre più il nostro capo che si chiama Carlo, un bel maschio che non è sposato, ma che riscuote molto successo con le donne e che è un porco rinomato che si scopa anche la giovane segretaria che hanno assunto da poco, una troietta appena sposata. Lavoro in questo settore da sei anni e fino ad un mese fa non era mai successo che Livia venisse nel mio ufficio. Una mattina mi sono accorto che la mia auto aveva la revisione scaduta da almeno venti giorni. Ho chiamato un amico meccanico e l’ho pregato di provvedere a metterla in regola. Lui ha acconsentito, ma quando ho lascito il veicolo presso la sua officina mi ha detto che sarebbe stata pronta nel pomeriggio e allora ho pregato Livia di passare a prenderla poi che l’officina è a pochi passi dal suo luogo di lavoro e di riportarla presso il parcheggio del mio ufficio cosa che lei ha fatto. Mentre mi stava consegnando le chiavi, è uscito Carlo dal suo ufficio e quando l’ha vista ha fatto un gesto molto compiaciuto e si è avvicinato a noi. Ho fatto le presentazioni, e ho spiegato il motivo della sua presenza. Livia ha sorriso amabilmente e poi se ne andata mentre Carlo le guardava attentamente il sedere. «Complimenti Luigi, hai una bella mogliettina.» Detto questo è tornato al suo lavoro, mentre io mi sono sentito uno strano effetto dentro di me, un misto di gelosia e piacere nel constatare che Livia come sempre riscuote molto successo fra i maschi che ne ammirano lo splendido corpo. Mi sono ritrovato stranamente con una violenta erezione. La sera nel nostro letto ho scopato con impeto e passione mia moglie la quale si è stupita di tanto ardore, e quando mi ha chiesto cosa mi avesse eccitato così tanto, le ho detto che era stato il modo di con cui Carlo le aveva osservato il culo, il suo commento e la chiara voglia di scoparla che era ben visibile sul suo volto. Ho chiesto poi a Livia quale fosse la sua impressione su di lui, e lei, dopo un momento di riflessione, mi ha dato un bacio e con un certo distacco ha commentato che era un bel maschio. Ho riflettuto un poco sul suo commento, e mi sono sentito crescere di nuovo la gelosia e il cazzo. Mi sono eccitato di nuovo pensando a loro due che scopano, e la cosa mi fa impazzire perché non mi era mai successo. Certo altre volte ho visto il desiderio nella faccia di altri maschi che guardavano Livia, ma non mi ero mai eccitato, mentre il pensiero di lei scopata da quel porco che si dice sia anche molto dotato mi sconvolge. Passano alcuni giorni e un lunedì mattina Carlo mi convoca nel suo ufficio. «Caro Luigi, avrei una cortesia da chiederti, ma non vorrei che tu mi fraintendessi, poi che si tratta di una cosa molto delicata vorrei spiegarti con calma la mia esigenza. Nel prossimo fine settimana devo andare al sud al matrimonio di mia nipote, e poi che mia sorella quando ero ragazzo una volta mi ha visto insieme ad un amico che mi succhiava il cazzo, lei crede che io sia gay. Aggiungi il fatto che ho quaranta tre anni e non sono sposato e il quadro è completo. Mi chiedevo se tu mi puoi prestare tua moglie per fare presenza a questo matrimonio. Ho visto che è una bella donna, che ha una certa classe e che sono sicuro mi farà fare bella figura. Avevo anche pensato ad una escort, ma mia sorella l’avrebbe capito subito e mi sarei sputtanato da solo. Ovvio sarebbe solo scena, niente più. Sono disposto a pagare tutte le spese che questo evento le comporterebbe, e ti assicuro che la cosa resterebbe solo fra di noi.» Lo guardo stupito mentre cerco di realizzare quello che mi sta chiedendo. Sento crescere una potente erezione che non sono capace di mascherare e che viene notata anche da lui che finge indifferenza. «Devo chiedere a mia moglie se è disposta, vieni questa sera casa nostra a cena e ne parliamo.» Lui fa un bel sorriso e poi allarga le braccia. «Ma quale cena a casa tua! Livia dovrebbe passare tutto il pomeriggio ad impazzire a preparare, andiamo al ristorante, e offro io e non si discute.» Torno nel mio ufficio eccitato e sconvolto da una simile eventualità. Chiamo Livia che quando le racconto la cosa per un attimo mi chiede se sto scherzando, poi quando le assicuro che è tutto vero resta un momento in silenzio, poi mi dice che ne parleremo a cena. Per tutta il resto della giornata sono distratto da questi pensieri e alla fine mi sono segato in bagno al solo pensiero di loro due insieme. Si, mi eccita tantissimo il fatto che lui la terrà fra le braccia. Mi rendo conto che l’idea di essere cornuto mi sconvolge! Mi eccita e spero che Livia non crei ostacoli alla realizzazione di questo progetto. Quando rientro a casa la trovo che ha già fatto la doccia e si sta preparando per uscire con noi. Mi faccio una doccia veloce e mentre mi vesto vedo lei che indossa delle autoreggenti nere velatissime, una mini di pelle nera e camicetta bianca quasi trasparente che fa notare l’intimo nero indossa sotto, completa il tutto con stivaletti tacco dodici e rossetto che fa risaltare le sue splendide labbra. Osservo che lei ha una certa aria compiaciuta nel guardarsi allo specchio. Al ristorante è tutto un continuo di complimenti da parte di Carlo che la mette al centro di tutte le sue attenzioni. Lei sembra gradire e lui le spiega nel dettaglio quale sarà il suo ruolo mentre io osservo in silenzio e sono dentro di me compiaciuto del fatto che mia moglie decida di accettare. Quando ci salutiamo lui le chiede in numero di telefono per poterla contattare in settimana per fare gli acquisti necessari per il viaggio e la cerimonia. Livia è molto entusiasta all’idea che potrà fare shopping a volontà e a letto mi sembra molto calda, mentre io sono troppo eccitato e vengo quasi subito lasciandola con una notevole voglia di cazzo. Il mercoledì successivo escono insieme nel pomeriggio. Lui le compera tante cose carine e intriganti compreso due completi intimi molto belli. La sera mi chiama dicendo che lui l’ha invitata a cena e rientrerà tardi. Resto sveglio a pensare loro insieme e mi faccio due seghe tremende e vengo tantissimo. Quando torna fingo di dormire, poi quando lei si addormenta vado in bagno e cerco fra la biancheria sporca i suoi slip e li trovo sporchi, intrisi di seme maschile e per la prima volta mi rendo conto che lei mi ha fatto cornuto e da bravo cornuto mi tornano in mente le altre volte in cui lei è uscita a cena con le colleghe, e al rientro non ho mai guardato la biancheria, ma sono sicuro che non deve essere la prima volta che mi cornifica. Il giorno successivo di prima mattina, Carlo mi convoca nel suo ufficio e parliamo di lavoro, poi mi comunica quali saranno le mie mansioni nei prossimi giorni. «Poi che dobbiamo fare tanta strada con Livia abbiamo deciso che partiremo questo pomeriggio, e saremo di ritorno lunedì in serata quindi vorrei che ti occupassi tu di tutto il lavoro, mi fido di te. Per quanto riguarda Livia dovresti astenerti da qualsiasi contatto, non vorrei che rovinassi la mia copertura, tanto se vi saranno problemi ti chiamerà lei. Spero che non avrai obbiezioni e mi raccomando fai molta attenzione con quei ordini che partono il sabato.» Detto questo mi ha congedato e io sono rimasto per qualche minuto seduto alla mia scrivania cercando di riprendermi dalla forte emozione provata nel sentire che per minimo quattro notti loro sarebbero stati insieme, al solo pensiero quasi venivo senza toccarmi. Chiamo mia moglie e la sento molto euforica. Mi racconta che la sera precedente con Carlo ha passato momenti indimenticabili, e che al rientro mi racconterà tutto quello che faranno insieme. Mi sento cornuto come nessun altro al mondo. Non riesco a calmarmi e devo andare in bagno per segarmi e sborro copiosamente al solo pensiero di loro insieme. Dentro di me mi domando come ho fatto a non provare una simile emozione nel sentirmi cornuto e alla fine mi rendo conto che lei probabilmente mi ha sempre cornificato, ma che io non accorgendomi di questo non ho mai pensato a quanto poteva eccitarmi, mentre adesso che mi rendo conto che Carlo la scoperà a morte e la cosa mi eccita e mi sconvolge tantissimo. Rientro e trovo casa vuota. Per tutti i giorni della loro vacanza li penso sempre a scopare e mi sego come un pazzo immaginando come lei gode fra le sue braccia. Torna il lunedì sera e li vedo che si salutano e si baciano in bocca davanti a casa nostra incuranti di chi li poteva vedere. Quando entra in casa è euforica, allegra e mi accarezza e mi bacia sulla guancia. A letto le chiedo di raccontarmi la vacanza. «Appena siamo partiti mi ha subito messo una mano fra le cosce, ero già un lago. Ti devo confessare che da tempo impazzisco per i maschi autoritari. Certo quando ti ho conosciuto venivo da una storia con un maschio violento e la tua dolcezza mi ha fatto innamorare, ma col tempo sentirmi dominata da un maschio possente e virile e molto autoritario mi ha sconvolto e adesso non ne posso fare senza. Mi piace essere dominata e scopata con irruenza cosa che Carlo sa fare benissimo. Non siamo andati a nessun matrimonio, era solo la scusa per potermi scopare liberamente per alcuni giorni. Ci siamo diretti verso un Resort dove lui aveva già prenotato una bella suite e lì mi ha montato come una vacca facendomi godere come tu non sei mai riuscito a fare. Capisco che per te deve essere difficile da accettare, è per questo che non ti ho mai fatto capire che scopavo anche prima di conoscere Carlo. Ho visto che ti sei eccitato al pensiero di avere le corna e allora mi sono lasciata andare con lui che ha un cazzo fuori dal comune, una vera trave che mi ha sfondato in ogni buco. Adesso non voglio fare altro che assecondarlo e di essere la sua troia e se tu farai il bravo ti faccio leccare la sua sborra che cola dai miei buchi e a sentire quanto ti sei eccitato direi che la cosa ti piace tantissimo.» Effettivamente per tutto il tempo che lei mi ha raccontato come si sono svolti i fatti, ero in uno stato di pura eccitazione che non avevo mai provato. Ho accettato il fatto di avere una moglie vacca e troia che mi ha cornificato in tutti questi anni e che non me ne ero mai reso conto. Il giorno seguente in ufficio Carlo mi ha dato le ultime direttive su come devo comportarmi con mia moglie. «Capirai che uno come te non sarà mia in grado di soddisfare una femmina calda e porca come Livia. Ti rendi conto che ti faccio un vero piacere se la scopo io e tu sei d’accordo e non ci poni limiti. Dal canto tuo invece di limiti ne devi avere e li devi rispettare. Inutile che ti dica che da oggi non la puoi più scopare. Non voglio che lei debba subire il fastidio del tuo cazzetto. Che piacere le daresti in confronto ai oltre venti centimetri che le pianto dentro io. Invece se sarai molto rispettoso e discreto non escludo che ti possa far assistere alla monta di Livia quando vengo a casa tua.» Ho accettato tutto senza battere ciglio. Ero così contento ed eccitato che mi sarei segato davanti a lui. Da allora abitualmente lui viene a casa per scopare Livia e spesso quando li vedo entrare in casa abbracciati come due innamorati ho una violenta erezione che non sfugge a loro che ridono divertiti. «Carlo guarda il cornuto si è eccitato di nuovo. Chissà quante seghe si è fatto pensando a come tu mi scopi divinamente.» Lui mi guarda con scherno e ride divertito. «Va bene cornutello, questa sera abbiamo deciso che vogliamo essere ripresi e fotografati mentre scopiamo e quindi da oggi ti nomino nostro fotografo ufficiale, se fai un bel lavoro poi ti do un premio.» Mi sento dentro un piacere immenso nell’essere umiliato da un maschio cosi autoritario. Li guardo con ammirazione, e assecondo ogni loro desiderio. Mi sconvolge vederlo mentre monta Livia che gode come non mai e questo mi rende molto felice. Dopo averli accontentati come fotografo ho ottenuto il premio di leccare sia Livia riempita da lui che il suo meraviglio cazzo che l’ha fatta godere. Adesso che finalmente sono cornuto e contento la mia vita ha assunto una nuova dimensione che mi soddisfa molto.
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1 anno fa
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Le corna estive.
Mi chiamo Armando, ho 43 anni, sono di media statura, un po’ in sovrappeso, capelli brizzolati ed una dotazione abbastanza nella norma. Da ventun anni sono sposato con Vera, che di anni ne ha 42 È una bella donna mora, con un bel seno grande ed un bel culo che è sempre molto ammirato da chi la guarda. Sessualmente parlando, è una audace porca, che ama il sesso in tutte le sue forme. Le piace molto il cazzo, accoglierlo in ogni buco e, soprattutto, in bocca dove piò godersi e gustare il sapore di una copiosa schizzata di crema. Poco dopo sposati, ho scoperto il piacere di vederla desiderata e, poi, col tempo, anche chiavata da altri maschi. Lei, dopo una iniziale titubanza, alla fine mi ha accontento e cosi, quando capita l’occasione, non si sottrae ad una scopata, a volte finanche imprevista, come lo scorso giugno quando eravamo in vacanza in Corsica. Eravamo arrivati la sera prima e così, il giorno dopo, fatta una bella colazione e muniti di parecchia frutta per pranzo, siamo andati alla ricerca di un bel posticino tranquillo: abbiamo trovato una spiaggetta deserta. Appena giunti, visto che era presente pochissima gente, ben distanziata, lei ha deciso di mettersi in topless. Non l'aveva mai fatto prima. Dopo una decina di minuti, arriva un tizio in canoa e si ferma sulla spiaggia ad una trentina di metri da noi. Guarda, noto che ci osserva e poi se ne va da dove era venuto. Dopo circa una mezzoretta, sempre il tizio della canoa torna, ma stavolta in sella ad una bici. È un tipo dal fisico asciutto e snello con i capelli bianchi, ma cortissimi dall’apparente età di 55 anni. Quando lo vedo arrivare chiedo a mia moglie di non rimettersi il pezzo di sopra, lei mi sorride complice ed ottempera. Il tizio si mette a poca distanza da noi. Cerca il modo di attaccar bottone e noi lo capiamo subito, quando ci chiede se abbiamo un accendino, per fumare una sigaretta, ma noi non fumiamo. Con una scusa mi allontano, per andare alla macchina; sto via soli pochi minuti e, quando torno, mi sembra non sia successo nulla, invece mia moglie mi dice che il tizio le aveva fatto una corte pressante. A quel punto le chiedo se ha voglia di giocare. «Che te ne pare? Mi sembra un bel maschio! Ti andrebbe di giocare con lui?». Lei annuisce, ha gli occhi che le brillano. Sono a mille. Mi guarda e, a bassa voce, mi dice di allontanarmi di nuovo. «Amore, fa un giro, ma non troppo lungo. Voglio sapere che sei ad una distanza che ti consente di guardarmi, così mi sento tranquilla.» A voce alta, in modo da esser sentito, dico di dover tornare in albergo, perché ho dimenticato di prendere il cellulare. Vado via. Salgo in auto e faccio un breve giro del parcheggio, poi mi posiziono dietro la scogliera che si trova a pochi passi dal nostro ombrellone. Lui non ha perso l’occasione di avvicinarsi subito a lei. Li vedo allegri che se la ridono, lui le guarda i seni in bella mostra. Poi è lei che lo provoca, usando la più vecchia delle scuse. «Saresti così gentile ma mettermi un po’ di crema sulle spalle?» Lui ovviamente non aspettava altro. Lei si sdraia e lui subito si inginocchia di lato; è allora che posso notare il voluminoso pacco del tizio. Le spalma la crema, ma, in realtà, le fa un massaggio che scende fin sulle chiappe, appena ricoperte dalla sottile stoffa del costume. Poi lei, con fare da vera troia, si gira e gli sbatte in faccia i seni, belli gonfi e dai capezzoli irti come spini. Lui resta un attimo indeciso sul da farsi: è evidente che non sa se continuare o fermarsi, ma mia moglie gli sorride e lui le schizza addosso una buona dose di crema, fra i seni di mia moglie. A vederla così, sembrava le fosse stata spruzzata una copiosa sborrata, che lui ha sparato sul corpo. Ovvio che, subito dopo, usando entrambe le mani li massaggia e sembra gradire molto. Vedo che indugia sui capezzoli ed il suo pacco, ormai enorme, è a pochi centimetri dalla faccia di Vera, che si morde il labbro inferiore, indice di una forte eccitazione. Per un lungo istante, non succede nulla, lei si gode la stimolazione dei capezzoli, poi solleva una mano e l’appoggia agli slip di lui, che subito, con una mano, lo abbassa, rivelando una verga davvero grossa, anche se non troppo lunga. «Che bello! Hai davvero un bel tronco di carne!» Lui sorride, poi le si avvicina ancora di più alla faccia, con quel cazzo che davvero sembra un bel pezzo di carne, troncoconico e duro. Lei lo prende in bocca, mentre lui le imprime il ritmo della pompa, tendendole la testa con una mano, mentre con l'altra le tocca il seno. Geme il porco nel sentire la bocca vogliosa di Vera. «Che meraviglia! Che gola profonda! Accidenti! Te lo sei infilato tutto in gola! Sei un'esperta bocchinara!» Lei lo lecca e lui si mette disteso di lato, insinua la testa fra le sue cosce e comincia a darle una sontuosa leccata di fica, che la porta in breve a godere. Si incastrano in un 69 da infarto. Lei gode e fa godere, incurante se qualcuno possa vederli. Vera ha un orgasmo molto intenso. «Continua! Non ti fermare, che vengo! Accidenti, sei un demonio! Leccami, che godo! Vengo!» Lui la lecca avidamente, lei ad un certo punto lo fa rigirare e, stesa di lato, lo invita a possederla. «Scopami! Mettimelo dentro, che brucio dal desiderio di sentirmi riempire da questa verga cosi grossa!» Lui si solleva, la guarda e poi la bacia sulla bocca. Limonano un po', poi lui si inginocchia fra le cosce spalancate di Vera, che solleva le braccia per invitarlo a possederla. Lui afferra la propria mazza e ne struscia la cappella lungo lo spacco della fica di Vera, che geme e brucia di desiderio. «Mettimelo dentro! Lo voglio dentro! Dai! Scopami a fondo!» Lui sorride e poi glielo spinge tutto dentro. «Senti, vacca, come ti spacco un due questa fica sfondata! Sei una troia! Adesso ti sfondo io a dovere! Il cornuto continua a starsene dietro la scogliera e chissà se riuscirà a capire come e quanto te la dilato. Dai, cornuto, vieni fuori, che ti ho visto quando ti nascondevi lì dietro!» Avverto un brivido strano nel sentirmi dare del cornuto e, soprattutto, per il fatto di esser stato scoperto. Per un lungo istante, resto basito senza sapere cosa fare. È mia moglie che mi esorta a venir fuori. «Dai, vieni fuori, che son sicura che hai piacere a vedermi scopare. Lo hai sempre desiderato e mai potuto realizzare: questa è la volta buona! Dai, esci e vieni qui!» Son uscito in preda a sensazioni molto contrastanti. Mi ha cornificato altre due volte, prima di questa volta, ma sempre da sola, per poi raccontarmi sempre tutto ed io, di conseguenza, l’ho scopata come un pazzo furioso. Questa volta, invece, la vedo in prima fila scopare con un altro e sento, dentro di me, un groviglio di emozioni che si confondono tra gelosia ed una forte eccitazione. Lui la pompa sempre più vigorosamente e poi, quando lei ha un ennesimo orgasmo, si sfila e le sborra sulle tette. «Adesso ti rimetto la crema, zoccola! Prendi anche questa, così sei più protetta!» La vedo ricoperta del suo seme e poi lui si allunga e lei gli prende il grosso cazzo in bocca, lo pulisce alla perfezione. Io intanto mi son segato e, appena lei si sfila quello dell'altro dalla bocca, ci spingo il mio con decisione, lei me lo succhia così forte e veloce che, in breve, le inondo la gola. «Bevi anche la mia, troia! Mi ha fatto impazzire vederti scopare con lui! Sei la mia adorabile puttana!» Ci scambiamo uno sguardo reciproco e compiaciuto, poi andiamo tutti e tre a far il bagno. Lui si presenta e mi dice che si chiama Mario; restiamo a prendere il sole tutto il giorno in sua compagnia. Per tutto il giorno lei lo ha provocato con atteggiamenti davvero lascivi e, alla fine, prima di venir via dalla spiaggia, lui l’ha scopata di nuovo e ci siamo dati appuntamento per il giorno dopo. La sera, nel letto, abbiamo fatto una delle scopate più belle della mia vita. Il giorno dopo, Vera ha voluto cambiare spiaggia. Quando le ho chiesto il motivo, la sua risposta è stata semplice e nello stesso tempo bellissima. «Amo te ed una trasgressione è sufficiente, altrimenti diventa una relazione e poi il tuo cazzo mi ha sempre fatto divertire, quindi, due scopate con lui sono più che sufficienti!» Quanto amo questa donna!
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Porno weekend in barca
Prologo: Gennaio 2024. ricevo un bel messaggio dal lui della coppia, che mi scrive che stanno cercando uomo maturo, per la loro prima volta e vedendo che io organizzo incontri sulla mia barca la cosa è ancora piu' intrigante mi dice..!! Fin da subito sento che si fida di me e dei miei modi gli do' sicurezza, gli dico che ho molta esperienza con le coppie e soprattutto la barca è ideale per una prima volta ...gli mando un po' di mie foto e mi fa i complimenti dicendo che ho un fisico ancora atletico sicuramente piaccio alla sua lei e poi ,che scrivo in un italiano corretto. Poi dopo qualche giorno mi scrive che ha fatto vedere le mie foto alla sua signora e lei, mi scrive lui , dice: “Va bene, è un uomo maturo ma si conserva bene ha un fisico anche migliore del tuo”. Ci accordiamo per vederci il primo week end di maggio e io gli dico che al momento sono libero e molto contento di incontrarli. Mi racconta delle loro 'piccole' esperienze precedenti, di come è lei a letto, com'è il suo carattere e mi manda anche qualche foto. Continuiamo a scriverci e lui mi dice che sono l'uomo giusto gli infondo sicurezza e tranquillità!! Per circa un mese non ci sentiamo fino a quando, come promesso, i primi di aprile gli confermo che se vogliamo, possono venire. Mi comunica anche che in quei giorni lei avrà il ciclo ed io gli domando se a lei piace il sesso orale e anale e lui mi risponde che a lei piace tutto, ma è un po' preoccupato perchè il ciclo potrebbe essere limitante non solo da punto di vista prettamente fisico ma anche psicologico, considerando gli sbalzi d'umore. Ancora una volta lo rassicuro e gli ribadisco che sono fiducioso sull'esito dell'incontro. Qualche giorno prima della partenza, mi confida che lei nel preparare la valigia ha messo molti completini intimi sexy e gli dice che sono un abbigliamento necessario per il “porno ponte”. Questa la definizione di lei dei giorni che passeremo insieme, io gli rispondo che lei ha chiaro ciò che viene a fare e questa è una cosa molto positiva! Giorno 1: Finalmente mi scrive che sono arrivati a Cannes e li vado ad incontrare e noto un po' di nervosismo del tutto comprensibile per una prima volta...gli domando come sia andato il viaggio, come si senta lei e in 10 minuti siamo già sulla sua barca. Gli mostro la cabina dove alloggeranno e li invita a mettersi comodi mentre io preparo un aperitivo e apre un prosecco. Ci sediamo, lei tra di noi. Stuzzichiamo qualcosa, sorseggiamo le bollicine. Lei è un po' tesa, ci ascolta, per lo più siamo io e lui a parlare, ma poco a poco inizio ad introdurre l'argomento. “Come l'hai definito il nostro incontro? Porno... Ah, sì porno ponte” Ridiamo tutti e tre. Poco dopo rincaro la dose, rivolgendomi a lei: tuo maritino mi aveva mandato qualche tua foto ma devo dire che dal vivo sei molto meglio. Lei accenna ancora un sorriso e timidamente ringrazia. Poco dopo le dico che, se vuole, potrei farle un massaggio nella stanza accanto, detta stanza dei massaggi o degli orgasmi. Ridiamo ancora, e man mano sento che lei si sta rilassando, la temperatura aumenta. Continuiamo a bere e mangiare e quando il prosecco finisce io le prendo la mano, la guarda negli occhi e le dico: “ma quanto sei bella” e, dolcemente la bacio. Un bacio, poi un altro, poi le nostre lingue si incontrano, le prime carezze. Lei è sempre seduta tra di noi, anche lui inizia ad accarezzarla e le sbottona un pò la camicetta bianca che indossa, mentre l'altra scivola dietro la sua schiena e con un gesto rapido di indice e pollice le sbottono i due clip del reggiseno. Oramai è col seno in bella vista, i capezzoli turgidi dimostrano che anche lei è intrigata dalla situazione che si sta producendo. La mano di lei inizia ad accarezza il mio membro già bello duro da sopra i jeans. La prende per mano e li invito ad andare nella stanza accanto. In un attimo siamo tutti nudi, in piedi, lei tra di noi io la bacio con passione, il marito dietro di lei. Con tatto le domando se ha le mestruazioni, lei risponde di sì e le dico che c'è sempre il piano B. Lei all'inizio non capisce, poi però si gira, appoggia le mani sul letto e mi offre il culo. Il marito sale sul letto e inizio a farselo succhiare. Giochiamo cosi per qualche minuto, poi ci stendiamo, lei tra di noi, mani lingue e carezze. Ora lei è rivolta verso il marito mentre io le sta scopando il culo da dietro. Lei gode. Poco dopo, lei si stenda pancia sotto, io su di lei, sempre scopandole il culo, aumento sempre di più il ritmo annunciando che sta per venire. Glielo ripeto più di una volta, quasi come a chiederle il permesso per venirle nel culo. Lei ansimando, mi dice che può godere e cosi le vengo nel culo, restando poi steso su di lei, con il mio cazzo dentro un bel pò, recuperando ossigeno e aspettando che si abbassino le pulsazioni. Ci risistemiamo. Il tempo fuori è pessimo per cui optiamo per restare a cena in barca. Il tempo passa rapido parlando di noi e verso ora di cena inizio a cucinare un buon piatto di pasta. Beviamo ancora un pò a tavola e dopo cena il marito dice che si occuperò di lavare i piatti. Mentre li lava lei è in piedi appoggiata al mobile io mi avvicino l abbraccio e inizio di nuovo a baciarla ed accarezzarla con gesti lenti e rilassati. Il maritozzo lava ancora i piatti e ci guardo limonare. Poi la porto di nuovo verso la stanza degli orgasmi e siamo entrambi senza maglia le mie mani sul seno e poi sulla schiena di lei scendono lentamente sul culo e spariscono sotto i jeans che indossa. Lei mi sbottona e abbassa prima i miei jeans poi i suoi. Questa volta la faccio stendere subito e la metto comoda. Il marito finisce di lavare i piatti e quando arriva da noi lei è stesa pancia su ed io in ginocchio, perpendicolare a lei, all'altezza della sua testa e me lo sta succhiando con gusto. Le accarezzo i capezzoli e la clitoride, lei ha la testa inclinata e il mio cazzo sparisce tra le sue labbra. Sono movimenti calmi ma di un'eccitazione pazzesca. Il marito si spoglie e sta molto vicino e puo' vedere la sua figa aperta e le mie mani che accarezzano tutto il corpo di lei...e in controluce il mio cazzo che sparisce nella sua bocca. Le dico che è bravissima mentre mugola di piacere, andiamo avanti cosi un bel po'. Poi decido di scoparle di nuovo il culo la faccio mettere su un lato e mi stende dietro di lei, il marito si alza, si mette in disparte e inizia a segarsi. Io la inculo un bel po' sento che le piace un casino e sono molto resistente...!!. Lei gode diverse volte.... Alla fine la faccio stendere di nuovo a pancia sotto e, come prima, mi stendo su di lei per venirle nel culo. Il marito si stendo accanto a lei, la bacia, l'accarezza e quando gli dico che sto per venire lui si sborra addosso al culmine della sega. Stremati e stanchi per il sesso e loro anche per il viaggio, decidiamo di andare a dormire.
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Una brava e fedele donna di casa.
Mi chiamo Antonella, ho 36 anni, sono alta m. 170, occhi scuri, capelli neri lunghi, un bel fisico snello e ben curato, perché pratico molto sport, un bel seno alto e sodo di una terza misura piena ed un bel culetto che piace tanto a mio marito. Sono sposata da 15 anni con Filippo, un bell'uomo un po' più alto di me, anche lui moro, con gli occhi marroni e anche il suo fisico è ben curato, perché anch'egli, come me, ama molto fare sport. La nostra è stata sempre una bella unione, tranquilla e, a volte, monotona, anche se allietata dalla nascita di nostro figlio o il suo avanzamento in carriera: oggi direttore di banca, ma sempre con le solite amicizie con cui passiamo le serate o le vacanze estive, assolutamente tranquille. Siamo una coppia che non vive forti emozioni, ma il tranquillo scorrere della vita quotidiana. Non ho mai tradito mio marito, ero vergine quando mi son sposata e lui è stato il primo ed unico uomo che ho avuto. Ho sempre rispettato il principio di fedeltà, perché tra di noi c’è sempre stato un buon feeling, con sesso normale, privo di forti emozioni. Lui è un maschio tranquillo a letto e mi ha sempre accontentato e fatto godere, anche senza far cose strabilianti. Io lavoro come impiegata statale e, prima di conoscere mio marito, ho partecipato come volontaria nel soccorso durante un’alluvione in un piccolo borgo, dove salvammo una decina di persone giusto in tempo. Quest'anno i sopravvissuti di quella brutta avventura ed i loro discendenti hanno deciso di festeggiare in maniera solenne quella triste ricorrenza. Per l'occasione hanno invitato tutti i volontari, che parteciparono come me a quel soccorso, alquanto difficoltoso, ad una serata da trascorrere insieme nel paese. Ero un po' restia ad andarci, perché avrei dovuto fare circa un'ora e mezzo d'auto su strade di montagna, ma è stato proprio mio marito ad invogliarmi ad andare. «Dovresti partecipare, perché sei tra quelle persone che hanno messo a repentaglio la loro vita pur di portare in salvo persone in serie difficoltà. È un riconoscimento che ti spetta di diritto e, quindi, sono veramente contento se partecipi a questa rievocazione, in cui, senz'altro, verrà riconosciuto il vostro fattivo contributo.» Così mi son incamminata e mi son ritrovata a destinazione, dove sono stata accolta in maniera cordiale e più che amicale. Dopo un bel pomeriggio passato insieme alle persone soccorse ed a tante altre che son venute alla festa, abbiamo cenato nel più importante ristorante della zona. Annessa alla sala da pranzo, c'era anche una pista da ballo e, quando mi sono seduta a tavola, mi sono trovata di fianco Mario, un ragazzo di poco più grande di me che, durante quei giorni, non aveva mai smesso di corteggiarmi e, a parte un mezzo bacio, quasi rubato, non c’era stato niente di più. Seduti allo stesso tavolo, abbiamo iniziato a ripercorrere i momenti salienti di quella strana avventura. Per l’occasione ero vestita con un semplice vestito nero, lungo fino al ginocchio, per nulla provocante o che invogliasse a pensieri osceni. In buona sostanza si trattava di un outfit da brava donna di casa. Non avevo certo intenzione di andare con altri uomini; per me c’era stato solo mio marito fino a quella sera, quindi mi sentivo tranquilla. Mario, invece, che appare come un ragazzo poco affidabile e che faceva il volontario solo per rimorchiare, era diventato un personaggio di rilievo nel suo lavoro; adesso era un industriale di successo ed aveva un fascino tutto particolare quella sera. Il suo modo di fare, la ostentata sicurezza e faccia tosta, ha fatto sì che, d'un tratto, senza proferir parola, mi prende per mano e mi porta a ballare. «Lo sapevo che saresti diventata questa splendida signora che sei! All'epoca avrei dovuto darmi una calmata e corteggiarti con intenzioni veramente serie. Sei proprio una bellissima donna! Adesso sei ancor più desiderabile!» Mi sento lusingata e stordita da tutti quei complimenti e mi lascio andare. Mi abbraccia ed io non mi sottraggo, anzi, abbandono la mia condizione di moglie e madre e, quando arriva il primo lento, sono ancora in mezzo alla pista che ballo con lui, solo che, adesso, siamo molto più accostati e le sue mani cominciano ad accarezzare la mia schiena in un modo inequivocabile. Avvolti dalla melodia della musica, mi sento illanguidire le gambe. Sento le farfalle nello stomaco, quando le sue mani scendono sui miei glutei e la sua bocca sfiora la mia. Inspiegabilmente abbasso ogni mia difesa e mi lascio conquistare dal suo fascino, dal suo esser maschio, che sa corteggiare una donna e, soprattutto, mi estraneo dal resto del mondo. Per me, in quel momento, siamo solo noi due. Stretta tra le sue braccia, sento il suo membro che spinge contro il mio inguine con prepotenza. Il mio seno si schiaccia contro il suo petto duro e forte e lunghi brividi di piacere scorrono giù, lungo la schiena, e si concretizzano in umori che infradiciano le mie mutandine. Nel ballare mi sposta in un angolo del locale un po' più buio e, improvvisamente, la sua bocca si incolla alla mia: accetto quel bacio, come se lo avessi sempre desiderato. Le nostre lingue ingaggiano una danza furiosa nelle nostre bocche, mentre le mani si fanno più ardite, alla ricerca dei nostri corpi, che esplorano senza alcun ritegno. Quando ci stacchiamo, i suoi occhi brillano come due tizzoni ardenti, ci mettiamo seduti su di un divanetto e, come una ragazzina al suo primo turbamento, lascio che lui giochi con il mio corpo. La sua mano scivola sotto la mia gonna, mentre i suoi baci travolgono la mia effimera resistenza: mi sto bagnando in continuazione. Egli valica l'elastico delle mie mutandine e le sue dita forti vanno a carezzare i petali della mia patata fradicia. Mi accarezza il bottoncino, poi, con decisione, ne spinge due dentro e mi trova bagnatissima; io apro ancor di più le cosce, per dargli più libertà nel muoversi a suo piacimento. Mi masturba velocemente e, ben presto, il mio corpo viene scosso da un orgasmo che mi provoca un terribile fremito, mentre dalla mia bocca, incollata alla sua, emerge un gemito strozzato. Allungo la mano e vado alla ricerca del suo membro, che stringo da sopra la stoffa dei pantaloni e subito mi rendo conto di quanto sia voluminoso. Improvvisamente si stacca da me, si alza in piedi e, tenendomi per mano, mi porta oltre una pesante tenda, che nasconde un corridoio. Entriamo in quello che sembra essere un magazzino, lui chiude ermeticamente la porta dietro di noi. In quel momento non sono più una donna fedele, ma una fedifraga che intende far le corna al marito; solo che, in quel momento, non me ne rendo conto, perché sono come in trance per la situazione. Mi appoggia ad un tavolo e, tirato su il vestito, mi strappa con violenza lo slip; la sua furia erotica mi fa bagnare ancor più e reagisco a quel gesto allargando le cosce: in pratica non faccio altro che offrire tutta me stessa, senza riserve. Si inginocchia davanti a me, mi solleva le gambe e mi fa appoggiare i talloni sul tavolo; in quella posizione la mia vagina è perfettamente all'altezza della sua bocca e le cosce, oscenamente spalancate, devono offrirgli una visione altamente erotica, perché immediatamente la sua bocca inizia a brucare la mia intimità, strappandomi continui gemiti di piacere. La sua lingua si insinua in ogni piega della mia vulva, raccogliendo ogni singolo rivolo dei miei umori simili a miele. Stringe il bottoncino fra le labbra e mi strappa un primo orgasmo, che mugolo a denti stretti, perché, per non urlare, mi son coperta la bocca con una mano. Tremo e vibro come la corda di un violino, sotto le sapienti mani di questo artista, che mi sta letteralmente facendo impazzire di piacere. La sua bocca avida, continua a raccogliere il miele che sgorga da me e sembra non esserne mai sazio. Mi fa godere ancora, portandomi per l'ennesima volta ad un nuovo orgasmo, che provo nel preciso istante in cui sento di nuovo le sue dita penetrare nella mia Intimità e, quasi a voler andare a raccogliere ancora altro miele, che non è sgorgato fuori. Serro le cosce per bloccare la sua testa, mentre sono devastata da spasmi di piacere, che mi fanno sobbalzare come se una scarica elettrica stesse attraversando il mio corpo. Vibro e tremo, mentre lui, inesorabile, insiste a leccarmi, facendomi impazzire. Poi, all'improvviso, si stacca, si solleva e mi aspetto di sentire il suo membro dentro di me; invece lui mi fa scendere dal tavolo e immediatamente mi presenta alla bocca il suo splendido gioiello! Mentalmente lo confronto con quello di mio marito e trovo che, forse il suo è più lungo, ma questo di Mario è sicuramente molto più spesso. Lo avvicino alla bocca e ne aspiro l'aroma di maschio che emana; mentre le mie narici si riempiono del suo profumo, avverto ancora altri umori scorrere dalla mia farfallina. Lecco la punta e poi inizio a scendere lungo quell'asta, che mi sembra cresca ad ogni passaggio. Sollevo le mani e slaccio la cintura dei suoi pantaloni, li faccio cadere ai suoi piedi assieme ai boxer. Con una mano lo impugno, ma non riesco a cingerlo con le dita, tanto è doppio, mentre, con l'altra accarezzo le grosse palle. Lui mugola e geme nel sentire la mia lingua lavorare lungo l'asta e poi, quando son di nuovo con la bocca sulla punta, mi appoggia una mano sul capo e, con decisione, me lo spinge in bocca. È enorme! Spalanco più che posso la mandibola, ma solo una minima parte riesce a trovare posto tra le mie labbra. Si muove con calma scivolando avanti e indietro nella mia bocca, mentre io sento prepotente il desiderio di averlo dentro. Lo sfilo della bocca, sollevo lo sguardo e, nella fioca luce del posto, i nostri occhi si incontrano. «Prendimi! Mettimelo dentro! Voglio sentirlo tutto, fin in fondo! Voglio sentire il tuo sperma scaldarmi il ventre! Scopami!» Lui si abbassa, mi abbraccia e mi fa di nuovo sedere sul tavolo; solleva le mie gambe appoggiando i miei talloni al suo petto. Poi sento il calore del suo membro mentre si affaccia alle labbra della mia vagina, che si apre per accogliere e stringere quel membro grosso, gonfio, duro, che, in men che non si dica, mi scivola dentro, mi apre e mi riempie con il suo spessore. Mi faccio scopare come l’ultima delle troie e, come esse, godo a cosce aperte e senza ritegno. Mi sbatte e mi tratta da troia. «Finalmente ti sfondo, troia! Ho sempre desiderato il tuo corpo! Questa sera, quando ti ho visto, ho deciso che ti avrei avuta, a qualunque costo! Sei una troia meravigliosa! Una donna come te l'avrei voluta al mio fianco per tutta la vita! Sei una zoccola stupenda! Una troia eccezionale! Devi diventare la mia troia!» Godo. Mi lascio sbattere davvero come una troia! La sua troia! È questo che mi sento di essere in questo momento con lui! Lo incito a sfondarmi ancora di più e poi ha inondare il mio ventre con il suo piacere. «Non ti fermare! Fammi godere ancora! Hai ragione sono una troia! Fammi godere e sarò per sempre la tua troia! Vienimi dentro! Marchia questa tua troia con il tuo seme!» Mi sbatte, mette le sue mani sotto il mio sedere e comincia ad aumentare il ritmo, a scoparmi con un ritmo forsennato, che, ben presto mi porta a godere ancora e poi, ancora, senza soluzione di continuità. Sono stravolta dal piacere! La mia mente è del tutto annientata dal piacere che sto provando e perdo di vista il fatto che sono una donna sposata, madre e moglie fedele, fino ad ora. L’unica cosa che so è che mi piace esser qui con lui e mi piace sentirmi viva, desiderata, scopata e troia, come da molto non mi capitava. Solo in questo momento mi rendo conto di aver trascorso anni senza vivere, accontentandomi di ciò che passava il convento, senza mai desiderare qualcosa in più. Ora lo sento tutto dentro, mi tocca la cervice con la punta e mi trasmette scosse continue con quel suo incessante entrare ed uscire; raggiungo orgasmi in continuazione. Le sue mani forti continuano a tenermi per i fianchi e con le gambe in alto, completamente offerta e indifesa sotto i suoi fortissimi assalti che mi fanno impazzire e, dopo aver perso il conto di quante volte ho goduto in quell’angusto magazzino, lo sento finalmente ruggire e scaricare il suo piacere dentro di me. «Vengo! Ti sto sborrando dentro! Ti inondo il ventre, troia! Troia mi senti? Lo senti come ti sto riempiendo di me?» Abbasso le cosce e le avvolgo dietro la sua schiena per impedirgli di uscire, mentre sento il mio ventre riempito da ondate di calore che mi fanno ancora godere per l'ennesima volta. Ad ogni suo sussulto, sento schizzar dentro la sua crema e, mentre lo fa, la sua bocca è incollata alla mia in un bacio che toglie il fiato ad entrambi. Sfinito, rimane sopra di me e poi, lentamente, dopo avermi abbracciato di nuovo, si solleva, si sfila e si mette seduto sul tavolo accanto a me, mentre io, mi giro e guardo quell’enorme membro che mi ha fatto impazzire e, senza nessuna esitazione, mi inginocchio tra le sue gambe e glielo prendo in bocca, come non avevo mai fatto con mio marito. È intriso dei miei umori e del suo seme e, mentre lo lecco e ripulisco, sento che dalla mia fica slabbrata sta colando il suo seme abbondante. Sollevo lo sguardo e vedo che mi sta osservando, allora, con una mano, scendo lungo le mie cosce, raccolgo un po' del suo seme e con esso imbratto di nuovo il suo membro, per poi continuare a leccarlo e pulirlo. Il gesto lo sconvolge! «Che femmina meravigliosa! Che troia straordinaria! Ti voglio! Voglio che tu diventi la mia troia!» Il gesto lo eccita, perché il suo membro ora è di nuovo duro e palpitante nella mia bocca e, mentre lo pompo convinta di bere ancora altro suo seme, lui si abbassa, mi solleva, mi bacia in bocca, e condivide con me il sapore delle mie labbra, poi, quando si stacca, mi guarda dritto negli occhi e, senza dire niente, mi invita a girarmi per offrirgli il mio culetto. Non ho bisogno di parole, mi piego e mi allungo sul tavolo, mentre lui, inginocchiato dietro di me, insinua la sua lingua tra le grinze della mia rosetta, mi lecca e lubrifica quel buchetto, raramente usato da mio marito. Con le dita raccoglie la crema che sgorga ancora copiosa dalla vagina e con essa mi lubrifica ancora di più. Si solleva, inzuppa il membro in quella fonte di umori che è diventata la mia fica, poi lo estrae ed appoggia la punta sul mio buchetto. Faccio un respiro profondo, mentre allungo le mani e dilato le chiappe per agevolare ancora più quella intrusione. Mario preme e, lentamente, comincia la penetrazione nel mio intestino. Anche in questo caso, sento che mi apre e mi riempie, nello stesso tempo. Si muove lentamente, senza fretta, lasciando che i miei muscoli anali si adattino alle sue dimensioni, alla sua intrusione e, ben presto, sente il suo corpo aderire alle chiappe, realizzando che me lo ha infilato tutto nel culo. Resta immobile, piantato dentro di me, e poi, lentamente, comincia a limare il mio foro che, lentamente, si adegua al via vai e, ben presto, mi regala altre sensazioni, ancor più belle delle precedenti. «Muoviti, fammelo sentire tutto! Lo voglio sentire fin nello stomaco! Voglio che me lo dilati tutto!» Mi tiene per i fianchi e non si fa pregare. Mi sbatte con più vigore rispetto a come mi aveva chiavato la fica. Si rivela un toro scatenato quello che mi sta devastando il culo e, nello stesso tempo, mi fa avere altri due orgasmi, uno dopo l'altro, in rapida successione. Anche per lui il gioco è estremamente eccitante al punto che, d'improvviso, gli sento aumentare il ritmo della chiavata per, alla fine, restare immobile, tutto piantato dentro di me, e riversarmi nell'intestino ciò che ancora è rimasto del suo seme, dopo la lunga scopata fatta fino a quel momento. «Vengo sto sborrando! Troia ti sto sborrando nel culo!» Sento un'ondata di calore riempirmi il corpo e questo mi fa ancora godere. Rimane qualche istante piantato dentro di me, poi si sfila e si appoggia al tavolo, perché, evidentemente, quel piacere deve aver spezzato le gambe anche a lui. Restiamo immobili, poi utilizzando dei tovaglioli, ci diamo una ripulita e, con fare discreto, ritorniamo nel salone. Da quella sera tutto è cambiato. All'inizio mi son rifiutata di diventare la sua amante, ma, alla fine, ho sentito il bisogno di sentirmi viva, troia e puttana tra le sue braccia. Non ne abusiamo, ma io con Mario son tornata ad esser una donna viva e vogliosa, anche se, per tutti, sono sempre una brava e fedele donna di casa.
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2 anni fa
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Mia moglie si spoglia per ripicca.
Mi chiamo Michele, ho 32 anni e sono sposato da sei con Debora, che ha la mia stessa età. Fisicamente sono di media statura, moro, occhi scuri e mi piace molto praticare lo sport per tenermi in forma. Sessualmente parlando ho una discreta dotazione, che, fino ad oggi, ha sempre soddisfatto le voglie di mia moglie. Lei, prima di me, era stata fidanzata con un ragazzo un po’ più grande di lei, che l’aveva introdotta nei piaceri del sesso e ad un certo esibizionismo, che tutt’ora le piace praticare. Se lo può permettere, con il fisico da favola che si ritrova. Alta quasi 1,70, capelli neri lunghi, occhi scuri, labbra molto sensuali, un seno di una quarta abbondante ed un bel paio di cosce lunghe e affusolate, al cui culmine figurava quello che io considero un vero capolavoro della natura: un culo tondo e sodo, che sembra disegnato. Come ho detto, le piace molto esser al centro dell’attenzione e, spesso, mi diverto a farle indossare indumenti alquanto succinti; la sprono a scodinzolare, mentre io osservo l’effetto che fa su tutti i maschi, che cercano, in qualche modo, di abbordarla. Mi eccita tantissimo vederla desiderata e ho anche immaginato di scoparla assieme ad un altro maschio, ma quando le ho manifestato questa mia fantasia, mi ha dato del matto e si è anche un po’ alterata. Naturalmente una bella scopata ha riportato il sereno nella coppia, anche se io ero sempre più proiettato verso quella fantasia. Il mese scorso, poi, è avvenuto un fatto che ci ha messo di nuovo in agitazione. Eravamo stati invitati all’inaugurazione di un negozio di estetica e l’estetista, proprietaria dell'esercizio, è una sua carissima amica. Non avevo molta voglia di partecipare all’evento, ma lei ci teneva moltissimo e, alla fine, ci siamo presentati e vi abbiamo trovato un sacco di gente, fra cui diversi amici comuni con le relative consorti. Durante la cerimonia, io mi son divertito con Carlo, Luca e Walter, tre dei miei amici più intimi, a fare qualche commento sulle donne presenti, comprese le loro mogli e, a giudizio di tutti, ci siamo soffermati sulla più seducente, la più intrigante e la più esibizionista. Ovvio che a questa categoria apparteneva la mia Debora, mentre sulle altre il dibattito è stato molto acceso, ma era lapalissiano che, tra tutte, emergeva mia moglie, che, non vista, si è avvicinata di spalle a noi ed ha ascoltato tutte le battute e i commenti, indirizzati alle diverse donne presenti. Naturalmente, non sapendo di esser ascoltati, ci siamo anche andati un po’ giù pensanti su certe femmine che attiravano il nostro interesse, non affatto sgombro da fantasie poco decenti. In particolare, quando è apparsa la madrina della cerimonia, che a noi tutti ci è sembrata perfetta per uno spogliarello. Indossava una mini nera elasticizzata, che non lasciava molto all’immaginazione con sopra una camicetta bianca tenuta chiusa da un solo bottone e sotto si intravedeva un reggiseno di pizzo molto intrigante. Ovvio che le battute su di lei si sono sprecate. «Accidenti, che provocante che è! Una cosi sarebbe bello averla tutta per noi, una sera! Altro che le nostre donne! Questa sì che sa esser conturbante.» Non avevo nemmeno finito di parlare, che solo allora mi son accorto della presenza di mia moglie che, alquanto alterata dal mio comportamento, se n’è andata. Durante il viaggio verso casa, è esplosa la sua ira. «Sei un porco! Peggio dei tuoi amici! Avete una buona concezione delle vostre donne! Le vorreste tutte puttane, da quello che ho capito! Parole non troppo lusinghiere, devo dire! Scommetto anche né avrete espresse anche su di me! Ma, se al posto di quella ragazza, ci fossi stata io, che avreste detto? Ti avrebbe fatto piacere? Dimmelo!» Ho cercato di minimizzare, ma lei era davvero furiosa. «Sta attento, che un giorno di questi, ti faccio vedere io cosa si prova ad esser trattata da puttana e restare immobile, senza far nulla! Voglio vedere se a te sta bene!» Ho cercato di rabbonirla, ma con scarsi risultati. Sono passati diversi giorni e mi sembrava che la cosa si fosse, in qualche modo, sgonfiata. Poi, circa tre giorni fa, è avvenuto un fatto che mi ha sconvolto. Eravamo radunati a casa mia: io, Carlo, Luca e Walter, per la finale di Volley, sport di cui siamo tutti molto patiti. Debora, non amando questo sport, è uscita con le sue amiche. La partita si è un po’ protratta nel tempo e noi eravamo, complici tre bottiglie di vino a forte gradazione che ci eravamo scolati, insieme a degli stuzzichini, molto alticci ed eccitati dalla vittoria della nostra squadra e, mentre stavamo festeggiando allegramente, la porta si è aperta e mia moglie è entrata nel salone, Luca si è voltato e gli è venuta spontanea una battuta: «Che peccato! Pensavamo fosse arrivata la spogliarellista per festeggiare la vittoria!» È stato un commento stupido e fuori luogo, ma mia moglie l’ha fissato con un atteggiamento di sfida e, mentre stava per allontanarsi senza proferir parola, si è voltata verso di me, mi ha guardato con un’aria di sfida ed ha scosso la testa. «E chi dice che la spogliarellista non sia, di fatto, arrivata?» Siamo rimasti tutti immobili, loro increduli ed io sbalordito, quando lei, camminando in mezzo al salone con incedere da maliarda e movenze sinuose, ha iniziato a sbottonare lentamente il soprabito. Subito tutti hanno iniziato ad esultare e farsi sentire con fischi e cori, che la incitavano. Walter ha intonato le note di "You can leave your hat on", la colonna sonora del film "9 settimane e mezzo", dove la protagonista fa uno spogliarello da infarto. Luca, attraverso il cellullare, ha davvero trovato la canzone che Walter aveva accennato e lei, nel sentirne il ritmo, ha preso a spogliarsi in maniera davvero molto sexy. Ha lasciato cadere il soprabito e Carlo la guardava invitandola a spogliarsi di più. Ero stupito e, nello stesso tempo, molto eccitato. Era vestita con una camicetta avana e pantaloni in pelle scuri, mentre continuava a muoversi in modo seducente al centro della stanza, osservata con impazienza da tutti che, increduli, la stavano ammirando con la bava alla bocca. Ha iniziato lentamente a sbottonarsi la parte inferiore della sua camicetta, salendo molto lentamente, un bottone dopo l’altro. Mi guardava sorridendo maliziosamente ed io ero a bocca aperta e, incredulo, mi domandavo fin dove si sarebbe spinta in questo gioco. Quando anche l’ultimo bottone è stato slacciato, lei ha aperto un poco la camicetta e, con fare sensuale, si è girata di spalle. Ha iniziato a far scendere l’indumento da dietro le spalle. Walter le si è avvicinato e poi ha afferrato la camicetta, lei, giratasi e sorridendo, ha lasciato che lui gliela sfilasse completamente. Abbiamo subito ammirato il reggiseno bianco, che racchiudeva completamente le sue tette prosperose. Ho pensato che fosse giunto il momento di porre fine allo spettacolo, come farebbe qualsiasi marito nel pieno delle proprie facoltà mentali, ma mi son sentito molto stranito, ero troppo eccitato e forse un po’ troppo ubriaco per ragionar lucidamente. Ho assecondato il mio desiderio di vederla davanti ai miei amici, possibilmente ancora più nuda. In un barlume di lucidità, ho pensato che tanto poi si sarebbe fermata lei e quindi l’ho lasciata fare a modo suo. Mi piaceva il gioco e lo stesso era per i miei amici, che si stavano davvero divertendo. Seduto, la guardavo ipnotizzato con il cazzo che mi esplodeva nei pantaloni. Carlo le ha offerto da bere e lei lo ha accettato. Ha preso il calice di vino rosso e poi, molto lentamente, tenendolo sollevato sopra la testa, ha fatto colare piano un po’ di vino nella sua bocca aperta. Alcune gocce le son finite sul viso e giù sul seno, macchiando il reggiseno. Luca l’ha invitata a toglierlo. «Dai, toglilo: è un peccato che si macchi!» Credevo che non lo avrebbe fatto, ma lei, sempre guardando verso di me, ha iniziato, a suon di musica, a scuotere le tette coperte dal reggiseno. Poi lo ha sganciato da dietro e poi, si è girata di spalle e lo ha lasciato cadere in terra. Ho sgranato gli occhi dallo stupore! Cazzo lo stava facendo davvero! Subito Walter lo ha raccolto e lo ha portato sul volto, commentando con entusiasmo. «Sì, dai, bravissima! Dai, fa vedere che sei davvero una donna decisa! Dai, abbi il coraggio di osare! Dai, nuda! Nuda!» Anche gli altri hanno detto che doveva spogliarsi nuda. «Nuda! Nuda! Nuda! Nuda! Nuda! Nuda! Nuda!» Lei si è girata e, con le braccia, si copriva il seno; mi ha rivolto uno sguardo davvero strano, un misto fra l'adirato me anche tanta sensualità. Non ho capito niente e son rimasto a bocca aperta, quando ha invitato tutti noi a far lo stesso. «Anche voi, nudi! Che aspettate? Se lo faccio io, dovrete farlo anche voi!» Loro si sono dati uno sguardo e poi si son girati verso di me, che non ho avuto il coraggio di dire o far nulla. Ero immobile, basito, e così, senza troppo fronzoli, in un attimo erano tutti e tre nudi. Poi hanno ripreso ad incitarla. «Nuda! Nuda! Nuda! Nuda! Nuda! Nuda! Nuda!» Ho visto i loro cazzi già tesi e duri e son rimasto di sasso. Li avevo visti altre volte nudi sotto la doccia, ma non mi ero mai soffermato sulle loro dotazioni. Luca era molto dotato in lunghezza, Carlo anche lui molto lungo, ma più grosso e Walter, invece, molto grosso sì, ma, forse, lungo come il mio. Debora li ha ammirati sorridendo maliziosamente. Io mi sono alzato e ho cercato di porre un freno a tutto questo, nonostante fossi eccitatissimo ed ancora vestito. «Ok ragazzi, adesso basta! Questo gioco sta prendendo una piega troppo imbarazzante, quindi, basta!» Sia lei che loro si sono girati verso di me di scatto. Mi hanno fissato e poi lei mi ha gridato di non rompere! «Cosa c’è: ti dà fastidio? Vediamo se ti piace!» In quel momento ho capito che era in cerca di vendetta, per le stupide parole dette qualche tempo prima, all’inaugurazione. Stavo per replicare, ma tutti hanno confermato quanto da lei detto. «Sta zitto! Lasciala fare e non rompere!» Senza rendermene conto, ho cominciato a spogliarmi. Lei intanto ha iniziato a slacciarsi i pantaloni, mentre i suoi seni erano in completa mostra. Luca si è avvicinato, ha allungato una mano e ne ha accarezzato uno. Anche Carlo ha fatto la stessa cosa. Per un po', li ha lasciati fare, poi si è spostata e, lentamente, ha abbassato i pantaloni. Il suo splendido culo era in bella mostra. Il perizoma, infilato nel solco delle natiche, lo rendeva ancor più invitante. Walter si è avvicinato ed ha accarezzato con entrambe le mani le sue chiappe sode. «Accidenti, che culo! È meraviglioso!» Ero eccitatissimo e non potevo far a meno di deliziarmi, mentre vedevo che si spogliava e si faceva accarezzare dagli amici, che, con calma, l’hanno aiutata a sfilarsi del tutto i pantaloni, facendola restare con solo il perizoma ed i tacchi alti. Lei si è girata verso di me, facendosi spazio fra loro, mi ha guardato e invitato ad avvicinarmi. «Tu non vuoi toccare? Non ti va che questa sera avrete una spogliarellista tutta per voi?» Era bellissima. Con movimenti sinuosi, ha abbassato le mutandine fino alle caviglie. Poi si è girata ed ha sollevato le braccia sopra la testa, lasciandoci ammirare la sua bella figura e le sue grosse tette. Mi son avvicinato e lei ha impugnato il mio cazzo; con l’altra mano ha afferrato quello di Luca. Ci ha segato un poco, mentre Walter continuava a toccarle il culo e Carlo le tette. Ad un tratto si è abbassata ed ha preso a succhiarci, alternando i nostri cazzi nella bocca. Immediatamente i miei amici sono andati in delirio. «Sì, fantastica! Accidenti, come succhia! Sei meravigliosa!» Lei ha sollevato lo sguardo in cerca del mio e, quando i nostri occhi si sono incrociati, lei mi ha sorriso maliziosamente e, con un gesto del capo, mi ha indicato la porta della camera. Mi son abbassato e l’ho fatta sollevare. Lei tenendo il mio cazzo in mano, si è incamminata verso la camera. Appena dentro si è distesa sul letto e subito Luca si è messo a leccarla, mentre noi ci alternavamo fra le mani e bocca di lei. Ben presto ha preso a gemere di piacere; subito Luca si è allungato sì di lei, che ha spalancato le gambe, penetrandola con un solo affondo. Ho visto il suo corpo inarcarsi e sollevare le gambe, mentre lui la sbatteva con molto impeto e piacere. «Bellissima! Sei bollente! Ti sfondo!» Lei ha avuto subito un primo orgasmo, che ha urlato a bocca piena, ben riempita dal cazzo di Walter. Ho visto mia moglie godere ed io ero eccitatissimo, desideravo scoparla, ma gli altri erano tutti addosso a lei. Carlo le succhiava i seni e Walter si faceva leccare il cazzo, che ora sembrava ancor più grosso. Lui si è abbassato, ha detto a Luca di farla girare e io, per un attimo, non ho capito il suo gioco, finché l’ho visto inginocchiarsi dietro di lei e appoggiare il suo cazzo durissimo al culo di Debora. Ha fatto colare della saliva e poi lo ha affondato dentro di lei, che si è girata ed ha fatto una smorfia di dolore. «Cazzo! Fa piano! Fa piano che me lo sfondi tutto! Mi spacchi!» Lui, quasi con sadismo, ha continuato a spingere la grossa mazza dentro di lei. «Sì, troia, te lo voglio sfondare questo culetto da favola! Non puoi immaginare da quanto desideravo farlo!» È entrato fino in fondo e poi, per un momento, è rimasto immobile; poi, lentamente, ma con decisione, ha preso a chiavarla in culo, mentre Luca, da sotto, le sfondava la fica. Debora ha iniziato a godere ininterrottamente, di un orgasmo senza fine. Io e Carlo ci alternavamo in bocca, anzi, più lui che io, che ero estasiato da quello che vedevo. Era la prima volta che la vedevo così troia e questo mi faceva impazzire. Ha goduto molto e poi il primo a sborrare è stato Walter, che le ha inondato il culo con un grido di paciere. «Vengo! Sì, sborro! Ti farcisco questo culetto fantastico!» Le ha schizzato dentro un mare di sperma, poi si è sfilato completando la sborrata sul corpo di lei. Subito il suo posto è stato preso da Carlo, che l’ha infilata anche lui in un colpo solo. Luca, intanto, ha chiesto a Carlo di sollevarla; lui l’ha afferrata per i fianchi e l'ha messa in ginocchio. Luca la sbatteva davanti e ben presto ha sborrato anche lui. Si è sfilato e le ha schizzato sulle tette. «Sborro! Cazzo, sì, fammi schizzare sulle tette: te le voglio schizzare tutte. Che femmina favolosa che sei!» Ho visto generosi schizzi di crema bianca, finire sui capezzoli e il collo di mia moglie. Lei ha allungato la mano e ne ha raccolto un po', portandosela alla bocca. Lui, dopo esser venuto, le ha infilato il cazzo, ancora duro, in bocca per farselo ripulire, cosa che lei ha fatto, mentre Carlo la chiavava nel culo. Walter ha spinto Carlo disteso e poi ha aiutato Debora, sempre impalata sul cazzo dell’amico, a distendersi su di lui. Poi le ha sollevato le gambe e, con il cazzo ancora duro, ha iniziato a scoparla da davanti. Lei lo ha aiutato e, ben presto, era di nuovo infilata in doppia e godeva come una maiala, incitandoli a scoparla più forte. Io mi stavo segando e, senza rendermene conto, mi son venuto in mano, mentre vedevo lei che succhiava il cazzo di Luca, prendere quello di Walter in fica e Carlo in culo! Troppo eccitante! L’hanno scopata in doppia o, meglio, in tripla, fin quando non sono venuti tutti e tre, due volte. Lei ha goduto tantissimo e, alla fine, era tutta ricoperta di sborra in ogni dove. Sfiniti, siamo rimasti tutti distesi sul letto. Walter le ha fatto i complimenti, dicendole: «Debora sei stata stupenda! Michele avrà anche fatto la figura del cornuto, ma è una cosa da tenere in conto quando si ha una bella donna come te al fianco e, soprattutto, capace di far godere più maschi insieme.» Debora si è sollevata e, appoggiata alla testiera del letto, ci ha guardato con un sorrisetto da perfetta maliarda. «Sì, forse questa sera Michele ha fatto la figura del cornuto, ma preparatevi, perché, a giro, toccherà anche a voi farla, come questa sera è toccato a lui. Con le vostre consorti, non che mie amiche, abbiamo parlato molto del vostro comportamento all’inaugurazione e così abbiamo deciso di darvi una lezione: questa, appunto! Dimostrarvi che, se vogliamo, possiamo esser delle troie a nostro piacimento e, se a voi non va bene, allora preparatevi ad avere tante di quelle corna, da non riuscire ad entrare nel portone di una cattedrale. Diversamente, una sera al mese, ci si ritrova tutti insieme e ci si diverte! A voi la scelta!» Li ho guardati ed ho capito che, se per questa sera era stata la prima esperienza da cornuto, anche per loro i tempi erano maturi per un grande divertimento collettivo. I loro sorrisi si erano spenti, appena sentite le parole di mia moglie. Si erano rivestiti e se ne erano andati mesti e silenziosi, con la coda fra le gambe. Era evidente che stavano riflettendo su quelle sue parole. A mio avviso non vi era molto su cui riflettere, ma solo prender atto che le nostre donne avevano già deciso per noi ed io ero già impaziente di vivere la prossima serata.
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2 anni fa
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Il mio amico vuole le corna.
Mi chiamo Alberto, ho 39 anni, sono alto m. 1,85, moro, occhi scuri, spalle larghe, fisico asciutto non palestrato ed una buona dotazione tra le gambe, sia in lunghezza che in circonferenza. Sono bisex e, forse, proprio a causa del mio particolare orientamento sessuale, non sono mai riuscito a trovare una partner per la vita. Ho lavorato per diversi anni all'estero e, solo da sei mesi, son tornato nella mia città natale, dove, tra le tante amicizie perse, ne ho ritrovato una che mi è particolarmente gradita: quella con l'amico Gianmarco. Siamo amici da tanto tempo e, in gioventù, abbiamo anche fatto tante belle marachelle insieme, specie quando si trattava di corteggiare delle ragazze, noi due eravamo una vera forza della natura. Nell'occasione del mio ritorno, ho avuto modo di conoscere anche Lucilla, sua moglie. A mia differenza, Gianmarco, che di professione è impiegato di banca, ha trascurato il suo fisico ed oggi, nonostante abbiamo la stessa età, ha assunto un aspetto che lo fa sembrare più vecchio. In evidente sovrappeso a causa della vita sedentaria, ama molto trattenersi a tavola e, praticamente, quello che una volta era un ragazzo attivo e dinamico, oggi è un pantofolaio che, anziché fare del movimento, ama starsene sdraiato sul divano a sgranocchiare snack e guardare la tv. Al contrario, Lucilla è una bellissima e sensuale donna di 35 anni. È molto affascinante e provocante. Alta, mora, dai capelli neri corvini, occhi scuri, leggermente a mandorla, una bella bocca ampia e labbra carnose, un seno ben proporzionato al resto del corpo di una buona terza misura tonda. Ha il ventre piatto, le cosce lunghe e snelle, che culminano in un vero e proprio capolavoro: un culetto tondo e sodo che, al solo guardarlo ispira peccaminosi pensieri. Domenica pomeriggio, ci siamo trovati per un barbecue a casa di un amico comune e, tra una salsiccia e una costoletta, Gianmarco, parlando, mi ha indicato sua moglie. «Mi devo assentare tutta la prossima settimana e non ti nascondo che, lasciare la mia Lucilla sola mi impensierisce un po'. Posso chiederti, se non ti è troppo di disturbo, se le facessi compagnia, qualche sera. Tra tutti i miei amici, tu sei l'unica persona che lei gradisce di più e, soprattutto, anch'io mi sento più tranquillo a sapere che esce con te. È sempre meglio che ad esserle vicino fosse un amico, piuttosto che un estraneo, che potrebbe corteggiarla e chissà quali altre cose farle!» Son rimasto un attimo stupito nel sentire le sue parole, ma, nello stesso tempo, mi sono reso conto che parlava seriamente, senza secondi fini. Per lui, la cosa più importante era sapere che, in caso di bisogno, sua moglie poteva contare assolutamente su di me. Ammetto di aver visto Lucilla solo la prima volta al loro matrimonio, ma, da quando son tronato, ho sempre avuto una gran voglia di scoparmela, però, fino a quel momento, non mi ero mai attivato in quel senso. Son andato a casa loro con la scusa di salutarla e vedere come stava, nel caldo pomeriggio del giorno dopo. Quando ho suonato alla porta, per un attimo ho pensato che non fosse in casa e stavo quasi per andarmene, quando la porta si è aperta e lei, indossando un accappatoio in microfibra, alquanto corto e che a stento le arrivava a metà coscia, mi ha salutato cordialmente e mi ha invitato ad entrare. «Ciao, Alberto. Quel buon vento? Scusami se ci ho messo un po' ad aprirti, ma ero in piscina sul retro della casa. Dai, entra pure.» Mi ha preceduto attraverso il salone e, mentre camminava davanti a me, indossando dei sandali a zeppa che le inarcavano il suo fantastico culetto, ho avvertito ancor di più il desiderio di possederla. Ci siamo seduti a bordo piscina, sdraiati sui lettini prendisole, a bere un’acqua tonica, che lei mi ha offerto. Era felice di vedermi. «Sono molto contenta che tu sia passato. Speravo proprio di aver un po' di compagnia da una persona molto gradevole, come te. Gianmarco mi aveva informato di averti detto che lui si sarebbe assentato per un'intera settimana e, onestamente, speravo proprio di vederti, prima o poi.» Faceva molto caldo e lei mi ha proposto di far un bagno rinfrescante. «Perché non ti metti comodo e ti fai un bel bagno in piscina per darti una rinfrescata? Dai, spogliati! Anche se fa caldo, l'acqua offre sempre un opportuno refrigerio!» Sono rimasto per un attimo titubante, soprattutto perché non avevo il costume, ma, senza pensarci troppo, mi son spogliato e rimasto davanti a lei con solo gli slip. Mi son tuffato ed ho fatto qualche vasca per poi tornare a sdraiarmi al sole. Purtroppo, o per fortuna, il mio slip bianco, ormai bagnato, lasciava intravedere il mio cazzo che, oltretutto, era anche abbastanza duro. Lucilla se n’è accorta, mi ha guardato e, sorridendo maliziosamente, mi ha invitato a toglier gli slip bagnati, per metterli ad asciugare. «Dai, togli quegli slip bagnati! Mettili ad asciugare al sole.» L'ho fissata per un attimo negli occhi e vi ho letto che aspettava con trepidazione il momento in cui mi sarei tolto l'indumento, così da poter ammirare le effettive dimensioni del mio cazzo che, ormai, aveva quasi raggiunto la completa erezione. Ho notato il suo sguardo di ammirazione ed il semplice gesto di compiacimento fatto con il capo, quando ha visto la mia notevole verga svettare verso l'alto. Ha ripetutamente passato la lingua sulle labbra, pregustando, un qualche suo pensiero piuttosto porcello. Mi son sdraiato ed ho chiuso gli occhi, in attesa di una mossa da parte di Lucilla che, sicuramente, sarebbe arrivata. Poco dopo ho sentito una mano che, delicatamente, si è posata sul mio cazzo duro, lo ha afferrato e con maestria ha iniziato a segarlo. «Hai davvero un bel cazzone; Gianmarco aveva ragione nel suggerirmi di rivolgermi a te per qualche mia esigenza. Ti sembrerà strano, ma, da quando sei tornato in questa città, una delle sue fantasie più ricorrenti, è stata quella di sapermi tra le tue braccia.» Mi son sdraiato e son rimasto ad occhi chiusi, poi ho sentito la sua calda bocca leccarmi la cappella e l'intero cazzo, fino alle palle. Ho subito capito che Lucilla era proprio una gran troia ed il mio amico Gianmarco un potenziale cornuto. Lo ha succhiato un poco, poi mi ha chiesto di scoparla e di farla godere come non faceva da anni. «Dai, scopami! Mettimelo dentro, che muoio dalla voglia di averlo tutto, fin in fondo! Ti ho desiderato da quando ti ho rivisto e Gianmarco mi ha detto che sapeva che eri dotato di un bel cazzone. È stato lui ad invogliarmi a chiavarti! Dai, fammi impazzire!» Le ho sfilato gli slip del costume ed ho sfiorato le labbra della fica con le dita. Era già tutta bagnata ed ho capito subito che non vedeva l’ora di esser scopata brutalmente. L’ho distesa a cosce aperte e lei mi guardava eccitata. Ho visto le labbra della sua fica oscenamente bagnate, era dilatatissima. Ho appoggiato la cappella sullo spacco e, con una spinta decisa, sono entrato tutto dentro di lei ,che ha sollevato le gambe per cingerle dietro la mia schiena e, dopo aver appoggiato i talloni sulle mie gambe, ha preso ad assecondare i miei movimenti. Ad ogni affondo, spingeva il suo corpo verso l'alto per farlo aderire ancora più al mio e sentire, ancor più in profondità, la penetrazione del mio cazzo, che le sbatteva sul fondo. Le davo dei colpi talmente forti, che il suo petto sobbalzava verso l’alto e ciò non l'ha trattenuta dall'incitarmi a scoparla ancora più forte. «Spingimelo tutto dentro! Dammelo tutto! Fammi sentire come mi sfondi! Finalmente un maschio vero! Riempimi tutta!» Le ho spinto il cazzo tutto dentro, fino alle palle, ma a lei sembrava quasi non bastare. Era evidente che non prendeva un cazzo così da un sacco di tempo. Ha avuto diversi orgasmi, tutti anticipati da gemiti di piacere più acuti dei precedenti. «Vengo! Continua a sbattermi, che vengo ancora! Sfondami tutta, che vengo ancora! Che toro meraviglioso! Aveva proprio ragione quel cornuto di Gianmarco a dirmi che con te mi sarei proprio divertita! Alberto, ancora! Chiavami ancora, che vengo!» Ha urlato il suo piacere ancora una volta, poi ho deciso di cambiar posizione. Mi son sollevato e, sdraiato per terra, l'ho fatta salire su di me. Senza nessuna esitazione, se lo è infilato di nuovo tutto dentro ed ha preso a cavalcarmi, come un'amazzone scatenata! Ancora una volta è venuta ed ha urlato il suo piacere. «Meraviglioso, vengo! Mi fai godere ancora! Sento che mi arriva fin in gola! È bellissimo! Amore, godo! Cornuto, guarda come mi sta facendo godere!» Per un momento, non avevo messo a fuoco le sue parole, ma, un attimo dopo, un lieve rumore mi ha fatto voltare ed ho visto il mio amico Gianmarco, nudo, con il cazzo in mano, che si segava mentre lei mi cavalcava. Mi ha guardato, ha sorriso ed ha fatto un cenno d’assenso con il capo, intanto lei continuava a far su e giù, sopra la mia verga, che cominciava ad esser desiderosa di sborrarle dentro. Le ho fatto raggiungere un altro orgasmo, poi Gianmarco si è avvicinato e le ha messo il suo cazzo in bocca. «Succhia anche il mio, troia! Adesso, sarai contenta; stai finalmente avendo quello che desideravi da tempo! Ero sicuro che Alberto ti avrebbe chiavato alla grande. Dai, Alberto, riempi questa puttana con la tua sborra, che mi aveva confessato di desiderare da tempo aver dentro la sua fica! Dai, riempimi questa vacca di moglie!» Ero al limite, allora l’ho girata e messa di lato, le ho dato tre fortissimi colpi e, subito dopo, il mio cazzo è esploso. «Tieni, troia! Senti la mia sborrata dentro di te! Amico, guarda come ti riempio questa vacca di tua moglie! Era questo che volevi? Volevi che te la riempissi di crema?» Mi son svuotato completamente dentro di lei. Gianmarco, nel vedermi riempire sua moglie, ha esultato di gioia. «Bravo, Alberto! Riempila tutta, questa zoccola!» Son rimasto immobile, svuotandomi dentro di lei fino all'ultima goccia. Poi mi son sfilato e la mia sborra cominciava a colare dalla fica, scivolando sulle cosce: lui si è inginocchiato a guardarla. «Bravo, Alberto! L'hai proprio slargata a dovere, questa puttana! È da quando ti ha rivisto che voleva sentirsi riempire così!» Lucilla si è sollevata e, appoggiata sui gomiti, prima ha guardato me con un sorrisino soddisfatto, poi ha allungato una mano e l'ha appoggiata sul capo di Gianmarco. Lui ha sollevato lo sguardo ed i loro occhi si sono incrociati; allora lei con un fare languido, quanto beffardo, gli ha intimato di pulire. «È vero che lo volevo. Ho desiderato il suo cazzo da molto tempo, ma anche tu desideravi vedermi far la troia con lui! Adesso io ho realizzato il mio desiderio, ma tu, come avevi promesso, devi fare una certa cosa: leccare tutto ciò che viene espulso dalla mia fica. Adesso dovrai pulirmela tutta, perché so che è una cosa che desideravi fare da tempo!» Lui si è girato verso di me e poi si è abbassato giù tra le cosce della moglie, ha incollato la bocca alle labbra della sua vagina, da cui colava in abbondanza la mia crema. L'ho visto leccare con ingordigia, mentre lei mi sorrideva, mi ha fatto avvicinare ed inginocchiare sul suo lato destro. Mentre lui continuava a raccogliere ciò che sgorgava da quell'ostrica slabbrata, lei ha sollevato una mano, ha afferrato il mio cazzo e se lo è portato alla bocca. Ha preso a leccarlo, a pulirlo, raccogliendo ogni residuo di umori di cui era ricoperto. Una bocca avida, desiderosa di sentire ancora quella verga dentro di sé. Quando si è resa conto che era di nuovo ben duro, si è girata, ha fatto distendere Gianmarco sotto di lei ed è salita sopra di lui nella posizione del 69. «Continua a leccarmi, mentre ti farò vedere quanto son troia! Dai, Alberto, inculami! Fa vedere a questo cornuto come si rompe il culo alla troia della moglie!» Mi son inginocchiato dietro di lei e, con un po' di saliva, ho bagnato la punta del mio cazzo, poi l'ho appoggiato al suo buchetto palpitante ed ho iniziato a scivolare dentro di lei. Ha preso ad ansimare, mentre entravo ed uscivo da quel foro sempre più accogliente e, quando son arrivato ad essere tutto dentro di lei, ho avvertito la lingua di Gianmarco, che lambiva anche le mie palle. «Bravo, Alberto! Sfondare il culo a questa troia!» L'ho pompata bene ed a lungo; lei ha avuto due orgasmi in rapida successione e, mentre godeva per la seconda volta, ha sculettato nel mentre la pompavo; quel suo movimento ha fatto sì che il mio cazzo uscisse fuori finendo direttamente sulla faccia di Gianmarco, che lo ha accolto in bocca e succhiato per un momento, poi lo ha di nuovo inserito nel culo di Lucilla. Son rimasto per un attimo sorpreso, immobile; allora lei si è girata e mi ha guardato. «Cosa c'è? Non l'avevi ancora capito? Da ultimo ama più prender uccelli in bocca, che mettere il suo dentro di me! Dai, rompimi per bene il culo, che, probabilmente, sarà il caso che tu possa farglielo anche a lui.» Molto eccitato dalla situazione, ho continuato a pomparla e, quando ero sul punto di sborrare, lei mi ha detto di sfilarmi, cosa che ho fatto; un attimo dopo lei si è girata, ha appoggiato una mano sulla testa del mio amico e, con l'altra, ha afferrato il mio cazzo e glielo ha messo proprio davanti alla bocca. «Apri la bocca, cornuto! Per adesso, bevi tutta la crema di questo toro speciale!» Gli ha infilato il cazzo in bocca e lui ha preso a succhiarlo con forza; d'un tratto, ho preso a schizzargli in bocca tutta la mia sborra. Dopo i primi due schizzi, lei lo ha sfilato e, alcune bordate, son finite sulla faccia di lui e sulla guancia di lei. Lucilla me lo ha preso in bocca e si è presa le ultime due schizzate in gola, poi lo ha leccato e ripulito per bene; poi, mi ha lasciato, si è girata verso di lui e lo ha baciato in bocca. Hanno limonato scambiandosi la crema che avevano in bocca, poi lui ha anche leccato quella che era sul suo viso e, alla fine, si son girati verso di me. «Grazie, Alberto! Erano mesi che avevamo il desiderio di fare questa cosa con te. Vogliamo sperare che il gioco sia piaciuto molto anche a te, oltre che a noi. Se vorrai, da oggi in poi, Lucilla sarà a tua completa disposizione, mentre io ti chiedo solo di poter partecipare come oggi, o anche semplicemente assistere, senza interferire, se la cosa dovesse esserti di fastidio.» L'ho guardato ed il mio sorriso è stato più che rassicurante sul fatto che non avesse infastidito per niente. Da allora, son diventato l’amante della moglie del mio migliore amico; mi scopo anche lui, quando è lei a volerlo. Ho trovato una coppia che sa apprezzare un vero amico.
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2 anni fa
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Varie
Incontro al buio.
Mi chiamo Pamela, ho 37 anni, sono alta m. 1,70, bionda, capelli lunghi, occhi chiari, fisico snello, nonostante una gravidanza, che, però, non ha lasciato nessun inestetismo sul mio corpo, il seno è una buona terza misura piena e le cosce sono lunghe e snelle, alla cui sommità figura uno splendido culetto tondo e sodo. Da 12 anni, sono sposata con Luigi, un bell’uomo alto, con un bel fisico, ben curato, moro, dagli occhi scuri, cui piace molto coccolare il mio corpo, fin quando le sue mani e carezze mi portano nelle alte vette del piacere, mai raggiunte con i maschi con cui ero stata prima di lui. Viviamo e lavoriamo in una grande città, entrambi abbiamo posti di rilievo che ci permettono di avere uno status sociale abbastanza positivo, che ci permette di vivere in maniera piuttosto agiata. Abitiamo uno splendido appartamento in una zona molto bella della città e questo mi permette di raggiungere il luogo di lavoro senza dover usare l'auto. Ricopro un posto di rilievo nella mia azienda: sono direttrice del marketing e questo mi impone anche di aver un abbigliamento sempre adeguato alle circostanze, elegante, un po' provocante, che fa di me una donna molto attraente, abbastanza corteggiata. Naturalmente mi sottraggo in maniera garbata ad ogni avance che ricevo e, forse, è per questo che quando ho incontrato Vittorio, tutto mi sarei aspettata tranne che la nostra amicizia avesse avuto questa strana evoluzione. Tutto è avvenuto casualmente, una mattina d'inizio autunno, mentre andavo al lavoro. Camminavo avvolta nel mio lungo cappotto e, per proteggere il collo, avevo uno splendido foulard di seta, quando, giunta in prossimità di un bar, una ventata molto forte mi ha fatto volar via il foulard. Il vento malandrino ha scaraventato il foulard addosso ad un signore, che stava sorseggiando il suo caffè e lui lo ha afferrato al volo; quando mi son girata, i nostri occhi si sono incrociati. È stata una sensazione incredibile, perché il suo sguardo mi è letteralmente penetrato dentro, fin nell’anima. Ci siamo guardati per un lungo istante e, quando mi ha sorriso, in quel preciso momento, ho sentito come un tuffo al cuore e credo di essermi innamorata di lui in quell'istante. Mi ha sorriso mostrandomi il foulard e, con un gesto della mano, mi ha invitato a sedermi. Contrariamente al mio modo di gire, ho accettato. Ero rimasta affascinata da quest'uomo che, con uno sguardo così intenso e profondo, mi aveva già conquistato. «Credo che questo sia suo. Poiché ha interrotto la mia colazione, come risarcimento le chiedo di sedersi qui con me e di consumare un caffè insieme a me, perché la sua presenza mi ripaga del danno subito.» Per un attimo l'ho guardato senza capire, ma poi ho realizzato l'ironia contenuta nelle sue parole, allora mi son seduta, sentendomi felice di quell'invito. «Piacere, il mio nome è Vittorio e mi piacerebbe conoscere il nome di questa splendida donna, che ho qui davanti.» Gli ho detto il mio nome e, nello stringermi la mano, ho sentito una presa forte e vigorosa; nello stesso tempo, un lungo brivido ha percorso la mia spina dorsale al semplice contatto con quella mano così bella, dalle dita così lunghe e forti. Ero rimasta affascinata dalla sua galanteria, dal suo modo di esprimersi, ma soprattutto da quello sguardo così dominante, cui non riuscivo a sottrarmi e me ne sentivo succube. Mi ha spiegato di esser il direttore della filiale della banca situata dall'altro lato della strada; mi sentivo affascinata dal timbro della sua voce, dal suo modo di muovere le mani mentre parlava e, quando mi ha detto che gli sarebbe piaciuto cenare con me, senza nessuna esitazione ho accettato. Ci siamo scambiati i contatti telefonici, dopo di che lui se n'è andato; mentre lo vedevo allontanarsi mi chiedevo per quale motivo, tutto d'un tratto, avessi accettato con estrema facilità quell'invito a cena, ben sapendo che, da quanto ne ero rimasta affascinata, di certo la cosa avrebbe potuto avere un epilogo alquanto scontato. Ho aspettato tutta la settimana una sua chiamata, che non è arrivata. La cosa mi ha indispettito e, nello stesso tempo, mi ha generato una specie di ansia, perché mi son chiesta per quale motivo ancora non mi avesse chiamato. Volevo sentire ancora la sua voce, veder le tue mani muoversi e gesticolare, mentre parlava, perché tutto questo mi aveva affascinato. Il venerdì mattina ricevo un pacchetto e, quando lo apro, contiene una chiave ed un biglietto con un indirizzo. Guardo e cerco di capire cosa significhi, ma non ci sono indicazioni, né spiegazioni. Sono terribilmente indecisa, perché mi rendo conto che sicuramente questa non sarà la solita avventura extraconiugale, perché tutto quello che stavo facendo era completamente diverso dai normali canoni di un adulterio. Mi sarei aspettata una corte serrata, messaggi, fiori, e quant'altro, invece questo, con il suo silenzio, mi ha sconvolto, incuriosito, irritato e, nello stesso tempo, mi ha portato a dipendere al suo volere. No, non è normale tutto ciò e questo mi sconvolge ancor di più! Dopo circa un'ora che ho ricevuto il pacchetto, suona il mio telefono e vedo che è lui. La sua voce, le sue parole hanno tutte il tono di un ordine, cui, senza fiatare, decido di ubbidire incondizionatamente. «Domani alle 15:00, andrai all’indirizzo scritto su quel foglietto, entri e ti spogli nuda; troverai un cappuccio, lo indosserai e poi resta così, immobile; esegui tutto quello che ti verrà ordinato di fare.» Non aggiunge altro e non aspetta la mia conferma, che, evidentemente, dà per scontata. Resto basita, sconvolta ed incuriosita da tutto ciò, mai successa per il passato. Passo una giornata ed una notte da incubo. Ho in animo di rifiutare un simile trattamento, ma sono terribilmente attratta da tutto questo. Decido di non andare, anche perché dovrei giustificar la cosa a mio marito e questo non è possibile! Non voglio rovinare il nostro rapporto, per una simile pazzia. No, non ci andrò! A cena, mio marito mi informa che il giorno dopo sarà assente per un impegno di lavoro, legato ad un progetto che stanno sviluppando nella sua azienda, e questo mi destabilizza, perché, in realtà, avrei tutta la disponibilità di tempo per accettare la sua proposta. Tremo. Sono agitatissima! NO! NON DEVO ACCETTARE! Ma il mio corpo si rifiuta di obbedire alla mente! Alla fine, decido di andare. Sono emozionata, indecisa su cosa indossare, alla fine, sapendo che comunque mi dovrò metter nuda, indosso un completo giacca e pantaloni, con sotto dell'intimo elegante quanto sexy. Tesa come la corda di un violino, mi reco all'indirizzo e scopro che si tratta di una villetta isolata, circondata da un piccolo parco. Non vedo macchine davanti all'ingresso, entro e, appena chiusa la porta, trovo un piccolo corridoio, appena illuminato da luci molto fioche, in fondo vedo una porta aperta, da cui proviene una flebile luce. Entro e quella luce illumina solo il piccolo spazio davanti alla porta. Sulla mia destra, c'è un piccolo tavolo su cui figura uno strano cappuccio nero. In silenzio mi spoglio, lasciando solo l'intimo. Indosso il cappuccio e resto in trepidante attesa. Nella mia mente si affollano pensieri contrastanti. Sono qui e sono pronta. Non voglio pensare. Voglio annullare la mia parte razionale. Mi impongo di pensare che son qui, solo per lui. Sono pronta come mi aveva chiesto di essere: nuda, bendata ed immobile. Tutto il mio corpo freme nell’attesa. Mi sento impacciata, nervosa, tesa perché è tutto cosi insolito e nessuno sa che sono qui. Mio marito è fuori per il suo lavoro, il bimbo è dalla nonna e, al lavoro, mi aspettano solo il prossimo lunedì: quindi? Sono al massimo della pazzia! L’attesa e snervante. Il silenzio assordante. Da quando ho conosciuto quell'uomo, tutto il mio mondo è in bilico. Hai annullato le mie certezze, scardinato la mia sicurezza, fatto battere il mio cuore come quello di un’adolescente in calore davanti alla sua prima volta. Pazza, devo esser pazza. Le sue mani, non riesco a smettere di pensare a loro. Nessuno mi aveva mai affascinato così. Ero certa che la mia vita fosse completa, senza scosse, punti interrogativi o situazioni tanto rischiose; allora: perché sono qui? Perché mi vengono in mente queste domande, cui non riesco a dare una risposta? Perché sono arrivata a questo punto? Perché, in questo momento, so di esser come non sono mai stata, io che ho non ho mai assecondato il volere di altri nelle scelte riguardanti la mia vita? No. Adesso sto procedendo contro quella che è la mia indole, perché voglio godere. Voglio esser scopata, posseduta, voglio esser riempita, voglio che il mio sesso sgoccioli tutto il suo godimento e del seme di chi me lo riempirà, a fondo e bene. Voglio poter urlare di piacere e di dolore. Sono nuda, come lui voleva e pronta, come non lo ero mai stata fino ad ora. All'improvviso sento un rumore dietro di me. Una porta che si apre e si chiude; ho un sussulto quando delle mani calde si appoggiano dietro di me, alle mie spalle. Non una parola, non un gesto, nulla, solo una leggera spinta in avanti che mi induce a fare alcuni passi. D'un tratto quelle mani mi fanno girare e mi spingono ad abbassarmi, mi trovo seduta su qualcosa che potrebbe esser un letto. Sento il rumore di una cerniera che si apre e, subito dopo, una mano si appoggia sul mio capo e mi spinge in avanti. Sento l'odore di un sesso maschile, il profumo di quello che sicuramente è un membro, che mi viene posto davanti sulle labbra. Stranamente, il cappuccio che indosso ha solo questa apertura. Una profumata cappella si appoggia alla mia bocca e la leggera pressione mi fa capire che devo aprirla, cosa che faccio immediatamente. Sollevo una mano, impugno questa verga enorme, su cui non riesco a cingere le dita, data la notevole circonferenza. Mentalmente faccio il confronto con quella di mio marito e, mentre faccio il rituale movimento di su e giù con la mano, scopro che, sicuramente, quella di mio marito è più lunga, ma questa è notevolmente più grossa. Mi viene spinta in bocca, cerco di prenderne il più possibile, ma il notevole spessore me lo impedisce. Allora passo la lingua lungo tutta l'asta e mi rendo conto che è una verga veramente notevole. La lecco e la bagno convinta che fra poco dovrò accoglierla tutta nel ventre e il solo pensiero mi fa già bagnare in maniera incredibile. Sono molto eccitata, mi sto bagnando moltissimo, mentre continuo a succhiare quello che sento esser un cazzo di notevoli dimensioni. Lo lavoro alacremente con la lingua, passandolo ripetutamente tra le mie labbra, scivolo giù fino in basso, dove trovo due grosse palle che alterno nella mia bocca, sperando di sentir un gemito provenire dalla bocca di colui cui sto facendo questo lavoretto. Nulla! Nulla esce dalla sua bocca, mentre io continuo a sentire i miei umori, che ora colano giù tra le mie cosce! Improvvisamente mi viene sfilato dalla bocca ed ora immagino che devo aspettarmi di ricevere il premio del mio lavoro, ma, al contrario, vengo spinta più in alto sul letto e, subito, una mano dopo l'altra viene immobilizzata con delle manette sicuramente presenti sulla tastiera del letto, che sento esser in ferro battuto. Resto immobile, in attesa degli eventi, e subito vengo immobilizzata anche per le caviglie, con delle semplici corde che mi costringono a tenere le cosce aperte. Fremo dal desiderio di sentirmi possedere da quella verga che mi ha fatto così tanto sbrodolare! Poi, chi mi ha immobilizzato scende dal letto ed io resto ancora una volta in attesa, mentre un brivido di paura percorre il mio corpo. Mi sembra di sentire altri rumori, come se lui si stesse spostando da un lato all'altro della stanza e, mentre seguo quei movimenti, d'improvviso una mano si impossessa del mio seno sinistro e, subito dopo, una bocca calda lo morde, facendomi urlare di dolore/piacere. È un attimo, poi la persona che mi ha morso, sparisce. Sono sconvolta! Sto quasi per ribellarmi, quando, improvvisamente, nella mia bocca viene infilata una sfera, che mi impedisce di parlare e, subito dopo, sento lo schioccare di un frustino, che va a colpire il mio capezzolo sinistro. È una sferzata che mi provoca dolore, ma anche un piacere istantaneo! Urlo sommessamente, a bocca piena! Che mi fanno? Impazzisco dal terrore! Sento un’altra sferzata, che mi arriva sul clitoride. Urlo di dolore, ma, nello stesso tempo, ho un orgasmo che mi stordisce! Pazzesco! Ho goduto nel sentirmi frustare il clitoride! È stato un orgasmo devastante! Mai provata una cosa simile! Poi di nuovo silenzio! Per alcuni secondi, sono scossa da convulsioni erotiche che mi fanno tremare, ma il silenzio che ne segue mi sconvolge ancora di più. Dopo alcuni interminabili minuti, mi sento slegare. Cosa? Ma è pazzesco! Mi lascia così!? Non mi ha scopato ed ho goduto, intanto avverto la sensazione di esser stata rifiutata. Resto alcuni secondi immobile sul letto, completamente libera, e poi la voce di Vittorio, inconfondibile, che mi ordina di andarmene. «Togliti il cappuccio e vattene!» Lo tolgo all'istante, cercando di guardare nella direzione da dove ho sentito provenire la voce, ma non vedo nessuno e, così, scendo dal letto e mi ritrovo un po' malferma sulle gambe, perché l'orgasmo avuto mi ha veramente stravolto! Di fatto indispettita, infuriata, mi rivesto e vado a casa, mi faccio una doccia e mi metto a letto, ma non riesco a dormire. Una situazione assurda, incomprensibile sotto tanti punti di vista, ma, nello stesso tempo, incredibilmente eccitante. È stata una follia, però mi son sentita indifesa, esposta, nuda alla mercé di una voce che mi ha dato degli ordini e mi ha fatto godere in maniera diversa, assolutamente pazzesca! Sono inquieta e sento tornare mio marito, che si spoglia, viene a letto e mi accarezza. Le sue mani indugiano sul mio corpo e mi bagno quasi repentinamente. Mi sale sopra, sento il suo membro iniziare a penetrarmi e, improvvisamente, vengo scossa da un orgasmo. Sento il mio corpo esplodere come se finalmente riuscisse a godere, dopo esser stato tenuto a lungo in un limbo senza conclusione. Un orgasmo fortissimo che, in un certo qual modo, mi sconvolge, perché mi aspetto che mio marito ne sarà stato sorpreso e mi chiederà il perché di tanta eccitazione. Lui, invece, mi scopa con calma, senza fretta, in modo completamente diverso dal solito e questo mi permette di assaporare bene, ed a fondo, il piacere che sto provando. Poi mi abbraccia e mi trascina su di sé, facendomi impalare sulla sua splendida mazza, che ora sento scivolare fin in fondo. Solleva le mani e, quando sfiora con le dita il capezzolo che è stato morso, mi provoca un sussulto, perché mi provoca un misto di dolore/piacere nello stesso tempo. Anche in questo caso, temo che egli possa rendersi conto che qualcosa è cambiato, ma non dice nulla; mi guarda solamente e continua a darmi piacere, mentre ora, dopo aver inarcato le gambe, mi sbatte dal basso, sempre con ritmo calmo e rilassato, che mi provoca un ennesimo orgasmo, che mi stordisce al punto da farmi cadere su di lui. È la sua voce che, in qualche modo, mi costringe a riflettere. «Amore, questa sera sei particolarmente sensibile. Era tanto che non ti sentivo godere così intensamente e questo mi fa molto piacere.» Tremo nel sentire le sue parole e, nello stesso tempo, mi eccito ancora di più. Godo ancora e anche lui, all'improvviso, si svuota dentro di me con un orgasmo lungo ed intenso, che sento arrivare e riempire la mia vagina. Restiamo abbracciati ed il sonno ci avvolge. Il giorno dopo, mi sento inquieta, nervosa, perché sento che ho vissuto un'avventura che non mi ha completamente soddisfatto, ma, nello stesso tempo, prendo atto di aver messo a repentaglio tutta la mia vita; così decido che dovrò dare un taglio a quella storia. Il lunedì mi aspetto una telefonata da Vittorio che, al contrario, non arriva e, dentro di me, mi sento tranquilla, perché ho deciso di non averci più niente a che fare. Passa il martedì e anche il mercoledì, anche se comincio a sentire una certa inquietudine perché vorrei… NO! No, non voglio! Non tornerò ad esser un giocattolo nelle sue mani! Il giovedì sono distrutta! Sento forte il desiderio di esser di nuovo alla sua mercé, ma lui mi ignora e, dentro di me, la parte razionale dice che è giusto che sia così, mentre il mio corpo invece non aspetta altro che di esser di nuovo messo a dura prova. La sera, a cena, mio marito mi dice che il venerdì sera ha un importante cena di lavoro con dei clienti stranieri e, quindi, avrò la serata libera. Dentro di me, sento una strana inquietudine perché, pur essendo libera, non ho avuto nessun contatto con Vittorio e questo mi fa sentire tremendamente triste. Ripenso all'esperienza vissuta, al dolore della frustata ricevuta sul clitoride e, nello stesso tempo, all'immenso piacere che me ne è derivato in quel preciso istante. Sono a pezzi! Ormai la mia mente non ragiona più; è solo il mio corpo a dettar legge: anela ancora di sentir quella splendida frustata così perfettamente calibrata, da procurarmi un orgasmo devastante. Venerdì mattina, guardo continuamente il cellulare nella speranza di aver un messaggio da Vittorio, che non arriva. Esco un momento per prendere un tramezzino al bar e, quando rientro, trovo sulla mia scrivania una scatolina che apro velocemente e, finalmente, trovo di nuovo la chiave e il solito indirizzo, dove mi viene ordinato di recarmi quella sera stessa. Subito vengo presa da pensieri contrastanti: la parte razionale della mia mente mi dice di non darvi retta, mentre il mio corpo ormai ha già preso la decisione di presentarsi a quell'indirizzo, per farsi di nuovo umiliare e, sicuramente, per godere tantissimo. Consapevole che la mia scelta avrà delle conseguenze impreviste, mi vesto rapidamente, in maniera semplice ma sexy. Indosso una minigonna, una camicetta e, sotto, nessun tipo di intimo, solo un paio di autoreggenti e scarpe con il tacco 10. Puntuale mi reco all’appuntamento, lascio l'auto ed entro all'interno di quella casa che, ormai, conosco perfettamente. Percorro il breve corridoio e una volta entrata mi ritrovo nel buio più assoluto. Questa volta non c'è luce, niente di niente! Cerco di far abituare i miei occhi al buio, ma prima che ciò avvenga, qualcuno arriva alle mie spalle, silenziosamente, e vengo immediatamente bendata con qualcosa che assomiglia ad un foulard. Viene legata in maniera stretta dietro la mia testa e subito le mie braccia vengono alzate, la camicetta sfilata con una rapidità impressionante e sento i miei polsi imprigionati a delle catenelle, che probabilmente pendono dal soffitto. Poi è la volta della mia gonna, che viene tirata verso il basso e devo sollevare una gamba per volta, per liberarmene. Qualcuno è inginocchiato davanti a me e sento che vengono bloccate le mie caviglie, ma non al pavimento, ad una barra che le tiene distanziate, aperte, in maniera che le mie cosce non possano esser in alcun modo richiuse. Resto in silenzio, mi faccio fare di tutto, ma, una volta che tutta questa operazione è completata, è di nuovo silenzio e buio totale, in quanto ora sono completamente bendata, legata e questo mi manda ai matti. Un brivido di paura percorre la mia spina dorsale e mi domando perché ancora una volta mi son messa in questa insolita situazione. Mi sembra che il tempo si sia fermato, quando, improvvisamente, sento una mano che mi fa sussultare, mi tocca da dietro e qualcosa di fresco, che presumo esser del lubrificante, mi viene spalmato sia sul forellino anale che davanti. Non sono vergine analmente, perché mio marito periodicamente mi penetra il culo, ma sentirmi così all'improvviso toccare e lubrificare, mi lascia in qualche modo sconvolta. Poi di nuovo silenzio. È devastante questo esser usata senza capire da chi o cosa si stia facendo, ma, nello stesso tempo, mi sento così eccitata da far paura! Improvvisamente qualcuno da dietro comincia a baciarmi su collo e nuca e, a scender giù lungo la schiena, facendo scorrere la lingua lungo la spina dorsale. È una sensazione incredibile e, nello stesso tempo, sento un'altra mano che, da davanti, mi accarezza la fica. In silenzio due dita grosse si insinuano all'interno delle mie labbra e vanno a masturbarmi velocemente. Sento che sto per venire ed avere un orgasmo e, quando inizio a tendere il corpo, pronto ad esplodere, le dita si fermano e mi lasciano sospesa, ad un attimo dal piacere. «No! Non ti fermare! Voglio godere!» Niente. Non una risposta, non un lamento, non un fremito, non un respiro, nulla! Sono sempre più sconvolta e poi, all'improvviso, sento quattro mani che mi afferrano e un grosso membro inizia a penetrarmi davanti, entrando in profondità. Lo sento che mi apre, mi dilata e nello stesso tempo, mi riempie la fica così bene da farmi impazzire! Spalanco la bocca per urlare, ma non ci riesco, perché una persona, da dietro, mi mette una mano proprio sulla bocca e, nello stesso tempo, sento un bel membro che mi penetra il buco del culo, con una spinta secca e decisa. Mi sento sfondare e, nello stesso tempo riempire tutta. Non ho mai avuto due maschi contemporaneamente e, anche se è entrato dentro di me in maniera brutale, quel misto di dolore piacere che ho sentito, mi ha provocato una sensazione incredibile. Mi sento piena, riempita davanti e dietro, incapace di poter dire o fare alcunché, mentre ora questi due, che sembrano esser perfettamente sincronizzati, mi sbattono in maniera pazzesca! Mi entrano insieme, escono insieme, e questo mi provoca un misto di piacere incredibile. Mi sento riempita e svuotata all'istante, per poi di nuovo riempita. Vengo. Ho un orgasmo devastante che mi sconvolge tutta. Il mio corpo trema, mentre la mia mente viene devastata da un orgasmo di un'intensità tale, che quasi svengo. Godo ed urlo con tutta la voce che ho in corpo, ma sembra che la cosa non abbia nessuna ripercussione sui due maschi, che ora mi sbattono sempre più velocemente, fin quando, all'improvviso, due ondate di calore, in maniera simultanea, riempiono i miei buchi. Mi sento l'intestino invaso da un'ondata di calore, che mi procura un orgasmo fortissimo, mentre la mia vagina riceve schizzi generosi, talmente forti che, ad ogni bordata, sento la crema colare fuori giù lungo le cosce, fino ad superare le ginocchia. È un orgasmo sconvolgente quello che sto provando. Non ho mai goduto così tanto in vita mia e, nello stesso tempo, non mi son mai sentita così indifesa, posseduta e usata, come in questo momento. Sto ancora tremando per il piacere provato, quando sento che i due maschi, simultaneamente, si sfilano da me e i miei buchi, ormai dilatati, rilasciano tutta la crema che vi è stata riversata dentro. Subito due mani mi liberano le gambe e le catenelle dal soffitto si abbassano; senza dir nulla, riesco a liberarmi facilmente. Improvvisamente una luce mi indica la porta; raccolgo i vestiti e, questa volta, veramente barcollando, riesco a raggiungere la mia auto e torno a casa. Durante tutto il tragitto, ho sentito colare tutto e di più dai miei buchi più che dilatati e, quando raggiungo casa, vedo che la gonna è completamente lurida dei miei e della loro sbroda. Metto tutto a lavare, mi faccio una doccia, finito entro nel letto. Mi sento stanca, distrutta, ma, nello stesso tempo, infinitamente appagata, e così mi addormento. E' l'alba quando le sapienti mani di mio marito, mi destano dal sonno e, mentre mi accarezzano fra le cosce, per un attimo, mi procurano un brivido di paura, perché son consapevole che potrebbe accorgersi che sono alquanto aperta. Invece non mi dice nulla, mi presenta solo il suo splendido membro da succhiare, cosa che faccio immediatamente, cercando il più possibile di portarlo all'orgasmo nella speranza che non mi penetri. È una vana speranza, perché lui, dopo un po', mi sdraia sotto di sé e mi penetra con vigore. Lo sento entrare bene ed arrivarmi fino in fondo, anche se mi rendo conto di esser ancora aperta ed avere le labbra della fica gonfie e tumefatte, ma lui sembra non accorgersene, anzi ora mi pompa con un certo ritmo veloce; mi rilasso e provo subito un bell'orgasmo. Mentre sto godendo, lui mi abbraccia e mi gira di lato, mi stringe a sé e scorre con le mani lungo la mia schiena; questo mi procura uno strano brivido, perché ripenso a quella lingua che mi ha leccato lungo la spina dorsale, solo la sera prima. Sussulto quando sento il suo dito che va ad insinuarsi nel mio fiorellino anale, ancora indolenzito. Mi penetra parzialmente ed io cerco di rilassarmi, ma, nello stesso tempo, provo quel brivido di paura temendo di esser scoperta. La cosa lo eccita, perché mentre tiene metà del suo dito dentro il mio culetto, ora mi sbatte con colpi più forti e, improvvisamente, si svuota dentro di me. Anche in questo caso la sensazione di sentire il calore invadere la mia vagina, non può fare altro che farmi ricordare la sensazione provata la sera prima e ciò mi provoca un orgasmo ancor più forte. Lui si svuota dentro di me, poi mi bacia, mi sorride e mi guarda con occhi carichi d'amore, mentre io avverto una tremenda sensazione di colpa. Restiamo ancora un po' abbracciati, poi lui mi dice che dobbiamo uscire; questa sera avremo un ospite e vuole che io sia bellissima. Lo guardo un po' stupita, perché non è sua abitudine invitare gente a casa ed i suoi rari amici, in genere, li incontra in qualche ristorante di lusso. Usciamo a metà mattinata e mi lascia in un centro estetico, perché vuole che abbia i capelli perfettamente a posto ed il corpo liscio e morbido. Sono ancora più stupita e incuriosita e, quando ritorno a casa, lo guardo cercando di capire cosa devo fare e lui mi dice di andar in camera e indossare ciò che trovo sul letto. Quando entro, trovo un mini abito che, a mala pena, mi arriva a metà coscia, della biancheria intima nera bellissima, calze autoreggenti e scarpe con un tacco proibitivo. Torno da lui, mostrandogli come mi sta ciò che ho trovato; lui mi guarda e, con un tono serio, mi dice che devo andarmi a preparare, perché tra poco arriva l'ospite. Lo guardo sconvolta, ma il suo tono deciso e il suo sguardo serio, mi impongono di aderire a quanto mi viene chiesto. Il tempo di indossare ciò che è stato preparato e, quando esco dalla camera, lui mi aspetta alla porta; un attimo dopo, mi benda con un foulard legato intorno agli occhi. «Ma, amore..., mi spieghi cosa sta succedendo? Perché tutto questo mistero? Perché mi hai fatto vestire in maniera così succinta, se dobbiamo…» Mi mette una mano davanti alla bocca e mi intima di star zitta. Mi aiuta a percorrere i pochi passi che mi portano nel salone e, subito dopo, mio marito mi ordina di inginocchiarmi. Incuriosita mi metto in ginocchio e, improvvisamente, sento le sue mani dietro di me e qualcosa di grosso e voluminoso, mi viene presentato davanti alla bocca. Cerco di reagire, ma lui mi regge la testa ben ferma e la sua voce mi sconvolge. «Troia, apri la bocca! Che c'è non lo vuoi? Eppure l'altra settimana te lo sei leccato e goduto, tutto fino in fondo!» Improvvisamente, mi toglie la benda e mi trovo davanti uno splendido membro, che sicuramente è quello che ho succhiato e leccato la prima volta, che entrai nella casa. Alzo gli occhi e vedo la faccia di Vittorio, che sorride. «Mio caro amico, avevi ragione tu! Lo ha sicuramente riconosciuto, ma ha esitato a prenderlo in bocca, come avevi previsto tu!» Mi giro e guardo mio marito, che ora ha tirato fuori il suo membro e me lo offre da succhiare insieme all'altro. «Adesso, mia cara puttana, ce li lavori tutti e due per bene con la bocca; poi ti prenderemo di nuovo in doppia, come è successo ieri sera.» Tremo e, nello stesso tempo, sento tra le mie cosce che mi sto bagnando in maniera incredibile. Non so a quale gioco sono stata sottoposta, ma l'unica cosa che so è che, da questo momento in poi, la mia vita diventerà qualcosa di assolutamente diverso dalla normale routine e decisamente più eccitante.
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2 anni fa
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Varie
Una brava e fedele donna di casa.
Mi chiamo Antonella, ho 36 anni, sono alta m. 170, occhi scuri, capelli neri lunghi, un bel fisico snello e ben curato, perché pratico molto sport, un bel seno alto e sodo di una terza misura piena ed un bel culetto che piace tanto a mio marito. Sono sposata da 15 anni con Filippo, un bell'uomo un po' più alto di me, anche lui moro, con gli occhi marroni e anche il suo fisico è ben curato, perché anch'egli, come me, ama molto fare sport. La nostra è stata sempre una bella unione, tranquilla e, a volte, monotona, anche se allietata dalla nascita di nostro figlio o il suo avanzamento in carriera: oggi direttore di banca, ma sempre con le solite amicizie con cui passiamo le serate o le vacanze estive, assolutamente tranquille. Siamo una coppia che non vive forti emozioni, ma il tranquillo scorrere della vita quotidiana. Non ho mai tradito mio marito, ero vergine quando mi son sposata e lui è stato il primo ed unico uomo che ho avuto. Ho sempre rispettato il principio di fedeltà, perché tra di noi c’è sempre stato un buon feeling, con sesso normale, privo di forti emozioni. Lui è un maschio tranquillo a letto e mi ha sempre accontentato e fatto godere, anche senza far cose strabilianti. Io lavoro come impiegata statale e, prima di conoscere mio marito, ho partecipato come volontaria nel soccorso durante un’alluvione in un piccolo borgo, dove salvammo una decina di persone giusto in tempo. Quest'anno i sopravvissuti di quella brutta avventura ed i loro discendenti hanno deciso di festeggiare in maniera solenne quella triste ricorrenza. Per l'occasione hanno invitato tutti i volontari, che parteciparono come me a quel soccorso, alquanto difficoltoso, ad una serata da trascorrere insieme nel paese. Ero un po' restia ad andarci, perché avrei dovuto fare circa un'ora e mezzo d'auto su strade di montagna, ma è stato proprio mio marito ad invogliarmi ad andare. «Dovresti partecipare, perché sei tra quelle persone che hanno messo a repentaglio la loro vita pur di portare in salvo persone in serie difficoltà. È un riconoscimento che ti spetta di diritto e, quindi, sono veramente contento se partecipi a questa rievocazione, in cui, senz'altro, verrà riconosciuto il vostro fattivo contributo.» Così mi son incamminata e mi son ritrovata a destinazione, dove sono stata accolta in maniera cordiale e più che amicale. Dopo un bel pomeriggio passato insieme alle persone soccorse ed a tante altre che son venute alla festa, abbiamo cenato nel più importante ristorante della zona. Annessa alla sala da pranzo, c'era anche una pista da ballo e, quando mi sono seduta a tavola, mi sono trovata di fianco Mario, un ragazzo di poco più grande di me che, durante quei giorni, non aveva mai smesso di corteggiarmi e, a parte un mezzo bacio, quasi rubato, non c’era stato niente di più. Seduti allo stesso tavolo, abbiamo iniziato a ripercorrere i momenti salienti di quella strana avventura. Per l’occasione ero vestita con un semplice vestito nero, lungo fino al ginocchio, per nulla provocante o che invogliasse a pensieri osceni. In buona sostanza si trattava di un outfit da brava donna di casa. Non avevo certo intenzione di andare con altri uomini; per me c’era stato solo mio marito fino a quella sera, quindi mi sentivo tranquilla. Mario, invece, che appare come un ragazzo poco affidabile e che faceva il volontario solo per rimorchiare, era diventato un personaggio di rilievo nel suo lavoro; adesso era un industriale di successo ed aveva un fascino tutto particolare quella sera. Il suo modo di fare, la ostentata sicurezza e faccia tosta, ha fatto sì che, d'un tratto, senza proferir parola, mi prende per mano e mi porta a ballare. «Lo sapevo che saresti diventata questa splendida signora che sei! All'epoca avrei dovuto darmi una calmata e corteggiarti con intenzioni veramente serie. Sei proprio una bellissima donna! Adesso sei ancor più desiderabile!» Mi sento lusingata e stordita da tutti quei complimenti e mi lascio andare. Mi abbraccia ed io non mi sottraggo, anzi, abbandono la mia condizione di moglie e madre e, quando arriva il primo lento, sono ancora in mezzo alla pista che ballo con lui, solo che, adesso, siamo molto più accostati e le sue mani cominciano ad accarezzare la mia schiena in un modo inequivocabile. Avvolti dalla melodia della musica, mi sento illanguidire le gambe. Sento le farfalle nello stomaco, quando le sue mani scendono sui miei glutei e la sua bocca sfiora la mia. Inspiegabilmente abbasso ogni mia difesa e mi lascio conquistare dal suo fascino, dal suo esser maschio, che sa corteggiare una donna e, soprattutto, mi estraneo dal resto del mondo. Per me, in quel momento, siamo solo noi due. Stretta tra le sue braccia, sento il suo membro che spinge contro il mio inguine con prepotenza. Il mio seno si schiaccia contro il suo petto duro e forte e lunghi brividi di piacere scorrono giù, lungo la schiena, e si concretizzano in umori che infradiciano le mie mutandine. Nel ballare mi sposta in un angolo del locale un po' più buio e, improvvisamente, la sua bocca si incolla alla mia: accetto quel bacio, come se lo avessi sempre desiderato. Le nostre lingue ingaggiano una danza furiosa nelle nostre bocche, mentre le mani si fanno più ardite, alla ricerca dei nostri corpi, che esplorano senza alcun ritegno. Quando ci stacchiamo, i suoi occhi brillano come due tizzoni ardenti, ci mettiamo seduti su di un divanetto e, come una ragazzina al suo primo turbamento, lascio che lui giochi con il mio corpo. La sua mano scivola sotto la mia gonna, mentre i suoi baci travolgono la mia effimera resistenza: mi sto bagnando in continuazione. Egli valica l'elastico delle mie mutandine e le sue dita forti vanno a carezzare i petali della mia patata fradicia. Mi accarezza il bottoncino, poi, con decisione, ne spinge due dentro e mi trova bagnatissima; io apro ancor di più le cosce, per dargli più libertà nel muoversi a suo piacimento. Mi masturba velocemente e, ben presto, il mio corpo viene scosso da un orgasmo che mi provoca un terribile fremito, mentre dalla mia bocca, incollata alla sua, emerge un gemito strozzato. Allungo la mano e vado alla ricerca del suo membro, che stringo da sopra la stoffa dei pantaloni e subito mi rendo conto di quanto sia voluminoso. Improvvisamente si stacca da me, si alza in piedi e, tenendomi per mano, mi porta oltre una pesante tenda, che nasconde un corridoio. Entriamo in quello che sembra essere un magazzino, lui chiude ermeticamente la porta dietro di noi. In quel momento non sono più una donna fedele, ma una fedifraga che intende far le corna al marito; solo che, in quel momento, non me ne rendo conto, perché sono come in trance per la situazione. Mi appoggia ad un tavolo e, tirato su il vestito, mi strappa con violenza lo slip; la sua furia erotica mi fa bagnare ancor più e reagisco a quel gesto allargando le cosce: in pratica non faccio altro che offrire tutta me stessa, senza riserve. Si inginocchia davanti a me, mi solleva le gambe e mi fa appoggiare i talloni sul tavolo; in quella posizione la mia vagina è perfettamente all'altezza della sua bocca e le cosce, oscenamente spalancate, devono offrirgli una visione altamente erotica, perché immediatamente la sua bocca inizia a brucare la mia intimità, strappandomi continui gemiti di piacere. La sua lingua si insinua in ogni piega della mia vulva, raccogliendo ogni singolo rivolo dei miei umori simili a miele. Stringe il bottoncino fra le labbra e mi strappa un primo orgasmo, che mugolo a denti stretti, perché, per non urlare, mi son coperta la bocca con una mano. Tremo e vibro come la corda di un violino, sotto le sapienti mani di questo artista, che mi sta letteralmente facendo impazzire di piacere. La sua bocca avida, continua a raccogliere il miele che sgorga da me e sembra non esserne mai sazio. Mi fa godere ancora, portandomi per l'ennesima volta ad un nuovo orgasmo, che provo nel preciso istante in cui sento di nuovo le sue dita penetrare nella mia Intimità e, quasi a voler andare a raccogliere ancora altro miele, che non è sgorgato fuori. Serro le cosce per bloccare la sua testa, mentre sono devastata da spasmi di piacere, che mi fanno sobbalzare come se una scarica elettrica stesse attraversando il mio corpo. Vibro e tremo, mentre lui, inesorabile, insiste a leccarmi, facendomi impazzire. Poi, all'improvviso, si stacca, si solleva e mi aspetto di sentire il suo membro dentro di me; invece lui mi fa scendere dal tavolo e immediatamente mi presenta alla bocca il suo splendido gioiello! Mentalmente lo confronto con quello di mio marito e trovo che, forse il suo è più lungo, ma questo di Mario è sicuramente molto più spesso. Lo avvicino alla bocca e ne aspiro l'aroma di maschio che emana; mentre le mie narici si riempiono del suo profumo, avverto ancora altri umori scorrere dalla mia farfallina. Lecco la punta e poi inizio a scendere lungo quell'asta, che mi sembra cresca ad ogni passaggio. Sollevo le mani e slaccio la cintura dei suoi pantaloni, li faccio cadere ai suoi piedi assieme ai boxer. Con una mano lo impugno, ma non riesco a cingerlo con le dita, tanto è doppio, mentre, con l'altra accarezzo le grosse palle. Lui mugola e geme nel sentire la mia lingua lavorare lungo l'asta e poi, quando son di nuovo con la bocca sulla punta, mi appoggia una mano sul capo e, con decisione, me lo spinge in bocca. È enorme! Spalanco più che posso la mandibola, ma solo una minima parte riesce a trovare posto tra le mie labbra. Si muove con calma scivolando avanti e indietro nella mia bocca, mentre io sento prepotente il desiderio di averlo dentro. Lo sfilo della bocca, sollevo lo sguardo e, nella fioca luce del posto, i nostri occhi si incontrano. «Prendimi! Mettimelo dentro! Voglio sentirlo tutto, fin in fondo! Voglio sentire il tuo sperma scaldarmi il ventre! Scopami!» Lui si abbassa, mi abbraccia e mi fa di nuovo sedere sul tavolo; solleva le mie gambe appoggiando i miei talloni al suo petto. Poi sento il calore del suo membro mentre si affaccia alle labbra della mia vagina, che si apre per accogliere e stringere quel membro grosso, gonfio, duro, che, in men che non si dica, mi scivola dentro, mi apre e mi riempie con il suo spessore. Mi faccio scopare come l’ultima delle troie e, come esse, godo a cosce aperte e senza ritegno. Mi sbatte e mi tratta da troia. «Finalmente ti sfondo, troia! Ho sempre desiderato il tuo corpo! Questa sera, quando ti ho visto, ho deciso che ti avrei avuta, a qualunque costo! Sei una troia meravigliosa! Una donna come te l'avrei voluta al mio fianco per tutta la vita! Sei una zoccola stupenda! Una troia eccezionale! Devi diventare la mia troia!» Godo. Mi lascio sbattere davvero come una troia! La sua troia! È questo che mi sento di essere in questo momento con lui! Lo incito a sfondarmi ancora di più e poi ha inondare il mio ventre con il suo piacere. «Non ti fermare! Fammi godere ancora! Hai ragione sono una troia! Fammi godere e sarò per sempre la tua troia! Vienimi dentro! Marchia questa tua troia con il tuo seme!» Mi sbatte, mette le sue mani sotto il mio sedere e comincia ad aumentare il ritmo, a scoparmi con un ritmo forsennato, che, ben presto mi porta a godere ancora e poi, ancora, senza soluzione di continuità. Sono stravolta dal piacere! La mia mente è del tutto annientata dal piacere che sto provando e perdo di vista il fatto che sono una donna sposata, madre e moglie fedele, fino ad ora. L’unica cosa che so è che mi piace esser qui con lui e mi piace sentirmi viva, desiderata, scopata e troia, come da molto non mi capitava. Solo in questo momento mi rendo conto di aver trascorso anni senza vivere, accontentandomi di ciò che passava il convento, senza mai desiderare qualcosa in più. Ora lo sento tutto dentro, mi tocca la cervice con la punta e mi trasmette scosse continue con quel suo incessante entrare ed uscire; raggiungo orgasmi in continuazione. Le sue mani forti continuano a tenermi per i fianchi e con le gambe in alto, completamente offerta e indifesa sotto i suoi fortissimi assalti che mi fanno impazzire e, dopo aver perso il conto di quante volte ho goduto in quell’angusto magazzino, lo sento finalmente ruggire e scaricare il suo piacere dentro di me. «Vengo! Ti sto sborrando dentro! Ti inondo il ventre, troia! Troia mi senti? Lo senti come ti sto riempiendo di me?» Abbasso le cosce e le avvolgo dietro la sua schiena per impedirgli di uscire, mentre sento il mio ventre riempito da ondate di calore che mi fanno ancora godere per l'ennesima volta. Ad ogni suo sussulto, sento schizzar dentro la sua crema e, mentre lo fa, la sua bocca è incollata alla mia in un bacio che toglie il fiato ad entrambi. Sfinito, rimane sopra di me e poi, lentamente, dopo avermi abbracciato di nuovo, si solleva, si sfila e si mette seduto sul tavolo accanto a me, mentre io, mi giro e guardo quell’enorme membro che mi ha fatto impazzire e, senza nessuna esitazione, mi inginocchio tra le sue gambe e glielo prendo in bocca, come non avevo mai fatto con mio marito. È intriso dei miei umori e del suo seme e, mentre lo lecco e ripulisco, sento che dalla mia fica slabbrata sta colando il suo seme abbondante. Sollevo lo sguardo e vedo che mi sta osservando, allora, con una mano, scendo lungo le mie cosce, raccolgo un po' del suo seme e con esso imbratto di nuovo il suo membro, per poi continuare a leccarlo e pulirlo. Il gesto lo sconvolge! «Che femmina meravigliosa! Che troia straordinaria! Ti voglio! Voglio che tu diventi la mia troia!» Il gesto lo eccita, perché il suo membro ora è di nuovo duro e palpitante nella mia bocca e, mentre lo pompo convinta di bere ancora altro suo seme, lui si abbassa, mi solleva, mi bacia in bocca, e condivide con me il sapore delle mie labbra, poi, quando si stacca, mi guarda dritto negli occhi e, senza dire niente, mi invita a girarmi per offrirgli il mio culetto. Non ho bisogno di parole, mi piego e mi allungo sul tavolo, mentre lui, inginocchiato dietro di me, insinua la sua lingua tra le grinze della mia rosetta, mi lecca e lubrifica quel buchetto, raramente usato da mio marito. Con le dita raccoglie la crema che sgorga ancora copiosa dalla vagina e con essa mi lubrifica ancora di più. Si solleva, inzuppa il membro in quella fonte di umori che è diventata la mia fica, poi lo estrae ed appoggia la punta sul mio buchetto. Faccio un respiro profondo, mentre allungo le mani e dilato le chiappe per agevolare ancora più quella intrusione. Mario preme e, lentamente, comincia la penetrazione nel mio intestino. Anche in questo caso, sento che mi apre e mi riempie, nello stesso tempo. Si muove lentamente, senza fretta, lasciando che i miei muscoli anali si adattino alle sue dimensioni, alla sua intrusione e, ben presto, sente il suo corpo aderire alle chiappe, realizzando che me lo ha infilato tutto nel culo. Resta immobile, piantato dentro di me, e poi, lentamente, comincia a limare il mio foro che, lentamente, si adegua al via vai e, ben presto, mi regala altre sensazioni, ancor più belle delle precedenti. «Muoviti, fammelo sentire tutto! Lo voglio sentire fin nello stomaco! Voglio che me lo dilati tutto!» Mi tiene per i fianchi e non si fa pregare. Mi sbatte con più vigore rispetto a come mi aveva chiavato la fica. Si rivela un toro scatenato quello che mi sta devastando il culo e, nello stesso tempo, mi fa avere altri due orgasmi, uno dopo l'altro, in rapida successione. Anche per lui il gioco è estremamente eccitante al punto che, d'improvviso, gli sento aumentare il ritmo della chiavata per, alla fine, restare immobile, tutto piantato dentro di me, e riversarmi nell'intestino ciò che ancora è rimasto del suo seme, dopo la lunga scopata fatta fino a quel momento. «Vengo sto sborrando! Troia ti sto sborrando nel culo!» Sento un'ondata di calore riempirmi il corpo e questo mi fa ancora godere. Rimane qualche istante piantato dentro di me, poi si sfila e si appoggia al tavolo, perché, evidentemente, quel piacere deve aver spezzato le gambe anche a lui. Restiamo immobili, poi utilizzando dei tovaglioli, ci diamo una ripulita e, con fare discreto, ritorniamo nel salone. Da quella sera tutto è cambiato. All'inizio mi son rifiutata di diventare la sua amante, ma, alla fine, ho sentito il bisogno di sentirmi viva, troia e puttana tra le sue braccia. Non ne abusiamo, ma io con Mario son tornata ad esser una donna viva e vogliosa, anche se, per tutti, sono sempre una brava e fedele donna di casa.
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2 anni fa
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Varie
Sexy Befana Al Bolero -2- Il Dungeon
L'acqua della piscina non era molto calda, ma era comunque piacevole. L'eccessivo affollamento, tuttavia, era un po' sgradevole, anche se aumentava le possibilità di incontrare persone che la pensavano allo stesso modo e con desideri simili.Riuscimmo a trovare un posto centrale, quello con le bollicine vivaci e invadenti. Accanto a noi c'erano molte altre coppie di età diverse, impegnate in una conversazione o in altre attività più creative e piacevoli.I capezzoli di Marica fuoriuscivano dall’ acqua e imploravano attenzione.Lei seduta con le spalle sui getti, io davanti a lei, tra le sue gambe divaricate. Riuscii a resistere alla tentazione, tuttavia desideravo il suo corpo.Volevo sentire ogni centimetro della sua pelle tra le mie dita, perciò iniziai un massaggio sensuale. Mi allontanai leggermente da lei per riuscire a prendere con facilità i suoi piedi.I miei pollici sulle piante e tutte le altre dita sul dorso. Feci muovere i pollici dall’ alto verso il basso e viceversa imprimendo una pressione moderata.Gli occhi chiusi di Marica esternavano godimento e rilassamento. Mi soffermai un paio di minuti sui piedi. Poi le mie mani salirono lentamente fino ad appropriarsi dei polpacci. I palmi delle mie mani coprivano quasi completamente la zona e il movimento palpeggiatorio sempre più intenso, lentamente scioglieva il muscolo.Salii sempre lentamente e con le dita pressate sulla carne seguivo le linee linfatiche.Gli occhi sempre chiusi e il volto in estasi, mi resero più intraprendente. Lentamente mi inginocchiai e feci arrivare le mani sotto alle natiche. Le avvolsi e le strinsi, contemporaneamente la mia lingua, vicina al suo volto, si avventurò sulle labbra rosse. Gli occhi si aprirono un secondo, mi fissarono, si richiusero e la sua lingua si unì alla mia. Fu un bacio lento, non eccessivamente erotico se non per la situazione e il luogo.Le mie mani si spostarono dal sedere al seno, cercando i capezzoli. Li trovarono pronti e marmorei mentre si guastavano il caldo dell’acqua. Tuttavia, preferirono il mio tocco.Interruppi il bacio per riprendere il massaggio, questa volta concentrato sul corposo e sodo seno.«Andiamo a vedere là dietro? Vedo il soffitto che sembra un celo, magari c’è un po' più di intimità».Marica mi indicò la pseudo grotta alle nostre spalle. Ci alzammo per andare a studiare il nuovo luogo, purtroppo anche quello era molto affollato e l’unico posto disponibile era quello vicino all’ entrata, praticamente neanche ad un metro rispetto a dove eravamo posizionati prima.Alla nostra destra, una donna era seduta sopra un uomo e dai loro movimenti era chiaro che era in atto una penetrazione. Per evitare di suscitare l'invidia di Marica, infilai delicatamente due dita nella sua amichetta, desiderosa e sempre pronta. Lei ricambiò con affettuose carezze al mio gongolante amichetto.Dopo qualche minuto, la coppia alla nostra destra si separò. Lui si alzò in piedi, rivelando un pene completamente eretto che puntava verso l'alto. Le dimensioni erano sufficienti per definirlo un membro ben dotato. Si avvicinò a noi per uscire dal corridoio stellato e dirigersi verso l'esterno.Sia io che Marica eravamo seduti, quindi il pene viaggiante era all'altezza dei nostri volti quando ci passò accanto. Immediatamente Marica esclamò:«Oh, bene! Vedo un bel giocattolo pronto all'uso qui. Posso?»Vidi la mano di Marica afferrare il membro eretto davanti ai suoi occhi e portarlo alla bocca. Purtroppo, dopo solo due pompate, un frequentatore della piscina la rimproverò, affermando che non poteva praticare sesso orale in acqua.Per tutta risposta, la mia compagna spiegò che lo stava solo assaggiando per verificarne la consistenza. Tuttavia, il proprietario del palo assaggiato decise di prendere le distanze, forse per calmare la situazione ed è uscì dall’acqua.Marica non ebbe molto tempo per piangere la perdita di un succulento pompino, perché subito dopo il rimprovero, un membro dello staff venne ad avvisarci che dovevamo uscire dalla Spa e cambiarci, in quanto la festa sarebbe iniziata poco dopo, intorno alle 21:30 con una cena a buffet.Ci mettemmo in fila per una doccia veloce e poi ci dirigemmo verso lo spogliatoio. Purtroppo, non riuscimmo nel nostro intento. C'era troppa gente a cambiarsi e a prepararsi per la serata.Non volendo stressarmi feci una proposta semplice, ma efficace:«Che ne dici se andiamo a bere qualcosa? Così facciamo passare un poco di tempo e poi torniamo?».Marica mi guardò con i suoi occhioni profondi e titubanti: «Mi sembra un ottimo piano. Possiamo andare in giro con i nostri asciugamani?».«Sì, non preoccuparti! Non avremo problemi fino alla cena. Comunque, torniamo nel salone, almeno possiamo respirare meglio e posso farti fare un piccolo tour del club».Risalimmo le scale e ci dirigemmo verso il bar. Come al solito, Marica ordinò un prosecco, mentre io presi un cocktail a base di Amaretto di Saronno e arancia. Ci sedemmo e ci godemmo i nostri drink, insieme alle altre persone che stavano aspettando che si liberassero gli spogliatoi.Come promesso, una volta terminati i nostri drink, portai Marica a fare un rapido giro del locale. Subito volle visitare la sala fumatori per soddisfare le sue tendenze tossiche. Poi le mostrai la piccola sala cinema, dove stavano proiettando il solito filmetto hard, con tanto sesso, ma con poca eccitazione. Infine, la portai a esplorare la sala BDSM Dungeon.Le luci rosse soffuse e l'arredamento proiettarono nella nostra fantasia una prigione sotterranea dedicata ad ogni tipo di perversione e causarono un immediato senso di eccitamento nella la mia partner.Procedemmo con cautela ed esaminammo attentamente ogni elemento della stanza. Marica mi bombardava con innumerevoli domande e io facevo del mio meglio per rispondere sulla base delle mie limitate conoscenze.Grazie alle avventure passate con la mia ex, Ely, avevo una base di pratiche bondage e BDSM. Tuttavia, oltre a spiegare, non potevo fare molto altro.Ho imparato che in certi campi, soprattutto quelli legati al piacere, l'improvvisazione non è lo strumento migliore e che in contesti estremi bisogna essere molto preparati per rendere l'esperienza piacevole oltre ogni limite. Quindi, al massimo, potrei essere l'assistente e il servitore a tutto tondo, ma mai il padrone.A parte i mobili, la stanza era vuota, nessun essere umano era intento a distrarsi e a giocare con la strumentazione disponibile. Di conseguenza decidemmo di tornare indietro. Mentre percorremmo la strada dell’uscita, Marica si fermò davanti all'altalena dell'amore. Non sono certo che il nome corretto fosse proprio quello, ma, in un paio di occasioni in una villa di amici sentii chiamarla così.L’altalena, in pratica, era una specie di sella appesa al soffitto tramite catene, con maniglie e cinghie. L’utilizzo non è complicato. Permette di fare una serie di giochini con il partner sospeso.Marica fece scivolare a terra l'asciugamano dai fianchi, poi con grazia si sistemò sulla sella. Posizionò le gambe ai lati delle catene dentro le cinghie, allargandole a tal punto da aprire anche le sue belle labbra intime.La sua mano destra, lentamente, si appoggiò sul monte di venere e scivolò verso il clitoride che venne catturato dall’ indice e medio, trovando la posizione ideale per essere strizzato e stimolato.Mi inginocchiai, le allontanai la mano e la sostituii con le mie labbra che iniziarono a succhiare e a far crescere quel piccolo organo genitale.Divenne duro e reattivo.Lo stimolai anche con i denti, con delicatezza, solo il risucchio era rude e rumoroso.La posizione era magnifica, completamente aperta e disponibile per ogni mia perversione. Ero comodissimo e il movimento ondulatorio aiutava notevolmente ogni mia iniziativa.La sentii bagnarsi sempre di più. Un sapore inebriante avviluppò la mia lingua. I gemiti erano sempre più intensi. Inserii un dito all’ interno e lo roteai sugli umidi pareti. Ne inserii un secondo e mi ritrovai la mano completamente bagnata e viscida. Giocai dentro e fuori per un paio di minuti, poi, le dita, come impossessate da un diavoletto tentatore, cambiarono destinazione. Si posarono sul buchetto, anch’esso aperto, proprio sotto alla vulva. Entrarono senza tanta difficoltà, grazie anche all’immensa lubrificazione. Le dita vennero accolte fino in fondo e una contrazione anale le salutò e le ringraziò per la visita.«Prendi il preservativo e mettimelo tutto in culo, cazzo, sto godendo come una maiala! Mi piace un casino questa posizione, sento tutto e sto pure comoda!»La voce rauca e seducente con cui le sfuggirono le parole mi eccitò ulteriormente. Mi alzai in piedi. Presi un preservativo dalla tasca dell'accappatoio, ma a causa delle mie mani appiccicose non riuscii ad aprire facilmente la confezione; quindi, dovetti usare i denti e così ebbi l'opportunità di assaggiare ancora una volta la perversione. C'erano così tante secrezioni che non ebbi bisogno di lubrificare ulteriormente il mio pene.Appoggiai la punta del glande sulla rosellina semiaperta e in attesa di essere violata per la prima volta nella serata. L’altalena fu lo strumento perfetto che con le sue oscillazioni naturali favorì la penetrazione. Prima un centimetro, poi due e ad un certo punto tutta la cappella fu catturata dall’ anello anale che la imprigionò.Le pareti intorno al glande si plasmarono tutt’intorno e la sensazione di lieve costrizione mi fece spingere.Spinsi fino in fondo. La cosa meravigliosa è che la mia pancia non fu di impiccio, perché la posizione creata grazie all’ altalena mi permetteva di essere dentro completamente, senza ostacoli.Iniziai a spingere con un ritmo così impeccabile che nemmeno un metronomo avrebbe potuto rendere più perfetto. Le mie mani erano libere di muoversi e desiderose di provare le sensazioni che il corpo di Marica mi regalava con fervore ed entusiasmo.Spinsi e torturi i grandi e turgidi capezzoli, lunghi e sensibili alle mie attenzioni.Spinsi e il pollice della mano destra si divertì a circumnavigare il clitoride ormai elettrico e pronto ad esplodere.Spinsi e le mie dita vennero catturate dalla bocca calda e ansimante.Spinsi e un terremoto spasmodico fece eruttare una calda fonte che mi bagnò completamente.Spinsi ancora, con maggiore forza e velocità. Entrai e uscii con rude malvagità. La necessità di raggiungere il miogodimento si trasformò in un urlo di liberazione quando il mio sperma invase il preservativo.Ebbi timore che si fosse rotto, ma fortunatamente rimase integro. Il mio pene, ospite ancora per qualche secondo, perse la sensazione di contenimento e avvolgimento che purtroppo l’allargamento del culetto causò, ormai diventato il traforo del San Bernardo.Rimanendo dentro, riuscii a chinarmi e a stampare un veloce bacio sulla bocca di Marica e per non mancare nulla, le morsi lievemente entrambi i capezzoli.I nostri corpi, bagnati sia dal sudore che dai nostri umori necessitavano di una ripulita, fortunatamente dentro il Dungeon c’era un bagno con la doccia che ci aiutò notevolmente a tornare decenti.Quando uscimmo dalla doccia, trovammo il nostro amico dal pene svettante. Di nuovo concentrato sulla sua compagna. Lo trovammo scoparla, prigioniera della gogna.Marica mi chiese se mi sarebbe piaciuto avvicinarmi e farle assaggiare il mio pene, vista la posizione favorevole. Dovetti però rifiutare per non fare brutta figura, visto che per il momento ero una pistola a salve, scarica e molliccia.Uscimmo dalla sala e fortunatamente trovammo lo spogliatoio abbastanza libero per darci una sistemata e un nuovo contegno per il proseguo della serata.
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2 anni fa
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Varie
Il personal trainer... speciale
Era ormai qualche settimana che andavo in quella palestra, nel tentativo di migliorare un po’ il mio fisico molto magro e cercare di rimanere in forma quel minimo che bastava per non fare una rampa di scale con il fiatone. L’orario era sempre abbastanza tardi la sera, per poter conciliare il più possibile l’attività fisica con quella lavorativa, nell’arduo tentativo di fare in modo che la vita privata non fosse cancellata dagli impegni lavorativi sempre molto pressanti. A quell’ora si era sempre in pochi e spesso anche male assortiti, tanto che Mark, l’istruttore, un uomo di colore figlio di militari americani di stanza in Italia, dell’indefinibile età tra i quaranta e i cinquantacinque, completamente calvo ma con una rada barba, si doveva fare in quattro per poter seguire i pochi frequentatori. Era un uomo ovviamente in piena forma, dal fisico muscoloso ma non in maniera eccessiva, dai modi gentili ma fermi e decisi, soprattutto quando c’era da correggere postura e movimenti di chi frequentava la palestra sognando di migliorare il proprio fisico tanto da somigliare appena vagamente a lui. Alle volte sembrava più un sergente dei marines che un istruttore, e tutto questo faceva sì che la sua età restasse un po’ un mistero: giovane palestrato o maturo comandante? Di certo aveva un gran fisico e, come notai una sera in cui venne a fare la doccia nello spogliatoio in cui mi ero sistemato, dotato come se oltre a sviluppare i muscoli, l’attività fisica gli avesse permesso di sviluppare anche una notevole dotazione. Non potei fare a meno di notarlo: si piazzò in una doccia di fronte alla mia e il suo uccello pur moscio si faceva notare per le generose dimensioni. Totalmente depilato, ondeggiava invitante e venoso mentre lui si lavava. L’ennesima conferma che i neri da quel punto di vista sono di gran lunga superiori a noi bianchi, e che il luogo comune sulle loro dimensioni era, di certo nel suo caso, la pura realtà dei fatti. Mi resi conto che forse lo stavo osservando troppo insistentemente, per cui distolsi lo sguardo in fretta sperando che nessuno si fosse accorto delle occhiate un po’ troppo interessate che gli stavo dedicando. Tornai a casa fantasticando su come doveva essere in azione, ma dalla volta successiva cercai di scacciare il più possibile tali pensieri dalla mia testa per evitare ogni possibile figuraccia in palestra. Una sera, quando ormai l’estate si avvicinava, in palestra eravamo davvero in pochi. Io rimasi a fare il mio programma di allenamento fino alla fine, mentre tutti gli altri avevano accorciato i loro carichi di lavoro, un po’ per il caldo, e un po’ perché le serate invogliavano ormai più ad uscite in giro per la città che alla fatica di una palestra. Stanco ma soddisfatto di quanto fatto andai nello spogliatoio a farmi una meritata doccia, e mentre mi finivo di sciacquar via il sapone, vidi Mark entrare nella doccia di fronte alla mia. Mi salutò con un sorriso che ricambiai, ed io indugiai ancora qualche secondo nel lavar via accuratamente il sapone (più che altro una scusa puerile), rimanendo ancora una volta incantato nel vedere quel grosso pezzo di carne far bella mostra di sé fra le sue gambe tornite e muscolose. Presi l’accappatoio e mi andai a sedere sulla panca, asciugandomi i corti capelli ed il corpo, ripensando ancora in maniera ossessiva a quel che avevo ammirato. Dopo poco, Mark arrivò e si sedette sulla panca di fronte alla mia, e sorridendo mi fece i complimenti, cosa molto rara per lui. “Grazie Mark, ma… per cosa?” chiesi con un sorriso. “Vedo che il tuo fisico è molto più tonico della prima volta che sei venuto, segno che questi mesi sono serviti” disse lui, nel suo perfetto italiano, dopo anni nella mia città. “Beh, grazie a te, direi” replicai lusingandolo anche un po’ “visto che ho solo fatto quello che mi hai detto di fare”. “Vero” disse lui “ma non darlo per scontato. In tanti non ci mettono il giusto impegno e non eseguono bene quello che ordino loro, e i risultati non arrivano”. “Sei tu l’istruttore” dissi “quindi do per scontato che quello che mi dici di fare sia la cosa più giusta. E poi,” aggiunsi tra il serio e lo scherzoso “spesso il tuo tono non ammette repliche, comandante”. Lui rise e poi rispose “È l’approccio più giusto per arrivare al risultato: io ordino, tu esegui. Sarà che in effetti ho un po’ l’indole del comandante in tutte le cose…”. “Si intuisce abbastanza” gli dissi mentre finivo di asciugarmi. “E’ che mi piace sempre avere il controllo sulle cose e sulle persone… sul lavoro e nella vita… anche a letto” aggiunse portando il discorso su un argomento che poteva diventare rovente. “Non so perché, ma l’avevo immaginato” dissi sorridendo come se stessimo solo giocando con le parole e niente di più, dandogli la possibilità di finirla lì. “Posso capirlo” disse ridacchiando. “Il fatto è che finisco per diventare esigente, e oggi le donne sono diventate molto poco remissive. È davvero difficile trovarne abbastanza sottomesse da sottostare ai miei ordini” aggiunse serio, riportando l’argomento in una zona minata pronta ad esplodere. “Davvero? Eppure ero quasi convinto che fossero comunque in tante a volere un uomo che le guidi” replicai. “Invece sono molto poche… forse perché più che guidarle tendo ad… usarle” disse con naturalezza, ma senza più sorridere “e magari posso diventare molto esigente”. “Come qui in palestra” dissi provando ad alleggerire un po’ l’atmosfera, senza rendermi conto che invece stavo provocando l’effetto contrario. “Esatto” disse lui prontamente, togliendosi l’accappatoio “E come hai visto i risultati arrivano se ti lasci guidare da me… e secondo me a te viene naturale eseguire…” aggiunse lasciando lì appesi una quantità intrigante di sottintesi. In piedi, guardandomi, con un asciugamano si strofinava accuratamente l’inguine, l’interno delle cosce e il membro, con movimenti fin troppo lenti, come ad aspettare una mia reazione. “So che se faccio tutto quel che mi chiedi di fare ottengo i risultati che voglio, quindi… eseguire i tuoi ordini è la cosa migliore da fare” dissi sorridendo e lasciando a lui l’interpretazione delle mie parole. Non volevo correre il rischio di interpretare male le sue… magari ero io che ci vedevo quello che non era, e che invece volevo vedere… e la figura da idiota era giusto dietro l’angolo… “Bravo, è proprio quello che voglio” disse posando l’asciugamano e lasciando il suo cazzo libero di oscillare, moscio ma invitante “Se ti lasci guidare da me ti garantisco che ci toglieremmo molte soddisfazioni… potrei essere il tuo personal trainer speciale ed insegnarti un bel po’ di cose… che ne dici?” chiese con un tono che evidentemente non avrebbe ammesso un no come risposta. Io lo guardavo cercando di non far trasparire la voglia che ormai era cresciuta a dismisura, ma il mio sguardo finiva sempre per abbassarsi a contemplare quel grosso arnese nero che prometteva di diventare qualcosa di davvero grosso. “Il mio… personal trainer… speciale? Sarebbe fantastico” non trovai di meglio da dire, mentre lui si avvicinava a me. “Ottimo” disse lui soddisfatto ma senza nemmeno l’accenno di un sorriso “Ma dovrai eseguire i miei ordini… essere a mia disposizione… sottomesso a me… e a lui” aggiunse ormai ad un metro da me, indicando il suo grosso uccello che iniziava lentamente a prendere vita. Io lo guardai, e risposi senza esitare nemmeno per un attimo: “Mi piacerebbe moltissimo…”. Non riuscii ad aggiungere altro, mentre il suo cazzo ormai iniziava ad assumere dimensioni sempre più importanti. “Ne ero sicuro… e poi ho visto come guardavi il mio cazzo sai?” aggiunse quasi con tono di rimprovero. “Ti avviso che sarà un addestramento molto molto impegnativo… ma ti piacerà, vedrai” disse ormai ad un passo da me. “Non vedo l’ora di iniziare” dissi con un inequivocabile tono di voce da cui traspariva tutta la voglia che ormai mi stava facendo perdere il controllo. Mark non se lo fece ripetere, afferrò il suo cazzo sempre più vicino ad una piena erezione e, mettendomi una mano sulla testa per tenerla ferma, inizio a passarmi il grosso membro sul viso senza tanti complimenti. Lo strofinò sulle guance e sulle labbra, e poi lo usò per colpirmi con forza il viso. “Apri la bocca” mi ordinò perentoriamente subito dopo. Io obbedii prontamente spalancando le labbra e lui senza troppi complimenti mi spinse in bocca il cazzo, iniziando a pompare. Sentivo il cazzo ormai duro fra le mie labbra scorrere deciso sulla lingua, riempiendomi completamente la bocca, costringendomi ad aprirla al massimo per accoglierlo per il diametro impegnativo di quel tronco nero. Lui mi teneva saldamente la testa con le mani e spingeva deciso, ma riusciva abilmente ad affondare fino all’inizio della gola, senza forzare. Era comunque impegnativo per le notevoli dimensioni e per l’energia delle spinte, tanto che abbondante saliva iniziò a colarmi fuori dagli angoli della bocca. “Bravo” disse sfilando dalla bocca il suo splendido cazzo “Questo mi sembra l’atteggiamento giusto”. Mi prese per un braccio facendomi alzare e tirandomi verso la sala pesi parzialmente illuminata. “Vieni, adesso iniziamo a fare sul serio” disse portandomi verso una panca per i pesi. Mi ordinò di sdraiarmi a pancia sotto e mi disse di non muovermi. Dopo poco tornò con delle cose in mano e prese innanzitutto a sistemarmi come voleva lui. Mi mise con il culo al limite della panca, poi prese delle fasce elastiche per i polsi e le usò per legarmi le caviglie alle gambe della panca, immobilizzandole. Senza tanti complimenti mi prese prima un braccio e poi l’altro portandomeli dietro la schiena, e con un'altra fascia mi legò i polsi. Io non dicevo nulla, lasciandogli fare ciò che voleva, eccitato ma anche un po’ intimorito pensando alle minacciose dimensioni del suo splendido membro. Poi si sedette davanti a me, mi sollevò leggermente la testa e infilò il suo grosso cazzo nero nella mia bocca, avanzando con il bacino fino a che non arrivò al limite della gola. Ero ormai completamente bloccato a quella panca dalle fasce elastiche e dal suo cazzo, e non potendo in alcun modo guardare quello che stava facendo, cercai di capire cosa stesse succedendo dai rumori. Ad un tratto sentii le sue mani decise iniziare a massaggiarmi i glutei e ad allargarli e stringerli, un massaggio interrotto improvvisamente da una potente e sonora sculacciata che risuonò nella palestra deserta. Poi sentii le sue mani staccarsi dal mio culo, armeggiare con qualcosa e subito dopo le sue dita passarmi sul buco bagnandolo con una sostanza fresca e densa che evidentemente era gel lubrificante: ne spalmò in abbondanza sul buco e poi affondò dapprima un dito, poi due e infine tre insieme, massaggiandomi lo sfintere e allargandolo con le dita, lubrificandolo abbondantemente. All’improvviso si alzò, svuotandomi la bocca, e lo sentii girare attorno alla panca e piazzarsi dietro di me. Immaginai che stesse usando il gel per il suo grosso uccello, o forse più che altro lo speravo vivamente, viste le sue dimensioni… e le sue intenzioni. “Ora iniziamo l’addestramento” disse con voce ferma “Voglio proprio vedere se con te ci ho visto giusto” aggiunse iniziando a strofinare la cappella turgida fra le mie natiche. “Se è così… diventerai la mia troia sottomessa e io il tuo personal trainer… anale” disse poi iniziando a spingere. Sentii il suo enorme cazzo spingere contro il mio culo e la cappella iniziare a farsi strada, allargandomi l’ano in modo da levarmi il fiato, nonostante avesse già visto cazzi di tutto rispetto. L’abbondante gel per fortuna faceva la sua parte, ma il diametro del suo arnese era davvero fuori misura. Mark sfilò la cappella e poi riprese a spingerla dentro, facendo sì che il mio sfintere cedesse ancora. Ripeté l’operazione più volte, mentre io quasi senza fiato provavo un piacere perverso che superava ogni timore di quel grosso cazzo. Quando sentì che il mio culetto era pronto, affondò ancora ma questa volta non si fermò, spingendo lentamente quell’enorme tronco nel mio culo centimetro dopo centimetro. “Sapevo che ci saresti riuscito… Lo sai? È difficile trovare qualcuna che voglia il mio cazzo nel culo… hanno tutte paura… Ma non tu… a te piace vero troia?” mi sussurrò all’orecchio. “Oh sì” gemetti sentendo che il culo si stava lentamente rilassando “Da morire…”. Una potente sculacciata mi colpì il gluteo destro, facendomi istintivamente stringere il culo e sentire quell’enorme cazzo in tutta la sua durezza e grandezza. “Non ho sentito, puttana!” disse lui deciso. “Mi piace da morire!” dissi con voce più forte. “Ne ero certo… si vede che sei fatto per prendere cazzi” disse. “Adesso però iniziamo a fare sul serio… Vedrai… Sarà un addestramento duro e impegnativo”. Iniziò a muoversi lentamente, avanti e indietro, affondando fin dove poteva quello splendido esemplare di cazzo nero che scorreva ben lubrificato e accolto sempre più docilmente dal mio culo sempre più rilassato. L’idea che quell’enorme cazzo fosse entrato nel mio culo da sola bastava a farmi perdere da testa e sentirlo durissimo muoversi dentro di me mi dava un piacere intenso e perverso. “Bravo, stai andando davvero bene… pochi arrivano fin qui…” disse mentre lentamente ma inesorabilmente i suoi movimenti si facevano più profondi, decisi e veloci. Mi afferrò per i polsi legati con entrambe le mani, e tirò verso di sé, facendomi inarcare la schiena mentre le spinte si facevano man mano più decise. Sentivo il suo membro durissimo e larghissimo affondare sempre più energicamente nel mio buco ormai aperto come mai mi era successo. “Così, troia… così!” disse piantandomelo a fondo, e muovendo il bacino a destra e a sinistra, massaggiandomi il culo e facendomi sentire la sua grossa presenza dentro di me. “Preparati troia, perché adesso iniziamo a fare sul serio… questo era solo un assaggio” disse. “E non azzardarti a dire basta, perché finiresti per peggiorare le situazione” aggiunse quasi come una minaccia, sottolineata da una potente sculacciata. Mi prese ancor più saldamente i polsi e ricominciò a muoversi. Dopo pochi colpi il ritmo era già diventato sostenuto e il suo cazzo affondava nuovamente deciso nel mio culo ormai pronto per la fase successiva dell’addestramento. Ad ogni colpo Mark spingeva un po’ di più, e la foga che iniziava a metterci sempre maggiore, facendo diventare quell’inculata sempre più impegnativa. Immobilizzato e con il suo splendido attrezzo nero che mi sbatteva con sempre maggior forza, provavo sensazioni intensissime e perverse, ansimando e gemendo ad ogni colpo, con la panca che quasi iniziava a spostarsi sotto le sue spinte, mentre il rumore ritmico del suo bacino che sbatteva contro il mio culo era l’unico rumore che accompagnava il nostro ansimare nella palestra deserta e silenziosa. “Cazzo che culo che hai” disse Mark senza smettere per un attimo di scoparmelo con sempre maggio forza. “Finalmente una troia degna del mio cazzo”. “Oh sì… bravo… non smettere… spaccamelo… spaccami il culo” mugolai. “Ti piace essere scopato così vero? Lo sapevo che avevi bisogno di un toro… Ti accontento subito troia… te lo spacco questo culo!” disse aumentando ancora la forza delle spinte, affondando senza alcuna pietà il suo cazzo dentro di me. “Lo vuoi troia? Ne vuoi ancora?”. “Sì… sì! Dammelo… inculami così…” ansimai. “Devi chiedermelo nel modo giusto troia!” disse fermandosi all’improvviso e dandomi un’altra forte sculacciata che mi fece bruciare il culo. Ripresi fiato, e poi dissi “Sfondami il culo… ti prego…”. “Così va meglio… brava la mia troietta” disse ricominciando a montarmi come un toro, usando il mio culo come se fossi il suo oggetto di piacere. Mi spaccò il culo per lunghi minuti ad un ritmo forsennato, e mentre mi godevo quella monta selvaggia mi chiedevo come facesse a resistere così a lungo con quel ritmo. Quello stallone nero spingeva senza mai rallentare il suo splendido cazzo equino nel mio culo ormai reso elastico come non mai, lubrificato dall’abbondante gel e dai suoi umori. D’un tratto lo sfilò dal culo, mi slegò le caviglie, mi fece alzare e mettere in ginocchio a fianco di un grande specchio a muro. Mi ritrovai il suo splendido cazzo durissimo davanti al viso, solcato da vene che lo rendevano ancora più possente. “Guardati nello specchio!” mi ordinò, mentre lui iniziava a menarsi furiosamente il cazzo. “Adesso ti riempio la faccia di sborra…” disse un attimo prima che il primo schizzo di sperma sgorgasse potente a colpirmi il viso. Altri schizzi seguirono, abbondanti e potenti, bagnandomi guance, labbra, naso e colandomi lungo il viso sul mento e anche sul collo. “Apri la bocca troia” ordinò. In un attimo il suo cazzo era fra le mie labbra, e lo sentii pulsare ancora due o tre volte, sentendo la sborra bollente riversarsi nella mia bocca. Finì di svuotarsi i coglioni nella mia bocca e poi sfilò il suo cazzo, ed io assaporai ed ingoiai il nettare bollente che mi aveva schizzato fra le labbra. “Mi sembra un buon inizio credo” disse facendomi guardare nello specchio il mio viso bagnato dalla sua sborra. “Sei un ottimo allievo” aggiunse “Credo che tu sia davvero portato. Farò di te l’oggetto del mio piacere, da usare a mio piacimento. E sappi che non accetto un no come una risposta, perché non c’è nessuna domanda…”. Dal basso, con il suo sperma che colava sul mio viso, lo guardai e dissi semplicemente “Usami”. La seconda lezione stava per iniziare…
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