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12 anni fa
Prima volta
Si stende il tuo corpo dinnanzi a me
due pesche i tuoi seni, una rosa la tua bocca
Percepisco il suo profumo che adesso domina la mia mente,
Le tue mani che indugiano sul mio corpo sono come dita
che dolcemente suonano un'arpa
E quei brividi che mi attraversano
sono note che accompagnano
la dolce melodia dei tuoi respiri
16 0 19 anni fa - 19 anni fa virginia sex 17 0 19 anni fa
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12 anni fa
Il dolce caos
Nel dolce caos,
nella confusione ordinata,
quando tutto intorno a noi sembra muoversi vorticosamente,
vola con me, dolce stella
su
in alto
fino all'infinito, passato per il finito, senza curarci di esso.
20 0 19 anni fa - 7 anni fa datemi un consiglio mhà 17 0 19 anni fa
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13 anni fa
er tonfo
er gatto camminanno in pizzo ar cornicione
sentì un rumore cupo.. un tonfo giu ar portone...
er pelo je se aizzò pe tutto er suo groppone..
ner vede na gattina in preda all'emozione...
je disse subbito arivanno co l'affanno...
a micia? ch'è stato sto rumore c'hai fatto quarche danno?
la micia che de schiena la coda aveva arzato.....
rispose:...attiro l'attenzione de quarche disgraziato...
er gatto quatto quatto capenno la micina
tornò sur cornicione... ma dopo na svertina!!!!
14 0 19 anni fa - 16 anni fa perverso1002 il mio desideryo è farlo con una signora matura ke mi insegni quanto è bello il sesso,puro e travolgente!!sono giovane e voglioso di conoscenza! 17 0 19 anni fa
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17 anni fa
Incontro
L'emozione di un incontro imprevisto,
in un supermercato, gli occhi che per un attimo si trovano,
due corpi che passando per lacorsia sfuggevoli si sfiorano.
Nuovamente gli occhi si ritrovano, un sorriso il respiroper un attimo si ferma.
Nuovamente i due corpi si sfiorano questa volta complici.
Giocare al banco delle zucchine con simpatici ammiccamenti....
e poi salutarsi. 29 0 19 anni fa -
17 anni fa
Debolezze...
A volte sento affiorare le mie debolezze. La mia vita si svolge nel tentativo di sopprimerle... Non voglio vederle, voglio eliminarle dalla mia esistenza.
Non sono ancora riuscita ad estirparle, hanno radici più profonde di un albero bicentenario... Solo che non restano sottoterra, basta un piccolo avvenimento affinché vengano alla luce.
Mi rendo conto di aver bisogno di un uomo che si prenda cura di me... Incantato da un amore puro ed elettrico, e che mi guardi con occhi sognanti. Vorrei esser per lui una ragione di vita.
Una sorta di servitium amoris, che io però ricambierei con eguale intensità.
Ma cosa ho da offrire, in fondo? Perché qualcuno dovrebbe amarmi? Non è detto che, in effetti, esista qualcosa d’amabile in me.
22 1 19 anni fa -
17 anni fa
La quintessenza di un delirio
Leggimi solo se sei tranquillo...
Perche’ le parole acquistano un sapore diverso, sai? Le parole che accompagnano le sensazioni... intendo.
Principalmente e’ una questione cerebrale e il cervello, come altri organi del corpo, se viene stimolato adeguatamente prova piu’ piacere..anzi forse a dirla tutta e’ proprio il piacere cerebrale che da l’input a quello fisico, perche’ entra in moto il pensiero che e’ l’unica cosa veramente personale che abbiamo.
Il pensiero e’ veloce e’ nascosto e’ nostro fino a che non desideriamo condividerlo: ed e’ quello che vorrei fare con te ora e che mi piacerebbe tu facessi con me nel momento in cui lo sentirai.
Il pensiero a tratti di acquistare il reggicalze, una volta prese le calze, ce l’avevo, un po’ come la nebbia arrivava e spariva, arrivava e spariva. E cosi’ ho fatto, naturalmente con un po’ di sincero imbarazzo, perche’? Perche’ si... perchè sapevo che era una cosa un po’ proibita che avrei tenuta nascosta... L’ho scelto nero, con un po’ di pizzo in cima a fiori, niente di che per iniziare ma e’ il brivido dell’illecito (si fa per dire) che entra in gioco..
Una mattina il pensiero e’ andato li, nel cassetto dove qualcosa mi aspettava.
Il completo nero in microfibra liscio liscio mi sembrava l’ideale per fare la prova..
Ho preso il reggicalze e l’ho allacciato, ho infilato le calze e le ho fermate nei ganci, ho alzato la testa, buttando indietro i capelli e mi sono specchiata...
Niente male direi, vuoi sapere cosa mi eccitava maggiormente?
Guardare e poi accarezzare la parte che rimane scoperta delle cosce tra le calze e gli slip..
Ho pensato a te che seduto sul letto mi dici, "Vieni qui..", il tuo timbro di voce e’ basso, ricorda il mio il cui tono si perde nel rumore della vita e nel contrasto di altre voci, ma il silenzio che permea la stanza dove ci troviamo fa si che assuma una nota calda.
"Vieni qui.".e mi avvicino.
"Ti sei ricordata tutto quello di cui abbiamo sognato..?"
Non parlo, annuisco semplicemente, vorrei sentire le tue dita sul profilo delle calze, ma non lo fai.
E io non oso chiedertelo, per paura di sciupare il momento.
Spero tu possa leggere nella mia mente e nei miei occhi il desiderio:
desiderio di sentirmi accarezzare dolcemente dal tuo sguardo e dalle tue mani.
Desiderio di sentire le tue labbra appoggiarsi in quel lembo di carne nuda...
Gia’ solo cosi’ solo questo pezzo di pensiero in mente, la temperatura e’aumentata di colpo e mi ritrovata con le mani a cercare il piacere, lasciandomi andare verso il piacere stesso che non ha tardato ad arrivare simile a un’onda che ho visto e ho sentito e da cui mi sono lasciata sommergere...
Comincio a fare la troia camminando da tale e strusciandomi su di te, che lì in piedi mi guardi già con gli occhi da perverso… Dopo un po’ mi prendi per le braccia, me le tieni ferme dietro la schiena, e mi pieghi sul tavolo della cucina mettendomi a 90. Non vedevo l’ora di sentirmi bloccata, posseduta, usata, e questo tu lo sai bene. Con quel gesto la minigonna è salita, si vede metà culo con il filo nero del perizoma in mezzo. Finalmente cominci a dirmelo quanto troia sono, che mi vesto da puttana, che mi sbatterebbero tutti vestita in quel modo. Mi lasci le braccia e porti le mani sulle mie natiche, inizi a stringermele forte, mi fai quasi male, ma questo mi eccita ancora di più. Ti sento scendere, piegarti, con una mano sposti il perizoma totalmente fradicio e inizi a leccarmela. Non me l’aspettavo, i miei liquidi colano sempre più copiosi. Mi piego ancora di più sul tavolo e spingo il culo in fuori, per farti capire quanto ti desidero, quanto desidero essere presa e sbattuta come una cagna in calore. Ma tu non hai nessuna intenzione di soddisfarmi, fradicia come sono verrei subito, così ti fermi per un attimo, mi togli il perizoma, porti entrambe le mani sotto la mia figa, e tiri le labbra. Tenendomi così aperta infili la lingua, la sento girare e scavare dentro, sei proprio un porco. Ogni tanto dai qualche colpo di lingua anche al clitoride, ma senza esagerare per non farmi venire.
Ora decidi di ricominciare a fare il porco come si deve, da bastardo, vedendo che mi sono alzata un po’ con il busto mi rispingi giù, stesa sul tavolo, e mi fai divaricare di più le gambe. Sono lì, in piedi con le gambe aperte e con le tette che premono sul tavolo, non so cosa mi aspetta. Non ti sento più, allora giro la testa, e vedo che ti stai succhiando tre dita, con quella solita faccia da porco. Mi eccito. Con la mano libera mi rispingi la testa giù, sul tavolo, mi vuoi proprio trattare da puttana oggi, vuoi essere tu a comandare. In un solo colpo infili due dita fino in fondo nella fica fradicia, e come al tuo solito inizi a farle girare in tondo. Mi sento scavare dentro, esplorare dalle due dita, e inizio ad ansimare. Tu continui a tenermi bloccate le braccia dietro la schiena proseguendo con il tuo lavoretto, vuoi aprirmi, allargarmi per bene, ed io da troia allargo le gambe sempre di più, per facilitarti il compito, per aiutarti a dilatare bene quella figa da vacca. Togli le due dita, mi lasci vuota per un momento, e mi chiedi cosa voglio. “Voglio essere riempita!” ti rispondo, “Dammi il tuo uccello, sbattimelo dentro tutto in un colpo!”. “Va bene” dici tu, ma prima, continuando a tenermi bloccata, vieni con la mano a palparmi le tette, le stringi forte, spalmi i miei liquidi sui capezzoli turgidi, e li tiri forte, li stringi più che puoi, mi stai facendo impazzire… Ora lasci le mie tette, penso che finalmente tu stia per sbattermi dentro il tuo cazzo duro come il marmo, ma subito scopro che mi hai ingannata… non hai nessuna intenzione di accontentarmi neanche stavolta, e mi infili nella figa le altre due dita che prima erano rimaste fuori. Ricominci a girarle dentro. Che bastardo sei! Dopo un po’ le togli e rimetti le due di prima, mi scopi con quelle, fai dentro e fuori sempre più veloce. Senti che mi bagno esageratamente, inizio ad urlare dall’eccitazione. Ti fermi tenendole dentro. Sento che appoggi davanti all’apertura della fica anche le altre due, e poi inizi a spingerle dentro. Le infili piano, lentamente, per farmi morire ancora di più… Sei veramente un bastardo! Le spingi dentro fino in fondo, tutte quattro, poi ti blocchi. Mi chiedi come si sta così piena… Ma io non riesco neanche a seguirti, ti chiedo solo di essere scopata. “Sei una troia!” mi urli tu, ed inizi a scoparmi con le quattro dita, vai su e giù, dentro fuori, e ad ogni colpo che entri apri dentro le dita per dilatarmi sempre di più. Mi chiedi se voglio che provi a sfondarmi con tutta la mano, ti rispondo di sì quasi supplicandoti “Dai, spingila dentro, spingimi tutte le dita fino in fondo!” Ma tu anche stavolta ti fermi. Come puoi essere così bastardo? “Ora fai la vacca per me!” mi dici guardandomi dritta negli occhi. Mi dici di andare in camera e prendere i miei oggetti. Mi spoglio completamente, e tiro fuori i tubi che uso per masturbarmi, ne ho portati due, quello più grosso e quello medio. Tu però mi dai anche un altro sacchetto, dentro ci sono i cazzi finti che hai comprato mesi fa, uno normale, che vibra, e l’altro lungo, viola, con le cappelle da entrambe le parti.
Immancabilmente prendi la telecamera e la fai partire. Sono seduta sul letto con le gambe aperte, ed inizio ad accarezzarmi la figa senza toccare il clito per paura di venire. La accarezzo intorno. Con le dita apro le pareti, così tu puoi zoomare sul buco nero aperto che si vede in mezzo. “Hai una figa da vacca!” mi dici, e a quelle parole vedi soddisfatto un rivolo di umori bianchi uscire proprio da quel buco. Sorridi. Tenendo aperte le labbra con una mano, inizio ad accarezzarmi il clito con l’altra. Mi vedi vogliosa come non mai. Spingo dentro la figa tre dita tutte in un colpo e mi scopo un po’, poi aggiungo anche il quarto. Tu continui a riprendermi le dita che fanno dentro e fuori, mi guardi negli occhi e dici che ho una faccia da puttana, poi mi inciti ad aggiungere anche il quinto dito e sfondarmi con la mano. Obbedisco. Spingo tutta la mano, sempre di più, mi dici che non mi hai mai vista così sfondata, così vacca. Ti sorrido, mi piace eccitarti così tanto. Dopo un po’ tolgo la mano, ancora fai uno zoom al massimo, sulla mia fica rimasta dilatata. Si vedono tutti i liquidi bianchi che escono. “Che puttana!” insisti a dirmi.
Prendo il cazzo viola e me lo sbatto dentro in un colpo solo. Continuando a guardarti mi piego un po’ e porto l’altra estremità alla mia bocca. Lo passo sulle labbra, poi inizio a leccare la cappella, mentre con una mano mi scopo con l’altra estremità rimasta impalata nella figa. “Quanto vacca sei? Puttana!” mi dici pieno di desiderio, so che quel cazzo finto vorresti muoverlo tu, magari aggiungendoci anche le tue dita, ma mi hai chiesto di fare la troia per te e mi lasci fare tutto da sola. Tolgo il cazzo dalla bocca e continuo a scoparmi, ti guardo negli occhi e mi lecco le labbra, le mordo, come farebbe una vera troia. La telecamera va a riprendere anche la mia faccia, mi dici che ho una faccia da puttana. Tolgo il cazzo viola e infilo il tubo medio, ma mi scopo poco con quello perché sono già così larga che non lo sento. Lo tolgo, e lo sostituisco con quello più grosso. Ora sì che mi sento davvero sfondata. Riprendi la mia figa che si allarga ad ogni entrata del tubo. Mi scopo un po’ con quello per dilatarla bene, farla diventare davvero una figa da vacca, una figa da sfondare. Lo tolgo. Rimetto quello viola per bagnarlo poi lo tolgo ed infilo l’altro cazzo finto. Mettendolo dentro parte la vibrazione. “Che cagna sei!” ti sento finalmente dire, mi piace quando mi dici quelle cose, mi fanno sentire vacca, mi eccito di più, la mia figa si allarga e si bagna. Prendo il cazzo viola ed inizio a spingerlo dentro insieme all’altro, mentre la tua bocca mi riempie di volgarità. Bravo, così mi aiuti a bagnarmi e a farlo scivolare dentro. La telecamera sta riprendendo tutto, anche le tue parole, che ogni volta che riascolterò mi faranno venire, ne sono certa. Ho i due cazzi dentro, sono riempita come mai lo sono stata. Li lascio fermi per un po’, in modo che le pareti della figa si allarghino e prendano la giusta forma. Dopo un po’ sei tu ad allungare la mano e iniziare a muoverne uno dei due, sempre continuando a riprendere. Io sono costretta a tenere fermo l’altro per non farlo uscire. “Muovilo!” mi ordini. Così inizio anch’io, quando tu ne spingi dentro uno, io tiro fuori l’altro, senza però farlo uscire completamente, e lo stesso fai tu quando sono io a spingere. Sento che la figa è diventata ormai una caverna, e sentire quei due cazzi sfregare così mi sta facendo impazzire. Te ne accorgi, dalla mia faccia da vacca, dai liquidi che escono in quantità sempre più esagerate, dal mio ansimare sempre più intenso. Ti fermi, e fermi anche la mia mano. Lasciando dentro la figa il cazzo viola estrai l’altro. Riprendi la tua cappella che punta alla mia figa e spinge. Entra facilmente, il tuo cazzo va in un attimo a sostituire il precedente, e muovendo con una mano quello viola inizi a muoverti anche tu, mi sbatti con dei colpi di reni decisi, è sempre stato il tuo sogno scoparmi con un altro cazzo dentro. Lo stai facendo, anche se forse entrambi preferiremmo che quel cazzo fosse vero, di carne, magari di un tuo amico. Mi sbatti per un po’, io grido in modo ormai incontrollabile. Ti fermi per non venire e per non farmi venire. Togli entrambi gli uccelli, mi lasci vuota e riprendi la mia fica aperta. Devo sembrare proprio una puttana così conciata, chissà se entrasse un tuo amico in quel momento e mi trovasse così… ho le mani appoggiate al muro, in alto, sopra la testa. Giochi un po’ con le mie tette sempre più grosse, e con i capezzoli sempre più duri. Continuando a giocarci con una mano porti l’altra alla fica fradicia, completamente allagata, e mi scopi con due dita per un po’. Dici che non mi hai mai sentito così aperta, che sono veramente una puttana, che ho una galleria in mezzo alle gambe: “Che troia!” urli, dicendo che hai sentito i miei liquidi inzupparti le dita. Poi togli le dita.
Mi porti due dita nella bocca, te le lecco, le insalivo per bene, so cosa vuoi fare, ti conosco bene. Le sento che si muovono sulla mia crestolina, turgida, eccitata, mi scopi e mi masturbi. Le contrazioni si fanno man mano più intense il piacere sta prendendo il sopravvento sto per godere. Cerchi di sincronizzare il movimento del tuo cazzo con le dita, ricevo colpi decisi e delicate carezze.
-“Godo” - sono le uniche parole che riesco a pronunciare, ti avvicini al mio orecchio e mi sussurri –“ Si, godi” -.
Sento le contrazioni del mio sesso che stringono il tuo, sento ancora i tuoi colpi dentro di me. Lentamente mi rilasso. Tu hai ripreso a scoparmi.
Ti faccio venire sotto di me, ti distendi a pancia in giù, ti lecco la schiena, ti accarezzo, ti bacio. Mi gusto il tuo corpo dopo il mio orgasmo, ora voglio farti godere. Ti alzo il bacino, ti tocco il sesso e nel mentre ti lecco le palle, so che ti piace, so che impazzisci sentire la mia lingua su quella parte sottile che collega le tue palle al tuo sedere, su quel nervetto, so che ti piace quando inizio a leccarti dalle palle per risalire lungo tutta l’asta.
Ti giri, sei steso con il cazzo che punta verso il soffitto. Aspetti che ti prenda, che ti scopi.
Ti vengo su e mi adagio sul tuo sesso. Sono io a condurre il gioco, tu devi solo lasciarti andare, e lo fai, chiudi gli occhi, e come se stessi dormendo ti lasci condurre dalla mia danza.
Il tuo respiro aumenta, sento dei colpi di reni da parte tua come se volessi assestare quei momenti, stai per godere, il viso si contorce, cambia espressione, avevi gli occhi chiusi, cosa avrei dato per farteli aprire per vedere che luce avessero mentre mi rilasciavi il tuo seme nella mia pancia.
Mi distendo su di te, ci diamo un reciproco bacio sulle guance e dopo mi sussurri – “Ciao” - , già perché non c’eravamo nemmeno salutati, era troppa la voglia di aversi.
Esco da te, emetti qualche gemito, mi adagio al tuo fianco, parliamo un po’, abbiamo molto da dirci, i nostri discorsi sono accompagnati da carezze e qualche bacio.
Abbiamo entrambi esigenza di bere, ti alzi per primo, mi guardi sono distesa a pancia in giù – “Sei bellissima” - mi dici, non mi dai possibilità di replica, sei di nuovo su di me con il tuo sesso nella mia fica, mi stai scopando di nuovo, con desiderio, con voglia di avermi ancora. Lo sento che entra ed esce, lo sento strisciare contro le pareti della mia vulva, fammi godere ancora, non smettere ti prego!
Ma ti fermi, esci, mi sfiori con una mano il sesso, mi tiri su e finalmente andiamo a soddisfare la nostra esigenza di sete.
Sei stanco questa sera, vuoi riposarti.
Non ho obbiezioni da farti, sono stata egoista, t’ho voluto a tutti i costi questa sera. Ci stendiamo a letto, passo sopra di te, tu mi blocchi, mi baci, mi accarezzi e mi penetri. Mi guardi e mi dici con un filo di voce – “Sono stanco” - ma continui a muoverti dentro di me. Non smetterei mai di fare sesso con te, è sublime, sconvolgente, è unico.
Un dito si fa spazio nel mio buchetto, ho il tuo cazzo nella fica e un dito nel culo. Mi scopi così ora, sento che mi sto sciogliendo, che mi sto aprendo al tuo modo di prendermi.
Godiamo insieme, un orgasmo meno violento ma comunque intenso.Puoi riposare ora...
28 0 19 anni fa -
17 anni fa
Soliloquio
Con le mani corro in vallate color oro
scendendo dai monti di venere e zone boschive
dove ho liberato l'anima mia in atto proibito
ti ho sfiorato lo sguardo con tentazioni latenti
te con timore di chi non ha certezze
esitando sul varco hai guidato i miei sensi
sciolto in piaceri carnali ho imparato
che non c'è tempo per starsene ad esitare
non sento la macchia di una colpa inutile
poichè non ha ragione di esistere atto reo
se nascono questi fiori di benessere nelle nostre mani
abbiamo nascosto le evidenze ad occhi indiscreti
oh dea di una natura infame e beffarda
nel disordine da te creato ho trovato una strada
fatta solo di un oggi senza un domani
oh sensazione di tiepida ebrezza
catturami l'anima senza parola proferire
e strappa dal mio corpo l'ultima tristezza
siamo e saremo per sempre lontani nel tempo
ma abbiamo trovato un luogo nascosto
dove non esistono i rampicanti della nostra vita
dove siamo anima di pura e decadente carne
posseduta ed arroccata, spogliata e deprivata
ho lasciato esanime la tua pelle color della neve
e vivo di quell'afflato leggero che emanano
i tuoi occhi dispersi in profondi respiri e sensi
oh dea orfana di una via da seguire
ciò che finirò per desiderare nel mio futuro
porterà il marchio dolente di un rimpianto
e canterò ai venti il tuo profumo di estate
sarai nel mio eterno presente
e non passerà giorno in cui guarderò
quel firmamento non pensando al tuo nome
"Stella" 14 0 19 anni fa -
17 anni fa
Non avrai scampo
Te l’ho detto in questi giorni più e più volte…. non voglio una scopata da te. Esercizio ginnico vano e di quasi ormai nessun interesse per me. Voglio TE… il tuo corpo intrecciato al mio, sopra al mio, sotto... i nostri odori mescolati, i sapori esplorati uno per uno, in un’esaltate esplorazione delle mille sfumature del piacere che potremmo dividere. Lo sai, vero quale sarà la prima cosa che farò appena ti vedrò? Lo so che anche adesso che mi leggi magari nel tuo studio, in mezzo alla gente in pieno giorno devi serrare le gambe e stringere le mani intorno a questo fragile foglio di carta per resistere alla voglia di toccarti, di dare sollievo al tuo cazzo che preme turgido contro la stoffa leggera dei pantaloni. Mi vuoi. Il desiderio di me è diventato il tuo chiodo fisso, la tua ossessione. Ti ho riportato a te stesso. Restituito il tuo istinto di predatore e ora? E ora ti aspetto Marco, vieni a prendermi. Vieni e reclama la tua preda. E’ giusto, lei ti appartiene, in tutto e per tutto. Come tu appartieni a lei. Ti sbranerò Marco. Ogni più piccolo pezzo del tuo corpo recherà il segno dei miei denti, delle mie unghie, della ferocia violenta della mia voglia. Ti porterò a volere sempre di più e a darmi sempre di più… sarò insaziabile. Leccherò il tuo sesso eretto dalla base fin su a quella meravigliosa punta turgida... Quando avrò finito con te non resterà un solo alito di fiato nei tuoi polmoni, una goccia di sangue nelle tue vene e una sola stilla di sudore sulla tua pelle. Ti prosciugherò mi approprierò di ogni singolo frammento di te… invaderò la tua anima e vi apporrò il mio marchio. Perché mi appartieni Marco, non il possesso sciocco che implica gelosia ma il possesso della passione, quella che non conosce limiti ne confini. Quella che diverrà tangibile forza incontrollabile, anarchico abbandonarsi al piacere non appena lo spazio tra di noi sarà ridotto a pochi centimetri. Una cena? E cosa vuoi che m’importi di mangiare… tu sarai il mio cibo e la mia acqua.. Si, t’incontrerò. La caccia è finita. La preda conquistata. Che si consumi il fiero pasto.
Ogni attimo che riesco a rubarti è far l’amore con te... ogni volta che leggo qualcosa di tuo, faccio l’amore con te. Sento la tua carne fremere, aspiro profondo ogni tuo odore, gusto e non mi sazio ogni tuo sapore. Mi fai sentire come una ragazzina alla prima cotta e nello stesso tempo risvegli gli istinti più biecamente animali che albergano nel fondo delle mie viscere. Li strappi dal loro nascondiglio e li trasformi in dolci richieste, in desideri espliciti, in violente prese di possesso. Non so a volte mi sento così piena del desiderio di te che mi sembra di esplodere. Voglio guardarti negli occhi ad un cm di distanza, si. Respirare l’aria sulle tue labbra. Vedere il sorriso illuminare il tuo volto mentre mi guardi camminare rapida verso di te. E poi voglio perdermi nel tuo calore, assorbire il profumo della tua pelle in ogni poro della mia. Riempirmi le orecchie del suono della tua risata…. E TEMPO, voglio TEMPO da spendere, buttare, consumare, bruciare con te e solo con te. Il mio corpo anela a fondersi con il tuo. Voglio sentirti riempirmi, colmarmi della tua dura consistenza in ogni modo possibile, in ogni più piccola ansa e cavità del mio corpo. Lo sappiamo non avremo che sempre poche ore rubate, sottratte faticosamente all’esistere convulso di entrambi. Ma sono preziose come il diamante e come tali vanno conservate e protette. Ti guarderò con la tua bella testa china tra le mie cosce spalancate abbeverarti avido alla mia fonte….sarà SUBLIME!!!!!
Sono così avida delle tue parole che non riesco a fare a meno di cercarle in ogni momento, anche il più sbagliato della mia giornata. E tu sei un folle, lucido sensuale e affascinante ma folle. E stai trascinando anche me inesorabilmente in questa follia. Cazzo! Ho tremato Marco, letteralmente tremato mentre leggevo questa lettera. Come fai a leggermi dentro così bene? Come fai a capire immediatamente di cosa ho bisogno? a cosa anela il mio corpo? di cosa si appagherà realmente la mia testa?
Mi spaventi quando fai così e mi affascini all’ennesima potenza. Mi sento travolta dal tuo potere di comprensione. Che cosa sei un mago? Ho cercato di essere ragionevole, razionale, di considerare tutto questo una divertente liason come altre che ho avuto. Ma la realtà è che non ci riesco. Devo averti. Devo marchiare la tua anima, stravolgere il tuo corpo, graffiarti, segnarti, morderti… accendere la profondità del tuo sguardo di una scintilla di passione folle che solo io posso appagare. Ecco è così che mi sento. Ma tanto lo sai. Hai solo voluto che lo dicessi, lo tirassi fuori così nero su bianco... Ora io voglio TE , il tuo corpo fuso nel mio, il mio che si sciolga sotto i colpi del tuo, i nostri respiri rotti dalla voglia , gli occhi accessi dalla follia appassionata le anime perse nell’oblio della voluttà reciproca. Perché non ci basterà un incontro, perché questa non è una scopata, perché siamo andati oltre da parecchio ormai. E ora non possiamo che andare a vedere dove ci porterà questa lucida e stravolgente follia.
A giovedì: conterò le ore, i minuti che ancora mi separano dal momento in cui potrò sentirmi avvolta dal calore incandescente del tuo sguardo. La mia pelle formicola già adesso al pensiero.
Caldo. Afoso e avvolgente. Annebbia i pensieri e esalta i sensi. La mente vuota e il corpo pronto per essere colmato. Gocce di sudore colano lungo l’arco della spina dorsale, si fermano all’attaccatura della natiche portando con se brividi di consapevolezza vogliosa. Penombra. Sollievo per gli occhi ma non per la voglia struggente che mi serra il ventre.
Ancora gocce. Ma non è sudore stavolta.
Cadono lente sulle labbra. Colano sulla colonna tesa del collo. Scivolano sull’arco del seno. Insistono. Frequenti, grosse, deliziosamente...fredde. I capezzoli si tendono. Il calore tra le cosce diventa umido rovente.
Silenzio.
Plic Plic Plic.
Le gocce percorrono il ventre teso, colmano l’ombelico, scivolano sull’arco del monte di venere, giù tra el cosce. Fresco. Ma non abbastanza. Apro le cosce. Lente le gocce scivolana tra le pieghe della fica. Incontrano il rovente umidore ed.. evaporano. Sollievo ho bisogno di essere colmata di.... sollievo.
Un gelido sollievo.
Dita che spingono lente, insesorabili, bordi leggermente taglienti. Mi tendo verso quell’improvviso ristoro. Uno, due, tre, quattro...cinque. Il sollievo dilaga nel mio ventre. Vapori leggeri si alzano tra le mie cosce. Brividi lungo la schiena , a salire verso le punte turgide dei seni.
Tic Tic Tic. Scorrono lenti i minuti.
Bisogno ora. Pressante bisogno di dare ristoro. Trasformata in fonte. Rivoli di fresco refrigerio mi colano lungo le cosce ora sollevate. Percorri quei rivoli. Li cerchi minuziosamente con la punta umida della lingua. Indugi, accarezzi, esplori. Risali lento verso la mia fonte. Succhiudi le labbra...
BEVI
Avido suggi sollievo ghiacciato.
Ed ogni goccia gelida alza di un grado ancora il ribollire violento della tua voglia. Mi inarco verso la tua bocca. Ormai lappi avido come un gattino affamato fa con la ciotola del suo latte.
Ancora gocce
Copiose, abbondanti, ricoprono la tua lingua, colmano la tua bocca, soddisfano la tua sete...
Sono calde e salate ora...
Non avrai scampo
Il giorno in cui mi incontrerai. Non avrai scampo. Semplicemente.
Non riuscirai a mettere a fuoco chiaramente la situazione. Non capirai o forse nemmeno ti importerà farlo chi è la preda e chi è il cacciatore. Quanto poco senso hanno i ruoli… nelle circostanze giuste. Tra noi non ne avranno affatto di senso.
Il nostro sarà un raffinato incontro di scacchi. Una partita a poker, in cui la posta in palio potrà essere una sola: tutto.
Nessuno dei due si agita per meno. E l’arte, la perfezione del piacere che stempera nel sublime esistere, come puro sentire, richiede il suo tributo.
Anima e sangue. Sudore e sperma.
L’estasi non si accontenta. Non si imbriglia. Ne si governa. All’estasi ci si abbandona.
Andrà così tra noi, non ho dubbio alcuno. Lo so. Lo sento nelle viscere. Sarà una lotta all’ultimo respiro. Senza esclusione di colpi. Una lotta istintiva. Atavica. Tra il femminile e il maschile. Una lotta seducente e seduttiva. No. Non un corteggiamento. Una lotta. O, se vuoi, una danza tribale. La celebrazione istintiva dell’esistere nel suo nucleo più vero: eros.
E’ grazie ad eros che ti percepisco chiaramente. Leggo in te, mia dolce fiera notturna, con cristallina chiarezza. Speculari già. Racconti di te, sulle pagine che verghi con parole intessute di totale armonia del vivere. Libero. Realmente e ironicamente libero.
Seducente la libertà del sorridere del proprio mondo, mentre lo si ricrea su uno schermo pulsante. Questo di te mi seduce e mi rispecchia. Completamente.
La verità sorridente delle variazioni di piacere che narri emerge chiara dall’intreccio vibrante delle parole. E’ magia che diventa desiderio liquido tra le mie cosce.
Se fossi uomo. Beh avrei voluto esserlo così.
Anarchicamente libero.
Il giorno in cui mi incontrerai. Dovrai stupirmi. E’ nel tuo dna. Come nel mio è sedurre. Il giorno in cui mi incontrerai dovrai alzare la posta del gioco. Non potrai farne a meno. La carnalità vibrante della voglia tra noi ti imporrà di farlo.
La mia carnalità e la tua voglia.
Un gioco sconosciuto.
Dettagli, frammenti suggestivi che squarciano il desiderio che rende torbidi i miei occhi ora, mentre scorro rapida le tue parole sullo schermo, o misterioso amante di RS.
Mmmmm KHAMEL….
Una corte d’amore in sostanza. Diletto caro ai trobadori medioevali. L’amor cortese contrariamente a quanto si è sempre creduto era tutt’altro che platonico in molteplici delle sue manifestazioni concrete.
Una corte libertina e poetica. Con un maestro di cerimonie che tiene nelle mani il fil rouge delle variazioni del desiderio a cui i partecipanti si abbandonano con notturna voluttà.
Il mio corpo vibra al pensiero di essere la Regina di quella corte, il soggetto del Khamel. Il desiderio si fa liquido tra le cosce. Vampa bruciante nel ventre. Ho voglia adesso. Voglia di cazzo. E non solo. Voglia di mani, di lingue, di bocche che mi cercano avide, intrecciate indistinguibili. Voglia di fica. Anche. Una voglia forte, intensa come il profumo che emana il mio sesso pulsante. Ora. La senti vero?
E ti da alla testa, ti manda brividi gelati lungo la schiena. Fa fremere il tuo culo e rizzare il tuo sesso. Mi leggi e mi vuoi. Non c’è stacco tra le due cose. Le tue mani si allungano istintivamente verso lo schermo. Vuoi essere quell’uomo domato con violento possesso. Dominato, piegato, usato e colmato. Da me.
Ma non è il momento. Non ne ho ancora capriccio. La seduzione è una spirale larga, avvolgente, le cui spire si stringono progressivamente e inesorabilmente.
Stai lottando ora contro la tua stessa voglia di appartenermi. Totalmente. Lotta. E’ quello che voglio. Tanto l’esito è inesorabilmente solo uno: MIO
Il giorno dopo. Quando la tua pelle racconterà al mondo dei marchi del mio possesso. E la mia della sublime violenza della lotta. Il giorno dopo ne farò racconto. Affabulerò novella Sherazade perché per certi piaceri il pubblico è parte integrante. Ed è giusto che sia così. Affabulerò per noi. Per me e per Te. Per il sorriso malizioso che taglierà i nostri volti al pulsare delle parole sullo schermo.
Ora ti lascio, seducente amante del sublime, le mie spire ti avvolgono morbide e inesorabili….. le senti e lotti….
Sognami perché non potrai fare che questo sognarmi….
Mi vedi …. Sorrido.
TENTAZIONI
Mi abbandono. La lingua saetta rapida tra le mie cosce. Lappa avida. Raccoglie. Suggerisce. Invita. Seduce. Sussurra note di desiderio. Spingo. Serro le gambe. Stringo le ginocchia. Scalpita. Soffoca. Sorrido. La mano corre alla catena. Freddo decoro di acciaio sulal seta cremisi del letto. Tiro. Violenta. Inesorabile. Strisci. Soffocando. Sorrido. Davvero. Ora.
TENTAZIONI
Carne liscia. Pelle calda. Bianco baluginare di corpi avvinghiati nella seta. Gocce. Il morso bollente della cera. Ti marchia. Uno. Due. Tre volte. E poi ancora e ancora. Decoro elegante di furia violenta. La schiena inarcata. Il culo proteso. Affondo le unghie nelel curve sode. Mentre il ritmo incalzante. Mi colma. Sazia. Non del tutto. Affondo improvvisa il pugno.
TENTAZIONI
Sguardi. Compiaciuti. Violenti. Presenti. Sorride. Lui. Abbandonato negligentemente sulla poltrona. Nudo. Esposto. Complice ignaro. Variabile irrilevante. Sorrido. Io. Beffarda. Accarezzo piano le frappe di cuoio lucido. Affondo i tacchi di acciaio nelal carne. Colpisco. Lampo violento. Crudele. Sapore di sangue. Sorridi. Tu. Gocce rossastre ti rigano il volto. Colano. Il cuoio morde la pelle. Ancora. La luce si spegne. Nei tuoi occhi.
TENTAZIONI
Usato. Teatro di voglie inscenate, graffiate, lucidamente esploratate. Appagate. Esibito tappeto di vibrante carne segnata. Scena di perfida lussuria declinata. Più volte.
Mi chiedo se lo farai. Hai indicazioni precise. Variazioni ludiche di una volontà ardente. Ti voglio. Nudo. Spalle alla porta. Seduto. Nel buio totale. I polsi ammanettati allo schienale rigido della sedia. Le gambe aperte. Bendato. Niente orologio. Immerso nel silenzio. In attesa. In vigile esibita attesa. Donato.
Mi chiedo se lo farai. Attendere ti devasta. Sorrido. Lo farai. La sconfitta. Dopo la lotta. Ha un fascino sublime. Per te. Per questo attenderai. Volontariamente. Ti consegnerai nelle mie mani. Hai una certezza. Non esiterò. Infierirò. Senza tregua. Non mi sentirai. Solo l’affondare dei denti sul tuo collo. Improvviso. Violento.
Ti spingo sul letto. Mi metto a cavalcioni su di te. Finalmente lo sento. Mi struscio. Mentre mordo le tue labbra. Affondo le unghie nella tua schiena. E cerco di ignorare la barriera dei vestiti. Mugoli nella mia bocca. Le tue mani avvinghiano il mio culo. Abbassi con violenza la scollatura del mio golfino rosso. Succhi. I denti scorrono maliziosamente violenti sulla carne protesa. Offerta. Spingo con forza la tua testa verso il mio seno. Penso. Mordi. Cazzo. Mordi. Lo fai. Sospiro di sollievo e voglia per quel dolore delizioso. Non mi basta però… lo voglio. Ignoro la cintura e slaccio freneticamente i bottoni dei tuoi pantaloni. Senza staccarmi dalla tua bocca. Senza guardare. Lo voglio. Tra le mani. Nella bocca. Nella fica. Ovunque purchè in me. Ora. Subito.
Ok. Così non va. Troppi vestiti. La carne. Ho bisogno della carne. Nuda. Calda. Sudata. Mi stacco da te e inizio a sfilare tutto alla velocità della luce. Le mie perle nere cadono sul pavimento. Gli stivali rossi. Le calze. I pantaloni. Sfilo la culotte un secondo prima di tirati su di me. Nudi. Finalmente. La pelle contro la pelle. Ma che fai?Il gentiluomo? Ora? Pronta. Cazzo. Sono pronta da quando sono entrata. Togli quella dannata mano dalle mie cosce. Non è lei che voglio. Sorridi. Commetterei un omicidio se solo… non lo volessi così tanto. Serro le gambe intorno ai tuoi fianchi. Allungo una mano per spingerti nella giusta direzione. Resisti???? Non è cosa. Non è il momento. Urlerei. Mollo una sculacciata violenta sul tuo culo. Vediamo se così capisci. Mi blocchi la mano. E’ già qualcosa. E ti abbassi. La tua cappella mi sfiora. Provocante. Ti guardo. E …Lo voglio. Urlo quasi. Lo so. Sorridi. Maledizione. Te lo cancello io quel sorrisetto dalla faccia. Artiglio il tuo culo. Affondo le unghie. Scopami. Fottimi. Sbattim… così. Ecco. Proprio così. Non chiedermi il permesso. Affonda ritmico. Violento. Veloce. In pace. Ora sono in pace. Assecondo il tuo ritmo. Rotoliamo. Sopra. Sotto. Sopra. Lingue che guizzano. Denti che mordono. Unghie che affondano. E quel ritmo crescente. Costante. Violento. Il fiato si spezza. Ansimi nel mio orecchio. Non riesco a pensare. Non m’importa nulla di farlo. In verità. Mi abbandono. Istinto. Due belve che si divorano. Avide. Colgo frammenti di parole… vuoi spingerti dentro di me fino ai coglioni. Tutto. Si. Penso. Dico forse. Esplodiamo. Insieme. Non so chi zampilli di più. I corpi incollati. Recuperiamo fiato.
Vestiti. Pronti per uscire.
Guardo l’orologio. 20 minuti. Perfetti per una scopata coi fiocchi.
Oggi mi sento vogliosetta........
Mi aiuti ad eccitarmi ancora di piu??
Dimmi qualcosa di forte dai....
Tipo che dopo pochi minuti che ci saremo visti saro’ sul letto a cosce spalancate... e poi a quattro zampe... con gli slip tirati giù, mi farai sentire le tue dita dentro... le tue dita bagnate dei miei umori...
Dai dimmelo tesoro... fammi sentire forte il tuo desiderio.... ciò che prenderai da me senza pieta’.........
Penso che ho una voglia disumana di farti morire.
E’ il naufragio delle nostre coscienze.
Le tue mani prendono il cubetto di ghiaccio dal sottobicchiere e violano la giacca, a disegnare lentamente la mia schiena che si incurva sotto le tue dita che increspano la mia pelle, come un vento che anticipa un improvviso, devastante, temporale di marzo.
Sento il tuo respiro soffiare pesante sul mio collo, sotto le mie mani che ti cercano, che cercano la tua pelle, immenso di dolci abusi.
Mi inginocchio, tra le tue gambe.
Il risvolto dei pantaloni scopre le tue caviglie nude.
La cintura difende il tuo corpo dalla voglia che ho di te, voglia che mi esautora da ogni possibile razionalità.
La stessa voglia che tu hai appena iniziato a soddisfare, facendo scivolare, con le tue mani, la mia giacca sul pavimento.
Le stesse mani che prendono a suonare la tua musica, su questa tastiera fragile che è il mio corpo, spartito della mia resa incondizionata al tuo volere.
La lampo dei tuoi pantaloni cade, sotto le mie mani, e le mia labbra, complici dello stesso tuo desiderio, cercano il tuo sesso.
Un solo desiderio. Farti morire.
"...Fammi morire...".
IMPERIOSALAVOGLIADITE... 22 0 19 anni fa -
17 anni fa
Desideria
Mi chiedi di parlarti del desiderio. Cosa è il desiderio se non è finalizzato al raggiungimento di quel piacere che dura pochissimi istanti ma ti fa, in quegli attimi, perdere la cognizione del tuo corpo, ti fa uscire da esso e ti fa sentire viva? Tu riesci a farmi provare desiderio. Hai le parole ed i modi giusti per farlo. Mi entrano dentro, mi rimescolano e mi fanno sentire viva come non mai, un corpo pulsante e in aspettativa di quello che so non tarderà ad arrivare perché è quello che entrambi desideriamo. Come posso descrivere quello che succede e quello che provo? Immagino il tuo desiderio e mi fa sentire forte e potente il sapere che riesco a provocare anche in te un rimescolamento dentro alle tue viscere. Mentre io divento lava incandescente tu diventi ferro, vorrei che il ferro si mescolasse alla mia lava e diventasse una massa unica di materia, pronta, perfetta sublimazione di quel momento in cui la voce non può fare altro che urlare sconnessamente di gioia per il raggiungimento di quegli attimi immortali. Ti desidero, ti desidero molto. Tu non ci sei, ora, a riempirmi di te. Ed io ho caldo qua sotto, ho un fuoco che può essere solo spento con baci intimi e profondi, con carezze dapprima leggere che ti chiederei di dimenticare e di prendermi forte, a vibrarmi le carni più celate, a suggere la mia voglia che è la tua voglia. Sale la mano a coppa a raccogliere il seno, a sfiorarmi il capezzolo per aumentare il brivido. Scende la mano a coprirmi il calore, a constatarne la liquidità. Mi piace. Le gambe spalancate, intenta a sfiorarmi come tu sapresti fare altrettanto bene. Il pollice preme piccoli cerchi concentrici sul clitoride, sempre più pressanti e sempre più svelti. Le altre dita scivolano dentro, come in mezzo ad un gelato bollente. Ed è sapore di gelato quello che sento in bocca mentre mi assaggio, per prolungare questo orgasmo che ti sto regalando in attesa che tu torni da me.
17 0 19 anni fa -
17 anni fa
E t\'amerò
E’ freddo sotto le lenzuola che hanno perso il tuo profumo. La notte ti cerco tra i miei sogni confusi.
Ora ho voglia di sognare, dammi la mano, andiamo ad ascoltare la voce del fiume.
C’è una piccola cascata lì vicino, se c’è vento puoi sentire fragili gocce di fiume sulla pelle.
Tu mi inviti a sedere accanto a te, ed io quasi ti entro dentro, rannicchiata tra le tue gambe, avvolta dalle tue braccia. Così voglio restare mentre ci guarda il cielo. Parlerò alla luna e alle stelle, mentre l’erba cresce sotto i nostri piedi.
E t’amerò se mi vorrai amare, tra i sassi bianchi.
Di notte non sono mai stata lungo la riva del fiume, e un po’ mi spaventa, ma allo stesso tempo mi eccita immaginare di essere lì con te.
Sento il sapore della tua saliva, le tue mani sul mio seno, la voglia del tuo sesso.
Ti offro le mie labbra, la bocca e il seno nudo e l’eccitazione bagnata. Tu le prendi e mi restituisci baci, mi sfiori, mi apri.
Il desiderio cresce e sento che ti voglio, voglio i tuoi pensieri, le parole ardite, i baci sulla pelle, il tuo corpo tra le gambe. 31 0 19 anni fa -
17 anni fa
Ammirare
Cosa c'è di più emozionante del vedere una
donna che si muove sinuosamente,
non per forza esteticamente perfetta,
ma femminile, sensuale, elegante nel
mostrarsi con la sua eccitante lingerie.
Non mi stancherò mai di girarmi ammirato al
passaggio di un bel fondo schiena femminile,
volare con la fantasia a come potrebbe essere conoscerla
intimamente...... per fortuna non sempre e solo con la fantasia.
Viva tutte le donne che vivono liberamente la loro sessualità e laloro fantasia erotica. 23 0 19 anni fa -
17 anni fa
Desiderio
Prendimi. Cos’altro potrei dirti? Ti desidero è inutile che io faccia finta di niente. O forse dovrei prenderti io… forse dovrei sbatterti su letto e senza darti nemmeno il tempo di pensare, sbottonarti i pantaloni, toglierti i boxer e prendertelo in bocca, magari leccandolo partendo dalla base. O magari preferisci che prima metta in bocca le tue palle, passando la mia lingua in mezzo ad entrambe, magari succhiando delicatamente prima l’una e poi l’altra… Oseresti ribellarti a questo? Mi diresti di no se sentissi il calore delle mie labbra mentre scivolano sul tuo cazzo? Vorresti divincolarti da me se con la mia mano abbassassi la pelle per scoprirne la punta, bagnandola con un po’ della mia saliva, leccandola tutta intorno, fino a scendere alla base? O forse dovrei aspettare che a fare la prima mossa sia tu. E nel frattempo immaginare le sensazioni che proverei a sentire la tua di lingua sul mio sesso, insinuarsi tra le mie labbra fino a trovare il mio clitoride. Sentire il tuo respiro sulla mia pelle. Mi piacerebbe accarezzarti la testa, guidarti con le mie mani, inarcarmi e allargare le gambe. Sentire un tuo dito infilarsi dentro di me, o due per riempirmi meglio. Soffiare sul mio clitoride, succhiarlo con avidità. La mia eccitazione ti bagnerebbe la pelle del viso. Ma magari non ti va. Oppure mentre mi tocco e ti supplico di mordermi i capezzoli? Lo faresti per me?
O magari mi scoperesti direttamente, senza preliminari, quasi con violenza, chiedendomi se lo voglio, se voglio sentire il tuo cazzo dentro di me, mentre una mano mi stringe un seno e l’altra mi afferra i capelli, e la tua lingua esplora la mia bocca?
Potremmo essere la vittima e il carnefice l’uno dell’altra… potrebbe essere qualsiasi cosa…
Potrebbe… ma per ora rimango solo la schiava di un folle desiderio.
21 1 19 anni fa -
17 anni fa
Mi sbatte con forza contro la spalliera del letto...
Ho il culetto inclinato ai suoi desideri. Mi lecca tutta, mi fa gemere impaziente...
Voglio il suo cazzo, nonostante me l'abbia già dato due volte, e per uno spazio di tempo eccezionale.
Mi penetra e comincia a sbattermi, non so dove riesca a trovare una simile energia, ma me la godo, questo è sicuro. Forse in maniera fin troppo egoistica.
Son sicura che le soddisfazioni che lui mi dà non sono paragonabili a quelle che io gli fornisco.
Quando mi fotte è in grado di sgombrarmi la mente. Non riesco a formulare pensieri di senso compiuto. I gemiti sono spesso gli unici suoni che emetto, conditi da qualche parola istintivamente pronunciata. Amo sentire le sue.
Mi sculaccia, sono una bimba cattiva. Pero gli piace scopare questa bimba, eccome se gli piace.
Con uno scatto violento mi costringe a cambiare posizione. Sono sotto di lui, e il suo corpo struscia sul mio clitoride in fiamme.
Lo sento pulsare. Le fitte sono ormai ininterrotte. E' una sensazione nuova, in genere ne ho solo alcune in fase d'eccitazione.
Una vampata di piacere mi assale. Lo prego di non smettere, e lui mi dà tutto il suo bel cazzo, fino in fondo.
A volte vorrei quasi mi facesse male. Sarebbe l'espressione più alta del potere che ha su di me.
Quando esce dalla mia fica, ho anche io il fiato corto, pur essendo rimasta passiva. E' inspiegabile, ma a prenderlo di brutto impiego anche io una sconvolgente quantità di energia.
Mi viene in bocca, per la terza volta quella sera, ma non ancora l'ultima.
Poi lo guardo soddisfatta. Mi ha scopata davvero alla grande, mi voleva far sentire sua. 54 0 19 anni fa -
17 anni fa
Mentre facevamo l\'amore (anzi, era proprio una scopata con la \"s\" maiuscola)
Lui mi ha sussurrato: "Guarda fuori dalla finestra...".
Ero sul divano, eccitata fino all'inverosimile, mentre lui mi possedeva da dietro... Ci eravamo spogliati in fretta e in pochi secondi lui era già dentro di me.
Ho guardato fuori, come mi ha ordinato. C'era una luce accesa in un appartamento.
Ho immaginato che un'altra coppia ci stesse osservando e si stesse eccitando con il nostro godimento, come davanti ad un film porno.
Beh, se lo fosse stato, sarebbe diventato un CULT...
18 0 19 anni fa -
il sentiero della vita by francix
IL SENTIERO DELLA VITA
un giorno camminavo per un sentiero
... al mattino faceva freddo
e kiesi al sole di riscaldarmi
così potevo proseguire il mio sentiero...
... la sera non vedevo niente
e kiesi alla luna di illuminare la via
così potevo proseguire il sentiero...
all'improviso il sole non cera più...
...e sentivo freddo ....
alla sera la luna non cera più...
...e mi persi per il sentireo...
kiesi al sole xkè non mi riscardi più?
.... e mi rispose devo badare
alla mia terra con il mio calore...
kiesi alla luna xkè non mi illumini più?
... e mi rispose devo badare
alla mia terra con il mio manto celeste...
... rimasi solo per il sentiero ..
Durante il mio cammino
al mattino sentivo un calore forte...
... mi giro e vidi ke non era il sole...
alla sera vidi una luce cosi forse ke illuminava la via ...
... mi giro e vidi ke non era la luna...
ogni mio passo dopo passo mi accorsi
ke affianco a me avevo una persona SPECIALE...
... così strinsi la mano per diventare
in unica cosa, ke al mattino ci riscaldiamo
con il nostro amore e alla sera diventiamo
in unica luce per camminare insieme
nel sentiero della vita........ 20 0 19 anni fa - 11 anni fa NOI DUE CI AMIAMO 18 0 19 anni fa
- 4 anni fa loredana_porca il blog di loredana 30 0 19 anni fa