Mi chiedi di parlarti del desiderio. Cosa è il desiderio se non è finalizzato al raggiungimento di quel piacere che dura pochissimi istanti ma ti fa, in quegli attimi, perdere la cognizione del tuo corpo, ti fa uscire da esso e ti fa sentire viva? Tu riesci a farmi provare desiderio. Hai le parole ed i modi giusti per farlo. Mi entrano dentro, mi rimescolano e mi fanno sentire viva come non mai, un corpo pulsante e in aspettativa di quello che so non tarderà ad arrivare perché è quello che entrambi desideriamo. Come posso descrivere quello che succede e quello che provo? Immagino il tuo desiderio e mi fa sentire forte e potente il sapere che riesco a provocare anche in te un rimescolamento dentro alle tue viscere. Mentre io divento lava incandescente tu diventi ferro, vorrei che il ferro si mescolasse alla mia lava e diventasse una massa unica di materia, pronta, perfetta sublimazione di quel momento in cui la voce non può fare altro che urlare sconnessamente di gioia per il raggiungimento di quegli attimi immortali. Ti desidero, ti desidero molto. Tu non ci sei, ora, a riempirmi di te. Ed io ho caldo qua sotto, ho un fuoco che può essere solo spento con baci intimi e profondi, con carezze dapprima leggere che ti chiederei di dimenticare e di prendermi forte, a vibrarmi le carni più celate, a suggere la mia voglia che è la tua voglia. Sale la mano a coppa a raccogliere il seno, a sfiorarmi il capezzolo per aumentare il brivido. Scende la mano a coprirmi il calore, a constatarne la liquidità. Mi piace. Le gambe spalancate, intenta a sfiorarmi come tu sapresti fare altrettanto bene. Il pollice preme piccoli cerchi concentrici sul clitoride, sempre più pressanti e sempre più svelti. Le altre dita scivolano dentro, come in mezzo ad un gelato bollente. Ed è sapore di gelato quello che sento in bocca mentre mi assaggio, per prolungare questo orgasmo che ti sto regalando in attesa che tu torni da me.
Desideria
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19 anni fa
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