Leggimi solo se sei tranquillo...
Perche’ le parole acquistano un sapore diverso, sai? Le parole che accompagnano le sensazioni... intendo.
Principalmente e’ una questione cerebrale e il cervello, come altri organi del corpo, se viene stimolato adeguatamente prova piu’ piacere..anzi forse a dirla tutta e’ proprio il piacere cerebrale che da l’input a quello fisico, perche’ entra in moto il pensiero che e’ l’unica cosa veramente personale che abbiamo.
Il pensiero e’ veloce e’ nascosto e’ nostro fino a che non desideriamo condividerlo: ed e’ quello che vorrei fare con te ora e che mi piacerebbe tu facessi con me nel momento in cui lo sentirai.
Il pensiero a tratti di acquistare il reggicalze, una volta prese le calze, ce l’avevo, un po’ come la nebbia arrivava e spariva, arrivava e spariva. E cosi’ ho fatto, naturalmente con un po’ di sincero imbarazzo, perche’? Perche’ si... perchè sapevo che era una cosa un po’ proibita che avrei tenuta nascosta... L’ho scelto nero, con un po’ di pizzo in cima a fiori, niente di che per iniziare ma e’ il brivido dell’illecito (si fa per dire) che entra in gioco..
Una mattina il pensiero e’ andato li, nel cassetto dove qualcosa mi aspettava.
Il completo nero in microfibra liscio liscio mi sembrava l’ideale per fare la prova..
Ho preso il reggicalze e l’ho allacciato, ho infilato le calze e le ho fermate nei ganci, ho alzato la testa, buttando indietro i capelli e mi sono specchiata...
Niente male direi, vuoi sapere cosa mi eccitava maggiormente?
Guardare e poi accarezzare la parte che rimane scoperta delle cosce tra le calze e gli slip..
Ho pensato a te che seduto sul letto mi dici, "Vieni qui..", il tuo timbro di voce e’ basso, ricorda il mio il cui tono si perde nel rumore della vita e nel contrasto di altre voci, ma il silenzio che permea la stanza dove ci troviamo fa si che assuma una nota calda.
"Vieni qui.".e mi avvicino.
"Ti sei ricordata tutto quello di cui abbiamo sognato..?"
Non parlo, annuisco semplicemente, vorrei sentire le tue dita sul profilo delle calze, ma non lo fai.
E io non oso chiedertelo, per paura di sciupare il momento.
Spero tu possa leggere nella mia mente e nei miei occhi il desiderio:
desiderio di sentirmi accarezzare dolcemente dal tuo sguardo e dalle tue mani.
Desiderio di sentire le tue labbra appoggiarsi in quel lembo di carne nuda...
Gia’ solo cosi’ solo questo pezzo di pensiero in mente, la temperatura e’aumentata di colpo e mi ritrovata con le mani a cercare il piacere, lasciandomi andare verso il piacere stesso che non ha tardato ad arrivare simile a un’onda che ho visto e ho sentito e da cui mi sono lasciata sommergere...
Comincio a fare la troia camminando da tale e strusciandomi su di te, che lì in piedi mi guardi già con gli occhi da perverso… Dopo un po’ mi prendi per le braccia, me le tieni ferme dietro la schiena, e mi pieghi sul tavolo della cucina mettendomi a 90. Non vedevo l’ora di sentirmi bloccata, posseduta, usata, e questo tu lo sai bene. Con quel gesto la minigonna è salita, si vede metà culo con il filo nero del perizoma in mezzo. Finalmente cominci a dirmelo quanto troia sono, che mi vesto da puttana, che mi sbatterebbero tutti vestita in quel modo. Mi lasci le braccia e porti le mani sulle mie natiche, inizi a stringermele forte, mi fai quasi male, ma questo mi eccita ancora di più. Ti sento scendere, piegarti, con una mano sposti il perizoma totalmente fradicio e inizi a leccarmela. Non me l’aspettavo, i miei liquidi colano sempre più copiosi. Mi piego ancora di più sul tavolo e spingo il culo in fuori, per farti capire quanto ti desidero, quanto desidero essere presa e sbattuta come una cagna in calore. Ma tu non hai nessuna intenzione di soddisfarmi, fradicia come sono verrei subito, così ti fermi per un attimo, mi togli il perizoma, porti entrambe le mani sotto la mia figa, e tiri le labbra. Tenendomi così aperta infili la lingua, la sento girare e scavare dentro, sei proprio un porco. Ogni tanto dai qualche colpo di lingua anche al clitoride, ma senza esagerare per non farmi venire.
Ora decidi di ricominciare a fare il porco come si deve, da bastardo, vedendo che mi sono alzata un po’ con il busto mi rispingi giù, stesa sul tavolo, e mi fai divaricare di più le gambe. Sono lì, in piedi con le gambe aperte e con le tette che premono sul tavolo, non so cosa mi aspetta. Non ti sento più, allora giro la testa, e vedo che ti stai succhiando tre dita, con quella solita faccia da porco. Mi eccito. Con la mano libera mi rispingi la testa giù, sul tavolo, mi vuoi proprio trattare da puttana oggi, vuoi essere tu a comandare. In un solo colpo infili due dita fino in fondo nella fica fradicia, e come al tuo solito inizi a farle girare in tondo. Mi sento scavare dentro, esplorare dalle due dita, e inizio ad ansimare. Tu continui a tenermi bloccate le braccia dietro la schiena proseguendo con il tuo lavoretto, vuoi aprirmi, allargarmi per bene, ed io da troia allargo le gambe sempre di più, per facilitarti il compito, per aiutarti a dilatare bene quella figa da vacca. Togli le due dita, mi lasci vuota per un momento, e mi chiedi cosa voglio. “Voglio essere riempita!” ti rispondo, “Dammi il tuo uccello, sbattimelo dentro tutto in un colpo!”. “Va bene” dici tu, ma prima, continuando a tenermi bloccata, vieni con la mano a palparmi le tette, le stringi forte, spalmi i miei liquidi sui capezzoli turgidi, e li tiri forte, li stringi più che puoi, mi stai facendo impazzire… Ora lasci le mie tette, penso che finalmente tu stia per sbattermi dentro il tuo cazzo duro come il marmo, ma subito scopro che mi hai ingannata… non hai nessuna intenzione di accontentarmi neanche stavolta, e mi infili nella figa le altre due dita che prima erano rimaste fuori. Ricominci a girarle dentro. Che bastardo sei! Dopo un po’ le togli e rimetti le due di prima, mi scopi con quelle, fai dentro e fuori sempre più veloce. Senti che mi bagno esageratamente, inizio ad urlare dall’eccitazione. Ti fermi tenendole dentro. Sento che appoggi davanti all’apertura della fica anche le altre due, e poi inizi a spingerle dentro. Le infili piano, lentamente, per farmi morire ancora di più… Sei veramente un bastardo! Le spingi dentro fino in fondo, tutte quattro, poi ti blocchi. Mi chiedi come si sta così piena… Ma io non riesco neanche a seguirti, ti chiedo solo di essere scopata. “Sei una troia!” mi urli tu, ed inizi a scoparmi con le quattro dita, vai su e giù, dentro fuori, e ad ogni colpo che entri apri dentro le dita per dilatarmi sempre di più. Mi chiedi se voglio che provi a sfondarmi con tutta la mano, ti rispondo di sì quasi supplicandoti “Dai, spingila dentro, spingimi tutte le dita fino in fondo!” Ma tu anche stavolta ti fermi. Come puoi essere così bastardo? “Ora fai la vacca per me!” mi dici guardandomi dritta negli occhi. Mi dici di andare in camera e prendere i miei oggetti. Mi spoglio completamente, e tiro fuori i tubi che uso per masturbarmi, ne ho portati due, quello più grosso e quello medio. Tu però mi dai anche un altro sacchetto, dentro ci sono i cazzi finti che hai comprato mesi fa, uno normale, che vibra, e l’altro lungo, viola, con le cappelle da entrambe le parti.
Immancabilmente prendi la telecamera e la fai partire. Sono seduta sul letto con le gambe aperte, ed inizio ad accarezzarmi la figa senza toccare il clito per paura di venire. La accarezzo intorno. Con le dita apro le pareti, così tu puoi zoomare sul buco nero aperto che si vede in mezzo. “Hai una figa da vacca!” mi dici, e a quelle parole vedi soddisfatto un rivolo di umori bianchi uscire proprio da quel buco. Sorridi. Tenendo aperte le labbra con una mano, inizio ad accarezzarmi il clito con l’altra. Mi vedi vogliosa come non mai. Spingo dentro la figa tre dita tutte in un colpo e mi scopo un po’, poi aggiungo anche il quarto. Tu continui a riprendermi le dita che fanno dentro e fuori, mi guardi negli occhi e dici che ho una faccia da puttana, poi mi inciti ad aggiungere anche il quinto dito e sfondarmi con la mano. Obbedisco. Spingo tutta la mano, sempre di più, mi dici che non mi hai mai vista così sfondata, così vacca. Ti sorrido, mi piace eccitarti così tanto. Dopo un po’ tolgo la mano, ancora fai uno zoom al massimo, sulla mia fica rimasta dilatata. Si vedono tutti i liquidi bianchi che escono. “Che puttana!” insisti a dirmi.
Prendo il cazzo viola e me lo sbatto dentro in un colpo solo. Continuando a guardarti mi piego un po’ e porto l’altra estremità alla mia bocca. Lo passo sulle labbra, poi inizio a leccare la cappella, mentre con una mano mi scopo con l’altra estremità rimasta impalata nella figa. “Quanto vacca sei? Puttana!” mi dici pieno di desiderio, so che quel cazzo finto vorresti muoverlo tu, magari aggiungendoci anche le tue dita, ma mi hai chiesto di fare la troia per te e mi lasci fare tutto da sola. Tolgo il cazzo dalla bocca e continuo a scoparmi, ti guardo negli occhi e mi lecco le labbra, le mordo, come farebbe una vera troia. La telecamera va a riprendere anche la mia faccia, mi dici che ho una faccia da puttana. Tolgo il cazzo viola e infilo il tubo medio, ma mi scopo poco con quello perché sono già così larga che non lo sento. Lo tolgo, e lo sostituisco con quello più grosso. Ora sì che mi sento davvero sfondata. Riprendi la mia figa che si allarga ad ogni entrata del tubo. Mi scopo un po’ con quello per dilatarla bene, farla diventare davvero una figa da vacca, una figa da sfondare. Lo tolgo. Rimetto quello viola per bagnarlo poi lo tolgo ed infilo l’altro cazzo finto. Mettendolo dentro parte la vibrazione. “Che cagna sei!” ti sento finalmente dire, mi piace quando mi dici quelle cose, mi fanno sentire vacca, mi eccito di più, la mia figa si allarga e si bagna. Prendo il cazzo viola ed inizio a spingerlo dentro insieme all’altro, mentre la tua bocca mi riempie di volgarità. Bravo, così mi aiuti a bagnarmi e a farlo scivolare dentro. La telecamera sta riprendendo tutto, anche le tue parole, che ogni volta che riascolterò mi faranno venire, ne sono certa. Ho i due cazzi dentro, sono riempita come mai lo sono stata. Li lascio fermi per un po’, in modo che le pareti della figa si allarghino e prendano la giusta forma. Dopo un po’ sei tu ad allungare la mano e iniziare a muoverne uno dei due, sempre continuando a riprendere. Io sono costretta a tenere fermo l’altro per non farlo uscire. “Muovilo!” mi ordini. Così inizio anch’io, quando tu ne spingi dentro uno, io tiro fuori l’altro, senza però farlo uscire completamente, e lo stesso fai tu quando sono io a spingere. Sento che la figa è diventata ormai una caverna, e sentire quei due cazzi sfregare così mi sta facendo impazzire. Te ne accorgi, dalla mia faccia da vacca, dai liquidi che escono in quantità sempre più esagerate, dal mio ansimare sempre più intenso. Ti fermi, e fermi anche la mia mano. Lasciando dentro la figa il cazzo viola estrai l’altro. Riprendi la tua cappella che punta alla mia figa e spinge. Entra facilmente, il tuo cazzo va in un attimo a sostituire il precedente, e muovendo con una mano quello viola inizi a muoverti anche tu, mi sbatti con dei colpi di reni decisi, è sempre stato il tuo sogno scoparmi con un altro cazzo dentro. Lo stai facendo, anche se forse entrambi preferiremmo che quel cazzo fosse vero, di carne, magari di un tuo amico. Mi sbatti per un po’, io grido in modo ormai incontrollabile. Ti fermi per non venire e per non farmi venire. Togli entrambi gli uccelli, mi lasci vuota e riprendi la mia fica aperta. Devo sembrare proprio una puttana così conciata, chissà se entrasse un tuo amico in quel momento e mi trovasse così… ho le mani appoggiate al muro, in alto, sopra la testa. Giochi un po’ con le mie tette sempre più grosse, e con i capezzoli sempre più duri. Continuando a giocarci con una mano porti l’altra alla fica fradicia, completamente allagata, e mi scopi con due dita per un po’. Dici che non mi hai mai sentito così aperta, che sono veramente una puttana, che ho una galleria in mezzo alle gambe: “Che troia!” urli, dicendo che hai sentito i miei liquidi inzupparti le dita. Poi togli le dita.
Mi porti due dita nella bocca, te le lecco, le insalivo per bene, so cosa vuoi fare, ti conosco bene. Le sento che si muovono sulla mia crestolina, turgida, eccitata, mi scopi e mi masturbi. Le contrazioni si fanno man mano più intense il piacere sta prendendo il sopravvento sto per godere. Cerchi di sincronizzare il movimento del tuo cazzo con le dita, ricevo colpi decisi e delicate carezze.
-“Godo” - sono le uniche parole che riesco a pronunciare, ti avvicini al mio orecchio e mi sussurri –“ Si, godi” -.
Sento le contrazioni del mio sesso che stringono il tuo, sento ancora i tuoi colpi dentro di me. Lentamente mi rilasso. Tu hai ripreso a scoparmi.
Ti faccio venire sotto di me, ti distendi a pancia in giù, ti lecco la schiena, ti accarezzo, ti bacio. Mi gusto il tuo corpo dopo il mio orgasmo, ora voglio farti godere. Ti alzo il bacino, ti tocco il sesso e nel mentre ti lecco le palle, so che ti piace, so che impazzisci sentire la mia lingua su quella parte sottile che collega le tue palle al tuo sedere, su quel nervetto, so che ti piace quando inizio a leccarti dalle palle per risalire lungo tutta l’asta.
Ti giri, sei steso con il cazzo che punta verso il soffitto. Aspetti che ti prenda, che ti scopi.
Ti vengo su e mi adagio sul tuo sesso. Sono io a condurre il gioco, tu devi solo lasciarti andare, e lo fai, chiudi gli occhi, e come se stessi dormendo ti lasci condurre dalla mia danza.
Il tuo respiro aumenta, sento dei colpi di reni da parte tua come se volessi assestare quei momenti, stai per godere, il viso si contorce, cambia espressione, avevi gli occhi chiusi, cosa avrei dato per farteli aprire per vedere che luce avessero mentre mi rilasciavi il tuo seme nella mia pancia.
Mi distendo su di te, ci diamo un reciproco bacio sulle guance e dopo mi sussurri – “Ciao” - , già perché non c’eravamo nemmeno salutati, era troppa la voglia di aversi.
Esco da te, emetti qualche gemito, mi adagio al tuo fianco, parliamo un po’, abbiamo molto da dirci, i nostri discorsi sono accompagnati da carezze e qualche bacio.
Abbiamo entrambi esigenza di bere, ti alzi per primo, mi guardi sono distesa a pancia in giù – “Sei bellissima” - mi dici, non mi dai possibilità di replica, sei di nuovo su di me con il tuo sesso nella mia fica, mi stai scopando di nuovo, con desiderio, con voglia di avermi ancora. Lo sento che entra ed esce, lo sento strisciare contro le pareti della mia vulva, fammi godere ancora, non smettere ti prego!
Ma ti fermi, esci, mi sfiori con una mano il sesso, mi tiri su e finalmente andiamo a soddisfare la nostra esigenza di sete.
Sei stanco questa sera, vuoi riposarti.
Non ho obbiezioni da farti, sono stata egoista, t’ho voluto a tutti i costi questa sera. Ci stendiamo a letto, passo sopra di te, tu mi blocchi, mi baci, mi accarezzi e mi penetri. Mi guardi e mi dici con un filo di voce – “Sono stanco” - ma continui a muoverti dentro di me. Non smetterei mai di fare sesso con te, è sublime, sconvolgente, è unico.
Un dito si fa spazio nel mio buchetto, ho il tuo cazzo nella fica e un dito nel culo. Mi scopi così ora, sento che mi sto sciogliendo, che mi sto aprendo al tuo modo di prendermi.
Godiamo insieme, un orgasmo meno violento ma comunque intenso.Puoi riposare ora...
La quintessenza di un delirio
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19 anni fa
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