Con le mani corro in vallate color oro
scendendo dai monti di venere e zone boschive
dove ho liberato l'anima mia in atto proibito
ti ho sfiorato lo sguardo con tentazioni latenti
te con timore di chi non ha certezze
esitando sul varco hai guidato i miei sensi
sciolto in piaceri carnali ho imparato
che non c'è tempo per starsene ad esitare
non sento la macchia di una colpa inutile
poichè non ha ragione di esistere atto reo
se nascono questi fiori di benessere nelle nostre mani
abbiamo nascosto le evidenze ad occhi indiscreti
oh dea di una natura infame e beffarda
nel disordine da te creato ho trovato una strada
fatta solo di un oggi senza un domani
oh sensazione di tiepida ebrezza
catturami l'anima senza parola proferire
e strappa dal mio corpo l'ultima tristezza
siamo e saremo per sempre lontani nel tempo
ma abbiamo trovato un luogo nascosto
dove non esistono i rampicanti della nostra vita
dove siamo anima di pura e decadente carne
posseduta ed arroccata, spogliata e deprivata
ho lasciato esanime la tua pelle color della neve
e vivo di quell'afflato leggero che emanano
i tuoi occhi dispersi in profondi respiri e sensi
oh dea orfana di una via da seguire
ciò che finirò per desiderare nel mio futuro
porterà il marchio dolente di un rimpianto
e canterò ai venti il tuo profumo di estate
sarai nel mio eterno presente
e non passerà giorno in cui guarderò
quel firmamento non pensando al tuo nome
"Stella"
Soliloquio
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19 anni fa
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