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Le mogli del prete.
Mi chiamo Giuseppina, ho 32 anni, sono alta m.1.70, occhi scuri e capelli neri. Un bel seno, una quarta molto tonda e soda, un bel culo armonioso e gambe ben tornite. Da sei sono sposata con Paolo, che è un maschio normalissimo. Di media statura, moro, occhi scuri, della mia stessa età. Ci conosciamo un po’ da sempre. Eravamo insieme alle elementari e, poi, nello stesso gruppo di amici. Siamo stati fidanzati per circa tre anni e poi ci siamo sposati. Siamo una coppia come tante. Ero vergine e lui è stato il mio primo uomo. Devo riconoscere di non esser rimasta troppo soddisfatta dal sesso che faccio con lui. Mi scopa velocemente, una volta a settimana, in genere il sabato sera. Mi tocca un poco, mi sale sopra e mi pompa, poi, all’improvviso, mi viene dentro. Uso la pillola per motivi legati alla regolarizzazione del flusso mestruale, altrimenti sarei rimasta incinta da tempo. A volte è così veloce che nemmeno riesco ad eccitarmi. In quel caso, me ne vado in bagno e mi masturbo fin quando non raggiungo l'orgasmo. È frustrante questa situazione e lui non sembra accorgersene. Viviamo in un piccolo sobborgo di una grande città. Il nostro è un piccolo paesetto arroccato sulla costa di una collina, con una vecchia torre, una bella chiesa, un gruppetto di case, in tutto siamo circa 500 abitanti. Ai piedi del vecchio paese, un costruttore lungimirante ha costruito delle villette a schiera e, in una di queste, ci abito io e mio marito. Ci basta attraversare il fiume che scorre ai piedi della collina ed entrambi raggiungiamo la zona industriale, dove lavoriamo io come segretaria in una ditta di spedizioni e lui in una grande officina che ripara mezzi pesanti. Siamo gente semplice, che vive in maniera semplice, all’interno di un piccolo paese, dove ci si conosce un po’ tutti. Uno dei punti di ritrovo della comunità è la chiesa, dove ogni domenica io e Paolo, assieme ai miei genitori, mamma Rosa e mio padre Enzo, andiamo ad assistere alla messa. Da un anno abbiamo un parroco nuovo. Il vecchio don Giuseppe è andato in pensione e, al suo posto, è arrivato don Giulio, un prete quarantenne che ha passato circa venti anni in Africa, come missionario. Lui si è subito ben inserito nella comunità. Simpatico, disponibilissimo, mite e dall’aspetto tranquillo. Fisicamente non è né imponente, come il precedente parroco, che era un colosso. Lui è di media satura, non troppo grasso, né magro. Ha i capelli corti e bianchi ed il viso è un po’ scavato. Ti parla sempre con voce molto pacata ed ascolta sempre le persone che gli si rivolgono, cui sa dare sempre buoni consigli. È amato anche perché, in ogni occasione, non si sottrae al lavoro. Che si tratti di mietere il grano, raccogliere uva o olive, lui è sempre in mezzo alla sua gente. Personalmente, ho un buon rapporto con lui, anche se, fino a circa dieci giorni fa, non ho sentito il bisogno di confessarmi. Era una domenica mattina di inizio novembre. Faceva già molto freddo e noi, come ogni domenica eravamo tutti e quattro in chiesa. Paolo e papà parlavano sottovoce di pesca, in attesa della messa. Mamma si era già confessata e io, che avevo una certa inquietudine a causa di una certa cosa che mi era capitata due sere prima e che mi tormentava, ho deciso che dovevo raccontarlo a qualcuno per aver un consiglio. Mi son inginocchiata al confessionale ed ho atteso il mio turno. Mi sentivo inquieta. La mia coscienza non mi lasciava in pace; dovevo confessare il mio peccato. Ho aspettato che lui iniziasse a confessarmi e tutto d’un fiato ho preso a parlare. «Dimmi figlia mia, cosa ti porta da me?» «Perdonatemi padre, perché ho peccato. Ho commesso un peccato grave. Ho fatto un errore come moglie, ho guardato un altro uomo e non solo guardato, ma ho infranto la promessa fatta in questa chiesa di amare e rispettare mio marito: l’ho tradito.» Lui ha fatto un sospiro, poi, con voce pacata, mi ha esortato a narrare la mia colpa. «Che cosa hai fatto, mia cara, parla, raccontami tutto.» Ho esitato un attimo. Lui ha rinnovato la sua richiesta a voler sapere la verità. «Parla, figliola. Liberati la coscienza.» Ho abbassato lo sguardo ed ho ripercorso con la mente le cose che mi erano successe venerdì sera. «Stavo tornando dal lavoro quando mi son fermata ad un distributore per mettere benzina. Ero intenta a rifornire la mia vettura e dall’altro lato vi era un tizio che stava rifornendo il proprio camion. Era un bel ragazzo con dei capelli biondi e un bel fisico. Mi ha sorriso, ma io non gli ho dato importanza. Ad un tratto, lui mi ha fatto notare che avevo uno pneumatico forato. Faceva freddo e io non ero in grado di sostituirlo; lui si è offerto di aiutarmi. Ci siamo spostati di lato, nel piazzale del distributore. Lui mi ha detto di salire nella cabina del camion, mentre mi sostituiva la ruota forata. Per farlo ha aperto la portiera del camion, lato passeggero e, quando ho iniziato a salire, la mia gonna stretta mi era d'impedimento, cosi l’ho sollevata un po' e lui non ha potuto far a meno di ammirare le mie cosce. Mi ha appoggiato una mano sul sedere e mi ha spinto in alto. Sentire quel contatto cosi particolare, mi ha sortito una strana sensazione. Ero quasi eccitata. Salita a bordo, mi son guardata un po’ intorno. Ogni giorno vedo tanti di questi bestioni, ma non vi ero mai salita a bordo e, quindi, sono stata presa da un po’ di curiosità. Tutto era pulitissimo, e quel profumo era molto piacevole. Ho guardato dietro di me ed ho visto che c’era una cuccetta, che una tenda, parzialmente chiusa, lasciava intravedere un calendario dove vi era la foto di una donna bellissima in lingerie, molto fine e molto sexy. Sono rimasta affascinata da quella immagine. Lei era bellissima, ma anche il suo succinto abbigliamento lo era. Calze velate con pizzo alto, reggicalze ed un micro perizoma la rendevano sexy e voluttuosa. Il reggiseno a balconcino aumentava il volume del suo seno tondo e perfetto. Erano tutte cose che non avevo mai indossato, ma che mi affascinavano. Ero così presa da quello che guardava, che non mi son accorta che lui, avendo sostituito la gomma, è risalito e, nell’aprire lo sportello dalla sua parte, mi ha sorpresa ad ammirare quella immagine. Sono arrossita come se fossi stata colta in fragrante, lui mi ha sorriso e si è avvicinato a me, che ero carponi e mi guardava. Non mi toglieva gli occhi di dosso, gli ho sorriso, ma un sorriso innocente e amichevole e lui, allungata una mano, mi ha toccato il seno. “Tu sei molto più bella!” Nel carezzarmi il seno, mi ha baciato così velocemente, che son rimasta stupita. Io, padre, non ho opposto resistenza: mi son lasciata baciare. Padre, la mia testa mi diceva di no, ma il mio corpo ha detto sì. Mi ha infilato una mano sotto il maglioncino ed ha liberato il mio seno. L’ho lasciato fare. Capisce, padre? Ho provato come un senso di impotenza. Volevo ciò che stava facendo e questo è terribile! Non ho mai tradito mio marito, ma in quel momento non ero in grado di oppormi: lo volevo e basta! Ha spinto la mia testa facendomi prendere il suo cazzo in bocca ed io l’ho fatto. Era più grosso di quello di mio marito, duro e caldo. Lui ha infilato la sua lingua fra le mie cosce, dopo aver tirato di lato le mutandine ormai fradice, e mi ha leccato divinamente! Mai provato un piacere così forte! Ho goduto senza ritegno. Poi si è disteso e mi ha fatto salire su di lui. Mi son sentita in corpo quella mazza poderosa che mi sconvolgeva. Mi faceva salire e scendere sulla sua nerchia, che mi sfondava la mia micetta con forza. Godevo in continuazione. Non mi era mai capitato di godere così tanto. Con mio marito, tutto dura pochissimo, mentre quel ragazzo sembrava insaziabile. Ero in preda al demone della lussuria, padre; quel cazzo enorme mi faceva perdere la testa. Dopo avermi fatto godere molto, si è sfilato e me lo ha messo davanti alla bocca ed io, padre, l'ho succhiato e baciato e, quando è venuto, ho ingoiato tutto il seme. Ero sconvolta da quanto piacere avevo provato, mentre lui era ancora duro; stavo vivendo qualcosa di impensabile per me. Dopo l'orgasmo, a mio marito gli si ammoscia subito, invece lui era già pronto per un nuovo assalto. Mi ha messo le sue dita nella mia micetta, io stringevo le cosce per resistere, padre, ma quello ha incominciato a leccare le mie tette, ha dato piccoli morsi ai miei capezzoli, ed io non ho opposto alcuna resistenza e, non so come, padre, ma è riuscito ad infilarlo di nuovo dentro di me. Ha preso a muoversi con calma, ma con decisione. Ero così bagnata, padre, che scivolava dentro di me, facendomi sentire tanto piacere. Mi faceva godere ancora e ancora, padre. Era come un dolce supplizio, volevo morire, padre, ma il piacere di esser infilzata da quella nerchia, padre, non mi lasciava ragionare. Ero posseduta dalla lussuria più sfrenata. Ho goduto, padre. Ho goduto come non mai; alla fine è venuto anche lui. Avevo perso la cognizione del tempo e, dopo un’ora, mi ha lasciato andare. Solo allora mi son resa conto del peccato che avevo commesso. Il rimorso per quello che avevo fatto e provato, mi perseguita ancora ed ora non so come posso guardare mio marito negli occhi: l'ho fatto cornuto!» Ho sentito un profondo respiro dall’altro lato e poi la voce di don Giulio, mi ha destato dal mio profondo turbamento. «Cara, quello che hai confessato è molto grave. Per assolverti devo fare una profonda riflessione e penso che ne parlerò con nostro Signore, per trovare una soluzione giusta ai tuoi peccati. Domani sera, quando torni dal lavoro, vieni nel mio ufficio e insieme cercheremo di scoprire la giusta assoluzione. Adesso vai che ho altre confessioni da fare. Recita dieci Avemaria e vai tranquilla ed in pace; vedrai che un rimedio lo troviamo. Che Dio ti benedica.» Mi son inginocchiata e, dopo aver recitato le preghiere della penitenza, mi sono seduta vicino a mia madre, che mi guardava un po’ incuriosita. Per tutta la durata della messa, ho osservato don Giulio. Un bell'uomo, pacato e serio, molto convincente, specie nella predica, che ci ha fatto riflettere su tante cose. Ero tranquilla sul fatto che la sera dopo avrei trovato la giusta espiazione alla mia mancanza. La sera dopo, di ritorno dal lavoro, sono andata direttamente dietro la chiesa, dove c’è l’abitazione del prete. Ho bussato e lui mi ha aperto la porta. Mi ha guardato un attimo e io ho puntualizzato chi ero. «Padre, sono io quella che ha reso "cornuto" il marito.» Ha sorriso e mi ha fatto accomodare. Siamo entrati un piccolo studio. Mi son seduta e lui si è messo davanti a me, appoggiato alla scrivania, ha messo le mani sul petto, incrociando le dita ed ha preso a parlare solennemente. «Cara mia, il matrimonio è una cosa sacra, ma è anche qualcosa che tra noi esseri umani ci porta ad aver sempre la benedizione del nostro Signore. Però come esseri umani abbiamo così tante debolezze e il nostro buon Pastore sa che siamo creature imperfette. Ora è molto difficile per me lasciar perdere su questo peccato così grave, perché la tentazione ti ha reso debole e l'assoluzione richiede un'attenta analisi di tutto quello che è avvenuto fra te e quello sconosciuto. Raccontami di nuovo il tuo peccato: ho bisogno di capire ancor meglio per poterti assolvere.» L’ho guardato fiduciosa e gli ho raccontato del fatto che quando mi mettono le mani sul seno, perdo ogni freno inibitore. In effetti è questo il mio problema. «Lo sconosciuto se ne è reso conto e così è riuscito a far tutto ciò che voleva con me; ma adesso io sono preoccupata e la mia coscienza non mi lascia in pace. Padre, cosa ne pensa lei?» Lui mi ha dato una bella occhiata e poi si è spiegato. «Mia cara, hai un bel paio di tette e con quella camicetta stretta i tuoi capezzoli s'indovinano. Ovvio che suscitano, in chi li guarda, peccaminosi pensieri.» Mi sono sentita stranita e, nello stesso tempo, lusingata. «Davvero vi pare che siano belle, Padre? Trovate che ho un bel seno?» Lui ha annuito ed ha allungato le mani, profondendosi in una carezza che donava conforto a quella mia parte anatomica. L’ho guardato stupita. «Ma... Padre! Cosa fatte?» Lui con un tono pacato mi ha espresso il suo pensiero. «Cara mia, devo capire come reagisci quando il peccato si impossessa di te! É proprio quello che devo ancora capire!» Ero un po’ eccitata e, nello stesso tempo, curiosa al punto da lasciarlo fare. «Se è necessario, va bene così: accomodatevi pure e fate tutto ciò che serve per farvi capire.» Lui si è spostato dietro la sedia dove ero seduta. Con entrambe le mani accarezzava il mio seno sodo e già teso. I miei capezzoli si erano subito induriti. Mi sono sentita eccitata. Lui ha infilato le mani dentro la mia camicetta e toccava le mie tette, senza fermarsi, mentre io ho preso a mugolare come una gatta in calore. Con estrema bravura, mi pizzicava i capezzoli con una mano, mentre l'altra era scivolata sotto la gonna, tra le mie cosce, che non riuscivo a chiudere: accettavo passivamente le sue carezze. Ero talmente presa dal piacere che provavo, da non accorgermi che mi aveva fatto sfilare la camicetta, in pratica ero nuda dalla vita in su e le mie tette erano libere ed esposte, mentre sentivo le sue dita che vagavano sopra le mie mutandine. In un attimo di lucidità, gli ho chiesto se era giusto quello che stavamo facendo. «Ma... Padre: questo non è un altro peccato?» Lui mi ha sorriso bonariamente. «Il peccato sarebbe se non accontentassimo il volere di nostro Signore. Dai, lasciati andare. Siamo deboli e lui capisce. Dopo, assolverà tutti e due e avremo capito come va risolto il tuo problema. Dai, lasciati andare.» Ho fatto un sospiro e mi son arresa. Lui si è messo in fronte a me, aveva un rigonfiamento considerevole sotto i calzoni. Ho allungato le mani e li ho aperti. Subito è balzato fuori un cazzo di dimensioni celestiali, ancor più grosso e lungo di quello del camionista! «Brava, adesso prendilo in bocca e succhialo per bene!» Non ho avuto nessuna esitazione. Ho aperto la bocca e l'ho succhiato avidamente. Lui, intanto, si era allungato verso di me e mi masturbava. Ansimavo e godevo con le sue dita nella mia fica, ormai ridotta ad un lago. Mi ha fatto sollevare e appoggiare alla scrivania dietro di lui. Mi ha fatto distendere su di essa con le cosce alzate. Ero alla giusta altezza per esser penetrata. La mia fica era in linea col suo cazzo. Lui ha appoggiato i miei talloni al suo petto ed ha avvicinato il suo arnese; poi, lentamente, lo ha fatto entrare nella mia ostrica bagnata e pronta. È scivolato tutto dentro di me. Mi son sentita aprire e riempire nello stesso tempo. Mi sembrava di esser di nuovo sverginata da quanto mi dilatava le pareti della vagina, che lo ha accolto con tutta la devozione possibile. Ha preso a pomparmi con un ritmo costante e io ho iniziato a godere a ripetizione. L’ho fissato in viso e gli ho gridato il mio piacere. «Vengo! Mi state facendo godere! VENGO! E' BELLISSIMO!» Venivo a fiumi. La mia fica gocciolava in continuazione, ero scossa da un piacere mai provato in vita mia. Era ancora più intenso di quello provato con il camionista. Mi ha pompato a lungo e fatto godere molto, ma lui non era ancora venuto. Poi mi ha fatto scendere dalla scrivania. Mi ha fatto girare e chinare, distesa con il petto sul piano di quel mobilio. Ho sentito il suo cazzo sbattere sulle mie chiappe, alla ricerca del buco del culo, ma lo ha infilato nella mia fica. Mi ha afferrato per i fianchi e mi sbatteva con forza. Ero in delirio e l’ho incitato. «Sì, così! Mi sfondate! Più forte! Lo voglio tutto dentro!» Li mi sbatteva ed ha preso a dirmi cose incredibili che mi hanno eccitato ancor di più. «Certo che te lo sbatto tutto dentro. Te la sfondo questa fica così stretta. Sei davvero una bella zoccoletta, tutta da godere!» Sbrodolavo al sentirmi dare della zoccoletta. Ho avuto un ennesimo orgasmo, poi lui si è sfilato di nuovo, lasciandomi in quella posizione; poi ha appoggiato il suo randello al buco del culo. Ho avuto un attimo di terrore nel sentirgli spingere quel cazzo di notevoli dimensioni dentro il mio quasi vergine culetto. «Piano, vi prego. Son quasi vergine lì! Vi prego, fate piano!» Lui mi ha detto di rilassarmi e poi, con lenta determinazione, me lo ha piantato tutto nel culo. «Sì, lo sento! Oddio, che bello!» A prenderlo nel sedere, mi ha fatto godere di nuovo ancora una volta. «Ti piace, troia? Ero certo che ti sarebbe piaciuto nel culo!» Ha preso a sfondarmi il culo con vigore e poi, assodato che quel trattamento mi provocava altri stupendi orgasmi, con un grugnito da vero porco ha scaricato tanta di quella sborra al punto da farmi avvertire il pancino gonfio. «Eccomi, troia! Te lo riempio come un bignè, questo culo da favola!» Ero sconvolta da quanto ho goduto, ma anche lui era rimasto come stordito. Si è seduto sul divano lì vicino. Il suo cazzo era ancora duro, non si era ammosciato per niente. Mi ha fatto cenno di avvicinarmi. Mi son seduta vicino a lui, che si è messo a leccarmi le tette. Ho ripreso a mugolare come una cagna in calore. Ho ripreso a godere, quasi non l'avessi fatto fino a quel momento, e lui mi ha fatto impalare su di lui. L’ho sentito fin dentro il ventre! La mia schiena, inarcata dal piacere, mentre saltellavo su e giù sulla nerchia indurita del prete che ancora una volta mi portava all'apice di un ennesimo orgasmo. Sentivo la sua crema colare dal culo sfondato, mentre ora la mia fica la reclamava e lui non si è fatto pregare. Quando le sue mani mi hanno strizzato i capezzoli, sono venuta in maniera squassante. «Vengo ancora; mi state uccidendo dal piacere: eccomi, adesso, vengo!» Ero sconvolta e lui mi ha farcito la fica con altri getti del suo piacere, che ho sentito fin dentro lo stomaco. «Tieni, puttanella! Sei una delle migliori troiette che ho scopato finora! Ti inondo tutta!» Mi ha riempito davvero la fica con una massiccia dose della sua crema. Siamo rimasti immobili per un po’, poi mi son sollevata e mi sentivo ridotta ad un disastro. Lui mi ha indicato la porta del bagno, dove sono andata a pulirmi. Quando sono tornata, lui si era rivestito. L’ho guardato e ho chiesto: «Allora, Padre, come la mettiamo con i nostri peccati?» Lui mi ha sorriso e mi ha detto che era necessario che io mi confessassi ogni lunedì pomeriggio, a casa sua. Per tutto il mese di novembre ed un po’ di dicembre, ogni lunedì sera mi sono fatta scopare dal prete. Ho scoperto che non ero la sola, ma quella del lunedì. Il mercoledì andava Piera, la figlia della tabaccaia, mia coetanea, mentre il venerdì era il turno di Sonia, la figlia del macellaio. Due giorni prima di Natale, eravamo tutte e tre in chiesa a pulire, assieme alle nostre madri, ed ho notato che vi era una buona armonia fra di noi. Era chiaro che tutte tre sapevamo delle altre che, a turno, ci scopavamo il prete. Non c’era nessuna gelosia, ma solo molta complicità. Il giorno di Natale, dopo pranzo, mentre con mia madre rassettavo la tavola dopo aver consumato il pranzo di Natale, lei mi ha chiesto una cosa che mi ha lasciato alquanto titubante. «Lo sai che Piera è incinta? Forse anche Sonia lo sarà a breve, me lo ha detto sua madre.» L’ho guardata, cercando di capire dove voleva andar a parare. Lei mi ha sorriso e, poiché eravamo sole (papà e mio marito erano usciti per andare al bar a fare una partita a carte con i loro amici), lei mi ha guardato in faccia e con la più assoluta tranquillità mi ha spiegato tutto. «Sono a conoscenza del fatto che anche tu sei una delle tre mogli del prete. Non guardarmi con quella faccia stupita, non c’è nulla di male, anzi lo devi considerare un bel privilegio. Io, la madre di Piera e quella di Sonia, lo siamo state quando vi era don Giuseppe. Lui, a suo tempo, ci ha ingravidato a tutte e tre, ed è per questo che ti chiami Giuseppina. Lui era un vero toro da monta. Ha ingravidato una decina di donne nel paese. Piera e Sonia ti sono sorelle da parte di padre. Piera si è già fatta ingravidare da don Giulio e anche Sonia lo sarà a breve, quindi vorrei sapere tu che aspetti?» La guardo basita e chiedo maggiori spiegazioni. «Ma... con papà... come hai fatto? Lui non si è accorto che tu scopavi con il prete? Insomma, voglio dire, sei stata ingravidata dal prete e lui... non ha avuto niente da ridire?» Mamma ride di gusto. «Sì, se aspettavo lui, col cavolo che tu nascevi! Lui è sterile! Quando ce ne siamo accorti, è stata la moglie del dottore che mi ha suggerito don Giuseppe. “Meglio con il prete che con un paesano, che potrebbe sempre sputtanare tuo marito e rendere pubbliche le sue corna! Il prete non parla per tanti motivi e, poi, è un bel toro!” Così l’ho detto a tuo padre, che ha accettato ogni cosa senza frapporre alcun problema. Alcune volte ha anche assistito alla monta e si segava, mentre Giuseppe mi sfondava! Aveva una bella mazza, come si dice che l'abbia anche Giulio. Mi hanno detto che in Africa ha due o tre figli abbastanza grandi; li ha avviati al sacerdozio e chissà che un giorno non potrebbero esser assegnati a questa parrocchia. Quindi, se non vuoi perder il treno, sbrigati a farti ingravidare anche tu. Con tuo marito non c’è problema; a lui lo fai scopare sempre dopo, tanto non se ne accorge.» Così ho fatto. La prima a partorire è stata Piera: un bel maschietto. Poi io e Sonia, quasi assieme, due belle femminucce. Adesso sto battezzando il nostro maschietto che chiamerò Giulio, mentre Sonia e Piera, devono ancora partorire: hanno aspettato un po’, per un secondo giro. Oltre noi tre, ci sono state altre nascite nel piccolo paese e allora don Giulio ha chiesto e ottenuto che fosse creato un piccolo oratorio, per insegnare catechismo a questi giovani che saranno il futuro del nostro paese. Naturalmente io e le altre due mogli, già ci siamo offerte per insegnar loro il catechismo. Fra di noi tre vi è una grande amicizia e tanta complicità. Andiamo molto d’accordo, perché siamo le mogli del prete e questo compito ci spetta di diritto!
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3 anni fa
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L'incontro con federica parte 2
Il concetto del dopo riprendiamo può avere diverse interpretazioni. Dico questo perché, dopo 5 minuti che ero dentro la doccia arriva Federica e mi dice:” Ho sabbia ovunque, guarda: qui sulle tette, e qui sul sederino. Mi aiuti a toglierla?” Fortunatamente la doccia è molto grande, è una di quelle senza cabina, con una grande parete di cristallo a dividerla dal resto del bagno. Fede mi passa una spugna e del bagnoschiuma. Io però voglio sentire i suoi seni sotto le mie mani; pertanto, faccio cadere la spugna a terra, metto il sapone sulle mie mani e posizionandomi dietro di lei, inizio a massaggiare e a lavare le sue tette. Non lascio un solo centimetro senza sapone. I suoi capezzoli sono molto duri e grandi, si insinuano tra le mie dita mentre la lavo, allora io le stringo delicatamente come se fossero una molletta e dei gemiti si uniscono al rumore dell’acqua. Il suo seno è fantastico, mi piace molto, è pieno e prorompente. Non mi da assolutamente fastidio che non sia completamente naturale. Mi farò dare il numero del dottore che ha creato queste due meraviglie per fargli una statua. Pizzico i capezzoli; lei mi poggia le mani sulle mie e fa in modo che io stringa più forte. Prende poi la mia mano destra, la porta sulla sua fica e fa in modo che io inizi anche a masturbarla. “Ti prego mettimi le dita dentro, sto godendo come una liceale troia che si vuole fare tutti i maschietti della scuola. Ne voglio almeno due e non aver timore, non mi rompo, quindi mettici vigore.” Eseguo gli ordini, mi piace sentire il suo corpo nudo e bagnato che tocca il mio. La sua schiena è sexy, sensuale, muscolosa, ma non esagerata. Mentre la tocco e la faccio godere, le lecco e bacio il collo. Ogni tanto lo succhio, ma con delicatezza senza lasciare il segno. Lei di rimando appoggia il suo sedere sul mio cazzo, si limita a strusciarlo, non chiede altro. E’ troppo concentrata sul piacere che le mia dita le stanno procurando. Sento la sua vagina umida e non per colpa dell’acqua della doccia. Le sue labbra si sono gonfiate, il suo clitoride è diventato un bottoncino di marmo che litiga con l’anellino che fa da padrone a quella meravigliosa e succosa fica. Vorrei leccarla di nuovo, ma ora non voglio fermare la sua estasi. Percepisco con la mano sinistra, che si trova sul suo seno, l’aumentare del battito cardiaco. Il suo cuore inizia a scalpitare come un treno in corsa. Le mie dita, quelle dentro di lei, vengono abbracciate da piccoli spasmi. I muscoli delle sue gambe, prima lentamente, poi sempre più velocemente cominciano a tremare fino a quando un urlo di puro piacere rompe il silenzio del bagno. La mia mano destra è completamente zuppa di un denso nettare. Esco da lei, ma posiziono la mano a conchiglia sulla sua vagina e la stringo fino al cessare di ogni tremolio e rimaniamo così per alcuni minuti. Federica si gira e vedo i suoi meravigliosi occhi azzurri socchiusi e pieni di eccitazione e appagamento. Mi fissa per alcuni secondi e poi inizia a giocare con le mie labbra. Le morde, le lecca, le succhia, insomma le coccola. Continua per un tempo infinito. Ora è delicata, non come prima a letto dove era impetuosa come un fiume in piena. Le mie labbra si stanno gonfiando come 2 gommoni, neanche il suo chirurgo estetico riuscirebbe a farle diventare come sono ora. Afferra le mie natiche e con energia le stringe attirandomi verso il suo corpo e la sua lingua inizia a cercare la mia, fermando così la dolce tortura. Anche in questo caso il bacio è soft, calmo e coccoloso. Cinque minuti di infinito piacere. “Dai adesso faccio la brava, laviamoci e togliamo tutta la sabbia rimasta, mi devo assolutamente lavare i capelli, sono uno schifo” “Scusa Fede, non noti che il mio amichetto la sotto sta chiedendo attenzioni? Lo hai praticamente torturato strusciandoti su di lui.” Federica con tono divertito:” Fai il bravo anche tu, ora finiamo di lavarci e se ti comporti bene dopo di faccio un bel regalino.” Dovrei abbassare la temperatura della doccia fino allo zero assoluto per calmare il piccolo Joe e farlo rientrare nei ranghi. Però la promessa di un regalino più tardi a doccia finita riesce ad addomesticarlo. Pochi minuti e torna in letargo, grazie anche al fatto che Federica ha terminato di farsi la doccia e si è allontanata per asciugarsi i capelli. Da lontano Federica mi domanda se mi va qualcosa da bere o da mangiare, perché a lei è venuta un po’ di fame. Io le rispondo che gradisco solo un bicchiere di acqua fresca e la raggiungo in cucina. La trovo intenta a prepararsi un toast al prosciutto e formaggio. Indossa un accappatoio rosso che sembra un babydoll e oltretutto un seno sta cercando di fuggire all’ esterno. Secondo me lo fa di proposito a provocarmi, oppure, magari è solo deformazione professionale. “Sicuro che non vuoi un toast anche te? Ci impiego veramente poco a farlo. A me viene una fame mostruosa dopo che ho goduto. Per fortuna quando lavoro al club faccio finta, altrimenti starei sempre a mangiare e ora sarei una botte.” “No, ti ringrazio, mi basta l’acqua. Lo sai che mi hai confessato qual è la tua Kriptonite? Quindi se fai finta di avere un orgasmo non ti viene fame. Devo escogitare un modo per sfruttare questa occasione!” Federica mi sorride e va verso il frigorifero a prendere una bottiglia, io intanto mi siedo. Una volta riempito il bicchiere viene verso di me. Si avvicina un po’ troppo e la mia mano destra si insinua sul suo bellissimo sedere, mentre con la sinistra prendo il bicchiere e inizio a bere. Federica non si muove, si fa tastare senza problemi e io ne approfitto bevendo con molta calma. La carezza diventa un massaggio. Il maialino che è in me mi suggerisce un modo alternativo di usare l’indice. Inizio a farlo scorrere lungo la fessura interglutea, ogni qual volta il dito si avvicina al buchino del peccato si sofferma con una piccola pressione. Intanto l’accappatoio si apre completamente e davanti a me ritorna a manifestarsi il messaggio tatuato. Le do un bacino quasi casto sul piercing e alzo gli occhi per vedere il suo viso. Ha un’espressione rilassata, i suoi occhi sono chiusi e si nota che sta apprezzando ciò che le sto facendo. Le do un altro bacio sull’ anellino, questa volta un po’ più ardito, lo prendo tra le labbra e applico un leggero risucchio su tutta la parte a contatto con la mia bocca. Sento appoggiare la sua mano sulla mia testa, con delicatezza mi allontana e fissandomi con un sussurro mi dice: “Non riesci proprio a comportarti bene, sei veramente un porco e ogni occasione non te la lasci sfuggire. Fortuna per te che io sia una troia e che non mi tiro mai indietro. Tuttavia, ora fermati così possiamo tornare in camera per il tuo regalino. E visto che mi hai stimolato, sarà ancora più divertente.”
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3 anni fa
0/5 - (0 Totale voti)
Varie
L'incontro con federica parte 1
Ieri sono stato invitato da una mia vecchia amica di Roma ad un evento in un Club di Ravenna. Incuriosito, soprattutto perché sono passati più di 20 anni dal nostro ultimo contatto, ho deciso di partecipare. Faccio un giro di telefonate per trovare qualche amica disposta ad accompagnarmi, ma purtroppo erano già tutte impegnate. Decido comunque di partecipare all’ evento, consapevole che sicuramente l’invito mi è stato fatto perché presente in una mailing list e non perché effettivamente mi volessero li; anche perché poi l’ho chiesto alla mia “amica” organizzatrice ed effettivamente era così, non si ricordava assolutamente chi fossi. L’evento è stato un po’ noioso e purtroppo non c’erano tante persone oltre ai vincitori dei premi. Come al solito tanti singoli, una decina di coppie e una singola con la quale ho parlato per una decina di minuti, ma poi anche lei annoiata, ha deciso di andare a casa. Certo le ragazze che hanno fatto gli spettacoli erano bellissime, ma è naturale per una ventenne che fa l’attrice porno. Purtroppo, non hanno interagito molto con il pubblico, quindi, si molto belle da vedere, ma alla fine noia totale. Solamente due ragazze trans hanno ottimizzato il tempo e si sono concesse ai singoli presenti. Pompini come se non ci fosse un domani e per alcuni anche qualcosa in più. Essendo le uniche, sono praticamente state assalite. C’era una fila che neanche alla posta si è mai vista. Io mi sono tenuto in disparte a giocare con il telefono, anche perché non mi interessava partecipare. Decido di contattare una coppia conosciuta in spiaggia al lido di Dante per vedere se la serata poteva cambiare direzione. Gli mando un messaggino, ma rispondono che si trovavano a Firenze, ma l’indomani erano liberi e potevano vederci al Certe Notti di Minerbio già dalla mattina alle 11. Rimaniamo d’accordo che ci saremo aggiornati questa mattina. Sono rimasto a Ravenna, perché anche se annoiato al club ho bevuto alcuni cocktail e non era salutare tornare a Bologna in macchina. Questa mattina appena svegliato, controllo se ho ricevuto qualche messaggio , ma silenzio assoluto, allora mentre aspetto la conferma da parte di Gianpaolo, decido di andare in spiaggia. Faccio una colazione veloce e mi dirigo verso il Lido di Dante, è prestissimo sono le 7:30, ma voglio andare sulla spiaggia per godere del fresco e della natura. La spiaggia è vuota, ci nono pochissime persone: chi passeggia, chi corre, un paio di persone che nuotano e le cicale che fanno da sfondo musicale insieme alle piccole onde di un mare quasi calmo. Inizio a passeggiare lungo la riva del mare a piedi nudi, ogni tanto calpesto qualche conchiglia e i miei piedi inveiscono contro di me, ma sopporto il lieve fastidio e proseguo. Essendo quasi vuota la spiaggia, è facile notare cosa stanno facendo i pochi avventori. Mi colpisce una donna intenta a raccogliere delle conchiglie che sta utilizzando per scrivere un messaggio. Ha dei capelli neri molto lunghi, alcuni tatuaggi di animali e un seno spettacolare, molto bello con 2 grandi capezzoli. Non è completamente nuda, porta un piccolo perizoma fuxia che le valorizza un lato b tonico e marmoreo alla vista. Non la voglio disturbare, anche perché sicuramente da qualche parte c’è un uomo che prima o poi arriverà e non mi piace fare il terzo incomodo. Le passo accanto facendo attenzione a non calpestare la sua opera, lei alza il viso e mi augura il buongiorno che io subito ricambio. Proseguo il cammino, ogni tanto mi giro e mi accorgo che anche lei mi guarda. Dopo circa 15 minuti di passeggiata, anche perché la spiaggia non è molto lunga, torno indietro. Leggo sulla spiaggia la scritta: “Le occasioni sono fugaci”. È un messaggio particolarmente strano soprattutto scritto con le conchiglie sulla spiaggia, chissà che storia si nasconde dietro. Decido di stendere il telo mare proprio davanti alla scritta. Controllo il telefono, ma a parte la batteria che muta in continuazione la sua carica, non c’è altra variazione o messaggio all’orizzonte. La spiaggia si sta popolando velocemente. Accanto a me arriva un uomo altissimo e pieno di muscoli che inizia a piantare un ombrellone e a sistemare vari teli e tutto il resto dell’attrezzatura da mare che si è portato. Terminato il lavoro lo vedo allontanarsi per andare a fare un bagno per togliersi il sudore di dosso. Anche io decido di andarmi a bagnare perché la temperatura ora inizia a essere molto alta. Finito di rinfrescarmi torno a controllare il cellulare, ma nulla, perciò decido di fare un ulteriore passeggiata per far passare il tempo più velocemente. Come un miraggio all’orizzonte, rincrocio la donna dal perizoma fuxia che mi sorride e questa volta mi saluta con un Ciao, però non si ferma e neanche io. Però, a differenza di prima, non continuo più il mio percorso, ma mi giro e inizio a seguirla. Per due volte lei si gira, come se controllasse che effettivamente io sia dietro e continuo a seguirla. Purtroppo, l’inseguimento finisce sotto l’ombrellone dell’uomo che poco prima si era posizionato vicino al mio telo. Lo sapevo, la bella signora è accompagnata e io a confronto con il suo uomo sono Peppa Pig. La mia dea provocatrice si spoglia lentamente, ovvero si toglie il perizoma e ciò che prima era celato, ora viene mostrato. Ha la vagina completamente depilata e tatuata, ma non con dei disegni, bensì con delle scritte. Sul monte di venere in corsivo nero “For Deposit Only” con una grande A Rossa appena sotto e allineata allo spacco. Lateralmente alle grandi labbra: a sinistra “Fuck” e a destra “Slut”. Infine, a decorare il tutto: un meraviglioso anellino d’argento proprio nel centro. Mi sorride ancora una volta, consapevole che la sto fissando e che il mio timido pisellino ora è sull’ attenti. Prende dalla borsa una maschera subacquea e va a nuotare. Preso dallo sconforto e dall’ammirazione per il marito, forse più che ammirazione è gelosia, controllo se la mia coppietta preferita si è fatta viva, ma ancora nulla. Sono arrivate le 11, è ora che inizi a rivestirmi per incamminarmi, visto che Minerbio non è proprio vicinissimo. Mentre indosso i pantaloncini, la bella signora torna dal mare e con spiccato accento milanese mi fa:” Ma come vai già via? Non ti piace il mare e quello che vedi?” Io seriamente disorientato le rispondo: “Certo il mare mi piace ma ho un appuntamento al Certe Notti tra un po’, visto che è lontano inizio a incamminarmi” Lei di rimando: “Cos’è il Certe Notti?” Allora le spiego che tipo di locale sia, come è fatto, cosa si fa normalmente e il motivo per il quale sto andando li. Lei mi chiede altre informazioni del locale: ad esempio i costi, se ci sono donne fisse che intrattengono e tante altre cose. Alla fine, mi fa: “quindi se ho capito bene, ora tu vai via perché ti vai a scopare una che hai conosciuto qui in spiaggia giusto? Insomma, ti fai tanti km quando potresti fare la stessa cosa qui senza tanto sbattimento”. Forse ho capito male, probabilmente sta giocando e si sta divertendo a provocarmi, visto che il marito non c’è e lei magari si sta annoiando. Ma sto al gioco e le rispondo: “In realtà ora vorrei rimanere, ma ho preso un impegno e non è corretto dare buca così”. Neanche termino la frase che mi arriva un messaggio. Che sfiga: Eva mi scrive che si è svegliata con un gran mal di testa e che preferisce rimanere a casa. Allora guardo la mia vicina di telo e mi rispoglio dicendole che i programmi sono saltati. Sta tornando il marito. Ma non è solo, accanto a lui c’è un travestito con un parruccone biondo e un costume argento con milioni di paillettes come il carnevale di Rio. Mr. Muscolo:”Fede ho appena fatto amicizia con Amanda, mi ha invitato a casa sua a mangiare. E ti devo dire che ho molta fame e sete e Amanda mi vuole dissetare al meglio; quindi, non so a che ora tornerò”. Fede:”non ti preoccupare Riky, anche io vado a pranzo con un nuovo amico, adesso glielo chiedo, ma non credo che rifiuterà.” Se prima ero disorientato, ora non sto campendo un cazzo. Appena Riky si allontana mi rivolgo a Fede: “Il tuo nuovo amico sono io?” La risposta affermativa non tarda a manifestarsi, per scrupolo mi chiede se mi va e io le rispondo che, se vuole possiamo andare a mangiare al ristorante del campeggio che è praticamente dietro di noi. Per risposta inizia a vestirsi, cosa che faccio anche io. Ora che un pareo la copre mi porge la mano:” Intanto direi di presentarci: piacere io sono Federica”. “Piacere assolutamente mio, io mi chiamo Giorgio.” Finite le presentazioni ci dirigiamo al ristorante. Durante il pranzo mi racconta che Riky è una amico Gay che la ospita a casa e che di giorno lavora come commessa, ma di notte lavora in un Club a Monza come intrattenitrice per uomini soli. Parliamo un po’ di noi, di cosa ci piace, delle nostre vite ecc. ecc. Io però curioso come una scimmia in astinenza da noccioline le chiedo perché mi ha rivolto la parola. Visto il lavoro che fa di notte, ipotizzo che semplicemente sta cercando un cliente. Sempre sorridendomi Federica mi risponde: “Questa mattina eravamo praticamente soli in spiaccia, ti sei avvicinato, ma non mi hai rivolto parola. Cosa molto strana per me, però ho poi notato che mi guardavi mentre andavi via. Mi è piaciuto molto il fatto che non mi hai dato fastidio anche se evidentemente mi stavi scopando con gli occhi. Sei stato molto carino e mi sono detta, ora gli lascio un messaggio, se lo legge e rimane qui ad aspettarmi me lo scopo tutto il pomeriggio”. Ora sono io che sorrido, per ben due motivi: il primo è che ora ho capito la scritta sulla spiaggia e il secondo, ma non meno importante motivo: è che qualcuno mi vuole bene in cielo. Terminato il pranzo, Federica mi porta a casa. Le chiedo se posso farmi una doccia veloce per togliere la sabbia e il sale. Mi prende per mano e mi conduce in bagno. Appena arrivati non resisto, le stringo i fianchi con le dita, lei appoggia le mani sulle mie spalle emettendo un sospiro languido che riempie il poco spazio rimasto tra noi. Mi dice di avvicinarmi di più con voce roca, sposto una mano sulla sua schiena e una dietro la testa. Le nostre labbra si toccano, si dischiudono, mi sembrano due petali di rosa soffici e carnosi. Finalmente sento il suo sapore; le nostre lingue ballano un walzer lento. Ci esploriamo e nel mentre mi stringe il cazzo tra le mani e io le afferro i glutei. Federica si stacca dalla mia bocca e decide che ora le sue labbra devono conoscere un’altra parte del mio corpo. Si mette in ginocchio, e mi dice fissandomi dal basso:” Il tuo amichetto non è lunghissimo, ma porca troia è largo, non so se la mia bocca riuscirà a prenderlo” Evidentemente mi sta prendendo in giro perché fa un affondo che le sue labbra arrivano a contatto con i miei testicoli. Ritorna verso la cima e con la lingua inizia a dare dei colpetti sul glande. Con le unghie mi accarezza tutto il pene provocandomi dei brividi e facendolo crescere ancora di più. Mi dice parole sconce, tra un gemito e l’altro. Le sue unghie ora si divertono anche sui miei testicoli. Riprende il cazzo in bocca e cerco di fermarla dicendole che, se continua le verrò in bocca. Invece di fermarsi aumenta il ritmo. Io non resisto e il mio sperma la gola. “Mmm che buono, è dolce. Ne voglio ancora, ma ora tocca a me godere” Continua ancora un po’ a giocare con la lingua ripulendo tutto. Si alza e mi mette la lingua dentro l’orecchio destro e inizia a spompinare anche lui. Io le sussurro che forse è meglio se ci facciamo la doccia prima. Lei di rimando: “Sti cazzi la doccia, voglio che mi lecchi la fica fino a farmi godere, è inutile lavarsi tanto ti sporcherò tutto di nuovo.” Mi porta in camera. Si sdraia e apre le gambe: “Ora mi devi leccare la fica, me la devi succhiare. Voglio sentire la tua lingua. Deve essere un cazzo ingordo che non si ferma mai. Usa anche le dita, tutto quello che vuoi. Non ti staccare finché non ti verrò in bocca. Io ho bevuto il tuo seme e tu devi bere il mio nettare.” Non ho mai conosciuto una donna così porca e non mi sembra giusto non accontentarla. Inizio così a giocare con le sue grandi labbra e sono veramente grandi. Molto spesse e carnose. Le inumidisco con la lingua e poi succhio tirandole. Poi passo la lingua sul clitoride, spostando l’anellino he ha tra le gambe. Una sensazione strana, ma erotica. L’anellino è freddo, mentre tutto il resto è caldo e umido. Il duro con il morbido. Le inserisco prima un dito e poi l’altro dentro. Lei mi afferra la mano e mi fa affondare ancora di più dentro di lei con forza bruta. Geme e grida, mi dice porco fottimi. Io esco da lei che protesta, ma con le mani prendo le labbra e le apro, le tiro verso l’esterno aprendola tantissimo e le inserisco la lingua dentro, su e giù più volte come fosse un cazzo. Serro le mie labbra sulla sua fica e succhio, creo un vuoto e poi mi allontano generando il tipico rumore di una bottiglia stappata. Dopo tre volte, inizio ad avvertite un leggero tremolio delle gambe di Federica. Poggio la mano sinistra sul monte, mentre l’indice e il medio della mano destra tornano dentro la fica e inizio a pompare velocemente premendo contemporaneamente con la mano sinistra. Il lavoro manuale dura neanche un minuto che un orgasmo dirompente e umido arriva sulla mia faccia. Federica mi prende la testa con le due mani e mi riporta la bocca sulla vagina, spingendola e togliendomi il respiro. Continua a venire su di me e dentro la mia bocca fino a quando non è soddisfatta. Allora mi allontana il viso e inizia a baciami. Mi lecca la faccia, mi asciuga e mi bacia. Continua fino a quando la sua saliva non sostituisce il suo succo. Effettivamente ora sono più sporco di prima e Federica mi dice: “Ora possiamo fare la doccia, poi dopo riprendiamo”
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3 anni fa
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Varie
L'infedele.
Mi chiamo Mara, ho cinquantasei anni e sono sposata con Marco, che ha la mia stessa età. In tutta la mia vita, l’adulterio è stato il filo conduttore di quasi tutta la mia esperienza erotica. Ho conosciuto il sesso tardi, rispetto a tante altre ragazze, perché mi sono divertita tantissimo a prendere in giro tutti i maschi, che mi facevano il filo. Verso i diciassette anni, ho capito che il sesso doveva essere un piacevole modo per dominare i ragazzi, poiché erano disposti a tutto per farsi portare a letto. Mi fidanzai con Marco, un ragazzo veramente carino, simpatico, di buona famiglia e con qualche soldo, il che non guasta. I primi mesi lui si limitava a baciarmi e questo mi piaceva: era il primo che non allungava subito le mani in mezzo alle cosce. L’anno dopo scoprimmo insieme il piacere del pompino: io gli prendevo il cazzo in bocca, ci giocavo un poco e poi lui schizzava. Non che fosse molto dotato e, anche in fatto di resistenza non era certo un campione, ma a me andava bene così. Venne il momento per lui di partire per il servizio di leva. Quindi, decidemmo che io sarei rimasta vergine fino al suo ritorno, tanto per dimostragli la mia fedeltà e veramente gli rimasi fedele. Nessun maschio mi ha scopato durante il periodo che lui era militare. Io, però, sentivo sempre il desiderio di avere quel nervo duro e caldo in bocca e ogni tanto, specie la domenica, quando lui non tornava, io prendevo la macchina di papà e mi facevo un giretto in città. Quasi sempre rimediavo un bel cazzo da succhiare. Essi avrebbero voluto anche scoparmi, ma io inserivo all'interno delle mutandine un’assorbente e simulavo di aver le mestruazioni; perciò, alla fine, un bel bocchino risultava sempre gradito al posto di niente. Avevo trovato un lavoro come commessa in un negozio di abbigliamento e la proprietaria era una donna alquanto libera, disinibita e, grazie a lei, scoprii i notevoli vantaggi della pillola. Decisi subito di adottare questo sistema anticoncezionale e, quando il mio ragazzo finì il militare, io ero pronta; mi feci sverginare, senza troppe remore. Non fu per niente una grande scopata. Lui mi toccò e, quando si rese conto che mi ero bagnata, mi infilò il cazzo dentro, senza troppi complimenti e, dopo un po' di fik fik, mi riempì la fica di sborra. Anche se non ero molto convinta che scopare fosse questo, mi dissi che per una giusta causa, il sacrificio poteva esser fatto. Tre mesi dopo, per il suo compleanno, mi feci anche aprire il culo. Stesso copione, con la sola differenza che fu un po' più doloroso. Dopo queste esperienze non tanto soddisfacenti, mi ripromisi di cercare un bel cazzo che potesse regalarmi dei bei momenti di sesso. Avevo già conosciuto i miei suoceri: lui, Alfio, un maschio splendido, alto, capelli ed occhi neri, mani forti al punto che, quando mi strinse la mano per la prima volta e mi guardò dritto negli occhi, mi sentii sciogliere come del ghiaccio al sole; lei, Rosa, invece era una vera sega di donna. Sempre a lamentarsi di tutto e di tutti e lui che mi guardava come per dire che non la sopportava più. Qualche tempo dopo, un grave fatto cambiò la nostra vita. Una domenica, in cui ero stata invitata a pranzo a casa loro, lui ci informò che, a seguito certi esami clinici, i medici gli avevano diagnosticato una gravissima malattia degenerativa e, quindi, non gli restava molto da vivere, sei/otto mesi, al massimo un anno. Restammo tutti impietriti, lui, invece, ci guardò e disse di non star lì a piangere, ma di organizzarci. Mi chiese se volevo bene a suo figlio e se fossi stata contenta di sposarlo. A lui sarebbe piaciuto, prima di morire, di assistere alle nostre nozze. Ci mettemmo subito all’opera, organizzammo tutto in tempi brevi. Venne anche il momento in cui il mio futuro marito andò, con tutti i suoi amici, a festeggiare l’addio al celibato. Mancava una settimana alle nozze, io non avevo nessuna intenzione di passare quella sera a casa, volevo anch’io una serata da ricordare: indossai una mini, calze autoreggenti, insostituibili per me, tacchi alti, una magliettina molto sottile e, a bordo dell'auto, mi diressi verso una città abbastanza lontana dalla nostra. Appena uscita dall’autostrada, una pattuglia delle forze dell’ordine, mi intimò di fermarmi. Io accostai ed il più vecchio dei due, mi chiese i documenti. Io mi allungai verso il cassettino del cruscotto per prendere i documenti e lui ebbe modo di poter vedere il mio culetto. Finito il controllo, si complimentò con me. «È stato un piacere fermare una bella ragazza come lei e constatare che tutto è in regola. Ora la mando via. Sicuramente ci sarà un bel ragazzo che la starà aspettando per passare con lei una magnifica serata.» Io rivolsi un’occhiata ad entrambi i poliziotti. Uno era molto giovane ed anche un bel ragazzo, l’altro, più anziano, non era affatto male, quindi risposi: «Veramente non mi aspetta nessuno. Il mio futuro marito, questa sera va a festeggiare il suo addio al celibato ed io non volevo che questa serata trascorresse così inutilmente.» Essi si son scambiati uno sguardo: il più vecchio fece un cenno d’assenso all’altro e, parlando sottovoce, mi fece una proposta. «Se possiamo esserti utile, non far complimenti. Fra poco dobbiamo far pausa e, se vuoi...» Al mio cenno d’assenso, essi mi hanno invitato a seguirli. Poco dopo siamo entrati in un parcheggio quasi buio ed essi mi hanno fatto metter la macchina in fondo, dietro un rimorchio di un camion. Sono scesi dalla loro macchina, si sono avvicinati e quattro mani hanno iniziato a toccarmi dappertutto. Mi stavo già bagnando: in un attimo mi hanno sfilato le mutandine e mi hanno fatto distendere nel divano posteriore della loro macchina. Il più vecchio si è abbassato ed ha preso a leccarmi la fica in un modo che non avevo mai provato. Mi leccava dal clitoride al culo, seguendo tutto lo spacco della fica. Morivo ed ho cominciato a gemere di piacere. Non potevo neanche parlare: l’altro aveva fatto il giro della vettura e, aperto lo sportello dall’altro lato, mi aveva infilato il suo cazzo in bocca. Il lavoro di lingua ha avuto l’effetto desiderato. Di punto in bianco, gli ho allagato la bocca, gridando: « … venngguuuuummummm …» Lui, a quel punto, si è tirato su e mi ha piantato il cazzo dentro. Mi sono sentita aprire da un palo grande, lungo, che mi dilatava le pareti della fica con incredibile potenza. Lo ha spinto tutto dentro e, quando ha raggiunto il fondo, son venuta di nuovo. Ho gridato con il cazzo in bocca e, mentre mi scopava, ha commentato: «… ahhh… che bella fica stretta, non è certo una delle solite puttane: questa l’ha usata poco; dai, che la facciamo morire di piacere!» Ha continuato a pomparmi con forza. Io ero preda di una strana frenesia. Volevo essere scopata con forza e loro non si fecero pregare. Poco dopo, quando credevo che il vecchio sarebbe venuto, mi ha tirato su le gambe e, così, mi è penetrato più in profondità. L’altro allora gli ha chiesto di fargli posto. È passato dall’altro lato della macchina, mi ha rigirato, mi ha leccato il culo con estrema bravura per poi infilarmi il cazzo dietro. «…sì … ha proprio i buchi stretti, senti questo culo, è quasi vergine.» Stavo godendo, non sentivo nessun dolore e son venuta di nuovo. « Sì… vengo! … Sì, più forte!» Immediatamente mi sono ritrovata il secondo cazzo in bocca. Mi hanno pompata moltissimo, scambiandosi spesso di posto, poi, quando ormai non ce la facevo più, li ho pregati di concludere. «Vi prego … Sborrate! … Non ce la faccio …più!» Ero sconvolta. Ero abituata alle scopate del mio futuro marito, quindici minuti e via, mentre questi mi limavano culo e fica da non so quanto tempo. Mi hanno fatto mettere fuori della macchina, accovacciata giù e poi mi hanno invitato a succhiare i loro meravigliosi cazzi, cosa che ho fatto con estremo piacere. «Dai, bella bocchinara, dai, succhia, che ti riempiamo la bocca, dai, bevi!» E poco dopo, prima il giovane, mi ha infilato di forza tutto il palo in bocca, schizzando lunghi fiotti di nettare dolcissimo. «Bevi, troia …eccomi che sborro!» E io da brava ho ingoiato. Poi l’altro, mi ha messo la cappella sulle labbra e mi ha inondato bocca, viso, capelli di caldissima sborra. «Eccomi… arrivo anch'io. Tieni... Sborro!» Sono rimasta per un momento immobile, sfinita, appoggiata alla vettura. Mi hanno dato dei fazzolettini per pulirmi, poi li ho ringraziati e salutati. Ho ripreso la mia vettura e me ne son tornata a casa soddisfatta. La domenica dopo ci siamo sposati. La sera, mio marito era talmente sbronzo che siamo partiti la mattina dopo per il viaggio di nozze. Inutile dire che quella notte, abbiamo solo dormito. Non è stato molto importante. Per come mi scopava lui, se ne poteva anche far a meno. La sera siamo arrivati a Venezia. Avevamo prenotato in un piccolo albergo vicino al centro, ci siamo sistemati e siamo usciti a cena. Siamo prima andati un po' in giro, poi, avendo fame, ci siamo fermati in un ristorante, non molto vicino all’albergo. Appena seduti, il cameriere ha preso le nostre ordinazioni e ci ha portato del vino. Mio marito ha guardato la bottiglia ed ha commentato che in un posto dove c’era solo acqua, il vino non doveva esser molto buono. Ne ha versato circa mezzo bicchiere e lo ha bevuto tutto d’un fiato, così, a stomaco vuoto. Consapevole del fatto che mio marito non regge bene il vino, per non litigare, me ne sono andata in bagno. Quando sono tornata, lui ne aveva bevuto quasi mezza bottiglia. Durante la cena ha scolato tutta la bottiglia, con la conseguenza che si è ubriacato. Io ero nera. Mi infastidiva il fatto che, oltre ad esser sbronzo mi toccava riportarlo all’albergo. Fra una cazzata e l’altra, oltre al rischio di finire dentro un canale, sono riuscita a trovare l’albergo, che era quasi mezzanotte. Il portiere di notte, un bell’uomo sulla quarantina, quando mi ha visto, entrare ha subito capito tutto. «Aspetti, che le do una mano, tanto voi eravate gli ultimi che dovevano ancora rientrare.» Detto questo ha chiuso il portoncino ed ha chiamato l’ascensore. Insieme siam saliti al secondo piano. Aperta la nostra camera, mi ha aiutato a mettere mio marito a letto e, subito dopo, era già nel mondo dei sogni. Il portiere mi ha guardato e mi ha rivolto una domanda: «Siete in viaggio di nozze?» Ho annuito con il capo. «E lui si ubriaca con una moglie bella come te? Io ti avrei scopato per tutta la notte!» Lo guardo e gli chiedo: «Lo faresti per davvero?» Non mi risponde. Mi prende per mano e, usciti dalla nostra camera, mi infila dentro la porta dell'altra camera davanti alla nostra. Ci avviciniamo al letto e, sia io che lui ci siamo spogliati in un baleno. Mi fa distendere sul letto e, messa a 69, mi tira su di lui. Sento subito la sua lingua infilarsi fra le pieghe della fica. Mi trovo davanti un bel cazzone lungo e grosso che comincio a succhiare, sentendolo crescere ancor di più. Lui mi lecca divinamente, mi passa la lingua dal clitoride al buco del culo. Mi sconvolge. Devo venire e subito gli scarico in bocca il primo di una lunga serie di orgasmi. Non contento gli sento succhiare i miei abbondanti succhi, che sgorgano copiosi dalla mia fica in fiamme. Mi succhia ed io godo di nuovo; più chiavo e più lo desidero. «Scopami, ti voglio!» Lui non si fa pregare. Mette un cuscino sotto la schiena e si posizione fra le mie cosce. Sento la punta del glande, appoggiarsi fra le labbra, mi apro il più possibile, lo voglio, ma lui indugia: io sto quasi raggiungendo il delirio. Porto le gambe in alto, dietro la sua schiena e mi aggrappo a lui, cercando di infilarmi dentro quel palo. Lui inizia ad entrare dentro di me, con una lentezza esasperante. Contemporaneamente sento il cazzo scorrere lungo le pareti della fica, che man mano si dilata per permettergli di entrare; lo fa molto lentamente e sembra non finire mai, da quanto lo sento lungo. Lui ha appena finito di piantarmisi dentro, che già vengo. Sento tendersi ogni muscolo del mio corpo. Godo. «Sì, … vengo! Sì, adesso!» Mi lascia il tempo di gustarmi l’orgasmo e subito dopo incomincia a pomparmi. Si muove con un ritmo marcato, non troppo veloce me neanche piano e, soprattutto, continuo. Mi manda via di testa, mi sconvolge, perdo il conto di quante volte vengo. Poi, ad un tratto, gli sento aumentare il pompaggio e, poco dopo, mi inonda la fica con caldi getti di sborra. Io lo sfilo da dentro, mi rigiro ed accolgo, sia in viso che in bocca, le ultime due bordate di sperma. Non ancora sazia, lo riprendo in bocca e comincio a succhiarlo, come un’ossessa. Lui mi mette due dita nella fica, da cui cola la sua sborra; raccoglie un po' di quel liquido e lo porta verso il buchetto posteriore. Mi sorride e chiede: «Sei aperta, qui?» Annuisco. Lui insiste nel lubrificare il proprio arnese. Mi rendo conto che fra poco avrò quel meraviglioso palo nel culo e, al solo pensarlo, mi bagno ancor di più. Mi rigira, si posiziona dietro di me. Siamo distesi di lato, lui insinua la cappella dentro il buco, che si dilata subito, mi lascia qualche secondo che a me sembrano eterni, mi spingo indietro, lo voglio e lui mi spinge tutto il cazzo dentro. Con la mano mi tocca davanti, resta fermo per un po', poi si scatena. Mi pompa con forza ed io godo senza ritegno. «Sì, dai, che meraviglia! Vengo!» M’incula da vero esperto, limando il buchetto con forza. Mi abbandono al piacere. Poi dopo l’ennesimo orgasmo, lo prego di venire, voglio sentire la sua sborra che mi riempie il culo. «Sì, dai, vieni, riempimi il culo!» Lui aumenta e schizza. «Eccomi, ti sborro nel culo!» Restiamo per un po' abbracciati. «Credo che tu sia una femmina stupenda: sei nata per il sesso e farai la felicità, oltre che di te stessa, di quanti vorranno goderti. Sei pronta a godere ogni volta che se ne presenti l’occasione: sei una gran troia.» Prendo quelle parole come la più grande lusinga. Mi alzo, prendo i miei vestiti e, nuda, rientro in camera mia. Faccio una doccia e vado a letto. Al mattino, mi sveglia mio marito. Gli sento mettere le mani fra le mie gambe, vuole scopare ed io lo accolgo dentro di me. Lui si scatena velocemente, senza rendersi neanche conto che sono più aperta e, quasi subito, viene; mi copre di baci, lo lascio fare e lo assecondo. Usciamo in giro per la città e, verso sera, quando decidiamo di tornare in albergo, ci fermiamo in un bar: ho bisogno di servirmi della toilette. Lo lascio al banco ed ordina due aperitivi. Quando torno, parlava di vini con due ragazzi. Lui mi presenta a quelli che sono Nicola e Franco, due pugliesi che si trovano a Venezia per un corso di non so cosa. Mentre si parla, Nicola mi scruta ed avverto che mi sta spogliando con quegli occhi da marpione. Tra un brindisi e l’altro, ci invitano a casa loro posta lì vicino, per mangiare qualcosa e continuare a parlar di vini. Sono convinti che i migliori vini del mondo siano quelli della loro terra. Così ci incamminiamo verso casa e mi rendo conto che quei due hanno in mente qualche cosa di particolare. Giunti al loro appartamento, aprono una bottiglia di vino, rosso, fortissimo. Io fingo di bere e lo verso dentro il lavandino della cucina, mente mio marito lo beve tutto d’un fiato. Ho capito subito che vogliono ubriacarlo. Mi sono simpatici e mi piacciono, quindi li assecondo nella realizzazione del loro piano. Dopo alcuni brindisi, lui è completamente partito, quindi si è addormentato, appoggiato al tavolo. Gli rivolgo uno sguardo interrogativo come a dire: "Ed ora?". Essi mi dicono che hanno una cameretta dove metterlo a dormire e subito vi provvediamo. Appena chiusa la porta della cameretta, io mi avvicino ad essi e sento i loro bozzi che denotano una forte eccitazione. Io? Non sono da meno. M’inginocchio davanti a loro, che aprono i pantaloni tirando fuori due cazzi veramente consistenti, lunghi e grossi. Li prendo in bocca alternandoli e poi ci mettiamo tutti nudi sul grande letto matrimoniale di quella camera. Mi toccano, leccano, succhiano e poi m’infilano i loro meravigliosi cazzi dappertutto. Godo come una vacca, mi lascio scopare con forza e vengo a ripetizione. Dopo aver goduto abbastanza, li prego di accompagnarmi in albergo, assieme a mio marito. Mi aiutano. Quando sto per lasciarli, mi chiedono di rivederci la sera dopo. Alcuni loro amici danno una festa speciale, ma, ovviamente, senza il mio lui. «Se fosse necessario, lo possiamo portare a casa nostra e lo facciamo bere di nuovo.» Ci rifletto un momento e rispondo che ho un’altra idea. Se va tutto come penso, ci vediamo nel bar vicino all’albergo, alle venti e trenta. Entro nell’albergo e il portiere di notte, lo stesso della sera prima, mi sorride, capisce tutto e mi aiuta con l’ascensore, poi mi augura la buona notte. Io lo metto a letto, mi faccio una doccia e mi metto a dormire. L’indomani lui si sveglia, mi vuole scopare, io mi giro e gli offro il culo, lui ne gode di più e, contento, mi infila il cazzo dentro, pochi minuti dopo è tutto finito. Passiamo tutto il giorno in giro per le isole. A pranzo, gli proibisco di toccare un solo goccio di vino. Quando decidiamo di tornare in l’albergo, facendo finta di sbagliar strada, passo davanti ad un negozio che avevo visto il giorno prima. Un'enoteca e, in vetrina, era esposta una bottiglia di grappa dal nome che è tutto un programma: “GRAPPA BOCCHINO”. Gliela faccio notare conscia di quanto gli piaccia la grappa, per aver fatto il militare in Friuli. Lo invoglio a comperare una bottiglia, prendendola a ridere sul nome. Lui ne compera tre. Tornati in albergo, io gli dico che non mi sembra il caso di regalarla: tanto sarà uno schifo, la venderanno solo per il doppio senso che ingenera quel nome. Lui ne apre una bottiglia, me ne versa un po', ma, per lui, mezzo bicchiere. Lo beve tutto d’un fiato ed io fingo di assaggiarla. «Ma fa schifo: hai visto che è come ti dicevo io?» Lui, ovviamente, mi risponde che non ne capisco nulla e se ne versa ancora un altro mezzo bicchiere. Mi è chiaro che lui non regge la grappa ancor più del vino ed io conto proprio su questo. Mi spoglio per fare una doccia. Lui si siede sulla poltrona e continua a sorseggiare il liquore, mentre io vado in bagno. Lascio la porta semi aperta e vedo che ne beve ancora, mi faccio la doccia velocemente e, quando esco, lui è già partito. A fatica riesco a metterlo a letto, non prima di avergli fatto bere ancora un goccio, fingendo di essere ubriaca come lui. Poi indosso una mini, le mie inseparabili autoreggenti, tacchi alti, una camicia ed una giacca che arriva appena a coprire il culo, niente intimo, tanto, da quello che ho capito, non mi servirà e vado al bar a trovare i miei amici. Essi nel vedermi sola, mi fanno i complimenti. Ci incamminiamo e, poco dopo, entriamo in un vecchio palazzo. Saliti al terzo piano, una donna dai lunghi capelli biondi ci apre: è bellissima. Alta circa uno e novanta, una terza di seno, un culo a mandolino che sormonta due cosce sensuali, ben inguainate in calze come le mie. Entriamo dentro un gran salone dove, con lei che ci fa strada, troviamo seduta, su uno degli innumerevoli divani, un’altra donna, forse di età superiore alla nostra, dai capelli rosso fuoco, molto belli: entrambe quelle donne sembrano due modelle. Insieme ad esse ci sono una decina di uomini di tutte le età e con quelli che sono venuti con me, sono in dodici. Nicola mi si avvicina da dietro, sento il suo cazzo premere contro il culo, mi bacia sul collo e mi spiega la situazione. «Come vedi la “festa” siete voi, cioè siamo noi a farla a voi. Niente violenza o cose che non vorresti, nessuno oserà insistere e, quando ne hai abbastanza, devi solo dire "stop". Allora, ci stai?» Mi giro, ho gli occhi di tutti addosso che mi scrutano in silenzio. Lo bacio e chiedo: «Posso almeno spogliarmi?» Un grido di esultanza rompe il silenzio. Subito un numero imprecisato di mani mi toccano, bocche mi baciano dappertutto e poi, cazzi, tanti, che mi riempiono ogni buco, facendomi godere tantissimo. Sembrano infaticabili. Appena uno lascia libero un buco, subito viene riempito da un altro, sborrandomi dentro. Ho provato cose che non mi erano neanche passate per la mente: ad esempio due cazzi contemporaneamente dentro la fica. Una cosa da svenire di piacere o di esser leccata da una donna, dolcissima. L’unica cosa che mi ha sconvolto e che ho rifiutato, è stato quando mi hanno appoggiato due cazzi sul culo. Ho avuto paura ed ho detto no e nessuno ha trovato nulla da ridire. Non mi ricordo quante volte ho goduto. Tantissime. Mai fatta una scorpacciata di cazzi così. Forse ho pareggiato i conti con la mia gioventù. Poi, dopo l’ennesima sborrata in bocca, mi sono girata ed ho visto i miei due amici stravaccati su di un divano, nudi, sfiniti, con i loro cazzi mosci. Mi sono seduta in mezzo a loro ed ho fatto il punto della serata. «Sono le due, io ne avrei abbastanza, mi riaccompagnereste all’albergo? Non credo di esserne capace da sola.» Mi hanno sorriso e ci siamo rivestiti. Colavo dappertutto. Ho salutato la rossa che era alle prese con due cazzi in culo e la bionda che ancora se ne scopava uno dietro e uno in gola, e siamo usciti. Mi hanno accompagnato fino all’albergo; io non mi reggevo in piedi. Ero sfinita. Quando sono entrata, il portiere, quello della prima sera, mi ha sorriso ancora, ha capito tutto e mi ha aperto l’ascensore. «Notte piacevole?» L’ho guardato ed ho sorriso. «Indimenticabile!» Sono salita in camera mia. Mi sono fatta una doccia per togliermi le tracce di sborra che avevo ovunque, poi, prima di mettermi a letto, ho versato metà della bottiglia di grappa, come se l’avessimo bevuta entrambi, me ne sono messe alcune gocce addosso, come se fossi stata ubriaca pure io e mi sono messa a letto. Al mattino, lui mi ha svegliata, voleva scopare, ma io non ne avevo alcuna intenzione. «Accidenti a te e a quel dannato liquore, mi hai fatto ubriacare! Ho un dannatissimo mal di testa.» Lui insisteva. Allora ho preso il cazzo in bocca e segandolo e succhiandolo velocemente, l’ho fatto sborrare, tanto, una più o meno, non faceva nessuna differenza. Siamo partiti, per andar a trovare un suo cugino a Milano. Sia lui che sua moglie erano le persone più antipatiche di questo mondo. L’unica loro ragione di vita, erano i soldi. Per loro tutto era troppo caro, costava troppo e si risolvevano nel solo lavoro. Siamo rimasti solo due giorni, poi siamo andati a trovare un suo amico che aveva fatto il militare con lui e che abitava in un paesino vicino La Spezia. Quando siamo arrivati ed abbiamo fatto le presentazioni, ciò che mi ha colpito di più è stato il padre del suo amico. Di nome Bruno, non molto alto, ma asciutto, duro, con le mani forti, rugose, piene di calli, con un’aria da vecchio lupo di mare, sulla quarantina. Mi ha puntato addosso i suoi occhi di un blu simile a quello del mare, facendomi sentir bagnare la fica; in fondo erano tre giorni che non scopavo e già ne avvertivo il desiderio. Nel pomeriggio, mio marito mi ha informato che quella sera sarebbero andati in un paese lì vicino a trovare un altro ex commilitone loro amico, e che la cosa era, come dire, fra uomini. Io mi ero rassegnata a passare una serata in casa, quando Bruno, venuto a conoscenza della decisione del figlio di uscire con l’amico, ha detto che, essendoci luna piena, sarebbe stata una notte perfetta per mettere giù il palamito, ma che, se lui non ci fosse stato, avrebbe dovuto rinunciare. Io lo guardo e chiedo se posso essere utile, dal momento che essi vogliono uscir da soli. Lui mi sorride e mi dice che non è necessaria alcuna perizia in quello che c'era da fare. Anche il figlio, guardando mio marito, gli consiglia di lasciarmi andare. «È bravissimo, puoi star tranquillo che, domani mattina, te la riporta tutta intera.» Al calar del sole, lui mi dice di prendere un paniere con dentro la nostra cena. Saliti, sulla sua barca, un gozzo perfettamente attrezzato, ci apprestiamo ad uscire dal porto. La notte scende velocemente, lui entra nella stretta cabina e m’istruisce sul da farsi. «Vedi questa è la bussola e questo serve per il motore. Quando te lo dirò, dovrai tenere questa rotta e questa velocità, al resto ci penso io.» Raggiungiamo il mare aperto ed il buio più profondo ci avvolge. Un piccolo faro illumina la coperta dove lui sta armeggiando dentro un grosso cesto, pieno di ami e i due faretti, uno rosso e l’alto bianco, illuminano la notte. Lui osserva la costa in lontananza e decide che siamo nel posto giusto. Mette in mare una piccola boa bianca e mi fa partire. Il motore al minimo e la rotta, sono le uniche cose cui devo pensare. Lui, invece, con una maestria unica, estrae dalla cesta uno alla volta gli ami, vi aggancia delle sardine come esca e li cala in mare. Dopo circa un’ora, ha messo in mare, legati a un lunghissimo filo, circa 4000 ami, mette un’altra boa, e questa è munita di una piccola luce fluorescente. Riprende il timone e porta la barca poco lontano, getta l’ancora e, dal boccaporto tira fuori una coperta. Ci sediamo, apre il cestino e prende del formaggio, pane, vino, e un salame dalle strane venature, sembra un cazzo nodoso. Mi porge del formaggio, ma anche del vino, che però rifiuto. «Dai bevi, mica ti voglio ubriacare? Dopo che abbiamo mangiato, ti scopo e ti voglio ben sobria; dimmi, piuttosto, il salame ti piace a fette o intero?» Lo guardo ridendo. «Dipende: se lo prendo per bocca, a fette, altrimenti lo preferisco intero. Dipende anche dal tipo di salame e poi, chi ti dice che io mi lascerò scopare da te?» Lui mangia con calma e mi guarda. «Ascoltami bene, ragazza mia. Io di donne ne ho conosciute tante e sono in grado di riconoscere subito, una che ha voglia di cazzo. Tu sei una di quelle. Mangia, che dopo ti faccio divertire. Mi sembra che ne hai bisogno. Sono convinto che tuo marito non riesca a soddisfare una come te; non mi sembra per niente il tipo.» Poco dopo si avvicina a me, io mi sono già bagnata. Mi sfila la maglia. I miei seni piccoli sono subito preda della sua bocca. Mi succhia i capezzoli, li stringe fra i denti e poi mi sfila pantaloni e mutandine insieme. Mi adagia sul boccaporto facendomi trovare giusto all'altezza più adeguata. Si abbassa ed infila la testa fra le mie cosce. Sentire quella ruvida lingua, insinuarsi fra le labbra alla ricerca del mio clito, che subito succhia con forza, mi sconvolge. «…sì…sì…è …stupendo! … dai … vengo!» Resto stupita della velocità con cui mi ha fatto godere. O lui è bravissimo, o io ero di nuovo piena di libidine, o forse tutte e due le cose. Sono piacevolmente stupita quando sento che mi appoggia il suo arnese sullo spacco della fica. Mi sposto, lo afferro e prendo in bocca. Voglio riuscire a sentirlo in bocca. È un cazzo particolare, non è molto grosso, ma abbastanza lungo. La cosa che colpisce è la cappella. Grande come quella di un fungo, più del diametro del cazzo stesso. La inserisco dentro la mia bocca capiente e gli faccio un lavoretto con i fiocchi. «…mmhmmmummumm … Sei proprio brava, lecca, e succhia, che poi ti scopo.» Non resisto al desiderio di sentirlo dentro. «Dai… prendimi, dai, che non resisto … ti voglio.» Lui si mette in ginocchio, il cazzo è proprio all'altezza giusta, mi fa avvolgere le gambe dietro la sua schiena e mi infila il “porcino.” Lo sento scivolare dentro lentamente. Mi tendo come la corda di un violino e, quando raggiunge il fondo, esplodo subito. Lui comincia un’infernale va e vieni con un ritmo decisamente sostenuto. Mi scuote ad ogni affondo, sembra quasi volermelo far uscire dalla bocca, tanto me lo affonda dentro. Sono sconvolta e godo ripetutamente, senza nessun freno; urlo e, dopo l’ennesimo orgasmo, lo esorto a sborrarmi dentro. «Sì, così! …. Più forte! … Vengo! … VENGO! … dai, schizzami dentro!» Lui mi asseconda e, poco dopo, mi regala l’agognata sbrodata. «Tieni, vacca! Sborro!» Getti caldissimi dissetano la mia fica infuocata. Rimane ancora un po' dentro di me, poi lo faccio mettere di lato e prendo il suo cazzo in bocca. Lo succhio, sento il profumo del mio piacere mischiato al suo dentro la mia bocca, perciò m’impegno e lui gradisce. «Dai, magnifica bocchinara. Dai, che se me lo fai tornar duro, ti sfondo anche il culo.» A quelle parole mi scateno come non mai, lo voglio! Basta poco e lui si ritrova di nuovo con il palo pronto. Mi mette alla pecorina e si posiziona dietro di me. Spennella il glande diverse volte sulla fica da cui esce un rivolo di sborra e poi mi penetra il culo. «…aaaaaaaaahhhhhhhhiiiii … piano!» Fingo di provar dolore, ma lui lo infila con ancor più forza. «Zitta, vacca! Il tuo culo è talmente aperto che ci passerebbe un sottomarino e questa non è certo opera di tuo marito.» Continua a pomparmi con forza: è bellissimo. Lo assecondo nei movimenti e questo mi eccita di più. Raggiungo il primo di una bellissima serie di orgasmi anali. Lui si è abbassato e mi ha infilato due dita nella fica, che continua a grondare del mio piacere, misto al suo. «Sì... dai, porco! …. Dai, che vengo!» Godo tantissimo e ne sono immensamente felice. Lui è molto resistente. Alla fine lo imploro di sborrare dentro il mio culetto in fiamme. «Vieni … Ti prego, ho il culo in fiamme!» «Va bene, sborro, ma una parte dovrai berla.» Lo sento sborrare nel culo. Poi mi fa girare velocemente e due getti mi imbrattano il viso, fra naso e bocca. «Bevi, troia! E ingoia!» Come un’indemoniata non mi perdo nemmeno una goccia di quel succo. Ci mettiamo un po' seduti, stremati, lo guardo, e sorrido. «Sei stato fantastico!» Lui non si vanta per niente, anzi... «Ti ringrazio, ma sono invecchiato. Una volta ti avrei scopato fino all’alba. Dai, adesso facciamo il bagno.» Ci tuffiamo, l’acqua è calda; nonostante si sia a settembre, si sta benissimo. Lui mi strige a sé. Mi succhia i seni, mi accarezza, io lo tocco, vorrei che questo momento non finisse mai. «Sei una femmina da letto. Sei fatta per il sesso, lo fai con passione. Ti piace e questa è la tua caratteristica migliore. Fregatene di tuo marito. Secondo me nemmeno si è reso conto di che bomba ha per le mani, divertiti sempre.» Risaliamo in barca, lui mi aiuta a rivestirmi e recuperiamo la lenza. Alla fine abbiamo pescato tantissimi pesci e, scelti quelli che lui vuole cucinare per noi, gli altri, al mattino, quando torniamo, li consegna ad un suo amico grossista, che li vende per lui. «Notte magica. Hai fatto una pesca miracolosa!» Commenta il tipo. «Certo, ho imbarcato una sirena, come potevo non prendere tanti pesci.» L’altro indugia se di me con un’occhiata che sembra volermi spogliare, poi ce ne torniamo a casa. I due giorni successivi usciamo con tutti gli amici di mio marito. Alcuni giorni dopo, decidiamo di tornare a casa, dove ci aspetta un triste compito. Dovrò assistere mio suocero e la cosa non mi rende felice. Affronto il mio nuovo compito. Mio marito e mia suocera escono per andare al lavoro e tornano la sera. Per tutto il primo mese è un continuo entrare ed uscire dall’ospedale. Lui è sempre forte. Le prime cose che mi ha detto, sono state semplici e chiare. «Io voglio che tu sia sempre allegra. Non mi piacciono musi o pianti, quelli, se vorrai, li farai dopo. Voglio vivere i giorni che mi restano in maniera felice.» Ovviamente questo mio comportamento non piace alla suocera. Alla fine del mese, una sera, io e mio marito litigammo per questo. Io ero nervosa perché era un mese che non scopavo, ad eccezione di velocissime sveltine con lui. La mattina dopo il litigio, mentre sono in cucina in pigiama, a preparare la colazione, mio suocero si avvicina. «Che hai?» Gli rispondo: "Nulla". Lui mi fa girare, il mio sguardo è rivolto verso il basso, lui mi mette una mano sotto il mento e lo solleva: il mio sguardo incontra il suo. «La vostra camera e la mia è divisa da un muro sottile. Per cosa avete litigato, ieri sera?» Cerco una scusa, ma non regge. Lui insiste. «Voglio sapere per cosa litigavate: forse per me? O per altro? Forse mio figlio non ti rende felice? Poiché sono malato, di notte non dormo e non mi è sembrato di sentire i classici rumori che una coppia, da poco sposata, dovrebbe fare; forse ti trascura a letto?» Lo guardo, i miei occhi parlano da soli. «Veramente non è proprio che mi trascura, è che…insomma, lui finisce subito e io non…» Mi guarda, capisce tutto. Mi prende per mano, mi porta dentro la sua camera. Mi avvicina al letto, mi stringe a sé, mi bacia. Sento la sua lingua entrare prepotentemente dentro la mia bocca, cercare la mia lingua e succhiarla. Immediatamente le sue mani mi sfilano la parte superiore del pigiama, poi mi fa sedere sul letto. Si abbassa e anche i pantaloni e le mutandine finiscono ai miei piedi. Sono nuda, la fica è umida e sono in attesa di quanto penso succederà. Si toglie il sopra del suo pigiama. Il suo petto forte e leggermente peloso mi eccita ancor di più. Infila la testa fra le mie gambe e sento la sua lingua aprire le labbra della mia fica, mi sbrodolo subito nella sua bocca. È fantastico il modo come mi lecca. Mi lecca e succhia facendo girare un poco la lingua e, contemporaneamente, mi schiaccia il bottoncino: godo all'istante. Urlo il mio piacere, sono travolta dal desiderio. Lo invito a distendersi sul letto e mi posiziono su di lui, a rovescio. Il suo cazzo è quanto di meglio si possa desiderare. Assomiglia a una grossa pannocchia di mais, grosso in circonferenza alla base e più stretto al glande. Lo infilo in gola. Lo succhio con passione e lui ricambia facendomi venire di nuovo: lo voglio! Mi stacco e lo invito a scoparmi. Mi sale su e sento il suo corpo massiccio schiacciarmi sul letto. Avvicina la cappella alla fica e, in un solo colpo, me lo infila tutto dentro. Resto a bocca aperta. Un lungo gemito accompagna il mio primo immediato orgasmo. Resta dentro per un po' immobile, poi comincia a pomparmi con colpi fortissimi. Mi scuote tutta, io godo, lo guardo incredula. «Vengo! … Godo! … sì … dai…sei…un…toro…meraviglioso…dai…» Si scatena. Mi demolisce con affondi devastanti e, alla fine, mi ritrovo ad aver goduto tantissimo. Poi si ferma, ansima, lo vedo sudare, mi ricordo che è malato, lo faccio distendere, ma lui continua a scoparmi di lato, sempre con forza. Io lo incito: «dai … vieni, fammi sentir la tua sborra dentro…dai, che mi fai impazzire.» Mi sbatte ancora un po', poi lo sento schizzare. Mi sfilo, mi abbasso in tempo per gustare le ultime gocce di seme dentro la mia bocca. La succhio con passione, lo bevo letteralmente e lui commenta compiaciuto. «Accidenti, ragazza mia, che gran bocchinara che sei…mi piaci, dai … così…è bellissimo!» Lo faccio godere continuando a leccarlo fino a che non diventa moscio. Da quel giorno, appena gli altri escono per andare al lavoro, io m’infilo dentro il suo letto e lui lo fa dentro di me. Mi rendo conto, ben presto che, giorno dopo giorno, la sua forza diminuisce; la malattia sta per avere il sopravvento. Anche lui se ne rende conto e un giorno mi dice di vestirmi sexy, per andar a trovare un suo amico. Raggiungiamo la grande città ed entriamo in un palazzo del potere. Si fa annunciare da una segretaria di un certo presidente, che lo riceve come se fosse un fratello. Dopo gli immancabili convenevoli e le assicurazioni sul suo stato di salute, l’uomo gli chiede se sono io quella che deve sistemare. Allora prende da un cassetto un pacco di fogli e me li porge. «Li compili, si metta laggiù.» Mentre io scrivo, essi parlano a bassa voce; vedo l’altro scrutarmi più volte. È un bell’uomo sulla cinquantina, ben portati. Dopo, si salutano e ce ne andiamo. Mio suocero mi dice che, quando lui sarà morto, questo suo amico mi troverà un buon posto. «Non voglio che resti a casa; tu sei fatta per vivere, mentre a casa, moriresti. Voglio che questo resti un nostro segreto.» Passano due mesi e, un mattino, lui non si risveglia. Dopo tutto il casino del funerale e altro, io seguendo le istruzioni ricevute, vado a trovare il tipo che, effettivamente, mi aveva trovato un buon lavoro, con un'unica condizione: il lavoro si svolge in città. La cosa non mi spaventa affatto e, quando ho ottenuto il posto, apro una busta che mi aveva lasciato mio suocero. All'interno c'erano due lettere, una indirizzata a me e l’altra al suo amico. Lui mi dice che, data l’amicizia che li lega, lui mi troverà un buon lavoro, ma dovrò decidere io se, per riconoscenza, vorrò andarci a letto, in quanto lui non si permetterà di chiedermelo; spetterà solo a me decidere e, come ultimo consiglio, mio suocero mi suggerisce di farlo. Chiamo la persona in questione e gli do la lettera. La legge e mi chiede quali siano le mie intenzioni. Gli rispondo di trovare un posto tranquillo. Mi richiama il giorno dopo, ci incontriamo, e mi porta in una casa in riva al lago. Mi scopa divinamente: ne avevo proprio bisogno. Mi pompa fica, culo e bocca fino allo stremo delle forze. Lo devo implorare per farlo smettere tanto è virile. Alla fine mi ringrazia. Dice che non mi cercherà più, ma, se dovessi avere bisogno di lui, non mi devo far scrupoli. Incomincio una nuova vita. Il nuovo lavoro si presenta più impegnativo del previsto e, poiché non ho nessuna esperienza, decido di affidarmi a persone esperte. Ne seleziono tre. Il primo si rivela un borioso, che ti faceva sentire una deficiente. Il secondo, appena aperto bocca, mi ha fatto capire che, prima, bisognava passare per il suo letto. Poi il terzo, quello che credevo il più porco, il più chiacchierato, si è rivelato una persona disponibilissima. Sempre presente, affidabile, mi ha insegnato tutto. Per la prima volta, in vita mia, me ne sono innamorata. Me ne sono accorta quando l’azienda ha creato una squadra di persone per un lavoro molto impegnativo, a contatto con il pubblico. Lui era sempre al centro delle attenzioni delle donne ed io ne soffrivo. Non mi decidevo a rivelare questo mio sentimento, ne temevo il risultato. Finito il lavoro, tutti abbiamo deciso di andare una sera a cena insieme. Io, che non conoscevo la città, l’ho pregato di accompagnarmi: era una scusa per stare ancore di più con lui. Dopo cena, siamo andati a ballare in discoteca, e lì il gruppo si è smembrato; io ne ho approfittato, per invitarlo ad uscire e star un po’ da soli. Quando mi sono ritrovata in macchina con lui, gli ho lanciato le braccia al collo e l’ho baciato. Lui ha risposto con impeto al mio bacio, confessandomi poi che avrebbe voluto farlo da tempo. Così è cominciata la nostra storia. Mi ero presa una cotta terribile per lui. Era stupendo, sempre meraviglioso, ma dannatamente spietato a letto. Un’amante fantastico, molto fantasioso e dotato, non tanto di super cazzo, ma di un modo fantastico di usarlo e questo mi faceva letteralmente impazzire. Mai sazio, mai soddisfatto, pretendeva sempre di farmi avere qualche orgasmo in più, prima di venire a sua volta. Meraviglioso! Abbiamo scopato in tutti i posti di lavoro dove siamo stati insieme. Con lui ho conosciuto il piacere dell’esibizionismo, mi faceva impazzire di piacere quando mi chiedeva di girare fra la gente a fica nuda e lui si eccitava tantissimo. Ogni posto era buono per scopare, con lui ho fatto di tutto, anche il sesso in mezzo alla gente. Eravamo talmente presi che, spesso, ci organizzavamo prendendo qualche giorno di ferie e trascorrerlo insieme. Ma la cosa più scellerata che abbiamo fatto è stata quella di far conoscere le nostre famiglie. Di uscire assieme ai nostri compagni. Per vera sua moglie, una bella donna, mal sopportava la mia presenza: era troppo evidente la nostra complicità. Il massimo è stato fare insieme le ferie estive, insieme, sotto lo stesso tetto, in una villa al mare, con due camere matrimoniali. Quando il giorno tornavamo dal mare, io e lui andavamo in bagni separati a fare la doccia, ma lui, scavalcava un muretto ed entrava nel mio bagno. Mi scopava ed io dovevo mordermi le labbra per non urlare. Quattro anni abbiamo passato insieme. Poi un giorno, dopo aver fatto l’amore, mentre eravamo rilassati, gli ho fatto un discorso che da tempo tenevo in animo. «Voglio smettere la pillola: vorrei aver un figlio.» Lui mi ha sorriso. «Va bene, vorrà dire che staremo più attenti, se vuoi compero dei preservativi.» L’ho guardato, non aveva capito. «Forse non mi sono spiegata bene: voglio avere un figlio da te!» Mi ha fissato scuro in volto. «No! Non è possibile. Ho già due figli e non ne voglio altri. Lo sai che non voglio divorziare da lei, quindi, non fare cazzate: lascia perdere. Non erano questi i nostri patti.» Ero furiosa. Ma come?! Per fare la vacca a letto ero fantastica, ma per aver un figlio da lui, no?! Per tutto il mese abbiamo litigato: ero ferma nella mia decisione. Alla fine, l’ho minacciato che avrei scopato con il primo che me lo avesse chiesto. Lui mi ha chiesto di non tradirlo. Si era accorto che c’era un tipo alto e biondo che, da qualche tempo, mi corteggiava con discrezione. «Non tradirmi, altrimenti rovini tutto.» Avevo già da tempo parlato con mio marito e, quindi, abbiamo fatto di tutto perché io restassi incinta. Per tutto il mese, mi sono fatta scopare da lui. Non ne ricavavo alcun piacere, ma mi serviva per raggiungere il mio scopo: essere messa incinta. Quando mi son resa conto che c’ero riuscita, ho fatto in modo che il mio amore mi vedesse con il biondo e ci ho pure scopato. Una vera delusione: ero troppo abituata a lui che mi sbatteva per ore. Questo invece, dopo dieci minuti, era tutto finito; ma ciò che mi interessava maggiormente, era di punirlo per il rifiuto datomi. Quando lui è venuto a sapere che ero incinta, è venuto a trovarmi sul posto di lavoro. «Ora sarai contenta. Ti sei fatta mettere incinta da quello?» «Certo, è stato meglio di te!» Mi ha guardato con disprezzo. «Sei una puttana!» E se n'è andato. Quelle parole mi hanno ferito più di una coltellata. Per non vedermelo ancora lui davanti, mi sono messo presto in maternità. Non l’ho più visto per circa due anni. Si era fatto trasferire in una sede esterna. I suoi colleghi di lavoro raccontavano che aveva fatto strage di donne. Inoltre, da più di un anno, frequentava assiduamente una francese. «Una femmina veramente bella, di classe.» Così l’avevano definita alcuni che la conoscevano. In tanti avevano cercato di portarsela a letto, ma sembra che solo lui c’era riuscito. Io, durante la gravidanza, mi sono resa conto dello sbaglio fatto a perdere uno come lui. Sentivo la mancanza di tutte le cose che facevamo insieme. Le nostre interminabili telefonate, scopate, fughe. Le sue mani, bellissime, lunghe, che adoravo sentire su di me. Da allora ho fatto qualche scopata, ho trovato un nuovo amante. Niente a che vedere con lui. Ieri sono entrata in un bar, vicino a dove lavoro, e l’ho visto seduto ad un tavolino con una bellissima donna. Non poteva esser diversamente, visto l’elevato standard delle sue amanti. Si notava che lei era affascinata da lui. Lo guardava come facevo io, ai miei tempi: se lo beveva con gli occhi. L’ho salutato, lui ha risposto con un semplice gesto della mano. Lei si è girata, mi ha guardato e gli ha chiesto qualcosa in francese. Lui ha guardato di nuovo verso di me e le ha risposto che non ero nulla di importante. Era vero, non potevo certo sperare di avere per lui ancora importanza. Me ne sono andata e, per un momento, ho ammesso a me stessa, che il tradimento, questa volta, non era stata la scelta migliore e che era inutile sperare: conoscendolo, sono certa che lui non torna indietro.
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3 anni fa
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Varie
Mia moglie incinta mi regala corna bellissime!
Mi chiamo Andrea, ho 32 anni e son sposato da sei con Laura. Sono di media statura. Capelli castani, occhi marroni, fisico normale, né grasso, né magro. Sessualmente parlando ho una dotazione assolutamente nella norma. Laura è una bella donna, alta un po’ più di me, bionda, occhi chiari, seno bello e tondo, labbra carnose e un bel culo, posto al culmine di due cosce snelle ed affusolate. Quando ci siamo conosciuti, otto anni fa, lei come me aveva già fatto le sue belle esperienze in campo sessuale. Bravissima nella fellatio, lo prendeva nel culo con estrema disinvoltura. Le è sempre piaciuto godere molto e intensamente, anche in fica. Dopo i primi cinque anni di matrimonio, durante i quali ho apprezzato molto le sue, appena decantate, virtù di brava femmina da letto, ho iniziato ad esser piuttosto curioso sul suo passato. Lentamente ho appreso che, a parte le occasionali scopate da sabato sera, dopo la discoteca, vi era un maschio che a lei era rimasto molto impresso e dal cui ricordo non si era mai del tutto separata. Luca, questo il nome del suo amico, era un ragazzo che lei aveva conosciuto fin dalle scuole medie. La loro l’amicizia era stata profonda. Fra di essi non vi era stato un legame tale da esser definito da "fidanzati", ma un bel rapporto di sesso intenso e molto appagante per entrambi. In più di una occasione mi ha raccontato delle sconvolgenti scopate che si faceva con lui e del fatto che avesse un cazzo di dimensioni notevoli, sia in lunghezza che in circonferenza. Di come lui le avesse insegnato a succhiarlo, fino a fargli emettere un fiume di crema nella sua bocca, che poi lei ingoiava del tutto. Naturalmente tutto questo mi eccitava tantissimo, permettendomi di scoparla con ardore, quasi a voler competere con quel suo ricordo. In più di una occasione l’avevo immaginata fra le braccia dell'altro e mi ero dovuto segare furiosamente, per placare la forte erezione che questa fantasia mi procurava. Un anno prima di incontrare me, lui era andato all’estero con la sua famiglia e a lei era rimasta sempre la nostalgia di quell'amicizia così profonda. Poi, circa due mesi fa, la svolta. Laura, incinta di cinque mesi, era con me in fila per far l’ecografia, quando, improvvisamente, ha incontrato il suo amico. «Luca! Ma che ci fai qui?» Lo stupore e la gioia di lei è stata quasi sopraffatta dal piacere di lui che, vedendola, l’ha abbracciata e baciata in bocca, come se fosse sua moglie. Lei ha risposto con ardore al bacio. Ho avuto una violenta erezione, che ho faticato a mascherare. Lei, dopo aver risposto al suo bacio si è girata verso di me ed ha fatto le presentazioni. «Amore, questo è il mio amico Luca, di cui ti ho parlato.» Gli ho stretto la mano e li ho lasciati parlare un po', ma poi, essendo il nostro turno, si son scambiati i recapiti telefonici e la sera stessa lui è venuto a cena da noi. Per tutta la serata è stato come se io non ci fossi. Hanno ricordato i momenti passati insieme e io ero così eccitato che, ad un certo punto, ho detto a mia moglie che, se ne sentisse il bisogno, avrei potuto uscire, oppure avrebbe potuto portar l'amico in camera e rinnovare il piacere di un tempo: giacere con lui. I suoi occhi hanno brillato di gioia; lei si è alzata, mi ha abbracciato e baciato, commossa. «Amore, sei la persona più dolce del mondo. Ti amo e non puoi immaginare quanto questa tua disponibilità mi renda felice. Sai quanto ci tengo alla sua amicizia e la tua generosità mi porta a pensare che sei la persona più importante della mia vita. Con lui è solo sesso fatto bene, ma solo sesso, perché è te che amo! Perciò grazie, ma, ti prego, non mi lasciar sola: ti voglio accanto a me, mentre godo con lui.» Da quella sera, sono passati due mesi. Abbiamo scoperto che lei è incinta di una bella bimba ed a me è piaciuto veder mia moglie godere così tanto, mentre Luca la chiavava. Come questa sera che li guardo, mentre lei è sdraiata su un fianco, con le mani che regge la pancia, dov’è nostra figlia. Luca, la sta penetrando da dietro. Laura tiene gli occhi chiusi e la bocca spalancata, godendosi quella lenta e piacevole penetrazione; a volte geme, emettendo dei piccoli sospiri di puro piacere. Luca l'ama moltissimo; questo l’ho capito in varie occasioni e riprese. Il loro, adesso, è amore puro, che però non mi esclude, anzi mi sento molto partecipe di questa relazione, che avviene sotto i miei occhi. Lo vedo da come la scopa, che le vuole un mondo di bene. Lo fa con molta attenzione, avendo cura di non farle male con il suo pene così grande. Naturalmente anche Laura ricambia il suo sentimento, altrimenti non avrebbe fatto l'amore con lui. Ho scoperto poi che, in realtà, erano molto intimi ai tempi del liceo e sono sempre stati molto legati. Dopo che si son ritrovati, Laura è diventata molto attiva sessualmente a causa della gravidanza e, per noi tre, è stato naturale far l'amore tutt'insieme. È così bello vederla felice, da farmi commuovere. Ora la scopa con calma. Ha messo le proprie mani sulle sue e insieme accarezzano la bambina. Sembra che stiano trasmettendo a mia figlia le sensazioni di piacere che stanno provando. Lui ha molta resistenza e voleva aspettare il suo orgasmo. Io mi son emozionato nel comprendere tutto il riguardo profuso nei confronti di Laura e, così, mi son seduto accanto a lei per accarezzarle i seni, che, sebbene fossero già abbastanza grossi, a maggior ragione per la gravidanza. Laura mi ha preso il cazzo in mano, ma io mi son allontanato, non era il mio momento. Ora era compito di Luca farla godere intensamente. Le ho stretto un po' i capezzoli, finché un po' del suo latte è cominciato a scorrere. Così mi son sdraiato ed ho cominciato a succhiarlo. Il gusto era buono, per me sapeva di ambrosia. Laura ha iniziato a scuotere la testa, mostrando che il suo orgasmo era prossimo. Luca ha accelerato il suo ritmo per venire insieme a lei. Le ho messo la mano sulla pancia per accompagnare mia figlia, in un momento così gioioso per sua madre. Quasi volevo che si rendesse conto che sua madre adesso stava godendo e questo non la doveva spaventare, ma farla gioire. Gli spasmi dell'orgasmo hanno cominciato ad esser sempre più intensi e hanno coinciso con i gemiti di piacere di Luca che, non appena lei è venuta, ha eiaculato nel ventre di mia moglie. I due erano abbracciati, lui ancora con il membro dentro di lei. Si son baciati teneramente e lei ha sorriso nel guardarmi. «Come sempre è bellissimo godere con lui. Mi infonde tanta gioia e, nello stesso tempo, mi eccita cosi tanto, che godo moltissimo. Grazie amore per lasciarmi godere con lui, senza interferire. Sei una persona stupenda ed io ti amo.» Come sempre, le sue parole mi riempiono di orgoglio e piacere. Adoro vederla soddisfatta. Poi lei si è spostata un po’ in avanti e, come sempre, il notevole cazzo di Luca era ancora infilato dentro di lei. Ho osservato che dalla sua fica slabbrata colava un po’ di seme, ma lei mi ha chiesto dell’acqua; gliene ho offerto ad entrambi; avevano sudato molto e non volevo che lei si disidratasse. Laura era radiosa, pienamente soddisfatta, come non l'avevo mai vista prima. Mi ha chiesto qualcosa da mangiare e io ho portato loro dell'uva. Quando son tornato, si stavano tenendo per mano, sul punto di baciarsi e ho aspettato un po'. Si sono uniti in un bacio caldo e profondo, riuscivo quasi a vedere la lingua di Luca muoversi dentro la sua bocca. Abbiamo mangiato insieme dell'uva. Era tutto così romantico: loro due che sembravano una coppia di innamorati adolescenti, che si guardano l'un l'altro e si imboccavano gli acini in bocca. Questa serenità fra noi e la loro complicità mi ha riempito di piacere. Poi Laura ha detto che lo voleva ancora e, senza nessuna esitazione, si è chinata verso il suo membro che, nonostante fosse a riposo, era ancora di buone dimensioni. Poi si è girata verso di me e, con un gesto del capo, mi ha fatto intendere che, se volevo abbeverarmi alla sua fonte, potevo farlo. Mentre lei si dedicava a far tornare duro il cazzo di Luca, io ho infilato la lingua fra le pieghe della sua ostrica, che tracimava dei suoi umori e del seme di Luca. Mentre io mi dissetavo, lei lo ha preso con una mano ed ha iniziato a baciarlo e leccarlo, come solo lei sa fare. Con due dita ha scostato il prepuzio ed ha estratto il glande, un glande spesso e rosato. Se lo è messo in bocca e ci ha passato sopra la lingua. Poi ha iniziato a scendere lungo il tronco con le labbra, fino a prenderlo tutto in bocca. Il gioco ha subito avuto l’effetto di far tornare ben duro e teso il cazzo di Luca. Lei, evidentemente non ancora soddisfatta, ha iniziato a leccargli i testicoli, scendendo verso il suo ano. A quel punto Luca aveva una bella erezione. Mia moglie si è accovacciata di fronte a lui e passandogli una mano tra le gambe ha sistemato il membro all'ingresso della sua vagina. Ha preso a gemere forte, mentre sentiva l'intera lunghezza dell'asta entrare nella sua carne. L’ho osservata prendersi dentro quel grosso palo e poi ha cominciato a muoversi di lato, senza smettere di gemere. Lui la teneva per i fianchi, scopandola molto lentamente. Poi ha allungato le mani fino ai seni di Laura, che ha afferrato e strizzato facendola gemere ancor di più. Laura era sconvolta, perché la penetrazione era troppo profonda e sembrava molto stanca. Si è fermata ed io gli ho dato un sorso d'acqua e un bacio fortissimo sulla bocca. «Non ce la faccio più! Cambiamo posizione.» L’abbiamo aiutata ad alzarsi e a mettersi in ginocchio e lui si è messo dietro di lei. Ho visto il pene di Luca, enorme e rigido come un'asta d'acciaio, che si è appoggiato di nuovo nello spacco e lentamente è penetrato tutto dentro, mentre la teneva per i fianchi. Ha iniziato a muoversi, ma Laura non era a suo agio. «No, così non va bene! Ho bisogno di una posizione più comoda.» Allora le ho consigliato di far mettere Luca sdraiato sul bordo del letto con i piedi sul pavimento e lei sopra, con le spalle rivolte a lui ed anche lei con i piedi sul pavimento. Così poteva aver modo di controllare la penetrazione. Questa posizione è risultata molto soddisfacente per entrambi. Ha preso a muoversi molto lentamente, ma con il cazzo tutto dentro. Ho visto che ansimava di nuovo e si stava accarezzando la pancia. Quando ha iniziato a pizzicarsi i capezzoli, ho capito che stava per avere un nuovo orgasmo. Ha emesso un gemito e il suo corpo ha preso a tremare, indicando che aveva raggiunto il parossismo. «Vengo! Adesso vengo! Mi sento benissimo! Ora!» È stato un orgasmo molto intenso. Non avrebbe potuto esser diversamente, considerando il membro che la stava riempiendo tutta. Si è sollevata da lui piuttosto esausta. Si è seduta sul letto con Luca che era ancora in piedi davanti a lei. «Avvicinati, che voglio far sentire a mia figlia il sapore del tuo seme. Dai, lasciati succhiare e poi vieni nella mia bocca.» Lo ha fatto avvicinare e poi, prendendo il membro con entrambe le mani, se lo è messo in bocca. Ha cominciato a far scorrere le labbra lungo tutta la lunghezza del cazzo, mentre lo accarezzava con entrambe le mani. Luca non ha resistito a lungo al trattamento che mia moglie gli stava riservando ed ha eiaculato. «Laura! Accidenti, sei meravigliosa! Laura, vengo! Bevi tutto, ingoialo!» Quando ha visto che si irrigidiva prima dell'orgasmo, mia moglie ha serrato le labbra ed ha ingoiato tutto ciò che le veniva riversato in bocca. Ho visto che deglutiva molto, quindi mi è stato chiaro che gliene aveva schizzato tanto. Lei non ha sprecato niente, proprio come piace a lei. Sfinita si è distesa supina sul letto. Lui le si è disteso accanto e io dall’altro lato. Entrambi eravamo lì ad ammirare il suo ventre gonfio di sette mesi. Lei ci ha sorriso. «Ho deciso di chiamarla Silvia, come si chiamava mia madre. Questa sera le ho fatto assaggiare la crema di maschio e mi sembra, da come scalcia, che l’abbia gradita. Nei due mesi a seguire, continuerò a ingoiare il vostro seme e spero che a lei piaccia, perché vorrei che, da grande, divenisse una buona puttanella come me! Ho due maschi meravigliosi al fianco e non potrei desiderare altro dalla vita, se non una figlia che ripercorra la mia strada. Ora mi sento un po’ stanca e vorrei dormire.» Ho fatto cenno a Luca di restar con lei e li ho lasciati abbracciati l'uno all'altro. Li ho lasciati dormire insieme tutta la notte, mentre io son andato a dormire sul divano. Nei due mesi successivi, lei ha ingoiato tutta la sborra possibile. Un po’ della mia, ma moltissima di Luca. Nostra figlia è nata perfetta, bella e vispa come la madre, di cui ha ripreso i tratti somatici e cresce circondata dall'amore di tutti noi. Abbaiamo preso una casa più grande con più camere, perché mia moglie è di nuovo incinta di cinque mesi. Aspetta un bambino, che chiameremo Luca, in onore di suo padre; la famiglia cresce e, quindi, ci vuole più spazio. Io son l’uomo più felice del mondo, nel vederla sempre montata da lui, che la fa godere tantissimo e questo è amore puro.
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3 anni fa
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Sono una sgualdrina.
Mi chiamo Marina, ho 39 anni, sono di media statura. Bionda, capelli lunghi, quarta di seno con dei capezzoli grossi e pronunciati, ventre abbastanza piatto. Ho partorito una volta sola ed ero molto giovane, quindi il mio fisico è rimasto assolutamente molto tonico. Sono considerata una bella donna, con un bel culo e delle cosce da sballo; ho la bocca ampia e carnosa, ideale per pompini, perché a me il cazzo piace tantissimo. Da 20 anni, sono sposata con Davide, che ha un anno più di me. Abbiamo una figlia Dany, che da poco ha compiuto 18 anni, ma già da due è entrata a condividere le nostre divagazioni sessuali, con anche suo padre dentro di sé. Oltre a lui, anche Luca, il mio stallone di fiducia, scopa con mia figlia, che fin da subito ha apprezzato la notevole dotazione di cui lui è fornito. Da giovane, appena 12/13 anni, a scuola si parlava già di maschietti, ma tutte o quasi noi, non avevamo nessuna esperienza in merito. Io però tenevo d'occhio mia madre, perché lei era una bella donna, molto ammirata dagli uomini e, spesso e volentieri, vedevo mio padre che mi accompagnava da qualche parte, lasciandola da sola per farla stare in compagnia di qualche maschio. All'inizio non capivo perché faceva questa cosa, poi, un giorno, ho capito che lui le concedeva la libertà di poter scopare con chi voleva. Per me, all'epoca, era incomprensibile accettare il fatto che un marito lasciasse sua moglie a far la puttana con altri maschi, lui però era felice così. Poi, una volta, avevo già quindici anni, ho sentito lei parlare con una sua amica, che aveva il marito disoccupato. “Amica mia, se vuoi trovare un posto a tuo marito, devi inginocchiarti e fare il giro delle sette chiese.” In quel momento non ho ben capito la storia delle sette chiese. Infatti nemmeno la sua amica aveva ben compreso quel motto, tanto che, alla fine, mamma è stata più esplicita. “Io, per farlo assumere come operaio nel comune, ho succhiato il cazzo a 3/4 assessori comunali, in più mi ero fatta scopare dal vice sindaco, assieme al comandante dei vigili. Due maiali senza uguali, che mi hanno sfondato per tre ore senza sosta, però, alla fine, lui ha avuto il lavoro. Se non fai cosi, piangerai sempre miseria.” Dopo poco tempo la sua amica le ha detto che il marito era stato assunto al cimitero, come becchino comunale ed allora ho capito che anche lei si era fatta "il giro delle sette chiese". Tutto questo mi ha spinto a seguirla sempre più da vicino, per capir bene il suo modo di menar la propria vita. La prima volta che ho visto mia madre con un altro uomo è stato casualmente. Un giorno che eravamo andate a far la spesa dal macellaio che, dopo averla servita, l’ha chiamata nel retro bottega. Io, incuriosita, sono andata a spiare e l'ho vista inginocchiata che teneva il cazzo del macellaio in mano e lo succhiava. Alla fine lui le è venuto in bocca e lei ha ingoiato tutto. Son rimasta molto sorpresa da tutto questo, ma anche molto incuriosita, anche se, per me, all'epoca, era qualcosa di incomprensibile. Così, verso la fine dei quindici anni, ho cominciato a prendere qualche cazzo in mano dei miei coetanei. Qualche ragazzetto un po' più grande e intraprendente, mi faceva far delle seghe ed io ne ero assolutamente entusiasta. Mi piaceva sentir gonfiare quei giovani membri e poi vederli schizzare, mentre li vedevo contorcersi dal piacere. Era una sensazione di assoluto dominio, che mi incuteva tanta autostima, facendomi sentire alla grande. L’estate dopo, avevo appena compiuto sedici anni ed ero molto curiosa, di sperimentare il sesso. Come ogni anno, papà ha preso in affitto la casa al mare, dove avremmo soggiornato per tutta l’estate io e mamma, mentre lui faceva la spola fra mare e lavoro e lì ho conosciuto il nuovo bagnino, che era stato assunto nello stabilimento balneare dove andavamo a prendere il sole. Era così bello da sentirmene subito affascinata e così, al secondo giorno, mi ha infilato il suo cazzo in bocca. “Dai, puttanella, succhialo!” Io l'ho fatto immediatamente, senza nessuna esitazione. “Ok, ma non sono molto esperta. Se vuoi un bel servizio, mi devi istruire.” Lui lo ha fatto a dovere ed io ho avuto solo qualche difficoltà, quando, d'improvviso, mi ha riversato in bocca un'ingente quantità di sborra che avrei dovuto ingoiare. “Bevi e mandala giù, tutta!” Mi venivano su conati di vomito, ma mi son imposta di ingoiarla tutta. Mi era piaciuto molto, nonostante le difficoltà e così, quando nel pomeriggio mi ha infilato di nuovo il cazzo in bocca, l'esperienza avuta al mattino mi ha aiutato a succhiarlo meglio e a leccarlo con ancor più piacere. Quando ho capito che stava per arrivare, anziché tenerlo infilato in gola, l’ho stretto fra le labbra e mi son fatta riempire la bocca, tenuta ben chiusa. Sentire il sapore di quella crema prelibata mi ha eccitato tantissimo, ma, soprattutto mi eccitava la sensazione di tenerlo in bocca ed assaporare quel nettare, tanto da farmi desiderare di provar tutto ancora una volta. Per tutta l'estate, ho succhiato il cazzo a tutti quelli che mi son venuti a tiro. Alla fine ero diventata una esperta succhia cazzi. Il vero salto di qualità l'ho fatto vicino alle feste di natale dello stesso anno. Ho sorpreso mia madre a scopare con il suo amante in casa. Lei è rimasta molto sorpresa dal fatto di esser stata colta in flagrante. II porco del suo amante non era altro che il direttore della banca dove lei era cliente: quando mi ha vista, è come se fosse rimasto folgorato. “Accidenti! Ma questa tua ragazzetta è cresciuta proprio bene!” Erano nudi sul letto e lui, che aveva un cazzo di dimensioni davvero notevoli, lo teneva in bella mostra. Mamma, che gli aveva chiesto un prestito per dei lavori da fare in casa, ha subito colto la palla al balzo e, avendo notato che ero rimasta affascinata da quel cazzo superbo, si è alzata dal letto ed è venuta verso di me, avendo, da perfetta zoccola, capito subito che avrei voluto assaggiare anch’io quel cazzo. “Dai, amore della mamma, oggi ti faccio un regalo meraviglioso. Spogliati e gioca con noi.” Mi ha fatto spogliare nuda e, insieme, siam salite sul letto ed abbiamo cominciato a succhiare quel membro a due bocche. Credevo di esser una esperta bocchinara, invece mi son resa conto che avevo ancora tante cose da imparare. Lei è stata una maestra perfetta e, da quel momento e per circa due/tre mesi, mi son divertita insieme a lei e ad Antonio, nome del porco suo amante che la scopava due volte a settimana. Poi un giorno e, poco dopo il mio diciassettesimo compleanno, mentre eravamo sdraiati nel letto e insieme lo stavamo facendo eccitare, lui ha voluto leccarmi la fica. Si è inginocchiato fra le mie cosce ed ha cominciato a leccare la mia patatina, ancora vergine. Subito ho provato delle bellissime sensazioni. Ho urlato due orgasmi tremendi che mi hanno scossa e fatto tremare tutta quanta. Già in passato, mi aveva fatto godere, ma sembrava che quel giorno fosse ancora più porco ed io ero sicuramente più eccitata. Ad un tratto lui si è sollevato, ha guardato mia madre negli occhi e le ha detto una cosa che, in quel momento, non ho percepito perché ero ancora stordita dal piacere. “Questa fica vergine, la voglio!” Mia madre l'ha guardato un po' nervosa, ma lui, senza aggiungere altro, si è allungato su di me ed ho sentito quella grossa cappella appoggiarsi fra le labbra della mia ostrica e, prima che potessi esternare il mio pensiero, con una spinta decisa, mi è entrata tutta dentro. Una smorfia di dolore si è dipinta sul mio viso, ho stravolto gli occhi e, a bocca aperta, ho guardato mia madre che, un po' preoccupata, ha cercato di rassicurarmi. “Sta tranquilla, bambina mia: è tutto finito! Adesso comincerai a sentir solo piacere. Rilassati e lasciati andare, perché è il momento di godere.” Lui, con un mezzo ghigno un po' sadico, ha dato un'altra spinta e mi è entrato tutto dentro. Quando la punta del suo cazzo ha sbattuto sul fondo, ho sentito un misto di dolore/piacere che, per la prima volta, mi ha provocato un orgasmo davvero immenso, al punto che son quasi svenuta. Poi ha preso a pomparmi sempre più forte ed abbiamo cambiato posizione più volte. Quella più sconvolgente è stata quando ero su di lui, impalata su quel mostro, che mi devastava il ventre. Dolore e piacere erano altalenanti, ma godevo senza soluzione di continuità. Poi mi ha messo a pecora e, da dietro, mi penetrava la fica, mentre io leccavo quella di mia madre, con lui che godeva a trattarci da troie. “Che puttane meravigliose! Dai, sgualdrina, lecca quella vacca di tua madre.” Lei era un lago. Non ho ben capito se fosse per la mia lingua che la faceva godere o per il fatto che lui mi sfondava. Sta di fatto che, quando è arrivato all’apice, mi ha sborrato dentro, nonostante mia madre avesse tentato di dissuaderlo dal farlo. “Adesso te la riempio tutta, puttanella mia. Sentirai che schizzi ti farò sentire nell’utero! Sei una vacca da montare, proprio come tua madre!” Lei ha continuato a pregarlo di non schizzarmi dentro. “No, Antonio, non farlo! Me la metti incita! È troppo giovane! Dai, non farlo! Te lo succhiamo insieme, ci sborri in faccia! Ma dentro no. Non lo fare!” Ma lui, incurante delle sue proteste, mi ha riversato dentro una ingente quantità di crema, che mi ha fatto godere di nuovo. Poi, non contento, ha imposto a mia madre di leccarmela. “Troia, leccala tutta, mentre lei me lo pulisce!” Sentirmi leccare da lei è stato davvero eccitante. Ho succhiato e pulito il cazzo di Antonio, che ancora schizzava sborra a non finire. L'esperienza di sentirlo dentro di me e inondarmi, è stata meravigliosa e ne son rimasta affascinata. Fortunatamente, quella prima volta, non son rimasta incinta, ma mia madre è corsa subito ai ripari: il giorno dopo mi ha portato dal suo ginecologo, un bel porco che, conoscendo quanto fosse troia mia madre, mi ha prescritto la pillola, ma, in cambio, ha voluto esser pagato in natura. Così mi ha scopato e sborrato in bocca. Da allora, ogni due mesi, andavo a prendere due scatole di anticoncezionali e sempre con il pagamento in natura. È stato lui che, per la prima volta, mi ha rotto il culetto, facendomi godere moltissimo sentendo un lieve dolore. Dopo quell'esperienza con l'amante di mia madre, era diventata consuetudine scopare in due. Il porco ne traeva molto piacere, perché ci considerava le sue troie. A volte veniva anche con qualche cliente facoltoso della banca e ci faceva montare allegramente, insieme a lui. Una volta, addirittura, erano in tre ed uno era particolarmente forte, grosso e ciccione, ma con un cazzo fuori dal comune, sia in lunghezza che in circonferenza. Quando mi ha visto, son divenuta l'oggetto del suo desiderio e, per tutta la sera, non ha fatto altro che riempire i miei buchi e, alla fine, mi ha riempito di crema bocca, fica e culo. In estate, come ogni anno, ci siamo trasferite al mare, dove io e mamma continuavamo a far le troie a nostro piacimento: io mi scopavo tutti i cazzi che mi venivano a tiro ed ero sempre ben felice di godere per farmi riempire ogni buco. Era l’estate del mio diciannovesimo anno di età e, poco dopo, ho conosciuto Davide, un bel ragazzo, ben dotato che mi ha scopato una sera intera, facendomi godere molto. Per me la cosa era finita lì, ma, il giorno dopo, me lo son ritrovato appiccicato a me, dichiarandosi innamorato di me, che voleva sposarmi; io l'ho guardato alquanto sorpresa. “Ma sei serio? Guarda che a me non interessa proprio, né fidanzarmi e tanto meno sposarmi!” Ma lui ha continuato ad insistere e, per tutta l'estate, ha continuato a scoparmi, anche se sapeva che scopavo con altre persone. Sembrava che a lui la cosa non interessasse minimamente. Era così innamorato che, quasi non se ne accorgeva che io scopassi con ogni maschio che ritenevo valido. Finita l'estate e ritornata in città, poiché lui abitava in un paese vicino, mi ha portato a conoscere i suoi genitori. Quando ho conosciuto suo padre, ho capito tutto da come mi ha guardato. Quel giorno, indossavo una minigonna ed una maglietta abbastanza attillata, sotto cui si intravedevano i miei capezzoli grossi e duri, già eccitati. Nel pomeriggio, suo padre mi ha preso in disparte e, dopo avermi portato in una camera, senza tanti complimenti, ha aperto la patta dei pantaloni, mi ha fatto inginocchiare e mi ha dato un ordine categorico. “Troia! Succhiami il cazzo!” Era una bella verga, ancor più grossa di quella del figlio e io, intimamente, ho pensato: "Al diavolo... non me ne frega niente di rompere il fidanzamento, ma questo cazzone me lo voglio proprio gustare!" Così mi son inginocchiata e mi son fatta scopare la bocca da quel porco che godeva molto nell'infilarmi il suo lungo cazzo giù per la gola. Pensavo che avrebbe sborrato di lì a poco, invece era molto resistente e, dopo avermi chiavato la bocca a lungo, mi ha sollevato e mi ha fatto inginocchiare sul letto. Ha sollevato la gonna, ha spostato il perizoma e mi ha piantato quel grosso randello con un colpo solo dentro la fica. “Ti sfondo puttana!” Io ho urlato con un misto di dolore/piacere nel sentirmi sfondare da quella verga così possente che, con colpi forti e decisi, mi trapanava profondamente “Cazzo, mi spacchi tutta, però mi piace: continua!” Mi sembrava di averlo fin dentro lo stomaco. Ad ogni colpo godevo come una vacca. Lui mi pompava e continuava a dirmi che ero una troia stupenda. Era vero. In quel momento mi sentivo una troia da quanto godevo nel farmi martellare da quel cazzo. Alla fine, dopo avermi fatto provare diversi orgasmi, si è sfilato e, dopo avermi fatto di nuovo inginocchiare, mi ha guardato dritto in faccia e mi ha dato un altro ordine secco e perentorio. "Adesso bevi e ingoiarla tutta!” Ho aperto la bocca ed ho ricevuto un ingente quantità di sborra che mi ha riempito la cavità orale; ho ingoiato un po' a fatica. Però l’ho succhiato e leccato tutto, senza perder nemmeno una goccia. Soddisfatto mi ha guardato ed ha sorriso, mentre io ero sfinita e son crollata seduta sul pavimento, con la testa appoggiata al letto. Lui, dopo essersi riabbottonato i pantaloni, mi ha guardato e mi ha detto una cosa che mi ha davvero stupito. “Che aspetti a sposare mio figlio? Sbrigati, perché una troia come te la voglio ogni giorno, dentro casa!” Son rimasta veramente stupita, ma, nello stesso tempo, soddisfatta ed ho accarezzato subito l'idea di aver un altro maschio come lui che mi scopava regolarmente, oltre al mio futuro marito. Così, dopo sei mesi, eravamo già sposati. Anche il giorno del matrimonio, mio suocero ha voluto riempirmi la bocca di sborra e, dopo avermi fatto ingoiare una ingente quantità di crema, mi ha guardato, mi ha sorriso e, dopo essersi pulito e rivestito, mi ha dato un ordine che è mancato poco che mi facesse sbrodolare. “Adesso vai di là e bacia quel cornuto di mio figlio!” Ho impiegato un po' a ricompormi e, quando son tornata all'interno della sala, ho cercato con gli occhi mio marito, che era un po' mezzo brillo, per tutti i brindisi che aveva fatto. Ho visto mio suocero insieme al fotografo che mi ha fatto un cenno con il capo. Io mi son avvicinata a mio marito e ho visto mio suocero che, insieme al fotografo, mi ha fatto un cenno di intesa; allora ho baciato in bocca mio marito, mentre il fotografo scattava la foto per immortalare questo indimenticabile momento. Mio marito era talmente ubriaco che non si è nemmeno reso conto di star assaporando, con quel bacio, la sborra di suo padre. Anche in viaggio di nozze, l'ho cornificato tre volte, con tre camerieri diversi, nei tre alberghi in cui siamo stati. Poi ho preso a vivere la mia vita da casalinga e, ogni volta che avevo voglia di cazzo, mi son appagata senza tanti problemi. Naturalmente questa cosa ha cominciato ad innervosire mio marito e son nate le prime discussioni. Io, però, ho continuato a condurre la mia vita libertina e a farmi scopare, sia dal suocero che da tutti quei cazzi che mi piacevano e che, di tanto in tanto desideravo sentire schizzare, dentro di me. Alla fine c'è stata una sera in cui, oltre ad un bel maschio molto dotato, sono stata scopata anche da mio suocero e, quando è tornato mio marito e voleva scopare, io mi son rifiutata. Lui si è incazzato ed abbiamo avuto una forte discussione. Alla fine, quasi con forza, mi è entrato dentro e mi ha trovato bella larga e aperta. “Ma sei tutta sfondata? Chi ti ha scopato, troia?” Io gli ho risposto che mi ero fatta chiavare da un bel cazzo e, se la cosa gli dava particolarmente fastidio, potevamo anche iniziare le pratiche per il divorzio. Mi aspettavo una reazione molto diversa da quella che invece è avvenuta. Lui, per tutta risposta, mi ha scopato con furia animalesca ed è venuto dentro di me. “Puttana, sei una puttana, tutta sfondata!” Da quel momento, le cose son cambiate. Lui ha preso atto che era un cornuto e, quindi, tanto valeva esser connivente. Così abbiamo iniziato a scopare senza crearci problemi. Un giorno mi ha chiesto cosa ne pensavo dell'idea di aver un figlio. All'inizio mi sembrava una cosa assurda, ma poi, pensandoci un po', ne abbiamo discusso insieme. Gli ho chiesto quanto questa cosa lo interessava e lui mi ha detto che per lui era fondamentale aver una persona che fosse è il frutto del nostro amore. “Però tu, sarai disposta a rinunciare per un certo periodo a farti scopare da altri maschi? Non ho niente da ridire che sei una sgualdrina, ma, in questo caso, pretendo di esser l’unico ad irrorarti il ventre.” Dopo un’attenta riflessione gli ho assicurato che la mia fica sarebbe stata inondata solo dal suo seme. Così la settimana dopo, ho smesso di assumere la pillola, ho avuto le mestruazioni e lui ha iniziato ad inondare il mio ventre. Era davvero intenzionato ad ingravidarmi. Mi scopava, mattina e sera, giorno e notte e, ogni volta, che ne aveva voglia o l'occasione. Io ero sempre pronta e disponibile per farmi schizzare dentro, anche se, a volte, non godevo, perché magari la scopata veniva fatta senza tanta enfasi. Naturalmente sentivo il bisogno di altri cazzi: uno fra tutti, quello di mio suocero. Con mio suocero ne abbiamo parlato. Gli ho spiegato che volevo farlo diventar nonno. Lui, dalla gioia, mi ha infilato il cazzo in bocca e mi ha spiegato la sua idea. “La tua fica non la sfioro neanche con un dito. Sta tranquilla, però nulla vieta di poterti infilare il cazzo in bocca o in culo!” E così è stato. Ho cominciato a ingoiare sborrate da lui e a farmelo mettere in culo anche da qualche altro, a cui negavano tassativamente la fica, che veniva, quotidianamente, irrorata dai caldi schizzi di sborra di mio marito. Dopo un mese, ho fatto il test di gravidanza e son risultata incinta. Allora ho abbracciato mio marito e, dalla contentezza, abbiamo scopato a lungo. Poi, ovviamente, ho ripreso a far la troia a mio piacimento. Ho continuato a scopare anche con altri cazzi, fino a circa 10 giorni dal parto. Alla fine ho partorito una splendida bambina, cui abbiamo dato il nome di Dany. Son passati gli anni, diciotto per l’esattezza, e mia figlia, copia vivente di me stessa, è diventata una bella sgualdrina al pari della madre. Ne sono fiera. Mi piace pensare che, da quando era nel mio grembo e che abbia avuto modo di assaporare la crema di cazzo che ingoiavo con molto piacere, sia stato questo a spingerla a seguire le mie stesse orme, assatanata e ingorda di cazzo. La guardo con orgoglio, perché son riuscita a farle capire che il piacere va sempre colto, indistintamente da dove arriva, maschio o femmina, e lei, come me, è divenuta una magnifica sgualdrina, cui sarò fiera, un giorno, di lasciare il mio testimone per farle portare avanti questa filosofia di vita, che se scandalizza le ben pensanti, mi riempie di gioia. Sono una sgualdrina e ne sono fiera!
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3 anni fa
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Varie
Quel giorno in tre
Sono Piero, ho cinquantatré anni e sono sposato da trenta. Sono una persona normalissima; lavoro e famiglia sono le mie occupazioni prevalenti ed il mio unico hobby è la pesca. Sono seduto sulla sponda del fiume assieme a tre amici, conosciuti due anni fa, in maniera particolare. La mia vita era come adesso: lavoro, casa e la domenica qualche ora libera per la pesca. Stavo sulla riva del fiume, quando ho visto due giovani, seminascosti fra le piante, che si baciavano. Nulla di strano, se non per il fatto che erano due maschi. Per un attimo sono rimasto sorpreso, poi ho osservato meglio la scena e mi sono eccitato. Da qualche tempo avverto, dentro di me, il bisogno di spezzare la monotonia che ha generato il rapporto con mia moglie. Per carità, non mi lamento. Lei è una bella donna, che sa dar piacere ad un maschio e, con me, ci gode molto, anche perché a me piace farlo con tutta la dolcezza possibile così da farla godere molto prima di venire. Ma, da un po’ di tempo, sembra tutto cosi ripetitivo che, alla fine, non senti più quel desiderio che avevi prima. Vedere quei maschi che si baciano, mi ha fatto eccitare e la cosa mi ha stupito non poco. Da ragazzo, quando andavo in palestra, ho spesso sbirciato, sotto la doccia, i cazzi dei maschi che si lavavano assieme a me e, allora, attribuivo quella curiosità al semplice motivo di poter fare il classico confronto: il tuo è più lungo, il suo più grosso, e lui ha le palle piccole, e cose del genere, invece ora mi rendo conto che era perché mi piaceva sbirciare quei cazzi, specie quelli più grossi con desiderio di stringerli fra le mani o accoglierli in bocca. Ho osservato la scena ed essi, incuranti del fatto che li guardavo, hanno preso a scopare fra loro ed a godere molto. Ricordo che mi sono dovuto fare una bella sega, per placare la forte eccitazione che quella scena mi aveva procurato. Dopo quel fatto, ho cominciato ad informarmi, a mezzo Internet, su cosa fosse con precisione il piacere che provavo ed ho scoperto che avevo la tendenza alla bisessualità. Amo le donne, ma ho il forte desidero di godere con un maschio. Cavolo! Facile a dirsi, ma quasi impossibile da praticarsi, specie se lavori in un ambiente strettamente maschile, dove i gay non son visti di buon occhio. Passa del tempo ed io mi ero quasi messo l’anima in pace, quando una domenica mattina, del mese di luglio, decido di andare a pescare in un lago artificiale, alimentato da un bel fiume che, dalla sorgente al lago, non incontra nessun paese e, quindi, l’acqua è pulitissima ed il pesce è buono da mangiare. Raggiungo il luogo ritenuto idoneo alla pesca, un piccolo anfratto del lago, difficilissimo da raggiungere e con poco spazio, per questo spero di trovarlo libero. Quando posteggio la vettura nella piccola piazzola, vedo che c'è già un’altra auto. Sono un po' contrariato e vorrei quasi rinunciare, poi, invece, decido di scendere a vedere se posso mettere in acqua anche i miei ami. Percorro l’impervio sentiero e, dopo circa dieci minuti, sono sul posto. Ci sono due persone che stanno già pescando: uno più anziano ed uno più giovane. Li saluto, osservo che non c’è molto spazio e faccio per andarmene, quando il giovane, dopo aver scambiato uno sguardo con l’altro, mi invita a restare, si stringono un po' e mi danno la possibilità di mettere in acqua anche le mie lenze. Posiziono le canne e li ringrazio. Sono in costume da bagno, perché in quel luogo il sole picchia tutto il giorno e l’unico posto all’ombra è occupato da loro. Si tratta di una piccola sporgenze posta un po’ più in alto, sotto un bel leccio, che offre un buon riparo dal sole. Mi presento e lo stesso fanno loro, così scopro che il giovane si chiama Luca, mentre l’altro Giuseppino, ma tutti lo chiamano Pino. Luca mi invita a sistemare la mia roba all’ombra, accanto alla loro. «E' opportuno che anche tu ti metta un po’ più leggero: qui, fra poco, ci si scotta sotto il sole». In effetti indosso dei pantaloni lunghi ed una camicia. «Sì, hai ragione, ma non ho il costume come voi.» Loro si guardano e poi, con fare divertito, mi rispondono: «Nessun problema, resta in mutande o, se vuoi, visto che siamo fra uomini, potremmo anche metterci nudi.» Sarà una provocazione, uno scherzo, intanto aspettano la mia reazione. Mi sento una strana sensazione dentro e, dopo un attimo di esitazione, mi spoglio nudo, subito emulato da loro. Per un momento, si insinua in me il vecchio stimolo al confronto. Il mio è forse il più grosso, quello di Luca il più lungo, mentre quello di Pino è quello che unisce entrambe le caratteristiche: è più lungo e grosso dei nostri. Dopo un attimo di silenzio, scoppiamo in una grassa risata e, sistemate le canne, ci spostiamo sul piccolo rialzo per metterci all’ombra. Non c’è molto spazio e Luca si sposta un po’ più di lato e mi invita a sedermi. Mi siedo con le gambe incrociate, come fanno loro, e avverto sempre più la sensazione che oggi accadrà qualcosa che proprio non mi sarei aspettato, ma che desideravo da un po’ di tempo. Restiamo per un bel po' in silenzio e, mentre fissiamo le nostre canne, con fare tranquillo Pino si accarezza l'uccello, che si sta man mano gonfiando. Nessuno parla e anche Luca si tocca il cazzo ed io, senza rendermene conto, faccio lo stesso. Poi mi giro verso Luca e, dopo che i nostri occhi si sono incrociati, senza dir nulla, lui mi mette una mano dietro la nuca e mi bacia in bocca. Resto un momento passivo, poi rispondo a quel bacio con molta passione. Limoniamo un po', le nostre lingue si cercano e si toccano, poi lui si stacca da me e mi spinge la testa verso il basso, facendomi ritrovare il suo cazzo duro dinanzi alla bocca. Non ho nessuna esperienza di bocchini, se non quelli che mi ha fatto mia moglie, ma apro la bocca e mi metto a leccare e succhiare quel paletto di carne viva, che, a succhiarlo, mi procura tanto piacere. Luca emette un gemito e questo mi gratifica. «…uhhmumhmmm…che bocca! Sì, cazzo, come succhi bene! Davvero bravo…dai…» Mentre sono piegato a succhiare Luca, sento Pino che mi prende la mano destra e la porta sul suo cazzo. Lo sento duro, caldo e lo sego lentamente, mentre lui mi accarezza il petto, mi lecca i capezzoli e mi tocca il mio cazzo. Lentamente scende verso il basso e, in breve, il mio cazzo è preda dalle sue labbra. Mi succhia con estrema maestria e, adesso, sono io che devo sfilarmi il cazzo dalla bocca per gemere di piacere. «…huhummm…sì …dai ...sei fantastico!» Lo sego con impeto e lui mi blocca dicendo che non vuole sborrare subito, poi mi prende la testa con la mano, mi fa girare verso di lui e mi bacia. Sento la sua lingua entrare con prepotenza nella mia bocca, succhia la mia e poi, dopo aver goduto di questo bacio fortemente erotico, mi fa piegare sul suo cazzo, che mi ritrovo davanti al viso, e mi esorta a succhiarlo. «Dai, fammi sentire la tua bocca!» Lo imbocco e cerco di ingoiarlo più che posso, ma è davvero grosso. Lecco e succhio la cappella che sembra ingrossarsi sempre più. Lui apprezza e geme per quello che sto facendo al suo uccellone. «…mhuum…come lecca! Sì, dai ... mi piace…» Mentre sono piegato sul cazzo di Pino, Luca si sta dedicando al mio culetto ed io mi giro in preda ad un attimo di incertezza. Lo guardo preoccupato. «Fa...piano ... sono vergine...e non credo che i vostri cazzi ci possano stare ...siete troppo grossi.» Lui mi sorride e mi rasserena. «Tranquillo. Comincerò ad allargarti pian piano e, se senti che non ce la fai, me lo dici ed io mi fermo subito.» Lo sento che si abbassa, mi lecca e succhia il buchetto che, dopo un po' comincia a rilassarsi ed a gradire il gioco di lingua che Luca mi sta riservando. Frattanto ho ripreso a succhiare Pino, che gradisce e invita Luca a fare un buon lavoro. «Dai, succhialo! ... Che meraviglia! ... Dai, che dopo che Luca ti ha aperto il culo, te lo sfondo pure io…Dai, Luca, scopalo ed aprilo tutto, che poi lo voglio infilzare anch’io! ….umuhuhumm, succhiami…» Mi rilasso e sento che Luca prende posizione dietro di me e, dopo aver inumidito il suo cazzo con molta saliva e fattane colare altra fra le mie chiappe, lo appoggia al buchetto che, per reazione, si irrigidisce. «… calmo…rilassati, non ti irrigidire ... resta rilassato e vedrai che ti piacerà…fa un bel respiro …» Mi rilasso, lo sento spingere e, di colpo, il mio sfintere si dilata e lui affonda quasi tutto dentro di me. Per un attimo mi sembra che mi stia spaccando in due. È solo un attimo, anche perché Pino si è disteso sotto di me e, preso il mio cazzo in bocca, lo sta succhiando come un forsennato. Mi sento un po’ frastornato dalla sensazione di esser succhiato e, nello stesso tempo, mi sento profanato nel culo, ma entrambe le cose mi trasmettono un piacere che comincio ad esternare ai miei occasionali compagni. «Sì …mi piace…sì, cazzo, mi stai spaccando il culo! ...ma non ti fermare …e tu, succhiami il cazzo!» Luca adesso mi pompa con maestria. Mi affonda tutto il cazzo in culo e poi lo estrae lentamente, per poi affondarlo di nuovo tutto d'un colpo. La cosa mi piace e comincio a godere molto. Lo dico a Pino che mi succhia sempre più forte e son quasi all’orgasmo, ma non voglio sborrare. «Sì, mi piace…cazzo, scopami…e tu fermati che sto per sborrare e non voglio…sì…dai…» Pino si sfila da sotto e mi presenta il suo cazzo davanti alla bocca. Lo ingoio più che posso, mentre Luca mi scopa sempre più forte ed avverto che è quasi al limite. Anche Pino se ne rende conto e lo esorta a rallentare il ritmo. «Cazzo, come pompa! Mi succhia anche l’anima … e tu non aver fretta a sborrare. Dai, che me lo voglio godere un po’ anch’io il suo bel culo…» Ma Luca non lo ascolta e, ad un tratto, sento che lo spinge tutto dentro, per poi esplodere in una sborrata che mi inonda il culo. Lo sento svuotarsi dentro con un grido di puro piacere. «ECCOMMI…SBORRO! Ora!» Rimane immobile e poi si sfila. Io resto a guardarlo e, intanto, Pino si mette dietro di me e, un attimo dopo, sento che mi spinge dentro il suo cazzo che, data la maggior consistenza, mi apre ancor di più. Devo però prendere atto che, a causa della quantità di sborra che già è dentro il mio culo, l'altro scorre meglio. Me lo infila tutto dentro e, quando sento il suo corpo sbattere sul mio, provo un piacere sconvolgente. Godo e lui comincia a pompare come un pazzo scatenato. Mi lima il culo con un ritmo molto veloce, mi fa impazzire, mentre Luca mi ha infilato il suo cazzo in bocca, ancora lordo della sua sborra e dei miei umori anali, ed io mi ritrovo a succhiarlo come se non ci fosse un domani. Godo e pure loro con me. «huumummmm…sì, sfondami…sì.» Lui non si risparmia e mi pompa sempre più forte. «Sì...cazzo come sei stretto…. Mi fa impazzire il culo vergine…sì ti spacco tutto e poi ti sborro in gola…sì eccomi...sì ci sono quasi...ora…» Luca si lascia succhiare fin quando non si rende conto che l’ho ripulito alla perfezione. Poi si sposta e lascia libera la mia bocca che ora urla tutto il piacere che sto provando. «Sì…dai, scopami… cazzo, mi fai impazzire! Sì…sì, dai più forte…godo!» Pino è al limite, gli sento imprimere un affondo e sborrare il primo schizzo nel culo, poi si sfila veloce e me lo presenta alla bocca. Lo infilo subito dentro e ricevo le altre due schizzate, direttamente in gola. Lo succhio mentre lui gode come un porco. «Cazzo! Sborro! Bevi…così!» Lo pulisco e lo lucido così bene, che lui, alla fine, ci scherza pure un po'. «ACCIDENTI! A questo il cazzo piace da morire! Se non glielo sfilo, me lo divora!» Mi distendo sfinito, mentre loro adesso mi segano il cazzo e lo succhiano. Io non sono ancora venuto e, intanto, anche Luca avverte i segni di una nuova erezione. Pino lo succhia e lo infila tutto in gola e Luca lo incita a farlo tornare duro, per scopare anche lui. Io mi sollevo e Pino mi fa mettere dietro di lui e mi invita a sfondargli il culo, mentre succhia Luca. Sputo un po' di saliva sul suo buco, appoggio la cappella e appena spingo si apre di suo. Glielo infilo tutto in un sol colpo e lui mostra subito di gradire. «Sì, spingilo...cazzo, ti sento! ...dai, scopami…» Nonostante mi sento ancora sconvolto dal piacere appena provato, lo afferro per i fianchi e mi metto a pomparlo a ritmo veloce. Mi piace la sensazione del mio cazzo che affonda in quel culo morbido e ben aperto. Gode e anche Pino gli spinge il cazzo, tornato di nuovo duro, tutto in gola. «Succhialo che poi ti scopo pure io...cazzo, mi fa impazzire la tua bocca…sì…succhia…» Lo sbatto con vigore e lui gode. Il suo cazzo è tornato durissimo, io mi abbasso un poco e glielo prendo in mano, mentre gli sfondo il culo a colpi di cazzo fino a sentirmi al limite. Lui se ne accorge e mi incita a sborrare sia nel culo che in bocca. «Dai, sborra! ... Fammelo sentire anche in bocca…cazzo, sei stupendo! …Sì, dai… VIENI!» Lo pompo ancora un po', poi esplodo dentro di lui che, toltosi il cazzo dal culo, se lo porta alla bocca e lo succhia divinamente. «Eccomi… sborro! Succhiami…» Ingoia tutto e succhia fin quando non ha spremuto anche l’ultima goccia. Mentre io me lo faccio succhiare, Luca si è messo dietro Pino, infilandogli il cazzo in culo con un solo affondo. Pino gode sia in bocca che in culo. Anche Luca lo pompa come un pazzo, si sega il cazzo ed io mi abbasso, glielo prendo in bocca e lo succhio. Pino impazzisce fra di noi che lo facciamo godere tantissimo. «…HUHUMMMM…sì…mi fate impazzire…godo!» Luca lo pompa di brutto e ben presto anche lui è pronto a godere. Pino afferra il cazzo con la mano, se lo sfila dal culo, lo porta alla bocca ed accoglie tutta la sborrata in gola. Luca gode come un maiale ed urla il suo piacere. «Eccomi…sborro! ...bevi, TROIA!» Mi sfilo da sotto e faccio in tempo a vederlo ingoiare la copiosa sborrata. Lui mi afferra la testa e mi bacia, facendomi sentire ancora il sapore della sborra che ha appena ingoiato. Dopo aver limonato un poco, Pino fa girare Luca e se lo incula con un solo affondo. Vedo la faccia di Luca che si contrae per un attimo in una smorfia di dolore, ma subito si trasforma in una maschera di piacere e io, dopo un attimo di indecisione, mi metto a succhiare il cazzo di Luca, mentre lui incomincia a godere sbattuto da Pino che, quando gli spinge il cazzo dentro, lo sfonda con gusto. «Ti spacco anche il tuo culo...porco sfondato!» Luca ci incita a farlo godere. «Sì, da bravo, spaccami… e tu, succhia che ti voglio sborrare in gola… così, dai, più forte!» Pino lo sbatte come una furia scatenata e ben presto raggiunge anche lui il culmine. Si svuota dentro quel culo più che dilatato, e poi lo estrae e ce lo fa succhiare ad entrambi. «Sì, troie…leccatemi…sì, cazzo, mi fate morire…» Poi, sfiniti, ci distendiamo al sole. Luca mi accarezza e mi parla dolcemente. «Quando ti ho visto, ho avuto subito un'erezione. Mi succede sempre, quando mi trovo davanti un maschio che mi piace, e tu mi sei piaciuto subito. Pino è stato il mio primo cazzo. Mi ha fatto piacere sverginarti. Mi piacerebbe che questa nostra esperienza si tramutasse in una bella amicizia. Io sono sposato e anche lui, tu come sei messo?» Li guardo e subito mi rendo conto che ho finalmente trovato quello che andavo cercando e ne rendo partecipi i miei nuovi amici. Da allora sono passati tre anni e noi tre andiamo sempre a pesca insieme. A volte ci inventiamo una battuta di pesca al mare e ce ne andiamo il pomeriggio del sabato per tornare la domenica. Ovvio che non andiamo a pesca, ma ci prendiamo una bella camera in un albergo e passiamo una notte di fuoco; poi, il giorno dopo, comperiamo del pesce e tutto questo va benissimo. Le nostre mogli sono contente, non sospettano nulla, e noi ce la spassiamo alla grande sempre in tre, solo noi tre.
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3 anni fa
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Varie
Una coppia molto giovane
Mi chiamo Carlo, sono un over 60 di media statura, con i capelli bianchi, aspetto normale, ma ben curato. Sono munito di una buona dotazione, un po’ sopra la norma, che è sempre stata molto apprezzata dalle signore che hanno avuto modo di valutarla. Soprattutto quelle che, un tempo, venivano portate a Saturnia da mariti compiacenti, che le portavano in quel posto per farle toccare. Questo ha influito molto nel mio modo di vivere e di gustare la sessualità. Con il tempo, ho visitato i più grandi santuari della trasgressione: da Cap d'Agde al Lido di Dante, alle spiagge nudiste della Toscana e della Calabria, fino a Maspalomas a Gran Canaria. Nell’ultimo decennio, ho scoperto anche il piacere di andare in Croazia. Lungo le sue coste, la trasgressione viene praticata in maniera audace e molto composta: c'è l'erotismo, il piacere del gioco, il gusto di osservare e di toccarsi. Il sesso non è troppo esplicito, ma serpeggia latente in tutti quelli che frequentano quelle zone. È piacevole da vedere ed invoglia a partecipare. Infatti, col tempo, ho imparato a preferire maggiormente il gioco esibizionistico o voyerismo al posto dei normali amplessi. Certo non disdegno una bella scopata, ma trovo che una donna che si tocca e si esibisce davanti a me sia di gran lunga più eccitante ed intrigante. Quest'anno, verso la fine di giugno, mi son recato in Croazia per trascorrere una settimana su qualche scogliera dedita alla perdizione. Il secondo giorno che ero sul posto, ho incontrato una coppia che avevo già notato in passato. Lui, un uomo tranquillo, silenzioso, osservatore attento a tutto ciò che coinvolge la sua donna; lei, una splendida donna sulla cinquantina, capelli scuri, seno grosso, labbra carnose, ventre abbastanza piatto ed un culo da sballo. Sa di esser bella e si comporta da regina della spiaggia. È comunque un'esibizionista, che ama molto giocare con i singoli. Quel giorno aveva messo gli occhi su di me ed io, naturalmente, me ne son sentito particolarmente lusingato. Ha cominciato con l'invitarmi con il semplice sguardo a sedermi a poca distanza da lei, a circa tre o quattro metri e poi ha cominciato ad allargare le cosce in maniera quanto mai provocante, ad accarezzarsi il seno e far scivolare giù la mano, per farla indugiare sul suo bottoncino. Ripetutamente mi mostrava la sua ostrica già resa lucida dagli umori. Io la seguivo con attenzione e l’assecondavo, masturbandomi in relazione alla intensità con cui lei si masturbava. Se lei accelerava il ritmo, lo facevo anch'io, se lei lo riduceva, lo riducevo anch'io. Era un gioco sottile di sguardi, di sensazioni, di piacevole erotismo, che mi aveva coinvolto molto. Se qualche soggetto invadente, si frapponeva fra me e lei, ella chiudeva automaticamente le cosce e si girava in maniera da voltargli le spalle: chiaro atteggiamento di chi cerca di far capire all'intruso di non esser gradito; intendeva dedicare il gioco solo a me. Alcuni singoli si erano seduti in semicerchio intorno a noi, ma sempre rimanendo dietro di me, a debita distanza. Il gioco è andato avanti per quasi tutto il giorno, alternandosi con momenti più o meno intensi, ma sempre fra di noi, in maniera alquanto eccitante, ma, nello stesso tempo, anche estenuante, perché era evidente che lei intendesse prolungare il piacere quanto più possibile. Poi, ad un tratto, ho visto che mi ha guardato bene in faccia, sguardo fisso ed ha cominciato a muovere le sue mani in maniera più frenetica; la sua bocca si è spalancata, i suoi occhi si sono chiusi ed ha emesso un flebile lamento. In quello stesso istante ha raggiunto l'orgasmo. È rimasta con gli occhi chiusi, mentre il suo corpo veniva scosso da brividi intensi di piacere, sotto lo sguardo estasiato del marito, che non perdeva un solo movimento della sua mano. Quando ha riaperto gli occhi, ho intensificato la mia masturbazione, perché ora toccava a me godere per lei. Essa, con cenno della mano, mi ha invitato ad avvicinarmi quel tanto che basta, perché il mio corpo fosse in prossimità dei suoi piedi. Ha sollevato la gamba destra ed ha avvicinato il suo splendido piedino, impreziosito da un'immancabile cavigliera d’oro con ciondoli di corna, chiaro simbolo della sua propensione a farne dono al maritino. Quel piede ha raggiunto la punta del mio cazzo, con l'esplicito invito a farselo ricoprire di sborra. Mi sono segato velocemente e poi, guardandola fissa negli occhi, ho cominciato a scaricare getti intensi di piacere su quella caviglia, su quel meraviglioso piedino e sulla coscia. Lei ha sorriso, ha apprezzato e spalancato la bocca, leccandosi le labbra avidamente. Mi guardava con occhi da vera porca, che godeva nel vedermi sborrare sul suo piede. Quando ho finito di schizzare, lei ha allungato una mano, ha afferrato il membro e lo ha spremuto fino all'ultima goccia. Proprio l'ultima goccia, l’ha raccolta con il pollice e, lentamente, sempre fissandomi negli occhi, l'ha portato alle labbra per gustare il mio piacere. In quell'istante, un piccolo applauso si è levato dal gruppo di singoli che era dietro di me; si erano segati ed erano venuti anche loro, complimentandosi con la donna per la splendida performance che ci aveva regalato. Queste sono le cose che mi piacciono molto di quel posto, dove l'erotismo viene fatto in maniera intrigante, mai scontata, ma sempre molto eccitante. Lei, dopo quella particolare sua esibizione, si è rivolta verso il marito e gli ha allungato il piede, ricoperto della mia crema. L'uomo lo ha preso fra le mani, quasi fosse un oggetto sacro, da adorare, ed ha cominciato a spalmare la mia sborra sulle cosce e sulle caviglie della moglie. È stata la conclusione di un gioco incredibilmente eccitante. Sono tornato a sedere al mio posto e lei ha preso a distendersi per gustarsi gli ultimi raggi di sole. La sera son uscito e, passeggiando per il paese, ho notato che, quest'anno, la cittadina turistica dove mi trovavo era più piena di ragazzi giovani e questo mi ha regalato una certa allegria. Il giorno successivo son tornato nella stessa scogliera e nonostante fossero le 10:00 del mattino, vi era pochissima gente, per cui la scogliera era alquanto libera. Mi son disteso al mio solito posto ed ho fatto un bagno rinfrescante, perché il sole già cominciava a farsi sentire sulla pelle. Quando son uscito dall'acqua, ho visto arrivare una giovane coppia, anzi giovanissima. Lui avrà avuto, al massimo, circa venticinque anni, lei sembrava averne intorno ai 18/20, non di più. Li avevo notati mentre andavo via la sera precedente: scattavano foto con il tramonto. Lei indossava un vistoso bikini rosso che risaltava notevolmente sulla sua pelle bianca. Con tutta la scogliera libera, si son guardati un attimo intorno, mi hanno visto e lei ha annuito con il capo; si son venuti a sdraiare a due o tre metri da me. Io son rimasto lusingato da questa scelta, perché era chiaro il fatto che avevano volutamente stendere i loro teli vicino al mio. Li ho osservati da dietro i miei occhiali scuri, mentre mi spalmavo la crema protettiva. Lui un bel ragazzo di aspetto normale, di media statura, moro con il fisico non troppo robusto, lei una bambolina. Una piccola Barbie umana, dal corpo esile e perfetto. Capelli biondi a caschetto, occhi chiari, seno non troppo grande, al massimo una seconda, tondo, perfetto, sembravano due pompelmi con dei capezzoli sottilissimi. Il ventre piatto in un corpo un po' magro, il culetto tondo perfetto, sembrava disegnato con il compasso. Le cosce lunghe e snelle e, sia le unghie delle mani che quelle dei piedi, erano colorate di un rosso acceso, che metteva ancor più in risalto la bellezza delle sue estremità. La bocca, non troppo ampia, le labbra sottili, erano incorniciate su un ovale del viso quasi perfetto. Si sono spogliati nudi e, sdraiati accanto a me. Lui ha iniziato a spalmarle la crema protettiva, perché la pelle della ragazza era anche troppo bianca, ma, più che spalmare, sembrava che l’accarezzasse, mentre guardava verso di me. Lei teneva lo sguardo in basso, sembrava timida, quasi impacciata. Lui però cercava di capire se avesse attratto la mia attenzione e se il gioco avesse suscitato il mio interesse. È stato un lungo massaggio, durante il quale ho visto i capezzoli della ragazza ergersi dritti e appuntiti, anche se sottili e, a quel punto, abbiamo iniziato un gioco di sguardi ed intense occhiate, da parte di lui che cercava di mostrarmi la sua lei, che, timidamente, stava al gioco, non senza un certo imbarazzo. Doveva esser di certo da poco che avevano intrapreso quel gioco. Lui le parlava nell’orecchio, lei si girava verso di me e notava che avevo già un bel principio d'erezione. Seppur timidamente, quando lei si è resa conto che aveva la mia attenzione, ha iniziato a muovere ed aprire/chiudere le gambe, con malcelata indifferenza, mostrandomi lo spacco della sua patatina, molto piccola: sembrava una pesca liscia e matura. Completamente rasata e pulita, era incredibilmente sensuale. Il rosa della carne della sua ostrica era in netto contrasto con il bianco della sua pelle. Il gioco ha iniziato ad intrigarci, teneva gli occhi chiusi, mentre lui continuava ad accarezzarla, arrivando quasi a masturbarla, prima in maniera soft, poi con maggior vigore. Ho visto le guance della ragazzina imporporarsi di rosa e questo suo verginale imbarazzo, mi ha eccitato particolarmente. Alcuni singoli son venuti a sedersi accanto a me per meglio osservare la scena. Il giovane lo ha fatto presente, sussurrando qualcosa all’orecchio della ragazzina, che, quasi, d’istinto, ha, per un attimo, ha serrato le cosce, per poi tornare ad aprirle, mostrando il suo splendido fiore. Ad un tratto, la scena si è accresciuta d'interesse per il sopraggiungere della bella, con cui avevo giocato il giorno precedente. Ha notato il capannello di singoli intorno alla ragazzina e, con una certa nonchalance, anche lei ha steso il suo telo a poca distanza da quello della ragazza. Senza degnarla di uno sguardo, si è piegata a 90°, mostrando il suo splendido culo e attirando l’attenzione di alcuni singoli, che si son spostati più vicino a lei. A me è sembrato un gesto di sfida. Il confronto tra le due donne era davvero improbo: la ragazzina, giovane, bellissima, era assolutamente inesperta e certamente molto impacciata; l'altra, invece, era esperta, consapevole del suo potenziale seduttivo, cosa che ha subito calamitato attorno a sé un discreto numero di singoli, che subito hanno iniziato a segarsi per lei. Non mi ha degnato di uno sguardo, perché, si è resa conto che io ero affascinato dalla ragazzina. Il gioco è iniziato in maniera alquanto avvincente. La bella ha subito ricevuto l’omaggio di alcune sborrate da parte di diversi singoli che, nel vederla così aperta ad accarezzarsi, in maniera lasciva e provocante, hanno subito schizzato. Io, invece, son rimasto ad ammirare la ragazzina che veniva accarezzata dal compagno e masturbata sempre più intensamente; ben presto ho visto il suo corpo tendersi, inarcarsi, scosso dal primo orgasmo. Solo un flebile gemito è uscito dalla sua bocca, mentre ancora fremeva sotto l'effetto dell’orgasmo. Lui mi ha sorriso, perché ho annuito quando lei ha goduto. La mia eccitazione ora era alle stelle. Mi masturbavo lentamente, cercando di godermi ogni attimo di quel gioco che si era creato fra noi, mentre, al suo fianco, la bella continuava a far schizzare cazzi a raffica. Il giovane mi ha fatto cenno di avvicinarmi ed io mi son inginocchiato al suo lato destro. Lei mi ha guardato con occhi stupiti, poi si è girata verso di lui, in evidente imbarazzo. Ero meravigliato dal tanto candore di una donna che, palesemente, si stava esibendo più per compiacere lui, che per un proprio desiderio. Son rimasto immobile, senza turbarla, essendo già lei molto tesa. Lui ha ripreso a masturbarla con più vigore e lei ha iniziato a gemere di nuovo. Lui, con la mano libera, ha sollevato la mano della ragazzina e l’ha appoggiata sul mio cazzo durissimo. Lei, per un istante, l’ha tolta, ma poi, di sua spontanea volontà, me lo ha impugnato ed ha iniziato a segarmi, facendo lo stesso con l’altra mano con il cazzo del suo uomo. Ci segava entrambi, mentre lui la scopava con le dita sempre più velocemente. Ho visto lui esser quasi all’apice. Il gioco doveva averlo eccitato tantissimo. Mi ha indicato con lo sguardo il seno di lei e io, con molta calma, ho appoggiato la mano su quella meraviglia, stringendo il minuscolo capezzolo fra le dita. Lei si è girata verso di me e mi ha guardato con occhi resi languidi dal piacere che stava provando. Lui ha intensificato la masturbazione e lei ha goduto di nuovo, stringendo con la mano il mio sesso, segandolo con maggior fretta. Lui mi ha guardato ed io ho intuito che era prossimo al piacere. Ho appoggiato la mia mano su quella della ragazzina e l'ho stretta attorno al mio cazzo, facendomi segare con maggior velocità. Una smorfia sul viso della ragazzina, ci ha fatto capire che era all’apice: il suo corpo si è inarcato ed è esploso in un orgasmo davvero intenso. Lui ha continuato a scoparla con le dita, poi mi ha guardato ed ha sborrato su di lei. Il suo seme si è sparso sul suo corpo acerbo ed io non sono stato da meno. Lei ha abbandonato i nostri membri, coprendosi il viso con le mani. Ho indirizzato il mio schizzo di sborra su quei seni stupendi e li ho omaggiati con una buona quantità di crema, ricoprendoli del tutto. Lui ha guardato lei, che gli ha sorriso, poi, con un dito ha raccolto un po’ della sua e mia crema e l'ha portato alle labbra di lei, che si sono schiuse per poterlo ciucciare. Io mi son spremuto il cazzo su di lei, poi mi son spostato. Il mio compito era finito. Ora erano loro che dovevano decidere il proseguo del gioco. Lei si è alzata di scatto e, insieme, sono andati verso il mare e si son tuffati per un bagno ristoratore. Io mi sono seduto sotto il mio ombrellone ed ho dato uno sguardo verso la bella che, dopo l’ennesimo schizzo del solito singolo frettoloso, si è messa a pancia in giù, stanca del gioco. Mi è sembrata come infastidita dal fatto che nessuno fosse capace di regger il gioco come era successo il giorno prima con me, restando duro per molto tempo e regalandole intense emozioni, prima di omaggiarla con una sontuosa schizzata. Il mio sguardo si è concentrato di nuovo sulla coppia giovane che, seduti sulla scogliera, vicino al mare, parlavano e si scambiavano effusioni. Ne ho dedotto che tutto era nella norma. Mi son alzato e recato al chiosco lì vicino, per uno spuntino. Seduto, mentre mangiavo, li ho visti andarsene abbracciati e, quando son passati davanti a me, lei mi ha sorriso e salutato con un cenno del capo, mentre lui la stringeva sorridendo. Ho riflettuto sul fatto che, in tre giorni di vacanza, avevo già vissuto due belle e intense avventure, molto soddisfacenti e appaganti. Mancavano ancora quattro giorni al mio rientro. Non male come inizio!
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3 anni fa
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Varie
le foto porno con mio fratello
Mi chiamo Giulia, ho 27 anni e sono una bella ragazza, dal fisico ben modellato da anni di danza classica. Sono esile, alta, capelli neri e lunghi fin oltre le spalle, occhi scuri, il seno di una seconda piena con dei capezzoli piccolissimi. Il culetto è ben tondo e sodo, posto al culmine di gambe dritte ed affusolate. Vivo e lavoro come impiegata nella biblioteca comunale multimediale della città, dove ho completato gli studi di scienza della comunicazione. Sono abbastanza lontana da casa e vivo qui perché, durante gli studi, ero fidanzata con un ragazzo che non piaceva ai miei genitori, in quanto lo ritenevano il classico figlio di papà viziato, che avesse fatto soldi in modo un po’ equivoco. In disaccordo con i miei genitori, ho preferito trovarmi un lavoro e restare qui, per non riconoscere con loro che, in fondo, potevano anche aver ragione. Per questo mio padre non mi rivolge la parola da più di tre anni. Anche la mamma si fa sentire poco, mentre l’unico con cui, ogni tanto mi sento al cellullare, è Luca mio fratello. Da poco è stato assunto in un centro informatico con la funzione di tecnico riparatore, essendo lui da sempre affascinato dal mondo dei computer e dell’informatica. È un mago anche con un semplice smartphone, quindi con un pc fa miracoli. Non lo vedo da tempo e me lo ricordo molto impegnato in uno sport molto duro, come il karate. Una sera, dopo le solite due ore di danza classica, mentre mi accingevo a tornare al mio appartamento, la mia vettura mi ha lasciato a piedi. Non vi è stato nulla da fare, il motore non ha voluto in nessun modo avviarsi e così sono stata costretta a prendere un taxi. Il giorno successivo, ho chiamato un carro attrezzi e sono andata a recuperare la mia vettura; quando il meccanico ha aperto il cofano ha potuto constatare che il motore era andato, perché non ero stata attenta a far la necessaria manutenzione. Praticamente ci voleva un motore nuovo, una spesa esagerata! Ero un attimo indecisa sul da farsi. La vettura è usata, ma in ottime condizioni, ne sto ancora pagando le rate e non mi potevo certo permettermi una spesa cosi eccessiva. Il meccanico mi ha suggerito di prendere un motore rigenerato, che avrebbe avuto un costo inferiore a quello nuovo, ma, in ogni caso, era una cifra tale che non ero in grado di sostenere. Avevo bisogno di soldi! La sera a casa, seduta sul divano, stavo sfogliando il giornale, cercando negli annunci qualche soluzione, quando una cosa ha attirato la mia attenzione.“Cercansi modelle o modelli per catalogo di biancheria intima. Gli aspiranti devono esser giovani ed in forma. È richiesta una certa disinvoltura nel mostrarsi poco vestiti o addirittura nudi. Offresi compenso adeguato a fine servizio.”Per un attimo ho avuto un sorriso sarcastico, pensando trattarsi di una bufala, ma poi la curiosità ha avuto la meglio su di me. Ho chiamato il numero indicato e, dopo aver risposto ad alcune domande, ho fissato un appuntamento per il sabato successivo per un colloquio ed eventuale lavoro, che, ha dire della persona con cui parlavo, era davvero semplice e ben remunerato. Era musica per le mie orecchie. Il giorno prescelto ho raccolto i miei capelli in uno chignon, perché faceva già abbastanza caldo. Ho indossato una gonna non troppo lunga, ma facile da togliere, in previsione del fatto che, per indossare della biancheria intima, mi sarei dovuta spogliare; sopra misi una maglietta semplice e, ai piedi, dei sandali dal tacco medio, legati alla caviglia con un cintino. Con un taxi, sono andata all’indirizzo che mi era stato fornito. Mi son trovata nei pressi di una palazzina di tre piani, ho cercato il nome sul campanello ed ho suonato. Alla risposta, una voce maschile mi ha detto: terzo piano. Esco dall’ascensore e vedo un uomo alto, molto distinto, che mi ha fatto cenno di entrare. Appena dentro mi son ritrovata in un appartamento trasformato in uno studio e, subito, lui si è presentato.«Piacere sono Paolo.»Ho notato che mi ha rivolto una bella occhiata e si è compiaciuto di quello che vedeva. Mi ha fatto accomodare in quello che doveva esser il suo ufficio e sedere davanti ad una scrivania sul cui lato opposto c'era lui che ha iniziato a far domande.«Perché le interessa questo lavoro?»L’ho guardato e l’ho anche trovato un tipo interessante. Ho cercato di esser abbastanza tranquilla.«Ho bisogno di soldi. Devo sostenere una spesa esosa ed ho bisogno di soldi.»Mi ha fissato intensamente.«L'annuncio precisava di esser muniti di una certa disinvoltura nel mostrarsi poco vestiti o addirittura nudi. Come si sente a doversi spogliare davanti ad una fotocamera?»L’ho guardato nutrendo qualche perplessità su ciò che mi aveva appena chiesto.«Non voglio credere che saranno foto porno?»Lui mi è sembrato a disagio.«No, no, non è così! Ma, in parte, implica la nudità. Più di un po'. Abbiamo linee da reclamizzare che sono destinate alla vendita nei sexy shop e saranno fatte foto con modelli, sia femminili che maschili.»Ero ancora più curiosa adesso. L’ho guardato e, a mia volta, gli ho rivolto una domanda ben precisa.«In ogni caso non dovrò far sesso? Voglio dire che, anche se ci saranno dei modelli maschili, io non ci devo avere dei rapporti sessuali?»Lui ha risposto con un tono molto conciliante.«No, questo no. Ma ci saranno una serie di posizioni sessuali particolari e avremo bisogno di foto per ciascuna di quelle posizioni. Per questo non volgiamo attori professionisti, ma gente normale, che risulta molto più naturale e spontanea, anche in un eventuale condizione di imbarazzo.»Ero davvero stupita. Un misto di curiosità ed imbarazzo mi faceva pensare che, forse, sarebbe stato meglio andarsene, ma il fatto di dove riprendere un taxi, mi ha riportato al vero motivo per cui ero lì.«Posizioni sessuali? È molto più di una certa disinvoltura nel mostrarsi nudi. Non credo di esser interessata nel lasciare che uno mi ficchi il suo pene dentro, in modo da poter meglio illustrare una certa comodità o bellezza della lingerie da reclamizzare. Su questo vorrei maggiori certezze!»Paolo ha alzato le mani.«No, non fraintendermi. La maggior parte di questi scatti non deve mostrare nulla di così dettagliato. Sono le posizioni dei due corpi che contano. Non c’è assoluto bisogno di mostrare effettivamente la penetrazione. Al massimo lo potrai avvertire appoggiato addosso, ma possiamo usare sia un modello o qualcosa di finto.»Gli ho fatto solo un’altra domanda, prima di decidere se accettare o meno.«Presumo che tu sia il modello maschile per queste immagini.»Lui è rimasto un attimo spiazzato dalla mia domanda. Ha reagito d’istinto.«Purtroppo no! Voglio dire che mi piacerebbe, eccome, posare con te. Ma c'è un altro uomo. In questo momento sta in un’altra stanza a colloquio con la mia socia.»Ero indecisa, ma sempre meno convinta della bontà della cosa; mi sembrava tutto alquanto assurdo, ma mi servono i soldi e quindi ho chiesto informazioni sul compenso.«Mi sembra un po’ pazzesco quello che sto per fare, ma, dimmi, che compenso mi spetterebbe se accettassi?»«Se accetti e se ci permetti di usare le immagini del tuo corpo liberamente, su tutti i mercati mondiali, il compenso sale moltissimo. Diciamo fra i 3.000 e i 5.000. Se poi accettassi anche qualche situazione un po’ più erotica, allora potresti arrivare ai 10.000 tranquillamente. Come vedi dipende da te. Aggiungo che oggi ci occupiamo del casting, ma il servizio sarà fatto in un altro luogo: una villa immersa nel verde in cima ad una collina, con intorno un parco immenso e assolutamente discreta.»L’ho guardato e ho notato che lui sembrava abbastanza interessato alla mia figura; mi ha osservato con estrema attenzione e poi ha aggiunto una ulteriore domanda a quelle finora fatte.«Hai un bel fisico, molto snello e ben proporzionato; sicuramente fai dello sport per mantenerti così in forma, ma vorrei sapere se hai cicatrici, tatuaggi, piercing o peli sul corpo.»Gli ho risposto che ero una ballerina di danza classica e non avevo nulla di quello che lui mi aveva chiesto. Lui ha fatto un sorriso molto compiaciuto. Non ha aggiunto altro, si è alzato in piedi e ho notato che aveva un bel pacco gonfio. Ha aggiunto, mentre mi congedava, che mi avrebbe chiamata in settimana per dirmi se e quando si sarebbe proceduto al servizio fotografico. Sono uscita e, mentre andavo a casa, ripensavo a tutta questa storia che mi sembrava davvero insolita. Il giovedì mi chiama una voce femminile.«Ciao, sono Nadia, la socia di Paolo, ti volevo chiedere se eri interessata al sevizio fotografico, perché abbiamo trovato la tua controparte maschile e, se non hai cambiato idea, sabato mattina vorremmo iniziare. Ti mando l’indirizzo del luogo dove faremo il servizio fotografico.»Confermo la mia disponibilità ed aggiungo solo che non ho un mezzo per raggiungere il posto del sevizio. Lei resta un attimo in silenzio, poi mi dice che ci vedremo davanti all’edificio dove ho fatto il colloquio. Il sabato arrivo puntuale sul luogo dell’incontro e trovo ad aspettarmi Paolo. Mi sorride e poi mi invita a salire in auto, per raggiungere il luogo designato. Durante il viaggio iniziammo a parlare.«Apprezziamo molto che tu faccia da modella per noi, Giulia. Sapessi quanto è difficile trovare la persona giusta, con il look giusto e questo è un compito difficile per qualsiasi modella. Sei davvero molto bella. Penso che abbiamo trovato anche il maschio perfetto per il servizio. È davvero un bravo ragazzo, come prima cosa ed è davvero un fusto, con un bel viso. Son sicuro che voi due andrete d'accordo. Sembra molto professionale anche se, come te, non è un modello professionista. Ci sta aspettando in villa con la mia socia.»Dopo una mezzora di viaggio, siamo entrati in un cancello che si è richiuso dietro di noi e, percorso un lungo viale in salita, siamo giunti davanti ad una villa in stile moderno. Scesi, siamo entrati ed ho visto una donna e un maschio, girato di spalle, che parlavano al centro di un magnifico salone. La stanza era piena di attrezzatura fotografica: luci, cavalletti, ombrelli e cavi dappertutto e due persone intente a sistemare ogni cosa. Loro parlavano e, quando si son girati, son rimasta basita. Nadia si sposta e mi presenta il modello che altri non è che Luca, mio fratello.«Tu devi esser Giulia.»Mentre parla, noi due ci guardiamo restando a bocca aperta. Il primo a rompere il silenzio è Paolo.«Questo è Luca: ma...voi due vi conoscete?!»«Oh cavolo!»Ho esclamato mentre Luca ha sorriso e risposto a Paolo.«Sì, immagino che tu possa dire che ci conosciamo. Paolo, Nadia, vorrei presentarvi mia sorella Giulia.»C’è stato un silenzio infinito nella stanza, mentre tutti gli occupanti pensavano all’incredibile scherzo del destino. Luca è venuto verso di me, che ancora ero sbalordita ed a bocca aperta.«Ciao, Giulia Non avrei mai pensato di vederti qui. Stai bene? Sembri un po' pallida. Sono un po' sorpreso che tu abbia accettato di fare questo lavoro.»Mentre io lo guardavo ancora stupita, la voce di Nadia risuonò dietro di noi.«Merda! Ho noleggiato tutta questa roba per fare le foto oggi. Stavamo per provare a realizzare tutto in un giorno. Questo imprevisto ci costerà un sacco!»Luca ha appoggiato la mano sulla spalla di Nadia.«Lascia che ti dia un suggerimento: non è che io e Giulia non ci siamo mai visti nudi. Voglio dire, siamo cresciuti insieme in una casa con un solo bagno. E hai detto che non ci son rapporti reali nelle riprese, giusto? Cosa ne pensi, Giulia? Pensi di poter fare delle foto, anche se con me?»Nadia si è girata verso di me e mi ha guardato in attesa della mia risposta. Ho guardato Luca e ho ripensato agli anni trascorsi insieme. I nostri genitori erano sempre molto impegnati nel lavoro a far carriera e noi eravamo cresciuti aiutandoci a vicenda. Ho ripensato a come Luca mi avesse "protetta" dai ragazzi, soprattutto durante il liceo. Era stato bravo, così bravo che in realtà ero vergine quando mi ero fidanzata con quel poco di buono che, dopo avermi sverginata e goduta un po’, mi aveva lasciata per una puttanella da quattro soldi. Dopo quella storia finita male, Luca era scomparso già da diversi mesi e, da allora, avevo ricevuto da lui solo poche telefonate. In questo momento ero felice di vederlo. Gli ho sorriso e, finalmente, sono riuscita a riprendermi dallo stupore.«Cosa diavolo stai facendo? Perché hai accettato di posare per foto come queste? Pensavo che stessi facendo un sacco di soldi con quel lavoro da tecnico?»Luca ha ricambiato il sorriso e mi ha risposto.«In realtà, li sto facendo. La mia era solo curiosità. Ho pensato che sarebbe stato interessante far qualcosa del genere. Ho anche pensato che avrei potuto incontrare una ragazza e vederla nuda senza tutto le paranoie del corteggiamento.»Paolo ha preso in mano la situazione.«Ok, ragazzi, mi fa piacere che vi siate ritrovati, ma non abbiamo risolto questo problema. Abbiamo noleggiato tutta questa attrezzatura, quindi, ovviamente, vorremmo procedere. Giulia non hai risposto alla domanda di Nadia. Ti va di procedere oltre?»Ho guardato sia lui che lei, e poi Luca.«Immagino che non potrei esser più al sicuro. E come ha detto lui; ci siamo visti nudi più di una volta. Credo che possiamo fare un tentativo.»La tensione nella stanza è svanita di colpo. Piuttosto che lasciarci riflettere ulteriormente, Paolo e Nadia iniziato ad informarci sull'ordine in cui sarebbero state scattate le fotografie, per quanto tempo avrebbero dovuto esser mantenute alcune pose e altre informazioni che rendevano la sessione impersonale. Alla fine, però, è arrivato il momento in cui abbiamo dovuto metterci nudi per iniziare. Paolo si è avvicinato ad entrambi e ci ha invitati a spogliarci.«Non abbiamo uno spogliatoio vero e proprio, ma dato che le pose son tutte nude, non sembrava importante. Inoltre dobbiamo attendere che i vostri corpi si liberino dai segni impressi da indumenti, tipo spalline del reggiseno, elastico della biancheria intima, insomma quel genere di cose. In genere i due protagonisti che si conoscono al momento, hanno bisogno di socializzare, ma voi trovate un modo per perder un po’ di tempo, mentre io e Nadia prepariamo l'attrezzatura.»Ho guardato mio fratello e mi son messa a ridere.«Ricordi l'ultima volta che ci siamo visti nudi?»Lui mi ha guardato e si è messo ridere a sua volta.«Fu la sera che dovevi uscire con quel borioso di Michele. Mi stava così antipatico che ho fatto di tutto per farti arrivar tardi.»Lo guardo e ricordo perfettamente che, alla fine, esasperata dal fatto che lui teneva occupato il bagno, continuando a far la doccia, per farmi andare in ritardo, alla fine ero entrata passando direttamente dalla finestra che, dalla terrazza, immette nel bagno. Sono rimasta stupita, quando, appena scavalcata la finestra, ho notato che mio fratello si stava masturbando allegramente. Non si aspettava la mia irruzione da quel lato e così, quando si è girato, ho potuto notare la sua consistente dotazione. Ne avevo già visti di cazzi, ma, il suo era veramente qualcosa di spettacolare! Lungo, grosso, perfettamente cilindrico e teso, con in cima una punta a forma di albicocca.«Mi ricordo che ti eri così incazzato, perché ti avevo interrotto! Te lo stavi menando alla grande!»Luca mi guarda ridere e anche se adesso è davanti a me, vedo quel mostro a riposo, ricordo che, in quel momento, ero rimasta veramente stupita, ma, soprattutto, affascinata.«Ricordo di aver pensato ad un cavallo, quando ho visto il tuo...È stato molto interessante. Era la prima volta che vedevo qualcosa di così abbondante!»Luca ride ancora, mentre noto che un po’ si sta eccitando.«Però mi sembra di ricordare che neanche tu ti sei fatta tanti scrupoli a togliere l’accappatoio ed infilarti nuda dentro la doccia. Ricordo d'esser rimasto sorpreso nell'appurare che ti... eri rasata... laggiù.»Restiamo entrambi in silenzio a rammentare quei momenti. Ricordo che per tutta la serata, insieme a quel ragazzo, non ha fatto altro che pensare a ciò che avevo visto nel bagno: il membro di mio fratello. I nostri pensieri vengono distratti dalla voce di Nadia, che ci invita a prepararci. Iniziamo così una serie di fotografie, incentrate su due cose in particolare: mentre io son nuda, lui indossa della biancheria intima maschile e la mia presenza è tesa al solo accentuare la sua possente erezione, posta in evidenza dalla biancheria indossata. Poi avviene il contrario. Quando la indosso io, lui è nudo e il suo membro è sempre in prossimità del mio corpo. A volte tocca il tessuto dell’intimo che indosso e questo, alla fine, mi costringe ad andare più volte in bagno per rinfrescarmi, perché tutto questo continuo strusciarsi di corpi, del suo membro eretto appoggiato su di me, mi procura una forte eccitazione. Anche lui non è da meno: il suo cazzo è rimasto in tiro in continuazione. Lavoriamo alacremente per circa quattro ore. Durante la pausa pranzo, restiamo nudi, con indosso solo due semplici kimono. Consumiamo un pasto veloce (dei sandwiches) e poi si riprende il lavoro. Paolo è entusiasta della nostra performance.«Ragazzi, siete fantastici! Avete una disinvoltura davanti alla fotocamera, che colpisce per la sua naturalezza. Sembra quasi che abbiate fatto questo lavoro da sempre. Magnifici!»Riprendiamo il lavoro e le scene diventano sempre più bollenti. Alcune volte mi sono trovata con la faccia quasi a contatto con la punta del suo membro ed ho sentito la mia lumachina schiumare. Alla fine, dopo circa altre quattro ore di lavoro, Nadia dice che è soddisfatta.«Ok, ragazzi, basta così! Siete veramente stati fantastici! Il materiale che abbiamo realizzato è già qualcosa di veramente fantastico. Paolo, durante la pausa pranzo, ha inviato qualche scatto al nostro committente, che si è già complimentato con voi! Sono veramente contenta ed entusiasta.»Un applauso da parte del personale che ha contribuito alla realizzazione del servizio, riempie il silenzio del luogo. Poi, mentre mi rivesto, Nadia, si avvicina e mi guarda dritto negli occhi.«Giulia, sei stata meravigliosa! Credimi, ho avuto molte modelle, ma tu sei stata la migliore in assoluto, la più importante che abbia mai avuto davanti. Sono autorizzata a dirti che il committente ha deciso che tutta la biancheria intima e le scarpe che hai indossato per il servizio sono tue, te le sei meritate, come premio per il tuo comportamento così naturale, davanti alla fotocamera.»Nel dirmi questo, mi consegna una busta con dentro un assegno da €5000. La guardo stupita e lei ribadisce che i soldi sono assolutamente meritati e tutte le cose che mi dona in più sono un premio che, in qualche modo, gratificano l'impegno profuso. Mi parla con il viso a pochi centimetri dal mio e poi mi dà un bacio sfiorandomi le labbra. Mi guarda per un attimo, in attesa di una qualche mia reazione. Le sorrido e lei mi bacia di nuovo e, questa volta, in maniera più intensa e profonda. Le nostre lingue impazziscono, mentre lei mi stringe con forza a sé. Quando ci stacchiamo lei sorride, i suoi occhi brillano di gioia.«Scusami, ma non ho saputo resistere alla tentazione di baciarti. È tutto il giorno che ti ammiro nuda e, forse ti sembrerà strano, ma mi sono eccitata moltissimo. Spero che, dopo questo servizio, avremo la possibilità, in qualche modo, di prendere un caffè o un drink insieme.»Sono un po’ sbalordita, ma contenta. Ci raggiunge Luca, insieme a Paolo e gli chiedo di caricare le scatole contenenti biancheria intima e scarpe che mi è stata donata, ma Luca interviene e dice a Paolo di non preoccuparsi che mi accompagna lui a casa. Salutiamo i nostri amici e, saliti in auto, ci avviamo verso casa mia. Per un momento restiamo entrambi in silenzio, anche se, dentro di me, avverto uno strano languore. Sono stata eccitata per tutto il giorno, nel trovarmi davanti alla faccia quello splendido membro di mio fratello. Anche se è mio fratello, io son sempre una donna e son convinta che anche a lui abbia fatto un certo effetto avermi nuda fra le sue mani.«Che ne dici se, dopo che abbiamo lasciato la roba a casa mia, andassimo a cena in un piccolo ristorante lì vicino, che so quanto si mangia bene. Sai, oggi, il pranzo non è che mi abbia soddisfatto.»Luca mi guarda, io annuisco, e lui aggiunge un ulteriore dettaglio.«Accetto a due condizioni: la prima è che sia io a pagare; la seconda è che mi permetti prima di fare una doccia e di restare a dormire a casa tua, perché, dopo questa lunga giornata, non ho nessuna intenzione di far un’ora di strada per tornare a casa mia.»Ho un brivido nel sentir le sue parole: accetto senza alcuna esitazione. Arrivati in casa, lo invito ad andare a far la doccia per primo.«Mentre io metto a posto tutta questa roba, tu fa pure la doccia, che poi la faccio anch’io.»Si spoglia nudo e sento ancora il brivido di piacere che si rinnova nella mia mente nel vedere il suo corpo splendidamente scolpito. Sistemo la biancheria intima che mi è stata regalata e noto che, almeno quattro capi dovranno esser lavati, perché è evidente che, mentre li indossavo, dovevo essermi eccitata così tanto, da sporcarli. Esce dalla doccia, con solo un asciugamano legato alla vita, sotto cui si nota la sua erezione. Fingo di ignorarla e, dopo essermi spogliata nuda, senza guardarlo in faccia, faccio una rapida doccia e, quando esco, lui è quasi pronto. Indosso una gonna bianca, abbastanza corta, sandali col tacco alto e, come intimo, un perizoma bianco con sopra un reggiseno quasi invisibile, che modella la forma del mio seno, rendendola ancor più seducente. Una camicia bianca, abbastanza aderente, rivela ancora di più la bellezza del mio seno. Ci diamo un’occhiata e, sorridendo, usciamo. Fatti pochi passi, entriamo in un piccolo ristorante, dove ci mettiamo a mangiare, ridere e scherzare. Parliamo della giornata e di come certe situazioni ci hanno eccitato.«Ti sembrerà starno, ma mi ha fatto un particolare effetto esser nuda davanti a te. In certi momenti ho faticato a tener presente che eri mio fratello.»Lui sorride.«La stessa cosa è successa a me. Nelle foto in cui eri nuda e io ti appoggiavo il sesso sul corpo, ero eccitatissimo.»Lo guardo e nessuno dei due aggiunge altro, ma è chiaro che fra di noi è scattata una scintilla. Usciti dal ristorante, mi stringo al suo braccio e lui mi cinge la vita. In silenzio, torniamo a casa mia. Sembriamo una coppia di fidanzati e, appena dentro l’appartamento, senza che nessuno dica una sola parola, lui, improvvisamente, mi stringe a sé e mi bacia con passione. Lo volevo anch’io. Rispondo al suo bacio, mi stringo al suo corpo e sento prepotente ergersi la sua erezione. Ci strappiamo letteralmente i vestiti di dosso, quasi bruciassero. In un attimo siamo nudi e ci guardiamo in faccia in silenzio. Ho quasi paura a toccarlo. Mi sembra un sogno cullato per tanto tempo. Lui mi prende per mano ed entriamo, sempre in silenzio, in camera da letto e poi cominciamo a toccarci, leccarci e eccitarci come se adesso avessimo fretta. Mi fa letteralmente impazzire quella sua bocca che mi lecca divinamente ed io ricambio, accogliendo in gola tutto quel suo meraviglioso cazzo, che sento durissimo. Lo voglio. Lo trascino quasi di forza su di me e lui mi penetra molto lentamente. Lo sento che mi scivola lungo le pareti della vagina, ridotta ad un lago di umori. Quando arriva in fondo, rimane immobile e io ho un primo orgasmo.«Luca! Luca! Mi fai… Luca, VENGO!»Devastante! Sento il mio corpo tremare in maniera incontrollata. Lui adesso si muove dentro e fuori, con molta calma. Mi scopa benissimo e io subito riprendo a godere e lo stringo con forza a me. Lui mi sovrasta e mi sorride divertito.«Godi! Voglio che godi tantissimo! Non sai da quanto ti volevo! Oggi, mi son dovuto segare per non schizzarti addosso! Godi, che ti faccio impazzire questa sera!»Mi sento in paradiso. Con il mio ex era molto diverso. Lui mi eccitava appena un po', poi mi penetrava, godevo alla svelta e, quando lui mi schizzava dentro il suo piacere, era tutto finito. Con Luca, sto impazzendo. Godo senza fine. Dopo un tempo che a me è sembrato eterno, durante il quale mi ha scopato a lungo, cambiando diverse posizioni, ma sempre facendomi raggiungere l’orgasmo, finalmente lui gode con me. Sento il suo piacere esplodere dentro il mio corpo; lo abbraccio e, senza dir nulla, sfiniti, ci addormentiamo. All’alba è lui che mi stuzzica, masturbandomi; mi sveglio fra le sue braccia, lo guardo e lui mi sorride.«Buon giorno, amor mio. Spero che il risveglio sia bello come l’attimo in cui ci siamo addormentati.»Lo stringo e lo bacio con passione. Lui mi penetra quasi all’istante e io mi stupisco di ritrovarmi già bagnata. Disteso supino, mi trascina su di lui e mi fa godere, mentre stimola i miei seni, stringendo i capezzoli fra indice e pollice. Godo e vengo in continuazione: anche lui mi segue dopo un po'. Mi inonda il ventre con il suo seme bollente e poi mi distendo, stremata, su di lui.«Solo ora mi rendo conto di quanto ti volevo. Da quella sera nel bagno, in cui ti ho visto che ti masturbavi, dentro di me, ti ho sempre desiderato. A volte, quando stavo con Michele, mentre lui mi scopava, pensavo a te e godevo all’istante.»Luca mi sorride, mi bacia e poi parla:«Io ti ho sempre desiderata. Ero furioso quando ti sei fidanzata con bel bellimbusto borioso e viziato. Hanno sempre avuto ragione i nostri genitori, ma ti amavo troppo per dirtelo. Ho cercato di starti lontano, ma non ci sono mai riuscito. Ho cercato solo donne che ti assomigliavano e poi, con esse, sfogavo la mia frustrazione, il mio desideri di averti. Quando se ne rendevano conto, mi mandavano al diavolo. Era te che volevo, non loro, e questo io l’ho sempre saputo. Ora non ho idea di come gestire questa cosa, ma ti voglio e il resto non ha nessuna importanza.»È cominciata così la mia vita con lui. Dopo due settimane, Nadia mi ha cercato. Mi ha raccontato che il committente ci vuole conoscere e ci ha proposto un altro lavoro. lo abbiamo incontrato. Harry, un simpatico inglese, innamorato della Scozia, dove possiede un castello da favola. Ci ha inviato a passare una settimana con lui, assieme a Paolo e Nadia. Tutti e quattro ci siam divertiti molto e grande è stato il mio stupore nel constatare che Harry era gay. La cosa divertente è stata che, dopo essersi goduto il cazzo di Luca, ci ha fatto una insolita proposta.«Il cazzo di Luca mi fa impazzire! Ma comprendo anche che tu, che sei sua sorella, ne abbia saputo apprezzare la sua dotazione al punto da andarci a letto. Ebbene avrei una proposta un po’ bizzarra: io ti sposo. Tu diventi mia moglie, Luca ti ingravida ed il figlio vostro, sarebbe il mio erede. Tu puoi continuare a scopare con lui e io avrei, sia il piacere del suo cazzo che un erede, mentre voi sareste liberi di amarvi, anche alla luce del sole.»Abbiamo accettato ed oggi sono una brava moglie di un marito gay, che mi ha fatto ingravidare dal suo amante, nonché mio fratello. Ho già partorito un bel maschietto e adesso son di nuovo pregna: fra qualche giorno, partorirò una bella femminuccia.E pensare che tutto è nato per delle foto hard! Non ci posso credere!
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3 anni fa
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Varie
finalmente cornuto!
Mi chiamo Ettore, ho cinquantasette anni, da tempo ho acquistato una villetta bifamiliare in una zona nuova della città. L’idea era di avere un appartamento per me ed uno da affittare, poiché sono solo, niente figli e son vedovo. Ho fatto questo investimento ed ho selezionato gli inquilini. Su questo sono molto esigente: li voglio con la lei troia ed il lui cornuto. La coppia che ha da poco affittato il mio appartamento, mi fa ben sperare. Appena giunti, mi son reso conto di due cose: lui Michele, abile commerciante, mentre lei, Marina è una bella donna, che sa come farsi ubbidire da lui. Ben presto son diventato il salvagente di lei, che mi cerca per ogni cosa, nonché il confidente di lui, che, per le attenzioni che dedico a lei, non finisce mai di ringraziarmi. Marina è una bella donna. Alta, quarta di seno e veste sempre molto elegante. Lavora come direttrice di un settore di una importante azienda nazionale. Bella, colta, ha l’aria di una che ama il cazzo ed ama prenderlo anche di nascosto dal marito. In passato, con la complicità di mia moglie, ho goduto nel sottomettere giovani donne, mentre mia moglie umiliava e sottometteva i relativi mariti. Col tempo ho creato un gruppo di persone, che, come me, amano giocare con le mogli troie di mariti cornuti. Lei mi è piaciuta subito ed ho già intessuto una certa confidenza, specie quando lui è assente per lavoro. Una volta mi son fatto vedere anche nudo. La natura mi ha fornito di un attrezzo decisamente grosso e lungo, e lei, nella circostanza, lo ha ammirato, cercando di non farsi notare da me, che, in realtà, glielo mostravo di proposito. Poco dopo il loro arrivo, li ho invitati a cena. Per tutta la sera, mentre riempivo continuamente il bicchiere di vino a lui, facevo la corte a lei, che gradiva molto, così si è instaurata una certa confidenza anche con lei. Lui, invece, dopo quella sera, mi ha confessato di desiderare che sua moglie scopasse con un altro uomo. Era chiaro che quella confidenza era rivolta a me, ma gli ho fatto capire che tutto dovrà avvenire in maniera naturale, altrimenti si poteva rischiare di rovinare tutto, anche il suo stesso matrimonio. Lui, un po’ preoccupato, mi ha chiesto se avevo esperienza in quel campo. Quando gli ho risposto che, in passato, mi ero occupato di queste cose, ha accolto bene la notizia. Mi ha messo a parte di quanto sia troia a letto, che lo prende in tutti i buchi ed ingoia lo sperma. Oggi, sto mettendo ordine in giardino; son vestito solo con dei pantaloncini, che evidenziano molto il pacco, mentre lei sta usando un notebook, seduta sotto la veranda. Mi osserva con finta indifferenza: è vestita solo con una tunica leggera bianca e, sotto, deve esser priva di ogni indumento intimo, in quanto, allorché si è girata per salutarmi, i capezzoli duri hanno teso il tessuto, evidenziando lo splendido seno. Lui è fuori città, ad un convegno di lavoro e, all’improvviso, un imprevisto accelera tutte le cose: si verifica una lieve scossa di terremoto. Marina Sono Marina, ho quarantasei anni e, da quasi venticinque, sono sposata con Michele. Lavoro per una azienda nazionale ed ho raggiunto un buon livello di carriera, anche grazie alla mia intraprendenza ed una buona forma fisica. Sono alta un metro e ottanta, quarta di seno, cosce lunghe e belle, culo da favola, labbra carnose, che adorano succhiare bei cazzi. Appena terminati gli studi, un mio conoscente mi disse di rivolgermi ad una persona che dirigeva un settore importante di questa azienda, dove anelavo esser impiegata. Mi son presentata al soggetto e, senza tanti giri di parole, ebbe a dirmi che il posto c’era, ma bisognava pagarlo. Ho capito subito dove volesse andare a parare e, senza indugio, gli ho detto che ero giovane, appena laureata e vergine, ma desiderosa d’apprendere. Un mese dopo, ero la sua segretaria e la sua troia. Mi ha sverginato in tutto e per tutto. Ho imparato da lui a succhiare il cazzo e bere la sborra, a farmi scopare e chiavare nel culo, con molta soddisfazione. Dopo due anni, ho scoperto che si liberava un posto di rilievo, cui non volevo rinunciare e, quindi, mi son rivolta al vice presidente, che sapevo esser un vero porco. Appena avanzata la mia richiesta, ha risposto facendomi appoggiare i gomiti sulla sua scrivania e mi ha inculato in piedi, con molto piacere per entrambi: ovvio che quel posto è stato mio. Da tempo avevo conosciuto Michele, mi era simpatico, anche se aveva undici anni più di me e, quando mi ha chiesto di sposarlo, ho accettato. La vita matrimoniale si è rivelata subito per quello che è, monotona e poco soddisfacente, soprattutto nel sesso. Lui ha un modesto arnese che, all’inizio, me lo son fatto bastare, ma poi, col tempo e l’età, non è più riuscito a soddisfare il mio crescente appetito sessuale. Per fortuna ho imparato a soddisfare le mie voglie diversamente. Lo scorso anno, mentre eravamo in vacanza, ho fatto una scoperta molto interessante. Il direttore del villaggio aveva notato che amavo prendere il sole in topless e mi ha fatto capire che a lui la cosa era molto gradita. Potrete immaginare quanto abbia fatto piacere a me: scoprire che a mio marito la cosa non dispiaceva e che mi incoraggiava a frequentarlo. In breve, mi son fatta scopare per due sere di fila, mentre mio marito dormiva beato, con l’aiuto di alcuni bicchieri di vino di troppo. Dopo quel fatto, ho cominciata ad apprezzare l'intimo piacere di cornificarlo, alla luce del sole, perché trovavo la cosa quanto mai intrigante. Farlo cornuto con il suo benestare avrebbe semplificato le cose anche fra noi. Circa due mesi fa, è cambiato il presidente della mia azienda. La nuova dirigente, una bella donna, mi ha convocato nel suo ufficio. Mi ha fatto i complimenti per il mio operato e, poiché è fortemente convinta che il potere lo devono detenere le donne, mi ha chiesto di occuparmi di un settore dell’azienda, abbandonato alla deriva dalla precedente amministrazione. Mentre mi parlava, era in piedi davanti a me. Mi osservava e, quando ho accettato l’incarico, con conseguente nuova promozione, la sua bocca si è incollata alla mia per un bacio davvero unico, bello, intenso e ricco di piacere e passione. «Mi sei piaciuta subito, appena ti ho visto. Faccio molto affidamento su di te in ordine al lavoro e sappi che hai carta bianca; però, vieni a trovarmi spesso: il tuo corpo mi eccita da morire.» Dopo quella volta, ci vediamo spesso. Quasi una, o due volte, al mese passiamo un intero pomeriggio a giocare fra noi donne, assieme ad altre tre che lei ha messo in posti di comando; ne otteniamo molto piacere, anche se il cazzo resta in cima alle mie preferenze. Per poter svolgere più agevolmente il mio nuovo incarico, abbiamo preso in affitto questa villetta, situata in una comoda posizione nelle vicinanze del mio ufficio. Ettore, il proprietario, è un bel maschio, maturo, possente, fisico asciutto e ben curato. Mi intriga il suo sguardo, credo che, alla fine, se devo metter le corna a mio marito con il suo benestare, direi che Ettore è l’elemento giusto. Una volta, l’ho anche visto nudo e... cavoli!! Ha un cazzo che, in posizione di riposo, è veramente notevole: mi son bagnata solo a guardarlo, per non parlare nell'immaginare ad averlo dentro. Una sera ci ha invitato a cena. Mi ha fatto la corte con mio marito che rideva beato, mentre io avvertivo un languore allo stomaco al solo pensiero di poter stare fra le sue braccia. Oggi, sta sistemando il giardino. Lo guardo e noto che ha dei pantaloncini molto attillati, che evidenziano il pacco. Sono nuda, sotto la mia tunica di lino bianco e credo che lui l'abbia notato. Mentre lo guardo, con la mano mi sfioro lentamente la lumachina, che schiuma da morire. Improvvisamente, una leggera scossa di terremoto, cambia la mia vita. Michele Sono Michele, ho cinquantasette anni e sono sposato con Marina, che ne ha undici meno di me. Lavoro nel settore commerciale di una ditta che vende attrezzature per aziende agricole. Questo mio lavoro mi porta spesso lontano da casa. Marina è una bella donna, sa gestire la sua vita molto bene, è dirigente di un settore di rilievo di un’Azienda nazionale. La posizione che occupa all'interno della sua azienda, le impone di esser sempre molto elegante, con una certa classe ed ha una particolare predilezione per il tacco dodici, che riesce ad evidenziare ancor di più il suo meraviglioso culo. Oltre al culo ha un magnifico seno, una buona quarta, ben soda. Quando prende il sole in topless, mi fa impazzire di piacere nel vedere gli sguardi dei maschi, che si soffermano a guardarlo. Siamo una coppia che ha costruito un buon legame, lavoriamo tutta la settimana e, solo nei week-end, stiamo insieme, tranne, come questa volta che son fuori città, per un convegno di aggiornamento. Da poco, ci siamo trasferiti in una villetta ed il proprietario, è una persona molto disponibile, specie nei confronti di mia moglie e questo mi tranquillizza, soprattutto quando son lontano da casa. Da tempo nutro il forte desiderio di vederla posseduta da altri maschi. La sera, quando sono fuori città per lavoro, la immagino intenta a chiavare con un altro uomo e la cosa mi eccita così tanto, da indurmi a furiose seghe. Lo scorso anno, in vacanza, l’ho incoraggiata ad accettare la corte del direttore del villaggio, ma credo che non sia andata oltre il normale corteggiamento. Peccato, perché mi son segato spesso, immaginando lui che se la chiavava. Ettore, il nostro proprietario, ci ha invitato a cena da lui e, nonostante io abbia bevuto più del dovuto, mi son accorto che fra loro si era creata un buon feeling e per questo, qualche giorno dopo, l’ho reso partecipe del mio desiderio di esser cornificato. Lui mi ha informato che, in passato, aveva avuto simili esperienze e mi ha messo in guardia dal farlo in maniera sbagliata; si è, comunque, offerto di aiutarmi a realizzare questo mio desiderio. Oggi, al convegno, mi è arrivato un sms, avvertendomi che, nelle nostre zone, vi era stata una lieve scossa di terremoto, ma che sembrava non avesse prodotto danni. Ho subito telefonato a Marina, che si trovava in compagnia di Ettore. Ettore Appena la terra ha tremato, ho guardato verso Marina, che è scattata in piedi, voltandosi verso di me, mentre urlava per lo spavento. Son corso verso di lei, l’ho abbracciata e tranquillizzata. «Ettore, ti prego, stammi vicino: ho terrore del terremoto. Stammi vicino, ti prego.» «Calma, stai tranquilla, è tutto finito: ci sono io con te.» Si è stretta a me, tremava come una foglia. Sentivo il mio cazzo premere contro il suo ventre e mi sono eccitato subito. Lei, dopo un momento di paura, si è calmata e, sentendo premere il mio corpo contro il suo, si è stretta di più. Siamo rimasti immobili, poi lei mi ha detto che doveva avvertire il marito. Ha mandato un sms, e lui ci ha chiamato. «Amore, come stai? Tutto bene? Ettore è lì con te? Passamelo.» Lei mette il telefono in viva voce. Lo tranquillizzo e lui ripete molte volte di non lasciarla sola, perché lei ha un terrore folle del terremoto. «Ti prego, Ettore, stalle molto vicino, fa di tutto per la sua tranquillità, qualunque cosa. Tu, amore, non ti allontanare da lui, ubbidisci a tutto ciò che ti chiede.» Ci guardiamo negli occhi, lei ha un sorriso malizioso; in pratica lui ha messo sua moglie fra le mie braccia e lei non sembra dispiaciuta. La guardo e le mie labbra sono molto vicine alle sue, ci baciamo. La sua lingua entra di prepotenza nella mia bocca a cercar la mia, con la quale intreccia una danza dal forte sapore erotico. Mi succhia il labbro, sento le sue mani scorrere lungo il petto, fino a raggiungere il pacco, che ora è completamente duro. Ci stacchiamo e lei mi invita ad entrare. «Hai sentito mio marito? Non devi lasciarmi sola, stammi ben attaccato addosso. Dai, andiamo dentro, nel mio letto mi sento al sicuro.» La spoglio della tunica e vedo il suo corpo splendido, liscio, privo di qualsiasi imperfezione: ha il seno sodo e la fica depilata, ad eccezione di un triangolino sul monte di Venere, che la rende ancor più conturbante. Lei si inginocchia davanti a me ed estrae il cazzo da dentro i pantaloncini. «…Whaoo! Che bel cazzone?! Lo voglio tutto dentro di me: mi fa sballare al solo guardarlo!» Lo lecca in punta, scorre lungo l’asta e soppesa con la mano le grosse palle. «...Accidenti, come sono grosse! Scommetto che al loro interno c’è tanta crema saporita che voglio… bere… tutta! mmmhhuhhuumhmmmm…» Lo lecca con perizia. Lo infila in bocca, assaporandolo per bene, poi se lo spinge in gola, anche se con qualche difficoltà. «Sì… bella troia… leccamelo bene, che te lo spingo fin dentro la gola!» Le affondo il palo e lei lo accoglie con infinito piacere; anche se con qualche difficoltà, continua a spingerselo ancor più in profondità. Poi la sollevo, la distendo sul letto e infilo la testa fra le sue cosce. Sento il profumo del suo sesso: è un intenso odore di femmina in calore che mi eccita tanto. Ne aspiro il profumo a pieni polmoni, mentre lei m’implora di chiavarla. «Dai… ti voglio! Cazzo... non resisto!» Non le do ascolto. Affondo di colpo la mia lingua fra le pieghe della sua ostrica, che mi dona copiosi umori dolcissimi. Lecco, aspiro e succhio, torturandole il clitoride con i denti. Lo mordo e rilascio di continuo; questa azione le provoca la prima ondata di piacere. Trema, scossa da un incredibile orgasmo, che mi riempie la bocca di nettare dolcissimo. Lo ingoio tutto e poi mi sollevo e le affondo di colpo il cazzo tutto dentro. La sento stretta. Mi faccio strada dentro di lei, che si apre al massimo per ricevermi. Sento la cappella sbattere sul fondo e lei ha un nuovo orgasmo, che la scuote tutta. La sua bocca è spalancata, ma non emette suoni. È scossa dal piacere e, quando riesce a proferir parola, mi esorta a spaccarla tutta. «Sei… meraviglioso! Sfondami tutta! Vengo!» La stantuffo con calma. Voglio che si goda per bene il piacere che le sto facendo provare. Lei è in pieno delirio erotico, scuote la testa a destra ed a sinistra, come impazzita. La pompo a lungo, poi la sollevo e la faccio salire su di me. Libera nelle sue azioni ed impalata sul mio cazzo, si muove avanti e indietro, centellinando il mio cazzo per tutta la sua lunghezza, in un continuo di orgasmi. Poi, sfinita, si distende sul mio petto. «...Oddio, quanto ho goduto! Non mi era mai successo... ora voglio che godi anche tu…» La metto di lato, la scopo con vigore e, quando sono al limite, le schizzo dentro tutta la mia goduria. «Ora… senti come ti riempio? Sborro!» Lei ha un ennesimo orgasmo. Gode e trema, mentre io la farcisco come un bignè. Rimaniamo abbracciati e distesi sul letto. Lei mi accarezza e mi rivolge tanti complimenti. «Ne ho presi di cazzi, ma il tuo li supera tutti. In genere, dopo il mio primo orgasmo, se ne vengono e tutto finisce lì. Tu, invece, mi hai scopato facendomi godere all'impazzata. Da questo momento, credo che il tuo cazzo sarà spesso ospite dentro di me, se lo vorrai, e farò di tutto per esser la tua troia, in qualunque gioco tu voglia coinvolgermi. Quanto al cornuto, credo che sarà soddisfatto. Son convinta che era quello che voleva e, meglio di così, non poteva andare.» Restiamo abbracciati e, lentamente, lei mi fa eccitare di nuovo. Sento le sue labbra giocare con il mio cazzo: me lo succhia, sega e lecca, finché non raggiunge la sua completa erezione. «Sei fantastico! Il tuo cazzo è già pronto e, perciò me lo voglio godere nel culo, però... fa piano: grossi così, ne ho avuti raramente.» La rigiro, mi posiziono dietro di lei, le bagno il buchetto con della saliva ed appoggio la punta al forellino, che, molto lentamente, si apre come il bocciolo di un fiore, permettendo il passaggio del paletto. «Aaahhiiiiaa… piano! Come sei grosso! No, non ti fermare, continua a penetrarmi, ma piano.» L’afferro per i fianchi e glielo spingo dentro lentamente, ma senza fermarmi, finché non sento i coglioni sbattere sulle sue chiappe. Lei respira con affanno, mi invita a sfondarle il culo, cosa che faccio con vero piacere. Incomincio a limare quel buco, sempre più velocemente ed in profondità, fin quando lei, che con una mano si titilla il clitoride, non ha il primo orgasmo. «Godo, cazzo, mi fai godere anche dal culo! Pazzesco!» La sbatto con gusto per molto tempo, facendole cambiare posizione, ma sempre restando ben piantato nel suo culo. Ad un tratto ci voltiamo e vediamo Michele sulla soglia della camera. Si sta segando mentre ci osserva estasiato. Lei si volta, gli sorride e gli manda un bacio; poi, con voce dolcissima, lo fa partecipe di quello che sta succedendo nel suo letto. «Guarda, cornuto, come mi sfonda tutta! Questo è un vero toro! Tu, da oggi in poi, ti devi metter bene in testa, oltre alle corna, che LUI è un vero maschio e tu sarai solo il mio adorato cornuto, che, in effetti, era quello che volevi, vero?» Lui annuisce, si avvicina mentre io le sborro in culo; se lo estrae per leccarlo con gusto. Poi fa avvicinare di più suo marito e lo bacia in bocca, facendogli assaggiare anche la mia sbroda. Distesa, a gambe aperte, se lo trascina con la bocca sulla fica fradicia del nostro piacere e lo obbliga a leccar tutto, cosa che lui fa con estremo piacere. Da quel giorno, son passati due anni: lui continua a lavorare fuori ed io ho trasformato Marina in una perfetta troia. Per raggiungere tale scopo, mi son avvalso della collaborazione di alcuni amici che hanno scopato e usato lei, a loro piacimento, mentre Michele continua a ringraziarmi per le corna che continuo a donargli.
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3 anni fa
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Sogno proibito
Siamo in un appartamento di un tuo amico, sei stato invitato a giocare a poker, il tuo amico ti ha detto che sarete in 6. Tu decidi di portarmi con te perche dici che ti porto fortuna. Io penso:"Ci saranno tutte le mogli, sicuramente!". Per la serata mi dici di vestirmi sexy, mi vuoi bellissima al tuo fianco... Decido di indossare un vestitino corto, nero, con un spacco sulla coscia sinistra, scollato, senza reggiseno. Attillatissimo. E scarpe altissime, nere. Senza mutandine. Ci avviamo a casa del tuo amico... Suoniamo alla porta e ci accoglie uno degli amici ospiti. Non ti conosce, quindi ti presenti e mi presenti. Lui mi ammira, mi squadra dalla testa ai piedi, e mi bacia la mano... Tu, orgoglioso, mi presenti agli altri in casa. Mi rendo conto che sono l'unica donna... In mezzo a 6 uomini. Sono un po' timida... mi siedo al tavolo rotondo dove iniziate a giocare a carte, sono vicino a te. Mi accarezzi la gamba, mi vedi che sono tesa, non a mio agio, allora chiedi al padrone di casa di portarmi del vino bianco. Sai che mi piace tanto e mi rilassa subito. Tu stai viincendo molto alla partita... ti sto portando tanta fortuna... sto seduta vicino a te, mi accarezzi le gambe... mi sfiori la figa da sopra il vestitino... ti ecciti..e vinci.. Vinci tutto!! I tuoi amici sono tristi. La serata è stata lunga... io ho bevuto molto vino.. sono bella brilla! Anche tu e i tuoi amici siete alticci... Tu mi vedi che sono ubriaca, ma lucida.. Lo sai che quello stato mi piace... sai anche che mi rende più porca e disinibita... Allora decidi di divertirci un po... Proponi ai tuoi amici un gioco, dicendo: "Allora ragazzi, mia moglie ha tanta voglia di essere scopata, ha sempre voglia del mio cazzo la porca. È una troia insaziabile. A lei piace tanto essere guardata mentre la possiedo... Volete partecipare allo spettacolo? E chissà... tutto potrebbe succedere...? Ovviamente tutti hanno accettato l'invito... Liberi il tavolo dalle carte... mi ci fai sedere sopra, su un lato del tavolo, a gambe larghe... inizi a baciarmi... mi accarezzi ovunque... la figa... le tette... Poi ti abbassi... e mi lecchi la figa... bagnatissima... e mi scopi, da in piedi... Mi prendi in braccio, così, a gambe larghe col tuo cazzone nella mia figa...e mi sbatti a terra... e continui a scoparmi... Mi fai venire tante volte... col tuo bel cazzone meraviglioso che mi fa godere tantissimo!!! I tuoi amici sono in piedi, intorno a noi... col cazzo di fuori... eccitatissimi... Allora mi dici all'orecchio: "Mettiti in ginocchio, fammi vedere quanto sei troia"... Mi metto in ginocchio... tutti e 5 si avvicinano alla mia faccia con il loro cazzo e io inizio a leccarlo un po' a tutti... solo un assaggino di lingua... giusto per eccitarli tutti... Loro si eccitano Uno mi prende la testa e mi infila il cazzo in bocca... Si eccitano come animali, tutti mi vogliono... iniziano a toccarmi... tutte le mani addosso... le ho ovunque... Ho le tette strizzate da 4 mani e 3 cazzi sul viso... Ne afferro 2... e li masturbo per bene.. Il terzo mi sbatte il cazzo in bocca... Gli altri 2 che mi toccavano le tette mi allargano le gambe e la figa... sono bagnata... Ti chiedono se possono scoparmi... Tu dici di no... che sono solo tua... ma tutto il resto si... Sei seduto su un divanetto... con il cazzo di fuori a masturbarti... sei eccitatissimo... Allora mi sdraio a terra...a gambe larghe... tutta nuda... solo coi tacchi... Uno mi lecca la figa... un altro mi lecca i piedi... un altro le tette... un altro si mette in ginocchio vicino al mio viso e mi sbatte il cazzo duro in bocca... e l'ultimo se lo fa prendere in mano... Fanno a turno... tutti mi leccano ovunque e io prendo in bocca il cazzo di tutti a turno... Sono eccitatissimi... vogliono tutti schizzare... Allora mi rimetto in ginocchio... ma sui tacchi... con la figa all'aria... e loro tutti in cerchio col cazzo sulla mia faccia... Anche tu ti aggreghi... 6 cazzi sulla mia faccia... sulla mia lingua... Schizzate tutti contemporaneamente... sulla mia faccia... sulle mie tette... sulla mia lingua.
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3 anni fa
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La prima e unica volta con una trans
L'estate è iniziata e anche il caldo si fa sentire. Mi affaccio alla finestra e per qualche secondo godo della leggera brezza che colpisce il mio viso. Decido di uscire e fare una passeggiata per il centro di Bologna. Oggi è sabato e c'è molta gente per le strade, ma fortunatamente la brezza che ho sentito a casa è presente anche lungo la via che sto percorrendo. Io non sono bolognese, mi sono trasferito solo da un paio di anni e non conosco molto bene la città e i locali presenti qui nel centro, in lontananza scorgo un gruppetto di persone che sta entrando in un edificio che sembra antico e con della musica in sottofondo. Mi avvicino e leggo subito un cartello che cita: "Una comunità che cresce dal 1982", scopro dopo qualche secondo che è un famoso locale LGBTI. Io sono un ragazzo etero, ma ho avuto in passato nella mia città di origine molti amici gay e sono di larghe vedute, quindi, decido di entrare e curiosare un po' in giro; c'è molta gente e il caldo si fa sentire ancora di più, mi viene sete e pertanto decido che è giunto il momento di bere qualcosa. Trovo il bar: è molto affollato ed è difficile trovare un buco dove infilarmi e ordinare da bere, aguzzando bene la vista, anche perché non c'è molta luce, noto uno spazietto vicino a una ragazza con i capelli castani, lunghi e mossi che le arrivano fino sopra il sedere. Indossa un abito molto bello e sexy: sembra una lunga fascia nera che le avvolge il corpo, lasciando intravedere parti del corpo e un seno molto prosperoso che fa fatica a rimanere intrappolato in quel vestitino che a volte sembra strappato e a volte tagliato con cura nei posti giusti. Io sono un uomo normalissimo, ho 50 anni e anche se sono alto 180cm, sono molto robusto, diciamo in sovrappeso e caratterialmente sono timido. Però vedendo la ragazza e il suo splendido sorriso, mi faccio coraggio, mi avvicino e le dico che se mi fa un po' di spazio le offro da bere. Lei mi guarda per qualche secondo, non dice nulla e io imbarazzato capendo che forse non sono il suo tipo le dico "Scusami se ti ho dato fastidio, però fa caldo e ho sete, purtroppo solo da questa parte del bar ho visto che c'è un po' di spazio e volevo essere originale senza essere troppo invadente per chiederti di farmi posto". Lei continua a studiarmi per qualche altro secondo e poi mi dice che le piace bere una Vodka alla pesca e mi fa un po' di posto per ordinare al barista e mi dice che si chiama Sonia. Iniziamo a parlare e continuiamo a bere fino per oltre due ore, ogni tanto balliamo e io muoio ogni volta la tocco i suoi fianchi setosi ed eccitanti. Si fanno le 3 del mattino ed è ora di tornare a casa, chiedo a Sonia se le serve un passaggio, ma lei fissandomi nuovamente mi chiede: mi puoi accompagnare a casa, sono brilla e mi farebbe piacere non andare da sola, poi abito anche qui vicino. Ovviamente le rispondo che non c'è nessun problema e lei mi dà un bacetto sulla guancia e mi prende per mano e così ci dirigiamo verso casa sua. Arriviamo davanti al portone, prende le chiavi, apre la porta e riprende la mia mano tirandomi dentro. Appena entrato, mi prende il viso tra le mani, mi fissa nuovamente e si avvicina baciandomi. Sento la sua lingua che cerca la mia, le sue mani che si appoggiano sul mio sedere e io incredulo che ne approfitto e cerco di tastarle con una mano un seno e con l'altra le accarezzo la schiena. Sonia gioca con le mie labbra, le mordicchia, le succhia, ogni tanto le lascia riposare però continua a baciarmi tutto il viso giocando con la sua meravigliosa lingua. Sono eccitato da morire, lei lo capisce e prendendomi nuovamente per mano mi accompagna verso il divano, dove riprende a baciarmi, ma prima di farmi sedere, mi toglie i pantaloni e i boxer. Con i suoi meravigliosi occhi neri mi guarda e senza dire nulla si abbassa e inizia una lunga sequenza di baci sul mio cazzo, alternandoli a delle leccate infuocate. Sento la sua saliva che ormai bagna ogni mia parte intima, ma lei è instancabile: inizia a succhiare i miei testicoli, gioca con la lingua e con le mani, stuzzica il mio ano che per la prima volta riceve la visita sia della lingua che delle sue dita. Passa un'eternità e ringrazio di non essere venuto, fortunatamente non sono un tipo veloce e questo mi ha permesso di godere come non mai della meravigliosa e calda lingua di Sonia. Si alza e mi fa alzare anche a me, riprende quel meraviglioso gioco di sguardi e mi dice: "Adesso vorrei che mi spogliassi e che mi facessi tutto quello che io ho fatto a te. Ho capito che sei un tipo gentile e tenero, spero che quello che troverai sotto il vestito non ti creerà problemi, perché veramente voglio passare tutta la sera con te e risvegliarmi domani mattina tra le tue braccia". Ora è il mio turno di fissarla, perché non comprendo a fondo la sua affermazione, ma le dico che è meravigliosa e che nulla mi farà cambiare idea, inizio così ad abbassarle il vestito mentre lei continua a invadere la mia bocca con la sua lingua tenendomi il viso con le sue morbide mani. Faccio scendere il vestito all'altezza dei fianchi e appena sento l'elastico delle sue mutandine, lo aggancio con l'indice e in un solo colpo tolgo vestito e biancheria intima. Ora capisco la sua affermazione, davanti a me vedo un cazzo: è più grande del mio che misura circa 16 cm, ma il suo è più lungo di almeno 5 e più fino, ha una leggera curvatura a destra ed è circonciso; quindi la sua cappella è già pronta e ricettiva. Sonia appena nota il mio stupore mi dice: "Scusa se non te l'ho detto e capisco se ora vuoi andare via". Io le rispondo iniziando a fare ciò che lei prima ha fatto con il mio cazzo. Quindi inizio a baciarlo e a leccarlo, io mi eccito a sentire pulsare sotto la mia lingua il desiderio di Sonia, voglio prenderlo completamente in bocca, ma è piccola e non le vorrei far male con i denti. Sonia mi incita, le dico che non le voglio far male, ma mi prende la testa e inizia a scoparmi la bocca, mi fa male la mascella, ma vado avanti. Sonia: “Prima ti ho leccato le palle, perché a me piace moltissimo quando lo fanno a me, non aver paura, succhiale quanto vuoi e mentre lo fai, ti prego, infilami un dito nel culo". Scopro così che mi eccita essere comandato e guidato in questa meravigliosa esperienza. Io: "Sonia sei meravigliosa, scusami, è la prima volta che faccio queste cose, abbi pazienza, dimmi quello che devo fare e quello che ti piace". Sonia sentendo queste mie parole, sorride e il suo sguardo diventa ancora più erotico ed eccitante. Sonia:" Dai continua, ora riprendi il mio cazzo in bocca, sono eccitatissima e sto per venire, vorrei farlo nella tua bocca, ma se non vuoi dimmelo". Non so cosa mi sia preso, ma ormai stavo giocando e volevo essere partecipe al 100%, perciò mi aiutai con la mano aumentando il ritmo del pompino ed ecco che sento degli schizzi densi che invadono la mia bocca, prima uno, poi un altro fino a riempirla tutta. Sonia mi toglie il cazzo dalla bocca e presa da un raptus perverso, mi bacia. Giochiamo con le lingue e con la sua sborra fino a quando le nostre bocche non tornano a essere pulite. Il cazzo di Sonia rimane turgido e io lo riprendo in bocca, mi piace. Sonia, con fatica si stacca da me e mi fa alzare, prende il mio cazzo in mano e mi porta in camera da letto e mi dice: " Ora ti insegnerò a inculare una trans dandole il maggior godimento possibile". Si mette sul letto a pecorina e mi ordina di leccarle il culo, mi dice che deve essere molto bagnato e di aiutarmi con le dita per allargarlo e bagnarlo bene anche in profondità. Mi fa fare questo giochino con la lingua e con le dita per più di dieci minuti, sento il suo buchetto che ogni qualvolta passo la lingua ha dei leggeri spasmi, quando inserisco le dita, queste vengono catturate e strette, ma lentamente il buco si allarga. Sonia: "Ora scappellati il cazzo e visto che è largo, cerca di inserirlo lentamente, prima però vieni che te lo bagno ". Sonia mi fa avvicinare, accenna un pompino, ma in realtà ci sputa sopra fino a quando non è bagnatissimo. Subito dopo, mi rimetto dietro di lei e seguendo le sue istruzioni inizio a fare sesso con il suo meraviglioso culo. Sonia:" Inseriscilo lentamente, poi rimani fermo fino al mio via." Passa un minuto e il mio cazzo inizia a pulsare dal desiderio, prigioniero di Sonia, calda e pulsante anche Lei. Sonia:" Dai, ora il mio culo si è abituato e puoi iniziare a pompare: non andare veloce, voglio sentirlo tutto, voglio che tu venga dentro di me, ma lentamente." Non resisto molto, ma non la voglio deludere, perciò cerco di trattenermi il più possibile, ma la mia cappella, ormai ultrasensibile, chiede pietà e così dopo neanche dieci minuti inizio a sborrare, riesco a togliermi velocemente il preservativo vengo sul culo di Sonia. Sonia: "Vieni, sdraiati che ora me lo devi ripulire tutto". Io mi sdraio e lei viene con il culo sulla mia faccia, il lecco e sento il sapore della mia sborra che entra in me, pulisco tutto. Sonia mi bacia, rifacciamo il giochino di prima con le lingue e poi ci abbracciamo e ci addormentiamo.
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3 anni fa
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Varie
Io e te per sempre insieme.
Mi chiamo Elena, sono la secondogenita di una famiglia abbastanza benestante e felice. Ho un fratello che si chiama Renzo, è più grande di me di due anni. I miei genitori erano due persone molto unite e felici, mamma era anche una bravissima cuoca, che mi ha insegnato tante cose. Con mio fratello ho un rapporto speciale, lui è tutto per me. Da quel che ricordo, ho sempre sentito mamma dire a mio fratello: stai attento a tua sorella, gioca con tua sorella, tieni d'occhio tua sorella, abbi cura di tua sorella. Ovvio che, in un simile contesto, io son cresciuta tranquilla e protetta. Per lui son diventata, nell'ordine, la paperotta, la patatina ed infine la sua principessa. Appena adolescente, lui ha iniziato a praticare come sport le arti marziali, il judo per la precisione e, con durissimi allenamenti, ne ha ricavato, nel tempo, un fisico davvero bello. Muscoli forti, ben scolpiti, e tanta sicurezza in sé. Io, invece, con mamma ho praticato, senza troppi allori, il nuoto e, a parte il fisco ben modellato, non è stato sufficiente a vincere la tremenda timidezza che. associata, ad un carattere tendenzialmente chiuso, ha fatto di me una ragazza timida, schiva e sempre defilata. Renzo, invece, nel tempo si è creato una cerchia di amici e ragazze, che lo ammiravano e lui era sempre al centro di momenti allegri e divertimenti vari. Al passaggio dei miei sedici anni, diciotto per lui, mi son resa conto che ne ero profondamente innamorata. Lui era l'unica persona al mondo che mi capiva con un semplice sguardo, mi sentivo sempre sicura con lui, amata, protetta e felice. Lui, però, da qualche tempo aveva iniziato una storia con una bella ragazza. Monica, era la sua copia esatta, al femminile. Allegra, bella, estroversa e sempre pronta ad assecondarlo in tutto. Io ne ero terribilmente gelosa. Certo, ero consapevole che era la donna giusta per lui, ma se questo, da un lato, mi faceva piacere, da un altro mi faceva rodere il fegato di gelosia. Per ovviare a questo stato, che mi tormentava, da un po' di tempo, cercavo di trovarmi un ragazzo, almeno mi sarei tolto lui dalla testa. Una sera, durante le vacanze natalizie, a una festa con tutti gli amici, ho ritrovato un ragazzo che per un certo periodo avevo frequentato: era dolce, carino, simpatico, mi sembrava che le cose con lui potessero filare al meglio. Mi son ritrovata un poco in disparte tra i suoi baci, le sue carezze erano sempre più audaci ed io quasi mi ero convinta a lasciarmi andare. Ad un tratto, la sua mano ha preso a risalire in mezzo alle mie cosce, mi son sentita a disagio, non volevo, ero tremendamente impaurita. «No! Ti prego, no! Fermati, non voglio! Ti prego, lasciami!» Ero talmente terrorizzata da parlargli con un filo di voce, mentre lui insisteva con aria incazzata. «E no, cazzo! Dici che non vuoi? Prima mi fai arrapare e poi mi lasci così? No bella, ora si scopa! E non far storie, che io ne ho voglia!» A quelle parole ho cercato di divincolarmi, ma lui era più forte: mi ha afferrato per le braccia, bloccandomi. «E no, troietta, ora almeno me lo succhi e mi fai godere, altrimenti m'incazzo di brutto!» Detto questo, mi ha fatto piegare e mi ha infilato in gola il suo cazzo duro. Istintivamente ho serrato le labbra, ma il risultato è stato un sonoro schiaffo in faccia. «Piccola puttanella! Apri questa cazzo di bocca e stringi con le labbra e non con i denti! Non sai nemmeno fare un bocchino decente, sei una deficiente. Sta ferma!» Mi ha afferrato la testa con entrambe le mani ed ha cominciato a pomparmelo in bocca, spingendomelo sempre più giù in gola. Ero immobile, terrorizzata, sentivo che avrei vomitato da un momento all'altro e, intanto, lui si muoveva sempre più velocemente dentro la mia bocca, fin quando ha goduto, schizzandomi in gola la sua sborra. «aaahhh uummm ... Sì, ingoia … sborro!» Ho sentito lo schizzo direttamente in gola. L'ho spinto indietro con tutte le mie forze. Poi gliel'ho vomitato direttamente sul cazzo, sui pantaloni, sporcandolo tutto. «Brutta stupida deficiente, che cazzo fai? Mi hai sporcato tutto; sei proprio una scema incapace!» Mi ha urlato contro, mollandomi un'altra sberla. Alcune persone che avevano notato la scena, sono corse ad avvertire mio fratello: un attimo dopo è scoppiato il casino. Ho dovuto faticare sette camicie per impedire che lo riempisse di botte. Da quel giorno, le cose sono radicalmente cambiate. Ha ripreso a occuparsi di me, a tempo pieno. Mi portava sempre con sé, studiava con me. Se dentro di me ero dispiaciuta per lui, che aveva anche litigato con Monica proprio per colpa mia, di riflesso ero al settimo cielo: avevo di nuovo tutta la sua attenzione. Circa un anno dopo questo episodio, avvenne il dramma. Mamma e papà rimasero uccisi in un drammatico incidente stradale, provocato da un banco di nebbia. Il giorno del funerale fu terribile, sia per il nostro profondo dolore, sia per tutti i parenti ed amici che continuavano a trattarci come due poveri dementi che, da lì in poi, sarebbero morti per l'incapacità di vivere senza genitori. Enzo già lavorava in banca, mentre io ero a pochi mesi dal diploma. Di risorse ne avevamo: i nostri genitori avevano provveduto a destinarci, ad ognuno di noi, una discreta somma con cui il futuro si presentava meno nero di quanto poteva sembrare. Per tutto il giorno, fu un susseguirsi di pacche, abbracci e gente che ci definiva “poverini”, uno strazio nello strazio. Io e lui ci scambiavamo occhiate dandoci conforto a vicenda. Alla fine, ci ritrovammo soli. Lui seduto sul divano, mentre io ero distesa con le spalle appoggiate al suo petto, come amavo stare, quando guardavamo insieme qualche programma televisivo. Immobili, in silenzio, con tutto il nostro dolore. Improvvisamente, mi son girata, l'ho guardato dritto negli occhi arrossati dal pianto, l'ho abbracciato e lui ha abbracciato me. In silenzio, immobili, con lo sguardo che diceva tutto e niente, ho appoggiato le mie labbra alle sue, in un timido bacio, quasi una follia che lui ha condiviso con me, rispondendo al mio bacio. La sua lingua si è insinuata nella mia bocca e, insieme, hanno iniziato una danza erotica, che ci ha travolti di passione. Non era più un bacio, era un sigillo, che sanciva il nostro stato: io e lui soli e solo noi. Lungo, interminabilmente, ricco di passione. Avrei voluto non staccarmi più. «Andiamo a letto.» L'ho preso per mano e siamo entrati in camere mia. Lo volevo. Volevo esser sua, ma era indiscutibile che questo non fosse il momento giusto. Avrei avuto altre occasioni, ma non questa sera, ora volevo stare tra le sue braccia. Ci siamo spogliati e siamo entrati nel mio letto, che è ad una piazza e mezzo, ottima condizione per due che vogliono star stretti. Mi sono girata di spalle, distesa sul lato, ed ho sentito lui che, in silenzio, ha infilato le sue braccia sotto le mie ascelle. Ho afferrato le sue mani e le ho strette nelle mie: era tutto quello che volevo, mi sentivo al sicuro e mi son addormentata. Da quel giorno siamo diventati una coppia. Nessuno dei due ha più parlato di quel bacio, ma vivevamo come due coniugi. Sveglia la mattina, colazione insieme, un bacio e via: lui al lavoro, io a scuola. Al mio ritorno, sistemavo la casa e poi studiavo, in fine preparavo la cena per lui che tornava stanco, poi insieme, distesi sul divano a raccontarci la vita quotidiana. Poteva sembrare noiosa, ma non lo era. Anzi erano momenti di assoluta tenerezza, senza che nessuno di noi due andasse oltre. Il giorno del suo ventesimo compleanno, ho deciso di renderlo indimenticabile, sia per lui che per me. Ho preparato una bella cena a lume di candela, poi l'ho pregato di avvertirmi quando era in prossimità di casa. «Sto arrivando; sei sicura che debba suonare? Perché non posso usare le chiavi?» Quando ha suonato, l'ho fatto entrare e mi son nascosta dietro alla porta, nuda, con solo un accappatoio. «Non ti girare, lasciati bendare e poi spogliati.» Gli ho ordinato, bendandolo. Lui ha eseguito tutto. Vederlo nudo, mi ha eccitato da morire. Bello come un dio greco, moro, con i muscoli incredibilmente tesi e scolpiti: ho ammirato il suo cazzo, leggermente turgido, bello, lo avrei preso in bocca, anche senza nessuna esperienza, ma dovevo pazientare; se il mio piano avesse funzionato, lo avrei avuto tutto dentro di me. Si è lasciato prendere per mano e condurre in bagno, dove avevo, in precedenza, acceso delle candele profumate e preparato la vasca con acqua calda, sali ed oli profumati. L'ho aiutato a entrarvi e poi, velocemente, mi sono denudata e sono entrata insieme a lui, facendolo sedere. «Ma, Elena, che fai?» Mi ha chiesto quando l'ho sbendato e lui si è reso conto che stavamo seduti nudi dentro la vasca. Poi gli ho sussurrato nell'orecchio. «Ssshhhh...sta zitto! Rilassati, come facevano mamma e papà, che una volta a settimana si dedicavano un bagno così.» Ho appoggiando il mio seno contro le sue spalle. Sentivo i miei capezzoli duri premere contro di lui, mi dava un piacere sottile, intenso. Ho cominciato a praticargli un massaggio sul collo; lentamente si è rilassato. Ha appoggiato il capo contro la mia spalla ed ha lasciato che continuassi quel massaggio, che ora lo stava facendo eccitare. Con gli occhi chiusi, gemeva, mentre, a mia volta, raggiungevo uno stato di libidine esagerato. Lo desideravo, ma dovevo esser cauta, non volevo rischiare una debacle. Lo massaggiavo piano, scendendo lentamente sia sul torace, frizionando un po' i capezzoli, poi, lentamente son scesa lungo le cosce, appena inarcate. Vedevo ora il suo meraviglioso palo ergersi dritto a pelo d'acqua. Bello, invitante, ma esitavo, ero terribilmente indecisa. Lui ha sollevato le braccia, ha portato le sue mani lungo le mie cosce, accarezzandole piano. Ero eccitata, sentivo le sue carezze lungo le gambe, mentre ruotava lentamente il bacino, sfregando la sua schiena sui miei capezzoli così duri da far male. Non ho resistito. Ho afferrato il suo durissimo cazzo, con una mano sopra l'altra e, ciononostante, non riuscivo a coprire tutta la sua lunghezza: ci sarebbe voluta ancora un'altra mano. Ho preso a segarlo piano, ero inesperta e temevo di fargli male. Lui ha cominciato a godere. «...uuuuuuummmmhhhuummmm...». Un lungo interminabile gemito. Ero pazza di felicità. Stavo facendo una sega al mio adorato fratello e lui ne godeva. Improvvisamente mi ha fermato, si è sollevato e, preso un telo, se n'è andato. «Fermati, ti prego. Che stiamo facendo?» Mi ha detto, uscendo dal bagno. Immobile, sconvolta, terrorizzata al pensiero di aver rovinato tutto, per un tempo che a me è sembrato eterno, son rimasta immobile, seduta nell'acqua a riflettere. Quando la porta si è riaperta, lui è entrato vestito con una tuta e, con un sorriso, ha preso il mio accappatoio, aprendolo davanti a me. «Dai, esci, che voglio mangiare: ho fame.» Ho capito che tutto era come prima. Mi son alzata, mostrandogli il mio corpo nudo in tutto il suo splendore. I suoi occhi hanno indugiato un po' su di me, mi ammirava soddisfatto, ho notato il gonfiore all'altezza del suo inguine e questo mi ha reso davvero felice. La cena è stata superba. Ci siamo comportati come due innamorati, scambiandoci carezze, effusioni, piccole attenzioni. Ero pronta, lo volevo, ma la sua precedente reazione bloccava ogni mia iniziativa: avrei mal retto un suo nuovo rifiuto. Non potevo crederci: ero quasi certa che anche lui lo desiderasse. Ma, se invece, mi sbagliavo? Maledetta insicurezza. Siamo andati a letto e, come tutte le notti precedenti, ho dormito fra le sue braccia, sentendo premere dietro di me quel palo di carne bollente. La mia mente si è chiesta come mai, lui non osava, forse mi considerava brutta? Forse non voleva farlo con sua sorella? Allora perché questo comportamento così disorientante? Non ci capivo più nulla, ma l'unica cosa di cui ero certa, era che lo volevo. Solo con lui mi sentivo a mio agio. Le sue mani su di me erano le sole a non terrorizzarmi, al contrario mi davano sicurezza, tranquillità, mi eccitavano, ma non riuscivo a far una sola mossa per sdrammatizzare questa situazione che si era creata. Il mese successivo ho dato gli esami di maturità con ottimi risultati, poi abbiamo dovuto fare una cosa che proprio non si poteva rimandare. Renzo ha ottenuto una promozione, vice direttore di filiale, ma doveva trasferirsi in una città piuttosto lontana, quindi abbiamo deciso che sarei andata con lui. Inoltre una nostra amica incinta, cerca una casa più grande e la nostra sarebbe perfetta, quindi abbiamo deciso di affittargliela: ne avremmo ricavato una rendita sicura. Incominciamo a impacchettare le nostre cose per il trasloco e, dopo aver sistemato le cose di tutte le altre stanze, ci siamo messi a sgomberare l'ultima, quella dei nostri genitori. Dalla loro morte, non vi eravamo più entrati. Tutto è ancora come l’hanno lasciata, a parte un po' di polvere, è tutto perfettamente in ordine, tipico di mamma. Insieme costatiamo che, in fondo, non sappiamo molto di loro. Ottimi genitori, felici, complici, ma dentro quella camera non ci eravamo quasi mai entrati. Mamma era gelosa delle sue cose. È vero che vivevamo assieme, ma non avevamo mai curiosato nel suo armadio, dentro un cassetto o il comò. Con molta tristezza e tanta curiosità, abbiamo cominciato ad esplorare quel luogo. Io e mamma avevamo quasi le stesse misure, lei una taglia in più per effetto del seno: lei una terza piena, io al massimo una seconda. Le scarpe invece erano del mio stesso numero, poi non ricordo altro. Apro lentamente l'armadio; le cose di papà piacciono a Renzo, anche quelle sono di una misura in più, ma molte cose gli stanno bene e vuole conservarle. Man mano scopro che mamma era una donna che sapeva scegliere cose di buon gusto; moltissimi accessori, borse, scarpe, si abbinavano perfettamente fra loro. In un cassetto dell'armadio, scopro una vera collezione di bellissima lingerie. Ne avevo viste alcune, ma molte mi erano sconosciute. Tanga, string e guepiere bellissime che, sicuramente, indossava per papà, oltre calze auto reggenti, dal pizzo bellissimo. Decido di tenere tutto e lo impacchetto; in cima all'armadio ci sotto tre scatole di camicette di seta bellissime, poi scopro, dentro un'anonima scatola, un cofanetto di legno intarsiato, chiuso a chiave. Incuriositi, ci sediamo sul letto: cerco la chiave e mi ricordo che mamma ne portava una appesa al collo con una catenina d'oro. Guardo in una busta che ci hanno consegnato le autorità, dopo l'incidente. Dentro ci trovo i loro effetti personali: li avevamo messi in camera loro, ancora dentro la busta, senza mai aprirla. Ci sono i loro orologi, anelli e due braccialetti d'oro con una targhetta con incisa una frase: “Io e te per sempre insieme.” Hanno sempre tenuto al polso quei braccialetti, non se li toglievano mai. Trovo la chiave ed apro il cofanetto. Dentro ci sono dei documenti e un ritaglio di giornale, di tanti anni fa. Parla di un giovane agente delle forze dell'ordine, ucciso mentre cercava di sventare una rapina. Il trafiletto dice che lui, morendo, ha lasciato una giovanissima donna, sposata appena tre mesi prima. Leggo e resto basita: il giovane ha lo stesso cognome di mamma. Con gli altri documenti il quadro si delinea chiaro. Mamma era sposata con il ragazzo morto, nel tempo ha conservato il suo cognome, ma, quando siamo nati, a noi ha dato il suo da nubile, che poi era lo stesso di quello di papà, poiché era suo fratello. Noi li credevamo marito e moglie, ma non si erano mai sposati, essendo fratello e sorella. Infine comprendiamo anche perché nessuno ha mai avuto dubbi su di loro: erano venuti dal sud e qui, in questa nuova realtà, non li conosceva nessuno. Mia madre aveva usato il cognome da sposata, mentre lui, portando la barba ben curata, era riuscito a mascherare i suoi lineamenti, in modo da nascondere una eventuale somiglianza. Io son bionda, come papà, mentre Renzo è moro, come mamma: nessuno, in tutto questo tempo, aveva mai pensato ad una cosa simile sul loro conto. Incredibile! Avevano mantenuto il segreto per tutto questo tempo. Mi giro, riguardo il braccialetto di mamma, Renzo prende l'altro, comprendiamo la frase. Spingo Renzo disteso sul letto e gli vado sopra. Abbasso i pantaloni della tuta e m’impossesso, come una furia, del suo cazzo quasi turgido: me lo infilo in gola, lo voglio! «No, fermati! … Elena, ti prego, fermati!» Dice questo, mentre cerca di staccarmi da lui. Insisto, ho preso coraggio da ciò che ho appreso dei miei genitori. Lo tengo in bocca, lo sento crescere, cerco, con la mia pochissima esperienza, a farlo godere. Alla fine, mi parla con voce rotta dall'emozione. «Ti prego, lo voglio pure io, ma fermati: facciamolo per bene.» Mi stacco, lo guardo, lui comincia a spogliarsi, io lo imito; in un attimo siamo nudi. Lui mi distende supina, sale su di me, sento il peso meraviglioso del suo corpo premere contro il mio. Mi bacia, insegua la mia lingua, la succhia, mi accarezza i fianchi e le cosce, poi, lentamente, scende verso il basso; comincio a vibrare dal piacere. Le sue labbra percorrono ogni centimetro del mio corpo, tremo e mi fa impazzire la sua lentezza, ma anche questo modo di assaporare il piacere, me ne offre uno ulteriore. Succhia i miei capezzoli, li stringe fra i denti, mi fa gemere, lo spingo in basso, lo voglio fra le cosce, ma lui esita. «...Dai...ti prego ... non resisto ... ti voglio ... ora ... uhhummmhummm...» Sono scossa da brividi di autentico piacere, che mi stanno facendo arrivare al mio primo, vero orgasmo. Lui indugia fra le mie cosce. Sento il caldo respiro sfiorare il triangolino di peli che ricoprono la mia fighetta, che schiuma da morire. Sento colare i miei copiosi umori. Affonda di colpo la sua lingua lungo lo spacco e io raggiungo il mio primo orgasmo. Schiaccio la sua bocca sul mio clitoride, pressandogli le mani sul capo ed urlo di piacere. «… aaaaaah ... ora … amore ... VENGO! ... ora ... sì …Vengo! ... … uhumum...» Urlo con tutto il fiato che riesco a far uscire dalla mia gola. Lo afferro per i capelli e lo trascino su di me. Sento la sua bruciante cappella appoggiarsi fra le labbra della mia fica fradicia. Inarco le gambe e mi preparo a riceverlo dentro di me. Indugia ancora un po', poi, come un toro scatenato, mi spinge dentro il suo meraviglioso palo. Sento premere sull'imene, poi lo sfonda. Urlo, ma stringo le cosce, non voglio che esca. Lo incito a spingere sempre più a fondo. «...aaaaaahhhhhh ... Dai ... non ti fermare! ... spingimelo tutto dentro!» Dopo un momento di esitazione, comincia a muoversi dentro di me con un ritmo deciso, intenso. Affonda tutto il suo arnese, lo estrae con calma, per poi infilarlo di nuovo in fondo. Godo, vengo e tremo, come non mai. Mi fa impazzire. Gli graffio la schiena ed urlo. Godo senza sosta di un orgasmo dietro l'altro, fin quasi a svenire per l'intenso piacere. Si ferma, mi rigira, mi mette sopra. Ora sono infilata dall'alto e lo sento tutto, fin dentro lo stomaco. Mi toglie il respiro, vorrei urlare ancora, ma il fiato mi muore in gola e resto a bocca aperta. Incomincio a muovermi su e giù. Ad ogni movimento, sento che lui esce e rientra sempre più in profondità e ciò mi fa impazzire. Alza le mani, afferra i miei seni e stringe i capezzoli fra le dita, in un misto dolore/piacere che mi stordisce, non ho più la forza di gridare i miei orgasmi. Mi distende di lato, mi rigira e poi, dopo aver sollevato una mia gamba, mi penetra da dietro. Lo sento sfondarmi con decisione. Mi scopa con movimenti molto veloci, deve esser al culmine anche lui. Lo esorto a venirmi dentro. «Amore ... dai … Riempimi! ... Voglio il tuo seme dentro di me … sì, ingravidami!» Stupita gli urlo queste parole. Lui non lesina altri durissimi colpi, fino a venire. «Ora! ... Elena ... sborro! ... sì ... cazzo ... eccomi ... vengo!» Esplode dentro di me con getti caldissimi, che la mia slabbrata micetta non riesce a contenere. Li sento colare di lato, sono sfinita e lui, come me. Abbiamo il fiatone, ma restiamo abbracciati. Poi, mossa dalla curiosità, gli parlo: «Credi che abbiano avuto dei ripensamenti? Forse il terrore di esser scoperti li ha sempre accompagnati, ma son convinta che fossero felici della loro scelta e, poi, hai visto cosa c'è scritto sulla targhetta del bracciale? Credevo fosse una frase da innamorati, una promessa fra moglie e marito, invece credo che si riferisse alla loro irrituale unione. Un sigillo che ne ha sancito l'eterna unione, indissolubile, unica come la loro storia.» Renzo mi ascolta, concorda con le mie parole, poi, come illuminato da una idea, mi sorride. «Andremo a vivere lontano da qui, dove nessuno ci conosce. I tempi sono cambiati e se tu avessi un figlio, senza marito, non importerebbe a nessuno, quindi se sei rimasta incinta, lo terremo, vero?» Lo abbraccio forte, lo stringo a me quasi con il timore di perderlo. «Certo che lo teniamo! Anzi che ne dici di insistere? Sai, potrebbe non esser bastata l'innaffiata che mi hai dato; se ti va, potremmo continuare: e così bello sentirti venir dentro!» Abbiamo continuato. Sono diventata la sua donna. Mi ha insegnato tante cose e, altre, le abbiamo imparate insieme. Da quel rapporto, o i successivi, è nato Matteo, nome di nostro padre. Dopo circa due anni è arrivata anche Carla, come nostra madre. Son passati già venti anni. Com’era successo a noi due, anche Matteo ha vegliato gelosamente su sua sorella. Da un mese, ho avuto certezza, anche se lo avessi sempre sospettato, che fra loro due ci fosse amore. Quando l'ho detto a Renzo, lui ci ha riso su, e poi ha accarezzato il bracciale dei nostri genitori, quello con la frase scritta. «Sarà opportuno farne creare una copia: credo che anche loro ne avranno bisogno.» Tre giorni dopo, li abbiamo, di proposito, sorpresi assieme. Dopo un iniziale momento d'imbarazzo, io mi sono avvicinata ad essi, nudi, a scopare sul suo letto e l'ho accarezzata. Forse era giusto così: anche loro hanno diritto a vivere, se lo vorranno "insieme, per sempre".
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3 anni fa
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Fra le braccia di mio padre.
Sdraiata nel mio letto, mi rigiro, guardo la sveglia, vedo che è quasi mezzanotte. Il caldo opprimente, l’afa bestiale, rendono questa notte incandescente. Osservo la finestra aperta, la luce che proviene dalla strada fa pensare che, da un momento all’altro, stia per scatenarsi una tempesta. Ho paura, mi rigiro nel letto bagnato del mio stesso sudore, sono inquieta, mi agito per l’imminente temporale che sta per abbattersi sulla città. Sono Mara, ho 19 anni e vengo definita una bella ragazza: alta m. 1,85, capelli ed occhi scuri, terza misura di seno, gambe lunghe e affusolate in un fisico atletico acquisito in anni di palestra ed allenamenti in piscina. Vivo con i miei genitori. Papà si chiama Bruno, ha 40 anni ben portati, in effetti non potrebbe esser diversamente, avendo da sempre fatto nuoto: in gioventù, in squadre per agonismo e con risultati lusinghieri, mentre oggi è un istruttore di nuoto e allena squadre femminili. Ha conosciuto mia madre durante una gara di nuoto e, da allora, la loro vita è diventata una. Mio nonno Giulio, aveva una palestra e una piccola piscina; con l’arrivo di mio padre, tutto è stato trasformato in un ottimo centro sportivo con una piscina agonistica, che ci impegna quasi tutti; infatti vi lavoro pure io nell’amministrazione, essendomi diplomata in ragioneria. Mia madre, si chiama Claudia, anche lei quarantenne, è medico del reparto ostetricia del locale nosocomio; è una bella donna, alta come me, ma ha un seno più abbondante del mio, ama vestirsi molto elegante e, per lei, le scarpe basse sono quelle dal tacco 10. D'improvviso, la notte viene illuminata da un lampo accecante, seguito da un tuono che fa tremare l'intero edificio fino nelle fondamenta. Salto dal letto come una molla, scappo, fuggo nel corridoio, verso la camera dei miei genitori, dove c’è mio padre che non dorme, sta appoggiato alla testiera del letto e legge un libro, come ama fare la sera, quando la mamma è di turno di notte nell’ospedale. Apro la porta e mi fermo un attimo sulla soglia, mentre l’ennesimo tuono scuote di nuovo il palazzo; io sono lì, immobile, lo guardo: se ne sta seduto dentro il letto semicoperto dal lenzuolo, appoggiato, a torso nudo; mi guarda e mi sorride. Di nuovo un lampo e un tuono, urlo, salto sul letto, alzo il lenzuolo e mi rifugio fra le sue braccia, stringendolo e tremando per la paura. Il mio corpo nudo, coperto solo da una T-shirt, si appiccica al suo, anch'esso nudo. Tremo ed urlo ad ogni tuono e, ben presto, mi rendo conto che la mia micetta preme contro qualcosa che sta crescendo a vista d'occhio. Come sempre, mio padre dorme nudo ed ora io ho il mio sesso appoggiato al suo, mentre tremo come una foglia. Sono stata sempre terrorizzata da tuoni e fulmini, fin dall’età di 10 anni. Un giorno, appena uscita da scuola, mi ero rifugiata sotto un albero, perché stava iniziando a piovere e mia madre tardava; nel preciso istante in cui l’ho vista e raggiunto l’auto e, mentre vi salivo a bordo, un fulmine colpì l’albero sotto cui ero riparata, spaccandolo in due. Da allora ho sempre avuto il terrore di fulmini e tuoni. Continuo a tremare, mentre sento che, fra le mie gambe, il sesso di mio padre è cresciuto notevolmente, anzi ora è proprio duro ed io continuo a muovermi su e giù, in un crescente stato di eccitazione, che va aumentando con la stessa intensità con cui il suo sesso cresce, mentre fuori, era pronto a scoppiare il temporale. Ad un tratto sollevò lo sguardo, i nostri occhi si incrociano e, senza dir nulla, salgo su di lui. Afferro con la mano la sua splendida mazza, spennello la punta lentamente lungo lo spacco della micetta, che è ridotta ad un lago di umori e, con un sol colpo, mi ci impalo sopra, spalancando la bocca da cui promana solo un lieve gemito. Nello stesso istante, il mio corpo viene scosso da un brivido di piacere intenso e, quando lo sento sbattere sul fondo dell’utero, mi provoca il primo impensabile orgasmo. Sentirmi penetrare da quel palo di carne poderoso, meraviglioso, che mi ha subito provocato un orgasmo, scuotendomi dalla testa ai piedi e facendomi tremare tutta, è una sensazione che non cambierei per tutto l'oro del mondo. Mentre fuori si scatenava l'inferno, io ero immersa nelle gioie del paradiso, perché l'incredibile potenza che si muoveva dentro di me, mi provocava un uragano di sensazioni bellissime, che facevano vibrare il mio corpo; dalla mia micia, ormai aperta e ricolma del sesso di mio padre, cominciava a sgorgare un fiume di piacere, ricoprendo interamente la verga. Allo stesso modo di come la città viene bagnata da un tremendo temporale, accompagnato da tuoni e fulmini, il mio corpo era scosso da scariche elettriche di piacere, che mi fanno vibrare come una foglia smossa dal vento. Lui è rimasto per un lungo attimo immobile, mi ha osservato con un sorriso dolcissimo e, senza dire una parola, ha sollevato le braccia, mi ha sfilato la T-shirt ed ora, dopo aver inarcato le gambe dietro la mia schiena, afferra i miei seni e comincia ad impastarli, strizzandoli, gioca e schiaccia i capezzoli fra le dita, procurandomi ancora altro immenso piacere. Godo, urlo, mentre, con un lento saliscendi, mi godo quella splendida colonna di carne, che mi stava devastando il ventre, procurandomi un piacere che, finora, non avevo mai provato. Non che io sia una verginella, anzi... ! Ho già preso qualche bel maschio dentro e l’unico che mi fa godere, quasi allo stesso modo di ciò che sto provando ora, è Marco, il mio attuale fidanzato, che però, da tre mesi è all’estero per lavoro e, quindi, in questo momento sto sfogando tutta la mia repressa libidine, cavalcando mio padre, che sembra gradire moltissimo. Mi scopo su di lui con incredibile godimento e dolcezza, provocandomi ondate di piacere, fin quando, sfinita, mi distendo sul suo petto, appoggiando i miei seni sopra i suoi pettorali duri, tosti. Lui mi lascia respirare, poi, con un semplice movimento, mi gira e mi mette sotto di lui. Tende le sue braccia, il suo corpo sta in alto su di me, mentre io allungo le gambe e lo cingo ai fianchi, appoggiando i talloni sui suoi glutei. Mi scopa con incredibile lentezza, con una lentezza quasi esasperante, affondando completamente quel meraviglioso palo di carne dentro di me e, solo all’ultimo, dà un colpo secco, che fa sbattere il suo corpo contro il mio clito, provocandomi una nuova ondata di piacere. Per un attimo resto passiva, poi inizio ad assecondare il suo movimento; gli vado incontro, ogni volta che lui, di colpo, affonda dentro di me. Godo, urlo, e vengo in continuazione. Mi scopa così a lungo, che perdo la cognizione del tempo e resto immersa nel piacere che provo, fin quando, ad un tratto, si distende su di me, e mi gira di lato, abbracciandomi. Serro le mie braccia intorno al suo collo, lo bacio con forza, la mia lingua va a cercare la sua, infilandosi in bocca e, quando la trova, iniziamo una danza erotica bellissima, fatta di sensazioni incredibili. Lui è una furia scatenata, mi bacia e succhia il labbro, mi morde il mento, provocandomi l’ennesimo piacere; io lo stringo a me, serrando le braccia intorno al collo e, con la mia guancia appoggiata alla sua, lo incito a scoparmi ancor di più. “Dai, più forte! Ancora, sfondami! Dai, spaccami tutta! Fammelo sentire fin in gola! Vieni, inondami, riempimi tutta! Fammi sentire il tuo seme caldo che inonda il mio ventre! Dai, godi…non aver paura…son protetta, anche se un figlio te lo darei volentieri! Vengo! Vengo! Ora!” Sono tutta un tremito per il sopraggiungere dell’ennesimo orgasmo, mentre sento che anche lui dev'esser prossimo al suo piacere. Il ritmo più forte dei suoi colpi, sono ora più cadenzati e gli affondi raggiungono il massimo della profondità del mio ventre, fin quando, d'un tratto, dopo il mio ennesimo orgasmo, lui mi guarda negli occhi e resta immobile. Avverto un'improvvisa ondata di calore che irrompe nel mio corpo, inonda il mio ventre: sta godendo dentro di me. Lo sento, mi stringo con forza a lui, serrando le mie gambe dietro la sua schiena, quasi ad impedire che possa uscirsene. “Ora! Si, vengo! Piccola, sborro! Adesso sì che ti riempio! Sentimi dentro!” Restiamo per parecchio abbracciati, mentre i nostri corpi continuano ad esser scossi da brividi di piacere. Alla fine i nostri respiri tornano alla normalità. Fuori il temporale estivo stava passando, mentre dentro di noi, le splendide sensazioni, l'immenso piacere provato, stanno lasciando posto ad una sensazione di calma ed appagamento. Lo so, è mio padre ed ho goduto fra le sue braccia in maniera spassionata, incredibilmente appagante ed ora resto qui, ferma, rannicchiata, nel posto più sicuro del mondo, le braccia di mio padre.
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3 anni fa
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Al cinema
Siamo al cinema... Proiezione delle 23... la sala è vuota. Ci siamo solo io e te. Entriamo in sala, siamo nell'ultima fila in alto, sul lato più esterno... Ci sediamo, parte la pubblicità... io apro lentamente il cappottino e ti faccio vedere come sono vestita... Iniziamo così... a giocare.. soli... nella sala di un cinema qualunque... Sotto indosso delle mutandine rosse... senza reggiseno ovviamente, dato il vestitino... Mi sfiori le cosce guardandomi, sali su fino alla figa e me la accarezzi... Io ti accarezzo il cazzo da sopra i pantaloni, mentre ci baciamo come solo noi sappiamo fare... Ti slaccio la cinghia dei pantaloni, lentamente... e ti tiro fuori il cazzo dalle mutande... tu tiri indietro la testa per l'eccitazione e ansimi... come piace a me.. impazzisco... tu ti abbassi un po i pantaloni... Inizio a toccarti bene, lentamente... al buio con la luce dello schermo del cinema... Le palle... fino alla cappella... ti bacio il collo, ti tocco il petto attraverso la camicia appena sbottonata che indossi... Io ho le gambe accavallate... così ammiri le mie gambe e i miei piedi... Mi avvicino col viso al tuo cazzo e ti stuzzico un po'... con la guancia... con la lingua ti lecco la cappella...lentamente... Ad un certo punto mi dici che devi andare un attimo in bagno... ti aspettarti così... calda... Ad un certo punto mi dici che devi andare un attimo in bagno... di aspettarti così... calda... Mentre sto lì, seduta, con le gambe accavallate, col mio bel vestitino e tacchi rossi, al buio... mentre proiettano un qualsiasi film... vedo salire le scale del cinema una persona... è un uomo... ma non sei tu... ha altre fattezze, Si avvicina, timido e tremante, alla mia poltroncina, mi saluta: "Buonasera mia Padrona. Io lo guardo e gli dico: va bene, siediti qui vicino a me. Come pensi di intrattenermi? Mi sto annoiando molto senza mio marito... "Se me lo permette, Padrona, so io come non farla annoiare..." Appoggia la sua mano sulla mia coscia, mentre mi guarda... io lo lascio fare... Guarda le mie cosce, i miei piedi... Mi accarezza le gambe, tutte... e piano piano me le apre... mi chiede il permesso di toccarmi la figa... glielo faccio fare... Mi scosta la mutandina rossa... mi tocca la figa... è tutta bagnata... il dito scivola sul clitoride bagnato... ci gioca... infila un dito nella figa, piano piano... Mi prega di poterla leccare... gli dico di sì, ma prima deve partire dai piedi... Io sono lì, a gambe larghe, sulla poltroncina e lui in ginocchio, con la testa sui miei bei piedi... me li lecca... le dita... il collo del piede, il tallone, attraverso le scarpe dal tacco rosso... Poi sale alla caviglia... polpaccio, ginocchio, coscia... si sofferma sulle cosce, l'interno coscia... e dopo aver ammirato qualche secondo la mia figa bagnata, la lecca... affonda la sua testa in mezzo alle mie cosce calde... infila la lingua nella mia figa calda e bagnata... gli piace il sapore che ha... Mi succhia il clitoride... mi lecca le grandi labbra... infila due dita... mi masturba... Io impazzisco... continuo a prendermi tutto quel piacere... Con la coda dell'occhio ti vedo tornare ... Sali le scale piano... perché vuoi ammirare lo spettacolo... mi guardi, eccitato... ti fermi... ti siedi su una poltroncina più lontana da noi... lui non ti ha visto... Ti tocchi il cazzo sopra i pantaloni... io ti guardo... mentre lui mi sta leccando la figa ... Allora, siccome mi piace farti impazzire, gli dico di fermarsi un attimo, che voglio cambiare posizione... Mi metto a pecora sulla poltroncina... alzo il vestitino rosso e mi scopro tutto il culo... gli ordino di leccarmi il buco del culo e di continuare a masturbarmi con le dita... Lui obbedisce immediatamente, eccitattisssimo... Mi accorgo che lo schiavo nel frattempo si è sbottonato i pantaloni, sta col cazzo di fuori mentre mi lecca il culo e mi masturba... con l'altra mano si masturba pure lui... Io giro la testa verso di te e ci guardiamo... Io godo... tu impazzisci... hai tirato fuori il cazzo dai pantaloni... ti masturbi guardandoci... Andiamo avanti per qualche minuto... Non ce la fai più... mi vuoi... vuoi la mia figa, il mio culo, la mia lingua... Ti avvicini a noi, lentamente... Ti metti davanti alla mia faccia mentre sto a pecora.... e mi sbatti in bocca il tuo cazzone... bollente, liscio come il velluto, la cappella mi riempie tutta la bocca... sento tutte le vene del tuo cazzo che scorrono sulle mie labbra, mentre fai su e giù nella mia bocca, fino alla gola... Mi tieni la testa fra le tue mani, mi scopi la bocca.... Lo schiavo mi fa venire con le dita... io ho il tuo cazzo in bocca mentre vengo... e me lo sbatti sempre più forte mentre sborro... Finito di esser venuta, ordini allo schiavo di fare spazio a lui dietro di me, e lui deve venire davanti a me... Mi prendi da dietro... mi vuoi inculare... mi vuoi sfondare il culo... mi vuoi fare molto male... mi bagni il culo con la saliva e sbatti dentro prima la cappella, poi tutto il cazzo... fino in fondo... fino alle palle!!! Io urlo! Di piacere!! La figa mi si bagna ancora di più... gocciola sulla poltroncina... Mi afferri per bene dai fianchi e mi inculi forte!!! Lo schiavo è davanti a me... col cazzo di fuori... Mi chiedi se vogliamo farlo impazzire... con i miei pompini... lui non ci crede... Gli afferrò il cazzo con una mano, lo masturbo un po'... mentre tu mi inculi guardi tutto... Lo tiro un po' verso la mia faccia... e glielo prendo in bocca... Lui impazzisce, fa dei gemiti di godimento, è incredulo di tanta bravura, è eccitatissimo... il suo cazzo nella mia bocca è duro... glielo lecco... glielo succhio... come faccio a te... Tu sei un misto tra eccitato e gelosissimo... non sai se mi stai inculando forte per l'eccitazione o per la gelosia... Non fa niente, mi prendi, mi fai sborrare... urlo di piacere, mi sculacci mentre succhio il cazzo allo schiavo... mi dici che sono una troia e io ti dico: Si, sono una troia!! Mentre vengo ... Mi fai girare, mi fai stare seduta sulla poltroncina, a gambe larghe... Tu sei in piedi davanti a me ... lo schiavo in piedi dietro di me... Mi volete inondare di sperma... vi masturabate sopra la mia faccia... Mi tocchi il viso... mi infili le dita in bocca mentre vi masturbate.... Io mi scopro le tette... sto a gambe aperte... ho la figa bagnata... Avvicini il tuo cazzo alla mia bocca... aperta... e ci schizzi dentro... e sulle labbra e sulle guance...e sulle tette... Anche lo schiavo vuole schizzare ma non gli permettiamo di farlo in bocca... allora gli concediamo sulle mie tette... Da dietro la poltroncina si viene a mettere in piedi vicino a te... e mi schizza sulle tette... mentre tu ancora mi stai schizzando in bocca... Quando avete finito prendo il tuo sperma con le dita e me lo spalmo sulle labbra... e lo lecco un po'...
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3 anni fa
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La passione dietro la pelle
Nel cuore della mia città, c'era un affascinante negozio di pelletteria, noto per le sue creazioni uniche e di alta qualità. Un giorno, decisi di visitare quel luogo incantevole alla ricerca di un nuovo accessorio di pelle. Appena entrai, notai una donna di straordinaria bellezza, una BBW con un corpo che emanava sensualità in ogni movimento. I suoi lunghi capelli scuri cadevano morbidi sulle spalle, e i suoi occhi erano carichi di passione e intensità. Era la titolare del negozio, una donna di grande personalità e una presenza magnetica. Mentre ero lì come cliente, non potevo fare a meno di notare la sua sensualità, che traspariva in ogni gesto e sguardo. Le sue curve abbondanti e seducenti erano una fonte di desiderio irrefrenabile. Il suo corpo si muoveva con una grazia e una femminilità che mi faceva tremare di eccitazione. Era come se l'energia erotica aleggiasse nell'aria ogni volta che lei era vicino. Nonostante la mia timidezza, riuscii a instaurare un dialogo con lei, attratto dalla sua personalità affascinante e dalla passione che traspariva dai suoi occhi. Le nostre conversazioni si facevano sempre più profonde, e quella connessione crescente divenne inarrestabile. Una sera, dopo la chiusura del negozio, ci ritrovammo casualmente nel retro bottega. In quel momento, tutto sembrò fermarsi, mentre i nostri sguardi si intrecciarono in un vortice di desiderio reciproco. Senza dire una parola, ci avvicinammo lentamente, lasciando che le nostre mani esplorassero i contorni dei nostri corpi, scoprendo le pieghe e le curve che ci rendevano unici. La passione si accese, e il desiderio bruciava incontrollabile. Ci abbandonammo alla lussuria, immersi nella passione travolgente. Ogni carezza, ogni bacio, ogni sussurro era un atto di puro piacere, un'esplosione di sensualità e desiderio. Quel pomeriggio fu una combinazione perfetta tra la mia fantasia più profonda e la realtà più intensa. Il suo corpo di BBW generoso e avvolgente si intrecciava al mio, e il suo carattere appassionato alimentava il fuoco delle nostre emozioni. Eppure, anche se quel momento fu indimenticabile e carico di passione, rimase un'esperienza unica. Tuttavia, il ricordo di quel giorno di passione rimane impresso nella mia mente come un tesoro segreto, un'esperienza che mi ha fatto scoprire la bellezza della sensualità e la magia dei desideri inespressi. Sarà per sempre un capitolo indimenticabile nella mia storia, una testimonianza di quanto il piacere e l'intensità possono unirsi in un'esplosione di emozioni indimenticabili.
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3 anni fa
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La vicina di casa
Nel condominio in cui vivevo, c'era una donna affascinante di nome Alessandra, un nome di fantasia che risuonava delicatamente come una melodia. Non era italiana, ma aveva portato con sé un'aura di mistero e fascino straniero. Ero sposato, ma il mio rapporto con mia moglie era diventato un po' spento, mancava quel brivido che rende un rapporto appagante. Finché un giorno, incrociai lo sguardo di Alessandra nel corridoio. Quel contatto visivo fu un'esplosione di desiderio che risvegliò in me sensazioni dimenticate da tempo. Ci scambiammo sorrisi compiaciuti e occhiate cariche di promesse ogni volta che ci incontravamo nel pianerottolo. L'attrazione tra di noi era palpabile, ed era evidente che entrambi desideravamo qualcosa di più. La tensione sessuale crebbe ad ogni incontro, alimentando una passione sempre più intensa e intrigante. Un giorno, approfittando di un momento di privacy, mi avvicinai ad Alessandra e le confessai i miei desideri nascosti. Era una mossa audace, ma lei rispose con uno sguardo complice che diceva tutto. Il nostro primo contatto fu un bacio appassionato che scatenò una tempesta di emozioni sopite. Da quel momento, i nostri incontri diventarono sempre più intensi e sensuali. Alessandra mi mostrò un lato di me stesso che non credevo esistesse più. Ogni incontro era un'esplosione di piacere, fatto di carezze furtive, baci appassionati e toccamenti che esploravano i nostri desideri più profondi. Nel buio della sua camera da letto, i nostri corpi si univano in una danza erotica che trasgressiva ogni limite. Le sue mani sapienti esploravano il mio corpo, mentre io percorrevo con desiderio ogni curva del suo. I gemiti di piacere riempivano l'aria, e il desiderio ci consumava fino a raggiungere estasi inenarrabili. La nostra storia segreta si svolgeva in un turbinio di passione, in cui ogni incontro era un'opera d'arte erotica che ci faceva sentire vivi come mai prima. Ogni dettaglio, dal modo in cui si svestiva alla dolcezza dei suoi baci, era carico di sensualità ed eccitazione. Nonostante i sensi di colpa che ci accompagnavano, il nostro legame era troppo intenso per ignorarlo. Ogni momento rubato insieme ci faceva sentire vivi e desiderati come non mai. Era un'esperienza erotica che andava oltre le convenzioni, una ricerca della passione autentica che ci aveva liberati dalle catene di un rapporto monotono. E così, in quella storia fatta di incontri proibiti e sguardi complici, Alessandra divenne la mia musa erotica, l'incarnazione dei miei desideri più segreti. Il ricordo dei nostri momenti di passione ardente rimarrà per sempre un tesoro nel profondo della mia anima, un riflesso della passione che ho riscoperto grazie a lei.
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3 anni fa
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Grazie a mio suocero sono felice
.Mi chiamo Anna, ho ventisette anni, sono bionda, alta 1,70, un po' rotondetta, ma abbastanza carina. Ho una buona terza di seno ed un culo che reputo un po’ grosso, ma che, in ogni caso, piace molto. Anche la bocca è bella larga e questo mi permette di far dei bocchini favolosi. Da due anni son sposata con Michele. Lui è un bel ragazzo, molto robusto, grandi braccia e muscoli davvero notevoli. Fa il muratore e, spesso, è fuori casa anche per più giorni. Ha un bel cazzo, non troppo lungo, ma grosso, che mi ha subito fatto innamorare di lui. Dopo due anni di fidanzamento, durante i quali mi scopava abbastanza regolarmente, ci siamo sposati. La vita matrimoniale aveva un andamento con alterne vicende. Per esigenze economiche, siamo andati a vivere con i suoi genitori. A me il sesso piaceva sempre di più e, intanto, mio marito mi scopava sempre meno e non ne capivo il perché. Ero sempre stata una porcellina prima di stare con lui e adesso ne avvertivo la mancanza. Per suscitare il suo interesse, mi vestivo piuttosto provocante, a letto ero sempre più porca, ma lui, nulla, quando aveva voglia mi scopava e, poi, si girava dall'altro lato, senza preoccuparsi se avessi goduto o meno. Abitando con i suoi genitori, a volte giravo per casa con quasi niente addosso, ma questo, ai miei suoceri, sembrava non dar fastidio. Più volte, al mattino, mi trovavo in cucina con addosso una vestaglia abbastanza trasparente, che non nascondeva il perizoma che avevo sotto ed il seno florido, ma senza reggiseno, sopra. È capitato più di una volta che Pietro, mio suocero, ancora un bell'uomo, si trovasse anche lui in cucina e faceva finta di non vedermi. Io ammetto che un pensierino su di lui lo avevo fatto e più d'una volta l'ho sorpreso che mi guardava, ma, da vera troia, lo stuzzicavo con le mie evoluzioni molto provocatorie. In fondo ero in calore e suo figlio non mi scopava. Mia suocera Carmela, invece, mi adorava. Di bell'aspetto anche lei, non disdegnava, anche lei, di girare per casa in accappatoio con sotto nulla, proprio come me, e questo piaceva molto anche a lui. Un lunedì mattina, mi alzo e scopro che io e lui siamo soli. Mio marito era partito per eseguire un lavoro in un cantiere molto distante da noi, per cui dovrà rimar fuori sei giorni e mia suocera aveva deciso, all'improvviso, di andar a trovare i suoi anziani genitori, che abitano molto distanti, in un’altra regione. In pratica siamo in casa io e mio suocero. A pranzo, cucino io, indossando una camicetta trasparente senza reggiseno, visto che non lo uso e pantaloncini stretti, senza perizoma, che mettevano in risalto la mia fica nuda e ben stretta nel tessuto. Lui naturalmente si accorge che sono decisamente provocante e che, con le mie movenze, lo stuzzicavo. Avevo anche sbottonato ancor più la camicetta, in modo da metter in mostra i miei seni, di cui ero particolarmente orgogliosa. Avevo la fica in fiamme ed avevo una voglia forsennata di scopare. Dopo il pranzo, condito da tante battute e doppi sensi, lui si offre di aiutarmi a riordinare. Io lavavo i piatti e lui asciugava, poi, ad un certo punto, lasciò cadere una posata, mi piego a 90° e non faccio in tempo a raccoglierla, che mi sento dietro un coso duro da far paura. Mi giro, lo guardo e lui, con un’aria alquanto incerta, si scusa. «Scusami, ma non ne potevo più', mi stai facendo morire. Sei cosi prorompente che non riesco a resisterti.» Lo guardo e gli sorrido felice. «Anch’io ti voglio! Son davvero affamata di cazzo! Tuo figlio non mi scopa più come una volta ed io dovevo decidere se uscire a far la troia per strada o farmi scopare da te.» Lui mi guarda quasi incredulo. Mi strige a sé e mi bacia con impeto e passione. Le nostre lingue si sono subito intrecciate, la camicetta è volata via in un attimo, mi ha afferrato i seni, baciando e succhiando i capezzoli, ormai duri come la pietra. Ho afferrato il suo cazzo da sopra i pantaloncini corti che indossava e l’ho tirato fuori: era enorme! Nulla a che vedere con quello di mio marito, suo figlio! Lo guardo stupita, lui mi sorride e mi invita a prenderglielo in bocca. «Dai, succhiamelo, che poi te lo pianto tutto dentro. Questo è un vero cazzo, non come quello di quella mezza sega di tuo marito.» Lo guardo incredula, ma lui mi fa inginocchiare e comincio a prenderlo in bocca con una certa difficoltà, sebbene la mia bocca sia abbastanza ampia: lui me la riempiva tutta. Lo succhio e mi bagno come una fontana. La fica mi colava al punto di sentire il cavallo dei pantaloncini completamente inzuppato. Lui geme e poi mi solleva, mi poggia sul tavolo, mi toglie i pantaloncini e mi scruta famelico. Si inginocchia fra le mie gambe e subito sento la sua lingua che passa tra le labbra fradice della mia fighetta. Ero un lago! Non capivo più niente, nemmeno da mio marito mi ero mai sentita leccare a quel modo. «Sì, dai, continua. Cazzo, sei stupendo! Dai, che vengo. Pietro, mi fai venire!» Continua a farmi impazzire ed io a godere. Poi si solleva, mi alza le gambe fin sopra le spalle ed appoggia la cappella sulla fica. Spinge con calma e, in un primo momento, avverto di esser troppo stretta per il suo cazzo, che sembra aver difficoltà ad entrare: è troppo grosso! Lui mi guarda, sorride e, alla fine, ci riesce. «Sei così stretta che mi sembra di sverginarti! Adesso però, ti faccio godere all'impazzata.» Incomincia a pomparmi e subito sono al settimo cielo. Mi sbatte con forza il suo cazzo tutto dentro e, anche se all’inizio non riuscivo a prenderlo tutto, lui, con affondi sempre più decisi e profondi, alla fine fa aderire il suo corpo al mio. Cazzo, ce l’ho tutto dentro ed al solo pensiero inizio subito a godere. Urlo, vengo e lo incito a sfondarmi tutta. «Più forte! Ancora più forte! Dai, che vengo! VENGO!» Lui mi sbatte, poi mi guarda ed io capisco che è giunto all’apice. Lo esorto ad inondarmi la fica perché sono protetta. Mi sbatte ancora un po’, poi esplode alla grande dentro di me. Lo sento che mi riempie con il suo liquido caldo. Lo sento colare giù per le cosce. Scendo dal tavolo, mi abbasso davanti a lui e gli prendo il cazzo in bocca. Nonostante abbia sborrato abbondantemente, è ancora molto duro. Lo lecco e succhio come posso, in bocca mi entra solo la punta e, intanto, lui è sempre duro come l'acciaio. Mi solleva, mi bacia in bocca, mi succhia la lingua, poi mi gira e comincia a lubrificarmi il culo. «Adesso, ti spacco, il culo! Lo so che tuo marito non ti scopa come vorresti, a lui, ora, piacciono i cazzi, piuttosto che le fiche. L’ho scoperto per caso e, poi, c’è anche un’altra cosa che devi sapere. Lui non è proprio mio figlio: quella zoccola di mia moglie si era fatta ingravidare da un mio amico.» Resto basita e, in un attimo, mi riescono chiare tante cose, ma non ho il tempo di pensarci più di tanto, perché sento che mi lubrifica il mio buco del culo, poi appoggia il cazzo sul buco, pronto ad affondar dentro, quando, dalla porta che dà sul patio, vediamo entrare Paolo, il suo miglior amico, che resta immobile e ci guarda stupito. «Cazzo, Pietro, ti scopi questa vacca di nuora!» Un attimo di imbarazzo generale ed io, ormai troppo eccitata dalla scopata appena fatta e dall’idea di poterlo avere anche nel culo, lo guardo e lo invito ad unirsi a noi. Lui guarda mio suocero, che gli sorride e annuisce. «Dai, scopami anche tu! Oggi voglio sentirmi completamente troia!» Non ha avuto un attimo di esitazione. Mi son allungata sul tavolo ed ho iniziato a prenderglielo in bocca, mentre mio suocero mi faceva il culo. Avrei voluto gridare per il dolore/piacere che stavo provando, ma avevo la bocca piena del cazzo di Paolo. Pietro mi sfondava con colpi durissimi che mi slargavano il culo e mi facevano impazzire di piacere. Ero fuori di testa da quanto godevo e lui mi urla tutto il piacere che provava nel farmi il culo. «Sei una troia, puttana, ti spacco in due, così mio figlio impara a scoparti! Ti sfondo questo culo meraviglioso che, da due anni a questa parte, mi sventolavi ogni giorno davanti alla faccia! Adesso ti faccio diventare una vera zoccola, rotta in culo!» Mi pompava come un pazzo scatenato. Poi però Paolo ha chiesto, a sua volta, di scoparmi il culo e, a quel punto, ho suggerito di metterci comodi, andando in camera da letto. In un attimo mi sono ritrovata a succhiare mio suocero, mentre Paolo mi faceva il culo anche lui. «Che troia! Te lo dicevo che era una bella puttana tutta da sfondare! Dai, Pietro, che la facciamo impazzire.» Si godono i miei buchi per un po’, poi mio suocero si distende supino e io lo cavalco. Mi sento il cazzo entrare davanti e spingere contro il fondo della fica, quasi a volermi sfondare. Paolo, nel frattempo, mi fa distendere sul petto di Pietro e, lentamente, mi penetra di nuovo il culo. Impazzisco stretta fra due cazzi che mi sfondano contemporaneamente, da vero delirio! Non riuscivo a gridare dal dolore e piacere provato. La mia mente era totalmente protesa al grande piacere che stavo provando. Non avevo nessun altro pensiero nella mente, se non quei due cazzi che mi stavano sfondando. Deliravo e li incitavo a sbattermi sempre di più. «Sono la vostra troia! La vostra puttana! Sfondatemi tutta! Più forte! Scopatemi come una cagna! Una zoccola! Mi sento la vostra zoccola!» Ero proprio fuori di testa. Mi hanno scopato per tutto il pomeriggio. Non so quante volte che abbiamo goduto. E, per tutta la settimana, abbiamo scopato sempre, molto intensamente. Al ritorno di mia suocera, Pietro l’ha messa al corrente che mi aveva scopato tanto e bene. Lei mi ha abbracciato e baciato in bocca, felice e contenta. «Benissimo! L'ho fatto di proposito a lasciarti sola con lui, perché lo volevo anch’io che chiavassi con mio marito. Da quando ha scoperto che mio figlio è frutto di un corno fatto con un suo amico, ho deciso che lui aveva il diritto di pareggiare il conto scopando te, che sei sua moglie. Inoltre, come ti avrà detto mio marito, il tuo si è invaghito di un suo amico gay, che se lo scopa fino allo sfinimento, e non volevo che tu rimanessi senza cazzo. Se vuoi lo puoi scopare ogni volta che ne hai voglia e, se poi lo fai assieme a me, sarà ancora più bello.» L’ho abbracciata commossa e subito ci siamo baciate. Pietro ci ha scopate entrambe. La sera, quando è tronato mio marito, l’ho affrontato davanti a loro. «Ho scoperto che mi tradisci con un altro uomo, ma io non te ne faccio una colpa, anzi, se ti piace davvero tanto, portalo qui con noi, così lo puoi avere senza troppi sotterfugi. Io, però, mi faccio scopare da chi voglia e questo lo devi tenere in conto, perché non voglio divorziare.» Lui, dopo un attimo di imbarazzo, mi ha sorriso e mi ha abbracciato. Dopo di che, ha chiamato il suo amore che ci ha raggiunti, poco dopo. Quando è arrivato Roberto, gli ho detto che per me potevano stare insieme e non ero gelosa, ma sarei stata felice di vederlo godere con lui davanti a noi, mentre ovviamente avremmo scopato a nostra volta. Da allora la famiglia si è allargata di molto. Ho partorito un maschio, figlio di? Boh! Non lo so con precisione, perché da quando ha smesso di usare le precauzioni, mi hanno riversato tanta sborra dentro, che non so chi sia il padre: mio marito, Roberto o Pietro, uno di loro di sicuro, ma questo a noi non importa. La sola cosa che ci interessa è che andiamo d’amore e d’accordo e ognuno di noi è felice e questa è la sola cosa che conta per noi.
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3 anni fa
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Ho sverginato la nipote della mia compagna.
Mi chiamo Bruno, ho 45 anni e convivo con Matilde, che ha la mia stessa età. Sono un maschio come tanti, di media statura, occhi scuri ed un fisico normale come tanti, nulla di eccezionale. Forse, l’unica cosa che ho di particolare è che ho, fra le gambe, una buona dotazione lunga e abbastanza spessa in circonferenza e questo è anche uno dei motivi per cui Matilde ama stare con me. Lei è una bella donna, vedova da sei anni, ha trovato in me un nuovo interesse per la vita, dopo la perdita di suo marito, avvenuta in maniera davvero tragica a seguito incidente. Conoscevo suo marito e, fra di noi, vi era una bella amicizia e, in un certo senso, lui sapeva che a me piaceva sua moglie e questo era motivo per delle battute davvero intriganti. Dopo la sua morte, sono stato vicino a lei, che sapeva del mio interesse nei suoi confronti, e, come ho scoperto poi, anche a lei, in qualche modo intrigava sapere che la desideravo. Oggi siamo una bella coppia affiata, che si gode la vita e a volte immaginiamo delle situazioni, o fantasie, che arricchiscono di emozioni il nostro modo di far sesso. Lei ama molto esser leccata e posseduta a lungo, cosa che io amo fare, scopandola con calma e molto lentamente, facendole assaporare il piacere il più a lungo possibile. Le piace molto anche il rapporto anale, adora prenderlo nel suo meraviglioso culo, che amo sfondare e riempire di seme bollente, facendola impazzire di piacere. Abitiamo in un grande appartamento, con tre camere, di cui due matrimoniali e, per questo motivo, sua sorella, che vive in un’altra città, le ha chiesto di ospitare sua figlia che si è iscritta all’università, che ha, in questa città, una sede molto prestigiosa. Vuole studiare medicina e poiché Matilde lavora in ospedale ed abitiamo vicino alla facoltà, la cosa si presta molto agevole per la ragazza. Silvia, così si chiama sua nipote, l’avevo conosciuta, la prima volta, sei anni fa al funerale di suo zio, il marito di Matilde. All’epoca, era una adolescente magra, esile, con un corpicino davvero minuto. Quando invece me la son trovata davanti a casa nostra, accompagnata da sua madre che ha cinque anni in meno di Matilde, mi sono accorto che il brutto anatroccolo era diventato un cigno davvero splendido. Era raggiante, tutta in tiro, vestita con tacchi ed un tubino nero corto, la ragazzina esile e minuta, aveva lasciato il posto ad una bella fighetta con un fisico particolarmente interessante, un seno abbastanza pronunciato, sicuramente una terza misura, bello ritto, ma il suo pezzo forte era un gran bel culo che farebbe resuscitare un morto. Dal suo arrivo e per circa due anni, Silvia è vissuta assieme a noi in maniera allegra e svagata. Ha subito dimostrato di esser una bella ragazza, senza grilli per la testa, e non ha ancora trovato un fidanzato, perché ama passare le sue giornate a studiare in casa, evitando feste e bisbocce con i suoi coetanei. La cosa mi ha un po’ stupito e, col tempo, ho capito che, probabilmente, vi era qualcosa che riguardava me, in questo suo strano comportamento. Mi son accorto che, col tempo, ma in particolare negli ultimi mesi, tra me e Silvia è nata una certa complicità. Era un gioco strano, fatto di provocazioni da parte sua del tutto casuali o così potevano sembrare. A volte, capitava di vederla mezza nuda, oppure indossava canotte molto larghe, che lasciavano intravedere il suo bel seno, o stava sdraiata sul divano a cosce aperte, mostrando il perizoma infilato in mezzo alle labbra della fica. Anche se intrigato da questo gioco, facevo finta di niente, perché quel suo modo di provocarmi poteva essere tranquillamente frainteso e questo avrebbe, in qualche modo, potuto rovinare l’intesa che c’era fra me e Matilde. D'altra parte vi era il fatto che tutto questo mi provocava delle eccitazioni continue che, naturalmente, sfogavo scopando con ardore Matilde, che naturalmente era molto soddisfatta. Alla fine decisi di divertirmi a stuzzicarla un po’, soprattutto per quanto riguardava la sua situazione affettiva, continuamente priva di pretendenti e lei, in risposta alle mie provocazioni, si lasciava andare a commenti che si erano fatti, negli ultimi tempi, sempre più spinti ed audaci. Una domenica pomeriggio che lei non era tornata a casa dei suoi, sono entrato nella sua cameretta mentre stava navigando in Internet, mi sono avvicinato da dietro e, maliziosamente, mi son divertito a sfotterla un po’. «Come mai una bella ragazza come te, a 20 anni, passa le sue domeniche in casa, in una città grande come questa, quando tua madre e tua zia che, tempo addietro, vivevano in un piccolo paese, anche se si accontentavano di quello che passava il convento, alla tua età avevano già fatto sfogare diversi fidanzati tra le loro gambe? Se speri di trovare un fidanzato, restando in casa a navigare in internet, ti ci cresceranno le ragnatele!» Lei, dopo aver distolto per un attimo le dita dalla tastiera, ha accostato ancora di più il volto alla mia bocca ed ha ribattuto con un fil di voce: «Alla fine toccherà a te zio, farmi godere un po’!» Poi mi ha dato un veloce bacio sulle labbra, spiazzandomi letteralmente per questa reazione assolutamente inaspettata. In quel momento, Matilde ci hai chiamato dalla cucina. «È pronto, venite!» La sua voce mi ha riportato subito alla realtà e Silvia ci ha subito ironizzato. «Vedi, lo dice anche lei, che dobbiamo "venire"!» Ed alzandosi e prendendomi per mano, mi ha trascinato verso la cucina. Non è rimasto un episodio isolato, ma ha sancito un cambiamento reciproco. Da quel momento le nostre provocazioni sono diventate realmente degli inviti ad osare sempre di più. Ero titubante perché avevo il timore che, giocando con una ragazzetta che poteva essersi solo infatuata di un maschio adulto, avrei potuto far soffrire Matilde. Dal canto suo però, il comportamento era totalmente cambiato. Da quel momento ha preso a girarmi intorno sempre con minigonne o pantaloncini che lasciano davvero poco all' immaginazione. Poi, arrivata l’estate, siamo stati invitati a passare dei giorni di vacanza insieme ai suoi genitori, presso i suoi nonni, che hanno una casa in riva al mare, in un piccolo paesino, non lontano da un rinomato centro balneare estivo. Quando ho caricato i nostri bagagli, mentre aspettavo l’arrivo di Silvia, Matilde l’ha guardata venir verso di noi. «È diventata proprio una bella ragazza!» Ha esclamato lei. «Si, è proprio cresciuta.» Ho ribattuto io, manifestando scarso interesse per l'argomento, mentre la osservavo mostrarmi le gambe, salendo in macchina con una maliziosità degna di una donna ben più matura. Dopo un viaggio molto rapido, ci troviamo al paese e, per circa quattro giorni, facciamo solo vita vacanziera con relax e bagni al mare, o a prendere il sole nella spiaggetta del paese, dove si conoscono tutti. La sera del quarto giorno, decidiamo di andare a mangiare un gelato in città, che dista solo pochi km, ma son tutte curve tortuose. Dopo aver preso il gelato, mentre stiamo passeggiando lungo il molo, notiamo la pubblicità di una barca che fa giri turistici fra le due isole, oltre escursioni nella piccola isola che vi è al largo, dove, da tanti anni, è stata realizzata una riserva marina naturale. Poiché io non ci sono mai stato, chiedo a Matilde di accompagnarmi, ma lei declina l’invito perché vi è già stata diverse volte. Mentre parliamo, Silvia, che è presente, si propone di venire con me. «Se vuoi, zio, vengo io. La riserva è magnifica e poi è da tempo che non ci torno.» Guardo Matilde che annuisce e così acquistiamo i biglietti per il giorno successivo. Il mattino successivo, usciamo presto da casa per raggiungere il molo, dove ci imbarcheremo sulla barca che ci porterà a fare il giro. Lei indossa un vestitino che, in realtà, è un copricostume molto corto e largo, che lascia le spalle scoperte, dei sandali con tacco a zeppa, e sotto si intravede un costume bianco, molto esiguo. In auto accavalla le gambe e si tira ulteriormente su il vestito, notando compiaciuta del fatto che le sorrido, sornione. Raggiunta la barca partiamo e, per circa un’ora, ci portano in giro fra le isole e poi puntano alla riserva marina, dove si può sbarcare solo in numero limitato. In effetti siamo solo una dozzina di persone e, giunti all’approdo, quasi tutti si fermano nella piccola spiaggia dell’isola, mentre noi e altre due coppie ci incamminiamo verso la sommità dell’unica altura dell’isola, da cui si gode un panorama mozzafiato. Da quel punto si diramano solo tre sentieri che scendono verso l’altro lato dell’isola. Una coppia va a destra, una sinistra ed io e Silvia scendiamo lungo l’altro sentiero che però, all’improvviso, porta ad una alta scogliera. Mi giro e la guardo con un po’ di disappunto, ma lei, maliziosamente, mi invita a percorrere un piccolo tratto della scogliera e, subito dopo alcuni massi enormi, scopriamo che c’è un sentiero scosceso che porta giù verso il mare. Non è agevole scendere, ma, con calma e pazienza, riusciamo ad arrivare in basso. Qui la sorpresa è stupenda, perché non c’è la spiaggia, ma un masso liscio dove poter stendere i nostri teli ed una piccola rientranza, quasi una grotta, all’ombra, dove poter lasciare le nostre cibarie. Un attimo dopo, Silvia si spoglia completamente nuda e si tuffa in mare. È stato un gesto così veloce e repentino che mi ha veramente colto di sorpresa e, dopo averla imitata, mi tuffo e, con poche bracciate, la raggiungo. Lei gioca con me a salirmi sulle spalle ed a farmi andare sott’acqua. In realtà è un continuo sfregare dei nostri corpi che si stanno realmente eccitando. Poi nuota di nuovo verso la roccia, quella liscia, e, quando la raggiunge, si mette seduta su di una piccola sporgenza sommersa. Mi avvicino a lei, che mi abbraccia e si stringe a me, avvinghiando le sue gambe intorno al mio corpo. Quindi si avvicina pericolosamente con la bocca alle mie labbra, mentre io la stringo con le braccia, stando completamente aggrappato a lei. La guardo dritto negli occhi, perché ormai è chiaro che fra di noi qualcosa ora cambierà. «Silvia, sei sicura? Se iniziamo non riuscirò a controllarmi e so bene come andrà a finire, ma c’è una cosa che devo mettere subito in chiaro: non ho nessuna intensione di rovinare il rapporto che ho con tua zia Matilde.» Per tutta risposta, mi infila la lingua in bocca. Mi bacia con passione, con impeto, strisciando il suo corpo contro il mio e facendo premere la sua fica contro il mio cazzo, che ora è duro come una spranga di ferro. Poi si stacca da me e, servendosi di una piccola sporgenza, esce fuori dall'acqua e si sdraia sulla roccia a cosce aperte, rivolte verso di me. È una visione sconvolgente! La sua giovane ostrica rosa, aperta, offerta al mio sguardo e al mio desiderio è qualcosa che mi fa letteralmente andare ai pazzi. Esco dall’acqua, mi sdraio fra le sue cosce, inginocchiato e, mentre la guardo carico di desiderio, lei mi parla con un tono sereno ma deciso, ben determinata ad ottenere ciò che desidera. «Sono una ragazza di 20 anni, ancora vergine ed ho deciso che sarai tu, oggi, a farmi diventar donna. Non intendo assolutamente intromettermi nel rapporto che tu hai con mia zia, ma ti assicuro che, in questo momento, voglio solo diventare donna con te. Da oltre un anno, assumo la pillola, perché voglio godere di questo momento liberamente ed assaporare, fin in fondo, il piacere che ne deriverà, nel sentire il tuo membro che mi inonda il ventre.» Nonostante la forte eccitazione, la guardo e, seppur convinto della sua inutilità, cerco di dissuaderla. «Perché io? Ci sono tanti giovani che farebbero follie per averti. Perché io? Ho più del doppio dei tuoi anni, potrei esser tuo padre.» Lei solleva le braccia e mi attira a sé, mi bacia ancora e poi mi guarda con occhi languidi e carichi di desiderio. «Dei miei coetanei non so che farmene! Essi pensano solo al loro piacere, mentre io voglio diventar donna fra le braccia di un uomo che mi farà impazzire di piacere. In tutto questo tempo che ho vissuto assieme a te e Matilde, ho potuto constatare che tu, a letto, sei un vero toro! La scopi senza ritegno, la fai godere bene ed a lungo, facendo in modo che assapori bene il piacere che tu le stai dando. È per questo che ho deciso che dovrai esser tu a farmi diventar donna!» La guardo, mi sollevo un po’ ed osservo il suo giovane corpo nudo, la pelle è vellutata, profuma di fresco, insomma è da infarto! Sento forte il desiderio di soddisfare questa femmina, così mi ci avvento sopra ed inizio a baciarle delicatamente il collo, per poi passare ai seni, con cui gioco un po’, scendo giù sul pancino coperto da una finissima peluria e mi fermo ad osservarla un attimo: ho sotto di me una ragazza di 20 anni, nuda, a gambe aperte, sono sicuro di sognare! Ora mi sveglierò sudato come sempre, ma una voce sensuale mi riporta alla bellissima realtà che sto vivendo. «Zio…Scopami! Fammi impazzire fra le tue braccia! Scivolo ancora più in basso e inizio a leccare delicatamente quella fighetta che, per la prima volta, sente il contatto con la mia lingua, la esploro tutta, ha un buon sapore. Annuso l’odore di femmina in calore che emana e poi affondo la mia lingua fra le pieghe di quell’ostrica che sta già emettendo una ingente quantità di nettare prelibato, che lecco e succhio fino all’ultima goccia. Lei geme, poi di colpo si rigira e si trova con la faccia davanti alla mia verga che impugna e, subito, comincia a leccare, dimostrando di saper ben tenere un cazzo in bocca. Gioca a far scivolare la lingua lungo l’asta, su e giù e poi, con le labbra afferra delicatamente le palle e le succhia una dopo l’altra, facendomi gemere di piacere; infine scivola ancora un po’ più in basso e, con la punta della lingua, va lambire il mio buchetto. Mi piace quello che sta facendo e subito glielo dimostro. «Cazzo! Sarai anche vergine, ma sicuramente non lo sei di bocca! Credo che tu abbia già succhiato qualche bell'uccello! Brava, continua così!» Risale e lavora la mia verga facendola scorrere tutta fino in fondo alla gola. È stupendo constatare con quanta facilità se la infila in gola, che, come ho già detto, è di consistenti dimensioni, sia in lunghezza che larghezza. Le restituisco il piacere leccandola bene ed a fondo e, ad un tratto, il suo corpo si tende nello spasmo di un orgasmo. Emette solo un gemito a bocca piena e, per un attimo, serra con forza le labbra sul mio cazzo e, con i denti, lo stringe delicatamente, facendomi assaggiare il brivido di sentirlo morso. È una sensazione sconvolgente! Poi, di colpo si stacca da me, mi spinge a sdraiarmi supino e lei stessa, con un gesto semplice, mi sale sopra, afferra la mia verga e mette la punta all'imbocco dello spacco della sua fica, mi guarda un attimo negli occhi, mentre, a mia volta, la blocco per un istante. «Sei sicura? Pensaci bene, perché non sarà più possibile tornare indietro!» Non mi risponde. Chiude gli occhi e, improvvisamente, si lascia cadere impalandosi di colpo sul mio cazzo. Immediatamente il suo viso si trasforma in una maschera di dolore. La sua bocca si spalanca, i suoi occhi sono sconvolti mentre mi guarda, senza riuscire a proferir parola. «Tranquilla, piccola! Tra poco passa tutto! Il peggio è passato, ora sarà solo e sempre piacere!» Rimane immobile per un lungo istante, poi, lentamente, si solleva e di nuovo si lascia cadere su di me. Ben presto il suo viso si trasforma in una maschera di piacere e, allora, sollevo le mie gambe, inarcandole, e comincio a scoparla dal basso, facendola sobbalzare ad ogni affondo. Gode, ha un orgasmo così forte che mi guarda stupita, a bocca spalancata, per poi emettere solo un flebile lamento: «ODDIO! Vengo! Godo!» Il suo corpo viene scosso da un fremito che la fa vibrare tutta e, dopo esser stata per un lungo istante immobile, riprende a cavalcare il mio cazzo, iniziando a godere sempre di più. Un orgasmo dopo l’altro, in rapida successione, che ben presto la portano allo stremo e lei, con il fiato corto, si sdraia su di me. «Meraviglioso! Sei meraviglioso! Era proprio questo che volevo: godere! Godere la prima volta fra le braccia di un uomo che sa esattamente come far impazzire una donna.» L’abbraccio, la sollevo e mi rigiro, la faccio distendere sotto di me. Le sollevo le gambe e le porto i talloni ad appoggiarli sulle mie cosce. Continuo a scoparla alzandomi un po’ sulle braccia e lei alza la testa per vedere meglio: è la prima volta che vede un uccello entrarle dentro la fica, lo guarda a lungo e si rimette giù. «Sono felice che sia stato tu a prendermi, la prima volta. Ero certa che mi avresti fatto godere e vederti sfondare la mia fica mi ha fatto letteralmente impazzire! Ora ti voglio sentir dentro, voglio sentire come e quanto mi inondi. Dai, non ti preoccupare zio, riempimi!» Mi abbraccia mentre aumento il ritmo delle spinte che si fanno sempre più intense e, infatti, poco dopo, sono al mio culmine. Altre due spinte forti e le inondo l'utero con un mare di sperma. Gode ed impazzisce nel sentire il suo ventre inondato dal mio sperma. «Bellissimo! Ti sento! Ti sento dentro di me! Vieni, ti prego! Dai, che vengo anch’io!» Rimango per qualche altro istante tra le sue gambe, mentre delicatamente mi accarezza la schiena. Mi bacia, poi mi chiede di sdraiarmi di lato a lei. Mi sfilo lentamente e vedo il mio cazzo inzuppato sia dei miei che dei suoi umori, dal colore leggermente rosato, indice del fatto che forse qualche goccia di sangue, con quella introduzione veloce e repentina, è uscito. Lei si gira su di me e la sua bocca si porta voracemente sul mio cazzo, ancora turgido. Lo bacia, lo lecca e ne assapora ogni singola goccia del piacere di cui è intriso, poi si solleva e, un po’ malferma sulle gambe, fa due passi e si tuffa in mare. Mi alzo e la seguo; l’acqua fresca, in qualche modo, desta i nostri sensi e, poco dopo, lei torna verso la riva, seguita da me. Abbracciati nell’acqua, semi sommersi, lei mi bacia con intensa passione e poi mi guarda con occhi ancora carichi di desiderio, mentre sento il mio cazzo che non ha perso neanche un po' della sua rigidità. «Che eri stupendo, lo sapevo! Ma che mi avresti fatto impazzire così, non ero molto sicura. Adesso, per favore, voglio che completi l’opera.» La guardo cercando di capire, ma lei, senza nessuna risposta, sale e, dopo essersi inginocchiata, si piega in avanti fino ad appoggiare il viso sul telo, e con le mani portate dietro, apre le sue splendide chiappe. Esco dall’acqua, mentre osservo ciò che mostra quel culo meraviglioso, così spudoratamente offerto. Anche in questo caso, sono decisamente titubante, perché ho paura di farle veramente male. «Ragazzina, non scherzare! Qui non si tratta di un colpo e via. Qui ti farò veramente male e non è una cosa da prendere alla leggera.» Lei mi guarda, si solleva un po’ e il suo viso, come i suoi occhi, sono duri e molto determinati. «Certo che mi farai male! È esattamente quello che voglio! Mi deve bruciare il culo per almeno una settimana! Forse non hai capito: voglio che mi resti in maniera indelebile il piacere di questa mia prima volta! E non c’è niente di meglio che sentire il corpo indolenzito e bruciare, per tener viva una sensazione tanto desiderata. Dai, non esitare! Vieni qui, e rompimi il culo! Devi farlo in maniera dura, che mi faccia male, perché me lo voglio ricordare per sempre!» Mi inginocchio dietro di lei ed osservo quella piccola rosetta che freme. Mi abbasso, la lecco, la succhio, cercando di lubrificarla il più possibile, mentre lei geme. Assapora il piacere della mia lingua, poi mi sollevo, afferro la mia mazza dura e, lentamente, la spingo dentro la sua fica. Lei si gira, mi guarda cercando di capire, poi, quando vedo che il mio cazzo è ben inzuppato dei suoi umori e della sborra che ancora è al suo interno, lo sfilo ed avvicino la cappella allo sfintere; inizio a spingere per forzare la resistenza di quel buchetto, che sembra non voler cedere. Lei, lascia le chiappe con le mani e vi si appoggia, si solleva e, con una spinta decisa, spinge il suo corpo tutto all’indietro, facendo entrare il mio cazzo nel suo culo, con un colpo solo. Si gira e mi guarda stupita, con la bocca spalancata, mentre un grido di dolore esce dalle sue labbra. «Aahiaaaaa! È tremendo! Mi sto spaccando il culo! Cazzo, come sei grosso!» Mi abbasso su di lei, le afferro le tette da dietro e inizio a baciarla sul collo, mentre le tocco la fica. «Toccati la fica. Masturbati. Così il piacere allevierà il dolore e sarà ancora più piacevole.» Lei esegue il mio ordine e, quando la vedo più rilassata, riprendo a spingere, fino a che i coglioni si trovano a sbattere sul suo culo. «Adesso è tutto dentro! Ora te lo sfondo questo bel culetto! Sei la mia troietta preferita!» Confermo, iniziando a muovermi dentro di lei per aprirle il buchetto che si adatta velocemente alle misure del mio uccello. «Sei veramente un gran porco! Ma sei anche il mio porco preferito!» Ribatte lei sorridendo. La sto inculando da un po’ e la cosa inizia a piacerle al punto da incitarmi con voce sempre più roca a sfondarla ancor di più. «Dai, rompimelo per bene! Spaccalo tutto! E poi farciscimi tutta, anche lì!» Mi incita ed è un invito che non mi lascio scappare. L'afferro forte per le spalle ed affondo sempre più dentro di lei con colpi possenti, fino a quando non la sento gridare di piacere per l’orgasmo che sta provando. «Vengo! Vengo anche di culo! Porco Meraviglioso! Riempimi anche il culo! Dai, che vengo! Ora!» Nel sentire il suo orgasmo, non mi riesce di trattenermi più così le inondo l'intestino, svuotandomi le palle fino all'ultima goccia. Resto per un lungo istante ancora piantato dentro di lei che trema, ancora scossa dal piacere, poi mi fa sfilare e di nuovo prende il mio cazzo in bocca intriso dei suoi umori e della mia sborra e, dopo averlo leccato e pulito bene, si tuffa di nuovo in acqua, imitata da me che sento proprio la necessità di darmi una rinfrescata. Giochiamo un po’ nell’acqua, poi risaliti ci distendiamo un po’ al sole, ma essendo mezzogiorno, il sole picchia e ci induce a trovare refrigerio nella piccola cavità, dietro le nostre spalle. Sdraiati al fresco, consumiamo il nostro frugale spuntino a base di frutta e, mentre siamo sdraiati l’una accanto all’altro, lei mi guarda con occhi maliziosi. «Zio, avevo voglia di chiederti: una ragazza che si scopa il compagno di sua zia, come la definiresti?» La guardo e le sorrido in maniera complice. «Una ragazza subdola ed anche un po’ troia!» Lei sorride ed annuisce, dicendo che in questo momento si sente alquanto perversa, per cui, se voglio, posso anche punirla. Io la stringo a me, la bacio con passione e poi le mollo uno sculaccione sul quel culo da favola, appena sfondato. «ahiaaaa! Mi fai male! Sei davvero cattivo!» Grida lei, poco convinta, poi si abbassa e prende di nuovo il mio cazzo in bocca, mi insaliva la cappella e dopo averla appoggiata alle labbra la prende tutto in gola. La guardo e scuoto il capo, poco convinto. «Credo che tu mi abbia spremuto, fino all’ultima goccia!» Lei sorride maliziosa e mi dice di sdraiarmi e rilassarmi, cosa che faccio e immediatamente inizia uno dei più bei pompini che abbia mai ricevuto. Massaggia con le labbra ogni singolo centimetro del mio cazzo, lo succhia, lo lecca e lo sega con entrambe le mani. Si diverte a lungo e poi, ad un tratto, serra con forza la cappella fra le labbra; mentre me lo succhia e muove la lingua sulla punta velocemente, le sue mani mi segano stringendolo e muovendosi velocemente. Avverto un orgasmo improvviso esplodere e, guardandola meravigliato, le riverso in bocca quel po’ di sperma che ancora era rimasto nelle mie palle. «Cazzo, Silvia! Non è possibile! Mi fai sborrare ancora?» Raccoglie il mio seme nella sua bocca fino all’ultima goccia, e lecca e succhia il mio cazzo lasciandolo distrutto, ma pulito. Lei ingoia e, un attimo dopo, io le metto una mano sul capo e l’attiro a me, baciandola con passione. Vedo lo stupore nei suoi occhi mentre le nostre bocche si congiungono e le nostre lingue si cercano e si scambiano gli umori; assaggio anche il sapore della mia sborra. Lei risponde al bacio con molto trasporto, con enfasi, con vero piacere! Poi si stacca e mi guarda incredula. «Non è possibile! È la prima volta che un maschio mi bacia dopo che gli ho succhiato il cazzo! Non mi era mai successo! Perché lo hai fatto? A te non dà fastidio?» La guardo ed ora sono io ad esser stupito. «Perché dovrebbe darmi fastidio? A te non ha dato fastidio bere la mia sborra, quindi perché a me dovrebbe infastidire baciarti, dopo che mi hai succhiato anche l’anima!» Mi abbraccia e mi bacia con forza, dicendo che sono la persona più fantastica del mondo e che, semmai un giorno vorrà un compagno al suo fianco, dovrà esser speciale come me! Restiamo ancora un po’ di tempo e poi ci incamminiamo verso la barca e torniamo a casa. Per il resto della settimana il suo comportamento è rimasto uguale a sempre, senza nessun gesto che potesse, in qualche modo, far capire cosa vi era stato fra noi. Io e Matilde siamo tornati a casa dopo le vacanze, consapevoli che lei poi ci avrebbe raggiunto il mese successivo. Durante i giorni di vacanza, ora che aveva scoperto le gioie del sesso, Silvia si è adoperata a rifarsi del tempo perduto. Ho sentito mia cognata lamentarsi con Matilde della figlia che scopava a destra e a manca e di tenerla un po' più sotto controllo una volta che sarebbe tornata a vivere con noi. Invece, al suo ritorno, tutto sembrò tornato come prima, ad eccezione delle provocazioni che erano di fatto cessate, come se il suo interesse per me fosse di colpo cessato. In realtà era combattuta fra il desiderio di avermi, ma anche di far in modo da non dar adito a che potesse nuocere al rapporto che avevo con Matilde. Un sabato mattina, dopo aver capito che sua zia era impegnata al lavoro, me la vedo entrare nel mio studio. «Scusami, se ti disturbo, ma ho voglia di esser maltrattata! Ho trovato un fidanzato, bravo, carino, dolce e molto premuroso, ma, a letto, non mi tratta da puttana e io ho voglia di sentirmi esattamente così! Se però la cosa ti infastidisce, non ne facciamo nulla, esco e trovo un altro che mi sbatti.» La guardo, mi giro e le faccio cenno di avvicinarsi. Indossa un vestitino molto leggero, lei si inginocchia fra le mie gambe, apre velocemente i pantaloni, estrae il cazzo già duro, lo impugna con la mano e mi insaliva la cappella; poi si solleva e si posizione a cavallo su di me. Allungo la mano e la tocco. È tutta bagnata, posiziona il cazzo nella sua intimità e la guardo negli occhi: non voglio perdermi neanche un secondo di questo momento con lei, che mi fissa con intensità. Si lascia andare e si impala con un solo affondo. Il suo viso si trasforma in una maschera di piacere. «Scopami! Sfondami tutta! Fammi sentire veramente TROIA!» La lascio cavalcare il mio cazzo e godere intensamente alcune volte, poi mi sollevo, mi sfilo da lei, afferrò una sedia e gliela posiziono davanti in modo da farle appoggiare le mani sulla seduta, ritrovandomela davanti a 90°. Poi le sollevo il vestito e appoggio la punta del mio cazzo al suo meraviglioso culetto e, con una spinta decisa e ferma, le entro dentro tutto fino in fondo. «aahiii! Sì, cazzo, così! Sfondami il culo e fammi male! Ecco cosa mi manca con lui! Lui non è stronzo, come te e mi tratta con troppo rispetto. Vengo! Continua, non ti fermare.» La scopo come un indemoniato e poi, quando sono all’apice del piacere, sento che lei è prossima ad un altro orgasmo e, appena odo il suo grido di piacere, le sborro in culo. Quando sente il mio orgasmo, afferra con una mano il mio cazzo, si sposta di colpo e si gira, si inginocchia davanti a me e prende gli ultimi schizzi direttamente tra bocca in faccia. Lecca fino all’ultima goccia, poi si solleva e mi bacia. Rispondo con ardore al suo bacio e lei mi sorride. «Ora vado ad un appuntamento con il mio cornutello e lo bacerò in bocca: se il sapore della tua sborra gli piacerà, continuerò a star con lui, altrimenti lo mando a quel paese!» Senza aggiungere altro, prende ed esce. Il giorno successivo, in un momento che siamo soli, mi sorride e mi dice che lui ha apprezzato il bacio e, guardandola dritta negli occhi, le ha chiesto se il sapore che sentiva era ciò che lui immaginava. Lei gli ha sorriso e gli ha detto che, forse, poteva esser anche la sborra di un altro maschio. La sua reazione è stata immediata, erano in auto, ha fermato la macchina e, senza neanche badare a chi ci fosse intorno, ha sdraiato il sedile e le è salito subito sopra, scopandola con rinnovata forza. Era un’altra persona! «Mi ha chiesto, se era veramente la sborra di un altro maschio e, prima che io potessi rispondere, mi ha detto che, in quel caso, vorrebbe conoscerlo. Ora io non so cosa fare con te! Ho paura che se gli rivelo che tu mi hai scopato, un domani potrebbe avere delle ripercussioni con zia Matilde e, questo, proprio non lo voglio.» La guardo un po’ indeciso e concordo con lei che il rischio è davvero troppo alto. Dopo questo ennesimo episodio, lei continua in più occasioni a chiedermi di scopare e, non potendo restar soli, tanto per non destare sospetti, siamo costretti a delle sveltine, che lei apprezza moltissimo, perché, subito dopo, corre a baciare il suo cornuto che, ogni giorno e sempre di più, si rende conto di avere tra le mani una vera zoccoletta, che però lo fa impazzire. Per più di un anno le cose sono andate avanti in questo modo e lei mi racconta che lui, quando pensa che un altro maschio sborra in bocca alla sua donna, gode come un pazzo. Poi è Matilde che, casualmente, li incontra insieme e li invita, la domenica successiva, a pranzo a casa nostra. Quando arriva il giovane, che si chiama Paolo, ci troviamo davanti ad un bravo ragazzo, di buona famiglia, che ha un’aria un po’ timida e sottomessa. Durante il pranzo ci parla di lui e delle sue aspettative come medico, avendo già iniziato il tirocinio e Matilde scopre che hanno lavorato insieme in più di un’occasione, ultimamente. Quando mi ritrovo un momento da solo con lui, cerco di capire che tipo di uomo lui desideri essere. «Son felice che Silvia abbia un buon rapporto con te. Mi sembri un bravo ragazzo e, poiché tengo a lei come una figlia, mi piacerebbe sapere che tu la tratti bene, che non le faccia mancare nulla e, soprattutto la renda felice.» Lui mi guarda e mi assicura che Silvia è tutta la sua vita. «L'ho adorata dal primo momento che l'ho vista e mi son innamorato di lei. In un primo momento, i miei genitori non erano molto contenti di lei, perché qualcuno aveva messo in giro qualche chiacchiera sulla sua serietà, ma io ho avuto modo, in maniera inconfutabile, di capire che è lei la donna della mia vita, perché è esattamente la femmina che voglio al mio fianco.» Lo guardo e cerco di capire le sue parole, avendo quasi paura di intuire quello che ho realmente percepito. «Non capisco perché mi dici che era considerata una ragazza poco seria.» Lui si rende conto di esser stato un po’ troppo avventato nel raccontarmi questo dettaglio e cerca di minimizzare, ma io lo incalzo e, alla fine, lui confessa quella che è la sua spiegazione: «Si diceva, in giro, che fosse una ragazza un po’ troppo spigliata nell’aprire le cosce. Però, a me, questa cosa, invece di darmi fastidio, non so come spiegarla, in un certo modo mi fa piacere, anzi, mi eccita.» Lo guardo, finalmente son riuscito a portarlo al punto in cui volevo. «Paolo, se ho ben capito, il fatto che lei abbia rapporti con altri, ti fa eccitare?» Lui, pur mantenendo la testa bassa, annuisce. «Spero che sarai consapevole del fatto che questa cosa, se giungesse alle orecchie di sua zia Matilde, potrebbe ferirla, in quanto lei adora sua nipote. Naturalmente, il fatto che a te piace vederla godere con altri maschi, può essere, in qualche modo, fonte di pettegolezzo, quindi dovresti trovare una persona fidata che la scopi sotto i tuoi occhi, così da render felice sia lei, che te.» Lui solleva lo sguardo, i suoi occhi brillano di felicità. «È esatto, signor Bruno! È proprio quello che penso anch’io. Purtroppo Silvia, è restia a farmi vivere questa intensa emozione, perché dice che la cosa potrebbe creare proprio i problemi che lei ha citato. Certo se fosse una persona seria e affidabile che la scopi davanti a me, io sarei disposto a tenere il segreto a qualunque costo.» Nel parlare mi guarda dritto negli occhi, facendomi capire che potrei esser io quella persona. Sto per rispondergli, ma l’arrivo di Silvia, che lo abbraccia e bacia, interrompe il nostro discorso. Si guardano negli occhi, lui le sorride ed annuisce. In quel momento ho avuto il sospetto, poi confermato, che lei gli avesse detto che ero il maschio che la scopava e, a lui, ero davvero piaciuto. Tre giorni dopo, un pomeriggio, lei mi ha chiesto un suggerimento per un progetto e ci siamo recati in quello che è l’appartamento di lui e, in sua presenza, lei mi ha abbracciato e baciato. «Zio, adesso scopami e fammi sentir troia per lui!» Oggi sono diventati una coppia con lui assolutamente cuckold. Lui ha voluto che io la scopassi senza protezioni e poi, subito dopo, anche lui le veniva dentro e, alla fine, abbiamo ingravidato Silvia e, fra un mese circa, nascerà la bambina che porta in grembo. Lui è innamorato pazzo di lei e non vede l’ora di allevare la figlia, mia o sua? Chissà?!
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3 anni fa
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Varie
Schiavo eccitato
Siamo nella nostra suite... dobbiamo vederci con lo schiavo... mi devo fare bella... Vado in bagno, mi trucco da porca... e con il rossetto rosso... come il vestitino che indosso... anche le mutandine sono rosse... quelle che si aprono sulla figa... che è già bagnata per l'eccitazione... Ho le scarpe col tacco trasparenti... Esco dal bagno e mi faccio vedere da te, ti chiedo come sto. Tu mi guardi meravigliato, ti tocchi il cazzo da sopra I pantaloni... mi dici che sono troppo bona, che ti faccio impazzire... Decido di aspettare lo schiavo sul divanetto che è subito all'ingresso della suite... Lo stiamo aspettando... bussa alla porta... Tu vai ad aprire, io sono seduta sul divanetto, con le gambe accavallate, appena entra mi guarda e io lo guardo... Già non ci capisce più niente... Lo fai entrare, non gli metti né collare né guinzaglio... lo lasciamo libero stavolta... Lo faccio sedere vicino a me... timidamente si siede: Buonasera mia Padrona. È meravigliosa, ancora di più di come la ricordavo... Gli sorrido... Tu metti le luci soffuse... molto soffuse... Ti vieni a sedere vicino a me, dall'altro lato... Inizia a baciarmi, mi dici che sono bellissima... mi accarezzi il viso, il seno, le cosce calde... Permettiamo anche a lui di farlo... se mi vuole accarezzare... Allora le sue mani iniziano ad accarezzarmi le spalle per poi scivolare lentamente nella scollatura. Mi tocca i seni e le sue dita giocano con i miei capezzoli diventati grossi e duri... Mi piace tutto questo... ed inizio ad ansimare Vi sussurro:”ahhh..si..siii così dai non vi fermate” ed intanto accosto sempre di più il viso verso il suo pacco iniziando a dare piccoli bacetti e morsetti, attraverso i pantaloni... Freme di piacere e cercardi di spingere il bacino ancor più vicino al mio viso mentre le sue mani continuavano a giocare con i mie capezzoli... poi mi accarezza anche lui le cosce.. mentre tu mi baci, e mi tocchi ovunque... ho la figa fradicia... Libero il suo cazzo dai pantaloni che stavano scoppiando... salta fuori dalle mutande e me lo ritrovo all’improvviso contro il viso... lui impazzisce... Decido di rimanere ad altezza del suo cazzo per un po... Tu impazzisci, mi infili le dita nella figa.... mi dici Quanto sei troia!! Mi stringui il clitoride, mi fai impazzire... ti tocco il cazzo che hai già tirato fuori dai pantaloni... ti masturbo... Con una mano masturbo te... e con l'altra masturbo lui... Decido di succhiartelo... quindi mi avvicino al tuo bel cazzone meraviglioso... e lecco delicatamente la tua cappellona... ti faccio sentire la lingua... lo schiavo ci guarda e si masturba... mentre mi accarezza il culo, perché mi sono tirata su il vestitino per farglielo vedere bene... Tu mi dici: Si troia! succhia!! E mi muovi la testa tenendomi per i capelli... Non vuoi venire... allora mi fermi e mi dici: Andiamo tutti e 3 sul letto... stiamo più comodi... Mi sdraio sul letto, in centro... Sono bellissima... con il mio vestitino rosso... sollevato... vi faccio vedere le mutandine... aprile le gambe... e apro anche le mutandine... Voi state lì in piedi davanti al letto a guardarmi... poi vi stendete vicino a me.. Io sto sul fianco... tu stai davanti a me... lo schiavo dietro di me... Siete completamente nudi, vi siete spogliati mentre vi facevo guardare la mia figa sul letto... Tu inizi a baciarmi... sei tanto, tanto eccitato... ti accarezzo dolcemente il cazzo... te lo sfioro... anche le palle... Tu mi tocchi le tette, me le stringi... Permetti allo schiavo di toccarmi... allora lui lo fa... Sento le vostre mani su di me che si scontrano facendo a gara a raggiungere le mie parti più intime... Divarico le cosce... Estasiata, ti bacio con foga, ti accarezzo il petto, te lo bacio... te lo mordo... Poi mi sussurri: Fai impazzire lo schiavo come fai con me, porca! Mi giro dal lato dello schiavo... tu ti metti davanti a noi per guardarci... Lui non ci crede... Mi avvicino col viso al suo cazzo... lo accarezzo col viso... sulla guancia... Faccio scorrere un po le labbra...appena appena... Gli faccio sentire un po la lingua... deve impazzire... Ma non glielo prendo in bocca... Tu stai impazzendo... allora mi dici: Troia vieni qui, fatti scopare la bocca!!” Allora mi sdraio a pancia in su, a gambe larghe, tu ti avvicini in ginocchio alla mia bocca col tuo cazzo...e me lo sbatti in bocca... scopi la mia bocca... Ordini allo schiavo di leccarmi la figa... lo fa subito... Mi infila anche il giocattolino... mi tocco il clitoride... Mentre mi scopi la bocca... dopo poco io sborro! Lo schiavo mi lecca la figa bagnata, lecca il mio orgasmo... Decidi finalmente di scoparmi per bene... io ti dico:”Siii, dai scopami!! fammi sentire tutto il tuo cazzo!!.siiiiii…cosiiiii”. Le nostre lingue che si intrecciano... la mia figa che schizza dal piacere, come una troia! Mi scopi come un porco, sei tutto sudato ed eccitato e gemi come un animale!! Tiri fuori il tuo cazzo dalla figa, mi metti a pecora a bordo del letto, ti chini a leccarmi la figa e il buco del culo... Ti alzi e inizi a passarmi la cappella gonfia di desiderio sulle labbra della mia figa per lubrificarla, e infili un dito nel mio culo per ammorbidirmi il buchino. Fremo nell’attesa di riceverlo nel culetto, allora ti dico" dai…daiii cosa aspetti a sbattermelo nel culo!! Allora mi fai sentire la sua grossa cappella che si appoggia sul buchetto ben allargato... mi preparo... mi abbasso... inarco la schiena... sono pronta a prenderlo nel culo... non vedo l'ora... Piano piano me lo infili tutto... e io: siiiiiiii….. Sento i tuoi coglioni gonfi contro la mia figa Metti sul letto il piede destro... così me lo affondi ancora di più!! La mia figa schizza dal piacere! Lo schiavo intanto si gode lo spettacolo... si è messo in ginocchio davanti a me... Sono talmente eccitata che non ci capisco niente... Afferro con una mano il cazzo dello schiavo e lo masturbo... Mi dici: Quanto mi piace vederti così, sei la mia troia!! E io ti dico Si! Sono una troia!! Continui a scoparmi il culo aggrappandoti ai miei fianchi.. Poi mi vuoi scopare la figa di nuovo Mi prendi come piace a me... Mi scopi le ore... vengo 10 volte... faccio i laghi sul letto... Lo schiavo mi lecca tutta, ogni volta che vengo... Mi lecca le tette mentre mi scopi... il buco del culo quando mi tiri su le gambe... Non ce la fai più... vuoi sborrare... Allora mi metto in ginocchio... sui tacchi trasparenti... tu davanti a me, in piedi... Te lo lecco tutto... mi dici di aprire la bocca .. Mi schizzi sulla faccia...e sulla lingua... Anche lo schiavo sborra... sui miei piedi...
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3 anni fa
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Varie
Il bar dei vecchietti
Questo e’ una storia realmente accaduta ,risale primi anni 90 io Avevo vent'anni moro fisico magrolino basso di statura senza nessun pelo con un bel culetto a mandolino. Avevo avuto sempre interesse per le ragazze ma anche per gli uomini più grandi di me. Avevo provato con alcuni miei coetanei giochi di seghe e qualche pompini ma niente di particolare. Nel culetto m’infilavo tubetti vari ma mai un cazzo vero. Era estate faceva caldo e sono uscito Con un pantalone corto ma aderente che mi accentuava le mie curve. Appena finito gli studi e giravo nelle varie aziende in zona a consegnare. Corriculum ma per il momento mi dicevano Che non avevano bisogno. Camminando nel mio paese piccolo del nord con la maggior parte abitato Da persone anziane mi trovo in un parco pubblico. Avevo molta sete e intravedo una piccola bocciofila frequentata da vecchietti. Entro e mi dirigo Verso il bancone del bar e vedo un gruppo di vecchietti che stanno giocando a carte che mi stanno tutti Osservando dalla testa hai piedi con stupore E malizia. Siccome a me piace essere osservato da maturi come loro mi viene un’eccitazione dentro e mi appoggio al bancone del bar E inarco la Schiena per fare vedere meglio il mio culetto bello rotondo e sodo. In quel momento mi sentivo imbarazzato ma allo stesso tempo una troietta in calore. A un certo punto uno di quei vecchietti si alza dal tavolo di gioco e mi affianca al bancone del bar e ordina un bicchiere di vino, Io ero impaurtito Perché unico giovane nel locale a un certo punto mi guarda, mi fa' un sorriso e mi dice: ciao bello . Rispondo buongiorno e lui mi dice: ma dammi Del tuo sono cosi' vecchio? lui era un uomo alto con delle mani e dita grosse spalle larghe e buttando l'occhio in basso ho visto che aveva un pacco grosso e secondo me lo aveva mezzo duro. Io rispondo no signore sembra molto giovanile lui sorride e mi accarezza il viso. Mi dice cosa ci fai qui' di bello? Gli rispondo avevo sete con questo caldo e mi volevo rinfrescare. Il vecchio mi dice: stai cercando lavoro? gli rispondo si magari ho girato per due giorni ma non ho trovato nessuno che mi prende. lui dice: mi dispiace da vedere oltre che un bel ragazzino mi sembri sveglio e volenteroso, Cosa hai studiato ? sono diplomato perito meccanico. Ah capisco io ho bisogno di una persona che mi dia una mano in campagna, anche se non è il tuo ramo se vuoi, ti posso fare lavoretti tranquilli e poi ti pago bene. A quel punto in testa mi arrivavano vari pensieri strani, ma pur di lavorare. gli risposi : si va bene poi mi adatto in qualsiasi lavoro. molto bene mi rispose mi consegno un bigliettino con indirizzo e numero di telefono e mi disse ti puoi presentare domani mattina alle 10 cosi' ti spiego tutto. io lo ringraziai e quando sono uscito dal BAR dopo un paio di passi mi sento chiamare e mi volta era uno dei vecchietti del tavolo che mi chiama, sorpreso, mi avvicinai e mi consegna un biglietto piegato e a voce bassa mi dice: leggilo quando sei a casa, e se ne ritornò nel bar. Incuriosito appena svoltato nella via, aprì il biglietto e rimasi a bocca aperta e allibito di quello che c'era scritto . Aprì il biglietto e diceva cosi': Ciao bello... siamo un gruppo di anziani tra i 55 e 65 anni che erano a sedere nel tavolo del bar quando sei entrato e noi giocavano a carte Ci siamo tutti voltati per ammirare il tuo bel culetto da troietta. Vorremmo organizzare una festa in una casa in campagna isolata che ha un uno di noi, e ci piacerebbe giocare con te. Naturalmente nella Max riservatezza pulizia e senza forzature. Se t’interessa in fondo al biglietto c'e il numero di casa di uno di noi. Mi raccomando telefona sabato ore 11 perche siamo tutti uomini sposati e non vogliamo casini. Wow non ci potevo credere cosa mi era proposto....avevo sempre sognato un gruppo di vecchi porci che mi scopavano, allo stesso tempo avevo paura perché mi potevano rompere il culo. Nel mattino seguente chiamai al telefono quel signore del bar che mi aveva offerto il lavoro e in mattinata presi l'auto e raggiunsi casa sua nella periferia del paese. Mi accolse a braccia aperte e comincia a farli qualche lavoretto nel giardino e in casa e in campagna .era un uomo molto gentile e premuroso nei miei confronti Mi trattava come se fossi un figlio. Ma in quel giorno avevo sempre in testa quello che mie era stato proposto con eccitazione e allo stesso tempo timori. immaginavo di succhiare e leccare i cazzi di quei vecchi porci e io che mi masturbavo. I giorni passavano velocemente e stava arrivando sabato e non sapevo ancora di telefonare oppure di lasciare perdere. Io nel culetto ero in sostanza vergine e avevo paura di sentire dolore, inoltre che i miei genitori venivano a sapere che suo figlio era una checca. Arriva Sabato mattina e trovando una scusa con i miei genitori prendo auto per cercare una cabina telefonica isolata che nessuno mi vedesse. dopo aver girato per 10 minuti trovo una cabina isolata in fondo a una via, parcheggio velocemente e vado dentro al gabbiotto. avevo il dubbio di chiamare o no ma con la mia eccitazione che avevo adosso prendo il telefono e chiamo il vecchietto che mi aveva dato il numero. ero in perfetto orario alle 11 , squilla il telefono con ansia adosso e risponde pronto ? io: ciao sono il ragazzo del bar dell'altro giorno. ah ciao come stai? io bene e lei? dai non darmi del tuo , ci speravo che mi chiamassi, io e i miei amici abbiamo visto che sei una bella giovane troietta . il calore!!! ummm..siete dei porcellini da come ho capito! si esatto , ascolta ti presenti stasera ore 21,30 via xxxxx bello pulito e profumato ok? ok va bene ma devo prendere con me preservativi e creme? no tranquillo abbiamo tutto noi a stasera bello ciao. arriva la sera faccio una cena leggera e una bella doccia rinfrescante e mi pulisco bene il mio buchetto anche dentro con un bel clistere. saluto i miei genitori che erano in sala a guardare la tv e con una scusa gli dico che mi devo trovare con una mia amica. Era già buio presi l'auto e mi dirigo verso indirizzo che mi avevano dato. il posto era a 10 km dal mio paese era abbastanza tranquillo cosi' nessuno che conoscevo poteva vedermi. Finalmente arrivo percorro una strada sterrata e in fondo vedo una casa di campagna poco illuminata .... Davanti a casa erano presenti 4 auto e mi salì subito l’adrenalina pensando che erano un bel po' di anzianotti. suono il campanello e mi apre il vecchietto che avevo parlato al telefono e di dice:buonasera bellissimo accomodati e seguimi... io lo seguo e mi porta in una camera da letto al piano terra ma gli altri non li vedevo , mi fa accomodare e mi dice: ora ti spogli nudo e indossa queste calze autoreggenti nere ....quando sei pronto io sono fuori dalla porta che ti aspetto ok? mi spogliai tutto nudo con un’eccitazione e allo stesso tempo timore di quei vecchi porci che cosa mi potevano fare su di me ,indossai le calze autoreggenti. Stavo bene avevo proprio un bel fisico giovane e pelle vellutata come una troietta. apri la porta e il vecchietto che mi aspettava rimase a bocca aperta e mi disse: cavolo ma sei bellissima e molto eccitante. Seguo il vecchietto e mi porta in una sala grande con caminetto e luci soffuse e qualche candela molto bella come atmosfera. mi dice di mettermi in ginocchio sul tappetto e di chiudere gli occhi e di aprigli quando lo diceva lui. io eseguo i suoi ordini e con tanta ansia chiudo gli occhi. dopo un paio di minuti mi dice di aprire gli occhi , e cavolo vedo il gruppo di vecchietti del bar , erano in 6 tutti nudi con il cazzo in mano. ma guardandoli bene c'era anche il vecchietto dove lavoro da lui...e ci guardiamo negli occhi e divento subito rosso in viso con tanto imbarazzo e non avrei pensato che era un porco maiale come loro in quanto durante il giorno con lui non mi avevo fatto avance e neanche toccato. lui mi fece l'occhialino e mi e mi diede un bacio a distanza. ero molto eccitato e loro mi si avvicinano e comincio a succhiarli il cazzo ad uno a uno e con le due mani segavo...avevano varie lunghezze di cazzo alcuni corti ma grossi altri lunghi e sottili ma quando mi si avvicina a me il vecchietto del lavoro ...wow era il piu' grosso e lungo del gruppo gli comincia leccarli le palle poi con la lingua sulla cappella bella grossa e rosea ...lui godeva e mi diceva che ero una troietta bocchinara . intanto gli altri mi toccavano e baciavano il tutto il corpo ....ero in estasi totale e avevo gia' il buchetto bagnato e il cazzo duro. poi mi metto alla pecora e uno si inginocchia e mi lecca il buco di culo e mi sega il cazzo mentre io ho succhio due cazzi in contemporanea l'atmosfera era già calda e sentire quei vecchi bavosi porci mi faceva godere come una troia e mi sentivo posseduto. poi venne il momento che quello dietro da me mi sparge nel buchetto una crema fredda e in quel momento mi ero irrigidito e avevo un po' di paura. lui mi tranquillizza dandomi la lingua in bocca...ummmm baciava molto bene . appoggia il suo cazzo grosso ma non lungo nel buchetto e lentamente lo inseriva io sentivo le pareti della mia figa anale aprirsi , era una sensazione bellissima e godevo ma non sentivo dolore ...ma subito dopo me lo infila tutto dentro e sento un dolore forte e faccio un urlo che rimbomba nella sala . comincio a lacrimare dal dolore ma appena il buchetto si è adeguato al cazzo sparisce il dolore e diventa goduria , lui comincia a pompare come un porco e continuo a sbocchinare gli altri a rotazione. dopo poco uno sento che sta per venire e con la mia lingua gli lecco velocemente da cappella ...all' improvviso sento vari schizzi di sperma che mi innondano la lingua e la faccia . il porco maiale godeva tanto e mi diceva troia puttana ti piace il mio sperma....poi mi prese la testa e mi infila tutto il suo cazzo in gola. sento il suo cazzo pulsare dentro la mia bocca e inizio a avere spasimi di vomito, ma per fortuna lo tira fuori,e con sorpresa mi sborra un'altra volta in faccia, , wow il vecchio aveva una quantità di sperma mai visto dato l'età. il mio viso e ricoperto di sperma denso che mi colava sul petto. il vecchietto che mi scopa da dietro sento che aumenta il ritmo e mi schiaffeggia le chiappe ormai diventate rosse e dicendomi troia,puttana ,vacca succhia cazzi ora ti sborro in culo .... infatti dopo poco sento lui godere come un maiale e mi innonda il culo pieno di sperma e da tanto che ne ha fatta mi cola dalle gambe..... Poi uno si sdraia sul tappeto e mi dice di andare sopra di lui , aveva un bel cazzo grosso ma non lungo tutto peloso in corpo...mi metto a smorzacandela e piano piano lo infilo nel buco gia' allargato...ummmm cavolo era bello duro e grosso faceva fatica a entrare ma uno di loro da dietro mi sparge altra crema e prima impunto la bella cappella grossa e lo infilo piano....wow sento le pareti del culetto allargarsi ancora di più ma ero talmente eccitato che riesco a infilarlo tutto dentro urlando di piacere , sentivo dal mio cazzo uscire del pre sperma . comincio a andare su e giù e la goduria aumentava sempre di piu' , e gli altri intorno che si segavano. il porco godeva e comincio a baciarlo nel petto peloso e cominciamo a limonare in maniera frenetica. a voce alta comincio a dire : dai scopami vecchio porco sono la tua troia puttana sfondami il culo voglio altri cazzi, e subito dopo due mi mettono il cazzo in bocca . in bocca . il porco che mi scopava era talmente eccitato da possedere in culo il mio bel corpo che anche lui mi sborra dentro...sento un fiume di sperma caldo che mi allaga le viscere anali. io all'istante faccio una copiosa sborrata sul sul petto senza menarlo era una cosa mai successa ma bellissima. gia' tre vecchietti avevano già sborrato ero a metà dell'opera....ma anche se avevo sborrato il mio cazzo era ancora duro come il marmo. cambio posizione mi fanno sdraiare sul tappeto e due mi tengono le gambe aperte e due a rotazione comiciano a scoparmi come dei forsennati , avevano il cazzo piu' lungo ma non grosso come il primo...e intanto io mi sego.... il mio vecchietto del lavoro mi mette il suo cazzo in bocca e mi dice : dopo tocca a me puttana , sentirai il mio cazzone dentro alla tua bella figa anale , io annui con la testa e gli dico: si lo voglio tutto dentro vecchio porco bavoso e comincio a farli un pompino e sento gia' il pre sperma che esce il sapore molto forte ma dolce ... dopo 15 minuti i due porci che mi scopavano mi dicono di mettermi alla pecora e di allargare le chiappe. non capivo cosa volevano fare pensavo che mi mettevano i due cazzi nel culo, ma per fortuna non è stato cosi' mi avrebbero rotto il culo. mi misi alla pecora e il mio buchetto gia' largo e ben visibile. i due porci cominciano a segarsi e sento che urlano di goduria , subito dopo avverto degli schizzi di sperma sulla schiena e poi mi innondano in quantità mai vista il culetto e il buchetto...ummmmm bellissimo sentivo tanto sperma caldo sul mio corpo e culo che mi colava dalle gambe. poi finalmente arriva il momento del ultimo vecchietto con cui lavoro da lui, io ancora alla pecora mi dice: ora tesoro tocca a me , ti metto alla crema il tuo buchetto deve essere molto lubrificato non voglio farti male, io mi tranquillizzai , e comincio a a menarmi il cazzo ancora duro. sento la sulla bella cappella grossa che mi impunta il buco.....e mi dice: sei pronta troietta in calore bocchinara? io dissi: si maiale lo voglio tutto dentro e farti godere come un porco bastardo. la cappella comincia a entrare piano piano nel buco e quando e' riuscita a entrare sentii un brivido nella schiena e un dolore mai sentito ,urlai forte e uscivano le lacrime dai occhi .....ma subito dopo mi diede il colpo finale spinge tutto dentro e si ferma il dolore lentamente si attenua e comincio a godere un casino ....e gli dico : dai porco comincia a pompare voglio sentirlo tutto....e lui mi dice: certo lurida troia puttana ecco servito. in quel momento comincia a scoparmi con un ritmo moderato ma lo sentivo fino in gola il suo cazzone , da vedere sarà stato 20 cm..... lui godeva e mi insultava e mi dava delle sberle sulle chiappe...cavolo era bellissimo godevo ancora di piu' rispetto all’inizio ...e dopo poco mi sparo una sega galattica e annaffio il tappeto di sperma. dopo un paio di minuti sento che il suo cazzo pulsa e sta per venire ...aumenta il ritmo e mi scopa come una toro in calore. mi dice: sto per sborrare vacca puttana eccola... e poi sento come se uno mi avesse inserito un tubo dell'acqua calda su per il culo, una sborrata favolosa. lo tira fuori e dal mio buchetto esce una fontana di sperma misto sangue.... ma non contento mi dice di inginocchiarmi e di succhiarli il cazzone, era ancora duro il suo sapore di sperma era buono e con la lingua comincia a leccargli la cappella. il vecchio ricomincia a godere e mi dice: troietta leccami anche le palle , io con la lingua gli lecco le palle con quel pelo bianco ed erano belle grosse ...cazzo godeva come un porco bavoso...e mi eccitava tanto sentirlo godere il mio vecchio titolare.... a un certo punto gli lecco ancora la fessura della cappella e sento uno schizzo di sborra potente sulla lingua che arriva a innondarmi la fronte i cappelli e il viso....wow....avevo una maschera di sperma. lui mi dice: sei stata bravissima puttana da quando ti abbiamo visto al bar non avevano dubbi che eri una troietta il calore bocchinara. tutti si misero ad applaudire e mi sentivo una star del cinema porno. il mio corpo era ricoperto di sborra , e il buchetto era in fiamme ma il dolore si stava attenuando. mi alzo e bacio tutti con la lingua questi 6 vecchi porci . ma uno mi dice: credi che sia finita? pensai cavolo che cazzo voglio fare ancora ero gia' sfinito. allora dico : che cosa volete farmi ancora maiali? mi dice il vecchietto che penso era il padrone di casa: se vuoi vieni fuori nel retro della casa che ti vogliamo fare la doccia dorata. io subito non capivo che cosa fosse ma mentre ci incamminavamo uno mi dice: tranquillo ragazzino ti vogliamo solo pisciare adosso. la cosa mi incuriosiva e mi eccitava allo stesso tempo. arriviamo fuori e c'era un bel giardino con vasi di fiori e piante , io tutto nudo ma era in piena estate e di notte faceva ancora caldo. mi dice: mettiti in ginocchio . io mi inginocchiai e tutti si misero intorno a me. poi cominciarono a pisciami in faccia , io provai anche ad aprire la bocca e con la lingua assaporare l’urina dei porci era molto aspra e quasi mi faceva vomitare , infatti uno mi dice: mettiti alla pecora e allarga le chiappe troia. lo feci e mi pisciano tutti dentro al culo e nelle chiappe...ummmm era bello in mezzo al giardino nudo con le calze autoreggenti nere ormai inzuppate di urina . finito mi alzai e andai in bagno a farmi una bella doccia rinfrescante. uscito dal bagno vedo il vecchietto che lavoro per lui mi bacia in bocca e mi dice : ti aspetto domani al lavoro , che ho altre cose da farti fare. ma questa e un 'altra storia......
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3 anni fa
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La prima volta che mi ha fatto cornuto.
Mi chiamo Luca, ho 50 anni e sono sposato da trent’anni con Silvia. Ci definiamo entrambi piacenti, non bellissimi, ma di gradevole aspetto. Siamo entrambi di media statura: io alto, dalla corporatura robusta, ma non grasso, occhi scuri, capelli leggermente canuti e ben messo fra le gambe, sia in circonferenza che in lunghezza. Lei, magra, seno molto piccolo, ma con un culo bello tondo e sodo. Sposati da 30 anni, l'ho conosciuta che era vergine e, nel tempo, abbiamo trovato la giusta intesa a letto, anche se, col passare degli anni, diventa fisiologico che insorga un po’ di routine, o una certa noia, dovuta al calo di desiderio. Per carità non ne faccio colpa a nessuno; ho certamente una buona dose di responsabilità pure io, ma quello che è successo mi ha fatto, in qualche modo, riflettere e giungere alla conclusione che non tutti i mali vengono per nuocere, anzi, nel nostro caso, sono stati davvero provvidenziali. Fra noi non avevamo mai parlato di relazioni aperte o di trasgressione, anche se, almeno io, qualche idea l'avevo avuta e da tempo, ma, in ogni caso, era sempre rimasta relegata nel mio cervello e mai avrei esternato a lei i miei più sconci desideri. L’estate scorsa, decidiamo di affittare una villetta sulla costa tirrenica per trascorre qualche giorno di vacanza. Data la poca distanza dalla nostra città, situata nell’entroterra, decidiamo di affittarla per tutto il mese. La spesa era accessibile ed io ero propenso a far il pendolare, dato il mio lavoro che si svolge, prevalentemente, di mattina per cui avrei sempre avuto il pomeriggio libero e, con una mezzora di strada, sarei sempre tornato in riva al mare per godermi il sole del tramonto insieme a lei. La prima settimana sono rimasto con lei e ci siamo sempre diretti verso qualche spiaggetta lì vicino, in cerca di maggior tranquillità. Passata la prima settimana, io ho iniziato a fare avanti e indietro per il lavoro, e, al pomeriggio, quando tornavo, Silvia mi aspettava per andare insieme in spiaggia. La sera lei cucinava sempre del buon pesce, perché aveva scoperto che, in fondo alla spiaggia, vicino al molo del porto, alcuni pescatori la mattina, tornati dalla pesca, vendevano direttamente sulla spiaggia quanto pescato. Era una cosa molto piacevole, perché il pesce piace a tutti e due e, per tutte le tre settimane che siamo rimasti lì in vacanza, abbiamo, la sera, quasi sempre cenato con il pesce che si cucinava sul terrazzo dell'appartamento preso in affitto, che, essendo tra l'altro situato all'ultimo piano, permetteva di servirsi del barbecue. Spigole, orate, gamberoni, erano i nostri piatti preferiti. Solo un pomeriggio, nella seconda settimana, sono rimasto a dormire in città, perché la mattina dopo avevo un importante appuntamento di lavoro. Quando sono tornato al mare, ho trovato Silvia che era un po' indisposta. Mi ha detto che certamente doveva averle fatto male qualcosa che aveva mangiato. Anche il sesso fra noi, durante le vacanze, non è stato affatto intenso: abbiamo scopato, sì e no, due o tre volte e per due volte me lo ha succhiato facendosi venire in bocca. Diciamo che si è svolto tutto assolutamente nella norma. Appena rientrati in città, la settimana dopo, mi chiama mio suocero e mi dice che ha bisogno di una cortesia. Quando lo incontro, mi spiega che il sabato venturo è il compleanno di mia suocera e che vorrebbe farle una piccola festa a sorpresa, organizzando un pranzo con una decina di persone. Mi chiede se, cortesemente, potessi andare giù al mare a prendere del pesce, perché Silvia non ha omesso di dirgli dei pescatori che lo vedono ad un prezzo piuttosto contenuto. Naturalmente mi mostro disponibile e, quel sabato mattina, mentre mia moglie si distrae con mia suocera, portandola in giro per negozi e lui organizza il pranzo, io, di buon mattino, prendo la macchina e vado giù al mare. Arrivo un po' in anticipo e, raggiunto il posto indicato da mia moglie per acquistare il pesce, trovo un piccolo casotto di legno, adibito a magazzino, con davanti dei tavoli in ferro, sotto un porticato e, seduto su una panchina, lì vicino, c'è un pescatore con un braccio ed un polso ingessato. Mi avvicino e gli chiedo se è quello il posto dove si compra il pesce fresco. Lui mi guarda e annuisce, poi, una volta avvicinato, gli dico che mi hanno parlato di questo posto, in città. Lui si incuriosisce e mi chiede chi mi ha dato questa informazione. Stranamente non dico che è stata mia moglie, ma resto un po' sul generico. «Da una signora che conosco in città e che di recente è stata in vacanza qui, ho appreso che tutte le mattine veniva a prendere il pesce dai pescatori che lo vendono ad un prezzo abbastanza contenuto.» Lui mi guarda, si incuriosisce e mi chiede chi è quella signora che mi ha fornito questa informazione. Io, ironicamente, dico che è una bella donna e che, tutto sommato, non sarebbe una cattiva idea portarsela a letto. Lui sorride e mi chiede qualche altro dettaglio. Gli fornisco una semplice descrizione del corpo di mia moglie, lui mi guarda e mi chiede se per caso la persona in questione si chiama Silvia. Mi rendo conto che evidentemente la conosce bene e, così, mi siedo e cerco in qualche modo di proseguire la mia improvvisata indagine. «Sì, è proprio la signora Silvia. È una bella donna e onestamente, se non fosse così pudica e rigida, avrei anche fatto qualche pensierino su di lei.» Lui mi guarda, sorride e, con fare ironico, mi narra tutt'altra cosa. «Pudica? La signora Silvia sarebbe una donna pudica e riservata?» Scoppia in una risata. Allora io, che ovviamente mi sono incuriosito, lo guardo e, con aria complice, gli chiedo qualche dettaglio piccante che mi possa essere utile per portarmi a letto una così bella femmina. Lui mi fa sedere accanto e poi, con tono pacato, mi racconta alcune cose che mi fanno tremare i polsi. «Forse, in città, la signora Silvia sarà anche una donna pudica e riservata, ma ti assicuro che in quelle tre settimane che è stata qui al mare, tutte le mattine è venuta qui da noi e, di pudico, non aveva assolutamente niente. Alla signora piace il pesce sia quello fresco e anche quello caldo!» Sono sbalordito dalle sue parole, però cerco di non darlo a vedere e gli chiedo maggiori dettagli. Lui mi guarda un attimo in faccia e poi mi narra tutta la vicenda. «È venuta, le prime volte, di buon mattino, quando tornavamo dalla pesca e prendeva sempre il pesce, ma, una mattina, è arrivata più tardi e non c'era rimasto un granché da comprare. Era desolata e, allora, le ho detto che ciò che era rimasto era bastevole per fare una buona zuppa di pesce, giusto per due persone. Lei mi ha guardato, ha stretto le spalle e mi ha detto che non aveva la minima idea di come si facesse una zuppa di pesce. Allora io l'ho invitata ad entrare dentro la nostra capanna e, poiché lo spazio è abbastanza poco, mentre le spiegavo quali tipi di pesce mettere nella zuppa, quali cucinare per primi e come fare un buon sughetto, i nostri corpi si sono un po' strusciati. Lei indossava solo il costume con il copri costume ed il suo bel culo, più di una volta, ha sbattuto contro il mio cazzo, che si è gonfiato. Quando mi ha chiesto quanto mi doveva per il pesce, Io le ho risposto semplicemente che volevo una carezza. Lei mi ha guardato e, sorridendo, mi ha fatto una carezza sul volto, ma io ho afferrato la sua mano, l'ho portata in basso e l'ho appoggiata sulla mia verga. Lei ha stretto la mano, afferrando il mio cazzo per saggiarne la consistenza e la durezza. È rimasta stupita nel sentire la mia verga grossa e dura, perché, modestamente, sono abbastanza ben dotato. Ho sentito la sua mano stringere con forza la mia verga. Dopo averlo tastato bene ed a lungo, le sue guance si erano imporporate e lei era rimasta davvero sorpresa da quello che sentiva. Ha preso a mordersi il labbro inferiore, mentre seguitava a tenere la mano appoggiata sul mio cazzo. Io ho sollevato le braccia e le ho appoggiate sulle sue spalle, facendola inginocchiare davanti a me. Per un attimo ha opposto una lieve, quanto inutile resistenza, dicendo: «Ma io sono sposata!» Io non ho dato peso alle sue parole ed ho continuato a premere sulle sue spalle, così lei si è inginocchiata davanti a me che ho estratto la mia verga e lei, trovandosela davanti alla faccia, ha assunto un’espressione di assoluto sbigottimento. Ha subito afferrato la mia verga con entrambe le mani e la sua bocca è andata ad appoggiarsi sulla mia cappella. Ha iniziato subito a leccare e succhiare il mio cazzo, dimostrando di esser certamente molto esperta nel fare pompini. Ti assicuro che è stato bellissimo! Io son vedovo da oltre 6 mesi e, sentirmi leccare il cazzo in quella maniera, mi ha eccitato tremendamente. Ha preso a leccarlo e succhiarlo con estrema bravura, facendolo scivolare per più della metà direttamente in gola. Avrei voluto scoparla, ma lei è stata risoluta e mi ha risposto: «Oggi no! Domani!» Allora ho messo una mano sopra la sua testa e le ho imposto il ritmo della pompa. È stato un bocchino stupendo, fatto da una donna che di cazzi ne doveva aver succhiati tanti, per aver raggiunto una simile bravura. La sua lingua si muoveva decisa e rapida lungo tutto l'asta, mentre le sue labbra cingevano la cappella, che succhiava facendo ruotare e insinuando la punta della lingua nel meato, regalandomi sensazioni incredibili. Ho preso a scoparla in bocca, muovendo il bacino avanti e indietro ritmicamente, poi ho sentito impellente il desiderio di sborrare, ho abbassato lo sguardo ed ho incrociato il suo, facendole capire che ero al limite; lei ha annuito ed ha preso a succhiare ancor più forte, facendomi svuotare nella sua cavità orale. Le prime due bordate di sperma le ha prese direttamente in gola, poi si è un po' sfilato il cazzo di bocca ed ha continuato a ricevere copiosi schizzi di sborra densa e calda, che ha provveduto ad ingoiare fino all'ultima goccia. È stato un lavoro perfetto, eseguito a regola d'arte. Dopo avermi pulito be ne, si è alzata, ha preso la borsa del pesce che le avevo preparato e, nel salutarmi, mi ha detto: «Vengo anche domani. Lasciami dell'altro pesce!» Le ho risposto che doveva venire come oggi, un po' sul tardi, che avrei provveduto a metter da parte ciò di cui aveva bisogno. Era il martedì e, fino al venerdì, ogni mattina è venuta e si è succhiato, oltre il mio, anche i cazzi di altri tre miei amici. Poi ha detto che sabato e domenica non sarebbe venuta, perché aveva prenotato una mini crociera intorno alle isole, assieme al cornuto. Il lunedì successivo ha ripreso a venire a prendere il pesce ed io avevo voglia di scoparla, così l'ho portata dentro e lei, dopo avermi solo un po' leccato il cazzo, si è appoggiata con i gomiti al tavolo, le ho sollevato la gonna, ho spostato di lato il costume e l'ho infilata di colpo. La maiala era così bagnata che il mio cazzo le è scivolato dentro senza nessun impedimento. Ho preso a stantuffarla con forza. Ha avuto diversi organismi e, quando ha capito che ero prossimo a sborrare, si è girata e mi ha detto di volerlo ancora in bocca. Sentirla così troia, mi ha fatto impazzire ancor di più e così, dopo averla fatta godere ancora una volta, mi sono sfilato. Lei si è inginocchiata ed ha ingoiato tutto il frutto delle mie palle. Il giorno successivo mi ha detto che il cornuto, la sera dopo, non sarebbe tornato dalla città e, quindi, non avremmo dovuto lasciarle il pesce. Allora io le ho detto che, se voleva, poteva venir di notte a pescare con noi, visto che il cornuto sarebbe rimasto a dormire in città e lei ha accettato. Il pomeriggio del giorno dopo, al calar del sole, l'abbiamo vista arrivare ed è venuta via in barca, con noi. Indossava solo una minigonna di jeans e una t-shirt, sotto cui si intravedevano i suoi capezzoli duri, perché la puttana non aveva indossato né mutandine né reggiseno. Siamo partiti con due barche, io, lei, i miei quattro amici, più altri due che vengono con noi quando andiamo a sistemare i palamiti, cosa che avremmo fatto quella sera. Superata la punta oltre il faro, abbiamo iniziato a metter in acqua le lenze. Dopo due ore avevamo finito e siamo andati un po' più avanti, lungo la costa, dove c'è una spiaggetta con una caverna che noi utilizziamo di notte per ripararci, quando facciamo quel tipo di pesca. Appena giunti sulla spiaggia abbiamo steso dei teli e lei è stata l'oggetto del nostro piacere. Il nostro giocattolo per tutte le quattro ore che dovevamo trascorrere. L’abbiamo toccata tutti e sei, eccitandola, offrendole i nostri cazzi da succhiare, cosa che lei ha fatto senza mai fermarsi. Poi, a tre per volta, ci siamo alternati nei suoi buchi, facendola godere senza sborrare, perché ci alternavamo, dandoci frequentemente il cambio. Lei ha goduto in una maniera sconvolgente e, ad un tratto, la sua eccitazione e goduria è stata talmente forte, che ha squirtato. Vederla sdraiata per terra, con il corpo travolto dalle convulsioni, ci ha eccitato tantissimo! Non ci era mai capitato che una troia godesse così tanto sotto i colpi dei nostri cazzi, così ognuno di noi ha preso a segarsi vigorosamente per poterla completamente ricoprire di sborra calda. Al sentire addosso i nostri getti di sborra che la colpivano in ogni dove, l'ha fatta godere e urlare di piacere come se non l'avesse fatto fino a quel momento e, ad un tratto, uno di noi, dopo aver sborrato, le ha sollevato il capo e si è fatto pulire il cazzo, facendole raccogliere fino all'ultima goccia, cosa che abbiamo ripetuto anche tutti gli altri. Una volta che aveva pulito per bene i nostri cazzi, qualcuno ha proposto: “Su, adesso laviamo questa maialona!” Così ha preso a pisciarle addosso ed a quello ci sono uniti noi altri. Sei cazzi le hanno riversato addosso una cascata di urina e lei, anziché esserne schifata, ha allargato braccia e bocca, cercando di riceverne il più possibile in gola. Una volta che abbiamo finito di pisciare e, anche in questa occasione, ciascuno di noi si è fatto pulire il cazzo, l’abbiamo sollevata e letteralmente scaraventata in mare, ridendo e insultandola: dicemmo, infatti, che una maiala come lei, ora doveva lavarsi, perché puzzava più di una latrina! Anche noi abbiamo fatto il bagno e, dopo aver consumato un breve pasto, abbiamo ripreso le nostre barche e siamo andati a tirar su le nostre lenze. Durante tutto il tempo che abbiamo recuperato le lenze, lei è rimasta inginocchiata davanti a quello che teneva il timone e gli ha continuato a succhiare il cazzo, facendosi sborrare di nuovo in bocca. All'alba, quando se n'è andata, abbiamo visto che camminava un po' malferma sulle gambe: procedeva a gambe larghe, perché le avevamo sfondato e irritato ogni buco. Poi, per il resto della vacanza, ha continuato a venire a prendere il pesce e, a volte, si dilungava a farci un bocchino ciascuno oppure si lasciava scopare o inculare, piegata sul tavolo della capanna. Quindi, caro amico, come vedi, la signora Silvia, se in città è una donna pudica, qui al mare è stata e si è comportata da gran troia.» Sono rimasto per tutto il tempo in silenzio ad ascoltare il suo racconto e, dentro di me, ho avuto reazioni molto contrastanti. Se una parte di me era furiosa ed ero attanagliato dalla gelosia, un'altra, stranamente, si compiaceva che, in qualche modo, mia moglie mi avesse cornificato in maniera così spudorata, facendomi quasi sentire orgoglioso di avere una moglie tanto lussuriosa. Il mio cazzo, a sentire quelle cose, si era gonfiato nei pantaloni ed anche il pescatore se ne era accorto, tanto da rivolgermi un sorriso sornione. In quel momento, sono arrivate le barche e, dopo aver selezionato per bene tutto il quantitativo di pesci di cui avevo bisogno, nel salutarmi e mentre lo stavo pagando, il pescatore mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha detto una cosa che mi ha letteralmente stupito. «Amico mio, prendi questa piccola aragosta: è una Magnosia che, in qualche parte, forse un po' più a sud della nostra costa, chiamano simpaticamente “zoccola di mare”, perché è un tipo di crostaceo che si addice benissimo a tua moglie.» L’ho guardato con un chiaro aspetto interrogativo, lui mi ha sorriso e mi ha detto di aver visto la mia foto sullo schermo del cellulare di mia moglie e di aver capito subito che ero suo marito, ma che, in ogni caso, dovevo sentirmi fortunato, anzi molto fortunato, ad avere accanto una moglie come lei, perché, anche se è vero che va in giro a scopare con altri, è sicuramente una femmina molto calda, di cui tutti sarebbero fieri ad avere nel proprio letto. Tienila ben stretta, lascia che scopi e divertiti anche tu, perché tanto non te la negherà. Ho preso il pesce acquistato e l'ho caricato in auto. Ho ripreso la strada di casa e, mentre viaggiavo, ripensavo a tanti piccoli dettagli che, proprio come un buon cornuto, può accostare l'uno all'altro solo dopo averne conosciuto il tenore. Mi son venute in mente tante cene coi suoi colleghi, dove lei tornava tardi e, tante volte, non ha voluto scopare, perché aveva mal di testa o era indisposta. Solo ora mi rendo conto che, di sicuro, si era fatta scopare e sbattere da qualcun altro ed era per questo che non aveva voglia di farlo con me. Sono arrabbiato ed eccitato nello stesso tempo, al punto che, ad un tratto, son costretto a fermarmi, perché il cazzo mi duole oltremodo: devo segarmi per alleggerire la forte eccitazione che sto provando. Mi sego e basta poco per pervenire ad una copiosa sborrata. Riparto e, mentalmente, penso a mia moglie: quanto mi piace pensarla così troia da mettersi a disposizione di ben sei maschi, pronti a scoparla a turno ed a farla urlare di piacere e, nel mio intimo, penso: "Adorabile troia. Preparati, che sto arrivando!"
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3 anni fa
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Varie
A cena da mia cugina.
Mi chiamo Viola, ho trentasei anni e sono una single cui piace molto il sesso fatto con intelligenza e massima libertà. Non voglio, legami, gente gelosa o possessiva, perché a me, se piace un maschio o, anche, una bella femmina, voglio esser libera di giocare e godere a mio piacimento. Sono una bella ragazza, alta e con i capelli scuri, il seno una quarta abbondante, ventre piatto ed un culo che non passa inosservato, posto al colmo di lunghe gambe ben tornite. Amo molto succhiare un bel cazzo e, per questo, molti dicono che ho la bocca perfetta per i pompini e, di questo, vado davvero fiera e, soprattutto, sono convinta di saperli fare davvero bene. Recentemente la banca in cui lavoro, mi ha chiesto di coprire un posto con delle responsabilità nuove e di molto interesse e, per questo, ho dovuto recarmi in un’altra città per un corso di aggiornamento. In questa città vi abita Lucrezia, mia cugina. Lei ha due anni più di me e, fin quando non si è sposata, eravamo inseparabili. Eravamo due puttanelle che si divertivano a scopare e succhiare tutti i cazzi che entravano nella nostra sfera d’interesse. Se sono quella che son diventata, lo devo sicuramente al fatto che, entrare in competizione con lei per decidere chi di noi due fosse più troia, mi ha sempre stimolato tantissimo e, fino ad oggi, non è ben chiaro chi lo sia fra noi due. Non la vedo dal suo matrimonio, avvenuto sei anni fa, quando ha deciso che Giulio era il maschio con cui voleva legarsi. Non ho mai ben capito il motivo di questa scelta, anche perché ho conosciuto lui molto poco, ma ho rispettato la sua decisione ed ora che sono nella sua città l’ho contatta per vederci, e lei mi ha invitato a cena a casa sua, per festeggiare non so bene quale ricorrenza. Ho accettato e, puntuale, mi son presentata al suo indirizzo. Per l’occasione, essendo una serata non troppo fredda, ho indossato una mini gonna e magliettina aderente, stivaletti bassi alla caviglia con tacco dodici, ed un giacchetto di pelle nera. Quando sono entrata in casa sua, sono stata accolta da Giulio. «Ciao, benvenuta! È un piacere averti con noi.» Pochi passi nel breve corridoio e, quando entro nel salone, vedo che ci sono altre persone, anzi, per la precisione sette maschi dall’aspetto veramente macho. Li guardo per un attimo e subito un brivido percorrere il mio corpo al solo pensiero che, se gioco bene le mie carte, questa sera uno di questi maschioni potrebbe anche finire nel mio letto. Lui con un sorriso, mi presenta agli altri. «Ragazzi, lei è Viola, l’amica più intima di Lucrezia.» Un saluto generale mi viene rivolto da tutti e noto, nei loro sguardi, non poco interesse nei miei confronti e mi sento ancor più inumidire il perizoma. Chiedo dove sia mia cugina e lui mi risponde che è in cucina. Mi indica la strada, faccio dei passi e mi ritrovo con lei, che è semplicemente adorabile. Indossa un tubino nero elasticizzato che, a malapena, copre le sue grazie e, anche lei, calza ai piedi delle scarpe con tacco dodici, che le fanno inarcare il suo prominente quanto bellissimo culo. Quando mi vede si gira e mi abbraccia e, stringendomi a sé, mi bacia direttamente in bocca. Rispondo al suo bacio con passione, perché fra noi, anche in passato, abbiamo avuto momenti molto intimi, dove ci siamo goduti a vicenda l’un l’altra. Quando mi stacco, la guardo negli occhi e chiedo spiegazioni. «Scusa la mia curiosità, ma potresti spiegarmi da chi sarebbe costituito quello splendido campionario di maschi, tutti veramente molto belli, che sono nel salone?» Lei sorride e poi aggiunge che manca ancora una persona, che deve ancora arrivare, assieme a suo marito. La guardo cercando di capire ed insisto per avere spiegazioni e lei, ridendo, ma con l’aria più innocente del mondo, mi dà una risposta che mi lascia alquanto basita. «Sono i miei amanti!» La guardo e cerco di capire come mai ha radunato in casa sua i suoi amanti. Lei sorride, mentre continua a tenermi abbracciata e, stretta a sé, mi racconta come tutto ciò è cominciato. «Quando ho incontrato Giulio, me ne sono subito innamorata. Lui è dolce, premuroso, molto attento alle mie esigenze e, a letto, è un’amante abbastanza completo, che si preoccupa molto del mio piacere. Tu sai, però, che io ho un'indole da vera zoccola e, se all’inizio pensavo che un solo cazzo mi sarebbe bastato, dopo circa sei mesi, non ho resistito al forte desiderio di sentire la mia patatina irrorata da un altro cazzo. Così ho ceduto alle lusinghe di un collega di lavoro, che, una sera, mi ha scopato in maniera divina. Dopo quell’esperienza di intenso piacere, però, sono cominciati i sensi di colpa nei confronti di Giulio e così, dopo alcuni giorni, gli ho confessato il mio tradimento. Lui mi ha ascoltato in silenzio, senza nessuna reazione e, quando ho finito di raccontare e gli ho detto che, se voleva, poteva benissimo sciogliere il nostro rapporto, visto che non ero in grado di essergli fedele, lui mi ha sorriso, mi ha baciato, mi ha stretto a sé e la sua voce mi ha veramente commosso. Mi ha detto che, sapere che ero una zoccola era una cosa che gli era già nota fin dall’inizio e contava proprio sul fatto che, in qualche modo, lo avrei cornificato, gli rendeva il rapporto perfettamente come lo desiderava. Lui amava esser cornuto, perché consapevole del fatto di avere una moglie bella, che ama alla follia e che è in grado di regalargli momenti di intenso piacere, quando si fa possedere da altri maschi sotto i suoi occhi o, come in tante occasioni, con la sua attiva partecipazione. Capisci Viola? Il fatto che io lo cornifichi è per lui motivo di vanto ed immenso piacere e, questa sera, festeggiamo il nostro settimo anniversario della prima volta che l’ho reso cornuto. Per tal motivo ho invitato tutti i maschi che, in questi anni, sono stati i miei tori da monta più intimi, quelli con cui ho goduto di più e, con i quali, ho passato momenti indimenticabili. Ora manca la mia ultima conquista: Linda, la mia collega di lavoro, con la quale, da oltre un mese, ho un rapporto intimo che mi travolge completamente. La tua presenza, non solo questa sera è particolarmente gradita, ma rende il gioco ancor più interessante, perché, tenere a bada tutti quei maschioni, per noi due, sarebbe stato alquanto complicato, mentre, con la tua presenza, il gioco sarà ancora più interessante. Ti assicuro, amore mio, che sono tutti molto ben dotati, molto resistenti e, soprattutto, quando ti scopano, non hanno nessuna pietà, vogliono tutto e ti danno tutto.» Guardo mia cugina davvero sorpresa. È pazzesco! Lucrezia si era sbattuta tanti maschi sotto gli occhi del marito ed ora si dava e chiavava con un'altra donna, senza alcuna remora?! Ora mi era chiaro il grande amore per Giulio. Non avevo mai preso in considerazione il fatto che potesse esserci un maschio che accetti l’idea che la sua donna sia una gran puttana. Decisamente questa rivelazione mi ha aperto immensi orizzonti. Ad un tratto sentiamo delle voci provenire dal salone e, insieme, usciamo portando dei vassoi con degli stuzzichini e, subito, siamo aiutate da tutti a distribuirli e finalmente mi trovo davanti Linda. Subito mi rendo conto che è una gran bella donna, alta, snella, con un corpo molto bello, valorizzato da una magliettina aderente, tacco dodici ed un paio di pantaloncini in jeans che lasciava scoperto tre quarti del suo bellissimo culo, messo in risalto da cosce lunghe e dritte. Subito lei mi abbraccia e mi guarda con occhi molto vogliosi. «Lucrezia mi ha raccontato delle sue esperienze e, in particolare, con te. Non vedo l’ora di assaporare il tuo piacere.» Sentire che le aveva raccontato le nostre esperienze, non fece altro che far aumentare lo stato di eccitazione di tutti, che avevano ascoltato le sue parole in silenzio, ma che si erano scambiati una certa occhiata d’intesa. Dopo alcuni brindisi ed ulteriori presentazioni, durante le quali ho conosciuto anche il marito di Linda, ad un tratto, Lucrezia baciò in bocca Linda che, con una mano, stava massaggiando il cazzo di uno dei maschi presenti, che lo aveva oramai durissimo. Le due donne cominciarono a baciarsi e leccarsi reciprocamente ed io fui spinta da Giulio verso di loro e, così, mi trovai a condividere il loro abbraccio ed i loro baci. In un attimo ci ritrovammo tutte nude, circondate da tutti quei maschi che, spogliatisi, mettevano in mostra dotazioni veramente notevoli. Linda, che stava a pecora sopra Lucrezia, sdraiata sotto di lei che la leccava, fu infilata da dietro da un cazzo direttamente in figa, da uno dei presenti ed io stessa, mi ritrovai inginocchiata e circondata da alcuni maschi, che mi offrivano le loro verghe già turgide e dure. In breve l’orgia prese forma. Ad un tratto, mi trovai anch’io sdraiata supina e, un attimo dopo, Linda venne a mettersi sopra di me e prese a leccarmi la fica, mentre lei era ancora penetrata da un altro maschio, che la sfondava. Vedere quell’enorme cilindro di carne scivolare dentro e fuori dalla sua fica, mi fece venir voglia di mettermi a succhiar le palle ed a leccare il buco del culo di quel maschio possente, che la sfondava facendola godere. Raggiungemmo entrambe l’orgasmo, diverse volte: io, per la esperta bravura di Linda e lei, per la forte scopata a cui era sottoposta; poi, ad un tratto, il maschio le scarico dentro un fiume di sborra. Era rimasto per un lungo istante immobile, piantato dentro di lei, poi, quando se ne uscì dalla fica di Linda, le colò fuori e leccai tutta la sborra che lui vi aveva riversato. La leccavo avidamente, mentre lei veniva di nuovo in quanto posseduta da un altro maschio. Questi, dopo averla penetrata con forza, si allungò su di lei, la fece sollevare in ginocchio e la trascinò, sdraiandosi sul tappeto, sopra di sé. Lei si ritrovò a cosce aperte e, subito, altri maschi erano lì pronti ad offrire i loro cazzi da succhiare. Mentre vedevo Lucrezia posseduta da tre maschi contemporaneamente, me compresa che, d'improvviso, fui oggetto delle attenzioni di altri maschi che mi sollevarono e mi fecero impalare di spalle sopra un bel cazzo, che mi penetrò il culo in maniera rapida e decisa. Giusto il tempo di sentirlo arrivare in fondo, che mi ritrovai sdraiata sul corpo di quel maschio che mi sfondava il culo e subito un altro iniziò a penetrarmi davanti, mentre Giulio mi offriva il suo cazzo da succhiare. Era qualcosa di indicibilmente sublime sentirmi sfondare in ogni buco da quelle mazze possenti, che dilatavano i miei orifizi, riempiendoli e, nello stesso tempo, facendomi godere moltissimo. Ero in preda ad un vero raptus erotico e presi ad incitarli, mentre ero stretta tra loro. «Più forte! Scopatemi più forte!» Ad un tratto uno di quei maschioni, per vero uno molto dotato, mi ha trascinato su di sé e mi ha infilato la sua verga nella fica, da dietro. Era davvero enorme! L’ho sentito arrivarmi fino dentro la pancia ed aprirmi quasi fossi ancora vergine. Ero distesa su di lui di spalle, con le gambe aperte e sorrette da altri due, che agevolavano quello che sarebbe successo da lì a breve. Infatti un altro si è inginocchiato davanti ed ha puntato la sua mazza fra le labbra della mia fica. L’ho guardato un attimo stupita, ma lui ha sorriso e spinto il cazzo dentro. «Lucrezia non riesce a prenderne due insieme davanti, allora ha detto di provare con te. Vediamo se sei più troia di lei!» Ho sentito le pareti della vagina dilatarsi al massimo, mentre lui affondava il suo palo di carne, assieme all’altro, molto lentamente. Ho spalancato la bocca per urlare, ma sono stata subito infilzata fino alla gola da un altro cazzo, che non mi ha permesso di gridare. Ero sconvolta ed eccitata da tutto questo. Quando si son fermati ho avuto un orgasmo, mi son sfilata il cazzo dalla bocca ed ho urlato tutto il mio piacere. «ODDIO! Vengo! Mi state lacerando la fica, ma vengo! Vengo! Non vi fermate!» Io stessa non mi rendevo conto di quello che mi stavano facendo, perché ero fuori di testa da quanto stavo godendo. Lucrezia nel sentirmi urlare, si è avvicinata, mi ha guardato ed ha sorriso, compiaciuta. «Bravi, ragazzi! Sfondatela tutta questa zoccola! Ve lo avevo detto che lei è più puttana di me!» Mi hanno fatto impazzire! Non ho capito più nulla, tranne il fatto che godevo a ripetizione. Ero come in trance. I suoni, le voci e le persone erano confusi, mentre godevo e basta! Ho sentito schizzi bollenti inondare il mio ventre, poi la bocca avida di Lucrezia che mi leccava, mentre venivo rigirata e messa distesa su di lei. Ad un tratto ho sentito aprirmi il culo e, anche in questo caso, due cazzi si sono infilati dentro di me. Ho urlato di dolore, mentre mi slargavano il buco senza pietà. «No! Cazzo, no! Mi sgarrate il culo! No, vi prego!» Inesorabili sono entrati fino in fondo, mentre sotto di me, Lucrezia mi succhiava il clitoride facendomi provare un piacere molto forte, che ha lenito il dolore iniziale e, poi, ho incominciato a godere ed urlare il mio piacere. «Cazzo, vengo! Non è possibile! Sto godendo! Vengo!» Un ulteriore delirio si è impadronito del mio corpo. Ho ripreso a godere, senza soluzione di continuità, un orgasmo dopo l’altro fin quando, sfinita, li ho pregati di sborrare. Mi hanno inondato anche il culo e poi, quando si sono sfilati, ho sentito come se mi stessero portando via un pezzo di me. Avevo il culo sfasciato, aperto in modo osceno, ma, intanto, avvertivo brividi di piacere scorrere lungo il mio corpo. Stremata, mi hanno adagiato sul divano e Linda mi ha accolto fra le sue braccia, mentre Lucrezia era infilzata da tre maschi, che la facevano urlare ancora di paciere. «Ho sentito così tanto parlare di te, che mi hai davvero stupito. Lucrezia era convinta che tu ci riuscivi a farti sfondare da questi maschioni così possenti e, ora, mi piace averti fra le braccia, sfinita, ma felice. Mi fa piacere aver potuto vedere quanto sei troia. Amo Lucrezia ed ero un po’ gelosa di come parlava di te. Ero convinta che ti avesse, in parte, idolatrata, mentre ora mi rendo conto che sei davvero straordinariamente puttana! Grazie.» Per circa tre ore l’orgia è proseguita con tutte le donne sfondate e godute intensamente, poi, alla fine, loro se ne sono andati e siamo rimaste solo io Lucrezia e Giulio. Lui era molto contento di come era andata la serata e mi ha fatto i complimenti. «Tua cugina ha parlato spesso di te e, a volte, credevo che esagerasse, ma, vederti all’opera, mi ha convinto che sei davvero una gran maiala, forse ancor più di lei. Complimenti!» Guardo mia cugina che mi sorride, mi bacia e mi aiuta a raggiungere il suo letto, dove crolliamo insieme e ci lasciamo avviluppare da un sonno ristoratore. Prima di addormentarmi, mi son girata verso di lei e, dopo averle dato un bacio, le ho detto che ero felice di esser stata alla sua festa, anche se, ora era chiaro chi di noi due fosse per davvero la più troia. Lei mi ha baciato, sorriso e mi ha detto che vuole la rivincita.
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3 anni fa
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Primo incontro
“Sono in fondo alla spiaggia. Mi trovo subito prima della zona chiusa al pubblico in fondo” mi spiega. “Porta qualcosa di fresco”. Mi attende una camminata di qualche chilometro sotto il sole di luglio. Ho conosciuto TM, bella mora dalle forme generose, su un sito di incontri. Vive in Emilia, separata, alloggia in Romagna a Lido di Classe per l’estate assieme al figlio adolescente. Mi ha dato appuntamento in spiaggia libera a Lido di Classe dove si reca tutti i pomeriggi.. Raggiungo lo stabilimento più vicino e acquisto alcune birre. Mi incammino lungo la riva. Non conosco TM, non so cosa aspettarmi, spero che le foto inviatemi siano veritiere. Quasi alla meta individuo in lontananza una figura femminile che corrisponde alle foto. Un tipo è accovacciato vicino a lei. Stanno parlando. Continuo ad avvicinarmi ed il tipo è sempre lì. Sono ormai ad una cinquantina di metri, ci riconosciamo. TM si incammina verso di me ed il tipo si defila verso la sua postazione. Mora capello mosso lungo fino a metà schiena, formosa, in topless, indossa solo un perizoma, seno abbondante, lineamenti fini occhi profondi ed un sorriso che contrasta con l’ abbronzatura. Una figa da paura. Non può essere vero. Sono su candid camera. “Ciao, finalmente! Non ne potevo più di quel tipo. Piacere TM”. Mi presento. Ci scambiamo una stretta di mano e uno sguardo intenso. Sono rapito da tanta bellezza. Sistemo il telo a fianco il suo e iniziamo una piacevolissima conversazione bevendo le birre. È simpaticissima, oltre che figa. Scherziamo, ridiamo e parliamo. I corpi sempre più vicini. Tutto avviene con naturalezza, sembriamo conoscenti di vecchia data. Ci tuffiamo in acqua per alleviare la calura. Il contatto fisico è inevitabile. Ci tocchiamo. Ci stringiamo. Ci spingiamo. Baciarsi è naturale. La mia erezione sfrega sul suo corpo. Le mie mani cercano il suo culo e le sue tette. Nascosti agli sguardi dei bagnanti grazie all’ acqua. Cercando di non dare troppo nell’occhio continuiamo a toccarci. Le mie mani dentro il suo perizoma. Le sue dentro i miei boxer. Sembra le piaccia esibirsi e gli altri bagnanti apprezzano. Proseguiamo il nostro pomeriggio fra lo star stesi al sole e tuffi rinfrescanti. Siamo entrambi desiderosi di conoscerci meglio. Appuntamento per cena. Facciamo ritorno al paese. Continuo ad osservare questa femmina muoversi e sono sempre più incredulo. All’ ora stabilità sono sotto casa sua. Esce di casa con indosso solo un mini abito nero, che fa risaltare l’abbronzatura, a schiena nuda e scollatura generosa sul seno, sandalo con tacco e capelli umidi. Non avrei saputo consigliare un look migliore. Vabbè, tanto sono in costante erezione da quando l’ho vista nel pomeriggio. Arrivati al ristorante gli sguardi degli uomini son tutti per noi, per lei. A cena la conversazione è brillante e piacevolissima. Assume posizioni che fanno risalire lo stretto vestito e mostra il perizoma a me ma anche ai presenti. I camerieri fanno a gara per servire il nostro tavolo. Dopo cena facciamo una passeggiata. Non perdo occasione di abbracciarla e godermi le sue splendide forme. Gli sguardi dei maschi sono tutti per lei. Riprendiamo l’ auto e non avendo possibilità di poter andare a casa sua o mia decidiamo di appartarci in auto. Non conosco i dintorni. Seguo le sue indicazioni e giungiamo in un grande parcheggio sterrato. La abbraccio in un bacio dolce e deciso mentre con le mani percorro il suo corpo. Ci baciamo con passione. Si stacca mi lecca il viso e ritorna a baciarmi. Mi tira i capelli, mi stringe, mi attira a se, mi graffia. Passionalità pura. D'altronde è di padre napoletano e madre romagnola. Le espressioni del suo viso sono proprie delle bellezze mediterranee. Forti, dure, dolcissime e sexy. È caldissimo, anche i finestrini dell’ auto completamente abbassati non rinfrescano. È la tipica serata estiva romagnola dove l’ aria è immobile. Siamo sudati. Scendo una spallina del vestito e le scopro un seno che prendo in mano. Fatico a contenerlo nella mia mano. Pizzico con forza il capezzolo e mugola. Scendo con la bocca sul capezzolo. Lo succhio delicatamente. Gli passo la lingua tutta attorno. Appoggio entrambe le labbra e succhio. Con la testa riversa all’ indietro per il piacere mi afferra i capelli con decisione. Le mordo il capezzolo. Geme forte e mi tira i capelli. Proseguo sul resto del seno sul petto sull’ ‘ascella sul collo sul mento. Mi stacco da lei e la guardo negli occhi. La sua languida espressione mi eccita ancor più. Siamo sempre più accaldati, sudati. Apre lo sportello dal suo lato. Cerco la sua bocca con la mia, voglio la sua lingua. Con la mano sono sul culo. Ho fatto salire il suo qbito e mi godo la ronditá della sua chiappa. Mi stringe a se con un braccio. L ’altra mano è sul mio petto. Corre veloce alle spalle ai capelli, poi scende arriva al cazzo duro da sopra ai pantaloni e poi sale di nuovo. I fari di un’ auto ci puntano. Passa dietro di noi. Controllo che non siano forze dell’ ordine. Si va a parcheggiare ad una ventina di metri. “Chi è? Che fa? Mi vergogno” mi dice. La rassicuro. Calo anche l’ altra spallina del vestito. Mi tuffo su quel seno meraviglioso. Le sollevo l’ abito, che ora è arricciato in vita, fino a scoprire il perizoma e le tette. È nuda. In breve la mia mano si infila sotto il perizoma. Quanto è bagnata! Lei fa scendere i miei pantaloni ed i miei slip e libera il mio cazzo. Lo massaggia in tutta la sua lunghezza dalla cappella alle palle più volte. La mia mano continua a massaggiarle il clitoride e le labbra esterne. Alterno qualche tocco delicato più centrale. Le mie labbra, la mia lingua sul suo collo sul seno. Inizia a masturbarmi sempre più energicamente. Ricambio. Le mie dita esplorano l’interno della sua figa bagnata. Procedo con delicatezza con un secondo dito. I suoi mugolii aumentano. La sua mano sul mio cazzo sempre più energica. Aggiungo un terzo dito. Me lo sta strappando. “Di più!” sussurra al mio orecchio. Le dita sono quattro. Mi morde una spalla. Ho la mano fradicia. “Di più!” dice con voce roca. Mi masturba così forte che soffro i colpi sulle palle. Provo con tutta la mano. Squittisce e spinge il bacino verso la mia mano. Si libera in un orgasmo quasi violento mi colpisce ripetutamente sul petto, mi graffia e morde. Uno spettacolo. Si distende sul sedile per godersi il momento e lentamente riprende a masturbarmi. Mi lecca un capezzolo. Mi bacia il petto. Continua a scendere baciandomi. L’ ombelico l’ addome e finalmente mi bacia il cazzo, sulla cappella sempre impugnandolo. Mi lancia uno sguardo carico di desiderio e circonda la mia cappella con le labbra. Si ferma. Sento roteare la lingua sulla mia cappella sempre dentro la sua bocca. La posizione è scomoda. L’ auto è piccola. Si solleva e si posiziona in ginocchio sul sedile col culo rivolto verso lo sportello e si piega sul mio cazzo. Ora ha più libertà di movimento e comincia a spompinarmi con ritmo. Sono ancora incredulo. Ma la visione della sua schiena che culmina in un culo che sembra disegnato mi fa godere oltremodo. Allungo una mano sul suo culo e inizio a palparlo con gusto. Passo le dita nel solco delle chiappe raggiungo la figa bagnata e ritorno al culo bagnandolo del suo piacere. Tiro il perizoma a stimolarle le labbra della figa. La sua bocca sul mio cazzo mi porta al massimo godimento. Sono vicino all’ orgasmo. Ancora bagliore di fari. Un’ auto si avvicina e parcheggia a fianco alla mia, dal lato passeggero, dove lo sportello è completamente spalancato. C’è un parcheggio enorme, vuoto e questo parcheggia proprio qui. Sollevo il capo per guardare. È la polizia? No, una coppia. Il tipo alla guida guarda verso di noi e la visione del culo di TM che continua il pompino è magnetica, insiste a guardare. Lei prosegue, non si sarà accorta. Non aveva detto di vergognarsi? Boh. Mi godo il pompino. La tipa dell’ auto non si vede più probabilmente starà facendo un pompino al tipo. Lui continua a guardare il culo di TM. Non sono totalmente a mio agio. Ero quasi sul punto di godere ma questo imprevisto mi ha bloccato. Presto mi abituo alla presenza degli estranei che se ne stanno al loro posto e torno a godere delle attenzioni che TM mi sta dedicando. Mi concentro sulle sensazioni che mi regala con la bocca e continuo a carezzare il suo corpo stupendo. Nell’ auto a fianco sono di nuovo due teste. Hanno già terminato. Accendono la luce dell’ abitacolo. Si riassettano. Ripartono. Siamo nuovamente soli. TM accelera il ritmo e inizia a massaggiarmi le palle. Ora mi sto veramente godendo la sua bocca. Finalmente sento che sto per venire. Glielo dico. Si solleva e viene a baciarmi mentre mi masturba. Vengo sulla mia pancia. Restiamo abbracciati in silenzio a goderci il momento. “È trafficato” dice. “Ma chi era?” prosegue. “Penso fosse un cliente con un trans. Si è fatto fare un pompino. Ma ha guardato tutto il tempo il tuo culo” rispondo. Scoppiamo a ridere entrambi.
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3 anni fa
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Mia moglie ha scopato i miei colleghi davanti a me.
Mi chiamo Marco, ho 42 anni, sono alto circa 1,80, fisico prestante, moro, ora con qualche capello bianco, occhi scuri, spalle larghe. Sono sposato con Anita, 38 anni, alta 1,70 circa, castana chiara, occhi marroni, una gran bella donna dal seno di una terza abbondante ed un culo che è uno spettacolo. Non da sottovalutare la sensualità delle sue labbra, di cui si serve per far dei pompini da sballo. Ci eravamo conosciuti al compleanno di un amico comune, dieci anni fa, ci siamo frequentati per circa un anno e poi ci siamo sposati. Prima di me, lei aveva avuto una storia con un ragazzo suo coetaneo e con lui era stata assieme per tre anni. La loro storia finì perché lui era molto geloso ed in più non era un granché a letto. La scopava poco e si limitava al solo atto meccanico, senza prodigarsi nei preliminari, a cui lei non può per niente rinunciare. Insomma con lui era una noia mortale. Al contrario, tra noi c’è stata subito una grande intesa, soprattutto a livello sessuale. È bravissima in tutto e si mostra molto appassionata. Lo prende in tutti i buchi, anche se, quando l’ho conosciuta era vergine di culo ed io sono stato il primo a profanare quel pertugio. La cosa fu così bella e soddisfacente, che in seguito lei ci ha preso gusto ed oggi lo accoglie dentro di sé con molto piacere. Un’altra cosa, che mi fa impazzire di lei, è che la sua fica è di quelle come si vedono nei film porno: bella carnosa, sempre rasata e pronta ad inumidirsi. Le piace moltissimo quando la lecco e la faccio godere, prima ancora di possederla. Lei mi ricambia con sontuosi pompini da sballo: in effetti è sufficientemente troia, almeno con me. Io ho avuto sempre delle fantasie quanto mai trasgressive e, solo poco tempo fa, gliene ho parlato. All’inizio era alquanto scettica, poi mi ha confidato che avrebbe voluto provare come potesse esser questo mondo fatto di “trasgressioni" e, così, ci siamo iscritti ad un sito per coppie scambiste e cuckold. Il mio sogno sarebbe di vederla scopare con un altro o, meglio ancora, vederla alle prese con altri maschi. Come ho detto è una gran bella ragazza e, seppur ancor privi di esperienze, lei è tenuto in gran conto sia dal genere femminile, che l’ammira per il suo splendido carattere, che da quello maschile per la sua avvenenza. Le piace stuzzicare le fantasie degli altri, soprattutto quando le fanno apprezzamenti, ma lascia tutto limitato a qualche battuta, perché non ha mai voluto andar oltre. Più di una volta abbiamo fantasticato a partecipare ad un’orgetta, con lei al centro dell’attenzione di altri maschi, ma poi tutto è rimasto un pio desiderio riposto in un angolo della nostra mente. Nella nostra fantasia, spesso, abbiamo immaginato la partecipazione di persone conosciute e, questo, ha sempre eccitato Anita in maniera molto forte. Purtroppo, in questi ultimi mesi, abbiamo potuto dedicare molto poco tempo ai nostri giochi trasgressivi, perché entrambi abbiamo avuto dei cambiamenti sia sul lavoro che per l'abitazione, avendo da poco acquistato un bell’appartamento in una zona nuova della città. Lei si è ritrovata con il suo ufficio accorpato a quello di un altro, con colleghi nuovi, e, soprattutto, molto più impegnata nel lavoro. Io, invece, ho cambiato totalmente lavoro. Sono stato assunto da una ditta che si occupa di servizi informatici di protezione. Mi sono ritrovato a lavorare con altri quattro colleghi, tutti, più o meno, della mia stessa età. Il più anziano è Andrea che ha un anno più di me ed è anche il più esperto, perché fa questo lavoro da più anni rispetto a tutti noi, è divorziato ed ha una figlia. Poi c'è Luca, sposato anche lui con una bambina, mentre Stefano è più giovane di tutti noi ed è single. Lucio, invece, ha la mia stessa età e convive con una ragazza più giovane. Dopo un po' di tempo, che lavoravamo insieme, ci siamo accorti che tutti avevamo in comune la passione per il calcio a cinque. Così abbiamo cominciato a far qualche partitella insieme e, poiché è uno sport che mi piace molto, anch'io ci gioco da parecchio tempo. Mi sono trovato subito a mio agio e mi sono inserito abbastanza bene, raggiungendo subito un certo affiatamento, anche con loro. Così ci siamo resi conto che eravamo una squadra abbastanza ben affiatata e, allora, Luca ci ha proposto di fare un torneo abbastanza prestigioso. Ci siamo organizzati ed Andrea ha proposto a Marco, suo cugino, che gestisce una rinomata attività di ristorazione, di farci da sponsor, acquistando le maglie per giocare nel torneo. È stata una bellissima esperienza. Dopo dieci partite, ne siamo usciti vincitori. È stata una gioia immensa quando, nell'ultima partita, erano presenti anche le nostre donne tutte insieme e, con grande orgoglio, abbiamo alzato al cielo la coppa: eravamo i migliori! È stata una bellissima serata e, per festeggiare, siamo andati tutti in pizzeria. Durante la serata ho visto Anita guardare con un certo interesse i miei colleghi. Da quando avevo iniziato a giocare con loro, avevamo anche ripreso con le nostre fantasie e, spesso, dopo aver fatto delle belle scopate fra noi, ci siamo messi a parlare anche di loro. L’argomento è andato a finire sulle nostre dotazioni. Le ho raccontato che tutti e quattro sono molto ben messi, ma soprattutto Luca e Andrea hanno due cazzi fuori dal normale, sia in lunghezza che in circonferenza, e lei ne è rimasta incuriosita. La volta successiva, mentre la stavo scopando, mi sono divertito a stuzzicarla, facendole immaginare di esser stretta tra quei quattro maschi che la scopavano con molto vigore. Lei mi ha dato del matto, ma la sua fica si è bagnata in maniera incredibile ed ha avuto un orgasmo molto intenso. Dopo aver placato i nostri bollori e trovato il piacere, mi sono divertito a provocarla ancora. «Parlando per ipotesi, te la sentiresti di scopare con tutti e quattro assieme?» Lei mi ha lanciato uno sguardo proprio brutto, ma poi ha abbassato gli occhi senza dir nulla; allora ho insistito per ottenere una risposta. «Stiamo parlando per ipotesi, quindi potresti rispondere. Pensa a quanto piacere potresti provare a trovarti stretta fra Luca ed Andrea, che ti prenderebbero in doppia!» Lei mi ha guardato stupita, poi ci ha scherzato su. «Sei davvero un porco. Come puoi chiedermi di assecondare queste tue fantasie? E poi, come ti sentiresti a vedermi quando quelli mi spaccano il culo? Possibile che possa farti piacere? E non ti sentiresti a disagio nel prender atto di esser un cornuto?» Le ho sorriso ed ho ribadito la mia idea. «No! Non mi sentirei a disagio, se tu fossi fra loro e ti vedessi godere. Proprio quella condizione per me sarebbe una gioia immensa.» Passano una decina di giorni, durante i quali non torniamo più sull'argomento, mentre io continuo a rimuginare su Anita stretta fra le braccia di altri maschi. Poi, casualmente, una mattina, mentre siamo insieme con i miei colleghi in pausa caffè, Luca, parlando dell’imminente arrivo dell’estate, propone di organizzarci per un bel torneo estivo. Siamo tutti un po' titubanti, perché d'estate ognuno di noi ha le sue esigenze nel gestire le ferie ed altre cose, quindi, mentre sono ancora tutti indecisi, io lancio una proposta. «Ragazzi, perché non ci vediamo mercoledì sera a casa mia? Fra circa una settimana, ognuno di noi avrà chiaro il quadro delle ferie estive con la propria compagna o con i propri impegni, e così potremo decidere tutti assieme come scegliere il torneo estivo, che più ci soddisfa. Inoltre ho installato il nuovo televisore da 85 pollici e potremmo assistere alla finale di Champions.» Tutti si dicono d'accordo ed io quella sera stessa, mentre sono a letto e sto scopando Anita, ad un tratto mi fermo ben piantato dentro di lei e le comunico che, tra circa una settimana, avremo tutti i miei amici a cena e che, forse, è l'occasione buona per vederla scopata da tutti. Lei mi dà un pugno sul petto mostrandosi fintamente adirata e dicendo che sono matto. Intanto un'ondata di calore avvolge il mio membro, perché si è eccitata così tanto da bagnarsi ulteriormente. Il giorno dopo passo da Marco, il proprietario del ristorante, che ci fa da sponsor e invito anche lui, che accetta volentieri, dicendo che il mercoledì è il suo giorno di chiusura del locale, ma aggiunge che, per non far cucinare mia moglie per tutti, sarà lui stesso a portare delle pizze con patatine fritte e birre. Quando esco e sono in auto per tornare a casa, inizio già ad immaginare Anita alle prese con cinque maschi oltre me e il cazzo mi diventa così duro che son costretto a fermarmi e farmi una sega. Vengo quasi immediatamente. Mi rendo conto che devo trovare il modo per stuzzicare la libido di Anita e per far questo, decido che devo evitare di scoparla da oggi fino a mercoledì. Quando torno a casa, la fortuna mi dà una mano, perché vedo Anita che è indisposta e, quando le chiedo che cosa le è successo, lei mi dice che ha le mestruazioni. Se c'è una cosa in cui mia moglie è simile ad un cronometro, sono proprio le sue mestruazioni: durano esattamente sei giorni e, poiché oggi è giovedì, le finiranno martedì sera e tutto sarà perfetto, perché la sera dopo avrà così tanta voglia di scopare, che non sarà difficile farla cedere. Nei giorni che seguono, evito in tutti i modi di scopare con lei. In queste occasioni, di solito lei indossa un assorbente interno e permette che la si inculi, ma durante questa settimana che ci separa dalla serata speciale, io evito in tutti i modi di aver rapporti con lei e vedo che il suo desiderio cresce ogni giorno di più. Solo la domenica, mentre siamo insieme a letto, lei mi dice che ha voglia di scopare, ma io le dico che preferisco semplicemente aspettare, perché non trovo giusto che sia solo io a godere. Ogni giorno che passa e si avvicina la data prestabilita, la mia eccitazione cresce a dismisura, ma noto che anche lei è davvero carica. Il mercoledì mattina, quando lei si sveglia, prova a far sesso con me, ma io, in qualche modo, riesco ad evitarlo e, nello stesso tempo, la stuzzico al massimo per tenerla calda e vogliosa. Quando rientro, nel pomeriggio, scopro che lei è già tornata a casa e si è completamente depilata e pronta per la serata. Cerco di stuzzicarla un po', ma lei mi respinge dicendo che, di certo, troverà qualche altro maschio capace di soddisfare le sue voglie. Mi sorride mentre parla, fingendosi adirata. Mentre mi faccio la doccia, il pensiero va a mia moglie che di certo mi metterà le corna con i miei amici; quel pensiero mi eccita così tanto che solo a toccarmi il cazzo, sborro all'istante. Mi vesto e l’aspetto in sala. Quando lei viene fuori dalla camera, vedo si è preparata per la serata, per ricevere i miei amici, e ciò mi sbalordisce. Indossa una gonna nera molto corta, con sopra una camicetta bianca ed un grembiule da cameriera. Mi sorride dicendo che sarà al nostro servizio. Noto che sotto ha delle calze velate che di sicuro sono le sue inseparabili autoreggenti e, ai piedi, scarpe décolleté con tacco 12, che le slanciano ancor più la figura, inarcandole il suo splendido culo. Le labbra son ricoperte di un colore rosso fuoco, che le rende quanto mai sensuali e desiderabili, evidenziando ancor più la sua magnifica bocca da pompini. Quando arrivano i miei amici, restano tutti sbalordititi, compreso Marco, che l’ha conosciuta la sera della vittoria nella sua pizzeria. Quando la vede, spalanca gli occhi e le esterna tutti i complimenti possibili. «Sei decisamente abbagliante, questa sera!» Ci sediamo sui tre ampi divani messi a semicerchio davanti al maxischermo, appeso alla parete. Lei, civettuola, sfila in mezzo a noi, servendo tranci di pizza e birra, e lo fa piegandosi ripetutamente, ben sapendo di esporre il suo splendido culo. La sua è una chiara provocazione per tutti, ma in particolare per me, avendo notato la mia espressione di estremo orgoglio. La sua civetteria si fa più evidente quando si avvicina a me, facendomi intendere che ce n'è per tutti, ma non per me. Resto immensamente soddisfatto quando noto i pacchi dei miei amici crescere e gonfiarsi. Tra un sorso di birra e un morso alla pizza, iniziamo a vedere la partita, ma, ben presto, mi rendo conto che, con mia moglie seduta sul divano a cosce aperte, la partita non interessa più a nessuno. Sono tutti attratti e presi nell’osservare quella donna carina e sensuale, che non usa mezzi termini a mostrarsi in tutta la sua provocante femminilità. Mi piace il fatto che, in quel momento, sia il centro dell'attenzione di tutti. La cosa non mi provoca sentimento di gelosia, anzi mi intriga e mi eccita, anche perché non ho idea fino a che punto lei sia decisa a voler spingere quel gioco così audace e sottile. Ad un certo punto, Marco tira fuori una bottiglia di prosecco e chiede che vengano distribuiti bicchieri adeguati. Lei si gira e, sorridendo, l’invita a seguirla in cucina, rivolgendosi a lui con una voce da vera porca. «Se mi aiuti, li possiamo prendere in cucina.» I due escono dalla stanza ed io, unitamente agli altri, ne seguiamo i movimenti in silenzio. I bicchieri si trovano negli sportelli inferiori della vetrinetta, di fianco al tavolo da pranzo. Dovrà assumere una posizione particolarmente provocante nel chinarsi per tirarli fuori e questo mi fa pensare che la mia deliziosa maialina, stasera, ha pianificato ogni cosa. Ha deciso di farmi "cornuto". Mi rendo conto che sta adottando la tecnica del suo gioco, fatto di sottile ed elegante erotismo. Si piega e la gonna, già corta, sale ancora, mettendo in mostra le sottili strisce del reggicalze, che, evidentemente, è stato indossato per aver un maggior effetto provocatorio. Si intravedono persino i sottili fili interdentali che sorreggono il suo invisibile perizoma. Lei prende i bicchieri con calma, mettendo ben in mostra le sue grazie a Marco, che, al solo osservarla, gli ha prodotto un pazzesco indurimento del cazzo. Gli altri amici, che mi sono dietro ed hanno seguito ogni movimento di Anita, la guardano con evidente desiderio, ma restano in silenzio e si e godono quello spettacolo senza pari. Restiamo in silenzio, ma Marco le rivolge un complimento mentre lei gli passa i bicchieri e lo sollecita a tornare da noi. «Anita, permettimelo: ma lo sai che hai proprio un gran bel culo?» Lei lo guarda e gli sorride compiaciuta. «Anche il tuo non è niente male. Dai, torniamo da loro.» Io mi giro e tutti mi guardano, mentre i due vengono verso di noi. Mi ero accorto di qualche sguardo interrogativo degli amici che, per un attimo, si era posato anche su di me. Non mi sento a disagio, sorrido quasi estasiato e divertito, e questo deve aver contribuito a sciogliere qualunque sentimento d’imbarazzo. Ci guardiamo, per un lungo istante, tutti in silenzio, poi una fragorosa risata generale, trasforma la situazione in un momento divertente. È evidente che la partita non interessa più la combriccola. Ognuno di noi non fa che guardare Anita mentre ci serve il prosecco e poi aggiunge che ha anche degli sfiziosi stuzzichini, conservati in frigo. Esce dalla stanza e, quando torna sembra ancor più bella e seducente di prima; viene verso di noi, ma, quando si gira e la vediamo da dietro, restiamo tutti senza parole. Il grembiulino che la copre davanti, dietro non copre proprio nulla e quasi non crediamo ai nostri occhi, nel vedere che la gonna non c’è più. Il filo del perizoma nero, il reggicalze, le calze, il suo splendido culetto, è tutto meravigliosamente in vista! Mi guarda per constatare quale effetto ha ottenuto, ma poi si gira verso Marco e, con un fare più che malizioso, gli sorride e parla con voce estremamente languida. «Mi avete ammirata tutti, ma solo lui mi ha fatto dei complimenti e, quindi, questo vuole esser un omaggio per chi mi ha apprezzato.» Tutti restano stupiti, perché dopo le sue parole, lei si avvicina a Marco e lo bacia a fil di labbra. Poi si gira verso di me, che sono al suo fianco, mi bacia in bocca con passione, mentre la tiro contro di me. Afferro, con entrambe le mani il suo culo, e strappo il sottile filo del perizoma. Geme dal piacere nel sentire il mio pacco durissimo, che si schiaccia contro il suo ventre, mentre io ora metto in bella mostra il suo culetto nudo. Lei, da perfetta maliarda, si piega a 90° e, mentre tutti ci guardano, le sue mani trafficano con la chiusura dei miei pantaloni; il cazzo sta per esplodermi nelle mutande e lei lo sa. Lo tira fuori e prende a succhiarmelo, me lo lecca con ingordigia, senza ritegno. Tutti ci guardano con gli occhi sbarrati in preda ad un’evidente eccitazione. Restano fermi, in attesa di un qualche gesto, che sciolga ogni loro titubanza. Io non faccio altro che allungare le mani su di lei ed aprire con decisione le sue chiappe, mostrando a tutti le sue preziose intimità. Il mio è un chiaro invito a servirsi di quanto sto offrendo. Li guardo e non c’è bisogno di proferir parola. Il primo a reagire è Marco, che si inginocchia dietro di lei ed affonda la lingua dove meglio gli riesce. Subito inizia ad esplorare con avidità ogni sua più nascosta intimità. Lei interrompe per un attimo il meraviglioso pompino che mi sta facendo e, toltasi per un attimo, il mio cazzo dalla bocca, si volta e li guarda con sul volto l'espressione della voluttà. «Questa sera voglio essere la vostra troia. Datevi da fare, perché voglio impazzire di piacere e godere in ogni buco, allo scopo di far felice questo "cornuto", che non aspetta altro da tempo!» Tutti mi guardano senza dir nulla. Poi, di colpo, si spogliano nudi e iniziano a masturbarsi sfacciatamente. I loro cazzi sono diventati di dimensioni e durezza incredibili. Io la volto verso di loro e le faccio visionare quella serie di cazzi, tutti molto più ben messi del mio e, in particolare, quello di Marco, che batte tutti, sia in lunghezza, ma soprattutto in circonferenza. Senza nessun preavviso, le pianto il cazzo dentro con un solo affondo. È bollente! La sua fica sembra un vulcano. Comincio a sbatterla forte davanti a tutti, mentre ora Lucio le infila un cazzo divenuto enorme in bocca e lei lo prende con avidità, succhiandolo e leccandolo con passione. Intanto Andrea si è abbassato e le masturba il clitoride, mentre io le sfondo la fica e Stefano le strizza i seni, fino a farla gemere.Marco ci osserva segandosi il cazzo lentamente. Improvvisamente Lucio esplode in un godimento surreale, sia per forza che intensità, sborrandole in bocca e ricoprendole il viso di un’enorme quantità di sperma, che sembrava non finire più. Era talmente eccitato che ci ha sorpreso a tutti. Anita, nel sentirlo godere, ha ingoiato tutto, mentre lei, a bocca piena, ha emesso solo una serie di gemiti più forti degli altri. Nemmeno io mi sono trattenuto e le ho riversato dentro, tutto il mio piacere. Una sborrata davvero colossale quella che le ho scaricato dentro e, quando mi sono sfilato dalla fica dilatata, ne è uscita una buona quantità. Mi sono messo di lato e lei mi ha preso in bocca il cazzo ancora bagnato, mentre Stefano ha prontamente preso il mio posto, infilando il suo grosso randello direttamente dentro di lei, con una sola spinta. Lei, per un attimo, lo ha lasciato fare, ma poi si è sfilata e si è girata verso di me e, con tono deciso, ha stabilito le sue condizioni. «Adesso tu prendi il cellullare e fai un filmato o foto di questo momento; voglio che immortali ogni istante, perché voglio riportarlo alla mente di continuo. Voi, invece, fatemi godere come una vacca da monta.» Ho eseguito e subito ho visto Anita in ginocchio, che stava spompinando i loro cazzi e, a tratti, anche due per volta in bocca. Iniziai a scattare foto e contemporaneamente mi masturbavo, perché, nonostante la copiosa sborrata, ero eccitatissimo. Poi, dopo averli succhiati e leccati un po', si è alzata ed ha detto ad Andrea di sdraiarsi per terra. Lui ha eseguito e lei lo ha subito scalvato, impalandosi sulla sua grossa verga. Dei presenti, lui, Marco e Luca, sono quelli che hanno le dotazioni con maggior spessore e, quindi, ho ipotizzato che lei volesse sentirsi piena e dilatata al massimo. Infilzata su quel grosso cazzo, ha iniziato ad andar su e giù, mentre gli altri, a turno, le offrivano le loro mazze da succhiare. Impazzito di piacere, scattavo foto a raffica, mentre lei, dopo aver avuto un primo orgasmo, ha chiesto a Luca di lubrificare il suo culetto. «Va dietro e leccami il buco del culo fino a lubrificarlo per bene!» Era qualcosa di davvero incredibile per come dirigeva i giochi, facendo interpretare a ciascuno il suo ruolo, ma, soprattutto, godere come la più esperta delle puttane. Poi, dopo un ennesimo orgasmo, mentre Stefano le strizzava i seni e Luca continuava lubrificarle il buchetto, lei si è tolto il cazzo di Marco dalla bocca ed ha chiesto di avere quello di Lucio nel culo. «Dai, fammi il culo. Sfondamelo e fa vedere, a questo cornuto, come si monta la troia di sua moglie!» Lui si è posizionato dietro Anita e, con un colpo deciso, le è affondato nel culo Nello stesso tempo, Stefano le ha infilato il cazzo in gola, mentre Luca, dopo aver aiutato Lucio a penetrare il culo di Anita, ha preso a strizzarle i seni con lei che godeva come una pazza scatenata, stretta in mezzo a loro. Vedere Anita al centro, con uno che la stantuffava in figa da sotto, un altro che le scopava la bocca, tenendole le mani sulla testa, impartendo il ritmo ed infine un altro che le stava sfondando il culo, in una doppia strepitosa, mentre insisteva a segare Marco, ho rischiato di venire senza toccarmi. Lei era in preda ad un delirio di sesso incredibile. Godeva senza soluzione di continuità e li incitava a scoparla più forte. «Sì, vengo, VENGO! Vi sento. Cazzo, se vi sento! Mi state sfondando. Dai, inculami più forte. Dai, chiavami per bene! Cazzo, lo voglio tutto fino in gola!» Godeva senza ritegno ed io avevo il cazzo durissimo, immortalando in un video ogni momento di quella stupenda chiavata. Poi Lucio, dopo aver scambiato uno sguardo con Marco, si è sfilato ed ha lasciato il buco libero. Lui le si è piazzato dietro, ha sputato sulla sua cappella e lungo l’asta, ed ha appoggiato quel cazzo enorme sul buchetto già aperto di mia moglie. Vederlo infilzare Anita, che già aveva davanti Andrea, anch'esso molto dotato, mi ha messo paura: e se lei non fosse riuscita a prenderli insieme? Lei si è girata, ma aveva la bocca piena ed ha cercato, con lo sguardo, di dissuaderlo, ma lui, in un istante, ha spinto quel grosso arnese duro e nerboruto, tutto dentro di lei. Dopo un attimo, in cui lei ha inarcato il corpo per reggere la spinta poderosa, i due hanno iniziato a scoparla con un sincronismo perfetto. Lei, sconvolta da tanto piacere, ha ripreso ad incitarli a sfondarla sempre di più e più forte. «Ooooh…Sììììì! Spaccatemi tutta, culo, figaaaa! Non vi fermate, vi prego! Mi piace da morire il cazzo, perché sono una gran troia e non posso farne a meno!» Hanno iniziato una girandola di scopate e inculate, davvero sconvolgenti. A turno le hanno riversato dentro un fiume di sborra in ogni buco, bocca compresa e lei, distrutta, è rimasta a terra, ricoperta di sborra anche su viso e capelli. Era a gambe aperte, con la fica dilatata, gonfia, arrossata e piena di sborra che le colava in rivoli, sia davanti che da dietro. I ragazzi, nudi e sfiniti, con i loro arnesi orami spremuti fino all’ultima goccia, erano esausti sul divano, tutti sudati e con i cazzi ancora gocciolanti di sborra. Anita li ha guardati, ha fatto un mezzo sorriso ironico, poi ha guardato me ed i suoi occhi hanno preso a brillare di una luce fortemente perversa. «Adesso sei contento? Non era questo che volevi? Allora ti comunico che questo a me è piaciuto TANTISSIMO! Non importa, per il futuro, con chi o dove lo rifarò, ma sta sicuro che ne sarai informato, perché io a tanto piacere non ci rinuncio.» Loro mi hanno guardato stupiti, mentre io ero convinto che stessi sognando; ho lasciato a Luca il mio cellulare per fargli completare il video, mi sono avvicinato a lei e, con il cazzo ancora durissimo, l’ho sollevata, finché il suo bel culetto non era in prossimità del mio arnese e, con un solo affondo, le sono entrato dentro. «Lo senti il mio cazzo nel tuo buco del culo, troia? Da oggi, ogni volta che vorrai, ti lascerò scopare da chi vorrai, ma, alla fine, sarò sempre io l’ultimo a sborrarti in culo!» Mentre le penetravo il culo, Marco si è avvicinato e le ha messo di nuovo il cazzo in bocca. Lei non ha fatto una piega: ha ripreso a leccarlo e succhiarlo fin quando è tornato duro anche il suo, poi io, con tono deciso, le ho rivolto un'ennesima domanda: «Ne vorresti due nella fica, visto che ti piace farti sfondare in doppia?» Ho sfilato il mio dal suo culo e, assieme a Marco, glieli abbiamo piantati dentro la fica, con lei che ci guardava stupita, ma eccitata al massimo. Per un attimo ha avuto un po’ di timore, poi ci ha incitato a scoparla più forte. Era stravolta dal piacere, delirava. «Sìììì! Mhhhmm! Vi sento! Cazzo, se vi sento! Tutti e due! Mi state sfondando! Apritemi tutta! Più forte bastardi…dai…sfondatemi per bene!» Gli altri ci guardavano increduli e poi, eccitati dal nuovo interessante gioco, si sono avvicinati e le hanno infilato il cazzo in bocca, per farlo tornare duro. Anita era in preda ad una frenesia erotica che la portava a lavorare di bocca i cazzi che le venivano offerti e, contemporaneamente, saltava e si dimenava sui nostri che, sempre più, le slabbravano la fica. Ogni tanto urlava: «Vengo un’altra volta! Non fermatevi... ne voglio ancora!» Dopo un nuovo giro, in cui tutti le sono entrati in doppia davanti, lei si è distesa per terra e noi ci siamo segati fino a ricoprirla di sborra, almeno di quel poco che era rimasta nelle nostre palle. Una cosa davvero sconvolgente. Mai avrei pensato ad una serata all’insegna del sesso, come questa. Era molto tardi quando loro, dopo averle fatto i complimenti, se ne sono andati esauriti e completamente svuotati. Ero estasiata: mia moglie aveva tenuto testa a sei cazzi di tutto rispetto e ne era uscita a testa alta, ma anch'io non potevo lamentarmi: ora ero munito di un corposo palco di corna. Ero sicuro che, dopo questa sera, nulla sarebbe stato più come prima. Ma, almeno per il momento, la cosa non aveva nessuna importanza per me.
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3 anni fa
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Varie
Nudismo casalingo
Distrattamente scorro gli annunci last minute. Lentamente con la mano scorro la mia erezione eccitato dalle foto degli annunci Fra tutte le inserzioni una attira la mia attenzione. ”Nudo in casa ospito amici” è l’ intestazione. Nella foto profilo è in piedi all’ aperto su dune retrostanti una spiaggia. Guardo l’ annuncio:“ Sportivo amante nudismo anche in casa cerca singoli bsx…”. Bel fisico curato, depilato, qualche anno più di me. Molte foto sono scattate all’ aperto. Vive in una città a trenta chilometri dalla mia. Venti minuti d’ auto. Lo contatto. Scambiamo qualche messaggio. Confermano una intesa. Ci accordiamo per vederci a casa sua. Una doccia e sono in auto. Il cazzo preme nei pantaloni. Arrivato a destinazione mi apre con solo un pareo ad avvolgere il suo corpo, che appena richiuso il portone alle nostre spalle, si sfila mostrandosi totalmente nudo. “Mi piace stare in libertà. Sentiti libero, se vuoi puoi spogliarti” mi dice. Ci presentiamo con una calorosa stretta di mano. È un bel uomo, magro, viso scavato con un leggero pizzetto brizzolato, capelli corti ed un corpo curato e tonico. La mia eccitazione cresce sempre più. Il mio cazzo esplode dentro gli slip Si avvia verso il salotto. Lo seguo guardandogli il culo. Si, sono qui per questo, ma è la prima volta che vivo una tale situazione. Il movimento del suo culo mi eccita ulteriormente. Mi indica il divano e si allontana verso la cucina, facendo ritorno con un paio di birre fresche. Mi tolgo maglietta scarpe e allento la cinta dei pantaloncini. Seduti sul divano iniziamo una piacevole conversazione. Mi parla delle sue esperienze naturiste e del suo viaggiare alle Canarie dove può vivere appieno questo stile di vita. Mi sfilo pantaloncini e slip. Siamo entrambi nudi. Nessun imbarazzo fra noi. Giriamo per casa, ci sfioriamo, mi mostra i vari ambienti. Siamo vicini. Lo cingo per un fianco. È più alto di me di una decina di centimetri. Scendo con la mano fino al suo splendido culo. A mano piena saggio la consistenza della natica soda. Si lascia palpare. Ho il cazzo di marmo. Siamo l’ uno di fronte all’ altro, lo stringo a me. Cazzo contro cazzo. Ci guardiamo negli occhi. La mia lingua cerca la sua. Ci baciamo mentre le mani esplorano i nostri corpi. Lo spingo verso il divano e sono sopra di lui. Continuo a baciarlo. Il mio cazzo teso preme la sua pancia. Il suo preme la mia. Li prendo entrambi con una mano e li masturbo assieme. I nostri respiri si fanno sempre più affannati. Sollevo il busto i nostri cazzi nella mia mano che continua a massaggiarli. Godo della visione dei nostri corpi. Mi distendo nuovamente su di lui. Le bocche, le lingue cercano ogni punto erogeno: spalle, collo, capezzoli e ascelle. Le mani percorrono i nostri corpi. Ci alziamo e mi conduce alla sua camera da letto. Sono eccitato come un porco. Si siede sul letto e prende il mio cazzo in mano, lo guarda, alza lo sguardo ad incrociare il mio e con la lingua lecca il mio frenulo. Che goduria. Tenendolo ben saldo in mano continua ad alternare baci e leccate alla mia cappella. Mi masturba dolcemente. Con l’altra mano prende in mano i miei coglioni pronti ad esplodere, li massaggia dolcemente. Fissa lo sguardo nel mio e accoglie in bocca la mia cappella gonfia. Per poco non vengo. Porto una mano sotto il suo mento e l’altra dietro la sua testa. Dolcemente inizio a scopare la bocca bagnata. Lo sento irrigidirsi sotto le mie spinte. Quando affondo tossisce, ha dei conati. Arretro, il cazzo è ricoperto di saliva, cola saliva filante. Continuo a scoparlo in bocca. Ha sforzi ripetuti, cola saliva. Cerca di sottrarsi. Lo schiaffeggio. Lo trattengo con entrambe le mani e affondo ancora. Esco dalla sua bocca. Spalmo la saliva sul suo viso direttamente impugnando il mio cazzo fradicio come un pennello. “Voglio lasciarti il sapore del mio cazzo addosso”. Premo la sua faccia sulle mie palle. “Baciamele!” Appoggio un piede sul letto e premo la sua testa sul mio scroto. La sua lingua bagna e massaggia i miei coglioni, scivola sul perineo, torna sul cazzo. Poi torna giù e lambisce il mio culo. Le sue mani sono sulle mie chiappe e attirano il mio bacino sulla sua bocca. Poche volte sono stato baciato così! Approfitto di quella lingua e premo la sua testa verso il mio culo. La sua mano sul mio cazzo a masturbarmi, l’ altra sulla mia chiappa a tirarmi verso la sua lingua che lavora nel solco del mio culo. Passa sul buco di piatto, poi a punta prova a penetrarmi. Con le labbra a ventosa bacia il buco del mio culo. “Ti piace il mio culo! Porco! Vuoi lo stesso trattamento prima che ti scopi?” gli chiedo. “Mmm….siiiii!” Risponde tornando su e riprendendo il mio cazzo in bocca e spompinandolo con passione. Scendo a baciarlo. La mia lingua gioca con la sua. L’ odore del mio cazzo sulla sua faccia mi eccita a mille. Lo faccio stendere di schiena e gli caccio il cazzo in bocca. Prendo il suo in mano e comincio a masturbarlo. Lui mi spompina, mi lecca i coglioni e il buco del culo. È inarrestabile. Prendo il suo cazzo in bocca e ricambio il favore. Godiamo come porci. Siamo a sessantanove io sopra di lui. Mi affonda il cazzo in bocca e produco tantissima saliva che cola sulle sue palle e sul buco del culo. Appoggio un dito e premo. Sono dentro. Un suo muggito e una succhiata violenta al mio cazzo mi fan capire quanto apprezza. Metto un secondo dito. Si irrigidisce e mugola dal piacere. Estraggo le dita dal suo culo e scendo lo scroto fino ad arrivare con la bocca, con la lingua. Il porco inizia a dimenarsi e a mugolare. Sta godendo! Non riesce neanche a concentrarsi sul mio cazzo. Meglio così, fra poco lo scopo. Lo faccio mettere carponi e mi portò dietro di lui. Passo il cazzo nel solco delle sue chiappe. Mugola. Lo sbatto sul suo buco ripetutamente. Lo sfrego ancora nel solco e mi avvinghio a lui abbracciandolo da dietro e strizzandogli i capezzoli. Arretro e torno a baciargli il culo. Gli bacio il culo e sento che si scioglie sotto la mia lingua. Gli porgo il cazzo di fronte alla bocca. “Bagnalo che ti inculo”. Lo spompina per insalivarlo. Mi porto dietro di lui e lentamente inizio a penetrarlo. Entro qualche centimetro e arretro, entro ancora di più e arretro. Lo sento fremere sempre più. Il mio cazzo scoppia di piacere. Poco a poco sono totalmente dentro di lui. Il suo culo mi accoglie completamente. Voglio godermelo. Inizio a scoparmelo affondando completamente e arretrando lasciando dentro solo la cappella. Continuo così lentamente. Mugola. Mi incita a sbatterlo. Continuo col mio ritmo. Mi attacco alle sue spalle e le uso per affondare con forza. Esco lentamente e affondo trattenendolo per le spalle. Ancora e ancora. Spingo le sue spalle sul letto, il culo tutto esposto. Mi sollevo e lo scopo dall’ alto. Aumento il ritmo. Godiamo come maiali. Continuo a scoparlo schiaffeggio quel culo strizzo capezzoli. Prendo il suo cazzo e lo masturbo. Il porco mugola di continuo e mi incita a fotterlo. Mi appoggio col petto alla sua schiena e cerco la sua bocca con la mia. Lo bacio continuando a fotterlo. Lo faccio stendere sulla schiena sollevo le sue gambe e lo penetro guardandolo negli occhi. Lo bacio. Mi sollevo e lo scopo con cattiveria. Afferro il suo cazzo lo masturbo e schizza. Il primo schizzo arriva al suo mento, altri tre quattro schizzi sul petto e la pancia. Passo le dita sulla sborra e gliele caccio in bocca. Esco dal suo culo bagno il mio cazzo con la sua sborra e glielo rimetto dentro e continuo a scoparlo. Sono al limite. Continuo a scoparlo e inizio a sborrare dentro il suo culo. Quattro cinque schizzi dentro il suo culo. Continuo a scopare con dolcezza. Mi stendo sul mio amante e cerco la sua bocca per baciarlo a ringraziarlo. Continuo a scopare il suo culo accogliente mentre le nostre lingue giocano. Le nostre mani scorrono sui nostri corpi. Mi sollevo ed esco dal suo culo. Porgo il mio cazzo alla sua bocca per un ultimo assaggio di quella bocca fantastica
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3 anni fa
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Varie
Penso di essere stato sempre bisex
Penso di essere stato sempre bisex. La mia prima esperienza simile ad un rapporto diverso dal normale è stata molto tempo fa ed è stata un gioco innocente tra amici. La situazione vissuta non si è mai trasformata in qualcosa di concreto, ma i sentimenti che sono sorti dentro di me sono rimasti con me per tutta la vita. Come accade a tutti, ho messo da parte questi ricordi ed ho intrapreso una vita normale. Il sesso regolare e sempre disponibile con una compagna tende ad aiutare in questo; quindi, è stato molti anni dopo che quei vecchi “sentimenti” di desiderio hanno ricominciato a emergere di nuovo. I primi segnali si sono manifestati quando sono entrato in possesso di alcuni film porno. Ho scoperto che quando li guardavo, i cazzi duri mi affascinavano quanto la nuda figa. Sempre più mi sono ritrovato ad emozionarmi guardando i cazzi degli uomini nei film. Fantasticavo di tenere in mano e accarezzare quei cazzi e mi ritrovavo a venire molto velocemente. Le sensazioni e la ricerca di contatti bisex hanno iniziato a intensificarsi dopo. Non è successo subito, ma è accaduto dopo un incontro non pianificato. In quel periodo viaggiavo molto per lavoro. Durante un viaggio, l'opportunità è accaduta in modo del tutto inaspettato. Mi ero fermato in un'area di servizio lungo l’autostrada per liberarmi. Quando sono entrato in bagno, non sembrava che ci fosse nessun altro. Gli orinatoi erano un disastro, quindi ho controllato i servizi igienici aprendo le porte, ne ho trovato uno che potevo tollerare. Sono entrato e senza una buona ragione a cui riesco a pensare, ho deciso che dovevo sedermi per fare i miei bisogni. Quando mi sono abbassato i pantaloni e mi sono seduto, ho visto quello che mi era sfuggito controllando il box, un piccolo foro nella parete laterale. Sapevo cos'era e a cosa serviva, solo che non ne avevo mai visto uno da vicino. Dal mio punto di osservazione potevo vedere chiaramente nello stallo adiacente. Devo essermi distratto per un minuto perché la cosa successiva che ricordo è che ho sentito la porta del box accanto a me aprirsi e qualcuno entrare. Mentre ero seduto lì ho sentito subito l'uomo pisciare. Un'immagine balenò nella mia mente e potevo quasi vedere il ragazzo in piedi lì con il cazzo in mano. Senza rendermene conto, mi chinai e guardai attraverso il buco. Proprio come avevo immaginato, ho visto l'uomo che si teneva il cazzo mentre pisciava. Lo spettacolo era affascinante. Non riuscivo a staccare gli occhi dal suo cazzo. Il flusso dell'uomo ha cominciato a diminuire e in pochi secondi l'ho visto scuotere un po' il cazzo e chiudere la cerniera. Quando si raddrizzò, mi appoggiai allo schienale e lo sentii uscire dal box. Pochi secondi dopo ho sentito l'acqua che scorreva nel lavandino, quindi il suono distinto del distributore di asciugamani di carta. Aspettai ancora qualche secondo prima di uscire dal box, notai che il mio cazzo era duro come la roccia. L'ho abbassato a forza e mi sono tirato su i pantaloni. Mi sono preso un secondo prima di uscire dalla stanza. Mentre mi giravo verso la porta, fui sorpreso di vedere un uomo in piedi accanto ad essa. Ancora più sorprendente era che aveva un cazzo mezzo eretto che gli pendeva dai pantaloni. Immagino che il mio shock si sia visto, perché l'ho sentito dire ad alta voce: "Ho pensato che avresti voluto dare un'occhiata più da vicino". La mia bocca si è spalancata e prima ancora che potessi pensare a qualcosa per rispondere, ha continuato: "Ti ho visto guardarmi attraverso il buco e ti volevo chiedere se ti è piaciuto quello che hai visto." Quando ha finito, mi sono reso conto che ero di nuovo duro come una roccia e il mio cazzo spingeva in avanti la parte anteriore dei pantaloni. L'uomo si avvicinò per mettersi di fronte a me e quando arrivò, il suo enorme cazzo era diventato duro come la roccia. "Vuoi dare un'occhiata più da vicino?" chiese: "Come puoi vedere, io ci sto, quindi puoi provare a toccarlo." Il mio corpo si è mosso automaticamente, la mia mano si allungò e afferrò il suo membro duro. La sensazione del cazzo di un altro uomo nella mia mano era incredibile. Non ero mai stato così eccitato in vita mia. "Ti piace tenerlo, vero?" L'ho sentito chiedere mentre fissavo il suo cazzo. "Se vuoi dare un’occhiata più da vicino, io abito proprio alla prossima uscita, solo pochi minuti e possiamo stare più tranquilli a casa mia, ti va? Li non saremo disturbati." Non avevo mai succhiato un cazzo ma sapevo che era quello che voleva questo ragazzo e non avevo la forza di dire di no. Risposi di si, uscimmo insieme e prendemmo ognuno la nostra auto, dopo un breve tragitto, l’ho seguito fino dentro un cortile di un casolare abbastanza isolato. Uscendo notai la bella area davanti il porticato che consentiva di entrare in casa, seguì il mio nuovo amico senza dire una parola e mi ritrovai dentro una grande stanza molto bel arredata e molto confortevole. Entrati dentro, gli dissi: “Il mio nome è Alberto” e lui, per risposta, mi disse che si chiamava Mario. Subito dopo mi chiese se mi sentissi tranquillo e se tutto andava bene. Risposi di sì, anche se in realtà un certo timore era presente in me, la situazione non era del tutto rassicurante. Ero dentro casa di uno sconosciuto. Lui, tento di rassicurarmi parlando, con molta calma, della sua vita, dei suoi interessi e delle sue esperienze precedenti. Mi offri un buon bicchiere di vino bianco che sorseggiammo seduti su un ampio divano. Dopo qualche minuto, indirizzò il suo parlare verso la situazione che prima avevamo vissuto. Chiedendomi di nuovo: "Ti piace tenerlo in mano?" Io senza rispondere, muovendomi lentamente, mi voltai verso di lui e, una volta abbassata la cerniera dei suoi pantaloni, gli tirai fuori in cazzo già abbastanza duro. Lo masturbai per qualche minuto sentendolo ingrossare pian piano. A quel punto lui mi disse: “Perché non provi a prenderlo in bocca?” Mi inginocchiai davanti al suo cazzo, ormai duro, aprii la bocca e feci scivolare le labbra sulla sua asta dura. Le sensazioni che provavo erano strane. C'era qualcosa di duro e solido, ma morbido e caldo allo stesso tempo. Non avevo mai succhiato un cazzo prima, ma sapevo cosa mi piacesse e ho fatto del mio meglio per ripetere quello che le mie compagne di gioco facevano quando si misuravano con la fellatio nei miei confronti. Il mio riflesso del vomito è entrato in azione un paio di volte, il che non è stato un grosso problema per me. In effetti non avevo mai avuto qualcosa di così grande o grosso a sondarmi la parte posteriore della gola. Dopo diversi minuti, ho sentito la sua mano sulla mia testa, che non mi tratteneva tanto quanto piuttosto mi incentivava o diminuiva il movimento mentre pompavo. Dopo qualche altro minuto, iniziò a gemere e sentii la leggera spinta dei suoi fianchi pressare il suo cazzo un po' di più nella mia bocca. Ho aumentato il mio ritmo e lui ha tenuto il tempo, ma mentre si avvicinava all'orgasmo, la sua spinta è diventata più veloce e più intensa. Lo sentii tendersi, poi all'improvviso mi ritrovai la bocca inondata da qualcosa di caldo. Spruzzi di sperma caldo mi schizzarono in fondo alla bocca e cominciarono a scorrermi giù per la gola. Il gusto mi ha sorpreso. Avevo sperimentato il mio sperma una o due volte e non l'avevo trovato spiacevole, ma niente che mi interessasse veramente. Questo però era diverso, era solo meglio in qualche modo, non così salato, forse più dolce, ma era qualcosa che trovavo piacevole. All'improvviso, il cazzo si ritirò e io guardai l'uomo che ancora una volta mi stava sorridendo. "Spero che tu abbia ottenuto quello che stavi cercando, io sicuramente sì." Sono rimasto sbalordito, inginocchiato sul pavimento con la bocca ancora piena di sperma e con la voglia di ricominciare. Me lo girai in bocca per qualche istante, assaporandone il gusto e la sensazione. Ciò che mi ha sorpreso di più è stato il sentire il mio cazzo duro come una roccia tra le mie gambe. Il mio cazzo era più duro di quanto non fosse mai stato e c'era desiderio dentro di me. Un desiderio fortissimo di farlo di nuovo e subito. Mi ributtai tra le sue gambe, ripresi in mano il suo cazzo ormai moscio, ricominciai a leccarlo e succhiarlo dalle palle alla cappella. In poco tempo, queste mie attenzioni, hanno riportato il cazzo di Mario ad essere duro come il ferro con enorme suo piacere. A quel punto mi disse: “Vuoi provare a prenderlo nel culo? Io sono bravo!” Non sapevo cosa rispondere, l’idea mi piaceva, ma tra il “dire e il fare …”. Lui ha notato la mia esitazione e, con una enorme delicatezza, ha detto: “Proviamo solo, se non ti va, basta che mi dici di fermarmi ed io mi fermo immediatamente.” Dicendo queste parole mi apriva i pantaloni e mi aiutava a tirarli via assieme agli slip. Notando il mio cazzo duro, ha aggiunto: “Da quello che vedo, a lui piace la cosa!: Denudatomi prese da un cassetto un tubetto con del liquido oleoso con il quale cosparse il suo cazzo, ormai duro come il marmo, e il mio buco del culo. Sentivo scendere quel liquido che inondava tutto il mio di dietro e, allo stesso tempo, sentivo il suo dito che per cospargerlo per bene, si infilava dentro il mio buco. Una sensazione di benessere e di goduria mi ha portato a mettermi in posizione sul divano, proprio per essere montato da Mario. Lui, notando il mio movimento, condizionò la mia posizione, alzandomi i fianchi cercando di trovare l’altezza giusta per il suo cazzo. Quando l’ha trovata, ha iniziato ad appoggiare la sua cappella, ben oleata, sul mio buco, spingendo delicatamente. Una sensazione di calore, a quel punto, ha invaso il mio corpo, soprattutto la parte a contatto con il suo cazzo. Una sensazione gradevolissima che subito dopo si è rivelata nella sua cruda e dura realtà nel momento in cui, forzando il buco, ha ficcato dentro la sua cappella. Un grido di dolore mi è uscito automaticamente, subito sedato dalla voce calda e calma di Mario che, rassicurandomi disse: “Non ti preoccupare, è il primo impatto che è doloroso, ma se ti calmi e ti rilassi, ben presto diverrà un piacere. Prova a rilassarti.” A queste parole, risposi con un cenno del capo. Riuscì a rilassarmi e pian piano il dolore iniziale comincio a diventare meno insistente. Lui comprese e, di conseguenza iniziò a spingere ancora più dentro il suo cazzo, piano piano con calma. La sensazione di calore ore era tutta dentro di me, il dolore iniziale si stava trasformando in piacere carnale. Sentivo il suo cazzo entrare e uscire dal mio buco con una sensazione di piacere sempre più intensa. Lui mi diceva: “Vedi, ora sei già più rilassato e cominciamo a muoverci in armonia. Ti sento vibrare sotto i colpi del mio cazzo.” Ed io, per tutta risposta, dissi: “Si, ti sento tutto dentro, e la cosa mi fa godere dal piacere, ho il cazzo così duro che sembra voglia scoppiare. Ti prego continua a fottermi.” Lui per tutta risposta, iniziò ad accelerare con i colpi di cazzo portandolo dentro, tutto dentro fino a fare sbattere le palle con il mio culo. A quel punto sentii la sua mano che cingendo il mio cazzo iniziò a masturbarlo dicendomi. “È giusto che anche lui goda, lo farò venire con le mie mani.” Le sensazioni che provavo erano intensissime, sia il suo cazzo nel culo, sia la sua mano, riuscivano a eccitarmi come mai avrei immaginato fosse possibile. Ansimavo e mi muovevo automaticamente per godere di tutta la situazione fino a quando, con un sussulto e un potente urlo di goduria il mio cazzo cominciò a vibrare e scaricare tutta la sua sborra. Lui, percependo il magico momento, aumentò l’intensità del movimento della mano sul mio cazzo e la forza delle spinte nel mio culo. Fu un tripudio di piacere che mi lasciò quasi senza forze e dovetti appoggiarmi sul divano, quasi sdraiato. Dopo qualche secondo, Mario, mi prese con forza facendomi distendere sul tavolo che era accanto al divano, con il culo ben posizionato per essere di nuovo penetrato e, oleandolo di nuovo, riprese la sua opera di trapanazione. Non avevo mai pensato di desiderare tanto essere preso da un altro uomo e, soprattutto, non avrei mai immaginato che quella posizione con il suo dominio totale potesse farmi così eccitare. Lui spingeva il suo cazzo che scivolava dentro di me facilmente, ansimava d’ogni spinta manifestando il suo gradimento. Sentì dalla sua voce e dalle sue movenze che stava raggiungendo il punto massimo del suo piacere quando, con un movimento sempre più veloce, scaricava il suo seme dentro di me con un urlo di piacere: “Aaaahhhhh!!! Che bella scopata che mi hai fatto fare oggi. Il tuo culo veramente stretto mi ha fatto morire dal piacere. Sei una grande troia!!! Questo incontro casuale lo ricorderò per molto tempo. Spero che sia stato bello anche per te, ma visto come hai goduto, penso proprio di sì.” Io risposi: “Carissimo, prima di incontrarti non avrei mai pensato di poter godere così intensamente. Mi hai fatto capire cosa cerco e cosa mi piace fare, e per questo te ne sarò grato per sempre.” Ci sedemmo sul divano per riprendere le forze, sentivo ancora il mio di dietro che pulsava per il rapporto appena finito, sentivo scendere il liquido denso tra le mie chiappe e la cosa mi eccitava tantissimo. Lui, ancora con il cazzo semi duro, si rilassava distendendosi sull’ampio divano. Chiesi dove fosse il bagno e ci andai per rimettermi in sesto e ripartire per la meta del giorno. Ci salutammo scambiandoci i nostri numeri di cellulare ripromettendoci altri incontri come quello di oggi. Uscì dalla casa per tornare alla mia macchina. Una volta dentro, sono rimasto per qualche minuto a riflettere su quanto era successo. Avevo appena succhiato il mio primo cazzo e fatto profanare il mio culo ed era stato tutto bellissimo. Mi era piaciuto e mi piaceva la sensazione di quel cazzo duro che entrava e usciva dalla mia bocca e dalle mie natiche. Il mio cazzo indurito ha confermato quanto fosse stato eccitante. Avevo ancora la maggior parte della giornata davanti a me e un bel po' di strada prima di raggiungere la mia prossima fermata per la notte. Il resto del mio viaggio è stato tranquillo, tranne per le ore che ho passato nella mia camera d'albergo a ripensare a quell'incredibile avventura.
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3 anni fa
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Varie
Da moglie pudica a puttana. 06
Dopo quella esperienza, ero giunto alla conclusione che Alba, se scopata o inculata da un cazzo, diciamo sopra i 25 cm e magari con una bella cappella, arrivava ad avere degli orgasmi prolungati lunghi e intensi. Allagava tutto. La facevano lievitare in un mondo tutto suo. Per interminabili minuti, restava rannicchiata, si contorceva dai fremiti e la sua fica continuava a rilasciare umori. Pure il suo culo aveva prolungati piaceri. Inoltre, avevo scoperto che, nel gioco, anche se amavo molto la fica, non disdegnavo farmi pompare o inculare un bel culo maschile, ed anche toccare e leccare un bel cazzo. Infine né io né Alba volevamo che quel gioco perdesse il suo lato accattivante, per divenire una specie di lavoro. La nostra posta era sempre piena. Coppie, singoli si facevano avanti con richieste d’incontri negli orari e giorni più impensabili, sembrava che nessuno fosse impegnato in altre attività o avesse una vita come infinite altre. Tutto questo fece sì che, per un periodo, non entrassimo più su internet. Alba, che non era mai stata un'amante dell’abbronzatura, iniziò a prendere il sole nel nostro giardino, a volte, con indosso solo con perizoma e tette al vento. Il cambiamento di Alba era evidente anche per gli amici, diciamo, di tutti i giorni; non era più quella donna molto pudica e nemmeno poco loquace o defilata, ma era diventata allegra, sapeva divertirsi alla battuta e ne proponeva. Il suo abbigliamento, poi, era teso a metter in evidenza le sue forme perfette. Faceva 8 km di corsa tutti i giorni, rassodava i muscoli dei glutei, della pancia, e al contrario di quando non andavamo al mare con gli amici, iniziammo a partecipare alle giornate in maremma e lì la sorpresa, come anche l’invidia di altre donne, era evidente. Inoltre, tra noi due, il sesso era quasi quotidiano: a volte si risolveva in una sveltina, a volte in maniera prolungata con l'aggiunta di altri giocattoli. Avevo trovato un vibratore fantastico, lungo, largo che, una volta introdotto, a mezzo di una pompetta, si allungava ed allargava, e di esso Alba ne godeva, anche se, per sua affermazione, era chiaro che non ne era troppo soddisfatta. “È freddo, molto diverso dalla carne viva!” “Ne vorresti uno simile ma vero, troietta?” “Certo! Lo sai bene che se me ne sento uno in fica e culo, ci godo tantissimo!” A turno, i nostri amici tentarono di scoparsela, ma ottennero solo un garbato rifiuto, perché l’essere cercata, desiderata, era per lei fonte di piacere mentale. Anche molti suoi clienti, in filiale, ci provavano, ma lei declinava ogni attenzione. Avevamo mantenuto rapporti con quasi tutti quelli con cui avevamo giocato. Con Angelo ci vedevamo almeno ogni 15 giorni per un aperitivo o una cena; aveva trovato lavoro stabile in provincia ed era sereno e felice con il suo giro di amicizie e donne. Con i suoi genitori, la stessa cosa: non ci eravamo persi di vista. Maria, inoltre, era grata ad Alba per averla aiutata a superare la sua paura per i rapporti anali. Con Giuseppe, stessa situazione: anche se lui avesse voluto continuare a far sesso con Alba, lei, non so perché, dopo quella volta, non ne aveva più sentito il bisogno. L’unico con cui aveva deciso di non aver più contatti era Franco. Per fortuna poi la filiale l’aveva trasferito in altra sede ed perciò non avevano nemmeno possibilità di vedersi. La cura che Alba aveva per il suo corpo era quasi maniacale: non amava la fica depilata, quindi curava il suo pelo, settimana per settimana, le labbra sempre libere, un bel triangolo nero folto, ma era al suo culo che dedicava il massimo dell'attenzione. Dei leggeri clisteri avevano una periodicità settimanale, inoltre usava sia pomate che oli, insomma le sue pareti interne erano sempre pulite ed elastiche. A volte facevo dei confronti su lei quando l’avevo conosciuta ed ora la troia che era diventata, l'amante perfetta che era e quanta delizia era capace di donare al cazzo. Da lì a due mesi avrebbe compiuto gli anni, aveva di tutto, non le mancava niente e non volevo ridurmi al solito regalo. Mi era venuta una idea guardando un video porno di una lei in mezzo a due cazzi neri. Cercai di carpire, con battutine mirate, quale potesse esser il suo atteggiamento in relazione ad un'avventura di quel tipo e, alla fine, fu lei stessa ad esternarmi il suo pensiero. “Non sono razzista e lo sai; poi, di essi si dice un gran bene. Basti pensare a come sarebbe bello veder una copiosa sborrata bianca su un corpo nero.” Decisi di lavorarci sopra. Dovevo trovare il modo di conoscere dei black ed organizzare qualcosa nella massima riservatezza. Durante la pausa pranzo cercai su internet, trovai vari siti d’incontri, visionandoli ne trovai uno dove, senza registrazione, potevo metter l’annuncio per quel che ceravo. Costruii una mail e, in maniera netta, decisa, pubblicai l'annuncio: “Due ragazzi di colore, entrambi con grossa dotazione dimostrata da foto e disponibili ad un incontro conoscitivo con me, da solo, per valutare un possibile regalo per mia moglie.” Inizialmente le risposte furono anche offensive e molti uomini bianchi si proposero, ma li rifiutai. Era passata una settimana abbondante e nulla era successo. Poi mi arrivò una mail con allegate sei foto di due ragazzi a volto scoperto, nudi, con il cazzo sia a riposo che in erezione. Avevano un fisico da sballo, due mazze con curvatura all’insù. In due foto, servendosi di un metro, mostravano la lunghezza (27 cm, dalla pancia) oltre ad una notevole circonferenza. Poi passai a leggere la loro mail. Si trattava di due ragazzi senegalesi, presenti in Italia da oltre 10 anni, entrambi laureati, che lavoravano in una Usl, piuttosto vicino a noi, circa due ore d'auto. Sembravano perfetti per quello che cercavo. Risposi senza esitare e concordammo un caffè a metà mattina della settimana successiva, a metà strada. Il lavoro che facevo permetteva di spostarmi facilmente e liberamente, e non nego che quella mattina ero particolarmente emozionato ed eccitato. Quando arrivai sul posto, erano già lì, ci presentammo, Adamu e Asabe. Erano, come da foto, alti, ricci, fisico scolpito. Asabe aveva labbra più pronunciate rispetto ad Adamu. Parlammo prima del più e del meno e, alla fine, arrivammo al nocciolo della questione. Gli spiegai cosa cercavo, cosa desideravo, e che essi sarebbero serviti come regalo per mia moglie. Essi mi ascoltarono in maniera garbata, gentile, senza mai interrompermi e, alla fine, fu Adamu che parlò per entrambi. “Abbiamo capito cosa cerchi e, credimi, per noi sta bene. Abbiamo già avuto esperienze di questo tipo, ma alcune sono state negative ed offensive. È successo che la lei, al momento clou, si era rifiutata urlandoci contro che, con i nostri cazzi, dovevamo andare a scopare o nostra madre o le nostre pecore; pertanto non vorremmo trovarci ancora in una condizione del genere.” Ho subito capito che andavano tranquillizzati. “Tranquilli, con mia lei non succederà.” Su richiesta dei due, però, decisi che, prima dell’incontro, avrei chiarito ogni cosa con Alba. Così, prendendola alla larga, riferii ad Alba del mio eventuale regalo. Le raccontai come avevo fatto, tralasciando le foto intime che avevo mostrato ai due, ma che li avevo trovati interessanti. Inoltre giocò a loro favore anche il fatto che entrambi lavoravano in una Usl, non lontana da noi e, per ovvi motivi, prese a incuriosirsi. Alcune volte vedemmo assieme dei piccoli video porno con ragazzi di colore. Ormai, sia io che lei, non vedevamo l'ora che quanto fantasticato accadesse il prima possibile. Fu Alba che forzò per anticipare il tutto. Cogliemmo un venerdì libero per tutti e, a mia volta, mi liberai, preparai un’apericena, aspettai il ritorno di Alba che iniziò a prepararsi. Quando loro arrivarono, lei aveva da poco finito di sistemarsi e prepararsi. La sua pelle, lievemente abbronzata, ricoperta da un vestito bianco arricchito da autoreggenti color carne, la rendevano sin troppo bella e provocante. Adamu e Asabe si presentarono in pantaloni di lino ampi, camicia di lino color panna, e con due bottiglie di vino rosso; furono garbati, signorili, affabili. Ci gustammo l’apericena, sorseggiando vino e parlando di tutto, in particolare del loro arrivo e dei loro studi in Italia. Parlammo dell'ambientarsi in una civiltà diversa dalla loro, la laurea, il concorso, il lavoro per sostenere le loro famiglie in Senegal. Poi, con fare sempre garbato, Adamu iniziò a sfiorare Alba e, da lì, partirono. Le bocche di Adamu e Alba si erano incontrate ed ora si succhiavano, leccavano. Asabe era vicino a loro e toccava dolcemente le tette di Alba. Io, seduto di fronte a loro, non volevo perdermi nemmeno un pezzetto di quella rappresentazione. La spogliarono con dolcezza, rimase solo con le autoreggenti, giocarono con i suoi capezzoli, succhiandoli, leccandoli, mordendoli dolcemente, entrambi avevano una loro mano sulle gambe di Alba che scendeva e saliva, in una simbiosi perfetta. Ogni loro movimento era scandito da coccole intense: presero a giocare con la fica di Alba a due mani, Adamu si accosciò e prese ad ammirare lo spacco di Alba. “Meravigliosa! Che bella e che belle labbra carnose!” Prese a leccarla. La sua lingua appuntita e veloce entrava nella sua fessura, per poi salire ad aspirare i primi umori che uscivano. La misero in piedi e loro, sotto, si dedicarono a leccarle fica e culo, scambiandosi anche di posizione. Adamu sembrava la stesse inculando da quanto la sua lingua le era penetrata nel culo: glielo aveva allargato bene con le mani, e la sua lingua vi spariva dentro, mentre lei quasi ci si sedeva sopra. Asabe la stava deliziando con leccate veloci, sia dentro che succhiandole il clitoride: lo afferrava con due dita, lo tirava, leccava e succhiava. Era evidente che Alba era in preda ad un piacere intenso: aveva preso a stringersi tette e capezzoli. “Che bravi! Come mi leccate bene! Vi sento! Oh, sì, come vi sento!” La portarono ad un primo orgasmo col solo leccarla. Poi si liberarono dei vestiti e il perché dei pantaloni larghi fu presto noto: già con i soli boxer, i loro cazzi ritti erano esplosi in tutto il loro splendore. Alba ci si avventò con le mani, li massaggiava, mentre la sua lingua, partendo dalle palle, saliva alla cappella che introduceva in bocca, e quell'operazione fu tale da portare i due al massimo della loro erezione, perché insisteva ad ingollare quelle mazze nere, toste, curve. I ragazzi non persero tempo, la misero sotto e presero a scoparla: ogni colpo si rivelava una vera goduria per lei. “Sì, così, fino in fondo! Sì, cosi, più forte!” Era quello che voleva sentire dentro di sé: il piacere assoluto. Con Adamu sotto, Asabe prese a leccare il suo culo, già ben aperto per l’orgasmo appena raggiunto. Nonostante l’altra mazza in fica, la grande cappella di Asabe entrò abbastanza facilmente nel suo culo e iniziarono una chiavata al cardiopalma. Alba era completamente ingombra di cazzo, sia in fica che in culo, e fu a quel punto che mi fece cenno di avvicinarmi e darle il mio in bocca: aveva deciso di non lasciare nessun buco vuoto. Ora era completamente piena e fu pronta ad urlare: “Sì, vengo! VENGO! ORA!” Di colpo si stacco da tutti, si allargò la fica e inondò Adamu dei suoi umori; poi si fece strofinare dal suo cazzo fino a farsi irrorare la faccia ed ingoiare quanto più poteva. Si stava rannicchiando, quando Asabe la prese da dietro a pecorina. La scopava con forza. Il suo cazzo enorme le era entrato tutto dentro e gli occhi di Alba apparivano come allucinati, si concedeva, ma sembrava assente, quasi in trance: quello era un momento tutto suo, un godere senza soluzione di continuità. Adamu si posizionò sotto, Asabe usci, permettendo l'ingresso all’altro. Poi appoggiò anche il suo cazzo alla fica già ingombra di Adamu e, con una lentezza incredibile la penetrò: ora Alba aveva due cazzi in fica ed il suo fu un orgasmo squassante. “SSsììì! Sì, che goduria! Vengo! Vengo! Mi state uccidendo, ma godo!” I due non spingevano, erano rimasti immobili, era lei, invece, che cercava di spingere e, in breve, in terra si formò il lago dei suoi umori. Alba era sempre più in preda alla libidine, e faceva di tutto per spingersi quei cazzi quanto più dentro possibile. Entrambi erano quanto mai stupiti dal modo in cui li accoglieva al suo interno. “Brava! Riempiti! Dai, così! Li hai in fica! Godi, vacca!” E lei godeva! Le loro mazze nere erano stupende, appaiate in un solo cazzo che le trapanava la fica. Dopo un ennesimo orgasmo, Asabe uscì e prese possesso del culo di Alba: ora aveva di nuovo un cazzo in fica ed uno in culo. Anch'essi erano prossimi a godere. “Dove vuoi la sborra?” “In faccia, sulle tette e in bocca.” Se ne uscirono e, mentre lei leccava le cappelle, essi esplosero con una crema bianca, densa, in faccia, in bocca ed in ogni dove. Scrollarono e pulirono loro cazzi sulle tette, per poi riportarli alla bocca di Alba, che li lavò completamente. I loro cazzi restarono in tiro, la girarono e presero ancora a scoparla, ma lei li volle in culo e ci volle anche la relativa sborrata, che arrivò dopo non poco tempo, da parte di entrambi. Appagata da quelle mazze dure e grosse, che le avevano riempito il culo in maniera davvero generosa, come sua abitudine volle, alla fine, anche il mio cazzo nel culo; cosi sarebbe stata piena della sborra di tutti e tre. Poi i due presero, con delicatezza, a baciarla e leccarla su tutto il corpo. Lo fecero con calma e passione, leccando il bellissimo corpo della mia troia. Dal culo di Alba usciva sborra in continuazione e dalla sua fica i suoi interminabili umori, Adamu, non sazio, riprese a scoparla. “Sei fantastica. Sei speciale! Una vera donna!” “Anche tu, sei un vero toro, un super cazzone!” Asabe le metteva il cazzo in mano, in bocca, e lei ne era contenta. “Sì, bel torello, riempimi la gola; scopami la bocca!" Dopo un lunghissimo tempo, in cui si alternarono tra fica e bocca, stavolta, oltre la sborra sulle tette, la riempirono di calda pipi. Era sfinita. Si era rannicchiata e piegata in due. La presero, la portarono sotto la doccia e poi ritornarono con lei avvolta in un accappatoio, loro bagnati, l’asciugarono e baciarono, coprendola di attenzioni. Fu la prima di una serie di scopate e inculate con i due ragazzi di colore. Da quel primo incontro con i due ragazzi, ne seguirono altri. Alba aveva trovato quello che cercava ed a me piaceva vederla scopare e partecipavo con enfasi, oppure, a volte, guardavo solo, svuotandomi ora in bocca, ora in culo a lei. Tra i due ragazzi era con Adamu che Alba aveva un’intesa particolare e, nel tempo, si era ancor più rafforzata. Ora lui la trattava come se fosse la sua donna, la sua troia. A volte, il sabato, si fermava a dormire da noi e la scopava ed inculava per tutta la notte. Inoltre con lei si era aperto, le confidava tutto. Anche i suoi più profondi segreti. Così venimmo a sapere che al suo paese, nel suo villaggio, aveva posseduto sia sua mamma che sua nonna. Per i maschi del villaggio era una cosa naturale, mentre per le femmine era diverso: i matrimoni venivano combinati quasi alla nascita. Sosteneva che in Alba aveva trovato la donna, la troia, dei suoi sogni. Lei impazziva per lui e per il suo cazzo. Io, nei loro sabati sera, era quasi un di più; venivo cercato solo se lei aveva voglia di due cazzi o una sborrata in più, in culo. Le loro scopate si erano fatte frequenti. Lui veniva a trovarla, ormai, anche se aveva solo un’ora libera; lei si lasciava trasportare da lui in tutto, ed io mi stavo chiedendo dove ci avrebbe portato tutto questo.
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3 anni fa
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Il macellaio
Ricominciano le serate del venerdì nello stabilimento balneare dove si balla e si conoscono belle donne. Lo vedo al bancone del bar, gli sguardi si incrociano. Siamo distanti ci salutiamo con un cenno. È il macellaio del supermercato, non ci conosciamo personalmente. Mi è sempre stato simpatico e io lo sono a lui. Sono bisessuale. In pochi lo sanno. Solo quelli con cui ho fatto sesso. Non i famigliari e gli amici. Ho sempre pensato che il macellaio fosse etero e si divertisse con le colleghe. Poi c’è la sua fisicità. Un po’ più vecchio di me, ne ho cinquantuno, lui cinquantacinque-sessanta anni, brizzolato, capelli corti, alto, muscoloso e curato. Le maniche del camice sempre rimboccate a mostrare braccia forti e tatuate. Nel proseguio della serata ci ritroviamo vicini a bordo pista ad ammirare una signora in vestitino aderente e tacchi che balla a pochi passi da noi. La signora flirta con noi e noi ricambiamo. Ci scambiamo uno sguardo complice. Commentiamo le movenze della signora e ci presentiamo. Conversiamo come vecchi amici e andiamo al bar. Insiste per scambiarci i numeri. La serata finisce presto. Ci salutiamo e facciamo ritorno a casa ognuno con le rispettive compagnie di amici. La notifica di un messaggio. Sarà mia moglie. Invece è lui che mi chiede se voglio andare da lui. Mi spiega che la moglie è fuori per il weekend con le amiche. Saluto gli amici e lo raggiungo. Mi accoglie in pantaloncini e maglietta con un bellissimo sorriso e una stretta di mano calorosa. Ci accomodiamo in salotto, mi offre da bere. Si avvicina e dice che lo ho sempre incuriosito, che sperava di potermi conoscere ma sul lavoro non avrebbe mai approcciato. Mentre dice questo dai pantaloncini si vede chiaramente montare la sua erezione. Il tipo è carico e mi ha chiamato per sfogarsi. Il mio ruolo mi appare subito chiaro. Sono magro, alto un metro e settanta. Lui un metro e ottantacinque ben piazzato e sembra piuttosto dotato. Questo mi vuole fottere. Penso questo mentre continua a parlare e ad aggiustarsi l’erezione dentro ai pantaloncini. Mi sto eccitando. Il suo modo di fare, il suo profumo e il suo cazzo mi stanno facendo eccitare. Mi aggiusto l’ erezione anche io. Mi guarda. Mi chiede se voglio mettermi in libertà. Si avvicina e mi stampa un bacio sulle labbra. Si stacca mi guarda fisso negli occhi e sorride. Avvicina il suo viso al mio e affonda la sua lingua nella mia bocca. Sostengo il bacio. Siamo seduti sul divano. Mi spinge. Sono steso. Mi è sopra. La sua lingua lotta con dolcezza con la mia. La sua mano mi slaccia i pantaloni. Mi sbottona la camicia. Mi pizzica i capezzoli. Mi tasta il culo. Mi prende per i capelli e affonda ancor di più la lingua nella mia bocca. “Sei una troietta! Lo sapevo” mi sussurra all’orecchio. Sento il suo cazzo appoggiato al mio bacino duro e grosso. Anche io sono eccitato. Le mie mani sono sotto la sua maglietta a carezzare i suoi fianchi la sua schiena il suo petto. Si rialza mi fa alzare. Siamo in piedi. Mi sfila pantaloni e camicia. Sfilo la sua maglietta e affondo il viso nel suo petto tonico e peloso. Mi prende i capelli dietro la nuca fa girare il mio viso verso il suo e mi bacia. Si stacca e fa colare la sua saliva nella mia bocca. Mi bacia ancora. Si stacca e prende un mio capezzolo fra i denti. La sua mano sulla mia schiena scende fin sotto gli slip mi palpa il culo. Con un dito mi solletica e gira attorno. Preme al centro. Mi sto sciogliendo dal piacere. Ho le mani sulle sue spalle muscolose. Salgo sul collo e fra i suoi capelli mentre continua a succhiarmi i capezzoli e tastarmi il culo. Mi cala gli slip. Guarda la mia erezione si piega e stampa un bacio sulla mia cappella. SI accovaccia ai miei piedi lo guardo dall’alto, mi guarda dritto negli occhi, prende in mano i miei testicoli passa la lingua sulla mia erezione che punta il cielo. Mi accoglie dentro la sua bocca. Fa su e giu una decina di volte. Mi pizzica un capezzolo e poi cerca la mia bocca con le dita. Faccio un pompino alle sue dita mentre mi spompina. Con le dita umide mi penetra con uno, poi con due dita. Le estrae si sputa sulle dita, si alza, mi solleva una gamba e mi penetra con le dita. Mi bacia il collo, dietro le orecchie. Sento la sua erezione potente sulla mia pancia attraverso i suoi pantaloncini. Arpiona le chiappe e mi stringe a se, verso la sua erezione. Voglio vedere il suo cazzo. Mi stacco dal suo bacio e iniziò a scendere verso il suo cazzo. Sfrego la guancia sui pettorali pelosi cerco i suoi capezzoli con le mani carezzo la schiena muscolosa. Cerco le sue ascelle col mio viso. Mi riempio i polmoni del suo odore maschio. Continuo a scendere passo la lingua e bacio i suoi addominali e l’ ombelico. Mi accovaccio ai suoi piedi. Il suo bacino vicino al mio viso. Appoggio le labbra al suo cazzo attraverso la stoffa dei sui calzoncini. Li calo. Esce un bel cazzo grosso che mi riempie tutta la mano. Lo guardo. Lo annuso. Lo bacio. È durissimo. Lo lecco, appena appena, sotto il glande. Lo guardo negli occhi e inizio a baciarlo da sotto in tutta la sua lunghezza e a sfregarmelo sul viso. Mi riempio i polmoni del suo odore di maschio. Socchiude gli occhi. Con la lingua percorro tutto il suo cazzo dalla cappella alle palle. Lecco i suoi coglioni depilati. Li prendo in bocca poi ritorno alla cappella. Lentamente lo masturbo. Con la lingua sono sulla cappella. La bagno, mentre lo masturbo. Imbocco la cappella. È grossa, fatico a tenerla in bocca. Con le mani gioco coi suoi coglioni. Mi prende per la nuca e inizia a scoparmi la bocca. Affonda fino in gola e mi provoca conati. Faccio tantissima saliva. Mi scopa la bocca per cinque minuti ho la mascella indolenzita. Ho bisogno di tregua. Mi stacco, lo faccio uscire. E mi struscio il suo cazzone bagnato sul viso. Lo bacio e lecco in tutta la sua lunghezza. Con la lingua scendo allo scroto e poi passo al culo. Lecco il suo bellissimo culo e ho le sue palle sugli occhi, sul naso. Si sta masturbando. Io pure. Sto per venire. La mia lingua nel suo culo gli da il colpo di grazia. Le sue gambe tremano, cedono. Si siede sul divano. Sono in ginocchio di fronte a lui. Lo riprendo in bocca e sento che sta per arrivare. Sono al limite continuo a masturbarmi, mi rialzo e sborro sul suo cazzone. Cinque sei fiotti densi di sborra cadono sul suo cazzo la sua pancia e le sue palle. Mi riprendo e ritorno con la bocca sul suo cazzo. Lo lecco dalla cappella alle palle. Raccolgo la mia sborra con la lingua dai suoi coglioni. Un suo sospiro prolungato mi fa capire che è al limite. Torno su e imbocco la cappella. Faccio su e giù. Mi scopa la bocca. Mi trattiene per la nuca affonda e sento arrivare il primo schizzo diritto in gola. Tossisco. Inghiotto. Affonda e schizza. Inghiotto. Schizza. Schizza. Schizza ancora. Mi stacco apro la bocca per mostrargli la sua sborra. Inghiotto. Sono stremato, sudato. Prende la mia testa a due mani e mi caccia la lingua in bocca e ci scambiamo la sua e la mia sborra in un bacio finale. Mi squilla il telefono. Cazzo mia moglie. Devo correre a casa.
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3 anni fa
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Da moglie pudica a puttana. 05
Nel frattempo, avevo parlato con Alba di annunci69. Era molto indecisa, poi, un pomeriggio, se ne esce con una sua idea. “Ok mettiamo un annuncio, ma voglio esser chiara: voglio emozioni forti!” “Ok, va bene, ma non capisco cosa intendi per emozioni forti?” “Ebbene, voglio decider io chi incontrare, perché con Franco era l’ebrezza del collega e, con i suoi amici, l’essere messa al centro dell'attenzione. Mentre con Angelo, il ragazzino di casa con i suoi: la trasgressione più pura, incesto compreso, il farlo anche da bisex, il veder sverginare un culo.” “E quindi? Cosa non ti soddisfa?” “A me un incontro coppia per coppia, o coppia, o singolo, o singola normale, non interessa. Desidero emozioni forti!” Continuavo a non capire. Comunque, misi in atto il progetto e, tre giorni dopo, eravamo on line. Lei gestiva il tutto. Vi entrava ogni tre sere, leggeva, eliminava, non c’era nulla che l’attirasse particolarmente, anche se avevamo la posta sempre piena. Dopo tre settimane, la sentii esclamare: “Ora sì che si ragiona! Molto interessante!” mi avvicinai e lessi. La presentazione recitava più o meno così: “Ciao, piacere, spero di non disturbare. Sono Luca, separato 55enne, vero xxxlll dimostrabile, intimo di coppia particolare, 22enne. Ospitiamo in casolare sopra le colline, in zona molto defilata e riservata. Non siamo per 1000 mail, ma per un rapido contatto telefonico, un aperitivo o una cena e, se scatta la giusta sintonia, giocare sino all’alba.” Seguiva sia una mail, che un contatto telefonico. Alba rispose prima alla mail e, dopo due ore, al recapito telefonico. Per il successivo sabato sera, aveva già organizzato. Partimmo portandoci dietro un eventuale cambio. Giuseppe ci aspettava all’uscita dell’autostrada ed era come si era descritto: un bellissimo uomo di 55 anni. Signorile, elegante, con modi molto fini, baciò Alba, ammirò il suo tubino, il suo bel culo, le sue tette ben in vista, le porse una rosa, che lei annusò con atteggiamento da troia. Ci fu una forte stretta di mano tra me e lui, poi lo seguimmo in auto. Arrivammo in collina. Un bel posto, un ristorante molto intimo, appartato, immerso nel verde, e da lì si poteva ammirare tutta la città. Ad attenderci vi erano due ragazze giovanissime: una, bionda, alta, provocante, tacchi altissimi, gonna che copriva appena lo spacco della sua natura. L’altra, in pantaloni ampi, mora, capelli corti, due tette appena pronunciate. Fu una cena davvero breve: il tempo di assaggiare un primo, un secondo, nemmeno squisiti e, anche la conversazione, non fu per niente brillante. Giuseppe pagò il conto e raggiungemmo una villetta. Era chiaro che, dal punto di vista economico, stava bene. Ci accomodammo, lui apri le bollicine; era chiaro a tutti che volevamo procedere oltre nel minor tempo possibile. Con una certa nonchalance, si accostò ad Alba e prese a baciarla, a toccarla. Iniziò anche a spogliarla, mentre le due lei, si baciavano con una certa passione: Laura, la bionda, mi allungò una mano, mentre Manuela la stava liberando dalla camicetta. Rimase a tette al vento. Erano belle e dure, una terza, con capezzoli non troppo evidenti. Alba era ormai nuda. Giuseppe le palpeggia il seno, il culo ed iniziò a farsi spogliare. Alba si era inginocchiata ed aveva aperto la sua patta; tirò fuori un cazzo veramente super: le vene che lo ricoprivano gli davano un aspetto nodoso, inoltre aveva una cappella molto larga e, con una certa perizia, Alba prende a leccarla. Lui ne è subito preso. “Bene! Sei una troia molto brava: ingoialo! Sì, dai, cosi, muovi la lingua, leccalo tutto!” Manuela si avvicina ed aiuta Alba a leccarlo, pomparlo. Io mi prendo cura di Laura e mi cimento a leccarle la fica, ma lei mi ferma. “Aspetta, godiamoci il momento: la sorpresa.” Non capivo a cosa si riferisse, ma l’assecondo. Restiamo lì a toccarci ed ammirare l’uccello di Giuseppe che cresce sempre più; ormai, per menarlo, ci volevano due mani. Alba e Manuela si scambiavano baci, si succhiavano le lingue, poi Giuseppe inizia a spogliare Manuela. Le sue sono due tette appena pronunciate, che Alba prende a baciare; Giuseppe le toglie i pantaloni e, dal suo perizoma, affiora un gran bel cazzo, non largo, ma lungo. Alba lo tocca, lo mena, ed inizia a pomparlo. A questo punto, Laura riprende a giocare con me. “Ora leccami, fammi godere!” La sorpresa era il trans, oltre all’enorme cazzo di Giuseppe. Ci rechiamo, tutti nudi, in una camera con un grande letto, che ci accoglie mentre erano in corso baci, leccate, insomma un gran mix di corpi eccitati. Alba lecca la fica a Laura, la vedo immergersi tra le sue gambe ed è talmente presa che quasi si dimentica del resto. Giuseppe la prende, la posiziona per bene ed inizia a scoparla a pecorina. Mi ritrovo a pomiciare con Manuela, allungo una mano e le tocco il cazzo: è una sensazione che mi piace, per cui scendo e lo lecco. Per la prima volta assaporo un cazzo, poi scendo al suo culetto, perfetto, depilato, roseo. Alba sta urlando di piacere. “Sì, sì, sbattimi, cazzone! Dammelo tutto, così! Sì, riempimi tutta!” “Lo senti, puttana?” “Lo sento tutto, fino in punta! MI SFONDA!” Laura si gira, si fa leccare la fica da Alba, io avvicino il mio cazzo alla bocca di Alba, che lo ingoia tutto. Manuela passa dal baciare me, Giuseppe e leccare la fica di Laura. Laura prepara il culo di Manuela, mi pompa un po’ il cazzo e poi lo dirige al culo di Manuela. Non faccio fatica ad entrare: è un bel culetto, tondo, perfetto e, mentre lo inculo, Laura lo spompina. “umhhmmm, sì, sì, cosi, scopami!” Giuseppe, nel frattempo, si è messo Alba sopra e la sta scopando con ardore. “Sì, dai! Dai, che vengo!” Dalla sua fica esce una fiumana di piacere. Altre volte aveva avuto orgasmi simili, ma mai così abbondanti e prolungati. Giuseppe la incita a godere ancor di più. “Dai, troia, godi! Di più, ancora!” Dopo averla fatta godere di nuovo, la mette a pecora, appoggia la sua cappella al culo e, con determinazione, la sfonda. Entra così forte che Alba si lamenta, ma lui continua a sfondarle il culo imperterrito. “Ahi, mi fai male! Fa piano, che me lo rompi!” “Troia, stai zitta e godi! Te lo sfondo tutto, questo culo stupendo!” Spinge, lei si dimena, vorrebbe farlo uscire, ma lui la tiene ferma con tenacia. Nel frattempo, Laura si è impossessata del mio cazzo: lo ha in fica e si posiziona bene per ricevere in culo quello di Manuela. Troviamo subito il ritmo giusto e partiamo in una doppia caldissima. La sento bagnare sempre più, mi morde le labbra, quasi a strapparle. Manuela la sculaccia violentemente, lei ne gode. “Sì, così, che mi piace!” Alba ormai è in preda ad un forte piacere anale. Il cazzo di Giuseppe, da quello che posso vedere, è tutto nel suo culo. “Troia, adesso ti piace? Lo senti come ti spacco il culo?” “Si, mi piace molto! Godo! Dai che vengo!” “Te lo riempio tutto, porca! Te lo voglio spaccare!” Manuela si irrigidisce, mi accorgo che sta venendo. Mi dice che vuole sborra da bere, allora me ne esco, appoggio la mia cappella alla sua bocca e le vengo in gola. Lo trattiene e se lo centellina baciando in bocca Laura. Giuseppe sta ancora inculando Alba, Manuela è scesa a succhiarle il suo grosso clitoride. Giuseppe esce dal suo culo, sbatte la sua asta sulle chiappe di lei, il suo enorme cazzo è uno splendore, lo insaliva e rientra nel culo di Alba. La troia, adesso, lo vuole, ma ha anche sete. “Sì, dai che godo! Dai, dammi la tua sborra!” Giuseppe toglie il cazzo dal culo di Alba, si avvicina al suo volto e menandoselo le riempì la faccia di sborra, che Laura e Manuela leccarono avidamente. Come inizio non era stato affatto male. Sia Laura che Manuela stavano ammirando la bella fica grossa di Alba. Ci passavano le dita, la lingua. Giuseppe si stava trastullando il suo enorme cazzo. Era in semi riposo e, quasi leggendoci nel pensiero, ci avvicinammo. Io ho preso a leccare culo e fica di Laura, che aveva labbra sottili, completamente depilata ed un buchetto di culo davvero piccolo, ma, leccandolo, ho capito che era ben largo e capiente. Giuseppe passava la sua lingua sul culo di Manuela, le leccava anche le palle, stringendole con una mano la bella verga, lunga. Non so se Alba era appagata, mi sembrava strano vederla rilassata. Ho sentito Manuela andare a leccarmi dietro. La sua lingua appuntita correva veloce tra le mie pareti e si insinuava dentro lievemente, ormai ero preso. Alba mi guardò si avvicinò e sorrise. “Al mio porco, inizia a piacere il cazzo?” L’ho guardata ed ho sorriso, mentre le rispondevo. “Adoro la fica ed anche il culo, ma sì, il cazzo non è poi così male.” Poi mi avvicinai al cazzo di Manuela, lo leccai e, piano, lo feci entrare nella mia bocca. Alba si avvicinò e quasi mi mostrò come pomparlo. Iniziammo a pomparlo assieme, ma poi il richiamo della fica prese il sopravvento. Mi misi Laura sopra e presi a scoparla. Lei si dimenava con ritmi lenti, profondi, stringendosi le tette. Giuseppe si avvicinò da dietro, mise dell’olio sul suo culo e poi affondò, senza ritegno. La sua cappella la sentii a contatto con il mio cazzo, era quasi impossibile muoversi, eravamo lì fermi con Laura che fremeva. Dovemmo uscire entrambi. Poi Giuseppe la inculò un po’, mentre io mi ero sfilato e mi ero dedicato ad Alba. Era montata sopra di me, avevo preso a massacrare i suoi capezzoli, stringendoli forte, quando Giuseppe, uscito dal culo di Laura, le entrò a sua volta. L’impatto fu devastante: Alba urlò “Ahia, non cosi! Cazzo, mi spacchi il culo!” Lui non si lasciò fermare. “Sta ferma! Fa passare la cappella, che poi ti piacerà!” Lei si lamentava, ma lui continuò a spingere. Ferma, troia! Sta ferma, zoccola, che lo sento che sei già tutta sfondata!” Mi disse di star fermo, affondò ancora e la sua cappella spari nel culo di Alba. Dopo alcuni secondi la sua fica si stava completamente allagando. Manuela aveva portato il suo cazzo alla bocca di Alba ed ora si stava gustando tre cazzi la mia troia. La sua fica sembrava strettissima, tanta era la pressione di Giuseppe sul suo culo. In tutto questo, Laura era intenta a pompare Manuela da dietro. Alba stava tremando, Giuseppe spingeva sempre più nel suo culo, sentivo dalla sua fica scendere una cascata di umori che sembrava non finissero mai, poi l’urlo di piacere che non aveva niente di umano. “Vengo! Vengo! GODO ADESSO!” Fu interminabile. Più diceva godo, più sia io che Giuseppe, affondavamo nella sua fica e culo, finché quasi implorò di smettere. Uscimmo e si piegò in due, tremava e godeva. Laura e Manuela presero a schiaffeggiarle tette, chiappe e fica. Andai a leccare la sua fica e la trovai come mai. Sembrava una piscina tanta era colma di umori. Giuseppe mise a pecora Laura, la penetrò con forza, mentre io, dopo aver lasciato Alba, pomiciavo con Manuela. Ci toccavamo il cazzo, lo misi sotto e presi a incularlo. Lo scopavo in culo e gli menavo il cazzo, lo riempii di sborra succhiando la sua lingua, poi lo segai fino a farlo venire. Mi avvicinai ad Alba la baciai e le sussurrai: “Sei la mia troia! Unica!” “Ho goduto come non mai! Ora so cosa cerco nel sesso, spero mi seguirai!” Passammo la notte lì e, al mattino, salutammo e tornammo nella nostra dimora. Passammo una domenica di sesso lieve, dolce e coccole. Il culo di Alba aveva bisogno di riposo e cure, la sua fica di dolci leccate
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3 anni fa
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Da moglie pudica a puttana. 04
Arrivammo nel tardo pomeriggio. La loro abitazione era fuori dal paese, immersa tra ulivi, frutteto ed orto. Era costituita da un piano unico, con un porticato che lo avvolgeva: un posto abbastanza ameno in cui spirava una bella brezza fresca. Dopo i saluti di rito ed una rinfrescata veloce, ci accomodammo fuori, dove più che ad una cena, ci apprestammo ad una vera e propria abbuffata: sua madre era una cuoca eccezionale. Mentre stavamo cenando, io fantasticavo: vedevo Maria con occhi diversi, quel suo bel culo, anche se basso e pieno, le sue belle tette di una quarta abbondante; insomma mi stavano arrapando e fantasticavo su di lei, sui suoi rapporti familiari. Angelo non perdeva occasione per sfiorare Alba, mentre suo padre sembrava veleggiare in un mondo tutto suo. Assorto, ho sentito Alba farmi piedino più volte, alla fine mi abbassai per sbirciare sotto la tavola: sia Angelo che suo padre, le stavano tastando le gambe: mi eccitai. Finita la cena, Alba e Maria sparecchiarono ed io aiutai, come per mia abitudine. Mi capitò, quasi involontariamente, di sfiorare il culo di Maria, una, due, tre volte. Lei non si scompose mai, i nostri erano movimenti lievi causati dal passaggio, o di piatti e bicchieri da sistemare. Fuori poi, mentre prendevamo il caffè, Alba mostrava quasi per intero la sua mercanzia; la gonna era arrivata all'altezza della fica; aveva un perizoma di quelli suoi, quasi trasparente, i suoi capezzoli si erano induriti ed erano visibili in tutto il loro splendore. Maria la scrutava mentre sorseggiava il caffè e, in qualche modo, cercava di mettersi in mostra pure lei. L’atmosfera era carica di eros: sembrava quasi dovesse esplodere il finimondo da un momento all'altro. Massimo si passava spesso la mano sulla patta, da cui faceva capolino il suo gonfiore. Maria gli si avvicinò, lui le cinse le spalle e, con la mano, lentamente arrivò a toccarle le tette. Lei lasciava fare L’unico, che in quel momento era distante da tutti, ero io, ma andava bene così! Dissi a tutti che ero stanco per il viaggio, Alba annui e ci salutammo; io ero veramente cotto e caddi in un sonno profondo. Al mattino, i suoi erano già andati al lavoro: sarebbero tornati a metà pomeriggio. Angelo aveva un impegno e noi andammo al mare. La giornata era proprio da mare, la trascorremmo al sole, tra leccate di fica, culo, pompe e scopate. Quando rincasammo era tarda serata: ci eravamo davvero goduti un'intera giornata. Feci una doccia veloce e scesi ad aiutare. Alba, invece, si prese più tempo e, immaginai, volesse fare un piccolo clistere e prepararsi da troia. Anche Maria, dopo aver dato disposizioni a tutti, se ne andò per cambiarsi e prepararsi. Tra verdure cotte, crude, salumi vari, formaggi, pane di vari tipi, bottiglie di vino, la tavola era più che abbondantemente apparecchiata. Maria si presentò con un vestito largo, senza reggiseno ed i suoi capezzoli non erano da meno di quelli di Alba. Al suo arrivo ci fu un quasi applauso, sia da parte di Angelo che di Massimo: entrambi la baciarono quasi in bocca, io non feci altro che esclamare: “Che schianto!” Mi avvicinai, la baciai lievemente sulle guance ed il contatto con i suoi seni mi eccitò all'istante. Scese Alba in vestaglia quasi trasparente, con sotto un intimo che sembrava inesistente: si vedeva tutto. Maria le disse che era bellissima e le stampò un bacio in fronte, ma notai che la sua mano le sfiorava sia le tette che il culo. Massimo fece lo stesso, mentre Angelo diede prima un bacio a sua madre e poi a lei, molto, ma molto vicino alla bocca. La serata si preannunciava ai massimi livelli di euforia. Più che cenare, tutto si era trasformato in una sorta di scambio di sguardi provocanti. A tavola eravamo disposti come la sera prima. Angelo era in mezzo a sua madre ed Alba, io ero tra Maria e Massimo. Non tardai a capire che le mani di Angelo si intrufolavano tra le nature di Maria ed Alba e anche quelle di Massimo vagavano tra le gambe di Alba. A quel punto allungai una mano sulle gambe di Maria. Salivo lievemente, con dolcezza e lei si apriva. Arrivai alla sua fica, sentii suoi slip abbastanza bagnati, intromisi un dito all'interno e lo sentii come un bambino che mette il dito nel miele: ero all'interno di quel paradiso, quando sentii un’altra mano: era di Angelo, che stava, a sua volta, massaggiando la fica di sua madre. Sfilai il dito e lo portai alla bocca succhiandolo, mentre la guardavo dritta negli occhi. Sentii una mano che mi toccava la patta e, con mia profonda sorpresa, capii che si trattava di Massimo: lo lasciai fare. Quella sarebbe stata una lunga notte, così, dal porticato, ci trasferimmo nella camera dei genitori. Alba, prontamente, prese possesso della bocca di Angelo: le loro lingue si cercavano, si mordevano, succhiavano, mentre io e Massimo palpeggiavamo Maria. Tra tette, culo, gambe, la spogliammo ed io scesi giù a leccare i suoi umori. Sembrava miele. Cercai il suo culo che faceva sì da schivare, allora son risalito sulle sue tette: erano grosse anche se un po’ ciondolanti, ma invitanti, con due capezzoli ritti e duri. Lei palpava sia me che suo marito e, quando fummo tutti nudi, la vidi spostarsi verso Angelo. Lo aiutò a liberarsi di ogni indumento e gli prese il cazzo in bocca. Il suo somigliava più ad una sega che ad un lento pompino. Massimo era andato a leccare le tette di Alba ed io tornai a concentrarmi sulla fica di Maria. Cercavo di passar la lingua sul suo culo, ma si ritraeva mostrando di non gradire. Quando anche Alba fu completamente nuda, Angelo la leccò avidamente. Maria guardava e si mordeva il labbro, poi fece spazio a Massimo che, prima di leccarla, restò affascinato da quello che vide. “Mamma mia, che spettacolo! Che fica! Cavolo, sembra tu abbia un cazzo?!” Si mise a leccarla avidamente. Maria, presa dalla curiosità, si spostò a scrutare la fica di Alba e ne rimase anch'essa affascinata. La sfiorò, la toccò, vi passò la lingua sul clito. Alba ebbe un sussulto e, a quel punto, Maria partì con una profonda leccata di fica. “Mamma mia, come lecchi! Che bello! Oddio, che bello!” La vista di Maria a pecora, che leccava Alba, mi portò a cercare di leccare ancora il suo culo. Allargai le sue chiappe e ci affondai la lingua. Lei cercava di liberarsi, ma era nella mia morsa e, tra leccate di culo e fica, ben presto si abbandonò alle mie manovre. Alba aveva davanti i cazzi di Angelo e Massimo, che leccava e pompava. Io non persi tempo ed appoggiai la cappella alla fica di Maria e, con un colpo secco, entrai in lei. L’ho sentita spingere verso di me, si staccò dalla fica di Alba ed Angelo offrì il suo cazzo in bocca a sua madre, mentre Massimo entrò in Alba. Era un susseguirsi di spostamenti di Angelo fra la bocca di sua madre e quella di Alba. La fica di Maria era calda, aveva un bottoncino minuscolo, ma appuntito, ed era completamente rasata. Le sue labbra erano sì grandi ma non certo come quelle di Alba; cercai di infilare un dito nel suo culo, ma mi fermò subito. Angelo, che aveva visto tutto, fece sistemare Alba sopra suo padre, poi, da dietro, leccando culo e verga di suo padre, li inumidì per bene, poi appoggiò il suo cazzo e inculò Alba. Maria si spostò per veder meglio, mentre io proseguivo a scoparla. Incuriosita, guardava Alba, cercando di capire come si potesse godere di culo. “Ti piace eh?” “Sì, mi piace molto, godo tantissimo nel sentirlo in culo. Vorresti anche tu un bel cazzo in culo?” “NO! NO. Lì sono vergine, non l’avrà mai nessuno. Ho troppa paura di sentir dolore e, per questo, non mi faccio inculare.” Quelle parole suonarono come una sfida per me. Lasciai il posto a Massimo, che venne a scopare sua moglie. Aveva un cazzo normale, ma con una bella cappella. Angelo aveva preso a scopare Alba ed io davo il mio cazzo in bocca, ora a Maria, ora ad Alba e, alla fine, Angelo, conoscendo Alba, usci dalla fica ed entrò tutto nel suo culo. Glielo riempì di sborra. Uscito lui, vi entrai io e, a sentire quella sborra calda nel culo di mia moglie, dovetti trattenermi molto, per non venire all'istante e, quando esplosi dentro di lei, i suoi capezzoli erano stretti fra le mie dita. Venni a lungo, lei ansimava dal piacere, guardò Massimo e lo invitò a sua volta a farcirle il culo. “Dai riempimi anche tu il culo di sborra!” Lui guardo Maria, quasi per riceverne il consenso, lei si stacco da lui e Massimo entrò nel culo di Alba, che ne fu subito entusiasta. “Sì, riempimi della tua calda sborra. Fallo, che la voglio tutta nel culo!” Mentre Massimo stava inculando Alba, io avevo ripreso a leccare Maria. La sentii contorcere, le sue gambe strinsero la mia testa, la sua fica si bagnò ed esplose, ma non di un getto come ero abituato con Alba, bensì abbastanza da sentirlo in bocca. Intanto Massimo venne nel culo di Alba. Sapevo che aveva fatto il clistere apposta, la troia. Maria se la fece sistemare sulle sue tette e la esortò a farla colare su di esse. “Dai, rilasciala tutta, qui!” Alba rilasciò sborra mista a pipì, sulle tette di Maria. Una volta che l'ultima sua goccia di pipi le ebbe ricoperto le tette, Maria prese a leccarla. La sua lingua si muoveva veloce ed appuntita, tra l'interno e le grandi labbra, succhiando anche il suo clitoride. Alba non tardò ad esplodere, bagnando Maria in faccia. Entrai in doccia, seguito da Massimo; mentre mi stavo dando una buona insaponata, lo vidi abbassarsi e prendere a leccarmi palle, culo e cazzo. Uscimmo per far spazio agli altri. Alba era lì ad ammirare il primo pompino che ricevevo da un uomo e pure Angelo si aggiunse: cazzo, tre bocche che si prendevano cura del mio fallo. Una volta tutti puliti e sistemati, restammo nudi in camera. Stavamo giocherellando tra baci e carezze, quando Alba andò a leccare Maria e la esortò a rilassarsi, mentre e prese a leccarle il culo. “Rilassati!” Lei oppose una parva resistenza. “No, dai, non voglio…” Lei però era decisa e la incitò a lasciarla fare. “Tranquilla, vedrai come ti farò godere.” Prese a leccarla con calma, a lungo. Nel frattempo Angelo aveva dato il cazzo in bocca a sua madre, mentre io avevo preso a giocare con fica di Alba. Massimo si stava toccando, ma Maria proprio non gradiva esser solleticata nel culetto. Erano entrambe a pecora e le scopammo ancora, stavolta, però, la sborra fini tutta sulle tette di Maria. La mattina dopo, Massimo era libero: aveva preso due giorni di ferie e, mentre stavamo facendo colazione, mi parlò di Annunci69. Lui e Maria erano da anni scambisti e, prevalentemente, giocavano con coppie bisex. Lo guardai e gli esternai la mia diffidenza a dar pubblicità a certe cose tanto intime. “Ma non hai timore di internet?” “No, se trovi la coppia giusta, non hai motivo di nutrir paure." Entrò nel suo account e mi mostrò tutto quello che c'era di loro due: foto, amicizie. Per me era un mondo nuovo, ma lo trovai stimolante e, per qualche verso, rassicurante. Mi lasciò libero di navigarci e andai a visionare coppie della nostra zona. Mi spiegò come fare per metter un annuncio ed io gli risposi che ci avrei pensato. Poi decisi di togliermi una curiosità. “Angelo, oltre che con voi, gioca anche con altre coppie?” “Solo con una, ci ha giocato.” “Da quanto fate incontri insieme a lui?” “Da alcuni anni. Fu Maria che lo beccò mentre leccava i suoi slip sporchi e, nel vederlo nudo e in tiro, lo spompinò; poi, il resto venne di conseguenza.” “Tu, invece, quando hai scoperto che adori giocare anche con uomini?” “Durante il servizio di leva.” “Chissà quanti cazzi hai pompato, vero?!” “All’epoca, molti ed anche culi!” “Li hai scopati?” “Sì, li ho scopati e mi hanno scopato! Poi ha iniziato Maria a scoparmi il culo.” “Mentre il suo è vergine? Incredibile!” “Ci ho provato e riprovato, ma niente, non vuole. Parlando con lei siamo entrati su annunci69. Inizialmente lei vi aveva aderito per farmi piacere, poi...” “Poi ci ha preso gusto?" “Sì, è così, ma ha anche scoperto che le piace leccare la fica.” Parlammo per ore e, intanto, l’eccitazione galoppava. Angelo ed Alba erano in paese a far compere, l’indomani saremmo ripartiti. Avrei voluto che Massimo mi pompasse e, chissà, magari provare a pomparlo, pure io e gli avrei voluto sborrare in culo, ma, visto che lui parlava e basta, lasciai perdere. Maria tornò dal caseificio nel primo pomeriggio, la sera io e Alba avevamo prenotato presso un ristorante, in riva al mare. Alba e Maria sparirono e le vedemmo tornare solo all’ora di partire. Alba si era permessa di comprare un abito a Maria, che le metteva in risalto le forme, anche se un po’ abbondanti, ma era davvero molto conturbante. Sotto doveva aver indossato un reggiseno che le tirava su le tette e devo dire che il risultato era straordinario. Anche Massimo ne convenne. Alba invece aveva indosso un abito ampio che non metteva niente in risalto, ma... c'era un ma: sotto non aveva indumenti intimi. Che troia la mia Alba! Angelo, quella sera, la sua ultima nel Salento, aveva appuntamento con amici. Per Maria fu un successo. Aveva occhi solo per Alba e ne godeva e, al ritorno a casa, la baciò a lungo. La ringraziò, la spogliò e prese a leccarla tutta. Anche Alba si diede da fare e ricambiò: in breve erano intente e prese in un magnifico 69. Maria si lasciava leccare anche il culo: la mia Alba doveva esser riuscita a convincerla. La vista di quel bel culo lì, a portata di cappella, mi eccitava alla follia. Dopo un po', entrammo in gioco anche io e Massimo. Ci scambiavamo fiche, culi, bocche a iosa. Scopavamo un po’ l’una, un po’ l’altra, univamo gli umori delle due fiche. Alba fece sdraiare prona Maria, le lecco a lungo il culo, poi si dedicò al cazzo di Massimo, lo leccò lo pompò e l’appoggio al culo di sua moglie. “Dai, rompiglielo, ma sii dolce.” Massimo desiderava tanto quel culo, che spingeva come un forsennato. Maria urlava e non voleva, ma Alba la baciò, la leccò e la fece calmare. Fece metter Massimo sdraiato supino, lo preparò, poi mi invitò ad avvicinare il mio cazzo, glielo appoggiò e, con calma, pian piano, entrai in lui. Io entravo, insalivavo, uscivo e rientravo, spingevo mentre lo scopavo nel culo. Mi venne normale toccare il suo cazzo, non volevo venire nel suo culo, ma in quello di Maria. Dopo averlo scopato per bene, sono uscito da lui, andai in bagno e mi feci un ricco bidè. Quando tornai, Alba era a pecorina, leccava fica culo a Maria e Massimo la inculava. Presi Maria, la baciai dolcemente, le leccai con passione fica e culo, vi intromisi un dito e continuai a leccarglielo; avevo capito cosa aveva fatto Alba: doveva averle fatto uno dei suoi clisteri che contenevano una sostanza anestetizzante, così quando ci si fa inculare, si avverte meno dolore. Maria si sentiva libera, tranquilla e pulita, sicura. Con calma, pian piano, appoggiai la mia cappella. “Lo senti? Entro così, piano piano.” Era rilassata e mi sentiva entrare con calma, ma con determinazione. Quando il mio corpo fu attaccato al suo, si rese conto che le avevo aperto il culo. “Lo senti come ti apro? Allargalo bene, aiutami, maiala!” “Piano! Muoviti piano, che comincia a piacermi!” Ero eccitatissimo! Stavo sfondando il culo vergine di una troia che, in tanti, lo avevano puntato, ma solo io ero riuscito a sfondare a dovere. “Sì, troia, ti spacco il culo! Ora te lo sfondo e poi te lo farcisco, così avrai modo di goderne molto di più!” Lei si stava davvero godendo la prima inculata della sua vita. “Oh, sì! Che bello, lo sento umhhmmmm … sì, dai, chiavami!” Alba, con il cazzo di Massimo in culo, stava leccando e mordendo i capezzoli di Maria. Io uscii da quel culo aperto, lo ammirai e poi, per l’ennesima volta, lo leccai: era caldissimo e ridotto ad una voragine! Misi due dita dentro e poi vi appoggiai la cappella e, con una spinta forte e decisa, affondai di nuovo in lei, che adesso godeva a più non posso. “Cazzo, mi sfondi! Sì, dai, tutto dentro! Spingilo tutto dentro! Godo! GODO!” Alba le stava mordendo i capezzoli. Ormai il mio cazzo era tutto infilato nel suo culo. Presi a pomparla con vigore, non uscivo più, ma spingevo sempre più in fondo. Alba si insinuò sotto di lei e riuscì a portar la sua lingua sul bottoncino di Maria. Lo leccava e mordeva, il cazzo mi stava scoppiando, poi ho guardato suo marito che mi osservava e, così, son uscito per far posto a lui. Feci entrate Massimo, che vi penetrò con una calma quasi serafica, molto lentamente, era troppo eccitato e, con due colpi, le venne dentro. Quando senti la sborra calda nel culo, Maria esplose in un orgasmo squassante. “Oddio, amore! Umhmhmmm… sì, è bello! Godo! Godo! Guarda tu cosa mi son persa in tutti questi anni?!” Appena usci lui, entrai io. Presi a limarle il culo con più forza, mentre sentivo la sborra di Massimo sbordare e colare. Alba non smetteva di stringerle i capezzoli con le dita, ma ora anche io ero al limite e mi svuotai nel suo culo. “Godo, troia! Ti riempio il culo! Lo senti come ti sto inondando?” Alba le schiaffeggio il clitoride. La fica di Maria emise un violento zampillo. Alba si mise sopra la sua faccia e le coprì di pipi viso, tette, poi prese a masturbarsi e le irrorò completamente la faccia. Maria era stremata, ma felice, mise la lingua in bocca ad Alba, la baciò con profonda passione, poi, con le lacrime agli occhi, la ringraziò. “Grazie, non pensavo si potesse goder cosi, con un cazzo nel culo!” L’indomani partimmo, portandoci Angelo con noi. Per alcuni mesi, rimase con noi. A volte si scopava assieme, ma, come spesso accade, ormai il gioco aveva perso molto del suo tono iniziale: era venuta meno la carica erotica. Lui trovò due stanze ad un prezzo equo, lo vedevamo una volta a settimana, ma solo per una cena, una pizza. Rivedemmo i suoi, quando vennero su a trovarlo, ma non facemmo sesso con loro. Eravamo protesi a nuove esperienze.
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3 anni fa
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Varie
Insolito e inaspettato....2° parte
....tutto quello che stava accadendo andava oltre le mie aspettative...credevo fosse un incontro che avrei saputo gestire emozionalmente guidando la serata a mio piacimento. Mi rendevo conto invece con il passare del tempo che tutto era ormai fuori controllo dalla mia volontà . Mi stupivo quanto stesse piacendo la situazione alla mia lei...ne ero entusiasta , ma anche un pò geloso per come veniva presa da quello che fino a due ore prima era un estraneo. In più il ragazzo durava e andava avanti senza tregua e soddisfava la mia sete di sesso con la mia donna che ultimamente si concedeva troppo raramente. In passato per questo l'ho tradita , ma oggi vedendola godere davanti a me con un altro uomo pensavo che anche a lei questo potesse stimolarla per aumentare la libido anche tra noi. Ma veniamo al seguito della storia della serata...... Sono rimasto incredulo ma anche sorpreso dell'istinto nell'accettare senza pensarci di ritrovarmi a leccare insieme alla mia donna il cazzo dello sconosciuto , Non era nelle mie previsioni, ma in quel momento tutto sembrava magnificamente unico e spontaneo. Che strana sensazione avere una cappella nella bocca, ma ammetto che anche se non l'avrei mai immaginato, in quel momento di estasi totale mi piacque tantissimo . Per di più lei che leccava con me e che continua a cavalcarmi mi amplificava i piaceri . Non so quanto sia durato questo momento, ma dopo un pò il ragazzo prese nuovamente iniziativa buttandoci entrambi nell'apoteosi del piacere. Si mise alle spalle della mia ragazza che al momento era ancora sopra di me semisdraiato sul letto. La spinse in avanti su di me piegandola e cominciò a leccargli il culo mentre io ero dentro di lei. La posizione apriva naturalmente le sue natiche e le mie mani contribuivano ad apparecchiare la lingua del ragazzo . Gli occhi della mia ragazza erano persi nel piacere. Potevo immaginare i movimenti pindarici della lingua del ragazzo che scavava il solco per quello che avrebbe voluto....il suo culo. Se fosse accaduto anche questo avrei ricominciato a credere in babbo natale(a me non l'ha mai concesso!!!). Dopo aver infilato con il piacere visibile sul volto della mia ragazza le sue dita , il ragazzo rimise un nuovo preservativo e provò ad appoggiare la sua cappella sull'ano umido della mia ragazza. Purtroppo come temevo rifiutò questo invito all'inculata e lo spinse a continuare nella leccata. Senza che me ne accorgessi si abbassò nuovamente ricominciando a leccare non solo l'ano della mia ragazza , ma anche la mia asta che entrava e usciva dalla sua fica. Forse preso dall'eccitazione e dal fatto che non poteva incularla o forse perchè liberato anch'egli dai limiti mentali che a volte si creano tra uomini e donne, cominciò a succhiarmi le palle. Sentii il calore della sua bocca e dopo neanche un minuto mi venne da sborrare. Lo tirai fuori appena in tempo . Ebbi un orgasmo potentissimo . Lo sperma schizzo sul culo della mia ragazza . Talmente intenso e sorprendente tutto quello che stava accadendo che non sembrava vero. Chiaramente l'unico che rimaneva al momento super eccitato era il ragazzo che non ci mise troppo dopo il mio orgasmo per ricominciare a pompare la mia ragazza ormai sfinita e bagnata di sperma tra le gambe. Sembrava anche per lui un'occasione unica da gustare fino in fondo . La chiavò per altri venti minuti girandola in ogni posizione possibile fino a spruzzarle altro sperma sull'addome . Sfinita e bagnata la mia ragazza cadde in un sonno profondo tra le lenzuola colme dei nostri odori. Io ebbi il tempo di chiacchierare ancora con il ragazzo prima che andasse via. Gli chiesi com'era possibile quella sua eccitazione cosi duratura. Ammise che aveva visto le foto che gli avevo mandato della mia ragazza e prima di entrare in casa aveva preso una pillola.....Ora capisco! voleva chiavarla forte e approfittare dello splendido corpo della mia 45enne. Mi venne da chiedergli anche cosa ne pensava di quello che mi aveva sorpreso e piaciuto. Anche lui disse di non averlo mai fatto prima e che la situazione lo intrigava non poco. Mentre ne parlavamo eravamo seduti ancora in mutande e scorsi che visibilmente il suo pacco ricominciava a gonfiarsi. A me che non avevo preso nulla, il mio pene stentava a riprendere vita. Senza poter nascondere l'evidenza il ragazzo provò a sistemare il suo cazzo nelle mutande che ormai non riuscivano più a contenerlo. Si scusò per quell'erezione del tutto improvvisa e spontanea , anche se forse frutto ancora degli effetti della pillola magica. Gli risposi che non c'era nulla di male e che potevamo custodire questo segreto magari per altri incontri se la mia lei lo avesse richiesto, anche se ne dubitavo. Senza freni e direi senza ritegno d'improvviso mi prese la mano e me l'appoggio sul suo cazzo che era diventato sempre più duro. Mi chiese di aiutarlo a godere un ultima volta, visto che forse non ci saremmo rivisti. Mi affacciai nella stanza dov'era la mia ragazza. Non si sarebbe mai svegliata conoscendola. Ma sopratutto mai avrebbe ripreso a scopare.....le sue labbra erano gonfie per quanto erano state stimolate. Ritornai dall'altra parte dove il ragazzo aveva preso a masturbarsi da solo. Mi avvicinai , gli presi il cazzo e cominciai a fare su e giù scoprendogli la cappella lucida e gonfia. Onestamente posso dire che avevo scelto un bel cazzo per la mia lei....un cazzo che cominciavo a pensare non era dispiaciuto neanche a me avere tra le mani. Mi chiese di succhiarglielo, ma al di fuori di quello che accadde mentre scopavamo insieme con la mia lei, non mi andò di farlo. Lo feci però sborrare con le mie mani con poca difficoltà. Lo invitai a andarsene prima che potesse avere ancora un'altra erezione. Finalmente andai in doccia, dove fantasticai con le immagini nitide che avevo in mente e ripresi a farmi una sega ....l'ennesima! ...se vi piace la mia storia ne posso scrivere altre...
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3 anni fa
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Varie
Da moglie pudica a puttana. 03
Erano passati sei mesi, nei quali avevamo scopato da soli senza coinvolgere altri. Usavamo vibratori, mi ero spinto a comprare anche un frustino, lei godeva, ma la sua fica non emetteva più quei lunghi getti e prolungate colate di umori. Le chiesi se le mancavano quegli incontri e la sua risposta si mostrò perfusa da una certa mestizia. “Mi manca il trasgredire. Mi manca un cazzo grosso e lungo che mi penetri fin in fondo, mi manca far la troia, ma godo lo stesso e tanto con te.” Dovevo ammetterlo, anche a me mancava la nostra trasgressione. Averla vista godere, e così tanto, era stata per me un’emozione fortissima, intensa, piacevole e molto eccitante. Anche io, come lei, avrei voluto condividere lei con un altro o altri, ma con chi? Con Franco ed i suoi amici, era andata benissimo: massima riservatezza, igiene, ma, nella cerchia di nostri amici? Nemmeno a pensarci. Internet? Lei non si fidava, quindi andavamo avanti con piacevoli fantasie. Ho un cugino più grande di me di 15 anni e tempo addietro viveva al sud Italia Suo figlio, un ragazzo di 21 anni, doveva venire nella nostra città per alcuni mesi per uno stage universitario e mi chiese se gli trovavo una stanza. Chiesi in giro, mi informai, ma i prezzi erano sempre troppo alti per le sue tasche. Fu mia moglie, nella sua indole di una vita fa un po’ suora, a suggerire di sistemarlo da noi: lo spazio c’era. A me l'idea di doverci privare della nostra libertà non piaceva molto, ma, alla fine, mi rassegnai e diedi il mio assenso. Erano due settimane che Angelo era da noi. Era un ragazzo taciturno, solitario, dedito unicamente allo studio. In casa poi non lo si sentiva. Aiutava in quelle poche cose che vi erano da fare, ma, per il resto, se ne stava in silenzio a studiare. A quel lato, decisamente positivo, faceva da contraltare la drastica riduzione dei nostri rapporti sessuali. Scopavamo in silenzio e, anche quando eravamo soli in casa, eravamo sempre con il timore che lui potesse rientrare all'improvviso. Insomma, non avendo figli, non eravamo abituati ad avere altre persone che giravano in casa. La notte, cercavo di acuire l'udito per verificare se si sfogasse masturbandosi, ma niente, e, allo stesso modo, non l'abbiamo mai visto in boxer, insomma un mistero totale. Un pomeriggio mi ritrovai a rincasare con largo anticipo rispetto al solito: avevo una visita dal dentista. La casa sembrava deserta, salii di sopra per farmi una doccia e, quando entrai in bagno, vidi lui seduto sul water, con in mano un perizoma di Alba. Lo annusava e si menava una verga da paura. Rimase di ghiaccio e, quasi impaurito, balbettò: “Scusa, non so cosa mi ha preso.” A fatica si alzò e si chiuse in camera sua a chiave. La sera disse che non stava bene, non aveva fame e non scese. Alba si preoccupò e, a quel punto, le raccontai l’accaduto. Ci fu un lampo nei suoi occhi: la lussuria che albergava in lei, aveva immediatamente elaborato un’opportunità. Preparò una tisana, si mise una vestaglia che mostrava il suo intimo e sali di sopra. Bussò, si fece aprire e, con fare dolcissimo, lo approcciò chiedendogli cosa poteva fare per lui, per farlo stare meglio. Io, dal corridoio, seguivo la vicenda. Lei gli passò la mano tra i capelli, gli sentì la fronte, aveva detto che aveva mal di pancia e, quindi, gli ordinò di bere la tisana, mentre, nel frattempo, gli massaggiò la pancia. Non volle eccedere e lo lascio lì. Socchiuse la porta e, mentre sistemava la lavastoviglie, le misi una mano sul culo, da dietro: avvertii subito che il suo perizoma era umido e le sussurrai: “Che troia che sei!” “Sì, lo so. E sono molto fiera di esserlo.” Più tardi andai io a riprendere la tazza, gli chiesi come stava e mi rispose: "molto meglio". A quel punto gli parlai. “Non ti devi scusare di nulla: io, al tuo posto, avrei fatto lo stesso e, forse, anche di più!” Lui era rilassato, si alzò e scese giù, si mise seduto sotto il porticato. La serata era piacevole e gli portai un panino ed una birra. Scoprii che, anche se non fumatore, ogni tanto una sigaretta la fumava, cosi ne accesi due. Parlammo. Venni a sapere che, al paese, non aveva una ragazza fissa, ma era perso per una donna di dieci anni più grande. Si era rilassato ed ora stava parlando a ruota libera. Mi confidò che ci aveva sentito scopare una sera, che trovava Alba bellissima; spesso aveva spiato anche i genitori, insomma era in piena tempesta ormonale. Salutandolo con un sorriso, gli diedi un suggerimento: “Stasera, spiaci meglio.” In camera, presi a leccare Alba, la sentii fremere come non succedeva da tempo, le schiaffeggiavo la fica. “Ti piace, troietta? Mi sembri già abbondantemente calda.” “Sì, lo sai che adoro essere trattata da troia. Mi eccita da matti.” Mi feci montare con lei rivolta verso la porta, sperando che Angelo fosse lì, a spiare. “Ti piacerebbe aver un altro bel cazzo in bocca, vero? E anche in culo?” “Sì, sì! Lo vorrei tanto!” Avevamo riconquistato la nostra libertà: ci sentivamo liberi come quando in casa eravamo da soli. La scopai con vigore. La sentii venire come una fontana. Volle la sborra in bocca e la ingoiò tutta, poi, nuda, si alzò e andò in bagno, passando davanti alla porta di Angelo: la trovò socchiusa. Erano due notti che scopavamo facendo anche rumore, ma di Angelo nessun segno. Pensai che, forse, mi ero spinto troppo avanti, così una mattina, mentre lo accompagnavo all'università, mi disse: “Sei fortunato ad avere una moglie così.” Avevo capito benissimo, ma decisi di approfondire. “Che intendi "così"?” “Una donna bellissima, sensuale, aperta.” “Aperta a cosa? Non capisco, sii chiaro.” “Vi sto sentendo la notte, mi alzo per spiare, e la trovo travolgente.” “Non ti ho mai sentito, né visto.” “Son bravo a muovermi nell’oscurità.” “Mi hai detto che hai spiato anche i tuoi e loro sono altrettanto aperti?” “Abbastanza!” Stava per aggiungere altro, ma si fermò, allora decisi di sbilanciarmi. “Insomma, te la scoperesti Alba?” Lui mi guarda un po' intimidito. “Chi non la scoperebbe?” Allora ho deciso di giocarmela almeno con lui, a carte scoperte. “Non fraintendermi, non sono bisex, ma saresti disposto a farlo in tre?” "Con voi, subito! Poi è un’esperienza che ho già fatto e mi piace molto.” Lo guardo un po’ sorpreso. “Ah sì? E, se posso, con chi?” Lui ci rifletté, poi mi rispose che lo aveva fatto con quelli che definiva una coppia di amici. Decisi di non approfondire: se avesse voluto, mi lo avrebbe detto lui. Nel salutarlo, gli feci una proposta. “Quanto prima dobbiamo metter Alba in mezzo a noi due.” Lui mi fa un mezzo sorriso molto complice e mi risponde: “Sì, sarebbe davvero magnifico.” In altri momenti avrei telefonato ad Alba e messa al corrente di tutto questo, invece aspettai il ritorno di Angelo. Ci accordammo di aspettare Alba con solo i boxer indosso; quando rincasò, ci trovò così abbigliati. “Oh mio Dio! Che accoglienza stupenda! Questo si che è un bel modo di esser accolti in casa!” Angelo si alzò, la baciò, le toccò tette ed io lo seguii, prendendo a spogliarla. “Datemi il tempo di rinfrescarmi.” Angelo la strinse a sé, bloccandola. “No, stai bene così! Ti voglio assaporare mentre profumi di femmina.” E senza aggiungere altro, scese a leccarle il culo. Alba prese subito ad eccitarsi, mentre lui era già lanciato. “Uuhhmmm, finalmente! Che bello! Sapessi da quanto desideravo leccartelo: hai un culo da sballo!” Io la baciavo, le stringevo i capezzoli e, quando la voltò per leccarle la fica, vidi il suo stupore nel trovarsi davanti una fica davvero particolare: le sue labbra, quando eccitate, erano enormi ed il suo clitoride, sovrastante la fessura, non era di quelli normali: era una rarità. Prese a leccarla con lievi colpetti, non entrava dentro la fica, ma saliva al clito come piaceva ad Alba. Andammo in camera. Io mi accomodai e presi a leccare fica e culo. Lui, dopo averla pomiciata a lungo, portò la sua verga alla bocca di lei. Non era in piena erezione, ma destò notevole interesse in Alba, che prese a leccarlo e pomparlo pian piano, finché non divenne dritta e dura, leggermente piegata in su. Aveva una bella cappella. Nel veder me, stringer e mordere i capezzoli di Alba, si dedico a ciò pure lui. Alba voleva il suo cazzo in fica, allora lo spinse indietro per farlo distendere supino e vi montò sopra. Prese a cavalcarlo, mentre con le mani si apriva chiappe: era un invito esplicito che desiderava il mio nel culo. Bastò un po’ di saliva ed entrò con assoluta facilità. Trovammo il perfetto ritmo e prendemmo a scoparla ed incularla per bene. Lei iniziò subito a godere, incitandoci a fotterla sempre più forte. “Sì, fatemi godere! Dai, spingi, arriva fin in fondo. Vi voglio sentire tutti e due fino in fondo.” Venimmo quasi simultaneamente: uno in fica e l'altro in culo: Lui continuò a spingere, ma c'era qualcosa che non andava in Alba, che si scusò, poi andò in bagno per tornare dopo poco: le erano arrivate le mestruazioni. Quando aveva quelle sue cose, diventava intrattabile, non ti ci dovevi avvicinare. Così finì lì, la nostra prima scopata con Angelo. Angelo si dimostrò un po’ inesperto, ma aveva la dote d'esser sempre in tiro. Scopava Alba anche tre volte al giorno. Avendo poi scoperto il fatto che a lei piaceva tanto nel culo, le sue venute finivano sempre lì. Insomma ora Alba aveva due cazzi a disposizione e, durante la giornata, ne godeva a profusione. Ma c’era un lato di Angelo, oscuro per me. Spesso mi era capitato di notare che, quando scopavo Alba a pecora, lui da sotto, oltre che leccarle il clitoride, andava a leccarmi palle e culo. Così come era capitato che, talvolta, prima di infilarlo nella fica, la bocca di Angelo leccasse e prendesse in bocca la mia cappella. La cosa non mi dispiaceva, anzi, la trovavo piacevole, trasgressiva, ma quando gli chiedevo se per caso amasse anche il cazzo, le sue risposte erano sempre evasive, finiva con il minimizzare il tutto. “A volte, mi lascio prendere dal momento, dalla situazione. Quando siamo lì, mi piace avventurarmi in altre divagazioni.” “Nelle tue esperienze con amici, lo hai già fatto?” “Sì, che l’ho fatto.” "Ed anche l’altro ti ha pompato?” “Sì, lo facevamo.” “Solo pompe o anche anale?” Qui scattava sulla difensiva. “Diciamo che son cose un po' particolari e, al momento, preferisco tenerle per me.” Tutto questo mi incuriosiva ed eccitava. Non avevo mai avuto esperienze bisex e, sinceramente, non ci avevo neanche mai pensato, né fantasticato. Il suo stage all'università stava per finire, tra breve lui sarebbe tornato al sud. Tutti e tre ne eravamo dispiaciuti. I contatti con i suoi genitori, erano giornalieri, in special modo con sua madre; lei non vedeva l’ora di riavere suo figlio a casa. Prima della fine dello stage, Angelo ricevette una mail da una ditta vicina a noi. La conoscevo bene, ci collaboravo per lavoro, ci fece un colloquio e, come sempre succede, alla fine la cosa ebbe il solito epilogo: “Le faremo sapere.” Angelo, una mattina, con le lacrime agli occhi, ma con tanta gratitudine ed affetto, ci salutò. La casa era vuota senza di lui. Per circa due mesi eravamo stati, dapprima genitori, poi amanti. Quel ragazzo, inizialmente taciturno, solitario, si era poi dimostrato gentile, vivace, esuberante, attraente, perverso e focoso. Erano trascorse tre settimane dalla sua partenza, quando ci chiamo euforico: la ditta, con cui aveva intrattenuto il colloquio, gli proponeva un contratto di un anno, ma vi era un problema: i suoi genitori desideravano che lui ci riflettesse, che attendesse qualche offerta di lavoro dalle sue parti. Capivo bene loro, ma, al tempo stesso, capivo Angelo: si trattava di una buona offerta e, lì, sarebbe cresciuto anche dal punto di vista professionale. Inoltre, al sud, la ben nota carenza di lavoro, costituiva un valido elemento per fargli propendere ad accettare il lavoro al nord. Si susseguirono telefonate che duravano ore, con lui e con i suoi e, alla fine, proprio i suoi genitori lo accompagnarono su, per valutare assieme la bontà dell'offerta proposta al figlio. Preparammo casa. I suoi avrebbero dormito dove già aveva dormito Angelo, e lui sarebbe stato nella mansarda, adibita a mio studio e munita di un divano letto. In quell’occasione, mi resi conto che la nostra casa avrebbe avuto bisogno di un bagno in più, nella zona notte. Di mio cugino, serbavo un ricordo vago. Erano almeno venti anni che non lo vedevo. Sua moglie, poi, l’avevo vista solo il giorno del loro matrimonio ed i ricordi erano piuttosto vaghi. Al loro arrivo, oltre ai soliti abbracci e baci di benvenuto, notai il desiderio negli occhi di Alba, così come notai anche le occhiate che mio cugino Massimo rivolgeva al culo di Alba, nonché lo sguardo, quasi di sfida, di sua moglie Maria nei confronti di Alba. Furono quattro giorni nei quali la famiglia di Angelo discusse, visitarono la ditta, andarono a vedere alcune camere per l'eventuale trasferimento di Angelo. Noi cercammo di rimanere il più possibile defilati, rispondevamo solo a qualche loro domanda, tenendo, in ogni caso, un profilo basso. Alla fine i suoi si convinsero che era una buona opportunità per Angelo. Su nostro consiglio, stabilirono che era bene per Angelo aspettare a trovargli una stanza e, nel frattempo, avrebbe continuato a stare da noi. Si fermarono altri due giorni, nei quali facemmo un giro turistico di buona parte della nostra provincia; Massimo si dimostrò come Angelo, simpatico, introverso e molto attento al culo di Alba e, poi, tra l’altro, era decisamente un bell’uomo: moro, carnagione scura, alto e con un fisico asciutto. Maria era un mistero per me: morissima, due tette abbondanti, culo basso, qualche kg. di troppo. Sembrava; a volte, una donna mite, in altre una autoritaria. Angelo avrebbe iniziato a lavorare tra tre settimane e, su invito dei suoi, decidemmo di andar giù per una settimana, a fine mese. Dopo di che, Angelo sarebbe salito con noi. Erano gli ultimi giorni di maggio, ne avremmo approfittato per una breve vacanza. Prima di scendere giù, tra Angelo e Alba ci furono frequenti telefonate, scambi di mail, partimmo di buon mattino. La distanza era notevole fino al Salento. Durante il viaggio, Alba mi informò delle loro conversazioni via mail. “Cosa ne pensi dell’incesto?” L’ho guardata con un po' di stupore. Ero stato colto di sorpresa. “Cosa intendi, di preciso?” “Se avessimo avuto dei figli, ci avresti fatto sesso?” Stava toccando un tasto alquanto dolente: effettivamente il non aver avuto figli, era ancora una spina nel fianco per entrambi, un dolore ancora presente anche se superato. “Non saprei, non ci ho mai pensato, e tu?” Lei mi fissò in faccia. La sua risposta fu più decisa. “Per come sono oggi, sì, forse sì. Ma, perché questa domanda?” “Angelo ha fatto e fa sesso con i suoi genitori.” “Ma dai, e come fai a saperlo?” “Me lo ha confidato lui, in questi giorni.” “E quindi?” “Quindi, vediamo che succede.” “Nel senso che saranno giorni di sesso e orge?” “Vediamo; riflettiamoci, ma l’idea è eccitante quanto trasgressiva.” “Ma se mi dici "vediamo" significa che già ne avete parlato? Poi, perché me ne parli solo ora?” “Voglio rifletterci su e capire.” “Sei diventata tanto troia, che non vedi l’ora, vero?” “Sono combattuta, ma, forse, sì, hai ragione: non vedo l’ora.” “E come pensi di realizzare la cosa?” “Credo che Angelo, ci stia lavorando.” “Hai capito il porcellino?!”
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3 anni fa
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Insolito e inaspettato
insolito e inaspettato! è stata sempre nella mia mente la possibilità di poter proporre alla mia compagna un incontro con un-terzo-. Anche se fermamente contraria alle mie fantasie , mi accorgevo però che tutte le volte che scopavamo , avere in bocca le mie dita la eccitavano da morire . Inconsciamente la sua testa faceva su e giù simulando un pompino mentre io la cavalcavo. Un giorno la misi di fronte al fatto compiuto. Contattai un -singolo- al quale spiegai la situazione e a cui proposi di provare a farla sciogliere con pazienza. Scelsi in base ai gusti della mia compagna cercando una bella ed elegante persona che potesse piacere nell'aspetto alla mia lei. Raccontai alla mia donna che sarebbe venuto a trovarci una persona per il suo 45esimo compleanno e gli mostrai le foto del corpo e del cazzo. Stranamente non si oppose ne rifiutò immediatamente. Capi' che era un regalo che poteva accettare. Fino al giorno dell'incontro temevo che potesse ripensarci, invece col tempo notai che la situazione cominciava a intrigarla non poco. Finalmente il giorno del suo compleanno. L'uomo arrivò in casa e tutti e tre con mascherina cominciammo a parlare e sorseggiare vino. Lei appiccicata a me buttava giù un bicchiere dopo l'altro forse per disinibirsi mentre lui la osservava sempre più caldo. All'improvviso in piedi appoggiato al tavolo la strinsi forte a me e cominciai a baciarla. Sentii il sapore del suo sesso forte nell'aria. Le abbassai i leggins che indossava e invitai con le mani il nostro ospite ad avvicinarsi. Lui si piegò sulle ginocchia e allargando le sue natiche cominciò a leccarla avidamente. Sempre più eccitata lei mi baciava gemendo ai movimenti della lingua sulla sua fica del ragazzo. La staccai dalla mia bocca e improvvisamente la spinsi giù per prendermelo in bocca. A questo punto anche lui si alzo e tirò fuori il suo cazzo che la mia lei strinse nella sua mano mentre succhiava il mio. Cominciò a spompinare entrambi ed io non resistetti e le sborrai in faccia mentre succhiava l'altro cazzo. Capii subito che la situazione mi stava facendo impazzire . Lei continuò ancora un pò poi venne sollevata dal robusto ragazzo che la fece voltare appoggiandola sul tavolo a pecorina. Cominciò a scoparla con un cazzo dritto impressionante. Andò avanti per almeno un'ora con lei che sembrava svenire dal piacere. Poi al massimo dell'eccitazione tolse il preservativo e le schizzo sulla schiena una quantità enorme di sperma. Pensavo fosse finita qui la nostra esperienza e immaginavo già che andato via il ragazzo io avrei scopato la mia lei da solo pensando a cosa fosse accaduto. Lei andò in doccia ...gli occhi le brillavano. Mentre io sistemavo la stanza anche lui si diresse in bagno per lavarsi il cazzo. Dopo qualche minuto andai anch'io non vedendo tornare nessuno dei due e trovai la mia lei in ginocchio a succhiare il cazzo di nuovo durissimo del ragazzo. Mi sembrava incredibile. Io non ero ancora pronto per scoparmela e lui già la stava prendendo di nuovo. Chiaramente non mi opposi e rimasi ad osservare come di nuovo cominciò a scoparla in piedi tenendola poggiata sul lavandino. Inebriati entrambi dalla situazione ci spostammo sul letto dove la situazione si evolse in maniera inaspettata . Mentre avevo lei sopra che mi cavalcava lei spompinava l'altro ad un passo dalla mia bocca. Improvvisamente schizzo nuovamente in faccia alla mia donna e lo sperma colo anche sulla mia bocca. Vista la scena e l'estasi del momento il ragazzo orientò il cazzo anche verso la mia bocca . Senza che me ne accorgessi mi sono ritrovato a succhiare anch'io il cazzo che nonostante la seconda sborrata rimaneva duro di fronte a noi. ........N.B. SE VI PIACE IL MIO RACCONTO VOTATELO E SCRIVERO' IL RESTO DELLA STORIA....
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3 anni fa
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La voglia
Da tempo si fantasticava dopo la visione di filmini interracial di fare un esperienza in tal senso,in particolare ne era molto curioso mio marito , a forza di parlarne ha iniziato a venire pure a me una certa voglia,ne abbiamo parlato spesso prima di prendere la decisione, una volta convinti entrambe abbiamo cercato la possibilita,dove quando con chi,l'occasione si è presentata con una vacanza al mare dove un dipendente dell'hotel era un bel ragazzo africano,discreto e gentile.Abbiamo cominciato con prenderne confidenza e io in particolare cercavo di farmi notare mostrando parzialmente parti intime,un sera mio marito mi disse non indossare le mutandine,cosi feci,quando ci trovammo soli con lui allargai le gambe mostrando la figa devo dire già eccitata e bagnata al pensiero che lui la vedesse bene...e la vide bene,alla domanda di mio marito,ti piace mia moglie?come risposta si abbassò il pantaloncino...era in piena erezione e di una dimensione che un pò mi spaventava....in camera lo spavento si trasformò in piacere totale,mai avevo provato una tale dimensione e tanto vigore,mio marito che assisteva era forse il più eccitato, da allora mio marito dice che mi trova più dilatata e pare pure a me d'esserlo,peccato il preservativo nel rapporto avrei preferito a pelle ma sappiamo benissimo il rischio.Ne riparliamo spesso forse torneremo nello stesso hotel o forse un altra esperienza diversa,chissà.
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3 anni fa
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Da moglie pudica a puttana. 02
Tra me, Alba e Franco iniziò un rapporto a tre. Il gioco lo comandava Alba e in parte Franco. Erano loro che decidevano il mio ruolo; a volte partecipe a volte spettatore segaiolo. Alba aveva preso ad adorare, sia la doppia (cazzo in fica e culo), sia a ricevere sborra di entrambi in culo, ma quando Franco la scopava, lei andava di matto. “Sì, cazzone, dai, più in fondo! Sì, lì! Oh…come ti sento! Spingilo tutto dentro! Dai…dai, che godo!” Si trasformava in un fiume in piena, allagava tutto. Franco le succhiava il suo super clitoride come fosse un cazzo e riusciva, in breve tempo, a portarla a ripetuti orgasmi. Non che a me non riuscisse, anzi, ma per lei con lui era diverso. A volte non riusciva a trattenersi e gli schizzava in bocca di continuo. Con Franco avevo instaurato un buon rapporto di complicità. Di lui, ormai, sapevo tutto. Aveva avuto e colte molte avventure, sua moglie sapeva ma lasciava perdere. Aveva una cerchia di tre amici, con i quali organizzava spesso delle orge. Lo stuzzicava l’idea di poter mettere Alba in mezzo a loro, convinto che lei ne avrebbe goduto tantissimo. Era inoltre certo che il punto G di Alba, internamente, fosse profondo. Lo avvertiva quando lo raggiungeva con la cappella, mentre io non l’avevo mai sentito con i miei 17 cm, poi, su una cosa aveva ragione: Alba, tra le mura domestiche, nel pieno della sua verve sessuale, era irresistibile, vogliosa, provocante e fortemente troia! Non gli fu difficile convincere Alba di ciò ed invogliarla ad organizzare. Un sabato, nel primo pomeriggio, Franco arrivo con i suoi tre amici: sembravano una mezza squadra di atletica. Alba, per l’occasione, si era abbigliata come una vera troia da bordello: autoreggenti ed una vestaglia completamente trasparente, che metteva in risalto la sua fica, stavolta completamente rasata. Franco presentò i suoi amici: Marco, Aldo, Fulvio e, senza perder tempo, la fece sedere, poi, allargandole le gambe, la fece ammirare da loro. “Ragazzi, avete mai visto una fica così? Guardate che labbroni e che clitoride! La troia, poi, schizza come una fontana!” Subito lui prese a leccarla. Gli altri si diedero da fare chi a pomiciarla, chi a leccarle le tette, chi la carezzava in ogni dove. Si scambiarono i ruoli e, a turno, le leccarono fica, culo e tette. Lei allungava le mani a tastare da sopra le patte, ma essi, all’unisono, gli intimarono di aspettare. “Eh no, troia, aspetta ancora un po' per i nostri biscioni!” La misero in piedi e, tra leccate a fica e culo, morsi alle tette, in breve la ridussero gocciolante. Io me ne stavo comodamente seduto ad osservare il tutto. La misero in ginocchio e, a turno, si fecero togliere i pantaloni, i boxer e le porgevano il cazzo in gola. Aldo, sì, aveva un bel cazzo, ma niente di particolare. Lei se lo gustò tutto, leccandolo e ingoiandolo. Marco la sorprese con un cazzo lungo, non particolarmente grosso, ma leggermente curvo: li accostò vicino e li lecco assieme. Quando tirò giù i pantaloni a Fulvio, il suo cazzo quasi usciva dai boxer. La sua cappella sembrava un mandarino. Lo prese con entrambe le mani e si mise a masturbarlo e leccarlo: aveva due grosse palle che gli penzolavano, fornendo una ricca promessa di succhi. Franco, nel frattempo, si era liberato di tutto e le mise il cazzo in bocca; lei lo ingollò, ma con le mani continuava a menare il cazzo di Fulvio. Una volta fattagli raggiungere la massima erezione, Alba non perse tempo: lo fece sdraiare supino, vi montò su e, con calma, quasi serafica, lo fece penetrare. Aspettò un po', prima di spingerselo tutto dentro, sembrava volesse assaporare centimetro per centimetro quelle notevoli dimensioni. Lo inglobò pian piano e sempre più, muovendosi con leggere ondulazioni del bacino, finché prese a strattonare ed urlare che stava godendo da matti con quel cazzone in fica e tre cazzi da pompare. Che scena stupenda era vederla tutta presa. Intorno a lei era un continuo: “Dai, troia, godi!” e lei godeva senza ritegno. “Sì! Sì, godo!" mentre loro rincaravano la dose. “Senti come pompa! Che bocca e che culo! Una grande puttana goduriosa!” Fulvio la stava scopando e con due dita le stringeva il clitoride, che poi strinse nella morsa tra il proprio cazzo e la fica, facendolo sparir dentro di lei. Passarono solo pochi secondi, che Alba urlò il suo ennesimo orgasmo. “Godo! Vengo! Ora! GODO!” Lui la esortava a godere a raffica. “Sì, maiala, godi! Ti piace il cazzone, eh? Lo senti come ti sfonda!” Lei gli riversò addosso tutto il suo piacere. Glielo tirò fuori, fu messa a pecora e presero a scoparla a turno. Gli altri tre la sbattevano, mentre lei pompava il cazzone di Fulvio, che le prese la testa tra le mani e fece in modo che Alba potesse assorbire tutti gli umori di fica sbrodolati sulla sua pancia. “Dai, troia, lecca! Senti che buoni son questi tuoi sapori.” Una volta ripresa la sua completa vigoria, Fulvio la penetrò nel culo. Ormai il suo cazzo era come di casa nei suoi orifizi, vi entrava con estrema facilità. Poi la fece rigirare e, con lui disteso, la fece sistemare su di sé. “Vieni, troia, monta su che adesso ci divertiamo!” In quella posizione, con Fulvio sotto e lei sopra, offriva il proprio culo agli altri. Fu Marco ad entrarvi per primo. Lei era in mezzo, come il companatico tra due fette di pane, stretta fra loro che la prendevano in doppia. “Sì, troia, senti come godi con due cazzi dentro di te e due cazzi da leccare?” Lei era travolta dal piacere. Godeva in continuazione, mentre ormai era tutto un entrare/uscire a turno, tra fica e culo. La resistenza dei quattro, ma anche quella di Alba, era ormai al limite, così, dopo un suo ultimo orgasmo, la misero distesa supina con loro in cerchio, si misero a segarsi i cazzi e le riempirono la bocca di sborra. Nemmeno una goccia andò persa. Dopo di che lei si alzò un po’ malferma sulle gambe, si avvicinò a me e mi deliziò con un fantastico pompino fino a che le inondai, a mia volta, la bocca. Alba serrò le labbra e bevve tutto. Mentre lei andò in bagno per darsi una rinfrescata, Fulvio aprì due bottiglie e facemmo un bel brindisi. Quando lei tornò, si accomodò in mezzo a noi, mentre dalla sua fica continuava a colare la broda di cui era piena. Fulvio era attratto dalla sua fica, dal suo clitoride e le fece un ulteriore complimento. “Hai una fica stupenda, unica, meravigliosa!” Riprese ad allargare le grandi labbra, scrutava il suo clito, lo leccava e succhiava. Dei quattro, Marco e Aldo erano lì più per far numero che altro e, poco dopo, difatti andarono via. Restammo solo noi tre ed Alba. Intanto, l’ispezione di Fulvio alla fica di Alba stava ancora continuando. Dopo la fica, si inoltrò fino al suo culo. Lo faceva con leccate e giochi di dita, poi presero a pomiciare, mentre io e Franco ci stavamo dedicando alla sua fica e capezzoli. Quando scesi a leccare la fica di mia moglie, la trovai caldissima come non mai, ancora gocciolante di sapori mai sentiti prima e, con Franco sotto e lei sopra ed il suo culo in evidenza, vi appoggiai la cappella e cercai di entrare, ma quel culo, con il cazzone che già aveva in fica, sembrava esser di colpo tornato vergine. Fulvio si fermò e mi aiutò a penetrarla, allargando le sue mele e, anche se a fatica, riuscii ad entrare. Avevamo fatto diverse doppie con Franco, ma le pareti cosi strette e ravvicinate, il contatto che ora sentivo con l’altro cazzo, non l’avevo mai provato. “Sì, troietta, dai, godi! Spingi, senti come ti cola la fica? E senti come pompa il cazzo, 'sta maiala!” L’ho pompata per un po', poi lui mi ha chiesto il cambio. Uscii dal suo culo e fu udibile una specie di schiocco. Fulvio prese il mio posto, lo leccò, mettendoci tanta saliva. “Dai, aprilo bene, che adesso te lo sfondo! Eccolo te lo metto tutto dentro!” Con un colpo secco, entrò. Alba ebbe un sussulto e dalla sua bocca promanò un lamento. “Ahi, che male! Fa piano, che me lo spacchi!” “Zitta e godi, maiala, che poi passerà!” Così dicendo, le prese i capezzoli tra le dita e vi ci si attaccò. Sembrava li mungesse, mentre io le offrivo il mio cazzo in bocca, per farla smettere di lamentarsi. “Fa male! Fa male! Fa piano!” Lui fu ancora più duro con lei. “Zitta, troia! E prendilo tutto: vedrai che tra poco godi!” Lei iniziò a godere, mentre io ne ero stupito. “Sì, sì, ora godo! Dai stringimi i capezzoli ancora più forte!” Lui fece un ghigno di soddisfazione. “Visto, porca? Che ti avevo detto? Dai, che adesso, mentre godi, te li distruggo.” Alba era in completo delirio. “Colo, colo! Sento la fica che cola!” “Sì, la sento, mi stai inondando il cazzo e le palle! - e rivolto a Franco - Dai, infilale il cazzo in gola!” Lei mi guardò e mi chiese di non venire. “No, non venire! Voglio tutta la sborra in culo!” Fulvio usci dal suo culo, lasciando a Franco il compito di completare l'opera. Franco prese ad incularla spingendo sempre più in fondo e, con due dita, le strizzava un capezzolo, mentre, con l’altra mano, le schiaffeggiava ora le chiappe, ora la fica. Lei godeva e delirava in preda ad un piacere infinito. “Sì, cosi! Che bello! Riempimi di sborra e dolore!” “Sì, tra poco ti riempio il culo!” “Dai, lo voglio. Voglio sentirti tutto dentro, che mi allaghi il culo!” Lei urlo di piacere nel sentirlo che le inondava il culo. Poi lui uscì, le allargò il culo, lo leccò e mi lascio il posto. Mentre la inculavo le presi il clito tre due dita, lo strinsi forte e sempre di più. Lei ne fu entusiasta. “Sì, sì, dai, mio cornuto, fammi male!” Le venni dentro mischiando la mia alla sborra che già le riempiva le viscere. A quel punto Fulvio prese possesso del suo culo. Lo leccò, lo insalivò, ci mise due e, poi, tre dita. Era un misto di sborra e saliva, ma il suo culo era simile ad una voragine, irritato all'esterno e dentro marrone, comunque bellissimo a vedersi. Fece fatica ad entrare, ma alla fine la sua cappellona entrò. Non spinse tanto dentro, ma la sua fica sembrava stesse facendo pipi. Lei sentì lo sfintere esser sul punto di cedere e, nonostante questo, iniziò a godere. “Mamma mia, mi spacchi, ma godo! VENGO!” Quando lui la sentì godere, esplose in lei. La sua sborrata fu, credo, lunga da quanto lui si contorse e restò infilato dentro di lei, che ne godeva ancora. “Troia, ti riempio tutta!” Quando anche Fulvio ebbè sborrato nel suo culo, lei si rannicchiò per terra. Vibrava come una foglia al vento, la sua fica continuava ad emettere umori. Fulvio e Franco presero a darle lievi sculacciate e le impronte delle loro mani restavano ben impresse sulle sue chiappe. Lei ne godeva, poi la misero distesa supina e presero a torturarle sia capezzoli che labbra della fica. Il godimento di Alba era senza fine, illimitato. “Sì, mi piace! Dai, più forte! Ahi! No, così fa male!” Allora si fermavano. Poi se ne andò in bagno e quando tornò, dopo aver fatto una doccia tonificante, era stravolta, quasi piagata. Il mattino dopo, si alzò che avvertiva ancora dolori, sia all’ano che alla fica, ma volle che la scopassi e poi mi pregò di sborrarle in culo. Il pomeriggio passò Fulvio con una scusa, ma, appena in casa, trattandola da zoccola, le sfilò gli slip e la scopò selvaggiamente, sborrando dentro di lei. Poi come era arrivato, se ne andò. Fu un comportamento che non gradimmo per niente, nonostante Alba ne avesse goduto. Quell'episodio le fece maturare l’idea di non veder più, né lui né Franco.
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3 anni fa
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Da moglie pudica a puttana. prima parte.
Sono Luca, 52 anni, statura media e fisco asciutto ma non palestrato. Da 27 anni vivo con Alba, mia moglie. L'ho conosciuta che avevo 25 anni e lei 24. Era bella ragazza, alta m. 1.66, minuta, vestiva sempre allo stesso modo: o pantaloni ampi o gonna sotto il ginocchio, la parte superiore era costituita da abbigliamento ugualmente ampio: insomma non era dato capire come fossero le tette o se fosse dotata di un bel culo, le sue forme erano un autentico mistero. Nella comitiva alcuni la definivano la "suora". Si diceva che avesse avuto due ragazzi, ma nessuno sapeva niente di lei dal punto di vista sessuale. Usciva solo il sabato sera e, nel resto della settimana, era dedita al solo lavoro nella filiale di una banca di un paese vicino al nostro. Fu tutto questo mistero che mi portò, dapprima a volerla conoscer meglio e poi ad innamorarmi di lei. Scoprii, pian piano il suo corpo. Mi trovai tra le mani due tette perfette, di una terza scarsa, ma con due capezzoli appuntiti; ma ciò che mi mandava letteralmente fuori di testa era la sua fica: due labbra grandi e un clitoride quasi appoggiato sulla fessura della fica. Il culo, bello tondo, un po’ basso, ma comunque stupendo. Nell’intimità, poi, la scoprii di segno completamente opposto a quello della suora. Adorava stare intere mezz’ore a pomparmi, mentre si faceva qualche 69. A scopare, amava montar sopra e, se presa a pecorina, gradiva un dito nel culo, se però provavo a scoparglielo, si ritirava sempre. Alla fine di ogni amplesso, adorava quasi sempre ingoiare la sborra, ripulendomelo tutto come se avessi fatto un bidè. In pratica, si trasformava da timida e schiva, a troia magnifica e insaziabile. Ci sposammo tre anni dopo. La nostra vita sembrava perfetta: un buon lavoro per entrambi, che ci portava fuori casa tutto il giorno, ma poi, la sera, ci davamo sempre a delle lunghe scopate. Ero riuscito, nonostante la sua paura per le dimensioni, non tanto per la lunghezza del mio cazzo, sui 17 cm, quanto per il volume, piuttosto ingombrante, della mia cappella, a scoparla nel culo, che mi concedeva almeno una volta al mese. Stavamo anche cercando di avere un bambino, ma non arrivava e, alla fine, decidemmo di eseguire dei controlli sanitari. Dopo varie visite, analisi, presso diversi medici e centri diagnostici, il responso era sempre lo stesso: né io, né lei potevamo avere figli. Il nostro era un caso forse su un miliardo di coppie! Non lo nego, passammo un anno difficile, molto, molto difficile e, tra noi due si era appiattito tutto, anche i nostri rapporti sessuali si erano allentati al punto da sparire quasi; eravamo sul punto di separarci. Poi, una notte, scopammo come dei dannati e, al mattino, proseguimmo. Non so come sia potuto succedere: forse la paura di perderci o, forse, la consapevolezza degli eventi, ma sta di fatto che ci mettemmo alle spalle il fatto che non saremmo mai diventati genitori e ci riappropriammo della nostra vita. Passarono così sette anni di vita matrimoniale. La nostra intesa sessuale era intensa e piacevole. Adoravo il suo corpo, le sue tette con quei capezzoli belli duri, appuntiti. Il suo bel sedere, anche se un po’ basso, ma sempre stupendo, unito a ciò che mi mandava ai pazzi: le labbra della sua fica, grandi, carnose, e quel clitoride pronunciato, appoggiato sulla sua fessura, che, se stimolato, diventava quasi come un piccolissimo cazzo. Lei, cosi pudica, quasi una suora durante il giorno e cosi porca nell’intimità, mi mandava sempre in estasi. Nel corso degli anni, i rapporti anali che, prima detestava, erano diventati un suo profondo desiderio e fonte di immenso piacere. Nei nostri giochi, avevano fatto il loro ingresso anche dei sexy toy. Alcuni oggetti, tipo palline cinesi, dildi, sia vaginali che anali, la doppia con il mio cazzo ed un vibratore era divenuta frequente e, quando capitava, ci dovevamo spostare dal letto al pavimento. La sua fica diventava una vera fontana, i suoi orgasmi erano multipli ed abbondanti. Ormai adorava molto la doppia penetrazione, come farsi riempire dalla mia sborra, sia in culo, che in bocca. La cosa sconvolgente, però, era che, scemata la libidine del momento, sfogata la lussuria e placati i nostri istinti animali, terminate le nostre scopate, ridiventava pudica: era impossibile parlar di sesso con lei. Se mi permettevo di avanzare qualche mia fantasia, ad esempio vederla con un altro per una doppia reale, andava su tutte le furie e, a volte, durava per giorni la sua indifferenza nei miei confronti. Però, dentro di me, coltivavo comunque il desiderio di scoparla assieme ad un altro ed esso cresceva di giorno in giorno, ma non riuscivo a renderla mia complice in questo, non facevo breccia nella sua ostinazione e non riuscivo a far affiorare i suoi desideri più intimi. La svolta avvenne quasi casualmente. Per lavoro fu trasferita in una filiale di banca di un paese distante circa 20 km da dove abitavamo. La sera rientrava sempre dopo di me e, col tempo, notai che aveva cambiato modo di vestire. Niente di provocante, ma almeno indossava indumenti che mettevano in risalto sia le tette che il culo. Tutto questo mi eccitava da matti. Anche i suoi indumenti intimi non erano più quelli di una volta; aveva iniziato ad usare perizomi, a volte autoreggenti, e reggiseni che aiutavano ad esporre le sue tette. Nell’intimità, mentre si scopava, iniziai a sussurrarle: “Pensa, mia dolce troietta, se in questo momento avessi un bel cazzone in bocca”. Oppure: “Immagina quanto potrebbe esser bello farti chiavare contemporaneamente da due cazzi veri, uno in fica ed uno in culo?!” Il suo cambiamento era evincibile anche da questo. Non si arrabbiava più, anzi, sembrava gradisse e la sua fica più di lei. Una mattina, mentre facevamo colazione, nel salutarla le dissi: “Se oggi qualcuno riuscisse a farti eccitare, spero che almeno lo pompi.” Con mia grande sorpresa, mi lanciò un sorrisino e mi stampò un bacio con lingua in bocca. La mia giornata fu piena di lavoro, come sempre. Nonostante questo, nella mia mente era sempre presente l’immagine di lei che pompava un bel cazzone. Non che il mio fosse piccolo, ma la cosa mi eccitava così tanto che, alla fine, fui costretto a placare i mei sensi masturbandomi. Nei giorni successivi, non successe nulla, ma io, nelle nostre scopate, aggiungevo sempre altre persone a noi ed era evidente che lei gradiva, non si arrabbiava più. A fine mese, un venerdì sera, andammo ad una cena organizzata da un suo cliente. Vi erano anche i suoi colleghi e colleghe della filiale, che, almeno di vista, ne conoscevo solo due. Per l’occasione, lei si era vestita in maniera veramente conturbante. Un tubino nero sopra il ginocchio, autoreggenti, perizoma e scarpe con tacco dieci, sottile. Era vestita in modo tale da metter in evidenza tutte le sue forme. Io non potevo far a meno di ammirare due cose in particolare. La prima, riguardava il sostanziale cambiamento di Alba: aver abbandonato quei suoi vecchi abiti da suora, mettendo finalmente in risalto il suo fisico, quasi a dire: "ci sono, scopatemi!" La seconda, era che notavo il suo bel fisico da 35enne nel pieno del suo splendore. Durante la serata, cercai di capire chi potesse essere, se c’era, colui che la eccitasse tanto. Per me era più che evidente la sua evoluzione e di sicuro doveva esser stata provocata da una qualche attrazione per qualcuno. Lei parlava a turno con tutti, ma notai che, spesso, i suoi occhi si rivolgevano ad un uomo, più o meno della sua età, un bel ragazzo, alto, moro, con barbetta corta curata, fisico, forse, palestrato. Anch'egli sovente la cercava con lo sguardo. Mentre tornavamo a casa, la stuzzicai, dicendole che era stata stupenda e che aveva di sicuro fatto tirare tanti cazzi e, in particolare, Franco che non le aveva mai tolto gli occhi di dosso. Così dicendo, allungai una mano ed andai a cercare sua fica. Il suo perizoma era decisamente umido. Lei mi lasciò fare, anzi, si accomodò in maniera che potessi toccar bene la sua fica. Il mio dito cercò il suo clitoride, lo spostai per entrare in fica e stringerlo con due dita. Il suo enorme clitoride lo sentii, pian piano, diventar duro e la sua fica sempre più bagnata. Intravidi uno spazio riparato, mi fermai, scesi, aprii la portiera e presi a leccarle fica e culo. “Ti piace, eh, troietta? Dai fammi sentire come pomperesti Franco!” Così dicendo lo tirai fuori dai pantaloni ed avvertii la sua foga nel prenderlo in bocca. La sua lingua si muoveva ora veloce, ora lenta, ma sempre con avidità. Sentii mio cazzo sbattere contro la sua gola. Era eccitante da morire e più lo ingoiava, più immaginavo Franco al mio posto. “Sì, dai, pompalo! Vedo che ti piace così tanto il cazzo di Franco, eh troietta?” Lei si staccò, si mise a pecora ed assecondò il gioco. “Dai, Franco, scopami! Fammi sentire come mi sfondi!” Presi a scoparla, stringendole i capezzoli, mentre lei continuava ad incitarmi. “Sì, Franco, così! Sì, così! Oh, mio Dio, che cazzone hai?! Dai sbattimi! Spaccami tutta!” Si stava masturbando la fica quando mi implorò in preda al delirio erotico. “Dai, Franco, in culo! Lo voglio tutto nel culo!” Lo prese con la mano e se lo spinse talmente tanto dentro di sé che, in breve, le riempii il culo di sborra calda. Arrivati a casa, prima di farla entrare in bagno, la leccai tutta. Ebbi modo di sentire il sapore della mia sborra, mentre lei prese a schiaffeggiarsi la fica, mi stese sul pavimento e mi scopò di nuovo, come non aveva mai fatto, quasi con furore, e, più spingeva più mi incitava, identificandomi nel suo amante. "Sì, Franco, dai, scopami! Dai, sborrami in bocca!” Le sborrai in bocca e me lo ripulì tutto. Al mattino, fu lei a dirmi che le sarebbe piaciuto molto far sesso con Franco ed io le risposi che ne sarei stato contento. “Per me, va bene, lo sai.” Lei rimase titubante. “Sì, lo so, ma…” “Ma cosa? Qual è il problema?” “Non voglio far la figura della troia. Un conto è fantasticare, un altro andarci per davvero a letto.” “Secondo te, se ci vai a letto, saresti una troia? Perché sei sposata? Credo che, tra persone mature, serie e riservate, qualora c’è attrazione e sta bene ad entrambi, ci sia solo piacere.” “Sarà anche vero, ma una parte di me non riesce ad accettarlo.” “Vedi tu. Analizza il tutto, chiarisci i tuoi dubbi e decidi liberamente.” Detto questo, aggiunsi: “Ora Franco vuole un tuo bel pompino!” Lo tirai fuori e lei ci si avventò sopra. Non feci più parola con lei di Franco, nemmeno quando scopavamo; inoltre ero preso da tanti impegni di lavoro. Fu lei, una sera, dopo cena, a chiedermi altre spiegazioni. “Ma, se andassi con Franco, tu vorresti esser partecipe?” “Questo dipende da te e da lui. Personalmente, sì, mi piacerebbe, ma, a te?” Lei accolse quella mia esternazione con un sorriso. “A me piacerebbe sapere che mi sei vicino.” “Quindi ti piacerebbe avermi come guardone?” “Diciamo di sì; insomma mi piacerebbe che fosse una cosa eccitante sia per me, che per te.” “E a lui, starebbe bene così? Ne hai parlato con lui? Hai pensato che potrebbe non esser d’accordo.” Mi sorrise precisando che, grazie al fatto di aver potuto scambiare diverse battute con lui, si era fatta un'idea di come potesse piacere anche a lui. “Quindi? Cosa vuoi che faccia?” “Io, lui e tu presente, ma, almeno inizialmente, non partecipe.” “E dove vorresti farlo, qui da noi?” “Sì, mi sentirei più sicura.” “Quindi lo desideri proprio tanto il suo cazzo?” “Sì, ma, soprattutto, è lui che voglio!” Ecco confermato uno degli aforismi di V. Cannova: La donna si lascia corteggiare solo da chi ha già scelto. Di quel Franco sapevo solo che era sposato, avendolo chiesto in giro con estrema riservatezza. Frequentava una palestra abbastanza assiduamente e, da un conoscente iscritto alla stessa palestra, avevo saputo che a vederlo sotto la doccia, poteva affermare che era anche ben fornito. A lei non avevo detto nulla riguardo alla mia indagine. Dopo una lunga ed attenta riflessione, giungemmo alla conclusione che dovevamo creare un'occasione opportuna per tutti. Lasciai che fossero loro a decidere e, alla fine, fu stabilito il giorno: sarebbe stato un venerdì sera, dopo cena. Quel venerdì, lei, al ritorno dal lavoro, iniziò a prepararsi. Fece dapprima un piccolo clistere, poi si sistemò per bene la fica, eliminando diversi peli. Si lavò accuratamente, anche a mezzo lavande intime, poi, fatta una doccia, provvide ad un lieve trucco, senza far ricorso ad alcun tipo di profumi. Dopo di che, passò all’abbigliamento intimo: autoreggenti, perizoma con il davanti trasparente e dietro un finissimo filo che sparì fra le sue natiche, reggiseno a balconcino, per poi indossare un abito nero con cerniera sulla schiena, facile da togliere. Per cena era previsto solo un leggero piatto di verdure. Mentre lo aspettava, si rimirò allo specchio diverse volte: voleva esser perfetta. Da parte mia ero eccitato ed avevo solo una domanda da farmi: come avrei dovuto comportarmi? Avevamo deciso, io ed Alba, che, al suo arrivo, mi sarei fatto trovare sulla terrazza con la scusa di fumare una sigaretta. Loro si sarebbero sistemati in sala sul divano, che era comodo e capiente: io, da fuori, avrei assistito a tutto. Quando lui arrivò, io ero già fuori; lui aveva portato una bottiglia di bollicine, che aprì. Brindarono a loro due, alla vita e, in breve, le loro bocche si incontrarono: fu una lunga pomiciata, che sembrava non finire mai. Nel frattempo, lui era rimasto con i boxer e lei in intimo; lui sembrava volersi gustare ogni centimetro del corpo della mia troietta. Succhiò a lungo i suoi capezzoli, poi giratala le lecco la schiena ed arrivò al suo sedere. Le mordicchiò le mele ed insinuò la lingua sul buchetto, poi proseguì nella leccata fino alle caviglie, per infine rigirarla e tornar su. Quando arrivò alla sua fica, lo vidi staccarsi, quasi ad riempirsi gli occhi delle sue labbra enormi ed il suo clitoride lungo e pronunciato. In quel momento fui tentato a raggiungerli, ma mi trattenni. Vidi lei che, mentre lui la leccava, prese con le mani la sua testa e la tenne bloccata lì, mentre la sentivo mugolare. “Sì, dai, Franco, così! Mamma mia, come godo! Bravo, succhiami il grilletto: che bello, sono in estasi!” Più volte lo allontanò per non venire, nel frattempo lui si era liberato dei boxer ed il suo cazzo faceva buona mostra di sé, bello in tiro. Lo intravedevo. Se io ho una bella cappella, la sua era decisamente più larga ed era il culmine di un'asta più lunga e grossa della mia. La scena di lei con un altro, era qualcosa di stupendo. La vidi scender giù, accarezzare quella gran bella verga, leccarla, avvertendo quanto lei ne fosse affascinata. “...hhummm, che bello! E com’è duro!” Quella verga presto sparì, tra leccate e pompe. Avevo il cazzo in tiro. Presi a toccarlo appena e, quando li vidi coinvolti in un frenetico 69, per poco non venni. Lui le allargava le labbra della fica per penetrarla meglio con la lingua, ma faceva lo stesso anche con le chiappe, per ben infilarsi nel suo culo. Vidi lei mettersi in ginocchio, le gambe di lui sulle sue spalle e lei che prese a leccargli palle e culo. Cazzo che troia! A me non l’aveva mai fatta una cosa simile! Inutile dire che quella visione mi eccitò ancor di più. Lui le diceva che era stupenda, una vera amante, una perfetta troietta. Poi lei lo stese supino e gli salì sopra. “Ora ti scopo, mio bel cazzone! Fammi godere!” Iniziò a spingere e, dopo poco, la sentii urlare. “Oh, SI! DAI! Come lo sento! Mi riempie tutta! Sì, dai, chiavami!” Lui si era aggrappato alle sue tette e la stava distruggendo, ma appariva chiaro che ad Alba piacesse. La mise a pecorina e prese a scoparla con furia. Le dava anche degli schiaffi sulle mele e lei lo incitava a farlo ancor più forte. Poi cambiarono posizione. Ora era lei distesa supina sotto lui, gli spalancò le gambe all’inverosimile e lui le spingeva dentro il cazzo con tutta la forza possibile. “Tieni, troia! Prendilo tutto in corpo! Ti sfondo, puttana!” Lei era in delirio e lo incitava ancor di più. “Sì, chiavami così! Godo come non mai! Dai, ancora, spingi, dai, che vengo! VENGO! ORA!” Così dicendo si spinse contro di lui, tremava per il forte piacere. Lui usci dalla sua fica e, sempre con lei sotto, appoggiò il cazzone al suo culo e, mentre spingeva ci sputò sopra. Entrava, usciva e lo bagnava, fino a che l’ho sentita implorare. “Oh, piano, mi sfondi! Però continua, che mi piace! Sì, così, piano, sì, dai, uhhmmm, mi si bagna anche il culo!” Lui entrava e usciva e, ogni volta, entrava ancor più in profondità nel suo culo e, alla fine, sentii lei chiedergli di sborrare. “Sì, dai, riempimi con la tua sborra!” Mentre veniva sul suo culo, le aveva preso il clitoride tra due dita, lei si scostò e vidi il pavimento bagnarsi. Poi presero a toccarsi, baciarsi e, solo allora, mi accorsi che lei stava guardando verso me. Ero al riparo delle tende, ma vedevo tutto quanto. Passarono dieci minuti tra carezze e baci, poi lei scese a pomparlo ed a leccargli culo e cazzo. Lo pompò e leccò a lungo e, alla fine, lui le sborro in bocca. Poi, come si erano spogliati, si rivestirono. Sorseggiarono ancora un po’ di bollicine e lui se ne andò. Quando entrai in casa, mi disse: “Cazzo, come ho goduto! Ora tocca a te: leccami culo e fica!” Presi a leccare, sapeva di tutto e di più! Di sborra di lui e sapore di lei. Mi spinse di lato, mi guardò negli occhi e mi chiese delle mie impressioni. “Mi volevi così troia? O di più? Dai, cornuto, leccami bene!” Quelle parole, invece di darmi fastidio, mi eccitarono. Aveva sia le chiappe, che le tette, ancora con i segni infertili da Franco, ma poi volle scopare anche con me e volle che le sborrassi in fica. Questa è stata la prima di un’infinità di volte che ho visto mia moglie scopar con lui e poi, ci fu anche una volta con lui e tre suoi amici, ma questa è già un’altra storia.
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3 anni fa
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Mia moglie mi ha regalato un bellissimo paio di corna!
Mi chiamo Giovanni e sono sposato con Sandra da sei anni, ma stiamo insieme da quasi dieci. Ho 38 anni, sono un uomo dall’aspetto normale, di media statura, moro, occhi scuri, mentre Sandra è veramente una bella donna. Lei ha 42 anni, mora con i capelli lunghi e lisci che le arrivano ben oltre le spalle. Ha una quinta di seno, che fa impazzire ogni maschio che le pone gli occhi addosso, oltre uno splendido culo a mandolino. Anche lei è di media statura ed ha due belle cosce lunghe affusolate, gli occhi scuri e la bocca ampia con labbra carnose. Dal punto di vista sessuale, non sono un super dotato, anzi direi assolutamente nella media e, per quanto riguarda lei, non ha performance da pornostar ma nemmeno mi posso lamentare. Adora molto farmi impazzire con il pompino: me lo divora praticamente ogni volta. Per quanto riguarda il culo, è sempre molto restia a concedermelo, ma quando lo fa ci gode moltissimo. Come ho detto adora succhiare il cazzo e, quando sborro, mi fa impazzire schizzare sulle sue splendide tettone, perché questo mi eccita da morire. Le piace molto anche quando le sborro sul viso o sul culo, dopo che l'ho scopata a pecora, la sua posizione preferita. Le piace da morire esser leccata, perché questo le provoca diversi orgasmi. Non ama vestire in maniera appariscente, ma, in compenso, adora molto indossare intimo sempre molto sexy, raffinato, e questo, per me, è motivo di grande eccitazione. Quando l'ho conosciuta non era vergine, ma non mi sono mai interessato del suo passato, mentre, invece, mi interessa molto il presente ed il futuro. Da quando mi son reso conto quanto sia oggetto di desiderio da parte di altri maschi, soprattutto per il suo splendido seno, dentro di me si è insinuata la fantasia di vederla alle prese con un altro uomo. Quando ne ho parlato con lei, mi ha dato del pazzo e, all’inizio, è andata anche su tutte le furie. «Ma sei scemo? Ma come ti vengono certe idee? Perché dovrei andare con un altro uomo? Non sei geloso?» Per un po’ di tempo mi ha tenuto il muso ed allora ho preso a spiegarle pacatamente, senza mai calcare la mano, quale era la mia fantasia più ricorrente: vederla scopare con un altro, sotto i miei occhi, in mia presenza, perché mi sarebbe piaciuto vederla godere ancor più di quanto, fino a quel momento, le avevo fatto provare. Pian piano la cosa deve aver cominciato ad incuriosirla, perché ha anche notato che guardavo con interesse le donne che si vestivano in maniera provocante e lei l’ha presa come una sfida. «Vorrei capire perché ti piacciono tanto quelle vestite da puttana? Guarda che, se mi ci metto, posso farlo anch’io ad indossare abiti sexy, tacchi alti e sculettare come una vacca.» Le sue parole mi hanno fatto capire che qualcosa, dentro di lei, stava cambiando e, complice il fatto che dovevamo andare a trovare una sua cugina, che aveva appena partorito e che abita in una città distante parecchi km da noi, abbiamo deciso di trascorrere tre giorni in quella zona. Ovviamente, una volta lì, abbiamo incontrato tutto il parentado e, fatte le opportune visite, senza tralasciare nessuno, ci siamo ritagliati una mezza giornata per noi, per visitare una baia di cui avevo sentito parlare, posta a circa un’oretta di macchina da quella zona. Avevo letto su Internet che, nella parte più estrema della baia, si poteva praticare il nudismo. Quando gliene ho fatto cenno, lei mi ha guardato con occhi piuttosto inviperiti, ma, durante il viaggio, le ho rammentato che lei stessa aveva detto che, in ogni caso, avrebbe potuto mettersi al pari delle altre donne e così, in un certo qual modo, le ho lanciato la sfida a mettersi nuda su quella spiaggia. Abbiamo trovato il posto e, dopo aver parcheggiato l’auto, abbiamo percorso, per circa una ventina di minuti, un lungo sentiero che terminava con una scalinata, che immetteva in quella piccola baia, dove c’erano molte persone nude distese al sole. Uomini e donne di tutte le età, di ogni aspetto fisico, dai più belli a quelli meno, ma, in ogni caso, erano tutti nudi. Appena trovato un posticino libero, vicino ad una roccia, ho disteso i nostri teli e subito mi son messo a nudo, provando in quel momento una particolare sensazione. Lei ha un po’ esitato, poi, timidamente, ha cominciato col togliere la parte superiore del costume ed il suo splendido seno è emerso in tutta la sua procacia. Ho subito notato lo sguardo dei vari maschi che si trovavano accanto a noi ed ho letto, nei loro occhi, la bramosia che li assaliva nell’ammirare il seno di mia moglie. Io stesso ho avuto una immediata erezione e mi son sdraiato prono, per mascherare l'imbarazzo che mi provocava l'eccitazione. Lei mi ha guardato ed ha capito che la cosa mi stava eccitando moltissimo, così, con un sorrisetto malizioso, quanto ironico e con un gesto, all'apparenza spontaneo, ha tolto anche la parte di sotto del costume, mostrando la sua splendida fica, non completamente depilata, ma con il suo triangolino di peli sul pube, perfettamente curato. Si è sdraiata supina e, dopo aver inforcato i suoi occhiali da sole scuri, ha preso ad abbronzarsi in silenzio. Ero molto eccitato e volevo, in qualche modo stuzzicarla un po’, così mi sono alzato e mi son offerto di spalmarle la crema addosso. «Poiché è la prima volta che prendiamo il sole, sarà opportuno che ti spalmi un po’ di crema, soprattutto sul seno, la cui pelle è talmente delicata che potrebbe scottarsi al sole.» Lei è rimasta un attimo a meditare, poi ha preso il flacone della crema solare ed ha accettato che fossi io a spalmarle la crema sul suo corpo. Prima di iniziare, mi son guardato un attimo intorno ed ho visto una persona che, quando siamo arrivati, stava in acqua ed ora ne stava uscendo, e si stava dirigendo verso un piccolo ombrellone, appoggiato a pochi metri da noi: il tizio guardava insistentemente nella nostra direzione. Quando è giunto più vicino, mi son accorto che era Gennaro, un uomo che entrambi conosciamo da molto tempo, praticamente dalle elementari. Frequentavamo due gruppi diversi, ma, in ogni caso, fra noi c’è sempre stata una discreta amicizia e anche lui, guardando verso di me, mi ha riconosciuto. Sandra non se n’è accorta subito e mi son reso conto che, ormai, anche lui ci aveva riconosciuto e, quindi, era inutile, a quel punto, nascondersi, così ho deciso che tanto valeva continuare il nostro gioco. Inginocchiato di lato, con la scogliera le spalle, in modo che le persone che stavano davanti a noi potevano ammirare quello che stavo facendo, ho schizzato due strisce di crema bianca sul seno di mia moglie. Ho provato un brivido di piacere nel farlo, perché sembravano due copiose sborrate e con calma, fingendo indifferenza, con entrambe le mani ho preso a spalmare quella crema sia sul seno che sul ventre di mia moglie, la quale, più tardi, mi confesserà quanto segue: "Attraverso i miei occhiali da sole e con la coda degli occhi, osservavo la quantità di maschi, circa una decina, che, trovandosi più o meno vicino a noi, si godevano la scena e, più della metà, mi osservavano con occhi carichi di desiderio. Alcuni di loro si passavano ripetutamente la lingua sulle labbra, perché era evidente il desiderio che avevano di succhiarmi quel seno che tu accarezzavi in maniera lenta, ma infinitamente erotica". I capezzoli di Sandra si erano gonfiati perché era evidente che anche lei si stava eccitando sotto l'azione del mio massaggio. Mi sono spostato leggermente, sempre rimanendo di lato e, con il flacone in mano, stavo spruzzando un ennesimo schizzo bianco sulla pancia di mia moglie e anche questo sembrava una copiosa sborrata, quando ho notato che Gennaro si era avvicinato e si era inginocchiato a poca distanza da noi. È stato in quel momento che Sandra l’ha visto e, girata verso di me, mi ha guardato con uno sguardo sorpreso. Ho letto nei suoi occhi il disappunto per aver incontrato una persona che ci conosceva. «Sta' calma, tanto è ovvio che se noi siamo qui a fare i nudisti ed abbiamo incontrato lui che è nudo, non credo che a qualcuno venga in mente di raccontarlo in giro. Fino ad oggi, nessuno sapeva che anche lui era un nudista, quindi rilassati e cerchiamo di goderci questo momento.» Lei ha fatto un profondo respiro, mi ha guardato e poi si è girata verso di lui e gli ha sorriso. Lui ha risposto al suo sorriso e lentamente si è avvicinato a noi. Quando si è inginocchiato dall’altro lato di Sandra, quello opposto al mio, ho potuto notare la sua ottima dotazione, che, pur se in posizione di riposo, già si mostrava molto superiore alla mia. Ho visto lo sguardo stupito di Sandra, che ha potuto constatare anche lei il gioiello che Gennaro aveva fra le gambe. «Caspita, ragazzi! Non sapevo che anche voi eravate dei nudisti; ad averlo saputo, saremmo potuti venire insieme.» Io ho guardato Sandra e stavo per rispondergli, quando invece è stata lei che è intervenuta nel discorso. «Nemmeno noi lo sapevamo. In ogni caso è una sorpresa che ci fa molto piacere, anche se spero che resti discretamente riservata fra di noi.» Lui ha incrociato le dita e, dopo averle baciate, ha sorriso, dicendo: «Lo giuro su tutto quello che vuoi e spero che anche voi sarete così discreti da non rivelare in giro che frequento questo posto. Purtroppo è noto a tutti quanto sia bigotta la gente del nostro paese e, se dovessero scoprire che amiamo frequentare questo posto, saremmo messi subito tutti alla berlina.» Ho notato Sandra decisamente più rilassata e così ho ripreso il mio lavoro. Ho appoggiato la mano sul suo ventre e lentamente ho spalmato la crema sul suo fianco sinistro, il lato, cioè, dove ero inginocchiato io, scendendo lungo la sua coscia, oltre il ginocchio e fino alla caviglia. Ho visto Gennaro che la guardava ammirato e mi sono girato verso di lui, facendogli una richiesta senza riflettere, perché la cosa avrebbe potuto far innervosire Sandra. «Visto che sei qui, perché non mi aiuti a spalmarle la crema addosso.» I suoi occhi hanno preso a brillare, mentre, appena finito di parlare, mi son girato verso mia moglie ed ero pronto a subire la sua sfuriata. Invece lei, dopo aver fatto un sorriso, ha reclinato indietro la testa e si è completamente distesa sul telo. Ho avuto un brivido incredibile quando le mani di Gennaro hanno toccato il corpo di mia moglie e, lentamente, hanno preso a spalmarle la crema, scivolando lungo l’altra coscia e, muovendole velocemente, ha cosparso la crema fino alla caviglia, per poi risalire all’interno della coscia, fino all’inguine. Ha preso il flacone in mano e, dopo averne fatta uscire un po’ sulla sua mano, ha ripreso a stendere uno strato di crema nell’interno delle cosce. L’ho lasciato fare, anzi ho inarcato un po’ la coscia dalla mia parte e questo ha fatto aprire le labbra della fica di mia moglie, così da far apparire il rosa della sua carne che, ora, tradiva la sua eccitazione. Lui senza esagerare, ha sfiorato e le labbra della fica di Sandra e poi è risalito lungo la pancia, fin sotto il seno. «Queste splendide mammelle, hanno bisogno di esser protette un po’ meglio, perché vedo che ci sono delle zone non emulsionate.» Era palese che fosse una scusa, ma la cosa mi stava così eccitando che ho annuito; di conseguenza, dopo aver spruzzato altra crema sulle sue tette, ho lasciato che lui, con entrambe le mani, gliela spalmasse. Ho notato il petto di Sandra gonfiarsi, per il profondo respiro che ha fatto, quando le sue mani hanno afferrato i suoi seni ed ha cominciato l'operazione di incrematura: lo ha fatto anche provvedendo a stuzzicare con le dita i capezzoli gonfi e duri. Mi era venuto un cazzo così duro che mi scoppiava ed ho potuto notare che anche quello di Gennaro si stava gonfiando, molto rapidamente. Ho lasciato per un po’ che continuasse a massaggiare quel seno, poi, guardando Sandra, l’ho pregata di girarsi e distendersi prona. Lei non ha mosso alcuna obiezione e, appena distesa a pancia in giù, ho spruzzato, lungo la colonna vertebrale, una lunga striscia bianca che lui ha preso a spalmare, facendo ampi cerchi rotatori dalle spalle e scendendo giù, fino ai glutei e, quando è arrivato in fondo, ne ho schizzato ancora un po’ sulle sue chiappe. Sembrava proprio una copiosa sborrata e infatti Gennaro mi ha guardato ed ha sorriso, mentre io annuivo, consapevole del fatto che entrambi avevamo pensato la stessa cosa. Le sue mani hanno preso a massaggiare lo splendido culo di mia moglie, che sentivo gemere sommessamente, mentre lui con i pollici è scivolato lungo il solco delle natiche, e poi, giù, fino a sfiorare il suo fiorellino anale, comprese le labbra della fica. Lei ha divaricato le cosce e lui ha continuato a spalmare la crema che io continuavo a spruzzare sulle gambe di mia moglie. Finita l’operazione, Sandra si è girata e lui, inginocchiato accanto a lei, aveva il cazzo completamente in tiro, mostrandolo tutta la sua fierezza. Siamo rimasti per qualche istante in silenzio, poi io, con una scusa, mi sono alzato e sono andato verso il mare, per ripulirmi le mani e, di proposito, ho lasciato loro due da soli. Giunti in acqua, mi son girato e li ho visti parlare, con lei che rideva, mentre con la testa faceva cenno a me. Son tornato sui miei passi e, inaspettatamente, Gennaro ci ha salutato ed è tornato sotto il suo ombrellone. Ho guardato Sandra cercando di capire e lei mi ha detto di averlo invitato a cena a casa nostra per proseguire il dialogo su questa strana esperienza. Ho rischiato di sborrare all’istante, al solo pensiero di averlo una sera, tutto per noi, a casa nostra. Ormai aveva preso corpo, nella mia mente, la possibilità che poteva esser lui il maschio con cui Sandra avrebbe potuto scopare. Ne ho parlato con lei, che ha scosso il capo e mi ha detto che ero davvero tutto matto. Mi sarei aspettato che avesse continuato a giocare, ma ho capito che c’era troppa gente. Quando siamo venuti via dalla spiaggia, ci siamo salutati e scambiato i nostri contatti telefonici e, durante il viaggio di ritorno, parlando con Sandra le ho chiesto quali erano state le sue sensazioni. «Dai, lascia perdere, non voglio parlare. Ho solo assecondato il gioco che ti piaceva tanto.» L’ho guardata, ma il tono della sua voce non mi ha convinto. «Mi vuoi far credere che non ti è piaciuto?» Lei ha cercato di sviare il discorso, ma io l’ho incalzata per avere una risposta. «Che c’entra! È stato bello, anche eccitante, però non metterti strane idee in testa.» Avrei fermato l’auto e l’avrei scopata all’istante, perché ero così eccitato che mi scoppiava il cazzo nei calzoni. Giunti a casa, l’ho scopata furiosamente prendendola da dietro, come piace a lei e facendola godere moltissimo. Per alcuni giorni, ho atteso che fosse lei a dire quando invitare Gennaro a casa nostra e, a metà settimana, le ho chiesto se ne avesse avuto piacere. Lei ha scosso il capo, fingendo di non aver nessun interesse per questa cosa, anche se ero convinto che, al contrario, era ben determinata a vivere quell'esperienza che le proponevo. La sera l’abbiamo chiamato e lo abbiamo invitato per il sabato successivo, ma lui ha preferito che fossimo noi ad andare da lui, perché abitando oltre la periferia del paese, la sua casa era posizionata in maniera più discreta rispetto la nostra che è più centrale. Così ho chiesto a Sandra di farsi bella per quella sera. Lei ha scosso la testa, insistendo nel suo fare indifferente, però ho notato che il sabato mattina è andata dalla parrucchiera per farsi acconciare in maniera stupenda i suoi meravigliosi capelli. Inoltre, la sera, dopo essersi fatta la doccia, mi ha chiamato in camera e sul letto erano esposti diversi capi di abbigliamento intimo e lei mi ha chiesto quali ritenessi potessero esser più adatti. Le ho consigliato un completo nero, con una mutandina molto sexy che spariva completamente nel solco delle sue natiche, mentre, davanti, un piccolo triangolino di stoffa nera, copriva a malapena le labbra della sua fica. Il reggiseno poi, quasi a balconcino, gonfiava ed evidenziava il suo seno, mostrando un solco da capogiro. Ha indossato una gonna viola, non troppo corta, con sopra una maglietta, con un ampio scollo, che scivolava giù fino ai fianchi, modellando il suo fisico stupendo. Le ho chiesto di indossare delle autoreggenti, ma lei ha rifiutato optando per un semplice collant color carne, molto velato, quasi inesistente ed ai piedi ha messo degli stivaletti in pelle, che le arrivavano fin quasi al ginocchio con un tacco 10. «Dobbiamo andare ad una cena non ad un concorso di bellezza.» L’ho guardata, pensando che invece era semplicemente meravigliosa. Giunti a destinazione, siamo entrati in casa di Gennaro: una graziosa abitazione di tipo rurale, perfettamente ristrutturata. Entrati nell’ampio salone, lui ci ha accolti in maniera allegra e cordiale, facendo subito i complimenti a Sandra. «Caspita che spettacolo! Nuda sei bellissima, ma così sei davvero uno schianto. Tuo marito è proprio fortunato ad avere una bella donna come te, al fianco.» Ci ha messo subito a nostro agio e, mentre finiva di preparare le pietanze, che lui aveva abilmente cucinato, ci ha offerto del prosecco come aperitivo. Ho visto con quanto interesse Sandra guardava Gennaro, che, apparentemente sembrava tutto interessato a cucinare, mentre lei, in piedi, vicino a lui e con il calice in mano, rideva e scherzava, sulla sua bravura culinaria. Ho deciso di lasciarli un po’ da soli e così mi son rifugiato in bagno, mentre, in realtà, sono solo sparito oltre la porta che separa la zona giorno da quella notte e son rimasto a vedere loro due ridere e scherzare. Mi son reso conto che c’era un buon feeling tra loro e questo mi ha eccitato non poco. Sono andato in bagno e mi sono masturbato, sborrando immediatamente. Appena tornato, ci siamo seduti a tavola per mangiare ed ho notato che essi continuavano a scambiarsi delle occhiate, come se ci fosse qualcosa da dire, ma nessuno dei due voleva iniziare l’argomento. Poi, inconsapevolmente, mi son ritrovato ad iniziare un discorso che ha avuto un seguito proprio come mi sarei aspettato. «È stato piacevole in spiaggia, vederti spalmare la crema sul corpo di mia moglie. Credo che si sia eccitata un po’, anche lei.» Lui ha sorriso ed ha annuito, guardando lei che, ad un tratto, si è fatta subito seria e le sue parole mi hanno fatto tremare il cuore. «Vedo che non ti arrendi! Dunque hai proprio deciso che mi faccia scopare da qualcun altro e scommetto che vedi in Gennaro, la persona giusta. Sia ben chiara una cosa che, se questo dovesse succedere, da oggi in poi, sarò io a decidere dove, come, quando, e con chi farlo. Io con te ci sto bene, ma, da brava moglie, mi sento di dover assecondare i voleri di mio marito. Spero solo che anche Gennaro sia disposto a far sesso con una vecchia come me.» Mentre io resto sbalordito dalle sue parole, è Gennaro che le risponde subito, fugando ogni dubbio. «Vecchia? Assolutamente no! Sei una femmina stupenda! Se lui vuole che io faccia sesso con te, non ho nulla in contrario, perché per me non è una novità esser il bull di una coppia.» Non c’è stato niente altro da aggiungere, Sandra si è alzata in piedi e, dopo averlo preso per mano, gli ha chiesto dov'era la camera da letto. Mi scoppiava il cazzo nei calzoni al solo pensiero che stava per realizzarsi il mio desiderio. Si sono avviati, tenendosi abbracciati, oltre il corridoio e sono entrati in una camera. Io sono rimasto stordito da questo suo repentino cambiamento, ma, nello stesso tempo, ero eccitato in maniera indecente. Non ricordo quanto tempo è passato, l’unica cosa che ho fatto è stata quella di avviarmi lentamente verso la camera e, senza rendermene conto, avevo già il cazzo in mano. Quando sono giunto sulla soglia della porta, mia moglie era già nuda sul letto, intenta a fare uno splendido 69 con lui. Ero affascinato nel vedere la sua bocca ingoiare per buona parte quella grossa e lunga verga di Gennaro. Lui ricambiava il piacere leccando avidamente la fica di mia moglie, che grondava umori in continuazione. I gemiti di piacere si mischiavano con il rumore del risucchio della bocca di Sandra, che cercava di ingoiare quanto più possibile la sua splendida asta. La bravura di Gennaro si è subito evidenziata, quando lei ha avuto un orgasmo che ha mugolato a bocca piena, mentre il suo corpo tremava scosso dal piacere. Incapace di far qualsiasi cosa, perché estasiato da ciò che vedevo, mi son seduto su di una sedia, in silenzio, continuando a masturbarmi ininterrottamente. Ad un tratto lei si è sollevata, si è staccata da lui e, prima di salire su quel cazzo, si è voltata di nuovo verso di me, guardandomi dritto in faccia. «Pensaci bene, perché se adesso mi infilo questo nella fica, nulla sarà più come prima. Se vuoi mi fermo, ma, se non lo faccio, da oggi in poi sarò io a dettare le condizioni nella nostra coppia.» Inebetito da tutta quella situazione, l’ho guardata con occhi carichi di libidine ed ho fatto un cenno d’assenso con la testa, mentre dalla mia bocca cercavo di far uscire le parole che lei voleva sentire. «Sì, lo voglio, fai pure quello che vuoi, sei libera di fare esattamente ciò che desideri.» Non ho aggiunto altro e lei, dopo aver scavalcato il corpo di Gennaro, l'ho vista afferrare la splendida verga che svettava in alto, dritta e dura e, dopo averla appoggiata alle labbra della fica, ci si è lasciata cadere sopra, impalandosi. Ha spalancato la bocca ed ha reclinato la testa all’indietro, ma nessun suono è uscito dalla sua gola, mentre lui ha sollevato le mani e, afferrati i suoi seni, tirandola verso di sé, con la bocca è andato a mordere e a succhiare i suoi capezzoli. Lei è rimasta un lungo istante immobile su di lui, poi ha preso a muoversi, roteando e saltellando su e giù. Anche lui non è rimasto passivo, e dopo aver inarcato le gambe, ha preso a sbatterla dal basso, provocando un forte rumore di corpi che sbattevano l’uno contro l’altro. Era un martellare ritmico, veloce e continuo e, ad un tratto, lei ha preso ad urlare il suo orgasmo. «È bellissimo! Mi stai sventrando! Ti sento tutto dentro! Mi stai sfondando la fica! VENGO!» Ha cominciato a godere in continuazione, mentre io continuavo a masturbarmi e sborrare nella mia mano. Lui l’ha scopata a lungo, continuando a tenerla sopra di sé e poi, ad un tratto, l’ha afferrata per i fianchi e, ruotandola, l’ha distesa sotto di lui. Lei ha sollevato le gambe e le ha appoggiate dietro i suoi glutei, spingendo il corpo in alto per andare incontro a quello di lui. Ha urlato ancora un orgasmo e, poi, un altro ancora, e, ad un tratto, sfinita si è girata verso di me. Il suo viso era l'autentica maschera del piacere e, guardandomi dritto negli occhi, ha sollevato la mano destra e mi ha fatto il gesto delle corna. «Sei un cornuto! Da oggi in poi, sarei sempre più cornuto! Guarda come mi sta facendo impazzire questo maschio! Continua, continua a sfondarmi tutta!» Mi sono avvicinato e, inginocchiato sul letto con il cazzo in mano, ho visto Sandra godere ancora una volta, mentre lui, ora, la sbatteva con più forza, fin quando l’ha avvertita che era prossimo ad eiaculare. «Fantastica! Sei una femmina stupenda! Mi stai veramente facendo impazzire. Ora sono pronto a sborrare e voglio sapere se vuoi che lo faccia dentro di te!» Ho tremato a quelle parole, perché Sandra in quel periodo non prendeva nessuna precauzione; non sapevo se era nel suo periodo fertile, mentre, dentro di me, ho sperato che lei gli dicesse di uscire. Lei non ha detto niente, mi ha guardato dritto negli occhi e poi, dopo averlo abbracciato e baciato, l’ha implorato di sborrarle dentro. «Fammi impazzire, fammi sentire ancora questa verga che mi sfonda e mi inonda la fica. Fammi sentire la tua sborra calda che riempie la mia vagina.» Ho tremato! Dentro di me, ho avuto timore che lui potesse mettermela incinta, ma nello stesso istante, il solo pensiero di Sandra, con la pancia gonfia di lui, mi ha fatto sborrare di nuovo, per l’ennesima volta. Lui ha aumentato di nuovo i colpi e, dopo che lei ha urlato il suo ennesimo orgasmo, con un grido, si è piantato tutto dentro di lei. «Sborro! Sto sborrando! Guardami, cornuto! In questo momento, ti ingravido la moglie!» Non riesco nemmeno a trovare le parole per spiegare le sensazioni che ho provato in quel momento, mentre lui le riversava nel ventre tutta la sua sborra. Gli occhi di Sandra erano chiusi, mentre lui continuava a iniettare dentro la sua fica il succo delle sue palle. Sono rimasti abbracciati a lungo, poi lui è uscito e lei è andata in bagno. Rimasti soli, lui mi ha guardato e mi ha chiesto se ero soddisfatto di quello che avevo visto, ma, soprattutto, se era realmente possibile che lei fosse stata ingravidata. «Che scopata stupenda! Me la sarei fatta direttamente in spiaggia, ma, per esperienza, so che in quel posto far sesso libero, può essere pericoloso perché è ammesso solo il nudismo, per questo me ne sono andato. Spero che il fatto che lei possa essere incinta, sia solo una vostra fantasia. In ogni caso, è una femmina veramente eccezionale.» L’ho guardato e, finalmente, ho capito perché non l’aveva scopata direttamente sulla spiaggia e poi gli ho detto che non ero certo sul fatto che lei potesse rimanere incinta. Non ho avuto il tempo di dire altro, perché Sandra è tornata e, raccolti i suoi vestiti, si è voltata verso di noi e le sue parole sono state semplici e pacate. «Gennaro non ti devi preoccupare di nulla, perché adesso vado a casa e mi faccio scopare anche da lui con annessa venuta dentro, così, se per caso tu mi avessi messa incinta, non avrai nessuna responsabilità, perché è una cosa che ho voluto io, per far felice lui.» Non ha aggiunto altro e, dopo essersi sommariamente rivestita, siamo tornati a casa. Durante il tragitto nessuno di noi due ha parlato e, una volta a letto, si è addormentata immediatamente. Inutile dire che ho passato una notte in bianco, pensando al fatto che se lei era incinta, io avrei dovuto allevare un figlio non mio, e questo, inspiegabilmente, mi ha fatto diventare il cazzo durissimo. Il giorno dopo, appena sveglia, ho sentito la sua bocca sul mio cazzo, che subito è diventato duro: lei è salita su di me e si è impalata sul mio cazzo, godendo immediatamente, poi mi ha trascinato sopra di lei e, sollevando le gambe in aria, mi ha guardato dritto negli occhi. «Scopami, riempi il mio ventre con il suo seme, perché adesso voglio anche la tua sborra.» Ho preso a pomparla come un pazzo e sono quasi venuto poco dopo, mentre lei, mi ha stretto forte a sé. Era tranquilla e serena, e questo mi lasciava ancora tanti dubbi fin quando, quattro giorni dopo, son venute le mestruazioni e lei ha ricominciato a prendere la pillola. Solo allora mi ha confessato che era sicura di non essere incinta, ma aveva voluto farmi capire che quel gioco che tanto desideravo avrebbe potuto anche condurre ad una situazione di quel tipo. In ogni caso, da allora, con cadenza settimanale, porto Sandra a casa di Gennaro, che la monta e la scopa, facendola godere moltissimo. A lui non nega nemmeno il culo e poiché mi sono lamentato di questo, l’ultima volta che si è fatta inculare, quando lui è uscito, lei si è girata verso di me e con un tono autoritario mi ha ordinato di leccare tutto ciò che sgorgava da quel foro, abbondantemente spanato. Questa cosa mi ha talmente eccitato che ho sborrato senza toccarmi.
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3 anni fa
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Varie
Ho spogliato mia moglie per offrirla a lui.
Mi chiamo Claudio, sono di media statura, un po’ in sovrappeso e sono un over cinquanta. Son sposato da una trentina d'anni con Carla, una bella donna, dal fisico ben tornito, ma non grasso. Ha dei seni magnifici e molto floridi, una quarta piena, ed un bel culo, che a me piace molto, soprattutto quando gli lo sfondo con il mio cazzo che, seppur non da super dotato, è di buone proporzioni. Carla è una donna che è sempre stata ammirata per la sua forma fisica, la sua eleganza ed una certa classe, sia nel vestire, che nel proporsi. Ho sempre avuto il desiderio di veder la mia lei alle prese con un altro. Questo mio desiderio le era noto, ma mi ha sempre detto che ero matto, anche se, in più di un'occasione, ho potuto constatare che le lusinghe e gli apprezzamenti, a volte anche un po’ pesanti, non la lasciavano indifferente. Circa tre mesi fa, abbiamo conosciuto Piero, un ingegnere aeronautico pugliese, una persona fantastica. Eravamo ad un raduno promosso da una associazione benefica e, fin da subito, mi son reso conto che a lui Carla piaceva e non poco. Per tutta la giornata, lui non si è mai staccato dal suo fianco, tanto che, in più di un'occasione, lo hanno scambiato per suo marito. La sera, prima di tornare al nostro hotel, siamo andati a cena e, per tutta la serata, lui e lei hanno giocato a guardarsi come due innamorati. Io stesso ero incantato dalla personalità di quel maschio, davvero molto intelligente e colto, che, con modi garbati ma decisi, ci aveva conquistati. Mentre lo accompagnavamo al suo albergo, il discorso era finito sul sesso e in particolare sui rapporti di coppia. Lui asseriva, e lei gli dava ragione, che in una coppia vi era la necessità di spezzare la monotonia per render il rapporto sempre vivo e interessante. Eravamo tutti convinti che un qualsiasi diversivo potesse render la coppia più affiatata. Ad un certo punto, ci siamo fermati in macchina a parlare e, tra qualche cenno lubrico e l’altro, Carla gli ha propinato un sontuoso pompino davanti a me. Ero letteralmente impazzito dal piacere, nel vederla succhiare quel cazzo molto più grosso del mio. Rientrati in camera, ho scopato Carla come un toro scatenato e lei ne ha goduto tantissimo. Poi, una volta placati i sensi, le ho chiesto se desiderava rivederlo ancora. «Purtroppo non sarà così facile, perché, sia lui, che noi, domani dobbiamo per forza rientrare nelle nostre città. Gli abbiamo lasciato i nostri contatti, ma dubito che lo si possa rivedere: abita troppo lontano.» Torniamo alla nostra vita di sempre e poi, dopo due giorni, mi chiama e mi dice che viene nella mia città e che ci vorrebbe rivedere. «Sono rimasto piacevolmente colpito da tua moglie. Se vi fa piacere, vi vorrei invitare a cena e, poi, se anche a lei piacesse, si potrebbero trascorrere dei deliziosi momenti insieme.» Naturalmente quando l’ho detto a Carla, i suoi occhi hanno preso a brillare come fari nella notte. Era molto felice di rivederlo e così, dopo due giorni, siamo andati a prenderlo nel suo albergo e siamo andati a cena. Per tutta la serata loro si sono scambiati effusioni come due innamorati, anche se Carla cercava di non farmi estraniare dai ragionamenti, era chiaro che era affascinata dalla forte personalità di Piero. Dopo cena siamo andati nella camera del suo albergo e, appena entrati, Carla è rimasta un attimo indecisa sul da farsi, ma io le ho dato un bacio e lei mi ha sorriso. Piero ci ha guardato e poi le ha chiesto se le andava di giocare un po’; lei mi ha guardato di nuovo quasi a volere una ulteriore conferma. Le ho sorriso e poi l’ho invitata a lasciarsi andare. «Carla, se Piero ha voglia, non ti curar di me, lo sai che mi piace vedere certe cose.» Lei ha sorriso e lui l’ha abbracciata e baciata, davanti a me. Ero eccitato all’inverosimile! Carla e Piero avrebbero scopato davanti a me. Non stavo più nella pelle per l’emozione. Carla aveva trovato la persona giusta che, dopo un buon ragionamento, l'aveva indotta a far un sontuoso pompino con me presente ed ora, se la sarebbe scopata davanti a me, dimostrando che lei era pronta a regalarmi delle corna spettacolari! Era più di quanto avessi mai sperato! Dopo aver limonato un poco con lui, lei si è girata verso di me ed io l’ho abbracciata e baciata. Carla indossava un vestito leggero, di lino, molto ampio e, sotto, aveva il suo solito intimo sexy: un perizoma in pizzo nero, davvero molto piccolo che, addirittura, sembrava non riuscire a contenere la sua figa bollente. Lui si è seduto sul letto con noi in piedi davanti a lui. Mi ha guardato e, con un tono calmo e deciso, mi ha invitato a metter mia moglie a sua totale disponibilità. «Adesso spogliala e poi me la offri. Mi devi osservare attentamente mentre la scoperò!» Ho sentito un brivido scorrere lungo tutto il mio corpo. Mi stava chiedendo di offrigli mia moglie per essere montata da lui davanti a me? Troppo eccitante! Ho rischiato di sborrare senza toccarmi. Ho guardato mia moglie, le ho messo una mano sotto la sua gonna e le ho iniziato a strofinare un dito sullo slip, contro il suo clitoride, puntando poi il dito verso il suo spacco, ho potuto constatare che era davvero già ben fradicia. Lentamente ho iniziato a spogliarla, mentre lei fremeva e, nello stesso tempo, era molto eccitata. Quando è rimasta completamente nuda, ho notato che gli umori già le colavano lungo le cosce. Ho guardato Piero e gli ho detto: «È pronta! È già molto calda e ti desidera, ma, se puoi, falla godere molto a lungo, perché, prima di essere posseduta, le piace molto esser coccolata con baci e carezze!» Lui che ne frattempo si era denudato, mostrando un bel corpo tonico ed asciutto, con il cazzo già duro e teso; ha preso Carla per mano e l’ha fatta distendere supina sul letto, poi si è inginocchiato fra le sue cosce ben aperte ed ha iniziato a leccarla. Lei ha preso ha godere quasi subito con gemiti e uggiolii continui, si è girata ed ha preso in mano quella verga davvero notevole e ben dura. L’ha osservato un attimo stupita, poi se lo è infilato in bocca, facendo gemere anche lui, che ha intensificato ulteriormente la leccata, godendo assieme a lei. Per circa mezzora c'è stato un 69 di fuoco! Io li guardavo senza proferir parola. Ero estasiato dal repentino cambiamento di mia moglie. Ne avevamo parlato così tanto che, alla fine, ero quasi convinto che non si sarebbe mai realizzato quello che adesso vedevo con i miei occhi. Era bastato trovar la persona giusta e ora lei si stava lasciando condurre verso la perversione in maniera davvero spettacolare. Dopo una serie infinita di orgasmi, quasi nello stesso tempo, si sono staccati, lei si è distesa e lui si è inginocchiato fra le sue cosce aperte e, afferrata la grossa verga, che adesso mi appariva davvero molto grande e voluminosa, ha preso ad affondare dentro di lei. Carla ha spalancato la bocca, inarcato il suo corpo, mentre lui le entrava dentro con un lungo affondo deciso. Quando i due corpi si sono uniti, lei ha emesso un lungo gemito, ha sollevato le gambe e le ha incrociate intorno ai lombi di lui, che, dopo averle dato il tempo di assuefarsi alla sua misura, ha preso a scoparla, sfilando buona parte di quella imponente verga per poi riaffondarla con un colpo forte e secco, che faceva sobbalzare il seno di mia moglie, che lo guardava con occhi carichi di ammirazione. Ha sollevato le braccia e lo ha abbracciato tirandolo a sé, le loro bocche si sono unite in un bacio carico di passione, mentre la chiavava sempre più forte. Io li guardavo provando un misto di sensazioni contrastanti: spaziavo da una tremenda gelosia, all'eccitazione più totale, che mi portava a pensare che, finalmente, scoprivo la vera natura di mia moglie. La sentivo contenta di godere liberamente davanti a me, mentre in passato avevamo avuto momenti di grande tensione per la mia forte convinzione che avesse avuto una relazione extraconiugale con un suo collega e, anche se mi aveva giurato di non averci fatto nulla, ero convinto che ci avesse scopato e quel dubbio mi mandava ai pazzi, mentre ora ero fiero della sua immensa lussuria, che la faceva comportare da troia con il mio assoluto compiacimento! Ero davvero orgoglioso delle corna che mi stava regalando con tanto piacere. Lui la stava pompando con molto vigore. Vedevo affondare quella verga con impeto e, ad ogni colpo, il seno di Carla veniva sbalzato verso l’alto e lei ne godeva senza ritegno. Dopo una serie di orgasmi sempre più intensi, lui l'ha fatta mettere di lato ed io mi sono inginocchiato ai piedi del letto, per osservare meglio quel palo di carne che sfondava mia moglie: era qualcosa di sconvolgente! Lo vedevo scorrere far le labbra della sua fica, ormai slabbrata, ed affondare tutto dentro di lei, che godeva a ripetizione. Solo allora mi son reso conto che la stava scopando a pelle. Un misto di paura e forte eccitazione ha sconvolto la mia mente. Carla si stava facendo scopare a pelle da un quasi sconosciuto ed io temevo per lei che, se anche prendeva delle precauzioni, era comunque un gran rischio, ma, nello stesso tempo, mi eccitava da pazzi. Poi lui si è disteso supino e, quindi, l’ha fatta mettere a cavalcioni su di sé ed ha indirizzato il cazzo tra le sue gambe per farlo entrare per bene. Carla lo cavalcava abilmente in maniera sempre più serrata e Piero, di tanto in tanto, dava qualche sberla ai seni per farla godere ancor di più. Lei ha goduto ancora e ancora, fin quando, sfinita, si è spalmata su di lui, che ha deciso di cambiar posizione e di mettere Carla a pecorina. Iniziò a sbatterle il cazzo con maggior vigore dentro la fica, ormai sfondata. Lei saltava ad ogni affondo ed ansimava sempre di più; io, a quel punto, non potevo far altro che esortare Piero a spingere ancor di più e a darci dentro. «Dai, Piero, sfondala! Spaccala tutta e falla impazzire! Fa godere questa troia che non desiderava altro che di sentir il tuo cazzo fin dento la pancia!» Piero non si è fatto pregare. Ha iniziato a dar dei colpi più vigorosi, cercando di far giungere il suo grosso cazzo sul fondo della fica di Carla. Con una mano, poi, cercava di aggrapparsi ai suoi capelli, così da poterle far inarcare la schiena, per penetrare con maggior vigore. Questa monta infernale andò avanti ancora per qualche minuto. Lui, per farla godere ancor di più, prese ad estrarre ed infilare più volte il suo pene nella fica di Carla, con colpi secchi e potenti, finché non lo infilò di nuovo per iniziare una cavalcata assurda. Sembrava quasi che volesse sfondarla, da quanta foga che ci stava mettendo e così, dopo altre due sbattute, ha estratto il suo cazzo e ha sborrato sul culo di lei. Io ho continuato a segarmi il mio cazzo, sino a quando non ho sentito un brivido lungo la schiena e mi son lasciato andare ad una sborrata colossale. Vederla coperta di sborra mi fece sentire davvero un cornuto! Lui si è disteso un attimo di lato, aveva il fiato corto, mentre lei era rilassata. Il suo viso era disteso, di persona felice, appagata. Poi Carla mi ha guardato e si è diretta in bagno assieme a lui. Io mi son ritrovato ancora in ginocchio, con la mano piena di sborra ed ero quasi stordito dalla forte emozione provata. Quando sono usciti dal bagno, erano abbracciati e ridevano; poi si son diretti assieme verso di me, che mi ero rialzato e li guardavo. Lui, tenendo lei sotto braccio, con modi pacati, mi ha fatto una richiesta che mi ha letteralmente stupito: «Devo ancora trascorrere un giorno in questa città e, poiché tua moglie mi è piaciuta tantissimo, la vorrei avere anche domani.» L’ho guardato stupito. Era chiaro che io il giorno dopo non avrei potuto esser presente e, quindi, lei sarebbe stata da sola con lui! Ho avanzato una flebile scusa. «Ma ... ecco: lei domani lavora!» Prima che lui potesse dir qualcosa, è stata Carla che mi ha, di fatto, azzerato. «Non è un problema: prenderò un giorno di ferie e, poi, aggiungo che, per non farti fare due volte la strada fin qui, questa notte la passerei con lui, che mi riaccompagnerà domani sera a casa.» Cazzo! Mi son sentito le gambe quasi cedere! Questo certo non me lo aspettavo! Un conto è scopare con un maschio davanti a me ed un altro era lasciargli mia moglie per una intera notte e relativo giorno successivo. Ero sconvolto anche dal fatto che la proposta era venuta da lei. Hai capito la troia?! Adesso che aveva avuto il beneplacito di farmi le corna a suo piacimento, non si faceva più alcuno scrupolo. Ero stordito e non ho avuto la forza di oppormi. «eh?! Io, ecco… ma sei sicura di volerlo?» Lui era in silenzio, lei mi si è avvicinata e mi ha abbracciato; poi dopo avermi baciato languidamente, mi ha guardato dritto negli occhi. Le sue parole hanno definitivamente sancito il fatto che ero diventato un vero cornuto, sottomesso ed anche ubbidiente. «Stai tranquillo, che è solo sesso. Ti amo e tu sei il mio uomo e, poiché da tempo mi stai dicendo di volermi disinibire e vedermi chiavata da un altro maschio, ora che ho trovato quello giusto, me lo voglio godere tanto: tutto il resto, fra noi, non cambia. Domani sera torno e ridivento la tua mogliettina devota, ma, per questa notte, voglio esser la sua puttana. Va a casa ed aspetta il mio ritorno da te, che poi ti racconto tutto, così non ci saranno segreti fra noi.» Sono uscito e, senza nemmeno rendermene conto, mi son trovato a casa mia, senza ricordarmi nulla di come ci fossi arrivato. Avevo il cervello spento. L’unica cosa che continuavo a vedere davanti ai miei occhi, erano loro due che mi salutavano abbracciati. Mi son disteso nel letto, ma non son riuscito a dormire. Ero travolto da una miriade di pensieri. Lei con lui a scopare ed io qui ad aspettare! La mente mi diceva che ero un pazzo, mentre il cazzo mi doleva da quanto era duro. Ho immaginato che lui la scopava in mille modi e che poi la riportava da me sfondata, ma ben farcita della sua sborra. Solo l’idea che le venisse dentro, mi faceva schizzare senza segarmi. Ero decisamente stranito, ma dannatamente eccitato. Ho passato l’intera notte fra dormiveglia e sogni erotici, in cui lei mi rivolgeva il gesto delle corna e lui mi scherniva dicendomi che ero un cornuto, che si sarebbe goduto mia moglie in ogni buco e che li avrebbe riempiti del suo piacere. All’alba ho fatto una doccia, sono andato al lavoro, ma, ovviamente, non ho combinato nulla. Continuavo a guardare l’orologio: i minuti mi sembravano ore e le ore giorni! Alla fine, a sera, l’ho attesa seduto sul divano, in silenzio. Quando è entrata aveva il passo malfermo, gli occhi languidi, i capelli scompigliati, ma un’aria davvero soddisfatta. Mi sono alzato in piedi, l’ho abbracciata e baciata, sentendo nella sua bocca ancora il sapore della sborra dell’altro. Poi l’ho guardata dritto negli occhi ed ho chiesto una spiegazione. «Perché? Perché hai voluto passare tutto questo tempo con lui? Perché senza di me? Cosa mi devo aspettare, ora, da te?» Ero combattuto tra una miriade di dubbi, paure, ma, nello stesso tempo, ero eccitato in una maniera incredibile. Lei mi ha sorriso, mi ha guardato dritto negli occhi e la sua spiegazione è stata quanto di più semplice ma, nello stesso tempo sconvolgente, mi potessi aspettare. «Hai sempre desiderato che io mi comportassi da "porcella" e, ti assicuro, non ero affatto convinta, fin quando non ho incontrato quest’uomo che ha saputo convincermi, ma, soprattutto, ha saputo prendermi nella maniera più giusta e delicata. È un maschio speciale, uno di quelli che quando ti entra dentro lo senti fino in fondo e io, con lui, ho goduto tantissimo. Ho voluto passare tutto questo tempo assieme a lui, perché d’ora in avanti, almeno fin quando lui non tornerà qui per scoparmi ancora, io ritornerò ad esser la tua moglie devota e fedele. Potrai scoparmi ogni volta che vorrai e, ti assicuro che, per me, non ci saranno altri maschi al di fuori di te. Solo quando lui tornerà, io vorrei esser di nuovo sua, perché fra le sue braccia mi sento femmina in un modo particolare, ma, soprattutto, mi sento puttana, troia, come non mi era mai riuscito ad esserlo con te.» Ero sconvolto ed eccitato allo stesso tempo, nel sentire quelle sue parole, così, l’ho fatta inginocchiare sul divano e, senza nessuna esitazione, ho tirato fuori il cazzo e l’ho scopata immediatamente. Quando ho scoperto il suo culo nudo, privo di indumenti, ho visto il suo buchetto completamente arrossato, mentre la fica era ancora gonfia, tumefatta e dilatata, da cui sgorgava appena un filo di liquido biancastro. Sono impazzito. Le ho spinto il cazzo dentro con una furia incredibile, ma ero talmente eccitato che son bastati pochissimi colpi e son venuto all’istante dentro di lei. Lei è rimasta in silenzio, ferma, disponibile e poi, quando mi ha sentito sborrare dentro di lei ed io mi sono sfilato, lei mi ha guardato, mi ha sorriso e le sue parole hanno sancito definitivamente la mia totale e completa trasformazione in un cornuto. «Capisci ora perché voglio ancora scopare con lui? Ormai tu sei un cornuto che si eccita così tanto nel sapermi troia tra le braccia di un altro, che non sei più in grado di farmi godere, come voglio io. Quindi puoi scoparmi quanto vuoi, io per te sarò sempre disponibile, ma in cambio voglio godere con lui ogni qualvolta lui sarà presente qui, in questa città, perché con lui, come ti ho già detto, mi sento una femmina calda e vogliosa che solo lui sa soddisfare. Mi ha sfondato fica e culo in maniera davvero unica, facendomi godere così tanto che, credo di esser svenuta dal piacere provato. Io non ti negherò nulla, ma tu non devi negar nulla a me.» È iniziata così la mia vita da cornuto. Per tutto il tempo in cui lui è rimasto assente, Carla è stata la donna più allegra, fedele e disponibile che un uomo possa desiderare. Ho fatto sesso con lei ogni volta che ne ho avuto voglia, in ogni luogo, in ogni occasione, lei ha soddisfatto ogni mio desiderio, anche quello più perverso. Ha indossato l’abbigliamento che le ho sempre chiesto, pur rimanendo sempre una donna irreprensibile agli occhi del mondo, e si è concessa a me senza nessuna riserva. Poi, però, quando arrivava lui, di colpo si trasformava nella sua puttana. Ho quasi sempre assistito ad ogni loro incontro ed ho potuto constatare che effettivamente lui era un vero toro da monta: si scopava quella vacca di mia moglie in maniera davvero sconvolgente. Si erano susseguite tante altre volte che lui era venuto da noi, durante le quali lei ha goduto sempre in maniera totale ed appagante. Anche noi siamo andati, tre o quattro volte, in Puglia. Tra loro era nato un legame molto cerebrale e passionale. Poi, purtroppo, qualche anno fa, lui è stato trasferito dalla sua azienda in un luogo troppo lontano da raggiungere e, così, è finito tutto. Carla c’è rimasta malissimo e, per un po’ di tempo, non ha voluto avere nessun’altra persona. Dopo qualche tempo, in qualche modo, son riuscito a farle tornare la voglia di giocare, perché, se a lei mancava il cazzo che la montava, a me mancavano le forti sensazioni che provavo nel vederla sfondata da quel toro. Un giorno, casualmente, abbiamo incontrato un'altra persona, che abita dalle nostre parti. Anche lui, persona perbene, ma niente a che fare nei modi e nelle performance dell'altro. Piero era per i lunghi preliminari che la portavano a godere bene ed a lungo, mentre invece Andrea, così si chiama questo nuovo amante di mia moglie, quando la incontra, scambia con lei qualche bacio o carezza per poi scoparla per una ventina di minuti con il suo bel cazzo e, dopo che lei ha goduto alcune volte, lui si sfila, toglie il preservativo e le sborra sul culo, se la scopa da dietro, o sulla pancia, se la sta chiavando davanti. Con lui ha voluto, anzi preteso, sempre il preservativo, mentre con Piero si lasciava scopare a pelle e lo lasciava venir dentro. Mi son reso conto che le cose erano totalmente cambiate. Ho cercato di far capire a Carla che poteva pretendere di più, ma lei non ha più voluto incontrare nessun altro. Con questo ci vediamo ogni tanto; l'ultima volta è successo qualche giorno fa, in occasione del mio compleanno, e lei mi ha fatto gli auguri scopando con il tizio davanti a me e apostrofandomi "cornuto". Avevo il cazzo in mano e, nel sentirmi dire che ero un cornuto, rafforzato dal gesto delle corna fatto da entrambi, mi ha fatto sborrare all’istante. È stata una cosa veramente sconvolgente e molto soddisfacente. L'ultima volta, aveva scopato l'11 novembre, in occasione della festa dei cornuti e, anche in questa occasione, lei si è fatta montare come una vacca da dietro, godendone molto. Quando lui ha sborrato, lei l'ha fatto schizzare sul suo seno ed alcuni spruzzi di sborra le son finiti su faccia e labbra. Poi, come di consueto, lui si è rivestito e ci ha salutato. Se ne è andato, mentre lei era rimasta sdraiata, a cosce aperte e, dopo avermi guardato, mi ha chiesto di scoparla. L’ho fatto all’istante. Ero molto eccitato, ma, essendo già venuto in precedenza, mentre la guardavo come si faceva sbattere da quel toro, ho potuto resistere un po’ di più e, quando lei ha goduto, ha carezzato i suoi seni ancora intrisi del seme di quel maschio e poi, con la mano sporca, ha sollevato le dita e mi ha carezzato faccia e bocca, facendomi sentire il sapore del seme di quel maschio, che l’aveva appena chiavata. A me piacerebbe vederla ancora con qualche altro che la coinvolga cerebralmente, ma lei non vuole. Mi son reso conto che, probabilmente, accetta di scopare con quest’altro in maniera così distaccata perché è evidente che la storia che ha avuto con Piero, ha lasciato dentro di lei un segno indelebile e, probabilmente, lei non vuol più provare quelle emozioni, ma semplicemente godere con un altro cazzo per far sì che io goda nel vederla montata. Ora la sto osservando mentre è intenta alle faccende domestiche e, dentro di me, ripenso a quando l’ho spogliata per offrirla a Piero. Il cazzo mi è diventato immediatamente duro come il marmo.
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3 anni fa
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Varie
Un trio con il suo ex.
Mi chiamo Renato, oggi ho 54 anni, sono alto 1,70, moro, occhi scuri ed un fisico normale, né grasso ma nemmeno magro, e penso di avere un cazzo un po’ sopra la norma, soprattutto in lunghezza. Sono sposato da trent’anni con Maria, una donna molto bella, bionda, con una terza abbondante di seno, non molto alta, 165 cm, una vita molto stretta, che fa risaltare il suo lato B, anche se non molto grosso, ma bello tondo e sodo. La storia inizia nel 1980, quando entrambi frequentavamo il 3º liceo. L’avevo notata perché era una delle ragazze più belle che frequentava la scuola. All’epoca era fidanzata con Marco, un ragazzo molto facoltoso che veniva a prenderla con la sua grossa auto sportiva, essendo di sei anni più grande di lei. Io in ogni caso la corteggiavo discretamente e, casualmente, l’anno dopo, ci siamo ritrovati in classe insieme. Così ci siamo conosciuti meglio e, alla fine dell'anno scolastico, eravamo fidanzati perché con quell'altro era finita in quanto lui si era fatta la cattiva nomea di sciupafemmine. Il nostro rapporto è stato subito di larga intesa sotto tutti i punti di vista. Eravamo affiatati, giovani, belli e spensierati e, un giorno, abbiamo deciso di avere la nostra prima volta. Fino a quel momento ci eravamo soddisfatti con lunghe carezze, intense masturbazioni, che lei mi faceva in maniera molto appagante. Mi sembrava abbastanza esperta e, per me, è stato con non poco stupore quando ho iniziato a penetrarla, che mi bloccasse dicendomi di far piano. Era vergine: con il precedente fidanzato, praticamente non aveva fatto nulla. «Fa piano, ti prego, sono vergine!» Ricordo che per me è stata un’emozione fortissima cogliere la sua verginità. Ero talmente eccitato che, dopo averla penetrata, appena l'ho sentita gemere di piacere, sono venuto all’istante. Da quel momento, anche lei è cambiata e facevamo l'amore anche quattro volte al giorno, ma, appena il mio pene toccava la sua fica, io me ne venivo. Era talmente forte l’eccitazione che non riuscivo a trattenermi. Solo dopo essermi svuotato ripetutamente, riuscivo a scoparla in maniera abbastanza soddisfacente, fino a far provare anche a lei un vero orgasmo. Finiti gli studi, abbiamo iniziato entrambi a lavorare, e ci siamo sposati. Velocemente sono passati una trentina d'anni, durante i quali il nostro rapporto è scorso via fra alti e bassi, come succede a tante coppie. Per ovviare alla mia défaillance a letto, ho provato con dei membri di gomma, ma lei li sentiva freddi e, anzi, la deprimevano ancor più, così, quando una volta ho provato ad inserirne uno nel suo culetto vergine, lei, per tutta risposta, me ne ha infilato uno nel culo, facendomi provare uno strano piacere che, in ogni caso, è servito a mantenere il mio cazzo molto duro e, con quel vibratore nel culo, l’ho scopata in modo quasi selvaggio. Anche lei è rimasta alquanto sorpresa da questa strana scoperta, ma, in ogni caso, abbiamo abbandonato l’idea di questa alternativa, perché per lei era troppo distante dall’idea di una scopata calda e piacevole. Dopo quell’episodio, dentro di me, han preso forma strane fantasie. Ogni tanto mi eccitavo a pensare mia moglie con un altro e questo mi stupiva molto, perché, a dire il vero, all'epoca ero molto geloso, ma ora, con la mia sborrata immediata, un paio di corna le meritavo proprio. Mi rendevo conto che, a causa della mia poca resistenza a letto, lei, spesso, rimaneva insoddisfatta ed ero anche consapevole che, nonostante ciò, non mi aveva mai messo le corna. Avevo preso a dirle che, se fosse successo, non ne sarei stato geloso, ma la sua reazione sdegnosa ci portava ad animarci al punto da giungere al litigio. Mi vedevo rassegnato all’idea che non sarei mai stato un cornuto. Per festeggiare il nostro trentesimo anniversario, avevo deciso di regalarle una vacanza in Puglia. Era d'estate ed abbiamo deciso di fare una vacanza rilassante, in quel posto dove avevamo preso alloggio in un albergo con spa e che ci permetteva di usufruire di spiagge stupende, e serate divertenti nei vari centri che si trovavano nell’entroterra, almeno questa era la nostra idea. Il nostro hotel era situato sul mare, con accesso immediato alla spiaggia e la nostra camera si affacciava proprio dove avevamo l'ombrellone riservato. Il primo giorno passò velocemente e servì a farci rilassare dopo il lungo viaggio. Il secondo giorno, tornato in camera per prendere la crema solare, casualmente mi avvicino al balcone e vedo lei che parlava con un signore. Ho pensato fosse un vicino di ombrellone, ma, quando la raggiungo, riconosco Marco, il suo ex. Aveva qualche anno in più di noi, circa sessanta, ma ben portati e ben curato. Lei me lo presenta, anche se comunque lo conoscevo e, dopo i soliti convenevoli, lui si piazza lì. Si siede sul mio lettino ed ordina tre bibite. Hanno preso a parlare fra loro ed io ero lì che li ascoltavo: parlavano dei tempi che furono ricorrendo spesso a tante risate e pacche sulla spalla, come due vecchi amici. Ero un po' infastidito, perché mi sentivo messo da parte, escluso da quelle loro reminiscenze. «Io vado a farmi un bagno. Tu, amore, vieni?» Lei mi guarda e fa un cenno negativo con il capo. Faccio una bella nuotata e, quando esco dall’acqua, mentre torno verso il mio ombrellone, vedo che, mentre continuano a parlare, decidono di entrare in acqua. La gelosia cominciava a farsi sentire, ma, nel vederli vicini in acqua, che quasi si toccavano, mi stava facendo eccitare così tanto che son dovuto andare a farmi una doccia fredda, per evitare che potesse notarsi il mio rigonfiamento. La giornata passò cosi. La sera, in camera, le chiedo se si sente ancora attratta da lui. «Sì, è ancora un bell’uomo e, se anche il mio amore per te è fuori discussione, effettivamente mi sento attratta da lui. Inoltre, questa sera, ci ha invitato a cena da lui; abita in una piccola palazzina qui vicino, non ho potuto dir di no, perché sta da solo, visto che è qui per lavoro.» La guardo con stupore per la sua risposta netta e decisa. Sentirmi confessare quel “Sì” netto e schietto, mi ha veramente colpito. Accetto di andare a cena con loro due, perché quel misto di gelosia con l'eccitazione che ne seguiva, mi stava piacendo. Quando siam pronti per uscire, vedo che lei si è vestita con particolare cura, indossando un vestito di lino nero con bottoni sul davanti, che le arrivava solo a metà coscia ed, ai piedi, sandali a zeppa, abbastanza alti, con cinturino che li legava alla caviglia: quelle calzature servivano a metter in particolare evidenza il suo splendido culetto. All'ultimo momento, informo mia moglie che mi era sopraggiunto un forte mal di testa per cui non sarei uscito, ma lei poteva andare perché aveva il diritto di divertirsi. «Vai tu e divertiti! Probabilmente ho preso troppo sole oggi e, quindi, adesso prendo un calmante e me ne vado a dormire.» Lei mi guarda con un’aria un po’ dispiaciuta, poi convinta dalle mie parole, è uscita per andar da lui. Naturalmente e furtivamente, l'ho seguita. Lei ha raggiunto la sua abitazione, dove l'altro stava già ad aspettarla fuori in strada e, insieme, sono andati in un ristorante lì, nei pressi. Ero lì a spiare ogni loro movimento, notando che si comportavano come una coppia di innamorati. Finita la cena, tornò a casa. Onestamente non pensavo che la serata finisse lì. Giunta in camera, mi chiese di scopare. Era molto eccitata. Abbiamo scopato con molta foga e lei è venuta prima di me, facendomi stupire molto. Cosi le ho chiesto se tutta questa eccitazione era dovuta a Marco. «Sì, mi ha fatto eccitare parecchio. È stato un continuo gioco di sguardi e piccole allusioni, che mi hanno provocato tutta questa eccitazione e desiderio di scopare, però tu sai anche che non ti tradirei mai.» L’ho guardata dritta negli occhi e, con una voce calma, ho cercato di farle capire anche il mio punto di vista. «Non mi sentirei offeso, anzi, mi piacerebbe se ti vedessi scopare con lui.» Lei mi ha guardato con espressione di profonda meraviglia, poi si è voltata dall'altra parte e si è addormentata o, forse, ha fatto finta di dormire. La mattina dopo, lui non si presenta in spiaggia e mia moglie continuava a mandar messaggi e riceverne; ho notato sul suo volto un misto di stupore ed un po’ di felicità. Approfittando di un suo attimo di distrazione, ho letto i messaggi. Fra i tanti, esprimenti complimenti, ne leggo uno di lui con cui le chiedeva se avesse mantenuto una promessa fatta a suo tempo: quella cioè che culo e bocca avrebbero dovuto restare inviolati. Adesso capivo perché, in tutti questi anni, lei non mi aveva mai fatto un pompino e non mi aveva dato il culo: la ragione riposava sul fatto che li aveva promessi a lui, tanti anni prima. Ero rimasto basito a conoscere di quella promessa. Ma ciò che mi ha stupito ulteriormente, è stata la sua risposta: quelli sono sempre e solo tuoi. A leggere quelle frasi, mi sono eccitato moltissimo e, al suo ritorno, ho fatto finta di nulla. La sera, lui si presenta in albergo e, questa volta, lo invito io, prima a cena e dopo in una sala da ballo. Non ho mai saputo ballare, né è mai stato mio divertimento, ma quella mia proposta era rivolta ad offrir loro l’occasione per stare ancor più tempo assieme. Si son messi a ballare e, ad un tratto, non li ho più visti. Sono andato alla loro ricerca e li ho trovati in spiaggia, che si baciavano. Dopo di che, ritornano al nostro tavolo ed io, fingendo ancora di aver mal di testa, lascio mia moglie in compagnia di lui, che promette di riaccompagnarla. Per altri due giorni le cose si sono svolte sempre così. Lui, di giorno, era impegnato nel lavoro e, la sera, uscivamo a cena insieme, ma poi li lasciavo sistematicamente soli, rientrando in camera. Lei rientrava dopo circa due ore, ed io facevo finta di dormire. Quando si giunse all'ultima sera per lui, in quanto il giorno dopo sarebbe dovuto rientrare nella sua città, dopo cena, feci finta di andare in camera, ma, in realtà, mi nascosi e vidi entrambi andar in camera sua. Vederla entrare da lui, mi ha eccitato tantissimo: non ho resistito, ho tirato fuori il mio cazzo e mi son messo a segarmi. Mi sono fatto due seghe fantastiche! Finita la vacanza e rientrati a casa, la vedevo sempre con il cellulare in mano che chattava, cosi, un giorno, mentre lei era sotto la doccia, ho letto i messaggi nel suo cellulare, apprendendo quello che ero certo ci fosse: allo stato, lei aveva instaurato una relazione. Quella sera, le ho confessato di aver letto i suoi messaggi, e lei: «Perdonami! Ti amo tantissimo, ma, per la prima volta in vita mia, ho goduto veramente tanto in quelle sere che sono andata da lui quando eravamo in vacanza in Puglia.» L’ho guardata mentre era in evidente stato di tensione per esser stata scoperta, mentre io, che mi sentivo finalmente realizzato come cornuto, per renderla felice, secondo il principio che quel sentimento doveva prevalere sul mio egoismo, non potevo far altro che invitarlo a casa per un fine settimana. «Amore mio, non sai quanto mi fai felice nel sentirti dire che lo vuoi invitare qui da noi, a passare un weekend. Devo confessarti che, quando sono stata con lui, avrebbe voluto sverginarmi il culo. Lui è stato il mio primo ragazzo, ma la verginità me l’hai tolta tu, cosi lui si sarebbe preso il culo, che fin da quel giorno non l’ho dato a nessuno. Son riuscita a dissuaderlo, perché gli ho fatto presente che tu, da tempo, anelavi a vedermi con un altro uomo e, poiché anch’io avevo questo desiderio, ho pensato che sarebbe stato bello per te esser presente, quando lui avrebbe colto quest’altra verginità. Per lui è stato un po’ difficile rinunciare a prendermi il culo, ma, in cambio, ha potuto gustarsi, per la prima volta, la mia bocca, insegnandomi a fare dei superbi pompini con ingoio e scopandomi in maniera sublime. Ora vorrei che, quando verrà qui da noi per il weekend, tu gli permettessi di farmi il culo.» Ho guardato mia moglie con occhi di pura ammirazione. Anche in questa circostanza mi stava dimostrando di amarmi per davvero, perché, pur sapendo che non sarei stato in grado di aprirle il culo come andava fatto, voleva che, in qualche modo, fossi presente a questa sua iniziazione. Passano rapidamente i giorni e, il sabato mattina, Maria va dalla parrucchiera e dall’estetista e, quando torna, tra le mani ha tante buste e capisco che ha fatto anche degli acquisti. Dopo essersi rifugiata in camera da letto, mi chiama e mi invita ad andare con lei nel bagno. È completamente nuda ed è bellissima e noto anche il fatto che si è fatta sistemare il triangolino di peli sulla fica, lasciando un malizioso triangolino sul monte di Venere. Appena nel bagno, lascia scorrere l’acqua finché non si fa calda e, in una bacinella, aggiunge dell’estratto di camomilla e, con quell'infuso, riempie una peretta, mi guarda e mi chiede di farle un clisterino. «Dai, aiutami, fammi un bel clistere, perché voglio esser ben pulita quando lui, questa sera, mi penetrerà il culo!» La guardo stupito e, nello stesso tempo, affascinato. Ha pensato proprio a tutto. Eccitato come un cavallo, le lubrifico il forellino con del gel che ha comprato in farmacia e poi, lentamente, le infilo la cannula nel culo. La vedo fremere e, addirittura, irrigidirsi, quando le spingo dentro la cannula, per poi rilassarsi, quando inizio a pomparle dentro il contenuto della peretta. La vedo gemere e, nello stesso tempo, mi sembra quasi come se fossi stato io ad averle fatto il culo. È una sensazione strana quella di inondare il suo culo, così bello e godurioso. Le spingo dentro tutto il contenuto, poi lo sfilo lentamente e, quando esce, lei freme e si siede sul water in attesa di evacuare. Sono troppo eccitato e la guardo, mentre lei mi osserva cercando di trattenere quanto più possibile il liquido che ha in corpo. Ho il cazzo durissimo e così mi avvicino a lei: glielo metto davanti alla bocca. «Mi hai detto che ti ha insegnato a far pompini, allora, visto che lui questa sera avrà il tuo culo, io, ora, vorrei assaporare il piacere della tua bocca.» Mi guarda un attimo incerta, poi afferra il mio cazzo con le mani e lo appoggia alle labbra. Lo lecca un po’ e, quando lo spingo nella sua bocca, lei lo succhia velocemente e questo mi porta immediatamente all’orgasmo. Mi blocco e le schizzo in bocca tutto il mio seme. Lei è quasi colta alla sprovvista ed un po’ di sborra le cola lungo il mento, fino al seno. Si sfila il mio cazzo dalla bocca ancora gocciolante e mi guarda un po’ contrariata. Ingoia la mia sborra, ma pulisce la bocca con il dorso della mano e poi fa una cosa che mi sconvolge veramente: mi attira afferrando il mio viso con entrambe le mani e la sua bocca si unisce alla mia. Resto basito nel sentire il sapore della mia sborra sulla sua bocca e, dopo un attimo di incertezza, rispondo con passione a quel bacio, così perverso. Quando mi stacco da lei, lei si svuota nel water e poi mi chiede di ripetere l’operazione, perché vuole esser certa che il suo culetto sia ben pulito. Dopo aver fatto quest’operazione, riempie la vasca da bagno con acqua e sali profumati, vi si immerge per una ventina di minuti e, quando esce, cosparge il suo corpo con della crema che rende la sua pelle ancor più morbida e profumata. Poi va in camera da letto e, solo allora, scopro che ha acquistato della lingerie molto sexy. Indossa un sensualissimo tanga nero, con reggicalze, autoreggenti e scarpe con il tacco 12 nero. Il reggiseno è costituito da due triangoli di stoffa, tenuti insieme da delle strisce nere ricamate e molto eleganti. Poi copre il tutto con un tubino nero corto alle ginocchia, con spacco frontale alto, bretelline fini ed aperto sulle spalle.La guardo e mi sento di nuovo il cazzo duro. Quando arriva, lui entra in casa e la guarda con occhi carichi di ammirazione. «Sei splendida! Una donna meravigliosa cui il tempo ha fatto il regalo di renderla ancor più bella!» Dopo un aperitivo, ci mettiamo a sedere e consumiamo un pasto leggero, che ho provveduto a preparare per loro. È magnifico vederli mentre si scambiano occhiate cariche di desiderio e, in effetti, non arriviamo nemmeno al dolce che lei si alza da tavola, lo abbraccia e lo bacia con passione, davanti a me. Vederla limonare con lui mi porta quasi ad un nuovo orgasmo. Senza dire una parola, ma guardandolo negli occhi, lei lo porta in camera nostra, dove lui, lentamente, la spoglia. Quando lei rimane solo con le autoreggenti, si gira verso di me, allunga una mano e mi chiede di avvicinarmi; mentre si sdraia sul letto, a cosce aperte, lui si spoglia velocemente. Sciorina un bel corpo, abbastanza ben curato e noto che ha un cazzo più lungo e anche più largo, del mio. Mia moglie si gira per un attimo verso di me, poi afferra quella meraviglia della natura e se lo porta alla bocca, lo lecca mentre lui asseconda il movimento di quella pompa, spostando il corpo avanti e indietro, quasi a mimare di volerle scopare la bocca. Resto stupito dalla facilità con cui lei lo ingoia, sia nella sua lunghezza ma anche nella larghezza. Dopo averlo leccato ben bene ed esser scivolata giù in basso, fino a leccare anche le palle, facendolo gemere di piacere, lei si gira e mi indica il comò, dove sopra c’è il flacone del gel che ho usato per farle il clistere. Lo prendo e quando glielo passo, lui si distende supino e lei, inginocchiatasi, prosegue a succhiargli il cazzo, sporgendo ben in alto il suo splendido culo. «Dai, preparami il culo! Lubrificarlo per bene, perché mi voglio godere questa verga, che sicuramente mi farà un po’ soffrire quando mi entrerà dentro.» Lubrifico quel forellino da me tanto desiderato e lentamente vi infilo un dito dentro. La sento gemere, contrarre i muscoli, ma poi si rilassa e, allora, posso continuare a lubrificare quel foro. Quando sento che il dito scorre bene, ne aggiungo un secondo e questo la fa, per un attimo, sussultare. «Rilassati! Non puoi sussultare mentre ti infilo le dita dentro, altrimenti cosa farai quando sentirai quella verga sfondare questo culo meraviglioso!» Lui sorride e lei continuava a succhiare quel cazzo, che ormai era diventato una vera e propria colonna di carne umana. Ad un tratto si ferma e poi si sposta, si distende in avanti tenendo sempre il culo ben in alto. Lui si posiziona dietro di lei e poi mi guarda; io gli rivolgo un cenno d’assenso, mentre, con entrambe le mani, dilato le chiappe del culo di mia moglie. Guardo quella grossa verga appoggiarsi al forellino e lui, con le mani, la lubrifica, spalmando sulla punta e lungo l’asta, ancora del gel, poi inizia a spingere. Lei fa un profondo respiro e, quando la punta entra, emette un grido. .«Aahii... piano. Fa piano, fa in modo che mi abitui alla sua consistenza.» Lui rimane immobile, poi ne sfila un po’ e di nuovo affonda dentro di lei, che inarca un po’ la schiena, mentre continua a gemere per il dolore. Lui si gira e mi guarda, poi mi dice di collaborare con lui, per farla godere. «Masturbala, oppure sdraiati sotto di lei e leccale la fica, così godrà prima e sentirà meno dolore!» Sono incerto sul da farsi, ma lei solleva la gamba e mi invita a sdraiarmi sotto di lei, cosa che faccio e, in quella posizione, assisto in prima fila alla rottura del culo di mia moglie! È qualcosa di sconvolgente vedere quel grosso palo allargare quel buco, che si tende al massimo mentre lui spinge inesorabilmente. Tiro fuori la lingua e vado a leccare il clitoride di mia moglie e, questa attività, ben presto le provoca spasmi di piacere che, in qualche modo, leniscono il dolore di quella penetrazione così possente. Lui si muove lentamente, scivolando dentro e fuori in continuazione e, ad un tratto, sento le sue palle sbattere sul mio viso. È una sensazione particolare quella che provo a quel contatto e la cosa mi provoca un piacere strano, che mi porta ad allungare ancora di più il volto in modo da ricevere, in continuazione e ad ogni affondo, le sue palle sul mio viso. Ora lecco la fica di mia moglie ancora più in profondità, infilando la lingua nello spacco e, nello stesso tempo, mi sento sbattere sulla faccia le palle di quel toro che sta sfondando il culo di mia moglie. Ben presto, lei gode. «Sì, ancora... dai, sfondami più forte... Godo... Vengo!» Ha un orgasmo violentissimo che si riversa sul mio viso, ma anche nella mia bocca. Lui ora la sfonda con colpi forti e decisi. Quella lunga verga entra ed esce da quel culo, che ormai lo ingloba senza più nessuna difficoltà e, dopo un ennesimo orgasmo, lui si ferma immobile, piantato dentro di lei: le stava riempiendo il culo di sborra. Vedo le contrazioni del suo pene mentre spruzza sborra in continuazione. Rimane per un tempo lunghissimo in quella posizione, poi, improvvisamente, si sfila e subito un rivolo di sborra viene a colpire la mia fronte e la mia faccia. Provo ad uscire da quel posto, ma mia moglie si solleva in verticale e mi ritrovo il suo culo su viso e bocca. La sborra di quel maschio cola dal buco dilatato di lei e mi ritrovo il viso impastato del suo seme, mentre lei contrae i muscoli anali, affinché io possa riceverne in bocca il più possibile. «Era questo che volevi? Volevi vedermi mentre mi si sfondava il culo? Ebbene, lo hai visto. Ma ora devi leccarmi e pulire tutto, come si deve!» Dopo qualche momento di profonda incertezza, apro la bocca e ricevo tutta quella sbroda che cola direttamente nella mia bocca. La lecco avidamente, mentre lei si piega un po' per prender di nuovo in bocca il cazzo di quell’uomo che le ha appena fatto il culo. Lo lecca e lo succhia segandolo con forza e, ben presto, mi rendo conto che lui è di nuovo in tiro, pronto a montarla ancora. Lei si solleva e lui si sdraia supino, lei gli sale su e, afferrata quella grossa verga, se la punta diritta contro lo spacco della fica, dove lo lascia entrare lentamente, assaporando la lunghezza e dimensione di quella notevole verga. Mi guarda con occhi carichi di piacere e di soddisfazione nel sentirsi riempire da quel cazzo e allora capisco che, fino ad oggi, con me non ha goduto come si deve, perché quello che ora vedo è la sua reale goduria. Sta godendo di orgasmi continui, in rapida successione, mentre non smette di fissarmi facendomi capire che il cazzo che si sta godendo è esattamente quello di cui ha bisogno. Sono rimasto in silenzio e allibito ad osservarla, mentre lui l’ha scopata bene e a lungo, cambiando diverse posizioni e, alla fine, mentre era sdraiata sotto di lui, con dei colpi ancora più forti, le è venuto dentro, riempiendole il ventre con il proprio seme. Da quel giorno, la nostra vita è cambiata. Per quanto mi riguarda, ho chiesto solo di poter assistere alle loro effusioni, che mi facevano eccitare moltissimo e, ogni tanto, mi facevano anche partecipare. Ancora oggi, quando lui ha tempo, viene da noi e ci organizziamo anche le vacanze in tre, perché ormai siamo un terzetto indissolubile, dove io assisto alla monta di mia moglie per poi poterla leccare e ripulire da tutto quanto quello splendido maschio le riversa dentro.
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