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Prima esperienza
Appena single, nuovamente - due matrimoni, 4 figli - 5 anni fa ho reiniziato una nuova vita sessuale frequentando all'inizio coppie (m/f). Una esperienza sconvolgente e coinvolgente. Già dalla prima volta una coppia mi fece notare come il mio corpo, ancorchè da maturo,, era efebico, snello senza peli, liscio e mi convinsero a depilarmi tutta ed indossare intimo femminile. Diventai trav. Ovviamente la coppia in questione mi fece subito mettere al lavoro (bocca, pecorina e quant'altro) mi piacque molto. L'esperienza migliore con una delle prime, una coppia trovata su Web, amanti, sono venuti: lui 50enne, attivo e molto dotato - lei 40enne in forma. Dopo conoscenza e convenevoli d'uso abbiamo iniziato a giocare: in due - io e lei - abbiamo iniziato a succhiare/leccare il membro di lui (20 cm, molto largo)...lei, intrigata da come lo leccavo, mi ha detto: lo vuoi prendere? Non ho esitato neanche un secondo (anche se a quel tempo ero all'inizio del mio percorso da passiva ed anche perchè la mia seconda moglie amava scoparmi con strapon, cosa che è sempre piaciuta, così che ero già "apertina")... mi son messa a pecora e..zac... me lo ha infilato tutto... ho emesso un sospiro sia di dolore ma anche di gioia..... mi ha pompato come non mai, aprendomi (come si dice: come un'albicocca) riempiendomi tutta anche di sborra (non ho fatto in tempo ad opinare:sesso sicuro o no)...ho goduto tantissimo, mentre la moglie si dilatinava il clito. Tornata dal bagno lui era di nuovo duro (lungo e grosso) dentro la moglie, nel culo, a pecora che, giustamente ansimava...allora mi sono infilata sotto di lei iniziando a leccarle la fica (mi piace molto e sono brava), fino a che lei è venuta in modo incredibile facendomi bere (paradisiaco) i suoi succhi....... a quel punto lui.... ha sfilato il cazzo dal culo della compagna e mettendomelo in bocca ed ha unito i suoi fiotti di sborra ai succhi della compagna. Ho bevuto tutto...un ottimo cocktail. Congedandosi, lui ha detto: una delle migliori scopate della mia vita
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9 anni fa
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Varie
Gravina di catania: a casa della mia sweet
Come ho sempre fatto, quanto segue è frutto di vita realmente vissuta e scritto di “botto”, senza alcuna cura dell’itaGliano. Ormai sono passati due anni da quando ho conosciuto la mia sweet. Non sto a raccontarvi come è scattata la voglia d’incontrarsi o i primi incontri; bensì vi racconto una delle svariate volte che sono andato a casa loro. Si a casa loro, in quanto lei è sposata e il marito molto complice con la moglie e quindi consenziente. Per questo lo ringrazio vivamente per la fiducia che mi ha dato, mi dà e spero vorrà darmi in futuro. Ormai siamo diventati grandi amici con lei, mentre con lui ci siamo visti una sola volta in occasione di una pizza; giusto per conoscerci e capire se poteva fidarsi di me. Dopo i primi incontri avvenuti tra macchina e hotel, lei un giorno mi invita a pranzo, in quanto la prole era fuori in gita, il marito in trasferta per lavoro e quindi era da sola. Ovviamente non posso rifiutare e accetto volentieri. L’invito arriva dopo oltre un anno d’incontri e quindi già c’è tanta fiducia, stima e molta amicizia. Passo da Savia, nota pasticceria di Catania e acquisto alcuni dolci, giusto per non presentarmi a mani vuote, anche se mi sarebbe piaciuto regalarle in quell’occasione una bella cavigliera da farle indossare rigorosamente al piede destro (purtroppo il tempo è tiranno, ma troverò modo e tempo per farle questo omaggio). Come un orologio svizzero arrivo puntuale sotto il portone, l’adrenalina a mille, il cuore pulsa il sangue al cervello sempre come se fosse il primo incontro. Mando il solito sms: “Troia sto salendo dalle scale”. Arrivo al piano e trovo la porta socchiusa, apro e……….trovo lei completamente nuda nel corridoio seduta su un cuscino; cosce aperte che si stava masturbando con il fallo in gomma. A quel punto come se invece di avere due braccia avessi i tentacoli, con una mano chiudo la porta a chiave dando forse tutte le mandate, con una tolgo camicia, con l’altra mi sfilo i pantaloni, con l’altra gli porgo il cazzo in bocca mentre lei continua ad infilarsi il cazzo di gomma in fica. Siamo entrambi nudi, sdraiati sul pavimento del corridoio. Le lecco la fica, la mia lingua va su e giù tra le grandi labbra, inizia a fremere e mi sussurra: “Porco……..continua! Continua…..arrivo”. A quel punto oltre a leccarla, le infilo anche due dita dentro e con movimenti molto lenti, rotatori e decisi inizio a masturbarla, mentre con la punta della lingua continuo a titillarle il clitoride. Inizia a colare…..un fiume di umori, fino a…..quando squirta, inzuppando il cuscino con i suoi umori. Ci alziamo, la abbraccio e finalmente ci baciamo e salutiamo. L’abbraccio pieno di passione, le lingue che si cercano nelle nostre bocche, una lingua meravigliosamente ancora vogliosa. Mentre continuiamo a palparci ci spostiamo verso la camera da letto ma…..con la coda dell’occhio intravedo quel divano rosso. Come un toro la getto a pecorina su quel divano e ricomincio a leccarle la fica. Movimenti sempre lenti….ora il buco del culo, ora la fica, le palpo i glutei, i fianchi, istanti di fermo e nuovamente una slinguazzata sul buco del culo, nuovamente silenzio e fermo, una titillata sulle labbra della fica. Lei ricomincia a fremere e….a colare. Il caldo dell’estate unito al movimento fisico inizia a farsi sentire, lei si alza mi fa sedere sul divano, posiziona il ventilatore verso di noi con il climatizzatore a palla. Si avvicina, s’inginocchia e…..mi guarda negli occhi sussurrandomi: “Guarda porco! Guarda la tua troia come ti spompina”! A quel punto, nella mia mente comincia a suonare un ritmo frenetico alla Played a live dei Safri Duo (noto gruppo musicale che ha adattato musiche di Bach e Chopin a suoni tribali – precisazione dovuta per farvi capire il tipo di persona che sono). A quel punto dandomi le spalle, la faccio impalare sul mio cazzo e cominciamo a scoparci. Lei si sbatte verso di me ed io la sbatto verso di lei. I sudori colano su quel divano rosso di pelle che alla vista, come un toro, si accesero gli istinti animali che ho dentro. Un movimento deciso, passionale accompagnava i nostri corpi durante quel suo terzo amplesso seguito dalla mia prima lunga e copiosa sborrata dentro la sua stretta e meravigliosa fica. Sfiniti ci siamo asciugati, ricomposti e…..abbiamo iniziato a pranzare. Un meraviglioso pasticcio di lasagne da leccarsi i baffi, seguito dal secondo e…dai dolcetti che avevo portato io. Questi ultimi, alla fine, utilizzati per inzuppare la mia cappella nella mouse e fargliela mangiare unitamente ad un bel pompino. La prendo la faccio sedere sul tavolo e ricomincio a scoparla. Dopo i primi colpi, mi fermo e le chiedo: “Lui dove si siede”? Lei mi guarda e mi fa segno verso la direzione esatta. Inutile dirvi in quale punto del tavolo abbiamo proseguito…….. Dopo l’ennesimo suo squirt, ci siamo trasferiti nella camera da letto, ben climatizzata. Lenzuola blu, luci soffuse e…..abbiamo ripreso a fare l’Amore……
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9 anni fa
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Varie
la donna dei suoi sogni
Luca aveva 22 anni quando Stefania, una donna di 43 anni venne ad abitare vicino a lui. Stefania era una bella donna, curve al punto giusto e un seno bello sodo. Sposata con una figlia di 4 anni! Si mostrò da subito disponibile e gentile con i genitori di Luca tanto che nacque una bella amicizia con sua madre e molti pomeriggi li passava a casa sua a parlare con lei mentre sua figlia giocava con sua sorella, anche lei di 4 anni. Luca un po' timido e quando Stefania veniva a casa sua, non parlava più di tanto. Stefania vestiva sempre con gonne larghe e camicette che portava sempre un pò sbottonate tanto da far intravedere il reggiseno. Luca desiderava Stefania e molte volte era l'ispirazione dei suoi momenti intimi quando era in bagno o solo a casa. Un giorno Luca era affacciato alla finestra che dava sulla strada. Stefania uscì di casa, la vide e lei lo notò. Di scatto si nascose dietro la tenda. Lei se ne rese conto. Entrò in macchina, portava la solita gonna lunga, la tirò su mostrando le gambe a Luca e gli strizzò l'occhio! Al ragazzo mancò il fiato. Non immaginava che quella donna così sobria avrebbe fatto tanto.Stefania andò via e Luca preso dall'eccitazione corse in bagno a toccarsi! Il giorno dopo si ripetè la stessa cosa e il giorno successivo ancora! Stefania usciva di casa quasi tutti i gioni alla stessa ora e Luca era sempre appostato alla finestra, quella volta Stefania osò di più, la gonna era più corta, salì in macchina, la tirò su fino a scoprire le mutandine. Luca rimase allibito! Un giorno la mamma di Luca uscì di buon mattino e Stefania la incontrò sul pianerottolo. Luca rimase solo a casa, la madre aveva portato con lei la sorellina e pure la filglia di Stefania. Era in camera sua quando suonò il campanello, il ragazzo andò ad aprire "chi è?", "Luca sono Stefania, mi apri un attimo ho bisogno della scala!". A Luca venne il batticuore, tremante aprì la porta. Stefania indossava solo la vestaglia. Non aveva l'intimo! La donna con molta tranquillità disse a Luca che doveva cambiare le tende e oltre alla scala voleva anche il suo. Sconvolto prese la scala e andò da Stefania. Lei era sul divano, Luca non sapeva cosa fare, non parlava. Stefania ruppe il ghiaccio: "Luca, grazie sei davvero gentile. Appoggia la scala e siediti qui". Gli prese la mano e la poggiò sulle sue gambe, "tocca la mia pelle che ti piace guardare dalla finestra!". Il ragazzo tremava ma allo stesso tempo era eccitatissimo. Il cazzo gli venne subito duro, i pantaloni gli si gonfiarono subito. Stefania se ne accorse e guidando la sua mano gli fece accarezzare il suo interno coscia. Stefania "ora dimmi finalmente quello che pensi", rivolgendosi al ragazzo sospirando..."a toccare le tette!". Stefania fece cadere la spallina della vestaglia scoprendosi il seno, si distese e il ragazzo portò entrmbe le mani suò seno della donna e glielo strinse. La donna incominciò a fremere e incitava il ragazzo a stringerlo ancora e gli disse:"baciami i capezzoli!". Lo fece subito, la baciava e la leccava. La donna incominciò a spogliare il ragazzo, gli tolse tutto e gli prese il cazzo in mano, "Che bel cazzo hai Luca!". Poggiò la bocca e glielo leccò ...Luca godeva. Stefania disse a Luca di toglierli la vestaglia, lui non se lo fece dire nemmeno la seconda volta."wow!", esclamò il ragazzo quando vide quella meravigliosa patatina tutta depilata della donna, aprì le gambe mostrandogli la figa ormai tutta bagnata: "ora leccami!".con delicatezza il ragazzo iniziò a leccare la fica della donna che ansimava sempre più. "toccami con le mani, mettimi un dito dentro..due...un altro!". La donna ormai era tutta eccitata, Luca eseguiva tutto ciò che Stefania voleva. Leccava e sditalinava la figa e il culo della donna proprio come chiedeva lei, premeva il capo di lui tra le sue gambe, era già venuta più volte facendogli gustare il sapore del suo piacere . "Ora mettimelo dentro!" Il ragazzo con timidezza si poggiò sul corpo della donna che con una mano guidò il pene del ragazzo tra le sue cosce. Entrò subito dentro. Luca spingeva, forte, deciso e sicuro. La timidezza del ragazzo era solo nei confronti della donna, da come si muoveva si capiva che Luca sapeva il fatto suo e che non era uno sprovveduto, anzi... Stefania gemeva come se piangesse poiché il ragazzo aveva davvero un bel cazzo. Luca era così eccitato (stava scopando la donna dei suoi sogni) che venne dopo poco, Stefania si alzò e prese in bocca il cazzo del ragazzo. Glielo pulì per bene: "ti immaginavi così una donna molto più grande di te?!", disse la donna e lui:" si, ti pensavo giorno e notte e volevo questo da sempre!". Stefania diede un bacio sulla bocca a Luca. La cosa andò avanti per molto tempo fino a quando Stefania cambiò di nuovo città per ragioni di lavoro del marito! Luca visse l'avventura più bella della sua vita, Stefania gli aveva fatto conoscere il sesso vero, proibito, sfrenato e inconfessabile. Erano diventati passione pura, travolgimento totale, l'uno completava l'altra in una realizzazione senza freni e limiti di desideri e fantasie nascoste.Nessuno avrebbe mai potuto accettare e capire cosa c'era veramente tra di loro...solamente loro due. Erano gli amanti perfetti, nonostante la differenza di età. Luca non avrebbe più dimenticato quella donna che gli aveva dato così tanto.
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9 anni fa
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Varie
A lezione da una trans
Era una serata primaverile , avevo appena compiuto il mio 19mo compleanno e stavo gironzolando in auto per le vie di Mestre alla ricerca di una trans per poter trascorrere qualche ora in compagnia , avevo già avuto esperienze da travesta dall'eta di 15 anni quando con un mio coetaneo facevo la parte della sua amante , usando le cose di mia madre e mia sorella ,ma questo lo racconterò un altra volta , cosi per le vie di Mestre incontro una bellissima trans vestita molto bene non volgare sembrava più una segretaria che una prostituta , mi avvicino abbasso il finestrino e chiedo il prezzo per una cosa tranquilla senza fretta , accetto e la faccio salire e mi dirige verso il suo appartamento , in quel periodo avevo i capelli lunghi e biondi alla moda rock , ero magra ma da sempre avevo questo sedere bello tondo e un po pronunciato quasi da ragazza sudamericana . Saliamo nell appartamento e nell ascensore mi dice che si chiama Claudia ed e' Italiana di Padova , i miei occhi erano fissi sul suo seno racchiuso nella camicetta di seta bianca , quando entrammo nell appartamento mi offri da bere e iniziammo a chiacchierare , nel frattempo aveva avviato un film porno con trans bellissime , parlando mi chiese cosa mi piaceva fare e se avevo delle fantasie particolari , e noto che stavo seguendo con interesse una scena del film nella quale un ragazzo con un cazzo enorme si faceva succhiare da due trans , mi mise la sua mano nel mezzo delle mie gambe e mi sussurro all orecchio se mi sarebbe piaciuto essere al posto di quel ragazzo , io un po imbarazzata gli rispondo che mi sarebbe piaciuto di più essere una delle due che succhiavano e gli dissi che avevo già avuto esperienze e che mi sarebbe piaciuto essere trasformata in donna da lei quella sera . Claudia si alzo dal sofa e mi prese per mano accompagnandomi in camera da letto e mi mostro il suo guardaroba , mi disse di spogliarmi e di andare al bagno a fare una doccia che nel frattempo avrebbe scelto dei vestiti da farmi indossare , quando tornai in camera sul letto trovai 4 scelte di abiti e varie lingerie , mi guardo e mi chiese come mi piaceva vestire , vuoi essere elegante o vuoi essere provocante e zoccola ? optai per la seconda e Claudia mi rifilo uno sculaccione e mi indico' un reggiseno rosso in pizzo e un paio di culotte abbinate reggicalze e calze nere , iniziai a vestirmi con il suo aiuto , ero eccitatissima dall'esperienza che stavo vivendo , dopo mi chiese se preferivo il vestitino rosso oppure la minigonna nera con una camicetta di seta bianca , io scelsi il vestito rosso con manica lunga , mi accorsi vestendolo che era cortissimo nascondeva giusto i ganci dei reggicalze e cosi guardai Claudia e lei mi lancio un sorriso , a quel punto visto che lei calzava un 41 e io un 40 mi porto nella camera della ragazza che divideva l'appartamento e mi mostro scarpe e stivali di vario tipo , mi indico' che secondo lei mi sarebbero state bene un paio di sandali con piattaforma e tacco 13 , dissi che mi piacevano e volevo indossarli , provai a camminare e mi sentivo davvero sexy , Claudia nel frattempo mi correggeva e mi aiutava a prendere confidenza con la camminata , mi prese per mano e mi riporto in camera dove mi mise una collana e dei bracciali e visto che avevo i buchi ad entrambi i lobi un paio di orecchini a cerchio , poi subito inizio a truccarmi e mi mise per ultimo un rossetto di color rosa , ero pronta mi condusse allo specchio che era in entrata , non credevo ai miei occhi ero bellissima e sexy, Claudia mi accompagno in salotto e mi fece sedere sul sofa , mi disse di accavallare le gambe , inizio a complimentarsi con me e con se stessa per il risultato . Iniziammo a chiacchierare e mi chiese se mi sentivo a mio agio , cosa provavo e cosa mi sarebbe piaciuto fare cosi vestita , risposi che mi sentivo benissimo un sogno e che mi sarebbe piaciuto fare sesso con lei e un ragazzo o con due ragazzi addirittura , cosi mi propose se mi andava di fare sesso con dei suoi clienti , io avrei aspettato in salotto mentre lei scendeva in strada a lavorare , quando sarebbe tornata avrebbe chiesto al cliente se voleva che partecipasse una sua amica senza pagare alcun sovrapprezzo . Accettai la proposta e rimasi con lei sino alle 5 del mattino a fare sesso con i suoi clienti , fu davvero la mia prima esperienza da troia , da quel momento mi Chiamarono tutti Monica
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9 anni fa
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Varie
Ultima sera d'estate
Ti piacerebbe farlo con loro? Questa è solitamente la prima domanda che ci facciamo io e Mara quando abbiamo voglia di trasgredire. Da premettere che uno dei paletti che abbiamo (non al 100%) è quello di evitare di “giocare” con coppie che conosciamo bene, con amici per intenderci (anche se c’è una coppia in particolare che..). Anche perché una volta capitò e non abbiamo un buon ricordo. Prima di passare alla storia è doveroso dirvi che siamo una coppia giovane con alcune esperienze e che prediligiamo il soft (almeno nei primi incontri). Anche se siamo per il gioco di sguardi, per far scorrere le serate normalmente per poi concederci un divertimento aldilà delle pretese, senza troppe restrizioni per capirci.. Detto questo, penso che il primo scopo per ognuno di noi sia far avverare la maggior parte delle fantasie che normalmente vagano per la nostra mente; quando poi inaspettatamente succede quello che mai si sarebbe pensato, bhè questo è il massimo. Quest'anno siamo stati in vacanza a Malaga con una coppia di amici. Una coppia con la quale condividiamo quasi tutto, siamo praticamente sempre insieme e ci conosciamo da una vita. Il nostro intento era di fare una vacanza piuttosto tranquilla, ovviamente all'insegna del divertimento ma non della trasgressione. Altrimenti avremmo scelto di andare da soli per non correre il rischio di essere scoperti. Per non dilungarmi troppo, le due settimane sono passate in maniera tranquilla, mare , relax, scherzi, discoteche e divertimenti vari. La sera prima di partire decidemmo di fare una sorta di festa privata nella villa che avevamo affittato. Per l'occasione invitammo alcune coppie che avevamo conosciuto lì, c’erano due coppie spagnole una inglese una portoghese e una italiana. Abbiamo comprato degli stuzzichini, da bere, abbiamo messo della musica e passato una serata diversa. Tutto funzionò secondo i piani. Calata la notte rimanemmo noi 4 e non nascondo che le ragazze erano un po' brille ma non del tutto. Allora tra una risata e un’altra, qualche altra sigaretta qualche altro bicchierino decidemmo di spegnere le luci e continuare a ballare per un po’. Provate ad immaginare la scena: salone con ampio divano-letto, luci basse, abiti da discoteca , qualche drink in più e la musica a palla. Bhè per noi era tutto normale anche perché durante le nostre serate di trasgressione molte volte ci troviamo in questa situazione. Iniziamo a ballare, ognuno con il proprio partner, qualche bacio, qualche mano che scende giù fin quando inaspettatamente le ragazze ci lasciano e si mettono a ballare da sole. Bhè fin qui tutto regolare, diciamo che la cosa non ci stranì neanche quando salirono sul tavolo del soggiorno (anche se non nascondo che dall’abitino bianco e un po’ rigonfio della ragazza del mio amico l’intimo verde tiffany mi risaltò subito all’occhio).A quel punto noi rimasti soli ci sediamo e ci accendiamo una sigaretta(sembrava una scena da night-club). In cuor mio io speravo che le cose girassero come più volte io e Mara avevamo fantasticato. Il tempo della sigaretta, guardo Mara che mi fa un cenno come per dirmi “andate di la” a quel punto colgo l’occasione e porto l’amico di la a prendere uno spumantino dal frigo. Onestamente io non so cosa successe di la ma quando tornammo rimanemmo scioccati. Le ragazze erano sul divano, completamente in intimo e con molto gusto si baciavano e si toccavano dappertutto.. Allora io guardo Lui che mi sembra totalmente tranquillo e abituato a tutto ciò, insieme ci avvicinammo, ci sedemmo ai lati delle nostre Lei e continuammo a goderci lo spettacolo mentre iniziammo a toccarle.. bhè inutile spiegarvi che furono loro a comandare il gioco, prima scesero giù in mezzo alle nostre gambe e poi presero il cazzo in mano, iniziarono a succhiare finchè non avvenne l'inaspettato .. La mia lei si precipitò sul cazzo dell'amico e la sua lei venne da me. Un pompino spettacolare (sicuramente anche per lui) .. Alla fine scopammo alla grande per più di due ore (ognuno col suo partner).. Il finale fu da urlo, quando dovevamo venire, vedere le due lei che continuavano a baciarsi fu il giusto finale per un qualcosa di inaspettatamente bello :) Ma la cosa che più mi stupì successe dopo quando tra una risata entrambi raccontammo le nostre trasgressioni notturne e scoprimmo di avere anche questo lato in comune.. Inutile dirvi che questo ora succederà spesso ;)
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9 anni fa
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Varie
alien
Nella stazione di Antares, distante 12milioni di anni luce dalla terra, in attesa di intraprendere il viaggio verso la destinazione di transito che l'avrebbe ricondotta alla volta di casa, G. si trovava assieme ad una moltitudine di altre specie di vite aliene, ben consapevole di attrarre, come già avveniva per gli umani, anche la loro attenzione, quasi fosse una di quelle mutanti capace di modificarsi a piacere intercettando occulte passioni erotiche di chiunque le fosse giunto a contatto. Non aveva mai nutrito alcuna sorta di pregiudizio, ne avversione preconcetta verso la struttura fisica degli uomini in genere, quando si fossero dimostrati capaci di saperne stimolare le pulsioni cerebrali, entrandole direttamente nella mente sino ad abbatterne le immunitarie difese e rendendola molto più vulnerabile di quanto potesse apparire oltre a quel sofisticato aspetto che avrebbe potuto farla ritenere irraggiungibile. Questo doveva aver pensato anche quello strano individuo che la osservava con palese interesse, facendola sentire improvvisamente nuda in mezzo ad una folla di personaggi non sempre molto rassicuranti e che tuttavia erano parte di quel mondo. Avvicinata non si ritrasse, avendo imparato, viaggiando nell'iperspazio temporale, quanto altre surreali forme di vita potessero esistere nella galassia, ed assieme alle quali anche lo stesso compagno di lei aveva dovuto arrendersi alla possibilità che potessero coesistere rapporti che in altre ere ormai lontane sarebbero risultate decisamente imponderabili. La conformazione mentale di G. pareva idonea a far si che, trovandosi di fronte a chi la avvicinava, potesse adattarsi alle sue esigenze, rendendola irresistibile al punto che il soggetto sarebbe stato disposto a fare di tutto pur di averla per se, attratto com'era da tali impulsi magnetici. Anche per l'essere che ora l'aveva convinta a seguirlo era accaduta la medesima cosa, e lei stessa sapeva perfettamente di non potersi ritrarre di fronte a quelle richieste formulate attraverso la sola lettura dei pensieri che l'avrebbero indotta a compiere ogni sorta di azione. Appartati in un luogo più consono, ad approfondire la reciproca conoscenza, non ci volle molto per ritrovarsi a condividere quanto l'umanoide desiderava verificare e che lei stessa era pronta a concedergli. Subito denudata dalla aderentissima tunica, che le fasciava il corpo, si ritrovò gambe all'aria assaporata voracemente dalla fauci golose del proprio vischioso amante, provando sensazioni sino ad allora mai sperimentate che, irretendola globalmente, la condussero all'orgasmo più folle. Posseduta poi in ogni altra maniera ebbe conferma di quanto, ogni nuova specie aliena, sapesse produrre sensazioni epidermiche tali dal renderla succube di piaceri impossibili da poter descrivere, nel contempo già pensando al modo di far giungere al proprio compagno l'analoga percezione dell'incontro in cui si era resa volontaria protagonista.
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9 anni fa
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Varie
A villa borghese
Una sera, finito di lavorare tardissimo (lavoravo da libero professionista, come disegnatore, in uno studio di architettura lì vicino) andai a fare una passeggiata. Qualcuno mi aveva detto che si poteva fare qualche incontro interessante. Entrando dalla parte di Viale delle Belle Arti, subito dopo la Galleria Nazionale di Arte Moderna, sulla curva, prima dell’inizio della salita del tram in Via Ulisse Aldrovandi, notai del movimento sulla destra, in un sentierino che saliva verso la collina. Iniziai a percorrerlo e vidi, oltre la siepe, appoggiate al muretto di recinzione, alcune persone. Mi soffermai a guardare, abituando pian piano gli occhi al buio della zona, e mi resi conto che era un gruppo di tre persone: due uomini ed una donna. Un uomo era seduto sul muretto mentre la donna, piegata a 90° gli stava facendo un pompino, e dietro a lei c’era un uomo che, sollevatale la gonna, se la stava scopando allegramente. La cosa iniziò ad eccitarmi e continuai a guardare. Dopo una decina di minuti il tizio che se la stava scopando si sfilò da lei, si ricompose e passandomi davanti mi diede una pacca sulla spalla. A quel punto mandai a quel paese la timidezza e mi avvicinai. A due passi da loro mi fermai cercando di capire se la mia presenza li disturbasse, ma visto che tutti e due mi diedero uno sguardo e non fecero una piega, mi avvicinai ulteriormente, appoggiai una mano sul culo di lei e le alzai la gonna. Era senza mutande ! Iniziai ad accarezzarle il culo. Un bel culo, ben conformato, sodo e accarezzandolo tutto incominciai a inserire la mano tra le natiche, sfiorandole la rosellina, scendendo ed arrivando alla fica che trovai bella carnosa ed umida per la fuoriuscita della sborra dell’ospite precedente. La sgrillettai un po’, quindi, con le dita bagnate dal liquido seminale del tizio, andai ad inumidirle il buco del culo, masturbandoglielo un po’ ed iniziando ad infilarle prima uno, poi due ed infine tre dita per allargarglielo, cosa che lei mostrò di gradire, quindi snudai il mio uccello, gli misi un preservativo e lo infilai in quel nido ospitale. Una volta entrato mi fermai per assaporare bene quel nido d’amore che, pur non essendo più vergine era accogliente ma non troppo largo. Aderiva perfettamente al mio cazzo dandomi belle sensazioni. Incominciai ad incularla con la giusta frequenza ed si iniziarono a sentire mugolii di piacere da parte della donna. Allora presi un ritmo diverso, accelerando ed affondando i colpi finché lei tralasciò per un momento di fare il pompino ed iniziò a dire: “Sì.. così… oddio che bello… mi sta trapanando divinamente… godoo… godoooo !! Ma mentre godeva non mi fermai. Volevo sentirla godere ancora. Quando ero in quei stati di erotismo, ero capace di andare avanti per un tempo infinito riuscendo a controllare il mio piacere. Lei mugolando si rituffo sul cazzo del tizio seduto sul muretto e riprese a spompinarlo mettendoci un impegno che, in breve, portò il tizio a goderle in bocca. Lei, mantenendo la presa su quel cazzo che le riempiva ancora la bocca, si lasciò andare appoggiandosi alle cosce del tizio, mentre io, continuando ad incularla, le aveva preso in mano le tette e gliele stavo impastando torturandole i capezzoli. Sembrava impazzita: continuava a mugolare biascicando parole incomprensibili, lasciandosi ormai fare da me tutto ciò che avessi voluto. Infine iniziò nuovamente a dire “Sto per godere di nuovo… non ti fermare… mi stai facendo impazzire… ecco… sto venendo… ecco… godoooo !! Solo a quel punto mi lasciai andare e le sborrai nel culo una quantità pazzesca di sborra, che iniziò a tracimare. Quando il mio cazzo, iniziando ad ammosciarsi, si sfilò da quel culo accogliente e godereccio, lei si girò verso di me e mi baciò in bocca. Non mi ero accorto che nel frattempo un tizio si era avvicinato a noi e colse proprio quel momento di estrema libidine, approfittando che ero con i pantaloni calati, per iniziare a palparmi il culo, tirarmi verso di se e farmi sentire che razza di “pacco” avesse tra le gambe. Ora… essendo io bsx, non disdegnai l’approccio e, appoggiandomi con le braccia al muretto, offrì le mie terga al nuovo ammiratore che immediatamente, inumidendosi le dita, iniziò un lavoro di penetrazione onde agevolare il seguito. Quando capì che mi aveva allargato a sufficienza, resosi conto che stavo cercando di agevolarlo in tutti i modi, mi presentò il suo compagno di giochi introducendomelo lentamente e con attenzione, viste le dimensioni, arrivando ad infilarmelo completamente ed iniziando immediatamente a stantuffarmi, facendomi provare brividi a non finire. Nel frattempo la tizia, completamente illibidinita, si accucciò davanti a me dando il via ad un pompino spettacolare nel mentre si masturbava, accucciata com’era, il clitoride. Giungemmo a godere quasi contemporaneamente. Il primo fui io che mi scaricai in quella bocca famelica, causando consequenzialmente il godimento di lei e. avendo per il godimento iniziato a contrarre lo sfintere, provocare quello di lui, che mi scaricò in culo un torrente di sborra. Riprendemmo fiato e mentre ci ricomponevamo lei mi baciò lussuriosamente sussurrandomi un “Grazie”. PS.: Per cortesia… lasciatemi un Vs. commento, sia che vi sia piaciuto che non. Grazie.
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9 anni fa
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Ai giardini di via r. gessi 2
Come al solito, quando ero in crisi con la mia donna, sentivo il bisogno di “consolare” il mio ego andando a cercare qualcuno che mi facesse sentire desiderato/a e… mi inculasse. Come spesso facevo in quei casi mi diressi verso i giardini di Via R. Gessi, zona proficua di caccia. Dopo mezzanotte si trovava sempre qualcuno voglioso di un pompino o di un culo disponibile. Pertanto anche quella sera ci andai e, una volta posteggiato nelle vicinanze, mi diressi con molta calma guardandomi attorno ed osservando ben bene i vari movimenti che notavo e che avrebbero potuto darmi indizi su quale potesse essere la zona di caccia più proficua. Mi feci buona parte della zona, camminando prima all’esterno dei giardini e dei vari sentieri, per farmi notare, poi iniziai ad addentrarmi in essi sempre con molta calma e scrutando bene tra le fresche frasche. In queste occasioni, se la temperatura lo permetteva, mi vestivo sempre solo con una semplice tuta sportiva, senza niente sotto, in modo di avere facilità di calarmi i pantaloni (e alla bisogna rialzarmeli velocemente) e, aprendo semplicemente la giacca della tuta, ritrovarmi praticamente nudo. Ad un certo punto notai, nel buio quasi totale del sentiero che stavo percorrendo, nel vago controluce creato dall’illuminazione della strada sottostante, che c’era qualcuno fermo su un’aiuola, dietro una siepe. Facendo un colpo di tosse per svelare il mio arrivo, con molta calma mi diressi in quella direzione, osservando bene e cercando di capire cosa stesse facendo. Notai come sembrasse che mi stesse guardando (nel buio non avrei potuto giurare che lo stesse facendo) ma “sicuramente” si stava masturbando. Mi avvicinai sino ad arrivargli vicino: continuava a masturbarsi e decisamente mi stava guardando mentre lo faceva. Prendendo ciò come un invito allungai il braccio e gli presi l’uccello in mano, mentre lui toglieva la sua che allungava immediatamente verso il mio culo, iniziando a palparmelo. Aveva un uccello di una bella stazza, decisamente lungo e abbastanza grosso ma, soprattutto… molto duro, consistente, dava piacere tenerlo in mano e masturbarlo. Lui continuava a impastarmi le chiappe e nel farlo deve essersi accorto che ero senza mutande, fatto sta che dopo qualche minuto salì alla cintura elastica dei pantaloni ed iniziò a farmeli scendere. Io, nel frattempo, avevo abbassato la zip della giacca per ritrovarmi a torace nudo e capezzoli all’aria. Immediatamente l’altra sua mano scattò verso i miei capezzoli iniziando a torturarmeli, mentre con quella che mi teneva sul culo iniziò un’opera di penetrazione tra le mie chiappe, andando a cercare la mia fichetta che trovò morbida e lubrificata cosa che gli permise, pertanto, di penetrarmi prima con due dita e poi con tre ed iniziare un lento lavoro di allargamento. Quando pensò che le condizioni fossero ottimali mi rigirò, mi fece inchinare un po’ in avanti e me lo infilò tutto, con un unico movimento. Feci una lunga inspirazione un po’ per il dolore determinato da quella introduzione così immediata, e molto dalla massa che mi invase completamente. Lo feci fermare, per avere il tempo di abituarmi a quel corpo estraneo che mi riempiva completamente e lui si prese tutto il tempo. Solo quando sentì che il mio sfintere iniziava a contrarsi iniziò a muoversi ed io incominciai a provare brividi lungo tutto il corpo. Ci sapeva fare, sapeva come usare al meglio quello splendido oggetto che si ritrovava tra le gambe. Alternava colpi morbidi a colpi più forti ed io stavo andando in orbita. Per quanto cercassi di non far rumore, non seppi evitare di emettere dei mugolii di piacere dando soddisfazione al tizio. Lo notai dalla leggera variazione nel ritmo con cui mi inculava e dalla maggior penetrazione che stava usando. Iniziai a schizzare il mio piacere ed il mio culo incominciò a comunicargli, con le contrazioni, il piacere che mi stava dando. Questo, alla fin fine, lo portò a godere schizzandomi nel culo una quantità industriale di sborra. Finito di eiaculare rimase ben infisso dentro di me ed iniziai a sentire il suo cazzo che si muoveva non in senso orizzontale ma bensì allargandosi e restringendosi, come fosse una specie di pompetta, e alzandolo ed abbassandolo, dandomi sensazioni incredibili che, pur stando fermi, mi portarono nel giro di una decina di minuti ad avere un secondo orgasmo. Non mi era mai successa una cosa del genere. A quel punto penserete che si sia sfilato dal mio culo? Ma neanche per idea. Sempre tenendomi per i capezzoli e riprendendo a torturarmeli, ricominciò ad incularmi, con calma, quasi con sadismo, sempre senza parlare. Fu un’opera di demolizione: mi portò ai limiti della pazzia e dopo non so quanto tempo (ormai avevo perso la cognizione del tempo, ero uno straccio tra le sue mani) mi riempì nuovamente di sborra. Rimase fermo qualche minuto, si sfilò dal mio corpo e dandomi una pacca di ringraziamento sul culo si ricompose e se ne andò, lasciandomi lì, distrutto e… beatamente appagato. Mi ricomposi anch’io e camminando su una nuvoletta per il piacere provato…. mi avviai verso casa.
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9 anni fa
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Alla costa dei barbari 4
Alla sera. Belli rilassati sul letto, Monica iniziò a ripercorrere i fatti della giornata e dopo avermi chiesto com’era andata la mia ricognizione sul terrazzamento, mi raccontò che subito dopo che me n’ero andato, mentre si stava masturbando, le si era presentato davanti il tizio con cui l’avevo trovata a fare il 69, il quale guardandola mentre si masturbava le aveva detto che gli sarebbe piaciuto molto leccarle la fica e sentirla godere nella sua bocca. A questo dire non aveva saputo resistere e con la voglia che si ritrovava addosso lo aveva invitato a distendersi e gli era andata sopra per farsela leccare tutta, bagnata già com’era, iniziando a succhiargli il cazzo che, aveva notato, non era niente male. Mentre era intenta a fargli il pompino, godendo per come le stava succhiando il clitoride, si era sentita appoggiare una mano sul culo e la voce sexy del “secco” dirle. “Certo che hai anche un culo da favola e due tette stupende” e nel dire ciò le aveva appoggiato ill suo cazzo tra le natiche, aveva bagnato due dita nella fica passandole poi sul buco del culo, stimolandolo a rilassarsi ed infine infilandole nel culo tutto il suo manganello sino in fondo, prendendo in mano le tette, con cui la tirava verso di se, impastandole e iniziando subito a stantuffarla, portandola in un baleno ad avere il suo primo orgasmo. Continuando con il suo ritmo, con metodo, facendole sentire ogni centimetro di quel cazzo spettacolare, l’aveva fatta letteralmente impazzire e non sapeva più quante volte avesse goduto. Mi disse che avevo avuto ragione, quando le avevo detto che un pacco non bisogna valutarlo dalla confezione, ma bensì dal contenuto. In effetti – disse – una volta passato il primo shock dato dal primo impatto, era un piacere scopare con lui e ci si dimenticava di com’era fatto e solo al pensiero…. Si stava bagnando di nuovo ! Lo sguardo le si era fatto lucido, libidinoso, quasi non la riconoscevo rispetto a qualche settimana prima, in cui pur accettando le mie uscite era quasi… contegnosa, ritrosa. Ora sembrava che la sua libidine fosse esplosa tutta in un sol colpo. Al che le chiesi “ Ti andrebbe di farlo venire a casa e dividercelo da buoni amici per tutto il giorno, in pace dallo sguardo di altri’” Mi rispose che farlo davanti ad altri, sapendo di essere guardata, le aveva dato delle emozioni forti, che non si aspettava, ma che poterlo avere in privato la… emozionava molto ed avrebbe apprezzato di averlo tutto per noi, visto anche che riusciva a godere più volte a distanza di poco tempo. Era convinta che avrebbe saputo darci forti emozioni. Le confessai che . quel giorno, prima di andarsene lui mi aveva chiesto se il giorno dopo saremmo nuovamente andati in spiaggia e che io gli avevo risposto “Probabilmente sì, se il tempo non cambia.” Saputo ciò vidi nei suoi occhi uno sguardo libidinoso e pertanto le dissi “Così potremmo chiedergli se sarebbe disposto a venirci a trovare a casa”. Immediato ci fu un: “Sì, sì, andiamo e chiediamoglielo.” Mi abbracciò, mi baciò intensamente, a tutta lingua, eccitandomi, dopo di che visto il mio stato salì sopra di me infilandosi in fica il mio cazzo ed iniziando a cavalcarmi sino a che non iniziò a mugugnare “Sì, così, dammelo tutto, sborrami dentro, riempi questa troia che ha voglia di te e di altri cazzi.” E mentre lei godeva schizzandomi tutto, venni come un torrente in piena, riempiendola con sua grande soddisfazione. Ci addormentammo, sazi, abbracciati. Il giorno dopo mi accorsi che lei era quasi impaziente di uscire, di arrivare alla spiaggia, mettendomi urgenza dicendomi “Dai, sbrigati… perdiamo ore di sole…” Arrivati trovammo che il posto, che ormai consideravamo “il nostro posto” era fortunatamente libero e perciò piazzammo le nostre cose (materassino, asciugamani, le bibite in ombra) e contenti come ragazzini, pieni di aspettative goderecce, andammo a farci una nuotata. C’era già chi ci aveva notato ed aspettava di curiosare e vedere le nostre “performance”. In quelle tre giornate in cui avevamo frequentato il posto eravamo stati già fotografati, catalogati e valutati da quella fauna che si aggirava abitualmente da quelle parti. Usciti dal mare, dove nel frattempo avevamo colto l’occasione per accarezzarci molto intimamente, ci asciugammo e ci mettemmo a prendere il sole. Passammo così una mezz’oretta durante la quale avevo osservato un certo andirivieni nel sentiero sopra di noi, con gente che, arrivata in prossimità del nostro posto, rallentava per osservarci meglio. Monica mi disse: ”Forse è il caso che vai a farti un giretto” - guardando in una certa direzione verso il mare – “così forse trovi qualcun altro che apprezzi le tue grazie” ma mi resi conto che stava guardando sempre più intensamente da una certa parte e, senza farmene accorgere, ci guardai anch’io, realizzando che, ad una quindicina di metri da noi c’era, disteso, quel bellissimo ragazzo del secondo giorno che, guardando fisso verso Monica, girato sul fianco rivolto verso di lei, si stava masturbando. “Ok. – dissi- vado a farmi un giretto, così avrai modo di gustarti il ragazzotto”. E mi allontanai, controllando la situazione senza darlo a vedere e realizzando che, non appena mi ero allontanato, il ragazzuolo si era alzato e diretto verso Monica con il membro in erezione. Vidi, in distanza, “il secco” che stava arrivando lungo il sentiero e mi feci notare che stavo andando sul terrapieno. Dopo poco, mentre mi stavo spalmando il Luan sulla mia fighetta sopraggiunse lui che mi apostrofò con un “Ecco, bravo, preparati per bene perché stamattina non ho ancora goduto e perciò sarai la mia prima scopata e la prima…. È sempre la migliore !” Trovammo un angolino comodo, dove poterci distendere, così poté alzarmi le gambe, mettersele sulle spalle ed infilzarmi con un unico movimento, facendomi mancare il fiato nel sentirmi riempito completamente. Ero in apnea. Magnifico ! Stava fermo dentro di me, guardandomi negli occhi, godendo del possesso e del fatto che fossi la sua troia. Lo fissavo e… non vedevo la sua bruttezza, vedevo solo un essere che mi stava facendo impazzire con le sensazioni che riusciva a trasmettermi con il suo cazzo. Ero una “phoemina” piena di voglia, grata al suo signore perché la possedeva e la faceva sentire sua. Mossi un po’ il culo per assestarlo meglio nel mio buchino, che non era più “ino” ma quasi “one” ed a quel punto, grazie anche a qualche contrazione del mio sfintere che lo stimolò, iniziò ad incularmi come sapeva fare lui. Non basta avere un cazzo notevole, bisogna saperlo usare e lui mi stava dimostrando di essere un maestro ! A momenti lento, tanto che quasi quasi mi veniva di dirgli “Più forte, più veloce!”, a momenti più veloce, a momenti movimenti più corti, a momenti più profondi. Mi stava torturando, me lo stava facendo agognare, lo volevo tutto, sino in fondo, che mi riempisse invece… mi faceva sospirare il godimento. Mi portava sino ad un passo dall’orgasmo e poi… riusciva a bloccare il mio piacere, a bloccarmi l’orgasmo a cui ormai bramavo di giungere. Iniziai a scuotere la testa, mi pareva di impazzire, avevo iniziato a scongiurarlo di godere, di riempirmi, di farmi scaricare quel piacere che stavo provando portandomi all’orgasmo ma lui, sadicamente, continuando a guardarmi negli occhi ed assaporando il potere che aveva su di me…. continuava ad ararmi in profondità, facendomi impazzire dal desiderio di lui. Nel frattempo si era riunito un gruppo di persone, intorno a noi. Me ne resi conto vagamente. Lui le ignorava semplicemente, attento solo a sottomettermi completamente e portarmi alla pazzia. Quelli attorno a noi, affascinati dall’azione costante e tremendamente sensuale di quella inculata, si stavano masturbando sinché ci fu un primo che godette, scaricandosi e schizzandomi addosso tutto il suo godimento e ciò diede il via ad un catena di schizzi e di sborrate che mi arrivarono addosso in sequenza e che, a quel punto, portarono finalmente anche lui a godere dentro di me riempiendomi con un clistere di sborra, talmente tanta che ebbi la sensazione di sentirmela in bocca. E finalmente… godetti anch’io, urlando GODOOO… e schizzando in alto tutto il mio piacere ( che mi ricadde addosso, ovviamente), ma sentì un OHH di ammirazione per l’altezza raggiunta, visto che raggiunsi uno di coloro che mi erano attorno sulla spalla. Il mio sfintere stava dando i numeri: contrazioni a non finire che “il secco” dava segno di apprezzare molto, visto che lo aiutavano a rimanere in erezione. Stava quasi sul punto di ricominciare a fottermi quando gli dissi, quasi con terrore: “ non ti azzardare a ricominciare, sai !?” Al che il gruppo di spettatori iniziò a dire: “Sì, fotti ancora questa troia, hai visto come ha goduto ? Fottila, falla impazzire, fa che si ricordi di te !” Io cercai inutilmente di sfuggirgli, ma un paio di loro si inginocchiarono e mi tennero ferma mentre lui, sorridendo, ricominciava a fottermi con colpi lunghi e profondi riportandomi a provare un piacere pazzesco che mi tolse tutte le forze e mi fece abbandonare al suo fare. Ci fu chi approfittò immediatamente del fatto che ero a bocca aperta per respirare avendomi tolto praticamente il fiato con la sua azione e mi riempì la bocca con il suo cazzo costringendomi, quasi, a sbocchinarlo. Mi lasciai andare ed iniziai a fare un bocchino al tizio, che gradì molto, commentando che ero una vera troia, che una come me faceva la felicità di molti e pertanto dovevo essere usata. Lui, imperterrito, perfettamente padrone della situazione, mi stava veramente portando alla pazzia. Abbandonando per un attimo di spompinare quello che mi aveva infilato il cazzo in bocca Iniziai a pregarlo di darmi tregua ma venni immediatamente tacitato da un altro che mi diede da succhiare il suo. Due di loro mi diedero i loro cazzi in mano e vollero che li masturbassi, mentre seguivano affascinati il movimento di va e vieni del secco e lo incitavano con “Più forte, fottila più forte questa troia…. Non vedi quanto le piace? Ormai sei il suo signore e padrone, puoi fare di lei ciò che vuoi ! Fottila, fottila, falla godere di nuovo.. !” E lui iniziò veramente ad affondare i colpi riuscendo a portarmi all’orgasmo, cosa che non avrei pensato, visto come e con che quantità avevo goduto prima e vista la mia libido condizionata dal diabete. Invece, ad un certo punto, iniziai prima a sussurrare, poi a voce più alta dire: “Sìì, così, fottimi ancora, ancora… dai che stai per farmi godere… dai… così… ecco… sto venendo… sii… Godoooo !!!” ed iniziai a schizzare una, due, tre, quattro volte, schizzi lunghi, copiosi. Ero distrutto e mi abbandonai senza forze e in quel momento lui uscì da me ed incominciò a schizzarmi addosso tutta la sua sborra, sborra che mi arrivò anche sulla bocca e che io immediatamente me la leccai, raccogliendomela anche dal torace per poi leccarmi le dita. Una volta che si fu scaricato completamente si inchinò verso di me e mi baciò, profondamente, cercando con la sua la mia lingua ed iniziando a succhiarmela voracemente. Poi si rialzò e guardandomi profondamente mi disse: “ sei proprio una gran troia, riesci a farmi godere in una maniera incredibile. Bisogna che ci vediamo più spesso.” Si rialzò del tutto ed iniziò a ripulirsi con delle salviettine che tolse dalla borsa che aveva con se, lanciandomene un po’. Ero tutta cosparsa di sborra di vari avventori che mi gratificarono di tutta una serie di sorrisi e di grazie per lo spettacolo. Ero senza forze, ma mi resi conto che, probabilmente, Monica era preoccupata, non vedendomi tornare, poiché erano passate quasi due ore da quando l’avevo lasciata. Mi ripulii e facendo cenno al secco di seguirmi gli dissi: “Ti devo parlare, vieni con me.” E lui, mettendomi una mano sul culo, con fare possessivo, mi venne dietro. Giungemmo alla nostra postazione, ma mentre stavamo per arrivare vidi sgusciare fuori ed allontanarsi il giovin ragazzo. “Ah, bene – pensai tra di me – allora non è stata in ansia.” Entrammo nell’area e lei, candidamente, disse: “Ah, sei qui… cominciavo a preoccuparmi !” Poi, vedendo con chi ero in compagnia, sorrise e disse: “Giusto bene… vi siete divertiti? Ora fate divertire un poco anche me!” Dissi: “Prima di iniziare qualsiasi cosa… chiedigli se è disposto a venire, qualche volta, a casa nostra per giocare tra di noi, senza altri attorno !” Avemmo una risposta immediata, positiva, che però gli fece dire, subito dopo: Sì, ma intanto.... ho appena finito di farti il culo ora dammi la possibilità di gustarmi quello della tua donna!” ed a quello parole lei, grandissima troia, immediatamente si mise alla pecorina offrendogli il culo che lui, senza indugio penetrò perché era già in erezione. Incredibile !! La sera poi, a letto, rivivendo la giornata le chiesi: “Ma il bel ragazzotto, che avevo visto venir da te, non ti aveva soddisfatta ? Ho visto che se ne andava quando tornavo…?” Monica mi rispose: “Sì, mi ha fatto godere molto, ha voluto prendermi in tutte le posizioni, gliel’ho anche succhiato ma…. Cosa vuoi… il secco, come lo chiami tu, è tutta un’altra cosa!” PS.: Vorrei tanti commenti, grazie.
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10 anni fa
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Negozio in centro 2
Ormai ogni minuto della giornata la trascorrevo pensando alla serata passata in compagnia della mia signora e di come mi aveva trasformato e fatto godere. Anche al lavoro pensavo a quella bellissima serata in cui ero diventata Alessia; si infatti scelsi questo nome quando avrei trasformato la mia persona; un nome che mi ha eccitato sempre perché femminile e molto sexy allo stesso tempo. Non vedevo l’ora di ritornare a casa, farmi una doccia e indossare sotto la tuta la lingerie più sexy ed elegante e andare agli appuntamenti nel negozio. Lei mi mandava sms di quando poteva essere disponibile e io cercavo di liberarmi degli impegni per poter godere delle attenzioni della mia signora. Non era una Mistress e non mi comandava a bacchetta; pure lei godeva di quegli amplessi con me in qualità di donna. Lei era lesbica: avere una fighetta di donna da esplorare oppure un culetto di travestita la eccitava allo stesso modo. Poi io il mio culetto lo chiamavo la mia fighetta dato che da travestita, oltre alla bocca, potevo donare solo quello per essere scopata e penetrata in fondo per dare gioia alla persona di turno. Dopo un paio di settimane che ormai ero diventato un cliente fisso dato che lì compravo di tutto, anche in orari normali da persona normale, mi arriva un messaggio alquanto enigmatico: “Indossa lingerie che hai comprato oggi; l’abito te lo do io con tacchi e parrucca; ti preparo per qualcosa di straordinario verso le ore 23:00, baci Stefania.” Stefania, la mia signora, mi aveva incuriosito ed eccitato in modo pazzesco. Cosa sarà mai questa cosa straordinaria? Comunque, tutto eccitato il giorno non vedevo l’ora di arrivare a casa e prepararmi. Giunta la sera, ero davanti al negozio con sotto la tuta e scarpe da ginnastica un bel completino composto da una stupenda mutandina brasiliana bianca che esaltava il mio culetto sodo; delle calze autoreggenti sempre bianche con gli orli merlettati; un reggiseno a balconcino per esaltare i capezzoli sul davanti; dei guanti sempre bianchi che coprivano le braccia fin quasi ai bicipiti. Giunta al negozio, Stefania mi aprì la vetrina e mi ordinò subito di togliermi la tuta, indossare la parrucca e le scarpe con tacco e un abito lungo bianco con svasature sotto e che lasciava scoperta la schiena fino al culo per prepararmi al trucco e farmi sfilare come sempre. Dopo il trucco andai nell’altra stanza dove era stata preparata una passerella con tappeto rosso e con faretti che impedivano la vista. Iniziai a camminare sul quel tappeto quando ad un tratto sentì applaudire dalla parte del buio. Capì che c’era un’altra persona che mi stava ammirando e io ero lì proprio per lei. Strinsi gli occhi per capire chi fosse la figura che ora stava venendo verso di me accompagnata da Stefania e dopo un paio di secondi non potetti che rimanere di stucco. Una donna ben vestita con tailleur grigio e un body azzurro dal quale svettavano due seni durissimi; calze velate nere su scarpe lucide. I capelli neri corvino nascondevano a metà il viso dove due labbra rosso fuoco mi sorridevano nell’avvicinarsi verso di me. Gli occhi scuri sorridevano come se stessero già gustando i momenti che sarebbero venuti dopo. Gentilmente si presentò con un bacio delicato sulla mia bocca e complimentandosi con me e con Stefania e di quanto era stata fortunata ad avere una donna come me iniziò a toccarmi dappertutto e nello stesso tempo a trascinarmi sopra il divano del negozio. Capì subito che stasera sarei stata posseduta da questa creatura ammaliante e la cosa già mi aveva portato l’eccitazione alle stelle. Con la lingua leccava ogni parte del mio corpo: il viso, le labbra, il collo e le unghie strusciavano la mia schiena nuda facendomi rizzare le pelle. Io assecondavo come una troia e gemevo alle sue carezze e ai suoi baci mordendomi le labbra. Mi prese la testa e strusciandosela sul corpo mi forzò a baciarla dappertutto e a mettermi in ginocchio davanti a lei. Premendo con la bocca sul suo bacino iniziai a sentire un certo rigonfiamento e sollevatasi la gonna dal body fece svettare un bellissimo cazzo che da moscio sembrava la proboscide di un elefante. Rimasi in un primo momento sbalordito perché mai avrei pensato che una creatura così femminile potesse nascondere quell’aggeggio di quelle dimensioni e che comunque le dimensioni erano davvero enormi. “Inizia a leccarlo e a farlo indurire come sai fare tu “ esclamò Stefania e continuando “ oggi ti tocca un cazzo reale e di grosse dimensioni; questo è un regalo che ti voglio fare per come sei stata brava in queste settimane; oggi hai bisogno di qualcosa di reale e non del solito toys di gomma e senza vita”. Ero già eccitatissimo e sentivo lo sfintere che pulsava per il sangue irrorato; reclamava già quella proboscide e sentivo il bisogno di essere riempita per tutto e dappertutta. Aprì la bocca ingoiando la cappella e con la mano iniziavo a segarla per farlo indurire; cresceva dentro fino in gola piano piano e non riuscivo a tenerlo tutto dentro. Lo leccavo sul prepuzio, l’asta e sotto; lo ingoiavo ungendolo con la saliva e succhiavo per farlo crescere ancora di più. Due mani non riuscivano a coprirlo e a chiuderlo; immaginavo come avrei goduto con quel palo dentro e le sensazioni che mi avrebbe regalato. Stefania dietro di me già lavorava con le dita e con la vasellina sussurrandomi che mi avrebbe aiutata nella penetrazione e che lo avrei sentito scivolare dentro fino alla gola. Dopo circa un quarto d’ora che lavoravo di lingua e che era diventato gigantesco, entrambe mi fecero alzare e mi fecero poggiare in piedi sulla parete con moquette. Io mi piegai un poco e con le braccia e i gomiti piegati, con le gambe allargate e il culetto all’indietro aspettavo di essere scopata da quella meravigliosa trans dal cazzo asinino. La mia fighetta anale svettava dietro all’insù e non aspettava altro di essere dominata e presa. Iniziai a sentire che il glande si faceva strada tra i glutei e spingendo verso su mi premeva sulla fighetta cercando di farsi spazio. Era troppo grosso e la crema mi aiutò a ricevere la cappella con un dolore quasi sopportabile. Iniziò a premere verso su e io inarcando la schiena cercavo di rilassarmi ma tremavo tutta e le gambe quasi mi cedevano. Stefania mi abbracciò sui fianchi e mi reggeva: Capiva e penso sapeva che le dimensioni erano enormi; forse aveva provato pure lei quel mostro asinino e cercava di proteggermi a modo suo incoraggiandomi e baciandomi sulla bocca. La pressione sulla fighetta si faceva sempre più forte fino a quando lo sentì dentro iniziando ad affondare dentro l’intestino. Mi sentivo sollevare dalla forza dei colpi ricevuti e quasi non toccavo per terra; era possente nei colpi e lo stomaco mi si muoveva tutto. Gemevo e ansimava sotto quei colpi e baciavo la lingua di Stefani che quasi cercava di soffocare i miei lamenti e grida di dolore e piacere. La trans mi aveva cinto con il braccio sui fianchi per contrastare i miei movimenti sussultori e spingendomi verso giù ogni volta che affondava il cazzo sul mio culetto ormai aperto a dismisura. Sentivo le sue cosce calde sulle mie dietro; le calze di entrambe si riscaldavano a vicenda scivolando sulla pelle eccitata. Iniziavo a sentire i brividi che arrivavano alla testa e mi abbandonai inerme sorretta da entrambe aspettando che lei iniziasse a godere e a regalarmi quei fiotti di sperma dentro di me. Durò una mezz’ora quella scopata e quando lei iniziò a tremare capì che stava per venire. Strinsi i muscoli della fighetta per accelerare l’orgasmo e a muovermi verso di lei. Un caldo liquido invase il mio intestino: lo sentivo dentro che riempiva le mie viscere prima e poi iniziai a sentire che colava sulle mie cosce e le calze. Tremavo tutta e baciai con forza Stefania sulla bocca come se volessi ringraziarla di quello stupendo regalo che mi aveva fatto. Lei sorrideva e aveva capito che mi era piaciuto e la stessi ringraziando e mi disse :” non ti preoccupare; ci saranno altre serate come questa e altre sorprese per te”. Continuò a baciarmi e ad accarezzarmi fino a quando non ci sedemmo tutte e tre sul divano e scoppiammo a ridere di felicità.
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10 anni fa
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La prima volta a pelle... Racconto del mio Bull
Silvy... un corpo voluttuoso e invitante che sin dai primi incontri mi aveva fatto godere in modo particolare e anche il suo atteggiamento di sweet che voleva il massimo del maschio, voleva godere sempre di più e sempre più a fondo, mi era risultato speciale. Ma quella sera il fuoco della passione divampava particolarmente e entrambi sentivamo che il sesso sarebbe stato impetuoso, fantasioso e inebriante. Anche la presenza del Cornuto, che nudo si masturbava, faceva da corollario ma molto di più lo fece la voce di lei che gli spiegava cosa provava e quanto godeva, non erano le solite spiegazioni che avevo sentito da alcune sweet che, sebbene eccitanti, erano racchiuse nei canoni usuali dei giochi cuckold. Quella sera Silvy aveva un mood particolare.. era dolce ma perversa, esprimeva le sue sensazioni con particolare veemenza.... gli diceva come sentiva il mio membro arrivare in fondo alla sua figa, come mai lui avrebbe potuto fare, gli spiegava qual sensazione di godimento rovava nel sentire la verga aprirle le grandi labbra. Era difficile, anche per un bull come me, abituato a non venire subito per fare godere al massimo la sweet, trattenere l'impeto.. non volevo deluderla.. proprio lei, la mia sweet. Le sue parole l'affanno di Silvy si alternavano e procedevano un mix di tensione e di porcaggine che riempiva tutta la stanza, una atmosfera che iniziava prenderci e a farci godere come non avevamo fatto mai prima mentre la giravo sul fianco per penetrarla da dietro Il suo corpo disteso sul fianco, pronto a ricevere l'assalto del bull che la desiderava spasmodicamente era di una bellezza da togliere il fiato ma soprattutto esprimeva una voglia e una sensualità a cui un vero maschio nn sa resistere. MI avvicinai e le dissi quanto la desideravo, desideravo il suo corpo e desideravo sentire tutta la sua pelle. Lei capì e mi guardò, non rispose. Le chiesi se le sarebbe piaciuto farlo senza protezione, io, le dissi, la desideravo tanto come un vero amante avrei goduto molto di più del suo corpo senza la protezione e lei sarebbe stata capace di donarmi sensazioni unico con quel corpo che prometteva piacere. Un suo sguardo languido mi fece capire che era pronta per godere appieno del nostro rapporto, per suggellare l'unione tra un bull qualsiasi e quello che lei aveva deciso dovesse essere il suo bull fisso. Mi guardò e mi prese il cazzo sentendolo ricoperto del preservativo, umido dei suoi umori, ci guardammo e la protezione si sfilò velocemente grazie alle sue belle mani che tante volte mi avevano masturbato me lo prese in bocca e lo ricopri con i suoi umori orali. Quando la penetrai lei inarcò la schiena per potersi godere al massimo la penetrazione ma, inaspettatamente, quello che sentimmo assieme non fu il piacere dell'affondo ma quella bellissima sensazione che solo due corpi che si desiderano sentono: il colore del corpo che eccita il tuo sesso... quella sensazione di languida voluttà che è solo delle femmine che si offrono al loro uomo. Ed io sentivo lei che continuava a godere e a bagnare sempre di più la sua vagina tanto che i miei affondi la trovavano morbida e il mio cazzo godeva nel penetrarla a fondo e con la foga che mi piace imprimere ad una vera monta da bull i nostri corpi si muovevano frenetici e i nostri sessi erano eccitati al massimo... a quel punto non riuscii a trattenermi, volevo godere di quella bellissima ed eccitante femmina che avevo avuto la fortna di incontrare. L'orgasmo nn mi colse impreparato, ero già all'esterno e il suo seno veniva inondato di sperma.. di piacere e dimostrava come una vera donna sa fare impazzire un bull.. il suo bull. Silvy... sei veramente una bellissima femmina!
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10 anni fa
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Negozio in centro
Mi trovavo in giro per la città a guardare negozi e, come al solito, ero attratto da quelli che mostravano manichini in lingerie sexy e accattivante. Non ero tanto pratico del genere e ai tempi non esisteva nemmeno internet dove potevo documentarmi in merito. Preso dal coraggio mi faccio avanti ed entro in un negozio dove non c’era tanta gente. Lo scelsi proprio per questo motivo per non sentirmi imbarazzato nell’osservare quegli indumenti che mi eccitavano tantissimo. Li toccavo per palpare la stoffa e nello stesso tempo immaginavo il contatto con la mia pelle e le sensazioni che avrebbero potuto darmi. Ad un tratto si avvicina la commessa: una signora sulla quarantina, ben vestita, con gonna fino alle ginocchia nera plissettata, calze velate e sotto due scarpe nere con tacco appuntito. Una camicetta di seta nera un po’ sbottonata che faceva intravedere un bel seno abbondante e senza reggiseno, dato che nel camminare si muoveva a destra e a sinistra. I capelli lunghi castani e due occhi azzurro mare che sembrava ti penetrassero fino nell’anima; truccata leggermente e rossetto color rosso fuoco che esaltava sia le labbra che la lingua quando ti parlava. Con gentilezza mi chiese cosa stessi cercando dato che aveva notato il mio gironzolare nei corridoi e toccato la merce. Io con un po’ di rossore dissi che volevo fare un regalo alla mia donna ma non sapevo cosa scegliere e nemmeno la misura. Lei mi fissa con gli occhi e sorridendomi mi dice che se fossi passato per l’ora di chiusura mi avrebbe dedicato tutto il tempo possibile per indirizzarmi ad scegliere il meglio. Stupito un poco per quell’invito e anche perché ormai mancava poco meno di tre quarti d’ora alla chiusura risposi di sì e che sarei ritornato. Passeggiando in giro pensavo a cosa avrei mai potuto dire e le motivazioni delle mie scelte per la lingerie e abitini che erano nel negozio e continuando a gironzolare, trascorso il tempo dovuto, ritornai nel negozio. La porta era chiusa e le tendine abbassate e stavo facendo cenno di andare via quando la signora mi apre dicendomi di accomodarmi. Il negozio con le luci soffuse e il silenzio regnava assoluto senza lo stereo acceso di quando ero arrivato per la prima volta. Il tavolini erano pieni di abitini e lingerie alla rinfusa e lei non aveva messo in ordine o, al massimo , lo avrebbe fatto nel momento della chiusura. Prendendomi per mano mi accompagna dall’altra parte del negozio dicendomi che saremmo stati più tranquilli e che mi avrebbe mostrato di tutto. Giunti nella parte finale del negozio inizia a mostrarmi perizomi, guepiere e sottoveste con una miriade di calze e reggicalze, nonché minigonne da abbinare e camicette ed elencando le proprietà delle stoffe pregiate e delicate mi disse che erano tutte per la mia taglia. A questa osservazione rimasi sbalordito e balbettando cercavo di spiegare che era per un regalo ma lei, con tono più autoritario mi disse che aveva capito che erano per me e che le sarebbe piaciuto vedermi come una troietta in calore. Io divenni rosso e senza aggiungere altro dissi che aveva ragione e lo avrei fatto. Lei avvicinatasi al mio viso e strusciandomi il seno sul petto e con la bocca vicina alla mia iniziò a dire che aveva capito che ero una troietta e che questa sera sarei stata in suo possesso e mi avrebbe trasformato come desiderava lei. Iniziai a spogliarmi e quando nudo lei apprezzò il mio fisico ma soprattutto il mio culetto che palpò con le mani e pizzicando i glutei. Il suo sguardo era cambiato e gli occhi sprizzavano gioia e nello stesso tempo si illuminavano come se aveva cacciato bene e la sua preda era ormai in suo potere. Mi fece indossare le calze con riga posteriore e un reggicalze; poi un perizoma trasparente con filo dentro il solco del culetto, una guepiere e un kimono di seta nero. Finita la vestizione prendendomi per mano mi porta dentro una stanzetta e mi fa sedere davanti ad uno specchio e inizia a truccarmi e dopo mi ordina di indossare una parrucca bionda che aveva presa da un manichino e delle scarpe nero lucido con tacco altissimo. “Ecco ora sei pronta per sfilare, alzati e ammirati quando sei troia così vestita” esclamò accarezzandomi la spalla e il viso. Non credevo ai miei occhi: ero diventata una donna che sprizzava voglia da tutto il corpo e i miei occhi truccati ammiccavano verso di lei contenta per quello che aveva fatto. “Vieni di là e inizia a camminare, voglio fotografarti mentre ti muovi e sculetti per la sala”. Andata dall’altra parte, mi muovevo in quella nuova situazione ancheggiando e provando le pose più oscene: mi mettevo sulla sedia accavallando le gambe ora e aprendole dopo ad ogni scatto della macchina fotografica. Ad un tratto mi comanda di mettermi a cavalcioni sopra una panca ordinandomi di allargare le gambe e di mimare uno smorza candela come se sotto avessi uno stallone di razza. Dopo un po’ lei si siede dietro di me e spingendomi da dietro con una mano mi immobilizza in avanti e rimango con il culetto per aria verso il suo bacino. Sento un oggetto che mi preme sui glutei prima e poi cerca di farsi spazio all’interno. Durante la sfilata non mi ero accorto che oltre a prendere la macchinetta la signore aveva indossato uno strapon e ora lo sentivo premere sullo sfintere. Le dimensioni della cappella sembravano enormi e con la mano portata dietro volevo appurare realmente quanto era grosso. La cosa mi eccitava ma allo stesso modo mi preoccupava dato che non ero abituato a grosse dimensioni. Infatti appena afferrato da dietro potetti capire che era grosso quasi come una lattina della bibita e iniziai in un primo momento ad avere delle paure. Non volevo essere lacerato dietro ma la voglia e la troiaggine che mi assaliva mi spingeva ad inarcare di più le gambe e posizionare il culetto all’insù per facilitare la penetrazione. Spostato il filetto del perizoma iniziai a sentire che premeva e a farsi spazio per deflorare il mio culetto per certi versi vergine viste le dimensioni. Lei ansimava e faceva foto durante la pressione e mi incitava a rilassare i muscoli per sentire meno dolore. Stringevo le labbra e le mani sulla panca mentre sentivo che il culetto si allargava fino a quando con un rumore sordo capii che la cappella mi aveva aperto. Lei si fermò per farmi prendere fiato sussurrandomi che ormai mi aveva sverginato e piano piano avrei provato prima dolore ma poi un piacere immenso. Iniziò ad affondare con dolcezza per poi tirarlo un po’ fuori per poi di nuove dentro guadagnando centimetri dopo centimetri dentro il mio culetto che ormai reclamava l’intero oggetto del desiderio. Mi sentivo inchiodato su quella panca e lei ormai stantuffava dolcemente prima e poi con foga lo infilava dentro tutto in un solo colpo. Ad ogni penetrazione l’intestino si allargava e ogni qual volta usciva fuori era come se stessero uscendo pure le viscere. Il piacere ormai aveva preso posto e iniziai a gemere come una cagna sotto quei colpi; alzavo la schiena e mi leccavo le labbra come se volessi un cazzo in bocca per aumentare il piacere. “Vedo che ti sta piacendo da impazzire e stai godendo alla grande” mi sussurrava appoggiando il seno sulla mia schiena; “ormai sei mia e ti farò godere di piacere”. Dopo una buona mezz’ora ero in balia della signora e la testa mi girava dal piacere; iniziai a venire sulla panca e a tremare alla grande. Lei tirò fuori quel strapon e raccolta la mia sborra con le dita me la offrì sulle labbra e la bocca. Bevvi il mio nettare leccando e succhiando le dita come a volerne altra. Rimanemmo un po’ così abbracciati e dopo alzatasi mi prese per mano per pulirmi e baciandomi mi disse che ci sarebbero state altre sere come quella se io avessi voluto. Indossai i miei vestiti e andai via tutta truccata. Arrivata a casa meno male che era sera inoltrata e nessuna mi aveva vista in quelle condizioni, feci una doccia e andai a letto ancora tremolante dall’eccitazione. Iniziai a masturbarmi e venendo sulla mia mano portai quel nettare pensando che fossero le dita della mia signora.
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10 anni fa
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Il camionista turco
Era stata una giornata di discussioni con la mia compagna e come succedeva in quelle occasioni sentivo il bisogno, quasi fosse una sorta di punizione, di andare a cercare qualche cazzo che mi si inculasse. Perciò, verso le 23, me ne uscì di casa, vestito unicamente con una tuta sportiva, così da potermi spogliare con facilità. La serata era tiepida, ideale per uscire con tale abbigliamento. Mi avviai verso il parcheggio dei TIR, all’entrata del Porto Franco Nuovo. Avevo sentito dire che i camionisti turchi che si parcheggiavano lì in attesa di un imbarco sui traghetti per la Turchia erano di bocca buona e tendenzialmente omosessuali. Arrivato nei pressi parcheggiai e mi diressi a piedi verso quell’assembramento di Tir che vedevo ad un centinaio di metri. Erano posteggiati ordinatamente, uno a fianco all’altro, con tra loro uno spazio di circa due metri, due metri e mezzo, e qualcuno, in quello spazio, si stava preparando da mangiare. Evidentemente era arrivato da poco e non aveva ancora cenato. Man mano che transitavo in prossimità mi accorsi che qualcuno mi osservava, altri se ne disinteressavano, alcuni erano già bui, con le tendine abbassate e qualcun altro era con la luce accesa all’interno che guardava la televisione. Uno, dall’alto della cabina, osservò il mio approssimarmi e decise di uscire. Sceso dal mezzo, facendosi notare da me, si diresse nello spazio semibuio con il Tir vicino. Era in canottiera e mutande. Si tirò fuori l’uccello ed iniziò ad urinare, stando ben attento a farmi vedere tutto. Una volta che ebbe finito, se lo sgrullò, prese una spugna da un secchio d’acqua appeso al camion e si risciacquò l’uccello. Poi se lo segò un po’ per farlo diventar duro, lo rimise nelle mutande e si diresse verso la cabina, dove dall’angolo del muso io avevo osservato tutta la scena. Notò, evidentemente, che mentre lo guardavo nei suoi movimenti di masturbazione mi ero involontariamente passato la lingua sulle labbra e perciò, una volta aperta la cabina, mi fece segno di salire. Era un tizio sulla cinquantina, con spalle e torace da lottatore, possente, massiccio, ma nell’insieme per nulla volgare e piuttosto interessante. Non mi feci ripetere due volte l’invito ed iniziai a salire e lui mi aiuto mettendomi subito una mano sul culo, spingendomi, approfittando per darmi una bella palpata. Tutto chiaro: lui era il maschio ed io la femmina. Una volta entrati tiro giù le tendine, cosicché non si vedesse nulla dall’esterno, e mi invitò a gesti a spogliarmi e distendermi sulla cuccetta, la quale era un letto a due piazze, comodo, enorme. Non mi aspettavo che l’ambiente potesse essere così grande. Sì, d’accordo, non ero mai salito su un Tir e pertanto fu una piacevole scoperta. D’altronde, dovendo passare tante ore ed a volte molti giorni sul mezzo, avevano bisogno di comodità. Una volta nudi si inginocchiò davanti a me facendomi capire che avrebbe gradito gli facessi un pompino. Avvicinai la testa al suo membro aspettandomi di sentire odore di urina invece,,, sorpresa, era quasi profumato. Evidentemente quella spugna che si era passato sul membro e sul pube, dopo aver urinato, non era intrisa di sola acqua, ma conteneva anche qualche detergente profumato. Lo imboccai vogliosa cercando di farlo diventar duro prima possibile poiché mi era presa la smania di essere posseduta. Era già in un discreto stato di erezione, evidentemente gli facevo voglia, ed in breve riuscì a portarlo alle sue giuste dimensioni: piuttosto lungo, non grosso ma ben conformato e, soprattutto, duro come l’acciaio. A quel punto mi rialzò la testa, mi bacio a tutta lingua in bocca, quindi mi prese le gambe, le appoggiò sulle sue spalle, prese un po’ di crema lubrificante, me ne spalmò un bel po’ sullo sfintere infilandomela anche dentro, masturbandomi un po’ il culo, dentro/fuori con due dita, dopodiché mi puntò l’uccello sul buco e me lo infilò con un colpo solo. Ebbi una inspirazione profonda, poiché inattesa la modalità della penetrazione che, peraltro, grazie al fatto che non aveva un cazzo grosso, non era stata per nulla dolorosa. Iniziò a possedermi con colpi lunghi, profondi, che mi diedero l’impressione mi arrivasse fino in gola, dandomi splendide sensazioni che mi portarono a mugolare dei “Sìì… così… ancora… oddio com’è bello…. Sii, fottimi… sono la tua troia… affonda i colpi…” e lui, come se avesse capito il mio desiderio iniziò a colpirmi più forte, più a fondo, portandomi ad avere un orgasmo lunghissimo accompagnato dal suo riempirmi il culo con una sborrata lunghissima. Rimase dentro di me, con il mio sfintere che si contraeva in continuazione causa l’orgasmo avuto, ma che così facendo lo aiutava a mantenersi in erezione, poiché lo stimolava da pazzi, facendomi capire che apprezzava moltissimo. Sempre rimanendo ben infisso dentro di me, si piegò verso il mio volto e mi mise tutta la lingua in bocca, baciandomi in maniera lasciva ed eccitante. Come ebbi già modo di dire per me il bacio è la massima espressione di erotismo e, ogni volta che bacio qualcuno, mi elettrizzo. Stava quasi facendomi godere di nuovo. In quel momento sentimmo bussare alla porta della cabina ed una voce che, in turco, chiedeva qualcosa. Era un collega del tizio che rispose (evidentemente invitandolo a salire) e un attimo dopo la porta si aprì ed un tizio salì. Io rimasi basito, sconvolto: ero ancora a gambe larghe con infisso il cazzo del camionista, ancora in piena erezione. Ci fu uno scambio di battute, davanti alla scena che si presentava al nuovo tizio. Non ne capì una parola ma non credo di sbagliare di molto pensando si siano detti: “Ti ho visto salire con questo tizio, ho immaginato che stavate facendo qualcosa, visto che avevi chiuso le tendine, e mi sono chiesto se forse non avevi bisogno di una mano per far godere la troia che avevi fatto salire” – e che la risposta non sia stata molto diversa da: “ Sì, è veramente una troia e, anche se l’ho fatta godere per bene, forse possiamo farla godere di più.” Il nuovo venuto si spogliò, mostrando un bel cazzo, anche questo non grosso, già ben eretto, che comunque mi mise subito in mano per farne aumentare la consistenza. Nel frattempo colui che mi stava ancora inculando, dimostrando notevole maestria, forza ed agilità, si rovesciò sulla schiena tirandomi addosso a se senza far uscire il suo membro dal mio culo, cosicché mi ritrovai sopra di lui con ben infisso quel cazzo che tanta soddisfazione mi aveva dato sino a quel momento, offrendo le spalle al nuovo venuto che colse subito l’occasione per palparmi ben bene il culo, aprirmi le natiche, prendere della crema e spargerla tutta intorno all’ano cercando di infilarmi (riuscendoci) prima un dito nello spazio minimo che c’era tra le pareti del mio sfintere ed il cazzo che continuava a possedermi, e poi riuscendo ad infilarmene anche un secondo. D’accordo che il tizio che mi stava inculando non aveva un cazzo grosso, anche se ben formato, ma comunque non avrei pensato potesse riuscirci ed invece…. Qualche minuto dopo avermi masturbato così, sfilò le dita, mi appoggiò il suo cazzo e, piano piano, riuscì a farsi un po’ di spazio (io da parte mia cercavo di farmi più morbida possibile per agevolarlo) e finalmente scivolò dentro. Mi sentivo “invasa”, posseduta totalmente, e iniziai a respirare in modo accelerato, godendo di questa penetrazione che non avevo mai avuto modo di apprezzare. Stettero fermi per un po’ dandomi modo di abituarmi a questa penetrazione. Evidentemente erano cose che avevano già avuto modo di sperimentare, c’era troppa complicità ed orchestrazione nei loro gesti. Iniziarono, finalmente a chiavarmi, entrando ed uscendo all’unisono dal mio culo che si stava sempre più rilassando ed abituando a questa doppia penetrazione, portandomi in breve a goderne da matti ed iniziare a biascicare incitamenti che non so quanto capissero, ma che comunque li portarono ad accelerare le frequenze sin quando mi fecero venire ed iniziai a schizzare sborra sul petto del proprietario del camion che, a tale vista, ne raccolse un po’ sulla punta delle dita e poi se le succhiò, ma subito dopo mi attirò a se baciandomi e passandomene un po’ facendomi gustare la mia stessa sborra. A quel punto, accelerando ancor più, di comune accordo, il ritmo mi scaricarono in culo due sborrate, quasi contemporanee, che mi riempirono oltre ogni dire. Ripresero fiato e mentre i loro membri iniziavano ad ammosciarsi, si sfilarono dal mio culo e quello che mi stava alle spalle si sdraiò dandomi una pacca sul culo. L’altro mi offrì delle salviettine detergenti, mi ripulì e… ringraziando, li salutai. Scesi dal camion con le gambe tremanti. Provai altre volte ad andarci e vedere se li ritrovavo; ebbi altri incontri ma loro non mi capitò più di incontrare. Che goduta, che serata. PS.: Graditi commenti.
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10 anni fa
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Nei giardini di via romolo gessi
Erano un paio di giorni che ero teso, nervoso. Quella sera, poi, io e la mia compagna Monica, che sapeva del mio essere bsx, ci trovammo a discutere per futili motivi al punto che lei sbottò: “Se hai voglia di farti inculare, se hai bisogno di sentirti femmina non c’è bisogno che diventi nervoso e fai stare male tutti. Prendi, esci e vai a cercare qualcuno che ti dia soddisfazione.” Aveva ragione, così verso le 23 mi misi una tuta, senza nient’altro sotto, mi misi in tasca qualche preservativo ed un pacchetto di fazzolettini, montai in macchina e mi diressi verso Via Romolo Gessi dove ci sono dei giardini con dei sentierini in salita che, all’epoca, avevano una vegetazione rigogliosa che creava naturalmente dei separé dove mimetizzarsi per fare cose osé. Mi posteggiai nei paraggi e a piedi mi diressi verso uno di questi sentierini. Con una certa cautela iniziai a percorrerlo. Con cautela poiché la pavimentazione era sconnessa e pertanto, dato il buio, bisognava fare attenzione a come appoggiare i piedi, onde evitare di rompersi una caviglia. Nel controluce dato dall’illuminazione della strada sottostante mi accorsi che, in una certa zona c’era del movimento. Mi ci diressi e, una volta arrivato, mi accorsi che un tizio era chinato, con i pantaloni abbassati e masturbandosi stava facendo un pompino ad un altro tizio. Mi avvicinai e…glielo presi in mano iniziando a masturbarlo io mentre quello che veniva sbocchinato stava inserendo delle dita nel culo di colui che lo succhiava. Iniziai a calarmi i pantaloni della tuta e a quella vista colui che stava palpando il culo a quello che lo sbocchinava interruppe l’azione e volle palparmi il culo. Notando la mia disponibilità (anche perché prima di scendere dalla macchina mi ero unto per bene il culo con del Luan) trovò facile inserire delle dita, prima una, poi due e poi tre nel mio culo ed iniziò a fottermi con quelle finché non decise che era ora di incularmi e, allontanando colui che gli stava facendo il pompino, puntò il suo cazzo sul mio sfintere e vi entrò con una certa facilità, dato che mi resi totalmente disponibile spingendo verso di lui. L’altro si girò verso di me ed iniziò a farmi un pompino, masturbandosi forsennatamente. Nel frattempo qualcun altro aveva notato quel piccolo assembramento e si avvicinò con interesse. Capito di cosa si trattava snudò il suo attrezzo e accostandosi iniziò a palpare prima il culo di quello che mi spompinava, poi rivolse il suo interesse al mio culo, constatando come colui che mi inculava me lo stesse riempiendo per bene ma…. non appena questi godette e fuoriuscì dal mio culo, si affrettò a mettersi un preservativo e prendere il suo posto, infilandomelo tutto, tanto che sentì i suoi coglioni sbattermi sulle chiappe. Intanto… io ero venuto nella bocca di quello che mi stava spompinando, che aveva tranquillamente ingoiato tutto ciò che gli avevo riversato in bocca e che ora, appoggiato ad un muretto, si rilassava osservando il tutto masturbandosi. Era arrivato ancora qualcun altro. Ad un certo punto c’erano sette/otto persone attorno a me che si alternavano ad incularmi, senza darmi un momento di tregua. Ero alla loro mercé ma godevo come un pazzo. Nemmeno nelle mie fantasie più accese ero arrivato a tanto e la situazione era ancora in evoluzione. Mentre, ad un certo punto, un paio se ne andarono, ne arrivò uno che mi costrinse, mentre qualcuno continuava ad incularmi, ad inchinarmi per fargli un pompino. Mi ritrovai, così, davanti agli occhi qualcosa che non pensavo potesse esistere, qualcosa di asinino. Saranno stati perlomeno 28/29 cm. di cazzo con un diametro di almeno 6/7 cm. Facevo fatica a metterlo in bocca, rischiai di slogarmi la mascella per farmelo entrare, ma una volta fatto una sensazione pazzesca ed una voglia irrefrenabile di provare a prenderlo in culo. Lo sbocchinai un po’ e poi gli dissi papale papale: “Voglio che provi ad incularmi, con molta delicatezza. Se alzo la mano fermati, perché se provo dolore mi blocco e non ne veniamo a capo.” Mi rispose semplicemente con un OK. Si posizionò (io nel frattempo mi ero cosparso di Luan), me lo puntò e, delicatamente, iniziò a spingere per entrare mentre io nel contempo spingevo come se dovessi defecare. Con un po’ di dolore ( ma alla fin fine non tanto, evidentemente il desiderio di riuscire a farmi chiavare da un cazzo del genere aveva avuto ragione del problema) riuscì a prenderlo tutto in culo, ma a quel punto gli chiesi di fermarsi un attimo, di darmi il tempo di abituarmi a quella “invasione”. E lui lo fece, rimase fermo tenendomi per i fianchi, quasi avesse paura che volessi scappare. (Poi mi confesserà che in pochi erano riusciti a prenderlo senza urlare per il dolore.) Dopo un po’, abituatomi all’intrusione, iniziai a provare piacere, mi sentivo totalmente posseduto ed il mio lato femminile ne era felice per essere riuscita a farsi riempire da un attrezzo del genere. Questa consapevolezza fece sì che in primis il mio sfintere iniziasse a contrarsi, quasi per valutare appieno le dimensioni dell’ospite, e poi che iniziassi a muovermi per farmi inculare. Ciò fece la felicità del proprietario di tanta magnificenza che iniziò prima lentamente, ma dopo qualche minuto (forse una decina) si mosse affondando i colpi, riempiendomi completamente e dandomi la sensazione che mi arrivasse in bocca. Gli altri, tutti eccitati davanti a tale prestazione seguivano chi masturbandosi e chi facendosi fare un pompino, anche da me approfittando del fatto che per riuscire a prendere meglio quella stanga ero piegato in avanti, appoggiandomi con le braccia alle ginocchia. Non so quanti cazzi ho succhiato, né mi rendevo conto del tempo che passava. Il mio sodomizzatore, felice di aver trovato qualcuno da fottere, era incontenibile, una resistenza enorme che, da una lato mi stava dando sensazioni fortissime, mai provate, e dall’altro però mi stava uccidendo, iniziavo a non riuscire più a reggermi in piedi. Iniziai a contrarre lo sfintere per provare a stimolarlo di più e portarlo all’orgasmo e…. alla fine ci riuscì, ma ero al limite della resistenza. Si sfilò cautamente, per non causarmi dolore e mi ringraziò baciandomi lussuriosamente in bocca. Ebbi modo, così, di raddrizzarmi e di fare qualche movimento per sciogliere la schiena anchilosata. Mi resi conto, in quel momento, che si era creato un capannello di una decina di persone e che erano già passate due ore da quando ero arrivato lì. Non avevo avuto nemmeno la forza di tirarmi su i pantaloni, ero ancora a culo scoperto e di questo ne approfittò un tizio interessante che iniziò a palparmelo con gusto, ad introdursi tra le natiche e, facendomi appoggiare le braccia sul muretto, mi inculò con perizia. D’altronde con quel po’ po’ di buco lasciato dall’inquilino precedente, non doveva essere difficile penetrarmi. Mi scopò senza interruzione per almeno mezz’ora. Il mio sfintere cominciava a bruciarmi un po’ ma il tizio non dava alcun cenno di voler godere. Secondo me aveva preso del Viagra, per poter riuscire ad avere una prestazione del genere. Iniziai ad implorarlo di godere e darmi così un po’ di tregua. Lo fece, uscì dal mio culo, mi tirò su i pantaloni ma mi prese per un braccio e mi portò via dal gruppo che stazionava ormai lì e mi portò in un’altra parte dei giardini, più nascosta, mi baciò in bocca lungamente ricominciando a palparmi il culo, calandomi nuovamente i pantaloni, mettendomi un po’ di pomata sullo sfintere e… inculandomi nuovamente. Era un diesel, inarrestabile ed io subivo senza la forza di reagire, succube o anestetizzato, non saprei, dal fatto di essere stato usato in quel modo e di aver goduto tanto. E godetti come una fontana, mentre lui continuava a rovistarmi l’intestino con il suo attrezzo. Per fortuna che dove mi aveva portato c’era una recinzione in legno, su cui mi appoggiai per riuscire a sostenere la prova a cui mi stava sottoponendo. Ero percorso da continui brividi in testa, che sembravano scosse. Ero elettrizzato al massimo e non sapevo più chi ero, dov’ero. Ero un ameba nelle mani di una forza della natura che mi stava distruggendo con il piacere che mi stava procurando, che stava però diventando doloroso. Ad un certo punto si fermò, senza godere. Non ce la faceva più neanche lui. Ci salutammo. Quando rincasai era domenica, mi avevano chiavato per quasi quattro ore, ero distrutto ma beato e…. dormì sino alle 13. Non mi è mai più capitata una serata del genere. Mitica !!
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10 anni fa
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In crociera
Voglio raccontare una esperienza vera vissuta qualche settimana fa mentre ero in crociera sul mediterraneo di 12 giorni insieme a mia moglie. Siamo una coppia di 55 io e 53 lei, ben portati, la mia lei una donna piacente, e fuori da ambienti scambisti. L'imbarco era previsto da Genova per il primo pomeriggio, effettuate tutte le procedure saliamo a bordo e prendiamo possesso della nostra cabina e depositato i bagagli facciamo un giro per vedere la nave. Già dal primo momento mi accorgo che vi sono coppie di tutte le età, e poggio lo sguardo su una donna di circa 45 anni, mora, straniera, con un bel seno (penso una seconda abbondante) un culo sodo e un sorriso malizioso. Veniamo convocati sul ponte per le prove di evacuazione e con mia gioia mi accorgo che nel nostro gruppo vi è anch'essa con il marito. Veniamo radunati a gruppi di circa 50 persone e maliziosamente faccio in modo di capitare dietro di lei per godermi lo spettacolo, faccio attenzione che mia moglie non si accorga di niente e lentamente, approfittando della calca arrivo a sfiorare il suo culo, prima piano e vedendo che lei non reagisce sempre più audacemente comincio a palpare. Lei fa finta di niente e dentro i miei jeans comincia a gonfiarsi il cazzo. Terminata la dimostrazione, si rientra in cabina per poggiare i salvagente, avevo talmente voglia che appena entrati non lascio scampo a mia moglie, facendola sedere sul bordo del letto mi piazzo davanti e tirando fuori l'uccello mi faccio fare un pompino. Ad occhi chiusi pensavo alla straniera e non volendo venire subito, la feci sdraiare sul letto e affondato il viso tra le sue gambe, mi dedicai al suo bottoncino e alle grandi labbra. Mia moglie raggiunse l'orgasmo due volte e io gli venni sulle tette. La serata si concluse con me che in ogni angolo della nave cercavo di trovare lei. Passarono alcuni giorni senza più vederla, ma una mattina mentre con mia moglie ero dentro a una delle vasche idromassaggio vennero a farci compagnia la straniera con il marito....quale occasione più ghiotta? Dopo il primo ciclo nell'idromassaggio mia moglie uscì e andò a stendersi sulla sdraio mentre io rimasi ancora. Con gioia mi accorsi che la signora si era scambiata il posto con il marito e venne a sistemarsi sulla mia destra. Come la sera di qualche giorno prima iniziai pian piano con un leggero massaggio sulla natica, poi poggiai la mano sul ginocchio. La sua pelle era liscia e piano cominciai a salire, ma lei senza scacciarmi mi fermò sulla coscia. Capii subito che la parte da me interessata era occupata dalla mano del marito che frugava tra il suo costume, allora indirizzai la mia mano sul seno. Non tardai a trovare due capezzoli duri e gonfi. Con i polpastrelli cominciai a pizzicare. All'improvviso lei mi prese la mano e la portò verso il basso. Il suo costume era scostato ed ebbi modo di infilare dentro la sua figa sia il dito medio che anulare continuando ad andare avanti e indietro. Non sono certo che il marito non si fosse accorto di niente, ma senza aspettare che l'idromassaggio si spegnasse andai velocemente a farmi una fredda in modo da poter nascondere la mia erezione. Fortunatamente mia moglie si era messa a pancia in giù a prendere il sole e non si accorse di nulla. Durante il resto della crociera ebbi modo di incontrarla casualmente nel corridoio delle cabine.....ci scappò solo un veloce lingua a lingua, ma niente di più.
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10 anni fa
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Alla costa dei barbari 3
Alla Costa dei Barbari 3 L’esperienza di quei due giorni in spiaggia ci riavvicinò.. Lei mi chiese “Ma non sei geloso che godo con altri ?” al che le risposi: “Amore, visto che non posso più darti piacere come vorrei, perché dovrei essere geloso? Io ho a cuore il tuo piacere ed il tuo essere soddisfatta. Se questo posso raggiungerlo facendoti scopare con altri… è un piccolo scotto da pagare !” (Era pur vero che, nell’occasione, avevo scoperto una nuova faccia del piacere, guardare e godere del piacere altrui). A questo mio dire si emozionò, mi abbracciò e mi disse che avrebbe avuto piacere poter riprovare quelle sensazioni, riandare alla spiaggia nudista e vedere quali altre possibilità di piacere potevano esserci. Pertanto ci organizzammo per il sabato successivo e se il tempo lo avesse permesso… ci saremmo andati. Evidentemente la cosa solleticava entrambi, perché notai una certa “fregola” in lei. Il sabato venne e la giornata era splendida, un sole accecante ed una leggera ventilazione che invogliava a stare all’aperto. Arrivammo presto, sperando di riuscire a trovare libera quella nicchia. Così fu e felici ci mettemmo comodi. Forti dell’esperienza precedente ci eravamo portati anche un materassino, per non rovinare le nostre ginocchia, e qualche asciugamano in più. Nonché fazzolettini, salviettine detergenti, bibite e panini vari, onde trascorrere tutta la giornata al sole, farci qualche nuotata e…. speravamo…. anche qualcos’altro. Dopo un’oretta che eravamo lì vedemmo le prime ronde passare sopra il sentiero osservandoci e valutandoci. Qualcuno si fermava sopra la nostra postazione (non è che si vedesse proprio bene, la nostra postazione, c’erano un po’ di frasche che mimetizzavano un po’ il tutto, ma insomma… si intravvedeva abbastanza) e notavamo che cercando di vederci coglievano l’occasione per masturbarsi. C’era qualcuno interessante ma volevamo avere il tempo di fare una piccola cernita. Dissi a Monica (la mia compagna): “Vado a farmi un giro per curiosare cosa succede su quel terrazzamento sopra il sentiero” e mi rispose “Vai, io intanto mi masturbo un po’, sono eccitata”. Mi avviai e salendo sul sentiero notai che qualcuno osservava con interesse la mia mossa e si avviava verso la spiaggia. Dal sentiero trovai un accesso al terrazzamento e lì giunto… trovai una fauna mista di persone che si muovevano da una zona ad un’altra con gli attributi in completa erezione e, nel passare vicino a qualcun altro, c’erano spesso carezze verso l’altro. Mi posizionai in un angolo un po’ appartato e, dal borsello che avevo portato con me, estrassi un po’ di pomata, mi spalmai ben bene il culetto e poi, adagiatomi su un tronco che cresceva a 45° rispetto al terreno, mi infilai un bel vibratore nel culo e lo accesi, a mezza velocità. Tutto questo mio “fare” attirò l’attenzione di un paio di tizi che, sempre smanettandosi l’uccello, si avvicinarono e quello più “spigliato” mi prese i capezzoli tra le dita iniziando a torturameli. Io stavo continuando a masturbarmi il culo con il vibratore ma l’altro, a quel punto, mi arrivò vicino, me lo fece togliere e, alzandomi le gambe sulle sue spalle, mi inculò. Oddio che piacere ! Mi sentii sciogliere mentre l’altro che continuava a torturarmi i capezzoli, non contento di ciò mi appoggiò il cazzo sulle labbra spingendomi a fargli un pompino. Mi sentii completamente usato e la cosa mi eccitò molto, facendomi sentire una vera troia. Dopo una decina di minuti iniziai, senza essermi toccato, a godere e riversarmi addosso tutta la sborra che avevo portando gli altri a commentare “La troia sta godendo, guarda come gode!” portando anche loro ad eiaculare e riversarmi, in bocca e nel culo, tutto il loro piacere. Che bello, che goduta! Mi ripulì con le salviettine che mi ero portato nel borsello e decisi che per quel momento poteva bastare e che era il caso di chiamare Monica ed andarci a fare una nuotata. Pertanto scesi dal terrazzamento e mi avviai verso la nostra postazione ma, avvicinandomi, udii una sorta di mugolii. Avvicinatomi con cautela vidi Monica impegnata in un bocchino ad uno disteso sotto di lei che le stava praticando lo stesso servizio mentre dietro…. udite udite… c’era il tizio secco e brutto che la stava montando a pecorina tenendola per le tette che impastava con evidente soddisfazione di Monica. Li lasciai fare ed andai a farmi una nuotata. Dopo un’abbondante quarto d’ora che, oltre a nuotare, avevo usato per lavarmi bene il culo, cercando di far uscire la sborra che lo riempiva, mi riavvicinai alla nostra postazione e…. li trovai che stavano ancora trombando. Quatto quatto mi avvicinai iniziando a fare qualche carezza a Monica che girò la testa verso di me e con occhi pieni di libidine mi rivolse, nonostante la bocca piena, un sorriso continuando a sbocchinare il tizio sotto di lei. Il secco, infaticabile, continuava ad ararla con il suo attrezzo ma alfine, quando lei iniziò ad ululare dal piacere, le scaricò in pancia tutto il contenuto dei suoi coglioni. E si fermò, immobile, respirando con affanno. Il gruppo si sciolse. Monica, stravolta, si mise su un fianco respirando a fatica e mi prese una mano portandosela sul cuore. Il tizio con cui aveva fatto il 69 era disteso con sulla faccia un sorriso da ebete per il piacere che evidentemente aveva provato. Il secco… si girò verso di me e con uno sguardo libidinoso, con la sua voce sexy, mi fece “Allora… la vuoi o no, la tua parte?” Gli guardai il membro e lo vidi in piena erezione, voglioso di farmi il culo. Lo guardai negli occhi e gli dissi “Ma non hai appena goduto ?” e lui mi rispose… ”Sì, ma è appena la prima della giornata!” Mi inchinai verso di lui e gli presi in bocca quello spettacolo di cazzo che si ritrovava tra le gambe. Iniziai a sbocchinarlo e lui si distese comodo, lasciandomi fare ma dopo un po’ si rialzò dicendomi “Splendido, succhi meglio di una donna, ma io non voglio godere così, voglio godere della tua fighetta, aprire quel tuo bel culetto e sfondartelo !” Pertanto mi fece distendere sulla schiena, mi prese le gambe sotto le ginocchia e se le portò sulle spalle, puntò il mio buco del culo e stava per infilzarmi come un tordo quando lo fermai dicendogli “Aspetta, così ci facciamo male, e non godiamo nessuno dei due. Lascia che mi metta un po’ di crema.” Mi spalmai per bene con del Luan e poi mi ridistesi dicendogli “Ecco… ora fammi tua.” Non ci mise neanche un attimo per riprendermi le gambe, riportarle sulle sue spalle e… infilzarmi con il suo spiedo facendomi fare un respiro profondo per il modo in cui mi riempì. Si fermò, dandomi il tempo di abituarmi all’intrusione, poi, guardandomi fisso negli occhi, iniziò a stantuffarmi, prima molto lentamente, affondando in me sino in fondo e poi estraendolo quasi completamente, per poi riaffondarlo fino in fondo nelle mie viscere e… ripetendo, subito dopo, il movimento. Su e giù, su e giù facendomi provare brividi pazzeschi perché lo sentivo tutto. Mi possedeva completamente. Monica era seduta in un angolo e si stava godendo la scena masturbandosi, incitandolo a chiavarmi più forte, a trattarmi da quella troia che ero. Ad un certo punto non resistette più e si avvicinò a noi e inginocchiata, per la libidine, mi prese l’uccello in bocca ed iniziò a succhiarmelo, facendomi impazzire. Colui che prima stava facendo il 69 con lei, vedendola così, con quello splendido culo enorme in primo piano, ebbe un’erezione fortissima e, avvicinatosene, iniziò a toccarle il culo, ad aprirle le chiappe, a bagnarle lo sfintere ed a infilarle prima un dito, poi due, poi tre ed infine… ad incularla, con gran godimento di Monica che dimostrò tutto il suo apprezzamento agitando il culo per assestare meglio il cazzo che la stava possedendo ed andando incontro allo stesso per farsi inculare ancor meglio. Andammo avanti così per un bel po’ finché il tizio che inculava Monica non godette per primo, riempiendole il culo e facendola sbrodolare dal piacere tanto che la cosa si riversò sul suo modo di succhiarmelo facendomi godere a tal punto che, per il piacere, il mio sfintere iniziò a contrarsi dando al “secco” la sensazione che gli stessi facendo un pompino con il culo, tanto che iniziò a dire “ Ma tu non hai una fighetta, hai una bocca… sì, così, succhiamelo tutto… ecco.. sto venendo…” ed iniziò a scaricarmi nel culo un torrente di sborra! Ripreso fiato ci ricomponemmo tutti ma dall’alto del sentiero ci giunse un applauso. I due se ne andarono ed io e Monica andammo a farci un bagno rigenerante. Eravamo tutti e due distrutti e pieni di… sborra. Fatto il bagno ci mettemmo a rifocillarci e quindi ci distendemmo, mano nella mano, a prendere un po’ di sole. Stavamo sonnecchiando, sazi, quando dopo un po’ ci sentimmo chiamare da un “Scusate, non vorremmo disturbarvi, ma vorremmo conoscervi.” Era una coppia, piuttosto attraente, sui 40, che ci dissero di averci osservati da lontano, con un binocolo, da una specie di promontorio che, un centinaio di metri più in la, si sporgeva dentro il mare e, conseguentemente, dava una visione in diagonale della nostra alcova e pertanto gli aveva permesso di osservare le nostre performance. Si presentarono (ma non ricordo i nomi, a distanza di tanto tempo) e ci dissero (parlava soprattutto lei) che gli sarebbe piaciuto poter fare dei giochini con noi, essendo loro entrambi bsx. Nel mentre parlava lei stava osservando soprattutto il seno di Monica ed alfine non resistette ed allungò una mano accarezzandoglielo. Presa alla sprovvista Monica non reagì al che la tizia prese completamente in mano un seno di Monica e, palpandoglielo a fondo, avvicinò il viso ed iniziò a succhiarle il capezzolo. Vidi Monica rovesciare la testa all’indietro dal piacere ed allungare una mano per stringere a se la testa che le stava succhiando così bene il capezzolo, facendola bagnare. Il tizio, intanto, guardando la moglie nelle sue avance, aveva iniziato a masturbarsi ed io approfittai subito del fatto per avvicinarmi e prenderglielo in bocca. Iniziai a sbocchinarlo con gusto e mentre lo facevo incominciai a palpargli il culo sino ad arrivare a stuzzicargli lo sfintere, cosa che lui mostrò di gradire. Nel frattempo le due femmine si erano sdraiate, una sopra l’altra, in posizione di 69, e ci stavano dando dentro, di gusto, lo si capiva dai mugolii che provenivano dall’intreccio ! Siccome quella sopra era la tizia abbandonai momentaneamente il cazzo che stavo succhiando, mi posizionai dietro di lei e la infilzai, poi mi girai verso il tizio e lo tirai a me, per continuare a fargli il pompino. Me la godetti un mondo e quando il cazzo che stavo succhiando iniziò a riempirmi la bocca di sperma pastoso, dolce, gustoso, godetti riempiendo la fica della donna che, avendo qualcuno che contemporaneamente le stava martoriando il clitoride, iniziò a dare i numeri dal piacere e godette da impazzire, mentre stava con quattro dita dentro la fica di Monica, portando a godere anche lei. Ci mettemmo a sedere, tutti sudati e la lei della coppia disse “Vi avevamo apprezzati da lontano, ma da vicino… siete fantastici, siete una coppia libidinosa da impazzire. Vogliamo frequentarvi.” E detto ciò ci lasciarono un biglietto da visita e se ne andarono. Li abbiamo rivisti più volte. Commentate. Grazie
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10 anni fa
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Alla costa dei barbari 2
Alla Costa dei Barbari 2 Nel mentre che il tizio se n’era andato a nuotare, chiesi alla mia compagna se le andava di prepararmi all’incontro. Non appena ebbe ripreso una respirazione normale disse “Sì, ora ti preparo. E’ stato bellissimo! Mi ha fatto godere da matti e spero riesca a fare la stessa cosa con te !” Ed iniziò ad ungermi lo sfintere mentre io la preparavo mentalmente al fatto che colui che l’aveva fatta godere in quel modo ed aveva nel contempo una voce particolarmente sexy non fosse, all’aspetto, all’altezza delle aspettative. Che non si aspettasse un adone ma le dissi che spesso, un regalo incartato alla buona, poteva contenere qualcosa che andava ben al di là della confezione. Non ci eravamo accorti, nel mentre lei mi stava preparando, che avevamo un pubblico che dal sentiero ci stava osservando e che uno di loro, visto com’ero posizionato a 90° con lei che mi stava introducendo un dildo per allargarmi un po’, scese, arrivò da noi e senza alcun indugio tolse il dildo e…. mi inculò, con un unico movimento, facendomelo arrivare alle tonsille. Ansimai cercando aria a bocca aperta sia per la sorpresa che per il dolore causatomi. Sentii i suoi coglioni sbattermi sulle chiappe e poi…. rimase fermo. La mia donna, sorpresa dall’azione dello sconosciuto rimase per un momento a bocca aperta ma poi, realizzando la situazione e l’opportunità di vedermi finalmente inculato, si posizionò davanti a me a gambe larghe e spinse la mia testa sulla sua fica affinché gliela leccassi. Cosa che, passato il primo momento doloroso, abituatomi all’intruso e mosso un po’ il culo per sistemarlo meglio iniziai a fare con molto piacere. Lei era con lo sguardo attratto completamente dai movimenti del tizio che, nel frattempo, aveva iniziato a chiavarmi con un movimento lento e profondo. Pian piano il dolore iniziale si tramutò in piacere ed iniziai tra una slinguata e l’altra alla fica, a mugolare dal piacere. Lei si girò e venne sotto di me per succhiarmi il cazzo, che nel frattempo si era rizzato, per avere una visuale completa della mia sodomizzazione e massaggiare le palle del tizio, che diede cenno di apprezzare l’iniziativa. Lo sentii dall’aumentata grossezza del suo pene che continuava, con metodo, a devastarmi, portandomi ad avere i brividi per il piacere procuratomi. Iniziai a smaniare, a chiedergli di darmi tregua, di godere ed uscire perché non ce la facevo più sia per la posizione, in ginocchio sui sassi, sia per il troppo piacere che stavo provando. Stavo eiaculando in continuazione in bocca della mia compagna che, ingorda, inghiottiva tutto finché si staccò biascicando.. “Oddio, sto godendo di nuovo come una matta, mi state mandando al manicomio, è stupendo !!” In quel momento sentì il tizio godere e scaricarmi in culo un vero clistere di sborra, mentre il mio sfintere iniziava a contrarsi per il piacere. In quel momento si udì una voce profonda, sexy, dire “Eccomi qua ma vedo che avete già dato inizio alle danze. Non fa nulla, ormai sono pronto e perciò mi prendo quanto richiesto “ .. e allontanando il tizio che aveva appena finito di incularmi, si posizionò dietro di me, si sputò sul cazzo per bagnarlo un po’ (io non ne avevo bisogno, ero un lago) e me lo infilò tutto, facendomi sobbalzare perché, benché fossi stato allargato a dovere, la sua dimensione era notevole. Alla faccia del timido ! Fu tutta un’altra cosa: sarà stato per la stazza, sarà stato per il modo di muoversi, fatto sta che fin da subito provai sensazioni mai provate, che non saprò descrivere. Tutta una serie di brividi percorse il mio corpo ed iniziai a borbottare “Sìì, così… oddio… come chiavi bene… ora capisco perché lei aveva goduto in quella maniera… sei incredibile… non ti fermare… continua a chiavarmi, che mi fai morire…. Ma non venirmi dentro… voglio che mi vieni in bocca !” A quelle parole il tizio si sentì ancor più a suo agio e mi rispose, con quella sua voce profonda, che mi eccitava da matti: “Sarò ben felice di accontentarti ma c’è ancora tempo !” Mi accorsi, nel frattempo, che la mia donna si stava masturbando furiosamente guardando la scena con sguardo libidinoso. La cosa andò avanti per almeno una ventina di minuti, le mie ginocchia non ce la facevano più ma resistevo perché non volevo che la cosa finisse, anche se il mio ano iniziava a bruciarmi un po’, ma il piacere che provavo era…. Una goduria infinita. Ma tutto ha una fine e ad un certo punto si sfilò da me per darmelo da succhiare, cosa che feci con molto gusto per ringraziarlo del piacere che mi aveva dato e… per assaporarlo. Come immaginavo….. Il tizio era brutto da vedere ma aveva un ottimo contenuto: una sborra densa, dolce, gustosa… da intenditori. La mia donna, che aveva appena finito di avere l’ennesimo orgasmo, mi si avvicinò per baciarmi, lingua in bocca, e cercare di rubarmi le ultime gocce di sperma. La sera, a casa, la mia compagna era di un languido pazzesco e, tra una moina e l’altra, mi chiese: “Domani ci ritorniamo?” La guardai e vidi nei suoi occhi uno sguardo libidinoso che non aveva mai avuto, aveva sempre fatto un po’ la ritrosa. Le risposi “Se ti fa piacere… ben volentieri “. L’indomani ritornammo lì, trovammo libera la stessa postazione e dopo un po’ mi accorsi che un ragazzo (avrà avuto una venticinquina d’anni, o poco più) si era disteso ad una decina di metri da noi e ci osservava. Feci notare la cosa alla mia compagna che, dopo averlo osservato ben bene, mi disse: “Ma è bellissimo, guarda che occhi che ha !” In effetti aveva due occhi che riflettevano il colore del cielo, languidi, dolci, e guardavano la mia compagna con desiderio. Visto che aveva al polso un orologio, ed io in quel momento no, trovai la scusa di chiedergli “Che ore sono?” Al che lui, facendo finta di non aver ben capito la domanda, si alzò e si avvicinò. Giunto vicino a noi si accucciò per dirmi “Cosa mi ha chiesto ?” e nel far ciò avemmo il modo di posare gli occhi sui suoi attributi al che gli chiesi “Ho visto che osservavi la mia compagna. Ti piacerebbe farci l’amore ?” Gli si drizzò immediatamente il pene e la mia compagna disse “ Ecco la risposta” e con fare languido si distese e allungò le braccia invitandolo a farsi più vicino. Non appena si distese accanto a lei presi un preservativo, allungai la mano per prendergli il cazzo dandogli due menate e lo aiutai ad infilarsi nella fica già bagnata di lei. Mentre iniziava a fotterla, gli accarezzai, per un momento, le natiche che aveva stupende, glabre, toste, perfettamente sferiche. Sembravano quelle del David di Donatello. Lei, mentre la stava chiavando, se lo guardava, se lo rimirava consapevole di non aver mai avuto, tra le mani, un giocattolo così bello e tanta bellezza la portò ad avere un orgasmo devastante, che la squassò tutta, al punto che non seppe trattenersi ed iniziò a urlare il proprio godimento. Io li osservavo e mi masturbavo, finché, vedendo lui godere, non venni copiosamente addosso a lei che se lo attirò completamente addosso, mentre era ancora dentro di lei, ed iniziò a baciarlo in modo famelico. A tutto ciò lui rispose (beata gioventù) rimanendo eretto e riprendendo, dopo un po’, a fotterla energicamente, a fondo, quasi con violenza e con possesso. Sapeva di averla in pugno, continuando a guardarla fissa negli occhi, con quegli occhi color del cielo. Non seppi resistere: mi chinai verso il suo culo ed iniziai a leccarglielo. Sembrò gradire la cosa ed allora mi posizionai meglio ed incominciai a spingere la lingua sempre più verso il solco delle natiche cominciando, pian piano, ad infilargliela in mezzo, sino ad arrivare al suo buchetto che cominciai subito a stuzzicare, cercando di penetrarlo con la lingua. Mi accorsi, da alcuni brividi che lo scossero, che la cosa gli piaceva ed allora allargai di più le sue natiche andandoci dentro con tutta la lingua, chiavandolo così. Ciò diede il via ad un orgasmo squassante che si ripercosse sulla mia compagna che ebbe un orgasmo talmente forte da portarla a dire “Basta, basta… sto impazzendo…” A casa mi disse che le avevo fatto passare due giornate fantastiche e mi ringraziò facendomi un pompino da applausi nel mentre mi masturbava con un dildo.
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10 anni fa
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fotoromanzo
Assecondando la folle proposta dell'anziano maestro che mi ritrae, e posando nella più assoluta nudità assieme al ritrovato amico d'infanzia, di fronte ad alcuni disegni che illustrano le situazioni erotiche in cui spesso vengo dipinta come protagonista, ne recepisco la palese soddisfazione per essere stato coinvolto in un gioco che nel contempo gli ha permesso di rispolverare istanti di una indimenticabile adolescenza. E' durante tali convegni che si rinnovano sensazioni mai del tutto sopite, procurando nel mio stesso compagno stati di ossessivo disagio all'idea di quanto possa essere già stato insospettabilmente condiviso tra di noi, alimentandone le più inverosimili fantasie. Tuttavia ciò comporta egualmente il desiderio ulteriore di trasgredire, sfociante nei complici giochi dove, lasciando come allora cadere ogni più razionale barriera, l'appagamento dei sensi diviene cosa assai naturale ben oltre la logica del pregiudizio. In similari contesti si vanno deformando le consuetudini, rendendo lecite tutte le cerebrali forme di confronto capaci di produrre i più insospettabili orgasmi epidermici, rendendo possibile quanto altrimenti impedito in una dimensione abitudinaria. Ecco allora come quelle morbose sensazioni dell'inizio, che attanagliano la mente di chi resta spettatore passivo, svaniscano a fronte dei maliziosi istanti di assoluta complicità che si andranno ancora sviluppando senza alcuna trama predefinita.
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10 anni fa
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Alla costa dei barbari
Alla Costa dei Barbari L’ultima compagna che ho avuto sapeva che ero bsx. Nel momento in cui, per il diabete, la mia libido è scemata, come anche il mio desiderio per lei, è viceversa, aumentato il mio desiderio di sentirmi “femmina” ed essere posseduto. In qualche occasione le è piaciuto fare la parte del maschio e, anche grazie ad un strap-on che le avevo comperato, mi fece suo provando piacere nell’incularmi. A quel punto le prese la voglia di vedermi “montato” da un vero maschio e a furia di parlarne venne anche a me la voglia di fare qualcosa a tre dove essere anch’io parte femminile. Pertanto iniziai a pensare come poter risolvere la cosa e realizzai che, forse, andando alla Costa dei Barbari (spiaggia naturista ma anche nota zona gay) avremmo potuto risolvere la questione. Perciò organizzai, per il primo fine settimana, una gita in tale località per fare il bagno, abbronzarsi nudi e prendere conoscenza dei luoghi. Il sabato mattina, dotati di panini e di bibite, lasciammo la macchina a Sistiana a Mare e ci incamminammo, lungo un sentiero che seguiva la costa, a due passi dal mare, verso il punto dove mi avevano detto si faceva naturismo. Dopo un bel po’ che camminavamo iniziammo a vedere i primi segni, le prime persone in costume adamitico. Persone che, però, non dimostravano alcun interesse per noi. Fatto ancora un pezzetto di strada incominciammo a notare atteggiamenti un po’ più interessati e, soprattutto, che c’era, alla sinistra del sentiero che stavamo percorrendo, verso monte, un quasi secondo sentiero, un terrazzamento, seminascosto tra la vegetazione, in cui si intravvedevano persone in atteggiamenti inequivocabilmente “tendenziosi” sia tra uomini che tra coppie. Ad un certo punto notai una piccola discesa verso la spiaggia ed una specie di conca, recintata da massi e pali, che poteva essere un ottimo punto per distenderci a prendere il sole, creando un po’ di privacy. Scendemmo e distendemmo i nostri asciugamani, mettendo le vivande all’ombra. …E ci spogliammo. Lei ebbe un momento di ripensamento… non l’aveva mai fatto …. Ma poi si lasciò trascinare dalla voglia di trasgressione e si denudò. Avevo notato, nel frattempo, che una certa fauna aveva seguito con interesse le nostre manovre dall’alto del sentiero e che nessuno di tali personaggi era rimasto indifferente al seno particolarmente prosperoso della mia compagna (portava una sesta abbondante) ed al suo culo abbondante ma non moscio, anzi pur nella sua abbondanza, perfettamente conformato e sodo. Notai, tra tutti, un tipo segaligno, bruttino, ma con un cazzo magnifico che se lo stava tranquillamente segando, senza alcuna remora. Mi venne voglia di vederlo chiavare la mia donna, solo che dovevo fare in modo non lo vedesse in faccia, altrimenti si sarebbe “smontata”, doveva solo sentirselo dentro. Perciò mi misi schiena a terra e la tirai su di me per fare un sessantanove e quando notai che si era lasciata andare e stava godendo appieno il mio succhiarle il clitoride trovai il modo di fare un cenno al tizio che, avevo notato, stava seguendo le nostre manovre con estremo interesse, continuando a masturbarsi. Capito il mio cenno di avvicinarsi, mentre scendeva verso di noi, dissi alla mia compagna “Ora non ti voltare, altrimenti questo tizio, molto timido, scappa. Chiudi gli occhi e tra poco ti sentirai penetrare da un cazzo magnifico. Tu continua a succhiarmelo, lasciati andare e… godi, amor mio !” Il tizio si inginocchiò dietro la mia compagna, si infilò il preservativo che gli passai, le mise una mano sul culo e, mentre io le allargavo le chiappe, dilatando la figa, glielo infilò con un unico movimento sino alle palle e lì si fermò per godere del possesso. La mia compagna fece un respiro profondo, mentre veniva penetrata, ingoiando ancor di più il mio uccello. Io avevo avuto modo di godermi tutta la penetrazione e quando lui, finalmente, iniziò a muoversi mi arrivò una prima scarica in faccia degli umori della mia donna che si era sbrodolata, iniziando a provare piacere. Si muoveva con grande calma, gustandosi in toto quella chiavata, mentre lei muoveva il culo per assestarselo ancora meglio nella fica, iniziando a mugolare per il piacere, facendomi sentire con le labbra tutto ciò che provava. In breve.. riuscì a farmi godere e inghiottì tutta la mia sborra. Poi rialzò la testa dal fiero pasto ed iniziò a godere mugolando “Sì, così… ancora… è magnifico, mi sta facendo impazzire… grazie amore di questo regalo, lo hai scelto bene! Spero riesca a continuare ancora un po’ perché sto per godere di nuovo… Sìì… così… eccomi… Godoooo ! “ …e venne anche lui, digrignando i denti ! Lei si distese, distrutta, con lui ancora dentro. Lo guardai e gli dissi “Bravo, ma dopo bisogna che inculi anche me !” Una bella voce profonda mi rispose “Non c’è problema, vado a farmi una nuotata e ci vediamo tra un po’.” E se ne andò a nuotare, senza che lei lo avesse visto in faccia. Era ancora distesa, tutta tremante. PS.: Il seguito alla prossima
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10 anni fa
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Da Dany...
Lei, Maria, ed io, Nicola, per la prima volta cenavamo a Polignano. Il ristorante, vicino al mare, era molto accogliente e dal nostro tavolo si poteva vedere uno spicchio di mare tra le case. Io guardavo il panora e sentivo Maria sussurrare: ti amo. Romantico! Alzo lo sguardo per ricambiare e trovo Maria fissare una donna sui 30, massimo 35 anni. Le rispndo: ti amo Maria. Lei distoglie lo sguardo dalla donna, un attimo, quanto basta per rassicurarmi sul suo amore, ma subito torna a osservare l'altra. La giovane donna, che poi avremmo scoperto chiamarsi Daniela, stava andando in bagno. Media statura, leggermente sovrappeso, tacco 12, gambe scoperte, culo tondo fasciato da una gonna su cuii sembrava stampato: bel culo vero?, quarta di seno, viso dolce, sguardo furbetto e capelli neri e corti. In quel momento capii che Maria mi stava chiedendo Daniela. Maria non prende mai l'iniziativa. Così, senza pensarci un attimo, mi alzai e raggiunsi la donna prima che entrasse in bagno. Buonasera signorina, possiamo invitarla al nostro tavolo? Lei, Daniela, volse lo sguardo ed incrociò quello di Maria. Rispose: piacere io sono Daniela e tra un attimo sarò da voi. Il cacciatore, l'orgoglio da maschio alfa era appagatp. Tornai da Maria con la preda desiderata. Daniela subito ci spiegò che era stata lasciata sola dal compagno e da lì a mezzora, con una chiacchierata serena, franca e gioiosa arrivammo a capire che tutti e tre avevamo voglia di farci una bella scopata insieme. E andammo da Daniela.Pochi convenevoli e tutti e tre fummo nudi. Io, come sempre, iniziai a dare indicazioni a Maria: baciala in bocca, scendi, succhiale i capezzoli, brava Maria e ore più giù... bravissima. Maria baciava il sesso di Daniela con tutta la sua passione... e vi assicuro è qualcosa di travolgente. Quello era il momento adatto per esaudire il desiderio di Daniela di succhiarmi il cazzo. Come rifiutare?Daniela succhiava bene. Così le chiesi di mettersi a pecora. poi dissi a Maria: infilati sotto Daniela e succhiale i capezzoli... Io, con Daniela a pecora davanti a me nn esitati ad entrarle in figa con tutto il cazzo ed iniziai a scoparla con forti colpi di cazzo. La figa nn mi bastava, volevo pure il culo. Daniela, un po' spaventata, confessò di esser vergine. Resta come sei Daniela. Mi alzai e dissi a Maria: lecca la figa da dietro a Daniela e inizia a prepararle il culo. Maria esegui come sempre, ben sapendo che mi eccitava molto. Così mentre Maria leccava culo e figa a Daniela, inizia a scopare in figa Maria... mi piace, mi manda in estasi scopare Maria!Il lavoro di Maria era terminato, aveva aperto ben bene il culo di Daniela. Allora chiesi a Maria di coccolare Daniela con dei bacini sulla e in bocca. Iniziai a premere con la cappella sull'ano di Daniela, umido, lubrificato dalla saliva di Maria e dal gel che avevo messo. Un gridolino di Daniela, subito soffocato dal bacio di Maria e....Ci lasciammo, io e Maria abbracciati guardammo Daniela prima di allontanarci e tutti e tre, soddisfatti per la bella scopata, capimmo che ci saremmo rivisti.By Valegior ;)
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10 anni fa
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Varie
l'albero...
L'albero genealogico. Frequentavo una ragazza che avevo incrociato più volte nella vita, ma senza rivolgerle particolare attenzione. Poi si è separata e non ricordo più come, me la sono ritrovata nel letto. Carina, porca, tettona, abbiamo dato fondo alle nostre voglie per un annetto, abbiamo veramente goduto; nel frattempo avevo incrociato la sorella più volte, ma senza che le rivolgessi attenzione, anche se avevo informazioni generiche che fosse una donna molto calda. Poi si è separata e mi ricordo che me la sono ritrovata nel letto di un motel. Più carina, più porca, più tettona, abbiamo dato fondo alle nostre voglie per un annetto circa; nel frattempo incontro la cugina, meno carina, zero tette, molto ma molto più porca e Avanti!!!!! poi l'altra cugina carinissima, la più porca di tutte …. e AVANTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!! I fatti: Con la prima tutto bene rapporto clandestino, bastava poco per intenderci su tempi e metodi; la sua dote era l'essere materna e lasciarti fare tutto ciò che volevi. Luoghi insoliti, aperta su tutti i canali, le piaceva prender rischi durante le feste con gli amici, dove mi tirava qualche pompino in piedi di nascosto, ma neanche tanto, per far si che qualcuno potesse capire o addirittura vederci; infatti durante una festa, è capitato che un amica nel cercare la toilette fosse entrata nella stanza attigua, dove la mia lei era chinata sul mio uccello ed io in piedi; entrata per sbaglio la ragazza si è bloccata e mi ha fissato per un attimo fino a quando anche lei se ne accorge girandosi con un filo di saliva che si sviluppava dal mio cazzo alle sue labbra, le ha sorriso. Era la situazione tipo, voleva far capire che ero suo.... Ma quando ho incontrato la sorella, sono cambiate le gerarchie: quest'ultima aveva lo sguardo sempre accompagnato da sorriso che ti diceva :” adesso ci penso io a farti sborrare!!!!” e aggiungerei anche un “che voglia che ho!!!!” era irresistibile. Ne abbiamo fatte molte: dal toccarci in macchina con su sua sorella a uno smorza-candela lungo il fiume con un vecchietto che ci girava intorno, dal trombare d'estate su una rotoballa di paglia portando a casa tutto il fieno ad un massaggio in tre finito molto bene. La sua dote era scoparti venendoti sopra, prenderlo e farlo scorrere fino ad appena prima che uscisse e poi con le grandi labbra roteare per fargli un massaggio solo sulla cappella; non potevi non spruzzare come un matto. Mi ricordo che aveva un buchino blindato, o facevi tutto il lavoro giusto sulla vulva o dietro era impenetrabile; Mi piaceva infilarle dentro tutta la mano e farla uscire piena di umori e per questo rinunciavo al culetto era troppo stretto; non era volgare ma porca nel parlare è come se ti stesse segando con le parole. Poi è toccato alle cugine ma li è stato più facile: la prima era una corda di violino, come la toccavi veniva e contestualmente ti ordinava di incularla. Credo di averglielo messo più dietro che davanti proprio perchè aveva dei capezzoli ultra sensibili e spruzzava subito. Mi ricordo in un bar dove il vestito lasciava spazio tra il tessuto e il capezzolo, ed io seduto da parte le soffiavo sul capezzolo facendole fare degli spasmi e dei balzi sulla panca. Quando le sborravo sulle aureole lei se la spalmava sulle punte fino a strizzarsi a mo dì pinza e sentire dolore. Invece ti elargiva il buchino senza particolari resistenze, credo che le venisse voglia attraverso un misto di prurito e piacere, anche perchè con le mani ti cercava per affondare violentemente tipo colpo di ariete. L'altra cugina carina e vocina tenue voleva il cazzo punto e basta. Pompava alla grande manifestando tutto il suo piacere con cambio di timbro di voce che diventava roca. Si passava la lingua sulle labbra fissandoti come ordine lascia tutto e andiamo a scopare; era l'unico momento dove ti guardava. L'amplesso si manifestava con tutto, pompe con rigurgito perchè troppo profonde e sborrate ovunque, ma lei fissava da vicino il cazzo senza mai guardarti. Era ingorda.
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10 anni fa
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Varie
Il mio eros
Vivo questa parte della mia vita trasgredendo sessualmente. E' qualcosa che dovevo provare, curioso di tutto quello che non è canonico sotto il profilo della normale educazione sessuale impartitami. Sento battere il cuore ogni volta che si crea quel sottile contatto cerebrale con chi si riconosce nelle tue parole nelle tue immagini. Mi da felicità il sottile gioco di sedurre la mente di una donna di una coppia. Mi attraversano brividi di puro piacere quando sei corrisposto dalla lei di coppia o dalla amica che contatti. Oppure quando complice con lui ne riesci ad eccitarne le voglie. La mia mente si accende ed è percorsa da mille fantasie quando si trasferisce la propria personalità all'altro mostrando il proprio eros. Trasferisce piaceri intensi alla parte animale e sensuale del mio essere uomo. Ho sete di immagini di maliziose parole di vedo non vedo. Ah che bellezza il vedere come una donna sa essere elegante nel sedurti. Ah che gioia farla salire su di ritmo corteggiandola con le parole e le impressioni che ti lascia dentro. Usare parole dolci, ma anche forti, alla ricerca della chiave naturale di trovare in lei il piacere reciproco di eccitarsi. Adoro osservare quel reggicalze nero che lascia lo stacco della pelle, il tacco alto che slancia la caviglia. Lo sguardo complice, le mani, le curve di un corpo femminile che si inarca, due labbra rosse, due occhi che si accendono e maliziosi ti provocano. La parte più intensa è la prima conoscenza è il battito animale dove in assenza di odori virtualmente due menti si incontrano. Come tessere di un mosaico le parole pesano nel capirsi se tutto è in linea con l'altro. Divino tutto questo, mi eccita, mi porta all'incontro. Amo il sesso vero non virtuale. Il preludio all'incontro è però quel qualcosa di inscindibile a tutto il resto quale prima parte emozionale di verifica di eventuali affinità elettive percettive. Sesso puro, sesso quello che cerco di trovare, ma non fine a se stesso. L'insieme del gioco di menti e gli attimi intensi di puro sesso che vivo si incrociano sempre. Si combinano e lasciano emozioni pure. L'adrenalina di attimi di intenso piacere non si limitano al piacere di un contatto, ma rimangono impressi dentro la mente. Come pezzi di vetro sparsi si ricompongono le immagini di una bocca aperta sul tuo sesso, di un contatto delle labbra, di uno sguardo peccaminoso, di una penetrazione intensa e dolce, di braccia aperte , di sorrisi di parole forti di dolcezza infinita, di perversi pensieri, di silenzi e attimi sospesi che solo chi ne conosce il significato non ha bisogno di parole per esprimerne il piacere intenso che penetra la mente la pelle. Vivere tutto questo ti entra dentro, ti spacca il cervello, ti porta al piacere di vivere. Sarà la leggerezza del piacere dell'essere che è in me, ma tutto questo è il mio eros.
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10 anni fa
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Varie
Al giardino pubblico
Ero andato al Giardino Pubblico per passare qualche ora in pace e respirare un po’ d’aria pura. Mi ero portato un libro, amo leggere. Ad un certo punto sento un impellente bisogno fisiologico; di conseguenza mi alzo dalla panchina e mi avvio verso le toilette. Non c’è nessuno, mi accosto ad un orinatoio ed inizio a pisciare. Mentre sono sul più bello della minzione arriva un signore di una certa età, non molto alto, che si posiziona davanti all’orinatoio affianco a me, tira fuori dai pantaloni il suo uccello ed inizia a menarselo guardandomi, Vedo il tutto con la coda dell’occhio e faccio l’indifferente ma dopo un attimo sobbalzo perché inaspettatamente il tizio ha iniziato a palparmi il culo. Va avanti così per una decina di minuti ed io mi sto decisamente eccitando quando sentiamo l’avvicinarsi di passi alle toilette. Lui smette immediatamente di palparmi, rinfodera il suo uccello ed esce. Me la prendo un momento comoda ma non appena il nuovo venuto si posiziona davanti ad un orinatoio, sgrullo il mio membro, lo rimetto nei pantaloni ed esco. Poco più avanti mi risiedo su una panchina libera per rimettermi a leggere ma mi si piazza davanti l’anziano che mi stava palpando poco prima che…. con fare simpatico… mi dice “Guarda in che stato mi hai messo” piazzandomi davanti la lampo dei suoi pantaloni che sembra scoppiare per l’affare in erezione che a stento contiene. Alzo gli occhi e gli chiedo “E’ colpa mia ?” e lui di rimando: “ Sì, è colpa tua, mi ecciti da matti e se avessi la possibilità di averti solo per me per un’ora non ti darei pace, ti chiaverei per un’ora senza interruzione !” Mi sembrava una persona seria ed allora lo sfidai: “ Dimostramelo, abito qui vicino e ti do la possibilità di farmi vedere se ne sei capace, mi hai fatto venir voglia di essere inculato !” “Andiamo” mi rispose. Tempo cinque minuti fummo a casa mia, andammo in camera, ci spogliammo e immediatamente prese a baciarmi, leccarmi, strizzarmi i capezzoli e palparmi il culo. Presi del Luan dal comodino e mi spalmai per bene lo sfintere, dentro e fuori e a quel punto lui mi fece sdraiare sulla schiena, mi rialzò le gambe allargandole e, posizionatosi fra le mie cosce, lentamente si abbassò sinché riuscì a puntare il suo cazzo sul mio buchino. Devo dire che aveva un cazzo magnifico, non esagerato ma comunque di dimensione considerevole, non troppo lungo ne troppo grosso ma…. Importante, veniva voglia di succhiarglielo. E guardandomi negli occhi inizia a penetrarmi, si ferma un attimo godendo di quanto conquistato, poi riprende a penetrarmi arrivando sino in fondo. Mi sento riempito, invaso, posseduto ed emetto un sospiro di piacere. Inizio a stringergli il cazzo con lo sfintere, come se glielo stessi succhiando. Gli piace… resta fermo per un po’ godendo della sensazione di pompino che gli sto dando, poi inizia a stantuffarmi, lentamente, godendo di ogni cm. della penetrazione. Dopo un po’ inizia ad aumentare la cadenza e la forza ed io comincio a dare i numeri, troppo forti sono le sensazioni che mi sta trasmettendo… MI sento aperto, posseduto, inerme davanti a quella forza della natura che non mi da tregua. Inizio a chiedergli di godere, di mettere fine a quel supplizio ma lui, sordo a tutte le mie implorazioni, continua a violentarmi sempre guardandomi negli occhi, dimostrando di avere una notevole resistenza fisica, cosa che, data l’età, non avrei immaginato. Non so quante volte ho goduto, senza neanche toccarmi l’uccello. Mi ha distrutto, consumato, portato sull’orlo della pazzia ma, finalmente, mi riempì il culo con una splendida sborrata che mi fece urlare dal piacere. Lentamente, con molta calma, si sfilò da me e mi si distese al fianco, baciandomi lussuriosamente. Mi aveva chiavato per più di un’ora. Mi feci dare il suo numero di telefono e almeno una volta a settimana lo chiamavo per farmi dare un’altra ripassata.
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10 anni fa
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Varie
Al cine radio
Ci andai vestito unicamente di una tuta comoda e sotto una magliettina leggera ed un perizoma. Con un filo striminzito tra le chiappe. Avevo voglia di cazzo. Ero in lite con la mia compagna e quando ciò succedeva sentivo il bisogno di gratificare la mia parte femminile, di sentirmi desiderato e… posseduto. Pagai il biglietto ed entrai in sala. Buio pesto. Venendo dal sole della strada non vedevo letteralmente nulla. Mi spostai cautamente verso destra ma urtai contro una persona…. Mi scusai e la aggirai trovando subito dopo uno spazio prima di un’altra persona. Mi appoggiai al muro cercando di abituare la vista e riuscire a vedere chi mi stava ai fianchi. Colui che avevo urtato entrando mi si fece più vicino e dopo qualche momento una mano si infilò tra me ed il muro ed iniziò a palparmi il culo. Mi rilassai, era per quello che ero venuto al cinema, per cui mi misi meglio in equilibrio e mi scostai un po’ dal muro per dare spazio a quella mano che mi fece subito capire di gradire lo spazio che le offrivo, salendo alla cintura ed abbassandomi i pantaloni per poi stringermi per un momento una chiappa facendomi sentire di gradire il fatto di trovare solo un filo tra lei ed il mio buco del culo. Immediatamente iniziò a rovistarmi tutto lo sfintere e incominciò a penetrarmi, prima solo con un dito, poi anche con un secondo, dandomi sensazioni esaltanti. Nel mentre faceva ciò mi prese, con l’altra mano, un capezzolo e lo strinse forte, facendomi sussultare per la scossa che mi inferse ma che mi stimolò ulteriormente. Nel frattempo, colui che avevo alla mia dx, notando il movimento, si avvicinò e mi mise una mano sull’uccello che, dati gli stimoli, era in piena erezione e quasi del tutto fuori dalle braghe calate. Si mise subito a masturbarmi e prese una delle mie mani richiedendo che gli restituissi il piacere, consegnandomi in mano un attrezzo di tutto rispetto. A questo punto colui che mi stava inculando con le dita mi fece girare sul fianco, rivolto verso l’altro, e abbassandomi ancor più i pantaloni mi prese per i fianchi e mi appoggiò tra le chiappe il suo sesso che, nel frattempo, aveva fatto uscire dai pantaloni. Presa dalla tasca un po’ di crema, me la spalmò ben bene dentro e fuori e…. mi infilò con un unico movimento, strappandomi un sospiro di dolore e di piacere. Si fermò per farmi abituare all’intrusione e quindi iniziò un lento andirivieni che in breve mi portò a godere, mugolando, in mano all’altro che mi stava ancora segando, ma avrei voluto urlare dal piacere. A quel punto il tizio mi fece inchinare offrendo alle mie labbra il suo sostanzioso attributo, invogliandomi a succhiarglielo. Ciò favorì la posizione al mio sodomizzatore che colse l’occasione per portare i colpi più profondamente facendomelo sentire tutto, cm. per cm. Andò avanti così per un bel po’ tanto che le gambe mi stavano cedendo sia per la posizione non proprio comoda, sia perché illanguidito dalle sensazioni che mi provocava, finché dopo un colpo più profondo non iniziò a scaricarmi dentro una cascata di sborra calda, densa sino a riempirmi. Nel contempo anche colui che stavo spompinando pensò bene di venire nella mia bocca in maniera così copiosa che per non strozzarmi fui costretto ad inghiottire trovando il sapore di quella sborra gustoso. Quando finì mi rialzò il capo e mi baciò, assaporando gli ultimi residui del suo sperma. L’altro si sfilò dal mio culo e, con una pacca, mi rialzò i pantaloni. Mi sistemai e mi avviai verso le toilette. Oddio… chiamarle toilette era un eufemismo. Erano un vero e proprio “cesso”. Fatte in maniera strana: entrando c’era, sulla destra, un locale con cesso alla turca (presumo dovesse servire anche per le signore) e poco più avanti, a fianco, a sx, un’altra porta che dava su un locale abbastanza ampio dove c’erano, a destra, nascosti da una paretina, tre orinatoi. Il resto del locale aveva una paio di lavandini. Mi avviai agli orinatoi e liberai la vescica, considerando tra me e me che vista la posizione offrivano un’ottima copertura per giochini vari. Una volta fatto uscì da quella specie di budello e, mentre finivo di sistemarmi, entrarono i due di prima. Quello che avevo spompinato mi spinse contro il muro e, baciandomi, iniziò a palparmi e baciarmi, lingua in bocca. Il bacio, ha su di me un effetto erotizzante che mi fece subito essere arrendevole. D’altronde era per quello che ero andata in quel cinema, no? Mentre mi baciava tirò fuori l’uccello dai pantaloni e me lo mise in mano, affinché glielo portassi a dimensioni consone ad altro. Nel frattempo quello che in sala mi aveva inculato in maniera strabiliante, un bell’uomo moro, longilineo, sulla quarantina o poco più, osservava la scena masturbandosi e, avvicinatosi, iniziò a palpare il culo a colui che mi stava baciando. Quando questi finì di baciarmi e mi rigirò faccia al muro, abbassandomi i pantaloni e aprendomi le natiche, bagnandomi il buco ed infilandomi il suo cazzo, l’altro gli abbassò i pantaloni e, a sua volta, lo inculò, formando così un trenino che si sciolse solo quando tutti e due ebbero sborrato copiosamente. A sentirli godere venni anch’io, schizzando sulle piastrelle del locale. Andai altre volte in quel cinema e varie volte vi incontrai il tizio moro, con mia enorme soddisfazione. PS.: Vi sarei grato se voleste fare qualche commento, sia positivo che negativo, non ha importanza, anche su i racconti che ho postato in precedenza. Grazie !
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10 anni fa
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Varie
Un bruto a casa mia
Anche io sono ammaliata dal fascino di internet: annunci, siti, possibilità di facili incontri a portata di mouse... È così tra i tanti che ho avuto modo di incontrare tramite un pc, vi parlerò di Pasquale ( o almeno questo è il nome che ha dichiarato a me). I giorni prima dell' incontro sono stati ricchi di messaggi in chat ... seguiti da sms e conversazioni telefoniche sempre molto educate e cordiali; io e Pasquale ci eravamo visti tramite foto , ma mai abbiamo avuto conversazioni spinte o a sfondo sessuale: benché entrambi volevamo la stessa cosa, non se ne è mai parlato apertamente e le nostre conversazioni erano quasi dialoghi tra amici di vecchia data. Pasquale lavorava in Sicilia come manovratore di mezzi pesanti, mi diceva spesso che prima o poi sarebbe venuto a trovarmi non appena aveva una mezza giornata libera dal lavoro ma, in fondo, io non ci avevo mai creduto: ormai consideravo Pasquale quasi come un amico .... quasi di famiglia. Una domenica calda e noiosa sento suonare il mio telefono :" Monia sto venendo a Palermo, mi offrì un caffè da te?" .... " Certo Pasquale ti aspetto". Un po sorpresa ed emozionata mi preparo al meglio per lui: un intimo sexy ed una vestaglietta di raso elegante e sobria per non sembrare volgare o troppo assillata dalla voglia di essere presa da lui. Dopo circa un'ora Pasquale chiama: è sotto casa e gli do le indicazioni su come arrivare al mio appartamento. E dopo 5 minuti suona il campanello di casa : sono emozionata....finalmente è qui; con un sorriso a 32 denti gli apro la porta di casa: davanti a me si pone la figura di un energumeno alto quasi un metro e novanta... robusto.... ancora in abiti da lavoro: pantaloni da operaio, scarponi antinfortunistica ed una maglietta umida di sudore che lasciava intravedere un torace villoso e possente. Quello che mi impressiona sono le sue braccia: pelosissime ... robuste e con due mani enormi. Si lo avevo visto in foto ma onestamente da quelle fotografie non avevo mai dedotto un aspetto simile. Non era un uomo dalla bellezza oggettiva: capelli corti sul brizzolato... Barba di due giorni.... insomma un operaio burbero... Neanche molto istruito culturalmente ( ma parlando al telefono questo lo avevo già intuito, anzi a volte mi chiedevo come fosse riuscito ad usare un pc per iscriversi ad un sito di incontri). "Pasquale accomodati preparo il caffè "... Gli dico sorridente e sculettando mi volto per andare verso la cucina. Ad un tratto mi sento afferrata alle spalle ... La enorme mano di Pasquale sulla mia bocca .... L'altra stretta sul mio ventre: " senti puttanella ma quale caffè? Sto in questa regione del cazzo da un mese senza toccare una femmina...vieni qui.... devo sborrare".... Pasquale mi prende la testa con forza , mi volta verso di lui , mi mette in ginocchio: " succhialo puttana" e si sbottona il pantalone per liberare il suo membro. Mentre sono chinata col viso sul suo cazzo... Avverto l odore forte di quell'uomo... Di sicuro non aveva fatto una doccia ma onestamente non avevo il coraggio di invitarlo a darsi una sciacquata : avevo paura di lui... Mi teneva la testa forte e se non avessi eseguito i suoi ordini avevo paura che mi facesse del male. La paura ben presto si mescola al l'eccitazione della situazione: in fondo si trattava solo di fare quello che mi viene naturale: la fammina remissiva devota al suo maschio. Ben presto il membro duro di Pasquale si dimena nella mia bocca ... Parla poco Pasquale ma i suoi gemiti di piacere e il suo modo autoritario di fare avevano pervaso il mio animo facendo emergere in me la voglia di essere la sua zoccola. " Vai sul letto troia" .... E ben presto mi ritrovo a pecorina sul mio lettone... Pasquale neanche si spoglia... Prende un preservativo e senza fare complimenti m infligge un colpo secco senza neanche inumidire il buco: ancora adesso ricordo nitidamente il dolore provato... Mi sento lacerare dentro... non provo piacere ma solo fortissimo dolore... Ma non ho il coraggio di fermare Pasquale ... Lui non parla... Avanti e indietro mi stantuffa con forza e in modo grezzo da animale; io soffro... Prendo un cuscino e lo metto sulla bocca per non urlare dal dolore ma a quell'animale non interessa: lui deve sborrare ... Non gli importa di me... Solo solo un buco in cui svuotare le palle ed io spero che lui sborri il prima possibile. Quella cavalcata mi sembra interminabile: silenzio, dolore... Il solo rumore delle palle di Pasquale ogni qual volta che il suo cazzo arriva tutto in fondo al mio culo colmo di dolore. Non so per quanto tempo Pasquale mi abbia sbattuta: ma ricordo di aver vissuto come una liberazione il momento in cui lo sento gridare come un animale perché finalmente il suo cazzo aveva eruttato nel mio culo. Senza colpo ferire Pasquale si sfila il preservativo, lo butta a terra quasi con fare sdegnato... Si rialza i pantaloni. " io vado via...oggi ultimo giorno in Sicilia ... Stammi bene". Non ho neanche la forza di dire ciao... Dolorante lo guardo andar via e resto distesa a letto, sperando che il dolore si attenui. Quella sera andai a letto presto e il mio pensiero prima di addormentarmi fu: " hai capito Pasquale .... Faceva il gentile e poi... Un vero animale"....eppure a mente fredda... E svanito il dolore.... Io Pasquale lo rivedrei: lo so.... Sono davvero una troia. Il raccolto è reale per cui rivolgo a voi tutti un invito di cuore: fate sempre attenzione nel selezionare i vostri incontri... Altrimenti alla porta di casa potreste trovare un energumeno animale come Pasquale......
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10 anni fa
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La nascita di monia
Ormai è praticamente da 6 anni che, con molta soddisfazione, pienezza e senza rimorsi, vivo la mia identità di Monia ed ancora oggi rivivo come se fosse ieri tutte quelle dinamiche che mi hanno portato verso questo mio nuovo io. Da quando ho compiuto la maggiore età, ho sempre avuto una certa attrazione verso gli uomini, adulti, forti, burberi, consapevoli del loro ruolo di maschio anche quando vanno a letto con persone dello stesso sesso. Devo dire che, anche da maschietto, le belle avventure non mi sono mancate ma sono state sempre circoscritte ad un mondo, quello gay, che col passar del tempo è diventato troppo glamour e troppo esposto, allontanando sempre più quel tipo di uomo per il quale ho sempre avuto grande attrazione (l'uomo tipicamente insospettabile, magari sposato insomma). Comunque aldilà della mia delusione per un ambiente dove ormai tutti sembravano essere mancate donne, tutto mi sarei immaginato tranne che diventare quello che sono ora. Tutto avvenne per puro caso: un giorno di fine maggio, un giorno ricordo molto caldo da sembrare estate, erano le 21 circa, stavo rientrando a casa e nel mio tragitto attraversai la zona di un centro commerciale vicino al quale vi era un ampio parcheggio per camion in sosta. Nulla di strano, tanto è vero che io stavo proseguendo normalmente il mio cammino, quando il mio sguardo fu colpito dalla visione di un uomo che passeggiava a piedi: un uomo sui 40/45 anni, moro, capelli brizzolati cortissimi, sguardo fiero. Ricordo indossava un paio di pantaloncini ed una maglietta che lasciavano intravedere gambe e braccia forti, prepotenti e pelose. Inutile negarlo: il tipico uomo al quale mi sarei concesso senza remore. Mi accostai con l'auto per vedere dove si stesse dirigendo e alla fine della sua passeggiata, salì a bordo di uno dei camion posteggiati in zona. Decisi allora di avvicinare la mia auto al suo camion, sperando di riuscire a catturare la sua attenzione ( che follia, ma in quel momento l'eccitazione mi portò ad illudermi che quell'uomo fosse raggiungibile per me). Mentre più volte passavo con l'auto vicino a quel camion, mi accorsi che, di fronte allo stesso camion, sul lato opposto della strada, c'era posteggiata un'altra auto: aveva la luce dell'abitacolo accesa e al suo interno si scorgeva una figura dai capelli lunghi e biondi. Incuriosito mi avvicinai a quell'auto e con molto stupore mi accorsi che era un uomo travestito da donna ( ammetto che non ne avevo mai visto uno da vicino). La cosa ovviamente non mi interessava e così decisi di accostare qualche cento metri dietro all'auto per vedere cosa succedesse. Poco dopo, quel camionista che tanto aveva rapito le mie fantasie e le mie voglie, scese dal camion e si diresse verso l'auto con a bordo la travesta: i due chiaccherarono un pò, e successivamente il camionista ritornò a bordo del suo mezzo, chiudendo le tendine. Pensai che fosse andato a riposare, quando subito dopo dall'auto uscì la trav: bella, sexy, provocante, tacchi alti, portamento da vera femmina, eccola recarsi senza indugio verso quel camion che, quasi magicamente, al cospetto di quella meravigliosa creatura, aprì la sua portiera per lasciarla entrare. Ben presto avevo capito che quella creatura femminile era riuscita a rendere realtà tutto quello che per me, quella sera, rimase solamente fantasia e tanto rimpianto per non aver potuto essere l'oggetto del piacere di quell'uomo che tanto aveva ossessionato la mia mente. Deluso, ripresi il viaggio verso casa, ma durante tutto il tragitto un pensiero, dopo quelle scena, attanagliava la mia mente: “ E se fossi stata io quella maestosa creatura femminile? Ora sarei li, sarei con quell’uomo, sarei al suo cospetto prontA a dargli piacere e desiderosA di essere possedutA”. Già il mio pensiero si stava evolvendo: dentro di me qualcosa stava cambiando; la visione di quella travesta aveva avviato dentro di me qualcosa di nuovo, aveva aperto un nuovo orizzonte che da li a poco avrei deciso di esplorare. Dal giorno successivo, l’identità nuova iniziò a prendere possesso di me: cominciai ad andare in giro in cerca di negozi dove comprare intimo femminile, abiti, scarpe, trucchi, profumi e, ovviamente, una bella parrucca. Non nego l’imbarazzo nell’affrontare questi acquisti ( ogni mia sorellina confermerà il senso di vergogna provato quando per la prima volta ci siano affacciate a questo shopping alternativo), ma alla fine dopo circa una settimana, ero riuscito a comprare tutto quello di cui avevo bisogno. Così una sera decisi di depilarmi integralmente (vivendo solo per me la cosa non era problematica), e, dopo aver reso liscio il mio corpo, iniziai timidamente ad indossare le nuove vesti. Sin dall’inizio mi sentii a mio agio con i nuovi abiti: mi sentivo sexy e, a dire il vero, libero. Il vero problema fu il trucco ma, seguendo vari consigli letti in rete, riuscii ad abbozzare qualcosa ( ovviamente poi col passare del tempo l’inesperienza sarebbe stata colmata e tutto si sarebbe affinato, del resto noi creature di questo mondo siamo sempre in continua evoluzione e miglioramento). Completata l’opera mi misi davanti allo specchio: mi guardai e, quasi senza riflettere, mi dissi “ Ciao, io sono Monia”. Da quel momento Monia divenne parte di me, divenne me, da quel momento varcai quella sottile linea che mi ha portato ad essere quella che sono ora con molta soddisfazione, pienezza e senza rimorsi. Ovviamente, la piena realizzazione della mia nuova identità avrebbe potuto concretizzarsi solo in quello stesso luogo dove, per la prima volta, la mia mente aveva assaporato il mio nuovo io…ed era in quello stesso luogo che, dunque, Monia doveva andare per completarsi come creatura. Ormai era quasi la metà di giugno, estate piena qui in Sicilia, quando decisi di ritornare in quel luogo. Passai tutto il giorno a prepararmi al meglio ed aspettai che calasse il buio. Furtivamente mi infilai in auto, mi diressi verso un luogo isolato dove completai la trasformazione e, col cuore in gola, mi recai verso quel parcheggio: “ Torna indietro..è rischioso”…” Wow che bello, mi sento libera”…la mia mente era un continuo alternarsi di idee contrapposte ma alla fine, tra mille se e mille ma, arrivai di nuovo in quella area di parcheggio: c’erano diversi camion in sosta, ma il mio sguardo cadde subito su due uomini che stavano lì, davanti al loro camion: erano due uomini sui 45 anni più o meno, entrambi erano li a petto nudo ( e visto il caldo non era una cosa sorprendente). A dire il vero, solo uno dei due suscitò in me una certa fantasia, ma comunque mi accostai con l’auto davanti a loro, dall’altra parte della strada, tenendo accesa la luce dell’abitacolo in modo che mi notassero. Non passarono 5 minuti che, proprio quell’uomo che aveva attirato il mio sguardo, si avvicinò all’abitacolo facendomi cenno di abbassare il finestrino: “ Ciao scusami è la prima volta che ci fermiamo qui, ci puoi dire se il posto è tranquillo per dormire?”, mi chiese lui, “Si certo, molti tuoi colleghi sostano qui di notte senza problemi”, gli risposi, quasi con voce impaurita e timida. Lui mi ringraziò e se ne tornò dal collega….ed io pensai “Ecco, figurati se sono interessati a me….”. Delusa, rimisi in moto e andai a fare un giro più avanti….dopo circa 15-20 minuti ripassai da quella zona e vidi che quello stesso camionista era sempre li, solo, senza il collega. Nel frattempo aveva indossato una maglietta bianca, ma questo non aveva certo spento la mia voglia di essere posseduta da lui. Mi fermai di nuovo davanti a lui e gli feci un sorriso: così lui venne di nuovo incontro alla mia auto: “ Ciao – mi disse – il mio amico è nel camion a dormire, tu che fai di bello?”. Non so perché, ma forse perché aveva un’aria rassicurante, lo invitai a bordo della mia auto: si chiamava Michele, aveva 48 anni, ed era pugliese. Penso che siamo stati lì in auto almeno mezz’ora a chiacchierare, lui mi parlava del suo lavoro, di quanto fosse duro, di quanto fosse difficile stare lontano per tanti giorni dalla famiglia, e mentre lo ascoltavo scorgevo nei suoi occhi un velo quasi di tristezza, tanto che, quasi come per volerlo rassicurare, io misi la mia mano sulla sua gamba ed iniziai ad accarezzarla. Mi piaceva Michele: aveva uno sguardo fiero, un fisico forte e robusto, due mani grandi da lavoratore; ad un certo punto una di quelle mai scivolò sulla mia coscia: “Monia, ti confesso che sono stanco per il viaggio..quindi non prometto nulla”, dicendo questo Michele si portò la mano sulla patta del pantalone e la aprì: ben presto vidi fuoriuscire un bel cazzo, non ancora duro, ma dalle potenzialità notevoli. Dinnanzi a quella meravigliosa visione, misi in moto, ad andai in un posto più tranquillo ed isolato: e fu li che subito mi dedicai al cazzo di Michele; iniziai dalla cappella: sapeva di maschio, di vero maschio…un piacere da gustare in bocca; ben presto la mia bocca iniziò a scorrere su tutta l’asta fino ad arrivare ai coglioni, pelosissimi e gonfi; benché quel camionista si fosse definito stanco, ben presto il suo cazzone divenne marmo nella mia bocca. “Succhi meglio di una donna, brava Monia”, e ben presto sentii la mano forte e ruvida di quell’uomo che si insinuava nei miei collant, alla ricerca della mia fighetta anale da esplorare. Ero in estasi: in bocca quel bel cazzo duro e saporito, e dietro le dita di Michele che giocavano col mio culetto depilato e caldo. Eccitata ed in calore, iniziai a leccare Michele sulle cosce grandi e pelose: ogni centimetro che la mia lingua assaggiava sapeva di maschio, di vero maschio ed io mi sentivo la sua femmina, la sua troia, mi sentivo finalmente Monia. Dopo un bel po’ che avidamente pompavo il suo cazzo, Michele prese la mia testa e la posizionò in modo che la mia lingua battesse sui suoi coglioni: ben presto il suo ansimare divenne affannoso finchè il pube peloso del camionista non fu inondato della sua calda e densa sborra. Michele mi prese la testa, mi guardò negli occhi: “ Scusa tesoro, ma me lo hai sfinito” – disse sorridendo, ed entrambi ridemmo di gusto per quella situazione. “ Però Monia, io voglio anche provare il tuo culetto, voglio vedere quanto è caldo, io capito a volte da queste parti e vorrei scoparti per bene la prossima volta. Se vengo solo ti scopo sul mio camion se ti va”. Ovviamente io diedi il mio numero a Michele, lo aiutai a pulirsi e lo riaccompagnai al suo camion….secondo voi poi mi avrà richiamato??? Lascio a voi la risposta….. Questa comunque è la storia vera della genesi di Monia: tanto tempo è passato da quel giorno e, per fortuna, anche tanti cazzi sono passati sotto le mie attenzioni Spero solo un giorno di poter reincontrare quella splendida trav che quella sera fu la mia musa ispiratrice ( dopo quella sera infatti non l’ho mai più rivista in quella zona, magari era solo di passaggio)…per ringraziarla: magari sei qui splendida sorellina…..grazie di cuore.
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10 anni fa
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Varie
Salvatore il camionista
Il car sex mi ha sempre affascinata. Per quanto internet sia uno strumento di conoscenza molto importante, ritengo che nulla sia più bello ed intrigante di un incontro fugace, non programmato , frutto del solo istinto e dell'eccitazione. Era estate ... La serata era calda, ero reduce da una stressante giornata di lavoro e dentro di me Monia rivendicava il suo spazio. Aprii l'armadio: copri spalle leggero, un vestito sexy con minigonna scuro, calze a rete e stivaletti; quella sera optai per un trucco aggressivo: per Monia era serata di caccia grossa. Erano circa le 22 quando mi misi in auto ed ovviamente la mia direzione era l'autostrada, luogo peccaminoso per eccellenza che di notte diventa foriera di avvenute eccitanti. E si sa... I padroni della notte sono loro : i camionisti con le loro luci .... I loro suoni e le loro voglie nascoste che ho imparato a soddisfare con immenso piacere. Quella sera per strada c'era poco movimento... arrivai in autogrill senza incrociare neanche un bisonte al quale far scrutare dal mio abitacolo le mie forme voluttuose. Arrivata in autogrill trovai molti mezzi fermi ... Quasi tutti con tendine chiuse: i miei maschi già si godevano il loro riposo dopo una lunga giornata di lavoro. Ad un tratto vidi che qualche bisonte aveva ancora le luci accese e di certo non mi feci pregare due volte : accendo le luci del' abitacolo .... Alzo un po' la minigonna per risaltare le mie cosce inguainate dalle calze scure a rete ed inizio il mio tour sperando di essere notata. Distante il giro mi imbatto in un uomo che al mio passaggio alza il collo .... Subito fui penetrata da quel suo sguardo al cui cospetto mi sentivo nuda. L' uomo mi fa cenno di accostare ed ovviamente eseguo quanto richiesto. Poco dopo, il bisonte apre la sua portiera e vedo uscire il suo conducente diretto verso la mia auto.... Più si avvicina... Più cresce la mia emozione: quando arriva vicino al mio finestrino volgo lo sguardo verso di lui : jeans... Una canotta bianca... Petto forte e villoso , braccia pelose e prepotenti ; un viso segnato da uomo sui 45 anni ... Pochi capelli e due occhi verdi da brillare nella notte come due smeraldi. Quella figura così possente da intimorire chiunque mi dice " ciao ... Io sono salvatore ... Sono solo, ti va di farmi compagnia ?" .... Quelle parole così semplici erano accompagnate da un sorriso e uno sguardo gentile e rassicurante da non poter rifiutare. Così esco dall'auto, lui mi guarda, sorride e mi fa cenno di seguirlo. Sale sul camion e mi dice di girare dall'altro lato mentre lui chiudeva le tendine. Neanche il tempo di fare il giro e vedo l'altra portiera aperta e Salvatore con la mano tesa per aiutarmi ad entrare nel suo bisonte ormai pronto ad accogliermi e farmi sua. Appena salita sono pervasa dalla eccitazione ... la mano rude di Salvatore scivola dietro la mia minigonna .... La mia pelle liscia contrasta con la rudezza mascolina del corpo di quell'uomo. Niente baci, niente smancerie: ben presto io e quell'uomo abbiamo capito che la voglia animalesca ci aveva catturato; mentre io sono seduta ... Il mio uomo si mette in piedi davanti a me: prende la mia testa e strofina la sua patta sulla mia bocca .... Iniziando con una mano ad aprire i suoi pantaloni .... Ben presto vengo inebriata dai suoi odori di maschio: e ben presto gli odori diventano i sapori di un membro già duro che si dimena nella mia bocca vorace mentre la mia lingua cinge la cappella che spinge per arrivare alla mia gola. Nulla mi sfugge di quell'uomo: la mia lingua lo esplora dalle gambe forti e pelose alle palle piene e gonfie; la sua asta voluttuosa è solo il culmine del mio desiderio di assaporare quel maschio davanti al quale sono seduta in modo servizievole. Ma Monia vuole di più e ben presto dalla mia borsetta estraggo un preservativo per chiarire le mie intenzioni: Salvatore lo vede, afferra il mio viso e cerca i miei occhi, sorride e mi dice " mettimelo con la tua bella bocca ". Ormai sono sua e disposta ad assecondarlo in tutto e così lo aiutò ad indossare il guanto posizionandolo al meglio con la mia bocca già pervasa dal suo sapore; a quel punto .... Quando ormai mi aspettavo di essere selvaggiamente penetrata dopo essere stata messa a 4 zampe sul lettino del bisonte ... Mi accorgo che il mio salvatore scruta il mio buchino , lo guarda , lo tocca quasi lo ispeziona e dopo averne appurato l'assoluta assenza di peli, affonda la sua lingua nel mio buco; inutile dirlo: quando un uomo mi lecca il culetto vado letteralmente in calore, mi fa impazzire; i miei mugolii eccitano il mio camionista che insiste con la sua lingua nelle mie profondità : ormai sono pronta ad accogliere il suo cazzo sempre duro e lui se ne accorge così si erge.... Appoggia una mano sul mio culo vellutato e ben presto sento spingere la sua verga sul mio buco; Salvatore si muove con maestria e calma... Non vuole farmi male: lui vuole godere facendo godere anche me. Con calma e pazienza i suoi coglioni arrivano a fine corsa sul mio culetto : amore mio sei tutto dentro, adesso puoi stantuffare in modo brutale e prepotente ma questo Salvatore lo sa già e ben presto i colpi del suo randello mi spaccano facendomi gemere dal piacere; sono così coinvolta da quell'uomo così caparbio forte ed autoritario da farmi montare a suo piacimento ed in ogni posizione da lui desiderata. I miei gemiti si confondono con i suoi suoni animaleschi e maschi .... Il suo andamento sta mutando, lo sento ... Il mio uomo sta per eruttare : ed infatti Salvatore esce, si leva il guanto, prende la mia testa e si erge con il suo cazzo sul mio viso .... Raccoglie i miei capelli con una mano e con l'altra brandisce la sua spada pronta ad offrirmi il suo nettare : ben presto il mio viso è cosparso della sua crema calda, intensa ..... Il mio olfatto è dominato dal prepotente odore del succo di quell'uomo. Questa è la storia vera del mio incontro con Salvatore il camionista, uomo duro rude ma anche dallo sguardo gentile: ovviamente ha avuto il mio numero di cell e altre volte ci siamo rivisti a bordo del suo bisonte ..... Imponente da metter paura e forte come il suo conducente dallo sguardo di smeraldo. .
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10 anni fa
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Varie
Esperienza bisex......
Immagino un incontro del genere.........Siamo in una stanza ......luci soffuse....musica di sottofondo.......io e marco seduti sul divano quasi impaccciati beviamo un calice di vino ........attendiamo l arrivo di .....Angela.......l attesa vale e la vista ...è da togliere il fiato.....si avvicina a noi........si siede sulle gambe di marco......prende il calice di bianco che le aveva preparato. Dopo averlo baciato accennò un lento sorso, guardandomi con molta intensità...... Poi si sistemò a cavallo delle sue gambe e gli rovesciò il capo, lasciando cadere un sottile rivolo di vino nell’incavo della gola di marco........Raccolse il piccolo sorso che vi si era posato e proseguì lappando il petto, i capezzoli e giù, soffermandosi brevemente sull’ombelico, fino all’inguine. .......Asciugò la pelle con cura e lentezza sapiente, senza mai neanche sfiorare il pene che cominciava ad ergersi in tutta la sua maestà. E durante tutto quel tempo .........non smise mai di guardarmi, scrutarmi … fissarmi … Mi inginocchiai al fianco di marco.......la scena mi stava devastando dal piacere.....mi misi di fronte a lei....... -Lascia che te lo prepari io … - le mormorai........lo sguardo eccitato di...Angela.......acconsente alla mia richiesta..........E cominciai a leccare, voluttuosamente salivando, l’asta per tutta la sua lunghezza. L avvolsi con le labbra senza smettere di lubrificarla. Notai che ......angela .....seguiva con interesse ed una certa sorpresa quel che facevo e ad un certo punto prese a farlo anche lei dall’altro lato........eravamo in due sul cazzo di marco.......i ns sguardi si incrociavano....le ns lingue si sfioravano ......ci divideva solo il cazzo di marco......lui dall' alto compiaciuto dalla scena teneva le mani dietro alle ns nuche..........troppo spesso le lingue si sfioravano, poi si toccavano ma senza mai staccarsi dal pene. Ci inseguimmo lungo l’asta, scambiandoci ogni tanto di posto sulla cappella ormai scura dalla eccitazione: Marco gemeva a denti stretti per non urlare. Nella foga riuscimmo a baciarci tenendo il glande tra le nostre bocche, cercando sempre di irrorare di saliva il membro.....la mia mano ha voglia di sentire lo stato di eccitazione di.Angela....lei ha ancora indosso uno splendido perizoma neroe una vestaglia aperta sui lati...........la mia mano scivola sul suo sesso.......è incredibilmente bagnata.......la mia mano e la mia bocca pensano solo a donare piacere a lui e lei........ogni tanto apro gli occhi e i ns sguardi si incrociano.......lei si ferma....muove il bacino sulla mia mano ormai piena di umori.......dalle sue labbra sento qualcosa.... -Direi che è pronto. – disse.........asciugandosi la bocca ed ammirando il capolavoro, quell’obelisco lucido che avevamo eretto insieme. Si alzò lasciando cadere la vestaglia. Onestamente la posizione in cui mi trovavo era quella più opportuna: avevo davanti agli occhi una dea da venerare! Si aprì a cavallo di Marco......si lasciò calare lentamente...........aprendo grandi e piccole labbra con una mano ed accarezzando il clitoride con l’altra, ungendolo con il nettare che la sua orchidea stillava per l’eccitazione. Mi sembrò di assistere a quello spettacolo come se fosse una scena al rallentatore: ?Angela..........arrivava a toccare il glande, a baciarlo con il suo sesso e si risollevava lentamente, quindi riprendeva la discesa e fili di umori si tessevano tra la sua vagina ed il pene...........era in questi attimi che la mia lingua si insinuava tra le sue cosce e il suo ano.........lei saliva sul petto di marco e durante la discesa trovava prima la mia lingua e poi il cazzo di marco...........Il tutto avvolto da lunghi gemiti ........... scese giu divorando nel suo ventre tutto il cazzo di marco........Si fermò in quella posizione, oscillando appena. Mi misi in piedi, alle sue spalle, e cominciai ad accarezzarle, scivolando verso il collo e di nuovo sugli omeri, in un lento massaggio. Poi dal collo in basso, lungo la schiena, e di nuovo in su, in lente carezze. Senza volerlo, il mio pene, ormai eretto, la sfiorava ogni tanto ........... gettò un braccio dietro le mie gambe e mi attirò a se. -Giù … - gemette – Abbassati! … Indossai velocemente un condom e, accarezzandole il perineo, raccolsi la sua rugiada, lubrificandole il fiore tra le natiche. Delicatamente, provai ad inserire un dito e lei sussultò, ma non disse niente. Mi appoggiai a lei e spinsi leggermente, lentamente, fino a superare la prima resistenza. Cominciai ad accarezzarle i fianchi, lasciando scivolare le mani sui seni, sodi e pieni. Giocai coi quei capezzoli turgidi riuscendo a farla gemere. Il calore attorno al mio glande era intenso ed eccitante così la strinsi a me, stropicciando quelle stupende mammelle. Lentamente spinsi, : sentivo il pene strofinarsi contro quello di Marco........attraverso la mucosa. Una volta dentro, fu....angela .....a dare il ritmo, sollevandosi e lasciandosi scivolare in basso, poi di nuovo su e giù. Le baciavo la schiena, gliela mordevo e la sentivo attorno a me. I suoi gemiti crescevano col suo ritmo e crebbero fino ad esplodere in un rantolo che sembrò quasi un urlo, mentre il corpo fremeva per l’orgasmo...pensai tra me e me.........non voglio perdermi nulla......sento che anche marco sta per esplodere...Angela urla........ riempimi tutta ....io scivolo via da quello stupendo culo e mi chino in attesa che marco riempia quel fiore col suo nettare.....la mia lingua accarezza le sue palle arrivando alla vulva.........ecco che esplode.......due tre quattro spinte poderose e i glutei...si serrano......Angela....si sfila dal cazzo di marco ma rimanendo sul suo petto lascia che la mia bocca arrivi al suo sesso......con ingordigia divoro........quelle splendide labbra grondandi di umori e sperma.......il sapore è divino......lei mi ferma.....scopre dal condom il mio cazzo......adesso voglio che godi come tu hai fatto godere noi.......divorando il mio cazzo si diletta in uno splendido pompino......l avviso che sto per arrivare ....altri due affondi lei vuole soddisfare la mia voglia......la voglia di riempirla avidamente......spingo la testa a me.......vengo vibrando nelle coscie.....lei non stacca un attimo la sua bocca dal mio glande.....bevendo e succhiandomi anche l anima.......il mio è un momento bellissimo........esausti e ridenti ci lasciamo andare tutti sul divano......
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10 anni fa
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Sperma
....c'eravamo dati appuntamento vicino al centro commerciale...io a lavoro non pensavo ad altro...il tempo non passava mai....l'eccitazione aumentava...arriva un messaggio...amore..parto ora da casa...a tra poco..HO VOGLIA!! Parole che ti fanno perdere la lucidità'...che ti danno un'aria da sognatore..ma sei a lavoro..ti devi concentrare...ma non e' facile..per niente... Arriva,finalmente l'orario di uscita....frettolosamente mi spoglio in bagno mi accorgo che il mio cazzo e' umido...tanto umido...lo lavo ..appena scappellato s'indurisce..devo stare calmo..che oltretutto sono in moto. Arrivato al posto concordato non la trovo....strano e' sempre puntualissima in ogni occasione..compreso il suo lavoro che adora...la cerco..va be'..aspetto...arriva un messaggio...e' lei...HO BUCATO UNA GOMMA...AIUTO...! Non ci posso credere....abbiamo sempre poco tempo...a disposizione per noi...e ci si mette anche la sfiga... La raggiungo....lei e' un misto tra arrabbiatura e desolazione per il mancato incontro clandestino.... Fa delle telefonate...riceve perfino quella di suo marito...che invece di tranquillizzarla la colpevolizza di aver....FORATO....mah!!! Cerchiamo di fare qualcosa...per sostituirla..ma l'auto non ha la ruota di scorta...ne tanto meno il martinetto per sollevarla...e' lo sconforto totale..e' caldo...la strada molto trafficata.... Per fortuna,grazie alle sue conoscenze,un carro attrezzi tra poco sarà' li.... La situazione prende una piega più' tranquilla....ma non per noi...eccitati ...molto eccitati...ma impossibilitati ..nel muoversi....vorrei spogliarla..ma come faccio...qualsiasi veicolo passi la vedrebbe la scena..compresa la polizia!!! Lei,allora,da perfetta amante mi tira giù' la zip dei pantaloni...io mi avvicino allo sportello..cerco di fare scudo...con il mio corpo alla visione... ...una..due...succhiate..e il mio cazzo e' già' duro....che bocca ragazzi...che labbra...che...lingua...che PORCA!...sicuramente tutti quelli che sono passati hanno goduto della performance..di quel pompino inasperato... Quel fellatio favoloso raggiunge l'apice quando con un grido liberatorio scarico tutto il mio sperma nella sua bocca..e aspettandomi che,una volta terminata l'eiaculazione lei lo sputi come aveva già' fatto....mi sorprende guardandomi negl'occhi e con soddisfazione INGOIA tutto..aggiungendo questa e' la mia vitamina...mmm...non ne potrò' più' fare a meno(nemmeno io....)..peccato averlo sempre sputato...scusa!!
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10 anni fa
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car sharing 2
Dopo quella prima esperienza in un parcheggio, in cui venni esposta alle attenzioni molto particolari di alcuni voyeurs, non senza aver vissuto sensazioni decisamente estreme, divenne quasi inevitabile la richiesta di volermi rivedere posta in una situazione analoga. Pur nella stessa condizione di turbamento mentale, alla sola idea di trovarmi a rivivere ancora quella folle avventura, tuttavia fu come sempre più forte la voglia di trasgredire nei modi più inusuali. Questa volta però non furono le cinture di sicurezza, avvolte attorno al corpo a costringermi legata al sedile, infatti, oltre ad aver scelto un orario della giornata, in cui la luce non avrebbe costituito alcuna limitazione visiva, dopo avermi fatta spogliare, fui esposta liberamente all'integrale visione di chi ancora si era approssimato al veicolo entro il quale ero stata lasciata. L'esortazione ad esibirmi, contorcendomi nell'abitacolo in maniera tale che dall'esterno fosse ben visibile la mia nudità, fu accolta con giubilante compiacimento tra gli sconosciuti avventori che non disdegnavano a loro volta di rivolgermi espliciti incitamenti a far si che il mio corpo divenisse oggetto di assoluta attrazione. Non potevo negare che l'essere trattata alla stregua di una vera puttana in fondo mi eccitava enormemente, senza però riuscire a celare del tutto l'assillante pensiero che una simile situazione potesse sfuggire dal controllo di chi l'aveva generata. Lascivamente distesa sui sedili, in maniera che le mie terga divenissero una attrattiva ulteriore per le frenetiche masturbazioni che nel contempo si alternavano oltre alla protettiva barriera dei finestrini, avvertivo crescente l'eccitazione di chi, dall'esterno, si gustava un evento sicuramente inimmaginabile. Ancora una volta la morbosità perversa di chi mi era complice nella follia di quell'impresa, aprendo una delle portiere, mi espose ancor più vulnerabile alle inevitabili attenzioni dei sempre più euforici ammiratori. Senza impedire che le mani di alcuni potessero cogliere l'opportunità anche di un contatto epidermico, mi sentii avvolgere le caviglie e sospingere pericolosamente verso l'esterno mentre altre anonime carezze si appropriavano delle mie natiche percorrendomele avidamente. Senza avere il coraggio di guardare ciò che stava avvenendo mi ritrovai, quasi senza rendermene conto, ribaltata sul cofano del veicolo attorniata dalle sconosciute presenze che indisturbate mi palpeggiavano ovunque senza più alcuna remora. Il timore di venire profanata completamente si impadronì di me, costringendomi a supplicare che non infierissero oltremisura dichiarandomi subito più che disponibile a soddisfare almeno uno di loro con una esclusiva prestazione orale. Facendo menzione solo del suo nome F. si presentò di fronte a me già con la proprie erettile consistenza pronta per essere oltremodo stimolata, obbligandomi a tenere fede alla promessa fatta. Dominando ogni possibile impulso di istintiva reticenza mi apprestai a compiere una voluttuosa degustazione avvolgendone la turgida asta più che mai compartecipe, pensando di punire in tal modo anche colui che in fondo mi aveva obbligata a condividere una situazione così estrema. Con il palato ancora intriso dell'abbondante libagione spermatica potei finalmente riparare nell'auto, ben determinata a vomitare nella bocca del mio accompagnatore l'intero sapore di quella seminale minzione.
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10 anni fa
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Masochismo ?
Masochismo ? Sono sempre stato bisex, e se nei primissimi esordi ho sentito sensi di colpa, bè… dopo non più. Ma ultimamente ci sono stati degli episodi di… non so come definirli… masochismo ? Mbè, ditemi voi, vi racconto gli episodi. Un pomeriggio vado al cinema a luci rosse, avevo voglia di trovare qualcuno che apprezzasse il mio sedere e possibilmente mi inculasse. Mi aggiro nell’ultima fila, dove c’era un po’ di spazio in più, visto che non c’erano poltrone ma un’unica panca addossata al muro, ma non vedo niente di interessante. Decido, quindi, di sedermi e dopo un po’ si siede accanto a me un anziano signore che inizia subito a palparmi il culo. Ero andato al cinema in tuta sportiva in modo da potermi abbassare i pantaloni con facilità. Mi inchino un po’ in avanti per facilitargli il compito e lui ne approfitta per infilare la mano nei pantaloni. Raggiunge il mio ano e spinge per forzarlo. Mi infastidisco perché così a secco mi sta facendo male. Scosto la sua mano e prendo un po’ di crema con cui ungermi e lui ne approfitta per abbassarmi i pantaloni, quasi con prepotenza. Subisco e lui continua a stimolarmi con una certa violenza e riesce a penetrarmi con due dita e, dopo qualche momento, ne infila anche un terzo. Inizio a provare un certo piacere e lo lascio fare. Ad un certo punto sento che sta usando un oggetto non meglio identificato. Metto una mano dietro e scopro che sta usando una zucchina discretamente grossa: riesce ad infilarmela e la muove chiavandomi. Mi lascio andare, subisco passivamente sopraffatto dalla sua prepotenza e da un improvviso senso masochistico. La cosa mi sconvolge, sono completamente in sua balia, cerco il suo cazzo e… non trovo nulla se non la sua mano che mi scaccia dal suo corpo. Quasi per ripicca lui agita con più foga la zucchina nel mio culo, provocandomi dolore ma anche… tutta una serie di brividi che mi portano a godere e a quel punto…. può fare ciò che vuole di me perché sono senza forze e… qualcun altro, alla mia destra, mi ha preso la mano, la porta sul suo cazzo che tiene fuori dai pantaloni e mi obbliga a masturbarlo. Sono frastornato, pieno di brividi, e colui che sto masturbando mi sta strizzando i capezzoli, procurandomi un piacere infinito. Poi smette di torturarmi i capezzoli, spingendo sulle mie reni mi fa alzare ancora un po’ di più, mi sfila la zucchina dal culo, con forza, allontanando l’anziano, mi abbassa del tutto i pantaloni e mi tira sopra di se riuscendo ad infilarmi nel culo il suo cazzo. Non capisco più nulla: l’anziano mi sta seviziando i capezzoli, quel cazzo in culo mi sta mandando al manicomio, si muove in maniera divina, mi sta facendo godere, in più altri si son fermati davanti a me ed uno, snudando il suo affare, me lo infila in bocca obbligandomi a spompinarlo. Sono completamente sopraffatto dalle sensazioni e dalla folla. Il mio sodomizzatore, dimostrando una bella resistenza continua a chiavarmi finché non esplode nel mio culo, riempiendomi di sborra. Rimane ancora un po’ dentro di me, poi si sfila e qualcun altro aiutandomi ad alzarmi dalle gambe del tizio, ne approfitta per girarmi un po’, mettermi a 90° ed appropriarsi del mio culo, penetrandomi a fondo. Sono diventato la puttana di chiunque ne voglia approfittare. Ad un certo punto qualcuno sussurra che il film sta per finire ed allora il capannello di persone si dirada ed io faccio appena in tempo a tirarmi su i pantaloni della tuta che… si accendono le luci. Qualche giorno dopo secondo caso di masochismo? Sto passeggiando al Giardino Pubblico e sento il bisogno di pisciare: mi avvio alle toilette senza fare caso a chi c’è intorno a me. Entro e sulla destra ci sono gli orinatoi. Non c’è nessuno e mi metto davanti al primo a dx che rimane nascosto alla vista dell’entrata. Inizio a pisciare, con sollievo e, nel frattempo è entrato qualcun altro che si mette accanto a me. Io sono ad occhi chiusi per la sensazione liberatoria dello scaricare la vescica. Una volta liberatomi sgrullo il cazzo per liberarlo dalle ultime gocce d’urina e mi viene naturale masturbarlo un po’. Non ho ancora riaperto gli occhi e non ho ancora fatto caso a chi mi è vicino che…. sento una mano posarsi sul mio culo e massaggiarmelo, con fare possessivo. Apro gli occhi per vedere chi mi sta facendo ciò e mi trovo accanto un volto laido, con un occhio strabico, di persona oscenamente volgare, in un corpo grasso, grosso che mentre mi palpa il culo, e mi infila la mano nei pantaloni arrivando a trovare il mio buco del culo che inizia a sgrillettare, mi guarda con fare libidinoso. Sarà stato per lo sguardo, libidinoso e possessivo, sarà stato per le sensazioni che la stimolazione del mio sfintere mi stava trasmettendo fatto sta che non reagì, aumentando la forzatura del mio ano da parte dell’osceno essere. Ero una preda consenziente, non so perché, non so dire, ancora oggi, cosa fu che mi fece essere così sottomesso. Masochismo? Non so. Fatto sta che capendo di avermi in suo potere mi trascinò in uno dei gabinetti, richiuse la porta, mi appoggiò alla parete e mi spogliò, iniziando subito a leccarmi tutto Scese poi sul mio cazzo, turgido, lo imboccò e mi fece un pompino al quale resistetti ben poco, schizzandogli in bocca tutto il mio piacere e, una volta che finì di godere mi rigirò e mi inculò. Se ne ristette per qualche momento, godendo del possesso, e poi iniziò ad incularmi ferocemente, sbattendomi contro il muro. Dovetti fare degli sforzi tremendi per non mugolare per il piacere trattenendo le mie sensazioni che avrebbero potuto essere udite da qualcuno all’esterno. Era un toro insaziabile ma, alla fine, godette e mi scaricò in pancia una enorme quantità di sborra. A sentir ciò godetti anch’io, schizzando contro la parete. Si sfilò, mi diede uno schiaffo sul culo ed uscì. Le gambe mi tremavano e a malapena trovai le forze per richiudere la porta. Ero in affanno, neanche avessi appena finito una gara sui 10.000 metri. Dovetti cercar di riprender fiato, prima di riuscire ad asciugarmi il culo, dal quale fuoriusciva una quantità industriale di sperma, ricompormi ed uscire. Fortunatamente non c’era nessun altro davanti agli orinatoi. Uscito cercai la prima panchina per sedermi, dal momento che le gambe facevano fatica a sorreggermi, e anche per…. riflettere su ciò che mi era accaduto. Provare piacere per il contatto con una persona che mai e poi mai avrei guardato due volte né tantomeno desiderato come compagno di giochi era…. Sconvolgente! Ci misi un bel po’ a riprendermi, senza riuscire a darmi una spiegazione se non che fosse stato un attacco di masochismo. Ma io non ero un masochista !! Qualche giorno dopo lo vidi all’angolo dell’Ospedale che mendicava la carità.. Riuscì a non farmi vedere ma qualche giorno dopo ancora entrai di nuovo, per un bisogno impellente, nelle toilette/orinatoi del Giardino e lo trovai davanti ad un orinatoio e l’unico posto libero era accanto a lui, poiché gli altri due erano occupati. Dopo poco, mentre ancora stavo scaricando la vescica, gli altri due se ne andarono e, come furono usciti, la sua mano si fiondò sulle mie chiappe, iniziando a massaggiarmi il culo, cercando di allargarmi le chiappe. Quel giorno ero in tuta sportiva, per cui non trovò alcuna difficoltà ad infilarmi la mano nei pantaloni, scostare le mutande ed infilarmi un dito nel culo, iniziando a masturbarmelo sino ad allargarmelo ed infilarci prima un secondo e poi un terzo dito. Di nuovo non riuscì a reagire, ero diventato un ameba senza forze né volontà e lui mi stava violentando, con quelle tre dita infilate profondamente nel mio culo, nel mentre mi stava masturbando l’uccello. In quel mentre entrò un altro tizio, che poi scoprì essere un suo compare, che non vedendolo uscire aveva capito che era impegnato in qualcosa di lussurioso. Sempre con le tre dita nel culo ed il mio cazzo in mano sua mi trascinarono in una toilette, chiusero la porta con il chiavistello, mi sbatterono con la faccia contro il muro, mi abbassarono i pantaloni, mi rialzarono la giacca e la maglietta e mentre il laido continuava a masturbarmi ed a succhiarmi i capezzoli, mordendoli ogni tanto, il nuovo venuto, dotato di un cazzo di tutto rispetto, mi bagnò con un bel po’ di sputo lo sfintere e mi inculò in un batti baleno, allargato com’ero stato dalle tre dita del laido. Io non sapevo più dov’ero: viaggiavo su una nuvola di piacere erotico e…. masochistico ! Il laido, cogliendo il momento che ero completamente succube, rialzò la testa dai miei capezzoli e sempre continuando a masturbarmi mi prese on una mano la testa, l’avvicinò a se e mi baciò mettendomi subito la lingua in bocca, dandomi nel frattempo il suo cazzo in mano affinché lo masturbassi. Anche se, in situazione normale, lo avrei guardato con estremo fastidio e disgusto, in quel momento il suo bacio mi erotizzò al massimo e iniziai a godere, come una fontana, provando piacere a masturbarlo e ad essere inculato dal suo compare che, nel frattempo, ci stava dando dentro alla grande. Ero tutto un brivido, facevo fatica a stare in piedi, ero senza forze e godevo con due tizi che non avrei mai preso in considerazione, ma che in quel momento, per lo stato d’animo in cui avevano saputo immergermi, mi stavano facendo impazzire. Alla fine, quando ebbero fatto i loro comodi, nel mentre mi stavano dando il tempo di ricompormi e di riprendere un respiro quasi normale, mi dissero “ Siamo stati bravi, ti abbiamo fatto godere come la troia che sei, perciò…. Adesso ci dai 20 euro a testa”. E dovetti pagarli ! Ora ditemi voi…. Masochismo ?
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10 anni fa
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Varie
Quarant’anni 2 parte
Riprende da dove si era fermato continua a leccare a succhiare ogni tuo fluido che esce da te facendoti provare un piacere ancora più intenso, che ti procura un secondo orgasmo che vita tua non è mai provato. Godi, vieni, urli con un grido liberatorio che finalmente scioglie ogni freno inibitore. …sssiiii!!!!!....godddoooo!!!!...oraaaaaaaaaaaa!!!!!..vengo!!! Per un istante, ma solo un istante, la tua mente si chiede come mai non hai provato in tutti questi anni una così forte emozione, ma non ha il tempo di risponderti, perché un nuovo intenso piacere sta già facendo tremare il tuo corpo. Chiudi gli occhi, respiri profondamente e decidi che ora voi quello che ti spetta. Volti lo sguardo, vedi la tua amica intenta a succhiare leccare quel meraviglioso palo del maschio che la sta facendo godere, e in un attimo decidi di non essere più passiva, ti stacchi e ti rigiri, trovandosi davanti il membro duro e pulsante di Augusto. Lo afferri e lo e infili in gola, e anche se non hai nessuna esperienza ti lasci guidare dall’istinto, incominci a succhiare leccare come sta facendo la tua amica cercando di imitare al meglio ciò che vedi. Lui non rimane inerte, infila di nuovo la tua testa fra le cosce e riprende a far scorrere la lingua lungo le pieghe del tuo sesso fradicio e voglioso che ora si apre per ricevere piacere che lui le sta dando. Lo senti indugiare sul tuo clitoride, lo succhia e lo stringere i denti procurandoti un piacere ancora maggiore, poi scorre sempre più in basso fin quando la sua lingua va a giocare con le pieghe del tuo ano. Ti piace, sicuramente poi lo vorrei provare anche lì, ma ora hai un altro desiderio, lo voglio dentro di te. Mentre sei scossa dall’ennesimo piacere di colpo ti stacchi, e con un movimento preciso salì sopra di lui che ora disteso supino sotto di te. Incolli il taglio della fica direttamente su quel palo duro è bollente, e il solo contatto già ti fa sciogliere pregustando il piacere che proverai nel sentirlo dentro. Indugi un attimo, poi ti sollevi, lo afferrai con la mano e appoggi la bollente cappella sullo spacco della fica, e lentamente lo lasci entrare dentro di te. Lo senti scivolare raschiando le pareti della tua vagina che si apre e si dilata facendolo entrare. Scopri una nuova sensazione, una pienezza che ti riempie lentamente fin quando lo sento sbattere con forza in fondo all’utero e ti procura un misto di dolore/piacere che fa tremare tutto il tuo corpo che si inarca sopra di lui mentre la tua testa si reclina all’indietro e dalla tua bocca aperta non riesci a far uscire nemmeno un lamento. Impalata immobile su di lui appoggi le mani sul corpo e ti rendi conto che non è neanche entrato tutto eppure si sta già facendo godere. Lentamente sali e scendi su di lui e ad ogni affondo entra un po’ di più fin quando il tuo corpo aderisce perfettamente al suo mentre tu sei già venuta due volte. Lui ti ha osservato, e lasciato muovere a tuo piacimento, ora solleva le mani e afferra i tuoi seni, li stringe, impasta e strizza con forza i capezzoli fra l’indice pollice procurandoti un misto dolore/piacere. Inarca le gambe e di colpo incomincia a pomparti dal basso verso l’alto procurandoti un orgasmo che ti scuote tutta. ..hhhhhhhhhhhhooooooooooooo..vengooooooo!!!!.... Tremi e godi senza nessun ritegno svuotandoti in un orgasmo sconvolgente, poi sfinita ti distendi su di lui con il fiato corto. Lui ti lascia assaporare qualche secondo di piacere che stai provando, poi ti solleva, ti rigira, si sfila da te, lasciandoti una sensazione di vuoto e subito posizionandoti dietro di te e infilandoti da dietro colma immediatamente iniziano a scoparti sollevandoti la gamba destra. Subito ritorna il piacere che provavi prima, e quando vedi la tua amica girarsi e farsi scopare nella stessa posizione ma a testa in giù per un attimo non capisci il senso del suo movimento fin quando la sua testa non si infila tra le gambe ed inizia a leccarti la fica slabbrata e piena del cazzo di Augusto. Per un momento subisci passiva il gioco che ti sta proponendo, poi d’impeto decidi di contraccambiare, ti sposti a tua volta e inizi a leccare la sua fica colma del grosso cazzo di Mario. Assapori nuove sensazioni, gustando gli umori che sgorgano da lei, e lui per un attimo si ferma sfila suo grosso arnese e lo mette appoggiato alle tue labbra. Apri la bocca più che puoi te le infili dentro cerchi di ingoiarne più che puoi. È enorme, ma nonostante ciò cerchi di donargli più piacere che puoi leccando assaporando i densi umori di femmina di cui è ricoperto fin quando lui lo spinge di nuovo dentro di lei che leccandoti ti sta procurando l’ennesimo orgasmo. Per un lungo momento sei scossa dal piacere. Senti che il toro che ti sta sfondando scivola lentamente fuori da te mentre la sua amica prolunga la sua leccata che ora arriva a lubrificare il tuo fiorellino anale per poi afferrare e appoggiare il palo di Augusto proprio lì in quel posto dove tu non l’hai mai preso. Ti rendi conto per un attimo che proverai nuove sensazioni ma una lieve paura fa girare verso di lui. “Ti prego fai piano, sono vergine, non l’ho mai fatto.” Lui ti guarda sorride, poi lentamente si spinge dentro di te mentre la tua amica torna a leccarti a succhiarti la fica regalandosi nuove sensazioni che vanno a lenire il lieve dolore che stai provando mentre quel grosso palo inizia sfondarti il culo. Lentamente e inesorabilmente lo senti entrare dentro di te, e a parte un breve fastidio la cosa ti piace, e ad un tratto senti il suo corpo aderire al tuo e in quell’attimo realizzi che lo hai tutto nel culo! Per un lungo istante rimane immobile facendoti abituare a quell’intrusione poi inizia a pomparti prima lentamente, sempre più forte con colpi devastanti mentre la lingua dell’amica continua a torturarti clitoride quando esplodi in un nuovo orgasmo che ti porta a pronunciare parole che non sono mai uscite dalla tua bocca. …..sssiiii… Daiiiiii…. Siiiii…sfondamiiii… Tuttaaaaaaaaa… Lui ti scopa con forza, lo senti battere il suo corpo contro il tuo e questo ti procura un piacere bellissimo, poi d’un tratto Cecilia smette di leccarti, si gira dice qualcosa Mario che si sfila da lei e viene a posizionarti fra le gambe tue e di Augusto. Subito non realizzi quale sia la sua idea, ma quando ti afferra per le cosce solleva verso l’alto e vedi la tua amica afferrare il suo grosso randello e appoggiarlo al taglio della fica fradicia realizzi che ha in mente una cosa che tu non hai mai provato. Lo senti spingere dentro di te e lentamente farsi strada dentro la tua vagina che si sta dilatando a dismisura. Ti stupisci del fatto che stia entrando dentro di te mentre ne hai già uno nel culo. Mai nella tua più fervida fantasia avevi immaginato che una donna potesse prendere due contemporaneamente, e quando lo senti arrivare in fondo hai un orgasmo che quasi ti fa svenire. Un attimo dopo mentre il tuo corpo trema ancora del piacere Augusto inarca le gambe e inizia a pomparti dal basso nel culo mentre Mario molto lentamente ti sfonda la fica procurandoti un piacere che sconvolge tutti i tuoi sensi, fa tremare il tuo corpo ed urlare di piacere. Cecilia si avvicina ti afferra i seni, li stringe e poi infila i capezzoli in bocca e li morde procurandoti altro piacere. Godi, in maniera sconvolgente, come non hai mai provato, e ti rendi conto che con questa scopata hai provato piacere che in tutta la tua vita. Ti senti questi due cilindri di carne che entrano ed escono il tuo corpo regalandoti sensazioni meravigliose, fin quando Mario di colpo per primo si sfila, e sollevandosi davanti alla tua bocca appoggia la sua bollente cappella fra le tue labbra e scarica in bocca un lungo fiotto di sperma, che ingoi, seguito da un secondo e un terzo, che ti riempono la bocca. Assapori con piacere anche questa ennesima esperienza gustando la fragranza dello sperma che non hai mai bevuto, e subito prontamente Cecilia si avvicina a te afferra il cazzo di Mario e lo succhia, lo lecca, pulisce, facendolo restare duro mentre anche Augusto dopo averti girato di lato aumenta il suo ritmo fin quando senti il primo e il secondo schizzo inondarti il culo. Si sfila e lo presenta davanti la tua bocca dove lo ingoi, lo lecchi e lo ripulisci di tutti i tuoi umori, e dei residui del suo piacere. Sei girata su di lui con il culo in aria quando improvvisamente sentì la focosa cappella del grosso cazzo di Mario appoggiarsi fra le pieghe del tuo culo aperte dilatato. Stai per replicare ma lui ti afferra per i fianchi e con un lento movimento lo spinge dentro di te infilandolo tutto nel tuo culo sfondato. Uuuuuuuuuuuhhhhhhhmmmmmmmmmmm Un lungo gemito esce dalla tua bocca piena cazzo di Augusto, che continua a farselo succhiare da te rimanendo bello duro. Mario ti scopa con forza nel culo, ti slabbra e ti sfonda facendoti godere sensazioni bellissime mentre vedi Cecilia che ha preso il tuo posto nel succhiare Augusto e ora se lo sta posizionando dietro di lei e gli chiede di sfondare anche il suo culo. Siete inginocchiate una davanti all’altra, lei ti afferra il viso la sua bocca si unisce alla tua le vostre lingue si cercano, e iniziano una danza erotica sconvolgente. Vi scopano con forza entrambe, poi dopo il tuo ennesimo urlo di piacere Mario esce da te e mentre Augusto solleva in alto va a posizionarsi fra le sue cosce e penetrano amica nello stesso modo in cui ha fatto godere mentre tu ti appoggi alla spalliera del letto e sfinita senza più fiato osservi la scena altamente erotica che si sta svolgendo davanti a te con la tua amica che viene sfondata da due tori che la sbattono senza ritegno con forza e velocemente fin quando lei allunga una mano e ti attira verso di sé, e quando la sua guancia è vicino alla tua Mario si sfila di colpo dalla fica e viene a schizzare due bollenti getti di sperma sui vostri volti. Apri la bocca e succhi quel meraviglioso prodigio della natura che ti ha procurato tanto piacere leccando fino all’ultima goccia di liquido che ne esce. Lui si sposta di colpo lasciando ad Augusto la possibilità schizzare sul vostro viso anche la sua semenza cosa che viene con due lunghi fiotti che ricoprono gli occhi e le guance di Cecilia. Ora è lei che ripulisci Augusto mentre tu lecchi il suo viso raccogliendo assaporando quel nettere prelibato che fino a oggi non avrei mai assaggiato fin quando la tua amica si gira verso di te ti bacia in bocca condividendo il piacere di scambiare lo sperma che ha dentro di sé con quello che tu hai raccolto dal suo viso. Sfiniti per un lungo istante i vostri corpi restano sul letto fin quando Mario si alza esce dalla camera e torna dopo pochi minuti portando in mano quattro calici di spumante, e gli offre agli altri. “Propongo un brindisi a queste due femmine meravigliose che hanno fatto provare sensazioni bellissime.” Solleva il bicchiere ma subito viene fermato l’Augusto. “Voglio aggiungere anche il brindisi in onore di Cecilia che questa sera ha invitato questa meravigliosa amica che mi ha fatto godere di un piacere unico che non provavo da tempo.” Mi guarda sorride, mentre tu scuoti il capo. “No, fermi tutti, sono io che devo proporre un brindisi a voi tre, che questa sera dopo tanti anni mi avete permesso di scoprire che cosa significa la parola godere.” Bevi, poi guardi l’orologio e realizzi che ora di tornare. Ti sistemi ti rivesti, saluti e te ne vai. Mentre torni in auto senti ancora dentro di te le meravigliose vibrazioni che hai provato questa sera fra le braccia di maschi possenti. Quando rientri la casa è avvolta nel buio, entri in camera e osservi tuo marito che dorme beatamente, e per un attimo quell’uomo ti sembra un estraneo. Entri nel letto senza lavarti, continui ad assaporare il gusto del seme di maschio che è piena la tua bocca e che ancora fuoriesce dai buchi del tuo corpo. Ti senti una puttana e se prima questa parola ti faceva tremare ora ti fa sentire orgogliosa di esserlo. Puttana, lo ripeti a te stessa con immensa soddisfazione, perché dentro di te ora c’è una donna nuova, consapevole che tutto quello che era prima ora non c’è più, che da oggi in poi verrà assaporare ogni attimo di ogni momento che la sua nuova vita le darà, perché tanto tempo le sono mancate tutte queste nuove sensazioni che questa sera ha scoperto.
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10 anni fa
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La cugina
Mi descrivo: Mi chiamo Daniele, ho 28 anni, e lavoro in un negozio sportivo. Sono"bassino" e di fisico atletico, ben dotato. Cosa che le tipe apprezzano. I racconti che seguono sono in gran parte reali, tratti da esperienze personali. Altri di fantasia. Ma forse racchiudono lo stesso un pizzico di verità. Quel pomeriggio faceva caldo, il sole allo zenith di giugno mi soffocava. Decisi di fare un bagno nella piscina che i miei avevano costruito nel piccolo giardinetto privato. Mentre l'acqua mitigava i miei calori il campanello della porta principale mi strappò dal paradiso. Andai ad aprire, ancora bagnato e grondante. "Ehi cuginastro te la godi eh!" Davanti a me mia cugina Serena, che non vedevo da quasi due anni perché studentessa all'estero. Cercai di non fare notare il mio sguardo che si posava sul suo seno. Se non ricordavo male aveva fatto 18 anni da poco, ed era una meraviglia. Con quel vestitino floreale più corto della media e quel décolleté sicuramente era l'attrazione dell'Università. Alta un metro e settanta, bionda di capelli con gli occhi verdi intesi e uno sguardo penetrante già richiamava l'attenzione così. Ma la terza di reggiseno e il culo allenato da anni di danza e palestra potevano resuscitare più di un morto. "Che ci fai qui?" Chiesi cercando di mascherare l'eccitazione. "La Zia non te lo ha detto che mi fermo per un po' e visti i lavori da i miei dormo nella stanza di tuo fratello?" "Non lo ricordavo ma entra, come stai?" "Io bene cuginone, e anche te ti trovo in forma!" Notai lo sguardo scivolare rapido verso la mia erezione, che il costume non poteva nascondere e tornare su,puntando i miei occhi. Sapevo che aveva notato ma il mio imbarazzo prese il sopravvento, dimentico dell'animo vulcanico di Serena. "Ti scoccia se faccio un bagno anche io, questa calura mi sta uccidendo... Aspettami in piscina che metto il costume ed arrivo." Dopo di che sparì dirigendosi verso camera di mio fratello. Tornò un quarto d'ora più tardi con un bikini che a stento le tratteneva il seno, strizzato nei lembi di stoffa. Sentii il mio costume tendersi. "Che te ne pare?ti sembro dimagrita?" Mi chiese girandosi e facendo una piroetta. La stoffa del pezzo di sotto era forse ancora più risicata,vedevo le labbra della sua vagina sporgere. Deglutii. "Sei una meraviglia!" "E vedo che non ti sono indifferente " rispose sorridendo guardando in basso dove la mia erezione oramai era evidente. Mi scusai imbarazzato, ma lei rispose sempre sorridendo. "Guarda che è il miglior complimento che un uomo possa fare" E si infilò aggraziata nell'acqua gelida. Vidi i capezzoli inturgidirsi attraverso il sottile velo del costume. Cercai di occupare la mente con altro, le chiesi degli studi, dei corsi, della sua vita. Lei rispondeva ma lo sguardo continuava a posarsi sul mio pene svettante attraverso il costume. Dopo circa un quarto d'ora decidemmo di uscire, il suo corpo bagnato e il costume minimale aderente al corpo mi fecero fremere nuovamente. "Ti spiace se mi metto in topless?" Chiese con aria provocante. Senza attendere risposta si tolse il pezzo di sopra, mostrandomi una terza abbondante ignara della forza di gravità. Il pene stava iniziando a farmi male tanta era l'eccitazione. Mi si avvicinò. "Ti sembrano cresciute?" Mi chiese con sguardo ammiccante. "Hai un bel seno" "Senti come sono dure, mi sa mi devono venire.." E prendendo la mia mano la poggiò sul suo seno che non riusciva a contenere. Sentii i capezzoli turgidi sotto il mio palmo, e non riuscii a trattenermi dal giocarci. Gemette, "Anche a te è cresciuto qualcosa vedo.." Posò la sua mano sul mio pene, massaggiandolo attraverso la stoffa, una sega lenta che mi tolse ogni freno inibitorio. Con la mano sinistra spostai il pezzo di sotto del costume facendomi largo nel suo canale già umido, l'ingresso del mio dito le strappó un altro gemito, un urletto. Rovesciò gli occhi. "Ohhh" Aumentò il ritmo della sega, mentre con l'altra mano cercava di abbassare il costume. Il secondo dito si face largo dentro di lei, col palmo sentivo un grilletto duro che rispondeva alle mie carezze. "Lo voglio sentire in bocca " mi sussurró. Si inginocchiò rapida sfilandomi il costume. La cappella gonfia e violacea davanti alle sul labbra. La circondò con la lingua, giocandoci, mulinandola, prima di inghiottirlo e farlo riuscire umido di saliva. Il calore della sua bocca sembrava lava. Iniziò una pompa lenta ma esperta, sentivo ad ogni colpo la sua lingua giocare sul mio frenulo. Mi portò al limite, ma sentendolo fremere nella sua bocca si fermò, scendendo verso i testicoli e passandoci la lingua. " Non ancora cuginetto..." Mi disse alzandosi. "Sdraiati" Obbedii mentre lei si sfilava io sotto del costume. Si accovacció su di me, guidandolo con la mano sull'ingresso della sua vagina glabra, sentii le pareti allargarsi mentre entravo lentamente. Un colpo finale lo fece scivolare tutto dentro, umido degli umori che stava grondando. "Siii " la sentii gemere. Accompagnai i suoi movimenti tenendo le mani fisse su quel culo marmoreo. Accelleró il ritmo, come una cavalcata al galoppo. Ad ogni spinta sentivo le pareti della vagina avvolgermi il pene in maniera sempre più serrata. Si irrigidì. "Oh my god, vengo,vengo...siiiiiii" sentii il pene avvolto in una morsa, mentre lei si godeva l'orgasmo con gli umori che colavano lungo la mia asta. "Ora girati"le dissi quando si fu ripresa. Obbedì, si mise in piedi aggrappandosi al bordo della piscina. Quel culo invitante che tanto avevo ammirato era al mio cospetto finalmente. Passai la lingua nel solco delle natiche fino a scivolare verso la clitoride. "Ohhhh" gemette rovesciando la testa all'indietro. Continuai a leccare sentendo il sapore della sua eccitazione invadermi il palato. Un nuovo orgasmo si fece strada. "Oddio, vengo, vengo....non fermarti ti prego...siiiiii oddio siiii" Fu più intenso del primo, quasi le gambe tremanti le cedettero ma io non le diedi il tempo di riprendersi. Mi alzai e allargandole le natiche le entrai dentro in un sol colpo. "Pianoooo" mugolò. Ma in quel momento l'eccitazione aveva preso il sopravvento. La stantuffai come uno stallone impazzito, guardando il pene sparire dentro di lei. Avevo quel culo a mia disposizione e non mi sembrava vero. "Oddio non fermarti, oddio, cazzo, cazzo! Godo, godoooo" Sentiii di nuovo la vagina avvolgermi l'asta come una presa ben salda, il suo corpo fremere. Lo spinsi più a fondo sentendo l'addome battere su quel culo scultoreo. Lo tenni fermo lì per un po', godendomi le sue contrazioni. Ma anche io ero arrivato al limite. "Ora sta a me le dissi." Si girò. Con aria ammiccante mi disse:"mi è venuta sete, che ne dici di darmi da bere?" Sorrisi mentre si inginocchiava. Iniziò una pompa veloce, aiutata dalla mano destra che assecondava i movimenti della bocca. Quando senti il pene inturgidirsi cercò di metterlo più a fondo possibile nella gola. Rovesciai un fiotto di sperma direttamente nel suo esofago, poi un altro. L'ultimo lo fece cadere sulla lingua, gustandolo prima di deglutire. Mi guardò. "Buono, ottima annata" Scoppiammo a ridere. Passò la lingua in ogni angolo della mia asta per ripulirla da ogni residuo rendendomela lucida. Sentii l'eccitazione crescere di nuovo,ma il campanello ci blocco ancora vogliosi. I miei erano tornati dal lavoro. Ci rivestimmo in fretta per andare ad aprirgli. Ma Serena girandosi con aria ammiccante mi disse prima che aprissi la porta "Non è finita qui..." Continua.... Per idee, commenti, chiarimenti scrivere pure a
[email protected]
Sarò felice di rispondervi e ascoltarvi
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10 anni fa
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Varie
Sentieri,caldo e segreti..(questo ed altro per la mia amica)
...aggiunse il “faccino” all’sms quello bocca aperta che in quel caso aveva doppio significato ;() “che pazza”pensai io...sorridendo Beh! avevo messo in preventivo che Marco ne avrebbe approfittato,come l’anno precedente in montagna,solo che stavolta aveva addirittura l’occasione di avere Sandra a casa sua con una voglia matta di pazzie super(per niente celata) e mezza nuda...ovvio che sarebbe andata a finire a trombata,del resto lo volevamo tutti,certo ,ma se non mi fossi dimenticato le ciabatte da Marco saremmo gia in viaggio verso casa e sarebbe stata un’altra storia..invece... Pensavo tra me e me che Marco ,sfruttando la scusa del“solito” mal di palle avrebbe usato Sandra ,cosi come si usa una foto di nudo , per farsi una sega e scaricarsi, e se un uomo si vuole fare una sega, sicuramente vuole farsela da solo ,come avrei voluto anch’io,e poi non mi entusiasmava l’idea di vedere Marco mentre se lo prendeva in mano..quindi decisi di aspettare quei 5/10 minuti in macchina.Ma i 10 minuti passarono”,iniziai a rilfettere sul da farsi “mando un SMS o aspetto?” pensai tra me e me,aspettai altri 5 minuti e poi un presentimento si fece piu’ intenso... scesi dalla macchina e andai a da loro...Mentre facevo le scale temevo di trovarmi di fronte “quella scena”,da un lato ero terrorizzato ma dall’altro era uno dei nostri sogni erotici: aprire la porta e vedere Sandra che scopa o che l’ha preso in bocca….mentre salivo ,cercavo di captare eventuali suoni,ma non sentivo nulla,la cosa mi tranquillizzava..poi improvvisamente mi parve di sentire dei rumori e il cuore mi sali’ in gola,chissa perche’ ma la mia mente continuava a visualizzare la scena di lei nuda con le tette sul tavolo messa a novanta e lui che la scopava da dietro sbattendole le palle sulla patata ...arrivai vicino la porta di casa ma era chiusa,bussai e dopo qualche attimo,interminabile, la porta si apri...mi aspettavo fosse Marco invece venne ad aprirmi Sandra….. Aveva gli occhi luminosi,sereni,lei era bellissima,nuda ,traspariva la voglia di sesso ,aveva on addosso solo la gonnellina,sopra si copriva lei stessa il seno con un braccio in modo nel caso fosse passato qualcuno non si sarebbe visto nulla...io non sapevo se arrabbiarmi,se aspettare li o entrare.Lei capi il mio stato d’agitazione percio’ mi prese per un braccio e mi trascino’ dentro casa,”era ora ...quanto ci hai messo a raggiungermi..dai entra” mi disse lei;all’orecchio mi sussurro’ che si era fatto una sega guardando le tette , io ,sottovoce,un po scocciato le chiesi come mai non mi avesse avvisato e se..l’avesse gia’ scopata”nooo...che dici!,disse le... mi rispose che mi avrebbe spiegato tutto dopo ma che ora aveva bisogno di me,della mia presenza e ..non solo..Entrammo in sala e lui era seduto sul suo divano ,nudo col un cuscino che gli copriva le parti intime...Sandra si avvicino’ al divano e mi fece cenno di andare li,Marco mi chiese “tutto ok?”...io risposi :” si,e tu?”..”Marco disse “ non ho esistito,tu me la mandi qui da sola,bella come il sole … e poi non avevo nessuna voglia di chiamare Raffaella,.insomma ….tu mi puoi capire,mi fa male stare cosi tutto il giorno”...io gli risposi che lo capivo perche’ avevo lo stesso problema anch’io infatti non vedevo l’ora di arrivare a casa …. In quel momento pero’ mi sentivo anche bruciare dentro perche’ non ero sicuro di cosa fosse successo,magari Marco se l’era scopata o cos’altro,lei aveva indosso solo la minigonna e lui era seduto sul divano nudo coperto solo dal un cuscino.Sandra dopo mi racconto’ tutto in macchina al ritorno,e fu un bel racconto,pero’ che sofferenza ..ecco cosa mi racconto’: “Quando sono salita su,lui era in boxer,con le ciabatte in mano,mi chiese se dovevo andar via subito,io gli ho detto di si e che tu eri giu’ ad aspettarmi in macchina,mi cadde l’occhio li e mi accorsi che aveva il pisello in tiro,lui senza mezzi termini mi disse “si,mi e’ venuto su non appena mi ha detto che venivi qui da sola...dai..rimani 5 minuti ,mi fai guardare le tette.. cosi ..insomma ,poi mi passa tutto.. Ero totalmente spiazzata e sono diventata rossissima ...gli ho detto che pero’ come minimo dovevo avvisarti e cosi ho fatto. Poi siamo entrati in sala e gli ho chiesto come dovevo mettermi,lui mi ha chiesto se mi poteva usare tutta e gli risposto di no e che poteva usare solo le tette,poi ha svuotato il tavolo della cucina e mi ha fatto salire sopra al tavolo con le gambe piegate e mi sono seduta sui talloni,sai..quella posizione che piace anche a te, mi ha sfilato la maglietta e sono rimasta con le tette al vento,lui non si’ e’ spogliato ,si e’ solo slacciato il boxer ,in piedi davanti a me si e’ tirato fuori il suo mastriciattolo e con una mano sulla tetta e con un’altra sul suo pisello si e’ fatto una sega...pero’ mi sono eccitata anch’io,ero un lago …..e poi lui e venuto sulle tette e sulla pancia allora sono dovuta andare subito in doccia a lavarmi e quando sono uscita lui era nudo sul divano,non capivo come mai non si era rivestito,pensai che avesse caldo invece con aria da bambino simpatico e viziato mi ha chiesto se andavo a sedermi sul divano,credo che volesse che glielo prendessi in bocca ..ma poi hai bussato alla porta…” Io le chiesi se veramente aveva “resistito” a non infilarsi il pisello di Marco che era li pronto davanti a lei ..lei rispose che Marco non ci aveva provato...e che lei voleva ma non avrebbe potuto farlo senza di me,ecco perche’ era contento del mio arrivo in appartamento Comunque ,questo fu il suo racconto,ma io li per li non potevo essere certo,erano praticamente nudi tutti e due e non sapevo come comportarmi,sapevo pero’ di aver fatto una promessa a Sandra e se mi fossi tirato indietro non sarebbe stato corretto ,sarei stato veramente egoista..Allora cercai di capire cosa fare e dovevo agire presto per non far svanire tutto e perdere l’attimo,ma la situazione non si sbloccava e mai avrei potuto pensare in quel momento che una telefonata avrebbe fatto scattare il delirio. Gia,basto’ una telefonata...il telefono di Marco squillo’ proprio in quel momento,lui esito’ per qualche secondo,aveva il timore che fosse sua moglie o una chiamata dal lavoro,invece era Raffaella…”che fai?non rispondi alla Raffaella?” e lui…”nooo..non ho voglia..” e Sandra..”dai,poverina..” “pronto?”, rispose lui con tono comunque caldo e con senitmento...insomma iniziarono subito a parlare,dove sei,che fai,sono al lavoro..etc..ma quello che mi fece letteralmente andare fuori di testa fu l’idea di Sandra,anzi ,piu’ che un’idea credo che fu totale improvvisazione,dapprima con le sue stesse mani sopra l’asciugamano che aveva ancora addosso per coprirsi ,si strofino’ le tette ,poi pian pianino se lo tiro’ giu ma senza scoprire i capezzoli.Marco comincio’ a parlare impacciato,faceva segno di smetterla e con la faccia esprimeva quello che pensava di Sandra in quel momento,e cioe’ che era matta da legare,lui si giro’ di spalle per un attimo ma poi non resistette e si rigiro’ verso di noi e quando guardo’ vide Sandra con le gambe aperte sul divano ma con la mano sulla patata, lei ando’ avanti ,si stava divertendo come non mai,si infilo’ il suo dito dentro ma tenendo sempre la mano davanti ,lui stava impazzendo,cercava di essere tranquillo al telefono ma non ci riusciva tanto che Raffaella gli chiese qualcosa tipo “tutto ok”..lui rispose di si..e che in serata si sarebbero visti assolutamente...mentre Sandra gli mostrava il suo dito che entrava e usciva dalla patata come per dire”guarda cosa potresti farmi tu col tuo pisello” .Come se non bastasse ,con l’altra mano mi afferro’ il mio pisello e dopo qualche secondo giro’ la testa per metterselo in bocca,era inarrestabile,ormai non la fermava piu’ nessuno.Lei con il piede diede un calcetto al cuscino di Marco che ovviamente aveva il pisello ingrossato ,lei allora si stacco’ da me e si avvicino’ a lui,Marco fece finta di resisterle allontanandola ma senza la sufficiente convinzione per allontanarla davvero. lei gattonando sul divano ,si fece spazio e ando’ dritta con le labbra sulla cappella come se dovesse mangiarsela,Marco cerco’ di continuare la conversazione al telefono per non interrompere cio’ che stava per accadere o forse perche se avesse lasciato il telefono sarebbe stato “costretto” a prenderla e farsela o forse perche’ Sandra avrebbe smesso di giocare ….fatto sta che Sandra giocava gia’ con il suo pisello,io guardavo la scena e guardavo allibito ma guardavo anche sotto l’asciugamano di lei scorgendo il culo e la patata….avevo voglia di buttarmi nella mischia ma dovevo lasciarle spazio a lasciare che si divertisse,gli aveva preso il pisello con la mano e giocava col tronco e con l’altra mano gli prendeva le palle,Sandra con la faccia faceva le smorfie e lo provacava in modo da indurlo a qualche smorfia di piacere che avrebbe fatto sospettare la donna con cui parlava al telefono.A forza di muoversi le cadde l’asciugamano,il nodo non tenne piu’ per via’ dei movimenti ,lei rimase completamente nuda con le tette penzolanti,lui allungo’ la mano dietro al culo e la tocco’ sulla patata ma lei si sposto’ subito perche’ voleva condurre il gioco allora con la bocca gli prese pian piano la cappella e comincio’ a succhiare ..poi lo guardava con aria libidinosa da attrice e ridendo sottovoce ricominciava...non potevo fermarla,era decisa ad andare fino in fondo...Sandra alzo’ la schiena,mostrando il suo meraviglioso seno e poi si avvicino’ per sedersi sulle gambe di Marco….lui fece con la testa “no..no…”ma in realta’ non si sposto’ di un millimentro,lui chiedeva al telefono , a Raffaella a che ora avrebbe finito il turno mentre Sandra gli metteva le tette in faccia ed era seduta sopra le ginocchia, con le mani gli teneva il pisello avvicinandosi con la patata per toccarsi il clitoride,quello che era piu’ uno scherzo per farlo arrapare.ora stava diventando tutt’altro..si inizio’ a strofinare anche sotto la patatina facendo dei piccoli movimenti avanti e indietro ,cercava di tirar fuori qualche forte sospiro da lui ma Marco cercava di parlare il meno possibile e quelle poche parole erano sempre un po smezzate ….pian piano quello strofinio divento’ penetrazione,il suo pene dopo una decina di movimenti entro’ quasi da solo .si introdusse prima la parte superiore della cappella dentro facendo dei piccoli movimenti con i reni e poi lei si sollevo’ un pochino e via,era tutto dentro….a quel punto Sandra stava proprio scopando,si avvicinava con le tette alla faccia egli sorrideva divertita,ma li sotto stava godendo come non so cosa. Lui mise la sua mano libera sotto il sedere di Sandra e l’aiutava a sollevarsi mentre palpava il culo,ora anche lui si inarcava per scoparla meglio ,e si muoveva col bacino ma lentamente. Il buon proposito di resistere a Sandra era svanito li,Marco non aveva saputo resistere ,per la gioia di Sandra,si stava lasciando andare totalmente ..lui preso dall’eccitazione si alzo’ in piedi sollevandola di netto ,scese dal letto e si diverti a farsela i in piedi,n quella posizione,io dal basso,seduto sul divano, vedevo tutta la scena ,quel mostro di cazzo con quelle palle giganti sembravano ancora piu’ grandi con Sandra attaccata,lei sospirava molto forte,stava godendo che sembrava dovesse svenire da un momento all’altro,infatti aveva chiuso la telefonata facendo finta che fosse caduta la linea ..e Sandra lo rimprovero' dicendo che era stato un po cattivone…lui disse una frase che la fece eccitare ancora di piu’ ,disse”cosa posso fare per la mia amica preferita”.e mentre lo diceva la pompava con movimenti lenti e continui andando dentro di lei fino in fondo”posso fare qualcosa per te?” ...e Sandra : ” mi fai ...sentire…. le palle sul... culo”...chiese lei balbettando un po dal piacere …Sandra scese e si appoggio’ al tavolo con la pancia in giu’ ,lui.posizionandosi subito dietro,ci mise un attimo a infilarla ma Marco era troppo alto per lei in quella posizione e stava scomodo,allora la butto’ quasi come un peluche sul divano,sempre pancia in giu’,le mise il cuscino sotto ritrovandosi con la patata in aria,lui prima se la lecco per bene e poi quandi senti’ di avere il pisello al massimo la penetro’ ,e man mano che faceva avanti e dietro le palle sbattevano sulla patata ….io pensai in quel momento a quella stronzetta di Sandra che ottiene sempre quello che vuole..io le ero molto vicino,stesi le gambe verso di lei che capii subito cosa doveva fare e si infilo’ il mio pene in bocca….ma appena se lo mise tempo 5 secondi non si trattenne piu’..”vengo..ahh..aiuto.. .vengo….vengo….”...e poi lunghi sospiri fino a che non fummo tutto fermi…”porcaputt….”disse lei…”mi sento spaccata in due….e-sausta….e voi?..non dovete venire...” Mi piaceva quel modo cosi naturale e confidenziale di parlare di Sandra,ci faceva sentire molto piu’ intimi tutti e tre...poi lei aggiunse “io ho ancora voglia…” beh ,mi sentivo in dovere di far qualcosa,quindi semplicemente la girai su un lato ,con la sua schiena verso di me, e la penetrai io,era una delle mie posizioni preferite,la scopava mentre con le mani le toccavo il seno e tutti i nostri corpi aderivano l’uno all’altro...lui ci guardo’ soltanto,io venni dopo poco...quindi mi alzai per andare in bagno,lei invece si rivestii velocemente,credo che si sentisse in imbarazzo ,si rimise maglietta,mutande e minigonna,si rivestii proprio davanti a lui;allora sentii lui che diceva “dai che spreco tutto questo ben di dio,non si puo’ lasciare cosi...c’e’ ne ancora un po per me?” .. Sandra ”siii..un po cosa?” Marco “dai,voglio farti un’altro po” Sandra “ancora ??...eeehh..cooosa ?” Lui non disse nulla invece Sandra con voce alta disse “Lucaaaa,Marco vuole farmi ancora un po..posso?”..e io risi tra me e me e poi le risposi ..”ormai!…”... Marco,seduto sul divano, l’aveva gia’ braccata davanti a se e la palpava con le mani ovunque mentre lei era in piedi davanti a lui,vedevo che non opponeva affatto resistenza per cui deducevo che Sandra avesse ancora voglia, Sentii dal bagno che le fece “cadere” sul divano poi dallo specchio vidi che stavolta era lui a gattonare intorno a lei come un leone con la sua preda ,le alzo’ la maglietta e le tiro’ fuori i seni per leccarli,poi la leccava dalle caviglie fino alla bocca,sembrava dovesse mangiarsela ,le sfilo ‘ le mutandine e si insinuo’ tra le sue gambe,poi indirizzo’ tutto quel pisello verso di lei,l...disse “dai...fatti fare ancora ...sei tutta da mangiare...e da scopare”,mentre mi lavavo le mani sentivo i colpi di Marco sul divano,l’aveva presa nella posizione piu’ canonica,lei era sotto e lui sopra,le teneva anche er le mani e le leccava i seni...se la stava scopando di brutto e voleva approfittarne finche poteva.. Cosi ...si divertirono in varie posizioni ,lei su un fianco e lui sdraiata e lui seduto con la schiena dritta se la prendeva da dietro ,poi con le gambe in aria ,e poi la preferita di Sandra,come piaceva a lei,col culo piu’ in alto che poteva ,nel frattempo io mi ero preso una bevanda dal frigo ed ero seduto su un lato del divano insieme a loro due,mi piacque molto vedere quando lui era seduto sul divano e lei ,praticamente in piedi, dando le sue spalle a Marco ,scopava con le mani sulle tette,era una scena bellissima perche’ era lei che si muoveva facendo comparire e scomparire il pisello tra le sue natiche,lui disse “ma non ti eri stancata?dai dalle a me...quindi sostitui’ le sua mani a quelle di Sandra che teneva le tette mentre lei col culo continuava dolcemente a fare avanti e dietro....finche lui avviso’ che stava per venire e lei di scatto si giro’ per prendergli il pisello in mano e farlo venire su di lei,tra faccia e tette…. insomma,dovevamo prendere solo le ciabatte,Marco doveva farsi solo una sega ,invece ci capito’ un pomeriggio di sesso indimenticabile stavolta andammo via sul serio...
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10 anni fa
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Quarant'anni 1 parte
Quarant’anni Mi chiamò Mara, ora poco passato quarant’anni, e lentamente mi sto accorgendo che anche se non voglio la mia mente ha cominciato a fare paragoni e bilanci. Sono sposata con Paolo circa vent’anni, ed abbiamo due figli, Luca di 19, è la femmina Sara di 17. Fisicamente siamo una bella coppia, entrambi amiamo molto praticare sport e vita all’aria aperta, inoltre io lavoro come insegnante di educazione fisica in una scuola. La nostra è una vita alquanto tranquilla e normale, fatta di lavoro, vita sociale, e volontariato sia nella associazione parrocchiale, che in una Misericordia che si occupa di persone anziane o disagiate. Da quando ci siamo conosciuti, eravamo alle scuole elementari, Paolo ed io abbiamo subito fatto coppia fissa, avendo gli stessi interessi e le stesse idee su come voler gestire la nostra vita insieme. Lui lavora in una banca, è una persona calma ed è molto equilibrata. La nostra vita affettiva è stata sempre tranquilla e serena, una normale coppia come ce ne sono tante che vivono nell’immediata periferia di una grande città. Sessualmente parlando, fra di noi non ci sono molte cose strane, anzi, il sesso è vissuto come una cosa normale e priva di qualsiasi forte emozione o intensi piaceri. Due o tre volte alla settimana, quando lui ne ha voglia, nel buio nel silenzio della nostra camera, lui mi accarezzo un po’, poi sale su di me, mi penetra lentamente, fin quando entrambi non raggiungiamo un orgasmo che generalmente avviene insieme e che ci appaga entrambi e tutto finisce lì. Poi un giorno, festeggi il suo 40º compleanno, e stranamente dentro di te alcune cose cambiano. Te ne accorgi per la prima volta, quando esci da sotto la doccia, e stranamente i tuoi occhi indugiano sul tuo corpo riflesso nello specchio del bagno, o meglio ancora in quello più grande dell’armadio in camera da letto. Ti osservi, guardi il tuo fisico snello e sodo, le cosce toniche, i tuoi seni ancora gonfi e belli, poi ti giri, e sollevandoti sulla punta dei piedi osservi l’effetto che fa inarcare la schiena per evidenziare il tuo splendido culetto a mandolino ancora tonico sodo. Ti guardi nello specchio, ti piace, sei soddisfatta di quello che vedi è dentro di te immagini per un attimo quale effetto avrebbe sul tuo fisico e sulla tua immagine se ora avessi ai piedi scarpe con un tacco 12. Non le indossi, anzi non ce l’hai proprio, perché Paolo dice che sono da puttana, e questo non va bene, anche se l’effetto che ti fa stare in punta di piedi non ti dispiace per niente. Continui a guardare il tuo corpo, scorri con la mano sui seni, li accarezzi lentamente, li senti sodi e tonici, e i capezzoli che si stanno gonfiando ti procurano un breve e semplice piacere al quale non ti sottrai, anzi la tua mano scivola lungo il tuo corpo passando dal davanti e dietro ed insinuandosi nel taglio delle natiche fino a sfiorare il buchetto anale, domandandoti quale effetto farebbe prenderlo in culo, anche se non lo hai mai fatto perché Paolo non te l’ha mai chiesto e dentro di te sentire il desiderio di provare questa esperienza. Bagni un dito e lentamente lo lasci scivolare forzando la rondella che si apre lentamente facendoti provare un lieve brivido di piacere, sentì uno strano languore, mentre lo ruoti dentro di te senti che ti sta dando una sensazione nuova mai provata, poi lo fai scivolare fuori e con la mano torni ad accarezzarti davanti come quando facevi da bambina nel buio nel silenzio della tua camera quando per la prima volta ti sei toccata davanti e hai provato emozioni fortissime. Indugi sul tuo bottoncino senti la tua micia fremere e bagnarsi, indugi lungo il taglio e poi lasci scivolare dentro di te due dita che ti procurano un lungo brivido di piacere dolce, caldo, intenso, che ti fa tremare le gambe e ti costringe ad appoggiarti all’armadio. …….. huhummummhummmmmmuuummmmm….. Un lungo gemito esce dalla tua bocca, e le tue gambe quasi ti costringono a cedere, per un momento il tuo corpo trema e gemme del piacere che ti stai dando, lasciandoti a bocca aperta. È un attimo, intenso è bello durante il quale per un momento hai provato sensazioni che generalmente non hai, anzi nemmeno ti sogni di provare. Resti per qualche secondo immobile poi tuoi occhi ti vedo nello specchio, che osservi, ti vergogni delle sensazioni provate. Scatti come una molla, ritorni prontamente te, vai in bagno e ti lavi la mano che ti ha procurato piacere, poi ti bagni la faccia con dell’acqua fresca guardandoti con rimproverano specchio, e di colpo torni ad essere la persona calma e morigerata che sei. Ti rimproveri mentalmente di queste tue fantasie che una madre, è una donna timorata di Dio, sposa fedele, non dovrebbe avere. Purtroppo però, devi ammettere con te stessa che sempre più spesso questi tuoi pensieri affollano la tua mente. Dentro di te cerchi di capire chi o che cosa ti procuri queste nuove fantasie che non hai mai avuto. Mentalmente esplori il tuo ambiente di lavoro, alla ricerca di fatti o situazioni che possono aver generato queste tue fantasie. Analizzi mentalmente i tuoi colleghi, scartando a priori quelli di sesso maschile, tutti più grandi di te e molto impegnati socialmente, mentre fra le colleghe donna, ve ne solo una, la professoressa Cecilia. Alquanto chiacchierata, e considerando il fatto che una volta hai ascoltato parzialmente una sua telefonata, dove lei raccontava ad un’altra persona quanto aveva goduto nel prenderlo in culo, nel succhiarlo fin quando aveva ricevuto in bocca il piacere del maschio con cui stavano facendo sesso. In quel momento sei inorridita pensando a quanto fosse malafemmina una donna così, considerando che l’unica volta che sei discesa in basso baciando il petto del tuo uomo con il chiaro intento di provare a prenderlo in bocca lui ti ha fermato dicendo che solo le puttane fanno queste cose e tu da quel momento hai considerato sempre che queste cose le fanno solo le professioniste del sesso. Cerchi di convincerti sempre di più che queste tue fantasie sono solo dovute a un momentaneo periodo in cui sia tu che Paolo siete molto impegnati con il lavoro, i figli, e il sociale, e questo ha determinato un calo nei vostri momenti intimi, anzi, da circa quattro settimane non hai più fatto sesso con lui. Lentamente la tua vita riprende come ogni giorno, casa, lavoro, spesa, figli, marito, sociale, e poi tu che dentro di te senti che le cose stanno cambiando. Cerchi di combattere questo tuo stato d’animo cercando in ogni modo un maggiore impegno in quello che fai evitando il più possibile di rimanere sola con i tuoi pensieri. Ma per quanto t’impegni senti dentro di te una strana sensazione, e un senso d’insoddisfazione al quale non sai dare nessuna spiegazione. Poi un sabato pomeriggio, mentre sei impegnata a fare la spesa, incontri la tua collega, che si aggira fra gli scaffali con l’aria un po’ spaesato e distratta. “Ciao, vedo che anche tu sei impegnata a fare la spesa.” Lei ti guarda come un naufrago che trova chi lo sta salvando. “Ciao Mara, scusami se ti disturbo, ma ho proprio bisogno di un valido aiuto, e da quello che vedo nel tuo carrello direi che tu sai esattamente dove sono sistemate le cose in questo supermercato. Devo fare una cena per degli amici, e non riesco a trovare niente di quello che cerco.” Sembra strano, ma fino a quel giorno, fra voi due, eravate sono scambiate solo qualche saluto e brevi frasi solo inerenti il lavoro, anche perché, tu hai sempre evitato di avere troppa confidenza con questa donna che consideri di facili costumi, eppure ora quella sua strana richiesta, per te è quasi banale ti riempie quasi di gioia. Insieme girate il supermercato, e scaffale dopo scaffale, sembra che la vostra confidenza aumenti sempre più, anzi la trovi simpatica e divertente, una cosa che dentro di te ti procura un immenso piacere. Nei giorni a seguire hai altre occasioni di parlare con lei e ben presto si accorgi che lei ha la tua stessa età, non è sposata, ed è una persona, simpatica, allegra e divertente, forse un po’ anticonformista, ma che ha deciso di vivere, la propria vita, in maniera simpatica e divertente. Dopo circa due settimane, decidete di uscire insieme, a fare dello shopping. Ben presto ti rendi conto che sei contagiata dalla sua voglia di vivere, senza rinunciare a quello che fai ma, cercando di mettere un po’ di colore a quella che ora ti sembra una vita grigia e tremendamente monotona. Passando da un negozio all’altro, della grande città mercato, scopri, che i suoi gusti in fondo sono anche i tuoi, osservi quella donna che si muove con naturale scioltezza, e anche se non vuoi, fare paragoni fra la sua vita allegra e spensierata, e la tua piatta e monotona priva di qualsiasi vera emozione. Sedute in un bar a gustare un cappuccino, osservi i maschi che passano, e vedi, che molti degli sguardi sono rivolti a lei, che delle due è sicuramente quella che attira di più l’attenzione, anche se il suo abbigliamento non è eccessivamente sexy o provocante, ma ti rendi conto che sei tu, con la tua estrema semplicità, e pacatezza, anche se indossi un completo scuro, con una gonna, che arriva al ginocchio e che esalta la tua splendida capigliatura bionda, a risultare quasi invisibile. Poi quando state quasi per venire via, arrivano due splendidi maschi, che salutano calorosamente Cecilia. Li hai osservati in silenzio, trovandoli decisamente belli, e uno di loro, quello con il capo completamente rasato, si gira e scrutandoti fin nel profondo degli occhi ti fissa intensamente. “Cara Cecilia, chi è questa splendida signora in tua compagnia?” Lei fa le presentazioni, e scopri che Augusto, il maschio che ti osserva, e che ti scruta, quando ti ha stretto la mano che ha provocato una strana scarica di adrenalina, che ora ti fa provare uno strano languore dello stomaco, mentre senti inumidirti le mutandine quando abbassi lo sguardo incapace di sostenere il suo che ti è arrivato fin dentro l’anima. Poche battute dette in allegria e subito l’atmosfera si fa serena e cordiale, a te sembra di conoscerli da sempre, e non esiti un attimo quando loro tre ti invitano ad andare tutti e quattro a pranzo insieme. A tavola ti trovi proprio davanti ad Augusto che sembra rapito dalla tua figura. Mario, l’altro commensale continua a far ridere con le sue battute sia te che Cecilia, e tutto il pranzo si svolge in un’atmosfera cordiale e serena. A malincuore i due maschi dopo aver pagato il conto sono costretti a lasciarvi andare, ma con il fermo impegno di ritrovarsi di nuovo tutti e quattro a gustare una cena di pesce in un ristorante che loro conoscono benissimo. Sulla via del ritorno, mentre lei guida l’auto con disinvoltura, hai voglia di chiedere a Cecilia chi sono i suoi amici e che cosa rappresentano per lei. Lei dopo tante banalità gira lo sguardo e ti osserva per un lungo istante in silenzio poi come aver letto nei tuoi pensieri ti chiede quasi a bruciapelo cosa ne pensi dei due uomini con i quali avete pranzato. Vorresti cercare di spiegare le tante sensazioni che ho provato, ma ti spaventa questo tuo senso di libertà non consono al ruolo che fino a oggi ricoperto, quindi farfugli un generico: “sembrano due brave persone.” Lei ti osserva sorride, e dentro di sé ha capito tutto anche se probabilmente non se la sente di dirtelo brutalmente, ma dopo un lungo istante ti fa una domanda che ti lascia alquanto basita. “Vorrei sapere, anche se non sono fatti miei, da quanto tempo non ti fai una bella e salutare scopata?” Arrossisci fino alla punta dei capelli, guardi con aria stupita, poi dopo un lungo e imbarazzante silenzio abbassi il capo e con un filo di voce rispondi che è da circa un mese. Lei ti guarda con un’aria triste carica di compassione, poi continuando a guardare la strada, ti fa un’altra domanda. “Mara, se non te ne fossi accorta, ha superato quarant’anni, metà della tua vita se n’è quasi andata, e tu sicuramente sarai soddisfatta dei risultati che hai avuto fino adesso, ma dimmi la sincera verità quando è l’ultima volta che ti sei presa un vero momento di pace e di piacere e di serenità e di divertimento per te?” Giri lo sguardo verso il finestrino, senti dentro un tumulto strano, senti il tuo corpo ribellarsi alla mente che cerca ancora di essere razionale anche se ti stai sempre più rendendo conto che è una battaglia persa. Cerchi di non rispondere, e lei non insiste anche se ha capito quello che tu non hai detto. Passa un’intera settimana durante la quale più volte hai ripensato allo sguardo di Augusto, le sue splendide mani al suo fisico asciutto i suoi occhi scuri e profondi, e tu sei rimasta turbata immaginando sentire il suo corpo su di te. Così non ti sorprendi più di tanto quando Cecilia ti invita a cena a casa sua. Sei è tesa emozionata, sai benissimo che ci sarà anche Augusto, e questo provoca una forte eccitazione e nello stesso tempo una profonda angoscia e senso di colpa nei confronti del marito, che ormai sembra più impegnato nei suoi vari obblighi sociali, e passatempi dei quali tu sei esclusa. Passi l’intero pomeriggio del giorno della cena ad arrovellarti il cervello su cosa mettere per non sembrare troppo sciatta o bigotta, né troppo sexy o provocante. Dopo aver provato e riprovato quasi tutti i vestiti dell’armadio decide di fare una doccia, per cercare di calmare la tua mente il tuo corpo alquanto inquieto e teso. Senti l’acqua scorrere su di te, e per un lungo istante ti appoggi al muro della doccia chiudi tuoi occhi ed entrambe le tue mani accarezzano il tuo corpo. Stringi i seni e i capezzoli con forza, mentre con l’altra mano è scivolata fino in basso e ora spingi con decisione due dita dentro di te. Ti masturbami con calma, lentamente, ad occhi chiusi, immaginando che siano le mani di Augusto a darti il piacere che stai provando. ……humhummhummmmmm….ssssiiiiiiiiii…… Mordi il labbro inferiore, mentre un orgasmo intenso e profondo scuote tutto il tuo corpo. Resti immobile mentre l’acqua ti scorre addosso, fin quando senti il rumore del tuo cellulare che ti costringe a uscire per rispondere, e Cecilia, che chiede fra quanto arrivi perché ha bisogno di te per finire di preparare la cena, e ti prega di passare in pasticceria a ritirare il dolce. Per un istante resti ancora stordita da ciò che hai provato, poi decidi rapidamente che è ora di passare all’azione. Indossi un abito leggero, senza maniche, con un leggero scollo che mette in mostra la tua splendida terza di seno, che tieni fasciata in un completo intimo alquanto trasparente che Cecilia ti ha regalato l’ultima volta che siete usciti insieme a fare compere. Completi il tutto con un paio di sandali a zeppa, non molto alti, ma che in ogni caso inarcano il tuo corpo evidenziando senza essere volgare, il tuo splendido culo a mandolino. Dopo circa mezz’ora ti presenti a casa e Cecilia che ti accoglie a braccia aperte. “Finalmente sei arrivata, credevo che avessi cambiato idea, e da quel che vedo se splendida. Se mi aiuti a preparare la tavola avremmo sistemato tutto anche perché fra poco arrivano Augusto e Mario.” La guardi, sorridi, e lei ti dà un lungo braccio stringendoti forte. “Mara, divertiti, lasciati andare, per questa sera, lascia l’altra donna fuori dalla porta, e permettimi di dirti che la vita è una soltanto, e che ogni tanto bisogna volersi bene prendendosi cura di se stessi facendo quello che uno vuole.” Resti per un attimo a pensare, ma il suono del campanello alla porta lascia andare ogni tuo dubbio, ti trovi quei due splendidi uomini davanti, decidi dentro di te che l’altra Mara resterà chiusa fuori dalla porta. Baci e abbracci da parte dei due uomini, e in particolare di Augusto che ti osserva e ti chiede di fare un giro su te stessa ammirando il tuo splendido corpo. Dopo un aperitivo alquanto alcolico sedete a tavola per gustare la splendida cena che Cecilia preparato, molto annaffiata da un leggero vinello al quale non sei abituata che fuga ogni tuo remoto freno inibitore. Mentre Cecilia prepara il caffè è aiutata da Mario tu e Augusto vi siete seduti sul divano l’uno vicino all’altro, lui ti guarda, prende il tuo viso fra le sue mani e per un attimo chiudi gli occhi, fin quando sente la sua bocca sulla tua incollarsi in un bacio caldo e appassionato. Dopo un attimo di stupore, spingi la tua lingua dentro la sua bocca che va a cercare la sua con il quale inizia una danza erotica molto sensuale e carica di passione. Le sue mani scendono sul tuo corpo accarezzano i fianchi fino quasi alle cosce, ti stringe a lui e quando ti stacchi vedi gli altri due che mi stanno osservando con un sorriso di compiacimento. Bevuto il caffè, Cecilia accende l’impianto stereo che diffondono musica di sottofondo, si mette a ballare, anzi si struscia languidamente contro Mario in evidente stato di eccitazione. I due si baciano si toccano in piedi davanti a voi mentre Augusto continua ad accarezzarti lentamente il tuo corpo per poi invitarti a ballare con lui. Ti stringe a sé, senti il suo petto forte premere contro il tuo seno, e i tuoi capezzoli indurirsi a quel contatto mentre le sue mani che sono scese lungo la schiena ora stringono con forza le tue natiche e spingendo il tuo corpo contro il suo facendomi sentire qualcosa di grosso e voluminoso che sta crescendo davanti a te. Ti senti leggera felice, eccitata da inebriante voglia di lasciarsi andare. Torna a baciarti, le sue labbra avide scorrono lungo il tuo corpo, sul tuo collo quasi dietro la nuca provocandoti brividi di piacere che non hai mai provato. Ti giri e vedi che altra coppia si è avviata verso la camera da letto. Augusto ti stringe a sé, senti le gambe molli, le mutandine bagnarsi il tuo corpo carico di desiderio a cercare con il ventre il suo voluminoso pacco che ora si sente tutta la sua pienezza e che ti provoca scariche di piacere al solo contatto. Le abili mani di lui aprono la cerniera lampo del tuo vestito in un attimo scivola a terra lasciandoti sola con il sottile trasparente intimo che ti fa sembrare nuda. Per un attimo vorresti coprirti ma poi le tue mani anziché nascondere il tuo corpo hanno cercato il suo, e inizi spogliarlo freneticamente quasi a volerli strappare i vestiti di dosso. In breve siete entrambi nudi, e vedi per la prima volta il suo sesso lungo duro e grosso, diverso da quello di tuo marito più corte più sottile. Lui ti solleva, ti prende in braccio e ti porta nella camera dove sdraiata sul letto c’è Cecilia che sta succhiando il cazzo di Mario che a te sembra al solo vederlo anche più grosso di quello di Augusto. Dopo averti sdraiata delicatamente scende verso di te si mette fra le tue gambe. Chiudi gli occhi per la prima volta assapori una vera e propria leccata di fica, che ti sconvolge ti fa provare sensazioni mai provato prima. Godi nel sentire quella lingua scorrere lungo il taglio, ed insinuarsi fra le grandi labbra per poi affondare te mentre con la punta del naso lui ti schiaccia in maniera dolce meravigliosa il tuo splendido bottoncino provocando l’orgasmo al quale non sai resistere. ..uhuuunnnnnnnmmmm….. ssssssiiiiiii……..oooooooohhhhh!!!! Cerchi di soffocare l’orgasmo, lui si stacca da te solleva lo sguardo e ti costringe ad aprire gli occhi. “Godi, urla, dimmi se ti piace, ma non reprimerti, lasciati andare.”
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10 anni fa
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A sabaudia
A Sabaudia Avevo poco più di trent’anni, sposato, e lavoravo per una impresa di costruzioni come geometra. All’inizio di quell’estate mi mandarono a dirigere un cantiere, a Sabaudia, per la costruzione di un complesso di mini appartamenti per le vacanze. I primi giorni mi trovai un po’ spaesato, non conoscendo i posti e dovendo cercare dove alloggiare e dove andare a mangiare. Il venerdì pomeriggio ritornavo a casa, a Roma, e poi ritornavo a Sabaudia il lunedì mattina, presto. Riuscì, Infine, a trovare alloggio in una pensioncina, pulita e a basso costo, dove la proprietari mi diede alcune indicazioni su dove andare a mangiare. Provai prima una trattoria, discreta, poi ne provai un’altra, dove il proprietario, un bell’uomo alto e massiccio, mi accolse con un sorriso e mi face accomodare ad un tavolo d’angolo, per due, e mi chiese se, come prima volta, lasciavo che fosse lui a decidere il mio menù. Voleva farmi assaggiare alcune sue specialità (oltre che proprietario era anche lo chef del locale). Aperto com’ero a scoprire le specialità del luogo, accettai, e lui, tutto contento, se ne andò in cucina. Da dove mi aveva piazzato mi accorsi che vedevo benissimo tutto quello che accadeva in cucina e, pertanto, che lui, mentre preparava i vari piatti, ogni tanto mi rivolgeva uno sguardo molto…. interessato e di quando in quando, guardandomi, si aggiustava “il pacco”. La cosa iniziò ad eccitarmi. Mi piaceva sentirmi desiderato, stimolava il mio lato femminile. Mi fece mangiare divinamente !! All’epoca, poi, oltre che saper degustare sapevo anche… mangiare quantità industriali, e le sue porzioni erano tutte abbondanti. Alla fine del pasto, mentre prendevo il caffè, gli feci i complimenti e lui, sedendosi e guardandomi fisso negli occhi, mi ringraziò ed iniziò a pormi domande del tipo “da dove venivo, cosa facevo ecc…” Capii che gli piacevo e che doveva essere omosessuale e la cosa mi eccitò ! Ma feci finta di niente, volevo farmi desiderare, pertanto ignorai volutamente tutte le frasi con sottintesi che lui mi lanciava. Pagai il conto e gli dissi che ci saremmo rivisti all’indomani. L’indomani andai, a pranzo, a mangiare una cosa veloce e poi ci ritornai la sera. Lui, ogni volta che non era impegnato a cucinare o con qualche cliente, veniva a sedersi al mio tavolo per continuare l’opera di seduzione che aveva iniziato già la prima sera. Mi sentivo attratto da lui per quel suo modo di fare molto maschio, un po’ possessivo ma molto sensuale. Quella sera mi disse che l’indomani aveva il giorno di chiusura ma, se avessi accettato, sarebbe stato molto felice di invitarmi a casa sua e preparare una cenetta per tutti e due. Accettai. Lui, tutto contento, mi spiegò come arrivarci. La sera dopo ero a casa sua. Mi fece apprezzare tutta una serie di manicaretti e mi fece bere parecchio pensando di abbassare, così, le mie difese, non sapendo che avevo già deciso di lasciarmi sedurre: mi piaceva e, come dicono a Roma, “m’attizzava”. La mia “fichetta” già si contraeva all’idea di accogliere il suo membro, curiosa di vederne la stazza ! Si alzò da tavola per prendere un’altra bottiglia di vino e, venendo dietro di me per versarmene un po’ nel bicchiere, mi accarezzò il viso e poi… si abbassò e mi baciò. Accolsi la sua lingua nella mia bocca, cosa che scatenò un brivido di eccitazione, e mi lasciai violentare da quella lingua. Il bacio, per me, è la forma più eccitante e più completa di rapporto sessuale ! Baci che diventarono insistenti, invasivi... allora mi arresi e la sua lingua invase la mia bocca, mi baciò con foga, mi esplorò la bocca con la lingua, io ricambiai. Appoggiò la bottiglia e, mentre continuava a baciarmi, le sue mani artigliarono i miei capezzoli e li torturarono, provocandomi dolore ma anche una notevole eccitazione. Sempre continuando a baciarmi, cosa che già di per se mi stava mandando al manicomio, si inginocchiò, mi alzò maglioncino e camicia e subito dopo mi succhiò i capezzoli, mordicchiandoli. Mi stava facendo impazzire e misi le mani tra i suoi capelli stringendo a me la sua testa per far sì che non si allontanasse dai miei capezzoli che stava torturando in maniera divina con lingua e denti. Stavo quasi per godere senza neanche masturbarmi. Mi rialzò e mi portò in camera, dove iniziò subito a spogliarmi, mi fece distendere e, dopo averlo fatto, si spogliò anche lui e si distese accanto a me riprendendo a succhiarmi i capezzoli, prendendo in mano il mio scettro e iniziando a masturbarmi lentamente. Quindi mi fece girare a pancia sotto ed iniziò a leccarmi tutta la schiena, ogni tanto dandomi un piccolo morso, sino ad arrivare ai glutei. Una volta arrivato lì iniziò a leccarmi tutto il culo cercando di forzare le mie chiappe per arrivare a leccarmi, lascivamente, la mia “fighetta” e cercare di forzarla con la lingua, con cui iniziò a fottermi, allargandola sempre più. Nel frattempo prese, dal comodino, un bel po’ di vasellina ( o qualcosa di analogo) e me la sparse sul mio fiorellino, cospargendomela anche dentro, con due dita che hanno violato la mia intimità e mi stavano allargando ben bene. Ero al settimo cielo, mi stavo beando per le sensazioni che riusciva a procurarmi. Quando fu convinto che fossi pronto mi appoggiò il suo uccello tra le chiappe e prima di possedermi… mi sussurrò: “ Ora ti prendo, mia bella troietta, mi piaci e ora sarai mia !” Ciò dicendo mi entrò con un’unica spinta, facendomi urlare dal dolore un “Bastardo”…. “non così…”! Mi ero tutto rattrappito per il dolore, stringendogli il cazzo in una morsa, senza dargli modo di muoversi, facendogli male per quanto lo avevo stretto. Rimase immobile, respirando affannosamente. Io ero tutto un dolore, mi pareva di impazzire dal male. Pian piano, però, il mio sfintere iniziò rilassarsi, ad abituarsi a quella intrusione forzata, a sentire meno dolore ed iniziare a contrarsi sino a quando fui io, lentamente, ad iniziare a muovermi sempre continuando a contrarre lo sfintere al punto che lui disse: “ Sìì, cosìì… me lo stai succhiando… il tuo non è un culo, ma una bocca “….”Stupendo…continua così..” E finalmente il dolore scomparve quasi del tutto ed iniziai a provare piacere per il fatto di sentirmi violato , posseduto e desiderato. Senza che gli dicessi nulla lui capì che poteva iniziare a possedermi e perciò incominciò a muoversi, lentamente ma con continuità, entrando profondamente in me. Aveva un sesso di notevoli dimensioni: anche per questo, entrando in quella maniera così violenta, mi aveva fatto tanto male, ma ora che mi ero abituato a quella intrusione iniziai a sollecitarlo, a incitarlo a scoparmi più forte dicendogli che sono la sua mignotta e che può farmi ciò che vuole. Immediatamente, mentre affonda i colpi, mi morde la spalla e sentì il suo membro irrigidirsi ancor di più dentro di me ed il dolore salì, il mio piacere quasi scomparve per lasciar posto alla sopportazione, ma volevo fortemente che lui mi godesse dentro. Il suo corpo si tese, tutto il peso gravò su di me mentre affondava i colpi che mi stavano letteralmente squassando e, finalmente, esplose in un orgasmo, accompagnato da lamenti. Le spinte, quindi, diminuirono, la pressione si alleviò, per me fu un sollievo fisico ma mi sentì profondamente appagato per essere riuscito a farlo godere tanto.. Uscì con precauzione lasciandomi il piacere di essere pieno del suo seme, che sentivo fuoriuscire dall’ano violato e colare tra le cosce. Scese dal mio corpo, distendendosi accanto a me, dicendomi: “ Mi hai fatto godere da matti, hai un culo splendido !” Dopo un po’ gli chiesi se gradisse un massaggio e lui annuì. Lo feci girare prono e lo deliziai con sfioramenti, impastamenti e poi ancora sfioramenti. Dopo testa, schiena, braccia, gambe e polpacci passai ai glutei, con le dita sfiorai il solco delle natiche, poi le mie dita si insinuarono da tergo fino al suo scroto che massaggiai dolcemente. Il mio partner era pronto per il secondo round. Si girò e gli presi l'uccello in bocca prima che potesse fare o dire qualcosa... sentii la cappella inturgidirsi a contatto con il mio palato, con la lingua gli stimolai il frenulo. Dieci minuti di generosissime ciucciate poi presi io l'iniziativa. Gli salii sopra, afferrai il cazzo duro e me lo appoggiai tra le chiappe. Il mio culo era ancora abbondantemente lubrificato ed allargato dalla sessione precedente: mi bastò abbassarmi con decisione per prenderlo tutto dentro in un colpo solo. Ero sopra di lui, conducevo io il gioco. Contrassi i muscoli dell'ano per sentirlo meglio dentro, mi bilanciai bene sulle gambe ed iniziai il su e giù. Sentii il suo uccello completamente assestato nel mio retto, adesso ogni affondo era una stilettata di piacere, di riempimento. Con la mano libera mi masturbai e mi venne da pensare che lui il mio uccello non lo aveva nemmeno sfiorato, ma andava bene così... Ci accoppiammo fino allo sfinimento, poi ci sganciammo. A quel punto lui mi venne sopra, si sedette sul mio petto, si masturbò sulla mia faccia. Non feci in tempo a prendere nessuna iniziativa. Un copioso fiotto di sborra mi raggiunse sulle labbra. Mi infilò la cappella gocciolante in bocca Succhiai dalla sua cappella le ultime gocce di eiaculato... Dopodiché lo baciai e, abbracciati, ci addormentammo.
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10 anni fa
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carsharing
Saldamente ancorata al sedile di un'auto presa a nolo, ed esibita in modo integrale ai voyeuristi presenti in quell'isolato parcheggio, senza poter escludere che avrei potuto anche essere immortalata, mi fece fantasticare di venire sommersa da abbondanti effluvi di sperma, rendendomi sicuramente incapace di poter mascherare del tutto lo stato emotivo in cui mi sarei ritrovata a seguito di una tale follia. L'esperienza di lasciarsi condurre in un luogo appartato si rivelò subito intensa e molto coinvolgente, pervasa dall'ansia che quell'episodica impresa, che mi poneva nuda ed assai vulnerabile di fronte a chi ne avrebbe visivamente goduto, non escludeva qualsiasi altra ipotesi. Tante volte avevo sentito alcuni amici disquisirne in merito, e più d'una esortata alla sperimentazione di ciò che avrebbe potuto generarsi anche a livello emotivo attraverso un simile evento. Stimolata da una segreta passione esibizionista, che mi aveva già altre volte contagiata portandomi ad esposizioni integrali su spiagge naturiste, dove a chiunque era data l'opportunità di potermi vedere, ben diverso pensai che sarebbe stato quello che mi si chiedeva di compiere. Fu dopo una esilarante serata di gala, nella quale ritornò prepotentemente in auge la pretesa di farmi compiere quella trasgressiva azione, che accondiscendendo al volere del mio senile accompagnatore, coadiuvato dalla complice disponibilità del mio stesso compagno, mi liberai dell'abito da sera sotto al quale, come già sovente ero solita fare, non avevo indossato null'altro, riponendolo assieme alla pelliccia nel bagagliaio dell'auto, e prendendo posto di fianco al sedile di guida, apprestandomi a dare un seguito compiuto alla pazza idea. Pervasa da interiori scariche di adrenalina, che percorrendomi l'intera epidermide e facendomela fremere in maniera incontrollata di convulse reazioni emotive, raggiungemmo il luogo prestabilito. Edotta durante il percorso del fatto che in quella località la frequentazione di persone dedite alla pratica del voyeurismo era cosa assodata, mi apprestai ad immaginare ciò che sarebbe stato divenendone l'oggetto delle sicure attenzioni. Parcheggiato il veicolo al centro di un piazzale all'apparenza semi deserto, nei pressi di un lampione la cui fioca luce era comunque sufficiente per inquadrare il mio stato, da li a breve iniziarono a fare la loro silenziosa comparsa ombre oscure che attorniando il veicolo diedero l'abbrivio ad una sorta di rituale a cui non potei fare altro che adeguarmi visibilmente contratta. Solo la presenza dei mie accompagnatori poteva recarmi almeno una sorta di un qualche conforto mentale, quantomeno sino a che, abbandonandomi nel veicolo, mi esposero ancor più alle lascive attenzioni che mi venivano dall'esterno rivolte. Potevo distinguere perfettamente qualcuno dei visitatori iniziare a masturbarsi ascoltandone i lusinghieri commenti che mi venivano rivolti durante quelle libidinose pratiche culminanti nella completa eiaculazione contro l'abitacolo in cui mi trovavo. Resa ancora più psicologicamente coinvolta nella estrema avventura, ed assecondando le ulteriori richieste che venivano formulate dagli astanti, tra la mia più totale apprensione, venne aperta la portiera dell'auto in maniera tale che la mia surreale condizione fosse esibita nella maniera più completa, permettendo che potessero anche immortalarla per mezzo dei loro telefonini. Abbagliata dai flash che registravano in maniera indelebile la mia nudità, e con la mente ormai sempre più offuscata da una simile esperienza, inizia a mia volta una indecente stimolazione della clitoride, esortata in tal senso dalla morbosa voglia dei mie accompagnatori di vedermi condividere totalmente un gioco fattosi molto perverso. Sempre imprigionata al sedile dalla cintura di sicurezza che limitava i miei movimenti, mi abbandonai inerme alle carezze lascive delle mani di un individuo che, prescelto a caso tra i presenti, percorrendomi l'intera epidermide, tra il giubilante accompagnamento vocale degli astanti, se ne compiaceva gratificandosi per ciò che gli veniva concesso. Con le palpebre socchiuse, mi assoggettai alla profanante manipolazione lasciandomi palpeggiare in ogni dove sino a che quelle sue dita, toccandomi le intime labbra, estesero il percorso sempre più in profondità, generando in me le convulse reazioni alle quali non seppi più trattenere gemiti rantolii di palese consenso. Come assuefatta all'idea di venire considerata alla stregua di un mezzo a noleggio come il veicolo in cui mi trovavo,non mi rimaneva altro che sperare di non essere liberata dal giogo di quelle cinghie, non volendo neppure per un istante ipotizzare ciò che sarebbe avvenuto se fossi stata obbligata ad abbandonare quel sedile sul quale ero prigioniera. Solo quando il mio compagno, riprendendo il posto di guida, pose termine a quella estenuante prova, e la portiera dalla mia parte venne finalmente richiusa, mi rilassai sopraffatta da un occulto quanto inconfessabile piacere per quanto si era appena concluso. Â
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10 anni fa
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La prima volta che mi sono accorto di essere bisessuale
Ho 59 anni, serio, riservato e amante della pulizia... 184x 97x “20 penso”, attivo e passivo, fuori da tutti i giri. Sono orientato verso il sesso soft orale manuale le esperienze da passivo si contano sulle dita delle mani. La prima volta che mi sono accorto di essere bisessuale, o che l'ho finalmente ammesso a me stesso, è stata la stessa sera in cui una mia ex amica mi ha invitato a una cena con degli amici suoi, c’erano alcune coppie sposate, fidanzate,singol ed un trans molto carino allora avevo 45 anni e un fisico muscoloso,quella sera avevamo bevuto molto e stavamo vicino al camino, quando Serena la mia amica ci chiama e ci porta fuori a un terrazzo che comunicava con la stanza da letto sua e sul letto spogliati cera una coppia sposata con il trans che si chiamava Fernanda, a questo punto vuoi per l’effetto del vino e del liquore ci siamo trovati a fare un orgia ed ho fatto sesso per la prima volta con un trans. La cosa è andata più o meno così:è stata la prima volta in cui ho baciato un uomo, la prima volta che ho toccato liberamente il corpo di un uomo, la prima volta che è stato un maschio a farmi un pompino. La mattina dopo io e Serena ne abbiamo parlato e lei mia ha dato l’indirizzo e il numero di telefono Fernanda. Dopo quella sera e nata una forte amicizia l’ho incontrata più volte Fernanda ho fatto sesso orale con lei senza penetrazione anale anche se lei mi voleva penetrare, ma non mi sentivo ancora pronto per questo passo. Dopo un mese ho chiamo Fernanda deciso a passare una serata diversa, gli dico che ho tanta voglia di fare sesso e lei si mette a ridere e mi risponde organizzo io una bella serata. Arrivo a casa sua verso le 21 lei abita in una piccola villetta fuori città in un posto isolato. Mi apre mi da un bacio sempre sorridente e con la sua simpatia mi fa accomodare, mi offre un caffè poi andiamo in camera sua mi dice di spogliarmi e di spegnere la luce cosa strana perché abbiamo sempre fatto sesso con la luce accesa, dopo poco torna in camera con una bel regalo di nome Valentina la teneva per mano come una fidanzatina. Solo che la fidanzatina è un trav di un metro e ottanta senza tette. Fernanda comincia a baciarmi da per tutto e a toccandomi e sfiorandomi tra le gambe. Si sfila il perizoma e tira fuori un birillo di 18 cm ma duro come la pietra da lasciar presagire un caldo benvenuto. Io comincio a succhiarglielo, lentamente, con gli occhi chiusi. Quando li riapro me le trovo tutte e due di fronte, io a pecora sul letto, il mio sguardo si è subito calamitato sul grosso cazzo di Valentina. Lungo e soprattutto largo da far spavento. Un grosso manico di legno, la punta di una mazza da baseball ma di carne calda. Una cappella enorme che quasi non entra nella mia bocca. Dedico le mie attenzioni all' ospite d'onore intanto incomincio le olimpiadi del pompino, mentre Fernanda si arma di lubrificante e lo usa in quantità industriale. Mi infila il primo dito, il secondo si fa sentire e li rotea per dilatarmi bene. Mentre gustavo con piacere il pene enorme, Fernanda mi chiese di prendere il suo cazzo, mentre Valentina incomincia a prendere il mio cazzo in mano e poi in bocca fino farmelo scoppiare la fermai per non arrivare subito, allora Valentina si stese sul letto ed io su di lei in posizione 69, mentre Fernanda mi accarezzava il culo e baciandolo, gustavo con piacere quel momento finche non viene interrotto dal un dolore e una fitta all'ano che mi fa schizzare via. Richiamo Fernanda dicendole "sono qui per provare piacere ". Si mettono a ridere le dico di fare piano. Valentina mi disse ridendo "E mo che entro io ?". Scoppiamo tutti a ridere e Fernanda approfittando della distrazione mi penetra tutto ma stavolta con lentezza e gradualità. Sento il mio intestino adeguarsi all'intruso, assestarsi intorno al quel cazzo duro che incomincia a pompare piano ed io riprendo il mio calippone il pene di Valentina era duro e teso, la mia libidine ad immaginarmelo dentro era alle stelle, Fernanda dietro incalzava, spingeva mi sbatteva, e con una mano sulla nuca e mi spingeva il cazzone di Valentina in gola, poi iniziarono ad arrivare schiaffi sul culo, mi trovavo un bastone in bocca e un cazzo in culo con movimenti spasmodici ed isterici. Affannata ed allo stremo Fernanda si ferma e invertono la disposizione. Mi preparo al peggio. Valentina mi deve entrare in culo. Mi mette a pancia in giù, Fernanda si siede di fronte a me infilandomi il suo cazzo in gola, e sento un ginocchio poggiarsi sul mio buchetto. Non era un ginocchio. Era la cappella di Valentina che spingeva sverginandomi per l'ennesima volta, facendomi provare i dolori di un parto all'inverso, avanzando con il suo bastone, pian piano millimetro per millimetro fino fare entrare tutta la cappella, a un certo punto mi sentivo venire meno. Valentina spingeva con lentezza facendomi sentire ogni centimetro che avanza. Mentre Fernanda mi guarda negli occhi e io intanto mi lamentavo e mi contorcevo in timidi tentativi di liberarmi. Mentre le chiedo una mano e lei mi fa "è tutto tuo!" allora Valentina furbamente, esce dal mio culo sfondato completamente. Sento un rivolo d'aria fredda entrarmi nel buco e capisco che era già un cratere. Valentina si arma di lubrificante e lo sparge sul buco e dentro provando un gran sollievo pensavo che tutto era finito, ma rientra con violenza e comincia a stantuffare per pochi con pochi centimetri della sua lunghezza. Poi allunga al pennellata con gradualità a fottermi seriamente. Fernanda impietosa mi fotte con il suo cazzo fino a farmelo arrivare in gola. Mi manca il respiro per l'occlusione del cazzo in bocca. Da quella sera non ho più rivista Fernanda per circa cinque anni.
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10 anni fa
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Siena 1
Sono le 14 sto aspettando il treno per recarmi a Siena..ho fissato un incontro con una coppia, rimarro' ospite da loro per l'intera notte riprendendo il treno solo tra 24 ore. E' gia' la terza volta che li incontro. Lei giovane con un bel corpo e dei fantastici capelli rossi lunghi e profumati che raggiungono il solco delle natiche, mi piacciono le sue mani e quelle unghiette che sembrano piccole conchiglie iridescenti.. Mi piace giocare con quelle dita, sopratutto mi piace quando le indico come usare indice e pollice per imprigionare il clitoride ed offrirlo alla mia lingua, mentre con le mie, mi faccio largo nella sua intimita' dapprima lentamente poi aumentando il ritmo seguendo i suoi gemiti e lasciando che l' orgasmo liberatorio la lasci abbandonata e felice. Lui e' leggermente piu' grande di lei ha un corpo ben fatto, peli neri e ricci che dai capezzoli scendono giu' fino all'inguine, non si depila a lei non piace ma di sicuro li tiene corti e ben curati..ed anche a me piacciono cosi li preferisco. Lui ci osserva mentre dono piacere alla sua donna, seppure rimane discosto, sa bene che amo donare il primo orgsmo a lei, sa che prediligo le donne molto piu' degli uomini, sara' perche' gli uomini una volta finito hanno i loro tempi di ricarica, i loro tempi di riflessione, le loro pause obbligate…[ma questa e' un'altra storia] Quando la vede appagata, si avvicina e donandole una carezza sul viso si stende e mi chiede di salire su di lui, al contrario, per un 69.. Sono queste le piccole gioie della vita, appagare una donna e poi sentire il membro del suo uomo crescere nella mia bocca e prepararlo affinche' sia umido e lucido per scivolare nell'intimita' di lei.. Mentre sono impegnata con la bocca sul suo membro, lui incolla la sua alla mia figa ed io non connetto piu' alterna colpi rapidissimi sul clitoride per poi nascondere la lingua nel mio buchino piu' caldo e inizia a muoverla e poi la ritira e la reimmerge nei miei umori.. Muovo il bacino per assecondare la sua lingua ma mi blocca con entrambe le mani sui fianchi polposi, mi tiene ferma qualche istante poi riprende il suo lavorio mentre io continuo il mio con la bocca, continuando avida a succhiare nel mentre la lingua, come la sua vortica attorno all'asta imprigionata nella mia bocca, gli piace si sente ed a me piace il suo piacere, si da da fare con me ed io voglio dimostrargli quanto lo apprezzo. Le sue mani si spostano sulle mie natiche e le discosta, insinuando ancora meglio la sua lingua in me ed alternandola poi con i pollici che si fanno spazio in me mentre la sua lingua torna sul clito.. Come la sento bene la lingua, evidentemente si e' gonfiato il clitoride si e' bene irrorato di piacere. Io continuo il mio viaggio sul suo pene fino a piegarmi un po' piu' in avanti e lasciandol uscire dalla mia bocca, anche io gli apro le natiche e con la lingua inizio a leccargli il forellino [ sono piu' che sicura, la nostra pulizia mentale si estende anche a quella intima] viene scosso da un brivido e piccole trasparenti gocce del suo piacere mi bagnano il mento. Mi fermo e arretro nuovamente,lasciandogli il tempo di riprendersi. Quel piacere non deve essere sprecato cosi...e' della sua compagna ed e' giusto che sia suo. Sono intenta a sorridere osservando quella cappella lucida, quando le natiche si discostano ancor di piu' e una seconda lingua si fa largo sulla mia figa, quella di lei che ripresasi, viene a dare man forte al suo uomo... [Segue...]
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10 anni fa
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Trekking,caldo e segreti...(2parte)
...io la lasciai stare cosi perche’ aspettavo che uscisse Marco per vedere la sua reazione,ero proprio curioso,infatti non avevo neanche finito di pensare a questa cosa che si apri’ la porta del bagno,lui butto’ uno sguardo verso di lei e poi si volto’ verso di me e con un fare molto controllato mi chiese se volevamo dormire ancora un po ,io gli risposi di no ,anzi che dovevamo svegliare quella “donna” .Mentre la moca era accesa ci avvicinammo entrambi a lei “si,pero’ non si puo’ dormire in modo cosi sconcio”,commentai io ad alta voce,”facciamole uno scherzo ,vediamo se se ne accorge….”feci cenno a Marco di toccarla col dito sulla spalla e poi pian piano scendere fino a sopra al gluteo per poi darle un bacio proprio li,di solito lo faccio io al mattino percio’ lei avrebbe pensato che sarei stato io a toccarla.Lui si avvicino,si sedette persino a fianco e mise una mano al centro della schiena e diceva “Sandraaa,buongiornoo” e poi la sbaciucchiava sul braccio.ma lei sembrava ancora in coma ,e non solo non si sveglio’ ,ma sollevo’ il sedere spostando quel poco di canottiera che lo copriva rimanendo coperta solo dal perizoma nero ,a me venne una vampata di calore e ansia da gelosia ma me l’ero cercata ....Sandra infatti,da come si muoveva, sembrava credere che fossi io a toccarla cosi si spostava per agevolarmi affinche io le potessi toccare meglio il culo,Marco disse sottovoce“incredibile,non si sveglia per davvero,sta donna non la si puo’ lasciare da sola incustodita,con questo culettino all’aria rischierebbe molto,vediamo se cosi si sveglia” ...allora ando’ con la mano sul polpaccio di lei ,che era sempre a pancia in giu’,e comincio’ a risalire piano piano ma verso l’interno coscia,solo che ottenne che anziche svegliarsi lei inarco’ la schiena ancora di piu’ mostrando tutto il di sotto ,coperto da un filo dii slip,ma assolutamente eccitante!!Finalmente qualche mugugnio ,qualche parolina e si senti dire sotto il cuscino” dai Luca,devo andare in bagno”...Marco disse “e vai allora “...lei si giro’ e capii che non ero stato io a toccarla …” ma….brutti stronzi!!!” disse lei...tirandosi su il lenzuolo indispettita ma piacevolmente sorpresa e col sorrisetto sulle labbra(poi mi confido’ che invece era sveglia e che l’aveva fatto a posta) Si sistemo’ la canottiera e ando’ di corsa in bagno,nel frattempo era pronto il caffe’ e facemmo anche colazione.Con la luce del giorno quella canottiera si poteva definire “scandalosa” era pure trasparente ,al limite del porno ,anzi ,era proprio porno ,ma non potevo dirglielo altrimenti si sarebbe imbarazzata e si sarebbe messa addosso qualcos’altro di tremendo pur di coprisrsi,io invece volevo che rimanesse cosi,mezza nuda,naturale come la luce del mattino….allora Marco propose .”beh! andiamo in clinica per la visita o volete che la facciamo qui?Lasciai decidere a lei perche me era lo stesso purche’ si sentisse tranquillla,Sandra disse che non aveva voglia di spostarsi e di prendere la macchina quindi decise per farla li.“bene” disse Marco..”allora mi sa che ti devi spogliare”,io misi a ridere,pensai “piu’ nuda di cosi ,sara’ difficile”.comunque lei si sedette sul divanoletto con i piedi a terra ,chiese se si doveva togliere quella canottiera che non copriva nulla e infatti se la tolse,rimase con le braccia incrociate a coprirsi il seno,Marco le disse che non solo doveva spostare le mani ma anche sollevare le braccia , Sandra esegui’ piu’ o meno alla lettera,sollevo’ le braccia rimanendo praticamente nuda col solo perizoma.Marco le guardo’ i lati ,poi dietro e poi davanti da vicino,le disse di inarcare avanti il piu’ possibile e di mettere le braccia dietro la schiena,l’effetto era molto erotico,per me,perche’ le tette in quella posizione diventavano piu’ gonfie ed erano belle da vedere,Marco inizio’ quindi con 2 dita a tastare prima dai lati e poi d’avanti..poi col palmo della mano prima una tetta e poi l’altra ,infine fece un confronto prendendole con tutte e due le mani.A me venne duro,sicuramente anche a lui e credo che la visita fosse finita gia’ da un pezzo,invece lui ando’ avanti a palpare ancora per un po’.Poi la fece stendere da un lato ,su un fianco e le tasto’ il seno in alto ,poi la fece mettere al contrario ,di schiena e col sedere rivolto verso di noi,io al posto suo avrei tirato fuori il pisello e me la sarei fatta li ,invece lui si limito’ a palparla.“OK”,disse Marco,”Non vedo nulla di anomalo,per me abbiamo finito”...”adesso che iniziava a piacermi!!” disse Sandra ,e io ..”..dai Sandra,non era un massaggio,era una visita..”“ a sii!!allora perche’ ce’ l’avete duro tutti e due ?” rispose lei senza mezzi termini” …”siamo ancora uomini..,u-o-mi-ni....sai come funziona per noi .. odobbiamo spiegartlelo?!”..fu il commento di Marco con aria molto sincera e un po scherzosa.Io non sapevo che fare,non capivo Marco,certo lui non poteva prendere l’iniziativa,io tentennavo perche’ non e’ che proprio volessi che Sandra scopasse con lui (beh si volevo vederla ma speravo che succedesse e basta)e neanche Sandra non voleva fare la figura della “ragazza facile” prendendo l’iniziativa,quindi ci fu uno stallo per qualche secondo ...finche’ non parlo’ Marco e disse..”eh” cari ragazzi,divertitevi voi che potete..perche io..io non posso”...“in che senso’ tu non puoi?” chiese Sandra ..lui rispose che aveva una moglie e a parte fare una “visita” medica a una donna non poteva fare altro.Sandra ,con voce di un’amica di vecchia data,puntualizzo’ ricordandogli che l’anno scorso erano successe un bel po di cose tra loro;lui disse che se lo ricordava e come ,inizio’ a spiegare che proprio in quell’occasione gli fu piu’ chiaro che c’erano delle cose che non andavano con sua moglie,ne spiego’ i motivi e vennero fuori delle scoperte incredibili,ci racconto’ che da un po di anni non gli piaceva piu’ fare sesso con sua moglie perche’ lei era troppo classica al limite del noioso,quando capitava lo facevano solo in camera da letto e praticamente a luci spente,e che col tempo lui non si eccitava piu’ in quelle situazioni;quindi proprio quella cosa un po selvaggia che gli era capitata con Sandra gli aveva fatto capire che invece il pisello gli funzionava bene e come ,soprattutto in situazioni al di fuori della camera da letto,praticamente ovunque tranne li e sua moglie proprio non voleva saperne ,anzi gli dava della persona “strana”.Insomma le cose non andavano per niente bene tanto che ….e qui la super sorpresona...aveva un’amante!!.. un po particolare,si trattava dell sua collega di lavoro del servizio delle pulizie che ogni tanto,quando lui la chiamava,era disposta a fare sesso.Lui diceva che questa ragazza era un po innamorata di lui mentre viceversa la “usava” solo per scoparla a suo piacimento,il che significava farsela in situazioni e in posti piu’ disparati e che poi ogni tanto lui le dava qualche regalino,tutto questo diceva anche era a causa di Sandra che l’anno scorso lo aveva “risvegliato”, lei ridendo commento :”non sapeva che una sega poteva cambiare la vita di una persona...staro’ attenta la prossima volta, a proposito,dottore,quanto le devo per la visita?” scherzo’ Sandra ….lui rispose “paghi in natura ovviamente? “ribatte lui con occhio percellino…e lei prontamente disse di si...aggiungendo dopo, “preferisci il culo di Luca o che ti lui faccia un pompino?”....io non commentai perche’ mi venne da ridere ,mentre Marco disse che ,si ,bisognava provare tutto nella vita ,ma che tutto sommato preferiva ancora le donne.Sandra ,credo,si era dimenticata di essere ancora nuda ,seduta sui suoi talloni e con le ginocchia piegate ,mentre parlava si teneva con un braccio il seno tanto per una parvenza di quel senso quasi ormai inesistente del pudore,“Se mi vuoi pagare tu ,accetto volentieri” disse Marco spiazzando Sandra che ora doveva decidere in fretta se “buttarsi” oppure no..“No”,rispose Sandra “stavolta rimani col mal di palle” ..”infatti” rispose Marco…”pomeriggio faccio venire la mia amica”..Sandra :”..ah sii!!..e che cosa ti fai fare?Marco “.mhmmh..vediamo, la metto davanti a me ,gli tiro giu’ gli slip e il reggiseno e mi faccio una sega davanti a lei”Sandra :” ..e poi ,cosa fai a lei?”Marco :” le tocco sotto la patata e quando il pisello mi ritorna su la infilo e la faccio venire “Sandra “ e prima non la fai girare per prenderla da dietro per farle sentire le palle sulla patata?Marco “si..me la farei anche cosi “Poi intervenni io nella conversazione perche’ ero curioso di sapere cosa le faceva fare o le chiedeva di fare di strano a quella ragazza.Lui rispose . “di tutto,faccio quello che mi viene in mente,fondamentalmente quelle cose che…..beh,con mia moglie me le sogno”Queste sue parole ci diedero conferma che proiettava le sue fantasie su sua moglie.Poi io continuai :” ma cose strane tipo?”Marco rispose “...umhh..tipo che stiamo gurdando la tv e appena mi viene voglia me la faccio,oppure le dico di spogliarsi e di mettersi faccia sul muro e in piedi ,io me la guardo un po,poi vado e me la trombo li….oppure a volte e successo che prima di andarsene da qui la saluto con le dita nella patata.Mi ricordo una volta che io ero in doccia, le telefonai che avevo voglia e lei in 10 minuti era da me ,e’ entrata in doccia ,mi ha lavato e poi si e’ fatta scopare..insomma cose cosi..come vengono al momento,mi piace anche quando mi fa i massaggi e poi mi sale sopra e la scopo mentre continua a massaggiarmi….Poi Marco continuo’:”pero’ a volte mi sembra di trattarla male e mi sento in colpa,mi ricordo quella volta che e venuta a casa, e’ entrata ,ho chiuso la porta e senza neanche salutarla me la sono fatta nel corridoio vicino a quell’appendi abiti ,mentre era in piedi,poi se ne andata subito dopo , senza neanche entrare qui in sala;la volta dopo invece e’ “arrivata” in sala e le ho detto che avevo voglia solo di farmi una sega ….solo che invece di usare la mano volevo usare ...il suo culo,e lei me l’ha fatto usare!!! ……..lo riconosco,sono veramente uno stronzo,pero’ lei si eccita e se non mi dice niente vuol dire che piace anche a lei ,non credete?.mah!!”Sandra aveva gli occhi sbarrati “uhauuuuu..mamma mia che cambiamento….sei diventato proprio un maiale,perche’ non la chiami cosi’ ci fai vedere qualcosa?”Marco : “certo ,anche se a me invece piacerebbe vedere voi due ,beh..come avete fatto l’anno scorso”..Questa sua frase ci lascio’ un po straniti,eravamo convinti che a questo punto lui si sarebbe buttato a pesce su di Sandra invece voleva “solo”vedere noi fare sesso,e c’era un motivo ,lui proiettava cosi le sue fantasie erotiche pensando a sua moglie, guardando me e Sandra fare sesso fantasticava immaginando che fossi io a scopare sua moglie,beh! non era difficile capirlo,succedeva spesso anche a me e Sandra…Ma dopo tanto dire…...non successe proprio un bel NULLA!!...continuammo a parlare e a raccontarci storie finche’ non arrivo’ ,pian pianino e senza che c’e’ ne accorgessimo, l’ora di pranzo,”andiamo via ?” mi chiese Sandra,non si attese la mia risposta perche’ Marco tiro’ fuori le pentole e disse “2 spaghi” e poi andate dove volete….vabeh!” potevi dire di no?I preparativi del pranzo furono anche divertenti,Sandra girava mezza nuda in cucina gratificandoci con le sue forme e i suoi modi provocanti che facevano illudere che da un momento all’altro poteva succedere di tutto.A fine cena Marco ci offri’ anche un ottimo gelato in vaschetta,Sandra,in dieta, non lo volle mangiare ma disse che avrebbe assaggiato dalla mia coppa,io scelsi tiramisu e caffe,Marco prese altri gusti che non ricordo;sara’ stato il vino o non so cosa ma a fine pranzo Sandra era del tutto rilassata(forse un po brilla),anch’io ero un po “andatino” ,non mi ero quasi accorto che lei ,per assaggiare il gelato dalla mia coppa,si era seduta su di me approfittando di qualsiasi cosa per muovere il suo sedere e strofinandosi la patata per eccitarsi,ovviamente Marco non vedeva e poteva solo intuire ;lei stette su di me un bel po ,mi “rubava” il gelato e allo stesso tempo si stava praticamente masturbando,me l’aveva fatto venire durissimo ,ormai volevo tirarmelo fuori per scoparla sulla sedia ,ma lei mi guardo’ con una faccia che non dimentichero’ facilmente ,maialina con l’occhiettino brillo si giro’ verso Marco e disse :”posso assaggiare anche il tuo?”...Marco ovviamente disse di si ma credevamo che si sarebbe semplicemente allungata col braccio invece lei si alzo’ da me per andarsi a sedersi sulle gambe di Marco ,e io sapevo esattamente cosa avrebbe fatto ,ora capivo meglio su cosa veramente intendesse dire con “assaggio il tuo”....….”infatti ,con molta nonchalance si sedette su di lui agitandosi in continuazione ,si spostava piu’ indietro,da destra sinistra,non stava ferma ,si era poggiata col il sedere coperto dal solo perizoma ,la minigonna non copriva nulla sotto quel sedere ,e si strofinava…..credo che Marco avesse il pisello gonfio,cominciavo a sentire le mie parti basse tirare e indolenzite,e,quando c’e’ l’hai troppo tempo in tiro alla fine ti fa male e devi “scaricare”,penso che anche a Marco sarebbe successa la stessa cosa a forza di guardare Sandra che girava intorno mezza nuda.Mentre assaggiava il gelato Sandra chiese a Marco di raccontare dell’ultima volta con la sua amante e Marco rispose:”intanto non si chiama amante ma Raffaella,poi come faccio a raccontarti queste cose mentre sei seduta qui ..insomma..puo’ essere pericoloso ,Sandra!”Sandra:” perche ‘hai paura che ti diventi duro?..beh..piu’ duro di come c’e’ l’hai gia’ non credo…” poi mise le mani sotto il sedere per tastare e urlo’ “cazzo...e’ durissmo!!!A quel gesto Marco reagi’ come se ’ avesse preso una scossa e si ritiro’ indietro portandosi con se anche la sedia,fu un movimento istintivo,lei essendosi allontanata dal tavolo si dovette alzare in piedi ,quindi si appoggio’ con la pancia sul tavolo e prese un’altro cucchiaio di gelato,ma in quella posizione esagero’ in modo cattivissimo perche si mise col sedere talmente alto che le si vedeva la parte sotto del culo,Marco la riprese per i fianchi e la tiro’ giu’ costringedola a risedersi sulle sue gambe e poi disse “posso avere un po di gelato anch’io?“Certo” disse lei,ne prese un cucchiaio dalla coppa e con un mezzo balzo si giro’ di traverso come si siedono i bambini in modo da poterlo imboccare lei stessa ma Marco disse ,”vuoi sapere cosa ho fatto l’ultima volta con Raffaella?Sandra :” si ,dai!”Marco ,ho mangiato il gelato sulla sua tetta ..Sandra ulro’ ;”ah siiii”Allora lui le tiro’ un piccolo schiaffettino sulla mano che teneva il cucchiaio pieno di gelato che inevitabilmente cadde,e cadde proprio dove voleva lui, in mezzo alle tette,Sandra ebbe quindi un brividoi di freddo al contatto col gelato e per non farlo cadere a terra mise un braccio sotto il seno,Marco disse”posso fare una vera maialata?tanto le conosco gia’ “....Sembrava stessero giocando come bambini ma.. le sollevo’ la maglietta e le tette sobbalzarono un po e poi comincio’ a leccare li dove si scioglieva il gelato che nel frattempo si stava colando un po ovunque ,Sandra se ne verso’ col cucchiaino dell’altro ancora e Marco si divertiva e leccare ,anche sui capezzoli..quella scena fu incredibilmente eccitante...ma si scherzava e si giocava,certo era molto,parecchio hot ….ma nulla di piu’ .Sandra a un certo punto si sentiva tutta appiccicosa e si alzo’ per andare in bagno e lavarsi ,per cui si interruppe quel momento magico,io ne approfittai per raccogliere la nostra roba e ripartire verso casa,quando lei usci’ dal bagno salutammo Marco che ci ringrazio’ per il bel week and e andammo via.Neanche entrati in macchina che eravamo gia’ un po pentiti di essercene andati via ma ormai stavamo uscendo dal parcheggio e avevamo gia’ fatto il giro dell’isolato ….ma squillo’ il telefono di Sandra:”pronto?...dimmi Marco…..ah sii!..ma dai….che testaccia..ok ...facciamo il giro e veniamo su a prenderle….ok”...Avevo dimenticato di prendere le ciabatte!Come al solito io dimentico sempre qualcosa a casa delle persone!!!Dissi a Sandra che potevo farne a meno ,che le avremmo riprese un’altra volta ma lei insistette dicendo che siccome eravamo ancora sotto casa ci avremmo messo un attimo,cosi io parcheggiai di nuovo,spensi il motore e mandai Sandra a prendere le ciabatte...passano pochi secondi e mi arriva un SMS…..”..Marco mi ha chiesto se rimango su 10 minuti...ha bisogno di me un’attimo .....tu che fai sali su o mi aspetti?”...io scrissi subito “come vuoi...se si tratta di poco aspetto, altrimenti arrivo” e lei rispose “..non credo piu’ di 10 minuti”Aggiunse il “faccino” all’sms quello bocca aperta che in quel caso aveva doppio significato ;()
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