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Giacomo il professore universitario
Alla fine ho scelto Matematica. Da mesi non sentivo dire altro che:” dai retta a me, scegli quella che ti offre maggiori possibilità di lavoro, visto che non hai una preferenza netta”. Vero, ero enormemente indeciso tra Matematica e Filosofia, una partita in pareggio anche dopo i tempi supplementari. Così, per completare la metafora calcistica, mi sia consentito dire che Matematica ha vinto ai calci di rigore. Mai avrei immaginato quanto rigore mi sarebbe servito per affrontare al meglio la mia nuova esperienza universitaria. Rispetto al Liceo Scientifico, che avevo frequentato e brillantemente superato, era tutta un’altra cosa. Ora non avevo un programma di studi ed un orario delle lezioni predefiniti, un calendario di interrogazioni e compiti in classe concordato, e dei compagni collaudati con cui studiare. Tutto era tremendamente più difficile. Tutto doveva essere organizzato ex novo da me, ed io mi son trovato in grossa difficoltà. Quando i miei genitori mi chiesero come andava con gli studi, io, che ho sempre avuto un buon rapporto con loro, non ho avuto esitazioni nel confidargli queste mie difficoltà. Ero certo di poter contare sulla loro comprensione ma soprattutto sul loro aiuto. Furono splendidi, come sempre. Messo a fuoco il problema, hanno subito individuato la soluzione. Secondo loro, stavo pagando il “salto di categoria”, avevo bisogno di qualcuno che, almeno nella fase iniziale, mi potesse aiutare ad impostare il corso universitario, soprattutto dal punto di vista organizzativo, che era il mio tallone d’Achille. Mio padre disse che avrebbe interessato della cosa Giacomo, suo grande amico, compagno d’università, col quale aveva mantenuto i contatti, anche se col tempo un po’ più sporadici. Conoscevo Giacomo perché veniva a trovarci ogni tanto e si tratteneva da noi per cena. Era circa un anno che non si faceva vedere. Chiesi spiegazione di questo lungo periodo di assenza, e mio padre, che continuava a sentirlo telefonicamente, mi disse che era appena uscito da un brutto periodo caratterizzato da una grave crisi coniugale conclusasi con la separazione dalla moglie. Il peggio era comunque alle spalle e Giacomo, aveva ritrovato un po’ di serenità. Era un professore universitario, guarda caso di Matematica, e mio padre, che nutriva un’enorme stima nei suoi confronti, mi disse che era la persona di cui avevo bisogno. Io fui felice di questa proposta, la condivisi pienamente, perché anch’io ero convinto che, col suo aiuto, avrei risolto i miei problemi. Col senno di poi mi sento di confermare questo giudizio, e, come vedremo, non solo perché sto brillantemente marciando verso il conseguimento della laurea con lode. Dopo tre giorni, Giacomo venne a cena da noi, fu una bella serata e alla fine lui si dichiarò disponibile a darmi una mano. Ci accordammo su un programma di tre incontri pomeridiani dalla 14,30 alle 19,00 per quattro settimane, alla fine di quel primo mese avremmo valutato assieme un’eventuale proroga, qualora ce ne fosse stato bisogno. La sede era a casa sua, che distava circa 30 km da casa nostra. Chiesi a mia madre se potevo utilizzare per quei pomeriggi la sua punto Fiat e, fortunatamente per me, mi disse che per lei non c’era problema. Mi recai da lui per il primo incontro un Lunedì pomeriggio. Giacomo era un bell’uomo, coetaneo di mio padre, ma sembrava più giovane di qualche anno. Il fatto che la calvizie non aveva fatto tappa dalle sue parti sicuramente l’aiutava e poi mi risulta che osservasse uno stile di vita salutista. Niente fumo, poco alcool, sufficiente sport. Non sapevo se avesse recuperato una regolare vita sessuale, visto la recente separazione. Dal sua matrimonio era nata una figlia che credo avesse all’incirca la mia età e che viveva con la madre. Suonai alla sua porta, aprì, mi accolse con un sorriso , mi fece accomodare nello studio, “Davide, gradisci un caffè?” “Si grazie, molto volentieri”. Si diresse verso la cucina mentre diceva “Mettiti comodo, vado a prepararlo, arrivo subito. “D’accordo”. Io approfittai per familiarizzare con l’ambiente. Una bella casa, arredata con gusto, uno stile moderno e sobrio con qualche concessione qua e la al pezzo antico, ma sempre con gusto e armonia. Quello che più mi colpì fu l’ordine che regnava sovrano, mi chiesi se si avvalesse di qualche collaboratrice a ore o se sbrigava le varie faccende domestiche in autonomia. “Quanto zucchero?” “Ti ringrazio Giacomo, ma lo prendo amaro” “Che coincidenza, anch’io, sei anche tu un’amante del caffè amaro? Un intenditore.. spero sia di tuo gradimento” “Si, ho gradualmente eliminato lo zucchero, preferisco il apprezzare l’aroma puro” “Com’è?” “Ottimo!” “Guarda che in questa casa le critiche sono ben accette, sii schietto, non avere scrupoli” “Sono sincero, è veramente ottimo” “Bene, mi fa piacere.. allora… via al lavoro, si comincia” “Ok.. capo, cominciamo”. Iniziò la prima lezione. Giacomo aveva un approccio molto professionale, mi fece un sacco di domande che erano finalizzate a conoscere nei dettagli la situazione così da potersi fare un quadro il più chiaro possibile della situazione. Io ero affascinato dal suo modo di fare. Aveva un modo di fare che attraeva l’interlocutore di turno ed io non mi ero sottratto a questa attrazione che presto si rivelerà un’ “attrazione fatale”. Se dovessi sintetizzare con una parola direi … Carisma, potendone aggiungerne una seconda direi.. personalità. Giacomo si accorse presto dell’effetto che mi provocava e lo capii quando improvvisamente mi disse “Davide! Ehi.. mi ascolti? A cosa stai pensando?” “Si Giacomo, ti sto ascoltando con attenzione, non mi sono perso una parola, se vuoi ti ripeto tutto quello che hai detto” “Non è il caso, solo che ti vedevo assente, pensavo ti stessi annoiando” “Annoiarmi? Scherzi, non solo non mi annoi, ma trovo quel che dici di estremo interesse” “Ti ripeto, in questa casa le critiche sono ben accette, sii schietto. E’ la seconda volta che te lo dico, e d’ora in avanti non te lo dico più!” “Apprezzo la tua attenzione, ma credimi sono sincero, non mi stai annoiando” “E allora qual è il problema?” “Non c’è nessun problema, è che… è che..” La mia voce si fece flebile e tremante, mi stava accadendo qualcosa che non riuscivo a controllare, ero emozionato e, apparentemente, non ce n’era il motivo. Giacomo capì che stavo vivendo un momento particolare e con molta dolcezza e tatto fece di tutto per farmi sentire a mio agio. Si avvicinò e mi disse”Non ti preoccupare Davide, forse c’è bisogno di una pausa o di una boccata d’aria, non è successo niente, stai tranquillo” intanto si era avvicinato a me accostando la sua sedia alla mia, e istintivamente, forse per essere più persuasivo aveva avvicinato la sua faccia alla mia. Era a pochi centimetri dalla mia, il suo sorriso accattivante, il suo sguardo dolce. L’ho guardato, e la mia mente fu colpita, come da un flash. Una fantasia erotica, mi vedevo mentre facevo all’amore con lui. Non avevo mai pensato, neanche lontanamente, prima d’ora, una cosa del genere. Fare all’amore con una persona del mio stesso sesso. Non ebbi il tempo di riflettere, avvicinai a mia volta la faccia alla sua, le punte dei nostri nasi si toccavano, lui fece per dire qualcosa ma io non gli lasciai il tempo di farlo perché istintivamente lo baciai sulla bocca con evidente desiderio. Lui cercò di ritrarsi, ma fu uno scattino quasi impercettibile, poi aderì al bacio anche se con minor convinzione, evidentemente lo avevo spiazzato. Il bacio si fece serio e rovente, a anche Giacomo, cominciò a sciogliersi. Ora rispondeva colpo su colpo alla mia lingua indemoniata. Mi rendevo conto che lo stavo baciando con maggior trasporto rispetto a come baciavo la mia ragazza. Si ero felicemente fidanzato con una splendida fanciulla ed avevo una vita sessuale “normale” ed appagante, ma ora stavo baciando con passione un uomo che poteva essere mio padre. Ci baciammo per un tempo interminabile, alternando passionalità e dolcezza, io stavo eludendo qualsiasi freno inibitorio e mi accorsi di questo quando posai la mia mano sulla sua patta, e mentre ci baciavamo iniziai a massaggiargli il cazzo anche se tra la mano e l’oggetto del mio desiderio c’era la stoffa de jeans, sentivo il suo vigore crescere, sentivo la stoffa che si gonfiava di cazzo, e sicuramente doveva essere un bel cazzo. Giacomo gemeva, era evidente che gradiva il trattamento. “Mi piace, continua” “voglio prendertelo in bocca” “Mi fai morire” “Dammelo, altrimenti muoio prima io” “Prendilo, è tuo” “Sii.. dammelo voglio farti godere” Ho ripreso a baciarlo in bocca e intanto gli slacciavo uno a uno i bottoni della patta del Lewis 501. La sua erezione era al massimo, il cazzo premeva contro i bottoni e liberarlo non fu agevole. Ora lo sentivo pulsare nella mia mano, una bellissima sensazione, aveva una grossa circonferenza tanto che a malapena riuscivo ad avvolgerlo. “Succhiamelo, ti prego, non ce la faccio più” staccai la mia bocca dalla sua e la diressi verso il caldo gioiello. La cappella era grossa e viola, cominciai a leccarla in punta per raccogliere le gocce trasparenti della sua bagnata gioia, questo lo faceva letteralmente impazzire, e perdendo completamente il controllo mi disse “Sii dai… ancora… sei una gran troia!!” Mi sentivo padrone della situazione e la cosa mi gratificava, decisi di affondare il colpo, lo feci scivolare lentamente in bocca, piano piano, finchè potevo, era grosso e lungo, un cazzo stupendo. Odorava di maschio, sapeva di virilità, lo succhiavo con crescente avidità, mi piaceva, avrei continuato per ore. Giacomo era completamente partito, prossimo all’eruzione. “Dai troia, non ti fermare, mi fai godere” “Sii.. sto per venire” “Eccomi… eccomi.. siii.. vengooo siii siii vengono, bevi troia.. bevi tutta la mia sborra” Mi riempi la bocca con una sborrata impressionante, ho inghiottito quasi completamente quel caldo nettare. Poi ho ripulito il cazzo con la lingua sentivo Giacomo tendere i muscoli delle gambe e degli addominali, poi con un filo di voce mi disse “Baciami… “ Ho obbedito e l’ho baciato con passione. Avevo riservato un po’ del suo sperma e glielo porsi in punta di lingua, mi l’ha succhiata come fosse un gelato, intanto emetteva gemiti e parole incomprensibili. Sicuramente ha gradito. Dopo un po’ ci siamo ricomposti e siamo tornati al lavoro. Era solo l’inizio, il programma prevedeva tre sedute settimanali per quattro settimane, c’era ancora molto da fare, molto da imparare, in tutti i sensi. fine primo episodio.
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3
18 anni fa
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Varie
Mario l’ha inculata
Dopo quel giorno Mario quando passava cercava sempre con una scusa di vedere se la situazione gli si riproponeva, sbirciava attraverso il recinto oppure con qualche scusa cercava di poter essere invitato dentro. Uno giorno chiesi a Mario se poteva fare degli innesti su alcune piante in giardino, e concordammo per il giorno dopo alle ore 16,00, avrei lasciato il cancello aperto così poteva entrare liberamente e fare il lavoro Volevo legittimare così il suo ingesso in giardino senza preavviso, sperando di fargli trovare qualche situazione intrigante. Fin da ragazzi con mia moglie eravamo soliti giocare a carte o a dama con l’accordo che chi perdeva pagava pegno, e la penitenza non poteva essere rifiutata. Mia moglie si eccitava molto in questi giochino, perché in prativa io la obbligavo a fare cose che lei desiderava, ma essendo costretta non aveva rimorsi. Quel pomeriggio facemmo diverse partite a dama e lei le perse tutte ( il più delle volte perdeva perché le piaceva fare le penitenze), quando furono circa le 16,00 le dissi quale sarà stata la sua punizione. L’avrei bendata, legata nuda alla staccionata a pecorina, gambe larghe con il culo ben in vista, e poi lei doveva aspettarmi supplicandomi di incularla. Per tutto il tempo finchè non glielo avrei messo nel culo lei doveva supplicarmi di incularla. Le dissi che io sarei andato in bagno e appena fatto sarei venuto da lei per farle il servizio. Preparai il tutto molto accuratamente, la spogliai, la piegai a90 gradi le legai i polsi con una corda e le gambe. Poi con dell’olio di vasellina le lubrificai bene il culo. Toccai la sua figa ed era già un lago di umori. Mentre la preparavo lei già mi supplicava di incularla, ma io le risposi che doveva attendere i miei comodi. Le misi le cuffiette sulle orecchie così non avrebbe neanche avvertito dei rumori di avvicinamento. Avrebbe solo sentito all’improvviso il cazzo nel culo. Lei cominciò subito a dirmi dai “gianfri vieni ed inculami ti prego, inculami” ad un tratto arrivò mario. Io mi nascosi per gustarmi la scena. Ero un po’ preoccupato che se fosse caduto in tentazione , non doveva assolutamente farsi riconoscere, oppure metterglielo nella figa, ero disponibile quel giorno solo a farla eventualmente inculare. Mia moglie mi supplicava di incularla, mario senti le voci e credette che io stavo scopando mia moglie, allora venne verso di lei molto piano e di nascosto per poter vedere. Quando scorse mia legata alla staccionata che mi supplicava, non riuscì a capire cosa stesse succedento. Guardava intorno per vedere dove io fossi. Mia moglie supplicava ancora e diceva se avessi finito in bagno, perché non ce la faceva più ad aspettare. Entrai dentro e dalla finestra le dissi che stavo facendo la doccia e fra circa venti minuti sarei andata da lei per incularla. Sapevo che lei non poteva sentirmi, ma speravo che mario così prendesse coraggio per fare quello che speravo. Mario era ancora frastornato, era anche un ragazzo sempliciotto, non sapeva come gestire la situazione, tornò verso casa e dalla porta di ingresso mi chiamò debolmente, io no risposi ma facevo uscire l’acqua della doccia, così lui sapeva che io ero dentro. Prese coraggio si avvicinò a mia moglie e le toccò le chiappe. Lei disse “era ora non ce la faccio più ho il culo in fiamme, strapazzalo per benino. Mario le accarezzava le chiappe e le toccò la figa, lei subito disse che lo voleva solo nel culo e questi erano i patti. Mario non capiva più niente, si abbassò i pantaloni e le mutande. Aveva il cazzo in tiro, un cazzo tutto paonazzo tanto era l’eccitazione, era poco più largo e più lungo del mio cazzo. Stava per ficcarglielo nel culo, ma forse inavvertitamente glielo fece sentire sulle labbra della figa. Mia moglie strillò e ribadì che lo voleva nel culo. Mario fece per metterglielo nel culo. Seppi che stava per entrare quando sentii mia moglie esclamare di piacere e tra i vari gridolini disse :” A sento che anche tu sei eccitato, la tua cappella è infuocata”. Ora dovevo interrompere il gioco prima che prendeva una brutta piega. Tornai dentro e dal bagno dissi: “amore sei pronta che sto per arrivare”. Il tempo di guardare dal mio nascondiglio, che vidi mario saltare la staccionata e nascondersi più giù per vestirsi. Mia moglie nel frattempo ignara di quanto succedeva mi implorava perché avevo smesso così velocemente. Mi avvicinai a lei e misi io il cazzo nel suo culo. “Oh sei proprio cattivo oggi, mi stai facendo soffrire, non te ne andare più e inculami” Al che io le tolsi le cuffie e comincia a dirle che culo che hai, è entrato senza sforzarmi per niente. Lei rispose che già prima glielo avevo ficcato dentro. Io risposi guarda che ti sbagli io sono arrivato ora, ma lei credeva che io scherzassi. Al che le dissi che io non l’avevo inculata prima, forse sarà stato qualche passante che vedendo tutto questo ben di dio ne ha approfittato. Nel frattempo vidi mario con la coda degli occhi che da dove era lui vedeva non bene tutta la scena ma comunque si stava sparando una sega colossale. Capii che era venuto perché carponi si diresse verso l’ingresso di casa nostra. Io osservavo il culo di mia moglie e sborrai nel suo culo. Ci vestimmo di corsa perché sentimmo mario arrivare. Mario era tutto rosso, in viso e mi disse che era venuto per fare qui lavori di innesto. Io risposi che poteva incominciare che io e mia moglie saremmo stati da lui a breve, il tempo di una doccia. Mia moglie in casa mi disse perché le avevo detto che non ero stato io ad incularla e io risposi ché Veramente non ero stato io, e lei continuò a pensare che le stavo facendo uno scherzo. Ed io invece le dicevo che si stava inventando tutto per farmi eccitare di nuovo. Discutemmo altri dieci minuti, sperando che io le dicessi qualcosa di diverso, alla fine rimase con il dubbio che io pensavo ad una sua storia di fantasia. Mario fuori era sconvolto. Mia moglie usci di casa con della birra, ignara che quell’uomo poco priva le aveva fatto assaggiare il suo cazzo nel culo. Mario la riguardava e ogni volta che lei gli parlava abbassava lo sguardo intimidito, ma come si girava non le staccava gli occhi dal culo.
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18 anni fa
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Varie
Sorpresona
Salve a tutti i lettori, questa è un’altra delle avventure che ho realizzato con mia moglie. La mia voglia mista a gelosia è quella di far vedere mia moglie nuda, forse anche farla scopare, e la situazione che si è creata con il ciabattino (leggi sul tavolo tutta nuda) mi aveva intrigato molto che ho sempre voluto riprovare. Il mio desiderio è quello che inconsapevolmente mia moglie si faccia vedere nuda da un uomo, questi vede mia moglie nuda e deve capire che è per caso e che può approfittare della situazione, e che io assista a tutta la scena. Questa è vera eccitazione, perché alla fine, mia moglie non sa nulla, ed io non sono un cornuto consenziente, invece chi capita è stato fortunato. Possibilmente il terzo deve essere un qualcuno che non può vantarsi più di tanto in quanto nessuno gli crederebbe. L’occasione capitò molto tempo dopo. Possediamo una piccola casa in montagna, e stavamo passando un periodo di ferie. La casa è molto isolata e quindi ci permette di stare anche in libertà. Spesso potevamo prendere il sole anche nudi e le effusioni amorose erano libere senza timore. A circa 1 km da casa nostra più in basso da noi c’è una casa abitata da una famiglia il cui figlio mio coetaneo, fa il pastore, boscaiolo l’agricoltore, ed è sposato. Ogni giorno passava per il pascolo sulla strada, e ogni volta mia moglie se stava nuda al sole si copriva anche se era impossibile poter vedere qualcosa. Cercai di convincerla a rimanere nuda quando passava, tanto non sarebbe riuscito a vederla, ma lei si vergognava e non voleva. Ma un giorno si addormentò e non si accorse che mario il pastore stava arrivando. Io colsi subito la palla al balzo e con una scusa lo chiamai per bere qualcosa di fresco. Venne lo feci accomodare sul giardino, si sedette e non si accorse dello spettacolo che c’era, mia moglie a gambe aperte tutta nuda anche se non ben definibile dato il piccolo avvallamento che la copriva allo sguardo. Era in lontananza ma visibile tanto da farmi eccitare comunque. Non sapevo come fare per attirare l’attenzione di mario su di lei e senza svegliarla. Spesso le cose comunque accadono senza volerlo. Mentre stavo parlando con lui e versando una birra fresca, mi dice che la pianta di noci aveva una malattia tipica della zona, difatti aveva le foglie rattrappite, si alzò per farmela vedere, si avvicinò alla pianta e mi chiese una scala. Presi la scala sperando che dall’alto lui migliorasse la visuale. Tanto fu. Come salì i primi tre gradini si accorse di mia moglie e focalizzò che era nuda. Non le staccava gli occhi di dosso. Vedeva che dormiva e lo spettacolo era superbo. Io mi allontanai dicendo che dovevo andare in bagno, entrai e mi appostai per gustarmi la scena. Mario salì ancora più in alto si piazzò proprio bene e vedevo che si stava eccitando. Guardava spesso verso casa con la paura che io potessi arrivare. Dopo un po’ feci rumore ed uscii, Mario stava scendendo dalla scala. Mi salutò tutto sconvolto e se ne andò. Io lo invitai a passare più spesso. Quando fu lontano andai anch’io sulla pianta di noci nella stessa posizione di mario e devo dirvi che la cosa era veramente arrapante. Mia moglie completamente nuda gambe aperte e labbra della figa socchiuse, si intravedeva anche parte del buco di culo. Feci immancabilmente delle foto da quella posizione. Andai da mia moglie e la svegliai, le dissi che era passato mario e che si era fermato a bere qualcosa. Lei impietrite mi disse perché non l’avevo chiamata e io le risposi che tanto dal loggiato non si poteva vedere nulla di particolare. Lei non era convinta e ribadiva il fatto che figura avesse fatto se l’avrebbe vista nuda. La tranquillizzai dicendo che comunque era una donna come le altre e che cosa avrebbe visto di speciale? Le chiesi se si fosse eccitata a farsi vedere nuda, lei mi rispose che se fosse stato un bel ragazzo forse sì, ma mario proprio no. Io invece mi eccitai tantissimo e pensavo che ormai avrei avuto sicuramente altre occasioni simili con mario.
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18 anni fa
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Varie
Massaggio a sorpresa
Salve a tutti i lettori, questa che vi descrivo è una delle situazioni erotiche, a cui inconsapevolmente ho fatto partecipe la mia attuale moglie. Mi presento sono gianfri e mia moglie si chiama sabri, chi ha letto l’altra mia storia “sul tavolo tutta nuda” già mi conosce. Il mio ed il suo desiderio erotico è stato quello di fare l’amore nei luoghi più insoliti, la eccita da morire sapere di un terzo uomo che possa partecipare, ma finita l’eccitazione, finisce anche la fantasia erotica. Mi ha confidato più volte che, forse, se il tutto nascesse occasionalmente e con un perfetto sconosciuto, potrebbe anche farsi scopare. Per motivi di lavoro conobbi un centro estetico, dove vi era tra l’altro un massaggiatore di mezza età che era anche il massaggiatore della locale squadra di calcio. Questo era solito fare delle sedute anche a domicilio. Proposi a mia moglie di farla massaggiare a casa da questo signore che avevo conosciuto, ma lei non ne volle sapere, dice ce si sarebbe vergognata. Io insistetti dicendo che sarei rimasto con loro per tutta la seduta. Lei non volle. Giorni dopo la confidenza con questo signore crebbe sempre più e mi feci insegnare alcune tecniche di massaggio. Io la sera le proponevo a mia moglie e finiva sempre con una sonora scopata. Nello stesso centro arrivò anche un massaggiatore cubano, non certo un adone, però abbastanza muscoloso. Per farla breve finii il lavoro presso questo centro estetico e ci fu l’inagurazione. Quel giorno insieme ad altri collaboratori e mia moglie andammo all’inagurazione del centro. Scambi di presentazione, aperitivi e mia moglie conobbe tutto lo staff tra cui anche i massaggiatori e massaggiatrici. La sera a casa mentre scopavo gli chiesi se aveva cambiato idea sul massaggio a casa, magari con quello tutto muscoloso potevamo anche avere qualche risvolto erotico. Lei si eccitava molto alle mie parole ma mi disse che non l’avrebbe mai fatto. Allora pensai che l’avrei fatto io. Parlai con Rodrigo (così si chiamava) di mia moglie, che doveva fare dei massaggi per riabilitare un braccio e per la schiena ma si vergognava. Allora lui mi suggerì di iniziare io un massaggio, e lui sarebbe subentrato, avrei dovuto far sdraiare mia moglie, bendarla e metterle delle cuffie con musica rilassante, così non si sarebbe accorta di nulla. Arrivò la fatidica sera, feci preparare mia moglie, che come ogni volta che le facevo dei massaggi si metteva nuda. Questo era un problema, perché non volevo che lui capisse quali erano le vere intenzioni, ma se fosse successo doveva venire in modo occasionale e che comunque avevo io la situazione sottocontrollo e potessi intervenire. Non volevo che lui la scopasse, in fondo sono geloso, ma doveva lui essere uno strumento per la mia eccitazione, e senza che mia moglie sapesse nulla. Comunque le posizionai un asciugamano sopra alle chiappe. Cominciai i massaggi per quasi mezz’ora, dopo sentii arrivare Rodrigo, avevo lasciato aperta la porta del retro, lui entrò e io gli sussurrai che mia moglie era nuda perché faceva sempre così quando io la massaggiavo, lui mi rispose che non aveva problemi, solo a me poteva dare fastidio e che comunque i massaggi nella maggior parte dei casi è così che vengono fatti. Nella pausa di mettere altro olio sulla schiena il massaggio lo continuò Rodrigo. Dopo poco mia moglie cominciò ad apprezzare, e diceva che stavo migliorando ogni volta con il massaggio. Disse massaggiami un po’ anche le chiappe così si rassodano, Rodrigo mi guardò come per chiedere cosa fare ed io dissi di sì. Mi venne un colpo al cuore quando rimase nuda sotto lo sguardo esperto di Rodrigo che poteva vedere anche tutta la figa. Mi eccitai da morire ma nello stesso tempo soffrivo di gelosia, avrei voluto fermare tutto ma non sapevo che fare. Intanto mentre massaggiava le chiappe, vedevo che si scopriva anche il buco del culo, che per mia moglie è il vero punto debole, non è vergine di culo, anzi le piace molto prenderlo lì e che io glielo strapazzi. Si vede bene che è una donna che lo prende nel di dietro, e questo mi eccitava ancora di più. Avrei voluto sapere cosa pensava Rodrigo in quel momento e cosa avesse pensato mia moglie se avesse saputo di chi erano quelle mani che ora le sfioravano il culo. Mi accorsi che Rodrigo spesso massaggiava l’interno coscia e inevitabilmente toccava la figa di mia moglie, che conoscendola era di sicuro un lago di eccitazione. Anche perché emetteva mugolii di piacere, e Rodrigo mi guardava e rideva. Mi fece cenno di avvicinarmi, e mi sussurrò “continua tu che tua moglie ora vuole un altro tipo di massaggio” io vado via. Rimasi impietrito, appoggiai le mani sulle cosce e guardai in direzione della sua figa, era larga, rossa e bagnatissima. Le toccai con un dito la figa mentre cercai lo sguardo di Rodrigo, che si era abbassato la tuta e stava tirando fuori il cazzo dalle mutande. Rimasi scioccato, mia moglie che gemeva con il mio dito nella figa e io che vedevo un cazzo di una proporzione tale da mettere paura. Gli feci cenno di nò, e lui mi fece capire che si sarebbe tirato solo una sega mentre io la masturbavo. Mi venne vicino e mi disse che lui provava piacere a guardare (era un guardone) e non a scopare, godeva molto di più nel pensare a quella situazione che ad affondare il suo cazzo nella figa di mia moglie. Volevo ben credere, con quelle dimensioni se ne sarebbe accorta subito che non potevo essere io. No resistetti più mi misi di fianco a lei , una mano tra culo e figa con l’altra le avvicinavo il cazzo sulla bocca. Tolsi la mano dalla figa, spostai mia moglie mettendola a pecora sul tavolo, e vidi Rodrigo puntare diretto su di lei, lo implorai di no ma lui avvicinò la cappella sulle labbra della figa, mia moglie e si fermò. Ecco è fatta ora succede il finimondo, Rodrigo dopo una bella strusciatine di cappella indietreggiò. Mia moglie, si girò verso di me (era sempre bendata) e mi disse, che cosa stavo per infilargli nella figa. Io impietrito risposi che stavo cercando di infilarle il matterello della pasta. “Che porco che sei.” Mi disse. “pensi che ci possa entrare?” “Secondo te” risposi “Per come mi sento la figa in questo momento entrerebbe anche un cavallo”. Rodrigo assisteva alla piccola commedia che si stava inscenando ed allora si riavvicinò. Lo fermai dicendogli che non avrei mai fatto scopare mia moglie ad un altro. Mia supplicò di farlo io e lui di poter finire di guardare e masturbarsi. Infilai il mio cazzo nella figa di mia moglie, era un lago, enorme e caldissima. Due affondi e cominciò a gridare di piacere; Rodrigo si sparava un segone a due mani incredibile si avvicinava per vedere il mio cazzo uscire dalla sua figa. Chiusi gli occhi per gustarmi quella scopata, quando sentii un dito toccarmi la cappella. Era Rodrigo che stava infilando due dita nel culo di mia moglie, che gemeva e godeva come una troia. Anche Rodrigo venne e riversò tanta di quella sborra sulle chiappe che sembravano dieci cazzi che venivano insieme. Mia moglie era eccitata e non capiva più niente di quello che succedeva. Vidi Rodrigo indietreggiare mentre anch’io stavo godendo sopra le chiappe di mia moglie. Si vestì di corsa e usci fuori la porta da dove era entrato. Mia moglie si alzò, e mi disse vado a lavarmi, che ho addosso un litro di sborra, “ma quanta ce ne avevi stasera”, “non ti ho mai visto così”. Andò in bagno ed io uscii fuori per vedere se c’era ancora Rodrigo. Era lì in giardino e appena mi vide, mi chiese se avrei mai potuto scusarlo per quello che era successo. Io feci l’arrabbiato e dissi, che non avrei fatto scenate, ( anche perché di fatto non era successo nulla). Lui si scusò ancora dicendo che comunque è molto professionale e questo non accade mai, e che comunque non avrebbe mai abusato della situazione, avrebbe solo strusciato un pò la cappella per godere, il rapporto completo a lui non piace e (non volli credere a quanto sentii dopo) tendenzialmente era bisessuale con predilezione agli uomini che alle donne, ma il culo restava la sua passione. Di mia moglie al limite avrebbe preferito il culo, ma sicuramente avrebbe preferito il mio. Rimasi a bocca aperta. Sentii mia moglie tornare in salotto, quindi gli dissi di passare dalla porta principale, suonare che prendevamo un caffè insieme. Tanto fece, e con lo stupore di mia moglie che era in vestaglia. Prendemmo un caffè scambiammo quattro chiacchiere e poi se ne andò. Chiesi a mia moglie dopo che se ne fosse andato se si fosse fatta massaggiare da lui, lei ancora un po’ eccitata “può darsi, e chissà forse avrei anche qualche piccola follia”. Allora io le dissi se lo avrebbe preso nel culo, dato che sapevo che ce l’aveva grande come il ns matterello da cucina. Lei non ci volle credere che aveva un cazzo così grosso, ma comunque volle provare quella sera il matterello sia nella figa che nel culo. Mi disse poi che un cazzo così non le sarebbe piaciuto, era troppo grande e non le dava grande godimento, comunque il matterello nel culo se lo prese ugualmente e godeva tantissimo, per non parlare della figa che la fece ululare di piacere. Ciao
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18 anni fa
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Sul tavolo tutta nuda
Salve a tutti i lettori, questa che vi descrivo è una storia realmente accaduta. Mi presento sono gianfri e mia moglie si chiama sabri. Siamo insieme da parecchi tempo fin da ragazzi. Abbiamo sempre fatto l’amore nei luoghi più insoliti e a lei, quando è eccitata piace molto essere ammirata da altri uomini, almeno nel pensiero. Quando scopiamo io la faccio immedesimare nelle situazioni che a lei aggradano di più. La mia voglia mista a gelosia è quella di far vedere mia moglie nuda, forse anche farla scopare, ma solo nel culmine dell’eccitazione. Quando eravamo fidanzati a casa sua passava ogni sabato il calzolaio a domicilio. Era un omone introverso e anche brutto. Ma il pensiero che lui potesse vedere la mia ragazza nuda mi eccitava tantissimo. Cercai di organizzare al meglio questa cosa. Quel pomeriggio cominciammo a baciarci e inevitabilmente inizio una lenta ed eccitante masturbazione. Preso dalla foga, come altre volte feci sdraiare sabri sul tavolo della cucina al piano terra. La legai al tavolo e la bendai, misi una musica sottofondo e iniziai a massaggiarla. Lei adora i massaggi e adora essere legata. Avevo volontariamente lasciata la porta socchiusa sia dell’ingresso che dell’appartamento. Dopo circa 15 minuti di massaggi, lei era veramente eccitata, stava a gambe e braccia aperte legate alle gambe del tavolo bendata e con la musica sulle cuffiette. Sentii arrivare la macchina, e mi nascosi dietro la tenda. Dissi a sabri che mi sarebbe piaciuto sentirle dire parole tipo “ scopami, che cosa aspetti, vieni qui tanto sono legata e non ti posso vedere ecc…” Mentre sabri inizio a proferire quelle parole, il ciabattino saliva le prime scale, arrivò alla porta la aprì e vide la mia ragazza nuda sul tavolo, ritirò indietro intimorito la porta, ma appena scostata rimase a guardare. Sabri ignara di tutto ciò continuava a dire “dai su vieni, scopami, sono legata e non c’è nessuno in casa……” il ciabattino riapri la porta e si avviò verso di lei, ma sempre timoroso, in quanto non sapeva se realmente ci fosse qualcuno.Era vicinissimo a lei la sfiorò e sabri esclamò “ era ora che ti decidevi, ma dove sei stato fino ad ora. Dai toccami la figa, il culo, insomma scopami.” Il ciabattino le sfiorò la fica, lei mugugnava i piacere, ed io ero eccitatissimo ma pronto per intervenire. Lui aprì la patta e tirò fuori l’uccello, nella mia fantasia mi ero immaginato un bel cazzone, come del resto si legge in tutti i racconti, invece era normalissimo anzi… Si avvicinò a lei per infilarlo nella fica, non sapevo che fare se intervenire o lasciarlo proseguire. Cominciò a strusciare la cappella sul clitoride, quando dalla finestra sul balcone dove ero nascosto feci per tossire. Il ciabattino si ritirò di corsa e andò subito fuori scese sul portone e suonò. Sabri sentì suonare alla porta ed impaurita mi chiamò chiedendomi di slegarla per andare in camera. La tranquillizzai dicendo che vedevo io chi era. Scesi le scale, aprii il portone e lui mi guardò, era tutto rosso sconvolto la patta ancora aperta. Gli dissi che non avevamo nulla per quella settimana e di ripassare la prossima. Rientrai in casa sabrì era ancora legata, ma l’eccitazione era passata, ricominciai a massaggiarla e lei mi disse “ ti immagini se fosse entrato che figura, così legata. Ed io esclamai che avrebbe avuto una bella visione. Non ha mai saputo di questa cosa né di altre che ho organizzato a sua insaputa. Avrò modo di raccontarvi altre storie. Ciao a tutti.
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18 anni fa
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La scoperta
da anni avevo la curiosità di come fosse avere un rapporto bsx, ed era dai tempi delle medie che immaginavo di toccare un cazzo, avevo avuto qualche avance ma per paura o timidezza non ero andato fino in fondo. Nei rapporti con le donne mi azzardavo a stuzzicarle fantasticando ad avere un un rapporto in tre con in mezzo un altro uomo, quando qualche ragazza la vedevo accanirsi a spompinarmi a non voler lasciare andar via il cazzo dalla bocca fremeva dentro di me la voglia di provare a suchiarne uno, fino a quando mi decisi ad andare in uno di quei posti frequentati da gay e bsx, finalmente trovai il tipo giusto e cominciammo a toccarci poi chiedendomi di prendergli il cazzo in bocca comincio a masturbarmi, io abbastanza coinvolto e con naturalezza lo inizia a spompinare poi inizio anche lui lo stesso e in più mi arrivava con la lingua a penetrarmi dietro quando capì che stavo per arrivare mi infilò un dito e mi fece godere , in quei momenti mi sentivo una troia accettai la sua sborrata in gola e lui fece lostesso. Da allora non sono riuscito più a provare quelle sensazioni, ma ricordo di aver scoperto quella sera il gusto di provare un cazzo.
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18 anni fa
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Ausiliaria del traffico
Uscendo dal fioraio avevo scorto una ausiliaria del traffico ferma dinanzi alla mia auto. Teneva il capo chino sopra un blocco di carta su cui faceva scorrere la biro di fretta. Allungai il passo nella sua direzione impedito nei movimenti dall'ingombro della pianta d'appartamento che mantenevo stretta al petto. Ero certo che non sarei riuscito a farle annullare il verbale di contravvenzione che stava redigendo, ma era mia intenzione provarci comunque. - Senta. - dissi cercando d'impietosirla. - Sono rimasto nel negozio del fiorista soltanto il tempo necessario per ritirare questa pianta, mica vorrà punirmi con una contravvenzione, eh? L'ausiliaria del traffico, un tipo carino, dalla carnagione scura, con i capelli raccolti a coda di cavallo nascosti sotto il berretto della divisa, non diede risposta alle mie lagnanze e seguitò a redigere il verbale. - Ho acquistato questa pianta per mia madre, oggi è il suo compleanno e... - ma nemmeno questa affermazione servì a dissuaderla dal redigere il verbale. Sistemai la pianta sul marciapiede e rimasi in attesa che mi consegnasse il foglio della contravvenzione. - Quanto mi verrà a costare? - Trentacinque euro. - disse senza sollevare il capo dal blocco di carta. - Il doppio del prezzo della pianta. - obiettai con rammarico. - Prima d'entrare nel negozio doveva premurarsi di pagare il ticket. La macchinetta che eroga i biglietti per la sosta sta là, la vede? - disse indicando l'apparecchio distante una decina di metri. - Spendendo un solo euro avrebbe potuto sostare con l'automobile negli spazi delimitati dalle strisce blu per un'ora. - Ha ragione, ma non avevo spiccioli di moneta con me. Entrando nel negozio ero convinto che ci sarei rimasto solo pochi minuti. - E invece... - Ha pensato di farmi questo regalo di trentacinque euro, eh? - Così la prossima volta impara a rispettare i regolamenti. - disse alzando il capo dal blocco di carta. - Trentacinque euro sono poca cosa, il prezzo di una cena al ristorante. - Ecco, sì, brava, il prezzo di una cena. Beh, allora potrebbe stracciare la contravvenzione e accettare un invito a cena, le pare? Non diede risposta alla mia proposta distratta dal concitato parlare della sua collega che, poco più in là, stava discutendo con un automobilista a cui stava contestando una infrazione per divieto di sosta. L'uomo, un tipo attempato, vestito con un gessato scuro, stava reagendo alla notifica della contravvenzione insultando la poveretta, minacciandola con un pugno. L'ausiliaria del traffico, per niente intimorita dagli insulti che l'automobilista le scaricava addosso, era ferma davanti a lui senza fare opposizione alle continue provocazioni. L'uomo sembrava avere perso il lume della ragione. L'ausiliaria del traffico con cui stavo intrattenendomi corse in aiuto alla collega. Le andai dietro, disinteressandomi della pianta che lasciai incustodita sul marciapiede, e presi le difese dell'altra vigilessa mettendomi con il corpo fra lei e l'uomo che seguitava a minacciarla. Dopo una accesa discussione l'uomo scese a più miti consigli e, seppure malvolentieri, ritirò il foglio della contravvenzione, poi si allontanò al volante della propria automobile facendo stridere le gomme delle ruote sul selciato. - La ringrazio per essere intervenuto, ma la contravvenzione non posso toglierla comunque, mi spiace. - disse l'ausiliaria del traffico con cui mi ero intrattenuto a parlare poco prima. - Non fa niente, pagherò. Mi resta il rimpianto della cena, ma l'invito è ancora valido. - Ah, sì. - disse scrivendo qualcos'altro sul verbale della multa prima di consegnarmela. - Beh, arrivederci, allora. Spero di rivederla. - In una situazione diversa da questa. - disse dispensandomi un sorriso. Misi il foglio della contravvenzione nella tasca della giacca, raccolsi dal marciapiede la pianta e la sistemai sul sedile dell'auto, poi mi allontanai. Il foglio della contravvenzione, tenuto ripiegato nella tasca della giacca, mi capitò fra le mani qualche giorno più tardi mentre stavo uscendo di casa per recarmi al più vicino ufficio postale per pagare la multa. Soltanto allora, dispiegando il foglio, mi accorsi che sul retro c'era annotato un numero di telefono e un nome, Chiara. Senza perdere altro tempo digitai il numero sul cellulare e rimasi in attesa della risposta. Una voce femminile mi avvisò che l'utente era momentaneamente irraggiungibile. Quando nel primo pomeriggio provai di nuovo a comporre il numero di telefono una voce di donna rispose alla chiamata dopo un paio di squilli - Pronto! Non risposi subito dando tempo alla donna di riprendere la parola. - Pronto... - Buongiorno. - Con chi parlo? - disse. - Niko. - Niko, chi? - Sono quello a cui ha dato la multa e l'ha invitata a cena, ricorda? - Ah! Sì.... - Ho trovato il suo numero di telefono sul foglio della multa e mi sono precipitato a chiamarla, ho fatto male? - No, mi fa piacere. - Beh, allora che si fa? Andiamo a cena? - Gliel'ho detto, non posso toglierla la contravvenzione. - disse fingendo di non capire qual era il motivo per cui l'avevo chiamata. - Lo so, ma l'invito a cena non ha niente a che fare con la multa. - Ah, sì? Parlavo e avevo il cazzo duro per l'eccitazione. La voce all'altro capo del telefono era sensuale, molto sensuale. - Beh, in quale ristorante vuole che l'inviti a cena? - dissi. - Va di fretta, lei. - Che ne dice se ci diamo del tu, eh? - Va bene, sono d'accordo. - Allora? - Allora cosa? - Quando andiamo? - Dove? - A cena. - dissi ponendo fine al gioco. - Non lo so. - Stasera? - Non perdi tempo, eh? - No, mai. Quella stessa sera andammo a cena. Il locale l'avevo scelto io, era un agriturismo poco distante. - Non ero mai stata a cena qui, è bellissimo il posto. - Sì, davvero, il panorama che si gode di notte sulla pianura illuminata dalle luci delle città e dalle strade illuminate dai fari delle macchine è stupendo. Avevamo preso posto ad un tavolo, uno di fronte all'altra, sotto un porticato il cui tetto era formato dalle foglie dei rami rampicanti di alcune piante vitacee da cui pendevano grappoli d'uva non ancora matura. - Stare per strada tutto il giorno e ricevere offese dagli automobilisti quando dai una sanzione non deve essere molto piacevole. - Ormai ci ho fatto il callo alle ingiurie. - Un mestiere che intendi portare avanti per molto tempo? - Non lo so. Una volta conseguita la maturità scientifica mi ero iscritta all'università, ma ho cessato di frequentarla dopo due anni. Lo studio non fa per me. - Beh, di positivo c'è che il lavoro ti ha resa indipendente dalla famiglia. - E' vero. E' un tipo di occupazione che mi lascia mezza giornata libera. - Hai un secondo lavoro? - No, affatto! Detesto chi è schiavo dei consumi e si sbatte da un posto all'altro per fare soldi. - E allora cosa desideri dalla vita? - Qualcuno che sappia apprezzarmi per quella che sono. - Bella la sei davvero. - Non intendevo questo. - Lo so, ma volevo dirti che sei molto bella. Chiara chinò il capo e non diede seguito alla mia affermazione. Avvicinò la forchetta colma di riso alla bocca e assunse il cibo in tutta fretta. Non ci mise molto a raschiare il fondo del piatto dopo avere asportato ogni traccia di chicchi di riso, dopodiché mi chiese se avevo una donna. - Ad essere sincero non ho molta predisposizione amorosa. - Perché no? - Penso che per essere amati da qualcun altro occorre amare molto sé stessi. - E' vero, hai ragione. - Beh, io non mi sono mai piaciuto, già da bambino pensavo di non essere desiderato. - Sbagli, mi sembri una persona molto bella dentro. Ho appezzato molto il tuo gesto, quando sei intervenuto in difesa della mia collega. - Lo avrei fatto per chiunque. - Non tutti gli uomini lo avrebbero fatto, te lo assicuro. - Dici? - Sì. A mezzanotte eravamo in giro, mano nella mano, per le strade di Salsomaggiore affollate da turisti. Per tutta la sera non avevo smesso un solo istante di adularla per ottenere i suoi favori, riempiendola di attenzioni, perché bella e simpatica la era davvero. - Ci sediamo ad un tavolo. - dissi. - Vuoi rimanere tutta la notte qui? - rispose stupendomi non poco. - Beh, non so... Mezzora più tardi eravamo distesi sul letto di casa mia. Il baci che prima d'incontrare Chiara avevo scambiato con altre donne furono il metro con cui misurai l'intensità di quelli che scambiai con lei, ed erano davvero favolosi. - Hai mai fatto l'amore con una donna fino a farle perdere i sensi? - disse lasciandomi stupito. - Non penso, ma se è accaduto non me ne sono accorto. - Allora voglio che mi mandi in coma perché mi piaci da morire. Il corpo di Chiara era di una bellezza senza uguali. Si liberò delle mutandine di pizzo e del reggiseno e rimase nuda sul letto. La pelle imperlata di sudore tradiva una forte eccitazione. Attraversai le sue labbra con la punta della lingua e proseguii a penetrarla scuotendola di brividi in tutto il corpo. Dalle nostre bocche uscirono fuori dei lunghi sospiri e dei gemiti di piacere. Avevamo il respiro in affanno mentre stringevamo le braccia intorno al corpo dell'altro. Percepivo le tette calcate sul mio petto e la cosa era molto eccitante. Non resistetti a lungo prima di toccarle. Calai le mani sui capezzoli e cominciai a carezzarli godendo del calore che stavo suscitando nella mia compagna. Mi scostai da Chiara e mi trovai a guardarle le tette. Erano di forma compatta con l'areola, di colore bruno, piuttosto piccola e l'estremità pronunciata. Affondai le labbra su di un capezzolo e cominciai a succhiarlo con avidità. Mi ritrovai a stropicciare con la mano l'altro capezzolo mentre con la bocca raschiavo l'altro che mantenevo stretto fra le labbra. Chiara mugolava di piacere e insisteva nel dirmi che le provocavo dolore a tormentarle i capezzoli in quel modo. Lei fece lo stesso con i miei stropicciandoli con energia facendomi avvampare di calore. Andammo avanti a toccarci e carezzarci fintanto che si mise cavalcioni sulle mie ginocchia e me la ritrovai davanti, semiseduta, che mi accarezzava il petto. Allungai le mani verso le tette e le sfiorai di nuovo, stavolta carezzandole delicatamente, smanioso di essere scopato. Chiara sollevò le natiche, afferrò il cazzo nella mano e lo avvicinò alla fica. Lo tirò dentro di sé spostandosi con il bacino in avanti. La fica era bagna fradicia e la cappella non trovò difficoltà ad andare sul fondo della fessura. Cominciò a dondolare le anche mantenendo le braccia appoggiate sul mio petto facendo leva mentre oscillava il culo sul cazzo in modo osceno. Prigioniero degli ondeggiamenti delle sue natiche sollevai entrambe le braccia sopra il capo e rimasi immobile a subire il furore della sua scopata. Venni dentro di lei con largo anticipo rispetto alle mie abitudini senza che Chiara raggiungesse l'agognato orgasmo, dopodiché rovesciai la bocca fra le sue cosce e cominciai a leccarle la fica. Il suo corpo fremeva di piacere al passaggio della lingua sulla mucosa umida della fica. Quando cominciai a spompinarle il clitoride, succhiandolo sino allo sfinimento, si lasciò andare a delle grida di piacere. Durante quei funambolismi una vampata di calore le attraversò tutto il corpo. Tutt'a un tratto si arricciò su sé stessa e col fiato rappreso ansimò il proprio piacere raggiungendo l'orgasmo. Ci ritrovammo sdraiati uno di fianco all'altra con il corpo imperlato di sudore. La serata era calda, da stare male. Sapevamo che ci saremmo messi insieme, ma entrambi avevamo cognizione di come sarebbe andata a finire.
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18 anni fa
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Inavvicinabile amica del cuore
Seduto a un tavolo del Caffè ...... guardavo con apprensione al di là della vetrina. Da più di mezz'ora ero in attesa del passaggio di una donna. Conducevo il medesimo appostamento da poco più di un mese. Non era un capriccio, ma una necessità che non mi dava pace. Lei pareva non essersi accorta della mia presenza, perlomeno questa era l'impressione che ne avevo ricevuto, sbagliando. Avevo messo in atto più di un espediente per attirare la sua attenzione, non ultimo quello di guardarla fissamente quando transitava dinanzi alla vetrina del bar, poi una mattina... La giornata era uggiosa, piovigginava a gocciole rade, come succede in novembre quando l'atmosfera è ricca di condensa di vapore acqueo. La vidi arrivare quando ancora era lontana dal mio punto di osservazione. Indossava un impermeabile sportivo, fiore di latte, con cintura alla vita. Il bavero era lievemente rialzato. Un foulard di seta azzurro, dello stesso colore dell'ombrello che stringeva nella mano, le fasciava il capo. Mi alzai dalla sedia, lasciai sul tavolo il bicchiere mezzo pieno di bitter analcolico, e mi avviai verso l'uscita. Al cameriere lasciai un biglietto da cinque euro: molto più del costo della consumazione, senza preoccuparmi di ricevere il resto. Mi ritrovai per la strada determinato a seguirla da vicino come avevo fatto in altre occasioni, anche se non avevo mai trovato il coraggio di bloccarla come avrei desiderato fare. Procedeva a zig-zag sul marciapiede incuneandosi fra i passanti che riempivano le banchine ai lati della strada. Scansava con abilità le persone che la precedevano e quelle che le venivano contro come fosse in ritardo ad un appuntamento. L'aspetto era di una donna non più giovane, ma ancora piacente. Mostrava d’avere poco meno di quarant'anni, non di più. I lineamenti del viso, delicati e privi di rughe, le conferivano un aspetto fine ed elegante. Il trench nascondeva la silhouette di un corpo denso di curve e appetibile agli occhi di molti uomini. Sotto i portici chiuse l'ombrello e proseguì più spedita, al riparo dalla pioggia, fino all'imbocco di un Vicolo. Girò nella strada angusta, percorse un breve tratto tenendosi rasente al muro delle case, poi infilò un portone di un caseggiato recentemente ristrutturato. L'edificio era lo stesso in cui l'avevo vista entrare nei giorni precedenti, e da cui era uscita solo dopo essersi intrattenuta per lungo tempo. Mi fermai a poca distanza dal casamento, sul marciapiede opposto a quello che poc'anzi aveva calcato prima di infilarsi nel portone. Al riparo, sotto l'ombrello, rimasi ad osservare la facciata dell'edificio chiedendomi per l'ennesima volta qual era il motivo che la conduceva ogni giorno in quel luogo. Di lei tutto mi era sconosciuto, perfino il nome, eppure durante gli appostamenti mi ero fatto la convinzione che fosse una donna affidabile, riflessiva, e soprattutto sincera. Dote quest'ultima assai rara nelle donne. La mia inavvicinabile amica del cuore aveva l'apparenza di essere diversa dalle donne che avevo conosciuto, e forse in questo non mi sbagliavo. A differenza delle precedenti circostanze stavolta decisi di dare seguito alla mia curiosità. Attraversai la strada e mi avvicinai al portone. Lo trovai socchiuso. Varcai la soglia e m’incamminai per un angusto corridoio che conduceva ad un cortile interno. La tromba delle scale dell’edificio a tre piani, stretta e all'apparenza disagevole da percorrere, aveva un aspetto sinistro per la poca luce che filtrava dalle feritoie adiacenti il cortile. Della misteriosa amica non c'era traccia. Gli scalini in cotto su cui poggiai i piedi risalendo le scale erano consumati nella parte centrale. Avanzai con cautela facendo ricordo al corrimano di legno nella salita in modo da non scivolare e provocare dell'inutile fracasso. Al pianerottolo del primo piano trovai tre porte disposte sui tre lati. Accostai l'orecchio a quella centrale prestando attenzione ai rumori che provenivano dall'interno. Il fragore di spari ed esplosioni tipico dei film d'azione erano segnali inequivocabili che gli inquilini stavano guardando la tivù. Mi avvicinai alla porta più distante dalla tromba delle scale, appoggiai l'orecchio allo stipite di legno, e percepii il rumore di una discussione fra due uomini. Nella terza invece arrivavano le note musicali di un brano sinfonico. Prima di proseguire nella mia ricerca mi soffermai a leggere i nominativi incisi sulle targhe in ottone appiccicate ai legni delle porte. Nessuno di quei nomi di famiglie mi suggeriva qualcosa di particolare. Salii al piano superiore e poi all'ultimo piano dell'edificio continuando ad origliare alle porte, consapevole che uno degli inquilini avrebbe potuto fare la sua comparsa mentre ero impegnato a origliare. Stavo con l'orecchio accostato all'uscio, intento ad ascoltare i rumori che provenivano all'interno di un appartamento, quando lo scampanellare di un telefono e la successiva risposta di una voce femminile mi fecero intuire che l'abitazione poteva essere quella giusta, quella dove aveva trovato rifugio la misteriosa donna che avevo pedinato. Rimasi immobile, coi piedi ancorati allo zerbino, ad ascoltare i rumori che provenivano dalla stanza. La voce si esaurì e dall'interno sopraggiunse il calpestio di tacchi che si muovevano freneticamente sul pavimento. Tutt'a un tratto la porta si aprì e apparve lei, la mia donna. Sorpresi entrambi dalla presenza dell'altro restammo a lungo a fissarci negli occhi, poi senza dire una parola, calamitati dai nostri occhi, avvicinammo le labbra e ci scambiammo un tenero bacio come mi era capitato di vedere soltanto in qualche film francese. La sua bocca era bollente come il resto del corpo che strinsi fra le braccia dopo averla attirata a me. Restammo lì, nel pianerottolo, avvinghiati l'uno all'altra, torcendoci le labbra come due innamorati. Penetrai la sua bocca con la lingua e lei mi emulò ficcando la punta della sua nella mia bocca. L'eccitazione ebbe il sopravvento. Le infilai le mani sotto l'ingombrante maglione di lana che indossava sotto la vestaglia da lavoro e fui lesto ad inglobarle le tette nelle mani. Non indossava il reggiseno. Le forme delle mammelle, tonde e sode, non erano troppo grosse: giusto il genere che prediligo. Lei mi lasciò fare, senza opporre resistenza, ed io non trovai di meglio che abbandonarmi ad esplorare con la mano i capezzoli che sentivo turgidi. Il contatto delle dita le provocò un leggero fremito, inarcò la schiena all'indietro e ansimò in modo profondo. Assorbii fra labbra e lingua la sporgenza carnosa di una mammella e iniziai a succhiarla come un lattante. Lei prese a mugolare di piacere ed io proseguii nella mia azione carezzandole l'altra mammella. Tutt’a un tratto sentii una mano scivolarmi sulla patta dei pantaloni e abbassare la lampo. Cominciò a masturbarmi, alternando rapidi movimenti della mano ad altri lenti e ancora più eccitanti. Trovarmi sul pianerottolo nella condizione di essere scoperto da qualche condomino rese la situazione oltremodo eccitante. Allungai una mano sotto la gonna. Non portava collant, ma calze autoreggenti. Intrufolai le dita sotto il tessuto delle mutandine e cercai di farle scendere. Lei fu più rapida delle mie dita, si scostò e sfilò gli slip facendoli scendere lungo le gambe fino a farli cadere sul pavimento. Le abbrancai i glutei e la sollevai di peso da terra, poi le allargai le cosce serrandole attorno ai miei fianchi. Lei snodò entrambe le braccia attorno al mio collo puntellandosi con la schiena contro la parete del muro. Aiutandomi con la mano guidai il cazzo nella fica, facilitato dalla copiosa secrezione di cui era impregnata la mucosa. Iniziai ad incalzarla con colpi di bacino, spingendo il cazzo più in profondità che potevo. Avevo il fiato grosso e respiravo con affanno, lei invece mugolava di piacere premendo la bocca all'attaccatura del mio collo. Le sborrai nella fica senza nessuna precauzione urlando di gioia nel momento in cui giunsi all'orgasmo. Lei si arricciò con le cosce su di me e pronunciò un'unica parola: - Sì... sì... sì... sì. sì. Sazi dei baci e delle carezze che c'eravamo scambiati, incuranti degli inquilini che nel frattempo si erano sporti nei pianerottoli dei piani inferiori chiedendosi qual era l'origine dei rumori, ci accomiatammo scambiandoci un semplice ciao! Prima di discendere le scale diedi un'occhiata alla dicitura che stava impressa sulla vestaglia da lavoro indossata dalla mia occasionale compagna; allora mi fu chiaro cosa andava a fare in quella casa.
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18 anni fa
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La vicina di casa
La vicina di casa Abito in una casa singola, con il giardino che confina con un piccolo condominio, che ha i balconi prospicenti la mia proprietà. Da qualche mese nell'appartamento al 1° piano e venuta ad abiate una coppia, Antonella e Mario, lei fa l'impiegata, lui e' Dirigente d'Industria. Lui per lunghi periodi e' fuori per fiere e convegni. Io spesso sono in giardino a curare le piante, proprio sotto al balcone di Antonella. Lei si affaccia per stendere il bucato o per curare alcuni vasi di fiori. All' inizio abbiamo scambiato solo qualche saluto convenzionale, poi con la scusa del giardinaggio abbiamo fatto amicizia. Da quel momento ho notato che tutte le volte che mi mettevo a fare giardinaggio lei appariva sul balcone, con gonne molto corte, in accappatoio svolazzante e che mostrava parte della sua intimita'. Antonella non e' piu' una ragazzina e' una donna sulla quarantina, non bellissima, ma ben fatta e sensuale. Io pur facendole qualche compilimento, cercavo di fare il disinvolto, si fa per dire, non volevo sembrare il solito maschio affamato. Poi un sabato mattina, con la scusa di verificare alcune piante ammalate, mi ha invitato in casa sua. Da prima mi ha offero un caffè, mi ha detto che il marito all'estero da giorni non sarebbe tornato prima di una settimana. Dopo il caffe siamo andati a vedere la piccola pianta ormai morente. Mi sono chinato per guardare meglio lei si e' accovacciata difronte a me, indossama una vestaglia allacciata in vita che si e aperta fino all'inguine, da prima ho notato le coscie ben tornite, poi ho visto, con sommo stupore, che non indossava le mutandine. La sua figa era lì difronte a me, in tutta la sua bellezza e maestosità. Mi son detto questo e' il segno che ci voleva, non posso attendere oltre. Senza dire nulla le ho preso una mano, mi sono alzato e l'ho trascinata verso di me. Ho iniziato a beciarla sul collo poi sulla bocca carnosa. Lei mentre si avvinghiava a me, mi a cacciato la lingua in bocca come un turbine. Ci siamo bacianti a lungo metre lei strusiava il sui bancino e il pube sul mio cazzo diventato ovviamenta durissimo. Lei fremeva e vibrava tutta, con le mani da dietro le accarezzavo le natiche e il culo che frema allo stimolo delle mie dita, poi ho raggiunto la figa calda e sbrodolante. Mentre la sditalavo in figa e in culo le gemeva, si dimenava, vibrava tutta, ad un tratto in preda alla libidine e ad un orgasmo violentissimo ha iniziato ad urlare il suo piacere. A quel punto con un mano mi sono liberato dei calzoni, ho liberato la bestia sempre piu' dura e l'ho penetrata restando in piedi, il momento era troppo bello per stendersi anche solo a terra. Lei si è messa a cavalcioni con le gambe dietro la mia schiena. Facendo forza con le gambe sulle mie anche a iniziato a cavalcarmi, con un ritmo frenetico. Io cercavo di restare in piedi ben piantato sulle gambe, ma nello stesso tempo di sorreggerla per le natiche e di sditalarle il culo con due dita dentro. Antonella fremeva tutta, urla, ansimava, sbavava, sebrava una cavallina imbizzarrita. Si alzava il piu' possibile fino a fare usire il mio cazzo dalla sua figa surriscaldata, poi si lasciava cadere pesantemente sul cazzo, fino a farlo sparire completamente dentro di se. Nello stesso tempo urlava spaccami, rompini, sì, sì, così, che impalata che mi sta facendo, che bello sentirsi la figa piena, che troia che sono, sì sono un gran troia, e così via. Le gambe cominciavano a tremarmi, lo sforzo era grande ed ormai non la sorreggevo piu', fortuna che la sua eccitazione salita al massimo la stava portando al culmine del godimento. Antonella in preda ad un orgasmo violentissimo, emetteva urla disumane. Poi appagata si e'stretta a me mi ha baciato affettuosamente e mi ha detto ora tucca a te sborare. L'ho fatta stendere sul tappeto, senza sfilarle il cazzo dalla figa, ed ho iniziato a montarla, in modo lento e con ritmo continuo, la cosa e' durata per molto tempo, cerecavo di pensare ad altro per non sborare troppo persto. Quella scopata era troppo bella andava gustata il piu' possibile. Anzi siccome mi piace vedere la donna che gode e che ha orgasmi multipli, volevo vederla godere di nuovo. Ho messo Antonella stesa su un fianco, mi sono steso dietro lei ed ho inizato a cavalcarla alla pecorina. Di solito alle donne questa posizione piace, e' rilassante, ma nello stesso tempo il cazzo maggiormente avviluppato dalla vagina, viene sentito di piu' della femmina. Infatti dopo pochi colpi Antonella ha iniziato di nuovo a gemere, a vibrare tutta, mi ha detto sborrrrrro ora sborra anche tu, si sborra. Non me lo sano fatto dire due volte, in un attimo ero anch'io in preda un fantastico orgasmo. Che sborata ragazzi. Ma quando pensavo fosse finita o almeno si facesse una pausa, lei si e' girata verso il mio cazzo umido del mio e del suo piacere, ed ha iniziato ad avvilupparlo con le labbra carnose. Ha iniziato a farmi uno di quei pompini, magistrali che solo certe donne sanno fare, Antonella e' una di queste. Il cazzo non ha avuto il tempo di abbassarsi, anzi sotto l'azione di quelle labbra e' di quella lingua vorace, e' diventato nuovamente durissimo. La carissima Antonella mi ha spompinato a lungo con una tale maestria e sensibilita' da portarmi per piu' volte quasi all'orgasmo, ma senza che cio avvenisse. Mi faceva godere senza farmi sborare. Poi mentre per un attimo riprendeva fiato, mi ha detto: " rilassati, il piu' possibile, che ora ti faccio sborare l'anima", e così e stato, che pompino, che settimana....., Antonella, Antonella, non sei certo bella, ma ti piace la cappella..
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18 anni fa
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La contessa
La Contessa Giovanna non era una vera Contessa, era cosi chiamata perchè viveva in una grande villa padronale, in un paesino vicino alla città, circondata da un immensa tenuta. Era rimasta vedona da qualche anno. Si diceva che il marito era passato a miglior vita, si diceva, causa lo sforzo disumando sostenuto per saziarla sessualmente. La signora era una super troia ninfomane, lui povereto era scoppiato per infarto. Lei a quel tempo aveva quasi 40 anni era un bellisisma donna, nella sua proprietà girava quasi sempre senza mutande, e si faceva trombare da tutti quelli che lei andavano, una vera mangiatrice di uonini e a volte anche di donne. Era ben voluta da tutti, mogli comprese, in quanto dava lavoro a tutto il paese. Io la conobbi che avevo 11-12 anni, il tempo delle prime seghe, e che seghe, tre al giorno come minimo. Ero amico di scuola del figlio del fattore e noi ragazzi giocavano nel parco o nella torretta che sovrastava un ampia terrazza del palazzo, La Sig.ra Giovanna era solita perndere il sole sulla terrazza completamente nuda. Noi ovviamente la spiavamo da un abbaiono con un binocolo e poi giu' seghe. Con noi era molto cordiale a volte chi offriva i biscotti o le caramelle, ovviamente ci considerava ancora dei bambini, quindi con noi era molto formale, anche se vedeva che sbavavamo per lei. Il tempo passa, si crese, cambiai citta' e non piu' rividi la Contessa. L'altra estate mi recai in una citta' della costa in occasione di un convegno, scesi in albergo qualche giorno prima per farmi anche una vacanza. Ero appana entrato e stavo consegnando i documenti, quando entra per chiede la sua chiave, una Signora non piu' giovane, ma molto appariscente. Aveva un copricostume velatissimo, che faceva intravveddere, un costumino micriscopico, che lasciava scuzzare fuori un seno sodo e prosperoso (ovviamente rifatto) il piccolo perizoma copriva a malapena le labbra di una figa "musona" ovvero molto pronunciata. Figa era la Contessa, si era lei, non mi sbagliavo. Sembrava ancora una giovane donna, ma doveva aver vicina alla sessantina visto che io mi avvicinavo ai 40. La salutai "buona sera Sig.ra Giovanna" lei mi guardo stupita, "ci conosciamo ?", le risposi "certamente, solo che a quel tempo ero un ragazzino, sono Marco l'amico del figlio del suo fattore " lei rispose "Marco, si, si, che bel mascione che ti sei fatto" e mi salto letteralmente addosso baciandomi e stringendomi con forza contro quel paraurti delle sue voluminose tette. Poi volle offrirmi un aperitivo mi racconto del paese, della sua vita. ci lasciammo che era ora di prepararsi per la cena, ma non mi mollo del tutto, volle che cenassi al suo tavolo. Quando scesi in sala pranzo Giovanna era già arrivata, era elegantissima, mi corse incontro, vedevo che non stava nella pelle, mi accomodai difronte a lei e quasi subito inizio da sotto il tavolo a sfregare il suo piede lungo le mie coscie. Capii che non mi potevo sottrare a lei, non mi era mai capitato di farmi una donna così matura. Ero un po' contrariato, ma feci il galante e stetti al gioco. Dopo tutto era sempre stata considerata una amante impareggiabile. Dopo la cena volle offrirmi in whisky a bordo piscina, mi portò in un divanetto in ombra e inizio a sfregarmi il cazzo duro da sopra i pantaloni, dicendo "cavolo che cazzo, complimenti, ti piacerebbe farmelo provare ?" Per vari motivi, non le dissi di No: primo l'avevo desiderata anni addietro, era pur sempre una donna piacevole anche se attempata, poi ero curioso di sapere se quello che si diceva su lei era vero. Andammo in camera sua, mi fece stendere supinio sul letto ed ancora vestita venne sopra di me inizio a baciarmi sul collo poi apertami la camicia sul petto e sempre più giu'. Mi sfilo i pamtaloni e lo slip, poi inizio a leccarmi lungo l'interno coscie, sfiorava con la lingua i miei coglioni e l'asta ormai durissima, ma per farmi arrapare sempre di piu' evitava quasi di toccarmi li cazzo, che stava per esplodermi dal tanto che era duro. Cominciavo a capire che quella donna era diabolica, era una macchina da sesso. La cosa duro a lungo, il mio cazzo vibrava, fremeva, si irrigidiva, mi stava portando a sborare senza avermi toccato il cazzo, non mi era mai capitata una donna cosi esperta. Poi mi disse " ora ti faccio sborare l'anima" mi perse in bocca il cazzo e se lo fece intrare in gola, era talmente tanta la mia eccitazione, che dopo poco iniziai a sborare, fu una sborata lunghissima. Sboravo, sboravo, continuavo a sborare. Lei degluti e assaporo' tutta la mia sborra, con avidita, poi si accocolo accanto a me e mi accarezzo, io facevo altrettanto con lei. Rimanemmo così per qualche minuto, poi lei raggiunse il bagno quando usci era compeltanete nuda, venne di nuovo sopra di me inizio a spompinarmi nuovamente, si giro in posizione di 69 e mi offri la sua figona che profumava di rosa, La leccai con avidità, le morsicandole la grossa clitoride turgida, mugolava, godeva e contemporaneamente mi spompinava, sentivo il mio cazzo perdersi nelle profondità di quella bocca vorace, sentivo il mio cazzo affondare nella sua gola, in un cresendo ormai vertiginoso. A questo punto mi girai la misi alla pecorina e le cacciai il cazzo nella ambia figa, dopo qualche colpo in figa, le puntai la cappella sul culo e senza tanti compilimenti la penetri con forza. Tanto aveva il culo ormai rotto da tempo, a quel punto inizio a urlare di piace mi diceva "si, si rompini il culo spaccami, si tanto sai che sono una grande troia, un super puttanone", e così via L'inculai e la chiavai per circa due ore, lei urlava si dimenva, gemeva, vibrava tutta, era in preda ad orgasmi contimui. Eravamo esausti ed anch'io mi feci un'altra sborata. Ci riposammo un attimo, ci facemmo una doccia era quasi l'una, errano ormai tre ore che facevamo sesso, io speravo di andarmene a dormire nella mia stanza, ma lei volle che dormissi li. Dormissi.... non vi dico quello che successe dopo, potete immaginarlo, Praticamente lei mi scopo fino alle 4, fortuna che generalmente dopo aver sborato per due volte di seguito, la terza volte non vengo con facilita', altrimenti quella gran vacca, mi avrebbe fatto secco. Finalmente alle 4,10 ero steso nel mio letto, mi risvegliai che era quasi mezzogiorno, scesi al bar e mi feci preparare uno zabaglione con 4 uova dovevo recuperare ed in fretta, sapevo che la Contessa non mi avrebbe mollato tanto facilmente. Andai in spiaggia e mi addormentai sotto l'ombrellone, avevo una sbornia che non vi dico. Venne nuovamente la sera al rientro in albergo vidi che la Contessa era li ad attendermi assieme ad una giovane ragazza, Mi venne incontro mi abbraccio e disse " ma dove sei stato, ho un regalo per te, la vedi quella ragazza, questa notte ce la facciamo". Le risposi "fantestico", ma nel contempo pensavo a cosa sarebbe successo se l'amichetta poco piu' che ventenne fosse stata una ninfomane come la sig.ra Giovanna, forse non sarei arrivato al mattino, queste mi avrebbero, spolpato fino all' osso. Mi dicevo pero che ne valeva la pena, visto che la ragazza era una fighetta ad sballo con scritto in fronte sono una vera vacchetta. Cenammo assieme, facemmo amicizia, la ragazza disse di chiamarsi Pamenla, poi prendemmo il caffe a bordo piscina. Giovanna ci porto entranbi a passeggiare nell'enorme parco dell'albergo, raggiunto un isolato gazzebo semi chiuso da un grigliato ci sedemmo su in ampio divano, Giovanna nel sedersi si fede salira il vestito di seta fino all'inguine, era senza mutandine, subito porto a se Pamela la bacio in bocca e nel contempo le alzo la corta mini, anche Pamela era senza le mutandine, nella penombra potevo vedere la sua figa completamente rasata. la Contessa si stese sotto e si porto sopra Pamela, a 69. Subito le due troie iniziarono a slinguazzarsi con avidita', mugolando, erano talmente prese dalla libidine che non si curavano piu' del fatto di essere in un luogo pubblico, anzi questo le eccitava a dismisura. Io ero abbastanza teso, se fosse venuto qualcuno, sarei stato in imbarazzo, Sicuramente le due ninfomani ne sarebbe state contante sia che fosse stato maschio o femmina l'avrebbero coinvolto nel loro gioco. Dopo circa 1/2 ora Giovanna mi disse "ora che ti ho preparato la troietta, scopala alla pecorina, mentre io vi lecco entrambi, e quando stai per sborare mettimi il cazzo in bocca che ho sete". Cercai di durare il piu' a lungo possibile, ma la calda figa di Pamela e le slinguate di Givanna sul mio cazzo che entrava ed usciva e le leccte di palle, i gemiti sempre piu' crescenti della ragazza, mi portarono a sborare, ovviamente lo feci in bocca alla Giovannona. Lei continuo a succhiarmelo in modo così professionale che praticamente mi resto completamete eretto, anzi si induri in modo esagerato, mi sembrava di avere un cazzo di acciaio temprato. A quel ponto la vecchia troia, mi invito a metterlo in culo a Pamela, si raccomando di farlo con dolcezza la ragazza aveva ancora il culetto vergine, ma era ora che avesse assaporato il piacere anale. Inumidii la cappella nella figa della ragazza e la passai sul suo culetto piu' volte, volevo si incularla, ma lo volevo fare con gentilezza. Contemporaneamente alla mia azione Giovanna preparava psicologicamente Pam, le suggeriva dolci parole la baciava le diceva che il piacere anale era bello e che quando il suo culetto sarebbe sato sufficentemente aperto, le avrebbe organizzato un orgia con doppia penetrazione. Ovvero il massimo del godimento. Presa da una smania inarrestabile Pam inizio a dimenare il culetto, il mio massaggio, le parole della Contessa e la situazione particolare, la portavano al desiderio di farsi finalmente penetrare il culo. Iniziai a spingere lentamenti, piccoli colpi, feci entrere la cappella ed iniziai a stantuffarla lentamente, il culo le si stava dilatando a piccoli passi, durai in questa azione per almeno 20 minuti, lei gemeva di piacere, di ecciatzione. La Contessa contemporaneamente le leccava la figa, le mordicchiava la clittoride, voleva portarla al massimo dell'orgasmo. Quando ebbi l'impressione che Pam fosse al culmine del godimento, diedi un colpo di reni e feci pentrere tutto il mio cazzone in quel culetto, che ora aperto ai piaceri, piu' voluttuosi. Non mi curai dei sui geniti che ormai non capivo se fossero di piacere o di dolore, continuaoi a stantuffarla con vigore fino a che non sborai. Poco dopo sentimmo dei passi avvicinarsi, era solo una coppietta, ci ricomponemmo un po', La contessa invito la giovane coppia ad entrare e nel contempo disse: "ragazzi noi abbiamo gia' fatto questo e' in posto stupendo per fare sesso, accomadatevi". La ragazza arrossi paurosamente lui rimase stupito, ci alzammo e mentre ci allontanavamo, quella "rospa" della Contessa rivolta nuovamente ai ragazzi disse "mi raccomando dateci sotto" Raggiungemmo la camera della Giovannona, la serata non era finita anzi veniva il bello, che nottata ragazzi, fortuna che il Barman fa un ottimo "zabaglione" altrimenti......................
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18 anni fa
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Uscita per la spesa, invece ho preso sborra(mia pr
Ero uscita a fare la spesa, l’aria era fresca, il sole mi baciava la pelle, mi sentivo proprio in forma. Ero salita sul tram come sempre affollato e compressa come una sardina in scatola ad un tratto sentii strusciare un altro corpo contro il mio. Non riuscivo a voltarmi per vedere chi fosse, ma il fatto di non sapere, stava riscaldando le mie parti intime, così non mi spostai e mi lasciai strofinare a lungo. Sentii che mi palpeggiava in modo sempre più audace e percepivo il suo respiro sul collo che diventava sempre più affannato. Sentivo che la figa si stava bagnando. Non mi muovevo assolutamente facendo finta di continuare a non potermi voltare anche se nel frattempo il tram si era un poco scaricato di gente. Questa presenza che non capivo, se maschile o femminile cominciò ad infilare una mano sotto il cappotto biaco, palpeggiandomi le natiche, che ho belle sode. Mi mordevo le labbra, la fronte mi si imperlava di sudore. Chi mi palpeggiava si incollava sempre più addosso e vedevo con la coda degli occhi che qualche passeggero si stava chiedendo cosa stesse succedendo, siccome io non protestavo, probabilmente pensavano che fosse il mio fidanzato. Ad un certo momento vidi che la fermata dove dovevo scendere era già passata ma io ero troppo eccitata per rinunciare a quel piacere forte. Intanto sentii che una mano si infilava da sotto la camicetta e mi prendeva in mano una tetta, la accarezzava dolcemente titillandomi un capezzolo. Mi sembrava una mano femminile ma la presa era decisa, quasi maschile, ma non me ne fregava niente ero con le mutande fradice e sbavavo dal piacere. L’altra mano cominciò a titillarmi il grilletto ed io venni immediatamente. Lui/lei se ne accorse sfilò la mano e leccò avidamente i miei umori e poi mi mise le sue dita in bocca. Le unghie erano lunghe e laccate di rosso. Le leccai avidamente. Non c’era più molta gente nel tram e tutti ci stavano guardando chi sdegnato e chi eccitato come una coppia di fidanzati poco più che ventenni cominciarono a limonarsi mettendosi vicino a noi. Decisi di scendere dal tram oramai si vedevano le case di periferia di Catania, mi seguì la mia palpeggiatrice che mi stava dietro come un investigatore e anche i due ragazzi ci vennero dietro. Mi infilai in un vicolo stretto e umido e la mia palpeggiatrice mi raggiunse e mi infilò la lingua in bocca, si scoprì le tette, grosse e dure come il marmo, gliele succhiai intanto i due fidanzatini mi toccavano da dietro mi alzarono il cappotto. Indossavo la minigonna e come di consueto non avevo le mutande, aprii le gambe per quanto mi fosse possibile e sentii le loro lingue che mi leccavano chi la figa e chi il buchino. Intanto la mia lei che aveva una parrucca rossa, mi prese le tette in bocca e iniziò a leccarmele. Venni nuovamente e non so se lui o lei si bevvero tutto. La ragazza dai capelli rossi, mi fece inginocchiare a terra e mi disse di togliergli gli slippini. Aveva le tette fuori e se le torturava, intanto il ragazzo mi mise sotto il naso il suo cazzo durissimo e cominciai a dargli qualche leccatina sull’asta, la cappella era lucidissima con la boccetta che adoravo suggere. La sua fidanzata una bella moretta intanto sdraiata a terra, mi leccava la passera, e venni nuovamente. Mi ricordai che non avevo ancora tolto gli slip alla mia rossa che era stata l’artefice di tutto questo stupendo piacere. Le dovevo qualcosa. Mi tolsi il cazzo di bocca che stava pulsando e con un paio di succhiate avrebbe sborrato, allontanai la ragazzina che intanto si era denudata e aveva due tette a pera che stavano su come fossero piene di silicone. Si alzò in piedi e si mise a baciare in bocca la rossa. Mi avvicinai agli slip, che rivelavano un certo gonfiore, doveva avere un monte di venere prospiciente. Posai le mie labbra sugli slippini, ero eccitatissima e sentii una cosa dura, durissima. Strappai gli slip curiosissima e vidi un supercazzo di 23 cm. Un bastone di carne che mi misi a pompare con fervore, aveva un gusto meraviglioso e appena la fidanzatina lo vide venne a darmi una mano e ce lo passavamo da una bocca all’altra, ogni tanto quando eravamo sulla cappella le nostre lingue si intersecavano e ci limonavamo teneramente poi riprendevamo a percorrere l’asta. Il trans gemeva tutto, vibrava dal piacere. Il fidanzato super eccitato si avvicinò al trans dalla parrucca rossa, gli fece abbassare la testa e glielo infilò in bocca. Il viso del trans che era sempre un po’ mascherato dai capelli, si rivelò molto bello e iniziò a lavorare con la lingua il cazzo del ragazzo. Intanto mi era presa la voglia di figa e mentre lei continuava a pompare il trans da rannicchiata, io mi misi con la schiena sul marciapiede sotto le gambe aperte di lei e con la lingua le titillai il clitoride. Avevo sete di umori e le infilai la mia lingua tutta nella figa, ben presto la sentii mugolare e mi venne copiosamente in bocca. Che buono il ciprigno! Mi avvicinai nuovamente a lei e riprendemmo con il pompino a due. Il trans lo sentiva sempre più gonfio in bocca, sentiva che il ragazzo stava per sborrare, continuò a leccare piano piano avvolgendogli intorno la sua lunga lingua come se fosse un serpente affinché il piacere fosse prolungato al massimo e poi si videro i primi schizzi spruzzargli sul viso, allora i trans aprì la bocca e bevve tutto il resto che gli venne copiosamente sborrato in bocca. Che stupenda visione, le nostre fighe avevano fatto la pozzangherina sul suolo. Il trans, ci fece alzare e ci limonammo in tre passandoci lo sperma del ragazzo di bocca in bocca. Poi ci fece mettere a 90 gradi con le braccia appoggiate al muro e il trans mise quello stupendo cazzo nella mia figa che era così marcia che entrò subito anche se era enorme. Cominciò a cavalcarmi per alcuni minuti e venni nuovamente. Poi passò a penetrare la figa della ragazza, intanto il fidanzatino si era ripreso, mi venne dietro e mi inculò senza neppure chiedere il permesso, tanto glielo avrei dato. Mi sditalinavo mentre sentivo che lui profanava il mio intestino e sborrai ancora. Lui mi prendeva violentemente, mi picchiava le natiche, aumentò la velocità dell’inculata e lo sentii urlare mentre la sborra mi entrava dentro, ne percepivo le spruzzate e venni nuovamente. Il Trans stava per sborrare, dopo aver fatto venire un paio di volte la ragazzina, lo tirò fuori e noi ragazze, ci mettemmo sotto a bere la sborra che inondò i nostri visi. Io e lei iniziammo a limonare con le ligue piene di seme, e il fidanzato venne a farsi pulire il cazzo che mi aveva inculata dalle nostre lingue. Che goduta. Mentre ero tutta imbrattata e cercavo qualcosa per pulirmi il viso, sentii squillare il mio cellulare....ahimè era mio marito!!!
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18 anni fa
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Il ragazzo nero del supermercato (parte prima)
Tutto è cominciato un giorno quando andai a fare la spesa al supermercato. Di solito ci va mio marito ma quel giorno era impegnato per lavoro e quindi dovetti per forza di cose andarci io. Era il mese di luglio, per cui faceva molto caldo, indossavo una camicetta leggera di lino ed una gonna sopra le ginocchia con sotto un perizoma. Feci la mia spesa tranquillamente e quando uscii dal supermercato col carrello entrai nel parcheggio sotterraneo per caricare la spesa in macchina. Sbadata come sono non avevo memorizzato dove avevo parcheggiato l'auto e cominciai a cercarla in lungo e in largo. Ad un certo punto mi si avvicinò uno di quei ragazzi di colore che vendono le loro mercanzie ed io gli feci cenno che non mi interessava nulla senza nemmeno degnarlo di uno sguardo. Lui effettivamente ci rimase un pò male, probabilmente perchè avevo usato dei modi scontrosi senza rendermene conto. Mi disse che non ero obbligata a comperare niente e che voleva solo darmi una mano col carrello. -Va bene- gli dissi pensando che probabilmente voleva solo accaparrarsi l'euro del carrello facendomi il favore di andarlo a mettere a posto. -Sempre che riesca a trovare la macchina- gli dissi -non ricordo dove l'ho messa- Lui capì e mi dette una mano a cercarla in tutti gli angoli del parcheggio. Devo dire che avevo un pò di paura, poichè il parcheggio era semideserto ma dopo un pò mi rassicurai vedendo che era un bravo ragazzo. -Oh eccola- dissi vedento finalmente la mia auto, ma nella foga di vederla accelerai il passo ed inciampai con il tacco della scarpa in una di quelle grate in ferro presenti ogni tanto. Rovinai completamente a terra e presi una maledetta storta al piede. Il ragazzo ci rimase veramente male e venne subito in mio soccorso. Io ero un pò a disagio poichè sono un pò timida ma lui disse di non preoccuparmi e che mi avrebbe dato una mano con la spesa. el tirarmi su vidi che a lui scappò una sbirciatina sulle mie gambe e solo allora mi accorsi che la gonna, già di per se corta si era alzata fino a mostrare le mie mutandine, o meglio il mio perizoma. Mi affrettai a tirarla giù e lui mi chiese scusa più imbarazzato di me. Si riprese dall'imbarazzo e continuò a tirarmi su da terra. Mio malgrado mi resi presto conto che non riuscivo a camminare, il piede mi faceva un male cane. Lui prontamente mi disse di aprire la macchina che mi avrebbe aiutata a salire e mi avrebbe caricato la spesa. Riuscii a malapena col suo aiuto a sedermi sul posto di guida mentre lui mi caricava le borse nel vano bagagli. Non ce la faccio aguidare gli dissi, e mi maledii per non aver portato con me nemmeno il cellulare per poter chiamare in soccorso mio marito. -Tu Non preoccupa- mi disse lui - se tu non abita lontano io accompagnare, ho patente, io guidare. -No, ti ringrazio- gli risposi, ma nel frattempo non vedevo alternativa. -Non ti preoccupa- mi disse -posso?- e intanto mi prese in braccio per portarmi sul sedile di fianco. Quando mi prese notai le sue braccia forti che mi sollevarono come una piuma e non potei fare a meno di sentire sulla natica aderente al suo corpo il suo sesso duro. Mi venne un brivido di eccitazione e mi maledii per avere avuto certi pensieri. Il ragazzo si mise alla guida e piano piano usci dal parcheggio aspettando le mie indicazioni per la strada da fare. Tra una indicazione e l'altra parlammo un pò; lui si chiamava Maloudi e veniva dal Senegal. -Io sono Carla- gli risposi e finalmente arrivammo a casa, una villetta appena fuori dal paese. Maloudi mi prese di nuovo in braccio e mi portò in casa facendomi appoggiare su una poltrona dopodiche mi portò in casa tutta la spesa. Io lo ringraziai tanto e feci per pagarlo ma lui si rifiutò categoricamente di accettare soldi. -No, tu non preoccupa, io non per soldi, tu fatta male- -Ok, però accetta qualcosa da bere, li c'è il frigo- Lui mi ringraziò ed andò a prendersi una coca. -Siediti cinque minuti- gli dissi e lui si andò a sedere sulla poltrona di fronte alla mia. Io mi tenevo il piede con una mano e dovevo fare di quelle smorfie di dolore pazzesche, poichè Maloudi mi prese di nuovo in braccio e mi fece sdraiare sopra il divano. Ad un certo punto prese il mio piede tra le sue mani e cominciò a massaggiarlo con delicatezza provocandomi subito un pò di sollievo. -Ah ma tu fatta male anche qui- e mi indicò la coscia sinistra un pò sopra il ginocchio che nella caduta si era graffiata ed era comparso anche un rossore. Cominciò a massaggiarmi anche li ed io piano piano mi misi una mano sulla fronte e cominciai a gemere un pò per il dolore ma a poco a poco il dolore si trasformò in mugolii di eccitazione. Gli appoggiai una mano sulle sue, accarezzandole e con l'altra mi tirai più su la gonna per liberare una porzione maggiore di gamba. Lui mi guardava fisso negli occhi e doveva provare molto imbarazzo poichè notavo che ogni tanto gli scappava lo sguardo sul mio corpo ma poi girava subito gli occhi per non farsi notare da me. Mi stavo eccitando come una pazza e piano piano, inconsapevolmente con la mano sinistra sulle sue mani cominciavo a guidarlo verso la mia vulva calda e umida. L'altra mano si avvicinò piano piano fino a toccargli la sua patta. Che cosa enorme e dura che doveva avere li sotto, non riuscivo a contenere quell'immenso gonfiore nella mia mano, la mia lingua cominciò a roteare bagnandomi le labbra ed i miei occhi cominciarono a socchiudersi ed a sognare. Lui con la sua mano cominciò a trastullarmi la passerina spostandomi delicatamente il perizoma ed io gli liberai quel fragoroso uccello che aveva tra le gambe. Era una cosa enorme nella mia mano, sembrava il sesso di un cavallo. Lo attirai a me il più possibile e gli misi la lingua in bocca. Ormai ero eccitatissima e non cerano più freni che potessero fermarmi... Il resto ve lo racconto un'altra volta.
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18 anni fa
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Giada e max
arriva il gran giorno,mi invitate a casa. Dopo un po di chiacchiere ,giada è curiosa della mia abilità linguistica. Ti spoglio teneramente, sei bellissima. Ti tolgo il reggiseno e...o mamma che ben di dio! La tua 4 abbondante quasi mi fa venire! Sei nuda, ti sdrai sul letto a pancia in giù. Mi spoglio . Max si siede sulla poltrona. Comincio a massaggiarti la schiena, ti rilassi. Ti bacio il collo scendo sulle spalle,la mia lingua assapora la tua pelle. Ti bacio dolcemente su tutta la schiena. Arrivo alle natiche. Che belle! Te le massaggio le bacio, le allargo cosicchè la mia lingua possa leccare all'interno.lecco tutto intorno il 2 canale. A max piace, si denuda e mostra con orgoglio il suo grosso membro. Lecco le cosce, le massaggio. Ora mi stendo su di te, il mio pene è duro e scappellato e lo struscio sul tuo corpo.poi dolcemente lo adagio tra le tue chiappe e tu le stringi come a trattenerlo ora ti puoi voltare. E mi mostri le tue splendide tette. Che belle! Ti bacio il collo,la mia lingua te lo lecca! Scendo e arrivo ai seni. Mamma sono grandi,possenti,belli. Mi ci vorrà tempo per assaggiarli, ma nessun problema. Le mie mani si poggiano sulle tette ma snno grandi per esser prese per intero. Bacio i capezzoli,li lecco,dolcemente li mordicchio. Sono turgidi,eccitati. Anche max lo è,.li seduto con il prosso membro tra le mani.. Come un lattante mi attacco al seno e succhio,succhio,mentre con una mano stuzzico l'altro capezzolo.sei eccitata,lo vedo. Scendo giù,le tue mani spingono la mia testa verso il buco miracoloso,ma io sono dispettoso.ci gioco attorno,ah che dispettoso! Ti lecco l'interno coscia. Scendo.lecco tutta la tua gamba fino ai piedi. Mi sdraio su di te. Struscio il pene sul roro. La cappella sui capezzoli,sbatto il pene sulle tette.ora tocca a te,mi avvicino alla vagina, tutta bagnata. Le mie dita la aprono e la mia lingua lecca all'interno. Che bel sapore. Ti agiti,sei eccitata. Lecco il clitoride, è duro come un piccolo pene. Lo mordicchio teneramente, lecco.lecco.sempre più intensamente,e ti penetro con un dito. Lecco,lecco,siiii. Godi e mi riemqi la faccia dei tuoi umori. Mi merito un 10! Max si alza e viene verso di noi con il suo grosso pene eretto. La mia mano lo afferra,lo scappella. Glielo alzio,lecco le palle. Poi la mia lingua lucida la sua cappella. Mamma come è prosso. Mi alzo e avvicino il mio pene al suo.gcappella contro cappella, mi siedo e lo prendo in bocca,lo sego lo sego. Giada incuriosita si inginocchia e io le passo il pene così lo lecchiamo in due fino a fare esplodere max! Visto che bravo sono stato? Però,,,io ho il pene duro. Così giada.intenerita.lo prende e lo accoglie in bocca. Io in piedi lei inginocchiata che brava che è. Sa che adoro le tette.così mette il pene tra le sue e mi fa una splendida spagnoletta e io posso godere.
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18 anni fa
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Nudismo Naturismo
Ilnaturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzatodalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire ilrispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente »(1974, definizione della Federazione Naturista Internazionale al 14° Congresso Naturista MondialeUna ragazza pratica naturismo presso una spiaggia di FormenteraIl naturismo o nudismo è un movimento che si propone di promulgare un contatto con la naturaprivo di artificiosità e convenzioni sociali, promuovendo il rispettoper le persone, e l'ambiente attraverso la nudità socialein spazi privati o pubblici. Il naturismo non ha nei propri precettioriginali componenti erotico-esibizionistiche.Numerosi termini (come ad esempio "nudità sociale") sono statiproposti come sostitutivo dei due termini suddetti senza però assumerela diffusione dei precedenti.I naturisti pensano che la nudità non sia né degradante, néimmorale, né indecente, argomentando che il nudismo è uno statonaturale poiché l'essere umano è nato in stato di nudità.Il naturista desidera vivere nel rispetto del proprio corpo, avendocura della propria salute e apprezzando il contatto con gli elementinaturali. Tra i naturisti è altresì piuttosto comune la convinzione chel'esposizione del corpo nudo offra numerosi benefici alla salutepsico-fisica, e permetta una migliore accettazione di sé stessi e deglialtri. Nei centri naturisti è prevalente la presenza di famiglie e dipersone di età matura, meno frequenti i giovani; nei luoghi dove èpermesso ma non obbligatorio, gli uomini che lo praticano sono piùdelle donne.Esiste anche una pratica naturista più radicale, secondo la quale il corpo non va spogliato solo dai tessuti ma anche dai peli. Questa forma di naturismo è chiamata smooth naturism (attualmente non esiste una traduzione italiana del termine) e i suoi praticanti smoothie.Negli ultimi anni c'è stato un incremento di naturisti che ricorronoalla depilazione, ma la maggior parte lo fa per motivi soggettivi, enon per aderenza ad un'idea. Nei casi più estremi viene attuata ladepilazione totale del corpo, sopracciglia incluse.L'aspetto storico più importante, è la connessione della nascita diquesto movimento di pensiero e stile di vita con le istanze di Libertà(magari nell'ambito del socialismo anarchico), della reazioneall'inurbamento selvaggio e disordinato (di cui parla magistralmenteJack London ne “Il popolo dell'abissoâ€) conseguente ad una rivoluzioneindustriale che aveva perso ogni controllo, la riscoperta di nuoveforme di spiritualità (magari piuttosto confusa, ma di evidentereazione alle religioni istituzionalizzate “di statoâ€), di recupero delvalore del corpo in connessione con la psiche correlato alla scopertadella psicanalisi (dalle prime insicure teorie freudiane sino adarrivare a Jung ed a Lowen).Tutto questo fa si che coloro che aderirono a questo movimento dipensiero fossero anche portatori delle istanze di “liberazionesessuale†di matrice psicoanalitica e socialista rappresentando la“reazione†alla repressione ufficializzata della sessualità perduratadal primo medioevo agli inizi del ‘900, ma non certo che praticasseroriti orgiastici come spesso s'è verificato in certe sette neo-pagane datempi remoti sino ai giorni nostri!Privo invece di qualsiasi rilevanza culturale è il naturismo (omeglio, il nudismo) “modaiolo†che si ripropone sui media all'inizio,ogni anno, della buona stagione, che anzi contribuisce a dare unavisione quanto mai limitativa e distorta di questo movimento dipensiero. Qui si rimarca la sostanziale differenza tra "Naturismo" e"Nudismo". Su un piano strettamente filosofico, inoltre, si potrebberimarcare una sostanziale differenza esistente tra l'essere "nudi" e"svestiti". Pertanto la nudità, che abbiamo definito come nonaccidentale, ma voluta o comunque espressione culturale, èun'espressione integrale di corporeità e di vita. In questo specificostato di nudità c'è una manifesta intenzione di massimizzarel'espressione corporea. Simbolicamente, a meno che ciò non siaconseguente a ragioni contingenti (quale la temperatura dell'ambiente,troppo bassa o troppo alta), l'indossare un abito equivale al'indossare una maschera, e una maschera o nasconde o identifica unruolo (quale le maschere da commedia e da tragedia greche, o lemaschere rituali impiegate presso certi popoli).Quali sono gli elementi della filosofia Naturista che si sono, indiversa misura, radicati o che sono stati accettati nella societàd'oggi?Essi possono così riassumere:la riscoperta del valore del corpo in relazione anche al benessere psichico;una visione equilibrata della relazione tra corpo e sessualità;l'utilità psicofisica di una pratica sportiva o comunque di un regolare esercizio fisico;la riscoperta della “medicina naturale†e delle “medicinecomplementari†(così dette alternative), che, soprattutto, si rivolgonoalla conservazione della salute e che allargano la visione terapeuticadalla patologia del singolo organo al recupero del benessere di tuttoil corpo e della sfera psichica connessa, anche con la riscoperta evalorizzazione della fitoterapia, dell'omeopatia, della medicinaetnica, dell'osteopatia, ecc.;correlatamente alla presa di coscienza della necessità di unmiglioramento qualitativo dell'alimentazione, con la presa di coscienzadell'importanza degli alimenti integrali, dei prodotti dell'agricolturabiodinamica, della dieta vegetariana, ecc.;addirittura con la presa di coscienza della necessita di uncambiamento delle tecniche didattiche tradizionali per un miglioresviluppo della personalità (Adolphe Ferriere);la prioritaria necessità della tutela e del rispetto dell'ambiente tanto naturale che antropizzato;la necessità del recupero di forme di socialità e momenti di vita collettiva di alto livello qualitativo.“Togliersi i vestiti†può essere una reazioneanticonformista, una espressione di libertà, un atto di protesta odaltro. Lo stare nudi in spiaggia od in casa può essere la ricerca di unbenessere (dopo un primo momento di adattamento si ci avvede in manierachiara del senso di benessere che si riceve dal contatto con l'arialibera e della libertà di movimenti che pian piano si acquista). Maquesto è solo un aspetto del Naturismo, il più eclatante secondo lavisione comune, ma appunto è solo un aspetto di uno stile di vita e diun modo di pensare che implica una certa visione globale dell'esistenzae dell'Uomo. Luoghi ed attività Per motivi culturali e climatici, il naturismo viene praticato dinorma maggiormente durante l'estate in strutture attrezzate come campeggi, centri e villaggi di vacanza, centri termali, oppure in spiagge libere o attrezzate.Le attività tipiche di questi centri sono le normali attività di relax e svago presenti in qualunque altro posto. In Italia In Italia i luoghi dedicati al naturismo sono pochi. Sono presenti alcuni campeggi in Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Sardegna, Sicilia e Calabria.Sono inoltre presenti alcune spiagge, tra le quali quella di Lido di Dante presso Ravenna, di Lido di Volano nei pressi di Comacchio (entrambe ufficiali), del Nido dell'Aquila presso San Vincenzo (Livorno), di Pizzo Greco, nel comune di Isola di Capo Rizzuto (Calabria), tra i lidi Ultima spiaggia e Scissure presso Gaeta, e quella di Capocotta a Roma,in cui un tratto di arenile è stato ufficialmente adibito alla praticadel naturismo, così come l'ultimo tratto della spiaggia del Mingardo a Marina di Camerota (SA), detto Troncone (noto anche come spiaggia gay).Oltre a queste è da citare il caso, unico in italia, del torrenteDiaterna, sull'appenino Tosco-Emiliano in località Scheggianico, doveda diversi anni con il benestare delle amministrazioni comunali inudisti si ritrovano ogni week end sulle rive del fiume contribuendo amantenere la naturale bellezza di questo luogo. Storia del naturismo È nella Germania degli anni '20 che, dopo le prime esperienze della fine dell'800, si consolida la Nacktkultur ossia la cultura della nudità, ma il Nazismorifiutò il neonato movimento, che intanto aveva preso il nome di FKK("Freikörperkultur" ovvero "cultura del corpo libero"), bandendolo nel 1933.Negli Stati uniti, l'immigrato tedesco Kurt Barthel organizzò il primo evento nudista nei dintorni di New York, e fondò l'American League for Physical Culture (Associazione americana per la cultura fisica).Dopo la seconda guerra mondiale i movimenti risorsero rapidamente, e divennero popolari in Francia ed Inghilterra.In seguito il naturismo si è diffuso nella maggior parte dei paesidemocratici nel mondo e sono oltre 30 i paesi ad avere una federazionenazionale affiliata alla International Naturist Federation (INF/FNI).In Italia attività naturiste sono attestate, secondo le testimonianze di Bruno Zuculin (console italiano in Brasile nella prima metà del Novecento), dagli anni cinquanta sull'Isola di Ponza e sulle spiagge di Focene, in provincia di Roma. Si trattava di un fenomeno nascosto e condannato, di pochi iniziati, per lo più iscritti alle associazioni estere o alla Federazione Naturista Internazionale.Solo nel 1964 nasce l'Unione Naturisti Italiani (UNI), a cui segue nel 1972 la Federazione Naturista Italiana(FENAIT). Nei primi anni del nuovo secolo, alcune associazioni indisaccordo con l'operato della FENAIT decidono di dare vita ad unaconfederazione che propugni un naturismo rinnovato nelle idee e neifatti; nasce così la CONAIT,Confederazione Naturista Italiana, che non è stata tuttavia accettatacome componente della Federazione Internazionale INF/FNI. Stime del fenomeno Il numero di naturisti in Europaè attestato intorno ai 20 milioni con circa 600 strutture naturiste(campeggi e villaggi turistici) e numerosissime spiagge (oltre 200 soloin Spagna).In Franciavi sono circa 160 strutture naturiste. Nel mondo sono 32 gli Stati chehanno una federazione naturista nazionale aderente alla InternationalNaturist Federation. Associazioni A livello internazionale è presente la International Naturist Federation - Fédération Naturiste Internationale (INF-FNI), a cui fanno capo le federazioni nazionali.In Italia, come federazioni nazionali, sono presenti sia la Federazione Naturista Italiana (FENAIT) che la Confederazione Naturista Italiana (CONAIT), alle quali fanno capo le varie associazioni presenti in Italia. Ma solamente la Federazione Naturista Italiana(FENAIT) è membro della INF-FNI (lo statuto della INF-FNI prevede chevi sia un solo rappresentante per nazione), per cui solamente leassociazioni aderenti a tale federazione sono autorizzate a rilasciareai propri membri la tessera INF-FNI ed i relativi bollini annuali. Normative Italia La prima proposta di legge sul naturismo, in Italia, venne presentata il 19 ottobre del 1993 dall'On, Sauro Turroni, della Federazione dei Verdisu richiesta del Presidente Fidenzio Laghi a nome dell'AssociazioneNaturista Emiliano Romagnola (A.N.E.R.). Fu poi ripresentata nellasuccessiva legislatura iniziata nel 1994 e nella legislatura iniziatanel 1996 col n.529. Anche l'allora minoranza parlamentare presentò nel1999, una sua proposta di legge, concorrente, la n.6490, ad opera di Piergiorgio Massidda di Forza Italia.Solo il 21 marzo 2000, la XII Commissione della Camera dei Deputati(Affari Sociali) discusse per la prima volta della questione,esprimendo l'esigenza di formulare un testo unico, comprensivo diquanto in entrambe le proposte. Venne così nominato un "ComitatoRistretto" incaricato di svolgere audizioni sulla questione.Il 24 gennaio 2001la XII Commissione adottò come testo base la pdl C.529, integrata daquanto elaborato dal "Comitato Ristretto". Nacque così la pdl "Normeper il riconoscimento e la regolamentazione della pratica naturista",ma, volgendo la legislatura ormai al termine, essa non venne mai votatané in Commissione né in Aula.Nel corso della XIV Legislatura vennero presentate ben quattro proposte di legge inerenti il naturismo: la C.286 (Massidda, Forza Italia, il 30 maggio 2001); la S.153 (Turroni, Verdi, il 7 giugno 2001); la C.961 (Alfonso Pecoraro Scanio, Federazione dei Verdi) il 21 giugno 2001; infine, il 28 luglio 2004, Franco Grillini (Democratici di Sinistra)presentò alla Camera la C.5194 che, al contrario delle precedenti, silimitava alla "Depenalizzazione della pratica del naturismo" ed alla"Disciplina delle strutture turistico-ricreative riservate ainaturisti".Pur sottoscritta da 40 parlamentari dell'opposizione, questa proposta di legge, assegnata alla XII Commissione il 27 settembre 2004,non venne iscritta nel calendario dei lavori della stessa fino allafine della legislatura. Franco Grillini ha ripresentato il 28 aprile 2006 la proposta di due anni prima, questa volta indicata come C.276. Nel frattempo, il 19 luglio 2006. Frattanto la Regione Emilia-Romagna ha approvato una legge regionale dal titolo "Valorizzazione della pratica del naturismo".Di rilevanza sono anche le due sentenze n.1765 e n.3557 della Corte di Cassazione che nel corso del 2000 hanno di fatto reso legittimo il naturismo nei luoghi in cui è consuetudine.
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18 anni fa
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La mia prima volta (fine)
lui si avvicinò e iniziò ad accarezzarla dolcemente...io guardavo con molto imbarazzo,lei fece scivolare la camicia e la gonna,rimase in slip e calze,dapprima sbottonò la camicia scoprendo i seni,inconinciò ad accarezzare il petto villoso del marito,che da li a poco prese a baciarla in mezzo alle gambe,io timidamente e con il cuore in gola mi avvicinai alla sua testa,le baciai dolcemente la fronte passandole la mano nei capelli,lei con molta naturalezza mi offrì la bocca,non esitai un attimo.........accolsi l'invito;pensai perchè non osare? Il marito si girò sul letto ed io presi a fare quello che prima faceva lui,leccai avidamente quel nettare profumato che la bagnava mentre lei emetteva piccoli ma controllati gemiti di piacere,anche io mi girai sul letto e le con fare matermo mi sfilò pantaloni e camicia,mi abbassò leggermente gli slip che a malapena contnevano il mio membro turgido,si abbassò e iniziò a baciare prima dolcemente poi sempre più avidamente,ero inebriato,non capivo nulla,quando mi accorsi che anche il marito si era avvicinato e baciava anche lui,baciandosi contemporaneamente........ebbi un attimo di soepresa e fastidio al tempo stesso,pensai forse è il prezzo da pagare in queste situazioni,non nascondo che la cosa iniziava a piacermi tanto che venni quasi subito,lui si scansò,lei lo prese sulle lebbra,quasi mortificato mi scusai per la precocità,lei mi prese per mano con fare materno e totalmente nudi ci avviammo verso il bagno ove lei pretese di lavarmi ed asciugarmi,mentre faceva ciò il mio memmbro era di nuovo turgido,lei lo appoggiò al suo ventre e mi baciò di nuovo,mi disse che avremmo continuato. Rientrati nella stanza da letto il marito aveva un sorrisino di piacere,ricominciammo lui la penetrò e mentre lei lo cavalcava mi propose pi possederla da dietro.......per me tutto ciò era nuovo,avevo solo visto qualche film porno del genere,comunque indossato il profilattico ci provai...ma con scarsi risultati, proposi di invertire le parti,passai sotto io e lui la prese da dietro,e dato le notevoli dimensioni del marito,lei urlo non sò se di piacere o di dolore;provavo un piacere nuovo:il mio membro che sfregava dentro di lei e al tempo stesso diviso solo da un piccolo diaframma sentivo anche il membro di lui,giuro un piacere unico e mai provato prima d'ora. Dopo un pò il marito venne urlando di piacere ed inondandola,lei che era anche al culmine urlò ugualmente,io venni anche se il profilattico aveva sminuito il piacere. Ci lavammo e vestimmo,tornammo a sorseggiere lo scotch,la loro conclusione fù che nonostante avessero conosciuto altri uomini io ero stato il massimo in fatto di tatto ed educazione,da parte mia io non avevo alcun metro di paragone in quanto era la mia prima volta,rimanemmo d'accordo che ci sarmmo rivisti,ma non pensavo così a breve,pochi giorni dopo lei mi telefonò invitandomi da loro,invito che accolsi con immenso piacere,e dopo di allora,eravamo all'inizio dell'anno,ci siamo rivisti tante volte ed ogni volta e come fosse la prima sempre con rinnovato desiderio. Dedico questo mio racconto alla splendida coppia protagonista.
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18 anni fa
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PUNTO G (come trovarlo e come stimolarlo)
PUNTO G (come trovarlo e come stimolarlo) Ti invitiamo a seguire questo massaggio (alcuni lo considerano un rituale) passo per passo. E' un modo sicuro e collaudato per svegliare le potenzialità del punto G. Non è l'unico modo per entrarci in contatto, ma almeno la prima volta è consigliabile procedere in modo sistematico. Quando poi avrai preso confidenza, lo potrai sempre modificare a tuo piacimento. Una volta che hai identificato il punto G con sicurezza seguendo questi passi, tutte le sue emozioni ti saranno più, riuscirai più facilmente a ritrovarlo quando ti masturbi e riconoscerai meglio le sue sensazioni tipiche quando farai l'amore. Ma ora passiamo alla pratica, spiegando prima come individuare il punto G mediante la collaborazione di un compagno e poi come farlo da sola. Un'avvertenza: seguire i 5 passi con metodo non significa farlo meccanicamente, anzi, fallo con emozione, con passione, con difficoltà, con piacere, fallo come viene, ma rimani nel ritmo, senza bruciare le tappe. Certo, durante i corsi di Tantra questo massaggio dura più di quattro ore e i partecipanti vengono aiutati dal contesto, sostenuti dalla presenza di una guida passo per passo, dall'atmosfera di gruppo, dall'intenso lavoro sulla sessualità svolto nei giorni precedenti, insomma, da una serie di circostanze che aiutano a superare le possibili difficoltà della prima volta. Facendolo a casa con il tuo compagno (o con la tua compagna se vivi una relazione lesbica), un lasso di tempo di una o due ore può essere considerato più ragionevole. Quali sono i 5 passi 1. Preparare il viaggio: l'uomo si prende cura dell'ambiente, per esempio accompagna i bambini dalla nonna, porta la camera ad una temperatura gradevole, attacca la segreteria telefonica e fa tutto ciò che serve per potersi dedicare per due ore esclusivamente alla sua donna. Prepara anche tutto il necessario che servirà durante il massaggio: olio e gel vaginale. Se siete tesi, potete iniziare con un po' di movimento, streching o danza, per entrare più in contatto con il vostro corpo, poi aprite il rituale con un saluto. Come prima cosa vi comunicate le paure, aspettative, preoccupazioni e pensieri rispetto all'esperienza che state per fare. Poi l'uomo fa alla donna un massaggio per rilassare tutto il corpo, e quando lei sarà sdraiata supina si siede tra le sue gambe. 2. Bussare alla porta: In questa fase l'uomo si avvicina alla zona calda aiutando alla donna a scendere con la propria coscienza nei genitali e a rilassarli. Massaggia i muscoli addominali, quindi massaggia l'inguine e il perineo. Poi distribuisce l'olio sui genitali e prosegue con il massaggio delle grandi labbra e infine delle piccole labbra. Durante tutti questi massaggi, con l'altra mano ogni tanto distribuisce l'energia a tutto il corpo. 3. Aprire la porta: L'uomo pone un dito all'entrata della vagina e, quando lei chiama, entra con delicatezza con la prima falange, premendo lateralmente in tutte le direzioni. Bisogna immaginare di toccare ogni ora di un orologio con le 12 verso il clitoride e le 6 verso l'ano. Dopodiché l'uomo entra con la seconda falange, premendo ancora tutte le ore, ma questa volta più in profondità. Alla fine entra con tutto il dito e facendo pressione aiuta la vagina a rilassarsi in tutte le direzioni, tralasciando per il momento le 12.4. Togliere il velo: L'uomo può ora andare sulle ore 12 e cercare il punto G chiedendo feedback alla donna. Inizialmente esercita una pressione delicata, poi la fai aumentare in modo costante per alcuni minuti, quindi iniziare ad alternare una pressione costante sul punto G con delle pulsazioni o vibrazioni per un bel periodo. 5. Il femminile svelato: Dopo aver stimolato a lungo il punto G. l'uomo ritira lentamente il dito e lascia riposare la donna nelle sue sensazioni. Alla fine concludete il massaggio e lo spazio rituale con un saluto.Come avrete notato, il metodo non è affatto complesso. Ciò che rende questo viaggio più imprevedibile non è infatti l'aspetto tecnico, ma le sensazioni e le emozioni che lo accompagnano. Come per Cristoforo Colombo, la vera sfida non era tenere il timone per orientare la sua nave verso ovest o trovare i venti giusti, ma quella dell'ignoto. Analogamente, anche il nostro viaggio ci porterà a scoprire un nuovo mondo, nuovi territori della nostra sessualità, stupendoci e disorientandoci con sensazioni curiose, emozioni profonde, e una più acuta consapevolezza di sé. COME STIMOLARLO Ora ti puoi mettere alla ricerca del punto G, piegando il dito in alto e tastando avanti e indietro sulle ore 12 nella vagina della tua compagna, lungo una linea immaginaria che va dall'osso pubico fino al collo dell'utero. Generalmente riconosci il punto G dal suo tessuto leggermente più rugoso e talvolta più turgido, più in rilievo rispetto alle zone limitrofe, come il tetto del palato. Gli uomini lo descrivono come un'oliva, una noce, una piccola isola oppure come “un bruco cicciotelloâ€. Se non sei sicuro di essere sul punto, prova la stessa pressione in un'area di 1 cm più avanti, più indietro o lateralmente, finché la differenza diventa palpabile. Ma non sempre il punto sacro è riconoscibile al primo contatto, anzi, spesso è dormiente e si inturgidisce soltanto quando viene stimolato. In quel caso ti ritrovi alle prese con un paradosso: per trovarlo bisogna stimolarlo, ma per stimolarlo bisogna prima averlo trovato. L'unica soluzione è continuare a toccare i diversi punti sulla linea delle 12 e con un po' di pazienza prima o poi troverai una zona che cambierà consistenza sotto la tua pressione, gonfiandosi. Tastandolo potresti percepire anche delle piccole scariche. Nel dubbio chiedi conferma alla tua compagna. Una volta che hai individuato l'area che ti interessa, rimani lì e mantieni un contatto dolce e benevolo immaginando di passare con il tuo respiro attraverso il dito. Il Koka Sastra indiano chiama questo gioco col dito ardhentu o “mezzalunaâ€. Se teniamo presente che sulle latitudini dell'India la luna è più “sdraiata†sull'orizzonte rispetto al cielo italiano, ne otteniamo una bella immagine del dito inserito nella vagina e curvato verso l'alto proprio come una mezza luna. Come donna, riconosci di averlo trovato dall'inconfondibile sensazione di dover urinare anche se avevi svuotato la vescica poco tempo prima. E' solo un'impressione passeggera, quindi non devi assecondarla interrompendo il massaggio per andare in bagno. Molte volte avverti anche un senso di fastidio, di bruciore, di fitte, o di scariche elettriche. Insomma, nulla di piacevole, ma almeno sai di aver trovato il punto giusto. Circa la metà degli uomini lo trova nell'arco di alcuni minuti, una percentuale leggermente inferiore ne impiega 2 o 3, altri cercano per più di 5 minuti. Come uomo, se inizialmente esercitavi un tocco delicato, quando il punto G si inturgidisce puoi gradualmente aumentare la pressione per circa 5 minuti. Poi allentala di nuovo, anche se non del tutto, per far riposare un po' il dito. Volendo, puoi inserirne un altro senza ritirare il primo (per esempio aggiungere l'indice al medio) e prepararti a una pressione ancora più decisa. Il punto G non è delicato come il clitoride, richiede molta più pressione. Per cambiare puoi anche alternare il tocco costante con diversi movimenti accompagnati dal tuo respiro. Lo stantuffo: avanti e indietro come un pistoneLa fluttuazione: come lo stantuffo, con movimenti più dolci e più lentiLa vibrazione: movimenti ancora più dolci, ma più veloci, come quando tremi dal freddoL'invito: piegando il dito in su verso di te come nel gesto che significa “vieni qua†Rimani almeno 15-20 minuti sul punto G. Generalmente un movimento costante e continuo aiuta più a rilassarsi, mentre un movimento ritmato viene percepito come più stimolante, perciò è bello alternare i due. Con la mano libera accarezza qualche volta le gambe, le braccia, la pancia della donna per distribuire la carica, in modo che l'energia liberata possa diffondersi in tutto il corpo. Un consiglio per l'uomo: se fai partire il movimento dal respiro, ti risparmi parecchia fatica. Hai presente la differenza tra uno sforzo muscolare e un movimento fatto con il respiro? Ricordarti quando con il cacciavite devi superare una filettatura arrugginita o quando devi aprire un barattolo di marmellata sottovuoto. Se ti concentri molto sullo sforzo nella mano, diventa faticoso. Se fai lo stesso movimento accompagnandolo dall'espirazione, il risultato è sorprendentemente facile. Con lo stesso principio i karateka spaccano mattoni senza farsi male. Tradotto nel massaggio del punto G questa armonizzazione tra movimento e respiro ti dà la capacità di stimolare la donna per un lungo periodo con una forte pressione senza stancarti. Lei non si sente in colpa vedendo la tua fatica o il tuo disagio e tu puoi godere dello spettacolo del suo piacere. Se ti piacciono le visualizzazioni, ti puoi immaginare che nell'espirazione l'energia parta dal tuo gomito (non dal dito) per arrivare come un raggio fino al punto G e che l'aria uscente crei pulsazioni e vibrazioni stimolanti per la donna. Molti uomini raccontano che non è facile rimanere centrati e presenti quando nella donna si svegliano le energie sessuali. Quando la donna si permette di lasciarsi andare alle sensazioni più svariate, probabilmente ti arriveranno ondate di piacere femminile, di sentimenti che ti potranno incuriosire, infastidire o fare paura. In questi momenti, non reagire, ma osserva semplicemente quanto succede nel tuo corpo, mentre continui il massaggio rimanendo ben centrato nel tuo polo maschile e nel respiro. Non è necessario che tu capisca o sappia interpretare tutto quello che sta accadendo alla donna: assecondalo e lasciati sorprendere dalla ricchezza di emozioni e sensazioni alternanti. Non aspettarti per forza le classiche contrazioni del tratto più esterno della vagina come avvengono durante l'orgasmo clitorideo. Qui potrebbe anche non accadere niente di simile, anzi, l'apertura si può addirittura allargare. Inoltre può – ma non deve – accadere, che la donna arrivi all'apice del piacere con un'eiaculazione. Per questa eventualità tieni preparato un asciugamano. E' anche possibile che in certi momenti la donna ti chieda di muovere il dito più velocemente, di passare più in fretta alla fase successiva o di fare tutta un'altra cosa. Segui ugualmente i tempi indicati, non per essere pignolo, ma per svelare il punto G. Alcuni autori descrivono il punto G come la parte interiore del clitoride. Tralasciando l'aspetto anatomico possiamo dire che i vissuti di queste due zone sensibili non riflettono affatto questa tesi. Il clitoride ha una reazione lineare: il primo tocco è piacevolmente eccitante, e i successivi sono via via sempre più eccitanti fino a raggiungere l'orgasmo. Il punto G è tutto il contrario, la sua reazione è ondeggiante, oscilla dal dolore al piacere, dal pianto al riso, dal non star più nella pelle fino alla pace più profonda; insomma, da un estremo all'altro. Attraverso la stimolazione di un unico punto la donna può sperimentare l'intero universo di sentimenti che il suo corpo le può offrire. Oltretutto, le sensazioni non rimangono limitate all'area pubica o al bacino, ma tendono a coinvolgere la totalità del corpo.
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18 anni fa
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Enzo
Enzo mi ha chiamato ieri sera tardi. e mi ha chiesto se potevamo vederci. quando mi chiama non riesco mai a dirgli di no. ci mettiamo d'accordo di incontrarci prima di andare al lavoro. oggi, come da accordi, mi presento a casa sua verso le sette. Saluto sua moglie, indaffarata a prepararsi per uscire. Enzo mi indica la porta della cantina. capisco. muore dalla foglia di farselo succhiare mentre sua moglie gira per casa. Con unsa scusa qualunque ci allontaniamo e scendiamo in cantina. Appena raggiungiamo il piccolo ripostiglio del sottoscala mi accorgo che il cazzone di Enzo è già duro e voglioso. Mi dice: "non ne posso più succhiamelo veloce". con calma gli apro i bottoni dei pantaloni e sfilo il suo grosso membro. comincio a succhiarlo partendo dalle palle e poi risalgo fino alla punta del cazzo. sempre più rapidamente fino a che lo sento spingere sempre più rapidamente dentro la mia bocca. dopo alcuni minuti sento il suo sperma che mi riempie la gola. lui soddisfatto ed esausto si appoggia al muro. giusto in tempo. sono le 07:30 sua moglie grida di muoversi che è tardi. peccato, avrei gustato ancora un po' di quel bel cazzone.
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18 anni fa
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I tedeschi.
17/05/2008 Una nuova interessante avventura. Ho conosciuto un paio di ragazzi tedeschi che mi hanno ospitato nel loro camper. Ospitato ritengo che sia un eufemismo. Infatti appena siamo entrati mi hanno denudato ed incatenato mani a piedi. Potevo muovermi ma non uscire dal camper. Mi hanno poi bendato, messo a riposare su un lettino. A questo punto ero molto spaventato, durante il viaggio mi hanno obbligato a tacere e starmene buono. Arrivati alla meta vengono fatti salire altri due amici tedeschi. Tutti quanti si spogliano e mi mettono in ginocchio davanti a loro. Comprendo immediatamente le loro intenzioni. Anche se molto spaventato, comincio a prendere in mano, baciare e leccare i loro cazzi. Ammetto che ero completamente impreparato ad una situazione del genere, ma, anche se molto spaventato, ero molto eccitato. Con calma e lavorando di lingua e di bocca quei quattro cazzoni stavano finalmente diventando grossi. A questo punto il più grosso di loro, a cui stavo spompinando il cazzo, mi afferra a due mani la testa e controlla il ritmo con cuiu il cazzo scompare nella mia bocca. Quando sta per venire me ne accorgo subito in quanto preme la mia testa contro la sua pancia spingendomi il suo cazzo giù fino in gola. Il suo sperma di riempie la bocca e quasi mi soffoca, cerco di divincolarmi per respirare ma lui mi tiene li fino a che non ha finito i suoi comodi. Appena finito speravo in un attimo di pausa invece niente. Mi sbattono a quattro zampe sul pavimento. Mentre uno dei ragazzi si distende per terra dandomi il suoi cazzo da succhiare, sento le dita di un altro che stanno aprendosi la strada nel mio culo. Succhio il cazzo ed il mio culo viene lubrificato con un liquido freddo. Mi sento alla loro completa mercè. Sono eccitato. Succhio il cazzo e continuano a lubrificarmi il culo con il liquido freddo. Sento due mani che mi afferrano ai fianchi. Sta preparandosi a inserire il suo cazzo nel mio culo. Dapprima, mentre io continuo a succhiare il cazzo dell’amico, avvicina il suo cazzone al mio culo poi un po’ alla volta lo spinge dentro fino alle palle. Wow. Un esperienza nuova ma certamente eccitante. Ero completamente stordito, le catene, i cazzi che spingevano dentro di me. Presto il ragazzo dietro di me smette di sfondarmi il culo e lascia il posto all’amico, è meno dotato, ma in compenso mi sfonda il culo ad un ritmo vertiginoso.. Contemporaneamente il ragazzo che spompinavo viene e mi riempie la bocca di una quantità enorme di sperma. Appena alzo la testa per riprendermi dalla copiosa eiaculazione il tedescone che aveva appena finito di sfondarmi il culo mi sbatte il suo cazzo in bocca e anche lui viene e mi riempie la bocca anche con il suo sperma. Alla fine anche l’ultimo dei ragazzi, in piedi davanti a me, mi sbatte il suo cazzo in bocca e mi scarica la sua dose di sperma. Che esperienza. Se qualcuno volesse organizzare qualcosa del genere me lo faccia sapere.
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18 anni fa
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Concerto a teatro...
Era autunno e con Giorgia, ogni tanto andavamo ad ascoltare qualche concerto di musica jazz, pop-rock, blues. Quella sera il concerto si teneva a teatro. Arrivammo qualche minuto prima dell'inizio ed i posti in platea erano esauriti, c'erano rimasti solo due posti in un palchetto all'ultimo piano, per cui decidemmo di prendere il palchetto. Il palchetto creava un'atmosfera di intimità: era una piccola stanza con il balconcino rivolto lateralmente verso il palcoscenico e con le luci spente rimaneva al riparo dello sguardo degli spettatori. Ci sedemmo e ci appoggiammo al balconcino per ascoltare e vedere meglio il gruppo musicale. Eravamo seduti vicino, io un pò di fianco al balconcino e lei di fronte. Mentre ascoltavo la musica, le accarezzavo dolcemente la schiena sotto la maglia rossa... sentivo la sua pelle nuda... poi le misi un mano sulle gambe... Giorgia indossava una gonna nera di seta con alcuni ricami color rosso e un paio di autoreggenti molto fini, nere, eleganti con il pizzo... era molto sensuale... Giorgia ogni tanto mi guardava e mi sorrideva accarezzando la mia mano e dandomi un bacio sulla guancia... A metà concerto ci alzammo in piedi ad applaudire... poi lei rimase in piedi, leggermente chinata sul balconcino per vedere meglio i musicisti... Mi venne un desiderio...... mi alzai e mi inginoccchiai dietro di lei, le accarezzai il sedere e le alzai la gonna... poi iniziai a baciarla... eravamo a teatro e le baciavo il sedere..! Con movimenti molto lenti Giorgia muoveva il bacino assecondando i miei baci e le mie carezze... indossava un perizoma di seta rossa e con i suoi movimenti rendeva la situazione molto provocante... Delicatamente le spostai il filo del perizoma e le leccai il culetto nudo... sentivo il calore del suo corpo... i peli del suo boschetto sotto il perizoma... Con le dita la esploravo... sentivo la sua figa che si stava inumidendo... con la lingua le leccavo il buchetto posteriore... con la punta della lingua la penetravo nell'increspatura dell'ano... la sua figa si stava bagnando sempre più.....! Ad un certo punto, Giorgia si girò verso di me e mi chiese di leccarla la figa... eravamo a teatro ma sembrava non farci caso... era molto eccitata... si alzò dal balconcino e andò ad appoggiarsi sulla parete laterale del palchetto. Da quella posizione nessuno avrebbe potuto vederci... La baciai sulle labbra e mi avvicinai al suo bacino... le abbassai il perizoma e iniziai a leccarla... sentivo le grandi labbra umide... il clitoride... continuavo a leccarla accarezzendole il sedere... anch'io ero molto eccitato e mi venne un altro desiderio...
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18 anni fa
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Un incontro inaspettato
probabilmente la storia che vi sto per raccontare sarà capitata anche a voi, ma viverla è sata un'esperienza unica. era sabato sera, uscita con le amiche e fidanzati a casa(si fa per dire).Ho un appuntamento a casa della mia amica per fare gli ultimi ritocchi di ragazze che escono in "libera uscita".Suono il citofono,mi aprono salgo su e la porta d'ingresso è aperta.La mia amica mi grida dal bagno di andare nella sua stanza, lei mi avrebbe raggiunto subito. Entro in camera sua e mi ritrovo suo fratello in boxer che si stava vestendo...imbarazzo totale,sorriso di circostanza e il viso che diventa rosso pomodoro. ad un certo punto ci rendiamo conto che nessuno dei due fa nulla per porre fine a questa situazione così ambigua,continuiamo a guardarci,lui mi chiede di aiutarlo a sceglire cosa indossare,ma non capiamo più niente, ci ritroviamo sul letto a pomiciare e toccarci di brutto,io sono bagnatissima e il suo pene è durissimo, ma sul più bello la porta del bagno si apre,la mia amica stava per entrare e noi siamo rimasti con l'eccitazione a 3000, senza sfogo alcuno. Da quel giorno ogni volta che incontro il fratello della mia amica ci guardiamo, sorridiamo ma nulla di più.E' stata comunque un'esperienza super.
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18 anni fa
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La mia prima volta (continua)
lei vestita in modo elegante ma molto sobrio,lui abito sportivo entrambi con pochi accessori ma che denotavano tanto buon gusto. l'imbarazzo da parte mia era più che evidente e così che pensai di andare in un bar proprio nei paraggi per accomodarci e bere qualcosa,mi fecero notare che non era il caso in quanto quel posto e quel locale era metà di appuntamenti di questo genere,senza scomporsi lui propose di andare a casa loro li a pochi centinaia di metri,la cosa mi lascio perplesso ancora una volta ma accettai,cosa mi sarebbe potuto accadere......in fondo erano loro a doversi tutelare da uno sconosciuto. Arrivammo a casa,una bella casa di una città del salento,e lei da perfetta padrona di casa ci fece accomodare su un divano in un salotto,chiese cosa offrirmi,io astemio per darmi forza chiesi uno scotch con ghiaccio,cosa che presero anche loro,la signora toltosi la giacca si sedette sulla poltrona alla mia destra e rimasta in camicia e gonna lunga sotto i ginocchio con degli audaci spacchi laterali,con un sapiente e malizioso gioco di gambe,mostrava con molta naturalezza le belle gambe sino alla fascia di pizzo degli autoreggenti,al tempo stesso attraverso la camicia traspariva un seno non molto grande ma bello;cercavo di distogliere lo sguardo ma era più forte di me,pensai si prendono gioco di me,ma la cosa non mi preoccupava più di tanto. La conversazione scivolò sugli argomenti più disperati:si spaziava dalla cronaca alla politica al meteo allo sport cosa che ci vide contrapposti un'accesa diatriba:loro tengono per una nota squadra di Milano io chiaramente l'opposto. Il tempo passava velocemente,sin quando la signora con garbo prese entrambi per la mano e ci portò nella stanza da letto dove c'erano tante candele accese she emanavono un inebriante profumo,musica jazz di fondo,conoscevano anche i miei gusti pensai...........o era anche la loro preferita;io mi accomodai sulla poltrona vicino al letto,un letto con spledide lenzuola di seta amaranto,lei si sdraiò sul letto e tirò a sè il marito.........................il seguito a dopo (scusate ma il tempo è tiranno).
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18 anni fa
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La mia prima volta (prima parte)
Non nascondo che nonostante abbia avuto regolari relazioni con ragazze e provato le più diverse eperienze,mai e poi mai avrei pensato di avvicinarmi al mondo dello scambismo di coppia. Tutto è iniziato con pura e semplice curiosità sino a quando non ho osato scrivere a qualche coppia e al tempo stesso sono stato contattato da alcune coppie,non noscondo nemmeno la mia titubanza e il io imbarazzo sinchè una di queste non ha tanto insistito per incontrarmi;ebbene mi sono recato nel posto da loro indicato non prima di tirarmi a lucido e cercare di dare il meglio della mia immagine,avevo anche preso una bella rosa rossa per omaggiare la signora e giunto con molto anticipo ero sul punto di andare via quando lo squillo del telefono mi ha fatto cambiare idea:loro mi vedevano e lei con fare rassicurante mi dice:"sembri spaventato ....... dai non mangiamo nessuno" la lei in questione bellissima 41 enne con un lui quasi coetaneo altrettanto bello si avvicinano alla mia auto,scendo dalla stessa,scendono anche loro e mi è mancato quasi il respiro tanto che non riuscivo a pronunciare il mio nome mella fase di presentazione,le porgo la rosa e visto il mio disagio la lei senza proferire alcuna parola mi porge un tenero e rassicurante bacio sulle labbra io non capisco quasi nulla e....vi rimando alla seconda parte...
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18 anni fa
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La mia storia adolescenziale da passivo (seconda p
*PARTE SECONDA** Ormai era chiaro…i ruoli erano ben definiti ! Nel nostro rapporto…nel mio viaggio verso la scoperta del sesso, io ero la donna e lui l’uomo. Non solo per la differenza di età a suo favore. C’erano altri fattori che contavano. Il più importante era che da subito avevo intrapreso il ruolo di passivo.. era troppo bello per me assecondare i suoi desideri e sentirlo godere. Questa cosa mi mandava fuori di testa. Era il mio cugino preferito…il mio bene nei suoi confronti non aveva limiti ..e sapere di dargli piacere per me era motivo di orgoglio. Il secondo motivo erano le dimensioni. Troppo più grande il suo pene per relegarlo a ruolo di donna anche se avesse voluto o desiderato. Ricordo ancora quando il pomeriggio seguente la prima volta, scherzando gli dissi: Ma quanto è lungo?? Prese dal cassetto del mobile del corridoio il metro da sarta della madre e lo posò sulla mia mano. Se proprio vuoi saperlo, tieni, prendi la misura esclamò!! Lo avevamo fatto, è vero… ero la sua Marcella, ma nonostante tutto non ero cosi disinibito da accettare subito. Anzi, continuavo ad essere timoroso e vergognoso come se non fosse mai successo nulla. Dai, non volevi sapere quanto è lungo? Prese la mia mano e la portò verso il suo pene ancora chiuso nei suoi jeans… Mi sforzavo nel resistere, facevo opposizione tirandola indietro dicendo : No dai, ti prego… Dai, non fare lo stupido…in fondo devi solo misurarlo… Tremavo come una foglia, e sentivo già il mio pene che vibrava…solo il fatto che la mia mano era presa dalla sua e spinta verso il suo pene mi eccitava… Era il preludio di un atto per me bello … di li a poco, probabilmente sarei stato di nuovo suo.. Potevo risentirlo di nuovo in me, sentire il suo respiro affannoso e ricco di piacere nelle mie orecchie, la sua voce che mi diceva le cose più impensate fino a quel momento…ma nonostante tutto, non mi lasciavo andare. Mi prese per il braccio e mi trascinò dietro di lui verso la sua stanza…verso quel letto che profumava ancora dei nostri sudori… Il solo vederlo, riportava alla mia mente il piacere provato…ero talmente bravo con la fantasia che sentivo l’odore, e come in un flash back rivivevo tutto dall’inizio alla fine. Mi fece sedere sul letto… una piazza e mezza in una stanza non grande, e dato il poco spazio, era accostato alla parete che spesso faceva da schienale quando ci sedevamo a chiacchierare. Si mise davanti a me, prese la mia mano e cominciò a passarla sul suo pene che già cominciava a diventare duro…forse erano anche i miei rifiuti e la resistenza che mettevo ad eccitarlo. Dai Marcella…lo senti come me lo fai diventare duro? Diceva… Mi aveva chiamato di nuovo Marcella…cominciava a piacermi quel nome…dai per misurarlo deve essere tutto in tiro,altrimenti come fai? Tra me e me pensavo che era vero, ma la vergogna mi bloccava. Forse ricordano la scommessa fatta a carte della prima volta, furbescamente esordi cosi: secondo te quanto misura? Ed io: non saprei…non saprei proprio Dai prova ad indovinare… scommettiamo che non indovini? Certo risposi io…è impossibile indovinare!! Perderei da subito!! E già pensavo che qualunque fosse stata la scommessa persa, sarei stato felicissimo di pagarla… Mettiamola cosi disse lui.. secondo te è più o meno di 18 cm? Se dici + e lo è…questa volta lo succhi….se invece dici meno ed hai ragione,te lo metto di nuovo nel culetto. Stessa cosa se dici +, e se non lo è te lo metto nel culetto, se dici meno e non lo è …lo succhi. Li per li non capii molto il senso…quello che dovevo dire oppure no… La cosa che più mi rimase in mente era che se avessi detto che era più grande di 18 cm e non lo era, lo avrei preso di nuovo nel culetto… Tra le soluzioni,senza dubbio quella che desideravo. Ero li che pensavo, facevo paragoni…ricordavo di quando lo avevo in mano per confrontarlo più o meno con il mio che allora era solo di 11 cm…6 dita messe sopra quando era dritto…pensavo che più volte a scuola ci avevano fatto prendere le misure delle dita…non ricordo per quale scopo…e che l’indice misurava 6 cm. Non potevo rischiare…non volevo succhiarlo!! Misi le mie mani sul letto…segnai un punto…ci aggiunsi l’indice di traverso… No non poteva essere cosi… Sicuro di me dissi: è meno di 18 !!! Prese la mia testa e la portò sul bozzo dei pantaloni…lo strofinava sul mio viso… Dagli dei baci da sopra i jeans…mordilo un po’…cosi non dovrebbe darti fastidio no? In effetti baciavo un pantalone pensavo…ed ubbidii… Mentre lo baciavo, le sue mani massaggiavano le mie spalle, mi sfioravano le orecchie provocandomi dei brividi…mi passava la mano tra i capelli, spingeva la mia testa contro di se… In quei momenti pensavo alla scommessa…pensavo chissà se ho vinto…e soprattutto riflettevo sul fatto che …se avessi vinto oppure no, a pagare sarei stato sempre io…nel ruolo di donna…e non come la prima volta dove c’era la possibilità che il maschio potessi farlo io. Mi sono fatto fregare pensavo…ma pensavo che tanto era la cosa che volevo…Essere la sua donna. Si allontanò un attimo…chiuse la porta a chiave, la tolse e la mise nella sua tasca… Cosi siamo più tranquilli…disse… Si avvicinò di nuovo, mi prese per le spalle e mi fece stendere sul letto…non capivo cosa volesse fare…ma ero in silenzio…non osavo chiedere nulla… Andò verso la finestra ed accostò le persiane…eravamo quasi al buio…non sembravano neanche più le 15:00 Si tolse le scarpe ed i pantaloni, mi fece spostare vicino al muro e si sdraiò vicino a me. Cominciò a sfiorarmi il viso, carezzandomi i capelli…mi guardava negli occhi in quella penombra che tanto ricordava la sera prima…mi accarezzava i fianchi…passava la sua mano sul mio sedere… Ti voglio bene mi disse…anch’io risposi, e mi abbracciò forte… Prese la mia mano e la portò sopra gli slip…sentivo già il suo cazzo duro…il suo calore, la sua forma…sempre con la mia resistenza…sempre opponendomi… Era forte la sua presa, non mi mollava e non volevo lo facesse…. Cominciò a chiudere la mia mano sul suo cazzo…ormai lo stringevo. Sempre guidato dalla sua mano, gli accarezzavo le palle…cresceva sempre più…intravedevo la punta uscire dagli slip…. Gli dissi: sono scomodo cosi…con la sinistra…mi fece passare sopra di lui per cambiare lato… Quando lo scavalcai, restammo un attimo viso a viso stando distesi su di un lato… Portò la sua mano dietro la mia nuca e…avvicinò le sue labbra alle mie!! Mi baciò teneramente… Che fai? Esclamai… ti bacio… quando ci si vuole bene ci si bacia sulle labbra… Non lo fai con le tue amiche? Non l’ho mai fatto risposi… l’ho visto fare, ma io…io…. ancora no …non sono capace…. Si fa cosi…dai seguimi, almeno quando ne baci una non fai brutte figure… Tirò fuori la lingua e la pose sulle mie labbra… lo feci anch’io…sfiorai la sua punta e subito la ritirai…un altro brivido…un'altra cosa mai provata prima… Si avvicinò di nuovo…e di nuovo sfiorai la sua, con colpetti paurosi tirando a scatti la testa indietro…con lui che invece avanzava verso me… Cinque,sei, forse sette volte cosi…ad ogni sfiorata un brivido, ed ogni volta la sfiorata durava un millesimo in più…ero quasi con la testa fuori dal letto, non potevo più indietreggiare…sei il mio tesoro mi diceva… Forse aveva capito tutto di me…sapeva come prendermi…bastavano quelle parole a farmi cedere. Allungò la sua lingua verso la mia e…restai li….pronto a riceverla… Le nostre labbra si unirono, il bacio diventava completo…restavo senza fiato…facevo fatica a respirare ma… non mi toglievo….assecondavo i suoi movimenti cercando di imitarli… A volte si staccava…leccava le mie labbra ed io lo copiavo…le lingue si intrecciavano…le sue mani mi toccavano da per tutto…la mia era sul mio cazzo che nel frattempo era diventato durissimo…ma per poco…infatti poco dopo la prese e la posò sul suo… Che momento bellissimo stavo vivendo…finalmente anch’io stavo baciando dopo averlo sempre visto fare… Piano piano si sfilavano anche i miei pantaloni…i miei slip…rimasi come lui, solo in camicia… Mi prese la testa, mi diede un bacio forte sulle labbra e….prese il metro sul comodino… Ora puoi misurare disse… Si alzò in ginocchio davanti a me…presi lo zero e lo misi all’attaccatura del pene sui peli…lo srotolai verso la punta e… ACCIDENTI !! 18 cm e mezzo!! Non è possibile…misurai di nuovo…Non mi sbagliavo….era proprio cosi…18 cm e mezzo… Ora non puoi fare come ieri…devi farlo…devi succhiarlo… Non me la sento risposi…non ci riesco…ti prego… Non sentiva ragioni…e pensai alla chiave tolta dalla porta…forse era per non farmi uscire… ero suo prigioniero… Cosi come stava…in ginocchio…prese la mia testa e la chinò verso il suo cazzo rivolto in aria… Mi divincolavo…stavolta non facevo finta come con la mano…non volevo davvero. Riusciva nonostante i miei spostamenti a passare il suo cazzo sul mio viso…sul naso, a volte anche sulle labbra… Risentivo quell’odore che già ieri mi piaceva…nonostante il mio rifiuto ,mi piaceva sentire il calore del suo cazzo quando lo passava sul mio viso fresco… Per gli strattoni, partirono 2 bottoni della mia camicia…a causa di questi ci fù una leggera tregua…mi sedetti sul letto poggiando la schiena al muro…tirando a me le ginocchia e poggiandoci il viso sopra. Pulcino…mi disse…dai non prendertela…i bottoni si rimettono…ti do io la camicia per dopo.. Mi carezzò la testa…quelle carezze mi rilassavano…passava tutto quando faceva cosi…. Mi baciò la fronte poi…si alzò…era in piedi davanti a me che ero accovacciato…lo vedevo dal basso e vedevo anche il suo pene che non era cambiato per nulla…sempre dritto… Piegò leggermente le ginocchia…vedevo il suo cazzo dirigersi verso il mio viso…certo di li non potevo muovermi…non potevo andare dietro… Mise un piede in terra…per scendere un po’…per stare comodo e mettere il suo cazzo ad altezza giusta con la bocca. Era proprio vicino ormai…io ero fermo, non mi muovevo…al massimo pensavo, giro la testa… Lo sentivo sul mio viso…sulle mie labbra… mi sussurrava di baciarlo…quasi mi pregava… Lo vedevo venire verso di me…mi piaceva osservare il suo cazzo…non guardavo più nulla, la mia attenzione era solo per lui…lo scrutavo in ogni particolare…le sue vene gonfie…la pelle chiara e la cappella che a forza usciva dalla pelle… Ero come in trance…lo sentivo scorrere sulle mie labbra, lo roteava su di loro. Bacialo amore…fammi godere… Gli diedi un bacio… Oh siiii…bacialo ancora… Non potevo dire no….quel siiii mi faceva capire che per lui era un piacere enorme… Iniziai a dargli dei piccoli baci…preferivo farlo sull’asta… Lo presi con la mano e aiutato dalla sua cominciai a masturbarlo davanti al mio viso. Leccalo dai,tira fuori la lingua… Iniziai a leccarlo per la sua lunghezza…lo tirava in su per farsi leccare dalla base, dalle palle alla punta. Cosi dai… cosi… Più parlava e più mi lasciavo andare…più mi diceva cose belle e più desideravo dargli piacere. Apri dai.. apri la bocca … l’aprii lentamente… era distante…si avvicinava piano piano… Gli andavo incontro tentennando…esitando… Prese la mia testa con entrambe le mani.. poggiò la sua punta sulle labbra socchiuse…spinse lentamente… Piano piano i denti non facevano più opposizione… Un po’ alla volta entrò nella mia bocca. Strinsi le labbra…lo avvolsi…iniziò a muoversi in me…sentivo i suoi gemiti di piacere…quel ssshhh aspirando l’aria a denti stretti… Ruota la lingua, muovila….leccalo….dai amore leccalo…mmmmmhh Avevo ceduto…ero in sua completa balia…ogni cosa che chiedeva io facevo… Eseguivo come fossero ordini e cosi fù. Da li a poco infatti cominciò a dirmi: marcella, sei la mia serva…la mia schiava.. Sentivo il suo cazzo nella mia bocca … che sapore strano… C’erano anche dei peli…li sentivo sulla lingua che roteavo a sua richiesta… Ormai non si muoveva più…ero io che avendo capito come gli piaceva facevo avanti e indietro con la bocca e con la mano.. Mentre succhiavo, si portò le dita in bocca, le riempì di saliva e le porto’ sul mio buco…lo massaggiò…ogni tanto infilava un dito. Scambiò il mio mmmh di dolore con quello del piacere e spinse fino a farlo entrare tutto. Lo avevo ancora indolensito dalla sera prima…ma non mi staccai dal suo cazzo per dirgli : fai piano!! Vedi che ti piace succhiarlo? Era vero…era verissimo…non so’ cosa fosse successo ma a sua detta, era come se lo succhiassi da una vita… Lo tolse dalla bocca con mio dispiacere… avevo ancora i suoi peli…li passavo con la lingua sul palato…era un modo per immaginare di averlo ancora. Si sedette accanto a me,alla mia sinistra, prese la mia testa e mi accucciò di nuovo sul suo cazzo. Che bello…lo avevo di nuovo in bocca.. Mi sollevai,mettendomi in ginocchio di traverso a lui…poteva cosi accerezzarmi la schiena,stringermi le chiappe e infilare il suo dito nel mio buco. Si spostò leggermente in avanti, mi prese intorno alla vita e mi disse: vieni su di me Siediti su di me. Ubbidiì come era solito in quei momenti, quando non capivo più nulla ed ogni cosa nuova era una scoperta bellissima. Ero su di lui con le gambe divaricate… Bagnati il culo disse in modo imperativo… Lo feci senza dire A Prese la mia mano…la fece passare dietro la mia schiena posandola sul suo cazzo durissimo e disse: Dai…inculati…mettitelo dentro. Mi abbassai il necessario per sentire la cappella contro il buco… Presi altra saliva e mi bagnai… Il suo respiro era colmo di eccitazione ed il mio con il suo… Mi abbassavo piano piano sentendo la punta entrare un po’ alla volta resistendo al dolore. Bagnai ancora ed ancora.. Scivolò dentro di me…il tutto si svolse in silenzio…un solo e lungo mmmmmmh usci dalla bocca di entrambi quando fù dentro… Era strana quella posizione… lo vedevo in viso mentre mi scopava, mentre mi muovevo ai suoi ordini su di lui… Potevo finalmente vedere il piacere stampato sulla sua faccia… Lo guardavo…mi avvicinai…lo baciai.. Nessun rumore…solo i nostri lamenti…le nostre lingue… Un ultimo lungo mmmmmmmmmhhh…… Stava di nuovo venendo in me.
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18 anni fa
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La mia storia adolescenziale( da passivo)
La mia storia( parte prima)Voglio raccontare in queste poche righe, la mia esperienza sessuale con mio cugino...bella,ricca di piacevoli ricordi, ma che ha segnato la mia vita da etero,facendomi pensare spesso al sesso tra maschi…anche se dopo quelle volte, a distanza di 14 anni non ho più riprovato con nessuno.Tutto ebbe inizio una sera, a casa sua….nel suo letto…Avevo circa 13 anni…lui quasi 18Abitavamo nello stesso palazzo,un solo piano di differenza.Siamo cresciuti insieme io e mio cugino…Da sempre era il mio idolo,la persona che più mi faceva stare bene..Mi ha sempre seguito e mi insegnava tutto quanto riguardasse le ragazzette..Fù lui infatti a farmi provare la prima volta con una sua amica..Gran parte della giornata la passavamo insieme, sotto casa, nel mio rustico..Li sfogliavamo giornali porno che prendevo di nascosto a mio fratello più grande…Li, vedevo il suo pene in erezione…molto più grande del mio…Spesso eravamo completamente soli…con i nostri genitori e fratelli al lavoro..Ma si verificò tutto quella volta che i miei partirono e per non restare solo a casa andai a dormire da lui..Mentre eravamo sul letto,iniziò a parlare di sesso…si eccitò e tirò fuori il suo pene…Mi disse : Ma a te dove dà più piacere?? Risposi sulla punta…Ma sulla punta dove? Disse lui…Allora per non stare sempre a spiegare, come gesto naturale allungai il dito e lo posai sulla sua cappella.. indicando il filetto..Non successe null’altro.. solo che la notte mentre dormivo, sentivo che si accostava al mio culetto e si strusciava contro me…a volte anche con la mano,e mi sfiorava.. ma non realizzavo molto essendo addormentato.Passarono due notti sempre nello stesso modo,con gli stessi movimenti.La terza notte non dormivo…facevo solo finta…Quel gioco era carino per me, ero curioso…in fondo iniziavo a conoscere il sesso ed ogni cosa nuova era eccitante per me..Invece di ritirarmi,cercai di assecondare i suoi movimenti (in fondo secondo lui dormivo)…mi muovevo cercando di spingere il mio culetto verso il suo pene.Lo sentivo avvinghiarsi a me, mi stringeva.Mi girai mettendomi di faccia a lui,facendo in modo nel girami che la mia mano andasse a finire all’altezza del suo ombelico.Sentii allora la sua che spinse la mia sul suo pene già dritto…lo lasciai fare e provai delle sensazioni stranissime e belle nel sentire quel calore…Dopo un po’ di passate sul suo pene, feci finta di svegliarmi…finsi lo stato confusionale di quando ci si è appena svegliati e chiesi cosa stesse facendo…e contemporaneamente ritirai la mano.Dai …disse lui… prendendo la mia mano…senti com’è duro!! Toccalo..dai…Mi rifiutavo…ma dentro qualcosa mi diceva di farlo..Mi feci pregare un po’, poi iniziai a segarlo…Mentre lo segavo spingeva la mia testa verso il suo pene.. mi diceva di bagnarlo.. ma non ci riuscivo… lo bagnavo con la mano prendendo la saliva dalla bocca…Lo segavo stando con il viso vicino…guardavo la mia mano scorrere sul suo pene,che era grande, bello stranamente di colore chiaro e non scuro come il mio rispetto al colore della pelle del corpo e la pelle tirandola giù, non scopriva completamente la cappella.L’odore che emanava era inebriante, e i suoi gemiti di piacere eccitavano anche me.Venne su di un fazzoletto…si pulì…si girò e si addormentò.Il pomeriggio seguente eravamo nel rustico.. c’era tra noi un po’ di imbarazzo…quasi non riuscivamo a guardarci.Però era evidente che era piaciuto ad entrambi... ma se quella fu una prova, per entrambi , andava ripetuta.Iniziammo a giocare a carte… durante la partita dissi di giocarci qualcosa…tanto per rendere più avvincente la partita.Lasciai la scelta a lui…Chi perde lo succhia all’altro… disse.. ci stai ??!!Risposi di si….era ancora troppo forte il ricordo del suo cazzo davanti ai miei occhi..La partita iniziò bene per me.. ma…non so perché,non mi attirava molto l’idea che fosse lui a baciarlo a me..Cosi iniziai volutamente a sbagliare carte…Persi felicemente…Adesso veniva il bello…Avevamo trovato il modo di farlo senza essere presi dalle colpe in quanto le scommesse perse da sempre si pagano!!Salimmo le scale…andammo a casa sua…entrammo in camera.Mi mise a sedere sul suo letto e tirò fuori il suo cazzo già dritto…lo avvicinò alla mia bocca e mi disse.. dai succhialo!!Lo presi in mano.. lo avvicinai alla bocca.. gli diedi un bacio ma.. non ce la facevo!!Era più forte di me… mi rifiutai..Sentivo che lo spingeva sul mio viso….sulle guance, sul naso, ma non aprivo la bocca.Dai , hai perso la scommessa…devi farlo non puoi tirarti indietro mi ripeteva.Chissà perché li me ne uscii dicendo: no…in bocca no, non ci riesco guarda se proprio devo pagare, meglio nel culo !!!Ero convinto che era meglio…Ci spogliammo completamente, in piedi si mise dietro me…si bagno le dita e cominciò a toccarmi il buco.Mi baciava le spalle, avevo i brividi…mi piaceva ogni cosa che faceva…continuava a bagnarmi, sentivo il suo cazzo sulle mie natiche che spingeva…Ero eccitato,molto eccitato…le mie prime sensazioni di quel tipo…la mia scoperta dell’eros..Mi fece poggiare le mani sulla spalliera del letto…sentii la cappella posarsi sul mio buco…entrava piano piano fino a quando sentii un dolore lancinante!! Mi tirai in avanti…corsi verso la finestra lui mi segui, mi coccolò un po’ e all’orecchio con voce calda mi disse…dai poi passa… vieni ti faccio godere…Ero quasi propenso ad un ripensamento…pensai: forse è meglio che lo succhio.Mi bagnò ancora e ancora…mi fece distendere sul letto a pancia in giù…si distese su di me, massaggiandomi le spalle, la schiena…rilassati mi diceva…sentivo di nuovo il calore della sua cappella sul mio buco…stava entrando…si alternava tra lo spingere con il suo cazzo e il bagnarmi con la saliva..Si muoveva piano, non voleva farmi male…al primo accenno di dolore si fermava, che dolce che era…un po’ alla volta entrò tutto dentro me.Rimase immobile per qualche istante…mi sentivo pieno di lui…mi veniva istintivamente di stringere e allentare il buco e mi sussurrava all’orecchio che quel movimento era stupendo.Più cose belle mi diceva, più volevo che mi facesse tutto.Iniziò a muoversi lentamente in me, mi fece allargare le gambe per stare meglio dietro me …disteso su di me…passò le sue mani sotto il mio petto, ad abbracciarmi…Eravamo un corpo solo.Il dolore non c’era più…c’erano i suoi respiri affannosi sulle mie orecchie, e la sua voce che mi diceva: ti piace? Si mi piace…Quando vuoi mi tolgo… ed io : no, non toglierti…se ti piace resta finche vuoi…tutto il tempo che vuoi…io …io sento una sensazione strana…bella…Sei il mio tesoro mi sussurrava all’orecchio…sei la mia porcellina…Porcellino dicevo io…e lui : No…porcellina.. sei la mia porcellina ho detto !! Sei la mia donna !! La mia puttana !! Dillo dai.. di che sei la mia puttana !!Sono la tua puttana…si la tua puttana.Mi piacevano quelle parole dette cosi, poi con lui che era il mio idolo…E’ come se mi sentissi in preda dalle sue parole, dai suoi gesti…mi stava bene tutto ciò che diceva, mi stava bene anche che per lui in quei momenti d’ora in poi io mi chiamavo marcella.Non sò quanto durò esattamente, ma volevo non smettesse mai.. lo sentivo scorrere in me lentamente come una danza…era luglio e il caldo faceva si che i nostri corpi per il sudore scivolassero liberi…senza attrito…Poi all’ennesimo affondo lo sentii tremare…vibrare dentro me, su di me…Io non capivo…sapevo solo che era bello e che tremavo anch’io insieme a lui…e quella sensazione strana che avevo prima, aumentava…Sentivo il mio cazzo duro sotto il peso di noi due che pulsava…si muoveva da solo con piccoli scatti…non capivo ma era bellissimo…Smise di tremare…si accasciò su di me baciandomi il collo…si fermò…rimase immobile.Che fai? Come mai ti sei fermato?Sono venuto…sono venuto dentro te Mauro…Venuto? Chiesi io….Si venuto….ricordi su quei giornaletti che vediamo? Quella cosa bianca che ti ho detto si chiama sperma??Bene…l’ho appena schizzata dentro te.Collegai il tutto….anche i discorsi sul piacere, e di quando usciva lo sperma.Realizzai allora che per lui era stato bellissimo ed ero orgoglioso di questa cosa…Ero davvero Marcella allora.. la sua Marcella…che era stata in grado di farlo godere come con una donna.Era ancora dentro me… mi sentivo umido…infilai la mano vicino al mio cazzo e…scoprii cha anche io ero venuto…collegai quelle sensazioni… tutto era più chiaro, avevo avuto il mio primo orgasmo!!!Il mio primo orgasmo e….con mio cugino.Un ricordo indelebile…se chiudo gli occhi…lo sento ancora dentro me.
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18 anni fa
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Varie
Cena a casa di un\' amica
Premetto che sono un amante dei racconti di vita vissuta, mi eccita molto sapere le varie esperienze che capitano a tutti voi, quindi i miei racconti saranno tutte storie che mi sono realmente accadute. Una sera una mia amica organizza una cena a casa sua e nel gruppo c’e’ anche una sua amica, compagna di universita’, molto carina. Facciamo le presentazioni e cominciamo a cenare, inizia un gioco di sguardi tra me e Monica, questo era il nome di questa ragazza con di tanto in tanto qualche battutina piccante che sembrava come un invito a qualcosa. A fine serata arriva l’ora di andare via e Monica che era arrivata nel pomeriggio accompagnata dalla mia amica essendo uscite insieme dall’ universita’ chiese chi era disponibile a darle un passaggio fino a casa. Fortuna volle che mi dirigevo piu’ o meno nella stessa direzione e quindi accetta il mio passaggio. Una volta in macchina cominciamo a parlare… le dico che e’ molto carina e lei mi racconta un po’ di se’, che si e’ appena lasciata dopo sette anni con il fidanzato e che ha voglia di divertirsi. Arrivati sotto casa sua parcheggio per fare ancora quattro chiacchere ma lei mi dici che non ha voglia di parlare e che con la bocca e’ brava a fare altro, io facendo il finto tonto le chiedo cosa pensa di essere brava a fare, e lei per tutta risposta mi dice: - “Adesso te lo faccio vedere io” mettendomi una mano sul cazzo che era gia’ bello duro. Cosi’ mi tira fuori l’uccello e guardandomi negli occhi mi dice di essere una vera amante nel praticare il sesso orale. Inia a leccarmelo e succhiarmelo avidamente e si vede che deve aver avuto una bella esperienza nel campo poiche’ e’ davvero piuttosto brava, andiamo avanti cosi’ per circa mezzora alterando profondo ingoiate a leccate coadiuvate dalla sua abile mano che mi segava per bene mentre con la sua lingua mi leccava le palle e tutta l’asta dall’ inizio alla fine. Giungo nel momento in cui sto’ per venire e quindi la avverto di fare attenzione e nel caso di rallentare un attimo. Invece lei si ferma un secondo e mi dice: - “Io non mi fermo, voglio che mi sborri in bocca” Quindi detto e fatto le eiaculo tutto nella sua calda boccuccia che continua imperterrita a succhiare e leccare fino a ripulirlo tutto e a farmelo indurire di nuovo. “Bene adesso ho voglio di sentirmelo dentro perche’ ho la figa bagnata da morire” disse Monica. La accontentai subito dopo averle tolto le mutande in un nanosecondo, e cominciai a scoparla sul sedile dell’ auto… Anche li’ giunto al culmine mi riprese il cazzo in bocca e mi fece venire nuovamente con la sua maestri che gia’ prima aveva sfoggiato. Ci frequentammo per circa sei mesi alternando delle sedute di lezioni ORALI che sono arrivate a durare anche un’ora e mezza a delle vere e proprie maratone di scopate e inculate varie. Una cosa era certa, a Monica succhiare il cazzo le piaceva proprio tanto, tant’e’ che sapevi quando cominciava ma non potevi dire quando si sarebbe stancata.
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18 anni fa
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Sevizie dagli \"zii\"
Di esperinze bsex ne ho avute ne molte ne poche ma fra quelle che ho sperimentato questa merita sicuramente il gradino piu alto del podio. Successe un paio d'anni fa quando misi un annuncio da singolo bsex passivo, più o meno come ora ma avevo esagerato con i desideri, nel senso che mi ero lasciato trasportare dall'eccitazione di provare sulla mia pelle certe cose che fino a quel momento erano solo fantasie. l'annuncio diceva piu o meno cosi: "giovane bsex passivo cerca urgentemente padre-padrone, severo,autoritario,con esperienza di giochi di ruolo,fisting,dilatazioni estreme,inserimento di oggetti e gang bang. io mi presento come oggetto depilato, culo molto ben aperto per ricevere tutto quello che il padrone desidera e mi concedo anche alla mercè di altri uomini per il suo piacere". cavolo se avevo esagerato, la cosa mi eccitava non poco e scriverla ora mi fa ancora un certo effetto, eh si. Insomma mi avevano scritto in 4-5 persone ma niente di tanto concreto, solite chiacchere e basta. solo uno di monfalcone era stato piu concreto degli altri ed era riuscito a colpire nel segno e ad eccitarmi non poco, descrivedo nei particolari cosa avrebbe voluto da me e cosa avremmo fatto. Benissimo mi presento da lui un pomeriggio presto, appena depilato,svuotato completamente il pancino perchè sapevo che quel giorno il mio culetto ne avrebbe viste delle belle, suono, mi apre il tizio e sinceramente dimostrava piu anni di quelli che mi aveva detto, 52, e cio mi andava bene, piccoletto barba incolta occhiali, vestito da uno straccivendolo avrei detto. comunque entro eccitatissimo e anche timoroso. mi ordina subito di andare in bagno a spogliarmi e mi da un collare da mettermi. esco dal bagno nudo, mi fa chinare e mettere a 4 zampe, mi mette il guinzaglio e comincia a portarmi a spasso per la casa, giu per le scale, in gabinetto, in cucina dove mi fa bere da una ciotola, e nel mentre ogni tanto mi faceva fermare mi ordinava di aprire bene le natiche e mi sculacciava con un esuberanza che non mi aspettavo ma mi piaceva e vedendo che ciò mi eccitava prendeva anche ad insultarmi. poi il ritmo sali' e cominciò ad oliarmi il buco del culo per poi rovistarmo con le dita, prese poi una melanzana di quelle lunghe e me la infila senza troppa grazie nel buco, sento un dolorino ma poi passa. pian piano gli oggetti che mi ritrovo aumentanon di diametro e ad un certo punto mi mette una crema anestetizzante in modo da non sentire fastidio. io da ingenuo accetto,....non lo avessi mai fatto. accetto di farmi legare ad un tavolo e a quel punto mi infila l'intera mano nel culo, cavolo è un godimento assurdo anche se qualche fastidio lo sento comunque ma poi passa e sento la sua mano entrare e uscire dal mio cuolo come se fosse un bastoncino. non ho ancora visto il suo cazzo. ad un certo punto mi lascia li col culo che sbrodola e lo sento chiamare al telefono e parlare con qualcuno e poi ancora. sto in quella posizione circa una mezz'ora. Poco dopo il bastardo aveva fatto venire due suoi amici, forte del fatto che sapeva che mi sarebbe piaciuto venire seviziato da piu uomini, uno era dotato niente male l'altro invece faceva pena, comunque mi sono trovato sti tre nella cucina e io legato al tavolo con le cosce ben aperte e il culo ancora ben aperto, lubrificato e anestetizzato da prima. Minchia ero scioccato e avevo anche un pò di paura perchè stavamo uscendo dagli accordi,però non riuscivo a dire nulla, ero eccitatissimo. appena sto tizio ha dato il via hanno cominciato a toccarmi con foga, come se non avessero mai visto un culo, sentivo le loro dita e le loro mani dilatarmi il buco del culo a dismisura e il bastardo diceva loro che potevano tranquillamente infilarci la mano, e cosi fu, non avevano tanto le maniere soft nonostante la crema LUAN che mi aveva messo, sentivo comunque ciò che mi stavano facendo. alla fine ho preso due cazzi assieme nel culo e mi hanno sborrato tutti e tre sulla schiena e sulle natiche, che schifo ma ero in uno stato di eccitazione che oramai stavo ballando e nessuno si era fatto male quindi li ho assecondati e tutto è finito liscio come l'olio. quella è stata l'unica volta che ho visto sto tizio perchè poi a pensarci bene era andato un pò oltre e per fare ste cose, cioè chiamare qualcuno in casa senza averlo pattuito prima...mi ha preso alla sprovvista e si è approfittato per il fatto che ero eccitato. Il giorno dopo ho subito ridimensionato l'annuncio ed è stato molto meglio.
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18 anni fa
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Alla mia fionl, che amo con sempre piu\' con
Questa e una dedica che faccio alla mia donna , con cui fantastichiamo di giocare con il sesso, scoprendoci sempre piu' uniti e innamorati, per scoprire , che e' bello giocare con questa complicita' e fortemente uniti. Il racconto e suo. quindi le faro' una sorpresa. Siamo su una spiaggia, vicini, prendiamo il sole in silenzio. Sabbia bianca, fine, mare turchese, sembra il mare di Cuba. Completamente rilassati, sonnecchiando e sfiorandoci pigramente le mani. D'un tratto le voci di due persone ci portano fuori dal nostro piacevole torpore. Vicino a noi viene a sdraiarsi una coppia, io mi tiro un attimo sù per dare un'occhiata. Lei ha un corpo molto bello, è a seno nudo ed ha un tanga che le scopre un culo prominente e abbronzato, è bionda capelli lunghi,una bellissima bocca carnosa. Dò un'importanza relativa alla cosa fino a che girandomi su un fianco vedo che la guardi, la guardi in un certo modo...lei si accorge dell'interesse che ha suscitato in te ed allora incurante di me e del suo compagno, inizia ad attaccare discorso, ma lo fà in un modo provocante e seduttivo, si tocca i seni, i capelli, si mette supina mettendo in mostra il suo bellissimo culo tondo e abbronzato, tu sei lusingato e segui così il suo gioco fino a quando lei si alza per andare a fare il bagno. Tu la segui dicendomi che vai anche tu perchè hai molto caldo: Io rimango a guardare voi che parlate e scherzate dentro l'acqua. Mi sento...non sò come mi sento. Provo uno strano mix di gelosia e piacere quando vedo che tu, standole dietro, le prendi i seni tra le mani e la baci sul collo, lei si volta con la testa e ti mette la sua lingua in bocca. A quel punto tu ti immergi e vedo lei che fà una smorfia di piacere...immagino che la stai leccando sott'acqua....impazzisco! Nel frattempo il suo compagno mi si avvicina dicendomi di non farci caso, a lei piace sedurre gli uomini...mi viene più vicino e mi dice: Tu non devi fare nulla per sedurre...viene naturale desiderarti... comincia a carezzarmi le spalle, la sua mano scende fino al culo per mettermi poi le dita tra le gambe e sentire il mio grado di eccitazione, sentendomi bagnata mi viene sopra e mi prende così da dietro tenendomi per i seni, mi morde il collo, poi mi gira il viso e mi mette la sua lingua in bocca...comicio a godere. Tu stai guardando dal mare e quando capisci quello che stà succedendo,, ti avvicini quasi correndo e vedendo il suo cazzo ( tra l'altro veramente imponente) che mi penetra ti ecciti da morire e mi chiedi di succhiartelo. Te lo prendo in bocca con voglia animale e ti passo la lingua dappertutto prima di farmelo sparire in gola. A quel punto lui cambia e mi entra nel culo, te ne accorgi perchè te lo comincio a succhiare ancora con più passione. Tu godi improvvisamente ed io bevo tutto con avidità. Lui intanto si toglie dal culo e vuole che faccio la stessa cosa al suo cazzo...mentre lo prendo in bocca arriva lei che si eccita vedendo come spompino il compagno e vuole farsi scopare da te, ma tu sei appena venuto...la troia non si perde d'animo si infila il tuo cazzo nella bocca, ti passa la lingua dappertutto e tu ti riecciti immediatamente, allora la metti giù le apri le gambe e glielo infili tutto nelle fica, stà godendo come una porca, quando mi metto sulla sua faccia e mi faccio leccare tutta, mi lecca bene ...me ne vengo nella sua bocca nello stesso istante in cui tu vieni nella sua fica...mi avvicino a te e ci baciamo godendo Fyolanda
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18 anni fa
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La prima volta
Avevo 15 anni e cominciavo a sentire le prime voglie sessuali,gli ormoni chiedevano di essere sfogati ma come tutti i miei coetanei dovevo accontentarmi di qualche bacio dalla compagna di classe piu ardita. Nei momenti di solitudine pero mi rifugiavo nella cantina di casa dove sotto alcuni vecchi scatoloni avevo nascosto alcuni stralci di riviste porno..e cosi quando i miei erano al lavoro scendevo in cantina a sfregare il mio cazzo tra le mani sognando davanti alle immagini di coppie che scopavano in tutte le posizioni..lo facevo al buio con una piccola pila portachiavi visto che la nostra cantina era in mezzo a tante altre ma non chiudevo a chiave per il terrore di rimanerci chiuso dentro per colpa della vecchia serratura..un pomeriggio mentre ero intento a guardare le riviste sentii dei rumori da fuori,spensi la pila e ancora con i pantaloni calati mi avvicinai alla porta per sentire chi fosse. Mi accorsi con sorpresa che la porta era leggermente socchiusa . appena vicino alla porta feci per scorgere nel buio da dove arrivava il rumore ma una mano si infilò dentro . mi usci un grido di paura soffocato..shhoo mi disse ..la mano era scesa e accarezzava il mio cazzo ancora duro da sopra le mutande finche non lo tirò fuori e cominciò a menarmelo per bene..ero eccitato come non mai,era la prima volta che qualcuno me lo prendeva in mano ma dopo alcuni secondi venni in uno schizzo di godimento puro. La mano si ritirò,chiuse la porta e fuggi via insieme alle mie paure. Per un paio di giorni mi guardai intorno per capire di chi fosse la mano,una vicina,un amica,una compagna di classe,ma senza indizi era difficile capire. Tornai allora in cantina ma nella settimana seguente non successe nulla. Quando ormai dopo dieci giorni avevo archiviato la cosa come un episodio isolato successe di nuovo qualcosa..appena chiusa dietro di me la porta della cantina si riapri di qualche centimetro,erano le sei di una serata invernale e fredda e di li a poco avrei scoperto il sesso . mi slacciai i pantaloni,mi calai le mutande,la mano entro e subito prese in mano il mio cazzo. Comincio a masturbarmi in modo delicato poi prese la mia mano e la portò a se ma successe una cosa inaspettata. La mia mano si scontrò contro un membro maschile.. lo stupore mi pervase e ritrassi la mano. Lui scappò via lasciandomi li inebetito. Per due giorni non andai in cantina impaurito da quello che mi era successo ma il terzo giorno ci tornai incuriosito dal fatto che non ero rimasto schifato dell’accaduto. La porta la lasciai socchiusa e dopo qualche minuto arrivò anche lui. Allungò la mano,prese la mia e se la portò al basso ventre.palpai i pantaloni e sentti che c’era un cazzo duro e voglioso di uscire,lo tirai fuori,lo toccai e la voglia che mi scoppiò dentro mi stupi..lui per tutta risposta era entrato dentro chiudendo la porta facendo calare il buio totale. Si chinò davanti a me,mi calò i pantaloni e cominciò a mordere le mutande,le abbassò e prese in bocca il mio cazzo facendomi il primo pompino della mia vita. Lo leccò per pochi secondi poi si rialzò,prese la mia mano e la rimise sul suo cazzo. Cominciai a muoverla masturbandolo fino a che con le mani sulle mie spalle mi fece capire che era arrivato il momento di ricambiare. Mi misi in ginocchio davanti a lui,lo annusai,presi coraggio e me lo infilai in bocca. Aveva un sapore acre ma mi piaceva leccare quella cappella cosi vogliosa della mia bocca. Mi accarezzava il viso mentre io provavo a dar piacere al suo cazzo. Poco dopo mi fece alzare e di fronte a lui prese a leccare ed accarezzareil mio collo,mi piaceva,avevo scoperto una zona esogena del mio corpo. Poi le sue braccia mi abbracciarono tutto il corpo e le sue mani finirono sul mio sedere,strinse le chiappe con forza e con un dito andò a cercare il mio buchino vergine,cercò di infilarlo dentro ma mi fece male e mi scostai. Lui capi e tornò al mio cazzo,mentre lo accarezzava o ansimavo voglioso di venire ma lui si fermò, scese nuovamente con la testa e cominciò a baciarmi il ventre e il pube,poi andò piu sul fianco finchè non trovò il mio sederino, lo baciava e lo leccava come se fosse la cosa piu dolce mai assaggiata. La sua lingua dopo qualche minuto era tra le natiche a cercare cio che prima avevo negato alle sue dita. Sbavava tra il mio culetto tondo e anche se non provavo niente lo lasciavo fare finche il suo dito non tornò alla carica per farsi largo in quel buchetto ora umido della sua saliva . mi scostai anche questa volta certo che lui avrebbe smesso come pochi minuti prima ma cosi non fece. Il suo braccio afferrò le mie coscie in una stretta morsa rigida, il dito invece di fermarsi forzava per entrare ed io spaventato dissi no. In quel momento la sua voce ruppe per la prima volta il silenzio in un rauco sussurro, SE NON VUOI VA BENE,GRIDA , COSI TUTTI CORRERANNO A VEDERE COSA FAI IN CANTINA E SAPRANNO CHE TI PIACE PRENDERE IN BOCCA I CAZZI. Raggelai pensando che aveva ragione e mi bloccai dando la possibilità a lui di continuare a entrare e ad uscire con le dita dal mio culetto vergine. Ad un tratto mi sputò un paio di volte tra le natiche, mi prese e mi sdraiò pancia a terra, si coricò su di me e sentii un bruciore terribile,stava tentando di fare entrare il suo cazzo in me aiutandosi con la mano. Ce la fece, anche perche a pensarci adesso non aveva dimensioni da superdotato. Mentre mi scopava mi baciava la schiena e sussurrava frasi sconnesse e intanto io, passato il bruciore inziale misto alla voglia di andare in bagno, stavo cominciando a provare piacere senza però farlo notare. Pochi secondi dopo mi venne sulla schiena in uno schizzo bollente. Si alzò ,si tirò su i pantaloni e mi sussurrò scusa. Io dal canto mio non dissi niente, provavo ancora un po di dolore e lui come era venuto se ne andò. Io rimasi li ,in posizione fetale, al freddo e coricato sul pavimento di una cantina,inconsapevole di essere stato da uno sconosciuto che mi aveva fatto del male . quell’ episodio ha cambiato la mia vita, per mesi mi sono chiesto se il piacere che avevo provato era segno della mia omosessualità,anche dopo essere stato a letto con una ragazza ripensavo a uomini e donne indistintamente mentre mi masturbavo. In età adulta ho capito di non essere gay ma semplicemente bisessuale, di provare piacere con uomini e donne prendendo tutte le emozioni che una sessualità senza tabu ti puo dare, essendo però tutti consci di ciò che si fa, senza forzature e violenze . ho promesso a me stesso che mai avrei piu fatto nulla contro la mia volontà.
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18 anni fa
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\\\\serata sotto le stelle
La invitò per una serata speciale….. …. la conobbe tramite un’amica, e con lei ebbe da subito un gran bel feeling, avevano in comune tante cose, tra le quali la passione per la musica. Quella che per intenderci, quando la si ascolta, fa provare una grande emozione e battere forte il cuore. Andò a prenderla a casa….e quando lei apri la porta senti una fitta al petto per l’emozione. Lo fece accomodare in salone su di un morbido divano, gli offri da bere del martini bianco….che guarda caso era uno dei tanti gusti che avevano in comune. Erano veramente a proprio agio l’uno con l’altro, sembrava si conoscessero da tanto tempo, e provavano una grande emozione a stare insieme. Trascorsero velocemente le ore a ridere e chiacchierare, senza che potessero quasi rendersene conto e cosi decisero in un attimo, concordando senza esitazioni di recarsi in un locale, a trascorrere il resto della serata….che pareva essere cominciata in allegria e in pieno relax. Arrivò il momento di uscire, fuori si respirava una leggera brezza, non faceva freddo non potevano averne, visto che erano eccitatissimi per la serata e certamente si sarebbero scaldati stando vicini. Lei era salita di sopra a prepararsi per la splendida serata. Indossò per l’occasione una gonna cortissima ed una camicetta nera trasparente, sotto portava un reggiseno di pizzo nero, nel mezzo dei laccetti di raso, che mettevano in risalto il suo bel seno, delle autoreggenti che rendevano sensuali le sue gambe, la sua eleganza si notava nonostante vestisse molto semplice, e ad ogni modo quell’aria un poco timida ed ingenua la rendeva ancora più sensuale. Era quello che si sentiva dire spesso…. Quell’ aria da donna bambina, metteva in imbarazzo un poco anche lui, che non riusciva a toglierle gli occhi di dosso e gli procurava un certo brivido. Preso dalla curiosità di vederla, la seguì fin sopra a guardarla mentre si vestiva. Lo faceva molto timidamente dato che non era abituata a farsi osservare nell’intimità della propria casa. Prima di uscire si scambiarono alcune carezze, lui non poté più aspettare, la sua eccitazione era troppa ed incontenibile. La spinse delicatamente sul letto e comincio a baciarla tutta con tanta delicatezza, non voleva sciupare quell’attimo e non voleva certo turbarla!!!! con molta fatica smise, la tirò su dal letto e lei non affatto imbarazzata lo bacio lieve sulle labbra e fini di prepararsi. Uscirono per recarsi al locale che avevano poco prima scelto, con una bellissima vista . Entrambi amavano il mare, passeggiare sulla spiaggia o stare seduti ore ad ascoltare il rumore delle onde che vanno ad infrangersi sulla riva. Durante il percorso in macchina chiacchierarono un po e risero tanto nel raccontarsi alcuni episodi vissuti da ciascuno di loro,per entrambi abbastanza buffi e divertenti. Lui non riusciva a fare a meno di guardarla e timidamente le posava le mani sulle gambe, lei molto divertita lo lasciava fare. Con aria maliziosa ed intrigante tipica di lei, cominciò a muoversi al ritmo della musica che proveniva dallo stereo dell’auto. Per meravigliarla lui…. aveva pensato bene di conoscere per tempo tramite l’amica, che genere di musica le piacesse, cosi sapendo che avrebbe gradito ascoltare la musica del suo idolo preferito, fece in modo che potesse ascoltarla…… amava e adorava Robbie Williams, le sue canzoni specie “ Feel.” e “Angel” la facevano sognare e a lui piaceva ascoltare i suoi sogni e i suoi pensieri. Più si muoveva in quel modo cosi sensuale, più lui non riusciva a trattenersi dal sfiorarle i fianchi, le gambe ed accarezzarle dolcemente il viso dolce……..ma malizioso!!!!! Giunsero al locale, lui gentilmente l’aiutò a scendere dalla macchina, pensando non potesse resistere ancora a lungo, decise di stringerla tra le sue braccia, la tiro a se e la baciò appassionatamente e a lungo. Ancora una volta dovette trattenersi e usare tutta l’energia che aveva per reprimere il suo desiderio, era troppo eccitato all’idea di poterla avere, ma ……dovete rimandare ancora una volta quel momento, che non voleva certo sciupare bruciando i tempi. Quel momento sarebbe stato magico per entrambi, così come avevano deciso che fosse!! Entrarono mano nella mano, all’interno del locale luci soffuse, un posto molto accogliente, i suoi interni dai colori caldi ed esotici e la musica in sottofondo li accompagnò per tutta la serata. Durante la cena si scambiarono più volte delle carezze, lei cercava di stuzzicarlo… non che la cosa non le riuscisse gia da qualche ora, e certamente a lui non dispiaceva…tutt’altro!!! Comincio col descrivergli quali fossero i punti più sensibili del suo corpo, lui ne approfittò chiedendole quante più cose potesse, ma senza destare sospetti circa la curiosità di conoscerla più a fondo, cercava di scoprire quale potesse essere il modo migliore per farle provare piacere quando sarebbe arrivato il momento tanto atteso…….. Terminata la cena, i due decisero di recarsi sulla spiaggia a fare una passeggiata lungomare. Tirava un leggero venticello e il cielo era ricoperto di tante stelle. Lei cominciò a correre, quasi a voler scaldare il suo corpo, leggermente infreddolito per la leggera brezza che tirava e che proveniva dal mare. Lo chiamava sfidandolo a prenderla se ci fosse riuscito e rideva …. Lui non se lo fecce ripetere tante volte e fu semplice raggiungerla, la prese tra le sue calde braccia e la strinse a se. Lo invitò a sedersi sulla sabbia mentre lei con tanta armonia ed in modo sensuale, comincio a ballargli intorno… più ballava e più sembrava piacerle il modo in cui vedeva lui eccitarsi a guardarla. Per lui era una novità, era la prima volta che gli capitava di vedere una donna ballargli intorno in quel modo così erotico, non sapeva che pensare la sua mente correva all’impazzata….e l’unica cosa che voleva era lei solo lei… prenderla e farla sua. Era talmente bello ed eccitante vederla ballare e muoversi davanti a lui quasi da volere che non smettesse. Lei si allontano, avvicinandosi quanto più possibile alla riva del mare….continuava a muoversi con fare eccitante e provocante, poi comincio a spogliarsi dei suoi vestiti. Lui la guardava estasiato ed incredulo, il suo corpo si intravedeva appena per via della luna piena che si rifletteva sull’acqua, la raggiunse e cominciarono i loro giochi. Comincio a baciarla dappertutto sfiorandole con le labbra e le mani morbide i fianchi sapendo che quello era il suo punto più sensibile, a lei piaceva…. tanto da mandarla in estasi, non capiva più niente di ciò che le accadeva ma si lascio andare a quelle bellissime sensazioni che lui le faceva provare. Scese pian piano sempre piu giù il suo fondo schiena lo mandava in delirio, le avevano disegnato un delicatissimo tatuaggio che lo rendeva ancora più provocante e sexi. Continuo a baciarla… e lei lo lasciava fare si faceva accarezzare per tutto il corpo, sapeva che quel momento sarebbe stato magico, era gia in estasi. Lui la porto fuori dall ‘acqua… infreddolita, la sdraiò sulla sabbia continuando a baciarla dappertutto, assaporando ogni minima parte del suo corpo, la sua pelle sapeva di un dolce profumo poteva sentire i suoi molteplici odori che si mischiavano in armonia con l’odore che proveniva dal mare, risultando forti ed inebrianti. Il corpo di lei comincio a muoversi sotto i baci di lui, che sembravano ogni volta farla sussultare, era eccitante vederla provare tanto piacere. Anche lei poi comincio a baciarlo dappertutto, prima sul suo bel petto, sul collo fino a scendere tra le gambe per prima accarezzarglielo poi baciarglielo, quel suo modo di fare di toccarlo non capiva perché… ma lo mandava in delirio, il suo tatto cosi delicato quando lo prendeva tra le mani, e il suo modo insolito di baciarlo, non lo lasciava respirare. I loro odori si mischiarono lui la prese da dietro, penetrandola delicatamente, lei si muoveva davanti al suo corpo con movenze sensuali e tanto eccitanti, gli sembrava di esplodere dal piacere da un momento all’altro, ma non voleva che quel attimo finisse…….. Quando furono al limite del piacere lui riprese a baciarle i seni turgidi, tra le gambe, più la baciava più lui sembrava provare un immensa eccitazione, la sua dolcezza nel farsi amare era fuori dal comune, la sua ingenuità la rendeva più sensuale e il suo corpo liscio e profumato lo mandava in delirio. La prese di nuovo con tanta dolcezza muovendosi su di lei prima lentamente poi con più energia fino a farla godere per poi godere nello stesso istante anche lui. Rimasero abbracciati… stretti quasi da non volersi staccare, perché quegli attimi tanto attesi sospirati e intimi non potessero finire mai….ma ricominciare fino al sorgere del sole. Soffiocarezza
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18 anni fa
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Un giorno x caso
Me ne accorsi una volta mentre mi cambiavo d'abito. Siccome avevo fretta mi ero dimenticata di chiudere la porta. Fu appena un istante, ma quando mi girai, per rimettere a posto i jeans, intravidi abbastanza bene la sua figura ritrarsi di scatto per non farsi vedere. Dato che tutto si era svolto così velocemente e che nella stanza non c'era molta luce, per uscire dall'imbarazzo mi fu facile fingere di non aver visto nulla. Ma mi sentivo lo stesso offesa e umiliata, per essere stata tradita da una persona per la quale provavo un enorme affetto, da mio fratello.Quello che mi aveva fatto mi sembrava una specie di molestia o di violenza sessuale, poiché aveva violato la mia intimità e incurante dei legami di sangue aveva approfittato della situazione per appagare i suoi istinti da maiale. Inoltre il pensiero che eccitato fosse andato a masturbarsi nella sua camera mi faceva orrore. Tuttavia non avevo il coraggio di reagire. Tante volte mi ero chiesta cosa avrei fatto in situazioni del genere, se avrei avuto la prontezza di denunciare un tizio che mi avesse molestata in qualche modo.Sapevo bene che la ragione sarebbe stata tutta dalla mia parte, ma nonostante ciò la vergogna e l'imbarazzo in me erano troppo grandi. Così mio fratello continuò a spiarmi e io non dissi nulla. D'altra parte devo ammettere che lui era molto discreto nel suo vizio, e continuava a comportarsi per tutto il resto come il migliore dei fratelli. Inoltre, siccome l'animo umana si adatta a tutto per difendersi, io non provavo più tanto disgusto ad essere spiata. Devo anzi confessare che dopo un po' cominciò a piacermi. Prima di tutto perché in quel periodo mi annoiavo parecchio e qualsiasi cosa che risultasse fuori dalla banale quotidianità mi pareva molto eccitante o per lo meno mi incuriosiva facendomi così distrarre. Secondariamente tutta questa faccenda soddisfava la mia vanità, mi faceva sentire molto sensuale e desiderabile, sicché, col passar del tempo, godevo sempre di più di questa forma di esibizionismo. Tanto grande divenne il piacere di esibirmi che non ne potevo fare più a meno. Avevo bisogno di sapermi guardata con occhi pieni di desiderio. Ciò mi inebriava , mi faceva sentire la protagonista di quel piccolo universo formato da me e da mio fratello. Lui era il mortale che ammirava e desiderava ed io ero la dea che si lasciava ammirare e desiderare. Per di più potevo abbandonarmi a questo "illecito" piacere senza la paura di venir considerata da chi conoscevo come una puttana, una che si diverte a farla vedere. Infatti rimaneva una cosa segreta tra me e mio fratello, e neppure lui poteva considerarmi una troia, visto che io facevo finta di non accorgermi di essere spiata. Ma in seguito cominciò a ossessionarmi un pensiero. Sempre più spesso, quando mi mostravo a lui, mi capitava di pensare a come dovesse essere eccitato e a quanto dovesse avercelo duro. Così non potei fare a meno di pensare anche al suo cazzo e a come dovesse essere. Allora, avendo visto già abbastanza cazzi, avevo acquisito una certa esperienza in materia, e qualche volta, vedendo un bell'uomo, mi capitava di immaginare come fosse fatto il suo cazzo. Ben presto quindi mi ritrovai a desiderare di vedere il cazzo di mio fratello, per sapere come fosse. In fine il desiderio di vedere il cazzo di mio fratello si tramutò nel desiderio di toccarlo, di stringerlo nelle mani, di cacciarmelo in bocca, di far correre la mia lingua dai testicoli fino al glande, di sentirlo nella mia fica . La voglia del suo cazzo oramai mi eccitava a tal punto che la notte prima di addormentarmi mi dovevo masturbare. Quando poi mi esibivo, l'eccitazione era tale che un giorno non resistetti e mi masturbai proprio mentre sapevo che mi spiava. Ma quando finii di masturbarmi la vergogna mi travolse. Non potevo più guardare in faccia mio fratello senza arrossire. Il fatto che mi aveva visto masturbarmi mi tormentava talmente che non volli più continuare con quelle maledette esibizioni. Così non mi facevo più vedere nuda da mio fratello, prendevo tutte le precauzioni possibili perché non mi spiasse, chiudevo sempre bene la porta e addirittura appendevo qualche cosa alla maniglia per impedirgli di vedere dal buco della serratura. Ma la notte continuavo a masturbarmi pensando al cazzo di mio fratello. Finché un giorno fui io, spinta dal desiderio, a spiare mio fratello. Se ne stava seduto sul letto della sua cameretta a guardare un giornale porno, dopo poco si sbottonò i pantaloni, abbassò le mutande e tirò fuori uno splendido cazzo duro. Forse perché lo avevo desiderato tanto, ma mi sembrò il più bel cazzo che avessi visto, non era molto lungo ma era bello largo e grosso, dava l'idea di essere una specie di colonna massiccia e tozza. Con la mano sinistra strinse il cazzo sotto le palle e poi con la mano destra prese a masturbarsi, all'inizio molto lentamente poi sempre più forte e velocemente , finché non reclinò la testa all'indietro e il suo sperma schizzò dal cazzo per poi ricadere sul ventre. Da allora presi a spiarlo, a non perdermi una sola occasione per poter vedere quel suo bel culetto così piccolo e sodo, le sue gambe belle e muscolose, ma soprattutto il suo meraviglioso cazzo. La paura di essere scoperta rendeva poi la cosa ancora più eccitante. Non ricordo più quanto durò la cosa. Ma è certo che ricorderò sempre quanto accadde quell'estate. Mio padre aveva preso in affitto una casa vicino al mare, ed era mia abitudine andare in spiaggia da sola la mattina molto presto e poi andarmene quando si faceva troppo affollata per i miei gusti, vi tornavo poi nel tardo pomeriggio quando la maggior parte della gente se ne era andata. Ma proprio il 15 d'agosto non ero riuscita ad alzarmi presto e così pensando a quanto dovesse essere affollata la spiaggia quel giorno non avevo proprio voglia di andarci. Sennonché mio fratello cercò di dissuadermi, mi disse che ero solo una snob, una di quelle persone che si tiene a distanza dalla massa per il puro gusto di sentirsi appartenente a qualche presunta élite dello spirito. Insomma, tanto mi provocò che per non dargli ragione accettai di andare con lui alla spiaggia. Appena fummo arrivati mi diressi subito verso una cabina, ma il caro fratellino mi disse che quella che avevo scelta non andava bene perché dietro aveva un bel buco e qualcuno avrebbe potuto spiarmi. Non mi meravigliò affatto che sapesse del buco, data la sua passione per "l'osservazione della passera", doveva conoscere bene ogni cabina di quella spiaggia. Così nella cabina col buco ci andò lui. Da quando eravamo arrivati al mare io avevo smesso di spiare mio fratello, il sole, il mare, la spiaggia, le notti passate a ballare insieme ad amici mi avevano assai distratta. Ma adesso quell'occasione mi fece venire una voglia tremenda di rivedere il bel cazzo di mio fratello, tanto più che alla vista di tutta quella gran massa di gente che affollava la spiaggia fino all'inverosimile pensavo che quella mattina mi sarei annoiata a morte, sicché mi decisi a dare una sbirciatina. Mio fratello se ne stava seduto proprio davanti al buco e si masturbava tranquillamente. Pareva proprio che lo facesse a posta per essere visto da me. Quella che era al principio solo un impressione divenne subito dopo una certezza, lui sapeva, quello spettacolo era solo per me. Ero umiliata e infuriata, giuro che in quel momento avrei voluto tagliarglielo quel cazzo. Letteralmente fuori di me lo chiamai, lui aprì la porta della cabina e se ne stette lì davanti a me nudo col cazzo duro contro il mio corpo. Non sapevo più cosa dire o fare, non riuscivo più neppure a reggere il suo sguardo, dovevo abbassare gli occhi, ma così era anche peggio perché dovevo posare lo sguardo sul suo cazzo. Allora lui mi prese per un braccio e mi tirò dentro la cabina. Tenendomi stretta a sé cercava di toccarmi ovunque potesse. La voglia di scoparmi era così forte in lui che lo rendeva violento, ogni suo gesto era dominato da una frenesia incontrollabile. Quando mi spogliò le sue mani quasi tremavano, se fosse stato più calmo ci avrebbe messo molto meno a mettermi nuda. Poi mi girò e mi fece piegare, sentii la sua verga tra le natiche e un momento dopo era già dentro la mia fica. Menò dei colpi tremendi dentro me, la passione gli aveva fatto perdere il controllo di sé. La sua fame sessuale sembrava placarsi solo dandomi dei colpi di cazzo così forti che mi costringevano a reggermi alla porta per non cadere a terra. A ogni colpo tremavo letteralmente tutta e mi sembrava che non avrei potuto godere di più. Avrei voluto gemere e strillare con tutta la voce che avevo, ma dovevo trattenermi per paura di essere sentita da qualcuno. Quando venne, oltre che piacere provai anche un certo sollievo, perché non credo che avrei potuto continuare a godere così tanto senza fiatare. Adesso ogni volta che gli va mi scopa, senza tanti riguardi, non parliamo mai delle scopate che ci facciamo, e fino a quando non gli prende la voglia ci comportiamo come fanno normalmente fratello e sorella;PS. io sono del 75 ed mia sorella e del 1970
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18 anni fa
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Dream
Ho dei bellissimi capelli ricci, e mi piace portarli lunghi per poter schiaffeggiarmi il viso quando sono bagnati, mentre agito la testa in preda all’eccitazione, davanti allo specchio, a piedi nudi, depilato. Magari con delle scarpe da donna, e uno zucchino in culo che mi riempie lo sfintere lubrificato, senza far male, stimolando ulteriormente la mia erezione. Mi piace farlo con il cock-ring, e permettere così alle vene del mio cazzo di uscire fuori per bene a mostrare tutta la mia eccitazione da feticista. Quando mi masturbo a volte sono completamente nudo, altre volte indosso dei vestiti da donna, dell’intimo femminile, o dei jeans attillati per dare risalto alle forme del mio culo. In questi casi dai jeans faccio uscire il cazzo duro attraverso la cerniera abbassata, tenendo il bottone attaccato all'asola. Mi piace anche mettermi dentro la vasca da bagno, indossando borchie, collari, braccialetti ai polsi, cavigliere da donna, orecchini. Con del rossetto completo la mia porcaggine estetica e inizio a pisciarmi addosso, e a sentire così il calore del mio piscio che scalda il mio corpo inturgidito, fremente, e l’odore della mia urina che frizza nelle mie narici, mentre il gusto amarognolo mi stimola la salivazione permettendomi di irrorare il mio cazzo duro di saliva, e masturbarmi così, in scioltezza, fino a che uno schizzo di sborra calda non mi si appiccica sul ventre, sui piedi, sul viso, o in bocca. Adoro poi ammirarmi allo specchio dopo essermi venuto addosso, col cazzo semiduro a penzoloni, e i prodotti del mio corpo che mi scivolano addosso fino ai piedi nudi. Mentre mi faccio le seghe mi piace sculacciarmi, e sentire il rumore dello schiaffeggio che riecheggia nella stanza, per poi guardare allo specchio i lievi segni che mi piace lasciare sul mio culo tondo e sodo. Certe volte, raramente ma con grande eccitazione, gioco anche con i miei escrementi, anch’essi ben caldi, consistenti. In queste occasioni stendo dei sacchettoni di plastica bianchi sul pavimento, mi ci sdraio sopra, sistemo lo specchio di fronte a me, la faccio tutta e, mentre il cazzo mi diventa sempre più duro, inizio a palpeggiarmi finchè non mi sono svuotato per bene la pancia. Dopodichè prendo un po’ della mia merda e me la spalmo addosso, su tutto il corpo, mentre il cazzo depilato inizia a gonfiarsi di sborra senza che lo tocchi. Poi mi abbandono e inizio a rotolarmi sul pavimento, masturbandomi. A volte delicatamente, altre volte in modo forsennato. E mi sborro in bocca, in faccia, sui piedi, dove capita. Poi mi faccio una bella doccia calda per ripulirmi a puntino, e mi metto a guardare il filmato di ciò che ho fatto qualche minuto prima, facendomi un’altra sega. A volte mi riprendo anche quando mi riguardo. Il mio sogno è quello di trovare un ragazzo 25 enne, magrissimo, imberbe, completamente depilato, che sorrida dolcemente, con un bel visino dolce e le labbra carnose, che abbia delle belle mani sottili e dei bellissimi piedi, a cui piaccia indossare collanine e braccialetti, magari con un bel piercing sulla lingua, o sul labbro, e a cui piaccia fare le stesse cose che piace fare a me. Farei tutto quello che mi chiede senza eccezioni. Passerei le giornate a farlo sborrare.
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18 anni fa
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Quello che spesso si sogna
quante si sogna o si vorrebbe incontrare in un bel centro commerciale una bella persona che ti guarda....che ti segue....e poi...si combina... beh...ieri mi è successo ...ero seduto ad aspettare ...fuori da un negozio in una grande centro romano si avvicina un ragazzo giovane...e si mette a fumare...ogni tanto guarda...in giro...e me... poi mi alzo...vedo vetrine di altri negozi...e lui si alza e dalla parte opposta mi osserva...vado piu avanti svolto angolo...e lui lo trovo seduto in un muretto...come passo si alza....e li ho capito... sono andato verso la toilette...lui dietro di me...sono entrato sull'ultima porta...e lui quella vicina...poi sento che dice qui è sporco...ed io se vuoi usa la mia...è entrato ed io ho chiuso ..ci siamo guardati...e ci siamo baciati in modo molto passionale...mi dice ti piaccio...ed io...: molto carino unbel corpo...una bocca favolosa...sento due natiche sode ...ed un cazzo grosso e duro...ed io gli dico...ti piaccio tantissimo...(indossavo una canotta nera...ed un pantalone..aderente rigato....occhiali da sole...devo dire che stavo molto figo) ....poi... lo tiro fuori... e lui a me...ci seghiamo mentre ci baciamo...intensamente...stupendo...siamo stati abbracciati...molto...e poi ............speriamo di rivederci...chissa...?
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18 anni fa
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Storie di una travestita 5
Ultimo giorno di aprile, finalmente dopo numerosi contatti e chiacchierate su msn io e jimys ci siamo incontrati. È venuto a prendermi ed il primo impatto è stato buono, mi è piaciuto ancor di + di quando l’avevo visto in foto, belle labbra tutte da baciare. Siamo arrivati a casa e sono andata di corsa a vestirmi, lui in tanto era sul letto che stava al pc, immaginavo di trovarlo nudo come tanti altri fanno, invece no era ancora vestito. Io mi sono messa al fianco di lui sul letto ed abbiamo cominciato a parlare fino a quando mi ferma e mi chiede. Posso baciarti?io silenziosa per un po’ pensavo non mi hanno mai chiesto ciò, e di conseguenza ho risposto: certo, baciava benissimo, non mi sarei staccata nemmeno un secondo dalle sue labbra. Poi ricominciamo a parlare fino a quando non decidiamo di iniziare a fare qualcosa. Allora lui si è spogliato, io gli tolgo le mutande e comincio a manipolare il suo bel cazzo e comincio a leccarlo per un po’. Dopo un po’ mi chiede di mettermi a pancia in giù, e sento le sue mani che toccano il mio sedere, scivolando giù per le mie gambe, e ad un certo punto sento la sua lingua che sfiora il mio buchetto che poi comincia a leccare per bene, stavo impazzendo la sentivo quasi entrare dentro.. gli chiedo di fare un bel 69, e mentre lui mi lecca l’interno coscia e il mio buchetto, io lo spompo per bene fino a leccargli anche il suo buchetto vergine, delizioso da leccare e piacevole anche per lui che mai lo avevano leccato li. Mi dice che vuole scoparmi ed io quindi mi metto a pecora permettendo a lui di entrarmi dentro, fremevo di voglia d’essere scopata da lui mi è entrato dentro con il suo cazzo lungo 17 cm e ben messo di circonferenza(tanto che un po’ di dolore inizialmente l’ho sentito) era bello sentirlo dentro di me scivolare, dentro e fuori mentre ci baciavamo in continuazione, finalmente un maschione che mi scopa come voglio io, e non come tanti che scopano solo per un piacere loro senza pensare all’altra persona, mi sentivo realmente desiderata. Quando è venuto ho visto uscire il cazzo dal mio buchetto ed il preservativo pienissimo di sperma, mai visto tanto bene. Successivamente ci siamo rimessi nel letto a parlare del + e del -, quando lui mi dice; il bimbo si è risvegliato, allora io mi butto con le mie labbra e la mia lingua a succhiarglielo per bene leccarlo dappertutto palle buco ecc, mentre partivano anche delle belle slinguazzate tra la mia e la sua lingua. Ricomincia a scoparmi prendendo i punti giusti sempre alla pecorina, quando ad un certo punto io mi distendo per aver lui disteso su di me, continuava a spingere nei punti giusti del mio ano, tanto che ad un certo punto sento di star per venire senza che mi toccavo, infatti mentre lui continuava a scoparmi io raggiungo un piacere enorme che per la prima volta ho vissuto senza toccarmi. Una bella scopata da rifare con lui senza dubbio baci sabry
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18 anni fa
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90 centimetri
Sulla tastiera del cellulare digito il numero dell'Ospedale. Pochi squilli e una voce femminile mi dà risposta all'altro capo del telefono. - Ospedale… desidera? - Mi scusi signorina, vorrei avere notizie di un paziente di nome Luciano Piaggio. Si è procurato una lesione ad una gamba durante una partita di pallone nel pomeriggio. - Stia in linea. Le passo il reparto di ortopedia. Resto benevolmente impressionato dal intonazione sensuale della voce della centralinista, diversa da quella cantilenante delle telefoniste di molte aziende con cui mantengo rapporti per questioni di lavoro. Assorto nei miei pensieri, e dalla musichetta della messa in attesa, sono riportato alla realtà da una voce maschile all'altro capo del telefono. - Mi spiace, ma in questo reparto non abbiamo ricoverato nessun Luciano Piaggio, dica alla centralinista di passarle il Pronto Soccorso, solo loro potranno esserle d'aiuto. Digito ancora una volta il numero del centralino dell'ospedale. La voce femminile che risponde è la medesima di prima. - Ospedale... - Signorina può verificare se il signor Luciano Piaggio è ancora ricoverato. Ho parlato con un infermiere della clinica ortopedica e mi ha informato che nel loro reparto non è degente nessun paziente con quel nome. Forse è ancora al Pronto Soccorso. - Se ha pazienza e rimane in linea mentre rispondo ad altre telefonate controllo sul terminale del computer dove risulta ricoverato. - La ringrazio tantissimo. Rimango in linea. La musichetta fa da sottofondo agli interminabili momenti d'attesa. - Ho controllato. La persona che lei cerca è stata dimessa. - Meglio così. - rispondo. Preso da un improvviso impulso di fare conoscenza con la donna che sta all'altro capo del telefono proseguo a parlarle. - Mi scusi se insisto, ma volevo congratularmi con lei per il modo professionale con cui svolge il suo lavoro. Non è cosa da poco, specie di questi tempi. Mi farebbe piacere conoscerla di persona. Perché non usciamo insieme stasera? Potremmo andare in pizzeria e poi in discoteca. - Perché no. - risponde di getto, sorprendendomi non poco. - Termino il servizio alle otto e mezza. Se passi a prendermi potremmo trascorrere una piacevole serata in compagnia. - Va bene. - rispondo. - Alle otto e mezza sarò lì. A proposito... il mio nome è Fabio. - Quando raggiungi la portineria ai custodi devi dire che vieni da me. Loro mi conoscono, tutte le sere c'è qualcuno che viene a prendermi per riportarmi a casa. Mi chiamo Mariagrazia, ma qui tutti mi chiamano Grazia. Beh, ora ti saluto, ho altre telefonate in attesa, ciao! Ci vediamo stasera. La linea s'interrompe. Non sto più nella pelle. Una giornata che pareva nata sotto cattivi auspici promette di concludersi con una nottata di sesso. Alle otto e trenta mi presento davanti alla portineria dell'ospedale. Arresto la Bmw dinanzi alla garretta. I custodi mi indicano dove è ubicato il centralino. Percorro un breve viale e mi ritrovo davanti ad un piccolo edificio. Sulla porta c’è piazzata una targa: "Azienda Ospedaliera Centrale Telefonica". Scendo dall'auto e mi precipito alla porta. Busso. - Avanti, è aperto. - dà risposta una voce. Giro la maniglia ed entro. - Ciao! Ancora un minuto e sono pronta. Ciò che i miei occhi vedono mi lascia impietrito. Davanti ho una ragazza di una trentina d'anni alta non più di novanta centimetri. Grazia è una nana. - Andiamo? Io sono pronta. Rapida scende dal seggiolino e mi viene incontro con l'intenzione di scambiare dei convenevoli baci sulle guance. Fletto le ginocchia e contraccambio il saluto. In che cazzo di situazione sono andato a cacciarmi, penso. Da com'era iniziata la giornata dovevo immaginarlo che sarebbe finita male. Che il personale addetto a questo tipo di attività fosse affetto da qualche menomazione fisica era da mettere nel conto. Adesso dove la porto questa? Occorre che m'inventi una scusa plausibile e rinunci a portarla in giro. Ora capisco perché c’è sempre qualcuno che viene a prenderla e l’accompagna a casa ogni sera. I suoi genitori, magari! Grazia mi prende sottobraccio e insieme ci avviamo verso la macchina. - Hai deciso dove andremo a mangiare la pizza? - mi chiede quando ha preso posto sul sedile della vettura. - Veramente non ho molta fame, ma conosco un posto isolato in campagna, dove preparano una buonissima pizza. - Perché non andiamo in qualche pizzeria del centro. Al "Cenacolo" ci vanno tutti i giovani della città. Andiamo lì, dai... e poi non ci sono mai stata. D’improvviso mi sento crollare il mondo addosso. E' lì che il sabato sera sono soliti andare a cena i miei amici. Ci farò una figura di merda se mi vedono in compagnia con questa tizia qui. - Dai metti in moto, abbiamo la notte davanti a noi. - strilla poggiandomi la mano sulla mia che sta appiccicata sul volante. Raggiungiamo il centro della città in pochi minuti. Giro attorno l'isolato dove è situata la pizzeria alla ricerca di un posto dove parcheggiare l'automobile. Lo trovo in un viottolo poco distante dal locale. A piedi, con lei al fianco, m'incammino verso il ristorante. A chi ci guarda dobbiamo sembrare una coppia male assortita. Io sono alto un metro e ottanta, lei novanta centimetri. La sua andatura è caracollante a causa delle gambe arcuate ed i tacchi alti. In compenso ha il viso dolcissimo. Da quello che riesco ad intuire è dotata di una intelligenza fuori del comune. La conversazione a tavola non languisce, soprattutto per merito suo. Per quanto mi riguarda non desidero altro che la giornata termini al più presto. La serata in pizzeria trascorre in modo piacevole, per fortuna nessuno dei miei amici si è presentato nel locale. Beati loro! Sicuramente avranno trovato qualcosa di meglio da fare piuttosto che trascorrere la serata in compagnia di una nana. - Ora che abbiamo terminato di cenare perché non andiamo a fare quattro salti in discoteca? Il vino bianco che sto sorseggiando mi va di traverso. Emetto alcuni colpi di tosse prima di risponderle, ma lei insiste. - Sì dai, andiamo a "L'Altro Mondo", c'è sempre un casino di gente lì. - afferma sorridendo. - Ma... veramente è tardi. - Tardi? Ma, sono appena le undici. Domani è domenica, avremo tutto il tempo necessario per riposare. Non sono in grado di oppormi. Grazia si avvia verso l'uscita del ristorante. Pago il conto e la raggiungo. La discoteca è situata a pochi chilometri dalla città. Impieghiamo una ventina di minuti per arrivarci ed altrettanti per trovare un posto dove parcheggiare l’autovettura. Una baraonda di ragazzi e ragazze da sfogo alla gioia di vivere, muovendosi sulla pista da ballo al suono di musica sudamericana. Il buio e la confusione mi sono di aiuto consentendomi di nascondermi alla vista di eventuali conoscenti. Molly è scatenata. Non vuole saperne di stare seduta al tavolino e ascoltare la musica. Afferra la mia mano e mi trascina sulla pista da ballo. Sono le tre di notte quando usciamo dal locale. - Ora ti porto a casa. - le dico. - Si, grazie, non dimenticherò mai questa serata, è stata molto importante per me. Il tragitto di ritorno sembra più corto di quello dell'andata. - Ecco, abito lì. - dice, quando raggiungo Via De Gasperi. - Parcheggia all'ombra di quei platani. A quest'ora della notte non c'è anima viva in giro. Qualche rara autovettura transita per la via e scuote il silenzio di una città semiaddormentata - Questa sera mi hai fatto il regalo più bello della mia vita. Vorrei ricambiare in qualche modo la tua cortesia. Per nulla imbarazzata Si libera della gonna e subito dopo della camicetta. Senza che possa fermarla s'inginocchia sotto il volante fra le mie gambe. Colto di sorpresa non so che fare. Lei è più veloce del mio stupore, abbassa la lampo dei miei pantaloni ed estrae l'uccello. Le sue piccole mani iniziarono a masturbarmi. - No! Ma cosa fai, cosa ti viene in mente. - dico, cercando di allontanarla - Ti voglio far godere! E' l'unica maniera che conosco per ringraziarti. Le sapienti movenze delle sue dita inturgidiscono il cazzo che si erge diritto fra le mie cosce. Non oppongo alcuna resistenza e la lascio proseguire nell'opera che ha cominciato. Dall'angolo della bocca le scendono gocce di saliva, come se fosse in procinto di assaporare il suo dolce preferito. E' scatenata. Prima di stasera non avevo mai visto una donna in quello stato. Con una mano inizia a massaggiarmi i testicoli, mentre con l'altra continua a menarmi l'uccello fino a farmi male, infine decide di sputare un grumo di saliva sulla cappella. La mano scorre sul cazzo con molta naturalezza. Nessun'altra donna è riuscita a farmi una sega in questo modo. Solleva il capo e mi guarda in viso, poi affonda di nuovo la bocca sulla cappella. Mi scopro a fantasticare sulle sue labbra così soffici da fare invidia alla morbidezza di una fica. Lei continua a farmi godere accarezzandomi a turno i testicoli e l'uccello. Lo sfregare della cappella sulla superficie delle sue labbra mi dona attimi d'irrefrenabile piacere. Le gambe iniziano a tremarmi ad ogni penetrazione. Tutt'a un tratto interrompe per qualche istante la sua azione. La vedo inumidire di saliva un dito della mano. Lo adagia intorno al buco del mio culo. Ripete quest'operazione alcune volte, mentre con l'altra mano continua a menarmi l'uccello. Infine con molta delicatezza introduce il ditino nel mio sfintere. Ho un sobbalzo. E’ la prima volta che qualcuno m'incula. Prosegue imperterrita nella sua azione. La gradevole sensazione di prurito che sa trasmettermi il dito si accompagna all'intenso piacere delle labbra che si abbassano sulla cappella. Sborro irrigidendomi in tutto il corpo, trascinando anche lei in un vortice di piacere. Grazia non vuole ingurgitare lo sperma, cerca di trattenere il liquido in una mano, ma le fuoriesce fra le dita. La osservo divertito durante questa manovra. Prendo dal cruscotto un paio di fazzoletti di carta e glieli porgo. Grazia risale dalla scomoda posizione sotto il volante e torna a sedersi al mio fianco. La luce dei lampioni illumina il suo corpo candido e i seni minuti su cui spiccano le areole dei capezzoli appuntiti. - Ti è piaciuto? - mi chiede. - Sì molto, e a te? - Anche a me. - risponde. Premo il pulsante che comanda i sedili ribaltabili e li abbasso. I nostri corpi vengono a trovarsi l'uno di fianco all'altro. A dire il vero io sto un poco più in alto, lei più in basso. Posso vedere la fenditura della passerina parzialmente nascosta da una rada peluria. Con la mano risalgo le cosce e vado a scoprire la deliziosa apertura della fica. Ha gambe bianche come la neve. I piedi perfetti. L'ombelico tondo, tondo... Il cazzo mi si arrapa ancora una volta. Sfioro con la mano la passerina, toccandola per la prima volta. E' tutta bagnata. Con le dita le sfioro le grandi labbra e il clitoride. E' turgido, gonfio e ben sviluppato. Non so resistere a lungo. La penetro con le dita. La parete della passerina è tremendamente stretta. Ancor più eccitato sollevo Grazia di peso. La prendo per i fianchi e la pongo a cavallo sul mio bacino. La sua mano prende l'uccello e se lo infila nella fica inarcandosi all'indietro con la schiena per facilitare la penetrazione. - Ce l'hai stretta. - dico. Riesco a penetrarla aiutato dal fluido abbondante che le addolcisce il dolore. Grida al mio primo affondo. Non voglio farla soffrire e l'invito ad assecondare i miei movimenti. Finalmente prendiamo il giusto ritmo. Eccitato come sono vengo dopo pochi colpi. Non ho neanche il tempo di estrarlo e le sborro dentro. E' tardi. Le lancette dell'orologio segnano le quattro del mattino. Ci rivestiamo e subito dopo ci salutiamo.
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18 anni fa
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Roberta al centro dell’attenzione
Venerdì riceviamo una telefonata d’invito a cena da Agata e Silvio, i nostri complici erotici. Spesso, scherzando, definiamo la nostra amicizia come un’associazione per delinquere a scopo erotico. In effetti, è grazie a Agata che Roberta, la mia compagna, ha abbandonato ogni titubanza concedendosi ai piaceri delle attenzioni di più uomini. Oltre a noi era invitata anche un’altra coppia d’amici ma si era presentato solo Paolo poiché la sua fidanzata, Roberta, rientrando dall’estero, aveva perso la coincidenza con l’aereo a Roma, quindi l’ora del suo arrivo qui a Torino era ormai diventata una questione di pura statistica. La cena si è svolta senza note di rilievo tranne il cibo poiché Agata è un’ottima cuoca anche se ha il vizio di rivoluzionare le ricette che ogni tanto le passo. Seduti sul loro divano ci stiamo gustando un buon bicchiere di Calvados quando Agata chiede a Roberta se non deve andare in bagno. Alla sua risposta affermativa le due donne ci lasciano alle nostre discussioni. Restano via molto, immagino che abbiano le loro cose da dirsi, quindi rivolgo nuovamente la mia attenzione ai due amici e mi dimentico di loro. Quando ritornano, Roberta sì attrespola su di uno sgabello tipo bar che è posto quasi al centro della stanza mentre Agata prende il suo precedente posto al mio fianco. Nel farlo si strofina contro di me invadendo le mie narici con il suo profumo che personalmente trovo molto caldo e sensuale. La sua vicinanza solletica la mia fantasia, non riesco a non pensare alle sue labbra sul mio membro e alle sensazioni che mi avevano regalato. A fatica cerco di mascherare le mie sensazioni e quando riprendo un minimo di controllo, tale da poter ascoltare quello che si dice, sento la voce di Agata affermare: - Mi spiace per Roberta, questa sera era stata combinata per sei… pari… ma possiamo sempre inventarci qualcosa! Ad esempio un’idea si sta prendendo forma nel mio cervellino malato. Sai la rabbia di Roberta, quando le racconteremo di questa sera, al pensiero di cosa si è persa!- L’espressione di Roberta mi lascia intuire che lei sa qualcosa più di me, lo vedo dalla luce che ha negli occhi, uno sguardo che non lascia dubbi: sa che sta per far sesso ! Agata si alza dal divano, esce dalla stanza e subito ritorna con una sciarpa di seta blu. La arrotola fa le sue mani, gioca con essa, poi si avvicina a Roberta e dopo un’occhiata d’intesa le benda gli occhi. Le sciarpe sono due, l’altra se la passa attorno al collo. Nessuno di noi conosce le sue intenzioni, ci scambiamo fugaci occhiate interrogative che restano senza risposta. Intanto le mani di Agata iniziano a sbottonare il vestito di lino leggero che indossa Roberta. Lentamente il suo reggiseno compare tra l’apertura del vestito. Roberta lascia fare, con mio gran rammarico, non posso vedere i suoi occhi ma la bocca ha un’espressione d’estrema concentrazione. L’abito le è calato sino in vita senza nessuna reazione da parte sua. A questo punto Agata prende per mano Paolo e lo accompagna alle spalle di Roberta. Lui prima le accarezza le spalle, scende lungo le braccia sino in vita e la cinge, poi le sue mani passano sul bacino e lentamente salgono verso il seno. La bacia sul collo mentre stringe le coppe con forza, solo ora Roberta da segni di vita socchiudendo la bocca ed emettendo un sospiro. Gli slaccia il reggiseno e lo sfila via con dolcezza, afferra nuovamente le mammelle traendola a se, questo è quello che aspettava Agata che con parole d’invito le fa alzare il sedere in modo da spogliarla completamente. Non l’avevo notato a casa ma vedo che Roberta indossa uno splendido reggicalze in tinta con il reggiseno e i ridottissimi slip. Anzi sono sicuro che non è uscita così da casa. Si sia cambiata quando è andata in bagno, mi domandai da quanto tempo usciva di casa con un cambio di biancheria sexy nella borsetta, pronta ad ogni evenienza. Questo pensiero mi eccitava e, al tempo stesso, turbava. Agata, ora, prende Silvio e lo accompagna davanti a Roberta poi si pone di lato in modo da non impedirmi la visuale. Lui accarezza, con ambedue le mani, le gambe di Roberta sopra le calze, sale sino agli elastici del reggicalze e li tira leggermente per poi lasciarli facendoli schioccare sulla pelle. Lei inizia ad eccitarsi e apre leggermente le gambe. Lui cerca di slacciare gli elastici per sfilarle gli slip ma Agata lo ferma dicendogli: - guarda bene!- Sono incuriosito e osservo meglio, noto che le mutandine di Roberta hanno due fermagli ai lati, come quelli delle spogliarelliste. Mi domando: - ma dove avrà preso quella biancheria -. Sospetto che sotto ci sia lo zampino di Agata. Silvio, capita la situazione, libera prima un lato degli slip intrufolando la sua mano nell’apertura. Le sue dita giocano con la bionda peluria della mia donna mentre le mani di Paolo stuzzicano il seno alternano lievi strizzatine ai capezzoli a baci sul collo o sulla schiena. A lei piace questa situazione e lentamente si sta abbandonando al tra le braccia dell’uomo che sta dietro di lei. Con un ultimo gesto le mutandine le sono sfilate via attraverso gli elastici del reggicalze, ora è pronta, le parti del suo corpo che lei vuole concedere e da cui vuole trarre piacere sono denudate e oscenamente offerte ai due uomini. Sempre bendata non può vedere Agata che si porta alle sue spalle e dopo aver allontanato Paolo si sostituisce a lui. Osservare le mani di una donna che accarezzano Roberta mi provoca delle sensazioni sino ad ora sconosciute. Con decisione, Agata, afferra le sue mani e le porta dietro la schiena e con la seconda sciarpa le lega mentre le sussurra delle frasi tranquillizzanti. Quindi la abbandona all’attenzione dei due uomini e viene davanti a me. Il suo vestito è chiuso sulla schiena, mentre se lo slaccia il suo seno sembra volerlo strappare. Pochi bottoni, una zip e il vestito cade ai suoi piedi. Sotto porta la stessa biancheria di Roberta, escluso il reggiseno, con una voce che mi fa vibrare il basso ventre mi dice: - toglimi le mutandine! - non è una richiesta…è un ordine. Si fa spazio in mezzo alle mie gambe e spinge in avanti il ventre. Raddrizzo la schiena e appoggio le labbra alla sua pancia, proprio sotto il reggicalze mentre le slaccio le chiusure laterali degli slip. Li sfilo facendoli scorrere in avanti, avendo cura di farlo molto lentamente. Durante quest’operazione i suoi occhi sono chiusi e sospira quando …………. gli s’infilano fra le labbra della vagina. Lei lascia una striscia umida sugli slip che scorrono e il profumo della sua femminilità invade i miei sensi facendomi dimenticare tutto quello che accade intorno a me. Purtroppo l’estasi dura solo un attimo, Agata mi riporta alla realtà montandomi addosso, a cavallo delle mie gambe e armeggiando con impazienza sulla chiusura dei miei pantaloni. Un gridolino di stupore richiama il mio sguardo su Roberta. I due amici, che nel frattempo si erano spogliati, stanno appoggiando, uno per lato, i loro membri alla sua bocca. Con gli occhi bendati e le mani legate dietro la schiena, può solo sentirne la pressione sulle labbra e apprezzarne l’odore. Aprendo la bocca gli invita, loro si fanno più vicini e lei inizia a dispensare leccate e baci ai due lati mentre le loro mani fanno a gara per esplorare il suo corpo. Agata è riuscita nel suo intento e ora brandisce il mio membro. Avvicina il pube premendolo contro di me, appoggia il viso al mio e finalmente sento le sue labbra che aspirano la mia lingua. I peli della sua vagina scorrono tutta la lunghezza del mio membro, sento la labbra che si aprono e una traccia umida lasciata sul pene crea in me delle piacevoli sensazioni. Stacca la bocca dalla mia, mi guarda con occhi lucidi dicendomi: - ti voglio dentro! -, questa volta non è un ordine ma ha il tono di una implorazione. Lei si solleva leggermente. Con una mano le divarico le grandi labbra mentre lei si guida il mio pene dentro. Lo lascia entrare lentamente, sento che si apre senza difficoltà anche se lei sta inclinando il pube in modo da avere la massima percezione di quello che si sta facendo spazio nel suo ventre. Nell’ultimo tratto assume una inclinazione favorevole allargando ulteriormente le gambe e scende di colpo lasciando andare un grido di piacere, o meglio di soddisfazione, che attira l’attenzione degli altri tre. Distrae addirittura Roberta che interrompe il suo doppio pompino per chiedere: Cosa state facendo voi due?- Ho il tuo uomo dentro! – risponde la voce rotta di Agata. Oh!… Vorrei proprio vedervi – replica Roberta. Immagina, fai lavorare la tua fantasia!… se ne hai il tempo. – Detto questo amplifica il movimento delle anche, scorrendo tutta la lunghezza del mio membro. Inclinata verso di me con la schiena curva all’indietro quando sale sbatte il seno sulla mia faccia. Ha un paio di tette fantastiche, più grandi di quelle di Roberta ma altrettanto sode. Mi perdo nello studio accurato dei suoi capezzoli, e quando si avvicinano cerco di baciarli, succhiarli o mordicchiarli. Stiamo giocando. Giocando con il sesso, in realtà non siamo ancora alla ricerca del piacere estremo, sappiamo tutti e due che la serata è appena iniziata. Lei s’inventa, costantemente, dei nuovi giri con il bacino e le anche. Lo prende tutto dentro e strige ritmicamente i muscoli, poi sale tenendo in se per un soffio solo il glande e resta ferma, anticipa i miei tentativi di spingerlo dentro mentre mi sorride. Scende e si apre completamente, sento l’interno della sua vagina, che anche se ferma, mi stuzzica grazie alle sue contrazioni. Lei avvicina il viso, naso contro naso, le nostre lingue s’incontrano nell’aria, i suoi occhi mi fissano intensi. M’ipnotizzano. Con le mani appoggiate ai suoi fianchi ho la chiara percezione del suo corpo. Il suo respiro aumenta di velocità e d’intensità. Anche il suo pube si muove salendo e scendendo al ritmo delle contrazioni e del respiro. I suoi occhi continuano a fissarmi mentre mi ritrovo a pensare: -NO…i sentimenti non valgono in questo gioco…Maledetta stai giocando sporco. – Accetto le sfida e reggo il suo sguardo, la fisso negli occhi senza accorgermi che le sto stringendo con forza le natiche. Sento le sue morbide contrazioni interne farsi sempre più frequenti, i suoi occhi sono lucidi e dolci, troppo dolci; la pelle tra le mie mani diviene sempre più calda sino a quando le sue labbra si aprono in un rantolo di piacere, gli occhi si chiudono e l’orgasmo le trasfigura il volto. Le contrazioni involontarie del pube di Agata sono quasi terminate, quando, a beneficio degli altri, lascia uscire qualche gridolino di piacere. Il gioco degli sguardi di prima mi è servito a controllare egregiamente le mie reazioni, mi trovo ancora lontano dall’orgasmo. Lei, tenendomi dentro, mi chiede: Vuoi venire adesso?!- Dopo – le rispondo – ma dentro di te! – Mi avrai … di nuovo … Grazie! – risponde lei intercalando con un bacio poco passionale e un po’ troppo sentimentale - Grazie! - ripete ancora mentre una lacrima le segna la guancia nonostante il sorriso che le illumina il volto. Il nostro rapporto, per quanto intenso, non è durato molto. Quando Agata si è sollevata da me vedo che Roberta ha la bocca piena del membro di Paolo mentre Silvio, in ginocchio davanti alle sue gambe spalancate le sta leccando avidamente la vagina. So che a lei piace essere bendata, in determinate occasioni, ma rimpiango il fatto di non poter osservare completamente l’espressione del suo volto. Agata si unisce ai due e dopo aver studiato bene la situazione inizia a disegnare con le dita dei ghirigori attorno al seno di Roberta. La presenza di un nuovo tocco la fa fremere mentre emette dei suoni strozzati a causa del pene che le riempie completamente la gola. Agata invita, silenziosamente, Silvio ad alzarsi, prende il suo membro e lo avvicina alla vagina dilatata di Roberta, lo appoggia alle labbra e lo strofina contro di esse delicatamente in modo da guidarlo. Roberta abbandona il pene di Paolo, che omai sta quasi per riempirle la faccia, e si abbandona all’indietro fra le sue braccia. Quello sgabello su cui è seduta non deve essere molto comodo, soprattutto con le mani legate, ma lei riesce ad offrire la sua femminilità all’uomo che ha davanti. Agata dilata con due dita la vagina di Roberta e, mentre guarda nella mia direzione, vi spinge dentro il pene di suo marito. Un vero urlo di piacere sottolinea l’avvenimento. Lei non può muoversi e accetta passivamente il piacere di quella situazione con Silvio che la penetra, Paolo che la regge per le spalle chinato in avanti a succhiarle i capezzoli e le mani di Agata che stimolano la sua vagina al ritmo dei colpi del marito. Silvio prende le sue gambe sotto le ginocchia e le solleva, divaricandole ancora di più. Esce completamente da lei e rientra spingendolo fino in fondo, sino a schiacciare le dita di Agata. Il tutto molto lentamente. L’azione combinata dei tre, tutte quelle mani su di lei, portano Roberta prossima all’orgasmo. Non è una posizione comoda per venire, lo sa lei, lo sa Agata e lo sanno i due uomini, me è proprio questo che li eccita. La loro attenzione è completamente rivolta al corpo di Roberta, le loro azioni sono calibrate per darle il massimo piacere. In breve lei viene, urlando come raramente si concede di fare. Spinge il pube verso Silvio e la schiena inarcata verso Paolo, si solleva quasi dallo sgabello aiutata dalle mani di Agata che le cingono la vita. Salta, si muove, cerca di prenderlo ancora più in fondo nonostante Silvio sia completamente dentro di lei. Il suo ventre trema e il seno ondeggia rimarcando i suoi movimenti e il respiro affannato. Lentamente si tranquillizza, torna ad appoggiare il sedere, quello che si vede del suo viso al di sotto della benda è reso irriconoscibile dal piacere. Silvio resta dentro di lei mentre le mani di tutti e tre massaggiano il suo corpo. Quando il respiro è tornato normale, Agata le sussurra che non ha ancora finito di godere per quella sera. La fa alzare, noto che è instabile sulle gambe, la guida con dolcezza verso di me sul divano. Mi fa un cenno e capisco che vuole che mi metta sul tappeto. Scivolo giù appoggiando la schiena al sedile del divano. Agata guida Roberta, sempre bendata e con la mani legate dietro, su di me e la fa scendere a cavallo delle mie gambe. Il sentire le gambe di un uomo fra le sue la fa nuovamente ansimare, striscia in avanti fino a sentire un pene che le preme contro la vagina. Lei non sa chi ha sotto ma non se ne preoccupa, strofina il pube sollevandolo nel tentativo di prenderlo nuovamente dentro. I suoi tentativi sono molto piacevoli e resto lì a godermeli. Agata si mette dietro di lei, in ginocchio, la afferra per le anche sollevandola un poco, la sua mano scivola sotto la vagina di Roberta e prende il mio membro guidandolo dentro Roberta. Lei come lo sente allineato e imboccato con un abile mossa del pube lo lascia affondare nel suo ventre sino ad incontrare l’indice e il pollice di Agata che ancora mi cingono il pene. La sento bagnatissima e dilatata, si sistema e attacca un movimento simile a quello che Agata aveva usato con me prima, ma con delle varianti personali tutte sue. Cerco di non toccarla, non voglio che riconosca le mie mani, così come cerco di assecondare la sua cavalcata con delle spinte diverse dal solito, voglio lasciarle il dubbio sull’identità dell'uomo che ha sotto di lei. Le mani di Agata mi stringono dolcemente i testicoli e quando, Roberta, sale lei le solletica la vagina. Paolo e Silvio si presentano nuovamente ai lati del suo viso con il pene eretto e speranzoso delle sue labbra. Lei, che mi sta cavalcando con la schiena eretta, è all’altezza giusta. La pressione dei due sulle sue guance la distrae dal suo precedente impegno, rompe il ritmo e i suoi movimenti diventano irregolari. Iniziavano a piacermi la sue mosse ma la vista della sua bocca alle prese con i falli dei due e molto più eccitante. Prima si dedica a Silvio, credo che abbia riconosciuto colui che la presa prima dall’odore della sua vagina rimasto sul pene, lo ingoia di colpo, succhiandolo a guance incavate. Lo scorre in tutta la sua lunghezza seguendone il glande con la lingua. Tre, quattro volte, poi volta il viso verso l’altro e prima lo lecca quindi apre la bocca e lo ingoia, si sforza di ingoiarlo tutto, gli occhi di Paolo ruotano verso l’alto mentre con una mano le tiene la testa ferma in quella posizione e muove il bacino per scoparle la bocca. Quando la lascia; Silvio appoggia il suo membro alle labbra vicino a quello di Paolo, allora la lingua di Roberta può stimolare tutti e due con dei rapidi scatti nelle due direzioni. Nel frattempo non interrompe la sua cavalcata ma, anzi, il mio pene che entra in lei la stimola a dispensare leccate e succhiate sempre più appassionate in quel doppio pompino. Paolo, però, non è soddisfatto. I suoi occhi cadono su Agata intenta a massaggiarmi i testicoli e a stringermi con due dita il pene dentro Roberta, si porta dietro di lei e con un lieve tocco sulla schiena richiama la sua attenzione. Roberta, quando si accorge che uno dei due si è allontanato, s’imbroncia per un attimo poi dedica tutta la sua bocca all’altro. Sento che Agata scivola di lato, mantenendo sempre la presa sul mio membro, si mette a carponi dal lato di Roberta opposto a quello di Silvio. Posso vedere il suo viso contornato dagli splendidi capelli neri e i suoi occhi tremendamente espressivi, ma quello che attira il mio sguardo è il seno, che quella posizione esalta. Paolo si china dietro di lei e le infila una mano in mezzo alle cosce. Lei non si fa pregare, apre le gambe e solleva il sedere come una gatta. Apre la bocca e geme quando lui le entra dentro, china la testa per osservare la sua penetrazione e i capelli ricadono in avanti. Quando rivolge il suo sguardo a me il viso e coperto dai capelli ma riesco a cogliere la sua espressione di piacere. I suoi occhi sono puntati su di me. Paolo la monta con foga e il suo seno balla al ritmo dei colpi, ansima, geme ma non molla la mano dal mio membro. Volgo lo sguardo alternativamente a Roberta sopra di me che succhia Silvio e a Agata di fronte a me montata da Paolo. E’ uno spettacolo troppo eccitante e sento che sto per perdere il controllo. Roberta si accorge che l’uomo che sta succhiando e pronto a venire, fra una succhiata e l’altra riesce a dire: Riempimi… anche da sotto…ti prego!- Quando i primi getti di sperma le invadono la gola, Roberta, intensifica la sua cavalcata. Afferro una mammella di Agata e spingo in alto il bacino mentre sento l’orgasmo arrivare. Le mosse di Roberta le fanno sfuggire a tratti il membro di Silvio dalla bocca e molte gocce di seme le stanno imperlando il seno. A questa vista esplodo. Sentendomi pulsare dentro di se, Roberta, si apre ad accoglierlo sino in fondo limitandosi a contrarre fortemente i muscoli pubici. Il mio orgasmo genera il suo e lei nuovamente si abbandona la piacere crollando su di me. Anche Agata sta per venire quando Paolo esce bruscamente da lei e la fa girare sulla schiena, si mette quindi a cavallo su di lei appoggiando il pene al seno. Lei è troppo avanti e viene mentre lo sta succhiando, dimenando il pube in cerca di soddisfazione. Ci pensa Silvio che affonda prontamente due o tre dita nella vagina di sua moglie. Paolo riempie il viso e parte del seno di Agata urlando, poi appoggia il suo pene nel mezzo del seno e lascia che le ultime gocce colino sulla gola di lei. Appena la situazione riprende una parvenza di normalità, sussurro a Agata: - Mi avevi promesso di farmi venire dentro di te!- E’ vero – confessa lei – manterrò la promessa… ma adesso… un attimo di respiro!- Ci sistemiamo chi sul divano chi sulle poltrone, sleghiamo e sbendiamo Roberta, in modo che vedendoci adesso sparpagliati per il salotto non possa capire chi si è dedicato a lei nelle varie fasi della serata. I suoi occhi finalmente liberi mostrano una soddisfazione profonda e una eccitazione ancora non sopita. Si avvicina a me e dopo un bacio leggero sulle labbra mi racconta quanto le è piaciuto e ringrazia Agata per quell’idea che ha avuto. Lentamente ci rivestiamo. Rimaniamo ancora un poco a parlare di quello che abbiamo vissuto, Paolo mi dice che non vede l’ora di far conoscere a me e a Roberta la sua fidanzata e la cosa, chissà perché, mi eccita. Quando viene l’ora di salutarci Agata mi chiede di accompagnarla in cucina con scusa. Rimasti soli noto una luce ormai nota nei suoi occhi, senza dire una parola s’inginocchia davanti a me e mi slaccia i calzoni. Lo prende in bocca mentre è ancora rilassato e lo fa crescere fra le sue labbra, sottolineando con grugniti di approvazione la rinnovata erezione. Quando è soddisfatta della consistenza si alza dicendomi: Avevo promesso di farmi riempire da te… e adesso sono intenzionata a mantenere la promessa- Solleva il vestito in vita, sotto indossa solo le calze e il reggicalze, si siede sul tavolo a gambe aperte e dischiude le braccia a mo’ d’invito. Mi guarda maliziosa mentre mi avvicino, i suoi occhi sono per me una calamita di una forza irresistibile. Lo infilo dentro di lei immediatamente. Si avvinghia a me con le gambe e le braccia, con voce rotta dall’emozione mi dice: Baciami -. Le lingue lottano fra loro nelle nostre bocche unite per le labbra, inizio a muovermi prima lento e lungo. La stimolo con due dita, le do dei colpi sempre più violenti che lei apprezza. Sappiamo di non avere molto tempo, gli altri aspettano. Stacca la bocca dalla mia per respirare meglio ma trattiene la mia testa. Mi fissa, respira con la bocca socchiusa, a tratti chiude gli occhi e il suo volto si trasforma. Sto godendo e anche lei. Spalanca gli occhi, li tiene fissi sui miei e m’implora: -Riempimi!…Riempimi adessooo.- Lei viene e io subito dietro di lei, dentro di lei. Per tutto il tempo di quel breve, ma intenso, orgasmo i suoi occhi non si sono staccati dai miei. Ci ricomponiamo. Ho mantenuto la premessa!- afferma Agata. Si. Ora sono io in debito con te…sai mi piace come vieni!- ribatto. Dovrò darti qualche altra occasione di osservarmi, allora.- mi consola lei. Torniamo dagli altri, che se hanno sospettato qualcosa non lo danno a vedere. Pochi convenevoli e ci salutiamo dopo che Paolo ha promesso di raccontare tutto e nei particolari a Roberta, in modo da farla pentire della sua, involontaria, assenza. Sulla strada del ritorno Roberta, non è molto loquace, capisco che sta rivivendo la serata e non voglio interrompere i suoi pensieri. So che l’indomani non farà altro che raccontarmi le sue sensazioni e tutto quello che ha provato. Stranamente non mi chiede chi l’ha penetrata, chi lei ha succhiato o chi l’ha toccata. O non le interessa saperlo, ma non credo, o sta imparando a giocare come Agata. Già! Agata ed i suoi occhi. Quello sguardo ancora rimaneva in me con il significato intrinseco che temevo di comprendere. Vedremo!
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18 anni fa
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Io e lui
Non eravamo piu'usciti a cena da diverso tempo,gli impegni di lavoro erano stati tanti e molto stressanti.La serata era calda quasi afosa,l'aria pareva impalpabile,l'umidita'altissima.Mario il proprietario del locale ci saluta,si ricorda bene di noi,x diverso tempo abbiamo frequentato il suo ristorante,molto carino,intimo cucina casalinga e molta cordialita'.Ci fa'accomodare al solito tavolo,parliamo un po'di noi,ci chiede come mai non ci siamo piu'fatti vedere.Ceniamo con aragosta,fritto misto di pesce,contorno di patatine croccanti e il solito dessert.La cucina qui'è sopraffina.Mi accingo ad andare in bagno e il mio lui mi segue,il suo sguardo stasera è lucente,intrigante e pare spogliarmi a volte cogli occhi.Indosso un completino nero camicetta trasparente e sotto un body in pizzo che lui mi ha regalato di recente e ha voluto stasera indossassi per la prima volta.Trovo il bagno occupato e lui mi dice,vieni con me,incredula mi fa'accedere al bagno maschile con mia ostilita',mi scappa e non posso farne a meno.Mentre mi alzo la gonna e mi abbasso le mutandine lui mi scruta,pare entrarmi dentro col suo sguardo.Non faccio in tempo ad alzarmi che ancora bagnata di pipi'mi prende,mi bacia mi accarezza,mi tocca dappertutto.Sento il caldo delle sue labbra come un fuoco che mi brucia dentro,l'eccitazzione della sua reazione improvvisa ed inaspettata mi fa'bagnare,mi fa'gemere dal desiderio.Prendimi mio amore gli sussurro.Ora le sue labbra si posano sul mio cespuglietto madido di umori,la sua lingua scende piano piano fino alla punta del mio clitoride turgido e voglioso.Non posso urlare,i miei gridolini li debbo soffocare,sento entrare altra gente,mi sento imbarazzata ma nel contempo eccitatissima.Mi mette ora contro il muro,si abbassa i pantaloni e mi fa abbassare,il suo membro turgidissimo e bagnato mi entra tutto in bocca,pare soffocarmi,sono eccitatissima.Succhio avidamente il glande gonfio e bagnato,sento e assaporo il dolce sapore del suo pene,lo voglio,lo desidero immensamente ma lui mi fa'attendere e questo accresce la voglia di farmi penetrare.Pare volermi far impazzire stasera dal desiderio.Ora mi fa'alzare,mi gira e da dietro in un solo colpo mi penetra con una foga mai vista.Lo sento tutto dentro di me,il suo pene è come mai lo avevo sentito,turgidissimo,caldo e voglioso.Sento la vagina in fiamme,i suoi colpi poderosi paiono sfondarmi,mi lascio andare al piacere e con caldi e copiosi fiotti inondo dei miei caldi umori il suo membro.Il suo sperma caldo e copioso mi riempie, mi fa'godere come una pazza.Sono esausta,il piacere che mi ha dato e mai ho provato mi manda in estasi.Il luogo insolito,la paura di essere scoperti ha creato l'atmosfera gusta x un piacere immenso e mai provato.
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18 anni fa
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L\'incontro
Ci incontriamo... l'appuntamento è in un bar che ha dei tavolini... io sono già li quando lei arriva... mi individua e si avvicina al mio tavolo. Mi alzo per farla accomodare sulla sedia che le porgo. Sono imbarazzato... forse lo è anche Lei... ma non lo dimostra. Mi siedo. Lei mi guarda, con un sorriso sulle labbra ma con gli occhi di ghiaccio. Sembra valutarmi... soppesarmi. Ho paura. Paura di non piacerle. Vedo un lampo nei Suoi occhi. Ora so di non dispiacerle. So che mi esaminerà... e forse che potro' essere il Suo schiavo. Quel lampo negli occhi, fulmineo, li ha resi ancora piu' spietati. Ho di nuovo paura. Ma non di non essere usato, questa volta. Scambiamo qualche inutile battuta sul tempo... sul viaggio... poi Lei scioglie le riserve e mi ordina di seguirla. Mi alzo, pago il conto sul tavolo. Scosto la sedia dove lei è seduta. Si alza. Mi comunica che andremo al suo albergo, di fronte. La seguo. Ho con me una valigetta, come mi aveva ordinato Lei. La portineria del hotel non mi vede neanche. Saliamo al secondo piano, facendo le scale. Lei è davanti a me. La vedo ancheggiare mentre sale. Le gambe affusolate nelle calze nere velate. Porta le calze e non il collant. Non so perche’ ma lo so. Ha portamento, Lei. Sento il mio cuore battere forte: è sempre come la prima volta. Sono un pazzo. Lei sembra quasi avvertire il mio turbamento. Volge la testa. Si ferma e mi guarda. Io abbasso gli occhi. Lei riprende a salire le scale. Giungiamo davanti alla sua porta. Prende la chiave. Apre ed entra. Io la seguo. Mi guarda, posa la borsa e mi porge le spalle per farsi togliere la pelliccia. Le sfilo la pelliccia, che poggio delicatamente su una poltroncina, sulla Sua borsa. Lei si siede. Mi dice "toglimi le scarpe. con la bocca". Mi tolgo il cappotto, che appendo all'attaccapanni. Mi inginocchio ai Suoi piedi e cerco di slacciare con le labbra la fibbietta della scarpa destra. Ha le gambe leggermente allargate. Vedo dove terminano le calze. Non mi ero sbagliato. Con i denti delicatamente tiro la striscetta di pelle. Con la bocca prendo la parte posteriore e la tiro. Lei si degna di sollevare il piede, per facilitarmi. Faccio lo stesso con l'altra scarpa. Lei è a piedi nudi, seduta sulla poltroncina, le gambe socchiuse, le braccia rilassate sui braccioli. Mi guarda. "Spogliati. Completamente." Sono imbarazzato. Sciolgo il fuolard che ho al collo e tolgo il pullover. Comincio a sbottonare la camicia. tolgo le scarpe e resto con i calzini. Sgangio la cintura ed i bottoni del pantalone. Li sfilo. Tolgo i calzini. Resto in camicia e slip. Mi sento esposto, sento il Suo sguardo su di me, che esamina, valuta. Ho vergogna. L'ho incontrata di persona nemmeno 30 minuti prima. La vedo tamburellare con le dita sul bracciolo. Mi affretto a togliere la camicia. Con esitazione abbasso gli slip. Resto nudo davanti a lei. Ho il membro floscio. Depilato come mi aveva ordinato in chat. Lei si alza ed apre una porta. Il bagno. Entra e chiude. Resto lì, solo. La porta si riapre dopo pochi minuti. Lei è in vestaglia. Intravvedo che non ha reggiseno. Sotto indossa ancora le calze, autoreggenti. "Toglimi le calze con la bocca. Anzi, ricorda bene: tutto quello che ti ordino di fare dovrai farlo usando la bocca, a meno che non specifichi diversamente". Mi inginocchio ai Suoi piedi. Avvicino la testa al Suo Pube. Percepisco l'odore di donna, di femmina. Lei scosta la vestaglia ed io prendo con le labbra il bordo della calza della gamba destra. La stringo fra le labbra e cerco di abbassarla. Tiro delicatamente in basso. La calza si sposta. supera la mezza coscia e diventa facile. la porto giu' alla caviglia. Lei alza il piede affinche' la possa sfilare. Ripeto con l'altra gamba. Lei si sposta e si risiede sulla poltroncina. Ha uno splendido splip di pizzo nero. "Massaggia i piedi e le caviglie" Mi abbasso e comincio a stringere fra le labbra la carne dei suoi piedi. Sento il suo sguardo su di me. Lei sposta un poco il piede, mettendomi in bocca le dita dei piedi. Passo la lingua sull'alluce. Con le labbra le massaggio l'alluce. Lei lo ritrae e mi porge le dita dell'altro piede. Passo la lingua fra le Sue dita. E' umiliante. Mi porge le caviglie. La lingua comincia a dolermi. Continuo a leccare ed a baciare i Suoi piedi per un tempo interminabile. Ogni tanto la sento cambiare posizione. All'improvviso si alza. "Gli slip!". Avvicino la testa al suo pube, frontalmente. Lei si gira porgendo il fianco. Prendo in bocca il bordo dello splip, e tiro delicatamente in basso; mi sposto, in ginocchio, dall'altro lato. Prendo il bordo. Lo abbasso. Sento il mio pene eccitarsi. Mi sposto alle sue spalle e prendo il bordo dello slip, oramai a metà dei glutei. Lo tiro leggermente in basso. Lei si gira e mi porge il pube. Avvicino la testa e sento il suo odore forte. prendo il bordo dello slip e lo tiro in basso. Lo slip è quasi liberato. Mi sposto su un lato e tiro in basso. lo slip cade a terra. Lei alza un piede, e poi l'altro, liberandosi dello slip. "gli splip sporchi vanno in bagno" Mi abbasso e prendo fra le labbra il Suo slip. Sono carponi. Come un cane. Lei va' verso il bagno. apre la porta. Lei entra. Io la seguo, carponi, con lo splip in bocca. Lei Si siede sul bidet. Si siede al contrario, con le spalle al rubinetto. Sento un rumore di acqua. Realizzo che Lei sta urinando. Alzo la testa per vedere. Vedo un getto giallo uscire dal Suo sesso. Sta terminando. "Pulisci" Lascio cadere lo slip in un angolo. Mi avvicino al bidet. La vista del Suo sesso mi eccita. Alzo gli occhi: sorride. Avvicino lentamente la testa al Suo sesso. Sento il Suo odore. Sul fondo del bidet ristagna la sua urina. Gialla. Metto le braccia dietro alla schiena e avvicino la lingua ...
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18 anni fa
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Varie
Memoria antica piaceri moderni
Memoria Antica piaceri moderni………. Tanti…anni…fa……… Memoria di un primo incontro e paure antiche, rispetto alle emozioni coscienti di adesso. Correva l’anno……. Bazzicavo Internet da un poco di tempo e le varie mail-list e chat varie per dare sfogo alla noia e insoddisfazione del mio reale….. Mi ha contattata in un gruppo “strano” per amanti di qualche cosa a cui neppure ricordavo di essere iscritta. Mi ha mandato una mail dettagliata con scritte cose mai provate ma che mi affascinavano. Non era la solita mail del segaiolo che vuole attirare l'attenzione, era ben scritta, senza errori, chiara, esplicita e minuziosa. La sua verbalizzazione di situazione e cose che si potevano fare, era bella, mi intrigava dare corpo alle mie fantasie vissute solo in modo solitario. Si sa' la curiosita' e' femmina e io gli ho risposto….. Ancora una sua mail e poi mi passo’ istigandomi e tentando la mia curiosita’ scimmiesca, il suo numero di telefono. Ci siamo sentiti, erano gli ultimi giorni dell'anno abbiamo deciso di vederci con l'anno nuovo, in un posto all'aperto qui dalle mie parti. Lui non abitava molto distante da me, stessa provincia. E' venuto il giorno fatidico, mi sono fatta accompagnare da una mia amica che poi mi ha aspettato in macchina,sono salita sulla sua abbiamo iniziato a parlare. Lui, 46enne,belloccio,(anche se la bellezza, scoprii dopo che non sarebbe piu’ stata importante) non molto alto ,ma ci sapeva fare. Bene dopo un'ora di chiacchiera decido che posso fidarmi di lui ci incontreremo una sera a casa mia appena mio marito sara' via. Arriva la sera del giorno “x”, non so cosa mi aspetta o meglio lo so ma non so che sensazioni possa dare. Ho tutto da imparare, tutto da provare. Entra..in casa mia… Dei dettagli ricordo poco ma la prima cosa che mi e' chiara e non dimentichero' mai e' il ceffone a freddo. Mi viene voglia di mandarlo a ... ma Lui con voce calma mi spiega che e' una giusta punizione x una linguaccia fattagli due giorni prima al cell... Chi ben comincia... Va in cucina prende una sedia la porta in camera mi fa sedere , mi benda,mi lega, ma la cosa che mi rassicurava (successe solo quella volta) era che ad ogni Suo gesto avevo una Sua spiegazione,sapevo cosa sarebbe successo ma non sapevo quanto mi avrebbe fatto male o quando mi avrebbe dato piacere fisico e mentale…. Avrei goduto ? Si “diverte” con il mio seno,lo palpa, gioca con i capezzoli, li tira, li imprigiona in un morsetto mai provato e intanto l'eccitazione aumentava come aumentava la mia fiducia in Lui. Ora arriva una cosa che non ti fara' piacere mi disse ... : era un' ispezione. Mai provata, umiliante, fredda, dura. Aveva un dono particolare per umiliare. Lo sento che entra dentro di me ma non per farmi godere, non per farmi provare piacere,ma solo per il Suo “esclusivo” piacere. Ricordo e rivivo, le sue dita che mi frugano, mi dilatano, mi fanno rabbrividire, Lui lo sente e mi ricordo la sua risatina ironica e sardonica seguita da una carezza. Viene ora di soddisfare anche me. Sento un vibratore che mi entra dentro,mi rilasso,mi sono rilassata troppo perche' mi arriva una frustata sul seno, improvvisa,un dolore mai provato ,ma quanto mi piace... Non credevo che il dolore mi potesse piacere cosi' tanto. Sensazione strana, sconvolgente…. Non prevista per nulla Lo guardo e gli chiedo di continuare. E'sadico non continua gli piace vedermi implorare. Mi fa provare diversi tipi di fruste ad ognuna da un nome... Ma nessuna come lo staffile multicorde…. il gatto.....bello avvolgente Lascia dei segni bellissimi. Ora tocca alla mia bocca,non e' il solito pompino dove io do il ritmo dove io decido quando fermarmi. No qui non succede. Fa tutto Lui. Mi “tira” per i capelli e mi scopa la bocca fino in gola, in fondo alla gola. Quasi al vomito. Non sto agendo io. Mi sento solo un buco che lui scopa. Mi scende una lacrima, un colpo di tosse,ma vedo che non gli importa nulla. Continua nel suo intento,non gli basta vuole che gli baci il buco del culo..mai fatto. Schifo e paura di questa ennesima umiliazione. Lui capisce che non sono molto d'accordo. Non aspettava altro che un mio gesto di ribellione per farmi capire chi comanda. Eseguo. Ci prendo gusto, a… “dover” obbedire mi piace. E' la volta del mio culo,aperto si ma non troppo. Se avessimo avuto piu' tempo ti avrei fatto almeno due clisteri mi disse... Per fortuna il tempo e' poco pensai. (non mi vennero risparmiati la volta successiva). Lo sento che si mette i guanti di lattice ..che brivido,che strana sensazione. Nemmeno il contatto con le sue mani….. La rabbia esplode quasi dentro di me. Entra, fruga, scava dentro di me….. Cerco di scappare,come se fosse facile da legata. Non so con quante dita sia entrato ma riesco a rilassarmi e diventa piacevole... Acc…… sono sorpresa di me stessa per quanto mi piace… Mi sento piena un vibratore nel culo e uno nella fica.. Cosa c'e' di piu' bello ? Godo come una pazza. Ora Lui vuole quello che gli spetta, la mia bocca. Imparo a leccarlo,a succhiarlo,ad adorarlo,voglio fare bella figura anche in un pompino. Si voglio essere schiava, amo questo genere di sessualita',sento il bisogno di appartenere,si sapere che sono di un Padrone,vivere per Lui. SentirLo stretto a me, sentire il Suo collare che mi stringe,sentire Lui che mi controlla quando non me lo aspetto,sentire il Suo fiato sul collo anche quando non c'e',avere paura di sbagliare,sentire la Sua voce calda,ferma,che mi sgrida,che mi punisce, che mi premia.... Si voglio essere cosi'.Si Padrone sono Tua.
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18 anni fa
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Avventura d'Estate
Ecco l’avventura che mi è capitata,ve la racconto risale all’estate scorsa ritornando dalle vacanze: “Arrivo alla stazione diciamo,di Milano Centrale, alle 21 del 26/08/2006 era di sabato, mi avvio verso la biglietteria dell’autostradale per fare il biglietto dell’autobus per…… ,noto che davanti a me c’è una coppia che faceva la stessa cosa li per li non gli do importanza. Mi reco alla fermata dell’autobus sistemo i bagagli e prendo posto nell’ultima fila,dopo un po’ entra anche la coppia che era alla biglietteria,vedo lei che salendo i gradini aveva una minigonna mozzafiato e delle calze autoreggenti. Prendono posto quasi vicino a me e io stanco dal viaggio stavo quasi prendendo sonno e lei credo senza volerlo o con una scusa mi pestò un piede mi chiese scusa e prese posto,l’autobus pian piano si riempì quasi tutto e alle 21.15 partì. Gli altri viaggiatori scesero tutti alle varie fermate rimanemmo io e la coppia in una curva lei emise un piccolo urlo di spavento e mi rifece svegliare,notai che lui leggeva una rivista che sul mo-mento non capii cosa fosse poi vidi che era Fermo Posta e lui ogni tanto che la sfogliava gli tocca-va le gambe e lei si mordeva le labbra per l’eccitazione poi lei gli fece notare che ero sveglio e lui fece finta di niente e continuò. Dopo un po’ mi chiesero come mi chiamavo e loro fecero altrettanto e dove dovevo scendere e io gli risposi a……… allora lui mi disse se volevo potevo scendere con loro alla fermata,di Capriate, perché loro avevano parcheggiato lì la loro auto perché, il loro paese non era incluso nelle fermate dell’autobus, e per bere qualcosa insieme e dopo mi avrebbero accompagnato loro, capii cosa volevano e accettai. Lei Lilly 42anni,alta 1,75,bionda,terza di seno,ben fatta tutte le curve al punto giusto,lui Tony, 55anni alto 1,80,brizzolato. Appena scesi presi i bagagli e mi invitarono a salire sulla loro auto appena saliti si diressero verso un bar di loro conoscenza e mi offrirono da bere poi mi fecero delle domande se avevo fretta di rie-ntrare e se mi aspettasse qualcuno gli risposi di no . Finito di bere salimmo di nuovo in macchina io presi posto di nuovo sul sedile posteriore e lei con sommo stupore si sedette vicino a me,allora lui ripartì,mentre stavamo parlando di come avevamo passato le vacanze lei incominciò a toccarmi la patta e il mio cazzo divenne subito duro allora lei si tolse il giaccone e lasciò fuori le gambe e le allargò facendomi notare che aveva uno slip (tipo tan-ga o perizoma ) nero tagliato nel mezzo che metteva in risalto le labbra della sua fica. Mi chiese se mi piaceva e se la volessi leccare non me lo feci ripetere due volte poi quando fu ecci-tata me lo cominciò a succhiare con avidità e dopo mi venne sopra divaricando le gambe fu una chiavata bellissima che piacque a tutti e due il marito intanto si stava facendo una sega vedendo quella scena. Poi arrivati a casa loro mi dissero se volevo fare una doccia e mi invitarono a passare la notte da loro accettai io e lei andammo nella camera da letto lui invece in una cameretta e chi dormi ne facemmo ancora due o tre e poi per modo di dire ci riposammo. La mattina prima di salutarci lei mi preparò la colazione e mentre me la stavo gustando lei si mise sotto il tavolo e mi cominciò a fare un pompino poi quando vide che mi diventò duro disse che voleva essere presa di nuovo allora la misi alla pecorina,la feci appoggiare al tavolo e la penetrai e in quella posizione gli chiesi se lo voleva anche nel culo e lei mi rispose di si gli misi un pò di burro e la penetrai. Finito tutto questo mi accompagnarono come stabilito, alla fermata dei taxi ci salutammo e ripartirono mi dissero che ci saremmo rivisti e cosi fu”. Spero che questa avventura che mi è capitata sia di vostro gradimento.
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18 anni fa
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Un giorno come tanti
Non so a voi, ma a me qualche volta capita di vivere giornate che passano come un soffio di vento...segni particolari, nessuno....ma è anche vero che un evento per essere tale, deve essere inatteso, e ho imparato che dalle giornate definite "un giorno come tanti" possono accadere degli eventi che rimangono come un segno di coltello su una corteccia d'albero.... Quel giorno, un giorno come tanti, mi trovavo in una zona decisamente lontana da casa per poter passare al solito posto a fare due acquisti di routine, decisi quindi di fermarmi in un centro commerciale in quella zona... Giocherellando fra gli scaffali, mi ritrovai a passare accanto ad una donna che stava cercando di prendere un oggetto da una fila troppo alta per la sua statura, per cui come si conviene ad un gentiluomo, mi adoperai per aiutarla...il solito grazie condito con il solito sorriso dell'occasione e ripresi il mio percorso... Mi ritrovai nel giro di pochissimi minuti, nella stessa identica situazione di poco prima, la stessa donna affannata nella ricerca di poter prendere un prodotto posto troppo in alto per lei (e quasi anche per me)...il sorriso ed il grazie si sono arricchiti di uno sguardo che immediatamente ha aperto una serie di possibili sviluppi, almeno mentali, perché immediatamente sono tornato con i piedi per terra...saluto e riprendo il cammino... Il destino è un croupier spesso maldestro, diceva un amico, e mi ritrovo a mettere la spesa in auto di fianco all'auto della signora, che stava tentando di infilare un oggetto nel portabagagli in modo da poterlo rompere, la mia pazienza e disponibilità si sono rivelate ancora una volta importanti...al punto che abbiamo iniziato sorridendo a scherzare sulla mia presenza e sul destino che ci ha fatto incontrare nel momento del bisogno...per sdebitarsi la gentile signora decide di offrirmi un caffè ma dal momento che si avvicinava l'ora della chiusura mi dice che vicino a casa sua c'è un bar dove invece del caffè mi avrebbe offerto un aperitivo... Di fronte all'aperitivo mi accorgo che la signora era davvero una signora, nel senso che il suo invito era di vera cortesia e non celava altro, anche perché mi ha subito raccontato del marito e di altre cose davvero inutili per il mio interesse....d'altro canto ero li per oggetto di sdebita occasione e non per altro....almeno fino a quando indicandole di assaggiare una delle solite schifezze che ti portano con l'aperitivo, la signora mi dice che non poteva mangiarla perché avrebbe aggravato la sua situazione intestinale (con garbo ma questa è stata la sintesi)..la guardo e dico immediatamente che sono un esperto di certe cose...e che la capisco senza alcun problema, dicendole che molte persone ricorrono alla mia esperienza in certi casi.... Mi stavo divertendo nel cercare di intuire i movimenti degli occhi della signora (Emanuela da li in poi) perché non riusciva a capire dal momento che gli ho detto che non ero un medico, ma semplicemente un esperto di apertura e pulizia di certi canali...nel lasciargli il mio biglietto da visita mi chiede che attinenza potesse avere la mia professione di legale con quello che avevo appena detto...risposi che era una mia grande passione e che se del caso avrei avuto piacere di poterglielo dimostrare.... Tornai a casa divertito da quello spicchio di pomeriggio insolito...e simpatico... Qualche giorno più tardi ricevo un messaggio sul cellulare di Emanuela che dal buon giorno ti ricordi di me, passa al, non riesco a smettere di pensare a quello che ci siamo detti....e che non capiva perché al solo pensiero si sentiva rimescolare dentro....risposi che l'unico modo per poter capire era quello di parlarne ancora...la invitai...mi rispose che la sua era solo curiosità e nulla più, risposi che la curiosità è sintomo di intelligenza.... Curiosità e intelligenza sono una miscela esplosiva in una persona...ricevetti una serie di messaggi tutti impostati su vorrei ma non posso potrei ma non voglio...il preludio per tante storie delle mie slaves... Ricevetti Emanuela come si conviene ad un buon amico, sembrava sicura e determinata, la sua era solo curiosità era una che non poteva rimanere con il dubbio, e la non comprensione...ma il balletto delle sue gambe tradiva l'emozione....mi calai nel mio personaggio prendendo per mano la sua curiosità impostando la cosa come fosse un gioco...il gioco più famoso dei ragazzi...il dottore e la paziente... Emanuela intuiva, era troppo intelligente per non capire, ma decise di lasciare spazio alla ragazza, alla parte meno razionale che abbiamo dentro tutti noi, quando dobbiamo fare una scelta di carattere emozionale....avevo predisposto il bagno con dovere come amo fare sempre...per far si che la vergogna e la pudicizia non rovinasse tutto mi affidai alla mascherina, d'altro canto si sa occhio non vede.... Emanuela tremava, ma sapevo che non era la paura, si stava affidando a me...ed io conscio della responsabilità che mi prendo ogni volta, mi stavo comportando a dovere...ogni movimento, parola, rumore, erano sotto controllo....la bendai...la feci mettere in ginocchio e poi accompagnandola con la voce e le mani a quattro zampe, le parlavo e la mia voce la guidava senza timore in quella che sarebbe stata una delle esperienze più belle ed importanti nella sua vita...ed un bel racconto ancora vivido per me.... Le carezzavo la pelle, le natiche, le cosce, la schiena con gesti leggeri con mani senza peso...senza morbosità...quasi distrattamente sfiorai la sua fica...era un lago...infilai i guanti in vinile, aprii la prima crema, poche gocce di Luan, massaggiando l'orifizio anale in modo leggero, sapendo che una leggera anestesia avrebbe favorito l'operazione....il respiro di Emanuela faceva ormai da colonna sonora...leggermente il dito si fece strada per pochi millimetri tanto bastava a creare un sobbalzo nella schiena di Emanuela, la rincuorai con la voce ed una carezza sulla schiena...aprii la cannula del clistere e misurai la temperatura, era perfetta...avvicinai la cannula (quella piccola) al buchetto rosa che ormai mi conosceva e mi ospitò senza problemi...aspettai prima di aprire il rubinetto, ricordando a Emanuela i gesti e le parole convenute per ogni esigenza...ricordandole inoltre che io non ero li, che non c'era nessuno altre a lei e al suo dottore....ormai quello che colava dalle sue cosce era liquido del clistere (avevo messo poco olio e più camomilla) ma anche il suo liquido seminale che ormai colava senza ritegno....aprii il rubinetto...non tutto...lo richiusi...aspettai....lo riaprii....e andai avanti cosi per qualche minuto...fino a che intuì il bisogno della prima scarica....la tranquillizzai infilandole la padella sotto fra le gambe....da sola senza alcun suggerimento il suo corpo assunse una posizione cosi sensuale da lasciarmi senza fiato ma felice nel contempo...avevo lavorato bene.... Scaricò senza problemi...la pulii...la tranquillizzai e proseguii fino a che cambiai la cannula con quella più grande...e poi con un altra ancora più grande...il clistere diventò un cazzo che schizzava liquido caldo dentro di lei...avevo intuito almeno tre orgasmi ma sicuramente altri ne erano venuti in modo più o meno silente.... Smisi, la pulii, tremante si accasciò sul pavimento, senza una parola, sarebbero state inutili e sorde....mi alzai andai in cucina e misi su il caffè....pochi minuti dopo mi raggiunse, gli passai la tazzina guardandola dritto negli occhi passando per la sua anima...nel congedarsi da me mi chiese come avrebbe dovuto chiamarmi nel tempo a venire...risposi che non avrebbe avuto importanza...quello che contava era come si sarebbe sentita lei...rispose, la tua schiava...
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