Il sole di Valencia dipingeva il cielo di un arancio audace, mentre Luca, con lo sguardo curioso, si immergeva nelle vie labirintiche del quartiere del Carmen.
Ogni angolo era una scoperta, la città brulicava di turisti, i profumi invadevano le narici e c'era aria di festa mescolato al ritmo incalzante di una chitarra.
In una piazzetta illuminata, un gruppo di ballerine si esibiva. Lola era tra loro, e i suoi movimenti erano pura evocazione, i suoi capelli neri le danzavano sul viso nascondendo la pelle abbronzata e il rossetto sulle labbra.
Luca rimase affascinato. Prese il cellulare e le scattò una foto, catturando la passione del momento. I loro sguardi si incrociarono per un istante, Lola perse il ritmo per qualche secondo, fu una distrazione fugace e intensa nel caos della festa.
Più tardi, al bancone, Luca stava ordinando una sangria fresca quando Lola si avvicinò. Aveva un'aura magnetica, doveva capire cosa aveva attirato la sua attenzione tanto da farla andare fuori il ritmo.
Iniziò a parlare spagnolo velocemente chiedendo spiegazioni, e Luca che non capì niente, scoppiò a ridere.
No hablo espanol disse lui, sangria?! Rincalzo... anche Lola scoppio a ridere.
Luca era un uomo giovanile, capelli marroni, pelle olivastra, sopracciglia curate, e una barba corta, in effetti aveva parecchi tratti che lo facevano sembrare spagnolo.
Lui le mostrò la foto che le aveva scattato. Lola sorrise, un sorriso che illuminò il suo viso, e il suo spagnolo divenne lento e melodioso.
Luca non capiva tutte le parole di Lola, ma il tono della sua voce, la vicinanza dei loro corpi e l'intensità del suo sguardo parlavano un linguaggio universale che andava oltre le parole.
Un tocco leggero della sua mano sul suo braccio, una risata condivisa che si prolungava un attimo di troppo, l'elettricità nell'aria divenne quasi tangibile.
I confini tra sconosciuti e anime affini si dissolsero rapidamente e lo sguardo si fece implicito in quegli occhi scuri e profondi.
I vestiti giacevano sul pavimento della piccola casa nel Barrio di Lola, e dalla finestra socchiusa la musica spagnola faceva sottofondo
Sdraiati nel letto si baciavano con passione, Lola era sdraiata supina e le sue gambe aperte ripiegavano sopra le cosce di Luca, lui aveva appoggiato la sua Verga dura proprio sul clitoride e si muoveva con movimenti lenti e controllati, ma non l'aveva ancora penetrata.
La lingua di Lola si fermò, la bocca restó spalancata, e gli occhi andarono indietro, Luca percepii il caldo, e quando senti la vagina fradicia bagnargli l'asta capì di averla fatta grossa...
Appoggiò la cappella all'entrata delle grandi labbra e il suo cazzo venne risucchiato velocemente, Lola gemette uno spaventato e improvviso Ah! misto tra dolore godimento
Anche Luca si spaventò e si bloccò tutto dentro, poi lei lo guardò con approvazione e lui prese a muoversi lentamente dentro e fuori.
La vagina di Lola era un fiume e lo eccitava tantissimo, rendeva il suo membro duro come un sasso.
Lei era in estasi, e non le permetteva di uscire del tutto, sentiva le vene del cazzo pulsante stimolargli le pareti interne.
Le dita di Lola cercavano di affondare nella schiena di Luca e i suoi piedi le spingevano il culo per una penetrazione profonda, i colpi di Luca si fecero forti e veloci, lei con voce affannosa le diceva: Mas! Mas!
Luca capì di non resistere ancora e cercando di uscirle esplose in una calda e abbondante sborrata.
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