Lettera integrale da una mia schiava
Eccomi Padrone.
Sono al centro della stanza, nuda ed immobile sotto la luce,
tu sei seduto ed io attendo i tuoi ordini. Indosso il
collare ed il bavaglio, ormai da molto tempo, ti ho servito
tutta la cena indossandolo, la saliva cola ormai copiosa, ma
tu, come sempre non hai fretta. Mi lascia li ad attendere
ancora un po’ poi mi ordini di portarti il foulard con cui
mi bendi gli occhi. Mi ordini d’inginocchiarmi e di venire
fino a te che nel frattempo ti sei riseduto sul divano. Mi
ammanetti le mani dietro la schiena e poi l 'attesa
ricomincia. Non ti sento e non ti vedo, cerco di rimanere
immobile, di non commettere il minimo errore. Ad un certo
punto la tua mano sulla bocca mi spalma la saliva sul viso e
sento la tua voce commentare "si, finalmente sei pronta
schiava". Allora mi togli il bavaglio, ordinandomi di non
richiudere neppure per un attimo la bocca, uno strattone
all'anello del collare mi fa abbassare la testa per
accogliere d'un solo colpo tutto il tuo cazzo. E mentre
sento con la bocca i peli del tuo pube, ascolto i tuoi
ordini: voglio sentire il tuo sforzo crescere schiava,
voglio che ti ricordi di succhiare per bene mentre sali e
che tieni la bocca spalancata mentre scendi, la tua bocca
deve essere come una ventosa mentre ti muovi su e giù lungo
il mio cazzo; voglio sentire ogni sforzo ed ogni conato, e
voglio che tu lo trattenga fino a quando deciderò che puoi
liberarti. Hai capito schiava? Mugolo un si Padrone, ma tu
rialzi alla mia testa, mi fai tornare in mezzo alla stanza e
mi ordini di ripetere bene le istruzioni ricevute parola per
parola. "Ti farò sentire il mio sforzo Padrone, succhierò il
tuo cazzo e la mia bocca sarà come una ventosa mentre mi
muoverò su e giù, ti farò sentire ogni mio sforzo ed ogni
mio conato, ma non mi libererò se non me lo concederai.
"Bene schiava, immagino che la tua fica si sia bagnata ben
bene al pensiero di succhiare il cazzo del tuo Padrone è
così schiava? "SìPadrone". "Allora vieni qua a farmela
sentire." Restando in ginocchio mi avvicino a te e rimango
poi li ferma con le gambe ben allargate. Tu controlli
lungamente. Sembri soddisfatto e mi sollevi un seno con la
mano come valutassi della merce da acquistare. "I capezzoli
ti sembrano turgidi a dovere schiava?" Sento dalla tua voce
il disappunto per cui rispondo "Potrebbero esserlo di più
Padrone ti chiedo scusa." "Lo saranno tra poco schiava...
vedrai." Rispondi bruscamente e subito mi applichi due
mollette ai capezzoli. Poi afferri l'anello del collare e mi
ordini: "Giù!" Comincio a succhiare il tuo cazzo con tutta
la devozione di cui sono capace, e bado bene a tenere la
bocca spalancata e ad arrivare ogni volta sino in fondo,
completamente, fino a sentire il tuo cazzo sul fondo della
mia gola e ben presto i conati di vomito si fanno sentire.
Cerco di non rallentare perché non voglio deluderti,
continuo. Tu fferri la mia testa e la muovi per evitare che
io possa rallentare senza autorizzazione, incurante dei miei
sforzi e dei colpi di tosse che si fanno più frequenti. Ad
un certo punto mi consenti di piegarmi per un istante al
fianco sulla bacciella per lasciarmi andare, nel frattempo
stimoli ancora di più la tua eccitazione e subito ti
rimpadronisci della mia bocca. Continuo a muovermi su e giù
mentre tu con le mani strizzi le mollette per assicurarti
che io non rallenti; quando mi pare di non potermi più
trattenere la tua voce mi dice: "Sto per venire nella tua
bocca schiava! Non ingoiare nulla sino a che non te lo
permetterò! E subito sento il tuo fiotto denso e caldo che
m’invade la bocca con il suo sapore dolciastro a lungo.
Rimango immobile con il tuo seme in bocca mentre tu mi
guardi e, lentamente, uno per volta liberi i miei capezzoli
dalle mollette e poi con voce pacata mi dici: "Ora schiava
puoi ingoiare lo sperma del tuo Padrone." Mi chino con il
viso a terra, bacio i tuoi piedi ed ho il fiato per
ssurrarti: "Grazie Padrone."
Mi sono toccata Padrone pensando alle cose che ti ho scritto
ed immaginando davvero di farle al più presto e di farle
come tu desideri, il mio piacere è per te mio Padrone e il
tuo piacere è il mio dovere. La tua schiava devota.
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