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Feticcio Masturbazione Varie

LA NUOVA COLLEGA DI LAVORO 2

Arrivammo a casa mia, salimmo e subito le diedi una salvietta per asciugarsi.

Eravamo bagnati fradici ma questo non impedì di abbracciarci e baciarci dietro la porta di casa…sembravamo due giovincelli alla prima esperienze…

Ci togliemmo tutti i vestiti bagnati e ci mettemmo, nudi, seduti sulla mia terrazza ben protetta, aveva smesso di piovere e ci godevamo l’aria fresca del dopo temporale.

Elisa mi chiese una sigaretta…era uno spettacolo, l’accese con una sensualità stupenda, la prima boccata la buttò contro di me e questo mi eccitò moltissimo. Adoravo lo smoking fetish e lei scateno in me una erezione del mio cazzo immediata.

«Ti piace farlo mentre fumo?»

«Si adoro le donne fumatrici, mi fanno eccitare!»

«Lo vedo hai il cazzo già duro!» scoppio a ridere

L’aria del dopo temporale e il fumo rendeva l’atmosfera ancora più intima ed intrigante.

Passammo nel divanetto della terrazza. Il suo corpo umido, i suoi capelli bagnati la rendevano ancora più bella, profumata ed eccitante. In un attimo ci sistemammo, io disteso all’insù e lei sopra di me con la figa all’altezza della mia bocca e la sua bocca all’altezza del mio cazzo. Com’era liscia, com’erano odorose quelle bellissime labbra! Afferrandole i glutei tondi e sodi e allargandole con i pollici le grandi labbra, cominciai a leccarle la figa avidamente, soffermandomi sul clitoride, mentre la sentivo fremere di godimento sotto le mie mani. Altrettanto avidamente la sentivo accarezzarmi i testicoli, leccarmi il cazzo per tutta la sua lunghezza, prenderlo in bocca soffermandosi prima sul glande per poi scendere ingoiandolo quasi tutto, procurandomi un piacere incommensurabile. Raggiungemmo l’orgasmo quasi contemporaneamente, lei inondandomi dei suoi umori, io riempiendole la bocca col mio sperma.
Dopo esserci ripresi, non ancora appagata, Elisa mi disse: «E questo era il primo, adesso voglio il secondo!».
«Certo, tesoro, anch’io non sono ancora sazio.»
La guardai e le dissi: «Quante occasioni abbiamo perso, Elisa!».
«Non ti preoccupare, recupereremo adesso che il ghiaccio è rotto… ma se non fosse stato per me…»
«Hai ragione, ma non volevo rischiare di sbagliare e perdere pure l’amicizia.»
«Ma cosa dovevo fare di più per farti capire che ci stavo?»
«Perché, cosa hai fatto di particolare, a parte stasera?»
«Sei tu che sei uno stupido e non capisci niente…»
Feci finta di essere offeso. Elisa mi si avvicinò, mi diede un bacio e mi disse: «Scusa, ti voglio bene». «Anch’io, tanto» le risposi e ci baciammo nuovamente.
Andai in camera a prendere i preservativi e mi fermai in cucina per prendere una bottiglia di vino bianco con i bicchieri…

Tornai in terrazza, sturai la boccia di prosecco e le servii un bicchiere a Elisa che stava fumando un’altra sigaretta. La limonai avidamente, adoravo l’odore del fumo dentro alla mia bocca…

Dopo esserci masturbati a vicenda per un po’, Elisa prese un preservativo, lo apri e me lo infilo direttamente dalla sua bocca. Salì a cavalcioni su di me che stavo seduto e, preso il mio cazzo, se lo infilò nella calda figa, dove entrò subito essendo eccitata e bagnata al punto giusto. Cominciò a muoversi su e giù, mentre io con una mano le palpavo le tette, succhiandole i capezzoli, e con l’altra mano le titillavo il clitoride, per farla godere ancora di più. Intanto Elisa si godeva anche la sua sigaretta e mi buttava il fumo addosso. Di tanto in tanto si sollevava più del normale in modo da far fuoriuscire il cazzo, per poi rimetterselo dentro dicendo: «Sì, ancora, ficcamelo tutto, lo voglio tutto dentro, sì amore, dai...». Continuai a pomparla stando io disteso e lei sopra, poi ancora lei sotto e io sopra con le sue cosce aperte appoggiate al mio petto e la parte inferiore delle gambe incrociata attorno al mio collo, come in un abbraccio. Elisa venne con un urlo liberatorio che soffocai con la mia lingua…La guardai e mi indico le sue tette per venire… Si distese…mi guardò e prese un’altra sigaretta…e l’accese…io tolsi il preservativo e misi il cazzo fra le tette di Elisa che strinsi forti…

Un paio di colpi ben assestati e la sborrai fra le tette mentre Elisa mi inondava con un’altra boccata di fumo…

Mi misi di fianco a lei sdraiato, fui io questa volta a dirle, sorridendo: «Ancora manca la frutta, il dolce ed il caffè!». «E anche l’ammazzacaffè» fu la sua risposta maliziosa. Quindi soggiunse: «Non ti dimenticare che io vivo da sola...». E mentre spegneva l’ultima sigaretta, ci abbracciammo e limonanno ancora un po’…..(continua)

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