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la mia prima volta:

Ero una bambina imprigionata in un corpo di donna: avevo 22 anni e non sapevo niente su tutto ciò che riguardava il mondo della sessualità, se non qualche bacio scambiato con qualche ragazzo; ero chiusa a quel mondo tanto intrigante quanto destabilizzante per una ragazza timida, introversa per quanto riguarda tutto ciò che fa parte del mondo dell'erotismo e della passione.

Mio padre lavorava ancora ed io per passare il tempo durante la pausa pranzo, spesso andavo a trovare mio padre prima di tornare all'università e farmi le mie quattro ore di teoria prima di tornare a casa la sera sfinita dall'ennesima, lunga, estenuante giornata.

Quando andavo a trovare il mio carissimo padre c'era anche lui, quel tizio che mi metteva in difficoltà solo e soltanto con i suoi occhi color nocciola e che esprimevano tutto il piacere di vedermi e tutto il desiderio che provavano, e che io non sapevo cos'era fino a quando.......................

un pomeriggio vado lì e gli tendo la mano per educazione per salutarlo e fra noi si scatena una scarica elettrica tale da farmi quasi paura.

Ogni qual volta c'era lui mi faceva provare sensazioni strane: desiderio, passione, eccitazione, accanto a legami che già conoscevo quali: amicizia, complicità,amore: quell'insieme di sensazioni che fanno durare un rapporto intonso nel tempo e che durerà per sempre.

Io ignoravo l'importanza di quelle sensazioni e fin dove mi avrebbero spinto, ma allora come oggi mi basta guardare i suoi occhi per desiderarlo alla follia.

Una sera stavamo quasi per fare l'amore,ma, con la spontaneità e le paure di una bambina gli dissi: "sono vergine" e lui con immenso rispetto verso di me mi rispose:" non importa, lo faremo quando ti sentirai pronta", ma io lo ero già.

Mi ci volle un pò per fargli capire ciò ma poi, riuscii a spiegargli che era solo paura del dolore fisico e che la mia scelta era già stata fatta e che non poteva che essere lui.

Una mattina di metà novembre decidemmo di incontrarci davanti al posto ove io facevo tirocinio, e da lì decidemmo poi il posto dove andare ad UNIRCI PER SEMPRE, io non sapevo a cosa andavo in contro, ma certamente è stata è e sarà la mia storia d'amore.

Ero estremamente nervosa,ma mano mano che salivamo sulla montagna di roma, bastava che mi tenesse la mano e piano piano mi distendevo, capita anche ora, a distanza di tanto tempo che basta un suo bacio, una sua carezza da tranquillizzare tutte le mie ansie e le mie paure.

Lì tutto sembrò naturale, come se ci conoscessimo da tempo, e che io avessi tutta l'esperienza necessaria in questa materia. La sua dolcezza, la sua delicatezza non mi fece neanche accorgere della deflorazione, facendomi prima godere a pieno con i preliminari per poi possedermi come si posa una farfalla su un fiore.

Non scorderò mai quella mattinata, non scorderò mai questo legame che dura come una catena di acciaio e ci tiene legati, più o meno consciamente da quattordici anni fra alti e bassi, fra lasciate e riprese ma sempre con lo stesso massimo comun denominatore: L'AMORE CHE PROVIAMO L'UNO PER L'ALTRA.





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