Un lunedì mattina come tanti altri, tornai a casa a pranzo dal lavoro, quel lunedì però ero un po' agitato, a casa non sarei stato solo, ci sarebbe stata anche la nostra babysitter di 19 anni, capelli lunghi e lisci nero corvino, una pelle pallida come la luna, un seno che ad occhio è croce sarà una terza abbondante e una faccia da finta santarellina, quel giorno badava alla bimba, perché i nonni non potevano tenercela. Ero agitato perché era già da un po' che avevo notato certi ammiccamenti, occhiatine e sfioramenti da parte sua le altre volte, poco prima di lasciagli la bambina, non appena la mia compagna si allontanava, quel giorno invece, saremmo stati completamente soli, visto che la mia compagna tornava a casa dal lavoro a sera tardi, io non sapevo bene cosa aspettarmi. Arrivai a casa, aprii la porta e la trovai in cucina intenta a prepararmi il pranzo, la salutai e gli dissi che non serviva, che non era fra i suoi doveri, lei con leggerezza mi disse: non è un problema, lo faccio volentieri, visto che la bimba si e addormentata in cameretta e non sapevo come passare il tempo.
Al che mi accingo a darle una mano a preparare la tavola, ma appena raggiunsi la credenza della cucina lei si avvicinò subito mettendosi a fianco a me, mi mise una mano sul braccio dicendomi che non c'era bisogno che la aiutassi, quasi sobbalzai al tocco della sua mano, lei si accorse subito della mia agitazione, ma senza mostrare la minima sorpresa, mi disse con un sorriso malizioso: che succede? Non dirmi che ti agito fino a questo punto.
Mentre la sua mano iniziò a salire sul mio braccio, un'espressione di sorpresa e confusione doveva essere apparsa sul mio volto e mentre pensavo a cosa rispondere, in secondi che sembravano secoli, lei non mi diede il tempo di pensare e tirandomi a se con la mano, mi baciò sulle labbra con irruenza e desiderio, si staccò appena dalle mie labbra quel tanto che basta per pronunciare: quanto ho aspettato questo momento.
Il suo fiato che mi accarezzò le labbra per un attimo, il tempo di finire quella frase e mi baciò di nuovo, ma questa volta infilandomi la lingua in bocca, non riuscii a non contraccambiare quel suo bacio così passionale, sentendo sempre più la mia ragione che si offuscava e lasciando spazio all'istinto, le mie mani si mossero sul suo corpo, scendendo lungo la schiena fino al sedere strizzandolo forte e stringendola a me, lei si staccò di nuovo da quel bacio ardente e guardandomi negli occhi mi chiese: da quanto non ti fai una bella scopata he?
Sorpreso da quella sua sfrontatezza quasi rinsavisco e forse lei temendo che potessi dirle di fermarsi, mi infilò subito la mano dentro i pantaloni della tuta e i boxer iniziando a toccare e massaggiare il cazzo già oramai duro e in piena erezione, il suo tocco caldo e morbido mi inebriò costringendomi ad appoggiarmi di schiena sulla credenza della cucina, lei non perse tempo, mi tirò giù i pantaloni e i boxer liberando il cazzo, restando per alcuni secondi ad osservare con un'espressione compiaciuta, come se le sue aspettative fossero confermate, mi si mise a fianco e avvinghiò il cazzo con la mano e iniziò a muoverla su e giù con sempre più vigore, la mia cappella era rossa e pulsava dal piacere, lei nel mentre mi disse: ho sempre voluto provare il cazzo di un uomo molto più grande di me.
Tenendo il suo sguardo fisso sul mio si mise davanti a me inginocchiandosi, tirò fuori la lingua e inizio a leccarmi il cazzo dalla base fino alla punta della cappella per poi prenderlo completamente in bocca fino in fondo, mi gustai quella sensazione per alcuni secondi mentre lei rimase ferma con il cazzo in bocca, per poi iniziare a succhiarlo e andare su e giù con ritmo costante, gustandoselo per bene, mi prese le cosce con le mani e inizio ad aumentare il ritmo, prendendolo più profondamente, succhiava con tale voracità che mi piegai in avanti dal piacere, i suoi occhi che mantenevano il contatto visivo con i miei, i brividi mi scendevano lungo la schiena, non ci capivo più niente, lei all'improvviso fece uscire il cazzo dalla sua bocca con un pop, ma rimanendo con le labbra appoggiate alla mia cappella mi disse: scopami.
Non persi tempo, la presi per le mani e la feci alzare, la girai e prendendola per i fianchi con le mani la spinsi sul tavolo della cucina davanti a noi, mi appoggiai dietro di lei sulla sua schiena, iniziai a baciargli il collo mentre le mie mani si muovevano sotto la sua maglietta prendendogli i seni da dietro e strizzandoglieli forte, erano sodi e riempivano bene le mie mani, lei ansimava di piacere quando le mie mani hanno iniziato a scendere dai seni, lungo i suoi fianchi, per poi prendere il bordo dei suoi pantaloni e della mutandina tirandoli giù fino alle ginocchia, un culo sodo all'insù da morsi era davanti a me, con la mano la spinsi sulla schiena per farla chinare in avanti fino a farla appoggiare sul tavolo con la faccia, presi con la mano il cazzo e lo infilai in mezzo alle sue chiappe, strusciai la cappella su e giù fra le sue labbra aprendole, era bagnatissima e mi bagnò completamente la cappella, bastò che spinsi un po' di più e il mio cazzo entrò dentro di lei, mentre il mio cazzo si faceva strada nella sua figa avevo la sensazione di tuffarmi da una cascata, lo feci entrare tutto fino alla base con un colpo deciso, sentivo lei che fece un gemito tipo huummmf, un versetto misto tra dolore e piacere, lo tirai fuori lentamente fino quasi ad uscire con la punta e poi lo spinsi tutto dentro bello deciso, sentii ancora il suo huummmf questa volta più acuto, lo feci uscire di nuovo lentamente e poi di nuovo tutto dentro, questa volta lei si lasciò andare con un OH SI.
Esplosi dall'eccitazione e compresi che potevo spingere oltre, iniziai a sbatterla a dovere con ritmo costante, il mio pube sbatteva contro il suo culo bloccato dal tavolo e dai miei colpi, il cazzo che le martellava dentro, lei godeva di piacere mentre la forza e la velocità dei miei colpi aumentavano, gli presi il collo con le mani bloccandola ancor di più sul tavolo, a lei piacque un sacco e si mise in punta di piedi spingendo il culo in su sporgendolo permettendomi di penetrarla più profondamente, la cucina si riempì di gemiti e lamenti di piacere di entrambi, mentre i miei colpi si facevano sempre più potenti sentivo il cazzo pulsare con il sopraggiungere dell'orgasmo e con l'estremo desiderio di svuotarmi le palle da troppo tempo piene, lei sembrò intuirlo dicendomi: non venire dentro.
Lo ripeté una seconda volta: non venirmi dentro.
Vedendo che non accennavo a darle retta lo ripeté una terza volta quasi disperata: NON SBORRARMI DENTRO.
Improvvisamente riacquistai un barlume di ragione, giusto in tempo per farlo uscire prima che esplodesse facendo un passo indietro, lei si affrettò a girarsi e inginocchiarsi prendendolo tutto in bocca fino alla base, la cappella stretta nella sua gola, credo che fece due o tre volte così, spompinandolo avidamente prima che il mio cazzo iniziasse a schizzare sperma inondandole la gola svuotandomi completamente le palle, lei non accennò a smettere di pompare e ingoiare, facendomi piegare e tremare dal piacere, così per due/tre minuti, i più bei due/tre minuti della mia vita, mi vergogno un po' a dirlo, ma è stata una delle più belle scopate della mia vita, ed è stata con una ragazza molto più giovane di me, quel giorno tornai al lavoro senza aver pranzato, ma un altro appetito era stato sfamato e non solo il mio...ma lo sentivo...altri appetiti sarebbero giunti e sarebbero stati sfamati!
Commenti