Ciao a tutti, porcellini e porcelline. 😈
Sono VerbaErotika e oggi vi racconto una storia che mi ha confidato un iscritto. Si chiama Marco, 27 anni, fisico sportivo con addominali scolpiti e un cazzo da 20 cm che ha sempre fatto impazzire le ragazze. Da due anni è sposato con Tiziana, 25 anni. Quando si sono conosciuti a 18 lei era una bomba: figa stretta e bagnata, culo sodo, tette che rimbalzavano. Marco l’ha amata da subito, devoto fino al midollo: le portava la colazione a letto, la ascoltava per ore, la scopava con passione anche quando lei era stanca.
Ma con gli anni Tiziana è cambiata. Si è appoggiata completamente a lui: soldi, decisioni, persino il sesso. Voleva essere soddisfatta, ma dare piacere a Marco? Quasi mai. “Sono stanca”, “Ho mal di testa”, “Domani”. Marco voleva una donna forte, indipendente, con cui affrontare la vita insieme. Invece lei era diventata pigra, egoista, vittimista, sempre in pigiama, depressa e spenta. Il letto era freddo da mesi. Dentro di lui cresceva un nodo doloroso: la amava ancora, ma odiava quello che era diventata. Si sentiva in colpa solo a pensarlo, eppure il cazzo gli pulsava di frustrazione ogni volta che lei si girava dall’altra parte.
Poi arriva il corso di aggiornamento per il lavoro da meccanico: tre giorni a Milano. Tiziana resta a casa, Marco parte con un peso sul petto. «Vai tranquillo amore, ti aspetto.»
Il primo giorno è normale: aula, colleghi, noia. Il secondo giorno a pranzo conosce Giada. Bassina, proporzioni perfette, tette piene che premono sotto la tuta da meccanico, culo rotondo da urlo, capelli neri lunghi, sorriso solare che illumina la stanza. Lavora sulle moto perché suo papà l’ha cresciuta in officina: «Mi ha insegnato che le donne possono fare tutto.» È appena uscita da una relazione tossica: il ex la umiliava, non sopportava che lei fosse meccanico. «Mi diceva che ero troppo mascolina, che nessuna vera donna sporca le mani di grasso.»
Marco le parla di Tiziana: «Mia moglie una volta era fuoco, ora è spenta, sempre vittima, non mi tocca più.» Giada ascolta, lo guarda dritto negli occhi: «Tu meriti una che ti desideri davvero, non una che ti tiene per abitudine.»
La sera vanno a bere qualcosa fuori, solo loro due. Alcool, chiacchiere che diventano intime. Lei gli racconta quanto il suo ex l’abbia fatta sentire “sbagliata”, lui le confessa quanto gli manchi una donna che lo voglia sul serio. L’aria si fa elettrica. Un bacio improvviso, lingue che si cercano affamate. Fortuna: camere sullo stesso piano, tre porte di distanza. Giada lo invita: «Vieni da me… solo per parlare.»
Marco esita. Il cazzo già duro nei jeans, settimane senza sesso, senso di colpa che gli stringe lo stomaco. «Tiziana… il matrimonio…» Ma il desiderio vince. Cede.
Entrano in camera. Giada va in bagno, torna con un accappatoio aderente nero che le segna ogni curva: tette che spingono sul tessuto, capezzoli duri visibili, culo che ondeggia. Gli sorride maliziosa: «Non ti faccio più paura? si inginocchia, gli slaccia i jeans, tira fuori il suo cazzo da 20 cm, venoso e pulsante. Giada lo prende in mano, lo guarda con occhi brillanti: «Cazzo… è grosso come me l’aspettavo.» Lo prende in bocca lenta, lingua che gira sulla cappella gonfia, saliva calda che cola lungo l’asta, gola che lo ingoia fino in fondo con suoni bagnati e profondi. Marco geme, le afferra i capelli: «Porca… succhialo tutto.» Sente ogni vena pulsare contro la lingua di lei, la cappella che sfrega contro il palato, le palle che si contraggono mentre lei le massaggia. Il piacere è così intenso che gli tremano le gambe, il senso di colpa che brucia ma l’eccitazione che lo spegne.
La tira su, la bacia con fame, mani che le spacciano l'accappatoio. Tette piene escono, capezzoli duri come sassolini. Li succhia forte, mordicchiandoli, mentre le dita scendono nella figa depilata e fradicia. «Sei zuppa,» le sussurra. Lei ride ansimante: «Da quando ti ho visto ho la figa che pulsa.» La sdraia, le apre le gambe, le lecca la figa: lingua che affonda tra le labbra carnose, clito gonfio succhiato, dita che pompano il punto G. Giada inarca la schiena, geme forte: «Cazzo… sì… leccami… sto venendo!» Figa che schizza succo caldo sulla sua faccia, sapore dolce e salato che gli riempie la bocca.
la penetra forte a missionario. Cazzo da 20 cm che entra fino in fondo, figa stretta che lo munge, pareti calde e bagnate che avvolgono ogni vena. Plap plap bagnato, palle che sbattono contro il culo rotondo. Lei gli graffia la schiena: «Scopami… più forte… riempimi!» Marco pompa violento, tette che rimbalzano folli, clito sfregato contro il pube. Giada viene di nuovo, figa che si contrae spasmodica intorno al cazzo, umori che colano sulle lenzuola. Lui accelera, sente l’orgasmo salire: «Sto venendo…» Tira fuori,. Sborra calda che schizza sulle tette piene, sul collo, sulla pancia. Grossi getti bianchi che colano sulla pelle sudata.
Ma non è finita. Giada ride ansimante: «Non ti fermare.» lo spinge sul letto, gli sale sopra. Figa ancora bagnata che ingoia il cazzo duro, cavalca lenta prima, poi sempre più veloce: culo che sbatte sulle sue cosce, tette che rimbalzano davanti alla sua faccia. Marco le afferra i fianchi, spinge dal basso, cazzo che entra ed esce con suoni umidi, vena che pulsa contro le pareti strette. Lei geme: «Senti come ti stringe… ti sto mungere tutto.» Marco sente il cazzo pulsare dentro, cappella che sfrega il punto G, palle che si contraggono. Giada accelera, figa che si contrae forte, viene di nuovo schizzando succo caldo sul suo addome. Lui non resiste: «Vengo… cazzo!» le spruzza getti caldi che lo fanno tremare, cazzo che pulsa sulla pancia e la figa stretta.
Rimasero lì, ansimanti, corpi incollati. Giada gli accarezza il petto: «Tua moglie non sa cosa si perde.» Marco non risponde, ma dentro di sé sente un misto di colpa bruciante e liberazione profonda. Da quella notte qualcosa è cambiato. Non ha più tradito, ma il ricordo di quel cazzo succhiato e di quella figa bagnata lo fa segare ancora oggi.
Grazie per aver letto.
Commentate se vi ha fatto pulsare o bagnare. Alla prossima esperienza sporca. 😈💦🍆
Commenti