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Diario di donna (parte prima)

Non sono mai riuscita ad essere fedele, sin da quando cominciai a frequentare quello che poi è diventato mio marito. 


Appena sposata mi ero ripromessa di comportarmi da moglie fedele, ma durante il viaggio di nozze mentre mio marito approfittava di fare immersioni nella barriera corallina, io che non sapevo nuotare me ne sono rimasta nel villaggio a bordo piscina a prendere il sole, fino a quando uno ragazzo del personale ha preso a darmi delle occhiate prima e poi delle lusinghe finendo dentro una sorta di magazzino e farmi scopare da quel ragazzo.


Ricapitando nuovamente dopo qualche giorno sempre con lo stesso ragazzo nello stesso magazzino concedendogli anche il culo.


Dopo quattro mesi che ero tornata dal viaggio di nozze fui assunta in uno studio Commercialista, il mio datore di lavoro era più grande di me, 45 anni affascinante e decisamente sempre vestito elegante, capii subito che gli piacevo, era sposato e aveva due figli, ogni tanto veniva in studio la moglie, che si era bella ma stile modella magra e con un seno decisamente scarso, sempre truccata e elegante, firmata da capo a piedi di un paio d’anni meno di lui.


Cercai di reprimere ogni atteggiamento che potesse imbarazzarlo anche perchè lui non si era mai manifestato interessato a me, poi un giorno con la scusa di controllare cosa stavo scrivendo si era posizionato dietro di me chinandosi, mi poggiò le mani sopra le spalle, il suo viso era di lato alla mia, mi suggeriva delle piccole correzioni e mentre lo facevo lui prese a massaggiarmi le spalle,


Mi sentivo leggermente a disagio, ma cercavo di essere professionale alle sue direttive, quando sentii la mano che prese a calare verso il seno mi resi conto che il viso stava arrossendo ma continuavo a tenere le mani sulla macchina da scrivere, la mano del mio datore lentamente raggiungeva la scollatura della camicia che indossavo infilandola sotto, lo lasciai fare seppure avevo i battiti del cuore che aumentavano man mano che sentivo le sue dita avvicinarsi al bordo del reggiseno.


Con delicata maestria le dita scostarono il bordo fino a scivolare e prendere il mio seno sinistro tutto nella mano premette un paio di volte mentre mi sussurrava all’orecchio che erano un sogno i miei seni e mi leccò il lobo dell’orecchio, mi prese a sbottonare la camicetta e scartarmi come una caramella, baciandomi e leccandomi da ogni parte.


Ero nuda con le gambe aperte seduta sulla mia sedia e lui in ginocchio che si leccava la mia figa con una dedizione che non avevo mai ricevuta, riuscendo a farmi sentire la lingua insinuarsi all’interno e facendola roteare intorno al mio clitoride, impazzivo come sapeva leccarmela, nel raggiungere il primo orgasmo non mi controllai poggiando le mani sulla testa spronandolo a continuare in pochi minuti mi fece godere tre volte.


Quando si sollevò era stupito dei miei orgasmi, ma slacciandosi i pantaloni come caddero ai piedi vidi il suo slip completamente deformato lasciandomi intravedere il suo cazzo duro e imprigionato che era rivolto verso sinistra, glielo massaggiai e poi prendendo tra le dita l’elastico lo liberai e come una molla scattò in avanti, lo accarezzai un paio di volte facendo scivolare la mano avanti e indietro per un paio di volte per tutta la lunghezza.


Non era il più grosso che avessi avuto tra le mani ma più grosso di quello di mio marito, mi chinai in avanti e glielo presi a leccare intorno alla cappella che era già scappucciata, per poi prenderlo in bocca e cominciare a succhiarlo, lui mi teneva la nuca e accompagnava il mio movimento nel succhiarlo, per avvicinarlo a me e agevolandomi nel succhiarlo per bene gli poggiai le mani sulle natiche spingendolo a me.


Lui mi parlava mentre continuavo a succhiarlo, mi dicevo che ero brava, al principio con delle parole dolci ma poi cominciarono ad essere più volgari e schiette, mi eccitavano quelle parole diventavo sempre più vorace al punto che lui mi chiese di smettere altrimenti avrebbe goduto.


Ero talmente presa non mi trattenni dal continuare e pochi istanti dopo sentii il suo cazzo vibrare e ebbi un senso di soffocamento lui mugugnava mentre mi resi conto che il suo sperma mi ostruiva la gola e lo ingoiai per non far uscire dalla bocca la sua asta, non sprecai neppure una goccia e quando la cappella stava per uscire la lascia pulita.


Un attimo di silenzio, mentre ci guardavamo, poi lui mi disse che ero una gran brava pompinara e che gli era piaciuto molto, ci rivestimmo e cercammo di non parlare di quello che era accaduto, ma lui ogni tanto mi richiedeva se davvero avessi goduto 3 volte quando me l’aveva leccata.


Gli confermai la cosa aggiungendo delle varie anomalie delle donne, chi non ha appetito sessuale chiamate volgarmente frigide, altre che hanno una ipersessualità femminile volgarmente chiamate ninfomani, per poi spiegargli la mia disfunzione, chiamato orgasmo multiplo o simultaneo, raccontandogli che mi era capitato in diverse occasioni che in 3 ore avevo raggiunto anche più di venti orgasmi.


La cosa lo stupì ancor di più confessandomi che si era eccitato nuovamente, così anziché interrompere per la pausa pranzo liberammo la sua scrivania dalle carte e dai vari oggetti ritrovandomi stesa nuda e con le gambe spalancate mi scopò per bene facendomi raggiungere altre tre volte l’orgasmo prima che vedessi spuntare il suo cazzo velocemente sfilato e intento a spruzzarmi il suo sperma sulla pancia quasi a raggiungere i seni.


Mio marito non sospettava nulla, una volta la settimana almeno ci ritagliavamo una mezzora o un’ora tutta nostra per farci delle appassionate scopate.


Di solito quando arrivavo in ufficio trovavo la signora che si occupava delle pulizie che mi attendeva e con un’ora dava una pulita e sistemata visto che il capo arrivava sempre dopo le 9,30, ma il giorno del mio venticinquesimo compleanno lui era già nel suo ufficio con le scartoffie, l’addetta alle pulizie si mise subito a fare il suo dovere e io mi misi alla mia scrivania, ma ero meravigliata che il capo non si fosse ricordato del mio compleanno.


C’ero rimasta male, con un certo rancore stavo lavorando, poi salutandomi la signora delle pulizie si chiuse la porta dietro di se, dopo alcuni minuti vedo il capo che va dentro la stanza degli archivi e lo sento armeggiare con le chiavi negli armadi, chiamandomi, lo raggiungo e aprendo lo sportello mi mostra un pacco regalo.


Pensavi che mi fossi dimenticato del tuo compleanno mi dice dandomi il pacco e un bacio facendomi gli auguri, lo ringrazio e tornando verso il mio ufficio lo comincio a scartare, la scatola contiene diversi pacchetti, scarto il primo calze nere, poi il secondo un completino intimo molto sexy trasparente e sgambato, un terzo pacchetto una guepiere nera, sono sbalordita, non sono cose che trovavi su “Postalmarket” o “Vestro” ma sono indumenti di classe.


Lo ringrazio ma non saprei come giustificare la cosa con mio marito portandole a casa, ma lui mi dandomi una copia di quell’armadio mi dice che posso tenerli li dentro senza che nessuno ci guardi a parte noi due, poi aggiunge che ora è curioso di vedermeli indossare per capire se le taglie sono giuste.


Presi a indossare le varie cose, chiedendomi di camminare come a fare una sfilata, le misure erano tutte giuste mi conosceva bene anche io mi sentivo più bella del solito, quasi tutta la mattina la trascorremmo a godere, pompini, leccate, spagnole, scopate, inculate, facemmo di tutto, ci fermavamo solo quando squillava il telefono per liquidare i vari clienti in maniera garbata, quando risposi al telefono che era la moglie lui era intendo a incularmi rimanendo quasi fermi per tutta la durata della telefonata sentendolo ammosciarsi dentro di me.


Ogni tanto mi faceva trovare un foglietto con la scritta controlla l’armadio, andavo a controllare e subito indossavo quelle cosine, poi un giorno come scartai il pacchetto trovai un fallo finto grosso in lattice con una ventosa sotto che si applicava per bene sulla scrivania.


Nei nostri momenti scoperecci così cominciammo a avere quel giocattolo spesso presente, lo usavamo mentre mi inculava quello finto me lo faceva scivolare dentro la figa, diventando insistenti i suoi commenti su farmi possedere contemporaneamente da due cazzi, in quei momenti non nascondevo quanto mi piacesse essere posseduta sia avanti che dietro.

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