i racconti erotici di desiderya

Valeria 3 - la conferma


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Insomma ero una puttanella!



La conclusione del mio primo incontro al cinema (vedi: Chi ero?), il regalo inaspettato che lo sconosciuto spettatore mi aveva fatto per il mio bocchino, non solo non mi aveva scandalizzata ma era stata un simbolo importante per l’affermazione a me stessa del mio modo di essere. Non solo piacevo ai maschi, ma addirittura mi facevano regali per godere di me e del mio corpo!







Quella primavera e quell’estate divenni una frequentatrice piuttosto assidua dei cinema e, avendo poi compiuto 14 anni, potevo andare a vedere i film proibiti, film di sesso, dove l’ambiente era più adatto per i miei incontri.







Ma non mi bastava la semplice possibilità di fare incontri di sesso. Se ero una puttanella, dovevo anche sembrare una puttanella ! insomma era troppo forte il desiderio di mettere d’accordo il mio aspetto esteriore con quello che ormai mi sentivo dentro, una femminuccia che stava sbocciando.







Ma come fare, cosa fare? Iniziai a fare qualche prova di trucco, quando rimanevo sola a casa frugavo tra le cose da donna di mia sorella più grande, 17 enne, mi chiudevo in bagno e provavo a truccarmi. Risultati all’inizio terribili, caricavo troppo sia rossetto che rimmel e matita occhi., con la conseguenza che poi facevo fatica a togliermi bene il trucco. Infatti un giorno mia sorella tornò a casa prima di quanto fosse previsto, mentre io ero chiusa in bagno ancora truccata. Dovetti inventare disperatamente una scusa per spiegare il perché della mia prolungata presenza in bagno e l’operazione di struccaggio fatta più in fretta possibile evidentemente non risultò perfetta perché quando uscii dal bagno mia sorella mi guardò come se avessi qualcosa di strano…..ma per fortuna non mi chiese nulla, chissà forse aveva già iniziato a capire…..







Oltre al rossetto, il “pezzo” del trucco che mi attraeva di più era il mascara che, con le ciglia allungate, rendeva gli occhi più luminosi e maliziosi. Tra l’altro l’effetto del mascara, messo con misura, era meno evidente di altri trucchi. Così decisi di comprarne uno e, quando andavo al cinema, prima di entrare in sala, andavo nel bagno e rapidamente mi passavo quella setola sulle ciglia. Bastava quello per farmi sentire di più la femminuccia che era dentro di me.







Ma volevo essere anche più intrigante nell’abbigliamento. Avevo delle belle gambe, lunghe e dritte, con una leggerissima peluria bionda che non si vedeva, perché non metterle in mostra? Così, in una sacca sportiva, mi portavo dietro dei calzoncini molto aderenti e molto corti (che accorciavo ulteriormente in vita in modo tale che si potesse intravedere il mio sederino) e, indossatili nel bagno del cinema, a quel punto facevo il mio ingresso nella sala cercando di entrare con le luci ancora accese per essere notata.







Le occasioni e gli incontri non mancarono. Al primo spettacolo in genere c’erano sopratutto uomini adulti, tre o quattro, qualcuno anziano intorno ai 60 anni. Essendoci poca gente, io cercavo sempre un posto nelle ultime file per poter controllare la situazione, gli incontri avvenivano in sala, il più delle volte mi capitava di sbocchinarne uno il primo tempo e un altro il secondo tempo. Nell’intervallo, con le luci accese, non perdevo l’occasione di andare al bagno, attraversando tutta la sala sculettando quanto bastava per attirare gli sguardi bramosi di uomini che poi, al secondo tempo, cercavano di avvicinarsi.







Qualche volta rimanevo anche al secondo spettacolo. Il pubblico, sempre scarso e formato in genere da singoli più qualche coppietta disinteressata al film, cambiava leggermente e c’erano più ragazzi , dai 20 anni in su. Naturalmente, tra i due spettacoli, con le luci accese, non perdevo l’occasione per fare la mia passerella.







Un pomeriggio ero appunto andata in bagno durante l’interruzione, anche con l’idea di ripassarmi un po’ di mascara. Nel bagno non c’era nessuno e di fronte allo specchio rapidamente mi rifeci il trucco.



Avevo appena finito che nel bagno entra un ragazzo, avrà avuto non più di 25 anni, che si avvicina, stavo lavandomi le mani, e si appoggia alle mie spalle facendomi sentire una cosa durissima all’altezza del mio culetto. Mi dice che ero una bella fighetta, che mi voleva, che ce l’aveva duro come una pietra.



Con le mani entra sotto la mia maglietta e incomincia a stuzzicarmi i capezzoli che mi diventano subito durissimi. Io mi ero lasciata andare, la testa reclinata sulla sua spalla e ansimavo in modo piuttosto evidente. Mi trascina dentro un cesso, si abbassa i pantaloni e tira fuori dagli slip una arnese magnifico, lungo come non ne avevo ancora visti, bello grosso, con la cappella tutta scoperta e turgida.



L’ambiente dove eravamo non era molto invitante ma cose si fa a resistere? Mi inginocchio e comincio a sbocchinarlo con tutta la voglia che avevo e la sapienza che avevo acquisito da quella prima volta nel parco. Ma lui non si accontenta, vuole di più. Mi tira su, mi abbraccia, inizia a baciarmi furiosamente il collo e, sollevatami la maglietta, incomincia a mordermi i capezzoli (fu allora che scoprii quanto erogeni per me fossero i capezzoli stretti dai denti di un maschio) .



Poi improvvisamente mi gira e, dopo avermi abbassato i calzoncini (avevano l’elastico e non dovette fare fatica) , appoggia il suo grande affare sul mio culetto. Non c’erano dubbi, voleva scoparmi!! Era la prima volta che mi succedeva, naturalmente ci avevo pensato, e naturalmente avevo un forte desiderio di darmi pienamente ad un uomo. Ma lì! In quel bagno di un cinema di terza categoria! Con uno che non avevo mai visto prima ! e poi, certo allora non c’era l’Aids e dunque non c’erano queste preoccupazioni, ma la paura per il dolore sì, questa c’era, con un bastone così grosso poi…..Insomma gli dico di no, che non voglio, che sono ancora vergine……che se vuole continuo con la bocca……ma lui preme con il suo affare sul mio culetto e con un dito mi titilla il buchino che piano piano sento dilatarsi per il desiderio… Dovetti impormi a me stessa , se avessi consentito alla sua cappella di avvicinarsi alla mia fighetta, poi non avrei avuto la forza di dirgli di no. Così lo blocco nei suoi movimenti manuali e riprendo a sbocchinarlo ma lui implora almeno di farlo sborrare sul mio culo. Mi sembrò un compromesso onorevole e così, dopo averlo ancora un po’ sbocchinato, al momento di venire mi gira, mi fa abbassare e scarica tutta la sua sborra, sembrava un fiume!, sopra il mio culetto, facendola sgocciolare in mezzo alle natiche.



Non ero stata ancora sverginata, ma c’ero andata molto vicino.









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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Bisexentambi Invia un messaggio
Postato in data: 27/02/2013 16:16:44
Giudizio personale:
Favoloso, come vorrei conoscerti...! Sono il Lui di coppia, vorrei conoscere anche coppie bisex per poter giocare anche con mia moglie, fatemi sapere. Grazie. Baci per tutti. Fabio

Autore: Cykocyk Invia un messaggio
Postato in data: 01/02/2008 15:02:44
Giudizio personale:
fantastico e dir poco leggendo mi vien di sentire un desiderio !!!! pero torno a racconto e come tale lo reputo un racconto !!

Autore: Target55 Invia un messaggio
Postato in data: 16/11/2006 20:12:53
Giudizio personale:
Dolcissima narrazione e dolci ricordi personali... ancora adesso l\'odore dei bagni di certi cinema e di certi autogrill hanno l\'effetto di... turbarmi


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