i racconti erotici di desiderya

Troia nel parcheggio del carnaby

Autore: Bettyslut
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Quella sera mi ero preparata con estrema accuratezza, avevo controllato la depilazione con particolare attenzione alla parte inguinale sia davanti lasciando un triangolino di peli ben disposti sopra l’attaccatura del pene in modo che piegandolo indietro e facendo rientrare i testicoli, sembrasse la peluria sopra il monte di Venere, che dietro avendo verificato con l’aiuto di uno specchio che anche le natiche e la mia rosellina anale fossero prive di peli e belle lisce; inoltre con del rossetto ad alta tenuta di colore bordò, che uso specificamente per le labbra anali, avevo ben contornato la mia “fighetta” caricando nella mia mente il desiderio voluttuoso di sentirmi leccare con passione proprio lì quale preparazione ad una penetrazione più consistente. Infatti questa operazione mi riempie di libidine poiché mi viene istintivo di contrarre i muscoli anali cogliendo ogni attimo di contatto con il rossetto che umettando le labbra le rende ancora più accoglienti e sensuali ben sapendo che il rossetto mi avrebbe idratato la parte ammorbidendola e rilassandola e infine come ultimo accorgimento avevo introdotto nel mio orifizio anale un dito permeato di visx vaporub facendo bene attenzione di non toccare le labbra esterne ma solo la parte interna. L’utilizzo del vix vaporub e del rossetto mi era stato insegnato da una transessuale non operata di Verona di nome Paola ancora all’inizio delle mie prime esperienze quando traevo piacere esclusivamente dal vestirmi con intimo calze e abiti femminili, smanettandomi poi ripetutamente senza pensare minimamente alle penetrazioni anali in quanto ero molto stretta e solo l’introduzione delle supposte quando ero influenzata mi procurava dolore e fastidio, figuriamoci l’idea di qualche cosa di più consistente. Paola invece forte della sua esperienza e della sua carica erotica, in un crescendo di intensi incontri mi aveva completamente disinibito e fatta divenire una cagna aprendomi il cervello, il culo e la bocca ai piaceri più lussuriosi e perversi che mai avrei potuto pensare di provare e desiderare. Piaceri sessuali che mi piace provare sia come maschio con una donna che come travestito con un uomo o mia simile o donna, di tutta questo mondo di lussuria e perversione sono diventata schiava per sempre, ma questa è un’altra storia. L’effetto del vix vaporub si manifesta dopo pochi minuti con una intensa sensazione di calore superficiale sulle pareti anali interne e mi porta a cercare di fare tutti quei movimenti ancheggiando e camminando in modo da stimolarmi ancora di più e di mantenere così uno stato di eccitazione permanente che partendo dall’interno delle mie viscere si propaga in tutto il corpo fino a martellarmi il cervello. Mentre razionalmente faccio queste operazioni di vestizione, nel mio cervello incominciano a susseguirsi visioni e sensazioni già vissute e soprattutto nuove fantasie sempre più lussuriose e perverse che ho notato variarono a seconda dei periodi. Vi può essere il periodo nel quale prediligo delle situazioni di sottomissione più psicologica che fisica, dove io rivesto il ruolo della cagna travestita da usare per i più ladi piaceri alla mercé della mia padrona/e e dei sui amici. Come vi sono dei momenti che invece vorrei essere parte attiva e regina che domina la sua compagna sia questa una sorellina sia questa una vera donna a me sottomessa. In ogni caso da questo momento in poi inizia la mia trasformazione psicologica di femmina in calore che è tormentata dal desiderio e dalla lussuria più sfrenata e in questo stato se trovo la persona o le persone che con raffinatezza sanno cogliere il mio stato di disponibilità sessuale, sono disposta a fare tutto pur di potermi sentire desiderata e usata come una cagna in calore dove l’unico ritegno sono le pratiche di coprofagia di urine varie e di cera o spilloni. Prendono forma nella mia mente e si affollano, con estrema dovizia di particolari, mille sogni perversi di possibili scenari di sesso che mi vedono protagonista assoluta delle attenzioni lussuriose di perfetti sconosciuti e sconosciute che attratte dalla mia carica erotica ne cercano loro stessi godimento e piacere. Questa fase della vestizione è la più pericolosa poiché devo riuscire a trattenermi dal godere cadendo in una veloce masturbazione e perdere così la mia carica di desideri perversi e per fare ciò ho escogitato la tecnica di imprigionare il mio pene ripiegandolo indietro sotto al cavallo non prima di aver fatto rientrare i testicoli nella cavità inguinale, piegandomi in avanti con le gambe larghe riesco fare in modo che la cappella arrivi a lambire l’anello anale e chiudendo le coscie lo trattengo ben disteso e teso in questa posizione che mi conferisce un pube libero con un triangolino di peli proprio come quello di una donna. Rimanendo in questa posizione faccio risalire il collant coprente semilucido che mi ero preparata già infilato fino al ginocchio e lo distendo facendomelo ben aderire al cavallo in modo che sia il collant adesso a trattenere fasciandolo e accarezzandolo il mio pene che è ormai teso allo spasimo dall’eccitazione e dalla languida prigione in cui lo ho costretto. Importante è che il collant rimanga ben teso sopra la vita in modo che per effetto della sua elasticità muovendomi continui a produrre una pressione costante sotto al cavallo senza dare tregua al suo prigioniero. Questo scopo lo ottengo utilizzando un collant almeno da 50 denari e taglia extra large in modo che mi possa arrivare fino al bordo del reggiseno dove dallo stesso viene bloccato fino a che non mi infilo il body contenitivo. Un ulteriore tocco di lussuria sadica consiste, prima di infilare completamente il body che ho lasciato arrotolato appena sotto alle natiche, nel appoggiare il mio pube allo spigolo del tavolo in modo che questo spinga ancora più indietro il mio pene, piegarmi a 90° sopra al tavolo stesso, fondamentale è che il tavolo sia alla giusta altezza caso mai la aggiusto infilandomi delle scarpe con il tacco più o meno alto, iniziare ad accarezzarmi con ambe due le mani le natiche in maniera sempre più lasciva e mirata alla stimolazione della mia rosellina anale. A questo punto umetto un dito di crema idratante e mi infilo sotto al collant per andare a stimolare direttamente le labbra anali fino ad introdurvi il primo dito seguito dal secondo fino al terzo continuando a far rilassare l’anello anale in modo che diventi sempre più elastico e pronto a ricevere qualche cosa di più consistente. Quando mi sento sufficientemente allargata abbasso solo la parte posteriore del collant anch’esso sotto al bordo delle natiche, senza cambiare assolutamente la mia posizione a 90° piegata sul tavolo e con estrema lascivia prendo il mio cuneo anale preferito che ha un diametro massimo di 8 cm per poi ridursi alla base di 6 e inizio a farlo assaggiare al mio culo oscenamente proteso e pronto a riceverlo. Fondamentale in questa fase è che non vi sia irruenza, come allo stesso modo quando vengo inculata, altrimenti invece di rilassarmi e desiderare di essere penetrata e riempita mi irrigidisco e la cosa diventa estremamente dolorosa facendomi perdere il desiderio. Invece con un gioco sottile di stimolazione introduzione per piccoli tratti in modo che il mio ano assaggi e ne diventi goloso, accompagnando queste stimolazione con un turpiloquio osceno del tipo “ Sei una cagna, ti tira il culo vero?, dimmi che lo desideri? Che vuoi questo bel cazzone nel culo!”sarò io stessa a spingere sempre più fino a farmelo entrare tutto. Mi piace precisare che la sensazione di introduzione e riempimento che viene da un cuneo anale, da un vibratore o da un bel cazzo vero magari di una trans, sono completamente diversi ma estremamente lussuriosi e appaganti. Il cuneo anale è ottimo per sfondarsi il culo in maniera permanente poiché proprio per la sua forma a freccia se si riesce ad oltrepassare il punto di massima circonferenza viene automaticamente risucchiato dalle labbra anali che vanno ad avvolgere la riduzione di circonferenza successiva, così una si sente questo tappo che ti allarga le viscere interne e che per sforzare ulteriormente le labbra anali non cerchi di sputare fuori come invece accade quando hai un bel cazzo nel culo. Infatti consiglio a tutte le sorelline di comprarsi almeno due cunei anali di diametri diversi a seconda delle proprie capacità anali, e di iniziare naturalmente con il più piccolo in modo da tenerselo nel culo per più ore di seguito è oltre modo importante che vi siate cosparse il vostro ano con abbondante crema idratante in modo che con il passare delle ore questa non venga assorbita tutta, cosa che vi porterebbe più al fastidio di averlo in culo più che al piacere. Inoltre per esperienza personale prediligo i cunei anali che hanno una marcata differenza tra la circonferenza massima e quella alla base, poiché sono quelli che mi danno le sensazioni più belle prima di sfondamento poi di risucchio e infine di rimanermi ben piantato nel culo allargandomi però le pareti interne che camminando si strusciano tutte oltre alla sensazione di avere il culo ancora più grosso. C’è anche il vantaggio che per come è conformato il cuneo anale è impossibile che ti si infili dentro tutto permettendoti di sederti o appoggiarti a sporgenze di fortuna per spingertelo ancora più dentro attraverso i collant e la gonna. Fantastica è poi nella maggior parte delle volte la reazione di colei che ti vuole inculare e si accorge e vede che hai già qualche cosa di impiantato nel culo e quando te lo fai uscire e scopre quanto è grande lasciandoti le labbra aperte protese in un laido sorriso per essere nuovamente riempita e pompata. Il vibratore invece è molto valido quando una non desidera poi uscire di casa per qualche passeggiata da troia ma fare tutto da sola, già la sua somiglianza con un cazzo vero mi permette di immedesimarmi più efficacemente nel reale desiderio di succhiare un bel cazzone vero per poi cavalcarmelo, è grazie alla regolazione della vibrazione puoi rallentare o accelerare la tua libidine. Di solito con il mio vibratore che è una copia in lattice di un bel cazzo munito di palle inizio sempre con il succhiarmelo languidamente con le labbra intrise di rossetto come una troia, mi eccita molto il fatto di lasciare delle evidenti tracce di rossetto su questo scettro di piacere in più il rossetto mi da la conferma dei punti dove mi sto dedicando con maggiore passione. Incredibile è anche come all’inizio di ogni pompino la mia bocca non ancora abituata a questa presenza si prodighi a coccolarlo succhiarlo lambirlo senza per poi piano piano fagocitarlo e risucchiarselo in bocca per sentire sulla lingua e sul palato la cappella ormai resa bella turgida dall’eccitazione. Nel caso di un bel cazzo vero poi mi piacciono quelli che anche quando sono belli duri si possono scappellare potendo cosi fare questa operazione di salita e discesa anche con la pelle che ricopre la cappella, inutile dire che la mia libido è direttamente proporzionale al grado di pulizia in quanto se profuma di pulito mi scateno ma se sa piscio o di stantio ne ho ribrezzo. Mi viene in mente una mia esperienza fatta come regina di uno schiavo, i patti erano che si avrebbe dovuto indossare due paia di collant muniti di buco per lasciare uscire il suo uccello, un body manica lunga con il collo a lupetto, e che avrebbe lasciato a me tutta l’iniziativa e la padronanza del gioco. Appena sono entrata nella sua stanza che era adiacente alla mia dove mi ero già preparata di tutto punto, gli ho ordinato di sedersi sulla sedi e mettendogli due cuscini in orizzontale dietro la schiena in modo che lo obbligassero a tenere il culo sul bordo della sedia mentre le spalle le poteva appoggiare allo schienale, dove con dei collant gli ho legato le braccia in modo che non potesse toccarmi, sempre con dei colant gli ho legato le caviglie alle gambe della sedia in modo che l’unico movimento che poteva fare era quello di aprire o chiudere le ginocchia. All’inizio il suo cazzo era floscio vuoi l’imbarazzo e forse anche un po’ di paura, ma poi appena gli ho messo un foulard azzurro molto segoso sugli occhi in modo che non potesse vedere più che cosa gli stavo facendo gli si è subito rizzato e io ho iniziato ha spiegargli cosa gli avrei fatto di li a poco. Con calma ho preso dalla mia borsetta l’olio di vasellina mene sono cosparsa le mani e ho iniziato a manipolare il suo membro il quale reagiva sempre meglio e lui istintivamente ha aperto le gambe per permettermi di lavorargli per bene anche la base. Intanto mi sono inginocchiata davanti a lui in modo da poter osservare da vicino il suo scettro lucido e quando a mani giunte glielo scappellavo gli soffiavo dolcemente sulla cappella con suo grande godimento, si sa che il piacere si acuisce se vi sono repentini cambiamenti di temperatura e lui ne stava provando gli effetti. Quando ho visto la pelle della sua cappella tesa rossa e lucida me lo sono imboccato tra lingua e il labbro superiore in modo da poter succhiare la sfera cappellare alternando delle lussuriose passate di lingua. Con questa pratica era molto facile portarlo al piacere ma non volevo e così quando lo ho sentito allo spasimo ho abbandonato il suo cazzo mi sono alzata e sono andata a mordergli un capezzolo in modo che il dolore lo bloccasse. Poi gli ho fatto succhiare le mie dita della mano come se fossero dei cazzetti per poi ritornare a succhiare il suo cazzo per riportarlo allo spasimo, questo gioco di tenere una persona sulla corda senza farlo venire mi piace molto poiché ti permette di dominare la persona proprio attraverso il suo desiderio di godere e aumenta enormemente la sua libido. Poi mi sono presa anche un po’ di piacere per me poiché gli ho fatto chiudere le ginocchia e rivolgendogli le spalle in modo da potermi piegare a 90 gradi mi sono impuntata il suo bel cazzone sulla mia Rosellina anale e dopo essermi sfilata languidamente il cuneo anale che mi preparava bella larga mi sono auto impalata scendendo lentamente ma inesorabilmente su suo palo rigido. Appena ho sentito le sue palle che aderivano alle mie natiche ho stretto i muscoli anali e ho iniziato a cavalcarlo muovendomi tutta come se stessi ballando la samba rilassando i strizzando il mio culo sul suo cazzo. Ma anche qui fermandomi di botto prima di farlo venire ottenendo da lui delle suppliche e degli insulti che mi fanno ancora di più eccitare. Un luogo sacro e profano al tempo stesso era il Carnaby, in primo luogo il parcheggio dove un solerte guardiano ti squadrava dentro la macchina in maniera più critica se eri vestita da uomo più che da donna, e svolgeva la sua funzione di controllo sull’ingresso di personaggi poco raccomandabili. Poi una volta entrati vi erano i posti normali e quelli un poco più appartati in modo da poter sfruttare eventualmente in un secondo tempo la macchina come un alcova. Alle volte gli ultimi preparativi e aggiustamenti del trucco li ho fatti li nel parcheggio, in tutta tranquillità in quanto era come trovarsi in una terra dove le regole si erano invertite in quanto noi eravamo le normali e gli altri i diversi. Quella sera ero arrivata alle 23, relativamente presto per vedere del movimento ma ottimo per soffermarsi proprio nel parcheggio o sulla scalinata fino all’ingresso per civettare con altre sorelline o per tastare il terreno dei possibili cacciatori. Avevo intravista una mia vecchia amica di Torino e mi ero avviata verso la sua macchina, lei non era da sola ma con una sua amica così guarda caso io mora la mia amica bionda e l’altra rossa, sembravamo proprio ben assortite, camminando verso di loro nel prato del parcheggio mi godevo l’aria fresca che si intrufolava tra le mie gambe e mi lasciavo andare ad un lento ma sensuale ancheggiamento in modo da meglio godermi il mio cuneo anale ben piantato nel culo. Inoltre camminando la mia gonna in strech nero tendeva a risalire lasciando ben intravedere specialmente dietro il bordo in pizzo delle calze nere che mi ero infilata sopra ai collant color moka e così più di una volta mi sono fermata per sistemarmela godendo del piacevole contatto tra la mia pelle le calze e la gonna unite alla sensazione di sentirsi fasciate e limitate nei movimenti. Appena la mia amica mi vide subito mi venne incontro e mi presentò alla sua compagna e così iniziammo tranquillamente a civettare rimanendo un po’ nel parcheggio. Ad un certo punto notai che un tipo ci si stava avvicinando e infatti di li a poco ci salutò: ”Buona sera belle signore cosa aspettate qui nel parcheggio? Forse qualche bel cazzone che vi sbatta? “ e così dicendo in modo molto naturale estrasse dai pantaloni una sberla di cazzo che in vita mia non avevo mai visto, nonostante fosse ancora mollo e lui se lo tenesse nella mano destra chiusa su di esso appena fuori dai pantaloni, gli si piegava come fosse un salame, direi come una soppressa veneta per comodi altri 15 cm. Le mie compagne si misero a ridere senza dargli attenzione io ero rimasta a bocca aperta sia per la rapidità e naturalezza con la quale si era svolta tutta la scena e sia per la disarmante bellezza, potenza e delicatezza che in quella molle postura mi emanava il suo cazzo e mi venne naturale chiedergli come ci stava nei pantaloni. Lui si illuminò e con fiero orgoglio di maschio disse “ in sere come queste esco senza mutande così è libero di eccitarsi per qualche bella travesta che abbia voglia di assaggiarlo” e così dicendo mi si avvicinò facendomi una carezza sulla gamba, la sua cappella si strusciava dolcemente sulla setosità della mia calza prima sull’esterno coscia epoi piano piano sull’interno facendomi sentire il suo calore e il suo tatto morbido come una danza sensuale di toccamenti e lievi contatti che stavano magistralmente stimolando la mia fantasia erotica sulle capacità sessuali di questo scettro del piacere. Non ero rimasta insensibile a quella carezza anche perché mi aveva trasmesso una scossa che mi aveva subito fatto contrarre i muscoli anali con il risultato di autoconfermarmi la presenza anale del cuneo e anche il suo cazzo incominciava ad inturgidirsi con il suo evidente inalzamento, non vi era stato nessun altro tipo di contatto fisico e non vi era costrizione da parte sua perché io lo toccassi in qualche modo, quindi non mi sentivo assolutamente minacciata. Mi stavo lasciando cullare dalle mie sensazioni sentendo che stava nascendo in mè il desiderio di impadronirmi di quel bel cazzone, che la mia amica prendendomi sotto braccio mi allontanò continuando le sue elucubrazioni di scherno nei confronti del nostro intruso con la lancia in bella vista. Mi aveva proprio portata via di peso senza che io potessi accennare qualsiasi reazione ma la mia faccia doveva essere molto eloquente poiché la mia amica mi disse: Attenta Gloria, capisco la tua fame arretrata di cazzo in culo ma quello è troppo grosso e pericoloso perché ti sfonda e ne diventi schiava!” Mai parole furono più vere, gia mi sentivo languire di desiderio avevo paura del dolore che avrei provato ma desideravo ardentemente sentirmi riempire e pompare con vemenza insomma essere la troia di quel splendido cazzone. Ormai eravamo arrivate all’ingresso del Carnaby, avevo fatto le scale ancheggiando vistosamente sui miei tacchi alti in modo da godermi e stimolarmi con il mio cuneo anale mentre la mia mente rimaneva ormai su quel chiodo fisso, come una bambola avevo civettato un poco con le altre amiche che si accalcavano al banco del guardaroba e con magistrale arte, avendo lasciato cadere la mia borsetta a terra mi ero chinata mostrando generosamente il mio culo inguainato nei collant e dalla minigonna che quando mi sono radrizzata era rimasta molto al di sopra della soglia del pudore, e lentamente portandomi le mani sui fianchi inizia ad ancheggiare per far scivolare meglio la gonna sui miei glutei verso il basso lisciandomi poi per bene la stessa sulle cosce, mi stavo spudoratamente autoerotizzando e la cosa anche se era stata notata dagli altri mi eccitava ancor più, quella sera sentivo che i miei freni inibitori si stavano sciogliendo sopraffatti dal montare della mia lussuria. Intanto sotto sentivo la mia rosellina anale molto calda e il cuneo che quasi vi ballava dentro come se anche lei desiderasse la presenza fisica di qualche cosa di più grosso. Entrammo nella sala e li la confusione e l’intreccio di uomini, gay, donne, travestiti e transessuali era magistrale nella molteplicità di facce espressioni e contatti, come sempre in questi casi non avevo voglia di ballare subito ma di cercarmi un posticino a sedere dal quale avrei potuto osservare meglio il “Fritto Misto”. Mentre cercavamo il posto per sederci incontrammo varie amiche e amici con qui scambiammo le solite battute ora cordiali o ironiche con il contorno di cattivi commenti taglienti come lame di rasoio, ma alla fine trovammo la nostra postazione per ben presidiare e controllare il territorio. Mi lascia cadere a peso morto con una breve giravolta contraendo i muscoli anali con voluta tecnica perché volevo sentirmi spingere con forza in culo il cuneo anale senza poter contrastare tale spinta come se si trattasse della spinta di un amante focoso, la cosa mi riuscì magistralmente tanto che mi lasciai sfuggire un languido gemito di piacere e le mie amiche mi guardarono con sguardo interrogativo tanto che mi sembro molto naturale sedermi in modo eretto sulla poltroncina e oscillando su e giù con brevi movimenti del bacino spiegare loro che avevo un grosso cuneo anale in culo e che me lo stavo godendo come una cagna in calore. Le miei amiche scoppiarono a ridere e mi confermarono che ero proprio una cagna in calore e che mai mi avevano vista così troia. Sculettando lascivamente cercando di fare piccoli ma misurati passettini mettendo i piedi uno avanti all’altro come se stessi camminando su una linea, avevo raggiunto il parcheggio ben sapendo di essere seguita dal mio assatanato ammiratore e mi sentivo i suoi occhi puntati sul mio culo come se mi stesse già accarezzando dolcemente per prepararmi a ricevere il suo bel Cazzone e dentro di me era proprio questo che ormai desideravo più di ogni altra cosa. Mi ero appoggiata al fianco di una macchina avendo avuto cura di scegliere una monovolume in modo da avere le spalle coperte, la macchina affianco era una gloria del passato, una Lancia Gamma Coupe, ai tempi ero innamorata di quella macchina e quindi mi piaceva aver scelto il corridoi di passaggio tra queste due auto e appoggiando il piede sulla ruota posteriore della Gamma in modo che la minigonne si tirasse ancora di più nello spasimo di questa sforbiciata inizia io stessa ad accarezzarmi l’interno della coscia così sollevata aspettando che il mio inquisitore facesse capolino. Non si fece attendere e avvicinatosi fino a porsi proprio di fronte a mè appoggiando la sua mano sulla mia coscia alzata mi disse “ Ciao bella Troia” non vi era insulto nelle sue parole ma solo lussuria che unita alla pressione della sua mano calda e in lento movimento circolare mi stavano facendo montare un desiderio pazzesco di essere montata come una cagna, e infatti complice l’aridità delle mie labbra inizia a passarmi lascivamente la lingua sulle stesse movendo il culo sulla carrozzeria della macchina in modo da accarezzarmelo e da spingermi ancora più a fondo il cuneo anale ed infine con estrema troiaggine prima mi infilai in bocca il mio dito indice leccandolo e poi come un automa presi la sua mano che mi aveva appoggiato sulla coscia e guardandolo fisso negli occhi inizia a leccargli le dita prodigandomi poi in particolar modo nel mimare un pompino con il suo pollice. Ormai non c’è la facevo più avrei fatto qualsiasi cosa pur di scatenare la sua voglia ma lui si lasciava fare senza più prendere l’iniziativa e allora con la mano libera andai a tastargli il pacco che ben si vedeva costretto nei suoi pantaloni. Appena lo toccai lui mi sfilo la mano di bocca e prendendomi per la nuca mi porto a se con decisione dandomi un bacio in bocca con tanto di lingua che mi rovistava, ero rimasta scioccata questo bacio proprio non me lo aspettavo, ma ne segui subito una nuova eccitazione ancora più carnale perché desiderai dentro di mè che con quella saettante e vigorosa lingua mi leccasse il buco del mio culo. Ora mi stava palpando anche il culo stringendomi le chiappe con le sue manone e io mi dimenavo tutta per assaporarmi quelle carezze vigorose che scivolavano sul tessuto e sulle calze procurandomi una lussuria indicibile, mi sentivo le gambe molli e la testa girare avrei voluto che il cuneo anale mi profondasse dentro una sensazione di prurito e voglia di essere sfondata allargata pompata mi annebbiava la vista e quando lui mi disse “fammi sentire quanto sei brava con questa bocca da pompimi” io mi lascia scivolare in ginocchio in modo che la minigonna mi stringesse ancora di più il cuneo in culo e inizia ad armeggiare come una forsennata sulla cerniera dei suoi pantoloni. Il suo cazzo scatto fuori come una molla e mi colpi su uno zigomo fermandosi con la cappella proprio sotto al mio naso, mi fermai un secondo per sentirne il profumo e quando percepii che profumava di pulito inizia ad infilarmelo in bocca alternadomi nel leccarlo come fosse un gelato o aspirandomelo tutto in bocca per sentirmelo premere sulla lingua e sul palato mentre con le mani giunte lo smanettavo ora lentamente ora velocemente. Mentre facevo tutto ciò mi venne molto naturale e perversamente eccitante di mugolare con gemiti di piacere e di insalivarlo il più possibile in modo che il suo cazzo entrando e uscendo dalla mia bocca aspirante producesse dei rumori inconfondibili della magistrale pompa che gli stavo donando. Ormai il suo cazzo era teso e vibrava allo spasimo e lui mi tiro nuovamente su alla sua bocca violandomi nuovamente con la sua lingua ma appena vi riuscii lo implorai con una voce da checca ingoiata che stupii anche le mie orecchie per come era divenuta stridula prorio come quella di una cagna in calore: “ ti prego inculami, sfondami, fammi sentire il tuo cazzone nel culo, fammi ciò che vuoi ma scopami adesso lo voglio!!” Lui mi giro e prendendomi per i fianchi mi spinse dolcemente appoggiando il suo cazzo al mio culo verso la parte posteriore della Lancia Gamma Coupè, e fattami nuovamente girare mi sollevò la gamba sinistra facendomi piegare ed appoggiare il ginocchio sul cofano della stessa rimanendo così in piedi su di una gamba. In quella posizione mi sentivo allo stesso tempo aperta e la mia gonna e i collant fasciandomi mi spingevano a fondo il cuneo anale, lui mi cinse per la vita e avvicinatosi al mio orecchio mi sussurrò: “ piegati in avanti bella troia e appoggia le mani sulle due macchine così posso incularti a fondo” “ o sssiii spaccamiii sfondami tutta” e protesi ancora di più il mio culo indietro verso il suo cazzo duro come l’acciaio. Senti le sue mani arretrare scendere sul culo per far risalire la minigonna, prendere il bordo superiore degli slip ed iniziare ad abbassarmeli leccandomi e baciandomi contemporaneamente le chiappe, percepii distintamente che anche lui mi desiderava il suo fiato era corto e caldo quando poi si avvide che avevo il culo pieno di qualche cosa di artificiale mi disse “ che troia che sei Gloria, sei proprio una lurida cagna in calore” e così dicendo inizio a rotearmi il cuno nel culo spingendomelo ed estraendomelo aritmicamente. Poi lo estrasse si fermo ad ammirare la mia Rosellina anale che doveva essere rimasta oscenamente aperta e mi ritrovai a contrarre i muscoli anali alla ricerca di qualche cosa da stringere protendendo ancora di più verso di lui il mio culo. Ma lui mi teneva fissa per i fianchi impedendomi di autoinfilzarmi sul suo cazzo e anzi si divertiva a farmi sentire la presenza della cappella turgida fra le chiappe e sulla Rosellina senza però affondare ma poi con un unico movimento deciso ma senza violenza mi entro dentro con il suo palo. “ooohhh sssssiiiiiiiii” la vista mi si annebbio e chiusi gli occhi impuntandomi con le braccia per non scivolare in avanti godendomi ogni centimetro di quella splendida penetrazione che mi stava riempiendo tutta, mi sentivo le chiappe aperte come un fiore e quando senti la sua cappella in fondo al mio intestino che spingeva calda e viva mi ritrovai a sbrodolare dal mio cazzetto che era diventato moscio tremando sulle gambe pervasa da un piacere sconvolgente che non avevo mai provato così intenso e mi tornarono alla mente le parole di una trans che mi aveva navigato “ quando imparerai a prenderlo bene in culo dei cazzoni grossi non sarai più capace di farne a meno perché ne rimarrai schiava e troia per sempre” mai parole furono più vere. Adesso lo stallone iniziava a pomparmi alternando colpi misurati con colpi vigorosi e io mugolavo e lo incitavo mentre lui mi insultava e la cosa mi eccitava ancora di più tanto che quando mi accorsi che due figure ci stavano guardando li chiamai “ venite qui vi prego voglio succhiarvi il cazzo, voglio che mi riempiate anche la bocca, sono una troia!!!” non si fecero pregare ma quando furono vicini vidi che si trattava di una coppia e mentre lui era eccitato da ciò che vedeva, il mio stallone mi pompava sempre con maggiore vigore, la donna mi guardava con un aria strana che non capivo. Ma quando allungai la mano verso la patta del suo accompagnatore lei me la prese e se la portò sul seno scoprendolo oscenamente ordinando al suo cavaliere “ tu cornuto incapace di farmi godere succhia il cazzo a questa troia in calore” e poi avvicinatasi alla mia bocca guardandomi fissa negli occhi incomincio a lambire le mie labbra con la sua lingua per poi violare la mia bocca e baciarmi mugolando lascivamente. Lo confesso in quel momento desideravo di più succhiarmi un altro uccello ma non ero nella condizione di lamentarmi, dietro mi stava inculando alla grande, sotto una bocca sapiente sia pur di un uomo aveva fatto diventare duro il mio cazzo e davanti mi baciava languidamente una femmina che non era bella ma faceva tipo e mi venne spontaneo palparle le tette i seni ed infilargli una mano tra le cosce. Era già bagnata, mielosa e calda le strapazzai il clitoride e mi lascia andare a questa nuova esperienza molto lussuriosa con estremo piacere





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