i racconti erotici di desiderya

Tra una risata e un orgasmo (17 febbraio 2007)

Autore: Muyhermosa
Giudizio:
Letture: 810
Commenti: 3
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Ieri sera. Non avevo mai visto Mauro. Solo brillanti e travolgenti conversazioni telefoniche, come fossimo vecchi amici. Mi aveva detto di portare la barba. Avevo risposto che non mi piacciono gli uomini con la barba. "Toglierò la barba - mi aveva assicurato - ma attenta a te, ho 45 anni ma ne dimostro almeno dieci di meno senza".



Appuntamento, ore 20,30 sotto casa mia. Si era rimasti d'accordo sul fatto di vestirsi in stile casual, niente di impegnativo... Ho optato istintivamente per una gonnellina fantasia rosa-violet in stile western, modello fintostropicciato abbinata ad una camicetta bordeaux aderentissima e dalla scollatura generosa... s'intravedeva quasi in reggiseno le cui spalline e il decollété erano completamente tempestati da piccole rose in rilievo.

Il primo impatto è stato lampante: i suoi occhi mi hanno subito confermato di piacere. E tanto.

Salita in macchina, il profumo che avevo addosso è sembrato inondare l'abitacolo, riempiedno le narici, fino ad arrivare ai polmoni. Una fragranza non troppo dolce ma neanche tanto speziata. Ma dava alla testa in maniera assai piacevole.

Dopo essersi sentiti tante volte al telefono, il gioco ha preso piede anche quando eravamo l'una al cospetto dell'altro.

Si, è vero, non dimostrava più di 34-35 anni... e a me che piacciono gli uomini di una certa maturità (anche visiva), veniva l dubbio che potesse essere dell'altro fra noi al di là della brillante complicità e dell'ironia.



Giunti al pub, una ragazza ci ha guidati fino a un tavolo appartanto in un angolo del grande salone, lui ha preso posto su una delle due sedie tenedo addosso il giubbino, io ho invece sfilato il cardigan nero ed immediatamente... i suoi occhi "lì", sulla florida scollatura.

"Hai un viso bellissimo", ha commentato estasiato. E a me scappava da ridere...

Pizza alla diavola per lui, pizza vegetariana per me; bruschetta alle olive per lui; bruschetta al pomodoro per me; supplì per lui, crocchette per me; fragole alla panna per lui, fragole al limone per me.

Ho chiesto se prendeva anche il dolce e mi ha risposto che di dolce bastavo io.

Cena deliziosa.. e lunghissima. Terminata alle 23,00. Una raffica di battute con la ragazza che serviva ai tavoli.

E' subito stato simpatico a tutti. Spiazzante anche, per chi non avrebbe certo previsto quel tipo di approccio a dir poco... informale.

Non ho mai riso tanto in vita mia... entrambi eravamo piegati in due dalle risate; quando è arrivata una comitiva di sedicenni, ho proposto di lasciare il locale.



Salire in macchina ed arrivare nuovamente sotto il mio portone è stato un attimo.

"Rimani dieci minuti", mi ha suggerito. Ed io sono rimasta.

La prima cosa che mi ha fatto notare è stata la non corrispondenza della mia età anagrafica con quella che dimostravo. "Non ti darei più di 27-28 anni", ha sottolineato. "Beh, meglio - ho ironizzato - vorrà dire che quando avrò 50 anni ne dimostrerò 45".

Mi ha preso le mani. Freddissime. Le sue caldissime.

"Sono congelata", ho sibilato.

"Vuoi che te le scaldi io?".

Che tepore meraviglioso... "Si, fa' pure!", ho replicato mentre le sue dita si spostavano verso il polso e riscendevano. E risalivano... alla fine mi ha attirata a sé e la sua guancia un po' pungente ha strusciato sul mio viso, raggiungendo presto il collo... Era tutto così serio, ora... Ho alzato un braccio fino a cincergli il collo... ho sentito la sua lingua insinuarsi in un orecchio: nessuno lo aveva mai fatto prima... e non credevo possibile potesse piacermi tanto.

Mi sono sentita gemere... era la mia voce! Non volevo che mi baciasse sulla bocca, ma la passione ha preso piede e quando si è impossessato delle mie labbra, le ha quasi serrate tra i denti, mordicchiandomi fino a farmi male tutte le volte che cercavo di sottrarmi all'intimità di quel contatto.

E intanto la sua lingua s'insinuava, esplorava... ho sentito la sua mano prendere la mia e portarsela sulla patta dei jeans... lo percepivo enorme sotto il tessuto dei pantaloni... e Mauro iniziava a mugugnare in tono concitato... Ha fatto scivolare impaziente la scollatura della camicetta verso il bacino, svelando un seno... ha tirato fuori il capezzolo dall'indumento intimo che lo conteneva e ha iniziato a succhiarlo... poi lo ha liberato del tutto, stringendolo in una mano. Era eccitato, diceva d'essere pazzo della mia pelle... ha tentato di schiudermi le gambe con un gesto esplicito, ma ho bloccato la sua mano, ritraendomi.

Ho detto che era forse meglio che scendessi dalla macchina. "Ancora un po'...", mi ha pregata lui portandosi nuovamente la mia mano sull'erezione che semprava voler esplodere dai pantaloni.

E ancora la lingua ad esplorarbi l'orecchio... l'ho accarezzato sotto la polo, scendendo giù, sempre più giù lungo il suo ventre piatto... l'ho visto protendersi verso le ie carezze quando ho raggiunto la cintura dei pantaloni... Li ha slacciati convulsamente e ha tirato fuori il suo membro eretto... enorme. Assecondamo i suoi baci, lasciavo che affondasse la testa tra i miei seni e intanto lo spompinavo... era sempre più lucido, sempre più grande... Ho nuovamente sottolineato che dovevo andare a casa, che continuare sarebbe stato peggio... "No... - ha farfugliato ansante - non te ne andare, lauré, non ce la faccio...". Mi sentivo grondare fra le cosce... ma non potevo fare sesso in macchina come una liceale. E non potevvo nemmeno lasciarlo salire a casa la sera del primo appuntamento. Quando ho alzato gli occhi sul suo viso, ho visto la sua espressione protesa al piacere che tacitamente supplicava, la testa reclinata all'indietro e il bacino che, con piccoli colpi, mi portava sempre più vicino al viso l'enorme pene.

Una lunga carezza è risalita dai testicoli durissimi ed ingrossati fino alla punta di quel cazzo imperioso, per riscendere ancora, sempre più lentamente. Masturbandolo.

Gemeva sempre più forte. Mi sono abbssata e l'ho visto in un nano secondo sparire nella mia bocca: avanti e indietro, su e giù per la mia gola... lucido di saliva e ormai scappellato lo sentivo spingere con sempre maggiore forza; ho accelerato i tempi, fino ad imprimere un ritmo febbrile a quel gesto... Mauro ha colpito con un pugno il tetto dell'abitacolo e un fiotto di sperma mi ha inondato il viso.

L'ho preso in mano, bagnato e ancora eretto: ho continuato a farlo scivolare nella mia mano, tra le mie dita, masturbandolo concitatamente intanto che altro sperma grondava fino al polso e lui si contorceva gridando con voce cavernosa al culmine dell'orgasmo.



La testa sprofondata tra i miei seni e la mia mano affondata fra i suoi capelli neri, siamo rimasti così per un tempo incalcolabile.

Finché non mi sono ripulita con un kleenex, ho aperto la portiera e non sono scesa dalla macchina.

"Quando ti rivedo?", mi ha chiesto con lo sguardo allucinato.

"Chiamami in settimana - ho suggerito - ma non ti assicuro niente, ho una settimana pienissima".



Voglio rivederlo. Ho già nostalgia di quell'erezione... Voglio portarlo ancora a quello stato di semincoscienza, lasciare che il suo splendido cazzo impaziente sprofondi tra le mie cosce. E cavalcarlo selvaggiamente. Montarlo per ore... fino allo spasimo.



E dire che sembravo troppo amici e troppo complici, tra goliardate e battutine irriverenti varie per concludere la serata con un pompino!

Mi è piaciuto vederlo godere. Ora però mi è rimasta addosso un'indecente voglia d'essere scopata selvaggiamente...


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Alex_roma71 Invia un messaggio
Postato in data: 19/02/2007 20:02:56
Giudizio personale:
good

Autore: Fortedolce Invia un messaggio
Postato in data: 19/02/2007 19:00:11
Giudizio personale:
molto bello, ha un buon ritmo e ben scritto per un attimo mi è sembrato di essere li..................

Autore: Mick E Carmen Invia un messaggio
Postato in data: 18/02/2007 15:43:37
Giudizio personale:
molto bello come racconto


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