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Quarto seguito a “ecco come fu…”


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Quarto seguito a “Ecco come fu…”

Quella notte non riuscì, praticamente, a dormire. Troppe erano le sensazioni che andavo rivivendo ed enorme era l’attesa per il giorno che andava ad incominciare ed in cui, al pomeriggio, mi sarei rivisto con Nino e ci sarebbe stato anche Leo.

Il culetto, nonostante tutta la crema che ci avevo spalmato, continuava a bruciarmi e pensava con un po’ di preoccupazione a quello che mi aspettava nel pomeriggio ma anche…. Con trepidazione e desiderio. Il fatto di essermi sentita così desiderata mi aveva inorgoglito e mi faceva sentire ….Phoemina !! Tant'è ! Arrivò il pomeriggio e, con il cuore che andava a mille dall'emozione, tanto che me lo sentivo in gola, mi ritrovai a suonare al campanello di Nino. Mi aprì, salii e, questa volta fu Leo ad aprirmi, abbracciarmi e dirmi: “Mi sei mancata, mia bella troietta!” …e palpandomi il culo mi portò immediatamente in camera da letto, dove Nino, già nudo e disteso, se lo stava masturbando. Come mi vide disse: “Finalmente sei qui, non vediamo l’ora che ce lo succhi come sai fare tu!” Leo mi stava già spogliando e, una volta nudo, mi spinse tra le braccia di Nino il quale, immediatamente, mi prese il viso e lo trasse a sé per infilarmi subito la lingua in bocca. Nel frattempo Leo si era spogliato e disteso a fianco a me, iniziando a massaggiarmi la schiena, i glutei, le gambe.

Nino finì di baciarmi e, distendendosi a fianco a Leo, disse: “Ed ora succhiacelo, e …facci godere!” Mi ritrovai così ad avere davanti agli occhi due splendidi coni gelato che iniziai a leccare, succhiare, adorare! Cominciai, uno alla volta, a leccare sino alle palle, risalire ed imboccare un po’, ricominciare a leccare, stavolta scendendo sino al buco del culo, stuzzicare un po’ il perineo, risalire e rimboccare il tutto. Prima uno, poi l’altro, alternandomi nel gioco e, mentre leccavo uno, segavo l’altro con la mano. Pian piano sentii che li stavo facendo salire di pressione. Nel mentre li sbocchinavo stuzzicavo i loro sfintere con morbidi massaggi con un dito insalivato. I loro cazzi svettavano, aspettando le mie slinguate e le mie imboccate e, un po’ alla volta, li portai a godere, prima uno che inghiottii completamente, poi l’altro, facendo la stessa cosa. Si afflosciarono come dei palloncini che si svuotano.

Li sentii respirare con affanno. Ero riuscito nell'impresa. Mi sentivo una “gran troia”. Ci misero un po’ a ritrovare il fiato: evidentemente li avevo fatti godere per bene. Una volta ritrovato il fiato Leo mi apostrofò con un: “Dove ti eri nascosta, tutti questi giorni? Non volevi accettare il fatto che non puoi più fare a meno di noi? Che ormai sei la nostra troietta ?” ed io… “ In effetti sono piena di dubbi, c’è una parte di me che ancora non accetta questo mio lato femminile, che si pone un sacco di domande e, non ultimo, il fatto che vivo con i miei e non vorrei si accorgessero di come sono. Inoltre non ho la piena disponibilità del mio tempo e mi devo sempre inventare un mondo di scuse”. Leo, guardandomi fisso, disse: “ Ok, questo lo capiamo, e da parte nostra non avrai mai nulla da temere, saremo discreti, ma ciò non toglie che dobbiamo metterci d’accordo su come fare per vederci più spesso possibile perché, almeno per quanto mi riguarda, …. Ti voglio, anche ogni giorno. Mi sei entrata nel sangue, se solo ti penso … mi si drizza e… mi devo masturbare.”

Intervenne Nino: “ Anche per me è così. Mi scoccia ammetterlo ma … sei come una febbre… e non riesco a pensare ad altro rimedio che… averti fra le braccia e baciarti, incularti, succhiarti.” A quel punto allargai le braccia e dissi: “Su come vederci ci penseremo dopo! Adesso amatemi, accarezzatemi, baciatemi, FOTTETEMI “

E uno da una parte, l’altro dall'altra iniziarono ad accarezzarmi, succhiarmi i capezzoli sino al punto da farmi urlare dal piacere, stimolarmi la “fica” ( sì, perché a quel punto era una fica, non più un buco del culo) sino a mettermi, poi a pecorina e, mentre uno me lo metteva in bocca, l’altro (sempre con molta delicatezza e incremandomelo per bene) me lo metteva nel culo e, una volta entrato completamente, vi si fermava, aspettando di sentire che avevo gradito in “toto” l’invasione. Una volta che sentiva che il mio sfintere iniziava a contrarsi su quel paletto infisso nelle viscere, il lui di turno iniziava a muoversi, a sfilarlo quasi totalmente per poi rinfilarlo fino in fondo. Quando chi mi stava montando “sentiva” che stava per venire si sfilava, lasciandomi con un vuoto pazzesco ed un buco del culo larghissimo, lo ammirava per un po’ e si dava il cambio con l’altro.

In questo modo erano sempre in tiro e mi stavano facendo letteralmente impazzire.

I momenti peggiori erano quando uscivano e mi lasciavano pieno di desiderio, e quando… mi rinfilavano dentro il loro bastone, al ché era come …. godere. Una cosa pazzesca. Stavo dando i numeri… mugolavo dal piacere… avevo i brividi in testa… non so se ero cosciente o meno, continuavo a sbocchinare il lui di turno, senza sapere più chi era che sbocchinavo e chi quello che mi inculava. Mi stavano facendo impazzire. Completamente preso dalle sensazioni di piacere non sentivo neanche più il bruciore al retto. Ero talmente aperto ed incremato che, credo, sarebbero riusciti ad entrarmi anche con tutto il braccio. Fui io il primo a godere e questo, evidentemente, si trasmise alla mia bocca che succhiando maggiormente portò Nino a godermi in bocca (era lui che stavo sbocchinando in quel momento) e successivamente al mio culo che iniziò a succhiare violentemente, contraendosi, il cazzo di Leo che iniziò ad urlare “Vengooo… Godoooo…. Oddio…. Pazzesco…..Mi fai morire… “ Il mio culo sembrava non volesse più farlo uscire, continuava a contrarsi ed a succhiarlo, ancora… ed ancora… E mi ritrovai con Nino che cercava la mia bocca e mi baciava, ingordamente, possessivamente, causandomi un’altra erezione ed un altro orgasmo, rendendo Nino oltremodo felice nel sentire che riusciva a darmi tali sensazioni di piacere. Leo mi reclamò. Non era ancora uscito da me e con l’orgasmo che avevo avuto grazie a Nino non avevo fatto altro che continuare a succhiarlo con lo sfintere, mantenendolo in stato di erezione e pertanto …voleva possedermi ancora. Si sfilò, mi mise a spalle sul letto, mi sollevò le gambe appoggiandole alle sue spalle e… me lo rinfilò dentro, in un attimo. Il tutto causandomi una forte inspirazione ed avendo l’impressione di sentirmelo in gola. Che cazzo stupendo !!! E guardandomi fisso negli occhi, mentre molto lentamente mi fotteva, disse: “ questo, ricordalo, riesco a farlo solo io e pochi altri, pertanto… godi, troietta. Sei mia!” e si incurvò sino a prendere in bocca il mio pisello ed iniziare a farmi un pompino da urlo mentre continuava ad incularmi. Con pazienza, con metodo, fermandosi non appena aveva la sensazione che stavo per godere. Mi portò sull'orlo della pazzia, anche perché, come non bastassero le sensazioni che mi stava regalando, ci si mise anche Nino che prima mi succhiò i capezzoli, portandoli al massimo della sensibilità, e poi, sempre stuzzicandomeli con le dita, iniziò a baciarmi come sapeva fare lui, con libidine e possessività, sino a succhiarmi la lingua come fosse un pene. E nel baciarmi iniziò a masturbarsi sino a quando, nel momento che io stavo godendo in bocca a Leo e questi si stava scaricando nel mio culo, riempiendomi completamente, godette anche lui riversando la sua sborra sul mio petto e poi anche sul mio viso.

Eravamo sfiniti. Il mio culo bruciava, ma nel contempo continuava a contrarsi per le sensazioni avute. Dopo aver ripreso fiato andammo a farci una doccia e …. Sotto la doccia, quasi quasi me lo stavano puntando di nuovo addosso. Al ché dissi :”Basta, me ne devo andare, altrimenti non so che giustificazioni dare”.

Questo li fece desistere e ci potemmo rivestire. Prima di salutarci rimanemmo d’accordo che ci saremmo rivisti dopo un paio di giorni. Nino avrebbe chiesto (di nuovo, ma Leo non lo sapeva) a suo fratello di sostituirlo al bar.

Due giorni dopo:

Suono il campanello, mi aprono il portone, salgo e… sulla porta… trovo una ragazza di una ventina d’anni. “Ciao, - si presenta – io sono Luciana.” Rimango basito e farfuglio qualcosa. Mi fa entrare e mi porta in soggiorno, dove ritrovo Nino e Leo. Davanti alla mia faccia perplessa, Nino si sente in obbligo di darmi una spiegazione. “Sai, sappiamo che a te piacciono anche le ragazze e perciò volevamo farti un regalo: questa è mia nipote, con la quale ogni tanto abbiamo un rapporto, perché è una bella porcellina, alla quale abbiamo parlato di te e vorrebbe conoscerti.”

E lei si venne a sedere sulle mie gambe dicendomi: “ Zio Nino mi dice che baci meravigliosamente! Mi fai provare?” e ciò detto incollò la sua bocca sulla mia cercando, sin da subito, di penetrarmi con la lingua. Come ho già detto più volte, il bacio è per me il massimo dell’erotismo, e perciò iniziai subito a duellare con la sua lingua, al punto che il mio compagno di giochi si sentì coinvolto e diede segni di presenza che non sfuggirono alla Luciana: essendo seduta su di me sentì subito questa presenza che premeva sotto le sue cosce.

Senza smettere di baciarmi mi fece alzare e mi trascinò in camera. Qui giunti iniziò a spogliarmi, mentre Nino e Leo, che ci avevano seguiti, spogliarono lei.

Una volta che fummo tutti e due nudi, lei mi trascinò sul letto e mi fece chiaramente capire che voleva essere leccata. A gambe divaricate me la offriva in tutta la sua oscena bellezza: aveva delle labbra carnose, umide, già bagnate dal piacere, ed un clitoride che sembrava un piccolo cazzo e sul quale mi ci fiondai iniziando a suggerlo come se gli stessi facendo un pompino. Lei incominciò a smaniare, borbottando “Sii …. Così…. Succhia, tesoro, succhia …. Oddio, che bello… succhi divinamente…. Che lingua che hai…Ha ragione zio Nino, hai una bocca da favola… Dio, che bello…!!”

Nel mentre mi davo da fare su quella fica stupenda, eccitato da morire, sentii mani tenere e gentili accarezzarmi la schiena, le spalle, i glutei, due da una parte, due dall'altra, e nel mentre mi spalmavano olio profumato sulla pelle, sino a versarmene un po’ in mezzo alle chiappe ed iniziare a massaggiarmi lo sfintere, iniziando ad inserirmi qualche dito. Ciò non faceva altro che acuire il mio desiderio di penetrare quella splendida fica e così fu: ad un certo momento, evidentemente in base a qualche segnale intercorso tra lei ed i due orchestratori, mi allontanò la testa dalla fica e mi trasse a se, facendosi penetrare.

Una volta entrato dentro di lei, con un profondo sospiro suo, mi avvicinò nuovamente al suo viso e ritornò a baciarmi profondamente. Evidentemente era stata istruita sul fatto che il bacio mi erotizzava al massimo. Fatto sta che il mio compagno di giochi aumentò il suo turgore ed io iniziai a muovermi, lentamente, come avevo imparato dai miei chiavatori, dentro di lei. Nel contempo, i miei amanti avevano continuato a massaggiarmi il culo, allargandomelo sempre di più, inserendo man mano un dito in più, uno da una parte uno dall'altra, da buoni amici, arrivando ad inserirmene due a testa (e facevano quattro), dandomi nel contempo piccoli morsi sulle chiappe che mi facevano provare lunghi brividi. Quando videro che ero pienamente preso dalla scopata decisero che era ora di incularmi e, prima Nino, che aveva il cazzo un po’ più sottile, mi penetrarono. Normalmente, quando venivo penetrato, al primo momento il mio cazzo si inibiva, ma in quella situazione rimase turgido e potei continuare a chiavare quella splendida fica, con una sensazione in più. Nino, una volta entrato, come al solito si era fermato, per cogliere le mie sensazioni. Una volta colto il mio ritmo e sentito che lo stavo accogliendo con desiderio, iniziò a muoversi assieme a me, amplificando i miei movimenti e spingendo fino in fondo nel momento in cui io tornavo indietro da lei. Così facendo me lo faceva sentire tutto ed avevo, elettrizzato com'ero, i brividi in testa e cominciavo a mugolare. Lei aveva alzato le gambe portandole ad abbracciare il mio corpo, completamente aperta. Nel mentre stavo quasi per godere lei ci fermò, facendomi uscire e dicendo: “aspettate… gli metto un preservativo, così dura un po’ di più”. E me lo mise. In effetti, così perdevo un po’ di sensibilità e la cosa era più lunga. Ma Nino, stimolato particolarmente dalla situazione, venne, riempiendomi il cullo con una tale quantità di sperma da farla traboccare dal mio culo. Leo, che non aspettava altro e che nel frattempo aveva potuto solo smanettarselo, non appena Nino uscì dal mio culo ci si fiondò sopra e, aiutato sia da come me lo aveva allargato Nino, sia dalla lubrificazione determinata dalla sua sborra, me lo penetrò in un batter di ciglia, tanto che, nonostante le sue dimensioni fossero maggiori di quelle di Nino, quasi non me ne accorsi. Io ero in paradiso: stavo chiavando, per la prima volta in vita mia, una splendida fica ed in più ero posseduto da un fantastico cazzo che mi stava facendo provare tali sensazioni che…. Venni!! Ebbi un orgasmo spaventoso! Godevo, e… godevo e… godevo, senza soluzione di continuità ed il mio sfintere pulsava, stringendo e succhiando il cazzo di Leo che a quel fare si stava ingrossando ancor più, possedendomi totalmente, infilandomi sino in fondo, facendomi impazzire dalle sensazioni che mi dava, mentre nel contempo la fica di Luciana si contraeva sul mio cazzo, succhiandomelo come fosse una vera bocca, perché anche lei stava godendo da pazzi. Lei si abbandonò completamente, sfinita dal piacere. Io, nonostante l’aver goduto, ero ben infisso dentro di lei, turgido, godurioso perché Leo era ancora ben infisso dentro di me e mi stava facendo sentire tutti i cm. del suo cazzo, muovendosi anche a dx e sx per allargare ulteriormente il mio culo. Quando, alla fine, decise di godere mi riempì come non aveva ancora mai fatto e quando finalmente decise di uscire si fermò, tenendomi allargate le chiappe, per ammirare il buco, largo, ampio, che aveva creato nel mio culo, buco che ancora si contraeva per le sensazioni provate. Richiamò l’attenzione sia di Luciana che di Nino su quella vista e, dopo un “Ohhh” di meraviglia, ambedue si fiondarono a leccarlo. Luciana, da quella porca che era, mi intrufolò dentro anche tre dita, stimolandomi la prostata e dicendomi: “La prossima volta voglio anche che mi inculi.” (continua)



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Bobo45sex Invia un messaggio
Postato in data: 17/05/2017 21:38:48
Giudizio personale:
semplicemente fantastico... complimenti


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