i racconti erotici di desiderya

Nel folto del bosco


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"Dammi il tuo culo! Dammi il tuo culo! Dammi il tuo culo!" urlava quell'energumeno mentre mi sodomizzava senza pieta' a smorzacandela nel fitto del bosco. Era la giusta punizione per una puttana travesta come me, che ogni giorno di quella estate si rintanava nel folto della brughiera per mettersi in lingerie. Quel giorno ero arrivata verso le undici e mezzo del mattino a bordo della mia Matiz. Avevo parcheggiato su uno spiazzo sterrato e, dopo aver preso la borsa dal baule, mi ero inoltrata tra gli alberi, fino a raggiungere uno slargo che credevo al riparo da occhi indiscreti. Infatti, pur fantasticando sempre di prendere cazzi a metri, ero ancora quasi una verginella. Ero stata deflorata sia in bocca che nel culo da alcuni transex, ma non mi ero mai fatta montare da un uomo. E poi, chi avrei potuto incontrare nel mezzo di un bosco? Potevo incappare anche in qualche maniaco, ma la voglia di trasgressione era troppo forte. Una volta raggiunto lo spiazzo, tolsi dalla borsa un telo mare a due piazze che stesi sul prato. Poi vi adagiai sopra un bel paio di calze da reggicalze vintage, nere e con la riga, una guepiere nera, un paio di sandali da donna con la zeppa di sughero, la parrucca e l'occorrente per il trucco. Quindi mi spogliai dei miei abiti maschili, con l'eccitazione che cominciava a montare. Infilai la guepiere, le calze e mi misi i sandali ai piedi. Mi sedetti sul telo, indossai la parrucca e cominciai a truccarmi. Dulcis in fundo, estrassi dalla borsa il mio bel dildone di gomma da venti centimetri, un preservativo e il lubrificante anale. Mi stesi sulla schiena, allargai le gambe e cominciai a stuzzicarmi il buchetto con il dito medio della mano destra, su cui avevo versato un po' di gel lubrificante. Il cuore mi batteva all'impazzata, mi sembrava di svenire per l'emozione. Sospesi il massaggio per infilare il preservativo sul cazzo di gomma e poi mi esibii in un pompino, mentre con il dito ero tornato ad occuparmi del buchetto, facendomi un ditalino. Continuai cosi' finche' il cazzo mi divento' duro, segnale che mi ero lasciata andare a sufficienza. A quel punto sfilai il dildo dalla bocca e me lo piantai nel culo senza remore. Avevo appena cominciato ad andare su e giu', mugolando come una cagna, quando udii qualcuno urlare: "Ora ti insegno io a fare lo schifoso." Venni quasi meno per lo spavento. Mi tolsi il dildo dal buchetto e mi misi in ginocchio. "Ti prego - implorai con la voce, che suono' abbastanza effeminata - non farmi male." Intanto lo sconosciuto era arrivato a meno di un metro da me e mi tiro' un ceffone da urlo. "Ti insegno io il decoro!" e giu' un'altra sberla. "No, ti prego, no. Basta, lasciami stare." piagnucolavo io. Ero terrorizzata, temevo seriamente per la mia incolumita' se non addirittura per la mia vita. "Ne ho pieni i coglioni di froci come te che infestano questi boschi" urlo' ancora. "Ti prego, lasciami stare" implorai di nuovo e misi le mani davanti a me per ripararmi da altre sberle. Lui mi prese forte per i polsi e nel tira e molla che ne segui', finii con le labbra addosso al suo coso nascosto nei pantaloni. Lo sentii rigonfio e per istinto lo baciai. Il mio aggressore rimase sorpreso dal mio gesto e mollo' un po' la presa. Gli baciai di nuovo il pacco e riuscii a liberarmi le mani. Gli slacciai la patta e liberai l'uccello dalla gabbia di stoffa delle mutande. Era un bel cazzo di circa venti centimetri, con la cappella grossa. Lo presi in bocca e cominciai a succhiarlo con avidita'. Era pulito e aveva un buon sapore. Forse ero riuscita a calmare quel violento. Lui comincio' a mugolare. "Dai, da brava, ingoialo tutto, troia... puttana... zoccola" mi disse e i suoi insulti fecero crescere la mia eccitazione. Glielo lavoravo per bene: lo ingoiavo completamente, poi slinguavo il prepuzio, poi correvo con la punta della lingua lungo l'asta. Per un po' lui mi lascio' fare, poi mi prese con una mano la nuca, con l'altra serro' alla base il cazzo e comincio' a divertirsi. Me lo sfilava dalla bocca, lo usava per schiaffeggiarmi e poi me lo rimetteva dentro a forza. "Dai stronza, fammi godere!" mi ordinava. Io fingevo di resistere per eccitarlo di piu'. A un certo punto me lo sfilo' dalla bocca e mi disse con calma violenza: "Ora ti spacco il culo!". Mi mise sdraiata sul fianco sinistro, in posizione fetale. "Aspetta - gli dissi - voglio mettere un po' di lubrificante. "Per tutta risposta lui mi appoggio' la grossa cappella sul buchetto e mi infilo' con una forza brutale. Urlai per il dolore. Lui estrasse l'uccellone e mi disse: "Ti sfondo, cagna!". Poi mi penetro' ancora in un colpo solo. Da li' in avanti mi costrinse a prenderlo in tutte le posizioni. Io lo imploravo di smetterla, ma la verita' e' che, dopo il dolore iniziale, godetti come una vacca. La prova e' che avevo il cazzo duro mentre lui mi sodomizzava. Dopo una lunghissima cavalcata, mentre mi stava montando a pecorina, mi venne dentro con un fiotto cosi' caldo e abbondante che, dopo pochi attimi, sborrai anch'io senza che mi fossi nemmeno sfiorata il cazzo con un dito. Gli pulii il cazzo con un fazzoletto di carta, glielo baciai e poi mi sdraiai sulla schiena per godermi a occhi chiusi il piacere del dopo scopata. "Dammi il tuo numero di cellulare" mi disse. Glielo dettai, sempre tenendo gli occhi chiusi. Poi udii il rumore dei suoi passi allontanarsi sull'erba. (Karintrav)


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Federikatrav Invia un messaggio
Postato in data: 15/02/2010 16:32:35
Giudizio personale:
che belli incontri che si fanno nel bosco....

Autore: Bestenema Invia un messaggio
Postato in data: 18/05/2009 18:37:19
Giudizio personale:
Ogni volta che lo leggo non posso fare a meno di menarmelo, è una situazione veramente troppo eccitante, certo sarebbe sconvolgente essere trattata in quel modo, ma il cazzo duro del contadino che prima ti chiava in bocca poi ti incula è una delle fantasie più erotiche che si possano sognare. Un bacio e una ciucciata al cazzo.

Autore: Bestenema Invia un messaggio
Postato in data: 09/05/2009 23:13:24
Giudizio personale:
Ho il cazzo duro immaginando la scena, io dopo averti cavalcato, almeno una una bella pompa te la avrei fatta... complimenti per la fortuna che ti è capitata!!!


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