i racconti erotici di desiderya

Le storie di eva - i sogni son desideri

Autore: Evatravsicilia
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I SOGNI SON DESIDERI

L’estate…. Stagione meravigliosa, sole, mare, belle giornate.. ma potete mai immaginare cosa possa significare l’estate per una ragazza…. “diversamente femmina”?.. è l’inferno, altro che paradiso.

Non poter indossare le amate calze che… dio ci perdoni… toccateci tutto ma non le calze; attenzione, non che qualcuno ci vieti di metterle per carità…. ma con 40 gradi all’ombra si fa prima a buttarsi nel fuoco.. almeno si soffre meno e tutto finisce nel giro di qualche minuto… ma le calze d’estate… che sofferenza atroce, per non parlare del trucco, e non veniteci a dire…. un filo di matita ed un po’ di rossetto. Non è proprio così.

Ed è così che iniziano i 3 mesi più lunghi nella vita di una trav…. aspettare che finiscano o che si attenui il caldo per poter tornare ad indossare ciò che più amiamo al mondo. Ma tutto passa, ed è così che arriva finalmente il tanto agognato autunno. Iniziano così i grandi preparativi, calze, e tacchi vertiginosi rispuntano fuori dagli armadi come conigli dal cappello di un prestigiatore, fondotinta, matite, rossetti…., e i cosmetici? i più disparati e colorati trucchi ritornano fuori a far bella mostra nelle nostre specchiere, per non parlare delle parrucche che…. per amor di Dio, a chi ha una folta capigliatura possono sembrare quasi da ridere, ma chi come noi… diversamente donne.. non ha questa fortuna.. be sia ringraziato il celo che le hanno inventate. Così come sia ringraziato il cielo che esista internet…. Che accorcia le distanze e fa allungare i piselli.

“Ciao amore, spero che tu possa ricordarti di me… l’estate è finita, che ne dici, ci incontriamo ?” Inizia quasi sempre così, nel modo più banale e scontato possibile… (i maschi.. quanta poca fantasia possano avere lo sappiamo solo noi povere donne).

Ma a noi trav mezze matte le cose banali e scontate non sono mai piaciute e così per la grande inaugurazione della stagione scopatoria si cerca qualcosa di particolare, di esagerato… e anche un po’ rischioso.. perché si sa, il rischio aumenta sempre di più l’eccitazione. E cosa può esserci di più eccitante di un bell’incontro al buio?...

Diciamoci la verità…. Se avessimo avuto il coraggio di fare tutto ciò che ci passa per la nostra immaginazione tutti più o meno avremmo almeno una volta nella vita fatto un incontro al buio.., donne e… diversamente donne comprese…, ma il coraggio e l’incoscienza non è di tutti, e per chi c’è l’ha almeno una volta nella vita può essere il sale che a volte manca nella nostra esistenza. E il bello è che a volte il tutto si realizza quasi per caso.

Fu così che una sera mi decisi ad incontrare un ragazzo che da tempo di faceva il filo.. (a dire il vero mi ero quasi rotta di leggere i suoi messaggi sdolcinati e pieni di esagerati complimenti..), ma complici alcune foto da lui inviatemi be…. mi sono decisa, e una sera gli ho dato appuntamento in una casa in campagna che utilizzavo spesso per incontrare gli amici. Mi preparo di tutto punto, iniziando con un accurato peeling, che a volte sembra assomigliare ad una delle famose fatiche di Ercole… ma va bè… la strada per la bellezza è sempre lastricata di sforzi e sofferenze. Scelgo l’intimo e i vestiti più carini e sexy… le scarpe che più si adattano ad una serata del genere, le calze rigorosamente .. autoreggenti, abbinate ad una guepiere e a un perizoma coordinato ma rigorosamente nero e di pizzo, uno smalto che faccia risaltare le mani e le dita, un trucco abbastanza vistoso ma non volgare e via….. Signori e signori…. Eva è tornata tra voi.

Squilla il telefono…. È lui… certo un po’ di emozione c’è dopo 3 mesi di forzato riposo…. Ma ciò rende tutto più eccitante. Apro il cancello, lascio socchiusa la porta per farlo entrare e mi siedo in poltrona ad aspettare…, pochi minuti e sento la porta aprirsi… “ permesso, Eva ci sei?”.. “prego accomodati,” rispondo.

Pochi e soliti convenevoli, qualche gradito complimento, un caffè e qualcosa da bere per mettere l’ospite a proprio agio .. e… ecco l’inaspettato e fatidico…. “caso”.

Sai Eva… volevo proporti una cosa… perché invece di stare qui, per una volta non sono io ad invitarti a casa mia… Non è molto distante da qui e poi avremo anche l’opportunità di fare un giro in auto… anche questo potrebbe essere molto eccitante non trovi?...

A tutte le donne piacciono le sorprese… e anche alle ..”diversamente femmine” non dispiacciono affatto, soprattutto quando si conoscono le qualità trasgressive di chi si ha di fronte.. e si, perché a causa della mia pessima memoria non mi ero resa conto che quel ragazzo in realtà lo avevo già incontrato in precedenza.. e così accettai di buon grado. Presi giacca e borsetta..(a proposito, sopra l’intimo indossai un tubino nero smanicato appena sopra il ginocchio e una giacca nera avvitata, completai con una collana di perle, orecchini in coordinato, e bracciale rigido) e via.

Salimmo in macchina e subito il suo occhio cadde sulle mie gambe che, complice il vestito cortino e l’indole non proprio da brava ragazza, erano scoperte quel tanto da lasciar intravedere a stento il bordo di pizzo delle calze rigorosamente nere e velate.

Partimmo e non feci fatica a notare che al mio bel autista iniziava a spuntare un rigonfiamento sospetto in mezzo alle gambe e siccome nemmeno lui era proprio quel che si dice un bravo ragazzo non ci mise molto a capire che avevo già notato la cosa. Che ne dici se mentre guido mi dai un assaggio delle tue famosissime doti da pompinara? Che modi sono di parlare ad una brava ragazza pensai io tra me e me.. ma poi ricordai di non essere affatto una brava ragazza e con le mani iniziai ad accarezzare e a prendere coscienza di quello che, sino a qualche istante prima, non era che solo una impressione. Ed in effetti non lo era affatto, dentro i pantaloni si faceva strada qualcosa di duro e di dimensioni non indifferenti…, lo massaggiai per qualche istante e con fare deciso ma molto delicato abbassai la cerniera e feci emergere quello che fa la differenza fra .. un bravo ragazzo e un bravo amante.

Dai massaggi a prenderlo in bocca poco ci volle e riassaporai finalmente quel gusto dolce e leggermente acidulo che una volta assaggiato non si dimentica più. Delicatamente lasciai scoperta tutta la cappella e dapprima dolcemente e poi piano piano sempre più decisa iniziai a succhiarlo facendolo sparire e riapparire dalla mia bocca e sentendo con piacere quei mugolii che stavano a testimoniare come tutto ciò era molto gradito a quello che pochi minuti prima era il mio ospite e che adesso invece aveva, in modo abile, capovolto le cose.

Dovetti faticare non poco per evitare di farlo venire, il piacere di.. “dargli piacere”, la voglia mia di assaporare quel meraviglioso pezzo di carne, l’eccitazione di farlo in macchina, unitamente alla consapevolezza di ciò che stava pensando di me il mio “maschio” vanificarono le mie fatiche e dopo pochi istanti sentii un lungo mugolio seguito da un caldo fiotto di liquido denso e saporito arrivarmi direttamente in gola, proprio nel momento in cui il suo membro era sparito interamente dentro di essa. Aspettai di sentir scendere tutto lo sperma dentro di me prima di uscirlo lentamente dalla mia bocca, cercando di non perdere nemmeno una goccia di quel meraviglioso nettare. Da brava cameriera (perché voi non lo sapete ancora, ma Eva è anche una brava e docile cameriera), cercai di pulirlo ben bene, evitando che potesse in qualche modo sporcare i suoi pantaloni, e dopo essermi assicurata che il tutto si era svolto nel migliore dei modi provvidi a rimettere al suo posto quello che, sino a pochi minuti prima, fremeva di piacere dentro la mia bocca.

Passò appena qualche minuto ed arrivammo a destinazione. Il posto non era affatto, come mi aveva detto prima, la sua casa. In verità non capii nemmeno io di cosa si trattasse, forse un magazzino, forse una rimessa. Lo guardai con aria perplessa e notai subito un ghigno beffardo sulla sua faccia. Cercai di non far capire la mia apprensione ma evidentemente non fui molto brava perché notò subito il mio disagio e sembrò godere di questo. Rimasi in silenzio cercando di valutare bene la situazione in cui mi trovavo, certo iniziai a preoccuparmi, ma come dicevo prima il rischio, nelle non proprio brave ragazze, fa l’effetto di accentuare l’eccitazione e fu così che un brivido di piacere e di paura mi corse lungo tutta la schiena al punto da far notare anche su di me quella eccitazione che poco prima avevo io notato su di lui.

“Non preoccuparti puttanella” mi disse lui, “oggi passerai una di quelle serate che difficilmente dimenticherai per tutta la tua vita”.

Mi prese per un braccio e mi fece uscire dalla macchina, io ero completamente imbambolata al punto che non riuscivo nemmeno a parlare. Mi tremavano le gambe e non riuscivo e tenere nemmeno la borsetta fra le mani, tanto che più di una volta mi cadde a terra costringendomi ad abbassarmi per recuperarla.

Mi fece entrare dentro questo enorme garage molto buio sino ad arrivare in fondo, dove si apriva una porta che immetteva in un ambiente profondamente diverso dal precedente. Era una stanza non molto grande ma nemmeno piccola, un grande armadio con uno specchio enorme adornava la parete mentre nella parte opposta un grande letto faceva bella mostra di se. Un divano con un tavolo in cui vi era sistemato un televisore e un computer completavano l’arredamento della stanza, mentre un’altra porta dava accesso a quello che presumibilmente doveva essere il bagno. A questo punto mi girò, mi fece sedere nel grande letto e mi disse: “Da questo momento e sino a quando non finiremo il nostro incontro tu sarai solamente un oggetto nelle mie mani, non ti sarà fatto alcun male, non aver timore, ma sarai trattata da vera troia quale tu sei. Non ho dimenticato il discorso che abbiamo avuto l’ultima volta che ci siamo incontrati, mi hai parlato dei tuoi desideri e di ciò che la tua mente da puttana ti facesse sognare, bene, oggi io sono qui per esaudire alcuni dei tuoi più perversi desideri.”

Cercai di ricordare quale fosse stato l’oggetto della nostra chiacchierata e per un momento maledì la mia linguaccia lunga, ma fu solo un istante… poi cercai di riprendere il controllo di me stessa e con fare disinvolto e forse un po’ sfrontato dissi che qualsiasi cosa lui potesse realizzare in quella stanza sarebbe stato solo una piccola percentuale insignificante della mia perversione. Lui rise, mi prese per un braccio, mi fece girare e mi mise le mani dietro la schiena in modo da bloccarmi i movimenti, si avvicinò al mio orecchio e con voce decisa mi ordinò di togliermi i vestiti e rimanere solo in intimo. Ubbidii al suo ordine e quando rimasi in calze e guepiere si avvicinò nuovamente, mi disse di mettere le mani dietro la schiena, e un istante dopo sentii il freddo metallo di un paio di manette stringersi ai polsi e bloccarmi mani e braccia. A quel punto lo vidi avvicinarsi con un foulard e mi disse che da quel momento in avanti non avrei più avuto la possibilità di vedere ne ciò che mi sarebbe stato fatto ne tantomeno chi e quanti avrebbero potuto abusare di me. Le gambe mi tremavano per la paura, ma tanto essa aumentava tanto più cresceva l’eccitazione dentro di me, e non desideravo altro che mi usassero e facessero di me l’oggetto di tutti i loro sogni perversi. Lui intuì ciò che stavo pensando e passò subito ai fatti bendandomi gli occhi e facendomi mettere in piedi in mezzo alla stanza. Fu a quel punto che sentii dei passi venire dal fondo del garage, due, tre, quattro…. Cercai di capire quante persone fossero ma non vi riuscii.

Sentii loro parlottare, salutarsi, ridere e a quel punto il mio carceriere mi presentò come .. la troia di cui avevano discusso precedentemente. Assicurò loro che avrei fatto tutto ciò che loro avessero voluto e per far vedere ciò di cui ero capace li invitò ad avvicinarsi. Sentii i loro movimenti, lo slacciarsi delle loro cinture, e ad ogni loro movimento cresceva la voglia di essere usata da questi sconosciuti… ammesso che lo fossero sconosciuti, perché un istante dopo sentii la sua voce sussurrarmi… non è bello? Tu non sai chi possano essere, forse persone che non conosci… ma potrebbe anche essere che siano persone che conosci bene e che da questo momento in avanti vengano a conoscenza della tua doppia natura e di quanto sei troia. Un istante dopo sentii l’inconfondibile odore del cazzo davanti alla mia bocca e un istante ancora dopo le loro mani aprirmi la bocca e riempirmela con l’oggetto del mio desiderio. Dapprima uno, poi un altro, e poi un altro ancora… tre, tre cazzi affamati e vogliosi di essere succhiati si avventarono su di me entrando ad uno ad uno nella mia bocca e costringendomi, ma poi mica tanto, ad essere succhiati e baciati. Li succhiai avidamente con tutta la forza che avevo in corpo, riuscii a prenderli interamente in gola sino a poter sentire le loro palle sbattermi sulla faccia, per poi sentirli uscire e consentirmi di non morire soffocata. Sentivo la loro eccitazione e i loro commenti e questo non faceva altro che aumentare l’impegno e la mia voglia di essere la loro puttana.

Dopo che si furono saziati di questo, sentii slacciare le manette e mi condussero in quello che doveva essere uno sgabello, mi fecero inginocchiare per terra e appoggiare il ventre su di esso in modo da poter toccare con la testa il lato opposto a quello in cui mi ero inginocchiata. A quel punto sentii loro legarmi le caviglie e le mani in modo da non potermi alzare. Rimasi così, la schiena mi faceva male ma in compenso il mio sedere si offriva interamente a loro completamente aperto e indifeso. Sentii un liquido vischioso colare sulle mie natiche e capii immediatamente di cosa si trattasse, un gel lubrificante, preludio per quello che sarebbe successo da lì a qualche istante.

Iniziarono a massaggiarmi e a infilare le loro dita dentro di me, prima uno poi due, poi tre; Le pareti dello sfintere iniziavano a cedere a quei ripetuti colpi tanto da diventare sempre meno rigide e sempre più elastiche, questo permetteva loro di aumentare il numero delle dita e non passò molto tempo che non solo le dita, ma l’intera mano, sino al polso, scivolasse dentro di me. Un grido di dolore misto a piacere uscii dalla mia bocca, grido che assomigliava più ad un muggito che altro visto che ero imbavagliata oltre che bendata, ma questo muggito, così dissero loro, mi faceva assomigliare a quello per cui ero nata… l’essere vacca, la loro vacca.

Uno, due, tre volte sentii le loro mani entrare ed uscire da quello che definirono.. una fica anale.

A quel punto mi slegarono e mi portarono sopra il letto, i polsi e la schiena mi dolevano non poco, mi tolsero il bavaglio dalla bocca, ma solo per poter riempirla con i loro cazzi bagnati di piacere.

Mi fecero sdraiare sul letto, uno di loro si posizionò sotto di me facendomi sedere sul suo cazzo, mentre uno di loro si mise dietro di me. Non riuscivo a capire cosa stessero facendo, ma lo capii immediatamente nell’istante in cui sentii le punte dei loro membri spingere contemporaneamente ed entrare in modo brutale dentro di me. Urlai di dolore ma l’altro, che era rimasto a guardare, mi prese la faccia fra le mani e dopo avermi dato uno schiaffo, per la verità non molto forte, mi ordinò che mai e poi mai avrei dovuto più permettermi di gridare. Strinsi i denti, ma oramai i due membri si erano fatti strada dentro di me ed entravano ed uscivano come se questo fosse stato per me una condizione naturale e non un sogno perverso che in un momento di eccitazione mi ero trovata ad esternare a quello che, mesi dopo, si sarebbe rivelato l’artefice di tutto ciò.

Li sentii parlottare fra di loro e dopo anche l’altro si infilò nel mezzo degli altri due… per un attimo sperai che non fosse ciò che stavo pensando ma la speranza fu vana perché anche il terzo cazzo iniziò a farsi strada insieme agli altri. Mi lacrimavano gli occhi dal dolore, ma più il dolore aumentava più il piacere cresceva… ci volle un po’, ma alla fine anche il terzo cazzo entrò dentro di me. Rimase per poco, due, forse tre colpi, poi sentii la cappella bagnata di uno dei tre premere nella mia bocca mentre i restanti due continuarono a scoparmi entrambi e contemporaneamente alternandosi nel movimento di entrare ed uscire. Un’ora, forse due.. non so dire quanto la cosa andò avanti, dentro di me i pensieri erano contrastanti, una parte di me sperava che smettessero in quanto il dolore era notevole, ma l’altra parte sperava non finissero mai, e loro in effetti continuarono.. sino a quando un urlo di piacere di uno dei tre non mi fece capire che stesse per sborrare.

Così mentre uno di loro continuava a farsi succhiare il cazzo, l’altro con le dita mi teneva aperto lo sfintere in modo da consentire al terzo che stava per venire, di poterlo fare comodamente dentro di me. A quel punto anche il secondo si posizionò dietro ed iniziò a scoparmi forte, sempre più forte, sino a quando anche lui non si svuotò. Solo l’ultimo dei tre preferì scegliere un altro modo per riempirmi di sperma… la tua bocca merita di essere inondata come si deve disse, e così iniziò ad entrare ed uscire il suo membro dentro la mia gola tenendomi con forza le mani in modo tale da impedirmi di chiudere la bocca e di respirare con il naso… continuò così sino a quando non sentii entrare il suo membro tutto dentro la mia gola sino in fondo, e sentire il suo sperma riversarsi dentro il mio ventre. Rimasi sul letto esausta non so per quanti minuti, ed intanto sentivo loro parlare.. non capivo cosa dicessero ma un istante dopo sentii l’artefice di tutto ciò avvicinarsi a me. Dolcemente mi accarezzò il viso e le mani, sei stata splendida mi disse. Lo sentii slacciarsi la cintura, sedersi sulla mia schiena e accarezzarmi con il suo membro i miei glutei. Lo sentii mugolare di piacere e ripetere quanto ero stata troia e quanto si era eccitato a guardare loro tre scoparmi come una puttana, adesso però era il suo turno e voleva scoparmi a sua volta. Fu un lampo premere il suo cazzo sul mio culo e penetrarmi. Mi fece inginocchiare, inarcare la schiena e così iniziò ad entrare ed uscire dentro di me, e mentre con una mano stringeva i miei capezzoli duri dal piacere sentii con l’altra stringermi i testicoli mentre con un caldo getto anche lui dava il suo contributo di sperma al mio culo, voglioso e oramai distrutto.

Eva trav sicilia-



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