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La sposina puteolana


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3° episodio “la sposina puteolana con coniuge sterile”

In questo episodio rivivrò le tantissime meravigliose scopate con Ninetta, diminutivo di Filomena, una giovane avvenente sposina puteolana.(Pozzuoli vicino Napoli) che ingravidai a richiesta di lei e con il consenso del coniuge, impotente e sterile.

M’ero sposato da pochi mesi e per lavoro dovetti staccarmi dalla calda, sensuale e bella giovane moglie, dalle incantevoli carni bianche, dalle sode cosce e dalle grosse mammelle, che avevo ingravidata dopo poche settimane dal si nuziale. Mi destinarono a Pozzuoli ad inizio estate. Presi alloggio al primo ed ultimo piano di un casetta con vista sulla spiaggia. L’appartamento adiacente era occupato da una coppia di novelli sposini poco più che ventenni ed ancora senza prole.

Lui, impiegato, usciva all’alba e rientrava ad ora di cena. Lei casalinga in cerca di lavoro. L’elasticità d’orario della mia attività mi permise di stringere da subito amicizia con lei.

A prima vista fui preso dal desiderio di possedermela. La sposina, era un gran pezzo di fica, una bella gnocca, anzi bellissima, magra il giusto, occhi verdi, bionda, un sedere da mordere. Girava per casa con una camicetta bianca semitrasparente che esaltava il suo prorompente seno, tutto da succhiare e leccare, e faceva intravvedere i pronunciati capezzoli su una estesa rosetta. Una vera naturale afrodite, un corpo da modella che per strada faceva girare a molti la testa ed altro. Una venere del Botticelli per sfilate di lingeria intima di marche di qualità. Decisamente il mio tipo!. Indossava spesso fuseaux neri che le slanciava lo statuario corpo e magnificava gli stretti fianchi e l’ampio bacino. Il suo coniuge, invece, era un ragazzo basso, fisico flaccido, addome pronunciato, un uomo sovrappeso, capelli e barba castani, dall’aspetto non proprio del tipico "bello e dannato" che può anche far colpo. ma alla prova dei fatti evanescente e insignificante. Lei ci sfigurava accanto a quel maschio. Non mi ci volle molto per appurare che la donnina era insoddisfatta del coniuge. Capii da subito che a breve mi si prospettavano intriganti, inaspettate, amicali ed allettanti scopate con la sposina. Mi balzò in mente l’idea di abbindolare lo sposo. Desideravo fottergli la freschissima e inesperta moglie che volevo addestrare al meglio alle gioie del sesso. A fine settimana rientravo in sede, da mia moglie. Evento che mi impediva di coltivare assiduamente l’amicizia con i vicini ed insidiare la bona vicina e godermi, quindi, le sue certe stupende prestazioni sessuali. Decisi di restare a Pozzuoli il più a lungo possibile. Diluii i rientri in sede di fine settimana. Alla seconda domenica che passai a Pozzuoli ebbi la gradita sorpresa di essere invitato a pranzo dai vicini. Scambiate le frasi di rito. Si entrò nel vivo delle nostre esperienze. Ruppi subito il ghiaccio e confidai d’essere un consumato play boy. Ero esperto nel soddisfare le voglie femminili. Mai fallito un corteggiamento femminile di singole e/o di coppia. Ne lui e ne lei si scandalizzarono. Con mia meraviglia mi invitarono a spendere nei particolari delle avventure galanti vissute e di mio maggior gradimento. Riassunsi la mia vita sessuale dalla pubertà al matrimonio, come descritta negli episodi 1° e 2° già pubblicati. La incuriosita sposina mi chiese di dettagliare i rapporti erotico avvenuti ed il coniuge l’assecondava. Quando esposi che le donne mi inseguivano per godersi il mio extralarge pene che la natura m’aveva fornito. Entrambi, sposina e coniuge, che apparentemente e forse effettivamente era già cuck, non credevano che affermassi il vero e che avessero dinanzi un esemplare maschio con un cazzo lungo 25cm e grosso 20.

A loro parere un pene così non esisteva, e se fosse esistito era naturale che fosse molto ricercato. Loro erano originari di un paesino dell’interno. Fidanzatini fin dall’infanzia e giunti alle nozze con lei illibata. Ninetta insofferente del tran, tran paesano chiese ad un conoscente, maturo industriale napoletano che villeggiava da anni dalle sue parti, di trovare un impiego al coniuge a Napoli. La promessa sposa lasciò intendere che sarebbe stata compiacente per la cortesia ricevuta. M’ero di già reso conto quale gratitudine lei aveva promesso una volta accontentata. L’uomo che a volte vedevo loro ospite era il maturo industriale che s’intratteneva con la Ninetta per delle ore in assenza dello sposo. Per me e per il vicinato era palese che se l’intendevano e che il marito cuck abboccava. Superato l’iniziale diffidenza e creato il giusto feeling entrai nelle cose intime di lei. Quando eravamo soli, sia lei che io lo ricercavamo, fui reso partecipe dei suoi tentativi, senza buon esito, di restare gravida, sia che fosse il consorte o il maturo industriale. Presi l’abitudine di sorseggiare il caffè a casa della sposina dopo la partenza del marito, aspirante cornuto o già cuck-felice e beato. Poi, passai a vie di fatto. Un giorno con gesto istintivo e veloce ma apparente innocente le strisciai il mio duro malloppo sulle sue natiche. Ninetta non si mostrò infastidita, insofferente, anzi, m’apparve interessata e compiaciuta del mio gesto o avance.

Non pranzavo più in ufficio ma cenavo a casa loro frequentemente. Lo sposo rincasava sempre più tardi. Ormai ero certo che l’uomo ci stava. Mi metteva a mio agio nel corteggiare la sua mogliettina, perché lui non era in grado di soddisfare le cogenti voglie sessuali di lei ne d’ingravidarla. Una sera mentre facevo la doccia, fantasticavo di stare chiavandomi la dolce vicina, avevo il cazzo in piena erezione quando entrò in casa il vicino. Uscii dal bagno nudo, entrai in camera sfacciatamente e gli mostrai il cazzo dicendo “ guarda se è vero che l’ho di 25cm e chiedi a tua moglie se lo vuole provare” Lui lo osservò ed esclamò, “se desideri realmente chiavarti mia moglie io te lo consentirò solo se me l’ingravidi come lei ardentemente desidera. Tu penso che hai intuito che neppure l’amico industriale finora c’è riuscito. Sai, egli si deve fottere non solo la moglie a Napoli anche l’amante di Cuba. Quindi, passato il capriccio della novità di montarsi la mia giovane mogliettina ora dirada le sue visite e non me l’ingravida.” La sera io e lui passeggiavamo sul molo e conversavamo amichevolmente e francamente. Ci si accordava come coinvolgere con garbo la donna a farsi chiavare da me salvando le apparenze e la faccia. Gli proposi di far preparare una cenetta con i fiocchi a base di frutti di mare afrodisiaci. Formaggi piccanti e tante altre pietanze che rendessero agevole tracannare il rinomato vino locale, la falangina di 14°. Durante il pranzo lui avrebbe proiettato uno video porno molto spinto e poi fingere di cascar morto di sonno in modo ch’io potessi possedermi a piacimento la moglie disinibita dalla visione di sesso del filmato. Così una sera si proiettò un filmino osé in cui una giovane procace e provocante novella sposa, una fotocopia di Ninetta, se la chiavavano due stalloni vicini di casa della coppia. I dialoghi spiegavano che i maschi erano a perfetta conoscenza che la sposina era insoddisfatta delle prestazioni del marito e senza ostacolo la insidiano e la convincono a farsi fottere. Lei non andava per le spicce e li accoglie tosto nel talamo coniugale. Le scene mostravano i due stalloni che a turno stantuffano la fichetta della donnina con i loro grossi cazzi. Lei alzava il culo e favoriva la desiderata penetrazione a pelle dei peni che sparivano nel fondo fica per riapparire fuori e poi di nuovo affondare tutto dentro. La fanciulla ci godeva a iosa e i maschi svuotavano il seme dei gonfi coglioni tutto dentro l’utero al fine d’ingravidarla come lei ed il cuck desideravano. Sul video si susseguivano scene di cazzi in ano e in fica in contemporanea, poi, due in fica e anche due in ano. I maschi erano molto infoiati perché la femmina giovane, ben fatta, assai calda mostrava chiaramente che il cazzo lo desiderava, le piaceva essere fottuta. Bastarono una decina di minuti di video per accendere le voglie sessuali di Ninetta, che si rivolse al coniuge ”o provvedi a spegnere il fuoco che arde nella mia fica o in alternativa, avendo tu visto che il toscano ha un cazzo lungo e grosso come quelli del video accordagli il permesso di chiavarmi all’istante”. Lui di rimando “ eccoti accontentata, gli apro all’istante la patta e tu controlli se ti piace che ti monta ”. Fu così che il cuck mi sbottonò i pantaloni, intrufolò la mano e ne tirò fuori il mio cazzo che era al massimo dell’eccitazione e durezza e disse alla moglie “ so che non t’intendi a fondo di cazzi perché di certo hai visto e provato il mio pisello, e poi di certo hai scappellato, succhiato e goduto con quello del nostro amico industriale, ora hai l’occasione di soddisfarti con un vero cazzo, 25cm, un super extra”.

Mentre lui parlava lei aveva già allungato la piccola manina stava scappellandomelo e smanettando con bramosia. È pleonastico dire che nella mia testa la fantasia veleggiava in alto tra le nuvole del terreste paradiso e che toccai i vertici del piacere quando avvertii che due calde labbra me lo stavano leccando e succiando piano, piano e che il mio cazzo scivolava sempre più giù nelle profondità della boccuccia della arrapata sposina. Sulle sedie non era agevole andare oltre ed il premuroso sposino propose di sdraiarci sul divano. Lei si mise in mezzo a noi. Il marito finse di essere mezzo ubriaco e iniziava a spogliarla. Lei già scosciata si dava da fare per sfilarmi il pantalone. Non mi persi d’animo. Sfoggiai la mia arte seduttrice. Con maestria aiutai lui a denudare lei, e lo feci a mo di audace sexy spogliarello. Gli occhi del cuck sfavillavano ma il suo cazzo continuava a restare moscio. Carezzato freneticamente ogni lembo di quel corpo femminile che prometteva di elargirmi gioie sessuali per duraturo tempo, le sfilai il cazzo dalla famelica bocca e lo posizionai al centro delle labbra della fica. Lei mi avvinghiò, mi strinse ai suoi turgidi seni e ficcò le unghie sotto le mie scapole. Con fare naturale il cornuto si mise a fare lingua in bocca a lei. Io partii con l’alfabeto dei preliminari sessuali insegnatami dalla matrona mia nave scuola dell’erotismo. Passo imprevisto fu che prima della penetrazione in vagina, il cuck e la sposina s’impossessarono del mio cazzo e s’alternarono a tenermelo in bocca, facendomi un favoloso pompino a doppia fauce. Lui, disinvolto, forse effettivamente ebbro o ubriaco prese i bicchieri li riempì di champagne e ci invitò a brindare ad una sincera e duratura amicizia.

Si accosciò sul divano e sibilò “che aspetti a farti chiavare ed ingravidare dal nostro vicino che ha l’attrezzo idoneo allo scopo”. Poi, il volontario cuck inizia a russare. Ormai era fatta. Non avevo più dubbi che il marito desiderava ardentemente che gli ingravidassi la moglie.

Sullo schermo si svolgevano immagini di sesso di gruppo, gang bang. La sposina del video era alle prese con quattro cazzi. In ano quello di un negro, alto, massiccio, proprio imponente, in fica due mazze lunghe e spesse ed in bocca un altro maestoso pene. Feci scorrere velocemente il video fino a che proiettò una donna che spingeva un carrozzino con un bebè. Lei capì il senso finale del filmino e con rabbia rivolto all’incosciente coniuge gli disse “ cornuto, tu non sei stato buono ad ingravidarmi, ne lo è stato il vecchio, metterò alla prova questo toscanaccio. Da stasera e per tre mesi dormirò tra lui e te, mi farò montare e chiavare ripetutamente.. Sono certa che il cazzo di questo toscano che mi sto tirando a letto m’ingraviderà. Se lui non ci riuscisse, sta certo che tra un anno ti sgraverò un figlio di colore, nero, nero come il carbone. Ho visto il negro come l’ha lungo e grosso e a costo di farmela sfondare andrò a cercarlo”. Aveva colpito nel segno, l’avevo violentata mentalmente. Poi, lei mi tese la mano e mi condusse in camera da letto. Lei già nuda, con in bella mostra le sue lisce carni bianche, i seni turgidi e regolari, i fianchi stretti su un culo tondo e portentoso, un insieme degno delle Afrodite di Milo del Fidia o della Venere del Botticedlli, m’aprì le stupende, splendide cosce ed apparve il taglietto nel mezzo del pronunciato pube. Ero smanioso di sfondare quel buchetto, la fica della sposina in cui erano entrati il moscio cazzo del cuck e raramente quello altrettanto flaccido del vecchio amico e amante industriale.

Il 4° episodio tratta la monta della sposa puteolana



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Coppiasicilybull Invia un messaggio
Postato in data: 11/07/2016 11:53:32
Giudizio personale:
Bello


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