i racconti erotici di desiderya

La rossa - parte 3^

Autore: Scopodonnexsetteore
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Commenti: 1
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Per il mio lavoro conosco tanti militari anche stranieri che lavorano alla Base NATO. Tra di essi ne conosco uno di colore. Avete presente uno dei protagonisti de -il miglio verde?- il gigante buono....oppure di Armageddon...ecco, il mio amico assomiglia a quel colosso...120 Kg di muscoli forgiati da ore di palestra, zero peli, zero capelli, scurissimo di pelle ma soprattutto un cazzo spropositato, senz'altro 32 cm di lunghezza per una circonferenza che unendo pollici e indici una donna non riesce a circoscrivere, amico di tante scorribande ha il difetto di non riuscire a contenersi quando scopa, non sente suppliche...affonda la sua mazza e via, sordo a tutte le preghiere, l'unico limite è che non fà nulla che la donna non voglia ma deve dirlo prima. Le ho parlato di Paola e decidiamo di farle la festa insieme.
La portai a casa del mio amico di pomeriggio presto, ci accolse in accappatoio bianco che faceva risaltare lo scuro della pelle. Paola alzando lo sguardo rimase a bocca aperta e piacevolmente sorpresa, ma una volta entrata in casa riacquistò la sua sicurezza. Ci accomodammo sul divano, il mio amico si scusò dicendo che era appena tornato dal lavoro e aveva fatto una doccia. Ci offrì da bere, tanto per scaldare l'ambiente. Mi avvicinai a Paola iniziando a carezzarla scoprendole le gambe e toccandole i seni. Carl si toccava la proboscide parzialmente indurita...-E' spaventoso- mi sussurrò Paola guardandolo con la coda dell'occhio - non sò se riuscirò a prenderlo tutto-, -se vuoi rinunciare sei ancora in tempo, dopo non riuscirò a fermarlo- -no, voglio provare...al massimo mi porti in ospedale- Lei scherzava, ma la cosa non era del tutto improbabile...Carl si avvicinò inginocchiandosi cominciando a carezzarle le gambe mentre io le toglievo giacca e camicetta. Slacciai il reggiseno, di quelli che si sbottonano dal davanti, liberandole le tette che presi subito a succhiare. Carl nel frattempo le aveva sfilato gli slip e la leccava. Quando fu completamente nuda ad accezione delle autoreggenti nere ci spostammo in camera da letto dove anche io mi spogliai accomodandomi in poltrona. - che fai?- mi disse - niente, voglio godermi un pò lo spettacolo...- Carl la stese e si stese a sua volta di fianco. -Toccalo un pò, non morde mica...- Paola timidamente inizio a sfiorarlo e si accorse che la sua mano non ce la faceva a cingerlo. Carl iniziò a baciarla tutta, leccandole il collo, le orecchie, i capezzoli, l'ombellico...la fica; Paola con una sola mano non riusciva a segarlo..Provò con due inginocchiandosi sul letto e iniziando a leccare la spaventosa cappella. Provò a mettersela in bocca ma per quanto si sforzasse solo una piccola parte riusciva ad entrare, succhiava la parte che riusciva a mettersi in bocca mentre Carl l'aveva posizionata a 69 continuando a leccarle la fica. Paola smaniava, mi guardava mentre succhiava...All'improvviso Carl le disse -ora basta giocare...- la stese, dal comodino prese un tubetto con della crema, ne versò sull'uccello e una dose generosa la spalmò sulla fica di Paola anche se già sufficientemente bagnata -cos'è?- chiese..-è un lubrificante lenitivo cosi non sentirai troppo male risposi io. -Fai piano, ti prego...sei troppo grosso- disse Paola...-Zitta puttana!!!!- l'apostrofò Carl...-hai voluto il cazzo nero e ora lo prendi tutto- Alla missionaria puntò la cappella all'entrata della fica e iniziò a spingere. Nonostante gli sforzi nemmeno la cappella riusciva a passare. -Sei strettissima...quasi vergine...ma tranquilla dopo il mio trattamento non sarai più la stessa...-Paola boccheggiava in cerca d'aria....una lacrima le solcava la guancia, con le mani cercava di contenere l'irruenza di Carl che continuava a spingere mentre lei cercava di indietreggiare ad ogni affondo..ma il cazzo non entrava...Carl le prese le gambe, le alzò ripiegandole sulla pancia di Paola, ora era completamente scosciata...puntò il cazzo e spinse...la cappella entrò...Paola cercava di liberarsi...ansimava in cerca d'aria, stringeva le lenzuola con le mani, si vedeva che si sarebbe volentieri accontentata di qualcosa di meno grosso...Un'altra spinta cui segui un urlo di Paola mi avvisò che parte del cazzo era entrato -Mio Dio...è enorme....mi sento piena...esci, ti prego, mi fà male- -Fallo uscire di prego....non resisto...mi stà aprendo in due....- Ma io sapevo che non potevo intervenire...questi erano i patti con Carl..Mi avvicinai a Paola e iniziai a baciarla sussurrandole:- tranquilla, ora passa e diventerà tutto più bello...rilassati...assecondalo-, -macchè bello- gridava Paola-Mi stà squarciando...fallo fermare-. -Zitta Troia- disse Carl - Ti apro in due e con altri due colpi la riempì tutta di cazzo anche se circa la metà rimaneva fuori. Una volta dentro si fermò facendola abituare all'intrusione. Paola ansimava, lacrimava...le leccavo le tette, la baciavo...cercando di lenire la sofferenza...Pian piano si rilassò...giaceva sottomessa accettando la volontà del maschio che la possedeva. Carl iniziò a muoversi lentamente iniziando a scoparla. Paola iniziò ad ansimare...stavolta per il piacere...ruotava la testa a destra e a sinistra..i polmoni continuavano a cercare aria. Carl aumentò il ritmo della scopata. Il cazzo si riempì di una schiumetta bianca, segno che Paola iniziava a godere. -Ti piace?- le chiesi - ora sì, anche se mi fà ancora un pò male- Carl la girò a pecorina, le allargò le gambe, puntò la mazza e la penetrò, le prese le mani da dietro e la sollevò. Ora Paola non aveva nessun punto d'appoggio se non le ginocchia sul materasso e il cazzo in fica...Urlava dal dolore...dal godimento-Mi stà spaccando...me lo sento nello stomaco, mi riempie tuttaaaaa!!!!!- Iniziò a godere..la sua fica grondava umori quasi stesse pisciando. Mi misi davanti a lei e glielo misi in bocca. Ad ogni affondo di Carl corrispondeva una succhiata al mio cazzo. Io venni per primo, tanta era l'eccitazione, ma era sempre così quando mi scopavo qualcuna con Carl. Le riempii la bocca di calda crema ma lei sembrava non accorgersene tutta presa dal suo godimento. Poi fù il turno di Carl, nel modo che avevo già avuto modo di vedere in passato. Le lasciò le mani lasciando libera Paola, l'afferrò per i fianchi, iniziò a darle dei tremendi colpi -Oddio...piano....mi sfondi tutta- - Zitta puttana....ti lavo la fica dall'interno....ti sfondo l'utero- Paola avanzava verso la spalliera del letto fino a toccare il muro..Carl dietro che continuava a martellarla..Incastrata al muro accettò l'inevitabile...si fermo pregando che tutto finisse presto. Carl diede altri colpi, poi si fermò di colpo e stando sempre fermo disse -Ora di allago troia!!!!- Venne nella sua fica..Data la posizione e l'enorme pressione la sborra inizio ad uscire dalla fica di Paola a spruzzi sempre più violenti.-Me lo sento nell'uterooooo!!!!...ho un idrante nella fica....- L'orgasmo la colse all'improvviso, si accasciò sul letto accogliendo le ultime bordate che Carl aveva ripreso a darle. Entrambi distrutti si stesero. -Bella troia mi hai portato- Mi disse Carl -Lo sò, bastava solo tirare fuori la zoccola che è in lei e piano piano ci riuscirò- Paola si toccò la fica aperta come una caverna -Accidenti...è una voragine...che dirò a mio marito adesso?- -Tranquilla- le dissi - è elastica, prima di stasera tornerà normale....quasi!!!- Dopo una pausa, un caffè e una sigaretta avevo ripreso le mie energie...Ora toccava a me godermela per bene. Iniziai a leccarle le tette, a baciarmela dietro le orecchie, strusciandomi sul suo corpo..Paola iniziò a rieccitarsi di nuovo...Voleva anche me...Mi stesi, mi venne sopra e si impalò...quasi non la sentivo per quanto era larga, ma anche a causa degli umori che la sua fica secerneva...iniziò a muoversi, dapprima lentamente, poi aumentando il ritmo...andava su e giù, a destra e a sinistra, circolarmente...come le avevo insegnato...Carl nel frattempo, lento a riprendersi, si era avvicinato e gli aveva dato da succhiare il suo cazzo, che seppur moscio era pur sempre il doppio del mio..Paola cavalcava, con la bocca succhiava Carl mentre con una mano si stimolava il clitoride mentre io con entrambe le mani e le la lingua le stimolavo le tette. Così stimolata non ci mise molto a partire di nuovo...Si tolse da me, fece stendere Carl e si accovacciò su di lui. Iniziò lentamente a farsi penetrare dal mostro, quando fu dentro fin dove poteva arrivare iniziò a muoversi un pò più velocemente. Io mi misi dietro e puntai la cappella al buchino...era già lubrificato e non ci misi molto a incularmela anche se molto stretto a causa della presenza ingombrante di Carl. Iniziammo una scopata sincronizzata, mentre io affondavo Carl si ritirava e viceversa. Paola godeva di questa nuova esperienza, si agitava, si contorceva, la testa dai lunghi capelli rossi ondeggiava a destra e a sinistra, continuava a ripeterci: -spaccatemi, rompetemi, sono una zoccola....mi piace il cazzo....mi piacciono tutti i cazzi...specie i vostri...voglio sempre cazzi...voglio morire di cazzi...- diceva frasi a volte sconclusionate ma godeva, eccome se godeva....Dopo una buona mezz'ora le allagai il budello stretto, quando fui uscito lei si tolse e iniziò una violenta sega a due mani al mio amico, tentando sempre si succhiare la cappella...Alla fine anche Carl con un urlo se ne venne inondandole la bocca, la faccia, i seni, i capelli di sborra bollente che Paola in minima parte riuscì ad ingoiare. Eravamo distrutti, era stato un pomerigigo di sesso fantastico. Dopo una doccia rigenerante ci salutammo. Paola in macchina crollò, si appisolò..aveva il viso soddisfatto. Quasi sotto casa la svegliai...-Come và?- le chiesi - Molto bene..Benissimo, è stato bellissimo, anche se sono tutta un dolore- Mi baciò in bocca con un grazie e con la promessa di rivederci presto.
Per commenti, critiche e per conoscermi meglio: scopodonnexsetteore@yahoo.it


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Mistersax Invia un messaggio
Postato in data: 22/03/2017 22:11:05
Giudizio personale:
che caxxata...inventarsi una storia va bene ma qua che pacconata!!! meno fantascienza e più rispondenza con la realtà....eppoi la storia del negro supersuperdotato fa parte della preistoria dei modi di dire popolari....


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