i racconti erotici di desiderya

La caletta - parte seconda

Autore: DrakEva
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... ricordo di leggere le precedenti parti prima di questa ...































--- La caletta - seconda parte ----























Si avvio' con piccoli passi, a piedi nudi, sulle pietre e le rocce del sentiero verso l'ultima caletta: si fermò quasi alla sommita' del piccolo valico di accesso e comincio' a spuntare col capo per avere una visione della zona di accesso.







Il primo pezzo era libero: un piccolo spiazzo abbastanza piatto, di fronte a una grotticina formata da grossi massi incastrati assieme, con l' acqua del mare che entrava dentro liberamente; spinse lo sguardo oltre e riuscì ad individuarli più avanti .







Una ventina di metri avanti riusciva a vedere le loro cose poggiate vicino ad uno dei due grossi massi contapposti alti circa 80 cm, come due grossi mattoni della lego, tra i quali si formava come una specie di trincea larga circa tre metri, dal fondo in roccia quasi piatto ed abbastanza comoda e riservata, quasi una stanzetta con un cielo azzurro per tetto: cercando di essere il piu' possibile silenzioso passò il valico ed entrò nella caletta.







Con passo lento ma costante si sposto' verso degli scogli che delimitavano l'ingresso della grotticina con l'acqua e usandoli a mo' di scala, salì a sinistra, su una delle grandi rocce che facevano da tetto all'anfratto, per poter vedere tra i massi: entrò nel loro campo visivo e pensò soddisfatto che se avesse potuto scommettere sulla sua intuizione, avrebbe vinto un cifra! I due, come aveva immaginato, non avevano certo perso tempo: ambedue nudi, sdraiati sui teli da bagno affiancati, erano avvinghiati in un caldo, passionale abbraccio, cercando di far coincidere il maggior numero di centimetri quadrati di pelle reciprocamente con le mani che accarezzandosi scivolavano sui corpi; in particolare lui indugiava nell'afferrare a mani aperte le rotonde e sode natiche di lei, accarezzandole prima con un movimento rotatorio, poi scendendo sapientemente nel solco con le dita, passando sul delicato sfintere e fermandosi a solleticare con un abile gioco di dita le labbra grandi e piccole di quella fighetta quasi completamente rasata.















Quel particolare fece innalzare di colpo il tasso di testosterone al giovane studente, facendogli salire il sangue alla testa per poi sentirlo scorrere verso il basso come l'acqua di un fiume in piena, affluendo con forza nel suo pene per una energica e rapida erezione: era la prima volta che vedeva dal vivo una figa cosi curata ed arrapantemente depilata; certo, non era mica un pivellino, era pure un bel ragazzo che tra le giovani femmine della scuola riscuoteva un discreto successo e, di giovani passere, ne aveva visto e pure toccato un certo numero ... ma tutte sembrava che avessero una allergia anche solo alle forbicine!! forse le sue compagne, con orientamenti ideologici di sinistra, pensavano che curarsi l'aspetto della figa fosse una cosa di destra, o forse pensavano che del buon pelo in quantita' le avrebbe fatte sembrare più grandi, visto che liscia l' avevano portata fino a poco tempo prima, ma fattosta' ,Paolo si era fatto l'idea che il giorno cui avesse dovuto finalmente penetrarne una, il suo pene si sarebbe dovuto trasformare in boscagliolo per passare attraverso quelle foreste di pelo, e tra le quali vi era pure, manco a dirlo, quella di Cinzia, vera e propria foresta "vergine", o cosi' almeno sperava di trovarla Paolo, visto che, per una serie di coincidenze o forse per pura sfiga, aveva compiuto i 18 anni non avendo ancora inzuppato il biscotto.















E quella cosa lo tormentava, si sentiva quasi un imbranato: forse era uno degli ultimi, se non il solo rimasto, a non aver ancora scopato; persino quell'imbranato di Mario, detto "cagnolotto" per il suo particolare collo e viso tipo bull-dog, era riuscito a possedere una femmina ... certo, non era un gran che', gliela aveva data una ragazza della 4^ F, Marta, decisamente una piccola racchia ma, vox populi, grandissima porca e forse ninfomane nell'immaginario sessuale perennemente arrapato degli studenti. E qualcuno ridendo raccontava che testimoni l' avevano sentita strillare dal piacere sotto l'assalto del "cagnolotto" focoso, cosa che lo induceva a pensare allora quanto di più avrebbe potuto urlare con lui, visto che era decisamente più dotato.











Sentiva il sangue percorrere le arterie, le vene, persino i capillari, schiumante, ribollente, con la furia di un torrente di montagna in piena dopo un nubifragio: cominciava a sentire una strana sensazione di distacco dalla realta', mentre l'eccitazione per quella visione di sesso praticato continuava ad essere di fronte ai suoi occhi.















Si portò con attenzione un po' piu' a sinistra, spostandosi sugli scogli, cercando quasi di praticare una impossibile manovra di mimetizzazione .... ahh, come avrebbe voluto essere un camaleonte in questo momento.















Ora si trovava decisamente in un punto di osservazione migliore, ma era anche più rilevabile ad una ricognizione visiva della coppia: si sentiva come in un trance erotico, quella visone di corpi eccitati che si scambiavano piacere aveva fatto saltare i suoi gia' deboli freni inibitori ed ora, accovaciato come un indigeno, guardava la scena e cominciò a toccare con la mano destra (la sua "fidanzata" preferita) il suo membro grosso ed eccitato, che si ergeva turgido e gonfio, forte della giovane eta' e del carico di ormoni impazziti del suo "padrone".















La donna era gia' sulla strada della massima eccitazione: Sandro, il suo attuale partner da otto mesi, sapeva bene come accenderla, sapeva trovare gli interrutori per far partire il suo motore che, come in una macchina da rally vincente, se guidato e spinto da mani giuste era in grado di fornire spettacolari prestazioni. Godeva come un pazza nel sentire le sue sapienti mani esplorare ogni centimetro della sua pelle, andava in estasi al contatto dell' abile lingua dell'uomo, che dopo aver stimolato i capezzoli alla sommità del suo scultoreo seno, passava poi nei piu' intimi meandri della sua femminilità a far suonate i campanelli del piacere .























E pur fremendo e contorcendosi nel godere, la donna si impegnava comunque a restituire generosamente piacere al suo partner, lo baciava con passione in bocca poi scendeva a mordicchiare il petto ed i capezzoli, passava con le sue mani sul petto forte, sfiorando leggera i muscoli asciutti e ben disegnati e poi con le dita aperte scorreva in una lunga carezza verso il basso, fermandosi a giocare con sapiente maestria col suo pene eretto e gonfio di piacere, impugnandolo morbidamente e scorrendo su e giu: poi languidamente avvicinò il suo volto all'inguine del compagno, labbra socchiuse e la lingua deliziosamente protesa, incominciò a leccarlo dalla base risalendo mentre l'uomo inarcava la schiema, mostrando quanto fosse sentito e gradito quel movimento .... e quando lei cominciò a scorrere con la lingua la tesa cappella un forte sospiro di approvazione scappò all'uomo, per trasformarsi presto in roco gemito quando le labbra di lei si chiusero a sigillare il membro e cominciò a scopare il suo uomo con la bocca .















Paolo stava per esplodere, non aveva mai avuto una sensazione erotica cosi' forte, si sentiva come in una sbornia sessuale e, in un momento di lucidità, si rese conto che rischiava di cadere malamente dallo scoglio dov'era accovacciato, finedo in basso nell'acqua; si spostò ancora di circa due metri a sinistra in un punto più comodo e piatto ed ora si trovava a 5, 6 metri massimo dai due amanti, che ancora non lo avevano visto: ora la sua mano era frenetica nel masturbare il suo grosso pene, sentiva chiaramente i sospiri ed i rumori tutti del sesso, in particolare distingueva il rumore delle dita che con dosata forza penetravano come nemmeno tanto piccoli peni la vagina, 1, 2 fino ad arrivare a quattro assieme, e poi, all'improviso, accadde.......















Marzia, era ormai decollata verso il piacere piu' inteso dopo tanti piacevoli ed intensi preliminari, ormai non desiderava altro che sentire dentro di se il pene duro e caldo di Sandro che aveva sapientemente preparato fino ad allora: si sollevò, fece distendere il suo uomo sulla schiena e si posizionò a gambe larghe in piedi in direzione del pene .... nel farlo si accorse di una presenza vicina e girò la testa verso destra all'indietro, individuando il ragazzo poco distante che, rosso in volto, si masturbava furiosamente con una espressione curiosamente stravolta.















Di solito alla presenza di guardoni, reagiva bloccandosi, non li sopportava, spesso erano volgari e pessimi nell'aspetto, ma, in questo caso, la sua reazione fù diversa: riconobbe il giovane carino incontrato nella caletta precedente, che l'aveva colpita per la sua aria dolce, imbranata e sognante, oltre che, da donna esperta com'era, per le notevoli dimensioni del suo sesso in erezione. In una frazione di secondo prese la decisione di non fermarsi, il suo cervello in qualche altro decimo elaborò un piano incredibilmente intrigante che subito sortì l'effetto di aggiungere pressione erotica nella figa gia' calda ed eccitata; incrociò languidamente lo sguardo dello studente per qualche secondo, leggendo in lui un attimo di smarrimento nel vedersi scoperto e quindi subito cominciò a scendere piegando le gambe puntanto all'atterraggio accovacciandosi sul pene dell'uomo e spingendolo fino in fondo. Rimase ferma un secondo per gustare meglio quel calore improvviso che la scaldava dall'interno e poi comincio' a muoversi su e giù, cercando di stimolare al meglio le sue zone erogene più sensibili, aiutata anche dalla spinta ritmata che imprimevano i fianchi forti dell'uomo . E dopo qualche minuto di sesso si sporse in avanti a sussurrare qualcosa all'orecchio del suo partner, il quale aprì gli occhi improvvisamente sollevando un po' la testa e cercando con lo sguardo qualcosa o qualcuno; lei si avvicinò ancora, lo baciò dolcemente sulle labbra, ancora le sussurrò una frase all'orecchio e quindi l'uomo parve più rilassato e pronunciò a bassa voce "Va bene amore, se è ciò che desideri, fai pure...."















Marzia accarezzò dolcemente il petto di Sandro, come a ringraziarlo e, sempre piena del suo sesso, si girò verso destra, vezzosamente spostò i lunghi capelli con la mano sinistra e, con aria sensuale e languida, guardò il ragazzo negli occhi allungando al contempo morbibamente il braccio destro verso lui, la mano slanciata, chiusa ma con l'indice proteso che ritmicamente si piegava all'indietro nel più classico gesto dell'alfabeto dei segni che significava "Tu, proprio tu, avvicinati ... oggi è il tuo giorno fortunato!!!".















Paolo era in preda al panico .... non riusciva a rendersi conto di cosa stava accadendo: poco prima aveva quasi avuto un collasso nel vedersi scoperto dalla donna, avrebbe voluto scomparire per la vergogna provata, si era sentito intimidito e quasi ladro per aver rubato l'intimità di quella bellissima donna: ma poi, dopo un attimo, il suo sguardo profondo gli aveva trasmesso qualcosa e, proprio mentre si aspettava qualche insulto col quale sarebbe stato rimesso a suo posto, con l'uomo che interveniva sottolineando il suo ruolo di cavaliere a difesa della propria donna lanciando un sasso per scacciarlo, quando pensava che i suoi timori si sarebbero materializzati, lei come se niente fosse aveva cominciato a cavalcare a smorzacandela il pene del suo amante .... ed a questo punto aveva capito di esser stato da lei accettato a partecipare come spettatore.















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