i racconti erotici di desiderya

L' esecutore


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In una delle tante notti trascorse immerso nel web rimango colpito da una proposta alquanto perversa e originale che mi ha sconvolto la mente. Una mail, una donna. Leggo e rileggo attentamente ogni frase. Aveva visto uno dei miei profili, aveva visto le mie foto, aveva letto il fondo dei miei pensieri. La mail inizia con un lungo elogio nei miei confronti, per il fascino del mio corpo e del mio modo di presentarmi, per il mio stile e per la mia fantasia. Si chiama Francesca e si presenta come una mistress, padrona di uomini, determinata, da una bellezza spietata quanto le sue fantasie. Dopo tutta una serie di complimenti chee non mi hanno toccato più di tanto la mail prosegue dicendo che ero io la “persona giusta”, colui che serviva al suo scopo. Francesca ha da un paio d’anni una relazione di amore-dominio con un uomo- schiavo che è letteralmente in suo potere, prigioniero della sua bellezza, schiacciato dal suo carattere dominante, un uomo che per lei è in grado di fare tutto e quelle poche volte che si era rifiutato di ubbidere ai suoi ordini era stato severamente punito. Qui nasce la proposta diabolica: un rifiuto grave dello schiavo, io la sua punizione. L’unica cosa che Francesca non ha mai fatto subire al suo servo è il sesso con un altro uomo, né tanto meno qualsiasi tipo di gioco anale su di lui, perché lei voleva sì uno schiavo, ma che rimanesse sempre un uomo “integro”, inviolato nella sua virilità fisica e questo a lei eccitava tantissimo. Ma non le bastava più, era talmente arrabbiata con lui che era disposta a rinunciare anche a quell’ultima virilità che gli era rimasta pur di dare a lui una severa e determinante punizione. Così ha scelto me dopo una lunga e attenta ricerca. Avrei dovuto trovarmi in un albergo indicato da lei, con stanza già prenotata, un sabato sera. Lì mi avrebbe raggiunto il suo schiavo con una lettera scritta da lei in cui mi indicava tutto quello che dovevo fare, perché io non potevo avere nessun tipo di iniziativa personale. Tutto dovevo essere ripreso da una videocamera e il filmato doveva finire nelle sue mani come strumento imperituro di umiliazione e divertimento nei confronti del suo uomo. Io sarei stato l’esecutore della sua volontà, una sorta di padrone con lui ma essenzialmente anch’io schiavo di lei e del suo volere. Non entra nei particolari, mi chiede se sono disponibile. Ero allucinato, ci ho pensato un paio di giorni prima di risponderle. Di incontri strani se ne fanno tanti, ogni incontro al buio ha il suo lato negativo, ma la cosa era troppo intrigante e la cosa che mi eccitava di più era proprio l’idea di dover “violentare” un uomo etero, puro. La decisione finale la presi quando mi arrivarono le foto di lui: solo un uomo così bello e muscoloso, trentaquattrenne, poteva stare con una padrona di quel livello. Bello ed etero, obbligato a me senza la presenza fisica di lei. L’ideale. Ultimo problema il video, Francesca mi dice che potevo indossare maschere e fare quello che volevo per la mia privacy. Accetto.

Un albergo curato e discreto in provincia di Udine, la mia stanza era confermata., numero 217. Appena entro trovo sul letto matrimoniale una rosa gialla con un biglietto con scritto “ Grazie in anticipo”. La rosa gialla, a Francesca deve essere costato un po’ donare il corpo del suo schiavo ad un’altra persona anche solo per qualche ora. C’è anche una bottiglia di prosecco sul comodino. Mi servo un bicchiere e aspetto. Passano venti minuti in cui penso di tutto. Poi qualcuno bussa alla porta. Vado ad aprire. E’ lui. Ci guardiamo un attimo negli occhi, quegli occhi neri di una dolcezza e una tristezza infinite. Non so se salutare, vedo che lui non reagisce, lo faccio entrare e mi mette in mano una busta. Chiudo la porta. Una lettera sigillata con ceralacca, è di Francesca. Leggo. Mi dice subito che lui non poteva parlare, solo eseguire il suo volere e i miei comandi. Di accendere subito la videocamera e riprendere ogni cosa. Poi la lista dei suoi desideri, i vari punti della sua punizione.

Il gioco ha inizio. Mi siedo sul letto. Mi porge il suo borsone. Lui non sa neanche il contenuto e quando vede la videocamera sembra cadere dalle nuvole. Da come mi guarda spaurito capisco che non ha nessuna idea di quello che stava per accadergli. D’altra parte non lo sapevo neanch’io. Ero solo al primo punto della lista, accendere la videocamera e farlo spogliare. Spogliati! Lo esorto. Un po’titubante e intimidito comincia a togliersi la giacca, la camicia e lì vedo tutti quei muscoli meravigliosi e quell’abbronzatura d’oltre oceano. Si toglie le scarpe e i pantaloni e le calze. Rimane in perizoma, un perizoma di lattex nero. Secondo punto: balla davanti a me. Comincia a muoversi come uno scarso cubista, che gambe e che culo! Il gioco comincia a piacermi e comincio a divertirmi sul serio. Ma non si vergogna? Penso. Terzo punto: togliere il perizoma. Rimane nudo, il cazzo depilato,moscio, era tutto liscio. Quarto punto: camminare da cagnolino per la stanza. Lo vedo inginocchiarsi e andare a culo all’aria su e giù per le stanza, a caso,mentre io lo seguivo con l’ obiettivo. Il suo volto, il suo sguardo non era più quello di prima, comincio a intravedere la sua determinazione e l’agio di trovarsi in quei panni abituali. Quinto punto: farmi sfilare le scarpe e i calzini e farmi leccare i piedi. Lo vedo un po’riluttante, chi adora i piedi femminili adornati da tacchi non può veramente godere su un mocassino numero 42 di un uomo. Ma lo fa, mi succhia l’alluce destro e mi lecca la pianta per poi con la lingua passare da un dito all’altro. Sesto punto: farsi toccare il culo dal mio piede. Interessante, è lì a quattro zampe davanti a me col culo alzato e il buco in tiro, mi diverte molto passare il mio piede sui quei muscoli sodi e giocare con l’alluce nel suo buco depilato. Sono davvero eccitato. Settimo punto: deve spogliarmi. E lo fa, mi toglie ogni indumento fino a sfilarmi i boxer trovando il mio cazzo duro e dritto. Lui invece non è eccitato. Ottavo punto: succhiarmi il cazzo. Appoggio la videocamera, lui avvicina la testa tra le mie gambe, guarda il mio cazzo da vicino, sembra studiarlo, chiude gli occhi e se lo prende tutto in bocca. Pompa,pompa alla grande come uno che l’ha sempre fatto ma si vede che non se lo sta gustando. Però ci mette impegno, esegue gli ordini accuratamente. Nono punto: cercare nel borsone un grosso fallo di gomma e del lubrificante ed usarlo su di lui. Mi vede con quel grosso cazzo finto in mano, sembra terrorizzato. E fa bene, non è semplice sentire nel culo una cosa così grande, soprattutto se è la prima volta. Francesca sta andando sul pesante, non sapevo ancora fin dove si sarebbe spinta. Dico allo schiavo di mettersi a pecora sopra il letto. Mi avvicino al suo buco e lo riempio di lubrificante, ci gioco con le dita, entrano che è un piacere. Mi piace, avevo voglia di scoparlo ma non mi era stato ancora concesso. Punto il fallo di gomma sul suo buco rosso e divaricato e spingo dolcemente, non voglio distruggerlo. Sento qualche lamento, contorce la testa, stringe i pugni sul letto, morde con la bocca un cuscino e io affondo, affondo sempre di più finché lo inghiotte tutto dentro di sé. Soffre ma ora mi piace vederlo così. Decimo punto: lasciargli dentro il dildo e scoparlo in bocca schiaffeggiandolo.. Lo faccio voltare supino e tenendogli aperte le gambe, aprendo il suo culo all’obiettivo, gli salgo sul petto e comincio a scoparlo in bocca, colpendolo sul volto,prima dolcemente per paura di fargli male poi pesante perché il suo dolore mi divertiva. Era un pupazzo. Culo pieno, bocca pieno, colpi sul volto. Undicesimo punto: liberarlo dal dildo, portarlo in bagno a lavarsi il culo facendogli tenere in bocca le mie mutande. Gli ficco i boxer in bocca e lo trascino in bagno, si siede sul bidé e si lava il culo dal lubrificante e il resto. Sembra distrutto e quasi soffocare. Non ho ancora visto una sua erezione. Dodicesimo punto: penetrarlo con forza. Finalmente. Lo faccio sdraiare a pancia in giù sul pavimento freddo del bagno, infilo un preservativo, punto bene la videocamera sulla vasca, mi butto su di lui e come un animale gli entro dentro di colpo, affondandolo, premendogli il volto per terra, moredendogli la schiena e insultandolo all’orecchio. E sento, sento tra le cosce il suo cazzo irrigidirsi, diventare di marmo ed esplodere con la cappella infuocata sotto le mie palle. Prendo la videocamera e continuando a scoparlo faccio un primo piano di quell’eccitazione improvvisa. Do un occhio alla lettera, sta per concludersi. Tredicesimo punto: pisciargli addosso. E lì mi ricordo della bottiglia di prosecco. La prendo e torno in bagno,mi siedo sul bordo della vasca e bevo a canna mentre lui mi fa da tappetino sotto ai piedi. Ci guardiamo fissi negli occhi, eppure mi fa ancora tenerezza. Mi sembra uno di quei rospetti che da piccolo torturavo e poi incendiavo con la cera rovente. Mi concentro nel rilassare la mia erezione, poi lo faccio entrare nella vasca. Intuisce,intravedo un accenno di disprezzo. Non m’importa, mi sento pronto, mi scappa, punto il mio cazzo prima sul suo, poi sul suo petto e lo ricopro del mio oro caldo. E come non bastasse gli verso addosso il prosecco rimasto. Sembra stia per vomitare. Quattordicesimo punto: penetrarlo con la bottiglia con la testa infilata nel cesso. Che fantasia morbosa. Ma lo faccio. S’inginocchia vicino al water e ci mette dentro la testa mentre io sputandogli sul culo gli infilo dapprima il collo della bottiglia e poi tutto quello che riusciva ad entrarci. Spingo, spingo, non ce la fa, rompe il suo mitismo per lanciare qualche straziante lamento. Quindicesimo punto: sborrargli in faccia e in bocca. Così facile. Lasciandogli la bottiglia nel culo mi siedo io sul water e l’obbligo a succhiarmi il cazzo che ormai era bagnato e stava per esplodere. Lo scopo in bocca, succhia ed è ancora eccitato. Prendo a calci il suo cazzone penzolante e sento col piede il freddo della bottiglia dietro di lui. Scoppio,il mio sperma gli schizza in faccia, gli infilo la cappella in bocca fino a farmela asciugare tutta. Ha il viso completamente ricoperto. Sedicesimo punto, l’ultimo: deve sborrare anche lui, sul pavimento e leccare tutto. Si masturba,con la bottiglia nel culo e il viso imbrattato di sperma. Gode sul pavimento e con la lingua raccoglie tutto. La lettera si conclude invitandolo a sistemarsi in fretta , scendere alla macchina che lei lo stava aspettando per riportarlo a casa. Passano dieci minuti, tutta la scena si ricompone,io rimango sdraiato sul letto, lo schiavo rivestendosi e sistemandosi ritorna ad assumere l’aspetto di un uomo normale. Raccoglie il borsone e tutte le sue cose e la videocamera è in stop. Esce dalla stanza così com’era entrato, non parlando, non guardandomi. Mi affaccio alla finestra, lo vedo salire su una mercedes scura, alla guida c’è una donna. Stordito dal vino e dall’eccitazione non penso a nulla e mi lascio crollare.



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Amantifriuli Invia un messaggio
Postato in data: 23/06/2008 10:32:53
Giudizio personale:
un bel racconto,eccitante che non mi ha lasciato indifferente...anzi.

Autore: Reart1 Invia un messaggio
Postato in data: 10/05/2008 20:49:35
Giudizio personale:
bellissimo, sarei stato volentieri al posto del tipo...


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