i racconti erotici di desiderya

Il sogno di carla

Autore: Clay
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Carla vive a Milano, lavora a Milano, sogna a Milano.

Sogna specialmente quando non dorme. La sua eccessiva sensibilita’ – deve essere per forza vero perche’ tutti le dicono la stessa cosa, specie chi dice di volerle bene, maggiormente chi le dice Ti Amo – le ha causato con evidenza dei danni. Non ha impacchettato nel senso convenzionale la sua vita. Ossia marito, figli, suoceri, vacanze organizzate, “convenscion” fra coppie sposate a causa di figli con ogni sorta di ricorrenze da festeggiare non appartengono al panorama di Carla.

Colpa sua, e’ chiaro. Con tutte le storie che ha avuto. Con tutte le cicatrici che ha creato e si porta dentro. Poverina, peccato, non ha ancora trovato forse quello giusto, anche se ultimamente la storia con Giorgio sembra durare. Si sara’ stancata finalmente di fare la matta?

“Ma Carla - lo dicono e se lo dicono tutti quelli che l’hanno conosciuta intimamente – quella si che era l’amante piu’ speciale, intensa, straordinaria che abbia mai avuto. Solo che era pazza, aveva reazioni strane, si rabbuiava o piangeva per niente. Si litigava per delle sciocchezze, e pensare le ho fatto un sacco di regali, la portavo in posti importanti, sai una grande fica attratta forse anche dal mio stile di vita, fra l’altro siamo stati spesso dove c’erano anche i Vip … no, non poteva funzionare. Ho ricordi speciali di lei, anzi mi piacerebbe sapere cosa fa adesso. Ma e’ stato meglio cosi’, anche se sul momento e’ stato terribile. Non sapevo piu’ come dirlo a me stesso e ad agli amici che mi ha lasciato cosi’, senza un motivo chiaro, di punto in bianco. Forse non sa neanche lei cio’ che vuole. Anzi e’ sicuramente cosi’. Infatti ormai credo stia per compiere 40 anni; ma non ricordo la data, beh era del Sagittario, quindi … no, non ricordo proprio.”

Carla desidera, non sogna. Solo che lo fa a livelli incomprensibilmente alti per la media mondiale convenzionalmente censita dall’inizio della vita sociale in ambiente scuola, lavoro, amicizie varie, circolo sportivo, quotidiani, web, etc.

Che cazzo desidera, tanto che nessuno riesce a capire cio’ che vuole, visti i risultati accumulati nei suoi primi 40 anni?

Carla desidera cio’ che ha sentito dire esistere dai genitori, dai ragazzi che la toccavano, dai media, anche dai Baci Perugina, la piu’ planetariamente nominata delle parole: AMORE.

Il problema e’ che Carla e’ una ragazza sveglia, che ha avuto problemi, anche economici e quindi un po’ per conquistare indipendenza reale (= sicurezza) un po’ perche’ come tutti e’ obbligata, lavora in una grande compagnia nel settore informatico. Ormai, in 9 anni ha fatto una certa carriera, tanto che le succede di avere rapporti di lavoro con alcuni Grandi Clienti, come Responsabile di supporto post-vendita. Orari allucinanti, spesso per problemi da risolvere con colleghi di oltreoceano per fortuna non le lasciano troppo tempo per pensare.

Ma quando lo fa – perche’ le piace soffrire per rinforzarsi, dice lei – scopre di soffermarsi sempre di piu’ sulle vere ragioni del perdurare di infinite situazioni di insoddisfazione.

Carla vuole vivere l’Amore nel senso piu’ intimo e completo di cui e’ capace. Solo che gli stereotipi diffusi, specie quelli occidentali, rifuggono e demonizzano il mettere in aperta discussione ricerche interiori che considerino la sfera sessuale come Punto di Partenza e non di arrivo per darsi energia e felicita’ (bagliori di luce, ovviamente, variazioni; la luce fissa non esiste in questo campo, gli occhi si abituerebbero e non vedrebbero piu’ le variazioni, che sono l’Energia reale).

Secondo lei l’Amore parte dal DNA, poi da sensazioni chimiche sconosciute, poi ci si inventa ragioni razionali ed emotive, poi ci si accorge che i linguaggi parlati non funzionano piu’ perche’ qualcuno non ha interesse a Comunicare con l’altro e la Storia finisce. Ma Carla, tutte le volte che ha provato ad affrontare questi temi ha avuto sguardi increduli o piu’ spesso inespressivi.

Per fortuna la rassegnazione non e’ un termine a lei conosciuto. Secondo gli altri per sfortuna.

Giorgio, il suo partner, e’ un riferimento. Inamovibile ma gioviale, buono ed allegro, generoso e compatibile con ogni sua sfuriata, con un bel fisico per la sua eta’. Ma quel che piu’ conta un porto sicuro, una stabilita’ granitica negli orientamenti generali e nel suo modo di concepire la vita.

Quel che piu’ conta? Carla vorrebbe … un sacco di situazioni “strane” … ma Giorgio lavora su altre frequenze, piu’ basse, piu’ lente. Il suo difetto principale e’ una differente velocita’ di pensiero e di azione. E poi e’ molto buono. Ecco cio’ che non va. Pero’ gli altri … le piace provocare gli uomini per gioco, ma crudelmente perche’ e’ troppo facile metterli in difficolta’, farli entrare in contraddizione appena aprono bocca. Ed anche se decide (ormai rarissimamente, troppe delusioni) di andare oltre, le situazioni scontate non si menzionano piu’. Banalita’, superficialita’, sesso rapido riciclabile da gettare nel contenitore rosso che tanto il camion “degli operatori ecologici” lo ritira domattina. Sei venuta? Sono venuto. Bene, la nostra storia funziona da Dio. Ti amo, mi ami, e’ chiaro.

Stronzate, Carla ne ha la nausea, ma la forza interiore per cercare Amore e’ indomabile quanto il suo attaccamento alla vita, anzi meglio: e’ l’essenza della sua vitalita’ a prevalere. Cosi’ va avanti, con un po’ di malinconia e qualche risata, il superimpegno lavorativo, sociale, ma anche interiore.

Vuole il Riscatto della sua vita, vuole almeno dire a se stessa che ci ha provato, se non dovesse riuscirci. La vita e’ breve, e puo’ esserlo piu’ di quanto convenzionalmente lo si creda.

Capire che Esiste cio’ che si desidera e’ una grande cosa, forse piu’ importante del possesso di cio’ che si desidera.

Di queste cose e’ convinta Carla. Per queste cose soffre ed ha sofferto.

Ma la vita, quella lavorativa, oggi le riserva una delle cose piu’ sgradevoli: ultimo tentativo per recuperare un cliente con un potenziale molto interessante perche’ in costante crescita, specie di recente. Le ultime tre forniture di volume per quei computer di fascia SOHO hanno dato problemi di affidabilita’ enormi: difettosita’ nei dischi, compatibilita’ software, modem integrati troppo delicati, con guasti manifestati dopo poche ore di funzionamento. Il cliente ha chiesto un appuntamento “chiarificatore e per comunicare importanti decisioni”.

Non era mai stata nella sede della Xxxxxx Sistemi SpA. A dispetto del notevole fatturato e’ di piccole dimensioni, un edificio moderno ma sobrio, difficolta’ di parcheggio, caldo. I collant probabilmente nel pomeriggio dimostreranno i loro limiti, ma ad un appuntamento dato a mezzogiorno con questo ordine del giorno Carla non poteva andare con aria informale. Tailleur quello serio, gonna piu’ lunga del solito e trucco operativo, leggero. Nulla di straordinario e fuorviante (indicherebbe scarsa concretezza a fronte di problemi reali), bensi’ massima concentrazione su di una partita forse gia’ persa.

Non c’e’ l’Ing. Mazzucotelli come stabilito a riceverla, Amministratore e fondatore della Societa’, bensi’ il Dr.Marco Bezzi, strettissimo collaboratore in qualità di Direttore Commerciale ed autore delle ultime performance di crescita.

Appena Carla comincia ad affrontare la situazione, si rende conto che i suoi punti di riferimento interiore hanno ricevuto un attacco da forze impari. Questo Dr. Marco la guarda negli occhi ma, anziche’ aggredirla come era scontato (situazione alla quale era pronta), comincia ad esplorare le cause possibili di tale scadente performance in un’azienda tanto importante quanto la multinazionale di Carla. Pur gia’ conoscendo di fama l’interlocutore come uomo di ghiaccio, protagonista di una recente ristrutturazione costata parecchi posti di lavoro (ha buttato fuori anche la sua amica Francesca, poverina!), Carla si aspetta qualche trucco, qualche frase dura. Niente, Marco parla con cordiale calma di problemi gravi, ma ricercando elementi positivi e costruttivi.

Carla ascolta ma non sente … annuisce mentre affiora il Sogno quando meno doveva accadere … comincia a fantasticare perche’ quegli occhi le stanno parlando di altri argomenti. Il cattivo ragazzo Marco (deve esserlo davvero) la penetra subdolamente, chiedendole di parlarle di segreti inviolabili anche da se stessa. Lei si stacca da quello sguardo avvinghiante, lo sente troppo pericoloso, le fa paura.

Ora tocca a lei confermare verbalmente le aperture di credito professionale elencate dalla controparte.

Non riesce a guardarlo negli occhi, l’induzione alla deconcentrazione e’ troppo alta. Lui se ne accorge e la toglie di imbarazzo, distogliendo allora lo sguardo. Strano, lui accogliendola non le ha neppure offerto un caffe’. A quel punto Carla ha finito di confermare che tutti i problemi sono stati risolti nelle linee di produzione e che gli effetti dell’accaduto verranno bilanciati da una riduzione dei prezzi e da un bonus speciale costituito da … si ritrovano in piedi, l’incontro e’ ormai terminato.

Positivamente, stranamente, paradossalmente.

E come dopo un Sogno, Carla si ritrova a dare la mano ad una persona stra-ordinaria, diversa, magnetica. E sente un fremito giu’, si sente “strana” proprio li’ sotto. Se lo domanda, mentre lui interrompe di colpo i convenevoli, tace mentre la stretta della mano cresce, si fa piu’ decisa, quasi prepotente. Carla prova a sorridere, prova a fissare i suoi occhi, ma scopre di avvicinarsi nella sua direzione di qualche millimetro.

Marco la sta penetrando con gli occhi. Le sorride mentre avvicina il suo viso, in una mossa certamente rischiosissima per lui. Ma sembra determinato a giocarsi la reputazione ed avvicina le sue labbra a quelle molto sensuali di Carla. In lei arrivano dubbi prepotenti in pochi decimi di secondo, spazzati immediatamente dalla sua vitalita’ cosi’ intensa da sembrare irrazionale, illogica anche a se stessa.

A quel punto l’esplosione delle sensualita’ superiori dei due. Mentre il bacio ha una forza ed una grazia da gladiatori, le mani di entrambi si cercano, trovano bottoni e cerniere, abbracci e carezze erotici, percorsi indugianti di reciproca conoscenza dei punti piu’ eccitanti. Carla trova il membro di lui, lo accarezza senza estrarlo dai pantaloni. Lui compie cio’ che e’ necessario a questo punto: le dita che stavano facendo conoscenza superficiale con il suo clito cominciano a forare, strappare i collant. La gonna va su, la scrivania e’ vicina, lui la solleva e la pone su di essa. Il clito fa ora conoscenza della lingua di Marco, ma e’ un’apparizione che giudica troppo breve (dal suo punto di vista). L’azione e’ stata strumentale alla subitanea penetrazione dell’uccello di Marco, che prende a sprofondare la yoni di Carla con un ritmo variabile, facendola gemere e poi desiderare qualcosa a cui teme di dover rinunciare da un momento all’altro. Non c’era chiave nella porta, possono essere sorpresi, lui potrebbe venire subito e lei sentirsi usata per caso, anche se piacevolmente.

Invece lui si ferma, la solleva e si sdraia sul parquet, mentre lei si gode il palo che l’ha infilzata e chiede di farsi strizzare i bei capezzoli durissimi. A quel punto e’ proprio Carla a condurre il gioco, con lui strumento di piacevole tortura, ed il gioco prosegue, prosegue e … ahhh, Carla non riesce piu’ a trattenersi e gode con un fremito ripetuto, stranamente piu’ lungo del solito. “Strano”, pensa “non lo conosco neppure, ora succedera’ qualcosa di negativo, vedrai”. Mentre si aspetta che lui cominci a godere.

Ma non avviene. Invece comincia a stringerla, ad accarezzarla, a cercare una pinzatrice per aggiustare la gonna scucita vistosamente. Le chiede anzi se si sente bene, se e’ a suo agio nella situazione ed in quel preciso istante. Carla riflette: ovviamente no, abbiamo fatto una pazzia, forse evitabile, meglio aggiustarsi i vestiti al piu’ presto.

A quel punto lui comincia a corteggiarla. Nel senso che definisce ne’ strano ne’ pazzo l’accaduto, ma semplicemente inevitabile. E le dichiara il suo interesse sincero, autentico, per una donna che ha risposto correttamente e naturalmente ad un discorso non scritto comunicato da Marco.

La cosa DEVE avere un seguito, e’ chiaro ad entrambi, anche se entrambi sono gia’ impegnati, convivono, hanno menage e nuclei sociali costituiti, ufficialmente stabili.

Stabiliscono di conoscersi meglio, che dovranno rivedersi, che e’ bene stabilire il giorno esatto quando sara’ possibile ad entrambi.

Carla ha anche capito che non e’ stato un incidente casuale. Quel tipo avrebbe potuto incontrarlo in Metro, in Banca, in coda al Cinema, ma sarebbe successo qualcosa per forza. Ed ha capito che Marco riserba molte sorprese perche’ ha molti contenuti, e’ stranamente calmo, deciso, ha un fine determinato ma non riesce a focalizzarlo. C’e’ una strana Forza in lui. Della quale ha paura e quindi se ne sente attratta, come quando era bambina.

L’unica cosa seria che puo’ fare e’ scoprirlo continuando il Gioco.

Passano due giorni. Carla ha momenti di pausa nel lavoro che le consentono riflessioni sull’episodio perlomeno singolare.

In un momento di simili fantasie squilla un SMS, da lui, che propone luogo e ora.

Carla risponde solo OK, non ha il coraggio di aggiungere altro.



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