i racconti erotici di desiderya

History of violence 6

Autore: Fd5947
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Poso il telefono, Sergio mi prende per mano, mi porta in salotto, mi fa sedere sul divano, nuda. Mi versa un bicchiere di liquido ambrato, suppongo che sia whisky.

"Bevi un po', ti farà sciogliere"

Prendo il bicchiere e lo accosto alle labbra, la pausa mi ha restituito un minimo di lucidità.

"Più sciolta di così..." ridacchio.

Finito il bicchiere me ne versa un altro, sempre abbondante. Bevo a sorsi lenti anche quello mentre Sergio accende lo stereo e mette della musica soft.

"Datti una sistemata, pettinati, rifatti il trucco, poi rimettiti la camicetta, il reggitette e le scarpe."

Mi alzo, sono mezza brilla e mi gira la testa. Raccolgo i miei indumenti sparsi sul pavimento del salotto e della camera da letto e vado in camera a ricompormi. Rientro in salotto indossando la camicetta e con la minigonna in mano.

"Metto anche la mini?". Chiedo.

"No, la mini, no, sotto rimani in autoreggenti, senza gonna e senza mutandine. Il trucco lo vorrei un po' più pesante, esagera un pochetto". Sergio si avvicina, mi apre la camicetta e sistema il reggitette in maniera da lasciare ben scoperti i capezzoli. Torno al bagno a sistemarmi il trucco. Un tocco di mascara in più ci voleva. Potenzio anche il rossetto per apparire più volgare. Torno in salotto.

"Ecco, ora sei perfetta... andrai ad aprire la porta agli ospiti così, semivestita sopra, con quello che serve in bella mostra: capezzoli, fica e culo... ti piaci?"

Gli sorrido senza ribattere. Mi versa un terzo bicchiere.

Qualche minuto e suona il campanello.

"Vai, ti aspetto qui in salotto".

Vado ad aprire la porta. Sarà Enzo o sarà lo sconosciuto Fausto con l'amico? Sono in autoreggenti e senza mutandine, la camicetta generosamente aperta sul davanti con i capezzoli che occhieggiano fuori dal reggitette.

Sono mezza brilla, eccitata in maniera morbosa, mi batte forte il cuore avvicinandomi all'ingresso. Forse è quel Fausto insieme al suo amico. So che chiunque ci sia dietro quella porta si tratta di emeriti porci venuti apposta per abusare di me. Questa consapevolezza mi fa bagnare la fica al punto che ho paura di sgocciolare sul pavimento...

Apro la porta.

E' Enzo. Ma insieme a lui ci stanno due sconosciuti.

Li guardo rapidamente negli occhi, loro guardano me con l'espressione di lupi affamati. Io socchiudo i miei, indietreggio per consentirgli di entrare e aspetto di subire l'assalto.

Entrano senza parlare, qualcuno, credo Enzo, mi mette una mano nel culo senza nemmeno salutarmi. Poi mi bacia con la lingua in bocca sbavandomi il rossetto. In pochi secondi le sue dita già pastrugnano dentro il mio ano. Enzo invita i due tizi, entrambi sui 35 anni, a sentire quanto sono bagnata. I tre uomini mi sono subito tutti addosso, ho mani e dita dappertutto, sulle tette, tra le cosce, tra le natiche. Mi circondano, mi spingono contro il muro, delle dita mi entrano in bocca, le succhio. Altre dita mi frugano dentro la passera senza la minima delicatezza.

"Senti 'sta puttana quant'è fradicia. Ma dove c***o le trova Sergio mignotte come questa?" bofonchia uno dei due tizi.

Il tipo mi appoggia le mani sulle spalle e mi costringe con forza ad inginocchiarmi. La mia bocca si scolla da quella di Enzo. Mi ritrovo in ginocchio sul pavimento, l'uomo si slaccia la patta, tira fuori il cazzo già duro, mi afferra la testa, mi pianta la cappella sulle labbra e me lo infila fino in gola. Anche Enzo e l'altro uomo estraggono i membri. Arriva anche Sergio, la mia bocca passa da un cazzo all'altro, mentre ne succhio uno ne ho sempre un altro che preme contro le mie guance. I quattro porci fanno a gara a chi me lo infila più in fondo alla gola, ho continui conati di vomito da reprimere. Poi si divertono a farmi spalancare la bocca allo spasimo e tentano di infilarci due cazzi contemporaneamente. Le labbra mi si stirano, mi fanno abbastanza male, con la lingua avvolgo le due cappelle che fanno a gara per stuprarmi la bocca. Incredibilmente mi sento del tutto a mio agio, mi sento libera nel profondo, addirittura in estasi. L'unica cosa che desidero, nel completo annientamento che ha preso possesso di me, è essere usata dal branco per tutta la notte. Finalmente mi fanno alzare, mi portano in salotto, passo davanti allo specchio e vedo che il mio viso è un disastro: completamente spettinata, mascara e fondo tinta mezzi sciolti, il rossetto completamente sbavato e sparso intorno alla bocca. Faccio schifo a guardarmi e la cosa mi eccita. Sergio mi fa salire a quattro zampe sul tavolino di legno al centro del salotto. Mi mettono a pecorina e mi fanno allargare le cosce. Il mio posteriore è offerto ai quattro uomini in maniera indecente. Finalmente mi violenteranno... Il primo a penetrarmi è uno dei due amici di Enzo, che mi afferra per i fianchi strizzandomeli, mi entra dentro come un coltello caldo nel burro e mi strattona ad ogni affondo del suo membro nella mia intimità. Enzo mi infila di nuovo la lingua in bocca, Sergio e l'altro amico guidano le mie mani sui loro cazzi, che stringo e cerco di segare come meglio posso.

"Fattela anche dietro, Mauro, l'ho appena aperta prima con la pera e poi con il cazzo" sghignazza Sergio. L'uomo esce dalla mia fica e mi punta il cazzo grondante dei miei umori contro l'ano dandomi della vacca. Non fa nessuna fatica a trovare la strada, un attimo dopo è completamente dentro. Dieci minuti di martellamento senza smettere mai di insultarmi, poi esce lasciando il posto ad Enzo, che fa il contrario: prima mi possiede nel di dietro e poi passa alla fica. Enzo mi scopa senza protezione, Mauro e l'altro invece usano il preservativo, per fortuna. Sento suonare il campanello, vedo Sergio che va ad aprire. Mentre Enzo mi sta ancora cavalcando sul tavolino con la coda dell'occhio lo vedo tornare in compagnia di altri due tizi, dei quali suppongo che uno sia il tal Fausto. Ora il branco che mi sta usando è composto da sei maschi.

"Guarda guarda che bel tipino" mormora Fausto con la sua voce profonda che riconosco subito.

Enzo si toglie da dentro di me e va a salutare Fausto. L'altro amico di Enzo, di cui ancora non so il nome, è rapidissimo a subentrare. Mi afferra per i fianchi, si sputa volgarmente sul membro e me lo sbatte nella passera. E' assolutamente infoiato e prende a scoparmi con foga animalesca. Mentre gli altri cinque ridacchiano e si spogliano passo cinque minuti di fuoco sotto quest'uomo scatenato, al termine dei quali mi viene dentro grugnendo e bestemmiando. Mi sento completamente liquida, temo si sia rotto il preservativo... Lui estrae il cazzo e per fortuna noto che il condom è intatto e gonfio di seme.

Fausto è l'unico dei sei uomini ancora vestito. Era rimasto in disparte a guardare lo spettacolo. Ora si fa avanti.

"Ora scusatemi tanto ma dovete regalarmi una mezzoretta da solo con questo tesoro di ragazza. Sapete che non amo i mucchi e questa delicatezza me la dovete quindi non rompete i co****ni".

Nessuno ribatte nulla, nemmeno Sergio che mi strizza l'occhio. Fausto deve essere una specie di leader nel gruppo di amici.

L'uomo mi prende per mano e mi porta nella camera da letto di Sergio, ci chiudiamo dentro a chiave. Il letto è disfatto dalla scopata fatta con Sergio poco fa.

"Vi siete già dati da fare qua dentro, eh?". Mi fa Fausto.

E' un bell'uomo sui 40, ha una vaga rassomiglianza con l'attore Michael Caine, ma più maschio. Gli sorrido senza rispondere.

"Vieni Francesca, dai". Fausto mi attira contro di sè e mi bacia. Subito le nostre lingue si intrecciano. Quest'uomo ha un sapore e un odore che mi fanno impazzire, le sue mani scendono a strizzarmi le natiche nude, le mie mani ad accarezzare il suo petto. E' sconcertante quanto, conoscendolo da pochi secondi, già sono prontissima ad essere posseduta da lui quasi come fossimo una coppia. Gli sbottono la camicia gli accarezzo il petto. Fausto è villosissimo e la sua pelle emana un forte odore maschio che mi manda fuori di testa. Penso al mio Rodolfo che è praticamente glabro e sospiro di soddisfazione affondando le dita nella pelliccia che praticamente gli ricopre il torace, le spalle e l'addome... il mio pensiero va al pelame che deve avere tra le gambe, non vedo l'ora di inginocchiarmi e di esplorare il suo membro con la lingua, spero sia qualcosa di grosso e di prepotente... Non vengo delusa, lui si stringe a me e sento un'erezione imponente contro l'addome. Scendo con le mani a palpargli il pacco, rimango impressionata da quello che sento. Fausto ha un cazzo esagerato, grosso, tarchiato, della consistenza del legno. Mi spinge contro il muro, mi preme la sua erezione addosso, tutto in me si scioglie come un gelato al sole...

"Fammi tutto quello che vuoi..." mormoro in deliquio.

"Dai Francesca, è tutto tuo, tutto per te".

Scivolo in ginocchio mentre lui si sbottona la patta. In un attimo è fuori, grosso e maestoso. E' enorme, è un fuoriserie, non mi ci entra nemmeno tutto in bocca, riesco solo a ciucciargli la cappella.

"Ti sembrava una cosa facile da fare, eh? " Fa lui ridendo e soggiunge:

"Dai, ora menalo lentamente con le mani mentre mi succhi bene le palle".

I pantaloni di Fausto scivolano a terra, le sue gambe sono coperte da un fitta peluria, le palle sono immerse in un'autentica pelliccia. Mi sto eccitando da impazzire, avevo sempre ritenuto ripugnanti gli uomini pelosi e invece adesso... Affondo il viso tra i suoi peli morbidi ed odorosi, raggiungo le palle con la lingua, le lecco mentre gli masturbo dolcemente il membro. Lui con fermezza mi preme la testa contro i suoi fianchi. Vado in profondità tra i peli dell'uomo, riesco a prendergli le palle in bocca e a massaggiarle con la lingua una per volta.

"Aaaahhhhhh è così che mi piace, vai Franceschetta che sei un fenomeno..."

Vado avanti a slappare le palle di Fausto per 10 minuti buoni, poi viene il mio turno. Fausto mi afferra, mi riversa sul letto e mi fa spalancare le cosce fino allo spasimo. Appiccica la bocca sulla mia fica ed inizia un lavorìo di leccaggio e suzione che non avrei mai creduto possibile. Ha una lingua rasposa e pazzesca, mi basta poco più di un minuto per subire un prolungato ma non completo orgasmo. Gemo ad alta voce. Il resto del branco nell'altra stanza sentirà certamente tutto. E lui non smette mica, passa a leccarmi l'ano, poi la sua lingua mi entra dentro il culo. Non vedo l'ora di ricevere il suo arnese esagerato dentro di me, penso che farà male.. spero che farà male... Fausto sembra mi legga nel pensiero. Mi prende e mi solleva letteramente, si sdraia sul letto e, dopo essersi spogliato, mi attira sopra di sè. Mi impalo sul suo scettro dandogli le spalle. Afferro il membro e lo guido all'entrata della mia fica che è un lago di umori. Nonostante la mia lubrificazione ed altri tre cazzi appena presi l'uccello di Fausto fatica ad entrarmi dentro.

"Ma tu sei ancora quasi verginella... Credevo fossi uno di quegli avanzi di bordello che si rimorchia sempre il Sergio.... Mi piace da pazzi questo tuo corpicino, Francie".

Mi muovo sopra di lui lentamente spingendo costantemente finchè la fica mi si allarga a sufficienza... mi lascio andare e quando il suo membro mi entra completamente dentro mi pare di venire aperta in due.

La posizione mi permette di controllare la chiavata, impongo un ritmo lento che mi consente di non essere squassata e contemporanemente di trarre il massimo godimento da quell'arnese asinino. Non so per quanto continuiamo, so solo che appena lui si decide a pizzicarmi la clitoride con le dita arrivo ad un secondo orgasmo, questa volta completo e celestiale.

"Che femmina fantastica... ma dove l'ha trovato Sergio un gioiellino come te?".

Mi scavallo dala posizione, lui mi attira a sè, comprende il mio rilassamento e mi abbraccia. Ricambio l'abbraccio, i nostri corpi si incollano, lui ha la foltissima peluria madida ed imperlata di sudore. La cosa non mi dà alcun fastidio, tutt'altro... dopo un paio di minuti che lui con una mano mi accarezza dolcemente i capelli e con l'altra si mena lentamente il cazzo inizio a leccargli i capezzoli, a detergergli i peli del petto con la lingua assaporando il suo sudore. Scendo a leccargli il pelosissimo addome, passo all'inguine, gli lecco l'interno cosce, arrivo alle palle che riesco a prendere di nuovo in bocca... infine mi attacco al suo arnese ricoprendolo con la mia saliva e menandolo velocemente. Fausto è rilassato e sta con gli occhi chiusi, godendosi il servizio che gli sto facendo. Sento che è vicino all'orgasmo allora intensifico le ciucciate. Lui mi prende la testa fra le mani per impedirmi di togliermi, ma io non ne avevo comunque nessuna intenzione. Fausto inizia a rantolare, un getto di eiaculato denso e caldo dal gusto sapido ed intenso mi invade bocca e gola, poi un secondo spruzzo, ancora più abbondante del primo. Deglutisco tutto e continuo a succhiare, senza disperdere una sola goccia, passando con la lingua lungo i bordi della cappella che ripulisco con devozione.

Fausto si rilassa, mi attira a sè, ci abbracciamo. Passano un paio di minuti in cui i nostri corpi sudati sembrano incollati tra loro.

"Adesso quelli là fuori ti faranno una festa che non immagini, lo sai?". Mormora Fausto.

"Si, lo so..." sospiro di rimando.

"E' che non mi sembri una che..." poi si ferma, quasi esitante.

Immagino cosa vuole dire. Si è creata istintivamente una sorta di immediata intimità tra noi, e lui sta automaticamente diventando protettivo, e la cosa, visto il contesto, probabilmente lo disorienta.

Sarà forse un bastardo, ma non è un bastardo come Sergio.

Ma io obbedisco ad un impulso contrario, ora. L'animale oscuro dentro di me non cerca protezione.

Mi stacco da lui, lo guardo negli occhi e lascio parlare l'animale oscuro:

"Apri la porta e falli entrare, dai..."


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Fisuperbig Invia un messaggio
Postato in data: 08/11/2012 20:18:22
Giudizio personale:
Molto bello, non solo questo racconto ma tutta la storia di Francesca. Eccitante, non solo per i momenti forti di sesso, ma per le sensazioni e le emozioni che vive Francesca. Sembri conoscerle, da come le descrivi bene. Continua.


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