i racconti erotici di desiderya

History of violence 21

Autore: Fd5947
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Notte. Mi rigiro tra le lenzuola, inquieta. Ho chiamato Sergio oggi, spinta dai miei peggiori impulsi interiori. Non è stata esattamente una conversazione piacevole. Il bastardo mi ha derisa e mi ha completamente scaricata. "Sei merce di Fausto, adesso, e non vado contro un amico per far piacere ad una troia". Con un sonoro e poco elegante "vaffa" da parte sua si chiude la nostra breve conversazione.

Mi chiedo quanto Sergio mi manchi. Non ho più un lavoro che mi impegna, non ho una famiglia da seguire. Non che ne senta la mancanza, ma ora passo tante ore sola a casa e la mente galoppa. Mi piace pure essere l'amante di Fausto. Mi piace fare la escort a tempo perso. In fondo con un paio di marchette a settimana, non dovendo pagare l'affitto, posso vivere tranquillamente e fare tutto quello che mi pare. Le relazioni sociali non mi mancano, ho conservato un buon rapporto con il mio ex-marito, con cui vado volentieri a letto quando lui ne ha voglia. Ho un bel rapporto con Aldo, il cinquantenne carino che insiste sempre per venirmi a trovare, che mi riempie di messaggini dolcissimi e spesso mi spedisce perfino mazzi di fiori a casa. Ma il guaio è che trascorro troppo tempo da sola, ed i miei pensieri sono ormai irrimediabilmente morbosi. Mi ritrovo la notte ad accarezzarmi e masturbarmi nel letto, pensando ai giorni in cui Sergio mi obbligava ad assogettarmi a tante indecenti e a volte ripugnanti esperienze. Penso al mio addio al nubilato, a quelle due ore passate nel cassone di un autoarticolato a soddisfare le voglie di un gruppo di camionisti maleodoranti. Penso a quando Sergio mi ha lasciato per strada, di notte, da sola, sulla Tiberina, vestita da prostituta.

Non mi manca Sergio, la verità è mi manca qualcuno di cui essere succube, che mi obblighi a scendere sempre più in basso, che mi umilii profondamente, che si approfitti di me, che mi usi senza ritegno. Vengo dolcemente con questi pensieri, poi mi addormento.

La settimana seguente scorre piacevoli e tranquilla. Fausto viene a trovarmi un paio di volte, mi scopa sempre da paura. L'ultima volta si è presentato con una bottiglia di Cordon Rouge. Dopo averla scolata insieme, me l'ha infilata parzialmente nella fica mentre mi sodomizzava, con un effetto notevole sulla qualità dei miei orgasmi. E' tornato a trovarmi Marco, che ha voluto trascorrere un'intera notte tra le mie cosce. E ho ricevuto pure Aldo.

Venerdì invece l'ho trascorso da sola, girando a fare shopping. Sabato pomeriggio sono tutta un fuoco, ma non ho nulla in programma, nessuno dei miei frequentatori mi ha cercata. Mi piacerebbe trovarmi un cliente per fare una marchetta, ma dipendo da Fausto in questo e non mi va di chiederglielo. Non mi dispiacerebbe nemmeno che Enzo mi invitasse al suo locale, ci andrei a letto volentieri, è un po' che non lo vedo. Al limite potrei chiamare Rodolfo, mio marito e invitarlo da me... Ma sono palliativi, e lo so benissimo. Ho voglia di qualcosa di forte, e vorrei che ci fosse qualcuno che mi obblighi a viverlo. Quello stronzo di Sergio, magari, che il diavolo se lo porti...

Arrivano le 20, sta facendo buio. Non mi va di stare a casa davanti alla tv. Mi regalo una superba cena solitaria in un ristorante abbastanza esclusivo. Sono l'unica persona seduta da sola ad un tavolo, ma non mi dispiace affatto. Però a questo punto ho decisamente bisogno di una scossa. Torno a casa, sono le 22,30. Vado su Internet e cerco "club privè roma". Non ho voglia di tornare in quello dove sono stata con Rodolfo. Gira che ti rigira decido per un locale dalle parti della Bufalotta. Indosso un abitino elasticizzato nero, molto aderente, sotto solamente gli slip, e scarpe con tacchi. Capelli sciolti, sono decisamente sexy. Ho proprio voglia di fare un po' la puttana.

Arrivo al locale, molto anonimo visto da fuori. Entro. Un paio di receptionist mi guardano incuriositi e mi chiedono se sono da sola. Rispondo affermativamente. Faccio la tessera e pago la quota. Mi dirigo subito verso il bar, mi siedo su un girevole ed ordino un superalcolico. Non faccio in tempo a portarmi il bicchiere alle labbra che un tipo sui 40, un po' dozzinale, si siede sul girevole accanto al mio e attacca bottone. Potrebbe essere la sua serata fortunata, penso tra me e me ridacchiando, ma ancora non è il momento. Al suo invito a ballare rispondo che ho bisogno di scaldarmi un po' con l'alcool. In pista diverse coppie e parecchi singoli ballano un ritmo di discoteca. La maggior parte delle donne è ben oltre i 30 e penso con soddisfazione di non avere troppe rivali. Il locale è parecchio grande e pieno di gente. Il tipo si fa appiccicoso e, esaurita la fase dei complimenti, inizia ad avvicinarsi e sfiorarmi "per caso". Ma non sono ancora eccitata e lo respingo. Ordino un altro gin tonic, mentre il tipo si allontana con la promessa di tornare tra un po'.

Dopo in quarto gin tonic la testa mi gira abbastanza da permettermi di buttarmi nella mischia. Sulla pista della discoteca subito tre o quattro singoli si avvicinano strategicamente. Penso sia ora di lasciarmi andare un po' e mi accarezzo i fianchi sensualmente, fissando negli occhi un ragazzo belloccio sui 28/30. Il tipo parte a razzo. mi si piazza davanti. La musica infernale ci impedisce di socializzare verbalmente, ma non di scambiarci sguardi abbastanza espliciti. Il ballo si trasforma in una serie di strusciamenti e le mani del ragazzo cominciano a scorrere sul mio corpo. Mi sto eccitando piano piano. Lui mi prende per mano e mi porta al bar. E' il quinto gin tonic e comincio a ridere come una scema. Le sue mani sui miei fianchi, la mia mano ad accarezzargli un braccio, scatta il primo bacio. Ce ne andiamo abbracciati su un divanetto, iniziamo a toccarci. Lui mi accarezza i seni, le mie dita scendono svergognate a massaggiargli il pacco. Due o tre tizi si avvicinano, io divarico un po' le gambe. L'abitino risale e sono consapevole di offrire ai tizi una generosa visuale delle mie mutandine, mentre sono impegnata in abbondanti travasi di saliva con il mio accompagnatore. Il ragazzo è irritato dalla vicinanza degli sconosciuti, ci alziamo e cerchiamo una stanzetta. Tutte occupate. Infine troviamo un posticino semioccultato da un tendaggio che ci consente un minimo di privacy. Slaccio la patta del ragazzo ed estraggo un discreto membro già in erezione. Mi chino e glielo prendo in bocca, ma dopo pochissime ciucciate senza alcun preavviso mi arriva un fiotto sapido contro il palato. Irritatissima tiro fuori un fazzolettino dalla borsetta e sputo lo sperma. Lui si scusa dicendo di non essere riuscito a trattenersi, io lo mando al diavolo senza tanti complimenti. Mi faccio un sesto gin-tonic per levarmi il sapore dello sperma di quel cretino dalla bocca. Poso la borsetta nel guardaroba, torno a ballare. Sono subito attorniata da altri singoli. Rifiuto le avances dirette e lascio che mi ronzino intorno. Lentamente faccio risalire l'abitino elasticizzato, sempre più in alto. Le mutandine cominciano ad occhieggiare, allora mi abbasso le spalline continuando a ballare in maniera sensuale. Ora mi sto bagnando davvero, ho qualche decina di occhi maschili puntati su di me. Lascio scoperto un mezzo capezzolo, poi ricomincio la manovra al piano di sotto... l'abitino lascia scoperte le mutandine, che dietro sono limitate a poco più di un filo... ho mezzo culo in bella mostra... diverse mani mi sfiorano le natiche, ma le respingo ridendo... finisco per scoprire del tutto i capezzoli e me li pizzico in modo provocante... i singoli fanno cerchio attorno a me, saranno una quindicina, e mi incitano a continuare quello che sta diventando un autentico spogliarello. Qualcuno si preoccupa di puntarmi addosso un faretto. Ora ho le tette completamente di fuori, sono quasi del tutto ubriaca e stordita dalla musica fortissima, continuo a dimenarmi a ritmo di musica, gli occhi chiusi. Lentamente mi sfilo del tutto l'abitino e lo lascio cadere, rimanendo semplicemente in mutandine e scarpe. Apro gli occhi sulla mia platea, mi pare di essere una gallinella circondata da tante volpi fameliche. Rido, mi riavvio i capelli con fare disinvolto, esco dalla pista e adocchio un ampio divanetto vuoto. Mi accomodo al centro guardandomi intorno con aria spregiudicata accarezzandomi le tette. Mi si siedono subito accanto i due uomini più intraprendenti, altri si accalcano davanti, perfino dietro il divano, un po' scostato dalla parete, ne intravedo due o tre. Uno dei due mi spara la lingua in bocca. Fanno immediatamente capolino numerosi cazzi dalle patte dei più vicini. Lascio che facciano di me quello che gli pare. Sento mani dappertutto, dita che mi tormentano i capezzoli. Pochi secondi qualcuno riesce non si sa come a sfilarmi le mutandine, ridotte ormai ad uno straccetto fradicio. Gli uomini fanno a gara per accarezzarmi la fica ed infilarci le dita dentro. Ho dita pure che mi rovistano nel sedere. Abbandono la testa sullo schienale e da dietro il divano un uomo si accavalla sulla spalliera appoggiandomi il cazzo su una guancia. Giro la testa e glielo bacio. Quello seduto alla mia destra si abbassa i pantaloni e sgomitando i tipi dirimpetto a me mi afferra per le gambe, me le allarga, mi sale sopra. Faccio appena in tempo a verificare che indossi il preservativo che vengo penetrata velocemente. Sconosciuti mi prendono le mani e me le guidano sui cazzi, che meno come posso al ritmo della chiavata. Un altro me lo appoggia sulle labbra e me lo spinge in bocca. Sono completamente circondata da uomini, sembra una scena da film di zombi che sbranano la vittima. Il tipo che mi sta scopando mi gode dentro con un grugnito e si toglie. Mi rialzo dal divanetto a fatica e subito qualcuno mi prende per mano. Vengo trascinata quasi di peso da un drappello di uomini, mi portano in una stanza provvista di un grande letto rotondo, concepito probabilmente per le orge.

Mi distendono sul letto, sono completamente nuda a parte le scarpe. La stanza si riempie velocemente. Sono quasi tutti uomini, ma vedo anche diverse donne che mi guardano torve ma affascinate, probabilmente invidiose. Gli uomini iniziano a soddisfarsi a turno con me, ho l'unica preoccupazione di badare che indossino il preservativo.

I primi dieci o dodici mi possiedono tutti alla missionaria. Mi scopano in modo convulso, frettoloso. Quasi tutti vengono dopo pochi minuti, ognuno riempiendo il proprio preservativo dentro la mia fica. Godo di tale trattamento ma non riesco a venire. Comincio a provare fastidio alla vulva, mi sottraggo alla monta per sedermi sul bordo del letto. Sono attorniata da uomini in erezione. Mi ritrovo davanti al viso un grosso cazzo da succhiare. Faccio quattro o cinque pompini di fila finchè incappo in un altro cretino che mi viene in bocca. Chiedo un fazzoletto per sputare lo sperma, fortunatamente mi porgono dei kleenex. Invito quelli che vogliono essere succhiati a mettere il preservativo. Si è sparsa la voce nel privè che c'è una troia disponibile e la stanza diventa un viavai. Abbastanza spontaneamente si forma una fila dove ognuno attende il proprio turno. Me lo faccio mettere in bocca da una quindicina di uomini. Mi ritrovo la mascella dolorante, il sapore del lubrificante dei preservativi inizia a darmi la nausea.

Mi alzo improvvisamente in piedi chiedendo ad alta voce se c'è qualcuno che desidera farmi il culo. Subito un tipo sui 50 si fa sotto. Mi sistemo a pecorina, lui mi viene dietro ma non riesce a penetrarmi, ha l'uccello mezzo moscio. Lascia il posto ad un quarantenne tarchiato che sfodera un bell'arnese. Lo invito ad infilarmi due dita nel culo per allargarmelo, lui esegue diligentemente. Poi è la volta del cazzo. Prima me lo mette in fica, io subito protesto e lui mi accontenta sprofondandomelo nel culo senza incontrare soverchie resistenze. L'uomo sembra insaziabile, va avanti una mezzoretta a sodomizzarmi con furia. Quando infine mi sborra dentro urlando ed imprecando, sudato come un maiale all'equatore, tutti i presenti applaudono. Mi faccio inculare da altri tre uomini, di cui uno davvero ben dotato.

Quando l'ultimo viene sono veramente sderenata e dolorante. Mi alzo dal lettone a fatica, respingendo altre avances. Non trovo più le mutandine e mi rendo conto di aver perso pure l'abitino. Rientro nella sala discoteca, la attraverso completamente nuda fra gli sguardi divertiti di cento persone, lo cerco ma non lo trovo, sempre seguita da un codazzo di corteggiatori che non si scoraggiano. Frastornata chiedo al barista di indicarmi la direzione. Il gestore è gentile e disponibile e manda a cercare l'abito che purtroppo non si trova più. Mi portano un accappatoio scuro in microfibra. Sono quasi le tre del mattino. Il gestore, vedendomi non accompagnata, mi consiglia di aspettare una mezzora prima di andarmene per evitare che qualcuno mi segua alla macchina. Si offre di scortarmi invitandomi naturalmente a tornare.

Guido fino a casa, sono quasi le cinque del mattino di domenica. Sono completamente distrutta, stasera mi sono fatta scopare da un intero reggimento. Una lunga doccia calda mi accoglie. Mi sono divertita, anche so non ho raggiunto l'orgasmo. Lo raggiungerò adesso, toccandomi sotto il getto dell'acqua. Inseguendo con la fantasia il mio desiderio di diventare una schiava.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Pilato Giovangiuseppe Invia un messaggio
Postato in data: 15/08/2018 11:55:33
Giudizio personale:
Salve il racconto e sempre eccitante ma ci hai di nuovo abbandonato e vero che siamo in ferie ma ogni tanto puoi aggingere un capitolo fai un piccolo sforzo dai , saluti Gio

Autore: Gran Porco Invia un messaggio
Postato in data: 19/07/2018 23:58:55
Giudizio personale:
questo capitolo lascia un poco a desiderare...spero nel prossimo

Autore: Ciucccia Invia un messaggio
Postato in data: 19/07/2018 22:35:07
Giudizio personale:
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