i racconti erotici di desiderya

Desiderio


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Mi trovavo a letto in una calda mattinata d’estate e non lavoravo, quindi rimasi a casa iniziando ad addormentarmi su quelle lenzuola accaldate.

Quel calore mi trasmetteva sensazioni su tutto il corpo e iniziai a fantasticare.

Mi ritrovai su un lettino di massaggi e con mio stupore avevo addosso delle calze autoreggenti e basta; sdraiato con il culetto che svettava verso l’alto attendevo che la donna che mi avrebbe fatto i massaggi sarebbe venuta a momenti per deliziarmi delle sue mani su tutto il corpo.

Gli odori delle candele accese profumavano la stanza e i colori tenui rilassavano la mia mente.

Ad un tratto sento la porta aprirsi e rivoltomi verso quel rumore vedo una donna sulla trentina che mi sorride iniziando a spalmarsi le mani con un unguento profumato e chiaro.

Chiudo gli occhi e aspetto che le dolci manipolazioni mi porteranno un benessere indescrivibile.

La donna indossava un camice bianco aperto sul lato superiore che faceva intravedere i seni ben sollevati e i capezzoli rosa; allo stesso modo era aperto sotto e con il viso piegato di lato notai le belle gambe e le cosce da atleta.

Iniziò a massaggiarmi la schiena con le mani calde e il calore si diffondeva su tutto il corpo: scendeva piano piano dal collo ai glutei, premendoli con forza per poi risalire fino al collo, facendole scivolare per tutta la colonna, regalandomi sussulti indescrivibili.

Il suo ventre poggiava sulla mia nuca e potetti notare, con il camice sbottonato che non indossava nulla e la sua fica era totalmente depilata.

Iniziai ad allargare le gambe mostrando pure a lei la mia nudità e la mia apertura cercando di farle intuire che avrei voluto che mi massaggiasse più a fondo e con più insistenza sul mio buchetto aperto e che pulsava ad ogni contatto delle sue dita.

Ad un tratto cambiò posizione e si mise in ginocchio sul lettino tra le mie gambe facendomi allargare ancora di più e inarcare il culetto: provavo un po’ vergogna per quella posizione di sottomissione e con il buco aperto ma poi la cosa mi piacque e la lasciai fare.

Le sue mani scivolavano all’esterno delle mie natiche per poi proseguire dentro; sfiorava lo sfintere pulsante con le dita facendole salire per il solco fino ai testicoli.

Sentivo che metteva altra crema per poi ripassarla nuovamente sullo sfintere e iniziando a premere per farne entrare qualche goccia dentro; le dita iniziava ad insinuarsi tra le mie viscere regalandomi sensazioni che facevano scappare dei mugolii sempre più forti.

“ti piace essere massaggiato sul buchetto” esclamò con un sorriso “ l’ho visto che pulsa ad ogni mio tocco e le mie dita di fanno fremere dentro di te”

Non dissi niente ma aveva capito che annuivo con le palpitazioni.

Scese dal letto: la sentivo armeggiare con asciugamano e comodino per poi risalire e farmi aprire di nuovo le gambe.

Iniziò a toccarmi sopra le calze per risalire sui glutei premendoli con forza.

Ad un tratto inizia a sdraiarsi sopra la mia schiena e fu allora che sentì che aveva indossato uno strap-on.

Sentivo quel cazzo di gomma nel solco che strusciava lubrificandosi con la crema che era fuori e con voce calma all’orecchio mi disse: “ ora ti faccio godere come non hai mai fatto…….ti voglio scopare perché lo desideri e hai un culetto sodo e accogliente…………ne ho scelto uno proprio per te e per la tua capienza”.

Non avevo capito e non avevo visto che ne aveva scelto uno di grosse dimensioni; ero smarrito e non sapevo se rinunciare e girarmi oppure provare ad essere penetrato dal quel mostruoso cazzo di gomma simile ad una mazza da baseball.

Lei inizia a scendere e a premere la punta sullo sfintere che inizia ad aprirsi per ricevere quel bastone.

Fortuna che ero rilassato e cercai di non resistere ma assecondare quei movimenti di lei che spingeva all’infinito.

Iniziai a sentire dolore; la punta di quel cazzo di gomma era entrata e ora non rimaneva altro che allargarmi per ricevere tutta l’asta.

Sentivo lo stomaco che veniva infilzato da dentro e rimanevo bloccato come se un chiodo dalle grosse dimensioni mi avesse legato a quel lettino.

Dopo i primi colpi lo avevo inghiottito per intero e mi ero abituato a quell’arnese largo e scivoloso; il dolore lasciava spazio al piacere e lei mi sussurrava che ne aveva allargati tanti e che per il mio culetto aveva già preso la dimensione più grossa perché ero già pronto.

Lo sentivo dentro che scivolava ora velocemente ora lentamente; mi faceva assaporare tutta la sua lunghezza, centimetro dopo centimetro per poi scivolare fino al centro della pancia.

Inizia a venire copiosamente e l’orgasmo faceva stringere lo sfintere come se volesse risucchiare quel cazzo di gomma ancora di più.

Mi svegliai di soprassalto; un lago era sotto il mio ventre e il culetto pulsava all’impazzata.

Raccolsi quel seme liquido con le dita per assaggiare il sapore acre ma delizioso cercando di calmare quella voglia di donna con strap-on.

Un sogno che spero diventi realtà.



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Lellatravpr Invia un messaggio
Postato in data: 02/05/2014 18:47:48
Giudizio personale:
un sogno per me...brava.....lella trav

Autore: Coppiaxxlpd Invia un messaggio
Postato in data: 30/04/2014 20:00:42
Giudizio personale:
Inverti i ruoli e scopala te ............


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