Mentre indossavo l’abito da sposa, ripercorrevo nella mente quelle mie avventure vissute all’oscuro di quello che diventava mio marito poche ore dopo, ero nervosa, mi sentivo in colpa, ma non potevo confessargli quei miei tradimenti, rimossi quei pensieri e mentre il sacerdote ci sposava, promisi a me stessa che quel segreto me lo sarei tenuta per me.
Da quel giorno sarei diventata una moglie fedele, il pranzo e i festeggiamenti, la sera trascorremmo la prima notte in un hotel, oltre a contare i soldi che diversi parenti ci avevano regalato il giorno stesso, facemmo l’amore, amavo l’uomo che mi ero appena sposato, sempre molto premuroso, buono, quelle poche volte che discutevamo lo facevamo per altri motivi.
Non avevo motivo di lamentarmi di lui, saremmo partiti per l’Egitto cinque giorni dopo il matrimonio, così trascorremmo quei giorni che ci dividevano dalla partenza facendo l’amore diverse volte al giorno, ci concedemmo qualche giretto e pensammo di comperare dei costumi nuovi da portarci in viaggio nozze, io scelsi un costume a due pezzi di colore verde scuro, mentre mio marito insisteva nel farmi prenderne anche un altro di colore bianco sempre a due pezzi.
Uscimmo che ne comperammo due io e due lui, finalmente la partenza, quasi quattro ore di volo che per me erano interminabili, il primo volo, l’arrivo e il trasferimento al villaggio, il primo giorno lo trascorremmo a gironzolare per curiosare, il personale era misto, alcuni erano italiani, altri egiziani ma parlavano bene l’italiano.
La spiaggia privata con un molo con delle barche, le due piscine, gli ombrelloni, cominciammo a vedere le varie escursioni da fare in quelle due settimane, la gita con i cammelli la scelsi io, un’escursione con le jeep nelle vicinanze, sapevo quanto adorasse fare immersioni nella barriera, ma non l’avrei accompagnato non sapendo nuotare.
Non voleva lasciarmi sola e voleva rinunciare a fare l’esperienza snorkeling, ma lo convinsi a farla, il secondo giorno lo trascorremmo in spiaggia, misi il costume verdone, il pomeriggio decidemmo di andare in una delle due piscine dove eravamo riparati da quel vento caldo che quasi soffocava, ogni tanto passava un ragazzo egiziano per chiederci se gradivamo qualche bibita o gelato da portare dal chiosco ai margini della piscina.
Devo dire che i suoi occhi scuri oltre ad avermi colpita, mi lanciavano delle occhiate ai seni seppur coperti, ma come avesse un sesto senso appena uscivo dalla piscina faceva risaltare i capezzoli sotto che erano induriti per la diversa temperatura più fresca dell’acqua, così lui ripassava a chiedere ancora.
Già il secondo giorno avevamo capito gli orari in cui era affollata la spiaggia, quella più gettonata di piscina era quella più grande dove c’erano anche i bambini, mentre quella vicina al nostro alloggio era più tranquilla e in un lato riuscivo a toccare, il pomeriggio dopo pranzo era quasi vuota.
La sera c’erano gli spettacoli, e si ballava, non avevo ancora provato a mettere il costume bianco, temevo che una volta che uscivo dall’acqua del mare o della piscina sarebbe stato trasparente e avrebbe nascosto a malapena il mio pelo sotto, così il terzo giorno appena dopo pranzo andammo a bordo piscina e misi quel costume bianco.
Mentre eravamo in acqua mio marito si rese conto che in effetti bagnandosi diventava quasi trasparente, quando risalii la scaletta avevo quel ragazzo del personale che mi fissava, dopo pochi minuti che mi ero stesa sul lettino eccolo che viene a chiedere se gradivamo qualcosa dal bar, era la scusa e lo capii subito per come mi guardava i seni e sul triangolino scuro che spiccava sotto quel sottile strato del costume.
Avevo sognato molte di fare l’amore con un cantante che in passato mi faceva impazzire, di carnagione mulatta, con gli occhi azzurri, Sterling Saint Jacques, a parte gli occhi che Stephan aveva di un colore scurissimo la somiglianza era notevole.
In camera mio marito mi confessò che quel costume lo aveva fatto eccitare, rendendosi conto che non passavo inosservata, con un pizzico di vanto da parte sua che qualcuno magari lo aveva invidiato ad essere lui mio marito.
Il giorno dopo andammo a fare l’escursione con le Jeep e oltre a respirare tanta polvere, non ci piacque per come gli autisti avevano improvvisata una sorta di gara tra loro essendo 5 jeep facendoci fare dei salti che quasi ci cappottammo.
Tornati nel villaggio a metà pomeriggio ci cambiammo dopo la doccia per toglierci la polvere e ce ne andammo a bordo piscina, mettendomi nuovamente il costume bianco, appena risalimmo la scaletta della piscina mio marito si diresse nel bagno posto nei pressi della piscina e subito dopo ecco il solito ragazzo venirmi vicino.
Mi chiese subito se gradivo qualche cosa dal bar e gli chiesi un ghiacciolo, lui incalzò dicendomi che quando avrei gradito un bel cremino lui era disponibile, al momento non capii la cosa, rispondendogli che preferivo il ghiacciolo, ma mentre andava verso il bar e tornasse ci riflettei, così appena mi portò il ghiacciolo gli chiesi come fosse il cremino.
Mi rispose che era un cremino che andava gustato fino ad assaporare la crema, avevo interpretato giustamente il suo doppio senso, così per avere la certezza gli chiesi se intendesse il suo, lui mi guardò nuovamente verso il ventre e poi i capezzoli e mi fece l’occhietto senza rispondere, allontanandosi.
Al ritorno di mio marito, non dissi nulla, riaffiorando in me quell’istinto di femmina desiderata, che senza scrupoli si era concessa ad altri uomini pur essendo innamorata di quello che era diventato mio marito da pochi giorni.
Mentre mi godevo quel sole sulla pelle riflettevo se e quando sarebbe stato possibile incontrare quel ragazzo che tutti chiamavano Stephan, ma soprattutto se avessi accettato di appartarmi con lui dove potevamo rifugiarci senza che altri si accorgessero.
Il giorno che era programmato a fare la gita in mare e fare snorkeling, lasciai andare mio marito a realizzare quello che era il suo sogno, mentre io avrei trascorsa tutta la mattina da sola, aspettai di vedere partire quelle barche e poi andai a bordo piscina.
Non avevo indossato il costume bianco ma quello verdone, molti del villaggio erano andati a fare l’escursione alle Piramidi facendo un volo con aereo, in pratica a bordo piscina c’erano un paio di donne sui 55 anni e io.
Prima Stephan si era avvicinato alle signore portandogli delle bibite, poi venne verso di me chiedendomi se gradivo il cremino, gli feci un sorriso e gli chiesi dove potevo gustarmelo il cremino? Mi rispose che sarebbe tornato al bar e mi avrebbe fatto un cenno, lo avrei dovuto seguire a debita distanza che aveva il posto adatto.
Osservavo con attenzione quello che faceva dietro il bancone, trascorsero cinque minuti e arrivò un altro ragazzo del personale, anche lui si mise dietro il bancone e guardandosi intorno si mise un dito sulla tempia e poi indicandomi il vialetto di fianco al bar, dirigendosi su quel vialetto.
Mi sollevai dal lettino e prendendo il telo e la borsa presi a camminare a bordo piscina dirigendomi verso il vialetto, Stephan camminava avanti a me ad una ventina di metri, si diresse verso una struttura, mise la chiave nella toppa aprendo la porta, prima di entrare si guardò intorno e poi entrò lasciando aperta la porta, avvicinandomi anche io detti una guardata intorno ed entrai.
Lui era dietro la porta, come entrai lui la chiuse subito dietro di me a chiave, un ripostiglio, dove da un lato c’erano accatastate vecchie sedie e dei tavoli, in fondo una pila di scatoloni e sotto una finestrella c’erano due poltrone, non ebbi il tempo di guardare bene che avevo il suo braccio che mi cingeva la vita.
Mi strinse a se e mi prese a baciare in bocca, ricambiandolo, a piccoli passetti, senza smettere di baciarci mi spingeva pian piano verso quelle poltrone, io avevo in mano ancora la borsa e il telo, di colpo mi prende il telo e lo stende sopra una delle due poltrone e la borsa di fianco.
Mi riprende a baciare e le sue mani cominciano ad accarezzarmi andandosi a posizionare nella parte inferiore del costume che mi copriva i seni e poi facendo leva da sotto insieme mi solleva il costume facendo uscire i seni prendendoli subito nelle mani e palpeggiandoli con un certo vigore.
Mi accompagno a sedermi sulla poltrona e abbassandosi i pantaloncini costume vidi spuntare quel cremino, era la prima volta che vedevo un cazzo scuro così, ma non ero sorpresa delle dimensioni quando per la cappella che era di un colore rosso che spiccava, quasi incavata nella parte superiore, completamente scoperta.
Mi disse ecco il cremino, prendendolo in mano e indirizzandolo con le mani verso di me, non era ancora duro completamente, il pelo intorno era cresco e duro al tatto, una mano la misi sotto a prendergli le palle anche esse con quel pelo crespo, e l’altra gli impugnai la base dell’asta lasciando in bella vista quella rossa cappella.
Presi a leccarlo come fosse un cremino, ero inquieta a leccarlo come fossi una principiante, ma poi mi lasciai andare in fondo anche se il colore era decisamente diverso era pur sempre un cazzo e sopra alla media.
Lo sentii diventare duro fino, a quando lui sfilandomelo dalla bocca mi disse che voleva scoparmi, inginocchiandosi mi sollevò le gambe facendomi scivolare con il sedere sul bordo di quella poltrona e scostando il costume in un lato indirizzo con la mano la punta, la spennellò su e giù tra il solco della figa provocando l’apertura delle labbra e poi di colpo appena sentii la punta fare pressione trovò da se la strada per entrare, non aveva con se nemmeno un preservativo, gli chiesi di non sborrarmi dentro che non prendevo nulla per non rimanere incinta.
Mi tenevo le gambe sollevate mentre venivo schiacciata sulla poltrona dai suoi affondi, dopo poco lo cominciai ad incitare con dei “dai-dai” e dei “si-si” cominciando a tremarmi le gambe mentre di colpo fui investita da un orgasmo potente, mentre mi scopava continuava ad elogiare i miei seni, continuando a spupazzarli con le mani.
Ebbi un secondo potente orgasmo, e poco dopo lui affrettando il ritmo di colpo sfilò il cazzo e spruzzare fino alla pancia, anche la parte superiore dei peli della figa erano imbrattati della sua crema.
Ci ripulimmo in fretta e furia, poi mi chiese di massaggiargli il cazzo tra i seni, non ero molto esperta a praticare quel genere di massaggio, ma ci misi tanta buona volontà che divenne nuovamente duro, mi fece inginocchiare sulla poltrona facendomi piegare verso la spalliera si mise dietro di me con le ginocchia poggiate sul bordo scostando nuovamente il costume facendomi divaricare per bene le gambe mi prese in quel modo e prese a scoparmi nuovamente.
Cominciai a provare tanto piacere, altro orgasmo e dopo poco uno di seguito, ne ebbi altri due dopo prima che si mise a darmi dei colpi secchi e potenti da farmi quasi sbattere la testa nel mudo dietro la poltrona, si sfilò e sentii i suoi spruzzi alla schiena che mi fecero dare un colpo di reni.
Ci ripulimmo e ricomponemmo, uscendo dalla porta prima lui guardando in giro venne a chiamarmi per uscire e poi chiuse la porta, andai diretta in camera avevo il costume imbrattato del suo sperma nella parte dietro, dandogli una lavata al volo lo stesi sul terrazzino ad asciugare.
Quando fece ritorno mio marito, chiesi subito come fosse andata l’immersione e lui era talmente entusiasta che mi fece intendere che l’avrebbe voluta ripetere nuovamente.
Lo agevolai a trovare posto per poterla ripetere, andando insieme a chiedere alla direzione del villaggio, trovammo un posto disponibile qualche giorno prima della nostra partenza, glielo feci prenotare e poi mi chiese come avessi trascorsa la giornata, gli raccontai qualche stupidaggine giusto per non farlo sentire in colpa di avermi lasciata sola, almeno per lui.
Il giorno seguente mentre eravamo sui lettini a bordo piscina, come al solito ci venne a chiedere se desideravamo qualche cosa dal bar e ci facemmo portare due bevande, nel portarcele chiese a mio marito se avevamo programmi di altre escursioni, mio marito gli rispose che dovevamo fare l’escursione con i cammelli e il giorno dopo lui di nuovo sarebbe andato a fare snorkeling.
Neanche l’escursione con i cammelli mi aveva entusiasmato ma fu divertente per alcuni episodi accaduti ad altre persone che erano con noi, prima di fare buio andai a fare un giro per vedere se potevo dire a Stephan per il giorno dopo, stava tirando giù la serranda del bar, così mi offrì una bottiglietta di acqua e gli chiesi per il giorno dopo.
Con un sorrisetto mi strizzò l’occhio e mi rispose che si era organizzato con il collega al bar, sapeva gli orari delle partenze dei barchini e così mi disse che mi avrebbe aspettata nei pressi del ripostiglio, appena vidi partire i barchini presi la borsa e il telo e in costume mi diressi verso la struttura.
Come mi vide aprì la porta e lasciandola semi aperta attese che entrassi, mi guardai intorno per non scorgere altre persone entrando subito e chiudendo la porta dietro di me, Stephan subito chiuse a chiave, ci abbracciammo subito e ci cominciammo a baciare, in breve eravamo nudi e mi rimiravo quel cazzo che per me era ancora una novità quel colore rosso della cappella.
Lui mi diceva delle parole in arabo che non capivo, poi in italiano mi chiese di leccare il cremino, e lo feci, mentre stavo di nuovo intenta a succhiarmi con una certa voga quel cazzo, lui riprese a dire parole che non capivo, smisi per chiedergli e lui mi disse che significava puttana e troia.
Visto che sai dirle in italiano dimmele che mi piace gli suggerii, volle mettere di nuovo il cazzo tra i miei seni volle godere in quel modo dandomi il suo frutto che mi finisse sul collo e sui seni, prendendo subito a succhiarlo senza neppure ripulirlo per non farlo ammosciare temporaneamente.
Gli piaceva come glielo sapevo succhiare, continuando a darmi della puttana, poi mi disse che voleva mettermelo nel sedere, gli dissi che prima doveva scoparmi per bene e poi gli avrei concesso di tentare dietro anche se lo dissi con poca convinzione.
Mi prese sopra quella poltrona mi fece godere una prima volta e poi mi volle far cambiare posizione, raggiungendo un secondo orgasmo e poi gli chiesi di sedersi lui e io sopra raggiungendo un terzo orgasmo.
Quando mi voltai per mettermi di nuovo in ginocchi sulla poltrona e con il viso sopra la spalliera anziché penetrarmi nella figa cercò di entrare nel buco posteriore, gli dissi che difficilmente sarebbe entrato, ma lui alzandosi prese un barattolino, lo svitò e mettendo due dita dentro che come uscirono erano coperte di una sorta di crema trasparente.
Non leggevo cosa fosse mi disse che era un lubrificante che si usa da loro, e prese a spalmarlo intorno al forellino e poi le sue dita scivolarono dentro, le passò anche sulla sua cappella e sul cazzo, ora vedrai che entra bene mi disse, inarcai leggermente il bacino verso l’alto per favorire la cosa.
Lo avevo preso già dietro altre 3 o 4 volte ma non così e lo pregai di entrare piano, appena sentii che la pressione faceva dilatare il mio culo lo pregai ancora di fare piano, al principio lo fece con accortezza, ma poi lo spinse dentro a farmi male, non urlai ma non mi piaceva come stava agendo, cercai di bloccarlo mettendo le mani dietro e spingerle su di lui, smise di darmi quei fendenti così poderosi e finalmente si mise a muovere con più lentezza, ma lo fece per diversi minuti, cominciando a rilassare la mano la tolsi e la feci scivolare sotto di me accarezzandomi il clitoride allo stesso tempo dei suoi colpi raggiungendo l’orgasmo.
Il suo ritmo riprese ad aumentare e io continuavo ad accarezzarmi, poi prese nuovamente a dirmi quelle parole in arabo fino a quando due colpi secchi e mi crollò sopra rimanendo dentro mi aveva sborrato dentro il culo.
Mi aveva procurato un dolore al sedere che appena mi alzai mi rimisi il costume e per paura che potessi avere delle perdite mi misi intorno la vita il telo e scappai in camera a lavarmi subito.
Quasi lo ignorai nei giorni seguenti ripartendo senza neppure salutarlo.
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