Sei stata tu a chiedermi di raccontare la nostra “storia” se così si può ciamare. Lo sai, vero, che non lo ritenevo neanche lontanamente possibile. Tu, 65 anni, ed io, 4X. Io felicemente impegnato, un uomo "fedele" per natura, non per dogma morale. Tu, pensionata, che vivi da sola. Eppure, questa storia va avanti da quattro anni. Mi sono messo davanti al computer per fissare ogni dettaglio.
Tutto iniziò con uno squillo sbagliato. Telefonasti, iniziando subito a parlare. Eri convinta di chiamare un'amica e non capivi la presenza di una voce maschile. Ma la tua voce mi colpì all'istante: dolce, seria, con un tono fievole e maturo. Quando capisti l'errore, parlammo per altri dieci minuti. Credo fermamente che non ci si incontra per caso: in quell'istante, eravamo destinati a parlarci. Prima di salutarti, ti chiesi il numero; tu me lo desti senza esitare. Una totale fiducia reciproca nacque subito.
Dopo una settimana, ti richiamai. Continuammo per mesi a parlare, a raccontarci di noi. Tu, dirigente in pensione, mai sposata, mai pensata alla famiglia. Poi, un giorno, iniziammo a parlare di sesso. Lo facevi in modo naturale, senza pudori. Mi dicesti che ti masturbavi raramente e che, talvolta, dopo le nostre chiamate, ti sentivi "alterata".
Dopo quasi un anno, decidemmo di incontrarci. Cinque minuti, per strada. Avevi paura. "Potrei essere tua madre," dicesti. L'imbarazzo iniziale svanì con due baci sulle guance. Non fui deluso: eri una donna della tua età, con qualche chilo in più, occhi azzurri. Il tuo seno era immenso, si indovinava essere generosamente rilassato.
Dopo un mese, venni a casa tua. Mi accogliesti sulla porta, visibilmente emozionata e agitata. Ci abbracciammo. Mi ofristi un caffè.
A un certo punto, mi misi dietro di te, appoggiai le mani sui tuoi fianchi e ti baciai lievemente sul collo. Emesti un gemito fortissimo. Ti girasti, rossa in viso, abbracciandomi. Quando accarezzai il tuo seno, cercando di sbottonarti la camicetta, mi fermasti.
"Io vado in camera. Raggiungimi tra qualche minuto."
Ti raggiunsi. La camera era buia. Buio totale. Mi spogliai e mi infilai nel letto. Ti venni vicino, abbracciandoti. Indossavi ancora la sottoveste. Te la sfilai e scoprii il tuo corpo. Il seno era una meraviglia di carne matura, immenso e morbido. Il tuo corpo rispecchiava la tua età, e mi eccitava accarezzarlo.
Stavi ansimando come non avevo mai sentito nessuna. E questo solo per i baci sul viso e sul collo. Quando scesi sul seno, mi guidasti sui capezzoli: duri e grossi. Li strinsi tra le labbra. Dopo meno di un minuto, iniziai a sentirti avere un leggero orgasmo. Sei rimasta l'unica donna che ho conosciuto capace di venire solo con la stimolazione dei capezzoli.
Parlavi, gemevi, ansimavi senza controllo. La mia mano si spostò sul tuo sesso. Ti chiudesti istintivamente. La quantità di pelo, scuro e folto. Le tue labbra erano molto grosse e carnose. Le aprii e trovai subito il clitoride. Nell'istante in cui l'accarezzai, raggiungesti l'orgasmo completo. Eri completamente persa, imploravi. Il tuo piacere durò qualche minuto.
Rimanemmo distesi. Ti sentivo dura ed eccitata contro la mia coscia. Ti girai sul fianco e appoggiai il mio membro eretto a contatto delle tue labbra. Mi abbracciasti forte, e due parole ti uscirono con un filo di voce: "Sono vergine."
Rimasi scioccato. L'essere stato scelto per ricevere questo dono, questo onore che ti aveva forse impedito di vivere pienamente. Capii che non eri pronta. Mi dicesti che volevi soddisfarmi, ma l'eccitazione e l'intimità del momento erano già un dono sufficiente.
Tornai da te dopo una decina di giorni. Adesso eri più tranquilla, ma volevi ancora il buio totale. Ti spogliai sotto le lenzuola. Fummo subito eccitati. La mia bocca sul tuo seno, la mano sul tuo sesso. Ansimi e gemiti. Ti presi la mano e te la feci sentire sulla mia erezione. Era la prima volta che toccavi un uomo. Ti insegnai a muovere la mano dolcemente.
Venisti. Venisti come poche: con grida profonde, sembrava che tu raggiungessi l'estasi. L'eccitazione non ti finiva mai.
Mi distesi su di te. Sentivo che eri pronta. "Fai piano. Non farmi male. Voglio diventare donna con te."
Appoggiai la punta del mio membro all'ingresso della tua femminilità. Spinsi. Eri così stretta. Ti stavo facendo male, ma al contempo lo desideravi. Per entrare completamente, lasciai passare alcuni minuti, tutto vissuto al rallentatore. Fui immobile, immerso dove nessuno era mai arrivato.
Mi stringesti con le gambe, le mani che percorrevano la mia schiena. Quando mi chinai a baciarti il seno, raggiungesti subito un orgasmo in cascata. Ti muovesti tutta sotto il mio peso. Eri convinta che quel momento non dovesse finire.
Ti portai sopra di me. "Mi vergogno," sussurrasti, anche se eravamo al buio. Adesso ti sentivi penetrata completamente. Ti accarezzai. Era bello e tenero sentire il tuo corpo imperfetto.
Mi desti il tuo seno. Grande, enorme. I capezzoli duri e completamente esposti. Li strinsi tra i denti mentre affondavi sempre più il mio sesso dentro il tuo corpo. Per entrambi finì il momento delle dolcezze. Adesso era solo frenesia. Bocche e mani impazzite.
Stavi venendo. Urlavi così forte che probabilmente ti sentivano tutti. La tua eccitazione contagiosa si impossessò di me. Ti mossi veloce, quasi con violenza. Mi tesi al massimo e mi lasciai andare al piacere. Avevi fatto godere un uomo per la prima volta dentro di te. Adesso ne conservavi il seme nel tuo intimo più profondo.
Ti ci vollero parecchi minuti per ritrovarti. Poi, fu spontaneo accendere la stanza. Potei vederti nuda. Ogni pudore svanito. E tu eri curiosa di guardarmi.
Da quel giorno, iniziò un lungo periodo di scoperte. Piano piano, ogni resistenza se ne andò. Ci demmo piacere con la bocca. Fu difficile per te accettare di riceverlo, ma presto ti piacque immensamente, e adesso me lo chiedi. Spero che quel lieve pudore non ti scompaia del tutto.
Sono passati alcuni anni. Continuiamo a vederci, mai troppo spesso. Non ti sento in contraddizione con il resto della mia vita. Sebbene capisca che il tuo sentimento sia senz'altro maggiore del mio, non mi considero un amante. Sei la mia migliore amica, alla quale confido praticamente tutto. E il sesso è il punto di giunzione sacro tra i nostri sentimenti.
Buona giornata, Amica-Amante
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