Mi chiamo Ilenia, ho 29 anni, sono alta con i capelli neri lunghi, gli occhi scuri, il seno di una splendida terza misura, fianchi morbidi ed il mio culetto è qualcosa che attira molto i maschi, perché fa da cornice a quelle che per me sono due splendide, meravigliose cosce. Da tre anni sono sposata con Lorenzo, un bel maschio alto quanto me, capelli neri, occhi castani, un bel fisico prestante e, soprattutto, tra le cosce ha uno splendido membro al di sopra della media, sia in lunghezza che circonferenza. Siamo una coppia che ama molto il sesso, ci piace vivere situazioni a volte al limite della decenza. Fin da quando ci siamo fidanzati, circa cinque anni fa, lui ha subito notato che a me piaceva l'esibizionismo, la provocazione, con la conseguente eccitazione che ne deriva; e devo dire che ho trovato in Lorenzo un complice perfetto per tutto questo, perché insieme a lui di situazioni belle ne abbiamo vissute tantissime, cui poi sono seguite delle scopate meravigliose. Fino alla recente avventura, avevamo sempre giocato a provocare altri maschi che ci avevano notato e non c'era mai venuto in mente di coinvolgere un terzo elemento, come è capitato questa volta. Per festeggiare il terzo anniversario di matrimonio, ci eravamo regalati una crociera di una settimana tra le isole greche. Dopo un volo che ci ha portato ad Atene, siamo andati al Pireo e ci siamo imbarcati, mentre il sole stava quasi per tramontare. La nave è salpata e, siccome faceva caldo, Lorenzo mi ha proposto di passare la serata al fresco di una delle piscine di bordo. Ho indossato il mio nuovo bikini di color nero, formato da uno slip molto succinto e scosciato, che a malapena copriva le labbra della mia fighetta, lasciando il mio culetto completamente nudo. Il reggiseno era costituito da piccoli triangoli di stoffa, tenuti insieme da fili sottilissimi; anche in questo caso quei pezzetti di stoffa coprivano solo i miei splendidi capezzoli, permettendo di far emergere parte delle areole. Per raggiungere la piscina ho indossato un pareo sottilissimo, completamente trasparente, che mi rendeva ancor più attraente. Raggiunta la piscina, abbiamo preso posto su due lettini e ci siamo sistemati uno accanto all’altra, accompagnati da un sottofondo di musica. Anche se il sole stava quasi per tramontare, ho deciso di mettermi comunque la crema abbronzante, sia sulle braccia, che ho preso a massaggiare molto accuratamente, e poi sulle gambe, nella parte inferiore delle cosce e sulle caviglie. La piscina era quasi vuota, vi erano pochissime persone perché molti si stavano preparando per la cena e, mentre stavo accuratamente spalmando la mia crema, mi son accorta che, a poca distanza da noi, c'era un bell'uomo che mi osservava, senza perdere nessuno dei miei movimenti. Poteva esser un quarantenne, con i capelli brizzolati, un bel fisico prestante: bel petto forte e muscoloso, come le sue braccia e gambe. Mi guardava in silenzio, osservando attentamente ogni mio singolo gesto e così l'ho fatto notare a Lorenzo.
«Amore... quel signore, lì accanto a noi, mi sta osservando in maniera insistente!»
Lorenzo ha sorriso e la sua risposta è stata alquanto scontata.
«Ma tu non ti rendi conto di quanto sei sensuale mentre ti spalmi la crema, in maniera molto lasciva? È chiaro che la tua bellezza lo porta ad osservare il tuo corpo meraviglioso!»
Ho sentito un brivido lungo la schiena e, dentro di me, è emersa subito la maialina che voleva provocare; così, mi son rivolta a mio marito.
«Amore, ho voglia di giocare un po'; che ne dici di spalmarmi tu la crema e....»
Lorenzo ha sorriso in maniera molto complice ed io mi son distesa sul lettino, dandogli le spalle e così lui ha iniziato a cospargere la crema su spalle, scendendo sui lati, quasi a sfiorarmi i seni, fin sui fianchi.
Poi è passato alle gambe partendo dal basso, salendo verso le cosce sfiorando i glutei. In breve, il semplice gesto di spalmare al crema, si era trasformato in qualcosa di molto eccitante, stimolati dal fatto che avevamo uno spettatore. A quel punto, mi son girata. Lorenzo ha continuato a stender la crema prima sul petto con entrambe le mani, arrivando fino all’incavo dei seni e facendo passare le dita sotto il costume, sfiorando i capezzoli. Poi è sceso per passare all’addome, che si sollevava in seguito a lunghi respiri provocati dall’eccitazione che stava facendosi largo nel corpo. Mi son resa conto che in quel momento la piscina era quasi deserta ed il nostro spettatore era a poca distanza da noi; questa cosa rendeva il gioco ancor più interessante. A quel punto Lorenzo ha iniziato a massaggiare le cosce, prima esternamente e poi all’interno, sfiorando gli slip, inserendo le dita sotto il sottilissimo laccio che lo reggeva, per poi ritornare indietro. Il nostro spettatore era sempre più preso da noi, in modo particolare da quando avevo divaricato le gambe per permettere a Lorenzo di passare la sua mano nell’interno cosce. Ora era ritornato con una mano sul ventre, facendo passare le dita sotto il costume, fino a sfiorare il pube. Presa dal gioco, eccitata fino all'inverosimile, ho iniziato ad accarezzare il cazzo di Lorenzo da sopra il costume ed ho sentito che stava diventando decisamente duro come l'acciaio. Ho sollevato la bocca e l'ho baciato, mettendomi a limonare con lui, che mi ha sollevato di peso e poi insieme siamo entrati in piscina. Mi ha fatto appoggiare al bordo della piscina, proprio davanti al lettino, dove era seduto il nostro spettatore, che, con una certa sfrontatezza, teneva la mano sinistra sopra il pacco ed era evidente che era molto dotato. Mio marito si è appoggiato a me da dietro ed ho sentito il suo membro premere contro il mio culetto. Mi ha baciato sul collo, mentre le sue mani sono passate sotto le mie ascelle e, bramose, hanno preso a toccare i miei capezzoli, scostando il costume. Avevo due chiodi al posto dei capezzoli, che erano eretti e vogliosi di essere ciucciati. Lui però ha continuato a stringerli tra le dita, poi, improvvisamente, con una mano è sceso più in basso e si è infilato all'interno dello slip. Ha preso ad accarezzare le labbra della mia figa, passando le dita lungo l'intero spacco e poi, lentamente, un dito è scivolato dentro e ha preso ad accarezzare e stimolare il mio clitoride, mentre io, eccitata al massimo, iniziavo ad avere il respiro corto, affannato. Quando si è reso conto di avermi portato quasi all'orgasmo, ha abbassato l'altra mano e insieme anche l'elastico del suo costume, mettendo a nudo il suo membro dietro di me. Ero appoggiata al bordo della piscina con la faccia rivolta verso il nostro sconosciuto, che ora aveva preso un lembo del suo asciugamano e lo aveva posto sopra il suo corpo. Con questo gesto, ha coperto il suo membro, lasciando libero però uno spazio proprio nella mia direzione, affinché potessi vedere che lui si stava masturbando, mentre sento Lorenzo che ora spinge il suo membro da dietro, tra le mie cosce. Abbasso una mano dietro, lo afferro. È durissimo! Allargo le cosce e spingo il bacino indietro; lui, con un colpo secco, mi penetra fin in fondo. Mi pompa da dietro, davanti al nostro sconosciuto, che ora si masturba molto lentamente. Mi osserva e vede che sto godendo, mentre ora Lorenzo si muove più velocemente e sento che la sua eccitazione ha fatto diventare il suo membro ancor più grosso. Apro la bocca ed emetto un gemito, mentre raggiungo il primo orgasmo.
«OOOHHH…sì! Si… così… ora! Ora vengo…mhmm…»
Mentre tremo, scossa dal piacere, vedo che anche il nostro sconosciuto muove la mano in maniera ancor più frenetica. Lorenzo mi lascia godere, poi si sposta, con un piede sale su uno scalino della piscina, girandosi di spalle; offre un minimo di riparo a me, che mi abbasso e mi trovo il suo membro davanti alla bocca. Lo ingoio all'istante, lo succhio con forza ed anche lui si sega velocemente. Quando è prossimo a sborrare, mi giro verso il nostro spettatore che se lo sta menando velocemente a sua volta. Lorenzo mi sborra in bocca.
«Vengo! Amore, sto... Così, bevila tutta!»
Vedo lo sconosciuto che mi guarda, mi sento sfacciatamente troia; così, anziché tenerla tutta in bocca, tiro fuori il suo membro e mi faccio schizzare due belle bordate su viso, collo e poi vado a leccare in maniera molto porca le ultime gocce, sempre guardando verso di lui, che ora sorride, solleva leggermente l'asciugamano e vedo partire quattro schizzi lunghissimi, che arrivano fino a poca distanza da me. Se lo spreme bene e mi guarda; io, da grandissima maiala, allungo una mano e vado ad intingere un dito sopra uno dei suoi schizzi e lo porto alle labbra, assaporando il suo nettare, che trovo decisamente buono. Sia lui che Lorenzo hanno visto il gesto e, mentre mio marito ha sorriso e mi ha spinto di nuovo il cazzo in bocca, il nostro sconosciuto ha fatto un cenno di compiacimento con il capo; poi ha sollevato di nuovo l'elastico del costume, si è alzato e se ne è andato in silenzio. Lorenzo è di nuovo entrato in acqua ed io mi son girata; lui me lo ha spinto di nuovo tutto dentro, fin in fondo. Era eccitato da paura!
«Amore, sei una troia stupenda! Glielo hai fatto schizzare così forte, da arrivare fino a te!»
Mi ha scopato con colpi fortissimi e son venuta; poi anche lui è venuto dentro di me. Siamo usciti e siamo tornati nella nostra cabina, addormentandoci. La mattina dopo, la nave era attraccata ad una delle isole e siamo scesi; ci siamo messi a fare i turisti in giro per l'isola. Quando siamo tornati a bordo, la nave è salpata per raggiungere un'altra isola e noi, dopo un po', abbiamo deciso di andare di nuovo in piscina, ma, questa volta, c'era tanta gente e, anche se ho girato bene lo sguardo intorno, non ho visto il nostro sconosciuto da nessuna parte. La sera siamo andati a cena e per quanto l'abbia cercato con lo sguardo, non l'ho trovato. Siamo andati a ballare in discoteca ed ho sentito molti maschi che si sono appoggiati al mio culetto; molto eccitata da questo gioco, una volta tornata nella nostra cabina, ho scopato Lorenzo quasi con violenza. All'alba la nave era attraccata a Mykonos e noi siamo scesi per fare il giro dell'isola, ma, vicino a noi c'era una barca, il cui nocchiero invitava ad andare a vedere Nilos, un'isola poco lontana, dove c'era un bellissimo sito archeologico con dei leoni. Abbiamo scelto questa seconda opzione e, dopo un'oretta, eravamo sull'isola; siamo andati a vedere questi leoni e poi altre rovine presenti nell'isola. Mentre stavamo consumando un panino, acquistato a bordo della barca che ci aveva portato sull'isola, abbiamo rivisto il nostro sconosciuto, che è sceso da un'altra barca. All'inizio non aveva fatto caso a noi, ed io e Lorenzo ci siamo divertiti a seguirlo un po'. Quando è rimasto in disparte, al di fuori delle rovine, ho detto a gran voce che avevo voglia di far un bagno. Si è girato, ha sorriso e mentre io e Lorenzo ci allontanavamo per trovare un punto, dove fare un tuffo, lui ci ha seguito in silenzio. Abbiamo trovato un angoletto abbastanza riparato ed io, senza alcuna remora, mi son spogliata nuda, togliendo i pantaloncini e la parte superiore del costume. Sono entrata nell'acqua e Lorenzo mi ha seguito; anche il nostro sconosciuto si è avvicinato in silenzio. Ho fatto una breve nuotata e poi mi son fermata appoggiandomi ad uno scoglio; anche in questo caso, Lorenzo mi ha seguito, mi è venuto dietro ed ho sentito subito il suo membro insinuarsi tra le mie cosce. Il nostro sconosciuto si è avvicinato, mi ha guardato ed ha sorriso; mentre io sentivo il membro di mio marito scivolare dentro la mia vagina, lui si è inginocchiato a poca distanza da me ed ha sfoderato subito un bel membro, nella sua già prepotente rigidità. Senza dir niente, ha preso a masturbarsi ed ho sentito Lorenzo che mi scopava in maniera ancor più furiosa. Ad un tratto, ha avvicinato la sua bocca al mio orecchio, parlandomi sottovoce.
«Amore, allunga la mano e impugna quel membro!»
Ho sentito un lungo brivido percorrere la mia schiena. Mi son girata, ho guardato mio marito negli occhi e lui ha annuito. Ho allungato la mano destra e l'ho appoggiata sulla coscia del nostro sconosciuto che, quando ha visto il mio gesto, si è guardato un attimo intorno e, notando che eravamo soli nei paraggi, si è avvicinato ancor di più a me. Ho stretto tra le mani quella splendida asta di carne, molto lunga e grossa, dura come il marmo, ma nello stesso tempo morbida tra le dita ed ho preso a segarlo lentamente. Nel vedermi fare questa cosa, Lorenzo ha dato altri colpi più veloci ed è venuto dentro di me.
«Amore, sto godendo! Cazzo, mi piace da impazzire vederti tener questo grosso membro in mano.»
In effetti ero molto eccitata. Era la prima volta che tenevo il membro di un altro uomo, da quando ero sposata, che non fosse quello di mio marito. Lorenzo si è spostato leggermente ed ha fatto cenno al nostro sconosciuto di avvicinarsi, ancor di più. L'uomo si è sollevato, ha abbassato i pantaloncini e li ha sfilati; poi è entrato nell'acqua accanto a noi. Ho ripreso ancora in mano quell’enorme membro e ho sentito la sua mano che è venuta ad accarezzarmi tra le cosce. Mi ha guardato un attimo per vedere la mia reazione e io, per tutta risposta, ho allargato le gambe. Subito ho sentito due dita scivolare dentro la mia fighetta, per poi muoversi avanti/indietro molto velocemente, mentre Lorenzo, da dietro, mi teneva leggermente sollevata dal fondale, aggrappato ai miei seni. Ho avuto un orgasmo abbastanza violento e forte e, mentre godevo, continuavo a stringere quel grosso membro, segandolo sempre più in fretta. Lui si è sollevato un attimo, si è seduto sopra la roccia dietro di lui e io me lo son trovato davanti alla faccia. Ho osservato quella splendida colonna di carne trovandola bellissima e non ho opposto nessuna resistenza, quando ho sentito la mano di Lorenzo che mi ha spinto la testa da dietro, facendomi avvicinare la bocca a quello scettro duro e pulsante. Ho dischiuso le labbra ed ho dato un paio di colpi con la lingua. Mio marito mi ha sollecitata a succhiarlo per bene.
«Amore, prendilo in bocca! Succhialo!»
Ho cominciato a lavorarlo con perizia. Partivo dal basso fino ad arrivare in punta, leccando tutta l'asta, stringendola tra le labbra e, ogni tanto, succhiandola. Lorenzo aveva il cazzo duro come il ferro; si è messo di nuovo dietro di me e trovando già la mia fighetta occupata dalle dita dello sconosciuto, me lo ha spinto nel culo. Ero così eccitata che è scivolato dentro abbastanza agevolmente; poi mi ha preso per i fianchi ed ha preso a pomparmi forte. Dopo alcuni colpi, ha appoggiato le sue mani sulle mie spalle, mi ha fatto sollevare e poi si è tirato leggermente indietro. Ha abbassato le sue mani ed ha sollevato le mie cosce aperte, davanti allo sconosciuto. Per un attimo l'ho guardato e lui mi ha sorriso; poi si è girato verso lo sconosciuto che ci stava guardando con il cazzo in mano e, quando ha visto che Lorenzo ha allargato ancora di più le mie cosce, lui si è posizionato davanti a me.
«Dai, scopala mettiglielo dentro!»
Sono rimasta sbalordita dalla sua richiesta e mi son girata verso di lui, che mi ha baciato in bocca. Ho sentito la punta di quel membro premere tra le labbra della mia vagina e, lentamente, ha preso ad avanzare tra le mucose che davvero desideravano accoglierlo.
«Lorenzo, amore... Credo che sia... Cazzo, come è grosso! Amore, mi sta aprendo tutta!»
Dentro di me pensavo che era follia pura, ma, nello stesso tempo, sentivo il mio corpo che ha preso ad assecondare i loro movimenti e, quasi subito, mi son sentita riempire entrambi i buchi; lo sconosciuto ha preso a muoversi avanti/indietro e lo sentivo alla grande mentre mi apriva e riempiva nello stesso tempo. Senza neanche accorgermene, ho avuto un orgasmo quasi all'istante.
«OOOHHH…Vengo! Mi fa già venire! Lorenzo, mi sta... amore, vengo! Questa è pazzia pura!»
Sentirmi piena davanti e dietro, mi ha sconvolto così tanto che il mio corpo ha preso a fremere in maniera incontrollata! Godevo in continuazione un orgasmo dopo l'altro, senza soluzione di continuità e, d'un tratto, credo di esser svenuta, perché quando ho riaperto gli occhi ho sentito mio marito che mi sbatteva il culo, mentre l'altro restava fermo immobile, piantato dentro di me. Mi ha sborrato nel culo mio marito, urlando come un pazzo.
«Così mi piace! Sentirti sfondata davanti, mentre hai il culo pieno del mio cazzo è qualcosa di meraviglioso! Amore, ti amo per quanto sei riuscita ad esser troia in questo momento!»
Quando è venuto, lo ha tirato fuori, si è spostato e mi ha schizzato in faccia e sul seno, mentre il nostro sconosciuto ora mi pompava anche lui con più vigore. Era incredibile! Stavo godendo con un cazzo grosso piantato nella vagina, che mi stava chiavando magnificamente; non sapevo nemmeno il nome di questo sconosciuto. Mi ha lasciato venire ancora una volta, poi, quando ho visto che ho preso in bocca il membro di Lorenzo, mi ha dato altri colpi ancora più forti e poi si è tirato fuori, si è sollevato e me l'ha schizzata tutta tra faccia e bocca la sua crema. L'ho assaggiata, trovandola buonissima! Il suono della sirena delle nostre navi ci ha riportato alla realtà e subito siamo usciti dall'acqua e, rivestiti, ci siamo messi a correre per non restare a piedi. Il nostro battello ci ha portato al punto di partenza, ma non abbiamo visto arrivare l'altro, così siamo saliti a bordo, ancora con il corpo scosso da una magnifica ondata di adrenalina. Siamo entrati insieme sotto la doccia e Lorenzo mi ha abbracciato e baciato; sentivo di nuovo il suo cazzo già duro.
«Accidenti, amore, che esperienza pazzesca! Cazzo, ti rendi conto che ti ha scopato un altro? Ero... non so dirti se ero più geloso o più eccitato!»
Anch'io l'ho abbracciato e baciato.
«Siamo due pazzi! Non capisco cosa ti abbia preso... voglio dire: ci siamo sempre divertiti a provocare, ma... e poi, cazzo, così a nudo, senza neanche un preservativo! È vero che son protetta dalla pillola, però... è stata proprio un’incoscienza!»
Ci siamo vestiti e siamo andati a cena. Senza darlo a vedere a mio marito, ho cercato il mio sconosciuto senza però riuscire a trovarlo. La nave ha viaggiato di notte e il giorno dopo eravamo all'isola di Naxos. Siamo rimasti a bordo, perché il tempo non era un granché. Abbiamo visitato la nave e, anche se non ce lo siamo detti apertamente, ciascuno di noi stava cercando il nostro sconosciuto. La nave ha proseguito la navigazione e la sera ci siamo ritrovati nella Caldera di Santorini. Siamo scesi a terra e siamo andati a cena in un bel ristorante, poi siamo andati un po' in giro per il paese. Siamo tornati a bordo e, nella nostra cabina e ci siamo spogliati e sdraiati uno accanto all'altra. Ho preso ad accarezzare il membro di Lorenzo.
«Dunque ti è piaciuto davvero tanto quando mi hai visto scopare con un altro? Non hai fastidio a sapere d'esser diventato cornuto?»
Ho sentito il suo membro gonfiarsi all'istante. Mi ha dato un bacio in bocca e poi mi ha risposto.
«No.... cioè sì... no… ecco voglio dire... cazzo, amore, non lo so! In quel momento eri così... Ilenia, in quel momento eri una troia stupenda ed io…»
Senza finire di parlare, mi è salito sopra e me lo ha infilato dentro, duro al massimo.
«Lorenzo, sento che questa cosa ti eccita molto! Dunque, il mio adorato marito si eccita nel sapere che è cornuto? Accidenti come ti si è gonfiato il cazzo, quando ti ho detto che sei "cornuto!"»
Ho sorriso e anche lui ha risposto per le rime.
«Sì, amore, sarò anche un cornuto, ma tu sei una magnifica troia! La tua figa è un lago! Ti sei bagnata pensando a quel grosso cazzo che ti ha sfondato tutta! Avrei dovuto dirgli di farti anche il culo!»
Ho sorriso e gli ho detto che era troppo grosso per il mio culetto e lui, per tutta risposta, mi ha girato e me lo ha infilato dentro con un colpo solo, facendomi gemere di piacere. Il giorno dopo, siamo andati in giro per l'isola, curiosando tra le stradine e, infine, fare anche il bagno sulla spiaggia nera, alla base della scogliera. Siamo tornati a bordo e la nave ha salpato per una nuova destinazione. Per quanto lo abbiamo cercato, a bordo non lo abbiamo trovato e, il giorno successivo, siamo tornati di nuovo al porto del Pireo e siamo sbarcati. Una navetta ci ha portato all'aeroporto e, mentre eravamo in coda per imbarcarci sul nostro volo, ho visto il nostro sconosciuto spingere una carrozzella con una signora sopra ed ho visto che degli steward l'hanno imbarcata su di un altro volo. È passato accanto a noi, ma era dall'altro lato di un vetro; per quanto abbia bussato contro quel vetro, lui non è riuscito a sentirmi. È stata un'esperienza strana, sconvolgente e, soprattutto, insolita, ma, durante il volo di ritorno, Lorenzo che mi ha visto un po' triste e mi ha consolato subito.
«Stai tranquilla, amore, che se capita l'occasione, ti darò la possibilità di farmi di nuovo cornuto!»
Ho guardato mio marito e gli ho sorriso; dentro di me ho pensato che ormai avevamo imboccato una strada che ci avrebbe portato sicuramente ad esser, io una troia e lui sempre più cornuto.
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