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Cuckold Dominazione
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La collega

Il vino rosso scivolava nei calici mentre le risate attorno al tavolo si facevano sempre più rumorose. Luca aveva organizzato quella cena per riunire un po’ di amici della vecchia guardia e qualche collega, felice di staccare la spina dal ritmo frenetico dell'ufficio. Tra gli invitati c’era Paolo, collega di reparto brillante, simpatico e con la battuta sempre pronta.


​Nessuno al tavolo, però, poteva immaginare il segreto di Luca. Da mesi, Luca viveva una passione clandestina e travolgente con Loredana, un’altra collega dell'azienda. Conosceva ogni singolo centimetro del suo corpo, le sue zone più sensibili, il modo in cui i suoi occhi si velavano di desiderio e il suono soffocato dei suoi lamenti quando raggiungeva l'orgasmo.


​La serata scivolava via piacevolmente, finché Paolo, complice qualche bicchiere di troppo, piegò la schiena all'indietro e sfoderò un sorriso malizioso.


​«Ragazzi, dovete sentir questa,» esordì Paolo, attirando l'attenzione di tutti. «C'è una in ufficio... una tipa incredibile. Ci sto uscendo di nascosto da un po' di settimane.»


​Luca sorrise perplesso, prendendo un sorso di vino. Non sapeva che Paolo frequentasse qualcuna dell'azienda.


​«Dai, spara! Chi è?» incalzò uno degli amici, battendo il pugno sul tavolo.


​«Si chiama Loredana,» disse Paolo.


​A Luca si gelò il sangue nelle vene. Il cuore gli batté un colpo fortissimo nel petto, la gola gli si seccò all'istante. Cercò di mantenere un'espressione neutra, mentre dentro di sé esplodeva un mix bruciante di incredulità, rabbia e un'improvvisa, perversa scarica di eccitazione.


​«Loredana?» chiese un altro commensale, curioso. «Com'è? Racconta!»


​«Ragazzi, è una bomba atomica,» continuò Paolo, del tutto ignaro del legame tra la donna e Luca. «Ma la cosa assurda è che non l'abbiamo ancora fatto del tutto. C'è una tensione sessuale da impazzire. Ogni volta che ci vediamo la notte, finiamo sempre parcheggiati da qualche parte in macchina.»


​I commensali si sporsero in avanti, palesemente stuzzicati dalla piega piccante della conversazione. Luca, pietrificato, non riusciva a staccare gli occhi da Paolo.


​«In macchina?» chiese una delle ragazze al tavolo, ridacchiando. «E che fate?»


​«Si trasforma,» disse Paolo a voce bassa, assaporando l'attenzione di tutti. «Appena la tocco, divampa. Non facciamo in tempo a parlare che le infilo la mano sotto la gonna o dentro i pantaloni. È sempre, costantemente bagnata fradicia. Ieri sera le ho tolto gli slip: erano letteralmente inzuppati. Lei si mette a cavalcioni su di me, mi apre i pantaloni e inizia a masturbarmi con una foga incredibile, mentre io le infilo due dita dentro e la sento stringere, caldissima, scivolosa...»


​Un mormorio di approvazione e risate maliziose corse lungo il tavolo. Gli amici incitavano Paolo a continuare, assetati di altri dettagli.


​Luca ascoltava ogni singola parola. Conosceva fin troppo bene quelle reazioni. Quando Paolo descriveva il modo in cui lei arcuava la schiena o sospirava nell'oscurità dell'abitacolo, Luca rivedeva esattamente le espressioni erotiche di Loredana: le labbra socchiuse, il respiro affannato, quel rossore caldo che le saliva sul collo quando la brama prendeva il sopravvento. Sapere che un altro uomo le metteva le dita tra le gambe, sentendo il suo umore denso e profumato, provocò a Luca un groppo alla gola e una stretta violentissima al basso ventre. Il suo pene, traditore, si indurì istantaneamente sotto i pantaloni.

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