Giuliana rimase per qualche istante immobile sul divano, con il telefono tra le dita tremanti e il respiro così accelerato che il petto le si sollevava vistosamente. Guardava me, poi lo schermo, poi di nuovo me. L’idea che io sapessi tutto, che fossi geloso ma che al tempo stesso desiderassi ardentemente vederla tra le braccia del mio amico, le stava provocando un corto circuito emotivo devastante. Il rossore scarlatto sul suo viso si era esteso fino alla scollatura della camicetta.
"Quindi... devo scrivergli facendogli credere che tu non sappia nulla?" sussurrò con un filo di voce, le labbra umide e gli occhi lucidi di una complicità del tutto nuova.
"Esatto," risposi, accarezzandole il collo per rassicurarla. "Lui deve essere convinto di fregarmi. Deve sentirsi il predatore che agisce alle mie spalle. Dimmi cosa vuole fare esattamente."
Giuliana deglutì a fatica, abbassando lo sguardo sul display. "Mi ha appena scritto che ha bloccato una stanza in quel piccolo B&B fuori paese per questo sabato pomeriggio. Dice che sua moglie Sara quel giorno sarà a trovare sua madre fuori città, quindi ha la strada libera. E vuole che io trovi una scusa con te... una scusa qualsiasi, per potermi baciare e prendere in quel letto di nascosto da tutti."
Un sorriso involontario mi tese le labbra. L'audacia spavalda di Sergio stava giocando esattamente a favore del mio desiderio inconfessabile. "Perfetto. Rispondigli subito. Digli che ci sarai, e che con me userai la scusa di un pomeriggio di shopping con una tua amica. Ma soprattutto, rassicuralo sul fatto che io sono il solito marito distratto e che non sospetto assolutamente nulla."
Sotto il mio sguardo vigile, Giuliana iniziò a digitare. Le sue dita esitavano sui tasti, animate da un'eccitazione colpevole che le faceva battere il cuore a mille. Scrisse il messaggio mantenendo fede alla messinscena, confermando l'orario e il luogo del B&B, e sottolineando come io fossi totalmente all'oscuro di quella tresca.
Pochi istanti dopo, il telefono vibrò con la risposta immediata di Sergio. Giuliana lesse il testo ad alta voce, con la voce che le oscillava per l'imbarazzo:
«Ottimo, cagnolina. Sabato alle tre ti voglio lì. E ricordati : niente mutandine sotto il vestito. Voglio che tu esca di casa così, camminando accanto a tuo marito sapendo che la tua figa nuda è riservata a me per il pomeriggio. Quell'ingenuo di Luigi non capirà mai niente.»
Giuliana si coprì il volto con le mani, lasciando andare un sospiro tremante. Guardò me, l'uomo che amava e che ora la stava spingendo tra le braccia del suo amante, consapevole che il sabato successivo sarebbe stato l'inizio di una doppia vita in cui il vero ingannato, in realtà, sarebbe stato proprio l'arrogante Sergio.
Il piano per il sabato è stabilito: Sergio è convinto di agire nell'ombra, beffando sia sua moglie Sara che te, mentre tu e Giuliana condividete il segreto di questa sottomissione programmata.
Arrivò il sabato pomeriggio. In casa l'aria era diventata così densa e satura di elettricità che si faceva quasi fatica a respirare. Giuliana passò più di un'ora in bagno a prepararsi, e quando uscì vidi che aveva scelto un abito leggero, lo stesso che favoriva la rapidità dei loro incontri alla balera. Seguendo alla lettera l'ordine di Sergio e la nostra complicità segreta, non indossava assolutamente nulla sotto.
L'orologio segnava le due e mezza. Mancavano solo trenta minuti all'appuntamento clandestino al B&B, dove Sergio la aspettava convinto di beffare me e sua moglie Sara. Giuliana prese la borsa con le mani che le tremavano vistosamente; si avvicinò alla porta d'ingresso e si voltò a guardarmi. Il suo viso andò letteralmente a fuoco, accendendosi di un rosso scarlatto, i suoi occhi erano lucidi e sgranati per l'adrenalina.
"Luigi... ci siamo," sussurrò con un filo di voce, cercando di reggere il mio sguardo. "Sto per andare da lui. Sergio pensa che tu sia un ingenuo e che io gli stia nascondendo tutto."
Prima di lasciarla andare, feci un passo in avanti, bloccandola a pochi centimetri da me. Con un movimento lento e deliberato, allungai la mano destra verso il bordo del suo vestito leggero. Giuliana trattenne il respiro, irrigidendosi mentre facevo scivolare le dita sotto il tessuto, risalendo lungo la coscia fino a raggiungere il centro della sua intimità. La mia mano accarezzò la pelle nuda, calda e già incredibilmente umida per l'eccitazione. Non c'era alcuna barriera. Le mutandine non c'erano la figa era già bagnatissima e vogliosa.
Sfilai lentamente la mano, guardandola dritto negli occhi mentre il suo viso bruciava per l'imbarazzo e la sottomissione.
"Sei libera di andare, Giuliana. Sei libera di fare tutto quello che vuoi con lui, di farti prendere e usare in quel letto come desidera," le dissi con voce bassa, ferma, che non ammetteva repliche. "Ma ad una sola, assoluta condizione: al tuo ritorno mi devi raccontare tutto minuziosamente, per filo e per segno. Non voglio omissioni, non voglio mezze parole e non voglio peli sulla lingua. Voglio sapere ogni singola cosa che ti farà, ogni parola che ti dirà e come ti possederà, senza censure. Ci siamo intesi?"
Giuliana deglutì a fatica, sopraffatta dall'intensità di quel comando che univa la mia gelosia al mio desiderio inconfessabile. "Sì, Luigi... te lo prometto. Ti racconterò ogni singola cosa, tutto."
Si sporse in avanti, mi diede un bacio rapido e dalle labbra salate per l'emozione, poi aprì la porta. La porta si chiuse alle sue spalle con un clic secco, lasciandomi solo nel silenzio della casa, mentre il conto alla rovescia per il suo primo vero incontro con Sergio era ufficialmente iniziato.
Giuliana è uscita di casa completamente nuda sotto l'abito, diretta al B&B con l'accordo di confessarti ogni dettaglio al suo ritorno. Continua ......
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