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BDSM Anali bondage Feticcio Dominazione

Bondage

Ora vi chiederete perché uno prenda la penna in mano e decida di scrivere. In realtà non c’è un motivo, o meglio, una spiegazione esiste, ma è difficile da far comprendere. E questo accade a tutti. Non importa chi essi siano, se scrivano bene o male, se abbiano studiato oppure no. Il desiderio è quello di raccontare. Nel mio caso il racconto è un po’ bollente….. Quello che probabilmente vi colpirà è il fatto che il sottoscritto sia una persona amante di quello che comunemente viene chiamato sesso bizzarro. Chissà perché questa definizione. In realtà, si può affermare, senza il dubbio di essere smentiti, che la mia indole sia piuttosto forte, diciamo risoluta, soprattutto con l’altro sesso. Ora, se qualcuno non avesse ancora capito, stiamo parlando di BDSM. Cos’è? Boh! Alcuni lo chiamano Bondage, altri sadomasochismo. Insomma quel genere di cose che non si racconta al vicino di casa, ma del quale nemmeno c’è da vergognarsi più di tanto. Comunque, tornando al discorso principale, il sottoscritto può essere definito un Master, o un Padrone o se qualcuno preferisce, un gaio pervertito (Che pena per coloro che non coltivano nemmeno un piccolo vizio!). Dicevamo. Sono un Padrone (non pensiate lo dica col tono di un alcolizzato ad una seduta dell’anonima) a cui piace di tanto in tanto avere una donna a propria completa disposizione. “Il solito pervertito da frusta e gatto a nove code”. Se stavate pensando a questo…beh! Lasciate perdere quello che sto scrivendo, magari non vi interessa. Comunque, il piccolo piacere che di tanto in tanto mi pervade è quello di sentire il respiro della mia compagna cercare disperatamente di essere all’unisono col mio. Già unisono, parola che significa anche apprezzamento, voglia di dimostrare al proprio uomo, padrone, amante, di essere la sua donna, l’unico essere femminile per cui valga la pena di interessarsi. Vedere la propria donna disposta a qualsiasi cosa per soddisfare le proprie necessità può essere terribilmente eccitante. Beh! Questa possibilità ho avuto modo di apprezzarla di tanto in tanto e mi ha fatto letteralmente impazzire. Niente corde, pinzette o frustini. Solo il potere di una passione, di un desiderio che diventa ordine, di un ordine che diventa priorità e perché no, a volte anche amore. Che palle penserete. Ci mancava pure il padrone filosofo!. Eh eh eh eh eh !! Non sono un filosofo, ma solo uno a cui piace dominare la propria compagna con l’intelligenza che la razza umana si arroga il diritto di rivendicare. Premesso tutto questo, passiamo al fatto in se. Da poco, la mia dolce schiavetta, quella per cui il mio cuore batteva forte e si sarebbe fatto calpestare (perché succede anche questo ad un padrone che ama!), era andata via. Non vi sto qui a tediare con le motivazioni, l’importante è sapere che con lei avevo vissuto momenti di altissimo erotismo, di passione sfrenata e anche di soave sadomasochismo. Non desideravo un’altra schiavetta, ma per noia decisi di girare per quel meraviglioso mondo di finzione che sono le chat. Non vi racconterò le storie di umanità varia che ho incontrato. Ciò che importa è che in una serata di gaia semi-incoscienza, ho incontrato lei. Bionda, simpatica, attraente e udite udite, intelligente. Ci legava la passione per il sadomaso e per la scrittura. Passammo del tempo parlando di padroni, schiave, letteratura erotica ed amenità varia. Una consuetudine piacevole e rilassante, finchè un giorno decidemmo che, anche se virtualmente, si poteva giocare a fare il padrone e la schiava. Ora, per chi ricorda i momenti esaltanti passati a giocare al dottore e all’infermiera capirà che in fondo poteva essere eccitante. Fissammo un appuntamento virtuale e le diedi istruzioni su come doveva vestire e su cosa doveva avere a portata di mano per essere mia. Quando attraverso lo schermo vidi che si era preparata esattamente come desideravo sorrisi pensando a quello che sarebbe successo di li a poco. La feci spogliare e mettere in ginocchio. Ubbidì. Le ordinai di toccarsi e di raccontare quello che le passava per la mente. Che master del piffero penserete. In realtà, quello che la umiliava, non era eseguire degli ordini protetta dalla distanza di un monitor, ma il dover ammettere a voce che quello che stava facendo le piaceva. L’imbarazzo di quelle parole, l’innocente tentativo di distogliere lo sguardo dalla webcam, era un goffo tentativo di non pensare a quello che stava facendo. A me, però, piaceva…. e molto!. Le ordinai di masturbarsi per me. Ubbidì. Le ordinai di godere guardando la cam. Ubbidì. Le ordinai di gridarmi il suo orgasmo. Ubbidì. Quando finalmente quel sublime momento in cui le membra sembrano esplodere arrivò, guardò dritta la cam e disse “ grazie padrone”. Fu spontanea, semplice e precisa nel ringraziare chi con una sottile costrizione le aveva permesso di godere. Le ordinai di leccare la sua mano e di raccontarmi quel sapore sgorgato tra le sue cosce. Ubbidì. MI guardò imbarazzata ciancicando parole vane nel tentativo di riordinare la mente. La bloccai subito. Le ordinai di masturbarsi ancora. Ubbidì. Tenne la sua mano tra le gambe per circa tre quarti d’ora senza poterla mai fermare. Non contai gli orgasmi consecutivi che assaporò. Furono molti, uno dietro l’altro, senza pause o tentennamenti. Quando decisi che poteva smettere era esausta. Cominciò a ridere. Era imbarazzata e frastornata. Non sapeva né come né perché aveva goduto così tanto davanti ad uno sconosciuto. Non capiva perché, mentre la sua mano si intrufolava tra le labbra della sua vagina, cercava il mio apprezzamento. Voleva soddisfare i miei desideri, dimostrarmi che era capace di ubbidire, di essere mia anche se si trovava a centinaia di chilometri da me. Se siete arrivati fin qui vuol dire che forse vi ho incuriosito un po’. Questo è il mio BDSM. Niente frusta, niente corda o cera. Solo il potere di affascinare con la mente. Una sorta di affinità elettiva che a volte si crea tra due corpi e due anime.
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