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Prima Volta Masturbazione Cuckold
  • piccola

amarcord n. 1 Rebecca

La conobbi mentre seduta su di una panchina del parco mi chiese da fumare , cosa che io non avevo , poi vedendola trasandata nell'aspetto le chiesi : cosa fai qui tutta sola .

Soso fuggita da casa una settimana fa ed ora non so dove andare , di notte dormo per strada o alla stazione e mangio quando mi capita , ma a casa non ci torno .

La guardai negli occhi scoprendo la sua solitudine interiore e le chiesi : posso sedermi e farti un pò di compagnia .

Non parlò ma spostando lo zaino che aveva accanto sulla panchina mi fece capire di si .

Parlammo delle nostre vite , io della mia mia da vadovo , lei della sua da ragazza perennemente soggiocata dalla sua famiglia che voleva per lei una vita fatta di studio e di doveri che a lei andavano stretti .

La portai a casa mia .

Non volli pensare al vicinato e al portiere che mi avrebbe visto entrare nel palazzo dove abitavo , mi lasciai solo guidare dal mio istinto protettivo verso quella ragazzina forse diciottenne che si lasciava guidare da me .

A casa volle da subito farsi una doccia , si chiuse in bagno poi dopo una decina di minuti mi sentii chiamare da lei chiedendomi un pigiama , io ne presi uno dei miei dal cassettone del comò e glielo portai facendoglielo passare attraverso la porta socchiusa del bagno dove la vidi avvicinarsi .

Era bellissima nuda col suo bel corpicino esile e flessuoso che ad ogni passo faceva vibrare le sue piccole tettine appuntite .

Frà poco è pronta la cena , ho preparato un po di pasta , le dissi prima di richiudere la porta .

Arrivo , disse con voce squillante , poi dopo un paio di minuti arrivò a tavola con solo addosso la parte superiore del mio pigiama troppo grande per lei e un dubbio vi venne : se sotto fosse stata senza mutandine .

Questo lo scoprii andando in bagno , appesi a far colare nella vasca vi erano le sue mutandine a fiorellini e il suo reggiseno 

Mangiammo quegli spaghetti conditi con sugo pronto quasi senza parlare poi lei si offrì di lavare i piatti mentre io mi tormentavo nel cercare una soluzione a dove lei avrebbe dormito dato che di letti ne avevo solo uno .

 Tu Rebecca dormirai in camera da letto , io mi sistemerò sulla poltrona in cucina .

Le dissi non osando chiederle se mi volesse accanto , ma lei fu irremovibile nel dire che non me lo avrebbe permesso .

Lei andò a letto , io mi trattenni ancora per qualche minuto in cucina poi andai in bagno dove rividi le sue mutandine , le sfiorai , poi mi avviai in camera da letto .

Entrai che pareva lei dormisse , mi avvicinai al letto e cercando di non fare rumore mi ci infilai ma causa dei miei novantacinque chili di peso e i miei settanta anni , senza tralasciare le molle usurate del letto , feci il solito baccano .

Sentivo la sua presenza , il suo respiro li fermo dritto in quel letto aspettando un suo movimento che mi facesse capire di essere ancora sveglia , ed un suo movimento lo sentii , lo sentii quando poso la mano sulla mia pancia per poi scendere giù sul mio cazzo .   

Vieni qui , le dissi avvolgendole il collo col mio braccio sinistro , lei mi si avvicinò ed io la baciai teneramente sui capelli sentendo la sua mano sempre più curiosa nell'andare a frugare sotto il mio pigiama .

 Con la testa sul mio petto e una mano sul mio cazzo Rebecca mi fece rivivere quei momenti quasi dimenticati che il piacere dava , me lo menò con la sua piccola mano per qualche minuto poi non riuscendo nell'impresa si spazientì e senza dire una parola si intrufolò sotto alle coperte , mi tolse il pigiama e le mutande , lei si tolse la parte superiore del mio pigiama che le avevo dato restando completamente nuda , poi mi cavalcò come per fare il sessantanove dandomi le sue terga da baciare .

Nell'oscurità da quella stanza illuminata solo da una piccola statuetta raffigurante la Madonna posta sul comodino lo vedevo appena il suo culetto che usciva dalle coperte , aprìi quelle maravigliose retondità e mi ci tuffai dentro .

Raccontare quello che ho provato in quel momento , del piacere che mi dava la sua mano sul mio cazzo , il dolce sapore della giovane figa di Rebecca e dal suo culo che tenavo stretto fra le mani ve lo faccio immaginare .

Poi scese allontanandosi dal contatto della mia bocca ma non a quello delle mie mani che continuavno a tenerle il culo apetro .

Sentivo la sua bocca sulla mia cappella ferma immobile con le labbra a cingermi la base , la sua lingua , le sue mani , una sulle palle a stringerle , una sul cazzo a menare fino a portarmi alla sborrata .

La avvisai , ma lei continuò pompandolo sempre più forte .

Mi nascosi in mezzo alle sue dolci chiappette e sborrai .

 

  

 

 

   

 

 

  

   

  

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