Negli ultimi decenni la società ha fatto passi avanti enormi.
Non troppo tempo fa termini come “sei frocio”, “checca” o “lesbicona” erano usati liberamente come insulti quotidiani. Essere attratti da persone dello stesso sesso significava essere derisi, esclusi, discriminati.
Col tempo, grazie al coraggio di tante persone che hanno scelto di esporsi, abbiamo imparato che non si tratta di malattie né di anomalie: sono semplicemente persone che amano chi appartiene al loro stesso sesso. La storia e il linguaggio hanno poi trovato un nome più rispettoso: gay e lesbiche.
Oggi, pur con difficoltà, queste identità sono più riconosciute e accettate.
Eppure, davanti ad altre forme di identità di genere – come intersex, agender, bigender, demi-gender, genderfluid – molti storcono ancora il naso, come se fosse qualcosa di strano, incomprensibile, “una moda”.
Non è così. Esprimere la propria identità non è un capriccio, non è un’etichetta per fare colpo. È semplicemente dire agli altri chi siamo davvero.
Non è una malattia
La psicologia e la medicina hanno chiarito questo punto da tempo:
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1990 ha rimosso l’omosessualità dalle malattie mentali.
Nel 2019 anche l’incongruenza di genere è stata tolta dalle patologie psichiatriche ed è stata inserita nelle condizioni relative alla salute sessuale: questo significa che non è più vista come malattia, ma come parte della varietà umana.
Gli esperti ricordano che la sofferenza non nasce dall’identità, ma dal peso dei pregiudizi, dal rifiuto e dalla discriminazione.
Dire “sono genderfluid”, “sono agender” o “sono intersex” non è una patologia. È un atto di autenticità.
Binario e Non Binario: capire meglio
Per chiarire meglio:
Binario (Binary Gender): significa vivere e riconoscersi stabilmente in uno dei due poli tradizionali – uomo o donna – così come la società ha da sempre definito i generi. La maggioranza delle persone si colloca qui.
Non Binario (Non-Binary): significa non identificarsi del tutto o esclusivamente in questo schema. Può voler dire sentirsi entrambi, nessuno, fluire tra maschile e femminile, o avere un’identità che va oltre questi schemi.
In parole semplici: binario è bianco o nero. Non binario è lo spettro di colori che c’è in mezzo e oltre.
Tutte queste identità rientrano sotto il grande ombrello transgender, cioè chi non si riconosce nel genere assegnato alla nascita.
Da non confondere con transessuale, che indica chi intraprende un percorso medico e sociale di transizione verso l’altro genere.
Le categorie forzate
Eppure, molti spazi – inclusi i siti di annunci e forum come questo – costringono a scegliere categorie limitanti.
Un esempio: chi è genderfluid spesso viene obbligato a inserirsi nella sezione “Trav/Trans”.
Ma un genderfluid non è necessariamente né un travestito né un transessuale. Questa semplificazione forzata dimostra che anche negli ambienti che parlano di libertà e sessualità, in realtà siamo ancora lontani dall’avere strumenti adatti ad accogliere la complessità umana.
Domande per riflettere
Domandati:
Perché gay e lesbiche, un tempo insultati, oggi sono più accettati, mentre davanti a un genderfluid o a un agender torniamo a reagire con diffidenza?
Davvero l’identità di una persona deve rientrare in una categoria “comoda” per meritare rispetto?
Se parliamo tanto di libertà, perché accettiamo che un sito ci obblighi a inserirci in caselle che non ci rappresentano?
L’identità di genere non è una moda, non è una malattia, non è un ruolo recitato.
È la forma più intima e profonda di verità che ognuno porta dentro.
Glossario essenziale su identità e orientamenti
Per non fare confusione tra orientamento sessuale, identità di genere ed espressione di genere, ecco alcune definizioni base:
Gay: uomo che prova attrazione romantica e/o sessuale verso altri uomini. (Orientamento sessuale)
Lesbica (Lesbian): donna che prova attrazione romantica e/o sessuale verso altre donne. (Orientamento sessuale)
Travesta (Crossdresser/Travestite): persona (di solito di sesso maschile) che indossa abiti associati al genere opposto. Può avere finalità erotiche o espressive, ma non implica necessariamente un’identità transgender. (Espressione di genere)
Cisgender (Cis): persona la cui identità di genere corrisponde al sesso assegnato alla nascita. (Identità di genere)
Transgender (Trans): termine “ombrello” (umbrella term) che comprende tutte le identità di genere diverse da quella assegnata alla nascita. Da non confondere con transessuale. (Identità di genere)
Transessuale (Transsexual): persona transgender che intraprende un percorso medico/sociale di transizione verso l’altro genere. (Identità di genere)
Binario (Binary Gender): sistema che riconosce solo due generi, maschio e femmina. (Concetto di genere)
Non Binario (Non-Binary): identità di chi non si riconosce completamente in “uomo” o “donna”. Include genderfluid, agender, bigender ecc. (Identità di genere)
Genderfluid: identità fluida che varia nel tempo o nelle situazioni, tra maschile, femminile o altro. (Identità di genere)
Agender: identità di chi non si riconosce in alcun genere. (Identità di genere)
Bigender: chi si identifica in due generi, in modo alternato o contemporaneo. (Identità di genere)
Demigender: chi sente una parziale appartenenza a un genere (es. demiboy, demigirl). (Identità di genere)
Intersex: persone nate con caratteristiche biologiche (genitali, cromosomi, ormoni) che non rientrano nel binario maschio/femmina. (Caratteristica biologica)
Queer: termine rivendicato con orgoglio per indicare chi non si riconosce nelle categorie rigide di identità di genere o orientamento sessuale. (Identità/Orientamento)
Nota bene: questo glossario non è esaustivo. Le identità e le espressioni di genere sono molte di più, in continua evoluzione e spesso descritte in modi diversi a seconda dei contesti culturali.
Qui trovi solo una panoramica di termini essenziali, utile per distinguere le principali differenze tra orientamento sessuale, identità di genere ed espressione di genere.
E voi?
Cosa provate quando incontrate qualcuno che non rientra nel binario uomo/donna?
È davvero più semplice accettare chi ama lo stesso sesso che chi vive un’identità di genere diversa?
Forse la vera libertà non è parlare di sesso senza tabù, ma smettere di avere paura delle identità che non conosciamo.
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Identità di Genere: oltre le etichette
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JeannyLeggi di più arrotolareNegli ultimi decenni la società ha fatto passi avanti enormi.
Non troppo tempo fa termini come “sei frocio”, “checca” o “lesbicona” erano usati liberamente come insulti quotidiani. Essere attratti da persone dello stesso sesso significava essere derisi, esclusi, discriminati.
Col tempo, grazie al coraggio di tante persone che hanno scelto di esporsi, abbiamo imparato che non si tratta di malattie né di anomalie: sono semplicemente persone che amano chi appartiene al loro stesso sesso. La storia e il linguaggio hanno poi trovato un nome più rispettoso: gay e lesbiche.
Oggi, pur con difficoltà, queste identità sono più riconosciute e accettate.
Eppure, davanti ad altre forme di identità di genere – come intersex, agender, bigender, demi-gender, genderfluid – molti storcono ancora il naso, come se fosse qualcosa di strano, incomprensibile, “una moda”.
Non è così. Esprimere la propria identità non è un capriccio, non è un’etichetta per fare colpo. È semplicemente dire agli altri chi siamo davvero.
Non è una malattia
La psicologia e la medicina hanno chiarito questo punto da tempo:
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1990 ha rimosso l’omosessualità dalle malattie mentali.
Nel 2019 anche l’incongruenza di genere è stata tolta dalle patologie psichiatriche ed è stata inserita nelle condizioni relative alla salute sessuale: questo significa che non è più vista come malattia, ma come parte della varietà umana.
Gli esperti ricordano che la sofferenza non nasce dall’identità, ma dal peso dei pregiudizi, dal rifiuto e dalla discriminazione.
Dire “sono genderfluid”, “sono agender” o “sono intersex” non è una patologia. È un atto di autenticità.
Binario e Non Binario: capire meglio
Per chiarire meglio:
Binario (Binary Gender): significa vivere e riconoscersi stabilmente in uno dei due poli tradizionali – uomo o donna – così come la società ha da sempre definito i generi. La maggioranza delle persone si colloca qui.
Non Binario (Non-Binary): significa non identificarsi del tutto o esclusivamente in questo schema. Può voler dire sentirsi entrambi, nessuno, fluire tra maschile e femminile, o avere un’identità che va oltre questi schemi.
In parole semplici: binario è bianco o nero. Non binario è lo spettro di colori che c’è in mezzo e oltre.
Tutte queste identità rientrano sotto il grande ombrello transgender, cioè chi non si riconosce nel genere assegnato alla nascita.
Da non confondere con transessuale, che indica chi intraprende un percorso medico e sociale di transizione verso l’altro genere.
Le categorie forzate
Eppure, molti spazi – inclusi i siti di annunci e forum come questo – costringono a scegliere categorie limitanti.
Un esempio: chi è genderfluid spesso viene obbligato a inserirsi nella sezione “Trav/Trans”.
Ma un genderfluid non è necessariamente né un travestito né un transessuale. Questa semplificazione forzata dimostra che anche negli ambienti che parlano di libertà e sessualità, in realtà siamo ancora lontani dall’avere strumenti adatti ad accogliere la complessità umana.
Domande per riflettere
Domandati:
Perché gay e lesbiche, un tempo insultati, oggi sono più accettati, mentre davanti a un genderfluid o a un agender torniamo a reagire con diffidenza?
Davvero l’identità di una persona deve rientrare in una categoria “comoda” per meritare rispetto?
Se parliamo tanto di libertà, perché accettiamo che un sito ci obblighi a inserirci in caselle che non ci rappresentano?
L’identità di genere non è una moda, non è una malattia, non è un ruolo recitato.
È la forma più intima e profonda di verità che ognuno porta dentro.
Glossario essenziale su identità e orientamenti
Per non fare confusione tra orientamento sessuale, identità di genere ed espressione di genere, ecco alcune definizioni base:
Gay: uomo che prova attrazione romantica e/o sessuale verso altri uomini. (Orientamento sessuale)
Lesbica (Lesbian): donna che prova attrazione romantica e/o sessuale verso altre donne. (Orientamento sessuale)
Travesta (Crossdresser/Travestite): persona (di solito di sesso maschile) che indossa abiti associati al genere opposto. Può avere finalità erotiche o espressive, ma non implica necessariamente un’identità transgender. (Espressione di genere)
Cisgender (Cis): persona la cui identità di genere corrisponde al sesso assegnato alla nascita. (Identità di genere)
Transgender (Trans): termine “ombrello” (umbrella term) che comprende tutte le identità di genere diverse da quella assegnata alla nascita. Da non confondere con transessuale. (Identità di genere)
Transessuale (Transsexual): persona transgender che intraprende un percorso medico/sociale di transizione verso l’altro genere. (Identità di genere)
Binario (Binary Gender): sistema che riconosce solo due generi, maschio e femmina. (Concetto di genere)
Non Binario (Non-Binary): identità di chi non si riconosce completamente in “uomo” o “donna”. Include genderfluid, agender, bigender ecc. (Identità di genere)
Genderfluid: identità fluida che varia nel tempo o nelle situazioni, tra maschile, femminile o altro. (Identità di genere)
Agender: identità di chi non si riconosce in alcun genere. (Identità di genere)
Bigender: chi si identifica in due generi, in modo alternato o contemporaneo. (Identità di genere)
Demigender: chi sente una parziale appartenenza a un genere (es. demiboy, demigirl). (Identità di genere)
Intersex: persone nate con caratteristiche biologiche (genitali, cromosomi, ormoni) che non rientrano nel binario maschio/femmina. (Caratteristica biologica)
Queer: termine rivendicato con orgoglio per indicare chi non si riconosce nelle categorie rigide di identità di genere o orientamento sessuale. (Identità/Orientamento)
Nota bene: questo glossario non è esaustivo. Le identità e le espressioni di genere sono molte di più, in continua evoluzione e spesso descritte in modi diversi a seconda dei contesti culturali.
Qui trovi solo una panoramica di termini essenziali, utile per distinguere le principali differenze tra orientamento sessuale, identità di genere ed espressione di genere.
E voi?
Cosa provate quando incontrate qualcuno che non rientra nel binario uomo/donna?
È davvero più semplice accettare chi ama lo stesso sesso che chi vive un’identità di genere diversa?
Forse la vera libertà non è parlare di sesso senza tabù, ma smettere di avere paura delle identità che non conosciamo. -
Hai fatto troppe domande ma vediamo di rispondere...
essere gay o lesbo non è una malattia o una cosa negativa.
Anni fa si usavano termini poco eleganti per descriverci ( si descriverci - sono lesbica )
ma queste preferenze sessuali ci sono sempre state e ora c'è un po più di informazione e quindi
anche quelle definizioni negative sono scomparse .. non totalmente ma sono scomparse.
Sulle altre cose forse ci vuole ancora del tempo per capirle bene. Per essere accettate.
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essere gay o lesbo non è una malattia o una cosa negativa.
Anni fa si usavano termini poco eleganti per descriverci ( si descriverci - sono lesbica )
ma queste preferenze sessuali ci sono sempre state e ora c'è un po più di informazione e quindi
anche quelle definizioni negative sono scomparse .. non totalmente ma sono scomparse.
Sulle altre cose forse ci vuole ancora del tempo per capirle bene. Per essere accettate.