Sorgi adesso dentro,
incorporeo ma intenso,
scandito,
convulso,
febbrile,
come dissesto che squarcia il tremolio del corpo e incalza un flebile,
passionale respiro che nel petto risuona.
Risveglio dei sensi,
ansia famelica d’assenza.
Disarmata mi travolgi in istanti di turgido bramare.
Cingi i polsi,
sbiadisco la voce roca mentre il sole già dardeggia sulla pelle che trema.
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