Isola in mezzo alla città fremente, oblioso cader d acqua lustrale
dinanzi a te sue voglie virulente sfoga il mortale.
Dinanzi a te nulla di sè si cela quando con mano tremebonda slacci
il ribelle botton della bottega e il membro cacci.
Cazzi di vecchi lividi e avvizziti, robuste nerchie rugiadose e forti
cazzi d onesti, cazzi di banditi. cazzi contorti.
Augelletti di bimbi ancora in seme e avvolti nell ovatta
libidinosi bischeri da cui geme fuor la goccia dei lussuriosi
Tutto conosci tutto sai di noi, o vecchio rugginoso vespasiano
pieno di scritte:
ECCO IL CAZZO A VOI - IL CULO VE LO DA GIULIANO -
VIA IL BERLUSCA - VIVA LA REPUBBLICA -
UGO CORNUTO - GABRIELLA TROIA.
Con te si sfoga l opinione pubblica e non t annoia.
Non t annoia veder tanti coglioni di questa umanità che s arrovella,
il piscio umano le umane opinioni, l acqua cancella.
L acqua cancella scritte e porcherie, mentre d intorno la città,
convulsa, delirando febbrili fantasie, s agita e pulsa.
Ti saluto dal mio cuor profondo, acqua dei cessi pubblici che canti
sei più pulita dell onor del mondo e non ti vanti.
Che vuoi che dica: non c è cosa più semplice e serena
di questo innocuo sfogo alla vescica quando è ripiena.
Ora socchiudo la patta in fretta. chè la mia bimba quell affar nascosto
ch abbia finito la pisciata aspetta, poco discosto.
Lei infatti, intanto la sua fica pelosa tra le cosce strofina
sognando tremebonda, ansiosa l aggressione caprina.
Ed io allor, con la mano, impugnando il mio brando
deciso, glielo infilo nell ano, ansimando, sfondando.
E così, dopo tal salutare pisciata. godiamo sì pienamente,
ambedue, finalmente
CHE SOLENNE SBORRATA. !
ODE AL VESPASIANO
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20 anni fa
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