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MANTOVA - IL PITTORE - storia vera

Mi aveva rimorchiato in una zona di car sex vicino allo stadio, dove di notte c'è sempre un bel giro. Quella sera mi ero già accoppiato con due uomini, entrambi li avevo soddisfatti con la bocca, ma avevo ancora voglia. Fatto sta che mi dice di essere un pittore e di avere lo studio lì vicino. Lo seguo con la mia macchina, parcheggiamo, mi fa salire. Il posto è molto bello, un vero studio di artista, quadri dappertutto, un certo disordine che fa atmosfera. Lui è gentile, mi piace, ci accomodiamo su un divano e senza fretta iniziamo a coccolarci, ci baciamo, ci accarezziamo ancora con i vestiti addosso. Poi d'un tratto suona il campanello e lui mi spiega di avere un appuntamento con due potenziali compratori, e se ne era dimenticato. Per cui mi dice di aspettarlo nell'atelier e scende al piano terra a riceverli, lasciandomi febbrile per il desiderio. Sento che parlano, contrattano, poi per intrattenerli e avere più tempo per vendere i suoi quadri addirittura gli offre un caffè. E io su ad aspettare, eccitatissimo e voglioso come una sposina: l'ambiente artistico mi aveva conquistato, immaginavo di essere nella Parigi libertina delle belle époque, quelle cose lì, insomma, fatto sta che avevo una voglia matta di fare sesso con lui! La cosa si fa lunga, io perdo la pazienza, sto per scendere, o per chiamarlo con un "Amore allora!", ma mi trattengo... fino a un certo punto. Preso da un raptus, mi spoglio completamente e mi rimetto adagiato mollemente sul divano, il cazzino duro per l'emozione. "Se salgono, pazienza... magari mi si fanno tutti e tre!" penso. Ma ho il cuore in gola perché non so come potrebbe reagire il pittore. E dopo qualche minuto sento che li invita a salire, per vedere altri quadri... certo non immagina di trovarmi tutto nudo... I tre si bloccano di botto sulla soglia della stanza vedendomi. Il pittore mi fulmina con gli occhi ma riesce a controllarsi, gli altri due sono decisamente sorpresi. "Sì..." fa il pittore, "è un mio modello... stavamo iniziando una posa...". Io li guardo in viso uno dopo l'altro, ho il cuore che batte all'impazzata ma non lo do a vedere, cerco di essere spavaldo e con lo sguardo li invito a pasteggiare tutti e tre con il mio piccolo corpo di fro cetto in calore. Ma purtroppo non abboccano. Il pittore con una scusa riesce a riportarli dabbasso, e in breve sento che conclude la vendita di due quadri e congeda i clienti. Sale su che è una furia: "Ma che cazzo fai..." mi ringhia addosso. Fa come per darmi un ceffone, poi si ferma, ma io gli dico: "Sì... puniscimi...". Lui esita un attimo, poi mi colpisce una guancia, non troppo forte, è più il gesto, con il quale mi umilia e afferma la sua predominanza su di me. La cosa mi fa impazzire di desiderio. "Ancora... fallo ancora..." gli dico. Ma lui non lo fa, mi guarda perplesso. "Mi hai lasciato quassù da solo dopo avermi scaldato con baci e carezze... mi hai lasciato solo che avevo una voglia matta di te..." e intanto noto che sul davanti i suoi pantaloni si sono gonfiati parecchio. "Fai l'amore con me..." gli dico, e intanto mi giro dandogli la schiena, il cuore che va a mille per l'emozione. Lui chiaramente capisce: "Io ti inculo...". Sento che si apre i pantaloni, poi mi è sopra con il suo peso. Mi penetra a pelle, come piace a me, sbrigativamente, in maniera rozza, cercando di forzare nel mio buchino stretto, e mi fa male. Sono nudo sotto di lui, ora è quasi tutto dentro di me, l'ano mi duole ma è così che lo volevo, brutale e senza rispetto. Mi scopa per qualche minuto in silenzio, senza una carezza, senza una parola, ogni tanto mi sputa sul buchino per lubrificarlo, ma non serve a granché. Io cerco di rilassarmi, lo lascio fare, e insieme al dolore della penetrazione sopravviene una sorta di languore che nasce dal calore dei due corpi uniti e dal fatto che mi piace sentirmelo addosso. Poi d'un tratto, come avviene sempre, i suoi colpi si fanno più veloci e lui viene, mi sborra nel retto, posso sentire il calore del suo sperma dentro di me. E' dolce, sono felice di aver dato piacere a quest'uomo che non rivedrò più...

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